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        <title><![CDATA[Redazione]]></title>
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        <description><![CDATA[Italia24.news | Notizie in Tempo Reale su Politica, Economia, Cronaca e Sport - Redazione]]></description>
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                    <dc:rights><![CDATA[©2026 Italia24 News - Powered by Brain X Corp]]></dc:rights>
        
                        <item>
                    <title><![CDATA[l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e l'OGS rafforzano il monitoraggio dei fenomeni sismici con la rete nazionale MEET]]></title>

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                    <description><![CDATA[Installate nuove stazioni idrogeochimiche automatiche in tutta Italia, con quattro nuovi siti permanenti in Friuli, per integrare dati geochimici, sismologici e di deformazione crostale nello studio dei terremoti]]></description>

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                    <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 14:20:10 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia<span> </span><b>(INGV)</b>, in particolare la Sezione di Palermo<span> </span><b>(INGV - PA)</b>, in<span> </span><b>collaborazione con</b><span> </span><b>l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale</b><span> </span>-<span> </span><b>OGS</b>, ha ha  implementato nel nord-est d'Italia nell'ambito del progetto PNRR-MEET (Monitoring Earth's Evolution and Tectonics)<span> </span><b>la rete nazionale di monitoraggio idro-geochimico nelle aree sismiche italiane</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">In particolare, in <strong>Friuli</strong> sono state installate <strong>quattro nuove stazioni permanenti dedicate al monitoraggio dei parametri idrogeochimici in aree considerate strategiche per lo studio dei processi sismogenetici.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"><strong>MEET</strong> è un progetto infrastrutturale che ha contribuito al potenziamento della rete idrogeochimica dell'INGV distribuita sull'intero territorio nazionale. Queste attività di progetto prevedevano <strong>l'installazione di 25 nuove stazioni permanenti sul territorio nazionale per la misura continua di temperatura, conducibilità elettrica e livello dell'acqua di pozzi e sorgenti, </strong>oltre ai principali parametri meteorologici. L'infrastruttura è stata progettata con sistemi di acquisizione dati omogenei e protocolli informatici condivisi per garantire nel tempo acquisizione, archiviazione, elaborazione e utilizzabilità dei dati provenienti da ogni singola stazione.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">«L'obiettivo scientifico del monitoraggio integrato con altre osservazioni multidisciplinari è migliorare la comprensione del ruolo dei fluidi nei processi che generano i terremoti. Le acque sotterranee, infatti, possono mostrare  sensibili variazioni dei parametri chimico-fisici o delle portate in relazione ai processi di deformazione della crosta terrestre e all'attività sismica. Il riconoscimento e l'interpretazione tempestiva di queste variazioni forniscono informazioni fondamentali per comprendere i processi sismogenici e individuare discontinuità tettonico-strutturali difficilmente rilevabili con altri metodi di indagine», spiega <strong>Antonio Caracausi</strong>, ricercatore dell'INGV.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">In generale, i siti destinati all'installazione delle strumentazioni sono stati individuati grazie a studi precedenti congiunti a nuove indagini idrogeochimiche condotte nelle aree selezionate.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">«Oltre alla misura dei parametri chimico-fisici delle acque e di quelli meteorologici, le stazioni possono essere implementate con strumenti per il monitoraggio continuo di parametri geochimici nelle acque, come la pressione parziale di anidride carbonica (PCO2) disciolta e la composizione dei gas disciolti, e in atmosfera e nei suoli, attraverso la misura dei flussi di anidride carbonica (CO2) e della composizione chimica e isotopica dei gas», aggiunge <strong>Caracausi</strong>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Il monitoraggio idro-geochimico in Friuli viene sviluppato in un contesto multidisciplinare, nel quale i dati geochimici vengono integrati con dati sismologici, di deformazione crostale e altre osservazioni geofisiche, con l'obiettivo di costruire modelli crostali per l'interpretazione dei fenomeni naturali collegati ai terremoti.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">«Negli ultimi anni l'OGS, in collaborazione con l'Università degli Studi di Trieste, ha significativamente potenziato la rete di sensori presente in Friuli. Questa installazione è un ulteriore contributo dell'Ente all'innovazione tecnologica e scientifica del monitoraggio dell'attività sismica, che non si limita al contesto locale o nazionale», commenta <strong>Alessandro Vuan</strong>, primo ricercatore del Centro di Ricerche Sismologiche dell'OGS.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">«Le stazioni idrogeochimiche andranno infatti a implementare un sistema di monitoraggio nel contesto delle attività del NFO-NITRO (Near Fault Observatories - Northeastern Italy ThRust faults Observatory), che fa parte della rete pan europea di infrastrutture di ricerca sulle Scienze della Terra Solida EPOS. NITRO è uno dei tre sistemi di monitoraggio delle faglie attive di questo tipo presente in Italia: vengono installati in prossimità di un sistema di faglia per osservare in modo integrato i processi fisici e chimici che precedono, accompagnano e seguono l'attività sismica», aggiunge <strong>Vuan</strong>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Le attività di monitoraggio sismico già svolte dall'OGS sul territorio regionale del Friuli e la collaborazione tra INGV, OGS e Università di Trieste fanno sì che l'area interessata dal terremoto del 1976 rappresenti oggi una delle zone meglio strumentate in Europa per il monitoraggio multidisciplinare finalizzato alla comprensione dei processi sismogenetici.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">In generale, i dati delle <strong>stazioni idrogeochimiche in NITRO-NFO</strong> contribuiranno anche ai risultati scientifici della nuova rete di monitoraggio idrogeochimica INGV. Questa rete nazionale INGV  è ancora nella sua fase iniziale, poiché l'installazione delle stazioni del progetto MEET  si è appena conclusa. La nuova infrastruttura consentirà la <strong>diffusione libera dei dati e dei metadati attraverso una piattaforma sviluppata dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA)</strong> oltre che naturalmente attraverso i canali di distribuzione INGV.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">I prossimi passi riguarderanno l'osservazione dei dati filtrati e il potenziamento delle stazioni nei siti considerati più interessanti dal punto di vista scientifico.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Fusione inerziale: alla National Ignition Facility un esperimento a guida italo-tedesca ottiene raggi gamma da record ]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/fusione-inerziale-alla-national-ignition-facility-lesperimento-a-guida-italo-tedesca-ottiene-raggi-gamma-record</link>
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                    <description><![CDATA[Presso la National Ignition Facility, un team con ricercatori ENEA ha condotto un esperimento che per la prima volta ha convertito energia in raggi gamma ed elettroni, con unefficienza fino a dieci volte superiore rispetto a quanto ottenuto finora a livello mondiale]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_068a514786ffcaca15f3b6e26c0b3b21.webp" length="29454" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 14:20:02 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p>Presso l'impianto laser più grande e con la maggiore energia al mondo, la National Ignition Facility (NIF) in California, un team composto da ricercatori<span> </span><strong>ENEA</strong>,<span> </span><strong>Università di Francoforte</strong><span> </span>(Germania),<span> </span><strong>Centro Ricerche GSI di Darmstadt</strong><span> </span>(Germania) e<span> </span><strong>Lawrence Livermore National Laboratory</strong><span> </span>(USA), ha condotto l'esperimento "<span><strong>Ultra-bright MeV photon sources driven by direct laser accelerated (DLA) electrons on ARC</strong></span><span> </span>che per la prima volta è riuscito a <strong>convertire energia in raggi gamma ed elettroni</strong> con unefficienza fino a dieci volte superiore rispetto a quanto precedentemente ottenuto a livello mondiale.</p>
<p></p>
<p>Il risultato è stato raggiunto mediante il<span> </span><strong>laser Advanced Radiographic Capability</strong><span> </span>(ARC) della NIF e grazie allimpiego di materiali avanzati micro-strutturati, detti foam, a bassa densità (dellordine di pochi milligrammi per centimetro cubo). Il test è stato preceduto da un intenso lavoro con diversi partner europei e da campagne sperimentali svolte presso gli <strong>impianti laser Phelix del GSI in Germania e ABC dellENEA a Frascati (Roma).</strong></p>
<p></p>
<p>«Si tratta di un progresso molto importante nello sviluppo di nuove sorgenti di particelle e radiazioni generate per mezzo di laser, tecnologie che hanno applicazione diagnostica estremamente rilevante nella<span> </span><strong>fusione nucleare a confinamento inerziale</strong><span> </span>e in altri campi avanzati della ricerca scientifica», sottolinea <strong>Fabrizio Consoli </strong>del Dipartimento Nucleare dellENEA nel Centro Ricerche di Frascati e<span> </span><em>principal investigator</em><span> </span>dellesperimento alla NIF, insieme a <strong>Olga Rosmej</strong> dellUniversità di Francoforte-Centro di ricerca GSI di Darmstadt. «Ogni esperimento alla NIF è altamente sofisticato e richiede mesi o anni di preparazione. La precisione e l'affidabilità di questa infrastruttura laser e delle sue diagnostiche sperimentali sono impareggiabili per ottenere nuovi stati di materia ad alta densità di energia. Per questo è particolarmente significativo che una collaborazione guidata da un team italo-tedesco sia riuscita, per la prima volta, a condurre con successo un esperimento presso questa struttura superando un processo di selezione internazionale estremamente rigoroso nell'ambito del programma NIF Discovery Science».</p>
<p></p>
<p>Nello specifico, ha dimostrato un'efficienza di conversione energetica in raggi gamma ed elettroni. «È un esempio emblematico ed estremamente significativo di come laccesso a impianti di così grande scala come la NIF si possa ottenere grazie al lavoro svolto in impianti laser di scala molto più piccola, che consentono di ottenere una fondamentale base sperimentale documentata, robusta e solida», aggiunge <strong>Consoli</strong>.</p>
<p></p>
<p>Limpianto laser ABC del Centro Ricerche Frascati dellENEA è lunico in Italia che consente studi di fusione inerziale con intensità laser e regimi temporali coerenti con quelli della NIF - anche se con solo due fasci e con energia e scala molto più piccola - e che produce impulsi laser con la maggiore energia in Italia (per un totale di 200 J). La task force INER dellENEA, che lo gestisce, porta avanti da più di due decadi le attività su questi materiali innovativi, con attività di ricerca di tipo sperimentale, teorico e di sviluppo diagnostiche e un ruolo di primo piano riconosciuto a livello internazionale.</p>
<p></p>
<p>«ABC fa parte della grande associazione europea<span> </span><a target="_blank" rel="noopener" href="https://laserlab-europe.eu/">Laserlab-Europe AISBL</a><span> </span>che comprende 45 istituti internazionali con i maggiori impianti laser europei, ed è una risorsa di rilievo per la comunità scientifica e tecnologica italiana e internazionale, sia pubblica che privata», spiega <strong>Mattia Cipriani</strong>, ricercatore della task force INER del Dipartimento Nucleare dellENEA e coordinatore del Laserlab-Europe AISBL Expert group<span> </span><a target="_blank" rel="noopener" href="https://laserlab-europe.eu/expert-groups/micro-and-nano-structured-materials-for-experiments-with-high-power-lasers/"><em>Micro- and nano-structured materials for experiments with high-power lasers</em></a><span> </span>relativo ai materiali foam.</p>
<p></p>
<p>Studi, attività, progetti e progressi nel campo della fusione nucleare a confinamento inerziale saranno presentati alla 21a edizione del<span> </span><a target="_blank" rel="noopener" href="https://agenda.enea.it/event/1142/">Direct Drive and Fast Ignition Workshop (DDFIW)</a>, in programma dall8 all11 giugno 2026 presso il Centro di Ricerche ENEA di Frascati (Roma), dove il 12 giugno si terrà il<span> </span><strong>satellite meeting</strong><span> </span>dellevento, come giornata dincontro del <strong>Laserlab-Europe AISBL Expert group</strong><span> </span><a target="_blank" rel="noopener" href="https://laserlab-europe.eu/expert-groups/micro-and-nano-structured-materials-for-experiments-with-high-power-lasers/"><em>Micro- and nano-structured materials for experiments with high-power lasers</em></a>.</p>
<p></p>
<p>La NIF è l'impianto laser più grande e con la maggiore energia al mondo, costituito da 192 fasci laser di alta energia e potenza ed è il luogo in cui, nel 2022, per la prima volta nella storia sono stati ottenuti<span> </span><a href="https://www.media.enea.it/comunicati-e-news/archivio-anni/anno-2021/storico-risultato-per-la-fusione-nucleare-a-confinamento-inerziale.html">risultati fondamentali per la fusione nucleare a confinamento inerziale</a>: si è riusciti a ottenere una quantità di energia da fusione nucleare, prodotta per effetto dello schema a confinamento inerziale, superiore a quella iniettata dai laser che hanno alimentato lesperimento. I risultati della NIF sono andati costantemente in crescendo negli anni,<span> </span><a target="_blank" rel="noopener" href="https://lasers.llnl.gov/about/keys-to-success/nif-sets-power-energy-records">arrivando a produrre un quantitativo di energia da fusione maggiore di oltre 4 volte quello iniettato dai laser nellesperimento</a><span> </span>(8.6 MJ di fusione contro 2.08 MJ energia laser).</p>
<p></p>
<p>La notizia è stata pubblicata sul sito di<span> </span><a target="_blank" rel="noopener" href="https://laserlab-europe.eu/european-american-collaboration-achieves-up-to-10x-boost-in-relativistic-particle-and-gamma-ray-flux-at-nif-arc/">Laser Lab Europe</a>, associazione internazionale del settore che riunisce 48 infrastrutture di ricerca laser di 22 Paesi europei.</p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Milano Green Week: l'assemblea "Giovani e clima: Idee per il Futuro di Milano"]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/milano-green-week-lassemblea-giovani-e-clima-idee-per-il-futuro-di-milano</link>
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                    <description><![CDATA[L'assemblea "Giovani e clima: Idee per il Futuro di Milano", presenta alla città le proposte per accelerare verso la transizione ecologica]]></description>

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                    <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 14:19:53 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p><span><strong>L'introduzione di macchinette per la restituzione di bottiglie di plastica e lattine</strong>, <strong>in cambio di un rimborso</strong>, per sensibilizzare e favorire comportamenti virtuosi; l'organizzazione di <strong>appuntamenti in cui scambiare abiti usati</strong> ma ancora in buone condizioni nelle scuole superiori e anche tra diversi istituti per combattere l'impatto del fast fashion e trovare alternative economiche e sostenibili. E ancora: l'attivazione di <strong>corsi scolastici sull'uso del digitale e dell'Intelligenza Artificiale</strong>, rivolti sia a docenti sia a studenti, con particolare attenzione agli impatti ambientali delle tecnologie hardware e software; la creazione di spazi di discussione per sviluppare una maggiore <strong>consapevolezza ambientale e sociale</strong>, favorire la <strong>socializzazione tra i giovani</strong> e ampliare le prospettive e gli scambi tra le diverse generazioni.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Sono alcune delle idee per la Milano del futuro emerse nei mesi di lavoro <strong>dell'Assemblea dei Giovani sul clima, </strong>che dallo scorso febbraio ha coinvolto 77 giovani tra studentesse e studenti delle scuole superiori della città in un percorso di ascolto, confronto, proposte e lavoro collettivo sui temi della transizione ecologica.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Il percorso portato avanti dall'Assemblea e le proposte emerse sono state presentate oggi, giorno di apertura ufficiale della Milano Green Week, durante l'evento "<strong>Giovani e clima: Idee per il Futuro di Milano</strong>", un momento pubblico di restituzione e confronto aperto alla città a cui ha partecipato anche l'assessora all'Ambiente e Verde Elena Grandi.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>«</span><span>Le proposte elaborate dai giovani componenti dell'Assemblea sono un contributo prezioso per l'Amministrazione e per le scelte future che siamo e saremo chiamati a prendere: attraverso idee innovative e molto concrete, e una forte sensibilità verso le sfide ambientali e sociali del nostro tempo, le nuove generazioni dimostrano ogni giorno di volere essere sempre più protagoniste attive del cambiamento che vogliamo per le nostre città  spiega l'assessora <strong>Elena Grandi</strong> . Per questo motivo, abbiamo fortemente voluto un'Assemblea che raccogliesse proprio il loro punto di vista, certi dell'importanza di una collaborazione tra Amministrazione e mondo giovanile: i giovani, infatti, con il loro slancio e la loro propositività sono per noi il migliore stimolo a fare sempre di più e meglio per la transizione ecologica delle nostre città».</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>L'Assemblea dei Giovani sul Clima  sul modello collaborativo portato avanti da un lato con i cittadini e le cittadine di Milano (Assemblea Permanente dei cittadini per il Clima), e dall'altro con imprese e aziende del territorio (Alleanza per l'Aria e il Clima)  è un'esperienza partecipativa promossa dal <strong>Comune di Milano</strong> nell'ambito del progetto europeo Power Up, nato per coinvolgere le fasce giovanili nelle politiche pubbliche sul clima.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>L'evento del 6 giugno, all'interno della settimana dedicata all'ambiente e al verde, è occasione per condividere con la città questa ambiziosa esperienza, prima nel suo genere in Italia, che ha coinvolto le fasce giovanili in un percorso articolato durato diversi mesi: dopo la prima fase di progettazione partecipata, in cui sono state scelte le <strong>tematiche di lavoro riguardanti la transizione ecologica di forte rilevanza sia per i giovani che per l'Amministrazione</strong>, il lavoro è proseguito nei mesi successivi con incontri in forma plenaria basati su formazione, confronto e lavoro di gruppo accompagnati da facilitatori, esperti e stakeholder del territorio, con l'obiettivo di sviluppare proposte concrete per la città.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>I quattro ambiti chiave individuati sono stati: <strong>partecipazione giovanile, impatto ambientale del digitale e dell'intelligenza artificiale, modelli di consumo, rifiuti e packaging, fast fashion. </strong></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Nel corso dei lavori sono emerse diverse proposte per ciascun ambito tematico da cui, attraverso un processo di valutazione basato su impatto e fattibilità, è stata individuata una proposta prioritaria. Le proposte selezionate rappresentano oggi un contributo concreto al dialogo tra giovani e istituzioni e verranno portate all'attenzione dell'Amministrazione comunale che, insieme agli stakeholder del territorio, si impegna a valutarne e sostenerne l'attuazione.<br></span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Liquidi prossimi a diventare vetro: presso l'European Synchrotron Radiation Facility uno studio sulla rigidità dei vetri]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/liquidi-prossimi-a-diventare-vetro-presso-leuropean-synchrotron-radiation-facility-uno-studio-sulla-rigidita-dei-vetri</link>
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                    <description><![CDATA[In uno studio pubblicato su Nature Physics, i ricercatori dell'European Synchrotron Radiation Facility, grazie a misure avanzate con raggi X, hanno chiarito l'origine microscopica della rigidità dei vetri, aprendo la strada alla progettazione di materiali con proprietà migliori]]></description>

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                    <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 14:19:45 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-b0124f79-7fff-1354-5104-cd72441c0082"><span>Uno studio condotto al centro di luce <strong>dell'European Synchrotron Radiation Facility (ESRF)</strong> di <strong>Grenoble</strong> da parte di ricercatori delle <strong>Università libre di Bruxelles, Padova, Pisa e ESRF</strong> pubblicato su «<strong>Nature Physics</strong>» con il titolo "</span><a href="https://www.nature.com/articles/s41567-026-03320-5" target="_blank" rel="noopener"><span>Crossover of quasi-localized dynamics and diffusion in supercooled liquids</span></a><span>" </span><span>riscrive la <strong>dinamica molecolare dei liquidi</strong> <strong>verso lo stato vetroso</strong>. Dalla pubblicazione emerge che la "danza delle molecole" non è composta da movimenti isolati, ma da un unico meccanismo coerente.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Cosa separa un liquido che scorre da un vetro solido e fragile</strong>? A prima vista, la risposta sembra banale: nel primo gli atomi si muovono liberamente, nel secondo sono bloccati. Eppure, per i fisici della materia, la cosiddetta "<strong>transizione vetrosa</strong>" è uno degli enigmi più complessi della natura. Raffreddando un liquido verso lo stato di vetro, il tempo necessario alle molecole per riorganizzarsi cresce in modo esponenziale, ma la loro struttura atomica quasi non cambia.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Com'è possibile che un sistema diventi rigido senza mutare l'ordine dei suoi componenti?</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per decenni, la fisica ha interpretato questo fenomeno come una sovrapposizione di movimenti distinti. A tempi lunghi c'è il rilassamento strutturale, il processo principale in cui le molecole riescono finalmente a sfuggire dalle "gabbie molecolari" formate dai loro vicini, permettendo al liquido di fluire. All'estremo opposto, a tempi corti, ci sono le vibrazioni frenetiche degli atomi all'interno di quelle stesse gabbie.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In mezzo a questi due estremi si colloca il misterioso <strong>rilassamento di JohariGoldstein</strong>, identificato negli anni Settanta. Per cinquant'anni ci si è chiesti se si tratti di un movimento autonomo e locale o se piuttosto sia legato alla danza principale del liquido.</span></p>
<p dir="ltr"><span> </span></p>
<p dir="ltr"><span>«Il rilassamento di Johari-Goldstein gioca un ruolo cruciale nei vetri perché è all'origine della loro mobilità residua - </span><span>dice <strong>Giulio Monaco del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Padova</strong></span><span> - ed è legato a proprietà importanti ma non facilmente prevedibili quali la duttilità o la resistenza alla cristallizzazione; la sua origine microscopica fino ad oggi restava poco chiara».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Oggi, questo team internazionale di ricerca utilizzando l'ESRF ha sfruttato una tecnica d'avanguardia, <strong>l'interferometria</strong> nel dominio del tempo a <strong>raggi X, </strong>per investigare questo mistero della fisica. Lo strumento utilizzato ha permesso da un lato di osservare il movimento molecolare su scala atomica in una finestra temporale (tra i 10 nanosecondi e i 10 microsecondi) finora quasi inaccessibile e dall'altro "isolare la firma" del rilassamento di Johari-Goldstein.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Il nostro esperimento fornisce informazioni sul rilassamento di Johari-Goldstein nello spazio reciproco e queste informazioni - </span><span>racconta <strong>Federico Caporaletti dell'Experimental Soft Matter and Thermal Physics dell'Université libre de Bruxelles</strong></span><span> - vanno poi "trasformate" nello spazio reale. L'immagine di questo rilassamento nello spazio reale diventava sempre più nitida via via che aumentavano le informazioni a nostra disposizione nello spazio reciproco finché, ad un certo punto, abbiamo capito».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I risultati, pubblicati su Nature Physics, ribaltano le vecchie convinzioni: <strong>il rilassamento beta non è un evento isolato e indipendente. Al contrario, è il precursore diretto del rilassamento strutturale</strong>: è il primo segnale di cedimento delle gabbie molecolari che, infine, porta alla fluidità del materiale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Sebbene lo studio non cancelli i modelli precedenti, suggerisce che la distinzione tra i vari tipi di rilassamento sia più formale che sostanziale: a livello microscopico, la dinamica è profondamente interconnessa.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Dopo quasi dieci anni di ricerche nei nostri laboratori e presso ID18 a ESRF, abbiamo finalmente capito l'origine microscopica di alcune proprietà molto importanti dei vetri - </span><span>conclude <strong>Simone Capaccioli del Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa</strong></span><span> -. Questi risultati potranno contribuire a progettare vetri con proprietà sempre più rispondenti alle richieste della società».</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[ Consiglio Nazionale delle Ricerche e Ministero: insieme per la resilienza idrica delle isole minori]]></title>

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                    <description><![CDATA[Al centro dell'evento a Roma: soluzioni innovative per contrastare la crisi idrica]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_65cf3c0acf1f3417413cec8c29cd6732.webp" length="74840" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 17:21:48 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Si è svolto oggi a Roma, presso la sede centrale del <b>Consiglio nazionale delle ricerche</b>, l'evento "<b>Isole resilienti: la sfida dell'acqua</b>" <i> </i>promosso congiuntamente dal <b>Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente del Cnr</b> (Cnr-Dsstta) e dal <b>Ministero per la Protezione Civile e le Politiche del Mare</b>: al centro del confronto, il tema della crescente difficoltà idrica che interessa le isole minori italiane, territori particolarmente esposti agli effetti dei cambiamenti climatici e a criticità strutturali nell'approvvigionamento delle risorse. Un momento di confronto tra istituzioni, sistema della ricerca, università, enti tecnici e rappresentanti locali.</span></div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Le isole minori italiane rappresentano uno straordinario patrimonio ambientale e di biodiversità: la loro tutela richiede un approccio integrato, capace di valorizzare il patrimonio conoscitivo scientifico e di sostenere e supportare le comunità locali attraverso nuovi modelli socio-ecologici e strategie di gestione sostenibile delle risorse», dichiara il <b>Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci</b>: «Rafforzare le azioni di contrasto alla crisi idrica significa promuovere soluzioni innovative per l'approvvigionamento e l'uso efficiente della risorsa idrica: in questa complessa governance, quindi, emerge il ruolo strategico della comunità scientifica per agire in tutela di questi fragili ecosistemi, supportando amministrazioni e decisori».</span></div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Un contributo messo in luce anche dal <b>Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Andrea Lenzi: «</b>Ringrazio il ministro Musumeci per la forte attenzione posta fin da subito al tema delle isole minori, luoghi in cui gli effetti dei cambiamenti climatici assumono un ancor maggiore evidenza: il CNR, grazie alle proprie reti di osservazione e monitoraggio, è in grado di fornire dati, strumenti e conoscenze per trasformare le specificità di questi territori in modelli innovativi di sostenibilità e resilienza per una migliore pianificazione dei servizi pubblici, a partire da quelli per la salute, e per l'intero contesto mediterraneo». Va in questa direzione l'<strong>Osservatorio Isole Sostenibili, promosso dal Cnr-Dsstta diretto da Francesco Petracchini: uno strumento tramite il quale raccontare quanto sta avvenendo nelle isole minori italiane nei settori dell'energia, dell'acqua, dei rifiuti, della mobilità, stimolando scambi di esperienze e favorire l'accelerazione della transizione sostenibile</strong>.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"> </span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">In questo contesto è stato<strong> approfondito il ruolo delle isole minori come sistemi complessi, in cui la scarsità d'acqua si intreccia con dinamiche socioeconomiche, pressioni turistiche e fragilità ambientali</strong>. La resilienza dei territori insulari passa quindi per politiche ambientali e di adattamento climatico, gestione dei rischi legati a siccità ed emergenze, interventi infrastrutturali e strategie di pianificazione integrata. Sono state illustrate esperienze concrete di contributo della ricerca e dell'innovazione nello sviluppo di soluzioni sostenibili per la produzione, il trattamento e l'uso efficiente della risorsa idrica, incluse tecnologie avanzate per la purificazione e la dissalazione. Tra questi, i processi a membrana per la dissalazione dell'acqua di mare su cui è attivo il Cnr-Itm;<strong> l'utilizzo di materiali innovativi</strong> quali membrane a fibra cava con capacità potenziate per la depurazione dell'acqua da contaminanti emergenti come metalli pesanti e PFAS, sviluppati dal Cnr-Isof in collaborazione con partner privati, e il "bioristor", un sistema di sensori integrati con tecnologie di AI progettati dal Cnr-Imem per ottimizzare l'uso delle risorse idriche nell'ambito delle produzioni agricole.</span></div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Anche il settore industriale ha portato esperienze e proposte innovative, evidenziando il potenziale delle tecnologie emergenti.</span></div>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[ ENEA brevetta un materiale rivoluzionario per l'idrogeno verde ]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/enea-brevetta-un-materiale-rivoluzionario-per-lidrogeno-verde</link>
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                    <description><![CDATA[Senza metalli nobili, economico e multifunzione: favorisce la transizione energetica]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_d5358674c5087956bd769d2c2be2d8ec.webp" length="31982" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 17:21:40 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Economico, multifunzione e sostenibile: sono questi i principali punti di forza che rendono particolarmente competitivo il <strong>materiale di nuova generazione sviluppato da ENEA</strong>, per <strong>favorire la transizione energetica e l'utilizzo di fonti rinnovabili</strong>. Lo ha messo a punto e brevettato il Laboratorio Idrogeno e nuovi vettori energetici del <strong>Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN), con il contributo di altre due strutture ENEA e in collaborazione con lUniversità del Salento</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">La soluzione ideata consiste in un <strong>materiale privo di metalli nobili </strong>come platino ed iridio, molto costosi e poco disponibili, per applicazioni in celle a combustibile, elettrolizzatori e batterie metallo-aria, dispositivi fondamentali per la produzione di idrogeno verde e il suo utilizzo nel trasporto elettrico.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Lelemento distintivo del<strong> nuovo materiale</strong> risiede nella sua doppia funzione:<strong> oltre a catalizzare le reazioni elettrochimiche, agisce anche come strato di diffusione dei gas grazie alla struttura porosa e leggera</strong>. Questo consente di semplificare i dispositivi, riducendo tempi e costi di produzione.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Il materiale è composto di nanofibre polimeriche ottenute tramite elettrospinning e contenenti particelle attive a base di carbonio, azoto e ossidi di metalli di transizione, facilmente reperibili ed economici», spiega <strong>Maria Federica De Riccardis </strong>ricercatrice del Centro Ricerche ENEA di Brindisi, autrice del brevetto insieme alle colleghe <strong>Marilena Re e Daniela Carbone e al professor Claudio Mele </strong>del Dipartimento di Ingegneria dellinnovazione di Unisalento.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Le particelle attive, distribuite allinterno delle fibre, migliorano stabilità ed efficienza dei dispositivi rispetto ai sistemi tradizionali. Inoltre, il materiale può essere depositato direttamente sullelettrodo riducendo così le perdite energetiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Tali caratteristiche lo rendono <strong>competitivo rispetto alle soluzioni commerciali, aprendo nuove prospettive per sistemi energetici più economici, efficienti e sostenibili</strong>. Si favoriscono così i passaggi chiave verso la transizione energetica e l'integrazione di fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, nei processi di conversione dellelettricità in idrogeno green», conclude De Riccardis.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Le attività di ricerca, avviate nellambito dellAccordo di Programma Ricerca Sistema Elettrico Triennio 2022-2024, sono proseguite con i finanziamenti del Piano Operativo di Ricerca e sviluppo sullidrogeno (POR H2), dellAccordo di Programma tra ENEA e Ministero dellAmbiente e della Sicurezza Energetica e del PNRR.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Agenzia Italiana del Farmaco: via libera a 7 nuove indicazioni terapeutiche ]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/agenzia-italiana-del-farmaco-via-libera-a-7-nuove-indicazioni-terapeutiche</link>
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                    <description><![CDATA[Quattro in ambito oncologico, tra cui Blincyto per la leucemia linfoblastica acuta pediatrica]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_a23d5556b903ec33c49ef8aec2a7d8ad.webp" length="23390" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 17:21:37 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il <strong>Consiglio di Amministrazione dell'AIFA</strong>, nella seduta del 9 giugno, ha dato il <strong>via libera alla rimborsabilità di 7 estensioni di indicazioni terapeutiche</strong>. Quattro riguardano due farmaci innovativi indicati in ambito oncologico.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Tre estensioni di indicazione interessano il farmaco innovativo <strong>Blincyto (blinatumomab), un anticorpo monoclonale bispecifico che agisce indirizzando il sistema immunitario</strong> del paziente in modo mirato contro le cellule tumorali. Blincyto è indicato per la leucemia linfoblastica acuta (LLA), il tumore più frequente in età pediatrica, e sarà rimborsato in monoterapia, per il trattamento di pazienti di età pari o superiore a 1 mese per entrambe le indicazioni pediatriche, e come parte della terapia di consolidamento per il trattamento di pazienti adulti con LLA da precursori delle cellule B di nuova diagnosi, positiva per CD19, negativa per il cromosoma Philadelphia e negativa per la Malattia Minima Residua (MRD) dopo la fase di induzione. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Un'altra estensione di indicazione terapeutica che sarà rimborsata dal SSN riguarda l'antitumorale <strong>Imbruvica</strong> (ibrutinib), per il trattamento di <strong>pazienti adulti con linfoma mantellare.</strong> </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Sarà rimborsato anche per la<strong> malattia di Chron </strong>l'anticorpo monoclonale <strong>Omvoh</strong> (mirikizumab), già a carico del Servizio Sanitario Nazionale nell'indicazione per la colite ulcerosa. Per il trattamento della <strong>colite ulcerosa</strong> sarà rimborsato l'anticorpo monoclonale <strong>Skyrizi</strong> (risankizumab), già a carico del SSN per altre indicazioni. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Infine, <strong>Flebogamma Dif</strong> (Immunoglobuline umane normali), sarà rimborsato per la profilassi pre/post-esposizione del morbillo in adulti, bambini e adolescenti nei quali l'immunizzazione attiva è controindicata o non è consigliata. </span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Università di Milano-Bicocca festeggia 28 anni con musica e ricerca ]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/universita-di-milano-bicocca-festeggia-28-anni-con-musica-e-ricerca</link>
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                    <description><![CDATA[Arisa e Paolo Jannacci in concerto all'Auditorium "Guido Martinotti"]]></description>

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                    <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 16:57:16 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Oggi, in occasione del suo <b>28esimo compleanno</b>, l'<b>Università di Milano-Bicocca</b> ha offerto alla comunità e alla cittadinanza due momenti di musica, con i cantautori Arisa e Paolo Jannacci, e di ricerca scientifica, dal titolo <b>"Shaping the future - Festeggiamo chi siamo, costruiamo ciò che saremo"</b>. La giornata si è svolta all'Auditorium "Guido Martinotti" che ha registrato il tutto esaurito. In mattinata, <b>Arisa</b> ha interpretato alcuni suoi celebri brani e ha dialogato con il giornalista del Corriere della Sera, <b>Andrea Laffranchi</b>. Nel pomeriggio, <b>Paolo Jannacci</b> ha eseguito il suo concerto "Piano Solo".</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Entrambi i momenti in Auditorium sono stati introdotti dal rettore <b>Marco Emilio Orlandi</b>, e dall'intervento di <b>giovani professori, ricercatori e studenti</b> che hanno presentato la <b>loro idea di futuro</b>, partendo dalla loro esperienza e dal loro legame con l'ateneo. Ne hanno parlato con <b>Luca Beverina</b>, prorettore alla Terza missione e ai Rapporti con le imprese. Inoltre, al piano terra dell'Edificio U6 Agorà è stato inaugurato un percorso di <b>pannelli espositivi </b>che dà spazio ai loro volti e alle loro visioni del futuro.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Venezia: al Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue la mostra "Dentro e fuori dall'acqua"]]></title>

