<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
     xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
     xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
     xmlns:admin="http://webns.net/mvcb/"
     xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#"
     xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
     xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">
<channel>
<title>Italia24.news | Notizie in Tempo Reale su Politica, Economia, Cronaca e Sport &#45; Redazione</title>
<link>https://www.italia24.news/rss/author/redazione</link>
<description>Italia24.news | Notizie in Tempo Reale su Politica, Economia, Cronaca e Sport &#45; Redazione</description>
<dc:language>it</dc:language>
<dc:rights>©2026 Italia24 News &#45; Powered by Brain X Corp</dc:rights>

<item>
<title>Italia e Paesi dell&amp;apos;ASEAN: nuove opportunità di formazione accademica e sviluppo economico</title>
<link>https://www.italia24.news/italia-e-paesi-dellasean-nuove-opportunita-di-formazione-accademica-e-sviluppo-economico</link>
<guid>https://www.italia24.news/italia-e-paesi-dellasean-nuove-opportunita-di-formazione-accademica-e-sviluppo-economico</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;Università di Padova ha ospitato un&#039;iniziativa istituzionale dedicata al rafforzamento delle relazioni tra l&#039;Italia e i Paesi dell&#039;ASEAN l&#039;Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico: un occasione per il dialogo internazionale, future collaborazioni nella ricerca e nuove opportunità economiche ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69eb34c4e1775.webp" length="89972" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 13:06:48 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-461fe0de-7fff-fe67-b71e-29f62a5703cb" style="text-align: left;"><span><strong>L’Università degli Studi di Padova</strong> ha ospitato il 22 e il 23 aprile 2026 un’importante iniziativa istituzionale dedicata al rafforzamento delle <strong>relazioni tra l’Italia e i Paesi dell’ASEAN, l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico </strong>che comprende <strong>Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Birmania, Singapore, Thailandia, e Vietnam.</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L’evento, promosso in collaborazione con il Consolato e organizzato con il coinvolgimento dell’ASEAN Committee in Rome (ACR), ha visto la partecipazione di un numero cospicuo di Ambasciatori e rappresentanti diplomatici di <strong>Malesia, Indonesia, Vietnam, Filippine e Thailandia</strong>. </span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sotto la lente la</span><span> </span><span>cooperazione universitaria, mobilità studentesca e collaborazioni nella ricerca, ma anche nuove opportunità economiche e commerciali tra il sistema produttivo italiano e i Paesi ASEAN. Un’occasione di alto profilo per consolidare il ruolo dell’Università di Padova come piattaforma di dialogo internazionale e ponte strategico verso il Sud-Est asiatico, in un contesto globale sempre più orientato alla cooperazione interregionale.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La rettrice <strong>Daniela Mapelli</strong>: «</span><span>Per un’università come Padova, con una vocazione profondamente internazionale, il confronto con il Sud-Est asiatico rappresenta un passaggio naturale e necessario per interpretare le trasformazioni in atto nei sistemi della formazione e della ricerca. È un dialogo che ci arricchisce reciprocamente e che ci permette di costruire percorsi condivisi, capaci di mettere in relazione esperienze, competenze e modelli educativi diversi. Attraverso queste collaborazioni vogliamo offrire alle nostre studentesse e ai nostri studenti opportunità sempre più ampie e qualificate, contribuendo al tempo stesso a una comunità accademica aperta, inclusiva e orientata al futuro».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span><strong>Manlio d’Agostino Panebianco</strong>, moderatore del panel, e console onorario della Malaysia per il nord Italia</span><span>: «È la prima volta che in Veneto ci siano ben 7 rappresentanti diplomatici (due in più dei previsti inizialmente), tutti insieme e soprattutto di Paesi così importanti e strategici, in un momento storico delicato di riassetto geopolitico e di impasse economica. La grande risposta - sia delle Istituzioni ma soprattutto delle associazioni di categoria e delle imprese - è la cifra di un messaggio chiaro: nonostante il periodo di incertezza, bisogna guardare avanti, con spirito resiliente, trovando partnership con i mercati emergenti, nella prospettiva di un reciproco sviluppo. Inoltre, sono giunti a Padova (città patrimonio Unesco) da ben 7 regioni, del Nord e del Centro Italia, rappresentanti del tessuto imprenditoriale di eccellenza del nostro Paese, sia in termini di PMI che di grandi imprese, molte delle quali sono le bandiere del “Made in Italy” nel mondo. Dal punto di vista imprenditoriale, è importante evidenziare come vi siano caratteristiche comuni tra il tessuto produttivo italiano e del Nord Est con quello dei Paesi Asean: molte PMI ancora guidate direttamente da famiglie. Inoltre, è opportuno ricordare come i settori economici di reciproco interesse, sono anche le eccellenze – in termini accademici, di programmi di studio e di ricerca – dell’Ateneo Patavino».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il prorettore alle Relazioni internazionali <strong>Massimiliano Zattin:</strong> «</span><span>Il dialogo con i Paesi del Sud-Est asiatico non è per noi solo un’opportunità, ma una scelta strategica. Si tratta di una regione caratterizzata da sistemi universitari in rapida espansione, da una popolazione studentesca giovane e in crescita e da un forte dinamismo nei settori dell’innovazione e della trasformazione economica. In questo contesto, l’Università di Padova intende essere protagonista nella costruzione di relazioni solide e lungimiranti, fondate sulla conoscenza e sulla circolazione dei talenti. Investire in questi legami significa ampliare concretamente le opportunità per i nostri studenti, favorire percorsi formativi internazionali di qualità e attrarre competenze e profili altamente qualificati. È così che l’Ateneo rafforza il proprio ruolo come attore attivo della diplomazia scientifica e come spazio aperto alla formazione di una nuova generazione globale.</span><span>»</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L’incontro, oltre che porre le basi per uno sviluppo ulteriore della cooperazione universitaria, si è rivelato importante occasione per incontrare e conoscere alcuni dei massimi rappresentanti in Italia di questi Paesi che hanno interessanti e significativi tassi di crescita e di sviluppo, con un sempre maggiore legame commerciale con le imprese italiane.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Attualmente l’Università di Padova intrattiene rapporti di collaborazione con Atenei di Indonesia, Filippine e Vietnam soprattutto per quanto riguarda la mobilità studentesca (circa 100 studenti) e di ricercatori.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Molti i punti su cui sviluppare e implementare la collaborazione con le istituzioni accademiche e culturali di ASEAN come ad esempio: <strong>borse di studio a favore di studenti che scelgano Padova come propria formazione accademica sostenendo così la mobilità in entrata; opportunità di tirocinio per gli studenti dell’Università di Padova nelle rispettive ambasciate dei paesi ASEAN; progetti di ricerca bilaterali; rafforzamento dei partenariati industriali per la promozione del trasferimento tecnologico e migliorare l’inserimento lavorativo dei laureati.</strong></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Patrimonio pubblico: presentato il piano per il recupero di 20 luoghi simbolo di Milano oggi non accessibili</title>
<link>https://www.italia24.news/patrimonio-pubblico-presentato-il-piano-per-il-recupero-di-20-luoghi-simbolo-di-milano-oggi-non-accessibili</link>
<guid>https://www.italia24.news/patrimonio-pubblico-presentato-il-piano-per-il-recupero-di-20-luoghi-simbolo-di-milano-oggi-non-accessibili</guid>
<description><![CDATA[ Milano lancia un progetto per recuperare 20 immobili pubblici inutilizzati, coinvolgendo soggetti pubblici e privati, per restituirli alla città con funzioni utili e accessibili senza venderli ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69eb349857630.webp" length="38804" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 13:06:46 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Rigenerare il patrimonio pubblico con una chiamata aperta a tutti,</strong> soggetti pubblici e privati, per restituire ai milanesi 20 luoghi, oggi in disuso e inaccessibili, che rappresentano la città. È l'operazione presentata oggi a Palazzo Reale dall'assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa, <strong>Emmanuel Conte</strong>, in un appuntamento pubblico organizzato per incontrare cittadini, operatori, istituzioni, sul presente e sul futuro del patrimonio comunale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'operazione, per scala, valore e qualità degli immobili coinvolti – edifici storici, monumentali, profondamente legati all'identità di Milano – è un'operazione in gran parte inedita nel panorama delle valorizzazioni patrimoniali, italiane ed europee. Punta sulla collaborazione fra pubblico e privato, attraverso concessioni ad altre istituzioni, fondazioni, associazioni, soggetti del privato sociale o del privato, e ha come scopo la restituzione a funzioni pubbliche di venti edifici, individuati attraverso un censimento accurato del patrimonio in disuso. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Tre portafogli, una strategia</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Gli immobili vengono presentati in tre gruppi: <strong>identitari</strong> (edifici monumentali), <strong>capillari</strong> (distribuiti e con un valore specifico nei diversi municipi) e di <strong>villeggiatura</strong> (situati fuori città, in località turistiche); molti sono vincolati, tutti – da Porta Ticinese medievale alle cascine, dall'ex Casa dell'acqua del Trotter all'ex colonia per le cure antitubercolari – sono rappresentativi della storia e dell'identità di Milano. </span><span>I cinque beni identitari sono: <strong>Pusterla di Sant'Ambrogio, Porta Ticinese medievale, Palazzo Calchi Taeggi, Magazzini al Bastione di viale Vittorio Veneto, Palazzo Dugnani</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Gli otto beni capillari sono: <strong>l'ex Scuola rurale di Lampugnano, l'ex Casello ovest di Porta Ticinese, Cascina "Cort del Colombin", Cascina Corba, l'ex Casa dell'acqua di via Giacosa, l'ex Circolo popolare di via Varesina, Cascina Molino Spazzola, Palazzo Galloni. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>I sette beni nelle località di villeggiatura sono in parte frutto degli investimenti del Comune di Milano negli anni '50 e '60 per la salute dei bimbi milanesi o di chi si ammalava di tubercolosi, e oggi non più utilizzati: <strong>Casa di Villeggiatura e dependance a Cerano d'Intelvi (Como), un'ala della Colonia Climatica Permanente a Pietra Ligure (Savona), Colonia Marina "Sorriso dei bimbi" a Cesenatico (Forlì- Cesena), Villetta bianca ad Andora (Savona), Villa Tigellius a Recco (Genova), Casa Abetina a Sondalo (Sondrio), Colonia Marina Villa Serena a Cesenatico (Forlì-Cesena). </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Il patrimonio pubblico inutilizzato – ha spiegato <strong>Conte</strong> – è una ferita urbana, ma anche un'opportunità. La scelta è riportarlo nella vita quotidiana dei cittadini, senza venderlo, per renderlo accessibile e utile alla collettività. Cerchiamo soluzioni insieme alla città. Non chiediamo donazioni, ma progetti e responsabilità, perché scegliamo di valorizzare mantenendo il patrimonio pubblico: è un modello più esigente, ma anche più generativo, che punta sulla società civile. I progetti dovranno garantire utilità pubblica, accessibilità ed efficienza energetica. Uno spazio vissuto è anche più sicuro: quando torna a essere frequentato migliora la qualità urbana e la sicurezza dei quartieri». </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Il lavoro già fatto</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma si innesta su un percorso già avviato nel corso del mandato. Tra gli immobili in disuso già recuperati dal Demanio dal 2022 ad oggi attraverso concessioni figurano: la Cascina Colombè, per un nuovo polo agroalimentare e sociale; l'ex Hammam di via Civitavecchia 110, dove LILT sta realizzando Casa LILT; i due edifici storici di via Conca del Naviglio, consegnati alla Sovrintendenza per l'ampliamento del progetto PAN; l'ex Obitorio di via Francesco Sforza, assegnato all'Università degli Studi di Milano per servizi agli studenti; il Casello sud di piazza V Giornate, assegnato con bando; l'ex Marchiondi, affidato alla Fondazione Collegio delle Università Milanesi per una nuova residenza universitaria. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Dal punto di vista amministrativo, prende ora avvio per i 20 immobili la fase degli avvisi pubblici per la raccolta di manifestazioni di interesse. Alcune sono già pervenute. </span><span>La scelta di procedere con un programma unitario, anziché con bandi isolati caso per caso, è deliberata: offrire una visione d'insieme delle opportunità, e non un'occasione episodica.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Non presentiamo solo un elenco di immobili, ma un metodo – aggiunge <strong>Conte</strong> –. Partiamo dall'identità e dai bisogni della città, e cerchiamo soluzioni insieme con la città per dare nuova vita a questi luoghi: restano dei milanesi, con idee dai milanesi e ricadute per i milanesi. Non è un ripiego ma una scelta che tutela il patrimonio collettivo e scommette sulla capacità della società civile di prendersi cura della propria città».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Monza: al Centro Prelievi Pediatrico l&amp;apos;utilizzo del visore 3.0 per ridurre l&amp;apos;ansia nei bambini durante i prelievi</title>
<link>https://www.italia24.news/monza-al-centro-prelievi-pediatrico-lutilizzo-del-visore-30-per-ridurre-lansia-nei-bambini-durante-i-prelievi</link>
<guid>https://www.italia24.news/monza-al-centro-prelievi-pediatrico-lutilizzo-del-visore-30-per-ridurre-lansia-nei-bambini-durante-i-prelievi</guid>
<description><![CDATA[ Al Centro Prelievi Pediatrico dell&#039;Ospedale San Gerardo di Monza arriva il visore della realtà virtuale, donato da Abio Brianza, che aiuta a gestire l&#039;ansia e lo stress nei bambini trasformando il prelievo di sangue in un’avventura immersiva ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69eb34627e4e7.webp" length="67844" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 13:06:43 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Trasformare la paura della puntura in un viaggio fantastico tra scenari rilassanti e suoni piacevoli</strong>. È questo l’obiettivo dell’introduzione del <strong>visore di realtà virtuale (VR) presso il Centro Prelievi Pediatrico</strong>, una rivoluzione tecnologica resa possibile grazie alla generosa donazione <strong>dell’Associazione ABIO Brianza</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’innovativo dispositivo medico è stato adottato con lo scopo di <strong>ridurre drasticamente l’ansia, lo stress e la percezione del dolore nei bambini durante le procedure di prelievo venoso</strong>. Il sistema agisce attraverso la “<strong>distrazione attiva</strong>”: una volta indossato, il visore isola il paziente dall’ambiente ospedaliero, spesso percepito come ostile, sostituendolo con un mondo virtuale immersivo che induce uno stato di profondo rilassamento. Contemporaneamente, attraverso un tablet, il genitore può seguire il viaggio “immersivo” del proprio bambino.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">I benefici sono molteplici: riduzione del dolore perché la stimolazione multisensoriale impegna il cervello del bambino al punto da eliminare quasi completamente lo stimolo doloroso della puntura, la percezione del tempo, perché durante l’immersione, la sensazione del tempo rallenta, azzerando la noia e l’attesa tipiche dell’ambiente medico e l’interazione semplice. Il bambino non è un soggetto passivo: <strong>le interazioni richieste nel mondo virtuale potenziano l’effetto distraente, spostando l’attenzione lontano dagli aghi e dalle procedure in corso</strong>. Il visore sarà in uso già a partire dal mese di maggio.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Si tratta di uno strumento all’avanguardia, già in uso in altri centri pediatrici di eccellenza, che porterà enormi benefici ai nostri piccoli utenti - sottolinea il dott. <strong>Marco Casati</strong>, direttore del Laboratorio analisi -. Siamo profondamente grati ad ABIO Brianza per questa preziosa donazione. Questa iniziativa conferma la straordinaria sinergia e l’attenzione costante che l’associazione dedica all’accoglienza e alla cura dei bambini».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Il Centro prelievi pediatrico della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori - aggiunge <strong>Susanna Bocceda, </strong>presidente di Abio Brianza - rappresenta una eccellenza in Italia per l’accoglienza e l’attenzione dedicata al bambino che si reca in ospedale per il prelievo di sangue. Fin dalla nascita del Centro prelievi pediatrico, Abio Brianza Odv ne ha sposato la visione, inserendo un gruppo di volontari che tra le 7.30 e 10 del mattino accoglie le famiglie e permette ai bambini di aspettare il loro turno giocando in uno spazio decorato ed attrezzato appositamente per loro. All’uscita tutti ricevono un piccolo dono. Ringrazio il dott. Marco Casati e tutto il suo splendido team che ci ha voluto accanto in questo progetto credendo nella capacità dei volontari Abio di rendere quei momenti più sereni. Con la donazione del visore per la sedazione digitale aggiungiamo un altro importante tassello alla collaborazione con il Centro prelievi pediatrico per rendere sempre meno traumatico un momento delicato nella cura nel bambino».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Desidero esprimere a nome di tutta la Fondazione il ringraziamento ad Abio Brianza per questo gesto di grande valore umano e sociale - dichiara il presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori <strong>Claudio Cogliati</strong> -. La donazione del visore di realtà virtuale rappresenta non solo un importante investimento in innovazione tecnologica, ma soprattutto un segno concreto di attenzione verso il benessere dei nostri piccoli pazienti e delle loro famiglie. Collaborazioni come questa rafforzano il nostro impegno quotidiano nel rendere l’esperienza ospedaliera sempre più accogliente, sicura e a misura di bambino».</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>ISPRA: i risultati del progetto Strong SEA LIFE presentati nel documentario &amp;quot;The Phantom catch&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/ispra-i-risultati-del-progetto-strong-sea-life-presentati-nel-documentario-the-phantom-catch</link>
<guid>https://www.italia24.news/ispra-i-risultati-del-progetto-strong-sea-life-presentati-nel-documentario-the-phantom-catch</guid>
<description><![CDATA[ Il documentario &quot;The Phantom catch&quot;, diretto da Igor D&#039;India, oltre a presentare i risultati del progetto Strong Sea LIFE, coordinato da ISPRA, racconta il viaggio lungo cinque anni per liberare il Mediterraneo da oltre 22 tonnellate di attrezzi da pesca persi in mare ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69eb34270b920.webp" length="31228" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 13:06:39 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Più di 180 segnalazioni di attrezzi da pesca dispersi</span></b><span>, 24 azioni di recupero, </span><b><span>156 attrezzi rimossi</span></b><span>, </span><b><span>oltre 22 tonnellate di attrezzi recuperati</span></b><span>. Gli interventi hanno riguardato diverse tipologie di attrezzi da pesca, tra cui reti da posta, reti a strascico, nasse e palangari, individuati a profondità comprese tra 8 e 40 metri. Le analisi</span><span> </span><span>scientifiche sugli attrezzi recuperati hanno permesso di identificare <strong>89 specie appartenenti a 50</strong></span><strong> </strong><span><strong>gruppi di organismi viventi</strong> classificati in base a caratteristiche comuni (taxa), con una predominanza di crostacei (30%), seguiti da alghe e organismi incrostanti. Questo dato testimonia il processo di progressiva <strong>colonizzazione biologica</strong> che interessa gli attrezzi dispersi nel tempo.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Successi senza precedenti nelle attività di recupero degli attrezzi da pesca dispersi in mare e nella tutela degli habitat marini di maggiore pregio ecologico.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Sono alcuni dei risultati del progetto <strong>Strong SEA LIFE</strong>, coordinato da <strong>ISPRA</strong> e finanziato dal <strong>Programma LIFE Natura e Biodiversità dell'Unione Europea</strong>, avviato nel dicembre 2021 e giunto al suo quinto anno di attività. L'obiettivo principale dell'iniziativa è proteggere e migliorare lo stato di conservazione degli habitat marini prioritari, costituiti dalle praterie di <strong>Posidonia oceanica</strong> e dagli habitat coralligeni, entrambi inclusi nella <strong>Direttiva Habitat</strong> e nella rete europea dei <strong>Siti Natura 2000</strong>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Il 22 aprile 2026 è stato presentato in anteprima il documentario "The Phantom catch", Il grande problema delle reti fantasma"</span></b><span>, diretto da <strong>Igor D'India</strong>, in cui, oltre a presentare i risultati del progetto Strong Sea LIFE, viene raccontato il viaggio lungo cinque anni che ha visto protagonisti ricercatori e sommozzatori per liberare il Mediterraneo da oltre 22 tonnellate di attrezzi da pesca persi in mare.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA</span></b><span>: «Il progetto LIFE Strong Sea testimonia l'impegno concreto di ISPRA nella tutela della biodiversità marina e nella promozione di una cultura della sostenibilità fondata su conoscenza, ricerca e responsabilità condivisa. Il documentario che presentiamo oggi, attraverso immagini suggestive ed un racconto coinvolgente, non rappresenta soltanto un momento di grande valore per la comunità scientifica, ma anche un incentivo per le giovani generazioni a prendersi cura dell'ambiente marino. La presenza di molti studenti presenti alla proiezione è un segnale incoraggiante: significa che non sono solo spettatori, ma protagonisti del cambiamento e che esiste una crescente consapevolezza rispetto alle sfide ambientali e una forte volontà di contribuire al cambiamento. È proprio da questa energia che dobbiamo partire per costruire un futuro in cui la protezione del mare diventi una priorità comune».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<h3 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Le azioni del progetto:</h3>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Le praterie di <i>Posidonia oceanica</i></span></b><span> rappresentano uno degli habitat più importanti e vulnerabili del Mediterraneo. Sono considerate habitat prioritari, ambienti naturali che rischiano di scomparire e per la cui conservazione l'Unione Europea ha una responsabilità particolare perché svolgono un ruolo fondamentale per la biodiversità marina, per la stabilità dei fondali e per la protezione delle coste.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Allo stesso modo, </span><b><span>il coralligeno</span></b><span> costituisce uno degli ecosistemi costieri più importanti del Mar Mediterraneo per distribuzione, biomassa e ruolo nel ciclo del carbonio. Si tratta di un vero e proprio hot-spot di biodiversità marina: grazie alla complessità strutturale dei suoi popolamenti, questo habitat ospita un numero di specie superiore a quello di qualsiasi altra comunità bentonica del Mediterraneo.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Gran parte delle segnalazioni è arrivata direttamente dai pescatori locali,</span></b><span> che hanno scelto di collaborare con il progetto indicando attrezzi dispersi da loro stessi o di cui erano a conoscenza, dimostrando quanto la collaborazione con il mondo della pesca sia fondamentale per affrontare il problema delle reti fantasma.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>L'individuazione degli attrezzi dispersi è stata resa possibile grazie a </span><b><span>un'intensa attività di mappatura dei fondali: 90 transetti</span></b><span> effettuati con Side Scan Sonar (SSS) e MultibeaM </span><b><span>e oltre 250 ore di video registrate da operatori subacquei e ROV</span></b><span> (Remotely Operated Vehicle). Le operazioni subacquee hanno visto il coinvolgimento diretto dei ricercatori ISPRA con il supporto dei sommozzatori della Polizia di Stato. In totale sono state </span><b><span>effettuate più di 50 immersioni, </span></b><span>organizzate con l'alternanza di squadre operative per garantire sicurezza e precisione durante le operazioni.  </span><b><span>Tra gli interventi più impegnativi si segnala la rimozione di una grande rete a strascico sul fondale del Golfo dell'Asinara</span></b><span>, operazione complessa che ha richiesto diverse immersioni preliminari per preparare la rete alla rimozione e ulteriori immersioni dedicate alle fasi operative di recupero.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Oltre ai recuperi, il progetto ha realizzato anche diverse operazioni di inattivazione degli attrezzi nei casi in cui la rimozione completa non fosse possibile senza arrecare danni agli habitat. In queste situazioni il team ha operato per tagliare e neutralizzare gli attrezzi, massimizzando la sicurezza delle operazioni e la tutela degli ecosistemi. In tutti i siti dove gli attrezzi sono stati rimossi o inattivati è attualmente in corso un monitoraggio ambientale continuativo, con particolare attenzione agli habitat sensibili.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Ogni anno vengono effettuate circa 15 immersioni di monitoraggio nei siti selezionati come maggiormente rappresentativi per la presenza di coralligeno e <i>Posidonia oceanica</i>, </span></b><span>al fine di valutare lo stato di conservazione degli habitat dopo le operazioni di rimozione.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Per la raccolta e lo stoccaggio dei materiali recuperati è stato posizionato un contenitore adibito alla loro raccolta nell'area di Porto Torres, che è stato completamente riempito, raggiungendo un peso complessivo superiore alle 15 tonnellate.<u></u></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Un secondo punto di raccolta, di dimensioni più ridotte, è stato installato nel porto di Golfo Aranci, su richiesta diretta dei pescatori locali e della Guardia Costiera. </span><b><span>Nel porto di Golfo Aranci sono state finora raccolte 7 tonnellate di reti.</span></b></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Sviluppo economico: online le nuove campagne di crowfunding civico del Comune di Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/sviluppo-economico-online-le-nuove-campagne-di-crowfunding-civico-del-comune-di-milano</link>
<guid>https://www.italia24.news/sviluppo-economico-online-le-nuove-campagne-di-crowfunding-civico-del-comune-di-milano</guid>
<description><![CDATA[ Disponibili online nuove campagne di raccolta fondi per finanziare i sette progetti selezionati attraverso il bando di Crowdfunding Civico 2025/2026 del Comune di Milano per sostenere l&#039;economia di prossimità e prendersi cura del contesto urbano ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69eb3408b0166.webp" length="26540" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 13:06:36 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Dalla zuppa firmata da grandi chef, ricavata con i prodotti avanzati all'Ortomercato e servita ai più bisognosi, alla rete di bunker antiaerei che si trasformano in un laboratorio per raccontare il passato, passando per uno spazio di formazione, coworking e creatività per giovani e lavoratori, in via Pasubio. Dalla rinascita di Cascina S. Ambrogio, con falegnamerie e ciclofficine comunitarie e dello Spazio Alda Merini, sui Navigli, agli orti didattici e corsi di italiano per mamme straniere a Rogoredo. </span><span>Sono tutte <strong>online</strong>, su </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=9%3dDgIfGa%26z%3dX%261%3dZMWKe%263%3dZMaGfLX%269%3dD7Q4O_5xgv_Fh_6wfw_Fl_5xgv_EmAS0.M6KqRDE2Kw0nIp76P3.92J_6wfw_Fl1B8S2Oy_Ndzd_XSAw_Ndzd_XS03I8Ks-0v-JwHnK3_Ndzd_XFM6KtB8Pv-03I8Ks-0v-JwHnK3%260%3dzR7RpY.2A7%26F7%3ddIYFXD%26Q7%3dXMYJfGYGfLYMWI%26E%3dIfJ0I7n8ocMXpcpgGAM0qeqcoWraMYJBLAp0EALYEapYJ7rgqcEaKdE0L7ndqBngseGf&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Produzioni dal Basso</a><span>, con l'affiancamento di Ginger Crowdfunding, le nuove <strong>campagne di raccolta fondi per finanziare ulteriori sette progetti selezionati attraverso il bando di Crowdfunding Civico 2025/2026 del Comune di Milano. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il bando supporta le <strong>alleanze tra operatori economici e sociali per valorizzare il tessuto economico locale,</strong> <strong>sostenere l'economia di prossimità e prendersi cura del contesto urbano</strong> coinvolgendo i cittadini e le comunità. Questi progetti che avviano le nuove campagne si vanno ad aggiungere ai precedenti sei che, prima dell'estate scorsa, hanno concluso le raccolte in piattaforma, ricevuto il finanziamento pubblico e sono in corso di realizzazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>I promotori dei progetti hanno un massimo 60 giorni per raccogliere le risorse necessarie a far scattare il finanziamento pubblico. Per ciascun progetto la raccolta dovrà arrivare al traguardo del 50% del valore complessivo. Solo i progetti che avranno raggiunto il target entro il termine stabilito riceveranno il contributo a fondo perduto dal Comune, pari al restante 50% e comunque fino ad un massimo di 50mila euro. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>I progetti selezionati e oggi online sono: C'è + spazio x (Milano non sei sola!), Zuppa di Milano, Fare rete, Fare spazio, Hubita insieme, 100 Cose da non dimenticare (Rifugio 87), C.A.S.T. Casa Artisti Senza Tetto. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>NAMA Summer Arena 2026</strong>, ha già concluso e raggiunto l'obiettivo di raccolta, in tempi record, con circa mille sostenitori. Il progetto promosso da una rete di operatori culturali, università e imprese locali, trasformerà, la prossima estate, il Parco della Martesana in un'arena a cielo aperto. Dopo una fase di co-progettazione e workshop nei mesi primaverili, l'Arena punta ad attivare un palinsesto quotidiano inclusivo e sostenibile. L'obiettivo è valorizzare il parco come presidio civico, sostenendo l'economia di prossimità e offrendo spazi di espressione ai giovani talenti. </span><span>Nel dettaglio, <strong>i sei nuovi progetti la cui raccolta fondi si concluderà entro l'inizio dell'estate. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>C'è + spazio x (Milano non sei sola!),</strong><span> nel quartiere <strong>Garibaldi-Repubblica:</strong> Qui il Circolo Lato B si amplia per offrire a studenti e giovani lavoratori un luogo dove costruire il proprio futuro. Con una solida rete di collaborazione con ARCI, soggetti commerciali e del terzo settore e realtà locali tra i quali Fuori Mercato e Bradipo Dischi, il progetto offre un coworking attrezzato, sportelli gratuiti per l'orientamento alla casa e al lavoro, corsi di formazione e un ricco palinsesto di musica e teatro. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Zuppa di Milano,</strong><span> nei quartieri <strong>Porta Romana e Corvetto:</strong> Il progetto di Cascina Cuccagna già sperimenta da tempo un modello innovativo di economia circolare e solidarietà volto a consolidare e qualificare la filiera del recupero alimentare. Grazie ad un'alleanza con Fondazione Mirasole, Università di Scienze Gastronomiche e realtà come Emergency e RECUP, il progetto mira ora a <strong>trasformare lo spreco in risorsa.</strong> Le eccedenze di frutta e verdura dell'Ortomercato vengono recuperate per diventare un prodotto sano e sostenibile: la Zuppa di Milano. L'iniziativa sostiene chi è in difficoltà, crea opportunità di lavoro inclusivo e coinvolge i cittadini in una filiera del cibo etica e a km zero. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Fare rete, fare spazio</strong><span>, nel quartiere <strong>Forlanini-Cavriano</strong>: è un progetto che nasce da un'alleanza composta da imprese sociali, artigiani e realtà educative e attiva una falegnameria comunitaria, una ciclofficina e un punto vendita a km 0 per sostenere le filiere corte. In questo modo Cascinet completa la rigenerazione degli spazi di Cascina Sant'Ambrogio trasformandoli in un laboratorio di economia circolare. Attraverso attività ludiche e workshop creativi, cittadini di ogni età possono riparare, costruire e coltivare insieme, consolidando un presidio di sostenibilità aperto a tutto il quartiere. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Hubita insieme</strong><span>, nel quartiere <strong>Merezzate-Rogoredo</strong>: propone di realizzare un <strong>laboratorio educativo diffuso</strong> nel quartiere Merezzate per bambini, ragazzi e genitori. Una collaborazione tra scuola, associazioni culturali e centri musicali del territorio mira ad attivare servizi di doposcuola specialistico, laboratori di "merenda scientifica", teatro e orti didattici. L'iniziativa offre anche corsi di italiano per mamme straniere e sportelli di supporto alla genitorialità, costruendo una rete di prossimità che accompagna la crescita dei giovani e favorisce l'integrazione tra le famiglie della zona. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>100 Cose da non dimenticare (Rifugio 87):</strong><span> ex rifugi antiaerei diventano centro per la memoria e la promozione dell'economia circolare. Social Factory srl, sostenuta da un'alleanza tra istituzioni accademiche, scuole, associazioni di recupero della memoria, imprese locali, cittadini e collettivi di design, riattiva luoghi capaci di ricordare la storia del periodo bellico. Attività e laboratori diventeranno strumenti per raccontare il passato, costruire il presente e immaginare il futuro. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>C.A.S.T. Casa Artisti Senza Tetto</strong><span>, nei quartieri <strong>Navigli-Via Gola</strong>: Associazione CETEC propone un laboratorio creativo itinerante che ha il suo fulcro nella Casa Museo Alda Merini, contro la desertificazione commerciale di via Gola e dei Navigli. Un'ampia rete di commercianti, scuole e cittadinanza attiva promuove residenze artistiche, borse di studio e workshop di ceramica. Dalle botteghe storiche alle vie del quartiere, inoltre, flash mob di poesia e laboratori inclusivi per anziani e migranti trasformano l'arte in uno strumento quotidiano di rigenerazione e coesione.</span><br><span> </span><br><span>Link alla <a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=8%3dMZLePT%263%3dW%260%3dSPVTX%266%3dYVTJeUQ%26B%3dCFJ7N_Dqju_Oa_9vop_Ik_Dqju_NfDRI.F9JzKGDADz9wBs6EI6.8AC_9vop_Ik05ARAH2_Mmsg_Wb4z_Mmsg_Wb36HGDv-95-CzGwD6_Mmsg_WO36HGDv95CzGwD6-D09ADwJzQ1%264%3d4PELtW.05A%26DE%3dXMWNRH%26OE%3dRQWRZKWOZPWUQM%26C%3dPYO8z6w1rQId1WsaQQQXQZv9S1OZSYQVVSs8RXL7VSLVzTHXN2NeMYrdRZwYOQHVyYPd&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pagina </a>per maggiori informazioni e per scoprire i progetti e sostenerli.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Bioarcheologia: uno studio sulle analisi delle cremazioni della necropoli romano&#45;imperiale di La Cona</title>
<link>https://www.italia24.news/bioarcheologia-uno-studio-sulle-analisi-delle-cremazioni-della-necropoli-romano-imperiale-di-la-cona</link>
<guid>https://www.italia24.news/bioarcheologia-uno-studio-sulle-analisi-delle-cremazioni-della-necropoli-romano-imperiale-di-la-cona</guid>
<description><![CDATA[ Dall&#039;analisi delle cremazioni della necropoli romano-imperiale di La Cona (Teramo) rivelate pratiche funerarie, aspetti della crescita, dell&#039;invecchiamento e della biologia scheletrica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69eb3396b8997.webp" length="68150" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 13:06:29 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">I resti umani cremati rappresentano una delle evidenze più complesse – e al tempo stesso più promettenti – della bioarcheologia contemporanea. A lungo considerati reperti difficili da interpretare, oggi si rivelano una fonte cruciale per comprendere non solo i rituali funerari, ma anche aspetti profondi dell'organizzazione sociale e della biologia delle comunità antiche.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">È in questa prospettiva che si colloca il nuovo studio pubblicato sulla rivista «<strong>PLoS ONE</strong>» <strong>sull'analisi</strong> dei <strong>resti cremati provenienti dalla necropoli romana imperiale di La Cona, a Teramo</strong>, uno dei contesti più significativi dell'Italia centro-adriatica per la ricostruzione delle pratiche funerarie <strong>tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.</strong></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>La ricerca è stata coordinata dal Dipartimento dei Beni Culturali (dBC) dell'Università di Padova in collaborazione con la Sapienza Università di Roma, l'Università di Bologna, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di L'Aquila e Teramo e l'Accademia Polacca delle Scienze.</b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Le cremazioni archeologiche sono un osservatorio privilegiato sul rapporto tra trattamento del corpo, costruzione del rito e identità dell'individuo – <b>spiega Melania Gigante, coordinatrice dello studio, ricercatrice e Principal Investigator di un progetto STARS all'Università di Padova</b> –. Oggi disponiamo degli strumenti per leggerle come sistemi complessi, capaci di integrare informazione culturale e biologica con un livello di dettaglio prima impensabile».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Lo studio ha analizzato diversi <strong>contesti a cremazione</strong>, identificando la deposizione anche multipla di adulti, adolescenti e infanti. I dati mostrano che <strong>la raccolta delle ossa dopo il rogo funebre non avveniva in modo casuale, ma secondo criteri selettivi riconducibili a pratiche di</strong> <strong>ossilegium</strong><i> </i>(raccolta delle ossa dei defunti dopo la decomposizione per la deposizione in un ossario), con una ricorrenza significativa di frammenti di cranio e ossa lunghe. In diverse sepolture sono stati inoltre identificati resti di animali combusti come ovicaprini, suini, galli e molluschi, interpretabili come offerte o elementi rituali integrati nella deposizione.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Non si tratta di un semplice processo di arsione della salma – <b>continua Gigante</b> – ma di una sequenza rituale strutturata in cui selezione, manipolazione e accompagnamento simbolico del corpo definiscono la forma finale della deposizione».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<h3 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Dal macroscopico al microscopico: lo studio dei frammenti ossei cremati</h3>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Determinante è stata l'integrazione dell'analisi macroscopica dei frammenti con lo <strong>studio istologico</strong> (cioè delle microstrutture del tessuto osseo) dei frammenti cremati, eseguita nel laboratorio BIOANTH della Sapienza Università di Roma <b>diretto da Alessia Nava, docente, Principal Investigator del progetto ERC StG – MOTHERS e coautrice dello studio</b>, che ha consentito di <strong>distinguere in modo affidabile tra resti umani e animali </strong>e affinare la stima dell'età alla morte degli individui, anche in casi non risolvibili con la sola osservazione macroscopica.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«L'approccio integrato permette di restituire leggibilità biologica a resti altamente frammentati – <b>sottolinea Alessia Galbusera, prima autrice dello studio e ricercatrice al BIOANTH</b> –. Questo significa poter ricostruire la composizione della popolazione anche in contesti crematori, tradizionalmente considerati meno informativi».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">L'aspetto più innovativo riguarda <strong>l'analisi del rimodellamento osseo</strong>: le indagini istologiche e istomorfometriche hanno dimostrato che, nonostante la combustione, la microstruttura dell'osso può conservarsi in modo leggibile, permettendo di osservare il <strong>sistema di Havers</strong> (l'unità strutturale dell'osso compatto – l'osteone) e di applicare parametri quantitativi come la <strong>Osteon Population Density</strong> (OPD, misura istologica che indica il numero di osteoni presenti per unità di area). I dati mostrano andamenti coerenti con i processi di crescita e maturazione scheletrica e, in alcuni casi, consentono di stimare l'età alla morte anche in assenza di indicatori macroscopici.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><strong>Anche dopo il passaggio attraverso il fuoco, l'osso conserva tracce della propria storia biologica: </strong>questo permette ai ricercatori di studiare il rimodellamento osseo e la fisiologia scheletrica nelle popolazioni archeologiche, comprendendo come la biologia umana sia cambiata durante gli ultimi millenni della nostra storia.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<h3 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Dalla Coppa di Nestore a La Cona: una linea di ricerca consolidata</h3>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Lo studio su <strong>La Cona</strong> si inserisce in una linea di ricerca che l'équipe ha già contribuito a definire negli ultimi anni anche sul piano internazionale. Un contributo significativo in questa direzione era già stato offerto dallo studio di Gigante e colleghi (2021), incentrato sui resti cremati provenienti dalla celebre Tomba 168 di Pithekoussai, nota come <a href="https://www.unipd.it/sites/unipd.it/files/20211007m%20RICERCA%20UNIPD%20-%20CHI%20FU%20SEPOLTO%20CON%20LA%20COPPA%20DI%20NESTORE.pdf" target="_blank" rel="noopener">Tomba della Coppa di Nestore</a> per il rinvenimento al suo interno di una coppa di produzione greca recante quella che è considerata, ad oggi, la più antica iscrizione in alfabeto greco conosciuta. In quel caso, l'analisi istologica dell'osso cremato aveva mostrato in modo particolarmente efficace come <strong>l'approccio microscopico</strong> potesse contribuire a <strong>ridefinire l'interpretazione (bio)archeologica di un contesto di straordinario rilievo storico</strong>, rigettando definitivamente l'ipotesi che si trattasse della tomba di un fanciullo morto in tenera età.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Il lavoro sulla Tomba della Coppa di Nestore aveva già mostrato quanto lo studio istologico potesse incidere sull'interpretazione di contesti funerari di eccezionale rilevanza storico-archeologica – <b>conclude Gigante</b> –. Con La Cona dimostriamo che questo approccio è pienamente applicabile a campioni archeologici di diversa cronologia e stato di conservazione, producendo risultati molto promettenti per la bioarcheologia dei contesti a cremazione».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Link alla ricerca: <a href="https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0345498" target="_blank" rel="noopener">Macroscopic and histological analyses of cremated remains from the Imperial Roman necropolis of La Cona</a> (1st cent. BCE-1st cent. CE, Teramo, Italy) – «PLoS One» – 2026</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Autori: Alessia Galbusera, Stefano Magri, Owen Alexander Higgins, Martina Trevisan, Vito Giuseppe Prillo, Massimo Vidale, Vincenzo Torrieri, Stefano Benazzi, Luca Bondioli, Alessia Nava, Melania Gigante</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>ASI e MIMIT: al via il percorso sull&amp;apos;Umanesimo Spaziale per la permanenza umana oltre la Terra</title>
<link>https://www.italia24.news/asi-e-mimit-al-via-il-percorso-sullumanesimo-spaziale-per-la-permanenza-umana-oltre-la-terra</link>
<guid>https://www.italia24.news/asi-e-mimit-al-via-il-percorso-sullumanesimo-spaziale-per-la-permanenza-umana-oltre-la-terra</guid>
<description><![CDATA[ A Roma la conferenza “Abitare lo Spazio. Il caso Luna”, con al centro il concetto di Umanesimo Spaziale, promossa dall&#039;Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), ha riunito istituzioni, industria e ricerca sulle prospettive dell’abitabilità nello Spazio ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e9d583b3367.webp" length="9496" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 16:22:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-3ac1eca9-7fff-e8e9-0071-8fdab200a073" style="text-align: left;"><span>Definire le condizioni per una <strong>permanenza umana nello Spazio</strong> sempre più a misura d’uomo e individuare nuovi modelli di pensiero per la progettazione di ambienti e infrastrutture delle future missioni. Questi i temi al centro della conferenza “</span><strong>Abitare lo Spazio. Il caso Luna</strong><span>”, svoltasi oggi al <strong>Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini</strong>, promossa dall’</span><strong>Agenzia Spaziale Italiana </strong><span><strong>(ASI)</strong> in collaborazione con il </span><strong>Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong><span><strong> (MIMIT)</strong>, curata da <strong>Marco Panella</strong> e prodotta dalla factory culturale </span><span>ArtiX</span><span>.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Ad aprire i lavori sono stati il ministro delle Imprese e del Made in Italy </span><strong>Adolfo Urso</strong><span><strong>, </strong>il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana</span><span> <strong>Teodoro Valente</strong></span><span> e il presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati </span><strong>Federico Mollicone</strong><span>, che hanno evidenziato il ruolo strategico dell’Italia nello sviluppo delle future infrastrutture spaziali.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Al centro dell’incontro, il concetto di </span><strong>Umanesimo Spaziale</strong><span>, come chiave per integrare innovazione tecnologica e dimensione umana nella progettazione di ambienti e attività per la permanenza di lungo periodo nello spazio. Una visione che pone la persona, e non solo l’astronauta, al centro delle future missioni.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La conferenza ha inaugurato il progetto “</span><strong>Space Habitat. La via italiana</strong><span>”, promosso da ASI e MIMIT, con l’obiettivo di connettere la filiera scientifica, industriale ed economica dello spazio con quella umanistica.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Nel corso della mattinata si sono svolti panel tematici dedicati ai principali ambiti della vita nello Spazio, dalle <strong>tecnologie e infrastrutture lunari</strong> <strong>agli habitat, dall’interazione uomo-macchina fino a nutrizione e salute</strong>, con il contributo di esperti dell’ASI, rappresentanti dell’industria e del mondo accademico.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«La nuova stagione dell’esplorazione spaziale ci invita a ripensare la Luna: non più semplice meta di esplorazione, ma reale estensione della presenza umana oltre la Terra. Il ritorno dell’uomo sulla sua superficie, la prospettiva di una base permanente e la crescente frequenza delle missioni delineano un percorso ormai concreto e irreversibile verso una presenza stabile, continua e organizzata sul suolo lunare», ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, </span><strong>Adolfo Urso</strong><span>. «Il progetto 'Space Habitat. La via italiana, promosso da ASI e Mimit, si inserisce in questo scenario con l’obiettivo di accompagnare e sostenere questa trasformazione, integrando competenze scientifiche, industriali, economiche e umanistiche. Iniziativa che trova un ulteriore e concreto sviluppo nello Statement firmato a Washington con l’amministratore della NASA, Jared Isaacman, per la realizzazione - nel perimetro del programma spaziale Artemis - del primo modulo abitativo della futura stazione spaziale permanente sulla Luna, destinato a garantire agli astronauti condizioni operative di piena sicurezza. Oggi l’Italia vola ancora più in alto».</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«La tecnologia come fattore di sviluppo dell’umanità ha avuto ed avrà sempre più la sua valenza di motore di crescita a tutto tondo. Lo spazio rappresenta – ricorda il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, </span><strong>Teodoro Valente</strong><span> - un elemento di punta di quella tecnologia alla frontiera che ci permette di avere un netto miglioramento nella vita di tutti i giorni. Il sistema produttivo spaziale italiano è all’avanguardia a livello globale. Il design e l’ingegno italiano permettono agli astronauti di vivere, in maniera confortevole, fuori del nostro pianeta da decenni sulla Stazione Spaziale Internazionale. E sarà sempre il Made in Italy al centro del futuro campo base lunare che ho ospiterà le donne e gli uomini che andranno sulla Luna. Le competenze e l’expertise raggiunte dal sistema spazio Italia in questo contesto, grazie anche all’azione coordinata dell’Agenzia Spaziale Italiana, non ha eguali a livello internazionale».</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«</span><span>Space Habitat. La via italiana</span><span> non è solo un progetto narrativo, ma un punto di svolta che restituisce allo spazio la sua dimensione culturale e umanistica, affiancando alle tecnologie i significati necessari a immaginare il futuro», ha dichiarato il curatore </span><strong>Marco Panella</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Alla conferenza hanno preso parte </span><strong>Massimo Claudio Comparini</strong><span>, managing director Space Division di Leonardo e presidente del Consiglio di Amministrazione di Thales Alenia Space, </span><strong>Vincenzo Giorgio</strong><span>, amministratore delegato di Altec e </span><strong>Nicola Melchiotti</strong><span>, amministratore delegato di Cesi.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Hanno inoltre partecipato </span><strong>Mariano Bizzarri</strong><span>, direttore del Laboratorio Nazionale di Biomedicina Spaziale e responsabile del Tavolo Tecnico Scientifico del Comitato Interministeriale per le Politiche Spaziali e la Ricerca Aerospaziale, Presidenza del Consiglio dei Ministri; </span><strong>Mario De Caro</strong><span>, cattedra Unesco di Etica e Intelligenza Artificiale, Università Roma Tre; </span><strong>Marta Del Bianco</strong><span>, ufficio Volo Umano e Sperimentazione Scientifica, ASI; </span><strong>Stefania De Pascale</strong><span>, ordinaria di Orticultura, Dipartimento di Agraria, Università Federico II di Napoli; </span><strong>Marco Di Clemente</strong><span>, responsabile Ufficio Sviluppi Tecnologici e Progettazione Spaziale, ASI; </span><strong>Marcello Di Costa</strong><span>, responsabile settore Servizi in Orbita e Space Based Traffic Management, ASI; </span><strong>Andrea Merlo</strong><span>, responsabile del Dipartimento di Avionica del Dominio di Esplorazione e Scienza, Thales Alenia Space; </span><strong>Raffaele Mugnuolo</strong><span>, responsabile Ufficio Esplorazione e Infrastrutture Orbitanti, ASI; </span><strong>Serena Pezzilli</strong><span><strong>, </strong>ufficio Volo Umano e Sperimentazione Scientifica, ASI; </span><strong>Simone Pirrotta</strong><span>, ufficio Esplorazione e Infrastrutture Orbitanti, ASI; </span><strong>Paola Verde</strong><span>, Colonnello Medico Sperimentatore di Volo, Comando Logistico, Aeronautica Militare.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il progetto proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori iniziative, tra cui la mostra “Space Habitat. Immaginario, design, tecnologie”, in programma a dicembre presso Palazzo Piacentini.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Astrofisica: il radiotelescopio ALMA osserva come si formano le stelle oltre i confini della via Lattea</title>
<link>https://www.italia24.news/astrofisica-il-radiotelescopio-alma-osserva-come-si-formano-le-stelle-oltre-i-confini-della-via-lattea</link>
<guid>https://www.italia24.news/astrofisica-il-radiotelescopio-alma-osserva-come-si-formano-le-stelle-oltre-i-confini-della-via-lattea</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio guidato dall&#039;INAF ha mappato per la prima volta la distribuzione di massa dei nuclei di formazione stellare all&#039;interno di una galassia esterna, la Grande Nube di Magellano, ed è emerso che questi nuclei si formano secondo gli stessi andamenti osservati nella Via Lattea ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e9d564da34d.webp" length="79158" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 16:22:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Un team internazionale, guidato dall'<strong>Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF),</strong> ha mappato per la prima volta, con una risoluzione senza precedenti, la <strong>distribuzione delle masse degli addensamenti di gas e polveri da cui si accenderanno nuove stelle</strong> - la cosiddetta </span><span><strong>core</strong> <strong>mass function</strong></span><span><strong> (CMF)</strong> - in una regione di formazione stellare esterna alla Via Lattea. Lo studio, pubblicato su </span><strong>Nature Communications</strong><span>, si è concentrato sulla <strong>regione <span class="v1LI v1ng">30Dor-10</span> nella Grande Nube di Magellano</strong> ed è stato reso possibile grazie alle dettagliatissime osservazioni condotte con il <strong>radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), in Cile.</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Per raggiungere questo risultato, il team di ricerca ha spinto ALMA ai limiti delle sue capacità per questo tipo di studi, ottenendo una risoluzione angolare estrema di 0,05 secondi d'arco - equivalente a osservare una moneta da un euro a circa 100 km di distanza. Questa precisione ha permesso di distinguere dettagli di appena <strong>2000 unità astronomiche</strong> (2000 volte la distanza Terra-Sole) a circa 160 mila anni luce da noi. All'interno di <span class="v1LI v1ng">30Dor-10</span> sono stati identificati 70 nuclei densi di gas e polveri, precursori delle stelle (detti </span><span>core</span><span> in inglese), distribuiti in quattro <span class="v1LI v1ng">protoammassi.</span> Per eliminare la contaminazione causata dal gas ionizzato tipico di queste zone estremamente dense e attive, è stato fondamentale combinare i dati di ALMA con le osservazioni dei telescopi spaziali <strong>Hubble</strong> e <strong>James Webb, </strong>che hanno anche confermato che questi nuclei sono ancora in una fase relativamente giovane della loro evoluzione.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Siamo davvero entusiasti del risultato ottenuto con questo lavoro. Grazie ad ALMA, lo studio delle masse dei </span><span>core</span><span> nella nostra Galassia sta diventando ormai 'routine', suggerendo che, in particolare, la massa dei nostri </span><span>core</span><span> sembra evolvere nel tempo, in regioni particolarmente massicce», commenta </span><strong>Alessio Traficante</strong><span>, ricercatore dell'INAF e primo autore del lavoro.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Nessuno - aggiunge - aveva finora provato a condurre questo tipo di studi in regioni extragalattiche, che richiedono una risoluzione e una sensibilità significativamente più alte rispetto a quelle degli studi eseguiti nella Via Lattea (già particolarmente dispendiosi). L'identificazione di più di 70 nuclei in <span class="v1LI v1ng">30Dor-10</span> era un risultato per nulla garantito, considerato che siamo andati a osservare un ambiente con un mezzo interstellare dalle caratteristiche profondamente diverse rispetto a quello in cui si trovano le principali regioni di formazione stellare massiccia nella nostra Galassia, e non avevamo idea di cosa aspettarci prima di vedere le impressionanti immagini ottenute da ALMA a 2000 unità astronomiche in questa regione».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il confronto tra la distribuzione di massa dei </span><span>core </span><span>osservati nella Grande Nube di Magellano e quelli della Via Lattea nelle loro fasi iniziali ha mostrato che entrambe seguono un andamento analogo, noto come <strong>legge di Salpeter</strong>, nonostante le condizioni ambientali in questa regione siano molto differenti per metallicità, regimi di turbolenza e ionizzazione del mezzo interstellare.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La scoperta suggerisce che i meccanismi di frammentazione iniziale delle nubi molecolari siano indipendenti dall'ambiente circostante. Anche se, in regioni così estreme la distribuzione di massa delle stelle (detta </span><span>initial mass function</span><span>) può evolversi con un eccesso di stelle massicce, la fase iniziale di formazione dei </span><span>core </span><span>sembra restare coerente con quanto osservato nella nostra Galassia, ovvero che questi giovani core possono accrescere massa nel tempo.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Questo lavoro, che si collega ai <strong>Large Program di ALMA</strong>, come <strong>ALMA-IMF e </strong><span class="v1LI v1ng"><strong>ALMAGAL</strong>,</span> apre la strada a uno studio sistematico della <strong>formazione stellare in altre galassie</strong>, utilizzando tecniche e metodologie finora applicate solo all'interno della Via Lattea. Il risultato consente finalmente di verificare se le leggi che governano la nascita delle stelle siano le stesse in ambienti diversi e più remoti del nostro universo.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Link all'articolo "<a href="https://doi.org/10.1038/s41467-026-71515-8" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The fragmentation properties of massive star-forming regions in 30Dor-10 at 2000 au resolution</a><span>", di A. Traficante, M. J. Jiménez-Donaire, R. <span class="v1LI v1ng">Indebetouw,</span> T. Wong, A. Nucara, R. <span class="v1LI v1ng">Klessen,</span> P. Hennebelle, U. <span class="v1LI v1ng">Lebreuilly,</span> C. Mininni, S. Molinari, E. Sabbi, J. Soler, è stato pubblicato online su </span>Nature Communications.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università Bicocca e Università Cattolica: uno studio sulle nuove dinamiche della violenza mafiosa in Italia</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-bicocca-e-universita-cattolica-uno-studio-sulle-nuove-dinamiche-della-violenza-mafiosa-in-italia</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-bicocca-e-universita-cattolica-uno-studio-sulle-nuove-dinamiche-della-violenza-mafiosa-in-italia</guid>
<description><![CDATA[ Una ricerca congiunta dell&#039;Università di Milano-Bicocca e Università Cattolica svela come gli omicidi di mafia siano diventati sempre più uno strumento di potere per garantire la stabilità del sistema criminale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e9d54de9ab1.webp" length="26126" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 16:22:00 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>La <strong>violenza associata alle organizzazioni criminali italiane</strong> non si presenta più attraverso attacchi indiscriminati, ma si configura come una violenza "selettiva" e "chirurgica", rivolta principalmente all'interno del mondo criminale stesso.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>È quanto risulta dalla ricerca "</span><span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=A%3d7ZBYAY%26v%3dY%26t%3dWFc%26u%3dTDZAV%265%3dFzMzQ_xtcx_9d_2yYs_Bn_xtcx_8i7U3.LmGkGmCjB2CiM.mMs_Ka1V_UPQiBoLi8_2yYs_BngK4GiEo_PWvZ_ZLIsG_xtcx_8ichEXEaEXIZBcJh9XF%26B%3dsN3TiU.xCz%26B3%3dYBUB%26Ry%3dUJZBcDZ8cHa8VI%26F%3djWBaC5AfEbkd9XEfF7FdC8odgZJZF7FY9g4kDTnBAZpch7m905mfFTofF8Bc78CekaCb&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><i>Governance and trade: Mafias' multifunctional violence in Italian drug markets</i></a></span><span>", appena pubblicata sull'<strong>International Journal of Drug Policy</strong><i>,</i> che analizza <b>l'evoluzione della violenza mafiosa</b> in <strong>Italia</strong> negli ultimi dieci anni.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Lo studio, condotto dai professori di Criminologia <b>Alberto Aziani</b> (Università di Milano-Bicocca) e <b>Francesco Calderoni</b> (Università Cattolica del Sacro Cuore),<b> </b>analizza <b>343 omicidi </b>di matrice mafiosa verificatisi nel periodo <b>tra il 2014 e il 2024.</b></span></p>
<p style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<h2 style="text-align: left;">Principali esiti dello studio</h2>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La ricerca ha rivelato che il <b>51 per cento</b> degli omicidi totali è direttamente collegato al narcotraffico dove la maggior parte degli omicidi (<b>80 per cento</b>) si concentra su livelli bassi della catena distributiva dello spaccio di droga.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La violenza è principalmente finalizzata a mantenere il controllo del mercato e disciplinare gli equilibri interni ai clan, attraverso punizioni a traditori, espulsioni di rivali o l'imposizione di regole di condotta. Nella <b>quasi totalità dei casi</b> (95 per cento), gli <b>omicidi</b> non riguardano transazioni commerciali singole, ma <b>sono strumenti di potere</b> per garantire la stabilità del sistema criminale.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Sotto il profilo territoriale, la maggior parte degli episodi si verifica nel Sud Italia, con oltre il 96 per cento degli omicidi legati alla droga concentrati in Campania (102 casi), Puglia (50 casi), Calabria (10) e Sicilia (6).</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il <b>58 per cento </b>delle vittime sono <b>membri delle stesse mafie</b>, mentre il 27 per cento sono soggetti con legami esterni ai clan. L'83 per cento delle vittime e il 90 per cento degli autori identificati avevano precedenti penali, evidenziando un <b>sistema di violenza interna e consolidata</b>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Gli omicidi analizzati si inseriscono prevalentemente in un contesto di conflitti interni tra clan o di regolamentazione del mercato, senza episodi di natura politica o istituzionale, evidenziando un <b>fenomeno "invisibile"</b> e focalizzato sulle dinamiche interne al mondo criminale.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>I ricercatori Aziani e Calderoni hanno utilizzato un metodo di monitoraggio innovativo basato sui media e validato con dati ufficiali, che ha consentito di mappare gli eventi per una comprensione più approfondita di un fenomeno in evoluzione.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Lo studio conferma la natura multifunzionale delle mafie italiane che non sono soltanto attori economici, – sottolinea <b>Francesco Calderoni</b> – ma esercitano un controllo interno attraverso strumenti di coercizione e violenza selettiva».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«I risultati mostrano che la violenza mafiosa non è scomparsa, ma si è trasformata in uno strumento più selettivo e funzionale al controllo dei mercati criminali. È dunque fondamentale che le istituzioni continuino ad adottare <b>strategie di contrasto mirate e integrate</b>, volte a smantellare queste dinamiche di potere e garantire la sicurezza dei cittadini» – conclude <b>Alberto Aziani</b>, primo autore della ricerca.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Accademia Nazionale di Agricoltura: aperto il 219° Anno Accademico</title>
<link>https://www.italia24.news/accademia-nazionale-di-agricoltura-aperto-il-219-anno-accademico</link>
<guid>https://www.italia24.news/accademia-nazionale-di-agricoltura-aperto-il-219-anno-accademico</guid>
<description><![CDATA[ Cantelli Forti nominato Presidente onorario dopo 4 mandati dal 2014 al 2026. Firmate intese con Accademia Lazio meridionale e Periti Agrari: più rete sul territorio ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e9ddbae2466.webp" length="100178" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 16:18:31 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Magnani</strong>: «In un mondo in rapido cambiamento e con sfide decisive la<strong> responsabilità di divulgare e formare il vasto pubblico</strong>, che talvolta di agricoltura, alimentazione e ambiente ha una percezione falsata e irrealistica, è la <strong>sfida che l’ANA affronterà nei prossimi anni </strong>con spirito di servizio e condivisione».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Curcio</strong>: «<strong>Abbiamo avviato</strong>, in raccordo con le Regioni, un’intensa <strong>attività di ascolto dei territori</strong>. La governance partecipata va nella direzione di armonizzare la fase della ricostruzione post-alluvione affidata alla Struttura commissariale, con quella della mitigazione del rischio, affidata alle Regioni e al territorio».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Si è tenuta nella mattinata di <strong>mercoledì 22 aprile</strong>, presso la Sala dello Stabat Mater di Palazzo dell’Archiginnasio di Bologna, l’<strong>inaugurazione del 219° Anno Accademico dell’Accademia Nazionale di Agricoltura</strong>. La cerimonia, che ha visto la partecipazione del corpo accademico e di numerose autorità civili e politiche, dopo i saluti istituzionali, ha visto la <strong>consegna della targa storica al Prof. Giorgio Cantelli Forti</strong>, il quale ha retto la presidenza per quattro mandati dal 2014 al 2026, attestante la carica di “<strong>Presidente onorario dell’Accademia Nazionale di Agricoltura</strong>”.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il Prof. <strong>Giorgio Cantelli Forti </strong>ha dichiarato: «Mi sento molto onorato del prezioso riconoscimento che il Consiglio Direttivo e l’Assemblea mi hanno dato. Per l’onore che mi avete rivolto ho il piacere di mettermi a disposizione del Presidente e del Consiglio Direttivo, offrendo le mie forze e la mia mente, su quanto mi vorranno chiedere di fare».</span></p>
<h3>Magnani: l'ANA contro le fake news su cibo e ambiente</h3>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Successivamente il Prof. <strong>Federico Magnani</strong>, Presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, nella sua Relazione inaugurale “Discussione, riferimento, divulgazione: il ruolo dell’Accademia per un’agricoltura che cambia”, <strong>ha fornito gli orientamenti per il mandato 2026-2028</strong>: «In un mondo sempre più frammentato l’<strong>ANA ha un importante ruolo da svolgere</strong>, come punto di incontro e di confronto interdisciplinare, sereno e non schierato, che raccolga le conoscenze scientifiche e tecniche e le esigenze del mondo agricolo, per discuterle e riferirle sia alla società che ai decisori politici. Un <strong>luogo di discussione aperta e informata</strong>, sulle principali <strong>tematiche emergenti</strong> nel settore, che <strong>coinvolga al nostro fianco i giovani ricercatori e professionisti</strong>, che possono dare un grande<strong> contributo di innovazione e di entusiasmo</strong>, insieme alle istituzioni e agli enti, sia del territorio che nazionali, con i quali poter lavorare insieme per sviluppare temi di interesse comune per la crescita dell’agricoltura italiana. Infine, oggi <strong>abbiamo la responsabilità di divulgare e formare il vasto pubblico</strong>, che talvolta di agricoltura, alimentazione e ambiente ha una percezione falsata e irrealistica, essendo settori in rapida e costante trasformazione, dove l’innovazione e l’evolversi della ricerca scientifica sono i cardini su cui basare l’oggi e il domani. Una <strong>sfida importante, che l’Accademia affronterà nei prossimi anni con spirito di servizio e di condivisione.</strong>»</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>A seguire </strong>la parola è passata all’Ing. <strong>Fabrizio Curcio</strong>, Commissario straordinario di Governo alla ricostruzione nei territori colpiti dall’alluvione verificatasi in Emilia-Romagna, Toscana e Marche che, nella sua Prolusione inaugurale “Eventi alluvionali 2023-2024: emergenza, ricostruzione e riduzione del rischio” ha detto: «A partire <strong>dal gennaio 2025</strong> abbiamo avviato, in raccordo con le Regioni, un’<strong>intensa e strutturata attività di ascolto dei territori che ha coinvolto le rappresentanze istituzionali, le principali categorie produttive, la società civile e i Comitati delle comunità colpite</strong>, dando vita ad oltre 40 incontri con i Sindaci, sia in forma aggregata sia in forma singola, ai quali hanno preso parte anche tecnici, rappresentanti dei Comitati e cittadini dei territori interessati. Questa governance partecipata ha permesso di orientare in modo più efficace i circa tre miliardi che il Governo ha destinato per la ricostruzione pubblica dei territori colpiti e di tradurre, grazie al lavoro del Parlamento, le esigenze di semplificazione delle procedure in scelte normative concrete, a partire dal decreto-legge n. 65/2025. <strong>La governance definita va nella direzione di armonizzare la fase della ricostruzione con quella della mitigazione del rischio </strong>che richiede una <strong>programmazione strutturale e di lungo periodo</strong>: la prima è affidata alla Struttura commissariale, la seconda alle Regioni anche nell'ambito di un Programma straordinario pluriennale dotato dall’Esecutivo di un ulteriore miliardo di euro per il periodo 2027–2038. <strong>Questa modalità garantisce chiarezza decisionale e una visione di lungo periodo per la sicurezza dei territori</strong> che possono avvalersi, in questo percorso, del supporto di istituzioni di carattere tecnico-scientifico, quali l’Accademia Nazionale di Agricoltura, che, in ragione del patrimonio di conoscenze in ambito agrario, tutela e valorizzazione del territorio, del paesaggio e dell’ambiente, possono offrire elementi utili di approfondimento, nel rispetto dei diversi ambiti di competenza».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Al termine del suo intervento l’Ing. <strong>Curcio ha ricevuto la targa d’onore</strong> dell’Accademia Nazionale di Agricoltura.</span></p>
<h3>Premi ai giovani: il riso che consuma meno acqua e il grano anti-siccità</h3>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">La cerimonia è poi proseguita con la<strong> parte centrale della Cerimonia</strong>, ovvero la <strong>consegna dei titoli ai nuovi Accademici Ordinari e Accademici Corrispondenti</strong>, alla quale è <strong>seguita la consegna dei premi</strong>, che l’Accademia Nazionale di Agricoltura organizza annualmente con i partner di riferimento. La VII edizione del “<strong>Premio Filippo Re</strong>”, insieme ad Image Line, è stata vinta dal Dott. <strong>Andrea Vitali</strong>, phd dell’Università di Torino con lo studio “The environmental and agronomic benefits and trade-offs linked with the adoption alternate wetting and drying in temperate rice paddies” <strong>ha studiato come</strong> i cambiamenti climatici, ed in particolar modo la <strong>diminuzione della disponibilità della risorsa idrica e la competizione per il suo utilizzo tra l’agricoltura e gli altri settori, impongono alla risicoltura di allinearsi ai principi dell’agricoltura rigenerativa</strong>. La IV edizione del “<strong>Premio Nazionale Giuseppe Loizzo</strong>”, insieme alla famiglia dell’accademico scomparso, è stata vinta dalla Dott.ssa <strong>Benedetta Terramoccia</strong>, Università degli Studi della Tuscia, con lo studio “Tolleranza allo stress idrico in linee ricombinanti di frumento duro-Thinopyrum spp.: analisi del fenotipo e dell’espressione del gene LRD”.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Ivano Valmori</strong>, Ceo di Image Line, ha detto sulla VII edizione del Premio Filippo Re: «Con la premiazione delle pubblicazioni vincitrici, il <strong>Premio Filippo Re sottolinea l’importanza di due risorse fondamentali come suolo e acqua, elementi che rappresentano la base stessa della nostra agricoltura</strong>. In un momento in cui l’agricoltura è chiamata a una gestione sempre più attenta e lungimirante per rispondere alle sfide climatiche, le <strong>ricerche premiate dimostrano come sia possibile tradurre i principi della sostenibilità e dell’uso responsabile delle risorse in scelte agronomiche misurabili, con ricadute concrete sul campo e per la competitività delle imprese</strong>. Per noi è particolarmente significativo che queste proposte nascano da approcci multidisciplinari e dal talento di giovani ricercatrici e ricercatori capaci di dialogare con chi l’agricoltura la fa ogni giorno: è da questo confronto che nascono le innovazioni che contribuiscono a costruire un’agricoltura rigenerativa, consapevole e capace di guardare al futuro con responsabilità.»</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">La <strong>cerimonia si è conclusa con la firma dei protocolli d’intesa con l’Accademia del Lazio Meridionale</strong>, rappresentata dal Prof. Roberto Giardino, <strong>e il Collegio Nazionale Periti Agrari e Periti Agrari Laureati</strong>, rappresentato dal Dott. Igor Bombardi, che certificano le numerose collaborazioni, a livello nazionale, tenute dall’Accademia Nazionale di Agricoltura nell’ultimo anno.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Idrogeno: a Zagabria il patto Nord Adriatico</title>
<link>https://www.italia24.news/idrogeno-a-zagabria-il-patto-nord-adriatico</link>
<guid>https://www.italia24.news/idrogeno-a-zagabria-il-patto-nord-adriatico</guid>
<description><![CDATA[ Imprese e istituzioni si sono confrontate sull&#039;accesso ai finanziamenti nell&#039;evento &quot;HE Access to Finance&quot; ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e9e814797cc.webp" length="29828" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 11:29:47 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Trasformare idee innovative nel campo dell'idrogeno in progetti concreti, finanziabili e scalabili</strong>: è questa la <strong>sfida che è stata al centro dell'evento HE Access to Finance</strong>, ospitato <strong>presso lo Zagreb Innovation Centre</strong> (ZICER). L'incontro ha riunito imprese, innovatori, decisori politici ed esperti del settore finanziario, offrendo un'importante piattaforma di dialogo sulle prospettive della transizione energetica europea.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Protagonista</strong> dell'evento è stato il<strong> North Adriatic Hydrogen Ecosystem</strong>, un <strong>sistema integrato che coinvolge Croazia, Slovenia e Friuli Venezia Giulia</strong>, del quale Area Science Park è partner. Si tratta di un modello di <strong>cooperazione transnazionale</strong> pensato per <strong>rafforzare la filiera dell'idrogeno e accelerarne l'adozione su scala industriale</strong>, articolato in tre iniziative complementari: </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>NAHV</strong>, prima hydrogen valley transnazionale dell'UE, punta a <strong>sviluppare una catena del valore completa</strong>; </span></li>
<li><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>NACHIP</strong> si configura come piattaforma per la <strong>maturazione tecnologica e il collegamento tra imprese e partner industriali</strong>; </span></li>
<li><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>NASCHA</strong>, infine, agisce come<strong> acceleratore</strong>, accompagnando le PMI nel raggiungimento della capacità di attrarre investitori attraverso progetti pilota.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">L'<strong>idrogeno rinnovabile</strong> si conferma un <strong>vettore chiave per la decarbonizzazione dei settori hard-to-abate</strong>, lo stoccaggio energetico a lungo termine, la mobilità sostenibile e l'integrazione tra diversi sistemi energetici. Un rappresentante della Commissione europea (DG REGIO) ha inoltre illustrato il ruolo dello Strumento per gli Investimenti in Innovazione Interregionale (I3), evidenziandone il potenziale nel supportare le PMI nella crescita e nell'accesso al mercato.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Particolare attenzione</strong> è stata dedicata alla prossima <strong>Open Call NACHIP</strong>, prevista per<strong> settembre 2026</strong>, che offrirà alle aziende la possibilità di testare, validare e integrare le proprie soluzioni in ambienti pilota reali.</span></p>
<h3>Costi e norme frenano la filiera: in arrivo il cascade funding NASCHA</h3>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Tra le opportunità individuate figurano lo <strong>sviluppo delle energie rinnovabili</strong>, la decarbonizzazione industriale, l'innovazione nella mobilità e la costruzione di catene del valore integrate dell'idrogeno. Tuttavia,<strong> permangono alcune criticità</strong>: costi elevati, complessità normativa, limiti infrastrutturali, sfide legate allo stoccaggio e un coinvolgimento ancora insufficiente degli investitori. Da qui l'<strong>appello condiviso a rafforzare il coordinamento tra stakeholder</strong>, semplificare il quadro regolatorio e sostenere con decisione la fase di scaling delle tecnologie.</span></p>
<p><span id="v1isPasted" style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Entro la fine dell'anno» afferma <strong>Fabrizia Salvi </strong>tecnologa di Area Science Park «<strong>NASCHA lancerà le proprie call di cascade funding per contribuire a colmare i gap ancora presenti lungo la filiera dell'idrogeno</strong> nell'ambito dei progetti pilota, <strong>sostenendo soluzioni innovative e rafforzando la cooperazione transfrontaliera nell'area del Nord Adriatico</strong>. In questo contesto, Area Science Park sta contribuendo attivamente allo sviluppo di un ecosistema dell'idrogeno dinamico attraverso diverse iniziative, favorendo l'adozione di tecnologie innovative e vicine al mercato e la collaborazione tra i diversi attori del territorio».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">La giornata si è conclusa con una visita a Patria Composite, a Samobor, dove i partecipanti hanno potuto osservare applicazioni concrete per lo stoccaggio dell'idrogeno e il loro ruolo nei sistemi energetici del futuro.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il <strong>ciclo di eventi </strong>HE Access to Finance proseguirà nei<strong> prossimi mesi </strong>con tappe a Cres (<strong>26 maggio</strong>), Sežana e Trieste (in autunno) e Nova Gorica e Gorizia (<strong>10–12 novembre 2026</strong>), nell'ambito della più ampia HE Conference North Adriatic. La <strong>sesta edizione della conferenza, dedicata al tema "Idrogeno per la Sovranità dell'UE"</strong>, si terrà l'<strong>11 e 12 novembre 2026</strong> tra Nova Gorica e Gorizia.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>A Milano doppio cantiere per piazza Spoleto: nuova viabilità e più verde da giugno</title>
<link>https://www.italia24.news/a-milano-doppio-cantiere-per-piazza-spoleto-nuova-viabilita-e-piu-verde-da-giugno</link>
<guid>https://www.italia24.news/a-milano-doppio-cantiere-per-piazza-spoleto-nuova-viabilita-e-piu-verde-da-giugno</guid>
<description><![CDATA[ In arrivo nuova strada scolastica su via Martini Oscuri e marciapiede allargato per la Venini ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ea2a617f52e.webp" length="52768" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 09:39:27 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La <strong>settimana prossima</strong> prenderanno il via i l<strong>avori per il restyling di piazza Spoleto-Venini</strong>, che passerà dall'attuale configurazione "tattica" a un <strong>assetto strutturale all'insegna del verde</strong>.</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Gli interventi di riqualificazione della <strong>piazza Arcobalena</strong> prevedono un<strong> investimento complessivo di circa 950mila euro</strong> e saranno articolati in <strong>due cantieri </strong>distinti che procederanno in parallelo: il <strong>primo</strong>, focalizzato sulla<strong> revisione della viabilità</strong> per garantire una maggiore sicurezza stradale, partirà alla fine di aprile e durerà fino a settembre 2026; il <strong>secondo</strong>, relativo alla<strong> trasformazione fisica della piazza</strong>, sarà avviato all'inizio di giugno e avrà una durata complessiva di circa 200 giorni. </span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Più nel dettaglio, la <strong>prima fase</strong> dei lavori interesserà la <strong>rete viaria limitrofa alla piazza </strong>e porterà all'inversione del senso di marcia delle vie Spoleto, Venini e Popoli Uniti, limitatamente al tratto compreso tra le prime due vie. Al fine di implementare i percorsi per la mobilità attiva, inoltre,<strong> sono previsti il riposizionamento e l'inversione del senso di marcia della ciclabile di via Spoleto e la creazione di una nuova pista ciclabile nel tratto di via Venini a nord della piazza</strong>. Per aumentare la sicurezza della circolazione stradale, invece, sarà installato un semaforo all'incrocio tra via Ferrante Aporti, via Spoleto e via Popoli Uniti, in corrispondenza dell'uscita del tunnel sotto la ferrovia. Oltre ai sopracitati interventi, nell'ambito di questa fase di lavori <strong>saranno messi a dimora alcuni alberi e aiuole nel tratto di via Spoleto tra la piazza e via Ferrante Aporti</strong>. </span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Al fine di<strong> tutelare la sicurezza della comunità scolastica</strong> dell'istituto comprensivo di via Venini, l'Amministrazione ha previsto l'istituzione di una nuova strada scolastica nel tratto di via Martiri Oscuri compreso tra la piazza Arcobalena e viale Monza e l'<strong>ampliamento del marciapiede di via Venini in corrispondenza del plesso scolastico</strong>. </span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il <strong>secondo lotto di lavori</strong> riguarderà la trasformazione strutturale della piazza e porterà al definitivo superamento della sperimentazione avviata nel 2019. Gli interventi, infatti, prevedono la <strong>creazione di uno spazio pedonale con una spiccata vocazione verde con la piantumazione di arbusti fitti e di quattro alberi a crescita contenuta</strong>. A completamento degli interventi di depavimentazione e piantumazione che interesseranno la piazza Arcobalena, il progetto prevede infine un filare alberato lungo via Spoleto che correrà in parallelo alla nuova pista ciclabile e che la separerà dal marciapiede.</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«L'intervento di trasformazione strutturale della piazza» dichiarano gli assessori <strong>Marco Mazzei</strong> (Spazio pubblico), <strong>Marco Granelli </strong>(Opere pubbliche) e <strong>Arianna Censi</strong> (Mobilità) «rappresenta la sintesi del percorso di ascolto avviato con i residenti durante la fase 'tattica' della piazza. L'<strong>obiettivo prioritario è restituire alla comunità uno spazio pubblico verde e sicuro</strong>, concepito per contrastare l'isola di calore e come un'estensione naturale dello spazio scolastico che funga da presidio per la tutela della sicurezza di quanti frequentano quotidianamente l'istituto». </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>&amp;quot;Siamo dove sei tu&amp;quot;: l&amp;apos;Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli porta la sanità pubblica in metro e sui social</title>
<link>https://www.italia24.news/siamo-dove-sei-tu--campagna-di-comunicazione-dellazienda-ospedaliera-universitaria-federico-ii</link>
<guid>https://www.italia24.news/siamo-dove-sei-tu--campagna-di-comunicazione-dellazienda-ospedaliera-universitaria-federico-ii</guid>
<description><![CDATA[ In arrivo newsletter e podcast, digitalizzazione dell&#039;URP per un filo diretto con i cittadini. In arrivo la campagna &quot;Lo sapevi che...&quot; su accessi, prenotazioni e tempi di attesa ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e9cb969a550.webp" length="44166" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 08:58:21 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Prosegue la <strong>campagna di comunicazione dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli "Siamo dove sono i cittadini, siamo dove sei tu"</strong>, il progetto che <strong>porta la sanità pubblica nei luoghi della vita quotidiana</strong>, fisici e digitali, per rendere l'<strong>informazione più semplice, i servizi più accessibili e il rapporto con i cittadini più diretto, partecipato e costante</strong>. In quest'ottica, sono stati <strong>realizzati</strong> brevi <strong>video tutorial </strong>dal titolo "Lo sapevi che...", dedicati alle modalità di accesso alla struttura, all'interazione con l'Ufficio Relazioni con il Pubblico e alle procedure di prenotazione delle prestazioni. Tra i contenuti, un <strong>focus specifico è rivolto alle classi di priorità e ai tempi di attesa</strong>, per favorire scelte consapevoli da parte degli utenti, ed un approfondimento è dedicato alle modalità di<strong> iscrizione al registro dei donatori di midollo osseo e cellule staminali</strong>. Per un'informazione tempestiva e facilmente accessibile, è stato <strong>ideato anche il format "flash-news"</strong>: brevi clip video che, in pochi secondi, raccontano le <strong>principali novità dell'Azienda</strong>: aggiornamenti su eventi, iniziative, nuovi servizi e progetti in corso. A questo strumento <strong>si affiancherà a breve un podcast</strong> pensato per accompagnare l'informazione e il racconto delle attività dell'Azienda.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Parte centrale della campagna è il viaggio nei Dipartimenti ad Attività Integrata</strong>, attraverso interviste ai professionisti, con particolare attenzione alle più recenti innovazioni tecnologiche e ai percorsi dedicati all'umanizzazione delle cure. Si tratta di <strong>brevi "pillole" informative che raccontano il lavoro delle équipe multidisciplinari</strong>, con uno sguardo attento alle <strong>esigenze dei pazienti, dei loro familiari e dei caregiver</strong>. Tanti gli <strong>approfondimenti</strong> su temi legati alla <strong>salute </strong>e al <strong>benessere</strong>, attraverso brevi interviste con esperti dell'AOU Federico II, pubblicate anche sui principali canali social dell'Azienda per favorire un dialogo diretto con la cittadinanza, promuovendo una maggiore consapevolezza e autonomia nella gestione della propria salute.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">In questa prospettiva, è in corso la <strong>digitalizzazione integrata dell'URP e il lancio della nuova newsletter periodica</strong>, che si configura quale strumento strategico di comunicazione interna ed esterna, utile per condividere con continuità aggiornamenti, novità e iniziative, consolidando il dialogo tra l'Azienda, i cittadini e i professionisti che vi operano. Per veicolare i contenuti della campagna è stata scelta una strategia di comunicazione integrata e multicanale, che ne prevede la diffusione attraverso il circuito televisivo della metropolitana di Napoli e delle principali linee di trasporto urbano e regionale, e la <strong>pubblicazione su tutti i canali di comunicazione aziendale</strong>.</span></p>
<div><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«L'<strong>obiettivo</strong> non è solo raccontare 'chi siamo', ma <strong>rendere più semplice e comprensibile ciò che facciamo</strong>. Con questo progetto <strong>rafforziamo il dialogo con i cittadini</strong>, per semplificare l'accesso ai servizi e rendere l'informazione uno strumento concreto di trasparenza, tutela e partecipazione. Essere dove sono i cittadini significa presidiare tutti i luoghi in cui si costruisce la relazione: quelli della tradizione, fatti di ascolto diretto e presenza nei servizi, e quelli dell'innovazione, dai canali digitali ai social. Un impegno che ci consente di offrire contenuti chiari, tempestivi e realmente utili, accompagnando le persone nei loro percorsi di cura», sottolinea il <strong>Direttore Generale Elvira Bianco</strong>.</span></div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Consiglio nazionale delle ricerche: i pannelli solari raffreddano l&amp;apos;asfalto ma scaldano il verde</title>
<link>https://www.italia24.news/cnr-i-pannelli-solari-raffreddano-lasfalto-ma-scaldano-il-verde</link>
<guid>https://www.italia24.news/cnr-i-pannelli-solari-raffreddano-lasfalto-ma-scaldano-il-verde</guid>
<description><![CDATA[ Pubblicato su Sustainable Cities  and society lo studio con volo Regione Toscana. Telerilevamento ad alta risoluzione per distinguere città soffocanti da città sostenibili ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e8dbf56f513.webp" length="136082" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 22:17:10 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’effetto dei pannelli solari fotovoltaici sul microclima urbano dipende fortemente dalla superficie su cui vengono installati</strong>: è quanto emerge dai risultati di uno <strong>studio condotto dall’Istituto per la Bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche</strong> pubblicato sulla rivista “Sustainable Cities and Society”, volto a <strong>indagare come diversi materiali e superfici presenti nelle nostre città contribuiscano alle cosiddette “isole di calore urbano” e come, invece, possano mitigarlo</strong>.</p>
<p>Il team ha preso in esame, in particolare, la <strong>città di Lucca e le aree rurali circostanti</strong>: in queste zone è  stato<strong> effettuato da Regione Toscana un volo con sensori iperspettrali e nell’infrarosso termico ad alta risoluzione</strong>, misurando due <strong>elementi chiave</strong>: da un lato l’<strong>albedo</strong>, cioè la quota di radiazione solare riflessa dalle superfici (come tetti, asfalto, vegetazione e pannelli solari), dall’altro il <strong>calore effettivamente emesso</strong>. Questi sensori consentono infatti di stimare quanta radiazione solare viene assorbita e trattenuta dalla superficie terrestre, contribuendo al suo riscaldamento, e quanta invece viene riflessa nuovamente verso lo spazio. Queste informazioni permettono di capire quali superfici riscaldano maggiormente l’ambiente urbano e quali, invece, contribuiscono a raffreddarlo.</p>
<p>Con riferimento ai <strong>pannelli fotovoltaici</strong>, è emerso che <strong>se installati su parcheggi asfaltati o tetti metallici scuri, questi possono ridurre la temperatura superficiale fino a 5–10 °C in giornate estive</strong>. Al <strong>contrario</strong>, la loro installazione su <strong>superfici naturali come vegetazione e acqua</strong>, che presentano temperature più basse grazie all’evapotraspirazione o all’elevata capacità termica, può portare a un <strong>aumento della temperatura superficiale locale fino a 17 ºC</strong>.</p>
<p>«Le politiche urbane dovranno prediligere l’installazione di pannelli su superfici a basso albedo come coperture bituminose e asfalto, ed evitare l’installazione su superfici chiare ad elevato albedo», spiega<strong> Beniamino Gioli</strong> (Cnr-Ibe) coordinatore delle operazioni. «In un futuro sempre più caldo e urbanizzato, le tecnologie di telerilevamento ad alta risoluzione possono guidare la pianificazione urbana, aiutando a comprendere l’impatto dei diversi materiali e del verde urbano sul bilancio energetico superficiale, contribuendo a fare scelte consapevoli e facendo la differenza tra città soffocanti e città sostenibili». </p>
<p>Lo <strong>studio fornisce elementi utili per accelerare i processi di transizione energetica</strong> e di <strong>potenziamento della produzione da fonti rinnovabili</strong>, prima fra tutte il solare fotovoltaico.  </p>
<p>«In Italia, la produzione di energia solare fotovoltaica ha raggiunto 43,5 GW di potenza installata e 44.3 TWh di energia prodotta nel 2025. Gli <strong>obiettivi al 2030 contenuti nel PNIEC prevedono il raggiungimento di circa 79 GW di potenza fotovoltaica installata e una copertura di circa il 63% della domanda elettrica nazionale da fonti rinnovabili</strong>. Una installazione di larga scala di pannelli fotovoltaici in ambienti urbani e periurbani potrà contribuire al raggiungimento di questi obiettivi», aggiunge Gioli. «Mentre un pannello fotovoltaico produce energia rinnovabile in modo per lo più indipendente dalla superficie su cui viene installato, esso altera il bilancio radiativo andando a modificare l’albedo ed il bilancio energetico superficiale, creando effetti micro climatici che possono essere benefici o dannosi in base alla tipologia della superficie preesistente. Mentre l’<strong>energia rinnovabile prodotta rappresenta un effetto cooling sul sistema climatico grazie alle emissioni evitate di gas serra</strong>, le <strong>alterazioni di albedo e della temperatura superficiale possono essere un cooling anche a livello locale </strong>(soluzioni win-win) ma anche un warming con effetti locali indesiderati»</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Politecnico di Torino: Roma al centro della rete istituzionale per il supporto tecnico alle politiche pubbliche</title>
<link>https://www.italia24.news/politecnico-di-torino-roma-al-centro-della-rete-istituzionale-per-il-supporto-tecnico-alle-politiche-pubbliche</link>
<guid>https://www.italia24.news/politecnico-di-torino-roma-al-centro-della-rete-istituzionale-per-il-supporto-tecnico-alle-politiche-pubbliche</guid>
<description><![CDATA[ Inaugurato l&#039;hub romano dell&#039;ateneo grazie all&#039;intesa con il Ministero dell&#039;Ambiente e della Sicurezza Energetica e Sogesid S.p.A. Uno spazio operativo e di rappresentanza istituzionale a supporto dei processi decisionali, regolatori e normativi, in linea con il modello dell&#039;hub di Bruxelles ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e8e5b229b9c.webp" length="65344" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 22:17:10 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il <strong>Politecnico di Torino ha inaugurato oggi a Roma un nuovo hub istituzionale</strong>, realizzato in <strong>collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e Sogesid</strong>, società di ingegneria che opera al fianco delle amministrazioni nazionali e locali per il risanamento ambientale e un rinnovato sviluppo del territorio.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Situato in via Cristoforo Colombo 149, lo spazio nasce per rafforzare il ruolo dell’ateneo come <strong>università pubblica a supporto delle Istituzioni pubbliche</strong>, offrendo competenze avanzate per attività tecniche, regolamentari e normative in ambiti chiave per lo sviluppo competitivo del nostro Paese, come la transizione energetica, le infrastrutture, l’innovazione tecnologica a favore di imprese e PA.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Alla cerimonia hanno partecipato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong>, l’Amministratore Delegato di Sogesid S.p.A., Ing. <strong>Errico Stravato</strong>, e il Rettore del Politecnico di Torino, <strong>Stefano Corgnati</strong>, insieme a rappresentanti istituzionali e industriali.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Attraverso il nostro hub di Roma, esattamente come già accade con la nostra sede di Bruxelles, intendiamo rimarcare un concetto per noi fondamentale: siamo un’università pubblica al servizio delle istituzioni pubbliche, tanto in Italia quanto in Europa. L’obiettivo è quindi quello di mettere al servizio dei policy maker le nostre competenze tecniche e tecnologiche, rendendo continua la relazione con le istituzioni e gli stakeholder dell’innovazione» ha dichiarato il <strong>Rettore del Politecnico di Torino, Stefano Corgnati</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Il <strong>Politecnico di Torino si conferma interlocutore prezioso per il Governo e punto di riferimento di eccellenza nell’Italia che guarda agli obiettivi climatici assunti e agli obiettivi di interesse pubblico nazionali posti dal PNRR</strong>. Il polo si pone come un punto di riferimento per integrare competenze tecniche, ricerca e governance pubblica, promuovendo uno sviluppo davvero sostenibile. L’Hub di Roma, analogamente all’Hub di Bruxelles del Politecnico, è strumentale alle missioni dell'Ateneo relative al potenziamento delle attività di indirizzo governativo, ricerca e trasferimento tecnologico e internazionalizzazione» ha dichiarato il <strong>Ministro per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Siamo orgogliosi di ospitare presso una delle sedi romane di Sogesid, in via Cristoforo Colombo 149, l’hub operativo del Politecnico di Torino» ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Sogesid, Ing. <strong>Errico Stravato</strong> «. Questa collaborazione testimonia il ruolo della nostra Società come struttura tecnico-operativa al servizio delle amministrazioni pubbliche e conferma la nostra funzione di raccordo tra mondo accademico e istituzioni nei settori della sostenibilità ambientale e dello sviluppo infrastrutturale».</span><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b><o:p> </o:p></b></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>ENEA rafforza la presenza italiana nella transizione energetica Ue: idrogeno, batterie, mare</title>
<link>https://www.italia24.news/enea-rafforza-la-presenza-italiana-nella-transizione-energetica-ue-idrogeno-batterie-mare</link>
<guid>https://www.italia24.news/enea-rafforza-la-presenza-italiana-nella-transizione-energetica-ue-idrogeno-batterie-mare</guid>
<description><![CDATA[ 9 rappresentanti ENEA in 7 dei 15 gruppi tecnici su nucleare, solare termico e industria ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e8efb548daf.webp" length="41034" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 22:17:10 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="line-height: 1.5;"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Si consolida il ruolo dell’Italia nella partecipazione al Piano Strategico per le Tecnologie Energetiche (<strong>SET Plan</strong>), uno degli strumenti principali dell’Unione europea per accelerare la transizione verso un sistema energetico a basse emissioni di carbonio. ENEA ha 9 rappresentanti in 7 dei 15 Implementation Working Group (IWG), che si occupano dell’elaborazione tecnico-operativa in diversi ambiti tecnologici, e ne co-presiede 3.</span><o:p></o:p></p>
<p style="line-height: 1.5;"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Nel dettaglio, <strong>Gianmaria Sannino</strong> è co-chair dell’IWG <strong>energia dal mare</strong>,<strong> Paola Clerici Maestosi </strong>di quello <strong>Positive energy district</strong>, mentre <strong>Francesco Vellucci e Margherita Moreno</strong> co-presiedono entrambi IWG<strong> batterie</strong>.</span><o:p></o:p></p>
<p style="line-height: 1.5;"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Viviana Cigolotti </strong>fa parte del gruppo idrogeno, <strong>Simona De Iuliis</strong> solare termico, <strong>Federico Rocchi</strong> nucleare e, ancora, <strong>Carlos Herce</strong> e <strong>Marcello Salvio</strong> uso sostenibile ed efficiente dell’energia nell’industria.</span><o:p></o:p></p>
<p style="line-height: 1.5;"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">I gruppi di lavoro predisporranno i <strong>Common Implementation and Investment Plan</strong>, che si baseranno su <strong>visione tematica, ricerca strategica e agenda innovazione, impegni di attuazione e investimento</strong>.</span><o:p></o:p></p>
<p style="line-height: 1.5;"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">La partecipazione dell’Italia al SET Plan si colloca in un<strong> percorso europeo di medio-lungo periodo volto a rafforzare il coordinamento tra politiche energetiche, ricerca, innovazione e competitività industriale</strong>, con particolare attenzione alle tecnologie energetiche strategiche per la decarbonizzazione.</span><o:p></o:p></p>
<p style="line-height: 1.5;"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Nel nostro Paese, i <strong>ministeri della Ricerca e dell’Ambiente e Sicurezza energetica coordinano congiuntamente i lavori del SET Plan</strong>, il cui valore nell’allineamento delle priorità nazionali di ricerca e innovazione nel settore energetico è riconosciuto anche dal PNIEC, il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 8pt; text-align: left; line-height: 1.5; border-image: initial; border: medium none currentcolor;"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il <strong>SET Plan</strong>, quindi, non è soltanto un’opportunità di partecipazione a livello europeo, ma un <strong>collante tra politiche comunitarie e nazionali a favore della ricerca, dell’innovazione e della competitività industriale.</strong></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Intelligenza Artificiale e lavoro: mercato in crescita e nuove competenze per le imprese</title>
<link>https://www.italia24.news/intelligenza-artificiale-e-lavoro-mercato-in-crescita-e-nuove-competenze-per-le-imprese</link>
<guid>https://www.italia24.news/intelligenza-artificiale-e-lavoro-mercato-in-crescita-e-nuove-competenze-per-le-imprese</guid>
<description><![CDATA[ Lo studio di Anitec-Assinform e Politecnico di Torino analizza l&#039;impatto dell&#039;intelligenza artificiale su competenze, organizzazione del lavoro e sistemi di formazione ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e88b150a752.webp" length="136574" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:25:20 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-04e3fbcb-7fff-9161-7f7f-971d98dc03b3"><span><strong>L'intelligenza artificiale</strong> sta trasformando il lavoro e l'organizzazione dei processi produttivi nelle imprese italiane. Nel 2025, secondo le stime Anitec-Assinform, il mercato italiano vale già <strong>1,24 miliardi di euro, in crescita del 33% rispetto ai 935 milioni del 2024 </strong>e con proiezioni da oltre 2,5 miliardi entro il 2028. Parimenti, gli ultimi <strong>dati ISTAT</strong>, mostrano un'accelerazione senza precedenti nell'adozione nelle imprese: la quota di queste ultime ad utilizzare almeno una soluzione di IA è più che raddoppiata tra 2024 e 2025 passando dall'8 al 16,4%. Resta tuttavia incerto l'impatto occupazionale. Le stime disponibili indicano un'esposizione significativa per le professioni più routinarie, ma ancora poche evidenze causali; queste ultime mostrano una riduzione del 23,4% delle offerte di lavoro nelle professioni più esposte nel Regno Unito e, negli USA, un calo del 16% dell'occupazione tra i lavoratori junior nelle professioni "AI-Intensive".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il mercato del lavoro italiano si trova ancora in una fase precedente, legata a una trasformazione digitale dei processi produttivi ancora incompleta, è quanto emerge dal rapporto </span><span>"<a href="https://www.anitec-assinform.it/pubblicazioni/studi/l-ia-nel-mercato-del-lavoro.kl" target="_blank" rel="noopener">L'IA nel mercato del lavoro italiano - Professioni, modelli di adozione e la sfida della formazione</a>"</span><span>, realizzato da </span><strong>Anitec-Assinform</strong><span><strong>, l'Associazione di Confindustria </strong>che raggruppa le imprese ICT operanti in Italia, in collaborazione con il </span><strong>Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione</strong><span> </span><span>del <strong>Politecnico di Torino</strong></span><strong>.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il lavoro si articola in tre parti:</span><span> una rassegna della letteratura e dei dati disponibili per il caso italiano; un'analisi qualitativa su imprese pioniere nell'adozione dell'IA e un'indagine sugli attori chiave dell'ecosistema della formazione.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Molteplici sono le dimensioni dell'indagine: sul fronte dell'opinione pubblica, l'indagine internazionale SCOaPP-10 svolta dal Politecnico di Torino mostra come </span><strong>oltre il 50%</strong><span> degli italiani si dichiara preoccupato per l'avvento delle nuove tecnologie, mentre </span><strong>circa il 60%</strong><span> ritiene di non possedere competenze digitali adeguate per affrontare la trasformazione in corso. Mentre le imprese più avanti indicano come l'intelligenza artificiale sia utilizzata soprattutto come <strong>strumento di supporto ai processi decisionali, di analisi dei dati e di miglioramento dell'efficienza operativa</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'evidenza raccolta mostra come queste tecnologie tendano a modificare il contenuto delle attività professionali piuttosto che automatizzarle del tutto, favorendo invece nuove forme di collaborazione tra persone e sistemi intelligenti.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Emerge quindi dal rapporto la necessità di una <strong>nuova stagione di politiche pubbliche</strong> che mettano al centro la formazione per equipaggiare la forza lavoro all'era dell'intelligenza artificiale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio presenta un'agenda di <strong>23 raccomandazioni rivolte a un ampio ventaglio di istituzioni</strong>, dai Ministeri del Lavoro, dell'Università e delle Imprese alle Regioni, dai Fondi interprofessionali agli atenei e alle associazioni imprenditoriali, tra cui la sperimentazione di un "<strong>conto personale di formazione per l'IA</strong>" e la razionalizzazione dell'ecosistema formativo nazionale per rispondere ai fabbisogni di competenze emergenti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Sui mercati del lavoro più avanzati gli effetti dell'IA si vedono già. In Italia abbiamo ancora una finestra temporale per capire il fenomeno e costruire una strategia. Siamo convinti che gli investimenti per l'adozione delle tecnologie debbano essere accompagnati da politiche pubbliche e investimenti altrettanto robusti per la formazione, altrimenti ci troveremo fuori mercato e con un tessuto sociale più fragile. Anitec-Assinform, con questo approfondimento vuole iniziare a fare la sua parte, rappresentando l'industria digitale in Italia e dialogando attivamente con Ministeri e policymaker affinché la transizione all'AI Economy sia governabile e inclusiva»,</span><span> ha dichiarato </span><span><strong>Massimo Dal Checco</strong>, Presidente di Anitec-Assinform</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«L'intelligenza artificiale sta trasformando il mercato del lavoro e l'organizzazione delle imprese, e questa transizione richiede un salto di qualità nelle competenze. Senza persone in grado di comprendere e governare le nuove tecnologie, il rischio è un'adozione parziale, diseguale e poco efficace. Oggi cresce la domanda di profili specialistici, ma soprattutto quella di figure ibride, capaci di integrare l'IA nei processi produttivi. Per questo il ruolo di Confindustria è costruire un ecosistema formativo avanzato, fondato su orientamento continuo, integrazione tra formazione iniziale e continua, rafforzamento della filiera tecnico-professionale e pieno sviluppo degli ITS Academy. Dobbiamo garantire a imprese e lavoratori percorsi di upskilling e reskilling accessibili, soprattutto per le PMI, perché la sfida dell'IA si vince investendo sulle persone e sulla capacità del Paese di formare competenze realmente spendibili»</span><span>, ha dichiarato </span><span><strong>Riccardo Di Stefano</strong>, delegato di Confindustria per Education e Open Innovation.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«</span><span>L'IA è una leva strategica per la crescita della produttività e l'innovazione organizzativa, ma anche una sfida in termini di competenze e inclusione. Dalla ricerca emerge chiaramente che la formazione deve evolvere rapidamente per rispondere a una domanda di competenze sempre più dinamica: occorre allora rafforzare la collaborazione tra università, ITS academy, imprese e istituzioni per costruire percorsi formativi flessibili. Allo stesso tempo, è necessario sostenere le PMI nel processo di adozione dell'IA, riducendo i divari esistenti nel sistema produttivo. La ricerca propone un'agenda di policy per tutto l'ecosistema delle politiche industriali, del lavoro e della formazione, perché la sfida dell'IA può essere vinta dal nostro paese soltanto attraverso un'azione di sistema</span><span>», ha dichiarato </span><span><strong>Stefano Sacchi</strong>, Vicerettore del Politecnico di Torino e direttore della ricerca</span><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Economia: la Commissione europea partecipa al Forum economico di Delphi 2026</title>
<link>https://www.italia24.news/economia-la-commissione-europea-partecipa-al-forum-economico-di-delphi-2026</link>
<guid>https://www.italia24.news/economia-la-commissione-europea-partecipa-al-forum-economico-di-delphi-2026</guid>
<description><![CDATA[ La Commissione europea partecipa al Forum economico di Delphi con vari commissari, impegnati in incontri e dibattiti su economia, energia, transizione verde e cooperazione con la Grecia ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e88aedbfd56.webp" length="18280" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:25:18 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">A partire dal 22 aprile e fino a sabato 25 aprile, la Commissione europea sarà rappresentata da diversi membri del collegio all'11ª edizione del<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://delphiforum.gr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Forum economico di Delphi</span></a></span><span lang="IT">, in <strong>Grecia</strong>. Ogni anno, il Forum offre una piattaforma di confronto sui <strong>temi della crescita sostenibile sotto il profilo ambientale e sociale, con particolare attenzione al Mediterraneo orientale e all'Europa meridionale.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Venerdì, la Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva, <strong>Teresa</strong><span> </span><b>Ribera</b>, parteciperà a una tavola rotonda insieme al ministro greco dell'Ambiente e dell'energia, <strong>Stavros Papastavrou,</strong> sul tema "<strong>Sicurezza energetica, accessibilità economica e transizione pulita in tempi di crisi"</strong>. Sono inoltre previsti diversi incontri bilaterali, tra cui con il vice primo ministro greco <strong>Kostis Hatzidaki, </strong>con lo stesso ministro Papastavrou e, il lunedì successivo, con il primo ministro <strong>Kyriakos Mitsotakis.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Giovedì, il Commissario per l'Economia, la produttività, l'attuazione e la semplificazione, <strong>Valdis</strong><span> </span><b>Dombrovskis</b>, incontrerà ad Atene il primo ministro Mitsotakis e procederà alla consegna della settima erogazione alla Grecia nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF). In agenda anche incontri con il governatore della Banca di Grecia <strong>Yannis Stournaras</strong>, il ministro delle Finanze <strong>Kyriakos Pierrakakis</strong> e il ministro supplente dell'RRF <strong>Nikos Papathanasis</strong>, oltre a una visita a InterTrade SA, produttore di carta in Beozia finanziato dall'RRF. Venerdì,<span> </span><b>Dombrovskis</b><span> </span>prenderà parte a una conversazione a Delfi con il presidente dell'Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis sul tema "<strong>Prosperità europea in un'epoca di incertezza globale".</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Mercoledì 22, la Commissaria per il Mediterraneo <strong>Dubravka</strong><span> </span><b>Šuica</b><span> </span>incontrerà il primo ministro Mitsotakis e parteciperà a una tavola rotonda del Forum insieme al ministro degli Esteri greco <strong>Georges Gerapetritis.</strong> La sua missione in Grecia proseguirà giovedì con una serie di incontri, tra cui con il presidente della Repubblica <strong>Konstantinos Tasoulas</strong>, il ministro dello Sviluppo rurale e dell'alimentazione <strong>Margaritis Schinas</strong>, la ministra della Coesione sociale <strong>Domna Michailidou</strong> e il ministro <strong>Papastavrou</strong>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Giovedì 23, la Commissaria per l'Allargamento <strong>Marta</strong><span> </span><b>Kos<span> </span></b>incontrerà il primo ministro Mitsotakis e il ministro Gerapetritis. Venerdì interverrà a una tavola rotonda dal titolo "<strong>From Soft Power to Hard Reality: il grande riequilibrio europeo".</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Tra giovedì 23 e venerdì 24, il Commissario per la Pesca e gli oceani <strong>Costas</strong><span> </span><b>Kadis</b><span> </span>parteciperà a una conversazione informale e a diversi incontri bilaterali dedicati al patto dell'UE per gli oceani, al regolamento sulla <strong>politica comune della pesca</strong>, alle future strategie per le zone costiere e insulari e alla visione per il <strong>2040</strong> per pesca e acquacoltura. A margine degli incontri, venerdì si recherà a Galaxidi per incontrare pescatori e operatori locali del settore.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Giovedì 23, il Commissario per i Trasporti sostenibili e il turismo <strong>Apostolos</strong><span> </span><b>Tzitzikostas</b><span> </span>parteciperà a una conversazione informale sulla <strong>mobilità militare</strong>, con particolare attenzione al rafforzamento della resilienza collettiva europea. È inoltre previsto un dibattito con il ministro greco delle Infrastrutture e dei trasporti, <strong>Christos Dimas</strong>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Maggiori dettagli sono disponibili nei<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://commission.europa.eu/about/organisation/college-commissioners/individual-calendars-president-and-commissioners_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">calendari dei commissari</span></a></span><span lang="IT">.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Patrimonio culturale europeo: la Commissione Europea annuncia i vincitori del 2026 European Heritage Awards</title>
<link>https://www.italia24.news/patrimonio-culturale-europeo-la-commissione-europea-annuncia-i-vincitori-del-2026-european-heritage-awards</link>
<guid>https://www.italia24.news/patrimonio-culturale-europeo-la-commissione-europea-annuncia-i-vincitori-del-2026-european-heritage-awards</guid>
<description><![CDATA[ La Commissione europea ed Europa Nostra annunciano 30 vincitori degli European Heritage Awards 2026 dando il via nei giorni successivi ad eventi dedicati che valorizzano il patrimonio culturale europeo, tra cui il riconoscimento a Bruxelles di 13 nuovi siti ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e88abbbb3fb.webp" length="49568" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:25:16 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La prossima settimana di aprile sarà scandita da una serie di appuntamenti chiave dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale europeo.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il 21 aprile 2026 la <strong>Commissione europea ed Europa Nostra</strong> hanno annunciato i 30 vincitori degli<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/whats-new/news/2026-european-heritage-awards-winners-announced" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">European Heritage Awards / Europa Nostra Awards 2026</span></a></span><span lang="IT">. I premi, cofinanziati dal<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/creative-europe" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">programma creative Europe</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>dell'UE, riconoscono risultati di eccellenza nella <strong>conservazione, nella ricerca e nella promozione del patrimonio culturale europeo.</strong> La cerimonia di premiazione si terrà il <strong>28 maggio</strong>, nel contesto del<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://www.europanostra.org/events/european-heritage-awards-ceremony-2026/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">vertice sul patrimonio culturale europeo del 2026 a Nicosia, Cipro</span></a></span><span lang="IT">. In quell'occasione saranno annunciati cinque vincitori del Grand Prix e il vincitore del Public Choice Award, ciascuno dei quali riceverà 10 000 euro. Le<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://vote.europanostra.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">votazioni online</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>per il <strong>Public Choice Award</strong> si aprono il 21 aprile.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il 22 aprile, il Commissario per l'Equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport, <strong>Glenn</strong><span> </span><b>Micallef</b>, terrà un dialogo sull'attuazione dell'</span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/it/cultural-heritage/initiatives-and-success-stories/european-heritage-label" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">iniziativa relativa al marchio del patrimonio europeo</span></a></span><span lang="IT">, contribuendo al riesame in corso della base giuridica che la disciplina.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">L'incontro sarà seguito dalla cerimonia del marchio del patrimonio europeo presso il <strong>Museo delle arti e della storia di Bruxelles,</strong> durante la quale <strong>13 nuovi siti</strong> designati provenienti da tutta l'UE<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/whats-new/news/13-sites-to-receive-the-european-heritage-label" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">riceveranno il marchio del patrimonio europeo 2025</span></a></span><span lang="IT">, a riconoscimento del loro eccezionale contributo alla storia, alla cultura e all'identità del continente.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Dal 23 al 24 aprile si terrà quindi un forum dedicato ai portatori di interesse del marchio del patrimonio europeo, che offrirà un'occasione di scambio di buone pratiche, creazione di partenariati e rafforzamento della cooperazione. L'obiettivo è consolidare un senso di appartenenza a uno spazio europeo condiviso, plasmato da storia, memoria e valori comuni.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea investe 63,2 milioni di euro per sostenere l&amp;apos;innovazione dell&amp;apos;IA</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-investe-632-milioni-di-euro-per-sostenere-linnovazione-dellia</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-investe-632-milioni-di-euro-per-sostenere-linnovazione-dellia</guid>
<description><![CDATA[ Bruxelles stanzia 63,2 milioni euro con 7 bandi del programma Digital Europe per rafforzare l’IA negli ambiti di sanità, competenze digitali, sicurezza online e innovazione, con candidature aperte fino al 1° ottobre 2026 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e898be67391.webp" length="27052" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:25:13 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Si aprono il 21 aprile 2026 sette inviti a presentare proposte, per un valore complessivo di 63,2 milioni di euro nell'ambito del<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/activities/digital-programme" target="_blank" rel="noopener noreferrer">programma Digital Europe</a>, destinati a rafforzare <strong>l'intelligenza artificiale (IA)</strong> nei settori della <strong>salute</strong>, della <strong>sanità digitale</strong>, delle <strong>competenze digitali e della sicurezza online</strong>. Una parte dei finanziamenti sarà inoltre dedicata a promuovere <strong>l'adozione e la diffusione di tecnologie digitali trasformative in tutta Europa.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Del totale, 9 milioni di euro saranno destinati allo sviluppo dello <strong>screening</strong> delle immagini basato sull'IA nei centri medici, un ambito con un notevole potenziale per migliorare la prevenzione, l'individuazione precoce e la diagnosi di tumori e malattie cardiovascolari. Un ulteriore invito, del valore di 24 milioni di euro, sosterrà i servizi e i sistemi sanitari digitali nell'ambito dello<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://health.ec.europa.eu/ehealth-digital-health-and-care/european-health-data-space-regulation-ehds_it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">spazio europeo dei dati sanitari</span></a></span><span lang="IT">, contribuendo a migliorare l'accesso e la qualità delle prestazioni sanitarie per i cittadini. Per rafforzare il benessere digitale e la protezione dei minori in tutta l'UE, l'iniziativa sosterrà anche l'estensione della copertura geografica della<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/safer-internet-centres" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rete dei centri per un'internet più sicura</a>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Un bando da 12,5 milioni di euro finanzierà la formazione nelle competenze digitali avanzate in tutta l'Unione, sostenendo lo sviluppo delle capacità richieste dall'economia europea contemporanea.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Nel quadro dell'obiettivo della Commissione di ridurre gli oneri normativi per le imprese, un invito da 8,5 milioni di euro sosterrà <strong>soluzioni digitali innovative</strong> <strong>per facilitare il rispetto della normativa UE</strong>. A questi si aggiungono un bando da 6 milioni di euro per promuovere la ricerca sull'integrità delle informazioni online, uno da 1 milione di euro per l'istituzione di un<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/edic" target="_blank" rel="noopener noreferrer">polo di sostegno EDIC</a><span> </span>e un invito da 1,8 milioni di euro dedicato alle attività di diffusione e valorizzazione del programma Europa digitale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Questi inviti contribuiscono a dare attuazione alle ambizioni del<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/library/ai-continent-action-plan" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piano d'azione della Commissione per il continente dell'IA</a><span> </span>e alla<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/apply-ai" target="_blank" rel="noopener noreferrer">strategia europea in materia</a>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Le candidature resteranno aperte fino al 1° ottobre 2026. Maggiori informazioni sui bandi e sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities/calls-for-proposals?order=DESC&amp;pageNumber=1&amp;pageSize=50&amp;sortBy=startDate&amp;isExactMatch=true&amp;status=31094501,31094502,31094503&amp;frameworkProgramme=43152860" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">portale dell'UE dedicato ai finanziamenti e alle gare d'appalto</span></a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Transizione ecologica e innovazione: ENEA e Università di Catania all&amp;apos;ECOMED &#45; Green Expo del Mediterraneo</title>
<link>https://www.italia24.news/transizione-ecologica-e-innovazione-enea-e-universita-di-catania-allecomed-green-expo-del-mediterraneo</link>
<guid>https://www.italia24.news/transizione-ecologica-e-innovazione-enea-e-universita-di-catania-allecomed-green-expo-del-mediterraneo</guid>
<description><![CDATA[ ENEA partecipa a ECOMED - Green Expo del Mediterraneo, un&#039;occasione per accendere i riflettori sulle attività di ricerca in collaborazione con l&#039;Università di Catania e le interazioni con le imprese e gli stakeholder nazionali e regionali ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e889f8af704.webp" length="41104" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:25:10 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Anche quest'anno <strong>ENEA</strong> sarà protagonista ad <a href="http://www.eco-med.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ECOMED - Green Expo del Mediterraneo</a>, uno dei principali appuntamenti del <strong>Mezzogiorno</strong> dedicati alla <strong>transizione ecologica, all'innovazione e al rapporto tra ricerca, istituzioni e sistema produttivo</strong> (22 - 24 aprile, SiciliaFiera, Misterbianco, Catania).</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Grazie alla Struttura di ricerca congiunta, istituita con <strong>l'Università di Catania</strong>, proseguono e si consolidano, anno dopo anno, le attività di ricerca e sviluppo e le interazioni con le imprese e gli stakeholder nazionali e regionali che saranno al centro delle iniziative della manifestazione.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Tra quelle di maggior rilievo organizzate da ENEA e Università di Catania, il <b>Tavolo di lavoro di simbiosi industriale per la gestione sostenibile dei residui organici civili e agroindustriali- LANDFEED</b>, coordinato dalla ricercatrice ENEA <strong>Antonella Luciano</strong> del Dipartimento Sostenibilità e dal professor Giuseppe Mancini dell'Università di Catania (</span><span>venerdì <b>24 aprile</b>, ore 9.30, sala Ulisse).  L'iniziativa coinvolge importanti realtà produttive del territorio con l'obiettivo di creare le basi per una rete finalizzata alla <strong>produzione sostenibile e certificata di biofertilizzanti</strong>, a partire dalla valorizzazione dei residui prodotti dalle imprese locali e da scarti tipici, come le ceneri vulcaniche. L'iniziativa si inserisce all'interno del <a href="http://www.landfeed.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">progetto europeo LANDFEED</a>, che ha come partner ENEA e Università di Catania insieme ad altre istituzioni di ricerca europee.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Inoltre, ENEA partecipa con Antonella Luciano alle "<strong>Giornate dei Rifiuti</strong>" della Regione Siciliana e al dibattito su <b>Il piano regionale dal recupero di materia alla produzione di energia e il ruolo delle imprese</b>. Si tratta di un confronto tecnico e politico per una roadmap capace di bilanciare la gerarchia europea dei rifiuti con le specifiche esigenze della Sicilia (giovedì 23, ore 10, sala Ionio).</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Altre iniziative co-organizzate da ENEA sono:</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<ul type="disc">
<li class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Le nuove sfide fra innovazione tecnologica e sostenibilità</span></b><span>, mercoledì 22 aprile ore 10, con la ricercatrice ENEA Tiziana Beltrani che presenterà le attività della piattaforma ICESP.</span></li>
<li class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>La gestione sostenibile di terre e rocce da scavo e rifiuti da cantiere</span></b><span>, venerdì 24 aprile ore 9.30, modera Antonella Luciano insieme a Stefano Cicerani (REMTECH)</span></li>
<li class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>SMART EE PLANTS: come gestire i nuovi impianti del futuro nel rispetto della direttiva Ue 2024/3019</span></b><span>, venerdì 24 ore 15 con i ricercatori ENEA Luigi Petta, Davide Mattioli e Gianpaolo Sabia.</span></li>
</ul>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Museo Mandralisca di Cefalù e INGV: il 24 aprile la conferenza sul monitoraggio dei maremoti nel Mediterraneo</title>
<link>https://www.italia24.news/museo-mandralisca-di-cefalu-e-ingv-il-24-aprile-la-conferenza-sul-monitoraggio-dei-maremoti-nel-mediterraneo</link>
<guid>https://www.italia24.news/museo-mandralisca-di-cefalu-e-ingv-il-24-aprile-la-conferenza-sul-monitoraggio-dei-maremoti-nel-mediterraneo</guid>
<description><![CDATA[ Venerdì 24 aprile dalle ore 18:00, presso il Museo Mandralisca di Cefalù (PA), la conferenza &quot;Monitorare il mare, proteggere le coste. Scienza e tecnologia per il monitoraggio degli tsunami nel Mediterraneo&quot;, organizzata in collaborazione con l&#039;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e889c719542.webp" length="72634" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:25:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" style="text-align: left;"><strong>Venerdì 24 aprile</strong><span>, a partire dalle ore <strong>18:00</strong>, il </span><strong>Museo Mandralisca di Cefalù (PA)</strong><span> ospiterà la conferenza </span><span>"<strong>Monitorare il mare, proteggere le coste. Scienza e tecnologia per il monitoraggio degli tsunami nel Mediterraneo</strong>"</span><span>, organizzata in collaborazione con <strong>l'</strong></span><strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).</strong></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>In particolare, ricercatori del </span><strong>Centro Allerta Tsunami (CAT-INGV)</strong><span><strong> </strong>e del </span><strong>Centro di Monitoraggio delle Isole Eolie (CME-INGV)</strong><span><strong> </strong>dell'Istituto illustreranno la <strong>genesi degli tsunami</strong>, i loro possibili effetti sulle coste esposte e i principali <strong>sistemi di monitoraggio e protezione oggi attivi a livello internazionale</strong>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il <strong>Mediterraneo</strong>, infatti, è un bacino caratterizzato da una dinamica geofisica complessa, dove i tempi di propagazione degli tsunami possono essere molto brevi. Per questo motivo negli ultimi anni sono stati avviati interventi volti a migliorare i sistemi di rilevamento e allerta e a rendere più densa ed efficace la rete di monitoraggio del livello del mare.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Nel corso del 2025, ad esempio, l'INGV ha partecipato attivamente all'</span><span>installazione di tre boe per il monitoraggio degli tsunami</span><span>: una a <strong>Punta dei Corvi, Stromboli, e due nel Mar Ionio</strong>, a circa un centinaio di chilometri da Crotone e Siracusa.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Le tecnologie impiegate, basate su <strong>sensori ad alta risoluzione e trasmissione dei dati in tempo reale,</strong> consentono un controllo continuo del livello marino e rafforzano i sistemi di allerta precoce, fondamentali per la </span><span>gestione del rischio tsunami nelle aree costiere</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L'appuntamento di <strong>Cefalù</strong> rappresenta un'occasione per approfondire il </span><strong>legame tra ricerca scientifica e applicazioni operative nella sorveglianza del mare e nella tutela del territorio</strong><span>, oltreché un momento di confronto e condivisione di attività che coinvolgono il territorio e i cittadini, la cui partecipazione attiva costituisce un elemento fondamentale di accrescimento della consapevolezza di un rischio ancora troppo poco conosciuto.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Arcipelago delle Svalbard: studiati nella neve artica i processi di formazione chimica del bromato</title>
<link>https://www.italia24.news/arcipelago-delle-svalbard-studiati-nella-neve-artica-i-processi-di-formazione-chimica-del-bromato</link>
<guid>https://www.italia24.news/arcipelago-delle-svalbard-studiati-nella-neve-artica-i-processi-di-formazione-chimica-del-bromato</guid>
<description><![CDATA[ Una ricerca, svolta dal Cnr-Isp in collaborazione con Università Ca&#039; Foscari Venezia, Università degli Studi di Perugia e altri istituti di ricerca internazionali, dimostra che la neve che si accumula nell&#039;Artico è un reattore chimico naturale, con un forte impatto sui cicli atmosferici di questa regione ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e7445210902.webp" length="55422" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 17:41:57 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1elementToProof" style="text-align: left;">Uno studio pubblicato su<span> </span><strong>Science Advances</strong> e condotto dall'<strong>Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Venezia (Cnr-Isp)</strong>, in collaborazione con <strong>Università Ca' Foscari Venezia</strong>, <strong>Università degli Studi di Perugia</strong> e altri partner internazionali, ha individuato per la prima volta la presenza e il meccanismo di produzione del bromato nel manto nevoso artico.</p>
<p class="v1elementToProof" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1elementToProof" style="text-align: left;">Il <strong>bromato</strong> è un composto del bromo, un elemento chimico particolarmente importante in questa area, perché è coinvolto in processi che caratterizzano l'atmosfera artica. «Il bromo è centrale nella chimica atmosferica delle regioni polari», spiega <strong>Stefano Frassati</strong>, autore dello studio e dottorando all'Università Ca' Foscari Venezia. «Le sue reazioni possono innescare processi che portano alla distruzione dell'ozono e influenzano anche il ciclo di altri composti atmosferici. Per questo è fondamentale capire come venga immagazzinato e trasformato nel manto nevoso».</p>
<p class="v1elementToProof" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1elementToProof" style="text-align: left;">Il team internazionale di ricercatrici e ricercatori, grazie anche alla collaborazione con la base italiana Dirigibile Italia, gestita dal Cnr-Isp, ha analizzato campioni di neve e aerosol prelevati a <strong>Ny-Ålesund</strong>, nell'arcipelago delle <strong>Svalbard</strong>, durante il periodo invernale e primaverile del 2022. La ricerca ha dimostrato l'esistenza di un <strong>processo specifico</strong>, finora sconosciuto, che avviene nel manto nevoso e che porta alla formazione di bromato in condizioni naturali. «Con l'aumento della radiazione solare durante la primavera polare, si attivano reazioni chimiche indotte dalla luce. Il bromuro presente nella neve, che in questo ambiente è la principale forma chimica del bromo, può ossidarsi formando bromato, una specie molto più stabile che può accumularsi sia nel manto nevoso che nell'ambiente circostante», evidenzia <strong>Andrea Spolaor</strong>, ricercatore del Cnr-Isp e coautore dello studio.</p>
<p class="v1elementToProof" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1elementToProof" style="text-align: left;">La ricerca si è avvalsa dell'utilizzo di tecniche analitiche più sensibili rispetto a quelle disponibili in passato. Inoltre, impiegando protocolli specifici per l'identificazione delle specie ossidate del bromo, è stato possibile rilevare il bromato anche a basse concentrazioni, superando i limiti di studi precedenti che non ne avevano evidenziato la presenza. Oltre a questo, attraverso calcoli di meccanica quantistica, è stato definito il meccanismo chimico che porta alla formazione del bromato nella neve.</p>
<p class="v1elementToProof" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1elementToProof" style="text-align: left;">«Coniugando esperimenti avanzati con modelli teorici sofisticati è stato possibile chiarire la dinamica dei processi chimici elementari che agiscono in un mezzo altamente complesso come la neve», sottolinea <strong>David Cappelletti</strong>, professore dell'Università degli Studi di Perugia e coautore dello studio. Pur non avendo un effetto diretto sui cambiamenti climatici attuali, questa scoperta risulta rilevante perché <strong>migliora la comprensione della chimica dell'ozono nelle regioni polari</strong>, dove la neve può fungere da reattore chimico e da serbatoio di bromo non reattivo, un aspetto che finora non era stato considerato nei modelli atmosferici.</p>
<p class="v1elementToProof" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1elementToProof" style="text-align: left;">Link all'articolo: <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.aea3286" target="_blank" rel="noopener">Seasonal bromate formation in the Arctic snowpack: implications for the bromine biogeochemical cycle</a> «Science Advances», Frassati S., Barbaro E., Cozzi G., Turetta C., Scoto F., Rossetti C., Roman M., Feltracco M., Kim K., Burgay F., Saiz-Lopez A., Francisco J. S., Van Pelt W., Wang F., Cappelletti D., Lerda S., Bistoni G., De Angelis F., Barbante C., Gambaro A. and Spolaor A. (2026).</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: la terza edizione 2026 a tema &amp;quot;Terrae&amp;quot; del progetto Vivai DiSSGeA</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-la-terza-edizione-2026-a-tema-terrae-del-progetto-vivai-dissgea</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-la-terza-edizione-2026-a-tema-terrae-del-progetto-vivai-dissgea</guid>
<description><![CDATA[ Da aprile a giugno la rassegna 2026 del progetto Vivai DiSSGeA del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell&#039;Antichità dell&#039;Università di Padova con un nuovo ciclo di incontri di divulgazione, il podcast &quot;Teatro del Mondo&quot; e la quarta edizione del Giardino delle Culture ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e7348be850e.webp" length="195050" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 17:41:55 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Con l'arrivo della primavera, rifioriscono nel giardino di <strong>Palazzo Luzzatto Dina</strong> le attività di terza missione del <strong>Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità</strong> del cartellone<span> </span><a href="https://vivaidissgea.unipd.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vivai DiSSGeA</a>, articolato anche quest'anno in <strong>Podcast, Giardino delle Culture e Incontri</strong>.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Tema dell'edizione 2026 di Vivai DiSSGeA è <b>Terrae</b>: un concetto multiforme, passibile di infinite rielaborazioni, evoluzioni, talvolta distorsioni. Un'idea che può ispirare le cause più nobili o infiammare drammatici conflitti. Con la guida delle discipline storiche, geografiche, antichistiche e antropologiche radicate al DiSSGeA, dialogheremo con la cittadinanza attorno a un tema che mai come ora sollecita la nostra riflessione.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Dopo aver affrontato nel 2025 il tema<span> </span><strong>Aquae</strong>, la nostra attenzione si rivolge ora alle<span> </span><i>Terrae</i><span> </span>–<span> </span><b>spiega Martina Elice, delegata alla terza missione del DiSSGeA –</b>. Dalla Terra Madre alla vastità dei territori dove l'essere umano si è inoltrato e insediato, intessendo una molteplicità di relazioni, memorie, pratiche.<span> </span>Terrae<span> </span>che portano incisi i segni della presenza umana, della sua ricchezza culturale e della sua violenza.<span> </span>Terrae<span> </span>sfruttate, depauperate, consumate, che chiedono di essere riscoperte, protette e custodite».<b></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><a href="https://vivaidissgea.unipd.it/incontri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gli incontri:</a></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Giovedì 23 aprile, alle ore 17.00</b>, sarà proprio la rassegna<span> </span>Incontri<span> </span>ad aprire la stagione 2026 con la presentazione del libro<span> </span><a href="https://vivaidissgea.unipd.it/incontro/fregata-novara/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><i>La fregata Novara intorno al mondo. Un racconto di mare, di scienza, di imperi (1857-1859)</i></a><span> </span>al<span> </span><b>Museo di Geografia</b>. A dialogare con gli autori <strong>Guido Abbattista ed Erica Grossi</strong> saranno le storiche del DiSSGeA <strong>Elena Canadelli e Paola Molino</strong> insieme a <strong>Giuliana Tomasella</strong>, storica dell'arte del Dipartimento di Beni Culturali.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Il programma degli incontri prevede quest'anno due momenti distinti, da aprile a giugno e da settembre a novembre –<span> </span><b>aggiunge Antonella Duso</b>, docente di letteratura latina e coordinatrice della rassegna –. Ancora più evidente è l'intento di proporre al pubblico esperienze innovative e interdisciplinari, che guardano tanto al mondo antico e alle radici storiche locali, quanto ai grandi assetti geopolitici e alle sfide ambientali più attuali».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><a href="https://vivaidissgea.unipd.it/podcast/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il podcast:</a><b><u></u></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Dopo il successo di<span> </span>Fluere, il DiSSGeA presenta un nuovo podcast,<span> </span><b>"Teatro del Mondo"</b>: cinque episodi in cui vengono raccontate, in una prospettiva storica, geografica e antropologica, alcune delle sfide cruciali che ciascun continente ha attraversato nel passato, vive nel presente e si prepara ad affrontare in futuro. Il titolo si ricollega idealmente alla celebre opera di <strong>Abraham Ortelius, il Theatrum Orbis Terrarum (1570), </strong>considerato il primo atlante moderno per sistematicità e uniformità. Non soltanto una rappresentazione più fedele della Terra allora conosciuta, ma anche l'ambizione di offrire uno sguardo il più possibile ampio e ordinato sulla sua complessità.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Gli episodi, che alternano le voci di docenti, personale tecnico-amministrativo e componente studentesca del DiSSGeA, prevedono anche la partecipazione di esponenti della società civile, con l'intento di stimolare il dialogo tra mondo accademico e cittadinanza.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Teatro del Mondo è una grande sfida per il DiSSGeA: riuscire a raccontare il passato, il presente e il futuro dei cinque continenti in altrettanti episodi ci mette alla prova sulla nostra capacità di sintesi e di arrivare al pubblico non specializzato. Lo faremo con tante, interessanti voci e con la consapevolezza che le nostre discipline godono di grande attenzione da parte del pubblico»<span> </span><b>spiega Enrico Valseriati</b>, docente di Storia moderna, coordinatore del progetto Podcast e autore con <strong>Elena Moreni e Lidia Albertin </strong>della prima puntata di Teatro del Mondo.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">I cinque episodi del nuovo podcast "Teatro del Mondo" saranno disponibili a partire da maggio 2026 su Spreaker e su tutte le principali piattaforme.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><a href="https://vivaidissgea.unipd.it/il-giardino-delle-culture/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il Giardino delle Culture:</a></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Da mercoledì 27 a venerdì 29 maggio</b>, infine, l'appuntamento più atteso, quello con il Giardino delle Culture: in questa quarta edizione i linguaggi del teatro, della musica, del cinema declinano il tema<span> </span><i>Terrae</i><span> </span>in tre pomeriggi e tre serate, nel suggestivo cortile di Palazzo Luzzatto Dina e in Aula Magna. Le tre serate di eventi sono aperti a tutta la cittadinanza.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Vivai DiSSGeA è realizzato in collaborazione con: Conservatorio di Musica "C. Pollini" di Padova, Centro Internazionale Crocevia Onlus, Consorzio Bonifica Bacchiglione.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<h3 class="v1MsoNormal" align="center" style="text-align: left;">INCONTRI 2026 - programma da aprile a giugno</h3>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Giovedì 23 aprile – ore 17.00</b><span> </span>|<span> </span><i>La fregata Novara intorno al mondo</i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Museo di Geografia</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Martedì 5 maggio – ore 17.00</b><span> </span>|<span> </span><i>Passeggiata tra i graffiti antichi di Padova</i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Centro storico di Padova</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Martedì 12 maggio – ore 17.00</b><span> </span>|<span> </span><i>Le radici dell'Istituto secolare femminile delle Dimesse di Padova. Un terreno dove coltivare le giovani generazioni</i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Collegio Dimesse</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Martedì 30 giugno – ore 18.00</b><span> </span>|<span> </span><i>Abitare la terra oltre la dicotomia natura-cultura: le riserve della biosfera UNESCO</i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Museo di Geografia</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano Design Week 2026: L&amp;apos;iniziativa ENEA &amp;quot;L’energia si fa visibile: ricerca, arte e memoria al Rifugio 87&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-design-week-2026-liniziativa-enea-lenergia-si-fa-visibile-ricerca-arte-e-memoria-al-rifugio-87</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-design-week-2026-liniziativa-enea-lenergia-si-fa-visibile-ricerca-arte-e-memoria-al-rifugio-87</guid>
<description><![CDATA[ ENEA sarà presente dal 20 al 26 aprile alla Milano Design Week 2026, presso Rifugio 87 in viale Bovio 22, con due mostre dedicate all’energia, che attraverso le opere d’arte cercano di rendere visibile questa risorsa impalpabile per utilizzarla al meglio ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e73462619ea.webp" length="30818" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 17:41:52 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">L’<strong>ENEA</strong><span> </span>partecipa alla<span> </span><strong>Milano Design Week 2026</strong>, dal 20 al 26 aprile, con due mostre ospitate al Rifugio 87, ex rifugio antiaereo della Seconda guerra mondiale situato nel complesso scolastico “Ermanno Olmi”, nel Municipio 9 di Milano.</p>
<p style="text-align: left;"><em></em></p>
<p style="text-align: left;">L'iniziativa ENEA dal titolo <strong>"L’energia si fa visibile: ricerca, arte e memoria al Rifugio 87"</strong> prevede due mostre dal titolo <strong>“Verso un Lettering Civile” </strong>progetto realizzato con il Politecnico di Milano e l’Università IUAV di Venezia che trasforma lettere recuperate da vecchie insegne commerciali in opere dedicate ai valori dei diritti umani, ed<em><strong> "Energia Fatta ad Arte"</strong>, p</em>rogetto promosso e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con ENEA, che coinvolge artisti e designer under 40 chiamati a interpretare il tema della transizione energetica trasformando oggetti, tecnologie e materiali industriali in opere capaci di rendere visibile l’energia e i suoi processi.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’obiettivo è trasformare gli spazi urbani in luoghi di formazione e confronto sulla transizione energetica, capaci di coinvolgere cittadini, progettisti e istituzioni.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’iniziativa si inserisce nel progetto culturale<span> </span><strong>100 Cose da Non Dimenticare</strong>, sostenuto da Repubblica del Design, e nasce dalla collaborazione tra ENEA, Politecnico di Milano, Università IUAV di Venezia e altri partner nell’ambito del progetto di ricerca-azione DE-Sign, promosso dal Dipartimento Unità Efficienza Energetica dell’ENEA e finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica attraverso il Programma nazionale Italia in Classe A.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano: a Palazzo Marino saranno esposti manifesti e documenti delle prime elezioni amministrative milanesi del Dopoguerra</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-a-palazzo-marino-saranno-esposti-manifesti-e-documenti-delle-prime-elezioni-amministrative-milanesi-del-dopoguerra</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-a-palazzo-marino-saranno-esposti-manifesti-e-documenti-delle-prime-elezioni-amministrative-milanesi-del-dopoguerra</guid>
<description><![CDATA[ Nell&#039;ottantesimo anno della Repubblica, la documentazione delle prime elezioni amministrative milanesi del Dopoguerra e della campagna per il referendum istituzionale del 1946 sarà esposta a Palazzo Marino; l&#039;ingresso è libero su prenotazione nei pomeriggi feriali, dalle 14:30 alle 17 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e7342d302ca.webp" length="59088" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 17:41:48 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Manifesti e documenti delle prime elezioni amministrative milanesi del Dopoguerra</strong>, che rappresentarono il <strong>primo voto delle donne</strong>, e della campagna per il <strong>referendum istituzionale del 1946</strong> esposti in <strong>Aula consiliare a Palazzo Marino</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>Nell'ottantesimo anno della Repubblica</strong>, in Consiglio comunale viene allestita una raccolta di materiali contenuti nella <strong>Cittadella degli Archivi</strong> su due momenti decisivi per Milano e per l'Italia. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A parlarne oggi in apertura di seduta consiliare, esponendo il contenuto della piccola mostra allestita nell'emiciclo di Palazzo Marino, che ospita anche un baule in legno utilizzato per la raccolta delle schede in uno dei seggi della consultazione referendaria, sono stati la Presidente del Consiglio comunale <strong>Elena Buscemi</strong>, il direttore della cittadella degli Archivi <strong>Francesco Martelli</strong> e lo storico dell'Università degli Studi di Milano <strong>Marco Cuzzi. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Una piccola ma significativa iniziativa per dare il via alle celebrazioni di due passaggi storici importantissimi quali sono stati le comunali e il referendum istituzionale del '46 – commenta la Presidente del Consiglio comunale <strong>Elena Buscemi</strong> -. A ottant'anni dalla nascita della Repubblica, in uno scenario internazionale stravolto da crisi e guerre, bisogna accompagnare le celebrazioni con un impegno costante a difesa dei diritti democratici e dei valori repubblicani e antifascisti sui quali si fonda la Carta costituzionale, che non vanno mai dati per scontati». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>In particolare, le elezioni amministrative del 7 aprile 1946 rappresentano uno dei momenti fondamentali nel processo di ricostruzione democratica della città di Milano dopo la caduta del regime fascista e la fine della Seconda guerra mondiale. Quelle consultazioni segnarono la rinascita delle istituzioni locali democratiche, basate sul suffragio universale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A Milano vennero elette quattro consigliere comunali: la socialista <strong>Maria Caldara,</strong> la democristiana <strong>Adele Capelli Vegni</strong>, le comuniste <strong>Giovanna Boccolini Barcellona</strong> e <strong>Maria Carnevale</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'iniziativa è realizzata in collaborazione con Milano è Memoria e sarà visitabile liberamente nei pomeriggi feriali, dalle 14:30 alle 17, </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=3%3d8cLZAW%263%3dR%26u%3dVPQ0b%266%3dTGWJZFT%26B%3d81M7I_ytjp_0d_9qZs_If_ytjp_9iDM4.8C5uMsHpMv.3vF_9qZs_Ifl_KhsW_UWCpErDv-WM-Jy4-rCtB59zM911BC5-l-Kv6lKvDkN4-Jp6251L-HYEZOQEUOSFbO_HXvg_SM4w6_ytjp_0gv2kL08zF0_HXvg_RCNAC_zArHl_L6Ky6v_HXvg_SKEzI1B57_hGuHvBu%264%3dtN0LjU.551%26B0%3dXCTNQA%26M0%3dRGUMZAUQQBXQZD%26A%3drZibrXGVI1A7OUlYv2l7H2CUO4l9vShb1h4rK28TIX0YvRkUKZh5NQ0Xw5iaN5l8H2Cc&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener">prenotando al link</a>.<span> </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano: dieci spazi comunali per nuove librerie di quartiere</title>
<link>https://www.italia24.news/demanio</link>
<guid>https://www.italia24.news/demanio</guid>
<description><![CDATA[ Viene aperto il bando &quot;Liber in libris&quot; che permette di aprire in case popolari ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e5de096682a.webp" length="34976" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 13:02:27 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Un luogo in ogni quartiere in cui smettere di cercare solo libri, ma fermarsi: trovarli, suggerirli, discuterne con altre persone, raccontarli ai più piccoli, senza obblighi. È per questo che ha aperto il <a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=7%3d6c8d9W%26o%3dV%26s%3dVBU6c%26r%3dXEW6dDT%26x%3dByMsM_wtVt_8d_uuXs_5j_wtVt_7iv9wOlTn.6rGzGh.GnEdHt.Bw_LVvS_VK8q_LVvS_VK7hNy4jFnH-fIsMhHzMr_LVvS_VK-_KTwU_UI5xLhN_uNeFnLk9w_KTwU_UIJvQt_LVvS_VK6rHy8qN_wtVt_7idP1BvI-8UCVA%267%3dpOxOfV.s8w%26Cx%3d5f4da9U9a5%26Nx%3dUCVAc7UDcAVDUC%26B%3d0TfWCX6VE66X87idDU60E59WC9hckXeU7WA884f0h8Bcja5Y6Z59CXAcibBVkTAV&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener">bando "Liber in libris - Libero fra i libri"</a>.</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Pubblicato dalla Direzione <strong>Demanio e Patrimonio del Comune di Milano</strong>, è aperto <strong>fino al 28 maggio</strong> e si rivolge a chi intende<strong> aprire o rinnovare una libreria di prossimità</strong>. A disposizione dei librai milanesi, in concessione per 12 anni, ci sono dieci spazi comunali, distribuiti in tutti i municipi. Sono di varie metrature, dai 30 ai 190 metri quadri, collocati ai piani terra di edifici di edilizia residenziale pubblica.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il <strong>bando è rivolto a imprese individuali, società, cooperative e raggruppamenti</strong>, già costituiti o ancora in via di costituzione. I <strong>criteri di aggiudicazione</strong> <strong>premiano le micro imprese</strong>, meno di 10 dipendenti, e i <strong>progetti culturali e sociali che i candidati intendono realizzare</strong>: 70 punti su 100 sono assegnati all'offerta tecnica.</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Contano la <strong>qualità dell'assortimento, gli eventi nelle scuole e negli spazi pubblici, le convenzioni con biblioteche e associazioni, le ore di apertura settimanale, i servizi aggiuntivi,</strong> dalla consegna a domicilio alla compravendita di usato, ai corsi di scrittura e lettura. Contano anche le <strong>condizioni agevolate per gli inquilini del complesso Erp</strong> in cui si trova lo spazio, <strong>per gli under 18, per gli anziani, per le persone con disabilità</strong>.</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I progetti possono prevedere anche piccoli punti ristoro o attività complementari, purché coerenti con la vocazione libraria e non superiori al 30% della superficie.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Gli immobili sono distribuiti in ogni Municipio: via Scaldasole, via Palmanova, piazzale Dateo, viale Lombardia, corso XXII Marzo, via Sant'Abbondio, via Rimini, via Nikolajevka, via Satta, via Pietro Borsieri.</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'iniziativa rientra nel programma Sefémm, avviato dall'Assessorato al Demanio per valorizzare gli spazi ai piani terra dei caseggiati popolari: in quattro anni, 24 bandi e oltre 150 assegnazioni tra attività profit e no profit.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Le librerie indipendenti» afferma l'<strong>assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa, Emmanuel Conte</strong> «sono molto più che attività commerciali. Sono luoghi di incontro e di comunità, in cui entrare senza obbligo e capaci di costruire relazioni con scuole, famiglie, associazioni. Con questo bando, come con tutti i bandi Sefémm, pensiamo a quartieri con luoghi vivi e vissuti per le persone che li abitano e mettiamo gli spazi pubblici al servizio di questa funzione. Accanto alla tutela di ciò che esiste, stiamo costruendo nuove opportunità: ogni nuova libreria che apre è una risposta concreta, culturale e civile, alle chiusure che ci preoccupano»</span>.</p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il bando completo e i moduli sono disponobili sul sito del comune di Milano a questo <a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=5%3dOeBbRY%26s%3dT%26B%3dXFSOe%26v%3dVXY0bWV%262%3d0HOwK_FvZr_Qf_ysqu_9h_FvZr_Pkz7FQpR7.8vEIIl.E7GhFC.D1_JoxW_Td0u_JoxW_Td9lLH6nD7J-jGBOlFIOv_JoxW_Td-_MXun_WM3GNlL_DPiD7No7F_MXun_WMHESx_JoxW_Td8vFH0uL_FvZr_PkhNJDzG-QWGTT%269%3dtMGQjT.B01%26AG%3d3y6hcCSRc9%26LG%3dWGTTeASWeETWWG%260%3dSVjUVZ0TX80VQ9mbWW08X7CUVAla4ZiSPYE6Q6j810Fa3c9WOb97VZEa2dFT4VET&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener">link</a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>IGNITE: l&amp;apos;Intelligenza Artificiale che accende la ricerca sulle cellule staminali</title>
<link>https://www.italia24.news/ignite-lintelligenza-artificiale-che-accende-la-ricerca-sulle-cellule-staminali</link>
<guid>https://www.italia24.news/ignite-lintelligenza-artificiale-che-accende-la-ricerca-sulle-cellule-staminali</guid>
<description><![CDATA[ Il software IGNITE è in grado di prevedere cosa accade a una cellula se uno o più geni vengono spenti o alterati. Indicherà quali esperimenti hanno maggiori probabilità di successo, ridurrà gli sprechi e i tempi di attesa per la scoperta di nuove cure ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e5ea656977e.webp" length="36746" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 13:02:27 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Un <strong>team internazionale</strong>, guidato da ricercatori dei <strong>Dipartimenti di Fisica e Astronomia e di Biologia dell’Università di Padova, in collaborazione con Max Perutz Labs di Vienna </strong>- ha <strong>sviluppato un innovativo software di Intelligenza Artificiale capace di prevedere come le mutazioni genetiche influenzano il comportamento delle cellule staminali</strong>. Lo studio dal titolo<strong> "Unveiling gene perturbation effects through gene regulatory networks inference from single-cell transcriptomic data"</strong> pubblicato su "PLOS Computational Biology" introduce il nuovo software, chiamato <strong>IGNITE</strong> che permette di accelerare drasticamente la comprensione del processo di differenziamento delle cellule staminali e quindi il loro utilizzo. IGNITE è un acronimo (<strong>Inference of Gene Network using Inverse kinetic Theory and Experiments</strong>) che descrive il cuore dell’approccio, ma significa anche “accendere un fuoco o una luce”, sul comportamento delle cellule staminali.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Ogni cellula del nostro corpo è governata da una fitta rete (rete genica regolatoria) di geni che si attivano e si inibiscono a vicenda. Capire come queste reti funzionano è fondamentale per comprendere come le cellule crescono, si specializzano e come le malattie possono alterare questi processi. Fino ad oggi, però, ricostruire queste reti ha richiesto costosi esperimenti di laboratorio con manipolazioni genetiche mirate.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Comprendere queste reti geniche» spiega il <strong>Professor Graziano Martello </strong>del dipartimento di Biologia dell’Università di Padova «è <strong>essenziale per prevedere come i cambiamenti genetici influenzano lo stato delle cellule</strong>, ma testarli sperimentalmente è spesso lungo e costoso. Per risolvere questo problema abbiamo utilizzato il Machine Learning (apprendimento automatico), una branca specifica dell’intelligenza artificiale».</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il software IGNITE infatti non ha bisogno di "conoscenze pregresse" fornite dall'uomo: impara autonomamente a ricostruire le complesse reti di comunicazione tra i geni analizzando semplicemente i dati delle singole cellule. A differenza dei metodi tradizionali, che richiedono anni di esperimenti costosi e complessi in laboratorio per testare ogni singola modifica genetica, <strong>IGNITE funziona come un simulatore virtuale</strong>: è in grado di prevedere "in silico", ovvero al computer, cosa accade a una cellula se uno o più geni vengono "spenti" o alterati.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«È stato particolarmente stimolante vedere come strumenti sviluppati originariamente per studiare sistemi fisici possano oggi trovare applicazione nello studio delle cellule staminali» aggiunge la <strong>dottoressa Clelia Corridori</strong> sempre del dipartimento di Biologia «. Questo dimostra quanto il dialogo tra discipline diverse possa aprire nuove strade nella ricerca biologica».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>IGNITE si basa unicamente su dati di sequenziamento dell'RNA di singole cellule</strong>, una tecnica che misura quali geni sono attivi in ogni cellula in un dato momento, e il sistema è in grado di “dedurre” automaticamente la struttura della rete genica, senza bisogno di esperimenti aggiuntivi.</span></p>
<h3>Una nuova speranza per la scienza</h3>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I ricercatori hanno <strong>testato</strong> IGNITE<strong> sulle cellule staminali pluripotenti</strong>, sia umane che di topo. Queste cellule sono straordinarie: sono cellule primitive non specializzate, come un foglio di carta bianco, che però hanno la "potenza" di generare quasi tutto. Possono trasformarsi in qualsiasi tipo di cellula del corpo e a partire da un dato ordine possono iniziare a specializzarsi. <strong>Capire come i geni controllano il differenziamento è fondamentale per la medicina rigenerativa</strong>, ossia quel nuovo approccio terapeutico basato sulla generazione di cellule sane (come ad esempio i neuroni) a partire da cellule staminali sane.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I<strong> risultati </strong>dell’utilizzo di IGNITE sono stati <strong>sorprendenti</strong>: ha<strong> predetto con precisione quali geni sono fondamentali per permettere alle cellule staminali di differenziarsi correttamente</strong>; il <strong>sistema</strong> è riuscito a <strong>simulare gli effetti della disattivazione di più geni contemporaneamente</strong>, un compito estremamente difficile da realizzare fisicamente in laboratorio; si è dimostrato efficace su diverse specie e tecnologie, confermando la sua <strong>versatilità</strong>.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Grazie a questo approccio, che integra fisica statistica e intelligenza artificiale, la ricerca biologica» concludono gli autori della pubblicazione «dispone ora di una "bussola" digitale capace di indicare quali esperimenti hanno maggiori probabilità di successo, riducendo sprechi e tempi di attesa per la scoperta di nuove cure».</span><strong><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-theme-font: major-fareast; font-weight: normal;"><o:p></o:p></span></strong></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>ENEA: una rete neurale prevede con 6 ore di anticipo il calore in rete</title>
<link>https://www.italia24.news/enea-una-rete-neurale-prevede-con-6-ore-di-anticipo-il-calore-in-rete</link>
<guid>https://www.italia24.news/enea-una-rete-neurale-prevede-con-6-ore-di-anticipo-il-calore-in-rete</guid>
<description><![CDATA[ Pubblicato su Energies il modello LSTM che analizza dati meteo e ciclo stagionali. Interviene il ricercatore di ENEA Mattia Ricci ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e5f487369a0.webp" length="24268" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 13:02:27 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Creare reti di teleriscaldamento smart</strong>, capaci di integrare un numero crescente di fonti rinnovabili, grazie all’intelligenza artificiale. È l’<strong>obiettivo dei ricercatori del Dipartimento Efficienza energetica di ENEA</strong>, che hanno sviluppato un modello basato su reti neurali artificiali, in grado di <strong>prevedere</strong> <strong>con sei ore di anticipo</strong> <strong>quanta energia termica potrà immettere nella rete un prosumer</strong> (utente produttore-consumatore). I risultati, pubblicati sulla rivista <em>Energies</em>, aprono la strada allo sviluppo di sistemi di teleriscaldamento sempre più smart e con una logica di funzionamento simile alle moderne smart grid elettriche.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Sviluppato nell’ambito della Ricerca di Sistema Elettrico 2025-2027,  il <strong>modello ENEA consiste in una rete neurale <em>Long Short-Term Memory</em> (LSTM)</strong>, cioè <strong>un tipo di intelligenza artificiale progettato per analizzare dati che cambiano nel tempo</strong>, come temperatura, domanda energetica o potenza termica. «Nel nostro caso la rete è costituita da una struttura semplice ma efficace: un unico livello di elaborazione in cui <strong>32 unità di calcolo lavorano in parallelo</strong> per riconoscere gli schemi ricorrenti nei dati e migliorare la capacità di previsione del modello», spiega <strong>Mattia Ricci</strong>, ricercatore del Laboratorio ENEA Soluzioni integrate per l’efficienza energetica e coautore dello studio, insieme ai colleghi<strong> Federico Gianaroli, Marcello Artioli, Simone Beozzo e Paolo Sdringola</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La rete messa a punto da ENEA è stata addestrata utilizzando <strong>13 anni di simulazioni</strong> e <strong>dati meteorologici orari</strong>. Tra le variabili, un <strong>ruolo chiave</strong> è svolto dalla <strong>temperatura dell’aria esterna e dall’irraggiamento solare</strong>, che influenzano direttamente la disponibilità di calore prodotto localmente da fonte rinnovabile e non utilizzato dall’utente, quindi disponibile per essere immesso nella rete di teleriscaldamento sotto certe condizioni. Il modello tiene inoltre conto dell’ora del giorno e del periodo dell’anno, riconoscendo i cicli quotidiani e stagionali della domanda e della produzione di calore. «I risultati che abbiamo ottenuto sono promettenti. Le previsioni del modello sono sufficientemente accurate in particolare per previsioni future nel breve o brevissimo termine, ma stiamo già lavorando per migliorare la precisione anche oltre le 6 ore», prosegue Ricci.</span></p>
<h3>Mezza Europa si scalda ancora a fossili: la sfida del teleriscaldamento</h3>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il <strong>riscaldamento </strong>e il<strong> raffrescamento</strong> rappresentano <strong>quasi la metà dei consumi energetici </strong>e dipendono ancora in larga misura dai combustibili fossili, a conferma dell’urgenza di un processo di <strong>decarbonizzazione</strong>: nel 2022, le fonti rinnovabili hanno coperto appena il 25% della produzione di calore. Parallelamente, la transizione globale verso le energie rinnovabili accelera, insieme al crescente interesse per <strong>sistemi energetici decentralizzati</strong> che stanno assumendo un <strong>ruolo sempre più rilevante </strong>perché permettono di aumentare flessibilità e sostenibilità attraverso il ruolo svolto dai prosumer, cioè gli utenti capaci di produrre, consumare e condividere energia a livello locale, facilitando così anche l’integrazione delle fonti rinnovabili. In questo contesto, le <strong>reti di teleriscaldamento </strong>e di<strong> teleraffrescamento</strong> assumono un ruolo strategico: in Europa ne sono attive circa <strong>19mila</strong>, che forniscono calore a oltre <strong>77 milioni di persone</strong>, con la maggiore diffusione nei Paesi dell’Europa settentrionale, seguiti da Germania, Francia, Regno Unito e Paesi Bassi.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In questa direzione va la <strong>Direttiva europea sull’efficienza energetica 2023/1791</strong>, in linea con il<strong> Green Deal</strong>, che promuove sistemi di teleriscaldamento efficienti e l’integrazione di fonti rinnovabili e calore di scarto nelle reti termiche. «Le reti di teleriscaldamento vengono infatti riconosciute come una soluzione chiave per sostenere la transizione energetica, in particolare nelle aree urbane. Sfruttare le sinergie tra queste infrastrutture interconnesse consente di ottimizzare il sistema energetico complessivo, favorendo una gestione più efficiente e contribuendo all’obiettivo comune di riduzione delle emissioni», sottolinea Ricci.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Negli ultimi anni sta emergendo, in particolare nei paesi del nord Europa, un<strong> nuovo protagonista </strong>nel <strong>percorso verso la decarbonizzazione</strong> <strong>delle reti di teleriscaldamento</strong>: il <strong>thermal prosumer</strong>, ovvero l’utente in grado non solo di prelevare calore dalla rete, ma anche di immetterne grazie alla produzione da pannelli solari termici o al recupero di calore di scarto. Ad assicurare tecnicamente l’operazione sono le cosiddette <strong>sottostazioni bidirezionali</strong>, in cui avviene lo scambio di energia termica tra la rete e gli utenti.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La crescente complessità di queste<strong> reti</strong>, caratterizzate dalla <strong>presenza di numerosi utenti interagenti e da flussi termici variabili</strong>, richiede tuttavia strumenti tecnologici avanzati per garantire una gestione energetica ottimale. «Nonostante le<strong> reti neurali artificiali </strong>siano state ampiamente applicate in diversi ambiti della previsione energetica, il <strong>loro utilizzo nel settore del teleriscaldamento rimane relativamente limitato</strong>. Inoltre, la maggior parte dei lavori esistenti si concentra sulla previsione della domanda termica piuttosto che sulla stima della produzione di calore in eccesso da fonti rinnovabili termiche. Ciò evidenzia un vuoto di ricerca che con il nostro lavoro abbiamo tentato di colmare», conclude il Ricci.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Sport in Europa: annunciati i primi finalisti dei #BeActive Sport Awards</title>
<link>https://www.italia24.news/sport-in-europa-annunciati-i-primi-finalisti-dei-beactive-sport-awards</link>
<guid>https://www.italia24.news/sport-in-europa-annunciati-i-primi-finalisti-dei-beactive-sport-awards</guid>
<description><![CDATA[ La prima edizione dei #BeActive EU Sport Awards (2025) ha visto la partecipazione di 279 progetti, con 15 finalisti in 5 categorie, tra questi, anche un progetto italiano. I vincitori saranno annunciati il 23 giugno 2026 a Bruxelles ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e5e9ed3cc48.webp" length="54048" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 12:17:50 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Un totale di 279 progetti hanno preso parte alla prima edizione dei nuovi premi.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Lanciati nel <strong>2025</strong>, i <strong>premi #BeActive EU Sport Awards</strong> si basano sulle precedenti iniziative dell'Unione europea volte a promuovere lo sport e l'inclusione.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il loro obiettivo è riconoscere e celebrare i risultati di individui, organizzazioni sportive e portatori di interesse che hanno promosso con successo lo sport e l'attività fisica in tutta Europa.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La prima edizione dei #BeActive EU Sport Awards ha attirato 279 progetti ispiratori provenienti da tutta Europa. Una giuria di esperti ha ora selezionato 15 finalisti, in competizione in cinque categorie: <strong>Attività fisica, Inclusione, Volontariato, Rapporti tra generazioni e Pace</strong>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Nella Categoria intergenerazionale é stato selezionato per l'Italia Gruppo<b><span> </span>Sbandieratori delle Sette Contrade di Orte</b>, Italy, Fostering Legacy Across Generations (FLAG), che collega le generazioni attraverso la tradizione, il movimento e l'esperienza condivisa.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il vincitore di ciascuna categoria riceverà 15 000 euro, mentre gli altri finalisti saranno premiati con 5 000 euro ciascuno. I vincitori saranno annunciati ufficialmente dalla Commissione europea il <b>23 giugno 2026</b> a <b>Bruxelles</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Link per maggiori informazioni: <a href="https://sport.ec.europa.eu/whats-new/news/beactive-eu-sport-awards-first-ever-finalists-announced?etrans=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#BEActive Sport award</a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>INGV: aperte dal 24 aprile le iscrizioni per l&amp;apos;International School on Drone and VR for Volcano&#45;Tectonic Studies at Etna</title>
<link>https://www.italia24.news/ingv-aperte-dal-24-aprile-le-iscrizioni-international-school-on-drone-and-vr-for-volcano-tectonic-studies-at-etna</link>
<guid>https://www.italia24.news/ingv-aperte-dal-24-aprile-le-iscrizioni-international-school-on-drone-and-vr-for-volcano-tectonic-studies-at-etna</guid>
<description><![CDATA[ Dal 24 aprile saranno aperte le iscrizioni per la seconda edizione della International School on Drone and VR for Volcano-Tectonic Studies at Etna, organizzata dall&#039;INGV e l&#039;Università degli Studi di Milano-Bicocca ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e5e9bb24338.webp" length="31260" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 12:17:43 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Si apriranno venerdì <strong>24 aprile</strong>, alle ore 12:00, le iscrizioni per la seconda edizione della </span><strong>International School on Drone and VR for Volcano-Tectonic Studies at Etna</strong><span>, organizzata dall'</span><strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</strong><span> e dall'</span><strong>Università degli Studi di Milano-Bicocca (UniMiB)</strong><span>,</span><span> </span><span>in partnership con l'</span><span>International <strong>Lithosphere Program (ILP)</strong></span><strong>, CRUST – Interuniversity Center for 3D Seismotectonics with territorial applications, Agisoft LLC e TECLA Project</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La scuola si svolgerà a </span><strong>Nicolosi (CT) dal 6 al 10 ottobre 2026</strong><span>: i partecipanti scopriranno l'utilizzo di </span><span><strong>droni</strong> </span><span>e </span><span><strong>realtà virtuale</strong> <strong>immersiva</strong></span><span> come strumenti innovativi per la ricerca scientifica, il monitoraggio e lo studio delle aree vulcaniche attive, apprendendo come eseguire rilievi con droni per generare </span><span>modelli 2.5D e 3D</span><span>. Questi ultimi saranno impiegati per </span><span>analisi GIS</span><span> e per tecniche immersive in realtà virtuale.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Le attività si articoleranno in tre moduli: </span><span>sessioni teoriche in aula</span><span>, per introdurre i concetti chiave e le metodologie, </span><span>attività sul campo</span><span> dedicate all'acquisizione dei dati e alle tecniche di rilievo con droni sui versanti del </span><span>vulcano Etna</span><span> e </span><span>sessioni di laboratorio</span><span> per l'elaborazione dei dati, la generazione dei modelli e l'integrazione in realtà virtuale.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La Scuola si svolgerà in </span><span>lingua inglese </span><span>e accoglierà </span><span>sedici partecipanti</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La selezione avverrà assegnando la priorità in modo rigoroso secondo il seguente ordine:</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<ol>
<li style="text-align: left;"><span>Dottorandi</span><span> in Scienze della Terra e dell'Ambiente;</span></li>
<li style="text-align: left;"><span>Studenti magistrali</span><span> in Scienze della Terra e dell'Ambiente;</span></li>
<li style="text-align: left;"><span>Ricercatori post-doc</span><span> negli stessi ambiti disciplinari;</span></li>
<li style="text-align: left;"><span>Altri candidati</span><span>.</span></li>
</ol>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>All'interno di ciascuna categoria la selezione sarà effettuata in base all'</span><span>ordine di registrazione.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sarà possibile inviare la propria candidatura </span><span>entro e non oltre le ore 12:00 di lunedì 11 maggio 2026</span><span>, seguendo la procedura indicata al </span><a href="https://etnadronevr.unimib.it/enrollment/" target="_blank" rel="noopener"><span>seguente link</span></a><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Liguria, progetto RAISE: realizzati 3 nuovi bio&#45;reef stampati in 3D per favorire il ripopolamento dell&amp;apos;ostrica piatta</title>
<link>https://www.italia24.news/liguria-progetto-raise-realizzati-3-nuovi-bio-reef-stampati-in-3d-per-favorire-il-ripopolamento-dellostrica-piatta</link>
<guid>https://www.italia24.news/liguria-progetto-raise-realizzati-3-nuovi-bio-reef-stampati-in-3d-per-favorire-il-ripopolamento-dellostrica-piatta</guid>
<description><![CDATA[ Aggiunti nella baia di S. Teresa a Lerici (La Spezia), tre nuovi bio-reef costituiti da una innovativa malta contenente gusci di mitili che garantiranno una maggiore bio-attrattività per l&#039;ostrica piatta (Ostrea edulis), un mollusco-filtratore che contribuisce alla rigenerazione e alla tutela degli ambienti marini ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e5e98981424.webp" length="69428" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 12:17:35 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>ENEA</strong><span> </span>ha messo in mare, al centro della <strong>baia di S. Teresa a Lerici (La Spezia)</strong>, tre nuovi<span> </span><strong>bio-reef</strong> costituiti da una innovativa malta contenente gusci di mitili, con l’obiettivo di favorire il ripopolamento dell’ostrica piatta (<em>Ostrea edulis</em>), un <strong>mollusco</strong>-<strong>filtratore</strong><span> </span>che aiuta a<span> </span><strong>rigenerare gli ambienti marini, tutelare la biodiversità e regolare il clima</strong>. L’attività è stata condotta da ENEA in collaborazione con la <strong>Cooperativa di Mitilicoltori Associati, il Comune di Lerici e la Scuola di Mare</strong> nell’ambito del<span> </span><a href="https://www.raiseliguria.it/en/" target="_blank" rel="noopener"><strong>progetto RAISE</strong></a><span> </span>per lo sviluppo di soluzioni rigenerative basate sulla natura al fine di ricostruire gli habitat naturali e risanare le aree portuali.</p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Stampati in 3D</strong><span> </span>con un mix composto da <strong>gusci di mitili (40%) e cemento biocompatibile</strong>, i tre nuovi reef sono stati realizzati nell’ambito di un progetto di dottorato che ha visto collaborare ENEA, <strong>Università di Bologna, Universidad de Cantabria e Fundación Leonardo Torres Quevedo</strong>. L’installazione dei reef è stata possibile grazie all’intervento dei <strong>Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del COMSUBIN della Marina Militare e dell’azienda Submariner</strong>, supportati da Guardia Costiera e Capitaneria di Porto della Spezia.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Con un approccio di economia circolare rigenerativa abbiamo usato gusci di mitili come materia prima seconda in sostituzione di materiali da cava, in modo da valorizzare un sottoprodotto della molluschicoltura e riportare in mare una risorsa naturale preziosa costituita per oltre il 90% da carbonato di calcio, evitandone lo smaltimento in discarica, ma anche riducendo l’impatto ambientale legato all’estrazione di risorse naturali», spiega <strong>Cristian Chiavetta</strong>, responsabile del Laboratorio ENEA Strumenti per la sostenibilità e la circolarità dei sistemi produttivi e territoriali presso il Dipartimento Sostenibilità. «Il cemento utilizzato nella miscela - aggiunge <strong>Chiavetta</strong> - è a basso contenuto di clinker e specificamente formulato per ambienti marini».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«I manufatti sono stati poi stampati in 3D, tecnica che garantisce una maggiore libertà progettuale e ottimizzazione delle geometrie, per un design eco-funzionale a supporto della biodiversità», sottolinea <strong>Letizia Caroscio</strong>, dottoranda ENEA-Università di Bologna.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Con i due reef posizionati nell’ottobre dello scorso anno, salgono a cinque i prototipi che fungeranno da substrato per il ripopolamento dell’<em>Ostrea edulis</em>. Grazie all’elevato contenuto di carbonato di calcio nei gusci, infatti, i reef garantiranno una maggiore bio-attrattività per le ostriche, favorendo anche l’ulteriore formazione di reef naturali in grado di offrire habitat e rifugio a numerose altre specie marine.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Questo progetto di ripopolamento e rigenerazione avviato nel Golfo della Spezia è stato possibile solo grazie alla collaborazione delle autorità del territorio, dalla Regione Liguria, che ha autorizzato la messa a mare dei reef, al Comune di Lerici, l’Autorità Portuale, la Marina Militare, la Guardia Costiera e la Capitaneria di Porto della Spezia», sottolinea <strong>Chiara Lombardi</strong>, responsabile del Laboratorio ENEA Biodiversità ed ecosistemi. «Questa operazione - continua - ha permesso, tra le altre cose, il riconoscimento della baia come sito in cui è vietato l’ancoraggio e l’ormeggio, a protezione degli impianti presenti».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’attività si inserisce nel quadro delle progettualità di<span> </span><a href="https://smartbaysteresa.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Smart Bay S. Teresa</strong></a>, piattaforma di cooperazione tra ENEA, Cnr, INGV, Comune di Lerici, Cooperativa di Mitilicoltori Associati e Scuola di Mare.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Le operazioni di supporto e affiancamento dei Palombari durante le attività scientifiche e tecniche in mare e le immersioni relative ai vari progetti di ripristino ambientale sono condotte grazie all’accordo tra COMSUMBIN e Dipartimento Sostenibilità ENEA (2025), derivato dall’accordo quadro tra Stato Maggiore della Difesa ed ENEA (2024).</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Comune di Milano: Inaugurata a Open Casello l&amp;apos;installazione &amp;quot;Apside&amp;quot; dell&amp;apos;artista Mohammed El Hajoui</title>
<link>https://www.italia24.news/comune-di-milano-inaugurata-a-open-casello-linstallazione-apside-dellartista-mohammed-el-hajoui</link>
<guid>https://www.italia24.news/comune-di-milano-inaugurata-a-open-casello-linstallazione-apside-dellartista-mohammed-el-hajoui</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;opera di Mohammed El Hajoui, inaugurata a Open Casello, incornicia la porta d&#039;accesso dello spazio dedicato ai giovani, ridefinendo le distanze tra spazio pubblico e spazio condiviso ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e1f294f12cf.webp" length="71964" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 23:55:41 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>È stata inaugurata nella serata del 16 aprile 2026 presso <strong>Open Casello</strong>, l'installazione site-specific "<strong>Apside</strong>", dell'artista <strong>Mohammed El Hajoui</strong>. L'intervento, promosso dal <strong>Comune di Milano e BASE Milano</strong> è realizzato con il sostegno di <strong>Fondazione Banca Popolare di Milano</strong> e si inserisce nel palinsesto dell'<strong>Art Week</strong>. Nata come esito di un gesto partecipativo sviluppato insieme alla comunità di giovani che abita Open Casello, l'opera trasforma la soglia dell'ex casello daziario di piazzale Cantore in un luogo chiaramente riconoscibile, capace di instaurare un dialogo profondo con lo spazio esterno e con la cittadinanza. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'obiettivo è quello di invertire la percezione dell'ex casello daziario: da luogo chiuso e di passaggio, <strong>lo spazio si trasforma in un dispositivo di apertura e in un punto di riflessione condivisa sull'identità culturale. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>"Apside" rappresenta un nuovo tassello nel percorso di <strong>valorizzazione culturale e sociale </strong>di Open Casello, il progetto di rigenerazione urbana promosso dall'Assessorato alle Politiche Giovanili che nel 2024 ha trasformato l'ex casello daziario di Porta Genova in uno spazio dedicato ai giovani under 35. Un luogo di orientamento, sperimentazione culturale, attivazione civica e produzione artistica, in cui le attività sono pensate e sviluppate dai giovani per i giovani. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Presenti all'inaugurazione, l'assessora alle Politiche Giovanili <strong>Martina Riva</strong>, il presidente di Fondazione BPM, <strong>Umberto Ambrosoli</strong>, rappresentanti del <strong>Municipio 1 </strong>e del <strong>Municipio 6 </strong>e gli esponenti di BASE Milano, oltre ai volontari della comunità di Open Casello, sia quelli del primo biennio, che i giovani che hanno risposto alla call del Comune e, nel corso del 2026-27, prenderanno parte ad un percorso di formazione, sperimentazione e co-gestione degli spazi. L'evento ha sancito così un passaggio di testimone fondamentale, celebrando la continuità e la solidità della relazione con i giovani coinvolti nel progetto. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Con Apside – sottolinea l'assessora <strong>Riva</strong> – Open Casello si conferma come uno spazio in cui i giovani non sono solo destinatari, ma veri protagonisti nella costruzione di proposte per la città. In questi anni il Comune ha lavorato con continuità per aprire e restituire spazi alle nuove generazioni: luoghi che devono essere belli e attrattivi, ma anche capaci di stimolare riflessione e confronto. Installazioni come questa vanno esattamente in questa direzione, contribuendo a dare qualità e significato alla vita dello spazio pubblico».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Siamo molto orgogliosi di aver sostenuto il progetto di Open Casello – dichiara Umberto Ambrosoli, presidente di Fondazione BPM – perché rappresenta un esempio concreto di rigenerazione urbana e innovazione sociale, capace di trasformare uno spazio storico, finora poco utilizzato, in un luogo di incontro, crescita e partecipazione in particolar modo per i giovani. Il nostro impegno è, infatti, quello di favorire percorsi che rafforzino il dialogo tra istituzioni e comunità e che contribuiscano a costruire una città più aperta, equa e solidale».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«La scelta di lavorare con Mohammed El Hajoui – affermano gli esponenti di <strong>BASE Milano</strong> – nasce da una profonda affinità con la sua ricerca, che da tempo indaga le soggettività opacizzate e i processi di costruzione dell'identità. In un contesto come Milano, crocevia tra Europa e Mediterraneo, il suo lavoro ci è sembrato particolarmente capace di attivare una riflessione sullo spazio della soglia come luogo di passaggio ma anche di riconoscimento. Con Apside, questa dimensione si traduce in un intervento che trasforma un luogo di transito in uno spazio relazionale, dove identità diverse possono incontrarsi e rispecchiarsi. Il coinvolgimento diretto della comunità di Open Casello rende questo processo ancora più significativo, in linea con il lavoro che BASE porta avanti da anni sulle pratiche relazionali e sui propri framework curatoriali, orientati a costruire contesti di apertura, appartenenza e nuove forme di convivenza».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per Open Casello, Mohammed El Hajoui ha concepito un intervento site-specific che riflette sul significato della soglia come spazio di passaggio, di riconoscimento e incontro tra culture. L'opera prende forma a partire da uno degli elementi simbolici ricorrenti nella ricerca dell'artista, ovvero la porta, trasformando quella di Open Casello in un <strong>ingresso visibile e riconoscibile</strong>, in grado di invitare i cittadini ad attraversare il confine tra lo spazio pubblico e quello condiviso. L'intervento trasforma così la soglia di Open Casello in un <strong>dispositivo simbolico di accoglienza</strong>, un confine da attraversare per immaginare nuove forme di comunità e di relazione nello spazio urbano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il titolo "Apside" trae ispirazione dall'omonimo <strong>termine astronomico che indica i punti di massima vicinanza o distanza di un corpo celeste dal suo centro orbitale</strong>. Immaginando Open Casello come un centro di gravità, l'opera interpreta i percorsi personali e professionali dei ragazzi e delle ragazze come orbite in continuo movimento e il Casello come il punto di massima vicinanza alla loro realizzazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«La mia pratica – spiega <strong>Mohammed El Hajoui</strong> – nasce in relazione con il contesto sociale e si sviluppa attraverso processi partecipativi che attivano comunità e inclusione. Al centro del mio lavoro c'è la soglia, intesa come spazio di incontro e possibilità: non un confine, ma un luogo in cui identità diverse possono avvicinarsi. Questo intervento è un invito ad attraversare, riconoscersi e immaginare nuove forme di appartenenza, trasformando un'esperienza personale in uno spazio collettivo di relazione».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Open Casello è un progetto dell'Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Milano in partnership con BASE Milano, Codici e l'Istituto di Cooperazione Economica Internazionale. Nei suoi primi due anni di vita, si è configurato come uno spazio di ispirazione, relazione e progettazione, dove dare forma a idee e connessioni esplorando nuovi modi di concepire e vivere gli spazi pubblici della città. Il biennio 2026-2027 garantirà continuità al percorso trasformando Open Casello da esperimento pilota a vero e proprio strumento di innovazione sociale pianificata e di lungo periodo, in cui <strong>il dialogo tra istituzioni e giovani diventa uno strumento centrale per ridisegnare i servizi della città. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nel 2025, Open Casello ha ospitato oltre 70 eventi, coinvolgendo più di 1.500 utenti e 30 tra organizzazioni e associazioni, con attività che hanno riguardato le arti performative e audiovisive, con eventi come mostre e proiezioni o la produzione di un podcast dal vivo. E poi ancora eventi per la formazione culturale, la produzione creativa e l'inclusione sociale, oltre al costante impegno per una cittadinanza giovane e attiva. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Open Casello e l'intervento artistico di Mohammed El Hajoui sono inseriti all'interno della <strong>programmazione UNDER30</strong> di BASE Milano, che nasce per dare spazio alle nuove generazioni e favorire il loro coinvolgimento diretto nei processi di produzione culturale. Attraverso percorsi di formazione e mentoring, laboratori artistici, accompagnamento alla co-gestione degli spazi e co-produzione di format culturali, il programma sperimenta nuove modalità di apprendimento e partecipazione, ripensando le istituzioni culturali come luoghi di trasformazione sociale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>All'interno di questo processo, BASE Milano accompagna il percorso di crescita delle comunità giovanili coinvolte promuovendo pratiche di co-gestione dello spazio e sostenendo processi di creazione collettiva con l'obiettivo di sperimentare un modello di governance partecipata, in cui le nuove generazioni possano contribuire attivamente alla gestione di uno spazio pubblico e alla costruzione di un ecosistema culturale aperto.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Meta: la Commissione Europea decide di ripristinare l&amp;apos;accesso a WhatsApp per gli assistenti IA appartenenti a terzi</title>
<link>https://www.italia24.news/meta-la-commissione-europea-decide-di-ripristinare-laccesso-a-whatsapp-per-gli-assistenti-ia-appartenenti-a-terzi</link>
<guid>https://www.italia24.news/meta-la-commissione-europea-decide-di-ripristinare-laccesso-a-whatsapp-per-gli-assistenti-ia-appartenenti-a-terzi</guid>
<description><![CDATA[ La Commissione europea invia una nuova comunicazione degli addebiti a Meta chiedendo eventuali misure provvisorie per revocare l&#039;esclusione da WhatsApp degli assistenti basati sull&#039;IA di proprietà di terzi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e1f278bc6d5.webp" length="5472" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 23:55:35 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La Commissione europea ha inviato a <strong>Meta</strong> una comunicazione degli addebiti supplementare in cui annuncia la propria intenzione di ordinare alla stessa Meta il<span> </span><b>ripristino dell'accesso a WhatsApp per gli assistenti basati sull'IA appartenenti a terzi</b>. Tale ripristino dovrà assicurare le stesse condizioni vigenti prima del cambio di strategia adottato da Meta il 15 ottobre 2025. Il comportamento della società Meta rischia infatti di impedire ai concorrenti di entrare o espandersi nel mercato degli assistenti basati sull'IA, attualmente in rapida crescita. Nonostante le modifiche annunciate da Meta il 4 marzo 2026, la Commissione intende pertanto<span> </span><b>imporre misure provvisorie per evitare che tali cambiamenti della strategia aziendale causino un danno grave e irreparabile al mercato</b>, senza pregiudizio alla risposta e ai diritti di difesa di Meta.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">In una decisione di avvio del procedimento distinta, oggi la Commissione - in collaborazione con l'autorità italiana garante della concorrenza - ha esteso la propria indagine anche all'Italia. Pertanto le conclusioni della Commissione riguardano ormai l'intero SEE.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Le misure provvisorie rimarrebbero in vigore fino al completamento dell'indagine da parte della Commissione e all'adozione di una decisione definitiva sul comportamento di Meta.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"><strong>Teresa</strong><span> </span><b>Ribera</b>, Vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva, ha dichiarato: «Spingere fuori i concorrenti dai mercati in rapida evoluzione come quello dell'IA è esattamente il tipo di condotta che ci ha portato a concepire le misure provvisorie. L'avere sostituito il divieto legale con una politica dei prezzi che ha un effetto analogo non modifica la nostra opinione preliminare: il comportamento di Meta sembra costituire un abuso della propria posizione dominante, il quale può danneggiare gravemente la concorrenza sul mercato degli assistenti basati sull' IA. Proseguiamo dunque nell'iter verso l'imposizione di misure provvisorie, che ripristinerebbero il pieno accesso degli assistenti basati sull'IA concorrenti a WhatsApp. Non ci fermeremo fino a quando non avremo analizzato la questione nella sua interezza».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il comunicato stampa è disponibile<span> </span></span><span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_805" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">online.</span></a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Google: le misure della Commissione Europea per garantire la conformità al regolamento sui mercati digitali</title>
<link>https://www.italia24.news/google-le-misure-della-commissione-europea-per-garantire-la-conformita-al-regolamento-sui-mercati-digitali</link>
<guid>https://www.italia24.news/google-le-misure-della-commissione-europea-per-garantire-la-conformita-al-regolamento-sui-mercati-digitali</guid>
<description><![CDATA[ La Commissione Europea, al fine di regolare il mercato digitale, propone a Google una serie di misure sulla condivisione dei dati dei motori di ricerca con terzi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e1f259ea87d.webp" length="24844" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 23:55:28 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La Commissione europea ha inviato a <strong>Google</strong> le proprie conclusioni preliminari contenenti le misure proposte per <strong>garantire la conformità</strong> al<span> </span></span><span><a href="https://digital-markets-act.ec.europa.eu/latest-news_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener"><span lang="IT">regolamento sui mercati digitali</span></a></span><span lang="IT">. Nell'ambito di tali misure, <strong>Google dovrebbe consentire ai motori di ricerca appartenenti a terzi di accedere ai dati di ricerca (dati relativi a posizionamento, ricerca, click e visualizzazione, ecc.) a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">L'obiettivo delle misure è consentire ai motori di ricerca online appartenenti a terzi, o "beneficiari dei dati", di ottimizzare i propri servizi di ricerca e di entrare in concorrenza con Google Search, che detiene attualmente una posizione dominante.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"><strong>Teresa</strong><span> </span><b>Ribera</b>, Vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva, ha dichiarato: «La decisione odierna stabilisce le specifiche che Google dovrebbe seguire per rispettare gli obblighi imposti dal regolamento sui mercati digitali. I dati sono un input fondamentale per la ricerca online e per lo sviluppo di nuovi servizi, compresa l'IA. L'accesso a tali dati non dovrebbe essere limitato in modo tale da poter nuocere alla concorrenza. Nei mercati in rapida evoluzione, piccoli cambiamenti possono rapidamente avere un forte impatto. Non ammetteremo alcuna pratica che rischi di chiudere i mercati o di limitare la scelta degli utenti. Invitiamo ora i portatori di interessi a condividere le loro opinioni, in modo da garantire che le misure siano efficaci nella pratica e funzionino per l'intero ecosistema della ricerca».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"><strong>Henna</strong><span> </span><b>Virkkunen</b>, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: «I motori di ricerca devono essere in grado di innovare e di stare al passo con l'evoluzione delle esigenze degli utenti. Il nostro lavoro per creare opportunità in questo settore prosegue in un momento cruciale come questo,  caratterizzato dalla crescente interconnessione con i servizi di IA. Attraverso questa consultazione pubblica intendiamo raccogliere il parere del mercato sui modi più efficaci in cui Google può condividere i dati di ricerca con i fornitori di motori di ricerca online concorrenti. Il nostro obiettivo resta quello di promuovere l'innovazione e una competitività equa».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Per garantire l'efficacia delle misure proposte, la Commissione lancia una consultazione pubblica attraverso la quale invita le parti interessate a presentare osservazioni sul tema.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il<span> </span></span><span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_26_825" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">comunicato stampa</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>è disponibile online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Astronomia: osservata con precisione l&amp;apos;emissione dei raggi X generata all&amp;apos;interno del Sistema solare</title>
<link>https://www.italia24.news/astronomia-osservata-con-precisione-lemissione-dei-raggi-x-generata-allinterno-del-sistema-solare</link>
<guid>https://www.italia24.news/astronomia-osservata-con-precisione-lemissione-dei-raggi-x-generata-allinterno-del-sistema-solare</guid>
<description><![CDATA[ Un team internazionale, nato da una collaborazione tra l&#039;Istituto Max Planck per la Fisica Extraterrestre in Germania e l&#039;Istituto Nazionale di Astrofisica, ha isolato per la prima volta l&#039;emissione di raggi X prodotta nel Sistema solare da un fenomeno noto come scambio di carica del vento solare ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e1f22bab4f0.webp" length="68886" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 23:55:23 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Un team internazionale, nato da una collaborazione tra <strong>l'Istituto Max Planck per la Fisica Extraterrestre di Garching, in Germania, e l'Istituto Nazionale di Astrofisica,</strong> grazie a un finanziamento dell'<strong>European Research Council</strong>, è riuscito </span><span>per la prima volta a <strong>caratterizzare con precisione l'emissione dei raggi X generata all'interno del Sistema solare</strong> rispetto a emissioni simili provenienti dallo spazio profondo.</span><span> Lo studio, pubblicato sulla rivista </span><strong>Science</strong><span>, è stato realizzato grazie ai dati del <strong>telescopio spaziale SRG/eROSITA</strong> (costruito dall'Istituto Max Planck per la Fisica Extraterrestre - MPE) e al <strong>progetto "Hot Milk",</strong> finanziato tramite il <strong>Consolidator Grant dell'European Research Council</strong> il cui responsabile scientifico è <strong>Gabriele Ponti</strong>, ricercatore dell'INAF di Milano.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il bagliore a raggi X si genera quando gli <strong>ioni pesanti</strong> contenuti nel <strong>vento solare</strong> - come carbonio e ossigeno - catturano elettroni da atomi neutri presenti nella parte più esterna dell'atmosfera terrestre (detta <span class="v1LI v1ng">geocorona)</span> e in tutto il Sistema solare (eliosfera). Finora, questa emissione - nota come "<strong>scambio di carica del vento solare</strong>" -  era considerata un semplice rumore di fondo che interferiva con le misurazioni di temperatura e densità degli ammassi di galassie e del plasma galattico, dati fondamentali per lo sviluppo dei modelli cosmologici. Sfruttando la posizione privilegiata di <span class="v1LI v1ng">eROSITA,</span> che si trova a 1,5 milioni di km dalla Terra, nel cosiddetto punto lagrangiano L2, è stato possibile mappare il cielo con grande precisione quattro volte tra il 2019 e il 2021. Questo ha permesso di ottenere la <strong>mappa più nitida mai realizzata del cielo nei raggi X "morbidi".</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Eravamo interessati a studiare l'emissione nei raggi X della Via Lattea, in particolare il mezzo <span class="v1LI v1ng">circumgalattico</span> che dovrebbe estendersi in una grande sfera di plasma attorno alla nostra Galassia», spiega </span><span><strong>Gabriele Ponti</strong>, </span><span>tra i primi autori del lavoro. «Analizzando i dati di eROSITA, abbiamo notato variazioni significative e inaspettate in questa radiazione diffusa. Abbiamo capito che non potevano provenire da strutture galattiche distanti, che sono costanti, ma dovevano essere legate a un fenomeno molto più vicino a noi: lo scambio di carica del vento solare».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Siamo poi riusciti a isolare questa componente di radiazione locale», commenta </span><strong>Konrad Dennerl</strong><span>, ricercatore del Max Planck e primo autore del lavoro. «In questo modo, non solo abbiamo ricostruito un'immagine non alterata delle emissioni provenienti dallo spazio profondo, <span class="v1Lm v1ng">ma anche</span> ottenuto preziose informazioni sul vento solare emesso in tutte le direzioni, oltre alle sue variazioni nell'arco di due anni».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>I dati rivelano che </span><span>questa</span><span> </span><span>emissione</span><span> </span><span>segue</span><span> </span><span>il</span><span> </span><strong>ciclo solare</strong><span>: debole durante il minimo di attività e intensa durante l'aumento dell'attività. «Con questo lavoro, quello che prima era un ostacolo diventa un potente strumento diagnostico per <span class="v1LI v1ng">l'eliofisica,</span> permettendo di studiare i componenti del vento solare e la sua interazione con il mezzo interstellare», conclude <strong>Ponti</strong>. «Comprendere come le dinamiche dell'eliosfera modifichino l'aspetto del cielo in banda X è fondamentale per interpretare correttamente la fase calda della Via Lattea».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Link all'articolo: "<a href="http://www.science.org/doi/10.1126/science.adt9147" target="_blank" rel="noopener">Determination of the Solar System contribution to the soft X–ray sky</a><span>", di K. <span class="v1LI v1ng">Dennerl,</span> G. Ponti, X. Zheng, M. J. Freyberg, S. Friedrich, Th. Müller, M. C. H. Yeung</span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Torino: la quinta edizione a tema &amp;quot;Soluzioni&amp;quot; della manifestazione culturale Biennale Tecnologia</title>
<link>https://www.italia24.news/torino-la-quinta-edizione-a-tema-soluzioni-della-biennale-tecnologia</link>
<guid>https://www.italia24.news/torino-la-quinta-edizione-a-tema-soluzioni-della-biennale-tecnologia</guid>
<description><![CDATA[ A Torino, da mercoledì 15 a domenica 19 aprile, oltre 120 appuntamenti con più di 300 ospiti da tutto il mondo con la quinta edizione &quot;Soluzioni&quot; della manifestazione culturale Biennale Tecnologia organizzata dal Politecnico di Torino ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e0a10a3b79b.webp" length="42226" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 16:41:56 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Torna a <strong>Torino</strong> per la sua <strong>quinta edizione Biennale Tecnologia</strong>, manifestazione culturale organizzata dal <strong>Politecnico di Torino</strong> e dedicata a esplorare il rapporto tra tecnologia e società, <strong>da mercoledì 15 a domenica 19 aprile. </strong>Il titolo scelto per questa edizione è <strong>Soluzioni</strong>, tema che ruota attorno a un interrogativo fondamentale: in che modo la tecnologia può essere messa al servizio dell'interesse collettivo? Le grandi trasformazioni del presente – ambientali, energetiche, sociali, culturali e digitali – vengono affrontate non solo per metterne in luce le criticità, ma per individuare risposte reali, applicabili e condivise. Un ricco e articolato programma, quindi, con un obiettivo: colmare il divario tra le scienze tecnologiche e le scienze umane, all'insegna del claim manifestazione: "Tech Cultures".</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L'obiettivo della manifestazione è <strong>andare oltre l'alternativa tra entusiasmo e pregiudizi, creando uno spazio di confronto aperto tra scienze, saperi umanistici, arti e società civile.</strong> In questo dialogo, insieme a oltre <strong>300 ospiti nazionali e internazionali e in oltre 120 appuntamenti</strong>, si analizzerà l'impatto delle innovazioni in ambiti come istruzione, lavoro, economia, salute, politica, relazioni e produzione culturale.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 style="text-align: left;">LE NOVITÀ</h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">I <strong>CURATORI:</strong> Il programma di Biennale Tecnologia è curato da <strong>Guido Saracco</strong> e dai co-curatori Simone Arcagni, il collettivo Frame - Divagazioni scientifiche (<strong>Alberto Agliotti, Emiliano Audisio, Francesca Calvo, Enrica Favaro, Beatrice Mautino), Federico Bomba</strong> (Sineglossa). Sono quattro i filoni tematici seguiti: Saracco ha coordinato l'intero programma e nello specifico si è focalizzato sul filone dedicato <strong>all'impatto dell'IA</strong> e alle trasformazioni che implica nella società e nel rapporto con l'essere umano; Arcagni sul <strong>rapporto tra cultura e tecnologia</strong>; il collettivo Frame - Divagazioni scientifiche, si è occupato di incontri che in maniera trasversale toccano più argomenti, <strong>dallo spazio alla salute</strong>; Bomba (Sineglossa), invece, hanno curato due mostre inserite nel programma, <strong>Framing Problems e Dati Sensibili.</strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>LE SEDI:</strong> La V edizione di Biennale Tecnologia si distingue per la sua presenza diffusa nello spazio urbano: quest'anno infatti la manifestazione non si limita a coinvolgere gli ambienti accademici del Politecnico di Torino, che rimane la sede centrale, ma <strong>si estenderà in maniera capillare nella città</strong>. Le sedi che accoglieranno il programma di Biennale Tecnologia saranno: Circolo dei lettori e delle lettrici, Accademia delle Scienze di Torino, Oratorio di San Filippo Neri, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Teatro Regio, Piazza San Carlo, Teatro Carignano, Unione Industriali Torino, OGR Torino, Teatro Vittoria, CAP10100, Conservatorio Statale di Musica "Giuseppe Verdi" di Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Museo Egizio, Palazzo Birago - Camera di commercio di Torino, Museo Nazionale del Cinema, Museo Nazionale dell'Automobile, Gallerie d'Italia – Torino, Area X, XKè? Il laboratorio della curiosità.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 style="text-align: left;">UNO SGUARDO SUL PROGRAMMA</h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Anche questa edizione di Biennale Tecnologia propone al suo ampio pubblico non solo incontri e lezioni, ma anche <strong>mostre, laboratori, attività per le scuole e iniziative diffuse</strong>, trasformando Torino in un laboratorio temporaneo di sperimentazione e confronto.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>LE INAUGURAZIONI: </strong>Sarà <strong>Alessandro Vespignani</strong>, fisico italiano, a tenere la lectio magistralis di inaugurazione della manifestazione. Il titolo dell'incontro è La co-evoluzione di essere umani e intelligenza artificiale: in un circolo continuo in cui dati e decisioni si influenzano reciprocamente, generando effetti sociali complessi, comprendere queste dinamiche è fondamentale per governare l'IA in modo responsabile, sul piano tecnico, etico e politico, e per rafforzare la consapevolezza critica dei cittadini. Inoltre, Biennale Tecnologia inaugura il programma anche con una rappresentazione teatrale, che quest'anno sarà firmata da <strong>Marco Paolini</strong>: lo spettacolo <strong>Dov'è il Po?</strong>. In scena, <strong>Mirko Artuso, Marta Dalla Via, Ted Keijser </strong>raccontano il Po come realtà fisica e politica, mostrando come i fiumi superino i confini nazionali e "ragionino" per bacini idrografici più che per Stati.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>GLI OSPITI: </strong>Saranno diversi i nuclei tematici che verranno affrontati: interfacce cervello-macchina; geopolitica e democrazia della tecnologia; la tecnologia e le scienze umane a confronto; l'IA e il digitale tra lavoro, economia e formazione; uno sguardo verso lo spazio; medicina, matematica e innovazione; sport e benessere e nuove tecnologie; sostenibilità, ambiente e risorse; l'IA tra poesia, robotica ed etica. </p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Numerosi gli accademici e gli esperti provenienti da ogni parte del mondo, come, tra gli altri: <strong>Mitchell Baker,</strong> co-fondatrice di Mozilla ed ex presidente della Mozilla Foundation e della Mozilla Corporation, in dialogo con il giornalista <strong>Philip Di Salvo</strong>, discuterà su cosa resta della promessa di un web libero e su come evitare di diventare merce digitale; <strong>Rukmini Bhaya Nair</strong>, linguista indiana, in dialogo con <strong>Christian Greco</strong>, direttore del Museo Egizio, ripercorrerà la storia della traduzione, dalla Stele di Rosetta fino alle tecnologie di intelligenza artificiale, come tentativo umano di superare le barriere linguistiche; <strong>Michael Crawley</strong>, antropologo e maratoneta, con <strong>Giorgia Bollati</strong>, giornalista, parlerà di sport per capire dove arriva l'umano, dove la macchina, dove la cultura e come il loro intreccio stia trasformando questo mondo; <strong>Iryna Gurevych</strong>, informatica ucraina, parlerà di Large Language Model (LLM), che affonda le radici nella ricerca sulla traduzione automatica, in dialogo con <strong>Renato Beninatto</strong>, linguista; <strong>Karen Hao</strong>, giornalista pluripremiata e lead designer della AI Spotlight Series del Pulitzer Center, racconterà dall'interno l'ascesa di OpenAI spiegando perché la posta in gioco non sia soltanto la tecnologia, ma la democrazia; Joe R. Lansdale, scrittore statunitense, rifletterà con <strong>Andrea Malaguti,</strong> direttore de La Stampa, su come, dall'horror al noir fino alla fantascienza, le storie possano trasformare la paura in energia civile e diventare strumenti per interpretare il presente e immaginare futuri più umani; <strong>Amanda Hess</strong>, giornalista statunitense, invece proporrà una riflessione su tecnologia e maternità, mostrando come gli algoritmi possano scandire il tempo di una gravidanza; <strong>Chen Qiufan</strong>, esperto di informatica e cultura digitale e tra i più noti autori cinesi di fantascienza, in dialogo con <strong>Nicoletta Vallorani</strong>, scrittrice, indagherà il potenziale della fantascienza come chiave per comprendere meglio il nostro mondo; <strong>Waseem Qasim</strong>, medico ricercatore britannico-pakistano, invece, sarà in dialogo con <strong>Luigi Naldini</strong>, direttore dell'Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica: due pionieri della terapia genica racconteranno come nuove tecnologie stiano cambiando il modo di curare malattie un tempo senza soluzione, dalla modifica del DNA alle CAR-T universali, con uno sguardo alle frontiere della medicina e alle sfide etiche che le accompagnano; <strong>Marcus du Sautoy</strong>, celebre matematico inglese, in dialogo con il giornalista <strong>Gabriele Beccaria</strong>, guiderà il pubblico in un percorso dedicato al legame profondo tra numeri e arte, attraversando esempi che spaziano dall'arte visiva alla letteratura; <strong>Daniel Susskind</strong>, scrittore e accademico inglese, e <strong>Pietro Garibaldi</strong>, economista del lavoro, parleranno del paradosso della crescita economica che, pur avendo favorito la più ampia riduzione della povertà estrema mai osservata, oggi spesso alimenta crisi climatica, disuguaglianze e precarietà più di quanto diffonda benessere; <strong>Daniel Oberhaus</strong>, autore, in dialogo con <strong>Giovanni Petri</strong>, matematico, proverà a rispondere a questa domanda: se un giorno un'intelligenza extraterrestre si presentasse davvero come potremmo dialogare con essa? E ancora: il talk L'arte tra le pieghe del presente digitale sarà un'occasione per scoprire come l'arte ci permetta di abitare il presente in modo attivo, trasformando la complessità digitale in uno spazio di partecipazione e riflessione consapevole. L'incontro è in occasione della mostra Framing Problems e sarà con <strong>Hito Steyerl</strong>, regista tedesca e tra le figure più influenti dell'arte contemporanea a livello internazionale, <strong>Martyna Marciniak</strong>, artista polacca premiata con l'Award of Distinction al Prix Ars Electronica 2025, e <strong>Roberto Fassone</strong>, artista visivo vincitore del Premio MAXXI BVLGARI per l'arte digitale 2024.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Molti anche gli ospiti dall'Italia, come, tra gli altri: <strong>Simone Arcagni</strong>, tra i co-curatori dell'edizione, parlerà di come la fisica quantistica abbia prodotto immaginari in cinema, poesia, arte e cultura, colonizzando l'immaginario contemporaneo; <strong>Massimo Banzi,</strong> fondatore di Arduino, condurrà in un inaspettato e divertente viaggio tra le tecnologie digitali e porterà il suo canale social Supermoderno a Biennale trasformandolo in una lezione-spettacolo; <strong>Paolo Benanti</strong>, teologo, filosofo ed esperto di etica dell'intelligenza artificiale, si occuperà del rapporto tra essere umano e IA interrogandosi sulla possibilità di ridurre l'uomo a un algoritmo o sull'esistenza di una dimensione irriducibile dell'umano; <strong>Silvia Bencivelli</strong>, giornalista e divulgatrice scientifica, proporrà un racconto inusuale della storia della medicina attraverso episodi poco noti; <strong>Giulio Boccaletti</strong>, fisico e direttore scientifico del CMCC, spiegherà con <strong>Alberto Agliotti</strong>, dell'associazione Frame - Divagazioni scientifiche, perché gestire gli ecosistemi è diventato strategico quanto gestire strade e ponti, riflettendo su come riportare la natura al centro delle decisioni politiche ed economiche; <strong>Mario Bonafè</strong>, giurista, <strong>Claudio Giunta</strong>, saggista, e <strong>Linus</strong>, conduttore radiofonico italiano, saranno in dialogo per parlare di intelligenza artificiale e creatività, mettendo in discussione i confini tra ispirazione, rielaborazione e appropriazione; <strong>Dario Bressanini,</strong> chimico e divulgatore, in dialogo con <strong>Enrica Favaro</strong> smonterà le "bufale alimentari" con l'unico ingrediente che non scade mai, il metodo scientifico, riconoscendo che l'unica regola universale delle diete è la termodinamica; <strong>Marica Branchesi</strong>, astrofisica del Gran Sasso Science Institute, e <strong>Michele Punturo</strong>, fisico e coordinatore internazionale del progetto Einstein Telescope, racconteranno come e perché l'Europa stia costruendo questo telescopio che vuole essere un orecchio puntato sull'universo; <strong>Maccio Capatonda</strong>, comico e attore, con <strong>Francesco Marino</strong>, giornalista e digital strategist, indagherà il cortocircuito sull'interconnessione e l'isolamento individuale, analizzando come digitale e intelligenza artificiale intervengano per rimuovere gli attriti e gli imprevisti della vita reale; <strong>Maurizio Cheli</strong>, astronauta, parlerà invece della nuova era dell'esplorazione spaziale, dalle missioni verso Marte alla ricerca di vita oltre il Sistema Solare; <strong>Paolo Cirio</strong>, artista e attivista, indagherà come la scienza quantistica possa compromettere la crittografia odierna con conseguenze potenzialmente pericolose per la società; <strong>Andrea Colamedici</strong>, filosofo, <strong>Piero Benassi</strong>, diplomatico, <strong>Elisa Martinotti</strong>, ingegnere, e <strong>Annalisa Pelizza</strong>, docente di Science and Technology Studies, a partire dall'incontro su sovranità, conoscenza, algoritmi: le nuove geografie del potere globale; <strong>Stefano Corgnati, </strong>rettore del Politecnico di Torino, terrà un incontro su come le tecnologie digitali e l'IA stanno trasformando il settore bancario e finanziario, in dialogo con <strong>Gian Maria Gros-Pietro</strong>, Presidente Intesa Sanpaolo, per indagare le trasformazioni in atto nel settore bancario e finanziario e le prospettive future; <strong>Giovanni De Gennaro</strong>, canoista italiano e campione olimpico, esplorerà invece il rapporto tra sport e intelligenza artificiale attraverso l'esempio della canoa insieme a <strong>Paolo Bongioanni</strong>, Assessore allo Sport della Regione Piemonte, <strong>Antonio Rossi</strong>, ex canoista e campione olimpico, presidente della Federazione Italiana Canoa e Kayak, <strong>Luca Ulrich</strong>, ingegnere informatico e ricercatore al Politecnico di Torino; <strong>Sergio Della Sala</strong>, neuroscienziato, con il vice-direttore de La Stampa <strong>Gianni Armand-Pilon</strong>, spiegherà invece perché il nostro cervello funziona così, cosa insegnano amnesie e falsi ricordi e come riconoscere le pseudoscienze che promettono memorie perfette; <strong>Donatella Della Ratta</strong>, studiosa dei media specializzata in Medio Oriente, con <strong>Lorenzo Gerbi</strong>, co-direttore di Baltan Laboratories e designer, proporrà un incontro su come l'intelligenza artificiale generativa possa influenzare azioni e convinzioni attraverso l'anticipazione visiva del futuro; <strong>Dario Fabbri,</strong> giornalista, insieme con <strong>Antonello Barone</strong>, consulente politico e professionista in public affairs, aprirà invece una riflessione sul cambio di paradigma geopolitico innescato dall'emergere della Cina come nuovo sfidante dell'impero americano; <strong>Maurizio Ferraris</strong>, filosofo, sarà invece presente in un incontro sul ruolo dei dati come risorsa per il bene comune, in dialogo con <strong>Mauro Guerra,</strong> Cofondatore ed Executive Director di Ethéra Advisory, e <strong>Michele Petrocelli</strong>, Dirigente Generale del Dipartimento del Tesoro presso il Ministero dell'Economia e Finanze; <strong>Tommaso Ghidini</strong>, capo della Divisione di Strutture, Meccanismi e Materiali dell'Agenzia Spaziale Europea, affronterà il tema dello spazio come nuovo terreno di competizione tra grandi potenze e la scelta cruciale per l'Europa tra autonomia e dipendenza; <strong>Gabriele Giacomini</strong>, docente di Teoria Politica e Digitale, insieme con <strong>Francesca Lagioia</strong>, docente di Scienze Giuridiche, analizzerà l'ascesa del potere delle Big Tech negli Stati Uniti e il loro intreccio con la politica, tra sorveglianza digitale e pubblicità comportamentale che minacciano privacy e autonomia; <strong>Paolo Granata</strong>, accademico, parlerà di IA e apprendimento generativo, sottolineando come l'intelligenza artificiale abbia ridisegnato le mappe dell'apprendimento e con esse sono cambiati anche i percorsi del sapere; <strong>Michelangelo Mercuri,</strong> in arte N.A.I.P., musicista, parlerà di piattaforme e pubblici, strumenti digitali e creatività; <strong>Riccardo Luna</strong>, giornalista, con <strong>Guido Saracco</strong>, curatore di Biennale Tecnologia, proporrà invece una riflessione critica sulla gestione del digitale, tra concentrazione di potere nelle piattaforme, disinformazione e dipendenze; <strong>Pietro Lafiandra</strong>, regista, con <strong>Simone Arcagni</strong>, co-curatore di Biennale Tecnologia, presenterà una selezione di cortometraggi che esplorano l'intelligenza artificiale come dispositivo culturale capace di ridefinire immaginari, linguaggi e il ruolo stesso dell'autore cinematografico; <strong>Tommaso Pincio</strong>, scrittore e traduttore di grandi autori di fantascienza, parlerà con la scrittrice <strong>Chiara Stangalino</strong> di immaginari tecnologici, scrittura, scienza e tecnologia; <strong>Alfio Quarteroni</strong>, matematico, in dialogo con <strong>Fabio Pammolli</strong>, matematico ed economista, e <strong>Alberto Anfossi</strong>, Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo, aprirà la scatola nera degli algoritmi per mostrare come l'IA stia trasformando industria, lavoro e società, in un dialogo tra chi studia le fondamenta dell'IA e chi la porta nelle imprese, per capire dove funziona, dove può fallire e come governarla; <strong>Antonio Somaini</strong>, docente di teoria del cinema, dei media e della cultura visuale; <strong>Mariarosaria Taddeo</strong>, filosofa, si concentrerà sulla trasformazione delle democrazie digitali, giuste e pluraliste, promotrici di stabilità e sostenibilità; <strong>Massimo Temporelli</strong>, fisico, inviterà invece il pubblico a visitare i suoi taccuini presentando invenzioni e leggi della fisica con una matita, un foglio, ingegno, creatività e una non comune capacità di divulgazione; <strong>Giorgio Vallortigara</strong>, neuroscienziato, rifletterà invece sulle attuali differenze tra intelligenza artificiale e intelligenza biologica, con particolare riferimento alla prospettiva di una coscienza artificiale; <strong>Jacopo Veneziani</strong>, storico d'arte, proporrà una lectio sulle opportunità e sui rischi della divulgazione culturale digitale: dalla semplificazione eccessiva alla spettacolarizzazione, fino alla responsabilità etica e passando attraverso il rapporto arte-tecnologia; <strong>Gustavo Zagrebelsky</strong>, giurista ed ex Giudice della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana, insieme a <strong>Serena Mazzini</strong>, autrice, terrà un incontro su come polarizzazione e intolleranza verso il dissenso stiano indebolendo il confronto democratico, anche a causa degli algoritmi dei social che creano spazi chiusi e identità contrapposte.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>LE MOSTRE:</strong> Quest'anno è stato dato grande rilievo alla relazione tra tecnologia e mondi espressivi tradizionalmente distanti dalle discipline tecniche, attraverso i format delle esposizioni artistiche e le mostre. Parte integrante dell'edizione di Biennale Tecnologia sono le due mostre in programma curate da <strong>Federico Bomba</strong>, presidente di Sineglossa – Framing Problems e Dati sensibili – e l'installazione BLACK-OUT. Energia, interazioni e mitocondri a cura di <strong>Vincenzo Guarnieri</strong>. Framing Problems, di Biennale Tecnologia e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, co-curata da <strong>Bernardo Follini</strong>, è una mostra diffusa in sei sedi cittadine che coinvolge otto artisti internazionali e propone un focus sull'uso e sull'impatto delle nuove tecnologie nella società. Il progetto propone l'arte come pratica per indagare i modi in cui questioni cruciali come la guerra, il genocidio, la disinformazione entrano nel discorso pubblico in un presente in cui le crisi ambientali, le trasformazioni sociali e le accelerazioni tecnologiche si intrecciano. Le opere, concepite come dispositivi di attenzione nello spazio pubblico, invitano a rallentare e osservare criticamente le contraddizioni del presente digitale. Dati sensibili, a cura di Federico Bomba e ospitata al Museo Nazionale del Risorgimento, nasce da una collaborazione con l'Associazione Archivio Storico Olivetti per interrogare il presente attraverso tre temi fondativi: città, tecnologia e lavoro. Il percorso espositivo alterna materiali d'archivio e macchine olivettiane, rendendo tangibile la materialità del sapere e la sua stratificazione nel tempo, restituendo ai dati la loro dimensione originaria di esperienza e di lavoro umano. L'esperienza analogica si conclude nella Sala dei Plebisciti con un incontro di carattere fortemente sperimentale.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>GLI SPETTACOLI:</strong> Come nelle passate edizioni, Biennale Tecnologia incontra il pubblico anche con diversi spettacoli in programma, come Automavie. La vita a rendere, da un soggetto di <strong>Luca De Biase</strong>, con l'adattamento e regia di <strong>Sergio Ferrentino</strong> e musiche originali di <strong>Gianluigi Carlone</strong>. Lo spettacolo è un esperimento radicale che attraversa il pianeta: Automavie promette di liberare l'umanità dal lavoro grazie a robotica avanzata e intelligenza artificiale, garantendo beni e servizi a cinquemila tester distribuiti nei cinque continenti. Prometeo Talks, con la regia di Gabriele Vacis, intreccia il mito eschileo con le visioni contemporanee di <strong>Federico Ferrero, Diego Nargiso, Guido Saracco, Angelica Savoini e Virginia Vergero,</strong> accompagnati da <strong>Vacis e dagli attori di POEM – Potenziali Evocati Multimediali</strong>. Lo spettacolo fonde parola accademica e coro scenico, tra intelligenza artificiale, ambiente, lavoro, nel segno del fuoco di Prometeo. Machiavelli Music, invece, presenta due spettacoli: il primo, Tecnomusik. Neurodinamiche dell'esperienza musicale: tra entrainment rimodellamento plastico sarà con <strong>Alice Mado Proverbio</strong> e con la performance musicale degli allievi del Conservatorio Statale di Musica "Giuseppe Verdi" di Torino. L'incontro affronterà inoltre il tema della neuroplasticità, mostrando come la pratica e l'ascolto della musica possano indurre cambiamenti funzionali e strutturali nel cervello umano. Il secondo spettacolo, invece, Tecnomusik. Il libro del mondo è scritto in musica sarà con <strong>Telmo Pievani</strong>, le musiche di <strong>Giorgio Li Calzi</strong> e con la performance musicale di un gruppo Jazz di allievi del Conservatorio di Torino. Lo spettacolo racconta il legame sorprendente tra matematica e natura, mostrando come idee nate per gioco nella mente degli scienziati si rivelino strumenti fondamentali per comprendere il mondo. E ancora: Retrofuturo, per la regia di <strong>Antonella Questa</strong>, è una commedia brillante che riflette su ciò che cambia, su ciò che resiste e su ciò che vale ancora la pena rivendicare. In scena, <strong>Francesca Fiore e Sarah Malnerich</strong> rappresentano due donne, due epoche, e, in un appuntamento dal parrucchiere, emergono problemi diversi e la stessa identica domanda: e se la realtà a cui siamo abituate non fosse la migliore possibile? Inoltre, verrà presentato lo spettacolo La sussurratrice – Dialogo con una macchina con <strong>Olivia Manescalchi e Guido Saracco</strong>, per la regia di <strong>François-Xavier Frantz</strong>, con i danzatori della <strong>Roma City Ballet Company di Fabrizio di Fiore Entertainment </strong>e le coreografie di <strong>Manuel Paruccini</strong>, che racconta la progressione del rapporto tra uno Scienziato, programmatore e creatore di un'Intelligenza Artificiale e la sua Creatura. Socrate 16.22, invece, è uno spettacolo scritto da <strong>Filippo Gentili</strong>, con la consulenza scientifica del Politecnico Torino, per la regia di <strong>Ferdinando Ceriani</strong> e le musiche di <strong>Roberto Vallicelli</strong>. Lo spettacolo porta sul palco l'attore <strong>Stefano Accorsi</strong>, l'attrice <strong>Ludovica Martino</strong> e la scienziata <strong>Tatiana Tommasi</strong>, che affrontano il tema dell'intelligenza artificiale attraverso il rapporto tra un padre e una figlia, un legame profondissimo che non esclude scontri e separazioni. Infine, Soluzioni Sonore è uno spettacolo ideato da <strong>Diego Random</strong> e dal team creativo del Politecnico di Torino con una performance musicale di Loomy e la sua band. Una serata dedicata alla musica live e alla sperimentazione visiva nell'ambito di Biennale Tecnologia.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>TECNOLOGIA IN PIAZZA:</strong> La ricerca della comunità studentesca del Politecnico scende in piazza e arriva alla portata di tutti in un nuovo spazio in Piazza San Carlo sabato 18 e domenica 19 aprile: è Tecnologia in piazza, una vetrina dei team studenteschi dell'Ateneo. Nei diversi stand allestiti in piazza, i team avranno l'occasione di presentare al pubblico progetti, ricerche e prototipi all'avanguardia, frutto dei loro studi universitari, caratterizzati da un approccio multidisciplinare.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>TECNOLOGIA DIFFUSA:</strong> La V edizione di Biennale Tecnologia si apre sempre di più alla città di Torino, radicandosi con maggior forza sul suo ampio territorio. Torna anche quest'anno Tecnologia Diffusa, un vero e proprio programma parallelo di iniziative, pensato come percorso di avvicinamento alla manifestazione.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>POLITECNICO APERTO:</strong> Accogliere la comunità: giovedì 16 e venerdì 17 aprile il Politecnico di Torino aprirà le porte, i laboratori e i centri di ricerca e tornerà ad accogliere un pubblico sempre più ampio di curiosi e appassionati. Dopo il successo dell'ultima edizione, il programma di Politecnico Aperto sarà ulteriormente potenziato grazie a una moltiplicazione di spazi, attività, incontri, esperimenti e workshop.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>IL CAMPUS:</strong> Il Politecnico di Torino accoglie più di 200 studentesse e studenti provenienti da diverse regioni italiane, selezionati tramite un bando, che parteciperanno a un campus residenziale di quattro giorni.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Arte pubblica, Milano: inaugurata l&amp;apos;opera &amp;quot;Octospider&amp;quot; di Jeremy Deller in conclusione del progetto ArtLine Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/arte-pubblica-milano-inaugurata-lopera-octospider-di-jeremy-deller-in-conclusione-del-progetto-artline-milano</link>
<guid>https://www.italia24.news/arte-pubblica-milano-inaugurata-lopera-octospider-di-jeremy-deller-in-conclusione-del-progetto-artline-milano</guid>
<description><![CDATA[ In conclusione del progetto di arte pubblica ArtLine Milano, nel parco di Citylife è stata inaugurata l&#039;installazione interattiva e ludica &quot;Octospider&quot; dell&#039;artista britannico Jeremy Deller ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e0a131ad57e.webp" length="73330" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 16:41:54 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Il 15 aprile 2026 è stata inaugurata al <strong>Parco di CityLife</strong>, nell'ambito della <strong>Milano Art Week 2026</strong>, "<strong>Octospider</strong>", l'opera dell'artista britannico <strong>Jeremy Deller</strong> che completa il <strong>progetto di arte pubblica ArtLine Milano. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Concepita come <strong>un'installazione interattiva e ludica</strong>, che combina elementi ispirati al polpo e al ragno in una struttura polifunzionale e inclusiva. La scultura è progettata per accogliere fino a 70 bambini contemporaneamente e propone <strong>nove diverse attività pensate per stimolare creatività, gioco e capacità motorie,</strong> in un'ottica di valorizzazione dello spazio pubblico come luogo di relazione e partecipazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'opera è stata presentata alla presenza dell'assessore alla Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong>, dell'amministratore delegato di SmartCityLife, <strong>Roberto Russo</strong>, del curatore <strong>Roberto Pinto</strong> e dell'artista <strong>Jeremy Deller</strong>. A seguire, all'interno della <strong>Golden Goose Arena</strong>, è stato presentato il catalogo "<strong>ArtLine Milano Open Air Collection"</strong> che raccoglie le voci dei curatori e le testimonianze degli artisti protagonisti di ArtLine Milano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«ArtLine Milano è un progetto assolutamente originale e innovativo: grazie a questa idea, l'arte contemporanea a Milano ora abita spazi pubblici e verdi, offrendo a tutti - appassionati, turisti e passanti, grandi e piccoli - una collezione permanente gratuita e aperta al pubblico tutto il giorno», dichiara l'assessore alla Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Volevo realizzare un grande parco giochi che, in qualche modo, contrastasse le enormi torri che lo circondano», racconta <strong>Jeremy Deller</strong>. «Sapere che 'Octospider' resterà per sempre in un parco pubblico urbano è bello. Spero che i bambini lo scoprano», aggiunge l'artista londinese. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Con l'inaugurazione di "Octospider" si conclude ufficialmente "ArtLine Milano", il progetto di arte pubblica del Comune realizzato con la società SmartCityLife che dal 2014 ha progressivamente animato il parco di CityLife con nuove sculture e installazioni site-specific, fino a giungere a realizzare un vero e proprio museo d'arte contemporanea a cielo aperto, da mattina a sera, e completamente gratuito. Il percorso si articola in 19 opere permanenti, di cui otto frutto di un concorso tra artisti under 40 e le restanti realizzate da artisti di fama internazionale proprio per ArtLine Milano: molte di queste sono grandi installazioni, alcune delle quali già entrate a far parte dell'immaginario della città, come 'Coloris' di Pascale Marthine Tayou. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nell'ambito delle iniziative di ArtLine Milano sono previste due visite guidate gratuite del percorso sabato 18 aprile alle ore 16 e alle 18. Mappa interattiva, informazioni sulle opere e approfondimenti sul progetto sono disponibili sul sito del MUDEC - Museo delle Culture.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Diversificare l&amp;apos;approvvigionamento di materie prime critiche: la nuova piattaforma lanciata dalla Commissione Europea</title>
<link>https://www.italia24.news/diversificare-lapprovvigionamento-di-materie-prime-critiche-la-nuova-piattaforma-lanciata-dalla-commissione-europea</link>
<guid>https://www.italia24.news/diversificare-lapprovvigionamento-di-materie-prime-critiche-la-nuova-piattaforma-lanciata-dalla-commissione-europea</guid>
<description><![CDATA[ Bruxelles ha creato una piattaforma per aggregare la domanda di materie prime critiche e collegare imprese e fornitori, con l’obiettivo di diversificare le fonti, ridurre i rischi geopolitici e rafforzare la sicurezza economica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e0a0d9e73ad.webp" length="87352" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 16:41:52 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">la Commissione europea ha lanciato il primo invito a riunire acquirenti e fornitori nell'ambito del<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://energy-platform.ec.europa.eu/raw-materials" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">meccanismo per le materie prime</span></a></span><span lang="IT">. Attraverso questa piattaforma, gli acquirenti di <strong>materie prime critiche</strong> potranno aggregare la domanda e connettersi con fornitori, istituzioni finanziarie e operatori di stoccaggio.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il meccanismo per le materie prime rientra negli sforzi dell'UE volti a diversificare l'approvvigionamento di risorse critiche, sulla scia dell'esperienza maturata con la<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://wayback.archive-it.org/12090/20250614012657/https:/energy.ec.europa.eu/topics/energy-security/eu-energy-platform_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">piattaforma dell'UE per l'energia</span></a></span><span lang="IT">. Poiché l'industria europea continua a dipendere in larga misura da un numero limitato di fornitori provenienti da paesi terzi, l'iniziativa mira a <strong>ridurre le vulnerabilità e a rafforzare la sicurezza economica</strong> di fronte ai crescenti rischi geopolitici, offrendo al contempo maggiore visibilità a fonti di approvvigionamento alternative. Per le imprese, in particolare per le piccole e medie aziende, la piattaforma rappresenterà un'opportunità concreta per sviluppare nuovi partenariati al di là delle reti esistenti.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Concentrandosi su settori strategici quali le terre rare, i materiali per la difesa e le batterie, lo strumento — volontario e basato sul mercato — integra le relazioni commerciali esistenti senza intervenire nei negoziati. Le aziende interessate a partecipare a questo primo ciclo possono<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://energy-platform.ec.europa.eu/raw-materials" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">registrarsi </span></a></span><span lang="IT">entro la fine di aprile.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Palazzo Marino torna a splendere: completato il restauro firmato Tod’s</title>
<link>https://www.italia24.news/palazzo-marino-torna-a-splendere-completato-il-restauro-firmato-tods</link>
<guid>https://www.italia24.news/palazzo-marino-torna-a-splendere-completato-il-restauro-firmato-tods</guid>
<description><![CDATA[ Intervento su facciate interne ed esterne, di palazzo Marino, durato 16 mesi e interamente finanziato da Tod‘s. Intervengono il Sindaco di Milano Giuseppe Sala e il Presidente del gruppo Tod&#039;s Diego Della Valle ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e08e803ba9e.webp" length="95234" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 12:59:59 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Si è tenuta mercoledì 15 aprile</strong> alla presenza del Sindaco di Milano <strong>Giuseppe Sala e del Presidente del Gruppo Tod’s Diego Della Valle</strong>, la <strong>conferenza stampa sul completamento del restauro conservativo di Palazzo Marino</strong>, sede dell’Amministrazione comunale dal 1861 e capolavoro architettonico del XVI secolo progettato da Galeazzo Alessi.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’intervento,<strong> interamente finanziato dal Gruppo Tod’s</strong>, è durato 16 mesi e ha interessato il restauro di 7.500 mq di facciate interne ed esterne, ridando vita a superfici deteriorate tramite opere di pulitura, consolidamento e protezione con materiali compatibili e il rifacimento delle stuccature e delle velature.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Con questa iniziativa, il <strong>Gruppo Tod’s riafferma il proprio impegno nel sostegno e nella promozione del patrimonio artistico nazionale</strong>, inteso come risorsa strategica e identitaria. Il restauro riflette una visione imprenditoriale in cui le aziende sono chiamate a intervenire attivamente in ambito sociale e culturale, preservando quelle competenze artigianali che costituiscono il cuore pulsante della storia italiana.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«<strong>Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo</strong> e siamo molto orgogliosi di poter annunciare di aver portato a termine, nei tempi previsti, il restauro che restituisce a Milano, e ai milanesi, un simbolo della storia della città» ha dichiarato <strong>Diego Della Valle</strong>, Presidente del Gruppo Tod’s «. Con questo progetto, il nostro Gruppo continua a <strong>supportare e promuovere l’arte e la cultura italiana</strong>, risorse insostituibili riconosciute in tutto il mondo. È una forma concreta di partecipazione civile, basata sulla collaborazione tra pubblico e privato per sostenere iniziative che migliorano la qualità della vita dei cittadini e la reputazione del nostro Paese. Le imprese devono essere sempre più coinvolte in progetti utili e solidali a sostegno del nostro Paese. È importante dare il buon esempio».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Ringrazio Diego Della Valle e il Gruppo Tod’s per il restauro di Palazzo Marino» ha dichiarato il Sindaco <strong>Giuseppe Sala</strong> «. La cura e l’attenzione mostrata dai restauratori e dalle restauratrici durante i lavori sono state encomiabili. Palazzo Marino è la casa dei e delle milanesi: grazie a quanto realizzato, siamo felici di poter ridare a loro e ai tanti visitatori della nostra città la possibilità di conoscere e apprezzare questo edificio in tutta la sua storia e bellezza. La <strong>collaborazione tra pubblico e privato</strong>, questa volta, <strong>si è tradotta in un’iniziativa di mecenatismo che valorizza Milano e la sua identità</strong>».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Gli interventi si sono svolti in un continuo e positivo confronto con la <strong>Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Milano e con la stessa Soprintendente Emanuela Carpani</strong>, la cui collaborazione ha permesso di raggiungere un risultato di valore anche per la storia del restauro.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>L’agenzia Jesurum-Leoni Comunicazione srl</strong>, aggiudicatasi il bando del Comune di Milano per la ricerca dello sponsor tecnico, ha <strong>partecipato con un team di progettazione e realizzazione dei lavori</strong>, coordinato da <strong>Dontstop Architettura</strong>, che ha visto all’opera lo studio specializzato in restauri di edifici di pregio <strong>Andrea Borri Architetti</strong>, il restauratore e architetto<strong> Paolo Pecorelli</strong>, l’impresa <strong>Estia</strong>, aggiudicataria dei lavori, e <strong>Progetto CMR</strong>, società specializzata nella progettazione integrata.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Studio degli agenti patogeni emergenti: si conclude con successo il progetto PRP@CERIC finanziato dal PNRR</title>
<link>https://www.italia24.news/studio-degli-agenti-patogeni-emergenti-si-conclude-con-successo-il-progetto-prpceric-finanziato-dal-pnrr-35240</link>
<guid>https://www.italia24.news/studio-degli-agenti-patogeni-emergenti-si-conclude-con-successo-il-progetto-prpceric-finanziato-dal-pnrr-35240</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;iniziativa coordinata da Area Science Park amplia e rafforza la mission dell&#039;infrastruttura di ricerca CERIC-ERIC aperta a ricercatori e imprese ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e0c10a9722f.webp" length="32518" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 12:59:59 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'ambizioso progetto "<strong>Pathogen Readiness Platform for CERIC-ERIC Upgrade - PRP@CERIC</strong>", <strong>si chiude centrando tutti i suoi obiettivi</strong> e rispettando le stringenti tempistiche europee, lasciando in eredità all'infrastruttura di ricerca CERIC-ERIC l'ampliamento della sua mission come piattaforma d'eccellenza per lo studio degli agenti patogeni emergenti.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il progetto, del valore di <strong>41 milioni di euro, coordinato da Area Science Park e sviluppato insieme a CNR, Università di Napoli Federico II, Università di Salerno e Università del Salento</strong>, ha creato un <strong>ecosistema geograficamente distribuito e integrato</strong> che offre a ricercatori accademici e industriali strumenti all'avanguardia per affrontare le sfide derivanti dai patogeni umani, animali e vegetali.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Sette macro-aree di eccellenza scientifica</strong> caratterizzano la nuova infrastruttura di ricerca: Pathogen Research, Structural Biology, Advanced Microspectroscopy, Mechanobiology, Multi-omics, Artificial Intelligence and Simulations, e Bioelectronics. Questo<strong> approccio interdisciplinare consente di studiare i patogeni nelle condizioni più fisiologiche possibili</strong>, dalla ricerca di base allo sviluppo di nuovi farmaci e sistemi diagnostici.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Tra i risultati più significativi, il potenziamento dei laboratori BSL3 all'interno del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie, ICGEB</strong> per l'analisi e lo studio in condizioni di sicurezza di agenti infettivi, l'implementazione di sistemi innovativi di screening automatizzati, l'acquisizione di un microscopio crio-elettronico di ultima generazione e il rafforzamento delle infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni per l'intelligenza artificiale applicata alla biologia computazionale.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il progetto ha inoltre comportato l'assunzione di 32 nuovi ricercatori e tecnologi, consolidando la posizione di Trieste come hub internazionale per le scienze della vita.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Per Area Science Park PRP@CERIC ha rappresentato una tappa fondamentale nel rafforzamento della strategia di sviluppo dell'Ente nel campo delle infrastrutture di ricerca, fondata sull<strong>'integrazione di competenze e sulla messa a sistema di capacità scientifiche e tecnologiche già presenti</strong>. L'aggiudicazione del progetto nell'ambito dei fondi PNRR del MUR ha infatti segnato un passaggio decisivo in questa direzione» dichiara la <strong>Presidente Caterina Petrillo </strong>«. </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">A tre anni dall'avvio del progetto, questa esperienza ha contribuito a ridefinire la missione dell'Ente, oggi orientata alla realizzazione di infrastrutture di ricerca e tecnologiche come strumenti abilitanti per lo sviluppo di ricerca avanzata e per il sostegno all'innovazione deep tech, che nasce dalla ricerca ad alto rischio. La <strong>sostenibilità di PRP@CERIC nel medio periodo sarà garantita da finanziamenti ottenuti su bandi competitivi</strong>, come ad esempio il progetto INGenIO per lo studio delle malattie rare, e dall'offerta di servizi al sistema imprenditoriale».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«L'infrastruttura di ricerca contribuisce in modo significativo anche alla pandemic preparedness e al progresso della ricerca nel contrasto alla resistenza antimicrobica e si configura come un elemento di connessione tra le scienze biomediche e le discipline fisiche e biofisiche, favorendo un approccio interdisciplinare capace di generare nuove modalità di indagine e risultati scientifici innovativi» spiega<strong> Federica Mantovani, Manager dell'Infrastruttura PRP per Area Science Park </strong>«. L'integrazione di strumentazioni avanzate, tecnologie emergenti e approcci basati sull'intelligenza artificiale consente, inoltre, di potenziare ulteriormente le capacità di osservazione, modellizzazione e interpretazione dei fenomeni biologici complessi».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Il progetto ha rafforzato il ruolo strategico di CERIC-ERIC nel panorama europeo delle infrastrutture di ricerca</strong>. La piattaforma distribuita geograficamente rappresenta un <strong>modello innovativo di collaborazione scientifica</strong>, dove le competenze complementari dei diversi partner si integrano per offrire un servizio unico nel suo genere. L'approccio multidisciplinare adottato permette di affrontare le sfide della ricerca sui patogeni con una visione olistica, dalla caratterizzazione molecolare fino alle applicazioni cliniche.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>L'infrastruttura</strong>, progettata secondo i principi FAIR per la condivisione dei dati, <strong>garantirà l'accesso alla comunità scientifica attraverso CERIC-ERIC e offrirà servizi anche al settore industriale</strong>. </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: come cambia il rilascio di energia sismica tra passato e presente nell’Italia meridionale</title>
<link>https://www.italia24.news/ingv-come-cambia-il-rilascio-di-energia-sismica-tra-passato-e-presente-nellitalia-meridionale</link>
<guid>https://www.italia24.news/ingv-come-cambia-il-rilascio-di-energia-sismica-tra-passato-e-presente-nellitalia-meridionale</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio INGV evidenzia differenze tra sismicità storica e recente sottolineando il ruolo centrale delle attività di monitoraggio e prevenzione per la mitigazione del rischio ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69e0add771231.webp" length="84074" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 12:59:59 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Comprendere come si distribuisce nel tempo e nello spazio il rilascio di energia sismica è fondamentale per valutare il rischio e orientare le strategie di prevenzione. È quanto conferma lo studio “<strong>Pericolosità e rischio sismico nell’Italia meridionale: variazioni del regime di rilascio energetico tra sismicità storica e recente</strong>”, riassunto dall<strong>’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia</strong> (INGV) sul portale ‘ISI - Ingegneria Sismica Italiana’.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">La ricerca analizza l’<strong>evoluzione della sismicità nell’Italia meridionale</strong>, una delle aree a più elevata pericolosità sismica del Mediterraneo, mettendo in evidenza un <strong>contrasto significativo tra il periodo storico</strong>, caratterizzato da pochi ma grandi terremoti distruttivi, e <strong>quello recente</strong>, in cui si registra un aumento degli eventi di magnitudo medio-bassa senza un corrispondente incremento del rilascio energetico complessivo.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«L’analisi evidenzia come il sistema sismico dell’Italia meridionale sia dominato da eventi rari ma di grande magnitudo, che concentrano la maggior parte dell’energia rilasciata nel tempo», spiega <strong>Fabio Florindo</strong>, Presidente dell’INGV e co-autore dell’articolo «. La maggiore frequenza di eventi registrata oggi è legata in gran parte al miglioramento delle capacità di osservazione, ma non implica una riduzione del potenziale sismico delle principali strutture attive». </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">L<strong>o studio integra dati storici e strumentali</strong>, evidenziando anche il ruolo della sismicità profonda legata alla subduzione ionica, come nel caso del terremoto del 10 marzo 2026 nel Tirreno meridionale, avvenuto a circa 410 km di profondità. Eventi di questo tipo, pur energetici, tendono a produrre effetti limitati in superficie, contribuendo però al bilancio energetico complessivo dell’area.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Accanto alla lettura dei processi sismogenetici, la<strong> ricerca sottolinea il peso determinante della vulnerabilità del territorio</strong>. Le principali aree urbane dell’Italia meridionale presentano infatti un’elevata esposizione e un patrimonio edilizio spesso non adeguato agli standard antisismici più recenti.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Il<strong> rischio sismico </strong>non <strong>dipende</strong> solo dalla pericolosità, ma<strong> dalla combinazione tra vulnerabilità ed esposizione</strong>», sottolinea <strong>Domenico Patanè, Dirigente di Ricerca dell’INGV e co-autore dell’articolo</strong>. «È quindi<strong> fondamentale rafforzare l’integrazione tra monitoraggio, analisi in tempo reale e strumenti operativi </strong>in grado di supportare decisioni rapide ed efficaci in caso di emergenze».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">In questo contesto, lo <strong>sviluppo delle reti sismiche urbane e dei sistemi di monitoraggio avanzato</strong> rappresenta un<strong> elemento chiave</strong>. Le <strong>nuove infrastrutture</strong>, già in fase di implementazione in diverse aree del Mezzogiorno, <strong>consentono di misurare lo scuotimento a scala locale e di migliorare la gestione dell’emergenza </strong>attraverso dati osservati in real-time.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Lo studio evidenzia inoltre come, nonostante l’assenza recente di terremoti comparabili a quelli storici per magnitudo ed effetti, il <strong>potenziale sismogenetico delle principali strutture attive rimanga invariato</strong>, richiamando l’attenzione sulla necessità di politiche sistematiche di prevenzione.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">I<strong> risultati rafforzano il ruolo dell’INGV nello sviluppo di sistemi integrati di osservazione e analisi</strong>, confermando l’importanza di trasformare la conoscenza scientifica in strumenti operativi per la riduzione del rischio e l’aumento della resilienza del territorio.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia: Grottaminarda ospita la Training School europea</title>
<link>https://www.italia24.news/istituto-nazionale-di-geofisica-e-vulcanologia-grottaminarda-ospita-la-training-school-europea</link>
<guid>https://www.italia24.news/istituto-nazionale-di-geofisica-e-vulcanologia-grottaminarda-ospita-la-training-school-europea</guid>
<description><![CDATA[ Dal 21 al 23 aprile la Training School Internazionale all&#039;INGV Irpinia. Si confrontano Dottorandi e ricercatori europei si geotermia e sistemi ibridi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69df96331b9bc.webp" length="30012" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 18:35:42 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span lang="it" style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Dal 21 al 23 aprile a Grottaminarda, la Sezione Irpinia dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ospiterà la Training School Internazionale "Smart Thermal Grids: Integrating Energy Geo-structures with Other Sources"</strong>, organizzata nell'ambito della COST Action CA21156, FOLIAGE, iniziativa europea dedicata allo sviluppo e alla diffusione di tecnologie innovative per l'integrazione delle geostrutture energetiche nei sistemi energetici sostenibili.</span></p>
<p><span lang="it" style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">L'iniziativa, come sottolinea la <strong>Direttrice della Sezione Irpinia, Annamaria Vicari</strong>, rappresenta un'importante <strong>occasione di formazione e collaborazione scientifica a livello europeo</strong>, contribuendo allo sviluppo di soluzioni innovative per l'integrazione delle fonti rinnovabili nei sistemi energetici urbani e per la transizione verso modelli più sostenibili.</span></p>
<p><span lang="it" style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">La scuola riunirà dottorandi, ricercatori e professionisti provenienti da <strong>diversi Paesi europei</strong> per <strong>approfondire il ruolo delle Energy Geo-structures (EGs)</strong>, come pali energetici, paratie e fondazioni energetiche, nei sistemi energetici integrati e nelle reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento di quinta generazione (5GDHC).</span></p>
<p><span lang="it" style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">L'evento si svolgerà <strong>presso il campus di ricerca INGV di Grottaminarda</strong>, dove è in fase di realizzazione lo STEMLab, Museo Interattivo delle Geoscienze, un <strong>edificio a energia zero che integra geotermia a bassa entalpia, geostrutture energetiche, sistemi fotovoltaici e tecnologie avanzate di monitoraggio</strong>, concepito come uno spazio dedicato allo studio e alla sperimentazione di soluzioni energetiche innovative, nonché alla formazione e alla divulgazione scientifica.</span></p>
<p><span lang="it" style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il <strong>programma</strong> delle tre giornate prevede<strong> lezioni scientifiche con esperti internazionali, analisi di casi studio e attività pratiche, favorendo il confronto interdisciplinare</strong>. Saranno presentati metodi e strumenti per la progettazione, simulazione e gestione di sistemi energetici ibridi, basati sull'integrazione tra geotermia, pompe di calore, sistemi di accumulo termico, tecnologie solari e recupero di calore di scarto. <strong>Particolare attenzione sarà dedicata al monitoraggio, all'analisi dei dati, alle strategie di controllo e alla valutazione delle prestazioni energetiche</strong>, elementi chiave per lo sviluppo di reti termiche intelligenti e sistemi urbani a basse emissioni.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Scuola Civica di Musica per i Monumenti Aperti: note tra i monumenti di Cagliari</title>
<link>https://www.italia24.news/la-scuola-civica-di-musica-per-i-monumenti-aperti-note-tra-i-monumenti-di-cagliari</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-scuola-civica-di-musica-per-i-monumenti-aperti-note-tra-i-monumenti-di-cagliari</guid>
<description><![CDATA[ Dal classico al jazz: studenti protagonisti tra Biblioteca universitaria e Palazzo Siotto. Sabato 18 e Domenica 19 aprile quattro appuntamenti tra aula e palcoscenico ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69dfdbd64854d.webp" length="142034" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 18:35:42 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In occasione della <b>XXX edizione di Monumenti Aperti</b>, la <b>Scuola Civica di Musica di Cagliari</b> rinnova la propria partecipazione con un articolato programma di interventi musicali diffusi, pensati per accompagnare il pubblico in un percorso che attraversa linguaggi, epoche e sensibilità diverse.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Un'iniziativa che si inserisce nel cuore della manifestazione con un <strong>duplice obiettivo</strong>: <strong>valorizzare il patrimonio monumentale della città</strong> e, allo stesso tempo, <strong>offrire agli studenti un contesto reale in cui trasformare il lavoro svolto in aula in esperienza viva, condivisa e pubblica</strong>. Dalla musica classica alla contemporanea, fino al jazz, saranno proprio i giovani musicisti i protagonisti di un racconto sonoro che mette al centro la crescita artistica e la dimensione collettiva del fare musica.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il primo appuntamento è in programma <b>sabato 18 aprile </b>alle <b>12 </b>nella <b>Sala Settecentesca della Biblioteca Universitaria di Cagliari</b>, in via Università, dove si esibiranno le<b> classi di pianoforte classico e moderno e di chitarra</b>. Nel pomeriggio, <b>alle 17</b>, sarà<b> l'Auditorium Sergio Atzeni </b>in <b>piazza G.M. Dettori </b>ad accogliere gli interventi musicali delle <b>classi di flauto e violoncello</b>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La giornata proseguirà <b>alle 18 </b>nella <b>Chiesa di Sant'Avendrace</b>, con il concerto del <b>Coro della Scuola Civica di Musica </b>diretto dal maestro <b>Giampaolo Zucca</b>, in un contesto di forte suggestione che valorizza l'incontro tra musica e spazio sacro.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il programma si concluderà <b>domenica 19 aprile alle 16.30 </b>nella<b> Sala dei ritratti del Palazzo Siotto</b>, con un ultimo appuntamento che vedrà protagoniste le classi di pianoforte, canto moderno e musica d'insieme jazz.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La partecipazione della <b>Scuola Civica di Musica</b> si conferma così come uno dei momenti più significativi di connessione tra formazione e territorio: un'occasione concreta in cui la musica esce dagli spazi didattici per abitare la città, incontrare il pubblico e restituire, sotto forma di esperienza artistica, il valore di un percorso educativo che è al tempo stesso tecnico, umano e relazionale.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>ErreDue ed ENEA insieme fino al 2028 per l&amp;apos;idrogeno green</title>
<link>https://www.italia24.news/erredue-ed-enea-insieme-fino-al-2028-per-lidrogeno-green</link>
<guid>https://www.italia24.news/erredue-ed-enea-insieme-fino-al-2028-per-lidrogeno-green</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;Accordo viene prorogato per 36 mesi: focus su elettrolizzatori di nuova generazione. La partnership strategica per la transizione ecologica e la competitività nazionale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69dfa21ba2c5f.webp" length="53356" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 18:35:42 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>ErreDue S.p.A</strong>. (EGM: RDUE; “Società” o “ErreDue”), società attiva nella<strong> </strong></span><strong><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">progettazione e produzione di soluzioni altamente innovative e personalizzate per la produzione, </span></strong><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>miscelazione e purificazione on-site di gas tecnici</strong> (idrogeno prodotto tramite elettrolisi dell’acqua, azoto, </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">ossigeno), e <strong>ENEA</strong>, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">sostenibile, che opera a livello nazionale ed europeo nel campo dell’energia e dell’innovazione tecnologica,<strong> </strong></span><strong><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">annunciano la proroga per ulteriori 36 mesi dell’Accordo di Collaborazione incentrato sullo sviluppo di </span></strong><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>soluzioni tecnologiche innovative per la produzione di idrogeno da elettrolisi</strong>. La partnership, avviata nel </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">2022, proseguirà <strong>fino al novembre 2028</strong>, consolidando un percorso condiviso che unisce ricerca pubblica e </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">capacità industriale.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’estensione dell’accordo è conseguenza di una <strong>collaborazione ritenuta altamente strategica che ha </strong></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>consentito di conseguire risultati concreti</strong>. In questi anni, le attività congiunte hanno portato a importanti </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>sviluppi tecnologici</strong>, tra cui l’upgrading di sistemi di produzione di idrogeno tramite elettrolisi alcalina con </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">caratteristiche tipiche di impianti di scala maggiore, lo <strong>sviluppo di sistemi avanzati di monitoraggio basati su </strong></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>protocollo industriale</strong>, e l’<strong>integrazione delle tecnologie</strong> in impianti Power-to-Gas per la produzione di metano </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">sintetico.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Ulteriori progressi hanno riguardato la caratterizzazione dei processi elettrolitici e lo studio di soluzioni </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">innovative per l’alimentazione diretta degli elettrolizzatori attraverso fonti rinnovabili variabili, integrate con </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">sistemi di accumulo elettrochimico.<strong> Risultati </strong>che <strong>testimoniano </strong>non solo la<strong> qualità scientifica della </strong></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>collaborazione</strong>, ma anche la <strong>sua concreta applicabilità industriale</strong>.</span></p>
<h3>Gli obiettivi futuri</h3>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Nei <strong>prossimi anni</strong>, le attività congiunte proseguiranno secondo una visione più ampia e strutturata, con un </span><strong><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">focus sullo sviluppo e l’ottimizzazione di elettrolizzatori di nuova generazione, sull’integrazione efficiente con </span></strong><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>fonti rinnovabili e sistemi di accumulo e sullo sviluppo di componenti innovativi</strong>, tra cui membrane, elettrodi </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">e catalizzatori. Parallelamente, la collaborazione punterà sulla modellistica e sull’ingegnerizzazione avanzata </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">degli impianti, oltre che sulla partecipazione congiunta a programmi di ricerca e innovazione nazionali ed </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">europei.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Particolare attenzione</strong> sarà dedicata anche alla <strong>formazione e allo sviluppo delle competenze</strong>, attraverso il </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">coinvolgimento, nelle attività condotte congiuntamente, di giovani ricercatori, dottorandi e studenti, </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">contribuendo così alla crescita di nuove professionalità nel settore dell’idrogeno. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Enrico D’Angelo, Fondatore e CEO, e Francesca Barontini, CEO di ErreDue</strong>, hanno così commentato: «La<strong> </strong></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>proroga dell’accordo con ENEA </strong>rappresenta per ErreDue non solo la continuità di una collaborazione di </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">valore, ma anche un <strong>importante riconoscimento del percorso di crescita tecnologica e industriale intrapreso</strong>. </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Essere partner di un ente di ricerca di riferimento nazionale e internazionale come ENEA conferma la solidità </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">delle nostre competenze e la nostra capacità di contribuire concretamente allo sviluppo dell’idrogeno green». </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’<strong>ing. Giulia Monteleone, Direttrice del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili di ENEA</strong>, </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">conferma il valore strategico della collaborazione: «L’idrogeno avrà un ruolo centrale come vettore </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">energetico per la transizione ecologica; se vogliamo costruire un futuro energetico sostenibile, innovativo e </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">competitivo è determinante favorire la sinergia tra pubblico e privato». </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Attraverso il Dipartimento TERIN, l’ENEA opera lungo l’intera catena del valore dell’idrogeno: dalla </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">produzione allo stoccaggio, fino agli usi finali nei settori industriale, energetico e dei trasporti, e rappresenta </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">un punto di riferimento per lo sviluppo di tecnologie avanzate e per la partecipazione a programmi di ricerca </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">internazionali. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In questo contesto, la <strong>partnership tra ErreDue ed ENEA si configura come un esempio virtuoso di integrazione </strong></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>tra ricerca e industria</strong>, capace di accelerare l’innovazione, favorire il trasferimento tecnologico e contribuire </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">alla competitività del sistema produttivo nazionale.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Torino: rinnovato il patto per la sicurezza cibernetica tra Polizia Postale e Politecnico</title>
<link>https://www.italia24.news/torino-rinnovato-il-patto-per-la-sicurezza-cibernetica-tra-polizia-postale-e-politecnico</link>
<guid>https://www.italia24.news/torino-rinnovato-il-patto-per-la-sicurezza-cibernetica-tra-polizia-postale-e-politecnico</guid>
<description><![CDATA[ Siglata in questura l&#039;intesa tra COSC Piemonte-Valle d&#039;Aosta e Politecnico di Torino. Interviene la Dottoressa Esposito affermando che  si deve anticipare l&#039;evento dannoso partendo dalla conoscenza ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69dfadd054a2b.webp" length="35012" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 18:35:42 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Questa mattina presso la Questura di Torino è stato <strong>rinnovato il Protocollo d’Intesa tra il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Piemonte e Valle d’Aosta ed il Politecnico di Torino per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Con il rinnovo le parti daranno continuità a quella che si è rivelata essere una<strong> proficua collaborazione volta alla protezione delle infrastrutture sensibili presenti sul territorio di competenza dalle minacce cyber</strong> all’interno di un quadro più ampio di sinergie positive tra i potenziali target di attacchi informatici al fine di condividere e analizzare ogni informazione utile per mitigarne rischio ed effetti.</span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il protocollo, rinnovato alla presenza del<strong> Sig. Questore di Torino dott. Massimo Gambino</strong>, dal <strong>Dirigente del COSC Piemonte e Valle D’Aosta, Dott.ssa Assunta Esposito</strong>, e dal <strong>Rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati</strong>, mira a consolidare e migliorare, facendo tesoro del lavoro svolto nel precedente triennio,  la collaborazione tra gli attori coinvolti continuando ed intensificando la condivisione e l’analisi di ogni informazione utile all’<strong>implementazione ed all’innalzamento degli standard di sicurezza cibernetica</strong> con lo <strong>scopo</strong> precipuo di<strong> migliorare la postura digitale</strong> aumentando la consapevolezza sui comportamenti umani che costituiscono la porta d’ingresso dei criminali all’interno dei sistemi.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Tempestività e circolarità informativa</strong> sono i<strong> cardini strategici</strong> del Protocollo d’Intesa. La condivisione delle reciproche conoscenze sulle minacce cyber rappresenta un elemento essenziale per lo sviluppo di efficaci azioni operative e per fronteggiare situazioni d’emergenza.</span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Pilastro nodale</strong> del protocollo è rappresentato dalla<strong> formazione congiunta</strong>. Come per il triennio trascorso, potranno essere organizzati appositi momenti formativi dove gli specialisti della Polizia Postale e i dipendenti del Politecnico di Torino potranno confrontarsi sui rischi più attuali connessi all’utilizzo degli strumenti informatici aumentando così la consapevolezza e la resilienza verso le minacce cyber.</span><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"></span></p>
<h3>Uno sguardo al passato e la voce delle Istituzioni del presente</h3>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il <strong>Politecnico di Torino</strong> è stato fondato nel 1906 e trae origine dalla Scuola di Applicazione per gli Ingegneri sorta nel 1859. <strong>È accreditata dai ranking internazionali come una delle principali università tecniche in Europa</strong>, con più di 38.800 studenti, il 22% dei quali internazionali, provenienti da 122 paesi. Il Politecnico si propone come un centro di eccellenza per la formazione e ricerca in Ingegneria, Architettura, Design e Pianificazione con strette relazioni e collaborazioni con il sistema socio-economico.</span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Il Centro Operativo Sicurezza Cibernetica Polizia Postale “Piemonte e Valle d’Aosta”</strong> è presidio territoriale nella protezione delle infrastrutture critiche informatiche. Attività svolta a livello centrale dal C.N.A.I.P.I.C. (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche) del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato, che svolge un’<strong>efficace azione di raccordo operativo con gli uffici territoriali</strong>. Inoltre, con una sala operativa disponibile h24, è il punto di contatto anche a livello internazionale per la gestione degli eventi critici.</span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il<strong> Questore Massimo Gambino</strong> afferma: «La sinergia tra mondo accademico e la Polizia di Stato si rinsalda ancora una volta con l’odierna sottoscrizione, a dimostrazione delle alte capacità operative e professionali della Polizia Cibernetica». </span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati</strong>: «Il <strong>rinnovo di questo protocollo</strong> rappresenta un<strong> esempio concreto di collaborazione tra istituzioni pubbliche al servizio del sistema Paese</strong> e <strong>rafforza un’intesa già strategica per la tutela delle nostre infrastrutture digitali critiche</strong>. La cybersecurity è oggi una sfida urgente, in continua evoluzione, che richiede competenze sempre aggiornate e altamente qualificate, oltre a una stretta cooperazione tra ricerca e forze dell’ordine. In questo contesto, condivisione delle informazioni e formazione congiunta sono leve fondamentali per prevenire e contrastare attacchi informatici sempre più sofisticati e imprevedibili, proteggere dati e servizi essenziali e rafforzare la resilienza dei sistemi».</span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Dirigente COSC Polizia postale Dottoressa Esposito</strong>: «la volontà di rinnovare il protocollo nasce dalla <strong>consapevolezza che ci attendono sfide sempre più complesse in cui la conoscenza delle tecniche utilizzate per gli attacchi informatici rappresenta l’elemento fondante</strong> dal quale partire per una difesa più strutturata in grado di anticipare l’evento dannoso o di mitigarne gli effetti qualora verificatisi»</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Mollino rinasce: Zanotta ottiene la licenza esclusiva per 30 opere del maestro</title>
<link>https://www.italia24.news/mollino-rinasce-zanotta-ottiene-la-licenza-esclusiva-per-30-opere-del-maestro</link>
<guid>https://www.italia24.news/mollino-rinasce-zanotta-ottiene-la-licenza-esclusiva-per-30-opere-del-maestro</guid>
<description><![CDATA[ La licenza d&#039;uso esclusiva fino al 2043 per 30 progetti, disegni originali e schizzi del designer custoditi dal Politecnico di Torino ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69dfb80ecb113.webp" length="58370" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 18:35:42 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'<strong>Agenzia del Demanio ha sottoscritto con l'azienda Zanotta la concessione di licenza d'uso esclusivo di 30 opere dell'Architetto Carlo Mollino</strong>, tra i più noti rappresentanti dell'estetica del Novecento.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La <strong>collaborazione pubblico-privato</strong> è frutto di un <strong>innovativo percorso di valorizzazione</strong>: lo Stato, in qualità di gestore dell'eredità artistica del celebre designer torinese, ha messo a bando con avviso pubblico i diritti d'uso di una selezione di opere molliniane di industrial design, ai fini della loro riproduzione secondo i più elevati standard qualitativi e nel rispetto delle forme volute dall'autore per diffonderle.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'<strong>obiettivo</strong> è <strong>rafforzare la conoscenza e dare massima diffusione alla preziosa eredità artistica di Mollino</strong>. Zanotta si contraddistingue proprio per l'impegno continuo nella promozione della cultura del design e nella riscoperta dei grandi maestri del passato, con uno sguardo al futuro che valorizza e custodisce le proprie radici culturali.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'<strong>opera di Carlo Mollino</strong>, docente di 'Composizione architettonica' presso il Politecnico di Torino, <strong>spazia dall'architettura alla fotografia, dalla scenografia al design e offre un connubio unico di creatività e innovazione</strong>. Oltre ai 30 disegni di opere destinate al design industriale, l'archivio professionale di Carlo Mollino, custodito dal Politecnico di Torino fin dal 1973, include quasi 17.000 tavole grafiche, disegni esecutivi e schizzi, a cui si aggiungono circa 15,000 fotografie, più di 70 fascicoli manoscritti e dattiloscritti e un'ampia corrispondenza personale e professionale.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Mollino è celebre per le sue forme zoomorfe</strong>, le linee anatomiche che si incurvano in traiettorie sinuose disegnando arabeschi e un linguaggio progettuale che fonde astrazione e surrealismo. Nei suoi progetti, traeva ispirazione da un universo variegato di riferimenti esperienziali e micromondi che risultano ancora oggi attuali e apprezzabili.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"></span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La titolarità di questa iconica produzione artistica è stata definita nel 2021 da un accordo tra l'Agenzia del Demanio e il Politecnico di Torino, che ne ha regolamentato il regime giuridico. L'<strong>intesa ha riconosciuto allo Stato la proprietà delle opere e il loro diritto di sfruttamento economico</strong>, prevedendo in favore del Politecnico di Torino l'assegnazione in uso gratuito e perpetuo del fondo archivistico, già da esso custodito, per le finalità conservative, di valorizzazione scientifica, didattico-divulgativa ed espositiva. In aggiunta, il Politecnico di Torino beneficia, nell'ipotesi di sfruttamento economico dei diritti ceduti dall'Agenzia del</span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Demanio al mercato, come nel caso della concessione a Zanotta, di una percentuale in via forfettaria del 20% a titolo di ristoro dei costi manutentivi, di gestione e allestimento o di qualsiasi altra spesa.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Oltre a Mollino, <strong>l'azienda Zanotta negli anni ha contribuito a valorizzare il lavoro di figure iconiche come Giuseppe Terragni e Gabriele Mucchi</strong>, riaffermando il proprio ruolo di custode e innovatore del patrimonio progettuale italiano.</span></div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Biomateriali, Progetto ARIS: realizzate nuove mascherine in nanofibre di seta da scarti agroindustriali</title>
<link>https://www.italia24.news/biomateriali-progetto-aris-realizzate-nuove-mascherine-in-nanofibre-di-seta-da-scarti-agroindustriali</link>
<guid>https://www.italia24.news/biomateriali-progetto-aris-realizzate-nuove-mascherine-in-nanofibre-di-seta-da-scarti-agroindustriali</guid>
<description><![CDATA[ Nell&#039;ambito del Progetto ARIS, L&#039;Università di Ferrara, ENEA, il CNR e Kerline srl hanno realizzato con pratiche sostenibili nuovi tipi di mascherine in nanofibre di seta, in grado di rimuovere gli inquinanti più fini e di esercitare una specifica azione antibatterica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69df59134193d.webp" length="17328" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:52:39 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Nuovi tipi di mascherine realizzate in nanofibre di seta con pratiche sostenibili</strong> (elettrofilatura), in grado di esercitare anche una specifica azione antibatterica. È quanto ENEA ha messo a punto nel <strong>progetto ARIS </strong>(<span>Air filteRs proteIn nanofiberS) </span>del programma <strong>PNRR Ecosister</strong> (<span>Ecosistema Territoriale di Innovazione dell’Emilia-Romagna)</span>, al quale partecipano anche <strong>Università di Ferrara, Kerline srl e Cnr</strong> (coordinatore).</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Rispetto agli odierni materiali filtranti in plastica di origine fossile (p<span>olietilene, poliestere e poliammide)</span> le membrane utilizzate per le mascherine hanno il doppio vantaggio di essere <strong>ambientalmente sostenibili e di rimuovere anche gli inquinanti più fini</strong>, come il PM2.5.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’attività ENEA è stata condotta dal Laboratorio Innovazione filiere agroalimentari del Centro di Ricerca ENEA di Brindisi, che ha indagato la fattibilità dell’applicazione della tecnica dell’elettrofilatura a diversi materiali polimerici. Inoltre, un altro obiettivo è stato quello di aggiungere alle matrici elettrofilate fornite dal Cnr, i polifenoli naturali estratti dai reflui oleari, in grado di esercitare una specifica azione antibatterica. In questo modo il dispositivo filtrante, infatti, potrebbe <strong>ridurre la diffusione di malattie trasmesse per via aerea</strong>, rispondendo a un’esigenza emersa durante la pandemia.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«In collaborazione con Kerline srl, abbiamo utilizzato bozzoli del baco da seta scartati dall’industria tessile per estrarre una proteina, la fibroina di seta, che è stata poi elettrofilata così da produrre una mascherina di tipo FFP2. Per conferirle poi anche una funzione battericida, è stata arricchita con polifenoli estratti dalle acque reflue della produzione di olio d’oliva», spiega il referente ENEA del progetto ARIS, <strong>Valerio Miceli</strong>, ricercatore del Laboratorio Innovazione filiere agroalimentari. «Infine, abbiamo verificato dal punto di vista microbiologico l’utilità complessiva della soluzione, che ha dimostrato un potenziale interessante: i polifenoli utilizzati non garantiscono una completa copertura antimicrobica, ma abbiamo osservato risultati positivi su alcune specifiche popolazioni batteriche».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il progetto ARIS e i risultati ottenuti da ENEA confermano dunque come l’abbinamento tra la <strong>valorizzazione degli scarti agroindustriali e la tecnica dell’elettrofilatura</strong> possa consentire lo sviluppo di <strong>biomateriali</strong> per imballaggi funzionali ad alto valore aggiunto, in linea con i principi dell’economia circolare e con potenziali applicazioni non solo per il settore alimentare ma anche in altri ambiti come quello biomedico.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Verona, Vinitaly 2026: ENEA presenta una guida per il supporto delle aziende vitivinicole</title>
<link>https://www.italia24.news/verona-vinitaly-2026-enea-presenta-una-guida-per-il-supporto-delle-aziende-vitivinicole</link>
<guid>https://www.italia24.news/verona-vinitaly-2026-enea-presenta-una-guida-per-il-supporto-delle-aziende-vitivinicole</guid>
<description><![CDATA[ ENEA ha presentato al Vinitaly 2026 una guida per aiutare le aziende vitivinicole a ridurre i consumi energetici e aumentare la competitività, con soluzioni concrete e sostenibili basate su innovazione e analisi dei consumi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69df4ab768002.webp" length="37942" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:52:36 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1xmsonormal" style="text-align: left;"><span>ENEA ha presentato il 14 aprile al <strong>Vinitaly 2026 di Verona</strong> una <b><a href="https://www.efficienzaenergetica.enea.it/pubblicazioni/guida-per-l-efficienza-energetica-delle-aziende-vitivinicole.html" target="_blank" rel="noopener">guida</a> per supportare le aziende vitivinicole italiane</b> nella riduzione dei consumi energetici e migliorarne la produttività. All'evento ha collaborato Confimi Industria, che contribuirà a diffondere tra le imprese della filiera le soluzioni individuate.</span></p>
<p class="v1xmsonormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1xmsonormal" style="text-align: left;"><span>La guida suddivide gli interventi per grado di maturità tecnologica: <strong>tecnologie trasversali consolidate, sistemi per ottimizzare il processo produttivo e tecnologie emergenti</strong>. Per ciascuna soluzione vengono forniti indicatori tecnico-economici precisi: investimento richiesto, risparmio energetico atteso, tempo di recupero.</span></p>
<p class="v1xmsonormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1xmsonormal" style="text-align: left;"><span>«In un mercato globale sempre più attento alla sostenibilità, l'adozione di pratiche energetiche responsabili rappresenta un fattore determinante di posizionamento competitivo», commenta <strong>Ilaria Bertini</strong>, direttrice del Dipartimento Efficienza energetica di ENEA. «Questa guida – aggiunge – dimostra come la collaborazione tra il mondo della ricerca e il sistema produttivo sia un elemento chiave per trasformare l'innovazione tecnologica in un vantaggio concreto e misurabile per le imprese».</span></p>
<p class="v1xmsonormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1xmsonormal" style="text-align: left;"><span>La guida è stata sviluppata nell'ambito del programma triennale 2025-2027 di Ricerca di Sistema Elettrico (Progetto 1.6), per supportare le aziende nella riduzione dei consumi energetici, concepita come una "roadmap" operativa per integrare innovazioni tecnologiche e ottimizzazioni gestionali lungo l'intero processo produttivo.</span></p>
<p class="v1xmsonormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1xmsonormal" style="text-align: left;"><span>«Dietro il primato internazionale del vino italiano, si nasconde un costo spesso sottovalutato: l'energia. L'obiettivo è chiaro: minori consumi, minori costi energetici e maggiore competitività aziendale», spiega <strong>Biagio Di Pietra</strong>, responsabile del Laboratorio ENEA di Soluzioni integrate per l'efficienza energetica, nonché coautore della guida insieme al ricercatore <strong>Alessandro Tallini</strong>. «In definitiva – aggiunge – si tratta di uno strumento che traduce la complessità delle soluzioni tecniche in scelte operative facilmente applicabili dalle imprese».</span></p>
<p class="v1xmsonormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1xmsonormal" style="text-align: left;"><span>L'analisi dei consumi reali delle cantine italiane, condotta in collaborazione con l'enologo <strong>Mario Ragusa </strong>dell'Istituto Regionale del Vino e dell'Olio della Regione Siciliana, evidenzia margini di miglioramento significativi. Circa il 90% dell'energia utilizzata in cantina è elettrica, mentre i sistemi di refrigerazione e controllo termico rappresentano circa il 50% dei consumi complessivi. Molti degli interventi di efficientamento esaminati presentano bassi tempi di ritorno rendendo l'investimento economicamente sostenibile.</span></p>
<p class="v1xmsonormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1xmsonormal" style="text-align: left;"><span>Il <strong>vino italiano</strong> è uno dei simboli del Made in Italy nel mondo. Il <strong>comparto vitivinicolo</strong> rappresenta un pilastro dell'economia nazionale con un fatturato di 14,3 miliardi di euro e un record storico di esportazioni, che nel 2024 ha superato gli 8 miliardi di euro. Il consumo del comparto vitivinicolo italiano si attesta su valori significativi, con stime che indicano un fabbisogno energetico superiore a 500 milioni di kWh all'anno e un conseguente impatto sui costi che incide soprattutto sulle piccole e medie imprese che rappresentano circa l'80% del settore.</span></p>
<p class="v1xxxp3" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1xmsonormal" style="text-align: left;"><span>A completare l'evento al Vinitaly, uno spazio B2B ha permesso a imprenditori e operatori della filiera di incontrare i ricercatori ENEA per approfondire le opportunità di efficientamento applicabili ai processi produttivi.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Perugia, libertà di stampa e democrazia: al Teatro del Pavone il confronto sul &amp;quot;European Democracy Shield&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/perugia-liberta-di-stampa-e-democrazia-al-teatro-del-pavone-il-confronto-sul-european-democracy-shield</link>
<guid>https://www.italia24.news/perugia-liberta-di-stampa-e-democrazia-al-teatro-del-pavone-il-confronto-sul-european-democracy-shield</guid>
<description><![CDATA[ Giovedì 16 aprile presso il Teatro del Pavone di Perugia, l&#039;Ufficio del Parlamento europeo in Italia e la Rappresentanza della Commissione europea in Italia organizzano l&#039;incontro &quot;European Democracy Shield: Strengthening Information, Defending Democracy&quot; ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69df4a78d4dd1.webp" length="25330" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:52:33 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" align="center" style="text-align: left;"><span lang="IT">Nel contesto dell'<strong>International Journalism Festival di Perugia</strong>, l'Ufficio del Parlamento europeo in Italia e la Rappresentanza della Commissione europea in Italia organizzano l'incontro<span> </span><b>"European Democracy Shield: Strengthening Information, Defending Democracy"</b>, in programma <strong>giovedì 16 aprile dalle ore 17:00 alle 18:20</strong> presso il <strong>Teatro del Pavone</strong>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" align="center" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" align="center" style="text-align: left;"><span lang="IT">In un panorama informativo sempre più frammentato e conteso, il dibattito si concentrerà sul rapporto tra <strong>libertà di stampa, qualità dell'informazione e tenuta democratica</strong>. Al centro del confronto, lo<span> </span><b>European Democracy Shield</b>, iniziativa volta a rafforzare la resilienza democratica attraverso il contrasto alla disinformazione e il rafforzamento della fiducia dei cittadini nei media e nelle istituzioni.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" align="center" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" align="center" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il panel, che si terrà in inglese, riunirà voci del mondo istituzionale, accademico e giornalistico per discutere il ruolo dell'Unione europea nella costruzione di ecosistemi informativi più solidi, trasparenti e pluralisti. Interverranno: la vicepresidente del Parlamento europeo<span> </span><a href="https://www.europarl.europa.eu/meps/it/124846/PINA_PICIERNO/home" target="_blank" rel="noopener"><b>Pina Picierno</b></a><b> </b>(in collegamento)<b>, </b>la responsabile dell'unità Democrazia, Cittadinanza UE ed Anti corruzione per la Direzione generale Giustizia e consumatori della Commissione europea<span> </span><b>Marie-Helene Boulanger</b>, il direttore generale per la comunicazione del Parlamento europeo<span> </span><b>Christian Mangold</b>, il cofondatore della Daphne Caruana Galizia Foundation<span> </span><b>Matthew Caruana Galizia</b><span> </span>e il professore di sociologia presso il Centre for European Studies and Comparative Politics di Sciences Po di Parigi<span> </span><b>Federico Varese</b>, offrendo prospettive complementari sulle principali sfide dell'informazione contemporanea e sulla necessità di tutelare la libertà di espressione. Modera la giornalista<span> </span><b>Silvia Boccardi</b>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L&amp;apos;accordo CNR&#45;Unioncamere: integrare tecnologie avanzate nelle imprese italiane</title>
<link>https://www.italia24.news/laccordo-cnr-unioncamere-integrare-tecnologie-avanzate-nelle-imprese-italiane</link>
<guid>https://www.italia24.news/laccordo-cnr-unioncamere-integrare-tecnologie-avanzate-nelle-imprese-italiane</guid>
<description><![CDATA[ Il CNR e Unioncamere hanno rinnovato ed ampliato una collaborazione in atto da anni che mira ad accorciare la distanza tra ricerca e imprese, valorizzando le eccellenze scientifiche e accelerando il trasferimento di tecnologie d&#039;avanguardia nel cuore del sistema produttivo italiano ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69df49c937ca7.webp" length="32452" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:52:30 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-71ff62e5-7fff-7116-8209-58ee781b35d1" style="text-align: left;"><span><strong>Accorciare la distanza tra ricerca e imprese, valorizzare le eccellenze scientifiche e accelerare il trasferimento di conoscenze</strong>: è l'obiettivo dell'Accordo <strong>CNR-Unioncamere</strong>, approvato dal Consiglio di Amministrazione delle due istituzioni.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L'Intesa rinnova ed amplia una collaborazione in atto da anni, diretta a trasferire tecnologie d'avanguardia nel cuore del sistema produttivo italiano. Mentre crescono del 60% in 10 anni le pubblicazioni scientifiche italiane di alta qualità e di altrettanto quelle di area Stem, i risultati della ricerca faticano ancora ad atterrare nel tessuto produttivo nazionale: spesso le imprese, frenate da limiti di risorse umane e finanziarie, hanno difficoltà persino a identificare i propri bisogni di innovazione.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Banco di prova delle azioni previste dall'Accordo sarà un nucleo di <strong>30mila piccole e medie imprese dotate di un elevato potenziale innovativo. </strong>Si tratta di soggetti contraddistinti da un marcato dinamismo, con tassi di crescita medi superiori al 15% annuo, una spiccata propensione alla tutela brevettuale e una forte proiezione sui mercati internazionali.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Questo accordo rappresenta un passo in avanti per avvicinare la ricerca al sistema produttivo e rafforzare un modello di sviluppo fondato sull'integrazione tra scienza e impresa, bilateralmente», afferma <strong>Andrea Lenzi</strong>, Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche. «Il Cnr mette a disposizione competenze e tecnologie per rispondere alle esigenze condivise con il sistema camerale nazionale, contribuendo a trasformare l'innovazione in un fattore strutturale di crescita, competitività e valore per il Paese», afferma il Presidente del Cnr <strong>Andrea Lenzi</strong>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Questa intesa si basa su un modello completamente nuovo di collaborazione istituzionale», sottolinea il presidente di Unioncamere, <strong>Andrea Prete</strong>. «Con il Cnr abbiamo condiviso l'esigenza di fare qualcosa di facilmente realizzabile e davvero utile per far crescere l'innovazione nelle imprese. Sono convinto che il programma raggiungerà l'obiettivo di rendere realmente proficue le relazioni tra sistema della ricerca e tessuto produttivo».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L'Accordo rappresenta la cornice istituzionale di un programma di azione diviso in quattro linee di attività:</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<ol>
<li aria-level="1" dir="ltr" style="text-align: left;">
<p dir="ltr" role="presentation"><strong>Scouting della ricerca e analisi dei fabbisogni</strong><span>. Un Team multidisciplinare, composto da Progect manager, Technology e Finance Broker, affiancato da Innovation promoter, individuerà i segmenti produttivi più innovativi, traducendone i fabbisogni e trasformandoli in quesiti tecnologici ai quali la ricerca può dare risposta. Parallelamente effettuerà una mappatura delle competenze, tecnologie e risultati di ricerca prossimi all'applicazione in processi produttivi o nuovi prodotti.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr" style="text-align: left;">
<p dir="ltr" role="presentation"><strong>Animazione territoriale</strong><span>. Un calendario di eventi nei principali distretti produttivi, consentirà ai ricercatori del CNR di presentare soluzioni applicative mature confrontandosi direttamente con le imprese.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr" style="text-align: left;">
<p dir="ltr" role="presentation"><strong>Hub digitale di matching</strong><span>. Sarà predisposta una piattaforma digitale a supporto del programma con tool specialistici, sistemi di assessment e di rilevazione dei fabbisogni delle imprese. Si tratterà sostanzialmente di una piattaforma di matching tra domanda e offerta di innovazione che rappresenta l'evoluzione del progetto MIR (Matching Innovation and Research) di Unioncamere e CNR. L'obiettivo mettere a disposizione un hub che ospiti un catalogo ragionato e aggiornato di tecnologie, brevetti e prototipi pronti per il percorso di industrializzazione.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation" style="text-align: left;"><strong>Innovation Lab e "Test before invest"</strong><span>. L'infrastruttura territoriale del programma sarà assicurata dagli Innovation Lab delle Camere di commercio che rappresenteranno l'interfaccia diretta e permanente tra ricerca e tessuto imprenditoriale locale. I laboratori diventeranno la sede degli incontri one-to-one tra imprese e ricercatori ed opereranno secondo la logica del "Test before invest". Questo consentirà alle aziende di testare concretamente l'efficacia di una tecnologia prima di procede a investimenti finanziari significativi. Gli Innovation Lab camerali dovranno inoltre facilitare l'accesso delle imprese a canali di finanziamento, operando a supporto della nascita di spin-off della ricerca e di start up innovative.</span></p>
</li>
</ol>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Geotermia: scoperti in Toscana migliaia di chilometri cubi di serbatoi magmatici</title>
<link>https://www.italia24.news/geotermia-scoperti-in-toscana-migliaia-di-chilometri-cubi-di-serbatoi-magmatici</link>
<guid>https://www.italia24.news/geotermia-scoperti-in-toscana-migliaia-di-chilometri-cubi-di-serbatoi-magmatici</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio guidato dall&#039;Università di Ginevra, con la partecipazione del Cnr-Igg e dell&#039;INGV, ha individuato chilometri cubi di serbatoi magmatici in Toscana; la ricerca apre nuove prospettive per la transizione energetica grazie alle possibilità di utilizzo del calore geotermico ed alla reperibilità di metalli critici ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69df49a0e32ae.webp" length="104220" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:52:26 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">Un team di ricerca dell'<b>Università di Ginevra</b><span> </span>in collaborazione con l'<b>Istituto di<span> </span><span>Geoscienze e Georisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sede di Firenze (Cnr-Igg)</span></b><span> e l'<b>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</b> ha identificato in <strong>Toscana</strong>, nel sottosuolo delle aree geotermiche di <strong>Larderello</strong> e del <strong>Monte Amiata</strong>, volumi </span>di migliaia di<span> </span><span>chilometri cubi </span>ricchi in<span> </span><span>fluidi magmatici a profondità comprese tra 8 e 15 chilometri nella crosta continentale.</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">La ricerca, pubblicata su<span> </span><strong>Communications Earth &amp; Environment</strong><i>,<span> </span></i>si è avvalsa della tecnica di <strong>tomografia del rumore sismico ambientale</strong> (<i>Ambient<span> </span></i></span><i><span lang="it">N<span>oise </span>T<span>omography</span></span></i><span lang="it">), un metodo di prospezione innovativ</span><span lang="it">o<span> che </span>utilizza<span> </span><span>le vibrazioni continue della Terra </span> e quindi a zero impatto ambientale<span>.</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">In termini geologici, corpi magmatici di queste dimensioni sono paragonabili a quelli che alimentano i cosiddetti "supervulcani" come il Parco Nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti, il lago Toba in Indonesia o il vulcano Taupo in Nuova Zelanda, che ospitano sotto la superficie immensi serbatoi di magma, dell'ordine di diverse migliaia di chilometri cubi. La loro presenza è in genere rivelata da tracce superficiali come <strong>depositi eruttivi, crateri, deformazioni del suolo</strong> ed <strong>emissioni di gas</strong>.</span><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">Tuttavia, in assenza di tali segnali, grandi volumi di magma possono rimanere nascosti e insospettati in profondità nella crosta terrestre, come nel caso della Toscana dove da milioni di anni l'attività magmatica è prevalentemente plutonica.<span> </span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"><span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"><span>«</span>Sapevamo che questa regione, che si estende da nord a sud attraverso la Toscana, è geotermicamente attiva, ma dei serbatoi magmatici così grandi erano difficili da immaginare. Questo ritrovamento ha dello straordinario», spiega<span> </span><b>Matteo Lupi</b>, professore associato al Dipartimento di Scienze della Terra della Facoltà di Scienze dell'Università di Ginevra che ha guidato lo studio.</span><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="it"></span></b></p>
<h2 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">Una radiografia del sottosuolo profondo</span></h2>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="it"></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">La tomografia del rumore ambientale che ha permesso di individuare la roccia fusa in profondità è una tecnica di prospezione del sottosuolo ampiamente utilizzata in sismologia:<span> «</span>Si tratta di un metodo che permette di 'radiografare' la crosta terrestre sfruttando le vibrazioni che sono continuamente generate dalle onde oceaniche, dal vento o dalle attività antropiche», aggiunge<span> </span><b>Domenico Montanari</b><span> </span>coordinatore delle attività per il Cnr-Igg.<span> «</span>La propagazione di questi segnali viene captata da sensori sismici ad alta risoluzione installati in superficie – in questo studio ne sono stati utilizzati circa 60. Quando le onde sismiche si propagano con velocità insolitamente basse, ciò può indicare zone di accumulo di rocce parzialmente fuse, associabili ad un serbatoio magmatico».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">L'analisi congiunta delle registrazioni ha permesso di ricostruire un'immagine tridimensionale della struttura interna dell'area investigata.<span> «</span>Questi risultati sono importanti sia per la ricerca fondamentale, </span><span lang="it">che per le applicazioni pratiche, in primis per quantificare il potenziale geotermico di una regione. Oltre al loro grande interesse scientifico, questi studi mostrano che la tomografia da rumore sismico ambientale, esplorando il sottosuolo in modo rapido, a basso costo e senza alcun impatto per l'ambiente, può essere uno strumento chiave per la transizione energetica»</span><span lang="it">, conclude<span> </span></span><b><span lang="it">Gilberto Saccorotti</span></b><span lang="it"><span> </span><span>(INGV).</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"><span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">Infine<span>, la scoperta apre la strada a metodi di esplorazione più rapidi ed economici anche per individuare litio ed elementi delle terre rare, la cui formazione è strettamente legata ai sistemi magmatici profondi.</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"><span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"><span>Link allo studio: Lupi, M., Stumpp, D., Cabrera-Pérez, I. et al. <a href="https://www.nature.com/articles/s43247-026-03334-0#citeas" target="_blank" rel="noopener">High-enthalpy Larderello geothermal system, Italy, powered by thousands of cubic kilometres of mid-crustal magma</a>. Commun Earth Environ 7, 269 (2026).</span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano, innovazione e sostenibilità: presentato il progetto Möves che ridefinisce mobilità pedonale e ciclistica</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-innovazione-e-sostenibilita-presentato-il-progetto-moeves-che-ridefinisce-mobilita-pedonale-e-ciclistica</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-innovazione-e-sostenibilita-presentato-il-progetto-moeves-che-ridefinisce-mobilita-pedonale-e-ciclistica</guid>
<description><![CDATA[ Presentato a Milano il nuovo strumento Möves che definisce obiettivi, strategie e azioni per lo sviluppo della mobilità pedonale e ciclistica, favorendo l&#039;ambiente e fornendo una leva per l&#039;innovazione ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ddfc333e202.webp" length="32514" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 13:50:52 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>È stato presentato il 13 aprile 2026 a Palazzo Marino <strong>Möves</strong>, il nuovo strumento del <strong>Comune di Milano</strong> che definisce <strong>obiettivi, strategie e azioni per lo sviluppo della mobilità pedonale e ciclistica</strong>. Le linee guida di questo piano, che ha l'ambizione di trasformare la città in uno spazio sempre più accessibile, sostenibile e a misura di persona, sono state illustrate dal sindaco di Milano <strong>Giuseppe Sala</strong> e dagli assessori <strong>Arianna Censi</strong> (Mobilità), <strong>Marco Granelli</strong> (Opere pubbliche), Marco Mazzei (Spazio pubblico) e <strong>Gaia Romani</strong> (Quartieri e Partecipazione). </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Frutto di un articolato percorso partecipativo che ha raccolto oltre 1.175 contributi provenienti da cittadini, associazioni ed enti locali, Möves rappresenta un punto di <strong>svolta nel modo di pensare gli spostamenti urbani:</strong> non un insieme di interventi isolati, ma una visione integrata che unisce pianificazione, infrastrutture, sicurezza, accessibilità e partecipazione, partendo dall'assioma che ridurre il traffico veicolare significa migliorare la sicurezza stradale, abbassare l'inquinamento atmosferico, con benefici immediati sulla qualità dell'aria che respiriamo e più in generale della vita. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il documento presentato individua una <strong>rete portante per la ciclabilità di 565 km</strong> (210 km di rete principale, composta da 29 diversi itinerari, e 355 km di rete secondaria). Attualmente, circa il 46% della rete principale risulta realizzato, in varia modalità, considerando entrambi i sensi di marcia. Alcuni itinerari strategici hanno già raggiunto livelli avanzati di completamento, superando l'80%, tra questi Buenos Aires-Monza, Gioia-Martesana, Monforte-Corelli, Naviglio Pavese (VenTo), Naviglio Grande, Sempione-Gallarate e Garibaldi-Testi. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Attualmente sono in corso i lavori della pista ciclabile lungo la circonvallazione filoviaria a nord-ovest, dal cavalcavia della Ghisolfa fino a piazzale Zavattari (3,4 km per lato) e quelli su via Boifava, nel quartiere Chiesa Rossa. Saranno avviati a breve gli interventi sul secondo tratto della Beats (Bagolari East to South, dagli alberi di bagolaro) che collegherà i quartieri di Porta Romana e Navigli, circa 2,3 km per lato, in parte in struttura, in parte in segnaletica e a tratti in promiscuo con moderazione della velocità. È stata individuata anche la modalità per superare il nodo di attraversamento di piazzale Dateo, attraverso l'introduzione di un semaforo dedicato, che collegherà, senza soluzione di continuità, San Babila con Segrate. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Oltre alla creazione di itinerari continui, la qualità e l'efficacia degli spostamenti in bicicletta, può essere incrementata ampliando l'offerta e le tipologie di servizi (sosta e sharing), in particolare in aree di interscambio con il trasporto pubblico. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per la pedonalità Möves indica <strong>194 spazi pubblici da ripensare in ottica pedonale</strong>, per un totale di 1.884.626 m²; 109 ambiti scolastici da riqualificare segnalati nel percorso partecipativo, su cui intervenire al fine di incrementare la sicurezza stradale e aumentare gli spazi pedonali e 404 km di itinerari pedonali principali da riqualificare. Il documento specifica anche le strategie di miglioramento: dare maggiore continuità alla rete pedonale e alle connessioni tra quartieri, aumentare la permeabilità interna agli isolati, identificare e sviluppare i percorsi pedonali principali, assicurandone continuità, sicurezza e qualità, così da collegare efficacemente servizi, scuole e attrattori urbani. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>In linea con questi principi, l'Amministrazione proseguirà con l'installazione dei cuscini berlinesi: dopo via Carlo Boncompagni, nel Municipio 4, ne saranno posizionati altri in tutti i Municipi. Il prossimo nel Municipio 2 in via Asiago, nell'ambito della riqualificazione dell'intersezione con via Ponte Vecchio e via Aristotele. È previsto anche l'ampliamento delle aree in cui posare i paletti dissuasori a protezione dei marciapiedi: al momento sono quasi 500, ma l'obiettivo è arrivare ad almeno 200 per municipio in circa 40 località della città. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Inoltre, insieme ai Municipi sono state individuate circa <strong>25 località in cui intervenire in via prioritaria con la moderazione della velocità, l'aumento dei passaggi pedonali e l'ampliamento dei marciapiedi</strong>. Ora sono in corso e in programmazione i lavori sulle intersezioni di corso di Porta Romana, sul passaggio pedonale di piazza 25 Aprile verso corso di Porta Garibaldi, in via Asiago con l'intersezione con via Ponte Vecchio, nel quartiere Gorla e in Carlo Marx, all'incrocio con via Benjamin Constant, a Quarto Cagnino e in via Gaetano Crespi nell'incrocio con via Pitteri e Caduti di Marcinelle nel quartiere Rubattino. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'abbassamento dei limiti di velocità, nel contempo, ha una forte correlazione con la sicurezza stradale: per un pedone le possibilità di sopravvivere a un impatto con un mezzo che viaggia a meno di 30 km può raggiungere il 100%, ma già a 50 km orari si dimezzano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Perché bici e spostamenti a piedi diventino davvero pilastri del sistema urbano, servono politiche strutturate e lungimiranti: infrastrutture sicure e continue, abbattimento delle barriere architettoniche, incentivi, campagne di sensibilizzazione e investimenti in intermodalità. </span><span>Il progetto Möves si basa su una visione nuova, in cui camminare e pedalare sono scelte naturali e quotidiane che hanno anche profondi benefici. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Ogni anno chi si sposta abitualmente in automobile perde centinaia di ore a causa del traffico. Ma se sempre più persone si muovessero in bicicletta, occuperebbero meno spazio rispetto alle auto, si ridurrebbe la congestione stradale e si migliorerebbe l'efficienza del trasporto pubblico. Una positiva conseguenza sarebbe poi una significativa riduzione delle emissioni di gas serra e degli inquinanti atmosferici causate dagli spostamenti. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>L'utilizzo della bici</strong>, tra l'altro, è più economico rispetto all'auto e ha influenze positive sulla salute: 20 minuti al giorno in bicicletta possono ridurre del 10% il rischio di mortalità, con diminuzione del 50% del rischio di malattie cardiovascolari e di diabete negli adulti e del 30% del rischio di sviluppare ipertensione. Inoltre, nelle ore di punta la bicicletta è anche più veloce dell'automobile con una velocità media tra i 17 e i 24 km all'ora rispetto ai 17 dell'auto. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Möves è nato proprio per accompagnare e guidare lo sviluppo della mobilità ciclistica e pedonale come strumento in grado di orientare le scelte e le azioni dell'Amministrazione, partendo dal presupposto che <strong>la mobilità sostenibile non è solo una scelta ambientale, ma anche una leva per l'innovazione, </strong>il turismo di qualità e nuove economie.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Farmacologia, terapie contro il dolore: nuove prospettive per farmaci più selettivi e tollerati</title>
<link>https://www.italia24.news/farmacologia-terapie-contro-il-dolore-nuove-prospettive-per-farmaci-piu-selettivi-e-tollerati</link>
<guid>https://www.italia24.news/farmacologia-terapie-contro-il-dolore-nuove-prospettive-per-farmaci-piu-selettivi-e-tollerati</guid>
<description><![CDATA[ Una ricerca, guidata dall’Università di Padova, ha studiato il recettore NOP della nocicettina, mostrando che diverse molecole lo attivano in modi differenti; i risultati dello studio potrebbero portare a nuovi farmaci antidolorifici più efficaci e con meno effetti collaterali ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ddfc116cfa6.webp" length="21910" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 13:50:51 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Un team di ricercatori, <b>guidato dal Dipartimento di Scienze del Farmaco dell'Università di Padova</b>, ha pubblicato sulla rivista «<strong><span lang="EN-GB">British Journal of Pharmacology</span></strong>» uno studio che apre nuove prospettive per lo sviluppo di farmaci contro il dolore più efficaci e con minori effetti collaterali.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Al centro della ricerca c'è il <strong>neuropeptide endogeno nocicettina/orfanina FQ</strong>, una molecola prodotta naturalmente dal nostro organismo che svolge un ruolo importante nella <strong>regolazione di diverse funzioni, in particolare a livello cerebrale</strong>: questa sostanza agisce attraverso un <strong>recettore</strong>, chiamato <strong>NOP</strong>, appartenente alla stessa famiglia degli <strong>oppioidi</strong> ma con caratteristiche farmacologiche proprie. Grazie agli studi sulla nocicettina, i ricercatori hanno approfondito la neurobiologia che riguarda in particolare le proprietà analgesiche del sistema NOP, aiutando la comprensione del <strong>potenziale effetto antidepressivo e ansiolitico degli antagonisti di questo recettore.</strong></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">I ricercatori hanno utilizzato un approccio avanzato, chiamato <strong>transduceromics</strong>, che consente di analizzare in modo integrato tutte le vie di segnalazione attivate all'interno della cellula: non ci si limita a chiedere se una molecola attivi o meno il recettore, ma si studia quali interruttori intracellulari vengono attivati, con quale intensità e con quali differenze da una molecola all'altra. Questo consente di ottenere una sorta di "mappa" funzionale più completa del recettore e di comprendere meglio il funzionamento di molecole su esso attive.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Il nostro lavoro mostra, con un livello di dettaglio molto elevato, come alcune molecole possano attivare in modo differente il recettore NOP, che è un bersaglio farmacologico non distante dai target oppioidi classici di interesse per dolore, insonnia e altre importanti funzioni sia centrali che periferiche – <b>spiega Davide Malfacini, primo autore dello studio e ricercatore al Dipartimento di Scienze del Farmaco dell'Ateneo patavino</b> –. Questo risultato rappresenta un primo passo verso un nuovo livello di complessità nell'analisi farmacologica dei recettori: capire in modo più fine come molecole diverse modulino uno stesso bersaglio potrà aiutare, in un futuro non lontano, a orientare lo sviluppo di farmaci più selettivi, con un migliore equilibrio tra efficacia e tollerabilità».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Questo lavoro dimostra come al Dipartimento di Scienze del Farmaco dell'Università di Padova siamo in grado di condurre analisi avanzate sui recettori accoppiati a proteine G, una delle classi di bersagli farmacologici più importanti in biomedicina, coinvolta nell'azione di oltre un terzo dei farmaci attualmente in uso» <b>aggiunge Girolamo Calò, coordinatore dello studio.</b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Lo studio si inserisce in uno dei filoni più innovativi della farmacologia moderna, noto come <strong>"selettività funzionale" (o biased agonism): </strong>i ricercatori hanno dimostrato che <strong>molecole diverse, pur legandosi allo stesso recettore, possono attivare risposte biologiche differenti. </strong>Questo aspetto è importante perché può contribuire allo sviluppo di farmaci più mirati e con un migliore profilo di tollerabilità.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Alla ricerca hanno contribuito anche <strong>l'Università di Ferrara</strong> (che ha sviluppato alcuni dei composti studiati) e la società statunitense <strong>Astraea Therapeutics</strong>.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Link alla ricerca: <i><a href="https://bpspubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/bph.70367" target="_blank" rel="noopener">Comprehensive transduceromic profiling of NOP receptor ligands at different Gα subunits</a> </i><span>– «British Journal of Pharmacology» – 2026.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano, Edilizia Residenziale Pubblica: la riqualificazione energetica del complesso di via Agilulfo 18</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-edilizia-residenziale-pubblica-la-riqualificazione-energetica-del-complesso-di-via-agilulfo-18</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-edilizia-residenziale-pubblica-la-riqualificazione-energetica-del-complesso-di-via-agilulfo-18</guid>
<description><![CDATA[ A Milano, la riqualificazione energetica del complesso di Edilizia residenziale pubblica in via Agilulfo 18, con fondi regionali e comunali, prevede un cappotto esterno, impianti fotovoltaici e altri interventi per ridurre i consumi di almeno il 35% ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ddfbebdeb88.webp" length="37222" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 13:50:48 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Dal cappotto esterno agli impianti fotovoltaici per le aree comuni, il <strong>complesso di Edilizia residenziale pubblica di via Agilulfo 18</strong> sarà oggetto di un importante intervento di <strong>riqualificazione energetica</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nei giorni scorsi il progetto di efficientamento dello stabile, del valore complessivo di 1,5 milioni di euro, ha ottenuto il finanziamento per un milione di euro previsto dal bando regionale <strong>SEED PA - Sostenibilità ed Efficienza Energetica degli Edifici Pubblici</strong>, cui è stato candidato dall'Amministrazione la scorsa estate. Grazie a questi fondi e al cofinanziamento del Comune per 500 mila euro, sarà quindi possibile realizzare le opere che renderanno più efficiente sotto il profilo energetico la palazzina situata nel quartiere Stadera, nel <strong>Municipio 5</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'intervento prevede diverse opere, tra cui la realizzazione del <strong>cappotto esterno</strong>, la realizzazione degli <strong>impianti fotovoltaici</strong> e il <strong>rifacimento dell'impianto elettrico</strong> delle aree comuni, con la sostituzione delle luci con <strong>lampade a LED</strong> e l'installazione di <strong>dispositivi per la contabilizzazione dei consumi energetici</strong> per il riscaldamento con sistemi di telecontrollo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Contestualmente, per rendere più efficaci tali interventi, si procederà al rifacimento della pavimentazione dei balconi e alla sostituzione dei parapetti dei balconi e delle portefinestre in facciata. Si prevede, inoltre, di effettuare l'impermeabilizzazione dei tetti piani e di rifare il controsoffitto del portico al piano terreno. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Stazione appaltante dell'intervento sarà MM SpA, che ha curato i servizi di progettazione e si occuperà delle attività esecutive, in coordinamento con la Direzione Casa del Comune di Milano. </span><span>L'avvio dei lavori è previsto entro la fine dell'anno. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«L'adeguamento energetico degli immobili Erp comunali costituisce una sfida e una importante opportunità per l'Amministrazione, perché consente allo stesso tempo di agire sull'ammodernamento delle strutture, sul comfort degli ambienti e sulla gestione economica degli alloggi, rendendola più sostenibile per le famiglie che li abitano – spiega l'assessore all'Edilizia Residenziale Pubblica <strong>Fabio Bottero</strong> –. È a questo tipo di miglioramento, a 360 gradi, che miriamo con il progetto di riqualificazione energetica del complesso di via Agilulfo 18: grazie agli interventi previsti, sostenuti tramite le risorse stanziate dal Comune e al finanziamento ottenuto con il bando SEED PA, l'edificio vedrà un notevole miglioramento della classe energetica». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Negli ultimi anni l'Amministrazione è già intervenuta sulla palazzina di via Agilulfo per dare avvio al percorso di efficientamento energetico che riguarda questo stabile costruito negli anni '80: sono stati sostituiti i serramenti esterni e dei portoncini di accesso; inoltre sono state installate valvole termostatiche e un impianto centralizzato di produzione dell'acqua calda sanitaria. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Con il progetto appena finanziato portiamo a compimento l'efficientamento complessivo dell'edificio, garantendo una riduzione di almeno il 35% del fabbisogno energetico», aggiunge <strong>Bottero</strong>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano: gli eventi per l&amp;apos;81esimo anniversario della Liberazione</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-gli-eventi-per-l81esimo-anniversario-della-liberazione</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-gli-eventi-per-l81esimo-anniversario-della-liberazione</guid>
<description><![CDATA[ I primi appuntamenti, in occasione della Festa della Liberazione, sono lunedì 13 aprile al Campo della Gloria del Cimitero Maggiore e al Cimitero inglese di Trenno ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69dcb12844d64.webp" length="18644" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:39:14 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>In occasione dell'<strong>81° Anniversario della Liberazione</strong>, la città promuove un articolato programma di <strong>commemorazioni e iniziative istituzionali</strong>, con la partecipazione di rappresentanti dell'Amministrazione comunale, per rendere omaggio ai caduti e rinnovare i valori di libertà, democrazia e partecipazione civile. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le celebrazioni prenderanno avvio <strong>lunedì 13 aprile</strong> con due momenti particolarmente significativi. Alle ore 9 si terrà la deposizione di corone presso il <strong>Cimitero inglese di Trenno, </strong>in via Cascina Bellaria, luogo simbolico di raccoglimento per i <strong>Caduti appartenenti alle Nazioni del Commonwealth</strong>. A seguire, alle ore 10, la commemorazione proseguirà al <strong>Cimitero Maggiore – Campo della Gloria</strong>, dove verrà reso omaggio ai <strong>Caduti per la libertà</strong> in uno dei luoghi più rappresentativi della memoria cittadina. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il cuore delle celebrazioni sarà <strong>sabato 25 aprile</strong>, giorno della <strong>Festa della Liberazione</strong>, in cui si concentreranno le principali iniziative commemorative. La mattinata sarà scandita da una serie di deposizioni di corone nei luoghi simbolo della città tra le ore 9 e le ore 11: in piazza Tricolore, presso il <strong>Monumento alla Guardia di Finanza</strong>; a <strong>Palazzo Isimbardi</strong>, presso la lapide dedicata ai Caduti; a <strong>Palazzo Marino</strong>, davanti alla lapide della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Città, a memoria del riconoscimento conferito per il valore dimostrato nella lotta contro l'oppressione; alla <strong>Loggia dei Mercanti,</strong> presso le lapidi a ricordo dei Caduti per la Libertà; in largo <strong>Caduti Milanesi per la Patria</strong>, al <strong>Sacrario dei Caduti</strong> <strong>di tutte le guerre; in piazzale Loreto</strong>, davanti al monumento in ricordo dei Quindici Martiri. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nel pomeriggio, alle ore 14.30, partirà da <strong>corso Venezia</strong> (angolo via Palestro) il corteo cittadino che attraverserà le vie del centro per concludersi in piazza Duomo, dove si terranno i discorsi celebrativi. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Un programma ricco e partecipato che invita tutta la cittadinanza a condividere il ricordo e a rinnovare l'impegno verso i valori fondanti della Repubblica, custoditi anche nel significato profondo delle due Medaglie d'Oro conferite a Milano, per il Risorgimento e al Valor Militare, che testimoniano il contributo decisivo della città alla conquista della libertà.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Le rose purpuree di Cittadella: arte e natura a Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/le-rose-purpuree-di-cittadella-arte-e-natura-a-milano</link>
<guid>https://www.italia24.news/le-rose-purpuree-di-cittadella-arte-e-natura-a-milano</guid>
<description><![CDATA[ La Cittadella degli Archivi diventa un centro culturale tra luce, linee e forme ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69dcb68cbebc8.webp" length="23788" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:01:58 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>La Cittadella degli Archivi del Comune di Milano</strong> presenta "<strong>Le rose purpuree di Cittadella"</strong>, <strong>martedì 14 aprile alle ore 18, in occasione della Milano Art Week 2026</strong>.</span><br><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">L'iniziativa riunisce tre interventi che intrecciano arte contemporanea, memoria, trasformazione urbana e natura, contribuendo a ridefinire l'identità culturale e visiva di uno dei più importanti poli archivistici d'Europa.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Fulcro dell'evento </strong>è la <strong>donazione al Comune di Milano dell'opera "Riscoprire Munari" dell'artista </strong>Alberto Piña Hernandez, in arte <strong>Albert Pinya</strong>, resa possibile grazie al <strong>contributo di ACE</strong>, società di progettazione integrata. L'opera entrerà a far parte della collezione permanente della Cittadella degli Archivi e sarà collocata nel giardino interno, contribuendo alla riqualificazione degli spazi e dell'intero quartiere Niguarda.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il lavoro di Pinya, artista attivo sulla scena internazionale e da tempo legato al contesto italiano, si confronta in questo caso con la figura di Bruno Munari, artista, designer e scrittore milanese, a cui l'opera rende omaggio e del quale la Cittadella degli Archivi custodisce alcuni materiali. La <strong>pratica dell'artista si distingue per una costante tensione alla sperimentazione e all'espansione del linguaggio pittorico, attraverso l'uso di materiali, tecniche e registri diversi</strong>. <strong>Centrale</strong> nella sua ricerca è il <strong>tema del volto</strong>, elemento ricorrente che diventa dispositivo narrativo e simbolico: «Il volto è il luogo dove risiede lo sguardo e attraverso cui si osserva il mondo. Il riflesso dell'anima», afferma l'artista.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Accanto alla donazione, l'evento si sviluppa attraverso la presentazione di due mostre che dialogano con gli spazi e la funzione del polo archivistico milanese.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Dal 15 aprile al 14 giugno 2026</strong>, la Cittadella ospita "<strong>Something new: lights, lines, shapes</strong>", <strong>mostra personale di Sergio Limonta</strong>, realizzata in <strong>collaborazione con la galleria Building di Milano</strong>. Invitato a confrontarsi con l'architettura e i materiali dell'archivio, Limonta presenta <strong>otto opere inedite che attraversano diversi ambiti della sua ricerca recente</strong>: dalle serie dei "Legni", dei "Metalli" e dei "PVC", fino a una scultura di grandi dimensioni in equilibrio precario. Tra i lavori esposti, <strong>un'opera è stata realizzata utilizzando materiali in disuso della Cittadella</strong>, attivando un dialogo diretto con il luogo e la sua funzione.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Dal 15 aprile al 15 maggio 2026</strong>, negli <strong>stessi spazi</strong>, si inserisce la <strong>mostra "LETTERE DALL'URAGANO" di Alfredo Rapetti Mogol</strong>, ideata e organizzata da Isorropia Homegallery e Galleria Ferrero Arte Contemporanea. Il progetto presenta un corpus di opere in cui la scrittura si trasforma in gesto pittorico, dando vita a un linguaggio visivo fatto di segni, codici e stratificazioni. Le <strong>opere si configurano come una riflessione intensa sulla condizione contemporanea, tra tensione e speranza</strong>, fino a delinearsi come un vero e proprio <strong>inno alla pace</strong>. Tra i nuclei principali, l'installazione "Tre Farfalle" e una sequenza dedicata al primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che progressivamente si dissolve, evocando il rischio di perdita dei valori fondamentali.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">A completare il progetto "Le rose purpuree di Cittadella" è un intervento di piantumazione e riqualificazione del giardino della Cittadella degli Archivi, che si arricchirà di 1.100 rose rosse tappezzanti, un bosco di 12 aceri ad alto fusto e oltre 500 arbusti a cespuglio, tra cui loropetali, cornioli e viburni.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«La <strong>Cittadella degli Archivi</strong>» afferma l'<strong>assessora ai Servizi civici e generali Gaia Romani</strong> «<strong>si conferma</strong> non solo un luogo di conservazione e memoria, ma anche un <strong>centro culturale e un incubatore di partecipazione cittadina</strong>. Ringrazio l'artista Alberto Piña Hernandez per aver scelto il nostro polo archivistico come luogo per omaggiare un grande designer e scrittore come Bruno Munari. Il sito di Gregorovius, in questi anni, sta contribuendo in modo significativo alla riqualificazione dell'intero quartiere Niguarda, offrendo alle persone un luogo di aggregazione culturale, aperto e gratuito».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Energia: ENEA al lavoro sul progetto SALTOpower</title>
<link>https://www.italia24.news/lenea-al-lavoro-per-lo-sviluppo-dei-sistemi-di-accumulo-termico</link>
<guid>https://www.italia24.news/lenea-al-lavoro-per-lo-sviluppo-dei-sistemi-di-accumulo-termico</guid>
<description><![CDATA[ Tecnologie innovative per immagazzinare energia e sostenere un percorso più solido verso l’autonomia energetica europea ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69dcbc8af2476.webp" length="112442" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:01:58 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Promuovere l’utilizzo dei sistemi di accumulo termico a sali fusi come soluzione alla crescente richiesta di stoccaggio di energia in Europa. È questo l’obiettivo del <strong>progetto europeo SALTOpower</strong> che ha visto la <strong>partecipazione di ENEA </strong>attraverso il Laboratorio Energia e accumulo termico del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">La richiesta di sistemi di stoccaggio di energia in Europa è accelerata dalla crescita di <strong>installazione ed utilizzo di fonti rinnovabili discontinue e non programmabili</strong>. Attualmente, la <strong>principale soluzione è rappresentata dalle batterie a ioni di litio</strong>, la cui catena di approvvigionamento, essendo fortemente <strong>concentrata in Cina</strong>, mette in <strong>discussione l’autonomia industriale in Europa</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">L'attività di ricerca svolta nel progetto SALTOpower si concentra su<strong> utilizzo e integrazione dei sistemi a sali fusi in hub energetici multifunzionali che combinano i vettori di energia elettrica, termica e chimica</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Le miscele di sali nitrati, comunemente utilizzate come fertilizzanti, mettono insieme diverse proprietà favorevoli per un loro uso come fluidi termici, quali l’alta stabilità, la buona capacità termica, la bassa pressione di vapore e gli ampi intervalli di temperatura operativa. Queste caratteristiche li rendono adatti per applicazioni ad alte temperature, come l’industria chimica, e rappresentano oggi uno standard negli impianti solari termodinamici», evidenzia il <strong>ricercatore Marco D’Auria</strong>, referente ENEA del progetto.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il progetto SALTOpower studia la possibilità di utilizzare i sali fusi come sistemi di stoccaggio: <strong>immagazzinando l’energia in eccesso durante i periodi di alta produzione e rilasciandola durante la bassa produzione o i picchi di domanda</strong>, i sali fusi garantiscono una fornitura di energia affidabile e dispacciabile, contribuendo così alla stabilità e alla resilienza della rete.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Adottare la tecnologia a sali fusi, sia integrandola che in alternativa ad altre soluzione di stoccaggio di energia, garantirebbe l’<strong>indipendenza nell’approvvigionamento delle materie prime</strong>, considerato che si ricorrerebbe all’utilizzo di materiali abbondanti in Europa come l’acciaio e/o facilmente reperibili come i sali a base di nitrati.», aggiunge D’Auria.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Scalabilità e design modulare ne consentono l’impiego in località remote o isolate per affrontare i problemi di accesso all’energia.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Le <strong>stime</strong> indicano che l’<strong>UE avrà bisogno di una capacità di stoccaggio tra i 200 e i 400 GWh entro il 2030 per supportare la flessibilità della rete</strong>. Per il 2050, con la completa decarbonizzazione, il fabbisogno salirà nell'ordine dei TWh. Attualmente, con circa 77 GWh installati di accumulo a batteria, l’Europa copre solo una minima parte del fabbisogno futuro.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Per maggiori informazioni: <br><a href="https://www.media.enea.it/comunicati-e-news/archivio-anni/anno-2026/energia-enea-sistemi-di-accumulo-termici-a-sali-fusi-per-incrementare-capacita-di-stoccaggio.html" target="_blank" rel="noopener">https://www.media.enea.it/comunicati-e-news/archivio-anni/anno-2026/energia-enea-sistemi-di-accumulo-termici-a-sali-fusi-per-incrementare-capacita-di-stoccaggio.html</a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il Comune di Milano ricorda Carlo Monguzzi</title>
<link>https://www.italia24.news/il-presidente-del-consiglio-comunale-ricorda-carlo-monguzzi</link>
<guid>https://www.italia24.news/il-presidente-del-consiglio-comunale-ricorda-carlo-monguzzi</guid>
<description><![CDATA[ La presidente del consiglio comunale Elena Buscemi rende omaggio a una figura storica della politica milanese, protagonista di battaglie civili e ambientali ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69dcc2ec5f5a9.webp" length="98648" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:01:58 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>«Con la <strong>scomparsa di Carlo Monguzzi</strong> il Consiglio comunale di Milano perde una<strong> voce storica e autorevole</strong>, la città un protagonista della politica,<strong> ispiratore di tante battaglie</strong> per l'ambiente e la giustizia sociale, ma non solo. Indimenticabili rimarranno i suoi interventi, sempre puntuali e appassionati, e le sue esortazioni su tanti temi di interesse cittadino e internazionale. <strong>Oggi lo ricorderemo in Aula</strong>, ma non mancheranno occasioni prossimamente per ricordarne l'impegno e la passione politica, oltre che l'amicizia.<br>A nome del Consiglio comunale di Milano, alla famiglia, alle compagne e ai compagni di tante battaglie politiche, alle colleghe e ai colleghi di Europa Verde e a tutte le persone che lo hanno conosciuto e che oggi sono tristi, con noi, per la sua scomparsa, l'abbraccio del Consiglio comunale di Milano».<br> <br>Lo dichiara la <strong>Presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi</strong>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea accoglie la piena operatività del sistema di ingressi/uscite EES nei paesi Schengen</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-eropea-accoglie-la-piena-operativita-nei-paesi-schengen-del-sistema-di-ingressiuscite-ees</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-eropea-accoglie-la-piena-operativita-nei-paesi-schengen-del-sistema-di-ingressiuscite-ees</guid>
<description><![CDATA[ Il sistema tecnologico EES è ora operativo in tutti i paesi Schengen e registra digitalmente ingressi e uscite dei cittadini di paesi terzi, migliorando sicurezza e controllo delle frontiere con dati biometrici e tempi rapidi di registrazione ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69dcb1935c890.webp" length="37144" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:45:14 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il 10 aprile 2026 segna una pietra miliare nella <strong>sicurezza delle frontiere europee</strong>: <strong>il sistema di ingressi/uscite (EES) diventa pienamente operativo in tutti i paesi Schengen.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">L'EES è un sistema tecnologico avanzato che registrerà digitalmente gli ingressi e le uscite dei cittadini di paesi terzi che si recano in<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://travel-europe.europa.eu/it/ees/what-is-the-ees" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">29 paesi europei</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>per soggiorni di breve durata. <strong>Raccoglie dati biografici e biometrici, nonché altre informazioni di viaggio, sostituendo il precedente sistema di timbratura del passaporto.</strong> Fornisce dati affidabili sugli attraversamenti delle frontiere, rilevando sistematicamente i soggiornanti fuoritermine e i casi di frode documentale e d'identità.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il sistema ha iniziato la sua progressiva implementazione nell'ottobre 2025. Dalla sua introduzione sono stati registrati oltre 52 milioni di ingressi e uscite, con più di 27 000 respingimenti; tra questi, quasi 700 persone sono state identificate come una minaccia per la sicurezza dell'Unione. Da quando l'EES funziona a pieno regime, la registrazione di un viaggiatore richiede in media solo 70 secondi, un tempo estremamente ridotto per i cittadini di paesi terzi, considerato l'elevato valore aggiunto dell'ingresso nell'UE.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">A partire dal 10 aprile, il sistema è operativo in tutti i valichi di frontiera esterni dell'UE. La Commissione resta in stretto contatto con gli Stati membri per quanto riguarda l'attuazione dell'EES.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"><strong>Henna</strong><span> </span><b>Virkkunen</b>, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: «Il sistema di ingressi/uscite segna un importante passo avanti nel rafforzamento della sicurezza dell'UE e dei suoi cittadini. Dota le nostre frontiere esterne di sistemi tecnologici moderni, interoperabili e altamente avanzati, che riflettono l'impegno dell'Europa a garantire una solida protezione delle frontiere esterne e la sicurezza generale. Consentirà alle autorità di individuare i rischi in tempo reale, affrontare più efficacemente i soggiorni fuoritermine e rafforzare la fiducia nello spazio Schengen».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"><strong>Magnus</strong><span> </span><b>Brunner</b>, Commissario per gli Affari interni e la migrazione, ha dichiarato: «Il sistema di ingressi/uscite segna una tappa fondamentale nella modernizzazione e nel rafforzamento della sicurezza delle frontiere esterne dell'Europa. Con l'EES, stiamo assumendo il controllo di chi entra e lascia l'UE, quando e dove. La sicurezza dei cittadini dell'UE rimane la nostra massima priorità e l'EES mantiene questo impegno».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L’Università di Padova si espande con una nuova sede</title>
<link>https://www.italia24.news/luniversita-di-padova-si-espande-con-una-nuova-sede</link>
<guid>https://www.italia24.news/luniversita-di-padova-si-espande-con-una-nuova-sede</guid>
<description><![CDATA[ Oggi, 13 aprile, viene inaugurata la nuova sede dell’Università di Padova dedicata a Giurisprudenza e Professioni sanitarie ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69dc9eb7ee408.webp" length="55582" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:32:35 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>L’ex Caserma Salsa a Treviso diviene la nuova sede dell’Università di Padova</strong> che ospiterà i corsi di <strong>Giurisprudenza</strong> e <strong>Professioni sanitarie</strong> presenti nel capoluogo della Marca.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Una superficie di circa 4700 mq che ospiterà aule studio, aule didattiche, un’aula magna per gli oltre 2000 studenti attualmente iscritti ai corsi trevigiani; numero che in 3 anni ha visto un aumento di circa l’11%.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La <strong>firma del protocollo</strong> si terrà a Padova nel corso di una </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">conferenza stampa <strong>l</strong></span><strong><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">unedì 13 aprile 2026 alle ore 12:00 </span></strong><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>nella Sala da Pranzo di Palazzo del Bo di Padova</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Interverranno: </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Daniela Mapelli, rettrice Università di Padova, </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Mario Conte, sindaco di Treviso, </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Antonio Parbonetti, prorettore vicario Università di Padova, </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Alberto Scuttari, direttore generale Università di Padova, </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Paolo Sambo, prorettore alle politiche per le sedi decentrate dell’Università di Padova e </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Carlo Pellegrino, prorettore all’Edilizia Università di Padova</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Geofisica e Glaciologia: georadar e droni tornano sulla Marmolada per indagare il ghiacciaio di Punta Penia</title>
<link>https://www.italia24.news/geofisica-e-glaciologia-georadar-e-droni-tornano-sulla-marmolada-per-indagare-il-ghiacciaio-di-punta-penia</link>
<guid>https://www.italia24.news/geofisica-e-glaciologia-georadar-e-droni-tornano-sulla-marmolada-per-indagare-il-ghiacciaio-di-punta-penia</guid>
<description><![CDATA[ Il gruppo di lavoro per lo studio sulla Marmolada ha analizzato la stabilità del ghiacciaio di Punta Penia con georadar e modelli numerici ed estenderà successivamente la ricerca all’Adamello per migliorare il monitoraggio ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69dcb0dd06e5a.webp" length="89192" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:25:47 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-b9a14c03-7fff-71db-3ccf-501c2f4b66f5" style="text-align: left;"><span>Il Gruppo di lavoro <strong>glaciologico-geofisico</strong> per lo studio della <strong>Marmolada</strong> — che comprende dell'<strong>Università di Parma e l'Università di Padova</strong>, con ricercatori dell'<strong>Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale</strong> (<strong>OGS</strong>) — ha avviato una campagna di indagini geofisiche sul ghiacciaio di <strong>Punta Penia</strong>, completando nei giorni scorsi le misure sul campo. </span><span>L'obiettivo è stabilire se questo settore residuale del ghiacciaio della Marmolada presenti condizioni di instabilità potenziale: forma, quota e dimensioni, osservate in superficie, indicano la necessità di un'analisi approfondita. I dati raccolti con <strong>georadar multibanda su drone</strong> e da terra saranno ora elaborati per <strong>costruire modelli numerici della massa glaciale e valutare gli scenari di pericolosità</strong>, anche in previsione delle future ondate di calore. Lo stesso approccio sarà esteso <strong>all'Adamello</strong>, il più grande ghiacciaio delle Alpi italiane.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La montagna cambia: tre rischi emergenti per chi vive e frequenta l'alta quota</span></h3>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il cambiamento climatico non trasforma solo il paesaggio alpino: sta alterando in modo profondo e rapido le <strong>condizioni di sicurezza per le comunità di montagna</strong>, per i lavoratori del settore e per i milioni di persone che ogni anno frequentano l'alta quota per turismo, escursionismo e alpinismo. Tre categorie di rischio, tra loro interconnesse, stanno crescendo con l'accelerazione del riscaldamento globale.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span><strong>Crolli e valanghe glaciali</strong>: i</span><span>l ritiro accelerato dei ghiacciai genera settori isolati, assottigliati e termicamente instabili, sempre più soggetti a distacchi improvvisi. Come dimostrato dal <strong>crollo della Marmolada del 3 luglio 2022 </strong>— 11 vittime, il più grave evento glaciale della storia alpina recente — questi fenomeni possono verificarsi senza preavviso visibile e con una dinamica devastante. Gli eventi di collasso glaciale sulle Alpi sono in aumento di frequenza e dimensioni dalla fine degli anni Novanta, in stretta correlazione con l'intensificarsi delle anomalie termiche estive.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span><strong>Inondazioni da rotta di laghi glaciali (GLOFs):</strong> i</span><span>l ritiro dei ghiacciai lascia dietro di sé bacini d'acqua trattenuti da morene instabili o da dighe di ghiaccio. La rotta improvvisa di questi laghi — fenomeno noto con l'acronimo internazionale GLOF, </span><span>Glacial Lake Outburst Flood</span><span> — può scatenare ondate di piena e colate detritiche che percorrono interi fondovalle in pochi minuti, mettendo a rischio infrastrutture, abitati e vite umane. Nell'arco alpino il numero di laghi glaciali è cresciuto considerevolmente nell'ultimo ventennio e la loro sorveglianza rappresenta una sfida sempre più urgente per la protezione civile.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span><strong>Frane e crolli rocciosi per degradazione del permafrost</strong>: a</span><span>l di là dei ghiacciai veri e propri, vaste porzioni delle pareti rocciose alpine sono interessate dal permafrost — il suolo perennemente gelato che funge da cemento naturale tra i blocchi di roccia. Il riscaldamento in quota sta disgregando questo legante: il permafrost si degrada più in profondità ogni anno, liberando la coesione che manteneva in equilibrio masse rocciose anche di grandi dimensioni. Il risultato è un aumento significativo della frequenza di frane e crolli in quota, spesso di difficile previsione, che interessano sia le vie di comunicazione alpina sia le zone frequentate da escursionisti e alpinisti.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Questi tre fenomeni non sono indipendenti: interagiscono e si amplificano reciprocamente. La degradazione del permafrost destabilizza le morene che contengono i laghi glaciali; il ritiro dei ghiacciai espone pareti rocciose prima protette dal ghiaccio; le ondate di calore accelerano contemporaneamente la fusione glaciale e il riscaldamento delle rocce in quota. Comprendere e monitorare questi processi in modo integrato è la sfida scientifica che il Gruppo di lavoro ha raccolto, a partire dalla Marmolada e con l'obiettivo di estendersi all'Adamello.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La ricerca scientifica: due studi già pubblicati</span></h3>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Nei tre anni successivi alla tragedia del 2022, il Gruppo di lavoro ha condotto un'analisi sistematica delle cause del collasso, i cui risultati sono stati pubblicati in due articoli scientifici su riviste internazionali peer-reviewed. Il primo (pubblicato su </span><strong>Geomorphology</strong><span> nel 2023) ha ricostruito la <strong>dinamica del crollo</strong> individuando i meccanismi di sollevamento idraulico e di sovrapressione basale come cause scatenanti. Il secondo (pubblicato su </span><strong>Natural Hazards and Earth System Sciences</strong><span> nel settembre 2025) ha approfondito <strong>l'analisi con simulazioni numeriche</strong> di stabilità basate sul metodo dell'equilibrio limite, dimostrando che solo la combinazione di tre fattori destabilizzanti — pressione idrostatica nei crepacci, sollevamento idraulico e riduzione della resistenza basale — ha determinato la perdita di equilibrio. Questi studi hanno fornito al gruppo gli strumenti concettuali e metodologici per affrontare ora la valutazione del rischio sui settori glaciali residui.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La nuova campagna: vedere dentro il ghiacciaio</span></h3>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Le indagini appena concluse puntano l'attenzione sul ghiacciaio di Punta Penia per valutarne le condizioni attuali di stabilità. Al centro della campagna vi è l'impiego di un <strong>sistema georadar</strong> (Ground Penetrating Radar – GPR) multibanda, montato su drone e integrato con acquisizioni condotte direttamente dalla superficie glaciale. Le misure da drone consentono una copertura spaziale ampia e sistematica, mentre quelle da terra permettono di raggiungere profondità maggiori e risoluzioni più elevate.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L'utilizzo di antenne a diverse frequenze permette di esplorare l'interno della massa glaciale in modo non invasivo, restituendo un'immagine tridimensionale della struttura interna: geometria del substrato roccioso, variazioni dello spessore del ghiaccio, presenza e distribuzione di eventuali sacche d'acqua o strati saturi alla base. Quest'ultimo elemento è di importanza cruciale: è proprio la presenza di acqua in pressione alla base o all'interno del ghiacciaio il principale segnale di rischio per la valutazione dell'instabilità.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Perché guardare a Punta Penia: le ragioni dell'indagine</span></h3>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L'attenzione si concentra sul ghiacciaio di Punta Penia perché le osservazioni di superficie — forma del circo glaciale, pendenza del versante, quota e dimensioni della massa residua — configurano un insieme di <strong>condizioni predisponenti</strong> che, sulla base delle conoscenze acquisite con lo studio del crollo del 2022, suggeriscono la necessità di un'analisi approfondita della struttura interna.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>È importante sottolineare che la presenza di condizioni predisponenti non implica necessariamente l'esistenza di un rischio attuale: solo i dati geofisici in corso di elaborazione permetteranno di stabilire se e in quale misura la massa glaciale presenti caratteristiche di instabilità. I rilievi sul campo sono stati completati; le analisi e la modellazione numerica forniranno nei prossimi mesi una risposta scientificamente fondata.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-9d294924-7fff-2dc7-e067-c3042ae0234b" style="text-align: left;"><span>«Dopo il 2022 abbiamo il dovere scientifico di guardare con attenzione ai settori glaciali che presentano analogie morfologiche con quello crollato. Non è un allarme: è un'indagine. La scienza non può pronunciarsi prima di avere i dati, e noi stiamo raccogliendo quei dati»</span><span> — <strong>Aldino Bondesan</strong>, Università di Padova.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«La montagna alpina sta cambiando più velocemente di quanto i sistemi di sorveglianza attuali siano in grado di seguire. Crolli glaciali, rotte di laghi e frane da permafrost sono fenomeni distinti ma alimentati dalla stessa causa: il riscaldamento in quota. Le metodologie che stiamo sviluppando — dalla Marmolada all'Adamello — puntano a colmare questo divario tra la velocità del cambiamento e la nostra capacità di anticiparlo»</span><span> — <strong>Roberto Francese</strong>, Università di Parma – OGS.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Abbiamo avviato queste indagini perché le caratteristiche morfologiche osservabili in superficie ci dicono che è necessario guardare dentro. Non sappiamo ancora cosa troveremo: è esattamente questo l'obiettivo del lavoro. Quello che possiamo dire è che disponiamo oggi degli strumenti per rispondere a questa domanda con rigore scientifico»</span><span> — <strong>Stefano Picotti</strong>, OGS.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Il georadar multibanda ci permette di vedere la struttura interna del ghiacciaio con una risoluzione che in passato non era raggiungibile su questo tipo di terreno. I dati sono stati raccolti; ora inizia la fase di elaborazione e modellazione, che dirà se le condizioni predisponenti individuate in superficie trovino riscontro in profondità»</span><span> — <strong>Massimo Giorgi</strong>, OGS.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h3 dir="ltr" id="docs-internal-guid-4f4a42af-7fff-7458-0141-0f04b7f6a2fd" style="text-align: left;"><span>Dall'Adamello alle Alpi: un programma di monitoraggio del rischio glaciale</span></h3>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il completamento della campagna sulla Marmolada apre la strada <strong>all'estensione delle stesse indagini geofisiche all'Adamello,</strong> il più grande ghiacciaio delle Alpi italiane. Con una superficie residua di circa 17 km², il ghiacciaio dell'Adamello è non solo un serbatoio idrico fondamentale per i territori lombardi e trentini, ma anche un sistema glaciale complesso, con caratteristiche morfologiche e un grado di frequentazione che rendono opportuna una valutazione sistematica delle condizioni di stabilità, dei rischi di formazione di laghi glaciali e del degrado del permafrost nelle aree circostanti.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L'applicazione della stessa metodologia — georadar multibanda da drone e da terra, modellazione numerica della stabilità, costruzione di scenari di pericolosità — permetterà di confrontare i risultati tra i due sistemi glaciali e di sviluppare approcci di valutazione del rischio trasferibili a scala alpina. L'obiettivo di lungo termine è dotare le autorità competenti di strumenti quantitativi aggiornati per la gestione integrata del rischio in alta montagna.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Prossimi passi</span></h3>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>I dati acquisiti nella campagna saranno elaborati e integrati con le misure geofisiche delle campagne precedenti per produrre una valutazione complessiva del rischio glaciologico sulla Marmolada. I risultati saranno oggetto di pubblicazione scientifica e comunicati alle autorità regionali e nazionali competenti in materia di gestione del rischio in montagna. La ricerca è svolta con fondi istituzionali degli enti coinvolti.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Link agli studi:</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-d8a7dae6-7fff-cae5-8b6c-49391ff2556e" style="text-align: left;"><span>Bondesan A. &amp; Francese R.G. (2023). </span><a href="https://doi.org/10.1016/j.geomorph.2023.108687" target="_blank" rel="noopener"><span>The climate-driven disaster of the Marmolada Glacier (Italy).</span></a><span> Geomorphology, 431, 108687. </span></p>
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-d8a7dae6-7fff-cae5-8b6c-49391ff2556e" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Francese R.G. et al. (2025). </span><span><a href="https://doi.org/10.5194/nhess-25-3027-2025" target="_blank" rel="noopener">Failure of Marmolada Glacier (Dolomites, Italy) in 2022: data-based back analysis of possible collapse mechanisms</a>.</span><span> Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 25, 3027–3053.</span><span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Monza: inaugurata all&amp;apos;Ospedale San Gerardo la nuova Risonanza Magnetica a basso contenuto di elio</title>
<link>https://www.italia24.news/monza-inaugurata-allospedale-san-gerardo-la-nuova-risonanza-magnetica-a-basso-contenuto-di-elio</link>
<guid>https://www.italia24.news/monza-inaugurata-allospedale-san-gerardo-la-nuova-risonanza-magnetica-a-basso-contenuto-di-elio</guid>
<description><![CDATA[ La nuova Risonanza Magnetica da 1,5 Tesla inaugurata all&#039;ospedale San Gerardo di Monza utilizza una tecnologia a basso contenuto di elio ed è dotata di intelligenza artificiale ed esperienza immersiva avanzando sia nell&#039;innovazione tecnologica sia nel benessere del paziente ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69dcb03a73cd4.webp" length="44478" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:02:19 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Un salto tecnologico decisivo per la diagnostica del territorio: presso la <strong>Radiologia della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori </strong>è stata inaugurata questa mattina la nuova <strong>Risonanza Magnetica (RM) da 1,5 Tesla.</strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’installazione e la messa in opera del sistema, acquisito tramite i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), è stato frutto di un intenso lavoro di squadra tra Radiologia, Fisica sanitaria, Ingegneria Clinica e Ufficio Tecnico, con il coordinamento della Direzione e rappresenta un <strong>avanzamento nel campo della diagnostica per immagini</strong>, unendo sostenibilità, potenza di calcolo ed un comfort senza precedenti per il paziente.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«La nuova RM - dichiara il dott. <strong>Rocco Corso</strong>, direttore della Radiologia - si distingue per due pilastri tecnologici: la sostenibilità “elio-free” e la potenza dell’Intelligenza artificiale». La vera rivoluzione dell’apparecchiatura infatti risiede nell’adozione di una tecnologia a <strong>bassissimo contenuto di elio</strong>. A differenza dei sistemi tradizionali, che richiedono circa 1.500 litri di elio liquido per il raffreddamento del magnete, la nuova RM utilizza un sistema sigillato con meno di 10 litri di elio. Questo si traduce in una serie di vantaggi azzerando i rischi di dispersione del gas, riducendo drasticamente i costi di manutenzione e rendendo l’apparecchiatura più leggera e sostenibile per l’ambiente. La nuova RM inoltre, è equipaggiata con la più recente tecnologia di <strong>intelligenza artificiale</strong> con software e algoritmi in grado di accelerare i diversi protocolli di acquisizione e di ricostruzione delle immagini.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Queste piattaforme - continua il dott. <strong>Corso</strong> - sfruttano un’innovazione capace di aumentare la nitidezza delle immagini fino all’80% rispetto alle metodiche convenzionali con il risultato di una maggiore precisione diagnostica in grado di individuare lesioni millimetriche, fondamentali per la diagnostica in ambito oncologico. Inoltre i nuovi protocolli di acquisizione, riducendo i tempi di scansione fino al 30-50%, consentono una diminuzione dei tempi di permanenza del paziente all’interno dell’apparecchiatura, quindi meno artefatti da movimento».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Tra le novità di questa RM c’è l’introduzione di un <strong>sistema integrato di ambientazione audio-</strong><strong>visiva e di illuminazione immersiva</strong>, studiato per <strong>abbattere lo stress</strong>, che trasforma la sala di risonanza magnetica in un ambiente multisensoriale dotata di sistemi di illuminazione biodinamica che migliorano l’esperienza sensoriale dei pazienti durante l’esame. Si va dalla riduzione dell’ansia perché il paziente può richiedere di personalizzare l’ambiente scegliendo temi visivi, colori e suoni rilassanti che vengono proiettati durante l’esame, alla collaborazione attiva: un ambiente sereno riduce i movimenti involontari causati dal nervosismo, migliorando drasticamente la qualità delle immagini e riducendo la necessità di ripetere l’esame.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Infine <strong>l’umanizzazione delle cure</strong>: la tecnologia non è più percepita come “fredda” o minacciosa, a si adatta alla sensibilità dell’individuo, rendendo l’esame molto più tollerabile anche per i pazienti claustrofobici o i più piccoli. Anche il tunnel (gantry) più ampio e tecnologie per la riduzione del rumore acustico contribuiscono a rendere l’esperienza dell’esame più confortevole. Una ambientazione in grado quindi di trasformare un momento spesso vissuto con timore, soprattutto nella popolazione pediatrica, in un’esperienza di relax, garantendo al contempo una diagnosi di altissima precisione. </p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Con questa nuova RM da 1,5 Tesla - conclude il dott. <strong>Corso</strong> - possiamo elevare ulteriormente la qualità del nostro lavoro clinico, potenziando in modo significativo la diagnostica in ambito body e in settori specifici come il cardiologico, muscolo-scheletrico, urologico, in ambito neuroradiologico e senologico, offrendo risposte sempre più rapide, accurate e affidabili ai pazienti e ai colleghi clinici».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«L’adozione di questa tecnologia conferma la volontà della Fondazione IRCCS San Gerardo di investire in soluzioni innovative, sostenibili e ad alto valore clinico, orientate al miglioramento della qualità delle cure ponendosi come centro di riferimento nella diagnostica per immagini avanzata», aggiunge il Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori <strong>Claudio Cogliati</strong>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Antartide, come gli umani si adattano in ambienti estremi: uno studio che contribuisce all&amp;apos;esplorazione spaziale</title>
<link>https://www.italia24.news/antartide-come-gli-umani-si-adattano-in-ambienti-estremi-studio-che-contribuisce-allesplorazione-spaziale</link>
<guid>https://www.italia24.news/antartide-come-gli-umani-si-adattano-in-ambienti-estremi-studio-che-contribuisce-allesplorazione-spaziale</guid>
<description><![CDATA[ Lo studio della ricercatrice ENEA Denise Ferravante sulla base italo-francese Concordia in Antartide come luogo di osservazione unico per studiare l&#039;adattamento umano in ambienti estremi come quelli delle esplorazioni spaziali ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d8d1fe97d7c.webp" length="10166" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 16:30:40 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">È soprattutto umana oltreché tecnologica la sfida affrontata dai partecipanti alle spedizioni in Antartide, che ogni anno trascorrono in completo isolamento nove mesi nella stazione italo-francese<span> </span><strong>Concordia</strong>, a 3.200 d’altezza. Lo ha evidenziato la ricerca psicologica e biomedica condotta all’interno della base che oggi rappresenta l’avamposto più remoto del pianeta, persino più inaccessibile della Stazione Spaziale Internazionale in caso di emergenze.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Gestita <strong>dall'IPEV francese e dal PNRA italiano</strong>, per conto del quale<span> </span><strong>ENEA</strong><span> </span>cura la logistica, la base Concordia è diventata il miglior luogo sulla Terra per<span> </span><strong>studiare l’adattamento umano in ambienti ICE<span> </span></strong>(<em>Isolated, Confined and Extreme</em>) e trasferire le conoscenze acquisite alle<span> </span><strong>esplorazioni</strong><span> </span><strong>spaziali</strong>, anche grazie alla collaborazione ventennale con <strong>l’Agenzia Spaziale Europea (ESA).</strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">A Concordia, il team di<span> </span><strong><em>winter over</em></strong>, composto quest’anno da 12 membri, si trova a vivere i nove mesi dell’inverno antartico in spazi confinati, con risorse limitate e un ambiente esterno ostile. Questa combinazione di fattori rende la stazione un luogo molto simile a una futura base lunare o marziana, permettendo di anticipare possibili problematiche di tipo psico-fisico e testare contromisure in modo realistico.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Esposizione a temperature estreme, che scendono fino a -80 °C, carenza d’ossigeno per l’alta quota, assenza di luce solare per circa quattro mesi sono tra i fattori che mettono alla prova resistenza fisica e psicologica dei partecipanti», commenta <strong>Denise Ferravante</strong>, psicologa e ricercatrice ENEA, responsabile per il PNRA del supporto psicologico, della selezione e formazione del team<span> </span><em>winter over</em>, che quest’anno sta vivendo già da circa 2 mesi in completo isolamento nell’ambito della 22a Campagna di ricerca.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">A questi fattori di stress si aggiunge l’isolamento totale. «Durante il periodo invernale, nessun rifornimento e nessuna evacuazione sono possibili. Paradossalmente, mentre un equipaggio in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale può rientrare sulla Terra in poche ore, chi si trova a Concordia deve fare affidamento esclusivamente sulle proprie risorse», prosegue <strong>Ferravante</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Psicologia dell’isolamento: stress sociale e adattamento, convivenza forzata e dinamiche di gruppo</h3>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;">«Gli studi mostrano che una delle dimensioni più critiche è quella sociale, dovuta alla convivenza per lungo periodo in un ambiente isolato e in un gruppo multiculturale», spiega ancora <strong>Ferravante</strong>. «Differenze di età, cultura ed esperienze pregresse possono amplificare incomprensioni, dissidi e reazioni emotive intense. Inoltre, nei mesi di isolamento può manifestarsi la<span> </span><em>winter-over syndrome,</em><span> </span>caratterizzata da alterazione della capacità di concentrazione e memoria, nervosismo, apatia, umore depresso, irritabilità e insonnia, sintomatologie accentuate anche dall’alterazione dei ritmi circadiani legati ai periodi luce-buio».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Habitat e ambiente sociale caratterizzati da routine e monotonia sono ulteriori fattori di stress, equivalenti a quelli da gestire nelle future missioni spaziali di lunga durata.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«I nostri studi dimostrano che i rischi per la salute psicologica possono essere mitigati attraverso contromisure efficaci», spiega <strong>Ferravante</strong>. «È importante quindi sviluppare protocolli di selezione e formazione del personale mirati, ma anche sviluppare metodi per ottimizzare il funzionamento del team attraverso strategie di comunicazione, collaborazione e risoluzione dei conflitti, ottimizzando esperienze affettive e cognitive», conclude <strong>Ferravante</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La ricerca <strong>psicologica sull’adattamento agli ambienti estremi </strong>oltre che essere di estrema importanza per le future missioni nello spazio profondo può essere utile per gruppi che operano in condizioni di isolamento, come piattaforme petrolifere e basi scientifiche remote.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Oltre alla ricerca biomedica, la stazione Concordia è anche un banco di prova tecnologico per la telemedicina, i sistemi di supporto vitale, la gestione energetica e le comunicazioni in ambienti isolati che trovano in Antartide un terreno ideale di sperimentazione.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea presenta la prima iniziativa digitale per il Nord Africa e i paesi del Medio Oriente</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-presenta-la-prima-iniziativa-digitale-per-il-nord-africa-e-i-paesi-del-medio-oriente</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-presenta-la-prima-iniziativa-digitale-per-il-nord-africa-e-i-paesi-del-medio-oriente</guid>
<description><![CDATA[ Bruxelles avvia un programma di trasformazione digitale per Nord Africa e Medio Oriente, volto a migliorare accesso ai servizi, regolamentazione, cibersicurezza e competenze digitali, favorendo una crescita inclusiva e sostenibile ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d8b51fd6b3d.webp" length="53382" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 16:30:36 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Nell'ambito del rafforzamento dell'impegno con i partner del Mediterraneo meridionale, la Commissione europea ha avviato un <strong>programma di trasformazione digitale che abbraccia il Nord Africa e i paesi del Medio Oriente</strong>. Si tratta del primo risultato nel settore digitale nell'ambito del<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://north-africa-middle-east-gulf.ec.europa.eu/what-we-do/pact-mediterranean_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Patto per il Mediterraneo</span></a></span><span lang="IT">, lanciato alla fine del 2025.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il programma, cofinanziato dal governo tedesco, promuoverà una <strong>crescita inclusiva e sostenibile</strong> migliorando l'accesso ai <strong>servizi digitali per cittadini, pubbliche amministrazioni e imprese</strong>. A tal fine, sosterrà l'allineamento della <strong>regolamentazione digitale,</strong> il <strong>rafforzamento della cybersicurezza e lo sviluppo delle competenze digitali</strong>. Inoltre, aiuterà i governi del Mediterraneo meridionale a migliorare le normative digitali, consolidare i quadri giuridici e potenziare i servizi di formazione per le imprese e le PMI locali.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il programma si concentrerà su tre componenti chiave per guidare la trasformazione digitale nella regione.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">In primo luogo, allineerà le <strong>normative in materia di telecomunicazioni digitali alle norme dell'UE</strong>. Rafforzerà inoltre le autorità nazionali di regolamentazione e istituirà una rete regionale per intensificare la cooperazione.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">In secondo luogo, il programma rafforzerà la cybersicurezza migliorando i quadri e la governance nazionali e potenziando la capacità di prevenire, rispondere e gestire le minacce informatiche.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Infine, svilupperà competenze digitali regionali in linea con le norme<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://joint-research-centre.ec.europa.eu/projects-and-activities/education-and-training/digital-transformation-education/digital-competence-framework-digcomp_en" target="_blank" rel="noopener"><span lang="IT">DigComp dell'UE</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>e istituirà nuove piattaforme e reti a sostegno dell'apprendimento continuo e dello scambio di competenze. </span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"><strong>Dubravka</strong><span> </span><b>Šuica</b>, Commissaria per il Mediterraneo, ha dichiarato: «Accolgo con grande favore questo programma fondamentale nell'ambito del Patto per il Mediterraneo. Sarà un fattore chiave per una crescita inclusiva: allineare le norme digitali, rafforzare la cibersicurezza e dotare i cittadini delle competenze necessarie in tutto il Nord Africa e in Medio Oriente».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il lancio ufficiale ha avuto luogo il 9 aprile a Marrakech, in Marocco, durante la<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://gitexafrica.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">conferenza GITEX Africa</span></a></span><span lang="IT">, alla presenza di <strong>Henna</strong><span> </span><b>Virkkunen</b>, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea investe circa 400 milioni di euro per i ricercatori post&#45;dottorato</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-investe-circa-400-milioni-di-euro-per-i-ricercatori-post-dottorato</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-investe-circa-400-milioni-di-euro-per-i-ricercatori-post-dottorato</guid>
<description><![CDATA[ Bruxelles lancia il bando 2026 MSCA per borse di studio post-dottorato all’estero con candidature aperte fino al 9 settembre 2026. Il programma sostiene la ricerca d’eccellenza e celebra 30 anni di impatto scientifico ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d8b503e9442.webp" length="23458" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 16:30:32 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La Commissione europea apre il bando 2026 per </span><span lang="EN-GB"><a href="https://marie-sklodowska-curie-actions.ec.europa.eu/actions/postdoctoral-fellowships" target="_blank" rel="noopener"><span lang="IT">borse di studio post-dottorato</span></a></span><span lang="IT"> nell'ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA), con un <b>bilancio di 399,05 milioni di euro</b>. Queste borse sostengono i ricercatori in possesso di un dottorato di ricerca, offrendo loro l'opportunità di svolgere attività di ricerca all'estero e acquisire nuove competenze in diverse discipline e settori. I beneficiari potranno collaborare con i principali gruppi scientifici internazionali, contribuendo con ricerche all'avanguardia alla competitività dell'UE. Le candidature sono aperte da oggi e si chiuderanno il <b>9 settembre 2026</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Dalla sua creazione nel 1996, <b>oltre 150.000 ricercatori</b> hanno partecipato alle azioni Marie Skłodowska-Curie, tra cui <b>23 premi Nobel</b>, a testimonianza del loro contributo duraturo all'eccellenza scientifica e alla cooperazione internazionale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">L'invito rientra negli oltre </span><span lang="EN-GB"><a href="https://marie-sklodowska-curie-actions.ec.europa.eu/whats-new/news/msca-announce-eu125-billion-to-support-cutting-edge-research-and-a-second-choose-europe-for-science-call" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span lang="IT">1,25 miliardi di euro stanziati per le azioni MSCA nel 2026</span></b></a></span><span lang="IT"> nell'ambito di </span><span lang="EN-GB"><span lang="IT">Horizon Europe 2021-2027</span></span><span lang="IT">, con l'obiettivo di promuovere l'eccellenza nella ricerca, come evidenziato nell'iniziativa </span><span lang="EN-GB"><a href="https://commission.europa.eu/topics/research-and-innovation/choose-europe_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span lang="IT">"Choose Europe"</span></b></a></span><span lang="IT">. Attraverso questi finanziamenti, le azioni MSCA continueranno a sostenere la ricerca mediante programmi di dottorato e post-dottorato, borse di ricerca e progetti collaborativi di ricerca e innovazione.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La Presidente della Commissione europea, <strong>Ursula</strong> <b>von der Leyen</b>, ha dichiarato: «Il futuro dell'Europa si basa sulla conoscenza, la scoperta e il talento. Per 30 anni, le azioni Marie Skłodowska-Curie hanno permesso ai ricercatori di spingere i confini della scienza e di trasformare le idee in progresso per la società. Oggi rinnoviamo questo impegno. Per i ricercatori di tutto il mondo, il nostro messaggio è chiaro: porta la tua ambizione, porta il tuo talento in Europa, il luogo dove innovare e prosperare».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Sulla scia dell'eredità del programma, l'anniversario sarà celebrato per tutto il 2026 con il motto <b>"30 anni di curiosità che cambia il mondo"</b>, mettendo in luce i risultati e l'impatto delle MSCA sulle carriere nella ricerca. Storie, tappe fondamentali e momenti salienti sono già disponibili su una </span><span lang="EN-GB"><a href="https://marie-sklodowska-curie-actions.ec.europa.eu/30th-anniversary" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">pagina web dedicata all'anniversario</span></a></span><span lang="IT">, insieme ai contributi della comunità MSCA, tra cui </span><span lang="EN-GB"><a href="https://marie-sklodowska-curie-actions.ec.europa.eu/video-with-marie-sklodowska-curies-granddaughter" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">un'intervista alla prof.ssa Hélène Langevin-Joliot, nipote di Marie Skłodowska-Curie</span></a></span><span lang="IT">, oltre ad altre iniziative.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Maggiori informazioni sono disponibili nel nostro </span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_26_785" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">comunicato stampa</span></a></span><span lang="IT"> online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Roma: dal 15 aprile la nuova edizione del Festival delle Scienze 2026 con il tema &amp;quot;Caos e Armonia&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/roma-dal-15-aprile-la-nuova-edizione-del-festival-delle-scienze-2026-con-il-tema-caos-e-armonia</link>
<guid>https://www.italia24.news/roma-dal-15-aprile-la-nuova-edizione-del-festival-delle-scienze-2026-con-il-tema-caos-e-armonia</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;INFN al Festival delle Scienze di Roma dal 15 al 19 aprile con sette appuntamenti dedicati all&#039;intelligenza artificiale, la meccanica quantistica, arte e scienza ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d8b4d66da96.webp" length="73934" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 16:30:29 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="v2OutlineElement v2Ltr v2SCXW121989672 v2BCX4">
<div style="text-align: left;">
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-c3cf6bb7-7fff-a594-675f-16540f52a3a1"><span>Il <strong>15 aprile</strong> si aprirà all'<strong>Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone</strong> una nuova edizione del <strong>Festival delle Scienze di Roma</strong>, prodotto dalla <strong>Fondazione Musica per Roma</strong>, con la partnership progettuale di Codice Produzioni, promosso da <strong>Roma Capitale – Assessorato alla Cultura</strong>, e realizzato con il <strong>CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, l'INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica, e l'INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare,</strong> in collaborazione con molti altri partner scientifici.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Quest'anno il tema scelto è "<strong>Caos e Armonia</strong>" e per l'occasione l'INFN propone sette appuntamenti tra conferenze-spettacolo, tavole rotonde e mostre, con l'obiettivo di raccontare al pubblico alcune delle frontiere più affascinanti della ricerca scientifica. In esposizione ci saranno tre mostre: "<strong>Il Cosmo in un salto. Atomi, quanti, rivoluzioni tecnologiche</strong>", ospitata nello <strong>Spazio Serra</strong> dal 15 aprile al 10 maggio, è una mostra itinerante che accompagna i visitatori e le visitatricialla scoperta della nascita e dello sviluppo della meccanica quantistica e delle sue rivoluzioni tecnologiche. "<strong>L'esperimento della Doppia Fenditura. A volte onda a volte particella</strong>", allestita nel <strong>Foyer Archeologico</strong>, un'installazione che presenta uno degli esperimenti più affascinanti della fisica e che consente direttamente al pubblico di osservare come cambia il comportamento della luce attraversando le due fenditure. "<strong>Quantum in Therapy. Meccanica quantistica a fumetti</strong>", nel <strong>Foyer Petrassi</strong>, propone invece uno sguardo originale sulla famosa teoria attraverso le illustrazioni del fumettista <strong>Luca Ralli</strong>, il cui protagonista, un "quanto" alle prese con le sedute di psicoterapia, affronta in maniera ironica i paradossi e i principi fondamentali della meccanica quantistica.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il <strong>17 aprile</strong>, presso il <strong>Teatro Studio Borgna</strong> sono in programma due conferenze-spettacolo, alle 11:00 si terrà "<strong>Einstein digitali? Tra miti, timori, etica e ricerca scientifica</strong>", incontro dedicato alle scuole secondarie di secondo grado e incentrato sull'intelligenza artificiale. Interverranno <strong>Antonio Zoccoli</strong>, presidente dell'INFN e professore all'Università di Bologna, e <strong>Daniele Bonacorsi</strong>, ricercatore INFN e docente dell'Università di Bologna, che racconteranno funzionamento, opportunità e criticità della IA e come questa incontri e supporti la ricerca scientifica. Gli interventi saranno moderati da <strong>Serena Dandini,</strong> conduttrice televisiva e scrittrice, e accompagnati dalle illustrazioni fumettistiche dell'artista <strong>Filippo Paparelli</strong> del collettivo Becoming X. L'evento sarà articolato in tre atti – tempo, armonia, algoritmo – con momenti artistici e musicali: <strong>Roberto Ficosecco ed Emma Grace</strong> eseguiranno composizioni tra musica da camera ed elettronica, mentre il grafico e illustratore <strong>Roberto Ballestracci</strong> realizzerà illustrazioni dal vivo. Alle 20:30 andrà in scena "<strong>In tutte le lingue del cosmo</strong>", dedicata all'astronomia multimessaggera. Interverranno come relatori <strong>Alberto Colombo Sormani</strong>, ricercatore della Sezione INFN di Roma, <strong>Piera Sapienza</strong> ricercatrice dei Laboratori Nazionali del Sud dell'INFN, e <strong>Viviana Fafone</strong>, ricercatrice della Sezione INFN e professoressa Università di Roma Tor Vergata, che racconteranno la nascita e lo sviluppo di questa nuova disciplina, basata sull'osservazione coordinata dei diversi messaggeri cosmici, onde gravitazionali, radiazione elettromagnetica e particelle. I loro monologhi saranno accompagnati dalle letture dell'attrice <strong>Bianca Mastromonaco</strong> e dalle musiche di <strong>Stefano Bezziccheri</strong> al piano, e <strong>Danilo Rossi</strong> alla viola.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il <strong>18 aprile</strong>, alle 11:30 presso la <strong>Sala Ospiti</strong>, si terrà la tavola rotonda "<strong>Nuove frontiere energetiche: scenari e sfide della transizione</strong>", organizzata in collaborazione con <strong>l'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT</strong>) e l'Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (<strong>ENEA</strong>). L'appuntamento vedrà come relatori <strong>Rosaria Villari</strong>, responsabile della Divisione Divertor Tokamak Test del Dipartimento Nucleare, <strong>Fabrizio Pirri,</strong> Direttore del Centro per le Tecnologie del Futuro Sostenibile (CSFT) di IIT, e <strong>Marco Maggiora</strong>, direttore della Sezione INFN di Torino.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>A moderare il dibattito sarà <strong>Sandro Iannaccone</strong>, giornalista freelance Galileo Servizi Editoriali – Repubblica – Wired. La discussione proporrà un'analisi dello stato attuale della transizione energetica, mettendo a confronto opportunità, criticità e possibili scenari dal punto di vista tecnologico e scientifico. Alle 18:30, nella <strong>Sala Petrassi</strong>, si svolgerà l'incontro "<strong>l'Universo e l'arte di evolvere: Michelangelo Pistoletto e Guido Tonelli in dialogo. Arte e scienza a confronto intorno al grande racconto delle origini</strong>". Durante il quale <strong>Michelangelo Pistoletto</strong>, artista, pittore e scultore, e <strong>Guido Tonelli</strong>, ricercatore INFN e professore all'Università di Pisa, moderati da <strong>Sara Zambotti</strong>, conduttrice radiofonica di Rai Radio 2, dialogheranno sul concetto di tempo cosmico e sull'origine dell'universo, intrecciando prospettive artistiche e scientifiche alla ricerca di nuovi punti di contatto tra forme diverse di creatività e conoscenza.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Link per scoprire di più e prenotare le attività dell'INFN al <a href="https://collisioni.infn.it/evento/linfn-al-festival-delle-scienze-di-roma-2026-caos-e-armonia/" target="_blank" rel="noopener">Festival delle Scienze di Roma</a>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il Festival delle Scienze di Roma 2026 è prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, con la partnership progettuale di Codice Edizioni, promosso da Roma Capitale-Assessorato alla Cultura, realizzato con CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche, INAF-Istituto Nazionale di Astrofisica e INFN-Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, con i partner scientifici Area Science Park, CMCC-Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, ENEA-Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, ESA-Agenzia Spaziale Europea, Fondazione Bio Parco di Roma, Rete GARR, GSSI-Gran Sasso Science Institute, Human Technopole, IIT-Istituto Italiano di Tecnologia, INGV-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Museo Galileo.</span></p>
</div>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L&amp;apos;analisi ENEA 2025 sul sistema energetico italiano: emissioni e consumi in stallo, transizione in ritardo</title>
<link>https://www.italia24.news/lanalisi-enea-2025-sul-sistema-energetico-italiano-emissioni-e-consumi-in-stallo-transizione-in-ritardo</link>
<guid>https://www.italia24.news/lanalisi-enea-2025-sul-sistema-energetico-italiano-emissioni-e-consumi-in-stallo-transizione-in-ritardo</guid>
<description><![CDATA[ Secondo l&#039;Analisi del sistema energetico italiano dell&#039;ENEA, consumi ed emissioni restano fermi con prezzi ancora alti e rinnovabili in lieve crescita ma sotto gli obiettivi. La transizione invece è in ritardo e complicata da nuove tensioni sui mercati energetici ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d8b498986c2.webp" length="38776" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 16:30:23 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Situazione stazionaria per<span> </span><strong>emissioni e</strong><span> </span><strong>consumi energetici in Italia</strong><span> </span>nel 2025, fermi ai valori dell’anno precedente, in linea con quanto registrato nell’intera Ue.<span> </span><strong>Prezzi ancora elevati</strong><span> </span>rispetto al periodo precrisi 2022 (gas +70%, elettricità +100%). È quanto emerge dall’<strong>Analisi del sistema energetico italiano</strong> dell’<strong>ENEA</strong> per l’intero 2025, che evidenzia anche una lieve crescita delle<span> </span><strong>rinnovabili</strong><span> </span>(+1%), che però restano ancora molto<span> </span><strong>indietro rispetto agli obiettivi PNIEC</strong>(-20%). I dati preliminari del I trimestre 2026 vedono emissioni di CO<sub>2</sub><span> </span>e consumi di energia in calo entrambi dell’1%.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«I consumi finali di energia dell’Unione europea sono fermi ai livelli del 2023, mentre in Italia risultano leggermente superiori. Ora, per raggiungere il target dell’Energy Efficiency Directive (EED) nell’Europa a 27, occorrerebbe un calo dei consumi del 3% medio annuo, mentre il PNIEC in Italia fissa un obiettivo meno ‘ambizioso’ dell’EED, che per essere centrato necessiterebbe di una diminuzione inferiore al 2% all’anno», spiega <strong>Francesco Gracceva</strong> che cura l’Analisi ENEA.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Per fonti primarie, i consumi 2025 vedono in aumento quelli di <strong>gas</strong> (+2%), per le temperature più rigide e per una maggiore domanda da parte delle centrali elettriche, pur restando inferiori del 14% rispetto alla media 2017-2022 e in linea con i regolamenti Ue. Invariati i consumi di petrolio nei trasporti, ma calano nella petrolchimica. <strong>Crolla il carbone</strong> (-16%), tornato ai minimi termini nella generazione elettrica. Pur in aumento di 1 punto percentuale, la quota di rinnovabili sui consumi finali si ferma a poco più del 20%, a fronte del 25% previsto dal PNIEC. A crescere è stato soprattutto il <strong>fotovoltaico</strong> (+25%), che genera più di 1/6 della produzione elettrica totale.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">I consumi per settori vedono un lieve aumento nei <strong>trasporti</strong> (+0,5%), mentre rimangono stazionari nel civile. La domanda di energia elettrica resta ferma ai livelli del 2024, a conferma della stazionarietà del grado di elettrificazione dei consumi.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Sul fronte prezzi, appare consolidato sui massimi storici lo spread tra valore dell’elettricità sulla Borsa italiana (116 €/MWh la media annua) e quello dei principali mercati europei (90 €/MWh in Germania, 65 €/MWh in Spagna, 61 €/MWh in Francia), mentre è tornata ad allargarsi la differenza tra il prezzo del gas sul mercato italiano e il principale hub europeo (TTF).</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Uno scenario energetico sostanzialmente immobile, che torna però oggi ad essere turbato da una nuova crisi energetica innescata dalla guerra in Iran e in particolare dal blocco dello stretto di Hormuz, attraverso cui transita oltre un quinto del petrolio mondiale e circa il 6% di greggio e il 9% di GNL diretto in Europa, con pesanti ricadute sui prezzi», aggiunge <strong>Gracceva</strong>. «Solo per il mese di marzo – prosegue – si stima che il costo del gas importato possa superare ampiamente i 2 miliardi di euro, almeno mezzo miliardo in più del costo che si sarebbe registrato al prezzo medio dei precedenti dodici mesi. Anche nel caso del petrolio una stima conservativa porta a un extracosto delle importazioni di oltre mezzo miliardo di euro».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’estrema difficoltà della transizione energetica italiana è confermata dal nuovo minimo storico dell’indice <strong>ENEA ISPRED</strong> (<span>Indice Sicurezza energetica, Prezzi energia, Decarbonizzazione)</span>, in calo del 30% rispetto al 2024, con forti criticità sul lato decarbonizzazione. “Per raggiungere il target 2030 fissato dal PNIEC, sarebbe necessario ridurre le emissioni del 6% per ciascuno dei prossimi cinque anni”, spiega Gracceva. «La transizione italiana risulta fuori traiettoria sia per il petrolio (+2% rispetto -5% degli obiettivi PNIEC), che per le rinnovabili, soprattutto nel settore dei trasporti, dove sono arrivate a coprire solo il 10% dei consumi contro il 15% atteso», conclude <strong>Gracceva</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’Analisi dedica infine uno specifico focus alle <strong>tecnologie low carbon</strong>, evidenziando una riduzione del deficit commerciale italiano che passa da oltre 5 a meno 4 miliardi di euro nel 2025. Il miglioramento è stato trainato dalla forte crescita delle esportazioni di veicoli ibridi plug-in, più che raddoppiate verso i mercati extraeuropei, in primis negli Stati Uniti, dove l’import ha cercato di anticipare i dazi annunciati. Non migliora invece il saldo per il fotovoltaico e peggiora quello per i veicoli elettrici puri, per i quali il deficit supera i 2,3 miliardi di euro, rendendo nel complesso il miglioramento ancora fragile e concentrato in pochi segmenti.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Tumore al seno: scoperto un meccanismo molecolare che frena la progressione del cancro</title>
<link>https://www.italia24.news/tumore-al-seno-scoperto-un-meccanismo-molecolare-che-frena-la-progressione-del-cancro</link>
<guid>https://www.italia24.news/tumore-al-seno-scoperto-un-meccanismo-molecolare-che-frena-la-progressione-del-cancro</guid>
<description><![CDATA[ Un nuovo studio condotto dal Cnr-Ieomi ha scoperto un meccanismo che regola l&#039;attività dell&#039;interleuchina 8, una proteina che favorisce la crescita e la diffusione del tumore al seno ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d76e64f0eef.webp" length="46748" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:06:09 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: left;">
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-0a9e9267-7fff-2056-b4b6-b3510bf61af8"><span>Un team di ricercatrici e ricercatori dell'<strong>Istituto degli endotipi in oncologia, metabolismo e immunologia del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Ieomi)</strong>, ha scoperto che una proteina chiamata <strong>Shp1</strong>, normalmente associata a un'azione di contrasto al cancro, è in grado di bloccare la catena di segnali avviata dall'interleuchina 8 (IL-8), agendo come una sorta di "interruttore" molecolare. <strong>L'interleuchina 8 </strong>è una proteina prodotta nell'ambiente che circonda il tumore e lo rende più aggressivo, favorendo la capacità delle cellule cancerose di invadere i tessuti e formare metastasi. Lo studio dimostra che questo meccanismo funziona anche in senso inverso: l'interleuchina 8 può a sua volta disattivare Shp1 mediante una modificazione chimica, innescando una serie di eventi che portano alla distruzione del recettore attraverso cui il segnale viene trasmesso. Il tumore è, quindi, in grado di regolare da solo la propria aggressività attraverso un meccanismo finora completamente sconosciuto. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista <strong>Cell Death &amp; Disease</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Abbiamo identificato una modalità del tutto nuova con cui le cellule tumorali regolano il segnale di IL-8, controllando la stabilità del suo recettore», spiega <strong>Alessia Varone</strong>, ricercatrice del Cnr-Ieomi e coordinatrice dello studio. «Questo meccanismo non era mai stato descritto prima e apre la strada allo studio di processi simili anche per altre proteine cruciali nell'ambiente tumorale».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio ha anche rilevato che questo meccanismo è attivo in modo selettivo in due sottotipi di tumore al seno tra i più difficili da trattare: i <strong>tumori luminali</strong> e i cosiddetti '<strong>triplo negativi</strong>'. In quest'ultimo caso, bassi livelli di Shp1 si associano a un'elevata produzione di interleuchina 8 e a una prognosi più sfavorevole, suggerendo che questa via molecolare potrebbe diventare sia un marcatore per valutare la gravità della malattia, sia un bersaglio per nuove terapie mirate.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Un elemento chiave dello studio è la stretta integrazione tra ricerca di base e industria farmaceutica, grazie alla collaborazione con Dompé farmaceutici S.p.A., che ha permesso di collegare la scoperta di laboratorio alla valutazione di possibili applicazioni cliniche, accelerando il percorso dalla ricerca di base alla medicina.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«I nostri dati suggeriscono che agire su questo meccanismo potrebbe rappresentare una strategia innovativa per contrastare i tumori più aggressivi», aggiunge <strong>Daniela Corda</strong>, ricercatrice del Cnr-Ieomi e coautrice senior del lavoro. «È un esempio concreto di come la collaborazione tra ricerca pubblica e industria farmaceutica possa accelerare il trasferimento delle conoscenze verso applicazioni cliniche».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'interleuchina 8 gioca un ruolo rilevante anche in altri tumori solidi, come quelli del polmone, del pancreas e della prostata, rendendo questa scoperta potenzialmente applicabile a un contesto oncologico più ampio.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: Monti M. et al. <a href="https://www.nature.com/articles/s41419-026-08516-4" target="_blank" rel="noopener">Shp1 Phosphatase Regulates CXCR2 Protein Stability and IL8-Mediated Invasiveness in Breast Cancer</a>. Cell Death &amp; Disease.</span></p>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>DiscoverEU: la Commissione Europea offre ai diciottenni viaggi in treno gratuiti per l&amp;apos;Europa</title>
<link>https://www.italia24.news/discovereu-la-commissione-europea-offre-ai-diciottenni-viaggi-in-treno-gratuiti-per-leuropa</link>
<guid>https://www.italia24.news/discovereu-la-commissione-europea-offre-ai-diciottenni-viaggi-in-treno-gratuiti-per-leuropa</guid>
<description><![CDATA[ Fino al 22 aprile 2026 sarà possibile candidarsi per la nuova edizione di DiscoverEU, azione del programma Erasmus+, che offre ai giovani nati tra il 1° luglio 2007 e il 30 giugno 2008 l&#039;opportunità di esplorare l&#039;Europa in treno, gratuitamente ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d7689a1759b.webp" length="35804" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:06:07 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">L'8 aprile 2026, la Commissione europea apre le candidature per una nuova edizione di<span> </span><a href="https://youth.europa.eu/discovereu_it" target="_blank" rel="noopener">DiscoverEU</a><span> </span>e offre a migliaia di <strong>diciottenni la possibilità di esplorare l'Europa in treno gratuitamente</strong>. Il ricevimento delle candidature inizia l'<strong>8 aprile alle ore 12:00 CET e termina il 22 aprile 2026 alle ore 12:00 CET,</strong> appena prima dell'inizio della<span> </span><a href="https://youth.europa.eu/youthweek_it" target="_blank" rel="noopener">Settimana europea della gioventù 2026</a>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Sono disponibili in totale <strong>40 000 pass di viaggio</strong>. I vincitori potranno spostarsi in treno per un massimo di 30 giorni <strong>tra il 1º luglio 2026 e il 30 settembre 2027</strong>. I giovani nati tra il<span> </span><strong>1º luglio 2007 e il 30 giugno 2008</strong><span> </span>possono candidarsi rispondendo a un quiz con cinque domande sull'UE e a un'ulteriore domanda sul Portale europeo per i giovani. La Commissione offrirà pass di viaggio ai candidati in base alla graduatoria, entro il limite dei biglietti disponibili.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il concorso è aperto ai <strong>candidati dell'Unione europea e dei paesi associati al programma Erasmus+</strong>, tra cui Islanda, Liechtenstein, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia e Turchia. I detentori dei biglietti possono pianificare itinerari di loro scelta o lasciarsi ispirare dai percorsi suggeriti, quali l'<a href="https://youth.europa.eu/discovereu/culture-routes_it" target="_blank" rel="noopener">itinerario culturale DiscoverEU</a><span> </span>che associa diverse destinazioni di rilevanza culturale incentrate sulla musica, sulle belle arti, sul teatro, sulla moda e sul design.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Unitamente al pass di viaggio i partecipanti riceveranno una<span> </span><a href="https://eyca.org/" target="_blank" rel="noopener">carta sconto</a><span> </span>che offre decine di migliaia di sconti per i trasporti pubblici, la cultura, l'alloggio, i pasti, gli sport e altri servizi nei paesi ammissibili. I giovani potranno anche partecipare a riunioni informative prima della partenza e a incontri e a<span> </span><a href="https://youth.europa.eu/discovereu/meetups_it" target="_blank" rel="noopener">raduni DiscoverEU</a><span> </span>nei quali potranno incontrare altri viaggiatori e acquisire una conoscenza più approfondita dell'UE.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">DiscoverEU fornisce un sostegno supplementare ai partecipanti con disabilità, con problemi di salute o provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati. Può essere inclusa la possibilità di viaggiare con accompagnatori o di accedere a finanziamenti supplementari attraverso l'<a href="https://erasmus-plus.ec.europa.eu/it/programme-guide/part-b/key-action-1/discovereu-action" target="_blank" rel="noopener">azione DiscoverEU a favore dell'inclusione</a>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Sebbene DiscoverEU incoraggi i<span> </span><strong>viaggi sostenibili in treno</strong>, sono disponibili condizioni speciali per i giovani provenienti da isole, regioni ultraperiferiche, paesi e territori d'oltremare, zone remote.</p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Contesto</h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La Commissione ha lanciato<span> </span>DiscoverEU<span> </span>nel giugno 2018 su richiesta del Parlamento europeo. L'iniziativa ha consentito ai giovani di comprendere meglio le altre culture e la storia europea e di migliorare le loro competenze linguistiche. Fa parte del<span> </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_21_1326" target="_blank" rel="noopener">programma Erasmus+ 2021-2027</a>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Dal 2018 più di 1 900 000 candidati hanno presentato domanda per 431 931 pass di viaggio disponibili. Secondo la più recente indagine post viaggio, il 72 % dei candidati ha dichiarato di aver viaggiato per la prima volta fuori dal paese di residenza in treno. Più di due terzi hanno dichiarato che non sarebbero stati in grado di acquistare il titolo di viaggio senza DiscoverEU.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">I partecipanti sono invitati a diventare ambasciatori di DiscoverEU e ad iscriversi al gruppo Facebook ufficiale<span> </span><u>#</u><a href="https://www.facebook.com/groups/245370079553195">DiscoverEU</a><span> </span>per condividere esperienze e scambiare consigli.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Youth4Regions 2026: la Commissione Europea avvia la decima edizione del concorso per aspiranti giornalisti</title>
<link>https://www.italia24.news/youth4regions-2026-la-commissione-europea-avvia-la-decima-edizione-del-concorso-per-aspiranti-giornalisti</link>
<guid>https://www.italia24.news/youth4regions-2026-la-commissione-europea-avvia-la-decima-edizione-del-concorso-per-aspiranti-giornalisti</guid>
<description><![CDATA[ Aperte fino al 7 luglio le candidature per la decima edizione di Youth4Regions, il programma di Bruxelles per il sostegno degli aspiranti giornalisti; l&#039;edizione di quest&#039;anno sarà relativa agli ambiti di giornalismo di approfondimento, videogiornalismo, audiogiornalismo e fotogiornalismo ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d7684f346c0.webp" length="35726" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:06:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il 7 aprile 2026, la <strong>Commissione europea</strong> ha aperto le candidature per la decima edizione di <a href="https://www.youth4regions.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Youth4Regions,</a><span> </span>il suo programma faro concepito per <strong>sostenere gli aspiranti giornalisti</strong>. <strong>Dal 10 al 16 ottobre 2026 i partecipanti selezionati trascorreranno una settimana a Bruxelles</strong> dove beneficeranno di una formazione impartita da esperti, vivranno un'esperienza pratica in una redazione e godranno di un accesso esclusivo alle istituzioni dell'UE e alle principali organizzazioni dei media. <strong>Le domande possono essere presentate fino al 7 luglio 2026</strong> sul<span> </span><a href="https://www.youth4regions.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito web</a><span> </span>del programma.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il programma di quest'anno accetta candidature relativi a quattro differenti ambiti: <strong>giornalismo di approfondimento, videogiornalismo, audiogiornalismo e fotogiornalismo</strong>. Youth4Regions, che è aperto a studenti e giovani giornalisti provenienti dagli Stati membri dell'UE, dai paesi del vicinato europeo e dai paesi candidati, offre un'opportunità unica per sviluppare competenze, costruire reti professionali e seguire da vicino l'operato dei corrispondenti che si occupano di questioni dell'UE. Dall'avvio del programma, nel 2017, 300 giovani giornalisti hanno beneficiato del sostegno da esso erogato.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">I partecipanti avranno inoltre la possibilità di competere per il prestigioso premio <a href="https://ec.europa.eu/regional_policy/policy/communication/partnership-with-media/megalizzi-niedzielski-prize_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Megalizzi – Niedzielski,</a><span> </span>istituito per onorare giovani giornalisti di eccezionali capacità, che sarà assegnato il 14 ottobre 2026. I vincitori saranno inoltre nominati "<strong>corrispondenti per la coesione 2027</strong>" e parteciperanno a una missione sul campo della durata di due settimane, nel corso della quale invieranno corrispondenze su progetti della politica di coesione e su come essi incidano sulla vita delle persone in tutti gli Stati membri dell'UE.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano, tutela e supporto della comunità LGBTQIA+: approvate le linee di indirizzo per realizzare il progetto Rainbow Center</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-tutela-e-supporto-della-comunita-lgbtqia-approvate-le-linee-di-indirizzo-per-realizzare-il-progetto-rainbow-center</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-tutela-e-supporto-della-comunita-lgbtqia-approvate-le-linee-di-indirizzo-per-realizzare-il-progetto-rainbow-center</guid>
<description><![CDATA[ Il Comune di Milano avvia un bando per la realizzazione del progetto Rainbow Center, uno spazio nell’ex Ansaldo dedicato a servizi, supporto e attività contro le discriminazioni LGBTQIA+, affidato al Terzo settore ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d767f730e08.webp" length="31396" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:06:01 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Il <strong>Comune di Milano</strong> ha approvato, con una delibera di Giunta, le linee di indirizzo per l'individuazione, tramite avviso pubblico, di uno o più soggetti disponibili a realizzare il progetto del <strong>Rainbow center</strong>, un <strong>centro polifunzionale dedicato a servizi e attività di accoglienza, ascolto, orientamento e sostegno e alla consulenza sulle tematiche LGBTQIA+</strong>, alla diffusione di una <strong>cultura della prevenzione e contro ogni forma di discriminazione legata all'orientamento sessuale. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il Rainbow center troverà spazio all'interno del <strong>complesso dell'ex Ansaldo</strong>, nell'ambito della rivisitazione degli spazi che sarà possibile in seguito al trasferimento nel <strong>quartiere Rubattino</strong> dei laboratori del Teatro alla Scala, al termine dei lavori di realizzazione della "<strong>Magnifica Fabbrica</strong>", e del rinnovo della concessione degli spazi del <strong>MUDEC</strong>, in scadenza nel 2027. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>All'avviso pubblico, che verrà aperto nelle prossime settimane, potranno partecipare i soggetti del <strong>Terzo settore</strong>, singolarmente o in raggruppamento, con una comprovata esperienza e corredando la propria candidatura con una proposta progettuale che dovrà illustrare il piano delle iniziative e delle attività che si prevede di insediare nello spazio che verrà concesso a titolo oneroso con un canone abbattuto del 60% per associazioni senza scopo di lucro e di un ulteriore 15% per l'attivazione di servizi a favore di categorie di persone oggetto di discriminazione o esclusione. Le proposte verranno valutate da una commissione che potrà attribuire un punteggio massimo di 80 punti sulla base della qualità del soggetto proponente e della sua struttura organizzativa, dell'aderenza del progetto alle finalità individuate dall'Amministrazione, delle modalità di coinvolgimento del territorio e delle condizioni agevolate di accesso ai servizi di interesse generale per la collettività. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Lo spazio, di 911 metri quadri distribuiti su due piani in <strong>via Tortona 56</strong>, verrà concesso per nove anni rinnovabili per altri nove, con l'auspicio che possa diventare un punto di riferimento consolidato per i cittadini e le cittadine. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Sul palco del Pride, davanti a centinaia di migliaia di persone – dichiara l'assessore al Welfare e Salute <strong>Lamberto Bertolé</strong> – avevamo preso l'impegno di continuare a lavorare perché, anche in tempi così difficili, Milano non perdesse terreno sul piano del riconoscimento dei diritti civili e del contrasto a ogni forma di discriminazione. Con il Rainbow center vogliamo mantenere quella promessa e confermare l'aspirazione di Milano a continuare ad essere una città aperta, in un momento in cui una scelta del genere appare tutt'altro che scontata. Il compendio dell'ex Ansaldo, già ricco di attività e spazi frequentati soprattutto da un pubblico giovane, rappresenta il luogo ideale per insediare il Rainbow center, che si inserisce e rafforza un già consolidato sistema cittadino di contrasto alle discriminazioni che vede un'alleanza virtuosa tra tutti gli attori, pubblici e privati, che ogni giorno sono in prima fila ad occuparsi di questi temi». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il Rainbow center potrà essere, infatti, anche sede di attività legate all'assistenza legale per le vittime di reati d'odio di matrice omobitransfobica, di spazi espositivi e per eventi pubblici. Da questo punto di vista, si inserisce all'interno delle politiche orientate alla <strong>valorizzazione delle differenze e alla tutela dei diritti contro ogni forma di discriminazione</strong> che hanno portato negli scorsi anni all'avvio di progettualità come quella di Casa dei Diritti, del Rainbow Desk e dello Spazio Antidiscriminazioni, delle Case Arcobaleno e del Piano di prevenzione e contrasto delle discriminazioni della città.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano: prende avvio il centro multifunzionale di via Barabino con attività diurne e servizi per le persone senza dimora</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-prende-avvio-il-centro-multifunzionale-di-via-barabino-con-attivita-diurne-e-servizi-per-le-persone-senza-dimora</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-prende-avvio-il-centro-multifunzionale-di-via-barabino-con-attivita-diurne-e-servizi-per-le-persone-senza-dimora</guid>
<description><![CDATA[ A Milano, in via Barabino 6, prende avvio il centro multifunzionale per persone senza dimora, con servizi diurni, attività per il quartiere e futuri posti letto, gestito dal Comune con il Terzo settore per favorire inclusione e supporto sociale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d767bc46c53.webp" length="48482" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:05:57 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Prendono avvio ufficialmente da questa settimana le attività diurne del <strong>centro multifunzionale di via Barabino 6.</strong> Una struttura che, secondo un approccio comunitario, propone <strong>servizi e attività dedicate alle persone senza dimora e in condizioni di grave marginalità sociale </strong>e, allo stesso tempo, offre <strong>opportunità aperte al quartiere</strong> e costruite con i diversi attori del territorio, di natura culturale, aggregativa e di socializzazione, che possano consentire un processo di inclusione fondato sulla valorizzazione delle risorse, i bisogni e le potenzialità di tutte le persone coinvolte. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Gli spazi dell'immobile – 760 metri quadrati ristrutturati con i fondi PNRR – saranno aperti dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17. Diversi i servizi a disposizione della comunità: il guardaroba sarà a disposizione – ad accesso libero – nelle mattine di martedì e giovedì, dalle 9.30 alle 12.30, mentre il servizio lavanderia – con lavatrici e asciugatrici – sarà attivo il lunedì e il mercoledì, dalle 9.30 alle 12.30. Negli orari di ufficio, sarà inoltre attivo uno sportello di ascolto, orientamento e accompagnamento ai servizi sociali della città. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nelle prossime settimane, il centro multifunzionale metterà a disposizione anche <strong>30 posti letto</strong> dedicati alle persone senza dimora che andranno ad aggiungersi all'offerta dei centri ordinari di accoglienza residenziale del Comune di Milano, aperti tutto l'anno. Apriranno progressivamente anche altri servizi: lo sportello informativo sulla residenza fittizia presso i Municipi e la distribuzione di beni di prima necessità. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Dopo un confronto iniziale con i cittadini e le cittadine del quartiere, i frequentatori dello spazio e gli enti del Terzo settore attivi sul territorio, verrà definito un calendario di appuntamenti con incontri, laboratori, attività creative da mettere a disposizione anche della comunità. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Lo spazio verrà gestito nell'ambito della coprogettazione che riguarda il sistema a <strong>contrasto della grave emarginazione sociale</strong> e che vede il Comune di Milano collaborare, per la costruzione e la gestione dei servizi, con il Terzo settore e, in questo caso particolare, con <strong>Fondazione Fratelli di San Francesco. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Questo spazio – spiega l'assessore al Welfare e Salute <strong>Lamberto Bertolé</strong> – vuole rappresentare un'occasione di ascolto e prima risposta alle esigenze delle persone senza dimora e in condizioni di gravi marginalità. Allo stesso tempo, ha l'ambizione di diventare un luogo di socialità per gli abitanti del Corvetto, diventando un luogo capace di raccogliere le sollecitazioni del quartiere e trasformarle in iniziative concrete. Il duplice obiettivo è continuare a qualificare gli spazi di accoglienza del nostro sistema ordinario e, contemporaneamente, portare servizi pubblici in un quartiere che ne ha tanto bisogno». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nell'edificio di via Barabino hanno sede attualmente anche altri servizi, con i quali sarà possibile costruire sinergie e collaborazioni: il <strong>Centro Psico Sociale e l'UONPIA</strong>, un Centro Diurno per persone con disabilità, una sede dei servizi sociali territoriali del Municipio 4.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Dietro le quinte dei grandi eventi, dove il successo si costruisce lontano dai riflettori con George Ramages in dialogo con Rossella Guido</title>
<link>https://www.italia24.news/dietro-le-quinte-dei-grandi-eventi-dove-il-successo-si-costruisce-lontano-dai-riflettori-con-george-ramages-in-dialogo-con-rossella-guido</link>
<guid>https://www.italia24.news/dietro-le-quinte-dei-grandi-eventi-dove-il-successo-si-costruisce-lontano-dai-riflettori-con-george-ramages-in-dialogo-con-rossella-guido</guid>
<description><![CDATA[ Il Commercial Director di Sunderland Internacional racconta cosa accade davvero dopo la fine di Olimpiadi e Paralimpiadi: smantellamento, logistica, coordinamento internazionale, gestione degli imprevisti e legacy operativa. English available ]]></description>
<enclosure url="https://img.youtube.com/vi/nF83LNBmH0U/maxresdefault.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 13:38:52 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 12pt;">Quando il pubblico smette di guardare, per molti team comincia una delle fasi più delicate. In questa intervista per la rubrica <em>24 minuti,</em> George Ramages racconta il lato meno visibile dei grandi eventi sportivi internazionali: disallestimento, logistica, collaborazione internazionale, pressione operativa e relazioni umane.</span></p>
<h3 data-section-id="13kpmxh" data-start="892" data-end="945">Quello che accade quando i riflettori si spengono</h3>
<p data-start="947" data-end="1513"><span style="font-size: 12pt;">Quando si parla di grandi eventi sportivi internazionali, l’immaginario corre subito alle gare, alle cerimonie, alle medaglie, alle immagini spettacolari diffuse in tutto il mondo. Molto meno visibile è ciò che accade prima e soprattutto dopo, quando i riflettori si spengono e resta da gestire un sistema complesso fatto di infrastrutture temporanee, accoglienza, trasporti, tempi strettissimi e imprevisti continui. È proprio in questo spazio, lontano dalla ribalta, che si misura una parte decisiva del successo di un evento.</span></p>
<p data-start="1515" data-end="1817"><span style="font-size: 12pt;">Ne abbiamo parlato con <strong data-start="1538" data-end="1556">George Ramages</strong>, Commercial Director di <strong data-start="1581" data-end="1609">Sunderland Internacional</strong>, che offre uno sguardo concreto e umano su ciò che tiene davvero in piedi eventi di scala globale, comprese le fasi più invisibili.</span></p>
<h3 data-section-id="9jmvvf" data-start="1819" data-end="1881">Costruzione, evento, disallestimento: le tre fasi di un grande evento</h3>
<p data-start="1883" data-end="2455"><span style="font-size: 12pt;">Per spiegare il funzionamento di un grande evento, Ramages propone una distinzione semplice: esiste una fase di costruzione, una fase di svolgimento e una fase di smantellamento. Se la prima serve a predisporre le infrastrutture necessarie affinché atleti e pubblico possano vivere l’evento, l’ultima ha l’obiettivo di rimuovere tutto nel più breve tempo possibile, prima che i team lascino il Paese o la città ospitante. A seconda della tipologia e delle dimensioni dei gruppi coinvolti, questa fase può assumere forme molto diverse.</span></p>
<h3 data-section-id="1cdp33y" data-start="2457" data-end="2495">Smantellare senza lasciare traccia</h3>
<p data-start="2497" data-end="2910"><span style="font-size: 12pt;">Nel caso di eventi come le Olimpiadi invernali, il pubblico vede sponsor house, attivazioni e strutture temporanee distribuite non solo in una città, ma in diversi cluster territoriali. Tutto questo, una volta conclusa la manifestazione, deve sparire rapidamente e in modo ordinato, lasciando dietro di sé il meno possibile. Non è solo una questione di efficienza: è anche una responsabilità ambientale e sociale.</span></p>
<p data-start="2912" data-end="3243"><span style="font-size: 12pt;">Molte aziende, infatti, lavorano affinché restino sul territorio soltanto buoni ricordi, e non le tracce materiali di una presenza temporanea. In alcuni casi si attivano anche veri e propri progetti di “afterlife”, pensati per riutilizzare o donare materiali a beneficio delle comunità locali.</span></p>
<h3 data-section-id="esvhse" data-start="3245" data-end="3318">Le sfide invisibili tra logistica, accoglienza e differenze culturali</h3>
<p data-start="3320" data-end="3695"><span style="font-size: 12pt;">La complessità cresce ulteriormente quando si entra nelle sfide concrete. Tra Olimpiadi e Paralimpiadi, osserva Ramages, ci sono settimane in cui alcuni team partono, altri restano, altri ancora arrivano. I fornitori di servizi e infrastrutture, per esempio, possono rimanere operativi per mesi. Questo comporta una gestione delle energie e della motivazione su tempi lunghi.</span></p>
<p data-start="3697" data-end="3944"><span style="font-size: 12pt;">A ciò si aggiungono le criticità legate all’accoglienza: gruppi piccoli o grandi, permanenze brevi o di tre-quattro mesi, esigenze culturali differenti, problemi ambientali, ritardi ed errori di comunicazione.</span></p>
<p data-start="3946" data-end="4611"><span style="font-size: 12pt;">Tra gli episodi ricordati nell’intervista ce n’è uno solo apparentemente marginale, ma molto rivelatore: una squadra, al momento del check-out, riceve l’indicazione di lasciare la chiave nella porta, come spesso accade con naturalezza in un contesto italiano. Un membro del team, proveniente da una cultura diversa, preferisce invece nasconderla per evitare che qualcuno la trovi e possa entrare nella stanza. Risultato: ci vuole più di una settimana per recuperarla. Un dettaglio minimo, ma sufficiente a mostrare quanto nei grandi eventi internazionali il fattore culturale possa incidere anche sulle operazioni più semplici.</span></p>
<h3 data-section-id="hq9esd" data-start="4613" data-end="4675">Meteo, distanze e imprevisti: la pressione del tempo reale</h3>
<p data-start="4677" data-end="5033"><span style="font-size: 12pt;">A questo si sommano gli imprevisti del territorio e del clima. Ramages ricorda, ad esempio, un’intensa nevicata che ha bloccato i collegamenti tra Livigno e Bormio, rendendo impossibile a un team raggiungere il proprio alloggio dopo un evento. In questi casi trovare una soluzione rapida, sostenibile e compatibile con il budget diventa una prova cruciale.</span></p>
<p data-start="5035" data-end="5467"><span style="font-size: 12pt;">E ci sono poi le incomprensioni linguistiche, come quella raccontata tra un team francese convinto di essere “cacciato” dall’hotel e un proprietario italiano che stava semplicemente chiedendo se la partenza fosse prevista per quel giorno. Nulla di drammatico, ma abbastanza per capire quanto il lavoro dietro le quinte richieda un equilibrio costante tra precisione tecnica e sensibilità umana.</span></p>
<h3 data-section-id="1jpn3b3" data-start="5469" data-end="5527">Quando il problema non è la lingua, ma l’atteggiamento</h3>
<p data-start="5529" data-end="5777"><span style="font-size: 12pt;">È proprio su questo punto che emerge uno degli aspetti più interessanti dell’intervista: nei contesti internazionali, spiega Ramages, non è la lingua il vero ostacolo. A fare la differenza è l’atteggiamento con cui le persone affrontano i problemi.</span></p>
<p data-start="5779" data-end="6348"><span style="font-size: 12pt;">Nei grandi eventi si crea una sorta di comunità diffusa, fatta di professionisti diversi che condividono la stessa urgenza: far funzionare la giornata, risolvere ciò che si inceppa, intervenire prima che un disguido si trasformi in un’interruzione percepibile dal pubblico o dagli atleti. Il tempo, in questi scenari, è un fattore decisivo. E il successo nasce spesso dalla capacità di mettersi in contatto rapidamente, fare una telefonata, convocare una riunione, raggiungere il luogo del problema e trovare insieme una soluzione.</span></p>
<h3 data-section-id="12s4304" data-start="6350" data-end="6417">Il vero indicatore di successo: che nessuno si accorga di nulla</h3>
<p data-start="6419" data-end="6983"><span style="font-size: 12pt;">Per Ramages, i ricordi più forti non coincidono necessariamente con i momenti più fluidi, ma con quelli in cui c’è stata una difficoltà concreta da superare. Ciò che resta è la capacità di affrontare tensioni e frustrazioni senza che il rapporto si spezzi. Al contrario, è proprio in quei momenti che si consolida l’idea di risolvere il problema insieme. E, a distanza di tempo, quelle difficoltà diventano persino le memorie migliori, perché testimoniano una relazione professionale che ha retto alla prova della complessità.</span></p>
<p data-start="6985" data-end="7347"><span style="font-size: 12pt;">Ma come si misura davvero il successo di un grande evento? La risposta di Ramages è tanto semplice quanto illuminante: il vero indicatore nascosto è che <strong>il pubblico non si sia accorto di nulla</strong>. Se gli spettatori presenti sul posto o collegati da casa non hanno percepito incidenti, ritardi, tensioni, errori o criticità, significa che i team hanno lavorato bene.</span></p>
<p data-start="7349" data-end="7692"><span style="font-size: 12pt;">Dietro la linearità apparente dell’esperienza di un fan possono esserci autobus coinvolti in incidenti, bagagli che non arrivano, turni massacranti, poca disponibilità di sonno o ritardi nei trasporti dovuti alla neve. Il successo, in fondo, è fare in modo che tutto questo non arrivi mai in superficie.</span></p>
<h3 data-section-id="fhs4sh" data-start="7694" data-end="7755">Pianificazione e comunicazione come eredità professionale</h3>
<p data-start="7757" data-end="8038"><span style="font-size: 12pt;">Sul piano personale e professionale, Ramages individua due lezioni principali. La prima è la centralità della pianificazione. Una pianificazione accurata permette ai diversi stakeholder di lavorare con maggiore certezza, di coordinarsi meglio e di restare entro i limiti di budget.</span></p>
<p data-start="8040" data-end="8439"><span style="font-size: 12pt;">La seconda riguarda la comunicazione, intesa non solo come scambio di informazioni, ma come crescita continua nella consapevolezza culturale e nella capacità di collaborare tra persone che non si conoscono e che si ritrovano a condividere giorni di forte pressione. È in questo contesto che nascono relazioni autentiche, talvolta destinate a durare nel tempo.</span></p>
<h3 data-section-id="1gw36mm" data-start="8441" data-end="8511">Dallo sport ai progetti complessi: cosa resta di questa esperienza</h3>
<p data-start="8513" data-end="8795"><span style="font-size: 12pt;">L’intervista si allarga poi a una riflessione più generale: ciò che si impara nello sport può valere anche in altri contesti organizzativi complessi. Ramages richiama il valore del teamwork non come semplice strumento per vincere o perdere, ma come vero obiettivo del lavoro comune.</span></p>
<p data-start="8797" data-end="9046"><span style="font-size: 12pt;">Superare una fase difficile insieme rafforza le relazioni e produce apprendimento per il futuro. Non tutto riesce al primo tentativo, ma ogni esperienza consente di capire meglio come migliorare la successiva.</span></p>
<h3 data-section-id="16di61l" data-start="9048" data-end="9110">La legacy operativa di eventi distribuiti su più territori</h3>
<p data-start="9112" data-end="9406"><span style="font-size: 12pt;">Infine, c’è il tema della legacy. Nel caso di Milano-Cortina, secondo Ramages, uno degli elementi più importanti è stata la capacità di distribuire le operazioni su più città e cluster territoriali anche molto distanti tra loro, mantenendo comunque viva l’idea di un’unica esperienza condivisa.</span></p>
<p data-start="9408" data-end="9609"><span style="font-size: 12pt;">La sfida non è soltanto portare un evento in più luoghi, ma fare in modo che, nonostante le distanze, resti percepibile come un’unica esperienza per il pubblico.</span></p>
<h3 data-section-id="l0hgw2" data-start="9611" data-end="9675">Un messaggio ai giovani che vogliono entrare in questo mondo</h3>
<p data-start="9677" data-end="10092"><span style="font-size: 12pt;">C’è anche uno sguardo rivolto ai più giovani. A chi desidera entrare in questo mondo, Ramages suggerisce di partire il prima possibile dallo sport che ama, cercando occasioni di partecipazione e coinvolgimento. È così che si iniziano a comprendere i problemi reali di un settore, a imparare da chi ha più esperienza e, gradualmente, a trovare il proprio spazio professionale.</span></p>
<p data-start="10094" data-end="10461"><span style="font-size: 12pt;">Il racconto di George Ramages restituisce così una verità spesso trascurata: i grandi eventi internazionali non si reggono soltanto su ciò che vediamo, ma su una rete di lavoro invisibile fatta di pianificazione, adattamento, collaborazione e responsabilità. È lì, lontano dai riflettori, che si costruisce davvero il successo di un'iniziativa.</span></p>
<hr>
<p><iframe width="560" height="314" style="display: table; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.youtube.com/embed/nF83LNBmH0U?si=AvZq2NH6rAyUx6yy" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3 data-section-id="1qni1au" data-start="1769" data-end="1833">George Ramages: behind major events, where success is built far from the spotlight</h3>
<p data-start="259" data-end="467" style="text-align: center;"><span style="font-size: 12pt;">Sunderland International’s Commercial Director explains what really happens after the Olympics and Paralympics: dismantling, logistics, international coordination, unexpected challenges and operational legacy</span></p>
<p data-start="486" data-end="830"><span style="font-size: 12pt;">When audiences stop watching, one of the most delicate phases often begins. In this <em data-start="570" data-end="587">24 Minutes with</em> interview, George Ramages reflects on the less visible side of major international sporting events: dismantling operations, logistics, international teamwork, operational pressure and human collaboration.</span></p>
<h3 data-start="57" data-end="98">What happens when the spotlight fades</h3>
<p data-start="880" data-end="1452"><span style="font-size: 12pt;">When major international sporting events are discussed, public attention usually turns to the competitions, the ceremonies, the medals and the powerful images broadcast around the world. Much less visible is what happens before, and especially after, when the spotlight fades and what remains is a highly complex system of temporary infrastructure, accommodation, transport, tight timelines and constant problem solving. Yet it is precisely in that space, away from public view, that a decisive part of an event’s success is measured.</span></p>
<p data-start="1454" data-end="1767"><span style="font-size: 12pt;">We discussed this with <strong data-start="1477" data-end="1495">George Ramages</strong>, <strong data-start="1497" data-end="1548">Commercial Director of Sunderland Internacional</strong>, who in his conversation for <em data-start="1578" data-end="1595">24 Minutes with</em> offers a practical and deeply human perspective on what keeps major global events functioning, including their most invisible phases.</span></p>
<h3 data-section-id="1qni1au" data-start="1769" data-end="1833">Build, event, dismantling: the three phases of a major event</h3>
<p data-start="1835" data-end="2337"><span style="font-size: 12pt;">To explain how a major event works, Ramages proposes a clear distinction: there is a build phase, an event phase and a dismantling phase. If the build phase is about preparing the infrastructure needed for athletes and fans to enjoy the event, the dismantling phase focuses on removing that infrastructure as quickly as possible before teams leave the host country or city. Depending on the type and size of the groups involved, that phase can look very different.</span></p>
<h3>Dismantling without leaving a trace</h3>
<p data-start="2380" data-end="2776"><span style="font-size: 12pt;">In events such as the Winter Olympics, the public sees sponsor houses, activations and temporary structures spread not only across one city but across several clusters and mountain venues. Once the event is over, all of that must be removed quickly and efficiently, ideally leaving almost no trace behind. This is not only a matter of speed. It is also an environmental and social responsibility.</span></p>
<p data-start="2778" data-end="3113"><span style="font-size: 12pt;">Ramages points out that many companies now work to ensure that what remains after their presence is not physical infrastructure, but positive memories. In some cases, this also involves “afterlife” projects designed to repurpose or donate materials so that local communities can benefit from them.</span></p>
<h3 data-section-id="195iorn" data-start="3115" data-end="3196">The invisible challenges of logistics, accommodation and cultural differences</h3>
<p data-start="3198" data-end="3574"><span style="font-size: 12pt;">Complexity grows even further when looking at the practical challenges involved. Between the Olympics and the Paralympics, Ramages explains, some teams leave, others stay and others arrive. Suppliers supporting infrastructure and services may remain in place for months. This creates logistical pressure and the challenge of sustaining energy and motivation over long periods.</span></p>
<p data-start="3576" data-end="3837"><span style="font-size: 12pt;">On top of that come the issues related to accommodation: some groups are very small and stay briefly, others remain for three or four months, all while bringing different expectations, cultural habits and operational needs.</span></p>
<p data-start="3839" data-end="4475"><span style="font-size: 12pt;">One of the most revealing examples in the interview is seemingly minor, yet highly instructive. At check-out, one team was told to leave the key in the door, something that in an Italian context might sound perfectly natural. A team member from a different cultural background, however, decided to hide the key to avoid the risk that someone might find it and enter the room. The result was that the key could not be found for more than a week. It is a small detail, but a powerful reminder of how cultural differences can shape even the simplest practical situations at major international events.</span></p>
<h3 data-section-id="z2aami" data-start="4477" data-end="4551">Weather, distance and unexpected disruption: the pressure of real time</h3>
<p data-start="4553" data-end="4847"><span style="font-size: 12pt;">Environmental conditions can add another layer of complexity. Ramages recalls a heavy snowfall between Livigno and Bormio that left a team unable to reach its accommodation after an event. In such situations, finding a solution quickly, within budget and under pressure becomes a critical test.</span></p>
<p data-start="4849" data-end="5261"><span style="font-size: 12pt;">Then there are communication issues, such as the misunderstanding involving a French team that believed they were being thrown out of a hotel, when in fact the Italian owner was simply asking whether they planned to leave that day. Not dramatic, perhaps, but enough to show how this kind of work requires a constant balance between technical precision and human sensitivity.</span></p>
<h3 data-section-id="16di61l" data-start="9048" data-end="9110">When the issue is not language, but attitude</h3>
<p data-start="5313" data-end="5529"><span style="font-size: 12pt;">This is one of the most interesting points in the interview: in international settings, Ramages argues, language itself is rarely the real obstacle. What truly matters is the attitude people bring to problem solving.</span></p>
<p data-start="5531" data-end="5973"><span style="font-size: 12pt;">Major events create a kind of distributed community made up of professionals with different roles but a shared urgency: make the day work, fix what goes wrong and intervene before a problem becomes visible to fans or athletes. Time is a decisive factor in these scenarios, and success often depends on the ability to connect quickly, make a call, call a meeting, get on site and solve the issue together.</span></p>
<h3 data-section-id="16di61l" data-start="9048" data-end="9110">The true measure of success: when nobody notices anything</h3>
<p data-start="6038" data-end="6531"><span style="font-size: 12pt;">For Ramages, the most meaningful memories are not necessarily the smoothest moments, but the ones marked by real difficulty. What stands out is the ability to face frustration without letting relationships break down. Instead, those moments become opportunities to reinforce the commitment to solving problems together. Looking back, they often become the best memories precisely because they reveal the strength of the relationships built under pressure.</span></p>
<p data-start="6533" data-end="6883"><span style="font-size: 12pt;">So how should success really be measured in a major event? Ramages offers a striking answer: one of the most important hidden indicators is that fans never noticed anything was wrong. If the people in the venues, or those watching on television or online, experienced the event without disruption, then the teams behind the scenes did their job well.</span></p>
<p data-start="6885" data-end="7155"><span style="font-size: 12pt;">Behind that apparent smoothness there may have been bus accidents, lost luggage, extreme work schedules, very little sleep or major snow-related transport delays. The real success is ensuring that none of this reaches the surface.</span></p>
<h3 data-section-id="z2aami" data-start="4477" data-end="4551">Planning and communication as a professional legacy</h3>
<p data-start="7214" data-end="7436"><span style="font-size: 12pt;">On a personal and professional level, Ramages identifies two main lessons. The first is the importance of planning. Careful planning gives stakeholders certainty, improves coordination and helps teams remain within budget.</span></p>
<p data-start="7438" data-end="7847"><span style="font-size: 12pt;">The second lesson is communication, understood not simply as exchanging information, but as a growing capacity for cultural awareness and effective collaboration across people who may not know each other and who suddenly find themselves sharing days of intense pressure. In that setting, genuine relationships can emerge, sometimes lasting well beyond the event itself.</span></p>
<h3 data-section-id="z2aami" data-start="4477" data-end="4551">From sport to complex projects: what this experience leaves behind</h3>
<p data-start="7921" data-end="8148"><span style="font-size: 12pt;">The conversation also broadens into a more general reflection: what sport teaches in this context can be applied far beyond sport. Ramages highlights teamwork not merely as a tool for winning or losing, but as an end in itself.</span></p>
<p data-start="8150" data-end="8396"><span style="font-size: 12pt;">Going through a difficult period together strengthens relationships and creates learning for the future. Not everything succeeds the first time, but every experience makes it easier to improve the next one.</span></p>
<h3 data-section-id="z2aami" data-start="4477" data-end="4551">The operational legacy of events spread across multiple territories</h3>
<p data-start="8471" data-end="8739"><span style="font-size: 12pt;">Finally, there is the question of legacy. In Ramages’ view, one of the most important aspects of Milano-Cortina was the ability to deliver operations across multiple cities and clusters, some several hours apart, while still preserving the feeling of one shared event.</span></p>
<p data-start="8741" data-end="8929"><span style="font-size: 12pt;">The challenge is not simply to host an event in different places, but to make it feel like one connected experience for audiences wherever they are.</span></p>
<h3 data-section-id="z2aami" data-start="4477" data-end="4551">A message to young people who want to enter this field</h3>
<p data-start="8991" data-end="9374"><span style="font-size: 12pt;">Ramages also offers a message to younger generations. Those interested in this kind of work, he says, should get involved as early as possible in the sport they care about. That is how they begin to understand the real challenges of a field, learn from more experienced people and gradually identify where they might contribute professionally.</span></p>
<p data-start="9376" data-end="9714"><span style="font-size: 12pt;">George Ramages’ account ultimately highlights a truth that is often overlooked: major international events do not stand only on what we see, but on an invisible architecture of planning, adaptation, collaboration and responsibility. It is there, far from the spotlight, that success is truly built.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>AIFA: ascolto e incontro per una salute più equa e accessibile</title>
<link>https://www.italia24.news/aifa-ascolto-e-incontro-per-una-salute-piu-equa-e-accessibile</link>
<guid>https://www.italia24.news/aifa-ascolto-e-incontro-per-una-salute-piu-equa-e-accessibile</guid>
<description><![CDATA[ L’Agenzia rafforza il dialogo con gli stakeholder e promuove l’ascolto e la trasparenza. L&#039;intervento del Presidente Robert Nisticò ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d67d4014abf.webp" length="25464" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 20:35:23 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I Regolamenti di AIFA Ascolta e AIFA Incontra sono stati approvati in via definitiva e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Le due iniziative sono state fortemente volute dall’Agenzia per favorire un <strong>confronto costruttivo con i propri stakeholder nell’ottica di rafforzare</strong>, attraverso politiche di partecipazione attiva, una <strong>governance aperta e trasparente</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>AIFA Ascolta </strong>sarà uno <strong>spazio </strong>strutturato di <strong>confronto e ascolto </strong>dedicato ad <strong>associazioni, reti e federazioni di pazienti</strong>: l’<strong>obiettivo</strong> è favorirne il coinvolgimento e valorizzarne il contributo in termini di miglioramento dell’assistenza farmaceutica, sensibilizzando l’Agenzia su temi particolarmente complessi, sulla <strong>risoluzione di problematiche e sulla condivisione di esperienze virtuose in materia di accesso al farmaco e di tutela del diritto alla salute</strong>. Gli<strong> incontri</strong>, che avranno finalità esclusivamente conoscitiva e non decisionale, saranno calendarizzati di norma a <strong>cadenza quadrimestrale</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>AIFA Incontra </strong>rappresenta invece uno <strong>strumento di dialogo privilegiato tra l’Agenzia e i diversi interlocutori istituzionali, scientifici, industriali e civici che operano nel settore farmaceutico e della salute</strong>. Gli<strong> incontri</strong>, anche in questo caso calendarizzati di norma con <strong>cadenza quadrimestrale</strong>, consentiranno all’AIFA di acquisire informazioni qualificate e agli interlocutori di presentare osservazioni e proposte in un contesto improntato alla massima trasparenza e imparzialità.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">I <strong>Regolamenti approvati prevedono</strong> per entrambe le <strong>iniziative l’istituzione di un Registro di Trasparenza</strong>, uno strumento che nasce proprio per <strong>assicurare il rispetto del principio di trasparenza e pubblicità nei confronti di diversi stakeholder dell’Agenzia</strong>: saranno infatti rese disponibili sul sito dell’Agenzia informazioni chiave sugli incontri come l’oggetto e le finalità, i partecipanti, il resoconto finale e la relativa documentazione.</span><br><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Con AIFA Ascolta e AIFA Incontra mettiamo a sistema una nuova idea di governance finalmente aperta alla partecipazione di tutti gli stakeholder» dichiara il <strong>Presidente Robert Nisticò </strong>«<strong>Trasparenza e collaborazione devono essere i pilastri su cui costruire un dialogo partecipato che abbia davvero un impatto significativo sulla salute dei cittadini e sull’assistenza sanitaria nel suo complesso</strong>. Tenere il passo dell’innovazione e assicurare l’accesso equo e tempestivo alle cure sono gli obiettivi che ogni giorno l’AIFA è impegnata a raggiungere: siamo convinti che queste iniziative contribuiranno a soddisfare i bisogni di salute di tutti i cittadini».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il Premio Elvira Poli: un riconoscimento al talento femminile in ingegneria</title>
<link>https://www.italia24.news/il-premio-elvira-poli-un-riconoscimento-al-talento-femminile-in-ingegneria</link>
<guid>https://www.italia24.news/il-premio-elvira-poli-un-riconoscimento-al-talento-femminile-in-ingegneria</guid>
<description><![CDATA[ Quattro laureate in ingegneria premiate per il loro impegno e talento. L&#039;equità di genere rappresenta un valore fondamentale per la Scuola di ingegneria di Padova ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d681e39b43d.webp" length="62136" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 20:35:23 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Si è tenuta oggi alle ore 12.00, nell’Aula Magna “A. Lepschy” </strong>del <strong>Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova</strong>, la <strong>3° edizione del premio intitolato a Elvira Poli, </strong>prima donna laureata in Ingegneria a Padova, organizzata dalla Scuola di Ingegneria e dall’Associazione Alumni dell’Università di Padova.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’edizione 2026 del Premio si inserisce nelle celebrazioni dei 150 anni della Scuola di Ingegneria, sottolineando come l’<strong>equità di genere sia parte integrante</strong> della sua storia e delle prospettive future.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La cerimonia ha visto la <strong>consegna del premio a quattro laureate in ingegneria selezionate dai dipartimenti: Stefania Bellaio</strong>, Head of Business Development Plant Based di Migros, <strong>Elena Breda</strong>, Product Strategy, Innovation, Sustainability di Electrolux,<strong> Alessia Miotto</strong>, AD Imesa S.p.A., Presidente e AD Asac Srl, Presidente gruppo metalmeccanico di Confindustria Veneto Est e <strong>Anna Zovi</strong>, Project Manager Business Processes e Pricing Management di Endress+Hauser.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Il ricordo di Elvira Poli ci continua a trasmettere un messaggio di valore, impegno e responsabilità che coinvolge tutto l’Ateneo. Questo<strong> premio</strong> rappresenta un <strong>momento significativo che celebra il merito, il talento e il percorso di alcune donne che si sono contraddistinte per il loro  impegno contribuendo alla crescita della conoscenza, delle professioni e della società</strong>. Ringrazio Alumni, che svolge un ruolo prezioso creando continuità, rete e un nesso costante tra generazioni e percorsi professionali differenti. È nostro compito promuovere contesti come questo in cui il merito, le competenze e la leadership femminile trovi reale riconoscimento rendendo l’Università un luogo più equo e inclusivo.» ha commentato<strong> Gaya Spolverato, Delegata della Rettrice alle politiche per le pari opportunità dell’Ateneo patavino</strong>.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Come Associazione Alumni dell’Università di Padova, siamo orgogliosi di sostenere iniziative come il Premio Elvira Poli, che valorizzano il talento, l’impegno e la visione delle alumnae in ingegneria e rafforzano il legame tra la nostra comunità, la Scuola di Ingegneria e il mondo professionale» ha aggiunto <strong>Lucia Ruggeri, Consigliera dell’Associazione Alumni «</strong>. <strong>Questo riconoscimento</strong> non è solo un premio alle eccellenze femminili, ma anche un <strong>segno concreto di continuità tra la storia della Scuola e il suo futuro</strong>, in una prospettiva sempre più aperta, inclusiva e capace di generare valore per tutti».</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Ritengo molto positivo che il premio intitolato all’ing. Elvira Poli stia diventando una tradizione della Scuola di Ingegneria e dell’Associazione Alumni dell’Università di Padova» ha affermato <strong>Andrea Gerosa, Presidente della Scuola di Ingegneria </strong>«. Promuovere la parità di genere nell’ambito delle professioni ingegneristiche significa promuovere la sostenibilità sociale, ma anche creare le condizioni per un maggiore sviluppo economico».</span></p>
<h3><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il Premio</span></h3>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il Premio “Elvira Poli” nasce nel 2021 per valorizzare le carriere delle alumne della Scuola di Ingegneria dell’Università di Padova che, con il loro percorso professionale e il loro impegno, contribuiscono a rendere l’ingegneria un ambiente più equo, inclusivo e aperto alle nuove generazioni. L’<strong>edizione 2026</strong> del Premio si inserisce nelle <strong>celebrazioni dei 150 anni della Scuola di Ingegneria</strong>, sottolineando come l’equità di genere sia parte integrante della sua storia e delle prospettive future.</span><o:p></o:p></p>
<p><o:p> </o:p></p>
<h3><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Elvira Poli: pioniera dell’ingegneria e dell’emancipazione femminile</span></h3>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Elvira Poli fu la <strong>prima donna ingegnere del Veneto</strong>, laureata in ingegneria civile all’Università di Padova nel 1920, in un’epoca dominata da uomini. Sfidando le convenzioni sociali, fonda nel 1957 con Emma Strada l’AIDIA, Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti, per sostenere le donne in ingegneria e architettura, aprendo la strada alle generazioni future.</span><o:p></o:p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La fisica segreta delle aurore polari: un fenomeno naturale affascinante</title>
<link>https://www.italia24.news/la-fisica-segreta-delle-aurore-polari-un-fenomeno-naturale-affascinante</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-fisica-segreta-delle-aurore-polari-un-fenomeno-naturale-affascinante</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia al Festival delle Scienze di Roma: due appuntamenti da non perdere ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d68a67dcba8.webp" length="44180" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 20:35:23 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Anche quest’anno l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) partecipa al Festival delle Scienze di Roma contribuendo al programma con attività e approfondimenti dedicati al mondo della ricerca e della geofisica. Due gli appuntamenti da non perdere!</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La scienza come strumento per leggere il futuro e ridurre l’impatto delle catastrofi naturali. È questo il cuore dell’incontro “<em>Prima che accada: la scienza dei disastri</em>”,<strong> in programma sabato 18 aprile alle ore 12:00 presso l’AuditoriumArte</strong>, con la partecipazione di esperti di primo piano nel campo della ricerca scientifica e della prevenzione dei rischi.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’evento, organizzato con il contributo dell’<strong>Agenzia Spaziale Europea</strong> (ESA), dell’<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia </strong>(INGV) e dell'<strong>Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale</strong> (ISPRA), vedrà protagonisti <strong>Ian Carnelli</strong>, responsabile del Dipartimento Sistemi-HERA della missione ESA, <strong>Francesco La Vigna</strong>, ricercatore ISPRA, e <strong>Lucia Pappalardo</strong>, direttrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV (INGV - OV). A moderare l’incontro sarà l’astronomo e comunicatore scientifico Stefano Giovanardi.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Terremoti, eruzioni vulcaniche, frane, alluvioni e persino asteroidi</strong>: fenomeni spesso percepiti come eccezionali, ma che in realtà fanno parte integrante della storia del pianeta e dell’umanità. Nonostante ciò, la società continua a mostrarsi vulnerabile e impreparata di fronte a questi eventi.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Durante l’incontro, <strong>gli esperti affronteranno una domanda cruciale: quanto sappiamo </strong></span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>davvero dei rischi che corriamo?</strong> E soprattutto,<strong> fino a che punto la scienza è oggi in grado </strong></span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>di prevedere e anticipare i disastri?</strong></span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Dallo spazio profondo al sottosuolo terrestre, passando per il monitoraggio dei fiumi e delle aree a rischio idrogeologico,<strong> le tecnologie più avanzate offrono strumenti sempre più </strong><strong>precisi per osservare e interpretare i segnali del pianeta</strong>. Satelliti, sensori e sistemi di mappatura consentono infatti di raccogliere dati fondamentali per comprendere i fenomeni naturali e migliorare le strategie di prevenzione</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il messaggio che emerge è chiaro: <strong>i disastri non si possono evitare, ma si possono affrontare </strong></span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>con maggiore consapevolezza</strong>. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">E l’unico modo per farlo è imparare ad ascoltare la Terra, prima che accada.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Nel pomeriggio, alle ore<strong> 17.30 in Sala Ospiti</strong>, andrà in scena un appuntamento dedicato a uno dei fenomeni naturali più affascinanti e misteriosi: le aurore polari.  </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’incontro, dal titolo “<strong><em>La fisica segreta delle aurore polari</em></strong>”, vedrà protagonista <strong>Lucilla Alfonsi</strong>, ricercatrice dell'INGV, affiancata dalla moderazione dell’astrofisico e divulgatore scientifico<strong> Luca Nardi</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Le aurore polari rappresentano una straordinaria manifestazione del dialogo invisibile tra il Sole e la Terra. Alla base di questo spettacolo celeste vi è il vento solare, un flusso continuo di particelle cariche che attraversa lo spazio e raggiunge il nostro pianeta. Una volta arrivate in prossimità del campo magnetico terrestre, queste particelle vengono guidate verso le regioni polari, dove interagiscono con i gas dell’alta atmosfera.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">È proprio in questo incontro che si genera la magia: ossigeno e azoto si “accendono”, dando vita a una suggestiva danza di colori che illumina il cielo notturno. Un fenomeno di indiscussa bellezza, che da secoli affascina osservatori e studiosi, e che ancora oggi è oggetto di studio. Le aurore sono spesso associate ad eventi di meteorologia spaziale, ossia a quegli eventi naturali che possono causare malfunzionamenti alle tecnologie alle quali ci affidiamo quotidianamente (come, ad esempio, i navigatori GPS).</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Durante l’incontro,<strong> sarà approfondito il ruolo della sinergia tra comunità scientifica e </strong></span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>fotografi professionisti</strong>, un’alleanza che sta permettendo di scoprire nuovi fenomeni che </span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">appaiono simili ad aurore, ma che sono prodotti da meccanismi fisici diversi.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’appuntamento si propone così come un’occasione per avvicinare il pubblico alla fisica </span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">dello Spazio, offrendo una chiave di lettura accessibile ma rigorosa di uno dei fenomeni </span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">più spettacolari del nostro Pianeta.</span><br><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Per maggiori informazioni: <a href="https://www.auditorium.com/it/event/prima-che-accada-la-scienza-dei-disastri/" target="_blank" rel="noopener">https://www.auditorium.com/it/event/prima-che-accada-la-scienza-dei-disastri/</a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università Cattolica: il progetto di ricerca “Romanì” per contrastare le discriminazioni multiple delle donne Rom</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-cattolica-il-progetto-di-ricerca-romani-per-contrastare-le-discriminazioni-multiple-delle-donne-rom</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-cattolica-il-progetto-di-ricerca-romani-per-contrastare-le-discriminazioni-multiple-delle-donne-rom</guid>
<description><![CDATA[ Finanziato dalla Commissione europea e coordinato dall&#039;Università Cattolica, il progetto &quot;ROMANÌ&quot; ha come obiettivo contrastare l&#039;esclusione sociale, la discriminazione e la violenza di genere che colpiscono le donne Rom, migliorando al contempo il loro accesso ai servizi sanitari e sociali ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d629f4c02e1.webp" length="56282" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 13:38:46 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Romanì per contrastare le discriminazioni multiple delle donne Rom</strong> è l'obiettivo del progetto di ricerca finanziato dalla Commissione europea e coordinato dal Dipartimento di Sociologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Con il coinvolgimento di <strong>Italia, Bulgaria, Romania</strong> si avvale della collaborazione di <strong>Fondazione ISMU e Caritas Ambrosiana. </strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«I calli fanno vedere che lavoriamo, e forse che lavoriamo di più. Per noi sarebbe una grande vergogna avere una donna che viene a fare le pulizie a casa. Vuol dire che non sei capace di fare niente. Anche se lavorassi e potessi permettermelo, sarei comunque giudicata. Ma in ogni caso, non me lo posso permettere». La didascalia che accompagna una delle foto scattate da alcune donne Rom squarcia un velo sulla trama di vissuti, aspettative e pressioni che attraversa la loro quotidianità. Lo scatto nasce all'interno di un innovativo progetto di ricerca che ricorre a <strong>photovoice e walking interviews</strong> - metodologie riconosciute a livello internazionale come strumenti efficaci per lavorare con gruppi marginalizzati - per dare <strong>voce alle esperienze e alle emozioni di un universo femminile</strong>, spesso taciuto nel dibattito pubblico oppure narrato in maniera stereotipata. Essere donna ed essere rom significa, infatti, vivere in contesti caratterizzati da un delicato equilibrio tra responsabilità familiari, norme comunitarie e pregiudizi esterni, un equilibrio delicato che, se si spezza, accentua ulteriormente il rischio di discriminazioni e violenze.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">In occasione della <strong>Giornata Internazionale dei Rom e Sinti</strong>, che si celebra <strong>l'8 aprile</strong>, il progetto intitolato <a href="https://www.ismu.org/en/project-romani-combating-gender-based-violence-empowering-roma-women/" target="_blank" rel="noopener">ROMANÌ. Empowering ROMA Women, Improving Access to Health, and Combating Gender-Based Violence (GBV)</a> e finanziato dalla <strong>Commissione europea</strong> nell'ambito del programma <strong>CERV 2024 - DAPHNE</strong> ha proprio l'obiettivo di <strong>contrastare l'esclusione sociale, la discriminazione e la violenza di genere che colpiscono le donne Rom</strong>, migliorando al contempo il loro accesso ai servizi sanitari e sociali. L'indagine sui Rom del 2024, condotta su oltre 10.000 Rom e Traveller in 10 Paesi dell'UE, mostra con chiarezza il grado delle disuguaglianze di genere all'interno di una comunità a sua volta emarginata: solo il 38% delle donne rom e traveller ha un lavoro retribuito, contro il 69% degli uomini; meno del 6% denuncia episodi di discriminazione (percentuale che in Italia sale all'11%), dato ancora più basso rispetto a quello del 2016 (16%). Inoltre, la durata della vita delle donne Rom/Travellers è inferiore di 7,4 anni rispetto a quella delle donne della popolazione generale.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Coordinato dal Dipartimento di Sociologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e con referente scientifico la professoressa <strong>Veronica Riniolo,</strong> il progetto coinvolge tre paesi - Italia, Bulgaria, Romania - e si avvale della collaborazione di Fondazione ISMU e Caritas Ambrosiana. A livello internazionale partecipano la <strong>Health and Social Development Foundation (Hesed) in Bulgaria</strong>, con una consolidata esperienza nei processi di inclusione delle comunità Rom, e l'associazione romena <strong>E-Romnja</strong>, organizzazione femminista di donne Rom.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Nel nostro progetto ci siamo concentrati sui percorsi di uscita da discriminazione, esclusione e violenza, analizzando in profondità fattori individuali, reti sociali e dimensione istituzionale», spiega la professoressa <strong>Veronica Riniolo</strong>, docente di Sociologia della convivenza interetnica nella Facoltà di Scienze politiche e sociali dell'Ateneo. «Si tratta di un'analisi qualitativa approfondita sui meccanismi e sui fattori virtuosi che consentono alle donne di superare condizioni di marginalità sociale. In un intricato sistema di vulnerabilità incrociate - essere donna, essere rom e, in alcuni casi, con poche risorse economiche - emergono quotidiane strategie di resistenza, attraverso il vestiario, la cura di sé e dell'ambiente circostante e grazie alla voglia di progettare e sognare il proprio futuro».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h2 style="text-align: left;">Un approccio innovativo: ricerca partecipata e metodologie creative</h2>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Elemento distintivo del progetto è la metodologia utilizzata: da una parte, un approccio integrato, che combina <strong>ricerca scientifica, formazione e intervento sul territorio</strong>; dall'altra, una <strong>prospettiva partecipativa e creativa, che valorizza esperienze, saperi e competenze delle donne Rom. </strong>In particolare, il photovoice e le walking interviews consentono di esprimere vissuti, emozioni ed esperienze anche oltre il linguaggio verbale, favorendo processi di consapevolezza e auto-rappresentazione.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">A Milano, il progetto ha previsto negli spazi dell'Università Cattolica incontri di gruppo e momenti di confronto con donne Rom sui temi dell'esclusione sociale, della discriminazione e della violenza di genere. Con il supporto di una fotografa professionista, le partecipanti hanno scattato fotografie nei loro contesti di vita quotidiana. Le fotografie sono state successivamente condivise, discusse e selezionate collettivamente, diventando strumenti di riflessione critica e di dialogo.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h2 style="text-align: left;">Una mostra fotografica</h2>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">I materiali prodotti nel corso della ricerca costituiscono la base di una mostra fotografica che sarà inaugurata il <strong>7 maggio alle ore 17.30 alla Casa dei Diritti del Comune di Milano</strong> e proseguirà successivamente in diversi spazi espositivi della città, dal centro alle aree più periferiche. L'esposizione intende sensibilizzare la cittadinanza sui fenomeni di discriminazione etnica e di genere, portando al centro del dibattito pubblico le voci e i punti di vista delle donne Rom. In questo senso, il percorso espositivo si configura come uno spazio di confronto e riflessione critica, volto a contrastare stereotipi e pregiudizi ancora diffusi e a promuovere una maggiore consapevolezza sul fenomeno della violenza di genere.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Comune di Milano: a bando 27 spazi ai piani terra del Demanio per attività sociali, culturali e d&amp;apos;impresa</title>
<link>https://www.italia24.news/comune-di-milano-a-bando-27-spazi-ai-piani-terra-del-demanio-per-attivita-sociali-culturali-e-dimpresa</link>
<guid>https://www.italia24.news/comune-di-milano-a-bando-27-spazi-ai-piani-terra-del-demanio-per-attivita-sociali-culturali-e-dimpresa</guid>
<description><![CDATA[ Il Comune di Milano mette a bando 27 spazi pubblici da concedere per 12 anni, destinati a enti non profit e imprese, con agevolazioni per attività sociali e assegnazioni tramite avvisi o asta pubblica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d628ffc72e0.webp" length="48568" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 13:38:43 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Il <strong>Comune di Milano</strong> ha aperto <strong>tre bandi su 27 spazi di sua proprietà,</strong> da assegnare in concessione per 12 anni ad associazioni, enti del Terzo settore, attività artigianali e d'impresa.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span>I locali sono distribuiti in tutti i quartieri della città, per la maggior parte ai piani terra di immobili di edilizia popolare di proprietà comunale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il primo </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=0%3dLb0gOV%26q%3dY%269%3dUCeRW%26t%3daUV8gTS%26z%3dEELuP_CsXw_Nc_wxnr_7m_CsXw_MhxBCNnW4.5tJFFj.J4DfK0.Ay_OluU_Ya7s_OluU_Ya6jQE3lI4G-hL9LjKFLt_OluU_Ya-_JVzk_TK8DKjQ_AMgI4KmBC_JVzk_TKMBPv_OluU_Ya5tKE7sQ_CsXw_MhfSGAxL-MTEYQ%266%3drRDNhY.97y%26FD%3d8v3fZ0eNWD%26QD%3dTEYQb9gNS7ZUUE%26E%3dUTfXO50fyX7ew5h8MSC0RWB815EcwYCb16iXQZDXM6ibS8gBy409M58C1Vi8yUEg&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">avviso pubblico</a><span> , aperto <strong>fino al 28 aprile,</strong> riguarda 12 locali – ex negozi ed ex uffici di piccole e medie dimensioni, tra i 30 e i 60 metri quadrati – destinati, con un canone ridotto del 70%, a soggetti senza scopo di lucro in cerca di una sede per attività sociali, culturali ed educative. Gli spazi si trovano ai piani terra di complessi di edilizia popolare: due in via Stampa, in centro città, mentre gli altri sono distribuiti tra piazza San Giuseppe, via Giovanola, via Santa Teresa e via Gazzoletti. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il secondo </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=0%3d3ZLg6T%263%3dY%26p%3dSOe9U%266%3daBTJgAQ%26B%3dEvJ7P_tqjw_5a_9xUp_Im_tqjw_4f0BtLzWk.36JwDv.JkBrKq.9A_OSsg_YH55_OSsg_YH4vQv1xIkE-tLpJvKwJ6_OSsg_YH-_HhzR_RW8uIvQ_rKsIkIyBt_HhzR_RWMsN8_OSsg_YH36Kv55Q_tqjw_4fs8p46-Mw2sIk36-MgH-38-eE50gI0FqDv-Fp-K0L-f9-O-FoC69kBz-AgIAFp1AF-cB38-t5rIkPG8296Kg-4z-MtExBvJz-0qD-C8n55Wc-I60k13B%26f%3dCBP8c1rx3I.KgJ%26zP%3d0UOZ7Y%26AP%3d4ZIcBTQZ3RJg5Z%26y%3df06OYAZH9hZrB4QwXA5vAf3Mgc1QfBXI8eYPX0SvZeRMCd6Hg82rdfYHA02Od02H&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">avviso</a><span>, con scadenza <strong>26 maggio</strong>, prevede la concessione di otto unità immobiliari, sempre a soggetti senza scopo di lucro, per la realizzazione di progetti a valenza sociale. Gli spazi, con superfici comprese tra gli 80 e i 250 metri quadrati, sono situati in largo Balestra, via Costa, via De Pretis e via Marsala. In alcuni di questi immobili sono già presenti realtà attive nel sociale, che potranno partecipare al bando per proseguire e ampliare le proprie attività. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il terzo </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=6%3dKfQcNZ%268%3dU%268%3dYTaQa%26A%3dWTZOcSW%26G%3dADPBL_Bwos_Mg_Dtmv_Ni_Bwos_LlE8BR5S3.9AFEJ1.F3HwG9.EF_Kkyl_UZA0_Kkyl_UZ01MD73E3K-yH8P1GEPA_Kkyl_UZ-_Nmvj_Xb4CO1M_0QxE3O48B_Nmvj_XbIATC_Kkyl_UZ9AGDA0M_Bwos_LlwLD7-BNv88Bw7-B8B-7ELyC04JEAGy-05-HDPA-N8EF4-3I9HvE8BuN5-GyCAS3-Q29395-7yLAL3P5-73-LDH0N58D7-yH7Q046A%26z%3dFEOH6L.J1M%263O%3dTXR4u7wYQb%26DO%3dNcLbVWTYMUMfOc%262%3d9MbwdzauYxTScOTRdN9MeQcxeN6Q7ScS8yYLBwWw0VbPXT4SdUUMAP8yf15vbzYQ&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bando</a><span>, aperto fino <strong>al 19 maggio</strong>, riguarda infine la concessione di sette spazi con diverse destinazioni d'uso – commerciale, ufficio e deposito. I locali si trovano in via Dogana, piazza Santo Stefano, via Morgantini e via MacMahon, con superfici comprese tra i 30 e gli 80 metri quadrati; a questi si aggiunge uno spazio di maggiore dimensione in viale Rubicone (782 metri quadrati). Per questi immobili, la procedura prevede un'asta pubblica con aggiudicazione sulla base della migliore offerta economica. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Procediamo nel percorso di valorizzazione del patrimonio pubblico con la ferma determinazione di riportare servizi e opportunità nei quartieri, a partire dagli spazi al piano terra che troppo spesso restano vuoti – afferma <strong>Emmanuel Conte</strong>, assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa –. I bandi sono costruiti per tenere insieme funzione sociale e sostenibilità economica: agevoliamo il Terzo settore abbattendo i canoni, apriamo a imprese e attività che generano lavoro e presidio urbano. Il patrimonio pubblico diventa leva per lo sviluppo e la coesione della città».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Comune di Milano: concessi nuovi spazi del Demanio per le librerie</title>
<link>https://www.italia24.news/comune-di-milano-concessi-nuovi-spazi-del-demanio-per-le-librerie</link>
<guid>https://www.italia24.news/comune-di-milano-concessi-nuovi-spazi-del-demanio-per-le-librerie</guid>
<description><![CDATA[ Il Comune di Milano mette a bando 10 spazi pubblici per aprire o rinnovare librerie di quartiere, privilegiando micro-imprese e progetti con valore culturale e sociale, e per rafforzare i servizi e la coesione nei quartieri ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d628db91879.webp" length="23184" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 13:38:40 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>La Giunta di Palazzo Marino </strong>ha approvato i criteri di un bando per assegnare <strong>in locazione</strong> o <strong>concessione d'uso </strong>alcune proprietà del <strong>Demanio</strong> a chi intende <strong>aprire una libreria</strong> di prossimità o rinnovare una già esistente. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le unità immobiliari sono distribuite in <strong>ogni Municipio</strong> della città, in centro e nei quartieri, e si trovano ai piani terra di edifici popolari di proprietà del Comune. Di metrature comprese fra i 30 e i 190 metri quadri, vengono messe a disposizione con una procedura pubblica di prossima apertura a cui potranno partecipare imprese individuali, società, cooperative, raggruppamenti sia già costituiti sia in via di costituzione nel settore librario. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'iniziativa fa parte di "<strong>Sefémm</strong>", il programma di bandi pubblici avviato dall'Assessorato al Demanio per valorizzare un patrimonio di alcune centinaia di spazi – negozi, ex uffici, ex portinerie, depositi – ai piani strada dei caseggiati di edilizia residenziale pubblica, per sostenere i servizi di prossimità e la coesione sociale nei quartieri. I 24 bandi pubblicati in quattro anni hanno portato all'assegnazione di oltre 150 spazi ad attività profit e no profit. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Mettiamo a sistema il patrimonio pubblico per generare nuovi presìdi culturali diffusi nei quartieri – dichiara <strong>Emmanuel Conte, </strong>assessore al Bilancio e Demanio –. Non è un intervento isolato, ma un tassello di una politica costruita nel tempo con bandi regolari, regole chiare, criteri trasparenti e una collaborazione costante con i Municipi. Non cerchiamo solo negozi che vendano libri, ma luoghi vivi, accessibili, capaci di costruire relazioni. Le librerie indipendenti sono tra i pochi spazi dove si può entrare senza obbligo: quando funzionano, diventano punti di riferimento per una comunità». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Questa delibera rappresenta una scelta politica precisa – afferma l'assessore alla Cultura, <strong>Tommaso Sacchi</strong> –, sostenere le librerie indipendenti e di prossimità, oggi messe sotto pressione da un mercato sempre più difficile e da costi in costante aumento. Il Comune interviene mettendo a disposizione spazi pubblici per rafforzare un presidio culturale essenziale e contrastare il progressivo svuotamento di molti quartieri. Diamo priorità alle micro-imprese e alle realtà radicate sul territorio, perché crediamo in un modello di città che valorizzi la cultura diffusa e la funzione sociale del libro. Una misura che fa parte di un percorso più lungo - dalle librerie di condominio all'albo delle librerie di quartiere - per aiutare chi ogni giorno tiene viva la lettura nelle nostre comunità». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Le librerie – afferma <strong>Alessia Cappello</strong>, assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro – sono luoghi di incontro e crescita, presìdi fondamentali di comunità e conoscenza. Con questa delibera affermiamo con chiarezza una scelta politica: sostenere il ruolo delle librerie nel tessuto cittadino, perché investire nei luoghi della lettura e della diffusione della cultura significa investire nella qualità, nella coesione e nel futuro delle nostre città». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>In base ai criteri fissati per il bando, nell'assegnazione degli spazi sarà data priorità alle micro-imprese rispetto ad iniziative di maggiori dimensioni. Il valore della proposta culturale e sociale inciderà per il 70% sul punteggio per l'aggiudicazione, l'offerta economica peserà solo per il restante 30%. Saranno premiate sia l'integrazione fra proposta libraria e funzione sociale - con iniziative culturali, collaborazioni con scuole e associazioni, attività per il quartiere e servizi di prossimità - sia le competenze e gli anni di attività dei proponenti nel settore librario. Si potranno realizzare punti di ristoro o altre attività che contribuiscano alla sostenibilità economica dell'iniziativa proposta, purché coerenti con l'obiettivo del bando e su una superficie non superiore al 30% dell'immobile. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Gli spazi si trovano in via Scaldasole, via Palmanova, piazzale Dateo, viale Lombardia, corso XXII Marzo, via Sant'Abbondio, via Rimini, via Nikolajevka, via Satta e via Borsieri.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano Design Week: presentati i numeri e i temi principali del palinseto ufficiale dell&amp;apos;edizione 2026</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-design-week-presentati-i-numeri-e-i-temi-principali-del-palinseto-ufficiale-delledizione-2026</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-design-week-presentati-i-numeri-e-i-temi-principali-del-palinseto-ufficiale-delledizione-2026</guid>
<description><![CDATA[ Dal 20 al 26 aprile diverse iniziative in zone storiche e nuovi itinerari per scoprire la città del design con il ritorno della Milano Design Week ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69d628b2ee14e.webp" length="126352" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 13:38:35 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Dal 20 al 26 aprile 2026</strong>, in occasione del <strong>Salone internazionale del Mobile</strong>, la città ospiterà la <strong>Milano Design Week: </strong>una settimana di eventi e iniziative dedicate al design nelle sue diverse accezioni che richiama aziende, operatori di settore, portatori d'interesse, visitatori e appassionati da tutto il mondo. </span><span>Come ogni anno, attraverso un avviso pubblico e tramite il costante confronto con imprese, istituzioni e operatori, il Comune ha costruito il palinsesto ufficiale della manifestazione che comprende tutte le attività che potranno esporre il logo ufficiale Milano Design Week e che verranno promosse attraverso il portale YesMilano.it. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'edizione 2026 segna un nuovo record: sono previste <strong>più di 267 iniziative</strong> negli spazi pubblici, nei punti vendita e negli showroom delle storiche zone del design, nei palazzi storici, nei musei, nei teatri e negli spazi ex industriali, anche nei quartieri più lontani dal centro. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«La Milano Design Week, insieme al Salone del Mobile, costituisce un evento internazionale consolidato e prestigioso, che coinvolge ogni anno migliaia di visitatori e mette in circolo idee ed energie che generano valore condiviso – spiega l'assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro <strong>Alessia Cappello</strong> –. Anche per questa edizione i numeri sono in crescita e sono tante le iniziative di qualità. Ci auguriamo che, nonostante le preoccupazioni per la crisi geopolitica in corso che condividiamo e seguiamo con attenzione, l'appuntamento possa rappresentare un momento di incontro, di dialogo e di riflessione collettiva e uno spazio per costruire relazioni e sinergie tra persone, aziende e istituzioni». </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">I numeri dell'edizione 2026</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Confermato il trend di crescita degli ultimi anni, con 293 iniziative che hanno risposto al bando del Comune (+13% rispetto alla scorsa edizione) per un totale di oltre 1.850 appuntamenti in città (10% in più dello scorso anno), dato significativo a fronte delle regole sempre più restrittive che, già dal 2024, l'Amministrazione ha proposto agli operatori per salvaguardare la coerenza e la qualità della manifestazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">La Milano Design Week in città</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Mostre, esposizioni, installazioni ed eventi aperti al pubblico coinvolgeranno, complessivamente 19 diversi quartieri della città. Sono confermate le tradizionali zone del design: Brera, 5Vie, Durini, Isola, Statale e Tortona, ciascuna contraddistinta da una propria identità e da una diversa offerta, e Porta Venezia e Monumentale, ormai distretti consolidati, che si sono aggiunti a partire dal 2023. </span><span>Anche quest'anno sono previste poi iniziative diffuse nelle zone Castello, San Vittore, Quadrilatero della Moda, fino ai quartieri meno centrali come Nolo, Cimiano, Baggio, Dergano/Bovisa, Barona, QT8 e San Leonardo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Nei palazzi storici</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La Design Week, inoltre, si conferma sempre più l'occasione per scoprire i palazzi e le sedi storiche della città, che aprono le porte ai visitatori per accogliere iniziative a tema design. </span><span>MoscaPartners Variation: la mostra organizzata da MoscaPartners, sarà ospitata anche quest'anno a <strong>Palazzo Litta. </strong></span><span><strong>Palazzo Bovara e Palazzo Castiglioni</strong>, lungo l'asse di corso Venezia, saranno nuovamente sede dei progetti firmati Elle Decor: Sensory Landscape e Appartamento Spagnolo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>L'ex Seminario Arcivescovile</strong>, oggi Portrait Milano, ospiterà Origin progetto di Audi in collaborazione con lo Studio Zaha Hadid, mentre Casa Cramer e Casa Ortelli ospiteranno From Vision to identity eTakeover: The society of objects di Hearst. Sempre in zona corso Venezia sarà possibile visitare Villa Mozart, grazie all'esposizione di singolari oggetti di misurazione del tempo The Perpetual Timekeeperideata da Richemont Italia con il designer Marc Newson. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>Villa Necchi Campiglio</strong> accoglierà un'esperienza, curata dal brand Gaggenau, dedicata alla fruizione lenta e consapevole e Palazzo del Senato, sede milanese dell'Archivio di Stato, ospiterà l'installazione, ideata e realizzata da Studio Ulises per Skoda, nello storico colonnato dell'edificio. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Confermata, inoltre, a <strong>Palazzo Serbelloni, </strong>l'iniziativa promossa da Louis Vuitton dedicata al concetto di viaggio. Palazzo Correnti, insieme all'edificio del SIAM (Società d'Incoraggiamento d'Arti e Mestieri), sarà quartier generale del distretto 5Vie. Palazzo Citterio ospiterà un'iniziativa promossa dalla Uzbekistan Art and Culture Development Foundation (ACDF), presentando un'installazione culturale dedicata al rinnovamento e all'artigianato contemporaneo della Regione del Karakalpakstan. Il progetto sviluppa un percorso immersivo che intreccia tradizione, identità e resilienza ambientale.</span><br><span>La corte interna e la Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi saranno trasformate da Rimadesio: nel cortile prenderà forma Aedes Memoriae, un'installazione artistica realizzata da Encor Studio che lavora su luce, trasparenza e percezione del tempo; la Sala Affreschi accoglierà invece R-Paradigm: un ambiente immersivo che costruisce un'esperienza narrativa continua. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>Palazzo Donizetti</strong> accoglierà la quarta edizione de L'Appartamento by Artemest, un percorso espositivo che attraversa ambienti storici reinterpretati da studi internazionali. </span><span>Nella corte di Palazzo Clerici è previsto un percorso che integra l'architettura del palazzo trasformando la corte in un luogo di attraversamento e sosta allestito dallo studio milanese Studio Utte per Poliform. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nel palinsesto si inserisce quest'anno anche <strong>Palazzo Galbani</strong>, nei pressi della Stazione Centrale, che ospiterà la prima edizione milanese di Paris Internationale, piattaforma dedicata alle gallerie emergenti. Nel cortile di Palazzo Stampa di Soncino, Alessi presenta La Bella Tavola, un allestimento pop che rende omaggio a Ettore Sottsass. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Infine, la storica sede del <strong>Corriere della Sera</strong> di via Solferino sarà la casa dell'installazione promossa da RCS a cura di Mario Cucinella per riflettere sulla scarsità delle risorse e sulla necessità di progettare città e architetture che utilizzino meno materia. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Nei musei e nei teatri</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La Milano Design Week coinvolgerà anche i musei, gli spazi espositivi e i teatri della città, come il <strong>Teatro Gerolamo e la Mediateca Santa Teresa</strong>, a riprova del profondo legame esistente tra arte e design. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Simbolo del design milanese, <strong>l'ADI Design Museum</strong> presenta un programma articolato che include la mostra della XXIX edizione del Compasso d'Oro, affiancata da installazioni, esposizioni e progetti internazionali. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il <strong>CASVA – Centro di Alti Studi sulle Arti Visive</strong> presenta un approfondimento sul design italiano con la mostra dedicata allo studio DDL-De Pas, D'Urbino e Lomazzi, che indaga il rapporto tra progettazione, architettura e trasformazione dell'abitare. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le Cavallerizze del <strong>Museo Nazionale Scienza e della Tecnica Tecnologia Leonardo da Vinci</strong> ospitano progetti che esplorano il rapporto tra materia, percezione ed esperienza valorizzando i processi artigianali. </span><span>Grohe Aqua Sanctuary al <strong>Piccolo Teatro Studio Melato</strong> interpreta il design come esperienza sensoriale legata al benessere e all'acqua, trasformando lo spazio teatrale in un ambiente contemplativo e narrativo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Al <strong>Museo della Permanente</strong>, la mostra Opposites United promossa da Kia, propone installazioni immersive accompagnate da un programma culturale trasversale tra arte, design e pensiero contemporaneo. </span><span>Alla <strong>Fondazione Luigi Rovati, </strong>il progetto Renaissance of the Real di USM e Snøhetta invita il pubblico, attraverso un'installazione, a riscoprire la dimensione sensoriale e tangibile dello spazio. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Nei quartieri</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Eventi, iniziative, allestimenti interesseranno anche le zone meno centrali della città, rendendo la Milano Design Week sempre più diffusa nei quartieri, con progetti e istallazioni anche a <strong>Nolo, Feltre, Chiaravalle, Baggio, Dergano/Bovisa e Barona.</strong> </span><span>A Baggio Alcova torna a Milano riattivando temporaneamente spazi di grande valore storico e urbano: l'ex Ospedale Militare e Villa Pestarini, con un'esposizione diffusa dedicata al design contemporaneo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Alla Barona Superstudio Maxi presenta nove progetti sotto la direzione artistica di Giulio Cappellini che raccontano la città ideale come laboratorio culturale dedicato al design degli spazi pubblici.</span><br><span>Si consolida, a Nolo, l'appuntamento promosso da Dropcity e dedicato ai giovani designer. Per la Design Week 2026, gli ex depositi ferroviari di via Sammartini ospiteranno un programma che esplora il ruolo attivo della materia nel processo creativo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nel quartiere Feltre il progetto Pet Design District vede la partecipazione di aziende di arredo e product design dedicati al mondo pet, che approfondirà i temi della progettazione, sostenibilità e relazione uomo-animale. </span><span>I giovani designer rivestono un ruolo centrale nel progetto ideato da Paola Lenti negli spazi di un ex area industriale di 4.000 mq a Dergano, oggi trasformata in un esempio di moderna architettura bioecologica. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Temi prioritari dell'edizione 2026</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Come per le edizioni precedenti, il Comune ha chiesto agli operatori di prestare particolare attenzione ad alcuni temi prioritari tra cui: il design degli spazi pubblici, la valorizzazione e partecipazione dei giovani designer; l'utilizzo di soluzioni di economia circolare anche per i materiali di allestimento, la massima inclusività delle iniziative per le persone con disabilità sensoriali e motorie. Tra le priorità indicate dal Comune, anche per il 2026, l'invito ad adottare soluzioni per minimizzare l'utilizzo di auto private a favore della mobilità dolce incoraggiando l'utilizzo della rete di trasporto pubblico locale che, in occasione dei giorni della Design Week, sarà potenziato. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">La Milano Design Week per i giovani designer</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Attraverso l'avviso pubblico il Comune ha invitato gli operatori ad immaginare progetti e attività rivolte ai giovani e alle giovani designer, per favorire la loro partecipazione alla Milano Design Week 2026 e dare visibilità al loro lavoro. L'invito è stato accolto dal 35% degli operatori inseriti nel palinsesto: dai protagonisti di zona Tortona (Superstudio, Tortona Rocks e Tortona Area Lab), alle iniziative di Porta Venezia Design District e Isola Design Festival. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Anche quest'anno <strong>BASE Milano</strong> conferma la sua attenzione per il design emergente che sarà protagonista a con più di 80 progetti da 23 Paesi selezionati tramite call internazionale sul tema Hello Darkness, con forte focus su sostenibilità e urgenze sociali. Confermato anche per il 2026 Temporary Home, la residenza di BASE, che accoglie cinque giovani designer selezionati, che lavorano in spazi di open studio raccontando il loro processo creativo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>SuperPlayground, il progetto di <strong>Superstudio</strong> in un'inedita location alla Bovisa, è dedicato a realtà emergenti. Per rendere la settimana del design accessibile ai più giovani <strong>l'Istituto Europeo del Design</strong> porta la terza edizione di The Glitch Camp negli spazi dell'Ex Macello di Porta Vittoria, area oggi al centro di un grande progetto di rigenerazione urbana. Il campeggio urbano sarà anche l'anima della Terrazza di BASE, trasformata in uno spazio di vita collettiva. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Una settimana sempre più sostenibile e circolare</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Anche quella del 2026 sarà una Milano Design Week attenta alla sostenibilità ambientale e sociale.</span><br><span>Il 47% dei progetti accolti in palinsesto ha infatti adottato soluzioni circolari attraverso il riuso di allestimenti/materiale precedentemente utilizzato o grazie all'utilizzo di prodotti e materiali già presenti in città. </span><span>Tra le molte proposte sul tema, da segnalare il progetto <strong>Waste/Less</strong>, promosso da <strong>Milano Space Makers e Switch on Lab,</strong> che mira a ridurre e riciclare i rifiuti durante gli eventi; BASE Milano che propone sperimentazioni sul riuso con workshop dedicati; il progetto <strong>Future Memories</strong> di Roberto Sironi, presentato alla Galleria Rossana Orlandi e l'installazione di Michele De Lucchi con AMDL Circle per Ottagono che esplorano la trasformazione della materia dagli elementi recuperati.</span><br><span><strong>The New State of Materials </strong>è infine, il tema della mostra/evento a cura di Materially dedicata all'innovazione dei materiali, che esplora ricerca e applicazioni progettuali in partnership con la start-up innovativa Non Si Butta Via Niente. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Accessibilità per i portatori di disabilità</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Quasi il 52% delle iniziative presenti in palinsesto adotterà, secondo quanto dichiarato dagli operatori, soluzioni per garantire la piena accessibilità alle persone portatrici di disabilità sensoriali e motorie. In alcuni progetti, l'inclusività sociale giocherà un ruolo chiave: ad esempio, al Castello Sforzesco, nella Sala dei Pilastri, Stark presenta Albori, un'installazione esperienziale che prevede l'utilizzo di sistemi sia visivi che sonori, capaci di trasmettere suggestioni anche nel caso di disabilità sensoriali. Sullo stesso tema, A Journey Into Tabboo! World, ideato sulla base di un pattern creato dall'artista Stephen Tashjian, è progettato per garantire una fruizione inclusiva. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Design degli spazi pubblici</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Tra le proposte presenti in palinsesto, 75 operatori hanno presentato iniziative incentrate sulla progettazione degli spazi pubblici e sul ruolo del design nella costruzione di luoghi di aggregazione e socialità, tra questi Non Places di Unifor, lungo la passeggiata Pasternak che trasforma l'area in un luogo di sosta, incontro e socialità. Civicity, progetto del Nieuwe Instituut di Rotterdam e cheFare in collaborazione con l'Ambasciata e Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia, dedica una riflessione al design degli spazi pubblici come leva per migliorare la qualità urbana e le relazioni di comunità.</span><br><span>Il progetto Common Ground – Tunnel Boulevard si inserisce invece in un più ampio percorso di rigenerazione urbana, attivato grazie ad un Patto di Collaborazione tra l'Associazione T12- Lab e il Comune di Milano, che trasforma alcuni tunnel di NOLO in uno spazio pubblico aperto, accessibile e condiviso. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Design e manifattura, la valorizzazione dell'artigianalità</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per l'edizione 2026 della Milano Design Week numerosi progetti sono finalizzati a valorizzare il ruolo dell'artigiano, dell'artista e della manifattura nel design. </span><span>Tra questi, la mostra Insieme ideata e curata da Sabato De Sarno, su invito di Vanity Fair, con un intervento dell'artista urbano JR sulla facciata della Piscina Cozzi, pone al centro il lavoro umano e il valore del processo creativo. </span><span>Il quartiere di <strong>Brera</strong> ospita Arts &amp; Crafts &amp; Design alla Casa degli Artisti, dove realtà come Fondazione Cologni, Creative Academy e Michelangelo Foundation si sono riunite con l'obiettivo di promuovere le nuove generazioni di artigiani e reinterpretare i saperi tradizionali. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Terrain di Officine Saffi Lab e Hannes Peer, esplora la ceramica come materiale architettonico e linguaggio espressivo, restituendo centralità alla dimensione artigianale. Infine, il programma promosso dall'Associazione Assab One per le arti contemporanee con Garro Editions, intreccia arte, tessile e design e la mostra promossa da Oda sugli sketchbook esplora i percorsi creativi di 12 artisti. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Donne &amp; design</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La Milano Design Week si fa strumento di cambiamento attraverso una serie di progetti dedicati a designer donne e incentrati sull'empowerment femminile. In questo contesto si inseriscono iniziative come <strong>MUTANTI – Corpi, menti, materia in trasformazione, promosso da DcomeDesign</strong>, format dedicato alle donne del design. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'installazione <strong>Corpografia – Paesaggio di Donna</strong> di Sara Ricciardi Studio per Torneria Tortona, è un omaggio ad Elsa Schiepparelli che indaga il tema del femminile nel presente attraverso forme organiche e accoglienti; Il Giardino delle Meraviglie, che valorizza il ruolo delle progettiste e delle autrici contemporanee, mette in relazione design, cultura e dimensione sociale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Equilibria di 5vie, inoltre, presenta progetti artistici che affrontano il tema del femminile, come Jōmon: un inno per le madri per riflettere sulla maternità come esperienza complessa e generativa e Guatemala disegna con le mani che restituisce centralità al lavoro delle donne artigiane, valorizzando saperi tradizionali e processi produttivi condivisi. </span><span>La forte presenza in città di progettiste, curatrici e autrici tra cui Natalie Du Pasquier, Annabel Karim Kassar e Stephanie Marin, è espressione del contributo delle donne come protagoniste attive del design contemporaneo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Ecosistema formativo del design</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'ecosistema formativo si conferma un punto di riferimento per l'innovazione del settore: gli studenti delle principali università e accademie milanesi, tra cui Politecnico di Milano, NABA, Raffles, Domus Academy, Istituto Secoli, Creative Academy, Fondazione Cova, saranno i protagonisti di diverse iniziative promosse direttamente o realizzate in collaborazione con importanti brand di settore. Anche diverse scuole e istituti della città sono presenti in palinsesto con progetti che coinvolgono gli studenti allo scopo di avvicinare anche i più giovani al mondo del design. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nell'ambito della formazione superiore, si distinguono progetti che mettono al centro la ricerca e la sperimentazione progettuale, come Interdependance: past, present, future del Politecnico di Milano, che coinvolge oltre 50 scuole di design internazionali riflettendo sul rapporto tra design e dimensione temporale. Allo stesso modo Raffles Milano coinvolge gli studenti delle sedi di Milano e di Jakarta in progetti e mostre in giro per la città. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A queste esperienze si affiancano progetti applicativi sviluppati in collaborazione con il sistema produttivo, come l'iniziativa promossa da Assolombarda con Fondazione ITS Rosario Messina – Artwood Academy e Politecnico di Milano, in cui gli studenti lavorano a stretto contatto con le imprese per la realizzazione di prototipi, sperimentando materiali e processi reali. Il progetto Uniform &amp; Visual Project dell'Istituto Secoli, coinvolge studenti ed ex studenti nella creazione di una giacca-uniforme gender neutral per il distretto di Porta Venezia in un'ottica di economia circolare. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Unfold 2026 è un progetto della NABA che, attraverso un'open call rivolta a 20 università di design provenienti da 14 paesi, invita gli studenti ad esplorare il design come strumento capace di interpretare e trasformare tensioni e divergenze. Nella sede della Fondazione Cova i visitatori potranno esplorare una selezione di progetti sviluppati dagli studenti nell'ambito della digital fabrication. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Accanto alla formazione accademica o post diploma, un ruolo rilevante è svolto anche dalle scuole milanesi che partecipano alla Design Week con progetti didattici e sperimentali. Tra questi il Liceo Carducci, l'IIS Caterina da Siena e l'Istituto Comprensivo Giusti D'Assisi. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">La moda nella Milano Design Week</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Moda e design si incontreranno anche nel 2026: torna Milano Moda Design, il palinsesto promosso da Camera Nazionale della Moda Italiana che accoglie le iniziative dedicate alle home collection di numerosi brand del fashion. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Inoltre, numerosi progetti in città interpretano il dialogo tra moda e design in chiave culturale e sperimentale. Tra questi, Memoria ai Chiostri di San Simpliciano propone una riflessione sull'identità di Gucci come laboratorio creativo. H&amp;M HOME sviluppa un percorso espositivo all'interno di Palazzo Acerbi che unisce linguaggio domestico e ricerca progettuale contemporanea. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nel Quadrilatero, gli interventi di Longchamp e Ralph Lauren in via della Spiga trasformano la facciata delle sedi in una "pelle architettonica" temporanea che dialoga con lo spazio urbano.</span><br><span>In via Savona Tod's propone un percorso di ispirazione museale che valorizza il design italiano del secondo Novecento e il patrimonio manifatturiero del Made in Italy. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Missoni nel suo showroom di via Solferino, dà vita a un macchinario per la produzione di filati, rendendo visibile il processo creativo. Il progetto Asics Kinetic Play Scape esplora il rapporto tra corpo, movimento e spazio. Il benessere è al centro anche del progetto di Zara alla Palazzina Appiani.</span><br><span>Ricco anche il palinsesto degli appuntamenti promosso dall'Associazione Montenapoleone District che coinvolge l'intero Quadrilatero della Moda. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Milano home of design dal 17 aprile</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Anche per quest'anno YesMilano, per la Milano Design Week e il Salone del Mobile, lancia la campagna "Milano Home of Design" prevista in affissione a partire dal 17 aprile. Le immagini, realizzate da Agnese Bedini e Alessandro Saletta di DSL Studio, con l'apporto della creatività di The Cuddly Pets of Komodo, rappresentano una città costruita su stratificazioni di diverse epoche e ispirazioni di design, in cui la monumentalità delle architetture convive con l'attenzione per il particolare, perché ogni icona è anche un dettaglio, ogni dettaglio è già design. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Sull'onda del successo delle Pins Olimpiche, YesMilano ha inoltre ideato una Capsule Collection ispirata alla campagna e composta da tote bag, t-shirt, portachiavi e poster, per rendere omaggio alla città e al suo patrimonio creativo attraverso una selezione di oggetti in edizione limitata, disponibili per acquisto in alcune edicole situate nei distretti del design.</span><br><span> </span><br><span>Il palinsesto ufficiale della Milano Design Week 2026 e la guida agli eventi saranno disponibili sul sito </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=A%3dMaGhPU%26x%3dZ%260%3dTJfRU%261%3dbVUEhUR%267%3dFFK2Q_Drex_Ob_4yoq_Dn_Drex_Ng9UI.PqQ90x90F.uR_Drex_NgmPF0oM80_4yoq_DnwE6CBIuKw-DuJwE1-B1JuE0-NqC7%265%3dySEMoZ.066%26GE%3dYGfMaD%26RE%3dSLZRaFhNREaUUJ%26F%3dRULdPXI9QXmCSaFaQaGBUUIA16rcx6mAyaCYT4IgOUKDP9w2mRFa1RDaVRGCVSEYVYCB&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Yesmilano.</a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Missione spaziale JUICE: osservazioni straordinarie della cometa interstellare 3I/ATLAS</title>
<link>https://www.italia24.news/missione-spaziale-juice-osservazioni-straordinarie-della-cometa-interstellare-3iatlas</link>
<guid>https://www.italia24.news/missione-spaziale-juice-osservazioni-straordinarie-della-cometa-interstellare-3iatlas</guid>
<description><![CDATA[ Le osservazioni della sonda ESA durante il viaggio verso Giove offrono nuovi dati sulla cometa interstellare 3I/ATLAS, con un contributo scientifico rilevante dell&#039;Istituto Nazionale di di Astrofisica e dell&#039;Agenzia Spaziale Italiana ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69cfd36a72e3c.webp" length="79478" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:56:31 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="340" data-end="892"><span style="font-size: 12pt;">Nel novembre 2025, la missione JUICE dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) in viaggio verso il suo obiettivo scientifico, ovvero Giove e le sue lune ghiacciate, ha utilizzato la strumentazione di bordo per raccogliere immagini e dati sulla cometa interstellare 3I/ATLAS, fornendo una nuova prospettiva su questo raro oggetto celeste proveniente da un altro sistema stellare. Tra cinque strumenti coinvolti, due vedono un importante contributo scientifico dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) con il supporto dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).</span></p>
<p data-start="894" data-end="1406"><span style="font-size: 12pt;">Scoperta il 1° luglio 2025, 3I/ATLAS è stata classificata come oggetto interstellare, il terzo di questo tipo finora identificato. Per la sua natura così peculiare, la cometa è stata subito al centro di numerose campagne osservative, proseguite fino all'inizio di ottobre, quando la sua distanza apparente dal Sole è diminuita al punto da non permettere più osservazioni dalla Terra, proprio mentre era in atto un aumento insolito della sua luminosità rispetto alla tendenza osservata nelle settimane precedenti.</span></p>
<p data-start="1408" data-end="2040"><span style="font-size: 12pt;">Fortunatamente, però, in quel periodo la sonda JUICE si trovava in una posizione vantaggiosa rispetto alla cometa. Sebbene i piani operativi della missione non prevedessero attività scientifiche durante la crociera interplanetaria verso il sistema di Giove, l'eccezionalità di questo evento ha spinto il team della missione a progettare e pianificare una campagna osservativa dedicata, utilizzando cinque degli strumenti a bordo della sonda. Tra questi, gli strumenti MAJIS (Moons And Jupiter Imaging Spectrometer) e JANUS (acronimo di Jovis, Amorum ac Natorum Undique Scrutator) che vedono una fondamentale partecipazione italiana.</span></p>
<p data-start="2042" data-end="2579"><span style="font-size: 12pt;">In particolare, MAJIS ha identificato emissioni infrarosse di vapore acqueo (H₂O) e di anidride carbonica (CO₂), molecole dette anche «volatili» in quanto evaporano facilmente, nonché la diffusione della luce attraverso la chioma nella luce visibile e nel vicino infrarosso. Questi dati sono stati raccolti il 2 novembre 2025, cioè quattro giorni dopo il passaggio al perielio – il punto della sua traiettoria più vicino al Sole – avvenuto il 29 ottobre 2025. Altre emissioni più deboli sono state osservate anche il 12 e il 19 novembre.</span></p>
<p data-start="2581" data-end="3055"><span style="font-size: 12pt;">Come accade per ogni cometa che si avvicina al Sole, l'aumento del flusso delle radiazioni solari provoca il progressivo riscaldamento degli strati superficiali e, successivamente, la sublimazione dei ghiacci – ovvero il loro passaggio diretto dallo stato solido a quello gassoso – quando il calore penetra in profondità nel nucleo della cometa. Questa sublimazione alimenta la formazione della chioma, un involucro diffuso composto da gas e polveri che circonda il nucleo.</span></p>
<p data-start="3057" data-end="3780"><span style="font-size: 12pt;">«Le rilevazioni ripetute di vapor d'acqua e anidride carbonica da parte di MAJIS indicano che ghiacci volatili sepolti sotto la superficie venivano attivamente rilasciati nello spazio poco dopo il passaggio al perielio», commenta <strong>Giuseppe Piccioni</strong>, ricercatore INAF e co-principal investigator di MAJIS. «Dai dati raccolti abbiamo stimato una fuoriuscita dal nucleo della cometa di circa due tonnellate al secondo, equivalente approssimativamente a 70 piscine olimpiche di vapore acqueo espulse nello spazio ogni giorno. I dati di MAJIS ci permetteranno di comprendere meglio l'attività di questa cometa dopo il perielio e le proprietà fisico-chimiche dei materiali formatisi attorno a un'altra stella miliardi di anni fa».</span></p>
<p data-start="3782" data-end="4357"><span style="font-size: 12pt;">Le osservazioni di 3I/ATLAS da parte di MAJIS hanno rappresentato una sfida operativa a causa dei brevi periodi di osservazione, della debolezza delle emissioni rilevate e delle condizioni termiche poco favorevoli per MAJIS, la cui strumentazione viene mantenuta a temperature estremamente basse. In più, nei mesi successivi alla raccolta dei dati, JUICE si trovava dall'altro lato del Sole rispetto alla Terra e il team di MAJIS ha quindi dovuto attendere la fine di febbraio di quest'anno prima di ricevere i dati stessi dalla sonda e iniziare la loro analisi approfondita.</span></p>
<p data-start="4359" data-end="4821"><span style="font-size: 12pt;">«Queste osservazioni non programmate dimostrano la versatilità della missione e le qualità di MAJIS», prosegue Piccioni. «La rilevazione dei flebili segnali cometari di 3I/ATLAS conferma la capacità di MAJIS di raccogliere e analizzare sorgenti debolissime. Questa dimostrazione si è rivelata determinante in vista delle future osservazioni nel sistema gioviano, in particolare per lo studio delle sottili esosfere delle lune ghiacciate e degli anelli di Giove».</span></p>
<p data-start="4823" data-end="5303"><span style="font-size: 12pt;">Tra gli strumenti di JUICE puntati su 3I/ATLAS, anche JANUS, la fotocamera multibanda a bordo della sonda, che ha effettuato una campagna osservativa subito dopo il passaggio al perielio della cometa in cinque differenti periodi, distribuiti tra il 5 e il 25 novembre 2025. JANUS ha raccolto più di 120 immagini con sette filtri diversi. Così come è accaduto per MAJIS, anche le immagini e i dati di JANUS sono stati trasferiti a Terra circa tre mesi dopo, lo scorso 19 febbraio.</span></p>
<p data-start="5305" data-end="6092"><span style="font-size: 12pt;">«Abbiamo atteso a lungo, ma ne è valsa davvero la pena», sottolinea <strong>Pasquale Palumbo</strong>, ricercatore INAF e principal investigator di JANUS. «Le meravigliose immagini raccolte rivelano per la prima volta l'intensa attività della cometa proprio intorno al perielio. 3I/ATLAS mostrava una chioma estesa, una coda e diverse strutture morfologiche, come raggi, strutture a getto e filamenti. I dati raccolti permetteranno di studiare le strutture morfologiche, l'intensità luminosa, l'evoluzione della chioma e della coda della cometa su scale temporali brevi e medie. Siamo molto soddisfatti delle prestazioni che JANUS ci ha fornito; è un'eccellente anteprima di ciò che potrà fare quando sarà in funzione attorno a Giove e alle sue lune ghiacciate, destinazione finale della missione JUICE».</span></p>
<p data-start="5305" data-end="6092"><strong><span style="font-size: 12pt;">Approfondimenti </span></strong></p>
<p dir="ltr"><strong>MAJIS</strong><span>, acronimo di Moons And Jupiter Imaging Spectrometer, </span><span>è uno spettrometro <span class="v1Lm v1ng">iper-spettrale</span> ad immagine progettato per osservare le caratteristiche dell'atmosfera di Giove e per la caratterizzazione dei ghiacci e dei minerali sulle lune ghiacciate del pianeta. Lo strumento, di responsabilità francese, è stato sviluppato da un ampio consorzio di enti di ricerca europei grazie a un accordo bilaterale tra l'Agenzia Spaziale Italiana e il CNES. Il coordinamento delle attività scientifiche è affidato all'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e all'Institut d'Astrophysique Spatiale (IAS-Orsay). </span><span>MAJIS opera nella finestra di lunghezze d'onda compresa tra 0,5 e 5,56 micrometri (milionesimi di metro), con una risoluzione di 150 metri a 1000 km, in grado di fornire uno spettro con 1016 "colori" indipendenti del bersaglio osservato. Parte di questi colori rientra nello spettro visibile, ma la maggior parte si trova nell'infrarosso, una parte della radiazione non visibile all'occhio umano. Questo spettro consente di determinare la composizione e le proprietà fisiche del bersaglio osservato. Tutte queste caratteristiche rendono MAJIS uno strumento ideale per produrre mappe dettagliate della composizione superficiale dei satelliti galileiani e delle loro esosfere, nonché per identificare le proprietà chimico-fisiche dell'atmosfera di Giove (l'obiettivo scientifico della missione JUICE).</span><span> La testa ottica dello strumento è stata realizzata dalla Società Leonardo SpA.</span></p>
<p dir="ltr"><strong>JANUS</strong><span><strong> </strong>(Jovis, Amorum ac Natorum Undique Scrutator) è una fotocamera ottica progettata per studiare la morfologia e i processi globali,, regionali e locali delle lune ghiacciate e la dinamica dell'atmosfera di Giove. Permette di acquisire immagini ad alta risoluzione (15 metri da 1000 km) in 13 bande spettrali a lunghezze d'onda dal violetto al vicino infrarosso (da 0.34 a 1.08 micrometri)  JANUS è stato realizzato dalla Società Leonardo SpA sotto la responsabilità dell'ASI e con la responsabilità scientifica dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), con contributi provenienti dal Centro Aerospaziale Tedesco (DLR) di Berlino, dal CSIC-IAA di Granada (Spagna), dal CEI-Open University di Milton Keynes (Regno Unito) e dal CISAS-Università di Padova (Italia).</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Einstein Telescope: completata l&amp;apos;installazione di una rete sismica locale nella Casa di Reclusione di Mamone, Nuoro</title>
<link>https://www.italia24.news/einstein-telescope-completata-linstallazione-di-una-rete-sismica-locale-nella-casa-di-reclusione-di-mamone-nuoro</link>
<guid>https://www.italia24.news/einstein-telescope-completata-linstallazione-di-una-rete-sismica-locale-nella-casa-di-reclusione-di-mamone-nuoro</guid>
<description><![CDATA[ Dopo una nuova stazione magnetica e magnetotellurica, in Sardegna prosegue la caratterizzazione geofisica del sito candidato a ospitare Einstein Telescope con il posizionamento di sensori sismici locali e di una stazione meteo ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69cfd1f96240f.webp" length="144550" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:46:57 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">A distanza di due settimane dall'installazione di una nuova stazione magnetica e magnetotellurica per lo studio del campo elettromagnetico naturale terrestre e la caratterizzazione geofisica profonda del territorio, proseguono in Sardegna, nella Casa di Reclusione di Onanì-Mamone (Nuoro), le attività dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) con il posizionamento di una rete sismica locale e di una stazione meteo.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">La stretta collaborazione tra l'Istituto, la Direzione della Colonia Penale di Mamone e la Direzione Regionale Sardegna dell'Agenzia del Demanio ha reso possibili le nuove installazioni. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">La strumentazione utilizzata è stata acquisita nell'ambito del <strong>progetto MEET (Monitoring Earth's Evolution and Tectonics)</strong> dell'INGV, finanziato dal PNRR, che si concluderà nell'aprile 2026. Il progetto ha permesso di condurre una serie di campagne di misura con l'obiettivo di raccogliere i dati fondamentali per sostenere la candidatura a ospitare l'Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali di terza generazione. Il Centro di Caratterizzazione Geofisica per Einstein Telescope, recentemente costituito in seno all'INGV, proseguirà queste attività coordinando le campagne geofisiche che verranno condotte nei prossimi mesi nell'area candidata.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">«Le attività in corso in Sardegna rappresentano un tassello molto importante per sostenere la candidatura italiana a ospitare l'Einstein Telescope, una delle più importanti sfide scientifiche europee dei prossimi anni», commenta il Presidente dell'INGV, <strong>Fabio Florindo</strong>. «Allo stesso tempo, questa esperienza dimostra come la ricerca possa generare valore anche sul piano umano e sociale: la collaborazione con la Colonia Penale di Mamone è un esempio concreto di come scienza, istituzioni e territorio possano lavorare insieme creando opportunità di crescita e inclusione».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">L'esperimento al Mamone, della durata prevista di due mesi, ha come obiettivo l'individuazione delle sorgenti di rumore sismico nell'area e lo studio delle sue modalità di propagazione, parametri cruciali per valutare l'idoneità del sito, caratterizzato da un livello estremamente basso di rumore antropico e, quindi, particolarmente favorevole alle osservazioni geofisiche. Qualora le registrazioni risultassero di elevata qualità, le 16 stazioni sismiche installate potrebbero essere integrate in una rete sismometrica permanente.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">L'installazione è stata realizzata da quattro ricercatori INGV, affiancati da due colleghi dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e da una ricercatrice dell'Università degli Studi di Cagliari. Nelle fasi iniziali, il personale della Colonia Penale ha fornito un contributo prezioso nell'individuazione dei punti ottimali per il posizionamento degli strumenti, mettendo a disposizione la propria conoscenza del territorio.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">La fase operativa dell'installazione ha visto invece protagonisti sei detenuti della Colonia Penale, il cui apporto si è rivelato determinante per il completamento dei lavori nei tempi previsti. La loro forza, manualità e capacità di comprendere rapidamente le necessità tecniche hanno consentito al gruppo di operare con efficienza, in un clima di collaborazione autentica e rispettosa che ha permesso di affiancare una dimensione umana e sociale al valore scientifico dell'iniziativa. La partecipazione attiva dei detenuti a un'attività di ricerca scientifica di respiro europeo ha infatti rappresentato un'esperienza di lavoro insolita e stimolante, lontana dalla routine quotidiana della struttura. È auspicio di tutti i partecipanti che questa piccola ma concreta esperienza possa contribuire positivamente al percorso di reinserimento degli ospiti della Colonia, offrendo un contatto con il mondo della scienza e nuove occasioni di espressione delle proprie capacità e competenze.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Innovazione: ENEA brevetta un dispositivo per monitorare la qualità dell&amp;apos;aria</title>
<link>https://www.italia24.news/innovazione-enea-brevetta-dispositivo-per-monitorare-qualita-dellaria</link>
<guid>https://www.italia24.news/innovazione-enea-brevetta-dispositivo-per-monitorare-qualita-dellaria</guid>
<description><![CDATA[ ENEA ha brevettato un dispositivo elettronico per misurare in tempo reale le concentrazioni di gas inquinanti in atmosfera, consentendo un monitoraggio constante della qualità dell’aria ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ced5a4009df.webp" length="45916" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:41:16 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>ENEA</strong> ha messo a punto un <strong>innovativo</strong> <strong>dispositivo elettronico</strong> <strong>che misura gli inquinanti atmosferici gassosi in tempo reale</strong>. Oltre a permettere la misurazione di concentrazioni di gas disperse in atmosfera, consente l’osservazione costante della qualità dell’aria e la calibrazione o ricalibrazione di sensori elettrochimici per gas.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Caratterizzato dal tasso di maturità tecnologica più alto (TRL 9), è composto da una scheda elettronica e almeno un sensore elettrochimico che genera un segnale alla presenza di gas.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«A differenza dei dispositivi di uso comune quello che noi abbiamo realizzato permette di utilizzare contemporaneamente fino a 4 sensori alla volta e di calibrarli senza ricorrere ai servizi di ricalibrazione offerti dalle case produttrici dei sensori», spiega l’inventore del brevetto <strong>Domenico Suriano,</strong> ricercatore ENEA del Laboratorio Modelli e misure per la qualità dell’aria del Dipartimento Sostenibilità presso il Centro Ricerche di Brindisi.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’utilizzo contemporaneo dei sensori e la possibilità di una loro ricalibrazione senza modifiche della componentistica elettronica del circuito, caratteristica del nuovo dispositivo, permette un risparmio sia di tempo che economico</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«L’originalità dell’invenzione sta nella struttura e nella configurazione del blocco analogico dell’elettronica abbinato col blocco digitale sullo stesso substrato della scheda”, sottolinea Suriano. “Permette di ricalibrare il sensore senza alterare la tipologia del circuito o sostituire i componenti elettronici che caratterizzano i due parametri essenziali, ovvero, l’impostazione del livello di amplificazione delle correnti elettriche di uscita del sensore e l’impostazione del livello di zero elettronico del sensore», conclude <strong>Suriano</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Le potenzialità del dispositivo sono state oggetto di test in collaborazione con <strong>Arpa Puglia e il Joint Research Center della Commissione europea (JRC) a Ispra (Varese).</strong></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Astrofisica: individuata in una lente gravitazionale una galassia ellittica che sfida i modelli di evoluzione delle galassie</title>
<link>https://www.italia24.news/astrofisica-individuata-in-una-lente-gravitazionale-una-galassia-ellittica-che-sfida-i-modelli-di-evoluzione-delle-galassie</link>
<guid>https://www.italia24.news/astrofisica-individuata-in-una-lente-gravitazionale-una-galassia-ellittica-che-sfida-i-modelli-di-evoluzione-delle-galassie</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio a guida dall&#039;Istituto Nazionale di Astrofisica riporta l&#039;osservazione di una rara lente gravitazionale che ha permesso di scoprire una galassia che sfida i modelli classici che descrivono l&#039;evoluzione delle galassie ellittiche, suggerendo per esse una formazione molto più complessa di quanto ipotizzato finora ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ced608407cf.webp" length="13490" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 22:38:24 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Un team di ricerca guidato dall<strong>'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)</strong> ha individuato una rara e spettacolare <strong>lente gravitazionale</strong> nota come "<strong>croce di Einstein</strong>". L'oggetto, una <strong>galassia ellittica</strong> denominata <strong>J1453g</strong>, è la prima lente gravitazionale a grande distanza per cui sia stata misurata con alta precisione la distribuzione di massa della galassia, che deflette la luce di un <strong>quasar</strong> ancora più lontano.</span><span> </span><span>Lo studio, pubblicato sulla rivista </span><strong>Nature Astronomy</strong><span>, rivela che la composizione di questa galassia primordiale, risalente a circa 8 miliardi di anni fa, è sorprendentemente simile a quella della Via Lattea. Questa evidenza <strong>mette in discussione i classici modelli di formazione ed evoluzione delle galassie ellittiche</strong>, suggerendo processi di crescita molto più complessi di quanto ipotizzato finora.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Grazie a un allineamento quasi perfetto, la galassia lente J1453g esercita una forza gravitazionale tale da <strong>deflettere</strong> e <strong>sdoppiare</strong> la luce di un quasar - ovvero una galassia attiva molto luminosa - ancora più remoto, creando la caratteristica configurazione a croce composta da quattro immagini distinte della sorgente di fondo. Questa particolare configurazione ha permesso di ottenere, con una precisione senza precedenti, la distribuzione della massa delle stelle della galassia lente al momento della loro nascita - in un ambiente e a una distanza finora del tutto inesplorati.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Secondo i modelli teorici attuali, i nuclei di galassie ellittiche (i cosiddetti </span><strong>bulge</strong><span>) dovrebbero formarsi in tempi rapidissimi ed essere dominati da stelle di piccola massa (come prevede il modello di Salpeter). Al contrario, i dati raccolti su J1453g mostrano una configurazione analoga a quella della nostra galassia (descritta dal <strong>modello di Chabrier</strong>), che invece è di tipo <strong>spirale barrata</strong>. Questo suggerisce che il cuore delle galassie ellittiche possa essere cresciuto in modo lento e graduale, o che sia stato trasformato da violenti eventi di fusione (</span><span>merger</span><span>) nelle prime fasi della sua evoluzione.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«La scoperta di questo oggetto eccezionale ci ha permesso di studiare in maniera accurata la natura delle stelle al centro di una galassia ellittica in un'epoca remota dell'Universo, quando la galassia era ancora giovane», commenta </span><strong>Quirino D'Amato</strong><span> ricercatore dell'INAF di Roma e primo autore del lavoro svolto all'INAF di Firenze. «Il fatto che la loro composizione sia molto simile a quella che vediamo oggi nella Via Lattea, in un ambiente e un'epoca completamente diversi, è sorprendente. Questo ci dice che siamo ancora lontani dal comprendere a fondo i processi di formazione ed evoluzione delle galassie, e rappresenta un punto importante per lo sviluppo dei futuri modelli».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Lo studio è frutto di un'eccellenza tecnologica a forte impronta italiana. Il metodo di selezione dell'oggetto è stato sviluppato da un team a guida INAF, mentre i dati sono stati ottenuti grazie allo strumento <strong>ERIS/NIX</strong>, installato sul <strong>Very Large Telescope (VLT) dell'ESO</strong> - il cui modulo di ottica adattiva è stato realizzato <span class="v1Lm v1ng">dall'INAF</span> di Firenze - e allo strumento <strong>DOLORES</strong> presso il <strong>Telescopio Nazionale Galileo (TNG)</strong> dell'INAF. Proprio riguardo al ruolo del TNG nella scoperta, emerge un dettaglio curioso di grande valore educativo: i dati necessari alla misura della distanza della lente sono stati raccolti materialmente da un gruppo di studenti e studentesse di un liceo di Telese Terme (Benevento). I giovani hanno operato sotto la supervisione di astronomi professionisti nell'ambito della prima edizione del concorso nazionale "<strong>Giovani Astronomi al TNG</strong>" organizzato dal TNG in collaborazione con il <strong>Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM), Società Astronomica Italiana (SAIt) e INAF.</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«La scoperta di questo oggetto è stata resa possibile da un metodo rivoluzionario che abbiamo recentemente introdotto», spiega </span><strong>Filippo Mannucci</strong><span>, dell'INAF di Firenze e coautore dello studio. «Usiamo in maniera innovativa i dati del satellite Gaia dell'Agenzia Spaziale Europea, originariamente pensato per osservare le stelle della Via Lattea, ma che si comporta egregiamente anche su oggetti molto più lontani. Grazie al suo potere di risoluzione e grande campo di vista, è lo strumento ideale per trovare oggetti piccoli e rari come queste lenti gravitazionali».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Questa misura non solo rappresenta una delle più robuste mai effettuate sulla formazione stellare in epoche remote, ma apre nuovi scenari sulla comprensione di come le strutture massicce dell'universo si siano assemblate ed evolute nel tempo, suggerendo storie molto più dinamiche e articolate di quanto ritenuto possibile finora.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Link all'articolo: "<a href="https://www.nature.com/articles/s41550-026-02819-4" target="_blank" rel="noopener">Milky-Way-like stars in a galaxy core 8 billion years ago revealed by gravitational lensing</a>", di Q. D'Amato, F. Mannucci, et al. è stato pubblicato online sulla rivista Nature Astronomy.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Scuola Etica Digitale, intervista a Claudio Silvestri: un modello per educare all’AI in modo responsabile</title>
<link>https://www.italia24.news/scuola-etica-digitale-intervista-a-claudio-silvestri-un-modello-per-educare-allai-in-modo-responsabile</link>
<guid>https://www.italia24.news/scuola-etica-digitale-intervista-a-claudio-silvestri-un-modello-per-educare-allai-in-modo-responsabile</guid>
<description><![CDATA[ Nel dialogo con Rossella Guido per la rubrica &quot;24 minuti&quot; di Italia 24, Claudio Silvestri fondatore di The Gentle Academy e direttore di Scuola Etica Digitale e Impresa Etica Digitale, spiega perché l’intelligenza artificiale in classe non può essere affrontata come una semplice questione di strumenti, ma come una sfida culturale che coinvolge studenti, docenti, dirigenti e famiglie ]]></description>
<enclosure url="https://img.youtube.com/vi/SyGd0U16EEw/maxresdefault.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 18:04:56 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt;">L’intelligenza artificiale entra sempre più spesso nella scuola, ma la questione decisiva non è solo imparare a usarla. Per<strong> Claudio Silvestri,</strong> fondatore di <strong>The Gentle Academy</strong> e direttore di <strong>Scuola Etica Digitale</strong>, il <span>programma certificato e validato da <strong>E.N.I.A Ente Nazionale Intelligenza Artificiale</strong>, </span>il vero nodo è educare al pensiero critico, alla responsabilità e alla consapevolezza. In questa prospettiva, l’innovazione non può prescindere dai valori e dalla centralità della persona.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Nel corso dell’intervista spiega infatti che nella scuola “l’unica cosa che in questo momento non manca è la tecnologia”, mentre ciò che spesso manca è un approccio etico: la capacità di fermarsi, fare domande, riflettere sulle risposte e mantenere vivo il pensiero critico. Per questo la scelta di mettere al centro l’espressione “etica digitale” non è un dettaglio lessicale, ma una precisa visione educativa.</span></p>
<h2 data-section-id="1umk3nl" data-start="2669" data-end="2722">Una sfida che riguarda tutta la comunità educativa</h2>
<p data-start="2724" data-end="3354"><span style="font-size: 12pt;">Nella visione di Scuola Etica Digitale, l’intelligenza artificiale non può essere delegata solo agli studenti o affidata alla buona volontà di qualche docente più aggiornato. È una trasformazione che coinvolge l’intera comunità: studenti, famiglie, insegnanti e dirigenti scolastici.</span></p>
<h2 data-section-id="nt7f52" data-start="3639" data-end="3696">Docenti spaventati, studenti tentati dalla scorciatoia</h2>
<p data-start="3698" data-end="4277"><span style="font-size: 12pt;">Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda il rapporto con i docenti. Silvestri riconosce che in alcuni casi gli insegnanti vivono questa fase con timore, anche per la paura di poter essere un giorno sostituiti. Ma la sua lettura è diversa: l’intelligenza artificiale può fornire risposte rapide, ma non può sostituire ciò che per un docente è essenziale, cioè spiegare, accompagnare, far ragionare e contestualizzare. La vera criticità, semmai, è non conoscere abbastanza questi strumenti e non comprenderne limiti e rischi.</span></p>
<h2 data-section-id="j2dcsm" data-start="4957" data-end="5028">Gentilezza, ascolto, felicità: i valori che entrano nell’innovazione</h2>
<p data-start="5030" data-end="5562"><span style="font-size: 12pt;">L’intervista mostra bene come il lavoro di Silvestri non nasca direttamente dalla tecnologia, ma da un percorso più ampio sui valori. L’origine di tutto, ricorda, è The Gentle Academy, avviata alcuni anni fa per lavorare su leadership gentile, ambienti di lavoro positivi, collaborazione, empatia e gestione dello stress. Da lì è maturata l’idea di portare questi temi anche nelle scuole, già a partire dalle medie, per trasmettere alle future generazioni competenze umane considerate decisive. </span><span class="" data-state="closed"></span></p>
<p data-start="5564" data-end="6087"><span style="font-size: 12pt;">In questa cornice rientra anche una parola che spesso appare insolita nei contesti professionali: felicità. Silvestri la distingue da una felicità puramente edonistica, legata al possesso e alla rincorsa continua di qualcosa di nuovo, e la riconduce invece alla capacità di apprezzare ciò che si ha, di costruire relazioni sane e di non perdere il contatto con ciò che conta davvero. Un concetto che, racconta, nei ragazzi più giovani emerge spesso in modo sorprendentemente limpido.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">È su questo stesso impianto valoriale che si fonda anche <strong>Impresa Etica Digitale,</strong> realtà di recentissima costituzione che intende portare nel mondo del lavoro e delle organizzazioni i temi della responsabilità, della centralità della persona e della qualità delle relazioni. </span></p>
<h2 data-section-id="kx1bvf" data-start="6089" data-end="6143">Verso una "Scuola AI Friendly”</h2>
<p data-start="6145" data-end="6574"><span style="font-size: 12pt;">Nel corso della conversazione emerge anche un obiettivo concreto: la costruzione di scuole “Etica AI Friendly”. Silvestri chiarisce che questa espressione non significa dotare gli istituti di più tecnologia, ma renderli più consapevoli. Una scuola davvero pronta all’AI è quella che sa stabilire quando usare questi strumenti, quando non usarli, come impiegarli e soprattutto perché farlo. <span class="" data-state="closed"></span></span></p>
<p data-start="6576" data-end="7050"><span style="font-size: 12pt;">In questa direzione si inserisce anche il protocollo d’intenti con gli Istituti De Amicis di Milano, pensato come tappa verso una rete nazionale di scuole riconoscibili per un approccio più consapevole e strutturato. Allo stesso modo, Silvestri sottolinea l’importanza di formatori certificati che non si limitino a insegnare come costruire un prompt, ma sappiano affrontare il tema dell’AI dentro una prospettiva educativa più ampia.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Fondazione Bicocca &#45; Innovation Hub  e Universita&amp;apos; di Milano&#45;Bicocca riuniscono in BiM  i migliori talenti del mondo accademico con il primo Hack4Innovation</title>
<link>https://www.italia24.news/fondazione-bicocca-innovation-hub-e-universita-di-milano-bicocca-riuniscono-in-bim-i-migliori-talenti-del-mondo-accademico-con-il-primo-hack4innovation</link>
<guid>https://www.italia24.news/fondazione-bicocca-innovation-hub-e-universita-di-milano-bicocca-riuniscono-in-bim-i-migliori-talenti-del-mondo-accademico-con-il-primo-hack4innovation</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;iniziativa ha coinvolto studenti, ricercatori e talenti dell&#039;Università Bicocca con l&#039;obiettivo di sviluppare idee e soluzioni innovative per il mondo dell&#039;impresa.  Annunciati il 27 marzo i vincitori nella cornice dell&#039;ecosistema di innovazione  ospitato in BiM ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69cfd73bbcb8d.webp" length="63916" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 17:07:01 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="313"><span style="font-size: 12pt;"><strong data-start="0" data-end="39">Fondazione Bicocca - Innovation Hub</strong> e <strong data-start="42" data-end="74">Università di Milano-Bicocca</strong> hanno promosso la prima edizione di <strong data-start="111" data-end="138">HACK4INNOVATION Bicocca</strong>, un'iniziativa volta a rafforzare il dialogo tra mondo accademico e imprese, favorendo la valorizzazione delle competenze e della ricerca sviluppate all'interno dell'Ateneo.</span></p>
<p data-start="316" data-end="897"><span style="font-size: 12pt;">Il <strong data-start="319" data-end="331">27 marzo</strong>, studenti, dottorandi, ricercatori e post-doc dell'Ateneo si sono dati appuntamento presso il <strong data-start="426" data-end="446">Bicocca Pavilion</strong>, sede dell'<strong data-start="458" data-end="483">Innovation Hub in BiM</strong> – il progetto di rigenerazione urbana che sta trasformando un iconico edificio di Bicocca in una work destination all'avanguardia – per un contest volto alla raccolta e allo sviluppo di idee e soluzioni innovative con l'obiettivo di rispondere alle necessità di alcune aziende che hanno partecipato all'iniziativa, tra cui <strong data-start="807" data-end="837">Huawei Technologies Italia</strong> e <strong data-start="840" data-end="861">TMC Italia S.p.A.</strong> (quest'ultima con sede in <strong data-start="888" data-end="895">BiM</strong>).</span></p>
<p data-start="900" data-end="1633"><span style="font-size: 12pt;"><strong data-start="900" data-end="919">HACK4INNOVATION</strong> è un'iniziativa di <strong data-start="939" data-end="978">Fondazione Bicocca - Innovation Hub</strong>, polo di innovazione nato dalla collaborazione tra <strong data-start="1030" data-end="1037">BiM</strong> e <strong data-start="1040" data-end="1084">Università degli Studi di Milano-Bicocca</strong>, organizzata con il supporto di <strong data-start="1117" data-end="1131">PwC Italia</strong>, che connette le eccellenze dell'Ateneo con il mondo delle imprese con l'obiettivo di sviluppare idee, progetti, startup e nuovi business che possano avere un impatto positivo sulla società. Il progetto si sviluppa nell'ambito dell'<strong data-start="1364" data-end="1400">Ecosistema dell'Innovazione MUSA</strong> e si integra con le attività già avviate dall'Ateneo per promuovere la collaborazione tra ricerca, formazione e imprese, contribuendo alla diffusione di una cultura dell'innovazione orientata alla sostenibilità e all'impatto sociale</span></p>
<p data-start="1636" data-end="2097"><span style="font-size: 12pt;">Il progetto ha sede al primo piano del <strong data-start="1675" data-end="1695">Bicocca Pavilion</strong>, architettura polifunzionale realizzata da <strong data-start="1739" data-end="1757">studio Piuarch</strong>, parte del progetto di riqualificazione di <strong data-start="1801" data-end="1808">BiM</strong>, promosso da <strong data-start="1822" data-end="1841">Aermont Capital</strong> - società di asset management paneuropea con focus su real estate - e <strong data-start="1912" data-end="1926">Kervis SGR</strong> - società di gestione del risparmio - insieme a <strong data-start="1975" data-end="2002">Manifattura placemakers</strong> - in qualità di project management e placemaking del gruppo Aermont che gestisce il processo.</span></p>
<p data-start="2099" data-end="2300"><span style="font-size: 12pt;">La sua posizione al centro della piazza di <strong data-start="2142" data-end="2149">BiM</strong>, in viale Piero e Alberto Pirelli 10, è situata strategicamente tra il quartier generale e il cuore del campus dell'<strong data-start="2266" data-end="2298">Università di Milano-Bicocca</strong>.</span></p>
<p data-start="2303" data-end="3005"><span style="font-size: 12pt;"><strong data-start="2303" data-end="2342">Fondazione Bicocca - Innovation Hub</strong> trova nel <strong data-start="2353" data-end="2373">Bicocca Pavilion</strong> uno spazio operativo in cui le idee sviluppate dalla comunità accademica possono confrontarsi con le esigenze delle aziende, nel contesto delle sinergie promosse da <strong data-start="2539" data-end="2546">BiM</strong>. Con questo spirito nasce <strong data-start="2573" data-end="2600">Hack4Innovation Bicocca</strong>: attraverso le sfide lanciate dalle imprese, il progetto punta a sviluppare soluzioni innovative, sostenibili e immediatamente applicabili, favorendo la nascita di concept e prototipi capaci di evolversi in collaborazioni durature. Al tempo stesso, l'hackathon promuove la diffusione della cultura imprenditoriale tra studenti, ricercatori e giovani talenti, stimolando creatività e spirito d'iniziativa.</span></p>
<p data-start="3008" data-end="3838"><span style="font-size: 12pt;">Tra le challenge lanciate dalle aziende nella <strong data-start="3054" data-end="3068">Call4Ideas</strong> che ha preceduto l'evento figurano soluzioni digitali per la prevenzione e la gestione dello shock anafilattico, tecnologie per il miglioramento dei segnali vocali in contesti outdoor come vlog e streaming da smartphone (<strong data-start="3290" data-end="3327">Huawei Technologies Italia S.r.l.</strong>) e applicazioni di intelligenza artificiale per automatizzare il processo di selezione dei candidati a partire da grandi volumi di curriculum vitae (<strong data-start="3477" data-end="3498">TMC Italia S.p.A.</strong> con sede in <strong data-start="3511" data-end="3518">BiM</strong>). Nel corso dell'<strong data-start="3536" data-end="3549">Hackathon</strong>, svoltosi il <strong data-start="3563" data-end="3575">27 marzo</strong>, i partecipanti, suddivisi in team multidisciplinari, hanno lavorato sulle sfide reali proposte dalle aziende, utilizzando dati e materiali a disposizione e collaborando per prototipare soluzioni concrete ad alto impatto tecnologico e potenziale di applicazione.</span></p>
<p data-start="3841" data-end="4417"><span style="font-size: 12pt;">Durante l'<strong data-start="3851" data-end="3864">Hackathon</strong>, i team sono stati supportati da mentor ed esperti dalle competenze trasversali provenienti dall'<strong data-start="3962" data-end="3994">Università di Milano-Bicocca</strong>, da <strong data-start="3999" data-end="4013">PwC Italia</strong> e dalle aziende coinvolte che hanno contribuito allo sviluppo dei progetti attraverso momenti di confronto e approfondimento. A valutare i lavori finali è stata una giuria multidisciplinare chiamata ad analizzare i progetti sotto molteplici profili, dall'innovazione alla qualità delle soluzioni presentate e ha premiato <strong data-start="4335" data-end="4357">tre team vincitori</strong>, uno per ciascuna challenge proposta dalle aziende partner.</span></p>
<p data-start="4420" data-end="5137"><span style="font-size: 12pt;">Per la challenge lanciata da <strong data-start="4449" data-end="4486">Huawei Technologies Italia S.r.l.</strong>, dedicata al miglioramento dei segnali vocali in contesti outdoor, vince il progetto <strong data-start="4572" data-end="4605">CHEAR – Computational Hearing</strong>. La soluzione introduce un algoritmo multimodale che integra audio e video per migliorare la chiarezza della voce anche in ambienti rumorosi. Analizzando movimenti labiali e posizione, il sistema applica interventi mirati – tra cui denoising, riduzione della riverberazione e raffinamento generativo – solo quando necessario, ispirandosi al funzionamento del cervello umano. Il progetto è pensato per applicazioni su smartphone e videocamere, con l'obiettivo di portare la qualità audio allo stesso livello delle immagini digitali.</span></p>
<p data-start="5140" data-end="5876"><span style="font-size: 12pt;">Per la challenge promossa da <strong data-start="5169" data-end="5190">TMC Italia S.p.A.</strong>, focalizzata sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale per l'analisi e la selezione dei candidati, vince <strong data-start="5298" data-end="5306">VICA</strong>. Il progetto propone una piattaforma che utilizza algoritmi avanzati per analizzare grandi volumi di CV, arricchendo i profili con dati provenienti da portfolio e repository come GitHub. Il sistema consente di generare ranking interattivi, report tracciabili e suggerimenti per i colloqui, garantendo trasparenza e conformità alle normative vigenti. Tra le funzionalità distintive, il meccanismo di cross-position redirect permette di indirizzare i candidati verso le posizioni più adatte, ottimizzando il processo di recruiting senza sostituire il ruolo del recruiter.</span></p>
<p data-start="5879" data-end="6653"><span style="font-size: 12pt;">Il terzo vincitore è <strong data-start="5900" data-end="5912">ANAGUARD</strong>, un'applicazione nativa innovativa che integra monitoraggio, educazione e intervento d'emergenza in ambito shock anafilattico. L'idea alla base è un sistema di valutazione personalizzata del rischio allergico, basato sui dati dell'utente e su parametri fisiologici anche da dispositivi wearable, con l'obiettivo di fornire raccomandazioni mirate per ridurre l'esposizione agli allergeni. L'app offre contenuti formativi, facilita il contatto con specialisti e, in caso di emergenza, attiva automaticamente i soccorsi condividendo la geolocalizzazione e fornendo istruzioni operative. La piattaforma rappresenta un modello avanzato di salute digitale e medicina personalizzata, migliorando sicurezza e qualità di vita dei pazienti a rischio.</span></p>
<p data-start="6656" data-end="6787"><span style="font-size: 12pt;">A ciascun team vincitore è stato assegnato un <strong data-start="6702" data-end="6726">premio di 2.000 euro</strong>, messo a disposizione dall'<strong data-start="6754" data-end="6786">Università di Milano-Bicocca</strong>.</span></p>
<p data-start="6790" data-end="7127" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><span style="font-size: 12pt;">Con <strong data-start="6794" data-end="6821">HACK4INNOVATION BICOCCA</strong>, il <strong data-start="6826" data-end="6846">Bicocca Pavilion</strong> diventa fulcro di un ecosistema in movimento e <strong data-start="6894" data-end="6901">BiM</strong> si conferma come catalizzatore di relazioni tra pubblico e privato e piattaforma abilitante per nuove forme di collaborazione tra università, aziende e talenti, capaci di generare innovazione con impatto reale sul territorio.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Missione Artemis II: la dichiarazione del presidente dell&amp;apos;Agenzia Spaziale Italiana</title>
<link>https://www.italia24.news/missione-artemis-ii-la-dichiarazione-del-presidente-dellagenzia-spaziale-italiana</link>
<guid>https://www.italia24.news/missione-artemis-ii-la-dichiarazione-del-presidente-dellagenzia-spaziale-italiana</guid>
<description><![CDATA[ La dichiarazione del presidente dell&#039;Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, a seguito del lancio di successo della missione NASA, Artemis II ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ce386e33e46.webp" length="24138" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 12:12:55 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito del lancio di successo della missione <strong>NASA, <a href="https://www.nasa.gov/mission/artemis-ii/" target="_blank" rel="noopener">Artemis II</a>, </strong>il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, <strong>Teodoro Valente</strong>, dichiara quanto segue:</p>
<p></p>
<p>«Il successo del lancio di Artemis II segna un momento davvero storico per l'esplorazione spaziale. Dopo più di mezzo secolo, l'umanità torna a viaggiare verso la Luna. È l'inizio di una nuova fase della nostra presenza nello spazio profondo e un passo fondamentale verso le future missioni lunari e, in prospettiva, verso Marte.</p>
<p></p>
<p>Per l'Italia, e per l'Agenzia Spaziale Italiana, questo traguardo ha un significato particolare. Il nostro Paese è stato tra i primi firmatari degli Artemis Accords con la NASA, contribuendo fin dall'inizio a promuovere una cooperazione internazionale basata su trasparenza, sostenibilità e uso pacifico dello spazio.</p>
<p></p>
<p>Nel complesso di questo grande programma globale l'Italia ha un ruolo di grande rilievo: contribuiamo allo sviluppo delle infrastrutture chiave delle missioni Artemis, dai moduli abitativi a quelli di servizio, alle comunicazioni Terra/Luna fino al progetto MPH Multi-Purpose Habitat, la futura casa dell'ASI che ospiterà agli astronauti sul nostro satellite naturale.</p>
<p></p>
<p>Artemis II non è solamente una missione di test ma il primo passo concreto di un programma che punta a costruire una presenza umana stabile anche sulla superficie della Luna, preparando allo stesso tempo le tecnologie necessarie per le future missioni verso Marte.</p>
<p></p>
<p>Il successo di questo lancio dimostra ancora una volta quanto la cooperazione internazionale sia fondamentale per affrontare le grandi sfide dell'esplorazione spaziale. L'Italia, attraverso l'ASI e la sua filiera scientifica e industriale, continuerà a contribuire con competenze e innovazione a questa nuova era dell'esplorazione umana dello spazio».</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Biologia cellulare: il ruolo inaspettato della proteina MFF nella regolazione dei melanosomi</title>
<link>https://www.italia24.news/biologia-cellulare-il-ruolo-inaspettato-della-proteina-mff-nella-regolazione-dei-melanosomi</link>
<guid>https://www.italia24.news/biologia-cellulare-il-ruolo-inaspettato-della-proteina-mff-nella-regolazione-dei-melanosomi</guid>
<description><![CDATA[ Una ricerca dell&#039;Università di Padova evidenzia che la proteina MFF sia un &quot;regista nascosto&quot; che regola la forma e la maturazione dei melanosomi, gli organelli che sintetizzano e accumulano la melanina ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ce306567f14.webp" length="65278" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 12:12:52 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1gmail-ds-markdown-paragraph" style="text-align: left;">I <strong>melanosomi</strong> sono le "fabbriche" che producono <strong>melanina</strong>, il pigmento che colora pelle, capelli e occhi. Per funzionare bene, devono maturare e liberarsi di parti inutili attraverso un processo di divisione chiamato <strong>fissione</strong>. La ricerca dell'<strong>Università di Padova</strong>, finanziata dalla LEO Foundation, pubblicata su «<strong>Nature Communications</strong>» con il titolo "<a href="https://www.nature.com/articles/s41467-026-70572-3" target="_blank" rel="noopener"><i>MFF budding from mitochondria regulates melanosome size and maturation</i></a>" ha evidenziato che <strong>una proteina, MFF, gioca un ruolo inaspettato in questo meccanismo.</strong><span></span></p>
<p class="v1gmail-ds-markdown-paragraph" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1gmail-ds-markdown-paragraph" style="text-align: left;">La letteratura scientifica aveva già segnalato che MFF lavora nei <strong>mitocondri</strong> - le centrali energetiche della cellula - insieme a un partner, <strong>DRP1</strong>, per dividerli. Il team di ricerca padovano ha dimostrato che MFF è presente anche sulla superficie dei melanosomi in diverse fasi del loro sviluppo, in particolare nei punti in cui stanno per dividersi, anche in assenza della proteina partner.<span></span></p>
<p class="v1gmail-ds-markdown-paragraph" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1gmail-ds-markdown-paragraph" style="text-align: left;">Quando i ricercatori hanno ridotto la produzione di MFF nei <strong>melanociti</strong> (le cellule della pelle), i melanosomi sono risultati più grandi del normale, causando un accumulo di melanina e un aumento dell'attività degli enzimi coinvolti nel loro catabolismo, alterando così i processi di "pulizia" interna dell'organello. La riduzione di DRP1, invece non portava allo stesso effetto, dimostrando che MFF agisce sui melanosomi in modo indipendente dal suo ruolo nei mitocondri.<span></span></p>
<p class="v1gmail-ds-markdown-paragraph" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1gmail-ds-markdown-paragraph" style="text-align: left;">Curiosamente, i ricercatori hanno osservato che MFF può trasferirsi dai mitocondri ai melanosomi tramite vescicole e localizzarsi nei punti in cui questi ultimi si dividono. Qui lavora insieme ai filamenti di actina, componenti del citoscheletro, e a un complesso proteico chiamato ARP2/3, favorendo il restringimento e la separazione delle membrane.<span></span></p>
<p class="v1gmail-ds-markdown-paragraph" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1gmail-ds-markdown-paragraph" style="text-align: left;">Questo suggerisce che MFF contribuisce a organizzare il "macchinario" necessario alla fissione, permettendo ai melanosomi di rimuovere il materiale in eccesso.<span></span></p>
<p class="v1gmail-ds-markdown-paragraph" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1gmail-ds-markdown-paragraph" style="text-align: left;">«MFF è un regista nascosto che, staccandosi dai mitocondri e spostandosi sui melanosomi, ne guida la divisione e la maturazione lavorando con l'actina, in modo del tutto indipendente dal suo ruolo tradizionale. La nostra ricerca rivela una funzione completamente nuova per la proteina MFF: regola la forma e la maturazione dei melanosomi senza bisogno del suo partner abituale DRP1 - dice l'autrice della ricerca<span> </span><b>Marta Giacomello del Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova<span> </span></b>-. Questa scoperta apre nuove prospettive per comprendere i meccanismi con cui le cellule producono e accumulano la melanina e il modo in cui difetti di questi processi intracellulari contribuiscono allo sviluppo di gravi patologie cutanee. Si potranno infatti individuare nuovi target terapeutici per le malattie caratterizzate dalla presenza di melanosomi giganti come alcune forme di albinismo e la sindrome di Chédiak-Higashi».<span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano, ZTL: dal 20 aprile nella zona &amp;quot;Isola&amp;quot; i primi due mesi di test di funzionamento delle telecamere</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-ztl-dal-20-aprile-nella-zona-isola-i-primi-due-mesi-di-test-di-funzionamento-delle-telecamere</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-ztl-dal-20-aprile-nella-zona-isola-i-primi-due-mesi-di-test-di-funzionamento-delle-telecamere</guid>
<description><![CDATA[ Dal 20 aprile parte la ZTL Isola con due mesi di prova della rilevazione automatica delle infrazioni, attiva ogni notte dalle 19:30 alle 6 di mattina al fine di ottenere meno traffico e più sicurezza. I residenti e gli autorizzati potranno accedere con pass, altri veicoli con regole specifiche o deroghe ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ce3001510f6.webp" length="55652" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 12:12:50 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Partirà <strong>lunedì 20 aprile la Ztl Isola </strong>con i primi due mesi di <strong>pre-esercizio delle telecamere</strong>, periodo in cui gli occhi elettronici saranno utilizzati per effettuare i test per la verifica del corretto funzionamento della rilevazione automatica delle infrazioni, senza l'applicazione di sanzioni. La Ztl sarà attiva tutti i giorni nella fascia oraria compresa <strong>tra le ore 19.30 e le 6 del mattino. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Questa zona a traffico limitato ha l'obiettivo di ridurre la circolazione veicolare nelle ore serali e notturne, tutelare la quiete e la sicurezza dei residenti e preservare la vitalità economica e sociale del quartiere – spiega <strong>Arianna Censi</strong>, assessora alla Mobilità –. Le regole di accesso sono il risultato di un confronto costruttivo con il Municipio 9 e di un dialogo costante con i cittadini e i comitati, sviluppato nel corso di diversi incontri». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>I veicoli dei residenti e dei domiciliati nella zona a traffico limitato, già in possesso di un pass sosta, saranno automaticamente associati a un pass digitale per la Ztl Isola, visibile nel <strong>Fascicolo del Cittadino</strong>. Chi non dispone di un pass sosta potrà registrare il proprio veicolo online sul sito del Comune, così come i proprietari o titolari di box e posti auto situati all'intero dell'area. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>I veicoli per il trasporto persone (M1) dei non residenti o domiciliati nella zona a traffico limitato, ma titolari di un pass sosta valido nelle aree limitrofe (Filoviaria 9 o Filoviaria 10), che abbiano effettuato l'accesso alla zona prima dell'attivazione della Ztl, sono autorizzati alla sosta all'interno dell'area "Isola". </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Potranno accedere senza necessità di registrazione ciclomotori e motoveicoli, taxi e veicoli Ncc, veicoli con pass disabili, nonché i mezzi automaticamente derogati come ambulanze e veicoli di soccorso. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>I residenti o domiciliati all'interno della Ztl Isola o delle aree pedonali interne (via Pepe, via Borsieri, via Toce, piazza Minniti) potranno autorizzare, una volta al giorno, l'accesso di un veicolo di un proprio accompagnatore per il tempo necessario. L'autorizzazione consente esclusivamente il transito nella Ztl Isola e non l'accesso alle aree pedonali interne. La richiesta di autorizzazione dovrà essere presentata prima dell'ingresso alla Ztl tramite il Fascicolo del Cittadino. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Infine, i veicoli diretti alle autorimesse commerciali accreditate all'interno della Ztl potranno accedere liberamente nella fascia oraria 19.30-6.00 senza ulteriori adempimenti da parte dei clienti, come già avviene nella Ztl Quadrilatero. Sarà l'autorimessa a registrare le targhe e a trasmetterle al Comune.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Piemonte: la V edizione del programma IP Labs che unisce giovani talenti e imprese piemontesi</title>
<link>https://www.italia24.news/piemonte-la-v-edizione-del-programma-ip-labs-che-unisce-gioani-talenti-e-imprese-piemontesi</link>
<guid>https://www.italia24.news/piemonte-la-v-edizione-del-programma-ip-labs-che-unisce-gioani-talenti-e-imprese-piemontesi</guid>
<description><![CDATA[ Giunge alla V edizione il programma IP Labs che unisce imprese piemontesi e studenti per sviluppare soluzioni a impatto sociale, con risultati concreti già ottenuti in formazione, innovazione e trasformazione delle organizzazioni ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ce2fcbd151b.webp" length="94546" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 12:12:47 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Presentata la <b>V edizione di IP Labs</b>, il programma che <strong>unisce imprese e giovani talenti per progettare soluzioni a impatto sociale</strong>. Da oggi le imprese e le organizzazioni dell’economia sociale piemontesi possono candidarsi al bando a questo </span><a href="https://email.mddr.polito.it/c/eJxEkM2O4yAQhJ_G3LAwPyYcOOzFrxG1aZK0ZIMFnVi7T7_yjEZz6UtXfaoqjO6BCY3IcfLeKTvZ4ETegbZ7PzLSP6olRzvdrEkJLQxW7f0563HPSIDYcu8jsXjFZCEYXJ2HWYV1DYh-vbmAITkD-JgFRa30rKyapklZ58ZVB-uzt7M2SgWNFxuxjUfdiOtF3eKL-eiD-TPoZdDLeZ5jqsxUaq-JYKP9gMQJ9uPdx9qeg164QemP2nZg-mSZ8Z2AqRYJBeWWoRUql-7bKo9WufLfI3e5wdrlR_60llfc6_hBL6LFlhG-HoNVxLARaDuWfHbxu9SdMGpvvLGCo_hE_T8AAP__rDhzmA" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span>link</span></a><span>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il programma conferma la città Piemonte come uno dei principali hub italiani dell’innovazione a impatto sociale, anche grazie all’esperienza e al valore generato in <strong>IP Labs</strong>: un percorso di apprendimento collettivo volto a sviluppare nuove strategie, prodotti, servizi, opportunità di mercato a impatto sociale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Nel corso delle prime quattro edizioni, IP Labs ha coinvolto <b>85 organizzazioni e 290 studenti</b>, affiancati da <b>13 docenti, 13 esperti di impatto e 30 facilitatori</b>, per un totale di <b>160 ore di formazione e oltre 600 ore di sviluppo progettuale</b>. L’investimento complessivo supera i <b>300.000 euro</b>, a dimostrazione del valore strategico attribuito allo sviluppo di capacità imprenditoriali e alla creazione di impatto sociale del territorio.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Nato nel 2019 dagli enti promotori e finanziatori <b>Fondazione Cottino, Camera di commercio di Torino e UniCredit</b>, realizzato da <b>Cottino Social Impact Campus</b>, <b>Politecnico di Torino</b> e <b>Università degli Studi di Torino, </b>IP Labs ha saputo aggregare nel tempo un ecosistema ampio, che include numerosi partner locali quali <b>Fondazione Piemonte Innova</b>, le <b>associazioni datoriali industriali</b> - <b>Api Torino, Confindustria Canavese, Unione Industriali di Torino - Unigens, Torino Social Impact, YES4TO, Fondazione Collegio Renato Einaudi.</b></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>IP Labs <b>ha generato trasformazioni culturali, strategiche e, progressivamente, manageriali</b> <b>nelle organizzazioni partecipanti</b> e <b>ha contribuito alla formazione di governance e nuove generazioni</b> di manager capaci di integrare impatto, innovazione e competitività. Queste le evidenze che si confermano dal report di impatto delle quattro edizioni precedenti, realizzato dal Cottino Social Impact Campus. Al centro della valutazione dell’impatto di IP Labs c’è l’apprendimento collettivo e le contaminazioni su imprese, studenti, in un processo di co-design con i partner. Le evidenze rilevate confermano che</span><b><span> </span></b><b><span>il programma ha portato trasformazioni concrete nelle organizzazioni</span></b><span>: tutte hanno aumentato le competenze sull’impatto sociale, il 92% ha adottato l’impatto come elemento trasformativo del proprio business, l’84% ha introdotto cambiamenti nei processi interni legati alla sostenibilità e all’impatto e il 60% ha implementato i progetti sviluppati. <b>Anche gli studenti hanno beneficiato di una formazione pratica, interdisciplinare e di un confronto attivo con le imprese</b>: il 98% ha acquisito nuovi spunti sulla rilevanza dell’impatto sociale, il 95% ha approfondito conoscenze su sostenibilità e impatto e il 79% applica attivamente le competenze nel proprio percorso accademico o professionale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«IP Labs è una palestra intergenerazionale e interdisciplinare, capace di creare una cultura condivisa dell’impatto, rafforzare il territorio e promuovere collaborazioni all’interno dell’ecosistema locale – commenta <b>Cristina Di Bari</b>, CEO del Cottino Social Impact Campus e Presidente della Fondazione Cottino. L’esperienza di IP Labs dimostra che investire nell’apprendimento collettivo è la chiave per preparare imprese e talenti a integrare l’impatto sociale al cuore delle strategie economiche».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Come spiegato da <b>Massimiliano Cipolletta</b>, Presidente della Camera di commercio di Torino: «Diamo il via alla quinta edizione di IP Labs incoraggiando anche quest’anno le aziende del territorio torinese ad essere protagoniste di un progetto innovativo e concreto a tema impatto sociale, un progetto che in questi anni ha ottenuto ottimi risultati: l’84% delle imprese che ha partecipato nelle precedenti edizioni ha introdotto cambiamenti nei propri processi interni, cogliendo le proposte degli studenti in un contesto di collaborazione intergenerazionale e condivisione degli obiettivi».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Crediamo molto in IP Labs, poiché contribuisce a generare valore concreto per imprese e nuove generazioni, attivando trasformazioni culturali, strategiche e manageriali nelle aziende e offrendo al tempo stesso agli studenti un percorso pratico e interdisciplinare che amplia conoscenze e competenze utili al loro futuro professionale – dichiara <b>Paola Garibotti</b>, Regional Manager Nord Ovest di UniCredit. Continuiamo a investire in iniziative come IP Labs perché capaci di favorire apprendimento collettivo, co-design e collaborazione tra imprese, giovani e partner, contribuendo allo sviluppo delle comunità in cui operiamo».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Progetti come IP Labs rientrano in un approccio alla didattica interdisciplinare su cui le università sono chiamate a investire sempre di più per rispondere alle sfide del contemporaneo – sottolinea <b>Fulvio Corno</b>, Vicerettore per la Formazione del Politecnico di Torino – Il Politecnico, con la sua attenzione verso una didattica aperta alle interazioni con il mondo delle imprese, sostiene a pieno questo modello, riconoscendone appieno la valenza formativa. Siamo soddisfatti che il progetto IP Labs, su cui investiamo fin dalla sua prima edizione, continui a riscuotere successo nella nostra comunità studentesca».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Il programma di IP Labs conferma che creare impatto significa lavorare dentro un ecosistema capace di mettere in relazione competenze, generazioni e organizzazioni - sottolinea <b>Marco Pironti</b>, Vice Rettore per l’Innovazione dell’Università di Torino. Un laboratorio urbano che affronta sfide reali e contribuisce a generare valore nel lungo periodo. In questo contesto, l’Università è chiamata a rafforzare la propria funzione pubblica, attraverso modelli formativi più integrati e nuove modalità di engagement per le studentesse e gli studenti».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Lo scorso anno, alla IV edizione di IP Labs, è stata premiata <b>Coesa Energy</b> con il progetto “KeepTheSun 2.0”. L’iniziativa prevedeva il lancio di una versione aggiornata della piattaforma  KeepTheSun, marketplace del fotovoltaico usato, destinata ai mercati esteri e focalizzata su sostenibilità ambientale e sociale. È stato inoltre implementato il progetto Food Reborn presentato da <b>WECO srl impresa sociale </b>che l’anno scorso ha ricevuto la menzione di merito del Cottino Social Impact Campus. Food Reborn è un modello che consente di ridistribuire il valore generato dal recupero delle eccedenze alimentari a favore di persone in condizione di svantaggio socioeconomico e povertà alimentare.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Le imprese piemontesi interessate a scoprire la V edizione di IP Labs, le modalità di partecipazione e il funzionamento del programma sono invitate a partecipare al webinar in programma <b>giovedì 9 aprile alle 14:30</b> sulla piattaforma Zoom.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>A seguito il <a href="https://us06web.zoom.us/meeting/register/FI-AXWi1SUuoURdAdo7wfw#/registration" target="_blank" rel="noopener">link per registrarsi</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano: per la giornata della consapevolezza sull&amp;apos;autismo, i bambini e le bambine diventano le voci di ATM</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-per-la-giornata-della-consapevolezza-sullautismo-i-bambini-e-le-bambine-diventano-le-voci-di-atm</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-per-la-giornata-della-consapevolezza-sullautismo-i-bambini-e-le-bambine-diventano-le-voci-di-atm</guid>
<description><![CDATA[ La campagna di sensibilizzazione sull&#039;autismo, lanciata da Comune di Milano e Atm, insieme a L&#039;abilità ETS, in cui bambini e bambine con autismo accompagneranno i viaggiatori nelle metropolitane tramite messaggi audio volti anche ad accrescere la consapevolezza su questo tema ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ce2f4a91e7c.webp" length="32712" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 12:12:44 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>In occasione della <strong>Giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo</strong>, i bambini e le bambine con autismo tornano protagonisti di una campagna di sensibilizzazione lanciata da <strong>Comune di Milano e Atm</strong>, che si avvale della consulenza scientifica della associazione <strong>L'abilità ETS</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Giovedì 2 aprile, le voci di <strong>Francesco, Alessandro, Tiffany e Kian </strong>accompagneranno i viaggiatori su tutte le metropolitane milanesi attraverso <strong>annunci audio </strong>che hanno l'obiettivo di accrescere la <strong>consapevolezza</strong> e la <strong>conoscenza</strong> dei cittadini e delle cittadine su questo tema. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>I messaggi, che verranno diffusi sia a bordo dei treni sia nelle stazioni, sono il frutto del lavoro e della collaborazione con L'abilità e le famiglie delle bambine e dei bambini coinvolti per rendere evidenti i bisogni e sottolineare le difficoltà correlate ad alcune caratteristiche delle persone con autismo, come la particolare sensibilità al rumore o la fatica di stare in luoghi affollati. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>I piccoli "annunciatori" sono bambine e bambini con autismo che l'équipe specializzata di L'abilità ha accompagnato in un percorso educativo, spiegando loro in cosa consisteva l'iniziativa, il significato del loro coinvolgimento e l'importanza degli annunci per i passeggeri, in modo che potessero partecipare attivamente all'esperienza, sviluppando una piena consapevolezza del proprio ruolo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Per il secondo anno consecutivo – dichiarano gli assessori <strong>Lamberto Bertolé</strong> (Welfare e Salute) e <strong>Arianna Censi</strong> (Mobilità) – vogliamo garantire ai bambini e alle bambine con autismo uno spazio per parlare alla città, portando un messaggio di inclusione che, arrivando a un pubblico molto vasto come quello che frequenta la metropolitana, possa aiutare tutte e tutti a comprendere quali comportamenti possono mettere le persone con autismo in difficoltà o, al contrario, aiutarle a vivere un'esperienza di viaggio migliore. Lo facciamo con il prezioso contributo di Atm e L'abilità, con l'obiettivo che anche il trasporto pubblico possa rappresentare un importante veicolo di informazione e consapevolezza». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La campagna è nata l'anno scorso su proposta di L'abilità, associazione che da oltre 25 anni si prende cura di bambini e bambine con disabilità e delle loro famiglie, grazie a una rete di centri specializzati dove vengono garantiti il diritto all'inclusione, alla cura e al gioco. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Questa iniziativa restituisce ai bambini e alle bambine con autismo uno spazio di espressione autentico, trasformando la loro voce in uno strumento di consapevolezza per tutta la città – dichiara <strong>Laura Borghetto</strong>, direttrice generale di L'abilità –. L'autismo riguarda un numero crescente di persone e famiglie: si stima che in Italia coinvolga circa 1 bambino su 77 tra i 7 e i 9 anni di età e, in una città come Milano, densamente popolata e crocevia quotidiano di pendolari, lavoratori e visitatori, questo si traduce in migliaia di cittadini che ogni giorno si confrontano con bisogni specifici, spesso ancora poco conosciuti. Diffondere questi messaggi nelle metropolitane significa entrare nella quotidianità delle persone e contribuire a costruire una società più attenta e inclusiva. Anche piccoli gesti - come abbassare il tono della voce o prestare attenzione agli stimoli ambientali - possono fare una grande differenza per chi vive una condizione di particolare sensibilità sensoriale. Il nostro obiettivo, come associazione, è proprio questo: accompagnare i bambini e le loro famiglie, ma anche lavorare perché la cittadinanza sia sempre più pronta ad accogliere e comprendere». </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Il testo degli annunci</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Ciao Milano! Sono Tiffany. Mi piace tanto questa metropolitana perché è tutta blu. Buona giornata dell'autismo». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Ciao Milano! Sono Kian. Mi piace tanto questa metropolitana perché vedo le gallerie e mi sembra di guidare. Buona giornata dell'autismo».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Ciao Milano! Sono Francesco. In metro vedo tanta gente. Vi saluto perché vorrei conoscere tante persone. Buona giornata dell'autismo».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Ciao Milano! Sono Alessandro. Mi piace la metropolitana. Se parlate tutti insieme, metto le mani sulle orecchie. Buona giornata dell'autismo».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Energia: tecnologie più convenienti per accelerare la transizione</title>
<link>https://www.italia24.news/energia-tecnologie-piu-convenienti-per-accelerare-la-transizione</link>
<guid>https://www.italia24.news/energia-tecnologie-piu-convenienti-per-accelerare-la-transizione</guid>
<description><![CDATA[ ENEA partecipa al progetto europeo RISEnergy il quale intende di agevolare le sinergie tra industria, ricerca e istituzioni, per accelerare la diffusione delle fonti rinnovabili, ridurre i costi delle tecnologie energetiche e aumentare l&#039;efficienza energetica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ce2f0f056b8.webp" length="100546" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 12:12:40 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Accelerare l’uso delle<span> </span><strong>fonti rinnovabili</strong>, ridurre i costi delle<span> </span><strong>tecnologie</strong><span> </span>energetiche e aumentare<span> </span><strong>l’efficienza energetica</strong>. Sono questi gli obiettivi del progetto europeo RISEnergy (<span>Research Infrastructure Services for Renewable Energy) </span>da circa 15 milioni di euro, che vede la partecipazione di 17 partner, tra cui<span> </span><strong>ENEA</strong>, oltre a 37 entità affiliate e 14 fornitori di servizi provenienti da 22 Paesi. Il progetto intende <strong>agevolare le sinergie tra industria, centri di ricerca e istituzioni in questi settori: fotovoltaico, solare termodinamico ed energia termosolare, idrogeno, biocarburanti, eolico in mare aperto, energia oceanica, reti integrate e stoccaggio</strong>. ENEA contribuisce al progetto con l’<strong>impianto pilota di gassificazione di biomasse<span> </span></strong>del Centro Ricerche della Trisaia (Matera) e con il<span> </span><strong>Laboratorio Smart grid e reti energetiche</strong><span> </span>del Centro Ricerche di Portici (Napoli), entrambi afferenti al Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN).</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Sono previste 50 mila ore di accesso a strutture di eccellenza sia in presenza sia in modalità virtuale, concentrando attività, servizi e infrastrutture su un unico soggetto operativo. Mediante la collaborazione in diversi ambiti tecnologici, tra cui la <strong>digitalizzazione e la gestione dei dati tramite piattaforme ICT all’avanguardia</strong>, si vuole supportare l’innovazione nell’accumulo di energia, così da contribuire a un sistema energetico decarbonizzato, flessibile e resiliente.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«La partecipazione al progetto RISEnergy è l’occasione per valorizzare e ottimizzare l’uso degli impianti e dei laboratori d’avanguardia che abbiamo realizzato e mantenuto operativi nel tempo», osserva il ricercatore ENEA <strong>Francesco Zimbardi</strong> di TERIN presso il <strong>Centro Ricerche Trisaia</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Trisaia ha ospitato i ricercatori dell’industria chimica tedesca <strong>C&amp;CS (Catalysts&amp;Chemical Specialities)</strong> che hanno scelto l’impianto pilota di gassificazione per testare catalizzatori innovativi. Nei prossimi mesi sarà accolto un gruppo di ricerca del <strong>Lithuanian Energy Institute </strong>il cui progetto, recentemente approvato dal comitato di valutazione di RISEnergy, è focalizzato sullo sviluppo di materiali avanzati per la produzione di idrogeno da biomasse residuali.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Tali collaborazioni, di alto valore strategico, risulterebbero estremamente complesse, se non impossibili, al di fuori di un progetto come RISEnergy, che garantisce non solo le risorse finanziarie necessarie, ma anche un contesto operativo stimolante e collaborativo», conclude <strong>Zimbardi</strong>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il progetto UNATI: una risposta scientifica al dibattito sul vino e la salute ospitato dall&amp;apos;Accademia di Medicina di Torino</title>
<link>https://www.italia24.news/moderata-assunzione-di-vino-e-salute-un-dibattito-aperto</link>
<guid>https://www.italia24.news/moderata-assunzione-di-vino-e-salute-un-dibattito-aperto</guid>
<description><![CDATA[ Venerdì 17 aprile all&#039;Accademia di Medicina di Torino si terrà una seduta scientifica sia in presenza che in webinar. Questa tratterà la moderata assunzione di vino e la salute ad esso relata. L&#039;evento sarà introdotto dal Professor Giuseppe Poli e seguiranno gli interventi di Attilio Giacosa ed Emanuele Albano ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69cd223f1dc8b.webp" length="37392" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 18:38:31 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><span lang="it"><strong>Venerdì 17 aprile </strong>alle ore<strong> 21:00</strong>, l’<strong>Accademia di Medicina di Torino terrà una seduta scientifica sia in presenza, in via Po 18, sia in modalità webinar, dal titolo “Moderata assunzione di vino e salute</strong></span><strong>"</strong><span lang="it">. Dopo l’introduzione a cura di<strong> </strong></span><strong>Giuseppe Poli</strong>, <span lang="it"><strong>Professore Emerito di Patologia Generale</strong>, Università di Torino, e <strong>Socio Emerito dell’Accademia di Medicina</strong> </span>interverranno <strong>Attilio Giacosa</strong>, Presidente IRVAS (Istituto per la Ricerca su Vino, Alimentazione e Salute), già Direttore della Struttura Complessa di Gastroenterologia, Istituto Scientifico Tumori di Genova ed <strong>Emanuele Albano</strong>, <span lang="it">Professore Emerito di Patologia Generale, Università del Piemonte Orientale, Novara, Socio dell’Accademia di Medicina</span>.</span></p>
<p><span lang="it" style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il rapporto fra il consumo di vino e salute è un argomento estremamente attuale ma molto dibattuto, su cui è necessario fare chiarezza. Infatti, sebbene il consumo eccessivo di bevande alcoliche sia un fattore di rischio per l’insorgenza di tumori e contribuisca a causare od aggravare molte e gravi patologie umane, comprese quelle cardiovascolari, numerosi studi hanno dimostrato come <strong>in soggetti sani il consumo moderato di vino </strong>(20-30 g di alcol/die per gli uomini e 10-20 g/die per le donne), specialmente durante i pasti, rappresenta un <strong>vantaggio in termini di salute rispetto all’essere astemi, riducendo la mortalità per tutte le cause ed in particolare per quelle cardiovascolari</strong>. La relazione fra consumo di bevande alcoliche e mortalità appare come una curva a forma di “J” dove il rischio di mortalità è più basso per consumi moderati di alcol, rispetto all’essere astemi, mentre il rischio aumenta con dosi elevate.  Questo effetto è particolarmente evidente nel caso del vino, ed è legato ad un’<strong>azione vasodilatatrice, anti-aggregante piastrinica ed anti-infiammatoria, nonché ad un aumento del colesterolo HDL</strong>.</span></p>
<p><span lang="it" style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Al momento, i meccanismi attraverso cui il vino esplica i suoi <strong>effetti protettivi </strong>nei riguardi delle patologie cardiovascolari non sono completamente chiariti. Parte dell’azione dipende dall’<strong>etanolo</strong> stesso che è in grado di <strong>aumentare la produzione di lipoproteine HDL e di ridurre l’aggregazione piastrinica</strong>. La presenza nei vini di <strong>polifenoli</strong>, dotati di <strong>proprietà antiossidanti, anti-aggreganti ed anti-aritmiche</strong>, costituisce un altro <strong>importante fattore</strong>. Tuttavia, la variabilità in termini di biodisponibilità ed attivazione metabolica dei vari polifenoli del vino rende difficile definirne l’effettivo ruolo nella riduzione della mortalità cardiovascolare. Recenti ricerche hanno peraltro evidenziato la<strong> possibilità</strong> che i <strong>polifenoli </strong>dei vini possano esercitare <strong>effetti benefici sull’apparato cardiovascolare in maniera indiretta modificando la flora batterica intestinale</strong> (microbiota) in modo da ridurre la produzione di metaboliti batterici in grado di favorire la progressione dell’aterosclerosi ed associati ad una maggiore incidenza di miocardiopatie ischemiche.</span></p>
<p><span lang="it" style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In conclusione, la possibilità che un bicchiere di vino a pasto possa avere effetti positivi per la salute riducendo la mortalità cardiovascolare costituisce un interessante fenomeno che richiede di essere supportato da ulteriori studi. A tale proposito, il <strong>progetto UNATI finanziato dalla UE in corso presso la Università di Navarra </strong>si propone di verificare su 10000 soggetti gli effetti sull’organismo del vino e potrà fornire una risposta importante al dibattito scientifico in corso.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><span lang="it">Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’aula magna dell’Accademia di Medicina di Torino in via Po 18 sia in diretta web al link riportato sul sito </span><span lang="it"><a href="http://www.accademiadimedicina.unito.it/" target="_blank" rel="noopener">www.accademiadimedicina.unito.it</a></span>. <span lang="it">La registrazione dell’incontro verrà pubblicata sul sito.</span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La struttura nascosta della metastasi: una nuova speranza per la cura</title>
<link>https://www.italia24.news/la-struttura-nascosta-della-metastasi-una-nuova-speranza-per-la-cura</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-struttura-nascosta-della-metastasi-una-nuova-speranza-per-la-cura</guid>
<description><![CDATA[ I risultati di uno studio coordinato dal professor Stefano Piccolo, dell&#039;Università di Padova, rivelano come le metastasi ancora difficili da curare del tumore al seno crescano seguendo un piano architettonico preciso anche se difficile da vedere. Il piano è quello, dirottato, di una delle forze più potenti della natura: il programma che permette di costruire un embrione ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69cd2685d94bc.webp" length="48786" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 18:34:12 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La metastasi è spesso immaginata come qualcosa di molto caotico: cellule tumorali che si staccano, si disperdono, proliferano senza controllo. I<strong> risultati</strong> di questo studio <strong>suggeriscono qualcosa di diverso</strong>, per certi aspetti inquietante, per altri straordinariamente importante per chi cerca di fermare il cancro. I tumori più difficili da curare potrebbero crescere non attraverso il disordine, bensì attraverso una sorta di disegno, “rubando”, per così dire, uno dei programmi più belli della vita, quello che permette di costruire un embrione, e piegandolo a strumento di malattia. E proprio perché è un disegno, <strong>ha una struttura</strong>. E ogni struttura ha il suo punto di cedimento.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il gruppo di ricerca dell'<strong>Università di Padova</strong>, dello IOV (<strong>Istituto Oncologico del Veneto</strong>) e dell'<strong>Istituto AIRC di Oncologia Molecolare</strong> (IFOM), ha<strong> mostrato</strong> che il <strong>tumore al seno metastatico</strong> non si espande in modo casuale, ma attraverso un <strong>disegno ordinato</strong>, quasi un cantiere biologico con le sue regole e la sua geometria. Gli scienziati hanno per questo effettuato ricostruzioni in tre dimensioni di tumori umani e altri sistemi sperimentali. Lo <strong>studio fa parte del programma AIRC “5 per mille” dal titolo "La Metastasi come malattia meccanica"</strong>, coordinato dal <strong>professor Stefano Piccolo</strong>, del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova e dell’IFOM.</span></p>
<h3>Una nuova prospettiva</h3>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Per decenni abbiamo studiato il cancro in due dimensioni. Dalle pagine dei libri, dal fondo di una capsula di Petri, da una sottile fettina di tessuto al microscopio, l’istologia, ovvero la fotografia piatta della malattia, ha dominato a lungo la ricerca, anche per la mancanza di altre possibilità tecniche» spiega il prof. Piccolo «. Ma il <strong>cancro</strong>, come ogni organo e come ogni forma vivente, ha una<strong> forma tridimensionale</strong>. <strong>Abbracciare la terza dimensione è un cambio di prospettiva</strong> non solo tecnico, che porta con sé una visione radicalmente nuova della malattia e possibilità di intervento finora impensabili da una prospettiva esclusivamente piatta.<br></span><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Ciò che abbiamo osservato è, in fondo, semplice da immaginare. Invece di formare un’unica massa densa e rotonda, la <strong>metastasi cresce come una delicata rete di cordoni cellulari connessi tra loro</strong>. Questi cordoni si dividono, si allungano, si ramificano ancora, diffondendosi nel tessuto come le radici di una pianta, espandendosi in tutte le direzioni. Il <strong>risultato è una struttura aperta, molto ordinata, con la forma di una sottile tramatura</strong>, e non certo una struttura costruita a caso, o compatta. E questa forma a cordoni intrecciati, come dimostrano i risultati dello studio, è <strong>funzionale al successo della metastasi stessa</strong>».</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La domanda che da sempre accompagna la ricerca oncologica è questa: <strong>come fanno poche cellule tumorali disperse a raggiungere un organo lontano e a costruirvi un nuovo tumore?</strong> La risposta che emerge da questo studio è sorprendente: non si accumulano alla rinfusa, come detriti in una massa caotica. <strong>Crescono piuttosto seguendo un vero e proprio piano di costruzione tridimensionale</strong>.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il tumore non inventa nulla di nuovo. La sua forza affonda le radici nella natura stessa della vita. La logica di ramificazione seguita da queste cellule metastatiche assomiglia a un processo fondamentale dello sviluppo embrionale, lo stesso tipo di programma biologico che, all'inizio della vita, aiuta a costruire tessuti e organi. Nell’embrione, questo programma è parte della meraviglia del vivente. Nel cancro quello stesso potere viene distorto: un programma dello sviluppo che si riaccende nel posto sbagliato, al momento sbagliato, usato non per creare un organo sano e nascente, ma per edificare un tumore letale.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il passo successivo è stato possibile grazie alla collaborazione con il gruppo guidato dal <strong>professor Massimiliano Pagani all'IFOM</strong>, sempre nell’ambito del programma “5 per mille” <strong>coordinato da Piccolo</strong> (il professor Pagani è anche docente all’Università Statale di Milano).</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I ricercatori hanno scoperto che questo <strong>processo è coordinato da </strong>un gruppo di geni "capomastro", o geni "architetto", di questo "cantiere" metastatico: i <strong>geni ETV</strong>. Si tratta di veri e propri<strong> interruttori molecolari che attivano nelle cellule tumorali questo stesso programma di costruzione</strong>. Tali geni non si limitano a far crescere il tumore genericamente "di più". Indicano piuttosto alle cellule come organizzarsi nello spazio, come ramificarsi, come assemblare la struttura tridimensionale necessaria alla crescita metastatica. E non regolano soltanto la quantità: regolano anche il piano strutturale con cui il cancro genera sé stesso.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Ed è questo <strong>uno dei risultati più importanti dello studio</strong>. Quando questi <strong>geni architetto vengono silenziati</strong>, i <strong>tumori</strong> non scompaiono ma <strong>perdono la capacità di crescere come reti ramificate e assumono invece un’architettura più compatta, più solida, più chiusa</strong>. Le cellule tumorali possono ancora formarsi nella sede primaria e disseminarsi ad altri organi, ma nella maggior parte dei casi non riescono a costruire metastasi vere e proprie. Manca loro il progetto. Manca loro l’informazione necessaria a edificare la forma più pericolosa della malattia. I tumori privi di questo programma restano cellule isolate o piccole lesioni bloccate; sono invece quelli ramificati a dare origine a metastasi manifeste.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Questo aiuta anche a spiegare una realtà clinica cruciale: tumori con architetture diverse si comportano in modo profondamente diverso. I <strong>risultati </strong>raccolti nello studio suggeriscono che <strong>alcuni tumori primitivi della mammella portano già in sé questo pericoloso piano di costruzione, mentre altri no</strong>. I tumori con architettura ramificata sono quelli associati alla capacità di metastatizzare; i tumori con struttura più compatta e solida assomigliano invece ai tumori non metastatici: quelli più facilmente controllabili o guaribili, perché non possiedono le istruzioni per costruire metastasi. Il programma di ramificazione, già visibile nel tumore primario, sembra identificare in anticipo le lesioni destinate a diffondersi.</span></p>
<h3>Un nuovo occhio per studiare il cancro </h3>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Questo cambia il modo di guardare al cancro. Di solito descriviamo i tumori in termini di mutazioni, velocità di crescita, resistenza ai farmaci. Ma i dati ottenuti in questo studio suggeriscono che il <strong>cancro deve essere compreso anche come architettura</strong>. La metastasi non è solo una questione di geni alterati o di cellule che proliferano senza freni. È anche una questione di costruzione. Un tumore pericoloso ha in sé un preciso programma per edificarsi a distanza. Un programma che proviene da uno dei meccanismi più antichi della biologia: quello che, all'inizio, ha costruito noi.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Dai dati dello studio emerge anche un possibile punto debole nella struttura, un possibile punto di cedimento:<strong> il tumore infatti non ha solo “rubato” il programma embrionale, ma ne ha ereditato anche le vulnerabilità</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Gli scienziati sanno da decenni quali <strong>segnali molecolari </strong>sono <strong>indispensabili perché un organo si formi</strong>. Una di queste molecole è il FGF, o <strong>fattore di crescita dei fibroblasti</strong>, una molecola essenziale, dagli insetti agli esseri umani, per costruire qualsiasi struttura ramificata nel corpo. <strong>Bloccare il FGF ostacola la crescita metastatica lasciando in gran parte intatto il tumore primario</strong>: in tali condizioni le cellule tumorali possono rimanere in vita, ma non riescono a edificare la struttura finale, disseminata e a distanza, che le rende letali. Il 90% circa delle morti per cancro è infatti dovuta a metastasi. Ma FGF potrebbe essere solo l'inizio, dato che molte altre molecole indispensabili per costruire un organismo potrebbero rivelarsi tanti tallone d'Achille delle metastasi.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Le analisi multi-omiche hanno rivelato che questi ‘geni architetto’ non agiscono da soli, ma attivano un’intera rete di segnali dello sviluppo embrionale» spiega il <strong>Professor Massimiliano Pagan</strong>i, «Questo significa che non abbiamo un solo bersaglio, ma un’intera logica di costruzione da smontare, e questo moltiplica le possibilità di intervento terapeutico».</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«In fondo» dice il <strong>Professor Michelangelo Cordenonsi</strong>, del <strong>dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova e coautore dell’articolo</strong> «, questa è una storia che tocca uno dei paradossi più profondi della biologia. Lo sviluppo embrionale è tra le forze più positive e potenti della natura: l’insieme di istruzioni che trasforma un piccolo gruppo di cellule in un organismo vivente funzionante, complesso e ordinato.<strong> I dati raccolti in questo studio lavoro suggeriscono che il cancro metastatico non crea un potere nuovo. Ne ruba piuttosto uno antico</strong>. Prende il programma che dà forma alla vita e lo piega alla distruzione della vita stessa. Mostrando questa sorta di ‘tradimento’ in tre dimensioni, i risultati del progetto aprono a un modo nuovo di vedere la fase più mortale del cancro. Una fase che, grazie a queste conoscenze, un giorno non troppo lontano si potrà fermare».</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’articolo, pubblicato su Cell, una tra le riviste scientifiche più prestigiose al mondo, non sarebbe stato possibile senza un incontro di competenze rare. La dimensione clinica è stata primariamente garantita dalla collaborazione con la professoressa <strong>Valentina Guarneri</strong>, Direttore UOC Oncologia 2, Istituto Oncologico Veneto IRCCS, e dalla visione sulla patologia digitale fortemente voluta dal <strong>professor Angelo Paolo Dei Tos</strong>, direttore della UOC Anatomia Patologica dell’Azienda Ospedale/Università di Padova. La capacità di rendere gli organi trasparenti per osservarne la struttura tridimensionale, insieme alle analisi multigeniche su larga scala, è stata resa possibile dagli investimenti del PNRR nel Centro Nazionale a RNA e Terapia Genica dell’Università di Padova, coordinato dal professor <strong>Rosario Rizzuto</strong>: una strumentazione d’avanguardia senza la quale questo sguardo nuovo sul cancro non avrebbe potuto emergere.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Per approfondire <br></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span lang="EN-GB">articolo:</span></span></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S009286742600276X" target="_blank" rel="noopener"><span lang="EN-GB"> 3D morphogenetic blueprint for metastatic outgrowth in breast cancer</span></a><span lang="EN-GB"><o:p></o:p></span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>ENEA: una rete di impianti sperimentali per la ricerca e lo sviluppo</title>
<link>https://www.italia24.news/enea-una-rete-di-impianti-sperimentali-per-la-ricerca-e-lo-sviluppo</link>
<guid>https://www.italia24.news/enea-una-rete-di-impianti-sperimentali-per-la-ricerca-e-lo-sviluppo</guid>
<description><![CDATA[ La piattaforma di ricerca ENEA: un vantaggio per l&#039;aerospazio, il nucleare e il medicale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69cd375626f77.webp" length="59834" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 18:34:12 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<section id="section-id-903fa4df-912a-40a4-a387-53f518cc4fed">
<div id="column-wrap-id-d55fa669-7671-4aa0-af45-06d248b9ea75">
<div id="column-id-d55fa669-7671-4aa0-af45-06d248b9ea75">
<div id="sppb-addon-wrapper-deb260fb-edaf-4e0f-99cb-62603933e07d">
<div id="sppb-addon-deb260fb-edaf-4e0f-99cb-62603933e07d">
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>ENEA </strong>ha creato una<strong> rete di impianti sperimentali unica in Italia</strong>, capace di eseguire test a differenti livelli di energia e tipi di radiazioni (elettroni, neutroni e protoni). Questa infrastruttura innovativa apre nuove prospettive per settori strategici come <strong>nucleare, aerospazio e medicale</strong>, offrendo servizi avanzati e opportunità di ricerca e sviluppo per aziende, università, istituti scientifici, ospedali e centri clinici.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Attualmente, la piattaforma di ricerca comprende quattro impianti principali: il reattore sperimentale veloce <strong>TAPIRO</strong> che produce neutroni veloci, situato presso il Centro Ricerche ENEA Casaccia (Roma), l’acceleratore lineare <strong>REX </strong>che genera fasci di elettroni, l’acceleratore lineare di protoni <strong>TOP-IMPLART</strong> e il generatore di neutroni <strong>FNG</strong>, tutti e tre collocati presso il Centro Ricerche ENEA Frascati (Roma). A breve, la <strong>rete sarà ampliata con due nuovi impianti </strong>che estendono ulteriormente lo spettro di energie e i tipi di radiazioni disponibili: si tratta del reattore nucleare di ricerca <strong>TRIGA-RC1 </strong>e della facility <strong>Calliope</strong>, dedicata all’irraggiamento gamma, entrambi presso il Centro Casaccia. Tutte le attività sperimentali di irraggiamento saranno pianificate e realizzate in collaborazione con l’<strong>Istituto di Radioprotezione dell’ENEA</strong>, tenendo conto delle specifiche configurazioni sperimentali e delle eventuali misure o valutazioni necessarie per ciascun set di irraggiamento.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«La nostra piattaforma nasce da esperienze maturate da ciascuna facility nel progetto ASIF dell’Agenzia Spaziale Italiana, mettendo a sistema competenze e infrastrutture di diversi laboratori ENEA per condurre sulla stessa tipologia di campione esperimenti di irraggiamento con diversi tipi di radiazione», spiega <strong>Michele Croia</strong>,<strong> ricercatore del Dipartimento Nucleare di</strong> ENEA, «. Si tratta di un vantaggio concreto in quanto questa integrazione consentirà di accelerare lo sviluppo di soluzioni tecnologiche sempre più innovative, sicure ed efficienti, pronte per essere trasferite rapidamente al mondo produttivo»</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Per testare l’intera catena operativa di multi-irraggiamento</strong>, il gruppo di ricercatori ENEA ha avviato una<strong> prima campagna sperimentale</strong> sul guscio esterno di un piccolo satellite <strong>CubeSat</strong>, al cui interno è stato inserito un dosimetro di radiazioni identico a quelli utilizzati nella missione “CubeSat ABCS” del 2022 finanziata dall’ASI. «L’obiettivo è valutare quanto la facility distribuita di ENEA riesca a riprodurre le condizioni spaziali reali. A questo scopo, i dati di irraggiamento raccolti dalla nostra piattaforma vengono confrontati con quelli della missione ABCS e integrati con simulazioni numeriche sviluppate da ENEA. Questo confronto consente di capire quanto fedelmente la nostra infrastruttura riproduca le sorgenti di radiazione presenti in orbita a diverse altitudini attorno alla Terra», sottolinea <strong>Nunzio Burgio, ricercatore del Dipartimento Nucleare di ENEA</strong> «. Finora abbiamo completato i test presso tre dei quattro impianti ENEA che compongono la piattaforma sperimentale (TAPIRO, REX e FNG) e dalle misure effettuate abbiamo verificato che siamo in grado di isolare il contributo di ciascun tipo di radiazione rispetto alla dose complessiva misurata».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Andando nel dettaglio, ogni impianto dell’innovativa piattaforma ENEA contribuisce agli irraggiamenti con una diversa tipologia di radiazione: il reattore sperimentale veloce TAPIRO fornisce neutroni veloci, il Frascati Neutron Generator (FNG) genera neutroni quasi monocromatici da 2.5 MeV e 14 MeV, mentre gli acceleratori TOP-IMPLART e Radiation EXperiment (REX) producono rispettivamente fasci di protoni con energia fino a 71 MeV e fasci di elettroni con energia di 5 MeV. «Questo ci consente di effettuare esperimenti e test, potendo disporre di campi di radiazione differenti, con spettro energetico variabile», prosegue Croia. «Tali prove» aggiunge </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 16px;">«</span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">sono fondamentali per lo <strong>studio di materiali e di dispositivi destinati a operare in ambienti ostili dove il campo di radiazione è misto</strong>, ovvero composto da diversi tipi di particelle».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La piattaforma trova tra le principali applicazioni settori dove coesistono molteplici tipi di radiazione, come l’<strong>aerospazio</strong>, che avrà la possibilità di condurre studi avanzati sul danneggiamento di materiali, elettronica e componenti, per migliorare la progettazione della strumentazione e di conseguenza la riuscita delle future missioni spaziali.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Inoltre, la <strong>nuova piattaforma multi-radiazione di ENEA potrà trovare applicazione anche in altri settori strategici, a partire da quello nucleare</strong>: sarà infatti possibile testare dispositivi, componenti elettronici, materiali e rivelatori destinati a impianti di fissione e fusione, oltre a svolgere attività di metrologia, dosimetria e validazione dei modelli. Nel settore biomedico potrà <strong>favorire studi di radiobiologia </strong>e lo sviluppo di <strong>radiofarmaci</strong>, oltre a ricerche sulla<strong> dosimetria clinica</strong> e alla verifica del comportamento dei dispositivi medicali esposti a radiazioni. Infine, nel campo della<strong> scienza dei materiali</strong> consentirà di analizzare i difetti indotti dalle radiazioni nei materiali innovativi e nei semiconduttori.<br></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"></span></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</section>
<section id="section-id-3b95d826-201a-4acd-a6bf-ef5a6485998b">
<div>
<div>
<div id="column-wrap-id-64a9c04f-7ad3-47ba-9d7b-28e74d8eabaf">
<div id="column-id-64a9c04f-7ad3-47ba-9d7b-28e74d8eabaf">
<div>
<div id="sppb-addon-wrapper-181f3cec-34e9-46ed-a4bf-df8509a09a52">
<div id="sppb-addon-181f3cec-34e9-46ed-a4bf-df8509a09a52">
<div>
<div></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</section>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Digi Open Lab: un hub per l&amp;apos;innovazione agricola in Piemonte</title>
<link>https://www.italia24.news/digi-open-lab-un-hub-per-linnovazione-agricola-in-piemonte</link>
<guid>https://www.italia24.news/digi-open-lab-un-hub-per-linnovazione-agricola-in-piemonte</guid>
<description><![CDATA[ Un laboratorio a cielo aperto per la frutticoltura e la viticoltura, che rappresenta un passo avanti per la sostenibilità e la competitività dell&#039;agricoltura piemontese ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69cd4241e7eab.webp" length="89132" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 18:34:12 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">È stato sottoscritto<strong> lunedì 30 marzo</strong>, presso la <strong>Sala Trasparenza del Grattacielo della Regione Piemonte</strong>, il <strong>Manifesto di Intenti del progetto Digi Open Lab</strong>, hub sperimentale promosso da Fondazione Agrion e inaugurato lo scorso 24 ottobre in occasione dell’evento “Gli Stati Generali della frutticoltura piemontese”. Il documento è stato firmato, alla presenza di rappresentanti istituzionali della Regione Piemonte, da Fondazione Agrion e dai quattro poli universitari piemontesi, <strong>Politecnico di Torino, Università del Piemonte Orientale, Università degli Studi di Torino e Università degli Studi di Scienze Gastronomiche</strong>, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, mondo accademico e sistema produttivo nello sviluppo di nuove tecnologie a servizio del comparto agricolo e agroalimentare. </span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il Digi Open Lab è uno spazio multifunzionale che integra diverse aree di lavoro tra cui: situati a Manta presso il centro frutticolo di Agrion,<strong> il DiGi-Tree Lab, il “meleto sperimentale”</strong> di circa <strong>2.000 metri quadri, lo SmartBEE LAB</strong>, il laboratorio dedicato al <strong>monitoraggio e alla digitalizzazione degli alveari</strong>, e il Digi Vit Lab, il vigneto smart di <strong>1,4 ettari </strong>situato presso il centro sperimentale vitivinicolo di Agrion “Tenuta Cannona” a Carpeneto in provincia di Alessandria. A farne parte, ma attualmente in fase di realizzazione è invece <strong>l’Energy Lab</strong>, lo spazio dedicato alla gestione sostenibile della risorsa idrica, caratterizzato da un impianto fotovoltaico galleggiante integrato con un sistema di accumulo per lo stoccaggio dell’energia prodotta. In fase di progettazione è invece il <strong>laboratorio post-raccolta</strong>, attrezzato per <strong>analisi qualitative e quantitative sui frutti ed infine la camera immersiva per il trasferimento delle competenze</strong>, in grado di simulare scenari agricoli virtuali. </span><o:p></o:p></p>
<h3>Le sfide poste dal cambimento climatico e la consapevolezza delle istituzioni </h3>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Ad introdurre i lavori, è il <strong>Presidente di Fondazione Agrion, Giacomo Ballari</strong>: «In un contesto agricolo, come quello attuale, sempre più complesso, è <strong>fondamentale convogliare il più possibile le forze su quelle che sono oggi le sfide principali delle aziende</strong>, darci delle priorità in termini di ricerca e confrontarci. Per questo la collaborazione con i quattro poli universitari piemontesi assume un valore strategico.</span><br><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Con l’inaugurazione del laboratorio a cielo aperto per la frutticoltura a Manta e del living lab dedicato alla vite a Carpeneto, stiamo costruendo insieme un<strong> percorso concreto volto alla sostenibilità e all’innovazione</strong>. Oggi più che mai è importante investire nello sviluppo di nuove tecnologie, dalla robotica alla sensoristica, per individuare tempestivamente eventuali criticità e supportare in maniera più efficace il comparto agricolo».</span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Ha dichiarato l’<strong>Assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni</strong>: «<strong>Ricerca e innovazione</strong> sono i due <strong>strumenti su cui stiamo puntando con decisione per vincere il ritardo con cui il sistema ha reagito a fenomeni come il cambiamento climatico e l’arrivo di parassiti alieni, cui si sono aggiunti la crisi internazionale e le trasformazioni nei mercati</strong>. Serve un cambio di passo che stiamo attrezzando, ad esempio, con il nuovo osservatorio tecnico vitivinicolo che ci dica verso quali mercati andare, cosa portare e a quale prezzo. Dobbiamo essere ancora più veloci nel rispondere, con una regione forte di un patrimonio di 43.000 aziende agricole, un milione di ettari coltivati e 8 miliardi di euro di export: una filiera cui dobbiamo garantire la massima competitività. La firma di questo protocollo dà vita allo strumento che ritengo più funzionale ad affrontare queste criticità. Con la nostra Fondazione Agrion, affiancata dalle Università piemontesi, andiamo a scrivere insieme il percorso di oggi e di domani. Grazie al lavoro che stiamo facendo con l’ente nazionale pagatore Agea stiamo cercando di essere i primi in Italia nel pagamento delle pratiche agricole. Stiamo facendo la stessa cosa con la nostra fondazione di ricerca che dev’essere un’eccellenza assoluta a livello nazionale. Il 13 aprile a Vinitaly firmeremo un protocollo fra le regioni del Nord Italia che vedrà il Piemonte capofila per la ricerca nella vitivinicoltura. Tutti gli sforzi devono andare verso la direzione di un Piemonte europeo, internazionale, che ha da solo il 20% delle produzioni agroalimentari di qualità e che per questo deve conquistare fra le regioni italiane la reputazione e la percezione che merita».</span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">A seguire è intervenuto <strong>Paolo Balocco, direttore Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte:</strong> </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«La Regione Piemonte crede ed investe fortemente nei giovani e nell'innovazione, connubio inscindibile per dare un futuro alla nostra agricoltura che dovrà essere sempre più di qualità, resiliente e motore di sviluppo e di sostenibilità ambientale.  Bisogna quindi creare le condizioni affinché la ricerca trovi i canali per il trasferimento delle innovazioni alle aziende agricole. Intercettare velocemente i cambiamenti e le esigenze è fondamentale per aiutare tutto il sistema agricolo e agroalimentare a poter stare sui mercati ora sempre più internazionali, nonché contrastare efficacemente i problemi fitosanitari, i cambiamenti climatici e la volatilità dei mercati. L'accordo di collaborazione tra enti universitari, enti di ricerca e Regione rappresenta quindi lo snodo centrale per raggiungere tali obiettivi».</span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">A confermare il valore strategico dell’iniziativa sono stati anche i quattro poli universitari piemontesi, che hanno ribadito la centralità della collaborazione tra università, ricerca e istituzioni. Il <strong>Rettore dell’Università del Piemonte Orientale Menico Rizzi </strong>ha evidenziato: </span><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Il Digi Open Lab rappresenta un modello virtuoso di integrazione tra saperi diversi che abbiano il tema della sostenibilità come obiettivo comune. Per l’UPO, contribuire a questo ecosistema significa applicare trasversalmente le nostre eccellenze, dalla Biologia alla Chimica verde e la Chimica degli alimenti, dagli aspetti legati alla Salute umana a quelli Antropologici e del Diritto, per costruire un’agricoltura 4.0. Firmare questo Manifesto non è solo un atto formale, ma l'inizio di un percorso che vede la ricerca scientifica come motore fondamentale della transizione ecologica e produttiva, ricordando che il nostro Ateneo insiste su territori che sono terre d'acqua e di eccellenza per la produzione e la cultura del riso». </span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">In questa direzione si inserisce anche il contributo della <strong>Rettrice dell’Università degli Studi di Torino Cristina Prandi</strong>, che ha sottolineato: </span><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«L'Università di Torino è convinta che la ricerca di qualità debba produrre ricadute concrete sul territorio. Con la firma del Manifesto del Digi Open Lab questa convinzione si traduce in un impegno operativo: mettere le nostre competenze - dalla biologia vegetale alle scienze ambientali, dall'agronomia all'ingegneria -  al servizio di un settore che rappresenta un pilastro dell'economia piemontese. L'agricoltura oggi affronta sfide di portata storica: cambiamenti climatici, scarsità idrica, riduzione degli input chimici, difficoltà nel reperire manodopera specializzata. Sfide che non si affrontano in modo frammentato, ma costruendo esattamente il tipo di ecosistema che il Digi Open Lab rappresenta, un luogo in cui università, imprese e agricoltori lavorano fianco a fianco, dai frutteti sperimentali ai laboratori digitali, per trasformare la ricerca in soluzioni reali e trasferibili alle aziende del territorio». </span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">A seguire, è il <strong>Rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche Nicola Perullo</strong>: </span><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Siglare il Manifesto di Intenti del progetto Digi Open Lab rappresenta un momento importante per il nostro ateneo. Infatti la collaborazione con Fondazione Agrion si inserisce in un percorso già solido, che ci vede lavorare insieme su temi fondamentali come la sostenibilità, la biodiversità e l’innovazione agroalimentare. Credo che l’incontro tra la ricerca tecnica in campo e il nostro approccio olistico al cibo sia la chiave per affrontare le sfide future. Il Digi Open Lab rappresenta proprio questo: uno spazio concreto di sperimentazione e collaborazione, capace di generare conoscenza e valore per tutto il sistema agroalimentare».</span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Infine, la <strong>Prorettrice del Politecnico di Torino Elena Maria Baralis</strong>: </span><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Il Digi Open Lab rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra università, istituzioni e territorio. Per il Politecnico di Torino è fondamentale contribuire allo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate che supportino la transizione digitale e sostenibile del settore agricolo. Iniziative come questa rafforzano il legame tra ricerca e applicazione, generando innovazione con impatti reali per le imprese e per il territorio». </span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">La firma del Manifesto è stata inoltre l’occasione per presentare <strong>AGRI.ON Call</strong>, il <strong>programma di accelerazione che accompagna le startup nello sviluppo e nella validazione delle proprie soluzioni</strong>, attraverso innovazione, ricerca e applicazione concreta. L’iniziativa, promossa da Fondazione Agrion in collaborazione con LaGemma Venture è stata illustrata dal Presidente di LaGemma Venture, Enrico Collidà. </span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il bando, rivolto a startup innovative del settore Agri-tech a livello nazionale, è stato lanciato ufficialmente lo scorso 13 marzo e offre la possibilità di candidarsi <strong>fino al 15 maggio 2026</strong>. Prevede la <strong>selezione di otto startup totali </strong>che potranno beneficiare, per un periodo di due anni, del supporto scientifico e dell’accesso ai Living Lab di Fondazione Agrion, oltre a un percorso di formazione imprenditorie e intensivo della durata di due mesi curato da LaGemma Venture.  </span><o:p></o:p></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«L’innovazione ha bisogno di spazi, reti, risorse in una parola di un ecosistema capace di supportarne la crescita e lo sviluppo. Attraverso l’AGRI.ON Call vogliamo rafforzare il nostro impegno a sostegno dell’innovazione applicata all’agroalimentare, un settore che oggi più che mai necessita di soluzioni tecnologiche scalabili» ha dichiarato <strong>Enrico Collidà, Presidente di LaGemma Venture</strong> «La partnership con Fondazione Agrion consente di unire ricerca, sperimentazione e competenze imprenditoriali in un unico percorso». </span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Ha concluso il <strong>Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio</strong>: «<strong>Dobbiamo prendere atto del cambiamento climatico</strong> in essere che, in agricoltura, più ancora che sulla qualità incide in modo rilevantissimo sulla quantità di produzione. Dobbiamo studiarlo e capire quali possono essere le migliori reazioni. “Conoscenza è potenza”, dicevano i nostri padri, e mai come in questo caso è vero.<strong> Salvaguardare il nostro prodotto e il suo valore è la precondizione indispensabile per vincere sfide come le tensioni internazionali, i dazi, i costi di produzione</strong>. Per questo oggi dobbiamo dire un sincero grazie ad Agrion e alle nostre quattro Università che oggi siglano questo patto, e con loro alle tante organizzazioni e imprese che danno il loro contributo d’eccellenza alla ricerca. Salvaguardare la ruralità in Piemonte è fondamentale perché, al di là del sostegno alla produzione, traina dietro di sé la promozione del nostro cibo, la ristorazione, il turismo enogastronomico che rappresentano un pezzo portante della nostra economia».</span><o:p></o:p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Regione Piemonte e Politecnico di Torino: il progetto Ri&#45;Reverse per la conversione di linee ferroviarie in disuso in ciclovie</title>
<link>https://www.italia24.news/regione-piemonte-e-politecnico-di-torino-il-progetto-ri-reverse-per-la-conversione-di-linee-ferroviarie-in-disuso-in-ciclovie</link>
<guid>https://www.italia24.news/regione-piemonte-e-politecnico-di-torino-il-progetto-ri-reverse-per-la-conversione-di-linee-ferroviarie-in-disuso-in-ciclovie</guid>
<description><![CDATA[ Il progetto Ri-REVERSE, nato dall&#039;idea dell&#039;artista Nino Ventura, trasforma ferrovie dismesse in piste ciclabili modulari, sostenibili e reversibili, riutilizzando infrastrutture esistenti e materiali riciclati per promuovere mobilità green e rigenerazione del territorio ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ccdbe2d4ad3.webp" length="114070" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:03:38 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-164baa2a-7fff-c8cb-3958-653661c792ef"><span>Il progetto </span><strong>Ri-REVERSE</strong><span> nasce con l'obiettivo di valorizzare le linee ferroviarie in disuso attraverso soluzioni temporanee, sostenibili e a basso impatto ambientale. Il tema del </span><strong>riutilizzo delle infrastrutture dismesse</strong><span> è infatti diventato centrale nelle politiche di rigenerazione territoriale e di mobilità sostenibile. In particolare, molte linee ferroviarie non più operative rappresentano un patrimonio infrastrutturale di grande valore ma spesso inutilizzato.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'iniziativa, nata dall'idea dell'artista </span><strong>Nino Ventura</strong><span>, è stata sviluppata con il contributo scientifico del </span><strong>Politecnico di Torino</strong><span><strong>, </strong>in particolare dei Dipartimenti di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (</span><strong>DIATI</strong><span>), di Architettura e Design (</span><strong>DAD</strong><span>) e </span><a href="https://email.mddr.polito.it/c/eJxEksuOqzgQhp_G7BLZLoPDggUESDidc6ZzISfdG-RgQ9zNLdi5Pv0oPYtZVKkWpU__L30ycCtZSnBUQDhnvscIcEe1QjeFGZTUT913KsB-5RIMGCrEcGtqj05bJbWQclTGTLV1TgHHqmSUzKTLFeHACWNHHwvmK15RIODogGLqYQBCAFzgUw5YuTOB1VHOjnQGL7aU43ToG237F7UJTtYOBkGIaIpoervdpnXf142aln2LaGqUGMsTgtSUolDmiiCuXK6AUgYlVEcmKKLe2DwRxGROFvMkL7TNdgR77L-NqGfuZqwQxOGf42rS8fytDpOJ7r9_lamYHyovaeuq_MvKokYQEs7B49gHYNRH1DsjiGM9iNHqVnW2RzSSGtEo62pVd2rUAtFoa8eLtZdRNArROaJRIvXrjF6zUL1VZafL1yeiszjbJgv0Azf6FWsF8eZz2Yn98M-wJ9y--W3tiauL35PJ96ZKN2kuwtHf4fzeDq5qRM-_GMjzJFR1_jVY_c7_Ln-f0-hj2-3Pv2J9UxfiHX6n-hDPt8XefxO7ap3BdcIf9qHVtegtM9mn3qt1Hp-MkXm-yufp5CtcDDnLPe-ZP_7MZp_LxbKtr-SRzp_qTBPOyHqFL9uPxSia78PxYxMlmSnWmvRtEm7qBW5enQSC-ICod1USQUzFKX9Lbnp_O9L3p7fdhfcDPlV4uazYENpkXZT9UtXrLLuHkTMGo5LiR0rEsLai0YKyaaduxvnf10LLgHJwfXBs4FwD-m8AAAD__yjh58U" target="_blank" rel="noopener"><span>di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica</span></a><span> (</span><strong>DISEG</strong><span>) e di </span><strong>Idea Plast</strong><span>, azienda di progettazione, stampi e prodotti in plastica riciclata. Il progetto è sostenuto da </span><strong>Ecopneus</strong><span> (società consortile senza scopo di lucro che gestisce la raccolta, il trattamento e il recupero degli Pneumatici Fuori Uso in tutto il territorio nazionale) e dalla </span><strong>FIAB</strong><span> (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Ri-REVERSE</strong><span> rientra tra i progetti finanziati dal </span><strong>Bando SWIch 2023 – Supporto alle attività di ricerca, sviluppo e innovazione e alla valorizzazione economica dell'innovazione</strong><span> promosso dalla </span><strong>Regione Piemonte</strong><span>, nella categoria progettuale </span><strong>1.a "Small-Mid Challenges".</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Ri-REVERSE rappresenta un esempio concreto di come la Regione Piemonte intenda affrontare le sfide della mobilità e della rigenerazione infrastrutturale: non consumando nuovo suolo, ma valorizzando ciò che già esiste. Trasformare linee ferroviarie dismesse in opportunità per il territorio significa unire innovazione, sostenibilità e visione strategica. Questo progetto dimostra che è possibile intervenire in modo intelligente, con soluzioni flessibili e reversibili, capaci di adattarsi nel tempo senza compromettere il futuro delle infrastrutture. Come Regione crediamo fortemente nel legame tra ricerca, impresa e territorio: sostenere iniziative come questa vuol dire accelerare il trasferimento tecnologico e tradurre l'innovazione in benefici concreti per le comunità locali. È questa la direzione che vogliamo continuare a perseguire: infrastrutture più efficienti, sostenibili e al servizio delle persone, in grado di generare sviluppo senza rinunciare alla tutela del paesaggio e delle risorse», dichiara </span><strong>Marco Gabusi</strong><span>, assessore regionale ai trasporti e infrastrutture della Regione Piemonte.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Da un'indagine condotta all'interno del progetto emerge che circa </span><strong>2.000 km di linee ferroviarie dismesse</strong><span> sul territorio italiano risultano potenzialmente riqualificabili mediante il sistema Ri-REVERSE; di questi, circa </span><strong>100 km si trovano in Piemonte</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto prevede la realizzazione di un </span><strong>dimostratore a grandezza reale di una sovrastruttura ciclabile reversibile</strong><span>: una struttura modulare posata direttamente sull'armamento ferroviario esistente, senza modificarlo in modo permanente.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«I temi della sostenibilità e della ricerca ad essa connessi sono centrali per il Politecnico di Torino. Progettare e sperimentare una soluzione innovativa che trasformi una ferrovia in disuso in una ciclovia significa restituire valore al territorio e alle persone. È un investimento concreto nella qualità della vita, promuove la mobilità sostenibile e favorisce il benessere fisico e mentale per tutte le persone che potranno beneficiarne. Allo stesso tempo tutela e valorizza il paesaggio, creando un'infrastruttura verde capace di connettere comunità, natura e sviluppo», – commenta </span><strong>Claudia De Giorgi</strong><span><strong>, </strong>Vicerettrice per le Pari opportunità, l'Inclusività e la Qualità della vita del Politecnico di Torino.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La ciclovia Ri-REVERSE si distingue infatti per la sua </span><strong>reversibilità</strong><span>: la struttura, ancorata in modo sicuro e non invasivo ai binari esistenti, senza richiedere lo smantellamento o la modifica dell'armamento, preserva l'integrità dell'infrastruttura e può essere rimossa rapidamente in caso di riattivazione della linea, per essere riutilizzata altrove. Viene inoltre promosso l'impiego di </span><strong>materiali riciclati</strong><span><strong> </strong>– l'impalcato, così come le lastre e le balaustre di protezione, sono realizzati in plastica riciclata, mentre la superficie di rotolamento e i cordoli laterali sono pensati per l'impiego di gomma riciclata da Pneumatici Fuori Uso (PFU) – contribuendo alla riduzione dei rifiuti destinati alle discariche e al contenimento dell'utilizzo di nuove materie prime. Inoltre, l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria esistente consente di ridurre significativamente i costi e l'impatto ambientale legati agli interventi di riqualificazione del terreno e di smaltimento dei rifiuti nocivi necessari per la realizzazione di nuove ciclovie.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>All'interno del progetto è stato realizzato </span><span>un <strong>dimostratore di sovrastruttura ciclabile, appoggiato alla sede ferroviaria, situato nell'area Mirafiori del Politecnico di Torino</strong></span><span>. Dal livello di proof of concept sperimentale, la realizzazione del dimostratore a scala reale ne ha consentito la convalida in ambito industriale. Questa soluzione innovativa ha portato al </span><strong>deposito di una domanda di brevetto</strong><span> congiunta tra l'azienda </span><span>Idea Plast</span><span>, il </span><span>Politecnico di Torino</span><span> e </span><span>Nino Ventura</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«L'idea nasce da lontano, da quando oltre 15 anni fa mi trovai ad attraversare tutti i giorni una ferrovia dismessa. Fu allora che, attraversando i binari, cominciai a vedere una pista ciclabile» – ricorda l'artista</span><span> <strong>Nino Ventura</strong></span><span>. «Erano già molte le linee ferroviarie smantellate e trasformate in ciclovie, ma non volevo eliminare le rotaie: le volevo usare come supporto di una pista ciclabile costruita con moduli realizzati con materiali di riciclo e in grado di essere smontati qualora fosse necessario ripristinare il passaggio dei treni. Ho proposto questa mia idea al Politecnico e nel corso del tempo si è creato questo gruppo di lavoro che coinvolge anche Ecopneus per il riciclo dei pneumatici e l'azienda Idea Plast, specializzata nella realizzazione di materiali plastici con materiali di recupero. Oggi sono molto soddisfatto del risultato raggiunto».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Come capofila del progetto Ri-REVERSE, siamo orgogliosi di aver contribuito allo sviluppo di una soluzione innovativa che interpreta concretamente i principi dell'economia circolare. Fin da subito, il progetto ci ha entusiasmato per il suo forte valore strategico e ringraziamo tutti i partner per averci coinvolto e per la collaborazione in questi mesi. La riqualificazione delle linee ferroviarie dismesse rappresenta oggi un'opportunità significativa per il territorio, soprattutto in contesti ad alto valore paesaggistico e turistico. Questo ci ha spinto a sviluppare una soluzione che portasse con sé anche i temi di sostenibilità contribuendo a ridurre l'impiego di nuove risorse e a valorizzare modelli a basso impatto ambientale», spiega </span><strong>Alessandro Trentini</strong><span><strong>, </strong>Founder di Idea Plast.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La pluriennale esperienza di Idea Plast nella progettazione di stampi e prodotti in plastica riciclata ha permesso di concretizzare la soluzione, sviluppando componenti modulari efficienti, resistenti utilizzando materiali da riciclo.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Ri-REVERSE rappresenta per noi un esempio concreto di come la ricerca e l'innovazione possano tradursi in applicazioni reali, capaci di generare valore per il territorio e promuovere nuovi modelli di mobilità sostenibile.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Siamo lieti di aver supportato concretamente RI-REVERSE, progetto pienamente in linea con i principi dell'economia circolare e con l'impegno di Ecopneus, in particolare attraverso il finanziamento dello studio di fattibilità, essenziale per l'avvio e lo sviluppo dello stesso», dichiara </span><span>Giuseppina Carnimeo</span><span>, Direttore Generale di Ecopneus. «Come Ecopneus ci impegniamo infatti a valorizzare un materiale prezioso quale è la gomma riciclata da PFU, capace di tornare a nuova vita in molteplici applicazioni offrendo benefici a livelli economici e ambientali, a sostenere la ricerca e l'innovazione e contribuire allo sviluppo del mercato della gomma riciclata per il consolidamento di una filiera solida e di qualità».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto Ri-REVERSE ha una durata biennale</span><span>: iniziato a settembre 2024, si concluderà a settembre 2026. Durante questo periodo verranno completate le fasi di progettazione, sperimentazione e validazione della ciclovia.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il bando Switch 2023 della Regione Piemonte</span><span> sostiene le attività di Ricerca, Sviluppo e Innovazione (RSI) delle imprese del territorio, favorendo l'avanzamento tecnologico e il trasferimento dei risultati verso applicazioni concrete.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il contributo della Regione ha consentito al progetto di raggiungere un livello di sviluppo validato sotto il profilo strutturale, tecnologico, architettonico e della sostenibilità ambientale ed economica, attraverso la realizzazione di un dimostratore in scala reale.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Territorio e rischi naturali: l&amp;apos;INGV porta al Senato i risultati del Seminario di Ragusa</title>
<link>https://www.italia24.news/territorio-e-rischi-naturali-lingv-porta-al-senato-i-risultati-del-seminario-di-ragusa</link>
<guid>https://www.italia24.news/territorio-e-rischi-naturali-lingv-porta-al-senato-i-risultati-del-seminario-di-ragusa</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;iniziativa del 7 aprile approfondisce gli scenari di rischio nella Sicilia sud-orientale e consolida il rafforzamento della cooperazione tra INGV e istituzioni locali ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ccdc13973e3.webp" length="104794" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:03:36 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Il 7 aprile</span></b><span>, dalle ore 18, presso la prestigiosa Sala "Caduti di Nassirya" del <b>Senato della Repubblica</b>, su iniziativa del Senatore <b>Salvatore Sallemi</b>, si terrà <b>la</b> <b>conferenza stampa di presentazione del volume degli atti del Seminario dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</b> <b>svoltosi a Ragusa la scorsa estate</b>.</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>L'iniziativa rappresenta <b>un'importante occasione di approfondimento sugli scenari di rischio naturale e antropico del territorio ibleo</b>, nella Sicilia sud-orientale, <b>e consolida una cooperazione istituzionale di eccellenza tra l'INGV e il Libero Consorzio Comunale di Ragusa</b> (già Provincia Regionale).</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il volume raccoglie i risultati del workshop durante il quale i ricercatori dell'INGV, in collaborazione con gli esperti locali, hanno delineato le principali criticità di un'area caratterizzata da un'elevata complessità geologica e ambientale.</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Durante la conferenza stampa interverranno il Senatore <b>Salvatore Sallemi</b>, titolare dell'iniziativa, il Presidente dell'INGV, <b>Fabio Florindo</b>, la Presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, <b>Maria Rita Annunziata Schembari</b>, il Prefetto e Vice Presidente dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), <b>Stefano Laporta</b>, il Dirigente di ricerca INGV, <b>Massimo Chiappini</b>, il Presidente dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), <b>Nicola Casagli</b>, il Professore Emerito dell'Università di Padova e Membro della Commissione Grandi Rischi, <b>Giuseppe Maschio</b>, la Dirigente di ricerca dell'Istituto per la Tecnologia delle Membrane del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR - ITM), <b>Lidietta Giorno</b>. A condurre e coordinare la presentazione il Presidente della Conferenza Mediterranea - COMEN, <b>Francesco Venerando Mantegna</b>.</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><i><span></span></i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«La collaborazione tra l'INGV e il Libero Consorzio Comunale di Ragusa è un esempio virtuoso di forte sinergia tra istituzioni del territorio e comunità scientifica - dichiara il <b>Senatore Salvatore Sallemi</b> - Auspico che questo modello si estenda anche alle restanti aree costiere della Regione Siciliana».<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Tra i risultati più rilevanti del percorso avviato si evidenzia<b> l'istituzione di un Tavolo tecnico-scientifico permanente tra INGV e il Libero Consorzio Comunale di Ragusa</b>, volto a rafforzare la collaborazione tra i ricercatori dell'Istituto e i più qualificati studiosi del territorio, con l'obiettivo di trasformare l'analisi scientifica in strumenti utili alla pianificazione e alla prevenzione.</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><i><span></span></i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«La firma della convenzione tra il nostro Istituto e il Libero Consorzio Comunale di Ragusa - dichiara <b>Fabio Florindo</b>, Presidente dell'INGV - rappresenta un'importante opportunità per rafforzare e rendere sempre più efficaci le tecniche di osservazione dei fenomeni geofisici».<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Priorità centrale resta la <b>prevenzione dei rischi naturali</b>, attraverso lo sviluppo di un monitoraggio innovativo e integrato di parametri ambientali critici. In questo contesto è stata avanzata una proposta per il Sistema Osservativo Ambientale (SOA), un'infrastruttura regionale di monitoraggio ambientale progettata per affrontare i rischi climatici e geologici urgenti che interessano la Sicilia. Il SOA promuove un passaggio da una gestione reattiva delle emergenze a un modello scientifico proattivo basato su tre principali reti ad alta tecnologia: la rete OS-IS® che utilizza sensori terrestri e tecniche di machine learning per monitorare il moto ondoso e l'impatto costiero; lo <i>Smart Rainfall System</i> (SRS) che sfrutta l'interferenza dei segnali satellitari per fornire una mappatura in tempo reale e ad alta risoluzione delle precipitazioni estreme; il sistema BlueBox, un laboratorio portatile per il monitoraggio dei parametri di salute marina tramite navi già operanti in area di interesse. Integrando tecnologie di intelligenza artificiale e Internet of Things (IoT), il SOA mira a fornire ai decisori dati precisi per stabilire le priorità sugli investimenti infrastrutturali e mitigare i danni causati da frane e da erosione costiera.</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Gli studi condotti finora hanno evidenziato una criticità prioritaria rappresentata dall'intrusione salina</span></b><span>. Le analisi di laboratorio, infatti, confermano l'avanzamento del cuneo salino nelle falde acquifere costiere, ovvero un fenomeno causato dall'eccessivo prelievo di acqua per l'irrigazione nelle aree di serricoltura, accompagnato da un significativo inquinamento delle acque.</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«La ricerca scientifica è chiamata a dare risposte concrete - spiega <b>Massimo Chiappini</b>, Dirigente di Ricerca dell'INGV – La nostra missione è duplice: da un lato aumentare la conoscenza e la consapevolezza dei rischi, dall'altro fornire strumenti utili alle istituzioni e ai cittadini, affinché possano adottare misure efficaci di prevenzione e adattamento. Investire in queste azioni significa ridurre la vulnerabilità e costruire resilienza».<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La presentazione al Senato rappresenta, in questo quadro, una significativa attestazione di incisività della cooperazione istituzionale, finalizzata a consentire un passaggio più efficace dalla fase di studio alla definizione di concrete proposte progettuali per la tutela e la gestione del territorio.</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">La conferenza stampa sarà trasmessa in diretta streaming su<span> </span></span><span lang="it"><a href="https://webtv.senato.it/" target="_blank" rel="noopener"><span>Senato WebTV</span></a></span><span lang="it"><span> </span>e sul<span> </span></span><span lang="it"><a href="https://www.youtube.com/user/SenatoItaliano" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span>canale Youtube del Senato</span></a></span><span lang="it">.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Sostenibilità ed economia circolare: il premio CONAI per le tesi di laurea magistrale</title>
<link>https://www.italia24.news/sostenibilita-ed-economia-circolare-il-premio-conai-per-le-tesi-di-laurea-magistrale</link>
<guid>https://www.italia24.news/sostenibilita-ed-economia-circolare-il-premio-conai-per-le-tesi-di-laurea-magistrale</guid>
<description><![CDATA[ Fino all’8 maggio 2026 è possibile partecipare alla quarta edizione del Premio CONAI, rivolto a tesi di laurea magistrali sull’economia circolare e organizzato con il supporto tecnico-scientifico di ENEA ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ccdbbf8808f.webp" length="27734" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:03:34 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Al via la quarta edizione del <b>Premio CONAI</b> rivolto a tesi di laurea sull’<b>economia circolare</b>, promosso da CONAI con il supporto tecnico-scientifico di <b>ENEA</b> e patrocinato dalla Piattaforma italiana per l’economia circolare (<b>ICESP</b>) e dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (<b>RUS</b>).</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il concorso è rivolto a laureati magistrali che abbiano saputo misurarsi con le grandi sfide della sostenibilità, dalla gestione efficiente delle risorse all’eco-innovazione, dal riciclo alla trasformazione dei modelli produttivi. <b>Possono essere candidate tesi magistrali discusse tra il 1° marzo 2025 e il 30 aprile 2026</b>, che trattano di strategie industriali orientate alla circolarità; innovazione tecnologica nei processi di riciclo e recupero; percorsi di decarbonizzazione; nuove frontiere di ecodesign e packaging sostenibile. Si tratta di ambiti in cui ricerca accademica e applicazione concreta si incontrano sempre più spesso, generando competenze decisive per i cosiddetti green job.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Le <b>candidature devono essere inviate entro l’8 maggio 2026</b> all’indirizzo <a href="mailto:greenjobs@conai.org" onclick="return rcmail.command('compose','greenjobs@conai.org',this)" rel="noreferrer">greenjobs@conai.org</a>. A valutare i lavori sarà una commissione di esperti nominata da CONAI ed ENEA.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>In palio tre riconoscimenti da 3mila euro ciascuno, a cui si potranno affiancare fino a tre menzioni speciali da 1.000 euro, per valorizzare i lavori più promettenti e capaci di incidere davvero nel dibattito e nelle pratiche dell’economia circolare.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Tra i premi, uno sarà dedicato a Valter Facciotto, direttore generale CONAI dal 2010 al 2024 scomparso di recente, per rendere omaggio a un impegno che ha contribuito a trasformare il settore con visione e continuità.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«L’economia circolare è uno dei motori più potenti di innovazione che abbiamo a disposizione», sottolinea <b>Simona Fontana</b>, direttore generale CONAI. «Con questo premio – aggiunge - vogliamo offrire ai giovani laureati un’opportunità concreta per dare valore alle loro competenze nel campo del riciclo e della tutela del Pianeta, dando un contributo alla trasformazione sostenibile del nostro sistema produttivo».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«ENEA sostiene CONAI fin dalla prima edizione del premio per promuovere lo sviluppo di competenze nel campo della circolarità e della sostenibilità», dichiara <b>Claudia Brunori</b>, direttrice del Dipartimento Sostenibilità di ENEA. «I premi, le menzioni speciali e la pubblicazione degli atti – aggiunge – sono tutte grandi opportunità per valorizzare le competenze dei giovani nell’ambito di tematiche che sempre più si confermano prioritarie e strategiche per la resilienza e la competitività dei sistemi produttivi».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Per il regolamento completo e tutte le informazioni utili per candidarsi: <a href="https://www.conai.org/notizie/bando-premi-tesi-di-laurea-sulleconomia-circolare-2025-2026/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">conai.org</a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il programma IRIDE prosegue il suo sviluppo: in orbita altri 8 satelliti Eaglet II</title>
<link>https://www.italia24.news/il-programma-iride-prosegue-il-suo-sviluppo-in-orbita-altri-8-satelliti-eaglet-ii</link>
<guid>https://www.italia24.news/il-programma-iride-prosegue-il-suo-sviluppo-in-orbita-altri-8-satelliti-eaglet-ii</guid>
<description><![CDATA[ Agenzia Spaziale Europea (ESA), Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e OHB Italia proseguono con la costellazione satellitare IRIDE lanciando con successo altri 8 satelliti Eaglet II ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ccdb772cf13.webp" length="76846" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:03:30 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span data-contrast="auto">Prosegue il dispiegamento della<span> </span><a href="https://www.asi.it/scienze-della-terra/iride/" target="_blank" rel="noopener">costellazione italiana<span> </span><strong>IRIDE</strong><span> </span></a>con il lancio di altri<span> </span><strong>otto satelliti Eaglet II</strong>, solo quattro mesi dopo il lancio dei primi otto satelliti avvenuto nel novembre 2025. IRIDE è una iniziativa che rientra nel programma promosso dal Governo italiano e coordinato dall’<strong>Agenzia Spaziale Europea</strong><span> </span>(ESA), con il supporto dell’<strong>Agenzia Spaziale Italiana</strong><span> </span>(ASI).</span></p>
<p style="text-align: left;"><span data-contrast="auto"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span data-contrast="auto">I nuovi satelliti Eaglet II sono progettati, integrati, testati e operati da<span> </span><strong>OHB Italia</strong><span> </span>che ospita anche il relativo Centro di Controllo (Flight Operation Segment).</span></p>
<p style="text-align: left;"><span data-contrast="auto"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span data-contrast="auto">Con questo nuovo lancio, la costellazione Eaglet II con<span> </span><strong>16 satelliti in orbita</strong>, rappresenta una delle sei che compongono il programma IRIDE e con questo nuovo lancio amplia, ulteriormente, il proprio contributo alla costellazione complessiva. Il pieno dispiegamento di Eaglet II è pianificato entro il 2026 con la messa in orbita di altri otto satelliti.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span data-contrast="auto"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span data-contrast="auto">I satelliti sono stati lanciati alle ore 13:02</span><span data-contrast="auto"> a bordo della missione condivisa<span> </span><strong>Transporter-16</strong><span> </span>con <strong>SpaceX </strong>dalla base Vandenberg Space Force Base in California. Dopo le operazioni di separazione, il Mission Control Center di OHB Italia a Roma ha acquisito regolarmente il segnale dei satelliti, dando avvio alle attività di messa in servizio.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span data-contrast="auto"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span data-contrast="auto">Il programma IRIDE è finanziato con un investimento da oltre un miliardo di euro provenienti dai fondi del PNRR e da fondi nazionali. Si configura come una “costellazione di sei costellazioni”, composta da satelliti eterogenei per tecnologia e capacità, prevedendo infrastrutture operative a terra finalizzate alla produzione di dati geospaziali. Oltre a fornire servizi alla pubblica amministrazione italiana, l’obiettivo di IRIDE è <strong>anche supportare la Protezione Civile e altre amministrazioni per contrastare il dissesto idrogeologico e gli incendi, tutelare le coste, monitorare le infrastrutture critiche, la qualità dell'aria e le condizioni meteorologiche</strong>. Il programma, inoltre, fornirà, dati analitici per lo sviluppo di applicazioni commerciali da parte di startup, piccole-medie imprese e industrie di settore.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span data-contrast="auto"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span data-contrast="auto">I satelliti Eaglet II rappresentano una nuova generazione di piattaforme compatte per l’Osservazione della Terra. In una massa totale di circa 25 kg, i minisatelliti imbarcano sensori ottici per l’acquisizione di immagini RGB, inoltre integrano anche la ricezione e ritrasmissione dei segnali AIS per il tracciamento delle navi, garantendo capacità di sorveglianza persistente e tempi di risposta molto rapidi.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span data-ccp-props="{" 335551550":6,"335551620":6}"=""></span></p>
<p style="text-align: left;">«Il lancio dei satelliti della costellazione Eaglet II di IRIDE rappresenta un altro passo molto importante per il programma, che vede ora in orbita ventiquattro satelliti -<i><span data-contrast="auto"> </span></i><span data-contrast="auto">afferma </span><b><span data-contrast="auto">Simonetta Cheli</span></b><span data-contrast="auto">, Direttore dei Programmi di Osservazione della Terra dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Capo di ESA ESRIN - Q</span>uesto secondo lancio della costellazione Eaglet II ha portato in orbita altri otto satelliti, che si sono aggiunti agli otto già lanciati lo scorso 28 novembre permettendo il raggiungimento dell’obiettivo previsto dal PNRR 7 mesi in anticipo rispetto alla scadenza richiesta. Considerando anche gli otto satelliti della costellazione HEO messi in orbita nella prima metà del 2025, IRIDE raggiunge così il traguardo di 24 satelliti operativi in volo. centrando l’obiettivo previsto dal PNRR per il dispiegamento delle costellazioni. I dati satellitari acquisiti forniranno un supporto fondamentale per il monitoraggio e la tutela del territorio, la gestione delle risorse e la sicurezza nazionale. IRIDE è il risultato della collaborazione tra il Governo Italiano, l’ESA, l’Agenzia Spaziale Italiana e l’intero settore industriale spaziale nazionale. Il raggiungimento di questo nuovo traguardo è stato possibile grazie al contributo di tutti i team coinvolti. Desidero congratularmi in particolare con OHB Italia, Telespazio, OPTEC, Aresys e con tutte le aziende impegnate nella realizzazione della costellazione, oltre naturalmente al mio team che ne gestisce l’implementazione. Le costellazioni saranno completate con ulteriori lanci di Eaglet II e HEO previsti nel corso dell’anno e, a partire dal 2027, saranno affiancate da nuove costellazioni IRIDE sviluppate da altri gruppi industriali, ampliando ulteriormente le capacità del programma».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><b><span data-contrast="auto">Teodoro Valente</span></b><span data-contrast="auto">, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, commenta: «</span>La costellazione IRIDE procede secondo gli obiettivi prefissati e consolida il ruolo e la leadership tecnologica dell’Italia nel campo dell’Osservazione della Terra. La sinergia tra Agenzia Spaziale Italiana e Agenzia Spaziale Europea, grazie alla competenza della nostra industria spaziale nazionale, e gli investimenti del governo italiano in questo campo, ci sta consentendo di realizzare una costellazione che sarà in grado di rispondere, con oltre 60 nuovi satelliti multisensore ripartiti in diverse costellazioni, alle sfide necessarie per il monitoraggio e la tutela del nostro pianeta sempre più all’avanguardia, fornendo al contempo servizi di grande rilievo alla Pubblica Amministrazione. Il nuovo lancio è un passo importante anche per il raggiungimento degli obiettivi già sanciti dagli indirizzi di Governo in materia di spazio e aerospazio. La messa in orbita dei nuovi 8 satelliti si conferma ancor più significativa poiché evidenzia la capacità del sistema spaziale italiano di saper rispondere alle sfidanti tempistiche previste dall’utilizzo dei fondi PNRR, nonostante la complessità insita nella realizzazione di un asset satellitare».</p>
<p style="text-align: left;"><span data-ccp-props="{}"></span></p>
<p style="text-align: left;"><i><span data-contrast="auto">«</span></i>Questo nuovo lancio rappresenta un ulteriore passo concreto verso il pieno deployment della costellazione Eaglet II e conferma la solidità del contributo industriale di OHB Italia al programma spaziale nazionale di punta IRIDE – ha dichiarato l’Ing. <b>Roberto Aceti</b>, Managing Director di OHB Italia. – La continuità dei lanci, il rispetto delle tempistiche e le prestazioni dei satelliti dimostrano la maturità tecnologica raggiunta e la capacità di trasformare una visione strategica in un sistema operativo al servizio del Paese. Tale obiettivo sfidante è stato raggiunto grazie anche all’alta professionalità di tutta la nostra rete di partners e subcontractors che ci hanno sostenuto e affiancato lungo tutto il processo di implementazione. IRIDE si configura non solo come una missione spaziale, bensì come una infrastruttura abilitante per la sicurezza, la sostenibilità e la competitività dell’Italia, oggi e nel lungo periodo».</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Innovazione digitale: oltre 29 miliardi di euro mobilitati per la competitività dell’UE nei primi due anni con la piattaforma STEP</title>
<link>https://www.italia24.news/innovazione-digitale-oltre-29-miliardi-di-euro-mobilitati-per-la-competitivita-dellue-nei-primi-due-anni-con-step</link>
<guid>https://www.italia24.news/innovazione-digitale-oltre-29-miliardi-di-euro-mobilitati-per-la-competitivita-dellue-nei-primi-due-anni-con-step</guid>
<description><![CDATA[ In due anni sono stati mobilitati dalla piattaforma STEP oltre 29 miliardi euro per tecnologie strategiche UE, semplificando l’accesso ai fondi e ispirando un futuro fondo unico per la competitività ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202604/image_870x580_69ccdb4cc0e02.webp" length="12358" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:03:25 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">La<span> </span><a href="https://strategic-technologies.europa.eu/index_en" target="_blank" rel="noopener"><b>piattaforma Strategic Technologies for Europe (STEP)</b></a><span> </span>celebra il suo secondo anniversario con importanti risultati per lo sviluppo e la produzione di tecnologie critiche in Europa. Dalla sua istituzione nel marzo 2024,<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://strategic-technologies.europa.eu/step-results/step-figures_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span lang="IT">STEP ha mobilitato 29 miliardi di euro di finanziamenti dell'UE</span></b></a><span lang="IT"><span> </span>in tutti i<span> </span></span><a href="https://strategic-technologies.europa.eu/about/step-funding-and-programmes_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">programmi di finanziamento dell'UE</span></a><span lang="IT"><span> </span>per sostenere le tecnologie e le competenze associate in quattro settori: innovazione digitale e deep-tech, tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse, biotecnologie e difesa. STEP riprogramma i finanziamenti dell'UE provenienti dai programmi esistenti attraverso i suoi inviti specifici per i settori STEP, con l'obiettivo di <strong>sostenere lo sviluppo e la produzione di tecnologie critiche</strong>. In vista di questo anniversario, il 24 marzo il Commissario per il Bilancio, la lotta antifrode e la pubblica amministrazione <strong>Piotr</strong><span> </span><b>Serafin</b><span> </span>ha tenuto un<span> </span></span><a href="https://strategic-technologies.europa.eu/news-and-events/events/implementation-dialogue-commissioner-serafin-strategic-technologies-europe-platform-step-2026-03-24_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">dialogo sull'attuazione</span></a><span lang="IT">, in cui ha incontrato le parti interessate a STEP per ascoltare direttamente la loro esperienza con la piattaforma.</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il<span> </span></span><span lang="EN-GB"><span lang="IT">portale STEP</span><span lang="IT"><span> </span>fornisce ai promotori di progetti una<span> </span><b>piattaforma unica</b><span> </span>per accedere a tutte le opportunità di finanziamento STEP in tutti i programmi dell'UE e negli Stati membri. Finora, oltre<span> </span></span><a href="https://strategic-technologies.europa.eu/get-funding_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">220 inviti STEP sono stati elencati sul portale STEP</span></a><span lang="IT"><span> </span>affinché i promotori di progetti possano presentare domanda di finanziamento. Sono in corso lavori su un simulatore di intelligenza artificiale per rendere l'accesso alle informazioni ancora più semplice. Quasi 14 miliardi di euro di finanziamenti dell'UE mobilitati nell'ambito di STEP provengono da fondi gestiti dalla Commissione europea a beneficio dell'intera UE: il<span> </span></span><a href="https://cinea.ec.europa.eu/programmes/innovation-fund_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Fondo per l'innovazione</span></a><span lang="IT">, il<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/activities/digital-programme" target="_blank" rel="noopener noreferrer">programma Digital Europe</a>, il<span> </span></span><a href="https://defence-industry-space.ec.europa.eu/eu-defence-industry/european-defence-fund-edf-official-webpage-european-commission_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Fondo europeo per la difesa</span></a><span lang="IT">, il<span> </span></span><a href="https://hadea.ec.europa.eu/programmes/eu4health_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">programma EU4Health</span></a><span lang="IT"><span> </span>e<span> </span></span><a href="https://research-and-innovation.ec.europa.eu/funding/funding-opportunities/funding-programmes-and-open-calls/horizon-europe_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Horizon Europe</span></a><span lang="IT">. Oltre 15 miliardi di euro sono investiti nelle priorità STEP da 20 Stati membri e dalle loro regioni dai fondi della politica di coesione finanziati dall'UE e importi maggiori vengono mobilitati da altri investitori pubblici e privati.</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">L'esperienza positiva dell'approccio STEP ha fornito un contributo importante alla proposta della Commissione di consolidare 14 programmi in un unico<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/eu-budget/long-term-eu-budget/eu-budget-2028-2034_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Fondo europeo per la competitività per il prossimo quadro finanziario pluriennale a partire dal 2028</span></a><span lang="IT">. Ispirato al portale STEP, sarà istituito uno sportello unico per consolidare e semplificare l'accesso alle opportunità di finanziamento nell'ambito dell'intero bilancio dell'UE. Per maggiori informazioni su questo anniversario STEP, è possibile visitare la<span> </span></span><a href="https://strategic-technologies.europa.eu/news-and-events/press-and-media/eu29-billion-eu-funding-mobilised-drive-eu-competitiveness-strategic-technologies-europe-platform-2026-03-30_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">pubblicazione dedicata</span></a><span lang="IT">.</span></span><span lang="IT"> </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova e VIMM: aperte nuove prospettive per lo studio e la cura delle malattie del sistema nervoso</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-e-vimm-aperte-nuove-prospettive-per-lo-studio-e-la-cura-delle-malattie-del-sistema-nervoso</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-e-vimm-aperte-nuove-prospettive-per-lo-studio-e-la-cura-delle-malattie-del-sistema-nervoso</guid>