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                    <description><![CDATA[Inaugurata al Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue la mostra "Dentro e fuori dall'acqua" che racconta un ecosistema di resilienza naturale, molto noto ma poco compreso, modello di convivenza virtuosa tra uomo e ambiente]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_bd16e1e56e382aafeac96c2a1f4156b8.webp" length="27232" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:40:02 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-4a644ecd-7fff-8018-7578-868138b32c35"><span>Tutti lo conoscono, pochi lo comprendono. <strong>L'ambiente di marea</strong>, fascia di confine tra terra e acqua che emerge e scompare seguendo il ritmo delle maree, è uno dei paesaggi più caratteristici <strong>dell'Alto Adriatico e della Laguna di Venezia</strong> e al tempo stesso uno dei meno compresi. Questo ecosistema racconta la straordinaria capacità di adattamento della natura e di una città che ha costruito la propria identità su un equilibrio unico tra presenza umana e ambiente lagunare.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Proprio a questo ecosistema è dedicata la mostra "</span><span><strong>Dentro e fuori dall'acqua. L'ambiente di marea dell'Alto Adriatico</strong>"</span><span>, che ospita anche </span><span>un approfondimento sull'ambiente lagunare</span><span>, inaugurata il 4 giugno al <strong>Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia.</strong></span><span><br><br></span></p>
<p dir="ltr"><span>Presenti all'inaugurazione </span><strong>Mariacristina Gribaudi</strong><span>, presidente di Fondazione Musei Civici, </span><strong>Luca Mizzan</strong><span><strong>, </strong>responsabile del Museo, l'autore della mostra </span><span>Lorenzo Peter Castelletto</span><span>, </span><strong>Maurizio Spoto</strong><span>, direttore dell'Area Marina Protetta di Miramare (WWF AMP Miramare) di Trieste ed </span><strong>Elisa Banchi</strong><span>, primo ricercatore dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS del capoluogo giuliano.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Ospitata nella <strong>Galleria dei Cetacei</strong>, l'esposizione, </span><span>aperta al pubblico <strong>dal 5 giugno al 13 settembre 2026</strong></span><span><strong>, </strong>raccoglie gli scatti realizzati da <strong>Castelletto</strong>, fotografo e divulgatore scientifico, offrendo al pubblico l'opportunità di scoprire il "dietro le quinte" del mesolitorale, fascia costiera compresa tra i livelli di bassa e alta marea.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Originariamente concepito e realizzato a <strong>Trieste</strong>, il progetto, curato dallo stesso Castelletto e sviluppato in collaborazione con <strong>WWF AMP Miramare e OGS</strong>, nasce con l'</span><span>obiettivo di rendere accessibile la conoscenza di un ambiente paradossalmente poco conosciuto</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«L'ambiente di marea - </span><span>ha spiegato <strong>Lorenzo Peter Castelletto</strong></span><span> - è un luogo noto a tutti ma compreso da pochissimi. Tutti lo frequentano, in particolare d'estate, ma pochi si fermano a osservarlo, a capire quali organismi lo abitano e come fanno a viverci. Questo progetto vuole rendere accessibile la comprensione di questo ambiente che è parte integrante della vita di moltissime persone. Era corretto indagare, perché nessuno, a livello divulgativo, l'aveva fatto prima».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La mostra presenta <strong>immagini di organismi animali e vegetali che hanno sviluppato straordinarie strategie di adattamento per vivere in questo ambiente peculiare</strong>. Ci sono crostacei che riescono a muoversi fuori dall'acqua perché, chiudendo delle particolari piastre del loro carapace, conservano l'umidità interna e mantengono le branchie bagnate, riuscendo in tal modo a sopravvivere all'aria per molto tempo. Allo stesso modo, determinati molluschi hanno la possibilità di serrare le proprie conchiglie per mantenere l'acqua all'interno, e quindi sopravvivere, durante la bassa marea.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Raccontare oggi l'ambiente di marea -</span><span> ha evidenziato nel suo intervento <strong>Mariacristina Gribaudi</strong></span><span> - significa raccontare Venezia: una città sospesa tra terra e acqua, che proprio a questo equilibrio, tanto prezioso quanto fragile, deve dedicare una crescente attenzione. Di questa apparente fragilità Venezia ha fatto la propria forza, non solo sul piano storico, come potenza politica e commerciale, ma anche come esempio di convivenza intelligente e virtuosa tra uomo e natura. Oggi Venezia è chiamata ancora una volta a svolgere questo ruolo: essere un modello, raccontare un futuro possibile e diffondere buone pratiche. Dal punto di vista ambientale ed ecosistemico, il Museo di Storia Naturale rappresenta il presidio in cui questo impegno prende forma, attraverso una divulgazione scientifica rigorosa, accessibile ma mai semplificata, capace di parlare a tutti - adulti e bambini, cittadini e visitatori - delle grandi sfide del futuro legate alla tutela e alla salvaguardia ambientale, a partire proprio dall'acqua, elemento fondante della città stessa, ma anche della vita su questo pianeta».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Proprio in quest'ottica, è stata pensata la </span><span>piccola sezione speciale, realizzata dal Museo</span><span>, dal titolo </span><span>Dentro e fuori dall'acqua in Laguna</span><span>. </span><span>Attraverso un'infografica fatta di illustrazioni e brevi descrizioni, <strong>la sezione approfondisce l'ambiente di marea della Laguna di Venezia con i suoi organismi</strong>, portando all'attenzione del pubblico specie per lo più conosciute attraverso nomi radicati nella tradizione locale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Il nostro è l'unico museo scientifico del territorio che ha vocazione naturalistica biologica - ha spiegato</span><span> <strong>Luca Mizzan</strong></span><span> -. Oltre alle sue collezioni, cerchiamo di offrire al nostro pubblico anche occasioni per scoprire l'ambiente naturale partendo da ciò che ci circonda. L'esposizione di foto proposta da Castelletto, ci è piaciuta perché si inserisce nel solco delle attività del Museo che mirano a realizzare i nostri obiettivi culturali ed educativi. La mostra ci permette di parlare in modo originale di quella linea di confine tra acqua e terra ricchissima di vita, che in Laguna, per la morfologia dei suoi fondali, diventa una enorme distesa di ampie superfici, le piane di marea e le velme, così importanti per l'ecologia della Laguna. È un fenomeno a cui noi veneziani siamo abituati, andirivieni periodico delle nostre maree, che qui sono particolarmente importanti perché costituiscono il </span><span>respiro della Laguna</span><span>, assicurando il ricambio delle acque lagunari con quelle marine e trasformando in poche ore il panorama lagunare in modo così evidente da destare profondo stupore nei viaggiatori di tutto il mondo che da secoli hanno annotato questo fenomeno nelle loro cronache».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Questa missione educativa - </span><span>ha sottolineato <strong>Gribaudi</strong></span><span> - è parte integrante della vita dei musei. Con la mostra "Dentro e fuori dall'acqua", attraverso la curiosità e il fascino delle immagini realizzate da Castelletto, abbiamo la possibilità di avvicinare tutti i visitatori, veicolando un messaggio fondamentale di rispetto, cura e amore verso il nostro pianeta».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le immagini in mostra si distinguono per la cura dei dettagli grazie a effetti macro di forte impatto che permettono di cogliere particolari invisibili a occhio nudo.</span><span><br></span><span>Gli scatti, realizzati sia sopra sia sotto il livello dell'acqua, restituiscono una visione completa di questo habitat particolare.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La mostra è aperta al pubblico <strong>dal 5 giugno al 13 settembre 2026</strong>, con l'orario e il biglietto del Museo.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Catania: al Center for Advanced Preclinical in vivo Research il primo acceleratore Flash del Sud Italia per la ricerca oncologica preclinica]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/catania-al-center-for-advanced-preclinical-in-vivo-research-il-primo-acceleratore-flash-del-sud-italia-per-la-ricerca-oncologica-preclinica</link>
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                    <description><![CDATA[L'Università degli Studi di Catania e i Laboratori Nazionali del Sud dell'INFN annunciano il completamento dell'installazione e del collaudo di un acceleratore lineare per Electron FLASH Therapy presso il Center for Advanced Preclinical in vivo Research (CAPiR)]]></description>

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                    <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:39:56 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p><span>L'<b>Università degli Studi di Catania</b> e i <b>Laboratori Nazionali del Sud</b> dell'INFN-<strong>Istituto Nazionale di Fisica Nucleare</strong> annunciano il completamento dell'installazione e del collaudo di un acceleratore lineare per <strong>Electron FLASH Therapy</strong> presso il <b>Center for Advanced Preclinical in vivo Research (CAPiR)</b> dell'Ateneo catanese. La macchina, prodotta dall'azienda italiana SIT, è tra le prime disponibili in Italia per la ricerca preclinica in campo oncologico ed è operativa all'interno di un centro di ricerca traslazionale integrato.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>«Questo risultato rafforza concretamente la capacità dell'Università di Catania di fare ricerca biomedica di frontiera», sottolinea <strong>Giovanni Li Volti</strong> professore dell'Università di Catania e Presidente del CAPiR. «Disporre di questa tecnologia all'interno di un centro preclinico integrato come il CAPiR ci mette nelle condizioni di avviare studi che fino a ieri richiedevano di andare altrove, con ricadute che nel medio periodo potranno riguardare i protocolli di cura dei pazienti oncologici», conclude <strong>Li Volti</strong>.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>L'acquisizione dell'acceleratore è stata realizzata nell'ambito del progetto <strong>ANTHEM  AdvaNced Technologies for Human-centrEd Medicine</strong>, finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca nell'ambito del Piano Nazionale Complementare al PNRR: 123 milioni di euro complessivi, 23 enti partner, oltre 250 ricercatrici e ricercatori impegnati in quattro Spoke tematici dedicati all'innovazione biomedica, tra cui lo Spoke 4 coordinato dall'Università di Catania e dedicato allo sviluppo di terapie oncologiche di nuova generazione, dalla FLASH Therapy alla Boron Neutron Capture Therapy.</span></p>
<p><strong><span></span></strong></p>
<h3>La FLASH Therapy: una nuova frontiera contro il cancro<span></span></h3>
<p><span></span></p>
<p><span>La FLASH Therapy eroga <strong>fasci di elettroni ad altissimo rateo di dose - fino a mille volte superiore rispetto alla radioterapia convenzionale</strong> - in frazioni di secondo. Studi radiobiologici preclinici hanno documentato che questo approccio preserva in misura significativa i tessuti sani mantenendo inalterata l'efficacia terapeutica sul tumore, aprendo nuovi paradigmi nella lotta al cancro. Il meccanismo biologico sottostante è ancora oggetto di ricerca intensa a livello mondiale: disporre di un'infrastruttura preclinica dedicata è il presupposto indispensabile per avanzare su questo fronte.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>«La FLASH Therapy apre scenari scientifici che nella ricerca traslazionale erano finora difficilmente accessibili», spiega <strong>Rosalba Parenti</strong> professoressa dell'Università di Catania e responsabile scientifica del Pilot 4.4 dello Spoke 4 del progetto ANTHEM. «Poter lavorare su questa tecnologia in un ambiente come il CAPiR - con le piattaforme di imaging, gli stabulari e la rete di partner già attiva - significa avere le condizioni ideali per produrre risultati scientificamente rigorosi e clinicamente rilevanti», conclude <strong>Parenti</strong>.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Il primo campo di applicazione su cui si concentra la ricerca dello <strong>Spoke 4</strong> è il <strong>glioblastoma</strong>, il tumore cerebrale più aggressivo e tra quelli con le minori opzioni terapeutiche disponibili. I ricercatori e le ricercatrici stanno studiando come la FLASH Therapy possa interagire con i meccanismi di adattamento metabolico che rendono il glioblastoma resistente alle terapie convenzionali - dalla chemioterapia alla radioterapia standard - combinando l'irradiazione FLASH con strategie mirate sul metabolismo tumorale. Modelli preclinici su zebrafish hanno già confermato alterazioni nel metabolismo del ferro e delle purine durante la progressione tumorale, aprendo <strong>prospettive concrete per strategie terapeutiche combinate e personalizzate</strong>.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Il sistema installato al CAPiR è totalmente integrato con i laboratori di biologia, biologia molecolare e ricerca preclinica del Centro - dotato di piattaforme di imaging multimodale, stabulari autorizzati dal Ministero della Salute e laboratori specializzati - offrendo una configurazione unica nel panorama nazionale per lo studio sistematico e multidisciplinare dell'effetto FLASH su modelli biologici avanzati.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>L'acquisizione dell'acceleratore FLASH al CAPiR non è il frutto di un singolo progetto, ma di una collaborazione scientifica, nata nel <strong>2017</strong>, che vede come partner <strong>l'Università di Catania, l'Azienda Ospedaliera per l'Emergenza Cannizzaro, l'Istituto di Bioimmagini e Sistemi Biologici Complessi del CNR (CNR-IBSBC) e i Laboratori Nazionali del Sud dell'INFN. </strong>Questa piattaforma scientifica e tecnologica oggi si conferma competitiva a livello nazionale e internazionale, a supporto dello sviluppo e della validazione di nuovi approcci terapeutici in oncologia, neurologia e medicina personalizzata.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>«I Laboratori Nazionali del Sud dell'INFN portano in questo progetto una competenza consolidata nella fisica applicata alla medicina», sottolinea <strong>Giacomo Cuttone</strong> ricercatore dei Laboratori Nazionali del Sud dell'INFN e coordinatore del gruppo di ricerca. «La collaborazione con il CAPiR dimostra che unire fisica fondamentale e ricerca biomedica preclinica produce risultati che nessuna delle due discipline potrebbe raggiungere da sola. E con I-Luce siamo pronti ad andare ancora oltre», conclude <strong>Cuttone</strong>.</span></p>
<p><strong><span></span></strong></p>
<h3>Prospettive: verso l'ultra FLASH con I-Luce<span></span></h3>
<p><span></span></p>
<p><span>Nell'ambito dello stesso Pilot 4.4 del progetto ANTHEM, sarà presto disponibile ai Laboratori Nazionali del Sud il sistema di accelerazione basato su laser di alta potenza I-Luce, che consentirà di lavorare in modalità "<strong>ultra FLASH</strong>" con fasci di elettroni accelerati a intensità ancora superiori. <strong>Catania e la Sicilia </strong>si candidano così a diventare un polo di riferimento nazionale ed europeo nello studio e nell'applicazione di nuovi strumenti per il trattamento dei tumori, grazie alla capacità unica di integrare ricerca di base, ricerca preclinica e applicazione clinica in un unico ecosistema.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Università Milano-Bicocca: lanciato il programma di welfare per studenti in gravidanza, genitori e caregiver]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/universita-milano-bicocca-lanciato-il-programma-di-welfare-per-studenti-in-gravidanza-genitori-e-caregiver</link>
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                    <description><![CDATA[Dai parcheggi riservati agli spazi dedicati, dalle agevolazioni didattiche alla priorità di accesso nei punti di ristoro o nei servizi universitari, l'ateneo di Milano-Bicocca ha presentato le "Linee guida per la conciliazione studio, genitorialità e caregiving"]]></description>

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                    <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:39:42 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span><strong>Posteggi riservati</strong> </span><span>nei parcheggi dell'ateneo. </span><strong>Spazi</strong><span>, <strong>uno per ogni area del campus</strong>, </span><span>dedicati all'allattamento</span><span> e alla cura dei bambini più piccoli, con poltrona, lavabo e fasciatoio. </span><span><strong>Priorità di accesso</strong> </span><span>presso bar e mense universitarie, segreterie e rete dei servizi di orientamento. </span><strong>Agevolazioni didattiche</strong><span>, appelli d'esame straordinari p</span><span>er le studenti con </span><span>gravidanze a rischio e </span><span>contributi economici</span><span> ad hoc. Sono alcune delle misure contenute nelle </span><span>"<strong>Linee guida per la </strong></span><span><strong>conciliazione studio, genitorialità e caregiving</strong>"</span><span> dell'</span><span>Università di Milano-Bicocca</span><span>,</span><span> presentate oggi dal rettore </span><span>Marco Emilio Orlandi</span><span>, dal direttore generale </span><strong>Cristiano Nicoletti</strong><span><strong>,</strong> dalla prorettrice alle Pari opportunità e alle Diversità, </span><strong>Sveva Magaraggia</strong><span>, e dal prorettore ai Rapporti con il Sistema Sanitario e alla Salute, </span><strong>Giuseppe Carrà</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><strong>Un piano di sostegno </strong><span><strong>alla genitorialità (0-6 anni), alla maternità e alla paternità e all'assistenza dei familiari che guarda all'intera popolazione studentesca di Milano-Bicocca.</strong> Un </span><span>quadro di riferimento delle azioni strategiche e degli interventi </span><span>che l'Università già mette o metterà in campo nei prossimi anni accademici per supportare le e gli studenti nel loro percorso familiare e universitario. </span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«L'ateneo riconosce che la gravidanza, l'allattamento, l'esercizio della responsabilità genitoriale, comprese le situazioni di adozione e affido, possono incidere sul percorso formativo e </span><span>intende promuovere condizioni che consentano la piena partecipazione alla vita universitaria,</span><span> prevenendo situazioni di svantaggio o discriminazione», si legge nella <strong>Premessa delle Linee guida</strong>. Misure di sostegno e flessibilità sono previste anche per le e gli studenti caregiver, «che hanno necessità di </span><span>conciliare il proprio percorso formativo con un importante impegno di cura quotidiano</span><span>».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«Con l'adozione di queste linee guida dedicate a chi ha responsabilità di cura  dichiara il rettore dell'ateneo, <strong>Marco Emilio Orlandi</strong>  </span><span>l'Università di Milano-Bicocca rafforza il proprio impegno a garanzia del diritto allo studio</span><span>. È un intervento che si affianca alla recente estensione della no tax area e alle iniziative sul fronte dell'abitare e del benessere studentesco. Il dovere di un ateneo pubblico è proprio questo: lavorare per rimuovere le barriere economiche, logistiche o personali che possono ostacolare il percorso universitario».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«Dotarci di questi strumenti  afferma la prorettrice alle Pari opportunità e alle Diversità, <strong>Sveva Magaraggia</strong>  significa dire alla nostra comunità che </span><span>la cura ha cittadinanza nello spazio pubblico</span><span>, e che le e gli studenti non devono lasciare fuori dal nostro ateneo una parte della propria vita per essere riconosciuti come studenti legittimi».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«L'Università di Milano Bicocca declina la </span><span>promozione della salute e del benessere dei propri studenti soprattutto nelle circostanze più cruciali della loro esistenza</span><span>  aggiunge il prorettore ai Rapporti con il Sistema Sanitario e alla Salute, <strong>Giuseppe Carrà</strong>  affinché congiunture specifiche non rappresentino un ostacolo alle aspirazioni formative di quanti conservano motivazione e impegno riguardo al percorso di studio».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Tra le misure previste figurano:</span></p>
<ul>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr"><span><strong>Agevolazioni didattiche</strong> come la giustificazione delle assenze dovute a visite prenatali o visite mediche di figli e familiari e per pratiche di affido o adozione e la definizione di modalità alternative di erogazione delle ore di lezione</span></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr"><span><strong>Ricevimenti in fasce orarie diverse</strong> da quelle standard o anche da <strong>remoto</strong></span></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr"><span><strong>Precedenza e micro-flessibilità</strong> negli esami e nelle sessioni di laurea</span></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr"><span><strong>Contribuzione economica dedicata</strong>, ad esempio la sospensione temporanea della carriera accademica senza obbligo di versamento del diritto fisso di ricognizione. Verrà istituito un tavolo di lavoro per la riduzione della contribuzione studentesca per genitori e caregiver (a partire dall'anno accademico 2027-2028)</span></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr"><span>"<strong>Percorso UniCare</strong>" per garantire priorità di accesso presso bar e mense dell'Università, Segreteria Studenti e servizi di supporto all'orientamento, posteggi dedicati nei parcheggi di ateneo per le studenti in stato di gravidanza</span></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr"><span><strong>Spazi dedicati</strong> come lo Sportello unico genitorialità e caregiving familiare presso lo spazio</span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=6%3d4eFT8d%26z%3dT%26q%3dbLZ%26r%3dYHU8a%269%3dAwR4L_uygs_6i_6tVx_Fi_uygs_5nAPz.S2BpGp.Bw_PevS_ZTLwSrBdPs_KT1d_UIQsKyGDB-vR97hL8B-h-JoNuCoMl_PevS_ZT7lQo5lJwMd-C-rLd-Q443G3-5lLqExQwHq%26B%3d1NvTqU.qC8%26Bv%3dYJa7%26R7%3dUCZJc9hMTCaFV6%26F%3dpVAeF7B0M9gfJ4d9o4eZNc6gHWgDJ86cEXfeH6feF88eK69CG4iaqVABNZhYIWigscfh&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span> </span><span>B.Inclusion</span></a><span> per la gestione della modulistica e delle autocertificazioni e per l'assistenza su contribuzioni, borse di studio, sospensioni, servizi; la Sala Allattamento e Coccole, con poltrona, lavabo e fasciatoio per studenti in gravidanza e genitori; Quiet Space: spazio per brevi momenti di relax (in diversi edifici del campus)</span></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr"><span><strong>Supporto psicologico e per l'orientamento</strong>, con corsia preferenziale di accesso ai</span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=7%3dDd4UHc%26n%3dU%261%3da0a%262%3dX6VHZ%26w%3dB7QrM_5xUt_Fh_tufw_4j_5xUt_EmyQ0.RpCzFd.C7_OSwc_YHM7RfCnOg_LdzR_VSPgL9F2C-6Qw8rKvC-r-IcO5BcNv_OSwc_YH6v0q7p8-qLvBpNn_OSwc_YHMrOxCCF-qLvBpNnJgH7L%26f%3dG8Px7E.KgN%26vP%3d3ZKa%26vM%3dEg4ZMcBcDg5VFZ%26j%3dXEbf5n8cYpYcbIZ9XFY6WsYh0DBgdsdh5pegWpd7UHCfUJa5XEf6dpZdULc8Ur9A8nc0&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span> </span><span>Servizi di Orientamento di Milano-Bicocca</span></a><span>,</span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=5%3dEe4SId%26n%3dS%262%3db0Y%263%3dY6TIa%26w%3d08RrK_6yUr_Gi_tsgx_4h_6yUr_FnyOA.SpA1Gd.A8_PSud_ZH38Cp73_PSud_ZHG6EcFwX23DGqFs_PSud_ZHG7QgJ09vG6Gq-HoPk-G4NqJ8SpA89_tsgx_4hqMpK9JgFDC-iJoRwA8C-uM4NqJ8M-cDz9-i72GvG6GcDwRc%266%3d1SuNqZ.p78%26Gu%3dSJf3o9c6%26L7%3dZBTJh8bMYBUFa5%260%3dGBgXqDf8Md56obdWIccaLahaMhhSNe6TH0gZMe3UGgcXLY9aqa0asccVNdB8N977&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span> </span><span>Consulenze per supporto alla genitorialità</span></a><span> </span></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr"><span><strong>Eventi informativi</strong> per studenti genitori sui servizi territoriali e gruppi di mutuo supporto</span></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr"><span><strong>Servizi per bambini e bambine</strong> quali</span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=9%3dBbKWFa%265%3dW%26y%3dYQc%26z%3dVMXFX%26D%3dD5O9O_3vlv_Df_Awdu_Kl_3vlv_CkFS8.P7ExDu.E5_Mjya_WYOz82A56_Awdu_Kl40ARtU2-HtIy7yU27_3vlv_CkEAyB8-7y81Ez%269%3d6Q4QvX.y0C%26E4%3dVOdE%26OB%3dXKWOfGeRWKXKYD%26C%3dxBD7LYB7x8l6OWJdxBFeLfK8J8GbNap0SdC9RZHbKbC9vb7l6tGdwBmVwbH0wXCYOZDe&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span> </span><span>"Vengo anch'io"</span></a><span> (accoglienza di bambini e bambine da 0 a 6 anni con formula flessibile a ore, pensata per coprire le esigenze temporanee o le emergenze);</span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=A%3d7cBYAb%26v%3dY%26t%3dZHe%26u%3dWDZAY%265%3dFzPzQ_xwcx_9g_2yYv_Bn_xwcx_8ll9s8sLo8sAu9m9.oP_2yYv_BntEnM_xwcx_8l%26n%3dK1O6A8.JoR%26oO%3dAdDZ%269g7k4Q%3d8fBdFbJg7fCZ9Y%26r%3dBheC97fBDj0o078JDE7nCCbDZA0mb97JZBBEC8dEhkeCDFanDFAFhCcHahZFBjBD&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span> </span><span>Nido Bambini Bicocca</span></a><span> e</span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=5%3dHW2SLV%26l%3dS%265%3dT8Y%266%3dQ4TLS%26u%3d0AJpK_9qSr_Ja_rsjp_2h_9qSr_Ifb342iFz2i563c3.zJ_rsjp_2h03uG31_rsjp_2h%26u%3dCuKC32.FvJ%26iK%3dHV83r1aV%26AI%3d2bIV0XQY1bJR3U%26y%3dXd3v48bH3fZs56aH39VHQdaOVe4HT6SvW0SJ44VHW8ar1fVwVfbt3b5HR3ZPR48O&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span> </span><span>Scuola dell'Infanzia Bambini Bicocca</span></a><span> e</span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=7%3dFYLUJX%266%3dU%263%3dVRa%264%3dSNVJU%26E%3dB9L0M_7smt_Hc_Buhr_Lj_7smt_GhGQB.M8C2Av.C9_Jkwe_TZM453993_Buhr_Lj87BPxR3-FxFz53R35_7smt_GhC70G65-sA80pFJCp%266%3d7O8NwV.37D%26C8%3dSPbI%26LC%3dVOTPdKbSUOULWH%260%3dMVtbwWqXKZubTULaNdLVyaHSvXISK8sZLdqXuZF8Pa5p3urbM9O8LcJaRcKbO7r6x9O3&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span> </span><span>centro estivo mese di luglio</span></a><span>; Tariffe agevolate per i</span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=8%3dMZ3VQY%26m%3dV%260%3dW9b%26A%3dT5WQV%26v%3dCFMqN_DtTu_Od_svos_3k_DtTu_NixRI.4dN.GGjH55.jO_DtTu_Nit0DOjU5_KRxl_UG8wFqPE-8tO5Oj%269%3d9Nt6w4bQyU.o0F%26Bt%3dVRa5%26OE%3dUAWRc7eUTAXNV4%26C%3dNV8aMXdZOc3Wy9g81c6cVXbXQ4g926f0yYceMa6XN598R49Zz66Y29AaxU09V87X&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span> </span><span>centri estivi</span></a></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr"><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=3%3d1Z7Q5Y%26q%3dQ%26n%3dWCW%26o%3dT9R5V%26z%3d8tMuI_rtXp_3d_wqSs_7f_rtXp_2i2Mw.Ns9mBg.9t_KVsP_UK1t8s5o_KVsP_UKIaEzJe-8-x9cNw5zSf_HQvU_RFMzJeEf-4eEq1-s4qKt8_wqSs_7fpKjIi7nE-s4s9t4w9o%267%3drKsOhR.n8y%269s%3dTAX4%26Mx%3dR0UAZ6cDQ0V7S3%26A%3d6UcTj4aZDTdb61a4f4fbC2dbgUa8i6d49Va88W6XAUd6EVfV9605hZ6Yf1dUB21YCT7U&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span>Counselling Ostetrico</span></a><span> presso il Presidio Sanitario per studenti in stato di gravidanza</span></p>
</li>
</ul>
<p><span id="v1docs-internal-guid-e274db3e-7fff-f2c7-529c-6ce1be2aab86"></span></p>
<p dir="ltr"><span>Queste Linee guida sono una iniziativa che Milano-Bicocca ha voluto dedicare alla propria comunità alla vigilia del suo </span><strong>28° compleanno</strong><span>, che sarà celebrato <strong>mercoledì 10 giugno,</strong> con una giornata, divisa in due momenti, dedicata alla scienza che verrà e alla musica, dal titolo </span><span>"<strong>Shaping the future</strong>"</span><span>. Alle ore 11 (Auditorium "Guido Martinotti", Edificio U12, via Vizzola 5, Milano), introdotti dal rettore Marco Emilio Orlandi,</span><span> <strong>giovani professori e professoresse, ricercatori e ricercatrici, studenti presenteranno la loro idea di futuro</strong></span><strong>, partendo dalla loro esperienza e dal loro legame con Milano-Bicocca. </strong></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Un <strong>percorso di pannelli espositivi</strong> darà spazio ai loro volti e alle loro visioni del futuro. Subito dopo </span><span>si esibirà la cantautrice <strong>Arisa</strong></span><span> che interpreterà suoi brani e dialogherà con il giornalista del Corriere della Sera, </span><strong>Andrea Laffranchi</strong><span>. A seguire, rinfresco.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Alle ore 18 (Auditorium "G. Martinotti", Edificio U12, via Vizzola 5, Milano) <strong>spazio ancora alle idee e ai progetti di giovani professori e professoresse, ricercatori e ricercatrici, e studenti seguiti dal secondo momento musicale</strong>, con il cantautore </span><span><strong>Paolo Jannacci</strong> </span><span>e il suo concerto </span><span>"<strong>Piano Solo</strong>"</span><span>. </span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Istituto Italiano di Tecnologia: dall'oceano il braccio robotico che si ispira al polpo]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/istituto-italiano-di-tecnologia-dalloceano-il-braccio-robotico-che-si-ispira-al-polpo</link>
                    <guid isPermaLink="true">https://www.italia24.news/istituto-italiano-di-tecnologia-dalloceano-il-braccio-robotico-che-si-ispira-al-polpo</guid>