<description><![CDATA[ Una nuova tecnica per la generazione di neuroni a partire da cellule del paziente, messa a punto dall&#039;Università di Padova e dall&#039;Istituto Veneto di Medicina Molecolare, ha permesso di ottenere neuroni in soli 12 giorni anzichè in 6-8 settimane ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69cb99dbe1078.webp" length="14088" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 12:35:07 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-2a9fdf63-7fff-b5ef-382c-95be500aa1b2" style="text-align: left;"><span><strong>Un approccio innovativo per generare i neuroni umani in modo più rapido, efficiente e sicuro rispetto ai metodi tradizionali</strong>, è stato messo a punto nei laboratori dell’<strong>Università di Padova e dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM) </strong>da un team di ricerca coordinato dalla professoressa </span><strong>Onelia Gagliano</strong><span><strong>,</strong> del Dipartimento di Ingegneria Industriale (DII) dell’</span><span>Università di Padova</span><span>, e dalla professoressa </span><strong>Cecilia Laterza</strong><span>, del Dipartimento di Scienze Biomediche (DBS) dell’Ateneo patavino.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>I risultati della ricerca sono stati pubblicati di recente sul «Journal of Molecular Neuroscience», in un articolo dal titolo </span><a href="https://link.springer.com/article/10.1007/s12031-025-02460-2" target="_blank" rel="noopener"><span>Early Reprogramming Intermediates Enable Direct Neuronal Conversion Via NGN2.</span></a></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>I <strong>neuroni umani</strong> creati in laboratorio, a partire da cellule del paziente, sono fondamentali per studiare </span><span><strong>malattie del sistema nervoso come Alzheimer, Parkinson e SLA </strong>direttamente su <strong>cellule umane</strong>, e non solo su modelli animali.</span><span> Utilizzando le tecniche tradizionali, sono necessarie <strong>tra le 6 e le 8 settimane di tempo per trasformare le cellule somatiche</strong> – come ad esempio i fibroblasti della pelle – <strong>prima in cellule staminali pluripotenti e poi in neuroni.</strong> </span><span>Con la nuova tecnica messa a punto dal team di ricerca padovano, invece, <strong>soli 3 giorni sono sufficienti per una riprogrammazione parziale</strong>, seguiti da <strong>9 giorni di induzione neuronale, arrivando a </strong></span><strong>ottenere neuroni in soli 12 giorni totali</strong><span>. Il processo, inoltre, applicando la nuova strategia, comporta costi inferiori.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Si passa da un processo che può richiedere 6/8 settimane complessive, a poco meno di due settimane, evitando la completa stabilizzazione in uno stato pluripotente </span><span>– spiega la professoressa <strong>Onelia Gagliano</strong></span><span> –. Abbiamo inoltre identificato una “finestra temporale” di particolare plasticità cellulare: uno stato intermedio in cui la cellula non è più fibroblasto, ma non è ancora diventata una vera cellula staminale. È proprio in questa fase di transizione che essa risulta più “ricettiva” ai segnali che la guidano a diventare un neurone».</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La ricerca è iniziata nel <strong>2020</strong> quando Gagliano e Laterza lavoravano come post-doc nel laboratorio del professor Nicola Elvassore e, unendo le rispettive competenze nel reprogamming e nel differenziamento neuronale, hanno il primo esperimento che ha funzionato. Da quell’intuizione iniziale è poi nato un progetto di ricerca strutturato, scritto da Gagliano e finanziato attraverso un grant STARS dell’Università di Padova.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il problema</span></h3>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span><strong>La possibilità di generare neuroni umani in laboratorio è fondamentale per poter studiare malattie del sistema nervoso direttamente su cellule umane</strong>, e non solo su modelli animali. Infatti, molte patologie neurologiche e neurodegenerative, come Alzheimer, Parkinson, SLA o disturbi del neurosviluppo, colpiscono cellule nervose che non sono facilmente accessibili nel paziente: non si possono prelevare neuroni dal cervello di una persona per studiarli. Per questo si prelevano cellule della pelle (tipicamente i fibroblasti) per creare in vitro modelli che riproducono, almeno in parte, le caratteristiche cellulari della malattia umana, oltre che per testare farmaci in modo più predittivo, personalizzato e preciso rispetto a un modello animale. </span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Le due strategie ad oggi più utilizzate però sono poco efficienti. La prima, la conversione diretta da fibroblasti a neuroni, richiede più fattori genetici e diverse settimane con una bassa efficienza, spesso inferiore al 5%. La seconda strategia prevede il passaggio da fibroblasti a cellule staminali pluripotenti (hiPSC) in 4 settimane e, successivamente, la loro differenziazione in neuroni in altre 2 o 3 settimane, e comporta rischi legati alla presenza di cellule staminali residue. Il risultato principale della ricerca dell’Università di Padova è aver dimostrato che bastano solo 3 giorni di riprogrammazione parziale per rendere le cellule della pelle dei pazienti competenti a trasformarsi in neuroni, attivando un solo gene chiave per lo sviluppo dei neuroni stessi (NGN2).</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Le applicazioni possibili</span></h3>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sono diverse le applicazioni più promettenti della scoperta:</span><span> </span><span>generare neuroni da pazienti con patologie neurologiche per </span><span>studiarne i meccanismi</span><span>; </span><span>testare farmaci</span><span> su larga scala sui neuroni creati in laboratorio; valutare la risposta individuale a trattamenti specifici con sistemi di </span><span>medicina personalizzata</span><span>. La rapidità e la riduzione dei costi, inoltre, rendono questa strategia particolarmente interessante anche per </span><span>contesti industriali e biotech</span><span>.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>I prossimi obiettivi</span></h3>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La ricerca ora punta a nuovi obiettivi: valutare più a fondo la maturità funzionale dei neuroni ottenuti, per capire se alla fine di questo processo più veloce i neuroni sono già funzionanti; studiare la plasticità cellulare degli stati intermedi, per comprendere meglio come le cellule cambiano identità e quali modifiche epigenetiche (che cioè intervengono senza modificare il DNA) rendano le cellule così plastiche; applicare il protocollo a cellule di pazienti con malattie neurologiche, per verificarne l’utilità in modelli patologici reali e capire quindi se anche questo protocollo di differenziamento consente di replicare in vitro le caratteristiche della patologia di interesse.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano: il 15 aprile la presentazione a Open Casello dell&amp;apos;opera &amp;quot;Apside&amp;quot; dell&amp;apos;artista Mohammed El Hajoui</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-il-15-aprile-la-presentazione-a-open-casello-dellopera-apside-dellartista-mohammed-el-hajoui</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-il-15-aprile-la-presentazione-a-open-casello-dellopera-apside-dellartista-mohammed-el-hajoui</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;intervento site-specific &quot;Apside&quot; dell&#039;artista Mohammed El Hajoui, promossa da BASE Milano e sostenuta da Fondazione BPM, arricchirà lo spazio comunale Open Casello dedicato ai giovani in occasione della Milano Art Week ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69cb99c01a908.webp" length="40456" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 12:35:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>In occasione della <strong>Milano Art Week</strong>, <strong>Base Milano</strong> presenterà "<strong>Apside</strong>", l'intervento site-specific che l'artista <strong>Mohammed El Hajoui</strong> ha immaginato appositamente per l'ingresso di <strong>Open Casello</strong>, lo <strong>spazio comunale dedicato ai giovani</strong> all'interno dell'ex casello daziario di <strong>piazzale Cantore</strong>. L'intervento, promosso da BASE Milano e realizzato grazie al sostegno di <strong>Fondazione Banca Popolare di Milano</strong>, sarà inaugurato <strong>mercoledì 15 aprile alle ore 19.30. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'intervento nasce come esito di un percorso partecipativo sviluppato insieme alla comunità di giovani che abita Open Casello e trasformerà la soglia dell'ex casello daziario in un luogo riconoscibile, capace di instaurare un <strong>dialogo profondo con lo spazio esterno e con la cittadinanza</strong>: "Apside" punta, infatti, a rafforzare la percezione di Open Casello come luogo di apertura, riflessione e dialogo sull'identità culturale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il titolo dell'installazione trae ispirazione dall'omonimo termine astronomico che indica i punti di massima vicinanza o distanza di un corpo celeste dal suo centro orbitale. Immaginando Open Casello come un centro di gravità, l'opera interpreta i percorsi personali e professionali dei ragazzi e delle ragazze come orbite in continuo movimento e il Casello e "Apside" come i punti di massima vicinanza alla loro realizzazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per Open Casello, Mohammed El Hajoui concepisce un <strong>intervento site-specific</strong> che riflette sul <strong>significato della soglia come spazio di passaggio</strong>, di <strong>riconoscimento e di incontro tra culture</strong>. La porta, elemento simbolico ricorrente nella ricerca dell'artista, diventa un invito ad attraversare il confine tra lo spazio pubblico all'esterno e lo spazio condiviso all'interno. L'ingresso di Open Casello si trasforma quindi in un dispositivo simbolico di accoglienza, una soglia da attraversare per immaginare nuove forme di comunità e di relazione nello spazio urbano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nato nel 2024 su iniziativa dell'<strong>Assessorato alle Politiche Giovanili</strong> del Comune di Milano, Open Casello è un progetto di <strong>rigenerazione urbana</strong> che ha trasformato gli spazi comunali dell'ex casello daziario di Porta Genova in un luogo in cui, grazie ad attività condivise e co-progettate con il Comune, gli under 35 possono trovare momenti di orientamento, sperimentazione culturale e attivazione civica. Il progetto è sviluppato in partnership con BASE Milano, Codici, ICEI ETS e con il supporto di una comunità di ricercatori, imprenditori, consulenti. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nei primi due anni di vita, Open Casello si è configurato come uno spazio in cui dare forma a idee e connessioni, esplorando nuovi modi di immaginare e vivere gli spazi pubblici della città. Il biennio 2026-2027 garantirà continuità al percorso trasformando Open Casello da esperimento pilota a vero e proprio prototipo di innovazione sociale pianificata e di lungo periodo, in cui il dialogo tra istituzioni e giovani diventa uno strumento centrale per ridisegnare i servizi della città. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nei prossimi mesi, Open Casello avvierà un percorso di formazione e incubazione per venti giovani under 35, coinvolti come protagonisti nella progettazione e gestione delle attività e, contestualmente, lancerà il nuovo programma di iniziative per la stagione primavera-estate, ideato e realizzato da giovani e gruppi informali under 35 e sostenuto da un budget dedicato. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>In questa cornice, l'inaugurazione di "Apside" di Mohammed El Hajoui sarà un'occasione di celebrazione collettiva. L'appuntamento è per mercoledì 15 aprile alle ore 19.30. Insieme alle istituzioni e ai partner, saranno presenti i volontari e le volontarie della comunità dei primi due anni insieme ai futuri volontari del biennio 2026-27. L'evento sancisce così un passaggio di testimone che celebra la continuità e la solidità della relazione con i giovani coinvolti nel progetto. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Open Casello e l'intervento artistico di Mohammed El Hajoui sono inseriti all'interno della programmazione <strong>UNDER30</strong> di BASE Milano, che nasce per dare spazio alle nuove generazioni e favorire il loro coinvolgimento diretto nei processi di produzione culturale. Attraverso percorsi di formazione e mentoring, laboratori artistici, accompagnamento alla co-gestione degli spazi e co-produzione di format culturali, il programma sperimenta nuove modalità di apprendimento e partecipazione, ripensando le istituzioni culturali come luoghi di trasformazione sociale.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Mar Mediterraneo: nuove tecnologie identificano il &amp;quot;capodoglio pigmeo&amp;quot; grazie all&amp;apos;analisi del DNA ambientale</title>
<link>https://www.italia24.news/mar-mediterraneo-nuove-tecnologie-identificano-il-capodoglio-pigmeo-grazie-allanalisi-del-dna-ambientale</link>
<guid>https://www.italia24.news/mar-mediterraneo-nuove-tecnologie-identificano-il-capodoglio-pigmeo-grazie-allanalisi-del-dna-ambientale</guid>
<description><![CDATA[ La scoperta del progetto europeo LIFE-CONCEPUT MARIS, capitanato da ISPRA, che ha identificato il cetaceo, ritenuto finora assente nelle acque mediterranee, grazie alle tracce genetiche rilasciate nell&#039;ambiente marino ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69cb999392461.webp" length="34184" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 12:35:01 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando la <strong>biologia marina</strong>; una scoperta inattesa riscrive le conoscenze sulla biodiversità del Mar Mediterraneo. <b>Il cogia di De Blainville</b> o, secondo la terminologia anglosassone, il "capodoglio pigmeo" (<i>Kogia breviceps</i>), <b>finora ritenuto assente in queste acque, è stato identificato grazie all'analisi del DNA ambientale</b> (eDNA), l'insieme di tutte le tracce genetiche che un organismo lascia dietro di sé nell'ambiente. Nessun avvistamento diretto, nessuna ripresa subacquea: la presenza di questo cetaceo elusivo è emersa attraverso le <strong>tracce genetiche rilasciate nell'ambiente marino</strong> e raccolte in semplici campioni d'acqua. Una tecnica innovativa che apre nuove prospettive per lo studio e il monitoraggio delle specie difficili da osservare e che conferma il potenziale dell'"investigazione molecolare" come strumento chiave per esplorare ecosistemi ancora poco conosciuti e aggiornare la distribuzione delle specie nel Mare Nostrum.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">La sorprendente scoperta l'hanno fatta i ricercatori dell'<strong>Università di Milano-Bicocca</strong>, in collaborazione con quelli di <strong>ISPRA</strong>, <strong>Stazione Zoologica di Napoli e Università di Valencia</strong>, che lavorano al <strong>progetto europeo LIFE-CONCEPTU MARIS</strong>, capitanato da <strong>ISPRA</strong> e appena concluso, il cui obiettivo è stato il monitoraggio dei cetacei e delle tartarughe marine del Mediterraneo usando traghetti di linea come piattaforme di raccolta di dati e campioni.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<h3 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Identikit di un cetaceo elusivo</b></h3>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Il cogia di De Blainville raggiunge circa 3-3,5 metri di lunghezza, vive nei mari tropicali e temperati caldi e si nutre soprattutto di calamari che individua con il sofisticato biosonar. <strong>Rarissimo da osservare in mare aperto</strong>, è <strong>probabilmente</strong> <strong>più diffuso di quanto sembri</strong>: semplicemente, passa gran parte della sua vita lontano dalla costa e non è visibile ad occhio umano.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Per poterlo rintracciare<b>, </b>i ricercatori hanno prelevato campioni di acqua di mare da traghetti commerciali in navigazione. In totale, sono stati raccolti <strong>12 litri d'acqua per ciascuno dei 393 punti di campionamento sparsi nel Mediterraneo centro-occidentale.</strong></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">L'acqua, immediatamente filtrata a bordo delle navi, ha permesso di catturare tutto il materiale biologico sospeso, che racchiude in sé <strong>frammenti di DNA</strong>. In laboratorio, utilizzando tecniche di sequenziamento avanzate, è stata fatta la scoperta sorprendente: il DNA del cogia di De Blainville è stato trovato in 10 campioni diversi, corrispondenti ad almeno 5 eventi di presenza indipendenti. Queste tracce erano distribuite in un'area molto vasta che si estende dal <strong>Mar Tirreno fino allo Stretto di Gibilterra.</strong></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<h3 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>La sua strategia di difesa</b></h3>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Il DNA del cogia di De Blainville è stato trovato, paradossalmente, con maggiore facilità rispetto a quello di altri cetacei rari ma avvistati più spesso, questo grazie alla sua straordinaria strategia di difesa. Quando minacciati, i cetacei del genere Kogia espellono un fluido bruno-rossastro da una "sacca d'inchiostro" interna, simile a quella dei calamari. Questo fluido crea un'enorme nuvola che li nasconde alla vista dei predatori, come orche o squali, fluido che, espulso in grandi quantità (fino a 11 litri per volta), è ricchissimo di DNA. Di conseguenza, lo stesso meccanismo che rende il cogia di De Blainville invisibile agli occhi di un predatore lo rende, al contrario, molto visibile agli strumenti di analisi molecolare.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<h3 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Dove e da quanto tempo esiste</b></h3>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">La vasta distribuzione geografica e temporale dei rilevamenti, insieme alla presenza di diversi profili genetici, suggerisce che non si tratta di singoli individui provenienti dall'Atlantico. È molto più probabile che nel Mediterraneo esista una popolazione stabile e radicata di cogia di De Blainville.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Un'ipotesi ancora più affascinante è che la popolazione mediterranea possa essere un "relitto", una sottopopolazione rimasta isolata per lungo tempo. A suggerirlo è il ritrovamento di un profilo genetico unico, diverso da quelli degli esemplari atlantici prossimi a Gibilterra, che potrebbe indicare una lunga storia evolutiva all'interno del bacino.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Questa scoperta scientifica ha un'importante conseguenza pratica: giustifica la richiesta di includere ufficialmente il cogia di De Blainville nelle <strong>liste di protezione internazionali per il Mediterraneo</strong>, come <strong>l'accordo ACCOBAMS</strong> (Accordo per la Conservazione dei Cetacei nel Mar Nero, Mar Mediterraneo e Zona Atlantica adiacente), per garantirne la tutela.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">La notizia della scoperta è stata da poco pubblicata sulla rivista <strong>Mammal Review</strong>, trimestrale di primaria importanza che tratta temi legati all'ecologia applicata, la conservazione e la gestione dei mammiferi, studi sul comportamento animale, dinamiche di popolazione, confermando la solidità e la rilevanza scientifica dei risultati.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>CNR &#45; Istituto di Scienze marine: aperto al pubblico di Venezia il Biodiversity Gateway</title>
<link>https://www.italia24.news/cnr-istituto-di-scienze-marine-apre-al-pubblico-di-venezia-il-biodiversity-gateway</link>
<guid>https://www.italia24.news/cnr-istituto-di-scienze-marine-apre-al-pubblico-di-venezia-il-biodiversity-gateway</guid>
<description><![CDATA[ Inaugurato il centro Biodiversity Gate del CNR-Ismar il 28 marzo alla Palazzina Canonica di Venezia: al suo interno, installazioni immersive, laboratori didattici e attività di divulgazione per conoscere la biodiversità del nostro territorio e imparare a tutelarla ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69cb995b05bc6.webp" length="32958" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 12:34:58 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-4941280d-7fff-7703-bc98-58416d2cbcfb"><span>A conclusione dell'<strong>International Symposium "Transformative Ocean Science",</strong> che dal 24 marzo ha riunito nella capitale veneta  studiosi, decisori politici e stakeholder nazionali e internazionali  impegnati sul tema della tutela degli ambienti marini, </span><span><strong>sabato 28 marzo si inaugura il Biodiversity Gateway</strong>,</span><span> progetto coordinato dall'<strong>Istituto di Scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar)</strong> nell'ambito del <strong>National Biodiversity Future Center (NBFC):</strong> uno spazio fisico che sarà aperto in forma permanente presso la Palazzina Canonica con l'intento di creare un ponte tra ricerca scientifica e società per conoscere la biodiversità italiana e imparare a tutelarla.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'inaugurazione della sede di <strong>Venezia</strong> </span><span>Biodiversity Gateway – </span><span>che si unisce al centro già istituito nel 2025 a Palermo e ai nodi territoriali di Roma, Napoli, Lecce e Fano – è in programma per tutta la giornata di </span><span>sabato 28 marzo. </span><span>La mattina, in programma presso la sede del Cnr-Ismar (Arsenale Tesa), prevede i saluti istituzionali del Presidente del Cnr </span><strong>Andrea Lenzi</strong><span>, dell'Assessore all'Ambiente del Comune di Venezia </span><strong>Massimiliano De Martin</strong><span>, del Presidente della Regione Veneto</span><span> <strong>Alberto Stefani</strong> </span><span>e del Presidente di NBFC </span><strong>Luigi Fiorentino</strong><span>. Seguiranno interventi di </span><span><strong>Massimo Labra</strong> </span><span>(Direttore Scientifico NBFC), </span><span><strong>Francesco M. Falcieri</strong> </span><span>(Coordinatore del Gateway), </span><span><strong>Federica Foglini</strong> </span><span>(Coordinatrice del Gateway digitale), </span><span><strong>Francesco Musco</strong> </span><span>(Presidente del CORILA), </span><span><strong>Pierpaolo Campostrini</strong> </span><span>(Direttore del CORILA) e del conduttore televisivo e naturalista </span><strong>Emanuele Biggi.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«L'inaugurazione del Biodiversity Gateway rappresenta un passo importante per avvicinare la ricerca scientifica alla società. La biodiversità è una risorsa strategica per il nostro Paese e la sua tutela richiede conoscenza, consapevolezza e responsabilità condivisa", dichiara </span><strong>Andrea Lenzi</strong><span>, Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche. "Con questo spazio, il Cnr e NBFC costruiscono un ponte tra scienza, cittadini e territori, rendendo accessibili i risultati della ricerca e promuovendo una cultura della sostenibilità fondata sui dati e sull'evidenza scientifica. Venezia, per la sua storia e la sua fragilità ambientale, è un luogo ideale per rafforzare questo dialogo e per sviluppare una visione della tutela degli ecosistemi che sia al tempo stesso scientifica, educativa e internazionale».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Venezia rafforza il suo ruolo come hub globale per le scienze ambientali e del mare, oggi, con l'inaugurazione del Gateway, uno spazio che intende rappresentare una porta di accesso al mondo della biodiversità, che giunge a poche ore dalla conclusione di un simposio internazionale che ha riunito 400 ricercatori ed esperti da 23 Paesi, 59 Istituzioni di ricerca e 13 Organizzazioni internazionali, con l'obiettivo di creare un consenso per supportare le azioni del Patto degli Oceani recentemente lanciato dalla Commissione Europea e della recente iniziativa Ocean Eye presentata dalla Presidente Von der Leyen durante la settimana degli oceani a  Bruxelles», dichiara </span><strong>Mario Sprovieri, </strong><span>direttore del Cnr-Ismar.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«L'apertura al pubblico del Biodiversity Gateway di Venezia rappresenta il segno tangibile di un percorso che il Centro Nazionale per Biodiversità ha intrapreso con determinazione e che oggi entra in una nuova fase di maturità e apertura. Il Gateway nasce per essere un luogo di incontro tra ricerca, innovazione e società. Un luogo che si apre al territorio, dialoga con le istituzioni, coinvolge i cittadini e contribuisce a costruire consapevolezze e responsabilità condivisa sul tema della biodiversità. In un contesto unico al mondo come quello lagunare, fragile e straordinario al tempo stesso, assume un significato ancora più profondo. Questo risultato è frutto di un lavoro corale di ricercatrici e ricercatori, delle istituzioni coinvolte dei partner territoriali e di tutti coloro che hanno creduto nella missione del Centro», afferma </span><strong>Luigi Fiorentino</strong><span>, presidente del National Biodiversity Future Center.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La sfida della biodiversità si vince partendo dalla conoscenza scientifica, ma includendo i cittadini e gli enti territoriali: il Gateway è la porta che connette la comunità scientifica con i diversi stakeholder per generare una comunità unita di custodi del territorio», commenta </span><strong>Massimo Labra</strong><span>, direttore scientifico del National Biodiversity Future Center.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Comune di Milano: approvati dalla Giunta gli Indirizzi per la tutela del verde nel Municipio 8</title>
<link>https://www.italia24.news/comune-di-milano-approvati-dalla-giunta-gli-indirizzi-per-la-tutela-del-verde-nel-municipio-8</link>
<guid>https://www.italia24.news/comune-di-milano-approvati-dalla-giunta-gli-indirizzi-per-la-tutela-del-verde-nel-municipio-8</guid>
<description><![CDATA[ Il Comune di Milano per la tutela dell’area verde La Maura-Trenno, interviene nella causa in corso per poter esercitare il diritto di prelazione e trasformarla in un grande parco urbano collegato agli altri parchi della zona ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69cb9923bfca3.webp" length="96248" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 12:34:52 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>La Giunta di Palazzo Marino ha approvato gli Indirizzi per la <strong>tutela ambientale e la salvaguardia a verde</strong> del compendio "La Maura-Trenno-Centro Ippico Cottica", a nord-ovest della città, nel <strong>Municipio 8. </strong>A tal fine, il Comune di Milano intende intervenire nel giudizio ancora pendente al Tribunale di Milano tra Snaitech S.p.A. e F3AGreen S.r.l. per la compravendita dell'area: l'eventuale sentenza costituirebbe, infatti, il momento rilevante per poter esercitare il diritto di prelazione da parte del Comune. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il provvedimento ha come obiettivo prioritario la tutela integrale, la salvaguardia e la valorizzazione a verde dell'area e conferma l'importanza del mantenimento della destinazione a grande spazio verde, permeabile e naturalistico. L'area è di fondamentale rilevanza dal punto di vista ambientale e paesaggistico: si tratta di uno dei più estesi polmoni verdi nella parte ovest della città, all'interno del <strong>Parco Agricolo Sud Milano</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'eventuale acquisizione pubblica dell'area – in linea con le strategie di tutela del verde, di adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici del <strong>Piano Aria e Clima</strong>, così come con gli obiettivi di salvaguardia del suolo non edificato del Piano di Governo – consentirebbe di consolidare e rafforzare il sistema dei parchi dell'ovest milanese, garantendo la continuità ecologica tra <strong>Bosco in Città, Parco delle Cave e Parco di Trenno, </strong>contribuendo così alla <strong>crescita del patrimonio verde</strong> e al consolidamento del verde come infrastruttura urbana capace di generare benefici ambientali e climatici. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Un'area che vogliamo possa essere parte integrante della rete di parchi, zone agricole, corridoi ecologici del nord ovest della città, e che vede l'Amministrazione impegnata perché rimanga a verde inedificato – commenta la Vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana <strong>Anna Scavuzzo</strong> –. Il Comune conferma il proprio impegno per la tutela di questo comparto e insieme del sistema degli ippodromi di Milano, per fare della Maura un nuovo grande parco urbano». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Con questo provvedimento l'Amministrazione si impegna a proteggere una grandissima area verde che ha un valore ambientale straordinario per il sistema del paesaggio e della natura della nostra città – commenta l'assessora all'Ambiente e Verde <strong>Elena Grandi</strong> –. Si tratta di un atto politico importante, in linea con il lavoro svolto in questi anni sull'infrastruttura verde e con il Piano del Verde e del Paesaggio che stiamo predisponendo. Gli alberi, i parchi, gli spazi verdi nei contesti urbani svolgono un ruolo determinante per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici riducendo l'inquinamento, l'effetto isole di calore, il rischio idraulico, i danni creati da fenomeni meteorologici intensi come tempeste o prolungati periodi di siccità. Per questo la delibera di questa mattina assume un grande valore e sottolinea la volontà del Comune di proteggere un'area che vogliamo restituire alla città connettendo un grande sistema di parchi urbani».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea presenta il programma AGILE per un&amp;apos;innovazione rapida nel settore della difesa</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-presenta-il-programma-agile-per-uninnovazione-rapida-nel-settore-della-difesa</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-presenta-il-programma-agile-per-uninnovazione-rapida-nel-settore-della-difesa</guid>
<description><![CDATA[ Bruxelles lancia lo strumento AGILE, un fondo da 115 milioni di euro per accelerare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie innovative per la difesa, sostenendo soprattutto PMI e start-up con finanziamenti rapidi e flessibili ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69cb98f11a1ce.webp" length="40160" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 09:36:45 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">La Commissione europea presenta un<span> </span>nuovo strumento di finanziamento da 115 milioni di euro (<strong>AGILE</strong>), mirato a portare le tecnologie di rottura per la difesa dal laboratorio al terreno a velocità record. Lo strumento pilota punta ad <strong>accelerare lo sviluppo e la sperimentazione di innovazioni dirompenti nel settore della difesa</strong> - come <strong>l'intelligenza artificiale, le tecnologie quantistiche o i droni</strong> - e la loro diffusione sul mercato, concentrandosi sul sostegno alle piccole e medie imprese (PMI), comprese le start-up e le scale-up.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina ha dimostrato che il successo militare sul campo dipende ormai dalla brevità dei cicli di innovazione; si tratta insomma di raggiungere la capacità di sviluppare, testare e diffondere nuove tecnologie e soluzioni efficienti sotto il profilo dei costi nel giro di settimane o mesi anziché anni. A fronte degli scenari di guerra moderni e della loro rapida trasformazione digitale e tecnologica, il programma AGILE è concepito per gli attori della<strong><span> </span></strong>"nuova difesa",<strong><span> </span></strong>le start-up e gli innovatori tecnologici che si muovono ad alta velocità.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il programma darà loro sostegno attraverso finanziamenti più rapidi e più flessibili alle singole imprese e garantendo la diffusione delle innovazioni nel minor tempo possibile. Con il programma AGILE si mira a portare i tempi di concessione delle sovvenzioni a soli quattro mesi - un obiettivo senza precedenti - e a fare in modo che le tecnologie siano messe a disposizione delle forze di difesa in tempi compresi tra 1 e 3 anni.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Il programma AGILE sosterrà tra i 20 e i 30 progetti, fornendo fino al 100% dei finanziamenti di tutti i costi ammissibili</strong>. Per agevolare un'innovazione rapida, sarà inoltre prevista una clausola retroattiva che consentirà alle imprese di chiedere il rimborso delle spese sostenute fino a tre mesi prima della chiusura dell'invito a presentare domande.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il programma di lavoro comprenderà due tipi principali di attività: lo sviluppo di prodotti e tecnologie di rottura per la difesa sulla base di obiettivi specifici, e l'accesso al mercato delle soluzioni di difesa, per far sì che raggiungano i mercati reali.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Sarà pienamente in linea con le esigenze più urgenti degli Stati membri dell'UE e garantirà che la difesa europea non sia solo innovativa, ma anche pronta a rispondere immediatamente a qualsiasi minaccia.</p>
<h3 style="text-align: left;"></h3>
<h3 style="text-align: left;">Prossime tappe</h3>
<p></p>
<p style="text-align: left;">La Commissione presenterà al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di nuovo regolamento per l'istituzione del programma AGILE, affinché venga adottata secondo la procedura legislativa ordinaria.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Lo strumento dovrebbe essere operativo a partire <strong>dall'inizio del 2027</strong>, in modo da garantire la rapida diffusione di nuove tecnologie tra le forze armate europee.</p>
<h3 style="text-align: left;"></h3>
<h3 style="text-align: left;">Contesto</h3>
<p></p>
<p style="text-align: left;">Negli ultimi anni l'Unione europea ha intensificato gli sforzi per rafforzare la ricerca e lo sviluppo nel settore della difesa, in particolare attraverso il<span> </span><a href="https://defence-industry-space.ec.europa.eu/eu-defence-industry/european-defence-fund-edf-official-webpage-european-commission_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener">Fondo europeo per la difesa (FED)</a>, che promuove progetti di cooperazione a livello transfrontaliero. In tale contesto, il<span> </span><a href="https://eudis.europa.eu/index_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener">sistema UE di innovazione nel settore della difesa (EUDIS)</a><span> </span>sostiene le start-up e le PMI, mentre il<span> </span><a href="https://eda.europa.eu/what-we-do/research-technology/hedi" target="_blank" rel="noopener">polo di innovazione nel settore della difesa dell'UE (HEDI)</a>, avviato dall'Agenzia europea per la difesa, rafforza la cooperazione tra gli Stati membri e i portatori di interessi. Insieme, questi strumenti offrono una solida base per l'innovazione collaborativa nel settore della difesa in Europa.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Al tempo stesso sono necessari ulteriori sforzi per integrare gli strumenti esistenti con meccanismi più agili. Recenti iniziative, tra cui la comunicazione dal titolo "<a href="https://defence-industry-space.ec.europa.eu/eu-defence-industry/readiness-roadmap-2030_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener">Preservare la pace - Tabella di marcia sulla prontezza alla difesa per il 2030</a>" e il<span> </span><a href="https://defence-industry-space.ec.europa.eu/eu-defence-industry/white-paper-european-defence-readiness-2030_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener">libro bianco sulla prontezza alla difesa europea per il 2030</a>, sottolineano la necessità di accelerare l'innovazione e l'adozione di nuove tecnologie.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">In tale contesto, la<span> </span><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52025DC0845" target="_blank" rel="noopener">tabella di marcia per la trasformazione dell'industria europea della difesa</a><span> </span>chiede maggiore rapidità, agilità e assunzione di rischi in tutto l'ecosistema europeo della difesa e sottolinea la necessità di nuovi strumenti di sostegno più reattivi, che aprano la strada al programma AGILE.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano ricorda i suoi grandi artisti: Dario Fo e Franca Rame</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-ricorda-i-suoi-grandi-artisti-dario-fo-e-franca-rame</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-ricorda-i-suoi-grandi-artisti-dario-fo-e-franca-rame</guid>
<description><![CDATA[ La cerimonia di scopertura della targa: un omaggio a Fo e Rame ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ca3df7aba48.webp" length="97838" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:05:21 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Quasi 60 anni insieme. Nella vita e nel lavoro, sul palcoscenico di grandi teatri e in televisione ma soprattutto in spazi popolari, tra fabbriche, carceri, piazze e caseggiati di periferia. Accanto nella scrittura di testi divenuti capolavoro e nelle battaglie in difesa della classe operaia, degli anarchici, delle donne, degli oppressi. Attori, scrittori, drammaturghi, <strong>Dario Fo </strong>e <strong>Franca Rame </strong>sono stati capaci di insegnare al mondo come il teatro possa diventare strumento di emancipazione e di riflessione politica oltre che di intrattenimento.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Nello stesso anno del Nobel per la Letteratura, il 1997, a lui andò anche la civica benemerenza dell'Ambrogino d'oro, che rifiutò in polemica con l'Amministrazione di allora. </span><br><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Una coppia costretta a separarsi con la morte di Rame nel 2013, mentre Fo se ne andrà il 13 ottobre di tre anni dopo. Cent'anni dalla nascita, dieci dalla morte. </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Da allora, Fo e Rame riposano uno accanto all'altra nella Cripta del Famedio al Cimitero Monumentale.</span><br><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"> </span><br><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Dario Fo e Franca Rame» commenta la <strong>Vicesindaca Anna Scavuzzo</strong> «hanno scritto pagine memorabili della storia culturale del nostro Paese e della nostra città, e la motivazione del Premio Nobel coglie l'essenza di professionisti dell'arte: 'seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi'. Voci libere, scomode e irriverenti, capacità e intelligenze straordinarie dalla parte degli ultimi sempre, e sempre al servizio di un forte impegno civico e politico, mai neutrale. Oggi li ricordiamo con una<strong> cerimonia che affida a Milano</strong>, la città che ha visto nascere ed emergere il loro talento, il <strong>compito di riconoscere la loro grandezza e ringraziarli dell'eredità che ci hanno lasciato</strong>».</span><br><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"> </span><br><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il 28 marzo, in corso di Porta Romana 132, all'ingresso del palazzo dove vissero insieme, è stata <strong>scoperta una targa in loro ricordo</strong>, la prima di una serie di iniziative che nel corso di quest'anno, in occasione del centenario della nascita di Fo, avvenuta il 24 marzo 1926, ne onoreranno la memoria.</span><br><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Insieme alla Vicesindaca Scavuzzo, è intervenuta la nipote della coppia e Presidente della Fondazione Fo Rame, Mattea Fo. Inoltre, sono state proposte delle letture di testi dei due artisti da parte degli allievi della Scuola di Teatro Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano, Teatro d'Europa, Desideria Cucchiara e Francesco Fontana.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L&amp;apos;AI nelle scienze della vita: sfide e opportunità nel nuovo studio a cura dell&amp;apos;infrastruttura di ricerca Elixir</title>
<link>https://www.italia24.news/lai-nelle-scienze-della-vita-sfide-e-opportunita</link>
<guid>https://www.italia24.news/lai-nelle-scienze-della-vita-sfide-e-opportunita</guid>
<description><![CDATA[ La mappatura di 300 strumenti e risorse per l&#039;AI nelle scienze della vita. La roadmap per un futuro dell&#039;AI responsabile e sostenibile ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ca46042105d.webp" length="200362" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:05:21 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Lo studio, che accende i<strong> riflettori sul ruolo sempre più centrale dell’intelligenza artificiale nelle scienze della vita</strong>, è stato sviluppato nell’ambito della rete europea ELIXIR e coinvolge esperti provenienti da 12 paesi.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale, e in particolare il machine learning, una tecnologia che permette ai computer di imparare dai dati e migliorare le proprie previsioni senza essere programmati passo per passo, ha <strong>trasformato profondamente la biologia</strong>. In pratica, questi sistemi utilizzano grandi quantità di informazioni (ad esempio dati genetici o clinici) e individuano schemi utili per fare previsioni. <br></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Grazie a questi strumenti, oggi è possibile, per esempio, prevedere la struttura delle proteine o analizzare enormi quantità di dati sanitari.</span></p>
<h3>Una crescita che ha portato nuove criticità</h3>
<p><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Affidabilità</strong>: possiamo davvero fidarci dei risultati prodotti dall’AI?<br></span><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">È una delle domande che emergono con forza. Molti studi pubblicati negli ultimi anni, decine di migliaia solo nel 2024, non descrivono in modo chiaro i metodi utilizzati. Questo rende difficile verificare i risultati o riutilizzarli.<br></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Senza riproducibilità, la scienza perde solidità. Se un risultato non può essere verificato, il rischio è costruire conoscenza su basi fragili.<br></span><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Ambiente</strong>: consuma così tanto l’IA?<br></span><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">La risposta è sì: l’addestramento dei modelli richiede enormi risorse computazionali, spesso alimentate da energia non rinnovabile. Anche la ricerca scientifica, quindi, deve fare i conti con il proprio impatto ambientale.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">In questo scenario si inserisce <strong>ELIXIR</strong>, un’<strong>infrastruttura di ricerca che collega 24 paesi europei e coordina risorse, dati e strumenti per le scienze della vita</strong>. Attraverso la co-progettazione di database, software, risorse di formazione e infrastrutture computazionali, ELIXIR promuove un ecosistema in cui dati e modelli possano essere utilizzati in modo trasparente, accessibile e sostenibile.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Il nostro studio offre una proposta concreta alle sfide dell’Intelligenza artificiale che si concretizza in <strong>9 raccomandazioni pratiche</strong> per sviluppare una Open and Sustainable AI (OSAI) lungo tutto il ciclo di vita dei modelli di machine learning» spiega il <strong>prof Silvio Tosatto</strong> «. Le raccomandazioni si concentrano su <strong>tre dimensioni chiave</strong>. La prima, rendere l’<strong>AI riutilizzabile</strong>, ovvero dati e modelli devono essere descritti in modo standardizzato, così da poter essere trovati e riutilizzati anche da altri ricercatori. La seconda, <strong>garantire la riproducibilità</strong>: codice, metodi e condizioni sperimentali devono essere condivisi in modo chiaro, per permettere verifiche indipendenti. La terza, <strong>ridurre l’impatto ambientale</strong>: è necessario adottare pratiche di “Green AI”, monitorando e limitando il consumo energetico dei sistemi.»</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Un <strong>elemento distintivo</strong> del lavoro è inoltre la<strong> mappatura di oltre 300 strumenti e risorse già disponibili</strong>, che consentono ai ricercatori di applicare concretamente queste raccomandazioni, colmando il divario tra teoria e pratica.</span></p>
<p><o:p></o:p></p>
<h3>Un impatto che va oltre i laboratori</h3>
<p><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Questo studio ha ripercussioni che vanno ben oltre il mondo della ricerca: l’intelligenza artificiale sta già guidando innovazioni che migliorano la salute, i farmaci e la qualità della vita.<strong> Rendere queste tecnologie più trasparenti e sostenibili significa ottenere diagnosi più affidabili, cure più efficaci e una ricerca più responsabile</strong>.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">In sintesi, lo studio segna un passo decisivo: non basta sviluppare strumenti sempre più potenti, bisogna anche garantire affidabilità, condivisione e sostenibilità. Le raccomandazioni OSAI offrono una roadmap concreta per il futuro dell’AI nelle scienze della vita, con benefici tangibili per la comunità scientifica e per la società.</span><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-language: IT;"><o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>ENEA: &amp;quot;Riqualificare gli edifici romani per ridurre i consumi e le emissioni&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/enea-riqualificare-gli-edifici-romani-per-ridurre-i-consumi-e-le-emissioni</link>
<guid>https://www.italia24.news/enea-riqualificare-gli-edifici-romani-per-ridurre-i-consumi-e-le-emissioni</guid>
<description><![CDATA[ Oltre 350mila interventi di riqualificazione energetica a Roma dal 2013 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ca52dd11917.webp" length="42148" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:05:21 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<section id="section-id-c8af0869-9c70-46ed-b085-e3754594a678" class="sppb-section">
<div class="sppb-row-container">
<div class="sppb-row">
<div class="sppb-col-md-12  " id="column-wrap-id-4ceccbba-f1e7-4ac4-866b-6de361a767bc">
<div id="column-id-4ceccbba-f1e7-4ac4-866b-6de361a767bc" class="sppb-column ">
<div class="sppb-column-addons">
<div id="sppb-addon-wrapper-efb4e7a8-f21c-42bd-bcf1-78d9bd99b957">
<div id="sppb-addon-efb4e7a8-f21c-42bd-bcf1-78d9bd99b957">
<div>
<div>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Un <strong>potenziale risparmio del 20% sui consumi di energia del patrimonio residenziale romano</strong>, che conta circa 1,28 milioni di abitazioni occupate in oltre 175 mila edifici. È quanto emerge dallo studio "<strong>Strategia di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare di Roma Capitale</strong>", elaborato da ENEA nell’ambito del Climate City Contract di Roma Capitale, secondo cui circa il 60% delle emissioni complessive della città è connesso agli edifici.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Nel complesso, il settore residenziale rappresenta la quota più rilevante dei consumi energetici degli edifici della Capitale. Secondo le elaborazioni ENEA (dati 2022) il 59,7% dei consumi energetici degli edifici è legato alle abitazioni, mentre il terziario privato pesa per il 26% e gli edifici pubblici per il 14,3%.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’analisi ENEA si basa su oltre 400 mila attestati di prestazione energetica (APE), dai quali emerge che circa due terzi degli immobili residenziali romani si collocano nelle classi più basse (F-G), caratterizzate da scarse prestazioni energetiche.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Lo studio ricostruisce anche l’impatto delle politiche di incentivazione attivate negli ultimi anni: dal 2013 a Roma sono stati realizzati oltre<strong> 350 mila interventi di riqualificazione energetica</strong>, grazie a strumenti come Ecobonus, Superbonus, Bonus Casa e Conto Termico. Complessivamente gli <strong>investimenti hanno superato 6,1 miliardi di euro</strong>, generando un <strong>risparmio energetico di oltre 1 TWh all’anno</strong>, pari a circa il 9% dei consumi del settore residenziale nel 2022.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il report analizza anche i consumi del patrimonio pubblico della Capitale: la quota maggiore dei consumi energetici viene dagli ospedali (27,8%), seguiti da strutture amministrative (22,8%) ed edifici scolastici (11,6%).</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">ENEA ha presentato diversi scenari per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio di Roma Capitale: quello di policy, il più ambizioso, delinea un risparmio energetico di poco più di 100 GWh/anno a fronte di circa 100 mila interventi effettuati ogni anno. Dall’analisi emerge che, per centrare gli obiettivi del Climate City Contract, gli interventi dovrebbero concentrarsi su specifici segmenti del settore residenziale, in particolare i condomini costruiti nel secondo dopoguerra fino agli anni Ottanta, accelerando le azioni negli alloggi abitati da famiglie in condizioni di povertà energetica, al fine di migliorare la qualità dell’abitare e ridurre il peso delle bollette.</span></p>
<h3>Previsioni e aspettative<span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span></h3>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Secondo l’analisi ENEA</strong>, nel periodo<strong> 2025-2040</strong>, la<strong> riduzione delle emissioni potrebbe variare da circa 250 mila fino a 450 mila tonnellate di CO₂ all’anno</strong>, in funzione dei diversi scenari di intervento e di investimento. Tra gli immobili più strategici per la riqualificazione sono stati individuati oltre 40 mila grandi condomini con scarse prestazioni energetiche, costruiti tra il secondo dopoguerra e gli anni Settanta (circa 600 mila alloggi) e circa 750 edifici residenziali pubblici, con più di otto abitazioni.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Incrociando questi dati con indicatori quali l’Indice di Disagio Sociale e Indice di Disagio Edilizio, è possibile individuare i quartieri in cui concentrare le prime azioni di riqualificazione, con l’obiettivo di coniugare transizione energetica e inclusione sociale», spiega <strong>Monica Misceo, responsabile del Laboratorio ENEA Progetti e buone pratiche per la riqualificazione energetica degli edifici</strong>. «Sarebbe utile» conclude « coinvolgere nuove figure professionali, come i facilitatori sociali, per promuovere percorsi di partecipazione ai processi di riqualificazione, mediando le relazioni tra tecnici, professionisti e inquilini. Questo coinvolgimento è fondamentale per prevenire possibili conflitti in fase di cantierizzazione, evitando rallentamenti nella realizzazione degli interventi».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«La<strong> riqualificazione energetica</strong> del patrimonio edilizio rappresenta una leva strategica non solo per la decarbonizzazione, ma anche per <strong>migliorare la qualità dell’abitare e sostenere la transizione energetica di Roma Capitale</strong>», dichiara <strong>Edoardo Zanchini, direttore dell'Ufficio Clima di Roma Capitale</strong>. «Per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica» conclude «è necessario un approccio integrato che combini elettrificazione dei consumi, riqualificazione dell’involucro edilizio, digitalizzazione e gestione intelligente dell’energia, integrazione delle fonti rinnovabili e strumenti finanziari capaci di mobilitare nuovi investimenti».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Per approfondire<br>studio:<span> </span><a target="_blank" rel="noopener" href="https://www.romaperilclima.it/wp-content/uploads/2026/03/Strategia-di-Riqualificazione-Energetica-del-Patrimonio-Immobiliare-di-Roma-Capitale_documento_ENEA_conferenza_3marzo2026_compressed.pdf">Strategia di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare di Roma Capitale</a> <br></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">sito: <a target="_blank" rel="noopener" href="https://www.romaperilclima.it/il-climate-city-contract/">Climate City Contract</a> </span></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</section>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea indaga sugli sconti online applicati durante il &amp;quot;Black Friday&amp;quot;  e il &amp;quot;Cyber Monday&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-indaga-sugli-sconti-online-applicati-durante-il-black-friday-e-il-cyber-monday</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-indaga-sugli-sconti-online-applicati-durante-il-black-friday-e-il-cyber-monday</guid>
<description><![CDATA[ Secondo un&#039;indagine della Commissione europea e delle autorità per la tutela dei consumatori, un operatore online su tre indica in modo scorretto gli sconti online durante il &quot;Black Friday&quot;  e il &quot;Cyber Monday&quot; ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ca3555aa71d.webp" length="21260" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 10:04:33 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il 26 marzo 2026 la <strong>Commissione europea</strong> e le autorità per la tutela dei consumatori di <strong>23 Stati membri</strong>, nonché di <strong>Islanda e Norvegia</strong>, hanno pubblicato i risultati di un'indagine a tappeto sugli <strong>sconti online</strong> praticati durante le campagne di vendita scontata del "<strong>Black Friday</strong>"  e del "<strong>Cyber Monday</strong>".</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Le<span> </span><a href="https://commission.europa.eu/live-work-travel-eu/consumer-rights-and-complaints/enforcement-consumer-protection/sweeps_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">indagini a tappeto</a><span> </span>sono state coordinate dalla Commissione europea e condotte simultaneamente dalle autorità responsabili dell'esecuzione della normativa. L'obiettivo era valutare se gli sconti e le pratiche di fissazione dei prezzi durante le principali campagne di vendita, come appunto il "Black Friday" e il "Cyber Monday", <strong>fossero conformi al diritto dell'UE in materia di tutela dei consumatori</strong>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Le autorità per la tutela dei consumatori hanno controllato<span> </span><b>314 operatori commerciali online</b><span> </span>e hanno riscontrato che il 30 % indicava in modo errato gli sconti durante tali vendite. Ai sensi della<span> </span><a href="https://commission.europa.eu/law/law-topic/consumer-protection-law/unfair-commercial-practices-and-price-indication/price-indication-directive_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">direttiva sull'indicazione dei prezzi</a>, quando un'impresa annuncia uno sconto, il prezzo di riferimento deve essere infatti il prezzo più basso applicato negli ultimi 30 giorni.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"><strong>Henna</strong><span> </span><b>Virkkunen</b>, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato:<span> «</span>Il "Black Friday" e il "Cyber Monday" offrono grandi opportunità sia alle imprese che ai consumatori. Tuttavia, offrire la possibilità di fare un "affarone" non deve rappresentare una scusa per aggirare le regole. I consumatori si aspettano un trattamento equo, che si tratti di acquisti online o offline. La nostra indagine a tappeto dovrebbe servire da promemoria: le imprese che trattano i loro clienti in modo equo hanno sempre qualcosa da guadagnarne».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"><strong>Michael</strong><span> </span><b>McGrath</b>, Commissario per la Democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, ha dichiarato: «La fiducia è essenziale sia per i consumatori che per le imprese. Sconti ingannevoli e false "promozioni" minano tale fiducia. Le norme dell'UE in materia di protezione dei consumatori assicurano un equilibrio attentamente ponderato, garantendo un mercato equo al servizio degli interessi sia delle imprese che dei consumatori. Questa indagine a tappeto ci fornisce una panoramica completa del mercato, aiutandoci a individuare gli ambiti in cui sono necessarie ulteriori azioni per mantenerlo equo, trasparente e competitivo».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Per ulteriori informazioni consultare il<span> </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_26_734" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>INGV e CNR: online la videoguida &amp;quot;Il potere delle parole&amp;quot; per l&amp;apos;uso inclusivo del linguaggio</title>
<link>https://www.italia24.news/ingv-e-cnr-online-la-videoguida-il-potere-delle-parole-per-luso-inclusivo-del-linguaggio</link>
<guid>https://www.italia24.news/ingv-e-cnr-online-la-videoguida-il-potere-delle-parole-per-luso-inclusivo-del-linguaggio</guid>
<description><![CDATA[ Pubblicato il video “Il potere delle parole”, una guida pratica per promuovere l’uso di un linguaggio inclusivo e rispettoso. L’iniziativa mira a contrastare discriminazioni e stereotipi di genere, sottolineando che l’italiano offre già strumenti adeguati, ma spesso usati in modo scorretto ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ca35227325b.webp" length="23690" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:54:54 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><strong>L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)</strong><span><strong> </strong>hanno appena pubblicato il video </span><span>"Il <strong>potere delle parole</strong>"</span><span>, una vera e propria </span><strong>guida pratica e d'impatto per sensibilizzare a utilizzare le semplici soluzioni inclusive che la lingua italiana offre.</strong></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>L'italiano ha, infatti, tutto ciò che serve per identificare con rispetto le persone. Ma non sempre le persone fanno un uso appropriato della lingua, alimentando con le parole discriminazioni e disuguaglianze.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>L'iniziativa è promossa</span><span> nel mese in cui ricorrono le iniziative sui diritti delle donne </span><span>dal </span><strong>Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, il benessere di chi lavora e contro le discriminazioni dell'INGV (CUG-INGV) e dal Centro Servizi Comunicazione e Divulgazione Scientifica (CSCDS-INGV), in collaborazione con il Gender Equality Team del CNR (CNR-GET).</strong></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Il video trae ispirazione dalle</span><span> Linee guida sul linguaggio inclusivo rispetto al genere</span><span> elaborate nel 2024 dal CNR e si inserisce nell'ambito delle </span><strong>azioni di Gender Equality</strong><span> previste dal Piano Triennale di Attività INGV 2025-2027. La realizzazione è stata curata dalla società Nowhere di Bologna  in collaborazione con un gruppo di ricercatrici e tecnologhe dei due Enti di Ricerca.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«Si usano comunemente appellativi come 'segretaria' o 'impiegata', mentre c'è ancora qualche resistenza nell'utilizzare termini come 'ricercatrice' o 'rettrice', che si riferiscono a professioni storicamente ricoperte da uomini, ma che non hanno genere»</span><span>, spiegano le promotrici. «</span><span>La guida multimediale è quindi uno strumento a disposizione di chi, nel quotidiano e sul posto di lavoro, vuole contribuire a superare gli stereotipi e agire per una società più equa»</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Il video è disponibile sul canale <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ksa7RzPjGjk" target="_blank" rel="noopener">Youtube INGV</a> e raggiungibile da tutte le piattaforme social dell'Istituto.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>AIFA: al via alla rimborsabilità di un nuovo farmaco, di 7 estensioni di indicazioni terapeutiche e di 3 equivalenti</title>
<link>https://www.italia24.news/aifa-al-via-alla-rimborsabilita-di-un-nuovo-farmaco-di-7-estensioni-di-indicazioni-terapeutiche-e-di-3-equivalenti</link>
<guid>https://www.italia24.news/aifa-al-via-alla-rimborsabilita-di-un-nuovo-farmaco-di-7-estensioni-di-indicazioni-terapeutiche-e-di-3-equivalenti</guid>
<description><![CDATA[ Tra i medicinali che saranno rimborsati, sono compresi nuove indicazioni per il trattamento del cancro alla prostata metastatico, del mieloma multiplo di nuova diagnosi e dell&#039;infezione da virus dell&#039;epatite delta (HDV) e il farmaco per la profilassi pre-esposizione dell&#039;infezione HIV-1 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ca34b32b313.webp" length="23450" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:33:20 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-9c79f979-7fff-13b7-9269-3925041ed345"><span>Sarà rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale </span><strong>Apretude</strong><span> (cabotegravir LA), il farmaco indicato, in associazione con pratiche sessuali sicure, per la profilassi pre-esposizione al fine di <strong>ridurre il rischio di infezione da HIV-1</strong> acquisita per via sessuale negli adulti e adolescenti a partire dai 16 anni di età.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il medicinale sarà rimborsato in <strong>classe H/RNRL</strong> (su prescrizione di centri ospedalieri o specialisti infettivologi) la cui prescrizione deve avvenire mediante una scheda di prescrizione cartacea ospedaliera AIFA compilata dal medico. La scheda definisce in modo dettagliato le condizioni cliniche, i criteri di rimborso e di eleggibilità dei pazienti, le modalità di somministrazione e i parametri per la valutazione clinica e il monitoraggio.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La somministrazione consiste in una iniezione iniziale seguita da una seconda iniezione dopo un mese. Ogni due mesi sono previste delle iniezioni singole di mantenimento.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Apretude rappresenta una ulteriore opzione terapeutica di profilassi pre-esposizione rispetto alla combinazione già rimborsata emtricitabina/tenofovir disoproxil, compresse orali da assumere quotidianamente.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h3 dir="ltr">ESTENSIONI DI INDICAZIONI TERAPEUTICHE</h3>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le estensioni di indicazione terapeutica di farmaci già rimborsati per altre indicazioni riguardano i seguenti farmaci:</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Darzalex</strong> </span><span>(<strong>daratumumab</strong>), 2 nuove estensioni di indicazione terapeutica per il trattamento del mieloma multiplo in associazione con altri farmaci.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Fasenra</strong> </span><span>(<strong>benralizumab</strong>), per il trattamento della granulomatosi eosinofila con poliangite.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Hepcludex</strong> </span><span>(<strong>bulevirtide</strong>), per il trattamento dell'infezione da virus dell'epatite delta (HDV) cronica in pazienti pediatrici.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Nubeqa</strong> </span><span>(<strong>darolutamide</strong>), per il trattamento del cancro della prostata metastatico ormono-sensibile.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Takhzyro</strong> </span><span>(<strong>lanadelumab</strong>), per la prevenzione di routine degli attacchi ricorrenti di angioedema ereditario (HAE).</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Clopidogrel</strong> e <strong>acido acetilsalicilico Viatris</strong> </span><span>(<strong>clopidogrel e acido acetilsalicilico</strong>), per la sindrome coronarica acuta.</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<h3 dir="ltr"><span>FARMACI EQUIVALENTI</span></h3>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I 3 nuovi equivalenti e la nuova indicazione terapeutica che saranno rimborsati dal SSN sono:</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><strong>Illuccix</strong><span> (<strong>gozetotide</strong>), medicinale per uso diagnostico.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Perampanel</strong> <strong>Teva</strong> </span><span>(<strong>perampanel</strong>) indicato nel trattamento di crisi epilettiche.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><strong>Teduglutide Viatris</strong><span> (<strong>teduglutide</strong>) indicato nei pazienti affetti da sindrome dell'intestino corto.</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In merito ai nuovi anticorpi monoclonali autorizzati per il trattamento delle fasi iniziali della malattia di Alzheimer, il CdA, vista la rilevanza sociale della tematica, ha deciso di convocare le associazioni dei pazienti e le società scientifiche di riferimento per approfondire le questioni relative ai criteri di eleggibilità e agli aspetti organizzativi di questi trattamenti.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Api, pascoli e clima: quando la biodiversità diventa qualità e futuro</title>
<link>https://www.italia24.news/api-pascoli-e-clima-quando-la-biodiversita-diventa-qualita-e-futuro</link>
<guid>https://www.italia24.news/api-pascoli-e-clima-quando-la-biodiversita-diventa-qualita-e-futuro</guid>
<description><![CDATA[ Alla House of Switzerland, l’apicoltore Carlo Mariani e Giovanna Frova di SCM Italia raccontano perché api e animali sono ingranaggi dello stesso ecosistema ]]></description>
<enclosure url="https://img.youtube.com/vi/qzCY8oCVmpQ/maxresdefault.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:01 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="238" data-end="843">C’è un modo semplice per capire se un territorio sta bene: <strong data-start="297" data-end="317">ascoltare le api</strong>. Non in senso poetico, ma operativo. “Lo leggi quando vai in apiario e vedi quanto le api si attivano lungo l’intercorrere delle stagioni”, spiega <strong data-start="465" data-end="482">Carlo Mariani</strong>, apicoltore. Dove la fioritura è ricca e varia, l’alveare “lavora”: entra nettare, cresce la covata, aumenta il numero di api. Dove invece prevalgono cemento o agricoltura intensiva, la natura diventa “a finestre”: fioriture concentrate in un unico momento e poi il vuoto, con effetti immediati sull’attività dell’apiario. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<h3 data-section-id="1at6lah" data-start="845" data-end="911">Le api come indicatore: la biodiversità si vede in movimento</h3>
<p data-start="912" data-end="1333">Nel racconto di Mariani, la biodiversità è un comportamento misurabile, se c’è disponibilità di polline e nettare, la regina “decide” di espandere la colonia. È una risposta biologica a una domanda ambientale: <strong data-start="1150" data-end="1175">più risorse, più vita</strong>. E viceversa: l’incertezza si manifesta in api meno attive, raccolti più instabili, scorte più difficili da accumulare. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<h3 data-section-id="11187dp" data-start="1335" data-end="1398">Il cambiamento climatico, prima ancora della biodiversità</h3>
<p data-start="1399" data-end="2074">Negli ultimi anni, dice Mariani, la trasformazione più evidente l’ha vista nel <strong data-start="1478" data-end="1487">clima</strong>: fluttuazioni di temperature e piogge che incidono sulle fioriture e quindi sul raccolto. L’esempio è concreto: la robinia/acacia, tradizionale appuntamento di maggio in un clima temperato relativamente stabile, oggi può essere azzerata da una settimana improvvisa di freddo e maltempo che fa cadere i fiori e interrompe il nettare. Le api si adattano, cercano altro, ma l’equilibrio diventa più fragile. E l’apicoltore deve adattarsi a sua volta: spostare le arnie, inseguire la fioritura, accettare oscillazioni anche importanti nelle quantità. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<h3 data-section-id="z8dygw" data-start="2076" data-end="2149">Il pascolo come ecosistema: 350 piante per un latte “più profumato”</h3>
<p data-start="2150" data-end="2675">Se le api raccontano il territorio “dal volo”, <strong data-start="2197" data-end="2234">i pascoli lo raccontano dal suolo</strong>. <strong data-start="2236" data-end="2254">Giovanna Frova</strong>, amministratore delegato di <strong>SCM Italia</strong> e impegnata nella promozione dei formaggi svizzeri, lega biodiversità e identità in modo diretto: nei pascoli svizzeri, anche in pianura possono crescere <strong data-start="2449" data-end="2470">oltre 350 varietà</strong> tra piante, fiori ed erbe. È questa ricchezza botanica a rendere il latte più “profumato e prezioso”, perché ciò che l’animale bruca entra nella qualità del prodotto. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<h3 data-section-id="1f9p3sq" data-start="2677" data-end="2762">Animali “custodi” del paesaggio: biodiversità, habitat aperti, benessere animale</h3>
<p data-start="2763" data-end="3495">Frova aggiunge un tassello spesso trascurato: le vacche non sono solo “produttrici di latte”, ma <strong data-start="2860" data-end="2880">attori ecologici</strong>. Brucando e selezionando specie vegetali diverse anno dopo anno, aiutano a impedire l’avanzare del bosco e a mantenere <strong data-start="3000" data-end="3018">habitat aperti</strong>, ricchi di biodiversità. E persino i loro movimenti contribuiscono alla dispersione dei semi. In questa visione, il <strong data-start="3135" data-end="3156">benessere animale</strong> non è un dettaglio etico separato: è una condizione di qualità e di stabilità della filiera. Per Frova, la richiesta alle istituzioni è chiara: far rispettare regole e controlli, perché “un animale felice” e trattato correttamente influenza ciò che arriva a tavola, il territorio e l’economia locale. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<h3 data-section-id="3vd2ic" data-start="3497" data-end="3557">“Made of Nature”: più che naturale, più che uno slogan</h3>
<p data-start="3558" data-end="4032">Il titolo dell’evento svolto alla House of Switzerland, <strong data-start="3582" data-end="3600">Made of Nature,</strong> non è marketing, sostiene Frova, ma un modo per dire che quei formaggi “hanno la natura dentro”: una filiera legata al territorio d’origine, alle risorse di un ecosistema ancora in buona parte incontaminato, e a tradizioni locali che valorizzano materie prime e processi. Non un “ritorno” alla natura, semmai un promemoria: la natura non è sfondo, è <strong data-start="3953" data-end="3971">infrastruttura</strong> della vita quotidiana. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<h3 data-section-id="14gkelq" data-start="4034" data-end="4099">Giovani: curiosi, ma anche diffidenti verso lo storytelling</h3>
<p data-start="4100" data-end="4806">Sul rapporto con le nuove generazioni, i due punti di vista si completano. Mariani vede curiosità verso le api, alimentata anche dal web (non sempre con informazioni corrette), ma riconosce che l’apicoltura come mestiere resta percepita come dura e incerta. Frova racconta invece un interesse forte, con una nota interessante: molti giovani sono <strong data-start="4446" data-end="4460">diffidenti</strong> perché abituati a “storytelling” che sembra pubblicità. E proprio per questo, quando la filiera è verificabile “basta prendere due ore da Milano e andare in Svizzera” la reazione è spesso di stupore e attenzione, anche grazie a strumenti immersivi come QR code per “viaggi virtuali” nei paesaggi alpini. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<h3 data-section-id="15u6p1x" data-start="4808" data-end="4889">La biodiversità è una questione di sistema</h3>
<p data-start="4890" data-end="5412" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Se c’è una frase che sintetizza la conversazione è questa: <strong data-start="4949" data-end="4976">ogni attore ha un ruolo</strong>. Api, animali, fioriture, piogge, temperature, e infine l’uomo, che può scegliere se essere presenza distruttiva o manutentore dell’equilibrio. La biodiversità non è una cornice romantica: è ciò che rende possibile qualità e identità di un territorio, che spetta a noi preservare.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Nasce FAIEB: la nuova figura professionale per governare l&amp;apos;Intelligenza Artificiale nelle imprese</title>
<link>https://www.italia24.news/nasce-faieb-la-nuova-figura-professionale-per-governare-lintelligenza-artificiale-nelle-imprese</link>
<guid>https://www.italia24.news/nasce-faieb-la-nuova-figura-professionale-per-governare-lintelligenza-artificiale-nelle-imprese</guid>
<description><![CDATA[ Impresa Etica Digitale™, con FONDAZIONE ENIA ed ANP.IA, lancia un nuovo percorso per accompagnare le aziende nell’adozione consapevole dell’AI ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c6825810859.webp" length="52848" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 14:09:16 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-39520ca2-7fff-108e-094f-9ce81e3000e1" style="text-align: left;"><span>Recruiting assistito da algoritmi, customer care automatizzato, generazione di contenuti, analisi predittiva: l'Intelligenza Artificiale è già dentro i processi aziendali. Spesso senza che nessuno abbia deciso davvero di metterla lì. È entrata per gradi, per convenienza, per imitazione. E quasi sempre senza una figura in grado di accompagnarla. </span><span>Tuttavia, nella maggior parte dei casi, la sua introduzione non è stata accompagnata da una reale capacità di governo.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>È in questo contesto che nasce ufficialmente <strong>FAIEB</strong> - <strong>Formatore Certificato in AI Etica per il Business</strong>, il nuovo percorso professionale sviluppato da <strong>Impresa Etica Digitale</strong>™, con il patrocinio e la validazione scientifica di <strong>Fondazione ENIA - Ente Nazionale Intelligenza Artificiale e in collaborazione con ANP.IA - Associazione Nazionale Professionisti Intelligenza Artificiale.</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il progetto si inserisce in uno scenario in cui l’adozione dell’AI cresce rapidamente, mentre resta ancora limitata la diffusione di competenze in grado di tradurre tecnologia, normativa e impatto organizzativo in pratiche concrete e sostenibili.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Non vogliamo insegnare come usare la tecnologia. Vogliamo insegnare a scegliere. A distinguere il vero dal verosimile. A pensare. Impresa Etica Digitale™ è la risposta a una crisi di senso, non solo digitale», afferma </span><span><strong>Claudio Silvestri</strong>, </span><span>Co-Founder Impresa Etica Digitale</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sul piano istituzionale, la validazione scientifica del programma porta la firma di Fondazione ENIA, sotto la direzione del Comitato Scientifico Indipendente guidato dalla </span><span>Dott.ssa <strong>Valeria Lazzaroli</strong></span><span>, che dichiara: «</span><span>L’etica digitale coincide con la maturità di un'impresa nel governare modelli predittivi, dati e algoritmi come capitale operativo. Solo attraverso di essa, l'azienda di oggi conquisterà l'interoperabilità futura, necessaria per dialogare tra sistemi, garantirsi apertura ai mercati globali e trasformare i rischi tecnologici in opportunità di crescita sostenibile».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La stessa prospettiva è condivisa anche dal </span><span>Dottor <strong>Luciano Tarantino</strong></span><span>, Presidente di ANP.IA - Associazione Nazionale Professionisti Intelligenza Artificiale, che ha scelto di affiancare il percorso, vedendovi una risposta concreta a un’esigenza diffusa nel mondo delle imprese: «</span><span>Qualsiasi sia la dimensione, l'etica digitale assume il valore di una disciplina economica applicata che consente di integrare intelligenza artificiale e governo aziendale senza compromettere l'integrità dei dati, l'equilibrio finanziario e la credibilità istituzionale dell'organizzazione».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>In un contesto segnato dall’entrata in vigore dell’AI Act europeo e dalla crescente attenzione verso standard internazionali come la ISO/IEC 42001, emerge con chiarezza la necessità di figure capaci non solo di utilizzare strumenti, ma di interpretarne implicazioni, rischi e impatti sistemici.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Con FAIEB, Impresa Etica Digitale™, ENIA e ANP.IA introducono un nuovo riferimento per il mondo delle imprese, contribuendo alla costruzione di una cultura organizzativa in cui l’Intelligenza Artificiale venga governata con metodo, responsabilità e visione.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Dopo due edizioni riservate, il programma viene ora presentato ufficialmente al pubblico.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h2 dir="ltr" id="docs-internal-guid-c9cd046d-7fff-d79b-7f77-78206b6ddd6d" style="text-align: left;"><span>L'AI entra in azienda. Ma quasi nessuno sa ancora come governarla</span><span></span></h2>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Dopo due edizioni condotte in forma riservata, su invito, con gruppi selezionati di professionisti, prende il via l'11 maggio 2026 la terza edizione, aperta e accessibile a tutti i professionisti e alle aziende che intendono costruire competenze solide e riconoscibili in questo ambito.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Una figura professionale, non un corso.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il programma FAIEB non forma tecnici AI né esperti di compliance. Forma una figura specifica: <strong>un professionista capace di operare dentro le organizzazioni per rendere l'adozione dell'AI comprensibile, governabile e culturalmente sostenibile</strong>. Qualcuno che sappia costruire linguaggio comune tra reparti, leggere rischi e bias, tradurre l'AI Act e la ISO/IEC 42001 in pratiche operative reali.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il percorso si articola in 50 ore totali: <strong>26 di formazione live, 13 moduli, project work finale e 24 ore di studio individuale</strong>. I contenuti coprono fondamenti AI per il business, neuroscienze e bias decisionali, il framework metodologico proprietario SERENDIP®, normativa europea (AI Act, GDPR) e governance applicata.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La certificazione include Open Badge ufficiale, iscrizione al Registro Nazionale FAIEB e accesso alla community di professionisti.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h2 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>A chi è rivolto</span></h2>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il percorso è pensato per formatori aziendali, consulenti, professionisti HR, manager e chiunque operi nella formazione professionale. È aperto anche alle aziende che intendono sviluppare internamente una figura di riferimento per l'AI: un presidio culturale capace di affiancare team e funzioni nell'utilizzo consapevole degli strumenti, non un reparto tecnico separato.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il numero dei posti è limitato. Fino al 15 aprile 2026 è attivo un prezzo early bird per la fase di lancio.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Per informazioni e iscrizioni consultare il <a href="https://www.faieb.it/" target="_blank" rel="noopener">s</a></span><span><a href="https://www.faieb.it/" target="_blank" rel="noopener">ito ufficiale</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Agroalimentare: il progetto Metrofood&#45;it rafforza la ricerca e l’innovazione nella filiera</title>
<link>https://www.italia24.news/agroalimentare-il-progetto-metrofood-it-rafforza-la-ricerca-e-linnovazione-nella-filiera</link>
<guid>https://www.italia24.news/agroalimentare-il-progetto-metrofood-it-rafforza-la-ricerca-e-linnovazione-nella-filiera</guid>
<description><![CDATA[ Nell&#039;ambito del progetto Metrofood-it finanziato dal PNRR,  sono state sviluppate metodologie a supporto di prodotti made in Italy come olio EVO e mozzarella ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c6685a4c47f.webp" length="109590" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 12:00:41 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">La ricerca scientifica può offrire strumenti e servizi a supporto di imprese e territori per rafforzare il settore agroalimentare che, con un fatturato di 660 miliardi di euro, rappresenta uno degli asset strategici del sistema economico italiano. È quanto ha dimostrato<span> </span><strong>Metrofood-it</strong>, il progetto PNRR a coordinamento<span> </span><strong>ENEA</strong><span> </span>che oggi ha fatto il bilancio della sua esperienza quadriennale in un evento a Roma, al quale hanno partecipato per ENEA, tra gli altri, la presidente Francesca Mariotti e la coordinatrice del progetto Claudia Zoani. Sono intervenuti anche rappresentanti del team di progetto che comprende <strong>l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM) e le università Sapienza di Roma, Federico II di Napoli, Aldo Moro di Bari, Parma, Siena e Molise.</strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Grazie a un <strong>finanziamento PNRR di 17,8 milioni di euro</strong>, Metrofood-it ha messo a disposizione dei partner nuove strumentazioni all’avanguardia, integrate con sistemi digitali avanzati basati su <strong>Internet of Things (IoT), intelligenza artificiale e blockchain</strong>, che hanno permesso di effettuare analisi di laboratorio con un grado di precisione maggiore rispetto al passato. È stato così possibile sviluppare metodologie per<span> </span><strong>verificare qualità, autenticità e origine</strong><span> </span>di alimenti quali<span> </span><strong>grano</strong>,<span> </span><strong>olio extra vergine di oliva</strong>,<span> </span><strong>mozzarelle di bufala<span> </span></strong>e<strong><span> </span>riso</strong>, oltre a prodotti a marchio quali il<span> </span><strong>pomodorino</strong><span> </span>del piennolo del Vesuvio DOP, la<span> </span><strong>mela</strong><span> </span>annurca campana IGP e il<span> </span><strong>limone</strong><span> </span>di Sorrento IGP.  I ricercatori Metrofood-it hanno lavorato anche allo sviluppo di soluzioni per il<span> </span><strong>packaging</strong><span> </span>sostenibile e lo<span> </span><em>smart farming</em>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Il rafforzamento della capacità di innovazione del comparto agroalimentare costituisce una priorità strategica per l’Italia, soprattutto in uno scenario internazionale caratterizzato da crescente competizione sui mercati, cambiamenti climatici e rapide trasformazioni tecnologiche», evidenzia la Presidente ENEA <strong>Francesca Mariotti</strong>. «Il finanziamento PNRR – aggiunge – ha consentito a Metrofood-it di rafforzare dotazioni strumentali, capitale umano e capacità di erogazione di servizi, a supporto della competitività delle imprese e della valorizzazione delle produzioni di qualità, con ENEA che riafferma una delle sue principali mission: mettere ricerca e innovazione al servizio dello sviluppo sostenibile del Paese».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Inoltre, Metrofood-it ha creato una rete di<span> </span><strong>living lab</strong><span> </span>diffusi sul territorio nazionale, dove gli stakeholder del mondo agroalimentare hanno la possibilità di toccare con mano il funzionamento delle nuove soluzioni tecnologiche e partecipare in modo diretto alla co-creazione di nuove attività. Sono state lanciate anche alcune<span> </span><strong>open call</strong><span> </span>per l’erogazione di servizi a beneficio di università, centri di ricerca e aziende, che hanno potuto utilizzare le<span> </span><strong>facility</strong><span> </span>di Metrofood-it per condurre esperimenti e studi scientifici e tecnologici. Infine, i ricercatori coinvolti nel progetto sono stati costantemente impegnati in azioni di formazione e nella divulgazione delle attività del progetto e delle tematiche di sicurezza e qualità alimentare, anche attraverso la partecipazione a eventi e manifestazioni rivolti ai consumatori.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«In questi anni Metrofood-it è riuscito a definire e testare processi e scenari per lo sviluppo di sistemi agroalimentari sostenibili e innovativi, accelerandone la digitalizzazione e migliorandone l’efficienza. Anche se ora il progetto si conclude, il percorso però continua nell’ambito dell’infrastruttura di ricerca europea Metrofood-ri, di cui Metrofood-it rappresenta il nodo nazionale», ha evidenziato la ricercatrice ENEA <strong>Claudia Zoani</strong>, coordinatrice di Metrofood-it.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L&amp;apos;effetto MISOH: uno studio internazionale descrive come la luce interagisce con la materia quantistica</title>
<link>https://www.italia24.news/leffetto-misoh-uno-studio-internazionale-descrive-come-la-luce-interagisce-con-la-materia-quantistica</link>
<guid>https://www.italia24.news/leffetto-misoh-uno-studio-internazionale-descrive-come-la-luce-interagisce-con-la-materia-quantistica</guid>
<description><![CDATA[ Un team di ricerca internazionale ha descritto l&#039;effetto MISOH, un modo finora sconosciuto in cui la luce interagisce con la materia quantistica, secondo il quale è possibile capire meglio l&#039;organizzazione elettronica interna del materiale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c6683768a27.webp" length="146508" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 11:51:54 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Una <strong>collaborazione di ricerca internazionale</strong>, che ha visto per l'Italia il contributo -tra gli altri- del <strong>Cnr Spin e dell'Università di Padova, </strong>ha rivelato un fenomeno innovativo nel campo dei materiali quantistici, denominato <strong>Effetto MISOH (Multipolar-Induced Spin–Optical Helicity effect).</strong><span></span></p>
<p></p>
<p>Lo studio, pubblicato su<span> </span><strong>Advanced Materials</strong>, descrive un modo finora sconosciuto in cui la luce interagisce con la materia quantistica. Come spiegano <strong>Mario Cuoco</strong> (Cnr Spin) e <strong>Federico Mazzola</strong> (Università di Padova): «Quando la luce illumina questi materiali, genera elettroni con spin polarizzato, -una specie di piccola rotazione interna- orientato in modo preciso. La cosa sorprendente è che la direzione di questo spin dipende direttamente da come ruota la luce stessa, cioè dalla sua elicità, destra o sinistra. Questa risposta codifica informazioni profonde sull'organizzazione elettronica interna del materiale, offrendo nuove prospettive oltre le interazioni luce-materia tipiche dei magneti tradizionali».<span></span></p>
<p></p>
<p>L'Effetto MISOH apre la strada a un <strong>nuovo</strong> <strong>paradigma tecnologico</strong>, la "<strong>multipolartronica</strong>", per comprendere il comportamento della materia quantistica: «L'approccio della multipolartronica si fonda sull'analisi delle complesse interazioni tra lo spin degli elettroni e il loro movimento attorno agli atomi, le cosiddette interazioni spin–orbitali multipolari», proseguono gli autori. «Questo approccio differisce sia dall'elettronica convenzionale, basata sulla carica elettrica, sia dalla spintronica (che usa lo spin), sfruttando strutture più complesse degli elettroni all'interno dei materiali».<span></span></p>
<p></p>
<p>La ricerca, a cui hanno partecipato partner internazionali – come <strong>l'Università di Cracovia</strong>, il <strong>Sincrotrone Soleil di Parigi, e Università della California di Santa Barbara</strong> - e nazionali quali, oltre a <strong>Cnr-Spin e Università di Padova l'Istituto Officina dei Materiali del Cnr e l'Università di Salerno</strong> - ha studiato il fenomeno in particolare<span> </span>in un materiale con struttura kagome – cioè appartenente a una classe emergente di materiali quantistici dotato di una particolare geometria del reticolo elettronico<span>  </span>e della proprietà della superconduttività, il cui nome deriva dalla stretta somiglianza con la trama di fili di bamboo dei tradizionali cesti giapponesi. Le caratteristiche uniche di questo sistema non solo hanno permesso di osservare l'effetto, ma aprono anche la possibilità di generare fenomeni ancora più innovativi e di sviluppare nuove funzionalità nei materiali quantistici.<span></span></p>
<p></p>
<p>Questa scoperta, oltre a fornire un importante contributo fondamentale, apre la strada allo sviluppo di dispositivi ultraveloci ed energeticamente efficienti, con applicazioni che spaziano dai sensori ad altissima sensibilità a sistemi innovativi per l'elaborazione delle informazioni di nuova generazione.</p>
<p></p>
<p>Link della ricerca - F. Mazzola, W. Brzezicki, C. Bigi, et al., "<a href="https://advanced.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/adma.202522533" target="_blank" rel="noopener">Anomalous Spin-Optical Helical Effect in Ti-Based Kagome Metal</a>," Advanced Materials (2026): e22533.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ambiente, dai freni agli pneumatici: i licheni per tracciare la dispersione di microplastiche e metalli tossici in città</title>
<link>https://www.italia24.news/ambiente-dai-freni-agli-pneumatici-i-licheni-per-tracciare-la-dispersione-di-microplastiche-e-metalli-tossici-in-citta</link>
<guid>https://www.italia24.news/ambiente-dai-freni-agli-pneumatici-i-licheni-per-tracciare-la-dispersione-di-microplastiche-e-metalli-tossici-in-citta</guid>
<description><![CDATA[ A Toronto, un team internazionale si è occupato di innovative indagini di biomonitoraggio multidisciplinare sull&#039;impatto ambientale delle microplastiche da usura degli pneumatici ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c66815cbc23.webp" length="102608" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 11:41:12 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span>Un team internazionale di esperti dell'</span><b>Università di Siena (UniSI),</b><span> dell'</span><b>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</b><span> e della </span><b>Trent University di Peterborough, Canada</b><span>, ha studiato la diffusione delle emissioni automobilistiche non-esauste (da abrasione, non combuste) lungo un transetto di 150 metri dalla Highway 401, a Toronto, Ontario, la strada più trafficata del Nord America.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Lo studio, dal titolo: "<a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0013935126005517?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener">Distance decay of tire wear particles and potentially toxic elements near Canada's busiest highway: Assessing lichen transplants as biomonitors</a>", è stato effettuato esponendo trapianti lichenici a diverse distanze dalla sede stradale, mettendo così in rilievo, attraverso analisi multidisciplinari,<b><span> </span>la decrescita esponenziale del bioaccumulo di microplastiche da usura degli pneumatici con l'aumento della distanza dalla strada</b><span> </span>e la concomitante<span> </span><b>diminuzione del 70% del contenuto in particolato metallico veicolare a 35 metri dalla<span> </span><i>highway</i>, con una robusta correlazione tra particolato emesso dai freni e dagli pneumatici.</b></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">La ricerca è stata realizzata nell'ambito del Dottorato congiunto tra UniSi e INGV, in collaborazione con il progetto CHIOMA (Cultural Heritage Investigations and Observations: a Multidisciplinary Approach)".</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">«</span><span lang="it">Nel mio periodo di permanenza all'estero per il percorso dottorale», dichiara <b>Lisa Grifoni</b>, recente PhD cum laude in Scienze della Vita, «sono state intraprese innovative analisi combinate ottiche, chimiche e magnetiche in collaborazione con il Prof. <b>Julian Aherne</b> della School of Environment della Trent University, per <b>delineare la diffusione delle </b></span><b><span lang="it">microplastiche da usura degli pneumatici negli ambienti urbani caratterizzati da intenso traffico veicolare</span></b><span lang="it">, ottenendo ottime indicazioni sulle potenzialità di questi metodi integrati»</span><span lang="it">.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">«Le nuove disposizioni Euro 7 rappresentano una svolta nella legislazione delle emissioni automobilistiche, regolando per la prima volta i limiti emissivi da attrito, ossia da freni e gomme»</span><span lang="it">, dichiara <b>Aldo Winkler</b>, responsabile del laboratorio di paleomagnetismo dell'INGV, «in tal senso, questo articolo introduce l'applicazione delle metodologie magnetiche alle microplastiche degli pneumatici, espandendo l'approccio che nel 2020 dimostrò il ruolo determinante dei freni automobilistici per la diffusione di particolato metallico in ambito urbano».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">«Questo studio apre <b>nuove prospettive nell'utilizzo dei licheni come bioaccumulatori di particolato inquinante,</b> mettendo in risalto la stretta correlazione tra microgomme, elementi chimici potenzialmente tossici e particolato magnetico, attraverso design espositivi che permettono di osservare la diffusione delle emissioni automobilistiche con una risoluzione spaziale difficilmente conseguibile con altri metodi», sottolinea <b>Stefano Loppi</b>, docente del Dipartimento di Scienze della Vita di UniSi.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Tra gli<span> </span><b>sviluppi futuri</b>, in continuità con il progetto CHIOMA, si intende<span> </span><b>indagare la diffusione e la contaminazione da microplastiche nei beni culturali</b>,<span> </span><b>utilizzando, per la loro conservazione preventiva, i metodi del biomonitoraggio magnetico e chimico.</b></span><span lang="it"></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Comune di Milano: &amp;quot;La Storia di Milano lungo la Linea Blu&amp;quot;, un progetto di valorizzazione culturale</title>
<link>https://www.italia24.news/comune-di-milano-la-storia-di-milano-lungo-la-linea-blu-un-progetto-di-valorizzazione-culturale</link>
<guid>https://www.italia24.news/comune-di-milano-la-storia-di-milano-lungo-la-linea-blu-un-progetto-di-valorizzazione-culturale</guid>
<description><![CDATA[ Il progetto &quot;La Storia di Milano lungo la Linea Blu&quot;, con incontri e visite guidate gratuite tra archeologia, tutela del patrimonio e riqualificazione urbana ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c667f4d1f11.webp" length="77464" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 11:30:32 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>La realizzazione della <strong>nuova linea metropolitana M4 di Milano</strong> non è stata soltanto una grande opera infrastrutturale, ma anche un'occasione straordinaria per esplorare, documentare e valorizzare la storia della città, strato dopo strato, dalla profondità del sottosuolo fino alla superficie delle sue strade e piazze. Con l'obiettivo di raccontare questo lungo percorso di ricerca, studio e lavoro sul campo nasce "<strong>La Storia di Milano lungo la Linea Blu</strong>", un progetto di <strong>valorizzazione culturale promosso da M4 S.p.A., Comune di Milano e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano</strong>, in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>L'iniziativa vuole restituire ai cittadini e alle cittadine il patrimonio di conoscenze e scoperte emerse e le trasformazioni urbane realizzate nel corso dei lavori della Linea Blu</strong>, mettendo in luce il valore pubblico di un'opera che ha saputo coniugare mobilità, tutela del patrimonio e riqualificazione dello spazio urbano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il progetto si articolerà in due momenti: un primo ciclo di incontri aperti al pubblico e, a seguire, una serie di visite guidate nei luoghi più significativi toccati dai lavori. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il <strong>primo</strong> dei quattro incontri, aperto ai cittadini e alle cittadine, si svolgerà domani, <strong>mercoledì 25 marzo</strong>, presso la sede della <strong>Soprintendenza</strong> e sarà dedicato alle scoperte archeologiche emerse grazie agli scavi della M4, tra cui si annoverano strutture monumentali della fortificazione medievale della città e una necropoli frequentata dall'età romana fino a quella medievale nei pressi di Sant'Ambrogio.</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il <strong>secondo</strong> incontro, in programma il <strong>18 aprile</strong>, illustrerà gli <strong>approfondimenti antropologici sui resti umani rinvenuti nelle necropoli antiche</strong>, affidati al <strong>LABANOF – Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano, </strong>presso la loro sede di via Mangiagalli 37.</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il <strong>13 maggio</strong> si terrà il <strong>terzo</strong> incontro, presso la Soprintendenza di Milano, dedicato all'attento lavoro di salvaguardia messo in campo durante i lavori per proteggere e valorizzare l'inestimabile patrimonio monumentale incontrato lungo il percorso della M4 in città: <strong>le basiliche di San Nazaro, San Lorenzo, Sant'Ambrogio e San Vittore al Corpo, la Ca' Granda, oltre ad alcuni elementi storici dello spazio pubblico milanese, come la colonna del Verziere e il busto di Cesare Correnti. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>L'ultimo</strong> appuntamento, in calendario a <strong>settembre</strong>, sarà invece dedicato ai <strong>progetti di sistemazione superficiale, </strong>con un focus sulle scelte architettoniche e materiche che hanno ridisegnato strade, piazze e spazi pubblici nel segno della qualità urbana e della sostenibilità. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A questo ciclo di incontri si affiancheranno, <strong>da maggio a ottobre, visite guidate gratuite</strong> condotte da esperti di archeologia, architettura e storia dell'arte, che accompagneranno i cittadini e le cittadine nei luoghi storicamente e archeologicamente più rilevanti lungo il tracciato della M4. </span><span>Ogni tappa racconterà una stazione e la storia che la circonda.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Si partirà il <strong>21 maggio</strong> con la stazione di <strong>Sant'Ambrogio</strong> e la visita ai resti dell'argine monumentale del Fossato medievale, emerso durante i lavori e oggi musealizzato nel corridoio di collegamento tra M4 e M2, e alla nuova uscita della stazione verso la basilica, che ha consentito la riqualificazione dello spazio già esistente intorno alla Pusterla di Sant'Ambrogio. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A <strong>giugno</strong> sarà la volta della stazione <strong>De Amicis</strong>, dove sono stati rinvenuti tratti degli argini del fossato collegati alla Pusterla dei Fabbri, oggi conservati nella stazione, e i resti di una torre medievale, recuperata ed esposta nel nuovo Parco dell'Anfiteatro. All'esterno della stazione è stato inoltre restaurato e ricollocato nel paesaggio urbano rinnovato il busto di Cesare Correnti. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le tappe successive, tra giugno e ottobre, interesseranno la Basilica di San Vittore al Corpo, la stazione Vetra e la Basilica di San Lorenzo, l'area di piazza San Babila, il tratto compreso tra la stazione Sforza-Policlinico e la Ca' Granda, fino a concludersi a San Cristoforo, percorrendo la nuova passerella ciclopedonale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Tutti gli appuntamenti – conferenze e visite guidate – sono gratuiti e aperti al pubblico, con iscrizione attraverso il sito della Soprintendenza a questo </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=7%3dBaPdEU%267%3dV%26y%3dTSaKT%260%3dXKUNdJR%26F%3dB5KAM_3rnt_Db_Cudq_Mj_3rnt_CgHQ8.2C7s0E95K0Ht44GtCvHz.C0Gm2C8t2.w9y0xOwKFLlC4.C5_Ilwa_SaFl-JEI30v-8t-D4FlE0-F6E2I-w2-7Cy6v-6wL-ALz8C5xDv-ApEzLlCz_Lbtk_VQ%265%3d8O4MxV.y6E%26C4%3dYPYHXT%26N4%3dSUVGaN5l2vVEROWKSQ%26B%3dB6zZC2zWBVUbF3Uam4McGYUaK3vWK3xdGW1YoVxbFZNWG6TYBXSbE5SXBZO7HWxY&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener">link.</a></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«La nuova metropolitana – ha detto <strong>Arianna Censi, </strong>assessora alla Mobilità – ha il merito di aver rivoluzionato il trasporto pubblico nella nostra città, servendo ogni giorno più di 300mila persone, ma anche i lavori per realizzarla hanno contribuito a portare alla luce testimonianze preziose del nostro passato e hanno permesso di tutelare e valorizzare le opere presenti lungo il suo tracciato. Con questo progetto vogliamo condividere con i cittadini e le cittadine il patrimonio di conoscenze emerso durante i lavori, restituendo alla città non solo un servizio efficiente e sostenibile, ma anche nuove opportunità di scoperta, partecipazione e consapevolezza del nostro passato comune». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«La Linea Blu rappresenta non solo un'infrastruttura fondamentale per la mobilità cittadina – ha aggiunto <strong>Tommaso Sacchi</strong>, assessore alla Cultura – ma anche un'occasione unica per riscoprire e condividere la storia profonda di Milano. Con il progetto 'La Storia di Milano lungo la Linea Blu' vogliamo restituire ai cittadini e alle cittadine il valore culturale emerso durante i lavori, rendendo accessibili conoscenze, ritrovamenti e trasformazioni che raccontano l'identità stratificata della nostra città. La cultura, in questo senso, si conferma come uno strumento di connessione tra passato e presente, capace di rafforzare il senso di appartenenza e di rendere ogni intervento urbano un'opportunità di crescita collettiva. Attraverso incontri e visite guidate gratuite, Milano si apre ancora di più alla partecipazione, promuovendo una fruizione consapevole del proprio patrimonio storico e artistico». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«La M4 è nata per migliorare in modo concreto la vita quotidiana delle persone – ha spiegato <strong>Alessandro Lamberti</strong>, Presidente M4 – rendendo Milano più accessibile, sostenibile e connessa. Lungo il tracciato della Linea Blu, insieme al Comune di Milano, alla Soprintendenza e all'Università, abbiamo avuto anche l'opportunità di contribuire a restituire alla città un patrimonio prezioso di conoscenze, luoghi e memorie. Questa iniziativa racconta il senso più profondo di una grande infrastruttura pubblica: non solo mobilità efficiente, ma anche tutela del patrimonio, qualità urbana e nuove occasioni di partecipazione e conoscenza per i cittadini. È questo il contributo che M4 vuole lasciare a Milano: un'opera utile ogni giorno e capace di generare valore duraturo per la comunità». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«La Soprintendenza ha seguito la realizzazione della nuova linea metropolitana milanese per diversi ambiti di competenza – ha aggiunto Emanuela Carpani, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano – sia quello archeologico sia quello architettonico-paesaggistico. Dopo l'esperienza di tanti anni è doveroso raccontare alla comunità il percorso condiviso con i principali attori dell'opera e valorizzare i risultati culturali di questa avventura». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«La partecipazione del LABANOF a questo progetto – ha commentato <strong>Marina Brambilla</strong>, Rettrice dell'Università degli Studi di Milano – rappresenta un elemento strategico per la piena valorizzazione scientifica e culturale degli scavi della M4, grazie alle competenze consolidate del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense della Statale che, esaminando i resti umani attraverso gli strumenti della medicina e dell'antropologia, ha restituito testimonianze capaci di modificare profondamente la narrazione della storia di Milano lungo un arco di circa duemila anni. Ma il lavoro che la Statale ha condotto va oltre la ricerca: i reperti confluiscono nella sua Collezione Antropologica, arricchendo un patrimonio unico che supporta studio e formazione, e sono accessibili al pubblico grazie alla loro esposizione al MUSA - il Museo Universitario delle Scienze Antropologiche, Mediche e Forensi per i Diritti Umani, favorendo una riflessione condivisa sul loro valore umano, storico e sociale».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>&amp;quot;I giovani e le scienze 2026&amp;quot;: premiati alla FAST di Milano gli studenti che rappresenteranno l&amp;apos;Italia alla finale europea di Kiel</title>
<link>https://www.italia24.news/i-giovani-e-le-scienze-2026-premiati-alla-fast-di-milano-gli-studenti-che-rappresenteranno-litalia-alla-finale-europea-di-kiel</link>
<guid>https://www.italia24.news/i-giovani-e-le-scienze-2026-premiati-alla-fast-di-milano-gli-studenti-che-rappresenteranno-litalia-alla-finale-europea-di-kiel</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;edizione 2026 della selezione italiana di giovani talenti (14-20 anni) premiati dalla Commissione europea per il 37° EUCYS “Concorso dell’Unione europea dei giovani scienziati” con 40 stand di 87 finalisti tra invenzioni, prototipi, studi innovativi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c667cbb2bca.webp" length="61732" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:13:07 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span><strong>Un innovativo studio sul Radon, un nuovo sistema di AI per la leucemia pediatrica, un tool per analizzare come reagiscono le piante agli stimoli ambientali che aiuterà l’agricoltura sostenibile nel contrasto ai cambiamenti climatici</strong>: questi <strong>i tre progetti vincitori della 37° selezione italiana EUCYS 2026</strong>. Sono realizzati da studenti di <strong>Liguria, Lombardia e Lazio</strong>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Rappresentano l’Italia alla finale europea che si tiene dal 22 al 27 settembre a Kiel in Germania tre progetti italiani premiati oggi a Milano presso la FAST in piazzale Morandi 2», </span><span>spiega il dott. <strong>Alberto Pieri</strong>, segretario generale FAST – Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche, che organizza ogni anno per la Direzione Generale Ricerca della Commissione europea la selezione italiana di EUCYS. Nei tre giorni 21-23 marzo in piazzale Morandi 2 presso la FAST si è tenuta la mostra di ben </span><span>quaranta stand con invenzioni, prototipi, studi innovativi ideati da <strong>88 finalisti, 72 italiani e 16 dall’estero, studenti tra i 14 e i 20 anni</strong> provenienti da diverse regioni italiane e selezionati per il loro impegno e qualità.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Sono allievi delle scuole superiori che presentano soluzioni innovative molto interessanti in diversi ambiti: dalla tutela dell’ambiente, alla salute, a idee e prototipi utili per la vita di tutti i giorni; non manca l’intelligenza artificiale. E’ stato un compito molto difficile per la giuria decidere a chi conferire i premi e annunciare i vincitori il 23 marzo mattina alla presenza delle autorità del mondo scientifico e di rappresentanti delle istituzioni», dice il </span><span>dott. <strong>Alberto Pieri, </strong>segretario generale della FAST- Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«I quaranta esperti, componenti della Giuria», </span><span>spiega il presidente della Federazione ing. <strong>Federico Mazzolari</strong></span><span><strong>,</strong> «hanno scelto i progetti migliori preparati dai finalisti compresi sette contributi con invenzioni e studi di 7 ragazze e 9 ragazzi invitati dall’estero (Taiwan, Portogallo, Spagna, Turchia, Belgio, Brasile, Messico). Tra le invenzioni presenti ad esempio un interessante spray rimuovi-colla ottenuto dagli scarti di limone;</span><span> </span><span>un nuovo braccialetto smart per la mitigazione del tremore del Parkinson; un particolare metodo sostenibile e a basso costo per la rimozione di idrocarburi pesanti (C10–C40), sostanze derivate dal petrolio altamente persistenti, che compromettono gli ecosistemi acquatici e la biodiversità, soprattutto in aree portuali, proponendo l’impiego delle piume di pollo, abbondante sottoprodotto dell’industria avicola, come materiale adsorbente naturale; un innovativo sensore elettrochimico per il monitoraggio dei nitrati in acqua; biocoloranti da materiali di scarto per la produzione di energia; l’uso della lolla di riso per l’estrazione della silice da biomasse di scarto; sensori integrati su uno smartphone per la lettura del degrado stradale urbano a partire da segnali dinamici in condizioni reali. Inoltre quest’anno abbiamo una parità di presenze tra giovani scienziati di sesso maschile e femminile, il che dimostra come sia stata incrementata anche l’attenzione per le materie scientifiche nelle ragazze».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La <strong>FAST</strong> organizza la selezione nazionale su incarico della Direzione generale Ricerca della Commissione europea per valorizzare gli studenti meritevoli; i migliori sei con tre progetti rappresentano l’Italia alla finale di </span><span>“<strong>EUCYS- European Union Contest for Young Scientists 2026</strong>”</span><span> che quest’anno si svolge a <strong>Kiel in Germania (22–27 settembre 2026).</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il concorso è il più prestigioso per gli allievi dei licei e degli istituti tecnici; è l’unico <strong>promosso da tutte le istituzioni comunitarie (Parlamento, Consiglio e Commissione)</strong>; è condiviso dai governi degli Stati membri dell’Unione europea. In Italia il referente è il </span><strong>MIM-Ministero dell’istruzione e del merito</strong><span><strong> che lo ha inserito nel Programma “Io Merito” per la valorizzazione delle eccellenze</strong>; perciò i selezionati della FAST rientrano in tale albo e ricevono il compenso in denaro come chi ottiene la lode alla maturità. La manifestazione è pure parte dei programmi <strong>Co.Science ed Erasmus+.</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span><a href="https://fast.mi.it/i-giovani-e-le-scienze/" target="_blank" rel="noopener">Ogni anno c’è in palio la possibilità di essere selezionati per poter accedere ed essere accreditati</a> per le più prestigiose competizioni internazionali sui temi scientifici e ricevere riconoscimenti e attestati di merito. I migliori poi vanno alla finale europea dove possono competere per quattro premi</span><span> da 7mila euro, quattro da 5mila euro e quattro da 3.500 euro</span><span>. Ma ci sono pure ISEF e GENIUS Olympiad negli USA, LIYSF e IGO a Londra, MOSTRATEC in Brasile, 1923 IMSEF in Turchia, TISF a Taiwan, SJWP in Svezia, WYSII a Bali in Indonesia, IEYI in Cina, IWRW e ISTF in Svizzera, Expo Sciences in Belgio, Francia, Lussemburgo, Paesi baschi e Portogallo.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span><strong>I premi e i progetti della selezione italiana del concorso europeo "I giovani e le scienze 2026", FAST - Commissione Europea, suddivisi per regione:</strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>REGIONE CALABRIA</span></h3>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto : “<strong>HERMES -Sistema elettrico di monitoraggio risonante a energia ibrida</strong>”, hanno vinto una <strong>medaglia d'argento</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autore : <strong>Matteo Piccolo</strong> (2010),  <strong>Liceo scientifico Bernardino Gaetano Scorza, Cosenza</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span> : </span><span><strong>HERMES (Hybrid Energy Resonant Monitoring Electrical System)</strong> è un progetto di sistema per il <strong>monitoraggio industriale autonomo basato sul recupero di energia dalle vibrazioni del macchinario stesso.</strong> Il dispositivo utilizza un sistema meccanico risonante inerziale capace di auto-accordarsi in modo puramente fisico e passivo alla frequenza di vibrazione del macchinario, senza l’uso di elettronica attiva per il controllo. <strong>L’energia meccanica viene convertita in energia elettrica</strong> attraverso una doppia via di generazione elettromagnetica e piezoelettrica, accumulata in un supercondensatore e utilizzata per alimentare sensori di monitoraggio a basso consumo. <strong>L’obiettivo del progetto è eliminare l’uso di batterie e la necessità di manutenzione periodica, </strong>rendendo possibile un monitoraggio continuo finché il macchinario è in funzione. In questa fase HERMES è presentato come concept pre-dimensionato: non è ancora stato realizzato un prototipo funzionante, ma la fattibilità del sistema è valutata tramite modelli semplificati e confronto con la letteratura sull’energy harvesting da vibrazioni. Il progetto definisce inoltre con chiarezza i passaggi necessari alla futura validazione sperimentale.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>REGIONE EMILIA ROMAGNA</span></h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: <strong>“Smart Sunflower” – </strong></span>hanno vinto un posto a Porto Science Fair, Portogallo dal 28-30 maggio 2026</p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori : <strong>Matilde Mora</strong> (2008), <strong>Ares Spotti</strong> (2008), <strong>Liceo scientifico Giacomo Ulivi, Parma</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: Il progetto consiste nella realizzazione di un <strong>sistema automatizzato a inseguimento solare </strong>e finalizzato all’illuminazione e irrigazione di una piccola serra. Il pannello solare, home made e dotato di una fotoresistenza, viene montato su un supporto che alloggia due step motor. Il segnale della fotoresistenza viene inviato a una scheda Arduino che movimenta il pannello e stabilisce la posizione di massima illuminazione del pannello stesso. Una seconda scheda Arduino riceve i dati da due sensori di umidità e comanda due pompette per automatizzare l’irrigazione delle piantine di fragole. Entrambe le schede Arduino sono alimentate dal pannello solare. Il codice Arduino è originale, scritto dai due studenti del liceo Giacomo Ulivi.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: <strong>“RiCiclo Termomagnetico. Produrre energia meccanica dal calore di scarto con una ruota di Curie” - </strong>hanno vinto una <strong>medaglia d’oro </strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Bianca Botti</strong> (2008), <strong>Anna Ferretti</strong> (2008), <strong>Edoardo Panara</strong> (2008), <strong>Liceo scientifico Giacomo Ulivi, Parma</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: </span><span>Oggi, uno dei più grandi problemi a livello mondiale è la sostenibilità della produzione di energia, la cui crescente richiesta (e la conseguente produzione) è strettamente collegata con l’aumento del riscaldamento globale. Infatti, la prima modalità per ottenere energia elettrica è ancora quella dei combustibili fossili che creano enormi quantità di sostanze inquinanti con conseguenze disastrose per il clima del pianeta. Si parla, quindi, di transizione energetica alle fonti rinnovabili, come l’eolico, l’idroelettrico o il fotovoltaico. Ma tutte le macchine che producono lavoro (centrali elettriche, motori, ecc.), indipendentemente dalla fonte di energia, disperdono la metà dell’energia prodotta sotto forma di calore (alla quale si somma un altro 20% disperso in altri modi). Per riuscire a rendere la conversione di energia più efficiente, è fondamentale riuscire a recuperare almeno in parte il calore di scarto generato durante il processo. Gli studenti del Liceo Uliti suggeriscono un <strong>prototipo di generatore di energia che produca energia meccanica (poi convertita in elettricità) grazie a un ciclo termodinamico che ha una sorgente calda a temperatura bassa</strong>. Ciò è possibile sfruttando le <strong>proprietà termomagnetiche delle leghe Heusler</strong>: questi materiali ferromagnetici, infatti, hanno la particolarità di smagnetizzarsi a temperature molto basse (bassa temperatura di Curie), il che permette di costruire un sistema che sfrutta questa caratteristica per mettere in moto un rotore (ruota di Curie). Grazie alla collaborazione con <strong>l’Istituto dei Materiali per l’Elettronica e il Magnetismo (CNR- IMEM)</strong> viene realizzato un prototipo originale basato sul principio della ruota di Curie che sfrutta come fonte di calore l’acqua riscaldata a 50°C circa. L’energia termica fornita dall’acqua simula il calore di scarto di una potenziale macchina termica che, nelle intenzioni, può diventare una nuova fonte di energia, aumentando in questo modo il rendimento della macchina.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto : “<strong>Moringa - il filtro che la natura ci dona</strong>” - hanno vinto un posto alla manifestazione <strong>SJWI a Stoccolma in Svezia dal 24 al 28 agosto 2026</strong>, un certificato di merito <strong>RICOH</strong> e il loro stand è stato il più votato.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Paolo Chiusa</strong> (2008), <strong>Isabella Reboli</strong> (2008), <strong>Istituto Tecnologico Agrario Giovanni Ranieri, Piacenza</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: </span><span>L'emergenza idrica globale risiede sia nella scarsità d'acqua, sia nella difficoltà di accesso a fonti sicure. Con questa consapevolezza, i due studenti dell'istituto Agrario applicano la <strong>ricerca biotecnologica a una risorsa naturale</strong>, <strong>creando uno strumento per la salute pubblica che permette alle comunità di gestire autonomamente la propria risorsa idrica</strong>. Il fulcro dell'innovazione è la <strong>Moringa oleifera</strong>, pianta resiliente diffusa nelle zone rurali africane. Attraverso test di laboratorio viene validato il potere dei suoi semi, le cui particolari proteine agiscono come un “magnete” naturale (azione flocculante) capace di sedimentare impurità e batteri. Viene inoltre estesa la sperimentazione alla chimica ambientale, testando con successo la capacità della Moringa di adsorbire inquinanti emergenti e persistenti come i PFAS, spesso presenti nei contesti industrializzati. Il collaudo del prototipo realizzato da Isabella e Paolo conferma i dati sperimentali, da cui si evince un abbattimento della carica batterica del 99%.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Su queste basi viene sviluppato un <strong>depuratore domestico artigianale replicabile in contesti di emergenza</strong>. Il sistema prevede una tanica da 25 litri collegata ad un imbuto con una specifica sequenza filtrante: uno strato di sabbia per la filtrazione grossolana, seguito da una falda di cotone, una cialda di semi di Moringa sfarinati e un ultimo strato di cotone. L’acqua, attraversando questa stratificazione, si purifica per caduta. Il dispositivo funziona senza elettricità, utilizza materia prima a costo zero e non richiede competenze tecniche. Si dimostra così che, con competenze agrotecniche e risorse locali, è possibile garantire il diritto all'acqua potabile anche nei contesti più fragili.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA</span></h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Spray rimuovi colla ottenuto dagli scarti di limone</strong>” - hanno vinto un posto alla manifestazione <strong>Genius Olympiad a Rochester, New York (8 – 13 giugno 2026)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori : <strong>Lina Ait Azzi</strong> (2008), <strong>Mattia Laurini</strong> (2008), <strong>I.S.I.S. Arturo Malignani, Udine</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: L’obiettivo del progetto è <strong>formulare un solvente ecologico, economico ed efficiente per la rimozione di residui adesivi</strong>. La formula si basa sui principi dell’economia circolare, valorizzando <strong>scarti alimentari</strong> (bucce di limone) per l’estrazione del D-limonene, combinato con del bicarbonato e un’emulsione di lecitina. Lo spray, usato dai due studenti del Malignani, a differenza dei prodotti commerciali, è completamente <strong>biodegradabile</strong>, non tossico e privo di Composti Organici Volatili (VOC) di origine petrolchimica.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Pectina - alla base delle nuove biocolle per legno</strong>” hanno un posto alla <strong>manifestazione TISF a Taipei a Taiwan a gennaio 2027,</strong> e un Certificato di merito <strong>ADACI-ADACI Formanagement</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autrici : <strong>Giusy Perretta</strong> (2008), <strong>Serena Xia</strong> (2008), <strong>I.S.I.S. Arturo Malignani, Udine</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: Il progetto nasce dalla volontà di <strong>trovare un’alternativa alla formaldeide nelle colle per legno,</strong> al fine di <strong>ridurre l’inquinamento</strong>, soprattutto indoor, ad essa correlato. Sfruttando materie prime naturali, quali la pectina, l’acido acetico e l’acqua viene prodotta una valida ed efficace formulazione idonea per l’assemblaggio di componenti in legno. Tali sostanze non presentano tossicità per l’uomo e sono di facile reperibilità, costituendo un’alternativa strategica per favorire l’implementazione di un’economia circolare, ridurre l’impatto ambientale e tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Quanto detto in precedenza soddisfa anche gli obiettivi 3.9, 4.7, 8.8 e 12 dell’Agenda ONU 2030 che mirano a ridurre i decessi causati da sostanze pericolose, come la formaldeide, far acquisire conoscenze e competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile, favorire un ambiente di lavoro sicuro e garantire modelli sostenibili di lavoro e consumo.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto : “<strong>QU WIND - L’algoritmo di machine learning quantistico per la previsione del vento</strong>” </span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autore : <strong>Matteo Bortolin</strong> (2008), <strong>Licei Pujati, Pordenone</strong> – hanno vinto una <strong>medaglia d’argento</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: Fino agli ultimi decenni il processo di previsione meteorologica si è affidato allo studio di fattori, come la propagazione nuvolosa, le differenze di pressione e la direzione del vento, basando l’analisi delle variabili esclusivamente in funzione del presente. Sebbene tale metodologia permetta di avere una completa visione degli esiti più probabili nel futuro immediato, le misurazioni passate vengono poco considerate quando, invece, garantirebbero una previsione migliore più accurata. È qui che QuWind entra in gioco: un <strong>algoritmo di Machine Learning quantistico fondato sugli stati di disuguaglianza tipo-Bell CHSH</strong>. Gli stati quantistici, allenati sui dati meteorologici di un set di dati standardizzati, sono capaci di eccitarsi al rilevamento di determinate variabili ricorrenti. QuWind è dunque capace di fornire previsioni particolarmente accurate fino ad un arco temporale massimo di 2 settimane basandosi puramente sull’analisi delle misurazioni di velocità e direzione del vento nelle due precedenti.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>REGIONE LAZIO</span></h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Luxemia - sistema di supporto decisionale clinico basato sull’intelligenza artificiale per l’ottimizzazione del trattamento della leucemia pediatrica</strong>”</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autore: <strong>Jacopo Martelli</strong> (2008), <strong>Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II, Roma -</strong> <strong>rappresenterà l’Italia alla finale europea EUCYS 2026 a Kiel, Germania (22-27 settembre 2026)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: Ogni anno in Italia circa 500 bambini ricevono una diagnosi di leucemia linfoblastica acuta, il tumore più comune in età pediatrica. I medici devono prendere decisioni critiche: quale terapia scegliere? Intensificare il trattamento rischiando effetti collaterali gravi o mantenere un approccio standard rischiando la recidiva? Oggi queste scelte si basano su sistemi che considerano pochi fattori e non riescono a prevedere con precisione quali bambini sono davvero ad alto rischio. Luxemia è un sistema di intelligenza artificiale che aiuta oncologi pediatrici a prendere decisioni più precise e personalizzate. Analizza simultaneamente 47 caratteristiche di ogni paziente: dati genetici, dati clinici e risposta al trattamento per calcolare il rischio di recidiva.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>A differenza dei sistemi tradizionali basati su regole rigide, Luxemia apprende le interazioni complesse tra questi fattori. I risultati sono promettenti: <strong>Luxemia prevede correttamente, su dati sintetici, quali pazienti svilupperanno una recidiva</strong>. In termini concreti, potrebbe prevenire 10–15 recidive ogni anno in Italia ed evitare trattamenti eccessivamente aggressivi in 20–30 bambini. Un elemento distintivo è la trasparenza: per ogni predizione, il sistema mostra quali fattori hanno influenzato la decisione, permettendo ai medici di valutarne la coerenza clinica. Il progetto nasce da una revisione sistematica di oltre 150 studi scientifici e da collaborazioni con un mentore dalla University of Virginia. La prossima fase prevede la validazione su dati reali in collaborazione con centri AIEOP e partner internazionali. Luxemia dimostra l’applicabilità concreta dell’intelligenza artificiale in ambito clinico, con potenziale di espansione globale. </span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>REGIONE LIGURIA</span></h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Dall’impatto del Radon alla previsione futura: le diverse sfumature della radioattività ambientale</strong>” - <strong>rappresenterà l’Italia alla finale europea EUCYS 2026 a Kiel, Germania (22-27 settembre 2026)</strong> e ha vinto la partecipazione a <strong>Medicea Education a Firenze il 16 aprile 2026</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autore: <strong>Nicola Trucco</strong> (2009), <strong>Scuola Germanica di Genova</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: Ogni giorno, senza rendercene conto, viviamo immersi nella <strong>radioattività ambientale:</strong> un fenomeno naturale e non pericoloso. Nicola approfondisce l’indagine del fenomeno fisico, <strong>misurando diverse combinazioni delle radiazioni alfa, beta e gamma, nonché la concentrazione del gas radon</strong>. Grazie a queste misure, condotte prevalentemente con strumenti progettati e costruiti in autonomia, si possono verificare fenomeni già noti in letteratura e, soprattutto, giungere ad alcune osservazioni originali. La scarsa correlazione fra i diversi tipi di radiazione e con la concentrazione del radon evidenzia che, almeno sul balcone dove erano installati gli strumenti, i fenomeni che contribuiscono alla radioattività ambientale sono molti.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Lo studio, infatti, dimostra che, contrariamente a quanto si legge spesso, la presenza del radon, favorita dal vento che proviene dagli Appennini alle spalle di Genova, non è la causa dominante della radioattività. Inoltre viene mostrato che, introducendo precise informazioni sul vento e la pioggia, le variabili meteo consentono di stimare con buona accuratezza sia i diversi tipi di radiazione, sia la concentrazione del radon. Per la prima volta si introduce nella letteratura scientifica <strong>un metodo per prevedere la radioattività futura.</strong> Una rete neurale LSTM, ricevendo in ingresso i valori della radioattività negli ultimi 6 giorni, unitamente a quelli delle variabili meteo (essenziali per raggiungere una buona accuratezza), può stimare la media della radioattività nei due giorni successivi.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>REGIONE LOMBARDIA</span></h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Entalpia - un concept di sistema di climatizzazione passiva per edifici a PCM termochimici e flussi bifase gas-solido</strong>” ha vinto un posto alla <strong>manifestazione IWRW a Svizzera (13-20 giugno 2026) </strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autore: <strong>Fabio Stefanoni</strong> (2008), <strong>I.S. Enrico Fermi, Mantova</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto: </span><span>Il sistema Entalpia punta a creare un <strong>metodo di gestione termica passiva ad alta efficienza energetica, applicabile a edifici residenziali, commerciali e spazi chiusi</strong>. Si tratta di un circuito termodinamico chiuso che minimizza le perdite di calore e ottimizza l’interazione tra il PCM e l’ambiente circostante tramite superfici di contatto adeguate. Il principio operativo sfrutta materiali a cambiamento di fase (PCM) capaci di accumulare energia termica sotto forma di calore latente. La scelta di questo materiale può essere effettuata basandosi sulle condizioni climatiche e stagionali, regolando la densità energetica accumulabile. La selezione del materiale non considera solo il punto di fusione e la capacità termica, ma anche la stabilità chimica e la durata ciclica, garantendo un funzionamento affidabile e duraturo nel tempo. I principali vantaggi comprendono il mantenimento di temperature stabili, evitando picchi termici, il miglioramento del comfort ambientale e dell’impronta energetica complessiva. Questo materiale può essere contenuto in appositi pannelli che possono essere inseriti nelle pareti o nel soffitto.  Entalpia trasforma il calore disponibile in una risorsa controllata, abbattendo costi energetici e riducendo l’impatto ambientale. Il progetto considera anche la scalabilità e la facilità di integrazione negli edifici contemporanei.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Una questione di stress</strong>” hanno vinto un posto alla <strong>manifestazione IGO a Londra (14-20 giugno 2026)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autrici: <strong>Angelica Cotta Ramusino</strong> (2008), <strong>Alice Freguglia</strong> (2008), <strong>Giulia Trotti</strong> (2008), <strong>I.I.S. Caramuel – Roncalli, Vigevano</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span><strong></strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: In un mondo segnato dal cambiamento climatico in cui la scarsità d'acqua e la salinizzazione dei suoli minacciano l'agricoltura e la sicurezza alimentare globale, la ricerca scientifica assume un ruolo fondamentale per lo sviluppo di nuove strategie atte a fronteggiare le criticità climatiche trasformando così le sfide ambientali in un’opportunità di innovazione. In questa prospettiva, il progetto delle tre ragazze analizza <strong>le risposte fisiologiche delle piante a condizioni di stress ambientale, mettendo a confronto l’agricoltura tradizionale con la coltivazione idroponica, considerata una delle principali frontiere tecnologiche per un futuro sostenibile</strong>. La pianta scelta per l'esperimento è la varietà di <strong>pomodoro Micro Tom</strong>, un modello ideale per la ricerca indoor grazie alle sue dimensioni ridotte e al ciclo di crescita rapido. Il cuore della ricerca è il <strong>dosaggio della prolina</strong>, un amminoacido che le piante producono e accumulano in grande quantità come meccanismo di protezione naturale in situazione di stress idrico. Attraverso due fasi sperimentali, le piante vengono sottoposte a concentrazioni crescenti di soluzioni saline e confrontate con un gruppo di controllo irrigato esclusivamente con acqua e con un gruppo coltivato in sistema idroponico. L’analisi spettrofotometrica condotta sugli estratti delle lamine fogliari dei diversi campioni di piante ha evidenziato un maggiore accumulo e produzione negli esemplari sottoposti a stress salino; tale risultato, chiaro indice di stress metabolico da parte delle piante, conferma sperimentalmente l’ipotesi teorica, fornendo dati oggettivi a supporto del ruolo della prolina come indicatore biochimico di stress.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>PlantLeaf - parola alle piante</strong>” - <strong>rappresenterà l’Italia alla finale europea EUCYS 2026 a Kiel, Germania (22-27 settembre 2026</strong>) e un posto per <strong>Medicea Education a Firenze il 16 aprile 2026 </strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Abdoellah El Makkaoui</strong> (2010), <strong>Frida Tirari</strong> (2009), <strong>Tommaso Vaninetti</strong> (2009), <strong>Istituto Aeronautico Antonio Locatelli, Bergamo</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: </span><span>Le piante esistono da più tempo di qualsiasi altro organismo vivente, eppure la loro complessità e il loro ruolo ecologico sono spesso sottovalutati. Il progetto mira a <strong>indagare le risposte delle piante oltre le loro caratteristiche visibili, analizzando segnali interni generati in reazione a stimoli ambientali</strong>. Ispirandosi a recenti studi sul comportamento delle piante, gli studenti del Locatelli esplorano se esse producano segnali misurabili che possano essere rilevati e interpretati. Il progetto si concentra sull’acquisizione e sull’analisi di segnali elettrici e acustici, che alcune piante emettono quando vengono stimolate. L’obiettivo non è attribuire coscienza alle piante, ma <strong>verificare se tali segnali possano fungere da indicatori affidabili degli stati fisiologici</strong>. Attraverso lo sviluppo di un sistema a basso costo, non invasivo e scientificamente rigoroso, gli autori mirano a trovare applicazioni nel monitoraggio ambientale e nell’agricoltura sostenibile, stimolando al contempo l’interesse per questo campo di ricerca emergente e incoraggiando ulteriori approfondimenti sulle interazioni tra piante e ambiente, promuovendo così una maggiore consapevolezza e rispetto per il mondo naturale.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>REGIONE MARCHE</span></h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Feathertech – Innovazione sostenibile per la bonifica di acque contaminate da idrocarburi</strong>” </span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Eva Consoli</strong> (2008), <strong>Mathias Graziosi</strong> (2008), <strong>Luca Santarelli</strong> (2008), <strong>I.I.S. Galileo Galilei, Jesi (AN)</strong> – hanno vinto un posto per <strong>Regeneron ISEF, USA , Phoenix, AZ (9-15 maggio 2026)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto: </span><span>La ricerca affronta il <strong>problema dell’inquinamento marino da idrocarburi pesanti</strong> (C10–C40), sostanze derivate dal petrolio altamente persistenti, che compromettono gli ecosistemi acquatici e la biodiversità, soprattutto in aree portuali. Questi contaminanti, provenienti in gran parte da attività antropiche, formano film superficiali, si accumulano nei sedimenti e generano effetti tossici, mutageni e cancerogeni lungo la catena trofica. L’obiettivo dello studio è <strong>individuare un metodo sostenibile e a basso costo per la rimozione di tali composti, proponendo l’impiego delle piume di pollo, abbondante sottoprodotto dell’industria avicola, come materiale adsorbente naturale</strong>. Le piume, costituite da cheratina idrofoba e resistente, sono in grado di catturare efficacemente idrocarburi grazie alla loro struttura proteica e lipidica, offrendo anche un’opportunità di valorizzazione circolare di un rifiuto zootecnico. Le prove sperimentali condotte su acqua di mare contaminata (100 mg/L di olio e gasolio) evidenziano una capacità adsorbente media del 76%, superiore a quella di PVC o paglia d’orzo, senza rilascio di microplastiche o sostanze indesiderate. Le piume mantengono inoltre buone prestazioni dopo cicli di desorbimento mediante trattamento in esano, con efficienza di recupero superiore al 95%. Sulla base dei risultati viene progettato un prototipo di skimmer ecologico dotato di filtro a piume di pollo e pompa fotovoltaica, accoppiato a un sistema di rigenerazione a ciclo chiuso con solventi ecologici. Questa soluzione integra sostenibilità, efficacia e basso impatto ambientale, configurandosi come un modello innovativo per la bonifica continua o d’emergenza delle acque marine contaminate da idrocarburi.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Fungus for future</strong>” hanno vinto un posto per <strong>LIYSF a Londra (19 luglio - 1°agosto 2026)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Simone Lolli</strong> (2007), <strong>Edoardo Maria Pecci</strong> (2007), <strong>Caterina Pierandrei</strong> (2007), <strong>Liceo scientifico Leonardo da Vinci, Jesi (AN) </strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto: </span><span>In un'epoca segnata da sfide climatiche senza precedenti, la sostenibilità ambientale rappresenta una necessità imprescindibile per garantire la resilienza degli ecosistemi e il benessere delle generazioni future. La ricerca si basa su un <strong>approccio innovativo volto alla creazione di un rilevatore organico per promuovere un'economia circolare.</strong> Essenza del progetto è impiegare <strong>cellule viventi, in particolare funghi, e utilizzarli come mediatori</strong>, convertendo <strong>segnali elettrici</strong> in <strong>digitali</strong>. Il fungo è un organismo fondamentale per il funzionamento degli ecosistemi terrestri, infatti il fine del progetto è creare un circuito elettrico mediato da un fungo per monitorare e misurare le variazioni del segnale elettrico prodotte dal fungo stesso. Caterina, Edoardo e Simone propongono un <strong>prototipo di centrale di rilevamento di segnali ambientali bypassando i modelli convenzionali e utilizzando i funghi come mediatori di segnali</strong>. Progettano un sensore a impatto zero che genera una grandezza elettrica tramite le ife del fungo Pleurotus ostreatus, il quale crea relazioni simbiotiche con alcune piante, aumentando l’apporto di acqua e sostanze nutritive in cambio di carboidrati attraverso le ife che formano una rete sotterranea. L’obiettivo è creare le condizioni ideali per la crescita del fungo, guidarne la crescita in un substrato creato in laboratorio all’interno di una piastra e analizzare la variazione della risposta biologica in relazione all’ambiente in cui si trova. Il progetto, se lanciato sul mercato, può avere impatti positivi, quali l’ottimizzazione dell’uso delle risorse naturali e la riduzione dei costi operativi del monitoraggio ambientale.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>REGIONE PIEMONTE</span></h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>WEC Technology – bio coloranti da materiali di scarto per la produzione di energia</strong>” – hanno vinto la partecipazione a <strong>ExpoSciences AMLAT Medellin in Colombia (9-14 novembre 2026), un posto per Expo Science Belgio nel marzo 2027 e per Medicea Education a Firenze il  16 aprile 2026</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Massimo Cassola</strong> (2009), <strong>Melissa Macchiagodena</strong> (2008), <strong>Federica Zanotti</strong> (2008), <strong>I.I.S. Guglielmo Marconi, Tortona (AL)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto: </span><span>Il progetto riguarda le <strong>celle solari sensibilizzate a colorante (DSSC)</strong>, una <strong>tecnologia innovativa e sostenibile al fine di</strong> <strong>dimensionare un kit modulare destinato ad un’Organizzazione non Governativa per la generazione di energia elettrica ad uso domestico</strong>. Nei paesi in via di sviluppo spesso l’accesso alla rete elettrica è limitato o assente: soluzioni come le DSSC possono migliorare significativamente la qualità della vita e favorire lo studio serale e l’istruzione. Gli autori realizzano in laboratorio dei prototipi di celle di Grätzel, composte da un foto-elettrodo in vetro conduttivo FTO rivestito di biossido di titanio e sensibilizzato con coloranti naturali estratti da materiali di scarto. Il contro-elettrodo viene ottenuto utilizzando un vetrino ricoperto da uno strato di argento. Dopo l’assemblaggio, le celle sono parametrizzate per valutarne le prestazioni, confrontando il loro ipotetico funzionamento in due contesti diversi: Tortona, in Italia, e Agadez, in Niger, per analizzare l’influenza delle condizioni ambientali sull’efficienza. I pannelli dei kit progettati con DSSC possono fornire energia sufficiente per illuminazione a LED e ricarica di piccoli dispositivi elettronici. La trasparenza delle celle, la sostenibilità dei materiali di scarto alla base dei coloranti e la possibilità di integrazione in superfici vetrate le rendono una soluzione promettente per aree prive di rete elettrica, combinando innovazione scientifica e impatto sociale.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>R.I.S.</strong></span><strong>2 </strong><span><strong>– Recupero innovativo e sostenibile di silice</strong>” hanno vinto un posto per <strong>Exposcience Occitanie, a Tolosa (3-4 giugno 2026)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Lucio Dusio</strong> (2009), <strong>Emanuele Romano</strong> (2009), <strong>Martina Vallongo</strong> (2008), <strong>I.S. Ascanio Sobrero, Casale Monferrato (AL) </strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto: </span><span>La lolla di riso è un sottoprodotto agricolo abbondante e rinnovabile, ricco di silice amorfa, che può essere valorizzato come alternativa sostenibile alle fonti minerali convenzionali di SiO₂. In questo lavoro viene sviluppato un <strong>processo innovativo per l’estrazione della silice da biomasse di scarto, basato su pre-trattamento acido, combustione controllata, estrazione alcalina e precipitazione acida, con l’obiettivo di ridurre il consumo energetico e l’impatto ambientale dei processi tradizionali</strong>. La silice ottenuta viene caratterizzata mediante diffrazione a raggi X, spettroscopia FT-IR, Dynamic Light Scattering e spettrofotometria UV-Vis. Le analisi confermano la natura amorfa del materiale, l’elevata purezza e la presenza di gruppi silanolici superficiali, responsabili di una spiccata attività adsorbente.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Le prove di adsorbimento su soluzioni di coloranti cationici evidenziano efficienze di rimozione superiori al 99% già a brevi tempi di contatto. La biosilice estratta è impiegata per la sintesi di materiali avanzati ad alta porosità, quali aerogel a matrice amido-silice, ottenuti mediante liofilizzazione. Le caratteristiche strutturali di tali materiali, quali bassa densità ed elevata porosità, risultano particolarmente idonee per applicazioni di isolamento termico sostenibile. Il lavoro si inserisce in un’ottica di economia circolare, valutando possibili strategie di recupero della CO₂ prodotta, al fine di ridurre l’impatto ambientale del processo.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Turol 34 – Trapping Technology &amp; PFAS Monitoring</strong>” hanno vinto un posto per <strong>WYSII a Bali, Indonesia a gennaio 2027, e a ISTF a febbraio 2027 e a Medicea Education a Firenze in data 16 aprile 2026</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autrice: <strong>Maddalena Ghiselli</strong> (2006), <strong>I.T.I. Giuseppe Omar, Novara</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: </span><span>Il progetto sviluppa una <strong>valvola filtrante avanzata per impianti idrici domestici in grado di rimuovere efficacemente i PFAS dall’acqua potabile</strong>. Il sistema utilizza un materiale assorbente sostenibile a base di biochar, ottenuto da lolla di riso e tutolo di mais e opportunamente attivato chimicamente e funzionalizzato con nanoparticelle magnetiche e β-ciclodestrine. Si garantisce così un assorbimento selettivo di PFAS a catena lunga e corta che consente la rigenerazione e il recupero del materiale tramite separazione magnetica. Il biochar è prodotto mediante pirolisi in atmosfera inerte (600–750 °C) e successiva attivazione con KOH, al fine di incrementare area superficiale, microporosità e affinità verso i composti perfluoroalchilici attraverso interazioni idrofobiche ed elettrostatiche. La valvola integra inoltre un sistema di monitoraggio in tempo reale, basato su un sensore costituito da nanoparticelle d’oro funzionalizzate con β-ciclodestrine, incapsulate in alginato di sodio, per il rilevamento selettivo di PFAS nell’acqua in uscita. Il materiale viene caratterizzato mediante BET, FTIR e SEM, mentre le prestazioni adsorbenti sono valutate con prove batch PFOA. Il progetto propone una soluzione efficiente, rigenerabile e a basso impatto ambientale, in linea con i principi dell’economia circolare e adatta all’uso domestico.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Estendere l’impossibile: nuovo tool matematico per sistemi complessi</strong>”</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autore: <strong>Alessandro Bellini</strong> (2007), <strong>Liceo scientifico Galileo Galilei, Alessandria</strong> – Ha vinto un posto per <strong>Regeneron ISEF, USA, Phoenix, AZ (9-15 maggio 2026)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto: </span><span>Dall’analisi di un problema concreto nei sistemi di Intelligenza Artificiale e nelle reti neurali avanzate, ovvero l’ottimizzazione e la stabilità di modelli definiti in spazi complessi e multidimensionali, nasce una nuova teoria matematica che affronta limiti applicativi e mai risolti in modo generale nel calcolo moderno: l’assenza di un concetto di integrazione realmente universale per funzioni complesse e quaternioniche, specialmente in contesti non commutativi. I metodi classici di integrazione risultano spesso dipendenti dal cammino, validi solo per classi ristrette di funzioni o inadatti a descrivere la dinamica matematica sottostante ai moderni algoritmi di apprendimento.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Per rispondere a questa lacuna teorica Alessandro sviluppa una <strong>nuova teoria matematica</strong> che introduce il concetto di Primitiva Vera, definita come una primitiva intrinseca coerente con la struttura geometrica e algebrica dello spazio e indipendente dal percorso di integrazione. Questa costruzione consente di risolvere il problema matematico alla base dei sistemi di IA e delle reti neurali complesse, fornendo uno strumento rigoroso ma computabile. La teoria rappresenta così un <strong>punto di contatto tra ricerca matematica fondamentale e applicazioni tecnologiche avanzate con potenziali ricadute in ottimizzazione, modellazione fisica e sviluppo di nuovi algoritmi.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>L’analisi del campo magnetico terrestre a 400.000 metri di altezza</strong>” ha vinto un posto per <strong>Exposcience Occitanie, Tolosa (3-4 giugno 2026) </strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autore: <strong>Andrea Del Dottore</strong> (2009), <strong>Liceo Scientifico Galileo Galilei, Torino</strong> </span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span><strong></strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto: </span><span><strong>AstroPi</strong> è un <strong>progetto educativo annuale dell'ESA e della Raspberry Pi Foundation</strong> <strong>che permette agli studenti di</strong> <strong>inviare esperimenti scientifici sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).</strong> Attraverso la <strong>programmazione in Python </strong>e l'uso di un kit hardware dedicato (Raspberry Pi e sensori come magnetometro e accelerometro), i partecipanti possono <strong>eseguire codice selezionato in orbita</strong>. In questo contesto, Andrea sviluppa un software per raccogliere dati sensori AstroPI, calcolare la posizione orbitale della ISS e scattare fotografie geolocalizzate della Terra. Ogni punto di rilevamento viene rappresentato sul sistema geodetico mondiale WGS84 - il sistema di riferimento utilizzato dal sistema satellitare di navigazione GPS - e i valori ottenuti vengono confrontati con il World Magnetic Model (WMM2020) del NOAA. L'analisi si concentra sui punti che presentano variazioni di intensità magnetica. In queste aree, vengono esaminate le immagini fotografiche acquisite per identificare possibili correlazioni con formazioni geologiche superficiali, come i complessi vulcanici.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Mentre la mappa globale conferma un'alta coerenza con il modello standard WMM2020, l’indagine puntuale non rileva legami significativi tra anomalie magnetiche e morfologia del terreno, dimostrando che l’influenza magnetica di specifiche strutture della crosta terrestre non sia rilevabile alla quota orbitale della ISS (circa 420 km). Questa conclusione definisce un importante limite sperimentale. A tale altitudine il campo magnetico principale del nucleo terrestre prevale sui contributi magnetici locali della superficie, agendo come un filtro che uniforma i dati rilevati rispetto alle formazioni geografiche sottostanti.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>LIEST - Liesegang Structures e auto-organizzazione per biomateriali intelligenti</strong>” - hanno vinto un posto per <strong>Regeneron ISEF, USA, Phoenix, AZ (9-15 maggio 2026)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Victoria Bonomelli</strong> (2008), <strong>Alessia Facchinetti (</strong>2007), <strong>Matilde Mazzini</strong> (2008),<strong> </strong></span><span><strong>I.T.I. Giuseppe Omar, Novara</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: </span><span>L’obiettivo del progetto è <strong>sfruttare il fenomeno della precipitazione periodica e dell’auto-organizzazione per sviluppare sistemi funzionali avanzati in ambito biomedico</strong>, con particolare attenzione al rilascio controllato di farmaci (ibuprofene) e alla rigenerazione del tessuto osseo. In questo contesto gli anelli di Liesegang rappresentano un <strong>modello efficace per ottenere strutture periodiche auto-organizzate, capaci di modulare nel tempo e nello spazio la distribuzione di materiali bioattivi all’interno di matrici gelificate</strong>. Un ruolo centrale è quello dell’idrossiapatite (HA), materiale biomimetico che costituisce il principale componente inorganico dell’osso naturale, ampiamente utilizzato come sostituto osseo grazie alle sue proprietà di biocompatibilità e osteoconduttività. La possibilità di ottenere strutture periodiche di HA mediante processi di diffusione e precipitazione controllata consente di mimare l’organizzazione gerarchica dell’osso e di integrare funzioni terapeutiche aggiuntive. In particolare, la formazione di pattern tridimensionali di HA in matrici polimeriche permette la realizzazione di sistemi multifunzionali in cui il materiale agisce sia come supporto per la rigenerazione ossea sia come vettore per il rilascio controllato di farmaci. Il farmaco può essere incorporato o assorbito sulla superficie dell’HA e rilasciato in modo graduale o pulsato, sfruttando la periodicità delle strutture formate. Questo approccio è particolarmente vantaggioso in ambito ortopedico e odontoiatrico, dove è necessario combinare la rigenerazione ossea con la somministrazione locale di agenti terapeutici, riducendo gli effetti collaterali delle terapie sistemiche.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Oltre la pennellata: scienza e tecnica in Pellizza</strong>”</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autrici: <strong>Katerina Basso</strong> (2007), <strong>Giada Censi</strong> (2008), <strong>Cristina Zamboni</strong> (2007), <strong>I.I.S. Guglielmo Marconi, Tortona (AL)</strong> – hanno vinto un posto per </span><strong>IEYI, Pechino, Cina ad agosto 2026</strong></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: Il progetto riguarda la <strong>diagnosi dell’ultimo dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo, artista di rilievo di fine Ottocento, nativo della zona delle autrici</strong>. La rilevanza culturale e artistica che questo artista riveste per il territorio è uno dei motivi che li spinge a perseguire questo percorso. Dopo lo studio bibliografico dei colori utilizzati dal pittore e un’accurata raccolta dati effettuata sulla tavolozza riprodotta in laboratorio, presso la <strong>Fondazione Cerruti di Rivoli (Torino),</strong> viene condotta un’indagine diagnostica su <strong>Membra Stanche</strong> attraverso l’impiego di tecniche non invasive quali la spettroscopia FORS, la fluorescenza a raggi X (XRF) e l’analisi in fluorescenza UV, tramite lampada di Wood. L’obiettivo principale è <strong>approfondire la conoscenza dei processi esecutivi e dei materiali impiegati dall’autore, ma anche andare alla scoperta degli stati d’animo e delle emozioni che hanno accompagnato la realizzazione del dipinto attraverso eventuali fasi di ripensamento</strong>. I risultati ottenuti evidenziano la presenza di un numero limitato di ritocchi e, probabili interventi successivi, suggeriti dall’individuazione di materiali brevettati dopo la morte dell’artista. Ciò conferma il carattere sostanzialmente originale dell’opera. Il progetto si presenta come un dialogo interdisciplinare tra scienza e storia dell’arte, che ha, inoltre, come ulteriore fine la divulgazione della scienza come materia fondamentale per lo studio e la tutela del patrimonio artistico. Attraverso un sito web, infatti, le tre giovani presentano il percorso con l’intento di avvicinare anche i meno esperti, ma soprattutto i giovani, a un ambito così interessante.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>ANTRAC 3 - sintesi green di nano particelle magnetiche per la cura dei tumori</strong>”</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Giulia Trinci</strong> (2009), <strong>Alessio Viscaldi (</strong>2007), <strong>Diego Zanotti</strong> (2007), <strong>I.T.I. Giuseppe Omar, Novara</strong> – hanno vinto un posto per <strong>Expo Science Belgio nel marzo 2027 e per Medicea Education  a Firenze in data 16 aprile 2026</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: Obiettivo del progetto è la <strong>sintesi, l’ottimizzazione e la caratterizzazione di nanoparticelle magnetiche a base di ossidi di ferro (Fe₃O₄/γ-Fe₂O₃), destinate ad applicazioni biomedicali nel campo dell’ipertermia magnetica</strong>. La produzione delle nanoparticelle viene effettuata principalmente mediante il metodo di co-precipitazione in soluzione acquosa di sali di ferro bivalente e trivalente, selezionato per la sua semplicità, l’elevata resa e la buona riproducibilità. L’attività sperimentale si concentra sullo studio sistematico dell’influenza dei principali parametri di sintesi, quali il rapporto molare Fe²⁺/Fe³⁺, il pH di reazione, la temperatura, la concentrazione dei reagenti e la forza ionica del mezzo, sulle proprietà strutturali, morfologiche e magnetiche delle nanoparticelle ottenute. In particolare viene approfondito il controllo della dimensione media delle particelle, della distribuzione granulometrica e della stabilità colloidale, aspetti fondamentali per garantire un comportamento magnetico adeguato alle applicazioni ipertermiche. Parallelamente alla procedura convenzionale, vengono sviluppati e valutati protocolli di sintesi alternativi di tipo green, basati sull’impiego di estratti naturali come agenti riducenti e stabilizzanti, con l’obiettivo di migliorare la biocompatibilità dei sistemi. Le nanoparticelle, infine, vengono stabilizzate e funzionalizzate superficialmente e testate per la loro capacità di dissipare calore sotto l’azione di campi magnetici alternati.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto “<strong>CARBONCORE - Nox? Non più un problema</strong>” hanno vinto un posto per <strong>IEYI, Pechino, Cina ad agosto 2026</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Tommaso De Santa</strong> (2007), <strong>Giorgia Mattana</strong> (2008), <strong>Francesco Petralia</strong> (2007),<strong> I.T.I.S. Alessandro Volta, Alessandria</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: Il progetto propone un <strong>approccio sostenibile alla riduzione delle emissioni di ossidi di azoto (NOx)</strong> nei veicoli a benzina Euro 4, con l’obiettivo di ricondurne il profilo emissivo entro i limiti previsti dalla normativa Euro 6 senza interventi sul motore, né sostituzione del veicolo. Poiché il principale elemento discriminante tra gli standard Euro 4 ed Euro 6 è rappresentato dagli NOx, la ricerca si concentra sulla loro rimozione selettiva come leva per l’adeguamento complessivo. La soluzione prevede l’integrazione, nella linea di scarico, di un sistema modulare a cartucce contenenti carboni attivi (da plastica riciclata) in forma di pellet, progettati per garantire elevata permeabilità ai gas ed evitare fenomeni di contropressione. I materiali adsorbenti, ottenuti mediante carbonizzazione e attivazione chimica, sono studiati in due configurazioni comparative: carboni attivati con KOH e carboni impregnati con ossido di magnesio, caratterizzati da maggiore selettività verso gli NOx. Il sistema opera su cicli di circa 500 km, valore coerente con l’autonomia media di un’auto, ed è rigenerabile tramite trattamenti controllati che consentono la rimozione degli inquinanti adsorbiti e la loro conversione in sostanze non dannose per l’ambiente. I risultati evidenziano la solidità tecnica dell’approccio e il suo potenziale come alternativa sostenibile alla rottamazione dei veicoli Euro 4, riducendo l’impatto del parco circolante in un’ottica di economia circolare.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>PBP - come salvare le acque dagli inquinanti emergenti”</strong>  Hanno vinto un posto per <strong>1923 IMSEF, Smirne, Turchia, 1-6 giugno 2026</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Giada Bullano</strong> (2006), <strong>Riccardo Parozzi</strong> (2008) <strong>Monica Agostina Picciolo</strong> (2008),<strong> I.T.I. Giuseppe Omar, Novara</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: Il progetto sviluppa una <strong>soluzione sostenibile per la riduzione dell’inquinamento delle acque attraverso l’impiego di materiali riutilizzabili, chimicamente inerti e sicuri per gli ecosistemi acquatici, sfruttando al contempo l’energia solare come fonte rinnovabile</strong>. Si prevede l’utilizzo di fotocatalizzatori galleggianti supportati da materiali porosi e leggeri, come l’argilla espansa, che consentono al sistema di rimanere sulla superficie dell’acqua, garantendo una maggiore esposizione alla luce. I supporti incorporano nanoparticelle di ossido di niobio (V) (Nb₂O₅), sintetizzate mediante metodo sol-gel, impiegate nella degradazione ossidativa di inquinanti organici, in particolare residui farmaceutici. Il Nb₂O₅, attivato dalla luce solare, genera specie altamente reattive in grado di frammentare le molecole contaminanti fino alla loro conversione in composti semplici e poco pericolosi, come acqua e anidride carbonica.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il fissaggio del fotocatalizzatore su un supporto galleggiante consente di operare in condizioni ottimali di illuminazione e disponibilità di ossigeno, migliorando l’efficienza del processo. Un ulteriore vantaggio del sistema è la semplicità di recupero del materiale, che può essere facilmente raccolto dalla superficie dell’acqua e riutilizzato, evitando operazioni di filtrazione e riducendo i costi operativi. Questo rende la tecnologia particolarmente adatta ad applicazioni in laghi, bacini di depurazione e vasche di trattamento. Le nanoparticelle di Nb₂O₅ sono state caratterizzate mediante analisi SEM-EDX, DLS, XRD, potenziale Z e spettroscopia UV-Vis. Durante le fasi sperimentali, sono stati eseguiti test su due farmaci: paracetamolo e ibuprofene</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Le bioplastiche sono una bufala</strong>?” hanno vinto un posto per <strong>IEYI, Pechino, Cina ad agosto 2026</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autrici: <strong>Carola Giordano</strong> (2007), <strong>Greta Lu</strong> (2008), <strong>Beatrice Tarditi</strong> (2007), <strong>Liceo Scientifico Galileo Ferraris, Torino </strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto: </span><span>In un mondo in cui la plastica è uno dei materiali con maggiore impatto per l'inquinamento ambientale, il progetto vuole <strong>dare nuova vita agli scarti dell’industria lattiero-casearia, trasformandoli in bioplastica ecosostenibile</strong>. Partendo dal processo di coagulazione della caseina, viene prodotta una plastica sostenibile sia per le materie di produzione sia per il suo successivo smaltimento. Lo studio, attraverso una serie di esperimenti, analizza l'impatto sulle proprietà della bioplastica di variabili quali pH, temperatura e tipologia di materia prima (latte fresco, latte scaduto e yogurt). L’utilizzo di latte scaduto, in particolare, conferma la possibilità di riciclare materiali di scarto grazie alla naturale acidificazione del prodotto. Vengono inoltre analizzati additivi come glicerolo, sale, fibre vegetali e segatura, che ne influenzano la malleabilità, la resistenza meccanica e la stabilità biologica. Un aspetto critico emerso riguarda, infatti, proprio la conservazione del materiale, poiché la bioplastica non trattata risulta occasionalmente soggetta a proliferazione batterica e fungina. Tuttavia, nonostante questo rimanga uno dei principali aspetti che richiederebbero ulteriori approfondimenti, l’aggiunta di sale e l’essiccazione in forno sono strategie efficaci per aumentare molto la sicurezza del prodotto. Nel complesso, quindi, lo studio evidenzia il potenziale della bioplastica a base di caseina come alternativa sostenibile alle plastiche convenzionali e sensibilizza in modo coinvolgente sul tema della sostenibilità.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>REGIONE PUGLIA</span></h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Parkins-Off - Innovazione tecnologica e monitoraggio ambientale nella lotta al Parkinson</strong>”-  hanno vinto un posto per <strong>WYSII a Bali, Indonesia nel Gennaio 2027</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Francesco Macrì (2010), Cristian Sabato (2010), I.I.S. Enrico Mattei, Maglie (LE)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: Il <strong>morbo di Parkinson</strong> è una patologia neurodegenerativa in rapida crescita globale, causata dalla perdita di neuroni dopaminergici e influenzata da fattori genetici e ambientali. La ricerca scientifica recente identifica nel particolato atmosferico (PM10 e PM 2,5) un pericoloso fattore di rischio: queste particelle possono attraversare la barriera emato-encefalica innescando neuroinfiammazione e stress ossidativo. Il progetto Parkins-Off adotta un duplice approccio: <strong>l’analisi del rischio ambientale e lo sviluppo di soluzioni bioingegneristiche per migliorare la qualità della vita dei pazienti. </strong>L’indagine ambientale confronta i dati storici ARPA Puglia con rilevazioni puntuali effettuate nel cortile scolastico tramite sensori Arduino. Mentre i dati regionali mostrano una relativa stabilità, il monitoraggio locale evidenzia concentrazioni di PM10 significativamente superiori. Tale discrepanza è riconducibile ai picchi di traffico locale, sottolineando l'importanza di un monitoraggio capillare per identificare aree a rischio elevato. Sul fronte terapeutico, viene realizzato un braccialetto smart per la mitigazione del tremore. La compensazione avviene tramite vibrazione meccanica per tremori lievi o stimolazione elettrica in controfase per quelli intensi. Il prototipo integra inoltre un sistema di rilevamento cadute con allerta automatica. In conclusione, i due giovani dimostrano come l’integrazione tra politiche ambientali rigorose e innovazione tecnologica proattiva sia essenziale per contrastare l’avanzata delle patologie neurodegenerative e garantire maggiore autonomia ai pazienti.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>La nuova frontiera nella micologia mediterranea: Terrana caerulea, caratterizzazione spettroscopica, ecologica e applicazioni biosensoriali</strong>” - hanno vinto un posto per <strong>Regeneron ISEF, USA, Phoenix, AZ (9-15 maggio 2026)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Giuseppe Marino (2007), Andrea Minervini (2007), Gabriele Pasquale Tullio (2007), I.I.S.S. Galileo Ferraris, Molfetta (BA)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: La Terana caerulea è un fungo raro e affascinante, riconoscibile per la sua intensa colorazione blu dovuta a pigmenti naturali unici chiamati corticine. Nel febbraio 2025 questa specie è stata rinvenuta per la prima volta in Puglia, su un tronco morto di ulivo nei pressi di Molfetta, in un contesto ambientale costiero caratterizzato da elevata umidità e luce diffusa. <strong>Lo studio analizza il fungo attraverso osservazioni ecologiche e tecniche spettroscopiche, mostrando che i suoi pigmenti assorbono in modo selettivo la luce blu e rispondono alle variazioni ambientali.</strong> La produzione del colore risulta infatti strettamente legata alla luce, al tipo di substrato vegetale e alle condizioni microclimatiche, rendendo Terana caerulea un vero indicatore biologico naturale. Da queste evidenze nasce la proposta del TERA-PROBE, un biosensore ambientale innovativo che sfrutta la sensibilità ottica e fotochimica dei pigmenti del fungo per rilevare cambiamenti nell’ambiente, come variazioni della qualità dell’aria o delle condizioni climatiche locali. Il progetto unisce <strong>micologia, chimica e biotecnologia, offrendo una soluzione sostenibile e bio-ispirata per il monitoraggio ambientale.</strong> I tre studenti di Molfetta ritengono che il loro lavoro non rappresenta solo una nuova scoperta scientifica, ma apre una prospettiva concreta sull’uso dei microrganismi come strumenti intelligenti per comprendere e proteggere l’ambiente.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto : “<strong>MajorAntartide</strong>” hanno vinto un posto per <strong>Expo Sciences Lussemburgo a novembre 2026</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Diego Carabotta (2008), Luca Castellana (2009), Daniele Colucci (2007), I.I.S.S. Martina Franca (TA)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: Il progetto nasce a scuola dall'incontro tra educazione ambientale, curiosità scientifica e competenze STEM. Si tratta della <strong>progettazione e realizzazione di un dispositivo portatile basato su Arduino, capace di misurare temperatura, umidità, pressione atmosferica e raggi ultravioletti di tipo C (UV-C), pensato per l'uso in ambienti estremi come l'Antartide</strong>. L'idea è nata grazie al dialogo con ricercatori impegnati nelle missioni polari, dalle difficolta di raccolta dati affidabili lontano dalle stazioni fisse. Da qui la scelta di costruire uno strumento autonomo, leggero e resistente, in grado di funzionare senza connessioni di rete e di salvare le misurazioni su una memoria interna. II dispositivo utilizza più sensori per la temperatura, cosi da confrontare i valori e renderli più affidabili e include anche un sensore UV-C, raro in strumenti portatili, per monitorare una radiazione pericolosa e poco studiata nelle regioni polari. I dati vengono registrati autonomamente su una micro SD e trasferiti al computer tramite un semplice programma sviluppato con Python. Testato anche a temperature sotto zero, lo strumento mostra un buon funzionamento e una buona stabilità. MajorAntartide dimostra che la scuola può diventare un vero laboratorio di ricerca: un piccolo progetto che unisce scienza, tecnologia e cittadinanza attiva, contribuendo alla conoscenza e alla tutela del nostro pianeta.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>REGIONE SICILIA</span></h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Un sensore elettrochimico per il monitoraggio dei nitrati in acqua</strong>” hanno vinto un posto per <strong>Genius Olympiad a Rochester, NY (8 – 13 giugno 2026)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Gabriele Salvatore Capizzi (2008), Marisol Rapisarda (2008), Anouar Safi (2009), I.T.I.S. Stanislao Cannizzaro, Catania</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span> - Il progetto viene sviluppato da studenti dell’indirizzo Chimica e Biotecnologie con l’obiettivo di affrontare una problematica ambientale di grande attualità: la presenza di nitrati nelle acque. I nitrati, largamente utilizzati in agricoltura e presenti negli scarichi civili e industriali, possono accumularsi nelle acque superficiali e sotterranee, rappresentando un rischio per gli ecosistemi e per la salute umana. Partendo da queste considerazioni, gli studenti <strong>progettano e realizzano un chemosensore elettrochimico per la determinazione dei nitrati in acqua</strong>. Il dispositivo è basato su elettrodi serigrafati di carbonio, modificati mediante deposizione di microparticelle di rame, materiale noto per la sua capacità di favorire le reazioni elettrochimiche dei nitrati. Il sensore viene testato in laboratorio utilizzando soluzioni a diversa concentrazione di nitrati. Le prove sperimentali evidenziano una risposta chiara, riproducibile e confrontabile con quella ottenuta tramite metodi analitici tradizionali, come la spettrofotometria. Il progetto rappresenta un esempio di applicazione del metodo scientifico in ambito scolastico e dimostra come, anche in un contesto formativo, sia possibile sviluppare soluzioni tecnologiche semplici e a basso costo per il monitoraggio ambientale. L’attività consente inoltre agli studenti di approfondire competenze scientifiche, sperimentali e comunicative, valorizzando il lavoro di squadra e l’impegno nella ricerca.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Etna Circular Materials: ash2value</strong>”</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autrici: <strong>Annamaria Calabretta (2009), Gioia Jennifer Chiarenza (2008), Julia Giorgia D’Antoni (2010), </strong></span><span><strong>I.T.I. Stanislao Cannizzaro, Catania </strong>– hanno vinto un posto per <strong>Genius Olympiad a Rochester, NY (8 – 13 giugno 2026)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span> - </span><span>Il progetto nasce dall’osservazione di un problema concreto del territorio siciliano: le grandi quantità di cenere vulcanica prodotte dalle eruzioni dell’Etna, oggi considerate un rifiuto e smaltite con elevati costi ambientali ed economici. Le tre ragazze vogliono dimostrare che questo materiale può invece diventare una risorsa utile, secondo i principi dell’economia circolare. Attraverso analisi di laboratorio e sperimentazioni pratiche, <strong>la cenere può avere tre possibili applicazioni: depurazione delle acque, edilizia sostenibile e gestione dell’acqua nei suoli</strong>. I risultati mostrano che, con semplici trattamenti, la cenere è in grado di trattenere efficacemente alcuni inquinanti presenti nell’acqua, come ferro e nitriti, funzionando come un filtro naturale a basso costo. In edilizia, l’integrazione della cenere in malte a base di calce consente di ottenere materiali più leggeri, traspiranti e sostenibili, riducendo l’uso di materie prime tradizionali. Inoltre, grazie alla sua struttura porosa, la cenere dimostra una buona capacità di assorbire e rilasciare gradualmente l’acqua, con potenziali applicazioni in ambito agricolo e ambientale. <strong>Il progetto evidenzia come un materiale spesso percepito solo come problema possa diventare una risorsa multifunzionale, contribuendo alla sostenibilità ambientale, alla riduzione dei rifiuti e alla valorizzazione del territorio etneo.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>argetting CD44 e clearance tossinica: il futuro della nanomedicina polmonare</strong>”</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autrice: <strong>Milena Di Vittorio (2008), Liceo scientifico Vincenzo Fardella – Liceo classico Leonardo Ximenes, Trapani</strong> – ha vinto un posto per <strong>Zientzia Azoka, Paesi Baschi, Bilbao (6-9 maggio 2026)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: il progetto presenta una <strong>nuova tecnica per curare i polmoni dei soggetti fumatori attraverso l’uso di microscopici robot creati con frammenti di DNA, invece che con altri materiali che potrebbero compromettere la salute e la vita degli individui</strong>. Con il metodo del “<strong>DNA origami</strong>” viene creata una forma piccola che può andare nel corpo come un mezzo furbo. L’obiettivo è quello di somministrare il farmaco adeguato e con il giusto dosaggio all’interno degli alveoli polmonari al fine di ripulire quanto più possibile i polmoni dal catrame, ridurre le infiammazioni croniche e riacquistare quanto più possibile una normale funzionalità. Lo studio di Milena dà una speranza a chi ha problemi polmonari per abuso di fumo. Per essere sicuri che questi microscopici robot, con frammenti di DNA, non si danneggino quando arrivano nei polmoni sono state eseguite una serie di prove complesse al computer con il software GROMACS. Queste prove creano una simulazione che imita l’ambiente creato dal tessuto alveolare. I risultati ottenuti dai test, come il RMSD e il raggio di girazione, evidenziano che il microscopico robot non cambia forma, non subisce denaturazione, rimanendo inalterato nel compiere il suo lavoro. In sintesi, il progetto riguarda la realizzazione di <strong>microscopiche “macchine biologiche” che, giungendo nei nostri polmoni, riparano i danni causati dal fumo, eseguendo un lavoro minuzioso e di precisione a livello molecolare.</strong> La ricerca propone un metodo utile per la medicina moderna aiutando l’organismo a guarire da dentro e supportando i farmaci del momento.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE</span></h3>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Simulatore bidimensionale di un neurone</strong>” ha vinto un posto per <strong>Regeneron ISEF, USA, Phoenix, AZ, (9-15 maggio 2026)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autore: <strong>Luca Pompili (2007), Liceo scientifico Evangelista Torricelli, Bolzano</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto</span><span>: </span><span>Il progetto affronta con un approccio originale un tema centrale della neuroscienza: <strong>la nascita dell’eccitabilità neuronale</strong>. Partendo da un modello classico molto complesso (Hodgkin-Huxley), Luca costruisce una <strong>versione semplificata (in stile Morris-Lecar) che permette di vedere e comprendere il comportamento dei neuroni attraverso la geometria del piano delle fasi.</strong> Il valore aggiunto non è solo scientifico, ma anche didattico: viene sviluppato un simulatore interattivo che rende intuitivi concetti avanzati come soglia, stabilità e biforcazioni. Il lavoro mostra come fenomeni biologici fondamentali emergano da strutture matematiche profonde, unendo ricerca, creatività e divulgazione scientifica. Il lavoro non si limita a riprodurre un modello noto, ma lo rende comprensibile, esplorabile e formativo, anche tramite un programma interattivo, trasformando un tema complesso in uno strumento di apprendimento concreto.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>REGIONE VENETO</span></h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Lettura del degrado stradale urbano a partire da segnali dinamici in condizioni reali”</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autrice: <strong>Vittoria Masotto (2008), I.I.S. Giovanni Silva - Matteo Ricci, Legnago (VR)</strong> - hanno vinto un posto per <strong>Mostratec Brasile, Novo Hamburgo (25-29 ottobre 2026)</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto: </span><span>La qualità del manto stradale influisce direttamente sulla sicurezza, sul comfort di viaggio e sull’usura dei veicoli, soprattutto nel trasporto pubblico. Tuttavia, il suo monitoraggio avviene spesso solo quando il problema è già evidente, perché le ispezioni tradizionali sono costose e poco frequenti. Il progetto nasce da una domanda semplice: è possibile ottenere informazioni utili sullo stato delle strade utilizzando strumenti di uso quotidiano, come gli smartphone? <strong>Il lavoro si basa sull’idea che un veicolo in movimento “reagisce” alle irregolarità della strada attraverso vibrazioni e rotazioni</strong>. Registrando questi segnali con i sensori integrati di uno smartphone durante normali corse su un mezzo, è possibile descrivere in modo indiretto le condizioni del manto stradale.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>I dati raccolti vengono analizzati e sintetizzati in un indice comparativo, l’RSQI (Road Surface Quality Index), che permette di confrontare tratti diversi o di osservare come uno stesso tratto cambia nel tempo. Il progetto non cerca una misura perfetta o assoluta, ma un metodo riproducibile e realistico per leggere dati acquisiti in condizioni reali, accettando la variabilità come parte del fenomeno. L’uso di misure ripetute, il confronto tra sessioni diverse e il supporto di osservazioni visive consentono di distinguere anomalie casuali da caratteristiche stabili della strada. L’approccio proposto è semplice, trasferibile e a basso costo, e mostra come anche strumenti comuni possano contribuire a una gestione più consapevole e preventiva delle infrastrutture di trasporto.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><strong>Partecipanti esteri:</strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>BELGIO</span></h3>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo progetto: "<strong>The Afghan box" – hanno vinto una medaglia d’argento</strong> </span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Clemence Dugnoille (2007), Ilan Haberman (2008), Felix Losa (2008), </strong></span><strong>Athénée Royal d’Auderghem, Brussels, Belgio</strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span><strong>La Afghan Box è una fotocamera che combina una macchina fotografica con una camera di sviluppo in legno</strong>. È composta da un obiettivo per la messa a fuoco dell'immagine, due manicotti che consentono la manipolazione interna impedendo alla luce esterna di entrare nella camera e diversi scomparti per lo sviluppo delle foto. La Afghan Box è realizzata interamente con materiali riciclati e i liquidi di sviluppo utilizzati contengono componenti di origine vegetale.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>BRASILE</span></h3>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo Progetto: <strong>SkinScan: development of a low-cost device using AI for skin cancer detection – phase II</strong> – hanno vinto una <strong>Medaglia di argento</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Arthur Luiz da Costa Duval (2008), Fernanda Fritsch Gib (2008), </strong></span><strong>Colégio João Paulo I - JPSul, Porto Alegre, Brasile</strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il cancro della pelle è la neoplasia più diffusa in Brasile, principalmente a causa della mancanza di diagnosi precoce, che contribuisce all'elevata incidenza e mortalità. Allo stesso tempo, l'intelligenza artificiale (IA) è stata sempre più applicata all'analisi di immagini mediche per la rilevazione del cancro della pelle. Questa ricerca si propone di <strong>sviluppare un dispositivo a basso costo utilizzando una fotocamera, un computer a scheda singola Raspberry Pi e un modello di IA addestrato per identificare la malattia sulla base di immagini di lesioni cutanee</strong>. La metodologia è stata suddivisa in tre fasi: revisione della letteratura, addestramento dell'IA e costruzione del dispositivo. La revisione della letteratura ha affrontato le attuali applicazioni dell'IA in dermatologia, in particolare nella diagnosi e nel trattamento. Per l'addestramento dell'IA sono stati utilizzati Google Colab, la libreria TensorFlow, OpenCV e il dataset di immagini HAM10000. Il dispositivo è stato costruito utilizzando un Raspberry Pi, una fotocamera di alta qualità, batterie, un display per la visualizzazione dell'interfaccia, un regolatore di tensione per garantire la portabilità e una struttura in PLA stampata in 3D. L'IA ha raggiunto un'accuratezza del 77% ed è stata integrata nel dispositivo, avviando test pratici utilizzando immagini stampate di lesioni cutanee. È stato ottenuto un tasso di successo del 100% nella scansione delle lesioni benigne, con solo due errori diagnostici nei casi maligni. Il dispositivo ha raggiunto il suo obiettivo, dimostrando la sua utilità per lo screening del cancro della pelle, principalmente nell'assistenza sanitaria di base, e per il monitoraggio e il contributo alla salute pubblica brasiliana in generale.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>MESSICO</span></h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Aloecoco</strong>” ha vinto una <strong>medaglia d’oro</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autrice: <strong>Maria Fernanda De la Torre López (2011), Instituto Sanford, Torreón, Mexico</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi: </span><span>Questo progetto presenta lo <strong>sviluppo di un'argilla terapeutica formulata con ingredienti naturali come avena, miele, olio di cocco e aloe vera per la cura della dermatite atopica</strong>. Il prodotto è stato sviluppato utilizzando il metodo scientifico, garantendo stabilità e un pH compatibile con la pelle. I test sugli utenti hanno mostrato una riduzione di secchezza, irritazione e prurito, con buona tollerabilità e assenza di effetti collaterali. Aloecoco rappresenta un contributo innovativo e accessibile alla tecnologia cosmetica e alla salute della pelle.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>PORTOGALLO</span></h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto: “<strong>Studio della rigenerazione naturale di piante autoctone in suoli alterati da Acacia longifolia</strong>” ha vinto una <strong>medaglia di argento</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autrice: <strong>Madalena Oliveira (2007), Escola Secundária de Odemira, Odemira, Portogallo</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi dello studio -  </span><span>Il Parco Naturale della Costa Sud-Occidentale dell'Alentejo e della Costa Vicentina è stato invaso dall'acacia a foglie lunghe (Acacia longifolia), una specie invasiva che, tra gli altri impatti ecologici, altera le caratteristiche fisico-chimiche e biologiche del suolo. L'obiettivo di questo lavoro è <strong>comprendere se le modifiche prodotte dall'Acacia longifolia nel suolo influenzino la rigenerazione naturale delle piante autoctone</strong>. Le piante autoctone sono state seminate in semenzai con terriccio, variando tra i gruppi solo per la tipologia di terreno. La quantità di semi seminata è stata la stessa in ogni gruppo. Sono state utilizzate nove specie di piante autoctone. La quantità di terreno e il livello di umidità sono stati mantenuti costanti in tutti i gruppi. Il numero di piante germinate è stato contato ogni due giorni. Dopo la fase iniziale di crescita delle piantine, la loro crescita è stata misurata ogni 15 giorni. I risultati sono stati analizzati statisticamente per identificare differenze significative tra i gruppi. I nostri risultati indicano che specie diverse possono rispondere in modo differente alle modifiche del suolo causate dalle acacie. I risultati, ancora parziali, mostrano un'inibizione della germinazione solo per una specie: Antirrhinum majus. Per quanto riguarda la crescita, solo una specie (Quercus suber) ha mostrato una crescita inferiore nel suolo della foresta di acacie. Al contrario, due specie sono cresciute di più nel suolo della foresta di acacie rispetto al suolo della vegetazione autoctona. Questi risultati sono incoraggianti in quanto sembrano indicare la possibilità di ripristinare gli ecosistemi dunali attualmente invasi dalle acacie. Tuttavia, questo lavoro discute alcuni aspetti relativi ai fenomeni di competizione che potrebbero limitare il ripristino degli ecosistemi dunali.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>SPAGNA</span></h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo del progetto “<strong>È possibile migliorare il benessere degli anziani senza farmaci?”</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Iera Garbisu (2007), Ibon Salaverri (2007), Iraia Ongay (2007), Liceo IES Biurdana/Biurdana BHI, Pamplona-Navarra, Spagna-</strong> hanno vinto una <strong>medaglia d’argento</strong> e un <strong>certificato di merito APA</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del lavoro</span><span> - </span><span><strong>Lo studio verifica se le interazioni intergenerazionali possono migliorare significativamente il benessere emotivo e cognitivo delle persone anziane senza necessità di farmaci</strong>. Gli studenti organizzano delle sessioni settimanali, da gennaio a maggio 2025, nella residenza Amavir Oblates (Pamplona), con la collaborazione del personale della struttura e con il supporto consulenziale del Servizio di Geriatria dell’Ospedale di Navarra. La ricerca si basa su due gruppi: uno di controllo senza visite; l’altro di intervento con visite. L’indagine prevede dibattiti tematici (biografie, internet, salute, COVID-19), giochi di memoria, murales salutari e simulazioni sensoriali. Segue la valutazione con test standardizzati di depressione, memoria, attenzione e gnosia applicati simultaneamente ad entrambi i gruppi in situazione iniziale e finale. Il personale ha confermato maggiore vitalità e nostalgia per le visite. I risultati mostrano un promettente valore clinico delle interazioni intergenerazionali per migliorare la salute mentale negli anziani, con riduzioni marcate della depressione e vantaggi cognitivi. Tuttavia gli studenti riconoscono che, data la dimensione ridotta del campione, per ottenere significatività statistica è necessario ampliare la scala dello studio.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>TAIWAN</span></h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo: “<strong>Indagine sulla relazione tra il mezzo interstellare e la barra centrale galattica e i bracci a spirale con Gaia DR3 e 2MASS</strong>” – hanno vinto una <strong>medaglia d'orro</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Yu-Chi Hsiao (2009), Cheng-Kang Lee (2008), Yi-Sheng Liu (2008), Scuola Superiore Nazionale di Chiayi, Chiayi, Taiwan</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto: </span><span><strong>Questo studio ricostruisce la distribuzione tridimensionale (3D) del mezzo interstellare galattico (ISM) e ne indaga la relazione strutturale con la barra galattica e i bracci a spirale</strong>. Utilizzando i dati dei cataloghi Gaia DR3 e 2MASS, l'estinzione stellare e l'arrossamento sono stati stimati sulla base di modelli teorici di sequenza principale. Gli studenti hanno impiegato la stima di massima verosimiglianza (MLE), l'inferenza bayesiana e i metodi Markov Chain Monte Carlo (MCMC) per derivare la distribuzione di densità dell'ISM e le relative incertezze. Attraverso un processo di deconvoluzione, è stato stabilito un modello tridimensionale completo della densità del mezzo interstellare (ISM) della Via Lattea. I risultati rivelano una prominente barra di gas nel Centro Galattico con un semiasse maggiore di circa 5 kpc e un angolo di orientamento di 27° rispetto alla linea Sole-Centro Galattico, mostrando un alto grado di correlazione spaziale con la barra stellare osservata. Inoltre, l'analisi rivela una distribuzione discontinua dell'ISM all'interno dei bracci a spirale. Le lacune identificate a 2 kpc, 6 kpc e 9 kpc sono in linea con le previsioni teoriche delle risonanze di Lindblad. Questo studio fornisce, per la prima volta, una validazione osservativa delle posizioni delle risonanze di Lindblad all'interno della distribuzione fisica dell'ISM della nostra Galassia.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>TURCHIA</span></h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Titolo: “<strong>Ottimizzazione software-hardware di un sistema di interazione desktop indossabile per non vedenti tramite visione stereoscopica e apprendimento profondo” </strong>- hanno vinto una <strong>medaglia d'oro</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Autori: <strong>Poyraz Gülener (2010), Tuna Yamaç (2009), Muhsin Emir Yildirim (2011) </strong></span><strong>Halil Inalcik Bilim ve Sanat Merkezi, Bursa, Turchia</strong></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sintesi del progetto: </span><span>Le attuali tecnologie assistive per persone non vedenti si limitano per lo più al riconoscimento degli oggetti. Questo studio si propone di <strong>sviluppare un sistema di guida indossabile che consenta agli utenti non vedenti di accedere in modo sicuro e indipendente agli oggetti su un tavolo (ad esempio, un tavolo da pranzo) integrando la visione artificiale basata sull'intelligenza artificiale con il rilevamento della profondità stereoscopica</strong>. Il metodo proposto prevede un sistema indossabile composto da una scheda di sviluppo AI mobile con una potenza di elaborazione di 40 TOPS (Tera Operations Per Second), una fotocamera stereoscopica da 8 MP e unità di feedback audio/aptico. Per il rilevamento degli oggetti viene utilizzata un'architettura di apprendimento profondo basata su YOLOv11. Il modello è stato addestrato su un dataset personalizzato di 3224 immagini, comprendente 10 classi di oggetti (piatto, bicchiere, forchetta, cucchiaio, coltello, tovagliolo, pane, saliera, bottiglia d'acqua, frutta), e valutato in scenari di suddivisione dei dati 70-20-10 e 80-20 utilizzando metriche di accuratezza, precisione, richiamo e punteggio F1. Le analisi della matrice di confusione hanno mostrato un'accuratezza di classificazione superiore al 95% per gli oggetti di uso frequente con bassi tassi di errata classificazione. Utilizzando i dati della telecamera di profondità stereo, sono state calcolate la posizione 3D e la distanza degli oggetti rispetto all'utente, e gli output dell'IA sono stati convertiti in audio in tempo reale e, quando necessario, in feedback aptico. Il metodo è stato testato con 50 partecipanti (20 ipovedenti, 30 con simulazione di bendaggio). I risultati hanno mostrato un funzionamento in tempo reale con un'accuratezza media di rilevamento degli oggetti del 96%, un margine di errore di distanza di ±2 cm e una latenza di circa 180 ms. I sondaggi sulla soddisfazione degli utenti hanno rivelato che la maggior parte dei partecipanti ha trovato il sistema molto utile in termini di accesso indipendente e facilità d'uso.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: uno studio rivela che la proteina vimentina promuove la diffusione di alcuni tipi di tumore</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-uno-studio-rivela-che-la-proteina-vimentina-promuove-la-diffusione-di-alcuni-tipi-di-tumore</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-uno-studio-rivela-che-la-proteina-vimentina-promuove-la-diffusione-di-alcuni-tipi-di-tumore</guid>
<description><![CDATA[ Un gruppo di ricerca dell’Università di Padova ha definito le modalità con cui la proteina vimentina contribuisce alla diffusione delle metastasi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c50625541bd.webp" length="28446" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 10:42:07 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-46732810-7fff-80b2-672f-e6a95b861be3" style="text-align: left;"><span><strong>In alcuni tipi di tumori</strong>, come il carcinoma gastrico e mammario, le cellule possono iniziare a produrre alti livelli di una <strong>proteina chiamata vimentina</strong>. Tale proteina forma una sorta di <strong>scheletro meccanico</strong> che rende le cellule capaci di diffondersi nell’organismo e di generare <strong>metastasi</strong>. In aggiunta la vimentina è presente anche nel nucleo di tali cellule, dove stimola la produzione proprio di quelle proteine di cui le cellule tumorali hanno bisogno per diffondersi con efficienza nell’organismo.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Recentemente, il nostro gruppo di ricerca ha dimostrato che questa funzione dipende dal legame di vimentina a particolari strutture tridimensionali del DNA – </span><span>spiega la prof.ssa <strong>Claudia Sissi</strong>, del Dipartimento di Scienze del Farmaco e autrice corrispondente dell’articolo</span><span> –. In questo nuovo studio siamo riusciti a identificare la porzione della proteina che la rende capace di attaccarsi al genoma. Inoltre, abbiamo confermato che tale porzione della proteina è anche necessaria per creare la struttura di supporto meccanico per le cellule metastatiche, ed è quindi un elemento cruciale per la diffusione del tumore».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>I dati raccolti, grazie al sostegno di <strong>Fondazione AIRC</strong> per la ricerca sul cancro, hanno mostrato che le due funzioni di vimentina, apparentemente diverse, concorrono in realtà a promuovere la formazione e la diffusione delle metastasi.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«</span><span>Poiché abbiamo individuato precisamente la parte della proteina responsabile di queste azioni pro-metastatiche, sarà ora possibile progettare nuovi farmaci capaci di colpirla con precisione.</span><span> In tal modo potrebbe essere neutralizzata la capacità delle cellule di migrare e formare nuovi tumori a distanza dal sito primario. Tali terapie, che dovranno essere individuate e sperimentate in ampi studi preclinici e clinici, potrebbero essere più efficaci e tollerate per i pazienti rispetto a quelle in uso attualmente</span><span>» conclude la <strong>prof.ssa Sissi</strong>. </span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Link all’articolo: "<a href="https://academic.oup.com/nar/article/54/6/gkag247/8539532?guestAccessKey=9a6b37cb-5b32-4cc8-95a8-17fe0372abf1&amp;utm_source=authortollfreelink&amp;utm_campaign=nar&amp;utm_medium=email" target="_blank" rel="noopener">Unraveling the molecular mechanisms of vimentin interaction with G-quadruplex repeats Open Access</a>"; </span><span>Marta Cozzaglio , Nicolò Dal Ponte , Martina Rotondo , Barbara Biondi , Riccardo Rigo , Barbara Spolaore , Claudia Sissi.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Gruppo TXT e Politecnico di Torino: l&amp;apos;inaugurazione di Futura Innovation Lab</title>
<link>https://www.italia24.news/gruppo-txt-e-politecnico-di-torino-linaugurazione-di-futura-innovation-lab</link>
<guid>https://www.italia24.news/gruppo-txt-e-politecnico-di-torino-linaugurazione-di-futura-innovation-lab</guid>
<description><![CDATA[ Tra Torino e Milano nasce un ecosistema condiviso tra industria e accademia con laboratori altamente avanzati dedicati alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni tecnologiche e digitali innovative ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c506060a029.webp" length="52786" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 10:30:19 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il <b>Gruppo</b></span><b><span> </span></b><b><span>TXT </span></b><span>annuncia l’inaugurazione di <strong>Futura Innovation Lab</strong>, il nuovo ecosistema del Gruppo dedicato all’innovazione tecnologica e digitale, realizzato in collaborazione con il <strong>Politecnico di Torino </strong></span><span>grazie ad un investimento del valore di 4 milioni di euro dedicato al <strong>Progetto ISM4Italy, Infrastruttura Tecnologica di Innovazione finanziata dal PNRR</strong> (Missione 4 Componente 2), coordinato dall’Ateneo</span><span>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Futura Innovation Lab è concepito per promuovere <strong>contaminazione interdisciplinare, collaborazione strutturata e crescita condivisa,</strong> rendendo accessibili a tutti gli stakeholder – dipendenti, ricercatori, studenti, partner e clienti – il patrimonio tecnologico, le competenze e l’avviata attività di ricerca del Gruppo TXT e del Politecnico, </span><span>che hanno ufficializzato oggi la propria collaborazione con la firma dell’Accordo di partnership</span><span>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Con un forte orientamento alla ricerca e grazie alle tecnologie digitali di ultima generazione di cui è dotato, il Lab crea un ambiente integrato in cui mondo accademico e industria possono mettere a fattor comune i rispettivi expertise per ideare, sviluppare e testare nuove soluzioni in ottica di co-creazione. Futura Innovation Lab è a disposizione per la progettazione e la sperimentazione di soluzioni innovative su misura per clienti attivi <b>nei settori aeronautico, difesa, governativo, industriale e manifatturiero, logistica e trasporti, nonché in altri ambiti ad alta complessità tecnologica</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Con l’obiettivo di sviluppare soluzioni tecnologiche e digitali avanzate a supporto della ricerca e dell’innovazione potenziate dall’<strong>Intelligenza Artificiale</strong>, il nuovo ecosistema si articola in due sedi: una a <strong>Torino</strong>, in prossimità del Politecnico e una presso l’headquarter di TXT a <strong>Milano</strong>. Due poli che, per storia e vocazione industriale, rappresentano un riferimento per l’innovazione tecnologica in Italia.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«Siamo felici di poter dare ufficialmente il via a un progetto così importante per la ricerca nel campo dell’innovazione digitale in Italia, con applicazioni che spaziano dall’aerospazio alla difesa fino all’industria, al fianco di un’eccellenza tecnologica come il Politecnico di Torino», afferma <b>Daniele Misani </b>–<b> CEO TXT Group</b>. «</span><span>Il</span><span> nostro impegno nell’intraprendere questo nuovo percorso sarà sempre orientato a rafforzare la collaborazione tra il mondo dell’industria e quello dell’accademia. Solo con il contributo congiunto di tutti gli stakeholder è possibile generare risultati concreti e accelerare la trasformazione digitale del Paese. Per questo mettiamo a disposizione una struttura di ricerca all’avanguardia e le nostre competenze di Digital Enabler, con la consapevolezza che, in uno scenario in continua evoluzione e di crescente complessità tecnologica, TXT ha tutte le capacità per trasformare visione e ricerca in soluzioni pronte per il mercato».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«Per il nostro Ateneo – commenta la <b>Vicerettrice per l’Innovazione scientifico-tecnologica del Politecnico di Torino</b>, <b>professoressa Giuliana Mattiazzo</b> – il modello delle Infrastrutture di ricerca e di innovazione rappresenta un elemento importante anche per il trasferimento della conoscenza dall’accademia al sistema produttivo. In questo contesto si inserisce l’Accordo di partnership recentemente siglato tra il Politecnico di Torino e TXT, che si configura come uno strumento fondamentale per rafforzare il dialogo tra università e imprese, attivare sinergie efficaci e generare ricadute concrete attraverso lo sviluppo, la valorizzazione e l’applicazione di nuove attività di ricerca e innovazione. La collaborazione con TXT si colloca inoltre in un ambito di particolare rilevanza, quello della filiera aeronautica, che rappresenta per Torino e il Piemonte un settore cruciale per lo sviluppo economico del territorio».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«Il Progetto PNRR ISM4Italy integra iniziative industriali e progetti di ricerca, puntando a promuovere una solida coesione tra università, aziende e centri di ricerca in particolare su progetti ad alto livello di maturità tecnologica, una novità assoluta per il panorama nazionale», aggiunge <b>Giorgio Guglieri</b>, <b>Direttore del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale del Politecnico di Torino e coordinatore di ISM4Italy</b>.</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Nel dettaglio, Futura Innovation Lab si compone di tre laboratori specializzati, integrati tra loro e dotati delle tecnologie chiave per le attività di ricerca e sviluppo. In questo contesto, <b>XRLab</b> è dedicato alla sperimentazione di applicazioni basate sulla Realtà Estesa (XR), con particolare attenzione ai sistemi di addestramento avanzato attraverso postazioni immersive, visori per simulazioni interattive e spazi condivisi multiutente che consentono di progettare e testare nuovi modelli formativi per contesti operativi complessi.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>SimLab</span></b><span> si concentra, invece, sulle soluzioni di Modelling &amp; Simulation-as-a-Service, monitoraggio e valutazione delle performance umane, applicazioni di Intelligenza Artificiale, training adaptation ed evidence-based training per costruire percorsi formativi personalizzati e monitorare in tempo reale le prestazioni. In particolare, saranno presenti soluzioni sulla simulazione di volo e sull’analisi dell’interazione tra piloti e tecnologie avanzate.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Completa l’ecosistema il <b>DroneLab</b> per il settore aerospazio e difesa, dedicato allo sviluppo e alla sperimentazione di tecnologie per il volo autonomo dei droni. La possibilità di accedere a soluzioni di bordo, come computer vision e avionica avanzata e a stazioni di controllo a terra, rende possibile sviluppare sistemi per la gestione sicura ed efficiente dello spazio aereo e delle comunicazioni tra velivoli.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Futura Innovation Lab è già pienamente operativo e pronto ad avviare progetti di ricerca, sviluppo e sperimentazione avanzata in collaborazione con Imprese, università e partner industriali. </span><span>Il laboratorio ci permetterà di attrarre i talenti e sviluppare quelle che sono le competenze del futuro.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: il 27 marzo l&amp;apos;evento “La Chimica in Cucina tra scienza e tradizione”</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-il-27-marzo-levento-la-chimica-in-cucina-tra-scienza-e-tradizione</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-il-27-marzo-levento-la-chimica-in-cucina-tra-scienza-e-tradizione</guid>
<description><![CDATA[ Il 27 marzo torna la sesta edizione dell&#039;evento &quot;La Chimica in Cucina tra scienza e tradizione&quot; del Dipartimento di Scienze Chimiche dell&#039;Università di Padova, due lezioni aperte a tutta la cittadinanza sul legame tra scienza, botanica e gastronomia ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c505c19a92d.webp" length="60536" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 10:24:29 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Da sempre il <strong>mondo vegetale</strong> rappresenta una risorsa fondamentale per le comunità contadine: tra carestie e rari periodi di abbondanza, la necessità ha guidato l'utilizzo di radici, erbe e frutti spontanei, rendendoli parte integrante dell'alimentazione quotidiana. Una scelta dettata più dalla sopravvivenza che da mode o preferenze gastronomiche, ma che oggi si riscopre come patrimonio di conoscenze, cultura e benessere.</p>
<p style="text-align: left;"><b></b></p>
<p style="text-align: left;"><b>Venerdì 27 marzo e venerdì 3 aprile, alle ore 14.00,</b><span> </span><b>il Dipartimento di Scienze Chimiche dell'Università di Padova organizza la sesta edizione dell'evento</b><span> </span><b><span>"La Chimica in Cucina tra scienza e tradizione"</span></b>, due lezioni rivolte a docenti di discipline chimiche delle <strong>scuole secondarie</strong><span> </span>ma <strong>aperte a tutta la cittadinanza</strong> che saranno un'opportunità per esplorare il legame tra <strong>scienza, botanica e gastronomia </strong>con esperti del settore accademico e industriale. I due seminari saranno un viaggio alla scoperta delle erbe commestibili e medicinali, tra tradizione e scienza, che attraverserà idealmente le Piazze delle Erbe e le Piazze del Grano, luoghi simbolo che ancora oggi raccontano la storia e la toponomastica delle nostre città.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Oltre a docenti dei Dipartimenti di Scienze Chimiche e di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente, saranno presenti alcuni professionisti del settore tra cui<span> </span><b>Ernesto Riva</b>, presidente dell'azienda cosmetica Unifarco,<span> </span><b>Silvano Rodato</b>, esperto botanico,<span> </span><b>Maria Dalla Francesca</b>, fisica dell'azienda bioecologica Altaura Monte Ceva e<span> </span><b>Giovanni Scapin</b>, chef dell'Antica Trattoria "Da Doro", Osteria Slow Food di Solagna.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<h3 class="v1MsoNormal" align="center" style="text-align: left;">Gli incontri</h3>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Venerdì 27 marzo</span></b><b>, a partire dalle ore 14.00, nella Sala dell'Agricoltura della Corte Benedettina di via Orsaretto 2 (Legnaro)<span> </span></b>verranno fornite delle "istruzioni per l'uso" per la raccolta di erbe, si parlerà di erbe e alimentazione contadina come (possibile?) patrimonio dell'Unesco e delle nuove frontiere della ricerca delle erbe tra salute e bellezza.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Venerdì 3 aprile</b>, sempre alle ore 14.00,<span> </span><b>nell'Aula A "Nasini" del Dipartimento di Scienze Chimiche di via Loredan 6</b><span> </span>si parlerà di piante alimurgiche e alofite come alimenti benefici per la salute, della biodiversità vegetale del nostro territorio e degli usi in cucina di piante ed erbe dei prati e dei boschi.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Per tutte le persone interessate, l'accesso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Per maggiori informazioni: <a href="https://pls.scienze.unipd.it/chimica/la-chimica-in-cucina-fra-scienza-e-tradizione-ed-6/" target="_blank" rel="noopener">La chimica in cucina fra scienza e tradizione - Ed. 6</a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Istituto Italiano di Tecnologia: chimica computazionale e supercomputer per aiutare  a decifrare i meccanismi della vita</title>
<link>https://www.italia24.news/istituto-italiano-di-tecnologia-chimica-computazionale-e-supercomputer-per-aiuatare-a-decifrare-i-meccanismi-della-vita</link>
<guid>https://www.italia24.news/istituto-italiano-di-tecnologia-chimica-computazionale-e-supercomputer-per-aiuatare-a-decifrare-i-meccanismi-della-vita</guid>
<description><![CDATA[ I risultati delle simulazioni molecolari avanzate sul processo di splicing aprono nuove prospettive per lo sviluppo di molecole con potenziali applicazioni terapeutiche in patologie come il cancro e le malattie neurodegenerative ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c5058b26480.webp" length="37208" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 10:11:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>I risultati di un nuovo studio dell'<strong>Istituto Italiano di Tecnologia – IIT</strong>, in collaborazione con <strong>l'Università di Uppsala (Svezia) e AstraZeneca,</strong> hanno mostrato come la <strong>chimica computazionale e i supercomputer</strong> possano <strong>contribuire alla ricerca nella comprensione dei meccanismi fondamentali alla base della vita</strong>. La ricerca è stata condotta dall'unità <strong>Molecular Modeling and Drug Discovery</strong>, guidata da <strong>Marco De Vivo</strong>, e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica <strong>Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nello studio i ricercatori e le ricercatrici hanno approfondito il <strong>meccanismo dello splicing</strong>, un processo chiave per il corretto funzionamento delle cellule, simulando un sistema molecolare molto grande e realistico (di circa due milioni di atomi). I risultati hanno fornito una comprensione più precisa di questo meccanismo e aiutato a spiegare dati che in precedenza erano difficili da interpretare. Questa ricerca potrebbe contribuire allo sviluppo di molecole in grado di influenzare tale meccanismo, aprendo la strada a nuovi trattamenti per diverse patologie, tra cui il cancro e le malattie neurodegenerative.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La ricerca è stata sostenuta anche grazie alla <strong>Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro</strong> e all'<strong>European High Performance Computing Joint Undertaking.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il corretto funzionamento delle cellule dipende dall'espressione dei geni, il processo attraverso cui le informazioni contenute nel DNA vengono copiate nell'RNA e poi utilizzate dalla cellula. Se il DNA può essere paragonato a un grande manuale di istruzioni, l'espressione genica è il sistema con cui la cellula seleziona, di volta in volta, le informazioni necessarie e le trascrive in RNA perché possano essere utilizzate.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Un passaggio fondamentale in questo processo è lo splicing, durante il quale le molecole di RNA vengono riorganizzate per diventare pienamente funzionali. A guidare questo delicato meccanismo è il cosiddetto <strong>spliceosoma</strong>, un grande complesso formato da numerose proteine e lunghi segmenti di RNA. La natura dinamica e la complessità dello spliceosoma hanno finora reso difficile osservarne il funzionamento nel dettaglio.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per studiare lo spliceosoma, le ricercatrici e i ricercatori di IIT, di cui in particolare il dottorando <strong>Gianfranco Martino</strong>, primo autore dell'articolo, hanno utilizzato simulazioni computazionali avanzate, eseguite principalmente sul <strong>supercomputer dell'Istituto, Franklin</strong>. Le <strong>simulazioni computazionali</strong> sono strumenti che permettono di <strong>ricreare il comportamento e la dinamica delle molecole</strong>, calcolando come si muovono e interagiscono tra loro nel tempo sulla base delle leggi della fisica. Consentono così di osservare processi biologici complessi a un livello di dettaglio superiore rispetto ai soli metodi sperimentali tradizionali.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Grazie alla potenza di calcolo di Franklin, alimentato da oltre <strong>360 processori GPU</strong>, il gruppo è riuscito a studiare lo spliceosoma a livello atomico e a osservare come cambia forma durante la propria attività. Si è trattato di una sfida tecnica di grande portata: la simulazione ha coinvolto circa due milioni di atomi, un numero nettamente superiore rispetto alle simulazioni tradizionali, che in genere includono tra i 200.000 e i 500.000 atomi.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Finora la letteratura scientifica offriva solo "istantanee" statiche dello spliceosoma, che ne mostravano la configurazione atomica in momenti diversi della sua attività. Mancava però la comprensione di come si passasse da una configurazione a quelle successive. Le nuove simulazioni messe a punto all'IIT hanno permesso di ricostruire proprio questa dinamica, mostrando che i movimenti avvengono secondo una sequenza precisa e controllata, essenziale per il corretto funzionamento del complesso. Inoltre, grazie al sistema di studio sviluppato, è stato possibile interpretare alcuni dati sperimentali già esistenti, che fino a oggi erano difficili da spiegare.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;">«Questi risultati dimostrano come la chimica computazionale e le simulazioni molecolari, oggi permesse dai supercomputer, possano affiancare efficacemente la biologia sperimentale nello studio di sistemi estremamente complessi. Comprendere nel dettaglio il funzionamento dello spliceosoma è un passo fondamentale per poterlo influenzare in modo mirato e per sviluppare nuovi potenziali farmaci», spiega <strong>Marco De Vivo</strong>, Responsabile dell'unità di ricerca Molecular Modeling and Drug Discovery di IIT.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><span>«La collaborazione tra il mio gruppo, impegnato nello studio sperimentale dell'RNA, e il gruppo del dottor De Vivo, specializzato in approcci computazionali per la scoperta di nuovi farmaci, rappresenta l'elemento chiave che ci permette di avanzare più velocemente verso il nostro obiettivo finale, ossia la scoperta di nuove terapie», afferma <strong>Marco Marcia</strong>, Professore Associato all'Università di Uppsala in Svezia e visiting PI, il cui Investigator Grant è sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro in IIT.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il prossimo obiettivo del gruppo di ricerca sarà migliorare alcune molecole, già individuate, in grado di regolare l'attività dello spliceosoma. Si apre così la strada a nuove strategie terapeutiche per malattie in cui questo meccanismo risulta alterato, offrendo nuove opportunità per la medicina del futuro.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Link allo studio: "<a href="https://www.pnas.org/doi/10.1073/pnas.2522293123" target="_blank" rel="noopener">Controlled dynamic remodeling of the spliceosome active site enables the first step of splicing</a>".</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>AIFA, negoziazione dei farmaci: al via alle nuove procedure &amp;quot;semplificate&amp;quot; e &amp;quot;fast track&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/aifa-negoziazione-dei-farmaci-via-alle-nuove-procedure-semplificate-e-fast-track</link>
<guid>https://www.italia24.news/aifa-negoziazione-dei-farmaci-via-alle-nuove-procedure-semplificate-e-fast-track</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;iniziativa dell&#039;AIFA ha come obiettivo la riduzione dei tempi dei procedimenti di ammissione alla rimborsabilità dei farmaci, assicurando la sostenibilità economica per il SSN ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c5055e6a8e7.webp" length="44062" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:55:13 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-7b1bd059-7fff-902b-851e-f87ffc7d0950"><span><strong>L'Agenzia Italiana del Farmaco</strong> ha adottato il nuovo "<strong>Documento di armonizzazione delle procedure di semplificazione dell'iter negoziale di prezzo e rimborso</strong>". L'iniziativa mira a ridurre i tempi di conclusione dei procedimenti per la determinazione del prezzo e della rimborsabilità, accelerando l'accesso sul mercato per specifiche categorie di farmaci e consentendo alla <strong>Commissione Scientifica ed Economica (CSE)</strong> di concentrare le proprie attività sui dossier che richiedono approfondimenti valutativi più complessi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«È un passo importante nell'ottica della semplificazione e della sburocratizzazione dell'Agenzia - afferma il </span><span>Presidente dell'AIFA</span><span>,</span><span> <strong>Robert Nisticò</strong></span><span> - Avere a disposizione procedure negoziali aggiornate e armonizzate significa poter garantire iter più celeri e trasparenti e quindi un accesso più tempestivo dei pazienti alle terapie rimborsate».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Dopo l'aggiornamento delle linee guida dei dossier di richiesta del prezzo e della rimborsabilità da parte delle aziende farmaceutiche, il documento pubblicato oggi mira a ottimizzare il procedimento amministrativo, oltre a razionalizzare e coordinare l'attività degli uffici nell'ambito delle diverse procedure di prezzo e rimborso»,</span><span> </span><span>commenta il </span><span>Direttore Tecnico Scientifico</span><span>,</span><span> <strong>Pierluigi Russo</strong></span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per garantire decisioni più rapide e tempestive, AIFA ha individuato due categorie di procedure: le "semplificate" e le "fast track".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Procedure semplificate</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Queste procedure </span><span>non sono sottoposte alla valutazione della CSE</span><span>. Le pratiche vengono istruite dall'<strong>Ufficio Prezzi e Rimborso</strong> e sottoposte direttamente all'approvazione del <strong>Consiglio di Amministrazione (CdA)</strong> prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Rientrano in questo gruppo:</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Equivalenti e biosimilari</strong>:</span><span> sono previsti iter rapidi sia per la prima negoziazione che per le successive, a condizione che le aziende propongano un prezzo conforme alla riduzione prevista dal D.M 21 luglio 2022 (Decreto scaglioni), o prezzi allineati/inferiori ai prezzi di riferimento più bassi già negoziati.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Estensione delle indicazioni terapeutiche</strong>:</span><span> riconoscimento automatico della rimborsabilità per i farmaci equivalenti/biosimilari che richiedono estensioni di indicazioni già rimborsate per il farmaco </span><span>originator</span><span>, purché il prezzo sia allineato al prezzo di riferimento o al più basso in vigore.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Modifiche del confezionamento primario</strong>:</span><span> iter semplificato per l'ammissione alla rimborsabilità di nuove confezioni con materiale o tipologia di confezionamento diverso, qualora il prezzo proposto sia allineato a quello della confezione già rimborsata.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Importazioni parallele</strong>:</span><span> iter semplificato per i farmaci di importazione parallela che offrono una specifica riduzione di prezzo rispetto al prodotto corrispondente già commercializzato in Italia.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Rinegoziazione automatica delle condizioni negoziali</strong>:</span><span> Le aziende possono accedere a questa procedura tramite uno "Smart dossier" formulando una specifica proposta di sconto senza che ci sia una rivalutazione del posizionamento terapeutico del farmaco né del regime di rimborsabilità.</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Procedure Fast Track</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Queste procedure </span><span>prevedono il passaggio in CSE</span><span>, ma si distinguono per una valutazione estremamente celere basata su pareri standardizzati e parametri negoziali stabiliti in via preventiva dalla Commissione. Appartengono a questo gruppo:</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Variazioni di dosaggio e unità posologiche</strong>:</span><span> le nuove confezioni per modifica del numero di unità posologiche o dosaggio (incrementi o riduzioni) saranno oggetto di una rapida valutazione, applicando riduzioni di prezzo fisse.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Nuove associazioni fisse di farmaci</strong>:</span><span> le nuove associazioni fisse accederanno alla procedura rapida, se propongono un prezzo inferiore rispetto alla somma dei prezzi vigenti più bassi dei singoli principi attivi già rimborsati.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Rinegoziazione per farmaci carenti</strong>:</span><span> per prevenire la carenza di farmaci essenziali è prevista una procedura di rinegoziazione per neutralizzare gli impatti delle riduzioni di legge e garantirne la permanenza sul mercato.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Rinegoziazioni per farmaci con tetto di spesa</strong>:</span><span> le aziende possono accedere a questa procedura tramite "Smart Dossier", purché il farmaco abbia un fatturato stabile o in diminuzione e non abbia mai superato il tetto per almeno tre verifiche amministrative consecutive.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Classificazione dei farmaci in Fascia C</strong>:</span><span> iter snelli sono previsti per le richieste di classificazione in fascia C in caso di analoghi già disponibili nella medesima classe di rimborsabilità, come ad esempio i vaccini.</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Ai fini della sottomissione del dossier, il Richiedente è tenuto a presentare la consueta istanza negoziale, indicando nella </span><span>cover letter</span><span> la volontà di avvalersi delle procedure previste dal Documento e specificando la relativa tipologia di riferimento.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nelle more dell'aggiornamento della piattaforma informatica e-Dossier, il Richiedente, per l'individuazione della sotto-tipologia negoziale, potrà fare riferimento alla tabella "<strong>Modalità di presentazione del dossier per procedure di semplificazione</strong>", che evidenzia la corrispondenza tra le sotto-tipologie attualmente disponibili in piattaforma e quelle indicate nel Documento. Restano ferme le modalità di presentazione del dossier previste per la tipologia negoziale TN 8.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il nuovo Documento annulla e sostituisce tutte le procedure semplificate precedentemente in vigore.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Maggiori informazioni alla pagina "<a href="https://www.aifa.gov.it/domanda-rimborsabilita-e-prezzo" target="_blank" rel="noopener">Domanda di rimborsabilità e prezzo</a>".</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Milano&#45;Bicocca: il 31 marzo criminologia e cinema in una lezione aperta al pubblico</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-milano-bicocca-il-31-marzo-criminologia-e-cinema-in-una-lezione-aperta-al-pubblico</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-milano-bicocca-il-31-marzo-criminologia-e-cinema-in-una-lezione-aperta-al-pubblico</guid>
<description><![CDATA[ A Milano-Bicocca l&#039;incontro con il regista Leonardo Di Costanzo, l&#039;attrice Barbara Ronchi e lo sceneggiatore Bruno Oliviero del film &quot;Elisa&quot; per una riflessione sulla violenza e le possibilità di cambiamento tra racconto, cinema e riflessione criminologica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c5053b78304.webp" length="40210" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:42:29 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" style="text-align: left;"><strong>Criminologia e cinema</strong><span> si incontrano all'</span><span><strong>Università di Milano-Bicocca</strong> </span><span>per un </span><span>dialogo pubblico</span><span> dedicato ai temi della </span><strong>violenza</strong><span>, della </span><strong>responsabilità</strong><span> e delle </span><strong>possibilità di trasformazione</strong><span> che possono emergere quando si crea uno </span><span>spazio di <strong>ascolto e dialogo</strong></span><span>. Spunto dell'incontro e del dialogo è </span><span>"<strong>Elisa</strong>"</span><span>, film del <strong>2025</strong> diretto da </span><strong>Leonardo Di Costanzo</strong><span> e presentato in concorso alla <strong>82esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. </strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L'appuntamento è per </span><strong>martedì 31 marzo 2026</strong><span><strong> </strong>dalle <strong>16.15 alle 18.30 </strong>(Edificio U6 "Agorà", aula 06, piazza dell'Ateneo Nuovo 1, Milano) nell'ambito del corso di criminologia. </span><strong>Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali</strong><span><strong>, </strong>professori di criminologia del dipartimento di Giurisprudenza dell'ateneo e autori del saggio "<strong>Io volevo ucciderla. Per una criminologia dell'incontro</strong>" (Raffaello Cortina, 2022) che ha ispirato il film, incontreranno il regista </span><strong>Leonardo Di Costanzo</strong><span>, l'attrice </span><span><strong>Barbara Ronchi</strong> </span><span>e lo sceneggiatore </span><strong>Bruno Oliviero</strong><span><strong>.</strong> Ad aprire l'evento, i saluti della direttrice del dipartimento di Giurisprudenza, </span><strong>Natascia Marchei. </strong></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La conversazione esplorerà come il <strong>racconto</strong>, il <strong>cinema</strong> e la <strong>riflessione criminologica</strong> possano interrogare il </span><span>fenomeno della violenza</span><span> come </span><strong>attacco al corpo</strong><span> e aprire </span><span>spazi di riconoscimento e comprensione</span><span>. Attraverso il confronto tra <strong>esperienza artistica e prospettiva criminologica</strong>, l'evento inviterà a riflettere su come </span><span>le storie</span><span>, quando vengono raccontate e condivise, possano diventare </span><span>strumenti per comprendere</span><span> la violenza e </span><span>immaginare possibilità di cambiamento</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L'incontro è aperto alla cittadinanza e alla comunità accademica</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il regista di "Elisa", <strong>Leonardo Di Costanzo</strong>, è tra gli autori più significativi del cinema italiano degli ultimi anni, noto per film come "Ariaferma" (2021), presentato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e premiato ai David di Donatello. Nel suo lavoro cinematografico, spesso ambientato in luoghi di confine come il carcere, Di Costanzo esplora con grande intensità le tensioni, le fragilità e le possibilità di incontro che attraversano le relazioni umane.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L'attrice <strong>Barbara Ronchi</strong>, tra le interpreti più apprezzate del panorama cinematografico italiano contemporaneo, è protagonista di numerosi film e serie televisive e vincitrice del David di Donatello come migliore attrice protagonista per "Settembre" (2023). </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano: inaugurato il monumento dedicato alle Piccole Vittime della Scuola Devota Maculan</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-inaugurato-il-monumento-dedicato-alle-piccole-vittime-della-scuola-maculan</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-inaugurato-il-monumento-dedicato-alle-piccole-vittime-della-scuola-maculan</guid>
<description><![CDATA[ Il 21 marzo 2026 la cerimonia in occasione del 75esimo anniversario della tragedia in cui persero la vita 13 bambine e un bambino. Il monumento inaugurato si trova ora in via Lorenteggio ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c5050b7cb4a.webp" length="102298" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:34:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Inaugurato il 21 marzo 2026 il monumento in memoria delle <strong>Piccole Vittime</strong> della <strong>scuola</strong> <strong>Devota Maculan, </strong>realizzato dall'Amministrazione comunale su proposta del <strong>Municipio 6,</strong> in occasione del <strong>75° anniversario della tragedia in cui persero la vita 13 bambine e un bambino. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La nuova opera, progettata e realizzata grazie al lavoro dell'<strong>Unità Fontane e Monumenti del Comune</strong>, rinnova e si aggiunge al piccolo manufatto che era già presente in via Lorenteggio angolo via Imbonati. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il <strong>21 marzo del 1951</strong>, a causa del forte vento, intorno a mezzogiorno un gruppo di bambine e bambini della scuola Devota Maculan cercava riparo lungo il marciapiede di via Lorenteggio, a ridosso del muro di recinzione della scuola; ma proprio una forte raffica improvvisa provocò l'abbattimento di circa 50 metri del muro medesimo causando la morte di 13 bambine e un bambino. La più grande aveva 11 anni, il più piccolo 3. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Era giusto e importante rinnovare il luogo e il monumento in cui ricordare questi piccoli scomparsi in modo così tragico – ha detto la Presidente del Consiglio comunale, <strong>Elena Buscemi</strong>, intervenuta alla cerimonia insieme al Presidente del Municipio 6, <strong>Santo Minniti</strong> –. Sono passati 75 anni da quella mattina ma in molti milanesi, nella memoria di questo quartiere e della città, questo evento resta ben presente».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Einstein Telescope: l&amp;apos;Italia in corsa per ospitare la futura antenna gravitazionale</title>
<link>https://www.italia24.news/einstein-telescope-litalia-in-corsa-per-ospitare-la-futura-antenna-gravitazionale</link>
<guid>https://www.italia24.news/einstein-telescope-litalia-in-corsa-per-ospitare-la-futura-antenna-gravitazionale</guid>
<description><![CDATA[ Si è tenuto a Bruxelles l’evento istituzionale che ha posto al centro la candidatura italiana a ospitare l’importante infrastruttura ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c40ca32b8e3.webp" length="36416" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 06:52:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il <strong>24 marzo</strong>, presso l’edificio Altiero Spinelli (ASP) del<strong> Parlamento Europeo a Bruxelles</strong>, si è svolto l’importante<strong> evento istituzionale “Einstein Telescope in Europe: an opportunity for science, innovation and industry”</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Al centro dell’incontro l’<strong>Einstein Telescope (ET)</strong>, la futura antenna di nuova generazione per lo studio delle onde gravitazionali che l’Italia – insieme alla Sardegna - è candidata a ospitare nel sito della miniera dismessa di Sos Enattos, nel territorio di Lula (Nuoro).</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">In questo ambito l’<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia </strong>(INGV) ha svolto un <strong>ruolo determinante nello studio dell’area prescelta</strong>, unica nel suo genere per le sue caratteristiche geologiche e sismiche estremamente stabili e approfonditamente caratterizzate, mettendo a disposizione competenze e dati di eccellenza.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Abbiamo contribuito in modo decisivo alla caratterizzazione geofisica del sito» dichiara il <strong>Presidente dell’INGV, Fabio Florindo</strong>, che ha presenziato all’iniziativa insieme al<strong> Direttore del Dipartimento Terremoti, Salvatore Stramondo</strong> «.Einstein Telescope rappresenta una sfida strategica in cui l’Italia, insieme alla Sardegna, punta a un ruolo da protagonista, nonché una grande opportunità dal prezioso potenziale, con significative ricadute scientifiche, tecnologiche e industriali».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Hanno partecipato all’evento il Ministro dell’Università e della Ricerca,<strong> Anna Maria Bernini </strong>(in videomessaggio), la Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, <strong>Alessandra Todde</strong>, il Ministro Presidente della Sassonia, <strong>Michael Kretschmer</strong>, la Vicepresidente dell’European Strategy Forum on Research Infrastructures (ESFRI), <strong>Elena Hoffert</strong>, l’Ambasciatrice d’Italia in Belgio, <strong>Federica Favi</strong>, il Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, <strong>Antonio Zoccoli</strong>, e il Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), <strong>Roberto Ragazzoni</strong>. </span><br><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">L’appuntamento istituzionale, inoltre, ha visto ampia partecipazione dei delegati politici e scientifici dei paesi europei interessati, quali Repubblica Ceca, Polonia, Croazia e Belgio. </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>AIFA e FIASO:  un&amp;apos;alleanza per la sicurezza dei pazienti e la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale</title>
<link>https://www.italia24.news/aifa-e-fiaso-unalleanza-per-la-sicurezza-dei-pazienti-e-la-sostenibilita-del-sistema-sanitario-nazionale</link>
<guid>https://www.italia24.news/aifa-e-fiaso-unalleanza-per-la-sicurezza-dei-pazienti-e-la-sostenibilita-del-sistema-sanitario-nazionale</guid>
<description><![CDATA[ Miglioramento dell&#039;appropriatezza prescrittiva e riduzione delle disomogeneità. Intervengono il Presidente di AIFA , Robert Nisticò e Giuseppe Quintavalle, Presidente di FIASO ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c403956bd30.webp" length="26958" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 06:51:48 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Costruire un percorso stabile orientato a <strong>elevare la qualità delle cure, tutelare la sicurezza dei pazienti e garantire la sostenibilità a lungo termine del Servizio Sanitario Nazionale</strong>: è l’<strong>impegno </strong>comune ribadito dai vertici di <strong>AIFA</strong> e <strong>FIASO</strong> (Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere) nel corso dell’incontro che si è tenuto presso la sede dell’Agenzia.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Abbiamo condiviso con il neo eletto presidente Quintavalle la volontà di proseguire e rendere più strutturata la collaborazione reciproca su temi di interesse convergente quali l’appropriatezza prescrittiva, la sicurezza delle cure, l’innovazione e la formazione, mettendo a fattor comune le competenze regolatorie dell’Agenzia e la vasta rete organizzativa e di ricerca territoriale rappresentata da FIASO» afferma il <b>Presidente dell’AIFA Robert Nisticò</b>.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Per le aziende sanitarie, <strong>rafforzare la farmacovigilanza</strong> significa disporre di strumenti più efficaci per prevenire i rischi, tutelare i pazienti e migliorare la qualità dell’assistenza. Su questo terreno, FIASO è pronta a contribuire alla definizione di una roadmap operativa condivisa, valorizzando il ruolo delle aziende associate e della rete territoriale e ospedaliera, per rendere più omogenei i percorsi, più appropriato l’uso dei farmaci e più sostenibile l’innovazione nel SSN», evidenzia <b>Giuseppe Quintavalle, Presidente di FIASO</b>.</span><o:p></o:p></p>
<h3>L’incontro come occasione per tracciare un programma delle prossime azioni congiunte</h3>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b>Rafforzamento della farmacovigilanza: </b>le due istituzioni lavoreranno per integrare i flussi informativi territoriali e ospedalieri e promuovere modelli di sorveglianza attiva basati su <strong>dati real-world</strong>, con particolare riguardo alle popolazioni più esposte, come i pazienti anziani o in politerapia.<br></span><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b>Appropriatezza prescrittiva:</b> l'obiettivo è sviluppare strumenti condivisi di audit clinico, migliorare l'aderenza terapeutica e ridurre le disomogeneità e le inappropriatezze a livello regionale e aziendale.<br></span><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b>Medicina di precisione e gestione della complessità:</b> AIFA e FIASO intendono favorire modelli di medicina personalizzata, supportando percorsi diagnostico-terapeutici basati su test genetici e biomarcatori. Un'attenzione particolare sarà rivolta alla gestione delle politerapie nei pazienti oncologici e negli anziani, promuovendo percorsi di revisione delle cure (deprescribing) e algoritmi di allerta per le interazioni terapeutiche.<br></span><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b>Innovazione e sostenibilità:</b> la collaborazione prevederà l'uso validato di algoritmi predittivi a supporto della pratica clinica, modelli di stratificazione dei pazienti e strumenti per monitorare in sinergia i consumi e la spesa farmaceutica.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Per dare ulteriore impulso a queste attività, AIFA e FIASO hanno concordato di istituire un gruppo tecnico dedicato che definirà un programma di lavoro annuale con progetti pilota e programmi di formazione continua all'interno delle Aziende sanitarie.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">All’incontro hanno preso parte, oltre a Nisticò e Quintavalle, il <strong>Direttore Tecnico Scientifico Pierluigi Russo e il Direttore Amministrativo Giovanni Pavesi per AIFA e il Direttore Nicola Pinelli per FIASO</strong>.</span><o:p></o:p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Nuove scoperte sulla resistenza ai trattamenti nel tumore ovarico</title>
<link>https://www.italia24.news/nuove-scoperte-sulla-resistenza-ai-trattamenti-nel-tumore-ovarico</link>
<guid>https://www.italia24.news/nuove-scoperte-sulla-resistenza-ai-trattamenti-nel-tumore-ovarico</guid>
<description><![CDATA[ Un gruppo di ricerca, coordinato da ricercatori dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” 
e del Cnr-Igb di Napoli, ha identificato un meccanismo molecolare che permetterebbe alle cellule 
del tumore ovarico di sopravvivere alla chemioterapia e di dare recidive. I risultati , pubblicati sulla rivista Molecular Cancer, suggeriscono nuove strade per migliorare l’efficacia delle attuali terapie ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c3f8a592778.webp" length="44732" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 06:51:33 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il<strong> carcinoma ovarico di alto grado</strong> (High-Grade Ovarian Carcinoma, HGOC) è una <strong>neoplasia </strong></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>ginecologica ancora difficile da curare</strong>. Nonostante i progressi nelle terapie, la maggior parte delle </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">pazienti va incontro nel tempo a recidive, spesso a causa della comparsa di resistenza ai trattamenti </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">chemioterapici.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">I <strong>risultat</strong>i di uno <strong>studio</strong> condotto congiuntamente da ricercatori dell’<strong>Università della Campania ‘Luigi </strong></span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Vanvitelli’ e dell’Istituto di genetica e biofisica del Consiglio nazionale delle </span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>ricerche di Napoli (Cnr-Igb) </strong>hanno mostrato un ruolo inaspettato del recettore dei glucocorticoidi. </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Tra questi ultimi vi sono ormoni quali il cortisone o simili, farmaci comunemente somministrati </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">durante la chemioterapia per prevenire reazioni di ipersensibilità e ridurre la tossicità dei farmaci </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">antitumorali. Tuttavia il loro impatto sulla progressione tumorale rimane ancora poco chiaro. La </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">ricerca è stata coordinata dalla <strong>Professoressa Gilda Cobellis, del dipartimento di Medicina di </strong></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Precisione dell’Università della Campania</strong>, e dalla <strong>dottoressa Gabriella Minchiotti del Cnr-Igb</strong>.</span></p>
<h3>Il ruolo dei glucocorticoidi nella progressione del carcinoma ovarico di alto grado<span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"> </span></h3>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">I dati raccolti indicano che l’attivazione del recettore dei glucocorticoidi è in grado di regolare diversi </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">processi chiave della progressione tumorale, tra cui la transizione epitelio-mesenchimale (EMT), </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">l’eterogeneità cellulare, la capacità migratoria delle cellule tumorali e la resistenza al cisplatino, uno </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">dei principali chemioterapici utilizzati nelle terapie contro il tumore ovarico. Complessivamente tali </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">effetti si traducono in una<strong> progressiva resistenza alla chemioterapia e in una riduzione significativa </strong></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>della sopravvivenza delle pazienti</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Gli studi sono stati condotti in colture cellulari in tre dimensioni, con cui si è cercato di riprodurre più </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">fedelmente l’ambiente tumorale rispetto alle colture in singolo strato. «I risultati ottenuti», commenta </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Gilda Cobellis</strong>, docente dell'Ateneo Vanvitelli e coautrice della ricerca, «hanno mostrato che </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">l’attivazione del recettore dei glucocorticoidi può indurre nelle cellule tumorali uno stato di </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">proliferazione lenta ma reversibile, anche detto stato dormiente». Tale stato è caratterizzato da una </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">ridotta sintesi proteica, una riprogrammazione metabolica e l’attivazione di vie di risposta adattativa </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">allo stress cellulare. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«In particolare la dormienza cellulare è associata a cambiamenti metabolici guidati da tale recettore. </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Ciò suggerisce una stretta connessione tra la plasticità tumorale e i segnali provenienti dal </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">microambiente», sottolinea<strong> Eduardo Jorge Patriarca, ricercatore del Cnr-Igb</strong> e coautore dell’articolo.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Secondo i ricercatori, piccoli insiemi di cellule tumorali dormienti potrebbero sopravvivere ai </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">trattamenti chemioterapici e riattivarsi successivamente, riprendendo il ciclo cellulare e dando origine </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">alla ricomparsa della malattia. La condizione di dormienza potrebbe spiegare uno dei principali </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">meccanismi alla base delle recidive nel carcinoma ovarico.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">I<strong> risultati ottenuti</strong>, grazie a fondi premiali dell’Università della Campania ‘L. Vanvitelli’, della </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Regione Campania e con il sostegno della Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, aprono<strong> nuove </strong></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>prospettive per la comprensione dei meccanismi di resistenza terapeutica e di recidiva tumorale</strong>. </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Inoltre <strong>suggeriscono una possibile nuova strada per migliorare l’efficacia delle terapie contro il </strong></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>carcinoma ovarico di alto grado</strong>. I dati andranno ora validati in ulteriori studi preclinici e clinici. La<strong> </strong></span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">ricerca ha coinvolto anche il Professor Luigi Cobellis, ordinario di Ginecologia, il Professor Renato </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Franco, dell’Anatomia Patologica, e la Professoressa Lucia Altucci, del Dipartimento di Medicina di </span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Precisione, dell’Università della Campania</strong>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: potenziato il monitoraggio del Mediterraneo con il nuovo cavo sottomarino</title>
<link>https://www.italia24.news/istituto-nazionale-di-geofisica-e-vulcanologia-potenziato-il-monitoraggio-del-mediterraneo-con-il-nuovo-cavo-sottomarino</link>
<guid>https://www.italia24.news/istituto-nazionale-di-geofisica-e-vulcanologia-potenziato-il-monitoraggio-del-mediterraneo-con-il-nuovo-cavo-sottomarino</guid>
<description><![CDATA[ Il nuovo collegamento potenzia il sito osservativo Western Ionian Sea (WIS), infrastruttura scientifica dedicata alla raccolta di dati in tempo reale dal mare profondo ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c3eed924821.webp" length="58056" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 06:51:16 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Si sono <strong>concluse </strong>con successo le <strong>operazioni di installazione di un nuovo cavo elettro-ottico </strong></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>sottomarino</strong> al largo della costa di Catania, realizzato dall’<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e </strong></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Vulcanologia</strong> (INGV) grazie ai finanziamenti del <strong>progetto PNRR ITINERIS</strong>, dedicato al </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">potenziamento e all’integrazione delle infrastrutture di ricerca italiane nelle reti europee di </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">eccellenza. <strong>L’intervento, rappresenta un importante avanzamento nelle capacità di </strong></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>osservazione e monitoraggio del mare profondo nel Mediterraneo</strong>. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il nuovo cavo, lungo circa 35 km, collega la stazione a terra situata nel porto di Catania al </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">sito Western Ionian Sea (WIS), localizzato a circa 2000 metri di profondità nel Mar Ionio </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">occidentale.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il sito WIS articolato in diversi sistemi osservativi interconnessi, costituisce un’infrastruttura </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">di ricerca di livello europeo in grado di effettuare un monitoraggio multiparametrico e in </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">tempo reale dell’ambiente marino profondo. <strong>L’infrastruttura è gestita congiuntamente da </strong></span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">INGV e INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) ed è </span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">parte del consorzio europeo EMSO ERIC</span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"> (European Multidisciplinary Seafloor and water column Observatory </span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>European Research Infrastructure Consortium)</strong>. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Dotato di 24 fibre ottiche, il nuovo sistema, prodotto per INGV da una partnership costituita </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">da <strong>Elettra Tlc e MacArtney Italy</strong>, consente la <strong>trasmissione in tempo reale di grandi </strong></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>quantità di dati </strong>provenienti dagli osservatori installati sul fondale garantendone al tempo </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">stesso  l’alimentazione elettrica. La terminazione sottomarina del cavo è stata progettata per </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">ospitare nuovi sistemi di osservazione, mentre un sistema dedicato di gestione e </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">distribuzione dei dati consentirà l’accesso in tempo reale all’intera infrastruttura. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il <strong>potenziamento della connettività </strong>consentirà di ampliare l’area osservata e favorirà lo </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">sviluppo di esperimenti innovativi e interdisciplinari, offrendo servizi di hosting per diverse </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">comunità scientifiche, dalla geofisica all’oceanografia fino alla biologia marina, e </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">assicurando accessibilità sia in situ che da remoto, con un significativo <strong>miglioramento del </strong></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>monitoraggio continuo dell’ambiente marino profondo</strong>. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Grazie a questo intervento la vita operativa della infrastruttura, sviluppata dagli inizi degli </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">anni 2000,  sarà estesa di almeno ulteriori 20 anni, garantendo continuità e stabilità alle </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">attività di ricerca nel lungo periodo» afferma <strong>Davide Embriaco, responsabile dell’attività </strong></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>INGV WIS</strong> del progetto PNRR ITINERIS. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Questa infrastruttura rafforza in modo significativo le capacità di osservazione in mare </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">profondo e apre nuove opportunità per studi interdisciplinari sempre più integrati, che </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">contribuiranno alla comprensione dei processi che regolano ambienti ancora in gran parte </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">inesplorati» dichiara la<strong> Direttrice del Dipartimento Ambiente dell’INGV,  Fabrizia </strong></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Buongiorno</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Investire in queste infrastrutture significa <strong>potenziare la capacità</strong> del Paese di <strong>comprendere </strong></span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>e monitorare i processi naturali</strong>, contribuendo a sostenere una ricerca integrata a livello  </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">internazionale volta alla conoscenza  e alla tutela dell’ambiente marino,» conclude il </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Presidente dell’INGV, Fabio Florindo</strong>. «Il progetto PNRR ITINERIS rappresenta un </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">esempio concreto di integrazione tra innovazione tecnologica e ricerca scientifica di </span><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">eccellenza».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Roma: scienza, memoria storica e fotografia a cento anni dal volo che conquistò il Polo Nord</title>
<link>https://www.italia24.news/roma-scienza-memoria-storica-e-fotografia-a-cento-anni-volo-che-conquisto-il-polo-nord</link>
<guid>https://www.italia24.news/roma-scienza-memoria-storica-e-fotografia-a-cento-anni-volo-che-conquisto-il-polo-nord</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;Aeronautica Militare, il CNR e il Gruppo Prada organizzano a Roma il 13 e 14 aprile due giornate di celebrazione del centenario del primo, storico sorvolo del Polo Nord da parte del Generale Umberto Nobile ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c25b7bb6288.webp" length="53270" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 10:15:37 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof" style="text-align: left;">
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-59129d8f-7fff-e90b-8c12-198c4dd80f6b"><span>Era il <strong>10 aprile 1926 </strong>quando <strong>l'aeronave N-1, </strong>con a bordo </span><span><strong>Umberto Nobile</strong> <strong>a capo di un equipaggio internazionale tra cui gli esploratori Roald Amundsen e Lincoln Ellsworth</strong></span><span>, partì dalla base di Ciampino (Roma) per raggiungere - dopo un viaggio di 13.000 km attraverso l'Europa e il <strong>Mar Glaciale Artico - le Isole Svalbard</strong> e da lì compiere il primo <strong>sorvolo del Polo Nord.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Oggi, a cent'anni dalla storica impresa, <strong>l'</strong></span><strong>Aeronautica Militare, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), e il Gruppo Prada</strong><span> - nell'ambito del progetto <strong>SEA BEYOND</strong>, condotto in partnership con la <strong>Commissione Oceanografica Intergovernativa (COI) dell'UNESCO</strong> per promuovere l'educazione all'oceano su scala globale - organizzano una due giorni di iniziative a carattere scientifico, culturale e divulgativo. L'obiettivo comune è quello di valorizzare l'eredità del Generale Nobile e far conoscere la storia e le esplorazioni polari di cui il nostro Paese è stato protagonista in questi cento anni, intrecciando memoria e presente grazie al dialogo tra documentazione storica, testimonianze e narrazioni contemporanee. L'occasione rappresenta inoltre un momento significativo per sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi della preservazione degli ecosistemi fragili.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>L'iniziativa è in programma a Roma il 13 e 14 aprile 2026</strong>. </span><span>Si parte </span><strong>lunedì 13 aprile con la giornata di studi "Umberto Nobile: memorie di aria e fuoco" presso la sede centrale CNR</strong><span>,</span><span> </span><span>un convegno scientifico organizzato dal CNR in collaborazione con l'Aeronautica Militare nell'ambito del quale sarà presentata la piattaforma documentale digitale integrata dedicata agli archivi di Umberto Nobile (custoditi dall'Aeronautica Militare e dal Comune di Lauro). Un progetto di digitalizzazione e ricerca che svela documenti inediti, ricostruendo il legame indissolubile tra scienza, esplorazione e divulgazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Sempre il 13 aprile, alle 17:30, sarà invece inaugurata al Museo Storico dell'Aeronautica Militare a Vigna di Valle (Roma), la </strong><span><strong>mostra fotografica "Due sguardi sull'artico a confronto"</strong> </span><span>curata dal fotografo, </span><span>climate artist</span><span> e SEA BEYONDer (Goodwill Ambassador del progetto SEA BEYOND), <strong>Enzo Barracco</strong>, che rimarrà aperta al pubblico fino al 31 maggio 2026. Il progetto unisce passato e presente in un dialogo tra gli scatti in bianco e nero della spedizione di Nobile, custoditi negli archivi dell'Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, e le fotografie di Barracco, realizzate nel 2025 durante una spedizione in Alaska e Circolo Polare Artico condotta grazie al supporto di SEA BEYOND. Le immagini di Barracco contribuiscono a stimolare una riflessione sulla bellezza e la fragilità degli ecosistemi remoti che documenta e sul potere della fotografia di creare una connessione tra il pubblico e il mondo naturale.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><strong>L'Aeronautica Militare</strong><span> organizza martedì </span><strong>14 aprile</strong><span>, presso l'Auditorium Visconti di Palazzo Aeronautica, il </span><strong>convegno "Il volo del Norge 1926: Nobile al Polo Nord"</strong><span><strong>, </strong>evento che mira a delineare il ruolo storico dell'Aeronautica Militare e della Difesa nelle spedizioni polari e nelle attività di ricerca scientifica in area artica e antartica, evidenziandone il contributo tecnologico e istituzionale. I lavori saranno articolati su quattro panel tematici che vedranno il contributo di illustri accademici, giornalisti ed esperti internazionali.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Nel pomeriggio del 14 aprile, alle 17:30, sempre a Palazzo Aeronautica</strong>, </span><span>è in programma l'evento di </span><strong>presentazione del libro fotografico "The Fight of the Forest: Alaska"</strong><span><strong> </strong>di <strong>Enzo Barracco:</strong> una conversazione alla presenza dell'autore, di <strong>Lorenzo Bertelli</strong>, Head of Corporate Social Responsibility del Gruppo Prada, di <strong>Francesca Santoro</strong>, Senior Programme Officer della COI dell'UNESCO. Il volume documenta la mutazione dei territori già solcati dal "Norge", trasformando la memoria dell'impresa di Nobile in un monito attuale sul cambiamento climatico. Per l'occasione, le sale storiche di <strong>Palazzo Aeronautica</strong> saranno allestite con una selezione di scatti in mostra anche a Vigna di Valle.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Ricerca scientifica, memoria storica e fotografia si intrecciano nella due giorni di eventi dedicati alla celebrazione del centenario coinvolgendo anche gli studenti delle scuole, per promuovere una maggiore consapevolezza sui temi ambientali tra le nuove generazioni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea rinnova il sostegno ai giornalisti esiliati e ricollocati nell&amp;apos;UE</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-rinnova-il-sostegno-ai-giornalisti-esiliati-e-ricollocati-nellue</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-rinnova-il-sostegno-ai-giornalisti-esiliati-e-ricollocati-nellue</guid>
<description><![CDATA[ Bruxelles lancia un bando da 3 milioni euro per sostenere giornalisti in esilio nell’UE, rafforzando indipendenza, formazione e cooperazione tra media ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c25b98f2498.webp" length="37704" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 10:07:30 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La Commissione europea ha pubblicato informazioni su un prossimo<span> </span></span><span lang="EN-GB"><span lang="IT">invito a presentare <strong>proposte</strong></span></span><span lang="IT"><strong> per</strong> <strong>sostenere i giornalisti in esilio dalla Bielorussia e dalla Russia, nonché i giornalisti ricollocati dall'Ucraina</strong>, che continuano a svolgere il loro lavoro liberamente e in modo indipendente nell'UE.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il finanziamento, pari a 3 milioni di euro, aiuterà i giornalisti a sviluppare il proprio lavoro e a fornire al pubblico informazioni indipendenti e gratuite nelle loro lingue.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Dopo due inviti a presentare progetti, l'edizione di quest'anno estende il sostegno anche ai giornalisti ucraini che si sono trasferiti nell'UE per continuare la loro attività professionale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">L'invito si baserà sui risultati dei primi due progetti, avviati nel<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/funding/european-union-media-freedom-hub" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">2023</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>e nel<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/funding/media-freedom-hub-2025" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">2025</span></a></span><span lang="IT">. La prima edizione ha portato alla creazione di un<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://enlargement.ec.europa.eu/news/new-media-hub-support-independent-russian-and-belarussian-journalists-eu-2023-07-17_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">centro per la libertà dei media</span></a></span><span lang="IT">, con l'obiettivo di sostenere i media in esilio dalla Bielorussia e dalla Russia e rafforzare la cooperazione tra di loro. Ha inoltre contribuito ad ampliare il loro pubblico, sviluppare modelli di business e sostenere le esigenze dei giornalisti in esilio. La seconda edizione, del valore di oltre 2 milioni di euro in sovvenzioni, ha fornito finanziamenti aggiuntivi per corsi di formazione e workshop su misura, visti e assistenza legale, supporto psicologico e attività di networking.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Giunto alla sua terza edizione, il finanziamento contribuirà a <strong>consolidare e migliorare il sostegno ai giornalisti e ai media,</strong> nonché a rafforzare il coordinamento attraverso la rete di hub dei media. L'obiettivo è garantire sinergie e creazione di reti, promuovendo al contempo l'indipendenza e il pluralismo dei media.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Le autorità pubbliche, le organizzazioni internazionali, le ONG e i centri di ricerca potranno presentare proposte <strong>dal 16 aprile al 28 maggio 2026</strong>. L'invito viene pubblicato prima della data di apertura per consentire ai partecipanti di familiarizzare con un nuovo strumento per la presentazione delle domande.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La Commissione sostiene la libertà, l'indipendenza e il pluralismo dei media. Media liberi e indipendenti rappresentano un pilastro fondamentale dello<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_25_2660" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">scudo europeo per la democrazia</span></a></span><span lang="IT">.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Sono disponibili maggiori informazioni sull'</span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities/topic-details/PPPA-2026-MEDIA-FREEDOM-HUB?isExactMatch=true&amp;status=31094501,31094502,31094503&amp;programmePeriod=2021%20-%202027&amp;frameworkProgramme=43637601&amp;order=DESC&amp;pageNumber=1&amp;pageSize=50&amp;sortBy=startDate" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">invito a presentare proposte</span></a></span><span lang="IT">.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano Art Week 2026: dal 13 al 19 aprile la decima edizione della settimana dedicata all&amp;apos;arte in tutte le sue forme</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-art-week-2026-dal-13-al-19-aprile-la-decima-edizione-della-settimana-dedicata-allarte-in-tutte-le-sue-forme</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-art-week-2026-dal-13-al-19-aprile-la-decima-edizione-della-settimana-dedicata-allarte-in-tutte-le-sue-forme</guid>
<description><![CDATA[ Dal 13 al 19 aprile 400 appuntamenti e 200 realtà trasformano Milano in un palcoscenico diffuso dedicato all&#039;arte contemporanea. Sette di giorni di mostre, talk e performance animano la città con un programma diffuso tra musei, fondazioni e spazi indipendenti ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c25b37c9f11.webp" length="29834" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 09:59:43 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Torna <strong>dal 13 al 19 aprile Milano Art Week</strong>, la settimana dedicata <strong>all'arte contemporanea</strong> promossa dal <strong>Comune di Milano</strong> in concomitanza con <strong>miart</strong>, la fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea organizzata da <strong>Fiera Milano</strong> che si svolgerà dal 17 al 19 aprile. </span><span>Con oltre 400 appuntamenti promossi da 230 realtà, questa decima edizione di Milano Art Week è coordinata da <strong>Arte Totale ETS</strong>, associazione che riunisce ArtsFor_, Artshell e MAC Milano Art Community, ed è realizzata grazie al main sponsor Banca Generali. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Anche quest'anno Milano si conferma un crocevia internazionale per l'arte contemporanea, offrendo a cittadini e visitatori un programma ricco e diffuso che attraversa l'intero tessuto urbano – afferma l'assessore alla Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong> –. La decima edizione di Milano Art Week accompagna la trentesima edizione di miart, che coglie l'occasione di questo anniversario per innovarsi profondamente, ma abbraccia anche l'arrivo di Paris Internationale, la piattaforma indipendente fondata a Parigi nel 2015, che per la sua prima edizione al di fuori della Francia sceglie Milano, confermando la centralità della nostra città sulla scena artistica europea e internazionale». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma delle mostre e delle inaugurazioni nei musei cittadini rappresenta il cuore della Milano Art Week, articolandosi in progetti che attraversano linguaggi, generazioni e prospettive della ricerca artistica contemporanea. Tra le novità della decima edizione va segnalato <strong>Ghost Track</strong>, il progetto nato dalla collaborazione tra i <strong>Musei Civici del Comune di Milano e MAC – Milano Art Community</strong>, associazione che riunisce oltre 30 realtà tra gallerie, fondazioni, istituzioni e spazi no-profit della scena artistica contemporanea milanese. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Una serie di interventi di artisti contemporanei dialoga con le collezioni permanenti di musei e istituzioni culturali cittadine non dedicate all'arte moderna e contemporanea – tra cui i <strong>Musei del Castello Sforzesco, il Civico Museo Archeologico, il Museo di Storia Naturale, l'Acquario Civico</strong> e il <strong>Museo del Risorgimento</strong> – come veri e propri contrappunti visivi accanto alle opere storiche, inseriti nelle vetrine o nei percorsi espositivi. Interventi che non alterano la fruizione consueta, ma introducono nuovi livelli di lettura. Un progetto che invita il pubblico a riscoprire i musei cittadini e a vivere il patrimonio culturale in modo rinnovato, rafforzando al tempo stesso i legami all'interno della comunità artistica e museale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il Comune di Milano rinnova inoltre la partnership con <strong>Democracy and Culture Foundation e The New York Times, </strong>che in collaborazione con <strong>Milano &amp; Partners</strong> e grazie al supporto di DILS promuove <strong>Art for Tomorrow Talks – The Blurry Border Between Design &amp; Art</strong>: il 14 aprile all'Acquario Civico voci internazionali si interrogano sul confine tra arte e design.</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Tra gli appuntamenti più attesi di questa edizione di Milano Art Week figurano la mostra <strong>THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER al PAC Padiglione d'Arte Contemporanea </strong>– che il 13 aprile apre la Milano Art Week con la performance dell'artista australiano Marco Fusinato – e l'opera site-specific <strong>Παρνασσός / Parnassus</strong> creata appositamente da Letia (Letizia Cariello) per la Sala del Parnaso alla <strong>GAM – Galleria d'Arte Moderna. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il <strong>Museo del Novecento</strong> prosegue e rafforza il lavoro di valorizzazione della propria collezione attraverso una serie articolata di nuovi progetti che intervengono in modo puntuale e diffuso sugli spazi e sui dispositivi espositivi del museo: <strong>salut! hallo! hello! di Diego Marcon</strong> entra a far parte della <strong>Collezione ACACIA</strong> donata al Museo, mentre il programma <strong>FOCUS900</strong> si arricchisce con <strong>Vedere l'aria di Bruno Munari</strong>; al piano terra, la "quadreria" del FORUM900 rinnova il percorso permanente attraverso una selezione di opere contemporanee entrate in collezione negli anni, e <strong>LOUNGE900</strong> presenta il riallestimento di una selezione di opere della Collezione Spagna Bellora.</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A <strong>Palazzo Reale</strong> prosegue il programma espositivo con <strong>Le Alchimiste</strong>, la nuova imponente mostra di <strong>Anselm Kiefer; Metafisica/Metafisiche, Robert Mapplethorpe</strong>. <strong>Le forme del desiderio e i Macchiaioli</strong>. <strong>Al MUDEC – Museo delle Culture continua Il Senso della Neve</strong>, insieme all'installazione site-specific <strong>The Moment the Snow Melts di Chiharu Shiota; </strong>al <strong>Castello Sforzesco</strong> prosegue <strong>Leonardo Parlante</strong>, progetto di <strong>Sabrina D'Alessandro</strong> che recupera dal <strong>Codice Trivulziano</strong> i vocaboli "altrimenti smarriti" di Leonardo.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Viene inoltre inaugurato il completamento di <strong>ArtLine Milano</strong>, il parco d'arte contemporanea all'interno di <strong>CityLife</strong>: un museo a cielo aperto che riunisce 20 opere site-specific di artisti internazionali e under 40. L'ultima installazione è <strong>Octospider di Jeremy Deller</strong>, che sarà presente all'inaugurazione. Per l'occasione sarà presentato anche il catalogo del progetto.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Sempre il 13 aprile l'installazione <strong>DENTRO LA METAMORFOSI dell'artista Cristina Finucci al Museo di Storia Naturale di Milano inaugura TRACCE</strong>, il primo dei quattro capitoli del nuovo programma multidisciplinare dei <strong>Musei Scientifici</strong> dedicato al dialogo tra scienza e cultura, che si completa con la mostra <strong>ANTARCTICA MELTING BEAUTY. AURORA</strong> all'Acquario di Milano, nata dall'incontro tra la ricerca fotografica di Paola Marzotto e il lavoro di divulgazione e ricerca dell'istituto.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A queste proposte si affiancano quelle di istituzioni private come <strong>Fondazione Prada</strong>, dove saranno in corso il nuovo progetto multimediale di <strong>Cao Fei</strong> e l'intervento site-specific di <strong>Mona Hatoum</strong> nella sede di largo Isarco, mentre nella sede dell'Osservatorio sarà ancora visibile il progetto di <strong>Hito Steyerl</strong>. <strong>Pirelli HangarBicocca</strong> presenta <strong>The House That Jack Built</strong>, retrospettiva sulla trentennale ricerca di <strong>Rirkrit Tiravanija</strong> intorno alla pratica spaziale e architettonica, e <strong>Rebecca</strong>, prima grande mostra istituzionale di <strong>Benni Bosetto</strong>, che il 18 aprile 2026 si attiva con un'intera giornata di performance. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Negli spazi di <strong>Triennale Milano</strong>, la monografica <strong>Andrea Branzi</strong> by <strong>Toyo Ito</strong>: <strong>Continuous Present</strong> riflette sulle intersezioni tra arte, architettura e design. Il programma espositivo si amplia con una serie di mostre dedicate al progetto e alla cultura visiva del Novecento e contemporanea, tra cui <strong>BARBER | OSGERBY. ALPHABET, THE RHYTHM OF THE EYE. DON BRONSTEIN AND THE CHICAGO JAZZ SCENE 1953–1968 e Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity</strong>, accanto a <strong>CASA LANA DI ETTORE SOTTSASS</strong> e al percorso del <strong>Museo del Design Italiano</strong>, che propone una rilettura aggiornata della collezione permanente.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma della Milano Art Week si estende poi ad altre istituzioni cittadine, tra cui <strong>l'Istituto Svizzero</strong>, con la mostra di <strong>Romane de Watteville</strong> e la serata di proiezioni dedicata ai <strong>20 anni di Mousse Magazine.</strong> E poi ancora <strong>Fondazione ICA Milano, Fondazione Luigi Rovati, Gallerie d'Italia – Milano, Museo Poldi Pezzoli, Museo Bagatti Valsecchi, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, ADI Design Museum</strong> che ospita la mostra dei partecipanti alla <strong>XXIX edizione del Premio Compasso d'Oro. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Questo sistema si amplia ulteriormente grazie alla presenza di fondazioni private, spazi indipendenti e realtà associative, che partecipano alla costruzione di un programma articolato e plurale. Le fondazioni attive sul territorio milanese sviluppano mostre e programmi pubblici dedicati alla ricerca contemporanea; tra queste <strong>Fondazione Officine Saffi con Francesco Simeti. Questa stanza non ha più pareti; Fondazione Terzoluogo che, insieme all'Ufficio Arte nello Spazio Pubblico del Comune di Milano e al Municipio 7, presenta Libertà del collettivo Boa Mistura; e ancora Fondazione Adolfo Pini, Fondazione Fiera e Fondazione Rancilio e Fondazione Elpis</strong>, che ospita un evento speciale in occasione della mostra <strong>Smooth Operator di Villiam Miklos Andersen</strong>: un DJ set accompagnerà una lecture performance e una serie di interventi performativi, intrecciando musica, parola e azione.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Parallelamente, gli spazi indipendenti e le realtà associative – tra cui <strong>Archivio Vincenzo Agnetti</strong> con <strong>Vincenzo Agnetti: Sul Potere, BASE Milano, Casa degli Artisti, Assab One e VIAFARINI</strong> – propongono un insieme articolato di mostre, installazioni e progetti che riflettono la pluralità delle pratiche contemporanee, ridefinendo attivamente i confini tra arte e design, spazio pubblico e spazio privato. In questo contesto si inseriscono interventi come <strong>Paper/Northern Lights di Gianni Pettena</strong> negli spazi di <strong>BiM – il progetto di rigenerazione urbana di un intero isolato nel cuore di Bicocca</strong> – presentato per la prima volta nella sua interezza a Milano dopo la realizzazione del 1971 al Minneapolis College of Art and Design – che mette in discussione l'idea tradizionale di spazio espositivo trasformandolo in una struttura aperta, attraversabile e continuamente ridefinita dal pubblico; così come <strong>Una Porta per il Casello di Mohammed El Hajoui,</strong> progetto site-specific che trasforma gli spazi <strong>dell'Open Casello di Porta Genova </strong>in un nuovo polo di aggregazione, e <strong>IDIORYTHMIA – RE-U dello studio smarin</strong>, che rende la <strong>Ground Hall di BASE</strong> un organismo adattivo, capace di mutare configurazione e funzione in relazione alle comunità che lo abitano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Alla <strong>Casa degli Artisti</strong>, il duplice progetto di <strong>Ugo La Pietra – ERBARIO e GLI INVASATI</strong> – sviluppa una riflessione sulla diversità, la memoria e la relazione tra individuo e ambiente, mentre <strong>Assab One</strong> inaugura un programma che attraversa arte e design con mostre che coinvolgono, tra gli altri, <strong>Alice Fiorilli, Marco Palmieri, Luca Pancrazzi e Garros Edition</strong>, in dialogo con una nuova opera site-specific sulla facciata.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Un ruolo centrale è inoltre svolto dalle <strong>gallerie milanesi</strong> che, durante la settimana, inaugurano nuove mostre e presentazioni speciali contribuendo ad animare il tessuto culturale della città e a rafforzare il dialogo tra artisti, curatori, collezionisti e pubblico. Tra queste, solo per citarne alcune, le personali di <strong>Kim Bohie e Pierpaolo Campanini</strong> e l'installazione open air di <strong>Simone Fattal da kaufmann repetto; Man Ray: M for Dictionary da Gió Marconi; la mostra di Gabrielle Goliath alla Galleria Raffaella Cortese; When The Sun Sets da Ncontemporary</strong>; In attesa del tempo di <strong>Luciano Sozio alla Galleria Arrivada.</strong> A queste si aggiungono, solo per citarne alcune, le mostre realizzate da <strong>ArtNoble, Velo Project, MATTA, VISTAMARE, Martina Simeti, MICAMERA e ZERO...</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Durante la settimana si tengono inoltre le fiere internazionali dedicate all'arte moderna e contemporanea, che contribuiscono ad attrarre a Milano collezionisti, curatori, professionisti del settore e appassionati da tutto il mondo. Dal 17 al 19 aprile torna <strong>miart</strong>, la fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano, che nel 2026 celebra la sua trentesima edizione con il titolo <strong>New Directions: miart</strong>, <strong>but different</strong>. Un'edizione che segna un momento di trasformazione per la manifestazione, a partire dal tema – ispirato all'omonimo album di <strong>John Coltrane </strong>– che assume il linguaggio del jazz come modello curatoriale, fondato su ascolto, dialogo e improvvisazione. In occasione della Milano Art Week 2026, arriva per la prima volta in città <strong>Paris Internationale Milano</strong>, tappa italiana della piattaforma indipendente fondata a Parigi nel 2015. Prima edizione della fiera al di fuori della Francia, Paris Internationale sceglie Milano per la sua centralità nella scena artistica europea e per il ruolo sempre più strategico della città nel sistema internazionale dell'arte contemporanea, dal 18 al 21 aprile 2026 a <strong>Palazzo Galbani</strong>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Anche le Università partecipano alla Milano Art Week 2026, contribuendo al programma con progetti e iniziative dedicate alla ricerca e alla formazione: <strong>Università degli Studi di Milano-Bicocca, NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Scuola Internazionale di Comics e ICONE – Centro Europeo di Ricerca di Storia e Teoria dell'Immagine dell'Università Vita-Salute San Raffaele. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Accanto alle mostre, la Milano Art Week si sviluppa attraverso un ricco programma di eventi speciali, in cui performance, incontri e momenti di approfondimento si intrecciano con i luoghi della città, configurando una dimensione esperienziale diffusa e accessibile. Oltre alle già citate performance di Marco Fusinato al PAC e di Benni Bosetto al Pirelli HangarBicocca, il programma include la performance di <strong>Ambra Castagnetti</strong> il 15 aprile a <strong>Villa Clea</strong> e la rassegna di performance organizzata da <strong>Teatro Linguaggicreativi CORPI SUL PALCO</strong>, a cura di <strong>Gabi Scardi e Andrea Contin</strong>, che attiva il <strong>Teatro Continuo di Alberto Burri</strong>, come dispositivo aperto e attraversabile, con una sequenza di interventi che si sviluppano in relazione alla luce naturale, al tempo e al flusso dei visitatori. Il 17 aprile al <strong>Teatro dal Verme il talk Alchemia tra Scienza e Arte: Anselm Kiefer</strong> incontra la storica della scienza e della filosofia <strong>Natacha Fabbri</strong>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Tra gli appuntamenti più originali si inserisce <strong>Mototrombe!,</strong> presentato <strong>dall'Associazione Artisti di Strada:</strong> un concerto itinerante per marmitte a fiato ideato da Aronne Pleuteri e diretto dal compositore <strong>Dario Buccino</strong>, che il 17 aprile prende la forma di una parata urbana in partenza da piazza Duca d'Aosta, richiamando l'estetica rumorista-futurista di <strong>Luigi Russolo</strong>.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma comprende inoltre momenti di confronto e riflessione come il talk Il tempo dell'arte: velocità del mercato vs tempo della cultura, organizzato da <strong>Banca Generali</strong>, Main sponsor della manifestazione che, come ogni anno, per l'occasione apre eccezionalmente al pubblico la <strong>BG Art Gallery,</strong> offrendo visite guidate alla collezione e presentando le novità del progetto BG Art Talent.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>In dialogo con la dimensione pubblica e infrastrutturale della città si collocano anche i progetti promossi da <strong>SEA Milan Airports, tra cui The World in Motion di Steve McCurry</strong>, allestito presso il Terminal 1 di <strong>Malpensa</strong>, e <strong>UPRISE di Fabio Giampietro</strong>, realizzato in collaborazione con <strong>MEET Digital Culture Center</strong> nello spazio de La Porta di Milano, che riflette sulla trasformazione della città contemporanea attraverso una tensione tra dimensione fisica e digitale.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A questa dimensione si affiancano momenti più informali e conviviali, come <strong>Arte Sagra</strong> presso lo <strong>spazio UFO</strong> di via Orobia – promosso da <strong>Fondazione ICA, Associazione Arte Continua, UFO, SpaceDelicious e Cucù</strong>, dove prende forma una nuova piazza dell'arte fatta di tavoli condivisi, giochi, concerti e occasioni di incontro tra addetti ai lavori e pubblico – e il Milano Art Week Party il 18 aprile dalle ore 19 negli spazi di BiM, la grande festa aperta alla città che anche quest'anno intreccia musica, performance e visita all'installazione Paper/Northern Lights di Gianni Pettana, prolungandone l'esperienza in una dimensione collettiva e partecipativa.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma si estende inoltre a progetti che mettono in relazione arte, design e architettura, come <strong>MOUNTAIN ECHOES di Yuval Avital ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti</strong>, e le iniziative di <strong>Volvo Studio Milano con Breath</strong>. Architettura della leggerezza, oltre alle mostre promosse da <strong>Fondazione Pasquinelli</strong>, dedicate alla figura di <strong>Enrico Peressutti</strong> e al dialogo con artisti come <strong>Calder, Bill, Melotti e Steinberg, e da Fondazione Culturale San Fedele</strong>, con le visite guidate alle camere dei tesori di <strong>Nanda Vigo</strong>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma completo della Milano Art Week 2026 è consultabile sul sito <a href="https://www.milanoartweek.it/" target="_blank" rel="noopener">Milano Art Week 2026</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Salute e depressione: l&amp;apos;utilizzo dei derivati della psilocina senza effetti allucinogeni per curare disturbi neuropsichiatrici</title>
<link>https://www.italia24.news/salute-e-depressione-lutilizzo-dei-derivati-della-psilocina-senza-effetti-allucinogeni-per-curare-disturbi-neuropsichiatrici</link>
<guid>https://www.italia24.news/salute-e-depressione-lutilizzo-dei-derivati-della-psilocina-senza-effetti-allucinogeni-per-curare-disturbi-neuropsichiatrici</guid>
<description><![CDATA[ Un team di ricercatori guidato dall&#039;Università di Padova ha sviluppato versioni modificate della psilocina, il principio attivo dei funghi allucinogeni, per curare la depressione e altri disturbi senza gli effetti psichedelici associati ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c25ad228103.webp" length="72536" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 09:30:44 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">La <strong>psilocibina</strong> – una sostanza psichedelica naturale presente in alcuni funghi – è sempre più studiata per il suo potenziale nel trattamento di <strong>disturbi neuropsichiatrici</strong> come <strong>depressione, ansia e dipendenze.</strong> Tuttavia, i suoi effetti allucinogeni rappresentano ancora un limite importante per un utilizzo terapeutico più ampio.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Un team di ricercatori, <b>guidato da Andrea Mattarei e Sara De Martin del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell'Università di Padova</b> e da <strong>Paolo Manfredi</strong> di <strong>NeuroArbor Therapeutics</strong>, ha proposto una possibile soluzione sviluppando versioni modificate della psilocina, la forma attiva della psilocibina, progettate per rilasciare il composto nel cervello in modo più lento e controllato. In test preliminari sui topi, queste molecole hanno mantenuto l'attività sui recettori della serotonina mostrando però effetti psichedelici significativamente ridotti rispetto alla psilocibina di grado farmaceutico. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista "<strong>Journal of Medicinal Chemistry"</strong>.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«I nostri risultati suggeriscono che gli effetti psichedelici e l'attività serotoninergica della psilocina potrebbero essere separabili –, <b>spiega Andrea Mattarei, docente di Chimica Farmaceutica al Dipartimento di Scienze del Farmaco dell'Università di Padova e <i>corresponding author</i> dello studio</b> –. Questo apre la strada allo sviluppo di nuovi farmaci che mantengano l'attività biologica utile riducendo al tempo stesso gli effetti allucinogeni».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">I ricercatori hanno <strong>sintetizzato cinque nuovi derivati della psilocina</strong> e ne hanno valutato stabilità, assorbimento e attività biologica. Tra questi, un composto denominato <strong>4e</strong> si è dimostrato il candidato più promettente grazie alla capacità di rilasciare psilocina in modo graduale mantenendo una forte attività sui recettori della serotonina. Negli esperimenti su modelli murini, il composto è stato in grado di attraversare efficacemente la barriera emato-encefalica, producendo livelli cerebrali di psilocina più bassi ma più prolungati rispetto alla psilocibina.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Questi risultati dimostrano la possibilità di sviluppare derivati della psilocina capaci di mantenere l'attività sui recettori serotoninergici riducendo gli effetti acuti di alterazione della percezione. Saranno necessari ulteriori studi per comprendere meglio il meccanismo d'azione di queste molecole e valutarne pienamente il potenziale terapeutico e la sicurezza nell'uomo» <b>conclude Mattarei</b>.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">La ricerca è stata finanziata da MGGM Therapeutics, LLC, in collaborazione con NeuroArbor Therapeutics Inc.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Link alla ricerca: <a href="https://pubs.acs.org/doi/10.1021/acs.jmedchem.5c01797" target="_blank" rel="noopener">Design, Synthesis, and Pharmacokinetic Profiling of Fluorinated Reversible N-Alkyl Carbamate Derivatives of Psilocin for Sub-Hallucinogenic Brain Exposure</a> – «Journal of Medicinal Chemistry» – 2026</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Accordo tra Museo Nazionale Romano e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per la salvaguardia del patrimonio culturale</title>
<link>https://www.italia24.news/accordo-tra-museo-nazionale-romano-e-istituto-nazionale-di-geofisica-e-vulcanologia-per-la-salvaguardia-del-patrimonio-culturale</link>
<guid>https://www.italia24.news/accordo-tra-museo-nazionale-romano-e-istituto-nazionale-di-geofisica-e-vulcanologia-per-la-salvaguardia-del-patrimonio-culturale</guid>
<description><![CDATA[ Firmato l&#039;accordo di collaborazione scientifica tra MNR e INGV per monitorare e prevenire eventuali danni causati dall&#039;inquinamento atmosferico ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c1028c135fd.webp" length="35858" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 11:12:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">È stato <strong>firmato </strong>venerdì 20 marzo, alle Terme di Diocleziano, l’<strong>Accordo di collaborazione scientifica tra il </strong></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Museo Nazionale Romano</strong> (MNR) e l’<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia</strong> </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">(INGV), rappresentati rispettivamente dalla <strong>Direttrice Federica Rinaldi </strong>e dal <strong>Presidente Fabio </strong></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Florindo</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In base all’Accordo, nel prossimo quadriennio le due Istituzioni collaboreranno alla </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>promozione di iniziative congiunte di ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale</strong> </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">impegnandosi a promuovere la realizzazione di eventi istituzionali negli ambiti della </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">divulgazione e diffusione delle conoscenze relative al patrimonio e alle attività culturali, a </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">livello nazionale e internazionale, nel rispetto delle proprie finalità istituzionali.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In particolar modo, gli Istituti individueranno di concerto opportunità di collaborazione e </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">programmi di ricerca volti a<strong> incentivare i metodi di indagine e la salvaguardia dai rischi </strong></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>naturali e antropici rivolti al patrimonio culturale</strong>, comprendendo gli edifici museali e le </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">sedi espositive, ma anche le opere esposte e conservate nei depositi, approfondendo così  le  </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">conoscenze  storico-artistiche e i metodi di indagine tecnico-scientifica nel settore delle tecniche </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">geofisiche, fisiche e chimiche applicate ai beni culturali.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Promuoveranno e svilupperanno, inoltre, eventi espositivi, mostre e iniziative, contribuendo </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">alla realizzazione di<strong> progetti divulgativi ed educativi</strong> anche nell’ambito della storia della </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">scienza applicata ai beni culturali. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Le attività congiunte tra INGV e Museo Nazionale Romano prenderanno il via con studi </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">innovativi di<strong> biomonitoraggio magnetico dell’inquinamento atmosferico</strong>», spiega <strong>Fabio </strong></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Florindo</strong>, Presidente dell’INGV. «Applicheremo tecniche avanzate di paleomagnetismo a </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">foglie e licheni, trasformandoli in veri e propri <strong>sensori naturali capaci di tracciare la </strong></span><strong><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">diffusione del particolato metallico prodotto dal traffico automobilistico e ferroviario nelle </span></strong><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>aree interne e circostanti le Terme di Diocleziano</strong>. Questa linea di ricerca si inserisce nel solco </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">degli studi pionieristici coordinati da Aldo Winkler, referente INGV dell’Accordo, sul </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">magnetismo applicato alle soluzioni Nature-Based per la conservazione preventiva del </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">patrimonio culturale. Un approccio che apre nuove prospettive per l’uso di tecniche geofisiche </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">non distruttive e non invasive, fondamentali per la tutela, l’individuazione e l’analisi dei reperti </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">artistici e archeologici». </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«</span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’<strong>inquinamento atmosferico </strong>rappresenta una <strong>minaccia</strong> <strong>per il patrimonio culturale e </strong></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>architettonico</strong>; l’<strong>Accordo</strong> con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia <strong>consentirà</strong> al </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Museo Nazionale Romano, articolato su quattro sedi museali, diffuse nel cuore della città di </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Roma (Palazzo Massimo, Terme di Diocleziano, Crypta Balbi e Palazzo Altemps) di <strong> </strong></span><strong><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">monitorare e prevenire i danni causati dall’inquinamento atmosferico sul materiale lapideo </span></strong><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>delle opere in collezione e nei depositi</strong>. La manutenzione ordinaria e programmata, la </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">prevenzione e l’adozione di moderne tecniche di conservazione, con il supporto dell'Istituto </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, permetteranno di salvaguardare e trasmettere alle </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">future generazioni il nostro patrimonio culturale», dichiara <strong>Federica Rinaldi</strong>, Direttrice del </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Museo Nazionale Romano. </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Un boato nel Gran Sasso: la scienza svela le dinamiche dell&amp;apos;acquifero</title>
<link>https://www.italia24.news/un-boato-nel-gran-sasso-la-scienza-svela-le-dinamiche-dellacquifero</link>
<guid>https://www.italia24.news/un-boato-nel-gran-sasso-la-scienza-svela-le-dinamiche-dellacquifero</guid>
<description><![CDATA[ Un approccio multiparametrico per studiare le dinamiche interne del Gran Sasso. Intervengono Gaetano De Luca, ricercatore INGV ed Ezio Previtali,  Direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c110d11367c.webp" length="42716" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 11:12:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Un approccio multiparametrico e innovativo per osservare e spiegare le dinamiche interne della montagna e del suo acquifero profondo, partendo da un fenomeno naturale insolito e raro. Questo il fulcro dell'articolo "Multi-sensor monitoring of a transient event in the Gran Sasso aquifer, Italy" pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature, frutto della <strong>collaborazione tra l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV),</strong> <strong>l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e le Università di Pisa, Sapienza di Roma e L'Aquila.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">La ricerca ha analizzato un forte "<strong>boato</strong>" avvertito <strong>nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell'INFN</strong> nella notte tra il 14 e il 15 agosto <strong>2023</strong> e registrato da un'ampia gamma di strumenti installati sia all'interno della montagna sia all'esterno, dimostrando una <strong>correlazione con le variazioni dell'acquifero del massiccio del Gran Sasso</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il boato <strong>non è stato un evento isolato</strong> ma la conclusione di un fenomeno naturale iniziato a maggio. Nei mesi precedenti, infatti, furono osservate anomalie nelle portate e nelle pressioni delle acque sotterranee, probabilmente legate alle precipitazioni primaverili e al permeare delle stesse all'interno dell'acquifero del Gran Sasso. <strong>Grazie all'approccio multiparametrico</strong> utilizzato dai ricercatori e dalle ricercatrici, lo studio ha permesso di ottenere una <strong>visione senza precedenti delle dinamiche interne del massiccio</strong>, fornendo un contributo significativo alla geofisica e all'idrogeologia, in particolare in ambienti sotterranei con presenza di attività umane (laboratori e autostrada).</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«L'approccio multiparametrico ha dimostrato che il boato è direttamente collegato alle variazioni dell'acquifero» ha spiegato <strong>Gaetano De Luca, ricercatore INGV e autore corrispondente dello studio</strong> «Trattandosi di un evento raro registrato con un'ampia gamma di strumenti, il set di dati costituisce una preziosa base per gli studi futuri. L'uso pionieristico di GINGER, un giroscopio laser ad anello ad alta sensibilità, contribuisce a una migliore e innovativa comprensione delle dinamiche interne del Gran Sasso.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«L'evento occorso nell'agosto 2023 non è isolato» ha affermato <strong>Ezio Previtali, Direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso </strong>«.Spesso la montagna ci 'parla' nel senso stretto del termine, producendo forti rumori per i quali le sale sperimentali dei LNGS diventano cassa di risonanza. Lo studio di questi eventi geologici riveste grande importanza per la comprensione delle dinamiche che avvengono all'interno del massiccio del Gran Sasso. <strong>Questo risultato testimonia come strumenti avanzati pensati per studi di fisica fondamentale, come GINGER, possano essere di grande aiuto anche nello studio di altre discipline come la geologia e la geofisica</strong>. In questo contesto» ha continuato il Direttore «è già in programma il potenziamento della strumentazione di GINGER che garantirà, oltre che più precisi studi di fisica fondamentale, anche di potenziare la rete degli strumenti geologici che studiano il Gran Sasso. Stiamo inoltre lavorando con INGV per rendere questi strumenti utilizzabili anche in altri contesti geologici dove potrebbero essere di grande aiuto nello studio e nel monitoraggio di eventi sismici» ha concluso Previtali.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>L'esperimento GINGER</strong>, Gyroscopes IN GEneral Relativity, un giroscopio laser ad anello, operativo da circa 10 anni nei Laboratori sotterranei del Gran Sasso, è stato dunque, uno degli <strong>elementi chiave della ricerca</strong>. Il dispositivo, estremamente sensibile, sta monitorando la velocità angolare locale della Terra attorno all'asse verticale con elevata precisione. Insieme al sismometro a banda larga GIGS della rete sismica nazionale dell'INGV, installato nello stesso sito, sono stati misurati i movimenti del suolo e le rotazioni del terreno, fornendo una descrizione più completa dell'intero fenomeno naturale durato circa 3 mesi. Esso è stato registrato, inoltre, dalla Rete Accelerometrica Nazionale del Dipartimento della Protezione Civile nonché da un sensore acustico installato nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso e dal sistema di monitoraggio delle acque sotterranee.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Questa<strong> analisi combinata di dati provenienti da diversi sistemi di monitoraggio ha dimostrato una chiara correlazione con le variazioni osservate nell'acquifero del Gran Sasso</strong>, supportando l'interpretazione idrogeologica delle dinamiche che hanno portato al boato registrato nell'agosto del 2023.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">I risultati dello studio dimostrano come l'integrazione di diverse tecniche di monitoraggio possa offrire nuove prospettive di ricerca sulle dinamiche interne delle montagne e degli acquiferi profondi, confermando il massiccio del Gran Sasso come laboratorio naturale di grande valore per la ricerca scientifica interdisciplinare.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Risorse idriche: secondo i dati ISPRA le precepitazioni del 2025 risultano in calo rispetto al 2024</title>
<link>https://www.italia24.news/risorse-idriche-secondo-i-dati-ispra-le-precepitazioni-del-2025-risultano-in-calo-rispetto-al-2024</link>
<guid>https://www.italia24.news/risorse-idriche-secondo-i-dati-ispra-le-precepitazioni-del-2025-risultano-in-calo-rispetto-al-2024</guid>
<description><![CDATA[ Nel 2025 la risorsa idrica rinnovabile, secondo i dati su precipitazioni e disponibilità idrica forniti dall&#039;ISPRA, risulta in calo rispetto alle medie storiche confermando la tendenza negativa osservata dal 1951 ad oggi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c110e523524.webp" length="57020" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:37:55 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: arial, sans-serif;"><b>Nel 2025, le precipitazioni totali in Italia sono state pari a 963,4 mm (circa 291 miliardi di m³), in calo di circa il 9% rispetto al 2024</b>, un anno particolarmente piovoso. Il 2025 fa però segnare un lieve aumento del 2% rispetto alla precipitazione media annua del periodo 1991–2020, ultimo trentennio climatologico, che ammonta a circa 285 miliardi di m³.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: arial, sans-serif;"><b></b></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: arial, sans-serif;"><b>Nel 2025 la risorsa idrica rinnovabile</b>, vale a dire la quantità di precipitazioni al netto della perdita per evapotraspirazione, stimata in circa 128 miliardi di m³,<span> </span><b>risulta in calo rispetto alle medie storiche</b>, è stata<span> </span><b>inferiore di oltre il 7% rispetto alla media annua di lungo periodo</b><span> </span>(circa 138 miliardi di m³),<span> </span><b>del 4% rispetto alla media dell'ultimo trentennio climatologico e di circa il 19% rispetto al 2024.<span> </span></b><span>L'attuale aggiornamento del bilancio idrologico continua quindi a confermare la tendenza negativa osservata dal 1951 ad oggi, riferita in particolare alla disponibilità di risorsa idrica rinnovabile a livello nazionale.</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Questo, in sintesi, il quadro complessivo che emerge dalle valutazioni prodotte dall'ISPRA attraverso il <strong>modello BIGBANG</strong>, che fornisce le stime delle componenti del bilancio idrologico nazionale, il quadro quantitativo della risorsa idrica e, più in generale, la situazione idrologica nel 2025, </span>analizzando le tendenze e gli scostamenti rispetto ai valori medi del lungo periodo 1951–2025 e del trentennio climatologico 1991–2020. Il dettaglio delle valutazioni sarà presentato il 24 marzo nel corso del Workshop "<strong>Bilancio idrologico e disponibilità di risorsa idrica: aggiornamento 2025, previsioni stagionali e proiezioni climatiche</strong>", organizzato dall'ISPRA in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA</span></b><span>: «Di fronte ai dati che abbiamo davanti, non si può né rimandare né rassegnarsi, occorre agire in maniera propositiva e lungimirante: il tema dell'acqua è una priorità nazionale che Ispra contribuirà a far conoscere attraverso il proprio sistema scientifico, per rafforzare sempre più la cultura della gestione della risorsa idrica ed essere a fianco delle istituzioni e dei territori. E' fondamentale informare su come ridurre gli sprechi, promuovere una cultura dell'utilizzo sostenibile dell'acqua, del riutilizzo delle acque reflue. La missione di Ispra e del suo patrimonio umano di scienziati e tecnologi è quello della prevenzione attraverso i sistemi di monitoraggio per aiutare a proteggere ciò che abbiamo e a progettare, con determinazione. I dati parlano chiaro e rappresentano una base solida per orientare le scelte in questa direzione».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<h3 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Altri dati che emergono dal monitoraggio ISPRA relativo all'anno 2025</span></h3>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Marzo 2025 è stato il mese più piovoso</span></b><span> (114,3 mm), con un'anomalia positiva del +48% rispetto al valore medio relativo al lungo periodo 1951–2025 (77,3 mm), seguito da novembre (poco più di 95 mm), normalmente tra i mesi più piovosi, che ha però fatto registrare un -20% rispetto alla media di lungo periodo. I mesi di luglio e agosto, generalmente i meno piovosi a livello nazionale, hanno invece fatto registrare un surplus di precipitazione, rispettivamente del 35% e del 42%, rispetto alle medie di lungo periodo.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>A livello distrettuale, i deficit maggiori rispetto all'ultimo trentennio climatologico, si sono avuti nei Distretti dell'Appennino Meridionale</b><span> </span>(–10% di precipitazioni e –21% di risorsa idrica)<span> </span><b>e dell'Appennino Centrale</b><span> </span>(–7% di precipitazioni e –30% di risorsa idrica).  Nei Distretti di Sardegna e Sicilia la risorsa idrica è diminuita registrando rispettivamente un deficit rispettivamente del –12% e –13%. Nei territori del Centro-Sud e delle Isole maggiori sono continuate condizioni di siccità, anche se meno gravose degli anni precedenti, con conseguenti problemi legati alla severità idrica e quindi al soddisfacimento della domanda di acqua per le esigenze umane ed ecologiche.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Gestire in modo sostenibile l'acqua, una risorsa preziosa quanto vulnerabile, pone la <strong>necessità di un monitoraggio continuo e sistematico e di analisi della distribuzione spaziale e temporale</strong>, in grado di fornire un quadro tempestivo e completo della sua disponibilità attuale e futura in chiave previsionale. Basi conoscitive adeguate sono infatti fondamentali per orientare in maniera efficace ed efficiente le politiche gestionali sulla risorsa idrica e tutelare gli ecosistemi e i relativi servizi che da essa dipendono. Il modello ISPRA di bilancio idrologico nazionale si colloca proprio tra gli strumenti che forniscono supporto decisionale. Il modello BIGBANG non solo fornisce elementi informativi utili e affidabili per l'individuazione delle criticità sull'intero territorio nazionale, ma si configura come strumento conoscitivo a supporto della definizione di misure di prevenzione e adattamento, necessarie per la gestione sostenibile di una risorsa preziosa in un contesto in continua evoluzione anche per effetto dei cambiamenti climatici.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Link alla pagina del <a href="https://www.isprambiente.gov.it/pre_meteo/idro/BIGBANG_ISPRA.html">bilancio idrologico</a>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ricerca, formazione e impresa: presentato l&amp;apos;accordo tra CNR e Principia per lo sviluppo della nuova Area di ricerca</title>
<link>https://www.italia24.news/ricerca-formazione-e-impresa-presentato-laccordo-tra-cnr-e-principia-per-lo-sviluppo-della-nuova-area-della-ricerca</link>
<guid>https://www.italia24.news/ricerca-formazione-e-impresa-presentato-laccordo-tra-cnr-e-principia-per-lo-sviluppo-della-nuova-area-della-ricerca</guid>
<description><![CDATA[ Presentato l&#039;accordo tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche e Principia per creare una nuova area di ricerca al MIND – Milano Innovation District, riunendo 8 istituti e rafforzando il ruolo del distretto come hub scientifico e tecnologico ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c1104220c31.webp" length="63400" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:16:43 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-9c6d49fa-7fff-74b8-eedc-b87254a24154"><span>Un nuovo passo importante per il futuro della ricerca scientifica in Italia è stato compiuto il 20 marzo 2026 al <strong>MIND – Milano Innovation District</strong>, dove è stato presentato l'accordo tra il <strong>Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e Principia</strong>, lo sviluppatore pubblico di MIND, per la realizzazione della nuova Area della Ricerca del CNR. </span><span>L'intesa segna l'avvio di un progetto di grande rilevanza che porterà nel distretto dell'innovazione otto istituti del CNR, rafforzando il ruolo di MIND come hub nazionale e internazionale per la scienza, la tecnologia e il trasferimento dell'innovazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'annuncio è avvenuto nel corso di una conferenza stampa presso il <strong>Village Pavilion di MIND</strong>, alla presenza del presidente del CNR <strong>Andrea Lenzi</strong> e dell'amministratore delegato di Principia <strong>Igor De Biasio</strong>, insieme all'assessore lombardo <strong>Alessandro Fermi</strong>, dell'assessore al Bilancio del Comune di Milano <strong>Emmanuel Conte</strong>, del sindaco di Rho <strong>Andrea Orlandi</strong>, della Rettrice dell'Università Statale di Milano <strong>Marina Brambilla</strong> e del presidente della Fondazione Human Technopole <strong>Gianmarco Verona</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto nasce dall'esigenza, condivisa da tempo dagli istituti coinvolti, di riunirsi in una sede unica, moderna e adeguata alle sfide scientifiche contemporanee, superando l'attuale frammentazione territoriale. La nuova sede sorgerà su un'area di oltre 6.000 metri quadrati all'interno di MIND, recentemente acquisita dal CNR, e prevede la realizzazione di un edificio tecnologico di circa 17.000 metri quadrati complessivi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La struttura ospiterà laboratori avanzati, uffici, infrastrutture digitali, spazi per la ricerca condivisa, un centro dati, sale riunioni e servizi comuni, oltre a uno stabulario e spazi dedicati al <strong>Centro Nazionale di Biodiversità e al Centro di Trasferimento Tecnologico.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il nuovo polo sarà progettato per accogliere circa 250 persone tra ricercatori, tecnici, personale amministrativo e giovani studiosi, creando un ambiente dinamico e interdisciplinare. Gli istituti coinvolti operano in ambiti strategici che spaziano dalle neuroscienze alle biotecnologie, dalla chimica ai sistemi biologici complessi, dalla genetica alla biofisica e alle tecnologie biomediche. Il progetto è sostenuto da risorse stanziate a livello nazionale, con un investimento significativo destinato allo sviluppo dell'infrastruttura nel triennio 2026–2028.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'iniziativa si inserisce pienamente nella visione strategica di MIND come ecosistema integrato dove ricerca, formazione e impresa convivono e si rafforzano reciprocamente. Con l'arrivo del CNR, il distretto consolida ulteriormente la propria identità accanto a realtà già presenti di rilievo internazionale nel campo scientifico e tecnologico.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'accordo rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti promotori dello sviluppo territoriale. Trasparenza, partecipazione e cooperazione sono infatti alla base di un percorso che punta a generare valore duraturo per il Paese.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto mira, inoltre, a <strong>potenziare il trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo</strong>, contribuendo allo sviluppo economico del territorio. La presenza del CNR a MIND rafforza il legame tra scienza e società, rendendo più immediato l'impatto della ricerca su persone e territorio.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il distretto si conferma così come uno dei principali motori di innovazione in Europa. L'accordo segna una tappa fondamentale nel percorso di crescita dell'area nord-ovest di Milano. Con questo progetto, MIND e CNR rilanciano con forza una visione condivisa: costruire un ecosistema capace di generare conoscenza, innovazione e sviluppo sostenibile.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per </span><strong>Anna Maria Bernini</strong><span>, ministro dell'Università e Ricerca, che ha mandato un video in occasione dell'incontro, «Mind è un luogo dove scienza, innovazione e conoscenza crescono insieme ed è uno dei principali distretti dell'innovazione in Europa. Un ecosistema che si rafforza ulteriormente con l'insediamento di 8 istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, questo significa concentrare competenze, tecnologie e talenti nello stesso luogo, significa fare ecosistema e creare condizioni ancora più favorevoli per la collaborazione tra ricerca pubblica, università e imprese. Un ecosistema della conoscenza capace di costruire il futuro».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La decisione del CNR di insediarsi a MIND con una presenza molto significativa rafforza ulteriormente la vocazione del Milano Innovation District come punto di riferimento nazionale e internazionale per la ricerca e l'innovazione. L'arrivo di un'istituzione di eccellenza come il Consiglio Nazionale delle Ricerche testimonia la capacità di MIND di attrarre i protagonisti più autorevoli del mondo scientifico pubblico e privato. Crediamo profondamente nella collaborazione tra ricerca, impresa e istituzioni come motore decisivo di sviluppo per affrontare le sfide del futuro e questo accordo rappresenta un tassello decisivo in questa direzione. MIND nasce proprio con l'obiettivo di favorire contaminazione, trasferimento tecnologico e nuove opportunità per il Paese. La presenza del CNR contribuirà ad accelerare la produzione di conoscenza e il suo impatto concreto sulla società e sull'economia. Insieme continuiamo a costruire un luogo dove idee, talenti e competenze possono incontrarsi e generare valore per le persone e il territorio», afferma</span><span> <strong>Igor De Biasio</strong></span><span>, amministratore delegato di Principia.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La realizzazione della nuova Area della Ricerca del CNR a MIND si inserisce pienamente nella strategia nazionale di rafforzamento degli ecosistemi dell'innovazione, anche alla luce degli investimenti avviati con il PNRR. Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come sia possibile trasformare risorse straordinarie in infrastrutture durature e in capacità scientifica stabile», aggiunge </span><strong>Andrea Lenzi</strong><span><strong>,</strong> Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR). </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Portare il CNR all'interno di un contesto come MIND significa contribuire a costruire un modello di sviluppo fondato sull'integrazione tra ricerca pubblica, università e sistema produttivo, in grado di generare competitività e attrattività a livello internazionale. È in questa direzione che il CNR intende continuare a operare: rafforzare il proprio ruolo come soggetto strategico del sistema della ricerca e dell'innovazione, al servizio della crescita economica e sociale del Paese».</span></p>
<p dir="ltr"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Pollini: a Milano l&amp;apos;aumento delle temperature fa anticipare i sintomi nei soggetti allergici</title>
<link>https://www.italia24.news/pollini-a-milano-laumento-delle-temperature-fa-anticipare-i-sintomi-nei-soggetti-allergici</link>
<guid>https://www.italia24.news/pollini-a-milano-laumento-delle-temperature-fa-anticipare-i-sintomi-nei-soggetti-allergici</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio condotto da ATS Milano e dall&#039;Università di Milano-Bicocca mostra che l&#039;aumento delle temperature negli ultimi decenni causa l&#039;anticipazione delle emissioni di pollini e, di conseguenza, dei sintomi delle allergie ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c110258b5fd.webp" length="33522" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 09:53:16 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Chi soffre di allergie ai pollini potrebbe presto fare i conti con un inizio precoce dei sintomi</strong>. Secondo un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports, firmato da <strong>ATS Città Metropolitana di Milano e dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca,</strong> <strong>l'aumento delle temperature</strong> registrato negli ultimi decenni sta già <strong>anticipando progressivamente l'inizio dell'emissione di polline</strong> dalle piante appartenenti alle famiglie delle graminacee (cereali, erbe spontanee e piante ornamentali) e urticacee (ortiche e parietaria). Se il trend dovesse continuare, entro i prossimi 60 anni la fioritura di queste piante – e quindi l'emissione del polline - potrebbe iniziare fino a due settimane prima rispetto a oggi.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La ricerca, dal titolo <a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=3%3dIeLQMd%266%3dQ%266%3dbOW%267%3dYNRMa%26E%3d8BR0I_0ymp_Ki_Bqkx_Lf_0ymp_JnGME.LuJCPy.37K_Bqkx_LfsPD9uJyI_0ymp_JnCTIcSX-RZP-TIdNQ-E%26B%3d7KATwR.6CD%269A%3dYOXQ%26RC%3dRRZPZKZTQIbLRI%26F%3dPUvDyVxgM3thR4s0z4MCPXIfRXucPXI9LYKDL4vDNRO0zUK0vRO0xSIZSSRATSI1s9uA&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener">Effects of climate change on pollen season features of herbaceous species in the Milan area, Northern Italy</a>, si basa su quasi <strong>30 anni di dati aerobiologici </strong>raccolti dalla stazione di monitoraggio di Legnano, una delle serie storiche più lunghe della Lombardia.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«I risultati dello studio – spiega <strong>Maira Bonini</strong>, aerobiologa e Direttrice di Igiene e Sanità Pubblica di ATS Città Metropolitana di Milano - indicano un rischio elevato di esposizione per le persone allergiche nel breve termine, tenendo anche presente che, quando si parla di pollini, bisogna sfatare un mito: le allergie non sono solo primaverili ma ormai durano tutto l'anno. Ad esempio, la presenza di polline del nocciolo e del cipresso è già rilevabile nell'aria dai primi di gennaio, mentre i pollini di cedro sono rilevabili sino a fine novembre. Appare quindi evidente la necessità di implementare sistemi di monitoraggio a lungo termine sia per scopi ecologici che di salute pubblica».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Lo studio nasce dalla collaborazione di tre realtà con competenze complementari. L'ATS ha fornito i dati sulle concentrazioni di pollini, frutto del suo lavoro continuativo di monitoraggio aerobiologico sul territorio. I dati meteorologici sono stati estratti da <strong>Copernicus Climate Change Service</strong>, la piattaforma climatica di riferimento a livello europeo, grazie al supporto tecnico dell<strong>'Istituto Meteorologico Finlandese</strong>. A mettere insieme questi due patrimoni di dati ci hanno pensato i ricercatori dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, che hanno sviluppato i modelli statistici alla base della pubblicazione.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Questo studio – afferma <strong>Gianna Monti</strong>, professoressa di statistica di Milano-Bicocca - dimostra la fondamentale sinergia tra mondo accademico e sanitario territoriale, come ATS Milano. La realtà è complessa e non risponde a leggi deterministiche: il nostro lavoro è dominare l'incertezza con strumenti probabilistici. In un oceano di informazioni, la statistica è la bussola che permette alla scienza di poggiare sui dati; senza di essi, ogni conclusione resta una semplice opinione».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>I modelli statistici sviluppati dai ricercatori dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca mostrano come negli ultimi 60 anni si sia registrato un incremento significativo delle temperature, e proiettano questo trend per i prossimi sei decenni. Se le previsioni dovessero essere confermate, l'inizio dell'emissione di polline da parte di graminacee e urticacee potrebbe avvenire fino a due settimane prima rispetto ad oggi, con un impatto diretto sulla durata e sull'intensità dei sintomi per i soggetti allergici.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Questo studio conferma il valore del lavoro di monitoraggio che ATS Città Metropolitana di Milano porta avanti da oltre 30 anni sul proprio territorio. Con 5 stazioni aerobiologiche attive tra Milano città, l'Ovest Milanese e il Lodigiano, ATS raccoglie in modo continuativo dati su pollini e spore di interesse allergologico, contribuendo a costruire serie storiche di lungo periodo, come quella di Legnano, determinante per questa ricerca. Frutto di questo impegno è anche il bollettino del polline, <a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=3%3dOYGQSX%261%3dQ%26B%3dVJW%26C%3dSIRSU%260%3d8HL5I_Fshp_Qc_7qqr_Gf_Fshp_PhBMK.39I-AA11BG.xJ_Fshp_PhpJG_Jfsn_TU3yJ91-G77L7Rx_Houe_Rd90923-85FNxP7_Jfsn_TU1A4x5BLt_Houe_RdAv93Ft-KF4pDy-KpD7Lp-FI4qB75p_Houe_RdH4B0A39-GH4H3%266%3d2KGNrR.B79%269G%3d1y3pSJXW%26L8%3dRXTKZQTOQOVGRO%260%3dp6V3IST4IXPVJV3WG2RVNWT4OZPSt5X4O4OZKW3ZGW47sTT8tZWYtUy6HZV7sTW8&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" title="Link" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pubblicato ogni settimana sul sito di ATS</a>: uno strumento utile per conoscere la situazione aerobiologica e valutare il rischio di esposizione nella propria zona.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Fisica quantistica, CERN: osservata per la prima volta uno dei segnali della materia primordiale nelle collisioni tra protoni</title>
<link>https://www.italia24.news/fisica-quantistica-cern-osservata-per-la-prima-volta-uno-dei-segnali-della-materia-primordiale-nelle-collisioni-tra-protoni</link>
<guid>https://www.italia24.news/fisica-quantistica-cern-osservata-per-la-prima-volta-uno-dei-segnali-della-materia-primordiale-nelle-collisioni-tra-protoni</guid>
<description><![CDATA[ L’esperimento ALICE al CERN ha osservato un comportamento collettivo dei quark, tipico del plasma di quark e gluoni, anche in collisioni tra protoni, suggerendo che questo stato di materia possa formarsi in sistemi molto più piccoli del previsto ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69c10f1bd65ba.webp" length="20352" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 09:28:16 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>L’esperimento ALICE all’acceleratore LHC del CERN</strong> ha osservato per la prima volta, nelle <strong>collisioni protone-protone e protone-nucleo</strong>, un effetto tipicamente associato al <strong>plasma di quark e gluoni (QGP),</strong> lo stato primordiale che caratterizzava la materia pochi milionesimi di secondo dopo il big bang.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Finora si riteneva che questo effetto – noto come flusso <strong>anisotropo</strong>, in cui le particelle prodotte in una collisione non si distribuiscono uniformemente, ma mostrano direzioni preferenziali – si potesse creare soltanto nelle collisioni tra ioni pesanti, come quelle piombo-piombo, ma ALICE ha osservato l’emergere di una sorta di “<strong>flusso collettivo</strong>” dei quark anche nelle collisioni tra protoni. Il risultato è stato pubblicato oggi, 20 marzo 2026, in un<span> </span>articolo<span> </span>su <strong>Nature Communications</strong>, dove la collaborazione ALICE, di cui fa parte anche <strong>l’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare</strong>, descrive come il comportamento collettivo osservato nelle collisioni di sistemi piccoli, quelli dei protoni, abbia origine a livello di <strong>quark</strong>, e venga trasmesso alle particelle composite (gli adroni, come i protoni e i neutroni) tramite il meccanismo della coalescenza dei quark, in cui quark vicini e in movimento collettivo si combinano per formare gli adroni, appunto.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Protoni e neutroni</strong> sono composti da elementi fondamentali chiamati <strong>quark e gluoni</strong>, collettivamente noti come <strong>partoni</strong>, che a temperature ordinarie restano confinati all’interno degli <strong>adroni</strong>, come descritto dalla <strong>cromodinamica quantistica (QCD)</strong>, la teoria che spiega <strong>l’interazione nucleare forte</strong>. Tuttavia, in ambienti estremamente caldi e densi, quark e gluoni possono temporaneamente liberarsi in uno stato non confinato chiamato <strong>plasma di quark e gluoni</strong>. Questo stato, che costituiva l’universo pochi microsecondi dopo il big bang, viene ricreato per frazioni infinitesimali di secondo all’acceleratore LHC del CERN, facendo collidere nuclei pesanti, come i nuclei di piombo.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Fin dai primi anni del programma sperimentale di LHC, però, sono stati osservati, in modo del tutto inaspettato, alcuni dei segnali del QGP anche in collisioni tra <strong>protoni, nelle quali si riteneva non si potessero raggiungere le condizioni necessarie a formare un sistema di quark in espansione</strong>. Tra questi segnali, che emergono in maniera graduale all’aumentare del numero di particelle prodotte nella collisione, spiccano l’abbondanza di quark del tipo “<strong>strange</strong>”, e il comportamento collettivo a lungo raggio delle particelle prodotte. Queste inattese osservazioni hanno aperto la domanda fondamentale se esista una “<strong>soglia</strong>”, in termini di dimensioni del sistema, per la produzione del QGP o se invece piccolissime “<strong>gocce</strong>” di questa forma di materia si formino anche in collisioni di protoni.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Un segnale fondamentale della formazione del plasma di quark e gluoni è il cosiddetto flusso anisotropo, in cui le particelle prodotte in una collisione non si distribuiscono uniformemente, ma mostrano direzioni preferenziali, determinate dalla geometria della collisione e dal profilo di pressione. <strong>La collaborazione ALICE ha misurato il flusso anisotropo di mesoni (pioni carichi, kaoni, kaoni neutri)</strong>, che contengono due quark, e barioni (protoni, barioni lambda), che contengono tre quark, in collisioni protone-protone e protone-nucleo. Per la prima volta, le misure di ALICE mostrano una <strong>differenza di comportamento tra il flusso dei barioni e quello dei mesoni nelle collisioni protone-protone e protone-piombo</strong>, in particolare nelle collisioni che producono un numero molto elevato di particelle.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Le simulazioni fisiche che incorporano il flusso anisotropo dei quark e la loro successiva coalescenza in nuove particelle spiegano con successo i risultati più recenti dell’esperimento ALICE. Al contrario, i modelli che escludono uno dei due componenti non riescono a riprodurre le osservazioni.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Le misure attuali, insieme ai confronti con calcoli teorici allo stato dell’arte, forniscono prove che il sistema creato nelle collisioni protone-protone e protone-piombo con un numero elevato di particelle prodotte includa una fase in cui si sviluppa brevemente un flusso collettivo dei quark, simile a quello osservato nelle collisioni tra ioni pesanti», commenta<span> </span><strong>Andrea Dainese</strong>, ricercatore della Sezione INFN di Padova e vicecoordinatore della collaborazione ALICE. «Allo stesso tempo, queste misure evidenziano i limiti degli attuali modelli teorici. Sebbene i calcoli che includono la coalescenza dei quark descrivano qualitativamente le osservazioni, rimangono discrepanze quantitative con i dati di ALICE, dovute in gran parte alle incertezze nella modellizzazione della sottostruttura del protone e delle sue fluttuazioni», conclude <strong>Dainese</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Le collisioni di nuclei di ossigeno registrate durante una breve campagna nel 2025 forniranno ulteriori informazioni importanti, poiché producono stati finali con molteplicità di particelle simili ma presentano condizioni iniziali meglio controllate rispetto alle collisioni indotte da protoni.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Link all'articolo: "<a href="https://www.nature.com/articles/s41467-025-67795-1" target="_blank" rel="noopener">Observation of partonic flow in proton—proton and proton—nucleus collisions</a>". The Alice collaboration.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Energia: risparmiare sulla bolletta con l&amp;apos;intelligenza artificiale tra gli obiettivi del progetto europeo EU&#45;DREAM</title>
<link>https://www.italia24.news/energia-risparmiare-sulla-bolletta-con-lintelligenza-artificiale-tra-gli-obiettivi-del-progetto-europeo-eu-dream</link>
<guid>https://www.italia24.news/energia-risparmiare-sulla-bolletta-con-lintelligenza-artificiale-tra-gli-obiettivi-del-progetto-europeo-eu-dream</guid>
<description><![CDATA[ ENEA partecipa allo sviluppo di un&#039;interfaccia di tipo conversazionale che consente ai consumatori di dialogare direttamente con il sistema energetico, in modo da ottenere informazioni utili per la riduzione dei consumi e delle emissioni di CO₂ ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69bd218bcfca8.webp" length="21388" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 11:11:28 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Sviluppare un sistema basato su una interfaccia di tipo conversazionale</strong> - molto simile ai<span> </span><strong>chatbot</strong><span> </span><strong>basati sull’intelligenza artificiale</strong> già ampliamente utilizzati in altri ambiti - <strong>progettato per dialogare direttamente con il sistema energetico domestico</strong>. Questo è uno degli obiettivi del <strong>progetto europeo <a href="https://eu-dream.eu/" target="_blank" rel="noopener">EU-DREAM</a></strong>, coordinato dall'<strong>Università di Porto</strong>, a cui <strong>ENEA</strong> ha contribuito coordinando la definizione di 22 casi d'uso, che vanno dall'ottimizzazione automatica dei flussi energetici domestici al dialogo in linguaggio naturale con i sistemi di gestione dell'energia. <strong>L’intelligenza artificiale conversazionale permetterà di guidare i consumatori verso scelte più consapevoli in campo energetico</strong>, con benefici concreti in termini di riduzione di consumi (e costi in bolletta) ed emissioni di CO₂.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Gli utenti potranno chiedere – vocalmente o in forma scritta – di ricevere degli<span> </span><strong>insights</strong><span> </span>sui propri consumi e sulla produzione degli impianti, senza necessità di compilare form o cercare informazioni seminascoste. Un’interazione semplice come quella proposta può aumentare la consapevolezza dei consumatori, con un impatto positivo su bollette e ambiente. Grazie al<span> </span><em>chatbot</em><span> </span>l’utente potrà anche impostare delle preferenze per il funzionamento della propria casa intelligente, ad esempio la temperatura degli ambienti o il momento di avvio degli elettrodomestici», spiega <strong>Amedeo Buonanno</strong>, ricercatore del Laboratorio ENEA Smart grid e reti energetiche del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabile.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Questa soluzione potrebbe rivelarsi estremamente utile anche per i membri delle comunità energetiche (CER), per conoscere rapidamente l’andamento dell’autoconsumo della CER stessa.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Sono stati già condotti test sperimentali, ma per arrivare a un’interfaccia accessibile a tutti e capace di semplificare la complessità dei mercati energetici bisognerà attendere la conclusione del progetto EU-DREAM a dicembre del prossimo anno.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Roma: siglato un accordo quadro per la tutela e la rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico</title>
<link>https://www.italia24.news/roma-siglato-un-accordo-quadro-per-la-tutela-e-la-rigenerazione-del-patrimonio-immobiliare-pubblico</link>
<guid>https://www.italia24.news/roma-siglato-un-accordo-quadro-per-la-tutela-e-la-rigenerazione-del-patrimonio-immobiliare-pubblico</guid>
<description><![CDATA[ Firmato l&#039;accordo di collaborazione tra Cnr e Agenzia del Demanio per la tutela, conservazione e rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico che prevede in particolare la sperimentazione di soluzioni di Urban Intelligence e gemelli digitali ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69bd2169e5bf2.webp" length="28738" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 10:45:27 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof">