                    <description><![CDATA[Il prototipo di braccio robotico ispirato a quello del polpo, sviluppato dall'Istituto Italiano di Tecnologia, integra sensori tattili nelle ventose per afferrare e manipolare oggetti in autonomia anche in ambiente acquatico]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_76384275a801d977a7ac8a76ca4a58e1.webp" length="19746" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 12:44:39 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-17f9c427-7fff-030e-93a7-fa7640e80297"><span>Gli oceani nascondono alcune delle soluzioni più sofisticate che la natura abbia mai sviluppato e sono una fonte inesauribile di ispirazione anche per la robotica del futuro.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'unità di ricerca </span><strong>Bioinspired Soft Robotics</strong><span>, coordinata da <strong>Barbara Mazzolai</strong>, Associate Director per la Robotica dell'Istituto Italiano di Tecnologia  IIT, ha sviluppato un <strong>braccio robotico morbido ispirato a quelli del polpo</strong> che, grazie alla tecnologia inserita nelle ventose artificiali, è capace di percepire il contatto, stimare intensità e direzione della forza applicata e afferrare oggetti in modo autonomo, anche in ambienti complessi come quelli subacquei.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio, pubblicato su </span><strong>Nature Machine Intelligence</strong><span>, rappresenta un avanzamento significativo nel campo della <strong>robotica soffice</strong>: il dispositivo è infatti tra i primi esempi di <strong>manipolatore morbido dotato di sensori tattili integrati nelle ventose che consentono una manipolazione autonoma basata sul tatto.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Alla base del laboratorio </span><strong>Bioinspired Soft Robotics</strong><span><strong> dell'IIT </strong>ci sono due elementi chiave: la robotica soffice e la bioispirazione. </span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Con il termine "<strong>robotica soffice</strong>" si indicano <strong>materiali morbidi e strutture deformabili, alternativi a quelli più rigidi utilizzati nella robotica tradizionale</strong>, che permettono <strong>un'interazione più naturale </strong>con l'ambiente circostante e con l'essere umano.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La <strong>bioispirazione</strong> consiste, invece, nello <strong>studio dei sistemi biologici e dei meccanismi presenti in natura per sviluppare nuove tecnologie innovative</strong>. Il laboratorio guidato da Barbara Mazzolai è pioniere in questo campo a livello mondiale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il dispositivo sviluppato dall'IIT si ispira al polpo, animale noto per la straordinaria capacità di manipolare oggetti grazie a braccia flessibili dotate di ventose sensibili e a un sistema nervoso distribuito, in cui molte informazioni vengono elaborate direttamente nelle braccia.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Questo risultato si inserisce in una più ampia ricerca dedicata allo sviluppo di braccia robotiche ispirate al polpo. In studi recenti, ricercatori e ricercatrici IIT hanno prima sviluppato strumenti computazionali per identificare la disposizione ottimale dei cavi all'interno di un braccio morbido, così da riprodurre movimenti naturali utilizzando il minor numero possibile di attuatori (</span><a href="https://advanced.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/aisy.202500929" target="_blank" rel="noopener"><span>Wiley</span><span> </span><span>Advanced Intelligent Systems</span><span>, 2026</span></a><span>).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Successivamente, hanno sviluppato <strong>innovativi endoscheletri soffici stampati in 3D </strong>che permettono di realizzare fisicamente questi percorsi tridimensionali complessi all'interno del corpo robotico, mantenendo elevata morbidezza e semplicità costruttiva (</span><a href="https://ieeexplore.ieee.org/abstract/document/11315156" target="_blank" rel="noopener"><span>IEEE Robotics and Automation Letters</span><span>, 2026</span></a><span>).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Con quest'ultimo studio, il team di ricerca ha compiuto un ulteriore passo avanti, <strong>traducendo la particolare strategia biologica del polpo in un'architettura robotica</strong> che combina sensori tattili distribuiti e controllo decentralizzato.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il prototipo di braccio robotico è dotato di ventose artificiali in silicone che incorporano sensori ottici miniaturizzati sviluppati attraverso modelli matematici. Quando una ventosa entra in contatto con un oggetto, la deformazione della struttura modifica la riflessione della luce emessa da LED interni. In questo modo il sistema riesce a stimare intensità e direzione della forza applicata.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le informazioni raccolte dai sensori vengono elaborate da un sistema di controllo che coordina sia le singole ventose, capaci di reagire rapidamente attivando l'adesione, sia i movimenti complessivi del braccio, come piegamento, torsione e avvolgimento, permettendo al robot di afferrare gli oggetti in modo efficace e adattivo. <strong>Il sistema è in grado di rilevare anche sollecitazioni molto deboli e operare sia in aria sia sott'acqua.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«</span><span>Integrando i sensori e l'elaborazione dei segnali direttamente nelle ventose, il braccio reagisce al contatto in tempo reale e puntuale senza dipendere da un controllo centralizzato. Il risultato è un sistema scalabile e robusto, pensato per operare in ambienti complessi, anche sott'acqua</span><span>», commenta <strong>Emanuela Del Dottore</strong>, prima autrice dello studio.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il sistema è <strong>altamente modulare</strong>: il numero e la disposizione delle ventose lungo il braccio possono essere modificati facilmente in base alle necessità. Questa <strong>flessibilità</strong> consente di adattare il robot a diverse esigenze applicative, ottimizzando sia i punti di presa sia la capacità di percepire l'ambiente circostante.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«</span><span>Abbiamo preso ispirazione dal polpo per sviluppare un sistema robotico in cui percezione e azione sono integrate e distribuite nel corpo. Questo approccio consente al robot di interpretare il contatto e adattare la presa in modo autonomo, semplice e naturale</span><span>», spiega <strong>Barbara Mazzolai</strong>, Responsabile del laboratorio </span><span>Bioinspired Soft Robotics</span><span> e</span><span> </span><span>Associate Director dell'IIT per la Robotica.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le potenziali applicazioni variano dalla manipolazione di oggetti fragili e di sistemi biologici in ambiente subacqueo, all'ispezione e manutenzione in ambienti ostili, sia industriali sia naturali. Il team lavorerà per ampliare la gamma di oggetti che il braccio può afferrare e aumentarne la capacità di sostenere carichi sempre maggiori, rendendo il sistema ancora più adattabile a diverse applicazioni e aprendo la strada a robot capaci di operare in ambienti complessi e difficili da raggiungere.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Questa ricerca è stata co-finanziata da <strong>RAISE</strong> (<strong>Robotics and AI for Socio-economic Empowerment</strong>), progetto finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) con l'Investimento 1.5 (M4C2) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: Del Dottore, E., Adhami, R., Shahabi, E. et al. <a href="https://www.nature.com/articles/s42256-026-01230-y#citeas" target="_blank" rel="noopener">Peripheral control enabled by distributed sensing in an octopus-inspired soft robotic arm for autonomous underwater grasping.</a> Nat Mach Intell 8, 708721 (2026).</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Fisica: la limitata possibilità di esistenza delle "quinte forze" della natura]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/fisica-la-limitata-possibilita-di-esistenza-delle-quinte-forze-della-natura</link>
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                    <description><![CDATA[Secondo uno studio condotto da ricercatori dell'INAF, le possibili "quinte forze" della natura, che potrebbero alterare la legge di gravità di Newton su distanze molto piccole, sembrano avere meno possibilità di esistere di quanto si pensasse]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_ae07a0572a70f2b3ef06578d74b5dce1.webp" length="73552" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 12:44:36 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>Da decenni, in <strong>fisica</strong> si cerca una </span><span>"<strong>quinta forza</strong>"</span><span>: un'ipotetica nuova interazione fondamentale oltre alle quattro già note  la gravità, l'interazione elettromagnetica e le forze nucleari debole e forte. Una quinta forza potrebbe manifestarsi come una </span><strong>piccola deviazione dalla legge di gravitazione di Newton</strong><span>, per esempio a distanze molto piccole, ed è normalmente descritta attraverso due parametri: la sua intensità e il suo raggio d'azione.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Finora, queste possibili forze sono state trattate soprattutto come possibilità aperte, da verificare sperimentalmente con misure di precisione. Un nuovo studio, guidato dal ricercatore </span><strong>Alfio Bonanno</strong><span> dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) a Catania insieme a </span><strong>Emiliano M. Glaviano</strong><span>, dottorando INAF presso l'Università di Catania, indica però che non tutte queste possibilità sono compatibili con una teoria della gravità quantistica matematicamente coerente.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Il lavoro si inserisce nel quadro della cosiddetta "<strong>sicurezza asintotica</strong>", un nuovo programma teorico iniziato alla fine degli anni '70 dal premio Nobel Steven Weinberg. Secondo questo concetto, la gravità può rimanere consistente fino a energie arbitrariamente elevate grazie all'esistenza di un particolare regime quantistico nel quale l'attrazione gravitazionale smette di aumentare, raggiungendo un comportamento controllato ad altissime energie. In questo ambito, richiedendo che la teoria resti valida e predittiva fino a quelle scale  una proprietà detta "<strong>completezza ultravioletta</strong>"  i ricercatori hanno trovato che </span><strong>solo una combinazione limitata dei possibili parametri osservabili delle quinte forze può essere realizzata</strong><span>. Il resto viene escluso su basi teoriche, indipendentemente dagli esperimenti. I risultati sono pubblicati su </span><strong>Physical Review Letters.</strong></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«L'aspetto più interessante è che parte della regione esclusa teoricamente non è ancora stata esplorata sperimentalmente», spiega <strong>Bonanno</strong>. «Questo significa che future misure di alta precisione della gravitazione potrebbero testare direttamente  e potenzialmente falsificare  questa classe di modelli ispirati alla gravità quantistica. La novità del nostro lavoro è mostrare quantitativamente come un requisito di coerenza alle altissime energie possa tradursi in vincoli osservabili a basse energie e a distanze macroscopiche, anche planetarie».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Di solito, in fisica, prima si ipotizzano nuove forze e poi si cerca di capire se gli esperimenti riescono a vederle oppure no. In questo caso, il ragionamento è stato diverso: </span><strong>la teoria stessa "scarta" automaticamente alcune possibilità</strong><span>. Una parte di queste "regioni" escluse non è ancora stata raggiunta dagli esperimenti attuali: si apre quindi la <strong>possibilità di futuri test della gravità quantistica attraverso misure di precisione della gravitazione.</strong></span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«Il nostro studio mostra che la gravità quantistica potrebbe non essere soltanto una teoria valida a energie estreme e irraggiungibili, ma avere conseguenze concrete e testabili anche a scale molto più grandi», aggiunge <strong>Glaviano</strong>. «La fisica delle distanze infinitamente piccole potrebbe lasciare tracce osservabili nel mondo macroscopico: alcune possibili nuove forze della natura sarebbero escluse non dagli esperimenti, ma direttamente dalle leggi fondamentali della teoria».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Tra i possibili test futuri rientrano principalmente misure di precisione della gravitazione: esperimenti di laboratorio a corta distanza, come bilance di torsione e dispositivi analoghi per cercare deviazioni dalla legge di Newton; tecniche emergenti come <strong>l'interferometria atomica o i sensori quantistici</strong>;  misure su scale astronomiche o del Sistema solare, come il </span><span>lunar laser ranging</span><span> e i vincoli dalla dinamica planetaria.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Il nuovo lavoro mette in relazione </span><strong>fenomeni che avvengono su scale estremamente diverse</strong><span><strong>:</strong> dalla fisica delle distanze infinitamente piccole, dove dovrebbe emergere la gravità quantistica, fino a effetti potenzialmente osservabili su scale macroscopiche e astronomiche. In prospettiva, risultati di questo tipo potrebbero contribuire a orientare la progettazione di nuovi esperimenti e strategie osservative per la ricerca di possibili quinte forze.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«Una delle difficoltà principali è stata superare un blocco soprattutto concettuale: la gravità quantistica viene spesso vista come un argomento estremamente astratto, quasi impossibile da collegare a fenomeni osservabili», conclude <strong>Bonanno</strong>. «Per certi versi è come trovarsi davanti a una parete in montagna che tutti considerano non scalabile. Il primo passo non è tecnico, ma mentale: convincersi che una via possibile esista davvero. Il lavoro nasce proprio da questa idea: cercare un collegamento concreto tra la fisica delle scale infinitamente piccole e fenomeni potenzialmente osservabili nel mondo reale».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link all'articolo: "<a href="https://journals.aps.org/prl/accepted/10.1103/q1gq-sgy3" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fifth-Force Constraints from UV-Complete ScalarTensor Gravity</a>", di Alfio M. Bonanno ed Emiliano M. Glaviano, pubblicato sulla rivista Physical Review Letters.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Energia elettrica rinnovabile: La Commissione Europea approva un regime italiano di aiuti di Stato da 23 miliardi di euro]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/energia-elettrica-rinnovabile-la-commissione-europea-approva-un-regime-italiano-di-aiuti-di-stato-da-23-miliardi-di-euro</link>
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                    <description><![CDATA[LUnione Europea ha autorizzato un programma italiano da 23 miliardi di euro per sostenere nuovi impianti di energia rinnovabile, favorendo la transizione ecologica, la riduzione della dipendenza energetica e il raggiungimento degli obiettivi climatici previsti per il 2030]]></description>

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                    <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 12:44:31 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione europea ha approvato <strong>un regime italiano di aiuti di Stato da 23 miliardi di euro a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili</strong>, in linea con gli obiettivi del<span> </span><a href="https://commission.europa.eu/topics/competitiveness/clean-industrial-deal_it" target="_blank" rel="noopener">patto per l'industria pulita</a>. Questa misura contribuirà alla transizione verso un'economia a zero emissioni nette e al conseguimento dell'<a href="https://energy.ec.europa.eu/topics/renewable-energy/renewable-energy-directive-targets-and-rules/renewable-energy-directive_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener">obiettivo in materia di energie rinnovabili</a><span> </span>fissato a livello dell'UE per il 2030. Il regime è stato approvato a norma della<span> </span><a href="https://competition-policy.ec.europa.eu/about/contribution-clean-just-and-competitive-transition/clean-industrial-deal-state-aid-framework-cisaf_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener">disciplina degli aiuti di Stato</a><span> </span>nell'ambito del patto per l'industria pulita, adottata dalla Commissione il<span> </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_25_1598" target="_blank" rel="noopener">25 giugno 2025</a>.</p>
<p><strong></strong></p>
<h3>La misura dello Stato italiano</h3>
<p></p>
<p>L'Italia ha notificato alla Commissione, nell'ambito della disciplina degli aiuti di Stato, un regime da 23 miliardi di euro a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.</p>
<p></p>
<p><strong>Il regime sosterrà la costruzione di impianti che producono energia elettrica utilizzando l'energia eolica onshore, l'energia solare, l'energia idroelettrica e i gas di scarico</strong>. Si prevede che gli impianti aggiungeranno un totale di 37,15 GW di capacità di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, pari a circa il 48% dell'attuale capacità di energia da fonti rinnovabili presente in Italia. Questo regime contribuirà in modo significativo all'obiettivo dell'Italia, connesso alla <strong>decarbonizzazione</strong>, di raggiungere il 39,4% del consumo finale lordo di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030. Ridurrà i prezzi dell'energia elettrica e la dipendenza dell'Unione dalle importazioni di energia, in linea con gli obiettivi stabiliti nel<span> </span>patto per l'industria pulita<span> </span>e nel<span> </span><a href="https://commission.europa.eu/topics/energy/repowereu_it" target="_blank" rel="noopener">piano REPowerEU</a>.</p>
<p></p>
<p>L'aiuto assumerà la forma di<span> </span><strong>pagamenti variabili</strong><span> </span>nell'ambito di<span> </span><strong>contratti per differenza bidirezionali</strong><span> </span>che prevedono un bonus per ogni kWh di energia elettrica prodotta e immessa nella rete, sulla base di un cosiddetto prezzo di esercizio. Se i prezzi di mercato dell'energia elettrica sono inferiori al prezzo di esercizio, lo Stato pagherà la differenza. Se sono superiori, saranno le imprese a rimborsare la differenza. I contratti per differenza resteranno in vigore per un periodo di 20 anni.</p>
<p></p>
<p>Gli aiuti saranno concessi sulla base di una procedura di gara trasparente e non discriminatoria, in cui i beneficiari presenteranno un'offerta sul prezzo di esercizio necessario alla realizzazione di ogni singolo progetto.</p>
<p></p>
<p>Le autorità italiane organizzeranno una <strong>procedura di gara distinta per le tecnologie solari ed eoliche</strong> con una capacità superiore a 1 MW, in cui i candidati dovranno rispettare ulteriori criteri di preselezione previsti dal<span> </span><a href="https://commission.europa.eu/topics/competitiveness/green-deal-industrial-plan/net-zero-industry-act_it" target="_blank" rel="noopener">regolamento sull'industria a zero emissioni nette</a>, concepiti in linea con il<span> </span><a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1735/2024-06-28/" target="_blank" rel="noopener">regolamento (UE) 2024/1735</a><span> </span>e con il<span> </span><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=OJ:L_202501176" target="_blank" rel="noopener">regolamento di esecuzione (UE) 2025/1176</a>.</p>
<p></p>
<p>Gli impianti con una capacità inferiore a 1 MW possono beneficiare direttamente del regime senza partecipare a una procedura di gara. In questo caso il prezzo di esercizio è fissato amministrativamente dall'Autorità italiana di regolazione per energia reti e ambiente.<em></em></p>
<p></p>
<p>La dotazione di 23 miliardi di euro del regime si basa su stime dei prezzi di mercato e il sostegno netto effettivo può essere notevolmente inferiore in caso di prezzi di mercato superiori al previsto.</p>
<p></p>
<p>La Commissione ha constatato che il regime italiano soddisfa le condizioni della disciplina sugli aiuti di Stato (sezioni 3 e 4.1.2). In particolare, il sostegno sarà fornito sotto forma di sostegno diretto dei prezzi, con un contratto per differenza bidirezionale, concesso mediante una procedura di gara competitiva. Il regime comprende misure di salvaguardia per garantire il corretto funzionamento dei mercati ed evitare di compensare i produttori quando i prezzi di mercato sono negativi.</p>
<p></p>
<p>La Commissione ha concluso che il regime italiano è <strong>necessario, adeguato e proporzionato al fine</strong> di accelerare la transizione pulita e agevolare lo sviluppo di talune attività economiche che rivestono importanza per l'attuazione del<span> </span>patto per l'industria pulita, in conformità dell'<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:12008E107" target="_blank" rel="noopener">articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea</a><span> </span>e delle condizioni stabilite nella disciplina sugli aiuti di Stato.</p>
<p></p>
<p>Su queste basi la Commissione ha approvato la misura italiana in quanto conforme alle norme dell'Unione sugli aiuti di Stato.</p>
<p><strong></strong></p>
<h3>Contesto</h3>
<p></p>
<p>Il 25 giugno 2025 la Commissione ha adottato la<span> </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_25_1598" target="_blank" rel="noopener">disciplina sugli aiuti di Stato</a><span> </span>per promuovere misure di sostegno in settori fondamentali per la transizione verso un'economia a zero emissioni nette, in linea con il patto per l'industria pulita.</p>
<p></p>
<p>La disciplina consente i seguenti tipi di aiuti, che possono essere concessi dagli Stati membri fino al 31 dicembre 2025 al fine di accelerare la transizione verso l'energia pulita.</p>
<ul>
<li><strong>Misure volte ad accelerare la diffusione delle energie rinnovabili</strong><span> </span>e dei<span> </span><strong>combustibili a basse emissioni di carbonio</strong><span> </span>(sezioni 4.1 e 4.2).<strong></strong><span> </span>Gli Stati membri possono istituire regimi per gli investimenti in tutte le fonti energetiche rinnovabili e nello stoccaggio dell'energia, con procedure di gara semplificate. Sono inoltre previste norme specifiche per accelerare la diffusione dei combustibili a basse emissioni di carbonio.</li>
<li><strong>Misure che consentono una riduzione temporanea dei prezzi dell'energia elettrica</strong><span> </span>per gli utenti ad alta intensità energetica al fine di garantire la transizione verso un'energia elettrica pulita a basso costo (sezione 4.5). Prima che la decarbonizzazione del sistema elettrico dell'UE si traduca pienamente in prezzi dell'energia elettrica più bassi, tali misure contribuiranno a evitare il rischio che, a causa dei costi elevati, le attività industriali si trasferiscano al di fuori dell'UE in regioni in cui le normative ambientali e climatiche sono assenti o meno ambiziose.</li>
<li><strong>Misure che agevolano la decarbonizzazione dei processi industriali</strong><span> </span>(sezione 5). Gli Stati membri possono sostenere gli investimenti nella decarbonizzazione delle attività industriali per ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. Alcune soluzioni possono essere l'elettrificazione, l'efficienza energetica e il passaggio all'uso di idrogeno rinnovabile e di idrogeno elettrolitico che soddisfi determinate condizioni, con maggiori possibilità di sostenere la decarbonizzazione dei processi industriali passando a combustibili derivati dall'idrogeno.</li>
<li><strong>Misure volte a garantire una sufficiente capacità di produzione nel settore delle tecnologie pulite</strong><span> </span>(sezione 6). Gli Stati membri possono concedere un sostegno agli investimenti per progetti strategici in linea con il<span> </span><a href="https://single-market-economy.ec.europa.eu/industry/sustainability/net-zero-industry-act_it">regolamento sull'industria a zero emissioni nette</a><span> </span>(quali batterie, pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, elettrolizzatori e dispositivi per la cattura, l'utilizzo e lo stoccaggio del carbonio). Ciò comprende anche la produzione di componenti chiave e la produzione e il riciclaggio delle relative materie prime critiche.</li>
<li><strong>Misure volte a ridurre i rischi degli investimenti privati</strong><span> </span>necessari per la diffusione delle energie pulite, la decarbonizzazione industriale, la produzione di tecnologie pulite, determinati progetti di infrastrutture energetiche e progetti a sostegno dell'economia circolare (sezione 8).</li>
</ul>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[L'UE presenta un nuovo fondo da 80 milioni di euro per posti di lavoro sostenibili e impatto sociale nel Mediterraneo meridionale]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/lue-presenta-un-nuovo-fondo-da-80-milioni-di-euro-per-posti-di-lavoro-sostenibili-e-impatto-sociale-nel-mediterraneo-meridionale</link>
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                    <description><![CDATA[L'Unione Europea lancia il Fondo per limprenditoria sociale (SEF) da 80 milioni di euro, per finanziare PMI e start-up sociali nei paesi del Mediterraneo meridionale al fine di creare occupazione sostenibile, favorire linclusione sociale e sostenere le transizioni verde e digitale]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_41b9500ee07b91c11a52083bd20fd024.webp" length="32852" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 12:44:19 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il 3 giugno 2026 la Commissione europea, il Ministero federale tedesco per la Cooperazione economica e lo sviluppo e la banca per lo sviluppo KfW uniscono le forze per <strong>promuovere posti di lavoro sostenibili nei paesi del Mediterraneo meridionale</strong> attraverso il<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://international-partnerships.ec.europa.eu/policies/global-gateway/social-entrepreneurship-fund_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Fondo per l'imprenditoria sociale</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>(SEF), un'iniziativa faro del<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://north-africa-middle-east-gulf.ec.europa.eu/what-we-do/pact-mediterranean_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Patto per il Mediterraneo</span></a></span><span lang="IT">.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">L'imprenditoria sociale può contribuire ad <strong>affrontare la disoccupazione giovanile</strong> e le <strong>disuguaglianze di genere, sostenendo al contempo le transizioni verde e digitale</strong>. Tuttavia, molte imprese sociali incontrano difficoltà nell'accedere ai finanziamenti tradizionali, a causa del loro duplice obiettivo di sostenibilità finanziaria e impatto sociale. Il fondo azionario del SEF contribuirà a colmare questo divario.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">L'iniziativa rientra nel secondo pilastro del Patto e rappresenta un passo importante nella sua attuazione, facendo leva sull'innovazione e sugli investimenti del settore privato per creare posti di lavoro, sviluppare competenze e accelerare le transizioni verde e digitale. Dimostra inoltre come il Patto stia rafforzando la cooperazione e i legami economici, creando nuove opportunità tra le due sponde del Mediterraneo e oltre.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Con una dotazione complessiva di <strong>80 milioni di euro</strong>, il SEF sosterrà investimenti in PMI e start-up attive in ambiti sociali quali istruzione, clima e inclusione finanziaria. Il Fondo è articolato in due componenti: un fondo azionario da 45 milioni di euro, operativo da oggi, e un fondo di debito da 35 milioni di euro, accompagnato da uno strumento di assistenza tecnica. Quest'ultima componente è un programma di lunga data dell'UE che aiuta i paesi partner a migliorare i quadri normativi, rafforzare le capacità istituzionali e mobilitare investimenti. Insieme, questi strumenti forniranno <strong>finanziamenti mirati alle piccole imprese sociali e un supporto specialistico per favorire la creazione di posti di lavoro sostenibili nei paesi del Mediterraneo meridionale.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">La Commissaria per il Mediterraneo, <strong>Dubravka</strong><span> </span><b>uica</b>, ha dichiarato: «Nella regione del Mediterraneo meridionale, le PMI rappresentano oltre l'85% dell'occupazione, ma incontrano difficoltà nell'accesso ai finanziamenti e agli investimenti. L'Unione europea è impegnata a favore di una crescita inclusiva e della creazione di posti di lavoro. Il Fondo per l'imprenditoria sociale rafforzerà gli ecosistemi imprenditoriali, promuovendo al contempo una prosperità duratura per un futuro più resiliente ed equo nella nostra regione».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Maggiori informazioni sono disponibili<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://north-africa-middle-east-gulf.ec.europa.eu/news/joint-press-release-launch-equity-window-social-entrepreneurship-fund-sef-boost-sustainable-jobs-and-2026-06-02_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">online</span></a></span><span lang="IT">.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: lacqua sotterranea aiuta a capire i terremoti]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/istituto-nazionale-di-geofisica-e-vulcanologia-lacqua-sotterranea-aiuta-a-capire-i-terremoti</link>
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                    <description><![CDATA[25 nuove stazioni permanenti in Italia per misurare temperatura, conducibilità e CO2 in tempo reale]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_5cf23471a12a842fe272958557ce9a97.webp" length="82412" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:28:26 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia <strong>(INGV)</strong>, in particolare la Sezione di Palermo <strong>(INGV - PA), in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS)</strong>, ha implementato nel nord-est d'Italia nell'ambito del progetto PNRR-MEET (Monitoring Earth's Evolution and Tectonics)<strong> </strong><strong>la rete nazionale di monitoraggio idro-geochimico nelle aree sismiche italiane</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In particolare,<strong> in Friuli sono state installate quattro nuove stazioni permanenti dedicate al monitoraggio dei parametri idrogeochimici in aree considerate strategiche per lo studio dei processi sismogenetici</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>MEET è un progetto infrastrutturale che ha contribuito al potenziamento della rete idrogeochimica dell'INGV distribuita sull'intero territorio nazionale</strong>. Queste attività di progetto prevedevano l'installazione di 25 nuove stazioni permanenti sul territorio nazionale per la misura continua di temperatura, conducibilità elettrica e livello dell'acqua di pozzi e sorgenti, oltre ai principali parametri meteorologici. L'infrastruttura è stata progettata con sistemi di acquisizione di dati omogenei e di protocolli informatici condivisi per garantire nel tempo acquisizione, archiviazione, elaborazione e utilizzabilità dei dati provenienti da ogni singola stazione.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«<strong>L'obiettivo scientifico del monitoraggio integrato con altre osservazioni multidisciplinari è migliorare la comprensione del ruolo dei fluidi nei processi che generano i terremoti</strong>. Le acque sotterranee, infatti, possono mostrare  sensibili variazioni dei parametri chimico-fisici o delle portate in relazione ai processi di deformazione della crosta terrestre e all'attività sismica. Il riconoscimento e l'interpretazione tempestiva di queste variazioni forniscono informazioni fondamentali <strong>per comprendere i processi sismogenici e individuare discontinuità tettonico-strutturali difficilmente rilevabili con altri metodi di indagine</strong>» spiega<strong> Antonio Caracausi</strong>, ricercatore dell'INGV.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In generale, i siti destinati all'installazione delle strumentazioni sono stati individuati grazie a studi precedenti congiunti a nuove indagini idrogeochimiche condotte nelle aree selezionate. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Oltre alla misura dei parametri chimico-fisici delle acque e di quelli meteorologici, <strong>le stazioni possono essere implementate con strumenti per il monitoraggio continuo di parametri geochimici nelle acque, come la pressione parziale di anidride carbonica </strong><strong>disciolta (PCO2), la composizione dei gas disciolti e, in atmosfera e nei suoli, attraverso la misura dei flussi di anidride carbonica (CO2) e della composizione chimica e isotopica dei gas</strong>» , aggiunge Caracausi.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Il monitoraggio idro-geochimico in Friuli viene sviluppato in un contesto multidisciplinare</strong>, nel quale i dati geochimici vengono integrati con dati sismologici, di deformazione crostale e altre osservazioni geofisiche, <strong>con l'obiettivo di costruire modelli crostali per l'interpretazione dei fenomeni naturali collegati ai terremoti</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«<strong>Negli ultimi anni l'OGS, in collaborazione con l'Università degli Studi di Trieste, ha significativamente potenziato la rete di sensori presente in Friuli</strong>. Questa installazione è un ulteriore contributo dell'Ente all'innovazione tecnologica e scientifica del monitoraggio dell'attività sismica, che non si limita al contesto locale o nazionale», commenta <strong>Alessandro Vuan</strong>, primo ricercatore del Centro di Ricerche Sismologiche dell'OGS.</span></p>
<h3 dir="ltr">INGV e OGS potenziano NITRO-NFO </h3>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«<strong>Le stazioni idrogeochimiche andranno infatti a implementare un sistema di monitoraggio nel contesto delle attività del NFO-NITRO</strong><strong> </strong>(Near Fault Observatories - Northeastern Italy ThRust faults Observatory), che fa parte della rete pan europea di infrastrutture di ricerca sulle Scienze della Terra Solida EPOS. <strong>NITRO è uno dei tre sistemi di monitoraggio delle faglie attive di questo tipo presente in Italia: vengono installati in prossimità di un sistema di faglia per osservare in modo integrato i processi fisici e chimici che precedono, accompagnano e seguono l'attività sismica</strong>», aggiunge Vuan.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Le attività di monitoraggio</strong> sismico già svolte dall'OGS sul territorio regionale del Friuli e la collaborazione tra INGV, OGS e Università di Trieste <strong>fanno sì che l'area interessata dal terremoto del 1976 rappresenti oggi una delle zone meglio strumentate in Europa per il monitoraggio multidisciplinare finalizzato alla comprensione dei processi sismogenetici</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In generale, i dati delle stazioni idrogeochimiche in NITRO-NFO contribuiranno anche ai risultati scientifici della nuova rete di monitoraggio idrogeochimica INGV. Questa rete nazionale INGV  è ancora nella sua fase iniziale, poiché l'installazione delle stazioni del progetto MEET  si è appena conclusa. La <strong>nuova infrastruttura consentirà la diffusione libera dei dati</strong><strong> </strong>e dei metadati attraverso una piattaforma sviluppata dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) oltre che naturalmente attraverso i canali di distribuzione INGV. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I prossimi passi riguarderanno l'<strong>osservazione dei dati </strong>filtrati e<strong> il potenziamento delle stazioni nei siti</strong> considerati più interessanti dal punto di vista scientifico</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Università di Padova: per salvare le paludi salmastre meglio interventi singoli ]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-per-salvare-le-paludi-salmastre-meglio-interventi-singoli</link>
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                    <description><![CDATA[Meno interventi insieme, più efficacia: così si proteggono coste, carbonio9 e biodiversità]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_ce62d39ab7d4c2e8ab92669a6e069305.webp" length="43760" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:28:26 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Le<strong> paludi salmastre</strong>, come ad esempio la Laguna di Venezia, sono <strong>ecosistemi costieri fondamentali</strong>: proteggono le coste dallerosione, immagazzinano grandi quantità di carbonio e offrono habitat essenziali per numerose specie animali e vegetali.<br>Tuttavia,<strong> questi ambienti sono sempre più minacciati dalle attività umane e dai cambiamenti climatici</strong>, responsabili di perdite globali stimate tra il 46% e il 50%.<br></span><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il loro ripristino è quindi una priorità per contrastare il degrado ambientale e per la conservazione degli ecosistemi costieri.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Uno studio condotto da un team di ricerca dellUniversità di Padova e pubblicato su «Global Change Biology» valuta gli effetti di differenti interventi di ripristino delle paludi sulle caratteristiche fisiche, biologiche e funzionali di questi ecosistemi</strong>.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«In questo studio abbiamo realizzato la prima meta-analisi globale che mette a confronto cinque diversi tipi di interventi di ripristino attivo delle paludi salmastre» spiega <strong>Serena De Lauretis</strong>, ricercatrice del dipartimento di Biologia dellUniversità di Padova e primo autore dello studio «. I <strong>risultati mostrano che gli interventi di ripristino basati su una singola azione gestionale tendono</strong>, nella maggior parte dei casi, <strong>a riportare le paludi verso condizioni simili a quelle naturali</strong>, sebbene con una forte variabilità tra gli studi analizzati. Al contrario, i progetti che combinano simultaneamente due o più tipologie di intervento mostrano spesso una minore efficacia complessiva del ripristino e una maggiore incertezza dei risultati.»</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Nello studio sono stati <strong>considerati come interventi singoli la piantumazione di nuova vegetazione di barena; ripascimenti di sedimento; il ripristino del flusso di marea in aree bonificate; la fertilizzazione per favorire la crescita della vegetazione</strong>. Gli <strong>interventi complessi</strong>, invece, consistono nella <strong>combinazione contemporanea di due o più di queste azioni allinterno dello stesso progetto di restoration</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I dati emersi dalla ricerca evidenziano quanto il <strong>successo del ripristino di questi ambienti dipenda fortemente dal contesto locale</strong> e sottolineano limportanza di adottare strategie mirate, evitando approcci eccessivamente complessi in assenza di prove chiare sulla loro efficacia.</span><span style="font-size: 13.0pt;"> </span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[L'Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia lancia l'allarme: mareggiate da 13 metri minacciano la ferrovia delle Cinque Terre ]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/ingv-lancia-lallarme-mareggiate-da-13-metri-minacc8iano-la-ferrovia-delle-cinque-terre</link>
                    <guid isPermaLink="true">https://www.italia24.news/ingv-lancia-lallarme-mareggiate-da-13-metri-minacc8iano-la-ferrovia-delle-cinque-terre</guid>