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-21a9360e-7fff-864f-ec83-3bbfd526ab72"><span><strong>L'Agenzia del Demanio e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)</strong> hanno sottoscritto un Accordo quadro di collaborazione istituzionale finalizzato alla tutela, alla conservazione e alla rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico, con l'obiettivo di <strong>promuovere modelli innovativi di conoscenza, gestione e valorizzazione dei beni dello Stato.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'intesa mira a rafforzare la cooperazione tra le due istituzioni attraverso la condivisione di competenze scientifiche, tecniche e operative, favorendo lo sviluppo di progettualità congiunte nei campi della ricerca, dell'innovazione tecnologica e dell'alta formazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le attività previste dall'Accordo, firmato dal <strong>Direttore dell'Agenzia del Demanio</strong>, </span><strong>Alessandra dal Verme</strong><span>, e dal <strong>Presidente del CNR,</strong></span><strong> Andrea Lenzi</strong><span>, riguarderanno in particolare lo sviluppo di progetti di ricerca e sperimentazione nell'ambito della </span><strong>Urban Intelligence e dei gemelli digitali</strong><span><strong> applicati alla gestione del patrimonio pubblico e ai processi di rigenerazione urbana.</strong> I principali ambiti di collaborazione spaziano dalla definizione di modelli di governance per politiche integrate tra patrimonio pubblico e sviluppo urbano, la realizzazione di <strong>hub urbani e banche dati intelligenti</strong>, l'analisi territoriale per la <strong>valorizzazione dei siti pubblici fino alla protezione sismica e idrogeologica degli edifici e l'housing universitario.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le iniziative saranno sviluppate anche attraverso il coinvolgimento del </span><span><strong>Centro Interdipartimentale di Scienza delle Città (CISC) del CNR</strong> </span><span>che opererà in sinergia con</span><span> la <strong>Struttura per la Progettazione dell'Agenzia del Demanio</strong></span><span><strong>, </strong>favorendo un approccio interdisciplinare e integrato che unisce ricerca scientifica, innovazione tecnologica e pianificazione territoriale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La collaborazione con l'Agenzia del Demanio dimostra come la ricerca pubblica possa offrire strumenti avanzati per la gestione e la valorizzazione del patrimonio dello Stato. Attraverso tecnologie come i gemelli digitali e i sistemi di Urban Intelligence possiamo contribuire a sviluppare modelli innovativi per la rigenerazione urbana e la sostenibilità delle città», afferma </span><span><strong>Andrea Lenzi</strong>, Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Questo accordo rafforza l'impegno dell'Agenzia nel promuovere la qualità progettuale e l'innovazione nella gestione del patrimonio pubblico - dichiara il </span><span>Direttore dell'Agenzia del Demanio</span><span> </span><strong>Alessandra dal Verme</strong><span><strong> </strong>-</span><span> </span><span>La collaborazione con il CNR permette di integrare conoscenze scientifiche, competenze tecniche e tecnologie avanzate con l'obiettivo di migliorare la gestione e valorizzazione degli immobili dello Stato. Modelli evoluti come i digital twin urbani, attraverso l'analisi dei dati e l'intelligenza artificiale, sono fattori abilitanti per dare valore al patrimonio dello Stato, immobiliare e naturale».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'Accordo prevede inoltre l'organizzazione di <strong>workshop, seminari ed eventi formativi</strong> finalizzati alla diffusione delle conoscenze e alla condivisione delle migliori pratiche per una gestione innovativa e sostenibile del patrimonio immobiliare dello Stato.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Con questa collaborazione, l'Agenzia del Demanio e il CNR confermano il proprio impegno a promuovere sinergie tra amministrazione pubblica e ricerca scientifica, valorizzando il patrimonio pubblico come risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile, la rigenerazione delle città e il miglioramento della qualità degli spazi urbani.</span></p>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Food policy, Milano: rinnovata la convenzione per il consolidamento del Milan Urban Food Policy Pact</title>
<link>https://www.italia24.news/food-policy-milano-rinnovata-la-convenzione-per-il-consolidamento-del-milan-urban-food-policy-pact</link>
<guid>https://www.italia24.news/food-policy-milano-rinnovata-la-convenzione-per-il-consolidamento-del-milan-urban-food-policy-pact</guid>
<description><![CDATA[ Firmato a Milano il rinnovo della convenzione tra Comune e Cooperazione Italiana per rafforzare il patto internazionale Milan Urban Food Policy Pact che prevede nei prossimi tre anni il proseguimento di collaborazione, formazione e supporto alle città per sistemi alimentari più sostenibili ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69bd213f4c0f7.webp" length="58228" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 10:34:39 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Si è tenuta il 19 marzo a <strong>Palazzo Marino</strong>, alla presenza della <strong>Vicesindaco di Milano con delega alla Food Policy Anna Scavuzzo</strong> e del <strong>Direttore dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), Marco Riccardo Rusconi,</strong> <strong>la firma per il rinnovo della convenzione finalizzata al consolidamento del Milan Urban Food Policy Pact (MUFPP)</strong>, il più importante <strong>Patto internazionale</strong>, siglato nel 2015 come eredità di Expo, che impegna sindaci di tutto il mondo nello <strong>sviluppo di sistemi alimentari urbani più sani, inclusivi e sostenibili.</strong> L'accordo rafforzerà ulteriormente, nei prossimi tre anni, la <strong>collaborazione tra il Comune di Milano e la Cooperazione italiana allo sviluppo nei Paesi partner. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La convenzione, preannunciata in occasione del <strong>MUFPP Global Forum</strong> che si è tenuto lo scorso ottobre a Milano, rappresenta la seconda fase di una collaborazione strategica avviata nel 2023.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Grande è la soddisfazione per la collaborazione con la Cooperazione Italiana, che conferma una fiducia cresciuta nel tempo grazie a progetti di qualità, con un impatto rilevante sia in termini di risultati che di relazioni e sinergie. La collaborazione fra Comune di Milano e Cooperazione Italiana è strategica, anche attraverso l'azione congiunta con le città del Milan Urban Food Policy Pact che sono diffuse in tutto il mondo. La Cooperazione Italiana è un partner che offre competenze tecniche e relazioni consolidate con i Paesi partner – dichiara la Vicesindaco <strong>Scavuzzo</strong> – e ha contribuito ad ampliare la rete del MUFPP da 252 a oltre 340 città firmatarie, con un aumento rilevante nei Paesi prioritari per la Cooperazione italiana, da 18 a 44 città. Questo conferma l'efficacia di un lavoro in partnership su priorità comuni. Allo stesso tempo la collaborazione ha consentito di approfondire gli aspetti urbani delle sfide legate alla trasformazione dei sistemi alimentari e di apprezzare l'impatto concreto e il valore delle iniziative realizzate dalle città del MUFPP in tutto il mondo». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La prima convenzione <strong>AICS-MUFPP</strong> ha prodotto risultati significativi: oltre 1.190 funzionari hanno preso parte ad attività di formazione sulle politiche alimentari urbane. Sono state realizzate sei pubblicazioni tematiche, valorizzando esperienze provenienti da Paesi prioritari della Cooperazione italiana. Cooperazione Italiana e MUFPP hanno inoltre partecipato congiuntamente ad importanti eventi dell'agenda globale dei sistemi alimentari, promuovendo il ruolo delle città, oltre che alle edizioni 2022 e 2025 dei <strong>Milan Pact Awards (MPA)</strong> come comitato di valutazione del premio che valorizza le migliori pratiche di politiche alimentari urbane. In particolare, nell'ambito degli <strong>MPA2025</strong> sono state premiate <strong>Gerico (Palestina), Medellín e Bogotà (Colombia), Mbale (Uganda), Nairobi e Kisumu (Kenya)</strong> le cui pratiche innovative saranno diffuse anche in altri Paesi partner della Cooperazione italiana. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La nuova fase della convenzione, attiva nel periodo gennaio 2026-dicembre 2028, si svilupperà a partire dai risultati conseguiti e sarà maggiormente orientata all'attuazione delle politiche da parte delle città. L'iniziativa prevede in particolare <strong>percorsi di accompagnamento tecnico per le amministrazioni locali, scambi e visite di studio per rafforzare la collaborazione diretta tra città, strumenti e studi a supporto dell'analisi e della pianificazione di politiche e la valorizzazione delle buone pratiche</strong> attraverso i Milan Pact Awards, la cui prossima edizione è prevista per il 2027. Il rinnovo di questa collaborazione permetterà di valorizzare ulteriormente il ruolo del MUFPP come principale piattaforma di apprendimento, scambio di conoscenze e condivisione di soluzioni innovative per affrontare sfide complesse delle città, contribuendo alla trasformazione dei sistemi alimentari urbani in chiave sostenibile.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano, anziani più in salute nelle Case di quartiere: il progetto AMIS si estende a tutti i Municipi della città</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-anziani-piu-in-salute-nelle-case-di-quartiere-il-progetto-amis-si-estende-tutti-i-municipi-della-citta</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-anziani-piu-in-salute-nelle-case-di-quartiere-il-progetto-amis-si-estende-tutti-i-municipi-della-citta</guid>
<description><![CDATA[ Il progetto AMIS, promosso a Milano, si espande a tutti i Municipi dopo aver ottenuto risultati positivi sul benessere fisico e psicologico degli anziani e ridotto la solitudine, favorendo l’invecchiamento attivo e stili di vita sani ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69bd210fcdbba.webp" length="59166" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 10:20:38 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>In seguito agli ottimi risultati conseguiti, si rafforza e amplia il suo raggio d'azione <strong>AMIS – Attività e Movimento Insieme per la Salute</strong>, il progetto promosso dalla <strong>Wellness Foundation</strong> insieme all'<strong>Assessorato al Welfare e Salute del Comune di Milano</strong>, con la collaborazione di <strong>Humanitas University</strong>, <strong>Università degli Studi di Milano, ATS Città Metropolitana di Milano e Technogym. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'iniziativa, nata a <strong>marzo 2025</strong> come sperimentazione in <strong>quattro Case di quartiere</strong> del Comune di Milano, a partire da <strong>maggio</strong> verrà estesa <strong>a tutti i Municipi</strong>, coinvolgendo le Case di Quartiere Porta Vigentina (Municipio 1), Trasimeno (Municipio 2), Feltre (Municipio 3), Mompiani (Municipio 4), Saponaro (Municipio 5), Donne Partigiane (Municipio 6), Caio Mario (Municipio 7), Appennini (Municipio 8) e Val di Bondo (Municipio 9). <strong>L'obiettivo è favorire l'invecchiamento attivo, contrastare il declino fisico e l'isolamento sociale e promuovere stili di vita sani</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>I risultati delle attività svolte nelle Case di Quartiere tra marzo e dicembre 2025 confermano l'efficacia dell'iniziativa: secondo <strong>l'analisi dei dati raccolti, i partecipanti hanno registrato miglioramenti statisticamente significativi</strong> nella forza degli arti inferiori e nella mobilità articolare, segnali concreti di una maggiore capacità fisica e autonomia. Sul piano psico-sociale emerge, inoltre, un <strong>aumento del benessere psicologico e una riduzione della solitudine percepita</strong>. Un dato appare particolarmente rilevante: il benessere psicologico cresce con la continuità della partecipazione. Chi ha preso parte alle attività con maggiore regolarità riporta infatti livelli di benessere più elevati. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Dopo il successo della sperimentazione durante lo scorso anno e l'adesione entusiasta che abbiamo potuto registrare da parte di tanti cittadini e cittadine – dichiara l'assessore al Welfare e Salute <strong>Lamberto Bertolé</strong> –, siamo orgogliosi di poter ampliare il raggio di azione del progetto AMIS che ha il doppio merito di promuovere socialità e stili di vita sani e, allo stesso tempo, di far conoscere le Case di quartiere come punti di riferimento per tutti i milanesi e le milanesi. Vogliamo ringraziare tutti i partner che hanno investito in questo progetto potenziando l'offerta di questi luoghi strategici e lavorando su una delle sfide più complesse che le città e i grandi centri urbani si trovano ad affrontare, quella di promuovere l'invecchiamento attivo e la socialità all'interno di comunità in cui le relazioni si sfaldano e la solitudine aumenta». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'analisi dei risultati è stata condotta confrontando le misurazioni iniziali (marzo) con quelle finali (dicembre). Gli strumenti utilizzati sono stati: Handgrip Test, 30sec Sit-to-Stand Test (Test della Sedia), OverHead Test (rispettivamente per forza arti superiori, inferiori e mobilità articolare); questionario di valutazione del benessere psicologico (Warwick-Edinburgh Mental Well-being Scale-Gremigni &amp; Stewart-Brown, 2011), questionario di valutazione della solitudine e dell'isolamento sociale (UCLA Loneliness scale - Bottaro et al, 2023), Wellness Index e questionario di gradimento. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>I dati sono stati presentati oggi in un incontro ospitato presso la <strong>Sala Brigida di Palazzo Marino</strong>, organizzato in occasione della <strong>Settimana Mondiale del Cervello</strong>. All'iniziativa hanno partecipato esperti di Humanitas University, Università degli Studi di Milano, IRCCS Ospedale San Raffaele e Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta. </span><span>Al centro del confronto il rapporto tra attività fisica e salute del cervello: un legame sempre più riconosciuto dalla ricerca scientifica come decisivo per favorire una longevità in salute, prevenire il declino cognitivo e migliorare il benessere psicologico. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h2 style="text-align: left;">Il progetto</h2>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Si scrive AMIS – "amico" in milanese – e si legge Attività e Movimento Insieme per la Salute: frutto della collaborazione tra la Wellness Foundation e il Comune di Milano – Assessorato Welfare e Salute, e realizzato nel 2025 con il contributo di Fondazione di Comunità Milano e il sostegno di Technogym, il progetto vuole promuovere l'invecchiamento attivo, affrontando le sfide legate al declino fisico, all'isolamento sociale e agli scorretti stili di vita. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Attivo da marzo a dicembre 2025 in quattro Case di Quartiere del Comune di Milano (Feltre, Caio Mario, Appennini, Val di Bondo), AMIS ha proposto un programma gratuito di attività motorie e momenti di socialità a oltre 120 persone dai 65 ai 94 anni. </span><span>Per due ore alla settimana, giovani trainer laureati in scienze motorie hanno guidato i partecipanti in camminate di attivazione muscolare, sessioni di esercizio fisico per potenziare forza, equilibrio e mobilità, merende sane e 'pillole di wellness', ossia conversazioni e spunti per adottare abitudini quotidiane salutari. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Durante il percorso si sono tenuti anche interventi di promozione della salute aperti a tutti i soci delle Case di Quartiere, in collaborazione con ATS Città Metropolitana di Milano e Humanitas University. </span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=6%3dOhEcRb%26v%3dU%26B%3daHYQY%26y%3dWXbCcWY%265%3dAHRzL_Fycs_Qi_2tqx_Bi_Fycs_Pn7PK.AyFILo.F7JkGC.G4_Ko1Z_UdQoKJG0B_Fycs_Pn780DkK3_Pavn_ZP4AG3-4HRsO7Rk-8-AM6BACxMC-GxL7Cw8-DC2-Ey-QkEIRo%267%3dAS3O1Z.x8H%26G3%3daScJVQ%26R3%3dUXZFcQYITPaFVO%26F%3dp7U0C72g4y9kAaPdH6VcCWTCo8UhA5SalTyYF5TfnT1hkXWCAT49p43eJaRDJ94dG41A&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Per ulteriori informazioni</a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Comune di Milano: aggiornato il bando online &amp;quot;Misura Unica Sostegno Affitto per giovani lavoratori&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/comune-di-milano-aggiornato-il-bando-online-misura-unica-sostegno-affitto-per-giovani-lavoratori</link>
<guid>https://www.italia24.news/comune-di-milano-aggiornato-il-bando-online-misura-unica-sostegno-affitto-per-giovani-lavoratori</guid>
<description><![CDATA[ Il Comune di Milano rifinanzia il contributo affitto per lavoratori under 35, con 557mila euro disponibili e fino a 2.400 euro per beneficiario, ampliando i requisiti di accesso ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69bd20ea7165e.webp" length="17718" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 10:01:41 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span>Dal 19 marzo è disponibile online sul sito del <strong>Comune di Milano</strong> un nuovo avviso pubblico per <strong>sostenere lavoratori e lavoratrici under 35 nel pagamento dell'affitto sul mercato privato</strong>. Grazie a un recente stanziamento di risorse regionali, assegnate alla città per il mantenimento della casa in locazione sul libero mercato, l'Amministrazione ha deciso di rifinanziare la "<strong>Misura Unica Sostegno Affitto per giovani lavoratori</strong>", aggiornando i requisiti di accesso previsti dal bando. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>L'avviso permetterà di erogare 557mila euro di contributi: il nuovo finanziamento di 353.902 euro va ad <strong>incrementare le risorse ancora disponibili del precedente bando</strong>, circa 203mila euro. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Possono fare richiesta i lavoratori e le lavoratrici che abbiano un'età inferiore a 35 anni, siano residenti nell'alloggio situato nel territorio della città di Milano per il quale richiedono il contributo e abbiano un contratto di locazione registrato da almeno sei mesi. A differenza del primo bando, <strong>sono ammessi anche i contratti di assegnazione di alloggio in godimento e i contratti di locazione convenzionata.</strong> <strong>Altra novità: scompare il vincolo temporale relativo all'inizio dell'attività lavorativa, è sufficiente che la sede del loro impiego sia entro i confini amministrativi di Milano. </strong></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Resta confermato il requisito <strong>Isee</strong>, che non deve superare i 26mila euro. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Il contributo massimo, </span><strong>una tantum</strong><span>, ammonta a <strong>2.400 euro</strong>: deve essere richiesto dall'inquilino e viene erogato al proprietario dell'alloggio, a parziale copertura del canone di locazione. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>«Sul fronte del sostegno all'affitto, come Direzione Casa, stiamo lavorando con grande impegno – commenta l'assessore all'Edilizia Residenziale Pubblica <strong>Fabio Bottero</strong> -. Negli scorsi mesi abbiamo lanciato bandi e progetti sperimentali che vanno proprio nella direzione di dare un reale aiuto ai cittadini e alle cittadine in difficoltà con il pagamento dei canoni di locazione. Destinare le nuove risorse alla 'Misura Unica Sostegno Affitto per Giovani Lavoratori' è una scelta che denota la concretezza con cui l'Amministrazione sta affrontando il delicato tema del caro-affitti, che riguarda tante e tanti milanesi». </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>La "Misura Unica Sostegno Affitto per Giovani Lavoratori" è stata attivata per la prima volta dal Comune di Milano a fine giugno 2025, con un finanziamento iniziale di 1,2 milioni di euro. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>A chiusura dell'avviso, sono stati erogati contributi per un milione di euro, per un totale di 589 domande idonee. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>«Il primo bando ci ha permesso di aiutare 589 lavoratrici e lavoratori – spiega <strong>Bottero</strong> -. E contiamo di ampliare la platea di persone da sostenere nei costi della locazione sul libero mercato grazie al bando che apriamo oggi, con requisiti rivisti e aggiornati. Non sottovalutiamo il valore di questo contributo una tantum: 2.400 euro equivale anche a 2, 3 o più mensilità». </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Per la gestione, l'Amministrazione comunale si avvarrà anche per questo secondo avviso di Milano Abitare, l'agenzia per l'affitto accessibile del Comune di Milano. I cittadini interessati possono richiedere informazioni e supporto sui contenuti dell'avviso via e-mail all'indirizzo </span><a href="mailto:info@milanoabitare.org" onclick="return rcmail.command('compose','info@milanoabitare.org',this)" rel="noreferrer">info@milanoabitare.org</a><span> o telefonicamente, contattando il numero 342.3303122, attivo secondo il seguente calendario: lunedì ore 14-16, martedì ore 9-13, mercoledì ore 9-11 e giovedì ore 9-12. </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>La piattaforma per presentare la richiesta è accessibile al seguente <a href="https://formshd4.comune.milano.it/rwe2/module_preview.jsp?MODULE_TAG=CONTRIBUTI_AFFITTI_2026" target="_blank" rel="noopener">link</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Materie prime critiche: ENEA coinvolta nel progetto europeo SCRREEN3</title>
<link>https://www.italia24.news/materie-prime-critiche-enea-coinvolta-nel-progetto-europeo-scrreen3</link>
<guid>https://www.italia24.news/materie-prime-critiche-enea-coinvolta-nel-progetto-europeo-scrreen3</guid>
<description><![CDATA[ ENEA partecipa alla rete europea di esperti di materie prime critiche per migliorare qualità e accessibilità dei dati su queste risorse essenziali per la transizione verde e digitale, ma ad alto rischio di approvvigionamento ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69bd1ff407bf4.webp" length="30114" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 09:51:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Consolidare la<span> </span><strong>rete europea di esperti</strong><span> </span>dedicata alle<span> </span><strong>materie prime critiche</strong><span> </span>e migliorare attraverso un<span> </span><a target="_blank" rel="noopener" href="https://scrreen3.flexx.camp/factsheets"><strong>database</strong></a><span> </span>centralizzato<span> </span><strong>qualità e accessibilità dei dati</strong><span> </span>sulle risorse naturali essenziali per la transizione verde e digitale, ma ad alto rischio di approvvigionamento. È questo l’obiettivo del progetto europeo<strong><span> </span>SCRREEN3 </strong>(<span>progetto coordinato dal Bureau de Recherches Géologiques et Minières BRGM -  Francia finanziato nell’ambito di Horizon Europe, Expert Network on Critical Raw Materials),</span><span> </span>da circa 3 milioni di euro, che coinvolge 16 partner tra enti di ricerca, università e associazioni industriali, tra cui<span> </span><strong>ENEA</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">SCRREEN3 rappresenta la terza generazione del progetto SCRREEN, partito nel 2016 per supportare la Commissione Europea nella definizione di una strategia di settore e nell’adozione dei regolamenti volti a garantire in Europa un approvvigionamento sicuro, sostenibile e diversificato di materie prime critiche.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Queste materie sono fondamentali per la transizione ecologica, energetica e digitale e, nello specifico, per una vasta gamma di applicazioni commerciali come batterie, mobilità elettrica, tecnologie energetiche rinnovabili, elettronica, difesa e aerospazio», spiega <strong>Rovena Preka</strong>, ricercatrice ENEA del Dipartimento Sostenibilità. «È fondamentale ampliare la base di conoscenze su queste materie – prosegue - non solo perché la domanda è in costante crescita, ma anche per la forte dipendenza dell’UE da una catena di approvvigionamento legata a Paesi terzi e sempre più condizionata da tensioni geopolitiche».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Grazie al progetto sono stati messi insieme circa 300 esperti provenienti da industria e ricerca per fornire consulenza specialistica a supporto dei processi decisionali UE, coprendo le materie prime critiche e strategiche e le loro catene del valore. Sono stati inoltre analizzati <strong>84 elementi fondamentali per la transizione, tra materie prime, materie prime critiche e strategiche,</strong> tracciandone provenienza, tecniche di estrazione, strategie di approvvigionamento, prezzi e settori d’impiego.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Per ogni elemento è stata finalizzata una scheda tecnica, una sorta di carta d’identità, accessibile attraverso un portale pubblico, pensato come strumento di supporto alle istituzioni UE, sia per l’analisi delle criticità e delle prospettive del settore sia, soprattutto, per l’aggiornamento periodico dell’elenco delle materie prime critiche che la Commissione deve effettuare ogni tre anni.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">ENEA sta seguendo nello specifico lo sviluppo delle schede relative a 8 elementi (selenio, renio, indio, bismuto, alluminio e bauxite, samario, gadolinio e borato) che spaziano tra metalli non ferrosi, di transizione, terre rare, tutti elementi fondamentali per applicazioni per l’industri energetica, aerospaziale e farmaceutica.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Lavorando in stretto contatto con la Direzione Generale per il Mercato Interno della Commissione Europea puntiamo a completare la digitalizzazione delle schede e l’automazione dei flussi di dati, in modo da rendere le informazioni più accessibili e facilmente aggiornabili. Inoltre, miriamo a rafforzare l’integrazione dei nostri studi con le analisi di previsione della domanda condotte dal Joint Research Centre della Commissione, per consolidare il ruolo del network come infrastruttura di conoscenza sulle materie prime critiche», conclude la ricercatrice ENEA.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Per maggiori informazioni sul progetto:<span> </span><a target="_blank" href="https://scrreen.eu/the-project/" rel="noopener">scrreen.eu</a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: il 20 marzo l&amp;apos;iniziativa &amp;quot;Università svelate&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-il-20-marzo-liniziativa-universita-svelate</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-il-20-marzo-liniziativa-universita-svelate</guid>
<description><![CDATA[ In occasione della Giornata Nazionale delle Università, nell&#039;ateneo patavino si terrà l&#039;evento &quot;Università svelate - tracce di medicina al Bo, visita alla Sala dei Giganti e iniziative dei musei: l&#039;università ti racconta&quot; ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69bbc5241a288.webp" length="69872" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 10:20:34 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><b><span>Venerdì 20 marzo è la Giornata Nazionale delle Università, </span></b><b><span>istituita dalla Conferenza dei rettori delle università italiane - Crui e con il patrocinio del Ministero dell'Università e della Ricerca.</span></b><b><span></span></b></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Verranno organizzati eventi aperti al pubblico, che includeranno momenti di incontro, workshop e dibattiti, offrendo un'opportunità unica di partecipazione. "Università Svelate" vuole essere un momento di condivisione del patrimonio scientifico e culturale che la comunità accademica produce per la società che la sostiene. Una giornata di eventi per partecipare alla vita che si svolge nelle università e osservarla da dentro. Dall'interno di aule, cortili, biblioteche, musei e laboratori.</span><span></span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><span>"<strong>Università Svelate</strong>" ha come finalità quella di mostrare il ruolo propulsivo che le università rivestono nello sviluppo del Paese e nella promozione della coesione sociale.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nella giornata del 20 marzo, l'<strong>Università di Padova</strong> aderisce alla Giornata nazionale delle università <b>aprendo<strong> gratuitamente</strong></b> alla cittadinanza le porte di <b>alcune delle sue sedi, proponendo visite e attività</b>.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><span>Ecco il programma:</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 style="text-align: left;">Tracce di medicina. Il racconto delle nostre ricerche</h3>
<p style="text-align: left;">Venerdì 20 marzo</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Palazzo del Bo ore 17-18</strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nel Cortile Antico* di Palazzo del Bo, aperto a tutta la cittadinanza,  si parlerà di alcuni temi particolarmente interessanti che riguardano la medicina e la salute Intervengono <strong>Sofia Pavanello,</strong> docente del Dipartimento di Scienze cardio-toraco vascolari e sanità pubblica, che approfondisce il <b>rapporto tra nutrizione e invecchiamento</b>;<strong> Antonio Maffei,</strong> docente del Dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione, con un focus su come lo <b>stress possa essere gestito in modo più efficace con gli scudi sociali</b>; <strong>Marco Vecchiato</strong><b>,</b> del Dipartimento di Medicina, che presenta i <b>rischi per la salute legati alla pratica sempre più diffusa del  bodybuilding</b>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Modera gli interventi la giornalista <strong>Carla Menaldo, capo Ufficio Stampa dell'Università.</strong><strong><span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span>(* In caso di maltempo l'incontro si svolgerà in Aula Nievo)</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span></span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span></span></strong><strong><span>Al Talk seguiranno</span></strong><span> <b>visite guidate</b> serali accompagnate al </span><span><a href="https://heritage.unipd.it/bo-teatroanatomico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Palazzo del Bo</a></span><span>: un percorso sulle tracce di medici illustri che, nei secoli, hanno fatto grande l'ateneo di Padova e hanno dato contributi: <strong>Scopri Palazzo del Bo su "Tracce di medicina". </strong>Tre turni di visita: ore 18:15, 18:30 e 18:45. Prenotazione consigliata al numero del centro prenotazioni  +39 049827.3939 (attivo tutti i giorni, ore 9-17) o alla mail </span><span><a href="mailto:tour@unipd.it">tour@unipd.it</a></span><span>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span></span></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Scopri la Sala dei Giganti</h3>
<p style="text-align: left;">Venerdì 20 marzo</p>
<p style="text-align: left;"><span>Accesso libero alla </span><span><a href="https://heritage.unipd.it/liviano-sala-giganti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sala dei Giganti a Palazzo Liviano</a></span><span> e guida tramite qr code. Ore 10-13.<strong><span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 style="text-align: left;">Scopri i musei del Centro di Ateneo per i Musei</h3>
<p style="text-align: left;">Venerdì 20 marzo</p>
<p style="text-align: left;"><span>Museo dell'Anatomia Umana "G.B: Morgagni", Museo di Storia della Fisica "Giovanni Poleni", Museo di Macchine "Enrico Bernardi", Museo di Geografia, Museo di Medicina veterinaria, Museo di Scienze archeologiche e d'Arte, Museo di Zoologia Adriatica "Giuseppe Olivi".</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><a href="https://www.musei.unipd.it/it/universit%C3%A0-svelate-2026" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scopri tutte le iniziative</a></span><span></span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 style="text-align: left;">Scopri il Museo della Natura e dell'Uomo<strong><span></span></strong></h3>
<p style="text-align: left;">Venerdì 20 marzo</p>
<p style="text-align: left;"><span>Visite guidate tematiche gratuite, su prenotazione: </span><span><a href="https://visitmnu.it/evento/universita-svelate-2026/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tutte le informazioni</a></span><span> nel sito del Museo.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 style="text-align: left;">Scopri Villa Parco Revedin Bolasco</h3>
<p style="text-align: left;">Venerdì 20 marzo</p>
<p style="text-align: left;"><span>Visita guidata gratuita "</span><span><a href="https://www.villaparcobolasco.it/appuntamento/universita-svelate-2026/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vita in villa. Dai Revedin ai Bolasco</a></span><span>", su prenotazione.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cagliari: il  21 marzo il concerto di Dalila Kayros con il suo ultimo disco &amp;quot;Khthonie&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/cagliari-il-21-marzo-il-concerto-di-dalila-kayros-con-il-suo-ultimo-disco-khthonie</link>
<guid>https://www.italia24.news/cagliari-il-21-marzo-il-concerto-di-dalila-kayros-con-il-suo-ultimo-disco-khthonie</guid>
<description><![CDATA[ Dalila Kayros in concerto al Fabrik di Cagliari sabato 21 marzo alle 22 con &quot;Khthonie&quot;, un&#039;esperienza sonora intensa e immersiva, in cui la voce diventa materia viva ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69bbc4c26a083.webp" length="31254" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 10:07:24 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Cagliari si prepara ad accogliere una delle voci più radicali e visionarie della scena musicale sperimentale contemporanea.<span> </span><b>Sabato 21 marzo alle 22</b><span> </span>il<span> </span><b>Fabrik</b>, rinomato club cagliaritano, ospita il concerto di<span> </span><b><a href="https://dalilakayros.net/" target="_blank" rel="noopener">Dalila Kayros</a></b>, cantante, compositrice e ricercatrice vocale che presenterà dal vivo<span> </span><b>"Khthonie"</b>, il suo ultimo lavoro discografico pubblicato da<b><span> </span>Subsound Records</b>.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Un album che ha già attirato l'attenzione della critica internazionale e che dal vivo si trasforma in un'esperienza sonora intensa e immersiva, in cui la voce diventa materia viva: grido, respiro, lallazione, parola. Un organismo sonoro in continua mutazione che attraversa territori musicali senza confini, tra sperimentazione vocale, elettronica e ritualità contemporanea.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Attiva nella scena della musica sperimentale dal 2013,<span> </span><b>Dalila Kayros</b><span> </span>ha costruito negli anni un percorso artistico unico, fondato sull'esplorazione dei limiti della vocalità e delle sue possibilità espressive. Cantante, compositrice e ricercatrice, ha studiato canto jazz e nel 2024 si è laureata in scienze psicologiche con una tesi sulla<span> </span><b>musicalità comunicativa</b><span> </span>nell'ambito della psicologia della musica, indagando gli aspetti espressivi della voce umana.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Dopo l'esordio con<span> </span><i>Nuhk</i><span> </span>(2013) e il lavoro<span> </span><i>Transmutations [I]</i><span> </span>(2018), inizia proprio in quell'anno la collaborazione con il musicista elettronico<span> </span><b>Danilo Casti</b>, sodalizio artistico che porterà alla realizzazione dell'album<span> </span><i>Animami</i><span> </span>(2022), pubblicato da Subsound Records e portato in tour tra Europa e America.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il nuovo lavoro<span> </span><b>"Khthonie"</b><span> </span>rappresenta un ulteriore passo nella ricerca della cantante: un disco ispirato alla dimensione<span> </span><b>ctonia</b>, alla potenza creatrice e distruttrice della terra e alla vita che emerge dal sottosuolo. Il titolo richiama la figura di<span> </span><b>Chthonie della mitologia greca</b>, divinità primordiale che regnava sull'oltretomba prima della formazione delle terre emerse.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Guidato da questa visione simbolica e archetipica, l'album sviluppa un linguaggio sonoro stratificato e in costante trasformazione. La voce di Kayros attraversa registri e timbri differenti, muovendosi tra sussurri, invocazioni e tensioni teatrali, mentre la scrittura musicale – realizzata insieme a<span> </span><b>Danilo Casti</b><span> </span>– costruisce paesaggi sonori che evocano profondità geologiche e dimensioni sospese tra materia e mito.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">La critica internazionale ha accolto<span> </span><b>"Khthonie"</b><span> </span>come uno dei lavori più sorprendenti della scena sperimentale recente. La rivista britannica<span> </span><strong>God Is In The TV</strong><span> </span>lo ha definito «un ascolto straordinario, qualcosa di completamente diverso da qualsiasi altra uscita del 2025», mentre<span> </span><strong>OndaRock</strong><span> </span>lo ha indicato come «uno dei dischi dell'anno, un epilogo tragico e visceralmente teatrale».</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Ad aprire la serata - con apertura porte alle 21 - sarà<span> </span><b>Julinko</b>, artista che si muove tra folk visionario, ambient e sperimentazione sonora. Il suo ultimo lavoro<span> </span><b>"Naebula"</b>, pubblicato dalla label indipendente<span> </span><b>Maple Death Records</b>, sta ricevendo attenzione dalla stampa musicale italiana per la capacità di costruire paesaggi sonori eterei e ipnotici, sospesi tra tradizione e ricerca contemporanea.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il concerto del<span> </span><b>21 marzo al<span> </span>Fabrik</b><span> </span>si presenta dunque come un appuntamento dedicato alle traiettorie più interessanti della nuova musica sperimentale, tra vocalità radicale, elettronica e visioni sonore che attraversano territori ancora inesplorati.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Una serata in cui la musica diventa esperienza sensoriale e narrativa, capace di trasformare il palco in uno spazio di ascolto profondo e di attraversamento emotivo.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Storia economica: uno studio sul potere dello Stato nello sviluppo delle città</title>
<link>https://www.italia24.news/storia-economica-uno-studio-sul-potere-dello-stato-nello-sviluppo-delle-citta</link>
<guid>https://www.italia24.news/storia-economica-uno-studio-sul-potere-dello-stato-nello-sviluppo-delle-citta</guid>
<description><![CDATA[ Un team di ricerca guidato dall&#039;Università di Padova analizza gli effetti del decentramento amministrativo e delle forme di federalismo a partire dalla riforma napoleonica del 1806 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69bbc6cb00d68.webp" length="79546" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 09:54:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><strong>Lo studio della genesi dello Stato moderno e dei suoi effetti sullo sviluppo economico e sui processi di urbanizzazione costituisce un tema centrale nella letteratura economica</strong>.</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal">Nella ricerca pubblicata sulla rivista "<strong><span lang="EN-GB">The Journal of Economic History"</span></strong>, i proff. <strong>Giulio Cainelli e Roberto Ganau</strong> del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali "Marco Fanno" dell'<strong>Università di Padova </strong>e il prof. <strong>Carlo Ciccarelli</strong> dell'<strong>Università di Roma Tor Vergata</strong><span> </span>hanno analizzato come i <strong>cambiamenti nella gerarchia amministrativa di un paese</strong> influenzino lo sviluppo a livello cittadino a partire dall'impatto della <strong>riforma amministrativa napoleonica del 1806</strong> attuata nel Regno di Napoli, utilizzandola come esperimento storico per valutare se i capoluoghi di distretto dotati di funzioni amministrative sovracomunali abbiano ottenuto un premio di sviluppo urbano rispetto alle città non capitali.<u></u></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<h2 class="v1MsoNormal">Il contenuto della riforma di Napoleone del 1806</h2>
<p class="v1MsoNormal"><b><u></u></b></p>
<p class="v1MsoNormal">La riforma suddivise le dodici province storiche in quaranta distretti, unità amministrative intermedie tra provincia e comuni, individuando i capoluoghi secondo criteri di "centralità spaziale". Tali centri divennero sedi di funzioni amministrative e rappresentarono la prima presenza statale capillare nell'Italia meridionale continentale, anche attraverso l'invio di funzionari, militari e forze di polizia a supporto del Sottintendente.<span> </span><strong>L'evidenza mostra che i capoluoghi distrettuali registrarono, nei decenni successivi, una maggiore crescita demografica e industriale rispetto a comuni privi di funzioni amministrative sovracomunali, nonché una più intensa dotazione di infrastrutture e di beni pubblici locali. </strong>Nonostante l'abolizione dei distretti nel 1927, questi comuni continuarono a espandersi, beneficiando dei processi avviati durante il dominio francese.</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<h2 class="v1MsoNormal">Quali implicazioni per l'economia moderna?</h2>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal">Dall'analisi dei docenti derivano due implicazioni di carattere generale: la presenza dello Stato sul territorio è determinante per l'occupazione e per l'offerta di servizi (infrastrutture, sicurezza, welfare); il decentramento amministrativo può influenzare la gerarchia urbana, incidendo sui percorsi di sviluppo locale e sulla geografia economica di un Paese.</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal">«L'analisi presenta inoltre rilevanti implicazioni sul piano nazionale e internazionale –<span> </span><b>commenta Roberto Ganau, autore della ricerca e docente all'Ateneo patavino</b><span> </span>–. In ambito nazionale, il recente dibattito sull'autonomia differenziata ha riaperto la discussione sul decentramento amministrativo e sulle forme di federalismo più idonee a sostenere lo sviluppo economico, in particolare nel Mezzogiorno».</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal">«In prospettiva internazionale –<span> </span><b>continua Giulio Cainelli, anche lui autore della ricerca e docente all'Università di Padova</b><span> </span>–, il nostro lavoro è coerente con l'ipotesi alla base dei processi di "urbanizzazione amministrativa" che hanno ricevuto ampia attenzione in Cina dopo le riforme economiche del 1978: l'attribuzione di funzioni politico-amministrative a città di piccola e media dimensione ha infatti svolto un ruolo cruciale nel favorire urbanizzazione e agglomerazione in numerose regioni del Paese».</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal">Link allo studio: <span lang="EN-GB"><a href="https://www.cambridge.org/core/journals/journal-of-economic-history/article/napoleonic-administrative-reforms-and-development-in-the-italian-mezzogiorno/E09E6E0A203ECE18CBF315F634B5F6A7" target="_blank" rel="noopener">Napoleonic Administrative Reforms and Development in the Italian Mezzogiorno</a><i><span> </span></i>– «The Journal of Economic History» – 2026</span></p>
<p class="v1MsoNormal">Autori: Giulio Cainelli, Carlo Ciccarelli e Roberto Ganau</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Politecnico di Torino: nuove fibre e materiali riciclabili per l&amp;apos;industria del futuro</title>
<link>https://www.italia24.news/politecnico-di-torino-nuove-fibre-e-materiali-riciclabili-per-lindustria-del-futuro</link>
<guid>https://www.italia24.news/politecnico-di-torino-nuove-fibre-e-materiali-riciclabili-per-lindustria-del-futuro</guid>
<description><![CDATA[ Il nuovo progetto del Politecnico di Torino, finanziato dal MUR nell&#039;ambito del Fondo Italiano per le Scienze Applicate 2024, sviluppa nuove fibre e materiali più resistenti e completamente riciclabili ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69bbc3cb8ff66.webp" length="56380" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 09:41:27 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Sviluppare <b>nuove fibre e materiali in nylon più resistenti, funzionali e completamente riciclabili</b>, capaci di ridurre l'impatto ambientale e di trovare applicazione in settori strategici come il tessile avanzato, la filtrazione di aria e acqua, e compositi per attrezzature sportive: è questo l'obiettivo del nuovo progetto <b>INFI-PA6-RECO</b>, finanziato dal <b>Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR)</b> nell'ambito del bando <b>FISA 2024 – Fondo Italiano per le Scienze Applicate</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il progetto, finanziato con un budget complessivo di <b>oltre 4 milioni di euro</b>, integrerà <b>ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale</b>, ponendosi come obiettivo di trasformare risultati scientifici avanzati in soluzioni concrete per il sistema produttivo. Le attività saranno coordinate da<b> Roberta Bongiovanni</b>, docente del Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT del <b>Politecnico di Torino</b>, e si svolgeranno presso l'impresa </span><b><span>Aquafil SpA</span></b><b><span>, </span></b><span>specializzata prevalentemente nella produzione di filati di nylon per abbigliamento e per tappeti e nel riciclo chimico del nylon 6 con il processo ECONYL®, e in stretta collaborazione con l'</span><a href="https://email.mddr.polito.it/c/eJxEzktuxCAMANDTwBI5hgzuwotuco0RiU3HUn4KqJF6-mq66QWenvBYZZHolYecIyWkTF63YuuznSr2Y8euDHOCh1YUdQm29vXAsKlYEbm0tWDdvzjrQnMmABlmpVgo17pkxVSXMRdI3hgBHxAHGhLkkQLORHXEZShljPJR37bIFc5jtX681ZVfvZ_NxU-Hk8Ppvu9ge-tbsO5w8hdfKuXv6BJYL6sVTGHXu_n__tOEMSNg9J39N-NvAAAA__99JUyw" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span>INSTM – Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali</span></b></a><span>. Il partenariato comprenderà inoltre <b>UFI Filter SpA</b> e <b>Kape GmbH</b>, che contribuiranno allo sviluppo di applicazioni e dimostratori tecnologici favorendo il trasferimento dei risultati dalla ricerca al mercato.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><i><span></span></i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Al centro del progetto c'è lo studio della poliammide 6 (PA6) – spiega <b>Roberta Bongiovanni</b> – Dai tappeti ai costumi da bagno, dai componenti automotive all'abbigliamento sportivo: la PA6, comunemente nota come nylon 6, è uno dei materiali più utilizzati a livello industriale, presente in moltissimi oggetti di uso quotidiano. La ricerca si propone quindi di ripensarne la sintesi e i processi di trasformazione per sviluppare anche nuove applicazioni. Non si limita ad attività di trasferimento tecnologico, ma è nata dalla condivisione e dalla co-generazione di idee con i ricercatori e le ricercatrici di Aquafil; si allinea ad una delle missioni del Politecnico di Torino, ovvero contribuire alla filiera dell'innovazione partendo dallo sviluppo di competenze e risultati di ricerca, e giungendo sino alla loro applicazione concreta».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>In particolare, il progetto si articolerà attorno a <b>tre obiettivi </b>principali. Il primo riguarda lo <b>sviluppo e il miglioramento delle fibre in PA6</b>, ottenute attraverso l'ingegnerizzazione dei processi di polimerizzazione e l'ottimizzazione delle tecnologie di filatura: le nuove <b>fibre </b>saranno così <b>più tenaci, durevoli e funzionali</b>, con una maggiore resistenza alla macchia. La <b>produzione di</b> <b>nanofibre per la creazione di membrane filtranti</b> è il secondo orizzonte della ricerca: le nanofibre verranno realizzate mediante innovativi processi di <b>elettrofilatura</b> e saranno destinate alla messa a punto di soluzioni ad alta efficienza per la <b>filtrazione dell'aria e dell'acqua in collaborazione con UFI Filter SpA</b>. Infine, il progetto punta allo<b> sviluppo di fibre ad elevata resistenza</b> progettate per essere <b>combinate con matrici di PA6, ottenendo compositi monomateriale (Single Polymer Composites), quindi completamente riciclabili</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>I risultati attesi troveranno <b>applicazione in diversi ambiti industriali</b>, dalla produzione di tessuti tecnici avanzati alla realizzazione di membrane filtranti, fino allo sviluppo di materiali compositi leggeri e sostenibili per il settore sportivo. Tra le dimostrazioni più innovative del progetto è prevista anche la realizzazione di uno skateboard, che sarà fabbricato in collaborazione con Kape GmbH. Nel loro insieme, questi risultati mostrano come la <b>ricerca sui materiali possa offrire soluzioni concrete per la transizione ecologica, rafforzando al tempo stesso la competitività dell'industria</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Accanto allo sviluppo tecnologico, il progetto dedicherà un'attenzione particolare alla <b>formazione di giovani ricercatrici e ricercatori</b>, dottorandi e assegnisti di ricerca post-doc, al fine di promuovere competenze avanzate nei settori dei materiali, della chimica dei polimeri e della manifattura sostenibile.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il finanziamento ottenuto nell'ambito del FISA 2024 conferma così il ruolo del <b>Politecnico di Torino</b> come <b>protagonista della ricerca applicata e del trasferimento tecnologico</b>, e testimonia l'impegno dell'Ateneo nel promuovere progetti capaci di <b>generare innovazione, benefici ambientali e valore per il sistema produttivo nazionale</b>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Super&#45;risoluzione: l&amp;apos;Istituto Nazionale di Astrofisica rivoluziona l&amp;apos;osservazione astronomica</title>
<link>https://www.italia24.news/super-risoluzione-listituto-nazionale-di-astrofisica-rivoluziona-losservazione-astronomica</link>
<guid>https://www.italia24.news/super-risoluzione-listituto-nazionale-di-astrofisica-rivoluziona-losservazione-astronomica</guid>
<description><![CDATA[ Il Sardinia Radio Telescope supera il limite di diffrazione con immagini più dettagliate. Per la prima volta la mondo un team dell&#039;INAF ha dimostrato operativamente la tecnica della &quot;super-risoluzione&quot; su un radiotelescopio. Una tecnica che apre la strada a una nuova generazione di osservazioni radio ad alta precisione a costi ridotti ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69bac7acc17e4.webp" length="78874" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 18:11:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Un occhio più acuto per scrutare i segreti del cosmo, senza dover costruire telescopi più grandi. Un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (<strong>INAF</strong>) ha realizzato la <strong>prima dimostrazione della super-risoluzione angolare mai ottenuta con un radiotelescopio a parabola singola, superando quanto, per decenni, è stato considerato un confine fisico invalicabile: il “limite di diffrazione"</strong>. Il risultato, ottenuto con il <strong>Sardinia Radio Telescope </strong>(SRT) dell’INAF da 64 metri di diametro, dimostra che è <strong>possibile distinguere dettagli e strutture astronomiche altrimenti difficilmente osservabili</strong>, aumentando artificialmente il potere risolutivo dello strumento senza modificarne il diametro e, soprattutto, con <strong>costi contenuti</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Luca Olmi, tecnologo dell’INAF e primo autore dello studio</strong> recentemente <strong>pubblicato</strong> sulla rivista<strong> Experimental Astronomy</strong>, commenta: «Il limite di diffrazione di un telescopio è stato erroneamente considerato insuperabile per molti decenni. Sebbene tale affermazione sia stata successivamente corretta sul piano teorico, il nostro lavoro dimostra per la prima volta, e in forma operativa, che tale limite è superabile. Suggeriamo, inoltre, un <strong>metodo per aumentare considerevolmente le capacità osservative e scientifiche di un telescopio, incrementandone il potere risolutivo</strong>».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Ciò che ha reso possibile questo primato è stata la superficie attiva del Sardinia Radio Telescope. «Il potere risolutivo di un telescopio è la capacità di distinguere dettagli molto piccoli o di oggetti celesti molto vicini», spiega Olmi. «La <strong>risoluzione dipende</strong> direttamente dall'apertura (o <strong>diametro</strong>) del telescopio: <strong>maggiore </strong>è il diametro, <strong>più alto</strong> è il potere risolutivo, ed è normalmente limitato, appunto, dal processo fisico di diffrazione».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il <strong>metodo sviluppato</strong> e sperimentato dal team di ricerca dell’INAF consiste nell'<strong>aumentare artificialmente il potere risolutivo del telescopio senza aumentarne il diametro</strong>, ottenendo così la cosiddetta super-risoluzione. Aggiunge: «Anche un telescopio relativamente piccolo potrebbe avere, con questo metodo, lo stesso potere risolutivo di un telescopio più grande, al costo di una perdita accettabile di sensibilità. Questo, ovviamente, può aumentare le potenzialità osservative e scientifiche di un dato telescopio».</span></p>
<h3>La radioastronomia: dalla storia alle prospettive future</h3>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il <strong>concetto e il metodo implementati presso SRT</strong>, il più grande dei tre radiotelescopi italiani gestiti dall’INAF, si basano su una <strong>teoria </strong>proposta nel 1952 dal fisico italiano <strong>Giuliano Toraldo</strong> <strong>di Francia</strong>, che suggerì l’uso di filtri a zone concentriche (le cosiddette “pupille Toraldo”) per restringere il fascio di luce generato da un sistema ottico oltre i limiti classici della fisica. Composta da centinaia di pannelli mobili controllati da attuatori meccanici, la superficie attiva di SRT è stata programmata per emulare la geometria di una pupilla Toraldo. Questo ha permesso di<strong> modellare il fronte d’onda incidente e di ottenere un fascio di ricezione più stretto</strong>, garantendo una risoluzione angolare superiore durante la mappatura delle sorgenti celesti.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La radioastronomia sta attraversando una <strong>fase di transizione</strong>, in cui nuove tecnologie e approcci elettromagnetici stanno sostituendo i metodi standard di rilevamento dei segnali. Storicamente, il miglioramento della risoluzione angolare ha richiesto l'aumento del diametro del riflettore primario o l'impiego di complessi sistemi interferometrici, con conseguente aumento esponenziale della complessità ingegneristica e dei costi.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La <strong>sfida attuale</strong> è <strong>superare</strong> questi <strong>vincoli fisici attraverso soluzioni tecnologicamente avanzate ed economicamente vantaggiose</strong>, come l'impiego di sistemi di antenne (o array), il controllo del fronte d'onda incidente e l'uso di "metamateriali" (ossia materiali progettati per possedere proprietà elettromagnetiche non presenti in natura).</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il successo ottenuto su SRT rappresenta anche un risultato strategico per l'intero sistema delle antenne INAF. Grazie al <strong>recente ammodernamento</strong> finanziato dal Progetto Operativo Nazionale (<strong>PON</strong>) del Ministero dell'Università e della Ricerca, che ha <strong>introdotto tecnologie sofisticate </strong>come la metrologia di precisione e il supercalcolo, è stato <strong>possibile trasformare SRT in uno strumento unico al mondo</strong>. Questo ammodernamento non ha rafforzato solo il telescopio sardo, ma ha<strong> potenziato anche le antenne INAF </strong>da 32 metri di Medicina (Bologna) e di Noto (Siracusa). Olmi sottolinea come «l'implementazione della super-risoluzione permetterà infatti di ‘ringiovanire’ questi strumenti, estendendone la vita operativa e il potenziale scientifico, rendendo<strong> patrimonio strategico della comunità scientifica italiana innovazioni esportabili </strong>anche in ambiti non astronomici, come le comunicazioni satellitari».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Il nostro <strong>progetto</strong> mira a <strong>colmare una lacuna critica nella ricerca tecnologica radioastronomica</strong>, garantendo all'Italia un ruolo di leadership nello sviluppo di strumenti all'avanguardia per la ricerca radioastronomica», conclude Olmi.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L&amp;apos;eco di Napoleone: un concerto a Palazzo Marino</title>
<link>https://www.italia24.news/leco-di-napoleone-un-concerto-a-palazzo-marino</link>
<guid>https://www.italia24.news/leco-di-napoleone-un-concerto-a-palazzo-marino</guid>
<description><![CDATA[ Domenica 22 marzo il terzo concerto della rassegna a Palazzo Marino. Al pianoforte Eliana Grasso che racconta la parabola di Napoleone con un viaggio musicale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69bacc4eb48b0.webp" length="14950" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 18:11:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>La splendida <strong>Sala Alessi</strong> del cinquecentesco <strong>Palazzo Marino</strong>, sede dell’amministrazione comunale di Milano e centro della vita politica cittadina, ospita il <strong>terzo e ultimo appuntamento di #INSIDE</strong>, il palinsesto di eventi gratuiti e aperti alla cittadinanza proposto dalle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo in occasione della <strong>mostra "</strong><em><strong>Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo".</strong></em></span></p>
<p dir="ltr"><span>La mostra, curata da <strong>Francesco Leone, Elena Lissoni e Fernando Mazzocca </strong>e in corso alle Gallerie d’Italia in Piazza Scala <strong>fino al 6 aprile</strong>, è realizzata con il Patrocinio della Città di Milano e in partnership con la Bibliothèque nationale de France e propone un <strong>ampio confronto tra le due “capitali” artistiche dell’età napoleonica, Roma e Milano</strong>, entrambe proiettate verso l’Europa moderna ma al tempo stesso saldamente legate alla grandezza dell’antico. </span></p>
<p dir="ltr"><span>Il <strong>concerto</strong>, in programma<strong> domenica 22 marzo</strong>, dal titolo "<em><strong>L’eco di Napoleone. Variazioni su un’epoca in rivoluzione</strong></em>", coinvolge la pianista <strong>Eliana Grasso</strong> in un viaggio musicale che racconta la parabola di Napoleone, ideale dell’eroe moderno, geniale e ambizioso, ma inevitabilmente votato alla caduta. Tre opere ne descrivono questa duplice dimensione di grandezza e rovina: le 15 Variazioni e Fuga su un tema originale op. 35 («Eroica») e la Sonata op. 57 «Appassionata» di <strong>Beethoven</strong>, e Vallée d’Obermann di <strong>Liszt</strong>. Il concerto si terrà domenica mattina alle<strong> ore 11.00 in Sala Alessi</strong>. </span></p>
<p dir="ltr"><span>I <strong>biglietti d’ingresso</strong> sono <strong>gratuiti</strong>: a partire dalle ore 09.30 del giovedì precedente il concerto è possibile<strong> prenotarli online sul sito</strong> <a href="https://www.palazzomarinoinmusica.it" target="_blank" rel="noopener">www.palazzomarinoinmusica.it</a> oppure ritirarli (fino a un massimo di due biglietti a persona) presso la<strong> biglietteria delle Gallerie d’Italia </strong>- Milano in piazza Scala, 6. </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>ColorAid: un nuovo volto per l&amp;apos;accoglienza del Centro Sammartini</title>
<link>https://www.italia24.news/coloraid-un-nuovo-volto-per-laccoglienza-del-centro-sammartini</link>
<guid>https://www.italia24.news/coloraid-un-nuovo-volto-per-laccoglienza-del-centro-sammartini</guid>
<description><![CDATA[ Oggi l&#039;inaugurazione del nuovo volto del Centro Sammartini alla presenza dell&#039;assessore Bertolé. Presentati i dati del Piano freddo 2025/26: circa 900 le persone inviate nelle strutture di accoglienza. Gli studenti del Volta protagonisti della riqualificazione ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69bad543b1e51.webp" length="24018" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 18:11:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Una nuova veste cromatica per il <strong>Centro Sammartini</strong>, il <strong>punto unico di accesso ai servizi cittadini per le persone senza dimora</strong>, che si presenta <strong>riqualificato</strong> e più accogliente dopo l'intervento di ColorAid, il progetto di edilizia etica ideato e promosso da Radio Colore e Colore &amp; Hobby, ColorAid per convogliare le energie delle aziende del settore edile e delle vernici su interventi di riqualificazione che riguardano strutture pubbliche.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Per la sua <strong>decima edizione</strong>,<strong> ColorAid</strong> ha rinnovato gli ambienti di uno dei luoghi nevralgici del sistema di assistenza alla persona del Comune di Milano: il Centro Sammartini, situato in via Sammartini 120, all'interno di uno dei Magazzini Raccordati a fianco del Parco Goccia, fa parte di una vera e propria <strong>"stecca" di servizi dedicati al contrasto della marginalità sociale</strong>. Il ruolo del Centro Sammartini è strategico: gestisce l'invio nelle strutture di accoglienza, coordina le Unità Mobili presenti in città e collabora con i Centri Diurni convenzionati con il Comune di Milano, con le docce e le mense, presidia le Stazioni di Posta per l'assistenza alle persone senza dimora. Grazie al lavoro quotidiano di 32 operatori ed operatrici tra assistenti sociali, educatori, mediatori linguistico-culturali, consulenti legali e operatori sociali,<strong> il Centro registra ogni anno circa 10mila accessi, offrendo accoglienza, orientamento e beni di prima necessità</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il Centro è composto da tre grandi ambienti privi di caratterizzazione cromatica, una sorta di "tela bianca" da ripensare e progettare. L'intervento di ColorAid si è concentrato quindi sulla <strong>progettazione del colore con una funzione identificativa e funzionale con l'obiettivo di creare un sistema cromatico utile a distinguere e riconoscere le diverse aree, migliorando la leggibilità degli spazi, la comunicazione interna e la qualità complessiva della permanenza</strong>. Un approccio che mira a rendere l'ambiente più accogliente e più esteticamente interessante, a beneficio sia degli utenti sia degli operatori che vi lavorano ogni giorno.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Alla riqualificazione hanno preso parte, anche quest'anno, gli<strong> studenti</strong> e le <strong>studentesse</strong> del<strong> Liceo scientifico Alessandro Volta</strong>, seguiti e affiancati da <strong>Giovanni Napolitano</strong>, responsabile di cantiere, e da<strong> squadre di artigiani specializzati</strong>. Alcuni disegni sui muri sono anche la rappresentazione dell'immaginario di questi giovani sul viaggio e sulla migrazione, sulla ricomposizione delle fratture e delle ferite, sulla speranza del superamento della marginalità e sul percorso di riscatto sociale.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Anche quest'anno» sottolinea l'<strong>assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé</strong> «ColorAid contribuisce a dare nuova vita agli spazi di una struttura che svolge un ruolo cruciale di supporto e accoglienza per le persone più vulnerabili. Un intervento che ci ha aiutato a rendere più bello uno spazio pubblico che è anche luogo di lavoro per decine di operatori sociali che ogni giorno cercano di costruire una risposta appropriata per le persone in condizione di grave marginalità. La rinnovata collaborazione con il liceo Volta è in questa edizione ancora più importante perché gli studenti e le studentesse avranno la possibilità di confrontarsi con gli uomini e le donne che costituiscono la struttura pubblica deputata ad affrontare un fenomeno, quello dell'assenza di dimora, che avranno sicuramente avuto occasione di incrociare: <strong>fondamentale diventa allora raccontare e far conoscere gli interventi che la loro città mette in campo</strong> per contrastarlo e <strong>fornire aiuto a chi ha bisogno</strong>. Un'occasione per costruire consapevolezza e stimolare la partecipazione e la cittadinanza attiva».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Dieci anni fa» dichiara <strong>Vieri Barsotti, editore e organizzatore</strong> «ColorAid è nato da un'intuizione: mettere le competenze del mondo del colore al servizio del sociale, creando <strong>valore </strong>non solo estetico ma <strong>umano e collettivo</strong>. In dieci anni abbiamo visto come la <strong>progettazione cromatica possa incidere concretamente sulla qualità degli spazi e dell'esperienza di chi li vive</strong>. Per il decimo anniversario abbiamo scelto il Centro Sammartini, un luogo importante per la città, ripensandone gli ambienti attraverso il colore come strumento professionale di orientamento, accoglienza e benessere».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">L'inaugurazione del Centro riqualificato è stata l'occasione per presentare i dati definitivi del Piano Freddo, che si è chiuso lo scorso fine settimana. Da novembre, sono state circa 900 le persone transitate in via Sammartini per essere inviate nelle undici strutture di accoglienza emergenziali attivate nel corso dell'inverno. Si tratta per la maggior parte di persone incontrate per la prima volta (642).</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Anche quest'anno» commenta l'<strong>assessore Bertolé «</strong>la città ha messo in campo una risposta importante per andare incontro alle esigenze di chi non ha una casa e vive per strada. A tutti gli operatori e le operatrici del Centro Sammartini, a quelli che lavorano ogni notte sulle unità mobili o nei centri d'accoglienza, alle persone che si occupano della gestione delle docce, delle mense e dei centri diurni va il più sentito ringraziamento della città per un impegno senza sosta che ha cercato di andare oltre il muro di diffidenza e paura, di superare i primi fisiologici rifiuti per salvare ogni giorno vite umane. Purtroppo, ancora oggi, dobbiamo constatare che le politiche migratorie di questo Paese continuano a creare marginalità: la stragrande maggioranza delle persone incontrate arriva da un percorso migratorio ed è in attesa di poter fare la richiesta di permesso di soggiorno o di entrare nelle strutture di accoglienza statali. Una situazione a cui i comuni sono chiamati a far fronte, senza avere né le competenze né le risorse per farlo».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La ricerca ENEA: un passo avanti nella comprensione del clima terrestre</title>
<link>https://www.italia24.news/la-ricerca-enea-un-passo-avanti-nella-comprensione-del-clima-terrestre</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-ricerca-enea-un-passo-avanti-nella-comprensione-del-clima-terrestre</guid>
<description><![CDATA[ Un aumento delle onde di gravità atmosferica con effetti globali ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69baba46d8132.webp" length="62786" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 18:11:09 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il <strong>riscaldamento</strong> della superficie dell’Antartide dal 1950 a oggi, in particolare nella <strong>Penisola Antartica</strong>, sta <strong>alterando</strong> in modo significativo la <strong>stabilità degli strati più bassi dell’atmosfera</strong>. È quanto emerge da uno <strong>studio</strong> condotto da <strong>ENEA</strong> insieme a un <strong>gruppo di scienziati </strong>provenienti da sei <strong>istituzioni internazionali </strong>(<span>International Centre for Theoretical Physics; Gran Bretagna British Antarctic Survey, The Met Office, University of Bath e European Centre for Medium-Range Weather Forecasts; Francia, Laboratoire de Météorologie Dynamique e Sorbonne Université / École Polytechnique, Parigi) </span>e pubblicato sulla rivista <strong>Journal of Climate</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«La progressiva <strong>riduzione della stabilità atmosferica vicino al suolo</strong>, causato dall’aumento delle temperature superficiali, <strong>aumenta la formazione di onde di gravità atmosferiche </strong>(<span>oscillazioni dell’aria che si formano quando una massa d’aria viene spostata verticalmente)</span> a partire dalla Penisola Antartica, una delle principali ‘fabbriche’ di queste onde che svolgono un ruolo cruciale nella dinamica del clima terrestre», spiega la prima autrice dello studio, <strong>Maria Vittoria Guarino, ricercatrice ENEA del Dipartimento Sostenibilità</strong>. «Un’<strong>atmosfera meno stabile facilita </strong>infatti la <strong>nascita e la propagazione di questi segnali ondulatori</strong> che viaggiano verso l’alto e la nostra ricerca mette in evidenza per la prima volta un incremento di tali onde, collegandolo un cambiamento nei flussi atmosferici superficiali».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Lo<strong> studio evidenzia </strong>come gli <strong>effetti</strong> del <strong>riscaldamento della superficie </strong>non rimangano confinati al suolo, ma <strong>stiano generando più onde </strong>che si propagano fino alla stratosfera e oltre, contribuendo a<strong> rimodellare la circolazione atmosferica </strong>con effetti che da locali diventano globali.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Le <strong>onde di gravità atmosferica</strong> non sono solo un fenomeno locale ma sono in grado di<strong> influenzare il vortice polare</strong>, i <strong>processi </strong>legati all’<strong>ozono</strong> e il <strong>meteo</strong> delle medie latitudini. E un aumento della loro presenza nei cieli indica cambiamenti potenzialmente profondi nella dinamica del clima del nostro Pianeta», conclude Guarino.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I <strong>risultati</strong> ottenuti si basano su <strong>dati di stazioni meteorologiche, osservazioni satellitari, prodotti di rianalisi e simulazioni modellistiche</strong>, che mostrano un aumento marcato e coerente delle onde di gravità. A dicembre, per la sua rilevanza scientifica, lo studio è stato messo in evidenza dalla<strong> American Meteorological Society</strong> tra gli Early Online Highlights che sono i contributi pubblicati online in anteprima perché considerati di particolare interesse, ed è stato segnalato nella newsletter rivolta ai media.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Magnetometria, Sardegna: installata una nuova stazione per lo studio geofisico del territorio</title>
<link>https://www.italia24.news/magnetometria-sardegna-installata-una-nuova-stazione-per-lo-studio-geofisico-del-territorio</link>
<guid>https://www.italia24.news/magnetometria-sardegna-installata-una-nuova-stazione-per-lo-studio-geofisico-del-territorio</guid>
<description><![CDATA[ Nella Casa di Reclusione di Mamone a Nuoro è stata installata una nuova stazione magnetica e magnetotellurica per le osservazioni geofisiche e lo studio del campo elettromagnetico naturale del territorio ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ba756d6e179.webp" length="20460" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 10:14:38 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>È stata installata a <strong>Mamone (NU), </strong>nel cuore della <strong>Sardegna</strong>, una </span><strong>nuova stazione magnetica e magnetotellurica per lo studio del campo elettromagnetico naturale e la caratterizzazione geofisica profonda del territorio.</strong></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La stazione si trova all'interno dell'area della <strong>Casa di Reclusione di Onanì-Mamone</strong>, in un </span><span>contesto ambientale particolarmente favorevole alle <strong>osservazioni geofisiche</strong></span><span>: il sito è infatti caratterizzato da un livello estremamente basso di rumore antropico, condizione essenziale per la qualità delle misure magnetiche e magnetotelluriche di lungo periodo.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L'installazione è stata possibile grazie alla collaborazione della <strong>Direzione della </strong></span><strong>Casa di Reclusione di Onanì-Mamone e della Direzione Regionale Sardegna dell'Agenzia del Demanio</strong><span>, che hanno accolto la proposta di ospitare la stazione, riconoscendo il valore culturale e scientifico del progetto.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Si tratta di un'opportunità strategica non solo per la comunità scientifica, ma anche per il territorio sardo e barbaricino nello specifico, a cui la Direzione di Mamone non farà mancare il proprio sostegno fattivo e incondizionato, mettendo a disposizione gli assets di riferimento»</span><span>, ha dichiarato il direttore dell'Istituto penale, dott. <strong>Vincenzo </strong></span><strong>Lamonaca</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L'attività prevede, infatti, il </span><span>coinvolgimento degli ospiti della Casa di Reclusione</span><span> per consolidare l'installazione della stazione una volta completati i test di valutazione del corretto funzionamento dei sensori. L'iniziativa si configura così anche come un'occasione di partecipazione attiva a un progetto di ricerca internazionale, dimostrando come contesti non tradizionalmente associati alla ricerca scientifica possano diventare parte integrante della produzione di conoscenza.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Dal punto di vista scientifico, la nuova installazione contribuirà in modo significativo alle attività di ricerca portate avanti nell'ambito del progetto </span><strong>MEET (Monitoring Earth's Evolution and Tectonics) dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</strong><span> volto allo sviluppo di infrastrutture per lo </span><span>studio dei processi che controllano l'evoluzione della Terra e la sua dinamica interna</span><span>, con particolare attenzione al territorio italiano e alle aree più esposte ai </span><span>rischi naturali</span><span>. La stazione magnetometrica sarà parte integrante dell'</span><strong>Osservatorio multiparametrico FABER</strong><span> il cui obiettivo è quello di acquisire lunghe serie temporali di dati geofisici, tra cui quelli sul campo geomagnetico, in condizioni ambientali ottimali.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La nuova stazione rappresenta anche un importante tassello per le attività di caratterizzazione del sito candidato ad ospitare </span><strong>Einstein Telescope (ET)</strong><span>, il futuro rivelatore di onde gravitazionali europeo di terza generazione. In particolare, questa stazione contribuirà al monitoraggio elettromagnetico e alla comprensione delle proprietà geofisiche dell'area, anche ai fini della valutazione delle condizioni ambientali del territorio candidato a ospitare l'infrastruttura di ricerca.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La stazione di Mamone si candida così a diventare un </span><strong>punto di riferimento per il monitoraggio elettromagnetico della Sardegna</strong><span> e un elemento chiave nel percorso scientifico che accompagna, anche in ambito sociale, la </span><span>realizzazione dell'Einstein Telescope sul territorio</span><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ambiente, Milano: a Corso Buenos Aires riapre la sede storica dello Sportello Energia del Comune</title>
<link>https://www.italia24.news/ambiente-milano-a-corso-buenos-aires-riapre-la-sede-storica-dello-sportello-energia-del-comune</link>
<guid>https://www.italia24.news/ambiente-milano-a-corso-buenos-aires-riapre-la-sede-storica-dello-sportello-energia-del-comune</guid>
<description><![CDATA[ Riapre in corso Buenos Aires la sede storica dello Sportello Energia di Milano, rinnovata e con servizi gratuiti ampliati per supportare cittadini e professionisti nella transizione energetica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ba7546d34bd.webp" length="120184" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 09:57:49 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>È stata riaperta il 17 marzo 2026, in <strong>corso Buenos Aires 22</strong>, all'angolo con via Giovanni Omboni, la sede storica dello <strong>Sportello Energia del Comune di Milano.</strong></span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Grazie a questa riapertura, dopo diversi lavori di riqualificazione degli spazi, si consolidano le attività e si estende <strong>l'offerta dei servizi gratuiti portati avanti dallo Sportello Energia del Comune di Milano</strong>, in collaborazione di AMAT – Agenzia Mobilità Ambiente Territorio, servizi già attivi sia in presenza (su appuntamento) nella sede di via Sile 18, sia da remoto grazie al </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=3%3dFgCZIa%26t%3dR%263%3dZFUNe%26w%3dTOaAZNX%263%3d89QxI_7xap_Hh_zqhw_0f_7xap_Gm1F4O251Iw53Bz7x8.iCpQ-u9.xQ_zqhw_0f%26s%3dJ3IA00.DtQ%26qI%3dMbB1p8iTJf%262I%3dGg0VOZ9WFXBUHf%26p%3dYqbFXsb93FYA6NAESp9GWO906NamWsBB5H80RudkSrZl6pBHYMeHRMcnXLZ0WsZl&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a><span> e alle consulenze telefoniche. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Gli spazi rinnovati dello Sportello Energia in corso Buenos Aires 22 sono stati riorganizzati sia per <strong>accogliere gli utenti durante il servizio sia per organizzare incontri, convegni e seminari o momenti di formazione riguardanti gli impianti termici. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Un servizio pensato e dedicato soprattutto a <strong>tecnici, imprese, ordini professionali, operatori e amministratori di condominio,</strong> figure sempre più coinvolte nell'efficientamento energetico degli edifici della città. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nella sede di via Sile 18, lo Sportello Energia fornisce alla comunità anche <strong>altri servizi informativi</strong> legati al tema dell'energia: dall'efficienza energetica, ai consumi e al risparmio energetico; dai consigli sulla scelta delle tecnologie e delle fonti rinnovabili, ai chiarimenti su obblighi normativi fino al supporto nell'accesso ad eventuali incentivi esistenti. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Riaprendo la sede storica dello Sportello Energia vogliamo rendere la transizione energetica sempre più vicina ai cittadini e alle cittadine, dando a tutte e tutti strumenti chiari e accessibili con l'obiettivo di raggiungere insieme traguardi ambiziosi, previsti anche dal nostro Piano Aria e Clima o da importanti progetti condivisi come il Climate City Contract, come la neutralità climatica e il miglioramento della qualità dell'aria e quindi della vita delle persone – ha spiegato l'assessora all'Ambiente e Verde <strong>Elena Grandi</strong> –. Per rendere la transizione energetica una transizione giusta, che non trascura sfide come la povertà energetica, dobbiamo partire dalla consapevolezza e dalla conoscenza. Per questo mi auguro che lo Sportello Energia in corso Buenos Aires, un luogo molto frequentato e ben collegato, diventi un punto di riferimento per tutta la città. Ringrazio quindi il Municipio 3 e AMAT che insieme a noi hanno lavorato alla riapertura di questo spazio».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano, Referendum 22 e 23 marzo 2026: il Comune cerca scrutatori e presidenti di seggio</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-referendum-22-e-23-marzo-2026-il-comune-cerca-scrutatori-e-presidenti-di-seggio</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-referendum-22-e-23-marzo-2026-il-comune-cerca-scrutatori-e-presidenti-di-seggio</guid>
<description><![CDATA[ A Milano, quasi un milione di persone sono chiamate alle urne per il referendum di domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. Fino a venerdì 20 marzo è possibile presentare online la propria candidatura per prestare servizio ai seggi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ba7385f3e4f.webp" length="12954" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 09:51:50 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-51ba7341-7fff-c3b1-c81a-89f81b0a2cef"><span>Sono 951.417 le milanesi e i milanesi chiamati alle urne, compresi 3.377 neodiciottenni al voto per la prima volta, <strong>domenica 22 e lunedì 23 marzo per esprimersi sul referendum costituzionale</strong> in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Oltre ai 367 seggi esteri, il Comune di Milano allestirà 1.249 sezioni in 162 scuole</strong>, per le quali Palazzo Marino dovrà reclutare 3.747 scrutatori e 1.249 presidenti di seggio.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>C'è tempo fino a venerdì 20 marzo</strong> per </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=4%3dMbHaPV%26y%3dS%260%3dUKVUV%262%3dUVVFaUS%268%3d9FL3J_Dsfq_Oc_5ror_Eg_Dsfq_NhsFDE69zT.pF9M16.9Ay20G.vK_Dsfq_Nh5N1T_5ror_Eg9GqL87_3I1Nv6I.B6G_Dsfq_OhZpZwYf_pcT_Imuc_TZrefokQfjvV_tYthuWvbse_tRgatRoZwZ_SVTI%265%3d9M6MyT.16F%26A6%3dYQVGUT%26L6%3dSVTI2w3naOSJRMSKVN%260%3dEZTUJT13MTRYLX14qXUWK4MYG4OTnXUYFZ2Xq3x3HX2bLTP3E7SVI5R3r52YDYO7&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt"><span>presentare la propria candidatura online</span></a><span>. In alternativa ci si può candidare recandosi presso <strong>l'Ufficio Elettorale di via Messina 52/54</strong> oppure inviando una <strong>email</strong> a </span><span>DSC.ElettoraleAlbi@comune.milano.it</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per potersi candidare è necessario essere <strong>maggiorenni</strong> e possedere la <strong>cittadinanza italiana</strong>. Per ricoprire l'incarico di presidente di seggio è inoltre richiesto il possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In caso di chiamata a svolgere l'attività presso i seggi elettorali sarà corrisposto il compenso previsto dalla legge in materia, che per questa consultazione elettorale è di 149,50 euro per i presidenti e di 119,60 euro per scrutatori e segretari. Per i seggi speciali, invece, i compensi sono di 90,85 euro e 60,95 euro, rispettivamente per presidenti e scrutatori.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>È online sul sito del Comune di Milano la </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=0%3d3ZQg6T%268%3dY%26p%3dSTbAT%26A%3daBTOgAQ%26G%3dEvJBP_tqow_5a_DxUp_Nm_tqow_4fITy.3AJwD1.JkBwKq.9F_OSsl_YH1DDqC1Kv9_DxUp_Nmr1DQg35McP5Lp5-yFx9y8_tqow_4fDBh5DBp4GJ-eEEQkJGWkE08n5-NY-4S-98tPA%26A%3doKESeR.0Bv%269E%3de7TPa0%26JE%3dYBRRg5QSX3QTb4%268%3dMg8c1w562dc21e32SbBZwAA4UeA5RZATzbg2yfc3TX05Rf46NB42wC6Qx0f6SCB5Oe43&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt"><span>pagina dedicata</span></a><span> al referendum dove è possibile trovare le risposte alle domande più frequenti. Nella sezione "Dove voto", inserendo il numero della tessera elettorale, è possibile conoscere il seggio di votazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Elettori ed elettrici devono presentarsi al proprio seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale: coloro che l'hanno smarrita o hanno esaurito gli spazi a disposizione possono recarsi, senza necessità di appuntamento, in una delle sedi anagrafiche o presso l'Ufficio Elettorale di via Messina 52.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'Ufficio Elettorale e il salone centrale di <strong>via Larga 12</strong> sono aperti straordinariamente da lunedì 16 a sabato 21 marzo dalle ore 8.30 alle 19, domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 dalle 7 alle 15.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Orari prolungati anche per le sedi anagrafiche decentrate, che resteranno aperte straordinariamente sabato 21 e domenica 22 marzo dalle ore 8.30 alle 17.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Dall'1 al 15 marzo il Comune di Milano ha erogato, tra sedi anagrafiche e ufficio elettorale, 13.469 tessere elettorali e rilasciato 12.853 carte di identità elettroniche.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'Amministrazione, come per ogni consultazione elettorale, ha messo a disposizione delle persone più fragili il voto assistito e quello domiciliare. Per il primo sono state arrivate 163 richieste, per il secondo 76.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In occasione di questo appuntamento referendario, per la prima volta, ai seggi verrà adottato un <strong>registro unico</strong>, eliminando la distinzione fra maschi e femmine nelle liste elettorali, così come l'indicazione del cognome del marito per le donne coniugate.</span></p>
<p dir="ltr"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Agroalimentare: l&amp;apos;ultima relazione della Commissione Europea sulle esportazioni UE mostra un nuovo record nel 2025</title>
<link>https://www.italia24.news/agroalimentare-lultima-relazione-della-commissione-europea-sulle-esportazioni-ue-mostra-un-nuovo-record-nel-2025</link>
<guid>https://www.italia24.news/agroalimentare-lultima-relazione-della-commissione-europea-sulle-esportazioni-ue-mostra-un-nuovo-record-nel-2025</guid>
<description><![CDATA[ Secondo l&#039;ultima relazione della Commissione europea, nel 2025 le esportazioni agroalimentari dell&#039;UE hanno raggiunto il nuovo picco di 238,4 miliardi di euro con un aumento dell&#039;1% rispetto al 2024 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ba734562764.webp" length="33322" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 09:44:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">L'ultima<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://agriculture.ec.europa.eu/media/news/eu-agri-food-trade-hits-new-records-2025-2026-03-13_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">relazione sul commercio agroalimentare dell'UE</span></a></span><span lang="IT">, pubblicata il 13 marzo 2026 dalla Commissione europea, mostra che le esportazioni agroalimentari dell'UE hanno raggiunto un nuovo record nel 2025, nonostante le sfide economiche globali.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Nel 2025 le<span> </span><b>esportazioni agroalimentari dell'UE</b><span> </span>sono ammontate complessivamente a 238,4 miliardi di euro, con un <strong>aumento dell'1% rispetto al 2024</strong> (+2,3 miliardi di euro). Il Regno Unito è rimasto la principale destinazione delle esportazioni agroalimentari dell'UE, rappresentando il 23% del totale (55,6 miliardi di euro). Tra gli altri sviluppi principali, le esportazioni sono aumentate in modo significativo verso la Svizzera (+1,2 miliardi di euro, +7%) e la Turchia (+1,1 miliardi di euro, +16%). I preparati a base di cereali, i prodotti lattiero-caseari e il vino hanno continuato a trainare le esportazioni dell'UE, mentre cacao, caffè e cioccolato hanno registrato i maggiori aumenti di valore, in gran parte dovuti all'aumento dei prezzi.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Le<span> </span><b>importazioni agroalimentari dell'UE</b><span> </span>sono salite a 188,6 miliardi di euro, con un aumento del 9% rispetto al 2024 (+15,3 miliardi di euro). Il Regno Unito, il Brasile e gli Stati Uniti sono rimasti i principali fornitori, con cacao, caffè, frutta e frutta a guscio che hanno trainato la crescita delle importazioni a causa dell'aumento dei prezzi mondiali.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Nel 2025 l'UE ha mantenuto un avanzo commerciale complessivo nel settore agroalimentare pari a 49,9 miliardi di euro. Si tratta di un importo inferiore di 13,3 miliardi di euro rispetto all'avanzo complessivo del 2024, principalmente a causa dell'aumento dei prezzi all'importazione di materie prime chiave come caffè, cacao, frutta e frutta a guscio. L'UE rimane il primo esportatore mondiale di prodotti agroalimentari ed è stata anche il primo importatore mondiale nel 2025.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Nel 2025 il commercio agroalimentare ha rappresentato il 9% delle esportazioni totali dell'UE, il 7,5% delle importazioni totali dell'UE e il 37% dell'avanzo commerciale complessivo dell'UE.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Maggiori dettagli e tabelle approfondite sono disponibili nell'ultima edizione della<span> </span></span><span lang="EN-GB"><span lang="IT">relazione mensile sul commercio agroalimentare dell'UE</span></span><span lang="IT">.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Accessibilità: AIFA rafforza il proprio impegno per l&amp;apos;inclusione con un servizio dedicato ai dipendenti con disabilità uditiva</title>
<link>https://www.italia24.news/accessibilita-aifa-rafforza-il-proprio-impegno-per-linclusione-con-un-servizio-dedicato-ai-dipendenti-con-disabilita-uditiva</link>
<guid>https://www.italia24.news/accessibilita-aifa-rafforza-il-proprio-impegno-per-linclusione-con-un-servizio-dedicato-ai-dipendenti-con-disabilita-uditiva</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;Agenzia Italiana del Farmaco rafforza l&#039;accessibilità comunicativa all&#039;interno della propria organizzazione attivando per i propri dipendenti con disabilità uditiva un&#039;app che permette di accedere a un servizio di video-interpretariato LIS ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ba732109edc.webp" length="13834" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 09:34:35 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-0af34431-7fff-91e6-7f88-a67cceaa2f8b"><span>Si sono spenti il 15 marzo 2026 i riflettori sulle <strong>Paralimpiadi</strong>, simbolo universale di determinazione, talento e pari opportunità, ma anche occasione per richiamare <strong>l'attenzione sull'impegno necessario a rimuovere gli ostacoli che limitano la piena partecipazione delle persone alla vita sociale e professionale.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>È in questo quadro di responsabilità istituzionale che <strong>l'Agenzia Italiana del Farmaco</strong> compie un passo concreto per rafforzare l'accessibilità all'interno della propria organizzazione, attivando un <strong>servizio dedicato al personale volto a garantire la piena accessibilità comunicativa anche ai dipendenti con disabilità uditiva, </strong>nel rispetto dei principi di equità e valorizzazione delle diversità.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Siamo orgogliosi di introdurre questo sistema di video interpretariato, che non solo migliora sensibilmente la vita quotidiana dei nostri dipendenti sordi, rendendola più autonoma e serena, ma rafforza il tessuto inclusivo della nostra Agenzia. Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno concretamente reso possibile questa innovazione e che, con sensibilità e competenza, hanno guidato ogni fase di un progetto che cambierà la vita quotidiana dei nostri colleghi», ha dichiarato il Presidente <strong>Robert Nisticò</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Il servizio consente di attivare in tempo reale un supporto professionale alla comunicazione in Lingua dei Segni Italiana (LIS).</strong> Per ciascun dipendente sordo viene messo a disposizione un account personale che permette, da qualunque computer, smartphone o tablet, di accedere a un servizio di video-interpretariato LIS, disponibile durante l'orario di lavoro, facilitando la partecipazione a riunioni, momenti formativi, incontri istituzionali e attività di coordinamento, oltre al dialogo quotidiano tra colleghi e con gli interlocutori esterni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Attraverso l'utilizzo dell'app, in pochi istanti, con un semplice clic e senza necessità di prenotazione, si può richiedere l'intervento dell'interprete, eliminando così barriere comunicative, favorendo la parità di opportunità e migliorando la qualità della vita professionale per i dipendenti sordi. Non si tratta solo di tecnologia, ma di un impegno profondo per far sentire ogni dipendente valorizzato e parte di una grande famiglia.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«È un passo concreto verso l'accessibilità universale e l'inclusione lavorativa, in linea con i principi sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e con la promozione effettiva del diritto al lavoro su base di piena uguaglianza con gli altri», ha aggiunto il Direttore Amministrativo <strong>Giovanni Pavesi</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'iniziativa ha l'obiettivo di rendere strutturale l'accessibilità comunicativa in tutte le attività dell'Agenzia, garantendo in modo continuativo condizioni di piena partecipazione e pari opportunità per tutto il personale.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori come riferimento lombardo per il trattamento del carcinoma ovarico</title>
<link>https://www.italia24.news/la-fondazione-irccs-san-gerardo-dei-tintori-come-riferimento-lombardo-per-il-trattamento-del-carcinoma-ovarico</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-fondazione-irccs-san-gerardo-dei-tintori-come-riferimento-lombardo-per-il-trattamento-del-carcinoma-ovarico</guid>
<description><![CDATA[ Regione Lombardia ha istituito una rete di 9 centri per la chirurgia del tumore ovarico, tra gli hub della rete la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori che conferma il proprio ruolo di centro di riferimento nell’ambito della chirurgia ginecologica oncologica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b94f5297d57.webp" length="53556" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 13:51:26 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Con delibera XII/5744 del 16 febbraio 2026, <strong>Regione Lombardia</strong> ha istituito, a partire <strong>dal 1° aprile 2026,</strong> <strong>una rete di nove centri regionali per la chirurgia del </strong><strong>tumore dell’ovaio</strong>, con un’organizzazione che prevede agende dedicate e percorsi multidisciplinari per ridurre i tempi d’attesa e garantire standard elevati di cura per le pazienti con neoplasie ginecologiche, in linea con le raccomandazioni della <strong>European Society of Gynaecological Oncology (ESGO)</strong>. La <strong>Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, </strong>che figura tra gli hub della rete, conferma il proprio ruolo di centro di riferimento nell’ambito della <strong>chirurgia ginecologica oncologica</strong>, con un’attività clinica e chirurgica di rilievo nel trattamento <br>delle neoplasie femminili, in particolare del <strong>carcinoma ovarico</strong>.</p>
<p></p>
<p>Nel 2025, la struttura ha preso in carico circa 200 pazienti affette da patologie oncologiche ginecologiche, di cui circa 70 hanno beneficiato di un intervento chirurgico per carcinoma ovarico, evidenziando <strong>l’importanza di un percorso specialistico strutturato nel contesto regionale e nazionale</strong>.</p>
<p></p>
<p>«Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti nel 2025 e del contributo che il nostro team ha dato alla gestione di casi complessi di ginecologia oncologica - dichiara il prof. <strong>Robert Fruscio</strong>, direttore facente funzione della Ginecologia e direttore della Ginecologia Preventiva -. Il nostro approccio si basa su competenze chirurgiche di alto livello, multidisciplinarietà e continuità assistenziale: elementi essenziali per affrontare patologie come il carcinoma ovarico, che richiedono precisione, tempestività e innovazione terapeutica. Continuiamo a promuovere la ricerca clinica in ambito diagnostico, terapeutico e preventivo, e a collaborare con le principali realtà scientifiche per migliorare gli esiti per le pazienti».</p>
<p></p>
<p>La tradizione clinica e di ricerca in ginecologia oncologica dell’Ospedale San Gerardo affonda le sue radici in decenni di esperienza e sviluppo scientifico: un percorso che ha consolidato competenze specialistiche e ha reso la struttura un punto di riferimento per la cura delle neoplasie ginecologiche anche a livello nazionale.</p>
<p></p>
<p>«In un contesto in cui la diagnosi precoce e l’appropriatezza terapeutica sono determinanti per la prognosi delle pazienti - sottolinea il Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori <strong>Claudio Cogliati</strong> - l’esperienza del nostro Istituto si pone al servizio della comunità femminile lombarda e italiana, contribuendo attivamente al miglioramento dei percorsi diagnostico-terapeutici e alla diffusione di nuove conoscenze nel campo della chirurgia oncologica ginecologica».</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Nucleare: ENEA studia la sicurezza dei reattori modulari veloci</title>
<link>https://www.italia24.news/nucleare-enea-studia-la-sicurezza-dei-reattori-modulari-veloci</link>
<guid>https://www.italia24.news/nucleare-enea-studia-la-sicurezza-dei-reattori-modulari-veloci</guid>
<description><![CDATA[ ENEA sta studiando la configurazione e gli aspetti legati alla sicurezza di reattori modulari veloci di piccola taglia (SMR) raffreddati a sodio, nell&#039;ambito del progetto europeo ESFR-SIMPLE ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b926de05d21.webp" length="62914" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:36:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Reattori modulari veloci di piccola taglia raffreddati a sodio caratterizzati da una maggiore sicurezza, sostenibilità ed efficienza economic</strong>a. È questa la frontiera del nucleare di nuova generazione che il progetto europeo <strong>ESFR-SIMPLE (European Sodium Fast Reactor – Safety by Innovative Monitoring, Power Level flexibility and Experimental Research) </strong>punta a integrare nel sistema energetico europeo. ENEA partecipa al progetto occupandosi degli aspetti relativi alla sicurezza e all’ottimizzazione del combustibile nucleare.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Per rendere più semplice e più economico questo tipo di reattore, si sta puntando sulla riduzione delle dimensioni (da 3600 a 360 MWt). Il monitoraggio e l’elaborazione dei dati operativi tramite <strong>l’intelligenza artificiale</strong> è un altro versante sul quale si sta lavorando, insieme alla verifica sperimentale di nuovi componenti, come le pompe termoelettriche e i giunti di espansione.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«ENEA ha sempre sostenuto la ricerca sui reattori veloci, sin dal Progetto unificato nucleare (PUN) che portò all’avvio della costruzione del reattore Prova Elementi di Combustibile (PEC) al Centro Ricerche Brasimone (Bologna), poi interrotta dopo il referendum del 1987, fino ai reattori refrigerati a piombo liquido», evidenzia <strong>Massimiliano Polidori</strong>, responsabile del Laboratorio per la sicurezza degli impianti nucleari.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Nel 2001 un’iniziativa internazionale di cooperazione per la ricerca e lo sviluppo di sistemi di energia nucleare di quarta generazione, <strong>GEN-IV International Forum</strong>, ha inserito i reattori a sodio nella lista di possibili tecnologie più sostenibili. «Questa scelta ha riacceso a livello internazionale l’interesse verso questo settore e ci ha spinto a partecipare a diverse iniziative europee per rafforzare e migliorare le nostre capacità di progettazione e analisi sui reattori veloci a metallo liquido, step necessario alla chiusura del ciclo del combustibile e alla sostenibilità del nucleare», aggiunge <strong>Polidori</strong>. «Ad esempio – prosegue -  abbiamo partecipato al progetto CP-ESFR per la realizzazione di un reattore veloce a sodio e a ESFR-SMART per migliorarne la sicurezza. Adesso il progetto ESFR-SIMPLE rappresenta un passo ulteriore nel percorso europeo di sviluppo dei reattori nucleari avanzati».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Ma come funzionano gli <strong>Small Modular Reactor (SMR) </strong>raffreddati a sodio? Questi reattori nucleari di potenza ridotta e progettazione modulare utilizzano il sodio liquido come refrigerante. Il sodio, grazie alla sua elevata conducibilità termica, <strong>consente una rimozione efficace del calore anche a bassa pressione e permette l’adozione di sistemi di sicurezza passivi</strong>, cioè di dispositivi che garantiscono il raffreddamento e la stabilità del reattore sfruttando leggi fisiche naturali, come gravità e convezione, senza bisogno di interventi umani o alimentazione elettrica, così da aumentare i margini di sicurezza dell’impianto.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Proprio sulla <strong>sicurezza</strong> si stanno concentrando le ricerche di ENEA, nello specifico sulla capacità di rimuovere il calore residuo in sistemi ad elevata densità di potenza, sia durante il normale funzionamento sia in caso di incidente. Inoltre, attraverso simulazioni avanzate, si sta studiando come il combustibile nucleare possa reagire in condizioni anomale. «Questi studi consentono di confrontare diverse soluzioni progettuali e di individuare le configurazioni più robuste dal punto di vista della sicurezza e dell’affidabilità. I risultati preliminari mostrano come i sistemi passivi di sicurezza possano ridurre i rischi associati agli scenari incidentali più gravosi nei reattori veloci a metallo liquido», conclude <strong>Polidori</strong>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Fisica teorica: Il Galileo Galilei Institute celebra 20 anni di attività</title>
<link>https://www.italia24.news/fisica-teorica-il-galileo-galilei-institute-celebra-20-anni-di-attivita</link>
<guid>https://www.italia24.news/fisica-teorica-il-galileo-galilei-institute-celebra-20-anni-di-attivita</guid>
<description><![CDATA[ Il 16 e 17 marzo, il Galileo Galilei Institute, Centro Nazionale di Studi Avanzati dell&#039;INFN in partnership con l&#039;Università di Firenze, celebra vent&#039;anni di attività con un evento rivolto alla comunità scientifica che si riunisce nella sede del centro ad Arcetri ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b926ae75fe8.webp" length="47440" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:29:17 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Il primo istituto europeo dedicato alla ricerca in fisica teorica delle interazioni fondamentali: il <strong>Galileo Galilei Institute, Centro Nazionale di Studi Avanzati dell'INFN </strong>in partnership con <strong>l'Università di Firenze</strong>, celebra <strong>vent'anni di attività</strong> con un evento rivolto alla comunità scientifica che si riunisce nella sede del centro ad Arcetri tra oggi e domani, 16 e 17 marzo, per discutere i più recenti sviluppi e le nuove sfide in diversi settori di punta della fisica teorica.<s></s></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Vent'anni fa, nel <strong>2006</strong>, il GGI ha infatti ospitato il suo primo workshop dedicato alla fisica oltre il modello standard nella teoria dei campi e delle stringhe. Questo evento ha segnato l'inizio delle attività del centro, nato da una proposta del 2003 del fisico teorico <strong>Giuseppe Marchesini</strong>. Nel corso di due decenni di attività il GGI si è così affermato come uno dei principali centri di riferimento a livello internazionale per la fisica teorica, attraverso l'organizzazione di workshop scientifici di lunga durata dedicati a temi di frontiera.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Un ruolo centrale nelle attività del GGI è inoltre svolto dalle numerose scuole tematiche rivolte a studenti e studentesse di dottorato e dedicate alla <strong>teoria dei campi e delle stringhe, alla fisica teorica delle interazioni fondamentali, alla fisica teorica nucleare e adronica, alla teoria statistica dei campi e alla fisica astroparticellare, alla cosmologia e alla gravitazione</strong>. La prima scuola, dedicata alla teoria dei campi e delle stringhe, è stata ospitata tra novembre e dicembre 2008 e da allora il GGI ne ha ospitate 67, accogliendo migliaia di dottorandi e dottorande provenienti da tutto il mondo.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Nel <strong>2018</strong>, il centro ha acquisito autonomia organizzativa e amministrativa diventando Centro Nazionale di Studi Avanzati dell'INFN, e, in occasione di questo cambiamento, l'INFN, con il GGI, ha istituito la Medaglia Galileo Galilei, un prestigioso riconoscimento internazionale assegnato ogni due anni a scienziati e scienziate che hanno dato un contributo eccezionale al progresso delle ricerche in fisica teorica. Da allora, la Medaglia è stata assegna a nove scienziati di fama internazionale: <strong>Juan Martin Maldacena, Alessandra Buonanno, Thibault Damour e Frans Pretorius, Zvi Bern, Lance Dixon e David Kosower, Pierre Sikivie e Leonard Susskind.</strong></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Per favorire e incentivare la presenza di giovani ricercatrici in fisica teorica, al GGI si svolge ogni anno la cerimonia di conferimento del premio INFN "<strong>Women in Theoretical Physics</strong>", istituito nel 2020 e dedicato a Milla Baldo Ceolin, figura carismatica e scienziata di fama internazionale, prima donna titolare di una cattedra all'Università degli Studi di Padova. In questi anni il riconoscimento è stato assegnato annualmente a neolaureate per i migliori lavori di tesi magistrale nel campo della fisica teorica su tematiche di interesse dell'INFN, ossia in teoria dei campi e delle stringhe, fenomenologia delle particelle elementari, fisica nucleare e adronica, metodi matematici, fisica astroparticellare e cosmologia, fisica statistica e teoria dei campi applicata.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Nel corso degli anni il GGI ha rafforzato la propria dimensione internazionale, grazie anche al sostegno della <strong>Simons Foundation</strong>, che ha finanziato programmi dedicati alle visite di ricerca di lungo periodo, alla partecipazione di scienziate e scienziati di rilievo internazionale ai workshop del centro e al coinvolgimento di giovani ricercatori e ricercatrici, dottorande e dottorandi provenienti da istituzioni con risorse limitate. La collaborazione con la Simons Foundation contribuisce anche allo sviluppo del <strong>Pollica Physics Centre</strong>, un nuovo centro dedicato all'organizzazione di <strong>workshop di fisica teorica e matematica nel comune di Pollica, nel Cilento,</strong> rafforzando ulteriormente la rete di iniziative scientifiche dedicate allo studio delle frontiere della fisica teorica.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><span>«In due decenni il GGI si è affermato come punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale, sia per l'attività di ricerca attraverso i workshop estesi sia per l'alta formazione con le scuole rivolte agli studenti di dottorato», racconta <strong>Fulvio Piccinini</strong>, direttore del GGI. «</span><span>Tre semplici indicatori di questo sono: l'elevato numero di scienziati e scienziate che ogni anno partecipano ai programmi scientifici del GGI; i due prestigiosi finanziamenti della Simons Foundation assegnati all'INFN per il GGI in meno di dieci anni; più di 1600 pubblicazioni scientifiche che sono state ideate o sviluppate durante la permanenza delle scienziate e degli scienziati coinvolti al GGI. Nel futuro sarà importante mantenere l'eccellenza del livello scientifico del GGI nel panorama della fisica teorica in continua evoluzione e sviluppare ulteriormente fruttuose sinergie con le ricerche in fisica sperimentale, in particolare quelle su cui l'INFN è impegnato direttamente. Al tempo stesso sarà importante sviluppare forme di collaborazione con altri centri di ricerca in fisica teorica per favorire lo scambio di conoscenze e la conseguente nascita di nuove idee».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università Cattolica: il 17 marzo il convegno &amp;quot;lo sport per la crescita personale e sociale&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-cattolica-il-17-marzo-il-convegno-lo-sport-per-la-crescita-personale-e-sociale</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-cattolica-il-17-marzo-il-convegno-lo-sport-per-la-crescita-personale-e-sociale</guid>
<description><![CDATA[ Il 17 marzo, alle 14.15, nell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano (largo Gemelli 1), si terrà il convegno “Lo sport per la crescita personale e sociale”, organizzato in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano e la Fondazione Giulia Cecchettin ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b9266f9d8af.webp" length="57342" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:19:29 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Lo sport è espressione del talento, è una palestra di vita, ha un ruolo educativo, ma allo stesso tempo non può prescindere da valori quali la fratellanza e la solidarietà. Per riflettere su questi temi, insieme ai protagonisti dello sport di oggi e di domani, è stato organizzato il convegno “Lo sport per la crescita personale e sociale”, <b>martedì 17 marzo</b>, dalle ore <b>14.15</b>, nell’Aula Magna del campus </span><span>di </span><span><b>Milano</b> dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Largo Gemelli, 1), in collaborazione con l’<b>Arcidiocesi di Milano</b>, <b>Fondazione Giulia Cecchettin </b>e<b> Cattolica<i>per </i>lo Sport</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il convegno sarà aperto dai saluti della professoressa <b>Elena Beccalli</b>, Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, di <b>Federica Picchi</b>, Sottosegretario con delega a Sport e Giovani di Regione Lombardia, di <b>Luciano Buonfiglio</b>, Presidente del Coni, in collegamento, di <b>Gino Cecchettin</b>, Presidente della Fondazione Giulia Cecchettin, di <b>Mons. Mario Delpini</b>, Arcivescovo di Milano.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Anna Maria Tarantola</span></b><span>, Vicepresidente della Fondazione Giulia Cecchettin, introdurrà i lavori, che si suddivideranno in tre sessioni.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Alla prima, dal titolo “La formazione e la ricerca nel campo dello sport”, moderata dalla giornalista  <b>Tonia Cartolano</b>, parteciperanno <b>Mons. Claudio Giuliodori</b>, Assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, </span><b>Caterina Gozzoli</b>, Coordinatrice scientifica di Cattolica<i>per </i>lo Sport e del Dottorato interateneo in Scienze dell’esercizio fisico e dello sport, <b>Andrea Lionzo</b>, Direttore del Master in <i>Sports Management: Businesses, Communities, Territories</i> dell’Università Cattolica ed <b>Elena Marta</b>, Presidente della Fondazione Ente per il Diritto allo studio universitario dell’Università Cattolica (EDUCatt).</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Nella seconda sessione, il cui tema sarà “Il valore dello sport nell’esperienza di atleti e dirigenti”, moderata dal giornalista <b>Daniele Manca</b>, interverranno <b>Arianna Fontana</b>, l’atleta italiana più medagliata  nella storia dei Giochi Olimpici, sia invernali sia estivi, <b>Ilaria Galbusera</b>, <i>Diversity, Equity &amp; Inclusion Specialist</i> e capitana della Nazionale italiana di pallavolo sorde, <b>Simone Barlaam</b>, quattro volte medaglia d’oro nel nuoto paralimpico tra Tokyo 2020 e Parigi 2024 e 23 volte campione del mondo, <b>Daniele Cassioli</b>, pluricampione dello sci nautico paralimpico, con 28 titoli mondiali e 27 titoli europei all’attivo, <b>Javier Zanetti</b>, Vicepresidente dell’Inter e <b>Luca Pancalli</b>, pluricampione paralimpico, già Presidente del CIP, Vicepresidente del CONI e Commissario straordinario della FIGC.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La terza sessione, dal titolo “I giovani e lo sport”, sarà moderata dalla giornalista <b>Mariangela Pira</b> e vedrà protagonisti <b>Giampaolo Ricci</b>, capitano dell’Olimpia Milano, con cui ha vinto tre Campionati, due Supercoppe e due volte la Coppa Italia, l’arbitro di basket<b> Raffaele Ausiello</b>, il cestista <b>Victor Edomwadoba Obayagbonnaa</b>, il velocista <b>Francesco Rossi </b>ed<b> Elena Sali</b>, medaglia d’oro nel doppio femminile del canottaggio alle ultime Universiadi estive.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Veneto: al via alle International Masterclasses di fisica delle particelle</title>
<link>https://www.italia24.news/veneto-al-via-alle-international-masterclasses-di-fisica-delle-particelle</link>
<guid>https://www.italia24.news/veneto-al-via-alle-international-masterclasses-di-fisica-delle-particelle</guid>
<description><![CDATA[ Tre appuntamenti a marzo che coinvolgono oltre 200 studenti e studentesse per le International Masterclasses organizzate in Veneto dall&#039;INFN con l&#039;Università degli studi di Padova ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b92645a009a.webp" length="46396" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:08:31 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-50f75304-7fff-71f7-3d34-3a05934c726e" style="text-align: left;"><span>Sono 350 le studentesse e gli studenti delle <strong>scuole superiori del Veneto</strong> coinvolti quest'anno nelle <strong>International Masterclasses di fisica delle particelle</strong>, l'iniziativa internazionale che porta i ragazzi e le ragazze a confrontarsi direttamente con la ricerca scientifica di frontiera. In Veneto le Masterclass sono organizzate dalla <strong>Sezione di Padova dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)</strong> in collaborazione con l'Università degli Studi di Padova.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Nel corso delle giornate che si svolgeranno in contemporanea con altre sedi italiane e internazionali, le studentesse e gli studenti avranno l'opportunità di vivere una vera esperienza da ricercatori e ricercatrici: affiancati da esperti, analizzeranno dati reali provenienti da grandi esperimenti di fisica delle particelle scoprendo come funziona il lavoro quotidiano nei grandi laboratori di ricerca.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>In Veneto le attività si terranno presso le aule dell'Università degli Studi di Padova e saranno articolate in seminari introduttivi e sessioni pratiche al computer. I dati analizzati provengono da esperimenti condotti all'acceleratore <strong>Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra</strong>, come ATLAS, CMS e LHCb, e all'acceleratore <strong>SuperKEKB del laboratorio KEK di Tsukaba (Giappone)</strong> con BELLE II.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Le International Masterclasses prendono il via il 16 marzo a Padova con l'esperimento LHCb, proseguiranno il 17 con CMS e BELLE II e il 18 marzo con ATLAS. Come avviene nelle collaborazioni scientifiche internazionali, al termine di ogni giornata, i giovani e le giovani partecipanti alle Masterclasses in Italia e negli altri Paesi del mondo, si collegheranno in videoconferenza con il CERN di Ginevra e il KEK di Tsukaba.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Le <a href="https://ippog.org/imc-international-masterclasses" target="_blank" rel="noopener">International Masterclasses</a>, nate nel 2005, sono organizzate a livello mondiale da <strong>IPPOG (International Particle Physics Outreach Group) e, in Italia, dall'INFN</strong>. L'iniziativa coinvolge ogni anno circa 60 paesi, con enti di ricerca e università tra i più prestigiosi al mondo e più di 13.000 studenti e studentesse delle scuole secondarie di II grado. Per l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare quest'anno  parteciperanno le sedi di <strong>Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Cosenza, Ferrara, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Milano- Bicocca, Napoli, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Pisa, Roma I, Roma II, Roma III, Salerno, Trento, Trieste, Torino, Udine, i Laboratori Nazionali di Frascati (INFN – LNF), Laboratori Nazionali del Gran Sasso (INFN – LNGS), i Laboratori Nazionali del Sud (INFN – LNS).</strong></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano, rigenerazione urbana: presentato al MIPIM di Cannes il progetto per lo sviluppo sostenibile di Piazza d&amp;apos;Armi</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-rigenerazione-urbana-presentato-al-mipim-di-cannes-il-progetto-per-lo-sviluppo-sostenibile-di-piazza-darmi</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-rigenerazione-urbana-presentato-al-mipim-di-cannes-il-progetto-per-lo-sviluppo-sostenibile-di-piazza-darmi</guid>
<description><![CDATA[ Il progetto di sviluppo sostenibile dell&#039;area di Piazza d&#039;Armi (quartiere Baggio, Municipio 7) è stato presentato al MIPIM, la principale fiera internazionale dedicata al Real Estate a Cannes ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b925f510799.webp" length="20766" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 09:53:40 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-9ed77bcb-7fff-ce4c-0c57-7186a00b4a2f"><span>Nell'ambito del <strong>MIPIM</strong>, la principale <strong>fiera internazionale dedicata al Real Estate a Cannes</strong>, si è tenuta il 10 marzo 2026 al <strong>Padiglione Italia </strong>– alla presenza di un'ampia platea di investitori e soggetti istituzionali – la presentazione del <strong>progetto di sviluppo sostenibile dell'area di piazza d'Armi nel quartiere di Baggio (Municipio 7).</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto, in collaborazione tra <strong>Comune di Milano e Invimit SGR</strong> (la società interamente detenuta dal MEF che si occupa della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e che è proprietaria dell'area attraverso il Fondo i3-Sviluppo Italia comparto 8 quater) è stato selezionato nella Real Estate Selection 2026, l'iniziativa promossa da <strong>ICE – Italian Trade Agency</strong> per valorizzare le più interessanti proposte dell'offerta immobiliare italiana.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Alla presentazione sono intervenuti <strong>Anna Scavuzzo</strong>, vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana, e <strong>Stefano Scalera</strong>, AD di Invimit SGR.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Durante il suo intervento, <strong>Scavuzzo</strong> si è detta «molto soddisfatta che sia proprio il progetto di riqualificazione di piazza d'Armi ad essere stato selezionato per rappresentare l'Italia al Mipim. Si tratta di un'area importante della città, estesa circa 424mila mq, che verrà trasformata con un intervento di riqualificazione dell'edificato e insieme di salvaguardia di uno spazio pubblico verde di grande valore ambientale e paesaggistico. Verranno realizzate case a canone calmierato, molte destinate a dipendenti pubblici, e l'80% dell'area diventerà un parco accessibile a cittadine e cittadini. Il 'Bosco delle averle' sarà salvaguardato, mentre la volumetria è stata ridotta da 144mila mq a 122mila mq, a tutela del quartiere e della sostenibilità complessiva dell'intervento, nel rispetto dei Provvedimenti di vincolo della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Scalera</strong>, nel suo intervento, ha ricordato che «la missione di Invimit SGR, definita in stretto rapporto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, è farsi carico di parte del rischio legato alla realizzazione di operazioni a forte impatto sociale come questa, al fine di suscitare l'interesse di investitori privati che altrimenti non valuterebbero la loro partecipazione. È fondamentale la nostra permanenza in tutto il processo di sviluppo del progetto così da garantirne il suo carattere di operazione sostenibile in termini economici e sociali».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La progettualità – ha proseguito <strong>Scalera</strong> – è rivolta all'intera cittadinanza milanese, con particolare riguardo per quella fascia di popolazione cosiddetta 'grigia', come i dipendenti pubblici impiegati in servizi essenziali ai quali destineremo circa 700 nuovi appartamenti in locazione a canone calmierato vero (non eccedente il 30% del reddito familiare netto). I restanti circa mille nuovi appartamenti previsti saranno valorizzati a prezzo di mercato, al fine di garantire l'equilibrio economico dell'operazione. Ma il residenziale occuperà solo un 20% circa dell'area, che sarà per grandissima parte riconvertita a parco pubblico (a regime, uno dei più estesi della città). Il connubio di canone di mercato e canone calmierato – ha concluso Scalera – è un modello che la SGR sta replicando anche in altre operazioni che riguardano i beni da essa gestiti sul territorio nazionale».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Dopo la sottoscrizione del Protocollo, avvenuta il 23 dicembre dello scorso anno, le parti sono al lavoro per definire la Convenzione urbanistica, che verrà siglata nelle prossime settimane. </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Padova certifica la sostenibilità degli eventi</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-leader-nella-gestione-sostenibile-degli-eventi</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-leader-nella-gestione-sostenibile-degli-eventi</guid>
<description><![CDATA[ Dalle cerimonie di dottorato agli incontri di public engagement, l’Ateneo consolida un modello organizzativo orientato ad ambiente, inclusione e responsabilità sociale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b7e48c2e206.webp" length="43652" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 17:29:17 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Dopo aver ottenuto per <strong>due anni consecutivi </strong>(2024 e 2025) il <strong>primo posto in Italia </strong>nella classifica del prestigioso <strong>ranking QS Sustainability</strong>, l’<strong>Ateneo di Padova </strong>ha intrapreso un <strong>percorso</strong> volto all’<strong>integrazione sistemica della sostenibilità nelle attività di comunicazione e nelle iniziative di rappresentanza</strong>.</span></p>
<h3>La volontà trasformata in azione<span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"></span></h3>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Questo impegno si è tradotto in una<strong> progettualità</strong> complessa, <strong>avviata nel corso del 2024</strong> dall'Area Comunicazione e Marketing, finalizzata alla costruzione e all’adozione di un <strong>Sistema di Gestione Sostenibile per gli Eventi </strong>conforme alla norma UNI ISO 20121:2024, con l’<strong>obiettivo</strong> di sistematizzare le buone pratiche esistenti in un framework operativo unitario per la <strong>gestione degli eventi istituzionali</strong>.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il <strong>percorso</strong> di certificazione si è <strong>chiuso </strong>nel mese di <strong>dicembre 2025 con esito positivo</strong>, portando l'<strong>Università di Padova</strong>, secondo quanto rilevato dal database ufficiale Accredia (l’ente italiano di accreditamento), ad essere l'<strong>unica istituzione universitaria italiana </strong>a detenere tale prestigiosa <strong>certificazione</strong>, risultato che colloca una volta di più l’Ateneo in una posizione trainante nelle politiche di sviluppo sostenibile nel panorama accademico nazionale.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il 12 marzo, a Palazzo del Bo, si è svolto l’<strong>incontro Bureau Veritas</strong> per la <strong>consegna della certificazione</strong> alla presenza della <strong>prof.ssa Francesca da Porto</strong>, <strong>prorettrice con delega alla Sostenibilità</strong>, del<strong> direttore generale ingegnere Alberto Scuttari</strong>, e di <strong>Roberta Prati</strong>, <strong>South East Europe Certification Director</strong> di Bureau Veritas.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«L’impegno concreto verso l’Agenda 2030 e i principi di sostenibilità a cui ci ispiriamo continuano a trasformare e migliorare la struttura organizzativa e il metodo di lavoro del nostro Ateneo» spiega la prof.ssa<strong> Francesca da Porto</strong>, prorettrice con delega alla Sostenibilità «. Il conseguimento della Certificazione ISO 20121 per la gestione sostenibile degli eventi rappresenta un ulteriore rilevante traguardo in questa direzione. L’innovativo sistema per la pianificazione, organizzazione e realizzazione sostenibile degli eventi sviluppato, integra in modo molto efficace aspetti di sostenibilità ambientale, di inclusione, sicurezza e sostenibilità sociale, di responsabilità della catena di fornitura e di sostenibilità economica. Il coinvolgimento, nel corso degli eventi, di tutti gli stakeholder interni, e di molte istituzioni esterne all’Ateneo, ci consentirà di<strong> trasferire valore</strong> e di <strong>condividere </strong>questi<strong> nuovi modelli</strong>. L’<strong>importanza</strong> di questo<strong> traguardo</strong> raggiunto non <strong>risiede</strong> quindi solamente nella riduzione dell’impatto dei nostri eventi, e nell’esperienza migliorata di chi vi parteciperà, ma anche e soprattutto nella <strong>portata educativa di un messaggio semplice che guarda al futuro</strong>: per qualsiasi attività e in qualsiasi contesto è possibile fare scelte consapevoli e responsabili, che creano valore senza lasciare impronte negative».</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«L’ottenimento della certificazione ISO 20121 certifica la capacità dell'Ateneo di realizzare i propri eventi con attenzione alla loro sostenibilità nel rispetto della trasparenza e del principio di rotazione dei fornitori» afferma l’<strong>ingegnere</strong> <strong>Alberto Scuttari</strong>, direttore generale dell’Università di Padova -. Gli eventi sostenibili sono l'evoluzione della nostra strategia di sostenibilità, che dal 2018 decliniamo con orizzonte quinquennale nella Carta degli Impegni, attraverso un modello gestionale rigoroso e certificato. Essere l'unica università in Italia certificata per questo standard dimostra che l'amministrazione efficiente e la responsabilità ambientale possono procedere di pari passo, creando un valore aggiunto.»</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Il conseguimento della certificazione ISO 20121 accreditata da parte dell’Università di Padova rappresenta un traguardo di particolare rilievo per il sistema universitario italiano» dice <strong>Elena Battellino</strong>, referente Accredia per lo schema ISO 20121«. La <strong>certificazione </strong>rilasciata sotto accreditamento <strong>garantisce affidabilità, imparzialità e competenza nel processo di valutazione</strong>, assicurando la conformità a uno standard internazionale secondo criteri rigorosi e riconosciuti. L’adozione di un sistema di gestione sostenibile certificato sotto accreditamento contribuisce a diffondere un approccio strutturato, misurabile e verificabile alla sostenibilità, con ricadute concrete in termini ambientali, sociali ed economici su tutta la filiera. Ci auguriamo che questa iniziativa possa rappresentare uno stimolo per altri Atenei, favorendo una crescente integrazione dei principi di sostenibilità nella gestione degli eventi accademici».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Roberta Prati</strong>, South East Europe Certification Director di Bureau Veritas ha dichiarato: «Siamo orgogliosi di valorizzare, con la certificazione ISO 20121, l’impegno concreto dell’Università di Padova nella gestione degli eventi. Per un'istituzione accademica che forma le generazioni future, <strong>questa scelta comunica un messaggio chiaro: la sostenibilità è una pratica quotidiana che ci esorta ad educare attraverso l'esempio</strong>. Ogni evento può lasciare ai partecipanti un’eredità preziosa, in termini di cultura della Sostenibilità.»</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’attività, coordinata dall’Ufficio Public engagement con la collaborazione degli uffici Comunicazione ed Eventi permanenti, è stata supportata sotto il profilo metodologico e scientifico dallo Spin-off dell’Ateneo Spin Life s.r.l.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il progetto prende <strong>avvio</strong> nel <strong>2024</strong> con una prima fase di<strong> analisi</strong> delle procedure di organizzazione di eventi applicate dagli uffici dell'Area ACOM alla luce della norma ISO 20121 e dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) “Eventi sostenibili”, volta a<strong> individuare eventuali gap e margini di miglioramento e a produrre un modello procedurale</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Nel <strong>2025</strong> si è proceduto ad <strong>applicare il Sistema ad un campione di eventi</strong> monitorandone i risultati per arrivare ad intraprendere l’iter di certificazione condotto dall’ente accreditato Bureau Veritas.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">A questo scopo, l’applicazione del sistema è stata circoscritta a due cluster di eventi rappresentativi della vasta gamma di iniziative proposte dall’Ateneo: le Cerimonie di conferimento dei diplomi di dottorato, quali eventi di alto profilo istituzionale, e le presentazioni editoriali e incontri con l’autore inclusi nella rassegna Racconti della Natura e organizzati all’Orto Botanico e Museo della Natura e dell’Uomo, quali momenti cardine delle attività di public engagement.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Confindustria: al via il network con i New Media per raccontare le imprese italiane alle nuove generazioni</title>
<link>https://www.italia24.news/confindustria-al-via-il-network-con-i-new-media-per-raccontare-le-imprese-italiane-alle-nuove-generazioni</link>
<guid>https://www.italia24.news/confindustria-al-via-il-network-con-i-new-media-per-raccontare-le-imprese-italiane-alle-nuove-generazioni</guid>
<description><![CDATA[ Confindustria e new Media insieme per raccontare le eccellenze italiane. I temi al centro dell&#039;iniziativa sono innovazione, sostenibilità e sviluppo territoriale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b7cd5d37596.webp" length="52498" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 17:29:15 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il 12 marzo <strong>Confindustria</strong> ha avviato una <strong>collaborazione</strong> con i principali <strong>New Media </strong>attivi nell’ambiente digitale, con l’<strong>obiettivo</strong> di <strong>rinnovare il racconto dell’essere imprenditore e del fare impresa in Italia</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’iniziativa, siglata a Roma, parte dalla condivisione di alcuni valori, tra cui la <strong>centralità della crescita e della competitività e del ruolo dell’impresa</strong>, in questo contesto, anche in qualità di infrastruttura sociale del Paese.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il progetto nasce dalla consapevolezza del ruolo sempre più rilevante che i<strong> media digitali </strong>come attori dell’<strong>informazione pubblica</strong>, in grado di parlare soprattutto ai giovani, attraverso <strong>strumenti e linguaggi innovativi</strong>. Grazie a contenuti accessibili e a format efficaci, i New Media affrontano e spiegano temi complessi come economia, impresa, ambiente, investimenti, capitale umano, internazionalizzazione e innovazione.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Tra le realtà aderenti all'accordo, aperto comunque a successive adesioni: Factanza Media, Future Proof Society, Il Punto Economico, Ingegneria Italia, Starting Finance, The Gap, Visione Imprenditoriale, Torcha, Pillole d’economia, CNC Media, Eccellenza Italiana, Worldy, Skuola.net e Chora-Will Media.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’<strong>obiettivo comune</strong> è di contribuire a un <strong>racconto dell’industria italiana che superi gli stereotipi e ne valorizzi le eccellenze</strong>, mostrandone anche quella dimensione spesso meno visibile, ma qualificante, cioè di essere <strong>motore di innovazione</strong> e di <strong>progresso</strong>, protagonista nei processi di <strong>sostenibilità</strong>, nella formazione delle <strong>competenze </strong>e nella costruzione di relazioni professionali che contribuiscono allo <strong>sviluppo di persone e territori</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’iniziativa darà luogo a uno <strong>spazio stabile di confronto</strong>, per rafforzare la cultura d’impresa, raccontare con maggiore efficacia l’industria italiana e contribuire alla vocazione imprenditoriale da parte delle nuove generazioni. Tra i <strong>temi</strong> al centro delle attività programmate: le storie delle imprese italiane e dei loro protagonisti; il ruolo delle filiere e dei territori nello sviluppo economico; l’innovazione tecnologica e gli studi e le analisi sui principali temi di attualità economica e industriale.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Confindustria metterà a disposizione dei media aderenti contenuti, dati e occasioni di confronto con imprese e protagonisti del sistema produttivo, favorendo lo sviluppo di <strong>nuovi format editoriali </strong>dedicati al <strong>racconto dell’economia</strong> e della <strong>cultura d’impresa</strong>. I New Media animeranno un laboratorio permanente di confronto, sperimentazione</span> e divulgazione.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ambiente: i disturbi sulle foreste europee potrebbero raddoppiare entro la fine del secolo</title>
<link>https://www.italia24.news/ambiente-i-disturbi-sulle-foreste-europee-potrebbero-raddoppiare-entro-la-fine-del-secolo</link>
<guid>https://www.italia24.news/ambiente-i-disturbi-sulle-foreste-europee-potrebbero-raddoppiare-entro-la-fine-del-secolo</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio internazionale, a cui ha partecipato anche l&#039;Italia con il Cnr-Isafom, ha fornito la valutazione più completa finora disponibile sull&#039;evoluzione dei disturbi forestali in Europa in diversi scenari climatici grazie a osservazioni satellitari e simulazioni avanzate ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b7db2903f0f.webp" length="135486" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 11:20:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-28bda772-7fff-269d-5a7e-c50eb486df5d"><span>Una ricerca pubblicata su <strong>Science</strong>, frutto di un lavoro tra team internazionali a cui <strong>l'Italia</strong> ha partecipato con <strong>l'Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isafom), </strong>ha fornito la valutazione più completa finora disponibile sull'evoluzione dei <strong>disturbi forestali in Europa</strong> fino al 2100, in diversi scenari climatici.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio ha integrato <strong>osservazioni satellitari</strong> raccolte nell'arco di oltre trent'anni (1986–2020) con <strong>simulazioni modellistiche avanzate di ecosistemi forestali condotte in 13.000 siti distribuiti in tutta Europa</strong>. Il database, costituito da circa <strong>135 milioni di punti di simulazione</strong>, è stato utilizzato per addestrare un modello basato su intelligenza artificiale in grado di proiettare lo sviluppo delle foreste e i regimi di disturbo con una risoluzione spaziale di un ettaro. Quest'approccio ha consentito una valutazione dettagliata e spazialmente esplicita dell'evoluzione del rischio di disturbo nei diversi scenari climatici.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I risultati indicano, tra le principali minacce alle foreste europee, l'incidenza crescente di <strong>incendi</strong>, <strong>tempeste</strong> e <strong>infestazioni di insetti xilofagi</strong> (come il bostrico), evidenziando che i disturbi forestali aumenteranno in tutti gli scenari considerati.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Le foreste sono sistemi dinamici nei quali la mortalità degli alberi rappresenta una componente naturale dei processi ecologici. Tuttavia, il cambiamento climatico sta amplificando frequenza e intensità dei disturbi su larga scala. Negli ultimi anni, diverse regioni europee – in particolare nell'Europa centrale e meridionale – hanno registrato livelli senza precedenti di danno forestale associati a eventi meteorologici estremi, siccità prolungate e infestazione da insetti. Queste tendenze sollevano interrogativi cruciali sulla stabilità futura degli ecosistemi forestali e sulla loro capacità di continuare a garantire funzioni fondamentali quali l'assorbimento di carbonio, la produzione di legno, la conservazione della biodiversità e la regolazione del clima», afferma <strong>Alessio Collalti</strong>, ricercatore del Cnr-Isafom di Perugia che ha partecipato allo studio, responsabile del Laboratorio di Modellistica Forestale dell'Istituto.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Anche nelle traiettorie di riscaldamento più moderate, i livelli di danno attesi superano quelli osservati nel periodo di riferimento, già caratterizzato da un'elevata intensità di disturbi. Negli scenari ad alte emissioni, associati a un incremento della temperatura globale superiore a 4°C entro il 2100, la superficie forestale interessata da disturbi potrebbe più che raddoppiare.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le differenze regionali risultano marcate. <strong>L'Europa meridionale e occidentale emerge come particolarmente vulnerabile</strong>, con un aumento significativo degli incendi e dello stress idrico, condizioni che favoriscono anche la diffusione di insetti dannosi. L'Europa settentrionale appare complessivamente meno colpita su scala continentale, ma sono attesi hotspot locali di crescente vulnerabilità. Questi risultati indicano che i disturbi forestali stanno assumendo una dimensione sistemica, con implicazioni per i mercati del legno, per i bilanci di carbonio e per la resilienza degli ecosistemi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«I disturbi stanno diventando un fattore determinante del bilancio del carbonio delle foreste europee. Comprenderne l'evoluzione futura è essenziale per definire strategie di mitigazione climatica che tengano conto della reale dinamica forestale», conclude <strong>Collalti</strong>. </span></p>
<p dir="ltr"><span><strong></strong></span></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Daniela Dalmonech</strong>, ricercatrice presso lo stesso laboratorio e coautrice del lavoro, aggiunge: «I nostri risultati evidenziano la necessità di integrare il rischio di disturbo nelle politiche forestali e nella pianificazione gestionale. Strategie adattative volte ad aumentare la diversità strutturale e la resilienza degli ecosistemi saranno fondamentali nei prossimi decenni».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Tuttavia, lo studio sottolinea anche come tali fattori di rischio possano offrire anche opportunità di trasformazione. I processi di rinnovazione successivi agli eventi estremi possono, infatti, favorire l'insediamento di popolamenti più adattati alle nuove condizioni climatiche, a condizione che gli interventi gestionali siano guidati da solide basi scientifiche.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Nel complesso la ricerca evidenzia come il cambiamento climatico sia destinato a modificare profondamente i regimi di disturbo delle foreste europee nel corso del XXI secolo. Anticipare tali cambiamenti attraverso modellistica integrata, monitoraggio continuo e gestione adattativa sarà cruciale per salvaguardare le funzioni ecologiche e socio-economiche delle foreste in un contesto di rapido riscaldamento globale», conclude <strong>Collalti</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: "<a href="https://www.science.org/doi/abs/10.1126/science.adx6329" target="_blank" rel="noopener">Climate change will increase forest disturbances in Europe throughout the 21st century"</a>, Grünig, M.; Rammer, W.; Senf, C., et al. (2026) Science.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>MUR e INAF in Cile: la visita ai siti dell&amp;apos;European Southern Observatory</title>
<link>https://www.italia24.news/mur-e-inaf-in-cile-la-visita-ai-siti-delleuropean-southern-observatory</link>
<guid>https://www.italia24.news/mur-e-inaf-in-cile-la-visita-ai-siti-delleuropean-southern-observatory</guid>
<description><![CDATA[ La visita del Ministro del MUR e del presidente dell&#039;INAF ai siti dello European Southern Observatory (ESO) in Cile dove sorgono i più avanzati telescopi del mondo ed è in avanzata fase di costruzione l&#039;Extremely Large Telescope (ELT) ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b7d22999a23.webp" length="107956" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 10:27:36 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il Ministro dell'Università e della Ricerca, <strong>Anna Maria Bernini</strong>, e il Presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), <strong>Roberto Ragazzoni</strong>, hanno visitato i siti dello <strong>European Southern Observatory (ESO)</strong> nella regione del deserto di <strong>Atacama in Cile</strong>, dove sorgono i più avanzati telescopi del mondo. ESO è una organizzazione internazionale di cui l'Italia è Paese membro dal 1982.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La delegazione italiana ha visitato il sito dell'<strong>Extremely Large Telescope (ELT)</strong> dell'European Southern Observatory (ESO), presso <strong>Cerro Armazones</strong>, ad oltre 3.000 metri di quota, dove è in avanzata fase di costruzione il più grande telescopio per osservazione nella luce visibile e nell'infrarosso mai realizzato.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il progetto vede un importante contributo italiano, sia nella ricerca sia nello sviluppo tecnologico e industriale. La comunità scientifica nazionale, coordinata dall'INAF, è impegnata nello sviluppo di strumenti e tecnologie chiave per il telescopio e contribuisce alla progettazione e alla realizzazione di componenti ad altissima precisione. Queste soluzioni consentiranno di ottenere immagini con una nitidezza senza precedenti e di ampliare in modo significativo le possibilità di osservazione dell'universo.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Sul piano industriale, invece, un consorzio di aziende italiane si è aggiudicato la commessa per la realizzazione dell'edificio, della cupola orientabile e della struttura di supporto del telescopio, generando un ritorno economico di oltre 360 milioni di euro. Un risultato che conferma come la partecipazione alle grandi infrastrutture europee di ricerca rappresenti non solo un investimento scientifico, ma anche una concreta leva di sviluppo industriale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«La presenza italiana all'Extremely Large Telescope - ha dichiarato il Ministro <strong>Bernini</strong> - dimostra in modo concreto quanto la ricerca sia uno strumento strategico di proiezione internazionale del nostro Paese. Partecipare da protagonisti a una delle più grandi infrastrutture scientifiche al mondo significa affermare la qualità della nostra comunità scientifica e la solidità del nostro sistema industriale, capace di contribuire a progetti di altissima complessità tecnologica. L'impegno nell'ELT - ha aggiunto il Ministro - è anche una scelta politica e strategica, perché significa investire nella conoscenza come leva di competitività e, allo stesso tempo, offrire nuove opportunità alle giovani generazioni di ricercatori, che possono misurarsi con progetti destinati a segnare il futuro dell'astrofisica. La cooperazione con il Cile, che ospita queste infrastrutture uniche al mondo, rappresenta inoltre un esempio concreto di diplomazia scientifica efficace. Di come cioè la scienza contribuisca a costruire relazioni stabili e durature tra Paesi, aiuti a creare fiducia reciproca e generare benefici condivisi».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«Visitare con il Ministro Bernini i siti astronomici dell'ESO qui in Cile, in uno tra i luoghi letteralmente più bui del pianeta dove risiede l'accesso europeo al cielo australe, è stato un onore. Qui abbiamo potuto vedere, e spesso toccare con mano, come la ricerca italiana in astrofisica non solo si esprime ai massimi livelli nel globo ma sia anche in grado di coinvolgere l'intera filiera accademica, scientifica e industriale della nazione», commenta <strong>Roberto Ragazzoni</strong>, presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span><strong>I siti visitati ospitano contemporaneamente il passato, il presente e il futuro prossimo dello sviluppo tecnologico italiano</strong>. L'industria del nostro Paese ha infatti costruito i 4 telescopi del Very Large Telescope (ESO), inaugurati nei primi anni 2000, e da allora tra i maggiori telescopi del mondo. Il futuro è ora rappresentato dall'Extremely Large Telescope, che coinvolge non solo l'industria nazionale che si occupa di grandi strutture ma anche di componenti ad altissima specializzazione.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«Lo specchio adattivo di ELT è un gioiello tecnologico, costituito da sei "petali" che con i loro 5352 attuatori correggeranno gli effetti della turbolenza atmosferica producendo immagini astronomiche di qualità eccezionale. Una tecnologia collaudata dall'INAF, oggi divenuta standard in tutti i grandi telescopi del pianeta» sottolinea <strong>Ragazzoni</strong>. «Questa visita è una ulteriore conferma - dell'attenzione del Ministero, che si traduce in finanziamenti per la realizzazione di infrastrutture e l'assunzione di nuovi scienziati. Un'occasione che ha permesso di valorizzare strutture osservative con una forte presenza italiana che, a breve, ci apriranno nuove frontiere nella ricerca astrofisica, dove l'INAF gioca un ruolo di assoluto rilievo nel panorama internazionale. Un balzo in avanti per le future generazioni di scienziati che ha già messo alla prova l'eccellenza e la capacità di realizzazione dell'intera filiera industriale nazionale».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Nel corso della visita, la delegazione si è recata anche presso il sito che ospiterà l'osservatorio <strong>Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO),</strong> la più grande e potente infrastruttura al mondo per l'osservazione dell'universo nello spettro dei raggi gamma, in grado di indagare i fenomeni più energetici che avvengono nel cosmo. Il CTAO prevede la costruzione di oltre 60 telescopi di tre differenti dimensioni distribuiti in due siti, presso l'isola di La Palma (arcipelago delle Canarie, Spagna) per l'emisfero boreale e, appunto, in Cile per quello australe.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>L'Italia, oltre a essere tra i membri fondatori del progetto, contribuendo allo sviluppo tecnologico, alla costruzione e alle operazioni dell'Osservatorio, è anche il Paese che ha guidato i negoziati per la sua costituzione e ospita, a Bologna, la sede centrale del CTAO ERIC.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«Siamo altrettanto entusiasti - dice <strong>Ragazzoni</strong> - per il recente avvio dei lavori legati alla costruzione del sito meridionale del Cherenkov Telescope Array Observatory, che vede un nostro forte contributo sui telescopi di classe small e large in avanzata fase di costruzione».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La visita si è svolta alla presenza dell'Ambasciatrice d'Italia in Cile, <strong>Valeria Biagiotti</strong>, del Direttore Generale di ESO <strong>Xavier Barcons</strong> e dell'ELT Program Manager <strong>Roberto Tamai</strong>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Materie prime critiche, ENEA: presentato il database del fosforo come strumento per l’economia circolare</title>
<link>https://www.italia24.news/materie-prime-critiche-enea-presentato-il-database-del-fosforo-come-strumento-per-leconomia-circolare</link>
<guid>https://www.italia24.news/materie-prime-critiche-enea-presentato-il-database-del-fosforo-come-strumento-per-leconomia-circolare</guid>
<description><![CDATA[ ENEA, in collaborazione con il MASE, ha presentato il Database del fosforo che raccoglie informazioni su impianti di trattamento, utilizzatori e produttori di scarti e rifiuti per facilitare l&#039;incontro tra domanda e offerta di questa risorsa non rinnovabile ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b7d20229383.webp" length="10844" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 10:10:52 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Un<span> </span><a href="https://database.piattaformaitalianafosforo.it/" target="_blank" rel="noopener">Database Nazionale del Fosforo</a><span> </span>per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di fosforo recuperato, ma anche questionari, buone pratiche e tecnologie per favorire modelli sempre più efficaci di economia circolare e ridurre la dipendenza dell’Italia dalle importazioni. È quanto ha realizzato la<span> </span><strong>Piattaforma Nazionale del Fosforo</strong>,<span> </span><strong>gestita da ENEA</strong><span> </span>in collaborazione con il <strong>Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica</strong> (<strong>MASE</strong>), le cui attività sono state presentate ieri al MASE in un<span> </span><a href="https://www.eventi.enea.it/tutti-gli-eventi-enea/save-the-date-la-gestione-circolare-del-fosforo-risultati-e-prospettive-della-piattaforma-italiana-del-fosforo.html" target="_blank" rel="noopener">workshop</a><span> </span>organizzato in collaborazione con ENEA.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Tema centrale dell’incontro è stato il <strong>mercato secondario del fosforo</strong> e la presentazione della banca dati che raccoglie informazioni su impianti di trattamento, utilizzatori e produttori di scarti e rifiuti contenenti fosforo, con l’obiettivo di facilitare un’analisi puntuale dei fabbisogni in termini di qualità e quantità del prodotto.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">ENEA ha realizzato un <strong>questionario rivolto a tutti i membri della Piattaforma Nazionale del Fosforo</strong> con l’obiettivo di identificare ostacoli e opportunità del mercato del fosforo secondario. I risultati dimostrano come l’Italia abbia una concreta opportunità di ridurre tale dipendenza attraverso strategie circolari e il recupero interno, nonostante l’attuale mercato italiano del fosforo resti ancora fragile e dipendente dall’approvvigionamento esterno.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«La Piattaforma Nazionale del Fosforo si conferma un punto di riferimento per la condivisione di conoscenze, buone pratiche e soluzioni tecnologiche a supporto delle politiche di economia circolare», sottolinea la referente scientifica della Piattaforma, <strong>Roberta De Carolis</strong>, ricercatrice del Dipartimento Sostenibilità dell’ENEA. «Il Database Nazionale del Fosforo – aggiunge – è uno strumento importante per una gestione più efficiente, trasparente e circolare, consentendo di individuare con maggiore precisione fabbisogni, flussi e potenzialità di recupero, grazie all’integrazione di dati su utilizzatori, produttori di scarti e impianti di trattamento».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Il fosforo è una risorsa non rinnovabile e insostituibile, </strong>considerata dall’Unione Europea una <strong>materia prima critica</strong> a causa dell’elevata dipendenza dalle importazioni da Paesi extra‑UE (84% per la roccia fosfatica e 100% per il fosforo elementare) e del ridotto tasso di riciclo dai prodotti a fine vita (17% per la roccia fosfatica e nullo per il fosforo elementare). Malgrado queste caratteristiche, è utilizzato in molti settori: la maggior parte del fosforo elementare è destinata all’industria chimica per la produzione di fertilizzanti in ambito agricolo, ma una quota crescente trova anche impiego anche in altri settori strategici, in particolare nelle batterie di nuova generazione (litio‑ferro‑fosfato e litio‑manganese‑ferro‑fosfato), rendendolo una potenziale risorsa chiave per la transizione energetica.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Il nostro Paese presenta un tasso di riciclo a fine vita del fosforo molto basso, una criticità rilevante per una risorsa inserita tra le materie prime critiche dell’Unione Europea», spiega <strong>Daniela Claps,</strong> responsabile del Supporto Tecnico Strategico del Dipartimento Sostenibilità. «La Piattaforma – aggiunge – mira a chiudere il ciclo del fosforo, con l’obiettivo a lungo termine di limitare la dipendenza del nostro Paese dalla sua importazione, in linea con le priorità europee sulle materie prime critiche e con i principi dell’economia circolare».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Istituita nel 2019 su iniziativa del MASE, la Piattaforma Nazionale del Fosforo persegue l’autosufficienza del ciclo del fosforo a livello nazionale e il coordinamento con le politiche europee attraverso lo sviluppo di modelli di economia circolare. Gestita da ENEA in collaborazione con la Direzione Generale Economia Circolare e Bonifiche del MASE, la Piattaforma è aperta a tutti i soggetti che, a vario titolo, operano nel ciclo del fosforo e ad oggi coinvolge oltre 70 organizzazioni aderenti tra enti di ricerca, istituzioni pubbliche e private, aziende e realtà del terzo settore.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano è memoria: dal 18 al 22 marzo la città celebra il 178esimo anniversario delle Cinque Giornate</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-e-memoria-dal-18-al-22-marzo-milano-celebra-il-178-anniversario-delle-cinque-giornate</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-e-memoria-dal-18-al-22-marzo-milano-celebra-il-178-anniversario-delle-cinque-giornate</guid>
<description><![CDATA[ dal 18 al 22 marzo a Milano, un programma di visite, iniziative, incontri, concerti e rievocazioni per celebrare il 178esimo anniversario delle Cinque Giornate in ricordo dell&#039;insurrezione del 1848 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b7d1dd42368.webp" length="106990" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:53:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Dal 18 al 22 marzo</strong> Milano celebra il <strong>178° anniversario delle Cinque Giornate</strong>, l'insurrezione popolare del marzo 1848 che segnò uno dei momenti più importanti della storia risorgimentale italiana e che valse alla città la prima delle due <strong>Medaglie d'Oro al Valor Militare</strong>.</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nei giorni della ricorrenza il Comune di Milano, insieme a musei, istituzioni culturali, luoghi della memoria e associazioni cittadine, propone un <strong>ricco programma di iniziative tra visite guidate</strong>, conferenze, concerti, percorsi storici, mostre documentarie e attività per famiglie. L'obiettivo è raccontare vicende e protagonisti delle giornate che segnarono la lotta per la libertà e l'indipendenza di Milano dalla dominazione austroungarica. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le celebrazioni si apriranno il 18 marzo alle ore 11 con la commemorazione dei caduti presso il Monumento alle Cinque Giornate (piazza Cinque Giornate) alla presenza delle autorità cittadine. Durante la cerimonia, come da tradizione, il <strong>Primo Tricolore</strong> sarà consegnato simbolicamente ai cadetti della <strong>Scuola Militare Teulié</strong>, in ricordo della loro partecipazione alle giornate del 1848. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma coinvolgerà 14 luoghi simbolici della città, tra cui il <strong>Monumento alle Cinque Giornate, il Museo del Risorgimento, il Cimitero Monumentale, Palazzo Morando, la GAM – Galleria d'Arte Moderna, l'Archivio di Stato, la Scuola Militare Teulié, la Chiesa di San Celso e altri spazi culturali cittadini.</strong> La maggior parte delle iniziative è gratuita, con prenotazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Ad aprire il calendario, <strong>dal 14 al 21 marzo</strong>, sarà la mostra documentaria allestita <strong>all'Archivio di Stato di Milano</strong> (via Senato 10) che, attraverso documenti conservati nei fondi archivistici dell'istituto, racconta la vittoria, la repressione e la costruzione della memoria delle Cinque Giornate. Gli allievi della Scuola Militare Teulié accompagneranno i visitatori alla scoperta delle fonti e dei protagonisti degli eventi del 1848. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Dal 18 al 22 marzo sarà inoltre possibile partecipare alle visite guidate dedicate al Monumento alle Cinque Giornate, realizzato da <strong>Giuseppe Grandi</strong> e recentemente restaurato, uno dei simboli più significativi della memoria risorgimentale milanese. Nelle stesse giornate le sale di <strong>Palazzo Moriggia</strong> - Museo del Risorgimento (via Borgonuovo 23) accoglieranno gli allievi della Scuola Militare Teulié che guideranno il pubblico con approfondimenti dedicati al Primo Tricolore e al ruolo svolto dai cadetti durante l'insurrezione del 1848. Sempre al Museo del Risorgimento sarà proposta una visita guidata alla mostra dedicata alla contessa <strong>Clara Maffei</strong>, figura centrale del Risorgimento milanese e protagonista di un celebre salotto culturale che fu luogo di incontro e confronto politico dell'epoca. A Palazzo Reale sarà invece presentata una serie podcast dedicata alla principessa <strong>Cristina Trivulzio di Belgiojoso,</strong> giornalista e patriota tra le figure più rappresentative del Risorgimento. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il 19 marzo il Museo del Risorgimento farà da cornice alla presentazione del volume "<strong>Il corpo degli eroi. Medici e patrioti in un carteggio di Adelaide Cairoli (1862–1871)</strong>", dedicato al rapporto tra medicina, patriottismo e memoria risorgimentale. Nella stessa giornata la Galleria d'Arte Moderna - GAM (via Palestro 16) proporrà una visita guidata dedicata allo scultore Giuseppe Grandi e al <strong>movimento della Scapigliatura</strong>. Sempre il 19 marzo la <strong>Fondazione IRCCS Ca' Granda - Ospedale Maggiore Policlinico </strong>(via Francesco Sforza 32) aprirà straordinariamente al pubblico la cripta che tra il 1848 e il 1895 custodì i resti dei caduti delle Cinque Giornate, sepolti durante i giorni della battaglia quando non era possibile raggiungere i cimiteri suburbani. Nello stesso luogo il <strong>LABANOF – Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano</strong> proporrà un appuntamento che unisce ricerca scientifica, letture storiche e performance artistiche dedicate alle vittime dell'insurrezione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il 20 marzo il Museo del Risorgimento dedicherà un incontro al recente restauro del Monumento alle Cinque Giornate, con un approfondimento sulle metodologie adottate e sui risultati dell'intervento realizzato a oltre centotrent'anni dalla sua inaugurazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il 21 marzo la città sarà animata da diverse iniziative tra musei e luoghi storici: a <strong>Palazzo Morando</strong> (via Sant'Andrea 6) la visita letteraria "<strong>Voci del Passato – Speciale Cinque Giornate</strong>" farà rivivere le atmosfere della Milano ottocentesca attraverso testi, testimonianze e racconti dei protagonisti delle giornate rivoluzionarie; al Museo del Risorgimento prenderà avvio il percorso guidato "<strong>Nelle vie delle Cinque Giornate</strong>", che collega il museo ai luoghi simbolo dell'insurrezione. In programma anche attività dedicate ai più piccoli, tra cui il laboratorio "<strong>Bianco, rosso e verde</strong>" per scoprire l'origine e il significato del Tricolore. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il 22 marzo al Cimitero Monumentale un appuntamento tra storia e letture sarà dedicato alla figura di <strong>Carlo Cattaneo</strong>, protagonista politico e intellettuale delle Cinque Giornate. I suoi resti mortali riposano nel Famedio nel sarcofago marmoreo con lo stemma di Milano posto accanto a quello di Alessandro Manzoni, uno dei luoghi più simbolici della memoria civile della città. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nella stessa giornata il Museo del Risorgimento proporrà anche un percorso storico-musicale dedicato all'atmosfera culturale e sonora della Milano del 1848. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Tra i luoghi coinvolti nelle celebrazioni vi sarà anche la storica Scuola Militare Teulié (corso Italia 58) dove sarà esposto il Primo Tricolore del 1848, il vessillo che durante l'insurrezione milanese sventolò sulla guglia più alta del Duomo accanto alla Madonnina. La bandiera, custodita dalla scuola in memoria del sostegno che gli allievi dell'allora <strong>Collegio dei Cadetti</strong> offrirono ai cittadini insorti, sarà visitabile nella sede di corso Italia. L'edificio storico aprirà inoltre le porte alla città durante le Giornate FAI di Primavera del 21 e 22 marzo, offrendo la possibilità di visitare gli spazi della scuola e vedere da vicino il Tricolore. Gli allievi saranno presenti anche al Museo del Risorgimento per accompagnare il pubblico con approfondimenti sul ruolo dei cadetti durante le Cinque Giornate. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Un altro luogo significativo sarà la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso (corso Italia), il cui campanile durante le Cinque Giornate fu utilizzato dagli insorti come punto di osservazione sulle truppe austriache: dal 18 al 21 marzo sono previste visite alla chiesa, mentre il 22 marzo si terrà un incontro dedicato al restauro del campanile nell'ambito delle Giornate FAI di Primavera. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il calendario delle iniziative comprende infine anche diversi <strong>appuntamenti musicali</strong> riuniti nel "<strong>Festival 5 Giornate</strong>", con concerti e recital dedicati alla musica contemporanea in vari luoghi della città. <strong>All'ADI Design Museum (piazza Compasso d'Oro 1) </strong>sono in programma esibizioni solistiche e concerti con musiche di compositori del Novecento e contemporanei; il <strong>Museo del Novecento</strong> (piazza Duomo 8) accoglierà un concerto del <strong>New Made Ensemble</strong> con brani di autori italiani viventi, mentre alla <strong>Casa Museo Spazio Tadini</strong> (via Niccolò Jommelli 24) si susseguiranno recital e concerti con solisti ed ensemble – tra cui il New Made Ensemble e il duo di chitarre Atzori-Brunini – oltre a un incontro-concerto con il compositore <strong>Alessandro Solbiati</strong>. Il festival propone così un percorso musicale diffuso che affianca alla memoria storica delle Cinque Giornate una proposta culturale contemporanea. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma si concluderà il <strong>28 marzo al Parco Formentano</strong> (largo Marinai d'Italia), dove il Municipio 4 organizza una rievocazione storica con figuranti in costume e simulazioni dedicate agli episodi finali dell'insurrezione milanese.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>ASI e Polizia di Stato: rinnovata la convenzione per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici</title>
<link>https://www.italia24.news/asi-e-polizia-di-stato-rinnovata-la-convenzione-per-la-prevenzione-e-il-contrasto-dei-crimini-informatici</link>
<guid>https://www.italia24.news/asi-e-polizia-di-stato-rinnovata-la-convenzione-per-la-prevenzione-e-il-contrasto-dei-crimini-informatici</guid>
<description><![CDATA[ La Polizia di Stato e l’Agenzia Spaziale Italiana rinnovano la convenzione per proteggere reti e sistemi informatici dell’Agenzia da minacce cibernetiche rafforzando collaborazione, scambio di informazioni e prevenzione degli attacchi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b7d1a9e6afd.webp" length="55882" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:38:57 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">È stata rinnovata l'11 marzo 2026 a Roma la convenzione tra la<span> </span><strong>Polizia di Stato</strong><span> </span>e l’<strong>Agenzia Spaziale Italiana</strong><span> </span>(ASI) a tutela delle reti e dei sistemi informativi di supporto alle funzioni istituzionali dell’Agenzia, asset strategico di particolare rilievo per il Paese.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La convenzione, firmata dal Sig. Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto<strong><span> </span>Vittorio Pisani</strong><span> </span>e dal Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Prof.<span> </span><strong>Teodoro Valente</strong>, consolida il percorso di strutturata collaborazione avviato nel 2023 con l’obiettivo di rafforzare le attività di prevenzione e contrasto alle possibili minacce cibernetiche rivolte alle infrastrutture e sistemi strategici dell’Agenzia.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), istituita nel 1988, è un ente pubblico nazionale con il compito di preparare e attuare la politica spaziale italiana in accordo con le linee guida del Governo. La tutela delle attività strategiche poste in essere dall’Agenzia richiede la costante collaborazione tra i soggetti coinvolti nella sicurezza cibernetica e una sempre più efficace condivisione informativa.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">In questo contesto la Convenzione<strong><span> </span>rafforza il coordinamento operativo</strong><span> </span>e lo<span> </span><strong>scambio di informazioni</strong><span> </span>finalizzati alla prevenzione, all’analisi dei rischi e alla gestione tempestiva di eventuali eventi critici che saranno assicurati, per la Polizia di Stato, dal<span> </span><strong>Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica</strong><span> </span>attraverso il CNAIPIC –<strong><span> </span>Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il Centro, con una<strong><span> </span>sala operativa attiva 24 ore su 24</strong>, garantisce il monitoraggio, l’analisi e la gestione degli eventi di sicurezza cibernetica che coinvolgono infrastrutture critiche di rilevanza nazionale, punto di contatto nazionale e internazionale per il coordinamento delle risposte nei settori sensibili e strategici del Paese.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il Capo della Polizia<span> </span><strong>Pisani</strong><span> </span>ha dichiarato che: «Il rinnovo della Convenzione con l’Agenzia Spaziale Italiana rafforza una collaborazione strategica per la protezione di un asset di particolare rilievo per il Paese. In un contesto in cui le minacce cibernetiche sono sempre più evolute, la tutela delle infrastrutture e dei sistemi informativi che supportano le attività spaziali assume un valore centrale per la sicurezza nazionale. Attraverso il lavoro della Polizia Postale e del CNAIPIC continueremo a garantire prevenzione, capacità di risposta e condivisione informativa per difendere infrastrutture e funzioni strategiche dello Stato».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il Capo della Polizia ha sottolineato anche che: «il rinnovo della Convenzione si pone in linea con l’impegno, assunto nel 2023, dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza nell’User Forum Nazionale Copernicus. In tale ambito, di recente, è stato individuato l’Ufficio Coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia come focal point che esprime la posizione del sistema di law enforcement nazionale nell’User Forum ed è stato istituito un Tavolo tecnico tematico “Sicurezza”, al quale partecipano i rappresentanti delle Forze di polizia e delle articolazioni del Dipartimento della P.S. Il Tavolo Sicurezza ha il compito fondamentale di raccogliere le indicazioni di tutte le Forze di polizia sulle esigenze e i fabbisogni connessi all’applicazione dei prodotti spaziali agli ambiti di interesse della sicurezza nazionale. Infatti, l’attuale scenario geopolitico rende assolutamente prioritario, per la sicurezza nazionale, lo sviluppo di nuove tecnologie e prodotti spaziali di osservazione della Terra sostenuto da ingenti risorse sia unionali che nazionali. Il sistema di law enforcement nazionale è chiamato ad affrontare nuove sfide e deve, quindi, capitalizzare nuove competenze da integrare con quelle esistenti e acquisire sempre più avanzati strumenti preventivi e investigativi».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Il rinnovo della Convenzione rafforza la collaborazione istituzionale per la protezione – ricorda<span> </span><strong>Teodoro Valente</strong>, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana - di infrastrutture critiche. È questa una cooperazione rilevante nell’interesse e per la tutela del Paese legata sia alla prevenzione dei crimini informatici che allo svolgimento di attività formative dedicate. Lo spazio rappresenta sempre più un dominio fondamentale nel campo della sicurezza nazionale, per questo è anche esso oggetto di attenzione per la prevenzione degli accessi illeciti su infrastrutture critiche. Si tratta di un tema prioritario. La sinergia messa in campo tra ASI e il Centro Nazionale Anticrimine Informatico (CNAIPC) è uno strumento operativo, attento alla formazione di risorse altamente qualificate e volto anche alla identificazione di prassi e linee guida, per il contrasto agli attacchi cibernetici e all’indebita sottrazione di informazioni ad alto grado di criticità e sensibilità. Competenze e capacità sono messe a fattor comune per la tutela delle informazioni provenienti dagli asset spaziali del Paese».</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Neuroscienze, accendiamo il cervello: a Padova torna la Brain Awareness Week</title>
<link>https://www.italia24.news/neuroscienze-accendiamo-il-cervello-a-padova-torna-la-brain-awareness-week</link>
<guid>https://www.italia24.news/neuroscienze-accendiamo-il-cervello-a-padova-torna-la-brain-awareness-week</guid>
<description><![CDATA[ Il 16 e il 17 marzo, per la campagna di divulgazione delle neuroscienze &quot;Brain Awareness Week&quot;, a Palazzo Moroni ricercatori e ricercatrici dell&#039;Università di Padova aiuteranno il pubblico a scoprire come il cervello ci guida ogni giorno ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b3eb9dbcc30.webp" length="40814" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 11:46:53 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Giunta alla sua 17</span><sup>a</sup><span> edizione, la <strong>Brain Awareness Week </strong>– la campagna internazionale dedicata alla divulgazione delle neuroscienze – torna a Padova </span><b>lunedì 16 e martedì 17 marzo, nella Sala Paladin di Palazzo Moroni<span> </span></b><span>(via del Municipio, 1), con seminari divulgativi in cui giovani ricercatori e ricercatrici dell'Università di Padova guideranno il pubblico attraverso il complesso e affascinante mondo del <strong>cervello</strong>: un'occasione unica per avvicinarsi alle neuroscienze e scoprire come il cervello ci guida ogni giorno.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Dai piccoli organelli cellulari chiamati <strong>lisosomi</strong>, che aiutano a mantenere sani i <strong>neuroni</strong>, agli effetti della <strong>microgravità</strong> sul cervello, fino alle <strong>tecnologie riabilitative</strong> che si integrano con il corpo e con la mente, i seminari toccheranno temi affascinanti e diversi. Si parlerà anche di come il cervello elabora il piacere e le esperienze sessuali, delle prospettive della terapia genica nelle malattie neurodegenerative e dell'uso di modelli sperimentali come il moscerino della frutta, che aiutano a comprendere meccanismi fondamentali alla base di patologie complesse.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">I seminari offriranno inoltre strumenti per <strong>capire come leggere correttamente i dati scientifici</strong>: la scienza del cervello è complessa e richiede metodi trasparenti per evitare interpretazioni errate. Infine, verranno presentate ricerche innovative per <strong>studiare l'invecchiamento cerebrale</strong> e strategie concrete per mantenere la mente in salute più a lungo.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Ad aprire la due giorni<b>, lunedì 16 marzo alle ore 15.00</b>, sarà la prof.ssa<span> </span><b>Monica Fedeli</b>, Prorettrice alla Terza Missione <strong>dell'Università di Padova</strong>, a cui seguiranno gli interventi di giovani scienziati e scienziate in formazione dell'Ateneo patavino che presenteranno le proprie ricerche a un pubblico ampio di "non addetti ai lavori". A concludere le giornate saranno gli interventi del prof.<span> </span><b>Andrea Spoto</b>, Direttore del Dipartimento di Psicologia Generale, e del prof.<span> </span><b>Luigi Bubacco</b>, Direttore del Dipartimento di Biologia.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Ciò che rende speciale la Brain Awareness Week è il dialogo senza filtri tra chi la scienza la vive ogni giorno e chi ne è incuriosito –<span> </span><b>sottolinea Simone Cutini, docente del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell'Ateneo patavino e membro del comitato organizzativo della Brain Awareness Week<span> </span></b>–. Vi aspettiamo per abbattere le barriere del laboratorio e trasformare la complessità dei dati in una consapevolezza condivisa, perché capire come funziona il cervello ci aiuta a guardare il mondo con occhi nuovi».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Gli interventi coinvolgeranno cinque dipartimenti dell'Università di Padova: <strong>Dipartimento di Neuroscienze, Dipartimento di Psicologia Generale, Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione, Dipartimento di Scienze Biomediche e Dipartimento di Biologia.</strong> L'approccio integrato dei diversi campi di ricerca permette di affrontare la complessità del sistema nervoso da diverse prospettive, dalla ricerca di base alle applicazioni cliniche o tecnologiche.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">L'iniziativa gode del patrocinio dell'Università di Padova e si realizza grazie alla collaborazione dei cinque dipartimenti coinvolti con il <strong>Comune di Padova</strong>, confermando l'impegno dell'Ateneo nel promuovere la divulgazione scientifica e la partecipazione attiva della comunità alla conoscenza delle neuroscienze.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Il programma completo è consultabile<span> </span><a href="https://www.biomed.unipd.it/terza-missione/scuole-e-cittadinanza/brain-awareness-week" target="_blank" rel="noopener noreferrer">a questo link</a>. </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ambiente, progetto &amp;quot;Pizzerie&amp;quot;:  ENEA misura per la prima volta gli inquinanti emessi dai forni a legna</title>
<link>https://www.italia24.news/ambiente-progetto-pizzerie-enea-misura-per-la-prima-volta-gli-inquinanti-emessi-dai-forni-a-legna</link>
<guid>https://www.italia24.news/ambiente-progetto-pizzerie-enea-misura-per-la-prima-volta-gli-inquinanti-emessi-dai-forni-a-legna</guid>
<description><![CDATA[ In uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Pollution, ENEA ha misurato le emissioni dei forni a legna nelle pizzerie e dai risultati è emerso che l&#039;accensione è la fase in cui si produce la maggiore quantità di inquinanti ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b3e033950a9.webp" length="45304" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 10:43:00 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>I forni a legna delle pizzerie producono la maggiore quantità di inquinanti durante la fase di accensione</strong>. È quanto emerge da uno studio realizzato da ENEA nell’ambito del <strong>progetto “Pizzerie”,</strong> insieme a <strong>Innovhub e Università degli Studi di Milano</strong>, finanziato dal <strong>Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica</strong> e pubblicato sulla rivista<span> </span><a target="_blank" rel="noopener" href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0269749125013211?via%3Dihub">Environmental Pollution</a>. Grazie a questo progetto, i ricercatori hanno identificato per la prima volta, attraverso specifiche campagne sperimentali, i <strong>principali fattori che influenzano le emissioni dei forni a legna</strong>, punto di partenza per fornire indicazioni pratiche finalizzate alla riduzione dell’impatto ambientale delle pizzerie.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Dallo studio emerge che le varie fasi di funzionamento dei forni a legna presentano livelli differenti di efficienza della combustione, un fattore determinante nella formazione degli inquinanti. Ad esempio, l’<strong>accensione del forno a freddo</strong><span> </span>si caratterizza per una<span> </span><strong>combustione meno efficiente</strong>, che determina<span> </span><strong>picchi emissivi di diversi inquinanti</strong>, in particolare degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) che sono presenti sotto forma di particelle sospese nell’aria e di gas.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Durante la<span> </span><strong>cottura</strong>, la combustione risulta invece più stabile. «Tuttavia, l’inserimento delle pizze e l’ingresso di aria fredda modificano la temperatura e il regime di combustione, generando picchi di composti organici gassosi<span> </span>e di particolato simili a quelli osservati durante l’accensione e l’aggiunta di nuova legna, che sono le fasi caratterizzate dal<span> </span><strong>più alto grado di combustione incompleta»</strong>, spiega la ricercatrice ENEA <strong>Milena Stracquadanio</strong>, coordinatrice del progetto “Pizzerie”.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Infine, la meno impattante dal punto di vista emissivo è la<span> </span><strong>fase stazionaria</strong>, vale a dire quando il forno mantiene la temperatura in assenza di attività di cottura.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Dalla misurazione del<span> </span><strong>particolato</strong><span> </span>prodotto dai forni a legna è emersa un’elevata variabilità nei valori di concentrazioni delle emissioni legata alla modalità di alimentazione dei forni: l’inserimento della legna a carichi successivi altera temporaneamente la combustione e, di conseguenza, per brevi periodi anche la quantità di particolato emesso.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h2 style="text-align: left;">Il fattore della tipologia di forno</h2>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Per i test sperimentali, i ricercatori hanno preso in considerazione<span> </span><strong>tre forni a legna</strong><span> </span>- due di nuova produzione e uno in esercizio da circa dieci anni - al fine di valutare eventuali differenze nelle emissioni in atmosfera. È stato inoltre messo a punto un<span> </span><strong>protocollo di campionamento capace di riprodurre le condizioni operative di una pizzeria reale</strong>, considerando l’impatto delle diverse fasi di utilizzo: accensione a freddo e a caldo, cottura e fase stazionaria. Come combustibile è stato utilizzato legno di faggio, la tipologia più impiegata nei forni a legna in Italia perché raggiunge rapidamente temperature elevate, produce quantità contenute di fumo e garantisce alta efficienza.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Lo studio evidenzia<span> </span><strong>differenze significative legate alla tipologia di forno</strong>. In particolare, il modello più grande e più datato - in esercizio da circa dieci anni - ha registrato le emissioni più elevate di monossido di carbonio, di carbonio organico gassoso (<span>i composti </span><strong>sono altamente sensibili alle condizioni di combustione<span> </span></strong><span>e </span><strong>pertanto tendono a presentare la variabilità più elevata tra gli inquinanti gassosi</strong><span>)</span><span> </span>e di particolato rispetto ai due forni più piccoli e di recente produzione, probabilmente perché richiede maggiori quantità di legna per raggiungere e mantenere le temperature operative.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Rispetto ai due forni più nuovi, tuttavia, questo modello ha prodotto quantità inferiori di ossidi di azoto, nonostante il maggiore consumo di combustibile», spiega <strong>Andrea Bergomi</strong>, ricercatore dell’Università degli Studi di Milano e coautore dello studio. «Si tratta di un risultato inatteso - prosegue Bergomi - che può essere spiegato dal fatto che concentrazioni più elevate di monossido di carbonio nella camera di combustione determinano un ambiente più povero di ossigeno e in queste condizioni si riduce la formazione degli ossidi di azoto. Nel complesso, le differenze tra i forni risultano più marcate durante la fase di accensione, mentre tendono ad attenuarsi in fase di cottura, quando i livelli emissivi mostrano un progressivo allineamento».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Negli ultimi anni il mercato della pizza è in forte crescita e potrebbe raggiungere i 500 miliardi di dollari entro il 2032; nel 2022 i forni a legna rappresentavano il 41% del totale mondiale e il settore continua a espandersi con un tasso di crescita annuo previsto del 5,3% al 2030. «Questo aumento, soprattutto nelle grandi città, ha acceso l’attenzione delle autorità per i possibili impatti sulla qualità dell’aria: mentre stufe e caminetti sono regolamentati, i forni a legna delle pizzerie non hanno norme specifiche, anche per la carenza di studi sulle loro emissioni. Per questo è fondamentale proseguire e rafforzare l’analisi sperimentale delle emissioni dei forni a legna, come abbiamo fatto con il progetto Pizzerie», conclude <strong>Stracquadanio</strong> di ENEA.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Uniroma4, Polito, UNISG: l&amp;apos;accordo di collaborazione per ricerca e innovazione sui temi della salute e del benessere</title>
<link>https://www.italia24.news/uniroma4-polito-unisg-laccordo-di-collaborazione-per-ricerca-e-innovazione-congiunta-sui-temi-della-salute-e-del-benessere</link>
<guid>https://www.italia24.news/uniroma4-polito-unisg-laccordo-di-collaborazione-per-ricerca-e-innovazione-congiunta-sui-temi-della-salute-e-del-benessere</guid>
<description><![CDATA[ Firmato l&#039;accordo di collaborazione scientifica e culturale tra l&#039;Università di Roma &quot;Foro Italico&quot;, il Politecnico di Torino e l&#039;Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo per la promozione di salute, movimento e stili di vita sostenibili ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b3dff5e0e45.webp" length="42590" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 10:27:31 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1isselectedend" style="text-align: left;"><span>È stato firmato l'11 marzo 2026 un protocollo d'intesa tra l'</span><strong><span>Università di Roma "Foro Italico"</span></strong><span>, il </span><strong><span>Politecnico di Torino</span></strong><span> e l'</span><strong><span>Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo</span></strong><span> con l'obiettivo di avviare una collaborazione scientifica e culturale dedicata allo studio e alla promozione di corretti stili di vita, con particolare attenzione alle comunità universitarie e agli studenti.</span></p>
<p class="v1isselectedend" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1isselectedend" style="text-align: left;"><span>All'incontro, che si è svolto nella <b>Sala Consiliare Giulio Goria presso l'Università di Roma "Foro Italico" in piazza Lauro de Bosis 15 a Roma</b>, erano presenti per l'Ateneo romano il <b>rettore prof. Massimo Sacchetti</b>, il <b>prorettore Vicario prof. Fabio Pigozzi</b> e la <b>direttrice generale dott.ssa Lucia Colitti</b>, per il Politecnico di Torino il <b>rettore prof. Stefano Corgnati</b> e il <b>direttore generale dott. Vincenzo Tedesco</b>, per l'Università di Scienze Gastronomiche il <b>rettore prof. Nicola Perullo</b>.</span></p>
<p class="v1isselectedend" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1isselectedend" style="text-align: left;"><span>L'accordo prevede lo sviluppo congiunto di <b>attività di</b> </span><strong><span>ricerca, formazione e innovazione</span></strong><span> sui <b>temi della salute, dell'attività fisica, delle abitudini alimentari e del benessere</b>, attraverso un approccio interdisciplinare che integri le competenze specifiche dei tre Atenei. La collaborazione intende promuovere una <b>visione integrata della salute</b>, fondata sull'equilibrio tra movimento, alimentazione e stili di vita consapevoli, elementi oggi riconosciuti come fattori fondamentali per il benessere individuale e collettivo.</span></p>
<p class="v1isselectedend" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1isselectedend" style="text-align: left;"><span>Tra le principali iniziative previste figurano <b>l'analisi degli stili di vita degli studenti, progetti di ricerca e formazione congiunte, iniziative di screening e divulgazione sui temi della salute, del movimento e del benessere</b>, oltre allo scambio di studenti, ricercatori e docenti. Le università valuteranno, inoltre, la possibilità di istituire in futuro un </span><strong><span>Centro Interateneo</span></strong><span> dedicato allo studio integrato delle relazioni tra attività fisica, nutrizione, salute e qualità della vita.</span></p>
<p class="v1isselectedend" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1isselectedend" style="text-align: left;"><span>Il protocollo rappresenta un <b>primo passo verso una collaborazione strutturata</b> che intende mettere a sistema le competenze dei tre Atenei per contribuire allo sviluppo di modelli innovativi di promozione della salute e del benessere nelle comunità universitarie e nella società. La diffusione di corretti stili di vita basati su attività fisica regolare e alimentazione equilibrata rappresenta infatti una delle leve più efficaci per la prevenzione delle principali malattie croniche e per la sostenibilità dei sistemi sanitari, contribuendo al miglioramento della salute pubblica e alla riduzione dei costi legati alla cura delle malattie non trasmissibili, come ha sottolineato il <b>prof. Fabio Pigozzi</b>, referente scientifico dell'accordo per l'Università di Roma "Foro Italico".</span></p>
<p class="v1isselectedend" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1isselectedend" style="text-align: left;"><span>«Questa collaborazione è perfettamente in linea con la visione strategica che abbiamo appena presentato alla nostra comunità accademica per i prossimi sei anni», ha sottolineato il <b>prof. Massimo Sacchetti</b>, rettore dell'Università di Roma "Foro Italico". «Come ateneo vocato allo studio e alla promozione del movimento e dello sport, riteniamo fondamentale contribuire alla diffusione di una cultura della prevenzione basata su stili di vita attivi e salutari. Il lavoro congiunto con il Politecnico di Torino e con l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ci permette di sviluppare nuove opportunità di ricerca e formazione dedicate al benessere, a partire dalle nostre comunità studentesche».</span></p>
<p class="v1isselectedend" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1isselectedend" style="text-align: left;"><span>«Con la firma di oggi consolidiamo una relazione strategica tra tre atenei totalmente complementari che vogliono sviluppare un'attività integrata sui temi che riguardano lo sport, il benessere e i sani stili di vita. Con l'Università di Roma "Foro Italico" e l'Università di Scienze Gastronomiche andremo a percorrere insieme l'intera traiettoria che attraversa le varie componenti di questo contesto, dalla medicina sportiva alle nuove tecnologie a servizio dello sport, passando per la sana alimentazione. Il Politecnico di Torino porterà nell'accordo le sue competenze tecnologiche, rappresentate da una ricerca avanzata ma anche da una totale innovazione applicata, in un contesto sociale in cui lo sport è elemento chiave nello sviluppo di una società che ne condivide i principi e i valori. Con questo progetto vogliamo, infatti, sempre più caratterizzare i nostri come atenei che non solo si riconoscono nel sostenere le eccellenze agonistiche sportive ma che propongono stili di vita sani quali elemento fondante di crescita delle proprie comunità», commenta il rettore del Politecnico di Torino <b>prof. Stefano Corgnati</b>.</span></p>
<p class="v1isselectedend" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1isselectedend" style="text-align: left;"><span>«La collaborazione che abbiamo siglato oggi è fondamentale per la crescita e l'apertura di Pollenzo. Negli scenari futuri devono trovare spazio nuove forme di socialità e nuovi modelli di welfare, immaginando un futuro policentrico orientato alla buona vita. Il cibo è un punto di incontro tra cultura, salute e ambiente: questa intesa ci permette di sviluppare una visione integrata tra nutrizione, piacere, conoscenza e sostenibilità, contribuendo alla formazione di nuove competenze e alla promozione di stili di vita più consapevoli nelle comunità universitarie», ha affermato il prof. </span><strong><span>Nicola Perullo</span></strong><span>, rettore dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il Protocollo d'Intesa avrà una durata di due anni e potrà essere rinnovato alla scadenza, rappresentando la base per lo sviluppo di ulteriori accordi attuativi e progetti congiunti tra i tre Atenei.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea lancia una piattaforma per rafforzare il ruolo delle donne in agricoltura</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-lancia-una-piattaforma-per-rafforzare-il-ruolo-delle-donne-in-agricoltura</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-lancia-una-piattaforma-per-rafforzare-il-ruolo-delle-donne-in-agricoltura</guid>
<description><![CDATA[ Bruxelles ha lanciato una piattaforma per sostenere le donne in agricoltura, promuovendo mentoring, reti di supporto e pari opportunità. L’obiettivo è aumentare la partecipazione femminile nel settore, dove oggi le donne gestiscono solo il 32% delle aziende agricole ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b3dfd53dd50.webp" length="84850" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 10:15:33 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La Commissione europea ha lanciato la<span> </span></span><span lang="EN-GB"><span lang="IT">piattaforma per le donne in agricoltura</span><span lang="IT">, una nuova iniziativa pensata per <strong>rafforzare il ruolo delle donne nel settore agricolo e promuovere pari opportunità nelle comunità rurali. </strong>Annunciata nella<span> </span></span><a href="https://agriculture.ec.europa.eu/overview-vision-agriculture-food/vision-agriculture-and-food_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">"Visione per l'agricoltura e l'alimentazione"</span></a><span lang="IT"><span> </span>della Commissione, la piattaforma mira ad <strong>aumentare la partecipazione femminile all'agricoltura, incoraggiare il tutoraggio e favorire lo scambio di buone pratiche</strong>. Il lancio coincide inoltre con la proclamazione da parte delle Nazioni Unite del 2026 come<b><span> </span></b></span><a href="https://www.fao.org/woman-farmer-2026/en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Anno internazionale delle agricoltrici</span></a><span lang="IT">.</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Nonostante il loro contributo fondamentale, le donne restano sottorappresentate nell'agricoltura dell'UE: gestiscono infatti solo il 32% delle aziende agricole. Persistono ancora diversi ostacoli, tra cui un accesso diseguale alla terra, ai finanziamenti e alla formazione, che continuano a limitarne il pieno potenziale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il cuore della nuova piattaforma sarà il <strong>tutoraggio</strong>. I tutor condivideranno conoscenze pratiche e contribuiranno a creare una rete di supporto volta a contrastare gli stereotipi, ispirare le giovani donne e promuovere una presenza femminile sempre più riconosciuta nei ruoli di leadership del settore agricolo. Attraverso la valorizzazione di modelli di riferimento e il rafforzamento delle reti di mentoring, l'iniziativa punta ad accrescere la fiducia, migliorare l'accesso alle opportunità e garantire che il contributo delle donne sia pienamente riconosciuto. </span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Nell'ambito della politica agricola dell'UE, gli Stati membri possono ora introdurre misure mirate, tra cui incentivi finanziari, per sostenere le agricoltrici. La Commissione sta inoltre migliorando la raccolta dei dati per integrare pienamente la dimensione di genere nell'elaborazione delle politiche. Solo nel 2024, 55 300 giovani donne hanno ricevuto sostegno per avviare un'attività agricola e beneficiare di un sostegno supplementare al reddito. Un settore agricolo più equo e inclusivo è essenziale per il futuro dell'Europa.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La Commissione resta impegnata a plasmare il futuro dell'agricoltura europea in modo inclusivo, lungimirante e basato sulle pari opportunità.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Maggiori informazioni sulla<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://agriculture.ec.europa.eu/overview-vision-agriculture-food/women-farmers_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">piattaforma per le donne in agricoltura</span></a><span lang="IT">, comprese le modalità di candidatura, sono disponibili online.</span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea presenta misure per rafforzare l&amp;apos;indipendenza energetica dell&amp;apos;UE e ridurre i costi dell&amp;apos;energia</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-presenta-misure-per-rafforzare-lindipendenza-energetica-dellue-e-ridurre-i-costi-dellenergia</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-presenta-misure-per-rafforzare-lindipendenza-energetica-dellue-e-ridurre-i-costi-dellenergia</guid>
<description><![CDATA[ Bruxelles propone misure per aumentare gli investimenti nell’energia pulita, ridurre i prezzi dell’energia e rafforzare l’indipendenza energetica dell’UE, includendo anche lo sviluppo dei piccoli reattori modulari (SMR) ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b3dfb06a3d0.webp" length="11980" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 10:09:09 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La Commissione europea ha presentato ieri le<span> </span><b>prime iniziative volte a stimolare gli investimenti in soluzioni energetiche pulite prodotte internamente, rafforzare la resilienza del sistema energetico e contribuire a ridurre i prezzi dell'energia</b>. L'attuale contesto geopolitico ricorda quanto siano elevati i rischi legati alla dipendenza dell'Europa dalle importazioni di combustibili fossili, mentre cittadini e industrie continuano a esprimere una forte preoccupazione per il livello dei prezzi energetici.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://energy.ec.europa.eu/publications/communication-clean-energy-investment-strategy_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span lang="IT">strategia di investimento per l'energia pulita</span></b></a></span><span lang="IT"><span> </span>mira a <strong>colmare il divario tra il capitale privato oggi disponibile e gli investimenti necessari per accelerare la transizione energetica</strong>. Con il<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://energy.ec.europa.eu/publications/communication-citizens-energy-package_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span lang="IT">pacchetto energia dei cittadini</span></b></a></span><span lang="IT">, la Commissione propone inoltre azioni concrete per <strong>ridurre le bollette</strong>, <strong>consentire ai cittadini di produrre e condividere la propria energia pulita e contrastare la povertà energetica.</strong> La<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://energy.ec.europa.eu/news/commission-unveils-strategy-bring-europes-first-smrs-online-early-2030s-2026-03-10_en#:~:text=To%20unlock%20and%20exploit%20this,%2C%20and%20fast%2Dtrack%20commercialisation." target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span lang="IT">strategia per i piccoli reattori modulari</span></b></a></span><b><span> </span></b><span lang="IT">(SMR) delinea invece una visione per la creazione di una catena di approvvigionamento europea dedicata a questa tecnologia, con l'obiettivo di rendere operativi i primi SMR all'inizio degli anni 2030.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Le misure presentate danno attuazione al<span> </span></span><span lang="EN-GB"><span lang="IT">piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili</span></span><span lang="IT">, con l'obiettivo di rafforzare la competitività dell'Europa, ridurre le dipendenze energetiche e migliorare l'accessibilità economica dell'energia per le famiglie. La Commissione presenterà ulteriori iniziative nei prossimi mesi.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Maggiori informazioni sono disponibili nel<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_555" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">comunicato stampa</span></a></span><span lang="IT">, nelle<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_26_557" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">domande e risposte sulla strategia di investimento per l'energia pulita</span></a></span><span lang="IT">, nelle<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_26_556" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">domande e risposte sui piccoli reattori modulari</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>e nella<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/fs_26_558" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">scheda informativa</span></a></span><span lang="IT">, disponibili online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano, rigenerazione urbana: approvato il piano &amp;quot;Scalo Greco&#45;Breda&amp;quot; che realizza un nuovo quartiere di social housing</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-rigenerazione-urbana-approvato-il-piano-scalo-greco-breda-che-realizza-un-nuovo-quartiere-di-social-housing</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-rigenerazione-urbana-approvato-il-piano-scalo-greco-breda-che-realizza-un-nuovo-quartiere-di-social-housing</guid>
<description><![CDATA[ Il progetto &quot;l&#039;Innesto&quot;, sviluppato dal piano attuativo di rigenerazione urbana &quot;Scalo Greco-Breda&quot;, è stato approvato dalla Giunta comunale di Milano e prevede la realizzazione di un nuovo quartiere carbon neutral di social housing, con oltre il 60% dello spazio destinato a verde e spazi pubblici ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b3df6e56f10.webp" length="163614" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 09:59:31 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Approvato dalla Giunta comunale il Piano attuativo denominato "Scalo Greco-Breda", che sviluppa il progetto "L'Innesto",</strong> vincitore del <strong>Bando Reinventing Cities 2019</strong>. Area pilota del <strong>Piano Aria e Clima del Comune di Milano, </strong>prevede la realizzazione di un <strong>nuovo quartiere carbon neutral di social housing</strong>, mentre <strong>oltre il 60% della superficie complessiva sarà destinato a verde e spazi pubblici.</strong></span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Dopo l'adozione, avvenuta nel dicembre scorso, e trascorso il tempo utile per eventuali osservazioni e controdeduzioni, il Piano è stato approvato in via definitiva senza variazioni e modifiche. </span><span>Verrà presentato in un incontro pubblico, alla presenza della vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana <strong>Anna Scavuzzo</strong>, del presidente del Municipio 2 <strong>Simone Locatelli</strong> e del vicepresidente del Municipio 9 <strong>Mario Esposito</strong>, <strong>martedì 17 marzo alle ore 18 nella parrocchia San Michele Arcangelo in Precotto, viale Monza 224. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Quello di <strong>Greco</strong> - primo dei Piani che attuano l'Accordo di programma per la trasformazione degli ex scali ferroviari di Milano ad approdare in Giunta - interessa un'area di circa 63mila mq che insiste tra le <strong>vie Breda, Rucellai, Gilardi, Sesto San Giovanni e Torcello nei Municipi 2 e 9,</strong> ed è di proprietà del Fondo FIL 1 gestito da Near Sgr (già REDO SGR), soggetto attuatore. La riorganizzazione urbanistica interesserà anche parte del tracciato di via Breda. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Attraverso "L'Innesto" verrà operata una <strong>ricucitura dei quartieri circostanti, creando una connessione pedonale tra Bicocca, Precotto e l'Università</strong>: con il nuovo sottopasso ferroviario, attraverso la piazza e il sistema di verde che verranno creati, si collegherà via Rucellai al quartiere Bicocca. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Lo sviluppo del Piano prevede la realizzazione di una superficie minima di <strong>21mila mq di Edilizia residenziale sociale</strong>, articolata in edilizia residenziale convenzionata agevolata in vendita, affitto con patto di futura vendita e co-housing (circa 8.300 mq); edilizia residenziale in affitto a canone moderato e/o concordato, co-housing sociale e residenze per studenti universitari convenzionate (circa 10.600 mq minimi); edilizia residenziale in affitto a canone sociale (2mila mq minimi). </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il nuovo quartiere sarà poi dotato di funzioni compatibili e complementari alla residenza, ad esempio commerciali, negli spazi ai piani terra degli edifici, per un massimo di 3mila mq; di una residenza universitaria convenzionata, come servizio di interesse generale, per un massimo di 7.800 mq di superficie lorda convenzionale; di un '<strong>Energy center</strong>' funzionale alla rete di distribuzione del teleriscaldamento. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Gli interventi saranno coordinati alla contestuale riqualificazione, già in atto, della stazione ferroviaria di <strong>Greco-Pirelli</strong> ad opera di RFI, finanziata anche dal Comune di Milano per oltre 11,3 milioni di euro quale soggetto attuatore dell'investimento PNRR - Piani Urbani Integrati. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A est della stazione verrà realizzata una <strong>nuova piazza ipogea</strong> in corrispondenza del sottopasso pedonale di collegamento con la stazione e data accessibilità carrabile al nuovo fabbricato di stazione in costruzione sul lato est, in modo da creare un accesso alla Ferrovia dalla zona di Precotto, oggi praticamente inesistente. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>In programma, infatti, anche la riqualificazione di via Breda: con lo spostamento della viabilità verso la stazione, un tratto della vecchia strada diventerà l'asse pedonale del nuovo quartiere mentre, parallela ad essa, verrà costruita la nuova viabilità che affiancherà la ferrovia. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Oltre alla nuova strada, il Piano prevede aree pubbliche e di uso pubblico per una dotazione complessiva pari a circa <strong>39mila mq, articolate in zone a verde, piazze, percorsi pedonali e ciclabili</strong>, per dare al quartiere un'anima verde con una connotazione agricola contemporanea, come indicato dal progetto "L'Innesto". </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A qualificarla, saranno in particolare il nuovo viale dei Gelsi, lungo il tracciato dell'attuale via Breda, il sistema dei collegamenti pedonali e ciclabili e le aree a verde, tra cui un giardino comunitario, un progetto di verde agricolo sociale coordinato con l'Area Food Policy e/o di verde attrezzato per circa 29mila mq e, allo stato attuale della progettazione, la piantumazione di circa 700 nuovi alberi. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Gli oneri di urbanizzazione generati – circa 3,3 milioni di euro – serviranno sia alla riorganizzazione stradale della via Breda, sia alla realizzazione degli spazi a verde e pedonali, come la piazza ipogea. </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L&amp;apos;istituto del Consiglio nazionale delle ricerche e l&amp;apos;Università di Firenze spiegano la memoria visiva: come il cervello &amp;apos;vede&amp;apos; ciò che non c&amp;apos;è</title>
<link>https://www.italia24.news/la-memoria-visiva-come-il-cervello-vede-cio-che-non-ce</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-memoria-visiva-come-il-cervello-vede-cio-che-non-ce</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio del Cnr-In e dell&#039;Università di Firenze spiega come funziona la memoria visiva. La ricerca, pubblicata su Current Biology, aggiunge un tassello alla comprensione del cervello umano. Intervengono anche David Burr, professore emerito dell&#039;Università di Firenze, e Guido Marco Cicchini, ricercatore del Cnr-In ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b1a25e5fc13.webp" length="61420" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 23:23:51 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>Un team di ricerca dell’<strong>Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche</strong> (Cnr-In) e dell’<strong>Università di Firenze</strong> ha individuato un <strong>meccanismo fondamentale della percezione visiva</strong>: una forma di memoria che ci permette di "vedere" gli oggetti anche quando scompaiono temporaneamente dalla vista, per esempio dietro un ostacolo. </span></p>
<p dir="ltr"><span>Accade continuamente nella <strong>vita quotidiana</strong>: un’auto che passa dietro un camion, un pedone transita per un attimo da un cartello, una bici che scorre dietro una siepe. Nonostante queste interruzioni, la nostra esperienza visiva resta sorprendentemente stabile. Riusciamo infatti a <strong>mantenere una percezione coerente degli oggetti</strong>, senza fatica e senza compromettere la capacità di riconoscerli. </span></p>
<p dir="ltr"><span>Fino a oggi, però, <strong>non era chiaro quali fossero i meccanismi cerebrali</strong> alla base di questa straordinaria capacità. I ricercatori hanno messo alla prova <strong>due ipotesi</strong>: che esistesse una funzione specifica del sistema visivo in grado di conservare una traccia degli oggetti nascosti, oppure che il cervello si limitasse a “tollerare” brevi interruzioni senza dare loro peso. </span></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Per verificarlo</strong>, gli studiosi hanno <strong>analizzato cosa accade quando un oggetto colorato in movimento passa dietro un altro oggetto e rimane invisibile per oltre un secondo</strong>. I risultati mostrano che, anche durante la scomparsa, l’oggetto continua a influenzare la percezione del colore degli stimoli presentati lungo la sua traiettoria. Un segnale chiaro del fatto che il cervello mantiene una rappresentazione attiva di ciò che non è più visibile. Questo calcolo avviene molto presto nel flusso di analisi visiva in quanto esistono altri processi cerebrali come quello per calcolare il colore che vi attingono. </span></p>
<p dir="ltr"><span>«Parte di quello che vediamo non proviene direttamente dai nostri sensi, ma è il risultato di una costruzione interna del cervello», spiega il professor <strong>David Burr</strong>, <strong>professore emerito dell’Università di Firenze </strong>e già vincitore di un finanziamento ERC sui meccanismi generativi della percezione. «Se un oggetto si muove lungo una traiettoria regolare e poi scompare, il cervello dispone già di tutte le informazioni necessarie per prevedere dove riapparirà». </span></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Guido Marco Cicchini</strong>, <strong>ricercatore del Cnr-In</strong>, spiega questa sorprendente capacità: «Il sistema visivo riesce a costruire quasi istantaneamente una rappresentazione degli oggetti e a mantenerla ad alta definizione per oltre un secondo. Comprendere questi meccanismi non aiuta solo a capire meglio il cervello umano, ma apre anche la strada allo sviluppo di tecnologie più sicure e intelligenti nei sistemi di visione artificiale».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La scienza diventa gioco: laboratori per i più piccoli alla Fondazione Santa Capitanio di Piove di Sacco</title>
<link>https://www.italia24.news/la-scienza-diventa-gioco-laboratori-per-i-piu-piccoli-alla-fondazione-santa-capitanio-di-piove-di-sacco</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-scienza-diventa-gioco-laboratori-per-i-piu-piccoli-alla-fondazione-santa-capitanio-di-piove-di-sacco</guid>
<description><![CDATA[ Avvicinare i più piccoli alla scienza attraverso il gioco, l’esperienza e la curiosità. È questo l’obiettivo del ciclo di laboratori dedicati alle proteine ideati e condotti da Cinzia Franchin, ricercatrice del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Padova, in programma tra marzo e aprile alla Fondazione Santa Capitanio di Piove di Sacco. ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b1963703ce1.webp" length="49114" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 23:23:33 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Avvicinare i più piccoli alla scienza attraverso il gioco, l’esperienza e la curiosità. È questo l’<strong>obiettivo</strong> del ciclo di <strong>laboratori dedicati alle proteine</strong> ideati e condotti da<strong> Cinzia Franchin</strong>, <strong>ricercatrice del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Padova</strong>, in programma<strong> tra marzo e aprile</strong> alla <strong>Fondazione Santa Capitanio di Piove di Sacco</strong>.</span><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il ciclo è stato avviato lo scorso 5 marzo e si concluderà il 30 aprile.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il progetto, pensato per i <strong>bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria </strong>prevede tre incontri dedicati all'infanzia e quattro alle classi della primaria. Si tratta di un’esperienza pilota che potrebbe diventare un modello replicabile in futuro.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Spiegare la chimica e le proteine ai più piccoli è un’idea che ho avuto qualche anno fa, dopo l’arrivo dei miei due bambini» spiega la <strong>dott.ssa Franchin</strong> «. Ho iniziato facendo piccoli esperimenti di chimica di base, ad esempio con estratti di frutta e verdura per mostrare come alcuni succhi cambiano colore quando si aggiungono sostanze acide o basiche. Ho visto che sono attività che piacciono molto e ho capito che, se presentati nel modo giusto, anche concetti più complessi possono essere interiorizzati dai bambini. Da queste prime esperienze domestiche è nata l’idea di <strong>portare la scienza anche a scuola</strong>. I bambini sono molto ricettivi e vogliono sapere anche cose che non comprendono del tutto. La loro curiosità e il senso di stupore quando scoprono cosa c’è dietro ai fenomeni quotidiani mi hanno spinto a condividere queste attività anche con altri bambini».</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">La proposta è stata accolta con entusiasmo da <strong>Maria Paola Carraro</strong>, <strong>direttrice didattica della Scuola Paritaria "Fondazione Santa Capitanio" </strong>di Piove di Sacco, dove è stato avviato il progetto.<br></span></p>
<h3>Proteine: un viaggio interativo per conoscerle</h3>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il <strong>filo conduttore</strong> degli incontri sarà il mondo delle <strong>proteine</strong>, spiegato in modo semplice e interattivo. In tutte le classi si partirà da una domanda di base: che cosa sono le proteine?<br></span><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Attraverso giochi e attività pratiche, i bambini scopriranno che le proteine si trovano nel nostro corpo e negli alimenti, come sono fatte e perché non sono tutte uguali. Uno dei momenti più coinvolgenti sarà la costruzione simbolica di una “proteina”, in cui ogni bambino potrà crearne una propria.<br></span><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Per gli<strong> alunni di terza e quarta primaria</strong> il percorso affronterà anche il <strong>rapporto tra proteine, salute e sistema immunitario</strong>, con particolare attenzione al tema delle allergie alimentari, una realtà che molti bambini conoscono già nella vita quotidiana.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il progetto è sviluppato in collaborazione con la docente di scienze della scuola, integrandosi con le attività didattiche già in corso nelle classi.</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Uno degli<strong> obiettivi principali</strong> dell’iniziativa è mostrare che la <strong>scienza non è qualcosa di distante dalla quotidianità.</strong></span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Spesso gli ambiti scientifici vengono percepiti come qualcosa “da nerd”, separato dalla vita di tutti i giorni» dice la dott.ssa Franchin«. In realtà la scienza è ovunque: in cucina, a scuola, perfino quando si monta la schiuma del cappuccino. Vogliamo far capire ai bambini che la scienza è parte della realtà che li circonda».</span></p>
<p><o:p></o:p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Un <strong>messaggio che guarda anche al futuro e alle scelte formative dei più giovani</strong>, con un’attenzione particolare alle bambine.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il ciclo di laboratori rappresenta dunque un primo esperimento educativo che unisce ricerca universitaria e scuola, con l’obiettivo di accendere nei più piccoli curiosità, stupore e interesse verso il mondo scientifico.</span><o:p></o:p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>ENEA entra in FUSION NOW: un&amp;apos;alleanza strategica per la fusione nucleare in Europa</title>
<link>https://www.italia24.news/enea-entra-in-fusion-now-unalleanza-strategica-per-la-fusione-nucleare-in-europa</link>
<guid>https://www.italia24.news/enea-entra-in-fusion-now-unalleanza-strategica-per-la-fusione-nucleare-in-europa</guid>
<description><![CDATA[ La collaborazione tra ricerca, industria e Commissione Europea per accelerare lo sviluppo dell&#039;energia da fusione. FUSION NOW ha come priorità l&#039;istituzione del Partenariato con la Commissione europea e aggiornamento della SRIA (Strategic Research and Innovation Agenda. Interviene il direttore del Dipartimento Nucleare dell&#039;ENEA Alessandro Dodaro affermando la volontà di rafforzare il peso dell&#039;Italia nei processi decisionali ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b18c6eb46b6.webp" length="33312" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 23:23:18 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>ENEA è entrata come membro formale nell’associazione internazionale FUSION NOW</strong>, promotrice della <strong>nuova partnership </strong>pubblico-privata che riunisce<strong> ricerca, industria e Commissione Europea</strong> per <strong>accelerare lo sviluppo dell’energia da fusione nucleare nell’ambito del programma EURATOM</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’iniziativa è tra i risultati prioritari del <strong>progetto GO4FUSION</strong>, coordinato da ENEA e finanziato nell’ambito del <strong>programma Horizon Europe – Euratom 2024</strong> per la creazione di un’alleanza strategica finalizzata alla promozione dell’energia da fusione.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">ENEA ha sostenuto attivamente la costituzione di<strong> FUSION NOW</strong>, che si compone di <strong>37 membri</strong> tra cui anche Eni e Ansaldo Nucleare per l’Italia, Empresarios Agrupados Internacional per la Spagna e Framatome e Thales per la Francia, con una campagna di adesione tuttora in corso.</span></p>
<h3>Gli obiettivi dell'alleanza</h3>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Tra le <strong>priorità</strong> dell’associazione figurano le <strong>attività preparatorie </strong>per l’<strong>istituzione formale del Partenariato con la Commissione europea</strong>, prevista per metà 2026 e l’<strong>aggiornamento periodico della Strategic Research and Innovation Agenda </strong>(SRIA) sulla fusione nucleare, il <strong>documento strategico </strong>che orienterà la ricerca e lo sviluppo su orizzonti temporali di breve, medio e lungo periodo. Altri obiettivi dell’alleanza saranno il <strong>coordinamento dei contributi dei partner alle attività di ricerca</strong> e la <strong>definizione di un sistema di monitoraggio</strong> basato su indicatori chiave di performance, per valutare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«L’ingresso nella partnership FUSION NOW, così come il coordinamento del progetto GO4FUSION, sono in linea con l’impegno di ENEA nella promozione dello sviluppo dell’energia da fusione nucleare», ha dichiarato <strong>Alessandro Dodaro direttore del Dipartimento Nucleare dell’ENEA</strong>. «Contribuiremo alla governance della futura alleanza europea sulla fusione dopo aver già coordinato il programma nazionale nel consorzio europeo EUROfusion, favorendo il coinvolgimento dell’industria nazionale, consolidando il nostro ruolo di riferimento tecnico-scientifico in Europa e rafforzando il peso dell’Italia nei processi decisionali».</span></p>
<p dir="ltr"><span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Dopo aver lavorato alla costituzione di FUSION NOW, il <strong>progetto GO4FUSION si occuperà dell’istituzione della European Fusion Stakeholder Platform </strong>(EFSP) e all’<strong>analisi delle associazioni di categoria attive nella fusione in Europa</strong>; tra gli obiettivi prioritari anche la promozione di azioni di advocacy, networking e formazione, ma anche lo sviluppo di strumenti per la gestione della proprietà intellettuale e il trasferimento tecnologico, al fine di proteggere e valorizzare le innovazioni eur</span>opee.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Accademia di Medicina di Torino: il 24 marzo la seduta scientifica &amp;quot;Il sistema immunitario: differenze di genere&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/accademia-di-medicina-di-torino-il-24-marzo-la-seduta-scientifica-il-sistema-immunitario-differenze-di-genere</link>
<guid>https://www.italia24.news/accademia-di-medicina-di-torino-il-24-marzo-la-seduta-scientifica-il-sistema-immunitario-differenze-di-genere</guid>
<description><![CDATA[ Si terrà il 24 marzo l&#039;incontro &quot;Il sistema immunitario: differenze di genere&quot; presso l&#039;Accademia di Medicina di Torino. Uno dei focus princiali sarà sui rischi maggiori per le donne di sviluppare malattie autoimmuni ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b291d2f26e2.webp" length="36098" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:49:34 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"><strong>Martedì 24 marzo alle ore 21</strong>,<span> </span><span><strong>l'Accademia di Medicina di Torino</strong> terrà una seduta scientifica </span>sia in p<span>resenza, in via Po 18, sia con modalità webinar, dal titolo "</span><strong>Il sistema immunitario: differenze di genere</strong></span><span>"</span><span lang="it">. Dopo l'introduzione a cura di <strong>Luisa </strong></span><span><strong>Brussino</strong>, </span><span lang="it">Direttore della Struttura Complessa Immunologia e Allergologia dell'Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino,<span> </span></span><span>interverrà <strong>Daniela Rossi, </strong></span><span lang="it">Responsabile della Struttura Divisionale di Reumatologia, Ospedale San Giovanni Bosco, Asl Città di Torino.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"><strong>Il sistema immunitario differisce tra uomini e donne</strong>. Le donne possiedono generalmente una risposta immunitaria più vivace. Se da un lato questa condizione difende le donne dalle infezioni, dall'altro le espone a un rischio molto maggiore di sviluppare una malattia autoimmune (circa l'80% dei casi totali). Un sistema immunitario maggiormente reattivo è anche più incline a "sbagliare bersaglio" e attaccare l'organismo stesso. Tra le molte malattie del sistema immunitario la "<strong>sindrome autoimmune/autoinfiammatoria indotta da adiuvanti (ASIA)</strong>" rappresenta una condizione particolare e comprende uno spettro di condizioni immunomediate che insorgono a seguito dell'esposizione ad adiuvanti esterni come sali di alluminio, silicone, filler di acido ialuronico o pigmenti e particelle utilizzati nei tatuaggi e negli impianti medici. </span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">E' una malattia di recente individuazione e fornisce un quadro unificante di collegamento tra gli stimolanti immunitari ambientali e la perdita di tolleranza in individui geneticamente predisposti. Clinicamente, la sindrome ASIA, che è un'interfaccia meccanicistica tra fattori scatenanti ambientali e disregolazione immunitaria. Si manifesta con sintomi aspecifici (artralgia, mialgia, affaticamento, febbricola, deterioramento cognitivo e sintomi di secchezza) con una latenza dall'esposizione all'insorgenza che varia da giorni a diversi anni. </span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">La sindrome comprende entità nosologiche impegnative come la miofascite macrofagica, la siliconosi, la sindrome della Guerra del Golfo e le reazioni infiammatorie ritardate ai<i><span> </span>filler<span> </span></i>estetici e l'esame istopatologico rivela spesso attivazione dei macrofagi, un'infiammazione granulomatosa con depositi di materiali adiuvanti nei tessuti. <strong>La diagnosi è clinica e si basa su una storia di esposizione compatibile insieme con criteri clinici maggiori e minori, supportati dal laboratorio e dall'imaging</strong>. Anomalie immunologiche, quali il riscontro di anticorpi antinucleari o organo-specifici, possono rafforzare la diagnosi. E' una priorità la rimozione dell'adiuvante responsabile, quando possibile, e l'immunomodulazione con glucocorticoidi e immunosoppressori a scopo<span> </span><i>steroid-sparing</i>. Nei casi refrattari sono stati impiegati farmaci biotecnologici.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">Si potrà seguire l'incontro sia accedendo all'aula magna dell'Accademia di Medicina di Torino in via Po 18 sia in diretta web al link riportato sul <a href="https://www.accademiadimedicina.unito.it/" target="_blank" rel="noopener">sito</a>.</span><span> </span><span lang="it">La registrazione dell'incontro verrà pubblicata sul sito.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano e Bergamo, cultura: presentato il programma &amp;quot;Clara Maffei. La libertà e la forza gentile di una donna del Risorgimento&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-e-bergamo-cultura-presentato-il-programma-clara-maffei-la-liberta-e-la-forza-gentile-di-una-donna-del-risorgimento</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-e-bergamo-cultura-presentato-il-programma-clara-maffei-la-liberta-e-la-forza-gentile-di-una-donna-del-risorgimento</guid>
<description><![CDATA[ Dal 12 marzo al 24 maggio, a Milano e Bergamo, le mostre e gli eventi dedicati alla vita della contessa Clara Maffei, simbolo del Rsorgimento Italiano e protagonista della vita culturale e politica dell&#039;Ottocento ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b2916ddee39.webp" length="112852" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:33:40 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Milano e Bergamo</strong> celebrano la figura di <strong>Clara Maffei</strong>, protagonista della <strong>vita culturale e politica dell'Ottocento e simbolo del Risorgimento italiano</strong>, con due mostre documentarie e un <a href="https://www.yesmilano.it/eventi/tutti-gli-eventi/clara-maffei" target="_blank" rel="noopener">programma</a> di appuntamenti dedicati alla vita della contessa. </span><span>L'iniziativa è promossa dal <strong>Comitato Clara Maffei</strong> in collaborazione con importanti istituzioni culturali delle due città. Il progetto espositivo coinvolge il <strong>Museo del Risorgimento e Casa Manzoni a Milano, insieme alla Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo e al Cimitero Monumentale di Milano. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le mostre presentano una significativa selezione di materiali storici e artistici: <strong>quadri, lettere autografe, oggetti di arte applicata, libri, suppellettili e mobili appartenuti alla contessa e ai suoi amici.</strong> Le esposizioni offrono un ritratto inedito e approfondito della nobile risorgimentale e promettono un'esperienza a tutto tondo nella complessa vita della contessa Maffei; promotrice delle idee unitarie, irrequieta ed elegante protagonista di uno dei più noti salotti europei dell'epoca, Clara Maffei viene presentata in particolare nel suo rapporto con Milano, la città dove la sua casa in via Bigli era una meta obbligata per gli intellettuali, i politici e gli artisti volti alla causa della nascente unità nazionale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le mostre, dal 12 marzo al 24 maggio, si sviluppano attraverso le diverse fasi della vita di Clara Maffei. </span><span>A <strong>Bergamo, nell'atrio della Biblioteca Angelo Mai</strong>, l'esposizione I primi anni e il tempo per ben imparare illustra l'infanzia bergamasca, il rapporto con i genitori e il periodo della formazione negli educandati di Verona e Milano fino al matrimonio, appena diciottenne, con il poeta trentino Andrea Maffei. L'ultima sezione racconta la persistenza della sua memoria in Italia e nel territorio bergamasco, grazie in particolare al lascito testamentario a favore dell'infanzia. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A <strong>Casa Manzoni</strong> viene allestito il celebre <strong>salotto</strong> <strong>di Clara Maffei</strong>, che per mezzo secolo animò impareggiabilmente la vita sociale, culturale e politica di Milano. <strong>La ricostruzione trae ispirazione da una fotografia del salotto conservata presso il Castello Sforzesco e sfoggia libri, lettere, mobili e suppellettili originali,</strong> mai esposti sino a oggi, che testimoniano non solo il ruolo culturale della contessa, ma anche le importanti personalità che frequentarono le stanze di via Bigli, primi tra tutti <strong>Giuseppe Verdi e Alessandro Manzoni</strong>. Grazie a un generoso prestito della <strong>Fondazione Cariplo</strong>, si può ammirare il quadro di <strong>Francesco Hayez, Valenza Gradenigo</strong> davanti agli inquisitori, che campeggiò sempre nel salotto della contessa, per la quale fu dipinto nel 1835. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Al <strong>Museo del Risorgimento</strong> i percorsi sono <strong>due</strong>: il primo si svolge all'interno del museo vero e proprio e connette la contessa alle <strong>vicende del Risorgimento milanese</strong>; ad esempio, viene esposta la stola tricolore che Clara Maffei indossò durante le Cinque Giornate e un ritratto di anonimo che la ritrae nelle vesti di patriota. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il secondo percorso ricostruisce la <strong>rete di relazioni femminili </strong>intessuta da Clara; le biografie delle sue amiche, accompagnate dalle foto che le ritraggono custodite dalla Maffei in diversi album, ci aiutano a comprendere l'importanza che questo sistema di relazioni ebbe nello svolgimento delle vicende risorgimentali non solo milanesi. Un mondo di cui si erano in parte perse le tracce, invece meritevole di grande attenzione storica, soprattutto per il ruolo costitutivo nella costruzione del nascente stato sociale lombardo e italiano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Al <strong>Cimitero Monumentale</strong>, luogo dove sono custodite le spoglie della contessa, è stato predisposto un <strong>nuovo percorso tra i monumenti funebri</strong> delle persone che le furono amiche. Il valore di queste sepolture, intrinsecamente legato alla memoria di coloro che vi riposano, emerge anche dalla bellezza delle opere che le adornano, spesso eseguite da importanti scultori. Il progetto di valorizzazione della figura di Clara Maffei, di cui le mostre milanesi e bergamasca sono espressione, prevede anche il restauro del suo monumento, manutenzione necessaria della quale intende farsi carico il Comitato Clara Maffei. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Un progetto culturale di grande rilievo, che coinvolge Milano e Bergamo e che restituisce alla nostra memoria collettiva una figura centrale dell'Ottocento italiano – dichiara l'assessore alla Cultura, <strong>Tommaso Sacchi</strong> –. Clara Maffei è stata una protagonista decisiva della storia culturale e civile milanese. Il suo salotto di via Bigli non fu soltanto un luogo mondano, ma un autentico laboratorio politico e intellettuale. Uno spazio in cui arte, letteratura, musica e pensiero patriottico si intrecciarono contribuendo alla costruzione dell'idea stessa di nazione. In quelle stanze si incontrarono figure come Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi, Carlo Cattaneo, Francesco Hayez. E proprio questa trama di relazioni – anche femminili – è uno degli aspetti più innovativi e attuali del progetto espositivo». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Da anni il Cimitero Monumentale porta avanti percorsi di valorizzazione della memoria di Milano, con una particolare attenzione alle figure femminili, grazie alla sensibilità della direttrice Giovanna Colace – afferma l'assessora ai Servizi civici, <strong>Gaia Romani</strong> –. Sappiamo quanto, nella storia come nello sviluppo delle nostre città, molte di queste figure non siano state valorizzate a sufficienza, pertanto progetti culturali e artistici come questo – che uniscono Milano e Bergamo nel segno della memoria di Clara Maffei – contribuiscono a colmare queste mancanze e a restituire la giusta visibilità a protagoniste della nostra storia. Per il Comune di Milano è motivo di orgoglio poterne essere parte e continuare a valorizzare il Monumentale come luogo non solo di memoria, ma anche di arte ed espressione della città di Milano». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Bergamo partecipa a un progetto di grande valore culturale e sociale che unisce la nostra città a Milano in un percorso di scoperta di Clara Maffei, nata nel nostro territorio e protagonista del fermento risorgimentale milanese – commenta l'assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, <strong>Sergio Gandi</strong> –. Il progetto, promosso dal Comitato Clara Maffei, prevede due mostre e un public program destinati ad approfondire la figura straordinaria della nobildonna, con una indagine sugli anni della giovinezza e della formazione curata dalla Biblioteca Civica Angelo Mai. Una iniziativa di ampio respiro, che mette in relazione significative istituzioni culturali del territorio lombardo: una trama di archivi, biblioteche e luoghi della cultura che supera i confini delle singole città, mettendo in comune patrimoni e competenze. Un metodo fortemente collaborativo in singolare risonanza con la stessa capacità della contessa di costruire fitte reti di contatti, attitudine che costituisce uno degli insegnamenti più attuali della sua vicenda biografica. Attraverso questa articolata proposta, la figura di Clara Maffei torna infatti a parlarci oggi, ricordandoci quanto la cultura nasca dall'incontro tra persone e istituzioni e trovi potenziamento attraverso il dialogo». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Colta, intelligente, raffinata, <strong>Clara Maffei raccolse nel suo salotto milanese i più significativi personaggi del suo tempo</strong>; arte, letteratura, politica, giornalismo e musica erano rappresentate ma sempre con lo sguardo al nuovo clima patriottico che il salotto incarnava. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Un certo appannarsi dell'immagine della contessa Maffei iniziò dopo l'Unità d'Italia, quando una nuova generazione di intellettuali prese il posto degli eroi del Risorgimento e il declino nel '900 proseguì fino a confinare la contessa tra i cimeli di un'epoca passata. Oggi i nuovi studi sulla sua persona, sul circolo culturale che la vide protagonista, sulla sua stessa immagine fisica smarrita nelle varie collezioni, riportano in piena luce una donna straordinaria che ebbe un ruolo di primo piano durante periodi così travagliati e luttuosi come quelli delle nostre guerre di indipendenza. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Grazie a queste scoperte e in concomitanza con esse, è nato il progetto Clara Maffei che, dopo la prima mostra a Clusone, ora si allarga alla città di Bergamo, che la vide nascere tra le vie di Città Alta, e alla città di Milano, che la accolse nella sua maturità, nel tentativo di offrire un profilo a tutto tondo di un personaggio tanto complesso e decisivo per l'identità italiana. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le mostre saranno accompagnate da una serie di appuntamenti per comprendere al meglio questo coinvolgente percorso espositivo come visite guidate e attività tematiche.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Stagione influenzale: uno studio sulla circolazione dei virus per prevedere quale sarà la prossima variante dominante</title>
<link>https://www.italia24.news/stagione-influenzale-uno-studio-sulla-circolazione-dei-virus-per-prevedere-quale-sara-la-prossima-variante-dominante</link>
<guid>https://www.italia24.news/stagione-influenzale-uno-studio-sulla-circolazione-dei-virus-per-prevedere-quale-sara-la-prossima-variante-dominante</guid>
<description><![CDATA[ Un team di ricerca di Padova e Milano pubblica uno studio che mette in luce una struttura di circolazione dei virus finora rimasta nascosta studiando i pattern geografici delle 3 varianti principali di virus influenzale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b2913775cab.webp" length="42880" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:14:22 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-ce744f9c-7fff-5a4a-b795-9c7073b654f0" style="text-align: left;"><span>Ogni inverno parliamo di “<strong>influenza</strong>”, ma in realtà <strong>il virus influenzale non è sempre lo stesso</strong>. Quello che chiamiamo virus influenzale è infatti composto da un gruppo di tre varianti principali: <strong>l’influenza di tipo B e i due sottotipi H3N2 e H1N1 dell’influenza di tipo A</strong>, ciascuno con caratteristiche diverse. Durante le stagioni influenzali, questi sottotipi possono circolare in proporzioni simili oppure, in alcuni casi, uno di essi può diventare predominante, con forti differenze da un paese all’altro e da una stagione all’altra. Tuttavia, poiché i diversi sottotipi non hanno la stessa severità né lo stesso impatto su bambini e anziani, prevedere in anticipo quali saranno più diffusi è fondamentale per prepararsi ad affrontare l’ondata di infezioni invernali.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Ma come si diffondono i diversi tipi di influenza? E cosa determina in alcuni casi la predominanza di un virus sugli altri?</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Lo studio "</span><span><a href="https://www.nature.com/articles/s44360-026-00069-2" target="_blank" rel="noopener">Characterization and forecast of global influenza subtype dynamics</a>"</span><span> pubblicato su «<strong>Nature Health</strong>» evidenzia come, a livello globale, la maggior parte delle stagioni influenzali nei vari paesi siano caratterizzate dalla circolazione di tutti e tre i sottotipi seppur in proporzioni molto diverse</span><span>. Esistono tuttavia <strong>stagioni anomale che si distinguono per la quasi totale predominanza di un singolo sottotipo all’interno dei singoli paesi. </strong>Tra queste vi è la <strong>stagione del 2009</strong></span><strong>-</strong><span><strong>2010</strong>, quando un nuovo virus A/H1N1 ha causato una pandemia, soppiantando temporaneamente</span><span> </span><span>gli altri sottotipi. Un fenomeno simile si è osservato anche durante la <strong>pandemia di COVID-19: </strong></span><span>la drastica riduzione dei viaggi internazionali e dei contatti sociali ha fortemente limitato la circolazione e la diversificazione dei virus influenzali, portando in molti paesi alla quasi totale dominanza di un solo sottotipo.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La ricerca, condotta da un team coordinato da <strong>Chiara Poletto</strong> del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova e da <strong>Francesco Bonacina</strong> attualmente ricercatore all’Università Bocconi (al momento dello studio affiliato all</span><span>’Istituto nazionale francese </span><span>della sanità e della ricerca medica (</span><span>INSERM) e all’università Sorbona di Parigi), mostra come i paesi in cui i sottotipi circolano in proporzioni simili siano anche quelli maggiormente connessi dai flussi di viaggi aerei.</span><span> Questo risultato evidenzia come <strong>i virus si diffondano rapidamente da una regione all’altra del pianeta seguendo gli spostamenti delle persone, e suggerisce che osservare ciò che accade in altri paesi possa fornire indicazioni utili anche per comprendere e anticipare l’andamento dell’epidemia in un dato paese</strong>, come ad esempio l’Italia.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Per monitorare la circolazione dei virus influenzali, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccoglie settimanalmente dati sul numero di campioni positivi ai diversi sottotipi nei laboratori di riferimento di oltre 150 paesi nel mondo – </span><span>spiega la prof.ssa <strong>Chiara Poletto</strong></span><span> -. Partendo da questa base di dati, abbiamo analizzato l’evoluzione della composizione percentuale dei sottotipi influenzali a livello globale tra il 2000 e il 2023. Per l’analisi abbiamo adottato un approccio statistico specifico, noto come “</span><span>Analisi dei Dati Composizionali”</span><span>, comunemente utilizzato in ambiti come l’ecologia e la geologia. Questo metodo ci ha permesso di confrontare in modo coerente paesi e stagioni diverse, evitando distorsioni legate alla natura percentuale dei dati».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Concentrandoci sul periodo 2010–2019 ed escludendo quindi le stagioni eccezionali, abbiamo studiato i pattern geografici di abbondanza dei sottotipi e identificato ampie regioni del mondo in cui questi si alternano seguendo pattern simili – </span><span>dice il dott. <strong>Francesco Bonacina</strong></span><span> -. Abbiamo esplorato la possibilità di prevedere la composizione dei sottotipi di una stagione futura utilizzando le informazioni delle stagioni precedenti. Confrontando diversi metodi, abbiamo riscontrato che i modelli che tengono conto della struttura geografica globale offrono previsioni più accurate rispetto a quelli basati esclusivamente sui trend temporali locali. </span><span>Il nostro studio mette in luce una struttura globale nella circolazione dei virus influenzali finora nascosta. Sfruttare questa conoscenza può contribuire a migliorare le previsioni su quali sottotipi tenderanno a dominare le epidemie future nei diversi paesi, offrendo alle autorità sanitarie nuovi strumenti per anticipare l’evoluzione dell’influenza stagionale e rafforzare quindi la preparazione alla sua gestione</span><span>».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Trieste, Il progetto AI&#45;GRAPE a Olio Capitale: innovazione e difesa dell&amp;apos;olivo con tecnologie digitali e IA</title>
<link>https://www.italia24.news/trieste-il-progetto-ai-grape-a-olio-capitale-innovazione-e-difesa-dellolivo-con-tecnologie-digitali-e-ia</link>
<guid>https://www.italia24.news/trieste-il-progetto-ai-grape-a-olio-capitale-innovazione-e-difesa-dellolivo-con-tecnologie-digitali-e-ia</guid>
<description><![CDATA[ Il 14 marzo alla fiera Olio Capitale, Trieste un workshop dedicato a strategie, tecnologie digitali e Intelligenza Artificiale per affrontare i cambiamenti climatici e proteggere resa e qualità dell&#039;olivicoltura nell&#039;area transfrontaliera Italia–Slovenia ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b29106ecc2a.webp" length="102280" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:59:18 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>Il Progetto <strong>AI-GRAPE</strong>, finanziato dal Programma <strong>INTERREG Italia–Slovenia</strong>, parteciperà alla <strong>fiera Olio Capitale</strong> con il workshop dal titolo: "<strong>La difesa dell'olivo tra cambiamenti climatici e soluzioni innovative per la gestione agronomica. Strategie, tecnologie e Intelligenza Artificiale per proteggere resa, qualità e produttività</strong>", in programma sabato <strong>14 marzo dalle ore 10:00 alle ore 11:30,</strong> presso la <strong>Sala Ressel – Hall 27 del Generali Convention Center di Trieste.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto AI-GRAPE promuove <strong>l'adozione di tecnologie digitali</strong> <strong>e strumenti di Intelligenza Artificiale</strong> per supportare la gestione sostenibile delle colture nell'area transfrontaliera Italia-Slovenia. L'obiettivo è <strong>migliorare la capacità di risposta ai cambiamenti climatici e alle fitopatie attraverso sistemi previsionali e modelli decisionali avanzati.</strong> Il progetto favorisce l'integrazione tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e pratiche agronomiche. Coinvolge enti di ricerca, imprese e stakeholder del settore agricolo per sviluppare soluzioni concrete a supporto di produttori e tecnici. Tra i risultati attesi vi sono strumenti digitali per ottimizzare la difesa integrata, ridurre gli input e tutelare resa e qualità delle produzioni, andando pertanto a supportare l'agricoltura di precisione. AI-GRAPE nasce per le vigne ma il suo approccio può essere utilmente esteso anche agli uliveti. </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il workshop si aprirà con i saluti introduttivi di <strong>Antonio Paoletti</strong>, Presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, e <strong>Fabio Tomasi</strong>, Area Science Park e del Programma Interreg Italia- Slovenia.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Seguiranno gli interventi di:</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Gianluca Gori</strong> (ERSA), Maja Podgornik (ZRS Koper), <strong>Elena Piutti</strong> (Veneto Agricoltura) sul contesto attuale dell'olivicoltura nell'area transfrontaliera;</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Federico Longobardi</strong> (Primo Principio), Jakob Fantinič (ZRS Koper), <strong>Andrea Braga</strong> (AIPO Verona), <strong>Davide Ronca e Michele Marani</strong> (CODIVE), <strong>Aurora Ghirardelli, Giulia Zuecco e Paolo Tarolli</strong> (Università degli Studi di Padova) sulle tecnologie digitali e l'Intelligenza Artificiale nei progetti AI-GRAPE e OLIVETO-SMART;</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Antonio Boschetti</strong> (L'Informatore Agrario) per il progetto Oliveto Smart;</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Anja Starec</strong> (Area Science Park) e <strong>Luca Bianchi</strong> (Quolity srl) sullo Sportello Digitale AI-GRAPE e la valutazione degli impatti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La partecipazione è gratuita previa registrazione obbligatoria tramite l'apposito <a href="https://forms.office.com/pages/responsepage.aspx?id=RmE9u5QFoESUZTjMCG7NaEhaBJc3drJPplOQ586u0RhUQ1ZRMVowNTdYRlpNVkE2VDdDSzE2OThRMCQlQCN0PWcu&amp;origin=lprLink&amp;route=shorturl" target="_blank" rel="noopener">modulo online</a>. A seguito della registrazione, i partecipanti riceveranno un link per ottenere l'ingresso gratuito alla fiera Olio Capitale.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Geologia marina, ambiente: disponibile online la nuova Carta Strutturale dei Mari Italiani</title>
<link>https://www.italia24.news/geologia-marina-ambiente-disponibile-online-la-nuova-carta-strutturale-dei-mari-italiani</link>
<guid>https://www.italia24.news/geologia-marina-ambiente-disponibile-online-la-nuova-carta-strutturale-dei-mari-italiani</guid>
<description><![CDATA[ La nuova Carta Strutturale dei Mari Italiani, ora disponibile online, è uno strumento fondamentale per approfondire la conoscenza dei fondali marini del nostro Paese, risultato di anni di attività congiunta tra enti pubblici di ricerca e atenei italiani ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b290de45518.webp" length="97432" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:41:19 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Fornire una rappresentazione organica delle principali unità tettoniche e delle strutture geologiche presenti nei mari italiani, dalle profondità abissali alle dorsali sommerse, offrendo un quadro aggiornato e integrato dell'assetto geologico delle aree sommerse; è questo l'obiettivo della nuova <b>Carta Strutturale dei Mari Italiani, dal 10 marzo 2026 disponibile online, strumento fondamentale per la conoscenza delle strutture geologiche che caratterizzano i fondali marini del nostro Paese</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Realizzata dal <b>Dipartimento per il Servizio Geologico d'Italia dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), in collaborazione con l'Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR), l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV),</b> <b>l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS e le Università di Genova, Palermo, Roma Tre e Trieste,</b> la Carta è il risultato di anni di ricerca congiunta tra enti pubblici di ricerca e atenei italiani.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Il progetto è stato sviluppato nell'ambito del programma europeo <a href="https://emodnet.ec.europa.eu/en/geology" target="_blank" rel="noopener">EMODnet Geology</a> (European Marine Observation and Data Network)</span></b><span>, che raccoglie e rende accessibili, attraverso un portale web, un'ampia quantità di dati geologici marini acquisiti nei decenni nei mari europei.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La penisola italiana è quasi interamente circondata da bacini marini di diversa età, profondità e caratteristiche geologiche; sotto la superficie del Mar Mediterraneo si estende infatti un sistema complesso di montagne e vulcani sommersi, scarpate e faglie che, nel corso di milioni di anni, hanno formato e modellato il fondale marino, generando una grande ricchezza di ambienti molto diversificati, fondamentali per lo sviluppo della biodiversità, oltre a grandi eruzioni, terremoti e maremoti. In questo contesto, <b>la mappatura del territorio sommerso rappresenta un passaggio fondamentale per accrescere la conoscenza dell'evoluzione geologica del Mediterraneo e dei processi che ne governano la dinamica.</b></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Per la realizzazione della Carta sono stati integrati i dati presenti in letteratura, per offrire una descrizione complessiva delle aree sommerse e migliorare la comprensione delle relazioni geologiche tra le diverse aree in cui è suddivisa la crosta terrestre (domini), in relazione alle tipologie di placche che la compongono e ai loro reciproci contatti. Si individuano aree di avampaese (aree continentali non ancora raggiunte da movimenti tettonici), aree di subduzione (dove una placca si immerge sotto un'altra), sistemi vulcanici, bacini di retroarco (che si aprono dietro allineamenti di vulcani indotti da subduzione) e bacini oceanici mesozoici. <b>L'armonizzazione e la sistematizzazione delle informazioni disponibili consentono oggi di disporre di uno strumento scientifico di riferimento, utile non solo per la ricerca ma anche per le attività di pianificazione e gestione dell'ambiente marino.</b></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>I dati raccolti assumono infatti un valore strategico per la tutela dell'ambiente, per la pianificazione e la sostenibilità delle infrastrutture <i>offshore</i> – come cavi, condotte e impianti energetici – e per la sicurezza rispetto ai rischi connessi all'attività vulcanica e sismica, inclusi terremoti, maremoti e frane sottomarine. <b>La Carta potrà inoltre contribuire all'esplorazione delle georisorse presenti nei bacini che circondano la penisola italiana</b>, strettamente legate alla storia geologica di ciascun bacino e ai contributi provenienti dalle aree emerse adiacenti e dalle regioni profonde della crosta terrestre.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>La nuova Carta Strutturale dei Mari Italiani si configura come documento di riferimento per la comunità scientifica e come base solida per lo sviluppo di ulteriori studi e ricerche future</span></b><span>. Il progetto si inserisce nel quadro della strategia marina europea, favorendo la condivisione di dati aperti e interoperabili a supporto della ricerca scientifica e della <i>blue economy</i>, inclusa la ricerca di fonti alternative di energia – ad esempio per l'individuazione di siti destinati a centrali eoliche e impianti geotermici – e per la ricerca di acqua potabile e altre applicazioni.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano, sport e sociale: al via alla manifestazione Trofeo Interforze &amp;quot;Memorial Giovanni Marra&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-sport-e-sociale-al-via-alla-manifestazione-trofeo-interforze-memorial-giovanni-marra</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-sport-e-sociale-al-via-alla-manifestazione-trofeo-interforze-memorial-giovanni-marra</guid>
<description><![CDATA[ Giunge all&#039;undicesima edizione la manifestazione Trofeo Interforze &quot;Memorial Giovanni Marra&quot; aggiungendo, oltre al calcio, la disciplina del padel. La cerimonia di chiusura si terrà all&#039;Hangar dell&#039;Aeroporto Militare di Linate il 9 giugno ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b29086d6529.webp" length="32242" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:34:30 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Riparte il <strong>Trofeo Interforze "Memorial Giovanni Marra", </strong>la manifestazione in ricordo del Presidente del Consiglio comunale di Milano scomparso nel 2004 all'età di 43 anni, che porta in campo le rappresentative delle forze civili e militari e punta a fare dell'agonismo sportivo un motore di solidarietà e impegno civile. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Giunto all'undicesima edizione, quest'anno il trofeo raddoppia accompagnando la storica competizione calcistica con la disciplina del <strong>padel</strong> nel formato delle squadre miste, valorizzando così la presenza femminile anche sul campo di gioco. Le sfide di padel sono iniziate il 6 marzo, mentre il fischio d'inizio delle partite di calcio è previsto per il 18 marzo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'iniziativa è stata presentata questa mattina a Palazzo Marino alla presenza della Presidente del Consiglio comunale <strong>Elena Buscemi</strong> e del Presidente dell'Associazione AQUAS <strong>Angelo Marra</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Il trofeo è ormai una tradizione che si rinnova nel ricordo del compianto Presidente Marra – ha detto la Presidente <strong>Buscemi</strong> –. Questa iniziativa ha il merito di coinvolgere società civile e Forze dell'ordine nella sensibilizzazione su tematiche sociali e sanitarie, con una attenzione particolare all'inclusione e alla parità di genere». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Siamo felici di rinnovare anche quest'anno questa iniziativa per ringraziare chi con dedizione, lealtà e spirito di sacrificio, si pone ogni giorno al servizio della comunità – ha dichiarato <strong>Angelo Marra</strong> – ma anche per ringraziare l'impegno dei tanti spesso invisibili che si spendono per gli altri e, nell'anniversario degli 80 anni della nascita della Repubblica Italiana e del primo voto, celebrare il contributo imprescindibile delle donne in ogni ambito: dallo sport all'impresa, dal sociale alla politica». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Sono intervenuti inoltre il Comandante dell'Aeroporto Militare di Linate Col. <strong>Fabio Saccotelli</strong> e la Delegata CONI Milano <strong>Claudia Giordani</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La manifestazione sportiva culminerà anche quest'anno in una cornice d'eccezione: la cerimonia di premiazione si terrà difatti, grazie <strong>all'Aeronautica Militare, presso l'Hangar dell'Aeroporto Militare di Linate,</strong> un luogo simbolo di eccellenza e servizio al Paese dove celebrare chi si impegna per il cittadino. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'iniziativa proseguirà anche nel suo impegno sociale proseguendo nella sensibilizzazione sul tema della <strong>cardio protezione</strong> e dell'importanza della diffusione dei defibrillatori con la donazione di un nuovo apparecchio salva vita, sul tema dell'inclusione e della parità di genere che sempre più vede le donne nello sport, nell'imprenditoria, nel sociale e nella politica motore pulsante nella crescita del nostro Paese.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea presenta un nuovo strumento di IA per combattere gli allarmi agroalimentari e le frodi alimentari</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-presenta-un-nuovo-strumento-di-ia-per-combattere-gli-allarmi-agroalimentari-e-le-frodi-alimentari</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-presenta-un-nuovo-strumento-di-ia-per-combattere-gli-allarmi-agroalimentari-e-le-frodi-alimentari</guid>
<description><![CDATA[ La nuova piattaforma TraceMap basata sull&#039;Intelligenza Artificiale presentata dalla Commissione europea contribuirà all&#039;individuazione di frodi alimentari, alimenti contaminati e focolai di malattie di origine alimentare in tutta l&#039;UE ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b1406c5a13d.webp" length="98438" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:40:00 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La Commissione europea ha presentato una nuova piattaforma basata sull'intelligenza artificiale (IA),<span> </span><b>TraceMap</b>, progettata per<b><span> </span>accelerare l'individuazione di frodi alimentari, alimenti contaminati e focolai di malattie di origine alimentare</b><span> </span>in tutta l'UE. In linea con gli elevati standard di sicurezza dell'UE per gli alimenti e i prodotti importati, questo nuovo strumento contribuirà a<span> </span><b>rafforzare la tutela dei consumatori e ad aiutare le autorità nazionali a lavorare in modo più efficace</b>, innovando il modo in cui vengono valutati, individuati e affrontati i rischi per la sicurezza alimentare e le attività fraudolente. Grazie all'IA, TraceMap<span> </span><b>migliorerà le valutazioni dei rischi per la sicurezza alimentare</b><span> </span>facilitando l'accesso e l'analisi dei dati critici,<span> </span><b>individuando rapidamente i collegamenti</b><span> </span>tra operatori e spedizioni e<span> </span><b>monitorando l'intera filiera agroalimentare<span> </span></b>una volta identificato un rischio, consentendo ritiri più rapidi dei prodotti non sicuri o fraudolenti.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">A partire da oggi TraceMap è accessibile alle autorità nazionali di tutti gli Stati membri, permettendo loro di orientare meglio i controlli e condurre indagini più approfondite senza richiedere risorse aggiuntive. La piattaforma utilizzerà i numerosi dati disponibili nei sistemi agroalimentari esistenti dell'UE per monitorare rapidamente i modelli commerciali e i flussi di produzione. Migliorerà inoltre l'accuratezza delle attività di screening, accelererà l'individuazione degli operatori sospetti e aiuterà gli investigatori a rilevare più rapidamente frodi alimentari e focolai di origine alimentare, consentendo di ritirare dal mercato i prodotti non conformi. TraceMap permetterà agli Stati membri di colmare eventuali lacune, affrontare le vulnerabilità e rafforzare le misure antifrode nel settore agroalimentare. Contribuirà inoltre a migliorare il controllo delle merci importate, in linea con le misure rafforzate previste nella<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://agriculture.ec.europa.eu/overview-vision-agriculture-food/vision-agriculture-and-food_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">visione per l'agricoltura e l'alimentazione</span></a></span><span lang="IT">.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Maggiori informazioni sono disponibili nel<span> </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_584" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Emergenza abitativa, Comune di Milano: online il bando di coprogettazione per la gestione di 500 alloggi pubblici</title>
<link>https://www.italia24.news/emergenza-abitativa-milano-online-il-bando-di-coprogettazione-per-la-gestione-di-500-alloggi-pubblici</link>
<guid>https://www.italia24.news/emergenza-abitativa-milano-online-il-bando-di-coprogettazione-per-la-gestione-di-500-alloggi-pubblici</guid>
<description><![CDATA[ Il Comune di Milano avvia un progetto con il Terzo settore per offrire case a prezzi regolamentati e supporto sociale a persone e famiglie in difficoltà. Il piano prevede l’uso e la ristrutturazione di diversi alloggi pubblici, con un investimento iniziale di circa 3 milioni di euro, per aiutare fino a circa 1.500 persone ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b14044ae3a9.webp" length="106954" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:29:19 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Entra nel vivo <strong>la sperimentazione del sistema innovativo di gestione di alloggi da destinare a persone o nuclei familiari in condizioni di fragilità</strong> che vede coinvolti, per la prima volta insieme, gli assessorati al Welfare e Salute e all'Edilizia residenziale pubblica. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Dopo una prima fase di coprogrammazione durante la quale sono state definite le modalità congiunte di individuazione del bisogno e presa in carico, è adesso online </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=5%3dDaIbGU%26z%3dT%261%3dTLVJY%263%3dVMUGbLR%269%3d07K4_Jdtd_UN_Ieuc_ST_Jdtd_TSJsJ90DA.pF1M16.1Ay22G.vK_6sfq_FhrE_6sfq_Fhq68Ln8zA2-43F762M7F_6sfq_Fh-_5rgr_EgoK668_H83zA69sJ_5rgr_Eg4IAH_6sfq_FhpF2LrE8_Jdtd_TS20NvJ3-52G6Gt68LnQwG16-475-C3-K90zM3G3-6v-L2-KvJ87z2-wF1F03700G-q0-u76KwG16-rA-nCzGt8w-TMSJ%266%3dzL7NpS.277%2607%3dZHSIWM%26K7%3dTMSJ3n2obFRNbLUEVD%269%3dJWMZo3K4FWG7M5FSrZoVr3rXJ6DXE4qRtYE6GSnSp5ISLZFWpVJ4F7pSqbLYNXDZ&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener">l'avviso pubblico</a><span> per l'individuazione di soggetti del Terzo settore disponibili alla coprogettazione di una filiera di soluzioni, con l'obiettivo di affrontare il tema dell'emergenza abitativa nel suo complesso, costruendo proposte condivise e diversificate e superando la frammentazione delle risposte, attraverso l'identificazione di nuovi modelli di intervento e di governance. <strong>Le candidature sono aperte fino alle ore 12 del 27 aprile. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La partnership che si svilupperà all'esito del bando pubblico ha come obiettivo quello di <strong>supportare sia coloro che non hanno i requisiti per l'accesso alla casa popolare né adeguata capacità economica per sostenere i costi dell'affitto privato, sia gli utenti in carico ai Servizi sociali </strong>che, pur essendo in grado di provvedere ai propri bisogni primari, attraversano un momento di difficoltà di tipo socio-economico e necessitano di un servizio di accompagnamento. Per la prima categoria di bisogno si mira a rendere disponibili abitazioni a canoni di locazione calmierati e calmierati ridotti, che non potranno superare gli importi massimi pari rispettivamente a 75 euro al metro quadro e 55 euro al metro quadro annui. Per i nuclei maggiormente in difficoltà dovranno invece essere messe a disposizione soluzioni abitative e percorsi di accompagnamento sociale ad hoc. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La caratteristica specifica del sistema sarà la sua <strong>flessibilità nell'adattarsi alle esigenze di ciascun beneficiario</strong> attraverso la predisposizione di diversi modelli di risposta. </span><span>A supporto dell'intero processo dovrà essere sviluppato uno strumento di finanziamento che garantisca la sostenibilità del progetto e che permetta il reperimento di risorse per la ristrutturazione degli alloggi messi a disposizione. L'offerta abitativa parte da un patrimonio di <strong>339 alloggi pubblici di proprietà comunale</strong>, cui si aggiungeranno sei beni confiscati alle mafie e quelli eventualmente messi a disposizione dal Terzo settore che risponderà all'avviso. Sono state, inoltre, individuate altre <strong>143 unità abitative nei comuni dell'hinterland milanese</strong>, di proprietà del Comune di Milano, che potranno essere messe a disposizione al fine di estendere all'area metropolitana l'impatto del progetto. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>All'esito della coprogettazione, gli alloggi pubblici saranno concessi in comodato d'uso gratuito da parte del Comune ai soggetti partner, per la realizzazione degli interventi di riqualificazione e la successiva gestione integrata (immobiliare e sociale). </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La coprogettazione verterà su due distinte aree di attività progettuali: una riguarderà il coordinamento più generale del progetto e la gestione dello strumento finanziario ai fini della sostenibilità economica; l'altra la gestione degli alloggi e dei percorsi di accompagnamento e supporto, laddove previsti. Per l'avvio della sperimentazione si stima un impegno iniziale a fondo perduto di quasi 3 milioni di euro. Ciascun ente partner dovrà garantire una quota di cofinanziamento derivante dalla partecipazione ad avvisi mirati, fundraising e altre opportunità di reperimento di fondi. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Per la prima volta con questa sperimentazione – dichiarano gli assessori <strong>Lamberto Bertolé</strong> (Welfare e Salute) e <strong>Fabio Bottero</strong> (Edilizia residenziale pubblica) – i due assessorati coinvolti nella gestione dell'emergenza abitativa costruiscono insieme strategie condivise per intercettare questo tipo di vulnerabilità e mettere a terra, insieme al Terzo settore, una risposta di sistema ai bisogni di un numero crescente di cittadini e cittadine. Sia di coloro che non accedono alle case popolari né possono permettersi di stare sul mercato dell'affitto privato, sia di coloro che sono in carico ai Servizi sociali, per i quali è fondamentale che alle risposte materiali si affianchino quelle educative e i percorsi di accompagnamento verso l'autonomia, per una presa in carico a 360 gradi che renderà più efficaci gli interventi. Questa operazione ci permetterà di dare risposta a una platea potenziale - se consideriamo i soli alloggi pubblici - di 1.500 persone, valorizzando il patrimonio comunale con la disponibilità di 500 alloggi».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Politecnico di Milano e Cnr: l&amp;apos;utilizzo di impulsi luminosi per elaborare le informazioni nei computer</title>
<link>https://www.italia24.news/politecnico-di-milano-e-cnr-lutilizzo-di-impulsi-luminosi-per-elaborare-le-informazioni-nei-computer</link>
<guid>https://www.italia24.news/politecnico-di-milano-e-cnr-lutilizzo-di-impulsi-luminosi-per-elaborare-le-informazioni-nei-computer</guid>
<description><![CDATA[ Un passo importante per le nuove tecnologie di elaborazione dell&#039;informazione con lo studio coordinato dal Politecnico di Milano sull&#039;utilizzo di sequenze laser non solo per trasmettere l&#039;informazione ma anche per elaborarla ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b13ff8b99bf.webp" length="59430" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 09:59:42 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof" style="text-align: left;">
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-456c8208-7fff-861c-6dc3-8150eb7f2331"><span>Per i computer il futuro sarà, letteralmente, alla velocità della luce. Impulsi luminosi estremamente brevi per eseguire operazioni logiche ultrarapide: è il risultato dello studio pubblicato di recente sulla prestigiosa rivista <strong>Nature Photonics</strong>, realizzato da un gruppo di ricercatori del <strong>Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano,</strong> in collaborazione con <strong>l'Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ifn) </strong>e con centri di ricerca internazionali. Coordinatore del progetto il docente di Fisica del Politecnico di Milano <strong>Giulio Cerullo</strong>, a capo della squadra del Dipartimento composta dai docenti <strong>Stefano Dal Conte e Margherita Maiuri</strong>, e dai ricercatori <strong>Francesco Gucci</strong> (primo autore dell'articolo) e <strong>Mattia Russo</strong>. Per il Cnr-Ifn, ha partecipato allo studio il ricercatore <strong>Franco Camargo</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio rappresenta un passo importante verso una nuova generazione di <strong>tecnologie di elaborazione dell'informazione </strong>potenzialmente centinaia di volte più veloci di quelle attuali. Attualmente, infatti, i computer sfruttano il <strong>movimento delle cariche elettriche</strong> all'interno di transistor che raggiungono, però, una frequenza massima i cui limiti fisici sono difficili da superare.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>A differenza dell'elettronica tradizionale, che si basa sullo spostamento delle cariche elettriche, <strong>questo innovativo approccio manipola lo stato degli elettroni all'interno del materiale attraverso le oscillazioni della luce.</strong> «Abbiamo dimostrato che la luce può essere usata non solo per trasmettere informazione, ma anche per elaborarla – spiega <strong>Giulio Cerullo</strong> del Politecnico di Milano – Grazie a impulsi laser ultrabrevi, possiamo controllare gli stati quantistici della materia su scale temporali di pochi milionesimi di miliardesimi di secondo, cioè alle stesse frequenze di oscillazione della luce, finora inaccessibili all'elettronica». Le operazioni avvengono a frequenze superiori a 10 terahertz, oltre cento volte più elevate rispetto ai migliori dispositivi elettronici moderni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per raggiungere questo scopo, i ricercatori hanno utilizzato le proprietà fisiche di un nuovo semiconduttore bidimensionale, il <strong>disolfuro di tungsteno</strong> (WS₂), dello spessore di soli tre strati atomici. In tale materiale, grazie a fenomeni quantistici legati al suo spessore nanometrico, gli elettroni possono occupare due stati quantistici distinti, noti come "valli". Queste valli possono essere utilizzate come una nuova unità di informazione, analoga allo zero e uno dei computer tradizionali, ma controllabile in modo molto più rapido.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Con una sequenza precisa di impulsi laser della durata di pochi femtosecondi (milionesimi di miliardesimo di secondo), <strong>i ricercatori sono riusciti ad accendere, spegnere e amplificare selettivamente le informazioni, realizzando vere e proprie operazioni logiche</strong> – proprio come avviene nei circuiti elettronici, ma a velocità enormemente superiori. Il tutto a temperatura ambiente, e utilizzando impulsi di luce già abitualmente disponibili nei laboratori. Lo studio permette inoltre di <strong>misurare direttamente quanto a lungo l'informazione quantistica rimane stabile nel materiale</strong>, un aspetto cruciale per future applicazioni tecnologiche.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«In prospettiva, questa dimostrazione di principio apre una serie di nuove sfide scientifiche e tecnologiche da essere superate per la realizzazione di dispositivi competitivi basati su questo principio – commenta <strong>Franco Camargo</strong> del Cnr-Ifn – dalla creazione di sequenze di impulsi sempre più complesse alla possibilità di aumentare il numero di bit in dispositivi realistici». Il superamento di queste frontiere aprirà la strada a una nuova classe di dispositivi logici ultrarapidi, trasformando questa prova di principio in una tecnologia concreta per i computer del futuro».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: Gucci, F., Molinero, E.B., Russo, M. et al. "<a href="https://www.nature.com/articles/s41566-025-01823-w" target="_blank" rel="noopener">Encoding and manipulating ultrafast coherent valleytronic information with lightwaves</a>." Nat. Photon. 20, 266–272 (2026).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea investe oltre 103 milioni di euro in progetti strategici europei in materia di ambiente e clima</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-investe-oltre-103-milioni-di-euro-in-progetti-strategici-europei-in-materia-di-ambiente-e-clima</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-investe-oltre-103-milioni-di-euro-in-progetti-strategici-europei-in-materia-di-ambiente-e-clima</guid>
<description><![CDATA[ Bruxelles investe oltre 103 milioni di euro in sette progetti del programma LIFE per sostenere resilienza climatica, ripristino della natura ed economia circolare in vari Paesi UE. L’iniziativa mira anche a mobilitare ulteriori investimenti e a rafforzare salute, competitività e qualità della vita ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b13fa705c24.webp" length="36786" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 09:49:26 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">il 10 marzo la Commissione europea investe<span> </span><b>oltre 103 milioni di euro in sette progetti strategici</b><span> </span>in tutta Europa finanziati nell'ambito del<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://cinea.ec.europa.eu/programmes/life_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span lang="IT">programma LIFE</span></b></a></span><span lang="IT">. L'obiettivo è rafforzare la prosperità dell'UE, la stabilità economica, i sistemi alimentari e gli ecosistemi ambientali, migliorando al tempo stesso la salute pubblica e la qualità della vita in tutto il continente.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">I progetti selezionati si trovano in<span> </span><b>Finlandia, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia<span> </span></b>e<b><span> </span>Spagna</b>. Sostenendo e accelerando l'attuazione delle politiche ambientali e climatiche dell'UE, le iniziative si concentrano in particolare sulla resilienza climatica e idrica, sul ripristino della natura, sull'economia circolare e sull'uso sostenibile del suolo. I progetti dovrebbero inoltre mobilitare ulteriori investimenti pubblici e privati a livello nazionale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"><strong>Wopke</strong><span> </span><b>Hoekstra</b>, Commissario per l'Azione per il clima, ha dichiarato: «Il costo dell'inazione continua ad aumentare. Investire nel clima non è facoltativo: è essenziale per la nostra economia, la nostra sicurezza e la nostra indipendenza. La giustificazione economica per accelerare la transizione pulita è chiara e questi progetti LIFE strategici rappresentano investimenti concreti verso il raggiungimento dei nostri obiettivi climatici».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"><strong>Jessika</strong><span> </span><b>Roswall</b>, Commissaria per l'Ambiente, la resilienza idrica e un'economia circolare competitiva, ha aggiunto: «I progetti strategici LIFE a lungo termine sono fondamentali per costruire un'Europa sicura e sostenibile. Gli investimenti annunciati oggi rafforzano le infrastrutture naturali dell'Europa, che costituiscono la base della nostra sicurezza economica, della nostra competitività e della nostra resilienza».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Maggiori informazioni sono disponibili nel<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_542" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">comunicato stampa</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>e nelle<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_26_543" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">sintesi dei progetti</span></a></span><span lang="IT">.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Roma, Archivio Centrale dello Stato: il 17 marzo la presentazione dell&amp;apos;archivio digitale di documenti sismici e metereologici</title>
<link>https://www.italia24.news/roma-archivio-centrale-dello-stato-il-17-marzo-la-presentazione-dellarchivio-digitale-di-documenti-sismici-e-metereologici</link>
<guid>https://www.italia24.news/roma-archivio-centrale-dello-stato-il-17-marzo-la-presentazione-dellarchivio-digitale-di-documenti-sismici-e-metereologici</guid>
<description><![CDATA[ A Roma una giornata dedicata al progetto di conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-scientifico nazionale con una banca dati digitale pubblica sulla sismologia e meteorologia utile allo studio di soluzioni per la mitigazione dei rischi futuri e agli studi di storia della scienza ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69b13f3cb6065.webp" length="52518" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 09:39:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo <strong>17 marzo</strong>, presso la <strong>Sala Convegni dell'Archivio Centrale dello Stato a Roma</strong>, si terrà l'evento "La documentazione dell'Archivio Centrale dello Stato per i progetti Polo e Catalogo dei Forti Terremoti in Italia di INGV: storia disciplinare e scienza".</p>
<p></p>
<p></p>
<p>L'appuntamento segna un ulteriore passo in avanti per la conservazione del patrimonio scientifico italiano nell'ambito del progetto del <strong>Polo Documentario Storico Italiano della Sismologia e Meteorologia</strong>, avviato lo scorso anno dall'<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</strong> in collaborazione con il <strong>Museo Galileo</strong> di Firenze con l'obiettivo di creare un <strong>archivio digitale pubblico e centralizzato di documenti sismologici e meteorologici.</strong></p>
<p></p>
<p></p>
<p>L'Italia vanta, infatti, una lunga tradizione nell'osservazione scientifica dei fenomeni sismici e meteorologici, iniziata nel XVII secolo con la prima rete meteorologica a Firenze e proseguita nel Settecento con i primi strumenti per la registrazione dei terremoti.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Questa secolare attività ha prodotto una ingente mole di documentazione scientifica: registrazioni sismiche e meteorologiche, bollettini, registri e corrispondenze, custoditi negli spazi di Enti come lo stesso INGV o il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'analisi dell'Economia agraria (CREA). Tuttavia, parte di questa preziosa documentazione custodita in enti e realtà minori è andata perduta nel corso degli anni.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Il Polo Documentario Storico è nato proprio allo scopo di evitare ulteriori perdite e, al tempo stesso, valorizzare i dati in nostro possesso al fine di ricostruire le serie storiche, indispensabili per conoscere il passato e mitigare i rischi presenti e futuri da eventi naturali estremi.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Negli ultimi 35 anni, i progetti dell'INGV Tròmos e SISMOS hanno già censito e digitalizzato oltre <strong>200.000 sismogrammi storici, 25.000 lettere e 100.000 pagine di documenti</strong>: tutto questo materiale (solo in parte attualmente disponibile online) sarà reso consultabile attraverso una banca dati open access.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>L'appuntamento del 17 marzo vedrà la partecipazione di <strong>Fabio Florindo</strong>, Presidente dell'INGV, <strong>Giovanni Torre,</strong> Direttore Generale dell'INGV, <strong>Maria Letizia Sagù</strong>, Responsabile delegato dell'Archivio Centrale dello Stato, <strong>Antonio Tarasco</strong>, Direttore Generale degli Archivi, <strong>Roberto Ferrari</strong>, Direttore Esecutivo del Museo Galileo, <strong>Salvatore Stramondo</strong>, Direttore del Dipartimento Terremoti dell'INGV, <strong>Maria Chiara Zaganelli</strong>, Direttore Generale del CREA, e <strong>Giuseppe Corti, </strong>Direttore del Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente del CREA.</p>
<p></p>
<p></p>
<p><strong>L'evento inizierà alle ore 9:30 e sarà a ingresso libero</strong> fino a esaurimento dei posti disponibili: durante la giornata i partecipanti potranno visitare anche una piccola mostra di strumenti e documenti della sismologia e meteorologia dell'INGV, del CREA e dell'Archivio Centrale dello Stato.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Confindustria: al via al progetto dei giovani imprenditori GenerAZIONI 2026 dedicato al passaggio generazionale</title>
<link>https://www.italia24.news/confindustria-al-via-al-progetto-dei-giovani-imprenditori-generazioni-2026-dedicato-al-passaggio-generazionale</link>
<guid>https://www.italia24.news/confindustria-al-via-al-progetto-dei-giovani-imprenditori-generazioni-2026-dedicato-al-passaggio-generazionale</guid>
<description><![CDATA[ A Roma è stata presentata la nuova edizione di GenerAZIONI, progetto dei Giovani Imprenditori di Confindustria con Luiss University Press dedicato al passaggio generazionale nelle imprese familiari per promuovere modelli efficaci di successione aziendale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69afecfea7257.webp" length="55446" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 10:32:41 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-19c7c594-7fff-3382-cbce-0f743c74100a"><span>Si è tenuto il 9 marzo 2026 a Roma, presso il Campus Luiss, l’evento di lancio della nuova edizione di </span><strong>GenerAZIONI</strong><span>, il progetto promosso dai </span><strong>Giovani Imprenditori di Confindustria</strong><span><strong> </strong>in collaborazione con </span><strong>Luiss University Press</strong><span>, dedicato all’imprenditoria italiana e al passaggio generazionale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per i Giovani Imprenditori di Confindustria il tema rappresenta da sempre una priorità: promuovere la cultura della continuità d’impresa e favorire un ricambio generazionale efficace significa rafforzare la resilienza del Made in Italy e sostenere la crescita di lungo periodo del Paese. In un contesto come quello italiano, caratterizzato da una forte prevalenza di imprese a controllo familiare e da una struttura dimensionale composta in larga misura da Pmi, la transizione della governance tra generazioni è cruciale non solo per la singola azienda, ma per la competitività delle imprese e dell’intero sistema economico, influenzando occupazione, filiere produttive, innovazione, attrattività degli investimenti, internazionalizzazione, gestione del capitale umano e coesione territoriale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Da un’analisi realizzata nel 2025 tra imprenditori associati di età compresa tra i 18 e i 40 anni, che ricoprono ruoli apicali nelle proprie aziende, tra le principali difficoltà emergono divergenze strategiche con la generazione precedente, resistenze al cambiamento e la necessità di affermare la propria legittimità nella leadership aziendale. Tuttavia, circa il </span><strong>72% degli intervistati</strong><span><strong> </strong>ha gestito la transizione attraverso un </span><strong>percorso di affiancamento e collaborazione graduale</strong><span>, ritenuto il modello più efficace per garantire continuità e innovazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nato nel 2024, </span><strong>GenerAZIONI</strong><span> torna quest’anno con un </span><strong>roadshow sul territorio nazionale, che prende il via oggi a Roma con il supporto di Unindustria</strong><span><strong>.</strong> Il percorso</span><span> </span><span>prevede appuntamenti dedicati agli aspetti economici, fiscali e legali del passaggio generazionale, ma anche alle dimensioni relazionali del processo, come leadership, comunicazione e convivenza tra generazioni. Elemento centrale del progetto è il racconto di casi concreti di imprese familiari attraverso incontri e visite aziendali in diverse realtà produttive italiane, con l’obiettivo di valorizzare modelli organizzativi, individuare criticità ricorrenti e condividere buone pratiche legate alla gestione della staffetta generazionale.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Nel corso dell’incontro è stato presentato il secondo volume </span><span>“<strong>GenerAZIONI. Viaggio nel futuro d’impresa”</strong></span><span><strong>, </strong>scritto da Mario Benedetto, della serie “Bellissima” diretta da Nicoletta Picchio e dedicata al Made in Italy, con prefazione del </span><strong>Direttore Generale di Confindustria Maurizio Tarquini</strong><span> e un’intervista alla </span><strong>Presidente dei Giovani Imprenditori Maria Anghileri</strong><span>, che accompagna il progetto nel racconto delle dinamiche di successione nelle imprese italiane.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>All’evento, presieduto da </span><strong>Alice Pretto</strong><span>, Vicepresidente Giovani Imprenditori Confindustria, hanno partecipato tra gli altri: </span><strong>Manuela Soncini</strong><span>, UniCredit Wealth Management; </span><strong>Rafaella Mazzoli e Cecilia Varzi</strong><span><strong>, Egon Zehnder</strong>. Presentati anche i casi di due best practice aziendali nella gestione del passaggio generazionale: </span><span>Orsolini</span><span> e </span><span>Autotrasporti Pigliacelli</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I lavori sono stati aperti dal </span><strong>Direttore Generale della Luiss, Rita Carisano</strong><span>, che ha affermato:</span><span> </span><span>«La questione generazionale è oggi una delle sfide decisive per il futuro dell’impresa e del nostro sistema economico. Il volume presentato oggi ci invita a considerare il passaggio di testimone non come una semplice successione, ma come un’occasione per rinnovare leadership, competenze e visioni aziendali. Per un Ateneo come il nostro, che attraverso modelli formativi d’eccellenza prepara i leader di domani, questo tema è prioritario».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Il passaggio generazionale – ha dichiarato </span><strong>Maurizio Tarquini, Direttore Generale di Confindustria</strong><span><strong> </strong>-</span><span> </span><span>è oggi un nodo strategico per il futuro della nostra economia. Va letto all’interno di una doppia transizione: demografica, segnata dall’invecchiamento della popolazione e dal calo della natalità, e tecnologica, che sta ridefinendo i modelli produttivi. In questo scenario la sfida è trasformare la staffetta in un processo di coesistenza tra generazioni, dove esperienza e visione, memoria e cambiamento si rafforzano a vicenda. Per riuscirci serve alleggerire i vincoli che gravano sui giovani, facilitare l’accesso al credito e al capitale, investire in competenze digitali e in un contesto normativo europeo più semplice e integrato, capace di sostenere la crescita delle imprese e del Paese».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Secondo </span><strong>Maria Anghileri, Presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria</strong><span>, «quasi la metà delle imprese familiari italiane sarà interessata da un cambio generazionale nei prossimi dieci anni. È un passaggio cruciale per preservare la continuità del patrimonio manifatturiero del Paese. Non si tratta di una semplice staffetta, ma di un progetto di futuro fondato sull’incontro tra esperienza e nuove energie, una vera sinergia generazionale. Preparare e pianificare il ricambio significa rafforzare la governance e cogliere questa fase come un’opportunità per innovare modelli produttivi e organizzativi. Per i Giovani Imprenditori di Confindustria, accompagnare le imprese in questo percorso è una priorità, valorizzando il dialogo tra tradizione e innovazione per sostenere nuove traiettorie di sviluppo».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Con Generazioni oggi vogliamo dare risalto a uno dei passaggi più delicati per il futuro del nostro sistema produttivo: il passaggio generazionale nelle imprese familiari – ha commentato</span><span> <strong>Eugenio Samori, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria</strong></span><span> -. Accompagnare il dialogo tra chi ha costruito l’impresa e chi è chiamato a guidarla nel futuro è fondamentale per garantire continuità, innovazione e sviluppo dei nostri territori. In questo senso, il confronto di oggi tra le due “staffette generazionali” del Lazio – Giulia e Rino Orsolini per l’azienda Orsolini e Romano e Marcello Pigliacelli per Autotrasporti Pigliacelli – ha rappresentato un esempio concreto di come tradizione e nuove visioni possano incontrarsi, trovare un equilibrio e crescere insieme».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Biotecnologie: sviluppata una piattaforma innovativa in grado di manipolare le cellule senza contatto fisico</title>
<link>https://www.italia24.news/biotecnologie-sviluppata-una-piattaforma-innovativa-in-grado-di-manipolare-le-cellule-senza-contatto-fisico</link>
<guid>https://www.italia24.news/biotecnologie-sviluppata-una-piattaforma-innovativa-in-grado-di-manipolare-le-cellule-senza-contatto-fisico</guid>
<description><![CDATA[ Un team di ricerca del Cnr-Isasi ha sviluppato una piattaforma bio-fotovoltaica innovativa in grado di manipolare, tramite stimoli elettrici, la morfologia e il movimento cellulare senza elettrodi, grazie all&#039;impiego di cristalli di niobato di litio ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69afece323f1e.webp" length="56192" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 10:21:54 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-48d4b235-7fff-cdef-286f-65b7f14070c8"><span>Controllare il <strong>comportamento delle cellule</strong> – come si muovono, come aderiscono a una superficie e persino la forma del loro nucleo – è una delle sfide cruciali della <strong>biotecnologia moderna</strong>. Fino ad oggi, questo controllo richiedeva complessi processi di micro-fabbricazione per integrare elettrodi fissi su supporti biocompatibili, limitando drasticamente la flessibilità spaziale e temporale degli esperimenti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Oggi, uno studio condotto dall'<strong>Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti "Eduardo Caianiello"</strong> del Consiglio nazionale delle ricerche di Pozzuoli (<strong>Cnr-Isasi</strong>) supera tale limite attraverso una <strong>innovativa interfaccia bio-fotovoltaica</strong> completamente guidata dalla <strong>luce</strong>. La ricerca, pubblicata su <strong>Advanced Functional Materials</strong> – rivista statunitense del gruppo Wiley - dimostra come sia possibile <strong>manipolare le cellule e influenzarne le funzioni in modalità wireless e non invasiva sfruttando i campi elettrici generati dall'effetto fotovoltaico in cristalli di niobato di litio drogati con ferro.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il cuore della tecnologia risiede nelle <strong>proprietà ferroelettriche del cristallo</strong>: quando colpito da una sorgente luminosa strutturata, il materiale genera dei "<strong>micro-pattern</strong>" di carica elettrica sulla sua superficie che agiscono come elettrodi virtuali. «Questo approccio rappresenta un cambio di paradigma nel bio-handling», sottolinea <strong>Lisa Miccio</strong> ricercatrice del Cnr-Isasi che ha condotto lo studio. «Sfruttando l'effetto fotovoltaico dei cristalli ferroelettrici, abbiamo eliminato la necessità di fili, elettrodi e processi litografici costosi. È una tecnologia 'all-optical' che trasforma il materiale di supporto in un attuatore intelligente. In futuro, questo sistema wireless potrebbe rivoluzionare lo studio della rigenerazione dei tessuti e della guarigione delle ferite, offrendo uno strumento senza precedenti per guidare il destino cellulare».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Una prima sperimentazione è stata condotta su <strong>fibroblasti NIH-3T3 </strong>(ovvero cellule modello riprodotte in vitro normalmente utilizzate nel campo della biologia molecolare): i risultati confermano l'efficacia del sistema, con l'80% delle cellule che si è allineato seguendo la geometria del campo elettrico indotto, mentre il 50% ha mostrato uno schiacciamento del nucleo (nuclear squeezing) in risposta agli stimoli.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La piattaforma permette inoltre un monitoraggio dinamico senza precedenti grazie alla microscopia olografica digitale. Aggiunge <strong>Pietro Ferraro</strong> (Cnr-Isasi) spiega: «La peculiarità  di questa piattaforma risiede nella sua natura dinamica e reversibile. A differenza dei substrati tradizionali, dove le geometrie di stimolazione sono fisse, qui possiamo 'scrivere' e 'cancellare' i segnali elettrici per le cellule in tempo reale. Questo ci ha permesso di osservare per la prima volta come una cellula viva adatta la propria traiettoria e morfologia a un ambiente elettrico che cambia sotto i nostri occhi, monitorando il tutto attraverso mappe di fase quantitativa».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Manipolare le cellule senza contatto fisico e con una risoluzione spaziale elevatissima apre la strada ad <strong>applicazioni avanzate nell'ingegneria dei tessuti, nella stimolazione neuronale e nello studio dei segnali elettrici intercellulari</strong>. Evitando i limiti della litografia tradizionale e l'uso di alimentatori esterni, la piattaforma si propone come uno strumento di ricerca fondamentale per la biologia cellulare del futuro, permettendo di comprendere come gli organismi viventi si adattino a modifiche controllate e dinamiche del loro microambiente.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Lo studio è stato sviluppato nell'ambito del progetto PRIN 2022 "All-optical Stimulation and Sensing Of Neurons on fErroelectric platform (ASSONE)".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr">Link allo studio: L. Miccio, M. Mugnano, V. Marchesano, et al. "<a href="https://advanced.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/adfm.202518941" target="_blank" rel="noopener">An All-Optical Driven Bio-Photovoltaic Interface for Active Control of Live Cells.</a>" Advanced Functional Materials (2026): e18941.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ambiente, Milano: le capsule di caffè in alluminio si potranno recuperare nel sacco giallo della plastica</title>
<link>https://www.italia24.news/ambiente-milano-le-capsule-di-caffe-in-alluminio-si-potranno-recuperare-nel-sacco-della-plastica</link>
<guid>https://www.italia24.news/ambiente-milano-le-capsule-di-caffe-in-alluminio-si-potranno-recuperare-nel-sacco-della-plastica</guid>
<description><![CDATA[ Al via il primo sistema collettivo sviluppato grazie alla collaborazione tra il Comune di Milano, Amsa, A2A Ambiente, CIAL, Nespresso: le capsule in alluminio del caffè potranno direttamente andare nel sacco della plastica e metallo ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69afec8bf3cc9.webp" length="50230" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 10:01:35 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Dal 9 marzo 2026 a Milano tutte <strong>le capsule di caffè in alluminio</strong> possono essere conferite direttamente <strong>nel sacco giallo destinato agli imballaggi in plastica e metalli</strong>, nella propria raccolta domestica o condominiale. </span><span>Si tratta di una novità significativa resa possibile dalla collaborazione tra il <strong>Comune di Milano, Amsa, A2A Ambiente, Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio (CIAL), Nespresso. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'iniziativa rappresenta un esempio di <strong>collaborazione efficace tra pubblico e privato</strong>, che consente di valorizzare un materiale prezioso come l'alluminio e di facilitare il coinvolgimento di cittadini e cittadine nella corretta gestione dei rifiuti, contribuendo alla transizione verso un'economia sempre più circolare. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La possibilità di conferire le capsule nel sacco giallo a Milano nasce dal lavoro congiunto sull'impianto di selezione di A2A Ambiente di Muggiano, alle porte di Milano, dotato delle tecnologie necessarie per intercettare e recuperare anche l'alluminio piccolo e leggero. </span><span>L'impianto utilizza infatti un <strong>separatore a correnti parassite (ECS-Eddy Current Separator),</strong> che grazie ad una nuova fase di selezione permette di separare l'alluminio di piccole dimensioni – come quello delle capsule di caffè, ma anche tappi, blister e altri piccoli componenti metallici – dal resto del flusso di rifiuti per avviare a riciclo l'alluminio anziché scartarlo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Con questa tecnologia, che rappresenta un'eccellenza in Italia, la frazione più fine viene quindi rilevata scongiurandone la perdita e garantendone l'avvio a una nuova filiera che prevede la fusione e la trasformazione in nuovi prodotti. Un processo reso possibile anche grazie alla collaborazione con Nespresso e CIAL che hanno affiancato e contribuito attivamente alla fase di verifica ed efficacia del sistema di rilevamento e separazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>L'alluminio</strong> possiede infatti caratteristiche ottimali in quanto <strong>può essere riciclato al 100% </strong>e riutilizzato all'infinito mantenendo invariate le caratteristiche del metallo. Il progetto, in un Paese come l'Italia povero di bauxite, contribuisce al fabbisogno di alluminio e consente di risparmiare il 95% di energia altrimenti necessaria alla lavorazione a partire dalla materia prima. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'attività risponde, inoltre, all'aggiornamento normativo relativo alla gestione degli involucri. A partire dal mese di <strong>agosto 2026</strong> diventerà, infatti, effettivo il nuovo regolamento <strong>PPWR - Packaging and Packaging Waste Regulation</strong> - che riconoscerà le capsule come imballaggi e introdurrà il loro conferimento nella raccolta differenziata. Ma perché il riciclo dell'alluminio piccolo e leggero sia effettivo, sarà necessaria la presenza di impianti e processi idonei, come garantito qui a Milano grazie a questa collaborazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Oggi, secondo la normativa vigente, le capsule non sono classificate come imballaggi, a causa della loro struttura composta da alluminio e caffè esausto rimasto all'interno dopo l'uso, e per questo sono destinate alla racconta indifferenziata dei rifiuti generici. Il riconoscimento delle capsule come imballaggi, la tecnologia ECS presente presso l'impianto di A2A Ambiente di Muggiano e il lavoro congiunto svolto insieme a Amsa, CIAL e Nespresso rappresentano quindi un'applicazione concreta di come sia possibile trasformare l'innovazione normativa che porterà il PPWR in impatto reale. È questa evoluzione tecnologica che permette oggi a Milano di garantire che le capsule conferite dai cittadini e dalle cittadine nella raccolta del sacco giallo vengano davvero riciclate. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Poter conferire le capsule di alluminio nel sacco giallo, anche se contengono i residui di caffè, è un passo avanti che semplifica la gestione dei rifiuti domestici da parte dei cittadini e delle cittadine e che ci permetterà di migliorare la raccolta differenziata e di riciclare una grande quantità di alluminio (elemento prezioso e che ben si presta al riciclo) che fino ad oggi andava disperso – spiega l'assessora all'Ambiente e Verde <strong>Elena Grandi</strong> –. Un'opportunità che nasce dal nuovo regolamento PPWR - Packaging and Packaging Waste Regulation e che a Milano possiamo applicare grazie alle tecnologie dell'impianto A2A di Muggiano. La raccolta differenziata è una responsabilità condivisa: ogni singolo gesto conta, così come contano i progressi tecnologici che ci consentono di ridurre sempre più la quota di rifiuti indifferenziati e di riciclare sempre di più e meglio». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Iniziative come queste possono contribuire ad aumentare la raccolta differenziata del capoluogo lombardo e a semplificare al contempo la raccolta domestica delle capsule usate da parte dei cittadini – dichiara l'Amministratore Delegato di Amsa, Marcello Milani –. Con oltre il 63% di raccolta differenziata, Milano è al vertice tra le metropoli europee sopra il milione di abitanti, confermandosi come esempio di eccellenza». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«L'impianto milanese di Muggiano rappresenta uno degli esempi più avanzati di innovazione applicata all'economia circolare – aggiunge <strong>Giovanni Faedda</strong>, Responsabile Impianto di Muggiano di A2A Ambiente –. Grazie all'impiego della tecnologia ECS (Eddy Current Separator), il sito oggi consente di recuperare anche l'alluminio più piccolo e leggero, come quello delle capsule di caffè, avviandolo al riciclo». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Dichiara il Direttore Generale di CIAL <strong>Stefano Stellini</strong>: «Questa novità rappresenta un passo decisivo per due motivi fondamentali: per il comparto del mondo alluminio significa accrescere le quantità di materiale recuperato, fondamentale per il fabbisogno del Paese dato che qui in Italia non abbiamo produzione di alluminio primario da bauxite, per i cittadini vuol dire semplificare il gesto quotidiano della raccolta differenziata. L'Italia è oggi tra i leader mondiali nel riciclo dell'alluminio grazie a un modello industriale maturo e tecnologie sempre più avanzate». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Il progetto – spiega <strong>Monica Pellegrini</strong>, Direttrice Operativa di Nespresso Italiana – rende ancora più facile lo smaltimento e concreto il riciclo dell'alluminio, dando un esempio eccellente di applicazione del PPWR. Lavoriamo da oltre 15 anni nella gestione di sistemi dedicati per riciclo e questo rende naturale il nostro supporto per avviare il sistema, che si affianca ai nostri progetti dedicati, quali 'Da Chicco a Chicco' e il Servizio di Raccolta a Domicilio, con cui abbiamo recuperato oltre 3.500 tonnellate di capsule nel comune di Milano e 6.000 in Lombardia dal 2011». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'iniziativa sarà accompagnata da una campagna informativa istituzionale, sviluppata da Amsa e CIAL con il supporto di Nespresso, per sensibilizzare i cittadini e le cittadine a conferire correttamente le capsule nella raccolta domestica. La campagna vedrà una pianificazione fisica per le strade delle città, accompagnata dalla presenza sulla stampa e sui canali digitali e social di Amsa, CIAL e Nespresso. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il nuovo sistema lanciato su Milano sarà <strong>progressivamente esteso ai comuni dell'hinterland</strong> serviti da Amsa.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ospedale San Gerardo, Monza: donato un dispositivo per la rieducazione del pavimento pelvico</title>
<link>https://www.italia24.news/ospedale-san-gerardo-monza-donato-un-dispositivo-per-la-rieducazione-del-pavimento-pelvico</link>
<guid>https://www.italia24.news/ospedale-san-gerardo-monza-donato-un-dispositivo-per-la-rieducazione-del-pavimento-pelvico</guid>
<description><![CDATA[ La Fondazione delle Piane dona all&#039;Ospedale San Gerardo di Monza un nuovo strumento dedicato al trattamento delle disfunzioni del pavimento pelvico, una tecnologia avanzata per potenziare i percorsi di cura dedicati alle donne ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69afec60b80f8.webp" length="55786" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 09:49:11 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Un nuovo dispositivo all’avanguardia destinato all’<strong>Ambulatorio di Rieducazione del Pavimento Pelvico della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori</strong>. È quello consegnato questa mattina da parte di <strong>Fondazione Delle Piane</strong>. Si tratta di uno strumento di ultima generazione che rappresenta un importante potenziamento delle risorse dedicate alla cura e al benessere delle pazienti. </p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il dispositivo donato è dotato di funzionalità di stimolazione elettrica e biofeedback e rappresenta uno strumento avanzato per il <strong>trattamento delle disfunzioni del pavimento pelvico</strong>. Grazie a questa donazione, l’Ambulatorio di Rieducazione del Pavimento Pelvico potrà potenziare le attività, integrando alle metodiche manuali già in uso tecniche strumentali di supporto, a beneficio delle donne in tutte le fasi della vita, dall’inizio della vita fertile, durante la gravidanza e il post-partum, fino alla menopausa. </p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’apparecchio per il trattamento non invasivo delle disfunzioni pelviche permette di <strong>“rendere visibile” l’attività muscolare invisibile</strong>, trasformando impulsi fisiologici in segnali grafici su uno schermo. Grazie a questa funzione di “specchio tecnologico”, le pazienti possono riacquisire consapevolezza e controllo su funzioni fondamentali, accelerando il recupero in ambiti delicati come il post-partum, la proctologia e il dolore pelvico cronico.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La <strong>stimolazione elettrica</strong> funzionale funge da supporto alla <strong>chinesiterapia</strong> (lavoro attivo del paziente) che permette di rendere più o meno tonici i muscoli del pavimento pelvico a seconda della disfunzione: rinforza in presenza di un tono ridotto che può provocare incontinenza urinaria o prolasso e decontrae in caso di tono aumentato che può provocare dolore. L’integrazione del sistema all’interno dell’ospedale <strong>potenzia</strong> così un <strong>percorso riabilitativo multidisciplinare</strong>, permettendo ai clinici di monitorare con precisione oggettiva i progressi delle pazienti e offrire terapie personalizzate, efficaci e motivanti.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«La riabilitazione pelvica è una branca in forte espansione e poter offrire ai nostri pazienti uno strumento così preciso e all’avanguardia contribuirà a migliorare la qualità e l’appropriatezza dei percorsi assistenziali offerti alle nostre pazienti», commenta il dott. <strong>Matteo Frigerio</strong>, Responsabile dell’Ambulatorio di Rieducazione del Pavimento Pelvico. «La donazione di questo strumento non è solo l’acquisto di un dispositivo elettromedicale, ma il sostegno a un progetto di cura che mira a restituire dignità e benessere quotidiano a moltissime persone - dichiarano i rappresentanti della Fondazione Delle Piane -. Siamo orgogliosi di supportare il San Gerardo, punto di riferimento per la sanità lombarda e nazionale». </p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La Fondazione Delle Piane è da tempo impegnata nel sostegno a progetti di finanziamento per la salute collettiva, promuovendo iniziative volte al miglioramento dei servizi sanitari e supportando concretamente le strutture ospedaliere attraverso donazioni di apparecchiature e risorse destinate all’assistenza e alla cura, ponendo al centro il benessere del paziente e l’innovazione clinica. Un impegno costante che rappresenta un esempio significativo di attenzione ai bisogni della comunità e di collaborazione attiva con il sistema sanitario.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Rinnovo il mio ringraziamento alla Fondazione Delle Piane per la sensibilità dimostrata e per il prezioso contributo offerto a favore delle pazienti e dell’intera collettività - sottolinea il Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori <strong>Claudio Cogliati</strong> -. Spesso sottovalutata, la salute del pavimento pelvico incide profondamente sulla vita sociale e psicologica delle persone. Con il progetto sostenuto dalla Fondazione Delle Piane, il San Gerardo si conferma un ospedale capace di guardare oltre la patologia, occupandosi della piena ripresa funzionale e del ritorno a una vita attiva».</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ricerca sismica, collaborazione tra Italia e Nuova Zelanda: concluso il progetto biennale sugli effetti di amplificazione locale</title>
<link>https://www.italia24.news/ingv-e-esnz-collaborazione-per-la-ricerca-sismica</link>
<guid>https://www.italia24.news/ingv-e-esnz-collaborazione-per-la-ricerca-sismica</guid>
<description><![CDATA[ Lo studio, realizzato da Earth Sciences New Zealand, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Università di Genova, ha analizzato alla scala regionale gli effetti di amplificazione sismica locale nella rete neozelandese. I risultati saranno presentati ad aprile al congresso della Seismological Society of America di Pasadena ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69aea87706c95.webp" length="68556" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 11:36:20 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Si è concluso il progetto biennale “<strong>Capturing site amplification in seismic design: pilot study investigating seismic site amplification at stations of the NZ seismic network</strong>” che ha visto la <strong>collaborazione scientifica tra Italia e Nuova Zelanda </strong>per effettuare uno <strong>studio </strong>alla scala regionale degli <strong>effetti di amplificazione sismica locale</strong>. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’<strong>Earth Science New Zealand</strong> (ESNZ), capofila dello studio, l’<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia</strong> (INGV) e l’<strong>Università degli Studi di Genova</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La ricerca è stata finanziata dal governo neozelandese nell’ambito del <strong>programma CATALYST-seeding</strong>, finalizzato a promuovere collaborazioni tra enti di ricerca e università internazionali. Il progetto, inoltre, è stato inserito nel <strong>Memorandum of Understanding</strong> (MoU) siglato <strong>tra INGV ed ESNZ</strong> per il quadriennio 2023-2027.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’<strong>analisi </strong>condotta sulla <strong>rete sismica neozelandese</strong> ha evidenziato che circa il 50% delle stazioni considerate è affetto da amplificazione di sito, un dato <strong>in linea</strong> con quanto osservato da studi condotti dall’INGV sulla <strong>rete sismica italiana</strong>. Sono stati inoltre osservati interessanti<strong> </strong>pattern di amplificazione in particolari contesti geologici o morfologici, come ad esempio in zone di faglia, in aree vulcaniche e su irregolarità morfologiche.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I <strong>risultati del progetto</strong>, già presentati internamente a Roma e a Wellington presso le rispettive sedi dell’INGV e dell’ESNZ, saranno <strong>condivisi con la comunità scientifica </strong>in occasione del prossimo <strong>convegno SSA</strong> (Seismological Society of America), che si svolgerà <strong>dal 14 al 17 aprile a Pasadena</strong> (USA).</span><b id="docs-internal-guid-cc290f68-7fff-e4b9-c8a9-c5ee56a4dae0"></b></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Sicurezza: ENEA lancia una nuova versione software per rispondere a emergenze naturali e climatiche</title>
<link>https://www.italia24.news/sicurezza-enea-lancia-nuova-versione-software-per-rispondere-a-emergenze-naturali-e-climatiche</link>
<guid>https://www.italia24.news/sicurezza-enea-lancia-nuova-versione-software-per-rispondere-a-emergenze-naturali-e-climatiche</guid>
<description><![CDATA[ La nuova versione del software CIPCast 5.0, resa disponibile da ENEA, aiuterà la gestione di emergenze naturali e climatiche, assistendo a decisori politici, protezione civile e gestori di infrastrutture critiche, e aiutando a valutare gli effetti causati dagli eventi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69aea2f4870aa.webp" length="91344" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 11:25:33 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>ENEA</strong><span> </span>lancia la nuova versione del<strong><span> </span>software CIPCast 5.0 p</strong>er la gestione di<span> </span><strong>emergenze naturali e climatiche</strong>, come alluvioni, terremoti, eventi meteorologici estremi e ondate di calore. Pensato per assistere<span> </span><strong>decisori politici</strong>,<span> </span><strong>protezione civile</strong><span> </span>e gestori di<span> </span><strong>infrastrutture critiche</strong>, il sistema aiuta a valutare<span> </span><strong>gli effetti causati da eventi che si stanno dimostrando<span> </span></strong>sempre più<span> </span><strong>intensi</strong><span> </span>e frequenti.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’evoluzione 5.0 della piattaforma<span> </span><strong>CIPCast</strong><span> </span>è stata sviluppata nell’ambito del progetto europeo<span> </span><strong>MULTICLIMACT</strong><span> </span>che coinvolge 25 partner, tra cui per l’Italia ENEA e l’azienda Rina Consulting S.p.A. (coordinatore).  Il software stima i<span> </span><strong>possibili danni</strong><span> </span>causati alle infrastrutture, associando informazioni su<span> </span><strong>caratteristiche e vulnerabilità dei manufatti<span> </span></strong>alla valutazione probabilistica della<span> </span><strong>pericolosità</strong><span> </span>dell’evento.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Diversamente dai tradizionali sistemi di allerta, che descrivono principalmente scenari probabilistici di pericolosità, la piattaforma consente di<span> </span><strong>stimare potenziali impatti sul territorio</strong>: individua le aree più esposte, i<span> </span><strong>servizi essenziali</strong><span> </span>che potrebbero essere coinvolti (trasporti, reti elettriche ed edifici strategici) e le priorità di intervento. Inoltre, permette di valutare, sulla base dei dati disponibili, la<span> </span><strong>capacità del territorio di mantenere operativi tali servizi<span> </span></strong>durante e dopo l’emergenza, fornendo<span> </span><strong>indicatori di resilienza.</strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«CIPCast esamina l’interconnessione fra le infrastrutture in città, analizzando ad esempio gli effetti che provoca la mancanza di energia elettrica», spiega <strong>Antonio Di Pietro </strong>del Laboratorio ENEA Analisi e modelli per le infrastrutture critiche e i servizi essenziali - Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili. «Il nuovo software - prosegue - aiuta a interpretare le informazioni disponibili in termini operativi per valutare possibili contromisure, dato che da sole le informazioni sul pericolo naturale non sono sufficienti per prendere<span> </span><strong>decisioni efficaci»</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">I dati utilizzati dal sistema provengono da diverse fonti: informazioni territoriali sulla vulnerabilità degli edifici, dati geografici<span> </span><em>open source</em><span> </span>e informazioni provenienti dal<span> </span><strong>monitoraggio del territorio,<span> </span></strong>inclusi i flussi video acquisiti in tempo reale tramite<span> </span><strong>droni e sensori</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La piattaforma è già operativa per la parte di <strong>analisi del rischio, </strong>mentre gli altri moduli, tra cui quelli di valutazione della resilienza e quelli che integrano le informazioni acquisite tramite  i droni, verranno messi a disposizione entro la fine dell’anno.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">CIPCast 5.0 è attualmente in<span> </span><strong>fase di sperimentazione nella città di Camerino nelle Marche,</strong><span> </span>uno dei quattro siti pilota del progetto MULTICLIMACT, insieme a Barcellona (Spagna), L’Aia (Paesi Bassi) e Riga (Lettonia).</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«La sequenza sismica che ha colpito l’Italia centrale nel 2016, tra cui Camerino, ha reso disponibili dati strumentali, rilievi di danno e informazioni tecniche molto utili», continua <strong>Di Pietro</strong>. «Per ottenere stime più realistiche sui possibili danni in caso di nuovi eventi sismici - conclude - i dati strumentali ottenuti sono stati integrati nel sistema con le caratteristiche di vulnerabilità degli edifici del centro storico. Inoltre, i test eseguiti sugli edifici interessati da interventi di ricostruzione a seguito del terremoto, permettono di verificare la piattaforma in una situazione reale e trasferibile anche ad altri contesti urbani».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Terminata la sperimentazione, il software verrà messo a disposizione del Comune di Camerino per rafforzare la capacità di risposta del territorio e la protezione dei cittadini.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>A Padova la terza edizione Premio Evotec: premiata la tesi di Elia Moretton per la sua innovazione in campo farmaceutico</title>
<link>https://www.italia24.news/premio-evotec-premiata-la-tesi-di-elia-moretton-per-la-sua-innovazione-in-campo-farmaceutico</link>
<guid>https://www.italia24.news/premio-evotec-premiata-la-tesi-di-elia-moretton-per-la-sua-innovazione-in-campo-farmaceutico</guid>
<description><![CDATA[ Il lavoro di Elia Moretton rappresenta un protocollo computazionale per accelerare lo sviluppo di nuove terapie. Vincenzo De Filippis, il Presidente del Corso di Laurea in CTF, interviene affermando che tutte le Tesi analizzate presentavano un livello molto elevato ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69aea03b62134.webp" length="57250" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 10:51:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Venerdì 6 marzo</strong> sono stati <strong>consegnati i Premi di laurea Evotec</strong> per la miglior tesi del <strong>Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutcihe del Dipartimento di Scienze del Farmaco</strong> dell'<strong>Università di Padova</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«I lavori sperimentati di Tesi presentati dai candidati hanno spaziato dalla chimica computazionale, alla sintesi organica, alla tecnologia farmaceutica e alla bio-medicina, a testimonianza della vivacità della comunità scientifico-didattica del Corso di Laurea in CTF» dice <strong>Vincenzo de Filippis</strong>,<strong> Presidente del Corso di Laurea in CTF</strong>. «Il livello dei lavori presentati è stato, in generale, molto elevato e alla fine abbiamo scelto di <strong>premiare</strong> il <strong>lavoro </strong>con una <strong>maggiore ricaduta diretta in campo farmaceutico</strong>».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">A <strong>Elia Moretton</strong> è andato il <strong>primo premio </strong>(1500 €) per la <strong>miglior tesi</strong> del Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (CTF) 2023/2024, con il <strong>contributo di Aptuit</strong>, una <strong>compagnia Evotec</strong>.<br></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Le menzioni d’onore ex aequo (500 €) sono invece per<strong> Angela Bonato</strong>, <strong>Laura Massignani</strong> e <strong>Arianna Zanolli</strong>. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Nella mia tesi ho sviluppato un protocollo computazionale per accelerare la scoperta di potenziali <strong>degradatori PROTAC</strong>, una nuova classe di molecole che, invece di limitarsi a bloccare l’attività di una proteina, ne inducono la degradazione all’interno della cellula» <strong>spiega Elia Moretton</strong>, vincitore della terza edizione del Premio Evotec «.È un ambito di ricerca molto recente, su cui la comunità scientifica sta concentrando grande attenzione: il <strong>nostro lavoro</strong> rappresenta <strong>uno dei primi tentativi</strong> di rendere più rapido e razionale lo sviluppo di queste strategie, che potrebbero <strong>aprire nuove prospettive terapeutiche</strong> soprattutto nel <strong>trattamento di tumori e malattie neurodegenerative</strong>. La notizia del premio mi ha colto di sorpresa, anche perché si tratta di un progetto interamente computazionale, diverso dai tradizionali lavori di laboratorio. Sono molto grato al mio relatore, il professor Stefano Moro, e al gruppo di ricerca di modellistica molecolare (MMS), che continuerà a sviluppare questo lavoro». </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il <strong>Premio</strong> è nato con lo <strong>scopo di valorizzare il merito e le motivazioni </strong>degli studenti del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in CTF, ed è stato accolto positivamente da <strong>Evotec</strong>, società di biotecnologie impegnata nel promuovere la scoperta e lo sviluppo di farmaci, che <strong>sostiene l’iniziativa ormai da tre anni</strong>.</span><b id="docs-internal-guid-47957197-7fff-3733-9a5d-bf9673a3925f"></b></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università Milano&#45;Bicocca: gli eventi e gli incontri del 19 e 20 marzo per la Giornata Nazionale delle Università</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-milano-bicocca-gli-eventi-e-gli-incontri-del-19-e-20-marzo-per-la-giornata-nazionale-delle-universita</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-milano-bicocca-gli-eventi-e-gli-incontri-del-19-e-20-marzo-per-la-giornata-nazionale-delle-universita</guid>
<description><![CDATA[ In occasone della Giornata Nazionale delle Università, a Milano-Bicocca due giorni di laboratori, lezioni aperte e di orientamento per far conoscere la ricerca e i corsi di laurea magistrali dell&#039;ateneo ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ae9d0ec4825.webp" length="16674" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 10:46:24 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><b><span>Cibo sostenibile</span></b><span> tra tecnologia e <b>intelligenza artificiale</b>. L'ascolto dell'universo grazie alle <b>onde gravitazionali</b>. Esperimenti sul <b>paesaggio sonoro della città</b>. L'adolescenza nell'epoca della <b>fragilità degli adulti</b>. Sono alcuni dei temi al centro delle lezioni e laboratori aperti proposti dall'Università di <b>Milano-Bicocca </b>in occasione della <b>Giornata Nazionale delle Università</b>, promossa in tutta Italia dalla Crui (Conferenza dei rettori delle Università italiane), per<b> venerdì 20 marzo</b>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nell'ateneo milanese, la Giornata raddoppia, inizia già <b>giovedì 19 marzo</b> e si intitola <b>"L'Università siamo tutti. Anche tu</b>": una due giorni dedicata, da un lato, a <b>raccontare e vivere la comunità accademica</b> come bene comune e spazio condiviso, <b>aperto a tutti</b>, dall'altro lato, a <b>presentare i corsi di laurea magistrali</b> dell'ateneo. Laboratori, workshop, lezioni aperte e stand interattivi per far conoscere i segreti della ricerca e della didattica di Milano-Bicocca. Ad arricchire il programma, <b>un evento pubblico dedicato alle residenze</b> di Milano-Bicocca e l'avvio di tavoli tematici per la costruzione di un <b>Manifesto </b>per definire il ruolo dell'ateneo nella vita culturale e sociale del territorio.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il panel di eventi si articola così in <b>due programmi</b>, integrando l'iniziativa nazionale intitolata "Università Svelate" <b>("L'Università si svela"</b>) con la giornata di orientamento alle lauree di secondo livello (<b>"L'Università si sceglie"</b>). </span></p>
<p style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<h2 style="text-align: left;"><b><span>"L'Università si svela"</span></b></h2>
<p style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<p style="text-align: left;"><b><span>Venerdì 20 marzo</span></b><span> il Campus di Milano-Bicocca si apre alla cittadinanza e si lascia scoprire per la Giornata Nazionale delle Università ("Università Svelate"): un'occasione unica per <b>entrare nei 14 dipartimenti dell'ateneo</b>, partecipare a laboratori, vivere esperienze interattive e prendere parte a <b>dialoghi aperti</b> con docenti, ricercatori e studenti. Si apre con i saluti istituzionali del rettore <strong>Marco Emilio Orlandi </strong>e della prorettrice alla Quarta missione e Public engagement <strong>Laura Parolin</strong> (ore 9, Edificio U6 "Agorà", Aula 4 "Martini", piano -1). </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nella Galleria espositiva (Edificio U6 "Agorà, piano terra) si svolgeranno a partire dalle 9.30 stand e laboratori interattivi dei dipartimenti di Milano-Bicocca, come quelli dedicati al <b>multilinguismo</b> o alla <b>scienza che migliora la vita</b>, al <b>ruolo delle Big Tech</b> o ai percorsi di studio per gli <b>studenti nelle carceri</b>. Dal mattino si susseguiranno alcune lezioni aperte al pubblico, come "Non ci resta che internet: essere adolescenti nell'epoca della fragilità degli adulti" con <b>Matteo Lancini</b>; "La natura interattiva della biodiversità. Storie di simbiosi e cooperazione" con <b>Maurizio Casiraghi</b>; "Ascoltare l'universo con le onde gravitazionali" con <b>Alberto Sesana</b> (Edificio U6 "Agorà", aula 07). Infine, dalle 10, saranno avviai sette tavoli tematici per la costruzione di un <b>"Manifesto Bicocca per la conoscenza condivisa"</b>: sette gruppi di lavoro composti da studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo, realtà del terzo settore, istituzioni e altre realtà del territorio, avanzeranno proposte per creare un documento che definirà come l'ateneo possa contribuire alla vita culturale e sociale del territorio.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Ad anticipare la Giornata, <b>giovedì 19 marzo</b>, "<strong>Residenze svelate</strong>", un evento pubblico che intreccia fotografia, mappatura e arte partecipata per raccontare e immaginare insieme i luoghi dell'abitare, nello specifico <b>le residenze dell'Università di Milano-Bicocca</b>. Si terrà tra le 18 e le 19.30, presso la <b>Residenza U42</b> (via Gerolamo Forni 71, Milano) dove sarà inaugurata la mostra fotografica <b>"Vita in Bicocca. Storia dei protagonisti".</b></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Tutte le attività cui poter partecipare </span><span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=5%3dBZ3SFY%26m%3dS%26y%3dW6V%26z%3dT5TFV%26v%3d05MqK_3tTr_Dd_ssds_3h_3tTr_CixO8.NoAxBc.A5_KRua_UGKtMfK_3tTr_Cie7q4vD5_KRua_UG8tEfK_3tTr_Ci3bCY-AT_3tTr_CiQJz0s3xFb_JbvQ_TFUA6pMu3rEj35H_ssds_3WCcVFtOfJ4Bu_JbvQ_TFf4_JbvQ_TFdA_JbvQ_TFUAu78m358_ssds_3WCc3bCY-AX-KU-3X.17g%266%3dxNtNnU.o75%26Bt%3dSFaA%26L4%3dUATGc4bJc0UDT0%260%3dl69TEY43EU7WpT4Xla5WJ3l4bab7mUf8Da5VGTbVH45VJZdZDW9bqa08JX75p9b5B67U&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener">si trovano a questo link</a></span><span>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<h2 style="text-align: left;"><b><span>L'Università si sceglie</span></b></h2>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Giovedì 19 marzo e venerdì 20 marzo, dalle 14.30 alle 17.30, in diverse aule dell'edificio U6 "Agorà" dell'Università di Milano-Bicocca (piazza dell'Ateneo Nuovo 1, Milano) si possono seguire gli <b>incontri di presentazione dei corsi di laurea magistrale dell'ateneo</b>, di area economica, statistica, medica e scientifica (giovedì 19 marzo) e di area sociologica, psicologica, umanistica e giuridica (venerdì 20 marzo). Due giornate organizzate dal </span><span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=0%3dOc9XSb%26s%3dX%26B%3dZBa%26C%3dWAYSY%262%3dEHPwP_FwZw_Qg_yxqv_9m_FwZw_Pl4TK.QuFAEi.FH_NXzn_XMPHQkFyNl_OoyW_YdOlOJE7F-GP2A3J1F-3-HhRFAhQ7_NXzn_XM979v017-vO7AuQy_NXzn_XMP3N3FNE-vO7AuQyIlKHK_yxqv_9mGAyS7VpL-CNpBBPhJ3J1L-GP2A3J1F-GKz%26A%3dAQzS1X.uBH%26Ez%3dXSdG%26QG%3dXGYTf0gWfFZQWF%26E%3d47mZyXk8zZkb4c8gWZE9470XQfCXS70czZEg4cDZSBEdTdEaTemaOb8y7hkA30keWWke&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Servizio Orientamento Studenti</b></a></span><span>, che offrono la possibilità ai partecipanti di confrontarsi faccia a faccia con docenti, tutor ed ex studenti che hanno già intrapreso uno dei corsi, approfondirne i programmi nel dettaglio e chiarire ogni dubbio su requisiti e modalità di ammissione.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=A%3dOYNYSX%268%3dY%26B%3dVQb%26C%3dSPZSU%26G%3dFHLBQ_Fsox_Qc_Dyqr_Nn_Fsox_PhIUK.M0GAAx.GH_Jm1n_TbCJ70R7_Jm1n_TbJIF5T3JEGH3-EG-G51E0A1-Q1GBP7-DwSF71-Ky95QHJwJ7-45AC5y9%262%3dEGQJ5N.L3L%265Q%3dOWTh%26HK%3dNhPXVaXaVgQUMg%266%3dbMaQ7NZU4OYTXQYU5yaW7w9471aPY9y3wS93WzYRbSgP5y9RVQZ28wdXZMBybPdOZye3&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Qui il programma di presentazione</a></span><span> dei corsi di laurea magistrale e i form di partecipazione.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea finanzia 60 milioni di euro per promuovere la cooperazione nei settori culturali e creativi</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-finanzia-60-milioni-di-euro-per-promuovere-la-cooperazione-nei-settori-culturali-e-creativi</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-finanzia-60-milioni-di-euro-per-promuovere-la-cooperazione-nei-settori-culturali-e-creativi</guid>