                    <description><![CDATA[Lo studio mappa gli scenari di allagamento a Monterosso e Vernazza con proiezioni IPCC. Dati e modellazione prevedono rischi crescenti per spiagge, porti e infrastrutture entro il 2050]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_917336214fa4c1e89cead4386da79f7e.webp" length="50720" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:28:26 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Le coste di <strong>Monterosso e Vernazza, nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, in Liguria, risultano sempre più esposte agli effetti dellinnalzamento del livello del mare</strong>. É quanto emerge dallo studio <em>The First Relative Sea Level Rise and Storm Surges Scenarios up to 2150 CE for the Coasts of Monterosso and Vernazza, Cinque Terre National Park (Liguria, Italy)</em>, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Remote Sensing da un team internazionale di ricercatori dell<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dellIstituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (IGAG) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), del Dipartimento di Ingegneria dellUniversità degli Studi della Basilicata (UNIBAS), dellEnte Parco Nazionale delle Cinque Terre, dellUniversità Aristotele di Salonicco (Grecia), dellOsservatorio astronomico Lesia di Parigi </strong></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>(Francia) e dellUniversità olandese Radboud</strong>. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Combinando dati topografici e batimetrici ad alta risoluzione, rilievi geodetici, serie storiche mareografiche e modellazione numerica delle mareggiate, il lavoro propone una<strong> prima valutazione integrata dei possibili scenari di allagamento costiero fino al 2150</strong>, nellambito delle proiezioni climatiche dellIPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Lanalisi evidenzia che il settore ligure considerato presenta un trend di innalzamento del livello del mare non stazionario, confermando una <strong>crescente vulnerabilità dei tratti costieri a bassa quota</strong> e delineando scenari utili alla pianificazione territoriale e alla riduzione del rischio costiero. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Secondo le nostre elaborazioni, entro il 2150 linnalzamento relativo del livello del mare potrebbe collocarsi tra 0,60 e 1,17 metri, con conseguente ampliamento delle superfici esposte a rischio allagamento», spiegano<strong> Marco Anzidei</strong>, Dirigente di Ricerca dellINGV </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">e Alessandro Bosman, primo ricercatore dell'IGAG-CNR e associato di ricerca dell'INGV, c</span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">oordinatori  dello studio. «Il nostro lavoro ha inoltre evidenziato che, in corrispondenza di eventi estremi, le aree più sensibili sono le spiagge di dimensioni ridotte e gli ambiti portuali costi a bassa elevazione». </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Durante le mareggiate più forti, con tempi di ritorno di 1 e 100 anni in condizioni di livello marino più alto, nello scenario climatico più severo le onde potranno raggiungere altezze di run-up di oltre 13 metri, con possibili rischi per le linee ferroviarie che collegano le Cinque Terre», aggiungono i ricercatori. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Lo <strong>studio sottolinea pertanto lopportunità di considerare misure di adattamento mirate, tra cui ladeguamento delle quote delle banchine, il miglioramento dei sistemi di drenaggio e di protezione delle infrastrutture e dei servizi connessi al turismo</strong>. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">In questo quadro, <strong>la ricerca fornisce un supporto conoscitivo utile per le attività di programmazione, prevenzione e mitigazione del rischio da parte delle amministrazioni</strong> competenti. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">I temi trattati dallo studio, insieme ad altri mirati alla sensibilizzazione del pubblico sullimpatto che le attività delluomo e i cambiamenti climatici hanno sugli oceani, sono affrontati proprio in questi giorni a <strong>Genova</strong>, dove è in corso la <strong>Giornata Mondiale degli Oceani: Conoscere, Comprendere, Convivere</strong>, levento promosso dallINGV in occasione del World Oceans Day (WOD), la giornata istituita dalle Nazioni Unite che si celebra oggi, 8 giugno.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Maggiori informazioni sullevento di Genova al <a href="https://giornatamondialedeglioceani.ingv.it/" target="_blank" rel="noopener">seguente link</a>. <br></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"></span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Cardiologia: uno studio dimostra che la procedura "redo-TAVI" risulta sicura ed efficace]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/cardiologia-uno-studio-dimostra-che-la-procedura-redo-tavi-risulta-sicura-ed-efficace</link>
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                    <description><![CDATA[Con il registro ReTAVI, uno studio coordinato da Padova ha dimostrato che la redo-TAVI (sostituzione di una valvola transcatetere degenerata con una nuova) è una procedura sicura ed efficace, con oltre il 95% di successo e poche complicanze]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_11ae9df6e4e9263de8eadf3a6656f48b.webp" length="25034" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:14:05 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-74755d72-7fff-fbf4-ffc8-a0b1890a54df"><span>Nel tempo gli <strong>impianti transcatetere di valvola aortica (TAVI) </strong>si sono rapidamente espansi fino a includere pazienti a rischio intermedio e basso, estendendone l'uso a individui più giovani con un'aspettativa di vita più lunga. A fronte di questi volumi crescenti di pazienti sono parallelamente aumentate le preoccupazioni riguardo la durata a lungo termine delle <strong>valvole cardiache transcatetere (THV) </strong>- che sono tutte bioprotesiche e inclini al deterioramento strutturale della valvola - e per le quali si prevede la necessità di un nuovo intervento.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>La redo-TAVI è un'innovativa procedura che consiste nell'impianto di una nuova protesi transcatetere in una precedente già impiantata ed andata incontro a degenerazione strutturale in modo da evitare interventi chirurgici complessi e ad alto rischio.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<h3 dir="ltr"><span>Il registro "ReTAVI"</span></h3>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Sono stati pubblicati su «<strong>Eurointervention</strong>» con il titolo "</span><a href="https://eurointervention.pcronline.com/article/early-outcomes-of-redo-tavi-with-the-sapien-3-platform-the-prospective-multicentre-retavi-registry" target="_blank" rel="noopener"><span>Early outcomes of redo-TAVI with the SAPIEN 3 platform: the prospective, multicentre ReTAVI registry</span></a><span>" i risultati dello studio coordinato dal </span><span>Prof. <strong>Giuseppe Tarantini</strong></span><span> del Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità Pubblica e direttore dell'UOSD Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell'Azienda Ospedale-Università di Padova, che ha coinvolto 59 centri in Europa e nel mondo volto a redigere il registro "ReTAVI" per valutare sistematicamente i risultati della redo-TAVI.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il registro "ReTAVI" è stato avviato per studiare il fenomeno: si tratta del <strong>primo registro prospettico, multicentrico, volto a valutare sistematicamente la sicurezza, la fattibilità e i risultati precoci della redo-TAVI</strong>. </span><span>ReTAVI Registry</span><span> ha arruolato pazienti sottoposti a reintervento percutaneo su valvola aortica transcatetere (redo-TAVI). Tra giugno 2023 e giugno 2025, 143 pazienti sono stati sottoposti a redo-TAVI utilizzando la piattaforma SAPIEN 3 presso 59 centri in Europa e nel mondo. Si tratta del </span><span>primo trial al mondo a fornire evidenze prospettiche a supporto della tecnica percutanea di "redo-TAVI" come strategia di riferimento per la gestione a lungo termine dei pazienti con stenosi aortica trattati con tecniche transcatetere.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h3 dir="ltr"><span>I risultati</span></h3>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le evidenze cliniche dimostrano come questa tecnica sia altamente efficace e sicura, con un <strong>successo procedurale superiore al 95%</strong> e <strong>ridotti tassi di complicanze a 30 giorni</strong>, come mortalità e ictus, oltre a una presenza estremamente limitata di ostruzione coronarica. Inoltre, la procedura ha portato a un significativo miglioramento clinico e funzionale nei pazienti trattati. L'espianto chirurgico delle THV fallite rimane certamente un'opzione, ma è tecnicamente impegnativo e associato a un aumento della morbilità e della mortalità. La redo-TAVI, ovvero l'impianto di una seconda THV all'interno di quella fallita, offre un'alternativa meno invasiva ed è destinata a diventare la strategia terapeutica predominante in questo contesto clinico. Si tratta di un avanzamento terapeutico di grande rilievo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'Emodinamica e la Cardiologia interventistica sono la branca della Cardiologia che si occupa di diagnostica invasiva, del trattamento delle cardiopatie acquisite con approccio mini-invasivo e dell'utilizzo delle più moderne tecnologie per la cura delle patologie cardiovascolari. <strong>La UOSD del prof. Giuseppe Tarantini, che afferisce alla UOC Cardiologia diretta dal prof. Domenico Corrado, rappresenta un centro di riferimento (hub e superhub) per il trattamento delle coronaropatie, delle valvulopatie e delle patologie strutturali e congenite dell'adulto.</strong></span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Giornata Mondiale degli Oceani: ENEA presenta un modello che combina satelliti e indagini subacquee per mappare le coste]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/giornata-mondiale-oceani-enea-presenta-un-modello-che-combina-satelliti-e-indagini-subacquee-per-mappare-le-coste</link>
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                    <description><![CDATA[ENEA ha presentato un modello innovativo, sviluppato a Cuba nellambito del progetto ECOATLAS, che integra immagini satellitari, telerilevamento e rilievi subacquei per mappare con precisione coste e ambienti marini, supportando ladattamento ai cambiamenti climatici]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_cb097176f437315533581216ee2abc71.webp" length="36898" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:13:59 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-8a19e13e-7fff-a394-ea9e-62b07267667e"><span>In occasione della </span><strong>Giornata mondiale degli oceani</strong><span><strong> (8 giugno)</strong>, ENEA presenta un </span><strong>modello innovativo che combina immagini satellitari, telerilevamento e indagini subacquee</strong><span> per </span><span>ridefinire le linee di costa</span><span>, mappare gli ambienti marino-costieri e rispondere alle sfide del cambiamento climatico. Lattività è stata condotta nellambito del <strong>Progetto ECOATLAS da ENEA e Centro de Estudios Ambientales de Cienfuegos (CEAC) di Cuba,</strong> nellambito di un accordo tra il Ministero dellAmbiente e della Sicurezza Energetica e il suo omologo cubano per lo sviluppo di soluzioni di adattamento ai cambiamenti climatici dellecosistema marino.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>La metodologia consiste nellutilizzo delle immagini ad alta risoluzione dal <strong>satellite </strong></span><strong>Sentinel-2</strong><span><strong>,</strong> disponibili gratuitamente grazie al <strong>progetto COPERNICUS dellAgenzia Spaziale Europea</strong> e nella loro integrazione con tecniche avanzate di telerilevamento. Le mappe vengono successivamente validate sul campo mediante rilievi, immersioni, nonché attraverso strumenti hardware e software dedicati alla georeferenziazione degli ambienti analizzati.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«Il metodo sviluppato a Cuba nellambito delle attività di</span><span> capacity building </span><span>dellENEA può divenire uno strumento strategico applicabile in altri contesti al fine di supportare i processi decisionali, preservare gli habitat dagli impatti del cambiamento climatico, ridurre i fattori di rischio e pianificare un utilizzo più sostenibile delle aree marine, soprattutto nelle aree costiere più vulnerabili», sottolinea <strong>Federica Pannaciulli,</strong> ricercatrice della Divisione ENEA Impatti antropici e del cambiamento climatico sul territorio.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Nellambito del progetto è stata ridefinita digitalmente la linea di costa dellisola di Cuba, con unaccuratezza del 94% a una scala di 1:25.000, consentendo di aggiornare la lunghezza complessiva agli attuali 8.517,67 km, un valore significativamente superiore a quanto riportato ufficialmente nellultimo decennio. È stata ricalcolata con maggiore precisione anche la superficie dellarcipelago cubano, oggi stimata in 109.887,43 km².</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«</span><span>Lapproccio metodologico utilizzato rappresenta una sfida ancora aperta nella ricerca scientifica ambientale, poiché integra il telerilevamento ottico - tradizionalmente applicato agli ambienti terrestri - con la cartografia marino-costiera, un ambito di applicazione relativamente recente. Infatti, nel contesto marino, le immagini possono essere influenzate da variabili assenti nel telerilevamento terrestre, quali, ad esempio, la torbidità dellacqua e il moto ondoso», conclude <strong>Mattia Barsanti</strong>, ricercatore del laboratorio Biodiversità ed Ecosistemi dellENEA.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Il modello di rilevamento ENEA è stato già applicato con successo anche negli arcipelaghi Tonga e Vanuatu nellOceano Pacifico occidentale. </span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Progetto europeo REPRODIVAC: ENEA sviluppa dalle piante nuovi vaccini veterinari contro malattie trasmissibili alluomo]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/progetto-europeo-reprodivac-enea-sviluppa-dalle-piante-nuovi-vaccini-veterinari-contro-malattie-trasmissibili-alluomo</link>
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                    <description><![CDATA[ENEA sta sviluppando kit diagnostici e vaccini per contrastare malattie di ovini e suini trasmissibili all'uomo grazie a piante "biofabbrica" usate per la produzione delle molecole di interesse. L'attività rientra nell'ambito del progetto europeo REPRODIVAC]]></description>

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                    <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:13:55 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p>Piante utilizzate come biofabbriche per produrre molecole destinate allo sviluppo di<span> </span><strong>vaccini</strong><span> </span>e<span> </span><strong>kit diagnostici</strong><span> </span>per alcune malattie di ovini e suini trasmissibili alluomo. È quanto ENEA è impegnata a realizzare nel suo ruolo di coordinamento del progetto europeo<span> </span><a target="_blank" rel="noopener" href="http://www.reprodivac.eu/">REPRODIVAC</a><span> </span>da 6 milioni di euro per il contrasto di tali patologie.</p>
<p></p>
<p>«Attualmente le nostre attività sono focalizzate sulla produzione di antigeni, ovvero molecole presenti su virus e batteri patogeni che vengono riconosciute dal sistema immunitario per attivare una risposta di difesa specifica», spiega la coordinatrice del progetto per ENEA <strong>Selene Baschieri</strong>, ricercatrice del Laboratorio Biotecnologie GREEN presso il Dipartimento Sostenibilità. «Questi antigeni - aggiunge - rappresentano strumenti biologici fondamentali e saranno utilizzati per la formulazione di nuovi vaccini, se le prove<span> </span><em>in vitro</em><span> </span>e<span> </span><em>in vivo</em><span> </span>confermeranno la loro efficacia nellattivare risposte immunitarie in grado di conferire protezione negli animali».</p>
<p></p>
<p>Lattività è condotta con lausilio del<span> </span><strong>Plant Molecular Farming</strong>, una piattaforma tecnologica sviluppata e perfezionata dallENEA nel corso di oltre ventanni di ricerca, che sfrutta le piante come biofabbrica per la produzione di biofarmaci.  Per produrre antigeni virali e batterici o anticorpi, i ricercatori ENEA introducono nella pianta<span> </span><strong>Nicotiana</strong> <strong>benthamiana</strong>, una specie di tabacco selvatico, le <strong>informazioni genetiche necessarie alla sintesi dei biofarmaci, </strong>sfruttando la capacità naturale del batterio del suolo <strong>Agrobacterium tumefaciens</strong> di trasferire materiale genetico nelle cellule vegetali. La pianta produce, quindi, la biomolecola nei suoi tessuti da dove può essere estratta e purificata.</p>
<p></p>
<p>«I costi e i tempi di produzione delle biomolecole con il Plant Molecular Farming sono significativamente inferiori rispetto a quelli dei farmaci biologici prodotti in colture cellulari di mammifero. Dallidea al prodotto possono essere sufficienti poche settimane. Inoltre, queste tecnologie potrebbero essere più accessibili per i paesi in via di sviluppo, dove spesso le malattie zoonotiche, ossia trasmissibili dagli animali agli uomini, sono più diffuse e le infrastrutture per la produzione farmaceutica tradizionale scarse», sottolinea la responsabile della divulgazione del progetto REPRODIVAC <strong>Maria Elena Villani, </strong>ricercatrice del Laboratorio ENEA Biotecnologie GREEN.</p>
<p></p>
<p>Il progetto REPRODIVAC si focalizza su <strong>quattro malattie riproduttive del bestiame: la sindrome riproduttiva e respiratoria dei suini </strong><span><strong>PRRS</strong> (</span><em>Porcine Reproductive and Respiratory Syndrome</em><span>)</span><span> </span><strong>di origine virale, la febbre Q causata dal batterio Coxiella burnetii che colpisce soprattutto ovini e caprini, laborto enzootico ovino causato dal batterio Chlamydia abortus e la brucellosi suina causata dal batterio Brucella suis</strong>. Queste malattie causano importanti perdite economiche a livello globale, in quanto incidono in maniera significativa sulla riproduzione e sulla redditività del bestiame, in particolare di bovini, ovini e suini con costi di gestione dellemergenza in caso di focolai che arriverebbero fino a 200 miliardi di dollari lanno, a fronte di una spesa per la prevenzione valutata in circa 20 miliardi. Inoltre, i tre batteri (<em>C. burnetii</em><span>, </span><em>C. abortus</em><span> e </span><em>B. suis)</em><span> </span>rappresentano un rischio anche per la <strong>salute pubblica</strong> in quanto agenti patogeni trasmissibili direttamente dagli animali infetti alluomo.</p>
<p></p>
<p>In generale, nei primi 36 mesi del progetto REPRODIVAC, le attività scientifiche dei team di ricerca coinvolti si sono concentrate sulla definizione del tipo di risposta immunitaria in grado di conferire protezione contro ciascun agente patogeno, sullidentificazione e caratterizzazione degli antigeni bersaglio della risposta immunitaria protettiva, sulla produzione degli antigeni selezionati mediante lutilizzo di cellule o piante come biofabbriche e sullesecuzione delle prime prove di efficacia in vitro e in vivo, oltre che sulla messa a punto di test diagnostici.</p>
<p></p>
<p>Attualmente il progetto REPRODIVAC si sta dedicando anche al <strong>perfezionamento e alla semplificazione del processo di produzione di un vaccino esistente contro C. abortus.</strong> Questa attività è stata portata a termine con successo e il protocollo migliorato è stato trasmesso a uno dei partner commerciali per la valutazione e lulteriore industrializzazione.</p>
<p></p>
<p>Oltre allo sviluppo di nuovi prodotti, gli sforzi della ricerca sono dedicati anche alla messa a punto di <strong>approcci sperimentali basati sui principi delle 3R (Replacement, Refinement and Reduction), finalizzati a sostituire, ridurre e affinare luso di animali nella ricerca scientifica</strong>, promuovendo metodi più etici e al tempo stesso scientificamente validi per valutare lefficacia di medicinali di nuova concezione.</p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Biologia cellulare: uno studio rivela che le cellule staminali possiedono una precisa memoria biologica]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/biologia-uno-studio-rivela-che-le-cellule-staminali-possiedono-una-precisa-memoria-biologica</link>
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                    <description><![CDATA[Attraverso l'applicazione del concetto della fisica "inheritance entropy", una ricerca condotta da Cnr-Isc e Sapienza Università di Roma ha rivelato che le cellule staminali sviluppano un "albero genealogico" regolato da un flusso invisibile di informazione]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_c6cd9b17f59d041898993974c385399c.webp" length="92724" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:13:42 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-618ea14d-7fff-d38c-e9ff-5c6da7b64472"><span><strong>Le forti variazioni nel comportamento delle cellule staminali scheletriche non dipendono dal caso, ma da una precisa memoria biologica</strong>. Lo dimostra il nuovo studio firmato <strong>dall'Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isc) e da Sapienza Università di Roma</strong>. La ricerca evidenzia come le cellule siano capaci di trasmettere alle generazioni successive informazioni cruciali che influenzano la loro futura capacità di dividersi o di arrestarsi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il cuore della scoperta ruota attorno a un concetto mutuato dalla fisica: <strong>l'inheritance entropy"</strong> (entropia da eredità</span><span>)</span><span>. Quando una cellula staminale si divide, genera una discendenza del tutto simile ai rami di un albero genealogico. Alcuni rami continuano a proliferare rapidamente, mentre altri interrompono la crescita dopo poche generazioni. Fino ad oggi la scienza non era riuscita a chiarire se questo blocco fosse un evento casuale o l'effetto di un programma biologico predeterminato. I dati appena pubblicati dimostrano che il destino proliferativo di una cellula è strettamente legato alla sua storia familiare.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La chiave di questa scoperta risiede nel calcolo dell'entropia, un concetto che in fisica misura il grado di disordine di un sistema», spiega <strong>Andrea Cavagna</strong> (Cnr-Isc), tra gli autori dello studio. «Abbiamo scoperto che in certi punti dell'albero genealogico si attiva una modificazione epigenetica  cioè un cambiamento che influenza il comportamento cellulare senza alterare il DNA  che agisce come un conto alla rovescia biologico per tutti i futuri discendenti». Questa sorta di "interruttore" non blocca subito la crescita, ma agisce con un effetto ritardato: <strong>la cellula continua a dividersi per alcune generazioni, ma la sua discendenza finisce progressivamente per fermarsi.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Questo intervallo di tempo crea uno schema altamente organizzato all'interno della colonia», continua <strong>Cavagna</strong>. «È proprio questo surplus di ordine a ridurre l'entropia, dimostrando che la crescita delle staminali segue regole molto più strutturate del previsto, guidate da una memoria ancestrale e non dal caso».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La scoperta promette importanti ricadute nella <strong>medicina rigenerativa</strong> e nello <strong>studio dell'invecchiamento dei tessuti</strong>. Inoltre, lo strumento dell'entropia ereditaria potrà essere applicato in futuro nella <strong>ricerca oncologica</strong>, per verificare se la resistenza ai farmaci sviluppata da alcune cellule tumorali segua una linea ereditaria analoga all'interno del loro albero genealogico.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link all'articolo: "<a href="https://journals.aps.org/prxlife/abstract/10.1103/p2mj-q682" target="_blank" rel="noopener">Inheritance entropy: A model-independent method to probe the hereditary structure of cell lineage trees</a>", PRX Life 4, 023023  Published 2 June, 2026</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Comune di Milano: disponibile online la mappa degli "Spazi Freschi" in città]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/comune-di-milano-disponibile-online-la-mappa-degli-spazi-freschi-in-citta</link>
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                    <description><![CDATA[Il Comune di Milano ha mappato la rete degli "Spazi Freschi", 116 luoghi della città, diffusi nei nove Municipi, accessibili a tutte e tutti, in cui ripararsi dalle ondate di calore ]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_5ab7294a9f8f2dc523549416f8a7a840.webp" length="92566" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:13:35 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p><span>Aree verdi, case di quartiere e biblioteche: <strong>116 luoghi della città, diffusi nei nove Municipi, accessibili a tutte e tutti, in cui ripararsi dalle ondate di calore</strong>. È la rete degli '<strong>Spazi Freschi</strong>', identificati e mappati dal Comune di Milano. </span><span>Una misura che affianca le azioni strutturali di contrasto alle ondate e alle isole di calore  come le depavimentazioni e le riqualificazioni di parterre alberati  per offrire riparo soprattutto alle fasce più vulnerabili come anziani e anziane, bambini e bambine, persone con patologie croniche e anche ai più fragili sul fronte della povertà energetica. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Si tratta di <strong>spazi pubblici ad accesso gratuito</strong> pensati per offrire riparo da uno dei diversi effetti del cambiamento climatico: il caldo estremo che colpisce sempre più le città. Ispirandosi alle migliori pratiche europee, anche Milano mette a sistema le proprie infrastrutture per garantire a tutti e tutte un luogo confortevole e sicuro, a poca distanza da casa. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Grazie alla </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=5%3dDdMbGX%264%3dT%261%3dWQZFb%267%3dVMXKbLU%26C%3d07N8_Jdwh_UN_Liuc_VX_Jdwh_TSQEO.pI5M19.5Ay56G.vN_0sft_Jh690NvT1_Jdwh_TSQwDs507_5ukr_Ej5Ay56G-nCCLn-9ALnNw_Jdwh_TSM83CC-xJrMu0v-C6-5vNB3%26q%3dGCK97J.FrN%261K%3dKZOYEX%26BK%3dEdJXMZRWDULXFb%26z%3dXJ0tZLW3n5sx6LcQUr7QZIWJ4n8v6GZQ5F8s5G0sYEaP7HUK7GaM5K5t6F8OSK9O7q0v&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mappa interattiva</a><span> sarà possibile <strong>identificare lo Spazio Fresco più vicino</strong>: aree verdi superiori ai 5mila mq e con una copertura arborea che garantisce il 50% di ombra, in cui sono presenti anche panchine e fontanelle dell'acqua; case di quartiere e biblioteche con locali climatizzati. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Ogni luogo della rete manterrà i servizi originali, offrendo però anche accesso libero a chi vuole utilizzare questi spazi nelle ore più calde della giornata, usufruendo di sedute e aree relax, servizi igienici, e acqua potabile. In tutta la città sono presenti <strong>oltre 50 case dell'acqua </strong> collocate in luoghi di forte affluenza come i parchi, che erogano gratuitamente acqua fresca, liscia o gassata, a tutti i cittadini e le cittadine (che possono usufruire del servizio tramite tessera sanitaria)  e <strong>oltre 580 "vedovelle" che erogano acqua potabile. </strong></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>«Come molte altre città europee ed italiane, anche a Milano abbiamo mappato i 'rifugi climatici', da noi chiamati 'spazi freschi', in vista dell'estate  spiega l'assessora all'Ambiente e Verde <strong>Elena Grandi</strong> . Una rete di luoghi nei Municipi tra parchi, case di quartiere e biblioteche, costruita grazie alla collaborazione con l'Assessorato Welfare e Salute, l'Assessorato Quartieri e Partecipazione e l'Assessorato alla Cultura, che porterà benefici a tutta la comunità. I cambiamenti climatici ci impongono di trovare soluzioni sempre più adattabili alle esigenze della città, non solo quindi azioni strutturali come sono, ad esempio, le depavimentazioni o la riqualificazione dei parterre alberati, ma anche soluzioni temporanee proprio come questi spazi freschi». </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>«Le Case di Quartiere  aggiunge l'assessore al Welfare e Salute <strong>Lamberto Bertolé</strong>  sono un presidio territoriale che, anche in estate, si mette a disposizione dei cittadini e delle cittadine, con una particolare attenzione a chi trascorre i mesi più caldi in città. L'identificazione degli 'spazi freschi' va di pari passo con la strategia complessiva che vede ogni anno l'Amministrazione impegnata con il programma Milano Aiuta Estate che partirà, come di consueto, a luglio, con lo scopo di offrire occasioni di socialità, orientamento ai servizi del territorio e assistenza. Un impegno che si arricchisce di nuove iniziative grazie alla grande collaborazione trasversale che vede protagonisti tutti gli assessorati coinvolti».</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[INGV e CINECA: avviata una collaborazione strategica su monitoraggio sismico, allerta tsunami, HPC e intelligenza artificiale]]></title>

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                    <description><![CDATA[Rafforzata la collaborazione tra l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e il CINECA per sviluppare soluzioni avanzate basate su supercalcolo, AI e gestione dei dati a supporto del monitoraggio dei rischi naturali e dei sistemi di allerta]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_c279c9c6eec94930fb2056920ebc886d.webp" length="20198" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 13:44:27 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Si è svolto presso il<span> </span><b>DAMA Tecnopolo di Bologna</b><span> </span>un incontro istituzionale tra l'<b>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</b><span> </span>e il<span> </span><b>CINECA</b>, finalizzato a rafforzare la collaborazione scientifica e tecnologica tra i due Enti nei settori del <strong>monitoraggio sismico, dell'allerta tsunami, del calcolo scientifico ad alte prestazioni (HPC), dell'Intelligenza Artificiale (AI) e delle infrastrutture digitali avanzate.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">All'incontro hanno partecipato, per l'INGV, il Presidente<span> </span><b>Fabio Florindo</b>,<span> </span><b>Salvatore Stramondo</b>, Direttore del Dipartimento Terremoti,<span> </span><b>Tomaso Esposti Ongaro</b>, Direttore della Sezione di Pisa e delegato INGV nell'Assemblea Consortile CINECA,<span> </span><b>Stefano Lorito</b>, Coordinatore del Centro Allerta Tsunami (CAT),<span> </span><b>Emanuele Casarotti</b>, Coordinatore del Centro per le Geoscienze Computazionali,<span> </span><b>Alfonso Giovanni Mandiello</b>, Responsabile dell'Unità Funzionale "Acquisizione, controllo e distribuzione dati",<span> </span><b>Matteo Quintiliani</b>, Responsabile dell'Unità Funzionale "Sviluppi Scientifici ed Operatività per la Sorveglianza Sismica", e<span> </span><b>Stefano Cacciaguerra</b>, Responsabile del Centro Servizi Informatici e membro del Consiglio Direttivo dell'Associazione Big Data. Per CINECA erano presenti il Presidente<span> </span><b>Francesco Ubertini</b>,<span> </span><b>Gabriella Scipione,<span> </span></b>Direttore del Dipartimento HPC,<b><span> </span>Chiara Dellacasa,<span> </span></b>Responsabile "Data and AI Services",<span> </span><b>Giorgio Amati</b>, Responsabile "Computational Fluidodynamics",<span> </span><b>Piero Lanucara</b>,<b><span> </span></b>Responsabile "Earth Sciences" e<span> </span><b>Matteo Angelinelli,</b><span> </span>TCTO del progetto IT4LIA AI Factory.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">La visita ha rappresentato un momento di confronto strategico sulle prospettive di collaborazione tra INGV e CINECA, con particolare attenzione allo sviluppo di <strong>soluzioni innovative</strong> per la sorveglianza sismica, l'allerta tsunami, l'urgent computing, la gestione di grandi moli di dati scientifici e l'applicazione dell'Intelligenza Artificiale alle Scienze della Terra.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Nel corso della visita sono stati discussi i primi passi concreti di una roadmap condivisa, con il supporto del Dipartimento della Protezione Civile e in relazione all'evoluzione del sistema nazionale di allarme pubblico<span> </span><b>IT-alert</b><span> </span>per il rischio maremoto.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><i><span lang="it"></span></i></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">«L'integrazione operativa tra Cloud, High Performance Computing e Intelligenza Artificiale rappresenta oggi un elemento fondamentale di interesse nazionale»,</span><span lang="it"> ha dichiarato <strong>Stefano Lorito</strong>, Coordinatore del Centro Allerta Tsunami dell'INGV. «In questo contesto, il ruolo del CINECA è abilitante per sostenere un'evoluzione dei sistemi di sorveglianza e monitoraggio e per rafforzare la comunicazione del rischio verso la cittadinanza, affinché rimangano pienamente allineati con i rapidi sviluppi tecnologici legati all'avvento dell'Intelligenza Artificiale».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">L'INGV, componente del <strong>Sistema Nazionale di Protezione Civile</strong>, svolge attività, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, di sorveglianza sismica sul territorio nazionale e di allerta tsunami presso la <strong>Sala Operativa di Roma</strong>. Presso tale struttura opera il <strong>Centro Allerta Tsunami</strong> che contribuisce al sistema di allertamento per il rischio maremoto nell'area mediterranea, in raccordo con il <strong>Dipartimento della Protezione Civile</strong> e con i sistemi internazionali di riferimento.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Il CINECA gestisce una delle principali infrastrutture nazionali ed europee per il Supercalcolo, l'Intelligenza Artificiale, il Cloud e il supporto tecnico-scientifico alla ricerca. In questo quadro, il<span> </span><b>DAMA-Tecnopolo - DAta MAnifattura Emilia-Romagna di Bologna</b><span> </span>è un nodo di riferimento per le infrastrutture digitali avanzate del Paese.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Un elemento di particolare rilievo è la presenza di un<span> </span><b>Centro Elaborazione Dati INGV all'interno del DAMA-Tecnopolo</b>. Tale collocazione rappresenta un punto di forza strategico, poiché consente all'Istituto di operare in prossimità fisica e logica rispetto alle principali infrastrutture ICT nazionali e, in prospettiva, di raggiungere sistemi di calcolo, storage e servizi digitali di punta direttamente dall'interno dell'ecosistema del Tecnopolo.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Al centro dell'incontro anche l'iniziativa<span> </span><b>AI Factory</b>, co-finanziata da EuroHPC JU, dal Ministero dell'Università e della Ricerca e dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), di cui CINECA è Ente ospitante nell'ambito del progetto<span> </span><b>IT4LIA</b>. Si tratta di un'infrastruttura orientata all'Intelligenza Artificiale, concepita per supportare ricerca, pubbliche amministrazioni e sistema produttivo. In questo contesto, le possibili sinergie con INGV riguardano in particolare l'utilizzo integrato di tecniche di AI, HPC e data analytics per il potenziamento dei sistemi di monitoraggio, l'analisi in tempo reale dei dati geofisici e lo sviluppo di workflow scientifici avanzati.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><i><span lang="it"></span></i></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">«L'evoluzione delle tecnologie HPC e dell'Intelligenza Artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per innovare il monitoraggio dei fenomeni naturali e la gestione del rischio</span><span lang="it">", ha dichiarato <b>Fabio Florindo</b>, Presidente dell'INGV.  "La collaborazione con CINECA si inserisce anche nel quadro del crescente investimento dell'INGV <b>all'interno di ICSC  Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing</b>. Questo consente all'Istituto di partecipare in modo più incisivo alla definizione delle priorità tecnologiche e scientifiche del Centro, rafforzando la capacità di intercettare opportunità progettuali e di contribuire allo sviluppo delle infrastrutture digitali strategiche per la ricerca nazionale».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">INGV e CINECA collaborano da oltre venti anni in progetti strategici nazionali e internazionali nei settori del supercalcolo, delle infrastrutture digitali e delle applicazioni scientifiche avanzate. L'obiettivo condiviso è oggi quello di consolidare una collaborazione stabile, orientata sia al medio periodo sia ad azioni operative di breve termine, capace di integrare competenze scientifiche, infrastrutture HPC e AI, sistemi di gestione dati e applicazioni per la protezione civile.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Il percorso avviato apre, inoltre, a ulteriori prospettive di collaborazione che potranno, in una fase successiva, estendersi anche alle attività del Dipartimento Vulcani e del Dipartimento Ambiente di INGV, valorizzando le rispettive competenze all'interno della stessa traiettoria di integrazione scientifica e tecnologica.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Neuroscienza: scoperto un meccanismo che permette al cervello di calibrare le risposte comportamentali in base al contesto]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/neuroscienza-scoperto-un-circuito-bidirezionale-che-permette-al-cervello-di-calibrare-le-risposte-comportamentali-in-base-al-contesto</link>
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                    <description><![CDATA[L'Istituto Italiano di Tecnologia ha identificato un meccanismo di autoregolazione che consente al cervello di calibrare le risposte agli stimoli ricevuti. L'alterazione di questo meccanismo potrebbe contribuire a spiegare condizioni cognitive caratteristiche di ansia, depressione e ADHD]]></description>

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                    <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 13:44:24 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p class="v1font-claude-response-body"><span>L'unità di ricerca <strong>Neuromodulation of Cortical and Subcortical Circuits</strong>, coordinata da <strong>Raffaella Tonini</strong>, dell'Istituto Italiano di Tecnologia, ha identificato un <strong>meccanismo di autoregolazione</strong> coinvolto nella capacità del cervello di scegliere e innescare le risposte comportamentali più appropriate in base al contesto. I risultati, pubblicati su <strong>Cell Reports</strong>, aprono <strong>nuove prospettive per lo studio di condizioni come ansia, depressione e ADHD</strong>, caratterizzate da un'incapacità di calibrare adeguatamente le risposte comportamentali rispetto agli stimoli ricevuti. Le future ricerche del gruppo IIT si concentreranno proprio sull'analisi di questo meccanismo in tali condizioni, con l'obiettivo di individuare strategie terapeutiche più mirate.</span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span></span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span>Il cervello non tratta tutte le situazioni allo stesso modo. Per comportarsi in modo adattivo, e quindi interagire con successo con l'ambiente, deve continuamente <strong>distinguere tra contesti diversi</strong>, riconoscendo che lo stesso stimolo può essere rilevante in una situazione e irrilevante in un'altra, minaccioso o innocuo, degno di risposta oppure no.</span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span></span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span>Al centro della scoperta c'è il <strong>locus coeruleus</strong>, una piccola area del tronco encefalico responsabile della produzione di <strong>noradrenalina</strong>, un neuromodulatore che regola l'arousal, cioè il livello generale di attivazione e vigilanza del cervello, e svolge un ruolo chiave nell'attenzione e nella selezione delle risposte comportamentali appropriate al contesto. Il <i>locus coeruleus </i>comunica con la corteccia prefrontale, la regione anteriore del cervello coinvolta nelle decisioni e nel controllo cognitivo, attraverso la noradrenalina. Sebbene questa connessione sia studiata da decenni, il modo in cui la corteccia prefrontale influenzi a sua volta l'attività del <i>locus coeruleus</i> era rimasto finora poco chiaro.</span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span></span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span>Attraverso tecniche di laboratorio all'avanguardia su modelli preclinici, i ricercatori e le ricercatrici IIT hanno dimostrato che <strong>la corteccia prefrontale non è solo un destinatario dei segnali del <i>locus coeruleus</i>, ma ne influenza direttamente l'attività, innescando a sua volta il rilascio di noradrenalina</strong>. Si tratta di quello che nelle neuroscienze viene chiamato "<strong>circuito di feedback bidirezionale</strong>", in cui le due regioni interagiscono in entrambe le direzioni. La corteccia prefrontale regola l'attività del <i>locus coeruleus</i>, che a sua volta invia segnali alla corteccia prefrontale, in un continuo scambio di comunicazione reciproca.</span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span></span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span>I ricercatori e le ricercatrici IIT hanno inoltre dimostrato che questo circuito è dotato di un <strong>sistema di autoregolazione integrato</strong>. I</span><span>n risposta a una prolungata attivazione della corteccia prefrontale, i neuroni del <i>locus coeruleus</i> producono localmente <strong>endocannabinoidi</strong>, mediatori della comunicazione neuronale che attenuano l'influenza della corteccia prefrontale sul <i>locus coeruleus</i> stesso, limitando così il rilascio corticale di noradrenalina</span><span>. In condizioni fisiologiche, il risultato è un sistema capace di calibrarsi dinamicamente, mantenendo le reazioni proporzionate al contesto.</span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span></span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span>Lo studio dimostra come gli endocannabinoidi coinvolti nel circuito prefrontale-noradrenergico agiscano da <strong>regolatori di precisione della distinzione del contesto</strong>, in modo che lo stesso segnale possa innescare risposte diverse a seconda della situazione. Disattivando selettivamente in modelli preclinici questo meccanismo, infatti, la capacità di rispondere agli stimoli resta intatta, ma viene persa la capacità di discernere tra contesti diversi: il comportamento è presente, ma privo di quella precisione che lo rende adattivo.</span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span></span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span>I risultati dello studio suggeriscono quanto sia <strong>cruciale preservare la regolazione fisiologica degli endocannabinoidi all'interno del circuito prefrontale-noradrenergico</strong>. Nei processi di modulazione cerebrale, infatti, non conta soltanto la quantità delle molecole coinvolte, ma anche il momento e la specifica area cerebrale in cui vengono rilasciate. Alterare artificialmente questo equilibrio, ad esempio attraverso l'assunzione di sostanze contenenti cannabinoidi, come la cannabis, potrebbe interferire con i delicati meccanismi di regolazione che consentono al cervello di calibrare le risposte comportamentali in base al contesto.</span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span></span></p>
<p class="v1font-claude-response-body">«Questi risultati aprono una nuova prospettiva per i disturbi legati alla noradrenalina  afferma <strong>Raffaella Tonini</strong>, Responsabile dell'unità di ricerca Neuromodulation of Cortical and Subcortical Circuits dell'IIT  Alcune particolari condizioni cognitive sono caratterizzate da un'alterazione nella dinamica del circuito prefrontale-noradrenergico che compromette non solo la capacità di discriminare tra contesti, ma anche quella di orientare in modo flessibile l'attenzione verso obiettivi rilevanti e di modulare le risposte comportamentali di conseguenza. Il prossimo passo sarà proprio lo studio di questo meccanismo in modelli preclinici di condizioni neuropsichiatriche come ansia, depressione e ADHD per individuare future prospettive terapeutiche più mirate».</p>
<p><span></span></p>
<p><span>Lo studio è stato reso possibile anche grazie all'utilizzo di neurotecnologie avanzate, come le <strong>sonde SiNAPS</strong> sviluppate dall'unità di ricerca <strong>Microtechnology for Neuroelectronics dell'IIT</strong> e oggi rese accessibili alla comunità scientifica attraverso le attività di <strong>Corticale Srl.</strong></span></p>
<p></p>
<p><span>«Questi risultati sono un'ulteriore dimostrazione dell'importanza di sviluppare una stretta integrazione tra ricerca neuroscientifica e innovazione tecnologica, al fine di migliorare la comprensione dei meccanismi alla base del funzionamento del sistema nervoso e aprire nuove prospettive per lo studio e il trattamento delle sue patologie. Tra queste rientrano, come evidenziato in questo lavoro, disturbi mentali quali ansia, depressione e ADHD, il cui impatto sulla nostra società è in costante crescita e comporta importanti ricadute sulla qualità della vita e sulla produttività di molte persone», commenta <strong>Luca Berdondini</strong>, Responsabile dell'unità di ricerca<i> Microtechnology for Neuroelectronics</i> dell'IIT.</span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span></span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span>Lo studio è stato condotto in collaborazione con <strong>l'Università di Pisa e la University of Maryland.</strong></span></p>
<p class="v1font-claude-response-body"><span><strong></strong></span></p>
<p class="v1font-claude-response-body">Link allo studio: Locarno A, Nava L, Barsotti N ... <a href="https://www.cell.com/cell-reports/fulltext/S2211-1247(26)00219-6?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS2211124726002196%3Fshowall%3Dtrue" target="_blank" rel="noopener"><em>Endocannabinoid modulation of a reciprocal fronto-coerulear connection in contextual discrimination</em></a>. Cell Reports, 2026; 45.</p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[NextGenerationEU: La Commissione Europea eroga 12,8 miliardi di euro per sostenere la crescita economica dell'Italia]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/nextgenerationeu-la-commissione-europea-eroga-128-miliardi-di-euro-per-sostenere-la-crescita-economica-dellitalia</link>
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                    <description><![CDATA[La Commissione europea ha versato all'Italia 12,8 miliardi di euro al fine di sostenere riforme e investimenti in settori chiave come pubblica amministrazione, istruzione, sanità, ricerca, energia e mobilità sostenibile]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_8345a8a5804a492cd881d0a506c41b1b.webp" length="23904" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 13:44:17 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il 4 giugno 2026 la Commissione europea ha erogato 12,8 miliardi di euro all'Italia, segnando il <strong>nono pagamento nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza</strong> (RRF).</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il dispositivo rappresenta il fulcro di<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/eu-budget/eu-borrower-investor-relations/nextgenerationeu_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">NextGenerationEU</span></a></span><span lang="IT">, il programma della Commissione successivo alla pandemia volto a sostenere la ripresa, la crescita economica e la competitività degli Stati membri.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"><strong>Questo pagamento sostiene una serie di misure, tra cui riforme e investimenti in settori chiave</strong> quali: pubblica amministrazione, governance fiscale, giustizia e appalti pubblici; istruzione, occupazione e contrasto al lavoro sommerso; ricerca, sanità, turismo e cultura; nonché mobilità sostenibile, energia, agricoltura e transizione verso un'economia circolare.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">L'erogazione di ieri fa seguito alla nona richiesta di pagamento dell'Italia, presentata il 30 dicembre 2025 e<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_26_904" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">approvata dalla Commissione il 29 aprile 2026</span></a></span><span lang="IT">.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">A seguito dell'approvazione del Consiglio a procedere, la Commissione ha adottato una decisione di pagamento e ha erogato oggi i fondi.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/recovery-and-resilience-facility-1/country-pages/italys-recovery-and-resilience-plan_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">piano complessivo per la ripresa e la resilienza</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>dell'Italia è finanziato con 194,4 miliardi di euro (71,8 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti). Come per tutti gli Stati membri, i pagamenti all'Italia nell'ambito dell'RRF sono basati sui risultati e subordinati all'attuazione efficace del piano nazionale di ripresa e resilienza. Con questo nono pagamento, l'Italia raggiunge l'85% delle risorse assegnate nell'ambito del proprio PNRR.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">In vista della chiusura del dispositivo alla fine del 2026, gli Stati membri devono raggiungere tutte le tappe fondamentali e gli obiettivi ancora in sospeso entro agosto 2026 e presentare le ultime richieste di pagamento entro la fine di settembre 2026.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Una<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/recovery-and-resilience-facility-1/rrf-impact_en#explore-rrf-funded-projects-in-your-region" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">mappa interattiva</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>che mostra esempi di riforme e investimenti sostenuti dal dispositivo per la ripresa e la resilienza è disponibile online. Ulteriori dettagli sul<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://commission.europa.eu/system/files/2021-06/nextgenerationeu_questions_and_answers_on_the_recovery_and_resilience_facility_en.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">processo relativo alle richieste di pagamento nell'ambito dell'RRF</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>sono disponibili online.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Milano Green Week: dal 10 al 14 giugno la città diventa un "laboratorio della transizione ecologica"]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/milano-green-week-dal-10-al-14-giugno-la-citta-diventa-un-laboratorio-della-transizione-ecologica</link>
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                    <description><![CDATA[Dal 10 al 14 giugno si svolgerà la Milano Green Week, la settimana dedicata all'ambiente, al verde e alla biodiversità, con oltre 200 appuntamenti tra talk, passeggiate, eventi, laboratori e spettacoli]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_3356d6fcaa65f55fb8f9bf0cc68403f2.webp" length="46034" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 13:44:01 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p><span><strong>Dal 10 al 14 giugno torna la Milano Green Week</strong>, la settimana dedicata all'ambiente, al verde, alla biodiversità che con <strong>oltre 200 appuntamenti aperti a tutti e tutte</strong> - tra eventi, talk, passeggiate, spettacoli e laboratori - racconterà una Milano che si fa "<strong>laboratorio della transizione ecologica"</strong>. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Una manifestazione organizzata dal basso e diffusa nei nove Municipi in cui sono protagonisti, oltre all'Amministrazione, le tante e diverse associazioni, istituzioni, università, enti, aziende, comitati impegnati per una Milano che passo dopo passo si trasforma, diventando sempre più resiliente, attenta ai temi ambientali, alla cura del verde, al contrasto e alla mitigazione dei cambiamenti climatici. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>«Anche quest'anno  spiega l'assessora all'Ambiente e Verde <strong>Elena Grandi</strong>  attraverso eventi, talk, laboratori, passeggiate, spettacoli teatrali e mostre, con la Milano Green Week raccontiamo - e facciamo raccontare dalle persone - una città che si sta trasformando in funzione dei cambiamenti climatici, cercando di mitigarne gli effetti. Modificare lo spazio pubblico, adattare le scelte di trasformazione urbana, tutelare la biodiversità, incrementare parchi e aree verdi, promuovere la transizione energetica e creare sempre più consapevolezza attraverso buone pratiche: sono azioni al centro del nostro lavoro e che nella Milano Green Week possono essere descritte e divulgate. Una settimana che è occasione preziosa per valorizzare il ruolo di Milano come laboratorio di idee e progettualità per transizione ecologica, orientate a costruire un futuro più sostenibile, inclusivo e resiliente. La partecipazione e la costruzione condivisa del palinsesto della Milano Green Week ci confermano ogni anno l'importanza della collaborazione tra tutti gli attori del territorio per affrontare le sfide ambientali e climatiche con visione, responsabilità e capacità di innovazione». </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Ad inaugurare la Milano Green Week, <strong>martedì 9 giugno, alle ore 18.30 al Teatro Burri del Parco Sempione, lo spettacolo "Green Days"</strong> prodotto da <strong>Campo Teatrale</strong> che, sullo sfondo di uno confronto intergenerazionale tra Millenial e Gen Z, farà riflettere sulle nostre scelte quotidiane e su come queste azioni, piccole o grandi, condizioneranno il futuro e il pianeta. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>A partire <strong>dal 10 giugno</strong>, appuntamenti al via, tra cui gli eventi istituzionali curati dall'Assessorato all'Ambiente e Verde. Al <strong>Museo Civico di Storia Naturale</strong>, alle ore 10 si riunisce <strong>l'Assemblea dei Giovani per il Clima</strong>, mentre dalle ore 10 alle 14 apertura straordinaria dello <strong>Sportello Energia del Comune di Milano</strong> (corso Buenos Aires angolo via Giovanni Omboni, sottopasso pedonale, fino al 12 giugno) per richiedere informazioni e per la distribuzione gratuita del nuovo opuscolo informativo per la cittadinanza "Vademecum Impianti Termici". </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span><strong>Giovedì 11 giugno</strong> (ore 15, Museo Civico di Storia Naturale) un pomeriggio dedicato agli animali con "<strong>Il diritto degli animali</strong>", evento curato dall'Assessorato insieme a <strong>LAV, Arma dei Carabinieri e Garanti per la Tutela degli Animali del Comune di Milano</strong>: un'occasione di confronto tra istituzioni, associazioni, veterinari, università e Forze dell'ordine moderata dal divulgatore e attore <strong>Gianfelice Facchetti</strong>. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span><strong>Il 12 giugno</strong>, alle ore 18, inaugurazione simbolica della nuova area verde e depavimentata in via Toce con l'incontro "<strong>Da grigio a verde: come cambiano le città</strong>": un <strong>confronto tra l'assessora all'Ambiente e Verde Elena Grandi e gli assessori di Bergamo, Brescia, Genova e Torino, moderato da Giulia Bassetto, autrice di Will Media</strong>, su come le città si trasformano per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span><strong>Sabato 13</strong>, alle ore 16, passeggiata per scoprire l'area verde in corso di realizzazione nell'ex area Innocenti, in zona Lambrate, che raddoppierà la superficie verde del parco della Lambretta nell'ambito del progetto <strong>Magnifica Fabbrica del Teatro alla Scala</strong>. Una trasformazione in "<strong>Giardini d'acqua</strong>" che riguarderà prati, filari alberati, canali e gestione delle acque. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Tra gli eventi istituzionali anche il "<strong>Goccia Fest 26  La Natura si fa spazio</strong>" (sabato 13 maggio, a partire dalle ore 10, ingresso da via Privata Giampietrino 4): il primo evento pubblico nell'area della Goccia, per far conoscere alla città il luogo, la biodiversità che lo caratterizza e il processo di rigenerazione ambientale che lo caratterizza con laboratori didattici, esplorazioni guidate incontri, attività artistiche e creative. L'evento è organizzato nell'ambito del <strong>progetto EUI 02-130 GOCCIA</strong> (Green Opportunities to Clean-up Contaminants through an Interspecies Alliance), finanziato <strong>dall'Iniziativa Urbana Europea della Commissione Europea. </strong></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Numerose infine le <strong>passeggiate botaniche</strong>, per scoprire verde e biodiversità di parchi e aree verdi cittadine - dal <strong>parco Lambro al Forlanini</strong>, <strong>dal parco Simoni Lopez, alle marcite di Chiaravalle e della Vettabbia, dalla BAM al parco UpTown di Cascina Merlata</strong>, solo per citarne alcune -, oltre ai tantissimi laboratori, talk, giochi, escursioni in bicicletta e mostre organizzati e curati dalle associazioni, enti e comitati che anni sono al fianco dell'Assessorato nella Milano Green Week. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Il programma completo e ufficiale della Milano Green Week è consultabile sul sito </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=7%3d5hGd8b%26x%3dV%26r%3daKb6a%261%3dXDbEdCY%267%3dBxR2M_vyet_7i_4uWx_Dj_vyet_6nyCp9zIkPq9rUq9o.G6_LU1b_VJ%26B%3dyOwToV.rC6%26Cw%3dfHa9gK%26Nw%3dZL5e9mV0hHd8YDX9ZD%26B%3djbC5eaK0f9HWj9m9fgp0hAF99aGVehCVi0Jaf9mVgeCWAamZAYo88fpZ5Br8B9Gc&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">milanogreenweek.it.</a></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Asclepio AI 2026: a Milano-Bicocca medicina, intelligenza artificiale e comunicazione scientifica si incontrano]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/asclepio-ai-2026-a-milano-bicocca-medicina-intelligenza-artificiale-e-comunicazione-scientifica-si-incontrano</link>
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                    <description><![CDATA[La seconda edizione del summit ha riunito medici, informatici, ricercatori, giornalisti, istituzioni e imprese per discutere limpatto dellAI sulla salute pubblica, sulla pratica clinica e sulla corretta informazione scientifica]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_9141c0b44009d5a027567328fd455a8f.webp" length="49412" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 16:05:23 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-text fusion-text-2">
<p><span>Si è svolta venerdì 29 maggio 2026, allUniversità degli Studi di Milano-Bicocca, la seconda edizione di </span><b>Asclepio AI</b><span>, il summit dedicato alle nuove tecnologie della salute, allintelligenza artificiale e alla comunicazione scientifica.</span></p>
<p><span>Levento ha riunito </span><b>3 università, 4 IRCCS, 13 realtà dellinnovazione, ordini professionali e associazioni scientifiche</b><span>, in una giornata di confronto tra medici, informatici, ricercatori, giornalisti, istituzioni pubbliche e private, aziende e studenti. Al centro, il ruolo dellAI nella medicina, nei processi clinici e diagnostici, nella ricerca e nel racconto pubblico della salute.</span></p>
<p><span>Ospitata nell</span><b>Edificio U4 Tellus,<span> </span></b><span>Aula Luisella Sironi, la seconda edizione ha confermato la </span><b>vocazione interdisciplinare<span> </span></b><span>del progetto: costruire uno spazio di </span><b>dialogo</b><span> tra mondi che tradizionalmente parlano linguaggi diversi, ma che oggi sono chiamati a confrontarsi sulle trasformazioni che lintelligenza artificiale sta introducendo nella sanità, nella produzione della conoscenza e nellinformazione scientifica.</span></p>
<p><span>Promosso dal </span><b>Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione dellUniversità di Milano-Bicocca</b><span>, nellambito delle attività di divulgazione e disseminazione del Dipartimento di Eccellenza </span><b>ReGAInS</b><span>, e dal </span><b>Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica dellUniversità Ca Foscari Venezia</b><span>, in collaborazione con </span><b>UGIS  Unione Giornalisti Italiani Scientifici</b><span>, Asclepio AI 2026 ha posto al centro il ruolo della comunicazione scientifica come strumento di conoscenza, trasparenza e partecipazione consapevole.</span></p>
</div>
<div class="fusion-title title fusion-title-3 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-three">
<h3 class="fusion-title-heading title-heading-left fusion-responsive-typography-calculated" data-fontsize="30" data-lineheight="42px">Temi trattati ed interventi</h3>
</div>
<div class="fusion-text fusion-text-3">
<p><span>La giornata si è aperta con i saluti istituzionali di </span><b>Giovanni Bonati</b><span>, consigliere al Parlamento italiano ed europeo e allAssemblea Parlamentare del Mediterraneo sui temi della transizione digitale, ricerca e innovazione, </span><b>Laura Antonia Lucia Parolin</b><span>, Pro-Rettrice alla Quarta missione e al Public engagement dellUniversità di Milano-Bicocca, e </span><b>Roberto Magnani comitato scientifico<span> </span></b><span>di </span><b>ENIA  Ente Nazionale Intelligenza Artificiale</b><span>. A seguire, </span><b>Rossella Guido</b><span>, giornalista scientifica e co-ideatrice di Asclepio AI, ha presentato gli obiettivi della seconda edizione.  </span></p>
<p><span>La prima parte della mattinata è</span><span> </span><span>stata dedicata a </span><b>Comunicare la scienza,</b><span> con</span><b><span> </span>Giovanni Caprara</b><span>, giornalista scientifico, editorialista del Corriere della Sera e presidente UGIS, e </span><b>Nadia Grillo</b><span>, giornalista scientifica, vicepresidente vicario UGIS ed esperta di metodologie e strumenti formativi. Al centro la gestione delle notizie su innovazione tecnologica, AI e salute nei media, il rispetto della deontologia professionale, il dialogo con i ricercatori e la restituzione del racconto alla società. Ciò necessità di competenza, senso critico e responsabilità verso il pubblico,</span><span> </span><span>distinguendo tra evidenze, promesse tecnologiche, rischi e fake news.</span></p>
<p><span>La sessione </span><b>Raccontare la salute con lintelligenza artificiale: giornalismo, dati, deontologia e impatto sociale</b><span> ha approfondito il ruolo dellinformazione nellera dellAI. Sono intervenuti </span><b>Riccardo Sorrentino</b><span>, presidente dellOrdine dei Giornalisti della Lombardia e giornalista de </span><i><span>Il Sole 24 Ore</span></i><span>, </span><b>Roberto Bonzio</b><span>, fondatore di Italiani di Frontiera, </span><b>Marco Gasparollo</b><span>, founder &amp; innovation lead di </span><b>UP Corporation</b><span>, e </span><b>Marco S. Nobile</b><span>, docente dellUniversità Ca Foscari Venezia.  </span></p>
<p><span>La tavola rotonda </span><b>Tecnologie per la salute</b><span>, moderata da </span><b>Germano Bertin</b><span>, giornalista scientifico, formatore e CEO di Ethosjob  Human Caring, ha portato al centro del confronto tre esperienze diverse di innovazione sanitaria. </span><b>Iris Balzan</b><span>, project manager di </span><b>MARE Technopark</b><span>, e </span><b>Claudio Pelosi</b><span>, senior data engineer di </span><b>CompuGroup Medical</b><span>, hanno presentato il percorso che dallex Ospedale al Mare del Lido di Venezia porterà alla nascita di un techonopark per leHealth per promuovere lo sviluppo di applicazioni AI per la salute e la sanità, </span><b>Fabio Manenti</b><span>, responsabile del settore progetti di </span><b>Medici con lAfrica CUAMM</b><span>, ha affrontato il tema dellutilizzo dellAI nei Paesi a basso reddito. </span><b>Marco Crimi</b><span>, fondatore di </span><b>Net Medicare</b><span>, ha approfondito il ruolo della medicina digitale e dellinteroperabilità nella relazione medico-paziente.  </span></p>
<p><span>Uno dei momenti distintivi della giornata è stata la pausa pranzo con </span><b>Ricercatori à la carte</b><span>, edizione speciale del format coordinato da </span><b>Claudio Forte</b><span> dellUniversità degli Studi di Torino. Sei ricercatori si sono raccontati ai tavoli, in un contesto informale pensato per favorire il dialogo diretto tra pubblico, comunità accademica e protagonisti della ricerca. Il format ha valorizzato una modalità di divulgazione scientifica accessibile, narrativa e partecipativa.</span></p>
<p><span>Nel pomeriggio, il focus si è spostato su </span><b>AI e medicina</b><span>, con una sessione dedicata a ciò che sta cambiando nei processi clinici, diagnostici e organizzativi. La keynote lecture è stata affidata a </span><b>Francesca Grisoni</b><span>, docente presso l</span><b>Eindhoven University of Technology</b><span> e responsabile del Molecular Machine Learning Team, che ha illustrato il contributo dellintelligenza artificiale alla scoperta di nuovi farmaci e allo sviluppo di approcci computazionali per la ricerca molecolare.  </span></p>
<p><span>La tavola rotonda </span><b>Intelligenza artificiale e medicina applicata: esperienze cliniche a confronto</b><span> ha messo in dialogo esperienze cliniche e riflessioni sullimpatto delle tecnologie sulla persona. Sono intervenuti </span><b>Fabrizio Romano</b><span>, docente dellUniversità Milano-Bicocca, responsabile della S.S. Chirurgia Epatobiliare della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori e coordinatore nazionale del progetto Hercoles, con un intervento sulluso dellAI e della chirurgia robotica nel trattamento dei tumori al fegato, e </span><b>Gianluca Castelnuovo</b><span>, docente dellUniversità Cattolica di Milano e responsabile del Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia dellIRCCS Istituto Auxologico Italiano, con una riflessione sul cambiamento delluomo ai tempi dellintelligenza artificiale.  </span></p>
<p><span>La sessione conclusiva, </span><b>Casi concreti di applicazioni allavanguardia</b><span>, ha affrontato il passaggio dalla ricerca alla clinica moderata da </span><b>Daniela Besozzi</b><span> e </span><b>Fabio Stella</b><span>, docenti del Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione dellUniversità di Milano-Bicocca, presentando esperienze di intelligenza artificiale applicata allevoluzione delle malattie oncologiche, alla Miastenia Gravis e alla gestione dei dati sanitari federati.  </span></p>
<p><span>Tra i casi discussi, </span><b>EvoClin</b><span> ha mostrato come una piattaforma basata su AI possa supportare i clinici nella stima dellevoluzione di una malattia cancerogena, con gli interventi di </span><b>Alex Graudenzi</b><span>, </span><b>Daniele Ramazzotti</b><span> e </span><b>Ivan Civettini</b><span>. </span><b>Paola Cavalcante</b><span>, della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, e </span><b>Marco Locatelli</b><span>, dellUniversità di Milano-Bicocca, hanno affrontato il tema della cura della Miastenia Gravis attraverso biomarcatori e medicina personalizzata. </span><b>Annalisa Trama</b><span>, della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, e </span><b>Niccolò Rocchi</b><span>, dellUniversità di Milano-Bicocca, hanno portato lattenzione sulla privatezza dei dati sanitari federati.  </span></p>
<p><span>La giornata si è chiusa con lintervento di </span><b>Alessandro Gallo</b><span>, giornalista scientifico, socio UGIS e direttore generale di </span><b>Springer Healthcare Italia</b><span>, dedicato al futuro dellinformazione medico-scientifica nellera dellintelligenza artificiale, seguito dal confronto finale tra accademici, clinici, innovatori e giornalisti.  </span></p>
<p><span>«Asclepio AI nasce dallesigenza di discutere lintelligenza artificiale applicata alla salute con uno sguardo scientifico che sia comprensibile ed interdisciplinare. Questa seconda edizione ha mostrato quanto sia importante mettere intorno allo stesso tavolo informatici, medici, ricercatori e comunicatori per affrontare non solo le potenzialità dellAI, ma anche i suoi limiti, la qualità dei dati, linterpretabilità dei modelli e limpatto reale sulle decisioni cliniche», dichiara </span><b>Fabio Stella</b><span>, docente del Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione dellUniversità di Milano-Bicocca.</span></p>
<p><span>«La forza di Asclepio AI è nella capacità di creare un confronto aperto tra ricerca, clinica e società. Parlare di intelligenza artificiale in medicina significa interrogarsi su come queste tecnologie possano contribuire concretamente alla salute delle persone, senza perdere di vista responsabilità, trasparenza e attenzione allimpatto umano. La seconda edizione ha confermato la necessità di uno spazio condiviso in cui competenze diverse possano dialogare in modo rigoroso e costruttivo», sottolinea </span><b>Daniela Besozzi</b><span>, docente del Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione dellUniversità di Milano-Bicocca.</span></p>
<p><span>«Lintelligenza artificiale può dare un contributo importante alla medicina, dalla patologia digitale alla scoperta di nuovi farmaci, ma non deve essere considerata una scorciatoia né una fonte automatica di verità. I modelli producono risultati che vanno interpretati e validati da competenze esperte. La sfida, soprattutto con lAI generativa, è evitare allucinazioni, bias e perdita di capacità critica. Bisogna prima formare medici dalle competenze solide, fare AI literacy, e promuovere il pensiero critico. Solo al termine del percorso lAI può essere introdotta come strumento di supporto», afferma </span><b>Marco S. Nobile</b><span>, docente dellUniversità Ca Foscari Venezia.</span></p>
<p><span>«Con questa seconda edizione Asclepio AI ha confermato la sua intuizione: creare uno spazio in cui mondi diversi possano incontrarsi senza semplificare la complessità. Medicina, informatica, ricerca, giornalismo e innovazione hanno bisogno di parlarsi, soprattutto quando si affrontano temi come lintelligenza artificiale applicata alla salute. Il valore della giornata è stato costruire ponti, generare domande, far emergere connessioni strategiche e rendere più comprensibile un cambiamento che riguarda tutti», dichiara </span><b>Rossella Guido</b><span>, giornalista scientifica e co-ideatrice di Asclepio AI.</span></p>
<p><span>«</span><span>Anche ad Asclepio AI è stato sottolineato quanto sia necessario investire nella formazione di tutti i giornalisti, non solo quelli specializzati, sui temi della salute e delle nuove tecnologie. Lintelligenza artificiale offre opportunità importanti, ma impone anche cautela, competenza e responsabilità nell informazione alla società.</span><span> Il compito del giornalismo è aiutare il pubblico a orientarsi, distinguendo ciò che è già evidente da ciò che è ancora promessa o sperimentazione, coinvolgendo interlocutori adeguati. Levoluzione scientifica e tecnologica è sempre più veloce: per muoversi dentro questo fiume impetuoso di notizie il giornalista scientifico diventa interprete e garante della qualità dellinformazione», dichiara </span><b>Giovanni Caprara</b><span>, presidente UGIS  Unione Giornalisti Italiani Scientifici ed editorialista scientifico del </span><i><span>Corriere della Sera</span></i><span>.</span></p>
<p><span>«UGIS è da tempo impegnata nella formazione ai giornalisti (con i corsi del nostro Ordine professionale), nei laboratori di comunicazione e dialogo con il mondo della ricerca e nella divulgazione al pubblico. Asclepio AI si inserisce quindi come unoccasione importante per approfondire i vari aspetti dellintelligenza artificiale. E fondamentale acquisire nuove metodologie e strumenti per fare informazione su notizie scientifiche in unottica multidisciplinare e di osmosi di conoscenze, tra verifica delle fonti e uso della deontologia, per affrontare con correttezza temi complessi», afferma </span><b>Nadia Grillo</b><span>, vicepresidente vicario UGIS  Unione Giornalisti Italiani Scientifici.</span></p>
<p><span>La seconda edizione di Asclepio AI si è svolta con il sostegno e la collaborazione di una rete di partner, enti, istituzioni sanitarie, ordini professionali, associazioni scientifiche e realtà impegnate nella ricerca, nella salute, nellinnovazione e nella comunicazione. Tra patrocini, partner e realtà coinvolte figurano </span><b>UGIS  Unione Giornalisti Italiani Scientifici</b><span>, </span><b>FAST  Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche</b><span>, </span><b>Ordine dei Giornalisti della Lombardia</b><span>, </span><b>ENIA  Ente Nazionale Intelligenza Artificiale</b><span>, </span><b>Università Milano-Bicocca  ReGAInS Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione</b><span>, </span><b>Università Ca Foscari Venezia  Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica</b><span>, </span><b>Università di Torino,</b><span> </span><b>Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori</b><span>, </span><b>Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta</b><span>, </span><b>Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori</b><span>, </span><b>Fondazione Anthem</b><span>, </span><b>Istituto Auxologico Italiano IRCCS</b><span>, </span><b>Ethosjob  Human Caring</b><span>, </span><b>Medici con lAfrica CUAMM</b><span>, </span><b>Centro Scienza e Psiquadro.</b></p>
<p><span>Liniziativa ha visto il supporto di </span><b>Net Medicare</b><span> e </span><b>UP Corporation</b><span> come Healthcare Innovation Partner, </span><b>Agentis Pro</b><span> come </span><b>Digital Innovation Partner</b><span>, </span><b>Italia 24</b><span> come </span><b>Media Partner,<span> </span></b><span>e </span><b>FDF Monza</b><span> come Tech Supporter.  </span></p>
<p><span>Con questa seconda edizione, Asclepio AI conferma il proprio ruolo come spazio di confronto tra competenze scientifiche, tecnologiche, cliniche e giornalistiche. Un ecosistema in crescita che punta a promuovere una cultura dellintelligenza artificiale in salute fondata su responsabilità, trasparenza, interdisciplinarità e attenzione allimpatto sociale dellinnovazione.</span></p>
<p><span>Sito web <a href="https://asclepioai.com/" target="_blank" rel="noopener">https://asclepioai.com/</a></span></p>
</div>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Milano, Cultura: al Museo del Novecento in mostra "il primo Picasso di Milano"]]></title>

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                    <description><![CDATA[Dal 3 giugno al 27 settembre, presso il Museo del Novecento di Milano, il focus dedicato a "Homme assis", primo dipinto di Pablo Picasso a entrare nelle collezioni civiche milanesi nel 1972]]></description>