<description><![CDATA[ Fino al 5 maggio 2026 sarà possibile presentare progetti di cooperazione europea nell&#039;ambito di Creative Europe, il programma faro dell&#039;UE dedicato ai settori culturali e creativi, di cui Bruxelles disporrà 60 milioni di euro ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ae9cb7af28a.webp" length="33000" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 10:29:21 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La <strong>Commissione Europea</strong> ha pubblicato l'invito 2026 a <strong>presentare progetti di cooperazione europea nell'ambito di </strong></span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/it/creative-europe/about-the-creative-europe-programme" target="_blank" rel="noopener"><strong><span lang="IT">Creative Europe</span></strong></a><span lang="IT"><strong>,</strong> il programma faro dell'UE dedicato ai settori culturali e creativi. Con una dotazione di <strong>60 milioni di euro</strong>, l'invito sosterrà circa <strong>150 progetti</strong> che realizzeranno un'ampia gamma di attività culturali e creative, promuovendo tra l'altro la cooperazione transfrontaliera, lo sviluppo delle capacità, il talento artistico e le pratiche innovative. I progetti coinvolgeranno artisti e organizzazioni attivi in tutti i settori della sezione Cultura di Europa creativa, tra cui teatro, danza, musica, patrimonio culturale, architettura, letteratura, design e moda.</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">I candidati provenienti dai paesi che partecipano al programma Europa creativa avranno tempo fino al<span> </span><b>5 maggio 2026</b><span> </span>per presentare le loro proposte.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il Commissario per l'Equità intergenerazionale, i giovani, la cultura e lo sport, <strong>Glenn</strong><span> </span><b>Micallef</b>, ha dichiarato: «L'invito a presentare progetti di cooperazione europea del 2026, per un valore di 60 milioni di euro, rappresenta un forte impegno a rafforzare la collaborazione nei dinamici settori culturali e creativi europei. Guidati dalla bussola culturale per l'Europa, questi finanziamenti sosterranno progetti che celebrano la diversità culturale, favoriscono l'inclusione e promuovono l'equità intergenerazionale, contribuendo a un ecosistema culturale più sostenibile, resiliente e connesso».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Ulteriori informazioni sulle procedure di candidatura e sui criteri di ammissibilità sono disponibili sul sito web di<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/news/2026-creative-europe-call-for-european-cooperation-projects-open" target="_blank" rel="noopener"><span lang="IT">Creative Europe</span></a><span lang="IT">.</span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>ScienzAperta 2026: L&amp;apos;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia invita a scoprire i segreti della Terra per per un futuro più sostenibile</title>
<link>https://www.italia24.news/scienzaperta-2026-ingv-invita-a-scoprire-i-segreti-della-terra-per-per-un-futuro-piu-sostenibile</link>
<guid>https://www.italia24.news/scienzaperta-2026-ingv-invita-a-scoprire-i-segreti-della-terra-per-per-un-futuro-piu-sostenibile</guid>
<description><![CDATA[ Giochi, laboratori ed escursioni sono le attività che propone l&#039;INGV per scoprire i fenomeni che modellano il nostro Pianeta. Le esperienze di apprendimento immersive e multidisciplinari proposte sono adatte a tutte le età ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ae94986d6f2.webp" length="27996" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 10:22:17 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Tornano gli <strong>appuntamenti con le Scienze della Terra</strong>: con un ricco calendario di seminari, giochi, laboratori ed escursioni, <strong>da venerdì 6 marzo </strong>l'<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia </strong>(INGV) si prepara ad accogliere studenti e appassionati per un <strong>viaggio</strong> coinvolgente alla scoperta delle <strong>Geoscienze</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>ScienzAperta </strong>è la grande <strong>manifestazione scientifica</strong> ideata dall'INGV per accompagnare studenti, curiosi  e appassionati di tutte le età alla <strong>scoperta</strong> dei <strong>fenomeni</strong> che modellano il nostro<strong> Pianeta</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'iniziativa rappresenta un'importante occasione di <strong>incontro tra il mondo della ricerca e il pubblico</strong>, con attività pensate per rendere accessibili e coinvolgenti temi complessi come terremoti, vulcani, ambiente e cambiamenti climatici: giochi, attività didattiche e visite guidate per delle esperienze di apprendimento immersive e multidisciplinari.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'<strong>edizione 2026 coinvolgerà diverse sedi dell'Istituto</strong>, protagoniste di un ampio programma di iniziative volte a promuovere una<strong> maggiore consapevolezza </strong>sui meccanismi che regolano la Terra e sull'<strong>importanza</strong> della <strong>prevenzione</strong> e della <strong>conoscenza scientifica</strong>. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Attraverso esperienze dirette, dimostrazioni pratiche e momenti di confronto con i ricercatori, i partecipanti potranno approfondire il ruolo delle Geoscienze nella comprensione dei rischi naturali e nella tutela dell'ambiente.<br><br>Il <a href="https://www.ingv.it/musei-e-mostre-ed-eventi/eventi/scienzaperta-2026" target="_blank" rel="noopener">calendario degli eventi e delle attività</a> è in continuo aggiornamento</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cultura, Milano: al via alle celebrazioni per i 70 anni della Biblioteca Sormani</title>
<link>https://www.italia24.news/cultura-milano-al-via-alle-celebrazioni-per-i-70-anni-della-biblioteca-sormani</link>
<guid>https://www.italia24.news/cultura-milano-al-via-alle-celebrazioni-per-i-70-anni-della-biblioteca-sormani</guid>
<description><![CDATA[ Il Comune di Milano approva l&#039;atto di indirizzo politico per il mantenimento della destinazione d&#039;uso a carattere culturale dello storico Palazzo Sormani. Mostre, incontri e aperture straordinarie per &quot;Sormani70&quot; ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ae9c7708374.webp" length="160326" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 10:15:55 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Palazzo Sormani</strong>, la storica sede della <strong>Biblioteca Comunale Centrale</strong>, <strong>continuerà a svolgere una funzione culturale anche dopo il trasferimento delle attività bibliotecarie alla BEIC, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura</strong>, in corso di realizzazione nell'area dell'ex stazione ferroviaria di Porta Vittoria. Questo l'indirizzo approvato oggi dalla Giunta per il futuro del seicentesco Palazzo di corso di Porta Vittoria, in continuità con la sua attività, prima come sede del Museo di Milano (1935-1940) e poi come Biblioteca Comunale Centrale, dal 1956 ad oggi. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«</span><span>Con questa decisione intendiamo preservare il forte legame d'affetto tra i cittadini e Palazzo Sormani, che fu definito nel 1956 dall'allora direttore Giovanni Bellini 'la casa dei milanesi studiosi' – dichiara l'assessore alla Cultura, <strong>Tommaso Sacchi</strong> –. Bellini lo trasformò in polo dedicato alla storia, alla memoria e alla valorizzazione del patrimonio culturale milanese, e vogliamo che questa vocazione, rimasta intatta per settant'anni, sia garantita nel futuro, anche quando le funzioni di biblioteca centrale del sistema bibliotecario milanese saranno svolte dalla nuova BEIC, che sta prendendo forma in Porta Vittoria e che risponderà alle nuove esigenze di informazione e cultura di una comunità sempre più digitale e internazionale». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La decisione punta dunque a preservare l'eredità storica della Sormani e a rinnovarne le funzioni in chiave contemporanea, con progetti e iniziative coerenti con la sua destinazione culturale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h2 style="text-align: left;"><strong>Il ritorno del Ciclo di Orfeo </strong></h2>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Innanzitutto, entro la fine del 2026, rientreranno a Palazzo Sormani le celebri "<strong>tele del Grechetto</strong>", lo splendido ciclo pittorico seicentesco raffigurante il mito di Orfeo che sarà riallestito nella stessa sala in cui è stato ospitato fin dal 1907. </span><span><strong>Il ciclo di Orfeo manca da Palazzo Sormani dal 2019</strong>, quando è stato esposto in <strong>Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale nella mostra "Il meraviglioso mondo della natura. Una favola tra arte, mito e scienza"</strong>, curata dagli storici dell'arte <strong>Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa</strong> con le scenografie di <strong>Margherita Palli</strong>. Successivamente, l'intero ciclo è stato sottoposto a un attento lavoro di restauro che ha restituito all'opera una nuova luce; ora, dopo sette anni, tornerà nella stessa sala di Palazzo Sormani, che nel frattempo è stata completamente riqualificata e diventerà uno spazio museale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h2 style="text-align: left;"><strong>Un programma di iniziative per i 70 anni della Biblioteca Centrale </strong></h2>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>Da martedì 10 marzo </strong>prende il via un programma di iniziative che celebra i <strong>70 anni di attività</strong> di quella che fu definita all'epoca della sua inaugurazione "la più bella biblioteca d'Europa". </span><span>Il programma "<a href="https://milano.biblioteche.it/library/sormani/sormani70" target="_blank" rel="noopener">Sormani70</a>" racconterà la storia, valorizzerà le collezioni e rafforzerà il legame con il pubblico, dando spazio alle voci di bibliotecari, studiosi e utenti che nel tempo ne hanno costruito l'identità.</span><br><span>Il progetto è articolato in tre filoni: <strong>Sormani70Svelata</strong>, alla scoperta della storia e dei tesori della biblioteca; <strong>Sormani70Prossima</strong>, l'attenzione alle fasce più deboli, ai temi dell'accoglienza, dell'inclusione e della prossimità; <strong>Sormani70Kids</strong>, attività dedicate a bambini, ragazzi e famiglie. Mostre documentarie, incontri di approfondimento, rassegne di musica e cinema, aperture straordinarie e laboratori animeranno tutto l'anno, offrendo ai cittadini occasioni di conoscenza e partecipazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La giornata inaugurale del 10 marzo si aprirà alle <strong>ore 17 nello Spazio Young</strong> con il laboratorio creativo "Buon compleanno Sormani!", dedicato alla realizzazione di una cartolina celebrativa per i 70 anni della biblioteca. Alle ore 18, nella Sala del Portico, seguiranno i saluti istituzionali e la presentazione del programma della rassegna, accompagnati da letture di giornali e documenti d'epoca e da intermezzi musicali jazz con sax e tastiera.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano: l&amp;apos;11 marzo la cerimonia &amp;quot;I Giusti per la democrazia. Dialogo e nonviolenza per costruire la pace&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-l11-marzo-la-cerimonia-i-giusti-per-la-democrazia-dialogo-e-nonviolenza-per-costruire-la-pace-presso-il-giardino-monte-stella</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-l11-marzo-la-cerimonia-i-giusti-per-la-democrazia-dialogo-e-nonviolenza-per-costruire-la-pace-presso-il-giardino-monte-stella</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;11 marzo a Milano, per la Giornata dei Giusti dell&#039;Umanità, si svolgerà presso il Giardino Monte Stella la cerimonia &quot;I Giusti per la democrazia. Dialogo e nonviolenza per costruire la pace&quot;. Saranno onorati Piero Calamandrei, Martin Luther King, Vivian Silver, Reem Al-Hajajreh e Aleksandra &quot;Sasha&quot; Skochilenko ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ae9c0e69b31.webp" length="115436" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 10:03:27 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>L'11 marzo, dalle ore 10, al Giardino dei Giusti di tutto il mondo al Monte Stella (via Cimabue, MM1 QT8), si terrà la cerimonia milanese della Giornata dei Giusti dell'Umanità, dedicata quest'anno al tema: "I Giusti per la democrazia. Dialogo e nonviolenza per costruire la pace". </strong></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Saranno onorati come nuovi Giusti 2026: <strong>Piero Calamandrei</strong>, padre costituente e difensore della Costituzione; <strong>Martin Luther King</strong>, simbolo mondiale della nonviolenza e dei diritti civili; <strong>Vivian Silver</strong>, attivista israeliana per il dialogo, uccisa negli attacchi del 7 ottobre 2023; <strong>Reem Al-Hajajreh</strong>, attivista palestinese e fondatrice di Women of the Sun; <strong>Aleksandra "Sasha" Skochilenko</strong>, artista e attivista russa arrestata per la protesta contro la guerra in Ucraina e liberata nel 2024. Cinque storie diverse, unite da un messaggio comune: <strong>la democrazia è una conquista fragile che vive nella responsabilità personale, nel dialogo e nella difesa della dignità umana</strong>. La scelta dei Giusti onorati e del tema è stata deliberata dall'Assemblea dell'Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano (Fondazione Gariwo, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Comune di Milano). </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Interverranno: <strong>Elena Buscemi</strong>, Presidente del Consiglio Comunale di Milano, rappresentanti del Comune di Milano, <strong>Gabriele Nissim</strong>, presidente di Fondazione Gariwo, e <strong>Giorgio Mortara</strong> (UCEI).</span><br><span>Sono previste testimonianze di <strong>Francesca Cenni, Gianluca Briguglia, Yonatan Zeigen</strong> – figlio di Vivian Silver – e delle Giuste onorate Reem Al-Hajajreh e Aleksandra Skochilenko.</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Durante la mattinata sarà inoltre consegnata una pergamena ai Giusti segnalati dalla società civile: <strong>Paolo Boetti, Bruno Brandellero, Padre Gianfranco Maria Chiti, Filippo Di Benedetto, Padre Giovanni Ferro, Meena Keshwar Kamal, Padre Lido Mencarini, Antonio Tosi</strong>. </span><span>La cerimonia si concluderà con un incontro di dialogo tra studenti e rappresentanti dei Giusti, a sottolineare il ruolo delle nuove generazioni nella tutela dei valori democratici. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>La Giornata dei Giusti dell'Umanità si celebra ogni anno per promuovere la memoria del bene e onorare coloro che si sono opposti a genocidi, totalitarismi e discriminazioni, salvando vite umane e difendendo la dignità della persona.</strong> Oggi, più che mai, non è solo un'occasione commemorativa: è una chiamata contro l'inaudita escalation di brutalità in corso nel mondo, e in particolare in Medio Oriente. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>Gabriele Nissim</strong>, il Presidente di Fondazione Gariwo, ha voluto lanciare un appello: «Chiediamo a tutte le istituzioni e alle forze politiche di rompere il silenzio attorno alla Giornata dei Giusti dell'Umanità, riconosciuta dal Parlamento italiano nel 2017 dopo la dichiarazione del Parlamento europeo. Dal Giardino del Monte Stella sono nati oltre trecento Giardini dei Giusti in Italia e nel mondo. Migliaia di volontari si riuniscono perché credono nella forza del bene e nella responsabilità personale di fronte alle guerre e alle dittature. La democrazia, che ripudia la guerra e ogni regime che soffoca la libertà, è il valore che oggi dobbiamo difendere insieme». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Ogni anno la Giornata dei Giusti dell'Umanità offre l'opportunità di riflettere e approfondire l'operato di personalità che hanno fatto il bene degli altri e sposato valori e ideali quali solidarietà, libertà e giustizia – ricorda la Presidente del Consiglio comunale, <strong>Elena Buscemi</strong> –. Si tratta di esempi che ispirano ogni giorno persone in tutto il mondo e che sarebbe bene venissero ricordate anche dalla politica e da chi governa usando la forza e la violenza al posto della diplomazia. Per questo mi unisco all'appello del Presidente Nissim affinché tutte le istituzioni rilancino i messaggi dei Giusti dell'Umanità». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A ribadire il valore universale della Giornata è intervenuto anche <strong>Chaloka Beyani</strong> Special Adviser del Segretario Generale dell'Onu sulla prevenzione del genocidio: «La Giornata europea dei Giusti onora i protettori dell'umanità, coloro che si sono opposti alle maree dell'odio e della violenza. Le loro storie sono un promemoria del ruolo della scelta individuale nel proteggere l'altro come nostra bussola morale ultima e salvaguardia contro il flagello del genocidio. Il percorso verso i crimini di atrocità è lastricato dal silenzio di molti, ma può essere deviato attraverso il coraggio dei Giusti. Il mondo di oggi ha bisogno di loro più che mai».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea approva nuove richieste di assistenza tecnica nell’ambito del Technical Support Instrument 2026</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-approva-nuove-richieste-di-assistenza-tecnica-nellambito-del-technical-support-instrument-2026</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-approva-nuove-richieste-di-assistenza-tecnica-nellambito-del-technical-support-instrument-2026</guid>
<description><![CDATA[ Bruxelles ha approvato, nell’ambito del Technical Support Instrument, 176 richieste di assistenza tecnica per il 2026 per aiutare gli Stati membri ad attuare riforme strutturali e a rafforzare le amministrazioni pubbliche ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ae9ae07995b.webp" length="82116" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 09:42:23 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">La Commissione europea ha approvato il 6 marzo 2026 un nuovo pacchetto di<span> </span><b>176 richieste di assistenza tecnica</b><span> </span>nell'ambito del <strong>Technical Support Instrument</strong><b> per il 2026</b>, volto ad aiutare i paesi dell'UE a elaborare riforme, attuare la legislazione europea e modernizzare le loro pubbliche amministrazioni.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">La Commissione assisterà in particolare tutti i<span> </span><b>27 Stati membri</b><span> </span>nel dare seguito alle<span> </span><b>raccomandazioni specifiche per paese</b><span> </span>formulate nell'ambito del<span> </span><b>semestre europeo</b>, il processo annuale di coordinamento delle politiche economiche dell'UE. Il sostegno contribuirà inoltre a preparare il terreno per il prossimo<span> </span><b>quadro finanziario pluriennale 2028‑2034</b>, garantendo che i piani di partenariato nazionali e regionali siano allineati alle priorità dell'Unione.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Tra i principali ambiti di intervento figurano il miglioramento dei sistemi fiscali degli Stati membri, l'attuazione del regolamento dell'UE sull'intelligenza artificiale e l'adozione dell'IA nei servizi pubblici. Il pacchetto prevede inoltre l'istituzione, nel 2026, di un'accademia di regolamentazione dell'energia per sostenere l'evoluzione del mercato elettrico dell'UE. Saranno inoltre organizzati 66 scambi e visite di studio attraverso il<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/technical-support-instrument-0/flagship-technical-support-projects/tsi-2026-pace-public-administration-cooperation-exchange_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">programma di scambio di cooperazione tra pubbliche amministrazioni</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>(Public Administration Cooperation Exchange - PACE), per favorire la condivisione di conoscenze e migliori pratiche.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Lo strumento di sostegno tecnico mette a disposizione dei paesi dell'UE competenze su misura, aiutandoli ad attuare riforme strutturali e a rafforzare la governance.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="EN-GB"><a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/technical-support-instrument-0_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Maggiori informazioni</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>sul Technical Support Instrument sono disponibili online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Antartide: la nave Laura Bassi conclude la campagna di ricerca estiva</title>
<link>https://www.italia24.news/antartide-la-nave-laura-bassi-conclude-la-campagna-di-ricerca-estiva</link>
<guid>https://www.italia24.news/antartide-la-nave-laura-bassi-conclude-la-campagna-di-ricerca-estiva</guid>
<description><![CDATA[ La rompighiaccio italiana Laura Bassi conclude la 41a spedizione estiva del PNRA, dopo aver navigato per quattro mesi nel Mare di Ross per lo svolgimento delle attività di ricerca. Rientrerà in Italia, a Trieste, nella seconda metà di aprile ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69ae9a955a130.webp" length="58894" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 09:32:43 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La <b>nave da ricerca italiana Laura Bassi</b> <strong>dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS </strong><b>ha concluso la missione</b> che l’ha portata a navigare per quattro mesi nelle acque antartiche a supporto delle attività di ricerca sulle dinamiche fisiche e biogeochimiche di specifiche aree del continente.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Con il rientro della rompighiaccio al porto di Lyttelton in Nuova Zelanda, <b>termina la </b></span><b><span>41<sup>a</sup><span> spedizione scientifica in Antartide</span></span></b><span> finanziata dal Ministero dell’Università e Ricerca (<b>MUR</b>) nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (<b>PNRA</b>), gestito dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (<b>CNR</b>) per il coordinamento scientifico, dall’<b>ENEA</b> per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – <b>OGS</b> per la gestione tecnica e scientifica della rompighiaccio Laura Bassi.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La missione scientifica ha coinvolto a bordo della nave 44 unità di personale tecnico e scientifico e 23 membri dell’equipaggio, che hanno portato avanti 5 progetti di ricerca finanziati dal PNRA e attività di supporto logistico.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«Quest’anno la missione della rompighiaccio Laura Bassi è stata caratterizzata dall’elevato numero di attività in programma e, di conseguenza, da una durata maggiore rispetto alle precedenti missioni», commenta <strong>Franco Coren</strong>, Direttore del Centro di Gestione Infrastrutture Navali dell’OGS. «Durante la spedizione sono state realizzate due campagne di ricerca: la prima, di 25 giorni, dedicata principalmente ad attività logistiche di supporto alla Base Zucchelli e al trasferimento nel continente antartico di due campioni di ghiaccio provenienti dal Monte Bianco e dal Grand Combin, raccolti nell’ambito dell’iniziativa internazionale <i>Ice Memory</i>. La seconda, di 58 giorni, è stata invece dedicata ai 5 progetti di ricerca approvati dal PNRA. Tutte le attività sono state portate a termine secondo i tempi e le modalità previste e si sono concluse con pieno successo, nonostante il personale a bordo abbia operato in condizioni meteomarine molto avverse lungo la costa antartica di fronte all’Australia», conclude Coren.</span></p>
<p class="v1xxxmsonormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1xxxmsonormal" style="text-align: left;"><span>Il rientro in Italia, a Trieste, della nave e dell’equipaggio è previsto nella <strong>seconda metà di aprile</strong> dopo una navigazione che vedrà la Laura Bassi attraversare prima l’Oceano Pacifico Meridionale e poi l’Atlantico, fino ad arrivare nel Mediterraneo passando per lo Stretto di Gibilterra.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>In questi giorni, inoltre, le restrizioni al traffico aereo in alcune aree di transito hanno reso necessaria la riorganizzazione da parte dell’ENEA dei voli internazionali di rientro in Europa del personale scientifico.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="EN-GB"></span></b></p>
<h2 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="EN-GB">I progetti a bordo</span></b></h2>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="EN-GB"></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="EN-GB">CSICLIC - Carbon and silica pelagic-benthic coupling processes in the Southern Ocean</span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="EN-GB"></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Coordinatrice: </span></b><span>Emanuela Frapiccini, Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Cnr (Cnr - IRBIM)</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il progetto intende studiare i processi che avvengono nei sedimenti marini subito dopo il loro deposito sul fondo dell’oceano. L’obiettivo principale è analizzare come l’anidride carbonica viene assorbita o rilasciata dai sedimenti marini e come il silicio viene incorporato in essi attraverso il fitoplancton.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="EN-GB">DIONE - Dynamic behavIor Of the East ANtarctic Ice ShEet in the Sabrina Coast (East Antarctica)</span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="EN-GB"></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Coordinatrice: </span></b><span>Federica Donda, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>L’obiettivo principale del progetto DIONE è quello di fornire una ricostruzione completa dell’evoluzione ambientale e climatica del margine continentale del Sabrina Coast a partire dal Pliocene, quando le concentrazioni atmosferiche di CO<sub>2</sub> erano simili a quelle attuali (circa 420 ppm contro le circa 418 ppm attuali), le temperature erano di 2-3 °C più elevate e il livello del mare era di circa 20 m più alto di oggi.<b></b></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="EN-GB">IOPPIERS - Ice-Ocean Past and Present Interactions in the Eastern Ross Sea</span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="EN-GB"></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Coordinatore:</span></b><span> Michele Rebesco, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>L’obiettivo principale del progetto è indagare le interazioni passate e presenti tra ghiaccio, oceano e sedimenti nell’area dell’Hillary Canyon (Mare di Ross Orientale) per far luce sulla sensibilità della calotta glaciale Antartica ai cambiamenti climatici previsti per i prossimi secoli attraverso un’indagine geofisica, geologica e oceanografica integrata.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="EN-GB">MORsea -<span> </span><span>Marine Observatory in the Ross Sea</span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="EN-GB"><span></span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Coordinatori:</span></b><span> Giorgio Budillon, Università degli studi di Napoli “Parthenope”, e Pasquale Castagno, Università degli Studi di Messina</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il progetto MORsea si svolge in continuità con progetti precedenti poiché si occupa della gestione della rete degli osservatori marini, una serie di strumentazioni oceanografiche che monitorano e forniscono dati sulle acque oceaniche, posizionati fin dal 1994 nel Mare di Ross.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="EN-GB">MYSTERO - Multidisciplinary study of enigmatic mounds in the East Antarctica offshore</span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="EN-GB"></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Coordinatore:</span></b><span> Giorgio Castellan, Istituto di scienze marine del Cnr (Cnr-Ismar)</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Ha come scopo l’indagine di rilievi sottomarini osservati durante precedenti spedizioni sul margine della piattaforma continentale del Mare di Ross, al largo di Capo Adare. L’origine di queste strutture, alte decine di metri, larghe centinaia, osservati a profondità tra 400 e 1200 metri, è attualmente sconosciuta ma importante da studiare. I rilievi sottomarini, infatti, influenzano la circolazione marina, ospitano comunità biologiche specifiche, possono convogliare gas e fluidi profondi dai sedimenti alla colonna d’acqua e preservare informazioni paleoceanografiche.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<h2 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>La nave rompighiaccio Laura Bassi</span></b></h2>
<p><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La N/R Laura Bassi è oggi l’unica nave rompighiaccio italiana per la ricerca oceanografica in grado di operare in mari polari, sia in Antartide sia in Artico. È stata acquistata dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS nel 2019 grazie al finanziamento dell’allora Ministero dell’università e della ricerca – MUR e opera a supporto di tutta la comunità scientifica. L’obiettivo principale della nave Laura Bassi è il supporto scientifico e logistico alle missioni polari italiane e al contempo consentire la ricerca oceanografica e geofisica dei ricercatori dell’Ente e della comunità scientifica nazionale ed europea a livello globale e, in particolare, polare. È una rompighiaccio categoria A classe PC5 ed è stata concepita come una nave speciale combinando in maniera ottimale sia capacità cargo sia di ricerca scientifica. Ha una stazza di 4028 tonnellate, è lunga 80 metri e larga 17 metri, ha un sistema di posizionamento dinamico che le garantisce un’elevata manovrabilità e un’accuratezza di stazionamento in un prefissato punto dell’ordine di 1 metro. La struttura del fasciame, particolarmente robusta, le permette di operare in mari coperti da ghiaccio senza temere danni strutturali.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Big Science Forum 2026: ENEA supporta le imprese italiane</title>
<link>https://www.italia24.news/big-science-forum-2026</link>
<guid>https://www.italia24.news/big-science-forum-2026</guid>
<description><![CDATA[ Le aziende italiane possono partecipare con un proprio spazio espositivo tramite un&#039;iniziativa che supporta la competitività del sistema industriale nazionale. A tal proposito interviene Paolo Acunzo della direzione ENEA ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69aeb3a92d651.webp" length="33750" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 09:27:36 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Aprono le iscrizioni per partecipare allo Spazio Italia del <strong>Big Science Forum 2026</strong> (BSBF), un evento biennale concepito per <strong>promuovere il dialogo e la collaborazione</strong> tra grandi <strong>infrastrutture di ricerca</strong> e <strong>imprese</strong> interessate a partecipare ai loro programmi internazionali. La prossima edizione di BSBF si svolgerà <strong>dal 27 al 30 ottobre 2026 a Maastricht </strong>(Paesi Bassi).</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>ENEA </strong>partecipa all’evento come <strong>membro di ILO Network Italia</strong> (INI), che coordinerà le relazioni istituzionali e la realizzazione dello Spazio Italia, dove le aziende italiane potranno essere presenti con un proprio spazio espositivo, anche in modalità condivisa.<strong> INI</strong> è la<strong> rete degli Industrial Liaison Officers</strong> (ILO), che riunisce esperti ENEA e di altri enti di ricerca nazionali, come CNR, INAF e INFN, per <strong>supportare le imprese italiane</strong> nell’accesso alle procedure di gara di grandi infrastrutture internazionali come CERN e ITER.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«L’<strong>iniziativa rientra nella mission ENEA </strong>a sostegno della competitività del sistema industriale nazionale nei grandi programmi scientifici internazionali. Il BSBF è infatti la principale occasione per le imprese europee di conoscere le prossime gare di appalto, discutendone direttamente con i rappresentanti delle organizzazioni Big Science e creando quelle sinergie indispensabili per partecipare ai grandi progetti internazionali», mette in evidenza<strong> Paolo Acunzo</strong> della direzione ENEA Trasferimento tecnologico e componente di INI - ILO Network Italia. «Anche quest’anno organizziamo lo Spazio Italia, tra i più grandi del BSBF, dedicato alle imprese, al fine di supportare quelle competenze tecnologiche e imprenditoriali del nostro Paese che si sono già rivelate di successo in ambito Big Science».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Oltre 1.300 delegati </strong>provenienti da più di 500 organizzazioni di 30 Paesi hanno partecipato alla <strong>precedente edizione di BSBF</strong> che si è svolta nel 2024 a Trieste, a conferma di come la manifestazione sia ormai un appuntamento di riferimento per il mercato.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Le<strong> imprese interessate</strong> a partecipare allo Spazio Italia possono manifestare il proprio interesse inviando una e-mail all’indirizzo: </span><strong><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">ilo@pd.infn.it</span></strong></p>
<p dir="ltr"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Monza: eseguito per la prima volta un intervento robotico per trattare una grave sudorazione compensatoria</title>
<link>https://www.italia24.news/ospedale-san-gerardo-monza-eseguito-per-la-prima-volta-un-intervento-robotico-per-trattare-una-grave-sudorazione-compensatoria</link>
<guid>https://www.italia24.news/ospedale-san-gerardo-monza-eseguito-per-la-prima-volta-un-intervento-robotico-per-trattare-una-grave-sudorazione-compensatoria</guid>
<description><![CDATA[ Due pazienti tornano a una vita normale grazie a un intervento innovativo per compensare una grave forma di sudorazione eccessiva, eseguito dalla Chirurgia Toracica dell&#039;Ospedale San Gerardo di Monza che ha utlizzato un robot per una maggiore precisione chirurgica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69aaae621f104.webp" length="70752" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 11:02:50 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>All’Ospedale San Gerardo</strong> <strong>è stato eseguito per la prima volta un intervento di simpaticectomia estesa con tecnica robotica per trattare una grave forma di iperidrosi compensatoria</strong> (sudorazione eccessiva comparsa dopo un precedente intervento).</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’operazione è stata realizzata dalla <strong>Chirurgia Toracica</strong> su due pazienti di 28 e 56 anni, provenienti dal Friuli Venezia Giulia e dal Lazio. Entrambi avevano sviluppato, a distanza di anni dal primo intervento eseguito in altra sede, una forte sudorazione in altre parti del corpo.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La procedura è stata eseguita in due tempi: prima su un lato del torace e poi sull’altro, con due ricoveri distinti tra settembre e dicembre 2025. I risultati sono stati molto positivi: <strong>in entrambi i casi la sudorazione compensatoria è quasi scomparsa</strong> e i pazienti sono tornati a una vita sociale normale. Inoltre, il controllo della sudorazione di mani, ascelle e piedi – motivo del primo intervento – è rimasto efficace.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>L’iperidrosi</strong> è una condizione che provoca una produzione di sudore superiore al normale e può creare forte disagio nella vita quotidiana. Quando non dipende da altre malattie viene definita “primitiva”. Se riguarda zone specifiche del corpo, come mani, ascelle o piedi, si parla di forma “focalizzata”.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Le terapie locali, come creme o tossina botulinica, spesso offrono benefici temporanei. Il trattamento più efficace è la <strong>simpaticectomia</strong>, un intervento mininvasivo che agisce sui nervi responsabili della sudorazione. In alcuni casi, però, dopo l’operazione può comparire la cosiddetta iperidrosi compensatoria, cioè una maggiore sudorazione in altre parti del corpo. Di solito è lieve, ma in alcuni casi può diventare molto fastidiosa.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Per questi casi è stata sviluppata la simpaticectomia estesa, una tecnica che interrompe i segnali nervosi responsabili della sudorazione compensatoria. In Italia questo intervento è stato finora eseguito solo su pochi pazienti. <strong>L’utilizzo del robot</strong> ha permesso una maggiore precisione chirurgica e ha contribuito al buon risultato dell’operazione.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Sebbene il San Gerardo sia tradizionalmente uno dei centri italiani con il maggior numero di interventi per iperidrosi, questa procedura non era mai stata realizzata prima presso l’Ospedale - sottolinea il prof. <strong>Francesco Petrella</strong>, Direttore della Chirurgia Toracica -. Il successo clinico ci conforta nelle scelte terapeutiche eseguite e ci spinge ad ampliare le nostre frontiere cliniche e di ricerca sulla patologia. L’esperienza maturata consolida inoltre il ruolo del centro come punto di riferimento nazionale ed europeo nello studio e nel trattamento chirurgico dell’iperidrosi».</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università Cattolica: alla rettrice Elena Beccalli il Premio Grandi Guglie della Grande Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-cattolica-alla-rettrice-elena-beccalli-il-premio-grandi-guglie-della-grande-milano</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-cattolica-alla-rettrice-elena-beccalli-il-premio-grandi-guglie-della-grande-milano</guid>
<description><![CDATA[ La rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha ricevuto il riconoscimento giovedì 5 marzo nella Sala Alessi di Palazzo Marino. Un’occasione anche per un confronto a più voci su autonomia finanziaria e autodeterminazione delle donne ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69aaaed2ab99e.webp" length="51046" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:49:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«Economista di grande esperienza, prima donna alla guida della Fuce e vicepresidente della Fiuc, è anche la prima rettrice donna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. La sua figura rappresenta un esempio di leadership femminile e un modello per le giovani generazioni». È uno dei passaggi più significativi delle motivazioni che hanno portato all’assegnazione del <b>Premio “Grandi Guglie della Grande Milano”</b> a <b>Elena Beccalli</b>, rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore</span><span>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«Sono grata di ricevere un riconoscimento che va oltre il traguardo personale», ha dichiarato la rettrice <strong>Beccalli</strong>, ricevendo il Premio giovedì 5 marzo in una gremita Sala Alessi di Palazzo Marino, anche alla presenza di alcune studentesse dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. </span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Si tratta, infatti, di un «apprezzamento per la nostra missione educativa e per il nostro impegno verso le nuove generazioni. Per questo lo dedicherei all’intera famiglia universitaria: ai docenti, al personale e soprattutto alle studentesse e agli studenti. Ogni giorno, insieme lavoriamo per attivare quel processo di cambiamento di cui abbiamo tanto bisogno», ha aggiunto la rettrice <strong>Beccalli</strong>. «C’è poi un altro motivo che mi rende particolarmente orgogliosa di ricevere il Premio: sono una milanese d’adozione e Milano è la città che mi ha accolto, una città generosa e inclusiva. Questo spirito di accoglienza non dobbiamo perderlo, anzi dobbiamo continuare a coltivarlo con cura», ha detto la rettrice della Cattolica.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il Premio - il cui intento è valorizzare personalità che con visione e impegno contribuiscono allo sviluppo culturale, economico e sociale della città - è stato consegnato da <b>Elena Buscemi</b>, presidente del Consiglio Comunale di Milano, <b>Daniela Mainini</b>, presidente del Centro Studi Grande Milano nonché promotrice dell’iniziativa, e <b>Manuela Soffientini</b>, presidente Grandi Guglie della Grande Milano.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>L’evento ha rappresentato anche un importante momento per riflettere su un tema cruciale: <b>“Donne, autonomia finanziaria e autodeterminazione: un binomio necessario”</b>. «È questa una delle sfide centrali per il futuro del Paese, rendendo necessario investire in formazione, cultura finanziaria e pari opportunità», ha specificato <b>Daniela Mainini</b>, che, moderando il dibattito ha salutato l’artista <b>Caterina Caselli</b>, presente in sala e simbolo dell’emancipazione femminile già negli anni Sessanta grazie alle sue canzoni.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Sulla stessa linea anche <b>Elena Buscemi</b>, che ha ricordato quanto le donne, pur se straordinarie e con alle spalle percorsi formativi brillanti, abbiamo comunque un portafoglio più leggero. «Si parla molto di violenza, ma senza autonomia patrimoniale non è possibile allontanarsi da situazioni di rischio. L’indipendenza economica è la prima condizione di libertà», ha aggiunto.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>L’incontro si è arricchito con i contributi di <b>Barbara Alemanni</b>, docente di Banking and Insurance presso SDA Bocconi School of Management, <b>Giulia Raffo</b>, Country Chief Financial Officer di Generali Italia e presidente di ALFUTURO Servizi Assicurativi, e <b>Donatella Sciuto</b>, rettrice del Politecnico di Milano. Le relatrici hanno affrontato il tema da diverse prospettive - accademica, economica e manageriale - mettendo in luce come l’educazione finanziaria, l’accesso al credito e la presenza femminile nei ruoli decisionali siano leve strategiche per favorire autonomia finanziaria e autodeterminazione delle donne.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Anche la rettrice <b>Beccalli </b>nel suo intervento ha delineato alcuni stereotipi che accentuano il divario di genere. Un fenomeno di natura sociale e culturale, oltre che economica. Secondo stime di Banca d’Italia la parità di genere nell’occupazione determinerebbe per il nostro Paese un aumento del PIL pari al 7 percento. I dati però sono poco incoraggianti: una donna su cinque non ha un conto corrente, e tra quelle che lo hanno, spesso il conto è condiviso. «Il conto corrente è uno strumento di cittadinanza attiva. Per questo dobbiamo lavorare con gli operatori finanziari e accompagnare azioni concrete che riducano le distanze», ha ribadito la rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Va in questa in questa direzione il programma “<strong>Women in Finance</strong>”, ideato da <strong>Scienze bancarie, finanziarie e assicurative </strong>negli anni in cui la professoressa Beccalli era preside della Facoltà. Un insieme di attività che comprende borse di studio, programmi di mentoring, reti e alleanze per superare quella «timidezza» che spesso contraddistingue le giovani donne nell’avvicinarsi a discipline economico-finanziarie. «L’iniziativa, che ormai prosegue da diversi anni, sta dando i suoi frutti», perché, ha ribadito, «il primo cambiamento da perseguire è innanzitutto culturale».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La letteratura scientifica lo conferma. Uno studio condotto dalla rettrice <b>Beccalli</b>, con le colleghe <strong>Francesca Arnaboldi e Francesca Gioia</strong>, mostra come cambia la composizione del portafoglio alla nascita di un bambino. L’analisi dei portafogli finanziari delle famiglie italiane su dati della Banca d’Italia ha restituito una fotografia sorprendente: l’unico fattore a incidere sulla riallocazione delle risorse è il genere del neonato. Alla nascita di una bambina, le famiglie tendono a spostarsi verso strumenti più rischiosi; alla nascita di un bambino, invece, privilegiano strumenti più sicuri, in particolare di natura obbligazionaria. </span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«È questo un segnale culturale molto forte. Significa che, inconsciamente, si attribuisce a un bambino un futuro più solido e certo, mentre per una bambina si immagina un percorso più incerto, che richiederebbe strumenti più rischiosi per generare rendimento». Insomma, «uno stereotipo radicato che emerge <b>i</b>ndipendentemente dal livello di istruzione, dalla condizione patrimoniale o dal reddito delle famiglie», ha concluso la rettrice <b>Beccalli</b>, richiamando il ruolo delle università nel rimuovere le barriere strutturali che ancora persistono, garantendo «parità nelle opportunità a tutti e a tutte, indipendentemente dal genere».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>25 anni di Servizio Civile Volontario, l&amp;apos;appello della CNESC: &amp;quot;LA PACE SI FA COSI’ &#45; Il Servizio Civile chiama all’azione&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/25-anni-di-servizio-civile-volontario-lappello-cnesc-la-pace-si-fa-cosi-il-servizio-civile-chiama-allazione</link>
<guid>https://www.italia24.news/25-anni-di-servizio-civile-volontario-lappello-cnesc-la-pace-si-fa-cosi-il-servizio-civile-chiama-allazione</guid>
<description><![CDATA[ In occasione del 25° anniversario della Legge 64/2001 che ha istituito il Servizio Civile Nazionale, la CNESC lancia l&#039;appello &quot;LA PACE SI FA COSI’ - Il Servizio Civile chiama all’azione&quot;, invitando enti, operatori volontari e operatrici volontarie a non restare neutrali di fronte alla guerra e a difendere i diritti umani ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69aaadd04f0ef.webp" length="113446" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:41:37 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span>Ricorre questo 6 marzo il <b>25° anniversario della Legge 64/2001</b> che ha istituito il Servizio Civile Nazionale, segnando il passaggio dall'obbligo alla scelta volontaria e riconoscendo il ruolo delle donne nei processi di partecipazione civica e di costruzione della pace.<u></u><u></u></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Per celebrare questo traguardo e tracciarne le sfide future si è tenuto ieri a Roma l'evento <b>"Il valore della scelta: 25 anni di legge 64/2001. La pace si fa così"</b> promosso dalla <b>CNESC</b>- <b>Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile</b> e dal <b>Centro di Ateneo per i Diritti Umani "Antonio Papisca"</b> <b>dell'Università di Padova</b>. Durante l'incontro si è ribadita la necessità di operare una svolta, valorizzando il ruolo del Servizio Civile come strumento fondamentale di <b>difesa civile, non armata e nonviolenta</b>, come sancito allora da quella legge e poi rafforzato in quella attuale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span><span>A conclusione dell'evento è stato lanciato l'appello </span><b>"LA PACE SI FA COSÌ. <i>Il Servizio Civile chiama all'azione</i>" </b>per invitare<span> enti, operatori volontari e operatrici volontarie a non restare neutrali di fronte a questa vera e propria </span><i>normalizzazione</i><span> della guerra e a farsi </span><b>"difensori civici dei diritti umani".</b></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal">A seguito il <a href="https://www.cnesc.it/7-notizie/581-comunicato-stampa-3.html" target="_blank" rel="noopener">testo dell'appello</a> pubblicato dalla Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile:</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p>«Viviamo un tempo segnato dal ritorno della guerra come strumento ordinario di risoluzione dei conflitti, dalla progressiva marginalizzazione del diritto internazionale per la sua frequente violazione, dalla normalizzazione del linguaggio e delle pratiche belliche nello spazio pubblico, educativo e politico.</p>
<p></p>
<p>In questo contesto, <strong>la pace rischia di essere svuotata di significato, mentre la guerra viene sempre più presentata come inevitabile o necessaria</strong>.</p>
<p></p>
<p>Il Servizio Civile Universale, istituzione repubblicana fondata sugli <strong>articoli 11 (Ripudio della guerra), 52 (Difesa della Patria), 2 (Doveri di solidarietà politica, economica e sociale), 4 (progresso materiale e spirituale della società) della Costituzione</strong>, con finalità di difesa civile non armata e nonviolenta della Patria, di educazione alla pace tra i popoli e di promozione dei valori fondativi della Repubblica, rappresenta uno spazio pubblico essenziale di cittadinanza attiva.</p>
<p></p>
<p>A venticinque anni dall’approvazione della legge 64/2001, il servizio civile è oggi a una<span> </span><strong>svolta</strong>: rafforzare consapevolmente il proprio mandato originario e ricondurre tutte le azioni di cui è capace a questa visione comune, oppure attestarsi in maniera impropria solo sul livello delle politiche giovanili e delle politiche attive del lavoro.</p>
<p></p>
<p><strong>In un tempo di guerra, il silenzio non è neutro.</strong></p>
<p></p>
<p>Il servizio civile è chiamato a riaffermare il proprio ruolo e questo, nel tempo in cui viviamo, significa valorizzare le operatrici e gli operatori volontari, in Italia e all’estero, come<span> </span><strong>difensori civici dei diritti umani</strong>, ma anche civili, sociali ed economici, capaci di leggere il presente e di agire in modo nonviolento per trasformarlo. Questa iniziativa si colloca, quindi, nel perimetro proprio del servizio civile e ne valorizza la specificità: la presenza diffusa nei territori, la dimensione educativa “<strong>del fare insieme</strong>”, il riferimento esplicito alla nonviolenza, ai diritti umani e al diritto internazionale.</p>
<p></p>
<p>Il 6 marzo ricorrono i 25 anni della legge 64/2001 che ha fatto evolvere il servizio civile nazionale dall’obbligo alla scelta, ha portato all’ingresso in questo percorso delle donne fino alla possibilità di svolgere il servizio anche fuori dai confini nazionali e sperimentare anche all’estero forme di Difesa civile non armata e nonviolenta.</p>
<p></p>
<p>Sulla base delle esperienze maturate in questo percorso, la CNESC e il Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” di Padova chiamano all’<strong>azione nonviolenta</strong><span> </span>tutti gli enti e tutte le operatrici e gli operatori volontari del servizio civile, invitandoli a realizzare<span> </span><strong>incontri territoriali diffusi</strong><span> </span>di confronto con le comunità, finalizzati a individuare e sostenere mobilitazioni concrete e condivise che agiscano su tre livelli interconnessi:</p>
<p></p>
<ul>
<li><strong>sensibilizzazione</strong>, per diffondere consapevolezza su pace, nonviolenza, difesa civile e diritto internazionale;</li>
<li><strong>azione</strong>, per realizzare nelle comunità locali con creatività mobilitazioni nonviolente riconoscibili come tali;</li>
<li><strong>formazione</strong>, per moltiplicare e mettere in rete percorsi strutturati con persone disponibili a diventare moltiplicatori di pratiche nonviolente e di pace positiva.</li>
</ul>
<p></p>
<p>L’obiettivo è quello di costruire nel corso dell’anno un<span> </span><strong>percorso nazionale per la pace e la nonviolenza</strong>, in coerenza con il prossimo Piano Triennale 2026-2028 per la programmazione del servizio civile universale, che confluirà in un evento previsto il 15 dicembre 2026 in occasione della giornata nazionale dell’obiezione di coscienza al servizio militare e del servizio civile.</p>
<p></p>
<p>La CNESC e il Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” invitano tutti i cittadini interessati a partecipare attivamente, promuovendo e condividendo iniziative, idee e azioni.</p>
<p></p>
<p>In un tempo in cui la guerra viene normalizzata, il servizio civile è chiamato a fare ciò per cui è nato:<span> </span><strong>difendere le persone, la pace e i diritti umani con azioni nonviolente, dal basso, nei territori, con i giovani»</strong>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Concluso a Roma l&amp;apos;Arctic Circle – Polar Dialogue: l&amp;apos;Italia guida il confronto sulle regioni polari</title>
<link>https://www.italia24.news/concluso-a-roma-larctic-circle-polar-dialogue-litalia-guida-il-confronto-sulle-regioni-polari</link>
<guid>https://www.italia24.news/concluso-a-roma-larctic-circle-polar-dialogue-litalia-guida-il-confronto-sulle-regioni-polari</guid>
<description><![CDATA[ Scienziati, ministri, rappresentanti istituzionali e delle società civile di oltre 40 Paesi si sono riuniti per due giorni a Roma, al Cnr, per discutere il futuro delle regioni polari tra ricerca, geopolitica e diplomazia scientifica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69aaad7343220.webp" length="44862" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:13:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof" style="text-align: left;">Scienza, diplomazia, sicurezza, formazione e ricerca. Sono le cinque parole chiave della due giorni dell'<a href="https://www.cnr.it/it/arctic-circle-2026" target="_blank" rel="noopener">Arctic Circle Rome Forum – Polar Dialogue</a> che ha riunito per la prima volta in Italia, presso la sede del <strong>Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)</strong>, le voci più autorevoli della ricerca polare, insieme a rappresentanti di governi e istituzioni, del mondo produttivo, delle comunità indigene e della società civile da <strong>oltre 40 Paesi</strong> con l'obiettivo di discutere il futuro delle regioni polari.</div>
<div class="v1elementToProof" style="text-align: left;">
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il Forum è stato organizzato da Arctic Circle in collaborazione con il <strong>Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR),</strong> in coordinamento con il <strong>Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI),</strong> e con il coinvolgimento del <strong>Ministero della Difesa e del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Al centro del confronto internazionale la complessità delle sfide scientifiche e geopolitiche che interessano <strong>l'Artico, l'Antartico e il Terzo Polo himalayano</strong>. Tanti i temi sul tavolo: dal cambiamento climatico alle tecnologie avanzate per osservazione, monitoraggio e adattamento in ambienti estremi; dalle nuove rotte di navigazione alla questione delle risorse minerarie, dalla sicurezza internazionale alla diplomazia scientifica.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«L'Artico e le regioni polari sono ora al centro della scacchiera geopolitica. Il Rome Forum - Polar Dialogue arriva quindi in un momento storico», ha detto </span><strong>Ólafur Ragnar Grímsson</strong><span>, </span><span>Presidente di Arctic Circle.</span><span> </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«È la prima volta che in Italia si tiene un Polar Summit. Ne siamo profondamente orgogliosi. Questa è la dimostrazione che la comunità scientifica internazionale riconosce il valore della ricerca artica italiana che da 50 anni è protagonista nell'Artico», ha dichiarato il </span><span>Ministro dell'Università e Ricerca, <strong>Anna Maria Bernini</strong>, </span><span>in apertura della prima plenaria.</span><span> </span><span>«L'Artico e le regioni polari sono il luogo dove la scienza diventa cooperazione. E in un momento così complesso dal punto di vista geopolitico, ricerca e scienza si dimostrano collegamento perfetto tra la diplomazia di una politica estera responsabile e una difesa che garantisce la sicurezza a tutti noi».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il Ministro degli Esteri <strong>Antonio Tajani</strong> </span><span>ha dichiarato: «L'Artico non è più una periferia, è una regione centrale, anche per il nostro sviluppo, per il futuro della nostra ricerca e per la nostra stessa sicurezza. Per questo abbiamo lanciato il nuovo Documento strategico italiano sull'Artico: vogliamo consolidare il ruolo dell'Italia come partner sempre più riconosciuto dalla famiglia dei popoli artici, che contribuisce agli equilibri e al benessere della regione, rafforzando così l'asse nord-sud del continente, dall'Artico al Mediterraneo. Con più progetti di ricerca e più imprese italiane attive nel territorio, possiamo rendere l'Artico più prospero e consolidare il rapporto transatlantico».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Isabella Rauti</strong><span>, </span><span>Sottosegretario alla Difesa con delega all'Artico, Sub-artico e Antartide</span><span>, ha dichiarato: «L'Artico è un baricentro strategico ed una responsabilità condivisa; uno scenario in cui si intrecciano sicurezza, cambiamenti climatici, nuove rotte commerciali e interessi globali confliggenti. È fondamentale preservare stabilità, cooperazione e rispetto del diritto internazionale».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il Presidente del CNR <strong>Andrea Lenzi</strong></span><span>,</span><span> </span><span>a conclusione dell'evento, ha commentato: «È stata una due giorni intensa e di grande valore per il nostro Paese, che ha ospitato per la prima volta a Roma l'Arctic Circle Forum, presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Un appuntamento di straordinaria rilevanza scientifica e istituzionale, con 40 sessioni tematiche parallele, 2 plenarie e oltre 500 presenze tra ricercatori ed esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari. L'Artico ci riguarda tutti da vicino: è un laboratorio naturale che ci aiuta a comprendere i cambiamenti climatici, gli equilibri ambientali e le dinamiche che influenzano direttamente le nostre società. Continuare a investire nella ricerca polare significa credere nella capacità di anticipare i rischi, proteggere gli ecosistemi e tutelare le future generazioni. Il Cnr, quale ente di ricerca, è al fianco del Governo italiano per l'attuazione della Strategia nazionale artica, con l'obiettivo di consolidare il ruolo dell'Italia nella ricerca internazionale e di garantire che la scienza possa continuare a fornire le conoscenze, gli strumenti e le soluzioni più innovative per affrontare le sfide che abbiamo di fronte».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La ricerca polare è una sfida globale: richiede infrastrutture condivise, tecnologie avanzate e una comunità scientifica capace di lavorare con visione e responsabilità», ha detto </span><span><strong>Francesco Petracchini</strong>, direttore del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente del CNR. </span><span>«Il Cnr è attivo da decenni in Artico, dove alle Svalbard gestisce</span><span> </span><span>la stazione Dirigibile Italia, punto di riferimento per le misure climatiche di lungo periodo. Il Cnr è protagonista anche negli altri luoghi estremi del pianeta, dall'Antartide all'Himalaya attraverso collaborazioni interdisciplinari che trascendono i confini nazionali e che oggi più che mai sono cruciali per affrontare le trasformazioni in atto sul nostro pianeta».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Studiare l'Artico oggi significa guardare direttamente al futuro del nostro pianeta. La regione artica si sta riscaldando più del doppio rispetto al resto del mondo, e il 2025 ha segnato nuovi record di riduzione del ghiaccio marino, sia in inverno che in estate», ha commentato </span><strong>Giuliana Panieri</strong><span>, </span><span>direttrice dell'Istituto di Scienze Polari del CNR, che ha coordinato la parte scientifica dell'evento</span><span>. «Se questa tendenza non si arresta, entro pochi decenni l'Artico potrebbe diventare un mare blu in estate, quasi privo di ghiaccio, influenzando correnti, clima ed ecosistemi in tutto il mondo. La chiave per comprendere questi cambiamenti e per affrontare questa sfida globale è un impegno scientifico costante e condiviso, sostenuto da maggiori investimenti in ricerca e infrastrutture».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>A conclusione del Forum di Roma, <strong>l'Accademia Pontificia delle Scienze</strong> ospita la mattina del 5 marzo un seminario presieduto dal <strong>Cardinale Turkson</strong>, nel corso del quale saranno presentati i risultati e le conclusioni dell'incontro internazionale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Arctic Circle</strong><span> è la più grande rete di dialogo e cooperazione internazionale dedicata all'Artico. È una piattaforma aperta alla partecipazione di rappresentanti di governo, organizzazioni, aziende, comunità scientifica, università, think tank, associazioni ambientaliste, comunità indigene, società civile e altri stakeholder di potenziale interesse.</span></p>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Astrofisica, onde gravitazionali: pubblicato il catalogo aggiornato di tutti gli eventi gravitazionali osservati finora</title>
<link>https://www.italia24.news/astrofisica-onde-gravitazionali-pubblicato-il-catalogo-aggiornato-di-tutti-gli-eventi-gravitazionali-osservati-finora</link>
<guid>https://www.italia24.news/astrofisica-onde-gravitazionali-pubblicato-il-catalogo-aggiornato-di-tutti-gli-eventi-gravitazionali-osservati-finora</guid>
<description><![CDATA[ La collaborazione delle reti internazionali dei rivelatori di onde gravitazionali LIGO-Virgo-KAGRA pubblicano oggi il nuovo catalogo degli eventi registrati nel corso del ciclo di presa dati chiamato O4a, da maggio 2023 a gennaio 2024 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69aaad3595b9c.webp" length="111186" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 09:59:22 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-9e942f08-7fff-06dc-2f7c-10308194a35e"><span>È stato pubblicato il 5 marzo 2026 il catalogo di tutti i </span><strong>128 nuovi eventi osservati da LIGO, Virgo e KAGRA</strong><span> tra maggio 2023 e gennaio 2024. Il catalogo rivela una varietà ancora maggiore di sistemi binari che producono </span><strong>onde gravitazionali</strong><span> rispetto a quanto noto in precedenza. Le nuove osservazioni ci permettono di </span><strong>comprendere meglio la formazione dei buchi neri, di indagare l'evoluzione cosmologica dell'universo e di fornire conferme sempre più rigorose della teoria della relatività generale.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La rete internazionale di rivelatori di onde gravitazionali LIGO negli Stati Uniti, Virgo in Italia e KAGRA in Giappone (LVK) ha annunciato oggi la pubblicazione di un catalogo aggiornato di tutti gli eventi gravitazionali osservati finora, chiamato </span><strong>Gravitational-Wave Transient Catalogue-4.0 (GWTC-4).</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I risultati sono il frutto di analisi approfondite, condotte per oltre due anni dalle scienziate e dagli scienziati della collaborazione LVK, per verificarne la validità e studiarne le più importanti implicazioni astrofisiche e cosmologiche.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il catalogo, accompagnato da una serie di articoli pubblicati su </span><strong>Astrophysical Journal Letters</strong><span>, raccoglie 128 nuovi eventi, più che raddoppiando il numero di eventi del catalogo precedente, che conteneva i 90 segnali rivelati durante le tre campagne di osservazione precedenti. I dati, ora resi disponibili per ulteriori analisi da parte di gruppi di ricerca esterni alla collaborazione LVK, rivelano, infatti, </span><strong>una varietà ancora maggiore di sistemi binari sorgenti di onde gravitazionali rispetto a quanto noto in precedenza</strong><span>. Tra questi figurano il sistema binario di buchi neri più massiccio mai rivelato tramite onde gravitazionali, un sistema con la maggiore asimmetria di massa mai osservata e uno in cui entrambi i buchi neri presentano spin eccezionalmente elevati, oltre a due sistemi composti da un buco nero e una stella di neutroni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Nell'ultimo decennio, l'astronomia delle onde gravitazionali è passata dalla prima rivelazione all'osservazione di centinaia di fusioni di buchi neri», commenta </span><strong>Stephen Fairhurst</strong><span>, professore alla Cardiff University e coordinatore della LIGO Scientific Collaboration. «Queste osservazioni ci permettono di comprendere meglio come i buchi neri si formino dal collasso di stelle massicce, di sondare l'evoluzione cosmologica dell'universo e di fornire conferme sempre più rigorose della teoria della relatività generale».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La pubblicazione del catalogo GWTC-4 rappresenta un passo in avanti decisivo, aggiungendo 128 nuovi segnali al nostro archivio in meno di un anno di osservazioni», sottolinea </span><strong>Gianluca Gemme</strong><span>, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e coordinatore della collaborazione Virgo. «Questa ricchezza di dati rivela un vero caleidoscopio di collisioni cosmiche: dai buchi neri binari più pesanti mai rilevati, a coppie che ruotano a quasi metà della velocità della luce. Non si tratta più di casi eccezionali, e costituiscono la base statistica necessaria per testare la relatività generale di Albert Einstein con una precisione senza precedenti, e fornire una nuova misura indipendente della velocità di espansione dell'universo. Per Virgo e la rete LVK, questi risultati dimostrano che stiamo mappando l'evoluzione complessa del cosmo con una chiarezza mai raggiunta prima».</span></p>
<h2 dir="ltr"></h2>
<h2 dir="ltr"><span>Segnali insoliti</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Tra i segnali più insoliti rivelati nella prima fase della campagna di osservazione O4 vi è GW231123 (il nome si riferisce al giorno in cui il segnale è stato osservato, secondo la convenzione statunitense): questo segnale è stato generato dal sistema binario di buchi neri più massiccio mai rivelato finora, ciascuno con una </span><strong>massa pari a circa 130 volte quella del Sole</strong><span><strong>.</strong> La maggior parte dei buchi neri nei sistemi binari finora osservati ha una massa di circa 30 masse solari. I buchi neri molto più massicci che hanno generato GW231123 suggeriscono che ciascuno di essi possa essere il risultato di una precedente </span><strong>collisione tra buchi neri "progenitori"</strong><span><strong> più leggeri</strong>, probabilmente in ambienti cosmici estremamente affollati e caotici. Un altro caso di straordinario interesse è quello di GW231028, generato da una coppia di buchi neri con lo spin più elevato mai osservato: entrambi ruotano a circa il 40% della velocità della luce. Anche in questo caso, i buchi neri potrebbero essere il prodotto di collisioni precedenti, dalle quali avrebbero ereditato la loro enorme energia rotazionale. Tra gli eventi del catalogo vi è anche GW231118, generato da una coppia insolitamente sbilanciata, con un buco nero due volte più massiccio dell'altro.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Grazie alle più recenti rivelazioni di onde gravitazionali e alla significativa crescita dei dati sulle fusioni di buchi neri, gli scienziati hanno iniziato a studiarne le proprietà anche in termini di popolazioni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Segnali inattesi come GW231123 e GW231028 ci ricordano che l'universo può sorprenderci. Per comprenderlo davvero, i nostri modelli scientifici devono essere in grado di spiegare, e persino anticipare, l'intera gamma di segnali che la natura produce», spiega </span><strong>Filippo Santoliquido</strong><span>, ricercatore al Gran Sasso Science Institute.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I nuovi dati consentono inoltre ai gruppi di ricerca di perfezionare test e misure precedentemente effettuati con un insieme di dati più limitato, continuando a esplorare alcune delle grandi questioni ancora irrisolte della fisica contemporanea.</span></p>
<h2 dir="ltr"></h2>
<h2 dir="ltr"><span>Einstein aveva ragione?</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le nuove scoperte permettono, ad esempio, di testare ulteriormente e con maggiore precisione la teoria della relatività generale di Einstein: la teoria che un secolo fa ha rivoluzionato la nostra visione dell'universo, descrivendo la gravità come una proprietà geometrica dello spazio e del tempo. Da allora, la teoria di Einstein è stata confermata da numerosi test sperimentali e osservazioni, dimostrandosi la migliore descrizione teorica della gravità di cui disponiamo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Tuttavia, il fatto che le collisioni tra buchi neri scuotano lo spazio e il tempo più intensamente di quasi ogni altro fenomeno concepibile le rende candidate ideali per mettere alla prova la teoria stessa.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Quando testiamo le nostre teorie fisiche, è bene considerare le situazioni più estreme possibili, perché è proprio lì che le teorie hanno maggiori probabilità di fallire e dove abbiamo le maggiori possibilità di fare nuove scoperte», aggiunge </span><strong>Aaron Zimmerman</strong><span>, professore associato di fisica alla University of Texas di Austin.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I ricercatori e le ricercatrici hanno testato la teoria di Einstein utilizzando GW230814, uno dei segnali di onde gravitazionali più "forti" di quest'ultimo catalogo. La sorprendente nitidezza del segnale ha permesso di analizzarlo in dettaglio per verificare eventuali deviazioni dalla teoria di Einstein. Finora, tuttavia, la teoria ha superato tutti i test.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Sono entusiasta di vedere come il numero crescente e la qualità in miglioramento delle rivelazioni di onde gravitazionali stiano consentendo test sempre più sensibili della relatività generale nel regime dinamico e di campo forte della gravità», commenta </span><strong>Soumen Roy</strong><span>, ricercatore al Centre for Cosmology, Particle Physics and Phenomenology (CP3) dell'Università di Louvain in Belgio. «Con future osservazioni che copriranno una gamma più ampia di masse, spin ed eccentricità orbitali dei buchi neri, potremo imporre vincoli più stringenti alle teorie alternative della gravità e, potenzialmente, scoprire anche segnali di nuova fisica».</span></p>
<h2 dir="ltr"></h2>
<h2 dir="ltr"><span>Quanto velocemente si sta espandendo l'universo?</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Un altro grande mistero della cosmologia riguarda la velocità con cui il nostro universo si sta espandendo oggi. Per rispondere a questa domanda è fondamentale stimare la costante di Hubble, che indica la velocità di espansione attuale dell'universo. Esistono diverse stime di questa costante che, utilizzando metodi e sorgenti astrofisiche differenti, hanno fornito risultati contrastanti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Le onde gravitazionali offrono un ulteriore modo per misurare la costante di Hubble</strong><span>, perché studiando il segnale è possibile calcolare, in modo relativamente semplice, la distanza percorsa dalla sorgente.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Analizzando tutte le rivelazioni di onde gravitazionali dell'intero catalogo LVK, gli scienziati hanno sviluppato una nuova stima indipendente della costante di Hubble, che suggerisce che l'universo si stia espandendo a un ritmo di 76 chilometri al secondo per megaparsec, il che significa che una galassia distante un megaparsec dalla Terra si allontanerebbe da noi alla velocità di 76 km/s.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«C'è un entusiasmo crescente attorno alla cosmologia delle onde gravitazionali», commenta </span><strong>Ulyana Dupletsa</strong><span>, ricercatrice al Marietta Blau Institute (Accademia Austriaca delle Scienze). «Oltre a rappresentare un approccio nuovo e indipendente, è molto interessante perché evita la complessa calibrazione richiesta dai metodi consolidati. Anche se non disponiamo ancora di un numero sufficiente di osservazioni per eguagliare la precisione delle misure tradizionali, ogni nuova rivelazione di onde gravitazionali contribuisce a fare sempre più luce su quanto velocemente si stia espandendo il nostro universo».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: uno studio rivela che le neurotossine botuliniche possono favorire le infenzioni intestinali</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-uno-studio-rivela-che-le-neurotossine-botuliniche-possono-favorire-le-infenzioni-intestinali</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-uno-studio-rivela-che-le-neurotossine-botuliniche-possono-favorire-le-infenzioni-intestinali</guid>
<description><![CDATA[ Un team di ricerca coordinato dall’Università di Padova evidenzia come quantità di tossina non sufficienti a causare paralisi sistemica possono alterare la barriera intestinale e facilitare infezioni batteriche ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69aaaccbe0c49.webp" length="73418" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 09:41:01 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-0526b21b-7fff-3e89-6eb2-d4eeb3e3df4f" style="text-align: left;"><span><strong>Dosi molto basse di tossina botulinica</strong>, <strong>insufficienti a causare il botulismo, possono interferire con i meccanismi di difesa dell’intestino.</strong> Questo quanto emerge da uno studio condotto da ricercatori del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’<strong>Università di Padova</strong> e pubblicato in «<strong>Science Advances</strong>».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il <strong>botulismo</strong> è una malattia rara ma potenzialmente letale, causata da <strong>tossine prodotte da batteri del genere Clostridium</strong>, che bloccano il rilascio dei neurotrasmettitori e provocano <strong>paralisi muscolare</strong>. </span><span>Queste tossine sono tra le sostanze biologiche più potenti conosciute e agiscono bloccando il rilascio dei neurotrasmettitori a livello delle terminazioni nervose, provocando una paralisi flaccida che nei casi più gravi può richiedere il ricovero in terapia intensiva. Per la loro estrema tossicità le tossine botuliniche sono incluse nelle liste degli agenti a potenziale uso bioterroristico.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>D’altro canto però, la loro straordinaria specificità d’azione le ha rese <strong>farmaci di grande valore clinico</strong>: sono oggi utilizzate nel trattamento di distonie, spasticità, iperidrosi, emicrania cronica, vescica iperattiva e numerose altre condizioni patologiche, con applicazioni che interessano molteplici ambiti della pratica medica, oltre ad avere ampia diffusione in <strong>medicina estetica</strong> per il trattamento delle rughe di espressione. La stessa molecola che in determinate condizioni può causare una grave paralisi rappresenta dunque, in dosi controllate, uno strumento terapeutico sicuro ed efficace.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Il nostro studio dimostra che, nel corso di un’intossicazione alimentare, le tossine botuliniche sono in grado di entrare nei neuroni del sistema nervoso enterico, costituito prevalentemente da neuroni colinergici, e di agire direttamente al loro interno bloccando il rilascio di acetilcolina e quindi alterando funzioni fondamentali per la difesa della mucosa intestinale – </span><span>spiega </span><span>la <strong>prof.ssa Ornella Rossetto</strong>, dip di Scienze biomediche dell’Università di Padova e </span><span>co-corresponding author</span><span> della ricerca</span><span> -. </span><span>L’inibizione dei neuroni colinergici enterici determina un’alterazione della peristalsi intestinale e </span><span>riduce il rilascio di muco protettivo favorendo così le infezioni da batteri patogeni quali Salmonella e Shigella».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Come è successo nei casi verificatesi in Calabria ed in Sardegna nell'estate 2025, il botulismo si manifesta in gruppi di persone che hanno condiviso alimenti contenenti la tossina botulinica – </span><span>dice il prof <strong>Cesare Montecucco</strong></span><span>, </span><span>co-corresponding author</span><span> della ricerca -.</span><span> Il gruppo si può suddividere in alcuni sottogruppi. Il primo comprende coloro che muoiono prima che venga formulata una diagnosi corretta, avendo ingerito una quantità significativa di tossina. Il secondo include i pazienti salvati grazie al ricovero tempestivo in terapia intensiva. Il terzo è costituito da chi ha ingerito una quantità piccola o molto piccola di cibo contaminato ed è sopravvissuto con sintomi lievi o lievissimi, prevalentemente a carico dell'intestino. Quest'ultimo gruppo è generalmente considerato clinicamente irrilevante. Abbiamo invece dimostrato che dosi bassissime di tossina botulinica ingerita con cibi contaminati possono favorire infezioni intestinali dovute a batteri patogeni presenti nell'intestino in quantità così basse, da non provocare normalmente alcuna malattia. Questo risultato evidenzia l’importanza di monitorare attentamente i pazienti con botulismo dopo la dimissione dalla terapia intensiva, così come coloro che hanno ingerito dosi molto basse di tossina, insufficienti a causare botulismo, valutando l’adozione di opportune terapie antibiotiche per prevenire l'insorgenza di infezioni intestinali causate da batteri intestinali patogeni od opportunisti».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span><strong>L’alterazione della peristalsi</strong> fornisce inoltre una spiegazione meccanicistica a un sintomo clinico frequentemente osservato (ma poco considerato) nei pazienti con intossicazione botulinica: la costipazione. Questo disturbo, spesso presente già nelle fasi iniziali prima della comparsa della paralisi sistemica, alla luce di questo studio può ora essere interpretato come conseguenza diretta dell’azione della tossina sul sistema nervoso enterico (i neuroni presenti nelle pareti del tratto gastrointestinale, noti per costituire il nostro “secondo cervello”) e sul blocco della trasmissione colinergica intestinale.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Questi risultati portano anche a una revisione importante del modello tradizionale della patogenesi del botulismo – </span><span>dice il dott. <strong>Federico Fabris</strong>, primo autore dello studio</span><span> -. Finora infatti l’intestino era considerato principalmente come una porta d’ingresso della tossina nel circolo sanguigno, necessaria a raggiungere il sistema nervoso periferico. Il nostro studio dimostra invece che l’intestino, e in particolare il sistema nervoso enterico, rappresenta il primo sito d’azione funzionale della tossina. L’effetto locale sul sistema nervoso enterico precede e contribuisce a determinare alterazioni fisiologiche significative, modificando la suscettibilità alle infezioni.»</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Lo studio "</span><span><a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.ady9407" target="_blank" rel="noopener">Enteric botulinum neurotoxins facilitate infection by Salmonella and Shigella</a>"</span><span> si caratterizza per un forte <strong>approccio multidisciplinare</strong>, integrando competenze in <strong>neurobiologia, microbiologia, immunologia e fisiologia, </strong>e contribuisce a una visione più ampia dell’interazione tra sistema nervoso e sistema immunitario nell’intestino.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Questi risultati aprono nuove prospettive nella comprensione dei meccanismi con cui queste neurotossine possono influenzare l’equilibrio tra ospite e microbiota.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L&amp;apos;Università di Milano&#45;Bicocca in prima linea per la cura materno&#45;infantile e oncologica in Uganda con il progetto PRISMA</title>
<link>https://www.italia24.news/luniversita-di-milano-bicocca-in-prima-linea-per-la-cura-materno-infantile-e-oncologica-in-uganda-con-il-progetto-prisma</link>
<guid>https://www.italia24.news/luniversita-di-milano-bicocca-in-prima-linea-per-la-cura-materno-infantile-e-oncologica-in-uganda-con-il-progetto-prisma</guid>
<description><![CDATA[ Il progetto del centro di ricerca BReCHS dell&#039;ateneo, che ha ricevuto un finanziamento di 12.750.000 euro dall&#039;AICS, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, mira a rafforzare in modo strutturale ed equo il sistema sanitario nei contesti più vulnerabili del Nord del Paese africano ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a95dc3cf545.webp" length="190764" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 11:09:56 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span>Migliorare l'accesso, la qualità e la continuità delle cure materno-infantili, neonatali e oncologiche nel Nord dell'Uganda, con particolare attenzione alle donne, ai bambini e alle popolazioni più vulnerabili. Potenziare i servizi clinici e preventivi e la formazione del personale sanitario. Introdurre tecnologie innovative e rafforzare la governance sanitaria locale e lo sviluppo di attività di ricerca e monitoraggio. Sono gli obiettivi del <b>progetto PRISMA</b> (<i>Prevention, Research and Integrated Services </i><i>for Maternal child and cancer health care</i>: Prevenzione, Ricerca e Servizi Integrati per la cura materno-infantile e oncologica), promosso dal centro di ricerca <b>B</b><b>ReCHS</b> (</span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=6%3dFXHTJW%262%3dT%263%3dUKX%264%3dRJUJT%26A%3dA9K6L_7ris_Hb_8thq_Hi_7ris_GgrKt4xL.0EyFx3.yM_7ris_Gg%26t%3dF0JB6G.EuM%26xJ%3dGXLW%260L%3dGaHYOTPXFa4p2qPWGT%26x%3dWG3qcFUL9u7ucO6sbq6P4q6sas5qap4rUpWKaJ3N5sarWt4O7NTNbIWIZr3HZuVu&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span>Bicocca Research Center in Health Services</span></a><span>) dell'<b>Università di Milano-Bicocca</b></span><span> e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, attraverso l'<b>AICS</b>, </span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=4%3d3a6R7Z%26p%3dR%26p%3dX9V%26q%3dU8S7W%26y%3d9vNtJ_tuWq_5e_vrUt_6g_tuWq_4j1Ny.5m4u.AsM.kN_vrUt_6g%26f%3dGyJx76.EgN%26mJ%3d3YAW%26vM%3d6a4ZDTBY5aB2c5eX6T%26j%3dXBRfZ7Z5cBY666ag6fY59855YfS7Z75c99Wedf43ajX0dA648jWBY523W064Y943&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span>Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo</span></a><span>, per un importo di 12.750.000 euro.</span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span>Il progetto, che si avvale della collaborazione di <b>sette enti e istituzioni partner</b> (Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari – Medici con l'Africa CUAMM, Fondazione AVSI, Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital, Fondazione Piero e Lucille Corti, Gulu University e Uganda Cancer Institute), offrirà il proprio contributo alla riduzione della mortalità nelle zone più vulnerabili nel Nord del Paese africano, al miglioramento complessivo della qualità delle cure, promuovendo anche l'empowerment femminile e la sostenibilità del sistema sanitario anche oltre la durata dell'intervento. Prenderà il via il 1° </span><span>luglio e durerà tre anni.</span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span>Il progetto è coordinato dall'ateneo tramite il <b>Centro interdipartimentale BReCHS</b>, costituito due anni fa e che riunisce docenti e ricercatori afferenti ai dipartimenti di Medicina e chirurgia, Statistica e </span><span>metodi quantitativi, Economia e management, Informatica, sistemistica e comunicazione dell'Università di Milano-Bicocca. Il Centro opera con un approccio interdisciplinare alla ricerca sui servizi e sulle tecnologie sanitarie, integrando pratica assistenziale, politiche sanitarie e innovazione.</span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><b><span>«</span></b><span>Questo progetto, sviluppato con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in funzione dello sviluppo della sanità in Africa insieme alle OSC (Organizzazioni della Società Civile) e alle istituzioni ugandesi </span><b><span>– </span></b><span>ha affermato il direttore del Centro BReCHS, <b>Giorgio Vittadini</b> </span><b><span>–</span></b><span> è l'esempio di cosa voglia dire una sussidiarietà </span><span>in atto </span><span>che permette lo sviluppo. È un passo avanti non solo dal punto di vista del contenuto ma anche del metodo che si fonda sulle relazioni fra realtà diverse: pubblico e privato, istituzionale e terzo settore, enti italiani e africani. In particolare senza le OSC partner, esempi della enorme professionalità e abnegazione delle realtà del terzo settore, non sarebbe stato possibile ideare questo progetto<b>»</b>.</span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><b><span>«</span></b><span>In Uganda la Cooperazione italiana può contare su una presenza storica e diffusa, costruita nel tempo dal lavoro delle OSC, dei missionari e delle missionarie che hanno saputo creare relazioni e competenze radicate nei territori. Con PRISMA accompagniamo il Paese in priorità sanitarie cruciali come la salute materno-infantile e neonatale, particolarmente strategica alla luce degli elevati tassi di natalità, e al contempo contribuiamo a rafforzare ambiti di medicina specialistica, inclusa l'oncologia. La dimensione dell'intervento e il partenariato ampio e integrato sono perfettamente in linea con i nuovi indirizzi della Cooperazione italiana: meno frammentazione, più alleanze tra implementatori e maggiore capacità di generare risultati misurabili per le comunità» - ha dichiarato <b>Marco Riccardo Rusconi</b>, Direttore AICS.</span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span>PRISMA concentrerà le sue attività in <b>quattro sub-regioni del Nord Uganda</b> – West Nile, Acholi, Lango e Karamoja – caratterizzate da <b>elevati livelli di vulnerabilità socio-sanitaria</b>, carenza di servizi specialistici e <b>limitata accessibilità alle cure</b>, in particolare per donne in età fertile o in gravidanza, per neonati e per bambini sotto i 5 anni di età, con l'obiettivo di disegnare un intervento sanitario di ampio respiro, in collaborazione con la <b>Gulu University</b>, per rafforzare le cure materno-infantili e supportare la nuova sede regionale dell'<b>Uganda Cancer Institute</b> (UCI) nel distretto di Gulu. I beneficiari diretti dell'iniziativa saranno oltre <b>500mila persone</b>, che potranno usufruire dell'aumentata offerta di qualità dei servizi.</span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span>Le attività del progetto PRISMA si articoleranno su quattro direttive principali:</span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span></span></p>
<ol style="text-align: left;">
<li><u><span>Salute riproduttiva, sessuale, materna, neonatale e infantile</span></u>
<p><span>Rafforzamento delle capacità cliniche e organizzative delle strutture sanitarie, prevenzione delle gravidanze precoci, assistenza alle vittime di violenza di genere, promozione della salute riproduttiva e supporto alle madri durante l'allattamento.</span></p>
</li>
<li><u><span>Salute oncologica femminile e pediatrica</span></u>
<p><span>Espansione dell'accesso a programmi di screening, diagnosi precoce e cura dei tumori più diffusi tra le donne (cervice uterina e mammella) e nei bambini (linfoma di Burkitt), in raccordo con l'Uganda Cancer Institute di Gulu.</span></p>
</li>
<li><u><span>Formazione e ricerca</span></u>
<p><span>Programmi di training on the job, ricerca operativa e scambio accademico tra Italia e Uganda, con corsi, master, mobilità bidirezionale di docenti e studenti e una piattaforma digitale per l'e-learning, integrando un approccio sensibile al genere e alla diversità.</span></p>
</li>
<li><u><span>Governance, monitoraggio e valutazione</span></u></li>
</ol>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span>Rafforzamento della governance sanitaria distrettuale attraverso sistemi di monitoraggio basati sull'uso dei dati, indicatori approvati dal Ministero della Salute ugandese, survey conoscitive e analisi di impatto, garantendo l'inclusione delle popolazioni vulnerabili.</span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span>Oltre al direttore del centro BReCHS Giorgio Vittadini, il team di coordinamento di PRISMA vede coinvolti come responsabile scientifico e coordinatore del progetto <b>Giuseppe Carrà</b>, direttore del dipartimento di Medicina e chirurgia e prorettore ai Rapporti con il Sistema Sanitario e alla Salute dell'Università di Milano-Bicocca, come coordinatore tecnico-scientifico <b>Paolo Bonfanti</b>, professore del medesimo dipartimento, <b>Guido Cavaletti</b>, prorettore vicario dell'ateneo, e <b>Silvia Dusi </b>come referente amministrativa per il centro BReCHS.</span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1normal1" style="text-align: left;"><span>PRISMA rientra tra le iniziative di cooperazione internazionale di Milano-Bicocca e porta avanti l'esperienza maturata grazie a <b>"BRIDGE</b> (Bicocca Research and Innovation for Development and Global hEalth) – <b>Uganda"</b>, il progetto di collaborazione tra l'ateneo e il Lacor Hospital, nel Nord del Paese africano, lanciato nel 2024 per lo sviluppo di attività congiunte di ricerca e formazione all'insegna della </span><span>multidisciplinarietà. Inoltre, PRISMA si inserisce all'interno del progetto </span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=4%3dBb9RFa%26s%3dR%26y%3dYBV%26z%3dVASFX%262%3d95OwJ_3vZq_Df_yrdu_9g_3vZq_Cki0nJj4lBsFm6s9p6sKs.Pu0xDi.05_MXta_WM%265%3dxPzMnW.u65%26Dz%3dRFbC%262l6hK4%3dWGSGe0aFVGaEW0%269%3dE6F2Ceh2CZGWqW9UpACVI8lZBdE5FeA6FXiYm70WCck3IXD3E0EVJciSI883DAlV&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span>Bicocca Global Health Center</span></b></a><span>, che coinvolge tutte le professionalità dell'ateneo nello sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili per affrontare le sfide della salute globale attraverso un <b>approccio multidisciplinare</b> e per promuovere la salute e il benessere nei Paesi a basso e medio reddito attraverso la formazione medica e sanitaria, l'assistenza clinica, la ricerca applicata e biomedica e il coinvolgimento delle comunità local</span><span>i.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Roma: la scrittrice Paola Musa presenterà il suo nuovo romanzo &amp;quot;Il conciaossa&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/roma-la-scrittrice-paola-musa-presentera-il-suo-nuovo-romanzo-il-conciaossa</link>
<guid>https://www.italia24.news/roma-la-scrittrice-paola-musa-presentera-il-suo-nuovo-romanzo-il-conciaossa</guid>
<description><![CDATA[ La scrittrice Paola Musa, protagonista dell&#039;anteprima del Festival Premio Emilio Lussu, giovedì 5 marzo alle 18 alla Libreria Feltrinelli di via Roma a Cagliari con il romanzo Il Conciaossa, pubblicato da Arkadia Editore ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a95d8a17b9e.webp" length="61272" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 11:05:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Saranno il volto e la voce di<span> </span><b>Paola Musa</b><span> </span>ad accendere la prossima anteprima del<span> </span><b>Festival Premio Emilio Lussu</b>, in avvicinamento alla dodicesima edizione del prossimo novembre:<span> </span><b>giovedì 5 marzo</b><span> </span>alle<span> </span><b>ore 18</b>, alla<span> </span><b>Libreria Feltrinelli,<span> </span></b>sotto i portici di<span> </span><b>via Roma</b><span> </span><b>11 a Cagliari</b>, la scrittrice presenterà il suo nuovo romanzo<span> </span><em>Il conciaossa</em>, pubblicato da Arkadia Editore nel 2026. A dialogare con l'autrice sarà la giornalista<span> </span><b>Lorella Costa</b>, in un confronto che entrerà nel cuore del libro e del progetto letterario che lo attraversa. Al termine dell'incontro è previsto il firmacopie.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Con<span> </span><strong>Il conciaossa</strong>,<span> </span><span>Paola Musa</span><span> </span>prosegue il progetto narrativo dedicato alla rivisitazione dei sette vizi capitali. Il romanzo rappresenta il sesto e penultimo capitolo della serie e affronta il tema della gola in una chiave che supera la dimensione letterale del desiderio di cibo per farsi metafora di un vuoto esistenziale e di una ricerca di riconoscimento.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Protagonista della vicenda è Michele Miluzzi, quarantacinquenne scapolo, ex cameriere, appassionato di radiodrammi, che vive in una borgata romana tristemente nota per lo spaccio di droga. Si sostiene con una pensione d'invalidità, ama senza essere ricambiato Matilde e tenta di colmare il proprio senso di irrilevanza cucinando e mangiando. Sentendosi sempre più invisibile, decide di operare una svolta nella propria vita e si reinventa conciaossa e sensitivo. Tra le sue iniziative più singolari vi è quella di preannunciare le retate delle forze dell'ordine avvisando i vicini coinvolti nello spaccio, friggendone simbolicamente l'arrivo qualche ora prima, non per partecipare ad attività illegali ma per attirare attenzione su di sé. Questo gioco di finzioni e provocazioni innescherà però una catena di eventi che lo trascineranno in un meccanismo più grande di lui.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Attraverso una scrittura nitida e partecipe, Musa costruisce un romanzo corale, a tratti duro e drammatico ma anche farsesco e poetico. Il libro offre uno spaccato intenso e commovente della realtà italiana contemporanea, soffermandosi sulle luci e le ombre dell'anima popolare e sui profondi mutamenti sociali che attraversano le periferie urbane. Nei lotti grigi della borgata convivono emarginazione e desiderio, illegalità e resilienza, solidarietà e solitudine. L'autrice restituisce così dignità narrativa a vite anonime, costrette a muoversi ai margini, offrendo uno sguardo insieme empatico e critico sulle fragilità del nostro tempo.<br></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L’opera musicale “Demetra”, di Giuseppe Elia Monni, debutta in Cina dal 20 al 26 marzo, con il tenore Francesco Demuro</title>
<link>https://www.italia24.news/lopera-musicale-demetra-di-giuseppe-elia-monni-debutta-in-cina-dal-20-al-26-marzo-con-il-tenore-francesco-demuro</link>
<guid>https://www.italia24.news/lopera-musicale-demetra-di-giuseppe-elia-monni-debutta-in-cina-dal-20-al-26-marzo-con-il-tenore-francesco-demuro</guid>
<description><![CDATA[ Debutterà in Cina, con il tenore Francesco Demuro, l&#039;opera musicale &quot;Demetra&quot;, firmata dal sardo Giuseppe Elia Monni, dal 20 al 26 marzo nella città di Chengdu ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a95d463703d.webp" length="27988" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 10:58:25 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">C'è un nuovo modo di cantare il mito, e prende il nome di<span> </span><b>MitoCanto</b>:<span> </span><b>"<a href="https://operademetra.it/home" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Demetra</a>",</b><span> </span>l'opera firmata dall'autore sardo<span> </span><b>Giuseppe Elia Monni</b>, segna l'avvio di questo percorso, fondendo scrittura operistica, tensione drammatica e immediatezza melodica in una forma aperta e cross-mediale. Non a caso l'obiettivo della produzione - anch'essa sarda - è quello di realizzare non solo una rappresentazione teatrale ma anche una serie tv. Di qui il grande interesse suscitato in Cina da questo progetto, innovativo sotto tanti aspetti.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il MitoCanto <b>Demetra</b>, prodotto da<span> </span><b>Open Service Communication</b>, debutterà in Cina<span> </span><b>dal 20 al 26 marzo</b>, a<span> </span><b>Chengdu</b>,<span> capoluogo del Sichuan,</span><span> </span>con un altro protagonista isolano: il tenore<span> </span><b><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Demuro" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Francesco Demuro</a></b>, tra le voci più prestigiose della scena lirica internazionale.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">L'approdo in Asia assume un valore ulteriore per la forte impronta identitaria: autore e interprete condividono, infatti, la stessa terra d'origine, e portano in Cina non soltanto un'opera nuova, ma una visione artistica che affonda le radici nel Mediterraneo e si proietta su scala globale.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">A Chengdu saranno presentati brani selezionati dell'opera in un programma che valorizza il dialogo tra culture, affiancando la nuova scrittura di Monni a pagine di repertorio italiano e Mediterraneo. Accanto a Demuro, saranno protagonisti anche<span> </span><span>altri cantanti di fama internazionale, come <b>Elisa Verzier</b>, <b>Guido Loconsolo</b> e <b>Carlo Raffaelli </b>e la </span><b>Chengdu Symphony Orchestra</b><span>, </span>tra le principali istituzioni musicali cinesi.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Con "Demetra" prende forma, dunque, il<span> </span><b>MitoCanto</b>. Non una semplice etichetta, ma l'affermazione di un nuovo spazio espressivo. Giuseppe Elia Monni, già autore Mondadori, firma testi e musiche dell'opera e, con questo progetto, inaugura un linguaggio che ambisce a ridefinire il modo in cui il mito può essere cantato e narrato nel nostro tempo. Il debutto internazionale a Chengdu non coincide soltanto con la presentazione di una nuova partitura, ma segna l'atto fondativo di un genere: una diversa concezione del rapporto tra parola, melodia e racconto epico, pensata per dialogare con il pubblico contemporaneo e con una dimensione culturale globale.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il<span> </span><b>MitoCanto</b><span> </span>si colloca in una zona di attraversamento tra lirica, musical e suggestioni della canzone popolare del Novecento, intrecciando canto operistico, tensione drammatica e immediatezza melodica. "Demetra" non è pensata come opera confinata al solo palcoscenico teatrale, ma come progetto cross-mediale, con una visione che guarda anche allo sviluppo di una miniserie televisiva interamente cantata. Una forma scalabile, aperta, capace di dialogare con pubblici differenti e con interlocutori culturali e industriali.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il cuore narrativo attinge al mito classico – tra Reggia, Inferi e Olimpo – ma lo restituisce attraverso una sensibilità contemporanea. La figura di Demetra diventa simbolo universale di perdita e rinascita, di maternità e trasformazione, in una narrazione che intende superare i confini geografici e culturali. Il debutto a Chengdu segna dunque un passaggio strategico e simbolico: la nascita del MitoCanto e il primo confronto internazionale di un progetto firmato da un autore sardo e interpretato da una voce sarda di fama mondiale. Un dialogo tra Mediterraneo e Oriente che prende forma nel canto e nella potenza evocativa del mito.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Astrofisica: una sorgente radio passata inosservata potrebbe rivelare il bagliore residuo di un potente lampo di raggi gamma</title>
<link>https://www.italia24.news/astrofisica-una-sorgente-radio-passata-inosservata-rivela-il-bagliore-residuo-di-un-potente-lampo-di-raggi-gamma</link>
<guid>https://www.italia24.news/astrofisica-una-sorgente-radio-passata-inosservata-rivela-il-bagliore-residuo-di-un-potente-lampo-di-raggi-gamma</guid>
<description><![CDATA[ Un gruppo internazionale di scienziati ha rilevato quello che sembra essere il bagliore residuo di un lampo di raggi gamma, un&#039;esplosione cosmica i cui getti non erano diretti verso la Terra e quindi è sfuggita alle osservazioni ad alta energia ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a95d0b25de7.webp" length="33216" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 10:47:28 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Molte tra le esplosioni più estreme dell’universo passano inosservate. In certi casi, però, nonostante l’evento in sé non risulti visibile, le osservazioni che conduciamo da terra e dallo spazio riescono a coglierne l’eco. In uno </span><a href="https://arxiv.org/pdf/2602.20522" target="_blank" rel="noopener">studio</a><span> che verrà presto pubblicato su </span><strong>The Astrophysical Journal</strong><span>, gli autori – tra cui </span><strong>Giancarlo Ghirlanda<span> </span></strong><span>e </span><strong>Om Sharan Salafia</strong><span> dell’</span><a href="https://brera.inaf.it/" target="_blank" rel="noopener">Inaf di Brera</a><span> e </span><strong>Roberto Soria</strong><span> dell’</span><a href="https://www.oato.inaf.it/" target="_blank" rel="noopener">Inaf di Torino</a><span> – riportano la scoperta di quello che potrebbe essere, a oggi, l’esempio più convincente di una di queste esplosioni “nascoste”: il bagliore radio di un potente </span><a href="https://www.media.inaf.it/tag/grb/" rel="noopener">lampo di raggi gamma</a><span> (Grb, dall’inglese </span><em>gamma ray burst</em><span>) passato inosservato.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Un<span> </span><em>gamma-ray burst</em><span> </span>è un lampo di luce breve e molto variabile (prevalentemente raggi gamma) proveniente da un getto di plasma lanciato a una velocità prossima a quella della luce da un “motore centrale”, che molto probabilmente è costituito da un<span> </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Buco_nero_stellare" target="_blank" rel="noopener">buco nero</a><span> </span>appena nato all’interno di una stella massiccia che sta collassando per poi esplodere in<span> </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Supernova" target="_blank" rel="noopener">supernova</a>», spiega a<span> </span><em>Media Inaf<span> </span></em><strong>Salafia</strong>. «Per via dell’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aberrazione_relativistica" target="_blank" rel="noopener">aberrazione relativistica</a><span> </span>della radiazione elettromagnetica, la luce che fuoriesce dal getto è molto luminosa nella direzione di moto del plasma, mentre è estremamente debole nelle altre direzioni. Per questo motivo, il Grb può essere rivelato solo quando il getto punta verso la Terra. Dopo aver emesso il Grb, il plasma del getto continua a muoversi attraverso il mezzo interstellare, trasportando una grande energia cinetica».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«A causa della velocità del getto, che è supersonica, si forma un’onda d’urto (chiamata<span> </span><em>blastwave</em>) che deposita l’energia cinetica del getto nel mezzo interstellare», continua il ricercatore dell’Inaf. «La<span> </span><em>blastwave</em><span> </span>a sua volta emette luce a tutte le frequenze: la sua emissione, che varia molto più lentamente rispetto al Grb, viene chiamata<span> </span><em>afterglow</em><span> </span>(post-luminescenza) del Grb. Inizialmente, la<span> </span><em>blastwave</em><span> </span>si espande nel mezzo interstellare a una velocità prossima a quella della luce (più o meno la stessa che aveva inizialmente il getto), nella stessa direzione in cui si muoveva il getto. Perciò, in questa prima fase, l’<em>afterglow</em><span> </span>è anch’esso soggetto all’aberrazione relativistica, ed è visibile solo se il getto inizialmente puntava verso la Terra. Espandendosi, però, la<span> </span><em>blastwave</em><span> </span>accumula massa e rallenta. L’aberrazione relativistica via via si riduce e la luce non è più emessa solo nella direzione di espansione, ma<span> </span><strong>in una gamma di direzioni più vasta, che allargandosi può intercettare anche la direzione in cui si trova la Terra</strong>. Questo può portare a una sorta di ossimoro: se il getto non punta verso la Terra,<span> </span><strong>è possibile che i nostri strumenti rilevino un<span> </span><em>afterglow</em><span> </span>senza che sia preceduto da un Grb (osservabile)</strong>. In questo caso, si parla di<span> </span><em>orphan afterglow</em>, cioè<span> </span><strong>post-luminescenza orfana</strong>, visto che non segue nulla di osservabile».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h2 style="text-align: left;">Setacciare i cieli</h2>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Sebbene questi segnali orfani siano previsti da decenni, individuarli è estremamente difficile. In assenza di un lampo gamma che ne annunci l’arrivo, gli astronomi devono setacciare migliaia di gradi quadrati di cielo. «L’esistenza degli<span> </span><em>orphan afterglow</em><span> </span>è stata proposta nel 1997 dall’astrofisico americano James E. Rhoads come test fondamentale dell’idea che i Grb siano prodotti da getti relativistici, invece che da esplosioni isotrope (cioè che espellono materiale – e di conseguenza anche luce – in tutte le direzioni)», continua <strong>Salafia</strong>. «In linea di principio, dato che i getti dei Grb sono probabilmente molto stretti, gli<span> </span><em>orphan afterglow</em><span> </span>dovrebbero essere molti di più dei Grb. Tuttavia, rivelarli con i nostri telescopi, e soprattutto riconoscerli, si è rivelata essere una sfida molto difficile, e<span> </span><strong>a oggi esistono solo pochi candidati conosciuti</strong>, la cui natura è ancora dibattuta».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Utilizzando l’Australian Ska Pathfinder (<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Australian_Square_Kilometre_Array_Pathfinder" target="_blank" rel="noopener">Askap</a>), un radiotelescopio composto da 36 antenne situato presso <strong>l’Inyarrimanha Ilgari Bundara, nell’Australia Occidentale,</strong> gli autori dello studio hanno scandagliato vaste regioni di cielo alla ricerca di<span> </span><strong>transienti radio inaspettati e di lunga durata</strong><span> </span>– che compaiono e si evolvono nell’arco di settimane o anni – con l’obiettivo di intercettare eventi rari che si rivelano soltanto attraverso la loro emissione radio in progressiva attenuazione.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Nei dati di una di queste<span> </span><em>survey</em><span> </span>a grande campo hanno individuato una sorgente radio – denominata<span> </span><strong>Askap J005512-255834</strong><span> </span>– che<span> </span><strong>in precedenza non era presente</strong>. La sorgente si è intensificata rapidamente, emettendo circa 10³² joule di energia al secondo sotto forma di radiazione radio –<span> </span><strong>una potenza paragonabile alla produzione radio complessiva di miliardi di Soli</strong><span> </span>–, per poi iniziare a svanire gradualmente nel tempo.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Questo comportamento lo ha immediatamente distinto dagli altri transienti radio, la maggior parte dei quali si evolve rapidamente o si ripete più volte. Questa sorgente non ha fatto né l’una né l’altra cosa: si è comportata proprio come ci si aspetta che si comporti l’eco di una singola esplosione immensamente potente.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Sebbene Askap J005512-255834 fosse brillante alle lunghezze d’onda radio, non ha mostrato quasi alcun segnale nelle altre bande dello spettro:<span> </span><strong>non è stata rilevata alcuna controparte visibile o nei raggi X</strong>. E anche questo corrisponde esattamente a quanto ci si aspetta da una post-luminescenza orfana: un’emissione diffusa e in espansione di un getto cosmico inizialmente orientato lontano dalla Terra, che diventa osservabile solo dopo aver rallentato ed essersi diffuso.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Idealmente, si potrebbe pensare che questi<span> </span><em>afterglow</em><span> </span>non siano così rari: il getto, infatti, si allarga nel tempo e, prima o poi, potrebbe intercettare la linea di vista di un osservatore sulla Terra», commenta Ghirlanda. «Tuttavia, il flusso diminuisce progressivamente e, quando ciò avviene, è ormai troppo debole per essere rivelato. Di questi getti orientati di sbieco ci si aspetta un numero molto elevato per un semplice argomento geometrico;<span> </span><strong>la loro individuazione, però, è resa difficile proprio dal flusso estremamente debole nel momento in cui diventano osservabili</strong>».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h2 style="text-align: left;">Una sorgente insolita</h2>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Questo raro transiente si trova in una galassia piccola ma luminosa a circa 1,7 miliardi di anni luce dalla Terra. La galassia ha una struttura irregolare e sta formando attivamente stelle, rendendola un ambiente naturale per eventi stellari estremi come il collasso stellare o la violenta distruzione stellare. Il punto dell’esplosione è spostato su un lato della galassia, non allineato con il suo nucleo centrale. Sembra invece trovarsi all’interno di una regione compatta di formazione stellare, forse un ammasso stellare. Questo solleva nuove domande su quali tipi di ambienti possano ospitare eventi cosmici così potenti</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Poiché Askap J005512-255834 è così insolita, gli autori hanno condotto un’indagine approfondita per comprenderne la natura, esaminandola attentamente e scartando diverse spiegazioni alternative, tra cui stelle, pulsar e supernove.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Un’altra possibilità è che il getto che produce l’emissione radio sia stato invece lanciato in conseguenza della<span> </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Evento_di_distruzione_mareale" target="_blank" rel="noopener">distruzione</a><span> </span>(<em>tidal disruption</em>) di una stella passata troppo vicino a un buco nero», conclude Soria, coautore dell’Inaf. «Simili eventi accadono spesso attorno ai<span> </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Buco_nero_supermassiccio" target="_blank" rel="noopener">buchi neri supermassicci</a><span> </span>nei nuclei galattici, ma possono avvenire anche vicino ai cosiddetti<span> </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Buco_nero_di_massa_intermedia" target="_blank" rel="noopener">buchi neri di massa intermedia</a><span> </span>alla periferia di una galassia, come in questo caso. I buchi neri intermedi giocano un ruolo fondamentale nell’evoluzione delle galassie ma sono molto difficili da osservare e studiare, se non quando ingeriscono una stella, diventando temporaneamente molto luminosi. In questo scenario, sarebbe la prima volta che riusciamo a individuare un buco nero intermedio basandoci solo sulla sua emissione radio».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">In entrambi i casi, stiamo osservando le conseguenze di uno degli eventi più estremi e rari che il cosmo possa produrre. In futuro, per distinguere fra i due scenari, sarà decisivo poter condurre osservazioni simultanee in banda radio (con Askap, MeerKat e poi Ska) e banda X (con Swift, se verrà riattivato, e con Einstein Probe).</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p>Link su<span> </span>ArXiv<span> de</span>l<span> </span>pre-print<span> </span>dell’articolo “<a href="https://arxiv.org/abs/2602.20522" target="_blank" rel="noopener">ASKAP J005512.2-255834: A Luminous, Long-Lived Radio Transient at z = 0.1 — an Orphan Afterglow or an off-nuclear TDE from an IMBH?</a>” di Ashna Gulati, Tara Murphy, David L. Kaplan, Dougal Dobie, Charlotte Ward, Gemma Anderson, Manisha Caleb, Poonam Chandra, Jeff Cooke, Barnali Das, Adam Deller, Adelle Goodwin, Kelly Gourdji, Giancarlo Ghirlanda, Emil Lenc, Anais Möller, James K. Leung, Stella Koch Ocker, Joshua Pritchard, Claudio Ricci, Elaine M. Sadler, Om Sharan Salafia, Kavya Shaji, Roberto Soria, Mark Suhr, Artem Tuntsov e Ziteng Wang</p>
<p style="text-align: left;"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Oceanografia: secondo una ricerca il livello del mare è molto più alto di quanto finora stimato negli studi sugli impatti costieri</title>
<link>https://www.italia24.news/livello-del-mare-secondo-una-ricerca-e-molto-piu-alto-di-quando-finora-stimato-negli-studi-sugli-impatti-costieri</link>
<guid>https://www.italia24.news/livello-del-mare-secondo-una-ricerca-e-molto-piu-alto-di-quando-finora-stimato-negli-studi-sugli-impatti-costieri</guid>
<description><![CDATA[ Lo studio, condotto dai ricercatori Philip Minderhoud e Katharina Seeger, evidenzia che oltre il 90% delle analisi esistenti utilizza un livello di riferimento del mare inferiore rispetto a quello effettivamente misurato lungo le coste, risultando quindi più alto di quanto stimato ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a95cb508ebd.webp" length="18430" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 10:18:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-dcc6ad91-7fff-2d25-3913-a5b92e15b063" style="text-align: left;"><span><strong>Il livello del mare lungo le coste di tutto il mondo è in realtà molto più alto di quanto finora indicato da molti studi sugli impatti costieri</strong>. Nelle aree più vulnerabili, come il <strong>Sud-Est asiatico e la regione indo-pacifica,</strong> la differenza può raggiungere <strong>1–1,5 metri</strong> rispetto ai valori comunemente utilizzati nelle valutazioni di rischio. </span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>È quanto emerge dalla ricerca condotta da </span><strong>Philip Minderhoud</strong><span> (Università di Padova, Wageningen University &amp; Research, Deltares Research Institute), professore associato esperto di subsidenza dei delta costieri e innalzamento relativo del livello del mare, e da </span><strong>Katharina Seeger</strong><span> (Università di Padova, Wageningen University &amp; Research, University of Cologne), ricercatrice post-dottorato specializzata in elevazione costiera e impatti dell’innalzamento marino.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Lo studio</span><span>, pubblicato sulla rivista «<strong>Springer Nature</strong>» con il titolo "</span><span><a href="https://www.nature.com/articles/s41586-026-10196-1" target="_blank" rel="noopener">Sea level much higher than assumed in most coastal hazard assessments</a>"</span><span>, </span><span>evidenzia che oltre il <strong>90%</strong> delle analisi esistenti <strong>utilizza un livello di riferimento del mare inferiore rispetto a quello effettivamente misurato lungo le coste.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«I nostri risultati dimostrano la necessità di rivedere – e nella maggior parte dei casi aggiornare – le basi metodologiche su cui si fondano gli attuali studi sui rischi costieri – </span><span>spiegano</span><span> </span><strong>Minderhoud e Seeger</strong><span> –. Le analisi mostrano che in molte aree del pianeta i livelli del mare costieri misurati sono più elevati di quanto generalmente assunto negli studi precedenti».</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h2 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Livello reale e livello “assunto”: una discrepanza sistematica</span></h2>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>I ricercatori hanno confrontato i loro risultati, basati sulla differenza calcolata tra l'elevazione del terreno costiero e il livello del mare in tutto il mondo, con 385 recenti pubblicazioni scientifiche. </span><span>Ne è emerso che <strong>oltre il 90% degli studi non utilizza misurazioni dirette del livello del mare</strong></span><span><strong>, ma si basa esclusivamente su misurazioni dell'elevazione del terreno</strong> con riferimento ai cosiddetti “<strong>modelli geoidi globali</strong>”: questi modelli forniscono una stima del livello globale del mare basata sulla gravità e sulla rotazione terrestre. Tuttavia, il livello reale del mare è influenzato anche da numerosi altri fattori tra cui <strong>venti, correnti oceaniche, temperatura e salinità dell’acqua.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«I nostri risultati dimostrano quanto sia fondamentale integrare misurazioni effettive del livello del mare, anziché assumere automaticamente che l’altezza del geoide coincida con il livello medio attuale», </span><span>precisa <strong>Minderhoud</strong></span><span>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sebbene i satelliti forniscano misurazioni globali sia dell’elevazione del suolo sia del livello del mare – quest’ultimo con un margine di errore di pochi centimetri – l’integrazione dei dati non è immediata.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Terra e mare vengono misurati da satelliti diversi e spesso con superfici di riferimento verticale differenti – </span><span>aggiunge <strong>Seeger</strong></span><span> –. Abbiamo osservato che anche negli studi che tentano di integrare queste informazioni, l’operazione non sempre viene effettuata correttamente. Quando abbiamo unito in modo corretto i dati più accurati disponibili, è emerso che in molte aree del mondo il livello del mare lungo le coste è sensibilmente più alto di quanto suggerito dai modelli di geoide».</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h2 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Una scoperta maturata nel tempo</span></h2>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Individuare questo punto critico non è stato immediato: ci sono voluti anni per ottenere il quadro complessivo poiché il tema riguarda discipline diverse e richiede l’integrazione di molteplici dati e misurazioni.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Un momento decisivo risale a circa dieci anni fa, durante una visita nel <strong>Delta del Mekong, in Vietnam</strong>: le valutazioni internazionali ipotizzavano che vaste aree sarebbero state sommerse con un innalzamento del mare compreso tra 1,5 e 2 metri. Tuttavia, sul campo risultava evidente che il livello dell'acqua superficiale era a pochi decimetri dall'elevazione del terreno.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Un successivo studio sul Delta del Mekong evidenziò infatti significative incertezze nelle stime degli impatti dell’innalzamento marino, con <strong>errori potenzialmente equivalenti a oltre un secolo di aumento del livello del mare</strong>. Più tardi la stessa discrepanza è stata riscontrata nel <strong>delta dell’Ayeyarwady, in Myanmar</strong>. L’analisi è stata quindi estesa ad altre regioni del Sud-Est asiatico e successivamente al resto del mondo, rivelando che il problema ha carattere globale e non riguarda singoli casi isolati.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h2 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Impatti sottostimati su territori e popolazioni</span></h2>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Secondo i ricercatori, la maggior parte degli studi analizzati risente di questa discrepanza tra il livello del mare effettivamente misurato e quello ipotizzato.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Gli studi che si basano su un livello del mare ipotetico anziché su quello misurato sottovalutano l’entità e l'esposizione delle zone costiere e delle popolazioni in tutto il mondo», </span><span>continua <strong>Seeger</strong>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Integrando correttamente i calcoli del livello del mare misurato con l'elevazione del terreno costiero e analizzando l'esposizione a seguito di un ipotetico innalzamento relativo del livello del mare di un metro, emerge che con un innalzamento relativo del livello del mare di un metro, le aree al di sotto del livello marino sarebbero superiori del 37% rispetto alle stime precedenti. Le persone esposte aumenterebbero del 68%, fino a 132 milioni in più rispetto alle valutazioni basate esclusivamente sui modelli di geoide.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Le implicazioni sono rilevanti anche sul piano delle politiche di adattamento. «Se il livello del mare è già oggi più alto di quanto si pensasse per una determinata isola o città costiera, gli impatti dell’innalzamento futuro si manifesteranno prima del previsto», </span><span>osserva <strong>Minderhoud</strong>.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h2 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Le prossime tappe</span></h2>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span><strong>È necessario innanzitutto rivalutare le metodologie su cui si basano gli studi esistenti sui rischi costieri e,</strong> qualora risultino influenzate dai problemi riscontrati, <strong>aggiornarle</strong>. alla revisione metodologica degli studi esistenti, i ricercatori ritengono opportuno che governi e autorità competenti, soprattutto nelle aree più vulnerabili, verifichino se questa criticità abbia inciso sulle strategie di adattamento costiero e sulle misure di protezione dall’innalzamento del mare. </span><span>Per aiutare le future attività di ricerca, il team ha reso disponibili in modo trasparente tutti i passaggi metodologici necessari per integrare correttamente i dati sul livello del mare con quelli sull’elevazione costiera, oltre a dati sull'elevazione costiera pronti all'uso per tutto il mondo, in cui sono correttamente integrate le misurazioni più recenti del livello del mare.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Ci auguriamo che questo approccio possa diventare un nuovo standard per valutazioni più accurate degli impatti futuri lungo le coste e nelle città costiere di tutto il mondo. Il progresso scientifico nasce proprio così: ponendo domande fondamentali, confrontando i risultati, migliorando i metodi e ampliando insieme la comprensione dei fenomeni che studiamo» concludono gli <strong>autori</strong>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Energia: ENEA realizza al Centro Ricerche Casaccia un nuovo impianto di separazione idrogeno/metano</title>
<link>https://www.italia24.news/energia-enea-realizza-al-centro-ricerche-casaccia-un-nuovo-impianto-di-separazione-idrogenometano</link>
<guid>https://www.italia24.news/energia-enea-realizza-al-centro-ricerche-casaccia-un-nuovo-impianto-di-separazione-idrogenometano</guid>
<description><![CDATA[ ENEA, utilizzando una tecnologia a membrana, ha realizzato presso il Centro Ricerche Casaccia (Roma) un impianto pilota per separare i componenti delle miscele che contengono idrogeno e metano. Questo prototipo è una delle unità innovative da integrare nell&#039;Hydrogen Demo Valley ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a95c581331d.webp" length="50586" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 09:55:13 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>ENEA ha realizzato al <strong>Centro Ricerche Casaccia (Roma)</strong> un impianto pilota per <strong>separare i componenti delle miscele che contengono idrogeno e metano,</strong> utilizzando una tecnologia a membrana. Allestito in un container, questo prototipo per il cosiddetto<span> </span><strong>deblending</strong><span> </span>è una delle unità innovative da integrare nell’<strong>Hydrogen Demo Valley</strong><em>,<span> </span></em>in corso di realizzazione nello stesso Centro ricerche nell’ambito di “<strong>Mission Innovation</strong>”, il programma di cooperazione internazionale per accelerare l’innovazione nelle tecnologie per la decarbonizzazione.</p>
<p></p>
<p>Nato nel quadro delle attività di <strong>Ricerca di Sistema Elettrico</strong> (a<span>ttività proseguite nel Piano Operativo di “Ricerca e sviluppo sull’idrogeno”)</span><span> </span>dalla collaborazione di <strong>ENEA</strong> con <strong>SIAD</strong> <strong>S.p.A. e Tecno Project Industriale TPI</strong> (società del gruppo SIAD), l’impianto può essere utilizzato facilmente su scala industriale. La tecnologia a membrana è adatta ad essere impiegata per il <strong>Power-to-Methane</strong>, ovvero il sistema per produrre metano sintetico dal surplus di energia rinnovabile, che apre la strada a nuove opportunità di utilizzo dell’idrogeno.</p>
<p></p>
<p>«Il ruolo dell’idrogeno quale vettore energetico estremamente flessibile, in grado di interconnettere diversi sistemi energetici, è oggi diffusamente riconosciuto», commenta il ricercatore ENEA <strong>Alberto Giaconia</strong>, responsabile del Laboratorio Idrogeno e nuovi vettori energetici all’interno del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN-DEC-H2V).</p>
<p></p>
<p>L’idrogeno può essere distribuito attraverso la rete gas in diverse forme: idrogeno puro oppure in miscela con altri gas, tra cui il metano, tradizionalmente utilizzati nelle reti gas (attualmente l’idrogeno può essere immesso nella rete del gas naturale fino a percentuali pari al 2% in volume). «Dunque, risulta funzionale all’intero sistema energetico poter disporre di tecnologie flessibili e sostenibili per separare e recuperare l’idrogeno da miscele gassose, rendendolo così puro per i vari usi finali», conclude <strong>Giaconia</strong>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano: il Consiglio comunale ha approvato il piano dell&amp;apos;offerta dei servizi abitativi 2026</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-il-consiglio-comunale-ha-approvato-il-piano-dellofferta-dei-servizi-abitativi-2026</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-il-consiglio-comunale-ha-approvato-il-piano-dellofferta-dei-servizi-abitativi-2026</guid>
<description><![CDATA[ Il Consiglio comunale di Milano assegna 2.321 alloggi tra case popolari e transitorie, con più posti per famiglie in grave difficoltà, maggiori tutele per chi ha ISEE molto basso e conferma del 10% degli alloggi comunali alle Forze dell’Ordine, oltre a misure per sostenere gli affitti e l’housing sociale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a95c24dfd9a.webp" length="48776" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 09:38:47 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Il Consiglio comunale ha approvato il piano dell'offerta dei servizi abitativi per l'anno 2026 sul territorio della città di Milano</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nei prossimi mesi, attraverso i relativi bandi e le graduatorie, Comune di Milano e Aler Milano potranno assegnare complessivamente 2.321 unità abitative. </span><span>Si tratta di <strong>2.047 alloggi destinati ai Servizi abitativi pubblici </strong>- Sap (897 di proprietà del Comune, gestiti da MM, e 1.150 di Aler), ai quali si aggiungono 274 appartamenti destinati a Servizi abitativi transitori - Sat (224 del Comune e 50 di Aler), per nuclei familiari che si trovano in gravi condizioni di emergenza abitativa. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A tutela delle famiglie che si trovano in <strong>stato di indigenza</strong> (Isee inferiore a 3mila euro), <strong>il Consiglio ha ampliato dal 20 al 40% la quota di appartamenti popolari assegnabili a questa categoria</strong>.</span><br><span>Inoltre, il Consiglio ha deliberato che, in fase di domanda per Sap, al pari di quanto accade già per coloro che sono ospitati in <strong>RST</strong> (Residenzialità Sociale Temporanea) e <strong>AUTE</strong> (Altri Usi Temporanei per l'Emergenza), venga riconosciuto un punteggio aggiuntivo anche ai nuclei familiari all'ultimo anno di titolarità di un Servizio abitativo transitorio e in possesso di specifici requisiti, al fine di garantire loro stabilità abitativa. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per quanto riguarda la quota percentuale di unità abitative da destinare alle Forze dell'Ordine, il Consiglio ha confermato di mettere a bando il 10% degli alloggi comunali resi disponibili, come proposto dalla Giunta. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Proseguiranno, infine, le azioni a sostegno del mantenimento degli alloggi in affitto sul mercato privato, attraverso contributi economici a proprietari e inquilini per la diffusione del canone concordato e l'impegno a sviluppare nuova offerta di housing sociale privata e pubblica attraverso appositi piani di riqualificazione.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>The technology behind major events: 24 Minutes with Jacques Baehler, Swisscom Events &amp;amp; Media Solutions</title>
<link>https://www.italia24.news/the-technology-behind-major-events-24-minutes-with-jacques-baehler-swisscom-events-media-solutions</link>
<guid>https://www.italia24.news/the-technology-behind-major-events-24-minutes-with-jacques-baehler-swisscom-events-media-solutions</guid>
<description><![CDATA[ Behind the scenes: impossible timelines, dozens of partners, “worst-case scenario” rehearsals and AI that helps, but never runs the show ]]></description>
<enclosure url="https://img.youtube.com/vi/F2Fhsmm2Nbs/maxresdefault.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 16:28:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<h3 data-start="6464" data-end="6503">If everything works, nobody notices</h3>
<p data-start="6504" data-end="6880">In a packed stadium or during a global ceremony, the digital experience feels effortless: mobile tickets, turnstiles, payments, sharing photos and video, media workflows running live. Because connectivity is “invisible” when it works, it’s often treated as a technical detail. In reality, it’s one of the most fragile and most critical infrastructures of the entire event.</p>
<p data-start="6882" data-end="7188"><strong>Jacques Baehler</strong>, <strong data-start="6899" data-end="6931">Head of International Events</strong> at <strong data-start="6935" data-end="6972">Swisscom Events &amp; Media Solutions</strong> and an ICT expert with <strong data-start="6996" data-end="7023">20+ years of experience</strong>, puts it simply: what the public doesn’t see is the scale of people, processes, and cultures that must operate as one system — with near-zero tolerance for failure.</p>
<h3 data-start="7190" data-end="7235">The real complexity is people, not cables</h3>
<p data-start="7236" data-end="7637">To frame the scale, Baehler points to “industry numbers”: for a top-tier global sports event, you can have <strong data-start="7343" data-end="7364">tens of thousands</strong> of people across workforce and volunteers, and only a fraction of that machine is dedicated to the network. The challenge isn’t “how much tech,” it’s <strong data-start="7516" data-end="7541">how much coordination</strong>: “different partners, different processes, teams from different countries, different cultures.”</p>
<p data-start="7639" data-end="8006">Time pressure amplifies everything. Organizers often <strong data-start="7692" data-end="7709">rent stadiums</strong> and want to minimize the days of venue exclusivity, which means <strong data-start="7775" data-end="7794">only a few days</strong> to deploy an end-to-end infrastructure, sometimes with teams that have never worked together before. And there’s one non-negotiable rule: <em data-start="7933" data-end="8005">you can’t ask to delay an opening ceremony because the network is late</em>.</p>
<h3 data-start="8008" data-end="8047">The nightmare isn’t “just internet”</h3>
<p data-start="8048" data-end="8304">Baehler’s clearest example is a connectivity breakdown that starts <strong data-start="8115" data-end="8125">before</strong> the audience even reaches their seats, when tickets live on phones and entry depends on the network. If connectivity fails, access fails, flows collapse, logistics break. Chaos.</p>
<p data-start="8306" data-end="8430">So what can you do? There’s no magic trick, there’s discipline: <strong data-start="8371" data-end="8398">resilience + rehearsals</strong>. “Plan the worst for the best.”</p>
<h3 data-start="8432" data-end="8486">Redundancy, rehearsals, and truly simple processes</h3>
<p data-start="8487" data-end="8762">Redundancy is foundational: <strong data-start="8515" data-end="8557">multiple routes, backups, alternatives</strong>. But Baehler highlights an operational paradox: even with two routes, the failure mode can be human. Under pressure, a team may troubleshoot the wrong line — and bring down the one that was still working.</p>
<p data-start="8764" data-end="8789">That’s why he insists on:</p>
<ul data-start="8790" data-end="9027">
<li data-start="8790" data-end="8849">
<p data-start="8792" data-end="8849"><strong data-start="8792" data-end="8806">Rehearsals</strong> for multiple scenarios before the event.</p>
</li>
<li data-start="8850" data-end="8919">
<p data-start="8852" data-end="8919"><strong data-start="8852" data-end="8877">Super-clear processes</strong> with minimal, actionable documentation.</p>
</li>
<li data-start="8920" data-end="9027">
<p data-start="8922" data-end="9027"><strong data-start="8922" data-end="8946">Unambiguous labeling</strong> (his example: use <strong data-start="8965" data-end="8975">colors</strong> instead of names and acronyms that can be misread).</p>
</li>
</ul>
<p data-start="9029" data-end="9087">It sounds basic. In live operations, simplicity is safety.</p>
<h3 data-start="9089" data-end="9150">With hundreds of thousands of people: what’s priority #1?</h3>
<p data-start="9151" data-end="9605">Asked whether coverage, latency, security, or resilience comes first, Baehler answers: <strong data-start="9238" data-end="9256">it’s a balance</strong>. Major events don’t happen for the first time, there are historical stats, usage patterns, known behaviors. But stakeholders differ dramatically: audience, media, broadcasters, VIPs, operational teams… “around 20 categories,” each with its own network footprint. Understanding those behaviors is what makes planning realistic and cost-effective.</p>
<h3 data-start="9607" data-end="9682">AI as a “buddy”: faster correlation, better prevention, never the boss</h3>
<p data-start="9683" data-end="9753">In Baehler’s view, AI is becoming present across the entire lifecycle:</p>
<ul data-start="9754" data-end="10061">
<li data-start="9754" data-end="9876">
<p data-start="9756" data-end="9876"><strong data-start="9756" data-end="9768">Planning</strong>: using historical data to estimate demand and find the “best fit” (avoiding expensive over-provisioning).</p>
</li>
<li data-start="9877" data-end="9972">
<p data-start="9879" data-end="9972"><strong data-start="9879" data-end="9896">Configuration</strong>: standardizing device setup, reducing errors, running consistency checks.</p>
</li>
<li data-start="9973" data-end="10061">
<p data-start="9975" data-end="10061"><strong data-start="9975" data-end="9989">Operations</strong>: correlating logs and metrics for anomaly detection and early warnings.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="10063" data-end="10213">But he’s firm on one point: <strong data-start="10091" data-end="10124">“AI will never run the show.”</strong> It helps, accelerates, suggests — it remains an operational companion, not the director.</p>
<h3 data-start="10215" data-end="10274">Non-technical risks: supply chains can decide your fate</h3>
<p data-start="10275" data-end="10530">Baehler shares a 2021 experience: devices were ordered but didn’t arrive on time due to the Covid-era <strong data-start="10377" data-end="10399">component shortage</strong>. The fix was a worldwide scramble to collect equipment and build a workable solution from a “melting pot” of thousands of devices.</p>
<p data-start="10532" data-end="10690">The lesson is blunt: event tech depends on very physical realities — logistics, procurement, manufacturing timelines — and resilience must be built there too.</p>
<h3 data-start="10692" data-end="10773">The next standard: simulation, digital-twin logic, and centralized operations</h3>
<p data-start="10774" data-end="11156">Looking ahead 2–3 years, Baehler points to a clear direction: <strong data-start="10836" data-end="10867">simulate before you install</strong>. Model demand, flows, and deliveries; register devices in large databases; <strong data-start="10943" data-end="10969">pre-configure at scale</strong>; then, once hardware is installed, “handshake” virtual configuration with physical devices. The goal: <strong data-start="11072" data-end="11085">save time</strong> and reduce surprises, especially when venue access windows are short.</p>
<p data-start="11158" data-end="11411">Another shift may be organizational: increasingly <strong data-start="11208" data-end="11249">centralized Network Operation Centers</strong>, potentially running multiple events rather than a single dedicated command center per event. It’s a move from isolated operations to continuous, shared control.</p>
<h3 data-start="11413" data-end="11460">A final question that applies beyond events</h3>
<p data-start="11461" data-end="11741">Baehler ends with a broader reflection on the fear of being replaced. His practical rule: always ask <strong data-start="11562" data-end="11590">what your added value is</strong> and use AI “as a tool, not as a friend.” And, he adds, governance matters: technology moves fast, but trust requires clear rules and accountability.</p>
<p data-start="11461" data-end="11741">____________________________</p>
<p data-start="11461" data-end="11741">This interview was recorded in connection with <strong data-start="401" data-end="469">“<a href="https://www.houseofswitzerland.it/en/event/beyond-human-limits-when-technology-meets-the-future-of-sport" target="_blank" rel="noopener">Beyond Human Limits: When Technology Meets the Future of Sport</a>”</strong> (House of Switzerland Italia, Milan), presented by <strong data-start="521" data-end="543" data-is-only-node="">Swisscom Broadcast</strong>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Energia: ENEA alla fiera Key 2026 di Rimini con IA per rinnovabili, idrogeno e tecnologie &amp;quot;artistiche&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/energia-enea-alla-fiera-key-2026-di-rimini-con-ia-per-rinnovabili-idrogeno-e-tecnologie-artistiche</link>
<guid>https://www.italia24.news/energia-enea-alla-fiera-key-2026-di-rimini-con-ia-per-rinnovabili-idrogeno-e-tecnologie-artistiche</guid>
<description><![CDATA[ Dal 4 al 6 marzo ENEA sarà presente a KEY 2026 alla fiera di Rimini con due stand, dove saranno presentate le ultime novità nel settore della ricerca sull’energia e l’efficienza energetica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a7f7fdbc944.webp" length="52366" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 10:03:51 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span><b>Intelligenza artificiale</b> applicata al <b>fotovoltaico</b>, tecnologie per l’<b>idrogeno</b>, <b>diagnosi energetiche</b> e incentivi per le imprese, <b>energia che diventa arte</b>. Questi i temi principali che <b>ENEA</b> presenta a <b>KEY 2026</b>, dal mercoledì 4 marzo alla fiera di <b>Rimini</b> fino a venerdì 6 marzo.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>I rappresentanti ENEA saranno impegnati in un fitto programma di sedici workshop tematici e si alterneranno tra i due stand - uno <b>istituzionale</b> nella hall sud (1A) e l’altro (133) nel padiglione B4 dedicato all’<b>idrogeno</b> - dove verranno presentate le ultime novità nel settore della ricerca sull’energia e dell’efficienza energetica. In particolare, sarà presente un plastico multimediale che illustra le tecnologie e le installazioni della nascente <b><i>hydrogen valley</i></b> presso il Centro ENEA Casaccia (Roma), una piattaforma dimostrativa polifunzionale dell’intera filiera dell’idrogeno, dalla produzione agli usi finali, che conta su un finanziamento di 14 milioni di euro da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Inoltre, laboratori della durata di un’ora per studenti delle scuole superiori e degli ITS Energia e Ambiente saranno condotti da ricercatori ENEA, insieme ai giovani artisti finalisti del premio “Energia fatta ad Arte”, organizzato in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna. L’obiettivo è avvicinare le nuove generazioni ai temi dell’efficienza energetica attraverso il dialogo tra arte e scienza. Con il concorso “Energia fatta ad Arte”, artisti e designer under 40 hanno reinterpretato oggetti, tecnologie e materiali messi a disposizione da aziende emiliano-romagnole, rendendo visibile l’energia che vi si nasconde. Le opere vincitrici resteranno esposte in uno spazio mostra allestito nella hall sud, accanto allo stand dell’ENEA.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il team della Direzione Trasferimento tecnologico, guidato dal Direttore<b> Alessandro Coppola</b> e composto da esperti di Knowledge Transfer Management, sarà presente con uno spazio dedicato all’interno degli stand ENEA, anche per incontri <i>one-to-one</i> con imprese interessate a conoscere da vicino l’offerta di innovazione ENEA e a valorizzare competenze, infrastrutture di ricerca e risultati scientifici in chiave industriale. Gli esperti ENEA di trasferimento tecnologico saranno a disposizione per illustrare collaborazioni personalizzate, in grado di ridurre il rischio dell’innovazione e ad accelerare i processi di transizione energetica. Tra gli appuntamenti in programma, il <b>4 marzo 2026 </b>alle ore 11, presso lo stand istituzionale nella hall sud, si terrà un seminario dedicato al <b>programma ENEA di trasferimento tecnologico Proof of Concept </b>(PoC), il cui nuovo bando è stato lanciato pochi giorni fa con una dotazione di <b>1 milione di euro </b>per lo sviluppo di tecnologie ENEA insieme alle imprese.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Tra gli altri numerosi <b>appuntamenti</b> a partecipazione ENEA, segnaliamo quello d’apertura con la direttrice del Dipartimento Efficienza energetica Ilaria <b>Bertini</b>: “Diagnosi energetiche: obbligo e incentivi per imprese a forte consumo di energia elettrica e gas” (<b>mercoledì 4, ore 10.15</b>, Efficiency Arena, pad. A7). Dal 2021 la diagnosi energetica è divenuta un prerequisito fondamentale per accedere alle agevolazioni previste per le imprese a forte consumo di energia elettrica e di gas naturale. L’evento sarà un’opportunità di confronto con gli stakeholder coinvolti nei meccanismi incentivanti.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La direttrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili Giulia <b>Monteleone</b> interverrà al convegno su “Intelligenza artificiale per la manutenzione e la gestione di impianti fotovoltaici” (<b>giovedì 5, ore 10</b>, Innovation Arena, pad. D4). Sarà illustrato il passaggio dalla manutenzione correttiva alla gestione predittiva, mostrando come l’integrazione di IA, Digital Twin e IoT possa massimizzare l’efficienza degli impianti.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il direttore del Dipartimento Nucleare Alessandro <b>Dodaro</b> interverrà al dibattito “</span><span>C’è un futuro per i nuovi reattori nucleari in Italia?” (<b>giovedì 5, ore 16</b>, sala Diotallevi 2, hall sud), nell’ambito del rilancio del nucleare voluto dal governo.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Vari appuntamenti sono dedicati all’evoluzione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), intese non solo come strumenti di sviluppo territoriale, ma come veri e propri ecosistemi digitali complessi dove il dato diventa l’infrastruttura chiave per l’innovazione. Segnaliamo quello con l’introduzione della direttrice <b>Monteleone</b> (<b>venerdì 6, ore 10</b>, sala Diotallevi 1, hall sud).</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La visione di ENEA per le <b>città del futuro</b> passa per l’interconnessione tra edifici e reti intelligenti. Se ne parlerà <b>giovedì 5 </b>alle ore 16.30 (City&amp;Mobility Arena, pad.2).</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Infine, la sala Tulipano (pad. B6) ospiterà una tavola rotonda sulla <b>geotermia</b> <b>giovedì 5 </b>alle ore 14 e un incontro sull’<b>eolico offshore venerdì 6</b> alle ore 11.30.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il programma completo degli eventi ENEA a Key 2026 è disponibile al seguente <a href="https://www.eventi.enea.it/tutti-gli-eventi-enea/save-the-date-enea-a-key-2026-the-energy-transition-expo.html" target="_blank" rel="noopener">link</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Imprese: ENEA investe 1 milione di euro per lo sviluppo industriale con il programma &amp;quot;Proof of Concept&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/imprese-enea-investe-1-milione-di-euro-per-lo-sviluppo-industriale-con-il-programma-proof-of-concept</link>
<guid>https://www.italia24.news/imprese-enea-investe-1-milione-di-euro-per-lo-sviluppo-industriale-con-il-programma-proof-of-concept</guid>
<description><![CDATA[ Pubblicato il nuovo bando del programma di trasferimento tecnologico ENEA Proof of Concept (PoC), rivolto alle imprese interessate a industrializzare tecnologie o processi sviluppati da ENEA. Fino al prossimo 7 aprile le aziende interessate potranno presentare la propria candidatura al programma ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a7f7db99ade.webp" length="108148" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 09:51:15 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Al via il nuovo bando del <strong>programma di trasferimento tecnologico</strong> <b><u><a href="https://www.opportunita.enea.it/altre-opportunita/avviso-pubblico-di-manifestazione-di-interesse-per-la-ricerca-di-partner-industriali-per-i-progetti-del-programma-di-proof-of-concept-enea-2025-poc.html" target="_blank" rel="noopener">ENEA Proof of Concept (PoC),</a></u> </b><strong>rivolto alle imprese interessate a industrializzare tecnologie o processi sviluppati da ENEA</strong>. L’iniziativa, che conta su una disponibilità di 1 milione di euro, punta a dimostrare la fattibilità di trasferire su scala industriale tecnologie o prodotti ideati in laboratorio, riducendo rischi e costi legati agli investimenti in ricerca e sviluppo.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Fino al prossimo <b>7 aprile</b> le aziende interessate potranno presentare la propria candidatura a due distinte call, denominate <b>Open e Challenges</b>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La linea Open, con una dotazione finanziaria di 500 mila euro, supporta iniziative in qualsiasi ambito scientifico, tecnologico e applicativo, da scegliere tra 71 proposte tecnologiche sviluppate nei laboratori ENEA. Per ogni progetto il contributo massimo ENEA sarà di 60 mila euro, con un cofinanziamento minimo del partner industriale pari al 10% dei costi vivi.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La linea <b>Challenges,</b> di pari dotazione di 500 mila euro, è invece dedicata espressamente ai settori <b>aerospazio, agrifood e materiali avanzati</b>. In questo caso, il contributo massimo ENEA può arrivare fino a 250 mila euro a progetto, con un cofinanziamento minimo del partner industriale pari al 30% dei costi vivi.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per entrambe le linee di intervento, al partner industriale è riconosciuto un diritto di opzione per la licenza esclusiva sui risultati del progetto.</span></p>
<p class="v1elementtoproof" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1elementtoproof" style="text-align: left;"><span>«Favorire l’integrazione tra competenze scientifiche e fabbisogni industriali fin dalle fasi iniziali di sviluppo tecnologico è un passaggio essenziale per rafforzare la competitività del sistema produttivo e generare impatti concreti per la collettività», sottolinea <strong>Gaetano Coletta</strong>, responsabile ENEA della Gestione operativa del trasferimento tecnologico. «Il Programma PoC ENEA – conclude – rappresenta uno strumento strategico per promuovere partnership tra ricerca pubblica e imprese, valorizzare i risultati della ricerca e accelerarne l’applicazione sul mercato».</span></p>
<p class="v1elementtoproof" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Istituito nel 2018 con l’obiettivo di creare partnership strategiche per l’innovazione e accelerare il trasferimento tecnologico, il programma PoC dell’ENEA ha già cofinanziato con 2,6 milioni di euro oltre 50 progetti realizzati insieme a partner industriali. La maturità tecnologica raggiunta grazie alle attività progettuali ha permesso di arrivare sia alla concessione di licenze esclusive ai partner coinvolti sia alla nascita di nuove realtà imprenditoriali ad alta intensità tecnologica come lo spin-off ENEA Ascanio srl, partecipata sia dall’azienda partner sia da ricercatori dell’Agenzia.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Altri dettagli e modalità di partecipazione al seguente <a href="https://www.opportunita.enea.it/altre-opportunita/avviso-pubblico-di-manifestazione-di-interesse-per-la-ricerca-di-partner-industriali-per-i-progetti-del-programma-di-proof-of-concept-enea-2025-poc.html" target="_blank" rel="noopener">link</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Educazione STEM, Amazon: aperte le candidature per la borsa di studio &amp;quot;Amazon Women in Innovation&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/educazione-stem-aperte-le-candidature-per-la-borsa-di-studio-amazon-women-in-innovation</link>
<guid>https://www.italia24.news/educazione-stem-aperte-le-candidature-per-la-borsa-di-studio-amazon-women-in-innovation</guid>
<description><![CDATA[ Le studentesse STEM di 7 atenei italiani (unica, unict, polimi, unina, unipa, uniroma2, polito) potranno presentare le candidature per la borsa di studio &quot;Amazon Women in Innovation&quot;. Tutte le informazioni di partecipazione sono disponibili sui siti ufficiali delle Università coivolte ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a7f7a56b786.webp" length="42962" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 09:42:24 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: left;">
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-9c4173b0-7fff-327c-ddcb-6da8dc1220f2"><span>Sono aperte le candidature per l’ottava edizione di “<strong>Amazon Women in Innovation</strong>”, <strong>la borsa di studio dedicata alle studentesse universitarie iscritte a corsi in ambito STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). </strong>Un appuntamento che, anno dopo anno, conferma l’impegno di Amazon nel sostenere il talento femminile e contribuire a ridurre il divario di genere nei percorsi tecnico-scientifici.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Dalla prima edizione nel 2018 a oggi, <strong>33 giovani</strong> hanno beneficiato del programma, costruendo un percorso accademico e professionale nel segno dell’innovazione. Con l’apertura dei nuovi bandi, Amazon rinnova il proprio sostegno alle studentesse che scelgono di investire nel proprio futuro nelle discipline STEM.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Anche per il <strong>2026</strong>, il programma conferma il coinvolgimento di <strong>sette atenei in tutta Italia</strong>, da Nord a Sud: <strong>Università degli Studi di Cagliari, Università di Catania, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi di Palermo, Università di Roma Tor Vergata, Politecnico di Torino</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Sui siti ufficiali delle Università sono disponibili tutte le informazioni relative a modalità di partecipazione, requisiti e scadenze per presentare la candidatura.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Una borsa di studio triennale e un percorso di mentorship</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le candidate selezionate riceveranno una <strong>borsa di studio del valore di €6.000 all’anno per tre anni</strong>, a cui si affianca un percorso di mentorship personalizzato con una manager Amazon.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Un sostegno concreto che non si limita all’aspetto economico, ma accompagna le vincitrici anche nello sviluppo di competenze trasversali e nella costruzione del proprio futuro professionale in ambito tecnico-scientifico. Un’opportunità per confrontarsi con professioniste del settore, ampliare il proprio network e acquisire strumenti utili per affrontare con consapevolezza il mondo del lavoro.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Otto edizioni di Amazon Women in Innovation rappresentano per noi una testimonianza concreta di quanto crediamo nel potenziale delle giovani donne che scelgono percorsi tecnico-scientifici", afferma <strong>Rita Malavasi</strong>, Responsabile delle Relazioni Istituzionali per Amazon.it. "In questi anni abbiamo visto talenti straordinari affrontare con determinazione settori ancora oggi caratterizzati da un forte squilibrio di genere. Continuare a investire in questo programma è il nostro modo di contribuire a cambiare questa realtà, un passo alla volta».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Amazon Women in Innovation si inserisce nel più ampio <strong>impegno di Amazon a formare 200.000 studenti e studentesse in ambito STEM in Italia entro il 2026</strong>. Un piano che coinvolge scuole secondarie di primo e secondo grado, università, corsi post-diploma e percorsi di formazione professionale, con l’obiettivo di rafforzare le competenze digitali e tecnico-scientifiche nel Paese.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Maggiori informazioni sul programma e sull’impegno di Amazon per l’educazione STEM sono disponibili nella sezione dedicata del </span><a href="https://www.aboutamazon.it/creare-valore-per-il-paese/impatto-sulla-comunita/educazione-stem"><span>sito</span></a><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano&#45;Bicocca, incontri e spettacolo teatrale su autismo, neurodiversità e  scienza</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-bicocca-incontri-e-spettacolo-teatrale-su-autismo-neurodiversita-e-scienza</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-bicocca-incontri-e-spettacolo-teatrale-su-autismo-neurodiversita-e-scienza</guid>
<description><![CDATA[ Appuntamenti: 4,18 marzo, ore 14.50 e 15 aprile 2026 - Aula Martini, U6-04 e Auditorium&quot; G. Martinotti&quot; - U12 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a6b7fab5344.webp" length="20200" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 14:03:27 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span>Milano-Bicocca propone due i</span><span>ncontri su </span><span>"</span><b><span>Diverse prospettive sull'autismo e le diversità del neurosviluppo</span></b><b><span>" </span></b><span>(4 e 18 marzo, ore 14</span><span>.30 in </span><span>Aula Martini</span><span>).</span></p>
<p align="justify"><span>Gli</span><span> interventi</span><span> saranno sia </span><span>di scienziati attivi nel campo</span><span> sia</span><span> interventi più generali di personalità di grande livello nel campo dello studio della neurobiologia e psicologia dell'uomo</span><span>.</span></p>
<p align="justify"><span>P</span><span>er dar voce a storie di ricerca, di cervelli e menti diverse, inusuali, speciali, ma tutte profondamente um</span><span>ane, i RicercAttori portano in scena uno spettacolo teatrale dal titolo </span><span>"</span><b><span>La materia di cui sono fatti i sogni. Vite indegne di essere vissute?</span></b><b><span>" </span></b><span>(15 aprile,</span><span> ore 17</span><span>.</span><span>30, Auditorium G. Martinotti, Via Vizzola 5</span><span> - </span><span>Milano</span><span>).</span></p>
<p align="justify"><span>I </span><span> </span><b><span>RicercAttori, </span></b><span>attivi nella ricerca in biologia e altri campi delle scienze naturali, si sono uniti ad artisti di teatro e della musica</span><span>, con lo scopo di u</span><span>nire i punti di vista della scienza e dell'arte</span><span>.</span></p>
<p align="justify"><span>Le iniziative, promosse dal Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze, sono </span><strong>gratuite e<span> </span></strong><span><strong>aperte a tutt</strong></span><span><strong>a la cittadinanza</strong>. </span><span>Per motivi organizzativi è richiesta</span><span> l'</span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=A%3d2Z6Y6Y%26p%3dY%26o%3dW9a%26p%3dT8Z6V%26y%3dFuMtQ_stWx_4d_vyTs_6n_stWx_3i1Ux.5x0t.NrGnBf.Gu_KU1Q_UJGu_KU1Q_UJLfPw_PRvT_ZG6mAmH-mLdHrRsB-hCeBg9uB-eJm8-hGw8vQf-IvMtIiRuBzC-tNpJbNxGtFs-C-eBzCsLmRb-7iJ-o8yPpLzGmNtNp%267%3dqStOgZ.o8x%26Gt%3dT9d0%26M9b4ew%3dZAU0h4c6YAVCZ8%26A%3dD07Zedf66f368Ag9gf65Af646Z9Vf9448ggZC03V6Af58DdX0c74g99Xid660cbY&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u><span class="v115">iscrizione online</span></u></a><span>.</span></p>
<p align="justify"><span>Gli incontri di marzo sono previsti in presenza ma sono fruibili anche</span><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=7%3dCXEUGW%26y%3dU%26z%3dUHW%261%3dRGVGT%268%3dB6K3_Lctc_WM_Idwb_SS_Lctc_VRJ.8HuDv6.uK_5ueq_EjZ68L1evPqIt9zQrVLSI%268%3dyL6PoS.196%2606%3dUGWL%265m2nN5%3dSMVHaFdDRMWKSJ%26B%3dn5ocHRE6DWGVH4HXFYEVKWMdJ2KYL6G6E7nUpTL5L6D8n5E0L7K0qVG8ISranRrX&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u><span class="v115"> via streaming</span></u></a><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Dalla biologia marina alla neuromodulazione: un piccolo organismo aiuta a capire come l&amp;apos;elettricità influenza i geni</title>
<link>https://www.italia24.news/dalla-biologia-marina-alla-neuromodulazione-un-piccolo-organismo-aiuta-capire-come-lelettricita-influenza-i-geni</link>
<guid>https://www.italia24.news/dalla-biologia-marina-alla-neuromodulazione-un-piccolo-organismo-aiuta-capire-come-lelettricita-influenza-i-geni</guid>
<description><![CDATA[ Pubblicato uno studio dell&#039;Università di Padova e la Statale di Milano sugli effetti molecolari della stimolazione a corrente continua nel modello marino Botryllus schlosser, i cui risultati aiuteranno studi futuri sui meccanismi che regolano mantenimento e vulnerabilità dei tessuti ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a6bba547abf.webp" length="61586" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 11:14:56 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">I <strong>tunicati</strong>, invertebrati marini molto comuni nei nostri mari, sono i parenti più stretti dei vertebrati e costituiscono dei perfetti "laboratori" di studio per <strong>capire i meccanismi alla base delle diverse forme di demenza </strong>poiché condividono con i vertebrati molte caratteristiche genetiche e presentano una degenerazione del cervello simile a quella umana.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Tra i tunicati, <strong>il <i>Botryllus schlosseri</i> (botrillo) </strong>rappresenta un modello sperimentale emergente per lo studio dell'invecchiamento e dei processi neurodegenerativi ed è al centro dell'articolo appena pubblicato sulla rivista scientifica «<strong>Neurobiology of Disease</strong>» da un team di ricercatori <strong>dell'Università di Padova e la Statale di Milano</strong> che ha investigato gli effetti molecolari della <strong>stimolazione a corrente continua </strong>(<strong>Direct Current Stimulation<i> –</i> DCS</strong>) sul piccolo cordato marino coloniale.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">La DCS è una tecnica di <strong>neuromodulazione non invasiva</strong>, utilizzata e studiata in ambito clinico per modulare l'attività del sistema nervoso nell'uomo. Nonostante il crescente interesse per questa tecnica, i meccanismi biologici che seguono la stimolazione, soprattutto su scala molecolare e nel tempo, non sono ancora pienamente chiariti.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">I ricercatori dell'Università di Padova e la Statale di Milano hanno indagato, in vivo e su larga scala, <strong>come la stimolazione elettrica a corrente continua possa influenzare in modo dinamico l'attività dei geni nelle ore successive alla sua applicazione.</strong></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">In questo studio, colonie di <i>Botryllus</i> sono state sottoposte a brevi periodi di stimolazione elettrica (0,5 mA per 30 minuti): i ricercatori hanno misurato parametri fisiologici e comportamentali (frequenza cardiaca e reattività del sifone orale, ovvero la "bocca" degli animali che compongono la colonia) nelle colonie stimolate rispetto a quelle di controllo (non trattate con la corrente) e analizzato la risposta molecolare a 3, 24 e 48 ore dalla stimolazione.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Abbiamo osservato che una stimolazione elettrica non invasiva può modulare, nelle ore successive, l'espressione di centinaia di geni in un invertebrato marino – <b>spiega Chiara Anselmi, prima autrice dello studio e ricercatrice al dipartimento di Biologia dell'Università di Padova</b> –. Poiché <i>Botryllus</i> appartiene ai cordati, questo modello ci aiuta a interrogare in modo sperimentale programmi molecolari evolutivamente conservati che collegano neuromodulazione, risposta allo stress cellulare e funzioni neurali, offrendo indizi utili per capire come questi meccanismi si siano mantenuti lungo l'evoluzione e come possano agire nell'uomo».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">I risultati hanno infatti evidenziato un aumento transitorio della frequenza cardiaca subito dopo la stimolazione, senza effetti duraturi sull'organismo o il comportamento. A livello molecolare, però, la DCS ha attivato una risposta più articolata: l'attività di numerosi geni è cambiata nel tempo, con 191 geni coinvolti dopo 3 ore, 104 dopo 24 ore e 529 dopo 48 ore. <strong>Le analisi indicano che questi cambiamenti interessano soprattutto meccanismi legati alla risposta immunitaria e infiammatoria, all'equilibrio ossidativo delle cellule e alla comunicazione tra neuroni.</strong> Dopo 48 ore, in particolare, emergono segnali collegati ai processi che regolano la sopravvivenza cellulare e il funzionamento dei mitocondri, le "centrali energetiche" delle cellule.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Capire quali vie cellulari si attivino dopo la stimolazione è fondamentale per interpretare gli effetti della DCS e migliorare i protocolli applicati all'uomo – <b>aggiunge Tommaso Bocci, primo autore e neurologo della Statale di Milano</b> –. Un modello sperimentale come <i>Botryllus</i> permette di generare ipotesi in tempi brevi e di leggere risposte molecolari con un dettaglio temporale difficilmente ottenibile in altri contesti».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«<i>Botryllus</i> è un sistema sperimentale unico perché combina accessibilità in laboratorio e una straordinaria plasticità biologica, che si basa su processi naturali di rinnovamento e regressione dei tessuti – <b>commenta Lucia Manni, <i>corresponding author</i> e docente al dipartimento di Biologia dell'Ateneo patavino –</b>. Questo permette di osservare come programmi cellulari e molecolari si attivino o si spengano in modo controllabile, offrendo un punto di vista comparativo sui meccanismi che regolano mantenimento e vulnerabilità dei tessuti».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Dati sperimentali che collegano la neuromodulazione a risposte molecolari misurabili aiutano a costruire un ponte tra ricerca di base e applicazioni cliniche. Questo tipo di evidenza è utile per chiarire i meccanismi d'azione e orientare in modo più mirato gli studi futuri» <b>conclude il neurologo Alberto Priori, <i>corresponding author</i> e docente alla Statale di Milano</b>.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Lo studio propone così <i>Botryllus schlosseri</i> come piattaforma preclinica complementare ad altri modelli animali per indagare gli effetti nel tempo della DCS e le loro traiettorie temporali, contribuendo a una comprensione più ampia di come la neuromodulazione possa influenzare programmi biologici conservati e potenzialmente rilevanti per la neuroprotezione.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Link allo studio: <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0969996126000586?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener">Direct current stimulation (DCS) modulates gene expression related to human diseases in the marine chordate Botryllus schlosseri</a> – «Neurobiology of Disease» – 2026. Autori: Chiara Anselmi, Tommaso Bocci, Federico La Torre, Natale Vincenzo Maiorana, Emanuela De Lisa, Giacomo Sabbadin, Virginia Vanni, Luca Consuma, Matteo Guidetti, Lucia Manni, Alberto Priori</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: corsi di alta formazione nella didattica in collaborazione con le università del Sud America</title>
<link>https://www.italia24.news/luniversita-di-padova-corsi-di-alta-formazione-nella-didattica-in-collaborazione-con-le-universita-del-sud-america</link>
<guid>https://www.italia24.news/luniversita-di-padova-corsi-di-alta-formazione-nella-didattica-in-collaborazione-con-le-universita-del-sud-america</guid>
<description><![CDATA[ A Buenos Aires si è tenuto l’evento conclusivo del progetto PNRR HerI4Future, volto a rafforzare la collaborazione tra 9 atenei italiani e 69 atenei latino-americani sul patrimonio culturale e naturale. L&#039;università di Padova ha inoltre realizzato un corso di didattica innovativa e IA per 23 docenti e ricercatori sudamericani ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a6bb4b92ee5.webp" length="123356" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 10:48:58 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Si è tenuto a Buenos Aires, presso la sede del Centro de Altos Estudios dell'Università di Bologna, l'evento conclusivo del progetto</span></b><span> <b><i>PNRR TNE Heritage for Future – HerI4Future</i></b> (ottobre 2024-maggio 2026). </span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>L'evento si è aperto con i saluti della Direttrice dell'<strong>Istituto Italiano di Cultura a Buenos Aires, dell'Ambasciatore della Repubblica Italiana in Argentina, del Rettore dell'Università di Bologna e della Ministra Bernini</strong>, e ha visto la partecipazione di numerosi <strong>Rettrici e Rettori latino-americani</strong> con ben <strong>30 università rappresentate, nonché dei Presidenti del Consejo Interuniversitario Nacional (CIN) e del Consejo de Rectores de Universidades Privadas (CRUP).</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il progetto è stato realizzato da un <strong>partenariato di 9 università italiane (Università di Brescia, Calabria, Messina, Napoli Federico II, Padova, Pavia, Politecnico di Torino, Salento),</strong> con il coordinamento dell'Università di Bologna, anche attraverso il Centro, e ha visto la partecipazione di <strong>69 università latino-americane, presenti in Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Cuba, Ecuador, Messico, Perù, Uruguay.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Obiettivo del progetto è stato rafforzare i rapporti esistenti tra il sistema accademico italiano e le Università Latam e avviarne di nuovi.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Molteplici tematiche interdisciplinari inerenti il patrimonio culturale e naturale (una "eredità per il futuro") sono state affrontate attraverso percorsi di mobilità di docenti e studenti, corsi di alta formazione, percorsi di progettazione didattica congiunta e di elaborazione di titoli multipli.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Nello specifico, l'Università di Padova ha realizzato un corso di alta formazione riguardante metodologie di didattica innovativa/faculty development ispirate al modello del progetto Teaching4Learning@Unipd e di utilizzo della IA nella didattica, che ha raggiunto 23 ricercatori e docenti di università del Sud America (Argentina, Brasile, Cile, Colombia</span></b><span>, <b>Messico</b>).</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-c4cae012-7fff-3000-d389-dbf1502909fc" style="text-align: left;"><span>È stato ribadito da più parti l’auspicio che il riconoscimento reciproco dei titoli possa ulteriormente contribuire a promuovere le <strong>sinergie tra le università italiane e latinoamericane</strong>. In una prospettiva di lungo periodo, il progetto intende consolidare le relazioni tre le università italiane e latino-americane attraverso la presenza dell’hub di Buenos Aires, concepito come spazio aperto e dialogico che favorisca lo sviluppo di progetti di ricerca congiunti, la realizzazione di formati di didattica innovativa, le collaborazioni tra università e imprese tra Italia e America Latina</span><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Milano&#45;Bicocca: l&amp;apos;iniziativa &amp;quot;Storie di tratta e ordinario sfruttamento&amp;quot; dall&amp;apos;11 al 13 marzo</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-milano-bicocca-liniziativa-storie-di-tratta-e-ordinario-sfruttamento-dall11-al-13-marzo</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-milano-bicocca-liniziativa-storie-di-tratta-e-ordinario-sfruttamento-dall11-al-13-marzo</guid>
<description><![CDATA[ Dall&#039;11 al 13 marzo, in collaborazione con il Comune di Milano e i progetti antitratta lombardi &quot;Mettiamo le Ali&quot; e &quot;Derive e Approdi&quot;, si svolgerà presso l&#039;Università di Milano-Bicocca l&#039;iniziativa &quot;Storie di tratta e ordinario sfruttamento&quot; dedicata al contrasto del fenomeno dello sfruttamento lavorativo e sessuale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a6bac95f42c.webp" length="47578" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 10:33:49 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Mercoledì 11 marzo</strong>, presso <strong>l'Università degli studi Milano-Bicocca</strong>, prende avvio "<strong>Storie di tratta e ordinario sfruttamento</strong>", un <strong>percorso immersivo dedicato al contrasto del fenomeno dello sfruttamento lavorativo e sessuale.</strong> L'iniziativa, realizzata in collaborazione con il <strong>Comune di Milano</strong> e i progetti antitratta lombardi "<strong>Mettiamo le Ali</strong>" e "<strong>Derive e Approdi</strong>" (finanziati dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri), è promossa da <strong>Cooperativa Lule Onlus con Compagnia FavolaFolle e co-finanziato dai Fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le attività prenderanno il via con un convegno dedicato a studenti e studentesse, giovani e cittadinanza dal titolo "<strong>Dallo sfruttamento alla consapevolezza di sé e a nuovi spazi di libertà</strong>" che si svolgerà l'11 marzo alle ore 9.30 presso l'Aula Martini del Palazzo Agorà U6 di piazza dell'Ateneo Nuovo 1. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma proseguirà <strong>fino al 13 marzo</strong> con tre giornate dedicate alle <strong>installazioni multimediali</strong> e teatrali "<strong>Workers</strong>" e "<strong>NoBody</strong>" e la <strong>mostra fotografica "Derive e Approdi" a cura di Luca Meola</strong>. "NoBody" accompagnerà i visitatori attraverso cinque ambienti con performer che li guideranno in un viaggio intenso nel mondo della tratta e dello sfruttamento sessuale. "Workers", invece, condurrà il pubblico dentro le diverse fasi del grave sfruttamento lavorativo attraverso dieci stazioni multimediali. Un percorso che svela meccanismi, responsabilità e implicazioni sociali, invitando a superare letture superficiali.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Ogni turno accoglie gruppi ristretti, per favorire un coinvolgimento totale. L'esperienza prosegue poi con momenti di dialogo e approfondimento insieme agli operatori e ai volontari degli enti antitratta, con materiali informativi e spazi di confronto. </span><span>L'obiettivo è far emergere gli aspetti meno conosciuti del fenomeno della tratta di esseri umani e offrire strumenti concreti per riconoscerli e promuovere una responsabilità collettiva capace di generare un cambiamento. </span><span>Per partecipare al convegno e visitare le installazioni è possibile prenotarsi al </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=7%3dLbQdOV%268%3dV%269%3dUTWNV%26A%3dXUVOdTS%26G%3dBELBM_Csot_Nc_Dunr_Nj_Csot_MhIQH.7H99LxL4L1.CE_Jmwk_Tb9_Csot_MhxC2D59EL5-MEGDCz-65-NC3FNv-7-ALyA05CAA-M1JGNE3999LA-H04A8J-7-IICC1LD-45705y5-LaTVUTRbLXQZN_Jmwk_Ub518_Dunr_Oh06zNyLyLz3FIC%266%3d9ODNyV.97F%26CD%3dZQdPZS%26ND%3dTVVQbOdMSVXLTT%26B%3dUTMbSVUYOSM8T4Udz6Pa18V9RTN0NbMUO6O0zSy0PaS7zTRYz5v3w6PcNUT5QWy7xVTd&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h2 style="text-align: left;"><strong>Il programma </strong></h2>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>11 marzo</strong><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>"<strong>Dallo sfruttamento alla consapevolezza di sé e a nuovi spazi di libertà</strong>" </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Introduzione a cura di <strong>Miriam Pasqui</strong>, Comune di Milano - capofila del Progetto "Derive &amp; Approdi" Lombardia 1 </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Saluti istituzionali di <strong>Lamberto Bertolé</strong>, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Interventi:</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>Sveva Magaraggia</strong>, Pro-Rettrice alle Pari Opportunità e alle Diversità dell'Università di Milano-Bicocca</span><br><span><strong>Marina Calloni</strong>, ADV – Against Domestic Violence</span><br><span><strong>Gabriella Seveso</strong>, ABCD – Centro Interdipartimentale per gli Studi di Genere</span><br><span><strong>Patrizia Steca</strong>, C.U.G. – Comitato Unico di Garanzia</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Coordinamento:</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>Carlotta Mozzana</strong>, <strong>Giorgia Serughetti, Elisa Virgili </strong>– Università di Milano-Bicocca</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Interventi: </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>Maria Grazia Giammarinaro</strong>, esperta internazionale in materia di tratta e sfruttamento</span><br><span><strong>Diletta Bellotti</strong>, autrice di "Pomodori rosso sangue"- Edizioni Nottetempo</span><br><span>Tavola rotonda coordinata da <strong>Elena Lattuada</strong>, Delegata del Sindaco per le Pari Opportunità di Genere, con la partecipazione degli esperti antitratta dei progetti lombardi "Mettiamo le Ali" e "Derive e Approdi".</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Partecipano:</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>Diana De Marchi</strong>, Consigliera delegata al Lavoro e Politiche sociali – Città Metropolitana di Milano</span><br><span><strong>Tiziana Elli</strong>, Assessora alla parità di genere del Municipio 9</span><br><span><strong>Daniela Di Carlo</strong>, Pastora della Chiesa Valdese</span><br><span><strong>Ilaria Quattrone e Chiara Daffini</strong>, giornaliste di Fanpage.it</span><br><span>Conclusioni a cura di <strong>Mariapia Pierandrei</strong>, Presidente di Cooperativa Lule Onlus - capofila del Progetto "Mettiamo le ali" Lombardia 2 </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Installazioni multimediali e teatrali "Workers" e "NoBody"</strong><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>11, 12 e 13 marzo</strong> – ingresso libero su turni, con prenotazione consigliata al </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=0%3d6ZIg9T%26z%3dY%26s%3dSLZ8T%263%3daETGgDQ%269%3dEyJ4P_wqgw_8a_6xXp_Fm_wqgw_7fAT2.50BsJpOnJs.Fy_HezU_RTB_wqgw_7fpFlBwByJw-PyE6Fj-4w-Qw18Qf-5-3Oi928w93-PkH9Qy11BsJ3-Kt23A4-5-ALwAsOx-2w0t3q8-6YLYERJe6VIc8_HezU_ST8k6_6xXp_Gkt4rQiJqOj18Lw%264%3d1RxLqY.s58%26Fx%3dXIg0XK%26Qx%3dRNYAZGg7QNa6RL%26E%3dEREeCTMb9QEAD2Mgj4Hdk6NBBRFC8ZEX94GCjQqC0YK0jRJbj8f1o4Hf8SL8AUq0hTLg&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener">link.</a><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Visite: </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Mercoledì 11 marzo dalle ore 12 alle ore 14 e dalle ore 15 alle ore 20</span><br><span>Giovedì 12 e venerdì 13 marzo dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 20 </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>Mostra fotografica "Derive e Approdi", realizzata da Luca Meola</strong> con l'omonimo progetto antitratta del Comune di Milano – 11, 12 e 13 marzo – presso Aula Martini.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Settore aerospaziale, Piemonte: presentato il Rapporto IRES e firmata la Lettera di Intenti per la Città dell’Aerospazio</title>
<link>https://www.italia24.news/settore-aerospaziale-piemonte-presentato-il-rapporto-ires-e-firmata-la-lettera-di-intenti-per-la-citta-dellaerospazio</link>
<guid>https://www.italia24.news/settore-aerospaziale-piemonte-presentato-il-rapporto-ires-e-firmata-la-lettera-di-intenti-per-la-citta-dellaerospazio</guid>
<description><![CDATA[ Il Piemonte consolida il proprio ruolo nell’aerospazio con un nuovo rapporto sul settore e un accordo per sviluppare la Città dell’Aerospazio di Torino. L’iniziativa mira a rafforzare ricerca, innovazione e competitività di un comparto che conta 35.000 addetti e 8 miliardi di euro di fatturato annuo ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a6ba4aae713.webp" length="44798" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 10:12:47 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il Piemonte consolida il proprio ruolo di centro nazionale dell’aerospazio. La mattina del 27 febbraio, al Grattacielo Piemonte, è stato presentato il <b>Rapporto “Cluster aerospaziale piemontese: caratteristiche e traiettorie di sviluppo</b>” - realizzato da <b>IRES Piemonte</b> nell’ambito del servizio di valutazione del PR FESR 2021-2027 - ed è stata sottoscritta la <b>Lettera di Intenti tra Regione Piemonte e Politecnico di Torino</b> per la riqualificazione e rifunzionalizzazione delle aree della “<b>Città dell’Aerospazio di Torino</b>”.<b></b></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>L’iniziativa si inserisce nel percorso già avviato con l’Accordo di Programma del 2019 e con i successivi atti attuativi, tra cui l’approvazione dei progetti “<strong>Manufacturing Technology Center (MTC)</strong>” e “<strong>Centro per l’aerospazio</strong>”, e rappresenta un ulteriore passo in avanti per rafforzare infrastrutture di ricerca, trasferimento tecnologico e attrazione di investimenti nel comparto.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Secondo il Rapporto IRES <b>il settore aerospaziale piemontese</b> <span>concentra circa <b>il 20% degli addetti italiani del comparto</b> e </span>si conferma uno dei principali poli italiani, con una presenza significativa di grandi industrie, <b>una filiera di circa 350 aziende</b>, in larga parte piccole e medie ad alta specializzazione, e un forte legame con il sistema universitario e della ricerca. Il settore, <span>ad alta intensità tecnologica, con una quota di investimenti in ricerca e sviluppo che si avvicina al 10% del fatturato </span>tra aeronautica e spazio, rappresenta un <b>volume d’affari di circa 8 miliardi di euro l’anno e occupa circa 35.000 addetti</b>, con una quota rilevante di esportazioni sul totale nazionale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La <b>Lettera di Intenti</b> sottoscritta oggi tra <b>Regione Piemonte</b> e <b>Politecnico di Torino</b> definisce il quadro di collaborazione per esplorare e sviluppare ulteriori azioni comuni di riqualificazione e valorizzazione di aree e fabbricati in ambito territoriale, con l’obiettivo di ampliare le infrastrutture dedicate a ricerca applicata, formazione avanzata e servizi alle imprese. In questo quadro, la Città dell’Aerospazio rappresenta un luogo di perfetta sperimentazione di quanto espresso nell’accordo.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>In particolare <b>il progetto prevede il completamento e l’estensione degli interventi nell’area di Corso Marche</b>, con la realizzazione di nuovi spazi destinati a ospitare l’ecosistema industriale, con un’attenzione specifica alle piccole e medie imprese.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>L’incontro del 27 febbraio, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni, del sistema della ricerca e dei principali gruppi industriali, tra cui <b>Leonardo</b>, partner industriale strategico del polo, e <b>Principia</b>, soggetto gestore del fondo immobiliare che sostiene lo sviluppo della Città dell’Aerospazio, conferma la volontà condivisa di consolidare il posizionamento del Piemonte nelle principali roadmap europee, dall’aviazione sostenibile alla space economy, anche in coerenza con la Strategia regionale di Specializzazione Intelligente (S3) 2021-2027.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La Città dell’Aerospazio si configura così quale piattaforma strategica per il rafforzamento della competitività industriale e per la crescita di un ecosistema ad alta intensità di conoscenza, capace di generare ricadute economiche e occupazionali sull’intero territorio regionale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>DICHIARAZIONI:</span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«</span><span>Il Piemonte ha scelto di essere protagonista nello sviluppo dell’aerospazio perché questo settore rappresenta una delle traiettorie industriali più avanzate e strategiche per il futuro dell’Europa», hanno dichiarato <b>il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al bilancio, attività produttive e internazionalizzazione Andrea Tronzano</b>. «La nostra filiera integra competenze aeronautiche e spaziali, innovazione e capacità produttiva. Attraverso il PR FESR 2021-2027 sosteniamo progetti di ricerca, infrastrutture tecnologiche e percorsi di certificazione per rafforzare la competitività delle imprese. La Città dell’Aerospazio è il fulcro di questa visione: un ecosistema operativo che mette in rete grandi gruppi, PMI, start up e università, e che rafforza la capacità del territorio di attrarre investimenti, talenti e nuove opportunità di sviluppo».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span><span>«I dati confermano la solidità e la centralità del cluster aerospaziale piemontese nel panorama nazionale, per dimensione, intensità tecnologica e capacità di integrazione lungo l’intera filiera. Le trasformazioni tecnologiche, industriali e geopolitiche in atto pongono sfide rilevanti, ma aprono anche nuove traiettorie di innovazione e sviluppo. Il lavoro svolto da IRES Piemonte mette a disposizione un quadro aggiornato su struttura produttiva, occupazione e dinamiche competitive, come strumento utile a supporto delle scelte della Regione e al rafforzamento di un settore strategico per la competitività del Piemonte», dichiara il <b>presidente di IRES Piemonte Alessandro Ciro Sciretti</b>.</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«La lettera di intenti firmata oggi si colloca in un quadro di rafforzamento della collaborazione in corso tra Politecnico di Torino e Regione Piemonte. Dotarsi di strumenti di questo tipo ci consente infatti di facilitare l'insediamento di nuovi spazi per l’innovazione, fondamentali per attrarre sul nostro territorio non solo imprese ma anche enti di ricerca e talenti»</span><span>, commenta il <b>rettore del Politecnico Stefano Corgnati</b>, ricordando come il settore dell'aerospazio rappresenti oggi un tema centrale, di forte attrattività.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1s2" style="text-align: left;"><span>«Il Piemonte è uno dei baricentri strategici dell’aerospazio italiano ed europeo, e Leonardo ne è il principale motore industriale e tecnologico. Con circa 4.800 addetti sul territorio e una filiera che coinvolge quasi 400 imprese, in larga parte PMI, contribuiamo in modo determinante alla forza produttiva e alla competitività dell’ecosistema regionale,</span><span> </span><span>che rappresenta il 30% dell’industria hi-tech piemontese. </span><span></span><span>La Città dell’Aerospazio di Torino è una straordinaria opportunità per consolidare il ruolo di Torino e del Piemonte come polo di eccellenza tecnologica e industriale, riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Leonardo, responsabile dell’Aircraft Innovation Center nell’ambito del progetto, ha realizzato laboratori dedicati all’innovazione di prodotto e di processo nell’intero ciclo di vita del prodotto aeronautico, con soluzioni basate su intelligenza artificiale, supercalcolo</span><span> </span><span>e digitalizzazione», dice</span><span> </span><b><span>Giancarlo Mezzanatto – SVP Strategy &amp; Innovation Divisione Aeronautica, Leonardo</span></b><span>.</span><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«Questo progetto – dichiara <b>Igor De Biasio, amministratore delegato di Principia </b>– rafforza un ecosistema che integra università, ricerca, innovazione e impresa, creando insieme alle istituzioni le condizioni per attrarre sul territorio investimenti e competenze di alto profilo. Principia, che ha come principale azionista il Ministero dell’Economia e delle Finanze e opera per migliorare l’efficienza della funzione pubblica e l’efficacia del coinvolgimento dei privati nei progetti di trasformazione urbana, guarda con grande interesse a questo percorso e conferma la propria disponibilità a collaborare allo sviluppo dell’iniziativa, portando l’esperienza maturata nello sviluppo del Milano Innovation District».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Materie prime critiche: nei prossimi cinque anni attese nuove tensioni sulle filiere strategiche italiane</title>
<link>https://www.italia24.news/materie-prime-critiche-nei-prossimi-cinque-anni-attese-nuove-tensioni-sulle-filiere-strategiche-italiane</link>
<guid>https://www.italia24.news/materie-prime-critiche-nei-prossimi-cinque-anni-attese-nuove-tensioni-sulle-filiere-strategiche-italiane</guid>
<description><![CDATA[ Lo studio CASCADE del gruppo interuniversitario Re4lt prevede nei prossimi cinque anni maggiori difficoltà e volatilità nei prezzi delle materie prime critiche, con rischi elevati per terre rare e titanio, e richiama la necessità di politiche coordinate per rafforzare la resilienza industriale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a6ba19470b1.webp" length="93192" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 09:51:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-6d52d02e-7fff-fbd9-e7e4-15f76e36894a"><span>Prezzi più alti e volatili, maggiore difficoltà di reperimento, rischi concentrati su terre rare e titanio. È questo lo scenario che attende l’industria italiana nei prossimi cinque anni secondo </span><span>il <strong>progetto CASCADE</strong></span><span>, ricerca finanziata dal <strong>Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PRIN-PNRR</strong> e condotta dal gruppo interuniversitario <strong>Re4It (Università di Bologna, Università di Bergamo, Università dell'Aquila e Politecnico di Milano)</strong> in collaborazione con il <strong>Centro Studi Confindustria</strong>. Lo studio è stato presento oggi in occasione dell’evento “</span><strong>Materie prime critiche e resilienza delle supply chains</strong><span>” che si è tenuto presso la sede di Confindustria. </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L’analisi si concentra su </span><strong>quattro materie prime critiche – alluminio, rame, titanio e terre rare</strong><span> – centrali per la </span><span><strong>transizione ecologica e digitale</strong> </span><span>e per</span><span> <strong>l’autonomia strategica europea</strong></span><span>. L’orizzonte è quello delle grandi trasformazioni in atto: sicurezza economica, competizione geopolitica, reshoring industriale e corsa globale alle tecnologie green e digitali.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La valutazione, basata su uno studio Delphi che ha coinvolto 45 esperti, indica un progressivo irrigidimento delle condizioni di accesso. Anche se l’aumento e la volatilità dei prezzi rappresentano una criticità trasversale a tutti i materiali, </span><strong>le tensioni più profonde riguardano le terre rare</strong><span> – che emergono come il materiale con il profilo di rischio più sistemico – </span><span><strong>e il titanio</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Le cause sono strutturali, non congiunturali</strong><span>: crescita della domanda globale, forte concentrazione geografica dell’offerta, tensioni geopolitiche, difficoltà di sostituzione dei materiali. I requisiti ambientali non sono percepiti come il principale fattore di aggravamento, ma contribuiscono a rendere più complesso il quadro regolatorio. </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Gli impatti saranno particolarmente intensi nei settori ad alta tecnologia</strong><span> e valore strategico: </span><strong>aerospazio e difesa</strong><span> (titanio e alluminio), </span><strong>elettrificazione ed elettronica</strong><span> (rame), </span><strong>magneti e tecnologie avanzate</strong><span> (terre rare). </span><strong>Le criticità</strong><span> si propagheranno </span><strong>lungo tutta la catena del valore</strong><span>, dalle fasi estrattive ai prodotti finiti, con effetti amplificati sulle filiere integrate. </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il </span><strong>Critical Raw Materials Act del 2024</strong><span> rappresenta un passo in avanti nella strategia europea di riduzione delle dipendenze, ma </span><strong>secondo CASCADE presenta limiti rilevanti</strong><span>: obiettivi aggregati e non differenziati per singola materia prima, risorse finanziarie non coerenti con la natura </span><span>capital intensive</span><span> degli investimenti in estrazione e trasformazione, scadenza al 2030 troppo ravvicinata e potenzialmente distorsiva nella selezione dei progetti. </span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><strong>La risposta più efficace </strong><span>è il </span><strong>coordinamento delle policy a livello europeo</strong><span>. Il rischio sulle materie prime critiche è strutturale e richiede </span><span>un <strong>approccio multilivello</strong></span><span> che integri politica industriale, politica commerciale e cooperazione internazionale.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Tra le </span><strong>leve prioritarie: innovazione nei processi di riciclo, sviluppo di materiali alternativi, assenza di dazi</strong><span> all’importazione, </span><strong>rafforzamento della capacità di raffinazione</strong><span> interna. In caso contrario gli output dell'economia circolare e dell'estrazione mineraria europea vengono ceduti ad operatori asiatici che li raffinano e rivendono all'Europa come componenti finiti, vanificando gli investimenti in circolarità e ampliando le dipendenze esistenti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Restano però </span><strong>barriere significative</strong><span>: difficoltà tecnologiche nel recupero, complessità nella sostituzione, potere contrattuale dei grandi utilizzatori e possibili politiche controproducenti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il tema della sostenibilità appare ambivalente: il rispetto dei criteri ESG migliora il profilo ambientale delle filiere, ma non riduce automaticamente i rischi di approvvigionamento. </span><strong>Solo nel caso delle terre rare il riciclo e l’economia circolare mostrano una chiara sinergia tra sostenibilità e resilienza</strong><span>. Serve quindi </span><span>un <strong>coordinamento attento tra obiettivi</strong> <strong>ambientali e sicurezza economica</strong></span><span>, oggi al centro del dibattito europeo.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Il </span><strong>rafforzamento dei partenariati con Paesi ricchi di risorse</strong><span>, anche nel quadro della cooperazione con l’Africa, viene indicato come </span><strong>leva strategica</strong><span> per coniugare sicurezza delle forniture, sviluppo locale sostenibile e stabilità delle relazioni economiche. </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>A livello nazionale</strong><span>, CASCADE </span><strong>propone un approccio “verticale”</strong><span>: mappatura per filiera delle fasi scoperte o sottodimensionate, valutazione della creazione o integrazione di operatori, incentivi al reshoring e al co-development, maggiore diffusione degli strumenti di hedging finanziario tra le PMI per gestire la volatilità dei prezzi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La </span><strong>conclusione è netta</strong><span>: in un contesto segnato da competizione globale sulle risorse, frammentazione geopolitica e accelerazione delle transizioni green e digitale, le materie prime critiche rappresentano una questione di sicurezza industriale. Le politiche dovranno essere coordinate, integrate e monitorate con un numero adeguato di </span><span>key performance indicator</span><span> strutturati. </span><strong>La resilienza delle filiere italiane ed europee si gioca nei prossimi cinque anni.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Le materie prime critiche sono al centro di una competizione globale che intreccia sicurezza economica, transizione energetica e autonomia industriale - ha commentato </span><span>Lucia Aleotti, </span><span>Vicepresidente per il Centro Studi di Confindustria - «Le evidenze del progetto CASCADE indicano che le tensioni sulle forniture non sono congiunturali, ma strutturali. Per un Paese manifatturiero come l’Italia significa rafforzare il coordinamento europeo, a partire dall’attuazione efficace del Critical Raw Materials Act, e intervenire con politiche di filiera mirate. Servono investimenti in raffinazione, riciclo e innovazione, insieme a strumenti che aiutino soprattutto le PMI a gestire la volatilità dei prezzi e i rischi di approvvigionamento. La resilienza delle supply chain è una priorità strategica per la competitività del sistema produttivo</span><span>».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Beni culturali: ENEA utilizza innovativi sistemi laser per l’analisi di un monumento storico all’Aquila</title>
<link>https://www.italia24.news/beni-culturali-enea-utilizza-innovativi-sistemi-laser-per-lanalisi-di-un-monumento-storico-allaquila</link>
<guid>https://www.italia24.news/beni-culturali-enea-utilizza-innovativi-sistemi-laser-per-lanalisi-di-un-monumento-storico-allaquila</guid>
<description><![CDATA[ Nuovi sistemi laser di imaging sono stati messi in campo per la prima volta dai ricercatori ENEA per valutare lo stato di conservazione del monumento funebre Camponeschi, celebre mausoleo del &#039;400 nella Basilica di San Giuseppe Artigiano all&#039;Aquila ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a5704d303a8.webp" length="40616" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 11:35:07 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">I <strong>ricercatori ENEA</strong> hanno messo in campo per la prima volta <strong>nuovi sistemi laser di imaging</strong> per valutare lo stato di conservazione di un celebre mausoleo del ’400 all’Aquila, il <strong>monumento funebre Camponeschi nella Basilica di San Giuseppe Artigiano</strong>. L’attività è stata condotta su incarico del <strong>Gran Sasso Science Institute (GSSI) </strong>nell’ambito del progetto <a href="https://www.fondazionechanges.org/en/pnrr-en/" target="_blank" rel="noopener">PNRR CHANGES</a>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’analisi ha messo in evidenza tracce di materiali non chiaramente visibili ad occhio nudo, riconducibili sia ad azioni di conservazione e restauro che a parti mancanti di iscrizioni all’apparenza incomplete.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Seguendo le indicazioni dei restauratori e degli storici dell’arte abbiamo dedicato particolare attenzione all’identificazione di dettagli non chiaramente visibili a occhio nudo grazie ai prototipi di sistemi laser di imaging che abbiamo realizzato nel nostro Laboratorio, basati su diverse tecniche spettroscopiche e affiancati a strumentazione commerciale», spiega la responsabile del progetto <strong>Luisa Caneve</strong>, ricercatrice del Laboratorio ENEA di Diagnostica e metrologia.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">I nuovi sistemi possono lavorare a distanza (fino a circa 10 metri) e sono non distruttivi, risultando particolarmente adatti all’analisi di beni artistici.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Gli strumenti che abbiamo utilizzato si basano su <strong>tecniche spettroscopiche</strong><span> </span>quali Raman<span> </span>e LIF (Laser Induced Fluorescence) che, mediante l’analisi della radiazione emessa a seguito dell’interazione di un fascio laser con la superficie, permettono di identificare e localizzare i diversi materiali, fornendo una mappatura della superficie analizzata», prosegue <strong>Caneve</strong>. «Oltre a rintracciare i materiali non visibili - conclude - un risultato particolarmente significativo per la datazione e l’attribuzione dell’opera è stata la rilevazione di interventi avvenuti in tempi diversi sull’iscrizione della lapide commemorativa».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il monumento funebre al nobile condottiero <strong>Pietro Lalle Camponeschi</strong>, risalente al periodo tardogotico, è attribuito allo scultore tedesco <strong>Gualtiero d’Alemagna</strong> ed è stato dichiarato monumento nazionale.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Monza: presentato il progetto del primo Centro Trapianti di cellule staminali ematopoietiche in Palestina</title>
<link>https://www.italia24.news/monza-presentato-il-progetto-del-primo-centro-trapianti-di-cellule-staminali-ematopoietiche-in-palestina</link>
<guid>https://www.italia24.news/monza-presentato-il-progetto-del-primo-centro-trapianti-di-cellule-staminali-ematopoietiche-in-palestina</guid>
<description><![CDATA[ Il progetto dell&#039;organizzazione umanitaria Soleterre è stato presentato a Monza in collaborazione con la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori e alla Fondazione Maria Letizia Verga. L&#039;iniziativa prevede la creazione del primo centro trapianti per pazienti adulti e pediatrici in Cisgiordania, nella città di Ramallah, presso l&#039;Istishari Arab Hospital ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a570057c2cf.webp" length="107196" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 11:09:26 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Nella mattinata del 27 febbraio, il <strong>sottosegretario alla</strong> <strong>Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed europee, Raffaele Cattaneo, </strong>ha fatto visita alla <strong>Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza e alla Fondazione </strong><strong>Maria Letizia Verga</strong>, presso l’omonimo Centro, dove è stato presentato ufficialmente il <strong>progetto di avvio del primo Centro Trapianti di cellule staminali ematopoietiche in Palestina.</strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’iniziativa prevede la creazione del <strong>primo centro trapianti per pazienti adulti e pediatrici in </strong><strong>Cisgiordania, nella città di Ramallah, presso l’Istishari Arab Hospital</strong>. Un progetto di cooperazione sanitaria internazionale che punta a garantire cure altamente specialistiche direttamente sul territorio palestinese, evitando ai pazienti viaggi all’estero spesso complessi e onerosi.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">A guidare l’iniziativa è <strong>Soleterre</strong>, <strong>organizzazione umanitaria da anni impegnata in progetti di </strong><strong>salute globale, in collaborazione con una rete di professionisti di ospedali italiani</strong>. Capofila clinico-scientifico è la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, con la referente scientifica <strong>Marta Verna</strong>, in collaborazione con la Fondazione Maria Letizia Verga, che dal 1986 ha dato vita e continua a sostenere il progetto di <strong>Children Global Medicine</strong> per trasferire competenze nei Paesi a risorse limitate e migliorare l’accesso alle cure per i bambini con malattie oncoematologiche.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Durante l’incontro, il sottosegretario Cattaneo ha sottolineato il valore strategico della <strong>cooperazione internazionale come strumento di diplomazia e intervento umanitario</strong>, capace di portare sollievo concreto alle popolazioni che vivono in contesti complessi, come la Palestina, evidenziando gli esiti positivi dei progetti promossi da Regione Lombardia e recentemente completati.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il progetto si inserisce nel solco di analoghe esperienze già concluse con successo nel Kurdistan iracheno, in Paraguay e a Mosul, sempre in Iraq, dove sono stati attivati centri trapianti oggi pienamente operativi e autonomi. La metodologia prevista è quella già consolidata nei precedenti programmi: un percorso triennale di capacity building in cui il team internazionale crea e finanzia integralmente la componente di “Education and Training”, mentre l’ospedale ospitante, sostiene le spese per eventuali adeguamenti strutturali, acquisto di farmaci e macchinari.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Nel maggio 2025 è stata effettuata una prima missione esplorativa a Ramallah per verificare sostenibilità e fattibilità dell’iniziativa. Nel febbraio 2026 è in corso in Italia una fase chiave del progetto, con <strong>l’accoglienza e la formazione dei professionisti palestinesi</strong>, <strong>presso la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori - Centro Maria Letizia Verga</strong>, dove si sta svolgendo la formazione clinica per due infermieri e un medico per il trapianto pediatrico e due infermieri e un medico per il trapianto negli adulti, grazie al finanziamento della Fondazione Maria Letizia Verga. <strong>Presso l’Ospedale San Camillo di Roma la formazione di due tecnici di laboratorio in aferesi e manipolazione cellulare</strong>; <strong>presso l’Ospedale San Francesco di Nuoro la formazione di un medico in </strong><strong>citofluorimetria</strong>, la conta cellulare e la tipizzazione HLA (un esame di laboratorio che serve a identificare le caratteristiche genetiche del sistema immunitario di una persona, in particolare i geni del complesso maggiore di istocompatibilità chiamato HLA - Human Leukocyte Antigen).</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">A <strong>maggio 2026</strong> è prevista una <strong>missione in loco dei professionisti italiani per realizzare il </strong><strong>primo corso educazionale sul trapianto di cellule staminali</strong>. A <strong>settembre 2026 è programmato </strong><strong>l’avvio dell’attività clinica.</strong> Durante la fase iniziale dei trapianti, i professionisti palestinesi saranno affiancati attraverso una “staffetta” di colleghi italiani che garantiranno una supervisione continua in presenza, assicurando il massimo standard di sicurezza e qualità delle procedure.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Il traguardo finale - spiega la dott.ssa <strong>Marta Verna</strong>, referente scientifica del progetto Children Global Medicine - è la piena indipendenza del centro entro i tre anni di progetto, con la possibilità di proseguire successivamente con una supervisione da remoto. Un modello che coniuga formazione, trasferimento di competenze e sostenibilità strutturale, con l’obiettivo di costruire un presidio stabile e autosufficiente per la cura delle patologie oncoematologiche in Palestina».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Mentre in Italia proseguono le attività di formazione clinica, in Cisgiordania un bambino di 5 anni con leucemia si vede negare l’accesso a un trapianto salvavita. In Palestina, infatti, non esiste ancora un centro trapianti di midollo osseo, e questo costringe molti bambini a trasferimenti lunghi e traumatici all’estero, con un impatto profondo sul piano medico, psicologico e familiare. Realizzare il primo centro trapianti di tutta la Palestina è un passaggio rivoluzionario: significa rendere possibile l’accesso alle cure nel proprio Paese, preservando la continuità affettiva e la dignità della cura. Un ringraziamento alle persone che lo rendono possibile e alla dott.ssa Marta Verna per il coordinamento clinico», sottolinea <strong>Damiano Rizzi,</strong> Presidente di Fondazione Soleterre.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«La visita odierna del sottosegretario Raffaele Cattaneo conferma l’attenzione di Regione Lombardia verso i progetti di cooperazione sanitaria ad alto impatto sociale e scientifico, capaci di unire eccellenza clinica, qui espressa dalla nostra Fondazione, con la solidarietà internazionale, la collaborazione pubblico-privato e lo sviluppo sostenibile dei sistemi sanitari», aggiunge il Direttore Generale della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza <strong>Michele Brait</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Il progetto presentato oggi, per il quale esprimo vivo apprezzamento - conclude il sottosegretario <strong>Cattaneo</strong> - è pienamente coerente con gli obiettivi strategici di Regione Lombardia in materia di cooperazione internazionale. Di recente abbiamo sostenuto anche un intervento della Onlus Fonti di Pace, che ha garantito cure infermieristiche, riabilitative e supporto psicologico a 362 civili feriti o con disabilità in Palestina. Restiamo al fianco dei più fragili non con parole vuote, ma con azioni concrete - sostegno sul campo, formazione del personale sanitario e rafforzamento delle competenze locali - perché per noi la cooperazione internazionale significa responsabilità, presenza e risultati tangibili per le comunità coinvolte».</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Bojano, Molise: la presentazione dei risultati del progetto MOSAICMO sullo studio del Sannio&#45;Matese e del Bacino di Bojano</title>
<link>https://www.italia24.news/bojano-molise-la-presentazione-dei-risultati-del-progetto-mosaicmo-sullo-studio-del-sannio-matese-e-del-bacino-di-bojano</link>
<guid>https://www.italia24.news/bojano-molise-la-presentazione-dei-risultati-del-progetto-mosaicmo-sullo-studio-del-sannio-matese-e-del-bacino-di-bojano</guid>
<description><![CDATA[ Saranno presentati il 3 marzo a Bojano, Molise i risultati del progetto multidisciplinare MOSAICMO dell&#039;INGV. Il progetto è caratterizzato da uno studio integrato di tipo geologico, geofisico e sismologico del territorio del Sannio-Matese e del Bacino di Bojano ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a56fb8da917.webp" length="207352" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 10:49:12 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Martedì 3 marzo</span></b><span>, a partire<b> dalle ore 9:30</b>, si terrà a Bojano (CB)<b> la presentazione dei risultati del progetto multidisciplinare</b> <b>MOSAICMO (MOlise SAnnio Integrated Crustal MOdel)</b> dell'<b>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</b>. L'evento, organizzato con le amministrazioni comunali di Bojano e San Massimo (CB), si svolgerà presso Palazzo Colagrosso e sarà aperto al pubblico.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il progetto, caratterizzato da uno studio integrato di tipo geologico, geofisico e sismologico e finanziato nell'ambito di <b>Pianeta Dinamico 2023-2025</b>, ha approfondito la conoscenza del <b>territorio del Sannio-Matese e del Bacino di Bojano</b>, posto a giunzione tra l'Appennino centrale e meridionale e caratterizzato da elevata pericolosità sismica. Visto il suo carattere interdisciplinare, <b>ha visto la collaborazione, oltre che dei ricercatori di numerose Sezioni dell'INGV, anche delle Università degli Studi del Molise, Bari, Napoli, Pisa, Ginevra e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).</b></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il progetto MOSAICMO ha perseguito, durante il suo percorso, un duplice obiettivo: su scala regionale, <b>migliorare la conoscenza della struttura della crosta terrestre e delle caratteristiche sismotettoniche dell'area</b>; su scala locale, <b>realizzare un modello geologico e geofisico del Bacino di Bojano al fine di ricostruire la sua evoluzione tettonica e comprenderne la risposta sismica</b>. La zona, infatti, è delimitata da sistemi di faglia che in passato hanno generato terremoti di forte intensità, come quello del 1805 di magnitudo 6.7.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Nel corso del progetto sono state condotte numerose campagne di acquisizione dati – geofisici, sismologici, geologici e geochimici, a livello regionale e locale. Tali indagini hanno permesso di<b> sviluppare modelli 2D e 3D geologici e geofisici della crosta terrestre nel Sannio Matese</b>, nonché di identificare le faglie attive grazie all'analisi della sismicità registrata per 24 mesi da una rete sismica temporanea.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Nel Bacino di Bojano lo studio ha integrato tecniche geofisiche avanzate, che permettono di ottenere immagini dettagliate del sottosuolo, con la realizzazione di un sondaggio scientifico. <b>La perforazione ha consentito di prelevare campioni continui di sedimenti che riempiono il bacino</b>, di origine alluvionale e palustre accumulati nel corso di centinaia di migliaia di anni, raggiungendo a una profondità compresa tra i 140 e i 175 metri anche il basamento roccioso più antico. L'integrazione dei dati raccolti in questa fase con i modelli geofisici bidimensionali e tridimensionali, che si estendono fino a 500 metri di profondità, ha permesso di ricostruire la composizione, le caratteristiche fisiche e l'età dei sedimenti di riempimento del bacino, nonché di individuare le faglie attive che hanno controllato la sua evoluzione tettonica.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>I risultati dello studio potranno contribuire a migliorare la conoscenza delle acque sotterranee dell'area, nonché dei fenomeni di amplificazione del moto sismico all'interno del bacino, consentendo di avere maggiori nozioni utili nella gestione del territorio.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Area Science Park: selezionate le 5 startup del bando Deep Tech Revolution per un finanziamento complessivo di 1 milione di euro</title>
<link>https://www.italia24.news/area-science-park-selezionate-le-5-startup-per-il-programma-deep-tech-revolution-per-un-finanziamento-complessivo-di-1-milione-di-euro</link>
<guid>https://www.italia24.news/area-science-park-selezionate-le-5-startup-per-il-programma-deep-tech-revolution-per-un-finanziamento-complessivo-di-1-milione-di-euro</guid>
<description><![CDATA[ Riceveranno fondi per 200 mila euro ciascuno, i progetti d&#039;impresa innovativi ad alta tecnologia delle 5 startup vincitrici del bando Deep Tech Revolution, il programma dell&#039;ente nazionale di ricerca Area Science Park per promuovere e sostenere ricerca di frontiera e innovazione deep tech ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a56f88af3fd.webp" length="40702" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 10:30:32 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-f7e1c927-7fff-0209-800d-5adbb3be3cbf"><span>Ultrasuoni per la chirurgia non invasiva e per i "superfood" del futuro, elettromagneti innovativi, supercondensatori per la mobilità elettrica, e comunicazioni ottiche satellitari: l'ente nazionale di ricerca </span><strong>Area Science Park annuncia le cinque startup vincitrici del bando Deep Tech Revolution</strong><span>, che assegna finanziamenti complessivi per 1 milione di euro a progetti d'impresa innovativi ad alta tecnologia. Le startup selezionate riceveranno fondi per 200mila euro ciascuna, di cui metà in denaro e metà in servizi ad alta tecnologia per l'attività di ricerca e sviluppo – con accesso privilegiato alle infrastrutture e ai laboratori avanzati di Area Science Park – e in servizi di accompagnamento alla crescita.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Deep Tech Revolution è il programma di Area Science Park nato per <strong>promuovere e sostenere ricerca di frontiera e innovazione deep tech</strong> con focus su quattro ambiti chiave: scienze dei materiali, digitale avanzato, filiere energetiche verdi e scienze della vita. Finanzierà a fondo perduto cinque progetti imprenditoriali selezionati tra decine di candidature arrivate da tutta Italia.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Soundsafe Care (Pisa) </strong>sviluppa soluzioni robotiche che sfruttano gli ultrasuoni per procedure chirurgiche extracorporee e senza incisioni;</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Yeastime (Roma) </strong>applica la stimolazione a ultrasuoni per ottimizzare la coltivazione di microalghe, aumentando produttività e composti bioattivi per food/feed, nutraceutica e biotech industriale;</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Novac (Modena)</strong> sviluppa un supercondensatore per applicazioni automotive che funge da riserva di potenza per i pacchi batteria, integrabile nel veicolo in un guscio in fibra di carbonio, ottimizzando massa e volume;</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Magnetic Future (Bologna)</strong> sviluppa una nuova classe di interruttori superconduttori ad alta temperatura (HTS) per facilitare l'adozione di elettromagneti superconduttori in settori ad alto impatto come la fusione nucleare, l'energia eolica, la propulsione spaziale e la risonanza magnetica (MRI);</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>SatEnlight (Milano) </strong>propone l'utilizzo di tecnologie ottiche avanzate per incrementare la velocità, l'affidabilità e la sicurezza della trasmissione dati satellitare.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Il percorso Deep Tech Revolution rappresenta per Area un'ambiziosa sfida all'interno della strategia dell'Ente, nata dalla convergenza tra la consolidata esperienza in innovazione e generazione di impresa e le competenze nella ricerca scientifica di recente sviluppo», ha raccontato la presidente di Area Science Park <strong>Caterina Petrillo</strong>, che ha poi aggiunto: «Il progetto sostiene idee e iniziative ad alto rischio, che proprio per la loro natura innovativa incontrano maggiori difficoltà nel trovare finanziatori. In questo contesto, il ruolo di Area Science Park, in quanto ente pubblico di ricerca, può essere determinante nel creare le condizioni affinché queste progettualità possano emergere e svilupparsi, assorbendo una parte del rischio che il mercato, in alcuni casi, non è ancora disposto a sostenere». </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr">Il programma</h2>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>L'accompagnamento avrà una durata di dodici mesi e il suo valore aggiunto principale è che le startup promotrici dei progetti finanziati avranno per la prima volta accesso privilegiato alle infrastrutture tecnologiche e di ricerca e ai laboratori di Area Science Park.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Fanno parte dell'offerta i laboratori per indagini strumentali, biologia strutturale, cellulare e molecolare, in particolare il <strong>Laboratorio di Genomica ed Epigenomica ed Elettra Sincrotrone Trieste</strong>; la strumentazione per l'analisi dei nanomateriali e dei materiali innovativi per l'energia con il <strong>Laboratorio di Microscopia Elettronica; l'infrastruttura di calcolo High Performance Computing</strong> (HPC) con il laboratorio di Data Engineering, e la rete dei dimostratori del Digital Innovation Hub.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Sono previste, inoltre, delle <strong>study visit internazionali</strong> che metteranno i partecipanti in contatto diretto con i principali ecosistemi di innovazione e ricerca a livello globale attraverso visite a centri di eccellenza e incontri con esperti, imprenditori e ricercatori; oltre a bootcamp formativi e di capacity building e attività di networking tramite eventi ad hoc e incontri per favorire collaborazioni, investimenti e crescita strategica tramite connessioni con attori chiave.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Le candidature</span></h2>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Nel periodo di apertura della call sono state presentate <strong>187 manifestazioni</strong> di interesse da parte di startup, spin-off universitari o gruppi di ricercatori, che si sono registrati per poter applicare al bando. A finalizzare la candidatura sono stati infine 80 progetti, di provenienza diffusa in tutto il territorio nazionale, con quasi tre quarti delle regioni italiane (14 su 20).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Spiccano due poli, in Lazio e Friuli Venezia Giulia, entrambi con 15 progetti: nel primo pesa Roma (13), nel secondo Trieste (8) e Udine (6). Nel Nord emergono Emilia-Romagna (10) e Veneto (8) – trainate rispettivamente dagli hub universitari di Bologna (6) e Padova (5) – oltre a Lombardia (6, Milano 5) e Piemonte (4). Il Centro, oltre al baricentro romano, mostra una buona consistenza con la Toscana (8, Pisa 6) e le Marche (1). Dal Sud Italia provengono 11 progetti, guidati da Puglia (5, Bari 4) e Abruzzo (3), a cui si aggiungono Campania (2) e Sicilia (1).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nel complesso, la mappa racconta un ecosistema diffuso, che combina hub metropolitani e poli regionali con province di media dimensione, segno di una partecipazione davvero capillare sul territorio nazionale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Siamo stati davvero colpiti dalla qualità delle proposte presentate», ha commentato <strong>Pablo Garcia Tello,</strong> capo sezione sviluppo progetti e iniziative UE del CERN di Ginevra, che ha presieduto la commissione che ha valutato i progetti e selezionato le 5 startup assegnatarie dei fondi. «Dimostrano non solo un eccezionale livello di eccellenza scientifica e tecnologica, ma anche un vivo interesse nel tradurre questi risultati in benefici per la società. L'iniziativa si mostra molto solida e promette grandi sviluppi per il futuro».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Le startup</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Soundsafe Care (Pisa)</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Progetto: ØSCAR 2.0 – A robotic device for non-invasive tissue mechanical ablation</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Soundsafe Care è uno spin-off accreditato della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa che <strong>integra robotica e tecnologie a ultrasuoni per ridefinire gli standard della chirurgia</strong>. Il progetto "Zero scar" (ØSCAR 2.0) si posiziona nel settore delle scienze della vita e delle tecnologie mediche avanzate, focalizzandosi sull'innovazione chirurgica non invasiva. La società sta sviluppando dispositivi d'avanguardia capaci di eseguire procedure extracorporee precise, eliminando la necessità di incisioni e proteggendo i tessuti sani circostanti attraverso ablazione localizzata e robot-assistita di tessuto tumorale. Per lo sviluppo del progetto, la startup utilizzerà i servizi di caratterizzazione chimica e fenotipica, l'infrastruttura di calcolo High Performance Computing (HPC) e le analisi di business per l'ambiente digitale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Yeastime (Roma)</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Progetto: US4BIOMA: Ultrasounds for Bioeconomy of Microalgae</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Con sede a Roma, Yeastime sviluppa soluzioni deep tech per <strong>l'ottimizzazione dei processi biotecnologici mediante la stimolazione a ultrasuoni.</strong> Il progetto "US4BIOMA" interviene nel settore delle Life Sciences attraverso l'implementazione di <strong>sistemi innovativi per la coltivazione di microalghe</strong>. Integrando moduli a ultrasuoni in diverse configurazioni di reattori (fototrofici ed eterotrofici), la startup mira a incrementare la produttività della biomassa e a potenziare l'accumulo di composti bioattivi di alto valore. Tali sostanze trovano applicazione in ambiti quali i nuovi prodotti alimentari (novel food), la mangimistica, la nutraceutica e le biotecnologie industriali. Yeastime accederà a servizi di analisi genomica ed epigenomica, biologia strutturale, microscopia a forza atomica (AFM) e analisi di mercato digitale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Novac (Modena)</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Progetto: SCARF - Structural supercapacitor pack for Automotive applications embedded in a Reinforced carbon Fiber shell</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Novac è una startup innovativa di Modena attiva nella <strong>ricerca e sviluppo di nuovi materiali per l'accumulo di energia.</strong> Il progetto "SCARF" ha l'obiettivo di <strong>ottimizzare un supercondensatore strutturale da accoppiare ai pacchi batteria nel settore automotive</strong>, fornendo una riserva di potenza extra ai veicoli. La tecnologia proprietaria di Novac permette di integrare il supercondensatore direttamente in un guscio in fibra di carbonio, sfruttando volumi del veicolo solitamente inutilizzati e consentendo una riduzione delle dimensioni della batteria principale. Il progetto punta a dimostrare la fattibilità della produzione in scala per mercati ad alto valore aggiunto. Tra i servizi richiesti figurano la microscopia a forza atomica (AFM), il supporto in scienza dei materiali e nanotecnologie e le analisi tecnologiche avanzate su energia e materie prime critiche.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Magnetic Future (Bologna)</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Progetto: SuperSwitch – Scalable HTS Switching Devices for Efficient Superconducting Power Systems</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Magnetic Future è uno spin-off deep tech dell'Università Mercatorum e dell'Università di Bologna, nato per <strong>accelerare l'adozione di elettromagneti superconduttori in settori ad alto impatto come la fusione nucleare, l'energia eolica, la propulsione spaziale e la risonanza magnetica (MRI).</strong> Il progetto mira a validare una <strong>nuova classe di interruttori superconduttori ad alta temperatura (HTS),</strong> componenti essenziali per le flux pump, ovvero alimentatori innovativi che migliorano drasticamente l'efficienza energetica dei magneti. L'iniziativa si colloca alla frontiera della superconduttività applicata e della conversione di potenza per la transizione energetica. La startup usufruirà dell'infrastruttura HPC e di servizi di analisi avanzata nei settori energia, idrogeno e materie prime critiche.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>SatEnlight (Milano)</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Progetto: SatEnlight - Unlocking the full potential of Optical Communications</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>SatEnlight, startup milanese all'avanguardia nelle comunicazioni terrestri e satellitari, propone l'utilizzo di <strong>tecnologie ottiche avanzate per incrementare la velocità, l'affidabilità e la sicurezza della trasmissione dati</strong>. Grazie a due brevetti esclusivi per un sistema di ricezione ottica basato sul momento angolare orbitale (OAM), la società punta a trasformare radicalmente il settore. La tecnologia sfrutta i cosiddetti "vortici ottici" per multiplare più canali di dati su un singolo raggio laser, aumentando drasticamente l'efficienza della larghezza di banda. La missione di SatEnlight è stabilire un <strong>nuovo standard per le comunicazioni spaziali ad alte prestazioni</strong>. Il percorso di sviluppo prevede l'utilizzo di servizi di analisi di business digitale e dell'infrastruttura di calcolo High Performance Computing (HPC).</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>ENEA, AIDIC e Sapienza Università di Roma: aperte le candidature alla quinta edizione della Hydrogen Summer School</title>
<link>https://www.italia24.news/enea-aidic-e-sapienza-universita-di-roma-aperte-le-candidature-alla-quinta-edizione-della-hydrogen-summer-school</link>
<guid>https://www.italia24.news/enea-aidic-e-sapienza-universita-di-roma-aperte-le-candidature-alla-quinta-edizione-della-hydrogen-summer-school</guid>
<description><![CDATA[ Sono aperte fino al 20 marzo 2026 per dottorandi, ricercatori e giovani professionisti, le iscrizioni alla quinta edizione della Hydrogen Summer School, organizzata da ENEA, AIDIC e Sapienza Università di Roma. L&#039;edizione di quest&#039;anno sarà volta all&#039;approfondimento  del ruolo dell’idrogeno e degli e-fuel liquidi e gassosi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202603/image_870x580_69a56f6acde47.webp" length="41724" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 09:51:52 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Fino al <strong>20 marzo 2026</strong> sarà possibile presentare la propria candidatura per partecipare alla quinta edizione della <b>Hydrogen Summer School</b>, organizzata dal Dipartimento <strong>ENEA Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili (TERIN)</strong> insieme all’<strong>Associazione Italiana di Ingegneria Chimica (AIDIC)</strong> e al <strong>Dipartimento di Ingegneria Chimica, Materiali e Ambiente (DICMA) della Sapienza Università di Roma</strong>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La Summer School 2026 sulle tecnologie dell’idrogeno si svolgerà dal <b>26 al 29 maggio 2026</b> presso il <b>Centro Ricerche ENEA Casaccia </b>(Roma) e avrà come titolo “<strong>Hydrogen &amp; e-Fuels: Innovation and Artificial Intelligence for the Energy of the Future</strong>”.<b> </b>Sarà un’occasione per<b> </b>approfondire il ruolo sia dell’idrogeno e degli e-fuel liquidi e gassosi come soluzioni energetiche sostenibili sia dell’uso dell’intelligenza artificiale (digital twin e strumenti predittivi) per ottimizzare i processi e guidare l’innovazione soprattutto nei settori energivori <i>hard-to-abate</i>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La quinta edizione dell’Hydrogen Summer School si svolgerà in <b>lingua inglese</b> e accoglierà <b>fino a un massimo di 50 partecipanti</b>, tra dottorandi, ricercatori e giovani professionisti impegnati nello sviluppo delle tecnologie dell’idrogeno. Il percorso formativo alternerà lezioni specialistiche in aula</span><span> con </span><span>esperti, ricercatori e professionisti del settore e lavori di gruppo dedicati a tematiche, processi e tecnologie della filiera dell’idrogeno.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«L’interesse verso il tema dell’idrogeno è in costante crescita e lo sviluppo della filiera legata a questo vettore energetico rappresenta un elemento chiave per assicurare la competitività dell’industria nazionale ed europea», afferma <strong>Giulia Monteleone</strong>, direttrice del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili di ENEA. «Con una formazione di alto livello sulle tecnologie dell’idrogeno puntiamo a offrire una visione quanto più ampia e completa possibile, analizzando opportunità, potenzialità e criticità, per una sua implementazione economicamente sostenibile nel settore energetico».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Ulteriori informazioni e il programma di formazione sono disponibili al seguente <a href="https://h2summerschool.enea.it/" target="_blank" rel="noopener">link</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Farmaci: il via libera dell&amp;apos;AIFA a nuovi medicinali rimborsabili e a nuove indicazioni in ambito oncologico</title>
<link>https://www.italia24.news/farmaci-il-via-libera-dellaifa-a-nuovi-medicinali-rimborsabili-e-a-nuove-indicazioni-in-ambito-oncologico</link>
<guid>https://www.italia24.news/farmaci-il-via-libera-dellaifa-a-nuovi-medicinali-rimborsabili-e-a-nuove-indicazioni-in-ambito-oncologico</guid>
<description><![CDATA[ Approvati dal Consiglio di Amministrazione dell&#039;AIFA la rimborsabilità di nuovi medicinali, alcuni anche per malattie rare, e saranno inoltre disponibili nuove estensioni di indicazioni in ambito oncologico. Queste decisioni rendono più accessibili le terapie innovative e ampliano la copertura del SSN ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69a171e38c5fe.webp" length="19250" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 11:03:40 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-60f74b57-7fff-5940-5604-083e80e8a6e3"><strong>Il Consiglio di Amministrazione dell'AIFA</strong><span> ha dato</span><a href="https://www.aifa.gov.it/-/duchenne-e-mieloma-multiplo-il-ssn-rimborsa-due-terapie-innovative"><span> </span><span>il via libera alla rimborsabilità di sei nuovi farmaci,</span></a><span> quattro dei quali destinati a malattie rare, e a numerose estensioni di indicazione in ambito oncologico. Le decisioni assunte rafforzano l'accesso alle terapie innovative e ampliano le opzioni disponibili nel Servizio Sanitario Nazionale per persone affette da patologie oncologiche e pazienti con malattie rare ad alto bisogno clinico.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Farmaci per le</span><span> </span><span>malattie rare</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I farmaci orfani innovativi che saranno rimborsati dal SSN sono </span><strong>Duvyzat</strong><span> (givinostat), per la distrofia muscolare di Duchenne (DMD) e </span><strong>Carvykti</strong><span> (ciltacabtagene autoleucel) per il mieloma multiplo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Duvyzat (givinostat) è una molecola autorizzata nell'Unione Europea a giugno 2025. <strong>L'Italia sarà tra i primi Paesi europei a renderla rimborsabile</strong>. Si tratta di un farmaco molto atteso dalla comunità dei pazienti affetti dalla distrofia di Duchenne, soprattutto dopo la decisione della Commissione europea di marzo 2025 di non rinnovare l'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata del medicinale Translarna (ataluren) per la stessa indicazione terapeutica, a causa di un rapporto benefici/rischi negativo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'altro farmaco orfano innovativo è Carvykti (ciltacabtagene autoleucel), CAR-T rimborsata per il trattamento dei pazienti con <strong>mieloma multiplo recidivato e refrattario</strong> che hanno ricevuto almeno una precedente terapia e sono refrattari a lenalidomide. Negli studi sperimentali, Carvykti ha dimostrato di riuscire a ridurre significativamente il rischio di progressione o di morte rispetto ai trattamenti del braccio di controllo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Gli altri due farmaci orfani ammessi alla rimborsabilità sono </span><strong>Akantior</strong><span> (poliesanide), prima terapia autorizzata in Europa per il trattamento della cheratite da Acanthamoeba, e </span><strong>Yorvipath</strong><span> (palopegteriparatide), per la terapia sostitutiva dell'ormone paratiroideo (PTH) indicata nel trattamento di adulti con ipoparatiroidismo cronico, rara malattia metabolica caratterizzata da una carenza di paratormone (PTH).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il via libera del CdA ha riguardato anche 2 nuove molecole indicate per l'uso in ambito oncologico, 14 estensioni di indicazione terapeutica e 2 generici.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Farmaci oncologici</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I 2 nuovi </span><span>oncologici</span><span> sono:</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Lazcluze</strong> </span><span>(lazertinib), per il trattamento, in combinazione con amivantamab, del carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Tevimbra</strong> </span><span>(tislelizumab), indicato in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma a cellule squamose dell'esofago non resecabile, localmente avanzato o metastatico.</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Estensioni di indicazioni terapeutiche</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le estensioni di indicazione terapeutica di farmaci già rimborsati per altre indicazioni riguardano i seguenti farmaci:</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Darzalex</strong> </span><span>(daratumumab), due estensioni di indicazione terapeutica per il trattamento del mieloma multiplo.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><strong>Eltrombopag Krka </strong><span>(eltrombopag), per il trattamento della trombocitopenia immune primaria (ITP).</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Jaypirca</strong> </span><span>(pirtobrutinib), per il trattamento della leucemia linfatica cronica.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Opdivo</strong> </span><span>(nivolumab), 3 estensioni di indicazioni: 2 nel trattamento del carcinoma uroteliale e 1 nel trattamento del carcinoma del colon retto in associazione a </span><span>Yervoy</span><span> (ipilimumab).</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Rybrevant</strong> </span><span>(amivantamab), 3 estensioni di indicazione nel trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Tevimbra</strong> </span><span>(tislelizumab), 3 estensioni per il trattamento dell'adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea, del carcinoma polmonare non a piccole cellule e del carcinoma squamocellulare del cavo orale.</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Farmaci generici</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I 2 generici che saranno rimborsati dal <strong>SSN</strong> sono:</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><strong>Lorazepam Macure</strong><span> (lorazepam), benzodiazepina in soluzione iniettabile indicata come premedicazione, prima di procedure chirurgiche o diagnostiche o per il trattamento sintomatico di ansia patologica e tensione in pazienti non in grado di assumere il medicinale orale.</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Nintedanib Accordpharma</strong> </span><span>(Nintedanib esilato) indicato in associazione con docetaxel per il trattamento dei pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule.</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Infine è stato negoziato il prezzo di </span><strong>Beleodaq</strong><span> (belinostat), farmaco non autorizzato in Italia, per l'inserimento nella lista della </span><strong>Legge 648/1996</strong><span> con l'indicazione per il trattamento di pazienti adulti con linfoma periferico a cellule T (PTCL) recidivato o refrattario. Anche Beleodaq sarà quindi rimborsato dal SSN.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Sport, Milano: il programma &amp;quot;Fuori Campo&amp;quot; con oltre 300 eventi sportivi gratuiti e accessibili in 60 luoghi della città</title>
<link>https://www.italia24.news/sport-milano-il-programma-fuori-campo-con-oltre-300-eventi-sportivi-gratuiti-e-accessibili-in-60-luoghi-della-citta</link>
<guid>https://www.italia24.news/sport-milano-il-programma-fuori-campo-con-oltre-300-eventi-sportivi-gratuiti-e-accessibili-in-60-luoghi-della-citta</guid>
<description><![CDATA[ Il programma &quot;Fuori Campo&quot; di Milano dedicato ad adolescenti e giovani realizzato da 18 organizzazioni cittadine, organizza oltre 300 eventi sportivi per nove mesi di attività gratuite e accessibili, diffusi nelle piazze e nei giardini della città ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69a171c3e6ee3.webp" length="44362" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 10:41:15 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Oltre 300 eventi sportivi gratuiti e accessibili diffusi nelle piazze e nei giardini di Milano da febbraio a dicembre</strong>. È questa la ricetta di <strong>Fuori Campo</strong>, il nuovo programma di animazione sportiva nello spazio pubblico promosso dall'<strong>Assessorato allo Sport, Turismo e Politiche giovanili del Comune di Milano con Fondazione di Comunità Milano</strong>, con il contributo di <strong>Fondazione Fiera Milano, Fondazione EOS - Edison Orizzonte Sociale, Fondazione Mazzola, Fondazione Milan e Chiomenti. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Dedicato ad adolescenti e giovani, con un focus particolare verso chi vive condizioni di fragilità sociale e culturale, Fuori Campo è realizzato da 18 organizzazioni cittadine, coordinate da Sanga Milano, che insieme hanno creato un palinsesto lungo nove mesi, gratuito e accessibile. </span><span><strong>Skate, basket, calcio, parkour, break dance, baskin</strong> (basket inclusivo, giocato insieme da persone con e senza disabilità), <strong>laboratori artistici, educativa di strada</strong> si alterneranno tra il Parco Trotter e i campetti di basket del <strong>Corvetto, il Parco Ponte Lambro e piazza Selinunte a San Siro, il Parco Quarto Oggiaro Vivibile</strong> e il <strong>cortile dei caseggiati di via Consolini al Gallaratese</strong>, solo per citare alcune delle 60 sedi in cui si svolgerà il programma. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Istruttori e istruttrici, trainer, educatrici e educatori esperti accompagneranno ragazze e ragazzi che vogliono mettersi in gioco - anche per la prima volta - in un percorso di apprendimento attivo e scoperta di sé attraverso lo sport, la pratica artistica, la condivisione di tempo e spazi con altri giovani. Fuori Campo rappresenta un terreno di sperimentazione in cui i diversi partner coinvolti possono confrontarsi e avviare riflessioni congiunte sull'importanza di adottare policy di <strong>Child Safeguarding</strong> che tutelino il benessere delle ragazze e dei ragazzi nei contesti sportivi, proprio a partire dalle attività che verranno sviluppate dal progetto. Una riflessione che si propone come naturale evoluzione dei percorsi già avviati da diversi soggetti nell'ambito delle specifiche attività. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Fuori Campo è anche uno dei tasselli della legacy olimpica dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026, grazie ai quali lo <strong>sport diventa uno strumento di rilancio sociale ed educativo</strong>. Anche dopo la fine delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi, Fuori Campo permetterà a valori come l'eccellenza, il rispetto e l'amicizia di continuare a diffondersi in città, creando una cultura dello sport duratura e accessibile. </span><span>Alla presentazione di Fuori Campo, che si è tenuta oggi a <strong>Palazzo Marino</strong>, sono intervenuti <strong>Martina Riva, </strong>assessora allo Sport e Politiche giovanili del Comune di Milano, <strong>Carlo Marchetti</strong>, Presidente della Fondazione di Comunità Milano, <strong>Francesca Magliulo</strong>, Direttrice della Fondazione EOS - Edison Orizzonte Sociale, <strong>Carlo Mazzola</strong>, Presidente della Fondazione Mazzola, <strong>Rocco Giorgianni</strong>, Segretario Generale della Fondazione Milan, <strong>Gregorio Consoli</strong>, Managing Partner di Chiomenti, <strong>Raffaele Izzo</strong>, Responsabile Partnership e Responsabile HUB Spazio InDifesa di Terre des Hommes Italia, <strong>Christian Zavagli</strong>, Responsabile progetto per UILDM | Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare Milano, <strong>Pietro Bersani e Giovanni Romano</strong>, Co-Founder di Flow District, Elisa Rota, Co-Founder di Alchemilla, e <strong>Franz Pinotti</strong>, Fondatore del Sanga Milano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Accanto al Comune di Milano, che ha fortemente voluto il progetto, c'è <strong>Fondazione di Comunità Milano </strong>in qualità di co-promotore e finanziatore insieme a <strong>Fondazione Fiera Milano, Fondazione EOS - Edison Orizzonte Sociale, Fondazione Mazzola, Fondazione Milan e Chiomenti</strong>, che hanno messo a fattore comune risorse economiche private per sviluppare un nuovo modello di animazione sportiva negli spazi pubblici. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le attività di Fuori Campo sono progettate e realizzate da <strong>Sanga Milano</strong>, che è il capofila della rete, insieme a <strong>ACEA ODV Alternative Culturali Etiche e Ambientali; Alchemilla Coop Soc; Altropallone ASD APS; Associazione T12 Lab; Canottieri Milano; Comunità Nuova; Coop Tre Effe; Corvetto Street Basket Academy; Dynamo Camp; Ecoskate; Flow District; La Lanterna ODV; Parkour Monkeys ASD; Progetto Integrazione Cooperativa Sociale Onlus; Slums Dunk; Terre Des Hommes; UILDM | Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare Milano</strong>. </span><span>Il calendario delle attività è disponibile da oggi sul <a href="https://www.fuoricampomilano.org/" target="_blank" rel="noopener">sito</a>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Fuori Campo – sottolinea l'assessora <strong>Riva</strong> – nasce da una convinzione molto semplice: lo sport non deve aspettare che siano i ragazzi a entrare negli impianti, ma andare loro incontro nei quartieri. Con questo progetto stiamo sperimentando un modello nuovo, in cui lo spazio pubblico diventa infrastruttura educativa. Le piazze e i giardini non sono solo luoghi di passaggio, ma di crescita e di relazioni. Per noi questa è la vera legacy di Milano Cortina 2026: non solo nuove strutture, ma una cultura diversa. Una città in cui lo sport è parte della vita quotidiana, accessibile a tutti, soprattutto a chi rischia di restare ai margini. Fuori Campo dimostra che quando istituzioni, fondazioni e Terzo settore lavorano insieme, Milano sa costruire progetti strutturali, non iniziative episodiche. E questo è il modello che vogliamo consolidare anche oltre il 2026». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Se la filantropia vuole porsi come motore di miglioramento per le comunità – dichiarano congiuntamente <strong>Fondazione di Comunità Milano, Fondazione Fiera Milano, Fondazione EOS - Edison Orizzonte Sociale, Fondazione Mazzola, Fondazione Milan e Chiomenti</strong> – deve essere sempre più efficace. In questa direzione va la filantropia collaborativa, un modello che unisce donatori diversi per amplificare l'impatto attraverso risorse e competenze condivise. Fuori Campo è un esempio emblematico di questo approccio. Le nostre realtà hanno storie e percorsi variegati, operano in settori diversi, ma tutti crediamo nello sport come pratica sociale capace di unire le persone e abbattere barriere fisiche, culturali ed economiche. Garantire a chi è giovane un accesso equo e aperto alla pratica sportiva è la finalità di Fuori Campo. Il nostro auspicio è che diventi un modello di riferimento per tanti interventi di animazione degli spazi pubblici in Italia». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Che lo Sport sia un mezzo, uno strumento straordinario, per arrivare velocemente al cuore dei giovani, è ormai e finalmente assodato – spiega <strong>Franz Pinotti</strong>, Fondatore del Sanga Milano – e che le associazioni sportive non siano più mere fornitrici di animatori, ma centri di aggregazione permanente e promotrici di educativa attraverso offerta di relazioni e scambio, nell'accogliere adolescenti e giovani andando a coinvolgerli nelle piazze, nelle vie, sui muretti e nei campetti... questa è la grande novità. L'Eccellenza milanese vuole condividere i propri valori, aprendosi all'incontro, per sopperire alle necessità, laddove queste necessità si manifestano. Se tu non puoi, o non vuoi, venire da noi. Siamo noi che veniamo da te, mettendo a disposizione strumenti e capacità di Eccellenza che, partendo dal Rispetto, diventano fondamenta di amicizie lunghe e durature». </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Agroalimentare: ENEA testa l&amp;apos;utilizzo dei raggi gamma per migliorare sicurezza e conservazione del grano</title>
<link>https://www.italia24.news/agroalimentare-enea-testa-lutilizzo-dei-raggi-gamma-per-migliorare-sicurezza-e-conservazione-del-grano</link>
<guid>https://www.italia24.news/agroalimentare-enea-testa-lutilizzo-dei-raggi-gamma-per-migliorare-sicurezza-e-conservazione-del-grano</guid>
<description><![CDATA[ Pubblicati sulla rivista scientifica open access Polysaccharides i risultati di ENEA sull&#039;utlizzo dei raggi gamma per migliorare sicurezza e conservazione del grano, che confermano la loro potenzialità per il trattamento e la conservazione agroalimentare ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69a17198ed690.webp" length="102638" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 10:14:54 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">ENEA ha testato con successo<span> </span><strong>l’irraggiamento</strong><span> </span><strong>gamma</strong><span> </span>come tecnica sicura, efficace e sostenibile per garantire la sicurezza microbiologica, preservare le caratteristiche nutrizionali e prolungare la durata di conservazione del grano. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica<span> </span><em>open access</em><span> </span><a href="https://doi.org/10.3390/polysaccharides6020039%20" target="_blank" rel="noopener">Polysaccharides</a><span> </span>e confermano il suo <strong>potenziale come metodo di trattamento e di conservazione per nuove applicazioni nell’industria cerealicola e agroalimentare</strong>. I test sono stati condotti nella <strong>facility di irraggiamento Calliope del Dipartimento Nucleare presso il Centro Ricerche ENEA Casaccia (Roma),</strong> su quattro tipologie di frumento italiano: una di grano duro e tre di grano tenero provenienti da agricoltura convenzionale, biologica e integrata.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Dopo aver esposto il grano<span> </span>macinato a una dose di radiazioni gamma sufficiente a eliminare microrganismi patogeni, funghi e muffe, abbiamo comprovato che il trattamento non provoca alterazioni visibili nell’aspetto o nel colore dei campioni e, soprattutto, non compromette le proprietà chimico-fisiche né la struttura molecolare dell’amido presente nel grano», spiega <strong>Alessia Cemmi</strong>, responsabile del Laboratorio ENEA Facility Irraggiamento Gamma e coautrice dello studio insieme a Rocco Carcione, Beatrice D’Orsi, Ilaria Di Sarcina, Emiliana Mansi e Jessica Scifo.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=celex:31999L0003" target="_blank" rel="noopener">Il trattamento con raggi gamma</a>, generati dalla sorgente di <strong>Cobalto-60 </strong>della facility Calliope, garantisce l’assenza di modifiche in grado di indurre radioattività nei prodotti alimentari e consente di prolungare la conservazione degli alimenti, ritardando i processi di maturazione e di deterioramento. Inoltre, consente di trattare grandi quantità di merce in un unico lotto senza generare scarti o rifiuti inquinanti e, a differenza dei metodi convenzionali, non richiede un elevato consumo energetico né comporta un aumento di temperatura.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Sulla base dei risultati che abbiamo ottenuto, questo tipo di irraggiamento potrà essere applicato anche ad altri prodotti a base di polisaccaridi come il mais, un cereale particolarmente vulnerabile alla contaminazione da funghi pericolosi per la salute umana e animale», sottolinea <strong>Alessia Cemmi</strong>. «In questo contesto – aggiunge - stiamo partecipando a un progetto finanziato da Coldiretti Toscana focalizzato sull’eradicazione di questo tipo di biodeterogeni mediante approcci più<span> </span><em>green</em><span> </span>e sostenibili rispetto ai metodi tradizionali che includono ad esempio l’uso di pesticidi».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Attualmente, circa <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=celex%3A31999L0002" target="_blank" rel="noopener">50 Paesi</a> nel mondo adottano questo tipo di trattamento, fortemente sostenuto da organizzazioni internazionali quali FAO, OMS e IAEA, per garantire la sicurezza alimentare di oltre 50 categorie di alimenti, grazie alla sua efficacia nell’eliminare batteri, anche patogeni, come<span> </span><em>Escherichia coli</em>,<span> </span><em>Salmonella</em><span> </span>e<span> </span><em>Listeria</em>, nonché insetti infestanti e comunità fungine in carni, pesci freschi, spezie, prodotti deperibili e in alimenti congelati.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">In Italia non è ancora molto diffusa la tecnica dell’irraggiamento gamma, usata solo per il trattamento anti-germinativo per patate, aglio e cipolla e per sanificare spezie e altri prodotti vegetali essiccati.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Elevati costi gestionali e necessità di personale specializzato sono i principali motivi del suo utilizzo limitato nel nostro Paese», prosegue <strong>Cemmi</strong>. «Inoltre - conclude - ogni prodotto alimentare ha una dose limite applicabile che dipende dalla sua matrice. Il grano, ad esempio, può tollerare dosi anche relativamente elevate senza subire degradazioni significative perché è composto prevalentemente da polisaccaridi organizzati in strutture molecolari robuste. Al contrario, dosi elevate impiegate in frutta e verdura fresche possono degradare alcuni componenti, a causa di matrici più delicate. Per questo motivo, la tolleranza all’irraggiamento non può essere generalizzata: ogni matrice deve essere studiata individualmente, così da garantire sia la sicurezza sia la conservazione delle proprietà nutrizionali e funzionali dell’alimento».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Questo studio rientra nell’ambito del progetto <strong>METROFOOD-IT</strong>, coordinato dalla ricercatrice Claudia Zoani del Dipartimento Sostenibilità di ENEA, volto a creare una rete nazionale italiana in grado di rafforzare l’infrastruttura di ricerca per la metrologia e la gestione di dati<span> </span><em>open-access</em><span> </span>nel settore agroalimentare. Il 26 marzo si terrà a Roma l’evento finale del progetto, durante il quale saranno presentati i risultati conseguiti in tre anni e mezzo di attività a sostegno del sistema agroalimentare italiano (Orto botanico, ore 10 – 16).</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ambiente: l&amp;apos;accordo tra INGV e FiberCop per l&amp;apos;utilizzo della fibra ottica come strumento per il monitoraggio sismico e vulcanico</title>
<link>https://www.italia24.news/ambiente-laccordo-tra-ingv-e-fibercop-per-lutilizzo-della-fibra-ottica-come-strumento-per-il-monitoraggio-sismico-e-vulcanico</link>
<guid>https://www.italia24.news/ambiente-laccordo-tra-ingv-e-fibercop-per-lutilizzo-della-fibra-ottica-come-strumento-per-il-monitoraggio-sismico-e-vulcanico</guid>
<description><![CDATA[ Siglato il Memorandum d&#039;Intesa tra INGV e FiberCop per l&#039;utilizzo della fibra ottica come strumento innovativo di monitoraggio, protezione e prevenzione sismico e ambientale. L&#039;accordo è inoltre un&#039;opportunità unica per integrare il monitoraggio geofisico con le infrastrutture digitali esistenti ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69a171781f966.webp" length="31964" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 09:45:17 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">L'<b>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e FiberCop hanno siglato un Memorandum d'Intesa (MOU) per l'utilizzo della fibra ottica come sensore distribuito per il monitoraggio sismico e vulcanico.</b><span> </span>FiberCop,<span> </span><b>che gestisce l'infrastruttura di rete digitale più avanzata, estesa e capillare d'Italia</b>, mette a disposizione dell'Ente la propria fibra ottica per applicazioni di ricerca e protezione del territorio, contribuendo allo sviluppo di sistemi avanzati di sorveglianza geofisica. L'iniziativa si inserisce nel più ampio impegno istituzionale dell'INGV di<span> </span><b>rendere sempre più efficaci le tecniche di osservazione dei fenomeni geofisici</b>, anche avvalendosi di metodologie innovative da affiancare agli strumenti esistenti.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">Il MOU segna l'avvio di una nuova fase di studio e sperimentazione che mette al centro la rete non solo come connettività digitale del Paese, ma anche come strumento innovativo per la sicurezza e la prevenzione ambientale del territorio.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">Inoltre, rappresenta un'opportunità unica per integrare il monitoraggio geofisico con le infrastrutture digitali esistenti.<span> </span><b>Grazie alla tecnologia Distributed Acoustic Sensing (DAS)</b>, già sperimentata con successo sull'isola di Vulcano,<span> </span><b>è possibile convertire i cavi in una fitta rete di sensori sensibili alle vibrazioni</b>, capaci di rilevare eventi sismo-vulcanici anche in ambienti sottomarini e difficilmente accessibili.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">Durante la sperimentazione condotta da INGV e da partner internazionali, sono stati rilevati oltre 1.400 eventi sismici in un solo mese, con una varietà di segnali che ha permesso di studiare in dettaglio lo stato del sistema idrotermale dell'isola. L'utilizzo dell'intelligenza artificiale e del calcolo ad alte prestazioni ha reso possibile l'analisi di oltre 20 Terabyte di dati, aprendo nuove prospettive per la sorveglianza vulcanica e la gestione delle emergenze.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">In linea con quanto previsto dall'intesa, FiberCop mette a disposizione di INGV tratti di fibra ottica spenta per il potenziamento delle attività di osservazione geofisica in aree sensibili. L'obiettivo è contribuire alla creazione di un sistema di monitoraggio distribuito, permanente e ad alta precisione, per affiancare e potenziare le reti di sensori tradizionali in particolare nelle zone a rischio sismico e vulcanico.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="it"></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="it">È attualmente in corso l'attività di acquisizione e analisi di segnali DAS lungo un cavo in fibra ottica che attraversa l'area sismica attiva dei Campi Flegrei e copre circa 20 km da Bagnoli a Bacoli</span></b><span lang="it">. La natura distribuita delle misure DAS consente di ottenere un notevole numero di punti di misura (ogni 5 metri) che facilita l'identificazione di eventi minori soprattutto in caso di sciami sismici. L'INGV ha realizzato un'applicazione per l'analisi in tempo reale dei dati acquisiti e per la rilevazione degli eventi utilizzando tecniche di Intelligenza Artificiale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><i><span lang="it"></span></i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">«La firma del Memorandum d'Intesa tra il nostro Istituto e FiberCop rappresenta un'importante opportunità per rafforzare e rendere sempre più efficaci le tecniche di osservazione dei fenomeni geofisici - </span><span lang="it">ha dichiarato <b>Fabio Florindo</b>, Presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) - Garantire un sistema di monitoraggio capillare, integrato ed efficiente, in particolare nelle aree a maggiore rischio sismico e vulcanico, è per noi una priorità, anche attraverso l'adozione di metodologie innovative da affiancare agli strumenti di osservazione tradizionali».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">«La rete di FiberCop è un sistema capillare che abilita la connettività digitale, progettato per garantire comunicazioni affidabili e ad alte prestazioni, e capace di assumere un ruolo ancora più ampio diventando una piattaforma evoluta per il monitoraggio sismico e geofisico - </span><span lang="it">ha dichiarato <b>Massimo Sarmi, </b>Presidente e Amministratore Delegato di FiberCop. - L'accordo con INGV rappresenta un passaggio strategico nella valorizzazione della nostra infrastruttura come risorsa per la tutela del territorio e rafforza la nostra visione di un ecosistema digitale che unisce innovazione, sostenibilità e responsabilità, ponendo la fibra ottica come elemento chiave per la resilienza e il progresso del Paese».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">Con questa iniziativa FiberCop mette la propria rete al servizio del territorio e la fibra ottica da infrastruttura di trasmissione diventa anche uno strumento di monitoraggio grazie al Fiber Optic Sensing. In collaborazione con Università, Enti di ricerca e Progetti Europei, l'azienda sta studiando nuove applicazioni per rilevare temperatura e variazioni meccaniche lungo la rete e sviluppare soluzioni che uniscano tecnologia, sostenibilità e sicurezza.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="it"></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="it">L'accordo si inserisce nel quadro delle attività di ricerca e sperimentazione finalizzate alla valutazione e alla implementazione di tecnologie innovative a supporto della sicurezza e della prevenzione del rischio</span></b><span lang="it">. In tale contesto, l'uso della fibra ottica costituisce un'importante integrazione alle infrastrutture esistenti, aprendo nuove prospettive nell'ambito del monitoraggio del territorio nazionale.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ospedale San Gerardo, Monza: l&amp;apos;infermiera Ilaria Taini sul podio della competizione nazionale “Sirtex Wound Games 2026”</title>
<link>https://www.italia24.news/ospedale-san-gerardo-monza-linfermiera-ilaria-taini-sul-podio-della-competizione-nazionale-sirtex-wound-games-2026</link>
<guid>https://www.italia24.news/ospedale-san-gerardo-monza-linfermiera-ilaria-taini-sul-podio-della-competizione-nazionale-sirtex-wound-games-2026</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;infermiera Ilaria Taini, del Day Hospital Medicina e Malattie Rare, ottiene un importante riconoscimento vincendo il secondo posto alla competizione nazionale &quot;Sirtex Wound Games&quot;, organizzata dalla Sirtes - Scuola Internazionale di Riparazione Tessutale e svoltasi presso il Teatro Nuovo di Pisa ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69a1713163aec.webp" length="55862" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 09:29:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Importante riconoscimento per <strong>Ilaria Taini</strong>, <strong>infermiera del Day Hospital Medicina e Malattie Rare</strong>, che ha conquistato il secondo posto alla competizione nazionale “<strong>Sirtex Wound Games</strong>”, organizzata dalla <strong>Sirtes - Scuola Internazionale di Riparazione Tessutale</strong> e svoltasi presso il <strong>Teatro Nuovo di Pisa</strong>. </p>
<p></p>
<p>Fondata nel 2000 a Pisa, Sirtes è un’associazione culturale a carattere scientifico, apolitica e senza fini di lucro, impegnata nella diffusione e nell’arricchimento delle conoscenze nell’ambito del <strong>Wound Care</strong>, letteralmente la “Cura delle ferite”. L’obiettivo è accrescere la cultura della Riparazione Tessutale tra medici di medicina generale, specialisti, podologi, infermieri e studenti, attraverso attività di aggiornamento, sensibilizzazione e condivisione scientifica. </p>
<p></p>
<p>Dal 2023 la Scuola organizza annualmente i Sirtex Wound Games, una competizione che mette alla prova i <strong>Wound Care Specialists</strong> attraverso cinque sfide: presentazione di un caso clinico, prova artistica a tema Wound Care, test teorico, relazione su argomento assegnato dalla giuria e prova pratica finale con gestione completa di un caso clinico e relativo trattamento. </p>
<p></p>
<p>L’edizione 2026 ha visto 16 concorrenti provenienti da tutta Italia, suddivisi in due squadre, sfidarsi in una competizione intensa e altamente qualificante, definita “all’ultima lesione”. Ilaria Taini si è distinta fin dalla prima prova con la presentazione del caso clinico dal titolo “Presa in carico di una persona affetta da <strong>LES (Lupus Eritematoso Sistemico)</strong> con ulcere cutanee infette: dalla continuità assistenziale a un progetto di E-Health”, ottenendo punteggi che le hanno permesso di proseguire con successo nel percorso di gara. </p>
<p></p>
<p>Particolarmente significativo il risultato ottenuto nella prova artistica “Bendandoti”, classificatasi al primo posto su otto concorrenti, con il consenso di 39 votanti su 80. Superata l’eliminatoria della prova teorica, Taini ha inoltre relazionato sul tema assegnato dalla giuria “Ulcere atipiche e pioderma gangrenoso”, dimostrando solide competenze cliniche e capacità di approfondimento scientifico.</p>
<p></p>
<p>Nella prova pratica finale ha scelto la gestione di una persona con <strong>ulcera venosa</strong>, eseguendo il trattamento topico e il bendaggio elastocompressivo. La valutazione conclusiva ha registrato parità di punteggio tra il voto della giuria e quello del pubblico rispetto alla sfidante. La competizione si è conclusa con l’assegnazione del secondo posto, determinato dal voto decisivo del Presidente del Consiglio Direttivo, espresso a favore della concorrente della squadra avversaria.</p>
<p></p>
<p>«È stata una prova ardua», il commento di <strong>Ilaria Taini</strong>, «ma sono molto contenta del risultato ottenuto e di aver tenuto alto il nome della nostra azienda. Vorrei estendere i ringraziamenti alle colleghe che mi hanno supportata a distanza, a tutti i miei compagni di squadra e a Chiara Bernabò e Clara Maino delle Medicazioni Avanzate, senza le quali non avrei raggiunto questo traguardo».</p>
<p></p>
<p>«Il risultato ottenuto - commenta Stefano Citterio, Direttore Aziendale delle Professioni Sanitarie e Sociali - rappresenta un riconoscimento di grande valore professionale, che testimonia competenza clinica, capacità comunicativa e passione per la cultura della Riparazione Tessutale, contribuendo a valorizzare il ruolo infermieristico nell’ambito delle Malattie Rare e del Wound Care a livello nazionale».</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Alpine spirit, città spugna e cooperazione transalpina: Federica Corso Talento a “24 minuti”</title>
<link>https://www.italia24.news/apine-spirit-citta-spugna-e-cooperazione-transalpina-federica-corso-talento-a-24-minuti</link>
<guid>https://www.italia24.news/apine-spirit-citta-spugna-e-cooperazione-transalpina-federica-corso-talento-a-24-minuti</guid>
<description><![CDATA[ Nella nuova puntata di “24 minuti” su Italia 24 incontriamo Federica Corso Talento, architetta e urbanista che lavora sui temi della città e del territorio alpino in chiave transfrontaliera ]]></description>
<enclosure url="https://img.youtube.com/vi/yvU7IMeeNoM/maxresdefault.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 12:04:00 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="1295" data-end="1665"><span style="font-size: 12pt;">Che cosa significa davvero “abitare le Alpi” oggi, mentre lo zero termico si alza e gli eventi estremi diventano normalità? Nella nuova puntata di <strong><em data-start="1442" data-end="1453">24 minuti</em> </strong>di Italia 24, l’architetta e urbanista <strong data-start="1491" data-end="1517">Federica Corso Talento, </strong>a<strong data-start="1491" data-end="1517"> </strong>margine dell’evento di <strong>House of Switzerland Italia 2026:</strong> “<em>Alpine Spirit: A Millennial Lexicon for Living, Cooperating and Innovating</em>”, presentato dalla <strong>Scuola universitaria della Svizzera italiana </strong>SUPSI, ci racconta lo <strong data-start="1530" data-end="1548">spirito alpino</strong> come cultura del limite e della misura: progettare per durare, ragionare in modo intergenerazionale e senza confini.</span></p>
<p data-start="1667" data-end="2036"><span style="font-size: 12pt;">Dal racconto emerge un’idea chiave: città e montagne sono un <strong data-start="1728" data-end="1756">unico sistema metabolico</strong>. le città dipendono dalle alpi per acqua, energia e qualità ambientale; le montagne dipendono dalle città per servizi, innovazione e investimenti. da qui la necessità di politiche non frammentate e di una cooperazione istituzionale capace di tenere insieme territori e interessi.</span></p>
<p data-start="2038" data-end="2291"><span style="font-size: 12pt;">Al centro, un modello operativo: la <strong data-start="2074" data-end="2090">città spugna</strong>, che assorbe e rilascia l’acqua gradualmente, riduce l’impermeabilizzazione e contrasta isole di calore. non una “soluzione-cartolina”, ma una strategia integrata di adattamento climatico e sicurezza.</span></p>
<p data-start="2293" data-end="2524"><span style="font-size: 12pt;">In chiusura, uno sguardo alle nuove competenze: per affrontare la trasformazione servono percorsi <strong data-start="2391" data-end="2412">transdisciplinari</strong> e team multidisciplinari. perché, oggi, le risposte non arrivano più dai singoli, ma dalle alleanze tra saperi.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Padova, acque più inquinate dopo la pioggia: la necessità di una gestione più sostenibile dei corsi d&amp;apos;acqua urbani</title>
<link>https://www.italia24.news/padova-acque-piu-inquinate-dopo-la-pioggia-la-necessita-di-una-gestione-piu-sostenibile-dei-corsi-dacqua-urbani</link>
<guid>https://www.italia24.news/padova-acque-piu-inquinate-dopo-la-pioggia-la-necessita-di-una-gestione-piu-sostenibile-dei-corsi-dacqua-urbani</guid>
<description><![CDATA[ Un team di ricerca internazionale guidato dall’Università di Padova evidenzia la necessità di interventi multifunzionali sui canali urbani a tutela di qualità ambientale, sicurezza e conservazione patrimonio culturale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69a0240938743.webp" length="89290" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 11:22:21 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-1f5c9e78-7fff-1fb6-e98f-54907728be0a" style="text-align: left;"><span><strong>La gestione dei corsi d’acqua urbani</strong> è estremamente complessa perché deve cercare il sottile equilibrio fra tutela dell’ambiente e del paesaggio, la fruizione e le esigenze sociali ed economiche (ad es. difesa dal rischio idraulico, navigazione etc.).</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Una gestione sostenibile deve essere quindi integrata e multifunzionale. Uno studio appena pubblicato sulla rivista internazionale «<strong>Journal of Environmental Management</strong>» mostra che, nel caso dei <strong>canali urbani di Padova</strong>, tale gestione multifunzionale è fondamentale per valorizzare pienamente questi corsi d’acqua che sono un elemento centrale della storia e identità culturale della città.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La <strong>qualità dell’acqua</strong> dei canali rappresenta un forte vincolo non solo per la biodiversità ma, anche, per la fruizione tramite sport acquatici, navigazione e pesca e per la valorizzazione del patrimonio monumentale come, ad esempio, le mura rinascimentali cittadine che si specchiano nei canali.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Lo studio</span><span>, basato su due anni di monitoraggi che hanno combinato numerosi indicatori fisici, chimici e biologici dello stato dell’ecosistema acquatico urbano di Padova, </span><span>mostra che <strong>la qualità dell’acqua si degrada nel suo percorso attraverso la città, specialmente quando piove.</strong></span><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«La qualità dell’acqua si degrada in tempo di pioggia a causa delle acque di dilavamento delle superfici urbane impermeabili e del normale funzionamento degli sfioratori di piena delle fognature miste, analogamente a quanto accade in molte città storiche, basti pensare alla Senna durante le recenti Olimpiadi di Parigi. Padova è un caso di rilevanza internazionale perché le manovre idrauliche svolte per proteggere la città dalle piene amplificano l’impatto delle piogge sulla qualità dell’acqua, rendendo il problema ancora più complesso. Ovviamente la difesa dal rischio idraulico è la priorità, ma vanno cercate soluzioni gestionali multifunzionali» </span><span>spiegano i primi autori dello studio, i dottorandi <strong>Alex Faccin</strong> del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università di Padova, e <strong>Aurora Voltolina</strong> del Dipartimento di Biologia</span><span>.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«La collaborazione fra attori pubblici avvenuta attorno al “Piano delle Acque di Padova” potrebbe essere un punto di partenza per strutturare tavoli di lavoro permanenti in cui cercare soluzioni per i canali di Padova, dai protocolli gestionali agli investimenti infrastrutturali, che alla fondamentale difesa dal rischio idraulico affianchino una prospettiva ambientale – </span><span>dice il prof. <strong>Alberto Barausse</strong> del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova e </span><span>correspondig author dello studio</span><span> -. A Padova difesa idraulica e qualità dell’acqua sono profondamente legate e, se da un lato la ricerca internazionale (allo studio ha partecipato il prof. Luca Vezzaro dell’Università Tecnica della Danimarca) illustra esperienze di gestione multifunzionale di successo, le soluzioni vanno cercate con un approccio partecipativo, rispettoso delle prerogative di tutti gli enti preposti a diverso titolo alla gestione delle acque di Padova. Vanno rappresentate anche le prospettive del Terzo Settore, che a Padova è particolarmente attivo attorno al tema di mura e canali urbani. Creare un percorso di confronto continuativo sulla qualità ambientale dei canali permetterebbe di unire le molteplici competenze presenti fra gli enti e sul territorio canalizzandole, è proprio il caso di dire, verso l’obiettivo comune della valorizzazione di ‘Padova città d’acque’»</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Link allo studio: </span><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0301479726002446" target="_blank" rel="noopener"><span>Integrated environmental monitoring in the canals of Padova (Italy) shows the need for trade-off solutions in water resources management in complex historical cities</span><span>.</span></a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Astrofisica: segnato l&amp;apos;avvio dell&amp;apos;osservazione dinamica e in tempo reale del cielo notturno con il Vera C. Rubin Observatory</title>
<link>https://www.italia24.news/astrofisica-segnato-lavvio-dellosservazione-dinamica-e-in-tempo-reale-del-cielo-notturno-con-il-vera-c-rubin-observatory</link>
<guid>https://www.italia24.news/astrofisica-segnato-lavvio-dellosservazione-dinamica-e-in-tempo-reale-del-cielo-notturno-con-il-vera-c-rubin-observatory</guid>
<description><![CDATA[ I primi alert scientifici del Vera C. Rubin Observatory sono stati diffusi, segnando un&#039;importante passo per l&#039;osservazione in tempo reale del cielo notturno. Coinvolto anche l&#039;INAF con una significativa partecipazione scientifica alle attività di ricerca e di analisi dei dati ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69a023d300e7b.webp" length="51664" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 11:01:30 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sono stati diffusi</span><strong> i primi alert scientifici del Vera C. Rubin Observatory</strong><span>, segnando un passaggio storico per l'astrofisica internazionale e l'avvio dell'osservazione dinamica e in tempo reale del cielo notturno. Il progetto vede anche il coinvolgimento dell'<strong>Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)</strong>, con una significativa partecipazione scientifica alle attività di ricerca e di analisi dei dati.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><strong>Gli alert sono segnali automatici generati ogni volta che viene rilevato un cambiamento nel cielo</strong><span>, come una nuova sorgente luminosa, una variazione di luminosità o lo spostamento di un oggetto, e </span><span>vengono <strong>diffusi pubblicamente entro circa due minuti dall'osservazione</strong></span><span>. Le notifiche generate nella <strong>notte del 24 febbraio sono state 800 mila - destinate ad aumentare progressivamente fino a raggiungere i </strong></span><strong>7 milioni per notte</strong><span> - hanno già portato alla <strong>scoperta di supernove, stelle variabili, nuclei galattici attivi e asteroidi in movimento nel Sistema solare.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Si tratta di uno dei passaggi di avvio della</span><span> <strong>Legacy Survey of Space and Time</strong></span><span><strong> (LSST)</strong>, il grande programma decennale che vedrà il Vera Rubin Observatory scandagliare ogni notte il cielo dell'emisfero australe con la più grande fotocamera digitale mai costruita, da 3200 megapixel. Nel primo anno di attività, l'osservatorio produrrà immagini di un numero di oggetti superiore a quello raccolto complessivamente da tutti gli altri osservatori ottici nella storia dell'umanità.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Il sistema di </span><span>alert</span><span> di Rubin è stato progettato per permettere a chiunque di identificare eventi astronomici interessanti con sufficiente anticipo, così da ottenere rapidamente osservazioni di follow-up sensibili al tempo», spiega </span><strong>Eric Bellm</strong><span>, responsabile dell'Alert Production Pipeline Group per la gestione dei dati di NSF-DOE Rubin Observatory, presso <strong>NSF NOIRLab e l'Università di Washington</strong>. «Rendere possibile la scoperta in tempo reale su 10 terabyte di immagini ogni notte ha richiesto anni di innovazione tecnica negli algoritmi di elaborazione delle immagini, nei database e nell'orchestrazione dei dati. Non vediamo l'ora di assistere alla straordinaria scienza che proverrà da questi dati».</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Per la comunità scientifica internazionale e per quella italiana si apre una stagione di straordinarie opportunità. I ricercatori e le ricercatrici dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) sono infatti coinvolti nelle collaborazioni scientifiche di Rubin LSST, come nello studio dei fenomeni variabili e transienti. «Ciò che rende rivoluzionario Rubin è la sua capacità di catturare sia i cambiamenti rapidi sia l'evoluzione a lungo termine del cielo», spiega </span><strong>Rosaria Bonito</strong><span>, ricercatrice dell'INAF e rappresentante INAF nel Board of Directors della LSST Discovery Alliance. «Le stelle giovani, ad esempio, possono manifestare improvvisi aumenti di luminosità legati a processi di accrescimento: eventi brevi, difficili da intercettare senza un monitoraggio continuo. Rubin ci permetterà di osservarli mentre accadono e di seguirne l'evoluzione per tutta la durata della survey, cioè per un intero decennio».</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L'Istituto Nazionale di Astrofisica svolge un ruolo di primo piano nel progetto Rubin-LSST presso il Vera C. Rubin Observatory, con responsabilità di leadership nelle collaborazioni scientifiche internazionali (con Rosaria Bonito come co-responsabile della LSST Transients and Variable Stars Science Collaboration e Crescenzo Tortora come co-responsabile della Strong Lensing Science Collaboration). L</span><span>a comunità nazionale, coordinata dall'INAF, ha contribuito in modo determinante alla definizione e all'ottimizzazione della strategia osservativa. L'INAF è inoltre impegnato nel supporto alle fasi di commissioning della strumentazione, nella gestione e nell'analisi dell'enorme mole di dati prodotti, sviluppando soluzioni basate su <strong>High Performance Computing e machine learning</strong> con oltre 20 contributi </span><span>in-kind</span><span>. Attraverso questo impegno, l'Istituto Nazionale di Astrofisica assicura alla comunità scientifica italiana l'accesso ai dati, promuove la formazione di giovani ricercatori e contribuisce allo sviluppo di tecnologie avanzate.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L'enorme flusso di dati sarà gestito tramite piattaforme software avanzate, dette </span><span>broker</span><span>, che raccoglieranno e renderanno disponibili gli </span><span>alert</span><span> prodotti dalle variazioni osservate. «Lo straordinario numero di </span><span>alert</span><span> che Rubin produrrà rappresenta una sfida entusiasmante sia per gli astronomi sia per gli ingegneri del software», sottolinea </span><strong>Tom Matheson</strong><span>, direttore del Community Science and Data Center, un programma di NSF NOIRLab, e responsabile dei Time-Domain Services, che hanno sviluppato l'alert broker ANTARES. «I team che lavorano ai broker hanno costruito sistemi in grado di operare rapidamente su larga scala, così da permettere agli scienziati di individuare tutti gli oggetti di loro interesse, oltre a fenomeni che non abbiamo mai osservato prima».</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La natura pubblica e quasi in tempo reale del sistema favorirà, inoltre, la collaborazione globale e il coinvolgimento anche di studenti e </span><span>citizen scientist</span><span>. Per l'INAF e per la comunità astronomica italiana, l'avvio degli </span><span>alert</span><span> del Vera C. Rubin Observatory segna l'ingresso in una nuova era dell'astronomia: un cielo osservato notte dopo notte, analizzato istante per istante, pronto a rivelare fenomeni ancora sconosciuti e a fornire indizi cruciali sulla materia oscura, sull'energia oscura e sull'evoluzione dell'universo.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cultura, Milano: alla Galleria d&amp;apos;Arte Moderna la mostra &amp;quot;Paul Troubetzkoy. Lo Scultore della Belle Époque&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/cultura-milano-alla-galleria-darte-moderna-la-mostra-paul-troubetzkoy-lo-scultore-della-belle-epoque</link>
<guid>https://www.italia24.news/cultura-milano-alla-galleria-darte-moderna-la-mostra-paul-troubetzkoy-lo-scultore-della-belle-epoque</guid>
<description><![CDATA[ Sarà aperta presso la Galleria d&#039;Arte Moderna di Milano, dal 27 febbraio al 28 giugno con oltre ottanta opere tra sculture e dipinti, la mostra &quot;Paul Troubetzkoy. Lo Scultore della Belle Époque&quot;, dedicata a Paul Troubetzkoy, scultore a cavallo tra Otto e Novecento ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69a0238419813.webp" length="59902" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 10:48:22 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Dal 27 febbraio al 28 giugno 2026, GAM | Galleria d'Arte Moderna di Milano presenta la mostra "Paul Troubetzkoy. Lo Scultore della Belle Époque", </strong>grande retrospettiva dedicata a una delle figure più affascinanti della scultura tra Otto e Novecento. <strong>L'esposizione è una co-produzione tra GAM | Galleria d'Arte Moderna di Milano, Musée d'Orsay di Parigi e CMS.Cultura srl, nell'ambito di Milano Cortina 2026, con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell'Institut français Milano</strong>, in collaborazione con il <strong>Museo del Paesaggio di Verbania</strong>. Media partner: <strong>Sky Arte</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'esposizione milanese, dopo la tappa al Musée d'Orsay di Parigi, è curata da <strong>Omar Cucciniello</strong> e presenta un'ampia ricognizione internazionale sull'opera di <strong>Paul Troubetzkoy</strong> (Intra 1866 - Pallanza 1938), scultore cosmopolita, figlio di un principe diplomatico russo e di una cantante lirica americana. Nato sulle rive del Lago Maggiore e formatosi in Italia, parigino d'adozione e celebre negli Stati Uniti, ha saputo imporsi tra i ritrattisti più raffinati della Belle Époque, fino a diventare protagonista del panorama artistico internazionale, punto di riferimento per l'alta società del suo tempo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Attraverso una selezione di ottanta opere tra sculture e dipinti, provenienti dalle più importanti collezioni italiane, europee, britanniche e americane, articolate in cinque sezioni tematiche e cronologiche, l'esposizione ricostruisce <strong>il percorso umano e artistico di Troubetzkoy</strong>: dai primi successi a Milano, dove si formò frequentando gli ambienti scapigliati, alla consacrazione internazionale grazie alla vittoria di importanti concorsi, come quello per la monumentale statua equestre dello Zar Alessandro III a San Pietroburgo, al trasferimento a Parigi, fino alla partecipazione alle grandi esposizioni americane. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Milano è orgogliosa di dedicare una mostra a Paul Troubetzkoy – afferma l'assessore alla Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong> –, artista cosmopolita che ha saputo interpretare con straordinaria sensibilità lo spirito della Belle Époque. A 160 anni dalla sua nascita, celebriamo dunque uno scultore capace di dialogare con le grandi capitali culturali del suo tempo, da Parigi agli Stati Uniti, e di costruire una carriera internazionale che oggi Milano riscopre e propone al pubblico. Realizzata in tandem con il Musée d'Orsay, dove è stata allestita l'anno scorso, la mostra non solo restituisce al pubblico la straordinaria modernità della sua scultura, ma propone anche un dialogo raffinato con grandi maestri della pittura del suo tempo, come Boldini e Sorolla: un invito a riscoprire un protagonista originale e ancora sorprendentemente attuale della storia dell'arte». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Celebre per la straordinaria capacità di catturare il carattere e la vitalità dei suoi soggetti con tocchi rapidi e vibranti, Troubetzkoy fu il ritrattista della Belle Époque: effigiò artisti, nobili e intellettuali della propria cerchia di amici, come il <strong>Conte Robert de Montesquiou e Gabriele </strong></span><span><strong>D'Annunzio</strong>; celebrità del teatro e della musica come <strong>Enrico Caruso e Giacomo Puccini</strong>; artisti del suo tempo tra cui <strong>Giovanni Segantini e Giovanni Boldini, </strong>con il quale condivide molti dei soggetti ritratti, e <strong>Joaquín Sorolla</strong>, a cui fu legato da una profonda amicizia, testimoniata da </span><span>una serie di ritratti reciproci; celebrità dell'alta borghesia internazionale come la <strong>Marchesa Casati</strong> ed esponenti delle <strong>famiglie Rothschild, Vanderbilt, Rockefeller.</strong> </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il metodo di lavoro di Troubetzkoy, che scolpiva dal vero senza disegni preparatori, e le sue preferenze estetiche hanno prodotto busti in bronzo di grande modernità e immediatezza, che mostrano il processo di creazione, con alcune parti appena abbozzate e altre molto più definite. Tra questi vi è il Ritratto di <strong>Lev Tolstoj</strong>, che Troubetzkoy conobbe nel 1899 e da cui rimase fortemente influenzato, abbracciando lo stile di vita vegetariano, insolito per l'epoca, sull'esempio dello scrittore russo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La mostra propone un'ampia selezione dei suoi ritratti più celebri, ma anche opere meno conosciute, tra cui le sculture di animali, testimonianza del suo precoce impegno per la causa animalista, e prove sperimentali che ne attestano l'inesauribile ricerca formale, tra cui diverse opere mai esposte prima in Italia. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il percorso espositivo si arricchisce anche di alcuni dipinti tra cui il ritratto di Troubetzkoy realizzato da <strong>Ilya Repin</strong> nel 1908, unico dipinto conservato in Italia del grande maestro russo appartenente alla corrente dei peredižniki (i pittori ambulanti) ed eccezionalmente in prestito dalla <strong>GNAMC - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma</strong>, e alcune opere di <strong>Giovanni Boldini</strong> tra cui l'iconico ritratto del <strong>conte di Montesquiou</strong>, in prestito dal Musée d'Orsay di Parigi, che dialoga con il bronzo dello scultore. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Oltre ai ritratti che hanno costruito la sua fama, la mostra presenta una selezione di statuette raffiguranti nativi americani, di cui Troubetzkoy cattura lo spirito fiero e il veloce movimento a cavallo, e di cowboy, soggetti che studiò per la prima volta in occasione dell'arrivo a Milano del famoso circo di <strong>Buffalo Bill</strong> del 1890, e ripresi poi durante i soggiorni negli Stati Uniti. Qui realizzò anche i ritratti delle prime star di Hollywood e leggiadre figure di ballerine. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>In mostra anche la statua di <strong>Mademoiselle Svirsky</strong>, famosissima ballerina del tempo che si esibiva a piedi nudi, con dedica all'amico Sorolla incisa sulla base, opera ritratta poi dal pittore in alcuni suoi celebri dipinti, tra cui quello sontuoso della <strong>moglie Clotilde</strong> seduta sul sofà; e poi <strong>Lady Constance Stewart Richardson,</strong> ritratta in un dinamico bronzo in prestito dal <strong>Fine Arts Museums di San Francisco. </strong>L'esposizione si conclude con una sezione interamente dedicata all'amato mondo degli animali, con diversi esempi della sua scultura animalista, così come i suoi lavori a favore della causa vegetariana, come il Divoratore di cadaveri, di cui era, in anticipo sui tempi, un fervente sostenitore.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Politecnico di Torino: il 26 febbraio la presentazione del nuovo centro studi del Dipartimento di Architettura e Design</title>
<link>https://www.italia24.news/politecnico-di-torino-il-26-febbraio-la-presentazione-del-nuovo-centro-studi-del-dipartimento-di-architettura-e-design</link>
<guid>https://www.italia24.news/politecnico-di-torino-il-26-febbraio-la-presentazione-del-nuovo-centro-studi-del-dipartimento-di-architettura-e-design</guid>
<description><![CDATA[ Il Dipartimento di Architettura e Design (DAD) del Politecnico di Torino ha avviato le attività del nuovo spazio di incontro tra università e aziende. La presentazione si svolgerà il 26 febbraio alle 18.00 presso il Castello del Valentino ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69a02359e235d.webp" length="36908" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 10:33:29 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-550588b0-7fff-9474-e666-1c15430c64ed" style="text-align: left;"><span>Il </span><strong>Dipartimento di Architettura e Design-DAD del Politecnico di Torino</strong><span> ha avviato una fase di significativa </span><span>apertura verso gli attori del territorio – istituzionali, professionali e, con particolare attenzione, imprenditoriali</span><span>. La presentazione si terrà il <strong>26 febbraio 2026 alle ore 18.00 presso la Sala della Caccia del Castello del Valentino.</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>In questo contesto nasce il “</span><strong>Centro Studi DAD Dottorato e Imprese</strong><span>”, iniziativa del Dipartimento pensata come uno <strong>spazio di incontro stabile tra università e aziende sui temi del progetto, della tecnologia, del patrimonio e del design in ambito architettonico.</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il Centro intende mettere in dialogo competenze accademiche, sperimentazione progettuale e </span><span>know-how</span><span> operativo, con l’obiettivo di </span><span>trasformare la ricerca in soluzioni concrete, replicabili e sostenibili per il mercato e la società di oggi</span><span>, con particolare riferimento al settore dell’Architettura e del Design.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L’idea alla base del nuovo centro studi è di collegare i tre </span><span>programmi di Dottorato del DAD</span><span> – contesto privilegiato della ricerca universitaria nell’area dell’Architettura–dedicati rispettivamente al </span><span>Progetto architettonico e alla Storia, al Patrimonio architettonico, alla Tecnologia e al Design</span><span>, con le </span><span>eccellenze del settore delle costruzioni e dell’ingegneria civile, presenti sul territorio piemontese</span><span>, fortemente orientate all’innovazione. Il Centro Studi vuole </span><strong>superare la frammentazione tra ricerca universitaria e piccoli nuclei aziendali di ricerca e sviluppo, nell’ambito dell’Architettura e del Design</strong><span>, per dar vita a una rete capace di mettere a fattore comune risultati, competenze e visioni.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Tre importanti realtà piemontesi come </span><strong>AI Engineering, Fantino Costruzioni e SECAP S.p.A.</strong><span> hanno sostenuto fin dall’inizio questa idea firmando con il DAD un Memorandum of Understanding nel mese di dicembre 2025, e incentrando il lavoro sul </span><span>filone tematico “<strong>Processi e prodotti del costruire”</strong></span><strong> dedicato all’innovazione di processo e di prodotto nel settore delle costruzioni e della progettazione</strong><span>. I percorsi di ricerca si concentreranno sia nel settore nuova edificazione, sia nella conservazione del patrimonio esistente, </span><span>sperimentando strategie, pratiche e tecnologie orientate all’efficientamento e alla sostenibilità</span><span> dei processi progettuali e costruttivi. Particolare attenzione sarà rivolta anche allo sviluppo di nuovi prodotti immobiliari capaci di </span><span>coniugare qualità architettonica, fattibilità economica e accessibilità</span><span>, oltre a modelli innovativi di uso e gestione dell’abitare.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Tre Dottorati e tre imprese: </span><span>il Centro Studi DAD promuove l’attivazione di posizioni di Dottorato in Apprendistato presso le aziende partner</span><span>, ciascuna affiancata da un tutor accademico e uno aziendale. La ricerca teorica e speculativa si integra con la sperimentazione sul campo, attraverso </span><span>living lab</span><span> presso le sedi e i cantieri delle stesse</span><span>. I risultati saranno messi a sistema come patrimonio condiviso tra DAD e aziende, da discutere, sviluppare ulteriormente e pubblicare, favorendo l’innovazione e nuove collaborazioni.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Per le ricerche intraprese sul filone “Processi e prodotti del costruire”, il Centro Studi DAD si avvarrà inoltre della </span><span>collaborazione degli esperti <strong>Giuseppe Martino Di Giuda</strong> (Università degli Studi di Torino) e <strong>Filippo Rizzo</strong> (Fred S.r.l.)</span><span>. Mantenendo la stessa formula di lavoro, altre imprese e società potranno aderire ogni anno al Centro Studi, sostenendo nuove borse di Dottorato in Apprendistato, attivando nuovi filoni di ricerca e ampliando il gruppo di giovani ricercatori e giovani ricercatrici coinvolte.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Il Dottorato in apprendistato è un’opportunità importante che il Politecnico di Torino offre ai giovani e alle giovani che vogliono portare avanti il loro lavoro di ricerca in Ateneo, confrontandosi allo stesso tempo con la realtà aziendale nel settore ricerca e sviluppo </span><span>– sottolinea </span><span><strong>Giuliana Mattiazzo</strong>, Vicerettrice per l’Innovazione scientifico-tecnologica al Politecnico di Torino</span><span> – </span><span>l nuovo Centro Studi DAD Dottorato e Imprese rafforza in modo stabile il dialogo tra il Dipartimento di Architettura e Design e il sistema delle imprese, promuovendo ricerca applicata e innovazione, sviluppo di competenze professionali con ricadute concrete sul territorio».</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Attraverso l’iniziativa del Centro Studi DAD, partiranno presto tre borse in apprendistato presso le aziende “fondatrici”, le cui rispettive ricerche saranno coordinate attraverso una serie di confronti e scambi in itinere. I risultati finali delle tre ricerche saranno messe in comune tra i tre Programmi di Dottorato e le tre Imprese, come patrimonio condiviso di conoscenza che contribuisca all’effettiva innovazione del settore delle Costruzioni e della progettazione. Nuove borse potranno essere bandite nei prossimi anni, anche da parte di nuove aziende, per dare continuità e sviluppo al Centro Studi», </span><span>aggiunge il </span><span>Direttore del Dipartimento di Architettura e Design, <strong>Michele Bonino</strong></span><span>.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«La creazione del ‘Centro Studi Dottorato e Imprese’ rappresenta un’iniziativa di grande valore e interesse per Ai Engineering; la nostra adesione piena e convinta conferma l’attenzione che da sempre rivolgiamo alla collaborazione con il Politecnico di Torino e, più in generale, con il mondo accademico, riconoscendo nella ricerca un elemento fondamentale per la crescita e lo sviluppo del settore –</span><span> </span><span>dichiara l’</span><span>Ingegner <strong>Marco Brugo</strong>, Amministratore Delegato di Ai Engineering </span><span>– </span><span>L’innovazione tecnologica è da sempre un aspetto distintivo della nostra attività, che si traduce nell’applicazione sistematica di metodologie e strumenti di ultima generazione nei nostri progetti. Il tema della borsa di Dottorato che abbiamo proposto intende esplorare, in sinergia con la ricerca del Politecnico di Torino, nuove frontiere di analisi e progettazione, affrontando sfide sempre più centrali come la decarbonizzazione e la rivoluzione digitale, elementi chiave per promuovere uno sviluppo realmente sostenibile e orientato al futuro».</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Costruire in montagna significa confrontarsi con vincoli climatici, logistici e normativi che rendono imprescindibile il legame tra progetto e processo costruttivo </span><span>– </span><span>dichiara l’Architetto <strong>Alberto Fantino</strong>, Amministratore Unico di Fantino S.p.A. </span><span>– </span><span>Con questo Dottorato vogliamo sviluppare un approccio prestazionale capace di integrare qualità architettonica, organizzazione del cantiere e riduzione delle emissioni lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. Allo stesso tempo, intendiamo rafforzare il dialogo tra mondo accademico e impresa, contribuendo alla formazione di figure altamente qualificate da inserire stabilmente nella nostra struttura».</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Crediamo fortemente nel valore di un dialogo strutturato tra imprese e mondo accademico, come leva strategica per generare innovazione concreta e duratura – </span><span>dichiara </span><span><strong>Giuseppe Provvisiero</strong> AD di Secap - </span><span>Per questo siamo orgogliosi di sostenere iniziative di ricerca sui processi di costruzione e sulla riqualificazione energetica del patrimonio esistente, integrando tutela, sostenibilità economica ed efficientamento energetico secondo gli orientamenti più avanzati. Desideriamo che questo percorso diventi anche un’opportunità per valorizzare il know-how della nostra impresa in chiave di ricerca, favorendo l’integrazione tra progettazione green, criteri ESG e modelli di finanziamento sostenibili».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h2 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>I temi dei tre dottorati in apprendistato</span></h2>
<p><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L’obiettivo del Centro Studi è di </span><strong>far combaciare gli obiettivi industriali delle aziende con le linee di ricerca dell’Ateneo</strong><span>. L’approccio sarà basato su casi studio reali, da analizzare attraverso simulazioni, scenari alrternativi e valutazioni comparative. I temi sono in evoluzione e vengono definiti nel lavoro tra azienda e ricercatori/ricercatrici. Il Centro Studi sarà sempre aperto ad accogliere nuovi temi in futuro, mantenendo una visione unitaria e coerente. Di seguito più nel dettaglio </span><span>i temi che potrebbero essere sviluppati nell’ambito dei tre Dottorati in Apprendistato </span><span>che saranno attivati.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><strong>AI Engineering e Dottorato in Design e Tecnologia, Persone, Ambiente, Sistemi: d</strong><span><strong>igital twin e progettazione</strong> adattiva sono i principali temi di interesse di questa posizione di Dottorato, con approfondimento eventuale sul tema del </span><span>Life Cycle Assesment</span><span>. Questo PhD vuole estendere l’analisi delle costruzioni oltre i consumi operativi, includendo una valutazione sull’intero ciclo di vita dell’edificio, con particolare attenzione all’impatto ambientale dei materiali, alla logistica e alla fase costruttiva. In tale contesto, la riduzione delle emissioni di CO</span><span>₂</span><span> viene individuata come possibile indicatore trasversale di qualità progettuale.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span><strong>Fantino Costruzioni e Dottorato in Architettura, Storia e Progetto</strong>: i</span><span>l Dottorato promosso da Fantino Costruzioni approfondisce il tema della <strong>progettazione e costruzione in ambito montano</strong>, con particolare attenzione al rapporto tra scelte progettuali, organizzazione del cantiere e sostenibilità complessiva dell’intervento. La ricerca indagherà l’integrazione tra prefabbricazione, costruzione in opera e logistica, valutandone l’impatto su tempi, costi e riduzione delle emissioni di CO</span><span>₂</span><span> lungo l’intero ciclo di vita. Saranno inoltre approfonditi gli aspetti normativi e la possibilità di adottare un approccio prestazionale capace di orientare il progetto oltre la mera conformità prescrittiva, contribuendo alla definizione di modelli operativi replicabili per l’edilizia in contesti montani.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span><strong>SECAP S.p.A. e Dottorato in Patrimonio architettonico</strong>: i</span><span>l tema di interesse indicato è l’ambito degli <strong>interventi sul patrimonio costruito esistente</strong>, intendendo sviluppare ricerche rivolte a nuovi modelli economici di finanziamento degli investimenti e di valutazione dell’efficientamento energetico, comprese formule in partenariato pubblico-privato.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ambiente: ENEA sviluppa nuove soluzioni per la gestione dei rifiuti organici</title>
<link>https://www.italia24.news/ambiente-enea-sviluppa-nuove-soluzioni-per-la-gestione-dei-rifiuti-organici</link>
<guid>https://www.italia24.news/ambiente-enea-sviluppa-nuove-soluzioni-per-la-gestione-dei-rifiuti-organici</guid>
<description><![CDATA[ ENEA, nell’ambito del progetto europeo Medwise coordinato dall’Università di Catania, è impegnata a sviluppare nuove soluzioni di economia circolare nella gestione dei rifiuti organici, che comporteranno la riduzione delle emissioni e la creazione di occupazione verde nei Paesi del Mediterraneo ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69a0231c0f97f.webp" length="115410" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 10:12:29 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Nuove soluzioni per la <strong>gestione dei rifiuti organici</strong> nei <strong>Paesi del Mediterraneo</strong> saranno sviluppate e testate nell’ambito del progetto europeo<span> </span><a href="https://www.interregnextmed.eu/project-page/medwise/" target="_blank" rel="noopener">MEDWISE</a><span> </span>da 2,5 milioni di euro, al quale partecipano <strong>7 partner di 6 Paesi: Giordania, Libano, Palestina, Spagna, Turchia e l’Italia con ENEA e Università di Catania (coordinatore).</strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«ENEA partecipa con un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi, guidando l’implementazione di economia circolare e simbiosi industriale per risparmiare risorse, ridurre emissioni e creare occupazione verde», sottolinea la responsabile di MEDWISE per ENEA <strong>Antonella Luciano</strong>, ricercatrice del Dipartimento Sostenibilità.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">MEDWISE riunisce centri di ricerca e soggetti privati per affrontare le crescenti crisi dei rifiuti, specialmente quelli organici, nei Paesi del Mediterraneo in cui vengono ancora smaltiti in discarica. Tre le direttrici su cui si lavorerà fino al 2028: <strong>sistemi di compostaggio decentralizzati per la valorizzazione degli scarti e la produzione di compost; sviluppo di simbiosi industriali tra le filiere per garantire una gestione più sostenibile dei rifiuti organici; un’app IA per la prevenzione degli sprechi alimentari.</strong> Le soluzioni di compostaggio decentralizzato verranno implementate in Spagna e in Libano, mentre attività di simbiosi industriale e le iniziative di prevenzione e riduzione degli sprechi alimentari saranno realizzate in tutti i Paesi partner.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«MEDWISE non si limita alla sperimentazione in laboratorio, ma punta a soluzioni applicabili nella vita reale, adattandole ai diversi contesti territoriali e sociali dei Paesi coinvolti», aggiunge <strong>Antonella Luciano. </strong>«Il progetto – conclude - incoraggia enti locali, imprese, ricercatori e studenti ad adottare pratiche circolari. Mediante iniziative di formazione e sensibilizzazione, vuole contribuire a una cultura della sostenibilità, dimostrando che i rifiuti possono essere un’opportunità concreta di innovazione e competitività».</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Quando la luce &amp;quot;pensa&amp;quot; come il cervello: scoperta la connessione tra fotoni e memoria artificiale</title>
<link>https://www.italia24.news/quando-la-luce-pensa-come-il-cervello-scoperta-la-connessione-tra-fotoni-e-memoria-artificiale</link>
<guid>https://www.italia24.news/quando-la-luce-pensa-come-il-cervello-scoperta-la-connessione-tra-fotoni-e-memoria-artificiale</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio internazionale, condotto per parte italiana da Cnr-Nanotec, Istituto Italiano di Tecnologia  e Sapienza Università di Roma, dimostra come i fotoni possano essere impiegati per simulare i meccanismi di funzionamento della memoria associativa e delle reti neurali ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699ecec622728.webp" length="48228" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 08:02:47 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof">
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-7672d72a-7fff-b232-adec-08da57b2cbe4"><span>Uno <strong>studio internazionale</strong> ha rivelato un <strong>collegamento sorprendente tra la fisica quantistica e i modelli teorici alla base dell'intelligenza artificiale</strong>. La ricerca, frutto della collaborazione tra <strong>l'Istituto di Nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec), l'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e la Sapienza Università di Roma, </strong>insieme ad istituzioni di ricerca internazionali, è stata pubblicata sulla rivista <strong>Physical Review Letters</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I risultati mostrano che <strong>fotoni identici che si propagano all'interno di circuiti ottici si comportano spontaneamente come una Rete di Hopfield</strong>, uno dei modelli matematici più noti per descrivere i meccanismi di memoria associativa del cervello umano.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Invece di utilizzare chip elettronici tradizionali, abbiamo sfruttato l'interferenza quantistica, il fenomeno che si manifesta nei chip fotonici quando le particelle di luce si sovrappongono e interagiscono tra loro per codificare e recuperare informazioni», spiega <strong>Marco Leonetti</strong>, coordinatore e corresponding author dello studio, primo ricercatore del Cnr-Nanotec e affiliato al Center for Life Nano- and Neuro-Science dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). «In questo sistema, i fotoni non sono semplici portatori di dati, ma diventano essi stessi i 'neuroni' di una memoria associativa».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio evidenzia, inoltre, l'esistenza di un limite fondamentale della capacità di memoria, analogo a quello osservato nei sistemi biologici. «Quando il numero di informazioni memorizzate è limitato, il sistema riesce a recuperarle correttamente grazie alla coerenza quantistica», aggiunge <strong>Gennaro Zanfardino, </strong>attualmente borsista di ricerca dell'Università del Salento e primo autore dello studio. «All'aumentare dei dati, però, emerge una transizione verso una fase di black-out della memoria, in cui il sistema entra in uno stato di disordine, tecnicamente definito vetro di spin, perdendo la capacità di recupero».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Questi risultati aprono nuove prospettive per l'impiego dell'ottica quantistica e della fotonica integrata nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale», sottolinea <strong>Luca Leuzzi</strong>, co-autore della ricerca, dirigente di ricerca Cnr-Nanotec e associato alla Sapienza Università di Roma. «Dispositivi di questo tipo potrebbero garantire elevate prestazioni con un consumo energetico drasticamente inferiore rispetto agli attuali data center».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le implicazioni dello studio vanno <strong>oltre l'ambito dell'intelligenza artificiale</strong>. La piattaforma fotonica sviluppata consente infatti di simulare e investigare sistemi fisici complessi e disordinati, difficilmente trattabili con i computer convenzionali. In questo contesto, il lavoro si inserisce nella tradizione della fisica teorica dei sistemi complessi e stabilisce un ponte concettuale con gli studi sui vetri di spin che hanno valso il Premio Nobel per la Fisica 2021 a Giorgio Parisi. Non a caso, la scoperta è maturata nello stesso ambiente scientifico in cui Parisi ha sviluppato le sue teorie.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Con questo studio, di cui siamo particolarmente orgogliosi, dimostriamo che le leggi del disordine osservate nei sistemi classici emergono anche nei circuiti quantistici fotonici», conclude <strong>Fabrizio Illuminati,</strong> direttore del Cnr-Nanotec e co-autore della ricerca. «La luce diventa così un vero e proprio laboratorio in miniatura, capace di esplorare i fenomeni complessi che governano sistemi naturali e artificiali, dal clima alle reti biologiche».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: "<a href="https://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/945c-11wt" target="_blank" rel="noopener">Multiphoton quantum simulation of the generalized Hopfield memory model</a>"; </span><span>Gennaro Zanfardino, Stefano Paesani, Luca Leuzzi, Raffaele Santagati, Fabio Sciarrino, Fabrizio Illuminati, Giancarlo Ruocco, and Marco Leonetti; Phys. Rev. Lett. 136, 070602 </span></p>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Dalla medicina &amp;quot;taglia unica&amp;quot; alle cure su misura: AIFA pubblica il Position Paper su medicina di precisione e appropriatezza prescrittiva</title>
<link>https://www.italia24.news/dalla-medicina-taglia-unica-alle-cure-su-misura-aifa-pubblica-il-position-paper-su-medicina-di-precisione-e-appropriatezza-prescrittiva</link>
<guid>https://www.italia24.news/dalla-medicina-taglia-unica-alle-cure-su-misura-aifa-pubblica-il-position-paper-su-medicina-di-precisione-e-appropriatezza-prescrittiva</guid>
<description><![CDATA[ La pubblicazione &quot;Position Paper&quot; dell&#039;AIFA sul cambiamento e sui progressi della medicina che arriva sempre di più verso l&#039;applicazione di cure più mirate dove la terapia viene costruita considerando l&#039;insieme delle interazioni tra farmaci, organismo e contesto clinico ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699ecb642d653.webp" length="20744" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 08:02:43 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-5900f952-7fff-3430-9281-cd4dd05b5e47"><span>La medicina sta cambiando pelle. I progressi della <strong>genomica</strong>, della <strong>farmacogenomica</strong> e delle <strong>tecnologie digitali</strong> stanno progressivamente superando il modello delle terapie standard, uguali per tutti, per aprire la strada a <strong>cure sempre più mirate</strong>, costruite sulle caratteristiche biologiche, cliniche e sociali di ciascun paziente. È la medicina di precisione, un cambiamento che non riguarda solo l'innovazione scientifica, ma il modo stesso di concepire la cura.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In questo quadro si colloca la pubblicazione, da parte dell'<strong>Agenzia Italiana del Farmaco, del Position Paper</strong> "<a href="https://www.aifa.gov.it/-/dalla-medicina-taglia-unica-alle-cure-su-misura-pp-aifa" target="_blank" rel="noopener">Medicina di precisione e appropriatezza della prescrizione farmacologica</a>", un documento che individua le aree di intervento prioritarie per migliorare efficacia e sicurezza delle terapie e rafforzare, al tempo stesso, la sostenibilità del <strong>Servizio Sanitario Nazionale</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il position paper è il frutto del lavoro condotto dal Tavolo tecnico AIFA sulla prescrittomica insediato a novembre 2024: una sinergia tra esperti dell'Agenzia, Società Scientifiche, Ordini professionali, Accademia, Istituti di Ricerca e Associazioni dei pazienti, che hanno lavorato in gruppi tematici per produrre raccomandazioni condivise.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il punto di partenza è un dato strutturale: l'invecchiamento della popolazione. In Italia quasi il 24% dei cittadini ha più di 65 anni e la convivenza con più patologie croniche è sempre più frequente. Secondo i dati richiamati nel Position Paper, <strong>il 68% degli over 65 assume almeno cinque farmaci diversi</strong> e il 28,5% ne assume dieci o più. Una condizione che espone a un rischio elevato di interazioni farmacologiche, reazioni avverse, inefficacia delle cure e scarsa aderenza terapeutica.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In questo contesto, il processo prescrittivo diventa un esercizio ad alta complessità. «La prescrizione farmacologica non può più essere considerata un atto isolato», si legge nel <strong>documento AIFA</strong>, «ma deve trasformarsi in una valutazione integrata del binomio "paziente-malattia", capace di tenere insieme dati clinici, terapie concomitanti, fragilità, fattori biologici e comportamentali».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Accanto alle evidenze generate dagli studi clinici controllati, il Position Paper valorizza l'impiego sistematico della <strong>Real-World Evidence</strong> per monitorare efficacia, sicurezza e appropriatezza prescrittiva nel contesto reale, in una logica di apprendimento continuo e aggiornamento dinamico delle raccomandazioni cliniche.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«Non possiamo più accettare che la politerapia, spesso inevitabile negli anziani, diventi una fonte di rischio invece che di beneficio», afferma il Presidente di AIFA, <strong>Robert Nisticò</strong>. «La medicina di precisione è lo strumento che ci consente di aumentare le probabilità di efficacia delle cure e ridurre gli effetti indesiderati, mettendo davvero la persona al centro».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il Position Paper introduce il concetto di <strong>prescrittomica</strong>, definita come l'applicazione integrata di dati clinici e informazioni multi-omiche (genomica, trascrittomica, proteomica, metabolomica ed epigenetica), integrate con strumenti digitali e di intelligenza artificiale, al fine di personalizzare le scelte terapeutiche, i dosaggi e i percorsi di monitoraggio nel singolo paziente. Significa passare da una logica "per farmaci" a una logica "per sistemi", in cui la terapia viene costruita considerando l'insieme delle interazioni tra farmaci, organismo e contesto clinico. «Attuare la prescrittomica», si legge nel documento, «equivale a fornire strumenti concreti di miglioramento dell'appropriatezza prescrittiva».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Tra le proposte operative, AIFA indica la necessità di incentivare e sistematizzare pratiche come la <strong>ricognizione e la riconciliazione farmacologica</strong>, fondamentali nei pazienti in politerapia, e di promuovere l'uso di software di supporto alle decisioni cliniche per l'analisi preventiva delle interazioni farmaco-farmaco. Un ruolo centrale è attribuito anche alla farmacogenomica, che consente di individuare variazioni genetiche in grado di influenzare la risposta ai farmaci, e al Therapeutic Drug Monitoring, utile per personalizzare i dosaggi e prevenire tossicità o inefficacia. L'adozione di sistemi di supporto decisionale, algoritmi di intelligenza artificiale e strumenti analitici avanzati richiede la definizione di standard condivisi di validazione, qualità analitica e tracciabilità, al fine di garantirne un utilizzo appropriato, sicuro e clinicamente affidabile.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La tecnologia non sostituisce il medico, ma lo aiuta a decidere meglio», sottolinea <strong>Nisticò</strong>. «Strumenti come i sistemi di supporto decisionale, se correttamente validati e utilizzati, possono fare la differenza nella gestione dei pazienti complessi».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Il documento guarda inoltre al futuro, indicando nell'<strong>intelligenza artificiale e nella bioinformatica</strong> leve strategiche per costruire modelli predittivi in grado di supportare la pratica clinica e migliorare la governance della spesa farmaceutica. Per rendere strutturale la medicina di precisione, risultano necessari modelli organizzativi stabili, basati su reti e centri dedicati, integrazione multidisciplinare delle competenze e percorsi formativi strutturati, assicurando equità di accesso e sostenibilità misurabile dell'innovazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Al tempo stesso, il position paper richiama <strong>l'importanza della formazione dei professionisti e del coinvolgimento attivo dei pazienti,</strong> perché «l'appropriatezza prescrittiva non è solo un fatto tecnico, ma anche culturale». «La medicina di precisione non è un lusso per pochi», conclude il Presidente AIFA. «È un dovere etico e un investimento sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale: curare meglio significa anche utilizzare meglio le risorse pubbliche».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Con la pubblicazione del Position Paper, AIFA conferma il proprio impegno a guidare questa transizione. «In un Paese che invecchia rapidamente - conclude <strong>Nisticò</strong> - la sfida non è aumentare il numero dei farmaci prescritti, ma prescriverli in modo più appropriato, sicuro e mirato, trasformando l'innovazione scientifica in beneficio concreto per i cittadini».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>122 milioni di ore di calcolo per scienza e industria: Il report di ENEA sui dati raccolti dal supercomputer CRESCO</title>
<link>https://www.italia24.news/122-milioni-di-ore-di-calcolo-per-scienza-e-industria-il-report-di-enea-sui-dati-raccolti-dal-supercomputer-cresco</link>
<guid>https://www.italia24.news/122-milioni-di-ore-di-calcolo-per-scienza-e-industria-il-report-di-enea-sui-dati-raccolti-dal-supercomputer-cresco</guid>
<description><![CDATA[ Il supercomputer CRESCO dell&#039;ENEA ha fornito in un anno 122 milioni di ore di calcolo a supporto di oltre 200 tra centri di ricerca, atenei e imprese, secondo quanto emerge dal report ENEA che ha raccolto i dati 2024 sull&#039;utilizzo di CRESCO in diversi settori ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699ec742671ea.webp" length="127326" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 08:02:40 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Con<span> </span><strong>122 milioni di ore di calcolo</strong><span> </span>in un anno, il supercomputer <strong>ENEA CRESCO</strong><span> </span>ha contributo in modo significativo alla ricerca scientifica internazionale.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Oltre<span> </span><strong>200 tra centri di ricerca</strong>,<strong><span> </span>atenei<span> </span></strong>e<strong><span> </span>imprese</strong><span> </span>sono stati supportati dal supercalcolatore nelle attività condotte in diversi settori applicativi, dall’<strong>energia nucleare </strong>alla <strong>scienza dei materiali</strong>, dalla<span> </span><strong>dinamica molecolare</strong><span> </span>alle<span> </span><strong>biotecnologie</strong>, ma anche per<strong><span> </span>clima </strong>e <strong>transizione energetica</strong><span> </span>e<span> </span><strong>digitale</strong>. È quanto emerge dal report<span> </span><a href="https://www.pubblicazioni.enea.it/le-pubblicazioni-enea/edizioni-enea/anno-2025/high-performance-computing-on-cresco-infrastructure-research-activities-and-results-2024.html" target="_blank" rel="noopener">High Performance Computing on CRESCO infrastructure: research activity and results 2024</a>, che ha raccolto i dati sull'utilizzo di CRESCO.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Tra i principali utilizzatori dei servizi CRESCO, centri di ricerca come <strong>Cnr, ICCOM, ICSC, INFN, ITT</strong>, oltre ai principali atenei italiani.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Tra i progetti di maggior rilievo supportati nel 2024 dal sistema ENEA di supercalcolo il <strong>progetto PNRR Divertor Tokamak Test Facility Upgrade (DTT-U),</strong> teso a migliorare l’affidabilità dei sistemi dell’impianto DTT per l’energia da fusione in costruzione presso il <strong>Centro Ricerche ENEA di Frascati (Roma).</strong> Il supercomputer consente di sviluppare modelli avanzati e simulazioni per il comportamento del plasma utilizzato nella reazione di fusione nucleare.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Le principali risorse computazionali dell’ENEA si trovano presso il Centro Ricerche di Portici (Napoli) e rimangono costantemente accessibili anche alla comunità scientifica esterna, sia pubblica che privata. CRESCO, entrato in funzione per la prima volta nel 2008, ha attualmente una potenza di picco di oltre 9 PFlops ed è costituito da 758 nodi di calcolo. A giugno 2025, CRESCO8 è entrato alla 228esima posizione della classifica Top500 dei computer più potenti al mondo e alla 134esima posizione della Green TOP500, che misura le prestazioni del supercalcolatore in rapporto all’efficienza energetica.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’infrastruttura vanta infatti consumi energetici molto contenuti grazie a una particolare tecnologia di raffreddamento ad acqua, in grado di dissipare fino al 98% del calore prodotto dal supercomputer e di far risparmiare il 40% dell’energia.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Il contributo di CRESCO alla ricerca è sempre in aumento, come dimostra il trend in crescita rilevato dal 2008 ad oggi», sottolinea <strong>Giovanni Ponti</strong>, responsabile ENEA della<span> </span><a href="https://ict.enea.it/" target="_blank" rel="noopener">Divisione Sviluppo sistemi per informatica e ICT</a><span> </span>presso il Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili, «L’avvio nel 2025 di CRESCO8 – conclude - rappresenta un passaggio strategico, in quanto il nuovo sistema HPC consente di ampliare in modo significativo la capacità computazionale a supporto delle attività di ricerca più avanzate, garantendo all’ENEA una posizione di riferimento nel panorama delle infrastrutture ad alte prestazioni messe a disposizione della comunità nazionale e internazionale».</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: premiata la tesi della ricercatrice Elena Gazzea sulla conservazione degli insetti impollinatori</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-premiata-la-tesi-della-ricercatrice-elena-gazzea-sulla-conservazione-degli-insetti-impollinatori</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-premiata-la-tesi-della-ricercatrice-elena-gazzea-sulla-conservazione-degli-insetti-impollinatori</guid>
<description><![CDATA[ La tesi della ricercatrice Elena Gazzea, dedicata alla salvaguardia degli insetti impollinatori in ecosistemi agricoli e forestali degradati, è la vincitrice del &quot;Premio Angelo Pangrazio&quot; ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699ec441a76b1.webp" length="58240" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 08:02:36 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La ricercatrice </span><b>Elena Gazzea </b>è<span> </span>la<span> </span><b>vincitrice del "Premio Angelo Pangrazio"</b>, giunto alla sua seconda edizione,<span> </span><b>consegnato oggi a Palazzo Wollemborg<span> </span></b>sede <strong>Museo di Geografia dell'Università di Padova</strong>. Il riconoscimento, dell'importo di 1.500 euro messo a disposizione dall' Associazione "Amici di Angelo Pangrazio" e dalla famiglia, ha premiato la<span> </span><b>migliore ricerca di dottorato dell'Università di Padova dedicata alle tematiche ambientali ad alto impatto sociale</b>, con l'obiettivo di stimolare la diffusione di conoscenze utili alla tutela e valorizzazione del territorio.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">La tesi vincitrice è stata selezionata tra le 50 domande presentate, provenienti da 27 corsi di dottorato. Nelle<span> </span>motivazioni<span> </span>del riconoscimento la <strong>giuria</strong> ha sottolineato:<span> «I</span>l voto eccellente assegnato dalla commissione d'esame, il prestigioso riconoscimento internazionale "Daikin Prize for Biodiversity Conservation" ricevuto da Elena Gazzea nel 2025, l'approccio interdisciplinare al tema della biodiversità con particolare attenzione alle implicazioni sociali e, infine, l'apertura internazionale e al tempo stesso l'attinenza della ricerca al contesto locale veneto, sul quale in particolare si è concentrata l'attività di inchiesta e comunicazione giornalistica di Angelo Pangrazio».<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Il "Premio Angelo Pangrazio", ideato dall'Associazione "Amici di Angelo Pangrazio" e coordinato in collaborazione con l'Università di Padova, è dedicato al giornalista Angelo Pangrazio della Tgr Rai, scrittore sensibile ai temi ambientali e osservatore della realtà con spirito libero e critico. Non solo, è un riconoscimento all'eccellenza scientifica dei ricercatori, ma è anche un segnale forte dell'impegno dell'Ateneo patavino nel promuovere una cultura della sostenibilità fondata su conoscenza, responsabilità e apertura al mondo.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">La giuria ha assegnato all'unanimità il Premio alla ricercatrice<span> </span><b>Elena Gazzea</b><span> </span>per la sua tesi di dottorato in lingua inglese dal titolo "<b>Ecology and conservation of pollinators in forest and agricultural landscapes</b>", discussa all'interno del Dottorato in "<strong>Crop Science</strong>" sotto la supervisione del professor <strong>Lorenzo Marini</strong>, docente di <strong>Landscape Ecology</strong> del dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente dell'Università di Padova. Elena Gazzea ha ritirato il premio tornando dal Canada, dove attualmente svolge attività di ricerca post- dottorato all'Università dell'Alberta.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«La partecipazione di 50 dottorandi, provenienti da ben 27 corsi di dottorato diversi -<span> </span><b>sottolinea il Prorettore alla formazione post-lauream Massimiliano Zattin</b><span> </span>- testimonia in modo eloquente la ricchezza e la vivacità della nostra comunità accademica. L'ambiente è un tema che attraversa discipline differenti - dalle scienze di base all'ingegneria, dalle scienze sociali alle discipline umanistiche - e questa varietà di percorsi dimostra quanto l'interdisciplinarietà sia oggi imprescindibile per affrontare problemi complessi. Desidero inoltre sottolineare con soddisfazione che il 20% dei partecipanti è costituito da cittadini stranieri: un dato che conferma l'attrattività internazionale del nostro Ateneo e la capacità del dottorato di ricerca di Padova di inserirsi in una rete globale di competenze e sensibilità».<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Siamo contenti e onorati di contribuire con il giusto riconoscimento a premiare la ricerca scientifica - <b>commenta Claudia Pelattieri, presidente dell'Associazione "Amici di Angelo Pangrazio"</b><span> </span>- soprattutto quando a farla sono i giovani. Angelo è sempre stato attento al loro mondo: ci vedeva una speranza per il futuro, e così sarebbe stato anche in questo caso con Elena Gazzea. Nel nostro piccolo, è un modo per ricordare i suoi valori oltre il giornalismo, sua passione e suo mestiere».<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<h2 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Sintesi della tesi premiata</h2>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Gli <strong>insetti impollinatori</strong>, come api, farfalle e sirfidi, sono essenziali per la riproduzione della maggior parte delle piante selvatiche e coltivate, contribuendo quindi a importanti funzioni e servizi ecosistemici. Tuttavia, i cambiamenti nell'uso del suolo e l'intensivizzazione delle pratiche agricole e forestali hanno degradato habitat fondamentali, contribuendo al declino degli impollinatori. Nonostante gli sforzi di conservazione siano aumentati, molte azioni si concentrano soltanto su agroecosistemi a scala locale, trascurando spesso le foreste, i processi su scala di paesaggio e l'integrazione di diversi obiettivi di gestione del territorio. Inoltre, i limiti nel monitoraggio degli impollinatori rendono difficile valutarne l'efficacia.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">La tesi indaga <strong>le opportunità di conservazione per gli impollinatori in ecosistemi agricoli e forestali degradati ed esplora come integrarle in paesaggi con obiettivi di gestione diversi.</strong> Sono stati affrontati cinque temi principali: gli effetti dei disturbi naturali, l'efficacia del ripristino forestale come intervento di conservazione, le implicazioni socio-economiche del declino degli impollinatori, la conciliazione tra attività di conservazione e attività di controllo di insetti dannosi e gli strumenti di monitoraggio. Le conclusioni della tesi sono state che gli insetti impollinatori traggono beneficio da una maggiore eterogeneità di habitat.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">In particolare nel lavoro scientifico sono stati studiati <strong>gli effetti degli schianti da vento della tempesta Vaia sugli insetti impollinatori</strong>. I risultati hanno mostrato che le aree colpite da disturbi naturali presentano una maggiore diversità di specie di impollinatori rispetto alle foreste intatte e che le comunità cambiano rapidamente durante le prime fasi della successione ecologica. Queste aree disturbate funzionano come hotspot temporanei di biodiversità, offrendo nuove risorse fiorali indipendentemente dalle caratteristiche locali o paesaggistiche.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">È stata approfondita l'efficacia della creazione di aree forestali in paesaggi agricoli gestiti intensamente nel sostenere impollinatori tipici di foresta. Il confronto tra aree ripristinate e frammenti forestali residui ha evidenziato comunità di impollinatori molto simili, dimostrando che il ripristino forestale può sostenere efficacemente gli impollinatori forestali negli agroecosistemi degradati.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Sono stati presentati i risultati di una <strong>meta-analisi sull'effetto della impollinazione sulla qualità delle colture.</strong> Gli impollinatori contribuiscono significativamente alla produzione agricola di qualità, migliorando caratteristiche commerciali come la forma e la dimensione dei frutti. Questi risultati sottolineano i <strong>rischi economici legati alla perdita di impollinatori e rafforzano la necessità di tutelare il servizio di impollinazione per garantire la sicurezza alimentare.</strong><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">La tesi si è conclusa con una sintesi qualitativa delle attività gestionali finalizzate alla conservazione e al controllo di insetti dannosi e mostra come sia possibile una conciliazione tra i due obiettivi. Non solo, sono stati testati dei semplici indicatori di biodiversità di api selvatiche utili per il loro monitoraggio. L'abbondanza totale delle api sembra essere un buon indicatore della ricchezza di specie, offrendo quindi uno strumento pratico e a basso costo per valutare l'efficacia degli interventi di conservazione.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Elena Gazzea</b><span> </span>(Abano Terme, 1994) è ricercatrice in ecologia applicata, con interessi di ricerca nell'ambito della biodiversità e della biologia della conservazione. Ha ottenuto la laurea in Scienze Forestali all'Università di Padova, dove nel 2025 ha conseguito anche il dottorato di ricerca sotto la supervisione del prof. Lorenzo Marini (dip. DAFNAE). Il suo progetto di dottorato ha riguardato l'ecologia degli insetti impollinatori in paesaggi forestali e agricoli, studiando gli effetti dei disturbi naturali e l'efficacia degli interventi di ripristino forestale per la loro conservazione. Attualmente è ricercatrice postdoc nel gruppo di ricerca del prof. Scott Nielsen all'Università dell'Alberta (Canada), dove si occupa di ripristino ecologico in ecosistemi boreali disturbati da attività di esplorazione ed estrazione petrolifera. La sua attività è fortemente orientata alla ricerca scientifica che influenzi direttamente la gestione ambientale e le politiche di conservazione, nonché alla valorizzazione delle informazioni e dei dati esistenti attraverso sintesi quantitative.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Angelo Pangrazio</b><span> </span>(4 aprile 1957 – 25 dicembre 2022), veronese di Zevio, ha lavorato come giornalista nei quotidiani "L'Arena", la "Cronaca di Verona", "Il Corriere Canadese" ed è stato inviato della Tgr Rai Veneto, per anni punto di riferimento per la politica regionale. Ha collaborato con diverse testate fra cui "L'Unità", "L'Espresso" e "Il Giornale". Con Cierre Edizioni ha pubblicato l'inchiesta "Lupi a Nordest. Antiche paure, nuovi conflitti", vincendo la 20esima edizione del premio letterario LeggiMontagna - sezione Saggistica.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Astrofisica: uno studio internazionale indaga sulla natura dell&amp;apos;oggetto astronomico Capotauro</title>
<link>https://www.italia24.news/astrofisica-uno-studio-internazionale-indaga-sulla-natura-delloggetto-astronomico-capotauro</link>
<guid>https://www.italia24.news/astrofisica-uno-studio-internazionale-indaga-sulla-natura-delloggetto-astronomico-capotauro</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio internazionale, pubblicato su Astronomy &amp; Astrophysics, cerca di scoprire qualcosa di più sulla natura dell&#039;oggetto Capotauro, che potrebbe essere la galassia più lontana mai osservata oppure una nana bruna tra le più fredde e distanti mai scoperte ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699ec00fccb68.webp" length="12954" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 08:02:31 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Nelle profondità dello spazio perlustrate dal </span><a href="https://www.media.inaf.it/tag/jwst/" target="_blank" rel="noopener">telescopio spaziale James Webb</a><span> è apparso un puntino rosso che sta togliendo il sonno agli astronomi. Il suo nome completo è </span><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Capotauro" target="_blank" rel="noopener">Ceers U-100588</a><span>, ma gli scienziati lo hanno ribattezzato </span><strong>Capotauro</strong><span>, dal nome antico del monte Corno alle Scale, nell’Appennino tosco-emiliano. Identificato nella </span><strong>survey</strong><span><strong> Ceers</strong> (<strong>Cosmic Evolution Early Release Science</strong>), Capotauro si presenta come un enigma senza precedenti: <strong>potrebbe essere la galassia più lontana mai vista oppure un oggetto molto più vicino ma altrettanto straordinario.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;">Secondo le analisi<span> </span>pubblicate oggi<span> </span>su<span> </span><strong>Astronomy &amp; Astrophysics</strong>, condotte da un team internazionale guidato da<span> </span><strong>Giovanni Gandolfi</strong>, ricercatore dell’Inaf di Roma, l’ipotesi più affascinante è che Capotauro sia<span> </span><strong>la galassia più lontana mai vista finora</strong>, situata a un<span> </span><strong>redshift di z~32</strong>. Se questa ipotesi fosse confermata, vorrebbe dire che stiamo osservando questo oggetto come appariva ad appena 90 milioni di anni dopo il Big Bang. Si tratterebbe di un record assoluto, capace di rivoluzionare le attuali teorie sulla formazione delle prime stelle e galassie, poiché Capotauro appare straordinariamente brillante per un’epoca così remota.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Tuttavia, la scienza impone cautela, ed è fondamentale non escludere nessuna ipotesi che si accordi con i dati. Le osservazioni fino a ora raccolte mostrano un brusco calo di luce tra le lunghezze d’onda di 3.5 e 4.5 micron. Questo segnale, pur essendo compatibile con l’ipotesi di una galassia distante, ammette anche un’interpretazione alternativa, altrettanto sorprendente: Capotauro potrebbe non essere una galassia lontana, ma un <strong>oggetto substellare all’interno della nostra Via Lattea</strong>. Nello specifico, potrebbe trattarsi di<span> </span><strong>una nana bruna estremamente fredda<span> </span></strong>o addirittura di un<span> </span><strong>esopianeta errante</strong>, con una temperatura inferiore ai 300 kelvin. Se così fosse, si tratterebbe di uno dei primi oggetti di questo tipo – già di per sé rari – individuato a una distanza così elevata – fino a 6500 anni luce.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Questa sorgente sta facendo discutere. Studi successivi al nostro», dice a<span> </span>Media Inaf<span> </span><strong>Gandolfi</strong>, primo autore dell’articolo pubblicato su<span> </span>A&amp;A<em>,</em><span> </span>«suggeriscono che, se Capotauro si trovasse davvero a<span> </span>redshift<span> </span>molto elevato, la sua luminosità osservata potrebbe essere spiegata da un fenomeno potente e mai osservato prima: una<span> </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Supernova_a_instabilit%C3%A0_di_coppia" target="_blank" rel="noopener">supernova a instabilità di coppia</a>. Si tratta di esplosioni estremamente energetiche, associate alla morte della prima generazione di stelle dell’universo e visibili anche a distanze cosmologiche – il <strong>telescopio spaziale James Webb</strong> potrebbe riuscire a rilevarle. In più, abbiamo identificato oggetti simili a Capotauro in altre immagini del James Webb. Questo suggerisce che Capotauro possa essere il primo esempio di una popolazione che, sebbene rara, è più ampia di quanto pensato. Comprenderne la natura è cruciale: solo distinguendo tra “impostori” locali e galassie o transienti realmente primordiali potremo usare Webb per rivelare le prime strutture del cosmo».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Al momento la natura di Capotauro rimane dunque incerta. I dati raccolti dal team d’astronomi non sono bastati a sciogliere il dubbio. Saranno necessarie nuove e più profonde osservazioni del telescopio spaziale James Webb per capire se stiamo davvero lanciando lo sguardo poco dopo l’inizio del tempo oppure se abbiamo immortalato un raro e solitario viaggiatore galattico.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Link all'articolo su<span> </span><i>Astronomy &amp; Astrophysics</i> “<a href="https://doi.org/10.1051/0004-6361/202557061" target="_blank" rel="noopener">Mysteries of Capotauro: investigating the puzzling nature of an extreme F356W-dropout</a>” di Giovanni Gandolfi, Giulia Rodighiero, Marco Castellano, Adriano Fontana, Paola Santini,<span> </span><em>et al.</em></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Accademia dei fisiocritici: a Siena il convegno &amp;quot;Alcaptonuria: la prima malattia genetica e le sue sfide di oggi&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/accademia-dei-fisiocritici-a-siena-il-convegno-alcaptonuria-la-prima-malattia-genetica-e-le-sue-sfide-di-oggi-in-occasione-della-giornata-mondiale-della-malattie-rare</link>
<guid>https://www.italia24.news/accademia-dei-fisiocritici-a-siena-il-convegno-alcaptonuria-la-prima-malattia-genetica-e-le-sue-sfide-di-oggi-in-occasione-della-giornata-mondiale-della-malattie-rare</guid>
<description><![CDATA[ In occasione della Giornata mondiale della Malattie Rare, si svolge all&#039;Accademia dei Fisiocritici il 27 febbraio il convegno &quot;Alcaptonuria: la prima malattia genetica e le sue sfide di oggi&quot; ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699d7cf06c2a8.webp" length="53730" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 17:27:26 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span>"<strong>Alcaptonuria: la prima malattia genetica e le sue sfide di oggi</strong>" è il tema del convegno che, in occasione della <strong>Giornata mondiale della Malattie Rare</strong> si svolge <strong>all'Accademia dei Fisiocritici il 27 febbraio alle ore 17</strong>. L'alcaptonuria è una malattia genetica ultra-rara che ha in <b>Siena un centro di eccellenza</b> sia per la ricerca di livello internazionale - con gli studi molecolari della sua fisiopatologia - sia per la cura con modelli innovativi. È qui infatti che ha sede <strong>l'aimAKU</strong>, <strong>Associazione Italiana Malati di Alcaptonuria.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Dopo i saluti di apertura del presidente dell'Accademia <b>Giuseppe Manganelli</b> e dell'assessore alla sanità del Comune di Siena <b>Giuseppe Giordano</b>, la professoressa <b>Annalisa Santucci</b>, dell'Università di Siena, vice-presidente dell'aimAKU e anche fisiocritica, coordinerà gli interventi: fra i relatori, oltre a giovani ricercatori dell'ateneo, sarà presente anche Bruno Frediani, professore di Reumatologia e direttore del dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e neuroscienze. Si parlerà della malattia da tutti i punti di vista: storia, clinica, diagnosi, terapia, assistenza, ricerca, genetica, progetti, prospettive e casi studio.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Il convegno è organizzato da Accademia dei Fisiocritici e Università di Siena con il patrocinio di Comune di Siena, aimAKU, metabERN (European Reference Network for Hereditary Metabolic Disorders), UNIAMO (Federazione Italiana Malattie rare), FORUM Toscana Malattie Rare e <b>potrà essere seguito in diretta sul <a href="https://www.youtube.com/c/FisiocriticiSiena" target="_blank" rel="noopener">canale YouTube</a> Fisiocritici Siena</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Il convegno sarà anche l'occasione per valorizzare un importante risultato della ricerca senese. Lo scorso ottobre il gruppo coordinato dalla professoressa Annalisa Santucci ha vinto il 5° Rare Disease Award UNIAMO per <b>ApreciseKUre</b>, <b>un progetto di medicina di precisione dedicato all'alcaptonuria, sviluppato all'Università di Siena</b>. La piattaforma integra dati genetici, clinici e biochimici e utilizza strumenti avanzati di intelligenza artificiale per migliorare la conoscenza della malattia e personalizzare i trattamenti. Fondamentale la collaborazione con aimAKU: grazie alla sua struttura scalabile, ApreciseKUre si propone come modello replicabile anche per altre patologie rare, rafforzando il ruolo di Siena nella ricerca e nell'innovazione biomedica.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: utilizzate in una ricerca cellule staminali di origini umane per studiare la perdita di massa muscolare provocata dal cancro</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-utilizzate-in-una-ricerca-cellule-staminali-di-origini-umane-per-studiare-la-perdita-di-massa-muscolare-provocata-dal-cancro</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-utilizzate-in-una-ricerca-cellule-staminali-di-origini-umane-per-studiare-la-perdita-di-massa-muscolare-provocata-dal-cancro</guid>
<description><![CDATA[ In un articolo pubblicato sulla rivista «Cell Reports Methods», un gruppo di ricercatori dell&#039;Università di Padova ha proposto una nuova piattaforma, a base di cellule staminali pluripotenti indotte di origine umana, per studiare la perdita di massa muscolare provocata dal cancro ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699d7a3eb0b24.webp" length="51132" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 17:27:25 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">La <strong>cachessia tumorale</strong> è una sindrome che colpisce fino all'80% dei pazienti con tumori solidi, caratterizzata dalla <strong>perdita di massa muscolare e a volte anche di grasso corporeo</strong>. L'impatto della cachessia sulla qualità della vita dei pazienti, sulla risposta alla chemioterapia e sulle probabilità di sopravvivenza è notevole e mancano ancora terapie efficaci. Ciò è dovuto in parte ai limiti degli studi condotti con animali di laboratorio, nei quali non è sempre possibile riprodurre fedelmente ciò che accade nel corpo umano. Per questo motivo c'è un grande bisogno di <strong>sviluppare sistemi di studio sperimentali con tessuti umani in colture tridimensionali per studiare i meccanismi della cachessia e trovare nuove cure, riducendo al contempo l'uso della sperimentazione animale.</strong><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Nell'articolo appena pubblicato sulla rivista «<strong>Cell Reports Methods</strong>», un gruppo di ricercatori dei <strong>dipartimenti di Medicina molecolare e di Scienze biomediche dell'Università di Padova </strong>ha utilizzato <strong>organoidi neuromuscolari</strong> (<strong>NMO</strong>) derivati da <strong>cellule staminali pluripotenti</strong> <strong>indotte di origine umana</strong> (<strong>hiPSC</strong>) come nuova piattaforma per studiare la cachessia muscolare provocata dal cancro.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Grazie alla struttura tridimensionale, le fibre muscolari sperimentali (in gergo, miotubi) sono risultate più mature e sviluppate rispetto a quelle ottenute con le tradizionali colture in piastra bidimensionale. Inoltre la complessità raggiunta da tali organoidi, che contengono anche componenti nervose, crea un ambiente più fisiologico e maggiormente in grado di riprodurre le risposte muscolari in modo accurato.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Avere in laboratorio un modello di muscolo scheletrico umano in cui poter studiare i meccanismi molecolari alla base della cachessia muscolare indotta dal cancro apre nuove prospettive per la conoscenza e l'identificazione di possibili bersagli terapeutici specifici per gli esseri umani. Queste prospettive in futuro potrebbero estendersi anche allo studio di altre patologie che, direttamente o indirettamente, affliggono il muscolo scheletrico –<span> </span><b>spiega la<span> </span></b><span id="v1gmail-330428161"><b>dottoressa</b></span><span> </span><b>Anna Urciuolo del Dipartimento di Medicina Molecolare dell'Università di Padova</b><span> </span>–. I risultati pubblicati sono frutto di un'attività collaborativa fertile all'interno dell'Ateneo patavino, che ha in particolare coinvolto i colleghi Roberta Sartori e Marco Sandri, del Dipartimento di Scienze biomediche e da anni studiosi di cachessia muscolare. Competenze ed esperienze complementari si sono unite a un approccio scientifico multidisciplinare per raggiungere un obiettivo comune».<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Gli NMO rispondono, quindi, efficacemente agli stimoli atrofici, riproducendo le caratteristiche principali della cachessia tumorale quando vengono trattati con terreno di coltura condizionato, ottenuto da colture di cellule tumorali che inducono cachessia. Sperimentalmente osservando tale fenomeno si rilevano perdita di massa muscolare, indebolimento della contrazione, alterazione dei livelli di calcio all'interno delle cellule (fondamentali per la contrazione), comparsa di mitocondri danneggiati e frammentati con conseguenti problemi energetici e un aumento del processo di autofagia che porta alla distruzione dei componenti cellulari.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Il modello di organoide neuromuscolare proposto dai ricercatori padovani e derivato da cellule staminali di origine umana rappresenta un importante passo avanti per la ricerca sulla cachessia tumorale. Offre infatti un promettente <strong>modello di muscolo umano per studiare i meccanismi alla base della cachessia e per sviluppare e valutare potenziali terapie</strong>, tra cui nuovi farmaci più precisi e mirati.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">I risultati ottenuti sono stati possibili grazie a un "<strong>My First AIRC Grant</strong>", un finanziamento quinquennale per un progetto condotto dalla dottoressa Anna Urciuolo. Il progetto, dal titolo "Modeling and targeting the mechanisms underlying cancer-cachexia using human neuromuscular system in vitro models", ha ricevuto un contributo della Fondazione Panciera, in memoria di Ezio, Maria e Bianca Panciera.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Link all'articolo: "<a href="https://www.cell.com/cell-reports-methods/fulltext/S2667-2375(26)00031-7" target="_blank" rel="noopener">Human neuromuscular organoids mimic cancer-induced muscle cachexia" - «Cell Reports Methods</a>» - 2026</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L&amp;apos;Unione Europea promuove l&amp;apos;innovazione e la cooperazione internazionale durante il Summit sull&amp;apos;IA in India</title>
<link>https://www.italia24.news/lunione-europea-promuove-linnovazione-e-la-cooperazione-internazionale-durante-il-summit-sullia-in-india</link>
<guid>https://www.italia24.news/lunione-europea-promuove-linnovazione-e-la-cooperazione-internazionale-durante-il-summit-sullia-in-india</guid>
<description><![CDATA[ L’UE approva al Summit sull&#039;IA 2026 di New Delhi una dichiarazione per una governance globale dell’IA inclusiva, rafforzando la cooperazione con l’India e proponendo nuove iniziative per potenziare le capacità europee nell’IA, anche in ambito sanitario e nella ricerca avanzata ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699d74cd65cf3.webp" length="14032" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 17:27:23 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/european-union-endorses-leaders-declaration-ai-summit-india" target="_blank" rel="noopener">L'Unione Europea approverà la dichiarazione dei leader</a> in occasione del<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://impact.indiaai.gov.in/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Summit sull'impatto dell'IA del 2026</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>a New Delhi, nella quale si riconosce che "la promessa dell'IA può essere pienamente realizzata solo quando i suoi benefici sono condivisi da tutta l'umanità". <strong>Henna</strong><span> </span><b>Virkkunen</b>, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, approverà la dichiarazione a nome dell'UE, ribadendo l'impegno dell'Unione a rafforzare il partenariato con l'India, a promuovere l'innovazione e la cooperazione internazionale in materia di IA e a rafforzare la governance globale dell'intelligenza artificiale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Nel corso della sua visita in India, la Vicepresidente esecutiva ha avviato diverse iniziative di rilievo, tra cui l'</span><span lang="EN-GB"><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/henna-virkkunen-and-indias-minister-external-affairs-dr-s-jaishankar-launch-european-legal-gateway" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Ufficio europeo di accesso legale</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>insieme al ministro indiano degli Affari esteri, Subrahmanyam Jaishankar. Annunciata dalla Presidente <strong>Ursula</strong><span> </span><b>von der Leyen</b><span> </span>in occasione del<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/da/ip_26_227" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">16° vertice UE-India</span></a></span><span lang="IT">, l'iniziativa mira a collegare le imprese europee alla base indiana di talenti nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC). La Vicepresidente esecutiva ha inoltre lanciato la<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/funding/turning-strategy-action-commission-launches-frontier-ai-grand-challenge" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Frontier AI Grand Challenge</span></a></span><span lang="IT">, un concorso faro a livello europeo volto a guidare lo sviluppo di modelli di IA europei sovrani e su larga scala.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Durante il vertice, la Commissione ha pubblicato anche due inviti a manifestare interesse nell'ambito della sua<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/apply-ai" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">strategia per l'IA applicata</span></a></span><span lang="IT">, con l'obiettivo di rafforzare le capacità europee in questo settore. Il primo invita le organizzazioni sanitarie di tutta Europa ad aderire alla<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/join-european-network-ai-powered-advanced-screening-centres" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">rete di centri di screening avanzati basati sull'IA</span></a></span><span lang="IT">, per promuovere l'uso sicuro ed efficace dell'intelligenza artificiale nella prevenzione oncologica e cardiovascolare, nell'individuazione precoce e nella diagnosi. Il secondo invita gli attori europei dell'IA a partecipare a un<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/commission-seeks-experts-forum-frontier-ai" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">forum di esperti sull'IA di frontiera</span></a></span><span lang="IT">, incaricato di mappare gli sforzi esistenti nell'UE e individuare le opportunità e le sfide correlate.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">La Vicepresidente esecutiva<span> </span><b>Virkkunen</b><span> </span>ha dichiarato: «Ogni giorno l'Europa si avvicina a diventare un continente dell'IA. Oltre a rafforzare la cooperazione internazionale, questo vertice è stato anche un'opportunità per mostrare i progressi compiuti in questo ambito. L'Ufficio europeo di accesso legale in India aumenterà l'attrattiva dell'Unione europea per i talenti; nuovi inviti e grandi sfide rafforzeranno le capacità europee in materia di IA».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Magnus<span> </span><b>Brunner</b>, Commissario per gli Affari interni e la migrazione, ha dichiarato: «Il lancio dell'Ufficio europeo di accesso legale segna un nuovo livello di cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra l'Unione europea e l'India in materia di mobilità dei talenti. Svolgerà un ruolo fondamentale nel collegare ulteriormente i talenti indiani nel settore delle TIC con i datori di lavoro e gli istituti di istruzione superiore dell'UE. Aprirà nuovi percorsi per studenti, ricercatori e professionisti negli Stati membri dell'UE, creando valore aggiunto e opportunità di crescita».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea investe 225 milioni di euro per fornire vaccini antinfluenzali di prossima generazione</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-investe-225-milioni-di-euro-per-fornire-vaccini-antinfluenzali-di-prossima-generazione</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-investe-225-milioni-di-euro-per-fornire-vaccini-antinfluenzali-di-prossima-generazione</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;Unione Europea finanzierà lo sviluppo di vaccini antinfluenzali contro una gamma più ampia di varianti influenzali, i vaccini saranno inoltre progettati per essere più facili da somministrare ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699d705821313.webp" length="18870" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 17:27:15 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"><strong>L'Unione europea stanzierà 225 milioni di euro per accelerare lo sviluppo di vaccini antinfluenzali di nuova generazione</strong>, in grado di offrire protezione contro una gamma più ampia di varianti influenzali e di adattarsi rapidamente in caso di insorgenza di un ceppo pandemico. Per la prima volta, la Commissione utilizzerà appalti pre-commerciali per accompagnare questi prodotti lungo il percorso delle sperimentazioni cliniche, garantendo il rispetto di rigorosi criteri di sicurezza, qualità ed efficacia e sostenendo al contempo innovazioni che potrebbero altrimenti arrestarsi senza un intervento pubblico. </span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">I finanziamenti sosterranno vaccini progettati per essere <strong>più facili da somministrare </strong>attraverso patch nasali, orali o cutanee e per essere rapidamente potenziati in situazioni di emergenza.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"><strong>Hadja</strong><span> </span><b>Lahbib</b>, Commissaria per la Parità, la preparazione e la gestione delle crisi, ha dichiarato: «Con un investimento dell'UE di 225 milioni di €, il più ingente mai destinato ad accelerare l'accesso a contromisure mediche innovative, stiamo portando avanti lo sviluppo di vaccini antinfluenzali di prossima generazione. L'innovazione è al centro della preparazione. Questi finanziamenti sbloccheranno tecnologie all'avanguardia, compresi metodi di somministrazione dei vaccini più accessibili e diversificati, garantendo che opzioni vaccinali efficaci raggiungano i gruppi scarsamente serviti e vulnerabili. Questo investimento rafforza inoltre l'ecosistema farmaceutico europeo, contribuendo alla sua competitività, e migliora la nostra resilienza alle future minacce per la salute».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Attraverso il pieno sviluppo clinico di vaccini promettenti, l'UE intende <strong>ampliare la riserva disponibile mettendo a punto un numero maggiore di prodotti</strong>. In questo modo, nuove soluzioni potranno essere integrate più rapidamente nei programmi nazionali di vaccinazione, fornendo vaccini adeguati alle esigenze dei pazienti e consentendo ai paesi di rispondere in modo più rapido e coordinato quando i focolai si intensificano.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">I contratti firmati avranno una durata di 98 mesi e riguarderanno lo sviluppo clinico fino all'autorizzazione all'immissione in commercio.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il<span> </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_399" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a><span> </span>è disponibile online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Politecnico di Torino: lo studio su una nuova tecnologia per la dissalazione basata su un idrogel ricavato da alghe brune</title>
<link>https://www.italia24.news/politecnico-di-torino-lo-studio-su-una-nuova-tecnologia-per-la-dissalazione-basata-su-un-idrogel-ricavato-da-alghe-brune</link>
<guid>https://www.italia24.news/politecnico-di-torino-lo-studio-su-una-nuova-tecnologia-per-la-dissalazione-basata-su-un-idrogel-ricavato-da-alghe-brune</guid>
<description><![CDATA[ La ricerca del Politecnico di Torino pubblicata su Cell Reports Physical Science, mostra come un idrogel ricavato da alghe brune possa desalinizzare usando calore di scarto a bassa temperatura, con prospettive di integrazione energetica e multi-generazione, anche per il raffrescamento ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699d6d350ced0.webp" length="47386" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 17:27:13 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><b><span>La disponibilità di acqua dolce sta diventando uno dei temi più urgenti del nostro tempo, anche per l'Europa e per l'Italia</span></b><span>. Le ondate di calore, le siccità sempre più frequenti e l'aumento della domanda idrica stanno mettendo sotto stress fiumi, invasi e falde, mentre in molte aree costiere l'acqua di mare resta una risorsa enorme ma ancora difficile da trasformare in acqua potabile in modo sostenibile.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>La <b>dissalazione</b> è già oggi una <b>tecnologia strategica</b>, ma richiede spesso ingenti quantità di energia elettrica o calore ad alta temperatura, con costi, impatti e complessità che ne limitano la diffusione su larga scala. Proprio per affrontare questi limiti, un </span><a href="https://email.mddr.polito.it/c/eJxEz09u6yAQgPHTwBLNDJg_CxZv42tE2APJPDmxBaitevoq3fQCP30f56XxzlbXjCHgkjz6pOuzyHEbV2X5lvNVM2DzNsRtC8rBc9w9mWdlKcy9jmFk6keOwW8pNAht2SJ6SqnwUlOgFlvbo9OSCcgDEaADcskQbM7tmDgsdkfr3jZzN9d5yDzf6pEfc15D2X-KVkUrn2LOfle0IhgE9IrW_-Zr75d52wbBok265165_KYrBzLLIYWcedXPof-ubsKZfIwO9cz6I9NPAAAA___cc0_X" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span>nuovo studio del Politecnico di Torino</span></b><span></span></a><b><span>,</span></b><span> <b>pubblicato sulla prestigiosa rivista</b> </span><a href="https://email.mddr.polito.it/c/eJxEzzFuxCAQQNHTQLcIBgx2QZHG11hhZjYeCS8WoFjJ6SOnSferLz2M0wszWknRhGCmxRu_SDoSl2c_CfmH65uiNi9vw7xtQTh99E8P6iDkhNiod8VD7jHbl8nTjCaRNVZnConmKcweaFscOskRNHgNoI3T4BYFenMumwXDZLOx7n4jNnXWwqPe1xL3Mc4u7IeAVcB6XZfKVIrK9RCw3vlodNY2-uPcvzvnVB49M70zCVj3epBssRGmP4dwmkcqnMCpN11d_hOfjBH8PDsjR5RfEX4DAAD__7nDWQ4" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span>Cell Reports Physical Science</span></b><span></span></a><span>,<b> </b>propone un'innovazione nello stato dell'arte della dissalazione termica: un <b>materiale ottenuto da alghe brune, in grado di produrre acqua dolce valorizzando anche il calore a bassa temperatura</b> che oggi, in molti processi industriali, viene semplicemente disperso.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal">«Da anni lavoriamo su tecnologie che mettano insieme acqua ed energia in modo intelligente – spiega <b>Eliodoro Chiavazzo</b>, docente del Dipartimento Energia-DENERG del Politecnico di Torino (laboratorio <a href="https://email.mddr.polito.it/c/eJxEz72K7DAMxfGnsctgy4o_ChW3yWsMTqTcETiTEJtd2KdfZpupD_w4f6Z5542DFfIp-blEH4uVo2p79EtYf_R8CTm_x5DyuiaD7uj_I0yHsFbmW3qfdNgn4SaYYWVYy55wTjmDILq4-znkBMUqgYPoAJxHB1gmcCvi5gunOWw-4NtmvqfrbDrOt9roOcbVTfhnYDGw9KO29tkNLPamW7j-3TTodNSmFXB6yXe3n4KHMkHMGb0dZL8IfgMAAP__NtBLyA" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SMaLL</a>) e coordinatore della ricerca – La domanda è semplice: quanta energia stiamo perdendo ogni giorno sotto forma di calore a bassa temperatura, e quanto valore potremmo ricavarne? Se trasformiamo anche solo una parte di quel calore per produrre acqua dolce, apriamo una strada nuova per la resilienza idrica, soprattutto dove l'accesso all'energia elettrica non è scontato o dove i costi energetici rendono le soluzioni tradizionali meno praticabili».</p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span>La dissalazione non è</span></b><span> infatti <b>solo una questione idrica</b>: <b>è un processo energivoro</b>, e la possibilità di alimentarlo con calore a bassa temperatura cambia le regole del gioco perché trasforma una fonte spesso inutilizzata in una risorsa. In pratica, significa immaginare impianti in cui una parte dell'energia termica oggi dissipata venga recuperata e utilizzata per produrre acqua dolce, riducendo il fabbisogno elettrico e migliorando il bilancio complessivo di sostenibilità.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>La ricerca ruota attorno ad un protagonista inatteso: un <b>idrogel di alginato di calcio</b>, materiale bio-derivato a base di alginati presenti naturalmente nelle pareti cellulari delle alghe brune. In laboratorio gli autori lo hanno realizzato sotto forma di piccole sfere con una proprietà cruciale per la <b>dissalazione termica di nuova generazione</b>: sono infatti capaci di assorbire rapidamente grandi quantità </span><span>di vapore acqueo e di rilasciarlo quindi in modo controllato quando viene fornito calore.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal">«Il mio lavoro si è concentrato sulla sintesi del materiale e sui test sperimentali – racconta <b>Matteo Calò</b>, dottorando al DENERG e primo autore dello studio – Quello che ci ha colpito è la combinazione di prestazioni elevate e sostenibilità. In condizioni tipiche (30° gradi e 70% di umidità relativa), questo idrogel assorbe fino a 1,28 grammi di acqua per grammo di materiale. Si tratta di un valore nettamente superiore a quello di sorbenti comuni, come i silica-gel o altri materiali innovativi attualmente in fase avanzata di studio, che nelle stesse condizioni si fermano a meno della metà di questa capacità. Questo aspetto è cruciale: maggiore è l'acqua caricata dal materiale, più veloce è il processo con cui avviene, e maggiore è l'acqua purificata che possiamo produrre».</p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<h2 class="v1MsoNormal"><span>Tecniche di dissalazione </span></h2>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Per comprendere la portata di questo risultato, occorre guardare alla dissalazione non come a una tecnologia unica, ma come a un insieme di soluzioni diverse, ciascuna con caratteristiche, vantaggi e limiti specifici. La più nota è l'osmosi inversa, estremamente efficace e oggi molto diffusa, che però richiede energia elettrica e impianti in grado di gestire alte pressioni, con sistemi spesso complessi da manutenere. Esistono poi approcci termici che separano il sale facendo evaporare e successivamente ricondensare l'acqua, ma in genere necessitano di sorgenti di calore a temperature più elevate, quindi più costose o meno facilmente disponibili. Il lavoro del Politecnico punta invece su una via emergente: la <b>dissalazione basata su adsorbimento, che può operare a temperature decisamente più basse,</b> <b>trasformando in risorsa quel calore "di scarto" che abbonda nell'industria</b>, in alcuni impianti energetici e, sempre più spesso, anche in infrastrutture moderne.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span>Il principio è intuitivo, anche se realizzarlo in modo efficiente ed economico richiede ricerca e ingegneria</span></b><span>. In una camera sotto vuoto l'acqua salata evapora anche a temperature moderate; il vapore viene catturato dall'idrogel; poi, scaldando il materiale, il vapore viene rilasciato e fatto condensare come acqua dolce in un'altra zona del sistema, dove può essere raccolto. In questo passaggio il sale resta indietro, nella soluzione di partenza: un modo diverso di "separare" acqua e sale, che non punta a forzare l'acqua attraverso una membrana ad alta pressione, ma a guidare un ciclo di evaporazione, cattura e rilascio del vapore a bassa temperatura.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>La <b>novità più concreta</b> e promettente in ottica applicativa riguarda le prestazioni del <b>prototipo sperimentale, che ha dimostrato la capacità di produrre acqua dolce già con una sorgente a 45 °C</b>. Si tratta di una <b>temperatura molto comune</b>: è quella di molti flussi di calore residuo industriale, di alcune soluzioni solari termiche a bassa temperatura e di diverse applicazioni in cui oggi il calore viene semplicemente dissipato. In condizioni ottimali, con una sorgente a 60 °C, gli autori riportano una produttività giornaliera specifica di circa 6 metri cubi di acqua al giorno per tonnellata di materiale impiegato, <b>collocando il sistema</b> <b>tra le soluzioni più interessanti per applicazioni di piccola scala alimentata da calore a temperature moderate</b>. Anche l'<b>efficacia della separazione è stata confermata: </b>a partire da un'acqua con salinità paragonabile a quella marina, si raggiunge una rimozione del sale superiore al 99%.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<h2 class="v1MsoNormal"><span>Il ruolo del calore a bassa temperatura</span></h2>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>In questo contesto emerge un aspetto centrale dal punto di vista energetico: quando un sistema è alimentato da calore a bassa temperatura, la vera opportunità non consiste soltanto nella produzione di acqua dolce, ma nella possibilità di integrarla con altri usi termici, aumentando l'efficienza complessiva dell'impianto. La <b>dissalazione può così diventare parte di un'architettura di "multi-generazione", in cui una stessa sorgente termica alimenta più servizi in modo sinergico</b>. «Dal punto di vista energetico, l'aspetto interessante è l'integrazione – osserva <b>Calò</b> – Se hai una sorgente di calore a bassa temperatura, puoi pensare a un sistema capace di produrre acqua dolce e, al tempo stesso, contribuire a servizi come il raffrescamento, migliorando il fattore di utilizzo del calore disponibile».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span>Il collegamento con il raffrescamento è particolarmente attuale, perché la domanda di freddo sta crescendo in molte aree del mondo proprio a causa dell'aumento delle temperature</span></b><span>. In diversi contesti, soprattutto in regioni costiere calde, i bisogni di acqua dolce e di raffrescamento crescono insieme. Le tecnologie basate su adsorbimento sono interessanti anche per questo: possono essere impiegate non solo per la dissalazione, ma anche per cicli di raffrescamento termicamente attivati, riducendo il ricorso a compressori elettrici nelle ore più critiche.<s></s></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal">«Quando si confrontano tecnologie, è fondamentale partire dai vincoli reali: energia disponibile, manutenzione, infrastrutture, impatto ambientale e contesto d'uso – sottolinea <b>Vincenzo Gentile</b>, ricercatore del DENERG e coautore dello studio – In questo lavoro abbiamo ragionato in modo non troppo diverso da quanto si fa nel riciclo dei rifiuti, provando a rivalorizzare qualcosa che per decenni è stato considerato uno scarto, se non addirittura un problema da smaltire, ovvero il calore disperso nei processi industriali».</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span>Questo lavoro è anche un tassello di una visione più ampia che il Politecnico di Torino porta avanti sul tema dell'acqua</span></b><span>, con attività che uniscono ricerca sui materiali, chimica, termofluidodinamica, sistemi energetici e prototipazione. «Nel </span><a href="https://email.mddr.polito.it/c/eJxMzz1uxCAQxfHTQGkxwwB2QZHG11iNPeMsEv6QQVkpp482TdI__fT-ksMmq3irGVKCMEWIk9WdS320S6V8l_PQ7GCLPo3Lkgy5vX1GHHaVwiK3tjaUbp-ZOC3IG_AS_MaYJgZgFwL7RArrZktGh9EhOiCHNA3oFqIVJknBr-DpbYvcw3XW0s-3WvOz96sZ_2FwNjivVfl4cdd_I4OzvfOtwr9fDbnSuRZGGg59NfuX8SiSMY4jge3ZfmX8CQAA__9jsU7F" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Clean Water Center</b></a> lavoriamo per trasformare ricerca e prototipi in soluzioni che possano avere impatto – spiega <b>Matteo Fasano</b>, docente del DENERG e coautore dello studio – L'acqua è una questione tecnica, ma anche sociale ed economica: significa sicurezza alimentare, salute, stabilità dei territori. Una tecnologia che produce acqua dolce usando calore a bassa temperatura può essere utile in comunità costiere, in aree isolate, in situazioni emergenziali, ma anche in contesti industriali dove oggi si paga due volte: prima per generare energia e poi per disperderla. Se quell'energia residua diventa acqua, e potenzialmente contribuisce anche a servizi energetici come il raffrescamento, il bilancio cambia».</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<h2 class="v1MsoNormal">Sviluppi futuri</h2>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Gli autori sono chiari sui <b>prossimi passi</b>: il prototipo dimostra la fattibilità della soluzione, ma il passaggio alla scala applicativa richiede ulteriori sviluppi, dall'ottimizzazione dei cicli alla verifica della durata nel tempo, fino alla progettazione modulare e all'integrazione con specifiche sorgenti di calore, considerando fin dall'inizio l'architettura energetica complessiva. È il momento in cui un'idea promettente deve trasformarsi in una tecnologia solida, replicabile e adatta alle condizioni del mondo reale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal">«La cosa importante è che i numeri ci dicono che la direzione è giusta – conclude <b>Matteo Calò</b> – Quando un materiale sostenibile supera nettamente i sorbenti convenzionali e abilita la dissalazione a temperature così basse, non stiamo semplicemente migliorando un dettaglio: stiamo aprendo una nuova finestra tecnologica. E in un'epoca in cui acqua, energia e clima sono sempre più intrecciati, questa finestra potrebbe fare la differenza».</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Astrofisica: individuate nuove tracce di un campo magnetico primordiale nei vuoti tra le galassie</title>
<link>https://www.italia24.news/astrofisica-individuate-nuove-tracce-di-un-campo-magnetico-primordiale-nei-vuoti-tra-le-galassie</link>
<guid>https://www.italia24.news/astrofisica-individuate-nuove-tracce-di-un-campo-magnetico-primordiale-nei-vuoti-tra-le-galassie</guid>
<description><![CDATA[ Un team internazionale, con la partecipazione di INAF, INFN e ASI, ha rilevato nuove evidenze dell&#039;esistenza di campi magnetici primordiali nei vuoti cosmici. Lo studio pone, a oggi, il vincolo più stringente sull&#039;intensità minima dei campi magnetici intergalattici, aprendo nuove prospettive per lo studio dell&#039;Universo primordiale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699d69c8b737c.webp" length="40756" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 17:27:11 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>Un team internazionale che vede coinvolti ricercatori dell'<strong>Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) </strong>ha ottenuto </span><span>nuove evidenze dell'esistenza di <strong>campi magnetici primordiali nei vuoti cosmici</strong></span><span><strong>, aprendo una nuova finestra sullo studio delle condizioni fisiche dell'Universo primordiale</strong>. I risultati dello studio sono stati pubblicati oggi su </span><strong>Physical Review D.</strong></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Grazie a questo studio, realizzato con i dati raccolti dal <strong>telescopio spaziale Fermi della NASA</strong> e, in particolare, da <strong>LAT (Large Area Telescope)</strong>, strumento progettato e realizzato con un contributo decisivo dell'Italia, grazie all'ASI, all'INFN e all'INAF, è stato possibile stabilire che i <strong>vuoti tra le galassie sono permeati da un campo magnetico primordiale</strong>, originato nelle prime fasi dell'evoluzione dell'Universo. Il valore minimo dell'intensità del campo magnetico stimato, pari a 25 miliardesimi di miliardesimi di gauss (per confronto, il campo magnetico terrestre è circa 20 milioni di miliardi di volte più intenso), rappresenta il vincolo più stringente e robusto finora ottenuto, in quanto basato su un numero minimo di assunzioni rispetto alle stime precedenti.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Per effettuare questa misura<strong>, </strong></span><strong>i ricercatori hanno sfruttato l'esplosione cosmica più potente mai osservata, il lampo di raggi gamma GRB 221009A</strong><span>, che ha "illuminato" i vuoti tra le galassie e la cui emissione nella banda dei <strong>TeV (teraelettronvolt) </strong>è stata direttamente misurata grazie alle osservazioni del <strong>Large High Altitude Air Shower Observatory (LHAASO).</strong></span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«Rispetto ai precedenti lavori sulle sorgenti transienti, i nostri risultati rappresentano un nuovo record per l'intensità minima che i campi magnetici cosmologici dovrebbero avere», commenta </span><strong>Paolo Da Vela</strong><span><strong> </strong>dell'INAF, coautore dello studio, nonché uno dei tre </span><span>contact author</span><span> che hanno guidato il lavoro.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>L'origine dei campi magnetici a larga scala nell'Universo è uno dei misteri della cosmologia contemporanea. Per spiegare la loro origine sono stati proposti diversi meccanismi, la maggior parte dei quali prevede che i vuoti tra le galassie non siano così vuoti, bensì permeati da campi magnetici originati nell'Universo primordiale.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>La misura di questi campi magnetici è particolarmente complessa. Nelle grandi strutture galattiche viene tipicamente effettuata tramite osservazioni nella banda radio, che hanno consentito di porre limiti superiori all'intensità dei campi magnetici cosmologici.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Anche le osservazioni nella banda dei raggi gamma consentono di stabilire vincoli, ma in questo caso sull'intensità minima del campo magnetico. La misura avviene in modo indiretto, tramite lo studio delle interazioni tra le particelle. Quando una sorgente extragalattica luminosa emette raggi gamma di altissima energia, dell'ordine dei TeV, che si propagano nei vuoti tra le galassie, tali fotoni interagiscono con la luce ottica di fondo producendo una "cascata" di elettroni e positroni. Queste particelle, a loro volta, generano raggi gamma secondari con energie circa mille volte inferiori, dell'ordine dei GeV. In presenza di un campo magnetico, la traiettoria delle particelle cariche viene deviata, modificando lo sviluppo della cascata e lasciando una traccia osservabile nell'emissione gamma.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Questo metodo permette di individuare la presenza di campi magnetici nei vuoti cosmici, ponendo vincoli massimi e minimi della loro intensità. C'è però una limitazione: la ricostruzione della cascata richiede l'introduzione di alcune ipotesi sulla durata dell'emissione di raggi gamma nella banda dei TeV da parte della sorgente. Tale durata, infatti, non è in generale nota, poiché non è sempre possibile stabilire da quanto tempo siano attive le sorgenti extragalattiche sufficientemente luminose.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>La situazione è cambiata il <strong>9 ottobre 2022</strong>, quando il <strong>satellite Fermi</strong> ha rivelato un lampo di raggi gamma di eccezionale luminosità ed energia, stabilendo il record per il flusso di fotoni ad alta energia mai osservato prima. L'evento, noto come GRB 221009A, è stato sufficientemente energetico e vicino da essere rivelato anche nella banda dei TeV dall'osservatorio terrestre LHAASO per alcune migliaia di secondi.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Nel loro percorso dalla galassia ospite fino alla Terra, i raggi gamma di altissima energia hanno prodotto <strong>un flusso sufficiente a innescare la cascata di interazioni tra le particelle nei vuoti cosmici</strong>. In questo caso, grazie alla breve e ben definita durata dell'evento, è possibile escludere il contributo di altri processi fisici, rendendo i campi magnetici cosmologici l'unico fattore in grado di influenzare lo sviluppo della cascata.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«Le nostre simulazioni indicano inoltre che il monitoraggio di questa regione di cielo nei prossimi anni consentirà di migliorare ulteriormente i risultati, proseguendo la ricerca dei campi magnetici primordiali», conclude <strong>Da Vela</strong>. «In particolare, si mostra come la futura osservazione di nuovi eventi transienti, quali i lampi di raggi gamma nella banda dei TeV, con il Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO), sarà cruciale non solo per aumentare il numero di GRB osservati nella banda delle altissime energie, ma anche per lo studio dei campi magnetici intergalattici».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Grazie al suo ampio intervallo energetico e alla sua sensibilità, CTAO permetterà per la prima volta di studiare con un unico strumento sia l'emissione dei GRB nella banda dei TeV sia quella delle cascate elettromagnetiche alle decine di GeV, particolarmente rilevanti per l'analisi dei campi magnetici cosmologici. Un ruolo chiave sarà svolto dal sito <strong>Nord</strong>, dove è prevista l'installazione dei telescopi Large-Sized Telescope (LST), sensibili fino a energie minime dell'ordine dei 20 GeV. </span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span></span><span>Link all'articolo "</span><a href="https://journals.aps.org/prd/accepted/10.1103/g8rr-g7p4" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span>Constraints on the intergalactic magnetic field from Fermi-LAT observations of GRB 221009A</span></a><span>",</span><span> di Lea Burmeister, Paolo Da Vela, Francesco Longo, Guillem Martí-Devesa, Manuel Meyer, Francesco G. Saturni, Antonio Stamerra e Péter Veres, pubblicato su </span><span>Physical Review D</span><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>A Roma la prima riunione nazionale della rete EUROPE DIRECT 2026–2030 per promuovere dialogo e informazione a livello locale</title>
<link>https://www.italia24.news/roma-la-prima-riunione-nazionale-nuova-rete-europe-direct-20262030-dialogo-informazione</link>
<guid>https://www.italia24.news/roma-la-prima-riunione-nazionale-nuova-rete-europe-direct-20262030-dialogo-informazione</guid>
<description><![CDATA[ A Roma, il 23-24 febbraio 2026, si terrà presso Europa Experience – Piazza Venezia la prima riunione nazionale dei 46 centri di informazione italiani della nuova rete EUROPE DIRECT 2026–2030, per confermare e rafforzare il suo ruolo strategico quale ponte tra le istituzioni europee e i cittadini ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699c336d4b8cc.webp" length="31040" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 11:57:30 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-cbba8125-7fff-2ee1-455d-59e25c46639f"><span>A Roma, il <strong>23-24 febbraio 2026</strong>, si terrà presso <strong>Europa Experience – Piazza Venezia,</strong> la prima riunione nazionale della nuova <strong>rete EUROPE DIRECT 2026–2030</strong>, organizzata congiuntamente dalla <strong>Rappresentanza della Commissione europea in Italia e dall'Ufficio del Parlamento europeo in Italia</strong>. </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'incontro segna ufficialmente l'avvio della <strong>nuova generazione della rete EUROPE DIRECT</strong> per il periodo 2026–2030, confermandone e rafforzandone il ruolo strategico quale ponte tra le istituzioni europee e i cittadini.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In Italia la rete conta <strong>46</strong> <strong>centri</strong> presenti in tutte le regioni, garantendo una presenza capillare sul territorio e un punto di accesso diretto all'Unione europea per cittadini, scuole, enti locali, associazioni e media.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La nuova rete 2026–2030, gestita e coordinata da Roma dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia, rappresenta continuità e rinnovamento, con ben <strong>10 nuovi centri</strong> rispetto alla precedente generazione 2021-2025 e un numero maggiore di antenne locali per coprire anche zone rurali e più remote.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>A livello europeo, la rete comprende <strong>oltre 400 centri in tutti gli Stati membri</strong> e rappresenta uno dei principali strumenti dell'Unione europea per promuovere informazione, dialogo e partecipazione democratica.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>È una rete al <strong>servizio dei cittadini</strong>: i centri EUROPE DIRECT forniscono, infatti, informazioni gratuite, chiare e ufficiali sulle politiche, le priorità e i programmi dell'Unione europea. Organizzano <strong>eventi pubblici, dibattiti, incontri nelle scuole e iniziative di sensibilizzazione, contribuendo a rafforzare la conoscenza dell'UE e a contrastare la disinformazione attraverso fonti istituzionali verificate.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La nuova generazione 2026–2030 opererà in un contesto caratterizzato da importanti trasformazioni geopolitiche, economiche e sociali, rafforzando ulteriormente il proprio ruolo di presidio territoriale della comunicazione europea.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«In una fase storica in cui le nostre democrazie e i valori fondanti dell'Unione sono messi alla prova su più fronti, la nuova rete EUROPE DIRECT assume un ruolo ancora più strategico: avvicinare ai cittadini l'azione dell'UE, rafforzarne la funzione di baluardo a tutela delle nostre società e, al contempo, raccogliere direttamente dai territori istanze e bisogni, così da rendere le istituzioni europee più efficaci e realmente attente alle esigenze di tutti», il commento di <strong>Carlo Corazza</strong>, Direttore dell'Ufficio del Parlamento europeo in Italia.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La nuova rete EUROPE DIRECT 2026–2030 rappresenta un investimento strategico nella qualità e nella tenuta della democrazia europea. Informare con chiarezza, ascoltare con attenzione le preoccupazioni dei cittadini e promuovere un dialogo costante nei territori è una responsabilità istituzionale della Commissione europea. Rafforzare la fiducia nell'Unione europea significa costruire relazioni solide con le comunità locali, trasformando la partecipazione in un elemento strutturale delle politiche europee», sottolinea <strong>Claudio Casini</strong>, Capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Massimo Pronio</strong>, Responsabile Comunicazione della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, infine, evidenzia il valore del lavoro quotidiano dei centri: «I centri EUROPE DIRECT non sono soltanto punti informativi: sono presidi di partecipazione democratica. Rendono l'Europa più accessibile, più comprensibile e più vicina alle persone».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Interverranno con i saluti istituzionali e un messaggio inaugurale per l'avvio dei cinque anni di attività della nuova rete EUROPE DIRECT il Sindaco di Roma <strong>Roberto Gualtieri</strong>, la Vicepresidente della Regione Lazio <strong>Roberta Angelilli</strong>, le Vicepresidenti del Parlamento Europeo <strong>Pina Picierno</strong> e <strong>Antonella Sberna</strong> e il Vicepresidente esecutivo della Commissione europea <strong>Raffaele Fitto</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>A dialogare con i 46 manager dei centri EUROPE DIRECT ci saranno i rappresentanti dell<strong>'Ufficio del Parlamento europeo in Italia, della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, del Centro Comune di Ricerca (JRC, Ispra), della Fondazione Europea per la Formazione (ETF, Torino), dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA, Parma), dell'Istituto Universitario Europeo (EUI, Fiesole) e di diverse Direzioni Generali da Bruxelles (DG CLIMA e DG ENER).</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Maggiori Informazioni: per individuare il centro EUROPE DIRECT più vicino è possibile consultare il servizio ufficiale "Trova un centro UE vicino a te in Italia" sul sito della Rappresentanza della Commissione europea in Italia al seguente </span><a href="https://italy.representation.ec.europa.eu/contatta-lunione-europea/contatta-lunione-europea-italia/trova-un-centro-ue-vicino-te-italia_it"><span>link</span></a><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Referendum del 22 e 23 marzo: Il Comune di Milano fornisce servizi dedicati alle persone disabili</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-referendum-2026-servizi-per-persone-con-disabilita-e-registro-unico</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-referendum-2026-servizi-per-persone-con-disabilita-e-registro-unico</guid>
<description><![CDATA[ Il Comune di Milano, in occasione del Referendum popolare del 22 e 23 marzo, metterà a disposizione diversi servizi specifici per le persone con disabilità che necessitano di supporto nell&#039;esercizio del voto. Verrà inoltre adottato per la prima volta un registro unico nelle liste elettorali ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699c2c2cd79fb.webp" length="7144" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 11:16:13 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Domenica 22 marzo (dalle ore 7 alle 23) e lunedì 23 marzo (dalle ore 7 alle 15) si svolgeranno le consultazioni del referendum popolare confermativo della legge costituzionale recante "<strong>Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare</strong>", approvata dal <strong>Parlamento</strong> e pubblicata nella <strong>Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 253 </strong>del 30 ottobre 2025.</span><br><span>Il quesito serve a confermare o respingere una legge costituzionale approvata dal Parlamento che riguarda <strong>l'ordinamento giudiziario</strong>. A differenza dei referendum abrogativi, non c'è quorum di partecipazione: vince la maggioranza dei voti espressi. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>In occasione di ogni appuntamento elettorale, il <strong>Comune di Milano</strong> mette a disposizione <strong>servizi specifici per le persone con disabilità che necessitano di supporto nell'esercizio del voto</strong>. Per le cittadine e i cittadini affetti da gravissime infermità che non possono allontanarsi dalla propria abitazione è garantito il voto domiciliare. La richiesta va presentata <strong>entro lunedì 2 marzo</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Sul sito del Comune di Milano, nella </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=5%3dGeBbJY%26s%3dT%264%3dXETGd%26v%3dVPY0bOV%262%3d00OwK_8vZr_If_ysiu_9h_8vZr_Hk4OC.8vEAIl.EyGhF5.D1_JgxW_TV6y95HlF0D_ysiu_9h66yLu8pHqUpG40-jABDj3_8vZr_Hky7v0y7492E-sJzLyO2RyJu320-9T-HX-t38Uv_JgxW_TINlJBD7A-60y-HuMzG40-jG4-9pKq7pDyO%26k%3dEAN35H.IlL%26yN%3dEVNb0a%260N%3d9bHaGTHW8bIVGa%26x%3d09bN90ZM9j7HWCaqWk7McFWv8G6vaFbHADbKcBUsYhZsal8qVlSt83q6hFTrZA8Mak3J&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pagina dedicata</a><span> al referendum, è possibile scaricare il <strong>modulo</strong> che può essere consegnato a mano all'<strong>Ufficio Elettorale di via Messina 52/54</strong> (dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:30 alle 12 e dalle ore 14:30 alle 15:30), oppure inviato all'indirizzo email </span><a href="mailto:DSC.Elettorale@comune.milano.it">DSC.Elettorale@comune.milano.it</a><span>.  </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Alla domanda andranno allegati copia della tessera elettorale, copia di un valido documento d'identità, idonea documentazione sanitaria rilasciata dal Servizio di Medicina Legale dell'ATS competente. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il Comune di Milano organizza, inoltre, un <strong>servizio gratuito per il trasporto delle persone con disabilità alla sede di voto.</strong> Per accedere al servizio è necessario avere un certificato di invalidità rilasciato dall'ATS - anche precedentemente e per altri scopi -, farne una copia ed esibirla, insieme a un documento di identità, al conducente dell'autopubblica. Al ritorno, la persona con disabilità dovrà consegnare al conducente la copia del certificato di invalidità con il timbro e la firma del Presidente del seggio presso cui ha votato.</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Se la richiesta riguarda una persona non deambulante, potrà usufruire anche di seggi allestiti in sedi elettorali prive di barriere architettoniche. In questo caso dovrà essere munita di un'ulteriore copia del certificato di invalidità, da consegnare al presidente del seggio elettorale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per maggiori informazioni e per prenotare il trasporto si può telefonare (dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 12:30 e dalle ore 14 alle 15:30) ai numeri 0288466884/45751. L'Ufficio si incaricherà di avvertire la persona con disabilità del numero della vettura e dell'ora in cui l'autopubblica passerà al suo domicilio. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le elettrici e gli elettori, invece, con grave infermità o non vedenti, possono richiedere al Comune l'apposizione del timbro (<strong>AVD</strong>) sulla propria tessera elettorale che consentirà – recandosi alle urne nel giorno delle votazioni – di essere accompagnato all'interno della cabina elettorale da un altro elettore o elettrice della propria famiglia o liberamente scelto purché iscritto nelle liste di un qualsiasi Comune, per poter seguire la votazione. La domanda per poter ottenere il timbro sulla tessera elettorale potrà essere presentata anche da persona diversa dell'elettore interessato. Sul sito è possibile scaricare il modulo dedicato, che va presentato (senza necessità di appuntamento) all'Ufficio Elettorale di via Messina. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per votare occorre presentarsi al proprio seggio muniti di un <strong>documento di identità valido</strong> e della <strong>tessera elettorale</strong>. Coloro che l'hanno smarrita o hanno esaurito gli spazi a disposizione possono recarsi, senza necessità di appuntamento, presso l'Ufficio Elettorale di via Messina, l'Anagrafe di via Larga 12 e presso le sedi decentrate. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per potersi candidare come <strong>Scrutatore</strong> o <strong>Presidente</strong> di seggio è necessario essere maggiorenni e possedere la cittadinanza italiana (possono candidarsi anche le cittadine e i cittadini domiciliati a Milano); per ricoprire l'incarico di Presidente di seggio è inoltre richiesto il possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado.</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per i Presidenti di seggio il compenso è di 149,50 euro, mentre per Segretari e Scrutatori di 119,60 euro. Per i seggi speciali, invece, i compensi sono rispettivamente di 90,85 euro e di 60,95 euro.</span><br><span>La prima settimana di marzo, il Comune di Milano pubblicherà il form per consentire a cittadine e cittadini di candidarsi, mentre per rinunciare all'incarico di Presidente o Scrutatore per questa consultazione referendaria, è necessario scaricare il modulo di rinuncia all'incarico (che è reperibile sul sito istituzionale nella pagina dedicata) e inviarlo all'indirizzo email </span><a href="mailto:DSC.rinuncenominascrutatore@comune.milano.it" onclick="return rcmail.command('compose','DSC.rinuncenominascrutatore@comune.milano.it',this)" rel="noreferrer">DSC.rinuncenominascrutatore@comune.milano.it</a></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>In occasione di questo appuntamento referendario, per la prima volta, ai seggi verrà adottato un registro unico, eliminando la distinzione fra maschi e femmine nelle liste elettorali, così come l'indicazione del cognome del marito per le donne coniugate. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per la propaganda diretta per la consultazione referendaria, il Comune di Milano ha individuato e delimitato 170 spazi, distribuiti sul territorio cittadino. Si provvederà poi con successivi provvedimenti all'assegnazione degli spazi, sulla base delle richieste pervenute da parte dei partiti e dei gruppi politici rappresentati in Parlamento e dei promotori del referendum. </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Antartide: al via alla campagna invernale di ricerche del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide</title>
<link>https://www.italia24.news/antartide-al-via-la-campagna-invernale-di-ricerche-del-pnra</link>
<guid>https://www.italia24.news/antartide-al-via-la-campagna-invernale-di-ricerche-del-pnra</guid>
<description><![CDATA[ Inizia la 22a missione invernale del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) nella base Concordia, mentre chiude la stazione Mario Zucchelli, dove sono state condotte attività per la 41a campagna estiva che continuerà sulla nave Laura Bassi fino al prossimo marzo ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699c2448cb065.webp" length="81252" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 10:57:50 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La 22<sup>a</sup> missione invernale del PNRA</span></h2>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>A <strong>Dome C, </strong>presso la <strong>base italo-francese Concordia</strong>, è iniziata la <strong>22<sup>a</sup> missione invernale</strong></span><span><strong> </strong><span><strong>del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA)</strong>, finanziata dal <strong>Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR)</strong> e attuato dal <strong>Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) </strong>per il coordinamento scientifico, da <strong>ENEA</strong> per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche e </span>dall’<strong>Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS</strong> per la gestione tecnica e scientifica della <strong>nave da ricerca Laura Bassi</strong>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La spedizione è guidata dallo station leader <strong>Gabriele Carugati</strong>, glaciologo dell’Università dell’Insubria, che raccoglie il testimone da Riccardo Scipinotti dell’ENEA, station leader della missione estiva. Il gruppo è composto quest’anno da <strong>12 membri: 5 italiani del PNRA, 6 francesi dell’Istituto polare francese Paul-Émile Victor (IPEV) e una ricercatrice dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA)</strong>. Il team vivrà in isolamento per nove mesi a oltre tremila metri di altezza, con tre mesi di buio completo e temperature che possono raggiungere i -80°C, garantendo la manutenzione della stazione e conducendo <strong>21 attività scientifiche su diverse discipline, come il nuovo progetto sulle microplastiche PASSPORT</strong>. Inoltre, verranno portati avanti <strong>7 progetti di biomedicina</strong>, coordinati dall’ESA, che studieranno gli effetti di un ambiente estremo, simile a quello spaziale, sugli invernanti.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>In questo stesso periodo, alla base <strong>Mario Zucchelli</strong> termina la <strong>41<sup>a</sup> missione estiva del PNRA,</strong> che ha visto la realizzazione di <strong>14 attività scientifiche</strong>, tra progetti e osservatori permanenti su: climatologia, sismologia, geodesia, geomagnetismo, alta atmosfera e attività solare, vulcanismo, cambiamenti di comunità microbiche, permafrost e vegetazione.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«La base Mario Zucchelli ha ospitato due progetti internazionali Polarin, rafforzando così la collaborazione scientifica con partner stranieri. Le ricerche si sono focalizzate sull’evoluzione della criosfera, analizzando il drenaggio della calotta glaciale, le variazioni stagionali della velocità del ghiaccio e le interazioni con l’atmosfera. L’attività scientifica ha inoltre approfondito l’emissione secondaria di contaminanti, rivelando anche minime tracce di attività antropica nell’ambiente antartico», spiega <b>Nicoletta Ademollo</b>, <b>coordinatrice scientifica della spedizione </b>(ruolo che nel primo periodo è stato di Gaetano Giudice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - INGV)<b> e ricercatrice dell’Istituto di Scienze Polari del CNR</b>. </span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«Altri progetti hanno analizzato i ghiacciai attraverso geodesia, sismologia e remote sensing, oltre alle rocce vulcaniche per le interazioni tra criosfera e atmosfera, e le strategie di sopravvivenza microbica in ambienti estremi. Gli studi più focalizzati sull’ecosistema marino hanno esaminato l’adattamento e la biodiversità degli organismi, monitorando le comunità planctoniche e i flussi di carbonio nelle acque costiere».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>I progetti di ricerca hanno coinvolto quasi 170 persone tra ricercatori, ricercatrici e personale tecnico, di cui 20 esperti militari di Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e 3 Vigili del Fuoco.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h2 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">la 41<sup>a</sup> missione estiva del PNRA</h2>
<p></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La 41<sup>a</sup> spedizione è stata una missione impegnativa anche per lo sforzo logistico richiesto. In entrambe le stazioni sono stati realizzati importanti lavori infrastrutturali. A Zucchelli, sotto il coordinamento del capo base <strong>Francesco Pellegrino</strong> dell’ENEA, è stata ultimata una nuova area dove verranno installati moderni impianti tecnologici a sostituzione degli esistenti ed è stato messo in sicurezza il molo, attraverso complesse lavorazioni meccaniche subacquee. Inoltre è stata realizzata una variante stradale per facilitare il raggiungimento dell’aeropista di Boulder Clay che garantisce l’interoperabilità tra le stazioni antartiche di diversi Paesi. A Concordia ENEA ha proseguito i lavori per realizzare all’esterno dell’edifico principale una nuova area abitativa, un magazzino e un nuovo modulo per servizi.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«Durante questa missione le basi italiane antartiche, grazie anche a questi interventi infrastrutturali, sono diventate snodi strategici per la cooperazione scientifica internazionale, a supporto delle campagne GANOWEX del BGR (Istituto tedesco per le geoscienze e le risorse naturali) e RINGS di AWI (Istituto Alfred Wagner), del programma IPEV (Francia) e di quelli dei nostri vicini di ‘casa’ KOPRI (Corea) e PRIC (Cina)», commenta <b>Rocco Ascione dell’Unità Tecnica Antartide dell’ENEA e a capo della 41<sup>a</sup> Spedizione</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Le attività di ricerca continueranno a essere svolte sulla nave rompighiaccio Laura Bassi fino a marzo prossimo, dove sono impiegate circa 30 persone fra ricercatori e tecnici, oltre all’equipaggio navigante, per lo svolgimento di 5 progetti di ricerca.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h2 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Progetti recenti</span></h2>
<p><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Da novembre a gennaio, nel campo di Little Dome C, si è svolta la quinta e ultima campagna del progetto <strong>Beyond EPICA - Oldest Ice</strong>, coordinato dall’<strong>Istituto di Scienze Polari del CNR,</strong> a cui prendono parte per l’Italia anche <strong>Università Ca’ Foscari Venezia ed ENEA</strong> (che gestisce la logistica insieme all’IPEV). Il team internazionale ha lavorato con un duplice obiettivo: da un lato perforare il substrato roccioso sotto la calotta glaciale per stimare quando è stato esposto per l’ultima volta alla luce solare; dall’altro deviare il foro di perforazione per estrarre nuovi campioni di ghiaccio dalla parte più profonda e quindi più antica, così da ottenere ulteriore materiale da analizzare in relazione alla <strong>Transizione del Pleistocene Medio (MPT)</strong>, periodo cruciale per comprendere l’evoluzione del clima terrestre.</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Nell’ambito del progetto <strong>Ice Memory</strong>, lanciato nel 2015 da CNR e Università Ca’ Foscari Venezia con CNRS, IRD e Université Grenoble-Alpes (Francia) e Paul Scherrer Institute (Svizzera), </span><span>sì è svolta </span><span>a </span><span>Concordia l’inaugurazione della Ice Memory Sanctuary, una grotta scavata nel ghiaccio che preserverà per le future generazioni campioni dei ghiacciai montani in ritiro provenienti da tutto il mondo.</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Nella Ice Cave </span><span>sono stati già trasportati due campioni di ghiaccio provenienti dal </span><span>Monte Bianco e dal Grand Combin,</span><span> giunti alla base Mario Zucchelli da Trieste a bordo della rompighiaccio Laura Bassi. </span><span>Da qui, con un volo speciale reso possibile dall’ENEA, le carote di ghiaccio hanno attraversato l’interno del continente antartico fino a Concordia</span><span>, grazie allo sforzo logistico che ha garantito la catena del freddo tra i due emisferi della Terra</span><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Energia: ENEA studia l’impatto dell’idrogeno nella rete del gas</title>
<link>https://www.italia24.news/energia-enea-studia-limpatto-dellidrogeno-nella-rete-del-gas</link>
<guid>https://www.italia24.news/energia-enea-studia-limpatto-dellidrogeno-nella-rete-del-gas</guid>
<description><![CDATA[ Lo studio condotto da ENEA e l&#039;Università di Cassino sull&#039;utilizzo dell&#039;idrogeno nelle reti di gas naturale per influenzare la misurazione degli odorizzanti potrebbe portare a futuri regolamenti per la miscelazione dell’idrogeno ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699c212bbed8d.webp" length="38774" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 10:43:19 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>ENEA</strong> e <strong>Università di Cassino</strong> hanno studiato come <strong>l’uso di idrogeno nelle reti di gas naturale possa influenzare la misurazione degli odorizzanti,</strong> sostanze chimiche che conferiscono al gas naturale (incolore e inodore) un odore intenso e caratteristico rendendo immediatamente percepibili eventuali fughe. Lo studio ha considerato tre diversi scenari: metano puro, miscela metano e idrogeno al 20% e idrogeno puro e analizzato gli odorizzanti THT e TBM. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica<span> </span><a href="https://www.mdpi.com/1424-8220/25/14/4394" target="_blank" rel="noopener">Sensors</a>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">I dati mostrano una lieve sovrastima del THT (+2,3%) nelle miscele gas-idrogeno al 20%, mentre nel caso dell’idrogeno puro la presenza dell’odorizzante TBM risulta sottostimata (-3,4%).</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«I risultati indicano che, all’aumentare della quota di idrogeno, diventa più complesso garantire una percezione olfattiva costante, rendendo necessario aggiornare gli attuali standard di misura», spiega la coautrice dello studio <strong>Viviana Cigolotti</strong>, responsabile della Divisione ENEA Tecnologie e vettori per la decarbonizzazione. «Una sovrastima nella misura delle concentrazioni di odorizzante - prosegue - potrebbe comportare rischi per la sicurezza legati alla mancata rilevazione di fughe di gas. Al contrario, una sottostima potrebbe generare falsi allarmi e determinare un aumento dei costi del gestore per garantire il rispetto della soglia minima di concentrazione di odorizzante nel gas che arriva fino alle nostre abitazioni».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La campagna sperimentale si è articolata in <strong>due fasi</strong>: una prima di test su bombole con miscele di metano e idrogeno e una seconda di prove su gas naturale odorizzato prelevato da una rete cittadina e successivamente miscelato con idrogeno in una rete in scala (p<span>rova condotta presso Hydrogen Innovation Lab di Pietro Fiorentini Spa ad Arcugnano, Vicenza</span>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’introduzione dell’idrogeno nelle reti di distribuzione del gas - attualmente consentita fino al 2% -costituisce una strategia promettente per ridurre le emissioni di carbonio nei settori che oggi dipendono dal gas naturale, come la produzione di energia, l’industria pesante, il riscaldamento domestico e i trasporti. Questa soluzione permette inoltre di valorizzare le infrastrutture esistenti, senza richiedere modifiche significative alle tubazioni o alle apparecchiature ma comporta sfide tecniche e operative: l’idrogeno, infatti, è un gas molto leggero, con bassa viscosità e alta diffusività, caratteristiche che possono impedire una miscelazione uniforme con l’odorizzante che svolge, invece, un ruolo cruciale per la sicurezza.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Di conseguenza, le letture dei gascromatografi (gli strumenti attualmente più affidabili per l’analisi della composizione del gas) possono risultare meno precise. «Il nostro studio fornisce<span> </span><strong>indicazioni pratiche</strong><span> </span>per<span> </span><strong>migliorare la sicurezza</strong><span> </span>e<span> </span><strong>ridurre i costi,<span> </span></strong>ad esempio, ottimizzando i sistemi di iniezione dell’odorizzante, oppure impiegando nei misuratori materiali resistenti all’idrogeno, come l’acciaio inox», sottolinea l’altra coautrice ENEA dello studio <strong>Giulia Monteleone</strong>, direttrice del Dipartimento ENEA di Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili. «I risultati di questa ricerca – conclude - potrebbero aiutare a definire i regolamenti per la miscelazione dell’idrogeno e offrire alle aziende di distribuzione indicazioni utili per aggiornare le procedure di dosaggio e di monitoraggio degli odorizzanti in vista dei futuri requisiti normativi».</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ischia: Aperte le iscrizioni alla prima conferenza dedicata a scuola e ricerca</title>
<link>https://www.italia24.news/ischia-aperte-le-iscrizioni-alla-prima-conferenza-dedicata-a-scuola-e-ricerca</link>
<guid>https://www.italia24.news/ischia-aperte-le-iscrizioni-alla-prima-conferenza-dedicata-a-scuola-e-ricerca</guid>
<description><![CDATA[ A Ischia, dall&#039;11 al 13 maggio, si terrà la prima conferenza dedicata al dialogo tra il mondo della scuola e quello della ricerca scientifica: &quot;Scuola e Ricerca. Il public engagement per la cultura scientifica del futuro&quot;, promossa da INAF, INGV, INFN e Cnr ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699c1c9a7a8b3.webp" length="33720" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 10:23:51 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">Sono aperte le iscrizioni per partecipare e presentare proposte e contributi alla<span> </span><b>prima conferenza dedicata al dialogo tra il mondo della scuola e<span> </span></b></span><b><span lang="it">quello<span> </span><span>della ricerca scientifica</span></span></b><span lang="it">:<span> </span><b><i>"Scuola e Ricerca. Il public engagement per la cultura scientifica del futuro"</i></b>. La conferenza, che si terrà<span> </span><b>a Ischia dall'11 al 13 maggio</b><span> </span>prossimi, è promossa e organizzata dall'<b>Istituto Nazionale di Fisica Nucleare</b><span> </span><b>(INFN)</b>, dall'<b>Istituto Nazionale di Astrofisica</b><span> </span><b>(INAF)</b>, dall'<b>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</b><span> </span>e dal<span> </span><b>Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><i><span lang="it"></span></i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">«La relazione tra ricerca scientifica e scuola riveste un ruolo sempre più importante in una società che si confronta quotidianamente con conoscenza, tecnologia e sostenibilità»</span><span lang="it">, spiega <b>Pierluigi Paolucci</b>, Presidente del</span><span lang="it"> Comitato di Coordinamento della Terza Missione dell'INFN. «Promuovere un dialogo efficace tra questi due mondi significa offrire a studenti e studentesse, insegnanti e comunità educative strumenti utili e sempre aggiornati per comprendere la complessità del presente e operare scelte consapevoli».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">L'evento riunirà <strong>ricercatrici e ricercatori, docenti, professionisti e professioniste dell'educazione che si confronteranno su strategie, metodologie, linguaggi e pratiche che rendono la cultura scientifica più accessibile, inclusiva e partecipata</strong>. La conferenza offrirà uno spazio dedicato alla condivisione di esperienze di<span> </span><i>public engagement</i>, alla presentazione di attività a supporto della didattica co-progettate con le scuole, all'esplorazione di strumenti digitali educativi, e alla valorizzazione di percorsi che avvicinino le nuove generazioni alle discipline STEAM (</span><span lang="it">Science, Technology, Engineering, Art, Mathematics</span><span lang="it">). </span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">Particolare attenzione sarà rivolta al ruolo dei ricercatori e delle ricercatrici come mediatori culturali e alla costruzione di collaborazioni tra istituzioni di ricerca e scolastiche, creando una rete per accelerare la produzione e la diffusione della conoscenza.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">«</span><span lang="it">L'incontro punta a generare risultati concreti, tra cui la creazione di un network permanente tra enti di ricerca e scuole, l'elaborazione condivisa di una proposta per un protocollo nazionale scuola–ricerca nell'ambito della valorizzazione delle conoscenze degli enti di ricerca, e il rafforzamento dell'impegno comune per una diffusione della cultura scientifica di qualità, inclusiva e orientata al futuro»</span><span lang="it">, aggiunge<span> </span><b>Maddalena De Lucia</b>, Responsabile del Centro Servizi Comunicazione e Divulgazione Scientifica dell'INGV.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">I temi al centro del programma includeranno<span> </span><b>linguaggi e metodi del<span> </span><i>public engagement</i><span> </span>della comunità scientifica</b>,<span> </span><b>nuove tecnologie e approcci per l'educazione scientifica</b>, iniziative nazionali ed europee dedicate alla<span> </span><b>formazione STEAM</b>, condivisione delle<span> </span><b>esigenze concrete di docenti e studenti</b><span> </span>per orientare l'innovazione educativa.</span><span lang="it"><span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><i></i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Il mondo della ricerca può fare molto per migliorare la qualità del sistema educativo nazionale e favorire il trasferimento di conoscenze 'dal laboratorio all'aula', con l'obiettivo ultimo di contribuire a promuovere la cultura scientifica tra studenti e studentesse», aggiunge <b>Francesca Messina</b>, Responsabile dell'Unità Relazioni con il Pubblico e Comunicazione integrata del CNR. «La rete del Cnr, ad esempio, grazie alle sue competenze multidisciplinari, ha al suo attivo una fitta rete di collaborazioni con istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado: iniziative che uniscono sperimentazione attiva, confronto e interazione per stimolare l'apprendimento e la curiosità, nel rispetto dei principi dell'open education».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><i><span lang="it"></span></i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">«Gli enti di ricerca sono i custodi della conoscenza di frontiera in ambiti cruciali quali l'astrofisica, la fisica, la geologia e, in generale, tutte le discipline STEAM.<span id="v1m_-2044699079831647214gmail-1737547893"> Tuttavia, queste scoperte impiegano spesso troppo tempo per essere incluse nei libri di testo scolastici e per diventare accessibili ai docenti e agli studenti. È per questo che i nostri enti devono fare fronte comune: l'obiettivo non è solo restituire i risultati della scienza alla scuola, ma anche supportare attivamente gli insegnanti in un percorso di alfabetizzazione scientifica. Senza queste basi, è infatti impossibile comprendere appieno le sfide della ricerca contemporanea. Fare didattica e supporto oggi significa accorciare le distanze tra i laboratori e le aule, preparando le scienziate e gli scienziati di domani», afferma <b>Caterina Boccato</b>, responsabile dell'unità Valorizzazione della Conoscenza (Didattica &amp; Divulgazione) dell'INAF.</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">L'evento prevede presentazioni di contributi, una tavola rotonda con docenti, una sessione di poster e interventi di esperte ed esperti in comunicazione della scienza. I contributi saranno organizzati in quattro aree tematiche: strumenti, contenuti e risorse per la scuola; attività per la formazione dei docenti; spazi per valorizzare la scienza; giocare con la scienza.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">La sottomissione di proposte per talk e poster è aperta e può essere effettuata fino al 10 aprile attraverso il <a href="https://agenda.infn.it/event/49925" target="_blank" rel="noopener">link</a>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="it">Alla conferenza sono attesi oltre cento partecipanti tra ricercatrici, ricercatori, docenti, comunicatrici e comunicatori scientifici, insieme a rappresentanti del Ministero dell'Istruzione e del Merito, degli Uffici scolastici regionali, di associazioni culturali e della società civile. La presenza di<span> </span>media partner,<span> </span><span id="v1m_-2044699079831647214gmail-1106877430">di<span> </span></span>giornalisti scientifici e<span> </span><span id="v1m_-2044699079831647214gmail-480231349">di<span> </span></span>stakeholder<span> </span>territoriali contribuirà ad ampliare il confronto e a dare visibilità alle esperienze presentate. Gli atti della conferenza verranno pubblicati e i materiali saranno accessibili online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: uno studio rivela che anche i pulcini formano associazioni tra suoni e forme</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-uno-studio-rivela-che-anche-i-pulcini-formano-associazioni-tra-suoni-e-forme</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-uno-studio-rivela-che-anche-i-pulcini-formano-associazioni-tra-suoni-e-forme</guid>
<description><![CDATA[ Pubblicata su «Science» la ricerca dell&#039;Università di Padova in cui si dimostra che anche i pulcini hanno una predisposizione innata verso specifici collegamenti tra suono e forma ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699c19721e26e.webp" length="29504" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 10:09:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Negli umani, <strong>Bouba-Kiki</strong> è quel fenomeno in cui le persone, indipendentemente dalla loro cultura o lingua parlata, <strong>associano sistematicamente determinate forme astratte a specifici suoni</strong>. Bouba e Kiki non esistono in realtà, sono "etichette verbali", parole inventate che evocano caratteristiche fisiche. Nella specifica associazione la maggior parte degli individui della nostra specie associa il suono "Kiki" a un oggetto appuntito e "Bouba" a uno tondeggiante. Studi condotti su bambini molto piccoli suggeriscono che questo effetto possa riflettere un meccanismo percettivo innato, sebbene sia difficile escludere del tutto la possibilità che tali associazioni possano venire apprese molto rapidamente dopo la nascita, dato che i bambini sono precocemente esposti ad a una grande quantità di informazioni multisensoriali.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Lo studio intitolato "</span><a href="https://www.science.org/doi/10.1126/science.adq7188" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><i><span>Matching sounds to shapes: Evidence of the Bouba-Kiki effect in naïve baby chicks</span></i></a><span>", pubblicato su «<strong>Science</strong>»<i> </i>dai ricercatori dei dipartimenti di <strong>Psicologia Generale e di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell'Università di Padova,</strong> ha indagato <strong>l'effetto Bouba-Kiki in pulcini di pollo nei primissimi giorni di vita dopo la schiusa</strong>, testando in modo pressoché totale le loro esperienze precedenti al test.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h2 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">La ricerca:</h2>
<p></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>In una prima fase, i ricercatori hanno insegnato a pulcini di tre giorni ad aggirare un pannello su cui era stampata una forma ambigua, composta sia da elementi tondeggianti che elementi spigolosi, rispetto ad un pannello privo di disegno. Lo scopo era quello di indurre gli animali a scegliere il pannello con la forma secondo la regola "forma per cibo appetitoso".<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Successivamente, i pulcini si sono confrontati con due nuovi pannelli: uno dal contorno interamente appuntito e uno tondeggiante. Ciascun animale è stato sottoposto a <strong>24 prove</strong>, alternate in modo casuale: in metà veniva riprodotta in sottofondo, tramite un altoparlante nascosto, una ripetizione del suono "Kiki", nelle altre, il suono "Bouba". <strong>I ricercatori hanno osservato che i pulcini sceglievano il pannello con la forma appuntita quando udivano "Kiki" e quello con la forma tondeggiante quando udivano "Bouba".</strong><span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>I ricercatori - </span><strong>Maria Loconsole, Silvia Benavides-Varela e Lucia Regolin</strong> -<span> hanno poi rafforzato il controllo su tre fattori critici: la maturazione (testando i pulcini entro le prime 24 ore dalla schiusa), l'esperienza sociale (effettuando il test prima che gli animali avessero contatto con altri pulcini) e l'associazione tra pannello con forma ambigua e ricompensa (quindi eliminando qualsiasi precedente addestramento o ricompensa alimentare).<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Alla nascita, ciascun pulcino veniva inserito in un'arena in cui era presente uno schermo televisivo su cui veniva proiettato per 30 minuti uno stimolo visivo con contorni sia rotondi che spigolosi, così da consentire un periodo di familiarizzazione. Dopodiché, i ricercatori hanno testato la preferenza spontanea dei pulcini tra due forme (tondeggiante e spigolosa), associate alla ripetizione del suono "Bouba" o "Kiki". Si è registrato che gli animali - che erano liberi di esplorare l'ambiente e di avvicinarsi a ciascuna delle due forme - <strong>trascorrevano più tempo in prossimità della forma congruente con il suono udito, </strong>similmente a quel che accade negli umani.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>I dati raccolti su <strong>pulcini di pochi giorni</strong> sembrano indicare <strong>l'esistenza di una predisposizione innata verso specifiche associazioni tra suono e forma</strong></span><strong>, di conseguenza tale meccanismo non è una solo prerogativa degli umani, ma può essere presente in altre specie animali</strong><span><strong>.</strong><span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«I nostri risultati ci hanno permesso di dimostrare che non è necessario avere un cervello predisposto al </span><span>linguaggio umano </span><span>perché si creino delle associazioni tra suoni e forme <b>- dice Maria Loconsole del dipartimento di Psicologia Generale dell'Università di Padova</b> -. La ricerca evidenzia come esistano dei meccanismi percettivi semplici e basilari che sono condivisi tra diverse specie animali. <strong>Questo lavoro rappresenta un'importante punto di partenza per nuove ricerche sul fonosimbolismo nell'uomo,</strong> per capire come una predisposizione comune ad associazioni tra diverse modalità sensoriali possa aver svolto un ruolo particolare nel supportare l'emergere del linguaggio nella nostra specie».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Roma Tor Vergata e INFN: inaugurato il nuovo laboratorio AiLoV&#45;ET per lo sviluppo di tecnologie per la ricerca di onde gravitazionali</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-roma-tor-vergata-e-infn-inaugurato-il-nuovo-laboratorio-ailov-et-per-lo-sviluppo-di-tecnologie-per-la-ricerca-di-onde-gravitazionali</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-roma-tor-vergata-e-infn-inaugurato-il-nuovo-laboratorio-ailov-et-per-lo-sviluppo-di-tecnologie-per-la-ricerca-di-onde-gravitazionali</guid>
<description><![CDATA[ Inaugurato il nuovo laboratorio AiLoV-ET (Advanced Optics Lab @ Tor Vergata for Einstein Telescope), con la collaborazione tra INFN e l&#039;Università di Roma Tor Vergata, dedicato alla ricerca e allo sviluppo delle tecnologie per il futuro rivelatore di onde gravitazionali di nuova generazione, Einstein Telescope ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699c16856accc.webp" length="85568" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 09:55:00 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">È stato inaugurato il 19 febbraio 2026, negli spazi dei laboratori della Sezione <strong>INFN</strong> presso il <strong>dipartimento di Fisica dell'Università di Roma Tor Vergata</strong>, il nuovo <strong>laboratorio AiLoV-ET (Advanced Optics Lab @ Tor Vergata for Einstein Telescope).</strong> L'infrastruttura è dedicata alla ricerca e sviluppo delle tecnologie per il futuro rivelatore di onde gravitazionali di nuova generazione, Einstein Telescope, ed è frutto della collaborazione tra l'INFN e l'Università di Roma Tor Vergata nell'ambito del progetto <strong>ETIC</strong>, finanziato dal <strong>Ministero dell'Università e della Ricerca</strong> con i fondi del PNRR, per promuovere la candidatura italiana della Sardegna a ospitare Einstein Telescope attraverso la creazione  di una rete nazionale di laboratori diffusi sul territorio, di cui fa parte, appunto, anche l'infrastruttura AiLoV-ET.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Grazie al finanziamento di circa<span> </span><span>tre</span><span> </span>milioni di euro, il nuovo laboratorio AiLoV-ET ospita camere bianche e grigie, ossia gli ambienti a contaminazione controllata propri di un laboratorio di ricerca di fisica strumentale, banchi ottici, laser, specchi e strumentazione altamente tecnologica», ha spiegato <strong>Viviana Fafone</strong>, responsabile di AiLoV-ET, professoressa dell'Università di Roma Tor Vergata e ricercatrice all'INFN. «AiLoV-ET è dunque a tutti gli effetti un centro di ricerca di rilievo internazionale, focalizzato sulla realizzazione di soluzioni tecnologiche di ottica adattiva e di nuovi materiali per gli specchi del rivelatore, elementi chiave per gli obiettivi scientifici di Einstein Telescope. L'attività si inserisce in una tradizione di ricerca sulle onde gravitazionali che a Roma Tor Vergata è attiva da oltre quarant'anni, dai primi rivelatori a barre criogeniche, all'interferometro Virgo, fino agli attuali sviluppi per Einstein Telescope», conclude Fafone.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«È con grande orgoglio che inauguriamo AiLoV-ET, un nuovo importante capitolo nella storia scientifica del nostro ateneo», ha commentato <strong>Nathan Levialdi Ghiron</strong>, rettore dell'Università di Roma Tor Vergata. «Questa infrastruttura nasce dalla sinergia con l'INFN nell'ambito del progetto ETIC sostenuto dal MUR con fondi PNRR: un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni sostenuta da una visione strategica nazionale ed europea possa generare ricerca di frontiera e innovazione tecnologica. Un investimento non solo nelle infrastrutture ma nelle persone - ha sottolineato il rettore - nei nostri ricercatori, nei giovani studiosi, nelle studentesse e negli studenti che qui trovano un ambiente di formazione avanzata e di collaborazione internazionale. AiLoV-ET non è soltanto un laboratorio, è un segnale di fiducia nella scienza, nella collaborazione europea e nella capacità del nostro paese di essere protagonista nelle grandi sfide della conoscenza», ha concluso il rettore.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Einstein Telescope rappresenta una delle sfide scientifiche più ambiziose dei prossimi decenni e richiede lo sviluppo di tecnologie altamente innovative. Il nuovo laboratorio AiLOV-ET opererà nel campo del controllo termico degli specchi, un ambito già cruciale negli interferometri attuali, come Virgo, ma destinato a diventare ancora più strategico negli osservatori di prossima generazione, come Einstein Telescope», ha spiegato <strong>Marco Pallavicini</strong> membro della Giunta Esecutiva dell'INFN con la delega al progetto Einstein Telescope. «La realizzazione del laboratorio nasce dalla proficua collaborazione tra l'INFN e l'Università di Roma Tor Vergata, in continuità con la sinergia già consolidata nell'ambito dell'esperimento Virgo».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">All'inaugurazione ha fatto seguito un convegno sui quarant'anni di ricerca a Roma Tor Vergata e sulla ricerca delle onde gravitazionali con interventi dedicati alla storia, allo stato attuale e alle prospettive, con contributi di <strong>Michele Mazzola</strong> del Ministero dell'Università e della Ricerca,  <strong>Lucio Cerrito</strong>, direttore Dipartimento di Fisica dell'Università di Roma Tor Vergata, <strong>Roberta Sparvoli</strong>, direttrice Sezione INFN di Roma Tor Vergata, <strong>Renato Baciocchi</strong>, prorettore al Trasferimento Tecnologico dell'Università di Roma Tor Vergata, <strong>Eugenio Coccia</strong>, direttore Istituto di Fisica delle Alte Energie di Barcellona, <strong>Viviana Fafone</strong> responsabile laboratorio AiLoV-ET, <strong>Michele Maggiore</strong> dell'Executive Board di Einstein Telescope e professore dell'Università di Ginevra, <strong>Marco Pallavicini</strong> della Giunta Esecutiva dell'INFN, <strong>Michele Punturo</strong>, coordinatore della collaborazione scientifica Einstein Telescope e ricercatore dell'INFN.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Radioastronomia: realizzata la più grande mappa radio del cielo con il programma LOFAR</title>
<link>https://www.italia24.news/radioastronomia-realizzata-la-piu-grande-mappa-radio-del-cielo-con-il-programma-lofar</link>
<guid>https://www.italia24.news/radioastronomia-realizzata-la-piu-grande-mappa-radio-del-cielo-con-il-programma-lofar</guid>
<description><![CDATA[ Il nuovo set di dati di LoTSS-DR3, che comprende la più grande e dettagliata mappa radio del cielo mai realizzata, ottenuta grazie alla rete europea di antenne LOFAR, permetterà numerose scoperte dando un forte impatto in molti ambiti della ricerca astrofisica e cosmologica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699b377872b85.webp" length="48876" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 18:00:12 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Una vasta collaborazione internazionale, con la significativa partecipazione dell'<strong>Istituto Nazionale di Astrofisica</strong> (INAF), ha reso pubblico il terzo set di dati della </span><span><a href="https://lofar-surveys.org/dr3.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>LOFAR Two-metre Sky Survey</b></a></span><span><b><a href="https://lofar-surveys.org/dr3.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> </a><a href="https://lofar-surveys.org/dr3.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">(LoTSS-DR3)</a></b>, uno dei più ambiziosi programmi di mappatura del cielo radio a bassa frequenza mai realizzati. Sfruttando il radiotelescopio europeo <strong>Low Frequency Array (LOFAR)</strong>, il team di ricerca ha identificato </span><span><strong>13,7 milioni di radiosorgenti</strong>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il nuovo set di osservazioni ha consentito di produrre </span><strong>una mappa del cielo radio a bassa frequenza di straordinario dettaglio e di realizzare il censimento più completo mai ottenuto dei buchi neri supermassicci in fase di accrescimento</strong><span><strong>,</strong> rappresentando un traguardo di grande rilievo per la radioastronomia e la cooperazione scientifica internazionale. I risultati</span><span> sono in corso di pubblicazione </span><span>sulla rivista </span><strong>Astronomy &amp; Astrophysics</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Questo nuovo catalogo rappresenta un deciso salto di qualità rispetto ai precedenti.</span><span> </span><a href="https://www.media.inaf.it/2022/02/25/mappa-lofar-milioni-sorgenti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span>La seconda </span><span>data release</span><span>, pubblicata nel 2022</span></a><span>,</span><span> comprendeva quasi 4,4 milioni di sorgenti radio e copriva poco più di un quarto dell'emisfero settentrionale. Con la <a href="https://lofar-surveys.org/public_hips/LoTSS_DR3_high_hips/" target="_blank" rel="noopener">DR3</a>, il numero di sorgenti catalogate cresce di oltre il triplo, mentre l'area di cielo mappata si estende fino a circa l'88% dell'emisfero nord, pari a circa 19 mila gradi quadrati. Il passo in avanti rispetto alla DR2 è quindi evidente sotto diversi aspetti: una copertura di cielo molto più estesa, un numero significativamente maggiore di sorgenti rilevate e l'inclusione di <strong>nuove regioni finora inesplorate</strong>, come porzioni del piano galattico, che non erano incluse nella precedente data release. </span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La survey è stata effettuata con uno dei radiotelescopi più sensibili e ad alta risoluzione al mondo. Nato da un progetto di <strong>ASTRON</strong> e oggi </span><strong>European Research Infrastructure Consortium (ERIC)</strong><span>, LOFAR è la rete radioastronomica a bassa frequenza più estesa attualmente operativa. Lo strumento è composto da <strong>52 stazioni distribuite in Europa</strong>, per un totale di oltre <strong>25 mila antenne collegate tra loro</strong> tramite reti in fibra ottica e gestite come un unico grande interferometro.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il progetto si basa su oltre <strong>13 mila ore di osservazioni, </strong>per un volume complessivo di circa 18,6 petabyte di dati e su oltre 20 milioni di ore di calcolo distribuite su 10 anni</span><span>.</span><span> L'elaborazione di una mole di dati così imponente ha richiesto lo sviluppo di algoritmi altamente automatizzati e ottimizzati, nonché la distribuzione del carico computazionale su numerosi sistemi di calcolo ad alte prestazioni, con attività di elaborazione e di monitoraggio protratte per anni. </span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>In questo senso, LOFAR ha spinto la radioastronomia a basse frequenze in un territorio in gran parte inesplorato: non solo per la quantità di dati prodotti, ma anche per le nuove tecniche di calibrazione e di analisi rese necessarie. Affrontare queste sfide ha richiesto lo sviluppo di <strong>nuovi approcci metodologici e l'impiego di infrastrutture computazionali ad altissime prestazioni</strong>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La combinazione di ampia copertura del cielo, elevata sensibilità e alta risoluzione angolare consente di ottenere immagini del cielo radio a bassa frequenza estremamente nitide e ricche di dettaglio. Le osservazioni, condotte nell'intervallo di <strong>frequenze 120–168 MHz</strong>, corrispondente a lunghezze d'onda di circa due metri, raggiungono una risoluzione angolare di circa 6 secondi d'arco, consentendo di studiare le sorgenti radio su un'ampia gamma di scale spaziali. Per ottenere questi risultati, le immagini sono state accuratamente corrette per le forti distorsioni introdotte dalla ionosfera terrestre, un aspetto critico alle basse frequenze radio.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Questa </span><span>data release</span><span> rappresenta il risultato di oltre dieci anni di osservazioni, di elaborazione dei dati e di analisi scientifica condotte da un ampio team internazionale», afferma </span><strong>Timothy Shimwell</strong><span>, primo autore dello studio, ricercatore presso ASTRON, l'Istituto nazionale per la radioastronomia dei Paesi Bassi, e l'Università di Leiden.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Sebbene l'utilizzo scientifico dei dati sia ancora agli inizi, la combinazione di scala, sensibilità e risoluzione sta già trasformando la radioastronomia, aprendo la strada a nuove scoperte in un'ampia varietà di ambienti cosmici.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Grazie a una sensibilità oltre 100 volte superiore e a una risoluzione angolare più elevata rispetto alle survey precedenti nello stesso intervallo di frequenze, LoTSS apre una nuova finestra di osservazione dell'Universo alle basse frequenze radio, permettendo numerose scoperte e un forte impatto in molti ambiti della ricerca astrofisica e cosmologica», afferma </span><strong>Gianfranco Brunetti</strong><span>, direttore di INAF - Istituto di Radioastronomia e delegato italiano nel Council di LOFAR ERIC.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h2 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Una vasta gamma di segnali radio</span></h2>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Grazie a queste caratteristiche, la survey consente di osservare una straordinaria <strong>varietà di segnali radio provenienti dal cosmo:</strong> dall'emissione generata da particelle che viaggiano a velocità prossime a quella della luce in campi magnetici, come l'emissione radio diffusa in ammassi di galassie, ai potenti getti prodotti dai buchi neri supermassicci, fino alle galassie con intensa formazione di nuove stelle.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Questo patrimonio osservativo sta già alimentando numerosi studi in diversi ambiti dell'astrofisica ed è analizzato in modo sistematico anche alla ricerca di fenomeni rari, quali radiosorgenti transienti e variabili, resti di supernova finora sconosciuti, alcune delle radiogalassie più estese e antiche mai osservate e segnali radio compatibili con interazioni tra esopianeti e le loro stelle madri. I dati e le mappe radio prodotti dalla survey sono resi pubblicamente disponibili alla comunità scientifica.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Un esempio emblematico di queste nuove possibilità di studio riguarda gli ammassi di galassie, come sottolinea </span><span><strong>Andrea Botteon</strong>,</span><span> ricercatore in forza all'INAF e co-autore dell'articolo: «Creando campioni statistici di ammassi di galassie, possiamo dimostrare che onde d'urto e turbolenze guidano l'accelerazione delle particelle e l'amplificazione dei campi magnetici su milioni di anni luce. Questo è uno dei campi di ricerca che ha ricevuto una delle spinte più significative negli ultimi anni grazie ai dati LoTSS».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Parallelamente, i dati vengono analizzati in modo sistematico alla ricerca di fenomeni astrofisici rari.</span><span> </span><span>Il team ne ha già individuati diversi, tra cui radiosorgenti transienti e variabili, resti di supernova finora sconosciuti, alcune delle radiogalassie più estese e antiche mai osservate e segnali radio compatibili con interazioni tra esopianeti e le loro stelle madri. </span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«INAF sta investendo risorse significative sul piano scientifico e tecnologico in LOFAR 2.0, che, nei prossimi decenni, sarà uno strumento complementare a SKA-Low. Grazie a baseline molto più lunghe, LOFAR 2.0 permetterà di ottenere mappe del cielo con una risoluzione angolare fino a dieci volte superiore a LoTSS, raggiungendo al tempo stesso una profondità osservativa senza precedenti», conclude Brunetti.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Link alla pubblicazione: <a href="https://www.aanda.org/component/article?access=doi&amp;doi=10.1051/0004-6361/202557749" target="_blank" rel="noopener">"The LOFAR Two-metre Sky Survey VII. Third Data Release"</a>, T.W. Shimwell et al., per la rivista Astronomy &amp; Astrophysics.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>A Bari si sono conclusi gli Autoimmune Liver Disease Days: due giornate tra ricerca, clinica e ascolto dei pazienti sulle malattie autoimmuni del fegato</title>
<link>https://www.italia24.news/a-bari-si-sono-conclusi-gli-autoimmune-liver-disease-days-due-giornate-tra-ricerca-clinica-e-ascolto-dei-pazienti-sulle-malattie-autoimmuni-del-fegato</link>
<guid>https://www.italia24.news/a-bari-si-sono-conclusi-gli-autoimmune-liver-disease-days-due-giornate-tra-ricerca-clinica-e-ascolto-dei-pazienti-sulle-malattie-autoimmuni-del-fegato</guid>
<description><![CDATA[ IT-AILD al Policlinico Universitario di Bari il 20–21 febbraio 2026; il 21 febbraio in parallelo l’incontro AMAF “La Cura: Accogliere, Ascoltare, Assistere” ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6999ac2ab530a.webp" length="72436" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 15:00:53 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt;">Si sono conclusi al <strong>Policlinico Universitario di Bari </strong>gli <strong>Autoimmune Liver Disease Days, </strong>due giornate di confronto dedicate alle <strong>malattie autoimmuni del fegato</strong> – tra cui <strong>epatite autoimmune, colangite biliare primitiva e colangite sclerosante primitiva</strong> – patologie rare, croniche e complesse con un impatto rilevante sulla qualità di vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Promosso dalla <strong>Italian Autoimmune Liver Disease Network (IT-AILD)</strong>, il congresso (20–21 febbraio) ha riunito specialisti <strong>italiani e internazionali</strong> per un aggiornamento ad ampio raggio su immunologia epatica, linee guida internazionali, terapie innovative, gestione in età pediatrica e in gravidanza, qualità di vita e discussione di casi clinici, con un forte accento sul confronto multidisciplinare.  </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Nel corso dei lavori è stato ribadito il valore della rete IT-AILD nel favorire la <strong>traduzione dei progressi scientifici nella pratica clinica, </strong>sostenendo studi collaborativi su meccanismi di malattia, storia naturale, variabilità clinica, correlazioni genotipo-fenotipo e stratificazione del rischio. Un’attenzione specifica è stata inoltre richiamata allo sviluppo e all’armonizzazione dei Registri Nazionali dedicati alle principali patologie autoimmuni epatiche, considerati strumenti chiave per migliorare la qualità delle cure e promuovere una medicina sempre più personalizzata.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Tra i clinici e ricercatori citati nella rete figurano, tra gli altri, <strong>Pietro Invernizzi </strong>(Università degli Studi di Milano-Bicocca e IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza), <strong>Marco Carbone </strong>(Università degli Studi di Milano-Bicocca e ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano), <strong>Fabio Piscaglia</strong> (Università di Bologna e IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna), <strong>Antonio Moschetta</strong> (Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”) e <strong>Vincenza Calvaruso</strong> (Università di Palermo e AOU Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo).</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Nelle malattie autoimmuni del fegato la diagnosi precoce e la presa in carico nei centri esperti fanno la differenza - dichiara <strong>Pietro Invernizzi</strong>, coordinatore nazionale IT-AILD - «Con IT-AILD vogliamo trasformare i progressi della ricerca in percorsi di cura più omogenei, dati condivisi e scelte cliniche sempre più personalizzate per i pazienti».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Siamo in una fase in cui, per la colangite biliare primitiva, l’obiettivo non è solo controllare la malattia ma modificare la traiettoria clinica - prosegue <strong>Kris Kowdley, </strong>direttore del Liver Institute Northwest di Seattle USA - «Le nuove terapie disease-modifying e un inquadramento più preciso del rischio ci permettono di intervenire prima e meglio, riducendo la probabilità di progressione».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Ospitare a Bari gli Autoimmune Liver Disease Days significa mettere al centro un confronto concreto tra ricerca e pratica clinica - sottolinea <strong>Antonio Moschetta </strong>- «È un’occasione per far dialogare competenze diverse e rafforzare un approccio multidisciplinare, indispensabile per gestire queste patologie lungo tutto il percorso di cura».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">In parallelo alle attività scientifiche, sabato 21 febbraio si è svolto l’evento promosso da <strong>AMAF – Associazione Malattie Autoimmuni del Fegato</strong>, <em>“La Cura: Accogliere, Ascoltare, Assistere”</em>, interamente dedicato ai pazienti e pensato come spazio di dialogo, condivisione e confronto diretto con gli specialisti. L’incontro ha affrontato anche aspetti spesso “invisibili” nella visita ambulatoriale: dall’accettazione della diagnosi alla convivenza con la cronicità, fino al valore dell’associazionismo e dell’alleanza medico-paziente, con una sessione di domande e risposte focalizzata su esigenze pratiche e cliniche.  </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Per chi convive ogni giorno con una malattia cronica, “cura” significa anche accoglienza, ascolto e continuità - aggiunge <strong>Daniela Cavallaro</strong>, vicepresidente AMAF - «Il paziente esperto e i caregiver possono aiutare a dare voce ai bisogni reali e a costruire, insieme ai clinici, un’alleanza che migliori l’aderenza alle terapie e la qualità di vita».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Gli Autoimmune Liver Disease Days confermano la centralità di un <strong>lavoro integrato tra clinica, ricerca e comunità dei pazienti,</strong> con l’obiettivo comune di far avanzare conoscenza, accesso alle cure specialistiche e percorsi assistenziali coordinati a livello nazionale.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cultura, Milano: a Palazzo Reale la mostra fotografica della Polizia di Stato &amp;quot;Supereroi – Proteggiamo i Bambini Insieme&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/cultura-milano-a-palazzo-reale-la-mostra-fotografica-della-polizia-di-stato-supereroi-proteggiamo-i-bambini-insieme</link>
<guid>https://www.italia24.news/cultura-milano-a-palazzo-reale-la-mostra-fotografica-della-polizia-di-stato-supereroi-proteggiamo-i-bambini-insieme</guid>
<description><![CDATA[ Il 19 febbraio a Palazzo Reale apre la mostra fotografica della Polizia di Stato &quot;Supereroi – Proteggiamo i Bambini Insieme&quot; con un percorso espositivo per sensibilizzare le famiglie e gli educatori al tema della protezione dei minori negli spazi digitali ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699862bfb3d06.webp" length="31892" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 14:26:18 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Apre il 19 febbraio al pubblico a <strong>Palazzo Reale</strong> la mostra fotografica della Polizia di Stato<strong> "Supereroi – Proteggiamo i Bambini Insieme</strong>" ideata e realizzata dal <strong>Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale Lombardia</strong> in collaborazione con il <strong>Comune di Milano, di Terre des Hommes Italia e Coriandoli per Shanti Bhavan Onlus.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>All'inaugurazione erano presenti il Signor Prefetto <strong>Claudio Sgaraglia</strong>, il Questore <strong>Bruno Megale</strong>, l'assessore <strong>Marco Granelli</strong>, il Direttore Centrale per la Polizia Scientifica e la Sicurezza Cibernetica <strong>Luigi Rinella</strong> e <strong>Domenico De Maio</strong> per Fondazione Milano-Cortina, oltre ad autorità civili e militari.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'iniziativa vuole gettare luce sull'importante e delicato lavoro svolto quotidianamente dalla Polizia di Stato nel contrasto alla pedopornografia, all'abuso e all'adescamento online dei minori. Un'attività spesso silenziosa e condotta sotto copertura, che richiede professionalità, equilibrio e profondo senso del dovere.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il percorso espositivo, con <strong>ingresso gratuito dal 19 al 22 febbraio</strong>, si compone di 50 scatti fotografici realizzati direttamente dai poliziotti <strong>Ester Lo Feudo, Marco Domizi e Giovanni Marcellino</strong>. Le immagini, accompagnate dai testi della giornalista e sceneggiatrice <strong>Rosy Della Ragione</strong>, offrono uno sguardo intenso sulla vulnerabilità delle vittime ma anche sulla loro forza interiore, restituendo al contempo il carico emotivo e umano vissuto dagli agenti impegnati in prima linea.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'evento nasce con la volontà di sensibilizzare famiglie, scuole e l'intera comunità educante, nella consapevolezza che, rispetto a tali fenomeni, la prevenzione rappresenti lo strumento più efficace.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'appuntamento è un'occasione unica per gruppi e visitatori di vivere un'esperienza di forte impatto sociale, con un significativo valore educativo, anche grazie alla presenza di pannelli informativi contenenti consigli pratici per una navigazione consapevole e sicura.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Malaria: scoperta una variante genetica in grado di ostacolare la crescita del parassita</title>
<link>https://www.italia24.news/malaria-scoperta-una-variante-genetica-in-grado-di-ostacolare-la-crescita-del-parassita</link>
<guid>https://www.italia24.news/malaria-scoperta-una-variante-genetica-in-grado-di-ostacolare-la-crescita-del-parassita</guid>
<description><![CDATA[ Pubblicato su Nature uno studio di Cnr-Irgb e Università di Sassari su un nuovo gene che apre la strada a nuove terapie per la cura della Malaria ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6998629b572ef.webp" length="42942" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 14:18:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-d039f76f-7fff-a7c9-00e6-33a28e424d0d"><span><strong>Una variante genetica capace di ostacolare la crescita del parassita della malaria</strong> è stata scoperta da un gruppo di ricercatori e ricercatrici dell'<strong>Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb) di Cagliari e dell'Università degli Studi di Sassari.</strong> Il lavoro intitolato "<strong>Reduced cyclin D3 expression in erythroid cells protects against malaria</strong>", pubblicato sulla rivista Nature, chiarisce anche il meccanismo biologico della protezione e indica una possibile strada per nuovi farmaci. All'articolo è stato anche dedicato un editoriale della rivista.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La malaria provoca ancora oggi oltre 600.000 morti all'anno, soprattutto nei <strong>Paesi tropicali</strong>. Non tutte le persone infette, però, si ammalano nello stesso modo: alcuni individui sviluppano forme molto gravi, altri manifestano sintomi più lievi. Capire perché accade è una delle sfide più importanti della medicina.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Un indizio nel DNA dei Sardi</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La scoperta nasce da un'osservazione effettuata a partire da <strong>analisi genomiche</strong> su circa 7.000 volontari dello studio di popolazione sardo "SardiNIA" in Ogliastra, un grande progetto di genetica di popolazione che analizza in che modo il patrimonio genetico degli abitanti dell'isola influenzi migliaia di variabili rilevanti per la salute. I ricercatori avevano individuato una variante del DNA associata a particolari caratteristiche dei globuli rossi, le cellule del sangue in cui vive il parassita della malaria.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Cosa succede dentro ai globuli rossi</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Gli scienziati hanno poi ricostruito passo dopo passo il <strong>meccanismo biologico alla base delle osservazioni genetiche</strong>. «La variante riduce l'attività del gene CCND3 che regola lo sviluppo dei precursori dei globuli rossi, producendo globuli rossi circolanti più grandi e con caratteristiche particolari. Con esperimenti durati diversi anni abbiamo spiegato del dettaglio i meccanismi molecolari e biologici alla base di queste osservazioni», spiega <strong>Maria Giuseppina Marini</strong>, prima autrice dello studio insieme a <strong>Maura Mingoia e Maristella Steri</strong> del Cnr-Irgb.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La genetica umana conserva tracce delle malattie del passato», spiega <strong>Francesco Cucca</strong>, genetista dell'Università di Sassari e del Cnr-Irgb, coordinatore dello studio. «Questo ci permette di individuare adattamenti biologici selezionati dall'evoluzione».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Analisi evolutive hanno infatti mostrato che la variante è diventata frequente in <strong>Sardegna</strong> perché offriva un vantaggio di sopravvivenza. «Abbiamo quindi ipotizzato che la malaria, storicamente endemica in Sardegna, potesse essere la pressione evolutiva che ha favorito la diffusione della variante», aggiunge <strong>Cucca</strong>. </span><span>E quando i <strong>globuli rossi</strong> provenienti da individui con quella variante sono state infettati in laboratorio con il Plasmodium falciparum — il principale agente della malaria — il parassita non riesce a proliferare normalmente.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Abbiamo osservato una forte inibizione della crescita del parassita fino alla sua morte», spiega <strong>Antonella Pantaleo</strong> dell'Università di Sassari, che ha coordinato gli esperimenti di infezione in laboratorio. «Il fenomeno è legato a un aumento dello stress ossidativo nei globuli rossi, un meccanismo simile a quello che protegge le persone con deficit di G6PD in quanto crea un ambiente inospitale per il parassita in queste cellule».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Dall'evoluzione alla medicina</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La variante è oggi frequente in Sardegna ma assente nelle regioni del mondo dove la malaria è ancora diffusa. Probabilmente è comparsa in Europa dopo l'uscita dell'Homo sapiens dall'Africa. Per i ricercatori, però, proprio questo "esperimento naturale" offre una nuova opportunità terapeutica.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La natura ci ha mostrato un modo efficace per bloccare la malaria», conclude <strong>Cucca</strong>. «La sfida ora è trasformare questo meccanismo biologico in una terapia: riprodurre farmacologicamente l'effetto protettivo della variante per proteggere le popolazioni che oggi convivono con la malattia».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio fornisce così una base scientifica concreta per sviluppare nuovi farmaci mirati, ispirati direttamente all'evoluzione umana.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: "<a href="https://www.nature.com/articles/s41586-026-10110-9" target="_blank" rel="noopener">Reduced cyclin D3 expression in erythroid cells protects against malaria</a>" Maria Giuseppina Marini, Maura Mingoia, Maristella Steri, et al. Nature (2026)</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Progetto &amp;quot;Rockfall&amp;quot;: presentati a Torino nuovi sviluppi per analizzare l&amp;apos;effetto dell&amp;apos;aumento delle temperature sulle rocce alpine</title>
<link>https://www.italia24.news/progetto-rockfall-presentati-a-torino-nuovi-sviluppi-per-analizzare-leffetto-dellaumento-delle-temperature-sulle-rocce-alpine</link>
<guid>https://www.italia24.news/progetto-rockfall-presentati-a-torino-nuovi-sviluppi-per-analizzare-leffetto-dellaumento-delle-temperature-sulle-rocce-alpine</guid>
<description><![CDATA[ A Torino il workshop conclusivo del progetto “Rockfall”, coordinato dall’INRiM, ha presentato nuove misure sul campo e modelli fisici per analizzare l’effetto dell’aumento delle temperature sulle rocce alpine ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6998626a00c33.webp" length="128480" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 14:03:12 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-687e48ba-7fff-b80c-3ab5-203c1093aa0b" style="text-align: left;"><span>In un periodo nel quale il riscaldamento globale è scientificamente accertato, le <strong>aree montane</strong> rappresentano <strong>ambienti particolarmente vulnerabili</strong>. L’aumento delle temperature medie ed estreme dell’aria e i cicli di stress termico contribuiscono alla degradazione del ghiaccio presente nelle fratture rocciose, elemento chiave per la stabilità dei pendii, e all’indebolimento delle masse rocciose, con un conseguente incremento del rischio di frane e crolli. </span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Nonostante la solidità delle evidenze sul cambiamento climatico, la <strong>relazione tra temperatura dell’aria e regime termico della roccia </strong>resta un ambito di studio complesso. La temperatura superficiale delle rocce dipende infatti da molteplici fattori, tra cui la radiazione solare, l’esposizione, le proprietà fisiche dei materiali e le interazioni aria-roccia, rendendo necessarie misure accurate e modelli condivisi.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Di questi temi se ne è parlato nel corso del workshop <strong>“</strong></span><strong>Trasferimento del calore nella roccia: misure sul campo e modelli</strong><span><strong>”</strong>, momento conclusivo del progetto triennale <strong>PRIN 2022 “</strong></span><strong>Rockfall – Rockfall risk mitigation in the Alps</strong><span><strong>”,</strong> coordinato dall’<strong>INRiM</strong> e dedicato allo studio degli <strong>effetti del cambiamento climatico sull’instabilità dei versanti montani.</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L’iniziativa, svoltasi presso l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM) di Torino, ha riunito ricercatrici e ricercatori dell’<strong>INRiM, del Politecnico di Torino, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dell’Università degli Studi di Torino, dell’Università degli Studi di Milano e di ARPA Piemonte</strong>, con l’obiettivo di condividere risultati scientifici, protocolli di misura e modelli fisici per l’analisi del trasferimento di calore nelle formazioni rocciose alpine.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Ad aprire i lavori è stato il Dirigente di Ricerca dell’INRiM, </span><strong>Andrea Merlone</strong><span>, che ha sottolineato il valore del percorso scientifico svolto in questi tre anni: «</span><span>Una collaborazione interdisciplinare tra geologia, modellistica e strumentazione, con al centro la metrologia, la scienza delle misure. Taratura di sensori, analisi e riduzione delle incertezze di misura, validazione dei modelli e miglioramento della strumentazione, sono i contributi scientifici di rilievo che l’INRiM ha fornito, mirando al miglioramento generale delle analisi e previsioni dei fenomeni. L’affinamento delle metodologie di misura, verso la standardizzazione dei protocolli, garantisce maggiore confrontabilità dei dati tra luoghi diversi e serie temporali. La generazione di dati riferibili si colloca in un più ampio contesto di supporto metrologico alla climatologia, che vede un crescente coinvolgimenti di ricercatrici e ricercatori INRiM nelle commissioni e comitati scientifici internazionali</span><span>»</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Nel corso della giornata sono stati presentati i risultati delle attività sperimentali condotte in alta quota, gli sviluppi nella modellazione del trasferimento di calore nelle formazioni rocciose alpine, le buone pratiche per le misure sul permafrost e le esperienze di monitoraggio termico in contesti specifici, come gli ammassi carbonatici e le reti di osservazione ambientale regionali.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il workshop ha rappresentato un’importante occasione di confronto interdisciplinare su un tema di forte impatto per i territori alpini, confermando il ruolo dell’INRiM come punto di riferimento per la qualità e l’affidabilità delle misure a supporto delle politiche di adattamento al cambiamento climatico e di prevenzione del rischio naturale.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Almanacco della scienza: il tema della &amp;quot;riparazione&amp;quot; esaminato in diversi ambiti</title>
<link>https://www.italia24.news/riparare-per-migliorare-il-tema-del-numero-di-oggi-dellalmanacco-della-scienza</link>
<guid>https://www.italia24.news/riparare-per-migliorare-il-tema-del-numero-di-oggi-dellalmanacco-della-scienza</guid>
<description><![CDATA[ Dalle piante ai manufatti antichi, dalla psicoterapia alle dipendenza: la riparazione in azione e la collaborazione con il Consiglio nazionale della ricerca per esplorare tutti gli ambiti in cui la riparazione è necessaria ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6996ff7b06315.webp" length="64472" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 15:30:54 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Sono tanti gli ambiti in cui occorre effettuare delle riparazioni, delle modifiche, che rendano un'attività, un prodotto, una funzione migliori: dalla natura alla tecnologia, fino alla psicologia. Per esaminarne alcuni L'<strong>Almanacco della Scienza </strong>ha dedicato proprio al tema "riparare" il numero del magazine dell'Ufficio stampa on line da oggi, facendosi affiancare dalle ricercatrici e dai ricercatori del Cnr (<strong>Consiglio nazionale delle ricerche</strong>)</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Non sempre quello che facciamo riesce subito bene, a volte sono necessarie modifiche, sistemazioni, dobbiamo insomma compiere interventi di riparazione. L'attività di "<strong>riparare</strong>", intesa in varie accezioni, riguarda <strong>diversi ambiti</strong> e spesso coinvolge anche il <strong>mondo della ricerca</strong>. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Nel Focus, <strong>Alberto Santini</strong> dell'<strong>Istituto per la protezione sostenibile delle piante </strong>illustra la <strong>capacità di riparazione</strong> che hanno le<strong> piante</strong>; <strong>Federica Fiorucci</strong> e<strong> Paola Salvati</strong> dell'<strong>Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica</strong> raccontano le varie attività svolte da numerosi Istituti del Cnr in occasione di<strong> eventi climatici estremi</strong>: dalle frane ai terremoti, dalle eruzioni vulcaniche alle alluvioni; <strong>Valerio Rossi Albertini</strong> dell'<strong>Istituto di struttura della materia</strong> mostra come anche <strong>teorie scientifiche </strong>verificate possano, a volte, avere bisogno di essere <strong>risistemate</strong>; Infine,<strong> Italia De Feis </strong>dell'<strong>Istituto delle applicazioni del calcolo "Mauro Picone"</strong>,ci informa delle opportunità fornite dalla <strong>statistica</strong>, che riconosce gli errori e li sfrutta per apprendere da essi.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Loredana Luvidi</strong> dell'<strong>Istituto di scienze del patrimonio culturale</strong> ci aiuta a capire le tante <strong>competenze</strong> necessarie<strong> </strong>nell'attività di<strong> restauro di manufatti</strong>, sia antichi che moderni;<strong> Antonio Cerasa</strong>, neuroscienziato dell'<strong>Istituto di bioimmagini e sistemi biologici complessi</strong>, spiega come la<strong> psicoterapia</strong> aiuti nella cura delle persone che devono ritrovare l'immagine di sé, la<strong> propria identità</strong>; degli interventi da fare nel complesso percorso di recupero dalle dipendenze da droghe, alcool, ma anche da internet parla <strong>Sabrina Molinaro</strong> dell'<strong>Istituto di fisiologia clinica</strong>;<strong> Alessia Famengo</strong> dell'<strong>Istituto di chimica della materia condensata e di tecnologie per l'energia</strong> chiarisce come gli antiossidanti<strong> </strong>svolgano processi fisiologici importanti, quali la <strong>guarigione</strong> delle ferite e la riparazione dei tessuti danneggiati, ma se la loro concentrazione è elevata possono anche rivelarsi nocivi.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il tema torna in<strong> </strong>Salute a tavola, in cui <strong>Concetta Montagnese</strong> dell'<strong>Istituto di scienze dell'alimentazione</strong> spiega come rimediare agli eccessi a tavola; in Vita di mare, dove <strong>Ester Cecere</strong>, già ricercatrice dell'<strong>Istituto di ricerca sulle acque</strong>, racconta dei tanti animali marini in grado di rigenerare parti del loro corpo; in Curiosità, con <strong>Martina Orefice </strong>dell'<strong>Asi</strong>, che parla delle officine spaziali, in cui si effettuano anche operazioni di riparazione e manutenzione dei veicoli spaziali; in Cinescienza, con <strong>Anna Tampieri</strong> dell'<strong>Istituto di scienza, tecnologia e sostenibilità per lo sviluppo dei materiali ceramici</strong>, che commenta il film "The substance"; negli<strong> Appuntamenti</strong>, in cui si ricorda la mostra in corso a Deruta (Pg) "Clima: è tempo di agire!" dedicata alla<strong> transizione ecologica </strong>e agli impatti che il <strong>cambiamento climatico</strong> ha sulle nostre vite e alle possibili soluzioni.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Nel Faccia a faccia<strong> </strong>l'Almanacco ha intervistato <strong>Innocenzo Cipolletta</strong>, <strong>presidente </strong>dell<strong>'Associazione italiana editori</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In Altra ricerca<strong> </strong>si ricordano anche il<strong> bando</strong> lanciato dal <strong>consorzio Ecdi </strong>a sostegno della digitalizzazione dei droni; il <strong>premio RomeCup</strong> rivolto a ricercatrici e ricercatori che studiano robotica e Intelligenza Artificiale; le <strong>prove di ammaraggio della capsula Nyx</strong> effettuate a Roma presso l'Istituto di ingegneria del mare del Cnr; i <strong>laboratori</strong> per scoprire la <strong>scienza nelle attività artigianali</strong> in corso a Firenze; la <strong>mostra "Beyond Heritage"</strong> visitabile al Museo di Roma Palazzo Braschi.<br><br><a href="https://almanacco.cnr.it/" target="_blank" rel="noopener">Homepage | Almanacco della Scienza</a><br></span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"></span></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Monza: la donazione di due opere d&amp;apos;arte all&amp;apos;Ospedale San Gerardo come gesto per la cura della persona</title>
<link>https://www.italia24.news/donazione-di-opere-darte-alla-fondazione-irccs-a-san-gerardo-dei-tintori-un-gesto-di-cura-e-bellezza</link>
<guid>https://www.italia24.news/donazione-di-opere-darte-alla-fondazione-irccs-a-san-gerardo-dei-tintori-un-gesto-di-cura-e-bellezza</guid>
<description><![CDATA[ Il Reverendo Professor Giovanni Emidio Palaia dona due opere d&#039;arte alla Fondazione IRCCS con l&#039;intento di offrire un senso di speranza ai pazienti facendo dialogare arte, spiritualità e quotidianità. Il gesto rappresenta l&#039;attenzione rivolta verso la dimensione umana, come afferma il Presidente della Fondazione Claudio Cogliati ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6996dbe97c73c.webp" length="59808" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 15:30:50 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Mercoledì 18 febbraio 2026 </strong>la <strong>Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza</strong> è stata protagonista di un momento di particolare valore simbolico e culturale: la <strong>donazione di due opere d’arte destinate agli spazi di cura</strong>, come segno concreto di attenzione alla dimensione umana, spirituale e relazionale dell’esperienza ospedaliera. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">A donarle è il <strong>Reverendo Professor Giovanni Emidio Palaia</strong>, <strong>direttore del Gruppo di lavoro “Mariologia, persona, arte, città, cultura e salute” della Pontificia Accademia Mariana Internazionale</strong>, nonché della collana editoriale ad esso collegata. Il Gruppo è composto da figure di primo piano del panorama ecclesiale, culturale e scientifico. All’interno del Gruppo è particolarmente viva la sensibilità per l’arte per la sua coniugazione con la salute, la cura e il sostegno delle cure. Nel progetto “Mariologia, Persona, Arte, Città, Cultura e Salute”, il Professor Palaia, afferma che «in una prospettiva antropologica attenta alla persona e alla comunità, i luoghi della sofferenza e della cura, </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">ospedali, cliniche, residenze assistite, reparti di lungodegenza e hospice, sono spazi in cui le persone più vulnerabili rischiano di essere relegate ai margini della società, spesso segnate da solitudine e fragilità. A questa condizione il <strong>progetto</strong> risponde <strong>promuovendo</strong> la <strong>costruzione di un sapere condiviso</strong>, un’<strong>epistēmē koinē</strong>, intesa come esercizio di carità intellettuale (caritas intellectualis), radicata nel ḥesed, un amore fedele e misericordioso che pone al centro la dignità e il rispetto profondo di ogni persona. In questa prospettiva, la <strong>nozione di benessere</strong> viene ripensata come <strong>pienezza integrale della persona</strong>, nella sua dimensione umana, relazionale e spirituale». </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Le due <strong>opere</strong> donate, una dell’artista <strong>Renato Li Vigni </strong>e una dell’artista <strong>Ezio Gribaudo</strong>, </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">sono state ideate e progettate dal professor Palaia, docente universitario, scrittore e accademico pontificio, promotore di un dialogo strutturato tra spiritualità, arte e mondo della salute, insieme al<strong> </strong>dottor Momcilo Jankovic<strong> </strong>e ad alcuni membri del Gruppo di lavoro, di cui lo stesso dottor Jankovic fa parte attivamente. Si tratta di opere, in<strong> memoria di San Carlo Acutis</strong>, pensate specificamente per il contesto ospedaliero, capaci di inserirsi negli spazi di cura come presenze discrete ma significative, in dialogo con il vissuto di pazienti, familiari e operatori sanitari. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La donazione, che si è tenuta all’interno della Parrocchia Ospedaliera, è avvenuta poco prima del momento di ricordo dedicato a San Carlo Acutis, rafforzando il significato di un’iniziativa che unisce memoria, bellezza e prossimità, e che riconosce nella cura non solo una dimensione clinica, ma anche simbolica e spirituale.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il professor Palaia ha dialogato infatti, a partire dal volume<em> Spiritual Insight</em>. <em>Appunti dagli Esercizi Spirituali di San Carlo Acutis</em>, arricchito da due disegni inediti di Carlo, con i testimoni della sua vita, della sua infanzia, della scuola e anche degli ultimi giorni vissuti in ospedale. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Come assistente e <strong>membro dell’Associazione Carlo Acutis</strong>, nasce il desiderio profondo che queste opere sappiano riflettere la gioia vissuta da Carlo anche nella malattia, in quella offerta totale che egli stesso espresse dicendo: Offro la mia vita per il Papa, per la Chiesa e per andare dritto in Paradiso senza passare dal Purgatorio.» sottolinea ancora il Professor Palaia «Portare l’arte negli ospedali significa riconoscere che la <strong>cura </strong>non <strong>riguarda </strong>soltanto il corpo, ma la <strong>persona nella sua interezza</strong>. Queste opere nascono con l’intento di offrire uno spazio di respiro, di senso e di speranza, soprattutto nei momenti di fragilità, facendo dialogare arte, spiritualità e quotidianità della cura». </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’iniziativa si inserisce nel percorso del<strong> Gruppo di lavoro</strong> “Mariologia, persona, arte, città, cultura e salute”, <strong>nato il 23 maggio 2023</strong> in seno alla <strong>Pontificia Accademia Mariana Internazionale</strong>, alla <strong>presenza del Cardinale Angelo Comastri</strong>. Fin dalla sua costituzione, il Gruppo <strong>promuove </strong>una <strong>sinergia costante tra dimensione spirituale, artistica e culturale e l’ambito sanitario</strong>, con l’obiettivo di riaffermare la centralità della persona, in particolare nella condizione di malattia. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In questo solco si collocano anche altre le <strong>esperienze già maturate</strong> in altri ospedali, in particolare nell’ambito della <strong>radioterapia</strong>, che hanno mostrato come l’integrazione tra cura, bellezza e spiritualità possa contribuire a umanizzare i luoghi della salute.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> «L’ospedale è prima di tutto un luogo di relazioni» dichiara il <strong>dottor Momcilo Jankovic</strong>, già<strong> direttore del Day Hospital del Centro Maria Letizia Verga </strong>e oggi <strong>consigliere dell’omonima Fondazione</strong> «e iniziative come questa aiutano a ricordare che accanto alle terapie è fondamentale prendersi cura anche dell’interiorità, delle emozioni e della speranza di chi vive e lavora ogni giorno negli spazi della cura». </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Le opere donate al San Gerardo intendono così offrire un messaggio di accoglienza, prossimità e bellezza, contribuendo a rendere l’ospedale uno spazio sempre più attento alla persona nella sua unità di corpo, anima e relazioni. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Accogliamo con profonda gratitudine questa <strong>donazione</strong> che rappresenta un<strong> segno concreto di attenzione alla dimensione umana e spirituale della cura</strong>, contribuendo a rendere i nostri spazi sempre più accoglienti e attenti alla persona. L’arte, quando entra nei luoghi della cura, diventa un linguaggio di vicinanza e di speranza per tutti», conclude il <strong>Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori Claudio Cogliati</strong>.</span></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Un accordo italiano di collaborazione scientifica condurrà gli studi preparatori per la ricerca di onde gravitazionali dalla Luna</title>
<link>https://www.italia24.news/laccordo-italiano-di-collaborazione-scientifica-condurra-gli-studi-preparatori-per-la-ricerca-di-onde-gravitazionali-dalla-luna</link>
<guid>https://www.italia24.news/laccordo-italiano-di-collaborazione-scientifica-condurra-gli-studi-preparatori-per-la-ricerca-di-onde-gravitazionali-dalla-luna</guid>
<description><![CDATA[ GSSI, INAF, INFN, INGV e l&#039;Università di Camerino siglano un accordo di collaborazione per lo sviluppo di un rivelatore sulla superficie lunare. Il programma sarà finanziato dall&#039;Agenzia Spaziale Italiana ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6996eae99a9ab.webp" length="51808" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 11:20:00 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Un consorzio nazionale, guidato dal <strong>Gran Sasso Science Institute (GSSI), </strong>che include <strong>l'Università di Camerino, l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN),</strong> condurrà gli studi preparatori per la <strong>Lunar Gravitational-wave Antenna (LGWA).</strong> </span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>L'accordo di collaborazione scientifica, siglato dalle istituzioni lo scorso 21 gennaio, segna un passo avanti fondamentale per questo ambizioso progetto volto alla ricerca di onde gravitazionali dalla Luna. LGWA era stato selezionato nel 2023 dalla <strong>European Space Agency (ESA) </strong>nel <strong><i>Reserve Pool of Science Activities for the Moon</i></strong>, ricevendo la valutazione più alta tra tutti i progetti proposti. A seguito di questo successo, <strong>l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI)</strong> ha scelto di finanziare gli studi preparatori per i progetti selezionati dall'ESA con leadership italiana.</span><span lang="it"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Le attività finanziate si concentrano attualmente sullo sviluppo tecnologico del payload lunare (GSSI, Università di Camerino, INFN e INAF), e poi su specifici pacchetti di attività legati agli studi di caratterizzazione del suolo lunare con la produzione di un modello sintetico di propagazione delle onde sismiche (INGV) e la scienza con le onde gravitazionali (INAF). Il finanziamento attuale sosterrà i primi due anni di studi preparatori, con la possibilità di estendere le attività oltre il 2027.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>L'idea di rendere la Luna stessa parte di un rivelatore gravitazionale sfruttando la sua intrinseca risposta alle onde gravitazionali fu alla base del lavoro del fisico americano <strong>Joseph Weber</strong> negli anni Settanta del secolo scorso. Lo scienziato statunitense contribuì alla realizzazione del <strong>Lunar Surface Gravimeter, </strong>un gravimetro installato sulla superficie lunare nel <strong>1972</strong> durante la missione <strong>Apollo 17.</strong> L'obiettivo era osservare le vibrazioni lunari causate dalle onde gravitazionali, ma un errore di progettazione del misuratore ha reso impossibile proseguire l'esperimento.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Oltre cinquant'anni dopo, LGWA con la realizzazione di <strong>un'antenna lunare per le onde gravitazionali</strong> potrebbe segnare un punto di svolta e aprire nuovi scenari per l'astrofisica e non solo. Lo strumento sarebbe capace di rivelare segnali da sistemi binari compatti costituiti da nane bianche galattiche sino a enormi buchi neri a distanze cosmiche, o ancora raccogliere dati sulla struttura interna del nostro satellite naturale e fare luce sui meccanismi dei suoi terremoti.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano, mobilità: conclusi i lavori di collegamento tra le fermate delle metro di M4 Sforza&#45;Policlinico e M3 Missori</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-mobilita-conclusi-i-lavori-di-collegamento-tra-le-fermate-delle-metro-di-m4-sforza-policlinico-e-m3-missori</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-mobilita-conclusi-i-lavori-di-collegamento-tra-le-fermate-delle-metro-di-m4-sforza-policlinico-e-m3-missori</guid>
<description><![CDATA[ Terminati i lavori di riqualificazione che collegano le fermate Sforza-Policlinico della M4 (Linea Blu) con  Missori della M3 (Linea Gialla) ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6996ea71e39cf.webp" length="58392" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 11:07:34 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-cc9405fc-7fff-f928-1cbe-c2fda3b0745b"><span><strong>Sono terminati i lavori di riqualificazione del percorso pedonale di collegamento tra le fermate Sforza-Policlinico della M4 e quella di Missori della M3, </strong>con la nuova uscita della linea gialla e la pedonalizzazione di parte di via Pantano.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Grazie a un tunnel di circa 50 metri, infatti, la fermata di Missori guadagna una nuova uscita pedonale e un nuovo ascensore su via Pantano, all'incrocio con via Larga, riducendo a 350 metri la distanza da percorrere all'aperto tra la M3 e la fermata della M4.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La riqualificazione della via, con la <strong>pedonalizzazione</strong> di un tratto di via Pantano e di largo Richini, ha consegnato alla città un'ampia area con panchine, alberature e due grandi aiuole piantumate nei pressi di via Larga.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il collegamento è completato dal passaggio pedonale alberato a fianco dell'Università Statale aperto da tempo che mette in collegamento con l'ampia piazza attrezzata con tavoli e panchine realizzata in corrispondenza dell'uscita di M4 lungo via Francesco Sforza.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«L'intervento su via Pantano – commenta <strong>Arianna Censi</strong>, assessora alla Mobilità – restituisce alla città un'area completamente rinnovata: panchine, nuovo verde e una fermata del tutto accessibile per le persone con disabilità. Un ulteriore tassello nel processo di riqualificazione che abbiamo portato avanti in concomitanza con la realizzazione della M4 e che trova nelle sistemazioni superficiali il coronamento di un lavoro importante che, oltre a mettere a disposizione di cittadini e cittadine una mobilità potenziata e più efficiente, ci lascia in eredità luoghi più belli, vivibili e accoglienti».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Politecnico di Torino: i due progetti finanziati durante l&amp;apos;incontro di cooperazione accademica tra Italia e Uzbekistan</title>
<link>https://www.italia24.news/politecnico-di-torino-i-progetti-presentati-durante-lincontro-di-cooperazione-accademica-tra-italia-e-uzbekistan</link>
<guid>https://www.italia24.news/politecnico-di-torino-i-progetti-presentati-durante-lincontro-di-cooperazione-accademica-tra-italia-e-uzbekistan</guid>
<description><![CDATA[ Due progetti di cooperazione del Politecnico di Torino sono stati finanziati durante l&#039;incontro bilaterale sull&#039;innovazione e i rapporti di cooperazione accademica tra Italia e Uzbekistan ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6996ea0eedf59.webp" length="50636" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 10:58:25 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Il Politecnico di Torino, con il Rettore Stefano Corgnati e il Vicerettore per l'Internazionalizzazione Alberto Sapora, ha partecipato al "2nd Rectors' Forum of Italian and Uzbek universities",</span></b><span> iI Forum dei rettori italiani e uzbeki che si è tenuto il 18 febbraio a Roma, nell'ambito dell'incontro bilaterale "Innovation and academic cooperation between Italy and Uzbekistan. State of the art and new perspectives for the future" alla presenza del Ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e Kongratbay SHARIPOV, Minister of Higher Education, Science and Innovation dell'Uzbekistan.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Durante l'incontro dedicato all'innovazione e ai rapporti di cooperazione accademica tra Italia e Uzbekistan sono stati <b>presentati i progetti </b>che, a seguito di valutazione tecnico-scientifica, sono stati <b>selezionati e ammessi a finanziamento all'interno della call internazionale "Joint Actions and programmes in the framework of the Memorandum of Understanding on Cooperation in fields of Science, Technology and Innovation 2024-2027"</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Il Politecnico di Torino ottiene 2 progetti finanziati, in collaborazione con il Turin Polytechnic University in Tashkent, sui 10 progetti selezionati tra 200 proposte.</span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>Il Rettore Stefano Corgnati</span></b><span>, in riferimento ai risultati del bando bilaterale Italia-Uzbekistan, commenta: «siamo molto soddisfatti di questo risultato che ci vede collaborare insieme al Turin Polytechnic University in Tashkent, perché rappresenta molto bene il cambio di passo nell'impostazione dell'approccio che ci caratterizza in Uzbekistan. Da una focalizzazione concentrata sull'education, oggi ci si dirige maggiormente verso una combinazione di education &amp; research, nel solco del percorso che stiamo perseguendo anche al Politecnico».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Questo forum e questi risultati sulla ricerca, come sempre, al di là dell'eccellenza dei singoli, esprimono il frutto di un lavoro di squadra consolidato nel tempo. A tutti gli effetti, il Politecnico di Torino rappresenta un riferimento universitario consolidato in tutta l'Asia centrale»<span>, aggiunge il <b>Vicerettore per l'Internazionalizzazione</b> <b>Alberto Sapora</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<h2 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="EN-US">I progetti selezionati</span></h2>
<p><span lang="EN-US"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="EN-US">NOVABONE-Novel technologies for the development of high-added-value bioactive glass scaffolds and coatings for bone repair</span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span lang="EN-US"></span></b></p>
<ul>
<li class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><i><span>Coordinatore di progetto: Politecnico di Torino (ref. PoliTo: Prof. Francesco Baino – DISAT)</span></i></li>
<li class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><i><span>Partner di progetto: Politecnico di Milano, Turin Polytechnic University in Tashkent e Tashkent State Dental Insititute</span></i></li>
</ul>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Considerato il problema causato dalle gravi perdite ossee dovute a traumi, tumori o infezioni che generano difetti critici che non guariscono spontaneamente e comportano elevati costi clinici e sociali, NOVABONE propone l'uso di <strong>vetri bioattivi per favorire la rigenerazione ossea</strong>, sviluppando scaffold porosi per l'ingegneria tissutale e rivestimenti bioattivi per migliorare l'osteointegrazione degli impianti metallici. Verrà selezionata e ottimizzata una composizione di vetro bioattivo adatta sia alla stampa 3D di scaffold sia al coating di protesi. I prototipi saranno caratterizzati dal punto di vista fisico-meccanico e testati in vivo per valutarne l'efficacia clinica.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>W4GC- Water for Growing Cities</span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span></span></b></p>
<ul>
<li class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><i><span>Coordinatore di progetto: Politecnico di Torino (ref. PoliTo: Prof. Riccardo Vesipa – DIATI)</span></i></li>
<li class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><i><span>Partner di progetto: Turin Polytechnic University in Tashkent e Università degli Studi "G. D'Annunzio" Chieti - Pescara</span></i></li>
</ul>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il progetto mira a sviluppare un <strong>modello di distretto a neutralità idrica per le città del futuro</strong>, con particolare attenzione alla gestione sostenibile delle risorse idriche in ambito urbano. Gli obiettivi principali includono l'analisi del ciclo idrologico urbano, la valutazione di politiche e tecnologie esistenti (come pareti e tetti verdi o bacini di raccolta delle acque piovane) e la definizione di criteri per nuove soluzioni innovative adattate al contesto regionale. Tra i risultati attesi vi sono linee guida per modelli quantitativi di idrologia urbana, un blueprint per distretti water-neutral e indicazioni per integrare tecnologie innovative e IoT nelle smart city. Il progetto produrrà benefici nel breve, medio e lungo termine, migliorando l'approvvigionamento idrico, riducendo il rischio di alluvioni e puntando alla chiusura del ciclo idrico urbano. Il consorzio opererà come <strong>Centro di Competenza in Centro-Asia </strong>per orientare lo sviluppo urbano verso la sostenibilità idrica.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Padova: il progetto &amp;quot;LIVES&amp;quot; per l&amp;apos;insegnamento di Diritto delle persone vulnerabili</title>
<link>https://www.italia24.news/padova-il-corso-lives-per-linsegnamento-del-diritto-delle-persone-vulnerabili</link>
<guid>https://www.italia24.news/padova-il-corso-lives-per-linsegnamento-del-diritto-delle-persone-vulnerabili</guid>
<description><![CDATA[ Dal 26 febbraio a Palazzo Bo, al via alla seconda edizione di &quot;LIVES&quot; – Law, Inclusion, Vulnerability &amp; Equality Studies, il progetto universitario selezionato dalla Commissione Europea dedicato alla studio della vulnerabilità delle persone fragili. Gli incontri del corso sono gratuiti e aperti a tutta la cittadinanza ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6996e97127044.webp" length="101328" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 10:45:07 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Riparte quest'anno la seconda edizione di<span> </span><b>LIVES – Law, Inclusion, Vulnerability &amp; Equality Studies</b>, il progetto universitario selezionato dalla Commissione Europea tra oltre mille proposte e finanziato al 100% per il triennio 2024–2027 nell'ambito del Jean Monnet Module – <strong>Jean Monnet Actions in the field of Higher Education.</strong> Un riconoscimento prestigioso che premia l'eccellenza e l'originalità di un percorso dedicato allo <strong>studio della vulnerabilità delle persone fragili, </strong>tra cui anziani, persone con disabilità e minori.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Il corso prenderà avvio<span> </span><b>giovedì 26 febbraio alle ore 14.00</b>, con un evento inaugurale in Aula E del Palazzo del Bo in via VIII febbraio 2 a <strong>Padova</strong>.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Il cuore del progetto è l'insegnamento di "Diritto delle persone vulnerabili", articolato in 48 ore complessive per un totale di 12 incontri settimanali,<span> </span><b>gratuiti e aperti a tutta la cittadinanza</b>. Le lezioni si terranno in presenza a Palazzo del Bo sede dell'Università di Padova.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">LIVES nasce dalla collaborazione tra il <strong>Dipartimento di Diritto Privato e Critica del Diritto e il Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali dell'Università di Padova</strong>. Il team scientifico è composto dalla Prof.ssa <strong>Matilde Girolami</strong> (Principal Investigator), dalla Prof.ssa <strong>Arianna Fusaro</strong>, dal Prof. <strong>Filippo Viglione</strong> e dai ricercatori Dott.ssa <strong>Emanuela Morotti</strong> e Dott. <strong>Giovanni Cinà</strong>.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«<b>Il corso</b><span> </span>rappresenta il<span> </span><b>primo in Italia a dedicarsi in modo così approfondito al tema della vulnerabilità</b>, grazie a un approccio innovativo che prevede, a ogni incontro, la partecipazione di esperti nazionali e internazionali provenienti da discipline diverse.<span> </span><b>Il riconoscimento del Jean Monnet Module<span> </span></b>conferma il valore di LIVES nel panorama europeo degli studi giuridici e sociali -<span> </span><b>dice Matilde Girolami</b><span> </span>-. Il corso si inserisce nel dibattito contemporaneo sulle politiche di inclusione e sulla tutela dei diritti delle persone più fragili. L'Università di Padova si conferma così all'avanguardia nella ricerca e nella formazione, offrendo alla comunità un'opportunità concreta per contribuire alla costruzione di una società più equa, consapevole e inclusiva».<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">L'edizione di quest'anno affronterà un <strong>ampio ventaglio di prospettive e ambiti di studio</strong>, tra cui il quadro istituzionale sul tema della vulnerabilità, la prospettiva psicologica e giudiziale, l'analisi comparatistica, il diritto del lavoro e sicurezza, la prospettiva pedagogica, i minori in stato di abbandono, lo sport e vulnerabilità, l'inclusione e incongruenza di genere, le persone vulnerabili e sistema carcerario.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">LIVES si rivolge a una platea eterogenea: studenti di tutti i corsi di laurea, dottorandi, ricercatori, professionisti del settore legale, medico, psicologico e sociale, amministratori pubblici, organizzazioni non profit, policy maker e cittadini interessati. La partecipazione gratuita offre un'occasione unica per approfondire un tema di grande rilevanza sociale e confrontarsi con studiosi ed esperti di livello internazionale.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span> </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Servizi digitali: l&amp;apos;impatto del Digital Services Act sul benessere degli utenti negli ultimi 2 anni</title>
<link>https://www.italia24.news/il-regolamento-sui-servizi-digitali-ha-determinato-cambiamenti-concreti-in-termini-di-sicurezza-e-benessere-degli-utenti-negli-ultimi-2-anni</link>
<guid>https://www.italia24.news/il-regolamento-sui-servizi-digitali-ha-determinato-cambiamenti-concreti-in-termini-di-sicurezza-e-benessere-degli-utenti-negli-ultimi-2-anni</guid>
<description><![CDATA[ Negli ultimi 2 anni il regolamento sui servizi digitali ha determinato maggiori tutele e responsabilità in termini di sicurezza e benessere degli utenti ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6996e94e0cdd7.webp" length="17340" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 10:02:39 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>In soli <strong>due anni</strong> le piattaforme online hanno annullato quasi 50 milioni di decisioni riguardanti i contenuti o gli account degli utenti, aiutando questi ultimi a <strong>esercitare online i loro diritti</strong> previsti dal regolamento sui servizi digitali online nell'UE. Grazie al regolamento, gli utenti dell'UE sono più tutelati online, le piattaforme sono soggette a una maggiore responsabilità e l'ambiente digitale è più trasparente.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Questo strumento, il primo del suo genere al mondo, ha conferito agli utenti <strong>il diritto di contestare le decisioni di moderazione dei contenuti adottate dalle piattaforme </strong>che incidono sui loro contenuti o account, sospendendoli, eliminandoli o limitandone la visibilità (shadow ban). Dalla sua entrata in applicazione, il 30% dei 165 milioni di decisioni di moderazione dei contenuti impugnate dagli utenti attraverso i meccanismi interni delle piattaforme è stato annullato.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In particolare, nel primo semestre del 2025, il 99% delle <a href="https://transparency.dsa.ec.europa.eu/" target="_blank" rel="noopener">decisioni di moderazione dei contenuti</a> è stato adottato dalle piattaforme per far rispettare i propri termini e condizioni, piuttosto che per rimuovere contenuti segnalati come illegali ai sensi del diritto dell'UE o nazionale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nel primo semestre del 2025, <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/dsa-out-court-dispute-settlement" target="_blank" rel="noopener">gli organismi di risoluzione extragiudiziale</a> hanno esaminato oltre 1.800 controversie relative ai contenuti su Facebook, Instagram e TikTok nell'UE, annullando le decisioni delle piattaforme nel 52% dei casi conclusi e ripristinando contenuti e account in modo più rapido ed economico rispetto al ricorso ai tribunali.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il regolamento sui servizi digitali ha inoltre determinato <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/dsa-impact-platforms" target="_blank" rel="noopener">cambiamenti concreti</a> in termini di sicurezza e benessere degli utenti. Grazie a questa normativa, <strong>dal 2024 la pubblicità mirata ai minori sulle piattaforme online è vietata nell'UE.</strong> Il regolamento impone inoltre ai mercati online di contrastare la diffusione di merci illegali, migliorare la tracciabilità degli operatori commerciali e informare rapidamente i clienti che abbiano acquistato prodotti illegali sui propri marketplace, offrendo opzioni di risarcimento.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Un ulteriore merito di questa normativa è che ricercatori e società civile hanno ora un accesso senza precedenti alle informazioni sui processi delle piattaforme e sulle pratiche di moderazione dei contenuti nell'UE. Inoltre, possono chiedere conto alle piattaforme delle loro decisioni.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Shein: la Commissione europea avvia un procedimento formale per la violazione delle legge sui servizi digitali</title>
<link>https://www.italia24.news/shein-la-commissione-europea-avvia-un-procedimento-formale-per-la-violazione-delle-legge-sui-servizi-digitali</link>
<guid>https://www.italia24.news/shein-la-commissione-europea-avvia-un-procedimento-formale-per-la-violazione-delle-legge-sui-servizi-digitali</guid>
<description><![CDATA[ Shein deve rispondere alle domande dell&#039;UE sulla gestione della vendita di prodotti illegali e la Commissione europea prende misure per proteggere i consumatori e i minori. Nella questione interviene anche Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6995e76dc4ccd.webp" length="67160" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 16:37:47 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Martedì 17 febbraio la Commissione europea ha avviato un<strong> procedimento formale nei confronti di Shein</strong>, ai sensi della legge sui servizi digitali, per il suo design che crea dipendenza, la mancanza di trasparenza dei sistemi di raccomandazione e la vendita di prodotti illegali, compreso il materiale pedopornografico. </span></p>
<h3 dir="ltr">Su quali settori si concentrerà l'indagine<span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><code> </code></span></h3>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I sistemi di cui dispone Shein per limitare la <strong>vendita di prodotti illegali</strong> <strong>nell'Unione europea</strong>, compresi i contenuti che potrebbero costituire materiale pedopornografico, come le bambole sessuali a forma di bambino.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I <strong>rischi</strong> connessi alla progettazione del servizio che crea <strong>dipendenza</strong>, tra cui l'attribuzione ai consumatori di punti o premi per l'impegno, nonché i sistemi di cui dispone Shein per attenuare tali rischi. Le funzioni che creano dipendenza potrebbero avere un <strong>impatto negativo sul benessere</strong> degli utenti e sulla protezione dei consumatori online.  </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La<strong> trasparenza dei sistemi di raccomandazione</strong> utilizzati da Shein per <strong>proporre contenuti e prodotti agli utenti</strong>. Ai sensi della legge sui servizi digitali, Shein deve divulgare i principali parametri utilizzati nei suoi sistemi di raccomandazione e deve fornire agli utenti almeno un'opzione facilmente accessibile che non sia basata sulla profilazione per ciascun sistema di raccomandazione.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La Commissione effettuerà ora un'indagine approfondita in via prioritaria. L'avvio di un procedimento formale non pregiudica l'esito.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Coimisiún na Meán</strong>,<strong> </strong>coordinatore dei servizi digitali per l'Irlanda, sarà inoltre associato all'indagine della Commissione in qualità di <strong>coordinatore nazionale dei servizi digitali nel paese di stabilimento di Shein nell'UE.</strong></span></p>
<h3 dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Prossime tappe da parte dell'UE</span></h3>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Dopo l'avvio formale del procedimento, la Commissione continuerà a <strong>raccogliere prove</strong>, ad esempio inviando ulteriori richieste di informazioni a Shein o a terzi o conducendo <strong>azioni di monitoraggio</strong> o colloqui.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'avvio di un tale procedimento conferisce alla Commissione il potere di adottare<strong> ulteriori misure di esecuzione</strong>, che siano esse <strong>provvisorie</strong> o che giungano alla decisione di <strong>non conformità</strong>. La Commissione ha inoltre il potere di accettare gli impegni assunti da Shein per porre rimedio alle questioni oggetto del procedimento.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La legge sui servizi digitali non fissa alcun termine legale per la cessazione del procedimento formale. La<strong> durata</strong> di un'indagine approfondita dipende da <strong>diversi fattori</strong>, tra cui la complessità del caso, la misura in cui la società interessata coopera con la Commissione e l'esercizio dei diritti della difesa. Inoltre, l'avvio di un procedimento formale non pregiudica il suo esito o qualsiasi altro procedimento che la Commissione possa decidere di avviare ai sensi di altri articoli della legge sui servizi digitali.</span></p>
<h3>La storia</h3>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La decisione presa fa<strong> </strong>seguito alle analisi preliminari delle relazioni di valutazione dei rischi fornite da Shein, alle risposte alle richieste formali di informazioni della Commissione e alle informazioni condivise da terzi.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/commission-requests-information-online-marketplaces-temu-and-shein-compliance-digital-services-act" target="_blank" rel="noopener">28 giugno 2024</a>, il <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/commission-requests-information-shein-illegal-products-and-its-recommender-system" target="_blank" rel="noopener">6 febbraio 2025 </a>e il <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/commission-requests-shein-provide-information-sale-illegal-products-under-digital-services-act" target="_blank" rel="noopener">26 novembre 2025</a> la <strong>Commissione ha inviato tre richieste di informazioni a Shein </strong>per ottenere maggiori informazioni sulla conformità della società alla legge sui servizi digitali, in particolare per quanto riguarda la <strong>protezione dei consumatori e dei minori</strong>, e sulla <strong>trasparenza dei suoi sistemi di raccomandazione</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I <strong>procedimenti formali</strong> nell'ambito della legge sui servizi digitali lasciano <strong>impregiudicati</strong> e sono <strong>complementari all'azione </strong><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_25_1331" target="_blank" rel="noopener">coordinata in corso</a><strong> </strong>per quanto riguarda il rispetto da parte di Shein degli obblighi previsti dal diritto dei consumatori, guidata dalla<a href="https://commission.europa.eu/live-work-travel-eu/consumer-rights-and-complaints/enforcement-consumer-protection/consumer-protection-cooperation-network_en" target="_blank" rel="noopener"> rete di cooperazione per la tutela dei consumatori </a>(<strong>CPC</strong>) delle autorità nazionali per la tutela dei consumatori e dalle azioni di esecuzione a livello nazionale. Analogamente, i procedimenti formali a norma della legge sui servizi digitali lasciano impregiudicate le azioni e le misure delle autorità di vigilanza del mercato relative all'applicazione del <a href="https://eur-lex.europa.eu/EN/legal-content/summary/general-product-safety-regulation-2023.html" target="_blank" rel="noopener">regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti</a><strong> </strong>(<strong>GPSR</strong>), compreso il<a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/mex_25_1879" target="_blank" rel="noopener"> seguito dato alla prima indagine</a> a tappeto sulla sicurezza dei prodotti incentrata sugli articoli per l'infanzia effettuata nel 2025.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Nell'UE i prodotti illegali sono vietati, che si trovino su uno scaffale di un negozio o su un mercato online. La legge sui servizi digitali mantiene gli acquirenti al sicuro, protegge il loro benessere e fornisce loro informazioni sugli algoritmi con cui interagiscono. Valuteremo se Shein sta rispettando queste regole e la loro responsabilità» afferma<strong> </strong></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Henna Virkkunen</strong>, <strong>Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia.</strong></span></span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b id="docs-internal-guid-5e476cba-7fff-46ff-8625-2b1206c45537"></b><br><br><br></span></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Allerta terremoti in tempo reale: all’&amp;apos;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia oggi il workshop internazionale per portare l’Early Warning in Italia</title>
<link>https://www.italia24.news/allerta-terremoti-in-tempo-reale-allistituto-nazionale-di-geofisica-e-vulcanologia-oggi-il-workshop-internazionale-per-portare-learly-warning-in-italia</link>
<guid>https://www.italia24.news/allerta-terremoti-in-tempo-reale-allistituto-nazionale-di-geofisica-e-vulcanologia-oggi-il-workshop-internazionale-per-portare-learly-warning-in-italia</guid>
<description><![CDATA[ A Roma esperti italiani e internazionali discutono architetture, reti e algoritmi per un sistema operativo: in agenda anche le esperienze di ShakeAlert (USA), MyShake/Android e del modello israeliano Truaa ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6995d69ecfe6c.webp" length="73838" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 16:11:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">È in corso nella Sala Conferenze della sede centrale di Roma dell'<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia </strong>(INGV) il <strong>workshop internazionale </strong>"<em>Earthquake Early Warning: Strategies for Italy</em>", un importante momento di discussione scientifica sullo stato dell'arte e sulle scelte progettuali necessarie giungere ad un sistema di <strong>allerta sismica</strong> <strong>precoce</strong> (Earthquake Early Warning - EEW) operativo in Italia.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La discussione sarà focalizzata sulle <strong>diverse architetture possibili </strong>(dalle "on-site", in cui la singola stazione sismica ha la capacità di lanciare un messaggio di allarme, alle "network-based", in cui i sismogrammi provenienti da più sensori sismici sono analizzati simultaneamente prima di lanciare un allarme), sui <strong>requisiti di rete e algoritmi</strong>, sulle <strong>metriche di prestazione, </strong>come tempi di allerta, falsi allarmi, mancate allerte, ampiezza della "blind-zone" (area nella quale il warning arriva successivamente alle onde sismiche di grande ampiezza) e sui<strong> criteri di validazione</strong>. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il<strong> workshop</strong>, in programma <strong>fino a domani 18 febbraio</strong>, vedrà contributi internazionali sulle esperienze di <strong>ShakeAlert</strong> (operativo in California, Oregon e Washington) e allerta via smartphone (MyShake e Android), e del sistema israeliano "<strong>Truaa</strong>".</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La<strong> </strong>prima giornata del convegno sarà dedicata alle sessioni orali sul contesto italiano, le prospettive internazionali e il potenziamento dell'infrastruttura. La seconda giornata sarà invece strutturata in due tavole rotonde: si tratterà rispettivamente di alcune scelte dirimenti per l'implementazione di un sistema di <strong>EEW</strong> in Italia e dei possibili usi di un segnale di allerta sismica, il coinvolgimento delle scuole e degli altri utilizzatori finali e la cornice legale-operativa.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Conifere delle Alpi: uno studio rivela un&amp;apos;anticipazione nel processo di produzione del nuovo legno negli ultimi 200 anni</title>
<link>https://www.italia24.news/conifere-delle-alpi-uno-studio-rivela-unanticipazione-nel-processo-di-produzione-del-nuovo-legno-negli-ultimi-200-anni</link>
<guid>https://www.italia24.news/conifere-delle-alpi-uno-studio-rivela-unanticipazione-nel-processo-di-produzione-del-nuovo-legno-negli-ultimi-200-anni</guid>
<description><![CDATA[ Un team di ricerca coordinato dall’Università di Padova analizza gli anelli da gelo delle conifere delle Alpi per studiare il processo di formazione del nuovo legno e valuta gli effetti del riscaldamento climatico su di esso ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69959c66a217b.webp" length="245596" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:28:24 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Il <strong>riscaldamento climatico</strong> sta modificando il calendario biologico delle piante, soprattutto nelle regioni montane. Tuttavia, non tutte le fasi della crescita vegetale rispondono allo stesso modo. Un nuovo studio condotto sulle principali <strong>conifere delle Alpi </strong>mostra che <strong>l’avvio del processo che produce nuovo legno si è effettivamente anticipato negli ultimi 200 anni,</strong> ma in misura più moderata rispetto a quanto osservato per foglie e fiori.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Lo studio Phenological Shifts in Wood Formation Tracked by Frost Rings Across Two Centuries pubblicato sulla rivista «Global Change Biology» è frutto del lavoro di un team di ricercatori Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TeSAF) dell’Università di Padova, insieme a colleghi <strong>dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR di Bologna, coordinato dal professor Marco Carrer del TeSAF.</strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Invece di monitorare direttamente la crescita annuale, operazione impossibile da portare avanti su archi temporali molto estesi, abbiamo adottato un approccio retrospettivo. Studiando gli anelli ci siamo concentrati sui cosiddetti “anelli da gelo”, piccole cicatrici nel legno causate da improvvisi abbassamenti di temperatura durante la fase attiva di crescita, che però ci confermano che l’albero stava crescendo», dice <strong>Marco Carrer</strong>, ecologo forestale e corresponding author dello studio.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Analizzando oltre 4.000 individui di larice, pino cembro e abete rosso nelle Dolomiti e, confrontando i loro anelli da gelo con lunghe serie storiche di temperature giornaliere (dal 1774 al 2020), abbiamo ricostruito il momento in cui gli alberi avevano iniziato a crescere. Momento che si è anticipato di circa 7 giorni ogni 100 anni», aggiunge <strong>Michele Brunetti</strong> dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR di Bologna.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«In pratica si è trattato di individuare le ondate di gelo del passato in grado di produrre danni nei nostri boschi, gelate occorse tendenzialmente tra maggio e giugno, quando gli alberi avevano già cominciato a crescere. Sono gli stessi eventi in grado di causare danni ingenti alle colture agricole», afferma la dottoressa <strong>Eugenia Mantovani</strong>, prima autrice e dottoranda presso la Scuola di Dottorato LERH del TeSAF.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La schiusura delle gemme e le fasi di fioritura si sono anticipate in misura molto maggiore, anche di oltre un mese negli ultimi due secoli. Questo evidenzia come le <strong>risposte al cambiamento climatico possano essere molto complesse e differenziate anche tra diverse parti dello stesso individuo</strong>. Poiché l’accrescimento legnoso è strettamente legato alla capacità delle foreste di assorbire carbonio, questi risultati forniscono nuove informazioni utili per migliorare i modelli globali della vegetazione e rendere più accurate le previsioni sulla risposta degli ecosistemi forestali al cambiamento climatico.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Link allo studio: <span id="docs-internal-guid-6df434ae-7fff-e324-d348-9ca3d951539c">Mantovani, E., Prendin, A. L., Brunetti, M., Frigo, D., Dibona, R., &amp; Carrer, M. (2026). </span><a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/gcb.70745" target="_blank" rel="noopener"><span>Phenological Shifts in Wood Formation Tracked by Frost Rings Across Two Centuries</span></a><span><a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/gcb.70745" target="_blank" rel="noopener">.</a> Global Change Biology, 32(2), e70745.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Vulcani di Fango: il 20 febbraio a Fiorano Modenese la presentazione dei risultati del progetto PROMUD</title>
<link>https://www.italia24.news/progetto-pianeta-dinamico-a-fiorano-modenese-la-presentazione-dei-risultati-del-progetto-promud-sullo-studio-dei-vulcani-di-fango</link>
<guid>https://www.italia24.news/progetto-pianeta-dinamico-a-fiorano-modenese-la-presentazione-dei-risultati-del-progetto-promud-sullo-studio-dei-vulcani-di-fango</guid>
<description><![CDATA[ Il 20 febbraio a Fiorano Modenese si terrà la presentazione dei risultati del progetto MT-PROMUD dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) sullo studio dell’attività dei vulcani di fango ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69959c231d769.webp" length="157924" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:09:30 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Si svolgerà <strong>venerdì 20 febbraio</strong>, a partire dalle ore <strong>20:30</strong>, l’evento conclusivo di presentazione dei risultati del <strong>progetto MT-PROMUD</strong> (definizione di un <strong>PROtocollo di monitoraggio multidisciplinare per i vulcani di fango-MUD</strong>) <strong>dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</strong>. Il progetto, finanziato nell’ambito di <strong>Pianeta Dinamico 2023-2025,</strong> ha studiato l’attività dei <strong>vulcani di fango</strong> allo scopo di definire un protocollo di monitoraggio multidisciplinare e di realizzare un modello dell’evoluzione spazio-temporale della loro attività volto a individuare le transizioni da uno stato ordinario a un’eventuale eruzione parossistica, attraverso l’identificazione di precursori.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">I vulcani di fango sono <strong>strutture geologiche generate dalla risalita fluidi freddi</strong> (clasti, gas - soprattutto metano e CO2 - idrocarburi e acqua ad elevata salinità) espulsi per sovrapressione, a volte con modalità parossistiche, che costituiscono una seria fonte di rischio ambientale. Molto spesso la loro attività ordinaria dà vita a <strong>campi di emissione</strong> molto suggestivi con strutture a cono, grifoni e polle che generano affascinanti paesaggi lunari oltre a costituire importanti <strong>laboratori naturali a cielo aperto</strong> per la ricerca scientifica e le attività di valutazione del rischio.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>PROMUD</strong> è un progetto di carattere fortemente multidisciplinare e ha visto la collaborazione, oltre che dei ricercatori di numerose Sezioni dell’INGV, anche delle <strong>Università di Milano Bicocca, Bologna, Siena, Salerno e Palermo</strong>. Il monitoraggio triennale di PROMUD, focalizzato sulle aree di studio delle <strong>Salse di Nirano</strong> nel modenese e delle <strong>Maccalube di Aragona</strong> in provincia di Agrigento, ha permesso di registrare eventi straordinari come le <strong>variazioni dell’attività dei vulcani di fango in occasione di terremoti,</strong> che costituisce una delle questioni più dibattute in questo ambito, e il verificarsi di un parossisma che ha fornito la <strong>prima documentazione strumentale multiparametrica al mondo</strong> per tale tipologia di evento.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’evento di presentazione dei risultati, organizzato in collaborazione con il <strong>Comune di Fiorano Modenese (MO)</strong> con un focus sulle Salse di Nirano, si svolgerà presso il <strong>Centro culturale Casa Corsini a Fiorano Modenese</strong> e sarà aperto al pubblico.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.ingv.it/" target="_blank" rel="noopener">Link</a> per maggiori informazioni.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Monza: aperta al pubblico la mappa dei benefattori nella Quadreria dell&amp;apos;Ospedale San Gerardo con visite culturali a cura dei volontari del FAI</title>
<link>https://www.italia24.news/monza-aperta-al-pubblico-la-mappa-dei-benefattori-nella-quadreria-dellospedale-san-gerardo-con-visite-culturali-a-cura-dei-volontari-del-fai</link>
<guid>https://www.italia24.news/monza-aperta-al-pubblico-la-mappa-dei-benefattori-nella-quadreria-dellospedale-san-gerardo-con-visite-culturali-a-cura-dei-volontari-del-fai</guid>
<description><![CDATA[ Domenica 22 febbraio un percorso tra quasi 300 ritratti e storie di lasciti, con letture sceniche dei testamenti e accesso alla sala di conservazione e restauro ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69959bf283fd0.webp" length="62010" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 10:57:57 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Nuovo appuntamento con la <strong>Delegazione FAI Monza</strong> che da anni collabora con la <strong>Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza</strong>, per aprire al pubblico la <strong>Quadreria dell’Ospedale con visite culturali</strong> finalizzate al coinvolgimento dei cittadini nella fruizione di beni culturali del territorio.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’Ospedale San Gerardo di Monza custodisce e cura un rilevante <strong>patrimonio artistico</strong>, raccolto nei secoli e frutto di lasciti testamentari e donazioni di privati cittadini a supporto delle istituzioni incaricate dell’assistenza di malati e bisognosi. <strong>La Quadreria dei Benefattori</strong> è una raccolta di <strong>quasi 300 dipinti,</strong> in gran parte ritratti commissionati in forma gratulatoria dall’Amministrazione dei Luoghi Pii cittadini a partire <strong>dal Seicento fino alla prima metà del Novecento</strong>: opere di autori quali <strong>Mosè Bianchi,</strong> <strong>di suo fratello Gerardo e di suo padre Giosuè, di Emilio Borsa, Eugenio Spreafico, Pietro Tremolada, Emilio Parma</strong>, per citare i principali. I dipinti ritraggono prelati, aristocratici ed esponenti della borghesia imprenditoriale che, al di là della beneficenza, hanno contribuito al successo economico della città di Monza e del suo territorio.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La valorizzazione della Quadreria dell’Ospedale San Gerardo ha preso avvio nel <strong>2006</strong> grazie alla volontà dell’allora Direttore Generale che affidò alla restauratrice <strong>Gabriella Mantovani</strong> l’incarico di realizzare sia una ricognizione inventariale con relativa schedatura dei beni sulla piattaforma informatica regionale, sia un progetto per la riqualificazione dell’intera raccolta, oltre all’esecuzione degli interventi manutentivi necessari per garantirne la conservazione. Tra gli esiti di questo lavoro si segnala la pubblicazione nel <strong>2013</strong> del catalogo della collezione ospedaliera, a cura di <strong>Sergio Rebora</strong>, dal titolo “Il patrimonio culturale dell’Azienda Ospedaliera San Gerardo di Monza. Cinque secoli di storia e arte in Lombardia”.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La collaborazione con la Delegazione FAI Monza nasce in occasione dell’iniziativa <strong>Ville Aperte, edizione 2015,</strong> durante la quale l’Ospedale San Gerardo ha attivato per la prima volta le visite culturali, affinché il suo patrimonio, tramandato nei secoli, tornasse fruibile al pubblico, consentendo la sensibilizzazione dei cittadini verso la conoscenza e la salvaguardia dell’eredità artistica e culturale dell’Ospedale San Gerardo.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Negli anni il FAI ha proposto iniziative di valorizzazione con diverse modalità e approfondimenti, anche coinvolgendo gli studenti delle scuole e attori per rendere la collezione dell’Ospedale più accessibile, attuale, stimolante, capace di generare dialogo con le comunità di oggi.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Domenica 22 febbraio la Quadreria dell’Ospedale sarà aperta con visite culturali a cura dei volontari della Delegazione FAI Monza con l’iniziativa “<strong>Volti di generosità. I ritratti dei benefattori dell’Ospedale</strong>” per illustrare le opere d’arte situate all’interno della struttura, con appuntamento in <strong>Villa Serena, </strong>in via Pergolesi 33, pianterreno. Orario visite: 10.00 e 11.00.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">I volontari del FAI di Monza, in collaborazione con l’IRCCS San Gerardo dei Tintori, in particolare Gabriella Mantovani, presenteranno i ritratti delle donne e degli uomini che con i loro lasciti nel corso dei secoli hanno legato il proprio nome all’ospedale monzese. Attraverso la lettura scenica dei testamenti, a cura dell’Associazione Mille Gru, verrà approfondita una pagina di storia locale poco nota, nella quale si intrecciano arte, generosità e senso di appartenenza. </p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Nell’occasione saranno illustrate anche le complesse attività di “cura” e gestione del complesso di beni artistici e documentari di proprietà dell’Ospedale, aprendo le porte della Sala dove le opere vengono conservate e restaurate. Prenotazione obbligatoria al seguente <a href="https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/volti-di-generosita-i-ritratti-dei-benefattori-%20dell-ospedale-45864/" target="_blank" rel="noopener">link.</a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Energia da fusione: pronto il primo generatore di onde elettromagnetiche per il reattore sperimentale italiano Divertor Tokamak Test</title>
<link>https://www.italia24.news/energia-da-fusione-passi-avanti-con-il-primo-generatore-di-onde-elettromagnetiche-per-reattore-sperimentale-italiano-divertor-tokamak-test</link>
<guid>https://www.italia24.news/energia-da-fusione-passi-avanti-con-il-primo-generatore-di-onde-elettromagnetiche-per-reattore-sperimentale-italiano-divertor-tokamak-test</guid>
<description><![CDATA[ Il primo dei 16 generatori di onde elettromagnetiche (Gyrotron) che comporranno il reattore sperimentale italiano Divertor Tokamak Test ha superato i test prestazionali: questi risultati costituiscono dei passi avanti per la produzione di energia a fusione ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69959bc9185cd.webp" length="112142" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 10:37:52 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Ha superato i test il primo dei <strong>16 generatori di onde elettromagnetiche (Gyrotron)</strong> che andranno a comporre il <strong>reattore sperimentale 100% italiano Divertor Tokamak Test (DTT)</strong>, in costruzione presso il <strong>Centro Ricerche ENEA di Frascati (Roma).</strong> Questi dispositivi sono realizzati da <strong>THALES</strong> e nello specifico serviranno a <strong>riscaldare il plasma nel DTT</strong>, sfruttando il fenomeno per cui gli elettroni che girano nel campo magnetico assorbono energia in modo molto efficace se colpiti da onde della stessa frequenza.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Le prove hanno pienamente soddisfatto le aspettative prestazionali e sono state condotte in Svizzera presso la <strong>struttura FALCON a Losanna dello Swiss Plasma Centre (EPFL);</strong> il Gyrotron ha erogato una potenza di 1 MW a 170 GHz in 100 second, iniettata tramite un fascio gaussiano di 3 cm di diametro.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il risultato è stato possibile anche grazie alla stretta collaborazione con <strong>Fusion for Energy (F4E),</strong> l’Agenzia europea creata nel 2007 con il compito di contribuire a rendere l’energia da fusione una realtà. Questa collaborazione si è consolidata negli anni, a partire dalla gara congiunta per la fornitura di 16 Gyrotron per DTT e 6 per ITER, permettendo di sviluppare sinergie tra i due progetti sull’energia da fusione.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Questo traguardo costituisce la prima dimostrazione europea di un gyrotron industriale da 170 GHz e rappresenta un passo chiave verso la realizzazione dell’intero sistema di riscaldamento a Risonanza Ciclotronica Elettronica di DTT», commenta <strong>Francesco Romanelli, Presidente del DTT Scarl.</strong> «Oltre al risultato tecnico questo traguardo mette in evidenza anche la collaborazione di successo tra THALES, Fusion for Energy e Swiss Plasma Center - incluso il ruolo strategico della struttura FALCON - e dimostra l’emergere di una solida catena di fornitura europea in grado di sostenere il futuro delle centrali a fusione nucleare», aggiunge.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Passi in avanti per DTT anche a livello logistico: sono iniziati presso il Centro ENEA di Frascati i lavori preparatori sugli spazi e sugli edifici del nuovo complesso che ospiterà DTT. Le attività rientrano nella fase di realizzazione del sito destinato al progetto “<strong>Tokamak Hall and New Building</strong>”, che prevede la costruzione di oltre 150 mila metri cubi di nuovi edifici.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il progetto DTT è promosso da un consorzio che vede la partecipazione di ENEA, Eni e numerose università e istituzioni di ricerca italiane. L’iniziativa prevede un investimento complessivo superiore ai <strong>600 milioni di euro</strong> e si stima possa generare un impatto economico e occupazionale pari a circa 2 miliardi di euro. Il progetto darà inoltre vita a uno dei centri scientifico-tecnologici più avanzati a livello mondiale, concepito come un hub internazionale aperto alla collaborazione di ricercatori e scienziati provenienti da tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Dalla sua realizzazione sono attese risposte di grande rilievo scientifico e tecnologico ad alcune sfide ancora aperte sul cammino della <strong>produzione di energia da fusione</strong>, come ad esempio la gestione dei grandi flussi di potenza prodotti dal plasma.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L&amp;apos;Italia incaricata alla realizzazione dell&amp;apos;elenco di stelle da osservare per la missione ESA con il Plato Input Catalog</title>
<link>https://www.italia24.news/litalia-incaricata-alla-realizzazione-dellelenco-di-stelle-da-osservare-per-la-missione-esa-plato</link>
<guid>https://www.italia24.news/litalia-incaricata-alla-realizzazione-dellelenco-di-stelle-da-osservare-per-la-missione-esa-plato</guid>
<description><![CDATA[ Lo Space Science Data Center dell’ASI guida il Plato Input Catalog, l’elenco di 290.000 stelle che il satellite osserverà dal 2027 per scovare esopianeti, anche potenzialmente simili alla Terra ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69959b5a4b8e9.webp" length="76132" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 10:11:41 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-a6d0777f-7fff-9258-42d1-0aa45a018c45" style="text-align: left;"><span>La caccia a una "seconda Terra" entra oggi nella sua fase più operativa: i</span><span>l <strong>Consorzio Scientifico della missione ESA Plato (PLAnetary Transits and Oscillations of stars)</strong> ha reso disponibile alla collaborazione Plato il <strong>Plato Input Catalog (PIC),</strong> la lista definitiva delle stelle che il satellite osserverà per i prossimi anni.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Si tratta di un passo fondamentale per la missione dell'ESA e un risultato che vede l’Italia in prima linea: lo <strong>Space Science Data Center dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI – SSDC) </strong>ha infatti la responsabilità della realizzazione del Plato Input Catalog, selezionando e caratterizzando le stelle secondo le specifiche dettate dal consorzio internazionale. Senza questa mappa, il satellite non saprebbe dove guardare. L’obiettivo è ambizioso: <strong>individuare </strong></span><strong>pianeti rocciosi nella "zona di abitabilità"</strong><span>, ovvero quella fascia di distanza dalla propria stella che permette l'esistenza di acqua liquida, condizione essenziale per la vita come la conosciamo.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Con i suoi </span><strong>26 telescopi</strong><span> la cui parte opto-meccanica è stata progettata da ricercatori <strong>INAF</strong> e realizzata dall’industria italiana, Plato dal 2027 misurerà la luminosità delle 290.000 stelle del PIC ogni 25 secondi, per alcuni anni, osservando un campo (LOng-Pointing field South 2 - LOPS2) di circa 2200 gradi quadrati (per capire: una ampiezza simile alla porzione di cielo che vedono i nostri occhi) nell’emisfero celeste australe. Il satellite cercherà variazioni di luce impercettibili (meno di 8 parti per mille nel caso della Terra di fronte al Sole) causate dal passaggio ("transito") di un pianeta davanti alla sua stella. Le stime indicano che nei suoi 4 anni e mezzo di attività, Plato scoprirà almeno </span><span>5.000 nuovi esopianeti</span><span>, di cui circa </span><span>500 di dimensioni terrestri</span><span>. Molti di questi si trovano in zona abitabile. Gli scienziati sono certi che </span><span>alcuni potrebbero essere proprio i gemelli della Terra.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il responsabile della mappa stellare PIC per la missione PLATO è il <strong>prof Giampaolo Piotto del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova, direttore del Centro di Ateneo Studi e Attività spaziali (CISAS)</strong>.</span><span> «La pubblicazione del catalogo è un passo essenziale per la missione PLATO – dice Giampaolo Piotto -. Senza questo elenco, PLATO non saprebbe dove cercare esopianeti analoghi alla Terra. PLATO scoprirà migliaia di nuovi esopianeti e alcuni di questi saranno molto simili alla Terra».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Il campo di osservazione di PLATO nell’emisfero australe è stato selezionato non solo per la quantità di stelle adatte ad ospitare pianeti, ma anche per la sinergia con i grandi telescopi terrestri che, dalle montagne del Cile, aiuteranno poi a misurare la massa e la densità dei nuovi mondi scoperti» </span><span>aggiunge <strong>Marco Montalto</strong>, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) all’Osservatorio Astronomico di Catania, che ha definito le proprietà delle stelle poi inserite nel catalogo.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<h2 dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Cercare e selezionare tra miliardi di stelle</span></h2>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Per arrivare al PIC, il team di ricercatori italiani ed europei, coordinato da Padova, è partito da un <strong>database di quasi 2 miliardi di stelle </strong>osservate da <strong>Gaia</strong> (altro satellite dell’ESA). Tra queste i ricercatori hanno selezionato 2.5 milioni di nane e sub-giganti con temperature alla superficie tra 3200 gradi e 6700 gradi (5770 gradi è la temperatura superficiale del Sole) che sono servite ad identificare il campo di osservazione LOPS2 come la regione di cielo che contiene il massimo numero di quelle adatte ad ospitare pianeti. Infine, hanno scelto le più promettenti per trovare esopianeti: sono proprio queste ultime le 290.000 stelle contenute nel PIC pubblicato oggi.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«È stato un lavoro monumentale, durato più di 15 anni, iniziato con la selezione del più promettente campo da osservare - </span><span>dice <strong>Paola Marrese</strong>, ricercatrice INAF presso lo Space Science Data Center dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e responsabile della preparazione finale del catalogo </span><span>-. La realizzazione del PIC richiede un’attenta caratterizzazione dei target e dei loro contaminanti a partire dalle posizioni sulla sfera celeste fino alle proprietà fotometriche e astrofisiche. La conoscenza dei contaminanti di ciascuna delle stelle di interesse per la ricerca degli esopianeti è fondamentale per essere poi in grado di rimuoverne la luce.»</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Oltre alle stelle che saranno monitorate per trovare <strong>nuovi esopianeti</strong>, il PIC contiene anche le stelle che serviranno a mantenere stabile la posizione del satellite e le stelle che saranno usate per calibrare gli strumenti di bordo e i modelli per misurare la loro massa, raggio ed età.</span><span></span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La </span><span>realizzazione dei 26 telescopi di </span><span>Plato</span><span>, del computer principale a bordo e la preparazione del PIC sono stati gestiti e finanziati dall’ASI, che ha fortemente supportato la missione fin dall’inizio attraverso il coinvolgimento dell’industria nazionale leader in questo settore</span><span>.</span></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Il satellite Plato (PLAnetary Transits and Oscillations of stars) dell'ESA utilizzerà 26 telecamere per studiare gli esopianeti terrestri in orbita fino alla zona abitabile di stelle simili al Sole. </span><span>La strumentazione scientifica di Plato, composta da telecamere e unità elettroniche, è fornita grazie alla collaborazione tra <strong>l'ESA e il </strong></span><strong>Plato Mission Consortium</strong><span>, composto da vari centri di ricerca, istituti e industrie europei. In particolare, le attività di assemblaggio, test e verifica delle 26 telecamere è stata coordinata da ricercatori INAF, responsabili della conformità delle stesse ai requisiti scientifici della missione. Il veicolo spaziale è stato costruito e assemblato da un team industriale Plato Core Team guidato da OHB insieme a Thales Alenia Space e Beyond Gravity.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Plato è una missione di classe media del programma </span><strong>Cosmic Vision dell'ESA.</strong></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano, ambiente: si allarga la famiglia dell&amp;apos;alleanza delle imprese per l&amp;apos;aria e il clima</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-ambiente-si-allarga-la-famiglia-dellalleanza-delle-imprese-per-laria-e-il-clima</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-ambiente-si-allarga-la-famiglia-dellalleanza-delle-imprese-per-laria-e-il-clima</guid>
<description><![CDATA[ Nuova edizione al via con 83 aderenti tra grandi, medie, piccole e micro imprese ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69948c05a6d49.webp" length="46316" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 16:41:07 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt;">La famiglia dell'Alleanza delle imprese per l'Aria e il Clima si allarga: sono 83, tra grandi, medie, piccole e micro, le imprese che hanno aderito, proseguendo così il cammino iniziato nel 2025 dalle prime 56 aziende, gran parte della quali ha confermato la partecipazione anche per questo anno. </span><br><span style="font-size: 12pt;">Una sinergia con cui l'Amministrazione condivide e porta avanti, grazie a una collaborazione strutturata tra pubblico e privato, azioni e progetti concreti a supporto delle sfide e degli obiettivi del <strong>Piano Aria Clima (PAC)</strong> legati alla qualità dell'aria, alla mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e alla consapevolezza ambientale, conscia del ruolo centrale che il tessuto imprenditoriale ed economico ha nella trasformazione ecologica della città.</span><br><span style="font-size: 12pt;"> </span><br><strong><span style="font-size: 12pt;">Tra le 83 imprese, 28 sono grandi imprese, 12 medie, 15 piccole e 28 micro imprese.</span></strong><br><span style="font-size: 12pt;">Possono aderire all'Alleanza per l'Aria e il Clima seguendo una o più azioni di un portfolio sviluppato dai tecnici comunali o sviluppate in proprio (Livello I) oppure partecipando a progetti proposti dal Comune (Livello II), per esempio promuovendo progetti per una città sostenibile, tra cui l'ombreggiamento urbano, o ancora progetti per aumentare il verde in città.</span><br><span style="font-size: 12pt;"> </span><br><span style="font-size: 12pt;">«È bello e importante che la famiglia delle imprese dell'Alleanza per l'aria e il clima sia sempre più numerosa – commenta l'assessora all'Ambiente e al Verde <strong>Elena Grandi</strong> –. Grazie quindi alle nuove aziende aderenti e grazie anche a chi ha creduto con noi in questo progetto fin dall'inizio, rinnovando anche quest'anno la fiducia, l'entusiasmo e soprattutto la consapevolezza nel portare avanti azioni concrete e condivise sul territorio per una città più vivibile e resiliente».</span><br><span style="font-size: 12pt;"> </span><br><span style="font-size: 12pt;"><strong>Le imprese dell'Alleanza</strong></span><br><span style="font-size: 12pt;">2G Nano Tech, 3Bee Srl, A2A SPA, Abitare Società Cooperativa, Adecco Italia Spa, AECOM, Agos Ducato S.p.A., Air Factory Srl Società Benefit, ALTIS Advisory SRL SB, Alveo Spa (Alveo Group), Ampere Transition Srl, Atlante Italia, ATM, Boehringer Ingelheim Italia S.p.A., Borsino Rifiuti/Taebioenergy srl, Boston Consulting Group, Bureau Veritas Italia spa, Camera Arbitrale di Milano, Carbotermo, Cariplo Factory, CAV Vittorio Scipioni, Circularity, Clinica Botanica, CRIF S.p.A., Deloitte Italia, DT4, EDERA Srl Impresa Sociale, EEETRA Srl SB, eNextGen S.r.l., ERM Italia, e-technology masters, FLORESTA SOCIETÁ AGRICOLA S.R.L., FOUR SUSTAINABLE LOGISTICS SRL, FRIGERIO VIAGGI SRL, Green Media Lab, Gremove Srl SB, Groupama Assicurazioni, Gruppo CAP, HARLEY &amp; DIKKINSON CONSULTING S.R.L. - SOCIETA' BENEFIT, Havas, HPC Italia, IGPDecaux S.p.A., InVento Innovation Lab Impresa Sociale s.r.l., IPlanet S.p.A., IQVIA Solutions Italy S.r.l., LAND, Life Solutions Wisdom Srl (Wise Society), LifeGate S.p.A. – Società Benefit, L'OREAL ITALIA SPA, MAI TAI SRL, MAIRE, Midea Italia S.r.l., Montana, MUGO srl Società Benefit, Naturalmente Cascina Sella Nuova, Omnicom Media Group, Princes Retail Spa  (Carrefour Italia ), R2M Solution, REair, Regg3 S.r.l. SB, Renerit, Resolution Hub S.r.l. SB, Ricehouse, SACE, Saipem SpA, SANTERIA S.P.A. SOCIETÀ BENEFIT, ScuolaOnline, Siemens S.p.A., SILEA, SiWeGo, Stantec SPA, Superforma Srl, TAUA, TEATRO CARCANO, TECNOSTRUTTURE SRL, TEICOS group, TEKNE, The Blue Planet Spa, True Energy Advisory (Biotitan), United Parcel Service Italia srl, Up2You, Veolia Italia, WSP Italia.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Open Day INGV: scopri i segreti del nostro Pianeta  con una giornata di scienza e divertimento</title>
<link>https://www.italia24.news/open-day-ingv-scopri-i-segreti-del-nostro-pianeta-tramite-scienza-e-divertimento</link>
<guid>https://www.italia24.news/open-day-ingv-scopri-i-segreti-del-nostro-pianeta-tramite-scienza-e-divertimento</guid>
<description><![CDATA[ INGV offre l&#039;opportunità di esplorare la ricerca scientifica, partendo dalla sismologia fino ad arrivare alla meteorologia spaziale, visitando la Sala Operativa di Sorveglianza Sismica e Allerta Tsunami. La giornata è pensata ed organizzata per grandi e piccini, vengono così conciliati scienza e divertimento ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699486324465b.webp" length="30918" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 16:29:35 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il prossimo <strong>sabato 21 febbraio</strong> l’<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia </strong>(INGV) <strong>apre le porte</strong> della sua<strong> sede centrale di Roma</strong> al pubblico di appassionati e curiosi.<br><br>L’appuntamento sarà il grande <strong>evento</strong> dell’edizione 2026 di “<strong>Parole per la Terra</strong>”, la <strong>manifestazione</strong> ideata dall’INGV per <strong>coinvolgere studenti e cittadini </strong>in un entusiasmante viaggio alla <strong>scoperta della Scienze della Terra</strong> che, in circa un mese, ha toccato nove città su tutto il territorio nazionale, da Milano fino a Catania. <br><br>L’open day di Roma, a <strong>ingresso libero e gratuito</strong>, rappresenta un’occasione unica per <strong>visitare</strong> la <strong>Sala Operativa di Sorveglianza Sismica e Allerta Tsunami </strong>dell’Istituto con la guida esperta dei sismologi che mostreranno come si localizzano i terremoti e le attività di monitoraggio che vengono svolte quotidinamente ed ininterrottamente nel cuore pulsante dell’INGV. <br><br>Sarà possibile <strong>visitare </strong>anche la <strong>Sala Operativa di Monitoraggio Space Weather</strong>, nella quale i ricercatori esperti di alta atmosfera studiano l’attività solare e gli effetti che alcuni fenomeni particolarmente intensi, come le tempeste solari, possono avere sulla meteorologia spaziale e, di conseguenza, sulle infrastrutture e sulle attività umane che si basano, ad esempio, sull’uso dei satelliti.<strong> <br><br>Monitor interattivi </strong>consentiranno inoltre di <strong>navigare nelle story maps dell’INGV</strong> che raccontano alcuni dei principali terremoti e maremoti del passato con dettagli curiosi, animazioni, immagini e <strong>approfondimenti scientifici</strong>. <br><br>Bambini e ragazzi potranno sfidarsi tra loro in coinvolgenti <strong>giochi scientifici</strong> e <strong>sfide creative a squadre</strong> per scoprire i segreti dei rischi naturali e le buone pratiche di protezione civile da adottare in caso di pericolo: quiz, mimi, disegni, marionette e giochi play-to-learn sono solo alcune delle attività organizzate per tutte le età. <br><br>Per i più curiosi saranno allestite tre postazioni per gli <strong>speed-date scientifici</strong>, momenti di confronto e interazione diretta con gli scienziati che risponderanno a tutte le domande dei visitatori: composizione dell’interno della Terra, sismologia, vulcanologia, ionosfera, gas radon, meteorologia spaziale, ricerca in Antartide, missioni scientifiche in ambienti estremi, magnetismo, inquinamento urbano e tsunami sono solo alcuni degli argomenti sui quali sarà possibile saperne di più. <br><br>Infine, all’interno dell’Istituto, lungo percorsi ad hoc ideati dai ricercatori, sono imperdibili le installazioni tematiche per approfondire alcuni aspetti della ricerca dell’INGV: energia geotermica, tsunami, magnetismo terrestre, monitoraggio sottomarino ed esplorazione geofisica del sottosuolo. <br><br>La <strong>sede centrale</strong> dell’INGV, in <strong>Via di Vigna Murata 605</strong> a <strong>Roma</strong>, sarà aperta<strong> sabato 21 </strong><br><strong>febbraio dalle 10:00 alle 17:30</strong>. Per accedere <strong>non è necessaria la prenotazione. </strong><br></span></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Neonati prematuri: utilizzare l&amp;apos;Intelligenza Artificiale per predire e definire la loro alimentazione</title>
<link>https://www.italia24.news/neonati-prematuri-utlizzare-lintelligenza-artificiale-per-predire-e-definire-alimentazione</link>
<guid>https://www.italia24.news/neonati-prematuri-utlizzare-lintelligenza-artificiale-per-predire-e-definire-alimentazione</guid>
<description><![CDATA[ Lo studio sull&#039;utilizzo dell&#039;intelligenza artificiale come strumento predittivo per un&#039;alimentazione &quot;personalizzata&quot; dei neonati prematuri, pubblicato sul Journal of Perinatology, realizzato da ricercatrici della Fondazione 
IRCCS San Gerardo dei Tintori e del Politecnico di Milano ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6994494f55ab3.webp" length="89410" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 11:48:11 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-ef913522-7fff-804a-3a7f-29fbc18d3b2c"><span><strong>L’intelligenza artificiale</strong> come <strong>strumento predittivo per supportare la definizione dell’alimentazione nei neonati prematuri.</strong> È questo il presupposto alla base di uno studio innovativo, pubblicato di recente sul <strong>Journal of Perinatology</strong> - rivista del portfolio “<strong>Nature</strong>” - frutto del lavoro congiunto di ricercatrici della <strong>Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori (FSGT) e del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (DEIB) del Politecnico di Milano.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per la FSGT hanno partecipato le neonatologhe <strong>Maria Luisa Ventura, Valentina Bozzetti, Valeria Cavalleri, Lucia Iozzi </strong>con le ingegnere <strong>Emanuela Zannin e Paola Coglianese</strong>. Per il DEIB del Politecnico di Milano hanno contribuito la prof.ssa <strong>Simona Ferrante</strong> con le ingegnere <strong>Linda Greta Dui e Silvia Riccò.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il lavoro affronta uno dei momenti più delicati nella cura del neonato altamente pretermine: il passaggio dall’alimentazione per via endovenosa (parenterale) a quella per via orale (enterale), una fase di “transizione nutrizionale” estremamente cruciale per crescita e sviluppo, che oggi viene gestita senza approcci standardizzati supportati da evidenze scientifiche robuste e in cui un apporto di nutrienti eccessivo, insufficiente o sbilanciato può determinare complicazioni e contribuire a un rallentamento della crescita extrauterina (<strong>Extrauterine Growth Restriction, EUGR</strong>).</span><span><br></span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>I risultati mostrano che un adeguato apporto di proteine e lipidi già nei primi giorni di vita, insieme al tasso di crescita nella prima settimana, rappresentano elementi chiave per predire l’EUGR. Un contributo rilevante dello studio è stata inoltre la suddivisione dei pazienti in base a diversi profili di prematurità: è emerso infatti come i fabbisogni e gli apporti nutrizionali differiscano nei vari gruppi, aprendo la strada a una maggiore personalizzazione delle cure.</span><span><br></span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«Nei neonati grandi prematuri la crescita non è solo un indicatore numerico: un rallentamento della crescita extrauterina può avere conseguenze che si estendono nel tempo, con possibili ricadute anche sullo sviluppo neurocognitivo - spiega <strong>Valentina Bozzetti</strong> -. Per questo studiare la transizione nutrizionale significa puntare non solo a “far crescere di più”, ma a sostenere la qualità complessiva dello sviluppo. Per farlo, però, serve riuscire a leggere davvero ciò che accade nei giorni più delicati della vita, quando ogni scelta può fare la differenza».</span><span><br></span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«È qui che entra in gioco la forza dei dati: in questo lavoro abbiamo potuto attingere a un vero e proprio “mare di dati” - sottolinea <strong>Maria Luisa Ventura</strong> - oltre mille cartelle cliniche elettroniche di neonati grandi prematuri seguiti in un unico centro, ciascuna ricchissima di informazioni cliniche e nutrizionali. Mettere questo patrimonio nelle mani dell’intelligenza artificiale significa poter affrontare </span><span>una complessità che gli studi tradizionali non riescono a catturare con la stessa profondità».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«L’intelligenza artificiale permette di integrare grandi volumi di dati clinici eterogenei e di trasformarli in strumenti utili per la ricerca e, progressivamente, per supportare le decisioni cliniche - commenta <strong>Simona Ferrante</strong> -. Il valore nasce dall’incontro tra competenze: da un lato la solidità metodologica e la capacità di leggere la complessità dei dati, dall’altro la conoscenza clinica che dà senso ai numeri e orienta le domande giuste. È così che i modelli diventano non solo accurati, ma anche interpretabili e potenzialmente trasferibili nella pratica».</span><span><br></span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«In questo studio abbiamo tradotto questa integrazione in modelli capaci di predire l’EUGR durante la transizione nutrizionale, riconoscendo pattern e combinazioni di variabili clinico-nutrizionali che aiutano a descrivere in modo più preciso una fase particolarmente critica - conclude <strong>Linda Greta Dui</strong> -. L’obiettivo non è sostituire il giudizio clinico, ma offrire uno strumento in più per anticipare i bisogni del singolo paziente e orientare strategie sempre più personalizzate, calibrate sui diversi </span><span>profili di gravità della prematurità».</span><span></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr">Link allo studio: "<a href="https://www.nature.com/articles/s41372-025-02445-4" target="_blank" rel="noopener">AI to predict extrauterine growth restriction during transitional nutrition of preterm infants: a retrospective study</a>"</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ambiente: il cambiamento climatico ridefinisce la vita sui fondali del Mediterraneo mettendo a rischio centinaia di specie</title>
<link>https://www.italia24.news/il-cambiamento-climatico-ridefinisce-la-vita-sui-fondali-del-mediterraneo-mettendo-a-rischio-centinaia-di-specie</link>
<guid>https://www.italia24.news/il-cambiamento-climatico-ridefinisce-la-vita-sui-fondali-del-mediterraneo-mettendo-a-rischio-centinaia-di-specie</guid>
<description><![CDATA[ Un nuovo studio condotto dall&#039;Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale rivela possibili spostamenti verso nord, migrazioni in profondità e frammentazione degli habitat marini, e richiama la necessità di una gestione del mare che tenga maggiormente conto degli effetti del cambiamento climatico ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6994411458c5a.webp" length="114422" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 10:40:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>Il <strong>cambiamento climatico</strong> sta trasformando in modo profondo la vita sui <strong>fondali del Mar Mediterraneo</strong>, determinando importanti <strong>modifiche nella distribuzione geografica, diversità e composizione delle comunità di specie bentoniche</strong>, cioè gli organismi acquatici che vivono in stretta relazione col fondale marino per gran parte della loro vita. Queste specie sono importantissime per il ruolo cruciale che rivestono nel mantenimento dell'equilibrio ecosistemico dei nostri mari.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>È quanto emerge da una nuova ricerca italo-svizzera, guidata dall'<strong>Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS</strong> e pubblicata sulla rivista internazionale </span><strong>Global Change Biology</strong><span>, con il titolo "<em>The Geography of Mediterranean Benthic Communities Under Climate Change</em>". Lo studio ha preso in analisi le <strong>possibili evoluzioni degli ecosistemi del fondale marino nei prossimi decenni</strong>, in risposta a fenomeni legati al cambiamento climatico come l'innalzamento delle temperature, il cambiamento nella disponibilità di ossigeno in prossimità del fondale e le mutazioni delle correnti. Sono stati così individuati impatti rilevanti, che però non sono uniformi su scala regionale.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>In particolare, per la ricerca sono stati impiegati modelli di distribuzione delle specie, moderne proiezioni biogeochimiche e climatiche relative all'oceano, e un ampio database di oltre 100.000 segnalazioni di presenza, con l'obiettivo di valutare la distribuzione attuale e futura di circa 350 specie bentoniche nel Mediterraneo. L'analisi ha escluso specie invasive, commercialmente sfruttate e cefalopodi, concentrandosi su organismi fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi marini e per i servizi che possono fornire, ad esempio bivalvi, spugne e coralli.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«I risultati indicano che la maggior parte delle specie bentoniche è destinata a spostarsi progressivamente verso nord, principalmente in risposta a mutamenti della temperatura dell'acqua e alla diminuzione dei livelli di ossigeno disciolto in prossimità del fondale», afferma <strong>Damiano Baldan</strong>, primo autore dello studio e ricercatore presso la Sezione di Oceanografia dell'OGS. «Le proiezioni di distribuzione mostrano che fino al 60% delle specie potrebbe subire una contrazione del proprio areale di distribuzione, e che il 77% è destinato a migrare verso nord; inoltre, il 30% delle specie analizzate si sposterà verso acque più profonde e circa il 20% andrà incontro a una crescente frammentazione del proprio habitat».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«Più nello specifico», continua <strong>Baldan</strong>, «lo studio ha rilevato una maggiore tendenza alla contrazione dell'areale e a spostamenti verso acque più profonde per le specie adattate a condizioni termiche fredde, che rischiano quindi maggiormente la frammentazione o l'estinzione. Al contrario, per le specie adattate a condizioni più calde è proiettata un'espansione dell'areale e una migrazione verso acque meno profonde».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Tutti questi processi rappresentano un campanello d'allarme: comportano infatti un <strong>aumento significativo del rischio di estinzione locale</strong>, soprattutto per le specie caratterizzate da una limitata capacità di dispersione. Gli organismi bentonici svolgono un ruolo cruciale negli ecosistemi marini, contribuendo al corretto funzionamento delle reti trofiche e di processi chiave come la bioturbazione e il ciclo dei nutrienti. Tuttavia, la loro elevata sensibilità al riscaldamento delle acque e la scarsa mobilità li rendono particolarmente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>A livello di comunità, gli impatti non sono omogenei all'interno del Bacino del Mediterraneo. Per il Mediterraneo settentrionale, i risultati mostrano una tendenza all'incremento della ricchezza di specie, a danno invece delle regioni meridionali. Per alcune aree, invece, il numero complessivo di specie potrebbe rimanere piuttosto stabile, a fronte però di un forte ricambio di specie, con notevoli impatti sugli ecosistemi e perdita di funzioni chiave.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Per quanto concerne, infine, le variazioni nella composizione delle comunità, queste risultano particolarmente marcate nelle proiezioni relative al Mar Egeo, al Tirreno, alle zone profonde del Mar Ionio e alle coste dell'Adriatico.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Dallo studio emerge dunque l'urgenza di <strong>adottare una pianificazione dello spazio marittimo</strong> basata sugli ecosistemi e attenta agli effetti del cambiamento climatico. Le strategie di conservazione tradizionali, fondate sulle attuali distribuzioni della biodiversità, rischiano infatti di risultare inefficaci in un contesto di rapido cambiamento ambientale.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link all'articolo: Baldan, D., Y. Chauvier-Mendes, D. Panzeri, G. Cossarini, C. Solidoro, and V. Bandelj. (2026). "<a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/gcb.70725" target="_blank" rel="noopener">The Geography of Mediterranean Benthic Communities Under Climate Change</a>", </span><span>Global Change Biology</span><span> 32, no. 2 e70725.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La tecnologia &amp;quot;Black Diamond&amp;quot;: l&amp;apos;utilizzo del diamante per la produzione di energia rinnovabile ad alta efficienza</title>
<link>https://www.italia24.news/la-tecnologia-black-diamond-lutilizzo-del-diamante-per-la-produzione-di-energia-rinnovabile-ad-alta-efficienza</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-tecnologia-black-diamond-lutilizzo-del-diamante-per-la-produzione-di-energia-rinnovabile-ad-alta-efficienza</guid>
<description><![CDATA[ La nuova frontiera per l&#039;integrazione tra fotovoltaico e solare termodinamico viene dalla tecnologia Black Diamond: il diamante diventa un elemento chiave per la realizzazione di convertitori solari in grado di operare in ambienti ad alta temperatura ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699440f308117.webp" length="31298" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 10:29:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof">
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-cbb22d33-7fff-2de6-df9e-9a19b5b0cec2" style="text-align: left;"><span>Il <strong>DiaTHEMA Lab</strong> <strong>dell'Istituto di struttura della materia del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma Montelibretti (Cnr-Ism)</strong> ha progettato e testato – in collaborazione con <strong>l'Università di Tor Vergata</strong> - le prime <strong>celle solari ad alta temperatura basate</strong> su tecnologia <strong>Black Diamond</strong>, nelle quali il <strong>diamante</strong> diventa un elemento chiave per la realizzazione di dispositivi altamente efficienti in grado di funzionare sotto radiazione solare concentrata e in condizioni termiche estreme.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>L'importante innovazione, descritta sulla rivista <strong>Joule</strong>, utilizza la tecnologia Black Diamond -basata su un'accurata ingegnerizzazione dei difetti del diamante sintetico prodotto industrialmente- per la realizzazione di dispositivi capaci di operare in un intervallo di temperatura compreso tra 325 °C e 625 °C, mostrando una marcata risposta sinergica a luce e calore. In tale intervallo di temperatura, i dispositivi operano in regime <strong>PETE (Photon-Enhanced Thermionic Emission),</strong> con una generazione efficiente di energia elettrica a temperature compatibili con sistemi di accumulo termico, tipici delle piattaforme di <strong>Concentrated Solar Power (CSP).</strong></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Spiega <strong>Daniele M. Trucchi</strong>, il ricercatore del Cnr-Ism che ha coordinato lo studio: «Il meccanismo PETE combina la generazione di cariche elettriche mediante radiazione solare ed energia termica associata, superando uno dei limiti storici del fotovoltaico convenzionale: la perdita di efficienza alle alte temperature. Gli esperimenti, in cui i convertitori sono stati testati fino a 750 °C, hanno permesso di individuare una chiara finestra operativa in cui tensione di uscita ed efficienza di conversione raggiungono i valori massimi, rendendo questi dispositivi particolarmente promettenti per l'integrazione diretta nel settore del Concentrated Solar Power (CSP)».</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>I dispositivi mostrano un'architettura avanzata che combina una nanotesturizzazione della superficie per incrementare in modo significativo l'assorbimento della radiazione solare nel visibile, e un "cuore" costituito da un catodo che integra microcanali di grafite realizzati mediante laser: in questo modo si favorisce un trasporto elettronico efficiente verso la superficie emittente e garantisce stabilità operativa anche a temperature elevate.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>«Altro elemento chiave per l'ulteriore incremento delle prestazioni è rappresentato dallo spessore del catodo: se lo strato di diamante superficiale passasse dagli attuali 100 micrometri a membrane sottili di circa 300 nanometri, potremmo aumentare significativamente l'efficienza del sistema, consentendo di raggiungere una efficienza quantica del 30% e una efficienza solare-elettrica del 14,5% a 425 °C», prosegue <strong>Trucchi</strong>.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>La ricerca è stata condotta nell'ambito del <strong>Progetto PRIN 2022 TECHPRO</strong>, in collaborazione con ricercatori delle Università di Roma Tor Vergata, e rappresenta un passo decisivo verso convertitori solari a stato solido in grado di operare in ambienti ad alta temperatura, aprendo nuove prospettive per la produzione di energia rinnovabile ad alta efficienza.</span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: left;"><span>Link all'articolo: "<a href="https://www.cell.com/joule/fulltext/S2542-4351(25)00404-0" target="_blank" rel="noopener">Demonstrating black-diamond-based high-temperature solar cells</a>", Bellucci, Alessandro et al., Joule, Volume 10, Issue 1, 102223.</span></p>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il progetto europeo PROTEIN4IMPACT: coinvolta anche ENEA nella realizzazione di Nuovi Alimenti Proteici (NPF)</title>
<link>https://www.italia24.news/il-progetto-europeo-protein4impact-anche-enea-nella-realizzazione-di-nuovi-alimenti-proteici-npf</link>
<guid>https://www.italia24.news/il-progetto-europeo-protein4impact-anche-enea-nella-realizzazione-di-nuovi-alimenti-proteici-npf</guid>
<description><![CDATA[ ENEA è impegnata nello sviluppo di nuovi alimenti proteici a partire da sottoprodotti agroalimentari come funghi, batteri, insetti e alghe. L’attività è svolta nell’ambito del progetto europeo PROTEIN4IMPACT, che mira ad aumentare la sostenibilità dei sistemi alimentari ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699440c0d1119.webp" length="140604" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 10:12:53 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovi alimenti proteici (NPF) da fonti non convenzionali come sottoprodotti agroalimentari, funghi, batteri, insetti e alghe. È quanto metterà a punto il progetto europeo<span> </span><a href="https://www.protein4impact.eu/" target="_blank" rel="noopener">PROTEIN4IMPACT</a><span> </span>da 5,3 milioni di euro, al quale partecipano 18 partner di 13 Paesi europei, tra cui per l’Italia ENEA, Cnr e Consorzio In.Bio. Il progetto mira a valutare le caratteristiche nutrizionali, sanitarie, di sicurezza e di qualità degli NPF derivati da fonti non convenzionali, analizzandone al contempo l’impatto ambientale e socioeconomico.</p>
<p></p>
<p>«Il consumo di proteine è indispensabile per l’alimentazione e la salute umana. Tuttavia, il modello tradizionale di produzione, basato prevalentemente sui grandi allevamenti animali, comporta costi ambientali e sociali che necessitano di un’alternativa», spiega il referente ENEA del progetto <strong>Antonio Molino,</strong> ricercatore del Dipartimento Sostenibilità.</p>
<p></p>
<p>Per la produzione di farine proteiche, <strong>ENEA</strong> curerà <strong>l’allevamento di insetti</strong>, in particolare Tenebrio molitor e Alphitobius diaperinus, utilizzando diete non convenzionali basate su scarti del settore agroindustriale, con l’obiettivo di valutare soluzioni innovative per la produzione sostenibile di proteine. Inoltre, saranno coltivate microalghe in specifiche condizioni operative, studiate per massimizzare il contenuto proteico della biomassa.</p>
<p></p>
<p>Inoltre, ENEA si occuperà del recupero delle frazioni proteiche e lipidica degli <strong>scarti ittici</strong> particolarmente ricchi di acidi grassi Omega-3; in particolare il DHA, già ampiamente utilizzato come integratore alimentare per la salute cardiovascolare e lo sviluppo neurologico, sia durante la gravidanza che nei formulati per neonati. Le attività si svolgono presso i <strong>Centri Ricerca ENEA di Portici (Napoli), Casaccia (Roma) e Trisaia (Matera)</strong> e coinvolgono un team di circa 15 ricercatori esperti del settore.</p>
<p></p>
<p>«Grazie a queste attività, ENEA contribuisce allo sviluppo di soluzioni innovative basate sul recupero delle risorse e sull’uso efficiente delle materie prime, rafforzando il ruolo della ricerca pubblica italiana nella transizione verso sistemi alimentari più sostenibili, dove queste nuove fonti proteiche possano contribuire a ridurre l’impatto ambientale rispetto a quelle tradizionali», conclude Molino.</p>
<p></p>
<p>Personale ENEA del Dipartimento Sostenibilità coinvolto nel progetto, coordinato da Antonio Molino: <strong>Marco Iannaccone e Patrizia Casella</strong> (produzione di farine proteiche); <strong>Stefania Moliterni e Simona Errico,</strong> (allevamento di insetti); <strong>Vincenzo Larocca, Gian Paolo Leone e Maria Martino</strong>, (tecnologie estrattive a fluidi supercritici).</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L&amp;apos;agricoltura rigenerativa per salvaguardare suolo, biodiversità e territori: il convegno del 20 febbraio a Bologna</title>
<link>https://www.italia24.news/lagricoltura-rigenerativa-per-salvaguardare-suolo-biodiversita-e-territori-il-covegno-del-20-febbraio-a-bologna</link>
<guid>https://www.italia24.news/lagricoltura-rigenerativa-per-salvaguardare-suolo-biodiversita-e-territori-il-covegno-del-20-febbraio-a-bologna</guid>
<description><![CDATA[ A Bologna un convegno nazionale per fare il punto della situazione in Italia che vede, ad oggi, ben 4.500 agricoltori utilizzare l&#039;agricoltura rigenerativa, con ricadute sulla biodiversità dei territori, il contrasto al dissesto idrogeologico e la gestione delle risorse ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6994407ce6bb7.webp" length="67368" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 09:58:19 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><b><span>Si tiene venerdì 20 febbraio, a partire dalle ore 9.00 presso l'Aula "20 maggio 2012"</span></b><span> della Regione Emilia-Romagna (Viale della Fiera 8, Bologna), il convegno <b><i>"</i>Suoli, agricoltura rigenerativa e sviluppo rurale: un'integrazione possibile?"</b>. Il convegno vede la partecipazione dei massimi esperti e studiosi dell'<strong>Università degli Studi di Bologna, dell'Università di Torino, della Università degli Studi di Milano Statale, della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, nonché, della Regione Emilia-Romagna e della Federazione Italiana Dottori Agronomi e Forestali</strong><b>. </b>L'obiettivo è quello di informare sullo stato dell'arte dell'agricoltura rigenerativa in Italia e sui suoi sviluppi negli ambiti della <b>sostenibilità ambientale</b>, <b>riduzione dell'</b></span><b><span>impatto delle produzioni agricole</span></b><span>, lotta al <b>dissesto idrogeologico</b>, <b>variazioni climatiche</b> e riconoscibilità dei prodotti per i <b>consumatori</b>.</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<h2 class="v1MsoNormal">In Italia 200 aziende agricole e 4.500 agricoltori seguono l'agricoltura rigenerativa</h2>
<p class="v1MsoNormal"><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Oggi<b> </b>l'agricoltura rigenerativa è emersa come una risposta innovativa e sostenibile alle sfide ambientali e sociali che affrontiamo oggi. In Italia, secondo i dati dell'Associazione Nazionale Produttori per l'Agricoltura Organica e Rigenerativa, sono 200 le aziende agricole e 4500 gli agricoltori che utilizzano i sistemi dell'agricoltura rigenerativa che, in sintesi, mira non solo a <b>produrre cibo</b>, ma anche a <b>ripristinare la salute del suolo</b>, preservare la <b>biodiversità</b>, contribuire alla <b>mitigazione delle variazioni climatiche</b>, allo scambio dei saperi e alla rigenerazione delle <b>comunità dei territori</b>.</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<h2 class="v1MsoNormal">Utile in terreni collinari, per il sequestro di carbonio e la gestione delle risorse</h2>
<p></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>In questo contesto l'essenzialità del suolo risulta centrale agli scopi dell'agricoltura rigenerativa perché, mediante pratiche che aumentino la fertilità e il carbonio organico, può diventare uno strumento vincente per affrontare problemi che vanno ben oltre la partica agricola. Infatti, <b>in terreni di collina e di montagna</b>, scegliere sistemi e tecniche che limitino l'erosione del terreno e aiutino la salute del suolo, <b>può essere utile per limitare il dissesto idrogeologico</b>, oppure, <b>mitigare il sequestro del carbonio</b> o <b>gestire in maniera efficiente risorse come acqua, suolo e aria</b>, <b>aiuta a invertire la perdita di biodiversità</b> e valorizza gli dei servizi ecosistemi. Nasce quindi l'opportunità di conciliare la redditività dell'impresa agricola con la sostenibilità a 360 gradi, che non può prescindere dall'aumento della salute dei suoli e della loro fertilità chimico-fisica e attività biologica.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span>Informazioni generali:</span></b><span> Il convegno "<b>Suoli, agricoltura rigenerativa e sviluppo rurale: un'integrazione possibile?" </b>si terrà venerdì 20 febbraio ore 9.00 (Viale della Fiera 8, Bologna) con i</span><span>ngresso libero fino a esaurimento posti. È inoltre possibile seguire l'evento online, maggiori informazioni al <a href="https://www.accademia-agricoltura.it/eventi/suoli-agricoltura-rigenerativa-e-sviluppo-rurale-unintegrazione-possibile/" target="_blank" rel="noopener">link</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>A Bari due giorni dedicati alle malattie autoimmuni del fegato</title>
<link>https://www.italia24.news/a-bari-due-giorni-dedicati-alle-malattie-autoimmuni-del-fegato</link>
<guid>https://www.italia24.news/a-bari-due-giorni-dedicati-alle-malattie-autoimmuni-del-fegato</guid>
<description><![CDATA[ Il 20 e 21 febbraio il congresso scientifico IT-AILD; il 21 febbraio, in parallelo, l’evento AMAF “La Cura: Accogliere, Ascoltare, Assistere” dedicato ai pazienti ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699354ed4124d.webp" length="98888" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 18:21:30 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>Due giorni di confronto tra scienza e clinica per accendere i riflettori sulle <strong>malattie autoimmuni del fegato</strong>. </span><span>Il <strong>20 e 21 febbraio 2026</strong></span><span>, il <strong>Policlinico Universitario di Bari </strong>ospiterà gli <strong><em>Autoimmune Liver Disease Days</em></strong>, congresso nazionale promosso dalla<strong> </strong></span><strong>Italian Autoimmune Liver Disease Network (IT-AILD)</strong><span>, con la partecipazione di <strong>esperti italiani e internazionali.</strong></span></p>
<p dir="ltr"><span>Le malattie autoimmuni del fegato rappresentano un <strong>gruppo eterogeneo di patologie </strong></span><span><strong>rare, </strong>croniche e complesse</span><span>, tra cui <strong>l’epatite autoimmune, la colangite biliare primitiva e la colangite sclerosante primitiva</strong>, caratterizzate da un impatto clinico significativo e da importanti ripercussioni sulla qualità della vita. Il crescente avanzamento delle conoscenze scientifiche ha consentito negli ultimi anni di migliorare le strategie diagnostiche e terapeutiche, oltre a una più approfondita comprensione dei meccanismi di malattia, della variabilità clinica e degli esiti per i pazienti.</span></p>
<p dir="ltr"><span>In questo contesto si inserisce il ruolo di</span><span> </span><a href="https://itaild.com/" target="_blank" rel="noopener"><span>IT-AILD</span></a><span>, il <strong>network italiano per la ricerca e la cura delle malattie autoimmuni del fegato</strong>, costituito da esperte ed esperti del settore, nata con l’obiettivo di integrare e far progredire l’assistenza clinica e la ricerca nel campo delle malattie autoimmuni del fegato. </span></p>
<p dir="ltr"><span>La rete, che include tra gli altri, </span><strong>Pietro Invernizzi</strong><span> (Università degli Studi di Milano-Bicocca e IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza), </span><strong>Marco Carbone</strong><span> (Università degli Studi di Milano-Bicocca e ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano), </span><strong>Fabio Piscaglia</strong><span> (Università di Bologna e IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna), </span><strong>Antonio Moschetta</strong><span> (Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”) e </span><strong>Vincenza Calvaruso</strong><span> (Università di Palermo e AOU Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo), sostiene studi collaborativi sui meccanismi patogenetici, sulla storia naturale delle malattie, sulle diverse modalità di decorso clinico, sulle correlazioni genotipo-fenotipo e sulla stratificazione del rischio. </span></p>
<p dir="ltr"><span>Un’attenzione particolare è inoltre rivolta allo sviluppo e all’armonizzazione dei </span><strong>Registri Nazionali per epatite autoimmune, colangite biliare primitiva e colangite sclerosante primitiva</strong><span>, strumenti fondamentali per migliorare la qualità delle cure e favorire una medicina sempre più personalizzata.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Il congresso scientifico IT-AILD, articolato su </span><span>due giornate</span><span> </span><span>(20 e 21 febbraio)</span><span>, sarà dedicato all’aggiornamento clinico e alla ricerca, con sessioni su immunologia epatica, nuove linee guida internazionali, terapie innovative, gestione della malattia in età pediatrica e in gravidanza, qualità di vita e discussione di casi clinici. Ampio spazio sarà riservato al confronto multidisciplinare tra specialisti.</span></p>
<p dir="ltr"><span>«Le malattie autoimmuni del fegato sono rare e complesse, e proprio per </span><span>questo richiedono reti di collaborazione solide - dichiara Pietro </span><span>Invernizzi coordinatore nazionale - «Con IT-AILD, «vogliamo trasformare </span><span>i progressi della ricerca in percorsi di cura più omogenei, dati </span><span>condivisi e scelte cliniche sempre più personalizzate per i pazienti».</span></p>
<p dir="ltr"><span>«Ospitare a Bari gli Autoimmune Liver Disease Days significa mettere al </span><span>centro un confronto concreto tra ricerca e pratica clinica - aggiunge </span><span>Antonio Moschetta - «È un’occasione per far dialogare competenze diverse </span><span>e rafforzare un approccio multidisciplinare, indispensabile per gestire </span><span>queste patologie lungo tutto il percorso di cura».</span></p>
<p dir="ltr"><span>Il 21 febbraio</span><span>, in parallelo alle attività scientifiche, si svolgerà l’evento promosso da </span><strong>AMAF-Associazione Malattie Autoimmuni del Fegato</strong><span>, dal titolo “</span><span>La Cura: Accogliere, Ascoltare, Assistere</span><span>”, interamente dedicato ai pazienti. Un appuntamento pensato come spazio di ascolto, dialogo e condivisione, per valorizzare il vissuto della malattia e rafforzare l’alleanza medico-paziente.</span></p>
<p dir="ltr"><span>La giornata AMAF offrirà momenti di confronto sull’accettazione della diagnosi, sulla <strong>convivenza con la cronicità e sul valore dell’associazionismo</strong>. Nel corso dell’incontro, pazienti e specialisti potranno dialogare direttamente anche attraverso una sessione di domande e risposte, dedicata agli aspetti pratici e clinici che spesso non trovano spazio nella visita ambulatoriale.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Promuovendo una collaborazione multidisciplinare tra clinici, ricercatori e associazioni di pazienti, IT-AILD favorisce la traduzione dei progressi scientifici nella pratica clinica, migliora l’accesso alle cure specialistiche e contribuisce allo sviluppo di percorsi assistenziali coordinati e innovativi a livello nazionale.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Gli </span><span>Autoimmune Liver Disease Days</span><span> rappresentano così un appuntamento di riferimento per la comunità scientifica e per i pazienti, con l’obiettivo comune di migliorare la conoscenza delle malattie autoimmuni del fegato e la qualità della vita di chi ne è colpito.</span></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.enjoyevents.it/eventi/autoimmune-liver-disease-days-2/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Programma e Informazioni</strong></a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: lo studio sull&amp;apos;importanza del supporto sociale nei momenti di stress</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-lo-studio-sullimportanza-del-supporto-sociale-nei-momenti-di-stress</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-lo-studio-sullimportanza-del-supporto-sociale-nei-momenti-di-stress</guid>
<description><![CDATA[ Una ricerca dell&#039;Università di Padova svela che esiste uno &quot;scudo sociale&quot; capace di ridurre l&#039;allerta del sistema nervoso durante situazioni di stress acuto ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6992f69925242.webp" length="41986" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 11:17:11 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal">Lo <strong>stress</strong> è una componente inevitabile della nostra quotidianità, ma <strong>la capacità di gestirlo non dipende solo da risorse individuali. </strong>Le ricerche epidemiologiche in ambito psicologico e medico suggeriscono che il <strong>supporto sociale</strong> sia associato a un migliore stato di salute fisica e mentale e a una maggiore longevità.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal">Lo studio dal titolo "<i><a href="http://dx.doi.org/10.1111/psyp.70259" target="_blank" rel="noopener">Physical Proximity With Social Support Regulates Vigilance to Threat: Evidence From Startle Reactivity During Emotional Stress Induction</a></i>" pubblicato su «<strong>Psychophysiology</strong>» dai ricercatori dei dipartimenti di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione e di Psicologia Generale dell'<strong>Università di Padova</strong>, in collaborazione con la <strong>Wake Forest University (USA)</strong>, ha indagato i meccanismi che sovraintendono il rapporto tra supporto sociale e stress. Il team padovano ha monitorato un riflesso primordiale, il trasalimento, quando si affronta una situazione stressante da soli oppure in compagnia. Il trasalimento è la rapida contrazione muscolare che segue un rumore improvviso: è una risposta automatica e, in una condizione di minaccia, questo riflesso viene modulato dal cervello per "prepararci all'azione". Se ci sentiamo in pericolo, il sistema si "accende" o si "spegne" a seconda delle strategie difensive più adatte. Ma cambia qualcosa se si è soli o in compagnia?<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<h2 class="v1MsoNormal">La ricerca</h2>
<p></p>
<p class="v1MsoNormal">Il campione preso in esame era di 70 partecipanti dello stesso sesso (donne) per minimizzare gli effetti delle differenze di genere nella reattività affettiva. I soggetti (divisi in tre gruppi) sono stati sottoposti al<span> </span><strong>Trier Social Stress Test (TSST),</strong> un protocollo standardizzato che induce stress attraverso la simulazione di un colloquio di lavoro svolto davanti a una commissione di valutazione. A fronte della stessa prova, un primo gruppo svolgeva la prova da solo, un secondo con accanto il proprio partner e il terzo con accanto una persona sconosciuta.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal">Durante il test, i ricercatori hanno misurato il "<strong>grado di allerta</strong>" dei partecipanti attraverso il <strong>riflesso di trasalimento (<i>startle reflex</i>),</strong> una risposta muscolare involontaria (primordiale) prodotta da un suono improvviso. Questo riflesso aumenta sempre di più quando il nostro organismo percepisce l'ambiente circostante come minaccioso.<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>Dalla ricerca emerge che in una situazione di stress, quando si è soli nell'affrontarla, il cervello sia più in allerta rispetto a quando lo stesso contesto critico viene affrontato insieme a qualcun altro</strong>: il riflesso di trasalimento aumentava in chi era da solo nell'affrontare il compito e con una soglia significativamente più alta rispetto a chi era in compagnia.<u><span></span></u></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal">L'aspetto interessante è che questo effetto di "scudo sociale" non era limitato solo a chi era accompagnato al test dal partner, ma anche da chi lo faceva alla presenza di uno sconosciuto.<span> </span><strong>La presenza di un altro si è rivelata efficace nel produrre una protezione sulla reattività del sistema nervoso delle partecipanti</strong>: un "regolatore fisiologico" capace di ridurre l'allerta del sistema nervoso durante situazioni di stress acuto.</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal">«I nostri dati supportano la<span> </span><strong>Social Baseline Theory</strong>, una recente teoria che suggerisce che il cervello umano sia ottimizzato per lavorare al meglio quando siamo insieme ad altre persone e non in isolamento, soprattutto quando si tratta di affrontare situazioni stressanti -<span> </span><b>spiega Antonio Maffei, del dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell'Università di Padova e primo autore dello studio</b><span> </span>-. Quando siamo soli, il sistema nervoso deve farsi carico interamente di monitorare l'ambiente per prevenire eventuali pericoli, un'attività che richiede una maggiore quantità di risorse sia cognitive che metaboliche. La semplice presenza fisica di un altro individuo agisce come un segnale di sicurezza che permette al cervello di ottimizzare questo investimento di risorse, regolando la risposta da stress in modo più efficiente e agisce quindi come un "regolatore fisiologico" capace di ridurre l'allerta del sistema nervoso durante situazioni di stress acuto».<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal">Questi risultati mostrano come l'ambiente sociale modelli la nostra reazione psicofisiologica alle situazioni stressanti. Inoltre la ricerca pone le basi per futuri studi volti a comprendere il ruolo che le differenze individuali svolgono nel potenziare questi effetti. L'obiettivo ultimo è comprendere come sfruttare al massimo l'enorme potenziale che le relazioni hanno nel migliorare la nostra salute e il nostro benessere.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano, servizi civici: si rinnova il corso prematrimoniale laico, in campo anche l&amp;apos;ordine degli psicologi della Lombardia</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-servici-civici-si-rinnova-il-corso-prematrimoniale-laico-in-campo-anche-lordine-degli-psicologi-della-lombardia</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-servici-civici-si-rinnova-il-corso-prematrimoniale-laico-in-campo-anche-lordine-degli-psicologi-della-lombardia</guid>
<description><![CDATA[ &quot;Per un sì consapevole&quot;, il primo corso prematrimoniale laico per matrimoni e unioni civili, organizzato da Comune di Milano e Ordine degli Avvocati di Milano, avviato anche dai comuni di Firenze e Torino ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6992f65aa9f1c.webp" length="16430" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 11:05:33 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-b32ec087-7fff-fa95-7da6-b131530a1a09"><span>Il <strong>Comune di Milano</strong> in collaborazione con <strong>l'Ordine degli Avvocati di Milano</strong> e <strong>l'Ordine degli Psicologi della Lombardia</strong> ha presentato il 13 febbraio la nuova edizione dell'iniziativa "<strong>Per un sì consapevole</strong>", il primo corso prematrimoniale laico e gratuito per coloro che si apprestano a contrarre matrimonio o unione civile.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Fino allo scorso anno, i percorsi di preparazione al matrimonio si erano svolti quasi esclusivamente in ambito religioso, senza una formazione laica specifica sugli aspetti giuridici e civili dell'istituto matrimoniale. Questo nuovo progetto ha colmato un vuoto, offrendo ai futuri coniugi un'opportunità preziosa per comprendere a fondo i diritti e i doveri connessi al matrimonio e all'unione civile. In questa edizione saranno esplorati anche aspetti psicologici e relazionali nelle dinamiche di coppia.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Attraverso una serie di incontri con <strong>avvocati esperti di diritto di Famiglia</strong>, i partecipanti potranno approfondire tematiche fondamentali come il regime patrimoniale, la responsabilità genitoriale e gli strumenti di risoluzione delle controversie, al fine di affrontare con maggiore consapevolezza la scelta giuridica. Una lezione sarà invece condotta da psicologi esperti e sarà dedicata alle dinamiche relazionali e alla prevenzione e gestione dei conflitti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Per un sì consapevole nasce dalla volontà di essere un'Amministrazione presente nella vita delle persone, offrendo strumenti concreti e accessibili – dichiara l'assessora ai Servizi civici e generali <strong>Gaia Romani</strong> –. E da oggi si arricchisce della collaborazione con l'Ordine degli Psicologi della Lombardia, come richiesto anche da molti cittadini e cittadine. Abbiamo ritenuto importante dare spazio, accanto alle informazioni giuridiche, anche alla dimensione psicologica e relazionale delle coppie. Crediamo, inoltre, che il coinvolgimento dell'Ordine degli Psicologi contribuirà a diffondere maggiore consapevolezza sull'importanza dell'attenzione alla salute mentale, andando oltre pregiudizi e stigma ancora troppo presenti. Le adesioni registrate finora dimostrano che abbiamo intercettato un bisogno reale, colmando un vuoto. E il fatto che altri comuni, come Firenze e Torino, stiano seguendo questo percorso implementa la creazione di una rete fra amministrazioni locali su temi che possono assumere una dimensione nazionale».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Il matrimonio è un passo importante, che comporta diritti e doveri giuridici spesso poco conosciuti – commenta il Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano, <strong>Antonino La Lumia</strong> –. La società, le città sono organismi basati sul diritto, sono sistemi di diritti. Il loro equilibrio passa dalla conoscenza, dalla consapevolezza. I corsi prematrimoniali, così come le attività degli sportelli sul territorio, i progetti scolastici sono la linfa che tiene in vita e in salute i rapporti tra le persone. La qualità dei rapporti tra le persone, il senso del rispetto, l'equilibrio sono le basi culturali necessarie. E guardando la nostra società, direi urgenti».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Siamo molto soddisfatti di entrare per la prima volta in questo progetto del Comune di Milano, che riconosce il valore del benessere mentale all'interno dei servizi civici – afferma <strong>Valentina Di Mattei</strong>, Presidente Ordine degli Psicologi della Lombardia –. Mettere al centro la salute psicologica della coppia significa lavorare sulla relazione e favorire una maggiore consapevolezza in una fase di passaggio delicata, riconoscendo anche il ruolo sociale che ogni coppia ricopre all'interno della comunità. Come Ordine degli Psicologi della Lombardia riteniamo fondamentale investire nella prevenzione e nella promozione del benessere psicologico: questo contributo si inserisce in un impegno condiviso con l'Amministrazione comunale per rendere la salute mentale parte integrante dei servizi rivolti ai cittadini. Ringrazio in modo particolare l'assessora Gaia Romani per l'attenzione dedicata: sono certa che l'ampliamento del corso offrirà alle coppie strumenti utili per orientarsi e dare spazio alla propria crescita».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il corso, dal titolo "Per un sì consapevole", è stato avviato nel 2025 grazie alla collaborazione tra il Comune di Milano e l'Ordine degli Avvocati di Milano e ha registrato una partecipazione significativa: circa 900 persone coinvolte nei cicli organizzati nel corso dell'ultimo anno. Considerando che nel 2025, nella città di Milano, sono stati celebrati 2.191 matrimoni e 138 unioni civili, si può stimare che circa una coppia su cinque abbia frequentato il corso.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Ogni ciclo è stato articolato in <strong>quattro incontri</strong> condotti da avvocate e avvocati esperti in diritto di famiglia, con approfondimenti su temi centrali quali il regime patrimoniale, i diritti e i doveri dei coniugi, la responsabilità genitoriale e gli strumenti di risoluzione delle controversie. Con l'ampliamento del progetto, il percorso formativo si arricchisce ora della presenza di psicologi e psicologhe, per offrire alle coppie una preparazione più completa e integrata.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Il corso sarà aperto a tutte le persone che intendono sposarsi o costituire un'unione civile ed è gratuito</strong>. Gli incontri si svolgeranno a <strong>Palazzo Marino, nella sala "Franco Brigida</strong>", ma sarà possibile seguirli <strong>anche da remoto</strong>. Il calendario prevede due cicli di incontri quest'anno: il primo nelle date <strong>18 e 25 marzo, 1, 8 e 15 aprile; </strong>il secondo nelle giornate del <strong>30 settembre, 7, 14, 21 e 28 ottobre</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I moduli formativi affronteranno in particolare: il supporto alle coppie nella gestione delle dinamiche relazionali; il significato giuridico del matrimonio e delle unioni civili; la scelta del regime patrimoniale; gli impegni legati alla genitorialità e le implicazioni giuridiche connesse alla cura e alla gestione dei figli; i rimedi legali in caso di crisi di coppia e le procedure di separazione o scioglimento dell'unione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto è rivolto alle coppie residenti nel territorio comunale che intendono celebrare un matrimonio in sede civile e/o costituire un'unione civile ai sensi della legge n. 76/2016, e si inserisce in una più ampia strategia dell'Amministrazione comunale volta a promuovere servizi civici inclusivi, accessibili e orientati alla prevenzione dei conflitti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato anche gli assessori <strong>Laura Sparavigna</strong> (Anagrafe e Stato civile) e <strong>Francesco Tresso</strong> (Servizi demografici e statistici) dei Comuni di Firenze e Torino, che - a seguito dell'esperienza milanese - hanno avviato analoghi corsi nei rispettivi territori.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Milano ha aperto la strada – afferma l'assessora <strong>Laura Sparavigna</strong> – e anche Firenze ha scelto di credere in questo progetto. 'Prima del sì', nelle sue due edizioni, ha ricevuto un riscontro molto positivo e per questo, a breve, lanceremo nuovi appuntamenti. L'obiettivo è molto semplice: fornire strumenti chiari, semplici e accessibili a coloro che scelgono di condividere un progetto di vita. Amarsi è una scelta personale, ma conoscere le tante sfaccettature che accompagnano quella scelta è un atto di responsabilità verso se stessi e verso l'altra persona: un gesto di consapevolezza che tutela la relazione e contribuisce a costruire una comunità più libera e informata».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«L'esperienza di Milano – commenta l'assessore <strong>Francesco Tresso</strong> – rappresenta per noi un modello di riferimento importante. Anche a Torino stiamo avviando i primi corsi prematrimoniali rivolti alle coppie che scelgono il matrimonio civile o l'unione civile, con l'obiettivo di offrire strumenti per affrontare con consapevolezza e responsabilità la vita coniugale e per accompagnare le coppie in un percorso che rafforzi la qualità e la stabilità del loro progetto di vita comune».</span></p>
<p dir="ltr"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Fisica delle particelle: due fotografi italiani sul podio della competizione internazionale Global Physics Photowalk 2025</title>
<link>https://www.italia24.news/fisica-delle-particelle-due-ricercatori-italiani-sul-podio-della-competizione-internazionale-global-physics-photowalk-2025</link>
<guid>https://www.italia24.news/fisica-delle-particelle-due-ricercatori-italiani-sul-podio-della-competizione-internazionale-global-physics-photowalk-2025</guid>
<description><![CDATA[ Il Global Physics Photowalk 2025, la competizione internazionale che invita a raccontare la ricerca in fisica delle particelle attraverso la fotografia, si è concluso con due scatti italiani sul podio: quelli di Marco Donghia ai Laboratori Nazionali di Frascati dell&#039;INFN e di Matteo Monzali ai Laboratori Nazionali di Legnaro dell&#039;INFN ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6992f5e3dc23d.webp" length="52072" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 10:51:17 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sono di <strong>Marco Donghia</strong> e <strong>Matteo Monzali </strong>gli scatti italiani sul podio del <strong>Global Physics Photowalk 2025,</strong> la competizione internazionale che invita a raccontare la ricerca in fisica delle particelle attraverso la fotografia. Nata da un'idea della collaborazione Interactions, questa iniziativa trasforma i laboratori di tutto il mondo in fucine di testimonianze visive, capaci di restituire non solo la precisione e la complessità della scienza, ma anche la dimensione profondamente umana della ricerca e la sua tensione costante verso la comprensione dell'universo.</p>
<p>Dagli <strong>Stati Uniti, la Svizzera, il Giappone, la Francia, il Canada e l'Italia </strong>– con i <strong>Laboratori Nazionali di Frascati, del Gran Sasso e di Legnaro dell'INFN</strong> – <strong>oltre 100 fotografe e fotografi</strong> amatoriali e professionisti hanno potuto prendere parte a questa avventura, visitando <strong>16 laboratori</strong> in cui si studiano la natura fondamentale della materia e le leggi che governano il cosmo, si cercano risposte sull'origine dell'universo e sui suoi costituenti ultimi, si indaga il mistero della materia oscura e si sviluppano tecnologie innovative con ricadute importanti per la società. I lavori premiati offrono uno sguardo inedito su tutto questo, e in particolare sulle persone e sulle infrastrutture che rendono possibili alcune delle indagini scientifiche più ambiziose del nostro tempo.</p>
<p>Ogni laboratorio partecipante ha ospitato la propria edizione locale del Photowalk nel corso del 2025 e ha poi presentato le tre immagini più significative alla competizione globale. <strong>Dalla collezione finale di 48 immagini, </strong>le tre fotografie vincitrici sono state decretate da una giuria d'eccezione, composta da<strong> Dmitri Denisov,</strong> vicedirettore associato del Brookhaven National Laboratory, <strong>Tabea Rauscher,</strong> responsabile creativa dello European Molecular Biology Laboratory e, dal 1° gennaio 2026, responsabile comunicazione e marketing al Max Delbrück Center for Molecular Medicine, e Will Warasila, fotografo freelance per il New York Times.</p>
<p>A conquistare<strong> la prima posizione è stata la fotografia di Marco Donghia</strong>, che ritrae una giovane ricercatrice al lavoro presso il CryOgenic Laboratory for Detectors (COLD) ai Laboratori Nazionali di Frascati dell'INFN, dove un criostato a soli pochi millesimi di grado sopra lo zero assoluto permette agli scienziati di rivelare segnali estremamente deboli e rari, come quelli che potrebbero essere prodotti dalla materia oscura nella nostra galassia.</p>
<p>«L'immagine si è distinta per la sua chiara narrazione visiva e per l'uso magistrale della luce, che guida lo sguardo attraverso la scena e sottolinea il momento della scoperta», ha commentato la giudice Tabea Rauscher. «La ricercatrice appare piccola rispetto al criostato, e ciò mette in evidenza la scala della tecnologia pur mantenendo la presenza umana al centro. L'illuminazione crea un'atmosfera silenziosa, quasi cinematografica, che cattura sia l'intensità sia la solitudine del lavoro scientifico».</p>
<p>«Scoprire di aver vinto mi ha lasciato senza parole», ha dichiarato il vincitore Marco Donghia. «Il criostato che ho fotografato è a poche frazioni di grado sopra lo zero assoluto, eppure questo riconoscimento mi ha riempito di un calore e un'emozione tale che nessuna temperatura criogenica potrebbe raffreddare».</p>
<p>Il giudice Dmitri Denisov ha osservato che, mentre la giuria ha scelto la fotografia di Donghia per la sua capacità di trasmettere la "profonda connessione tra gli apparati utilizzati nella fisica delle particelle e gli esseri umani che li sviluppano", le fotografie classificate al secondo e terzo posto sono state selezionate per i loro "sguardi profondi all'interno del funzionamento degli esperimenti e per l'impressionante uso dei colori".</p>
<p><strong>Il secondo posto è stato conquistato infatti dallo scatto a tinte accese di Matteo Monzali, </strong>già vincitore dell'edizione nazionale, che ritrae un dettaglio del rivelatore per fotoni AGATA (Advanced GAmma Tracking Array) abbinato allo spettrometro magnetico PRISMA: due strumenti del complesso di acceleratori TANDEM–ALPI–PIAVE presso i Laboratori Nazionali di Legnaro dell'INFN, impiegati negli esperimenti di fisica nucleare delle basse e medie energie.</p>
<p><strong>E in terza posizione,</strong> dal Centre de Physique des Particules de Marseille (CNRS), troviamo la vividissima immagine di <strong>Hugo Pardinilla</strong> che ci porta all'interno di un fotomoltiplicatore di KM3NeT/ORCA, il rivelatore francese parte del gigantesco telescopio per neutrini che studia l'universo dagli abissi del Mar Mediterraneo.</p>
<p>Molte altre immagini, oltre a quelle vincitrici, hanno colpito la giuria.</p>
<p>«Nel ruolo di giudice del Global Physics Photowalk 2025, sono rimasto colpito dalla varietà e dalla sensibilità delle proposte», ha affermato il giudice<strong> Will Warasila</strong>. «Le fotografie oscillano tra astrazione ed esperienza vissuta, trovando forma, ritmo e quieta bellezza negli spazi scientifici, mettendo in primo piano le persone il cui lavoro e curiosità rendono possibile questa ricerca. Attraverso geografie e istituzioni diverse, queste immagini mostrano come la fotografia possa rallentarci, rendere comprensibili sistemi complessi e ricordarci che la scienza non è solo tecnica, ma profondamente umana».</p>
<p>Accanto alla classifica della giuria, anche il pubblico ne ha potuta stilare una, votando per le proprie immagini preferite online dal 13 al 27 gennaio 2026.</p>
<p>Le fotografie vincitrici e altre immagini selezionate sono esposte in questi giorni (da ieri, 12 febbraio, al 14 febbraio), all'Annual Meeting dell'American Association for the Advancement of Science (AAAS), a Phoenix, in Arizona, allo stand 113.</p>
<p>Il Global Physics Photowalk è organizzato dalla collaborazione Interactions, una rete internazionale di istituzioni di fisica delle particelle, ed è giunto alla sua quinta edizione. Le precedenti si sono svolte nel 2010, 2012, 2015 e 2018.</p>
<p>Scopri tutti gli scatti: <a href="https://www.infn.it/physics-photowalk-2025-i-dieci-scatti-sul-podio-italiano/">https://www.infn.it/physics-photowalk-2025-i-dieci-scatti-sul-podio-italiano/</a> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Welfare: il Comune di Milano potenzia i servizi dedicati alla disabilità</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-welfare-il-comune-potenzia-i-servizi-dedicati-alla-disabilita</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-welfare-il-comune-potenzia-i-servizi-dedicati-alla-disabilita</guid>
<description><![CDATA[ Il Comune di Milano potenzia i servizi dedicati alle persone disabili con l&#039;attivazione di due Centri socio-educativi (CSE) comunali che prevedono 60 posti aggiuntivi insieme a 20 posti nei Centri diurni disabili (CDD) ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6992f5b111245.webp" length="101040" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 10:30:44 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-1c5b6964-7fff-a49d-f7c4-ff8679e660d9"><span>Il <strong>Comune di Milano</strong> <strong>potenzia i servizi diurni dedicati alle persone con disabilità</strong> ampliando e qualificando l'offerta cittadina. Con una delibera approvata dalla Giunta, l'Amministrazione ha infatti avviato l'iter per l'attivazione di <strong>due Centri socio-educativi (CSE</strong>) comunali che, con 60 posti complessivi, andranno ad aggiungersi ai 18 enti convenzionati che oggi garantiscono l'accoglienza a 252 persone con l'obiettivo di favorire il benessere psicofisico di chi convive con una disabilità che necessita di sostegno elevato.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il provvedimento dà l'avvio formale, inoltre, a una <strong>parziale riorganizzazione del sistema dei Centri diurni per disabili (CDD):</strong> a seguito della trasformazione delle due strutture di via Anfossi e Cherasco in CSE, alle famiglie degli attuali utenti verrà garantita la possibilità di scegliere un'alternativa all'interno della rete dei centri cittadini comunali e convenzionati per proseguire nella fruizione del servizio che, come sempre, comprenderà anche il trasporto all'andata e al ritorno.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'offerta dei CDD verrà ampliata con la messa a disposizione di nuovi spazi. In particolare, il CDD Statuto potrà usufruire dell'adiacente edificio comunale di via Statuto 5, aumentando i posti disponibili da 20 a 30. Il CDD De Nicola, invece, potrà spostarsi, dopo i necessari lavori di riqualificazione, nella struttura di via San Vigilio 43, per cui è in scadenza il contratto di locazione in essere con ATS Milano. Anche in questo caso, ci sarà un ampliamento dei posti disponibili, che passeranno da 20 a 30. Oggi sono 835 le persone inserite nei 40 CDD comunali e convenzionati.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La diversificazione dell'offerta pubblica di servizi dedicati alla disabilità riguarderà anche il <strong>rafforzamento dei servizi diurni rivolti alle persone con disturbo dello spettro autistico</strong>, attraverso la specializzazione di almeno un CDD per supportare un'utenza con questi particolari bisogni, grazie a un percorso di specializzazione del personale e alla riserva di posti dedicati. Altra novità sarà l'individuazione di un secondo centro comunale in cui riservare dei posti a persone con diagnosi di spettro autistico, rivolto ai minori di 16 anni, previa specifica autorizzazione da parte degli enti competenti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Il provvedimento che abbiamo approvato – dichiara l'assessore al Welfare e Salute <strong>Lamberto Bertolé</strong> – è l'esito di un percorso importante che ha visto la condivisione con il Tavolo permanente sulla disabilità, composto dai rappresentanti delle famiglie ospiti dei centri e dagli enti del Terzo settore e di advocacy, e con i Municipi coinvolti. Un confronto proficuo che ci ha aiutati a calibrare meglio gli interventi e assicurerà un più ampio accesso ai servizi, con la significativa riduzione delle liste d'attesa e una maggiore diversificazione dell'offerta. Un iter che, all'inizio del mandato, è partito con i CDD e che prosegue adesso con i CSE con l'obiettivo di non lasciare sole le famiglie e assicurare a tutti e tutte, a partire dalle persone più fragili, l'esigibilità dei diritti».</span></p>
<p dir="ltr"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>&amp;quot;La Scienza della Bolletta&amp;quot;: la guida di ENEA per M’illumino di Meno che svela il &amp;quot;dietro le quinte&amp;quot; della bolletta</title>
<link>https://www.italia24.news/la-scienza-della-bolletta-la-guida-di-enea-per-millumino-di-meno-che-svela-il-dietro-le-quinte-della-bolletta</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-scienza-della-bolletta-la-guida-di-enea-per-millumino-di-meno-che-svela-il-dietro-le-quinte-della-bolletta</guid>
<description><![CDATA[ ENEA mette online la pubblicazione &quot;La scienza della bolletta&quot;, in occasione della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili “M’illumino di Meno”, promossa ogni 16 febbraio dal programma Caterpillar di Rai Radio2 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6992f586a3d1f.webp" length="35936" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 10:15:40 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span>Aiutare i cittadini a comprendere cosa si ‘nasconde’ dietro la bolletta di luce e gas, partendo dai principi scientifici che regolano il funzionamento del sistema energetico. È questo l’obiettivo della <b>guida</b> <b><i>La scienza della bolletta</i></b><i> – Come l’energia arriva nelle nostre case e perché la paghiamo così</i>, realizzata dall’<b>ENEA</b> in occasione della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili “<b>M’illumino di Meno</b>”, promossa dal programma Caterpillar di Rai Radio2.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Il testo accompagna il lettore lungo il viaggio dell’energia - produzione, infrastrutture, reti di trasmissione e distribuzione, sistemi di misura e meccanismi economici - descrivendo in modo semplice il ruolo delle reti elettriche, dei trasformatori e dei contatori, nonché l’equilibrio continuo tra produzione e consumi che consente al sistema di funzionare.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>«</span><span>La bolletta rappresenta il punto di arrivo di questo lungo percorso dell’energia, ma resta ancora per molti utenti un documento difficile da decifrare, fatto di numeri, sigle e voci poco comprensibili», commenta <strong>Antonio Disi</strong>, responsabile del Laboratorio ENEA Strumenti per la promozione dell’efficienza Energetica.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Attraverso esempi pratici e un linguaggio divulgativo, la guida spiega dal punto di vista della fisica che <strong>cos’è l’energia</strong> e perché si tratta di una grandezza unica che può assumere forme diverse. Fornisce chiavi di lettura semplici all’utente, ma soprattutto lo aiuta a interpretare in modo più consapevole consumi e costi energetici.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Un capitolo specifico è dedicato al <strong>gas naturale</strong>, principale fonte per il riscaldamento domestico, di cui vengono illustrate modalità di utilizzo, criteri di misura e ragioni dell’impatto sulla spesa energetica, soprattutto nei mesi invernali.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Ampio spazio è riservato anche alla <strong>struttura della bolletta</strong> e ai diversi elementi che ne determinano l’importo finale: non solo il costo dell’energia consumata, ma anche trasporto, gestione delle reti, oneri di sistema e imposte. Inoltre, viene spiegato come andamento dei mercati, condizioni climatiche e meccanismi di formazione dei prezzi influenzino la variabilità della spesa nel tempo.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>«Negli ultimi anni l’energia è entrata con forza nel dibattito pubblico, ma spesso se ne parla senza conoscerne i meccanismi di base», aggiunge <strong>Disi</strong>. «Non vogliamo trasformare i cittadini in esperti, ma metterli in condizione di leggere la bolletta con spirito critico e fare scelte più informate. Capire la differenza tra energia e potenza, tra chilowattora e metri cubi, o tra costo dell’energia e costi di rete ci aiuta a distinguere tra ciò che dipende dai nostri comportamenti e ciò che dipende dal sistema. Solo così la bolletta può diventare uno strumento utile, non soltanto un conto da pagare».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La guida è disponibile gratuitamente sul sito ENEA al seguente <a href="https://italiainclassea.enea.it/la-scienza-della-bolletta" target="_blank" rel="noopener">link</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea presenta un piano d&amp;apos;azione per contrastare le minacce poste dai droni</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-presenta-un-piano-dazione-per-contrastare-le-minacce-poste-dai-droni</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-presenta-un-piano-dazione-per-contrastare-le-minacce-poste-dai-droni</guid>
<description><![CDATA[ In risposta alle minacce poste dai droni usati in modo illecito, Bruxelles propone un piano d&#039;azione che prevede lo sviluppo tecnologico e un rapido aumento della produzione industriale insieme a un pacchetto sulla sicurezza dei droni ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6992f48bd152a.webp" length="14266" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 10:06:26 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div _ngcontent-ng-c3218669670="" class="ecl-col-l-3"><nav _ngcontent-ng-c1068050145="" aria-labelledby="ecl-inpage-navigation-default" class="ecl-inpage-navigation">
<div _ngcontent-ng-c1068050145="" class="ecl-inpage-navigation__body"></div>
</nav></div>
<div _ngcontent-ng-c3218669670="" class="ecl-col-l-9">
<div _ngcontent-ng-c3218669670="" eclcontentblockdescription="" class="ecl-content-block__description">
<p>La Commissione europea ha presentato l'11 febbraio il suo<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/news-redirect/921953" target="_blank" rel="noopener">piano d'azione volto a contrastare le crescenti minacce poste dai droni alla sicurezza dell'UE</a>. Negli ultimi anni droni e palloni aerostatici meteorologici hanno posto l'UE di fronte a problemi sempre più numerosi e multiformi, tra cui sorvoli ostili, violazioni dello spazio aereo, perturbazioni degli aeroporti e rischi per le infrastrutture critiche, le frontiere esterne e gli spazi pubblici dell'UE.</p>
<p></p>
<p>Il piano d'azione dà forma a un progetto ambizioso inteso a rafforzare la cooperazione e la solidarietà dell'UE in risposta alle richieste presentate dagli Stati membri e dal Parlamento europeo, che invocano un<span> </span><strong>approccio unitario dell'UE alle minacce poste dai droni usati in modo illecito</strong>. Il piano è incentrato sulla<span> </span><strong>dimensione civile della sicurezza interna</strong>, ma allo stesso tempo integra e sostiene il lavoro svolto dalla Commissione nel<span> </span><strong>settore della difesa</strong><span> </span>e rafforza le sinergie civili-militari. Il piano d'azione contribuisce inoltre allo sviluppo di un<span> </span><strong>mercato europeo dei droni competitivo</strong>, sbloccando il potenziale di innovazione, crescita e creazione di posti di lavoro in questo importante settore.</p>
<p></p>
<p>Il piano d'azione è concepito per sostenere gli Stati membri attraverso azioni coordinate, che integrano le misure nazionali e sono incentrate sulle priorità fondamentali:<span> </span><strong>migliorare la preparazione</strong>, potenziare le<span> </span><strong>capacità di rilevamento</strong>,<span> </span><strong>coordinare le risposte</strong><span> </span>e<span> </span><strong>rafforzare la prontezza dell'UE alla difesa</strong>.</p>
<p></p>
<h3>Migliorare la preparazione e la resilienza dell'Europa in caso di incidenti legati ai droni</h3>
<p></p>
<p>Per migliorare la preparazione dell'UE, il piano d'azione propone un nuovo approccio allo<span> </span><strong>sviluppo tecnologico e un rapido aumento della produzione industriale</strong>; gli sforzi previsti a tal fine comprendono:</p>
<p></p>
<ul>
<li>una<span> </span><strong>mappatura industriale civile-militare coordinata per attrarre investimenti e promuovere l'innovazione e l'interoperabilità</strong>;</li>
<li>un potenziamento delle capacità per le prove anti-droni grazie a un nuovo<span> </span><strong>centro di eccellenza anti-droni dell'UE</strong><span> </span>e allo sviluppo di un sistema di certificazione per i sistemi anti-droni; e</li>
<li>il lancio di un<span> </span><strong>forum dell'industria dei droni e dei sistemi anti-droni</strong><span> </span>volto a promuovere il dialogo con gli operatori industriali, nell'ottica di un incremento della produzione.</li>
</ul>
<p></p>
<p>La Commissione proporrà in parallelo un<span> </span><strong>pacchetto sulla sicurezza dei droni</strong><span> </span>per rivedere le norme vigenti sui droni aerei civili e adattarle alle nuove realtà in materia di sicurezza. Il pacchetto comprenderà misure per una valutazione coordinata dei rischi intesa a proteggere le catene di approvvigionamento delle tecnologie tanto per i droni quanto per i sistemi anti-droni, come pure il lancio del marchio di fiducia UE per i droni "<strong>EU Trusted Drone</strong>" per l'identificazione delle apparecchiature sicure sul mercato.</p>
<p></p>
<p>Per<span> </span><strong>salvaguardare le infrastrutture critiche</strong>, la Commissione fornirà orientamenti chiari agli operatori, avvierà un progetto pilota volto a migliorare la sorveglianza marittima e aiuterà gli Stati membri a difendersi dalle minacce ad alta quota, come i palloni aerostatici meteorologici lanciati da paesi terzi.</p>
<p></p>
<h3>Sfruttare le tecnologie e le reti 5G per un rilevamento più efficace dei droni</h3>
<p></p>
<p>Rilevare, tracciare e identificare i droni usati in modo illecito è fondamentale per contrastare le minacce. Affinché ciò sia possibile è necessario un quadro situazionale potenziato, che contribuisca a distinguere gli amici dai nemici. A tal fine il piano d'azione prevede misure di sostegno per lo sviluppo di sistemi unici di visualizzazione aerea, che integrino tutti i dati pertinenti all'identificazione dei droni legittimi, e valuta la possibilità, da prendere in esame insieme agli Stati membri, di istituire progressivamente una piattaforma dedicata agli incidenti legati ai droni.</p>
<p></p>
<p>Il rilevamento di droni usati in modo illecito è basato su un<span> </span><strong>approccio a più sensori</strong>, che combina diverse tecnologie alimentate da software di IA. La Commissione continuerà a sostenere i principali sviluppi tecnologici riguardanti il rilevamento dei droni.</p>
<p></p>
<p>A fronte del panorama odierno delle minacce, e in particolare considerando l'uso crescente di sciami di droni, occorre sfruttare con urgenza le reti 5G per il rilevamento di droni, connessi o no. Per sostenere il dispiegamento rapido e la sperimentazione in condizioni reali del rilevamento basato sul 5G, la Commissione pubblicherà<span> </span><strong>un invito a manifestare interesse</strong><span> </span>diretto agli Stati membri e all'industria. Le reti 5G offrono un tracciamento preciso e in tempo reale degli oggetti volanti, essenziale per garantire la sicurezza dei nostri cieli e proteggere la sicurezza interna.</p>
<p></p>
<h3>Rafforzare le risposte alle attività illecite dei droni</h3>
<p></p>
<p>Sebbene gli Stati membri continuino a essere i principali responsabili delle misure intese a rispondere alle minacce poste dai droni, l'UE può apportare un chiaro valore aggiunto nel sostenere gli sforzi in corso. La Commissione lancerà un invito ai paesi interessati a unire le forze negli appalti pubblici e nel dispiegamento di sistemi anti-droni, sostenendo inoltre lo sviluppo di<span> </span><strong>sistemi</strong><span> </span>sovrani europei<span> </span><strong>di "comando e controllo" basati sull'IA</strong><span> </span>e valutando la possibilità di creare<span> </span><strong>squadre di intervento rapido in caso di emergenza anti-droni</strong>, per una maggiore solidarietà tra Stati membri.</p>
<p></p>
<p>La Commissione propone anche di organizzare annualmente un'esercitazione anti-droni su vasta scala a livello di UE per sottoporre a una prova di stress la cooperazione transfrontaliera e le sinergie civili e militari. Continuerà inoltre a mettere a disposizione di Frontex, l'agenzia della guardia di frontiera e costiera dell'UE, i droni e la tecnologia necessari per la sorveglianza delle frontiere. Frontex fornirà orientamenti pratici sui modelli di dispiegamento a più livelli e sulla gestione degli incidenti transfrontalieri.</p>
<p></p>
<h3>Rafforzare la prontezza alla difesa dell'Europa contro le minacce poste dai droni</h3>
<p></p>
<p>Il piano d'azione integrerà e sosterrà gli Stati membri nel migliorare la prontezza militare dell'Europa attraverso l'innovazione e la cooperazione industriale, anche nel settore della sicurezza dell'approvvigionamento di materie prime critiche. La Commissione accentuerà il suo sostegno alla costruzione di un ecosistema di droni più forte, promuovendo legami più stretti tra i governi e l'industria attraverso l'<strong>alleanza UE-Ucraina per i droni</strong>. Queste attività, che imprimeranno un'accelerazione allo sviluppo di tecnologie di difesa a prezzi accessibili e alla produzione di massa, costituiranno la base dell'<strong>iniziativa europea di difesa antidrone e dell'iniziativa sulla sorveglianza del fianco orientale</strong>, un progetto faro proposto nella<span> </span><strong>tabella di marcia sulla prontezza alla difesa per il 2030</strong>.</p>
<p></p>
<p>I programmi di finanziamento dell'UE sostengono già lo sviluppo tecnologico dei droni e delle capacità anti-droni, in particolare attraverso Orizzonte Europa, il Fondo europeo per la difesa e lo strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti. La Commissione continuerà a sostenere finanziariamente gli Stati membri attraverso i suddetti strumenti, come pure attraverso il programma per l'industria europea della difesa e i prestiti SAFE.</p>
<p></p>
<h3>Prossime tappe</h3>
<p></p>
<p>La Commissione avvierà discussioni<span> </span><strong>con gli Stati membri</strong><span> </span>in merito alle<span> </span><strong>azioni proposte</strong><span> </span>e alle priorità fondamentali, sulla base del principio della cotitolarità. Lavorerà inoltre a stretto contatto con altri soggetti, tra cui<span> </span><strong>l'industria e il Parlamento europeo</strong>. Il piano d'azione dovrebbe essere considerato un processo dinamico, da adattare in funzione dell'evoluzione e della natura delle minacce.</p>
<p></p>
<p>Per coordinarne l'attuazione, la Commissione valuterà la possibilità di istituire con gli Stati membri un meccanismo strategico che colleghi le diverse dimensioni e assicuri una stretta cooperazione con il Consiglio. La Commissione ha inoltre proposto che gli Stati membri nominino<span> </span><strong>coordinatori nazionali per la sicurezza dei droni</strong>, che promuoveranno l'attuazione nazionale di tali azioni e si incaricheranno della relativa supervisione.</p>
<p></p>
<h3>Contesto</h3>
<p></p>
<p>Il piano d'azione sulla sicurezza dei droni e dei sistemi anti-droni fa seguito alla comunicazione del 2023 sul contrasto alle potenziali minacce poste dai droni, sostituendone la revisione intermedia, e alla<span> </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_22_7076" target="_blank" rel="noopener">strategia 2.0 per i droni</a>, che fornisce il quadro strategico generale per lo sviluppo di un ecosistema europeo dei droni competitivo e sicuro.</p>
<p>Il Centro comune di ricerca della Commissione è alacremente impegnato in attività tecniche e di ricerca riguardanti<span> </span><a href="https://joint-research-centre.ec.europa.eu/projects-and-activities/drones-counter-drones-and-autonomous-systems_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener">droni, sistemi anti-droni e piattaforme autonome</a>. La sua sede di Geel (Belgio) è un laboratorio vivente per lo studio delle tecnologie anti-droni e della loro applicazione in ambienti operativi reali.</p>
</div>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cerimonia di inaugurazione dell&amp;apos;Anno Accademico 2025/26 del Politecnico di Torino: il ruolo dell&amp;apos;università e dell&amp;apos;innovazione a supporto alla Pubblica Amministrazione</title>
<link>https://www.italia24.news/cerimonia-di-inaugurazione-dellanno-accademico-202526-del-politecnico-di-torino-il-ruolo-delluniversita-e-dellinnovazione-a-supporto-alla-pubblica-amministrazione</link>
<guid>https://www.italia24.news/cerimonia-di-inaugurazione-dellanno-accademico-202526-del-politecnico-di-torino-il-ruolo-delluniversita-e-dellinnovazione-a-supporto-alla-pubblica-amministrazione</guid>
<description><![CDATA[ La Pubblica Amministrazione come palestra di innovazione, dalle governance locali alla dimensione internazionale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698f44b1ada62.webp" length="65976" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 16:52:18 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof">In una fase storica segnata da trasformazioni profonde e da una crescente complessità dei sistemi decisionali,<span> </span><b>il Politecnico di Torino rafforza il proprio ruolo di attore pubblico dell'innovazione, aprendo in modo strutturato il dialogo con la Pubblica Amministrazione</b>. Alla cerimonia di apertura dell'Anno Accademico 2025/2026, tenutasi questa mattina alle OGR di Torino e dedicata proprio al rapporto tra Politecnico e Pubblica Amministrazione, hanno partecipato, oltre al Rettore<span> </span><b>Stefano Corgnati</b> e al Direttore generale<span> </span><b>Vincenzo Tedesco</b>, anche il Ministro della Pubblica Amministrazione<span> </span><b>Paolo Zangrillo</b>, il Presidente Regione Piemonte<b> Alberto Cirio</b>, il Sindaco della Città di Torino<span> </span><b>Stefano Lo Russo</b>, la Presidente SNA-Scuola Nazionale Amministrazione<b> Paola Severino</b>, la Presidente della CRUI-Conferenza Rettori Università Italiane<span> </span><b>Laura Ramaciotti</b> e il Rappresentante degli Studenti<span> </span><b>Lorenzo Baffert</b>.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<h4 class="v1elementToProof">Dal Politecnico alla PA: la tecnologia entra nei tavoli dove si scrivono regole e politiche pubbliche<b><br></b></h4>
<div class="v1elementToProof">Il ruolo dell'università si articola lungo tre missioni fondamentali – la formazione, la ricerca applicata e l'innovazione, e la terza missione, cioè il dialogo con la società – e la Pubblica Amministrazione rappresenta una vera e propria palestra di innovazione, all'interno della quale è possibile rinnovare tutte le traiettorie delle missioni istituzionali dell'Ateneo. Quando si parla di innovazione, si pensa spesso esclusivamente alla seconda missione, quella tecnologica. In realtà, molte delle attività svolte con la pubblica amministrazione sono esempi concreti di innovazione: dalla connettività Wi-Fi in aree remote, allo sviluppo di città smart, fino all'uso dei <i>digital twin</i> per le previsioni urbanistiche. Si tratta di innovazioni di modelli, di metodi e di tecnologie applicate, ma anche di una necessaria innovazione normativa, regolamentare e legislativa: <b>l'innovazione tecnologica non può essere implementata efficacemente se non è accompagnata da un'innovazione regolamentare in grado di interpretarla</b>. La tecnologia corre molto più velocemente delle regole, e spesso il vero ostacolo non è tecnologico, ma normativo. <b>Uno degli obiettivi del Politecnico di Torino è quindi rendersi disponibile alla Pubblica Amministrazione per partecipare ai tavoli di <i>policy making</i>, portando una sensibilità tecnologica che completi quelle economico-finanziarie e giuridico-legislative, storicamente predominanti soprattutto nel contesto europeo</b>.<b></b></div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<div class="v1elementToProof"><i><span>«</span></i>Quello che abbiamo voluto proporre oggi, durante questa inaugurazione dell'anno accademico, è una ulteriore prospettiva sul ruolo dell'Ateneo: accanto alla sua consolidata dimensione industriale, il rapporto con la Pubblica Amministrazione emerge come ambito strategico, che attraversa tutte le dimensioni, da quella locale a quella europea e internazionale  – dichiara il<b> Rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati</b> – Le grandi trasformazioni del nostro tempo richiedono competenze tecniche capaci di incidere là dove si sviluppano le decisioni, le regole e le norme che hanno un impatto diretto sulla società. Rendere disponibile la tecnologia a tutta la collettività attraverso la Pubblica Amministrazione è il modo più democratico di fruibilità della tecnologia stessa<span>»</span>.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<h4 class="v1elementToProof">Innovazione e capitale umano: formazione, merito e una Summer School per portare competenze nella PA</h4>
<div class="v1elementToProof">C'è poi<span> </span><b>un'altra dimensione dell'innovazione, che riguarda la capacità di raccontare correttamente le tecnologie</b>. Spesso la diffusione di una tecnologia è ostacolata dalla paura, che nasce dalla mancanza di conoscenza. Comprendere potenzialità, limiti e criticità delle tecnologie è oggi uno dei compiti fondamentali di un'università tecnologica, soprattutto in una fase storica in cui lo sviluppo passa in larga parte attraverso investimenti pubblici. Si tratta, in questo senso, della forma più democratica di diffusione della tecnologia.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<div class="v1elementToProof">Durante il suo intervento il<span> </span><b>Ministro per la Pubblica amministrazione</b>,<span> </span><b>Paolo Zangrillo</b> ha sottolineato come<span> </span><i><span>«</span></i>è particolarmente significativo che l'avvio di questo anno accademico sia dedicato alla Pubblica Amministrazione come palestra di innovazione. Questo tema richiama infatti la consapevolezza che la capacità innovativa non nasce dall'isolamento dei saperi, ma dal loro incontro, dalla loro capacità di dialogare e integrarsi; non è mai un fatto puramente individuale, ma è l'esito di un processo collettivo, di relazioni, di percorsi che uniscono competenze diverse in vista di un obiettivo comune. Le persone sono il vero motore dell'innovazione pubblica. Per questo i progetti che abbiamo messo in campo hanno al centro il merito e la valorizzazione dei talenti: dal reclutamento, passando per la formazione fino ad arrivare a percorsi di carriera e di crescita capaci di premiare il merito<span>»</span>.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<div class="v1elementToProof">Rispetto al<span> </span><b>tema della formazione</b>, cuore delle attività accademiche, è inoltre fondamentale<span> </span><b>far percepire alle studentesse e agli studenti di un'università di forte stampo tecnologico che il mondo della PA può essere un luogo di grande interesse, nel quale è possibile realizzare i propri talenti e le proprie passioni</b>.  Per questo il Politecnico sta strutturando uno nuovo spazio didattico in cui incentivare la comprensione di come le tecnologie possono (e devono) entrare nella Pubblica Amministrazione, quali sono i linguaggi, gli interlocutori e le dinamiche decisionali che ne fanno parte. L'obiettivo è rivolgersi sia a chi vuole arricchire il proprio bagaglio culturale, sia a chi intende orientarsi professionalmente in questo ambito.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<div class="v1elementToProof"><span>«</span>La Pubblica Amministrazione è rappresentata in primis dal valore delle persone che la costituiscono: dietro ogni servizio erogato, ogni decisione, ogni provvedimento emanato c'è sempre una persona che lo rende possibile. E sono sempre queste persone che garantiscono che lo Stato funzioni ogni giorno. Da qui l'urgenza di investire su competenze e formazione continua. Nessuna innovazione, infatti, può avere successo senza un capitale umano adeguatamente formato, motivato e consapevole del proprio ruolo. La sfida della Pubblica Amministrazione moderna non è soltanto adottare nuove soluzioni tecnologiche, ma soprattutto accompagnare le persone nel cambiamento, aiutandole a sviluppare un mindset aperto, flessibile e orientato all'apprendimento continuo. In quest'ottica la formazione diventa strumento indispensabile allo sviluppo del personale<span>»</span><i>,</i> ha specificato il<span> </span><b>Direttore generale del Politecnico, Vincenzo Tedesco</b>.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<div class="v1elementToProof">Un primo passo della formazione che il Politecnico metterà in campo, un proof of concept che in futuro verrà ampliato, è rappresentato dalla<span> </span><b>la prima edizione di una Summer School dedicata alla Pubblica Amministrazione, rivolta a una selezione di 50 studenti e studentesse magistrali e dottorati dell'Ateneo e che prenderà il via questa estate</b>.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<div class="v1elementToProof"><i><span>«</span></i>Rivolgendo lo sguardo al futuro, il Politecnico di Torino intende rafforzare il proprio ruolo come interlocutore qualificato della Pubblica Amministrazione, non solo sul piano della ricerca e dell'innovazione, ma anche su quello della formazione e dell'orientamento delle nuove generazioni. Per questo, per la prima volta nella storia dell'Ateneo, avviamo una Summer School rivolta a studentesse e studenti magistrali e di dottorato, pensata come uno spazio di approfondimento sui linguaggi, sulle dinamiche decisionali e sulle responsabilità che caratterizzano la Pubblica Amministrazione contemporanea. Un'iniziativa che contribuisce alla formazione di profili capaci non solo di sviluppare soluzioni tecnologiche, ma anche di sedersi ai tavoli in cui si definiscono le politiche pubbliche, portando una sensibilità tecnico-scientifica oggi più che mai necessaria. È una sfida culturale che guarda lontano: preparare professionisti capaci di guidare il cambiamento e di portare una solida cultura tecnica al cuore dell'innovazione pubblica<span>»</span><i>,</i> conclude il<span> </span><b>Rettore Stefano Corgnati</b>.</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il sogno di Camilla diventa realtà: donate 17 poltrone&#45;letto alla Pediatria dell&amp;apos;IRCCS San Gerardo di Monza</title>
<link>https://www.italia24.news/il-sogno-di-camilla-diventa-realta-donate-17-poltrone-letto-alla-pediatria-dellirccs-san-gerardo-di-monza</link>
<guid>https://www.italia24.news/il-sogno-di-camilla-diventa-realta-donate-17-poltrone-letto-alla-pediatria-dellirccs-san-gerardo-di-monza</guid>
<description><![CDATA[ Famiglie, associazioni e territorio uniti per offrire più comfort ai genitori dei bambini ricoverati ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698f428b74c67.webp" length="84504" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 16:29:12 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Quello che era nato come un sogno ambizioso si è oggi trasformato in una realtà concreta. La famiglia di <strong>Camilla Monguzzi</strong>, scomparsa a soli 14 anni nel luglio 2024 a causa di un raro tumore cerebrale, ha visto realizzarsi il desiderio della figlia: sostituire tutte le vecchie poltrone-letto destinate ai genitori dei bambini ricoverati nel reparto di Pediatria della <strong>Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori.</strong></span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Un progetto che ha preso forma progressivamente lo scorso anno, dopo la consegna delle prime tre poltrone-letto a metà luglio, resa possibile grazie al supporto dell’associazione <strong>“Una Vita in Rosa”</strong> e di donatori privati, e con la successiva nascita dell’associazione <strong>“Camilla Vive Odv”</strong>, l’iniziativa ha trovato un decisivo punto di svolta grazie al contributo delle associazioni del territorio. Una rete virtuosa che ha saputo trasformare la solidarietà in risultati concreti.</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Un contributo decisivo è arrivato a settembre con ulteriori 5.304 euro donati dall’associazione “Una Vita in Rosa” e dai <strong>4.000 euro donati dall’associazione “Amici di Lollo”.</strong></span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Fondamentale anche il sostegno di Giancarlo Capelli, detto “il Barone”, storico ultras del Milan, che ha favorito il coinvolgimento di “Amici della Brianza Aps” che insieme a “Camilla Vive Odv” e a “Amici di Lollo”, nel mese di ottobre hanno dato vita al primo <strong>Trofeo Camilla Monguzzi,</strong> un evento capace di unire sport e solidarietà nel nome di Camilla.</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">A completare il progetto è stata l’associazione <strong>“EDOniamoSperanza” con una donazione di 8.451 euro</strong>, la quale per concludere la raccolta fondi, nel mese di novembre ha promosso una partecipata tombolata di beneficenza.</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Tutte le associazioni si sono unite per raggiungere l’obiettivo finale: la consegna di tutte e <strong>17 le poltrone-letto al reparto di Pediatria.</strong></span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«È stato profondamente commovente vedere come persone segnate dal nostro stesso dolore abbiano scelto di sostenerci in modo così concreto - raccontano Monica Lorenzon e Luca Monguzzi, genitori di Camilla -. Questa giornata ha per noi un valore doppio non solo perché il sogno di Camilla è diventato realtà, ma anche perché siamo alla vigilia della Giornata Mondiale contro il tumore infantile, che si celebra il 15 febbraio e vogliamo continuare a mantenere alta l’attenzione su questi temi».</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’impegno dell’associazione “Camilla Vive Odv” prosegue con una visione chiara: diventare un punto di riferimento per le famiglie che affrontano esperienze simili, sviluppando nuovi progetti e sostenendo, a propria volta, le iniziative delle altre realtà associative del territorio.</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Desidero esprimere un ringraziamento profondo e sentito alla famiglia Monguzzi e a tutti i donatori che, con grande generosità, hanno reso possibile la raccolta fondi per l’acquisto delle poltrone-letto. Il loro gesto di solidarietà è un atto di autentica vicinanza che farà la differenza nella quotidianità dei genitori dei nostri piccoli pazienti, offrendo loro maggiore comfort, accoglienza e un po’ di serenità in un momento così delicato. Questo importante traguardo è la testimonianza di un grande cuore e di un’attenzione sincera verso le famiglie e i bambini che affrontano un percorso complesso», sottolinea il Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, Claudio Cogliati.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Comune di Milano. Mobilità: motoveicoli e ciclomotori, prorogato il divieto di ingresso in Area B e Area C</title>
<link>https://www.italia24.news/comune-di-milano-mobilita-motoveicoli-e-ciclomotori-prorogato-il-divieto-di-ingresso-in-area-b-e-area-c</link>
<guid>https://www.italia24.news/comune-di-milano-mobilita-motoveicoli-e-ciclomotori-prorogato-il-divieto-di-ingresso-in-area-b-e-area-c</guid>
<description><![CDATA[ Per la Ztl Isola consentiti accesso, transito e sosta ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698f419221cad.webp" length="142844" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 16:22:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Sono due i provvedimenti approvati in Giunta che riguardano la circolazione di motoveicoli e ciclomotori a Milano. </span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il primo proroga al 1° ottobre 2027 il divieto di accesso e circolazione in Area B e Area C di motoveicoli e ciclomotori a due tempi Euro 2 e 3, a gasolio Euro 2 e 3 e a benzina a quattro tempi Euro 0, 1 e 2.  </span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La scelta è scaturita dall'analisi del parco attualmente circolante che ha subìto sostanziali variazioni rispetto alle previsioni originarie, in misura tale da consentire la modifica approvata. Infatti, nella città di Milano, in base a una rilevazione effettuata di recente, i motoveicoli rappresentano il 20,3% di tutti i mezzi circolanti, ma la maggior parte di essi ha una classe tecnologica recente, tra cui una quota significativa di mezzi elettrici. Questi veicoli complessivamente contribuiranno, per l'anno 2026, alle emissioni da trasporto stradale di PM10 e di NOx per valori contenuti e stimati rispettivamente nel 2% e nell'1%. Da qui la scelta di prorogare per un anno l'entrata in vigore dei divieti, scelta che rimane comunque in linea con le previsioni del Piano Aria e Clima (PAC) vigente.</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il secondo, su richiesta del Municipio 9, modifica la disciplina della Ztl Isola di prossima attivazione: sarà consentito l'accesso, il transito e la sosta ai motoveicoli e ciclomotori, in deroga ai divieti originariamente previsti, nella Zona a traffico limitato che sarà attiva dalle 19.30 alle 6 del mattino seguente.</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'obiettivo è quello di alleggerire la pressione veicolare sulle località esterne al perimetro della Ztl, senza saturare gli spazi di sosta né congestionare l'area.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>SMART PhD 2026: 12 borse di dottorato in azienda per rafforzare il ponte tra università e impresa</title>
<link>https://www.italia24.news/smart-phd-2026-12-borse-di-dottorato-in-azienda-per-rafforzare-il-ponte-tra-universita-e-impresa</link>
<guid>https://www.italia24.news/smart-phd-2026-12-borse-di-dottorato-in-azienda-per-rafforzare-il-ponte-tra-universita-e-impresa</guid>
<description><![CDATA[ Un progetto di collaborazione tra Università degli Studi di Padova, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Intesa Sanpaolo, Confindustria Veneto Est e UniSMART per promuovere l&#039;innovazione e lo sviluppo del territorio ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698f1e18f1cb9.webp" length="14332" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 13:39:01 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Promuovere e attivare i dottorati di ricerca industriale per favorire il match tra la domanda di innovazione delle imprese e l’offerta di conoscenza del mondo accademico e della ricerca. </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Anche quest'anno il Bando per 12 borse per lo sviluppo di altrettante tematiche di <strong>ricerca e innovazione</strong> a forte ricaduta economica e sociale sui territori interessati vede il sostegno di <strong>Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo</strong> e<strong> Intesa Sanpaolo </strong>per un totale di 360.000 euro; ogni azienda il cui progetto risulterà <strong>idoneo</strong> parteciperà con un contributo in qualità di <strong>co-finanziamento</strong>, variabile a seconda se si tratti di dottorati di ricerca triennali in azienda (47.000-52.000 euro) o di borse di dottorato quadriennali (70.000 euro).</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’<strong>obiettivo</strong> è quello di costruire e <strong>rafforzare quel “ponte”</strong> sempre più imprescindibile <strong>tra ricerca e produzione</strong>, potenziando così i benefici per entrambe.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’<strong>Università degli Studi di Padova</strong> ribadisce il proprio impegno nella promozione del dottorato in azienda come strumento chiave per lo sviluppo di idee innovative e per il rafforzamento del legame tra mondo accademico e produttivo. Grazie al supporto di partner strategici come<strong> Fondazione Cariparo, Intesa Sanpaolo e Confindustria Veneto Est</strong>, verranno <strong>assegnate dodici borse di studio</strong> a giovani ricercatrici e ricercatori che avranno l’opportunità di operare all’interno di aziende altamente innovative.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Questa iniziativa - afferma <strong>Massimiliano Zattin, Prorettore con delega al Dottorato e Post-lauream dell’Università di Padova</strong> - si inserisce perfettamente nella missione dell’Ateneo di valorizzare il trasferimento scientifico, tecnologico e culturale. Attraverso il dottorato in azienda, mettiamo in connessione il sapere accademico con le necessità concrete delle imprese, creando un circolo virtuoso di crescita e innovazione reciproca».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il <strong>dottorato in azienda</strong> rappresenta un <strong>modello vincente</strong> per entrambe le parti: da un lato, le imprese possono beneficiare dell’apporto di giovani talenti altamente specializzati, capaci di portare avanti progetti di ricerca avanzata e di trasformare il sapere in soluzioni applicabili; dall’altro, i dottorandi e le dottorande acquisiscono competenze di alto livello in un contesto dinamico e stimolante, aumentando così le loro possibilità di inserimento professionale in ruoli di responsabilità tecnica, manageriale e di sviluppo strategico.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Il nostro <strong>obiettivo </strong>- conclude <strong>Zattin</strong> - è <strong>formare figure professionali </strong>in grado di contribuire attivamente al sistema industriale e dei servizi, rispondendo alle sfide sempre più complesse di un’economia basata sulla conoscenza. Il dottorato in collaborazione con le aziende è una leva fondamentale per il progresso del nostro territorio, favorendo un dialogo costante tra ricerca e impresa e stimolando l’innovazione in settori chiave per la competitività del Paese».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Con le borse di dottorato in azienda del bando <strong>SMART PHD</strong> - aggiunge <strong>Gilberto Muraro, Presidente di Fondazione Cariparo</strong> - la Fondazione Cariparo rinnova il proprio impegno nel favorire l’incontro tra ricerca avanzata e sistema produttivo. <strong>Rafforzare il dialogo</strong> tra università e imprese significa <strong>accelerare l’innovazione</strong> e mettere a disposizione del territorio competenze altamente qualificate, indispensabili per affrontare le sfide della transizione tecnologica e della competitività globale. Questa iniziativa offre infatti alle aziende l’opportunità di sviluppare progetti strategici e ai giovani ricercatori un contesto concreto in cui applicare e valorizzare il loro talento».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Investire nei dottorati di ricerca in azienda significa costruire un’alleanza concreta tra imprese, università e giovani di talento per portare innovazione dove serve davvero, nei processi produttivi e nelle competenze, e fare la differenza - dichiara<strong> Paola Carron, Presidente di Confindustria Veneto Est </strong>-. Con il progetto SMART PhD la nostra associazione rinnova il proprio impegno nell’attività di sensibilizzazione e promozione tra le imprese associate, anche piccole e medie, che negli anni hanno dimostrato un interesse crescente per questa iniziativa e investimenti significativi. <strong>Trattenere e valorizzare i talenti </strong>formati nelle nostre università è una<strong> priorità</strong> per il sistema produttivo che rappresentiamo e la collaborazione tra Confindustria Veneto Est, Fondazione Cariparo e Intesa Sanpaolo insieme a Università di Padova e a UniSMART, va nella giusta direzione. Un impegno condiviso che contribuisce a rafforzare l’attrattività del nostro territorio, contrastando la perdita di capitale umano e sostenendo una visione di crescita fondata sulle competenze, sul merito e sui giovani».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Rinnoviamo il nostro sostegno a questa iniziativa, che interpreta in modo concreto il ruolo di Intesa Sanpaolo come banca radicata nei territori e attenta allo sviluppo economico e sociale delle comunità - sottolinea <strong>Cristina Balbo, direttrice regionale Veneto Ovest e Trentino Alto Adige Intesa Sanpaolo</strong> -. Con l’Ateneo, la Fondazione Cariparo e Confindustria Veneto Est portiamo avanti un dialogo strutturato che si traduce in borse di studio, assegni di ricerca, testimonianze in aula e collaborazioni qualificate, come quelle sviluppate attraverso il nostro Laboratorio ESG e il Competence Center SMACT. Un <strong>lavoro condiviso</strong> che punta a <strong>rafforzare il collegamento tra formazione e impresa</strong>, creando opportunità professionali per i giovani e valorizzando le eccellenze del territorio in un’ottica di sistema e di crescita duratura per la comunità».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Dunque, non solo ricerca ma anche una grande opportunità per fare <strong>recruiting</strong>: l’avviso di selezione si configura infatti come strumento per stimolare l’individuazione di talenti ad altissima professionalità, figure essenziali e abilitanti per quelle aziende che fanno dell’innovazione di prodotto, di servizio o di processo, la propria mission per affrontare la competitività dei mercati e ridare slancio alla crescita.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">A testimonianza dell’interesse suscitato dall’iniziativa nelle scorse edizioni, ben <strong>105 aziende hanno presentato i loro progetti </strong>stimolando l’interesse alla candidatura di oltre <strong>550 studentesse e studenti</strong> ambiziosi di cimentarsi con progetti di ricerca di reale interesse aziendale nei più diversi ambiti di applicazione: dall’Ingegneria dell’Informazione alla Medicina Molecolare, dall’Ingegneria Civile all’Animal &amp; Food Science, dall’Economia e Management alla Brain-Mind &amp; Computer Science, dalla mobilità sostenibile all’economia circolare. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’avviso di selezione, reperibile alla pagina <a href="https://www.unismart.it/smart-phd-2026/" target="_blank" rel="noopener">www.unismart.it/smart-phd-2026</a>, è rivolto ad aziende aventi sede legale e/o amministrativa e/o operativa nelle province di Padova, Rovigo e Treviso.</span></p>
<p dir="ltr"><strong><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La data ultima per la presentazione delle proposte è mercoledì 04 marzo 2026 ore 13:00.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Accademia di Medicina di Torino: la conferenza del 13 febbraio sulle novità per il trattamento della calcolosi renale</title>
<link>https://www.italia24.news/accademia-di-medicina-di-torino-la-conferenza-del-13-febbraio-sulle-novita-del-trattamento-della-calcolosi-renale</link>
<guid>https://www.italia24.news/accademia-di-medicina-di-torino-la-conferenza-del-13-febbraio-sulle-novita-del-trattamento-della-calcolosi-renale</guid>
<description><![CDATA[ La conferenza scientifica dell&#039;Accademia di Medicina di Torino del 13 febbraio tratterà il tema della formazione dei calcoli renali e delle recenti innovazioni sul suo trattamento ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698f045981ce6.webp" length="30234" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 11:36:26 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-827365c9-7fff-02d5-4883-19898a4c5b25" style="text-align: left;"><span><strong>Venerdì 13 febbraio alle ore 21.00, l’Accademia di Medicina di Torino </strong>terrà una seduta scientifica sia in presenza, in via Po 18, sia con modalità webinar, dal titolo <strong>“Novità in tema di calcolosi renale: indicazioni dietetico farmacologiche e di chirurgia mini invasiva</strong>". Dopo l’introduzione a cura di <strong>Francesco Porpiglia</strong>, <strong>Professore Ordinario di Urologia, Università di Torino </strong>e <strong>Piero Stratta</strong>, <strong>Professore Ordinario di Nefrologia, Università del Piemonte Orientale – Novara, </strong>entrambi soci dell’Accademia di Medicina di Torino, interverranno <strong>Cristian Fiori, Dipartimento di Oncologia - Università degli Studi di Torino</strong>, Struttura Complessa San Luigi Gonzaga, Orbassano (To) e <strong>Martino Marangella, Primario di Nefrologia, Ospedale Mauriziano, Torino</strong>, socio dell’Accademia di Medicina.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La formazione dei <strong>calcoli renali</strong> consegue alla soprasaturazione urinaria di sali poco solubili. Pertanto la prevenzione dipende dalla capacità di sottosaturare stabilmente le urine ricorrendo sia a misure igienico-dietetiche sia a farmaci o integratori. Nelle calcolosi urica e cistinica è abbastanza agevole portare a sottosaturazione le urine. Non così nella calcolosi calcica idiopatica che, purtroppo, è la più frequente. In questa si cerca di modificare i fattori di rischio: calcio, ossalato, citrato, magnesio, volume urinario. Ma è quasi impossibile sottosaturare se non si riduce l’escrezione di ossalato.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La riduzione della ossaluria è stata ottenuta con l’introduzione recente di molecole RNA inibitorie, che riducono la generazione endogena di ossalato. Il loro uso, ad oggi riservato a pazienti con Iperossaluria primitiva, potrà forse essere esteso in futuro alle forme idiopatiche. Per fortuna dei pazienti <strong>l’approccio urologico interventistico ha migliorato in modo decisivo gli esiti della patologia mettendo a disposizione procedure poco invasive e nefrolesive</strong>. Negli ultimi anni infatti, la chirurgia urologica ha conosciuto una <strong>profonda evoluzione tecnologica</strong>. Dalla chirurgia tradizionale si è progressivamente passati a tecniche endoscopiche sempre meno invasive, oggi ulteriormente potenziate dall’introduzione di robot endoscopici, sistemi di visione tridimensionale e tecnologie laser sempre più sofisticate.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La continua miniaturizzazione degli strumenti consente di raggiungere e trattare i calcoli con maggiore precisione, riducendo il trauma per il rene e migliorando la sicurezza delle procedure. Questo percorso di innovazione ha trasformato radicalmente l’esperienza del paziente, rendendo il trattamento della calcolosi renale più efficace, mirato e sostenibile anche nei casi complessi.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’aula magna dell’Accademia di Medicina di Torino in via Po 18 sia in diretta web al link riportato sul </span><a href="http://www.accademiadimedicina.unito.it" target="_blank" rel="noopener"><span>sito</span></a><span>. La registrazione dell’incontro verrà pubblicata sul sito.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cultura: a Milano la mostra del fotografo ampezzano Stefano Zardini &amp;quot;A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/cultura-a-milano-la-mostra-del-fotografo-ampezzano-stefano-zardini-a-visionary-at-altitude-n-vijionar-soe-alalt</link>
<guid>https://www.italia24.news/cultura-a-milano-la-mostra-del-fotografo-ampezzano-stefano-zardini-a-visionary-at-altitude-n-vijionar-soe-alalt</guid>
<description><![CDATA[ A Milano alla Fabbrica del Vapore, dal 13 febbraio al 13 aprile, la mostra fotografica di Stefano Zardini &quot;A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt&quot;: un&#039;esperienza immersiva che conduce lo spettatore nell&#039;atmosfera delle vette dolomitiche ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698f041799226.webp" length="35106" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 11:07:44 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-b677ce70-7fff-e4a0-54b3-8935a28ab800"><span>In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026, <strong>la Fabbrica del Vapore di Milano</strong> ospita, <strong>dal 13 febbraio al 13 aprile</strong>, la mostra del fotografo ampezzano <strong>Stefano Zardini "A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt".</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'iniziativa, promossa dalla <strong>Provincia di Bolzano</strong>, si avvale del patrocinio del <strong>Comune di Cortina d'Ampezzo.</strong> La curatela è di <strong>Margherita Palli, Thina Adams, Valentina Vidali.</strong> Il progetto - che ha visto una prima mostra a Cortina da Ikonos Art Gallery e una seconda al Lumen-Museum of Mountain Photography (entrambe aperte fino al 13 aprile) - è un'esperienza immersiva nel mondo della fotografia contemporanea e dell'arte a servizio della montagna. Le tre sedi ospitano alcune collezioni del fotografo molto diverse tra loro per atmosfera e approccio visivo, il cui filo conduttore è il pensiero profondo e visionario di Stefano Zardini, che accompagna i visitatori lungo un percorso fatto di luoghi, di rumori e silenzi, ma soprattutto di uomini e donne di montagna creando un <strong>ponte ideale tra la città e le vette dolomitiche</strong> che hanno alimentato l'immaginario del fotografo fin dall'infanzia.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Nei grandi spazi di Fabbrica del Vapore viene esposta, a ingresso libero, la trilogia completa che comprende: <strong>The Pioneers' Passion, Snowland e Tracce – Lasciare che l'occhio squarti il paesaggio.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Un progetto di grande forza poetica e visiva, capace di mettere in dialogo l'immaginario urbano con quello delle vette dolomitiche, in pieno spirito olimpico. La trilogia di Stefano Zardini trova qui in Fabbrica del Vapore una cornice ideale, arricchita da una curatela di assoluto prestigio firmata da Margherita Palli, Thina Adams e Valentina Vidali – afferma l'assessore alla Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong> –. Questa mostra rappresenta perfettamente il senso dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026: unire territori, linguaggi e comunità attraverso la cultura, celebrando il coraggio creativo delle montagne e la capacità di Milano di essere piattaforma internazionale per i grandi progetti artistici».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Legata alle celebrazioni olimpiche, la collezione <strong>The Pioneers' Passion – La pasciun di pioniers</strong>, è un progetto che nasce dal monumentale archivio di foto d'epoca di famiglia, trasformato dall'autore in un racconto contemporaneo attraverso interventi cromatici e grafici in chiave pop, che ridanno vita alle immagini storiche dei primi pionieri della montagna.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Gli scatti di <strong>inizio Novecento</strong> – i primi sciatori, le discese in bob, l'eleganza del pattinaggio e le avventure sulle cime – diventano così icone contemporanee, cariche di energia e di futuro. Oggi, nel pieno di una nuova stagione olimpica, la mostra è un invito a ritrovare lo slancio pionieristico di chi seppe trasformare la montagna in un laboratorio di modernità, aprendo la strada alle Olimpiadi di Cortina 1956. Ad arricchire ulteriormente la mostra una rassegna di fotografie d'epoca delle Olimpiadi del 1956, tratta dall'archivio storico della famiglia Zardini.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cattolica Brescia, al Dies la cerimonia istituzionale dell’università, l’alleanza tra generazioni tra nuovi corsi e ricerca</title>
<link>https://www.italia24.news/alleanza-tra-generazioni-il-dies-delluniversita-cattolica-del-sacro-cuore-di-brescia</link>
<guid>https://www.italia24.news/alleanza-tra-generazioni-il-dies-delluniversita-cattolica-del-sacro-cuore-di-brescia</guid>
<description><![CDATA[ Nel discorso inaugurale la rettrice Elena Beccalli rivendica la vocazione socio-politica della sede e presenta le novità didattiche e i numeri dell’internazionalizzazione; Enrico Giovannini (ASviS) lega sostenibilità e futuro dei giovani, mentre il campus dedica un’aula a Laura Bianchini il 2 giugno ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698f3b1745dac.webp" length="49992" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 10:57:25 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il 12 febbraio 2026 a Brescia si è tenuto il Dies della sede di Brescia dell'<strong>Università Cattolica del Sacro Cuore</strong> con il tema l'<strong>alleanza tra generazioni. </strong>L'evento questa volta è stato declinato nella prospettiva socio-politica, «da sempre al cuore della tradizione scientifica e didattica del nostro Ateneo e, a Brescia, particolarmente sviluppata da oltre un decennio» come spiegato dal Rettore Elena Beccalli nel discorso inaugurale.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Un intervento che, prima di dedicarsi al tema che fa da fil rouge a tutti i Dies dell'anno accademico in corso, ha messo in luce le novità e i punti di forza della sede bresciana. A cominciare dai nuovi profili: "Educatore nei servizi educativi per l'infanzia" ed "Educatore professionale socio‑pedagogico" nella laurea triennale di Scienze dell'educazione e della formazione; "Climate change and management of environmental risk" nella laurea magistrale in Physics e "Abitiamo lo Sport: l'intervento dello psicologo" nella laurea magistrale Psicologia degli interventi clinici: gruppi, organizzazioni, comunità. «Tutti percorsi ideati per rispondere alle richieste emergenti del mondo del lavoro, per fornire competenze innovative e per favorire una formazione qualificata e di frontiera» ha affermato il Rettore.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Sempre per la didattica un'iniziativa che denota la specificità della sede bresciana è il service learning, che ha coinvolto dal 2022 trecento studenti in 15 progetti. Una proposta pedagogica che traduce concretamente l'idea di università come «luogo di esperienza del sapere» - come ha testimoniato, nel suo intervento, lo studente di Physics <strong>Andrea Negrini </strong>- e coinvolge la comunità studentesca in percorsi di cittadinanza attiva e partecipazione sociale. «Un esempio concreto di cosa significhi essere la migliore università per il mondo».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Ma il campus bresciano dimostra di essere anche un «microcosmo globale», con <strong>62 studenti internazionali iscritti con un titolo estero,</strong> che sommati a quelli nati fuori dai confini nazionali, che hanno completato gli studi in Italia, costituiscono un <strong>totale di 130</strong>, «numero che dice tanto dell'attrattività della sede per i giovani di seconda generazione». In linea, peraltro, con «il lodevole posizionamento del nostro Ateneo certificato da QS World University Rankings: Europe 2026» per cui «siamo i primi in Italia per mobilità studentesca sia in entrata sia in uscita».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Sul fronte della ricerca ha ricevuto l'elogio del Rettore il finanziamento di <strong>oltre un milione di euro ottenuto dalla giovanissima fisica Giada Bianchetti nel Bando FIS 3 (Fondo Italiano per la Scienza) </strong>per uno studio, ad altissimo impatto, sul <strong>metabolismo dei tumori cerebrali. </strong>Lo studio è stato realizzato grazie a un progetto multidisciplinare che coinvolge le competenze del centro di ricerca I-Lamp nel campo delle tecnologie quantistiche.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Tornando al filo narrativo di questo anno accademico, il Rettore ha fatto notare che alla base dell'alleanza tra generazioni, «necessario e imprescindibile pilastro per assicurare la coesione sociale e lo sviluppo del nostro paese», c'è la «giustizia intergenerazionale». Questa, ha affermato il Rettore <strong>Beccalli</strong>, «si fonda su principi iscritti nella nostra Carta Costituzionale, sulla promozione di politiche di ampio respiro per il bene comune, su una reale sostenibilità sociale ed economica. Il campus di Brescia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore può continuare a offrire un contributo essenziale per rendere concreto tale disegno. Per farlo, la sua dimensione glocal dovrà essere rafforzata e tenuta al passo con i tempi»</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il metodo da adottare? «La recente proposta della Commissione Europea per un nuovo patto tra generazioni», che rappresenta «una vera e propria Strategia per l'equità intergenerazionale (Intergenerational Fairness Strategy) con risorse destinate». Un meccanismo che in Italia e in Europa serve a evitare che le politiche pubbliche abbiano effetti sproporzionatamente negativi sulle generazioni più giovani. Questo dimostra che un'efficace collaborazione tra generazioni è favorita all'interno dell'orizzonte europeo. «Un rilievo ben presente ai docenti che insegnano nel campus di Brescia, dove è ormai consolidata una tradizione di studi attenta alle dinamiche internazionali, che nell'immediato futuro dovrà essere portata a piena maturazione». «Quando oltre dieci anni fa abbiamo deciso di attivare in questo campus corsi della Facoltà di Scienze politiche e sociali eravamo sospinti proprio dalla convinzione che per comprendere le dinamiche globali occorresse formare giovani con un piglio critico e costruttivo, in grado di orientarsi in ambiti trasversali, quali quello politico, giuridico, economico e sociale. È stata - ed è ancora oggi - una scelta lungimirante, pienamente nelle corde del nostro Ateneo».</span></p>