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                    <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:33:44 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p><span>Dal 3 giugno 2026 il <strong>Museo del Novecento di Milano</strong> presenta "<strong>Il primo Picasso di Milano. Un Moschettiere tra rivoluzione, antifranchismo e solidarietà internazionale</strong>", un focus a cura di <strong>Roberto Pini</strong> dedicato alla complessa vicenda di <strong>Homme assis (1967),</strong> primo dipinto di <strong>Pablo Picasso</strong> a entrare nelle collezioni civiche milanesi nel 1972. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Allestito al piano terra del museo, il focus propone una <strong>rilettura storico-critica di Homme assis, ricostruendone la traiettoria internazionale tra il 1967 e il 1972 </strong>e interrogando il rapporto tra arte, impegno politico e istituzioni culturali nel secondo Novecento. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Realizzata nel 1967, Homme assis appartiene alla <strong>serie dei Moschettieri</strong>, uno dei nuclei più significativi della tarda produzione picassiana. Tradizionalmente interpretata dalla critica come una proiezione immaginaria e autobiografica dell'artista, l'opera viene qui riletta alla luce dei diversi contesti che ne hanno accompagnato la ricezione e la circolazione pubblica tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta, anni di forte mobilitazione civile, culturale e politica. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Prima di arrivare a Milano nel 1972 Homme assis venne infatti esposta in contesti internazionali, dal <strong>Salon de Mai di Parigi al Salón de Mayo dell'Avana</strong>, dove fu inviata dallo stesso Picasso come simbolo del proprio impegno politico. </span><span>Nel marzo 1972 Milano ospitò in <strong>Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale "Amnistia. Que trata de España",</strong> una grande mostra promossa da CGIL, CISL e UIL, nata per sostenere i lavoratori spagnoli e la richiesta di amnistia per i prigionieri politici del regime franchista. L'iniziativa costituì un momento significativo della mobilitazione civile e culturale di quegli anni, riunendo opere di artisti di primo piano della scena internazionale, tra cui <strong>Joan Miró, Alexander Calder, Antoni Tàpies, Franco Angeli, Renato Guttuso, Carlo Levi, Emilio Vedova, Giulio Turcato e Toti Scialoja. </strong></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Tra le opere esposte, Homme assis di Picasso fu l'unica, per volontà del sindaco <strong>Aldo Aniasi</strong>, a essere acquisita dal Comune: un gesto che, oltre ad arricchire le collezioni civiche, affermò concretamente i valori della solidarietà internazionale e dell'impegno antifranchista della città di Milano. Attraverso fotografie, documenti d'archivio e materiali audiovisivi, Il primo Picasso di Milano ricostruisce la vicenda pubblica di Homme assis e ne ripercorre la circolazione internazionale tra Parigi, L'Avana e Milano, approfondendo il contesto culturale e politico che ne accompagnò la ricezione. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>«Questa piccola ma preziosa mostra  afferma l'assessore alla Cultura, <strong>Tommaso Sacchi </strong> racconta in modo esemplare il lavoro di ricerca, studio e valorizzazione che i nostri musei portano avanti ogni giorno sul patrimonio civico. Attraverso la vicenda del primo Picasso entrato nelle collezioni milanesi, il Museo del Novecento restituisce al pubblico non solo la storia di un'opera straordinaria, ma anche il ruolo di Milano come città aperta, democratica e profondamente legata ai valori della cultura e della solidarietà internazionale». </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Il progetto espositivo nasce nell'ambito dell'importante attività di ricognizione, studio e catalogazione del patrimonio del Museo del Novecento, in corso da alcuni anni, che porterà nel 2026 alla condivisione del catalogo delle collezioni online. Questo lavoro ha permesso di riscoprire opere importanti del patrimonio civico e di ricostruirne le vicende storiche, conservative ed espositive, riportando alla luce connessioni spesso dimenticate e sottolineando la vocazione del museo come centro di ricerca della storia artistica e culturale del Novecento.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>A oltre cinquant'anni dal suo ingresso nelle collezioni civiche, il Museo del Novecento propone dunque una rilettura del valore storico e collezionistico di un'opera che oltrepassa la dimensione strettamente artistica per intrecciarsi ai processi di costruzione della memoria collettiva e dell'identità civica milanese.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Autonomia Digitale: La Commissione Europea propone un pacchetto per la sovranità tecnologica]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/autonomia-digitale-la-commissione-europea-propone-un-pacchetto-per-la-sovranita-tecnologica-technological-sovereignty-package</link>
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                    <description><![CDATA[La Commissione europea ha presentato un pacchetto di misure per rafforzare la sovranità tecnologica dellUE nei settori dei chip, dellIA, del cloud e dellopen source al fine di aumentare lautonomia digitale europea e sostenere lo sviluppo di tecnologie strategiche ]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_7953cea021aacae4d0423445311365ed.webp" length="38496" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:33:40 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">La Commissione europea ha presentato il 3 giugno 2026 il<span> </span><b>pacchetto europeo per la sovranità tecnologica (Technological Sovereignty Package)</b>, un insieme di misure volte a rafforzare la capacità dell'Europa nei settori dei semiconduttori, dell'intelligenza artificiale (IA), del cloud e dell'open source.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">La Presidente <strong>Ursula</strong><span> </span><b>von der Leyen</b><span> </span>ha dichiarato: «Non possiamo permetterci di dipendere da altri per le tecnologie che mantengono in funzione i nostri ospedali, stabilizzano le nostre reti energetiche e rendono sicuri i nostri servizi. Si tratta di proteggere i nostri cittadini, difendere i nostri interessi e prendere le nostre decisioni. L'Europa dispone di talenti, eccellenza nella ricerca, una base industriale e il mercato unico. Insieme dobbiamo trasformare questi punti di forza in sovranità tecnologica».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il pacchetto comprende due proposte legislative  il<span> </span><b>regolamento sui chip 2.0</b><span> </span>e l'<b>atto legislativo sullo sviluppo del cloud e dell'IA</b><span> </span> oltre alla<span> </span><b>strategia per l'open source</b><span> </span>e a una<span> </span><b>tabella di marcia strategica per la digitalizzazione e l'IA nel settore dell'energia</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Nel loro insieme, queste misure sostengono l'ambizione dell'Europa di diventare un continente dell'IA, rafforzano la sua autonomia digitale e contribuiscono a costruire un futuro digitale più sostenibile. Esse aiuteranno ad ampliare le opzioni di scelta per le tecnologie fondamentali per imprese, cittadini e amministrazioni pubbliche dell'UE.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">L'iniziativa arriva in un momento in cui l'Europa rimane fortemente dipendente da fornitori esterni all'Unione europea per le principali tecnologie digitali e in cui la domanda di capacità di calcolo aumenta rapidamente con la diffusione dell'IA. Il <strong>pacchetto è concepito per ridurre le dipendenze strutturali e garantire che l'Europa possa sviluppare, utilizzare e proteggere le tecnologie su cui i cittadini europei fanno affidamento</strong>. Segna un cambiamento significativo nell'approccio dell'UE alla tecnologia.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Link per ulteriori informazioni:<br><span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_26_1187" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Comunicato stampa</span></a></span><span lang="IT"><br><span> </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/qanda_26_1188" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Domande e risposte sul pacchetto per la sovranità tecnologica<br></a><span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/qanda_26_1185" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Domande e risposte sulla tabella di marcia strategica</span></a></span><span lang="IT"><br><span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/fs_26_1189" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Scheda informativa</span></a></span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Ospedale San Gerardo di Monza: da Regione Lombardia oltre 7,5 milioni per la Cell Factory "Stefano Verri"]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/ospedale-san-gerardo-di-monza-da-regione-lombardia-oltre-75-milioni-per-la-cell-factory-stefano-verri</link>
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                    <description><![CDATA[Con il potenziamento del Laboratorio Stefano Verri la collaborazione tra IRCCS San 
Gerardo dei Tintori e Fondazione Tettamanti si consolida per rafforzare ricerca, produzione certificata e accesso alle terapie avanzate]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_421dce49dc78ce5b848ddcb099d163ea.webp" length="66554" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:33:32 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p>Uninfrastruttura strategica per il futuro della medicina e un investimento concreto sulla capacità del sistema pubblico di innovare: con lapprovazione del piano quinquennale 2026-2030, Regione Lombardia consolida il ruolo della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza, come hub regionale e riferimento nazionale per le terapie avanzate sia cellulari che geniche. Al centro del progetto, il <strong>potenziamento della Cell Factory Stefano Verri, una delle poche officine GMP </strong>(Good Manufacturing Practice, certificazione che garantisce qualità e sicurezza nella produzione di farmaci) <strong>pubbliche in Italia autorizzate alla produzione di medicinali per terapie avanzate</strong> (che comprendono, terapia cellulare, terapia genica e ingegneria tissutale).</p>
<p></p>
<p>Uninfrastruttura chiave in cui <strong>lavorano da oltre ventanni i ricercatori della Fondazione Tettamanti</strong>, lente privato non profit che, con la Fondazione Maria Letizia Verga, ne ha promosso la realizzazione con lobiettivo di superare uno dei principali limiti del settore: la carenza di capacità produttiva certificata, oggi fattore critico per lo sviluppo clinico e laccesso dei pazienti alle terapie avanzate.</p>
<p></p>
<p>Il piano, della <strong>durata di cinque anni e con un investimento complessivo di 7,5 milioni di euro,</strong> punta a portare a pieno regime la produzione GMP, in particolare delle terapie geniche, riducendone la dipendenza da operatori esterni internazionali, e rafforzando cosi lintegrazione tra ricerca, sviluppo e applicazione clinica.</p>
<p></p>
<p><strong>Giuseppe Gaipa, </strong>direttore del Laboratorio Stefano Verri e responsabile dellUnità di ricerca Citometria e terapia molecolare del Centro di Ricerca Tettamanti - Fondazione Tettamanti, dichiara: «La disponibilità di una Cell Factory pubblica pienamente operativa e certificata GMP rappresenta oggi una condizione imprescindibile per tradurre la ricerca in cura. Questo piano ci consente di fare <br>un salto di scala, rafforzando la nostra capacità di sviluppare e produrre terapie avanzate direttamente sul territorio, a beneficio dei pazienti».</p>
<p></p>
<p>I prodotti di terapia avanzata sono medicinali biologici altamente innovativi che utilizzano cellule (o tessuti) modificate, anche geneticamente, per trattare diverse malattie (oncologiche o ereditarie), agendo direttamente sui meccanismi biologici alla base della patologia. Essi rappresentano una nuova frontiera della medicina, offrendo nuove possibilità di cura anche in condizioni cliniche finora difficili da trattare.</p>
<p></p>
<p>Nellambito del progetto regionale è inoltre <strong>prevista la realizzazione di due studi clinici pilota su malattie genetiche rare, lampliamento della pipeline di terapie geniche, il rafforzamento dei sistemi di qualità e lulteriore sviluppo di competenze altamente specializzate, in particolare nel campo del bioprocess engineering.</strong></p>
<p></p>
<p>Dal punto di vista strutturale è già in corso un sostanziale <strong>ampliamento della Cell Factory che porterà a nove il numero complessivo di unità produttive</strong> (singole camere indipendenti di produzione), aumentando significativamente la capacità di sostenere studi clinici sperimentali. Tale ampliamento si è reso possibile grazie al contributo della Fondazione Tettamanti che ha sviluppato negli ultimi <br>anni numerose collaborazioni scientifiche alla base dei successivi trial clinici sviluppati con ATMP.</p>
<p></p>
<p>«Non si tratta solo di potenziare un laboratorio - dichiara <strong>Andrea Biondi</strong>, direttore scientifico della Fondazione Tettamanti - ma di costruire una piattaforma integrata in cui ricerca, produzione e clinica dialogano in modo continuo. Le terapie avanzate richiedono un modello organizzativo completamente nuovo, capace di accompagnare lintero percorso, dal trasferimento tecnologico alla somministrazione al paziente. La possibilità di integrare competenze scientifiche, cliniche e produttive nello stesso contesto scientifico è ciò che permette di accelerare realmente linnovazione e renderla accessibile in tempi rapidi alle necessità dei pazienti nel rispetto del quadro regolatorio».</p>
<p></p>
<p>«Costruire capacità produttiva interna significa anche maggiore sostenibilità e maggiore equità -aggiunge il presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori <strong>Claudio Cogliati</strong>-. Vuol dire garantire tempi più rapidi, costi più controllati e soprattutto accesso più diretto alle cure per i pazienti.</p>
<p></p>
<p>Con questo piano, i ricercatori del San Gerardo e della Fondazione Tettamanti si candidano a diventare un punto di riferimento nazionale ed europeo nel campo delle terapie avanzate, contribuendo a posizionare la Lombardia tra i sistemi più avanzati nella medicina del futuro.</p>
<p></p>
<h3>La storia del Laboratorio</h3>
<p></p>
<p>La Cell Factory Stefano Verri, inaugurata nel 2003, è stata realizzata per iniziativa della Fondazione Tettamanti, del Comitato "Maria Letizia Verga" (oggi Fondazione) e del Comitato Stefano Verri, quindi donata alla Azienda ospedaliera San Gerardo di Monza (oggi IRCCS San Gerardo dei Tintori). Nel 2007 il laboratorio ha ottenuto dallAgenzia Italiana del Farmaco (AIFA) lautorizzazione alla produzione di farmaci per terapie avanzate. Nel 2017, a seguito di adeguamento strutturale, lautorizzazione AIFA è stata estesa ai medicinali per terapia genica e nel 2024 è stata ulteriormente integrata alla terapia genica con vettori virali (requisito esclusivo tra le cell factory accademiche pubbliche). La tipologia di prodotti medicinali puo variare dalle cellule CAR alle staminali neuronali, alle mesenchimali e molto altro a seconda del contesto clinico e delle specifiche domande degli sperimentatori.</p>
<p></p>
<p>Il ruolo della Fondazione Tettamanti in quasi venti anni è stato fondamentale non solo per gli investimenti strutturali, di attrezzature scientifiche, del personale ma anche per la ricerca che ha portato allo sviluppo e allapplicazione di una nuova piattaforma di produzione di CAR-T, basata su cellule da donatore, e non da paziente, con un metodo non virale.</p>
<p></p>
<p>Nei suoi quasi venti anni di attività la Cell Factory Stefano Verri ha prodotto <strong>oltre 480 lotti di medicinali di terapia avanzata </strong>(sia clinici che di sviluppo e convalida) con un grado di rilascio (raggiungimento delle specifiche di qualità) superiore al 95%. I <strong>pazienti che ne hanno beneficiato sono stati oltre 250</strong>, tutti arruolati in protocolli di studio autorizzati o in accordo a trattamenti individuali previsti delle normative vigenti.</p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Edifici a zero emissioni: ENEA partecipa al progetto europeo BREEZE per la riqualificazione del patrimonio edilizio]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/edifici-a-zero-emissioni-enea-partecipa-al-progetto-europeo-breeze-per-la-riqualificazione-del-patrimonio-edilizio-residenziale</link>
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                    <description><![CDATA[ENEA sta sviluppando, nellambito del progetto europeo BREEZE, una metodologia replicabile per definire scenari di riqualificazione del patrimonio edilizio residenziale, a supporto dei Piani nazionali richiesti dalla direttiva europea EPBD]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_15515ff4feab916529d32ae8920dfab9.webp" length="64322" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:33:23 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Accelerare la transizione verso edifici a zero emissioni</strong>, supportando lattuazione della <strong>direttiva europea EPBD</strong> sulla prestazione energetica degli edifici, nota come <strong>Case green</strong>. È quanto si propone il <strong>progetto europeo <a href="https://www.breeze-life.eu/" target="_blank" rel="noopener">BREEZE</a></strong> (<span>Building Renovation Efforts for Zero Emission Buildings)</span>, che coinvolge otto partner da sette paesi europei, tra cui ENEA.</p>
<p></p>
<p>«Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione il tasso di ristrutturazione è ancora insufficiente e, affinché lEPBD sia applicata in modo omogeneo a livello europeo, sono necessari strumenti operativi, metodologie condivise e dati attendibili», spiega <strong>Francesca Caffari</strong>, ricercatrice del Laboratorio ENEA Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano. Da qui lobiettivo di BREEZE e il ruolo di ENEA: <strong>raccogliere e armonizzare le informazioni sul patrimonio edilizio in tre paesi pilota (Italia, Francia e Polonia), sviluppare strumenti open source per pianificare scenari di ristrutturazione ed estendere poi i risultati ad altri Paesi europei.</strong></p>
<p></p>
<p>Nel progetto ENEA svilupperà una metodologia replicabile per definire scenari di riqualificazione per il patrimonio edilizio residenziale, supportando gli Stati membri nella redazione dei Piani nazionali di ristrutturazione degli edifici richiesti dalla EPBD. «Fondamentale per garantire un impatto significativo del progetto sarà la capacità di coinvolgere gli stakeholder, così da favorire ladozione degli strumenti e delle metodologie sviluppate», aggiunge <strong>Caffari</strong>.</p>
<p></p>
<p>Tra le attività del progetto BREEZE rientrano anche la realizzazione di linee guida per lintegrazione degli <strong>impianti fotovoltaici</strong> nelle ristrutturazioni edilizie e la valutazione della <strong>qualità dellambiente interno</strong>, mediante indicatori e protocolli che tengano conto del comfort e della salute degli occupanti, oltre che dellefficienza energetica.</p>
<p></p>
<p>Il progetto, in linea con le politiche europee e con il <strong>Green Deal</strong>, il pacchetto <strong>Fit for 55</strong> e il piano <strong>REPowerEU</strong>, crea sinergie con altri programmi comunitari per contribuire agli obiettivi energetici e ambientali e facilitare la transizione energetica.</p>
<p></p>
<p>Gli altri partner coinvolti nel progetto europeo BREEZE sono<span>: WIP Renewable Energies (Germania), EURAC Research (Italia), SolarPower Europe (Belgio), CSTB - Centre Scientifique et Technique du Bâtiment (Francia), NAPE - National Energy Conservation Agency (Polonia), EPB Center - Energy Performance of Buildings Standarts (Paesi Bassi), DTU  Technical University of Denmark (Danimarca).</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Istituto Nazionale di Astrofisica: NGC 6397, il mistero delle Nane Rosse mancanti]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/istituto-nazionale-di-astrofisica-ngc-6397-il-mistero-delle-nane-rosse-mancanti</link>
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                    <description><![CDATA[Un gruppo di astronomi identifica un fenomeno unico negli ammassi globulari grazie ai dati di Euclid dell'ESA]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_b713a9841a95112ff4f489755c4e99b1.webp" length="210358" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:35:38 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p><span lang="it" style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Analizzando le stelle per studiare i loro moti allinterno di un antico agglomerato cosmico, l<strong>ammasso globulare NGC 6397</strong>, che si trova a 8000 anni luce da noi e ha unetà di 13,4 miliardi di anni, un gruppo di astronomi ha realizzato una scoperta inaspettata: allinterno di un particolare gruppo di stelle, molte mancano allappello.<strong> Si tratta di nane rosse con masse intorno a 0,35 volte quella del Sole</strong>. Non cè carenza di stelle più piccole né più grandi di questo valore, ma quelle con una massa pari al 35% di quella solare scarseggiano.<o:p></o:p></span></p>
<p><span lang="it" style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Si pensa che questa specifica assenza di stelle sia legata a ciò che avviene negli interni stellari</strong>. Per stelle la cui massa è al di sotto di questo valore, infatti, lenergia viene trasportata dal nucleo verso la superficie stellare attraverso celle convettive, grandi bolle di plasma simili a quelle che salgono in superficie allinterno di una pentola dacqua bollente: in questo caso, si dice che la struttura stellare è interamente convettiva. Le stelle più massicce di 0,35 masse solari, come lo stesso Sole, hanno invece un nucleo in cui lenergia viene trasportata per radiazione, circondato a sua volta da uno spesso strato convettivo, dove il trasporto dellenergia prosegue fino alla superficie.<o:p></o:p></span></p>
<p><span lang="it" style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Intorno al valore in questione, che corrisponde alla transizione tra i due regimi, avviene un brusco <strong>rimescolamento del materiale già processato che provoca un'instabilità strutturale e modifica la dimensione, la luminosità e la temperatura delle stelle con masse comprese tra 0,34 e 0,36 masse solari</strong>. Questa instabilità si manifesta come una discontinuità nel numero di stelle alle varie luminosità.<o:p></o:p></span></p>
<p><span lang="it" style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Alla guida dello studio cè lastronomo italiano <strong>Massimo Griggio</strong>, oggi ricercatore presso lo Space Telescope Science Institute (STScI) di Baltimora e formatosi scientificamente allIstituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dove ha iniziato a lavorare sui primi dati di Euclid. Questo importante successo, che vanta una forte partecipazione dellINAF, è stato reso possibile grazie alle Early Release Observations di Euclid, missione dellAgenzia Spaziale Europea (ESA) dedicata principalmente alla cosmologia. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Astronomy &amp; Astrophysics.<o:p></o:p></span></p>
<p><span lang="it" style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Questa<strong> evanescente caratteristica è attualmente rilevabile esclusivamente nei dati di Euclid</strong>. La combinazione unica di copertura a grande campo e di eccellente precisione fotometrica che ha<strong> Euclid permette infatti di superare il rumore statistico che oscura completamente questa particolarità nelle osservazioni dei telescopi spaziali Hubble e Webb</strong>, i cui campi di vista sono centinaia di volte più ristretti, indipendentemente dalla loro insuperabile risoluzione e profondità. Il team di astronomi stava sviluppando dei software per lanalisi dei dati di Euclid, partendo da strumenti analoghi creati per Hubble, quando ha realizzato questa scoperta.<o:p></o:p></span></p>
<p><span lang="it" style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Grazie a questo lavoro abbiamo dimostrato ancora una volta come Euclid possa essere fondamentale in vari ambiti astrofisici oltre la cosmologia, come per esempio lo studio delle popolazioni stellari», spiega il coautore <strong>Mattia Libralato</strong>, IAF (Astrophysics Fellowships in Italy) Fellow dellINAF di Padova. «Altre osservazioni con Euclid e in futuro con il Nancy Grace Roman Space Telescope ci permetteranno di caratterizzare meglio questo fenomeno anche in altri ammassi globulari».<o:p></o:p></span></p>
<p><span lang="it" style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Lassenza di nane rosse con massa intorno a questo valore era già emersa nel 2018 dai dati del satellite ESA Gaia, in particolare dalle osservazioni di 250mila stelle nel vicinato solare. Nel caso di Gaia, tuttavia, le stelle si trovano a distanze diverse da noi e presentano età, storie e composizioni chimiche differenti, per cui non si era potuto stimare il valore con grande precisione. Le stelle di un ammasso globulare, invece, condividono una storia comune, essendosi formate più o meno contemporaneamente nello stesso ambiente cosmico. Peraltro, le stelle censite da Gaia tendono a essere più giovani e più ricche di elementi pesanti rispetto a quelle presenti negli ammassi globulari. <strong>Lanalisi dei dati di Euclid ha confermato che lo stesso processo si verifica anche all'interno di stelle più distanti, più antiche e povere di elementi pesanti</strong>.<o:p></o:p></span></p>
<p><span lang="it" style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Questo fenomeno permette inoltre di stimare in maniera molto accurata la distanza dagli ammassi globulari</strong>, poiché consente di determinare la luminosità in corrispondenza del gap con altissima precisione, conoscendo per quali masse stellari esso si verifica.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12.0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><span lang="it">«È una scoperta che finirà nei testi di tutti i corsi di studio di astronomia», conclude il coautore </span><strong><span lang="it">Luigi (Rolly) Bedin</span></strong><span lang="it">, ricercatore INAF a Padova. «Abbiamo identificato un indicatore per trovare il valore esatto in cui avviene la transizione tra i due regimi che caratterizzano linterno delle stelle di piccola massa. I teorici studieranno questo fenomeno per i prossimi decenni, perché riuscire a modellare leffetto che abbiamo osservato significa sondare gli interni stellari con grande precisione. Una scoperta preziosa, considerato quanto sia difficile trovare altri indicatori simili per stelle intrinsecamente così deboli».</span></span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[ Agenzia Italiana del Farmaco: via libera al rimborso di 4 nuovi farmaci, 5 estensioni e 2 equivalenti dal 29 maggio ]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/agenzia-italiana-del-farmaco-via-libera-al-rimborso-di-4-nuovi-farmaci-5-estensioni-e-2-equivalenti-dal-29-maggio</link>
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                    <description><![CDATA[Più cure disponibili per i pazienti: arrivano terapie per tumori, malattie rare e condizioni gravi. Compresi i farmaci per bambini e adolescenti]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_c59d2212334fb72d0c150fea6281fbb6.webp" length="25988" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:35:38 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il <strong>Consiglio di Amministrazione dell'AIFA</strong>, nella<strong> seduta del </strong><strong>29 maggio</strong> riunito presso la "Sala La Torre" di Palazzo Reale a Palermo, ha dato il <strong>via libera alla rimborsabilità di 4 nuovi medicinali</strong><strong>, 5 estensioni di indicazione e 2 equivalenti</strong>.</span></p>
<h3 dir="ltr"><span>Farmaci orfani </span></h3>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Sarà<strong> </strong><strong>rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale</strong><strong> </strong>un nuovo farmaco orfano per il <strong>trattamento</strong> di pazienti adulte con<strong> </strong><strong>cancro epiteliale dell'ovaio, cancro della tuba di Falloppio o cancro peritoneale primitivo</strong>. Si tratta di<strong> </strong><strong>Elahere</strong> (mirvetuximab), un anticorpo monoclonale che si lega a una specifica proteina (FR) espressa sulla superficie delle cellule tumorali e rilascia al loro interno una molecola citotossica in grado di causarne la morte.<br>Il secondo farmaco orfano che sarà ammesso alla rimborsabilità è <strong>Adzynma </strong>(rADAMTS13), una terapia enzimatica sostitutiva (TES) per la<strong> </strong><strong>porpora trombotica trombocitopenica congenita </strong>(cTTP), una rarissima malattia genetica del sangue. Adzynma si avvale dell'ingegneria genetica per la produzione in laboratorio di una copia artificiale dell'enzima umano ADAMTS13 (carente nei pazienti affetti da cTTP), che viene poi somministrata per via endovenosa.<br>La cTTP è una malattia causata da una mutazione genetica che impedisce la produzione dell'enzima ADAMTS13, portando alla formazione di trombi nei piccoli vasi, anemia emolitica, forte carenza di piastrine (trombocitopenia) e insufficienza di gravità variabile di uno o più organi. Sostituendo l'enzima mancante, Adzynma previene la formazione di coaguli di sangue, sanguinamento e anemia. Si tratta di un nuovo approccio terapeutico a una malattia che, se non trattata, ha un decorso rapido e letale.</span></p>
<h3 dir="ltr"><span>Altre nuove molecole </span></h3>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Saranno rimborsate dal SSN altre 2 nuove molecole. Sono <strong>Aqumeldi </strong>(enalapril maleato), un ACE-inibitore indicato per il<strong> </strong><strong>trattamento dell'insufficienza cardiaca nei bambini dalla nascita fino a 6 anni di età</strong>, e <strong>Wainzua</strong><strong> </strong>(eplontersen), indicato per il <strong>trattamento dell'amiloidosi ereditaria mediata dalla transtiretina</strong><strong> </strong>(ATTRv), una patologia sistemica progressiva che si manifesta prevalentemente con cardiomiopatia e/o polineuropatia.</span></p>
<h3 dir="ltr"><span>Estensioni di indicazioni terapeutiche </span></h3>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>I 5 farmaci per i quali sono state estese le indicazioni rimborsabili sono</strong>: <strong>Bridion</strong> (sugammadex), un farmaco, che potrà essere utilizzato in pazienti pediatrici dalla nascita fino a 17 anni di età, antidoto usato in anestesia per <strong>invertire il blocco neuromuscolare indotto da specifici miorilassanti come rocuronio e vecuronio</strong>; <strong>Cablivi</strong> (caplacizumab), anticorpo monoclonale per il <strong>trattamento di episodi di porpora trombotica trombocitopenica</strong> (PTT) acquisita in associazione a plasmaferesi (plasma exchange, PE) e immunosoppressione che verrà rimborsato negli adolescenti di età uguale a 12 anni o maggiore con peso corporeo di almeno 40 kg; <strong>Miozac</strong><strong> </strong>(dobutamina), farmaco adrenergico utilizzato come <strong>stimolante cardiaco</strong>; Scleryda (dimetilfumarato), farmaco immunomodulatore impiegato per il trattamento della sclerosi multipla recidivante-remittente in pazienti pediatrici di età pari o superiore a 13 anni; <strong>Spravato</strong> (esketamina), <strong>antidepressivo</strong> </span><span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">in forma di spray nasale</span>.</span></p>
<h3 dir="ltr"><span>Farmaci equivalenti </span></h3>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I 2 farmaci equivalenti che saranno rimborsati dal SSN sono l'<strong>antidiabetico Linagliptin Krka (Linagliptin) e Metotrexato Aurobindo (metotrexato), farmaco utilizzato in oncologia per </strong><strong>trattare alcuni tumori </strong>(come leucemie e linfomi) e a dosaggi inferiori, come antinfiammatorio e immunosoppressore in alcune malattie autoimmuni soprattutto in ambito reumatologico/dermatologico.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Tra i temi della seduta anche la revisione del Prontuario Farmaceutico Nazionale, per la quale proseguono i lavori da parte dell'Agenzia.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: la gravità terrestre misura lacqua nel sottosuolo dellAppennino Centrale ]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/istituto-nazionale-di-geofisica-e-vulcanologia-la-gravita-terrestre-misura-lacqua-nel-sottosuolo-dellappennino-centrale</link>
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                    <description><![CDATA[All'Aquila la gravità più del previsto: il bacino e la dinamica dei fluidi amplificano la risposta gravimetrica locale]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_167c6240f7c8f7cf88a3494dac34f342.webp" length="19244" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:35:38 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Un nuovo studio Time-Lapse Absolute Gravity Measurements Unveil Subsurface Water Content Variations in Central Italy condotto da ricercatori e ricercatrici dell<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia</strong><strong> </strong>(INGV), pubblicato sulla rivista scientifica Remote Sensing, mostra come il monitoraggio gravimetrico ripetuto nel tempo, che consente di misurare piccole variazioni della gravità terrestre, possa aiutare a distinguere le variazioni di massa nel sottosuolo dai processi di dinamica crostale. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In contesti geologicamente complessi, come lAppennino Centrale, i dati raccolti dalle reti di monitoraggio (sismiche, GNSS e InSAR) possono registrare segnali derivanti sia da processi tettonici e post-sismici, sia da variazioni delle risorse idriche sotterranee. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Per effettuare lo studio, il team di ricerca ha utilizzato<strong> gravimetri assoluti trasportabili per la loro elevata precisione e stabilità di misura</strong>, al fine di monitorare le variazioni temporali dellaccelerazione di gravità. Poiché la forza di gravità dipende dalla massa sottostante, ogni variazione nel contenuto d'acqua nel terreno (pioggia, umidità del suolo, acque sotterranee) si riflette in un cambiamento misurabile dell'accelerazione di gravità. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>La ricerca si è basata su sei campagne di misura effettuate con un gravimetro assoluto FG5 su una rete di quattro stazioni (LAquila, Popoli, SantAngelo Romano e Terni) distribuite tra Lazio, Umbria e Abruzzo</strong>, aree interessate dalle sequenze sismiche del 2009 e del 2016-2017. Attraverso misure ripetute nel tempo, il team di ricerca ha rilevato una diminuzione della gravità in tre siti monitorati, con variazioni particolarmente evidenti nellarea aquilana tra il 2018 e il 2020. Questa diminuzione corrisponde a una significativa perdita di acqua nel sottosuolo in quel biennio, legata principalmente a fattori climatici e a processi idrologici su scala regionale. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Lapproccio multidisciplinare ha analizzato sia dati acquisiti a terra, come gravità, piovosità e livelli di falda, sia osservazioni satellitari ottenute dalla missione GRACE FO e dell'interferometria radar Sentinel-1 (InSAR). </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Lanalisi delle serie temporali InSAR ha escluso la presenza di deformazioni verticali significative del suolo (come sollevamenti o abbassamenti), mentre il confronto con i dati del modello GLDAS e della missione GRACE-FO ha confermato un trend regionale di diminuzione del contenuto dacqua nel suolo, coerente con le osservazioni di piovosità e con i livelli di falda misurati nei pozzi. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Lo studio ha inoltre evidenziato come la <strong>risposta gravimetrica dipenda fortemente dal contesto geologico locale</strong>. Nel sito dellAquila la diminuzione della gravità osservata è risultata superiore a quanto previsto dal solo deficit idrico. Questo potrebbe indicare che la conformazione geologica del bacino e la dinamica dei fluidi nel sottosuolo abbiano contribuito ad amplificare la risposta gravimetrica locale. Il team di ricerca ha inoltre osservato una concomitante diminuzione dellattività sismica registrata nellarea aquilana durante il periodo di massimo deficit idrico. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Lo studio evidenzia come la<strong> gravimetria assoluta</strong>, proprio perché di elevata precisione ed elevata stabilità, possa<strong> contribuire a monitorare i cambiamenti di massa nel sottosuolo e a migliorare la comprensione delle possibili interazioni tra dinamica idrogeologica, deformazione crostale e sismicità locale</strong>.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[ ENEA e Sapienza: a Roma nel 2019 zero ondate di calore ma 99 giorni di marcato disagio termico ]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/enea-e-sapienza-a-roma-nel-2019-zero-ondate-di-calore-ma-99-giorni-di-marcato-disagio-termico</link>
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                    <description><![CDATA[Analizzati 6 anni, dal 2018 al 2023: nel 2022 picchi di 40.5°C e 101 giorni di stress termico, ma solo 66 classificati come ondata di calore]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_18c2964fddbd69c90c2194426e88e9f4.webp" length="25392" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:35:38 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">A Roma le persone sono esposte a un marcato disagio termico per le temperature elevate anche per oltre 100 giorni allanno, un numero che supera di gran lunga il conteggio delle giornate contraddistinte da ondate di calore. È quanto emerge dalla ricerca condotta da ENEA, Sapienza Università di Roma e SERCO Italia SpA e pubblicata sulla rivista Atmosphere.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Dallo studio emerge che <strong>nel 2018, 2020 e 2022 tutti i giorni classificati come ondata di calore coincidevano anche con giorni di stress termico allaperto. Tuttavia, non vale il contrario: non tutti i giorni di stress termico rientravano nelle ondate di calore</strong>. Nel 2018 il 60% dei giorni di stress termico coincideva con unondata di calore, nel 2020 il 50% e nel 2022 appena il 40%.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Lo studio ha analizzato il periodo compreso tra maggio e settembre di sei anni consecutivi (2018-2023), durante il quale gli aumenti di temperatura e umidità hanno causato un marcato disagio termico per la popolazione. Le temperature massime e minime giornaliere, utilizzate per identificare sia le ondate di calore sia gli episodi di stress termico allaperto, sono state ricavate dai dati registrati da due stazioni meteorologiche situate in aree centrali della Capitale (Collegio Romano e via Boncompagni).</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«In base ai dati raccolti, il triennio 2021-2023 è quello che ha registrato le condizioni più estreme: le temperature minime hanno raggiunto picchi di 28 °C nel 2023, mentre le massime hanno toccato i 40,5 °C nel 2022», spiega la coautrice dello studio <strong>Serena Falasca</strong>, ricercatrice del Laboratorio ENEA Modelli e servizi climatici presso il dipartimento Sostenibilità.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Considerando sia le ondate di calore sia gli episodi di stress termico allaperto, <strong>soltanto nel 2022 e nel 2023 i due fenomeni si sono verificati con la stessa frequenza</strong>. Particolarmente significativo è il caso del 2019: in quellanno non è stata osservata alcuna ondata di calore estremo, ma si sono registrati quattro distinti periodi di disagio termico allaperto, per un totale di 99 giorni.<b></b></span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Per confronto, negli altri anni analizzati, il numero totale di giorni di stress termico allaperto più elevato si è registrato nel 2018 con 102 giorni (a fronte di 27 giorni di ondate di calore), seguito dal 2022 con 101 giorni (con 66 ondate di calore) e dal 2021 con 98 giorni (con 41 ondate di calore). I valori più bassi del periodo 2018-2023 si sono è osservati nel 2020 (85 e 16), e nel 2023 (81 e 33).</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Nel complesso <strong>gli episodi di stress termico allaperto hanno superato i tre mesi in quattro dei sei anni considerati</strong> (2018, 2019, 2021 e 2022), mentre negli altri due (2020 e 2023) hanno comunque oltrepassato i due mesi», aggiunge Falasca. «Le ondate di calore, invece, hanno superato complessivamente un mese solo in tre anni su sei (dal 2021 al 2023). Questo significa che gli <strong>eventi di stress termico per le persone allaperto non solo si verificano con maggiore frequenza rispetto alle ondate di calore, ma sono anche molto più prolungati</strong>. In pratica, mentre le ondate di calore durano in genere tra 9 e 26 giorni consecutivi allanno, gli episodi di stress termico possono estendersi da 25 fino a 65 giorni consecutivi, coprendo quindi periodi molto più lunghi. E anche negli anni in cui le ondate di calore sono state poche o assenti, come nel 2019, la popolazione ha comunque sperimentato lunghi periodi di marcato disagio termico allaperto».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Nello studio la<strong> </strong><strong>percezione termica allaperto</strong><strong> </strong>è stata quantificata usando indici bioclimatici come il MOCI (Mediterranean Outdoor Comfort Index), che è considerato uno degli strumenti più adatti ed efficaci per <strong>valutare e prevedere il comfort termico allaperto nella regione mediterranea</strong>: trasforma le sensazioni soggettive di caldo/freddo in valori numerici, su una scala a 7 punti, da -3 (freddo estremo) a +3 (caldo estremo). Lindice è stato sviluppato dopo lanalisi su un grande dataset, che includeva sia dati personali e percezioni termiche ricavati da questionari sia osservazioni di temperatura, umidità relativa, velocità del vento e temperatura radiante globale rilevate durante un intero anno a Roma. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Nonostante lampio interesse della comunità scientifica, gli eventi di caldo estremo (e di stress termico) continuano a essere definiti quasi esclusivamente in base alla temperatura dellaria. E questa lacuna è particolarmente rilevante per il bacino del Mediterraneo, un<strong> </strong><strong>hot-spot del cambiamento climatico</strong>, dove numerosi studi confermano una forte tendenza crescente, per intensità e durata, delle ondate di calore. Per lItalia si aggiungono, inoltre, ulteriori criticità come lelevata densità abitativa e letà media della popolazione. «Per questo motivo è fondamentale ampliare il concetto di ondata di calore, superando il riferimento alla sola temperatura e includendo altri fattori che ne determinano limpatto complessivo, come la metodologia utilizzata in questo studio», conclude la ricercatrice ENEA.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Università di Padova: i mitocondri regolano l'infiammazione, lo studio su Cell Death & Differentiation apre a nuove terapie ]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-i-mitocondri-regolano-linfiammazione-lo-studio-su-cell-death-and-differentiation-apre-a-nuove-terapie</link>
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                    <description><![CDATA[Lo studio dimostra che metabolismo mitocondriale e dinamica degli organelli sono strettamente legati al sistema immunitario]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_c2c3d49aa87f7936d2c21b244c68620a.webp" length="36500" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:35:38 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Negli ultimi anni è diventato sempre più chiaro che i mitocondri non sono soltanto organelli deputati alla produzione di energia, ma veri e propri regolatori della risposta infiammatoria.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Lo studio <strong>Mitochondrial calcium uptake drives organelle remodeling to promote inflammasome-dependent cytokine release</strong>, pubblicato sulla rivista «Cell Death &amp; Differentiation», è stato<strong> condotto dalle dottoresse Gaia Gherardi e Francesca Spinelli</strong>, prime autrici del lavoro, e <strong>coordinato dal prof. Rosario Rizzuto </strong>del dipartimento di Scienze Biomediche dell'<strong>Università di Padova</strong>, in <strong>collaborazione con gruppi di ricerca dell'Ateneo patavino e di IRCCS San Raffaele di Milano e dell'Università di Cambridge </strong>(UK).</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«In questo lavoro abbiamo <strong>dimostrato che l'ingresso di calcio nei mitocondri attraverso il canale MCU</strong>, un canale presente in questi organelli, contribuisce ad accendere la risposta infiammatoria» spiega la dott.ssa <strong>Gaia Gherardi</strong> «. In particolare,<strong> MCU favorisce l'attivazione dell'inflammasoma NLRP3, un complesso di proteine che funziona come una sorta di sensore del pericolo all'interno delle cellule immunitarie</strong>. Quando questo sensore si attiva, induce il rilascio di interleuchina-1, una molecola che amplifica l'infiammazione. Se questo processo è alterato o eccessivo, può contribuire allo sviluppo di diverse malattie infiammatorie, incluse patologie autoinfiammatorie, metaboliche e articolari».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«In particolare, abbiamo osservato che, quando i macrofagi (quelle cellule immunitarie che proteggono il corpo dagli agenti patogeni) vengono stimolati da segnali infiammatori, i loro mitocondri cambiano forma e si frammentano» dice la dottoressa <strong>Francesca Spinelli </strong>«. Questo rimodellamento favorisce l'attivazione della risposta immunitaria. Quando invece riduciamo l'ingresso di calcio nei mitocondri, sia con approcci genetici sia con molecole in grado di bloccare MCU, i mitocondri si frammentano meno e diminuisce anche il rilascio di interleuchina-1.»</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I ricercatori hanno inoltre osservato come in un modello sperimentale di infiammazione articolare acuta che riproduce aspetti della gotta, la riduzione di MCU attenui il gonfiore articolare, il dolore e l'espressione di mediatori infiammatori.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«I risultati del nostro lavoro indicano che MCU agisce come un regolatore a monte della risposta infiammatoria mediata da NLRP3» spiega il prof.<strong> Rosario Rizzuto</strong>, corresponding author dello studio «. Inibire quindi l'ingresso di calcio nei mitocondri potrebbe rappresentare una strategia terapeutica promettente per modulare l'infiammazione in patologie dove i macrofagi svolgono un ruolo fondamentale.»</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Questo studio rafforza l'idea che il metabolismo mitocondriale e la dinamica degli organelli siano strettamente intrecciati con il funzionamento del sistema immunitario, quindi comprendere questi meccanismi apre nuove prospettive per sviluppare approcci mirati contro malattie infiammatorie in cui l'inflammasoma NLRP3 gioca un ruolo centrale.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[UNIFest 2026: Scienza e Arte si Incontrano a Padova]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/unifest-2026-scienza-e-arte-si-incontrano-a-padova</link>
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                    <description><![CDATA[Cinque appuntamenti serali gratuiti per esplorare i legami tra scienza, arte e cultura dal 6 al 20 giugno]]></description>