<h4>Sviluppo sostenibile e giustizia intergenerazionale: le sfide del futuro secondo Enrico Giovannini</h4>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Entrando nel vivo del tema, la prolusione di <strong>Enrico Giovannini, </strong>economista, co-fondatore e Direttore scientifico dell'<strong>Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)</strong>, ha spiegato che lo sviluppo sostenibile «non è solo una questione ambientale, ma è una questione di giustizia e in particolare di giustizia intergenerazionale». «Questa è la definizione di sviluppo sostenibile: uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri». Giovannini, citando un rapporto realizzato da Asvis con Oxford Economics, ha rivelato dati preoccupanti se non si contrasta il cambiamento climatico. Guardando gli scenari al 2035 e al 2050, è emerso che a metà del secolo l'aumento della temperatura media arriverà a 2,4 gradi: «Sappiamo che l'Europa si riscalda più del resto del mondo e l'Italia più del resto d'Europa». Occorre essere consapevoli che «rinviare è una pessima scelta per motivi economici non solo ambientali. La sola decarbonizzazione determina un costo nel breve termine, vantaggi nel lungo termine. Se operiamo un grande investimento in innovazione oltre che in decarbonizzazione i risultati positivi possono arrivare anche presto». La buona notizia è che secondo l'Istat «le imprese italiane manifatturiere con più di 10 addetti che hanno investito in sostenibilità guadagnano rispetto a chi non ha investito il 16,7% di valore aggiunto: dunque non è vero che la sostenibilità è un costo».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Secondo Giovannini, l'Europa è più avanti di tutti sulla giustizia intergenerazionale, sia per avere introdotto lo Youth check, sulla falsariga della Valutazione d'impatto generazionale adottata in Italia dal 2025 per iniziativa dell'Asvis, con l'obiettivo di "scaricare i costi" delle scelte odierne su chi verrà dopo; sia per avere nominato un commissario dedicato alle generazioni, il maltese Glenn Micallef. «L'Europa che critichiamo tanto è il luogo più sostenibile al mondo e il più avanzato dal punto di vista della legislazione, più regole possono evitare, per esempio, 300.000 morti premature all'anno a causa dell'inquinamento, molte delle quali sono in Italia, circa 67.000, molte delle quali sono nella pianura padana, l'area più inquinata dell'Europa». Per questo è necessario un patto sul futuro. Un cambio di paradigma che impone il riconoscimento dei diritti delle future generazioni.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Nel concludere il suo discorso il Rettore ha indicato la luminosa figura di riferimento per la comunità universitaria della bresciana <strong>Laura Bianchini,</strong> madre costituente, parlamentare, insegnante e due volte laureata nell'Ateneo fondato da padre Gemelli, <strong>cui la sede di Brescia dedicherà un'aula il 2 giugno</strong>. «Nelle sue parole» ha concluso la professoressa Beccalli, «troviamo il cuore dell'alleanza tra generazioni e del nostro metodo educativo: accompagnare ogni studentessa e studente a scoprire la sua vocazione e, al tempo stesso, a riconoscere le sue responsabilità verso gli altri, consapevoli che tutto ciò matura dentro una rete di relazioni autentiche e condivise».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Al Dies di Brescia sono intervenuti anche la sindaca di Brescia,<strong> Laura Castelletti,</strong> il vescovo monsignor <strong>Pierantonio Tremolada,</strong> il presidente dell'Ente bresciano istruzione superiore (Ebis) <strong>Alessandro Azzi </strong>e l'assessore regionale all'Istruzione, formazione e lavoro <strong>Simona Tironi.</strong></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Astrofisica: scoperta un&amp;apos;anomalia nel sistema di una stella nana rossa che riscrive i modelli di formazione planetaria</title>
<link>https://www.italia24.news/astrofisica-scoperta-unanomalia-nel-sistema-di-una-stella-nana-rossa-che-riscrive-i-modelli-di-formazione-planetaria</link>
<guid>https://www.italia24.news/astrofisica-scoperta-unanomalia-nel-sistema-di-una-stella-nana-rossa-che-riscrive-i-modelli-di-formazione-planetaria</guid>
<description><![CDATA[ Grazie ai dati del satellite Cheops dell&#039;ESA, un team internazionale, di cui fanno parte anche ricercatrici e ricercatori dell&#039;INAF e dell&#039;ASI, ha scoperto un&#039;anomalia nel sistema di una stella nana rossa, che mette in discussione le attuali teorie sulla nascita dei pianeti ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698f03b8538a1.webp" length="28474" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 10:40:49 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>Il sistema planetario orbitante attorno alla <strong>stella LHS 1903</strong> sta mettendo <strong>a dura prova le teorie che descrivono la formazione planetaria</strong>. Le recenti osservazioni del <strong>satellite Cheops (CHaracterising ExOplanet Satellite) dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA)</strong> hanno infatti evidenziato anomalie strutturali capaci di scardinare i modelli consolidati da decenni di osservazioni e studi teorici: sorprendentemente, il pianeta più esterno sembra essere roccioso e pare essersi formato più tardi e in un ambiente diverso rispetto a quello degli altri pianeti del sistema. Il lavoro, guidato da <strong>Thomas G. Wilson (dell'Università di St. Andrews e dell'Università di Warwick, Regno Unito)</strong> e che vede il coinvolgimento dell'<strong>Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e delle Università di Padova e Torino</strong>, è stato pubblicato oggi sulla rivista </span><strong>Science</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«L'Italia riveste un ruolo di primo piano nella missione Cheops grazie alla sinergia tra ASI, INAF e Università, contribuendo sia alla progettazione degli strumenti ottici sia all'analisi scientifica dei dati», dice </span><strong>Gaetano Scandariato</strong><span>, ricercatore dell'INAF, coautore dello studio e Responsabile Scientifico Nazionale per la missione CHEOPS. «Il successo di questa scoperta su </span><span>Science </span><span>dimostra l'eccellenza della nostra comunità astrofisica nella comprensione dell'architettura e dell'evoluzione dei sistemi esoplanetari».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«I risultati di questo lavoro confermano l'importante contributo della missione per lo studio degli esopianeti», commenta </span><strong>Manuele Gangi</strong><span>, responsabile ASI delle attività scientifiche di Cheops. «L'esperienza e le conoscenze acquisite con Cheops daranno un notevole supporto alle future missioni PLATO e Ariel, che vedono ancora una volta una forte partecipazione dell'Agenzia Spaziale Italiana e della comunità scientifica italiana».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<h2 dir="ltr"><span>Il quarto pianeta e la sua particolarità</span></h2>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>LHS 1903 è una <strong>piccola nana rossa</strong> di classe M, una stella più fredda e meno luminosa del Sole, distante <strong>circa 116 anni luce dalla Terra</strong>. Precedenti osservazioni avevano individuato <strong>tre pianeti in orbita attorno a essa</strong>: il più interno di natura rocciosa, seguito da due giganti gassosi. Una configurazione apparentemente ordinaria, finché i dati del satellite Cheops non hanno rivelato un <strong>quarto piccolo pianeta</strong>, il più distante dalla stella, che, contrariamente a ogni previsione, risulta essere roccioso.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Le teorie attuali prevedono infatti che i pianeti interni siano piccoli e rocciosi perché la potente radiazione stellare spazza via la maggior parte del gas attorno al nucleo in formazione; al contrario, nelle zone esterne, le temperature più basse dovrebbero favorire la formazione di giganti gassosi. La presenza di un mondo roccioso in un'orbita così remota suggerisce che questo corpo celeste possa essersi formato in un momento successivo rispetto ai suoi compagni.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Dopo aver escluso scenari come impatti catastrofici o migrazioni planetarie, la spiegazione più accreditata suggerisce che i pianeti non siano nati simultaneamente da un unico disco protoplanetario, come comunemente avviene, ma che la stella li abbia generati in successione. Questa teoria, nota come <strong>formazione planetaria "inside-out"</strong> (dall'interno verso l'esterno), era stata ipotizzata circa un decennio fa, ma il sistema di LHS 1903 ne rappresenta oggi la prova più concreta mai osservata finora.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Questa scoperta suggerisce che <strong>il pianeta roccioso esterno si sia formato quando il sistema aveva ormai esaurito il gas,</strong> una condizione finora ritenuta proibitiva per la nascita di nuovi mondi. Se i modelli tradizionali si basano sulla struttura del nostro Sistema solare, la varietà di sistemi individuati da strumenti sempre più sensibili e precisi sta spingendo gli astronomi a riconsiderare queste teorie. Come sottolineato dagli autori dello studio, la rarità potrebbe non risiedere in sistemi "anomali" come LHS 1903, ma nel nostro stesso Sistema solare.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link all</span><span>'articolo </span><a href="https://doi.org/10.1126/science.adl2348" target="_blank" rel="noopener"><span>"</span><span>Gas-depleted planet formation occurred in the four-planet system around the red dwarf LHS 1903</span><span>"</span></a><span>, di Thomas G. Wilson et al., pubblicato online sulla rivista </span><span>Science</span><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ambiente: le novità del progetto europeo CAMS2&#45;40&#45;bis del Copernicus Atmosphere Monitoring Service</title>
<link>https://www.italia24.news/ambiente-le-novita-del-progetto-europeo-cams2-40-bis-del-copernicus-atmosphere-monitoring-service</link>
<guid>https://www.italia24.news/ambiente-le-novita-del-progetto-europeo-cams2-40-bis-del-copernicus-atmosphere-monitoring-service</guid>
<description><![CDATA[ Le novità del nuovo progetto del Copernicus Atmosphere Monitoring Service per le previsioni giornaliere della qualità dell&#039;aria in Europa, tra cui l&#039;aumento del numero di specie di pollini monitorate ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698f03802f68f.webp" length="78406" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 10:20:54 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-318fc512-7fff-e0c6-5118-305b8b2a1957"><span><strong>Previsioni giornaliere della qualità dell’aria in Europa</strong> </span><span>con una risoluzione spaziale fino a 3 chilometri, utilizzo dei </span><span>dati satellitari</span><span> del <strong>programma europeo </strong></span><strong>Copernicus</strong><span> e ampliamento delle </span><strong>previsioni sui pollini</strong><span> per una migliore prevenzione delle allergie. Sono queste le principali novità del nuovo <strong>progetto europeo CAMS2-40-bis </strong>del </span><strong>Copernicus Atmosphere Monitoring Service</strong><span>, attraverso il quale il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine ECMWF continuerà a finanziare, dopo il precedente programma quinquennale CAMS2-40, le attività di ricerca sulla qualità dell’aria condotte da un consorzio di 11 partner, tra cui </span><strong>ENEA</strong><span> per l’Italia.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto produrrà e renderà disponibili dati sull’inquinamento atmosferico in Europa e, parallelamente, lavorerà <strong>all’</strong></span><strong>implementazione dei sistemi previsionali</strong><span>, aggiornandoli alle migliori pratiche scientifiche e sperimentando previsioni con una definizione spaziale che dagli attuali 10 sarà portata a 3-5 km.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«Fin dal 2022 l’Italia partecipa al programma europeo per la qualità dell’aria </span><span>Copernicus </span><span>con il sistema </span><span>ENEA</span><span> </span><span>MINNI</span><span>, considerato tra i più affidabili in Europa grazie alle elevate prestazioni del supercomputer Cresco», commenta il responsabile del progetto ENEA <strong>Massimo D’Isidoro</strong>, ricercatore del Dipartimento Sostenibilità.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span><strong>MINNI</strong> contribuisce insieme ad altri 10 modelli</span><span> alle previsioni fino a 5 giorni della qualità dell’aria e della concentrazione di pollini in Europa. Sommando il numero di informazioni rese pubbliche si arriva a una media giornaliera di </span><strong>80 miliardi di dati</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Tutti i modelli del consorzio utilizzano ed elaborano gli stessi dati: <strong>le emissioni inquinanti fornite da Copernicus e le previsioni meteorologiche ad alta risoluzione del Centro europeo ECMWF.</strong> I risultati degli undici sistemi vengono poi combinati in un unico prodotto chiamato </span><span>ensemble</span><span> che copre una gamma di </span><span>19 inquinanti</span><span>, tra cui ozono, biossido di azoto, biossido di zolfo e polveri sottili PM2.5 e PM10.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Con il progetto CAMS2-40-bis, alle previsioni sui pollini delle sei specie già monitorate (graminacee, olivo, betulla, ontano, ambrosia e artemisia) si aggiungono quelle su nocciolo e cipresso. </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cyberbullismo: la Commissione Europea avvia un piano d&amp;apos;azione per proteggere i giovani online</title>
<link>https://www.italia24.news/cyberbullismo-la-commissione-europea-avvia-un-piano-dazione-per-proteggere-i-giovani-online</link>
<guid>https://www.italia24.news/cyberbullismo-la-commissione-europea-avvia-un-piano-dazione-per-proteggere-i-giovani-online</guid>
<description><![CDATA[ Il Piano d&#039;azione della Commissione Europea per la protezione e il benessere mentale dei più giovani online  prevede lo sviluppo di una nuova applicazione per il sostegno, la segnalazione e il provvedimento contro gli atti di cyberbullismo ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698f035402748.webp" length="31872" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 09:59:06 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/library/action-plan-against-cyberbullying" target="_blank" rel="noopener">piano d'azione della Commissione europea contro il bullismo online</a><span> </span>mira a <strong>proteggere la salute mentale dei bambini e degli adolescenti online nell'UE</strong>. Il piano d'azione si basa sulla diffusione di <strong>un'applicazione a livello dell'UE</strong> grazie alla quale le vittime di bullismo online possono ottenere aiuto facilmente, sul coordinamento degli approcci nazionali per contrastare i comportamenti dannosi online e sulla prevenzione del bullismo online attuata incoraggiando pratiche digitali migliori e più sicure.</p>
<p></p>
<h3>Applicazione a livello dell'UE per segnalare il bullismo online</h3>
<p></p>
<p>Le vittime di bullismo online devono disporre di uno strumento chiaro e semplice per denunciare le molestie e ottenere aiuto. Per questo motivo un elemento essenziale del piano d'azione è la diffusione di un'applicazione di facile utilizzo e accessibile per segnalare il bullismo online a un servizio di assistenza nazionale. Cosa ancora più importante, <strong>l'applicazione consentirà ai bambini e agli adolescenti di ricevere sostegno e permetterà loro di conservare e inviare prove in sicurezza</strong>. La Commissione elaborerà un progetto di applicazione, che gli Stati membri potranno poi utilizzare per adattarla, tradurla e connetterla ai servizi nazionali pertinenti.</p>
<p></p>
<h3>Un approccio coordinato a livello dell'UE</h3>
<p></p>
<p>Tutti i giovani nell'UE dovrebbero essere ugualmente protetti dal bullismo online. Gli Stati membri dovrebbero elaborare piani nazionali completi e utilizzare un'interpretazione comune del bullismo online per raccogliere e confrontare i dati. Si tratta di un passo importante verso un fronte più unito contro il bullismo online.</p>
<p></p>
<p>Vi sono già iniziative per proteggere e responsabilizzare i minori online. Per rafforzarne l'efficacia nella lotta contro il bullismo online, la Commissione individuerà le opportunità per perfezionarle. Più precisamente, la Commissione intende:</p>
<p></p>
<ul>
<li>rivedere gli<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/library/commission-publishes-guidelines-protection-minors" target="_blank" rel="noopener">orientamenti del regolamento sui servizi digitali sulla protezione dei minori</a><span> </span>al fine di rafforzare le misure che le piattaforme online devono adottare per evitare che i minori siano esposti a contenuti dannosi e per segnalarli facilmente;</li>
<li>adottare orientamenti del regolamento sui servizi digitali sui segnalatori attendibili, per chiarire il loro ruolo nella lotta ai contenuti illegali, compresi i contenuti illegali di bullismo online;</li>
<li>affrontare il tema del bullismo online sulle piattaforme per la condivisione di video nella valutazione in corso e nella revisione della<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/audiovisual-and-media-services" target="_blank" rel="noopener">direttiva sui servizi di media audiovisivi</a><span> </span>(direttiva AVMS);</li>
<li>sostenere l'attuazione efficace delle disposizioni del<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/regulatory-framework-ai" target="_blank" rel="noopener">regolamento sull'intelligenza artificiale (IA)</a><span> </span>relative alle pratiche di IA vietate, anche quando sono utilizzate per il bullismo online;</li>
<li>agevolare l'efficace attuazione degli<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/faqs/guidelines-and-code-practice-transparent-ai-systems" target="_blank" rel="noopener">obblighi di trasparenza previsti dal regolamento sull'IA</a>, anche attraverso un codice di buone pratiche sulla marcatura e l'etichettatura dei contenuti generati dall'IA, che possono essere utilizzati impropriamente per il bullismo online.</li>
</ul>
<h3></h3>
<h3>Prevenzione del bullismo online</h3>
<p></p>
<p><strong>Il piano d'azione incoraggia pratiche digitali sane, responsabili e rispettose fin dalla tenera età</strong>. La prevenzione del bullismo online sarà al centro dell'imminente revisione degli<span> </span><a href="https://education.ec.europa.eu/it/focus-topics/digital-education/action-plan/guidelines-for-teachers-to-foster-digital-literacy-and-tackle-disinformation" target="_blank" rel="noopener">orientamenti della Commissione per gli educatori sulla promozione dell'alfabetizzazione digitale</a>, nell'ambito dell'obiettivo più ampio di rafforzare le competenze digitali e migliorare l'uso delle tecnologie digitali nell'ambito dell'<a href="https://commission.europa.eu/topics/competitiveness/union-skills_it" target="_blank" rel="noopener">Unione delle competenze</a> (Union of skills).</p>
<p>Parallelamente, la Commissione amplierà le risorse e la formazione in materia di bullismo online per le scuole attraverso i<span> </span><a href="https://better-internet-for-kids.europa.eu/en/saferinternetday?etrans=it" target="_blank" rel="noopener">centri per un'internet più sicuro</a><span> </span>e la<span> </span><a href="https://better-internet-for-kids.europa.eu/en?etrans=it" target="_blank" rel="noopener">piattaforma "Better Internet for Kids" (Internet migliore per i ragazzi)</a>.</p>
<h3></h3>
<h3>Safer Internet Day</h3>
<p></p>
<p>La Commissione continuerà a promuovere i diritti e il benessere dei minori online e offline attraverso il<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/safer-internet-day" target="_blank" rel="noopener">Safer Internet Day</a>. Lanciata nell'UE nel 2004, la Giornata per un internet più sicuro si celebra ora in circa 160 paesi e territori in tutto il mondo per promuovere un ambiente online più sicuro e migliore per tutti. La Commissione europea mantiene il suo impegno a migliorare i diritti e il benessere dei minori sia online che offline, in tutta l'Europa e nel mondo.</p>
<p></p>
<h3>Prossime tappe</h3>
<p></p>
<p>La Commissione attuerà il piano d'azione contro il bullismo online insieme agli Stati membri, all'industria, alla società civile, alle organizzazioni internazionali e ai minori stessi. Parallelamente, la Commissione sta lavorando a iniziative future quali la sperimentazione di una<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/eu-age-verification" target="_blank" rel="noopener">soluzione dell'UE per la verifica dell'età che tuteli la vita privata</a>, l'imminente atto legislativo sull'equità digitale, un gruppo di esperti per orientare il lavoro della Commissione sulla protezione dei minori online e un'indagine sull'impatto dei social media sulla salute mentale.</p>
<p></p>
<h3>Contesto</h3>
<p></p>
<p>Si stima che circa un minore su sei di età compresa tra gli 11 e i 15 anni dichiari di essere stato vittima di bullismo online e circa un minore su otto ammetta di essere stato autore di bullismo online. Secondo un'<a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3362" target="_blank" rel="noopener">indagine Eurobarometro</a><span> </span>pubblicata lo scorso anno, oltre 9 europei su 10 affermano che è necessario che le autorità pubbliche agiscano con urgenza per proteggere i minori online dall'impatto negativo dei social media sulla loro salute mentale (93 %), dal bullismo e dalle molestie online (92%) e per predisporre meccanismi volti a limitare l'accesso a contenuti inadatti all'età (92%).</p>
<p></p>
<p>Il piano d'azione contro il bullismo online è stato elaborato sulla base di una consultazione mirata con oltre 6 000 minori e di una più ampia consultazione pubblica e si avvale degli strumenti e delle norme già in vigore che contribuiscono a combattere tale fenomeno.</p>
<p></p>
<p>Il regolamento sui servizi digitali impone a tutte le piattaforme online di garantire un elevato livello di tutela della vita privata, sicurezza e protezione dei minori online. <strong>Gli orientamenti per la protezione dei minori raccomandano l'adozione di misure per le piattaforme, ad esempio per garantire che i minori possano bloccare e/o silenziare qualsiasi utente e che non possano essere aggiunti a gruppi senza il loro consenso online.</strong></p>
<p></p>
<p>La<span> </span>direttiva sui servizi di media audiovisivi<span> </span>impone alle piattaforme per la condivisione di video di adottare misure adeguate per evitare che i minori accedano a contenuti dannosi, tra cui contenuti di bullismo online.</p>
<p></p>
<p>Il<span> </span>regolamento sull'intelligenza artificiale<span> </span>vieta i sistemi che manipolano o ingannano le persone, compresi i minori, in modo dannoso e stabilisce norme sull'etichettatura dei deepfake per evitare l'inganno.</p>
<p></p>
<p><strong>Il piano d'azione rafforzerà la visibilità e la diffusione delle risorse disponibili attraverso la rete dei centri per un'internet più sicura, </strong>che forniscono strumenti di sostegno ai minori, ai genitori, ai prestatori di assistenza, agli educatori e ai professionisti sul campo a livello nazionale e attraverso la<span> </span>piattaforma multilingue "Better Internet for Kids". Nel 2025 circa 48 milioni di cittadini europei hanno utilizzato le risorse dei centri per un'internet più sicura.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Un nuovo modo di esplorare l&amp;apos;universo: Francia e Italia celebrano 10 anni di onde gravitazionali</title>
<link>https://www.italia24.news/un-nuovo-modo-di-esplorare-luniverso-francia-e-italia-celebrano-10-anni-di-onde-gravitazionali</link>
<guid>https://www.italia24.news/un-nuovo-modo-di-esplorare-luniverso-francia-e-italia-celebrano-10-anni-di-onde-gravitazionali</guid>
<description><![CDATA[ La scoperta che ha cambiato la nostra comprensione dell&#039;Universo e le prospettive future della ricerca. Oggi, partendo dalla realizzazione di Virgo, si procede verso un futuro che cento anni fa era inimmaginabile anche per Albert Einstein. Un approfondimento sull&#039;evento, ospitato dall&#039;Ambasciata di Francia a Roma e promosso da MUR (Ministero dell&#039;Università e della Ricerca), l&#039;INFN, il CNRS ed EGO ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698e09fe1f4d3.webp" length="117520" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 15:26:07 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Dieci anni fa con il titolo </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 16px;">"<strong>Observation of Gravitational Waves from a Binary Black Hole Merger"</strong> </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">le <strong>collaborazioni</strong> degli <strong>esperimenti LIGO e Virgo </strong>pubblicavano sulla rivista Physical Review Letters l'articolo che presentava alla comunità scientifica internazionale e al mondo intero la <strong>scoperta delle onde gravitazionali</strong>. Le scienziate e gli scienziati delle due collaborazioni firmavano l'inizio di un nuovo straordinario capitolo del libro della scienza ma anche un traguardo storico. L'anno successivo infatti l'articolo viene riconosciuto con il <strong>Premio Nobel per la Fisica</strong>, che coronava il sogno e l'impresa di migliaia di persone e centinaia di istituzioni che in tutto il mondo vi avevano lavorato. Il sogno e l'impresa erano ritenuti impossibili da realizzare dallo stesso <strong>Albert Einstein</strong>, che cento anni prima aveva previsto, nella sua teoria della relatività generale, l'<strong>esistenza delle onde gravitazionali</strong>: increspature dello spaziotempo, la struttura quadridimensionale dell'universo, che si propagano nel cosmo alla velocità della luce dopo essere state prodotte da cataclismi astrofisici, e i cui effetti sulla Terra, all'epoca di Einstein e anche oltre, si pensava fossero troppo infinitesimali da poter essere misurati. Invece, dopo cinquant'anni di ricerche, sviluppi tecnologici oltre lo stato dell'arte, perseveranza e intraprendenza, il sogno si è realizzato e l'impresa è stata condotta al successo.<br></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><br>Di questo traguardo <strong>Italia e Francia</strong> sono le protagoniste, con l'INFN (<strong>Istituto Nazionale di Fisica Nucleare</strong>) e il CNRS (<strong>Centre Nationale de la Recherche Scientifique</strong>). Inoltre, le loro comunità scientifiche in Europa hanno fondato, finanziato e condotto in collaborazione il progetto Virgo al <strong>consorzio EGO</strong> (European Gravtational Observatory), oggi l'unico centro europeo dove si fa ricerca diretta sulle onde gravitazionali e dove le nuove generazioni si possono formare sul campo. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Oggi, 12 febbraio 2026, il <strong>MUR</strong> (Ministero dell'Università e della Ricerca), l'<strong>INFN</strong>, il <strong>CNRS </strong>ed<strong> EGO</strong> hanno promosso l'evento, ospitato dall'Ambasciata di Francia a Roma, <i>The era of gravitational waves. Ten years of Virgo science and future prospects for a new way of exploring the universe</i>, per celebrare il decimo anniversario della prima storica osservazione delle onde gravitazionali. Lo scopo è di ripercorrere le scoperte che sono scaturite da questo nuovo modo di studiare l'universo, guardare al futuro della ricerca del settore con il potenziamento degli attuali strumenti di rivelazione e la progettazione dei nuovi, come il futuro interferometro di terza generazione <strong>Einstein Telescope</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Il progresso scientifico nasce dalla cooperazione e dalla capacità di condividere visione, competenze e investimenti», commenta il <b>Ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini</b>. «È questo il senso più profondo dell'integrazione europea nella ricerca: mettere in rete eccellenze nazionali per generare risultati che nessun Paese, da solo, potrebbe raggiungere. <strong>Virgo</strong> ed <strong>EGO</strong> rappresentano uno degli esempi più alti di questo modello. Italia e Francia, lavorando insieme per oltre vent'anni, hanno contribuito in modo decisivo allo <strong>sviluppo dell'astronomia gravitazionale</strong>, aprendo una nuova stagione nell'osservazione dell'universo. Oggi quell'esperienza ci proietta verso l'Einstein Telescope: la prossima grande sfida scientifica europea e la nuova frontiera di osservazione delle onde gravitazionali. L'Italia ha scelto di essere protagonista di questo percorso, con un impegno politico e finanziario chiaro, nella convinzione che la cooperazione scientifica possa fare davvero la differenza nella ricerca di frontiera e quindi nel progresso globale», conclude il Ministro Bernini. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Quella delle onde gravitazionali è una storia, anzi un'impresa, lunga, difficile e bellissima. È iniziata oltre cento anni fa, con una ipotesi teorica di Einstein inizialmente reputata inverificabile, e ha cominciato a prendere forma cinquant'anni dopo, quando il progresso tecnologico ha reso possibile immaginare e realizzare strumenti capaci di osservare le increspature dello spaziotempo. E Italia e Francia, grazie ad <strong>Adalberto Giazotto</strong> e <strong>Alain Brillet</strong> che hanno avviato il <strong>progetto Virgo</strong>, sono state in prima linea in questa impresa fin da subito, collaborando con visione, coraggio e determinazione», commenta <b>Antonio Zoccoli, Presidente dell'INFN</b>. «In Italia, ad aprire la strada era stato <strong>Edoardo Amaldi</strong>, che ha inaugurato la linea di <strong>ricerca sulle onde gravitazionali </strong>e fondato una scuola d'eccellenza. Grazie alla sua eredità e al contributo negli anni di tutta la nostra comunità, oggi il nostro Paese dispone delle competenze scientifiche, tecnologiche e industriali per affrontare la prossima grande sfida: Einstein Telescope, l'interferometro di terza generazione che sogniamo di ospitare in Sardegna, con il supporto del Governo e del Ministero dell'Università e della Ricerca, e in particolare del Ministro Anna Maria Bernini», conclude Zoccoli.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Questa scoperta è il risultato di decenni di visione condivisa tra la Francia e l'Italia, attraverso il CNRS e l'INFN, e i nostri colleghi europei. Ma oggi, a dieci anni dall'osservazione del primo evento gravitazionale, il messaggio più importante non riguarda ciò che abbiamo già realizzato ma riguarda ciò che ci attende», commenta <b>Alain Schuhl, Vice CEO per la Scienza del CNRS</b>. </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Celebrare, a dieci anni di distanza, l'annuncio della scoperta delle onde gravitazionali significa allo stesso tempo ricordare la storia che ci ha condotto a quello straordinario successo e guardare al futuro», commenta <b>Massimo Carpinelli, Direttore di EGO</b>. <br>«Grazie </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">alla proposta visionaria di Adalberto Giazzotto e Alain Brillet e alla lungimirante alleanza italo-francese, l'INFN e il CNRS, più di trenta anni fa, hanno avviato in Italia, il progetto di una delle sole tre grandi antenne gravitazionali del pianeta, Virgo, e fondato l'<strong>Osservatorio Gravitazionale Europeo a Cascina</strong>. È il successo di questa epocale impresa scientifica che consente oggi all'Europa, e all'Italia, di aspirare alla leadership in uno dei campi più promettenti della ricerca fondamentale, realizzando l'Einstein Telescope, il rivelatore gravitazionale della prossima generazione», conclude Carpinelli.</span></p>
<div>
<p></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span></p>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: sfruttare l&amp;apos;energia idroelettrica &amp;quot;nascosta&amp;quot; nelle reti idriche e fognarie con il progetto Horizon H&#45;HOPE</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-sfruttare-lenergia-idroelettrica-nascosta-nelle-reti-idriche-e-fognarie-con-il-progetto-horizo-h-hope</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-sfruttare-lenergia-idroelettrica-nascosta-nelle-reti-idriche-e-fognarie-con-il-progetto-horizo-h-hope</guid>
<description><![CDATA[ Il Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Padova guida il Progetto Horizon H-HOPE che sfrutta l’energia idroelettrica “nascosta” nelle reti idriche e fognarie per alimentare sensori IoT in grado di monitorare il loro stato di manutenzione senza la necessità di utilizzare energia esterna ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698dafd717ee3.webp" length="34238" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 11:18:48 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-11138b44-7fff-96de-d4a5-bb95aca5fdb2"><span>Il progetto </span><span><strong>Hidden Hydro Oscillating Power for Europe (H-HOPE</strong>)</span><span>, un'iniziativa pionieristica coordinata dall'Università di Padova dal 2022, nello specifico dalla professoressa </span><strong>Giovanna Cavazzini</strong><span><strong> </strong>del Dipartimento di Ingegneria Industriale e finanziata dal programma <strong>Horizon Europe dell'Unione Europea,</strong> nel 2025 ha compiuto progressi significativi raggiungendo traguardi tecnologici molto importanti.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><a href="https://h-hope.eu/" target="_blank" rel="noopener"><span>H-HOPE</span></a><span> è un progetto quadriennale, avviato nel novembre 2022 da un consorzio di </span><span><strong>14 partner di 9 Paesi europei</strong>,</span><span> incentrato sullo sviluppo e la dimostrazione di sistemi innovativi per recuperare l'energia idrica nascosta dalle infrastrutture idriche esistenti.</span><span> </span><span>Affronta una lacuna critica nel panorama delle energie rinnovabili, sviluppando una </span><strong>tecnologia innovativa per recuperare l'energia idroelettrica “nascosta”</strong><span>, ovvero l'energia inutilizzata che tipicamente si dissipa nelle condutture idriche esistenti e nei corsi d'acqua aperti.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Nel concreto, il progetto ha permesso di installare </span><strong>mini dispositivi idroelettrici</strong><span>, di forma cilindrica, all’interno delle condotte di acquedotti, canali di sistemi di depurazione e ambienti naturali: queste mini-centrali sfruttano il passaggio dell’acqua per generare quantità di energia sufficienti ad </span><strong>alimentare sensori IoT</strong><span><strong> – Internet of Things</strong>, che cioè rilevano dati ambientali o fisici come temperatura o quantità di acqua e li trasmettono in modalità wireless agli enti che gestiscono le condotte idriche. Il progetto mira così ad accelerare la digitalizzazione delle reti idriche e fognarie senza fare affidamento su reti elettriche esterne. L'impatto di questa innovazione va oltre la produzione di energia: migliora la resilienza delle reti idriche rispetto ai fattori di stress ambientali. Per esempio, in caso di eventi emergenziali, come la </span><strong>gestione di piene o perdite improvvise</strong><span>, non avere dati aggiornati in tempo reale può causare grossi ritardi negli interventi. Il nuovo sistema allo studio, invece, consentirebbe di </span><strong>avere dati sempre aggiornati ad un costo contenuto</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«L’obiettivo che ci poniamo al termine del progetto è di dimostrare la potenzialità della tecnologia in condizioni operative reali – spiega la professoressa </span><strong>Giovanna Cavazzini</strong><span> del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, coordinatrice del progetto H-Hope – in modo da poterla poi applicare su larga scala in impianti quali impianti di depurazione, di irrigazione e acquedotti».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Mentre il progetto entra nella sua fase finale, il consorzio ha convalidato con successo le principali tecnologie di raccolta, ampliato le sue iniziative di dati open source e promosso una solida comunità di parti interessate dedicate alla gestione sostenibile delle risorse idriche.</span></p>
<p></p>
<h2 dir="ltr"><span>I risultati raggiunti nel 2025</span></h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Innovazioni tecnologiche nel campo dell'energy harvesting:</strong> n</span><span>el corso del 2025, il progetto ha compiuto progressi fondamentali nella progettazione e nella convalida della sua tecnologia idraulica nascosta, con </span><span>valori di efficienza raggiunti dal 25% al 40%</span><span> – pari alla percentuale di energia che si può ricavare dal totale ipotetico di energia dell’acqua disponibile. In sostanza, se la quantità di acqua che scorre in un canale di scarico di un impianto di depurazione può generare una quantità di elettricità ipoteticamente pari a 100 Watt, i prototipi realizzati nel progetto H-Hope riescono a ricavare una potenza di 40 Watt. Un risultato tutt’altro che disprezzabile, dal momento che si tratta di condotte molto piccole, attualmente non sfruttate per produrre energia.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><strong>Modellazione e progettazione avanzate: </strong>p<span>er progettare tenendo conto della complessità dei fenomeni e della variabilità della velocità dell’acqua tipica delle reti idriche, il team ha sviluppato e validato con successo un modello multifisico a parametri concentrati, cioè una rappresentazione semplificata di un sistema complesso che combina più fenomeni fisici. Questo modello, che consente di stimare il comportamento di un dispositivo immerso in acqua in ben determinate condizioni operative, è stato abbinato ad algoritmi di ottimizzazione, basati anche sull’intelligenza artificiale, per ottimizzare le dimensioni del dispositivo così da massimizzare il recupero di energia. Questo lavoro ha portato alla finalizzazione di dispositivi ottimizzati per i diversi casi applicativi (tubazioni pressurizzate, corsi d'acqua aperti e canali aperti). I modelli hanno stimato la possibilità di recuperare energia per centinaia di kWh di energia elettrica in alcuni dei siti pilota.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><strong>Prototipazione e test: </strong>i<span> team di ingegneri hanno sviluppato prototipi per applicazioni su tubazioni e corsi d'acqua aperti, che sono stati testati con successo in ambiente di laboratorio. I prototipi hanno consentito di recuperare potenze dell’ordine di 1W – pari alla potenza consumata ad esempio da un router WiFi domestico – anche in flussi d’acqua a bassissimo contenuto energetico, con la possibilità quindi di alimentare sensoristica a basso consumo.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><strong>Ottimizzazione dei siti pilota: </strong>u<span>n'analisi rigorosa dei diversi siti pilota situati in Italia – a Verona nell’acquedotto gestito da Acque Veronesi e in Piemonte in un canale artificiale di proprietà di Edison –, Spagna, Islanda, Austria, Svezia e Turchia ha identificato quelli più promettenti in termini di potenziale di raccolta di energia e sono in fase di sviluppo linee guida per applicazioni ottimali. Ciò è stato supportato da uno strumento completo di valutazione e analisi dei rischi sviluppato per valutare l'impatto ambientale e di resilienza della tecnologia, nonché il suo potenziale idroelettrico in tutta Europa.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><strong>Realizzazione del sistema: </strong>s<span>ono stati compiuti progressi significativi nella realizzazione hardware del Power Take-Off (PTO) e dell'elettronica per il prototipo in scala reale, con test di prestazioni attualmente in corso. </span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Accesso ai dati e ecosistema “fai da te”</strong>: f</span><span>edele al suo impegno a favore della scienza aperta, H-HOPE ha lanciato nel 2025 un Data Hub dedicato su </span><a href="https://github.com/H-HOPE" target="_blank" rel="noopener"><span>GitHub</span></a><span> per facilitare la condivisione di codici e risorse. Questa iniziativa sostiene l'approccio “fai da te” (DIY) del progetto, che ora include una guida tecnica dettagliata disponibile sulla web e sul canale YouTube di H-HOPE. Inoltre, il progetto ha approfondito la sua integrazione accademica, integrando la ricerca H-HOPE nei corsi universitari e avviando tre programmi di dottorato congiunti, garantendo che le conoscenze generate oggi supportino i leader energetici di domani. </span></p>
<p></p>
<h2 dir="ltr"><span>Guardando al futuro</span></h2>
<p><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Con il completamento dei lavori di manutenzione da parte di Vattenfall, azienda svedese partner del consorzio, per facilitare i prossimi esperimenti e la raccolta di dati da importanti aziende di servizi pubblici come <strong>IZSU</strong> (Turchia), H-HOPE è pronto per un ultimo anno dinamico. L'attenzione si sposta ora sulla finalizzazione delle analisi pilota per i siti ad alto potenziale di recupero energetico in cui ci si aspetta di recuperare potenze dell’ordine di centinaia di Watt e sulla fornitura di una serie completa di mappe delle opportunità e raccomandazioni di implementazione per il settore idrico dell’Unione Europea.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><strong>Il Dipartimento di Ingegneria Industriale (DII)</strong><strong> dell'Università di Padova</strong> rappresenta un polo per ricerca, formazione e competenze in numerose aree dell'ingegneria che comprendono l'ingegneria aerospaziale, chimica, elettrica, dell'energia, dei materiali e meccanica. La missione del Dipartimento è promuovere l'innovazione dell'ingegneria industriale e la competitività attraverso l'eccellenza nella ricerca e nella formazione. Fondato nel 2012 dall'unione di sei Dipartimenti indipendenti, il DII ospita 50 laboratori di ricerca ed eroga 4 lauree di Primo Livello, 7 lauree di Secondo Livello, 2 programmi di Dottorato e 6 Master. Il personale conta oltre 500 tra docenti, ricercatori, studenti di dottorato, assegnisti e borsisti di ricerca e personale tecnico e amministrativo. Gli studenti iscritti sono circa 6.300, di cui 1.700 matricole. Il Dipartimento vanta numerose collaborazioni a livello nazionale e internazionale con aziende, enti e centri di ricerca, ed è sede di diversi spin-off che ne testimoniano l’attitudine imprenditoriale.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Leucemia linfoblastica acuta: individuata una combinazione di farmaci che indebolisce le cellule leucemiche</title>
<link>https://www.italia24.news/leucemia-linfoblastica-acuta-individuata-una-combinazione-di-farmaci-che-indeboliscono-le-cellule-leucemiche</link>
<guid>https://www.italia24.news/leucemia-linfoblastica-acuta-individuata-una-combinazione-di-farmaci-che-indeboliscono-le-cellule-leucemiche</guid>
<description><![CDATA[ Pubblicati sulla rivista «Signal transduction and Targeted Therapy» i risultati di un gruppo di ricerca dell’Università di Padova e dello IOV: una combinazione di farmaci è in grado di indurre la morte delle cellule leucemiche in esperimenti di laboratorio ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698daf837104f.webp" length="98074" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 11:00:07 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-0db31d81-7fff-7c9d-993f-957a9f207fd1"><span>Un gruppo di ricercatori dell’<strong>Università di Padova e dell’Istituto Oncologico Veneto (IOV–IRCCS)</strong> ha individuato una <strong>nuova strategia per il trattamento della leucemia linfoblastica acuta a cellule T (T-ALL)</strong>, una malattia ancora difficile da curare in caso di ricaduta o di resistenza alle terapie standard.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>La chemioterapia adattata al rischio è un approccio terapeutico personalizzato in cui l’intensità del trattamento viene stabilita in base a specifici fattori prognostici, come lo stadio della malattia, i marcatori molecolari o la risposta iniziale alla cura, per massimizzare i tassi di guarigione riducendo al minimo gli effetti collaterali. Tale approccio ha migliorato significativamente l’esito clinico dei pazienti con leucemia linfoblastica acuta a cellule T (T-ALL). Tuttavia in circa il 20% dei pazienti pediatrici e il 50% degli adulti con T-ALL si verifica una resistenza alla terapia già nel tumore primario o durante una recidiva. L’identificazione di nuove opzioni terapeutiche per il trattamento di questi pazienti è quindi una priorità clinica.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Grazie a uno studio effettuato di recente, i cui risultati sono stati appena pubblicati sulla prestigiosa rivista </span><strong>Signal transduction and Targeted Therapy</strong><span> del gruppo «<strong>Nature</strong>», gli autori hanno individuato <strong>alcuni farmaci in grado di rendere le cellule leucemiche molto più vulnerabili all’azione di venetoclax</strong>, un farmaco utilizzato in oncologia, ma inefficace come singolo agente nei pazienti con T-ALL.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«Bloccando mTORC1, un complesso di proteine che nelle cellule leucemiche resistenti alle terapie è eccessivamente attivo, abbiamo osservato l’attivazione della cosiddetta risposta integrata allo stress, che può portare alla morte programmata delle cellule tumorali – </span><span>spiega il prof. <strong>Vincenzo Ciminale</strong>, del Dipartimento di Scienze chirurgiche, oncologiche e gastroenterologiche dell’Università di Padova, nonché autore senior</span><span> </span><span>dell’articolo </span><span>–. In questo processo svolge un ruolo fondamentale la proteina BMF, indispensabile per innescare la morte delle cellule leucemiche. La presenza di BMF potrebbe inoltre aiutare a individuare i pazienti più adatti a beneficiare della terapia combinata, poiché questa proteina non è espressa in tutti i casi di leucemia T-ALL».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«L’efficacia della combinazione farmacologica è stata valutata in esperimenti con topi di laboratorio, nei quali erano state trapiantate cellule leucemiche ottenute da campioni di pazienti con T-ALL. I topi sono quindi stati trattati con diverse combinazioni di farmaci o con placebo – </span><span>chiarisce la dottoressa <strong>Loredana Urso</strong>, dello IOV, e prima autrice dell’articolo </span><span>–. Negli animali con tumori sensibili al trattamento si è osservata una marcata riduzione della leucemia e, cosa di fondamentale importanza, con modesti effetti indesiderati sulle cellule del sangue sane».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>I risultati ottenuti forniscono una solida base scientifica per futuri studi clinici con i pazienti al fine di migliorare le opzioni terapeutiche per la cura di recidive di T-ALL. I dati raccolti sottolineano inoltre l’importanza di approcci terapeutici più precisi e mirati, basati sulle caratteristiche biologiche della malattia. </span><span>Lo studio è stato condotto da ricercatori dell’Università di Padova e dell’Istituto Oncologico Veneto (IOV), grazie al contributo di <strong>Fondazione AIRC</strong> per la ricerca sul cancro.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link all’articolo: </span><a href="https://www.nature.com/articles/s41392-025-02368-8" target="_blank" rel="noopener"><span>mTOR inhibition sensitizes T-ALL cells to Venetoclax through engagement of the integrated stress response</span></a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Digital Content Creator: la prima ricerca sul fenomeno in Italia condotta da InfoCamere e Università di Padova</title>
<link>https://www.italia24.news/digital-content-creator-la-prima-ricerca-sul-fenomeno-in-italia-condotta-da-infocamere-e-universita-di-padova</link>
<guid>https://www.italia24.news/digital-content-creator-la-prima-ricerca-sul-fenomeno-in-italia-condotta-da-infocamere-e-universita-di-padova</guid>
<description><![CDATA[ I risultati della ricerca condotta da InfoCamere in collaborazione con l&#039;Università di Padova sul tema della creazione dei contenuti digitali e sulle imprese nate intorno ad essa tra il 2015 e il 2024 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698daf45ed2f3.webp" length="40778" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 10:38:44 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Sono <strong>oltre 25mila le imprese italiane nate intorno alla creazione di contenuti digitali</strong>: YouTuber, tiktoker, influencer e video maker che hanno trasformato competenze digitali e creatività in vere e proprie attività economiche strutturate.<span>  </span>È quanto emerge dalla prima ricerca italiana sul tema, condotta da <strong>InfoCamere</strong> in collaborazione con <strong>l'Università di Padova</strong>, che fotografa un fenomeno in forte espansione e mette a fuoco la mappa dell'imprenditorialità digitale nel Paese.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Tra il <strong>2015 e il 2024</strong>, il numero di<span> </span><b>Digital Content Creator</b><span> </span>è cresciuto del <strong>185%</strong>, passando da circa 9mila a oltre 25mila imprese. Un'espansione trainata soprattutto dalle aziende "core" (+206%), cioè quelle che operano direttamente nei settori della produzione audiovisiva, del marketing digitale e della gestione di piattaforme online. Ma anche le imprese "ibride" – che integrano la content creation in settori tradizionali come moda, turismo, fitness e consulenza – sono più che raddoppiate (+155%). Il vero punto di svolta si colloca nel biennio <strong>2020-2021</strong>, quando la pandemia ha accelerato la domanda di contenuti e servizi di comunicazione online, aprendo nuove opportunità di mercato. Da quel momento, la crescita non si è più fermata.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">«Questa ricerca dimostra come il Registro delle Imprese sia oggi molto più di un archivio amministrativo: è un vero e proprio osservatorio in tempo reale dei fenomeni economici emergenti»</span><span lang="it">, </span><span lang="it">dichiara <b>Paolo Ghezzi</b>, Direttore Generale di <b>InfoCamere</b>. «La capacità di intercettare, analizzare e restituire queste trasformazioni è fondamentale per comprendere dove sta andando il sistema produttivo italiano. I Digital Content Creator rappresentano una nuova frontiera imprenditoriale che nasce da competenze, creatività e reti digitali, più che da capitali tradizionali. Saperli individuare e raccontare significa offrire strumenti concreti a istituzioni, policy maker e imprese per orientare scelte strategiche e accompagnare l'innovazione».<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">«L'alfabetizzazione digitale», afferma il Prof. <b>Paolo Gubitta </b>dell'<b>Università di Padova, </b></span><span lang="it">coordinatore della ricerca, «è una leva di inclusione, capace di redistribuire opportunità e di favorire la partecipazione attiva al mercato del lavoro. È un fenomeno di democratizzazione produttiva, che sostituisce al capitale economico il capitale di competenza e di rete. In questo scenario, le imprese nate nell'ambito della digital content creation identificano il passaggio da competenza d'uso alla capacità di fare impresa nel digitale. Si tratta di un fenomeno che esprime una nuova forma di imprenditorialità diffusa, in cui la competenza tecnologica è al tempo stesso strumento operativo e fattore identitario».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Per individuare queste realtà, la ricerca ha analizzato i dati del Registro delle imprese utilizzando tecniche di <strong>text mining</strong> alla ricerca di parole chiave presenti nell'oggetto sociale delle aziende: YouTube, TikTok, Instagram, content creator, video maker, influencer, streamer e termini correlati. Il risultato è una fotografia inedita di un settore che fino ad oggi era rimasto 'invisibile' alle statistiche tradizionali.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Il dato forse più sorprendente riguarda la distribuzione geografica. Per la prima volta, un settore legato all'innovazione digitale mostra una <strong>presenza equilibrata su tutto il territorio nazionale</strong>: il Nord Ovest concentra infatti il 30,2% delle imprese (7.681), il Centro il 26,9% (6.834), il Mezzogiorno e le Isole il 27,9% (7.103) e il Nord Est il 15,0% (3.811). Milano conferma il suo ruolo di hub digitale nazionale con oltre 3.800 imprese, pari al 15% del totale, ma accanto ai poli tradizionali emergono nuove realtà come Puglia, Sicilia e Campania, dove il contenuto digitale è diventato strumento di promozione territoriale e di narrazione identitaria. Il profilo di queste imprese restituisce l'immagine di un settore giovane e dinamico. Oltre l'80% delle imprese ha meno di 10 anni di attività, contro il 60% del campione di controllo costituito da imprese tradizionali dello stesso settore. Gli amministratori hanno un'età mediana di 48-49 anni, circa 6 anni in meno rispetto alla media nazionale, con una forte presenza di under-40 e, nelle imprese core, anche di under-30.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Emerge inoltre una <strong>quota lievemente più alta di donne amministratrici </strong>(27,6% nelle ibride, contro il 26,3% nelle imprese di controllo), segnale di una maggiore accessibilità imprenditoriale in un settore dove le barriere d'ingresso sono più basse: non servono grandi capitali, ma competenza digitale, creatività e capacità di costruire comunità online. Dal punto di vista dimensionale, il 93% delle Digital Content Creator è costituito da micro e piccole imprese (fino a 9 addetti), riflettendo la natura artigianale-digitale del fenomeno. Tuttavia, molte di queste realtà stanno evolvendo verso forme più strutturate, con collaboratori stabili e modelli di business definiti.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Nucleare: l&amp;apos;accordo di collaborazione tra newcleo e il consorzio europeo EAGLES</title>
<link>https://www.italia24.news/nucleare-laccordo-di-collaborazione-tra-newcleo-e-il-consorzio-europeo-eagles</link>
<guid>https://www.italia24.news/nucleare-laccordo-di-collaborazione-tra-newcleo-e-il-consorzio-europeo-eagles</guid>
<description><![CDATA[ Firmato a Bruxelles il 10 febbraio un accordo tra newcleo ed EAGLES, consorzio europeo con ENEA e Ansaldo Nucleare, per accelerare lo sviluppo di reattori veloci al piombo. In Belgio sarà realizzato il dimostratore LEANDREA, che sarà usato anche come impianto di prova per materiali e combustibili ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698daee881e41.webp" length="51088" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 10:25:42 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span>Firmato il 10 febbraio a Bruxelles un accordo di collaborazione tra il <strong>Consorzio europeo EAGLES</strong> – composto da <strong>Ansaldo Nucleare ed ENEA</strong> per <strong>l'Italia</strong>, <strong>RATEN</strong> per la <strong>Romania</strong> e <strong>SCK CEN</strong> per il <strong>Belgio</strong> – e <strong>newcleo</strong>. L'intesa, siglata in occasione dell'evento "<strong>Taking the Lead</strong>" dedicato al progetto <strong>EAGLES‑300</strong> alla presenza del <strong>Ministro dell'Energia belga Mathieu Bihet</strong>, riguarda la realizzazione di <strong>LEANDREA</strong>, prototipo di reattore che sarà realizzato entro il 2034 presso l'istituto di ricerca belga SCK CEN.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<h2 class="v1MsoNormal">Una roadmap condivisa verso LEANDREA</h2>
<p></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Il consorzio EAGLES e newcleo lavoreranno in sinergia per <strong>rendere più efficiente lo sviluppo della tecnologia dei reattori veloci raffreddati al piombo in Europa</strong>, contribuendo alla progettazione e costruzione di LEANDREA sviluppato sia come dimostratore tecnologico sia come impianto di prova per materiali e combustibili.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Una volta operativo, LEANDREA consentirà di <strong>testare nuovi materiali e combustibili destinati ai reattori veloci,</strong> sostenendo così le roadmap di EAGLES e newcleo verso la futura commercializzazione dei loro rispettivi progetti. Il programma EAGLES adotta un approccio graduale che vede in un primo periodo il dimostratore tecnologico LEANDREA che verrà costruito a <strong>Mol, in Belgio</strong>, cui seguirà il dimostratore di performance <strong>ALFRED, in Romania</strong>, che aprirà la strada alla commercializzazione del reattore EAGLES-300 nel 2039. newcleo, dal canto suo, sta sviluppando un proprio progetto di reattore LFR con commercializzazione prevista per l'inizio degli anni 2030.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>LEANDREA sarà realizzato come infrastruttura di ricerca belga nel sito di SCK CEN, che – in qualità di partner di EAGLES – gestirà l'impianto. Il design si basa su tecnologie già verificate, così da convertire rapidamente le conoscenze disponibili in risultati concreti e garantire la sua realizzazione entro il 2034. </span><span>Per lo sviluppo e la realizzazione di LEANDREA, EAGLES e newcleo condivideranno sia le attività di supporto ingegneristico sia quelle di promozione del progetto come partner alla pari. <strong>Questa collaborazione rafforza la fattibilità della commercializzazione dell'EAGLES‑300 e del LFRAS200 di newcleo</strong>, entrambi selezionati tra i progetti più solidi dalla European Industrial Alliance on SMRs.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Le due organizzazioni identificheranno e coordineranno congiuntamente le attività di ricerca e sviluppo già previste nelle rispettive roadmap e potenzialmente condivisibili, riducendo sovrapposizioni nello sviluppo tecnologico di LEANDREA. Grazie a questo impegno comune, l'Europa rafforza la propria posizione nella tecnologia nucleare innovativa, avanzando verso gli obiettivi europei di <strong>decarbonizzazione e una maggiore autonomia energetica</strong>. L'impianto rappresenta un punto di riferimento per i futuri reattori che avranno un ruolo chiave nel fornire energia sostenibile, sicura e stabile in Europa.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<h2 class="v1MsoNormal">La collaborazione come filo conduttore del programma EAGLES</h2>
<p></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>La collaborazione è il principio al centro del consorzio EAGLES, che riunisce competenze industriali e tecnologiche di Belgio, Italia e Romania per sviluppare e implementare EAGLES‑300, uno <strong>Small Modular Reactor </strong>veloce raffreddato al piombo da 300 MWe. Combinando know‑how industriale, infrastrutture e competenze, unite all'esperienza ultraventennale nei metalli liquidi, il consorzio punta all'applicazione commerciale di tecnologie nucleari affidabili e al progresso scientifico-tecnologico.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>In parallelo, EAGLES attribuisce grande importanza all'allineamento con le autorità di sicurezza nucleare per il reattore EAGLES‑300. Per la prima volta, in collaborazione con le autorità competenti di Belgio, Italia e Romania, è stato lanciato un processo internazionale di pre‑licensing nell'ambito dell'<strong>IAEA Nuclear Harmonization and Standardization Initiative (NHSI)</strong> con l'obiettivo di allineare standard di sicurezza e aspettative normative e ridurre i tempi di autorizzazione, requisiti essenziali per la futura applicazione commerciale della tecnologia.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>La collaborazione con newcleo si inserisce in questa strategia: lavorando insieme su LEANDREA, EAGLES e newcleo gettano le basi per portare i reattori veloci raffreddati al piombo sul mercato, rafforzando la competitività europea e contribuendo alla transizione energetica.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span>Roberto Adinolfi, Presidente dello Steering Committee di EAGLES e di Ansaldo Nucleare: «</span></b><span>Introdurre tecnologie nucleari avanzate sul mercato europeo richiede sinergie internazionali che valorizzino tutte le competenze disponibili: questa è la natura del Consorzio EAGLES. Attraverso la cooperazione su LEANDREA, con newcleo possiamo ottimizzare le risorse e abbreviare i tempi di realizzazione dei rispettivi progetti».<b></b></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span>Mariano Tarantino, responsabile divisione Sistemi Energetici Nucleari di ENEA: «</span></b><span>ENEA contribuisce attivamente da oltre 20 anni allo sviluppo della tecnologia dei reattori raffreddati a piombo, con le nostre professionalità, infrastrutture, impianti e laboratori presso i centri di ricerca di Brasimone, Bologna e Casaccia in Italia, con un forte focus su sicurezza, innovazione, progettazione e sviluppo tecnologico. La collaborazione con EAGLES e newcleo rappresenta un passo avanti fondamentale nel consolidare la leadership europea in questa tecnologia, con l'obiettivo di accelerare lo sviluppo dei reattori raffreddati a piombo come fonte energetica stabile, sicura e sostenibile per l'Europa».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span>Cătălin Ducu Presidente RATEN: «</span></b><span>Lo sviluppo congiunto di LEANDREA da parte di EAGLES e newcleo conferma i vantaggi di un approccio realmente europeo alle tecnologie nucleari avanzate. Basandosi sul coinvolgimento pluridecennale di RATEN nello sviluppo dei reattori veloci raffreddati a piombo, questa collaborazione rafforza la coerenza del programma EAGLES e aumenta la base sperimentale necessaria per ALFRED e per i futuri sistemi commerciali. Allineando infrastrutture di ricerca, sforzi ingegneristici e competenze nazionali, l'Europa dimostra la propria capacità di offrire soluzioni nucleari avanzate che rafforzano la sicurezza energetica e la sovranità tecnologica».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span>Peter Baeten Direttore Generale SCK CEN: «</span></b><span>Con l'evento 'Taking the Lead' stiamo dimostrando come LEANDREA stia avvicinandosi sempre più alla realtà grazie a una forte collaborazione europea. In quanto dimostratore tecnologico e impianto di test per materiali e combustibili, LEANDREA rappresenta una fase cruciale per validare ulteriormente la tecnologia dei reattori veloci raffreddati a piombo. Siamo quindi molto lieti che newcleo si unisca al Consorzio EAGLES nella progettazione e costruzione di questa infrastruttura. Combinando le nostre competenze complementari, stiamo lavorando insieme a un progetto concreto che può sostenere la sicurezza energetica e la capacità di innovazione dell'Europa».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span>Stefano Buono CEO newcleo: «</span></b><span>Con la firma di questo accordo stiamo ridefinendo il reattore veloce raffreddato a piombo come la tecnologia avanzata di riferimento per l'Europa. Insieme a EAGLES stiamo unendo decenni di ricerca di livello mondiale sugli LFR a beneficio di entrambe le organizzazioni. Questa collaborazione consoliderà la competitività dell'industria nucleare europea, permettendole di avanzare rapidamente e competere nella corsa globale verso una nuova era di sviluppo dell'energia nucleare».<b></b></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span>Mathieu Bihet, Ministro dell'Energia del Belgio: </span></b><span>«</span><span>Oggi il Belgio sta mettendo al servizio dell'Europa le sue decennali competenze e know‑how nel settore nucleare. Attraverso il progetto di SCK CEN e del consorzio EAGLES, dedicato alla ricerca e all'innovazione sui reattori di nuova generazione raffreddati a piombo, il nostro Paese afferma il proprio ruolo nello sviluppo di energia abbondante, competitiva e a basse emissioni. L'energia nucleare non è solo una fonte di transizione, ma un pilastro sostenibile e duraturo della nostra sovranità energetica. In questa prospettiva, il settore dei reattori veloci a neutroni rappresenta una strada essenziale».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>EAGLES</strong> (<strong>European Advanced Generation IV Lead‑Cooled Energy System</strong>) è un programma europeo volto a sviluppare e preparare l'introduzione sul mercato entro il 2039 di EAGLES‑300, uno Small Modular Reactor veloce raffreddato al piombo. Il programma riunisce i principali attori industriali e di ricerca europei per un sistema nucleare flessibile, efficiente e commercialmente sostenibile. La messa in esercizio commerciale di EAGLES-300 è prevista per il 2039, a seguito del successo operativo delle infrastrutture dimostrative e prototipali del programma (LEANDREA, in Belgio, e ALFRED, in Romania).</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>EAGLES‑300</strong> è il modello commerciale da 300 MWe sviluppato nell'ambito del programma EAGLES. Combina sicurezza intrinseca, funzionamento a bassa pressione e capacità di rimozione passiva del calore con i vantaggi di efficienza dello spettro neutronico veloce, consentendo un migliore utilizzo del combustibile e la compatibilità con un ciclo chiuso del combustibile. L'elevata temperatura di uscita del reattore consentirà sia la produzione di energia elettrica sia applicazioni industriali, inclusa la produzione di idrogeno e la sintesi di molecole. Interamente progettato all'interno dell'ecosistema scientifico e industriale europeo, EAGLES-300 contribuirà agli obiettivi di lungo termine del continente in termini di sovranità energetica, gestione responsabile delle risorse e riduzione dei rifiuti ad alta attività.</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>newcleo</strong> è un'azienda innovativa nel settore dell'energia nucleare, impegnata nello sviluppo di Reattori Modulari Avanzati (AMR) raffreddati a piombo liquido e di combustibile nucleare ottenuto dal riprocessamento di rifiuti nucleari, con l'obiettivo di fornire energia abbondante, competitiva e a basse emissioni di carbonio. La società è stata fondata dallo scienziato‑imprenditore Stefano Buono dopo la vendita, per 3,9 miliardi di dollari, della sua precedente impresa – la società di medicina nucleare Advanced Accelerator Applications, quotata al NASDAQ – a Novartis. Con oltre 70 milioni di euro di ricavi nel 2024, più di 645 milioni di euro di investimenti privati, e oltre 900 dipendenti altamente qualificati in Europa e negli Stati Uniti, l'azienda ha costruito una rete di oltre 100 partnership industriali e sostiene la propria crescita tramite acquisizioni mirate e l'integrazione verticale di aziende chiave della filiera nucleare.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Masterclasses internazionali di fisica: al via l’edizione 2026, oltre 3.000 studentesse e studenti iscritti in Italia</title>
<link>https://www.italia24.news/masterclasses-internazionali-di-fisica-al-via-ledizione-2026-oltre-3000-studenti-iscritti-in-italia</link>
<guid>https://www.italia24.news/masterclasses-internazionali-di-fisica-al-via-ledizione-2026-oltre-3000-studenti-iscritti-in-italia</guid>
<description><![CDATA[ Dal 11 febbraio a fine marzo più di 76 eventi in 23 città: le scuole superiori analizzano dati reali di CERN e KEK, dalle particelle alle astroparticelle fino alle applicazioni in fisica medica e allo studio dei neutrini ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698c8f28d92ec.webp" length="37360" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 15:18:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="message-htmlpart" id="message-htmlpart1">
<div class="rcmBody" id="message-htmlpart1">
<div dir="auto">
<div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW102870008 v1BCX4"></div>
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Sono oltre 3</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">00 le studentesse e gli studenti delle scuole superiori di tutta Italia che partecipano </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">alle <strong>International Masterclasses </strong></span><strong><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">di </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">fisica</span></strong><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong>,</strong> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">che hanno preso il via oggi 11 febbraio 2026</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, e che</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">accompagnano da vent'anni migliaia di studenti e studentesse di tutto il mondo in un viaggio alla scoperta dell'infinitamente piccolo e della ricerca sperimentale </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">in diversi campi, dalla</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> fisica delle particelle e delle </span><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">astroparticelle</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> fino alle applicazioni in ambito medico.</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Le International Masterclasses, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">nate nel 2005 e </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">coordinate in Italia dall'<strong>Istituto Nazionale di Fisica Nucleare</strong></span><strong><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> (INFN)</span></strong><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> </strong>e </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">organizzate in collaborazione con le <strong>università</strong>, si svolg</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">eranno</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> tra febbraio e </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">marzo</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> con un </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">programma che quest'anno pre</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">vede</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> oltre </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">7<strong>6</strong></span><strong><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> eventi </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ospitati </span></strong><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong>negli atenei e nei laboratori di 23 città italiane</strong>. Gli studenti e le studentesse, che partecip</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">eranno</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> in contemporanea con i loro coetanei di</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> numerosi</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">altri Paesi, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">avranno</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> l'opportunità di comprendere </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">come funziona la ricerca in fisica delle particelle analizzando </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">direttamente i dati di alcuni tra i più importanti esperimenti del <strong>CERN di Ginevra</strong></span><strong><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> (</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Svizzera</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> e del </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">KEK di Tsukuba</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> (</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Giappone</span></strong><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong>).</strong> Potranno </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">esplorare</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">i segreti delle </span><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">astroparticelle</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">grazie a</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">i dati dell'</span><strong><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">O</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">sservatorio </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pierre Auger </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">(</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">A</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">rgentina</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></strong><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong>,</strong> e scopri</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">re</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> come la ricerca in fisica p</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ossa contribuire allo sviluppo di applicazioni in ambito medico</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">.</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Inoltre, anche </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">quest'anno,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></span><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1CommentStart v1SCXW198690194 v1BCX4">l'Italia partecipa alla masterclass </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">internazionale </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">dedicata </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">a</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><strong><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">M</span><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">I</span><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">NER</span><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">vA</span></strong><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">un esperimento sullo studio dei neutrini installato al Fermilab di </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Chicago</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, negli </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Stati Uniti.</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">D</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">a </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">oggi, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">quindi</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, prende il via il fitto calendario delle </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">M</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">asterclass: si comincia con una </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">giornata dedicata</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">a</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">lla fisica medica a </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Salerno e Pavia</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> e </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">la fisica delle particelle a Roma</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> e </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Cosenza</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">e</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">a </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Cagliari dove la giornata sarà dedicata all'International Day of Women and Girls</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> in Science per celebrare</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> la giornata internazionale</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">del</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">le donne e </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">del</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">le ragazze nella scienza</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, che ricorre proprio l'11 febbraio</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">. </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Nei giorni successivi sarà la volta di </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Mes</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">si</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">na</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, Milano e </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Napoli</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, con </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">incontri</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">dedicati alle </span><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">astroparticelle</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, p</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">e</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">r</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> poi proseguire </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">la settimana </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">s</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">eguente</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> con le </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">M</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">asterclass</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">es</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">in programma a Bari, Catania, Ferrara, Firenze, Frascati, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Milano,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> Perugia e Trieste. Il calendario continuerà fino alla fine di marzo con numerosi altri eventi distribuiti su tutto il territorio nazionale</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">.</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Durante le masterclass dedicate agli <strong>esperimenti del CERN</strong>, ogni sede organizza una o più </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">giornate di lezioni e seminari su</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">i temi</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> fondamentali della fisica delle particelle, seguite da </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">esercitazioni al computer</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">. I</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">n</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> queste attività le studentesse e </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">gli studenti</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> analizzano i dati </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">degli </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">esperimenti dell'acceleratore di particelle LHC (ATLAS, CMS, ALICE e LHCb) per </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ripercorrere, attraverso</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> gli </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">esercizi</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, alcune delle scoperte più importanti della fisica moderna, come quella </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">del bosone di Higgs, avvenuta nel 2012, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">o </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">dei bosoni W </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">e Z, che nel 1984 valsero il Premio Nobel a Carlo Rubbia</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">. Durante le esercitazioni, i partecipanti hanno inoltre l'occasione di </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">conoscere altre </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">particelle </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">fondamentali </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ed esplorarne </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">le </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">caratteristiche e </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">le </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">proprietà.</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Oltre ai dati degli esperimenti del CERN, alcune masterclass sono dedicate a</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">gli </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">esperiment</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">i:</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><strong><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">BELLE</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">II all'acceleratore </span><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">SuperKEKB</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">e PARTICLE</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> THERAPY</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">in collaborazione con il CNAO </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">(</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Centro</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> Nazionale di Adroterapia Oncologica</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></strong><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">per far scoprire agli studenti le applicazioni mediche </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">della fisica delle particelle.</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> Altre </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">giornate</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">sono invece dedicate </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">all'</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">esperimento Auger, che dalla </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">P</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ampa argentina studia le </span><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">astroparticelle</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">.</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> A</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">nche </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">quest'anno </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">si </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">svolge inoltre </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">la </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">M</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">asterclass </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">internazionale sull'esperimento </span><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">MINERvA</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">d</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">e</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">l </span><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">FERMILab</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> di Chicago</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">dedicato alla ricerca </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">dei</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> neutrini</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, mentre un ulteriore ambito di ricerca affrontato riguarda lo studio della </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">materia oscura con l'esperimento </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">DARKSIDE</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">.</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">A</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">l</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">termine</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> di ogni giornata, proprio come </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">avviene in una vera</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> collaborazione di ricerca internazionale, è </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">previs</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">to un collegamento in videoconferenza tra i giovani</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> e le giovani</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> partecipanti alle </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">M</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">asterclass di tutto </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">il mondo e il laboratorio che ha prodotto i dati </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">analizzati durante </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">le esercitazioni</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">per discutere </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">insieme i risultati </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ottenuti</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">.</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Le International Masterclasses, nate nel 2005, sono organizzate a livello mondiale da <strong>IPPOG (International </strong></span><strong><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">Particle</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">Physics</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">Outreach</span></strong><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> Group)</strong> e, in Italia, dall'INFN. L'iniziativa coinvolge ogni </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">anno</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">circa</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> <strong>60 paesi</strong>, con </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">la partecipazione di </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">enti di ricerca e università tra i più prestigiosi al mondo</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">e </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">raggiunge oltre </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">13.000 </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">studentesse e </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">studenti</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">delle scuole secondario di II grado. Per l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare quest'anno partecip</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ano</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> le sedi di Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Cosenza, Ferrara, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Milano-Bicocca, Napoli, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Pisa, Roma I, Roma II, Roma III, Salerno, Trento, Trieste, Torino, Udine,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> oltre ai </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Laboratori Nazionali di Frascati (INFN – LNF)</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> e ai </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Laboratori Nazionali del Gran Sasso (INFN – LNGS).</span></span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
<hr></div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1Underlined v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">CALENDARIO DELLE MASTERCLASS IN ITALIA 202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">:</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></strong></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">AQUILA</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> </strong>(</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">13</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">3</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Laboratorio di fisica computazionale</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">V</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ia Vetoio, Coppito - 67100 L'Aquila</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/event/50420/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/event/50420/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong>BARI</strong> </span><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">(1</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">9</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">25</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">18</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">23</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6, 31/03/2026</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università degli studi di Bari, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dipartimento di Fisica</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">- V</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ia </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Giovanni Amendola</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">173, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">70126, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Bari</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web:</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/event/43788/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/event/43788/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> ; </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/event/43944/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/event/43944/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">BOLOGNA</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> </strong>(</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">23</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, 2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">4</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">25</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">26</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6, 27/03/2026</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">) </span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna - </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">V</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ia Zamboni 31, Bologna</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://www.ba.infn.it/it/per-le-scuole/international-master-classes/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://www.ba.infn.it/it/per-le-scuole/international-master-classes/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">CAGLIARI </span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">(</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">11</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/02/</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">20</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6, 18/02/2026, 20/02/2026, </span></span><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">17</span><span class="v1NormalTextRun v1CommentStart v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/2026</span></span><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università degli studi di Cagliari, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dipartimento di Fisica</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> – Strada Provinciale Monserrato-Sestu km 0.7</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, 09042</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Monserrato (Cagliari) </span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/event/49314/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/event/49314/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">CATANIA </span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">(</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">18</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/02/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, 2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">3</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/02/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">13/03/2026, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">17/03/2026,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">25</span></span><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/2026</span><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">) </span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università degli studi di Catania, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dipartimento di Fisica e Astronomia "E. Majorana"</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> - V</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ia Santa Sofia 64, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">95123, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Catania</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/event/49988/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/event/49988/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">COSENZA </span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">(11/02/2026, 27/03/2026)</span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: Università della Calabria, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Via Pietro Bucci, 87036, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Rende (CS)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> web</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">: </span></span><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><a href="https://agenda.infn.it/event/49303/">https://agenda.infn.it/event/49303/</a> </span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">FERRARA</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> </strong>(</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">19</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/02/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove:</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università degli Studi di Ferrara</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">(Blocco F) </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">- </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Via </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Giuseppe </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Saragat 1, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">44121, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Ferrara</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web:</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://orientamento-fisica.unife.it/scuole/scuole-secondarie/i-nostri-corsi/international-masterclass" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://orientamento-fisica.unife.it/scuole/scuole-secondarie/i-nostri-corsi/international-masterclass</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">FIRENZE</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> </strong>(</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">19</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, 2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">24</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università degli studi di Firenze, Dipartimento di Fisica e Astronomia - V</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ia Sansone</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">1</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, 50019, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Sesto Fiorentino</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, Firenze</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://masterclass.fi.infn.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://masterclass.fi.infn.it</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong>FRASCATI</strong> </span><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">(19/02/2026)</span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: Laboratori Nazionali INFN di Frascati – Via Enrico Fermi 54, 00044, Frascati, Roma</span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://comedu.lnf.infn.it/ippog-2026/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://comedu.lnf.infn.it/ippog-2026/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">GENOVA</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> </strong>(</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">25</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, 1</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">1</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">20</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, 2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">23</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">4</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: Dipartimento di Fisica Università </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">degli studi </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">di Genova,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> Dipartimento di Fisica </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">- </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">V</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ia Dodecaneso 33,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> 16146,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> Genova</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://www.difi.unige.it/it/terza-missione/international-masterclasses" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://www.difi.unige.it/it/terza-missione/international-masterclasses</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">LECCE</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> </strong>(</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">06</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">3</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università del Salento, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dipartimento di Matematica e Fisica "Ennio De Giorgi"</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> (Aula Magna)</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> - </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Via per Arnesano,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> 73100,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> Lecce</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://web.le.infn.it/masterclasses/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://web.le.infn.it/masterclasses/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">MESSINA</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> </strong>(13/02/2026)</span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università degli studi di Messina – Piazza Pugliatti 1, 98122, Messina</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/event/49988/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/event/49988/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">MILANO</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> </strong>(1</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">3</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">18</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">16</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">3</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">27</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università degli Studi di Milano,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> Dipartimento di Fisica - V</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ia G. Celoria</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> 16, 20133, Milano</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/event/49830/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/event/49830/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">MILANO</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">-</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">BICOCCA</span></span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> (0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">3</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/02/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, 2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/02/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: Università di Milano Bicocca, Edificio U</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">4 – Piazza della Scienza 1, 20126, Milano; Edificio </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">U9 – Viale dell'Innovazione 10, 20126, Milano</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="http://masterclass.mib.infn.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">http://masterclass.mib.infn.it</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">NAPOLI</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> (</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">13</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/02/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">27</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">25</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">) </span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università degli studi di Napoli Federico II, </span></span><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dipartimento di Fisica "Ettore Pancini" e Dipartimento di Biologia, complesso Universitario di Monte Sant'Angelo</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">(Edificio 6) </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">- </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Via Cinthia</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">21</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">80126</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Napoli </span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://www.na.infn.it/divulgazione/masterclass" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://www.na.infn.it/divulgazione/masterclass</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">PADOVA</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> </strong>(</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">16</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">3/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">17</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">3/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">18</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">3/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: Università degli studi di Padova,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> (Complesso Paolotti e Complesso Ricci-Curbastro) (</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">LabP140 e LabP036</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">) -</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">V</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ia </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Belzoni 7,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> 35121,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> Padova</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/event/48874/overview" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/event/48874/overview</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">PARMA </span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">(</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">18</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">3</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università degli studi di Parma (Campus universitario), </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Sala Congressi</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> – Via Università 12, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">43121, Parma</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web</span><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/event/50423/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/event/50423/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">PAVIA</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> </strong>(</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">11</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/02/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, 2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">5</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/02/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, 2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">7</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/02/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università degli studi di Pavia, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dipartimento di Fisica</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> "A. Volta" -</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">V</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ia Bassi 6,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> 27100, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pavia</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/event/49900/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/event/49900/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">PERUGIA</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> (1</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">9</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">20</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, 2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">7</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">1</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">8/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove:</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università degli studi di Perugia</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, Dipartimento di Fisica e Geologia - Via Alessandro Pascoli,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> 06123,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> Perugia</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/e/masterclass-pg-2026" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/e/masterclass-pg-2026</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">PISA</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> </strong>(2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">5</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/02/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">23</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">25</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, 2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">7</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: INFN Sezione di Pisa</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> – Largo B. Pontecorvo 3, 56127, Pisa</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/event/49852/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/event/49852/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ROMA Sapienza</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> (11/</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2/</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">20</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> 24</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">02</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">20</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università Sapienza di Roma, Dipartimento di Fisica - </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Piazzale Aldo Moro 2, 00185</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Roma</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagine web:</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/event/49551/overview%20https:/agenda.infn.it/event/49550/overview" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/event/49551/overview%20 https:/agenda.infn.it/event/49550/overview</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ROMA T</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">or Vergata</span></span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> (11/02/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">06</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">1</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">8/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università degli studi</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> Roma Tor Vergata,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> Dipartimento di Fisica</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">- </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Via della Ricerca Scientifica, 1, 00133</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, Roma</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/category/2162/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/category/2162/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ROMA Tre</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> (</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">12</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">25</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: Università Roma Tre</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> - V</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">ia </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Ostiense 133,</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">00154</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, Roma</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://matematicafisica.uniroma3.it/terza-missione/per-la-scuola/masterclass/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://matematicafisica.uniroma3.it/terza-missione/per-la-scuola/masterclass/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">SALERNO</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> (</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">11</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/02/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, 1</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">8</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">23</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università degli studi di Salerno</span></span><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, Dipartimento di Fisica "E.R. Caianiello"</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> (</span></span><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Laboratori di Fisica Computazionale) - </span><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Via Giovanni Paolo II</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">132</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">84084</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Fisciano (SA)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/event/49942/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/event/49942/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong>TORINO</strong> </span><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">(20/02/2026, 13/03/2026, 17/03/2026, 18/03/2026)</span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: Università degli Studi di Torino, Dipartimento di fisica - Via Pietro Giuria 1, 10125, Torino</span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/event/49452/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/event/49452/</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">TRENTO</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> </strong>(27/02/2026)</span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: Università degli studi di Trento, Dipartimento di</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> Ingegneria e Scienza – Via </span><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">Sommarive</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> 5, 38123, Povo, Trento</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://agenda.infn.it/event/43813/overview" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://agenda.infn.it/event/43813/overview</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">TRIESTE</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> </strong>(</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">19</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/02/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">03</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">, </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">04</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/03/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6, 18/03/2026</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">) </span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università degli studi di Trieste, Dipartimento di Fisica – Via Valerio 2, 34127, Trieste; International Center for </span><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">Theoretical</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span><span class="v1NormalTextRun v1SpellingErrorV2Themed v1SCXW198690194 v1BCX4">Physics</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"> – Strada Costiera 11, 34151, Trieste</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://www.ts.infn.it/pub/eventi-e-divulgazione/scuole/masterclass" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">https://www.ts.infn.it/pub/eventi-e-divulgazione/scuole/masterclass</span></a><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1EmptyTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">UDINE</span></strong><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong> </strong>(</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">25</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/0</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">2</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">/202</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">6</span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">)</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Dove: </span><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Università degli studi di Udine, Dipartimento di Scienze Matematiche, Informatiche e Fisiche – Via delle Scienze 206, 33100, Udine</span></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Pagina web: </span><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"><a class="v1Hyperlink v1SCXW198690194 v1BCX4" href="https://www.ts.infn.it/pub/eventi-e-divulgazione/scuole/masterclass" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.ts.infn.it/pub/eventi-e-divulgazione/scuole/masterclass</a></span><span> </span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><strong><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Informazioni sulle International Masterclasses: </span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></strong></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Masterclass italiane: </span><span><a href="https://masterclass.infn.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://masterclass.infn.it/</a></span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4"><span xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT" class="v1TextRun v1SCXW198690194 v1BCX4">Masterclass internazionali: </span><span><a href="https://ippog.org/imc-international-masterclasses" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://ippog.org/imc-international-masterclasses</a></span></p>
</div>
<div class="v1OutlineElement v1Ltr v1SCXW198690194 v1BCX4">
<p class="v1Paragraph v1SCXW198690194 v1BCX4" xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT"><span class="v1NormalTextRun v1SCXW198690194 v1BCX4"></span><span class="v1EOP v1SCXW198690194 v1BCX4"> </span></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="message-htmlpart" id="message-htmlpart2">
<div class="rcmBody" id="message-htmlpart2">
<div dir="auto">
<div>
<div class="v2OutlineElement v2Ltr v2SCXW198690194 v2BCX4">
<p class="v2Paragraph v2SCXW198690194 v2BCX4" xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT"></p>
<p class="v2Paragraph v2SCXW198690194 v2BCX4" xml:lang="IT-IT" lang="IT-IT"></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>World Anthropology Day 2026, dal 19 febbraio al 7 marzo oltre 100 eventi gratuiti di antropologia pubblica a Milano, Torino e Roma</title>
<link>https://www.italia24.news/world-anthropology-day-2026</link>
<guid>https://www.italia24.news/world-anthropology-day-2026</guid>
<description><![CDATA[ Incontri, mostre, passeggiate etnografiche, proiezioni, attività per le scuole e momenti conviviali animeranno le tre città, trasformandole in un grande laboratorio di antropologia pubblica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698c8d407b2e4.webp" length="49038" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 15:01:52 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Torna il<span> </span><b>World Anthropology Day | Antropologia pubblica a Milano, Torino e Roma<span> </span></b>per portare l'antropologia in città con un calendario ricco di appuntamenti che coinvolgeranno quartieri, scuole, musei, luoghi di lavoro, spazi culturali e sociali. Il tema di quest'anno,<b><span> </span>"VIAVAI VAIVIA. Mobilità, residenza, confinamenti"</b>, invita a riflettere sulle forme molteplici del muoversi e del restare, sugli attraversamenti e sui limiti che segnano le vite contemporanee: migrazioni, disuguaglianze, diritto all'abitare, lavoro, cura, ambiente e trasformazioni urbane [</span><span lang="it"><a href="https://customer72157g.musvc2.net/e/tr?q=8%3dEZLVIY%266%3dV%262%3dWNd%263%3dTNWIV%26E%3dC8M0N_6tmu_Gd_Bvgs_Lk_6tmu_FixJqL.1J3060.qH7_Mevj_WT7989FyI8_Kkxd_UZ9_6tmu_FiKWMfYzN9hbuiuMGKqJ-pneGoovU_e_UXi_6tmu_Fiy9wM%26x%3dH9LF8F.GyO%26wL%3dKZIZ%26DN%3dFcLaNUKeNbMVGU%262%3dVMUTdM7L0rUQYq5wAF9M8KXM6o6o4uXSXHXMeJVT8I9SXHbPeoUSdFbQXtWK9o9KAH6y&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span>Scopri dieci cose da fare a Milano con AnthroDay26</span></a></span><span lang="it">].</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">L'edizione 2026, l'ottava, porta con sé<span> </span><b>due novità importanti</b>: l'AnthroDay arriva anche a Roma e il programma si sviluppa nell'arco di tre settimane consecutive. Una distribuzione,<span> </span><b>dal 19 febbraio al 7 marzo</b>, che consente a chi può e vuole di poter partecipare ai numerosi eventi, muovendosi da una città all'altra.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Il<span> </span><b>convegno di apertura</b>, in programma giovedì<span> </span><b>19 febbraio all'Università di Milano-Bicocca</b><span> </span>(Aula Sironi U4-8 dell'edificio Edificio U4 Tellus in piazza della Scienza 4, alle ore 10:00), è aperto a tutti e inaugurerà ufficialmente le tre settimane di attività. I contributi affronteranno le trasformazioni urbane e i grandi eventi (come ad esempio, le Olimpiadi di Milano-Cortina, di stretta attualità), le piattaforme digitali e il lavoro, le forme dell'abitare precario e le mobilità forzate, fino al ruolo delle narrazioni nelle procedure di asilo.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Nel corso delle tre settimane,<span> </span><b>oltre 100 eventi gratuiti – incontri pubblici, laboratori, mostre, passeggiate etnografiche, proiezioni, attività per le scuole e momenti conviviali</b><span> </span>– animeranno Milano, Torino e Roma, trasformandole in un grande laboratorio di antropologia pubblica, e mettendo in dialogo ricerca accademica, pratiche sociali, arti, attivismo e cittadinanza:</span></p>
<ul>
<li class="v1MsoNormal"><span lang="it">a<span> </span><b>Torino</b><span> </span>(<b>19-21 febbraio</b>) i diversi eventi esploreranno le memorie e le trasformazioni dei luoghi, con appuntamenti come l'incontro<b><span> </span>Vite up and down. Una biblioteca vivente aperta a tutt*</b>, che racconta storie di persone in movimento e il gioco<span> </span><b>AcePolis: vivere, attraversare, abitare il mondo</b>, attraverso cui viaggiare dentro di sé e gli altri;</span><span lang="it"></span></li>
<li class="v1MsoNormal"><span lang="it">a<span> </span><b>Milano</b><span> </span>(<b>26-28 febbraio</b>) l'attenzione si poserà sugli spazi di transito e le nuove socialità, con laboratori come la passeggiata etnografica "<b>Stazione di Greco: geografie di passaggio. Flânerie tra confini, storie e trasformazioni urbane</b>" volta a individuare gli elementi urbani che, lungo il percorso che va da Bicocca a Precotto, raccontano il passato e il presente di due quartieri vicini ma diversi per storia e identità. E ancora, momenti di convivialità interculturale come l'"<b>Iftar di quartiere</b>" presso la Fondazione IBVA, che invita la cittadinanza a condividere il pasto serale del Ramadan;</span></li>
<li class="v1MsoNormal"><span lang="it"></span><span lang="it">a<span> </span><b>Roma</b><span> </span>(<b>5-7 marzo</b>) il debutto nella Capitale sarà segnato da percorsi che intrecciano arte e attivismo, come la visita al "<b>Museo Abitato di Metropoliz</b>", un'occupazione abitativa che ospita il MAAM (Museo dell'Altro e dell'Altrove), e l'"<b>Invito al viaggio</b>" nei luoghi meno consueti del MUCIV-Museo delle Civiltà alla scoperta di oggetti che raccontano dei viaggi e delle persone che li hanno compiuti, disegnando connessioni tra culture.</span><span lang="it"></span></li>
</ul>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">La<span> </span><b>passeggiata etnografica</b>, organizzata da Migrantour con guida interculturale, è un evento trasversale e consente di<span> </span><b>esplorare i quartieri</b><span> </span>come<span> </span><b>Gorla a Milan</b>o (28 febbraio, ore 10-12),<span> </span><b>Porta Palazzo a Torino</b><span> </span>(21 febbraio, ore 10-13) ed<span> </span><b>Esquilino a Roma</b><span> </span>(7 marzo, ore 14.30-16.30), in una prospettiva decoloniale, approcciandosi al territorio urbano in modo innovativo e originale per riflettere sul rapporto tra culture e persone nel mondo contemporaneo. Ampio spazio è dedicato alle attività per le<span> </span><b>scuole</b><span> </span>e ai percorsi partecipativi, pensati per coinvolgere anche le<span> </span><b>famiglie</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Il<span> </span><b>World Anthropology Day</b><span> </span>è un'iniziativa ideata e promossa dall'<b>American Anthropological Association</b><span> </span>e viene organizzato a Milano a partire dal 2019 dal corso di laurea magistrale in Antropologia culturale e sociale e dai dottorati in Antropologia culturale e sociale e in Patrimonio immateriale nell'innovazione socio-culturale del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione "Riccardo Massa" dell'<b>Università di Milano-Bicocca</b>. L'edizione 2026 è realizzata in collaborazione con la<span> </span><b>Società Italiana di Antropologia Applicata</b><span> </span>(SIAA), con il dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazioni dell'<b>Università Statale di Milano</b>, con il dipartimento di Studi umanistici dell'<b>Università IULM</b>, con i dipartimenti di Culture, Politica e Società e Filosofia e Scienze dell'educazione dell'<b>Università di Torino</b><span> </span>e con il dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo dell'<b>Università La Sapienza di Roma</b>, oltre a una rete ampia di enti culturali, associazioni e istituzioni locali.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it">Il calendario degli appuntamenti è vasto e diversificato:<span> </span><b>il programma completo e le modalità di partecipazione</b><span> </span>ai singoli eventi sono consultabili sul sito<span> </span></span><strong><span lang="it"><a href="https://anthrodaymilano.formazione.unimib.it/" target="_blank" rel="noopener">Anthrodaymilano</a></span></strong></p>
<p class="v1MsoNormal"><a href="https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=1Ltgy9_13OzSgaht1sD4SDZgLUNtwnLA&amp;ll=45.46523181086544%2C9.17765298344948&amp;z=10" target="_blank" rel="noopener"><strong><span lang="it">Mappa degli eventi</span></strong></a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>AIFA e NADO insieme per garantire salute e sicurezza nello sport  prevenendo il doping involontario</title>
<link>https://www.italia24.news/doping-aifa-e-nado-insieme-per-garantire-salute-e-sicurezza-nello-sport</link>
<guid>https://www.italia24.news/doping-aifa-e-nado-insieme-per-garantire-salute-e-sicurezza-nello-sport</guid>
<description><![CDATA[ La nuova collaborazione AIFA - NADO e la creazione di un protocollo d&#039;intesa per realizzare una piattaforma dedicata alla sicurezza e alla consapevolezza degli atleti ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698c74f808b9a.webp" length="22564" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 14:43:13 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'<strong>Agenzia Italiana del Farmaco</strong> (AIFA) e l'<strong>Organizzazione nazionale antidoping</strong> (NADO) hanno stipulato un protocollo d'intesa finalizzato a fornire agli atleti e al personale di supporto informazioni accessibili e immediate sui medicinali che contengono sostanze proibite ai sensi della Lista delle sostanze e dei metodi proibiti adottati dalla World Anti-doping Agency (<strong>Lista WADA</strong>).</span><br><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'<strong>AIFA </strong>condivide con la <strong>NADO </strong>le informazioni estratte dalla propria banca dati che è in costante aggiornamento con l'obiettivo di crere una specifica piattaforma.</span><br><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«È interesse di AIFA favorire un uso corretto, responsabie e consapevole dei medicinali anche tra gli altleti che partecipano a competizioni sportove - afferma <strong>Isabella Marta</strong>, dirigente dell'Area Autorizzazione Medicinali dell'AIFA - In quest'otttica siamo lieti di mettere a disposizione della NADO la banca dei dati dei farmaci dell'Agenzia e fornire le informazioni e gli aggiornamenti richiesti a beneficio degli atleti e dei loro team che potranno gestire con <strong>maggiore consapevolezza</strong> la loro<strong> salute </strong>in relazione ai medicinali che contengono principi attivi ad azione dopante. Un tema che sappiamo essere molto sentito e delicato, soprattutto in occasioni di manifestazioni di rilievo internazionale come i <strong>Giochi olimpici e paraolimpici invernali </strong>in corso a<strong> Milano Cortina</strong>»<br><br>Ogni anno l'AIFA fornisce al <strong>Ministero della Salute</strong> l'elenco dei <strong>medicinali autorizzati </strong>In Italia contenenti sostanze vietate per il doping. Viene predisposto dunque il decreto ministeriale di aggiornamento della lista di sostanze e medicinali vietati in accordo alla Lista WADA. </span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La banca dati di "AIFA medicinali" riporta, per specifiche sostanze, l'avviso "contiene sostanze dopanti" e il pittogramma del doping (presente anche in etichetta).</span><br><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Il protocollo sottoscritto con AIFA – afferma la dottoressa <strong>Alessia Di Gianfrancesco</strong>, direttore generale di NADO Italia – enfatizza l'impegno costante di NADO Italia a fornire informazioni idonee a preservare l'atleta pulito e a <strong>prevenire il doping involontario</strong>, mettendo a disposizione uno strumento immediato di verifica della presenza di sostanze proibite nello sport in farmaci commercializzati in Italia».</span><br><span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Un passo avanti nei materiali quantistici: chiarito perchè gli elettroni si allineano nel reticolo &amp;quot;kagome&amp;quot;, una trama di triangoli ed esagoni</title>
<link>https://www.italia24.news/nematicita-elettronica-analizzata-per-la-prima-volta-lorigine-microscopica-in-un-materiale-kagome</link>
<guid>https://www.italia24.news/nematicita-elettronica-analizzata-per-la-prima-volta-lorigine-microscopica-in-un-materiale-kagome</guid>
<description><![CDATA[ Un team di ricerca delle Università di Padova e Bologna ha dimostrato per la prima volta che la nematicità, l&#039;allineamento spontaneo degli elettroni, nasce da sole interazioni elettroniche senza effetti della struttura ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698c59252ac7e.webp" length="89216" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 10:58:18 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span>Un team di ricerca delle<b> </b><strong>Università di Padova e Bologna</strong> pubblica su<b> </b>«<strong>Nature Communications</strong>» l'articolo dal titolo "<i><a href="https://rdcu.be/eYkLx" target="_blank" rel="noopener">Pomeranchuk instability from electronic correlations in CsTi3Bi5 kagome metal</a></i>" in cui per la prima volta si dimostra che <strong>la nematicità elettronica nasce da un meccanismo puramente elettronico.</strong> L'osservazione rappresenta un passo decisivo nella comprensione dei principi fondamentali che governano le proprietà emergenti dei materiali quantistici: fornisce una base solida per interpretare fenomeni come la superconduttività aprendo nuovi scenari per la progettazione di materiali quantistici con proprietà controllabili.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<h2 class="v1MsoNormal">Materiali Kagome e nematicità elettronica</h2>
<p></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>I cosiddetti <strong>materiali kagome</strong> costituiscono una classe emergente di materiali quantistici in cui la particolare geometria del reticolo elettronico, ispirata alla trama intrecciata dei tradizionali cesti giapponesi, <strong>favorisce l'insorgere di comportamenti collettivi degli elettroni</strong>. In questi sistemi, gli elettroni non si muovono in modo indipendente, ma tendono ad organizzarsi dando origine a proprietà inattese, che non possono essere ricondotte al comportamento dei singoli costituenti.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Tra questi fenomeni rientra la <strong>nematicità elettronica</strong>, una forma di auto-organizzazione in cui gli elettroni, pur muovendosi all'interno di un reticolo cristallino altamente simmetrico, rompono spontaneamente la simmetria di rotazione del sistema, scegliendo una direzione privilegiata. In modo analogo a quanto avviene nei cristalli liquidi nematici, il sistema perde parte della sua simmetria pur restando ordinato. Nel caso dei materiali quantistici, però, questa scelta direzionale riguarda esclusivamente gli elettroni e non comporta deformazioni visibili della struttura atomica.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Proprio all'interno della famiglia dei materiali kagome, un team internazionale di ricercatori ha ora chiarito l'origine microscopica di questo comportamento. Studiando il <strong>composto CsTi3Bi5</strong>, i ricercatori hanno dimostrato per la prima volta che la nematicità elettronica nasce da un meccanismo puramente elettronico. Il risultato, pubblicato sulla rivista «Nature Communications», rappresenta un <strong>passo decisivo nella comprensione dei principi fondamentali che governano le proprietà emergenti dei materiali quantistici</strong>.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>«La nematicità è da tempo considerata un ingrediente essenziale per descrivere le proprietà dei materiali quantistici, ma mancava una dimostrazione sperimentale chiara della sua origine fondamentale», <b>spiegano Federico Mazzola</b> del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Galileo Galilei" dell'Università di Padova, <b>e Domenico Di Sante</b> del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi" dell'Università di Bologna -. In questo lavoro mostriamo che il meccanismo è intrinseco ed elettronico e forniamo la prima evidenza sperimentale di un'instabilità di Pomeranchuk in un materiale kagome reale».<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<h2 class="v1MsoNormal">Metodologia della ricerca</h2>
<p><strong></strong></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Nel nuovo studio, il gruppo di ricerca ha combinato <strong>esperimenti avanzati di spettroscopia fotoelettronica risolta in angolo</strong>, effettuati con luce di sincrotrone, e calcoli teorici di molti corpi basati su modelli realistici del materiale. Questo approccio integrato ha permesso di escludere in modo univoco il ruolo di distorsioni del reticolo o di effetti strutturali, dimostrando che la nematicità in <strong>CsTi3Bi5</strong> è il risultato di un'instabilità elettronica intrinseca. In particolare, il lavoro identifica una cosiddetta <strong>instabilità di Pomeranchuk</strong>, un meccanismo teorico proposto oltre sessant'anni fa, in cui le interazioni tra elettroni portano a una riorganizzazione selettiva degli orbitali elettronici. Questa riorganizzazione deforma la struttura elettronica del materiale e ne riduce la simmetria, pur lasciando invariata la disposizione degli atomi, fornendo così una spiegazione microscopica diretta della nematicità osservata.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<h2 class="v1MsoNormal">Frontiere della scoperta</h2>
<p></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>La scoperta va oltre il singolo composto studiato. I materiali kagome rappresentano una piattaforma privilegiata per esplorare nuove fasi della materia quantistica e comprendere l'origine microscopica della nematicità fornisce una base solida per interpretare fenomeni ancora più complessi, inclusa la superconduttività. Più in generale, questi risultati suggeriscono che instabilità elettroniche analoghe possano essere comuni in materiali con strutture di banda complesse, aprendo <strong>nuove prospettive per la progettazione di materiali quantistici con proprietà controllabili.</strong></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano, lavori di bonifica: demolito l&amp;apos;ex asilo in via Ugo Betti, nasce un giardino progettato con i residenti</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-lavori-di-bonifica-demolito-lex-asilo-in-via-ugo-betti-nasce-un-giardino-progettato-con-i-residenti</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-lavori-di-bonifica-demolito-lex-asilo-in-via-ugo-betti-nasce-un-giardino-progettato-con-i-residenti</guid>
<description><![CDATA[ A Milano, si sono conclusi i lavori di bonifica e demolizione dell&#039;edificio comunale dismesso al Gallaratese. L&#039;Amministrazione rinuncia a una nuova edificazione su circa mille metri quadrati di spazio pubblico, avviando un percorso partecipato ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698c58e936f7c.webp" length="172912" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 10:43:40 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-1782c295-7fff-743c-030f-c1714dca2ef0"><span>Un edificio comunale abbandonato da oltre dieci anni lascia spazio a un <strong>giardino di quartiere</strong>, progettato insieme ai residenti. Si sono conclusi i lavori di bonifica e demolizione dell'ex asilo di <strong>via Ugo Betti 189</strong>, collocato all'interno di un complesso di condomini nel <strong>quartiere Gallaratese</strong>. Con il sopralluogo dell'assessore al Bilancio e Demanio, <strong>Emmanuel Conte</strong>, e della presidente del <strong>Municipio 8</strong>, <strong>Giulia Pelucchi</strong>, si apre ora per l'area, ripulita e messa in sicurezza, la fase di progettazione partecipata con chi vi abita attorno.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La scelta dell'Amministrazione è stata quella di rinunciare alla valorizzazione dell'immobile con un nuovo edificio – come ipotizzato in passato – per destinare al quartiere circa mille metri quadrati di spazio a verde. Una decisione maturata anche a seguito di un confronto acceso e partecipato in Consiglio di Municipio, che ha posto al centro le richieste dei cittadini e delle cittadine.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Abbiamo scelto di non costruire e di restituire questo spazio al quartiere, ascoltando una richiesta chiara dei residenti e assumendoci fino in fondo la responsabilità di una decisione diversa – dichiara l'assessore Conte –. Bonificare e demolire a spese del Comune, invece di valorizzare con un nuovo edificio, significa affermare che lo spazio pubblico ha un valore che non è solo economico. Restituire sicurezza, verde e qualità della vita, senza lasciare vuoti o degrado, è una forma concreta di cura della città. Ora si apre una nuova fase: saranno le persone che vivono qui a dirci come immaginare il futuro di via Betti, trasformando insieme una ferita urbana in un'opportunità condivisa».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Lo spazio sarà ora oggetto di un percorso partecipativo che coinvolgerà i residenti nella definizione del suo futuro utilizzo. Tra le ipotesi emerse nel confronto con il quartiere: un giardino di prossimità, un'area verde attrezzata o comunque uno spazio pubblico aperto e condiviso. La richiesta maggioritaria è quella di un giardino, pensato come luogo di incontro e socialità per il quartiere.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Soddisfazione anche da parte della presidente del Municipio 8, <strong>Giulia Pelucchi</strong>: «Questo intervento, che nasce da un lavoro istituzionale non semplice, dimostra quanto sia importante il ruolo dei Municipi e la forza della partecipazione. I residenti hanno chiesto con determinazione che questo spazio tornasse a essere un bene comune e verde di quartiere. La bonifica e la demolizione sono state fatte. In primavera partiremo con la fase due per decidere insieme ai cittadini cosa fare di quell'area».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'intervento riguarda un'area di circa mille metri quadrati, di cui 600 occupati dall'ex struttura scolastica, segnata dalla presenza di amianto e divenuta nel tempo luogo di occupazioni abusive e insicurezza. Due anni fa un incendio, causato da presenze irregolari, aveva reso ancora più urgente un'azione risolutiva. Nel corso del 2025, grazie al lavoro congiunto del Municipio 8 e dell'Assessorato al Demanio, è stata assunta la decisione di liberare l'area e restituirla alla cittadinanza.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I lavori, articolati in due fasi, sono durati complessivamente circa quattro mesi: nei mesi estivi è stato effettuato lo smaltimento dell'amianto, mentre la demolizione completa dell'edificio si è conclusa a gennaio. L'investimento complessivo è stato di circa 300mila euro, interamente a carico del Comune di Milano.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'operazione si inserisce in una strategia più ampia di <strong>recupero dei vuoti urbani</strong> promossa dal Demanio, orientata alla valorizzazione del patrimonio pubblico e alla qualità dello spazio urbano.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: torna l&amp;apos;11 febbraio l&amp;apos;appuntamento con &amp;quot;Donne nella Scienza&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-torna-l11-febbraio-lappuntamento-con-donne-nella-scienza</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-torna-l11-febbraio-lappuntamento-con-donne-nella-scienza</guid>
<description><![CDATA[ All&#039;Università di Padova l&#039;ottava edizione di &quot;Donne nella Scienza&quot;, momento di incontro e di riflessione per promuovere la passione per la scienza e la ricerca delle giovani donne in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698c58c4678f4.webp" length="27222" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 10:34:44 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-3d4979d8-7fff-c49a-9618-cadc1317c34f"><strong>Mercoledì </strong><span><strong>11 febbraio</strong> </span><span>ricorre la </span><span><strong>Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza,</strong> </span><span>e come ogni anno – da otto anni a questa parte – Università di Padova e VIMM la celebrano con un evento nato per approfondire e sottolineare il ruolo e il contributo</span><span> </span><span>delle</span><span> <strong>donne nella</strong></span><strong> </strong><span><strong>ricerca, nella medicina e nell’imprenditoria</strong>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L’appuntamento - aperto al pubblico e sempre molto atteso e partecipato, sia per celebrare che per incentivare la partecipazione femminile nelle discipline STEM - si chiama </span><span>“<strong>Donne nella Scienza</strong>”</span><span> e quest’anno si terrà </span><span>a partire <strong>dalle 11.00 presso la Sala dei Giganti dell’Università di Padova.</strong></span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Apriranno la mattinata i saluti della </span><strong>Magnifica Rettrice dell’Università di Padova Daniela Mapelli</strong><span>, della</span><span> <strong>ProRettrice e Delegata alle politiche per le pari opportunità dell’Università di Padova</strong></span><strong> Gaya Spolverato</strong><span> e della </span><strong>Presidente della Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata Giustina Destro</strong><span>, che sottolineeranno l’importanza dell’appuntamento e della giornata in cui si inserisce.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Seguirà la tradizionale </span><span><strong>tavola rotonda</strong> </span><span>di discussione e riflessione sui temi della giornata, visti e interpretati da diverse angolazioni e prospettive, dal mondo della ricerca a quello dell’università fino a quello dell’impresa: cinque racconti e testimonianze al femminile, introdotte e moderate dallo scrittore e giornalista </span><strong>Francesco Chiamulera</strong><span>, Direttore Artistico di </span><span>“Una Montagna di Libri”.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Le protagoniste di questa edizione saranno </span><strong>Chiara Briani, </strong><span><strong>Professoressa Associata di Neurologi</strong>a</span><span> del Dipartimento di Neuroscienze dell’</span><span>Università di Padova</span><span>, </span><strong>Maria Pennuto, Principal Investigator del VIMM e </strong><span><strong>Professoressa Ordinaria di Biologia Molecolare</strong> del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova</span><span>, </span><strong>Francesca Sofia, Direttrice Generale di Fondazione Cassa Depositi e Prestiti</strong><span>, e le due </span><strong>Alfiere del Lavoro e Studentesse di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova Serena Affaitati e Giada Baratto.</strong></p>
<p dir="ltr"><strong></strong></p>
<p dir="ltr"><span>Le conclusioni saranno affidate a </span><strong>Nicola Elvassore, Direttore Scientifico del VIMM e Professore Ordinario di Ingegneria Chimica</strong><span><strong> del Dipartimento di Ingegneria Industriale</strong> dell’</span><span>Università di Padova.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«</span><span>Iniziative come Donne nella Scienza sono fondamentali perché rendono visibili modelli femminili credibili e autorevoli, capaci di ispirare le giovani generazioni e di dimostrare che passione, competenza e leadership possono convivere pienamente nei percorsi scientifici e accademici – </span><span>dice <strong>Gaya Spolverato</strong>, delegata alle Politiche per le pari opportunità dell’Università di Padova -.</span><span> Promuovere il talento femminile nella ricerca e nella medicina non è solo una questione di equità, ma un investimento concreto nella qualità dell’innovazione e del futuro della scienza.</span><span>»</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«Donne nella Scienza è un appuntamento a cui sono molto affezionata perché offre a tutti - e soprattutto alle ragazze e a coloro che si stanno formando - la testimonianza di donne che hanno saputo trasformare una passione in una professione o in un percorso di studi e di vita che ha aperto nuove strade e nuovi modi di studiare e comprendere il nostro mondo</span><span>– ha aggiunto </span><span><strong>Giustina Destro</strong>, Presidente della Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata – VIMM –</span><span> </span><span>Sono sicura che le ospiti di quest’anno sapranno entusiasmare il pubblico e appassionare al favoloso mondo della scienza e della ricerca».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Stradivari: violini straordinari grazie agli abeti delle Alpi</title>
<link>https://www.italia24.news/stradivari-violini-straordinari-grazie-agli-abeti-delle-alpi</link>
<guid>https://www.italia24.news/stradivari-violini-straordinari-grazie-agli-abeti-delle-alpi</guid>
<description><![CDATA[ Una ricerca internazionale, coordinata dal Cnr-Ibe,  ha analizzato 314 serie di anelli di accrescimento di 284 violini autentici di Antonio Stradivari, e ha rivelato che il liutaio cremonese selezionava sistematicamente legno di alta quota dalle foreste alpine, in particolare della Val di Fiemme ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698c589a5caeb.webp" length="100194" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 10:26:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-d7041045-7fff-c985-9860-3aebf56feb11"><span>I violini di <strong>Antonio Stradivari</strong> devono la loro qualità non solo al genio del liutaio, ma anche al legno scelto con grande cura: <strong>abeti cresciuti in alta quota nelle foreste alpine, in particolare nella Val di Fiemme</strong>, in un periodo caratterizzato da temperature basse e stagioni vegetative brevi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Una ricerca internazionale, coordinata dall'<strong>Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe)</strong>, ha analizzato <strong>314 serie di anelli di accrescimento di 284 violini autentici</strong>, dimostrando come il maestro cremonese selezionasse sistematicamente una qualità di legno particolarmente omogenea, ideale per le tavole armoniche; in particolare nella fase di massima maturità artistica e tecnica, detta la 'golden age', Stradivari si approvvigionava in quest'area geografica del Trentino. Lo studio, pubblicato sulla rivista </span><span><strong>Dendrochronologia</strong>, </span><span>si caratterizza per essere la più estesa indagine dendrocronologica mai condotta sull'opera del maestro cremonese.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'evoluzione delle fasi produttive di Stradivari va di pari passo con l'evoluzione delle fonti di approvvigionamento del legno. «Molti strumenti presentano sequenze di anelli estremamente simili e dimostrano come Stradivari abbia spesso utilizzato tavole ricavate dallo stesso tronco per realizzare diversi violini, prodotti anche a distanza di anni. Questo comportamento sembra riflettere una selezione molto accurata del legno, volto a sfruttare materiali ritenuti particolarmente adatti», spiega <strong>Mauro Bernabei</strong> del Cnr-Ibe e coordinatore della ricerca.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Infatti, le analisi conducono alla qualità particolare degli <strong>abeti rossi (</strong></span><strong>Picea abies</strong><span><strong>) </strong>cresciuti ad alta quota, caratterizzati da anelli sottili e regolari. «Gli anelli analizzati mostrano inoltre una crescita particolarmente ridotta, non corrispondente all'attuale limite dei boschi di abete rosso, ma coerente con le condizioni climatiche verificatesi durante il Minimo di Maunder (circa 1645–1715), un periodo caratterizzato da una diminuita attività solare e da un generale raffreddamento», continua Bernabei. «Se nei violini più antichi, le caratteristiche del legno sono riconducibili a provenienze eterogenee, non sempre localizzabili con precisione, all'inizio del Settecento si osserva una svolta netta, che coincide temporalmente con il 'periodo d'oro', nel quale si collocano proprio i violini costruiti grazie all'utilizzo dell'abete rosso della Val di Fiemme, nel Trentino orientale».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'insieme dei risultati consente di affinare la nostra conoscenza sul processo di selezione dei materiali da parte di Stradivari. Questi elementi suggeriscono una consapevolezza molto precisa delle proprietà del legno da parte del liutaio e confermano l'importanza delle foreste alpine nella tradizione della liuteria cremonese. «L'approfondimento degli aspetti dendrocronologici permette di chiarire come clima, ambiente e scelte del liutaio abbiano concorso alla realizzazione di strumenti oggi considerati insuperabili. Infine, lo studio rappresenta un tributo al lavoro del liutaio e dendrocronologo <strong>John Carass Topham</strong> (1951–2025) che nel corso della sua carriera ha raccolto una parte fondamentale dei dati utilizzati. La sua attività ha contribuito in modo determinante a definire le metodologie oggi adottate nello studio dendrocronologico degli antichi strumenti musicali», conclude il ricercatore.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: Bernabei M., Stefani I., Büntgen U., Carrer M., Cherubini P., Čufar h, Grabner M., Guibal F., La Porta N., Martinelli N., Pignatelli O., Pfeifer K., Seim A., Tegel W., Topham J.C., Wilson R., Franceschi P., 2026. <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1125786526000123?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener">Tracing the origins of Stradivari's resonance wood. Dendrochronologia 95: 126480</a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Confindustria e Protezione Civile: si rafforza la decennale collaborazione con la sigla del nuovo protocollo d’intesa</title>
<link>https://www.italia24.news/confindustria-e-protezione-civile-si-rafforza-la-decennale-collaborazione-con-la-sigla-del-nuovo-protocollo-dintesa</link>
<guid>https://www.italia24.news/confindustria-e-protezione-civile-si-rafforza-la-decennale-collaborazione-con-la-sigla-del-nuovo-protocollo-dintesa</guid>
<description><![CDATA[ L’accordo tra Confindustria e Protezione Civile consolida una partnership strategica per la gestione delle emergenze e la diffusione della cultura della prevenzione ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698c580274cfe.webp" length="53540" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 10:15:51 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">È stato firmato oggi il nuovo <strong>protocollo d’intesa tra Confindustria e il Dipartimento della Protezione Civile</strong> della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’accordo, siglato da<span> </span><b>Fausto Bianchi</b>, Presidente di Piccola Industria Confindustria, e da<span> </span><b>Fabio Ciciliano</b>, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, consolida una partnership strategica finalizzata a promuovere una diffusa cultura della resilienza sul territorio nazionale e a intervenire in modo coordinato nella gestione delle emergenze.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Il protocollo sancisce e rafforza una partnership pubblico-privata riconosciuta come best practice a livello internazionale sia dalle Nazioni Unite sia dalla Commissione europea e segna il decimo anniversario di una collaborazione avviata in occasione del Sisma del Centro Italia nel 2016, anno in cui Confindustria e la Protezione Civile hanno iniziato a operare congiuntamente nell’ambito del <strong>PGE – Programma Gestione Emergenze di Confindustria coordinato da Piccola Industria Confindustria</strong>. In quella circostanza sono state coinvolte oltre 250 aziende e associazioni, che hanno mobilitato risorse per un valore stimato di circa 3 milioni di euro. L’impegno è poi proseguito negli anni successivi per far fronte ad altre emergenze come la pandemia da Covid-19, l’accoglienza dei profughi ucraini e l’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">In un Paese in cui l’eccezionalità degli eventi estremi si è ormai trasformata in una drammatica consuetudine, la prevenzione, la preparazione e la capacità di risposta alle emergenze non rappresentano più un’opzione, ma un’esigenza imprescindibile. L’Italia, territorio strutturalmente fragile, richiede un impegno condiviso: in questo contesto, la collaborazione tra gli attori coinvolti nella costruzione della resilienza assume un valore strategico fondamentale.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">La nuova intesa prevede un insieme di <strong>iniziative congiunte</strong> quali strumenti operativi per la business continuity, percorsi formativi su rischi, preparazione, sicurezza e continuità operativa, studi sulla resilienza delle imprese, la definizione di policy, strumenti e proposte anche normative per favorire la messa in sicurezza delle imprese e la continuità economica in caso di emergenze.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Vi è inoltre l’intenzione di rafforzare la cooperazione tra i due Sistemi aumentando a livello territoriale la conoscenza tra Confindustria e Protezione Civile, anche promuovendo la sigla di accordi analoghi a livello regionale con la finalità di innestare nel Paese, tramite le PMI, la resilienza e massimizzare le possibili risposte alle emergenze.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">«Con il rinnovo del Protocollo con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile intendiamo proseguire e rafforzare ulteriormente una collaborazione pubblico-privata che negli anni ha dimostrato tutta la sua valenza nel promuovere la cultura della prevenzione e nel mettere a disposizione strumenti concreti per una gestione efficace delle emergenze, come il Programma Gestione Emergenze di Confindustria»<i>,<span> </span></i><b>ha dichiarato Fausto Bianchi, Presidente di Piccola Industria Confindustria.</b><i> </i>«Nei prossimi mesi lavoreremo con ancora più decisione per consolidare la conoscenza e la collaborazione tra i nostri due sistemi, punteremo su formazione per le imprese e i loro collaboratori, strumenti operativi a supporto della business continuity e su iniziative condivise, con cui rendere più resiliente il sistema produttivo italiano e l’intero Paese. L’obiettivo è fare in modo che ogni PMI riesca a minimizzare i possibili danni da shock esterni e continuare a operare anche in situazioni critiche con beneficio, visto il loro ruolo di collante sociale, anche delle comunità colpite».</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">«Di fronte alla fragilità del nostro territorio e alla crisi climatica che rende sempre più frequenti eventi sempre più estremi, l'impegno congiunto tra pubblico e privato per costruire resilienza è ineludibile», <b>ha dichiarato Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento della Protezione Civile</b>. «Lavorare insieme alla diffusione della cultura della prevenzione, promuovere la conoscenza reciproca e valorizzare conoscenze e competenze delle imprese sul territorio in un'ottica di protezione civile significa investire in comunità più preparate a fronteggiare un'emergenza e supportare la ripartenza del settore produttivo post-emergenza, per favorire il più rapido ritorno alle condizioni di normalità nei territori colpiti».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>&amp;quot;Energia fatta ad Arte&amp;quot;: Regione Emilia&#45;Romagna ed ENEA premiano le sette opere vincitrici del concorso</title>
<link>https://www.italia24.news/energia-fatta-ad-arte-regione-emilia-romagna-ed-enea-premiano-le-sette-opere-vincitrici-del-concorso</link>
<guid>https://www.italia24.news/energia-fatta-ad-arte-regione-emilia-romagna-ed-enea-premiano-le-sette-opere-vincitrici-del-concorso</guid>
<description><![CDATA[ All’Arte Fiera 2026 di Bologna, creativi under 40 trasformano oggetti e tecnologie in opere che “rendono visibile” l’energia nascosta e promuovono l’efficienza energetica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698b0a6735628.webp" length="59606" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 11:05:22 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Trasformare l’energia in arte attraverso un’opera che renda visibile questa risorsa impalpabile per utilizzarla al meglio: è questo l’obiettivo raggiunto dalle sette opere vincitrici di<span> </span><strong>‘Energia fatta ad Arte’</strong>, il concorso realizzato da<span> </span><strong>Regione Emilia-Romagna</strong><span> </span>ed<span> </span><strong>ENEA</strong><span> </span>e rivolto a designer, artiste e artisti under 40.</p>
<p></p>
<p>I premi sono stati consegnati a Bologna dal vicepresidente della Regione,<span> </span><strong>Vincenzo Colla</strong>, e dal responsabile del Laboratorio ENEA Strumenti per la promozione dell'efficienza energetica,<span> </span><strong>Antonio Disi</strong>, nell’ambito di un evento di<span> </span><strong>‘Arte Fiera 2026’<span> </span></strong>moderato dal giornalista ed esperto di green economy Marco Gisotti.</p>
<p></p>
<p>Il concorso<span> </span><strong>‘Energia fatta ad Arte’</strong>, realizzato in collaborazione con Art-ER e la rete regionale dei Clust-ER e degli Innovatori responsabili, si inserisce nell’ambito delle attività previste dall’accordo di collaborazione tra Regione ed ENEA, finalizzato alla promozione della sostenibilità e della transizione energetica, a compimento del Piano energetico regionale 2030 e del Piano triennale di attuazione 2022-2024.</p>
<p></p>
<p>L’iniziativa ha coinvolto<span> </span><strong>22 imprese</strong><span> </span>del territorio che hanno messo a disposizione come fonte di ispirazione<span> </span><strong>oggetti, tecnologie e materiali</strong>, tra cui fibre di canapa, spugne sintetiche, eco resine, plastiche riciclate, strumenti tecnici, Qr code, camici ospedalieri, componenti per lavatrici e per lampade fluorescenti, tastiere da computer e altre forniture hardware. Partendo da questo catalogo e da specifiche linee guida, circa trenta partecipanti hanno presentato bozzetti o concept per le<span> </span><strong>due sezioni</strong><span> </span><strong>“Arti visive”</strong><span> </span>e<span> </span><strong>“Design”</strong>.</p>
<p></p>
<p>Una giuria ha selezionato 21 progetti finalisti, i cui autori hanno realizzato le opere complete partendo dagli oggetti, tecnologie e materiali ricevuti in dotazione. Tra le opere realizzate, la giuria ne ha premiate<span> </span><strong>sette con</strong><span> </span><strong>2 mila euro</strong>, il valore corrispettivo per la loro acquisizione da parte della Regione. Menzione speciale per quattro opere, che insieme alle altre non premiate rimarranno invece di proprietà degli autori, che potranno scegliere se donarle alla Regione o all’impresa che ha messo a disposizione l’oggetto da cui hanno preso vita.</p>
<p></p>
<p>«La fusione dei linguaggi tra scienza, business e arte rappresenta un modo creativo per raccontare le sfide del nostro tempo - ha detto il vicepresidente <strong>Colla</strong>-. Le scommesse di questa sfida creativa sono almeno tre, in prima battuta quella di raccontare la transizione ecologica in modo concreto, ma anche di innescare un dialogo inedito tra il mondo dell’imprenditoria e quello della cultura, e infine di suscitare una riflessione consapevole su come viviamo, consumiamo o amministriamo il nostro prezioso patrimonio energetico nel pieno del cambiamento climatico. La transizione in atto non è solo tecnologica ma soprattutto culturale».</p>
<p></p>
<p>«Con questa iniziativa abbiamo voluto mostrare che la transizione energetica non è soltanto una questione di tecnologie più efficienti, ma soprattutto di scelte, comportamenti e immaginazione collettiva - ha commentato <strong>Antonio Disi</strong> dell’ENEA-. L’esperienza dimostra infatti che la semplice diffusione di dati e conoscenze tecniche non basta a orientare decisioni sostenibili: esiste spesso una distanza tra ciò che sappiamo e ciò che concretamente facciamo. L’arte e il design possono aiutarci a colmare questo divario, rendendo visibili processi, infrastrutture e impatti che normalmente restano nascosti, e trasformandoli in esperienze capaci di parlare alle persone sul piano emotivo e culturale. È in questo incontro tra conoscenza scientifica e linguaggi creativi che può prendere forma una transizione davvero consapevole e partecipata».</p>
<p></p>
<p>La<span> </span><strong>giuria</strong><span> </span>che ha scelto finalisti e vincitori era composta da tre rappresentanti della Regione Emilia-Romagna, <strong>Cristina Ambrosini</strong>, responsabile del settore Patrimonio culturale, <strong>Claudia Collina</strong>, del settore Valorizzazione Patrimonio culturale, e <strong>Fabio De Luigi</strong>, responsabile del settore Digitalizzazione, promozione e comunicazione; <strong>Antonio Disi </strong>dell’ENEA; <strong>Davide Ferri</strong>, direttore artistico di “Arte Fiera”; <strong>Elena Maria Formia</strong>, coordinatrice del corso di laurea in Design del prodotto industriale all’Università di Bologna.</p>
<p></p>
<p>Dopo “Arte Fiera” il progetto prevede un tour espositivo con tutte le opere finaliste, che avrà come prima tappa<span> </span><strong>“Key - The Energy Transition Expo”</strong>, in programma a Rimini dal 4 al 6 marzo 2026, e ulteriori sedi in via di definizione.</p>
<p></p>
<h2><strong>Le opere vincitrici</strong></h2>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Arti visive</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/andrea-veronica-cimino/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“0 - 255”</strong>“0 - 255” / Andrea Veronica Cimino</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Rende visibile l’energia come processo, trasformando l’accensione in esperienza sensibile. La pellicola termosensibile registra il calore e svela gradualmente la luce, traducendo consumo e trasformazione della materia in percezione. La lampada si configura come dispositivo critico che invita a uno sguardo rallentato e consapevole.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/alessia-cincotto/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Girafischi”</strong>“Girafischi” / Alessia Cincotto - Collettivo Periferico</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Rende percepibile la circolazione dell’energia fondamentale del respiro ri/attivando una relazione diretta tra corpo e dispositivo. Oggetti industriali diventano esperienza partecipativa, in cui il riuso si fa gesto critico e poetico. L’opera svela processi invisibili e invita a ripensare e trasformare le funzioni e i suoni con ascolto e consapevolezza.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/dilan-perisan/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“An Extraction from Muhabbet”</strong>“An Extraction from Muhabbet” / Dilan Perisan</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Costruisce un sistema intimo di relazioni in cui l’energia circola tra corpi, oggetti e scarti. Il libro di materia e l’uso dei guanti attivano un gesto di attenzione che intreccia memoria, presenza e residuo, facendo emergere la continuità tra vita quotidiana e materia condivisa in delicato equilibrio tra suggestioni nouveau réalisme e arte relazionale.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/lucilla-rossi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Segni di violenza”</strong>“Segni di violenza” / Lucilla Rossi</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>In “Segni di violenza” il gesto rende percepibile l’impatto ambientale trasformando il corpo in superficie di relazione tra l’oggetto industriale e la Terra. L’azione audiovisiva, tra suono e silenzio, attiva consapevolezza e responsabilità attraverso una metafora di micro-violenza gestuale inevitabile con la pressione su qualsiasi superficie. L’acqua finale introduce un’energia di cura e possibilità.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><strong>Design</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/giorgio-francesco-calvi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Tessiture solari - Workshop di speculative e critical design”</strong>“Tessiture solari - Workshop di speculative e critical design” /</a><span> </span>Giorgio Francesco Calvi</p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Trasforma il progetto in pratica collettiva. I dispositivi riflettenti, riuniti in un’installazione condivisa, rendono percepibili le interdipendenze tra luce, persone e comportamenti. Il workshop agisce come oggetto educante, favorendo consapevolezza e responsabilità attraverso l’esperienza partecipata.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/giorgia-scurani/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Passi che contano”</strong>“Passi che contano” / Giorgia Scurani - Collettivo Egregio</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Rende visibile la produzione di energia attraverso un gesto quotidiano: il camminare. La pavimentazione interattiva attiva la luce con il movimento, traducendo la conversione energetica in esperienza diretta. Il progetto coinvolge attivamente le persone e costruisce una relazione concreta tra corpo, materia e ambiente.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/ilenia-virdis/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Humi3”</strong>“Humi3” / Ilenia Virdis</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Rende percepibile l’equilibrio idrico del suolo trasformando un processo invisibile in esperienza sensibile. Il dispositivo traduce i dati in segnali luminosi leggibili e, senza imporre azioni, orienta a gesti responsabili. Ne nasce una relazione diretta tra tecnologia, materia e attenzione verso l’ambiente.</em></p>
<p><em></em></p>
<h2><strong>Le opere menzionate</strong></h2>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Arti visive</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/anouk-andrea-boni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Anatomia di luce”</strong>“Anatomia di luce” / Anouk Andrea Boni</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Trasfigura scarti di lampade al neon in immagini contemplative, rendendo visibili i processi dell’energia come traccia inscritta nella materia. I frammenti rivelano morfologie inattese e invitano a uno sguardo attento su ciò che resta in/visibile, proponendo una riflessione sulla responsabilità e sulla possibilità di trasformazione di ogni particella di luce.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/mehrnoosh-roshanaei/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Reflettó”</strong>“Reflettó” / Mehrnoosh Roshanaei</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Trasforma lo specchio in dispositivo critico, attivando uno sguardo consapevole sulla complessità sfaccettata della realtà. La spirale di frammenti rifrangenti rende la luce materia espressiva e produce un’immagine instabile che mette in crisi la trasparenza, invitando a rallentare la visione e ad assumere una posizione attiva di fronte alla molteplicità caleidoscopica della vita.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><strong>Design</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/lorenzo-ferrari/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Hotspot”</strong>“Hotspot” / Lorenzo Ferrari - Collettivo Kredo</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Trasforma l’energia in esperienza urbana integrando moduli di riscaldamento nelle microarchitetture esistenti. I luoghi di attesa diventano spazi di comfort e relazione, grazie al riuso delle infrastrutture e alla diffusione naturale del calore. L’energia si configura così come strumento di cura collettiva tra corpo, ambiente e città.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/matteo-marinaro/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Lampada IVI”</strong>“Lampada IVI” / Matteo Marinaro</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Rende visibile il consumo energetico nella vita quotidiana trasformando la luce in interfaccia consapevole. La segnaletica a soglie cromatiche e l’avviso acustico traducono il dato tecnico in esperienza sensoriale, favorendo attenzione e responsabilità. Il dispositivo unisce funzione pratica e consapevolezza.</em></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Difesa Costiera: pubblicato il Geodatabase di ISPRA</title>
<link>https://www.italia24.news/difesa-costiera-pubblicato-il-geodatabase-di-ispra</link>
<guid>https://www.italia24.news/difesa-costiera-pubblicato-il-geodatabase-di-ispra</guid>
<description><![CDATA[ ISPRA ha pubblicato e distribuito gratuitamente, sotto forma di un GEOdatabase, i dati che identificano e caratterizzano i tratti di costa italiana interessati dalla presenza delle opere di difesa rigide installate sul nostro territorio ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698b0a473c4be.webp" length="61704" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 10:47:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><b>L'Italia oggi ha quasi un quinto della costa interessato dalla presenza di opere rigide di difesa</b>: al 2020 si trattava di<span> </span><b>più di 1.500 km di costa</b>, pari al 18%, con una crescita sui dati del 2000 del 27%, oltre 200 km di costa. La Calabria, più di altre Regioni, ha visto crescere la costa interessata da queste strutture del 66%.<span> </span><b>Dal 2020 ad oggi, seguendo lo stesso trend, si aggiungerebbero circa ulteriori 50 km circa</b>.</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">I cambiamenti climatici hanno portato ad un aumento della frequenza e dell'intensità dei fenomeni meteorologici estremi, come cicloni mediterranei e mareggiate; l'innalzamento del livello del mare e le alterazioni dei regimi di vento e delle correnti amplificano l'energia delle onde, accelerando i processi di erosione costiera e aumentando la vulnerabilità delle coste già fragili. In questo contesto, episodi come il ciclone Harry, che si è recentemente abbattuto sulle coste di Sicilia, Calabria e Sardegna, non sono più eventi isolati, ma segnali di una tendenza strutturale che si aggiunge agli effetti di alcune attività umane e richiede strategie di adattamento e gestione costiera sempre più integrate e basate su evidenze scientifiche.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal">Eventi come questi hanno riportato l'attenzione sulle conoscenze e sugli strumenti che possono essere applicati per evitare il ripetersi di fenomeni come quelli accaduti nei giorni scorsi, a partire dalla mappatura dagli interventi già realizzati, soprattutto le opere di difesa "rigide", come le scogliere, in ulteriore sviluppo nonostante le <a href="http://www.erosionecostiera.isprambiente.it/linee-guida-nazionali" target="_blank" rel="noopener">Linee Guida nazionali</a> sottolineino come si tratti di soluzioni tali da limitare gli impatti in alcuni siti specifici, ma che allo stesso tempo limitano il ripascimento naturale su interi tratti costieri, bloccando il trasposto di sedimenti lungo la costa.</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><b>Negli scorsi decenni sono state istallate lungo la costa quasi 11.000 opere di difesa rigide,</b><span> </span>che interagiscono in modo diverso con le aree naturali circostanti. Ad esempio, in Liguria sono molto comuni le istallazioni di pennelli, cioè di scogliere perpendicolari alla costa capaci di intrappolare la dinamica sedimentaria. Lungo le regioni adriatiche il grosso delle spiagge è interessato dalla presenza di varie tipologie di scogliere staccate dalla linea di riva, capaci di limitare le onde e quindi l'effetto delle mareggiate. Spesso poi le opere rigide acquisiscono forme particolari per funzionamenti specifici, come il sistema di grandi pennelli "a T" lungo la costa tirrenica calabrese.</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal">Conoscere e poter integrare negli studi futuri le opere rigide costruite ed i tratti di costa interessati da questi interventi, diventa oggi un elemento chiave per attuare strumenti più efficaci, come una pianificazione coordinata ed azioni locali, tipicamente i ripascimenti delle spiagge.</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><b>ISPRA ha pubblicato e distribuito gratuitamente</b>, sotto forma di<span> </span><b>un geoDB</b>, i<span> </span><b>dati che identificano e caratterizzano i tratti di costa italiana interessati dalla presenza delle opere di difesa rigide installate sul nostro territorio</b>, quei tratti che risentono dell'influenza di strutture come scogliere, pennelli, muraglioni in cemento o scogliere radenti alla costa. La pubblicazione di questo geoDB si affianca a quella dei <strong>geoDB ISPRA "Assetto Costiero",</strong> che prendono in esame l'intero assetto nazionale, compresa la mappatura in alta risoluzione di tutte le opere di difesa costiera rigide presenti lungo il litorale italiano e che, seguendo la direttiva europea INSPIRE, sarà prossimamente aggiornato grazie ai risultati del<span> </span><b>PNRR-MER (Marine Ecosystem Restoration</b>).</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal">Il GeoDB rappresenta il riferimento italiano nell'ambito della definizione della linea di costa, offrendo un ulteriore elemento utile per il monitoraggio, la pianificazione e la progettazione costiera.</p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal">LINK AL <a href="https://sinacloud.isprambiente.it/portal/apps/webappviewer/index.html?id=089e0739893f482e9e9b627360b6ff6d" target="_blank" rel="noopener">GEODB</a><span> </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Semiconduttori, svolta UE: 700 milioni per NanoIC, il banco di prova europeo per i chip di nuova generazione</title>
<link>https://www.italia24.news/la-struttura-europea-nanoic-lue-investe-700-milioni-di-euro-per-la-piu-grande-linea-pilota-del-chips-act-in-europa</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-struttura-europea-nanoic-lue-investe-700-milioni-di-euro-per-la-piu-grande-linea-pilota-del-chips-act-in-europa</guid>
<description><![CDATA[ In Belgio, a IMEC, nasce un impianto da 2,5 miliardi per sperimentare design, macchinari e processi industriali dei chip sotto i 2 nanometri ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698b0a1629dd5.webp" length="52792" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 10:32:11 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-ada2e38e-7fff-9348-d7e1-73bd59fe14b6"><span>L'Unione Europea ha avviato la sua più grande linea pilota del </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/european-chips-act" target="_blank" rel="noopener"><span>Chips Act</span></a><span>, </span><a href="https://www.nanoic-project.eu/en" target="_blank" rel="noopener"><span>NanoIC</span></a><span>, presso </span><span>IMEC a Lovanio</span><span>, segnando una tappa fondamentale per lo sviluppo e la produzione di semiconduttori in Europa. Con un investimento complessivo di </span><strong>2,5 miliardi di euro</strong><span>, l'impianto ha ricevuto 700 milioni di euro di finanziamenti UE, 700 milioni da governi nazionali e regionali e il restante importo da ASML e altri partner industriali. NanoIC accelererà lo sviluppo di tecnologie per semiconduttori di nuova generazione, essenziali per l'intelligenza artificiale, i veicoli autonomi, la sanità e la tecnologia mobile 6G.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>NanoIC</strong><span> è la prima struttura europea a utilizzare la più avanzata macchina di litografia a ultravioletti estremi </span><span>(<strong>EUV</strong>)</span><span>, concentrandosi sulla progettazione e produzione di chip basati su tecnologie inferiori ai due nanometri. Ciò rappresenta un progresso significativo nella tecnologia europea di produzione dei semiconduttori.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La struttura è stata inaugurata dalla Vicepresidente esecutiva </span><strong>Henna Virkkunen</strong><span>, dal Primo ministro belga Bart De Wever e dal Ministro-presidente delle Fiandre Matthias Diependaele. Essa consentirà a ricercatori e imprese di testare nuovi progetti di chip, apparecchiature e processi su una scala quasi industriale prima della produzione di massa.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Progettate per portare le tecnologie dei chip "dal laboratorio alla fabbrica", le linee pilota costituiscono un pilastro fondamentale dell'iniziativa </span><span>Chips for Europe</span><span> nell'ambito del Chips Act. Esse rafforzeranno la posizione degli operatori europei nella catena di approvvigionamento globale dei semiconduttori e saranno aperte a partner affidabili, sostenendo la base industriale e la competitività dell'Europa e contribuendo al contempo a trattenere e attrarre talenti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>Maggiori informazioni sono disponibili nel </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_329" target="_blank" rel="noopener"><span>comunicato stampa</span></a><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Meta: La Commissione Europea notifica eventuali misure provvisorie per invertire l&amp;apos;esclusione di assistenti di IA terzi da WhatsApp</title>
<link>https://www.italia24.news/meta-la-commissione-europea-notifica-eventuali-misure-provvisorie-per-invertire-lesclusione-di-assistenti-di-ia-terzi-da-whatsapp</link>
<guid>https://www.italia24.news/meta-la-commissione-europea-notifica-eventuali-misure-provvisorie-per-invertire-lesclusione-di-assistenti-di-ia-terzi-da-whatsapp</guid>
<description><![CDATA[ La Commissione Europea ha espresso un parere preliminare secondo cui Meta potrebbe aver violato le norme antitrust dell’UE limitando l’accesso degli assistenti di IA di terze parti su WhatsApp, con possibili effetti negativi sulla concorrenza. Per evitare danni al mercato, la Commissione valuta l’adozione di misure provvisorie, nel rispetto dei diritti di difesa dell’azienda ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698b09c6bfc19.webp" length="28076" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 10:08:56 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div align="left">
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-e1e6c45c-7fff-f1da-0933-a2401540af69"><span>La <strong>Commissione Europea</strong> ha inviato a </span><strong>Meta</strong><span> una comunicazione degli addebiti, esprimendo il proprio parere preliminare secondo cui l'azienda avrebbe violato le norme antitrust dell'UE escludendo gli assistenti di intelligenza artificiale (IA) di terzi dall'accesso e dall'interazione con gli utenti su WhatsApp. Secondo la Commissione, tale comportamento rischia di ostacolare l'ingresso o l'espansione dei concorrenti in un mercato in rapida crescita come quello degli assistenti di IA.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Alla luce di ciò, la Commissione intende </span><strong>imporre misure provvisorie per evitare che questo cambiamento di politica produca un danno grave e irreparabile al mercato</strong><span>, fatto salvo il diritto di Meta di rispondere alle contestazioni e di esercitare pienamente i propri diritti di difesa.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il 15 ottobre 2025, Meta ha annunciato un aggiornamento dei Termini della soluzione WhatsApp Business che, di fatto, vieta agli assistenti di intelligenza artificiale di uso generale di terze parti l'accesso all'applicazione. Di conseguenza, dal 15 gennaio 2026 l'unico assistente di IA disponibile su WhatsApp è lo strumento proprietario di Meta, Meta AI, con l'esclusione dei concorrenti. La Commissione ha informato Meta che tale cambiamento di politica appare, a prima vista, contrario alle norme dell'UE in materia di concorrenza.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Teresa Ribera</span><span>, Vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva, ha dichiarato: «L'intelligenza artificiale sta offrendo innovazioni straordinarie ai consumatori, anche attraverso il mercato emergente degli assistenti di IA. È essenziale tutelare una concorrenza efficace in questo settore dinamico, il che significa non consentire alle grandi imprese tecnologiche di sfruttare illegalmente la loro posizione dominante per ottenere un vantaggio sleale. I mercati dell'IA si stanno evolvendo rapidamente e, di conseguenza, anche la nostra azione deve essere tempestiva. Per questo stiamo valutando l'adozione rapida di misure provvisorie nei confronti di Meta, al fine di preservare l'accesso dei concorrenti a WhatsApp durante lo svolgimento dell'indagine ed evitare che la nuova politica di Meta arrechi un danno irreversibile alla concorrenza in Europa».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_310" target="_blank" rel="noopener">comunicato stampa</a> è disponibile online.</span></p>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Microfluidica: l&amp;apos;utilizzo di canali di luce per guidare le particelle nei liquidi</title>
<link>https://www.italia24.news/microfluidica-lutilizzo-di-canali-di-luce-per-guidare-le-particelle-nei-liquidi</link>
<guid>https://www.italia24.news/microfluidica-lutilizzo-di-canali-di-luce-per-guidare-le-particelle-nei-liquidi</guid>
<description><![CDATA[ Lo studio pubblicato su Nature Communications e co-firmato da ricercatori del Politecnico di Torino sul possibile utilizzo della luce, apre nuove prospettive per applicazioni biomedicali, diagnostiche e di laboratorio ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698b098d17392.webp" length="39006" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 10:04:07 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><b><span>È possibile controllare con precisione il movimento di particelle e oggetti microscopici in ambienti liquidi?</span></b><span> Rispondere a questa domanda è una delle sfide centrali della </span><b><span>microfluidica</span></b><span>, la disciplina che studia il comportamento dei fluidi su scala micrometrica, con applicazioni fondamentali in ambito biomedicale, diagnostico e di laboratorio.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Un <b>nuovo studio</b></span><b><span> pubblicato su <i><a href="https://email.tmg.vrfy.email/c/eJxEzztuAyEQANDTQImGYfgVFGn2GhaCWRvJ7FpAvEpOH8lNbvBeTYWQveSkvQdHRmOQ3HN73uaLa_tt58EJakQXbGYSBH3eHarOteVaB8-p2pKPFOJePbEt3iAZLk67WCybCF4HC7tsCQEdIERtdKCgtPWQdQ678cGAj4Jg9bt6j_1HfQjymR5rvaYwXwI3gdt1XerI63uwKmcXuB3l7H0K3ORIg2v-cAVBW_nZMpI6-Jryf3JrNaHzVpNcSb4T_gUAAP__G-BOCQ" target="_blank" rel="noopener">Nature Communications</a></i></span></b><span>, frutto della collaborazione tra il <b>Politecnico di Torino</b>, la </span><b><span>Norwegian University of Science and Technology (NTNU)</span></b><span>, l’</span><b><span>Università di Göteborg</span></b><span> e l’</span><b><span>Università di Münster</span></b><span>, ha dimostrato che sì, è possibile </span><span>controllare con precisione i movimenti delle particelle su una superficie liquida, e per farlo si può <b>utilizzare esclusivamente la luce</b></span><span>, senza dover ricorrere alla fabbricazione di canali fisici o all’applicazione di pressione idrodinamica per generare i flussi.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Dal punto di vista applicativo, questa scoperta potrebbe avere un impatto significativo. In futuro, la tecnica potrebbe essere utilizzata, ad esempio, per <strong>trasportare e posizionare cellule, batteri o micro-particelle</strong> <b>in test diagnostici</b>; per <strong>miscelare o separare sostanze</strong> <b>in laboratorio su chip senza pompe o valvole</b>; per <strong>assemblare strutture microscopiche</strong> <b>in modo controllato</b>; per <b>semplificare dispositivi biomedicali e di ricerca</b>, riducendo dimensioni, costi e complessità dei sistemi microfluidici tradizionali.</span></p>
<p><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>L’approccio introdotto dagli autori della ricerca si discosta radicalmente dai metodi tradizionali impiegati oggi nella microfluidica: l’idea innovativa sta infatti nel <b>“disegnare” dei canali di flusso su una superficie liquida direttamente al microscopio, utilizzando la luce come unico strumento di lavoro</b>. Nello specifico, il fenomeno si basa sull’impiego di minuscole particelle sospese nel liquido – particelle colloidali – realizzate con speciali materiali polimerici fotoattivi (azopolimeri). Quando illuminate, queste particelle modificano la propria forma e mettono in movimento il fluido circostante, generando flussi controllabili. In questo modo, sia le particelle stesse sia oggetti passivi – come microparticelle, cellule e batteri – possono essere trasportati lungo percorsi controllati, senza bisogno di strutture microfabbricate come pompe o valvole, che spesso limitano la flessibilità degli esperimenti e aumentano costi e ingombri nei laboratori.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>L’elemento distintivo della scoperta è il <b>controllo preciso della direzione del flusso</b>, ottenuto non solo modulando la forma del fascio luminoso, ma anche una proprietà fondamentale della luce: la <b>polarizzazione</b>, che determina la direzione di oscillazione del campo elettrico dell’onda luminosa. È proprio questa caratteristica a rendere possibile la creazione di flussi intrinsecamente direzionali, distinguendo il metodo da altre tecniche di manipolazione ottica.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span></span></p>
<p><span>Un ulteriore vantaggio del nuovo approccio è l’integrazione naturale con i sistemi ottici: poiché molti esperimenti e analisi avvengono già al microscopio, il <strong>controllo dei flussi tramite luce può essere integrato direttamente nello stesso strumento</strong>, evitando così l’uso di apparati fluidici separati e spesso ingombranti.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>La ricerca è il risultato di <strong>quasi tre anni di lavoro interdisciplinare</strong> e nasce da una collaborazione avviata nell’ambito della <strong>Geilo School</strong>, storica scuola internazionale di fisica della materia condensata. Quello che era iniziato come uno studio esplorativo guidato dalla curiosità scientifica ha portato a una scoperta inattesa, aprendo nuove linee di ricerca nei campi della <strong>soft matter</strong>, della <strong>scienza dei colloidi</strong> e dell’<strong>optofluidica</strong>, con potenziali ricadute tecnologiche e biomedicali.</span></p>
<p><span></span></p>
<p>«Questo lavoro rappresenta un bell’esempio di serendipity nella ricerca – commenta <b>Emiliano Descrovi</b>, docente del Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT del Politecnico di Torino e tra gli autori dello studio – La nostra intenzione iniziale era di studiare le foto-deformazioni di singole particelle di azopolimero, disperse sulla superficie di liquido. (S)fortunatamente, si è rivelato molto difficile isolare individualmente le particelle, e ci siamo trovati ad illuminare con il laser, sotto il microscopio, molte particelle contemporaneamente. Ci siamo quindi accorti che in certe condizioni di densità di particelle, un moto collettivo andava ad instaurarsi, generando così un flusso la cui direzione veniva controllata dalla polarizzazione della luce. L’effetto è stato molto sorprendente perché mai osservato prima e ci ha indotto ad abbandonare il nostro piano iniziale, per comprenderne più profondamente i meccanismi. In futuro vorremo applicare questo nuovo sistema di trasporto di fluidi in ambito biologico, in sinergia con altri sistemi noti come le pinzette ottiche».</p>
<p></p>
<p><span lang="EN-US">Leggi l’articolo completo su<span> </span><i>Nature Communications</i>:<span> </span></span><span><a href="https://email.tmg.vrfy.email/c/eJxEz0FuwyAQAMDXwC0IljULBw69-BvRxqwTJNuJgMZqX18pl_5gpuQFQUhLdkQ2oHcQtexct2t_Sam_9XlItiVBiBMLKrR7vwcwu5TKpTTp3dShH3lZb0mkoGdBIFrDlFYoVtZbFOaAumawECzY5LyLGI2byLLjuHqK3lJSaMd-N--2_pgPQW_5McarK_-lYFYwn-dpDh7fTczy3BXM3EZdNukK5o4OA10sTJdA5NMl6ZabFP4UFNo6eKsMaA45u_7fXWvJEGhyqEfW7wx_AQAA__8J3lQq" target="_blank" rel="noopener"><b><span lang="EN-US">“<i>Directional flows using capillary assembly of photo-deformable colloidal particles at water-air interface”</i></span></b></a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cellule celebrali: l&amp;apos;utilizzo di nanofili trasparenti e imaging 3D per osservarne la morfologia</title>
<link>https://www.italia24.news/cellule-celebrali-lutilizzo-di-nanofili-trasparenti-e-imaging-3d-per-osservarene-la-morfologia</link>
<guid>https://www.italia24.news/cellule-celebrali-lutilizzo-di-nanofili-trasparenti-e-imaging-3d-per-osservarene-la-morfologia</guid>
<description><![CDATA[ Un team italo-statunitense coordinato da due studiose del Cnr ha messo a punto un approccio sperimentale che, grazie a nanofili vetrosi e trasparenti, permette di riprodurre in laboratorio la morfologia degli astrociti simile a quella assunta nel cervello ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698b095dd96d2.webp" length="54174" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 09:47:12 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un team di ricerca italo-statunitense composto da ricercatrici <strong>dell'Istituto per la microelettronica e i microsistemi del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Imm)</strong> e <strong>dell'Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività di Bologna (Cnr-Isof), </strong>e da colleghi del <strong>Department of Mechanical Engineering della Johns Hopkins University a Baltimora (USA)</strong>, ha sviluppato una strategia sperimentale che consente di ricreare e studiare in laboratorio una morfologia cellulare molto simile a quella del cervello, in particolare per osservare gli <strong>astrociti, </strong><span>una sottopopolazione di cellule del cervello.</span></p>
<p></p>
<p>Lo studio, pubblicato sulla rivista <strong>Advanced Science</strong>, ha dimostrato che la <strong>combinazione di nanomateriali trasparenti con tecniche avanzate di imaging ottico tridimensionale (3D) </strong>permette di osservare in vitro la morfologia naturale di queste cellule con un livello di dettaglio e realismo difficilmente ottenibile con gli approcci convenzionali.</p>
<p></p>
<p>Al centro della ricerca vi è l'integrazione di nanofili vetrosi e trasparenti con la tecnica ottica <strong>Low-Coherence Holotomography (LC-HT)</strong>, che fornisce una visualizzazione 3D ad alta risoluzione di cellule vive, senza ricorrere a marcatori fluorescenti e preservandone così l'integrità. Grazie ai substrati dei nanofili vetrosi, progettati per fungere simultaneamente da supporto per la crescita delle colture cellulari e da componente integrata del microscopio LC-HT, i ricercatori sono riusciti a ricreare un ambiente in vitro in cui gli astrociti, cellule gliali fondamentali per il funzionamento del sistema nervoso centrale, mostrano una morfologia molto simile a quella naturale. Questo ha permesso di ottenere informazioni altrettanto realistiche su forma, volume e massa cellulari, offrendo un quadro molto più fedele rispetto alle colture tradizionali.</p>
<p></p>
<p>«Riprodurre in vitro strutture cellulari con morfologie che rispecchino fedelmente quelle presenti in vivo è una sfida cruciale per studiare la loro funzionalità biologica e l'origine di numerose patologie», spiega <strong>Annalisa Convertino</strong>, ricercatrice di Cnr-Imm. «Con riferimento agli astrociti, quando questi sono coltivati in vitro su superfici planari, come i tradizionali vetrini da microscopio o le piastre di Petri, tendono ad appiattirsi, assumendo una forma poligonale priva delle ramificazioni tipiche, quelle che nel cervello permettono loro di formare una complessa rete indispensabile al supporto dell'attività neuronale. Al contrario, quando crescono sui nanofili, gli astrociti recuperano una morfologia stellata ricca di estensioni, molto simile a quella che assumono nel tessuto cerebrale: in questo modo possiamo studiarli in maniera molto più approfondita e precisa».</p>
<p></p>
<h2>Una tecnica innovativa per l'imaging cellulare</h2>
<p></p>
<p>La tecnica, frutto di una forte sinergia tra competenze italiane e statunitensi, è innovativo in quanto unisce <strong>nanotecnologie, biofotonica e ingegneria biomedica</strong>. «La tecnica LC-HT rappresenta un nuovo modo di esplorare la morfogenesi cellulare con un dettaglio 3D straordinario, senza alterare le caratteristiche molecolari delle cellule come invece avviene con tecniche di biologia molecolare più invasive che prevedono l'impiego di marcatori e di conseguenza l'impossibilità di osservare le cellule in tempo reale», aggiunge <strong>Emanuela Saracino,</strong> ricercatrice di Cnr-Isof.</p>
<p></p>
<p>«Il segreto risiede nel combinare nanomateriali e tecniche biofotoniche in modo che si potenzino a vicenda. Questa integrazione permette di osservare meglio come le cellule crescono e comunicano con l'ambiente che le circonda, offrendo un nuovo modo per studiare in vitro i processi biologici», commenta <strong>Ishan Barman</strong> (JHU).</p>
<p></p>
<p>I risultati aprono una nuova frontiera nell'ambito dell<strong>'imaging cellulare</strong> applicato allo studio dello sviluppo cellulare, alla comprensione delle patologie neurodegenerative e alla sperimentazione di nuovi farmaci, grazie alla possibilità di osservare cellule vive senza marcatori e in condizioni fisiologiche realistiche. Una tecnica che, in prospettiva, permetterà di esplorare nuovi orizzonti della biomedicina e della biofisica, considerando questi progressi come un punto di partenza per indagare con maggiore precisione e realismo le proprietà del cervello, la complessa rete neuronale e la capacità delle cellule di comunicare e riorganizzarsi nei casi di malattie cerebrali.</p>
<p></p>
<p>La collaborazione tra il Cnr e la Johns Hopkins University è sostenuta dal <strong>Laboratorio Congiunto CNR–JHU "Integrating Transparent Nanowires in Optical Diffraction Tomography to Investigate Collective Cell Behaviour</strong>" un'iniziativa del Cnr che favorisce lo scambio scientifico e lo sviluppo di tecnologie avanzate in ambito biofisico. Lo studio è stato supportato anche dall'<strong>U.S. Air Force Office of Scientific Research</strong> e rientra nelle attività del <strong>Gruppo di Lavoro su Materiali Avanzati, Nanomateriali e Biofisica,</strong> promosso nell'ambito della <strong>Cooperazione scientifica e tecnologica Italia–USA,</strong> guidato da Luigi Ambrosio (Cnr) e Sofi Bin-Salamon (AFOSR).</p>
<p></p>
<p>Link allo studio:<span style="text-decoration: underline;"> </span><a title="Collegamento esterno" class="v1OWAAutoLink" id="v1OWAcad2c6bd-14f7-7235-3a65-6bdf09ac7d5a" href="https://advanced.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/advs.202513424" target="_blank" rel="noopener">P. Anantha, A. Gupta, J. H. Kim, E. Saracino, P. Raj, I. Lucarini, S. Tanwar, J. Chen, L. Gu, J. Agrawal, A. Convertino*, I. Barman*. "Disordered Glass</a><a title="Collegamento esterno" class="v1OWAAutoLink" id="v1OWAcad2c6bd-14f7-7235-3a65-6bdf09ac7d5a" href="https://advanced.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/advs.202513424" target="_blank" rel="noopener"> Nanowire </a><a title="Collegamento esterno" class="v1OWAAutoLink" id="v1OWAcad2c6bd-14f7-7235-3a65-6bdf09ac7d5a" href="https://advanced.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/advs.202513424" target="_blank" rel="noopener">Substrates Produce in Vivo-Like Astrocyte Morphology Revealed by Low-Coherence Holotomography"</a><span> Advanced Science, 13 </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Mostra fotografica Global Health: il racconto dell’esperienza tra ricerca, formazione e cooperazione</title>
<link>https://www.italia24.news/mostra-fotografica-global-health-il-racconto-dellesperienza-tra-ricerca-formazione-e-cooperazione</link>
<guid>https://www.italia24.news/mostra-fotografica-global-health-il-racconto-dellesperienza-tra-ricerca-formazione-e-cooperazione</guid>
<description><![CDATA[ Inaugurato oggi alla Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza il progetto espositivo che unisce testimonianze dal campo e percorsi di ricerca ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698a4118d18de.webp" length="87564" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 21:16:59 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;">Raccontare la salute globale attraverso i volti, i luoghi e le esperienze di chi lavora e si forma nei contesti a risorse limitate: è questo l’obiettivo della mostra <i>Global Health</i>, promossa nell’ambito delle attività di ricerca, formazione e cooperazione internazionale sviluppate dall’<strong>Università degli Studi di Milano-Bicocca</strong> e dalla <strong>Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori.</strong></span><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">La mostra nasce all’interno delle attività del <strong>Bicocca Global Health Cente</strong>r dell’<strong>Università degli Studi di Milano-Bicocca,</strong> con particolare riferimento alle attività dell’outpost universitario in <strong>Uganda</strong>, avviato per rafforzare la collaborazione scientifica, clinica e formativa con i <strong>Paesi a basso reddito</strong>. Un’esperienza che integra ricerca, didattica e impegno sul campo, coinvolgendo docenti, ricercatori, studenti, medici e infermieri.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">L’idea della mostra prende forma come strumento di divulgazione e restituzione pubblica di questo percorso: non solo risultati scientifici, ma soprattutto persone, relazioni e pratiche di cura. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">L’esposizione accompagna il visitatore dentro il significato contemporaneo di <i>Global Health</i>, un approccio integrato alla salute che tiene insieme dimensione clinica, sociale, formativa e culturale. I pannelli raccontano infatti le attività di ricerca e cooperazione nei contesti a risorse limitate e le esperienze formative vissute da studenti e giovani professionisti sanitari, restituendo il valore umano e professionale di questi percorsi. Accanto al ruolo dell’università e delle istituzioni ospedaliere, emerge il contributo fondamentale delle organizzazioni non governative partner: Fondazione Corti, Medici con l’Africa CUAMM, Fondazione Italia-Uganda, Fondazione Dr. Ambrosoli e Fondazione Maria Letizia Verga, che, attraverso partnership di lungo periodo, contribuiscono alla costruzione di modelli di cooperazione sostenibili e radicati nei territori. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">La mostra si inserisce nel quadro delle attività del Bicocca Global Health Center, istituito dal <strong>Dipartimento di Medicina e Chirurgia</strong> dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca con l’obiettivo di contribuire al panorama della salute globale attraverso ricerca, formazione e<strong> collaborazione con partner non governativi.</strong> Il Centro promuove un ambiente in cui studenti, ricercatori e docenti affrontano le sfide complesse della salute globale per generare un cambiamento concreto e condiviso.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Cuore dell’attività del Centro è il <strong>Two Pillars Project,</strong> un percorso formativo che mira a formare la nuova generazione di leader della salute globale, sviluppando sia le competenze professionali sia la crescita personale di studenti e medici in formazione. In questa cornice si colloca la creazione dell’outpost <strong>BRIDGE-Uganda</strong> (<i>Bicocca Research and Innovation for Development and Global Health</i>) presso il <strong>Lacor Hospital,</strong> nato per sostenere lo sviluppo e la sostenibilità di soluzioni sanitarie di qualità, programmi educativi e pratiche cliniche guidate a livello locale, attraverso un approccio multidisciplinare.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">La mostra esposta presso la <strong>Palazzina Accoglienza della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori,</strong> rafforza la <strong>collaborazione tra l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e l’IRCCS</strong>, valorizzando il dialogo tra ricerca accademica, pratica clinica e impegno internazionale e si propone come uno spazio di riflessione aperto.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong class="Yjhzub" jscontroller="zYmgkd" jsuid="VQMSuf_l">«</strong>Questa mostra racconta il significato più autentico della salute globale per l’università e per le istituzioni sanitarie: un impegno che unisce ricerca, didattica e cooperazione internazionale. È anche un forte valore formativo per studenti e giovani professionisti, che crescono attraverso esperienze sul campo condivise con le ONG partner. Un percorso che dimostra come la collaborazione tra saperi, persone e territori possa generare un impatto reale e duraturo<strong class="Yjhzub" jscontroller="zYmgkd" jsuid="VQMSuf_l">»</strong>, sottolinea <strong>Pietro Invernizzi</strong>, Direttore Scientifico della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong class="Yjhzub" jscontroller="zYmgkd" jsuid="VQMSuf_l">«</strong>La salute è un bene universale, ma non è distribuita in modo equo.</span><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Tahoma',sans-serif;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"> <span class="agcmg">Le fotografie raccontano questa realtà: ospedali in contesti fragili, medici, infermieri e studenti italiani che lavorano fianco a fianco con colleghi internazionali, pazienti che affrontano la malattia con dignità e speranza. Sono immagini che parlano di incontro, ricerca, formazione e responsabilità globale</span>. <span class="agcmg">Perché questa mostra al San Gerardo?</span> <span class="agcmg">Perché l’IRCCS non è solo un ospedale: è un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, con una forte vocazione alla ricerca e alla formazione - spiega il Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori <strong>Claudio Cogliati </strong>-. È convenzionato con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e ospita il Campus Biomedico, dove si formano migliaia di studenti di Medicina e Professioni Sanitarie, coinvolti in progetti nazionali e internazionali sulla salute globale. La mostra, ospitata negli spazi del San Gerardo, è un invito a riflettere sul ruolo degli ospedali nel costruire una sanità più equa, in Italia e nel mondo<strong class="Yjhzub" jscontroller="zYmgkd" jsuid="VQMSuf_l">»</strong>.</span></span><o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Batteri “restauratori” diventano arte: ENEA porta i microrganismi vivi nelle sculture di Alessia Forconi</title>
<link>https://www.italia24.news/batteri-restauratori-diventano-arte-enea-porta-i-microrganismi-vivi-nelle-sculture-di-alessia-forconi</link>
<guid>https://www.italia24.news/batteri-restauratori-diventano-arte-enea-porta-i-microrganismi-vivi-nelle-sculture-di-alessia-forconi</guid>
<description><![CDATA[ Da Gea a Linfa, due opere in marmo trasformate dalla vita microscopica: ceppi non patogeni e non OGM della collezione ENEA creano colori e patine, ribaltando la logica del biorestauro ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698b568921e5d.webp" length="45512" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 16:36:46 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">I batteri “restauratori” provenienti dalla collezione microbica di ENEA diventano parte integrante di opere d’arte contemporanea, grazie a un progetto dell’artista <strong>Alessia Forconi</strong>, che ha realizzato due sculture in marmo, <strong>Gea e Linfa</strong>, in cui sono stati utilizzati microrganismi vivi.</span></p>
<h3>La collaborazione tra arte e ricerca ENEA</h3>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Per ENEA hanno preso parte al progetto le ricercatrici <strong>Patrizia Paganin, Flavia Tasso e Chiara Alisi</strong><strong> </strong>del <strong>Laboratorio di Tecnologie per la salvaguardia del patrimonio architettonico e culturale</strong> (Dipartimento Sostenibilità), che hanno messo a disposizione competenze nel campo della microbiologia e i microrganismi della<a href="https://www.collezionemicrobica.enea.it/it/" target="_blank" rel="noopener"> collezione ENEA</a>, un patrimonio di batteri e funghi raccolti, studiati e preservati per applicazioni di <strong>biorisanamento nel restauro e nella conservazione dei beni culturali.</strong></span></p>
<h3>Ceppi selezionati e sicurezza: non patogeni e non OGM</h3>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«La selezione dei microrganismi è avvenuta con particolare attenzione alla sicurezza: si tratta di ceppi ambientali, non patogeni e non geneticamente modificati, isolati da siti di grande valore archeologico e storico, come la <strong>Tomba della Mercareccia di Tarquinia (Viterbo)</strong><strong> </strong>e la <strong>Cappella del Palazzo dei Papi di Avignone</strong>, ma anche da aree contaminate di interesse nazionale come <strong>Bagnoli (Napoli)</strong><strong> </strong>e <strong>Ingurtosu (Cagliari)</strong>», spiega la ricercatrice ENEA <strong>Patrizia Paganin</strong>. «Molti di questi microrganismi – prosegue – hanno già “dialogato” con la storia dell’arte: sono gli stessi che hanno contribuito al <strong>biorestauro dei monumenti funebri di Michelangelo</strong> nella<strong> </strong><strong>Sagrestia Nuova delle Cappelle Medicee</strong> di Firenze e alla <strong>biopulitura della Madonna del Parto</strong><strong> </strong>di <strong>Jacopo Sansovino</strong><strong> </strong>a Roma, tra i più recenti interventi condotti da ENEA».</span></p>
<h3>Gea: la vita microscopica “confinata” in una sfera</h3>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">In <strong>Gea</strong>, l’opera che raffigura la Terra, i microrganismi non sono a diretto contatto con il marmo e con l’ambiente esterno, ma restano confinati in una sfera collocata sulla testa della statua e contenente il terreno di coltura. «Al suo interno i batteri crescevano, mutavano e si trasformavano, dando vita a colori, forme e texture diverse che evolvevano nel tempo, rendendo l’opera viva e in continuo cambiamento: un vero e proprio dialogo tra materia, energia e vita microscopica», spiega l’artista <strong>Alessia Forconi</strong>. Attualmente l’opera senza batteri è esposta alla <strong>Reggia di Portici</strong> fino al <strong>12 aprile</strong>, ma presto i microrganismi torneranno a far parte della statua.</span></p>
<h3>Linfa: patine cromatiche sul marmo, una “sfida al contrario”</h3>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«In <strong>Linfa</strong>, l’artista ha voluto utilizzare i nostri microrganismi per creare patine cromatiche sul marmo, una sfida affascinante e anche divertente, perché di solito li impieghiamo per il processo opposto: la <strong>biopulitura</strong>, ossia la rimozione di quelle stesse patine dalle superfici lapidee», aggiunge la ricercatrice ENEA.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Rispetto a Gea, <strong>Linfa</strong><strong> </strong>è un’opera più sperimentale, perché è stata esposta nei giardini dello storico <strong>Palazzo Mezzacapo di Maiori</strong>, in un ambiente già fortemente colonizzato da microorganismi, in cui il marmo, trattato con il terreno di coltura per batteri e funghi forniti da ENEA, è rimasto a diretto contatto con l’ambiente naturale», conclude l’artista<strong> </strong><strong>Alessia Forconi</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><b id="docs-internal-guid-4315e19b-7fff-e7ef-33f6-70bd9fdb776d"></b></span><br><br></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Progetti INFN: nuove risorse e investimenti da parte del MUR nell&amp;apos;ambito del PNRR</title>
<link>https://www.italia24.news/progetti-infn-nuove-risorse-e-investimenti-da-parte-del-mur-nellambito-del-pnrr</link>
<guid>https://www.italia24.news/progetti-infn-nuove-risorse-e-investimenti-da-parte-del-mur-nellambito-del-pnrr</guid>
<description><![CDATA[ Il Ministero dell&#039;Università e della Ricerca ha approvato il finanziamento di tre progetti a guida INFN che mettono in sicurezza le infrastrutture costruite negli anni del PNRR ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6989be9817601.webp" length="43688" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 11:19:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Con la pubblicazione delle graduatorie di merito delle <strong>Manifestazioni di Interesse del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021–2027, il Ministero dell’Università e della Ricerca approva il 6 febbraio il finanziamento di tre progetti a guida delI'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)</strong>: ASTRA Applied Superconductivity for Technology and Research Advancement, CREST Computing Research infrastructure for Engineering, Science and Technology e NAUTILUS Neutrino Astronomy Undersea enabled by Technology &amp; Innovation for Long-term Universe Studies; tre proposte che mettono in sicurezza le infrastrutture costruite negli anni del PNRR.</p>
<p></p>
<p><strong>ASTRA</strong> (finanziata con 23.169.492,67 euro suddivisi tra <strong>INFN, UniGE, UniMI, UniNA, UniSalento, UniSA</strong>) rappresenta la naturale prosecuzione del <strong>progetto IRIS</strong>, un’infrastruttura distribuita su tutto il territorio nazionale per lo sviluppo di <strong>tecnologie superconduttive ad alta temperatura e ad alto campo magnetico </strong>sia per applicazioni civili – come i cavi di connessione per il trasporto di energia elettrica e la riduzione delle perdite energetiche – sia per la realizzazione di magneti per gli acceleratori di particelle del futuro.</p>
<p></p>
<p><strong>CREST</strong> (che ha ricevuto 15.500.000,00 euro da suddividere tra <strong>INFN, UniNA, UniBA, CNR, OGS, INGV</strong>) dà un futuro al progetto <strong>TeRABIT</strong>, una vera e propria <strong>autostrada digitale</strong> di ultima generazione per l’interconnessione e lo scambio di informazioni tra le comunità scientifiche italiane alla velocità del terabit (1000 miliardi di bit) al secondo.</p>
<p></p>
<p><strong>NAUTILUS</strong> (ricevente 15.441.620,00 euro) prosegue il progetto <strong>KM3NeT4RR</strong>, volto ad ampliare, presso il sito italiano di Capo Passero, a largo della Sicilia, il <strong>telescopio sottomarino per neutrini ARCA-KM3NeT</strong>, e dunque a contribuire in modo significativo allo sviluppo dei programmi scientifici di astronomia multimessagera.</p>
<p></p>
<p>«Accogliamo con grande soddisfazione il finanziamento di ASTRA, CREST e NAUTILUS, che garantisce continuità e prospettiva alle infrastrutture dell’INFN costruite grazie al PNRR», commenta <strong>Antonio Zoccoli</strong>, presidente dell’INFN. «Gli investimenti fatti finora hanno prodotto un ecosistema di ricerca sempre più maturo, interconnesso e capace di innovare. Grazie al supporto del Ministero dell’Università e della Ricerca, l’Italia può proseguire in questa direzione, consolidando la propria competitività sulla scena internazionale, e continuando a generare conoscenza, tecnologie e ricadute strategiche per il Paese a partire dalle sue infrastrutture scientifiche d’avanguardia».</p>
<p></p>
<p>Sono stati finanziati inoltre i progetti <strong>Q-Sud e PIMIQ</strong>, ai quali l’INFN partecipa, e due progetti di cui l’INFN è co-proponente: il <strong>progetto CTA++ Cherenkov Telescope Array Plus Plus</strong> (che succede a CTA+) per il completamento del grande osservatorio per astronomia gamma da terra <strong>CTAO Cherenkov Telescope Array Observatory</strong>, coordinato dall’INAF; e il progetto <strong>NATURE Network for Advancing Technology in Using Research infrastructures for Environment (prosecuzione di ITINERIS),</strong> volto a istituire un sistema integrato italiano per l’osservazione e il monitoraggio del sistema terrestre e i suoi cambiamenti, coordinato dal CNR.</p>
<p></p>
<p>Infine, anche i progetti <strong>ECHO-TWIN-NET ed ECHO-TWIN-RISE</strong>, presentati dall’hub <strong>ICSC Centro Nazionale di Ricerca in High-Performance Computing, Big Data and Quantum Computing</strong>, al quale l’INFN partecipa, hanno ottenuto il via libera al finanziamento.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano, spazio pubblico: il progetto di riqualificazione “Scuola Oasi” per la piazza scolastica di via Sacchini</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-spazio-pubblico-la-piazza-scolastica-di-via-sacchini-scuola-oasi-riqualificazione</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-spazio-pubblico-la-piazza-scolastica-di-via-sacchini-scuola-oasi-riqualificazione</guid>
<description><![CDATA[ Prende via a Milano Il progetto “Scuola Oasi” di Legambiente Festambiente APS per la riqualificazione dello spazio pubblico nella strada scolastica di via Sacchini ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6989becce082b.webp" length="70688" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 10:56:28 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-d1282f8d-7fff-b545-bddc-8a750cbabd2b"><span>A Milano, La Giunta comunale ha approvato gli indirizzi per l'accettazione della donazione da parte di </span><strong>Legambiente Festambiente APS</strong><span> finalizzata alla realizzazione della </span><span>"<strong>Scuola Oasi</strong>"</span><span>, un progetto innovativo di riqualificazione dello spazio pubblico che punta a coniugare sostenibilità, accessibilità e sicurezza. Il progetto segna il passaggio dalla fase di sperimentazione della strada scolastica di via Sacchini alla sua sistemazione definitiva.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Si tratta di un progetto significativo oltre che bello – affermano gli assessori </span><strong>Marco Mazzei</strong><span> (Spazio pubblico) ed </span><strong>Elena Grandi</strong><span> (Verde) –, perché ci consente di arrivare a una riqualificazione definitiva dopo la sperimentazione che abbiamo realizzato su richiesta della comunità scolastica. 'Scuola Oasi' dimostra come il dialogo e la partecipazione attiva di scuole, famiglie, associazioni e il contributo delle aziende possano diventare parte integrante delle politiche pubbliche. Con questo progetto faremo un nuovo passo verso una città sempre più verde, fresca e accessibile, in linea con il nostro Piano Aria e Clima che ci sta portando a creare nei quartieri spazi verdi, depavimentati e drenanti, con alberi e strutture ombreggianti».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'area, compresa tra le vie Porpora e Costa nel </span><strong>Municipio 3</strong><span><strong>, </strong>adiacente all'</span><strong>Istituto comprensivo "Quintino di Vona-Tito Speri",</strong><span> era stata pedonalizzata nel 2022 grazie a un intervento di urbanistica tattica, realizzato nell'ambito del programma "<strong>Piazze Aperte per ogni scuola</strong>", con l'obiettivo di migliorare la sicurezza degli studenti e delle studentesse durante l'ingresso e l'uscita dalla scuola. La strada scolastica è nata su proposta di numerose realtà, ICS Tito Speri-Quintino Di Vona, WAU Milano, Verde Porpora, Quinzii Terna Achitecture, Mondo Creativo, Kokoro ASD, Borgo in città, Associazione Genitori Tito Speri, Libreria Aribac, Associazione Culturale Salumeria del Design, ASD San Gabriele Basket, che hanno siglato un Patto di collaborazione con il Municipio 3, con l'impegno di prendersene cura e animarla con momenti di gioco, sport e cultura.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Legambiente Festambiente APS ha promosso la redazione del progetto di riqualificazione e coprirà l'esecuzione dei lavori grazie ad un contributo privato dell'azienda italiana Loacker S.p.A. di 100mila euro. A tanto ammonta il valore complessivo dell'intervento che prevede una vera e propria rivoluzione per l'area, con la realizzazione di <strong>diciassette isole verdi</strong> permanenti e opere di <strong>depavimentazione</strong> che aumenteranno le superfici permeabili, mitigheranno gli effetti delle isole di calore e favoriranno un microclima urbano più salubre.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Partecipano al progetto anche Legambiente Lombardia Onlus (produzione esecutiva), Quinzii Terna Architecture (ideazione e progettazione), Parco Nord Milano (progettazione esecutiva e direzione dei lavori), eERG - end-use Efficiency Research Group / Dipartimento di Architettura e Studi Urbani - DAStU, Politecnico di Milano (misurazioni ambientali) e l'Istituto Comprensivo Tito Speri-Quintino Di Vona (progettazione partecipata con la comunità scolastica), con le associazioni firmatarie del Patto di collaborazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le opere verranno successivamente acquisite dal patrimonio comunale, integrando definitivamente l'intervento nel tessuto urbano cittadino e garantendo la sua fruizione da parte della collettività per gli anni a venire.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Siamo entusiasti di questo progetto, che definisce nuove modalità di intervento nello spazio pubblico a favore dell'ambiente, e ringraziamo particolarmente l'azienda Loacker e il Comune di Milano che lo hanno reso possibile – affermano </span><strong>Barbara Meggetto</strong><span>, presidente di Legambiente Lombardia e </span><strong>Angelo Gentili</strong><span>, presidente di Legambiente Festambiente –. Il contrasto agli effetti della crisi climatica in un contesto sollecitato come quello urbano acquista un modello che può rivoluzionare la presenza della natura in città, restituendo benessere e bellezza alle persone di tutte le età, abilità e generi. Ci auguriamo che l'esempio di via Sacchini sia solo il primo di molti interventi di questo tipo, in una città che può vincere le isole di calore anche grazie alla collaborazione tra pubblico e privato».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>"Scuola Oasi" è il risultato di un processo partecipativo che ha visto promuovere, nei primi mesi dell'anno scorso, una serie di laboratori di co-progettazione, condotti da </span><strong>AMAT, Legambiente e Quinzii Terna Architecture</strong><span>, con bambini e bambine, ragazzi e ragazze delle scuole primarie e secondarie di primo grado, chiamati ad esprimersi - dopo alcuni sopralluoghi e osservazioni accompagnati da figure esperte - proprio sui temi della riqualificazione dello spazio pubblico.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>INAF nell&amp;apos;ambito del PNRR: nuovi investimenti da parte del MUR per finanziare nuovi progetti e sviluppare tecnologie innovative</title>
<link>https://www.italia24.news/inaf-nellambito-del-pnrr-nuovi-investimenti-da-parte-del-mur-per-finanziare-nuovi-progetti-e-sviluppare-tecnologie-innovative</link>
<guid>https://www.italia24.news/inaf-nellambito-del-pnrr-nuovi-investimenti-da-parte-del-mur-per-finanziare-nuovi-progetti-e-sviluppare-tecnologie-innovative</guid>
<description><![CDATA[ Assegnati oltre 55 milioni di euro da parte del Ministero dell&#039;Università e della Ricerca all&#039;INAF per finanziare progetti per il potenziamento di attività di ricerca, sviluppo di tecnologie innovative e realizzazione di nuovi laboratori per l&#039;astrofisica nell&#039;ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6989be4d7be2d.webp" length="43684" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 10:51:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-6502e243-7fff-701f-a13e-0624245c685f"><span>Il <strong>Ministero dell'Università e della Ricerca</strong> ha assegnato <strong>55,22 milioni di euro all'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF),</strong> come riportato nelle graduatorie di merito delle <strong>Manifestazioni di Interesse del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021–2027 </strong>recentemente pubblicate. I fondi per l'INAF, parte di un'assegnazione complessiva di oltre </span><span>274 milioni di euro a Enti di Ricerca e Università italiane</span><span>, andranno a finanziare progetti per il potenziamento di attività di ricerca, sviluppo di tecnologie innovative e realizzazione di nuovi laboratori per l'astrofisica.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Le risorse assegnate all'INAF nell'ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività – circa 55 milioni di euro, cui si aggiungono i quasi 5 milioni del fondo premiale ottenuti nei giorni scorsi – confermano la volontà di guardare oltre il PNRR, mettendo in sicurezza, passo dopo passo, infrastrutture, filiere di ricerca e capitale umano essenziali per la competitività scientifica del Paese», commenta </span><strong>Roberto Ragazzoni</strong><span>, Presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, che continua: «Sono risultati che nascono dal lavoro concreto della nostra comunità scientifica e ci permettono di continuare a progettare il futuro, dalla ricerca di base all'innovazione tecnologica, in collaborazione stabile con università, enti di ricerca e rete industriale. Come INAF investiamo ogni giorno competenze e infrastrutture al servizio dell'Italia e della comunità scientifica internazionale, consolidando il ruolo dell'astrofisica italiana nel panorama scientifico mondiale e la nostra capacità di attrarre talenti, sviluppare tecnologie innovative e contribuire alle grandi missioni spaziali e alle infrastrutture strategiche nazionali ed europee».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L'INAF vede finanziati tre suoi progetti, che proseguono altrettante linee di attività già finanzate con fondi PNRR di cui l'INAF stesso è capofila e che coinvolgeranno in modo significativo la filiera industriale del nostro Paese: </span><span>CTA++, STILEMI e ASTRASud.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Il progetto CTA++ (</strong>finanziato con 18.777.000,00 € e avente come partner l'Università degli Studi di Palermo, Politecnico di Bari, Università degli Studi di Bari, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Università degli Studi di Siena) mira a </span><strong>espandere le applicazioni dell'astrofisica particellare in settori di frontiera</strong><span><strong>,</strong> sfruttando l'esperienza acquisita nell'ambito del </span><span>Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO)</span><span>, il più grande e potente osservatorio di raggi gamma al mondo in corso di realizzazione. Alcuni degli ambiti di sviluppo progettuale coinvolgeranno tecniche per lo studio e il monitoraggio di vulcani attivi e metodologie complementari alla sorveglianza spaziale tradizionale, ricerca su sensori al silicio con <strong>potenziale trasferimento tecnologico in settori biomedicali, monitoraggio ambientale e atmosferico avanzato.</strong></span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il programma <strong>STILEMI</strong> (finanziato con 18.729.994,22 € e totalmente INAF) ha l'obiettivo di creare un ecosistema di eccellenza tecnologica per supportare la missione scientifica di INAF e fungere da motore di innovazione, in particolare per il settore aerospaziale e delle micro/nano-tecnologie. STILEMI prevede la realizzazione di alcuni </span><strong>Laboratori altamente innovativi, tra cui una Camera di Simulazione dell'Ambiente Lunare</strong><span><strong> </strong>per replicare e controllare le ostili condizioni lunari e testare il degrado degli strumenti spaziali, un acceleratore ionico ad alta energia per la scienza dei materiali in ambienti estremi, una facility per la caratterizzazione e la fabbricazione di materiali e dispositivi integrati su scala nanometrica. Sono inoltre previste una facility avanzata per test a radio frequenza, una di ottica adattiva avanzata e una per lo sviluppo tecnologico e il test di componenti ottiche per telescopi ottici a largo campo.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La proposta <strong>ASTRASud</strong> (finanziata con 17.512.992,78 € e totalmente INAF) vuole </span><strong>aggiornare i radiotelescopi e i telescopi dell'INAF presenti nelle regioni dell'Italia meridionale</strong><span><strong>, </strong>con il duplice scopo di rispondere alle attuali richieste di sorveglianza spaziale e per la ricerca nel campo dell'astronomia multimessaggera. L'obiettivo è di aggiornare i ricevitori del Sardinia Radio Telescope in Sardegna e del radiotelescopio di Noto in Sicilia per l'osservazione ad alta e bassa frequenza. ASTRASud si propone anche di sviluppare nuovi telescopi ottici per lo </span><span>space weather</span><span> e lo studio del Sole, progettare, realizzare e testare telescopi per l'osservazione del cielo a grande campo di vista, nonché sviluppare potenti sistemi di calcolo e algoritmi di processamento dei dati acquisiti.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea rafforza la sicurezza dei cavi sottomarini: 347 milioni di euro in investimenti e nuovi strumenti</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-rafforza-la-sicurezza-dei-cavi-sottomarini-347-milioni-di-euro-in-investimenti-e-nuovi-strumenti</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-rafforza-la-sicurezza-dei-cavi-sottomarini-347-milioni-di-euro-in-investimenti-e-nuovi-strumenti</guid>
<description><![CDATA[ Bruxelles presenta un nuovo pacchetto di misure e definisce progetti di interesse europeo sui cavi di dati sottomarini stanziando 347 milioni di euro tramite il MCE Digitale, includendo un bando da 20 milioni per potenziare le capacità di riparazione ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6989be24978ca.webp" length="42190" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 10:46:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-d0b43ad3-7fff-2fef-bffb-1b7157b1d9de"><span>I <strong>cavi di dati sottomarini</strong>, che trasportano il <strong>99% del traffico internet</strong> intercontinentale, sono essenziali per la vita moderna e per l'economia europea. A fronte dei rischi crescenti per queste infrastrutture critiche nell'UE, la Commissione Europea sta intensificando gli sforzi per rafforzarne la sicurezza e la resilienza: il 5 febbraio ha infatti varato un <strong>nuovo pacchetto di strumenti per la sicurezza dei cavi</strong>, che prevede misure di attenuazione dei rischi e un elenco di progetti di interesse europeo sui cavi (CPEI). Inoltre la Commissione ha modificato il </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/activities/cef-digital" target="_blank" rel="noopener"><span>programma di lavoro digitale del meccanismo per collegare l'Europa (MCE)</span></a><span> al fine di stanziare <strong>347 milioni di euro per progetti strategici relativi ai cavi sottomarini</strong>, compreso un invito a presentare proposte (lanciato oggi) da <strong>20 milioni di euro per rafforzare le capacità di riparazione dell'Europa.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il pacchetto di strumenti delinea <strong>sei misure strategiche</strong> e quattro misure tecniche e di sostegno per migliorare la sicurezza delle infrastrutture di cavi sottomarini. È basato sulla </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/library/report-security-and-resilience-eu-submarine-cable-infrastructures" target="_blank" rel="noopener"><span>valutazione</span></a><span> dei rischi svolta nell'ottobre 2025, che ha individuato scenari di rischio, minacce, vulnerabilità e dipendenze. L'elenco delle 13 aree del CPEI per i finanziamenti pubblici prevede tre fasi quinquennali, fino al 2040, per finanziare progetti volti a rafforzare la resilienza dei cavi sottomarini.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Come accennato in precedenza, si apre un invito da 20 milioni di euro nell'ambito dell'MCE Digitale, mirato a finanziare moduli adattabili per la riparazione di cavi sottomarini. Tali moduli saranno installati nei porti o nei cantieri navali per ripristinare rapidamente i servizi di cavi sottomarini. Si tratta della prima fase di un'iniziativa più ampia prevista per tutti i <strong>principali bacini marittimi dell'Unione europea, compresi il Baltico, il Mediterraneo e l'Atlantico.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Gli annunci odierni fanno parte del </span><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex%3A52025JC0009" target="_blank" rel="noopener"><span>piano d'azione dell'UE sulla sicurezza dei cavi, </span></a><span>volto ad aumentare la sicurezza e la resilienza dei cavi sottomarini europei, anche contrastando l'aumento dei danni intenzionali e del sabotaggio. Nell'ambito dell'attuale </span><span>programma di lavoro pluriennale dell'MCE Digitale</span><span> (2024-2027), un totale di 533 milioni di euro viene assegnato a progetti relativi ai cavi sottomarini, di cui 186 milioni di euro sono già stati assegnati a 25 progetti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per ulteriori informazioni consultare il </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_327" target="_blank" rel="noopener"><span>comunicato stampa</span></a><span> online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Energia: ENEA, bilancio sulla transizione europea tra target lontani e ridotta competitività</title>
<link>https://www.italia24.news/energia-enea-bilancio-sulla-transizione-europea-tra-target-lontani-e-ridotta-competitivita</link>
<guid>https://www.italia24.news/energia-enea-bilancio-sulla-transizione-europea-tra-target-lontani-e-ridotta-competitivita</guid>
<description><![CDATA[ Focus sull&#039;approfondimento di ENEA sull’evoluzione del sistema energetico europeo, a dieci anni dall’Energy Union per il rapporto European Public Investment Outlook (EPIO) ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6989bd97e1a5e.webp" length="57156" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 10:31:38 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-2157ebbb-7fff-f177-d558-fe65cbbc525e"><strong>Peggiora la competitività del sistema energetico europeo, che negli ultimi 10 anni si è allontanato sempre di più dagli obiettivi di decarbonizzazione al 2030</strong><span>. È quanto emerge dall’approfondimento ENEA per il rapporto annuale <a href="https://www.openbookpublishers.com/books/10.11647/obp.0499" target="_blank" rel="noopener">European Public Investment Outlook (EPIO)</a>, che dedica questa edizione 2025 alla transizione energetica.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>In base al contributo curato dagli economisti ENEA </span><strong>Daniela Palma e Francesco Gracceva</strong><span>, per centrare i target 2030 occorrerebbe ad oggi una riduzione annuale dei consumi di energia superiore al 3% e delle emissioni di CO2 del 7% (contro -1% e - 2% rispettivamente necessari nel 2015), oltre a un incremento annuo della quota di rinnovabili sui consumi finali di 3 punti percentuali (contro 1,5 p.p. di dieci anni fa).</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Il capitolo che abbiamo curato per EPIO 2025 parte da un’analisi quantitativa basata su molti indicatori individuati dalla Commissione Europea per il monitoraggio dell’<a href="https://energy.ec.europa.eu/strategy/energy-union_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener">Energy Union</a>, il quadro strategico di intervento avviato 10 anni fa per affrontare le sinergie e i trade-off tra sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e competitività economica», sottolineano </span><strong>Palma e Gracceva</strong><span>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La valutazione condotta nel rapporto osserva che, nonostante le misure adottate, i prezzi per famiglie e imprese europee restano elevati rispetto al periodo pre-2022. Inoltre, </span><strong>il saldo commerciale nelle tecnologie low-carbon è peggiorato sensibilmente dal 2015</strong><span><strong>, </strong>mentre le industrie ad alta intensità energetica sono in profonda crisi: la produzione di settori come acciaio e chimica di base è scesa ai minimi degli ultimi 30 anni.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Le spese dei governi europei nel settore si sono concentrate più sulle misure di contenimento e sostegno all’accessibilità energetica che sugli investimenti nelle tecnologie low-carbon necessarie per un cambiamento strutturale dei sistemi produttivi industriali, come avvenuto in Cina e Stati Uniti», aggiungono i due economisti ENEA. «In un contesto geopolitico di crescenti tensioni – concludono – il nostro contributo a EPIO 2025 ha evidenziato un’interdipendenza globale votata più al conflitto che alla cooperazione, condizione quest’ultima che è però essenziale per realizzare la transizione energetica globale».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Oltre all’analisi dei dati, l’approfondimento ENEA contiene una valutazione delle implicazioni di policy che valuta se il recente orientamento dell’UE verso l’autonomia nelle tecnologie e nei materiali per l’energia pulita possa davvero sostenere lo sviluppo economico europeo. </span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Sarebbe piuttosto auspicabile una strategia non più basata sul mero sviluppo di un’industria ‘verde’ di marca europea, ma su un nuovo modello produttivo che unisca politiche industriali orientate all’innovazione e alla cooperazione internazionale, senza protezionismo, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo globale delle tecnologie green, ridurre le disuguaglianze e rendere la transizione climatica più efficace», concludono <strong>Palma e Gracceva</strong>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>In questo contesto «il ruolo dell’intervento pubblico diventa particolarmente rilevante e richiede un cambio della governance europea che consenta di attingere alle risorse dei bilanci statali, attualmente vincolati dalle regole del Patto di stabilità, al fine di sostenere lo sviluppo dei settori strategici per la transizione energetica», sottolineano i curatori dell’intera edizione di EPIO </span><strong>Floriana Cerniglia</strong><span> (Università Cattolica del Sacro Cuore - CRANEC, Milano) e </span><strong>Francesco Saraceno</strong><span> (Osservatorio francese della congiuntura economica - Ofce, Parigi).</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>INFN STEAM Summer Camp: aperte le selezioni per la seconda edizione del campo estivo nazionale</title>
<link>https://www.italia24.news/infn-steam-summer-camp-aperte-le-selezioni-per-la-seconda-edizione-per-il-campo-estivo-nazionale-realizzato-dallistituto-nazionale-di-fisica-nucleare</link>
<guid>https://www.italia24.news/infn-steam-summer-camp-aperte-le-selezioni-per-la-seconda-edizione-per-il-campo-estivo-nazionale-realizzato-dallistituto-nazionale-di-fisica-nucleare</guid>
<description><![CDATA[ Aperte le candidature per il campo estivo nazionale realizzato dall&#039;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), che si terrà dal 12 al 16 luglio presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell&#039;INFN (AQ), agli studenti delle classi III, IV e V delle scuole secondarie di II grado ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6989bd686a043.webp" length="52496" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 10:27:31 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-c0ab0e08-7fff-1bca-09de-2ed9e3fbdf8e"><span>Dopo il successo dello scorso anno, sono aperte le candidature per la seconda edizione <strong>dell'</strong></span><span><strong>INFN</strong> <strong>STEAM</strong> <strong>Summer Camp</strong></span><span>, un campo estivo nazionale realizzato dall<strong>'</strong></span><strong>Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)</strong><span> e rivolto a studentesse e studenti delle </span><strong>classi III, IV e V delle scuole secondarie di II grado italiane e degli istituti italiani all'estero.</strong></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L'INFN STEAM Summer Camp si terrà </span><strong>dal 12 al 16 luglio</strong><span> presso i </span><strong>Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN (AQ)</strong><span> e sarà l'occasione per studenti e studentesse da tutta Italia di avvicinarsi ai temi dei raggi cosmici, dei neutrini e della materia oscura. Il programma prevede anche attività dedicate alla </span><strong>comunicazione scientifica</strong><span>, attraverso approcci innovativi che integrano storytelling, fumetti, giochi e scienza. Sarà un'opportunità per scoprire la sinergia tra scuola e industria, ma anche di lasciarsi ispirare dal mondo della ricerca scientifica.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Quest'anno i posti disponibili per gli studenti e le studentesse sono 100, 20 dei quali saranno selezionati dal </span><strong>Comitato di Coordinamento della Terza Missione (CC3M)</strong><span><strong> </strong>tra i partecipanti ai progetti INFN. I restanti 80 posti verranno assegnati tramite una selezione basata su una lettera di presentazione dello studente o studentessa da parte di una docente o un docente, e un video della durata massima di 2 minuti nel quale la candidata o il candidato dovranno accontare il loro interesse per la scienza e la tecnologia e le motivazioni per cui vorrebbero partecipare all'INFN STEAM Summer Camp.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Le domande di partecipazione al concorso devono essere compilate e trasmesse all'INFN per via telematica tramite il </span><a href="https://reclutamento.dsi.infn.it/#!bandi/BORSE" target="_blank" rel="noopener"><span>sito internet (bando 28486),</span></a><span> </span><span>entro e non oltre il 16 marzo 2026 (ore 14:00).</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Inoltre, a disposizione ci sono ulteriori 20 posti riservati ai docenti di Matematica, Fisica e Scienze delle scuole secondarie di II grado italiane, che potranno effettuare la loro iscrizione sul seguente </span><a href="https://agenda.infn.it/event/48958/" target="_blank" rel="noopener"><span>portale</span></a><span>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L'INFN STEAM Summer Camp è un progetto realizzato attraverso il Comitato di Coordinamento della Terza Missione (CC3M) dell'INFN che sostiene i progetti di Public Engagement promossi dalla comunità di ricerca grazie a un processo di peer-review interno. Per maggiori informazioni consultare il </span><a href="https://web.infn.it/INFNSummerCamp/" target="_blank" rel="noopener"><span>sito web</span></a><span> dedicato.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: il Progetto di Ricerca di Lorenzo Pini è tra i vincitori del bando Agyr di Airalzh Onlus</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-il-ricercatore-lorenzo-pini-e-tra-i-vincitori-del-bando-agyr-di-airalzh-onlus-ricerca</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-il-ricercatore-lorenzo-pini-e-tra-i-vincitori-del-bando-agyr-di-airalzh-onlus-ricerca</guid>
<description><![CDATA[ Il ricercatore Lorenzo Pini del VIMM e dell’Università di Padova è tra i 6 vincitori dell’edizione 2025 del Bando indetto da Airalzh Onlus, che ha assegnato un totale di 300.000 Euro per lo sviluppo di Progetti di Ricerca sull’individuazione delle fasi precoci della malattia di Alzheimer e prevenzione ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6989bd27d6394.webp" length="30440" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 10:21:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-d22b19ef-7fff-b2c3-9cd0-81200c94675a"><span>Il 2 febbraio sono stati annunciati da </span><strong>Airalzh Onlus</strong><span> (<strong>Associazione Italiana Ricerca Alzheimer</strong>)<strong> i </strong></span><strong>sei vincitori dell’edizione 2025 del Bando AGYR</strong><span> (<strong>Airalzh Grants for Young Researchers</strong>), per una </span><span>somma totale </span><span>di</span><span> <strong>300.000 Euro</strong>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il Progetto di ricerca di </span><strong>Lorenzo Pini</strong><span> – Ricercatore presso il </span><strong>Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Padova </strong><span>e il </span><strong>Veneto Institute of Molecular Medicine (VIMM)</strong><span><strong> –</strong> è risultato tra quelli </span><span>selezionati direttamente dal Comitato Tecnico Scientifico di Airalzh</span><span>, composto da esperti internazionali di alto livello.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Con il suo Progetto di Ricerca, Lorenzo Pini si prefigge di comprendere come </span><strong>l’esposizione prolungata a sostanze inquinanti</strong><span> – come ad es. i </span><span>PFAS</span><span> – possa danneggiare sia la struttura dei collegamenti cerebrali che il normale scambio di informazioni, </span><span>rendendo il sistema cerebrale meno efficiente e più vulnerabile</span><span> nel tempo e aumentando il rischio di sviluppare malattie neurodegenerative nel corso della vita.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Utilizzando dati provenienti da persone sane residenti in aree ad alto inquinamento e da studi preclinici, il progetto mira a </span><strong>chiarire in che modo l’esposizione cronica all’inquinamento possa incidere sulla salute del cervello prima della comparsa dei sintomi.</strong></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Grazie al contributo di </span><span><strong>Manuela Allegra</strong>, <strong>ricercatrice presso la sede di Padova dell’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-In)</strong></span><span><strong>,</strong> il progetto integrerà i dati raccolti sull’uomo con evidenze provenienti da modelli preclinici. Questo approccio consentirà di approfondire i meccanismi biologici attraverso cui gli inquinanti ambientali alterano la connettività cerebrale, fornendo una </span><span>lettura più completa dell’impatto dell’esposizione cronica sulla salute del cervello.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«La connettività cerebrale e la comunicazione tra le diverse aree del cervello è influenzata da diversi fattori come l’età e le caratteristiche genetiche, ma anche da fattori ambientali»,</span><span> ha sottolineato </span><span><strong>Lorenzo Pini</strong>. «</span><span>I risultati di questo progetto porranno le basi per lo sviluppo di nuove strategie di prevenzione, supportando politiche di tutela ambientale e interventi mirati a proteggere la salute cerebrale della popolazione».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>I Progetti vincitori del Bando AGYR sono stati invitati a presentare i propri progetti in una sezione dedicata del Convegno </span><span>“<strong>SINdem4Juniors</strong>”</span><span> in programma </span><span>giovedì 5 febbraio a Bressanone</span><span>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Airalzh Onlus, con i soli Bandi AGYR, negli ultimi 5 anni, è riuscita a raccogliere </span><strong>1.8 milioni di Euro che hanno finanziato 38 Progetti di Ricerca di altrettanti Ricercatori Under 40,</strong><span><strong> </strong>a cui è stata data una possibilità di emergere e di sviluppare una carriera indipendente in Italia. <strong>Venerdì 13 Febbraio 2026</strong>, sul proprio sito, verrà pubblicata la “<strong>Call for Proposals</strong>” per il nuovo </span><strong>Bando AGYR 2026</strong><span>. Rivolto a Ricercatori Under 40, il Bando prevede lo stanziamento di </span><span>400mila Euro</span><span> - 100mila Euro in più rispetto alle precedenti edizioni - per finanziare Progetti di Ricerca su diagnosi precoce della malattia di Alzheimer, stili di vita preventivi e individuazione di nuovi bersagli per interventi terapeutici, farmacologici e non. </span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Mercoledì 1 Aprile 2026 è stato fissato come termine ultimo per presentare la propria candidatura.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><strong>Lorenzo Pini</strong><span> è ricercatore del VIMM e RTD-A presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova, dove svolge attività di ricerca nell’ambito delle neuroscienze cliniche e computazionali. I suoi interessi scientifici si concentrano sullo studio della connettività cerebrale nei disturbi neurologici attraverso tecniche di neuroimaging multimodale e sulla modulazione dei network cerebrali mediante stimolazione non invasiva. Ha svolto attività di ricerca presso l’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, maturando una solida esperienza nella ricerca clinica traslazionale e nell’analisi della connettività cerebrale in pazienti con malattie neurodegenerative. Nel 2019 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Biomediche e Medicina Traslazionale presso l’Università di Brescia, Dipartimento di Medicina Molecolare Traslazionale. Successivamente ha avviato un’attività di ricerca presso l’Università di Padova, occupandosi dello studio della connettività strutturale e funzionale in pazienti neurologici, con particolare interesse per i modelli di disconnessione a seguito di lesioni cerebrali e in pazienti con neurodegenerazione.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Ha svolto un periodo di ricerca presso la Vrije Universiteit di Amsterdam, applicando metodologie avanzate di imaging computazionale, e ha collaborato con ricercatori e clinici del Centre hospitalier universitaire vaudois (CHUV) di Losanna in Svizzera, contribuendo a studi sulla connettività cerebrale nella malattia di Alzheimer. Mantiene collaborazioni scientifiche con gruppi di ricerca dell’Università di Verona, dell’Università di Brescia e del Karolinska Institutet di Stoccolma.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>È autore di 70 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali peer-reviewed, oltre la metà delle quali come primo o senior autore, ed è co-titolare di un brevetto per un metodo basato su tecniche di diffusione per la predizione della sopravvivenza nei pazienti con tumore cerebrale.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Alzheimer: una nuova strategia di lotta alla malattia con una piccola molecola “smart”</title>
<link>https://www.italia24.news/alzheimer-una-nuova-strategia-di-lotta-alla-malattia-con-una-piccola-molecola-smart</link>
<guid>https://www.italia24.news/alzheimer-una-nuova-strategia-di-lotta-alla-malattia-con-una-piccola-molecola-smart</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio coordinato dal Cnr-Icb propone un nuovo approccio terapeutico per l&#039;Alzheimer, puntando sul rafforzamento delle difese naturali del cervello e la modulazione dell&#039;immunità innata cerebrale, per sostenere le funzioni neuronali e la memoria. Lo studio è pubblicato sul Journal of Neuroinflammation ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6989bc9cc3ed4.webp" length="57086" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 10:12:06 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-af1d8612-7fff-1003-7596-100607e53238"><span>Uno studio coordinato dall'</span><strong>Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Pozzuoli (Cnr-Icb)</strong><span><strong> </strong>propone una nuova strategia nella lotta alla malattia di </span><span>Alzheimer</span><span> (Alzheimer disease, AD): puntare sul rafforzamento delle difese naturali del cervello attraverso lo sviluppo di una </span><span><strong>piccola molecola "smart"</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La ricerca, condotta in collaborazione con il Dipartimento di biologia dell'</span><strong>Università degli Studi di Napoli Federico II, l'Università Campus Bio-Medico di Roma e l'IRCCS Fondazione Santa Lucia</strong><span>, è pubblicata sul </span><strong>Journal of Neuroinflammation</strong><span> e descrive lo sviluppo di </span><strong>Sulfavant A</strong><span><strong>, </strong>composto di sintesi brevettato dal Cnr e già oggetto di studio per la sua capacità di potenziare la difesa naturale dell'organismo nel trattamento dei tumori, in particolare il melanoma, e nel contrasto ad agenti patogeni come i batteri.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nei modelli preclinici, Sulfavant A ha dimostrato di modulare in modo selettivo l'attività della microglia, le cellule immunitarie del sistema nervoso deputate alla sorveglianza e alla rimozione di detriti cellulari e aggregati proteici. Questo aspetto è particolarmente rilevante <strong>nell'Alzheimer</strong>, dove l'accumulo extracellulare del peptide beta-amiloide può aggregare in placche, contribuendo a neurotossicità e perdita neuronale: un tratto patologico distintivo della malattia di Alzheimer, oggi la forma più comune di patologia neurodegenerativa.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In questo contesto, il trattamento con Sulfavant A ha ridotto, e in parte prevenuto, la formazione delle placche, con un <strong>effetto protettivo sui neuroni</strong> e un conseguente miglioramento delle funzioni di memoria. Nel complesso, i risultati aprono prospettive promettenti per nuove strategie terapeutiche nell'Alzheimer e, più in generale, in altre malattie neurodegenerative.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Il lavoro suggerisce un vero e proprio cambio di prospettiva nel trattamento della malattia, cioè non concentrarsi esclusivamente sulla rimozione diretta delle placche amiloidi, ma di sostenere e potenziare i meccanismi endogeni di difesa del cervello, con particolare attenzione al ruolo dell'immunità innata», afferma </span><strong>Angelo Fontana</strong><span>, direttore del Cnr-Icb e coordinatore del team di studiosi. «La nostra ricerca ha adottato un approccio alternativo mirato al rafforzamento della funzione della microglia, le cellule immunitarie residenti nel sistema nervoso centrale deputate alla sorveglianza e alla rimozione di detriti cellulari e aggregati proteici di beta-amiloide, incluse le forme iniziali che si formano prima della comparsa dei sintomi patologici», spiega Fontana. «In particolare, lo studio si è concentrato sulla modulazione dei meccanismi di 'clearance' già presenti nel cervello, con l'obiettivo di aumentarne l'efficienza in modo selettivo senza intervenire esclusivamente sulla distruzione diretta dei depositi».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nonostante i progressi recenti, le opzioni terapeutiche oggi disponibili restano ancora limitate, rendendo prioritario lo sviluppo di approcci innovativi capaci di intervenire precocemente sui meccanismi di malattia. La ricerca ha dimostrato come Sulfavant A sia in grado di modulare selettivamente l'attività microgliale, incrementandone la capacità fagocitaria in fasi precoci.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Nei modelli preclinici di malattia di Alzheimer, il trattamento con Sulfavant A ha determinato una marcata riduzione delle placche di beta-amiloide, una diminuzione dei segni di degenerazione neuronale e un miglioramento significativo delle prestazioni nei test di memoria e apprendimento», spiega </span><strong>Marcello D'Amelio</strong><span>, responsabile dell'Unità di neuroscienze molecolari dell'Università Campus Bio-Medico di Roma - supportata da Fondazione Roma - e responsabile della sperimentazione preclinica. «I dati suggeriscono che il sostegno alla funzione microgliale, oltre a un intervento diretto sui depositi amiloidei, possa contribuire al ripristino di un equilibrio fisiologico compromesso nelle fasi di malattia».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I risultati indicano che il potenziamento dell'immunità innata cerebrale rappresenta una strategia terapeutica promettente e complementare agli approcci tradizionali. «La ricerca, sostenuta da finanziamenti europei e della Regione Campania», conclude <strong>Fontana</strong>, «proseguirà ora verso la validazione clinica, per la quale auspichiamo il coinvolgimento di partner privati, con l'obiettivo di sviluppare interventi terapeutici sicuri ed efficaci per la malattia di Alzheimer».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: <a href="https://link.springer.com/article/10.1186/s12974-025-03634-w" target="_blank" rel="noopener">Microglial clearance, neuroprotection and cognitive recovery via a novel synthetic sulfolipid in Alzheimer's disease; J Neuroinflammation</a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ambiente: il via a Milano per l&amp;apos;Assemblea dei Giovani per il Clima</title>
<link>https://www.italia24.news/ambiente-il-via-a-milano-per-lassemblea-dei-giovani-per-il-clima</link>
<guid>https://www.italia24.news/ambiente-il-via-a-milano-per-lassemblea-dei-giovani-per-il-clima</guid>
<description><![CDATA[ Il Comune di Milano coinvolge anche le nuove generazioni nelle politiche climatiche della città con un nuovo percorso partecipativo nell&#039;ambito del progetto europeo Power-up ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69847ebd3f420.webp" length="78470" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 12:01:40 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-c3875e91-7fff-7493-5dd1-ebb98e874dd9"><span>Il 4 Febbraio ha preso il via </span><strong>l'Assemblea dei Giovani per il Clima</strong><span>, un nuovo percorso partecipativo promosso dal </span><strong>Comune di Milano</strong><span> nell'ambito del </span><strong>progetto europeo Power-up</strong><span><strong>,</strong> pensato per dare spazio alle idee e alle visioni delle nuove generazioni e contribuire alla costruzione di una città più sostenibile e resiliente.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'Assemblea dei Giovani, in linea con il modello dell'Assemblea permanente dei cittadini sul clima attiva da quattro anni, nasce con l'obiettivo di ascoltare anche la voce delle nuove generazioni, coinvolgendo </span><strong>studentesse e studenti delle scuole superiori milanesi in un percorso strutturato di confronto e lavoro collettivo sui temi legati alla transizione ecologica</strong><span>. Un'occasione per raccogliere punti di vista, bisogni e proposte su temi centrali per la vita quotidiana e per il futuro della città.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Dopo le esperienze dell'Assemblea Permanente dei cittadini per il Clima e l'Alleanza per le imprese, abbiamo fortemente voluto coinvolgere anche i più giovani nel processo partecipativo sulle tematiche ambientali e sono felice che la risposta sia stata così entusiasta da parte loro – ha spiegato l'assessora all'Ambiente e Verde </span><strong>Elena Grandi</strong><span> –. Sappiamo quanto i cambiamenti climatici, la transizione ecologica e in generale l'ambiente, la giustizia climatica, ambientale e sociale, stiano a cuore soprattutto alle giovani generazioni, che in questi anni hanno dimostrato di avere questi temi al centro delle loro preoccupazioni e delle loro richieste verso le istituzioni. Con questa Assemblea vogliamo quindi ascoltare la loro voce, le loro proposte e soprattutto l'idea che hanno della nostra città presente e futura, per costruirla insieme».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il percorso si svilupperà attraverso una serie di incontri durante i quali i partecipanti lavoreranno in gruppi, affiancati da facilitatori ed esperti, su quattro tematiche chiave per il futuro della città: "</span><strong>Fast fashion e moda sostenibile</strong><span>", "</span><strong>Packaging e modelli di consumo responsabile", "Partecipazione attiva dei giovani" e </strong><span><strong>“Impatto ambientale del digitale</strong>”</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'obiettivo è arrivare alla definizione di proposte, idee e contributi concreti che possano essere integrati nelle politiche cittadine e valorizzati anche in altri contesti urbani, in Italia e in Europa.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Un ruolo centrale è affidato allo </span><strong>YAT – Young Advisory Team</strong><span>, composto da dieci giovani tra i 16 e i 25 anni, che accompagnerà tutte le fasi dell'Assemblea supportando e co-progettando le diverse attività, e al coinvolgimento degli stakeholder della città – associazioni, enti pubblici, imprese, fondazioni e scuole – che contribuiranno con competenze ed esperienze per rendere attuabili gli esiti del percorso.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Con l'Assemblea dei Giovani per il Clima, Milano apre un nuovo spazio stabile di ascolto e confronto con le nuove generazioni, riconoscendone il ruolo attivo nel futuro della città.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea svela i campioni europei della parità di genere nella ricerca e nell&amp;apos;innovazione</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-svela-i-campioni-europei-della-parita-di-genere-nella-ricerca-e-nellinnovazione</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-svela-i-campioni-europei-della-parita-di-genere-nella-ricerca-e-nellinnovazione</guid>
<description><![CDATA[ Bruxelles premia le istituzioni e le organizzazioni che si sono distinte per l&#039;impegno concreto nella promozione della parità di genere all&#039;interno dell&#039;ecosistema europeo della ricerca e dell&#039;innovazione ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69847e9c15580.webp" length="39364" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 11:58:42 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-a279c533-7fff-060b-f65b-f659b0704f94"><span>La Commissione europea ha annunciato i vincitori della quarta edizione dei </span><a href="https://research-and-innovation.ec.europa.eu/funding/funding-opportunities/prizes/eu-award-gender-equality-champions_en" target="_blank" rel="noopener"><span>premi UE per i campioni della parità di genere nella ricerca e nell'innovazione</span></a><span>. I riconoscimenti premiano università, istituti di istruzione superiore e altre organizzazioni che si sono distinte per </span><strong>l'impegno concreto nella promozione della parità di genere all'interno dell'ecosistema europeo della ricerca e dell'innovazione</strong><span>. Tema centrale di <a href="https://research-and-innovation.ec.europa.eu/funding/funding-opportunities/funding-programmes-and-open-calls/horizon-europe_en" target="_blank" rel="noopener">Horizon Europe</a>, la parità di genere è sostenuta da piani obbligatori che costituiscono un prerequisito per la partecipazione al programma quadro.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Nella categoria "</span><strong>Campione della parità di genere sostenibile</strong><span>", </span><strong>l'Università di Bielefeld</strong><span>, in </span><strong>Germania</strong><span>, è stata premiata per il suo impegno triennale nell'attuazione di misure pionieristiche che hanno contribuito a trasformare la cultura istituzionale. Accanto ad essa, </span><strong>l'Universitat Oberta de Catalunya, in Spagna</strong><span>, è stata riconosciuta per un percorso progressivo lungo oltre 15 anni, culminato nel quinto piano per la parità di genere, costruito sui risultati precedenti e improntato a un miglioramento continuo.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span></span><span>La categoria "</span><strong>Campione della parità di genere Newcomer</strong><span>" valorizza le istituzioni che hanno recentemente avviato azioni incisive in questo ambito. </span><span><strong>L'Istituto Jozef Stefan</strong>, in Slovenia</span><span>, si è distinto per l'attuazione di interventi mirati nell'ambito del proprio piano per la parità di genere, affrontando questioni cruciali come la violenza di genere e le molestie. Analogamente, </span><strong>l'Università Karlova di Praga, in Cechia</strong><span>, si segnala per il suo approccio collaborativo, che coinvolge attivamente i portatori di interesse nelle diverse fasi di sviluppo e attuazione del piano.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Nella categoria "</span><strong>Campione inclusivo</strong><span>", </span><span><strong>l'University College Cork (UCC), in Irlanda</strong>,</span><span> è stato premiato per le sue iniziative pionieristiche di uguaglianza intersezionale. L'UCC ha introdotto programmi trasformativi, tra cui il tutoraggio inverso per le donne esposte a molteplici forme di pregiudizio, il miglioramento dell'accessibilità del campus e politiche di sostegno per le persone che affrontano transizioni personali.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span></span><span>Con questi nuovi riconoscimenti, i vincitori entrano a far parte di un gruppo di 11 istituzioni all'avanguardia nella promozione di cambiamenti duraturi a favore della parità di genere nella ricerca e nell'innovazione. Gestiti dall'<a href="https://rea.ec.europa.eu/index_en" target="_blank" rel="noopener">European Research Executive Agency</a>, i premi mirano a integrare i criteri di ammissibilità relativi ai piani per la parità di genere e a incentivare strategie sempre più inclusive nel quadro dello <a href="https://research-and-innovation.ec.europa.eu/strategy/strategy-research-and-innovation/our-digital-future/european-research-area_en" target="_blank" rel="noopener">European Research Area (ERA).</a> I vincitori sono selezionati da una giuria di esperti indipendenti.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Nucleare: da Enea, nuovi combustibili per ridurre i rifiuti</title>
<link>https://www.italia24.news/nucleare-da-enea-nuovi-combustibili-per-ridurre-i-rifiuti</link>
<guid>https://www.italia24.news/nucleare-da-enea-nuovi-combustibili-per-ridurre-i-rifiuti</guid>
<description><![CDATA[ ENEA dispone combustibili nucleari riutilizzabili nell&#039;ambito del progetto FREDMANS al fine di un uso più efficiente delle risorse attraverso l’innovazione tecnologica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69847e820474c.webp" length="15516" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 11:51:44 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-30944686-7fff-73db-258a-a075e2db6cc8"><span>ENEA mette a punto nell’ambito del </span><strong>progetto FREDMANS combustibili nucleari pronti per il riutilizzo</strong><span>, così da ridurre la quantità dei rifiuti da gestire e dare applicazione concreta ai principi dell’economia circolare anche in questo settore.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Si tratta di combustibili di ultima generazione, come i nitruri, in grado di <strong>migliorare sicurezza, sostenibilità e costi dell’energia nucleare;</strong> attualmente presso il <strong>Centro Ricerche ENEA di Bologna</strong> è in corso l’ideazione degli impianti di fabbricazione di questi combustibili, elemento cardine del funzionamento di un impianto nucleare, e nelle varie attività di </span><span>education &amp; training</span><span> per formare le nuove generazioni di ricercatori europei.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«L’obiettivo più ampio è creare un contesto sinergico di ricerca teorica e sperimentale per reimmaginare l’attuale processo (fabbricazione, riprocessamento e rifabbricazione) e far sì che il combustibile venga già prodotto tramite tecniche e tecnologie avanzate, come la manifattura additiva e la stampa 3D, che possano poi facilitarne il recupero e la gestione», spiega il responsabile del progetto per ENEA </span><strong>Francesco Lodi</strong><span>, ricercatore del Dipartimento Nucleare. «Abbiamo lavorato a stretto contatto con la start-up svedese Blykalla - aggiunge - per definire il layout di un impianto per la fabbricazione industriale di nitruri sulla base di tecnologie e metodologie innovative».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>ENEA ha contribuito in modo significativo anche alla realizzazione di iniziative formative, come scuole dedicate e training sul campo, mettendo a disposizione la storica esperienza nella progettazione di reattori nucleari avanzati e nel combustibile.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I risultati del progetto FREDMANS, sia documentali che sperimentali, mirano a creare una filiera nucleare europea più efficiente nell’uso delle risorse, sia attraverso l’innovazione tecnologica sia mediante la formazione di nuove generazioni di ricercatori. «La sicurezza del nucleare del futuro – conclude <strong>Lodi</strong> - si basa su professionalità preparate che saranno sempre più consapevoli dell’importanza dell’integrazione della sostenibilità nel sistema nucleare».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Ulteriori informazioni su <a href="https://www.media.enea.it/comunicati-e-news/archivio-anni/anno-2026/nucleare-economia-circolare-da-enea-nuovi-combustibili-per-ridurre-i-rifiuti.html" target="_blank" rel="noopener">sito</a> di ENEA</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea istituisce il primo standard volontario per gli assorbimenti permanenti di carbonio</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-istituisce-il-primo-standard-volontario-al-mondo-per-gli-assorbimenti-permanenti-di-carbonio</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-istituisce-il-primo-standard-volontario-al-mondo-per-gli-assorbimenti-permanenti-di-carbonio</guid>
<description><![CDATA[ La Commissione Europea ha adottato le prime metodologie volontarie per certificare gli assorbimenti di CO₂, favorendo innovazione, investimenti e l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69847e61c6c23.webp" length="64164" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 11:48:20 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-27c0a4d3-7fff-a31d-2f9f-f492f3fbb20d"><span>Il 3 Febbraio la Commissione europea ha adottato il </span><a href="https://climate.ec.europa.eu/document/download/96845e08-0311-45b4-b6c0-7040e31d9cd0_en?filename=C_2026_553_1_EN_ACT_part1_v5.pdf" target="_blank" rel="noopener"><span>primo insieme di metodologie</span></a><span> nell'ambito del regolamento sugli </span><a href="https://climate.ec.europa.eu/eu-action/carbon-removals-and-carbon-farming_en" target="_blank" rel="noopener"><span>assorbimenti di carbonio e il sequestro del carbonio nei suoli agricoli</span></a><span>, volto a </span><strong>certificare le attività che assorbono in modo permanente la CO₂ dall'atmosfera</strong><span>. Con l'adozione di queste prime metodologie di certificazione volontaria, l'UE definisce regole chiare e crea nuove opportunità per l'innovazione climatica, gli investimenti nelle tecnologie di assorbimento del carbonio e il contrasto al greenwashing. Questo importante traguardo posiziona l'Unione europea come leader globale negli assorbimenti di carbonio, offrendo maggiore chiarezza a imprese e investitori e contribuendo alla creazione di un mercato emergente sia per le start-up innovative sia per una solida bioeconomia europea, sostenendo al contempo l'obiettivo dell'UE di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il Commissario per il Clima, l'azzeramento delle emissioni nette e la crescita pulita, <strong>Wopke </strong></span><strong>Hoekstra</strong><span>, ha dichiarato: «</span><span>L'Unione europea sta intraprendendo azioni decisive per guidare lo sforzo globale in materia di assorbimenti di carbonio. Stabilendo standard volontari chiari e solidi, non solo promuoviamo un'azione climatica responsabile all'interno dell'Europa, ma fissiamo anche un punto di riferimento globale per altri. Si tratta di un passo fondamentale verso il raggiungimento dei nostri obiettivi di neutralità climatica e la garanzia di un futuro sostenibile».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le nuove norme riguardano </span><strong>tre tipologie di attività di assorbimento permanente del carbonio</strong><span><strong>:</strong> la cattura direttamente dall'atmosfera con stoccaggio del carbonio, la cattura delle emissioni biogeniche con stoccaggio del carbonio e l'assorbimento del carbonio tramite biochar. Con il quadro di certificazione e le regole di governance ora in vigore, i progetti di assorbimento del carbonio basati su queste attività possono iniziare a presentare domanda per la certificazione UE. Ciò consentirà, </span><span>nei prossimi mesi, la certificazione e il riconoscimento dei primi progetti nell'ambito del quadro europeo di assorbimento del carbonio.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il regolamento delegato sarà trasmesso al <strong>Parlamento europeo</strong> e al <strong>Consiglio dell'UE</strong> per il periodo di controllo, al termine del quale, in assenza di obiezioni, entrerà in vigore.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>Ulteriori informazioni sulle </span><a href="https://climate.ec.europa.eu/news-other-reads/news/eu-sets-worlds-first-voluntary-standard-permanent-carbon-removals-2026-02-03_en"><span>nuove metodologie per gli assorbimenti permanenti di carbonio</span></a><span> sono disponibili online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Terapie farmacologiche: nuovi possibili medicinali rimborsabili approvati dall’EMA</title>
<link>https://www.italia24.news/terapie-farmacologiche-nuovi-possibili-medicinali-rimborsabili-approvati-dallema</link>
<guid>https://www.italia24.news/terapie-farmacologiche-nuovi-possibili-medicinali-rimborsabili-approvati-dallema</guid>
<description><![CDATA[ Fino ad oggi l’80% è poi diventato rimborsabile in Italia. Nisticò, Presidente AIFA: “La strategia è quella di garantire anche il governo della spesa autorizzando la rimborsabilità di quei farmaci che dimostrino di apportate un reale vantaggio terapeutico rispetto a quelli già disponibili gratuitamente per i pazienti” ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69847e39ed92a.webp" length="93530" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 11:41:57 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-2055eff2-7fff-45ce-3039-09e14a3a1ffa"><span>A comporre l’onda dei nuovi farmaci che con buone probabilità diverranno rimborsabili nel 2026, oltre all’attesissimo </span><strong>Kaftrio</strong><span> (combinazione dei principi attivi ivacaftor/tezacaftor/elexacaftor), per il quale il <strong>Consiglio di Amministrazione dell’AIFA</strong> ha appena approvato l’estensione per il trattamento della fibrosi cistica, ci sono altre terapie molto attese. In rampa di lancio c’è, tra gli altri, </span><strong>Mounjaro</strong><span> (tirzepatide), già noto per le sue capacità dimagranti ma indicato per la cura del diabete di tipo 2. A comporre l’armadietto in realtà poco fornito dei medicinali anti Alzheimer c’è poi l’anticorpo monoclonale contro il deterioramento cognitivo lieve nelle fasi iniziali della malattia. Nutrito il plotone dei farmaci antitumorali, che vanno </span><span>dall’<strong>Anktiva</strong></span><span> (nogapendekin alfa inbakicept) per il trattamento precoce del tumore alla vescica alla Car T di nuova generazione che con meno tossicità e maggiore efficacia tratta la leucemia linfoblastica acuta.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Sono solo alcuni dei 104 farmaci che nel 2025 hanno avuto parere positivo dall’</span><span><strong>Agenzia Europea per i Medicinali (EMA</strong>)</span><span> e che, dopo l’autorizzazione della Commissione Europea, sono destinati a far parte del bagaglio degli strumenti terapeutici a beneficio di medici e pazienti anche in Italia.  Di questi </span><strong>38</strong><span> sono prodotti a base di nuovi principi attivi, </span><strong>16</strong><span> sono medicinali orfani per le malattie rare, ben </span><strong>41</strong><span> (circa il 40% del totale) sono biosimilari, il “generico” dell’originale biologico.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Per rendere rapidamente disponibile un farmaco dopo l’approvazione europea, l’AIFA ha inserito quasi tutti questi medicinali nella classe </span><strong>Cnn (Classe C non negoziata</strong><span><strong>)</strong> dei farmaci non ancora valutati ai fini della rimborsabilità, e ne ha definito il regime di fornitura. Per alcuni medicinali è stata anche avviata, con le aziende che ne hanno presentato domanda, la negoziazione per la rimborsabilità da parte del Servizio sanitario Nazionale (SSN). Traguardo fino ad oggi raggiunto dall’</span><span>80</span><span>% dei medicinali autorizzati dall’Ema, percentuale tra le più alte d’Europa.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Fermo restando che la strategia di AIFA -specifica il Presidente dell’Agenzia, </span><strong>Robert Nisticò</strong><span>- è quella di garantire anche il governo della spesa autorizzando la rimborsabilità di quei farmaci che dimostrino di apportate un reale vantaggio terapeutico rispetto a quelli già disponibili gratuitamente per i pazienti».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Buona parte di questi farmaci rappresentano nuove soluzioni per malati che avevano esaurito le opzioni di cura o per i quali i trattamenti esistenti erano insufficienti o a elevata tossicità. Altri sono la prima terapia disponibile per patologie che, fino ad oggi, ne erano prive.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Tra i medicinali con nuovi principi attivi, quelli dell’</span><span><strong>area oncologica</strong> </span><span>sono i più rappresentati con </span><strong>14</strong><span> farmaci (6 orfani), alcuni dei quali approvati con autorizzazione subordinata a condizioni, una procedura più rapida a cui si può ricorrere per garantire ai pazienti un accesso anticipato alla terapia a fronte di un bisogno di salute insoddisfatto. Anche se con dati clinici meno completi rispetto alle procedure ordinarie, il medicinale autorizzato soddisfa sempre i rigorosi standard in termini di efficacia, sicurezza e qualità e la ditta titolare deve fornire ulteriori dati per confermare che i benefici continuano a superare i potenziali rischi.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Tra questi, </span><strong>Anktiva</strong><span> (nogapendekin alfa inbakicept), un farmaco indicato per il trattamento precoce del tumore della vescica non muscolo-invasivo refrattario ai trattamenti ad oggi disponibili, e </span><strong>Aucatzyl</strong><span> (obecabtagene autoleucel), una CAR-T di nuova generazione a minore tossicità ed elevata efficacia per la leucemia linfoblastica acuta nei pazienti che non hanno risposto positivamente a molteplici linee di trattamento precedenti. È invece già approdato in Italia lo scorso dicembre (inserimento in Cnn) </span><strong>Zemcelpro</strong><span> (cellule CD34- derivate da cordone ombelicale di dorocubicel / allogenico, non espanse), una terapia cellulare indicata per i pazienti con tumori del sangue che necessitano di un trapianto di cellule staminali ma non hanno un donatore compatibile.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Con autorizzazione subordinata a condizioni hanno avuto il via libera anche </span><strong>Rezdiffra</strong><span> (resmetirom), primo trattamento per la steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH), nota anche come “fegato grasso”,</span><span> </span><span>una patologia in fortissima crescita legata a stili di vita e obesità, per la quale finora non esistevano terapie farmacologiche approvate in UE, e </span><span><strong>Duvyzat</strong> </span><span>(givinostat), trattamento per la distrofia muscolare di Duchenne (DMD), una malattia genetica rara, a esito infausto, in cui i muscoli si indeboliscono progressivamente e perdono funzionalità. Entrambi i farmaci sono stati inseriti in classe Cnn a fine anno. Sempre in ambito neurologico si segnala il via libera a </span><span><strong>Kisunla</strong> </span><span>(donanemab), anticorpo monoclonale per il trattamento del deterioramento cognitivo lieve nelle fasi iniziali della malattia di Alzheimer.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Una svolta importante per i pazienti con diabete di tipo 1 al secondo stadio si attende da </span><strong>Teizeild</strong><span> (teplizumab), un medicinale first-in-class (capostipite di una nuova classe di farmaci) capace, in adulti e bambini a partire dagli otto anni di età, di ritardare la progressione della malattia ad uno stadio in cui compaiono i sintomi classici (sete eccessiva, aumento della minzione, fame intensa, perdita di peso, affaticamento, visione offuscata) e occorre ricorrere al trattamento con l’insulina.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Inserito a dicembre 2025 in classe Cnn è anche l’antiretrovirale </span><strong>Yeytuo</strong><span> (lenacapavir) per la profilassi pre-esposizione (PrEP), che rappresenta una novità nella prevenzione della trasmissione sessuale dell’infezione da HIV, per via delle due somministrazioni sottocutanee l’anno che affrancano i soggetti a rischio dall’assunzione di compresse per via orale su base giornaliera.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Tra i farmaci orfani in arrivo si segnalano altre due terapie avanzate (ATMP).</span><span> <strong>Waskyra</strong></span><span> (etuvetidigene autotemcel), la prima terapia genica ex vivo che utilizza le cellule staminali modificate e reinfuse del paziente (quindi senza rischio di rigetto) per correggere il difetto genetico della sindrome di Wiskott-Aldrich, una patologia immunitaria con opzioni terapeutiche fino ad oggi estremamente limitate. </span><strong>Vyjuvek</strong><span> (beremagene geperpavec) è una terapia genica topica innovativa in formulazione gel per il trattamento delle ferite in pazienti con epidermolisi bollosa distrofica, una malattia genetica della pelle, grave e debilitante.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Una importante opzione terapeutica per una rara patologia autoimmune che colpisce la tiroide, la malattia oculare di Graves, è rappresentata dall’anticorpo monoclonale </span><span><strong>Tepezza</strong> </span><span>(teprotumumab), inserito a novembre da AIFA in classe Cnn.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Dei sei farmaci autorizzati mediante il </span><strong>programma PRIME</strong><span> - che supporta lo sviluppo di medicinali ritenuti di elevato interesse per la salute pubblica dal punto di vista dell’innovazione terapeutica e destinati a pazienti con esigenze di cura insoddisfatte - si segnalano </span><strong>Brinsupri</strong><span> (brensocatib), il primo trattamento per la bronchiectasia non fibrocistica, una malattia polmonare grave, cronica e progressiva che comporta danni alle vie aeree e una severa disfunzione polmonare, e il vaccino </span><strong>Vimkunya</strong><span>  (vaccino contro la chikungunya) per la prevenzione della malattia causata dal virus Chikungunya. Questo vaccino – già inserito a giugno 2025 in Cnn - è uno strumento di prevenzione fondamentale per chi vive o viaggia in zone endemiche.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Altrettanto rilevanti per i pazienti sono le estensioni di indicazioni terapeutiche di medicinali già approvati. Nel 2025 l’EMA ne ha autorizzate ben 89, quasi la metà riguarda l’uso nella popolazione pediatrica di prodotti già autorizzati negli adulti. Tra questi </span><span>Kaftrio</span><span> (ivacaftor/tezacaftor/elexacaftor) e </span><span>Kalydeco</span><span> (ivacaftor), due farmaci per il trattamento della fibrosi cistica, </span><span>Mounjaro</span><span> (tirzepatide), per il trattamento del diabete di tipo 2 e </span><span>Ixchiq </span><span>(vaccino contro la chikungunya).</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il 2025 ha segnato inoltre il boom delle autorizzazioni di medicinali </span><strong>biosimilari</strong><span>, con il numero più alto (41 farmaci) mai approvato in un solo anno dall’EMA. Di questi, 23 sono biosimilari di denosumab, un anticorpo monoclonale per il trattamento di patologie in ambito endocrinologico, come l'osteoporosi, la perdita di massa ossea e altre patologie dell’apparato scheletrico. I biosimilari - come i generici (sono </span><span>10</span><span> quelli autorizzati da EMA nel 2025) - rappresentano una risorsa preziosa per i sistemi sanitari perché consentono di ampliare l'accesso a trattamenti essenziali, con risparmi che possono essere reinvestiti per garantire l’introduzione di terapie innovative ad alto costo.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«</span><span>Anche quest’anno l’Agenzia ha una missione impegnativa e stimolante da assolvere: rendere disponibile in tempi brevi l’onda di nuovi farmaci in arrivo, molti dei quali altamente innovativi e dal costo elevato – </span><span>commenta il Presidente </span><strong>Robert Nisticò</strong><span> – Novità importanti riguardano le terapie antitumorali, su cui la ricerca sta facendo importanti progressi, proponendo terapie geniche e cellulari, sempre più mirate, efficaci e a minor tossicità, destinate a specifiche sottopopolazioni di pazienti che non rispondono alle terapie già in uso. Siamo consapevoli che soprattutto alcuni dei farmaci autorizzati dall’EMA sono molto attesi in Italia, perché potrebbero rappresentare una svolta nel percorso di cura di malattie gravi. Per questo l’AIFA sta lavorando per rendere più celeri ed efficienti le procedure di valutazione e di negoziazione, grazie a una stretta collaborazione tra gli uffici tecnici e la Commissione Scientifica ed Economica. C’è un tema noto, legato alla sostenibilità di queste terapie, che ci richiama a una profonda riflessione sulla gestione della spesa farmaceutica nel suo complesso. Di questo ci stiamo occupando fornendo al legislatore il supporto dell’Agenzia nella definizione di una normativa e di una governance del farmaco più al passo coi tempi. I nuovi farmaci vanno poi attentamente monitorati nel loro uso clinico, sia sotto il profilo dell’efficacia che della sicurezza, perché non sempre le aspettative vengono confermate nella pratica ed è dovere dell’Agenzia assicurarsi che i farmaci siano premiati e garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale solo in funzione del loro reale valore terapeutico aggiunto</span><span>».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Maggiori informazioni sul <a href="https://www.aifa.gov.it/-/l-onda-dei-nuovi-medicinali-approvati-da-ema" target="_blank" rel="noopener">sito</a> dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il progetto “Non c&amp;apos;è T da Perdere”: da Cortina d’Ampezzo una grande iniziativa di prevenzione andrologica gratuita</title>
<link>https://www.italia24.news/il-progetto-non-ce-t-da-perdere-da-cortina-dampezzo-una-grande-iniziativa-di-prevenzione-andrologica-gratuita</link>
<guid>https://www.italia24.news/il-progetto-non-ce-t-da-perdere-da-cortina-dampezzo-una-grande-iniziativa-di-prevenzione-andrologica-gratuita</guid>
<description><![CDATA[ L’iniziativa di Regione Veneto, Azienda-Ospedale Università Padova e Università di Padova per la prevenzione andrologica a Cortina d&#039;Ampezzo organizza visite gratuite e screening mirati ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69847e0f65b97.webp" length="22270" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 11:28:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-a71bda5b-7fff-362f-f306-bcd10a6387d1"><span>In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, parte da Cortina d’Ampezzo una grande iniziativa di prevenzione andrologica gratuita. Visite, screening e divulgazione per riportare al centro il benessere dell'uomo, dal “Testosterone” al “Tempo” per la diagnosi precoce.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Mentre i riflettori del mondo si accendono sulle nevi delle Dolomiti per le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, una nuova sfida prende il via a bordo pista, questa volta dedicata alla tutela della salute. </span><span>Nasce “<strong>Non c’è T da perdere</strong>” (in inglese No T to Lose), un ambizioso <strong>progetto di prevenzione medica e divulgazione scientifica che accompagnerà l’intera durata dei Giochi olimpici, dal 6 febbraio al 15 marzo 2026</strong>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Promosso da </span><strong>Regione del Veneto, Azienda Ospedale-Università Padova e Università degli Studi di Padova</strong><span><strong>, </strong>con il coordinamento scientifico del Prof. </span><strong>Andrea Garolla</strong><span>, l'iniziativa mira a sensibilizzare la popolazione maschile sul fondamentale tema della prevenzione in ambito andrologico.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il nome del progetto gioca su una “T” che racchiude tre concetti fondamentali per la salute dell’uomo: Testicolo, Testosterone e non solo, ma anche Tempo. Elementi chiave spesso trascurati, ma determinanti per diagnosticare precocemente patologie che, se ignorate, possono compromettere la fertilità, la sessualità e il benessere generale.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il cuore pulsante dell’attività sarà </span><span>a <strong>Cortina d’Ampezzo</strong></span><span>. Durante le gare, cittadini, turisti e appassionati potranno accedere agli ambulatori allestiti presso il SISP (in via Cesare Battisti 80, a due passi da Corso Italia) per effettuare visite gratuite e screening mirati per fasce d’età. Dai 14 ai 18 anni l’attenzione sarà sullo sviluppo puberale e la prevenzione dei tumori testicolari; per i giovani adulti (19-25 anni) il focus sarà sulla fertilità e le malattie sessualmente trasmissibili, mentre per gli over 50 si punterà sulla prevenzione prostatica e metabolica.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Oltre alle visite, il progetto animerà <strong>l’Agorà della Prevenzione</strong>: uno spazio di incontro dove, ogni pomeriggio prima delle premiazioni, medici, ricercatori e grandi testimonial dello sport e dello spettacolo si alterneranno per raccontare l’importanza di “giocare d’anticipo” contro le malattie. Tra i volti noti che supportano l'iniziativa spicca il campione di sci <strong>Kristian Ghedina</strong>, key testimonial del progetto.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Per il Presidente della Regione, <strong>Alberto Stefani</strong>, </span><span>«Salute e sport vanno quasi sempre a braccetto in quanto la prima è almeno in parte conseguenza del secondo. Quale vetrina migliore può quindi esserci per il Progetto “Non c’è T da perdere” se non la grande kermesse che ruota attorno agli aspetti più prettamente agonistici di un evento planetario come le Olimpiadi invernali? Auguro il miglior successo all’iniziativa, che ha tra l’altro il pregio di accendere i riflettori sulla prevenzione andrologica e su problemi molto impattanti sulla salute dell’uomo».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Gli fa eco l’Assessore alla Sanità della Regione, <strong>Gino Gerosa</strong>, secondo il quale</span><span>, «La prevenzione gioca e giocherà , ancor più nell’immediato futuro, un ruolo fondamentale per migliorare la salute  dei cittadini. Deve iniziare nelle età più precoci per favorire un invecchiamento di successo. Tutto questo concorrerà’ a rendere il sistema sanitario più sostenibile e pronto a rispondere alle nuove sfide rappresentate da cronicità e fragilità».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il Prof. <strong>Andrea Garolla</strong>, coordinatore scientifico, spiega così l’importanza del progetto</span><span>: «In Italia, dopo l'abolizione della visita di leva nel 2005, è venuta a mancare l’unica forma di screening di massa per i giovani maschi. Oggi assistiamo a una vera e propria discriminazione di genere nella prevenzione: mentre le ragazze sono abituate fin da giovani ai controlli ginecologici, meno del 5% dei maschi sotto i vent'anni ha mai fatto una visita andrologica. Con "Non c'è T da perdere" vogliamo invertire questa rotta proprio nel contesto olimpico, dove il corpo e la salute sono protagonisti assoluti. La "T" del nostro slogan sta per Testicolo e Testosterone, ma soprattutto per Tempo: perché in medicina, come nello sport, il tempismo è tutto e la diagnosi precoce è la vera medaglia d'oro che può salvare la vita».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto, che vede il supporto della <strong>Fondazione Foresta Ets</strong>, e gode del patrocinio di enti come il <strong>CONI</strong>, il <strong>CIP</strong>, <strong>l’Esercito Italiano, la Croce Rossa Italiana</strong>, rappresenta un modello unico di sinergia tra sport e salute pubblica, con l’obiettivo di lasciare un’eredità duratura: una maggiore consapevolezza che la prevenzione andrologica non ha età.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Per maggiori informazioni sul calendario degli eventi e per prenotare le visite gratuite, è possibile consultare il </span><a href="https://www.nottl.it/" target="_blank" rel="noopener"><span>sito ufficiale</span></a><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: la “vita segreta” degli insetti del legno</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-la-vita-segreta-degli-insetti-del-legno</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-la-vita-segreta-degli-insetti-del-legno</guid>
<description><![CDATA[ Una ricerca dell’Università di Padova fa luce sulle interazioni nascoste che avvengono tra insetti del legno ricostruendo in 3D le gallerie scavate all’interno degli alberi attraverso tecniche di tomografia a raggi X ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69847dd4455df.webp" length="56098" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 11:18:35 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-a8acd7a3-7fff-3b56-a326-93e24564b607"><span>Il legno, spesso percepito come un ambiente inerte, è in realtà un microcosmo complesso e dinamico che ospita una sorprendente biodiversità. In questo mondo nascosto vivono anche </span><strong>piccoli coleotteri</strong><span> del legno che scavano </span><strong>intricate gallerie</strong><span> in profondità nel tronco degli alberi, sulle cui pareti coltivano funghi simbionti, principale fonte di nutrimento per la loro prole.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Le gallerie scavate da questi insetti sono sempre state considerate unità familiari isolate, ognuna fondata da una singola femmina: tuttavia, alcune sporadiche osservazioni sul campo suggerivano che queste gallerie potessero interagire tra loro. La frequenza e le modalità di tali interazioni sono rimaste a lungo sconosciute, poiché impossibili da osservare senza ricorrere a strumenti e approcci altamente innovativi, capaci di ricostruire in tre dimensioni il mondo nascosto all’interno degli alberi.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Nella ricerca dal titolo </span><strong>Three-dimensional gallery system reconstruction reveals more frequent intraspecific than interspecific interactions in ambrosia beetles</strong><span>, pubblicata sulla rivista </span><span>«<strong>Proceedings of the Royal Society B</strong>»,</span><span> un team di ricerca del </span><span><strong>Dipartimento Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali, Ambiente (DAFNAE) dell’Università di Padova</strong>,</span><span> in collaborazione con </span><strong>l’Università di Catania, l’Università di Friburgo e l’ente americano USDA</strong><span><strong>,</strong> ha indagato ciò che accade all’interno del legno, svelando le interazioni tra le gallerie scavate da individui della stessa specie e di specie diverse di questi coleotteri del legno.</span></p>
<p></p>
<h2>Osservare le interazioni ecologiche</h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Per osservare e quantificare le interazioni tra le gallerie, i ricercatori hanno sfruttato le potenzialità della <strong>tomografia a raggi X</strong> applicata al legno precedentemente colonizzato dagli insetti oggetto di studio. In particolare, alberi coltivati in vaso sono stati sottoposti a due diversi tipi di stress (allagamento e iniezione di etanolo) per favorire la colonizzazione da parte dei coleotteri, simulando condizioni realistiche nel caso dell’allagamento e altamente favorevoli per gli insetti nel caso dell’iniezione di etanolo. Dopo circa un mese, gli alberi sono stati abbattuti, suddivisi in tronchetti e successivamente analizzati mediante tomografia a raggi X.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Questa tecnica ha permesso non solo di ricostruire in 3D le gallerie scavate all’interno del legno senza danneggiarlo, ma anche di identificare e classificare le interazioni tra le gallerie e attribuire ciascuna di esse alle diverse specie di coleotteri presenti.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«I nostri risultati mostrano che le gallerie di questi importanti insetti del legno non sono affatto sistemi isolati, come si pensava finora – </span><span>spiega il prof. <strong>Davide Rassati</strong>, coordinatore del team di ricerca e docente dell’Ateneo patavino </span><span>–. Al contrario, queste gallerie si intersecano frequentemente, dando origine a una rete di interazioni ecologiche sorprendenti. Le connessioni più comuni avvengono tra individui della stessa specie, aumentando le possibilità di riproduzione tra nuclei familiari diversi e, di conseguenza, il potenziale incremento della diversità genetica. Più rare, ma non assenti, sono invece le interazioni tra specie diverse, che potrebbero favorire lo scambio di microrganismi simbionti e avere importanti ripercussioni ecologiche, soprattutto quando specie native entrano in contatto con specie esotiche provenienti da altri continenti».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La ricerca ha evidenziato come la tomografia a raggi X possa svelare interazioni ecologiche finora rimaste invisibili, ma potenzialmente di grande rilevanza. Nel caso dei coleotteri del legno oggetto dello studio, i risultati aprono nuove prospettive sulle modalità con cui questi insetti (e potenzialmente altri) possono </span><span><strong>aumentare la loro diversità genetica interagendo direttamente all’interno del substrato riproduttiv</strong>o: </span><span>un comportamento che potrebbe consentire loro di ridurre i rischi legati alla predazione, evitando di dover uscire dalla propria galleria per cercarne altre appartenenti a individui della stessa specie.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Queste scoperte aprono una nuova finestra sulla “vita segreta” degli insetti del legno e sui delicati equilibri delle loro comunità: un intreccio invisibile che potrebbe cambiare il nostro modo di comprendere questi piccoli, ma fondamentali, abitanti degli alberi.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Link alla ricerca: </span><a href="https://doi.org/10.1098/rspb.2025.2280" target="_blank" rel="noopener"><span>Three-dimensional gallery system reconstruction reveals more frequent intraspecific than interspecific interactions in ambrosia beetles</span></a><span> – «Proceedings of the royal society B» – 2026 </span></p>
<p dir="ltr"><span>Autori: Elia Scabbio, Giacomo Santoiemma, Giacomo Cavaletto, Peter Biedermann, Christopher Ranger, Antonio Gugliuzzo, Juan Carlos Cambronero-Heinrichs, Davide Rassati</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Certamen Nazionale di Fisica e Matematica &amp;quot;Leonardo Da Vinci&amp;quot;: aperte le iscrizioni per il quinto anno delle scuole superiori</title>
<link>https://www.italia24.news/certamen-nazionale-di-fisica-e-matematica-leonardo-da-vinci-aperte-le-iscrizioni-scuole-superiori</link>
<guid>https://www.italia24.news/certamen-nazionale-di-fisica-e-matematica-leonardo-da-vinci-aperte-le-iscrizioni-scuole-superiori</guid>
<description><![CDATA[ Si aprono le iscrizioni per una nuova edizione del Certamen nazionale di Fisica e matematica &quot;Leonardo Da Vinci&quot;, organizzato dall&#039;I.I.S.S. Liceo Scientifico &quot;Leonardo Da Vinci&quot; di Maglie (LE) in collaborazione con l&#039;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Il concorso ha l&#039;obiettivo di riconoscere il merito scolastico e valorizzare l&#039;eccellenza nell&#039;area fisico-matematica delle studentesse e degli studenti delle scuole superiori ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6983340392d3c.webp" length="78586" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 17:48:45 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-d7e69d30-7fff-609d-86f9-92b4a190f7ce"><span>Anche quest'anno, gli studenti e le studentesse di tutta Italia sono invitate a partecipare a una nuova edizione del <strong>Certamen nazionale di fisica e matematica "Leonardo Da Vinci" organizzato dall'I.I.S.S. Liceo Scientifico "Leonardo Da Vinci" di Maglie (LE)</strong> in collaborazione con <strong>l'INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare</strong>. Il concorso, finanziato dall'INFN e patrocinato da <strong>Regione Puglia, Università del Salento, Provincia di Lecce, e Comune di Maglie,</strong> ha l'obiettivo di riconoscere il merito scolastico e valorizzare l'eccellenza nell'area fisico-matematica delle studentesse e degli studenti delle scuole superiori.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La partecipazione è riservata agli studenti e alle studentesse del <strong>V anno</strong> (e <strong>IV dei percorsi quadriennali</strong>) che abbiano conseguito negli ultimi due anni una votazione media di 9/10 in matematica, fisica e scienze naturali e una classificazione media di 8/10 nelle restanti discipline (comprese scienze motorie e la condotta). Possono partecipare anche gli indirizzi di studio che non prevedono l'insegnamento della fisica nel triennio purché nel piano di studi figurino discipline tecniche (elettronica, elettrotecnica, meccanica ecc.). Ogni candidato riceverà un punteggio sulla base della media conseguita nei primi quattro anni (tre per i percorsi quadriennali). I punteggi determineranno una graduatoria dalla quale saranno selezionati gli 80 partecipanti che potranno cimentarsi nella prova di matematica e fisica.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Ai primi tre classificati</strong> saranno assegnati i <strong>premi in denaro</strong> pari a €1000, €800 e €500. Inoltre, da quest'anno, verrà consegnato il premio "<strong>Fortunata Maria Biscuso</strong>", dal valore di €300, in memoria della storica vicepreside dell'I.I.S.S. - Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" che, come si legge dal regolamento, era una "donna e professionista straordinaria, sapeva coniugare il rigore scientifico a una profondità umana". Il premio verrà assegnato allo studente che nello svolgimento dell'elaborato ha meglio rispettato il rigore logico-formale, curando il linguaggio specifico, con particolare attenzione al simbolismo, alla terminologia e alle rappresentazioni grafiche, distinguendosi per completezza, chiarezza, semplicità, eleganza stilistica ed espositiva.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La prova verterà su argomenti inclusi nei programmi di matematica e fisica degli istituti secondari di secondo grado e sarà formulata dall'INFN. La commissione esaminatrice sarà costituita da tre docenti universitari, dal Dirigente scolastico dell'I.I.S.S - Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" e da due ricercatori o ricercatrici dell'INFN.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'I.I.S.S. - Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" ospiterà la prova, la cui data verrà comunicata dalla scuola organizzatrice entro il 10 aprile 2026, come quella della cerimonia di premiazione che si terrà fra l'ultima decade di maggio e la prima del mese di giugno. Le spese di viaggio, vitto e alloggio per la partecipazione alla prova e alla cerimonia di premiazione di studenti e docenti saranno a carico dell'organizzazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>Per iscrivere le studentesse e gli studenti, le scuole dovranno versare una quota di partecipazione e far prevenire le domande <strong>entro e non oltre il 15 marzo 2026.</strong> Per maggiori informazioni si invita a consultare il bando e il regolamento di concorso al </span><a href="https://sites.google.com/liceodavincimaglie.edu.it/certamenfisicomatematico/home-page" target="_blank" rel="noopener"><span>link</span></a><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano Cortina 2026: i provvedimenti viabilistici per la giornata del 6 febbraio nelle aree dello stadio di San Siro e della Triennale</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-cortina-2026-i-provvedimenti-viabilistici-per-la-giornata-del-6-febbraio-nelle-aree-dello-stadio-di-san-siro-e-della-triennale</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-cortina-2026-i-provvedimenti-viabilistici-per-la-giornata-del-6-febbraio-nelle-aree-dello-stadio-di-san-siro-e-della-triennale</guid>
<description><![CDATA[ Le ordinanze del Comune di Milano per le temporarie modifiche alla viabilità nelle aree di San Siro e della Triennale in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69832a0db8e52.webp" length="63480" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 17:48:41 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-99de74c6-7fff-8650-9a9c-76cc62419dee"><span>Si avvicina la cerimonia di inaugurazione dei <strong>Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 </strong>e si definiscono nel dettaglio, attraverso le ordinanze assunte dal Comune di Milano, i <strong>provvedimenti viabilistici per la giornata di venerdì 6 febbraio</strong>, in linea con il piano stabilito dalla Prefettura approvato in sede di Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico, nelle aree di <strong>San Siro</strong> e della <strong>Triennale</strong>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Nell'area più prossima allo <strong>stadio</strong> i divieti di transito scatteranno già a partire <strong>dalle ore 21 di giovedì 5 febbraio. Fino alle 2 di notte di sabato 7 febbraio</strong>, saranno chiuse al traffico veicolare piazzale dello Sport, via Palatino (carreggiata ovest), via dei Rospigliosi, via Dessiè, via Harar, via Tesio, via Patroclo, via del Centauro, via Fetonte, via Pegaso e tutte le altre vie ricomprese in questo perimetro (l'area rossa nella mappa). In questa zona potranno accedere i residenti e altre categorie di veicoli derogati dall'ordinanza.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>A partire <strong>dalle ore 10 del 6 febbraio</strong>, sarà invece interdetta al traffico un'area più ampia che include, tra le altre, piazzale Axum, parte piazzale Segesta, via Ippodromo, nel tratto compreso tra via Montale e via Trenno, via Capecelatro, viale Caprilli e via San Giusto, nel tratto compreso tra via Novara e il torna-indietro di via San Giusto in prossimità di Via Dessié (l'area gialla nella mappa).</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Nell'area più ampia, esterna alla zona rossa, saranno esclusi dai divieti, oltre ai residenti, anche moto, monopattini, motorini, biciclette, taxi, Ncc, i veicoli adibiti al car sharing e quelli diretti ai plessi scolastici, agli ospedali, alle case di riposo, agli ambulatori medici e veterinari, alle attività associative e sportive di quartiere e ad altre attività commerciali, presenti nell'area, indicate nell'ordinanza.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Sono previsti anche <strong>divieti di sosta</strong>, che scatteranno a partire dalle ore 21 di giovedì 5 febbraio fino alle ore 2 del 7 febbraio, in piazzale dello Sport, via Tesio, via del Centauro, via Fetonte, via Pegaso, via Achille e viale Caprilli, nella carreggiata centrale.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>In occasione di un evento connesso ai Giochi Olimpici e Paralimpici che si svolgerà sempre venerdì 6 febbraio presso la Triennale, è prevista la chiusura al transito veicolare, dalle ore 10 del mattino fino alle ore 21, di viale Alemagna, viale Moliere, viale Milton, viale Curie (nel tratto cavalcavia Ferrovie Nord).</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span><a href="https://www.comune.milano.it/w/milano-cortina-2026.-i-provvedimenti-viabilistici-per-la-giornata-del-6-febbraio-nelle-aree-dello-statio-di-san-sito-e-della-triennale" target="_blank" rel="noopener">Link</a> al sito del Comune di Milano per maggiori informazioni.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>STEM e donne nella scienza: con INAF, un viaggio tra ricerca, innovazione e parità di genere</title>
<link>https://www.italia24.news/stem-e-donne-nella-scienza-con-inaf-un-viaggio-tra-ricerca-innovazione-e-parita-di-genere</link>
<guid>https://www.italia24.news/stem-e-donne-nella-scienza-con-inaf-un-viaggio-tra-ricerca-innovazione-e-parita-di-genere</guid>
<description><![CDATA[ Dal 4 all&#039;11 febbraio, per la settimana STEM e la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza promosse annualmente dal Ministero dell&#039;Università e della Ricerca (MUR), l&#039;Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) propone un ricco programma di iniziative sparse su tutto il territorio nazionale e online con l&#039;obiettivo di avvicinare giovani e ragazze alla ricerca scientifica, con focus sull&#039;astronomia e le scienze spaziali ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698329e02f986.webp" length="27454" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 17:48:21 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-7a2da3a0-7fff-55e7-115a-631e22355c8b"><span>In occasione della terza edizione della </span><a href="https://www.mur.gov.it/it/comunicazione/eventi/iii-settimana-nazionale-delle-discipline-stem" target="_blank" rel="noopener"><span>Settimana nazionale delle discipline STEM</span></a><span>, </span><span>dal <strong>4 all’11 febbraio 2026,</strong></span><span><strong> l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) </strong>scende in campo con un articolato calendario di iniziative in tutto il territorio nazionale. La ricorrenza, istituita per legge nel 2023 con l’obiettivo di promuovere la cultura scientifica, tecnologica, ingegneristica e matematica, rappresenta un momento strategico per connettere il mondo della ricerca alle nuove generazioni.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Attraverso incontri, laboratori e testimonianze dirette, l’INAF si propone di avvicinare studenti e studentesse alle frontiere dell’astrofisica moderna, offrendo una visione concreta delle carriere scientifiche e scardinando i pregiudizi che spesso ne limitano l’accesso.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il programma raggiungerà il suo culmine simbolico e operativo </span><strong>mercoledì 11 febbraio</strong><span>, in coincidenza con la </span><strong>Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza</strong><span>. Voluta dall’ONU per accelerare il processo di uguaglianza di genere nel comparto scientifico, questa giornata sarà per l’INAF l’occasione di dare voce alle proprie ricercatrici, condividendo storie di eccellenza che possano ispirare e orientare le scienziate di domani.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L’obiettivo di questa iniziativa è alimentare la curiosità e la passione per le materie scientifiche, intese non solo come percorso formativo, ma anche come pilastro per la crescita professionale e sociale dei giovani. Investire oggi nell’orientamento STEM significa formare cittadini consapevoli e professionisti preparati a guidare l’Italia di domani.</span></p>
<p></p>
<h2 dir="ltr"><span>IL PROGRAMMA:</span></h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Milano - Merate</strong> </span></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Teatro "La scienza è donna</strong>": </span><span>presso PACTA . dei Teatri a Milano, Sara Anzuinelli interpreta Vera Rubin nello spettacolo </span><a href="https://www.pacta.org/eventi/la-scienza-e-donna-2/" target="_blank" rel="noopener"><span>"Intelligenze Ribelli"</span></a><span> (11 febbraio, ore 20:45);</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Meme tra Infiniti e Galassie:</strong> </span><a href="https://www.pacta.org/eventi/la-scienza-e-donna-replica-scolastica/" target="_blank" rel="noopener"><span>replica scolastica</span></a><span> dello spettacolo con un workshop creativo per studenti sull'uso dell'ironia per svelare gli stereotipi nella scienza (11 febbraio, ore 11:30);</span></p>
</li>
</ul>
<p></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Roma - Frascati</strong> </span></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>88 Frequenze all'OAR</strong>:</span><span> spettacolo teatrale su Hedy Lamarr presso l'Osservatorio Astronomico di Roma a Monte Porzio Catone (RM). Un omaggio all'attrice e inventrice che ha gettato le basi per il Wi-Fi e il Bluetooth (11 febbraio, 20:30);</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Chi vuol essere STEM sia! (INFN-LNF Frascati)</strong>:</span><span> </span><a href="https://comedu.lnf.infn.it/cug-infn-chi-vuo-essere-stem-sia/" target="_blank" rel="noopener"><span>evento nazionale </span></a><span>organizzato dai CUG di INAF, INFN, ASI e altri enti. Interverranno le giovani ricercatrici degli enti coinvolti e verranno premiati i vincitori del contest (11 febbraio, 9:00-13:00);</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><strong>Incontro con le ricercatrici:</strong><span><strong> Martina Cardillo </strong>(INAF) racconta il suo percorso professionale al </span><a href="https://www.castellinforma.it/home/event/137606" target="_blank" rel="noopener"><span>Parco Astronomico "Livio Gratton"</span></a><span> (14 febbraio, ore 20:45);</span></p>
</li>
</ul>
<p></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Cagliari</strong> </span></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Masterclass "A caccia di FRB!</strong>":</span><span> una </span><a href="https://sites.unica.it/plsunica/masterclass-fisica/" target="_blank" rel="noopener"><span>giornata di workshop</span></a><span> presso l'Università di Cagliari dedicata ai </span><span>Fast Radio Bursts</span><span>. Le studentesse analizzeranno dati radio reali guidate dalle ricercatrici (11 febbraio, 9:00-17:00);</span></p>
</li>
</ul>
<p></p>
<p dir="ltr"><strong>Palermo</strong></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Donne e Scienza a Palazzo Reale</strong>:</span><span> presso la Sala Mattarella, una </span><a href="https://sites.google.com/inaf.it/donnescienza-inaf/home-page/progetti-passati/" target="_blank" rel="noopener"><span>mattinata di premiazioni</span></a><span> per i progetti delle scuole locali e di presentazioni delle ricercatrici dell’INAF e dell’Università di Palermo (11 febbraio, 9:00-14:00);</span></p>
</li>
</ul>
<p></p>
<p dir="ltr"><strong>Bologna</strong></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Rifiuti spaziali sotto osservazione</strong>: </span><span>conferenze sui detriti spaziali e il monitoraggio radar della Croce del Nord. Appuntamenti al Museo di Scienze Planetarie di Prato (5 febbraio ore 21:00) e al Liceo Oriani di Ravenna (9 febbraio);</span></p>
</li>
</ul>
<p></p>
<p dir="ltr"><strong>Padova</strong></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Visite e laboratori</strong>: </span><a href="https://www.beniculturali.inaf.it/musei/padova/#laboratori-didattici" target="_blank" rel="noopener"><span>Percorsi didattici</span></a><span> al Museo La Specola integrati da attività pratiche su concetti astrofisici condotte dai ricercatori (10 febbraio);</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Conferenza e spettacolo al Planetario di Padova</strong>: </span><span>un viaggio nel Sistema solare all’interno del Planetario di Padova in compagnia dell’astrofisica Pamela Cambianica. Prenotazione tramite il sito web del </span><a href="https://www.planetariopadova.com/" target="_blank" rel="noopener"><span>Planetario di Padova</span></a><span> (11 febbraio ore 20:30)</span></p>
</li>
</ul>
<p></p>
<p dir="ltr"><strong>Attività online</strong></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Chat con un'astronoma:</span><span> anche quest’anno l’Osservatorio di Roma ripropone la </span><a href="https://www.oa-roma.inaf.it/chat-con-unastronoma/" target="_blank" rel="noopener"><span>chat in tempo reale con un’astronoma</span></a><span>. Dall’11 febbraio all'8 marzo, ogni mercoledì, chiunque può porre domande via web alle ricercatrici (ore 10-12 e 16-18);</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Sognando di diventare astrofisica: </span><a href="https://www.cittametropolitana.bo.it/pariopportunita/Ecco_home/Ecco_giornate_internazionali/ecco_11_febbraio" target="_blank" rel="noopener"><span>Rossella Cassano (INAF) racconta il suo percorso verso lo studio degli ammassi di galassie </span></a><span>(11 febbraio);</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Rete Ecco!:</span><span> </span><a href="https://www.cittametropolitana.bo.it/pariopportunita/Ecco_home/Ecco_giornate_internazionali" target="_blank" rel="noopener"><span>Incontri online</span></a><span> di 45 minuti tra le classi delle superiori e le scienziate dell'area bolognese per discutere di parità e futuro. (11 febbraio);</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Habla con Ellas (TNG):</span><span> </span><a href="https://www.iac.es/en/projects/talk-them-women-astronomy" target="_blank" rel="noopener"><span>webinar</span></a><span> in diretta dalle Canarie per studenti di II ESO (16 anni) e dell'Istituto IES El Rincón de Las Palmas de Gran Canaria. Un’occasione per avvicinare le ragazze alla scienza del Telescopio Nazionale Galileo (9 e 11 febbraio).</span></p>
</li>
</ul>
<p><br><span>Link per maggiori </span><a href="https://edu.inaf.it/news/eventi/settimana-stem-11-febbraio-2026/" target="_blank" rel="noopener"><span>informazioni</span></a><span> sugli eventi</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Startup Ecosystem Stars Awards 2025: l&amp;apos;incubatore I3P premiato a Parigi per il suo ecosistema di imprese innovative</title>
<link>https://www.italia24.news/startup-ecosystem-stars-awards-2025-lincubatore-i3p-premiato-a-parigi-per-il-suo-ecosistema-di-imprese-innovative</link>
<guid>https://www.italia24.news/startup-ecosystem-stars-awards-2025-lincubatore-i3p-premiato-a-parigi-per-il-suo-ecosistema-di-imprese-innovative</guid>
<description><![CDATA[ Conferito dall&#039;International Chamber of Commerce (ICC) e da Mind the Bridge, in collaborazione con l&#039;OCSE e la Commissione Europea, il premio internazionale ha riconosciuto la leadership e le best practice dell&#039;Incubatore del Politecnico di Torino ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698329b15daca.webp" length="33066" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 17:48:18 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-a95d508c-7fff-5b10-c87e-1fc8a6902be9"><span>La terza edizione degli </span><a href="https://email.tmg.vrfy.email/c/eJxEz7FuwyAQgOGngREddxeMB4YueY2IHJcEycSWobHSp6-apeO_fX9JwqiT1eSnCbz3iGy15bpc-qal_tT1qWmWGFkhUzQMrd8Duqal5lJ27d3VYR9p9hIhg9AkqjcKosBXPgXhHJBOZGtCwAAIBDMRsyuA4tWfIl1n4XwzDKPd3Wu_vd2HYJf0GGPrhr4Mng2ej-NwfeR9fG8qa3_3oe2vu5O1GTzbPe1a8gdtGOrIS83I7qlHt_8_l1oShhA92ZHsK-FvAAAA___211KC" target="_blank" rel="noopener"><span>Startup Ecosystem Stars (SES) Awards</span></a><span>, tenuta a dicembre 2025 presso il quartier generale dell'</span><strong>International Chamber of Commerce (ICC) a Parigi</strong><span>, si è conclusa con la premiazione di </span><a href="https://email.tmg.vrfy.email/c/eJxEkMGupCAQRb8GdhAoUHHBYjb-RgehVBLRDlXTk56vf4mbt783OeeUmD3gJDHaaTLWWgAvsaV6vuiNpf6v94VxziF4NMkF4U2jfQTdsNRUSkciXVkecQvbMDqYR2_dBHYdgk9DHtbN-1SCnWSNYGA0YJyZnfNeFwPZoh2CW-fs0ya84bbrT9---kGQZzyY3yTcHwGLgKXVq_CBa69lR53vJmDJeOLaE9drV3ygSj0flTEzqXtT-3mv6VTEqfPft8J805cYG6mGyM8BDAyKkJ4RCVhkjx1LetSFN5XTWRN4feE_kr9VXrVEGMdgneQoPxF-AgAA___N1Wr5" target="_blank" rel="noopener"><span>54 vincitori globali</span></a><span>, selezionati tra le principali organizzazioni al mondo che promuovono gli </span><span><strong>ecosistemi dell'imprenditoria innovativa</strong> </span><span>a livello locale, regionale o nazionale. Tra le realtà che hanno conquistato il riconoscimento c'è </span><a href="https://email.tmg.vrfy.email/c/eJxEzsFuwyAMANCvgSMyxiHkwGGX_kblYre1lHRRQI22r5_Uy_7gSW2EOnutcZ4hxohIXje29dp3Ffu175fWpZVCCpyKI9j6I2PYVIxFDu092PDPykrcoCnrIpSzTGXiNk8tQqab3rO3ioAZEBIsKREFAWxR41TSbWnEd0cwtkd4H_ef8CH4tT7H2LtLXw4vDi_neQZLe7Dh8OKPeqjwR-gIbPBqjBReenb_j7-aVMy5xORH9e-KfwEAAP__EsZK2Q" target="_blank" rel="noopener"><span>I3P</span></a><span>, l'Incubatore del <strong>Politecnico di Torino</strong>, </span><span>incluso tra le 36 "</span><span>Stars</span><span>" del 2025</span><span> e una delle sole 3 provenienti dall'</span><span>Italia</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Assegnati dall'</span><span>ICC</span><span> e da </span><strong>Mind the Bridge</strong><span>, in collaborazione con <strong>l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (</strong></span><strong>OCSE</strong><span><strong>)</strong> e la </span><strong>Commissione Europea</strong><span>, i <strong>SES Award</strong> sono un </span><span>riconoscimento della leadership e delle </span><span>best practice</span><span> adottate da enti, associazioni e cluster di settore nel </span><strong>supporto allo sviluppo e all'internazionalizzazione delle startup attive sul territorio</strong><span><strong>,</strong> con particolare attenzione agli sforzi del settore pubblico volti a favorire ecosistemi di startup </span><span>dinamici, competitivi e di grande impatto</span><span>. Il premio è suddiviso nelle due categorie "</span><span>Stars</span><span>", assegnata alle organizzazioni di spicco che hanno dimostrato </span><span>un impatto duraturo e un'eccellenza a tutto tondo</span><span> nel sostegno al proprio network imprenditoriale di riferimento, e "</span><span>Rising Stars</span><span>", rivolta ai soggetti che stanno seguendo </span><span>un percorso promettente</span><span> nel diventare leader nella creazione di ecosistemi innovativi.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L'incubatore d'impresa I3P, fondato nel 1999 e già riconosciuto come </span><span>uno tra i migliori e più longevi incubatori universitari anche al di fuori dell'Italia</span><span>, è stato selezionato come Startup Ecosystem Star 2025 in virtù della portata e della qualità del suo </span><strong>portfolio di imprese innovative</strong><span><strong>,</strong> che ad oggi sfiora le 400 startup passate per il percorso di incubazione standard, nonché per la sua </span><strong>dimensione ecosistemica complessiva</strong><span> e per la </span><strong>capacità di creare reti di player di primo piano</strong><span> in grado di offrire supporto concreto alla nuova imprenditorialità. In particolare, il premio a I3P è stato riconosciuto per l'eccellenza nella dimensione "</span><strong>Talent &amp; Research</strong><span>", in relazione al supporto alla valorizzazione delle competenze scientifiche e al </span><strong>trasferimento tecnologico</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La selezione delle realtà più meritevoli del premio è stata operata da due organizzazioni internazionali con una grande esperienza in materia di imprenditoria innovativa. L'International Chamber of Commerce - presente anche nel nostro Paese con </span><a href="https://email.tmg.vrfy.email/c/eJxEzrFuwyAQANCvgRHB3RXwwNDFvxFh7uKcZCcRoFTt11dKh85veVwagSQrJaTkQwgAZOWselzGU1h_9HGXsrScSXzFbMifY4_gTmGtzF3GcDrtrXAiSlgrbluKjBHCIiI5V9wIOC5WC3iIHjz6BZHIsYcWJHxk3JZG9WrIz3N3r379du-CPcptzucw-GlgNbBqazrrodU9-m5gtb104fpOGvJ_BuTu8jXs__-iXCDGHNDOYl8FfgMAAP__nJJLkg" target="_blank" rel="noopener"><span>ICC Italia</span></a><span> - è l'organismo che rappresenta istituzionalmente </span><span>oltre 45 milioni di aziende in più di 170 paesi</span><span>: la sua missione principale è quella di </span><strong>rendere il commercio internazionale più efficace e inclusivo per tutti</strong><span><strong>,</strong> ogni giorno, ovunque. Tra i suoi membri figurano molte delle principali aziende mondiali, PMI, associazioni imprenditoriali e camere di commercio locali, tra cui la </span><span>Camera di commercio di Torino</span><span>, uno dei soci di I3P insieme al </span><span>Politecnico di Torino</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><a href="https://email.tmg.vrfy.email/c/eJxEzzFuxCAQAMDXQIlgd41xQZHG3zhhWNsrGd8J0EXJ6yNdkx_MlJgJeNYc3Txb5xwAaa5Jrkd_cZFfed4clxwCsU0YFNnaDw-mcpFUSuPejQx9Rj8h7hA8T7gh0pb2PLuQtgUYkDxpiWDBW7BoF0QiUyxkx24KuC2Z0q7IjnqYd9t_zIegr3iO8eoKvxSsCtYqdxknb03KwSY_q4JVt9i4pA9UkZWRLklA5ubvrv8PDykRvA8O9Yj6HeEvAAD__6NhTNQ" target="_blank" rel="noopener"><span>Mind the Bridge</span></a><span> è invece una società di consulenza globale che promuove lo sviluppo economico e mette in connessione il mondo </span><span>corporate </span><span>con i principali </span><span>startup ecosystem</span><span> mondiali. Fondata nel 2007 dall'imprenditore e business angel italiano Marco Marinucci, oggi Mind the Bridge ha sede nella Silicon Valley e uffici in tre continenti: la società lavora con </span><span>oltre 10.000 startup all'anno</span><span>, supportando le grandi aziende</span><span> </span><span>con </span><strong>iniziative di Open Innovation e servizi di benchmarking.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Giuseppe Scellato</strong><span><strong>, </strong>Presidente di I3P, ha dichiarato: «</span><span>Siamo onorati di aver ricevuto il premio Startup Ecosystem Star 2025 dall'International Chamber of Commerce e da Mind the Bridge: ci fa molto piacere che l'ecosistema di imprese innovative sviluppato e supportato ogni giorno dall'Incubatore del Politecnico di Torino da più di 25 anni sia oggi al centro di valutazioni e riconoscimenti di livello internazionale. Questo risultato ci spingerà a crescere ulteriormente e a intensificare le attività di internazionalizzazione per raggiungere obiettivi ancora più alti nei prossimi anni, sempre a vantaggio delle nostre startup».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Giuliana Mattiazzo</strong><span><strong>,</strong> Vicerettrice per l'Innovazione scientifico-tecnologica del Politecnico di Torino, ha commentato: «</span><span>Siamo orgogliosi di questo riconoscimento che riflette l'impegno del Politecnico di Torino nel trasferimento tecnologico e nell'innovazione, anche attraverso la creazione di nuove startup, per accrescere l'impatto industriale delle attività di ricerca. Il premio conferma la crescita dell'ecosistema per l'imprenditorialità innovativa del territorio anche grazie con il contributo del nostro Ateneo».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Massimiliano Cipolletta</strong><span>, Presidente della Camera di commercio di Torino, ha sottolineato: «</span><span>Questo premio conferma il valore positivo della collaborazione delle imprese con le istituzioni accademiche per lo sviluppo di soluzioni innovative di qualità. Una sinergia che la Camera di commercio promuove facendosi parte attiva di un network di accompagnamento alle startup, dalla loro nascita - con un registro dedicato e ricerca di finanziamenti - al loro sviluppo attraverso servizi dedicati ad incrementarne la capacità innovativa».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Bambini a tavola: mangiare senza aiuto contribuisce allo sviluppo del linguaggio</title>
<link>https://www.italia24.news/bambini-a-tavola-mangiare-senza-aiuto-contribuisce-allo-sviluppo-del-linguaggio</link>
<guid>https://www.italia24.news/bambini-a-tavola-mangiare-senza-aiuto-contribuisce-allo-sviluppo-del-linguaggio</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio, pubblicato sulla rivista Child Development, dimostra come i bambini che più spesso mangiano da soli sono in grado, già ad un anno, di sviluppare competenze comunicative più avanzate. La ricerca è frutto della collaborazione tra l&#039;Università di Roma Tor Vergata, Sapienza Università di Roma e l&#039;Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69832989d27c8.webp" length="60804" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 17:48:12 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-801ce515-7fff-e206-1c0d-7dc5f3928863"><span><strong>Mangiare in modo autonomo</strong> rappresenta una delle tappe evolutive più significative nel percorso di crescita di ogni bambino. Generalmente è un'abilità che viene acquisita entro il secondo anno e mezzo di vita e il suo esordio si può osservare quando il bambino inizia a esprimere curiosità verso il cibo e comincia a voler mangiare da solo, con le mani o con le posate. Le evidenze scientifiche più recenti suggeriscono che la partecipazione del bambino ai pasti in famiglia sin dall'inizio dello svezzamento, secondo il <strong>modello dell'alimentazione complementare a richiesta</strong>, possa giocare un ruolo importante in un ambito dello <strong>sviluppo solo apparentemente distante, quello della comunicazione e del linguaggio</strong>. È questo il principale oggetto d'indagine di uno studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista </span><strong>Child Development</strong><span><strong> </strong>da parte di un gruppo di ricercatrici dell'<strong>Università di Roma Tor Vergata, della Sapienza Università di Roma</strong> e <strong>dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc)</strong>, in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità, <strong>l'Appalachian State University (Usa), la Aston University (Uk) </strong>e condotto su un gruppo di <strong>quasi 200 tra bambini e bambine</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Il momento del pasto non rappresenta solamente un'occasione per soddisfare il bisogno di nutrirsi, ma è un contesto in cui si attivano molteplici processi evolutivi, che coinvolgono lo sviluppo motorio, cognitivo e socio-emotivo del bambino», spiega </span><strong>Giulia Pecora</strong><span>, dell'università di Roma Tor Vergata. «Quando il bambino può condividere il pasto con il resto della famiglia, ha la possibilità di osservare i comportamenti altrui, di imitarli e di assumere un ruolo attivo all'interno delle interazioni sociali».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Alimentazione autonoma e comunicazione</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Dalla ricerca condotta, che ha coinvolto anche le madri dei piccoli, è emerso che i bambini che, all'età di un anno, mangiano più frequentemente senza l'aiuto di un adulto, producono anche un numero significativamente maggiore di vocalizzazioni e gesti durante il pasto.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Ciò che sorprende particolarmente è che questa relazione tra autonomia nel mangiare e sviluppo comunicativo si mantenga anche a distanza di tempo», prosegue Pecora. «Infatti, i bambini che più spesso mangiano da soli a un anno presentano una probabilità circa due volte maggiore di produrre frasi a 24 mesi».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«In linea con le più recenti evidenze scientifiche, secondo cui l'acquisizione del linguaggio e delle abilità motorie si influenzano reciprocamente durante i primi due anni di vita, i bambini che imparano precocemente a mangiare in maniera autonoma hanno più occasioni per manipolare il cibo e affinare le proprie abilità motorie attraverso i movimenti fini delle mani e questo si ripercuote anche sulla capacità di comunicare tramite i gesti, cruciale a questa età», afferma </span><strong>Francesca Bellagamba</strong><span>, della Sapienza Università di Roma. «Queste abilità motorie sono strettamente legate ad altri processi cognitivi rilevanti che contribuiscono allo sviluppo del linguaggio, come l'attenzione condivisa, l'imitazione, l'uso di strumenti, l'autoregolazione, il riconoscimento visivo e l'apprendimento del nome degli oggetti».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«I risultati di questo studio mostrano che incoraggiare l'alimentazione autonoma nelle prime fasi di vita può stimolare lo sviluppo delle abilità motorie e comunicative in maniera reciproca e dinamica», conclude </span><strong>Elsa Addessi</strong><span>, del Cnr-Istc. «Pediatri, operatori sanitari e genitori possono trarre vantaggio da queste evidenze per integrare strategie di promozione dell'alimentazione autonoma nelle proprie routine quotidiane e nei programmi di intervento».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: <span>Giulia Pecora, Francesca Bellagamba, Valentina Focaroli, Melania Paoletti, Mariarosaria Ciolli, Elisa Iaboni, Noemi Palladino, Alice Di Prete, Claire Farrow, Laura Shapiro, Amy T Galloway, Flavia Chiarotti, Corinna Gasparini, Barbara Caravale, Serena Gastaldi, Elsa Addessi,<a href="https://academic.oup.com/chidev/advance-article/doi/10.1093/chidev/aacaf003/8444659" target="_blank" rel="noopener"> "Self-feeding and communicative development from 12 to 24 months of age: An observational study", </a></span><a href="https://academic.oup.com/chidev/advance-article/doi/10.1093/chidev/aacaf003/8444659" target="_blank" rel="noopener"><i>Child Development</i>, 2026</a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>ASI e Telespazio insieme per potenziare le comunicazioni satellitari oltre l&amp;apos;orbita terrestre</title>
<link>https://www.italia24.news/asi-e-telespazio-insieme-per-potenziare-le-comunicazioni-satellitari-oltre-lorbita-terrestre</link>