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                    <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:35:38 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p class="v1gmail-Default"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Che cos'hanno in comune lo spritz della terra veneta, bruchi e farfalle, esploratrici di ieri e di oggi, il jazz, Einstein, Picasso e Leonardo da Vinci?</strong> Fanno tutti parte delle tematiche che arricchiranno le serate di UNIFest 2026, rassegna culturale giunta alla quarta edizione, organizzata dal <strong>Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova</strong>, che <strong>si svolgerà dal 6 al 20 giugno sul palco dei Giardini dell'Arena Romana, a Padova </strong>(ingresso da corso Garibaldi, piazza Eremitani e via Porciglia).</span></p>
<p class="v1gmail-Default"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Cinque appuntamenti serali aperti alla cittadinanza</strong>, a partire<strong> dalle ore 21.00</strong> (ad eccezione dell'evento del 19 giugno, previsto alle 18.00, dedicato a bambini e famiglie) in cui <strong>scienza e arte si intrecciano per raccontare il mondo della scienza in modo coinvolgente e accessibile</strong>. Un'occasione per avvicinarsi a temi talvolta complessi attraverso linguaggi differenti, "leggeri", tra teatro, musica, narrazione e divulgazione.</span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span></p>
<h3>Il programma di UNIfest 2026</h3>
<p class="v1gmail-Default"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">- <b>Sabato 6 giugno alle ore 21.00<br></b></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b>Sara Urban e Daniele Soriani in "Metamorfosi. Storie di farfalle, bruchi e scienziate"<br></b></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Progetto di narrazione e musica che esplora le vite di donne che si sono dedicate alle scienze. Abbattendo gabbie di stereotipi e valicando i confini del "già tracciato", lo spettacolo racconta storie di intrepide esploratrici e scienziate che hanno impresso cambiamenti fondamentali nella ricerca. Un omaggio a figure femminili che, con audacia, sono diventate modelli di ruolo irrinunciabili.</span></p>
<p class="v1gmail-Default"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">- <b>Domenica 7 giugno alle ore 21.00<br></b></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b>Big Band Unipd in "100 Miles and Trane"<br></b></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Orchestra Jazz dell'Università di Padova, diretta dal maestro Ettore Martin: omaggio a due icone assolute della storia della musica come Miles Davis e John Coltrane, nel centenario della loro nascita. Un viaggio sonoro che affianca le loro celebri composizioni a brani di altri autori, per celebrare la storia della Big Band, ensemble d'eccezione nato all'interno dell'Ateneo.</span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span></p>
<p class="v1gmail-Default"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">- <b>Mercoledì 10 giugno alle ore 21.00<br></b></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b>I Chimici sulla tavola (Chiara e Matteo) in "Chimica analcolica nella terra dello spritz"<br></b></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Fare divulgazione sulle bevande dealcolate in Veneto è un vero e proprio "sport estremo". In questo divertente e rigoroso incontro si scoprirà cosa significa davvero "zero alcol" e sarà svelato il rompicapo chimico che si cela dietro a birre, amari e distillati dealcolati. Si osserverà come viene ricreato l'equilibrio di una bevanda senza l'alcol per scoprire che, forse, uno spritz analcolico non è poi un'eresia.</span></p>
<p class="v1gmail-Default"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b>- Venerdì 19 giugno alle ore 18.00<br></b></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b>Junior Science (Davide Mellone) in "Piccoli lampi di genio... pensare come Leonardo"<br></b></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Appuntamento pomeridiano dedicato a bambini e famiglie. Uno scienziato esploratore un po' matto guiderà il pubblico in un'avventura interattiva alla ricerca di un uovo magico nascosto. Tra enigmi ed esperimenti da risolvere in piazza, i giovani spettatori impareranno a unire teoria e pratica, pensando e sperimentando con la genialità di Leonardo da Vinci.</span></p>
<p class="v1gmail-Default"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">- <b>Sabato 20 giugno alle ore 21.00<br></b></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b>Federico Benuzzi in "Intrecci. Tra Arte e Scienza"<br></b></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Conferenza-spettacolo coinvolgente sull'unitarietà della cultura umana. Il fisico e divulgatore Federico Benuzzi accompagna il pubblico in un turbinio di monologhi per dimostrare come arte e scienza, da Einstein a Picasso, da Shakespeare a Copernico, da Galvani a Mary Shelley, siano profondamente intrecciate e inestricabili. Un viaggio per parlare di bellezza, simmetrie e rappresentazioni del mondo, superando i confini tra le discipline.</span></p>
<p class="v1gmail-Default"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'<strong>ingresso</strong> agli eventi è<strong> libero e gratuito</strong>, senza necessità di prenotazione.</span></p>
<p class="v1gmail-Default"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>In caso di maltempo</strong>, gli eventi del 6, 10, 19 e 20 giugno si terranno in Sala delle Edicole (Piazza Capitaniato, 3, accesso dall'Arco Valaresso).</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[MemoriAttiva: Ritorna 'Luna, il Pesce Mangiaplastica' a Giorgino]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/memoriattiva-ritorna-luna-il-pesce-mangiaplastica-a-giorgino</link>
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                    <description><![CDATA[Conferenza pubblica il 5 giugno 2026 per celebrare arte pubblica, rigenerazione culturale e tutela ambientale nel Villaggio Pescatori di Cagliari]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_73d77bb72477def809404ef939372dc5.webp" length="106540" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:35:38 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b>Riverrun ETS </b>e il <b>Comitato di Quartiere Villaggio Pescatori </b>invitano la stampa alla conferenza pubblica di presentazione dei risultati del progetto <b>"MemoriAttiva"</b>, finanziato dalla <b>Fondazione di Sardegna </b>e dal <b>Comune di Cagliari </b>per <b>Nonturismo  undicesima edizione</b>, e delle nuove azioni di arte pubblica e rigenerazione culturale realizzate nel Villaggio Pescatori di Giorgino.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'incontro si terrà <b>venerdì 5 giugno 2026</b> alle ore <b>10.30 </b>presso il <b>Salone Parrocchiale del Villaggio Pescatori </b>di <b>Giorgino</b>, a <b>Cagliari</b>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Al centro della mattinata ci sarà il ritorno di <b>"Luna, il Pesce </b><b>Mangiaplastica"</b>, una delle opere simbolo del borgo marinaro di Giorgino, restaurata grazie all'intervento dell'azienda Sabbiature Suella Srl di <b>Alessandro Suella </b>e riposizionata direttamente sull'arenile davanti ai giornalisti in un momento pubblico dedicato alla tutela ambientale.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il <b>Pesce </b><b>Mangiaplastica</b>, nato come installazione artistica e messaggio contro l'inquinamento del mare, tornerà così a occupare il proprio spazio naturale sulla spiaggia del Villaggio Pescatori, riaffermando il legame tra comunità, memoria e sensibilizzazione ambientale.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il progetto "MemoriAttiva" si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione culturale e sociale del Villaggio Pescatori di Giorgino, con l'obiettivo di rafforzare identità territoriale, memoria collettiva, nuove forme di turismo culturale lento e cura condivisa del territorio.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Durante la conferenza verranno inoltre inaugurati il nuovo murale realizzato da <b>Andrea Casciu </b>e il mosaico collettivo a cura di <b>La Musa Mosaici</b>, opere nate all'interno di un percorso che negli ultimi mesi ha coinvolto abitanti, studenti, artisti e realtà locali attraverso laboratori di muralismo, mosaico, storytelling e rigenerazione urbana partecipata.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b>Andrea Casciu</b> è uno degli artisti sardi più attivi nell'ambito del muralismo contemporaneo e dell'arte pubblica. Nel corso degli anni ha realizzato opere in Italia e all'estero, dipingendo anche in India, Messico e Thailandia. È inoltre curatore e organizzatore del Bidda Festival, tra le manifestazioni più rilevanti in Sardegna dedicate all'arte urbana e al dialogo tra artisti e territori.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b>La Musa Mosaici</b> è attualmente impegnata nella realizzazione di un'importante opera commissionata dal vescovo di Cracovia: una Madonna polacca destinata ai Giardini Vaticani e alla parte privata del Santo Padre. Tra i lavori più recenti figurano inoltre pavimentazioni scenografiche per produzioni audiovisive ambientate in epoca romana e opere artistiche dedicate al mondo marino, come un grande polpo musivo.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Nel corso della conferenza verrà inoltre proiettato il cortometraggio realizzato da Indigos, collettivo artistico guidato da <b>Jacopo Cogoni</b>, che documenta le attività sviluppate nell'ambito del progetto MemoriAttiva e il percorso condiviso che negli ultimi mesi ha coinvolto abitanti, studenti, artisti e realtà locali del Villaggio Pescatori.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La mattinata sarà accompagnata anche da un momento di benedizione delle opere e degli spazi rigenerati, a testimonianza del valore comunitario e collettivo del percorso realizzato.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Interverrà inoltre la signora<b> Giuliana Vargiu</b>, storica abitante del borgo, che racconterà il proprio lavoro quotidiano di pulizia della spiaggia dalla plastica e dai rifiuti portati dal mare o abbandonati dagli incivili.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La giornata del 5 giugno proseguirà negli spazi del Villaggio Pescatori con momenti di incontro e socialità aperti alla comunità. <b>Dalle 20.30</b> il <b>Favelas Stadium</b> ospiterà una serata di festa con musica e dj set a cura di <b>Santa Maria de la </b><b>Psicodelia</b>, progetto sonoro che attraversa elettronica, ritmi tropicali, psichedelia e contaminazioni globali.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'ingresso alla serata sarà<b> libero</b>. Per chi lo desidera sarà disponibile un punto ristoro con cono di frittura di pesce e bevande, al costo di <b>12 euro</b>, organizzato dal <b>Comitato di Quartiere Villaggio Pescatori</b>.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Progetto MORPHEUS: dal Politecnico di Torino una nuova frontiera della sensoristica ospedaliera]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/progetto-morpheus-dal-politecnico-di-torino-una-nuova-frontiera-della-sensoristica-ospedaliera</link>
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                    <description><![CDATA[Coordinato dal Politecnico di Torino, il progetto MORPHEUS coinvolge 14 partner europei e consolida un percorso di ricerca sullo sviluppo di materiali bidimensionali, sensoristica avanzata ed elettronica flessibile per applicazioni sanitarie innovative]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_ffbafbe8e04e394c15e0e893c0204c76.webp" length="57904" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:31:37 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof">
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-05a3281d-7fff-2c68-7c66-dba98cb398e7"><span>Il <strong>Politecnico di Torino </strong>e in particolare </span><strong>Teresa Gatti</strong><span>, docente del </span><strong>Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT,</strong><span> coordinerà un partenariato di 14 enti e associazioni per realizzare il progetto </span><strong>MORPHEUS - MOdular Reconfigurable Platform for Health and Environmental Universal Sensing</strong><span>. L'obiettivo di MORPHEUS è di sviluppare un patch indossabile in grado di integrare diversi sensori che, in futuro, potrebbero consentire il monitoraggio continuo di parametri fisiologici e biochimici, come pressione, temperatura, glucosio e cortisolo, nei pazienti ospedalizzati.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>MORPHEUS è stato elaborato in risposta alla call europea </span><strong>Innovative Advanced Materials (IAMs) for conformable, flexible or stretchable electronics e nell'ambito della partnership europea Innovative Advanced Materials for Europe</strong><span><strong> (IAM4EU)</strong>. La call richiedeva lo sviluppo di materiali avanzati innovativi, compresi i </span><strong>materiali bidimensionali</strong><span> (2D Materials  2DM), dotati di proprietà migliorate in termini di flessibilità, adattabilità ed elasticità, in grado di consentire </span><span>nuove applicazioni nell'ambito dell'elettronica flessibile</span><span>, cioè dispositivi elettronici pieghevoli e conformabili progettati per adattarsi a superfici non rigide, come il corpo umano.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I materiali bidimensionali presentano, rispetto ai materiali tradizionali, uno spessore estremamente ridotto e si estendono su due dimensioni (lunghezza e larghezza), presentando di conseguenza proprietà uniche, come l'alta resistenza meccanica e l'elevata conducibilità termica ed elettrica che li rendono particolarmente versatili. Questo tipo di materiali erano al centro del progetto </span><a href="https://email.mddr.polito.it/c/eJxEkLHOozAQhJ_G7oyWjTFQuLiG1_i1sZdkT2Aj2wlSnv7E_UXqmflmNNEPawzxptn34wQ3sDiC5p1k-6kHR_lITuwHOzPMFNZJWdjrw2G3cxSKsXCtnTT99AhuhLmnMeDKY8AB7dyHECgGB7NFLR4BHTjoYRrGAbphQrjPsxvcFO16Dxc7xtIdeZOWL-rmn60dVd3-KFwULud5flWFCzVOnBUuIe-vJIH-zzVsXusqQbKpjfaDFC5Xat2oPhUufym9qrmLCYWpsEmUcuOQ8pYfwobelD7U2BxcjOzSLo_o4gvH3wJlQRptQmi7xGfV36t-JHqcYJycbl6_Pf4LAAD__zoCdD0" target="_blank" rel="noopener"><span>JANUS BI (All-liquid phase JANUS BIdimensional materials for functional nano-architectures and assemblies</span></a><span> </span><span>coordinato dalla stessa professoressa Gatti e sostenuto da uno starting grant dello European Research Council (ERC) e dal progetto Proof of concept collegato </span><a href="https://email.mddr.polito.it/c/eJxE0M2upCAQBeCngR2GLvlzwWI2vsZNNZR2JQpGcEzu00-6Z9HrSn3n5ORol5zyKCk-fNCjNuC1pB15-2kHZf7lWihaM5GeMC1BGL231cGwU2bM-aTWBu7yFcn4kMKTNIFDcBb9SMaCx6StT48sOYIGp51-6GC91YMNoJ_T5KwL2SzP9LZzPoejbtzrW93iq_ejifGPgFnAfN_39ypgxk6FqoA51f0qnPBTV5G6loUTV9U67gcKmN9fy4btJWDmTX0QSoVTVY0VritfmROqq6jjpNZ55dqqWrhg-WXcqfSq6EzyjCfl_znCaO64MYIZCt1Nfhf74RwhaB-c7FH-jfAvAAD__9wgd3w" target="_blank" rel="noopener"><span>HYSENS - HYbrid hydrogels based on 2D materials and conducting polymers for piezoresistive SENSing</span></a><span> che aveva già portato allo sviluppo di sensoristica avanzata per questo tipo di applicazioni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>MORPHEUS include nel partenariato l'innovativa startup</strong> </span><a href="https://email.mddr.polito.it/c/eJxEzz2O5CAQQOHTQIiKan6KgGATX6OFXbBdkt22AI2lOf2oJ5kLfHqPs2-88UPXbCPBAxxG0PUosj_HVVm-5XzX7F2qkMrWSDk4xv-A5qgshbnXMYxM_cotUbNAG7mCfrWRyBYbOLRKKUbntGQEDBDAAvnowXhCWFMKPhC7tm4fm7mb69xlnh91z685r6Ee_xQuCpf7vg3387pqN0UULrrnXrn8VioHMssuBZ1513vov4GncEaCSEHPrL8y_gQAAP__PltMEA" target="_blank" rel="noopener"><span>Dropper</span></a><span>, esperta in dispositivi IoT ed elettronica indossabile (wearable electronics) che è </span><span>incubata presso </span><a href="https://email.mddr.polito.it/c/eJxEzjtuhDAQANDT2KU1jP-FizRcY2WYcXYkWBC2gpTTR5tmL_D0qPhGK1nNZYoJLDiMoHmvsj36ySS_cry4eJcZcl1bUg72_h3Q7ExSiS7u3cjQz8LNZr_ERj5nOxEnHyxisOwCrDGgloKAAQJMkHz0YHxCWHIOPiRybVnfNtFlzmOTcbzVrTzHOLuyXwpnhfN930bsaWQonPVVLqb6P1QOZNRNKjrz4rvrT_4hVDBBTEGPon8K_gUAAP__7-5KLg" target="_blank" rel="noopener"><span>I3P</span></a><span>, l'Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino. </span><strong>Il gruppo di ricerca potrà inoltre avvalersi dell'esperienza e della consulenza tecnologica di <a href="https://email.mddr.polito.it/c/eJxEz7tuxCAQheGngRINY64FRRq_xgoz4yySLysziqU8fbRJkfYUn85Pxa_UaNJcbEwwgcMImvfat8d4MfXvfh5cvMsMubY1KQf7-AxodqZeiS4ew3TRz5LZLbHBQm7KaY3V2jVYrIBTjC7bqHtBwAABLCQfPRifEJacgw-J3Lq0t010mde5dTnf6laeIq-hpg-Fs8L5vm8zxLRzVzi38xA-ROE85PE38WGesm_6KhdT_f2uHHSpW6_ozMH30P9Zj04FE8QUtBT9VfAnAAD__ytbU8g" target="_blank" rel="noopener">STMicroelectronics</a></strong><span><strong>,</strong> società leader nel settore dei componenti elettronici a semiconduttore che collabora da anni con l'Ateneo attraverso un accordo di partnership strategica e laboratori congiunti ospitati presso la Cittadella politecnica.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Sebbene l'applicazione clinica in ambito ospedaliero richieda ancora ulteriori sviluppi, </span><strong>MORPHEUS curerà anche gli aspetti legati alla biocompatibilità dei materiali utilizzati</strong><span><strong>,</strong> grazie al contributo di un partner specializzato nell'elaborazione di pre-certificazioni della non citotossicità per la pelle degli oggetti sviluppati.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><strong>La presenza nel consorzio di un ospedale della Grecia consentirà di orientare la ricerca verso le reali esigenze degli utilizzatori finali</strong><span> e permetterà di elaborare una roadmap per la futura standardizzazione di questa nuova generazione di dispositivi indossabili.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La prospettiva aperta da MORPHEUS è quella di </span><strong>sviluppare dispositivi indossabili ad alta prestazione</strong><span> per il monitoraggio continuo dei pazienti, </span><strong>capaci in futuro di migliorare il benessere e la qualità dell'assistenza</strong><span><strong>,</strong> assicurando al tempo stesso una </span><strong>rilevazione costante</strong><span> e con <strong>un'</strong></span><strong>altissima precisione di importanti parametri vitali</strong><span>. Un'evoluzione che potrebbe favorire la diffusione della medicina personalizzata e contribuire, al contempo, a rendere più efficienti e sostenibili i servizi ospedalieri, riducendo le spese degli ospedali e migliorando le prestazioni offerte.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«MORPHEUS nasce con l'ambizione di trasformare il modo in cui monitoriamo la salute dei pazienti, rendendo possibile una rilevazione continua, precisa e non invasiva dei parametri fisiologici. L'integrazione tra materiali innovativi ed elettronica flessibile apre scenari nuovi per una medicina sempre più personalizzata ed efficiente. La forza di questo progetto risiede nella natura altamente interdisciplinare e internazionale del consorzio, che ci permette di affrontare in modo integrato sfide complesse, dai materiali avanzati alla validazione clinica. Questo approccio è essenziale per tradurre risultati scientifici in tecnologie realmente trasferibili al sistema sanitario», </span><span>dichiara la professoressa </span><strong>Teresa Gatti</strong><span> del Politecnico di Torino.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Il consorzio che realizzerà il progetto MORPHEUS è così composto:</strong></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Politecnico di Torino, Italia</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Technische Universitaet Chemnitz, Germania</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>DROPPER SRL, Italia</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Nova ID FCT - Associacao para a Inovacao e Desenvolvimento da FCT, Portogallo</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Technische Universitaet Dresden, Germania</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Bursa Teknik Üniversitesi, Turchia</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Asociatia de Standardizare din Romania, Romania</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Universidad de Granada, Spagna</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>INNOVA SRL, Italia</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Shades of Blue SRL, Italia  Ente affiliato</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Libera Università di Bolzano, Italia</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Aristotelio Panepistimio Thessalonikis, Grecia</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>NGRAFI NANO TEKNOLOJI ANONIM SIRKETI, Turchia</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Università di Padova</span></p>
</li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Banche degli Occhi: a Milano il XVIII Corso Nazionale SIBO tra innovazione, qualità e nuove tecnologie per la medicina rigenerativa]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/banche-degli-occhi-a-milano-il-xviii-corso-nazionale-sibo-tra-innovazione-qualita-e-nuove-tecnologie-per-la-medicina-rigenerativa</link>
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                    <description><![CDATA[Il 5 e 6 giugno esperti, clinici e professionisti sanitari a confronto sull'evoluzione della rete italiana delle Banche degli Occhi, tra sicurezza, ricerca scientifica e cultura della donazione]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_1587c68d7175762c6c8e985817e0c02e.webp" length="55138" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:31:35 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof">
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-49de4d1e-7fff-63f5-3dc6-30c3db0c8751"><span><strong>La rete italiana delle banche degli occhi</strong> si conferma un punto di riferimento strategico per il <strong>sistema trapiantologico nazionale e per lo sviluppo della medicina rigenerativa</strong>. Saranno questi i temi al centro del <strong>XVIII Corso Nazionale della Società Italiana Banche degli Occhi (SIBO),</strong> in programma il <strong>5 e 6 giugno 2026 a Milano, presso l'Enterprise Hotel.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'evento riunirà oftalmologi, biologi, tecnici di laboratorio, ricercatori e professionisti sanitari impegnati nelle attività di <strong>procurement, conservazione e distribuzione dei tessuti oculari.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il corso rappresenta un'importante occasione di confronto multidisciplinare sull'evoluzione delle banche degli occhi italiane, con particolare attenzione agli <strong>standard di qualità, alla sicurezza dei processi, alla gestione del rischio e all'innovazione tecnologica applicata all'eye banking</strong>. Le sessioni scientifiche approfondiranno inoltre le <strong>nuove frontiere della preparazione dei tessuti corneali</strong>, l'impiego della membrana amniotica e le prospettive offerte dalla ricerca biomedica e dalle tecnologie digitali.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Le banche degli occhi rappresentano oggi una rete altamente specializzata, capace di coniugare competenze cliniche, qualità certificata e innovazione scientifica - dichiara la dott.ssa <strong>Francesca Pateri</strong>, <strong>Presidente di SIBO nonché Direttore della Banca degli Occhi Regionale - IRCCS San Gerardo di Monza</strong>, che dal mese di maggio è stata trasferita presso l'ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda -. L'obiettivo del corso nazionale è rafforzare ulteriormente la collaborazione tra i diversi professionisti coinvolti e promuovere modelli organizzativi sempre più efficienti sia nell'ambito del prelievo dei tessuti oculari sia nell'ambito trapiantologico con particolare attenzione alla distribuzione dei tessuti per trapianto».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Secondo la <strong>Presidente di SIBO</strong>, la crescita tecnologica sta trasformando profondamente il settore: «Le nuove tecnologie applicate alla conservazione e alla valutazione dei tessuti oculari stanno migliorando la qualità dei trapianti e ampliando le opportunità terapeutiche. Parallelamente, è fondamentale continuare a investire nella formazione e nella condivisione delle conoscenze scientifiche all'interno della rete nazionale».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nel corso dell'evento sarà inoltre <strong>ribadita l'importanza della donazione dei tessuti oculari come gesto di grande valore sanitario e sociale</strong>, indispensabile per garantire continuità ai programmi di trapianto corneale e alle attività terapeutiche collegate.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Particolare attenzione sarà dedicata anche al <strong>valore della donazione dei tessuti corneali,</strong> oggi sempre più essenziale non soltanto per i pazienti affetti da patologie degenerative della cornea, ma anche per le vittime di gravi traumi oculari e ustioni chimiche. Episodi di cronaca drammatici, come il tragico incidente di Crans-Montana o le aggressioni con sostanze corrosive ai danni delle donne, hanno infatti riportato l'attenzione pubblica sull'importanza di poter contare su una rete efficiente di donazione e trapianto dei tessuti, anche di quelli oculari.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Dietro ogni donazione di cornea c'è una concreta possibilità di restituire la vista e migliorare radicalmente la qualità di vita di molte persone - aggiunge <strong>Pateri</strong> -. Pensiamo ai pazienti colpiti da ustioni chimiche, traumi severi o gravi lesioni oculari: in questi casi la disponibilità di tessuti corneali può fare la differenza tra la perdita definitiva della vista e un percorso di recupero visivo e funzionale. Fatti di cronaca che hanno profondamente colpito l'opinione pubblica ci ricordano quanto sia fondamentale promuovere la cultura della donazione. La rete delle banche degli occhi lavora ogni giorno per garantire qualità, sicurezza e tempestività nella distribuzione dei tessuti, ma senza la generosità dei donatori tutto questo non sarebbe possibile».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le sessioni scientifiche del congresso approfondiranno inoltre le <strong>nuove tecnologie per la valutazione e la conservazione dei tessuti oculari, </strong>le applicazioni del collirio di membrana amniotica e di nuovi prodotti derivati dalla lavorazione in banca degli occhi, la gestione del rischio e i più recenti sviluppi della ricerca biomedica in ambito oftalmologico.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Promosso dalla Società Italiana Banche degli Occhi, il XVIII Corso Nazionale SIBO conferma il ruolo centrale dell'Italia nel panorama europeo dell'eye banking, grazie a una rete consolidata che ogni anno rende possibili migliaia di trapianti corneali e numerose applicazioni terapeutiche avanzate.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><a href="https://bancheocchi.it" target="_blank" rel="noopener"><span>Link per maggiori informazioni.</span></a></p>
</div>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Sicurezza dei Medicinali: AIFA introduce un pittogramma ufficiale per le Note Informative Importanti di Sicurezza (NIIS)]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/sicurezza-dei-medicinali-aifa-introduce-un-pittogramma-ufficiale-per-le-note-informative-importanti-di-sicurezza-niis</link>
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                    <description><![CDATA[Il pittogramma ufficiale per le Note Informative Importanti di Sicurezza (NIIS), introdotto dall'AIFA, mira a rafforzare la riconoscibilità e l'impatto delle comunicazioni di sicurezza rivolte agli operatori sanitari]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_074299d44359bdaffb412953f6d3abd3.webp" length="38710" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:31:32 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-67d03eb1-7fff-edb1-182e-9a6336fd7b6a"><span>La <strong>sicurezza di un medicinale</strong>, così come la sua efficacia, sono costantemente monitorati dalle agenzie regolatorie anche dopo l'introduzione in commercio, nel loro uso quotidiano e negli studi condotti dopo l'autorizzazione. Eventuali nuove evidenze possono modificare il profilo di sicurezza di un medicinale. In questi casi, le agenzie regolatorie intervengono per ridefinirne le condizioni e le modalità d'uso, fornendo agli operatori sanitari, e per il loro tramite ai pazienti, tempestivi aggiornamenti e indicazioni per garantire un impiego in sicurezza del medicinale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Queste comunicazioni  chiamate </span><strong>Note Informative Importanti di Sicurezza (NIIS) </strong><span>o </span><strong>Direct Healthcare Professional Communications</strong><span><strong> (DHPC) </strong> rappresentano uno strumento centrale per la tutela della salute pubblica, in quanto forniscono tempestivamente agli operatori sanitari aggiornamenti rilevanti sulla sicurezza e l'uso dei medicinali.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Tuttavia, l'esperienza maturata nel tempo ha evidenziato che le NIIS, veicolate tramite le aziende farmaceutiche, non vengono sempre percepite in modo immediato come messaggi istituzionali di sicurezza emanati dall'AIFA. Ciò comporta il rischio che la loro rilevanza venga sottovalutata o che la lettura risulti meno attenta. Per questa ragione, in coerenza con i migliori standard europei, <strong>AIFA ha sviluppato un </strong></span><strong>pittogramma ufficiale</strong><span><strong> che renda immediatamente riconoscibili le NIIS per gli operatori sanitari</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«</span><span>La sicurezza dei medicinali </span><span> afferma il </span><strong>Presidente dell'AIFA, Robert Nisticò</strong><span> </span><span> non dipende esclusivamente dalla solidità delle valutazioni regolatorie, ma anche dalla capacità di rendere le informazioni di sicurezza immediatamente disponibili e riconoscibili agli operatori sanitari nella pratica quotidiana. In questo contesto, l'introduzione di un pittogramma per identificare le Note Informative Importanti di Sicurezza risponde all'esigenza di rafforzarne la riconoscibilità ed è espressione dell'impegno costante di AIFA a tutela della salute pubblica».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'obiettivo dell'iniziativa è consentire a medici e farmacisti di riconoscere tali comunicazioni a colpo d'occhio, favorendo così un approccio più consapevole alle informazioni regolatorie. <strong>Il nuovo simbolo utilizza una combinazione cromatica in blu istituzionale e rosso, abbinata a elementi simbolici chiari (una lente di ingrandimento con un punto esclamativo), studiata per richiamare immediatamente i concetti di attenzione e vigilanza.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>A partire dalle prossime diffusioni, tutte le NIIS trasmesse da AIFA saranno contraddistinte da questo pittogramma, che sarà posizionato:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Sulla busta esterna, in caso di invii cartacei.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Nel corpo dell'e-mail, per le NIIS inviate per via elettronica.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>All'interno della NIIS stessa, come elemento grafico identificativo.</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>AIFA attribuisce a questo progetto un valore strategico nell'ambito del rafforzamento dell'intero sistema di farmacovigilanza.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Il crescente volume di informazioni sulla salute e sui farmaci </span><span> afferma il </span><strong>Direttore Tecnico Scientifico Pierluigi Russo</strong><span> </span><span> rende necessario disporre di strumenti che facilitino l'individuazione delle comunicazioni di rilievo. Il pittogramma nasce con l'obiettivo di supportare gli operatori sanitari nella corretta fruizione di tali comunicazioni che richiedono una lettura attenta in quanto rilevanti per la sicurezza dei pazienti».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'Agenzia ricorda infine che tutte le NIIS sono costantemente pubblicate in una <a href="https://www.aifa.gov.it/comunicazioni-di-sicurezza" target="_blank" rel="noopener">sezione dedicata del portale AIFA</a></span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Campi Flegrei: uno studio internazionale ha osservato le "radici" profonde del sistema magmatico ]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/campi-flegrei-uno-studio-internazionale-ha-osservato-le-radici-profonde-del-sistema-magmatico</link>
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                    <description><![CDATA[Un'analisi basata su oltre 5000 telesismi (onde sismiche generate da terremoti lontani) registrati tra il 2016 e il 2022 ha permesso di ricostruire in dettaglio la struttura profonda della caldera dei Campi Flegrei, l'area vulcanica situata a ovest di Napoli]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_f818c2573cb2789110407f8ec78423c9.webp" length="118698" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:31:29 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>Un nuovo studio internazionale ha fornito la </span><span><strong>prima immagine della zona di alimentazione magmatica</strong> <strong>profonda dei</strong> <strong>Campi Flegrei</strong></span><span> spingendo l'osservazione fino a circa 50 km di profondità. La ricerca, "</span><span><a href="https://www.nature.com/articles/s41598-026-51786-3" target="_blank" rel="noopener">Magma storage depths and crustal-upper mantle structure of Campi Flegrei caldera (Southern Italy) unveiled through receiver functions analysis</a>", è </span><span>frutto della collaborazione tra <strong>l'</strong></span><strong>Instituto Volcanológico de Canarias (INVOLCAN), l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l'Universidad Complutense de Madrid e l'Université de Genève</strong><span>, ed è stata pubblicata sulla rivista </span><strong>Scientific Reports</strong><span> (Nature).</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Sebbene negli ultimi decenni i Campi Flegrei siano stati ampiamente indagati nella loro parte più superficiale, questa nuova analisi consente di estendere l'indagine all'intera struttura profonda del sistema vulcanico.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>La ricostruzione è stata possibile grazie all'analisi dei sismogrammi prodotti da terremoti lontani, i </span><strong>telesismi</strong><span>, registrati dalla rete sismica permanente INGV nell'area flegrea. Attraverso la tecnica delle </span><span>"<strong>funzioni ricevitore</strong>"</span><span>, che consente di interpretare le onde sismiche riflesse e convertite all'interno della Terra, i ricercatori hanno analizzato oltre 5000 eventi sismici.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«Come illustrato nello studio, quando un terremoto avviene a grande distanza, le onde attraversano l'interno del pianeta e, incontrando variazioni nelle proprietà delle rocce, vengono riflesse e convertite. L'analisi di questi segnali permette di ricostruire profondità e caratteristiche delle principali discontinuità del sottosuolo»,</span><span> spiega <strong>Víctor Ortega-Ramos,</strong> ricercatore dell'INVOLCAN e primo autore dello studio.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Il risultato principale raggiunto riguarda </span><strong>l'individuazione, a profondità superiori ai 16-20 km, di uno strato caratterizzato da "velocità molto basse delle onde sismiche". Questo dato suggerisce che fino al 30% delle rocce in quell'area si trovi in stato fuso</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Secondo gli autori, questa zona </span><strong>rappresenta la sorgente dei magmi primitivi dei Campi Flegrei,</strong><span><strong> </strong>che durante la risalita nella crosta terrestre si raffreddano ed evolvono verso composizioni più ricche in silicio.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«A profondità tra gli 8 e i 10 km, </span><span>lo studio evidenzia inoltre la presenza di ulteriori caratteristiche sismiche meno intense, che potrebbero indicare la presenza di minori  quantità di magma</span><span>, in continuità con precedenti osservazioni»</span><span>, prosegue <strong>Luca D'Auria</strong>, Direttore dell'area di vigilanza vulcanica dell'INVOLCAN.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«</span><span>I risultati contribuiscono a migliorare la comprensione del sistema magmatico dei Campi Flegrei, della sua evoluzione recente e dei processi che regolano l'attività vulcanica dell'area</span><span>. I prossimi passi saranno indirizzati a comprendere sempre meglio il modo in cui le diverse parti del sistema magmatico sono collegate e come avviene il trasferimento del magma dalle profondità fino alla superficie, anche attraverso l'integrazione di differenti metodologie»</span><span>, conclude <strong>Lucia Pappalardo</strong>, direttrice dell'Osservatorio Vesuviano dell'INGV (INGV - OV).</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Crisi energetica: La Commissione Europea invita gli Stati membri a utilizzare la politica di coesione e il "Just Transition Fund"]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/crisi-energetica-la-commissione-europea-invita-gli-stati-membri-a-utilizzare-pienamente-la-politica-di-coesione-e-il-just-transition-fund</link>
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                    <description><![CDATA[La Commissione europea invita Stati membri e regioni a usare più rapidamente i fondi della politica di coesione, in particolare il Fondo per una transizione giusta, per finanziare investimenti energetici che riducano la dipendenza dai combustibili fossili]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_656d096099f220b9450d65d0f4ef3641.webp" length="44498" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 12:58:09 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">A seguito della revisione intermedia della politica di coesione, che ha portato alla riallocazione dei fondi verso le priorità strategiche dell'UE, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri e le regioni dell'UE a <strong>intensificare l'utilizzo delle opportunità finanziarie disponibili per sostenere le comunità e le regioni maggiormente colpite dalla crisi energetica.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">In una lettera inviata oggi da <strong>Raffaele</strong><span> </span><b>Fitto</b>, Vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme, ai ministri dell'UE competenti per la coesione, la Commissione spiega che gli Stati membri possono accelerare, ove possibile e necessario, l'utilizzo del<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://commission.europa.eu/funding-and-tenders/find-funding/eu-funding-programmes/just-transition-fund_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Fondo per una transizione giusta</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>attraverso diverse misure, tra cui la creazione di nuovi strumenti finanziari, forme di finanziamento non legate ai costi e altri adeguamenti dei programmi.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Gli Stati membri e le regioni possono inoltre riallocare i fondi della politica di coesione, come il<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://commission.europa.eu/funding-and-tenders/find-funding/eu-funding-programmes/european-regional-development-fund-erdf_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Fondo europeo di sviluppo regionale</span></a></span><span lang="IT">, verso investimenti nel settore energetico. Ciò include misure per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e rafforzare la stabilità del mercato energetico, in linea con la strategia<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://energy.ec.europa.eu/strategy/accelerateeu-strengthen-eu-energy-resilience_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">AccelerateEU</span></a></span><span lang="IT">.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Una lettera sarà inoltre indirizzata alle regioni per spiegare che anche esse possono utilizzare le risorse della coesione per investimenti energetici in grado di produrre effetti rapidi, in linea con le priorità nazionali e regionali.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">La<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/regional_policy/whats-new/newsroom/25-03-2026-results-of-the-mid-term-review-of-cohesion-policy_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">revisione intermedia della politica di coesione</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>aveva già consentito la <strong>riallocazione di 34,6 miliardi di euro verso la sicurezza energetica, la competitività e la difesa, dimostrando la capacità della politica di rispondere alle priorità strategiche dell'UE.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il Vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme, <strong>Raffaele</strong><span> </span><b>Fitto</b>, ha dichiarato: «Invitiamo gli Stati membri e le regioni a intraprendere uno sforzo di riprogrammazione con un'attenzione mirata all'energia. L'obiettivo è chiaro: reindirizzare rapidamente le risorse di coesione disponibili  nell'ambito del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo di coesione e del Fondo per una transizione giusta  verso investimenti in grado di fornire un sollievo immediato alle famiglie e alle imprese colpite dagli elevati prezzi dell'energia».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il Fondo per una transizione giusta è uno dei fondi della politica di coesione dell'UE per il periodo 2021-2027. Sostiene i territori e le persone maggiormente colpiti dalla transizione verso la neutralità climatica, aiutandoli a diversificare le proprie economie ed evitando l'aggravarsi delle disparità regionali.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Transizione energetica: Regione Lombardia ed ENEA firmano un accordo per lo sviluppo sostenibile del territorio]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/transizione-energetica-regione-lombardia-ed-enea-firmano-accordo-per-sviluppo-sostenibile-del-territorio</link>
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                    <description><![CDATA[Regione Lombardia ed ENEA hanno siglato un accordo per promuovere innovazione, transizione energetica ed economia circolare, attraverso progetti condivisi finalizzati alla sostenibilità ambientale e alla crescita competitiva delle imprese lombarde]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_e19df9c9019c726d92580c65c8c1e08b.webp" length="41738" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 12:58:05 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span><strong>Consolidare rapporti di collaborazione per la realizzazione di progetti comuni in tema di transizione energetica</strong>, <strong>economia circolare, lotta allinquinamento e innovazione tecnologica</strong> a servizio della crescita delle aziende lombarde. È questo lobiettivo del <b>Protocollo dIntesa</b> firmato oggi a Palazzo Lombardia dal presidente della Regione <b>Attilio Fontana</b> e dalla presidente ENEA <b>Francesca Mariotti</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Alla sottoscrizione dellaccordo, hanno partecipato anche lassessore regionale allAmbiente e Clima <strong>Giorgio Maione </strong>e i due responsabili del Protocollo, <strong>Gian Luca Gurrieri,</strong> per Regione Lombardia, dirigente dellUnità Organizzativa Clima, emissioni e agenti fisici della Direzione Generale Ambiente e clima; e per ENEA <strong>Ilaria Bertini</strong>, direttrice del Dipartimento Efficienza energetica.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Nello specifico, tra gli ambiti di collaborazione previsti dallaccordo ci sono: efficienza energetica; adozione di fonti di energia rinnovabile, di nuovi vettori puliti (idrogeno) e di tecnologie per laccumulo energetico; sviluppo di comunità energetiche rinnovabili (CER); mobilità sostenibile; tutela del suolo; agricoltura 4.0; salvaguardia del patrimonio culturale; riduzione delle emissioni in atmosfera e tutela della qualità dellaria; rigenerazione urbana e adattamento al cambiamento climatico delle filiere produttive e del territorio; gestione efficiente di materiali di scarto, rifiuti e acque reflue in linea con i principi delleconomia circolare; manifattura additiva; biotecnologie red e green; tecnologie nucleari; iniziative per incentivare progetti di trasferimento tecnologico con le aziende della Regione, anche in coordinamento con associazioni, istituti di ricerca e università.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>«Questo protocollo </span><span>- ha sottolineato il presidente <strong>Fontana</strong> - rappresenta un ulteriore tassello che va ad aggiungersi ai numerosi strumenti già messi in campo da Regione Lombardia per promuovere la transizione ecologica e digitale. Lobiettivo è rendere la sostenibilità e linnovazione tecnologica fattori chiave di competitività e attrattività per le imprese, a livello nazionale e internazionale».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>«La Lombardia  ha aggiunto - rappresenta oltre il 23% del Pil nazionale e più di un quarto dellexport ed è inoltre la prima regione italiana per attrazione di investimenti esteri. Grazie alla strategia adottata negli ultimi cinque anni abbiamo supportato oltre 1.400 aziende estere interessate a investire sul territorio. Di queste, solo nel 2025, 34 hanno già avviato o annunciato progetti di investimento, con un impatto stimato di 2,8 miliardi di euro e 6.200 nuovi posti di lavoro. Questi numeri sono legati al fatto che lecosistema lombardo viene percepito allestero come moderno, dinamico ed efficiente. Un risultato a cui contribuiscono in modo rilevante le politiche regionali di supporto alla ricerca, allo sviluppo di nuove competenze, alleconomia circolare, alla decarbonizzazione e alla lotta ai cambiamenti climatici».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>«Lo sviluppo sostenibile  ha concluso il governatore lombardo - non è infatti per questa Giunta un elemento accessorio, ma un importante fattore di crescita economica. Per questo abbiamo deciso, a partire da questa legislatura di parlare di Piano Regionale di Sviluppo Sostenibile, sottolineando così limportanza di rendere questo tema trasversale a tutte le misure messe in atto, nel quadro di una visione capace di abbinare al meglio economia, ambiente e tutela sociale».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>«Questa intesa rafforza la nostra presenza in Lombardia, già radicata in strutture che offrono servizi nel campo dellefficienza energica e dellinnovazione tecnologica, permettendoci di accelerare il trasferimento e ladozione di soluzioni per lo sviluppo sostenibile del territorio», </span><span>ha sottolineato la Presidente ENEA <b>Francesca Mariotti</b>. «ENEA - ha aggiunto - promuoverà lo sviluppo di progetti congiunti, mettendo a disposizione competenze e strutture di tutti e quattro i dipartimenti energia, nucleare, efficienza energetica e sostenibilità e della direzione trasferimento tecnologico».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>«Laccordo con ENEA - ha spiegato lassessore <strong>Maione</strong> - rafforza il lavoro che la Lombardia sta portando avanti su clima, energia, economia circolare e qualità dellaria. È un supporto tecnico-scientifico che ci permette di prendere decisioni basate su dati e di offrire ai territori strumenti operativi più solidi. Con ENEA potenzieremo la capacità di prevedere gli impatti climatici, accelerare la transizione energetica, innovare le bonifiche e sviluppare tecnologie avanzate, incluse quelle legate al nucleare di nuova generazione. È un passo concreto per rendere più efficace la nostra azione e trasformare le politiche in risultati misurabili».</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Per il coordinamento delle attività previste dal Protocollo, è stato istituito un Comitato di indirizzo, composto da otto rappresentanti designati dalle due parti. Il collegio avrà lobiettivo di promuovere e coordinare azioni e iniziative, attivando le risorse tecniche e organizzative necessarie alla concretizzazione dellintesa.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Astrofisica: misurato per la prima volta in maniera diretta la massa di un buco nero risalente a oltre 13 miliardi di anni fa]]></title>

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                    <description><![CDATA[Un team internazionale di astronomi ha misurato per la prima volta, in modo diretto e dinamico, la massa di un buco nero risalente a oltre 13 miliardi di anni fa, analizzando le osservazioni effettuate con il telescopio spaziale James Webb (JWST)]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_b1aa2c549b0d3e898dc05ac33ca40c27.webp" length="38908" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 12:58:00 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>Un team internazionale di astronomi ha misurato per la prima volta in maniera diretta e dinamica la massa di <strong>un buco nero risalente a oltre 13 miliardi di anni fa</strong>, analizzando le osservazioni condotte con il <strong>telescopio spaziale James Webb (JWST).</strong> Lo studio, pubblicato sulla rivista </span><strong>Nature</strong><span>, vede una forte partecipazione italiana, grazie al contributo cruciale di scienziati dell'<strong>Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)</strong>, <strong>dell'Università degli Studi di Firenze, della Scuola Normale Superiore di Pisa, della Sapienza Università di Roma e dell'Università degli Studi dell'Insubria.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'oggetto dello studio, denominato <strong>Abell <span class="v1LI v1ng">2744-QSO1</span> </strong><span class="v1LI v1ng"><strong>(QSO1)</strong>,</span> appartiene alla classe dei cosiddetti <strong>"piccoli punti rossi" (Little Red Dots)</strong> - galassie attive estremamente compatte le cui emissioni appaiono arrossate a causa della polvere e dell'estrema distanza - la cui luce è stata triplicata e ingrandita dall'effetto di lente gravitazionale dell'ammasso di galassie denominato Pandora.</span><span></span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Grazie alle osservazioni condotte con lo <strong>strumento</strong> <strong>NIRSPec di JWST</strong>, il team di ricerca ha tracciato il <strong>movimento del gas di idrogeno attorno al centro galattico, riscontrando una rotazione di tipo kepleriano</strong>: il gas orbita attorno a un punto centrale proprio come i pianeti attorno al Sole. Questa dinamica ha permesso di </span><span>determinare direttamente la <strong>massa del buco nero</strong></span><strong>, pari a 50 milioni di masse solari.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Grazie all'effetto di lente gravitazionale e alla sensibilità del telescopio JWST siamo riusciti per la prima volta a modellare i moti del gas intorno a un buco nero in un</span><span> Little Red Dot</span><span> a soli 700 milioni di anni dopo il Big Bang», commenta </span><strong>Giovanni Cresci</strong><span>, ricercatore INAF a Firenze, coautore dell'articolo. «Per farlo abbiamo utilizzato un nuovo codice sviluppato all'INAF di Arcetri e all'Università di Firenze, MOKA3D, che ha permesso di 'pesare' il buco nero grazie al suo effetto gravitazionale sul gas circostante. Il risultato è sorprendente: il solo buco nero racchiude in sé i due terzi dell'intera massa della galassia, suggerendo che si sia formato per collasso diretto di una massa molto grande di gas piuttosto che più lentamente mettendo insieme buchi neri più piccoli».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In genere, i buchi neri supermassicci rappresentano solo una frazione della massa totale della loro galassia; quello ospitato in QSO1, invece, con ben due terzi dell'intera massa galattica, <strong>è il buco nero più "nudo" e dominante mai osservato, situato in un ambiente chimicamente quasi incontaminato</strong>. I dati indicano infatti una metallicità (ovvero la frazione di massa composta da elementi chimici più pesanti dell'idrogeno e dell'elio) inferiore allo 0,5% rispetto a quella del Sole: il gas è quindi composto quasi esclusivamente da idrogeno ed elio, con tracce minime di elementi pesanti come l'ossigeno, segno che nella galassia non sono ancora avvenuti i processi di evoluzione stellare.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Il risultato conferma le misure solamente indirette che erano state ottenute finora per la stima della massa dei buchi neri in queste prime galassie dell'Universo, e rappresenta un discriminante fondamentale dei modelli teorici di formazione ed evoluzione dei buchi neri al centro delle galassie primordiali», aggiunge <strong>Cresci</strong>. Questo studio, di fatto, ribalta i modelli classici di evoluzione galattica, suggerendo che alcuni buchi neri non crescano lentamente all'interno delle galassie, ma nascano già colossali da "semi pesanti", ovvero dal collasso diretto di enormi nubi di gas primordiali o persino come buchi neri primordiali, precedendo la formazione delle stelle e delle galassie che li ospitano.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: "<a href="https://www.nature.com/articles/s41586-026-10579-4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A direct black-hole mass measurement in a little red dot at high redshift</a>", di Juodbalis I., Marconcini C., D'Eugenio F., et al. pubblicato online sulla rivista Nature.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Università Milano-Bicocca: il 4 giugno il convegno "Universalismo ed equità del SSN: la promozione della longevity"]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/universita-milano-bicocca-il-4-giugno-il-convegno-universalismo-ed-equita-del-ssn-la-promozione-della-longevity</link>
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                    <description><![CDATA[Il 4 giugno presso l'Università Milano-Bicocca, il secondo convegno annuale del BReCHS - Bicocca Research Centre in Health Services, dal titolo "Universalismo ed equità del SSN: la promozione della longevity"]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_c62e60b95b3550c9da4d851ee641e41e.webp" length="115748" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 12:57:52 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span><strong>I sistemi sanitari occidentali stanno affrontando sfide strutturali che mettono a dura prova la loro sostenibilità</strong>, con pressioni crescenti legate a cambiamenti demografici, epidemiologici e tecnologici. In Europa, la percentuale di persone ultra-sessantacinquenni ha superato il 20 per cento, con stime che prevedono un incremento oltre al 30 per cento entro il 2050 (Eurostat, 2020). </span><span>Questo fenomeno trasforma radicalmente la domanda di servizi sanitari</span><span>. Parallelamente, la spesa sanitaria complessiva in molti Paesi europei è cresciuta a ritmi superiori all'aumento del PIL, raggiungendo in media il 9 per cento del prodotto interno lordo (OECD, 2021).</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Questo contesto di <strong>crescente domanda e costi elevati</strong> mette in discussione i fondamenti del Sistema sanitario, in particolare l'universalismo e l'equità. Tutto questo sarà al centro del secondo convegno annuale del</span><span> BReCHS</span><span>, il </span><span>Bicocca Research Centre in Health Services, </span><span>dal titolo "</span><strong>Universalismo ed equità del SSN: la promozione della longevity</strong><span>"</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Appuntamento </span><strong>giovedì 4 giugno</strong><span><strong> (ore 9-16.30) </strong>nell'</span><span>Aula Sironi</span><span> dell'</span><span>Università di Milano-Bicocca</span><span> (Edificio U4 "Tellus", piazza della Scienza 4, Milano).</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Il convegno si propone di esplorare e discutere:</span></p>
<ul>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr"><span>l'impatto dei cambiamenti demografici sulla sostenibilità del sistema sanitario</span></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr"><span>la promozione della </span><span>longevity</span><span> come attenzione non solo al prolungamento dell'aspettativa di vita, ma di una vita anziana in salute</span></p>
</li>
<li dir="ltr">
<p dir="ltr"><span>possibili soluzioni e strategie per garantire i principi fondanti del sistema sanitario</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Tra gli ospiti, da segnalare </span><strong>Mårten Palme</strong><span>, professor of Economics al Department of Economics dell'Università di Stoccolma, e </span><span>figlio di Olof Palme</span><span>, il primo ministro svedese assassinato nel 1986, che interverrà nella prima sessione, intitolata "<strong>The rising income gradient in life expectancy in Sweden over six decades</strong>" (ore 09-10); </span><strong>Luca Antonini</strong><span>, vice-presidente della Corte Costituzionale, </span><strong>Monsignor Vincenzo Paglia</strong><span> (Presidente della Commissione per l'attuazione della riforma dell'assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana del Ministero della Salute), e </span><strong>Mario Melazzini</strong><span> (Direttore Generale Welfare Regione Lombardia) che interverranno alla tavola rotonda del pomeriggio "<strong>Longevità e... salute</strong>" (ore 15:25-16:30). Entrambi questi due momenti della giornata saranno introdotti e moderati da </span><strong>Giorgio Vittadini</strong><span>, direttore del BReCHS.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Nato all'interno dell'Università di Milano-Bicocca, il BreCHS è un centro di ricerca innovativo e unico nel panorama nazionale per la sua capacità di connettere e valorizzare competenze interdisciplinari e interdipartimentali nell'ambito dei servizi sanitari.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=6%3d6aNT0Z%268%3dT%26s%3dXTc%26t%3dUPU0W%26G%3dAyNBL_wuos_8e_DtXt_Ni_wuos_7jzHhM.3HtA88.hI9_KVwl_UK0AKrM_DtXt_Nii_LmvU_Vb8_wuos_7jMiFmBtQw1fh-xljPBmYYxPcb9FlE7ifITt3KmL0ojsfGtuZzg_HUwGUt_wuos_7jHBjQ2HwG%26z%3dFzMH67.H1M%26nM%3dMYAY%26FL%3d7dNYEYNaEb4f5wOY7Y%264%3dZ70M5j5TWAUNTh717hXw7072bi5V8k5UTfVO9A9R4BZP886PTg8VbgdVUA7xVDbN&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Link per iscriversi</a> all'evento.</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Terremoti: un nuovo studio sull'uso del machine learning per comprendere l'evoluzione della sismicità]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/terremoti-un-nuovo-studio-sulluso-del-machine-learning-per-comprendere-levoluzione-della-sismicita</link>
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                    <description><![CDATA[Una ricerca internazionale, che ha coinvolto anche l'OGS, ha testato un approccio innovativo basato sul machine learning per identificare variazioni nell'attività sismica osservate prima di alcuni grandi terremoti]]></description>

                                            <enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202606/image_900x600_c6745f39b74c3059cb86a88735c1d496.webp" length="101590" type="image/jpeg"/>

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                    <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 12:57:39 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"><strong>Utilizzare algoritmi di machine learning per riconoscere nei dati specifiche configurazioni dell'attività sismica e studiare come evolve l'attività delle faglie nel tempo</strong>. È questo l'obiettivo di uno studio recentemente pubblicato su<span> </span><strong>Nature Communications </strong>che ha coinvolto anche <strong>l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS insieme all'Università degli Studi di Genova</strong> e ad altre realtà scientifiche internazionali, tra cui <strong>l'Helmholtz Centre for Geosciences (DE), la RWTH Aachen University (DE), l'University of Potsdam (DE), la Freie Universität Berlin (DE) e la Stanford University (CA, USA).</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">«Prevedere i terremoti non è attualmente possibile e resta una delle principali sfide della ricerca sismologica», spiega <strong>Matteo Picozzi</strong>, direttore del Centro di Ricerche Sismologiche dell'OGS e co-autore dello studio. «Negli ultimi anni, però, il Machine Learning ha aperto nuove opportunità per analizzare grandi quantità di dati sismologici e studiare l'evoluzione dei sistemi di faglia. In questo lavoro abbiamo utilizzato un approccio di machine learning non supervisionato, cioè un metodo che individua autonomamente strutture e similarità nei dati senza istruzioni predefinite».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Lo studio ha analizzato cinque grandi terremoti del passato: <strong>il terremoto di Kahramanmara (Turchia) del 2023, il terremoto dell'Aquila del 2009, il terremoto di Iquique (Cile) del 2014, il terremoto di Amatrice del 2016 e il terremoto di Noto (Giappone) del 2024.</strong> In alcuni di questi eventi erano state osservate variazioni transitorie dell'attività sismica, come per esempio sciami sismici o aumenti di sismicità, nei mesi o nelle settimane precedenti al terremoto principale, mentre in altri tali segnali non erano evidenti o risultavano molto complessi da identificare.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">A partire dai cataloghi sismici disponibili, il gruppo di ricerca ha estratto diverse caratteristiche statistiche e sismologiche degli eventi, raggruppandole in famiglie caratterizzate da proprietà simili in termini di <strong>spazio, tempo e comportamento sismico</strong>. L'algoritmo è stato quindi testato per verificare se fosse in grado di <strong>distinguere autonomamente configurazioni compatibili con queste variazioni transitorie dell'attività sismica.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">I risultati mostrano che il metodo è riuscito a identificare pattern associati a fasi di sismicità transiente nei casi in cui tali fenomeni erano già stati documentati in letteratura, mentre non ha evidenziato segnali analoghi nei terremoti in cui tali variazioni non erano chiaramente osservabili. «Questi risultati non rappresentano un metodo di previsione dei terremoti», sottolinea <strong>Picozzi</strong>, «ma mostrano come tecniche avanzate di analisi dei dati possano contribuire a migliorare lo studio dei processi fisici che governano l'evoluzione dei sistemi di faglia e delle variazioni della sismicità nel tempo».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Link all'articolo: <span>Karimpouli, S., Martínez-Garzón, P., Núñez-Jara, S. </span><i>et al.</i><span> <a href="https://www.nature.com/articles/s41467-026-72279-x#citeas" target="_blank" rel="noopener">Preparatory phase of large earthquakes illuminated by unsupervised categorization of earthquake catalog features</a>. </span><i>Nat Commun</i><span> </span><b>17</b><span>, 4024 (2026).</span></span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Università di Padova: dal 28 maggio la mostra "La Terra è blu come un'arancia, il mistero della ricerca"]]></title>

                    <link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-dal-28-maggio-la-mostra-la-terra-e-blu-come-unarancia-il-mistero-della-ricerca</link>
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                    <description><![CDATA[Inaugurata nella sala mostre del Museo della Natura e dell'Uomo dell'Università di Padova la mostra "La Terra è blu come un'arancia, il mistero della ricerca", curata dallo storico dell'arte Sylvain Bellenger, che invita a sognare esplorando il rapporto tra arte e scienza]]></description>

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                    <pubDate>Thu, 28 May 2026 13:02:09 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p><span>Ispirata al celebre verso di <b>Paul Éluard</b>, la mostra "<b>La Terra è blu come un'arancia. Il mistero della ricerca"</b>  organizzata in occasione del <b>30anniversario </b>dalla nascita del <b>Veneto Institute of Molecular Medicine (VIMM)</b>  parte dall'idea che <b>arte e scienza condividano una stessa tensione verso l'invisibile</b> e una medesima necessità di dare forma al mistero del reale. La verità scientifica e la verità poetica non si oppongono: entrambe cercano di <b>comprendere il mondo attraverso immagini</b>, intuizioni, ipotesi e visioni.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span><strong>Dalla pittura alla microscopia, dall'anatomia alle tecnologie digitali</strong>, l'immagine è infatti uno degli strumenti fondamentali attraverso cui <b>l'umanità costruisce conoscenza</b>. Se la scienza osserva, misura e interpreta il vivente, l'arte ne rivela la dimensione sensibile, emotiva e immaginaria. In questo dialogo, Padova occupa <b>un posto centrale nella storia della medicina</b> e della rappresentazione del corpo, luogo in cui da secoli osservazione scientifica e invenzione figurativa si incontrano.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Prima esposizione temporanea ospitata al <b>Museo della Natura e dell'Uomo dell'Università di Padova</b>, la mostra <b>La Terra è blu come un'arancia. Il mistero della ricerca" </b>è stata inaugurata oggi, mercoledì 27 maggio, alla presenza del curatore <b>Sylvain Bellenger</b>, della Presidente della Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata - VIMM <b>Giustina Destro</b>, della Magnifica Rettrice dell'Università di Padova <b>Daniela Mapelli</b> e del Presidente del Consiglio Regionale del Veneto <b>Luca Zaia.</b></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Il percorso espositivo della mostra, aperta al pubblico <b>dal 28 maggio al 30 settembre 2026 </b>e realizzata con il contributo di<b> Fondazione Cariparo, </b>mette in relazione opere di artisti contemporanei, immagini anatomiche, ricostruzioni digitali e visualizzazioni scientifiche ottenute grazie alle più avanzate tecnologie di ricerca con le <b>straordinarie immagini prodotte nei laboratori del VIMM</b> che rivelano strutture cellulari, reti neuronali e forme del vivente che sembrano appartenere <b>tanto al linguaggio della scienza</b> quanto a quello <b>dell'arte astratta e informale.</b></span></p>
<p></p>
<p><span>Alla selezione delle circa 30 opere che compongono la mostra si aggiunge una <b>grande installazione multimediale</b> <i>site specific </i>realizzata dall'artista <b>Stefano Gargiulo</b> di <b>Kaos Produzioni. </b>In un <b>viaggio immersivo tra immagini, materia e luce</b>, la mostra invita il pubblico a riflettere sul ruolo dello sguardo nella comprensione del reale e sulla capacità delle immagini di trasformare la conoscenza in esperienza sensibile. <b>Curiosità, intuizione, disciplina e immaginazione</b> emergono come strumenti condivisi dal ricercatore e dall'artista: entrambi esplorano il mondo non per dominarlo, ma per <b>renderne percepibile la complessità e il mistero.</b></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>La mostra si intreccia al percorso più ampio di <b>Padova città della Scienza</b>, che permette di visitare non solo il <b>Museo della Natura e dell'Uomo</b>, con le raccolte naturalistiche che da secoli permettono di studiare la natura e l'uomo, ma anche l'<b>Orto botanico</b> e <b>Palazzo del Bo</b>, ovvero i luoghi dove nel Cinquecento si inizia lo studio dal vivo delle piante medicinali e del corpo umano.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>A corredo della mostra, è stato realizzato il <b>libro-catalogo</b> <i>"La Terra è blu come un'arancia. Il mistero della ricerca", </i>un omaggio dell'arte alla bellezza estetica delle immagini della ricerca scientifica d'avanguardia. Il volume, edito da<b> Allemandi </b>e curato da <b>Sylvain Bellenger</b> e da <b>Giovanni Panebianco, </b>celebra il trentennale del VIMM e include il <b>catalogo dell'esposizione,</b> che costruisce un dialogo inedito tra la ricerca biomedica contemporanea e il patrimonio storico-artistico di Padova.</span></p>
<p><i><span></span></i></p>
<p>«Il titolo<span> "La Terra è blu come un'arancia. Il mistero della ricerca" evoca la capacità della ricerca scientifica e dell'arte di superare le evidenze immediate del reale per aprire nuove forme di comprensione del mondo. La conoscenza non nasce soltanto dalla dimostrazione razionale, ma anche dall'intuizione, dalla sensibilità e dalla capacità di immaginare ciò che ancora non vediamo. La verità scientifica e la verità poetica sono due modi complementari di interrogare il mistero del vivente»,<i> </i>dichiara il curatore e storico dell'arte <b>Sylvain Bellenger.</b></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><i><span></span></i></p>
<p class="v1MsoNormal">«L'arte è un linguaggio universale capace di avvicinare il grande pubblico e di coinvolgere anche chi normalmente è estraneo al mondo scientifico e accademico», sottolinea la Presidente della Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata  VIMM <b>Giustina Destro. </b>«Le celebrazioni del trentesimo anniversario costituiscono una preziosa occasione per comunicare il messaggio proprio della ricerca scientifica e per rendere visibile e sostenibile ciò che spesso resta nascosto nei laboratori. Per raccontare la bellezza, la poesia, le forme e i colori delle scoperte che si fanno al VIMM ogni giorno».</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p>«Questa mostra rappresenta un'occasione preziosa per riflettere sul dialogo profondo tra scienza e arte, due linguaggi che, pur diversi, condividono la stessa tensione verso la conoscenza e la comprensione del reale. Attraverso le immagini della ricerca e le opere artistiche, emerge con forza come la scienza non sia solo metodo e dimostrazione, ma anche intuizione, immaginazione e capacità di guardare oltre l'evidenza. In questo senso, il Museo della Natura e dell'Uomo e il VIMM offrono uno spazio in cui la conoscenza si apre al pubblico e diventa esperienza condivisa»  afferma <b>Daniela Mapelli</b>, rettrice dell'Università di Padova  «In un Ateneo come quello di Padova, dove da secoli ricerca scientifica e cultura visiva si intrecciano, iniziative come questa contribuiscono a rendere visibile la bellezza della ricerca e il suo valore per la società, trovando nel Museo della Natura e dell'Uomo un luogo particolarmente significativo di accoglienza e dialogo».</p>
<p></p>
<p>«La Fondazione ha scelto di sostenere questo percorso espositivo per contribuire a rafforzare il legame tra ricerca, cultura e comunità. La ricerca scientifica ha infatti valore pieno quando riesce ad aprirsi alla società»  afferma <b>Rosario Rizzuto</b>, Presidente della Fondazione Cariparo  «Celebrare i trent'anni del VIMM con una mostra al Museo della Natura e dell'Uomo, due eccellenze del nostro territorio, va in questa direzione: rendere la conoscenza più accessibile e condivisa, in particolare ai più giovani, anche attraverso il dialogo tra linguaggi differenti».</p>
<p></p>
<div>
<p align="center" style="text-align: left;"><b>LA TERRA È BLU COME UN'ARANCIA. IL MISTERO DELLA RICERCA</b></p>
<p><span>Mostra realizzata in occasione del <b>trentesimo anniversario del VIMM  19962026</b></span></p>
<p><strong><span>Curatore</span></strong><span>: Sylvain Bellenger</span></p>
<p><strong><span>Sede</span></strong><span>: Museo della Natura e dell'Uomo  Università di Padova<br>Corso Garibaldi 39, Padova</span></p>
<p><strong><span>Date</span></strong><span>: dal 28 maggio al 30 settembre 2026</span></p>
<p><strong><span>Ingresso</span></strong><span>: Incluso nel biglietto del Museo della Natura e dell'Uomo</span></p>
<p><span>Per ulteriori informazioni:</span></p>
<p><span><a href="https://www.vimm.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">VIMM  Istituto Veneto di Medicina Molecolare</a></span></p>
<p><a href="https://visitmnu.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span>Museo della Natura e dell'Uomo Università di Padova</span></a></p>
</div>]]></content:encoded>
                                    </item>
                            <item>
                    <title><![CDATA[Biologia Cellulare: come le cellule riconoscono ed elaborano le informazioni genetiche contenute nell'RNA]]></title>

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                    <description><![CDATA[Uno studio del Cnr-Iom, pubblicato su Nucleic Acids Research, fa luce su un meccanismo fondamentale della vita cellulare, cioè il processo per cui le molecole di RNA interagiscono tra loro e si trasmettono le informazioni genetiche prima della produzione delle proteine]]></description>

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                    <pubDate>Thu, 28 May 2026 13:02:05 +0200</pubDate>

                    <dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>

                    
                                            <content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-030223b2-7fff-0692-1591-eaac708337dc"><span>Un gruppo di ricerca <strong>dell'Istituto Officina dei Materiali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iom)</strong> di <strong>Trieste</strong> ha contribuito a chiarire uno dei processi più delicati e fondamentali della biologia cellulare: <strong>il modo in cui le cellule elaborano le informazioni genetiche contenute nell'RNA.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio, pubblicato come '<strong>breakthrough article' sulla prestigiosa rivista </strong></span><strong>Nucleic Acids Research</strong><span><strong>,</strong> è stato guidato da <strong>Pavlína Pokorná e Alessandra Magistrato</strong> del Cnr-Iom in collaborazione con il gruppo di <strong>Vladimir Pena del The Institute of Cancer Research di Londra.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La ricerca si concentra sullo <strong>splicing dell'RNA</strong>, il meccanismo che permette alle cellule di "tagliare e ricombinare" le informazioni genetiche prima della produzione delle proteine. Quando questo processo non funziona correttamente, possono insorgere numerose malattie, tra cui tumori e patologie neurodegenerative.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Utilizzando <strong>simulazioni computazionali avanzate</strong>, il team è riuscito a osservare a livello atomistico come alcune molecole dell'RNA riescano a riconoscersi con estrema precisione all'interno della cellula. In particolare, è stato svelato il meccanismo molecolare finora sconosciuto, descritto dai ricercatori come una sorta di "<strong>molla caricata</strong>": una struttura molecolare dove una molecola di RNA viene tenuta in uno stato di tensione da specifiche proteine (fattori di splicing) accumulando energia e quando tali proteine si dissociano la molecola di RNA sfrutta questa energia per il corretto riconoscimento delle sequenze genetiche dell'RNA messaggero.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Per noi è stato particolarmente interessante riuscire a collegare dati strutturali e simulazioni atomistiche, per caratterizzare passaggi intermedi del processo di riconoscimento di splicing che finora erano rimasti invisibili alle tecniche di biologia strutturale», commenta <strong>Alessandra Magistrato</strong>, dirigente di ricerca del CNR-Istituto Officina dei Materiali (IOM) presso SISSA  Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati. «L'integrazione e la sinergia fra dati di biologia strutturale e avanzate simulazioni al computer ci permette di comprendere in modo accurato come funzionano sistemi biologici estremamente complessi e dinamici».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Per la prima volta siamo riusciti a visualizzare i processi dinamici dello splicing con tale livello di dettaglio ed è stato davvero affascinante osservare queste molecole all'opera», aggiunge <strong>Pavlína Pokorná</strong>, prima autrice dello studio. «Il nostro approccio modellistico può fungere da guida per studi analoghi su altri processi cellulari, consentendoci di aggiungere ulteriori tasselli al nostro quadro di comprensione dell'espressione genica».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Questa scoperta aiuta a comprendere meglio uno dei passaggi chiave dell'espressione genica e offre nuove prospettive per lo studio dei meccanismi molecolari coinvolti in molte malattie tra cui, in modo particolare, diversi tipi di tumore.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il gruppo di ricerca guidato da Alessandra Magistrato presso il Cnr-Iom e SISSA si occupa di studiare, tramite metodi computazionali avanzati, i meccanismi molecolari alla base di processi biologici rilevanti per la salute umana e lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il lavoro è stato sostenuto da <strong>Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro</strong> con un progetto <strong>Investigator Grant </strong>e le simulazioni sono state possibile grazie al supporto del <strong>centro di calcolo</strong> <strong>CINECA</strong> attraverso l'iniziativa <strong>ISCRA</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link all'articolo: Pavlína Pokorná, Vladimir Pena, Alessandra Magistrato, <a href="https://academic.oup.com/nar/article/54/9/gkag429/8676207" target="_blank" rel="noopener">U2 snRNP recognizes the branch site through a loaded-spring strand-invasion mechanism</a>, Nucleic Acids Research, Volume 54, Issue 9, 22 May 2026, gkag429</span></p>]]></content:encoded>
                                    </item>
                </channel>
</rss>