<guid>https://www.italia24.news/asi-e-telespazio-insieme-per-potenziare-le-comunicazioni-satellitari-oltre-lorbita-terrestre</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;accordo siglato tra l&#039;Agenzia Spaziale Italiana e Telespazio per l&#039;avvio del programma RESPONSE, dedicato all&#039;ammodernamento della storica antenna del Centro spaziale del Fucino che supporterà, tra le altre, le future missioni e i collegamenti con la Luna ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69832966c5109.webp" length="11178" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 17:48:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-f2e67f9d-7fff-374f-8ecb-89063576f0fd"><span><strong>L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Telespazio</strong>, azienda del gruppo Leonardo, hanno firmato un accordo per avviare il programma </span><strong>RESPONSE</strong><span>, dedicato all'</span><strong>ammodernamento dell’antenna FOC-1A</strong><span><strong> </strong>di Telespazio, installata e operativa dal 1967 presso il <strong>Centro spaziale “Piero Fanti”</strong> del Fucino, in Abruzzo.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L'obiettivo del progetto è quello di rendere tale impianto, una antenna parabolica con un diametro di 27 metri, compatibile con le necessità di comunicazione </span><strong>vicino alla Terra</strong><span> (Near-Earth) e </span><span>nello <strong>spazio profondo</strong></span><span> (Deep Space). Non solo, l’antenna sarà poi in grado di supportare, tra le altre, le future missioni relative alla rete globale ESA dedicata al tracciamento di missioni e satelliti (ESTRACK) e i </span><strong>collegamenti con la Luna</strong><span>, sia attraverso il contributo diretto dell’Italia per il programma </span><strong>Artemis</strong><span> della <strong>NASA</strong>, sia attraverso il programma </span><strong>Moonlight</strong><span> <strong>dell’ESA</strong>, per la comunicazione e navigazione lunare, nel quale Telespazio è Prime Contractor.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Oltre al forte valore simbolico - l’antenna FOC-1A è stata, infatti, quella che nel 1969 ha consentito agli italiani di vedere in televisione lo sbarco sulla Luna - l’iniziativa consentirà all’Italia di usufruire di asset in grado di garantire prestazioni eccellenti al fine di soddisfare le esigenze di servizio richieste dal mercato spaziale mondiale.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Grazie al progetto RESPONSE, l’antenna FOC-1A supporterà le missioni lunari dell’ASI e dei partner internazionali, potenziando lo scambio di dati anche con missioni nello spazio profondo. La sua posizione geografica consentirà inoltre all'antenna di operare nel network con altre stazioni terrestri europee ed internazionali, garantendo comunicazioni continue ed affidabili per le prossime ambiziose missioni di esplorazione», ha dichiarato </span><strong>Roberto Formaro</strong><span><strong>, </strong>Responsabile della Direzione Ingegneria e Tecnologie dell’ASI.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Con RESPONSE Telespazio e ASI danno nuova vita a un’infrastruttura che ha fatto la storia delle comunicazioni satellitari italiane e internazionali. L’antenna FOC-1A, simbolo delle grandi imprese spaziali degli anni Sessanta e Settanta, viene oggi proiettata nel futuro per supportare le missioni lunari e di esplorazione dello spazio profondo dei prossimi decenni. È un esempio concreto di come Telespazio, con Leonardo, sappia valorizzare il proprio patrimonio tecnologico e industriale, mettendolo al servizio delle nuove ambizioni dell’Europa e della comunità spaziale globale», ha dichiarato </span><strong>Alessandra Farese</strong><span>, SVP Satellite Systems &amp; Operations di Telespazio.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La realizzazione di adeguati sistemi di comunicazione a terra rappresenta un elemento fondamentale per il successo delle attuali e future missioni lunari. Senza collegamenti affidabili tra la Luna e la Terra, sarebbe impossibile controllare veicoli, trasmettere dati scientifici, garantire la sicurezza degli astronauti e coordinare le operazioni in tempo reale.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Con il ritorno dell’uomo sulla Luna e la prospettiva di presenze permanenti, i sistemi di comunicazione avranno il compito di trasmettere e ricevere grandi quantità di dati, come immagini ad alta risoluzione, video, telemetria, esperimenti scientifici e comunicazioni vocali. In questo contesto, le comunicazioni lunari non sono solo un supporto tecnico, ma una vera </span><strong>infrastruttura strategica</strong><span>, indispensabile </span><strong>per trasformare la Luna in un laboratorio scientifico e in un trampolino di lancio verso l’esplorazione di Marte e dello spazio profondo</strong><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Economia: la Commissione Europea ha adottato la relazione annuale 2026 sul mercato unico e la competitività</title>
<link>https://www.italia24.news/economia-la-commissione-europea-ha-adottato-la-relazione-annuale-2026-sul-mercato-unico-e-la-competitivita</link>
<guid>https://www.italia24.news/economia-la-commissione-europea-ha-adottato-la-relazione-annuale-2026-sul-mercato-unico-e-la-competitivita</guid>
<description><![CDATA[ La relazione annuale 2026 della Commissione Europea valuta il funzionamento e l&#039;andamento del mercato unico attraverso gli indicatori chiave di prestazione, e le condizioni che consentono alle imprese di innovare e crescere ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6983293e48531.webp" length="17424" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 17:48:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-7552f9b1-7fff-b9de-bfea-6d6dafb95f39"><span>La Commissione europea ha adottato il 30 gennaio la </span><a href="https://single-market-economy.ec.europa.eu/publications/2026-annual-single-market-and-competitiveness-report_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener"><span>relazione annuale 2026 sul mercato unico e la competitività</span></a><span>, la sesta di una serie di relazioni annuali che valutano <strong>il funzionamento del mercato unico e le condizioni che consentono alle imprese di innovare, crescere ed essere competitive</strong>, garantendo nel contempo una prosperità sostenibile per i cittadini europei.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>La relazione si basa su <strong>29 indicatori chiave di prestazione </strong>riguardanti settori quali l'integrazione e gli ostacoli del mercato, i prezzi dell'energia elettrica e le tendenze degli investimenti, e individua i settori prioritari di intervento.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><strong>Sei di questi indicatori registrano un calo, sei un miglioramento e 15 rimangono sostanzialmente invariati, secondo quanto rilevato nella relazione. Due indicatori sono nuovi.</strong></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Gli indicatori che hanno evidenziato un <strong>miglioramento</strong> dall'ultima relazione riguardano il riconoscimento delle <strong>competenze</strong> e delle <strong>qualifiche</strong> necessarie ai cittadini dell'UE per esercitare la loro professione in altri Stati membri; la vigilanza del mercato dell'UE, misurata in base alle indagini sui prodotti svolte dalle autorità di vigilanza del mercato; la percentuale di imprese dell'UE che utilizzano l'intelligenza artificiale, il cloud computing e l'analisi dei dati; il volume degli investimenti InvestEU a sostegno della transizione industriale, che è aumentato; la quota di produzione di energia rinnovabile rispetto al consumo totale di energia; la capacità annua supplementare di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Gli indicatori che hanno registrato un <strong>peggioramento</strong> sono la <strong>quota del PIL dell'UE</strong> rappresentata dagli scambi tra gli Stati membri; la percentuale delle direttive dell'UE sul mercato unico recepite per le quali sono state avviate procedure di infrazione; il tempo medio necessario per elaborare le norme; le carenze di manodopera nelle professioni che richiedono competenze specifiche per la transizione verde; il rendimento scolastico dei giovani di 15 anni misurato in base ai punteggi PISA; gli investimenti privati in percentuale del PIL.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Tra gli indicatori rimasti stabili vi sono la produttività del lavoro, misurata in PIL per ora lavorata; la facilità di conformità alla normativa, misurata mediante indagini presso le imprese; la spesa privata e pubblica totale per le attività di ricerca e sviluppo in percentuale del PIL; il numero di domande di brevetto; gli investimenti in capitale di rischio in percentuale del PIL; la capacità interna di produzione di tecnologie pulite.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>A partire da quest'anno la Commissione ha anche introdotto un <strong>nuovo indicatore</strong> per <strong>monitorare gli sforzi di semplificazione</strong>. Questo indicatore mostra che i <strong>potenziali risparmi amministrativi </strong>derivanti dalle proposte omnibus e da altre proposte di semplificazione adottate dalla Commissione ammontano a circa 15 miliardi di euro. Un <strong>ulteriore nuovo indicatore</strong> tiene traccia della <strong>quota di procedure amministrative</strong> del mercato unico che sono completamente digitali.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>La relazione descrive inoltre i settori in cui nel 2026 la Commissione orienterà i propri sforzi di eliminazione degli ostacoli nel mercato unico. Tali sforzi si concentreranno sulla lotta ai ritardi di pagamento e agli ostacoli ai servizi chiave connessi con la transizione verde. La Commissione affronterà questi e altri ostacoli attraverso il dialogo con gli Stati membri e, se necessario, con procedure di infrazione. Affinché i benefici per i cittadini e le imprese alla base di tali azioni di esecuzione siano più chiari, la Commissione pubblicherà spiegazioni esaustive in merito agli obiettivi perseguiti e ai risultati ottenuti.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Infine, la relazione è integrata dall'edizione 2026 del </span><a href="https://eceuropaeu-my.sharepoint.com/personal/siobhan_mcgarry_ec_europa_eu/Documents/The%20Single%20Market%20and%20Competitiveness%20Scoreboard%20%7C%20Single%20Market%20and%20Competitiveness%20Scoreboard" target="_blank" rel="noopener"><span>quadro di valutazione del mercato unico e della competitività</span></a><span>, disponibile online. Accompagnano la relazione un documento che offre una panoramica dell'attuazione della bussola per la competitività, del patto per l'industria pulita e della strategia per il mercato unico e la </span><a href="https://ec.europa.eu/internal_market/smet/index_en.htm" target="_blank" rel="noopener"><span>relazione annuale della task force per l'applicazione delle norme sul mercato unico</span></a><span>.</span><span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il progetto ENEA DRG4FOOD: migliorare l&amp;apos;efficienza e la sostenibilità agroalimentare tramite l&amp;apos;utilizzo di dati</title>
<link>https://www.italia24.news/agroalimentare-il-progetto-enea-drg4food-per-migliorare-lefficienza-e-la-sostenibilita-tramite-lutilizzo-di-dati</link>
<guid>https://www.italia24.news/agroalimentare-il-progetto-enea-drg4food-per-migliorare-lefficienza-e-la-sostenibilita-tramite-lutilizzo-di-dati</guid>
<description><![CDATA[ Il progetto ENEA DRG4FOOD sviluppa diverse iniziative basate sull&#039;utilizzo di dati al fine di ottimizzare il settore agroalimentare ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6981d15315a3c.webp" length="95436" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 17:18:50 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-c99b1bc1-7fff-a1bc-6738-9c444656d212"><span>L’uso corretto dei dati e del digitale per migliorare sicurezza e sostenibilità dell’agroalimentare. È stato questo l’obiettivo del progetto europeo a partecipazione </span><strong>ENEA DRG4FOOD</strong><span><strong>, </strong>che ha contribuito a sviluppare diverse iniziative in un settore sempre più caratterizzato dalla pervasività delle tecnologie. Ad esempio, i sensori GPS e IoT utilizzati nell’agricoltura di precisione, che consentono agli agricoltori di prendere decisioni basate sui dati per migliorare l'efficienza e la sostenibilità. Oppure i sistemi di tracciamento avanzati che possono aiutare i consumatori a verificare l'autenticità e la qualità dei prodotti alimentari.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La trasparenza rappresenta uno dei maggiori vantaggi dell'integrazione dei dati nel settore alimentare», sottolinea la referente ENEA del progetto, </span><strong>Claudia Zoani</strong><span>, ricercatrice della Divisione Sistemi agroalimentari sostenibili del Dipartimento Sostenibilità. «Grazie allo sfruttamento di tecnologie di tracciamento avanzate - prosegue - consumatori e aziende possono sapere esattamente da dove provengono i prodotti alimentari e chi è coinvolto nella lavorazione, permettendo così di effettuare scelte più consapevoli. Non solo: le informazioni basate sui dati consentono di monitorare gli standard di sicurezza alimentare, così da ridurre la probabilità di contaminazione e garantire la qualità del cibo che arriva sulle tavole».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nel corso del progetto sono state sviluppate iniziative come </span><strong>GENIE</strong><span>, che mira a rivoluzionare l'esperienza di acquisto fornendo consigli dietetici ultra-personalizzati basati su analisi del sangue genetiche, del microbiota e biochimiche, nonché sulle preferenze dei consumatori. Oppure </span><strong>PINACLE</strong><span>, che propone uno strumento mirato di raccomandazioni dietetiche e nutrizionali che abbina efficacemente le donazioni alimentari alle esigenze alimentari dei destinatari attraverso un approccio avanzato e personalizzato per diete più sane. O ancora </span><strong>SafeNutriKids</strong><span>, un'app di educazione alimentare ‘su misura’ basata sull'intelligenza artificiale, con particolare attenzione all'alfabetizzazione digitale per bambini dai 6 ai 12 anni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«L’esperienza di DRG4FOOD ha dimostrato il potenziale positivo dei dati nella nutrizione personalizzata, nella tracciabilità alimentare e nelle scelte dei consumatori. Come ENEA abbiamo collaborato attivamente anche alla realizzazione di una roadmap che fornisce raccomandazioni chiare a governi, imprese, ricercatori e società civile su come utilizzare gli strumenti digitali in modo da tutelare i diritti delle persone, creare fiducia e apportare benefici a tutti gli anelli della catena agroalimentare», conclude Zoani.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: il progetto CLIN&#45;TCR sul sistema immunitario di Giulia Pasqual selezionato dall&amp;apos;ERCEA</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-il-progetto-clin-tcr-sul-sistema-immunitario-giulia-pasqual-selezionato-dallercea</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-il-progetto-clin-tcr-sul-sistema-immunitario-giulia-pasqual-selezionato-dallercea</guid>
<description><![CDATA[ Annunciati dall&#039;ERCEA i 136 Principal Investigator (PI) per il programma Proof of Concept 2025, tra i selezionati anche Giulia Pasqual del Dipartimento di Scienze chirurgiche oncologiche e gastroenterologiche dell&#039;Università di Padova con il suo progetto CLIN-TCR sul funzionamento del sistema immunitario ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6981cbe9b9b18.webp" length="20382" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 17:18:26 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-955d1abf-7fff-a477-070e-84986eb4f94b"><span><strong>L'Agenzia Esecutiva dello European Research Council – ERCEA</strong> ha annunciato i <strong>136 Principal Investigator (PI)</strong> selezionati nell'ambito dell'ultima call <strong>ERC Proof of Concept 2025 (POC)</strong>. Il </span><span>programma Proof of Concept</span><span> supporta eccellenti PI che hanno già ricevuto una sovvenzione ERC per un progetto di ricerca di frontiera e ora desiderano esplorare il potenziale commerciale e sociale della propria idea scientifica con un finanziamento di 150.000 euro.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>A vincere per <strong>l'Università di Padova è</strong> stata </span><strong>Giulia Pasqual</strong><span> del Dipartimento di Scienze chirurgiche oncologiche e gastroenteroloiche con il suo </span><span>progetto <strong>CLIN-TCR</strong></span><span><strong> - Translating TCR-Antigen Pairing to Clinical Relevance: Platform for Cancer and Autoimmune Applications </strong>– che è uno dei 24 con base in Italia selezionati nella seconda call POC del 2025 e che ha visto ammesse al finanziamento un totale di 136 proposte.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Il progetto CLIN-TCR</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il </span><strong>sistema immunitario</strong><span> ci protegge riconoscendo minacce come le infezioni e le cellule anomale, incluse le cellule tumorali. Allo stesso tempo, in condizioni normali, è in grado di distinguere ciò che appartiene al nostro organismo da ciò che è estraneo, evitando di attaccare i tessuti sani. Quando questo meccanismo di tolleranza non funziona correttamente, possono svilupparsi malattie autoimmuni. Un ruolo centrale in questi processi è svolto dai </span><strong>linfociti T</strong><span><strong>, </strong>che utilizzano speciali "sensori", chiamati recettori dei linfociti T, per riconoscere piccoli bersagli molecolari esposti sulle cellule.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Comprendere quali recettori riconoscono quali bersagli è fondamentale per sviluppare strumenti diagnostici più accurati, terapie personalizzate e nuovi vaccini. Tuttavia, le tecnologie disponibili consentono di identificare solo una parte limitata di queste interazioni. In ricerche precedenti abbiamo sviluppato una tecnologia innovativa che consente di associare in modo sistematico i recettori dei linfociti T ai loro bersagli. Questo approccio - </span><span>sostiene <strong>Giulia Pasqual</strong></span><span> - è già stato validato su piccola scala ed è protetto da una domanda di brevetto presentata dalla nostra istituzione. L'obiettivo di questo progetto è dimostrare il valore clinico della tecnologia applicandola al cancro e alle malattie autoimmuni. In oncologia, la piattaforma permetterà di identificare recettori in grado di riconoscere antigeni tumorali, inclusi quelli specifici del singolo paziente. Nelle malattie autoimmuni, lo stesso approccio consentirà di chiarire quali recettori sono coinvolti quando il sistema immunitario reagisce erroneamente contro componenti dell'organismo».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Generando e validando ampi insiemi di dati di rilevanza clinica, <strong>il progetto potrà fornire nuovi biomarcatori e nuove opportunità per lo sviluppo di terapie basate sul sistema immunitario</strong>. Parallelamente, verrà rafforzata la protezione della proprietà intellettuale e definita una strategia per un futuro sfruttamento commerciale. Nel complesso, il progetto può aprire nuove prospettive per la medicina di precisione e accelerare lo sviluppo di immunoterapie e vaccini terapeutici di nuova generazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Proof of Concept POC 2025</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In generale, nell'ambito delle due call POC del 2025, sono stati 879 i progetti presentati quest'anno alla Commissione e 300 quelli finanziati complessivamente. Le proposte selezionate per il finanziamento sono distribuite tra 23 paesi: con 31 grant vinti, l'Italia è al terzo posto tra i paesi per numero di finanziamenti ottenuti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Le scoperte che emergono dalla ricerca finanziata dall'ERC sono molto spesso più di semplici progressi accademici – </span><span>conclude <strong>Ekaterina Zaharieva</strong></span><span>, Commissaria europea per le Startup, la Ricerca e l'Innovazione -. Esse costituiscono le fondamenta dei futuri ecosistemi dell'innovazione in tutta Europa, ispirando nuove tecnologie, imprese e soluzioni per la società. Sono lieta che l'UE stia finanziando quest'anno un numero record di sovvenzioni Proof of Concept e mi congratulo con tutti i beneficiari per il loro successo».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Giulia Pasqual</strong><span> ha conseguito la laurea magistrale in Biotecnologie Mediche presso l'Università di Padova nel 2007 e il dottorato di ricerca in Scienze della Vita presso l'Università di Losanna, in Svizzera, nel 2011. Dal 2012 al 2018 è stata ricercatrice post-dottorato prima al Massachusetts Institute of Technology e successivamente alla Rockefeller University, negli Stati Uniti. Durante questo periodo ha ottenuto numerosi finanziamenti competitivi internazionali, tra cui la Swiss National Science Foundation Mobility Fellowship, la Cancer Research Institute Irvington Postdoctoral Fellowship e la borsa L'Oréal-UNESCO "For Women in Science".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I suoi risultati scientifici sono stati riconosciuti con il Career Development Award della Rockefeller University (2017) e con il Regeneron Prize for Creative Innovation (finalista, 2018). Nel 2019 ha avviato il proprio laboratorio di ricerca indipendente presso l'Università di Padova grazie al programma per Giovani Ricercatori "Rita Levi Montalcini", finanziato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Nello stesso anno ha inoltre ottenuto un ERC Starting Grant per il progetto SYNVIVO (2020–2025), finalizzato allo sviluppo di tecnologie innovative per lo studio delle interazioni tra cellule presentanti l'antigene e linfociti T. Da allora, il suo gruppo di ricerca è attivo nei campi dell'immunologia, dell'immunologia dei tumori e dello sviluppo di tecnologie applicate a queste aree.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Commissione Europea: Entra in vigore l&amp;apos;accordo sul commercio digitale UE&#45;Singapore</title>
<link>https://www.italia24.news/commissione-europea-entra-in-vigore-laccordo-sul-commercio-digitale-ue-singapore</link>
<guid>https://www.italia24.news/commissione-europea-entra-in-vigore-laccordo-sul-commercio-digitale-ue-singapore</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;accordo della Commissione Europea sul commercio digitale tra l&#039;UE e Singapore entra in vigore rafforzando gli scambi tra l&#039;UE e Singapore e introducendo norme trasparenti che rendono le transazioni digitali transfrontaliere più semplici, prevedibili e affidabili per imprese e consumatori ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6981cbcb3b0ca.webp" length="27920" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 17:18:16 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-1f423ff0-7fff-e3fe-bb31-3b0a036bd3cd"><span>Entrato in vigore il 1 febbraio </span><span>l'accordo sul <strong>commercio digitale tra l'Unione europea e Singapore.</strong></span><span> Si tratta del </span><strong>primo accordo bilaterale autonomo dell'UE in questo ambito</strong><span> e rappresenta un passo significativo nell'ampliamento della rete europea di accordi sul commercio digitale e dei capitoli dedicati al digitale negli accordi di libero scambio dell'Unione. L'intesa rafforza gli scambi tra l'UE e Singapore introducendo <strong>norme trasparenti che rendono le transazioni digitali transfrontaliere più semplici, prevedibili e affidabili per imprese e consumatori.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'accordo contribuisce a <strong>creare un ambiente online più sicuro per i consumatori</strong> grazie a impegni di alto livello in materia di protezione dei consumatori online, dei dati personali e della vita privata, nonché di tutela contro i messaggi commerciali non richiesti. Garantisce inoltre una maggiore certezza giuridica per le imprese, promuovendo il commercio senza supporti cartacei, assicurando la validità di firme, contratti e fatture elettronici e vietando l'imposizione di dazi doganali sulle trasmissioni elettroniche. Allo stesso tempo, <strong>promuove un commercio digitale equo</strong> vietando obblighi ingiustificati di localizzazione dei dati e il trasferimento forzato del codice sorgente dei software, proteggendo le imprese da pratiche protezionistiche.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'accordo sul commercio digitale posiziona l'UE e Singapore come leader globali nello sviluppo delle politiche digitali, sostenendo economie digitali aperte ed eque. Promuove l'approccio europeo alla definizione di norme digitali e in materia di dati incentrate sulle persone e sui loro diritti, garantendo al contempo che entrambe le parti mantengano lo spazio politico necessario per elaborare e attuare misure volte ad affrontare le sfide emergenti dell'economia digitale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I negoziati sull'accordo sono stati <strong>avviati il 20 luglio 2023 </strong>e si fondano sulla solida base dell'</span><a href="https://policy.trade.ec.europa.eu/eu-trade-relationships-country-and-region/countries-and-regions/singapore/eu-singapore-agreements_en" target="_blank" rel="noopener"><span>accordo di libero scambio UE-Singapore del 2019</span></a><span>, che continua a produrre benefici duraturi. Nel 2024, gli scambi commerciali complessivi tra l'UE e Singapore hanno raggiunto i 131 miliardi di euro, di cui 83 miliardi di euro in servizi e 48 miliardi di euro in merci. La maggior parte degli scambi di servizi è avvenuta in formato digitale, a conferma della crescente importanza di questa dimensione nelle relazioni commerciali bilaterali.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><a href="https://policy.trade.ec.europa.eu/news/eu-singapore-digital-trade-agreement-enters-force-2026-02-02_en" target="_blank" rel="noopener"><span>Ulteriori informazioni</span></a><span> sono disponibili online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>EU&#45;Italy Energy Days 2026: al Politecnico di Torino un confronto sui temi dell&amp;apos;energia in Italia e in Europa</title>
<link>https://www.italia24.news/eu-italy-energy-days-2026-al-politecnico-di-torino-un-confronto-sui-temi-dellenergia-in-italia-e-in-europa</link>
<guid>https://www.italia24.news/eu-italy-energy-days-2026-al-politecnico-di-torino-un-confronto-sui-temi-dellenergia-in-italia-e-in-europa</guid>
<description><![CDATA[ Si è conclusa la 3a edizione del simposio internazionale organizzato dal Politecnico di Torino e dedicato al confronto tra dimensione europea e nazionale sui temi dell&#039;energia. Annunciata Teresa Ribera, Vice Presidente esecutiva della Commissione Europea e Commissaria Europea per la Concorrenza, come vincitrice del PoliTO Foresight and Innovation International Award 2026 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6981cb9a320c1.webp" length="24630" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 17:18:12 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-da5009b1-7fff-a655-9a03-d9bf79e04ac7"><span>Gli <strong>Energy Days</strong>, organizzati dal </span><strong>Politecnico di Torino</strong><span> in collaborazione con il </span><strong>Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica</strong><span> e con il supporto del</span><span> <strong>Ministero dell'Università e della Ricerca</strong></span><span><strong> </strong>e della </span><strong>Commissione Europea</strong><span>, hanno rappresentato anche per questa terza edizione uno stimolante banco di confronto sui temi dell'energia, volgendo lo sguardo da un lato alla situazione europea e dall'altro alla realtà italiana.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Alla presenza del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica</span><span> <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong></span><span> e del Vicepresidente Commissione ITRE del Parlamento Europeo </span><strong>Giorgio Gori</strong><span>, e con l'intervento video </span><strong>Raffaele Fitto</strong><span>, Commissione Europea, Vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme, si sono discusse le tematiche principali del comparto energetico internazionale. Nel corso di quest'anno, la Commissione europea presenterà il </span><strong>Pacchetto Energia e Clima 2040</strong><span>, che definirà nuovi obiettivi di decarbonizzazione, priorità strategiche per le infrastrutture e percorsi verso competitività e resilienza. Nel prossimo decennio l'UE dovrà quindi contemporaneamente garantire forniture diversificate, accelerare l'innovazione nelle tecnologie pulite e sbloccare la flessibilità dal lato della domanda per affrontare le sfide individuate dal rapporto Draghi, riprese anche dall'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA). </span><strong>Quale il futuro dell'energia in Italia?</strong></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«La transizione energetica e il raggiungimento degli sfidanti obiettivi di decarbonizzazione impongono l'esigenza di coniugare crescita delle fonti rinnovabili, mercati concorrenziali ed efficienti, sviluppo infrastrutturale e sicurezza energetica in un contesto geopolitico incerto. L'Italia e il MASE sono impegnati a raggiungere gli obiettivi assunti in ambito Unione Europea e nei consessi internazionali, perché la transizione è si un impegno gravoso, ma è anche una grande opportunità di rilancio per la nostra economia e manifattura, ed è soprattutto un dovere morale che abbiamo nei confronti delle nuove generazioni. La collaborazione tra il MASE e il Politecnico di Torino continuerà a promuovere soluzioni tecnologiche innovative, contribuendo in maniera concreta al rafforzamento della sicurezza, del monitoraggio ambientale, dell'efficienza e della transizione verde del settore energetico»</span><span>, dichiara </span><span><strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong>,</span><span> Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Un punto centrale di discussione è stato quello relativo alla </span><strong>formazione di nuove competenze</strong><span><strong>,</strong> necessarie per aggiornarsi e rispondere tempestivamente alle richieste del mercato del lavoro. Il ruolo giocato dagli atenei, con l'alta formazione e il trasferimento delle competenze tecnologiche, è qui fondamentale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Gli Energy Days sono diventati un appuntamento strutturale e parte della tradizione del Politecnico di Torino. Quando abbiamo iniziato a immaginare questa iniziativa, l'obiettivo era creare uno spazio stabile di dibattito, capace di far dialogare in modo aperto università, istituzioni, industria e società. In una prima fase il confronto si sviluppa in modo approfondito e riservato tra addetti ai lavori, per poi aprirsi ai decisori politici e agli stakeholder. In una società sempre più guidata dalla tecnologia, un ateneo tecnico ha anche il compito di facilitare il dialogo tra innovazione, regole e competenze, contribuendo alla definizione delle politiche pubbliche. Coinvolgere anche gli studenti in questo processo è per noi essenziale, perché comprendere come nascono le politiche è parte integrante della formazione delle nuove generazioni»</span><span>, commenta il R</span><span>ettore del Politecnico di Torino <strong>Stefano Corgnati</strong></span><strong>.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Durante l'incontro è stato anche assegnato il </span><span><strong>premio PoliTO</strong> <strong>Foresight and Innovation International Award</strong> a <strong>Teresa Ribera</strong></span><span>,</span><span> </span><span>Vice Presidente esecutiva della Commissione Europea e Commissaria Europea per la Concorrenza, che lo ritirerà nei prossimi mesi. Istituito per celebrare le competenze nell'affrontare la sfida collettiva di innovare e rinnovare, con una prospettiva a medio-lungo termine a livello nazionale e internazionale – il vincitore </span><span>PoliTO Foresight and Innovation International Award</span><span> è stato selezionato da un team di scienziati internazionali (Energy &amp; Climate High Level Group) nominati dal rettore. </span><span>Nel <strong>2025</strong> il riconoscimento, alla sua prima edizione, era andato a <strong>Mario Draghi</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Abbiamo dedicato il nostro simposio alle</span><span> "</span><span>Nuove azioni per garantire e rafforzare la nostra transizione energetica" proprio per sottolineare l'urgenza di trovare una via concreta ed efficace per l'implementazione di una transizione energetica complessa ma anche ricca di opportunità, di stimoli a cambiamenti strutturali, comportamentali e culturali che ci auguriamo possa garantire un futuro sostenibile e competitivo alla nostra società»,</span><span> illustra </span><strong>Giovanni Federigo De Santi</strong><span>, Presidente del Simposio, Politecnico di Torino.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'Europa si trova ad affrontare due grandi priorità: </span><span><strong>l'energia e l'innovazione</strong>.</span><span> </span><span>Rispetto alla prima, l'Europa deve infatti garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e ricostruire la competitività dell'industria e dell'economia. Tuttavia, per riuscirci pienamente, deve anche avere successo nelle altre due priorità, dimostrando quanto esse siano interconnesse. La seconda </span><span>priorità è invece l'innovazione</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'Europa dispone di risorse energetiche tradizionali limitate ed è sfidata dagli USA nella digitalizzazione dell'economia e della società. Deve quindi spingere l'innovazione ovunque: nelle tecnologie pulite (per la produzione, il consumo e le infrastrutture), nella digitalizzazione dell'industria, nella creazione delle infrastrutture hardware e software di base dell'Unione (IA, e-commerce, social media responsabili, cloud europeo, satelliti, ecc.). Per riuscirci, però, deve implementare la manifattura sia delle apparecchiature sia dei componenti chiave.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In questa fase di grandi sfide </span><strong>l'Italia dispone di risorse straordinarie e ha responsabilità significative</strong><span><strong>: </strong>oltre a garantire la sicurezza energetica e guidare l'innovazione tecnologica, è necessario anche ricostruire catene di approvvigionamento resilienti e migliorare le competenze della forza lavoro.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Gli </span><strong>EU–Italy Energy Days 2026</strong><span> hanno aperto alla discussione basandosi su tre pilastri tematici – l'innovazione tecnologica energetica in linea con il Pacchetto Energia 2040, l'operatività dei nuovi ecosistemi emergenti e il rafforzamento mirato delle capacità – per arrivare a proporre una roadmap verso la prossima </span><strong>"rinascita" europea dell'energia e della competitività.</strong></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Politiche del lavoro: il Comune di Milano aderisce alla settimana STEM 2026 con il progetto “Impresa in classe”  per la scuola secondaria di primo grado</title>
<link>https://www.italia24.news/politiche-del-lavoro-il-comune-di-milano-aderisce-alla-settimana-stem-2026-con-il-progetto-impresa-in-classe-dedicato-alle-alunne-e-agli-alunni-della-scuola-secondaria-di-primo-grado</link>
<guid>https://www.italia24.news/politiche-del-lavoro-il-comune-di-milano-aderisce-alla-settimana-stem-2026-con-il-progetto-impresa-in-classe-dedicato-alle-alunne-e-agli-alunni-della-scuola-secondaria-di-primo-grado</guid>
<description><![CDATA[ A Milano, dal 2 al 5 febbraio, arriva il progetto “Impresa in classe” ideato dall&#039;Assessorato allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro in collaborazione con l&#039;Istituto Comprensivo di via della Commenda dedicato agli studenti tra i 12 e i 13 anni per stimolare l&#039;interesse verso le discipline STEM ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6981cb6d9f193.webp" length="57002" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 17:17:52 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-aa578f09-7fff-cd84-46f9-1aeb32a17a00"><span>Il <strong>Comune di Milano</strong></span><span> aderisce per il secondo anno alla </span><strong>Settimana nazionale delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM</strong><span><strong>),</strong> voluta dal </span><strong>Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal MUR</strong><span> per stimolare nelle studentesse e negli studenti di ogni ordine e grado l'interesse e l'apprendimento delle materie tecnico-scientifiche.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Dal 2 al 5 febbraio</strong><span> l'Assessorato allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro in collaborazione con l'Istituto Comprensivo di via della Commenda di Milano con il progetto "</span><strong>Impresa in classe</strong><span>" del Patto per il lavoro porterà nelle classi seconde specialiste e specialisti di 13 aziende e tre associazioni di categoria, per fornire agli studenti un'idea del lavoro a cui possono accedere coloro che portano avanti un percorso di studi scientifici.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il senso del progetto è mostrare alle ragazze e ai ragazzi delle seconde che sono nella fase di orientamento e scelta del percorso di studi superiore come la matematica, la geometria, l'informatica o le scienze siano oggi materie stimolanti e soprattutto strategiche per le professionalità e le carriere del futuro.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le professioniste e i professionisti di Samsung, Atm, Farma Acquisition Holding-Boots, IMCD Italia, Edison, Nestlè, Amgen, A2A, Fastweb+Vodafone, Pomellato, L'Oréal Italia, Amazon Web Services, Rold e dell'Unione Artigiani, di Confcommercio Milano e di STEAMiamoci di Assolombarda (l'associazione nazionale del sistema Confindustria, nata su iniziativa di Assolombarda per promuovere il talento femminile e ridurre il gender gap nelle discipline STEM), incontreranno oltre 200 ragazze e ragazzi dell'Istituto Comprensivo di via della Commenda di Milano per raccontare il percorso di studi portato avanti e gli aneddoti più curiosi della loro carriera, focalizzandosi sulle competenze oggi più importanti e più ricercate nel mondo del lavoro, utilizzando il metodo del "role model".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Quest'anno abbiamo voluto dar vita ad un progetto che potesse coinvolgere gli studenti della scuola secondaria inferiore, perché parlare di competenze STEM ai ragazzi di 12 e 13 anni significa stimolarli proprio nel momento in cui stanno per compiere le scelte di studio del futuro, abbattendo stereotipi e rendendo accessibili a tutti le opportunità offerte da queste discipline – ha spiegato l'assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro </span><strong>Alessia Cappello</strong><span> –. Benché le competenze STEM siano ormai sempre più importanti per affrontare le grandi sfide globali, in Italia purtroppo il numero di iscritti a corsi di laurea scientifico-tecnologici non cresce, oltre al fatto che il gender gap è ancora rilevante. Anche a Milano, città da sempre motore di innovazione e crescita, con un ecosistema fertile di Università di eccellenza, ITS e poli tecnologici e un mercato del lavoro che richiede sempre più competenze in questi settori, c'è ancora tanta strada da compiere: basti pensare che su 93mila STEM, solo 32mila sono studentesse».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Vedere i ragazzi progettare una slide di sintesi o misurare componenti con strumenti digitali ci conferma che questa è la strada giusta: una scuola che ispira, orienta e prepara alle sfide del domani – ha confermato la Dirigente scolastica </span><strong>Rosalia Di Nardo</strong><span> dell'Istituto Comprensivo via della Commenda –. L'iniziativa di orientamento alle STEM, pensata come incontro con le imprese anche nelle classi seconde, arricchisce l'offerta formativa della Majno, unendo tradizione e innovazione in una scuola storica della città di Milano».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>“The Perfect Pitch”: Confindustria presenta la prima serie TV sulle startup italiane</title>
<link>https://www.italia24.news/the-perfect-pitch-confindustria-presenta-la-prima-serie-tv-sulle-startup-italiane</link>
<guid>https://www.italia24.news/the-perfect-pitch-confindustria-presenta-la-prima-serie-tv-sulle-startup-italiane</guid>
<description><![CDATA[ Dieci startup italiane della mobilità sostenibile si sfidano a colpi di pitch davanti a tre esperti giudici. Da lunedì 2 febbraio in esclusiva su Mediaset Infinity ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6980dcbe772bb.webp" length="43612" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 18:20:07 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: Arial;">È stata presentata oggi in Confindustria l’anteprima di <b>“The Perfect Pitch”, </b>la prima serie TV sulle startup italiane. Disponibile su </span><a href="https://u35121681.ct.sendgrid.net/ls/click?upn=u001.mB-2Bga3qelR0vC-2B-2F4Y-2BgFNSCPj-2F6XS67msWhRYgFlHirz8HCdOpBiKoPn8buBLEtwRmSB_-2B0Ok6Af7hyz7Kqg6CR74pWJV1yuK2hSMcExX7SWdjrMD2QXuQCgQZ09fCIt9H9RGukGfNOlN6VJ4yeU3II5d6TetBXqsXzPa1K-2B7Ia5nidvkI9fDEhq5nGE-2F1W16O-2FcpKz5B3kfeqfk3p1T1lNWE2Z8z8t23ZtmUJY6ipUY69TbP5A0tWolhsXuQXUYHTs2eQR7T5TUXQxTiivstjlXwbw-3D-3D" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #3f8080; font-family: Arial;"><u>Mediaset Infinity,</u></span></a><span style="font-family: Arial;"> il format racconta il percorso di crescita di tre startup del settore della mobilità sostenibile, selezionate da <b>RetImpresa </b>in occasione del concorso ROCK per l’Open Innovation. Obiettivo del progetto è sostenere la crescita internazionale delle startup e avvicinare le nuove generazioni alle opportunità offerte dai principali attori che operano per la promozione economica del sistema Paese.</span></span><br><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: Arial;">Grazie alla<b> </b>collaborazione<b> </b>con il <b>Consolato d’Italia a Detroit</b> e al supporto della rete diplomatica, le startup Arlix, Limitless e Novac  sono volate negli USA per confrontarsi con investitori e operatori economici del territorio. Oltre ad attivare contatti e relazioni utili al proprio business, non sono mancati momenti di intrattenimento e sfide da superare.  </span></span><br><br><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: Arial;">Per <b>Fabrizio Landi, </b>Presidente di RetImpresa, “La serie <i>The Perfect Pitch, </i>attraverso il racconto televisivo delle startup della mobilità sostenibile protagoniste di ROCK, sperimenta un linguaggio diverso per raccontare l’innovazione. Oggi, se vogliamo parlare davvero a chi innova e ai giovani, dobbiamo avere il coraggio di utilizzare nuovi modelli di comunicazione”.</span></span><br><br><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: Arial;">“<i>The Perfect Pitch</i> è una novità assoluta per il nostro sistema ed è un esempio concreto di come si possano raccontare l’impresa e l’innovazione con un linguaggio diverso che parla a startup, PMI e nuove generazioni”, ha dichiarato <b>Fausto Bianchi,</b> Presidente di Piccola Industria Confindustria e Vice Presidente Confindustria. “Il percorso raccontato dalla serie mette al centro innovazione, internazionalizzazione e networking, leve decisive per la competitività delle piccole imprese. Non è un caso che il racconto arrivi fino a Detroit, ecosistema simbolo di manifattura e trasformazione. Iniziative come questa mostrano come l’Open Innovation e la collaborazione tra imprese, istituzioni e startup siano strumenti concreti di sviluppo per rafforzare il Made in Italy”.  </span></span><br><br><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: Arial;">“Le startup imprimono un impulso fondamentale alla crescita economica e sociale: creano occupazione, attraggono nuovi capitali e rispondono alle aspettative di tanti giovani che vogliono mettersi in gioco. Per farlo, hanno bisogno di strumenti, competenze e occasioni concrete”. Così <b>Riccardo Di Stefano</b>, Delegato del Presidente di Confindustria per Education e Open Innovation. “<i>The Perfect Pitch</i> racconta proprio questo percorso che mette al centro il talento imprenditoriale italiano, il confronto con i mercati internazionali e le opportunità offerte dall’Open Innovation. Solo con una maggiore integrazione tra formazione e innovazione possiamo trasformare idee e conoscenze in imprese capaci di crescere e competere a livello internazionale”.</span></span><br><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: Arial;"> </span></span><br><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: Arial;">All’evento sono intervenuti, inoltre, il Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, <b>Edmondo Cirielli, </b>e il Presidente di 4.Manager, <b>Stefano Cuzzilla.</b> Presente per il Ministero degli Esteri anche il Vice Direttore Generale per la crescita e la promozione delle esportazioni, <b>Filippo La Rosa</b>.</span></span><br><br><span style="font-family: Arial; font-size: 12pt;">La serie tv, prodotta da IlNewyorkese, è stata raccontata, mediante la proiezione di alcune clip, direttamente dalla voce dei protagonisti: <b>Allegra Baistrocchi</b> del Ministero degli Esteri e già Console d’Italia a Detroit, che ha curato l’organizzazione e il networking negli USA, e – in veste di giudici del programma - <b>Davide Ippolito</b>, Ceo di IlNewyorkese, <b>Carlo La Rotonda</b>, Direttore di RetImpresa, <b>Monica Marangon</b>i, giornalista e conduttrice tv. <b>Alessio Sansò,</b> Ceo di Limitless Device, ha infine raccontato l’esperienza e le opportunità di “The Perfect Pitch” dalla prospettiva delle startup partecipanti.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong><a href="https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/theperfectpitch/the-perfect-pitch-il-trailer_FD00000000515764" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-family: Arial;">Il Trailer</span></a></strong></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Nucleare: confermato lo Small Modular Reactor (SMR) EAGLES&#45;300 come tra le iniziative più promettenti per favorire la diffusione degli SMR di nuova generazione in Europa</title>
<link>https://www.italia24.news/nucleare-confermato-lo-small-modular-reactor-smr-eagles-300-come-tra-le-iniziative-piu-promettenti-per-favorire-la-diffusione-degli-smr-di-nuova-generazione-in-europa</link>
<guid>https://www.italia24.news/nucleare-confermato-lo-small-modular-reactor-smr-eagles-300-come-tra-le-iniziative-piu-promettenti-per-favorire-la-diffusione-degli-smr-di-nuova-generazione-in-europa</guid>
<description><![CDATA[ La conferma dello Small Modular Reactor (SMR) EAGLES-300 come uno dei progetti più promettenti nell&#039;ambito del nucleare a seguito del lancio dell’iniziativa internazionale di pre-licensing come primo progetto pilota della Nuclear Harmonization and Standardization Initiative (NHSI) dell’AIEA ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69807e0365228.webp" length="45258" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 11:31:31 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-b9617294-7fff-a872-48f4-5a5364a0800d"><span>Lo </span><span><strong>Small Modular Reactor (SMR) veloce raffreddato a piombo EAGLES-300</strong></span><span><strong> </strong>è stato confermato dall’</span><strong>Alleanza Industriale Europea sugli SMR</strong><span> tra le otto iniziative più promettenti per favorire la diffusione degli SMR di nuova generazione in Europa. Guidato da </span><span><strong>Ansaldo Nucleare, ENEA, RATEN e SCK CEN</strong>,</span><span> il progetto era già stato inserito nella prima short list dell’Alleanza nel 2024; la valutazione attuale ha ora confermato che EAGLES-300 continua a soddisfare pienamente i criteri di selezione e ha registrato progressi concreti rispetto alla precedente valutazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Questo annuncio segue un altro importante traguardo per il programma. Nel corso della </span><strong>69ª Conferenza Generale dell’Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA),</strong><span> tenutasi a Vienna il 15 settembre, è stata formalmente lanciata l’iniziativa internazionale di pre-licensing per EAGLES-300 come primo progetto pilota della </span><strong>Nuclear Harmonization and Standardization Initiative (NHSI)</strong><span> dell’AIEA, segnando un passo significativo verso l’armonizzazione normativa e processi di autorizzazione transfrontalieri più efficienti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La conferma di EAGLES-300 tra i progetti selezionati dall’Alleanza rappresenta un importante riconoscimento dei progressi del nostro programma. Questo rinnovato attestato di fiducia, che arriva subito dopo l’avvio del processo internazionale di pre-licensing, rafforza il nostro impegno a portare EAGLES-300 sul mercato come una tappa concreta dell’innovazione e della capacità industriale europea», ha dichiarato </span><strong>Roberto Adinolfi</strong><span>, Presidente dello Steering Committee di EAGLES.</span></p>
<h2 dir="ltr"></h2>
<h2 dir="ltr"><span>Il consorzio EAGLES</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>EAGLES (European Advanced Generation IV Lead-Cooled Energy System)</strong><span> è un programma europeo volto allo sviluppo e alla preparazione dell’introduzione sul mercato di uno Small Modular Reactor veloce raffreddato a piombo (EAGLES-300) entro il 2039. Il programma riunisce le principali organizzazioni industriali e di ricerca nucleare europee per realizzare un sistema nucleare flessibile, efficiente e commercialmente sostenibile. La messa in esercizio commerciale di EAGLES-300 è prevista per il 2039, a seguito del successo operativo delle infrastrutture dimostrative e prototipali del programma (LEANDREA, in Belgio, e ALFRED, in Romania).</span></p>
<h2 dir="ltr"></h2>
<h2 dir="ltr"><span>Il reattore EAGLES-300</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>EAGLES-300 è il modello commerciale da 300 MWe di SMR veloce raffreddato a piombo sviluppato nell’ambito del programma EAGLES. Combina sicurezza intrinseca, funzionamento a bassa pressione e capacità di rimozione passiva del calore con i vantaggi di efficienza di uno spettro neutronico veloce, consentendo un migliore utilizzo del combustibile e la compatibilità con un ciclo del combustibile chiuso. L’elevata temperatura di uscita del reattore consentirà sia la produzione di energia elettrica sia applicazioni industriali, inclusa la produzione di idrogeno e la sintesi di molecole. Interamente progettato all’interno dell’ecosistema scientifico e industriale europeo, EAGLES-300 contribuirà agli obiettivi di lungo termine della regione in termini di sovranità energetica, gestione responsabile delle risorse e riduzione dei rifiuti ad alta attività.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Specola di Bologna: inaugurata la riapertura con un nuovo percorso che omaggia l&amp;apos;astronomia</title>
<link>https://www.italia24.news/la-specola-di-bologna-inaugurata-la-riapertura-con-un-nuovo-percorso-che-omaggia-lastronomia</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-specola-di-bologna-inaugurata-la-riapertura-con-un-nuovo-percorso-che-omaggia-lastronomia</guid>
<description><![CDATA[ Il 30 gennaio 2026, a seguito di rinnovi strutturali, riapre la Specola di Bologna con un nuovo percorso espositivo all&#039;interno del suo Museo che ripercorre il passato, il presente e il futuro dell&#039;astronomia ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_69807712e1295.webp" length="21742" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 10:26:35 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-dd633d24-7fff-0f73-9ced-eddf2c87b984"><span>Simbolo di una vocazione scientifica che attraversa i secoli, la settecentesca torre della Specola si prepara a entrare in una nuova stagione. Il <strong>30 gennaio 2026</strong> è stato inaugurato </span><span>un <strong>nuovo percorso espositivo all'interno del Museo della Specola dell'Università di Bologna</strong></span><span>,</span><span> </span><span>presentandosi completamente rinnovato dopo l'importante intervento di consolidamento strutturale della torre.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'operazione non è solo un omaggio all'astronomia del passato, ma anche un ponte verso l'astrofisica del futuro. Il riallestimento è stato realizzato grazie al </span><strong>progetto PNRR CTA+</strong><span>, finanziato dall'Unione Europea e coordinato dall'</span><strong>Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)</strong><span><strong>.</strong> Un intervento che restituisce alla città un gioiello architettonico, con un cuore di scienza, dedicato a tutti per scoprire come la scienza dialoga con la storia e la tecnologia d'avanguardia.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Siamo orgogliosi di avere contribuito, con l'impegno dei nostri ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica e del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Bologna, al riallestimento della Specola, sottolineando l'importanza dell'idea e della tecnologia dei specchi tassellati per la costruzione del più grande e potente osservatorio terrestre per raggi gamma al mondo: il </span><a href="https://www.ctao.org/it/" target="_blank" rel="noopener"><span>Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO)</span></a><span>», commenta </span><strong>Massimo Cappi</strong><span><strong>,</strong> responsabile del progetto PNRR CTA+ guidato dall'INAF. «Questo osservatorio aprirà una nuova finestra osservativa nelle alte e altissime energie, che ci permetterà lo studio di fenomeni cosmici estremi quali le esplosioni di supernove, i getti di materia espulsi dai buchi neri nella nostra galassia e in altre galassie, nonché l'origine dei più energetici e ancora enigmatici raggi cosmici».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La visita parte dal quarto piano, interamente dedicato all'astronomo triestino </span><strong>Guido Horn d'Arturo</strong><span>. Tra queste mura, Horn sfidò i limiti tecnologici dell'epoca, costruendo </span><strong>il primo telescopio con specchio a tasselli della storia</strong><span>, oggi uno dei pezzi principali dell'esposizione. Si tratta di uno specchio da 1,80 metri di diametro composto da 61 piccoli tasselli. Astronomo di grande ingegno, Horn d'Arturo riuscì a trasformare l'architettura stessa della torre in uno strumento scientifico, utilizzandone la struttura verticale come se fosse il "tubo" di un telescopio.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Ma l'intuizione di Horn non è rimasta confinata nel passato. Salendo al quinto piano, il visitatore scopre come lo specchio a tasselli sia diventato lo standard per i progetti internazionali più ambiziosi. Dagli schermi multimediali emergono le sagome dei nuovi giganti che osservano il cosmo: il Cherenkov Telescope Array Observatory, l'erede diretto della tecnologia a tasselli per lo studio dei raggi gamma da terra; </span><strong>l'Extremely Large Telescope (ELT) dell'ESO</strong><span>, che, una volta terminato, sarà il più grande telescopio ottico al mondo; e il celebre </span><span><strong>James Webb Space Telescope</strong> </span><span>che dallo spazio scruta le origini del cosmo grazie a quegli stessi specchi segmentati immaginati decenni prima in via Zamboni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«È emozionante vedere come la tecnologia degli specchi tassellati, nata come una scommessa visionaria in questa torre, sia oggi il pilastro dei telescopi del CTAO», commenta </span><span><strong>Roberta Zanin</strong>, </span><span>project scientist del Cherenkov Telescope Array Observatory. «Per il CTAO, che ha la sua sede centrale proprio a Bologna, la Specola rappresenta l'origine di un filo conduttore che unisce la storia dell'astronomia all'esplorazione dell'Universo estremo. Questo spazio celebra oggi un'eredità condivisa e rafforza il ruolo di Bologna come punto d'incontro vitale per l'astrofisica dei raggi gamma, dove il lascito di Horn d'Arturo continua a ispirare la comunità scientifica globale che da questa città guarda al futuro di questo campo».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Se i primi due piani raccontano il passato recente, il presente e il futuro dell'astronomia, salendo la suggestiva scala a chiocciola si torna "indietro nel tempo". Al sesto piano, arte e scienza si fondono in una collezione di globi, sfere armillari, astrolabi, strumenti nautici e dipinti astronomici, che raccontano l'evoluzione delle conoscenze astronomiche e geografiche lungo i secoli.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span></span><span>Infine, raggiungendo la sommità della torre, il visitatore ripercorre la storia dell'evoluzione del telescopio ,in una suggestiva esposizione che racconta secoli di progressi e sfide tecnologiche. Il percorso trova il suo coronamento sulla terrazza panoramica, un'emozionante finestra sulla città che, per secoli, ha ispirato chiunque abbia alzato lo sguardo alle stelle.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Questo nuovo allestimento, che mette in dialogo un patrimonio straordinario di strumenti antichi, l'opera innovativa di Guido Horn d'Arturo e le grandi infrastrutture dell'astrofisica contemporanea», commenta </span><strong>Marcella Brusa</strong><span>, coordinatrice scientifica del Museo della Specola, «offre una chiave di lettura unitaria della Torre della Specola come un luogo vivo, in cui la storia dell'astronomia non è un capitolo concluso ma una fonte continua di ispirazione».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Con questa riapertura, la città non solo celebra i 300 anni della sua Torre (ultimata nel 1726 per volontà di Luigi Ferdinando Marsili), ma si riconferma come punto di riferimento internazionale per la ricerca e la cultura astronomica.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: un evento dedicato all&amp;apos;accumulo energetico in reti elettriche</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-un-evento-dedicato-allaccumulo-energetico-in-reti-elettriche</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-un-evento-dedicato-allaccumulo-energetico-in-reti-elettriche</guid>
<description><![CDATA[ Il 2 febbraio alla Scuola della Carità una tavola rotonda dedicata al ruolo dell&#039;accumulo energetico in reti elettriche organizzata dal Dipartimento di Matematica dell&#039;Università di Padova con ricercatori e rappresentanti di tutti i principali attori coinvolti nella gestione delle reti ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6980767058a1d.webp" length="36280" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 22:17:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-da3f244d-7fff-5594-ede6-a14df18ed9d5"><strong>L'accumulo energetico</strong><span><strong> </strong>ha un ruolo fondamentale nello sviluppo delle reti nel contesto della transizione energetica: la tecnologia consente di includere in modo più efficiente le fonti rinnovabili non programmabili presenti sul territorio e favorire lo sviluppo più funzionale del mercato.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><strong>Lunedì 2 febbraio, alle ore 14.30, alla Scuola della Carità a Padova</strong><span><strong> </strong>(via San Francesco 61) si terrà una tavola rotonda dedicata al ruolo dell'accumulo energetico in reti elettriche. L'evento è organizzato all'interno dell'<strong>undicesima edizione della conferenza EFI - Energy Finance Italia</strong>, associazione di ricercatori e ricercatrici, esperti ed esperte di finanza ed economia dell'energia. La conferenza è organizzata quest'anno dal <strong>Dipartimento di Matematica dell'Università di Padova</strong>, con la collaborazione e il supporto dei <strong>Dipartimenti di Scienze statistiche e di Economia e Management</strong>, oltre che del centro <strong>Giorgio Levi Cases - Centro studi di economia e tecnica dell'energia.</strong></span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Nel corso della tavola rotonda, interverranno i rappresentanti di tutti i principali attori coinvolti nella gestione delle reti, sia a livello di trasmissione che di distribuzione: </span><strong>Marco Pasquadibisceglie</strong><span> (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente - Arera), </span><strong>Salvatore De Carlo</strong><span> (Terna S.p.a.), </span><strong>Giovanni Piccoli</strong><span><strong> </strong>(Hera SpA) e </span><strong>Carla Mereu</strong><span> (d-fine - Italy). Introduce e modera </span><strong>Marina Bertolini</strong><span>, docente dell'Ateneo patavino.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L'evento è aperto al pubblico. È possibile partecipare all'evento anche via webinar (Zoom a questo <a href="https://unipd.zoom.us/j/86441728286" target="_blank" rel="noopener">link</a>).</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Torino: inaugurato il 30 gennaio il Centro di Competenza SEASTAR</title>
<link>https://www.italia24.news/torino-inaugurato-il-30-gennaio-il-centro-di-competenza-seastar</link>
<guid>https://www.italia24.news/torino-inaugurato-il-30-gennaio-il-centro-di-competenza-seastar</guid>
<description><![CDATA[ Istituito da Ministero dell&#039;Ambiente e della Sicurezza Energetica, Politecnico di Torino e IIT-Istituto Italiano di Tecnologia, il Competence Center Seastar svolge attività di ricerca applicata e di trasferimento tecnologico, stimolando lo sviluppo e la crescita nei settori tecnologici innovativi connessi alla transizione energetica e alla relativa sicurezza ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_6980763d2188d.webp" length="62862" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 22:13:47 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-19031298-7fff-98f6-ac2d-0dcd62623bec"><span>Taglio del nastro all'Enviroment Park venerdì 30 gennaio per il </span><strong>Competence Center SEASTAR</strong><span>, alla presenza del </span><strong>Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, del Rettore del Politecnico di Torino Stefano Paolo Corgnati, e del Direttore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) Giorgio Metta</strong><span>. Dopo i saluti istituzionali del <strong>Presidente di Environment Park </strong></span><strong>Giacomo Portas</strong><span>, si è tenuta una breve tavola rotonda tra le istituzioni coinvolte nel progetto, per confermare impegni e obiettivi del Centro, e la visita ai laboratori di avanguardia.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il Centro di Competenza SEASTAR – per lo sviluppo del quale è stato sottoscritto un Accordo tra il MASE, il Politecnico di Torino e IIT–, costituisce un </span><strong>centro di aggregazione e di integrazione delle competenze sul tema della conversione dei giacimenti di idrocarburi esauriti, dello stoccaggio sotterraneo dei fluidi e della sicurezza della produzione degli idrocarburi e dei fluidi stoccati nel sottosuolo, in particolare off-shore.</strong></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Grazie al supporto del MASE e agli importanti investimenti in infrastrutture, nel corso degli anni SEASTAR ha potuto crescere e affermarsi come un centro di livello internazionale. Oggi per l'hub si apre una nuova fase: grazie ai laboratori all'avanguardia e alle sue attrezzature specialistiche, inclusa una galleria del vento di grandi dimensioni, svilupperà e testerà sempre </span><strong>più soluzioni tecnologiche per la transizione energetica</strong><span> (inclusi idrogeno e metano verde), monitoraggio ambientale, nuovi materiali, cattura e utilizzo del carbonio, stoccaggio elettrico e geologico dei fluidi.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Negli anni il Centro di Competenza SEASTAR è di fatto divenuto un riferimento internazionale sul tema della transizione verso un futuro a basso tasso di carbonio costituendo un terreno comune di lavoro e di confronto per i ricercatori di molte Università italiane ed Enti Pubblici di Ricerca, anche in collaborazione con le PMI e l'industria. Oggi inauguriamo laboratori ai quali il Ministero ha dato un forte contributo; posso dire che rappresentano un momento di condivisione e di incontro tra i diversi livelli delle amministrazioni e della ricerca sul piano della transizione energetica. Sono certo che le linee di attività che il Politecnico di Torino e IIT svilupperanno nei prossimi anni potranno produrre risultati di rilevante valore per il raggiungimento degli obiettivi strategici del Ministero nel settore energetico», dichiara il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica </span><strong>Gilberto Pichetto Fratin.</strong></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Con l'inaugurazione del Competence Center SEASTAR si apre una nuova fase per un progetto che ha raggiunto oggi una piena maturità scientifica e infrastrutturale. Il Centro con il suo continuo sviluppo offre un contributo concreto alla sostenibilità e alla sicurezza energetica del Paese. Il Politecnico di Torino opera mettendo a disposizione competenze, infrastrutture e capitale umano altamente qualificato, con l'obiettivo di trasformare la ricerca in soluzioni operative e applicate a supporto del sistema industriale e delle politiche pubbliche», commenta il Rettore del Politecnico di Torino </span><span><strong>Stefano Corgnati</strong>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Le principali tematiche affrontate dal centro SEASTAR sono la </span><strong>sostenibilità e la sicurezza delle tecnologie oil&amp;gas nella fase di transizione verso un'economia low-carbon</strong><span>; la sostenibilità e la sicurezza della dismissione e/o conversione degli impianti e infrastrutture oil&amp;gas arrivate a fine vita, come le piattaforme off-shore nei mari italiani, che oggi sono 136; la conversione dei giacimenti di idrocarburi esauriti per lo stoccaggio sotterraneo di metano "verde", di idrogeno e/o di anidride carbonica, la compatibilità dei materiali all'idrogeno e/o all'anidride carbonica, gli aspetti normativi della transizione.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L'obiettivo principale dell'Accordo SEASTAR è lo svolgimento di </span><strong>attività di ricerca applicata e di trasferimento tecnologico e la disseminazione delle competenze multidisciplinari verso il territorio</strong><span><strong>, </strong>per stimolare lo sviluppo e la crescita nei settori tecnologici e innovativi connessi alla transizione energetica.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«La transizione energetica rappresenta una delle più grandi sfide del nostro tempo e richiede un cambiamento profondo che parte dalla ricerca. Con SEASTAR, vogliamo mettere le tecnologie più avanzate al servizio di soluzioni concrete per la sostenibilità, uno dei pilastri fondamentali del piano strategico di IIT. Questo centro è un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni e ricerca, capace di trasformare conoscenza scientifica in impatto reale sull'industria e sul territorio», commenta </span><strong>Giorgio Metta</strong><span>, Direttore Scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Le attività formative e di ricerca sono state individuate per valorizzare da un lato le competenze e il capitale umano altamente specializzato, anche in un contesto internazionale, dall'altro rendere accessibili le infrastrutture di ricerca presenti sul territorio, ottimizzandole e migliorandole in relazione alle necessità del Paese, e infine offrire ai giovani talenti opportunità di formazione tecnico-scientifica di alto profilo in un contesto internazionale.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Nello specifico i filoni principali di attività sono sei – di cui uno dedicato alla formazione e all'aggiornamento professionale, a supporto delle istituzioni, e cinque caratterizzati da attività di ricerca di base e modellistica, ricerca sperimentale e trasferimento tecnologico a supporto del comparto industriale – e riguardano: formazione e aggiornamento; geotermia; fluidi per la transizione energetica: H2, CO2, ammonica e membrane per la separazione dei gas; processi di metanazione (aspetti di sicurezza/valutazione dei rischi); sicurezza delle attività minerarie e studio del riutilizzo dei giacimenti esauriti e conversione dei relativi impianti a supporto della transizione energetica low carbon; monitoraggio ambientale on-shore e off-shore.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cagliari: nasce FERMATA216, un nuovo luogo di sperimentazione, confronto e produzione culturale condivisa</title>
<link>https://www.italia24.news/cagliari-nasce-fermata216-un-nuovo-luogo-di-sperimentazione-confronto-e-produzione-culturale-condivisa</link>
<guid>https://www.italia24.news/cagliari-nasce-fermata216-un-nuovo-luogo-di-sperimentazione-confronto-e-produzione-culturale-condivisa</guid>
<description><![CDATA[ A Cagliari nasce il progetto multidisciplinare FERMATA216, che unisce la partecipazione attiva, il dialogo e le attività di stampo artistico e culturale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698076c713a42.webp" length="43354" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 22:09:39 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-b7ed0dba-7fff-a0e7-fbe2-6bfb790550fe"><strong>Cagliari</strong><span> si prepara ad accogliere un nuovo spazio dedicato alla cultura, alla sperimentazione e alla partecipazione collettiva. Si chiama </span><strong>FERMATA216</strong><span> e nasce nel </span><strong>quartiere di Villanova</strong><span> come </span><strong>piattaforma culturale e sociale aperta, inclusiva e profondamente interdisciplinare</strong><span>. Un luogo di arrivo e, allo stesso tempo, un punto di partenza. Una sosta necessaria per immaginare, condividere, costruire.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>FERMATA216 prende forma come </span><strong>spazio di incontro e di attivazione, pensato per artisti, operatori culturali e cittadini</strong><span><strong> </strong>che riconoscono nella cultura un bene comune: accessibile, sostenibile, condiviso. Alla base del progetto c'è una visione chiara e radicale, che mette al centro la partecipazione attiva e la possibilità di vivere la creazione artistica non come prodotto finito, ma come processo aperto, in continua trasformazione.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>All'interno dello spazio di via Giardini 216 convivono pratiche e linguaggi diversi, che si contaminano e dialogano tra loro. Lo spazio ospita percorsi formativi, residenze artistiche, performance intime e sperimentali, mostre, presentazioni e momenti di confronto pubblico. </span><strong>L'approccio interdisciplinare</strong><span> è il cuore pulsante del progetto: un ambiente in cui il sapere si costruisce attraverso il confronto, la verifica, l'accettazione e anche il dissenso, intesi come strumenti necessari allo sviluppo culturale.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Una casa aperta, capace di accogliere un pubblico trasversale e polivalente, parlando un linguaggio contemporaneo e accessibile. Un luogo che riconosce il valore delle differenze, ascolta le voci, sostiene i percorsi e accompagna le idee. Uno spazio che prova a cambiare la narrazione dominante, soprattutto quando si parla di giovani e creatività, trasformando il "non si può fare" in "ce l'abbiamo fatta".</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto promuove inoltre processi di collaborazione con associazioni, istituzioni, imprese e soggetti privati, con l'obiettivo di contribuire alla costruzione di una società capace di comprendere, sostenere e apprezzare l'arte in tutte le sue forme. La versatilità delle condizioni di ascolto e di fruizione diventa così terreno fertile per una creazione culturale in costante mutazione.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Accanto alle attività artistiche e formative, FERMATA216 inaugura il suo primo format ufficiale: </span><strong>FERMATA Unplugged</strong><span>. Un ciclo di </span><strong>micro-concerti</strong><span> pensato per offrire agli <strong>artisti emergenti</strong> uno spazio di incontro diretto e autentico con il pubblico. Un ambiente raccolto, umano, senza filtri, dove la musica torna alla sua forma più essenziale e vicina.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Ogni appuntamento di FERMATA Unplugged sarà preceduto da un talk intimo con l'artista, un momento di racconto e confronto per esplorare visioni, influenze, processi creativi e frammenti di vita. Un podcast realizzato dal vivo, alla presenza di un pubblico ogni volta differente, e un invito a conoscere non solo la musica, ma anche la persona che la genera, restituendo centralità alla relazione tra chi crea e chi ascolta.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>FERMATA216 nasce come uno spazio che riconosce il valore sociale della sperimentazione e dell'incontro tra visioni diverse. Un luogo dove immaginare insieme ciò che ancora non c'è. E provare, concretamente, a farlo accadere.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>&amp;quot;Fisica in Medicina&amp;quot;: il nuovo tema del concorso di ScienzaPerTutti, il portale web dell&amp;apos;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare</title>
<link>https://www.italia24.news/scienzapertutti-aprono-le-iscrizioni-al-concorso-fisica-in-medicina</link>
<guid>https://www.italia24.news/scienzapertutti-aprono-le-iscrizioni-al-concorso-fisica-in-medicina</guid>
<description><![CDATA[ La 21esima edizione del concorso di ScienzaPerTutti, portale web di comunicazione della scienza dell&#039;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), per le scuole superiori a tema “fisica in medicina” ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698076166ea4b.webp" length="50914" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 21:54:54 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-021c052e-7fff-834f-f1ff-d58d55b93c1a"><span>Qual è il legame tra fisica e medicina? Dalla comprensione del funzionamento del corpo umano ai movimenti che lo caratterizzano, fino alle tecnologie impiegate per la diagnosi e la cura, la medicina moderna si fonda su principi fisici fondamentali. Meccanica, elettromagnetismo, acustica, e anche meccanica quantistica sono, infatti, alla base, per esempio, di strumenti e metodologie che consentono di misurare, diagnosticare, intervenire e curare con efficacia e precisione sempre maggiori.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Per questa ragione, </span><strong>ScienzaPerTutti</strong><span>, portale web di comunicazione della scienza dell<strong>'</strong></span><span><strong>Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN</strong>),</span><span> ha deciso di dedicare l'edizione del concorso 2026 per le scuole superiori proprio al tema del </span><span><strong>rapporto tra fisica e medicina</strong>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>In questa edizione, dal titolo "</span><strong>Fisica in medicina. Dica 33: la fisica che fa bene</strong><span>", <strong>le studentesse e gli studenti dovranno realizzare </strong></span><strong>un video di 4 minuti</strong><span><strong> </strong>nel quale spiegano quali sono i principi fisici che sono alla base di uno strumento medico, di una tecnica o di un esame diagnostico, oppure del funzionamento di un organo, o della biomeccanica alla base dei movimenti.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Giunto alla </span><strong>XXI edizione</strong><span>, il concorso è rivolto alle scuole secondarie di II grado di tutta Italia e agli istituti italiani all'estero. Le squadre partecipanti, divise in due categorie in base alla classe di appartenenza, possono essere formate massimo da 5 persone e devono essere coordinate da un docente di riferimento che dovrà effettuare </span><strong>l'iscrizione entro il 10 marzo 2026</strong><span><strong>,</strong> mentre gli elaborati potranno essere inviati entro il 12 aprile 2026. A vincere saranno le prime tre squadre di ciascuna categoria che riceveranno in premio un gioco scientifico.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>ScienzaPerTutti è un progetto di comunicazione scientifica dell'INFN che si rivolge al grande pubblico e il cui fulcro è il </span><a href="http://scienzapertutti.infn.it" target="_blank" rel="noopener"><span>sito web</span></a><span> dove si sviluppano e promuovono anche tutte le altre attività e iniziative di public engagement del progetto. Creato nel 2002, propone biografie, rubriche, percorsi didattico-divulgativi, schede di approfondimento, infografiche, video, recensioni di libri e podcast. Diversi contenuti del sito hanno anche dato vita a progetti come giochi scientifici, app e mostre scientifiche.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>ScienzaPerTutti è realizzato attraverso il <strong>Comitato di Coordinamento della Terza Missione (CC3M) dell'INFN </strong>che sostiene i progetti di Public Engagement promossi dalla comunità di ricerca grazie a un processo di peer-review interno.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Malattie tropicali neglette: difendere la salute globale</title>
<link>https://www.italia24.news/malattie-tropicali-neglette-difendere-la-salute-globale</link>
<guid>https://www.italia24.news/malattie-tropicali-neglette-difendere-la-salute-globale</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;appello dell’OMS, in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Tropicali Neglette del 30 gennaio, ad una maggiore consapevolezza del contesto globale delle patologie che tuttora colpiscono circa un miliardo di persone nel mondo ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_698075d2499e2.webp" length="23938" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 21:50:54 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-502bfe32-7fff-c044-7a1b-ba3d04dc08dc"><span>"</span><strong>Unite, Act and Eliminate</strong><span>". Unire le forze, agire ed eliminare le malattie tropicali neglette: è questo l'invito rilanciato dall'</span><strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong><span> in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Tropicali Neglette 2026. </span><span>Un appello che <strong>l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)</strong></span><span> raccoglie con convinzione, richiamando la </span><strong>responsabilità condivisa della comunità internazionale di mantenere alta l'attenzione su patologie che continuano a colpire milioni di persone nel mondo</strong><span> e che viene testimoniato anche attraverso l'illuminazione simbolica della propria sede.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Viviamo in un mondo in cui ci si muove sempre di più e, con le persone, viaggiano anche le malattie: infezioni che per lungo tempo abbiamo considerato lontane oggi possono raggiungere rapidamente nuovi territori», ha dichiarato il Presidente dell'AIFA, </span><strong>Robert Nisticò</strong><span>, «rendendo indispensabile un'attenzione costante, coordinata e globale da parte dei sistemi sanitari».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Le malattie tropicali neglette comprendono un ampio gruppo di patologie causate da virus, batteri, protozoi, parassiti, funghi e tossine, che colpiscono circa un miliardo di persone nel mondo. Storicamente marginalizzate nell'agenda sanitaria globale, continuano a produrre un impatto sanitario, sociale ed economico rilevante, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito, gravando anche sulle famiglie dei pazienti in termini di disabilità, esclusione sociale e perdita di produttività.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>I cambiamenti climatici e la crescente mobilità di persone, animali e merci caratterizzano il contesto globale in cui le malattie tropicali, in quanto trasmissibili, non sono più limitate ai Paesi a basso reddito, ma interessano anche le nostre latitudini, compresa l'Italia. </span><span>A conferma di questa evoluzione, <strong>dal 1° gennaio al 23 dicembre 2025</strong> il sistema di sorveglianza nazionale dell<strong>'Istituto Superiore di Sanità</strong> ha registrato 469 casi confermati di chikungunya e 217 casi di dengue. </span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«I dati sulla chikungunya mostrano come queste infezioni possano ormai interessare direttamente anche il nostro Paese», ha aggiunto il Presidente Nisticò, «rafforzando la necessità di investire in prevenzione, sorveglianza epidemiologica, capacità diagnostiche e ricerca scientifica».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>In questo scenario si inserisce la <strong>road map dell'OMS</strong> per il periodo <strong>2021-2030</strong>. A dicembre 2025, 58 Paesi avevano eliminato almeno una NTD e 84 processi di eliminazione erano stati completati e riconosciuti. Nel 2024 oltre 880 milioni di persone hanno ricevuto trattamenti contro le NTD, sostenuti anche da uno dei più grandi programmi di donazione di farmaci al mondo. Tra il 2011 e il 2025 sono stati distribuiti ai Paesi oltre 31 miliardi di compresse e flaconi.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Accanto all'azione dell'OMS, <strong>l'Agenzia Europea per i Medicinali</strong>, attraverso strumenti come lo <strong>Scientific Advice</strong>, <strong>la procedura PRIME e il Programma EU-M4all, </strong>promuove percorsi accelerati per lo sviluppo e l'accesso a vaccini e terapie innovative, in particolare per i Paesi a basso e medio reddito. In questo ambito, il <strong>Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP)</strong> ha recentemente espresso pareri su farmaci contro la schistosomiasi e la tripanosomiasi, mentre nuovi prodotti per chikungunya e dengue sono in fase di valutazione.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Gli interventi farmacologici restano tuttavia solo una parte della risposta alle malattie tropicali neglette, che richiede azioni integrate di sanità pubblica, controllo dei vettori, accesso all'acqua potabile, servizi igienici e promozione dell'igiene. I progressi globali dimostrano che l'eliminazione delle NTD è un obiettivo concreto che necessita di continuità di impegno, cooperazione internazionale e investimenti stabili nel tempo.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Comune di Sacile (PN) e Napoli: il dinamismo dell&amp;apos;artista Alberto Biasi</title>
<link>https://www.italia24.news/comune-di-sacile-napoli-il-dinamismo-dellartista-alberto-biasi</link>
<guid>https://www.italia24.news/comune-di-sacile-napoli-il-dinamismo-dellartista-alberto-biasi</guid>
<description><![CDATA[ La mostra “Alberto Biasi e il dinamismo nell’arte contemporanea”, sul dinamismo, dell&#039;artista della Neoavanguardia italiana Alberto Biasi, nel Comune di Sacile dal 6 febbraio al 12 aprile ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_697c926da755a.webp" length="50360" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 20:26:32 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-ec062158-7fff-7001-7a6a-9958c48b37d0"><span><strong>Alberto Biasi e il dinamismo nell’arte contemporanea</strong>. </span><span>E’ il titolo della mostra che <strong>dal 6 febbraio al 12 aprile il Comune di Sacile e la galleria d’arte locale Studio d’Arte GR in collaborazione con Archivio Storico degli Artisti Veneti</strong> organizzano a <strong>Sacile (Pn)</strong> nello storico <strong>Palazzo Regazzoni (via Pietro Zancanaro 2)</strong>, a cura di <strong>Stefano Cecchetto</strong> e <strong>Giovanni Granzotto.</strong></span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Cuore del percorso espositivo sarà una ventina di opere di arte cinetica realizzate da </span><strong>Alberto Biasi</strong><span>, protagonista della <strong>Neoavanguardia italiana e</strong> uno dei cinque fondatori del Gruppo N, attivo a Padova tra il 1960 e il ’66 come espressione del concetto di dinamismo che rende l’osservatore parte del mutare dell’opera stessa. Spostarsi davanti a un quadro di Biasi equivale infatti a vederne cambiare forme e colori nello spazio.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L’esposizione friulana incentrata sul dinamismo è di grande attualità rispetto alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, nel cui circuito culturale la mostra è inserita. Accanto ai lavori di Biasi, Palazzo Regazzoni propone opere di alcuni tra i più influenti protagonisti dell’arte Optical internazionale: </span><strong>Victor Vasarely, Julio Le Parc, Horacio Garcia Rossi, Francisco Sobrino, Hugo De Marco, Gianni Colombo, Getulio Alviani</strong><span>; ma ci sono anche il teorico della percezione visiva </span><strong>Jorrit Tornquist</strong><span>, </span><strong>Umberto Mariani e Claudio Rotta Loria</strong><span> con le vibrazioni sulle superfici e </span><strong>Josef Albers</strong><span>, uno dei massimi nomi dell’Astrattismo geometrico.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La lunga carriera di </span><span>Alberto Biasi</span><span> (padovano, classe 1937) è scandita da mostre personali e collettive nei più importanti musei del mondo e in gallerie d’arte, che proseguono in questo suo 66° anno di attività. «Dopo Sacile sono stato invitato ad allestire a fine maggio la mia personale a Palazzo Reale di Napoli – annuncia il fondatore del Gruppo N – e da agosto a gennaio 2027 con tre mie opere cinetiche degli esordi (</span><span>Gocce</span><span> del 1964 e due </span><span>Trame piccole</span><span> del 1959 e 1960) provenienti dal mio archivio storico più un’altra prestata dalla Galleria Allegra Ravizza di Lugano e Milano con cui da anni collaboro, parteciperò in Svizzera a una collettiva ospitata alla Museo Casa Rusca di Locarno».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Nel contempo l’opera cinetica </span><span>Luce di prismi </span><span>di Biasi è esposta da ottobre fino al 10 maggio 2026 alle Officine Grandi Riparazioni di Torino nella collettiva </span><span><strong>ELECTRIC DREAMS. Art &amp; Technology Before the Internet</strong> </span><span>organizzata dalla londinese </span><strong>Tate Modern Art e da OGR Torino. </strong></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Alberto Biasi ci scherza su: «A Londra, accanto a questo mio quadro hanno scritto che ero nato nel 1937, giusto, e morto nel 2016, sbagliato perché sono ancora qui. E’ la seconda volta che vengo dato per morto. Ma così mi allungano la vita! In fondo su questo dato anagrafico ci ho giocato anch’io fin da giovane: nella biografia della mia prima personale del 1960 scrissi </span><span>Nato nel 1937, vive ancora»</span><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Neuropsichiatria: dimostrata l’associazione tra schizofrenia ed eccessivo rilascio di serotonina nella corteccia frontale</title>
<link>https://www.italia24.news/neuropsichiatria-dimostrata-lassociazione-tra-schizofrenia-ed-eccessivo-rilascio-di-serotonina-nella-corteccia-frontale</link>
<guid>https://www.italia24.news/neuropsichiatria-dimostrata-lassociazione-tra-schizofrenia-ed-eccessivo-rilascio-di-serotonina-nella-corteccia-frontale</guid>
<description><![CDATA[ La ricerca del King&#039;s College di Londra in collaborazione con l&#039;Università di Padova, pubblicata su «JAMA Psychiatry», fornisce la prima prova diretta che un eccessivo rilascio di serotonina in aree cerebrali cruciali si lega ai sintomi più invalidanti del disturbo ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_697c92078008c.webp" length="20818" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 20:26:16 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-85719b36-7fff-9a2f-8c3d-6fd02d321c00"><span>Pubblicata su </span><span>«<strong>JAMA Psychiatry</strong>»</span><span> - con il titolo </span><a href="https://jamanetwork.com/journals/jamapsychiatry/article-abstract/2842666"><span>"Role of Serotonin in the Neurobiology of Schizophrenia and Association With Negative Symptoms"</span></a><span> - la ricerca dell'</span><strong>Institute of Psychiatry, Psychology &amp; Neuroscience del King's College di Londra</strong><span> - a cui hanno partecipato il Professor </span><strong>Mattia Veronese</strong><span> e la Postdoc </span><strong>Lucia Maccioni</strong><span> entrambi del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'</span><strong>Università di Padova</strong><span> - che ha individuato un possibile nuovo bersaglio per trattare la schizofrenia.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Per la prima volta una ricerca - basata su un campione di pazienti - dimostra che </span><span>la <strong>schizofrenia è associata a un rilascio significativamente maggiore di serotonina nella corteccia frontale</strong></span><span><strong>,</strong> area cerebrale fondamentale per la motivazione e la pianificazione. Questo eccesso è strettamente </span><span>correlato alla gravità dei cosiddetti "sintomi negativi"</span><span> della malattia quali l'isolamento sociale, la mancanza di motivazione e la perdita di piacere per la vita, fattori tutti che impediscono alle persone di ristabilirsi.</span></p>
<p></p>
<h2 dir="ltr"><span>Lo studio</span></h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>I ricercatori hanno analizzato un gruppo di 54 persone (26 con schizofrenia e 28 sane) sottoponendoli a due scansioni PET - Tomografia a Emissione di Positroni che è una tecnica di diagnostica per immagini avanzata che usa radiofarmaci visualizzare e quantificare processi biologici, molecolari o recettoriali nei tessuti in vivo - con un radio-tracciante che si lega selettivamente ai recettori cerebrali della serotonina. Tra le due scansioni tutti i componenti del campione hanno ricevuto una singola dose del farmaco d-amfetamina, inducendo indirettamente il rilascio di serotonina.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>I ricercatori hanno notato un rilascio di serotonina molto più marcato nella corteccia frontale (area del cervello chiave per la motivazione e la pianificazione) e nelle persone con schizofrenia rispetto al gruppo di controllo. Ulteriori analisi hanno stabilito un legame diretto tra questo picco, la severità dei sintomi negativi e il grado di disabilità funzionale. L'ipotesi del </span><strong>coinvolgimento del sistema serotoninergico nella schizofrenia</strong><span> era stata proposta scientificamente oltre 60 anni fa, ma non era mai stata dimostrata in vivo un'alterazione del rilascio di serotonina in pazienti affetti da schizofrenia. I risultati della ricerca identificano la regolazione del sistema serotoninergico come candidato promettente per il trattamento della malattia.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Alla ricerca ha partecipato un team del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Università di Padova. Grazie all'impiego di avanzate metodologie computazionali e statistiche, i ricercatori padovani hanno contribuito in modo determinante alla misurazione del legame tra l'azione farmacologica della d-amfetamina e le alterazioni molecolari associate alla schizofrenia.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>«L'integrazione delle scienze bioingegneristiche, come quelle utilizzate in questo studio, sottolinea come la ricerca medica sperimentale moderna sia sempre più multidisciplinare e richieda competenze avanzate nelle tecnologie dell'informazione e nell'elaborazione dei dati - dice </span><strong>Mattia Veronese</strong><span> del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Università di Padova -. In particolare, l'analisi quantitativa delle neuroimmagini e l'uso di strumenti statistici sofisticati sono oggi fondamentali per interpretare fenomeni complessi come le alterazioni neurochimiche nei disturbi psichiatrici».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Oncologia: un nuovo approccio terapeutico grazie alle tecnologie sviluppate dalla startup Clhep</title>
<link>https://www.italia24.news/oncologia-un-nuovo-approccio-terapeutico-grazie-alle-tecnologie-sviluppate-dalla-startup-clhep</link>
<guid>https://www.italia24.news/oncologia-un-nuovo-approccio-terapeutico-grazie-alle-tecnologie-sviluppate-dalla-startup-clhep</guid>
<description><![CDATA[ Il progetto Clhep, affiancato dall’Università degli Studi di Padova, avvia un percorso di incubazione nel nuovo socio Bio4Dreams per accelerare lo sviluppo preclinico e costruire le condizioni per la successiva fase di crescita ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_697c901e71884.webp" length="22330" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 20:26:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<h2 dir="ltr" id="docs-internal-guid-165b24df-7fff-69aa-6908-2e58371414c4"><span>Terapie più selettive per il futuro dell’oncologia</span></h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Clhep è una startup innovativa nata dalla </span><span>ricerca di eccellenza</span><span> del <strong>Dipartimento di Scienze Biomediche dell’</strong></span><strong>Università di Padova</strong><span>: sviluppa una nuova generazione di </span><strong>peptidi terapeutici</strong><span> per </span><strong>trattamenti oncologici più selettivi</strong><span>, e quindi con impatto minore sui tessuti sani. In particolare, l’approccio si focalizza su un bersaglio biologico chiamato</span><span> <strong>Hexokinase 2 (HK2)</strong></span><span><strong>,</strong> una proteina coinvolta nella crescita di diverse forme tumorali. I peptidi di Clhep sono progettati per interferire con questo processo, inducendo la morte delle cellule tumorali.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La </span><span>validità di questo approccio</span><span> è già supportata da </span><strong>risultati preclinici</strong><span>: studi in vitro, </span><span>ex vivo</span><span> e </span><span>in vivo</span><span> hanno confermato il meccanismo d’azione dei peptidi. Inoltre, la tecnologia alla base di Clhep è protetta da un </span><strong>portafoglio brevettuale</strong><span> che copre un’intera famiglia di molecole terapeutiche: una base concreta per costruire sviluppo, posizionamento e interesse industriale.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Questo <strong>nuovo </strong></span><strong>approccio terapeutico</strong><span> ha già ottenuto </span><strong>importanti riconoscimenti</strong><span> a livello internazionale e nazionale, tra cui:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>“Young Investigator Award 2020”, conferito dalla Children’s Tumor Foundation (USA);</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Premio “Elena Cappannini” 2021, per la miglior ricerca innovativa in ambito oncologico;</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>“Intellectual Property Award 2023”, categoria MedTech, conferito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e promosso dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e da Netval;</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>invito istituzionale del Ministero a presentare il progetto all’Esposizione Universale di Osaka (EXPO 2025), presso il Padiglione Italia.</span></p>
</li>
</ul>
<p></p>
<h2 dir="ltr"><span>Prospettive di sviluppo</span></h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Grazie ai </span><strong>risultati promettenti</strong><span> ottenuti finora, Clhep lavorerà per avanzare lo sviluppo su due priorità cliniche ad alto bisogno, i </span><strong>tumori maligni delle guaine nervose periferiche (MPNST) e la leucemia linfatica cronica a cellule B (B-CLL)</strong><span><strong>,</strong> e preparare il passaggio alle fasi successive verso la sperimentazione clinica. Per MPNST è previsto anche l’avvio del percorso per il </span><strong>riconoscimento di farmaco orfano</strong><span>. In parallelo, la pipeline sarà ampliata ad altre tipologie di tumore, anche in vista di partnership e opportunità di licensing con partner industriali.</span></p>
<p></p>
<h2 dir="ltr"><span>Bio4Dreams: un motore per le startup pharma very-early stage</span></h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>A fine 2025 Bio4Dreams ha </span><span>co-fondato</span><span> Clhep insieme a <strong>Francesco Ciscato</strong>, ricercatore del CNR, e ai professori Andrea Rasola e Paolo Bernardi dell’Università degli Studi di Padova, trasformando un percorso scientifico pluriennale in una società con ambizione industriale. Bio4Dreams ha sostenuto l’avvio con un </span><span>investimento iniziale</span><span> e sta accompagnando la crescita con un </span><span>round in corso</span><span> e l’ingresso di co-investitori (closing previsto entro fine 2026). </span><span>Attraverso un </span><span>percorso di incubazione su misura</span><span>, Bio4Dreams affianca Clhep con metodo e operatività, accelerando lo sviluppo preclinico, rafforzando la </span><span>governance</span><span> e consolidando il posizionamento per le successive fasi di crescita.</span></p>
<p></p>
<h2 dir="ltr"><span>Una sinergia tra ricerca, impresa e territorio come modello di trasferimento tecnologico</span></h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La nascita di Clhep rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra università e attori dell’ecosistema dell’innovazione possa </span><strong>tradurre la ricerca scientifica in impresa</strong><span><strong>.</strong> Questo progetto imprenditoriale è il frutto di un lavoro pluriennale svolto con il supporto dell’Università di Padova e di Bio4Dreams, che ha permesso di far evolvere un’idea accademica in una startup. </span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Un passaggio chiave è stato il percorso di </span><span>valorizzazione della proprietà intellettuale</span><span> sviluppata in ambito universitario, che ha creato le condizioni per la costituzione di Clhep e per l’avvio delle attività di sviluppo. Si tratta inoltre del </span><span>primo caso di spin-off</span><span> realizzato in collaborazione tra </span><span>Università di Padova e Bio4Dreams</span><span>, a testimonianza dell’efficacia di un modello di trasferimento tecnologico orientato alla crescita di nuove terapie.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Da anni le nostre ricerche hanno l’intento di trovare nuove opzioni terapeutiche per i pazienti oncologici e di dare ai medici trattamenti di precisione e personalizzabili per cure più efficaci. Questo progetto imprenditoriale rappresenta un primo passo importante verso la clinica dato che proverà a valorizzare un nuovo approccio antineoplastico di nuova concezione. Clhep avrà l’obiettivo di sviluppare e consolidare questa tecnologia, con il potenziale di dare vita a una nuova classe di farmaci antineoplastici e renderla disponibile al più presto ai pazienti«», afferma </span><strong>Francesco Ciscato</strong><span>, CEO di Clhep e Ricercatore CNR.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«La nascita dello spin-off Clhep è la dimostrazione concreta dell’impegno dell’Università di Padova nel generare un impatto significativo sulla società in un ambito strategico come il Life Science. Siamo felici di investire nella ricerca e in azioni concrete per accompagnarla fuori dai laboratori attraverso l’imprenditorialità accademica, favorendo la trasformazione della conoscenza in soluzioni innovative e contribuendo anche al raggiungimento degli SDGs. Il Life Science rappresenta un pilastro fondamentale della sostenibilità globale. Valorizzare la ricerca significa costruire ponti solidi con il mondo imprenditoriale. È una responsabilità della comunità accademica mettere il sapere al servizio dello sviluppo e del miglioramento della società», sostiene </span><strong>Monica Fedeli</strong><span>, Prorettrice alla Terza Missione e ai rapporti con il territorio, Università di Padova.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Bio4Dreams lavora stabilmente con università e centri di ricerca perché l’innovazione vera nasce lì. La nostra perseveranza, unita a competenze multidisciplinari attivate da un ecosistema interconnesso e ad alto valore, ci permette di restare sul campo e far avanzare i progetti con metodo, trasformando la ricerca in trasferimento tecnologico concreto. Clhep è la prova: dalla scienza accademica a una roadmap industriale con basi precliniche solide», conclude </span><strong>Demetra Pelos</strong><span>, Strategic Projects Director &amp; Head of Business Nursery di Bio4Dreams.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Energia: sette soluzioni per la decarbonizzazione dell&amp;apos;industria del vetro</title>
<link>https://www.italia24.news/energia-sette-soluzioni-per-la-decarbonizzazione-dellindustria-del-vetro</link>
<guid>https://www.italia24.news/energia-sette-soluzioni-per-la-decarbonizzazione-dellindustria-del-vetro</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio ENEA-Assovetro, pubblicato sulla rivista internazionale “Gases”, propone sette soluzioni tecnologiche per la decarbonizzazione dell’industria del vetro al fine di accelerare la diffusione di tecnologie a basse emissioni di carbonio in tutto il settore ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_697c8fe307472.webp" length="39384" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 20:25:59 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-c8a990b0-7fff-b61d-dbd9-66a0cb2f5eac"><strong>Sette soluzioni </strong><span><strong>tecnologiche</strong> per la</span><span> <strong>decarbonizzazione </strong></span><strong>dell’industria del vetro</strong><span>, calibrate sul contesto italiano e allineate all’obiettivo di neutralità climatica al 2050. La proposta è contenuta in uno studio ENEA-Assovetro pubblicato sulla rivista internazionale </span><a href="https://www.mdpi.com/2673-5628/5/2/11" target="_blank" rel="noopener"><span>Gases</span></a><span>, che ha preso in esame due differenti strategie di transizione energetica.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Questo studio analizza la decarbonizzazione dell’industria vetraria, un settore ad alta intensità energetica, attraverso un approccio integrato e adattato alla realtà nazionale», commenta il presidente di Assovetro </span><strong>Marco Ravasi</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Le sette soluzioni individuate per decarbonizzare un settore energivoro come quello del vetro comprendono: </span><span><strong>uso di combustibili verdi</strong> </span><span>(biogas e idrogeno); </span><strong>cattura e stoccaggio della CO₂</strong><span>; interventi di </span><strong>efficienza energetica</strong><span>; </span><strong>elettrificazione dei forni</strong><span>; aumento dell’utilizzo di </span><strong>vetro riciclato</strong><span>; uso di </span><strong>materie prime già decarbonizzate</strong><span>; impiego di </span><strong>energia elettrica da fonti rinnovabili.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Queste leve tecnologiche sono pensate per essere combinate in modo flessibile, a seconda dei vincoli specifici degli impianti e delle tipologie di produzione, tenuto conto che la diversificazione delle soluzioni è considerata prioritaria per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica», sottolinea la coautrice dello studio </span><strong>Claudia Bassano</strong><span>, ricercatrice del Dipartimento ENEA Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L’analisi mette in luce l’urgenza di interventi concreti per accelerare la diffusione di tecnologie a basse emissioni di carbonio in tutto il settore. La sola riduzione prevista al 2050 delle emissioni indirette (quelle legate al funzionamento degli impianti grazie a un maggiore ricorso all’elettricità da fonti verdi) non sarà infatti sufficiente a centrare gli obiettivi <strong>dell’Accordo di Parigi</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La decarbonizzazione del vetro non passerà da una sola tecnologia ‘miracolosa’: servirà un insieme di soluzioni in grado di ridurre emissioni e consumi, calibrate sulle specificità del contesto italiano», aggiunge </span><strong>Dario Atzori</strong><span><strong>,</strong> responsabile dell’Area Tecnica di Assovetro.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I ricercatori hanno applicato le diverse soluzioni a due differenti strategie di decarbonizzazione, che nella simulazione permetterebbero entrambe all’industria del vetro di centrare l’obiettivo di neutralità climatica al 2050; le differenze tra i due scenari sono sensibili.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nella </span><strong>prima strategia</strong><span><strong> </strong>denominata </span><strong>Green fuel</strong><span>, l’adozione di </span><span>biometano e idrogeno verde</span><span> si è rivelata la misura più efficace tra tutte le leve adottate, consentendo un abbattimento delle emissioni di anidride carbonica del 45%; per efficacia seguono le misure di cattura e stoccaggio della CO2, che contribuirebbero a una riduzione delle emissioni residue del 26% (a seguire, 21% da efficienza energetica ed elettrificazione, 3% da uso di rottame di vetro e 4% da materie prime alternative decarbonizzate).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nel caso della strategia denominata </span><strong>Carbon Capture and Storage (CCS</strong><span><strong>),</strong> il vero motore della transizione è stata appunto la cattura e lo stoccaggio della CO2 cha ha eliminato il 69% delle emissioni; a seguire, 21% da efficienza energetica ed elettrificazione, 7% da g</span><span>reen fuel</span><span> e 3% da vetro riciclato.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Abbiamo calcolato che il costo totale al 2050 per l’adozione della strategia </span><span>Green fuel</span><span> sia di circa 15 miliardi di euro, suddivisi in 4 miliardi per impianti e infrastrutture e in 10,6 miliardi per costi operativi», spiega </span><strong>Claudia Bassano</strong><span> di ENEA-TERIN. «Elementi critici di questa strategia rispetto a quella CCS – prosegue – sono i costi elevati di idrogeno verde e biocarburanti, oltre alla loro ridotta disponibilità che non consentirebbe di sostituire il gas naturale in industrie ad alto consumo energetico come quella del vetro. Inoltre, vi sono anche sfide infrastrutturali significative: il biogas può essere bruciato nei forni esistenti senza modifiche, mentre l’idrogeno può richiedere cambiamenti se utilizzato in alte percentuali».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per quanto riguarda la strategia CCS i costi totali ammontano a 11,2 miliardi di euro, suddivisi in 5,4 miliardi di euro per impianti e infrastrutture e in 5,8 miliardi di euro per costi operativi. «Nonostante il costo più basso di questo scenario, le tecnologie CCS presentano ancora la difficoltà di trovare siti geologici adatti, complessità e alto costo della separazione della CO2, oltre a ostacoli normativi e autorizzativi che ne complicano ulteriormente l’implementazione», conclude Bassano.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La transizione verso la neutralità climatica dell’industria italiana del vetro, così come quella di molti altri settori fortemente energivori, è tecnicamente realizzabile ma richiede una collaborazione strutturata e di lungo periodo tra industria, mondo della ricerca e pubblica amministrazione, affinché siano assicurati sviluppo e adozione di tecnologie abilitanti, adeguati sostegni finanziari e semplificazione burocratica e normativa», commenta Giulia Monteleone, direttrice di ENEA-TERIN.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il settore del vetro in Italia emette circa 3,7 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno, di cui il 75% generate all’interno del perimetro aziendale (combustione di gas naturale nei forni e reazioni chimiche delle materie prime in fase di miscelazione) e le restanti legate al consumo di energia elettrica negli impianti di produzione.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Psilocibina: basse dosi della sostanza mostrano benefici metabolici senza effetti psichedelici</title>
<link>https://www.italia24.news/psilocibina-basse-dosi-della-sostanza-mostrano-benefici-metabolici-senza-effetti-psichedelici</link>
<guid>https://www.italia24.news/psilocibina-basse-dosi-della-sostanza-mostrano-benefici-metabolici-senza-effetti-psichedelici</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio coordinato dalle Università di Padova e Milano ha dimostrato miglioramenti di obesità, insulino-resistenza e steatosi epatica con la somministrazione cronica di dosi molto basse e non psichedeliche di psilocibina – una sostanza psichedelica naturale presente in alcuni funghi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_697b3d5a79b02.webp" length="31990" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 23:09:53 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-a0b4c788-7fff-bde0-9d61-225adc3daa13"><span>Un nuovo studio preclinico, pubblicato sulla rivista </span><span>«<strong>Pharmacological Research</strong>»</span><span> e guidato dalle </span><strong>Università di Padova e Milano</strong><span>, apre nuove prospettive per la cura delle malattie metaboliche dimostrando che la </span><strong>somministrazione cronica di dosi molto basse e non psichedeliche di psilocibina</strong><span> – una sostanza psichedelica naturale presente in alcuni funghi – produce significativi benefici metabolici in modelli di obesità, diabete di tipo 2 e steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD), senza coinvolgere i meccanismi cerebrali responsabili degli effetti psichedelici.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In un modello di malattia metabolica indotta dalla dieta, il trattamento a lungo termine con psilocibina ha determinato una riduzione dell'aumento ponderale, un marcato miglioramento della sensibilità insulinica, la normalizzazione della glicemia e una regressione della steatosi epatica. Tali benefici si sono verificati senza ridurre l'assunzione di cibo e senza effetti collaterali sul sistema nervoso centrale, suggerendo un meccanismo d'azione prevalentemente periferico, distinto da quello alla base degli effetti psichedelici.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Attraverso analisi molecolari, lo studio ha mostrato una </span><strong>quasi completa normalizzazione del metabolismo epatico, riducendo i grassi "tossici" e riattivando i meccanismi che permettono all'insulina di funzionare correttamente</strong><span><strong>; </strong>questi cambiamenti si riflettono anche in un miglioramento visibile della struttura del fegato e dei principali indicatori metabolici.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Il potenziale terapeutico della psilocibina</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Oltre agli effetti epatici e glicemici, la psilocibina ha dimostrato di </span><strong>preservare la funzione e la forza del muscolo scheletrico</strong><span>, ritardando la perdita di performance muscolare associata all'obesità: le analisi molecolari indicano infatti un ripristino della sensibilità alla leptina, un ormone chiave nella regolazione dell'energia e della massa muscolare.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Un aspetto particolarmente rilevante della ricerca riguarda il meccanismo d'azione: i benefici metabolici osservati dipendono infatti da un recettore della serotonina presente nel fegato (5-HT₂B) e non coinvolgono il recettore cerebrale responsabile degli effetti psichedelici. Questo significa che è possibile separare l'azione metabolica della psilocibina dagli effetti sul sistema nervoso centrale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Questi dati mettono in discussione l'idea che il potenziale terapeutico della psilocibina sia necessariamente legato all'esperienza psichedelica – </span><span>osserva la prof.ssa <strong>Sara De Martin</strong>, </span><span>corresponding author </span><span>della ricerca e docente al Dipartimento di Scienze del Farmaco dell'Università di Padova </span><span>–. A basse dosi croniche, la psilocibina agisce come modulatore periferico del metabolismo, in particolare a livello epatico, attraverso un pathway serotoninergico distinto».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Questi studi, condotti in un modello sperimentale nel topo, suggeriscono che la psilocibina potrebbe rappresentare una nuova cura per MASLD, il diabete di tipo 2 e l'obesità nell'uomo» </span><span>aggiunge il prof. <strong>Franco Folli,</strong> </span><span>corresponding author </span><span>e</span><span> </span><span>docente al Dipartimento di Scienze della Salute dell'Università di Milano</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>I risultati suggeriscono che strategie terapeutiche basate su psilocibina non psichedelica potrebbero rappresentare una nuova classe di farmaci metabolici</strong>,</span><span> con potenziali applicazioni nel trattamento di MASLD, obesità, diabete di tipo 2 e delle complicanze muscolari associate. Gli autori sottolineano che saranno necessari studi clinici per confermare sicurezza, dosaggio ed efficacia nell'uomo, sebbene dati clinici preliminari di farmacocinetica e tollerabilità a basse dosi supportino la fattibilità traslazionale di questo approccio.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio è stato condotto nell'ambito di una collaborazione internazionale e multi-istituzionale, guidata </span><span><strong>dall'Università di Padova e dall'Università di Milano, con l'Institute of Oncology Research (IOR) di Bellinzona, l'Azienda Socio-Sanitaria Territoriale (ASST) dei Sette Laghi di Varese e l'Università dell'Insubria, supportata da MGGM Therapeutics (New York) e Neuroarbor Therapeutics (Delaware)</strong>,</span><span> coinvolgendo centri di ricerca in <strong>Italia</strong></span><strong>, Svizzera, Germania e Stati Uniti.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1043661825005055?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener">Low, non-psychedelic doses of psilocybin as a novel treatment for MASLD, obesity and type 2 diabetes via 5-HT2B receptor-dependent mechanisms – «Pharmacological Research» – 2026</a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cellule tumorali: sviluppata una piattaforma di microscopia integrata per catturare la loro dinamica</title>
<link>https://www.italia24.news/cellule-tumorali-sviluppata-una-piattaforma-di-microscopia-integrata-per-catturare-la-loro-dinamica</link>
<guid>https://www.italia24.news/cellule-tumorali-sviluppata-una-piattaforma-di-microscopia-integrata-per-catturare-la-loro-dinamica</guid>
<description><![CDATA[ Una nuova piattaforma di microscopia integrata, sviluppata dall&#039;AIRC, consente di osservare in laboratorio in tempo reale come le cellule tumorali ricevono stimoli meccanici che influenzano l&#039;invasività, lo sviluppo di metastasi e la risposta ai farmaci, e come reagiscono a tali stimoli ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_697b383478ba0.webp" length="63364" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 23:09:15 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-e7cafded-7fff-947f-ed9b-b8ccca9437f1"><span>Una nuova piattaforma è stata sviluppata da un gruppo interdisciplinare dell'</span><strong>Istituto Airc di Oncologia Molecolare Ets (IFOM</strong><span><strong>) di Milano, dell'Università Statale di Milano e dell'Università degli Studi di Perugia</strong>, <strong>del CNRS-Institut Curie di Parigi e del Cnr-Iom di Perugia</strong></span><span><strong>,</strong> grazie anche al sostegno di un </span><strong>My First AIRC Grant (MFAG) e di un Prin PNRR</strong><span><strong>.</strong> La piattaforma permette di </span><span><strong>misurare simultaneamente proprietà meccaniche e risposte biochimiche in sferoidi ottenuti da cellule di tumore del seno</strong>.</span><span> Gli sferoidi sono masse cellulari microscopiche in tre dimensioni con cui è possibile cercare di riprodurre in laboratorio l'architettura e le interazioni dei tessuti tumorali. Gli esperimenti condotti hanno rivelato che deformazioni cicliche attivano rapidamente il </span><strong>gene dello stress ATF3</strong><span> e inducono comportamenti più invasivi. La tecnologia completamente ottica sviluppata, descritta ora sull'autorevole rivista scientifica </span><strong>Advanced Science</strong><span>, apre nuove prospettive per comprendere i processi alla base della progressione tumorale e per potere in futuro agire su di essi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Comprendere come le cellule tumorali ricevono e trasformano gli stimoli meccanici è una delle frontiere più promettenti dell'oncologia moderna. Le risposte a tali stimoli possono infatti influenzare la crescita di un tumore, la sua invasività e la capacità di dare metastasi. Negli ultimi anni è emerso che le forze fisiche nei tessuti sono ben di più dello scenario in cui i tumori crescono, dato che ne influenzano direttamente l'invasività, lo sviluppo delle metastasi e la risposta ai farmaci</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Tuttavia, studiare questi processi mentre accadono, in tempo reale e senza modificare le cellule, è estremamente difficile. Gli strumenti disponibili fino a poco tempo fa permettevano infatti solo osservazioni parziali e non simultanee di diversi processi. O si misurava la componente meccanica, o quella biochimica, spesso in condizioni semplificate e lontane dalla complessità dei tessuti tipica dell'organismo umano.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Oggi un gruppo interdisciplinare di ricercatori di IFOM Ets, Università degli Studi di Perugia, Università degli Studi di Milano, Istituto Officina dei materiali del Consiglio nazionale delle ricerche di Perugia (Cnr-Iom) e Institut Curie – CNRS di Parigi, con competenze diverse in fisica, bioingegneria e biologia del tumore, ha sviluppato una piattaforma fotonica integrata di nuova generazione che supera questi ostacoli.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Luce per l'osservazione delle cellule tumorali</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il sistema messo a punto è totalmente </span><strong>ottico</strong><span>. Combina per la prima volta la </span><span>tecnica di microscopia avanzata Brillouin</span><span>, con cui si può misurare la rigidità e le proprietà meccaniche tramite la luce, e la tecnologia Raman, in grado di </span><strong>rivelare la composizione biochimica all'interno di un microdispositivo fluidico</strong><span>. Ciò consente di osservare e misurare simultaneamente le proprietà meccaniche e le risposte biochimiche delle cellule tumorali in sistemi tridimensionali complessi come gli sferoidi tumorali. Questi ultimi sono masse cellulari microscopiche in tre dimensioni con cui è possibile cercare di riprodurre in laboratorio l'architettura e le interazioni dei tessuti tumorali, ricreando sperimentalmente condizioni molto simili ai tessuti viventi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Per la ricerca sul cancro questo progresso è fondamentale – spiega </span><strong>Silvia Caponi</strong><span><strong>, </strong>fisica del Cnr-Iom di Perugia. La transizione tecnologica è analoga a ciò che ha portato, alla fine degli anni Venti del Novecento all'integrazione di audio e video nel cinema sonoro. La piattaforma fotonica funziona infatti un po' come produrre un film con immagine e audio sincronizzati, combinando allo stesso tempo ciò che le cellule "sentono" in termini di forze fisiche, come rigidità e deformazione, con il monitoraggio delle loro risposte, come le variazioni di durezza e le conseguenti risposte molecolari. Se questi processi sono analizzati separatamente, potremmo raccontare di volta in volta solo metà della storia».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Si tratta infatti - sottolinea </span><strong>Brenda Green</strong><span>, bioingegnere canadese che ha potuto condurre lo studio grazie a un My First AIRC Grant (MFAG) presso IFOM, l'Istituto AIRC di Oncologia Molecolare di Milano - di un sistema non invasivo, basato esclusivamente sull'uso della luce e che permette di osservare in laboratorio il comportamento delle cellule tumorali mentre vengono sottoposte a stimoli meccanici simili a quelli comuni nei tessuti viventi».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Questa nuova piattaforma rappresenta un salto di qualità nella diagnostica ottica», prosegue Silvia Caponi (Cnr-Iom). «Grazie all'integrazione di tecniche di microscopia avanzata su un chip microfluidico, possiamo ottenere allo stesso tempo informazioni meccaniche e molecolari: misuriamo la rigidità delle cellule e ne osserviamo la risposta meccanica utilizzando approcci ottici senza contatto, che sfruttano unicamente la luce».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Applicata a sferoidi tridimensionali di tumore al seno, la tecnologia ha mostrato che deformazioni meccaniche cicliche inducono modificazioni immediate nella forma del nucleo cellulare e attivano una forte risposta allo stress, evidenziata da un aumento notevole dell'espressione del gene ATF3. «Si tratta di un gene – illustra Brenda Green – che si attiva quando una cellula riceve uno stress meccanico, metabolico o ambientale, che può influenzare processi legati alla sopravvivenza, all'adattamento e, nei tumori, al potenziale invasivo» «È sorprendente», sottolinea nuovamente Green «<strong>osservare quanto rapidamente le cellule reagiscono e, soprattutto, come mantengono memoria dello stimolo meccanico</strong>: a 24 ore di distanza mostrano già un comportamento più invasivo, come se la forza applicata avesse riscritto il loro programma biologico».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il cuore della piattaforma è un </span><span>innovativo dispositivo microfluidico</span><span> che consente di applicare alle cellule stimoli fisici controllati, simulando con grande accuratezza le condizioni dei tessuti viventi. «La microfluidica ci permette di riprodurre compressioni, flussi e deformazioni con una finezza irraggiungibile con gli strumenti tradizionali», aggiunge il Prof. </span><strong>Maurizio Mattarelli</strong><span> responsabile del Laboratorio di Imaging nel Dipartimento di Fisica e Geologia dell'Università degli Studi di Perugia. «Combinando queste condizioni dinamiche con la sensibilità della microscopia Brillouin–Raman, otteniamo una visione inedita dei processi di adattamento cellulare in condizioni dinamiche, finora impossibili da misurare in tempo reale».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Questa tecnologia – conclude </span><strong>Giorgio Scita</strong><span>, direttore del laboratorio </span><span>Meccanismi di migrazione delle cellule tumorali</span><span> di IFOM Ets e Professore Ordinario di Patologia Generale all'Università degli Studi di Milano, – apre una nuova prospettiva per lo studio dei tumori in sistemi tridimensionali come gli sferoidi tumorali. È un </span><strong>approccio completamente ottico, non invasivo e compatibile con i modelli biologici avanzati utilizzati in meccanobiologia</strong><span>: un importante passo avanti per comprendere i processi che guidano la progressione tumorale e in futuro per poter agire su di essi».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le istituzioni coinvolte includono IFOM Ets di Milano; Università degli Studi di Perugia (Dipartimento di Fisica e Geologia; Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie); Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia); CNRS UMR144 – Institut Curie e Institut Pierre-Gilles de Gennes di Parigi; e il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto Officina dei Materiali (Cnr-Iom) di Perugia.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: "<a href="https://advanced.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/advs.202513153" target="_blank" rel="noopener">Brillouin Microscopy of Breast tumor Spheroids On-a-Chip: Mechanical and Transcriptional Responses to Microfluidic-Induced Rapid Deformations", Advanced Science, First published: 16 December 2025</a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Fibrosi cistica: estesa la platea dei pazienti che possono accedere gratuitamente ai nuovi farmaci modulatori di CFTR</title>
<link>https://www.italia24.news/fibrosi-cistica-estesa-la-platea-dei-pazienti-che-possono-accedere-gratuitamente-ai-nuovi-farmaci-modulatori-di-cftr</link>
<guid>https://www.italia24.news/fibrosi-cistica-estesa-la-platea-dei-pazienti-che-possono-accedere-gratuitamente-ai-nuovi-farmaci-modulatori-di-cftr</guid>
<description><![CDATA[ Il via libera del Consiglio di Amministrazione dell&#039;AIFA all&#039;utilizzo gratuito di alcuni farmaci ai malati di fibrosi cistica che rispondono alle nuove indicazioni autorizzate da EMA per i modulatori del gene CFTR ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_697b2e9339d66.webp" length="30362" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 23:08:57 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-46002460-7fff-4e8c-a37d-293e1dd1b391"><span>Tutti i malati di fibrosi cistica che rispondono alle nuove indicazioni autorizzate da </span><strong>European Medicines Agency (EMA)</strong><span> per i modulatori del <strong>gene CFTR</strong> potranno beneficiare gratuitamente del farmaco </span><strong>Kaftrio</strong><span> (ivacaftor/tezacaftor/elexacaftor) in associazione con </span><strong>Kalydeco</strong><span> (ivacaftor). È quanto ha deciso il <strong>Consiglio di Amministrazione dell'AIFA</strong> nella seduta del 28 gennaio, a chiusura di una serrata trattativa condotta dalla </span><strong>Commissione Scientifica ed Economica (CSE)</strong><span> dell'Agenzia con l'azienda farmaceutica titolare del medicinale.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Il farmaco era già rimborsato in Italia per i pazienti a partire dai 2 anni di età con le mutazioni più comuni, che interessano circa l'80% dei malati (oltre 3.000 in Italia, secondo le stime). Con l'estensione alle mutazioni più rare, la platea dei pazienti che accederanno al trattamento a carico del Servizio Sanitario Nazionale ricomprenderà anche la quasi totalità dei malati non ancora inclusi nella rimborsabilità (circa 1.600), che fino ad oggi non avevano valide alternative di cura.</span></p>
<p dir="ltr"><span>La decisione, molto attesa, è stata possibile grazie all'importante sconto (confidenziale) ottenuto dall'Agenzia sul prezzo proposto dall'azienda all'inizio della negoziazione, a luglio 2025.</span></p>
<p dir="ltr"><span>La <strong>fibrosi cistica</strong> è una malattia genetica rara e progressiva che colpisce soprattutto l'apparato respiratorio e quello digerente. É dovuta a un gene mutato, chiamato </span><strong>gene CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator),</strong><span><strong> </strong>che determina la produzione di muco eccessivamente denso. Questo muco chiude i bronchi, portando a infezioni respiratorie ripetute, e ostruisce il pancreas impedendo la corretta digestione e assimilazione del cibo. I farmaci modulatori della proteina CFTR, come Kaftrio e Kalydeco, agiscono sulla funzionalità respiratoria, migliorando significativamente la qualità di vita dei pazienti.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Il CdA ha anche ammesso alla rimborsabilità </span><strong>Alyftrek</strong><span> (vanzacaftor/tezacaftor/deutivacaftor), un altro modulatore CFTR di nuova generazione per la fibrosi cistica, somministrabile in due compresse da assumere una volta al giorno in pazienti di età pari o superiore a 6 anni.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Complessivamente il via libera del Consiglio di Amministrazione ha riguardato 2 farmaci orfani, 2 nuove molecole, 7 generici, 3 biosimilari e 5 estensioni di indicazione terapeutica.</span></p>
<p dir="ltr"><span>«</span><span>Su alcuni di questi farmaci, come quelli per la fibrosi cistica, c'era molta attesa da parte dei pazienti </span><span>– afferma il Presidente </span><strong>Robert Nisticò</strong><span> –</span><span> e siamo lieti che l'impegno dell'Agenzia nel confronto con l'azienda abbia consentito di concludere positivamente l'iter di negoziazione, essendo nostra priorità mettere a disposizione dei cittadini i medicinali essenziali. Chiaramente è responsabilità dell'AIFA far sì che i costi di queste nuove terapie siano sostenibili per il Servizio Sanitario Nazionale. Per questo è fondamentale valutare l'innovazione in funzione del suo reale valore aggiunto per i pazienti e in un'ottica di investimento per il sistema sanitario nel suo complesso. Farmaci che modificano radicalmente la storia di una patologia e contribuiscono ad aumentare l'aspettativa di vita in condizioni di salute migliori, sono anche una risorsa per il SSN perché consentono ad esempio di ridurre l'impatto dei costi di ospedalizzazione e di tutti quei trattamenti che si rendono necessari per fronteggiare le complicanze frequenti e gravi cui vanno incontro i pazienti a causa di queste malattie</span><span>».</span></p>
<p class="v1MsoNormal">«È difficile descrivere l’emozione di questo momento -<b><i><span> </span></i></b><span>dichiara<strong> Antonio Guarini, </strong>Presidente LIFC<b><i> </i></b>- Dopo un lungo periodo di attesa e di battaglie, vedere riconosciuto il diritto alla cura per tanti pazienti finora esclusi significa aprire un nuovo capitolo nella storia della fibrosi cistica in Italia».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Quella del 28 gennaio è una giornata decisiva, da ricordare, per la comunità fibrosi cistica (FC) in Italia. La Commissione Scientifica ed Economica (CSE) di AIFA ha finalmente approvato l’estensione dell’indicazione terapeutica di Kaftrio® in combinazione con Kalydeco® per tutte le persone con fibrosi cistica di età pari o superiore a 2 anni che presentano almeno una mutazione non di classe I nel gene CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Conductance Regulator).</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Tutto questo permetterà ad ulteriori circa <b>1.500 persone </b>con fibrosi cistica di accedere ad un trattamento innovativo che finora li vedeva esclusi, e offrirà un’alternativa terapeutica, secondo giudizio dei medici, a coloro che abbiano avuto una risposta insoddisfacente o che non abbiano tollerato il Kaftrio.</span></p>
<p class="v1MsoNormal">«Per molti bambini, ragazzi ed adulti con fibrosi cistica, questo non è solo un farmaco: è una nuova possibilità di vita, di studio, di lavoro, di relazioni, di autonomia - aggiunge <strong>Guarini </strong>- Siamo felicissimi, ma non possiamo dimenticare chi è ancora orfano di cura definitiva: continueremo a lavorare e impegnarci anche per loro».</p>
<p class="v1MsoNormal"><span>La decisione della CSE di AIFA è il risultato di un lavoro costante di confronto e sensibilizzazione che LIFC porta avanti da mesi, insieme alla Società Italiana per lo Studio della Fibrosi Cistica, alle famiglie, alle Istituzioni e all’intera comunità scientifica.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>L’Associazione aveva chiesto a gran voce che la valutazione dell’estensione fosse affrontata con priorità da parte di AIFA, per garantire finalmente l’accesso ai nuovi farmaci al 30% circa delle persone con FC che ne erano ancora escluse.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Kaftrio® ed Alyftrek® rappresentano oggi le terapie più avanzate disponibili per agire sulla causa alla base della fibrosi cistica, migliorando in modo significativo la funzione respiratoria, lo stato di nutrizione, la qualità della vita e la prospettiva di sopravvivenza</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>LIFC ringrazia AIFA per l’attenzione e la sensibilità dimostrate e continuerà a collaborare con le istituzioni affinché la decisione venga resa operativa in tutte le regioni nel più breve tempo possibile.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Il secondo farmaco orfano è </span><strong>Lyvdelzi</strong><span> (seladelpar), indicato per il trattamento della colangite biliare primaria.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Le due nuove molecole ammesse alla rimborsabilità sono gli anticorpi monoclonali:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Alhemo</strong> </span><span>(concizumab), per la profilassi di routine degli episodi emorragici in pazienti con emofilia A o B</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span><strong>Andembry</strong> </span><span>(garadacimab) per la prevenzione di routine degli attacchi ricorrenti di angioedema ereditario</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"><span>Saranno rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale anche altri 2 biosimilari di aflibercept (</span><strong>Baiama</strong><span> e </span><strong>Eydenzelt</strong><span>), il farmaco per la degenerazione maculare neovascolare correlata all'età,</span><span> </span><span>e di golimumab</span><span> </span><span>(</span><strong>Gobivaz</strong><span>), l'anticorpo monoclonale utilizzato per il trattamento di forme moderate e severe di artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondilite anchilosante e colite ulcerosa.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Saranno ammessi alla rimborsabilità anche i primi generici di nintedanib (</span><strong>Nintedanib Teva e Viatris, Nipfilan, Puqod</strong><span>), di nintedanib esilato (</span><strong>Nintedanib Accord e Sandoz</strong><span>), indicati per il trattamento della fibrosi polmonare idiopatica e di malattie interstiziali polmonari, e dell'antiepilettico brivaracetam (</span><strong>Brivaracetam Teva</strong><span>).</span></p>
<p dir="ltr"><span>Le altre estensioni di indicazione terapeutica che saranno a carico del SSN sono:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><strong>Fabhalta</strong><span> (iptacopan), per il trattamento della glomerulopatia da C3, una rara e grave malattia renale</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><strong>Jivi</strong><span> (fattore VIII), per il trattamento e la profilassi delle emorragie nei pazienti precedentemente trattati, di età ≥7 anni, con emofilia A</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span></span><span><strong>Kisqali</strong> </span><span>(ribociclib), per il cancro della mammella in fase iniziale.</span><span></span></p>
</li>
</ul>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il Politecnico di Torino investe in ricerca e innovazione: al via 17 nuovi progetti finanziati da bandi interni</title>
<link>https://www.italia24.news/il-politecnico-di-torino-investe-in-ricerca-e-innovazione-al-via-17-nuovi-progetti-finanziati-da-bandi-interni-con-il-contributo-di-fondazione-compagnia-di-san-paolo-e-fondazione-crt</link>
<guid>https://www.italia24.news/il-politecnico-di-torino-investe-in-ricerca-e-innovazione-al-via-17-nuovi-progetti-finanziati-da-bandi-interni-con-il-contributo-di-fondazione-compagnia-di-san-paolo-e-fondazione-crt</guid>
<description><![CDATA[ Annunciati i vincitori delle tre linee progettuali finanziate dall’ateneo torinese con il supporto di partner strategici: ricerca di eccellenza individuale, ricerca collaborativa e Tech to Market. Un’opportunità unica per produrre innovazione con approcci originali, interdisciplinari e ad alto impatto nei diversi ambiti della conoscenza ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_697b27ae2a0fa.webp" length="21690" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 23:08:43 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-b72c9dfd-7fff-abfd-7ec1-ddd4868301a1"><strong>Il Politecnico di Torino consolida il proprio impegno nel creare opportunità concrete per giovani ricercatrici e ricercatori</strong><span><strong>,</strong> incentivando percorsi progettuali innovativi e ad alto impatto nei diversi ambiti della conoscenza. Grazie al contributo della </span><a href="https://email.tmg.vrfy.email/c/eJxEz7tqxDAQheGnkUoxM9bqUqhIs6-xDB7ZO-AblliTPH2Im3Dg1N8vZfRUo60FY8gBMiaydWVdXu2ooj-6b7WA4BSnDMEbD2ubA7m1irLIWVtz2u27YEzwePgH5iEKchgxCssQWZJUArRaCCgAUkIPgchNacS_TYlyCj4aD32d3eecvt1NsEt59340M3wZehp6Xtflxn09eN6URRtvB-_L7rQbet5nz3JW4ZttPGjnRZm82-rV7H_RS6VQCJQH24v9FPoNAAD__wJRUb4" target="_blank" rel="noopener"><span>Fondazione Compagnia di San Paolo</span></a><span> (nell’ambito delle convenzioni universitarie 2022-2024) e di </span><a href="https://email.tmg.vrfy.email/c/eJxEzzGOwyAQheHTQIlgwAMUU2zja0TEDMlIthMZFGv39KuNVope96rvr7QE4KiZXMSMNrsEmrci66U_ucqPPHYmW12LLVsMKtit3xDMxlVKrQf3bmToO0EsraD1zQPUkMKVvUvLNU4t-2nirIXAAloHyQWLAKalxf2tJcgJQ1TBju1mXkf7Nm-CXuk-xrMr_6VgVjCf52naY6_lzVqOYWQomPVBB_-fKlgZZZUCwex8dv3JuEglQITs9SD9IvgNAAD__7VXTiA" target="_blank" rel="noopener"><span>Fondazione CRT</span></a><span>, l’Ateneo finanzia, con un budget complessivo di </span><strong>oltre 1,3 milioni di euro</strong><span> – di cui</span><span> </span><span>850.000 erogati da Fondazione Compagnia di San Paolo e 300.000 euro da Fondazione CRT</span><span> </span><span>–</span><span> <strong>17 nuovi progetti</strong></span><span> risultati vincitori – sulle 127 proposte presentate – di bandi interni che promuovono la </span><span>ricerca e</span><span> l’</span><span>innovazione</span><span>, investendo in approcci originali e interdisciplinari.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'iniziativa si inserisce nel quadro dell’</span><span><strong>Action Plan 2025-2027</strong> </span><span>per l’attuazione del </span><strong>Piano strategico PoliTOinTransition</strong><span>, con particolare riferimento all’area di intervento </span><span>“<strong>supporto alla progettualità della ricerca</strong>”</span><span>. L’obiettivo è quello di migliorare l'efficacia delle proposte presentate da giovani ricercatrici e ricercatori del Politecnico di Torino, in risposta a bandi competitivi nei tre Pillar del programma di finanziamento europeo alla ricerca Horizon Europe.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nello specifico, i bandi si sono articolati in </span><strong>tre linee progettuali</strong><span><strong> distinte</strong>: </span><span><strong>ricerca di eccellenza individuale</strong>, </span><span>finanziata da </span>Fondazione Compagnia di San Paolo<span> a sostegno di progetti innovativi e originali condotti da singoli ricercatrici e ricercatori; </span><strong>ricerca collaborativa</strong><span>,</span><span> </span><span>finanziata da </span><span>Fondazione CRT</span><span> con lo scopo di incentivare la cooperazione interdisciplinare tra gruppi di ricerca; e </span><strong>Tech to Market</strong><span>,</span><span> </span><span>finanziata da </span><span>Fondazione Compagnia di San Paolo</span><span> per supportare progetti collaborativi che, al termine del percorso, possano raggiungere i requisiti necessari alla sottomissione al bando </span><strong>EIC Transition del III Pillar del Programma Horizon Europe.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I progetti vincitori affrontano tematiche che spaziano dall’</span><span><strong>ingegneria biomedica</strong> </span><span>all’</span><span><strong>energia</strong> </span><span>e alla </span><strong>sostenibilità</strong><span>, con soluzioni avanzate per la previsione della produzione fotovoltaica e la gestione intelligente delle risorse. Altri filoni rilevanti riguardano<strong> l’</strong></span><span><strong>intelligenza artificiale</strong> </span><span>e i </span><strong>sistemi digitali</strong><span>, applicati sia all’industria e ai processi produttivi sia alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, attraverso piattaforme digitali, archivi intelligenti e modelli predittivi. Non mancano progetti focalizzati su </span><strong>materiali innovativi</strong><span>, manifattura avanzata e nuovi approcci alla progettazione, capaci di integrare dati, simulazioni e sostenibilità ambientale. Si tratta di ricerche innovative con il potenziale di generare impatti significativi sia sul piano scientifico sia su quello applicativo, favorendo il trasferimento tecnologico e contribuendo in modo concreto alle grandi sfide sociali, industriali e ambientali del nostro tempo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>«Grazie al contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, i bandi interni di ricerca e innovazione rappresentano per il Politecnico di Torino un investimento in strumenti differenziati, pensati per sostenere la qualità della ricerca in tutte le sue fasi: dall’esplorazione scientifica individuale alla collaborazione interdisciplinare, fino alla valorizzazione dei risultati</span><span> – ha commentato </span><span><strong>Giuliana Mattiazzo</strong>, Vicerettrice per l’Innovazione scientifica e tecnologica del Politecnico di Torino </span><span>– </span><span>Un’azione strategica che rafforza l’autonomia e la progettualità delle ricercatrici e dei ricercatori nella fase di avvio e consolidamento della carriera e la competitività dell’Ateneo nei programmi di finanziamento nazionali ed europei»</span><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Io, il satellite di Giove: una potente eruzione vulcanica rivela enormi e profondi sistemi magmatici collegati tra loro</title>
<link>https://www.italia24.news/io-il-satellite-di-giove-una-potente-eruzione-vulcanica-rivela-enormi-e-profondi-sistemi-magmatici-collegati-tra-loro</link>
<guid>https://www.italia24.news/io-il-satellite-di-giove-una-potente-eruzione-vulcanica-rivela-enormi-e-profondi-sistemi-magmatici-collegati-tra-loro</guid>
<description><![CDATA[ La missione Juno della NASA ha osservato una potentissima ed estesa eruzione vulcanica su Io, il satellite più attivo di Giove. L’evento, osservato dallo strumento JIRAM dell’Agenzia Spaziale Italiana, è il più energetico mai rilevato fuori dalla Terra ed ha coinvolto molteplici sorgenti vulcaniche attivate simultaneamente, rivelando l’esistenza di vasti sistemi magmatici interconnessi nel sottosuolo del satellite ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_697b22b5ad00f.webp" length="108428" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 23:08:28 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-447d60e8-7fff-623a-b7aa-4a0daf886850"><span>Il 27 dicembre 2024 la missione Juno della NASA ha osservato un evento vulcanico senza precedenti su Io, il satellite di Giove più attivo dal punto di vista geologico: </span><strong>l’eruzione più energetica mai rilevata su Io</strong><span> e, più in generale, </span><strong>in tutto il Sistema solare al di fuori della Terra</strong><span>. Il lavoro, guidato dall'</span><span>I<strong>stituto Nazionale di Astrofisica (INAF)</strong></span><span>, è stato pubblicato sulla rivista </span><strong>Journal of Geophysical Research: Planets. </strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le osservazioni nell’infrarosso, condotte con lo strumento italiano </span><span><strong>JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper) dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI)</strong>,</span><span> a bordo della sonda Juno, mostrano un’eruzione che ha interessato una vastissima regione, pari a circa </span><strong>65.000 chilometri quadrati</strong><span> nell’emisfero meridionale del satellite. I dati indicano un rilascio di energia compreso tra </span><strong>140 e 260 terawatt</strong><span>, un valore che supera di gran lunga quello delle più grandi eruzioni precedentemente osservate su Io.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«A rendere l’evento ancora più straordinario è il fatto che non abbia coinvolto un singolo vulcano, ma </span><span>più sorgenti attive che si sono illuminate contemporaneamente</span><span>, aumentando la propria luminosità di oltre mille volte rispetto ai livelli abituali» afferma </span><strong>Alessandro Mura</strong><span>, ricercatore dell’INAF di Roma e primo autore dell’articolo. «Questa perfetta sincronia suggerisce che si sia trattato di un unico enorme evento eruttivo, propagatosi nel sottosuolo per centinaia di chilometri».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Un complesso sistema vulcanico</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il risultato suggerisce quindi l’esistenza di </span><strong>enormi serbatoi magmatici interconnessi nel sottosuolo di Io</strong><span>, in grado di attivarsi simultaneamente e di produrre un rilascio di energia su scala planetaria. Queste osservazioni forniscono una prova diretta che il vulcanismo di Io è alimentato da sistemi magmatici profondi e collegati tra loro, cambiando in modo sostanziale la nostra comprensione del corpo più vulcanicamente attivo del Sistema solare. Allo stesso tempo, altri vulcani situati nelle vicinanze non sono stati coinvolti nell’eruzione, aggiungendo elementi di complessità inattesi sul funzionamento dell’interno di Io.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Questo risultato straordinario conferma l’eccellenza del contributo italiano alla missione Juno», aggiunge </span><strong>Giuseppe Sindoni</strong><span>, Responsabile del Progetto JIRAM per ASI. «Lo strumento JIRAM ha permesso di osservare un evento eruttivo senza precedenti su Io, fornendo dati di valore unico che vanno addirittura oltre il suo obiettivo primario. Si tratta di un successo che valorizza la competenza nazionale nel settore spaziale e che contribuisce in modo decisivo all’avanzamento della conoscenza del Sistema Solare, preparandoci inoltre alle future missioni spaziali».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La scoperta è stata resa possibile grazie a una configurazione orbitale dedicata della sonda Juno, posta in modo da osservare Io da molto vicino e per periodi prolungati. La missione era infatti programmata per monitorare il satellite ogni due mesi per oltre un anno, consentendo di cogliere eventi rari ed eccezionalmente intensi come questo. Inoltre, lo strumento JIRAM, interamente realizzato in Italia con il finanziamento e la gestione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e gestito sotto la guida scientifica dell’INAF, ha operato con successo in un ambiente estremamente ostile, caratterizzato da intensi livelli di radiazione, dimostrando l’eccellenza della sua progettazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le osservazioni future della sonda Juno potranno rivelare se l’eruzione abbia lasciato nuovi flussi di lava o depositi di cenere, fornendo ulteriori indizi sull’evoluzione geologica del satellite e sul funzionamento del suo vulcanismo estremo.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: "<span><a href="https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2025JE009047" target="_blank" rel="noopener">Synchronized Eruptions on Io: Possible Evidence of Interconnected Subsurface Magma Reservoirs</a>" </span>di A. Mura, R. Lopes, F. Nimmo , S. Bolton , A. Ermakov , J. T. Keane , F. Tosi ,F. Zambon , R. Sordini , J. Radebaugh , J. Rathbun , W. McKinnon , S. Goossens ,M. Paris , M. Mirino, A. Cicchetti, G. Piccioni, R. Noschese , G. Sindoni, e C. Plainaki, è stato pubblicato online sulla rivista Journal of Geophysical Research.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università Milano&#45;Bicocca: cinque progetti dell’Ateneo finanziati con 6,6 milioni di euro dal Fondo Italiano per la Scienza FIS3</title>
<link>https://www.italia24.news/univerista-milano-bicocca-cinque-progetti-dellateneo-finanziati-complessivamente-con-66-milioni-di-euro-dal-fondo-italiano-per-la-scienza-fis3</link>
<guid>https://www.italia24.news/univerista-milano-bicocca-cinque-progetti-dellateneo-finanziati-complessivamente-con-66-milioni-di-euro-dal-fondo-italiano-per-la-scienza-fis3</guid>
<description><![CDATA[ Il Fondo Italiano per la Scienza FIS3 finanzia 5 progetti dell&#039;Università Milano-Bicocca inerenti a ecosistemi lacustri, genitorialità, medicina di precisione, ruolo dei robot nelle scienze cognitive e transizione energetica. I responsabili dei progetti selezionati e finanziati FIS3 sono Veronica Nava, Davide Cino, Miriam Colombo, Edoardo Datteri e Giovanni Di Liberto ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6979e2eb5fb14.webp" length="29416" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 17:56:20 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-71756401-7fff-21ba-de6f-550a04f42a3f"><span><strong>L'Università di Milano-Bicocca</strong> vede cinque progetti di ricerca premiati dai </span><strong>Grant FIS3</strong><span> per un finanziamento complessivo di circa </span><strong>6,6 milioni di euro</strong><span>. I finanziamenti FIS vengono assegnati dal </span><strong>Fondo Italiano per la Scienza</strong><span> a progetti di ricerca di elevato contenuto scientifico, condotti da ricercatori emergenti (Starting Grant), da ricercatori in carriera (Consolidator Grant) e da ricercatori affermati (Advanced Grant). I progetti finanziati coinvolgono </span><strong>più settori disciplinari: ecosistemi lacustri, genitorialità, medicina di precisione, ruolo dei robot nelle scienze cognitive e transizione energetica.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In tema di <strong>ecologia ambientale</strong>, il progetto della ricercatrice </span><strong>Veronica Nava</strong><span>, </span><strong>Plastics As Novel Interference in the Carbon cycle (PANIC</strong><span>), indagherà gli effetti dell'inquinamento causato dalla plastica nel ciclo del carbonio degli ambienti lacustri. PANIC studierà, in particolare, il rilascio del carbonio in differenti tipologie di plastica, chiarendo in quale forma avviene e con quale reattività. L'obiettivo è definire l'influenza del processo sull'attività microbica e sulla biodiversità, dal metabolismo acquatico alle emissioni di gas serra. Il progetto preciserà il ruolo della plastica nel funzionamento di diversi ecosistemi lacustri, valutandone l'importanza come driver nelle dinamiche ecologiche.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Passando alla pedagogia sociale, </span><strong>DigiPE</strong><span> (</span><em>Digital Parenting Ecologies. Evolving landscapes of parenting and caregiving practices in the age of digital media and generative artificial intelligence</em><span><em>)</em>, condotto dal ricercatore </span><strong>Davide Cino</strong><span>, vuole studiare i meccanismi con cui i genitori apprendono le conoscenze sui temi legati al loro ruolo e alla cura dei figli attraverso gli ecosistemi digitali. Combinando survey, interviste e un'etnografia digitale, il progetto esplorerà le esperienze dei genitori contemporanei dalla gravidanza ai primi anni di vita dei figli, fino agli 8 anni. Tra gli esiti, nuove risorse liberamente accessibili per educatori e genitori, raccomandazioni per la progettazione di ambienti digitali e una maggiore consapevolezza sul ruolo di media digitali e AI generativa.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Sul fronte della <strong>medicina di precisione</strong>, invece, la professoressa </span><strong>Miriam Colombo</strong><span> con </span><strong>BRAVE</strong><span> (</span><em>Biomimetic Responsive Antigen-delivery Vehicles for therapeutic and preventive vaccines against triple-negative breast cancer associated with Evolutionary BRCA mutations</em><span>) mira a sviluppare nanoparticelle biomimetiche "invisibili" per il sistema immunitario, dotate di potenziali funzioni terapeutiche e preventive nei confronti del carcinoma mammario triplo negativo con mutazione genetica ereditaria BRCA1/2. Queste nanoparticelle, ottenute utilizzando la membrana delle cellule tumorali, potrebbero essere potenzialmente somministrabili anche alle discendenti della paziente per ridurre il rischio di insorgenza, considerata la caratteristica ereditaria della tipologia tumorale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Dal punto di vista della <strong>filosofia della scienza</strong>, il progetto </span><strong>RiLS</strong><span> (</span><em>Robots in the Life Sciences</em><span>), coordinato dal professor </span><strong>Edoardo Datteri</strong><span>,</span><span> </span><span>analizzerà il ruolo che i robot possono svolgere come strumenti di scoperta scientifica nelle scienze cognitive e neurali. In quali circostanze i robot possono costituire validi modelli per studiare le capacità cognitive e il comportamento sociale degli esseri umani e degli animali? A questa domanda si risponderà coniugando l'analisi filosofica con la biorobotica, la robotica sociale, l'etorobotica, la bionica e i sistemi bioibridi. I ricercatori esamineranno da vicino casi di studio scientifico realizzati all'interno del RobotiCSS Lab dell'Università di Milano-Bicocca.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'ultimo progetto finanziato, </span><strong>NEXT Generation Single-Atom Catalysis: Theory of PlaSma-promoted Molecular Activation</strong><span> del ricercatore </span><strong>Giovanni Di Liberto</strong><span>, studia l'attivazione di molecole chiave nella transizione energetica su catalizzatori a singolo atomo. Un tema di frontiera per la promozione di processi di fondamentale importanza nella transizione energetica, che coinvolgono la trasformazione di molecole stabili come anidride carbonica, azoto ed acqua nella produzione di combustibili, ammoniaca ed idrogeno. Un catalizzatore a singolo atomo è costituito da atomi metallici dispersi atomicamente su un materiale. </span><strong>NEXTSACs</strong><span> vuole sviluppare un nuovo metodo teorico che sfrutti l'eccitazione vibrazionale selettiva di molecole stabili per promuovere la loro attivazione su catalizzatori a singolo atomo, che altrimenti sarebbe altamente sfavorita usando catalisi convenzionale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>«I riconoscimenti ottenuti – dichiara il </span><span>prorettore alla Ricerca dell'Università di Milano-Bicocca, <strong>Leo Ferraris</strong></span><span> – confermano da un lato il valore dei progetti selezionati e dall'altro la qualità del lavoro svolto nel nostro Ateneo in svariate aree disciplinari. Questo risultato importante costituisce una forte spinta per l'intera comunità accademica nel continuare a perseguire una ricerca scientifica di eccellenza».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cultura: le iniziative artistiche di Milano unite nel programma multidisciplinare “Metafisica/Metafisiche”</title>
<link>https://www.italia24.news/cultura-le-iniziative-artistiche-di-milano-unite-nel-programma-multidisciplinare-metafisicametafisiche</link>
<guid>https://www.italia24.news/cultura-le-iniziative-artistiche-di-milano-unite-nel-programma-multidisciplinare-metafisicametafisiche</guid>
<description><![CDATA[ A Milano, dal 28 gennaio al 21 giugno 2026, il progetto “Metafisica/Metafisiche” a cura di Vincenzo Trione, segna un percorso artistico per la città attraverso Palazzo Reale, il Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d&#039;Italia ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6979dbcec24df.webp" length="42400" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 17:56:01 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-e36fb06f-7fff-40e1-6ea7-45b5b47a580c"><span>Una grande mostra a </span><strong>Palazzo Reale</strong><span><strong> </strong>e tre "capitoli espositivi" in tre grandi musei milanesi con un programma multidisciplinare di iniziative per la città: parte da domani, </span><strong>mercoledì 28 gennaio, fino al 21 giugno 2026, "Metafisica/Metafisiche"</strong><span>, il progetto a cura di </span><span>Vincenzo Trione</span><span> che mette in dialogo i maestri della Metafisica con gli "eredi" internazionali e con gli "allievi" del XX e XXI secolo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'iniziativa, promossa dal </span><strong>Ministero della Cultura</strong><span> e dal </span><strong>Comune di Milano</strong><span>, è prodotta da </span><strong>Palazzo Reale, Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d'Italia</strong><span>, con la </span><strong>casa editrice Electa</strong><span> e rientra nel </span><strong>programma culturale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026</strong><span><strong>. </strong>La mostra </span><span><strong>“Modernità e malinconia”</strong> a <strong>Palazzo Reale</strong></span><span> si avvale della collaborazione scientifica della </span><strong>Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e del Museo Morandi</strong><span> e della partecipazione dell'</span><strong>Archivio Alberto Savinio</strong><span> e dell'</span><strong>Archivio Carlo Carrà</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr">Un secolo di poetica Metafisica</h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>A <strong>Palazzo Reale</strong> vengono presentate oltre </span><strong>400 opere</strong><span> tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, oggetti di design oltre a plastici e modelli architettonici, illustrazioni, fumetti, riviste, video, vinili con prestiti nazionali e internazionali provenienti da più di 150 istituzioni tra pubbliche e private, gallerie, archivi e prestigiose collezioni private. Dai protagonisti del gruppo storico nato a Ferrara nel 1917 – </span><strong>Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Giorgio Morandi</strong><span><strong> </strong>–, agli artisti che, in Europa e in America, hanno assorbito atmosfere e soluzioni del movimento, fino agli echi contemporanei con lavori di diversi autori che si sono ispirati alla poetica Metafisica nel campo dell'arte ma anche della fotografia, dell'architettura, del cinema, del teatro, del design, della moda, della letteratura, del graphic novel e della musica. Da </span><strong>Mario Sironi a Felice Casorati, da René Magritte a Max Ernst, da Salvador Dalí a Andy Warhol. E ancora da Mimmo Paladino a Giulio Paolini, da Jannis Kounellis a Francesco Vezzoli, da Aldo Rossi a Gio Ponti, da Paolo Portoghesi a Frank Gehry, da Mimmo Jodice a Gabriele Basilico, da Giorgio Armani a Fendi, da Paolo Sorrentino a Tim Burton</strong><span><strong> </strong>fino ai </span><strong>Genesis</strong><span>, ai </span><strong>Pink Floyd</strong><span> e a molti altri ancora.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Episodi lontani e diversi, che sembrano non avere niente in comune, nati dall'immaginazione di artisti distanti dal punto di vista generazionale, culturale e linguistico – spiega il curatore </span><strong>Vincenzo Trione</strong><span> –. E, tuttavia, pur se per sentieri segreti, in maniera non sempre del tutto intenzionale, queste voci sono accomunate da una specifica postura. Una sorta di inconfondibile </span><span>manière de voir,</span><span> ispirata a un'esperienza poetica laterale, clandestina e forse marginale, maturata più di un secolo fa in una città di provincia, posta fuori della storia».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr">Milano come museo diffuso</h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Da piazza Duomo a Brera sono duemila passi d'arte: il percorso che prende avvio il prossimo 28 gennaio con Metafisica/Metafisiche nelle sale di Palazzo Reale toccherà il Museo del Novecento e le Gallerie d'Italia in piazza della Scala, per terminare a Palazzo Citterio – afferma l'assessore alla Cultura </span><strong>Tommaso Sacchi</strong><span> –. Una mappa sentimentale nel cuore di Milano che connette spazi fisici e opere d'arte e che rimanda a un'idea di città come museo diffuso, attraversabile anche a piedi, capace di mettere in relazione passato e presente, grandi maestri e sguardi contemporanei. Un progetto ambizioso e corale che restituisce alla Metafisica la sua forza generativa e invita cittadini e visitatori a riscoprire Milano come luogo di pensiero, immaginazione e visione».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Al </span><strong>Museo del Novecento</strong><span>, negli </span><strong>Archivi Ettore</strong><span> e </span><span><strong>Claudia Gian Ferrari</strong>,</span><span> il progetto propone un approfondimento sul </span><strong>rapporto tra la Metafisica e Milano</strong><span>: indagato il legame tra alcuni protagonisti del gruppo guidato da </span><strong>de Chirico</strong><span> e la città, crocevia artistico e intellettuale, ma anche laboratorio di sperimentazione e dialogo tra le arti. Nello spazio espositivo, il pubblico incontra una selezione di disegni, maquette, abiti, materiali d'archivio e fotografie, a testimonianza dell'attività di </span><strong>de Chirico, Savinio e Carrà</strong><span><strong> </strong>nel capoluogo lombardo e della loro collaborazione con alcune delle più importanti istituzioni artistiche e culturali cittadine. In particolare, bozzetti di scenografie e costumi da loro realizzati tra gli anni Quaranta e Cinquanta per il Teatro alla Scala e fotografie d'epoca e disegni preparatori dei </span><strong>Bagni Misteriosi</strong><span> progettati per la </span><strong>Triennale di Milano</strong><span>. Un focus è poi dedicato ad </span><span><strong>“Ascolto il tuo cuore, città" (1944)</strong> di <strong>Alberto Savinio</strong></span><span>, che racchiude "tutto l'amore 'carnale' che uomo può avere [per] una città". A questo romanzo documentario è dedicata una serie di dieci tavole di </span><strong>Mimmo Paladino</strong><span> dal titolo Disegni per Savinio, che ne ha estratto situazioni e atmosfere, componendo le sequenze di una sorta di involontario film disegnato d'impronta neorealista, governato da un calibrato gioco tra fedeltà e infedeltà, tra brandelli di scritture e visioni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Alle </span><strong>Gallerie d'Italia - Milano</strong><span>, </span><span>museo di <strong>Intesa Sanpaolo</strong></span><span>, in piazza della Scala, in dialogo con le opere in caveau, è previsto un omaggio a </span><strong>Morandi</strong><span> attraverso le fotografie di </span><strong>Gianni Berengo Gardin</strong><span> dedicate all'atelier bolognese del pittore. E sempre a Giorgio Morandi, la </span><strong>Grande Brera a Palazzo Citterio</strong><span> dedica una video-installazione sonora e una sequenza di sculture in cartone di </span><strong>William Kentridge</strong><span>. Il catalogo unico delle mostre è edito da Electa.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Google: due procedimenti avviati dalla Commissione Europea per mantenere il rispetto del regolamento sui mercati digitali</title>
<link>https://www.italia24.news/google-due-procedimenti-avviati-dalla-commissione-europea-per-mantenere-il-rispetto-del-regolamento-sui-mercati-digitali</link>
<guid>https://www.italia24.news/google-due-procedimenti-avviati-dalla-commissione-europea-per-mantenere-il-rispetto-del-regolamento-sui-mercati-digitali</guid>
<description><![CDATA[ La Commissione Europea avvia due procedimenti che specificano gli obblighi che Google deve rispettare riguardo alle componenti utilizzate dai servizi di IA e al loro equo accesso da parte di fornitori terzi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6979d6a10c8ab.webp" length="28762" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 17:55:47 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-acaaf4ce-7fff-5453-43f8-3f70426731b0"><span>Il <strong>27 gennaio</strong> la Commissione Europea ha avviato </span><strong>due serie di procedimenti per aiutare Google nell'osservanza del regolamento sui mercati digitali</strong><span>, specificando gli obblighi che incombono alla società. Questi procedimenti formalizzano il dialogo normativo tra la Commissione e Google su alcuni aspetti della conformità a due obblighi previsti dal regolamento sui mercati digitali.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il </span><strong>primo procedimento</strong><span> riguarda l'obbligo di Google, ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 7, del regolamento, di fornire a titolo gratuito agli sviluppatori terzi l'effettiva interoperabilità con le componenti hardware e software controllate dal sistema operativo Android di Google. I procedimenti annunciati oggi si concentrano sulle componenti utilizzate dai servizi di intelligenza artificiale ("IA") di Google, come Gemini. La Commissione intende specificare in che modo Google dovrebbe concedere ai fornitori terzi di servizi di IA un accesso parimenti efficace alle stesse componenti di quelle a disposizione dei servizi di Google. </span><strong>L'obiettivo è garantire che i fornitori terzi abbiano pari opportunità di innovare e competere nel panorama in rapida evoluzione dell'IA sui dispositivi mobili intelligenti.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il </span><strong>secondo procedimento</strong><span> riguarda l'obbligo di Google, ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 11, di </span><strong>concedere ai fornitori terzi di motori di ricerca online l'accesso a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie a dati anonimizzati</strong><span>, relativi a posizionamento, ricerca, click e visualizzazione, detenuti da Google Search. I procedimenti si concentrano sull'ambito dei dati, sul metodo di anonimizzazione, sulle condizioni di accesso e sull'ammissibilità dei fornitori di chatbot basati sull'IA ad accedere ai dati. L'effettiva conformità e l'accesso a una serie sfruttabile di dati consentiranno ai fornitori terzi di motori di ricerca online di ottimizzare i propri servizi e offrire agli utenti alternative reali a Google Search.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Prossime tappe</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La Commissione concluderà i procedimenti </span><strong>entro sei mesi dall'avvio</strong><span>. Entro i prossimi tre mesi la Commissione comunicherà a Google le sue conclusioni preliminari, in cui esporrà le proposte di misure che intende imporre a Google per garantire un'osservanza effettiva del regolamento sui mercati digitali. Saranno pubblicate sintesi non riservate delle conclusioni preliminari e delle misure previste per consentire ai terzi di presentare osservazioni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Questi procedimenti, che per loro natura non prendono posizione in merito all'osservanza del regolamento sui mercati digitali, lasciano impregiudicato il potere della Commissione di adottare una decisione che stabilisca l'inosservanza, da parte di un gatekeeper, di uno qualsiasi degli obblighi sanciti dal suddetto regolamento, compresa la possibilità di irrogare ammende o penalità di mora.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Contesto</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Il regolamento sui mercati digitali mira a garantire la contendibilità e l'equità dei mercati del settore digitale</strong><span>. La normativa disciplina l'attività dei gatekeeper - grandi piattaforme digitali che forniscono un importante punto di collegamento tra utenti commerciali e consumatori - cui la posizione di mercato può conferire il potere di creare strozzature nell'economia digitale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_23_4328" target="_blank" rel="noopener"><span>6 settembre 2023</span></a><span> la Commissione europea ha designato Google Inc., Google Play, Google Maps, YouTube, il sistema operativo Google Android, Google Chrome, Google Shopping e i servizi pubblicitari online come servizi di piattaforma di base. Dal </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_24_1342" target="_blank" rel="noopener"><span>7 marzo 2024</span></a><span> Google è tenuta a rispettare pienamente tutti gli obblighi previsti dal regolamento sui mercati digitali per quanto riguarda i servizi designati.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>La Commissione ha pubblicato una </span><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52025DC0166" target="_blank" rel="noopener"><span>relazione annuale</span></a><span> sull'attuazione del regolamento sui mercati digitali e sui progressi compiuti nel conseguimento dei suoi obiettivi.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Antartide: la stabilità del ghiaccio marino dipende dai cicli solari</title>
<link>https://www.italia24.news/antartide-la-stabilita-del-ghiaccio-marino-dipende-dai-cicli-solari</link>
<guid>https://www.italia24.news/antartide-la-stabilita-del-ghiaccio-marino-dipende-dai-cicli-solari</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio coordinato dall&#039;Istituto di scienze polari del Cnr, analizzando i sedimenti prelevati dai fondali del Mare di Ross (Antartide), ha ricostruito la variabilità del ghiaccio marino costiero negli ultimi 3.700 anni. La ricerca, pubblicata su Nature Communications e realizzata in collaborazione con diverse organizzazioni nazionali e internazionali, ha dimostrato la relazione tra la rottura periodica di questo ghiaccio e l&#039;andamento dei cicli solari ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6979d28db1e11.webp" length="79758" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 17:55:37 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-aa2e84cb-7fff-aaaa-15a6-9790a27a63e6"><span>Uno studio internazionale, coordinato dall'</span><span>Istituto di <strong>Scienze Polari del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Cnr-Isp)</strong>,</span><span> e pubblicato su </span><strong>Nature Communications</strong><span>, ha dimostrato che i cicli solari, fasi nelle quali l'attività del Sole oscilla toccando valori minimi e massimi, influenzano la rottura del ghiaccio marino costiero antartico. La ricerca, supportata dal </span><strong>Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), svolta in collaborazione con le Università di Trieste, Pisa, Napoli 'Parthenope', Bonn (Germania), Cambridge e Plymouth (Inghilterra) e con l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - Ogs di Trieste</strong><span>, ha introdotto un nuovo metodo di analisi ad alta risoluzione per lo studio del ghiaccio marino ancorato alla costa, chiamato 'fast ice'.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Abbiamo prelevato carote sedimentarie nel fondale del Mare di Ross, nell'insenatura di Edisto, che si trova nella zona settentrionale della Terra Vittoria. Attraverso l'analisi di immagini a scala submillimetrica, integrando i dati di biomarcatori chimici ottenuti dagli strati di sedimento con associazioni di diatomee, microalghe presenti in ambiente marino, siamo riusciti a ricostruire la variabilità del ghiaccio marino costiero negli ultimi 3.700 anni», afferma </span><strong>Tommaso Tesi</strong><span>, ricercatore del Cnr-Isp e coordinatore dello studio. «Questo approccio si è dimostrato efficace nell'estendere indietro nel tempo la capacità di osservazione, ben oltre i limiti imposti dalle immagini satellitari attualmente disponibili. In questo modo abbiamo potuto constatare che la rottura del ghiaccio non segue un ciclo annuale, ma mostra un pattern molto complesso che si manifesta su scale temporali più lunghe, attorno a 90 e 240 anni, sincronizzato con specifici cicli solari».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Comprendere e studiare la criosfera antartica</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Del comportamento del ghiaccio costiero si conosce poco, nonostante rivesta un ruolo molto importante perché regola la salinità del mare, sostiene la vita di diverse specie animali, tra cui i pinguini, e in alcune aree dell'Antartide rappresenta una piattaforma naturale di atterraggio per i velivoli. Il nuovo metodo di indagine - che va oltre i limiti temporali delle immagini satellitari acquisite a partire dagli anni '80 del secolo scorso - e l'ampia disponibilità di sedimenti apre alla possibilità di </span><strong>comprendere con maggiore efficacia i fattori che influenzano la criosfera antartica</strong><span>, permettendo di distinguere la variabilità naturale su scale temporali lunghe dagli effetti dei cambiamenti climatici causati dall'uomo. «Poiché questo tipo di sedimenti sono comuni negli archivi antartici, la tecnica adottata ha un enorme potenziale applicativo, per studiare il ruolo delle forzanti naturali nella dinamica del fast-ice in tutto il continente», conclude </span><strong>Michael Weber</strong><span><strong>, </strong>ricercatore dell'Università di Bonn che ha collaborato allo studio.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le missioni italiane in Antartide sono finanziate dal </span><strong>Ministero dell'Università e della Ricerca nell'ambito del PNRA</strong><span>, sono gestite dal </span><strong>Consiglio Nazionale delle Ricerche - Cnr</strong><span> per il coordinamento scientifico, dall'</span><strong>Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile - Enea</strong><span><strong> </strong>per quanto riguarda la pianificazione e l'organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche, e dall'</span><strong>Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - Ogs</strong><span> per la gestione tecnica e scientifica della n/r Laura Bassi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: </span><a href="https://www.nature.com/articles/s41467-025-67781-7" target="_blank" rel="noopener"><span>“Late Holocene fast-ice dynamics around the Northern Victoria Land coast, Antarctica”</span></a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Just The Woman I Am 2026: sport, prevenzione e ricerca tornano a colorare Torino</title>
<link>https://www.italia24.news/just-the-woman-i-am-2026-sport-prevenzione-e-ricerca-tornano-a-colorare-torino</link>
<guid>https://www.italia24.news/just-the-woman-i-am-2026-sport-prevenzione-e-ricerca-tornano-a-colorare-torino</guid>
<description><![CDATA[ Dal 6 all’8 marzo 2026 Torino ospiterà una nuova edizione di Just The Woman I Am (JTWIA), l’evento simbolo che unisce sport, salute, solidarietà e ricerca universitaria, promosso dal Centro Universitario Sportivo torinese in collaborazione con l’Università di Torino e il Politecnico di Torino. Un appuntamento ormai consolidato, nato nel 2014, che ogni anno coinvolge migliaia di persone con un unico obiettivo: sostenere la ricerca sulla salute e la lotta contro il cancro ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6978ca37236e5.webp" length="110610" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 15:26:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<h3 data-start="774" data-end="842"><strong data-start="778" data-end="842">La corsa-camminata solidale e il Villaggio della Prevenzione</strong></h3>
<p data-start="844" data-end="1225">Cuore della manifestazione è la <strong data-start="876" data-end="920">corsa-camminata solidale di 5 chilometri</strong>, in programma <strong data-start="935" data-end="970">domenica 8 marzo alle ore 15.30</strong>, con partenza dal <strong data-start="989" data-end="1012">Parco del Valentino</strong> e arrivo in <strong data-start="1025" data-end="1044">piazza Castello</strong>. Accanto alla corsa, dal 6 all’8 marzo, tornerà anche il <strong data-start="1102" data-end="1133">Villaggio della Prevenzione</strong>, ospitato tra piazza Castello e piazzetta Reale, negli spazi dei <strong data-start="1199" data-end="1224">Musei Reali di Torino</strong>.</p>
<p data-start="1227" data-end="1605">Il Villaggio rappresenta un vero e proprio “evento nell’evento”: visite preventive gratuite, attività di counseling, incontri divulgativi, presentazioni delle associazioni no profit e momenti di confronto tra mondo accademico, sanità e cittadinanza, con il supporto di Università di Torino, Politecnico di Torino, ASL Città di Torino e A.O.U. Città della Salute e della Scienza.</p>
<h3 data-start="1612" data-end="1673"><strong data-start="1616" data-end="1673">In presenza o virtual: un evento sempre più inclusivo</strong></h3>
<p data-start="1675" data-end="2095">Anche per il 2026, Just The Woman I Am conferma la <strong data-start="1726" data-end="1763">doppia modalità di partecipazione</strong>, in presenza o virtuale. La formula virtual consente a singoli e gruppi di partecipare da qualsiasi luogo, scegliendo liberamente il proprio percorso e condividendo l’esperienza sui social. I <strong data-start="1956" data-end="1964">team</strong>, da sempre cuore pulsante dell’iniziativa, potranno anche personalizzare gratuitamente la maglietta ufficiale con il proprio logo.</p>
<h3 data-start="2102" data-end="2159"><strong data-start="2106" data-end="2159">Le novità 2026: Just For Pet e Just In The Cities</strong></h3>
<p data-start="2161" data-end="2559">Tra le principali novità dell’edizione 2026 spicca <strong data-start="2212" data-end="2230">“Just For Pet”</strong>, un progetto che coinvolge anche gli amici a quattro zampe, promuovendo il valore del rapporto uomo-animale come risorsa per il benessere psicofisico. L’iniziativa sostiene la raccolta fondi per una <strong data-start="2430" data-end="2484">borsa di studio destinata alla ricerca veterinaria</strong>, rafforzando il messaggio di cura e solidarietà che caratterizza l’evento.</p>
<p data-start="2561" data-end="2814">Accanto a questa, debutta <strong data-start="2587" data-end="2611">“Just In The Cities”</strong>, che porta lo spirito di JTWIA oltre Torino con tre <strong data-start="2664" data-end="2679">Virtual Run</strong> a <strong data-start="2682" data-end="2703">Milano (14 marzo)</strong>, <strong data-start="2705" data-end="2724">Roma (21 marzo)</strong> e <strong data-start="2727" data-end="2749">Parigi (11 aprile)</strong>, rendendo la manifestazione sempre più diffusa e internazionale.</p>
<h3 data-start="2821" data-end="2880"><strong data-start="2825" data-end="2880">Ricerca, scuola e territorio al centro del progetto</strong></h3>
<p data-start="2882" data-end="3309">Just The Woman I Am si conferma anche come un progetto educativo e sociale. Il <strong data-start="2961" data-end="2980">Progetto Scuole</strong>, previsto per venerdì 6 marzo, coinvolgerà studenti e studentesse in attività formative su salute, prevenzione e corretti stili di vita. Prosegue inoltre <strong data-start="3135" data-end="3155">JUST On The Road</strong>, l’iniziativa rivolta ai Comuni per la creazione di percorsi permanenti dedicati al movimento e al benessere, già attiva in oltre 50 realtà territoriali.</p>
<h3 data-start="3316" data-end="3372"><strong data-start="3320" data-end="3372">Un impegno concreto per la ricerca universitaria</strong></h3>
<p data-start="3374" data-end="3775">Grazie ai fondi raccolti nell’edizione 2025, JUST ha finanziato <strong data-start="3438" data-end="3478">borse di studio e assegni di ricerca</strong> destinati a giovani ricercatori di UniTo e PoliTo, confermando il valore concreto della manifestazione. Un impegno che si rinnova nel 2026, in coincidenza con la <strong data-start="3641" data-end="3680">Giornata Internazionale della Donna</strong>, ribadendo i valori di <strong data-start="3704" data-end="3774">prevenzione, inclusione, parità di genere e responsabilità sociale</strong>.</p>
<p data-start="3374" data-end="3775">Sito ufficiale dell'iniziativa <a href="https://jtwia.org/">https://jtwia.org/</a> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Piano Mattei, l’Italia lancia il secondo Vertice Italia&#45;Africa in Etiopia il 13 febbraio</title>
<link>https://www.italia24.news/piano-mattei-litalia-lancia-il-secondo-vertice-italia-africa-in-etiopia-il-13-febbraio</link>
<guid>https://www.italia24.news/piano-mattei-litalia-lancia-il-secondo-vertice-italia-africa-in-etiopia-il-13-febbraio</guid>
<description><![CDATA[ Al centro dell’incontro risorse, accordi e stato di avanzamento della strategia italiana di cooperazione con il continente africano ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6978c861418a5.webp" length="50628" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 15:15:18 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="213" data-end="655">Il <strong data-start="216" data-end="231">13 febbraio</strong> è in programma in <strong data-start="250" data-end="291"><span class="whitespace-normal">Etiopia</span></strong> il <strong data-start="295" data-end="328">secondo vertice Italia-Africa</strong> dedicato al <strong data-start="341" data-end="382"><span class="whitespace-normal">Piano Mattei</span></strong>, l’iniziativa con cui il governo italiano intende rafforzare il partenariato economico, energetico e di cooperazione con i Paesi africani. L’appuntamento rappresenta un passaggio chiave per fare il punto sull’attuazione del Piano e per definire le prossime fasi operative.</p>
<p data-start="657" data-end="1273">Il Piano Mattei prevede una <strong data-start="685" data-end="752">dotazione finanziaria complessiva di circa 5,5 miliardi di euro</strong> per il periodo 2024-2027. Le risorse provengono principalmente da due strumenti già attivi: il <strong data-start="848" data-end="879">Fondo italiano per il clima</strong>, con circa <strong data-start="891" data-end="913">3 miliardi di euro</strong>, e il <strong data-start="920" data-end="972">Fondo rotativo per la cooperazione allo sviluppo</strong>, con <strong data-start="978" data-end="1002">2,5 miliardi di euro</strong>. Secondo quanto indicato nelle fonti istituzionali, i fondi sono destinati a interventi nei settori dell’energia, delle infrastrutture, dell’agricoltura, della sanità e della formazione, con l’obiettivo di coordinare e rendere più efficaci le iniziative di cooperazione.</p>
<p data-start="1275" data-end="1776">Sul fronte degli accordi, il primo ciclo di incontri ha già portato all’annuncio di <strong data-start="1359" data-end="1401">impegni per circa 1,2 miliardi di euro</strong> nell’ambito della cooperazione tra <strong data-start="1437" data-end="1478"><span class="whitespace-normal">Italia</span></strong>, Unione europea e partner africani. Le intese riguardano progetti infrastrutturali, sviluppo sostenibile, digitalizzazione ed energia e si inseriscono in un quadro di collaborazione multilivello che coinvolge anche istituzioni finanziarie come <strong data-start="1723" data-end="1752">Cassa Depositi e Prestiti</strong> e banche multilaterali.</p>
<p data-start="1778" data-end="2381" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il vertice del 13 febbraio sarà l’occasione per aggiornare i partner sullo stato di avanzamento dei progetti avviati e per valutare nuove aree di intervento. Dal punto di vista economico, il Piano Mattei mira a favorire investimenti e crescita condivisa, rafforzando al contempo la sicurezza energetica e le relazioni commerciali. L’incontro in Etiopia segna quindi un nuovo passaggio nel percorso di implementazione della strategia italiana verso l’<strong data-start="2228" data-end="2269"><span class="whitespace-normal">Africa</span></strong>, con l’obiettivo di consolidare impegni e programmi già definiti e di ampliare il perimetro della cooperazione.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Veneto tra le prime tre regioni italiane per Società Benefit:  il 10% del totale nazionale</title>
<link>https://www.italia24.news/veneto-tra-le-prime-tre-regioni-italiane-per-societa-benefit-il-10-del-totale-nazionale</link>
<guid>https://www.italia24.news/veneto-tra-le-prime-tre-regioni-italiane-per-societa-benefit-il-10-del-totale-nazionale</guid>
<description><![CDATA[ Cresce l’impresa responsabile: 536 aziende Benefit confermano il Veneto come uno dei territori più dinamici nella sostenibilità, tra innovazione, impatto sociale e competitività internazionale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6978c35d0333e.webp" length="123926" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 14:54:56 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">Il <b>Veneto</b> si colloca al terzo posto delle regioni italiane con il maggior numero di Società Benefit, con <b>536 imprese</b>, pari al <b>10,1%</b> del totale nazionale. Un dato che conferma la vocazione del territorio all’innovazione responsabile. Le province più attive sono <b>Vicenza (131)</b>, <b>Treviso (118)</b> e <b>Padova (112)</b>, aree caratterizzate da distretti produttivi dinamici e fortemente orientati alla competitività anche a livello internazionale.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">Il dato regionale si inserisce in un quadro nazionale in crescita. A livello italiano, infatti, le Società Benefit hanno raggiunto quota <b>5.309</b> al 30 settembre 2025, con una crescita del <b>22%</b> rispetto all’anno precedente e un valore della produzione aggregato pari a <b>67,8 miliardi di euro</b>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">Evidenze che emergono dall’ultima edizione della Ricerca Nazionale sulle Società Benefit – condotta da <b>NATIVA</b>, il <b>Research Department di Intesa Sanpaolo</b>, <b>InfoCamere</b>, l’<b>Università di Padova</b>, la <b>Camera di commercio di Brindisi-Taranto</b> e <b>Assobenefit</b> - che offre una fotografia dettagliata del modello Benefit in Italia. </span><span lang="it" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">Dallo studio, che include un’indagine condotta su un campione ampio e rappresentativo, composto da oltre 300 Società Benefit e più di 550 imprese non-benefit, spicca il ruolo sempre più centrale che queste imprese assumono come motore di innovazione per il sistema Paese. Il <b>20% delle Società Benefit investe oltre il 5% del proprio fatturato in obiettivi sociali e ambientali, mentre le non-benefit che dimostrano questo impegno economico sono il 6%. </b>Quasi la metà delle Benefit integra in modo sistematico la valutazione degli impatti ambientali e sociali nei processi decisionali strategici, contro il 23% delle imprese non-benefit. Tra le Benefit, anche chi non adotta questa integrazione in forma totale considera comunque l’impatto in molte decisioni (47%), mentre solo il 6% si limita alla conformità normativa, approccio invece adottato dal 37% delle imprese “tradizionali”.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">La scelta di diventare Società Benefit nasce prevalentemente all’interno delle organizzazioni e si associa a miglioramenti concreti nel posizionamento sul mercato, nelle relazioni con la comunità locale e nel clima aziendale. Tre imprese su quattro riportano reazioni positive o molto positive da parte dei dipendenti, un <b>maggiore senso di appartenenza</b> (quasi 60%) e un <b>miglioramento dell’ambiente di lavoro</b> (48%). Apprezzamenti analoghi arrivano da associazioni non profit (73%), clienti (72%) e comunità locali (71%).<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">Un elemento distintivo delle Società Benefit riguarda anche la <b>gestione della filiera</b>: il <b>22%</b> <b>adotta criteri rigorosi nella selezione dei fornitori</b>, valutandone le performance di sostenibilità, mentre tra le non-benefit questa percentuale scende al 10%. Proprio il coinvolgimento della supply chain, tuttavia, viene indicato come la principale difficoltà nell’implementazione del modello (29%). Per accelerarne la diffusione, le imprese segnalano come misure più efficaci l’introduzione di <b>vantaggi fiscali</b> (81%) e forme di <b>premialità nei bandi pubblici</b> (64%).<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">La Ricerca approfondisce inoltre la dimensione statutaria delle Società Benefit, analizzando <b>4.110 statuti</b> nei quali sono state identificate <b>23.990 finalità specifiche di beneficio comune</b>, con una <b>media di 5,8 finalità per impresa</b>. Le categorie più frequenti riguardano i <b>diritti umani e le relazioni con la comunità</b> (26,8%), il <b>coinvolgimento e l’inclusione delle persone</b> (19,2%) e la <b>diffusione del modello Benefit</b> (7%). <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">Complessivamente, le <b>finalità sociali</b> rappresentano il <b>55%</b>, seguite da quelle <b>ambientali (29%)</b> e di <b>governance (16%)</b>. Il 77% delle imprese ha inserito almeno una finalità materiale, cioè allineata ai temi più rilevanti per il proprio settore.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">Tra le novità più significative c’è l’analisi della coerenza tra gli impegni dichiarati negli statuti e quanto rendicontato nelle <b>Relazioni di Impatto</b>. Nelle 99 Società Benefit di grandi dimensioni analizzate la corrispondenza risulta molto ampia: <b>l’85% delle 1.824 azioni censite</b> <b>ha raggiunto gli obiettivi prefissati</b>. Da questo censimento delle azioni è inoltre emersa una mappa articolata di oltre <b>130 temi di impatto</b>, raccolti nel primo <b><i>Dizionario dell’Impatto delle Società Benefit</i></b>, pensato come strumento operativo per supportare ulteriormente la crescita del modello nel Paese.<o:p></o:p></span><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;"></span></p>
<h4 class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it">Cosa sono le società Benefit? </span></h4>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it">Società Benefit è uno status giuridico adottato da imprese che, oltre allo scopo di distribuire gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, ambiente e stakeholder, impegnandosi a valutare in maniera trasparente il proprio impatto.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it">I principi costitutivi delle Società Benefit sono definiti nella legge 28 dicembre 2015, n. 208. Nel 2016 l’Italia è diventata il primo Paese, dopo gli Stati Uniti, a introdurre nella propria legislazione la possibilità per le aziende di adottare la qualifica di Società Benefit. Secondo la norma, le Società Benefit presentano alcune sostanziali novità:<o:p></o:p></span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify; text-indent: -18pt; line-height: normal;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font: 7.0pt 'Times New Roman';">   </span><span style="font: 7.0pt 'Times New Roman';">     </span></span><span lang="it">Una o più finalità di beneficio comune indicate nell’oggetto sociale. La realizzazione di un beneficio comune viene pertanto a configurarsi come un obbligo giuridico di natura statutaria.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it">L’obbligo, nella gestione, di bilanciare l’interesse dei soci con il perseguimento delle finalità di beneficio comune e gli interessi degli stakeholder.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it">L’obbligo di comunicare in maniera trasparente il perseguimento del beneficio comune con una relazione annuale che contempli anche la misurazione dell’impatto generato – secondo standard di valutazione esterni – su governance, lavoratori, stakeholder del territorio e ambiente.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it">La necessità di individuare un soggetto all’interno della società responsabile per il perseguimento del Beneficio comune.<o:p></o:p></span></li>
</ul>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">È possibile scaricare la Ricerca al seguente link: <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it"><a href="https://www.societabenefit.net/ricerca-nazionale-sulle-societa-benefit/"><span style="font-size: 11.0pt; color: blue;">https://www.societabenefit.net/ricerca-nazionale-sulle-societa-benefit/</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><i><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;"><o:p> </o:p></span></i></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>EU&#45;India summit accordo storico: libero scambio, sicurezza e cooperazione strategica aprono un nuovo capitolo globale</title>
<link>https://www.italia24.news/eu-india-summit-accordo-storico-libero-scambio-sicurezza-e-cooperazione-strategica-aprono-un-nuovo-capitolo-globale</link>
<guid>https://www.italia24.news/eu-india-summit-accordo-storico-libero-scambio-sicurezza-e-cooperazione-strategica-aprono-un-nuovo-capitolo-globale</guid>
<description><![CDATA[ Due miliardi di persone coinvolte: Bruxelles e Nuova Delhi rafforzano il partenariato tra le grandi democrazie globali puntando su commercio aperto e regole condivise ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6978c1599d61c.webp" length="53112" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 14:45:27 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="161" data-end="672">L’Unione europea e l’India hanno concluso i negoziati per uno <strong data-start="223" data-end="288">storico accordo di libero scambio (Free Trade Agreement, FTA)</strong>, definito il più ambizioso e commercialmente rilevante mai siglato da una delle due parti. L’intesa rafforza i legami economici e politici tra la <strong data-start="435" data-end="476">seconda e la quarta economia mondiale</strong>, in una fase segnata da crescenti tensioni geopolitiche e da profonde trasformazioni dell’economia globale, riaffermando l’impegno comune per un <strong data-start="622" data-end="671">commercio aperto e basato su regole condivise</strong>.</p>
<p data-start="674" data-end="1086">L’annuncio è arrivato nel contesto del <strong data-start="713" data-end="737">16° Vertice UE-India</strong>, svoltosi a <strong data-start="750" data-end="765">Nuova Delhi</strong>, che ha segnato l’apertura di «un nuovo capitolo» nel partenariato strategico tra Bruxelles e Nuova Delhi. La conclusione dell’FTA è stata accompagnata dal lancio di una <strong data-start="936" data-end="982">Partnership UE-India su sicurezza e difesa</strong>, a conferma della volontà delle due parti di costruire una delle relazioni più decisive del XXI secolo.</p>
<p data-start="1088" data-end="1413">Il Vertice ha avuto anche un forte valore simbolico: per la prima volta nella storia, i vertici dell’Unione europea hanno partecipato come <strong data-start="1227" data-end="1306">ospiti d’onore alle celebrazioni per il 77° Giorno della Repubblica indiana</strong>. Un segnale politico che testimonia il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra due grandi democrazie.</p>
<p data-start="1415" data-end="1540">La Presidente della Commissione europea, <strong data-start="1456" data-end="1497"><span class="whitespace-normal">Ursula von der Leyen</span></strong>, ha sottolineato la portata dell’intesa:</p>
<blockquote data-start="1541" data-end="2040">
<p data-start="1543" data-end="2040">«Oggi l’UE e l’India scrivono una pagina di storia, rafforzando il partenariato tra le più grandi democrazie del mondo. Abbiamo creato una zona di libero scambio che coinvolge due miliardi di persone, dalla quale entrambe le parti trarranno benefici economici. Abbiamo inviato un messaggio chiaro al mondo: la cooperazione fondata su regole continua a dare risultati concreti. E, soprattutto, questo è solo l’inizio: costruiremo su questo successo per rendere il nostro rapporto ancora più forte».</p>
</blockquote>
<h3 data-start="2042" data-end="2095">Un accordo senza precedenti sul piano commerciale</h3>
<p data-start="2097" data-end="2684">Secondo il comunicato ufficiale e il documento di <strong data-start="2147" data-end="2169">domande e risposte</strong> diffusi dalla Commissione europea, l’FTA è destinato a produrre effetti economici di ampia portata. Attualmente UE e India scambiano <strong data-start="2303" data-end="2358">oltre 180 miliardi di euro l’anno in beni e servizi</strong>, sostenendo circa <strong data-start="2377" data-end="2424">800.000 posti di lavoro nell’Unione europea</strong>. L’accordo dovrebbe <strong data-start="2445" data-end="2512">raddoppiare le esportazioni europee verso l’India entro il 2032</strong>, grazie all’eliminazione o riduzione dei dazi su <strong data-start="2562" data-end="2600">oltre il 90% delle esportazioni UE</strong>, con un risparmio stimato fino a <strong data-start="2634" data-end="2663">4 miliardi di euro l’anno</strong> in diritti doganali.</p>
<p data-start="2686" data-end="3052">La Commissione evidenzia che si tratta della <strong data-start="2731" data-end="2802">più ampia apertura commerciale mai concessa dall’India a un partner</strong>, offrendo alle imprese europee un vantaggio competitivo significativo in un mercato di <strong data-start="2890" data-end="2918">1,45 miliardi di persone</strong>, la popolazione più numerosa al mondo, e in una delle economie a più rapida crescita, con un PIL annuo di <strong data-start="3025" data-end="3051">3.400 miliardi di euro</strong>.</p>
<h3 data-start="3054" data-end="3104">Industria, auto e manifattura: esempi concreti</h3>
<p data-start="3106" data-end="3594">Tra i settori industriali che beneficeranno maggiormente dell’accordo figurano <strong data-start="3185" data-end="3235">automotive, macchinari, chimica e farmaceutica</strong>. I dazi sulle <strong data-start="3250" data-end="3264">automobili</strong> scenderanno progressivamente dal <strong data-start="3298" data-end="3313">110% al 10%</strong>, con una quota annuale di 250.000 veicoli, mentre quelli sui <strong data-start="3375" data-end="3394">componenti auto</strong> saranno completamente eliminati entro cinque-dieci anni. Tariffe oggi fino al <strong data-start="3473" data-end="3495">44% sui macchinari</strong>, al <strong data-start="3500" data-end="3528">22% sui prodotti chimici</strong> e all’<strong data-start="3535" data-end="3559">11% sui farmaceutici</strong> saranno in larga parte azzerate.</p>
<p data-start="3596" data-end="3925">La Commissione fornisce dati puntuali: nel 2024 le esportazioni UE di <strong data-start="3666" data-end="3709">macchinari ed equipaggiamenti elettrici</strong> verso l’India hanno raggiunto <strong data-start="3740" data-end="3765">16,3 miliardi di euro</strong>, mentre quelle di <strong data-start="3784" data-end="3817">aeromobili e veicoli spaziali</strong> hanno superato i <strong data-start="3835" data-end="3849">6 miliardi</strong>, valori destinati a crescere grazie all’abbattimento quasi totale dei dazi.</p>
<h3 data-start="3927" data-end="3978">Agricoltura e agroalimentare: aperture e tutele</h3>
<p data-start="3980" data-end="4445">Ampio spazio è riservato anche al comparto <strong data-start="4023" data-end="4041">agroalimentare</strong>, finora penalizzato da tariffe spesso superiori al <strong data-start="4093" data-end="4100">36%</strong>. L’accordo riduce drasticamente i dazi su prodotti come <strong data-start="4157" data-end="4227">vino, birra, olio d’oliva, succhi di frutta e alimenti trasformati</strong>. In particolare, le tariffe indiane sui <strong data-start="4268" data-end="4276">vini</strong> passeranno dal <strong data-start="4292" data-end="4329">150% al 75% all’entrata in vigore</strong>, per poi scendere fino al <strong data-start="4356" data-end="4363">20%</strong>, mentre quelle sull’<strong data-start="4384" data-end="4400">olio d’oliva</strong> saranno azzerate nell’arco di cinque anni.</p>
<p data-start="4447" data-end="4885">Allo stesso tempo, la Commissione chiarisce che i <strong data-start="4497" data-end="4535">settori agricoli sensibili dell’UE</strong>, come riso, zucchero, carne bovina e pollame, restano esclusi dalla liberalizzazione e che tutte le importazioni continueranno a rispettare le <strong data-start="4679" data-end="4736">rigide norme europee su sicurezza alimentare e salute</strong>. In parallelo, UE e India stanno negoziando un accordo separato sulle <strong data-start="4807" data-end="4834">Indicazioni Geografiche</strong>, per tutelare i prodotti europei dalle imitazioni.</p>
<h3 data-start="4887" data-end="4929">Servizi, PMI e proprietà intellettuale</h3>
<p data-start="4931" data-end="5353">L’FTA garantisce inoltre un <strong data-start="4959" data-end="5014">accesso privilegiato al mercato indiano dei servizi</strong>, in particolare nei <strong data-start="5035" data-end="5069">servizi finanziari e marittimi</strong>, con gli impegni più avanzati mai assunti dall’India in questo ambito. Un capitolo specifico è dedicato alle <strong data-start="5179" data-end="5206">piccole e medie imprese</strong>, che potranno contare su punti di contatto dedicati, procedure doganali semplificate e un quadro normativo più trasparente, stabile e prevedibile.</p>
<p data-start="5355" data-end="5623">Rafforzata anche la <strong data-start="5375" data-end="5415">tutela della proprietà intellettuale</strong>, con protezioni elevate per marchi, copyright, disegni industriali, segreti commerciali e varietà vegetali, avvicinando i sistemi giuridici di UE e India e favorendo gli investimenti basati sull’innovazione.</p>
<h3 data-start="5625" data-end="5658">Sostenibilità, lavoro e clima</h3>
<p data-start="5660" data-end="6228">L’accordo include un <strong data-start="5681" data-end="5740">capitolo vincolante su commercio e sviluppo sostenibile</strong>, che rafforza la tutela dell’ambiente, il rispetto dei diritti dei lavoratori e la parità di genere. UE e India si impegnano a cooperare sull’attuazione dell’<strong data-start="5899" data-end="5920">Accordo di Parigi</strong>, sulla gestione sostenibile delle risorse naturali e sulla transizione verde. È prevista anche la creazione di una piattaforma UE-India per l’azione climatica, con un sostegno europeo fino a <strong data-start="6112" data-end="6135">500 milioni di euro</strong> nei prossimi due anni per accompagnare la trasformazione industriale sostenibile dell’India.</p>
<h3 data-start="6230" data-end="6277">Sicurezza, difesa e cooperazione strategica</h3>
<p data-start="6279" data-end="6756">Accanto al commercio, il Vertice ha sancito la firma della <strong data-start="6338" data-end="6384">Partnership UE-India su sicurezza e difesa</strong>, che rafforza la cooperazione su <strong data-start="6418" data-end="6532">sicurezza marittima, contrasto alle minacce cibernetiche e ibride, non proliferazione, spazio e antiterrorismo</strong>. I leader hanno inoltre avviato i negoziati su un <strong data-start="6583" data-end="6629">Accordo sulla sicurezza delle informazioni</strong>, passo chiave per lo scambio di informazioni classificate e una più stretta collaborazione nelle iniziative europee di difesa.</p>
<h3 data-start="6758" data-end="6778">I prossimi passi</h3>
<p data-start="6780" data-end="7134">Sul piano procedurale, i testi negoziati saranno pubblicati, sottoposti a revisione giuridica e tradotti in tutte le lingue ufficiali dell’UE. La Commissione presenterà quindi la proposta al Consiglio per la firma e la conclusione dell’accordo. Dopo il consenso del <strong data-start="7046" data-end="7068">Parlamento europeo</strong> e la ratifica da parte dell’India, l’FTA potrà entrare in vigore.</p>
<p data-start="7136" data-end="7484" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel suo insieme, l’accordo di libero scambio UE-India non si configura solo come un’intesa commerciale, ma come una <strong data-start="7252" data-end="7301">vera architettura strategica di lungo periodo</strong>, destinata a incidere sugli equilibri economici e politici globali e a rafforzare il ruolo di UE e India come attori centrali di un ordine internazionale fondato su regole condivise.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il Politecnico di Torino si aggiudica un prestigioso finanziamento  ERC Proof of Concept</title>
<link>https://www.italia24.news/il-politecnico-di-torino-si-aggiudica-un-prestigioso-finanziamento-erc-proof-of-concept</link>
<guid>https://www.italia24.news/il-politecnico-di-torino-si-aggiudica-un-prestigioso-finanziamento-erc-proof-of-concept</guid>
<description><![CDATA[ Il docente Federico Bella ottiene 150mila euro dall&#039;Unione europea per trasformare una ricerca d&#039;eccellenza in una tecnologia sostenibile per energia e agricoltura ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6978b9cce59cf.webp" length="42346" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 14:17:17 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span>Un progetto di ricerca del Politecnico di Torino è risultato vincitore di uno dei prestigiosi finanziamenti <b>ERC Proof of Concept</b>, l'iniziativa dello <b>European Research Council (ERC)</b> pensata per sostenere la valorizzazione e l'applicazione pratica dei risultati di ricerche di frontiera già finanziate dall'ERC.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>A ottenere il riconoscimento è <b>Federico Bella</b>, docente presso il <b>Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT </b>dell'ateneo torinese, con il progetto <b>GIARRIZZO – Green Integrated Aqueous RechaRgeable potassIum batteries with fertiliZer optimiZed recOvery</b>, che riceve un finanziamento europeo di <b>150mila euro</b> per una durata di <b>18 mesi</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Lo schema <b>ERC Proof of Concept</b> è riservato a ricercatrici e ricercatori che hanno già vinto un finanziamento ERC e mira a colmare il divario tra ricerca di base e applicazione concreta, supportando lo sviluppo di prototipi, la verifica della fattibilità tecnico-commerciale, la protezione della proprietà intellettuale e la preparazione al trasferimento tecnologico verso il mercato.</span></p>
<h4 class="v1MsoNormal"><span>Dal finanziamento ERC alla valorizzazione dei risultati di ricerca</span></h4>
<p class="v1MsoNormal"><b><span>Dal progetto ERC SuN<sub>2</sub>rise a GIARRIZZO</span></b><span>: GIARRIZZO nasce come naturale evoluzione del progetto <b>ERC Starting Grant SuN<sub>2</sub>rise</b>, vinto dal professor Bella nel 2020 con un finanziamento di <b>1,5 milioni di euro</b> e dedicato allo sviluppo di tecnologie elettrochimiche sostenibili per la produzione di <b>ammoniaca</b>, composto alla base dei fertilizzanti agricoli. Il progetto SuN<sub>2</sub>rise ha introdotto un nuovo paradigma: utilizzare energia solare e processi elettrochimici in condizioni blande per convertire l'azoto atmosferico in ammoniaca, evitando le elevate temperature, pressioni e le emissioni di CO</span><span>₂</span><span> tipiche del processo industriale tradizionale Haber-Bosch. Un approccio che apre la strada alla <b>produzione decentralizzata di fertilizzanti direttamente nelle aziende agricole</b>, con importanti benefici in termini di sicurezza, sostenibilità e autonomia.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Partendo da queste ricerche di frontiera, <b>GIARRIZZO compie un ulteriore passo avanti</b>, spostando l'attenzione dai processi chimici ai <b>dispositivi di accumulo energetico</b> e introducendo una nuova idea di circolarità: <b>una batteria sicura, a basso costo e con recupero del fertilizzante a fine vita.</b></span></p>
<h4 class="v1MsoNormal">Batterie al potassio e circolarità: energia che diventa risorsa agricola</h4>
<p class="v1MsoNormal"><span>Il cuore del progetto è lo sviluppo di <b>batterie ricaricabili agli ioni di potassio che funzionano in ambiente acquoso</b>, quindi <b>intrinsecamente sicure</b>, prive di elettroliti infiammabili e adatte a operare in contesti come serre e aziende agricole. Pensate per applicazioni residenziali, industriali e produttive, le <b>batterie al potassio</b> sono sistemi di accumulo energetico a basso costo, in grado di immagazzinare l'energia generata da fonti rinnovabili. Queste caratteristiche le rendono particolarmente adatte a <b>fornire elettricità on-demand</b>, cioè disponibile quando serve e non solo nel momento in cui viene prodotta: in contesti come quello agricolo, ciò si traduce nella possibilità di <b>alimentare impianti di illuminazione</b>, <b>ricaricare</b> <b>veicoli elettrici</b> o <b>mezzi agricoli a batteria</b>, <b>far funzionare</b> <b>macchinari e attrezzature</b> e <b>garantire la continuità operativa anche in presenza di discontinuità della rete elettrica</b>, contribuendo a rendere le aziende più autonome, efficienti e orientate all'uso delle energie rinnovabili.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Il <b>potassio</b> rappresenta <b>un'alternativa strategica al litio</b>: è abbondante, facilmente reperibile, meno costoso e non classificato come materia prima critica. Inoltre, <b>è un elemento essenziale per l'agricoltura</b>. La vera innovazione della ricerca sta, infatti, nel <b>fine vita della batteria</b>. Una volta esaurita la sua funzione di accumulo energetico, <b>la batteria non diventa un rifiuto</b>: viene aperta e la parte liquida, contenente sali di potassio disciolti in acqua, viene recuperata e trasformata in <b>fertilizzante utilizzabile per le colture</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>In questo modo, la batteria fornisce energia durante la fase di utilizzo e, <b>al termine del proprio ciclo di vita, i materiali che la compongono vengono recuperati e valorizzati come risorsa agricola</b>. Il processo consente di superare il tradizionale modello basato sulla produzione di rifiuti, dando vita a <b>un sistema realmente circolare</b> che integra <b>accumulo energetico</b> e <b>recupero dei nutrienti</b>. Un'azienda agricola potrà quindi utilizzare la batteria per accumulare energia rinnovabile e, al termine del ciclo, recuperare il fertilizzante, chiudendo il cerchio tra energia e agricoltura.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>GIARRIZZO si inserisce pienamente nel quadro degli obiettivi europei di <b>sostenibilità, economia circolare e riduzione dell'uso di materie prime critiche</b>, in linea con il <b>Green Deal europeo</b>. L'utilizzo dell'acqua come unico solvente, la sicurezza intrinseca dei dispositivi e il recupero dei materiali a fine vita rendono così il progetto un esempio concreto di innovazione responsabile.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Il professor <b>Federico Bella</b> è Principal Investigator del Proof of Concept e, grazie al nuovo finanziamento ERC, lavorerà all'incremento del livello di maturità tecnologica delle soluzioni sviluppate, in vista di future applicazioni industriali. Il finanziamento GIARRIZZO si inserisce in un percorso ERC di particolare rilievo: nel 2025 il professor Bella ha infatti ottenuto un ulteriore ERC PoC per il <b>progetto GINNY </b>(Glycerol and nItrogeN conversioN through electrochemistrY), dedicato allo sviluppo di approcci elettrochimici innovativi per la produzione sostenibile di ammoniaca e la valorizzazione di sottoprodotti industriali in composti ad alto valore aggiunto.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Nel loro insieme, questi progetti confermano <b>il ruolo del Politecnico di Torino come centro di eccellenza</b> nella ricerca europea di frontiera e valorizzano il contributo scientifico del professor <b>Federico Bella</b> allo sviluppo di soluzioni innovative per la <b>sostenibilità energetica e ambientale</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal">«GIARRIZZO rappresenta un passo concreto verso una nuova idea di sostenibilità, in cui l’energia rinnovabile e l’agricoltura dialogano attraverso dispositivi realmente circolari – commenta il professor Bella – Questo Proof of Concept ci permette di portare una ricerca di frontiera fuori dal laboratorio, avvicinandola a un impatto tecnologico e ambientale tangibile».</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Streaming: “A Knight of the Seven Kingdoms”, &amp;quot;Una Battaglia dopo l’altra&amp;quot; e documentario su Valentino in vetta alle classifiche in Italia</title>
<link>https://www.italia24.news/streaming-a-knight-of-the-seven-kingdoms-una-battaglia-dopo-laltra-e-documentario-su-valentino-in-vetta-alle-classifiche-in-italia</link>
<guid>https://www.italia24.news/streaming-a-knight-of-the-seven-kingdoms-una-battaglia-dopo-laltra-e-documentario-su-valentino-in-vetta-alle-classifiche-in-italia</guid>
<description><![CDATA[ La classifica di JustWatch dei top film e serie TV più gettonate in Italia nell&#039;ultima settimana ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69788b2bca00a.webp" length="22440" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 12:03:18 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<h2 dir="ltr" id="docs-internal-guid-06d27c6f-7fff-dd01-0c16-f2744947e187"><span>Film: le prime posizioni</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Stabile </span><strong>in vetta</strong><span> per la seconda settimana consecutiva </span><span>“<strong>Una battaglia dopo l'altra”.</strong></span><span> I French 75 sono stati un gruppo rivoluzionario deciso a cambiare gli Stati Uniti con la forza, una scelta che ha generato tanto fervore quanto odio profondo. Un racconto teso e crepuscolare, in cui l'ideologia lascia spazio alla sopravvivenza e alla necessità di difendere ciò che resta.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Stabile al </span><strong>secondo posto</strong><span> anche per </span><span><strong>“The Rip – Soldi sporchi”</strong>.</span><span> A Miami, una squadra di poliziotti rinviene milioni di dollari in contanti nascosti in un edificio fatiscente. Quella che sembra un'occasione irripetibile si trasforma rapidamente in un gioco pericoloso: la fiducia si sgretola, i confini tra giusto e sbagliato si confondono e ogni membro del gruppo diventa un potenziale nemico. Un crime teso costruito sul sospetto e sull'avidità.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Debutta direttamente sul podio, in </span><strong>terza posizione</strong><span>, </span><strong>“Valentino – L'Ultimo Imperatore”</strong><span><strong>,</strong> il documentario di Matt Tyrnauer dedicato allo stilista recentemente scomparso. Non solo il ritratto di un'icona della moda, ma anche la storia profonda e duratura del legame umano e professionale con Giancarlo Giammetti, che emerge come uno dei cuori emotivi del racconto.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Serie TV: le new entries</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Debutta direttamente <strong>in vetta</strong> </span><span><strong>“A Knight of the Seven Kingdoms”</strong>,</span><span> il prequel de Il trono di spade che riporta lo spettatore a Westeros cent'anni prima degli eventi della serie madre. Un racconto di avventura e formazione che amplia l'universo di George R. R. Martin puntando su intrighi, cavalleria e destini in divenire.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Entra direttamente al </span><strong>secondo posto</strong><span> </span><span><strong>“Steal: La Rapina”</strong>,</span><span> adattamento televisivo che rielabora l'idea dell'omonimo game show britannico degli anni '90. Al centro, il concetto di furto "strategico" e competizione, con dinamiche di gioco che ruotano attorno a premi, bottini e colpi di scena, richiamando lo spirito leggero e ludico dell'originale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Scende di due posizioni ma resta sul podio<strong> </strong></span><strong>“The Pitt”,</strong><span> ora al </span><span><strong>terzo posto</strong>.</span><span> Ambientata nell'impegnativo Pronto soccorso del Trauma Medical Center di Pittsburgh, la serie segue lo staff ospedaliero alle prese con turni massacranti, emergenze continue e scelte spesso impossibili. A rendere il tutto ancora più critico sono i fondi insufficienti e un afflusso di pazienti costantemente superiore alla reale capienza del reparto. Un medical drama teso e realistico, che mette al centro il prezzo umano della sanità d'emergenza.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Uno sguardo agli Oscar 2026</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Questa settimana JustWatch mette in evidenza una nuova guida speciale dedicata alle <strong>nomination e ai </strong></span><strong>grandi esclusi degli Oscar 2026</strong><span>, pubblicata all'indomani dell'annuncio ufficiale delle candidature e pensata per orientarsi nella fase più calda della stagione dei premi. </span><strong>“F1- Il film”</strong><span> è tra questi titoli e resta in top 10, all'ottavo posto, segno di un interesse costante da parte del pubblico.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La classifica completa aggiornata in tempo reale e riferita agli ultimi 7 giorni anche oltre la 10ma posizione è consultabile sulla </span><a href="https://www.justwatch.com/it" target="_blank" rel="noopener"><span>piattaforma JustWatch</span></a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Mercurio: un&amp;apos;analisi delle sue formazioni geologiche mette in discussione la sua immagine di pianeta geologicamente &amp;quot;morto”</title>
<link>https://www.italia24.news/mercurio-unanalisi-delle-formazioni-geologiche-del-pianeta-mette-in-discussione-la-sua-limmagine-di-pianeta-geologicamente-morto</link>
<guid>https://www.italia24.news/mercurio-unanalisi-delle-formazioni-geologiche-del-pianeta-mette-in-discussione-la-sua-limmagine-di-pianeta-geologicamente-morto</guid>
<description><![CDATA[ Una ricerca, pubblicata su Communications Earth &amp; Environment, ha rilevato la presenza di particolari striature luminose sui pendii dei crateri, causate dal degassamento di materiali volatili dall&#039;interno del pianeta: è una prova significativa del fatto che Mercurio potrebbe essere ancora geologicamente attivo ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6978976ecb8d6.webp" length="23926" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 11:42:49 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-40eee673-7fff-460c-f494-0ca6da33e304"><span>I Ricercatori del </span><strong>Center for Space and Habitability dell'Università di Berna e dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)</strong><span> hanno condotto </span><span>la prima analisi statistica delle "</span><span><strong>lineae</strong>" </span><span>o striature chiare su <strong>Mercurio</strong>,</span><span> formazioni geologiche presenti sui pendii dei crateri e causate dal degassamento di materiale volatile dall'interno del pianeta, un fenomeno che si verifica anche sulla Terra. Una prova che, come si legge in uno studio pubblicato oggi sulla rivista </span><span>Communications Earth &amp; Environment</span><span>, </span><strong>il pianeta potrebbe essere ancora geologicamente attivo.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>È il primo e più piccolo pianeta del Sistema solare, sia per massa che per diametro; ha un'atmosfera pressoché inesistente e un "giorno solare" che dura 176 giorni terrestri, con un'escursione termica di circa 600 gradi fra il lato diurno e quello notturno. Mercurio, visitato finora solo dalla </span><strong>sonda MESSENGER</strong><span> della </span><strong>NASA</strong><span>, ha una superficie che appare quasi completamente statica, tanto da considerarlo ormai un pianeta morto e arido. Fino ad ora.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Le “striature chiare” di Mercurio</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le </span><span>lineae</span><span> (</span><em>slope streaks</em><span>, in inglese) compaiono lungo le pareti interne dei crateri o sui versanti dei picchi centrali. Si presentano come filamenti chiari e allungati, spesso in gruppi o fasci, e sono frequentemente associate a piccole depressioni molto chiare, dai bordi irregolari, simili a cavità scavate nella superficie (dette </span><em>hollows</em><span>).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«</span><span>Possiamo immaginarle come strisciate di materiale che cade lungo il versante</span><span>»</span><span>, spiega </span><strong>Silvia Bertoli</strong><span>, ricercatrice dell'INAF e coautrice dell'articolo. </span><span>«</span><span>Questo materiale probabilmente cade perché la roccia, ricca di volatili, si indebolisce e si sgretola quando i gas intrappolati in profondità risalgono attraverso piccole fratture preesistenti. La loro luminosità è dovuta al fatto che il materiale è appunto recente, 'fresco' e poco alterato</span><span>»</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Al fine di creare un inventario sistematico delle lineae presenti sulla superficie del pianeta, </span><span>i ricercatori hanno utilizzato il </span><strong>deep learning</strong><span> </span><span>per addestrare i computer a elaborare grandi quantità di dati con algoritmi che simulano le reti neurali umane. Nello specifico, è stato creato un algoritmo per analizzare circa 100 mila immagini ad alta risoluzione provenienti dalla sonda spaziale MESSENGER, che ha osservato Mercurio dal 2011 al 2015. </span><strong>In totale, sono state mappate la distribuzione globale e le proprietà morfologiche di circa 400 striature luminose su Mercurio.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I risultati mostrano che le lineae si trovano principalmente sui versanti esposti al Sole di giovani crateri da impatto, facendo pensare che la radiazione solare svolga un ruolo importante nell'attivazione dei processi di formazione di queste strutture. <strong>La posizione delle lineae sulla superficie di Mercurio, dunque, non è casuale</strong>. L'impatto che dà forma a un cratere genera fratture nello strato più superficiale, che poi possono diventare vie preferenziali per la fuoriuscita di volatili dagli strati più profondi. Se questi fuoriescono alla base del cratere, si formano strutture di collasso come gli hollows; se accade sulle pareti, si formano </span><em>microhollows</em><span> che provocano la caduta di materiale che scivola lungo il cratere sotto forma di lineae.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«</span><span>Si riteneva che Mercurio fosse un pianeta 'morto', poiché, secondo i modelli di formazione planetaria e le alte temperature superficiali dovute alla prossimità del pianeta al Sole, tutti i volatili (fra cui sodio, potassio, zolfo e cloro) sarebbero dovuti 'sublimare' rapidamente, lasciando un pianeta completamente devolatilizzato</span><span>»</span><span>, sottolinea </span><strong>Giovanni Munaretto</strong><span>, ricercatore dell'INAF e coautore dello studio. </span><span>«</span><span>Le scoperte di crateri vulcanici e di hollows effettuate dalla missione MESSENGER hanno completamente rivisto questo paradigma, dimostrando la presenza di un'attività geologica relativamente recente. Infine, la caratterizzazione delle lineae che abbiamo effettuato in questo studio ci suggerisce che esse possano essere fenomeni ancora più recenti, e forse ancora in corso</span><span>»</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Dimostrare un'attività geologica</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per dimostrare le ipotesi avanzate sull'attività delle lineae occorreranno però nuove immagini di Mercurio, che potrebbero essere fornite dalla missione </span><strong>BepiColombo dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA</strong><span><strong>)</strong> e della </span><strong>Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA),</strong><span> attualmente in viaggio verso il pianeta, con l'inserimento in orbita previsto alla fine del 2026. L'obiettivo sarà utilizzare l'inventario creato per fotografare nuovamente ed esaminare specifiche regioni con lineae, per determinare se e quante nuove striature siano emerse tra le osservazioni della sonda MESSENGER e quelle di BepiColombo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>«Lo strumento SIMBIO-SYS a bordo della missione BepiColombo, a partire da marzo 2027, comincerà a fornire spettri, immagini ad alta risoluzione e immagini 3D della superficie», conclude </span><strong>Gabriele Cremonese</strong><span>, ricercatore dell'INAF, coautore dello studio e responsabile dello strumento italiano </span><strong>SIMBIO-SYS</strong><span><strong>. </strong>«Quindi fornirà la composizione della superficie e delle lineae che purtroppo è in buona parte mancante o insufficiente. Diverse delle lineae del nostro nuovo catalogo diventeranno obiettivi specifici (target) per l'osservazione ad alta risoluzione spaziale e spettrale poiché potrebbero fornire informazioni uniche e quindi importanti sull'evoluzione della superficie di Mercurio».</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Link allo studio: "<a href="https://doi.org/10.1038/s43247-025-03146-" target="_blank" rel="noopener">Slope Lineae as Potential Indicators of Recent Volatile Loss on Mercury</a>", di V. T. Bickel, G. Munaretto, S. Bertoli, G. Cremonese, P. Cambianica , N. A. Vergara Sassarini, è stato pubblicato su Communication Earth and Environment.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>A Milano&#45;Bicocca fisica quantistica e pensiero filosofico si incontrano in Aula Magna con l&amp;apos;evento &amp;quot;L&amp;apos;Armonia dei Paradossi&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/a-milano-bicocca-fisica-quantistica-e-pensiero-filosofico-si-incontrano-in-aula-magna-con-levento-larmonia-dei-paradossi</link>
<guid>https://www.italia24.news/a-milano-bicocca-fisica-quantistica-e-pensiero-filosofico-si-incontrano-in-aula-magna-con-levento-larmonia-dei-paradossi</guid>
<description><![CDATA[ Tra scienza, arte e filosofia, un evento aperto al pubblico per esplorare i paradossi della fisica quantistica con Gabriella Greison, Michael Berry e Silvano Tagliagambe ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69788f651032a.webp" length="87528" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 11:10:13 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="148" data-end="583">Un dialogo tra scienza, arte e filosofia per esplorare l’ambiguità, l’incertezza e la bellezza dei paradossi. È questo il cuore de <strong data-start="279" data-end="371">“L’Armonia dei Paradossi. Un viaggio tra fisica quantistica, arte e pensiero filosofico”</strong>, il triplice incontro in programma <strong data-start="407" data-end="433">lunedì 2 febbraio 2026</strong>, dalle <strong data-start="441" data-end="455">10 alle 13</strong>, presso l’<strong data-start="466" data-end="502">Aula Magna – Edificio U6 “Agorà”</strong> dell’<span class="whitespace-normal">Università di Milano-Bicocca</span> (Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano).</p>
<p data-start="585" data-end="941">Organizzato dal Centro interdipartimentale<a href="https://customer72157g.musvc1.net/e/tr?q=6%3d2aIT6Z%263%3dT%26o%3dXKZ%26p%3dUKU6W%26B%3dAuN7_KRwg_VB_LhvQ_VW_KRwg_UG6zJvNv.NoC4Bc.CA_KRwg_UG%268%3d4NtPtT.o9A%26Bt%3dULV2%26N0%3dUAVMc2VNc0W4b5rIV3%26B%3ds7fWrZf6rX4aH746t899Kb6UIb0Xv59ZN58dO6ebwYdVQce5Mb40H8b5HX4cQafU&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener"> <strong data-start="628" data-end="669">BiQuTe – Bicocca Quantum Technologies</strong></a> con il patrocinio di<a href="https://nqsti.it/" target="_blank" rel="noopener"> <span class="whitespace-normal">NQSTI - National Quantum Science and Technology Institute</span></a>, l’evento propone un percorso che intreccia fisica quantistica, musica, arte e riflessione filosofica, accompagnando il pubblico alla scoperta delle molteplici forme dell’incertezza, scientifica ed esistenziale.</p>
<p data-start="943" data-end="1278">Protagonisti dell’incontro saranno la fisica, scrittrice e divulgatrice <strong data-start="1015" data-end="1056"><span class="whitespace-normal">Gabriella Greison</span></strong>, il fisico teorico e matematico dell’Università di Bristol <strong data-start="1116" data-end="1157"><span class="whitespace-normal">Michael Berry</span></strong> e il filosofo ed epistemologo, professore emerito dell’Università di Sassari, <strong data-start="1236" data-end="1277"><span class="whitespace-normal">Silvano Tagliagambe</span></strong>.</p>
<p data-start="1280" data-end="1639">Il viaggio prenderà avvio dal legame tra fisica quantistica e musica, per poi soffermarsi sul fascino dell’ambiguità evocato da <strong data-start="1408" data-end="1449"><span class="whitespace-normal">Milan Kundera,</span></strong> richiamando idealmente <em data-start="1475" data-end="1515">L’insostenibile leggerezza dell’essere, </em>fino ad approdare ai risvolti più intriganti dei paradossi quantistici e delle loro risonanze nel pensiero contemporaneo.</p>
<p data-start="1641" data-end="1957">La <strong data-start="1644" data-end="1673">partecipazione è gratuita</strong> e <strong data-start="1676" data-end="1710">aperta anche alla cittadinanza</strong>.</p>
<p data-start="1641" data-end="1957">L’<strong data-start="1762" data-end="1777">accoglienza</strong> degli iscritti inizierà alle <strong data-start="1807" data-end="1815">9.30</strong>.<br data-start="1816" data-end="1819">Per l’intervento in <strong data-start="1839" data-end="1857">lingua inglese</strong> sarà disponibile il <strong data-start="1878" data-end="1915">servizio di traduzione simultanea</strong> (cuffie all’ingresso fino a esaurimento).</p>
<p data-start="1641" data-end="1957"><a href="https://www.unimib.it/eventi/larmonia-dei-paradossi-viaggio-fisica-quantistica-arte-e-pensiero-filosofico" target="_blank" rel="noopener">Programma e iscrizioni</a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Giornata della Memoria: gli eventi previsti il 27 gennaio a Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/giornata-della-memoria-gli-eventi-previsti-il-27-gennaio-a-milano</link>
<guid>https://www.italia24.news/giornata-della-memoria-gli-eventi-previsti-il-27-gennaio-a-milano</guid>
<description><![CDATA[ Le iniziative del Comune di Milano in occasione della Giornata della Memoria ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6977dc9df1a83.webp" length="16576" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 22:29:16 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Martedì 27 gennaio, Giorno della Memoria, il Comune di Milano</strong> organizza e partecipa a una serie di iniziative diffuse in città per ricordare le vittime della Shoah e delle deportazioni.</p>
<p></p>
<p>Alle ore <strong>9:30</strong>, l'assessore alla Cultura, <strong>Tommaso Sacchi</strong>, prenderà parte alla deposizione di una corona presso l'ex Albergo Regina, in via Silvio Pellico angolo via Santa Margherita, luogo simbolo della repressione nazifascista a Milano.</p>
<p></p>
<p>Alle ore <strong>10:30</strong>, l'assessora ai Servizi civici <strong>Gaia Romani</strong> interverrà all'inaugurazione del leggìo con le targhe dedicate agli espulsi degli anni 1938 e 1939 presso il Liceo Classico "Cesare Beccaria", in via Carlo Linneo 5.</p>
<p></p>
<p>Alle ore <strong>11.00</strong>, la Vicesindaco <strong>Anna Scavuzzo</strong> parteciperà a un incontro con studentesse e studenti, promosso insieme ad ANED, ANPI e UCEI, nella Sala Alessi di Palazzo Marino.</p>
<p></p>
<p>Sempre alle ore 11.00, il consigliere comunale <strong>Rosario Pantaleo</strong> sarà presente alla commemorazione al Monumento del Deportato presso il Parco Nord.</p>
<p></p>
<p>La giornata si concluderà alle ore <strong>20.00</strong> con il concerto promosso dall'<strong>Associazione Figli della Shoah </strong>e dalla <strong>Comunità ebraica</strong>, al Conservatorio di Milano, a cui parteciperà la Presidente del Consiglio comunale, <strong>Elena Buscem</strong>i.</p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il “sole artificiale” della Cina segna un nuovo traguardo</title>
<link>https://www.italia24.news/il-sole-artificiale-della-cina-segna-un-nuovo-traguardo</link>
<guid>https://www.italia24.news/il-sole-artificiale-della-cina-segna-un-nuovo-traguardo</guid>
<description><![CDATA[ Superato un record: il reattore EAST in Cina è riuscito a mantenere un plasma stabile a oltre 100 milioni di gradi Celsius per 1.066 secondi, si aprono scenari concreti per l’energia pulita del futuro ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_697790711b3e4.webp" length="65056" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 17:04:18 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-c75062b2-7fff-2db0-498d-4551d480fe3a"><span>Il Cina il reattore sperimentale di fusione nucleare, chiamato anche “il sole artificiale” ha infranto un limite a lungo considerato critico: <strong>è riuscito a mantenere un plasma stabile a oltre 100 milioni di gradi Celsius per 1.066 secondi</strong> (circa 18 minuti) in condizioni di confinamento “H-mode” molto efficiente, cioè con turbolenze ridotte e migliore contenimento di energia nel plasma.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Il risultato ottenuto è più del doppio del record precedente (403 secondi) e dimostra progressi significativi nel controllo e nella stabilità del plasma, rafforzando la possibilità di una fonte energetica reale e praticamente inesauribile.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>P</span><span>iù plasma, più stabilità</span></h2>
<p><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Negli esperimenti più recenti, il team cinese, guidato da ricercatori della </span><span><strong>Chinese Academy of Sciences</strong>,</span><span> è riuscito a superare il cosiddetto muro della densità del plasma. In termini semplici, è stato possibile “stipare” più particelle di plasma mantenendo la stabilità magnetica, un fattore essenziale per produrre energia in modo continuo.</span></p>
<p dir="ltr"><span>I </span><strong>tokamak</strong><span>, reattori sperimentali a forma di ciambella, confinano gas ionizzato (chiamato plasma) grazie a campi magnetici intensi con l’obiettivo di riprodurre sulla Terra ciò che avviene nel cuore del Sole: </span><span><strong>la fusione degli atomi di idrogeno in elio</strong>, </span><span>un processo che libera enormi quantità di energia. In natura, densità e pressione elevatissime permettono a queste reazioni di avvenire in modo continuo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nei reattori terrestri, invece, la pressione è molto più bassa rispetto a quella presente nel Sole e per compensare questa differenza è necessario raggiungere temperature decine di volte superiori. </span><span>Uno dei principali limiti operativi dei tokamak è da tempo il cosiddetto "<strong>limite di Greenwald</strong>", ovvero la densità massima di plasma che si può mantenere in modo stabile dentro un tokamak. A densità elevate, le interazioni tra plasma e pareti del reattore innescano turbolenze che finora hanno impedito di andare oltre certi valori senza disgregazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il team di ricerca del reattore EAST ha dimostrato che è possibile aggirare questo ostacolo. Modificando con grande precisione i parametri iniziali dell’esperimento,  — come la pressione del gas di combustibile e utilizzando tecniche avanzate di riscaldamento mediante "</span><span>risonanza ciclotronica elettronica"</span><span>,  — gli scienziati hanno ottimizzato le interazioni tra plasma e pareti metalliche fin dalla fase di avvio.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La </span><span><strong>risonanza ciclotronica elettronica</strong> è </span><span>una tecnica che permette di riscaldare e controllare il plasma, agendo in particolare gli elettroni: gli elettroni, infatti, nel campo magnetico del tokamak girano in cerchio a una frequenza ben precisa (frequenza ciclotronica). Se vengono colpiti con onde elettromagnetiche (microonde) a quella stessa frequenza, assorbono energia in modo molto efficiente. Questa metodologia ha permesso al plasma di entrare in quello che viene chiamato </span><span>"regime di assenza di densità"</span><span>, dove la densità può aumentare dal 30% fino al 65% oltre il limite di Greenwald senza interrompersi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per superare il limite di Greenwald, quindi, gli scienziati dell’EAST hanno gestito con attenzione l’interazione del plasma con le pareti del reattore controllando due parametri chiave all’avvio del reattore: la pressione iniziale del gas di combustibile e il riscaldamento a risonanza ciclotronica degli elettroni, ovvero la frequenza alla quale gli elettroni del plasma assorbono le microonde. In questo modo il plasma è rimasto stabile a densità estreme pari a 1,3–1,65 volte oltre il limite di Greenwald, valori molto superiori all’intervallo operativo abituale del tokamak, che secondo lo studio è compreso tra 0,8 e 1.</span></p>
<h3 dir="ltr"></h3>
<h2 dir="ltr"><span>L’auto-organizzazione del plasma: una scoperta chiave</span></h2>
<p><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Il risultato di questo traguardo, riportato anche sulla rivista <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.adz3040" target="_blank" rel="noopener">Science Advances</a>, si può considerare la prima prova sperimentale della teoria del <strong>Plasma-Wall Self-Organization (PWSO): </strong>un fenomeno osservato nei dispositivi per la fusione in cui il plasma e la parete circostante interagiscono ed evolvono fino a formare una configurazione stabile e favorevole. Questa interazione può portare a un miglior confinamento del plasma e a una riduzione della contaminazione da impurità. La comprensione della PWSO si è evoluta nel tempo grazie a osservazioni sperimentali e alla modellizzazione teorica delle interazioni plasma-parete nei dispositivi di fusione. Si tratta di un fenomeno complesso, influenzato da vari fattori, tra cui i parametri del plasma, i materiali della parete e la configurazione del campo magnetico.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«</span><span>I risultati suggeriscono un percorso pratico e scalabile per estendere i limiti di densità nei tokamak e nei dispositivi di fusione a plasma ardente di nuova generazione», ha dichiarato il co-autore dello studio </span><span><strong>Ping Zhu</strong>, </span><span>professore presso la Scuola di Ingegneria Elettrica ed Elettronica dell’Università di Scienza e Tecnologia della Cina.</span></p>
<h3 dir="ltr"></h3>
<h2 dir="ltr"><span>Un passo verso l’energia del futuro</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La capacità di mantenere un plasma che si “autoalimenta” (grazie all’energia prodotta dalla fusione stessa) è una tappa verso la realizzazione di reattori stabili e sostenibili. La fusione nucleare è vista come una potenziale fonte di energia pulita, sicura e quasi inesauribile, ma non è ancora una fonte energetica commerciale. Tutti i principali programmi di ricerca (EAST in Cina, ITER in Francia con partecipazione globale, progetti privati altrove) puntano a ottenere un reattore in cui si produca più energia di quanta se ne consumi: raggiungere questo “guadagno netto” è un passo fondamentale verso impianti che producano elettricità su scala industriale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Un dispositivo di fusione deve raggiungere un funzionamento stabile ad alta efficienza per migliaia di secondi, al fine di consentire la circolazione autosufficiente del plasma, che è fondamentale per la generazione continua di energia delle future centrali a fusione», ha dichiarato <strong>Song Yuntao</strong>, direttore dell’Istituto di Fisica del Plasma responsabile del progetto di fusione presso l’Accademia Cinese delle Scienze, ai media statali cinesi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I dati raccolti dall’EAST sosterranno lo sviluppo di altri reattori, sia in Cina sia a livello internazionale. La Cina fa parte del programma del <strong>Reattore Termonucleare Sperimentale Internazionale (ITER),</strong> che coinvolge decine di Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Corea del Sud e Russia. Il reattore ITER, attualmente in costruzione nel sud della Francia, ospita il magnete più potente al mondo e dovrebbe entrare in funzione non prima del 2039. ITER sarà uno strumento sperimentale progettato per creare una fusione sostenuta a fini di ricerca, ma potrebbe aprire la strada alla realizzazione di centrali elettriche a fusione.</span><span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Laguna di Venezia: ecosistema minacciato da una noce di mare</title>
<link>https://www.italia24.news/laguna-di-venezia-ecosistema-minacciato-da-una-noce-di-mare</link>
<guid>https://www.italia24.news/laguna-di-venezia-ecosistema-minacciato-da-una-noce-di-mare</guid>
<description><![CDATA[ Il team di ricerca UNIPD-OGS evidenzia come lo ctenoforo Mnemiopsis leidyi, comunemente noto come “noce di mare” rappresenti un pericolo per gli ecosistemi costieri e lagunari ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69775af01636d.webp" length="63896" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 16:19:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-355876fa-7fff-045c-16c8-d0b4d8cbae08"><span>L’attenzione per il granchio blu </span><span>Callinectes sapidus</span><span>, che sta causando ingenti danni ai nostri ecosistemi costieri, ha distolto in parte il nostro interesse da un’altra specie invasiva: <strong>lo ctenoforo </strong></span><strong>Mnemiopsis leidyi.</strong></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Mnemiopsis</span><span>, considerato una delle 100 specie invasive più dannose al mondo, da quasi un decennio è presente nel Mar Adriatico, causando seri problemi agli operatori della pesca, soprattutto nelle lagune. </span><strong>Un team di ricerca dell’Università di Padova e </strong><span><strong>dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale</strong> – <strong>OGS</strong> ha recentemente pubblicato sulla rivista <strong>«Estuarine, Coastal and Shelf Science» </strong>lo studio </span><em>An invader chronicles: local ecological niche of Mnemiopsis leidyi in the Venice Lagoon,</em><span><em> </em>nel quale si evidenzia come la specie </span><span>Mnemiopsis leidyi </span><span>costituisca per la laguna di Venezia un potenziale pericolo ecologico, grazie alla sua adattabilità e ai cambiamenti climatici in atto, che possono favorirne la proliferazione a scapito di altre specie dell’ecosistema.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Sebbene la dinamica di questa specie sia stata studiata in altre aree del mondo, le informazioni relative alle lagune mediterranee, caratterizzate da una forte variabilità spaziale e stagionale delle condizioni ambientali, sono ancora limitate – </span><span>spiega il dott. <strong>Filippo Piccardi</strong>, primo autore dello studio e ricercatore dell’Università di Padova</span><span> –. Il nostro studio costituisce la prima indagine integrata sul campo e in laboratorio della nicchia ecologica di </span><span>Mnemiopsis leidyi</span><span> nella Laguna di Venezia. Abbiamo adottato un approccio interdisciplinare e monitorato per due anni la distribuzione spaziale della specie con esperimenti controllati per definire le principali soglie ambientali di sopravvivenza. I risultati mostrano che </span><span>Mnemiopsis leidyi</span><span> segue un andamento stagionale, con </span><span>bloom</span><span> (eventi di riproduzione massiva) in tarda primavera e tra fine estate e inizio autunno, probabilmente legati a temperature più elevate e a condizioni di salinità ottimali».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L’abbondanza della specie risulta quindi positivamente <strong>correlata sia alla temperatura dell’acqua sia alla salinità</strong>. Gli esperimenti di laboratorio, integrati con le osservazioni </span><span>in situ</span><span>, indicano come </span><span>Mnemiopsis leidyi</span><span> sia in grado di sopravvivere in un ampio intervallo di temperature (10–32 °C) e salinità (10–34). Tuttavia, lo studio evidenzia come le condizioni estreme di questi range, le temperature molto elevate (32 °C) o la bassa salinità (10) possono ridurre significativamente ridurre la sopravvivenza della specie.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Integrando osservazioni sul campo e risultati sperimentali sulla tolleranza di </span><span>Mnemiopsis leidyi</span><span> a cambiamenti di temperatura e salinità, il nostro studio fornisce nuove informazioni sulla nicchia ecologica di</span><span> </span><span>  questa specie nella Laguna di Venezia – </span><span>spiega la dott.ssa <strong>Valentina Tirelli</strong>, coautrice dello studio e ricercatrice presso l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale</span><span> –. I nostri risultati suggeriscono che i cambiamenti climatici in atto potrebbero favorire condizioni ambientali sempre più idonee a questo ctenoforo, incrementandone la presenza in grandi aggregati e, di conseguenza, aumentando il rischio di severe ripercussioni sul funzionamento dell’intero ecosistema lagunare».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio evidenzia dunque la necessità di un monitoraggio mirato e di strategie di gestione adattativa per mitigare le conseguenze ecologiche e socio-economiche dell’espansione di </span><span>Mnemiopsis leidyi</span><span>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0272771425005566" target="_blank" rel="noopener">An invader chronicles: local ecological niche of </a></span><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0272771425005566" target="_blank" rel="noopener"><span>Mnemiopsis leidyi</span><span> in the Venice Lagoon</span></a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L&amp;apos;orbita della nana bruna Gaia&#45;6 B: l&amp;apos;importanza della collaborazione tra astrometria spaziale e spettroscopia da terra</title>
<link>https://www.italia24.news/lorbita-della-nana-bruna-gaia-6-b-limportanza-della-collaborazione-tra-astrometria-spaziale-e-spettroscopia-da-terra</link>
<guid>https://www.italia24.news/lorbita-della-nana-bruna-gaia-6-b-limportanza-della-collaborazione-tra-astrometria-spaziale-e-spettroscopia-da-terra</guid>
<description><![CDATA[ Un team internazionale a guida italiana, grazie ai dati del Telescopio Nazionale Galileo e della missione Gaia, ha caratterizzato un raro oggetto substellare con un&#039;orbita assai eccentrica. Lo studio risolve un &quot;enigma&quot; astrometrico e apre nuovi interrogativi sulla formazione di questi corpi celesti ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69773cc7aaff6.webp" length="23524" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 16:18:47 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<h2 dir="ltr" id="docs-internal-guid-a7218aa9-7fff-2713-73d0-3f3fea73c905"><span>La nana bruna Gaia-6 B e il suo monitoraggio</span></h2>
<p dir="ltr"><span>Nell'ambito del programma </span><span><strong>GAPS (Global Architecture of Planetary Systems)</strong>,</span><span> un team di ricercatori guidato dall'</span><strong>Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)</strong><span> ha confermato e caratterizzato con precisione un nuovo compagno substellare in orbita attorno alla <strong>stella HD 128717</strong>, situata in direzione della <strong>costellazione del Dragone</strong>. L'oggetto, ora denominato Gaia-6 B, è </span><span>una <strong>nana bruna con una massa circa 20 volte superiore a quella di Giove</strong></span><span>. La scoperta è di particolare rilievo perché </span><span><strong>Gaia-6 B si muove su un'orbita molto eccentrica, una delle più "schiacciate" mai misurate per un oggetto di questa massa</strong>.</span><span> Il corpo celeste completa una rivoluzione attorno alla sua stella madre in circa 9,37 anni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La ricerca, disponibile online sulla rivista </span><strong>Astronomy &amp; Astrophysics</strong><span>, ha risolto una discrepanza nel catalogo DR3 (Data Release 3) della <strong>missione Gaia dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA)</strong>. La soluzione orbitale iniziale di Gaia suggeriva infatti un periodo molto più breve e un'eccentricità inferiore.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Attraverso sofisticate simulazioni numeriche, gli astronomi hanno dimostrato che questo errore era dovuto a una "degenerazione" della soluzione astrometrica: poiché il periodo orbitale di Gaia-6 B è molto più lungo della durata delle osservazioni della DR3 (circa 34 mesi), </span><span><strong>il segnale era stato interpretato in modo errato</strong>. </span><span>Grazie al monitoraggio intensivo effettuato con lo <strong>spettrografo HARPS-N</strong> installato sul Telescopio Nazionale Galileo (TNG) dell'INAF a La Palma, isola dell'arcipelago delle Canarie, i ricercatori hanno potuto correggere il tiro e fornire un identikit preciso del sistema.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Matteo Pinamonti</strong><span>, ricercatore dell'INAF e primo autore dell'articolo, spiega: </span><span>«</span><span>Il contributo decisivo è arrivato dal monitoraggio ad alta cadenza con HARPS-N al telescopio italiano TNG, che ha permesso di misurare con precisione la forma tutt'altro che circolare dell'orbita. Prima non era stato possibile, perché i dati di Gaia DR3 coprono solo una frazione dell'orbita, generando una degenerazione tra il periodo ed l'eccentricità e quindi un modello orbitale fuorviante</span><span>»</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Caratteristiche e aspetti ancora irrisolti di Gaia-6 B</span></h2>
<p dir="ltr"><span>Gaia-6 B risiede in quello che gli scienziati definiscono "regime di transizione" tra i pianeti giganti gassosi e le nane brune. Tradizionalmente, il limite tra queste due classi è fissato a 13 masse gioviane, la soglia oltre la quale può verificarsi la fusione del deuterio. Esistono anche altri criteri basati su meccanismi di formazione degli oggetti nella nebulosa planetaria, che tuttavia rimangono un tema aperto per la difficoltà di stabilire il meccanismo di formazione specifico a partire dai dati osservativi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Sebbene la massa di Gaia-6 B la collochi chiaramente tra le nane brune, la sua alta metallicità, cioè la presenza di un'elevata quantità di elementi pesanti, potrebbe suggerire un meccanismo di formazione simile a quello dei pianeti, ovvero un accrescimento di gas attorno ad un nucleo di elementi pesanti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Un aspetto che resta avvolto nel mistero è l'origine di un'orbita così estrema</strong>.</span><span> Tipicamente, eccentricità così elevate sono causate dall'influenza gravitazionale di altri compagni massicci nel sistema. Tuttavia, il team ha cercato ulteriori inquilini nel sistema HD 128717 senza successo. Le ricerche condotte con il metodo della velocità radiale non hanno mostrato segni di pianeti interni, mentre le osservazioni di </span><span>direct imaging (o </span><span>immagine diretta, una tecnica astronomica per fotografare direttamente gli esopianeti</span><span>),</span><span> condotte con gli strumenti SHARK-NIR e LMIRCam presso il Large Binocular Telescope (LBT) in Arizona, non hanno rivelato compagni esterni di grande massa.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«</span><span>L'origine dell'eccentricità elevata di Gaia-6 B rimane un puzzle irrisolto</span><span>»</span><span>, conclude Pinamonti, </span><span>«</span><span>poiché non sono stati identificati altri compagni che possano aver 'disturbato' l'orbita dell'oggetto. È importante, però, perché ci aiuta a capire come nascono gli oggetti al confine tra pianeti giganti e piccole stelle, una domanda ancora irrisolta nell'astronomia moderna e, di conseguenza, a capire meglio come si formano le stelle e i sistemi planetari in generale, incluso il nostro</span><span>»</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il successo di questo studio sottolinea l'importanza della sinergia tra l'astrometria spaziale (Gaia) e la spettroscopia da terra (HARPS-N). Le future release dei dati di Gaia (DR4) permetteranno di confermare ulteriormente questi risultati, grazie a una copertura temporale più ampia che eviterà le ambiguità riscontrate finora.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>Link allo studio:</span><a href="https://www.aanda.org/component/article?access=doi&amp;doi=10.1051/0004-6361/202557414"><span> </span><span>"The GAPS programme at TNG. LXX. HD,128717 B/Gaia-6 B: A long-period eccentric low-mass brown dwarf from astrometry and radial velocities"</span></a><span>, di M. Pinamonti, A. Sozzetti, D. Barbato, S. Desidera, K. Biazzo, A.S. Bonomo, A.F. Lanza, L. Naponiello, L. Affer, R.M. Anche, G. Andreuzzi, M. Basilicata, M. Brinjikji, M. Brogi, L. Cabona, E. Carolo, S. Colombo, M. Damasso, M. D'Arpa, S. Di Filippo, A. Harutyunyan, J. Hom, L. Mancini, G. Mantovan, D. Nardiello, K.R. Santhakumari, T. Zingales, è disponibile su </span><span>Astronomy &amp; Astrophysics</span><span>. </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Opere pubbliche, ciclabilità: a Milano, dal 26 gennaio, la realizzazione della ciclabile di via Boifava</title>
<link>https://www.italia24.news/opere-pubbliche-ciclabilita-a-milano-da-lunedi-26-la-realizzazione-della-ciclabile-di-via-boifava</link>
<guid>https://www.italia24.news/opere-pubbliche-ciclabilita-a-milano-da-lunedi-26-la-realizzazione-della-ciclabile-di-via-boifava</guid>
<description><![CDATA[ Lavori a Milano a partire dal 26 gennaio per la realizzazione in via Boifava di due nuove piste ciclabili monodirezionali per una lunghezza complessiva di circa 1.150 metri, con la riorganizzazione delle aree di sosta e parziale riduzione della larghezza delle due carreggiate stradali ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_697614adb55d6.webp" length="120276" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 16:18:33 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-3be689e9-7fff-9f99-a0d9-db38b4125902"><span>Da <strong>lunedì 26 gennaio a Milano</strong> saranno avviati i lavori per la realizzazione della <strong>ciclabile di via Boifava, nel Municipio 5</strong>. L'opera riguarda l'intero tratto di della strada, tra via dei Missaglia e il Naviglio Pavese.</span><span><br></span><span><br></span><span>«</span><span>Via Boifava è interessata a un intervento di riqualificazione complessivo – dichiara </span><strong>Marco Granelli</strong><span>, assessore alle Opere Pubbliche –. La pista ciclabile si inserisce in un contesto di miglioramento della vivibilità per tutto il quartiere affinché sia più facile, bello e sicuro percorrere la strada ma anche raggiungere i nuovi servizi per i cittadini</span><span>»</span><span>.</span><span><br></span><span><br></span><span>Saranno delimitate </span><strong>due nuove piste ciclabili monodirezionali per una lunghezza complessiva di circa 1.150 metri</strong><span><strong>, </strong>con la riorganizzazione delle aree di sosta e parziale riduzione della larghezza delle due carreggiate stradali. Le due piste saranno collegate alle piste ciclabili già esistenti all'incrocio <strong>tra via Boifava e via dei Missaglia</strong>, completando la rete ciclabile. Sulla rotatoria tra via Boifava e via San Giacomo i ciclisti avranno a disposizione un percorso ad anello a loro riservato. </span><span>Con questo intervento saranno eliminate le barriere architettoniche rimanenti e sarà migliorata l'accessibilità pedonale tra i marciapiedi e le fermate del trasporto pubblico che saranno rinnovate a beneficio di una maggiore sicurezza stradale. </span><span>Sarà adeguato l'impianto di illuminazione pubblica con particolare attenzione agli attraversamenti pedonali e ciclabili.</span></p>
<p dir="ltr"><strong></strong></p>
<p dir="ltr"><strong>Nuove piantumazioni</strong><span> lungo lo spartitraffico al centro della carreggiata e </span><strong>nuove aree verdi</strong><span> in particolare nella zona dell'incrocio tra via San Giacomo e via Boifava e presso l'incrocio tra via Boifava e via Chiesa Rossa completeranno l'opera, contribuendo a ridurre, anche qui, l'impatto del calore al suolo, aumentando la permeabilità dei terreni.</span><span><br></span><span><br></span><span>La durata del cantiere è prevista in sette mesi, con un costo interamente finanziato dai </span><strong>fondi PNRR di 570mila euro circa.</strong><span><br></span><span><br></span><span>La via Boifava è interessata da una complessiva riqualificazione che comprende anche i principali edifici pubblici presenti lungo la via: il teatro Ringhiera, la Casa di quartiere e il Centro per l'impiego oltre all'adiacente piazza Fabio Chiesa. </span><span>L'intero progetto sarà presentato durante un incontro pubblico sabato 31 gennaio alle ore 10 in via Boifava 17.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il Satellite COSMO&#45;SkyMed CSG&#45;FM3: nuove capacità per l’Osservazione della Terra</title>
<link>https://www.italia24.news/il-satellite-cosmo-skymed-csg-fm3-nuove-capacita-per-losservazione-della-terra</link>
<guid>https://www.italia24.news/il-satellite-cosmo-skymed-csg-fm3-nuove-capacita-per-losservazione-della-terra</guid>
<description><![CDATA[ Una panoramica delle innovazioni tecnologiche del satellite CSG-FM3 del programma COSMO-SkyMed dell’Agenzia Spaziale Italiana e del Ministero della Difesa, che porteranno ad un ulteriore rafforzamento delle capacità di osservazione e monitoraggio della Terra ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6976130d365d0.webp" length="55820" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 16:18:20 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-081c07db-7fff-8171-9dd8-4bc7c5239ab0"><strong>Roma, Vancouver</strong><span> e il <strong>fiume </strong></span><strong>Padma</strong><span>, in <strong>Bangladesh</strong>. Sono i protagonisti delle prime 3 istantanee scattate da </span><strong>COSMO-SkyMed CSG-FM3</strong><span>, il terzo satellite di seconda generazione del programma di <strong>Osservazione della Terra Cosmo-Skymed, dell’Agenzia Spaziale Italiana e del Ministero della Difesa. </strong>Le</span><span> </span><a href="https://www.asi.it/2026/01/il-primo-sguardo-sulla-terra-per-il-satellite-cosmo-skymed-fm3/" target="_blank" rel="noopener"><span>prime immagini</span></a><span> della Terra catturate dal nuovo satellite CSG-FM3 sono state rilasciate il </span><strong>19 gennaio</strong><span>, circa due settimane dopo il suo lancio, avvenuto il 2 gennaio dalla Vandenberg Space Force Base, in California. Queste prime evidenze confermando le</span><span> <strong>ottimali condizioni del satellite</strong></span><span>, mentre proseguono le attività di verifica per portare CSG-FM3 in piena operatività, rafforzando il valore della costellazione </span><span>Made in Italy</span><span> e il ruolo del nostro Paese come leader nell’Osservazione della Terra.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Roberto Formaro, Direttore Ingegneria e Tecnologie ASI</strong>: </span><em>«Cosmo-Skymed rappresenta una grande sfida istituzionale. Circa vent'anni fa, due importanti istituzioni, l'Agenzia Spaziale Italiana e la Difesa, hanno deciso di investire insieme su un sistema comune. Abbiamo realizzato questa grande costellazione, unica nel suo genere, una costellazione duale che con la prima generazione ha portato una grande innovazione: un sistema che è contemporaneamente classificato e non classificato, quindi capace sistematicamente di soddisfare le esigenze di due tipologie di utenti che prima si pensava non potessero gestire insieme un unico sistema. Poi con la seconda generazione abbiamo portato grandi innovazioni e ulteriori capacità e quindi oggi siamo in grado di servire con notevole efficienza due sistemi istituzionali che utilizzano diverse informazioni e diverse modalità operative».</em></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La costellazione italiana contava sinora 4 satelliti operativi: due di prima generazione (CSK) e due di seconda generazione (CSG); a questi adesso si è  aggiunto il nuovo CSG-FM3. Tutti dotati di un radar ad apertura sintetica, i satelliti Cosmo-Skymed riescono ad acquisire immagini in banda X a elevata risoluzione in qualsiasi condizione meteorologica e di illuminazione. CSG-FM3 introduce nuovi modi operativi e capacità avanzate di monitoraggio, grazie anche a un’antenna radar di nuova generazione che consente di acquisire contemporaneamente immagini multiple di territori diversi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Claudia Facchinetti, Program manager COSMO-SkyMed</strong>: </span><em>«FM3 ha un'antenna che utilizza una nuova tecnologia che gli permette di essere più flessibile e di poter identificare aree diverse, quindi prendere immagini su aree diverse e contemporaneamente. Sono state inserite anche altre soluzioni come l'utilizzo della tecnologia additiva, che ci permette di alleggerire alcune appendici del satellite. È stato poi inserito un laser reflector array sviluppato dall’INFN che ci permetterà di determinare la soluzione in orbita del nostro satellite con alta risoluzione. Questo, una volta inserito nei dati e raccolti dalle immagini, permetterà anche di georeferenziare meglio le immagini che verranno fornite agli utenti».</em></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le innovazioni tecnologiche di CSG-FM3 rafforzeranno ulteriormente le capacità di Osservazione della Terra del nostro Paese, garantendo un <strong>monitoraggio esteso, dalla gestione delle emergenze alla prevenzione dei rischi ambientali, fino alla sicurezza del territorio.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Claudia Facchinetti</strong>: </span><em>«La missione del satellite in orbita ci permetterà di lavorare a livello globale su tutto il territorio. I vantaggi sono tanti. Innanzitutto ci consentirà di avere dati in maniera sistematica e continua e di operare a livello di emergenza, affrontando tutte le fasi, dalla prevenzione al monitoraggio e all'intervento. Questo è molto utile perché ci permette di identificare quali sono i territori che possono essere soggetti a criticità, di fare mappe di rischio sulle quali poter intervenire. Un altro aspetto che è in grado di gestire FM3 è l’analisi del territorio, l’analisi delle coste, la verifica del traffico marittimo e dell’erosione costiera. Ma anche a livello di agricoltura può offrire diversi vantaggi, perché la possibilità di usufruire della doppia polarizzazione ci permette di capire qual è la vegetazione che stiamo coltivando, la sua crescita o se il territorio è ricco di acqua. In questo modo siamo in grado di ridurre il consumo d’acqua e di capire se il suolo è ricco o povero di determinati nutrienti, intervenendo laddove necessario con le giuste cure».</em></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Grazie al nuovo satellite CSG-FM3, il programma COSMO-SkyMed si conferma di nuovo come l’unico sistema duale, civile-militare, al mondo capace di prestazioni così elevate, un risultato frutto della collaborazione tra istituzioni e industria nazionale. Il programma è stato infatti realizzato interamente in Italia dalla filiera industriale nazionale, con Leonardo, Thales Alenia Space, Telespazio ed e-GEOS.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Roberto Formaro</strong>: </span><em>«Questo sistema, Cosmo-Skymed, è stato realizzato attraverso lo sforzo di molti operatori del nostro sistema spaziale. Tutto ciò è stato realizzato attraverso la collaborazione sistematica tra il mondo istituzionale, gli investitori istituzionali, la Difesa e l'Agenzia Spaziale Italiana che hanno creduto in questa impresa. È stato coinvolto il mondo della Ricerca e dell'Università, che ha fornito la conoscenza, la base sulla quale si è costruito il sistema. Poi le aziende, che hanno beneficiato di questa conoscenza, implementando nelle tecnologie e nei sistemi dell'architettura spaziale, un sistema che è unico al mondo».</em></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Un batterio intestinale alleato del fegato e della salute metabolica</title>
<link>https://www.italia24.news/un-batterio-intestinale-alleato-del-fegato-e-della-salute-metabolica</link>
<guid>https://www.italia24.news/un-batterio-intestinale-alleato-del-fegato-e-della-salute-metabolica</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio internazionale, a cui ha preso parte anche l&#039;Italia con il Cnr-Ispaam, l&#039;Università di Tor Vergata e l&#039;IRCCS Neuromed, ha rivelato che il batterio intestinale Dysosmobacter welbionis è in grado di convertire il mio-inositolo presente negli alimenti in acido butirrico, un composto ben noto per i suoi effetti benefici sulla salute. Questo batterio può essere, quindi, considerato un buon candidato alla base della produzione di nuovi probiotici per la prevenzione e la cura di alcune malattie metaboliche nell&#039;uomo. La ricerca è pubblicata sulla rivista Gut ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69739d3462c2c.webp" length="105386" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 17:05:24 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof">
<p data-start="446" data-end="889">Un batterio intestinale poco conosciuto ma dalle grandi potenzialità potrebbe aprire nuove prospettive nella <strong data-start="555" data-end="638">prevenzione e nel trattamento dei disturbi metabolici e delle malattie epatiche</strong>. Si tratta di <strong data-start="653" data-end="682"><em data-start="655" data-end="680">Dysosmobacter welbionis</em></strong>, protagonista di un ampio studio internazionale che ha evidenziato il suo <strong data-start="757" data-end="809">ruolo chiave nel proteggere la salute del fegato</strong>, nonché nel prevenire e migliorare possibili <strong data-start="855" data-end="888">disturbi di natura metabolica</strong>.</p>
<p data-start="891" data-end="1288">Alla ricerca hanno partecipato l’<span class="whitespace-normal">Istituto per il sistema produzione animale in ambiente Mediterraneo del Cnr</span> (Cnr-Ispaam), l’<span class="whitespace-normal">Università degli Studi di Roma Tor Vergata</span> e l’<span class="whitespace-normal">IRCCS Neuromed</span>, insieme a numerosi atenei e centri di ricerca europei. Lo studio è stato coordinato dall’<span class="whitespace-normal">Université catholique de Louvain</span> e dal <span class="whitespace-normal">WEL Research Institute</span> ed è stato pubblicato sulla rivista scientifica <strong data-start="1278" data-end="1287"><em data-start="1280" data-end="1285">Gut</em></strong>.</p>
<h3 data-start="1290" data-end="1348"><strong data-start="1294" data-end="1348">Un indicatore di buona salute epatica e metabolica</strong></h3>
<p data-start="1350" data-end="1791">I risultati mostrano che <strong data-start="1375" data-end="1404"><em data-start="1377" data-end="1402">Dysosmobacter welbionis</em></strong> è associato a un <strong data-start="1422" data-end="1470">quadro di buona salute metabolica ed epatica</strong>. In particolare, la sua <strong data-start="1495" data-end="1533">assenza o ridotta rappresentazione</strong> nell’intestino sembra essere una caratteristica di soggetti affetti da <strong data-start="1605" data-end="1660">steatosi epatica associata a disfunzione metabolica</strong> o da <strong data-start="1666" data-end="1694">fibrosi epatica avanzata</strong>; viceversa, la sua presenza è associata a un <strong data-start="1740" data-end="1790">miglioramento di possibili disturbi metabolici</strong>.</p>
<p data-start="1793" data-end="2301">Come spiega <strong data-start="1805" data-end="1829">Antonio Dario Troise</strong>, coordinatore dello studio per il Cnr-Ispaam:<br data-start="1875" data-end="1878">«Lo studio si è concentrato sul potenziale ruolo protettivo di questo batterio intestinale per la salute del fegato: la sua assenza o ridotta rappresentazione nell'intestino sembra essere una caratteristica di soggetti affetti da steatosi epatica associata a disfunzione metabolica, o presentanti una fibrosi epatica avanzata; viceversa, la sua presenza è associata a un miglioramento di possibili disturbi metabolici».</p>
<h3 data-start="2303" data-end="2374"><strong data-start="2307" data-end="2374">Dal mio-inositolo all’acido butirrico: una via metabolica unica</strong></h3>
<p data-start="2376" data-end="3017">L’aspetto più innovativo emerso dalla ricerca è la capacità di <strong data-start="2439" data-end="2468"><em data-start="2441" data-end="2466">Dysosmobacter welbionis</em></strong> di metabolizzare il <strong data-start="2489" data-end="2506">mio-inositolo</strong> – un poliolo naturalmente presente in <strong data-start="2545" data-end="2587">frutta, legumi, cereali e frutta secca</strong>, noto per migliorare la <strong data-start="2612" data-end="2640">sensibilità all’insulina</strong> e la <strong data-start="2646" data-end="2689">composizione del microbiota intestinale</strong> – trasformandolo in <strong data-start="2710" data-end="2729">acido butirrico</strong>, un composto che svolge un ruolo cruciale per la <strong data-start="2779" data-end="2821">salute metabolica ed epatica dell’uomo</strong>. Sebbene alcuni batteri intestinali possano convertire questa molecola in <strong data-start="2896" data-end="2913">acido acetico</strong> e <strong data-start="2916" data-end="2936">acido propionico</strong>, non era mai stata dimostrata la possibilità di trasformarla in acido butirrico.</p>
<p data-start="3019" data-end="3950">«L'ampia analisi metagenomica compiuta ha permesso di valutare l'associazione del batterio con biomarcatori di rischio metabolico e di verificare come il batterio possieda una “via metabolica unica” per convertire il mio-inositolo alimentare in acido butirrico, differenziandosi così da tutti gli altri commensali intestinali», prosegue <strong data-start="3360" data-end="3378">Andrea Scaloni</strong>, ricercatore del Cnr-Ispaam coinvolto nello studio. «Data la significativa presenza di questo batterio nell'intestino di soggetti sani e la sua costante associazione con la salute metabolica ed epatica dell'ospite, il batterio Dysosmobacter welbionis risulterebbe, quindi, emergere come un candidato ideale per lo sviluppo di probiotici di nuova generazione da usare in approcci terapeutici innovativi diretti al microbiota intestinale dell'uomo e volti a prevenire e/o gestire malattie metaboliche come il cosiddetto fegato grasso, l'obesità e il diabete di tipo 2».</p>
<p data-start="3952" data-end="4463">Test di <strong data-start="3960" data-end="4012">somministrazione del batterio in modelli animali</strong> affetti da <strong data-start="4024" data-end="4052">fegato grasso (steatosi)</strong> hanno permesso di verificare un <strong data-start="4085" data-end="4159">significativo miglioramento della glicemia e della disfunzione epatica</strong>. «La scoperta, poi, che la fermentazione del mio-inositolo determini direttamente la produzione di acido butirrico potrebbe modificare gli attuali paradigmi della ricerca sulle interazioni dieta–microbiota–ospite, ed in particolare quelli riguardanti la somministrazione alimentare di tale poliolo».</p>
</div>
<div class="v1elementToProof"><b> </b></div>
<div class="v1elementToProof"><b>Link allo studio</b><b>:</b> </div>
<div class="v1elementToProof">Articolo "A novel myo-inositol to butyrate fermentation pathway in the prevalent human gut species Dysosmobacter welbionis, a bacterium associated with improved metabolic and liver health"</div>
<div class="v1elementToProof">Gut (2025), doi.org/10.1186/s40168-024-02002-9 </div>
<div class="v1elementToProof"><a href="https://gut.bmj.com/content/early/2026/01/06/gutjnl-2025-336617.abstract" target="_blank" rel="noopener">https://gut.bmj.com/content/early/2026/01/06/gutjnl-2025-336617.abstract</a> </div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Tecnologie digitali: ENEA sviluppa una replica virtuale della propria intera infrastruttura di calcolo</title>
<link>https://www.italia24.news/tecnologie-digitali-enea-sviluppa-una-replica-virtuale-della-propria-intera-infrastruttura-di-calcolo</link>
<guid>https://www.italia24.news/tecnologie-digitali-enea-sviluppa-una-replica-virtuale-della-propria-intera-infrastruttura-di-calcolo</guid>
<description><![CDATA[ ENEA sviluppa un “gemello digitale”, ovvero, una replica virtuale della propria intera infrastruttura di calcolo al fine di ottimizzare le proprie risorse e avere a disposizione nuovi strumenti avanzati per condurre diverse attività strategiche ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69734d8d09d76.webp" length="62760" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 15:07:23 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-b2ae1088-7fff-3289-55ce-b1f2a64f7b56"><span>ENEA ha sviluppato una </span><span><strong>replica virtuale</strong> </span><span>della propria intera </span><strong>infrastruttura</strong><span><strong> di calcolo</strong> ad alte prestazioni (HPC)[1]</span><span>, compreso il </span><span><strong>supercalcolatore CRESCO</strong> </span><span>disponibile presso il <strong>Centro Ricerche di Portici (Napoli)</strong>, per monitorare la risorsa fisica in tempo reale, ottimizzarne l’operatività e simulare strategie di </span><strong>risparmio energetico</strong><span>. Le attività, presentate in diverse conferenze internazionali e pubblicate sulla rivista online </span><a href="https://dl.acm.org/doi/full/10.1145/3696593.3696636" target="_blank" rel="noopener"><span>Association for Computing Machinary</span></a><span>, si sono svolte nell’ambito del progetto <strong>PNRR “Rome Technopole”.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il </span><span>supercalcolatore CRESCO</span><span> consente di eseguire milioni di miliardi di operazioni al secondo (petaflops) in diverse attività di ricerca scientifica, che comprendono: previsioni su cambiamento climatico e qualità dell’aria; ottimizzazione delle reti elettriche; studi su fusione nucleare ed efficienza energetica; simulazioni su materiali innovativi e nanotecnologie, biotecnologie e salute, </span><em>big data</em><span>, intelligenza artificiale e </span><em>machine learning</em><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Grazie al gemello digitale del data center HPC, i ricercatori ENEA avranno a disposizione nuovi strumenti avanzati per condurre diverse attività strategiche, tra le quali: la </span><strong>manutenzione predittiva</strong><span> per individuare eventuali anomalie prima che possano compromettere il funzionamento dell’infrastruttura; <strong>l’</strong></span><span><strong>efficienza energetica</strong>, </span><span>che potrà essere ottenuta simulando soluzioni innovative di raffreddamento e di gestione dei carichi di lavoro; una </span><strong>maggiore resilienza</strong><span> dell’infrastruttura di calcolo, resa possibile dall’elaborazione di </span><span>scenari di guasto</span><span> e dalla valutazione dei percorsi più efficaci di ripristino operativo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nello specifico, il sistema sviluppato da ENEA, in collaborazione con la start-up Trakti, combina quattro tecnologie avanzate: il </span><strong>digital twin</strong><span>, o gemello digitale, che è una replica virtuale di un sistema fisico, in questo caso un data center, che permette di monitorare, simulare e ottimizzare in tempo reale il suo funzionamento (consumi energetici, raffreddamento, carichi di lavoro e possibili guasti); la </span><strong>blockchain</strong><span>, che offre un registro distribuito per archiviare dati in blocchi concatenati in modo sicuro e immutabile, garantendo trasparenza, tracciabilità e affidabilità;  i </span><strong>token</strong><span>, ossia unità digitali in cui vengono suddivise le risorse del data center (potenza di calcolo, memoria ed energia), che vengono assegnate o scambiate tra utenti e progetti; i contratti digitali con valore legale registrati su blockchain (</span><strong>Smart Legal Contract</strong><span>), che permettono di automatizzare e regolare in maniera sicura l’impiego di server, storage e rete del data center.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Il nostro gemello digitale simula, attraverso l’uso dell’Intelligenza Artificiale, scenari, ottimizzazione delle risorse, miglioramento della tolleranza ai guasti e, soprattutto, riduzione dei consumi di energia; infine, li registra su blockchain, così da garantire tracciabilità, sicurezza e affidabilità delle informazioni e delle decisioni prese», spiega la matematica <strong>Marta Chinnici</strong> del Laboratorio ENEA di Infrastrutture per il calcolo scientifico e ad alte prestazioni del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili, presso il Centro Ricerche di Portici (Napoli). «Consumi e costi delle operazioni del nostro data center diventeranno più trasparenti e tracciabili e, infatti, abbiamo già registrato un </span><strong>incremento del 40% nella visibilità dei costi legati alle risorse condivise<span>»</span></strong><span>, prosegue Chinnici.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>I data center rappresentano la ‘spina dorsale’ che supporta la crescente domanda di capacità di elaborazione dati e archiviazione, a beneficio di imprese e cittadini. Tuttavia, la loro rapida espansione comporta sfide significative in termini di </span><strong>fabbisogni energetici</strong><span> e di </span><strong>impatto ambientale</strong><span>: si stima che i data center consumino oggi circa il 3% dell’energia globale, con una previsione di crescita fino al 21% della domanda energetica mondiale entro il 2030. Sul fronte delle emissioni, contribuiscono oggi per lo 0,3% alle emissioni climalteranti globali, con una crescita attesa fino all’8% entro il 2030. «Con la crescita della domanda di risorse di calcolo HPC, l’ottimizzazione dei consumi energetici dei data center diventa una questione cruciale. Con questa attività puntiamo a dimostrare l’applicabilità agli ambienti HPC del gemello digitale, che potrebbe diventare presto un punto di riferimento per una gestione più sostenibile, sicura e intelligente delle infrastrutture digitali critiche», conclude Chinnici.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><em>Note:</em></p>
<p><em>[1] Il Data Center High Performance Computing (HPC) dell’ENEA ha il suo nucleo principale presso il Centro Ricerche ENEA di Portici, dove è installato il supercalcolatore CRESCO 6, 7 e 8 ma esistono nodi e infrastrutture di supporto anche in altri centri di ricerca ENEA (ad esempio Frascati e Casaccia vicino Roma), che fanno parte della rete HPC e collaborano per calcolo distribuito, lo storage e la gestione</em></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea stanzia 160 milioni di euro a sostegno del settore agroalimentare dell&amp;apos;UE</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-stanzia-160-milioni-di-euro-a-sostegno-del-settore-agroalimentare-dellue</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-stanzia-160-milioni-di-euro-a-sostegno-del-settore-agroalimentare-dellue</guid>
<description><![CDATA[ Bruxelles mette a disposizione nuovi finanziamenti per sostenere la promozione dei prodotti agroalimentari europei di qualità, in Europa e nei principali mercati internazionali ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69733859f1734.webp" length="31192" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 15:04:38 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-207eebdf-7fff-d904-5325-d73dfbb95512"><span>La Commissione Europea ha lanciato i </span><a href="https://rea.ec.europa.eu/funding-and-grants/promotion-agricultural-products-0_en" target="_blank" rel="noopener"><span>bandi 2026 per la presentazione di proposte</span></a><span> a sostegno di campagne ed eventi che promuovano i prodotti agroalimentari dell'UE sostenibili e di alta qualità, sia all'interno dell'Unione Europea che nel resto del mondo. Saranno messi a disposizione fino a </span><strong>160 milioni di euro</strong><span> sotto forma di sovvenzioni per cofinanziare programmi proposti da organizzazioni di produttori e altri organismi commerciali del settore, sia sul mercato interno dell'UE che in mercati chiave extra-UE con un forte potenziale di crescita, tra cui Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, Cina, Singapore e Nord America.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I bandi fanno parte del </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_25_3097" target="_blank" rel="noopener"><span>programma di lavoro 2026 della politica di promozione</span></a><span>, nell'ambito del quale la Commissione stanzierà complessivamente </span><strong>205 milioni di euro</strong><span> per cofinanziare attività promozionali per i prodotti agroalimentari dell'UE. Si tratta della cifra più alta mai assegnata per accrescere la consapevolezza dei consumatori riguardo ai prodotti agricoli europei e ai regimi di qualità. Queste azioni sono condotte sotto lo slogan comune </span><a href="https://enjoy-its-from-europe.campaign.europa.eu/en" target="_blank" rel="noopener"><span>"Enjoy, it's from Europe"</span></a><span>, che mira a <strong>sensibilizzare i consumatori sulla qualità dei prodotti UE e a premiare gli agricoltori e le imprese agroalimentari europee per i loro sforzi nel rispettare elevati standard di sicurezza e ambientali.</strong> Inoltre, il programma di lavoro prevede iniziative gestite direttamente dalla Commissione, tra cui campagne di promozione e informazione in paesi terzi, partecipazione dell'UE alle principali fiere internazionali del settore agroalimentare, visite del Commissario <strong>Christophe</strong></span><strong> Hansen</strong><span> in paesi terzi e sviluppo di manuali per l'ingresso nel mercato destinati agli esportatori.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La politica di promozione agroalimentare rappresenta una </span><span>priorità politica</span><span> per l'Unione Europea, come sottolineato dalla Presidente <strong>Ursula</strong></span><strong> von der Leyen</strong><span> nel suo </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/SPEECH_25_2053" target="_blank" rel="noopener"><span>discorso sullo Stato dell'Unione</span></a><span>. Tale politica è riconosciuta nella comunicazione </span><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:52025DC0075" target="_blank" rel="noopener"><span>"Vision for Agriculture and Food"</span></a><span> come uno strumento fondamentale per sostenere la competitività globale, la resilienza e la diversificazione del settore agroalimentare dell'UE.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>I </span><a href="https://rea.ec.europa.eu/funding-and-grants/promotion-agricultural-products-0/calls-proposals-promotion-agricultural-products_en" target="_blank" rel="noopener"><span>bandi lanciati oggi</span></a><span> rimarranno aperti per la presentazione delle domande per un periodo di tre mesi e sono accessibili a un'ampia gamma di operatori ammissibili in tutta l'UE. Una </span><a href="https://rea.ec.europa.eu/events/promotion-agricultural-products-info-days-2026-2026-01-27_en#:~:text=Agri-food%20sector%20representatives%20are%20invited%20to%20join%20the,proposals%20which%20will%20be%20launched%20in%20January%202026." target="_blank" rel="noopener"><span>giornata informativa</span></a><span> si terrà a Bruxelles e online il 27 e 28 gennaio 2026.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cultura, arte: il Castello Sforzesco omaggia Leonardo Da Vinci con tre iniziative che celebrano il suo rapporto con Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/arte-il-castello-sforzesco-omaggia-leonardo-da-vinci-con-tre-iniziative-che-celebrano-il-suo-rapporto-con-milano</link>
<guid>https://www.italia24.news/arte-il-castello-sforzesco-omaggia-leonardo-da-vinci-con-tre-iniziative-che-celebrano-il-suo-rapporto-con-milano</guid>
<description><![CDATA[ In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, l&#039;apertura eccezionale della “Sala delle Asse” del Castello Sforzesco di Milano durante l&#039;ultima fase del cantiere di restauro, un&#039;installazione multimediale nelle Sale Panoramiche, la rinnovata sala dei leonardeschi in Pinacoteca ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69733502e0547.webp" length="48222" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 15:03:53 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-ffdf2e49-7fff-fab1-a388-91c80ec1607a"><strong>In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026</strong><span>, il </span><strong>Castello Sforzesco</strong><span> consolida il proprio ruolo di polo di riferimento per lo studio, la tutela e la valorizzazione dell'eredità di </span><strong>Leonardo da Vinci a Milano</strong><span>, presentando un programma di interventi e iniziative che integra ricerca scientifica, restauro, innovazione tecnologica e aggiornamento dei percorsi espositivi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Durante il periodo olimpico, i visitatori avranno la possibilità eccezionale di ammirare la </span><strong>Sala delle Asse</strong><span>, dipinta negli ultimi anni del Quattrocento da Leonardo da Vinci e dalla sua bottega, grazie a un programma straordinario di visite guidate che si inserisce nell'ultima fase di restauro della Sala, attualmente in corso; sarà possibile salire sui ponteggi e osservare da pochi centimetri di distanza la volta, le lunette e il celebre "monocromo", realizzato a carbone da Leonardo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nelle </span><strong>Sale Panoramiche del Castello</strong><span>, parallelamente, sarà allestita un'installazione multimediale che darà vita a un racconto immersivo e coinvolgente sulla storia della Sala delle Asse sul ruolo di Leonardo alla corte sforzesca.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Infine, <strong>la </strong></span><strong>Sala XXI della Pinacoteca del Castello</strong><span> riapre al pubblico completamente riallestita e dedicata ai "</span><strong>leonardeschi</strong><span>", artisti formati nella bottega di Leonardo da Vinci o profondamente influenzati dal suo linguaggio, grazie a nuovi restauri, acquisizioni e allestimenti, anche multimediali.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«L'Amministrazione comunale conferma il proprio impegno nel promuovere una conoscenza sempre più approfondita e accessibile del patrimonio culturale cittadino, a vantaggio dei milanesi e dei molti visitatori che arriveranno in città in occasione delle Olimpiadi invernali – afferma l'assessore alla </span><span>Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong></span><span> –. In particolare, i luoghi e le testimonianze che documentano la presenza di Leonardo da Vinci nella Milano sforzesca saranno valorizzati attraverso un percorso integrato che consentirà al pubblico di riscoprire il lungo e intenso rapporto tra Leonardo e la città».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Promosso e sviluppato dallo staff del Castello Sforzesco, curato da </span><strong>Fiorella Mattio, Irene Scarcella e Luca Tosi</strong><span><strong>,</strong> realizzato con il sostegno del </span><strong>Ministero del Turismo</strong><span> e il contributo di qualificati partner scientifici, il programma si articola in un insieme coordinato di attività che coinvolgono spazi museali, cantieri di restauro e dispositivi multimediali di nuova generazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Apertura straordinaria della Sala delle Asse: visite guidate sui ponteggi del cantiere di restauro</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le visite, organizzate da Ad Artem, concessionaria dei servizi educativi del Castello Sforzesco, in collaborazione con le restauratrici dell'impresa SERES s.r.l., permettono ai partecipanti di conoscere da vicino le tecniche artistiche, le problematiche conservative e le fasi operative del restauro in corso. L'esperienza prevede una breve introduzione alla presenza di Leonardo da Vinci al Castello, seguita dall'accesso al cantiere, dove è possibile sostare per 30 minuti muniti di caschetto di sicurezza.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il restauro è promosso dalla </span><span><strong>Direzione Cultura del Comune di Milano</strong> </span><span>grazie al supporto della </span><strong>Fondazione Cariplo</strong><span> e seguito dalla </span><strong>Direzione Tecnica – Area Edilizia Culturale del Comune di Milano</strong><span><strong>,</strong> con la supervisione scientifica della </span><span><strong>Direzione regionale Musei Lombardia del Ministero della Cultura, dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e dell'Area Musei del Castello Sforzesco, Musei Archeologici e Museo del Risorgimento</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>"Intorno a Leonardo", una nuova sala dedicata ai "leonardeschi" in Pinacoteca</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La Pinacoteca del Castello Sforzesco presenta al pubblico a partire da mercoledì 21 gennaio, la </span><strong>nuova Sala XXI</strong><span> completamente riallestita e dedicata agli artisti formatisi nella bottega di Leonardo da Vinci o profondamente influenzati dal suo linguaggio.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto ha previsto un intervento museografico di ampio respiro, accompagnato dal restauro di diverse opere, tra le quali spiccano le quattordici lunette con i ritratti sforzeschi di </span><strong>Bernardino Luini</strong><span> (provenienti dalla Casa degli Atellani) e l'enigmatico Ritratto di dama di </span><strong>Andrea Solario</strong><span>. Il percorso espositivo, curato da </span><span><strong>Luca Tosi</strong>,</span><span> mette a confronto dipinti, sculture e medaglie rinascimentali ed è stato ulteriormente arricchito dal recupero di opere dai depositi e dall'acquisizione di un capolavoro di </span><strong>Bernardo Zenale</strong><span>, il "</span><strong>San Giovanni Battista</strong><span>", che entra a far parte del patrimonio museale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'allestimento rievoca gli ambienti della </span><strong>Casa degli Atellani</strong><span> e offre nuovi contenuti multimediali – progettati da </span><span><strong>Francesco Albertini, Fiorella Mattio, Luca Tosi</strong> </span><span>e</span><span> </span><span>realizzati da ETT S.p.A. - Dedagroup – per offrire nuovi livelli di lettura delle opere, rendendo la sala un punto di riferimento per la conoscenza della diffusione del linguaggio leonardesco a Milano.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto è sostenuto </span><span>dal <strong>Ministero del Turismo</strong> ed è stato sviluppato dalla <strong>Direzione Cultura del Comune di Milano, Area Musei del Castello Sforzesco, ai Musei Archeologici e al Museo del Risorgimento.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La Sala XXI della Pinacoteca è visitabile a partire dal 21 gennaio 2026, con il biglietto di ingresso ai Musei del Castello Sforzesco, negli orari di apertura dei musei (dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 17.30 – ultimo biglietto h 16.30).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Nelle Sale Panoramiche il racconto multimediale e immersivo della storia della Sala delle Asse</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Dopo il successo internazionale della mostra multimediale del 2019, il Castello Sforzesco presenta una nuova installazione immersiva dedicata alla Sala delle Asse di Leonardo da Vinci, allestita nelle sale Panoramiche al terzo piano della Rocchetta e aperta al pubblico dal prossimo 7 febbraio. Attraverso proiezioni di forte impatto visivo, progettate e realizzate da </span><strong>Culturanuova s.r.l. – Massimo Chimenti</strong><span>, e un linguaggio narrativo coinvolgente, il percorso guida i visitatori alla scoperta del ruolo di Leonardo alla corte sforzesca e della storia complessa della Sala delle Asse. L'esperienza offre un punto di vista privilegiato sul significato storico e artistico della decorazione, restituendone la ricchezza iconografica e la fragilità conservativa.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>Il progetto, – curato da </span><strong>Giorgio Di Mauro, Irene Scarcella e Luca Tosi</strong><span> – è stato realizzato grazie al sostegno del </span><span><strong>Ministero del Turismo e sviluppato dalla Direzione Cultura del Comune di Milano insieme all'Area Musei del Castello Sforzesco, Musei Archeologici e Museo del Risorgimento</strong>.</span><span> L'installazione è accessibile a partire dal 7 febbraio con il biglietto di ingresso ai Musei del Castello Sforzesco, negli orari di apertura dei musei (dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 17.30 – ultimo biglietto ore 16.30).</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>A seguito i link per maggiori <a href="https://www.milanocastello.it/" target="_blank" rel="noopener">informazioni</a> e per le <a href="https://adartem.it/ita/" target="_blank" rel="noopener">prenotazioni</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Patentino delle Competenze Digitali: NeoConnessi Young il progetto  di educazione digitale per le scuole secondarie di primo grado</title>
<link>https://www.italia24.news/patentino-delle-competenze-digitali-neoconnessi-young-il-progetto-di-educazione-digitale-per-le-scuole-secondarie-di-primo-grado</link>
<guid>https://www.italia24.news/patentino-delle-competenze-digitali-neoconnessi-young-il-progetto-di-educazione-digitale-per-le-scuole-secondarie-di-primo-grado</guid>
<description><![CDATA[ Prende via il progetto nazionale per le scuole secondarie di primo grado: un percorso educativo gratuito per ragazze e ragazzi dagli 11 ai 13 anni, realizzato in collaborazione con Wind Tre, Polizia di Stato, la Società Italiana di Pediatria e il Consiglio Nazionale dell&#039;Ordine degli Psicologi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69733c61a90a7.webp" length="39572" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 10:14:41 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-9fedd68c-7fff-56e6-05c9-d780740431ed"><span>Di fronte a un </span><strong>uso sempre più precoce e pervasivo del digitale</strong><span>, la scuola si conferma luogo privilegiato in cui costruire competenze, consapevolezza e senso critico. È con questa visione educativa che opera </span><strong>NeoConnessi Young, il progetto nazionale gratuito</strong><span> rivolto alle scuole secondarie di primo grado, pensato per accompagnare studenti, docenti e famiglie nello sviluppo di competenze digitali sicure e responsabili. Il cuore dell'iniziativa è il </span><span><strong>Patentino delle Competenze Digitali</strong>, <strong>esito di un percorso di apprendimento basato sulla gamification</strong></span><span>, sviluppato in coerenza con il framework europeo di riferimento </span><strong>DigComp 2.2</strong><span> e validato dal </span><strong>Comitato Scientifico di NeoConnessi</strong><span>, composto da autorevoli esperti in pediatria, psicologia e sicurezza della </span><strong>Polizia di Stato</strong><span>, della </span><strong>Società Italiana di Pediatria</strong><span> e del </span><strong>Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le scuole che scelgono di aderire possono accedere gratuitamente a </span><strong>Digital Camp</strong><span>, la piattaforma che offre un'area di "training" fatta di quiz, sfide e attività di problem solving. Qui i partecipanti possono allenare le </span><strong>15 principali competenze della cittadinanza digitale</strong><span>, trasformando contenuti complessi in </span><strong>esperienze didattiche concrete, misurabili e motivanti</strong><span>. Il percorso si articola in </span><span>cinque moduli di gioco</span><span>, come le cinque aree del DigComp 2.2 – alfabetizzazione su informazioni e dati, comunicazione e collaborazione, creazione di contenuti, sicurezza e risoluzione dei problemi. Al termine dell'esperienza, una prova finale consente di ottenere il </span><strong>Patentino delle Competenze Digitali</strong><span>, rendendo visibile e misurabile il lavoro educativo svolto in classe.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il Patentino delle Competenze Digitali è uno degli strumenti gratuiti e accessibili messi a disposizione da </span><strong>NeoConnessi</strong><span>, il progetto di educazione digitale di </span><strong>Wind Tre</strong><span><strong> </strong>che dal 2024 si è ampliato includendo anche le scuole medie, oltre alle elementari, coinvolgendo così alunne e alunni fino ai 13 anni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Un'unica iniziativa che assicura continuità nella crescita digitale degli studenti e </span><strong>offre agli insegnanti uno strumento progressivo che segue le diverse fasi dello sviluppo</strong><span>. Il progetto affronta in modo strutturato temi oggi centrali per il sistema scolastico come </span><strong>cittadinanza digitale, identità online, fake news, intelligenza artificiale, cyberbullismo e benessere digitale</strong><span>, offrendo uno strumento educativo per lavorare su questi ambiti in modo continuativo e integrato alla didattica.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La prevenzione in ambito digitale passa prima di tutto dalla conoscenza», sottolinea </span><span><strong>Roberta Mestichella</strong>,</span><span> Vice Questore della Polizia di Stato. «Accompagnare ragazze e ragazzi nella comprensione dei comportamenti online e delle responsabilità legate all'uso delle tecnologie significa fornire strumenti concreti per muoversi in rete in modo più sicuro». Accanto alla prevenzione, il progetto valorizza una prospettiva pedagogica che mette al centro lo sviluppo delle competenze.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«La vera sfida educativa oggi non è proteggere i ragazzi dal digitale, ma aiutarli ad abitare questo spazio in modo consapevole», sottolinea </span><strong>Vania Zadro</strong><span>, pedagogista del team La Fabbrica, partner del progetto. «Educare significa favorire lo sviluppo di competenze emotive, cognitive e relazionali che permettano di riconoscere i rischi, ma anche le opportunità della rete»</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Tommaso Vitali</strong><span>, Direttore B2C Marketing &amp; New Business Wind Tre, General Manager Wind Tre Luce &amp; Gas conclude: «Come operatore, sentiamo la responsabilità di essere una vera e propria porta d'accesso al digitale. Con questa mission abbiamo ideato NeoConnessi: non ci limitiamo a fornire connessioni, ma ci proponiamo di accompagnare genitori, figli e scuole con strumenti concreti e buone pratiche che li aiutino a vivere la rete in modo sicuro e responsabile. In quest'ottica, il Patentino Digitale è una tra le risorse gratuite e facilmente accessibili che mettiamo a disposizione, per promuovere un uso consapevole della tecnologia».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>NeoConnessi Young fa parte di NeoConnessi, il progetto di educazione digitale di Wind Tre, sviluppato con La Fabbrica Società Benefit di Gruppo Spaggiari Parma, realtà specializzata nella progettazione educativa, capace di tradurre le esigenze educative e gli indirizzi istituzionali in esperienze didattiche concrete per le scuole Attivo dal 2018, NeoConnessi ha già raggiunto quasi la metà degli istituti scolastici italiani.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La partecipazione è completamente gratuita. Tutte le informazioni e le modalità di adesione sono disponibili al link del <a href="https://neoconnessi.windtre.it/" target="_blank" rel="noopener">progetto</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ambiente: il Comune di Milano raccoglie proposte per una città più fresca e resiliente in vista dell&amp;apos;estate 2026</title>
<link>https://www.italia24.news/ambiente-il-comune-di-milano-raccoglie-proposte-per-una-citta-piu-fresca-e-resiliente-in-vista-dellestate-2026</link>
<guid>https://www.italia24.news/ambiente-il-comune-di-milano-raccoglie-proposte-per-una-citta-piu-fresca-e-resiliente-in-vista-dellestate-2026</guid>
<description><![CDATA[ Il Comune di Milano, in collaborazione con C40 Cities, lancia una sfida per rendere la città più fresca, accogliente e resiliente in vista della prossima estate, trasformando gli spazi pubblici in oasi urbane in grado di ridurre gli effetti e gli impatti dei cambiamenti climatici, tra cui le isole di calore ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6971feac615ce.webp" length="95224" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 13:02:06 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-75bf9f4e-7fff-b007-80e4-a892fcea5a34"><span>Nell'ambito dell'avviso pubblico "<strong>Milano Attiva</strong>", l'Amministrazione invita aziende, gruppi informali, comitati, associazioni, fondazioni, scuole a sostenere, in collaborazione con il Comune di Milano, interventi mirati per il <strong>raffrescamento e la riqualificazione delle aree pubbliche</strong> con diverse azioni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le proposte possono spaziare da interventi rapidi come il posizionamento di elementi ombreggianti in piazze o strade ma anche l'attivazione di cortili scolastici, fino a trasformazioni più strutturali come le depavimentazioni o le piantumazioni di nuovo verde urbano, la creazione o la riqualificazione di aree giochi e di aree pedonali.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La prima azione che è possibile proporre nel 2026 punta proprio al miglioramento del "<strong>comfort termico</strong>" attraverso <strong>elementi ombreggianti</strong>. Attenzione anche alla sostenibilità: spazio quindi all'uso di <strong>materiali naturali o riciclabili</strong>, provenienti da filiere sostenibili e con ridotto impatto ambientale; saranno invece da evitare colori scuri o finiture che favoriscono il surriscaldamento, privilegiando piuttosto tonalità chiare e riflettenti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'avviso pubblico di Milano Attiva è permanente e aperto tutto l'anno, ma per vedere il progetto realizzato nell'estate 2026 si raccomanda di inviare la candidatura entro il 31 marzo. Dopo la valutazione da parte dell'Amministrazione, la sinergia tra Comune e soggetto proponente si concretizzerà tramite sponsorizzazione tecnica o accordi di collaborazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>"L'ombreggiamento e il raffrescamento degli spazi urbani sono una priorità strategica per la qualità della vita negli spazi aperti, per migliorare il benessere delle persone e, non ultimo, per la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. È importante, quindi, intervenire per ridurre gli effetti delle isole di calore, rivalorizzando piazze, strade e spazi pubblici per renderli più vivibili e a misura di persona – spiegano le assessore <strong>Elena Grandi</strong> (Ambiente e Verde) e <strong>Gaia Romani</strong> (Quartieri e Partecipazione) –. Oltre all'incremento e alla valorizzazione del verde, è necessario promuovere soluzioni alternative e complementari, soprattutto dove la messa a dimora di alberi non è possibile per motivi infrastrutturali o storici. Sistemi di ombreggiamento innovativi, materiali riflettenti, interventi temporanei o modulari possono offrire risposte efficaci e rapide, in grado di ridurre le temperature e migliorare il comfort urbano".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>"In questo percorso – proseguono le assessore –, la collaborazione è un elemento chiave. Con questo avviso vogliamo rendere ancora più semplice e accessibile la partecipazione di cittadinanza, associazioni e imprese, valorizzando le idee che nascono dal territorio e accompagnandole in un percorso chiaro e condiviso con l'Amministrazione. La sfida del cambiamento climatico richiede risposte collettive: per questo continuiamo a investire in un modello di collaborazione che mette al centro il dialogo tra istituzioni e comunità. Invitiamo quindi realtà associative e imprenditoriali, enti pubblici e privati, scuole e gruppi informali a partecipare e a essere parte di un vero e proprio governo collaborativo, in cui il contributo di ciascuno diventa una leva fondamentale per migliorare gli spazi pubblici e rendere Milano una città più fresca, resiliente e protagonista nell'affrontare i rischi connessi al surriscaldamento globale".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'avviso "<a href="https://servizi.comune.milano.it/web/guest/dettaglio-contenuto/-/asset_publisher/pqxq/content/avviso-milano-attiva-2025" target="_blank" rel="noopener">Oasi Urbane</a>" è disponibile nella sezione Allegati nell'ambito di Milano Attiva.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Padova: il convegno in occasione della Giornata nazionale della prevenzione veterinaria</title>
<link>https://www.italia24.news/padova-il-convegno-in-occasione-della-giornata-nazionale-della-prevenzione-veterinaria</link>
<guid>https://www.italia24.news/padova-il-convegno-in-occasione-della-giornata-nazionale-della-prevenzione-veterinaria</guid>
<description><![CDATA[ In occasione della prima Giornata nazionale della prevenzione veterinaria, domenica 25 gennaio 2026 si svolgerà a partire dalle ore 9:00 nell&#039;Aula Nievo di Palazzo Bo, Università di Padova, il convegno &quot;One Health, One Welfare, One World. Sfide e opportunità per una salute condivisa&quot; ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6971f4dcc831c.webp" length="47138" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 12:58:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-a2155f25-7fff-0b4d-512a-623dd376f944"><span>L'evento di domenica 25 gennaio </span><strong>"One Health, One Welfare, One World. Sfide e opportunità per una salute condivisa"</strong><span> è organizzato <strong>dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe)</strong> e dal <strong>Dipartimento di Medicina animale, produzioni e salute (MAPS) dell'Università di Padova</strong>, in collaborazione con la <strong>Regione del Veneto</strong>, e con il <strong>patrocinio del Comune di Padova</strong>, dell'Università di Padova e della <strong>Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI). </strong></span><span>L'evento si inserisce nel quadro delle <strong>iniziative per la Giornata nazionale della prevenzione veterinaria</strong>, istituita ufficialmente con la Legge n. 49 del 1 aprile 2025.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Istituzioni ed esperti del mondo scientifico e sanitario si confronteranno sul legame indissolubile tra salute umana, animale e ambientale, con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul ruolo cruciale del medico veterinario non solo nella cura degli animali, ma come pilastro della sanità pubblica, della sicurezza alimentare e della tutela degli ecosistemi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'apertura dei lavori sarà affidata ai saluti istituzionali del Prorettore vicario dell'Università di Padova prof. </span><strong>Antonio Parbonetti</strong><span>, dell'Assessore alla Sanità della Regione del Veneto, prof. </span><strong>Gino Gerosa</strong><span>, e del Sindaco di Padova </span><strong>Sergio Giordani</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Porteranno inoltre il loro saluto il Direttore del Servizi veterinari della Provincia Autonoma di Trento, dott. </span><strong>Vittorio Dorigoni</strong><span>, della Provincia Autonoma di Bolzano dott. </span><strong>Paolo Zambotto</strong><span>, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia dott. </span><strong>Manlio Palei</strong><span>, e il Capo Nucleo Veterinario di Supporto Areale Nord del Reparto Veterinaria del Comando Sanità e Veterinaria dell'Esercito Italiano Col. </span><strong>Gianluca Rosati</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'indirizzo dei lavori vedrà gli interventi della Direttrice generale dell'IZSVe e Presidente dell'Associazione Istituti Zooprofilattici Sperimentali dott.ssa </span><strong>Antonia Ricci</strong><span>, del Direttore del Dipartimento MAPS dell'Università di Padova e Presidente della Conferenza dei Direttori dei Dipartimenti di Medicina Veterinaria prof. </span><strong>Alessandro Zotti</strong><span>, e del Dirigente veterinario della Direzione prevenzione, sicurezza alimentare, veterinaria della Regione del Veneto dott. </span><strong>Fabio Curto.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il cuore del convegno sarà dedicato all'approfondimento scientifico, con relazioni tematiche che esploreranno le diverse articolazioni del concetto di "Salute Unica":</span></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>"Il sistema veterinario a tutela della salute pubblica e della sostenibilità ambientale ed economica dei territori" - Dott.ssa Antonia Ricci, Direttrice generale IZSVe</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>"Emergenze sanitarie: perché ne parla un veterinario?" - Dott. <strong>Giovanni Cattoli</strong>, Direttore sanitario IZSVe</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>"Dal mare alla tavola: veterinari a tutela di salute, ambiente e società" - Prof. <strong>Sandro Mazzariol,</strong> Dipartimento BCA Università di Padova</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>"La sterilizzazione degli animali da compagnia previene alcune malattie ma può favorirne altre: una scelta da compiere attentamente per il benessere del nucleo familiare" - Prof. <strong>Stefano Romagnoli</strong>, Dipartimento MAPS Università di Padova</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>"Comprendere e alleviare il dolore animale: il ruolo del veterinario nella tutela del benessere" - Prof.ssa <strong>Giulia Maria De Benedictis</strong>, Dipartimento MAPS Università di Padova</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La mattinata si concluderà con una tavola rotonda dal titolo "Dalle scelte di filiera alla tavola: la salute umana passa dal benessere animale", con la partecipazione di esperti del settore produttivo e veterinario, tra cui i direttori di UnaItalia (dott.ssa <strong>Lara Sanfrancesco</strong>) e Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi - ASSICA (dott. <strong>Davide Calderone</strong>), insieme a rappresentanti degli Ordini dei medici veterinari di Vicenza (dott.ssa <strong>Maria Stella Rigo</strong>) e Belluno (dott. <strong>Andrea Gazzetta</strong>) e di Eurogroup for Animals (dott.ssa <strong>Elena Nalon</strong>). Modera il confronto la giornalista <strong>Francesca Trevisi</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria si propone così come un momento di riflessione e di dialogo aperto tra istituzioni, comunità scientifica e cittadini, per promuovere una cultura della prevenzione fondata sulla responsabilità condivisa, sulla scienza e sulla collaborazione fra tutti gli attori coinvolti.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Politecnico di Torino: un approfondimento sull&amp;apos;esperienza della malattia di Parkinson e i progressi tecnologici</title>
<link>https://www.italia24.news/politecnico-di-torino-un-approfondimento-sullesperienza-della-malattia-di-parkinson-e-i-progressi-tecnologici</link>
<guid>https://www.italia24.news/politecnico-di-torino-un-approfondimento-sullesperienza-della-malattia-di-parkinson-e-i-progressi-tecnologici</guid>
<description><![CDATA[ Si terrà una conferenza giovedì 22 gennaio 2026 alle ore 11.00, presso l’Aula Magna “Giovanni Agnelli” del Politecnico di Torino: un dialogo aperto tra ricerca scientifica, pratica clinica e bisogni reali, con l&#039;obiettivo di dare voce alle sfide affrontate quotidianamente dalle persone con malattia di Parkinson e di approfondire i più recenti progressi tecnologici orientati al miglioramento della qualità della vita ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6971f28ccead4.webp" length="23708" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 12:57:39 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-01b08dfd-7fff-e337-ea78-0c67a7eecdca"><span>Il</span><span> <strong>Politecnico di Torino</strong></span><span> e </span><strong>Biennale Tecnologia</strong><span>, in collaborazione con <strong>l'</strong></span><span><strong>Associazione Amici Parkinsoniani Piemonte Onlus</strong> </span><span>e con il </span><strong>Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni-DET</strong><span> e il </span><span>Dipartimento di <strong>Automatica e Informatica-DAUIN</strong></span><span>, organizzano l'incontro <strong>“</strong></span><strong>Un ponte tra medicina, tecnologia e Parkinson: innovazione al servizio della qualità della vita”</strong><span> per riflettere sul ruolo dell'innovazione come collegamento concreto tra conoscenza scientifica ed esperienza dei pazienti, in un contesto di ascolto, confronto e condivisione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>A condurre l'evento saranno </span><strong>Luca Graziani</strong><span>, Project Manager Aspetti Artistici Eventi e Manifestazioni Culturali, e </span><strong>Massimiliano Rapetti</strong><span>, Esperto di dominio Organizzazione Eventi Formativi dell'ateneo torinese. Inoltre, ad arricchire gli incontri sarà l'</span><span>intermezzo musicale</span><span> a cura di </span><strong>Pierfrancesco Maria Settimi</strong><span>, studente del Dipartimento Energia "Galileo Ferraris"-DENERG.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>L'incontro prenderà avvio con i </span><span>saluti istituzionali</span><span> del Prorettore </span><strong>Elena Maria Baralis</strong><span>, del professore </span><strong>Guido Saracco</strong><span>, curatore di Prometeo Tech Cultures e del festival Biennale Tecnologia, della professoressa </span><strong>Carla Chiasserini</strong><span>, Vice Direttrice del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni-DET, e del professore </span><strong>Marco Gazzoni</strong><span>, componente del Centro Interdipartimentale PolitoBIOMed Lab - Biomedical Engineering Lab del Politecnico di Torino, per poi proseguire con l'intervento di </span><strong>Leonardo Lopiano</strong><span>, docente di Neurologia all'Università di Torino, che offrirà un approfondimento sugli </span><strong>aspetti clinici della malattia di Parkinson</strong><span>, introducendo il pubblico alla comprensione delle sue caratteristiche e delle principali sfide assistenziali.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>A seguire, </span><strong>Gabriella Olmo</strong><span>, docente del Dipartimento di Automatica e Informatica-DAUIN, e </span><strong>Marco Ghislieri</strong><span>, ricercatore presso il Centro Interdipartimentale PolitoBIOMed Lab dell'Ateneo, illustreranno come </span><strong>le nuove tecnologie e i sistemi di intelligenza artificiale stiano contribuendo allo sviluppo di strumenti innovativi per il supporto alla diagnosi, al monitoraggio e alla riabilitazione delle persone con malattia di Parkinson</strong><span>, con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita dei pazienti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il programma proseguirà con l'intervento</span><span> </span><span>a cura di </span><strong>Claudia Ferraris</strong><span>, ricercatrice presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che presenterà le più recenti </span><strong>scoperte sull'utilizzo del gioco e del movimento come strumenti riabilitativi</strong><span><strong>,</strong> evidenziando il ruolo dell'attività motoria assistita dalla tecnologia nel favorire l'autonomia e il benessere dei pazienti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>A conclusione dell'incontro, spazio alla dimensione umana e personale della malattia, con la testimonianza di </span><strong>Irene Sartirana</strong><span>, che condividerà la sua storia fatta di forza e di coraggio.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<h2 dir="ltr"><span></span><span>Programma</span></h2>
<p><span></span></p>
<p dir="ltr"><em>ore 11.00 | Saluti istituzionali</em></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Elena Maria Baralis</span><span>, Prorettore del Politecnico di Torino</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Guido Saracco</span><span>, curatore di Prometeo Tech Cultures e del festival Biennale Tecnologia</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Carla Chiasserini</span><span>, Vice Direttrice del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni-DET del Politecnico di Torino</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Marco Gazzoni, </span><span>componente del Centro Interdipartimentale PolitoBIOMed Lab - Biomedical Engineering Lab del Politecnico di Torino</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><em>ore 11.10 | Testimonianze e voce dell'Associazione Parkinson Piemonte (AAPP)</em></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Giorgio Formica</span><span>, Vice Presidente dell'Associazione Parkinson Piemonte</span><span></span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span></span><em>ore 11.20 | Malattia di Parkinson: clinica e intelligenza artificiale</em></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Leonardo Lopiano</span><span>, docente di Neurologia presso l'Università di Torino, Direttore Clinica Neurologica 2, Responsabile Centro Parkinson, Ospedale Molinette, Torino</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><em>ore 11.35 | Tecnologia e Intelligenza artificiale: strumenti per migliorare la qualità della vita dei pazienti con malattia di Parkinson</em></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Gabriella Olmo</span><span>, medico chirurgo, docente presso il Dipartimento di Automatica e Informatica-DAUIN del Politecnico di Torino</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Marco Ghislieri, </span><span>ricercatore presso il Centro Interdipartimentale PolitoBIOMed Lab - Biomedical Engineering Lab del Politecnico di Torino</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><em>ore 11.55 | Allenarsi giocando: l'Exergaming e la visione artificiale nel Parkinson</em></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Claudia Ferraris</span><span>, ricercatrice presso il CNR, Istituto di Elettronica e di Ingegneria dell'Informazione e delle Telecomunicazioni (IEIIT)</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><em>ore 12.05 | Testimonianza: Storia di un percorso: difficoltà e speranze</em></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>Irene Sartirana</span><span>, igienista dentale</span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><em>ore 12.20 | Conclusioni</em></p>
<p><span><br></span><span>Maggiori informazioni sull'evento sono disponibili sul sito del Politecnico di Torino a </span><a href="https://email.tmg.vrfy.email/c/eJxE0MGK6yAUxvGn0V1Fj0bNwsWFS16jnMTT9kA0IdqGmacf2lnM_s_Hjy-nxQEFSckEH8cRgo-SCvJ6bTtl_uatUvJ-nsGbCItwurS7B1UoM-Z8UGuKu3wkrdG5OUAerRkHbSygHd04aBcohBglJ9DgtQFj9AAuqmzRBJiN1gGjzySc7uWuXsftS30Ick2P3vcm7D8Bk4DpPE-1byv3TXEXMGGnSpuAadnKs_KCH-6FLs_bjRfeLq1j2fFd7vuzdixUOwuYKp1N2IlzFfY_hBi8PNJB-XdAOM0dV0Zw6l3KvyuunBP4wUUte5KvBD8BAAD__wL5ZK4"><span>questo link</span></a><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Venere: una coppia di asteroidi potrebbe essere l&amp;apos;origine dello sciame di meteore nell&amp;apos;atmosfera del pianeta</title>
<link>https://www.italia24.news/venere-una-coppia-di-asteroidi-potrebbe-essere-lorigine-dello-sciame-di-meteore-nellatmosfera-del-pianeta</link>
<guid>https://www.italia24.news/venere-una-coppia-di-asteroidi-potrebbe-essere-lorigine-dello-sciame-di-meteore-nellatmosfera-del-pianeta</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio guidato dall&#039;Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e pubblicato su Icarus, suggerisce che una coppia di asteroidi potrebbe essere l&#039;origine dello sciame di meteore nel pianeta Venere ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6972069e7b04b.webp" length="30020" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 12:00:34 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-24b06ae4-7fff-962c-70e8-8cc421768b93"><span><strong>Un duo di asteroidi con le orbite più rapide mai osservate nel Sistema solare potrebbe essere all'origine di uno sciame di meteore nell'atmosfera di Venere</strong>.</span><span> È quanto emerge da uno studio guidato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e pubblicato su</span><span> Icarus</span><span>, il primo a suggerire un collegamento diretto tra la coppia di asteroidi e le meteore venusiane, analogamente a quanto accade sulla Terra con l'asteroide Phaethon, progenitore dello sciame delle Geminidi. </span><strong>Prima di questo lavoro, infatti, nessuno aveva associato in modo convincente uno sciame meteorico su Venere a corpi asteroidali</strong><span><strong>: </strong>si riteneva che tutte le possibili correnti meteoriche venusiane derivassero esclusivamente da comete, come quella di Halley.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr">I frammenti di un asteroide progenitore</h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Se il nostro pianeta impiega un anno per girare attorno al Sole, gli asteroidi </span><a href="https://www.media.inaf.it/2021/08/24/asteroide-2021-ph27/" target="_blank" rel="noopener"><span> </span><span>2021 PH27</span></a><span> e</span><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/2025_GN1" target="_blank" rel="noopener"><span> </span><span>2025 GN1</span></a><span> lo fanno in poco meno di quattro mesi. Questi due asteroidi appartengono al raro gruppo degli Atira, corpi che orbitano completamente all'interno dell'orbita terrestre senza mai incrociarsi, e completano la loro rivoluzione in soli 115 giorni, il periodo più breve mai registrato tra gli asteroidi del Sistema solare. I due oggetti seguono orbite quasi identiche e presentano una composizione molto simile, una somiglianza che rende improbabile una coincidenza dinamica e suggerisce, invece, l'esistenza di un progenitore comune, frammentatosi in tempi relativamente recenti e capace di generare anche piccoli detriti che potrebbero intercettare l'atmosfera di Venere.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per comprendere come si siano formati 2021 PH27 e 2025 GN1, i ricercatori hanno simulato l'evoluzione delle loro orbite nel passato. «Considerando che le orbite passano molto vicino a Venere, è naturale chiedersi se frammenti molto piccoli, dell'ordine di un millimetro, generati dalla frammentazione del corpo originale, possano ancora trovarsi in orbita attorno al Sole», spiega </span><strong>Albino Carbognani</strong><span>, ricercatore INAF e primo autore dello studio. «Le nostre simulazioni confermano che è effettivamente possibile».</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Le simulazioni mostrano che la rottura dell'asteroide originale non può essere stata causata né dalle forze di marea esercitate da Venere - nonostante i numerosi passaggi ravvicinati del passato - né dall'azione diretta delle maree solari, poiché le distanze minime raggiunte non sono mai state sufficienti a innescare questo processo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr">Possibile causa della frammentazione</h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><strong>La frammentazione sarebbe riconducibile a un diverso meccanismo</strong><span>: l'asteroide progenitore avrebbe mantenuto per migliaia di anni un perielio estremamente basso, inferiore a 15 milioni di chilometri dal Sole. A queste distanze, il calore intenso può provocare la fratturazione della superficie e, soprattutto, aumentare gradualmente la sua velocità di rotazione grazie <strong>all'</strong></span><strong>effetto YORP</strong><span>,  fenomeno per cui l'asteroide, assorbendo la luce solare e poi riemettendola nello spazio, può ruotare sempre più velocemente. Con il tempo, questa accelerazione può diventare così forte da far superare all'asteroide il limite della sua stabilità, provocandone la rottura in più frammenti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Gli scienziati stimano che la frammentazione dell'asteroide progenitore sia avvenuta tra 17 mila e 21 mila anni fa, un intervallo ancora troppo breve perché le forze gravitazionali di Venere abbiano potuto modificare in modo significativo le orbite dei due asteroidi, che ancora oggi seguono traiettorie praticamente identiche. Durante questa rottura, oltre ai due corpi principali, si sarebbero dispersi nello spazio numerosi piccoli frammenti, di dimensioni dell'ordine del millimetro, parte dei quali potrebbe ancora condividere l'orbita della coppia, poiché l'azione della radiazione solare non ha avuto tempo sufficiente per rimuoverli del tutto.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Dal momento che l'orbita della coppia 2021 PH27-2025 GN1 passa a soli </span><strong>2 milioni di chilometri</strong><span><strong> </strong>da quella di Venere, </span><strong>questi piccoli frammenti potrebbero intercettare l'atmosfera del pianeta, dando origine a uno sciame di meteore</strong><span><strong>.</strong> «Un caso ben noto sulla Terra è quello delle Geminidi, generate dall'asteroide Phaethon», spiega Carbognani, «e i nostri risultati suggeriscono che un fenomeno analogo possa verificarsi anche su Venere».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio, di natura teorica, si basa su osservazioni già disponibili da telescopi terrestri ed è stato reso possibile dalla recente scoperta di 2025 GN1, avvenuta ad aprile 2025. L'analisi di queste rare coppie di asteroidi </span><span>near-Earth</span><span> permette di ottenere informazioni preziose sui processi fisici che modellano il Sistema solare interno. «Dalle simulazioni possiamo individuare le date in cui Venere e l'asteroide 2021 PH27, il più grande della coppia, raggiungono la minima distanza orbitale possibile (MOID o </span><span>Minimum Orbital Intersection Distance</span><span>), e stimare quando, nell'atmosfera di Venere, sarebbe teoricamente più probabile osservare le meteore più brillanti provenienti da questi frammenti», dice Carbognani.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr">Osservare di nuovo gli asteroidi</h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><strong>La prossima data favorevole è il 5 luglio 2026</strong><span>, ma l'osservazione dei </span><span>fireball</span><span> venusiani risulta estremamente complessa: solo i più luminosi, con magnitudine assoluta compresa tra -12 e -15, </span><strong>una luminosità almeno paragonabile a quella della Luna piena</strong><span>, potrebbero essere visibili dalla Terra. «Per aumentare le probabilità di rilevamento, l'opzione ideale sarebbe un'osservazione diretta dall'orbita di Venere tramite una sonda spaziale», conclude Carbognani. </span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Sebbene non costituiscano alcun pericolo per la Terra, 2021 PH27 e 2025 GN1 offrono un esempio affascinante di come processi osservati nel nostro cielo possano avere analoghi anche su altri pianeti e zone del Sistema solare.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Il lavoro è frutto di una collaborazione internazionale che coinvolge anche il <strong>Centro di Coordinamento NEO dell'ESA (ESRIN/PDO), le Università di Alicante e di Barcellona, e il NSF NOIRLab di Hilo nelle Hawaii.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>Link allo studio: "</span><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0019103526000059" target="_blank" rel="noopener"><span>Investigation of the dynamics and origin of the NEA pair 2021 PH27 and 2025 GN1</span></a><span>", di Albino Carbognani, Marco Fenucci, Toni Santana-Ros, Clara E. Martínez-Vázquez, Marco Micheli</span><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione europea rafforza la resilienza e le capacità dell&amp;apos;UE in materia di cybersicurezza</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-rafforza-la-resilienza-e-le-capacita-dellue-in-materia-di-cybersicurezza</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-rafforza-la-resilienza-e-le-capacita-dellue-in-materia-di-cybersicurezza</guid>
<description><![CDATA[ Bruxelles aggiorna il Cybersecurity Act per aumentare la protezione dell&#039;UE contro le crescenti minacce informatiche e semplificare la certificazione dei prodotti ICT ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6971fa41ac0fb.webp" length="47822" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 11:17:13 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-11940111-7fff-37cc-a5c3-576051b56de4"><span>L'Europa si trova quotidianamente ad affrontare attacchi informatici e ibridi nei confronti di servizi essenziali e istituzioni democratiche, perpetrati da gruppi statali e criminali che operano con tecniche sofisticate. La Commissione europea ha proposto oggi un </span><span><strong>nuovo pacchetto sulla cybersicurezza</strong> </span><span>per rafforzare ulteriormente la resilienza e le capacità dell'UE in materia di cybersicurezza di fronte all'aumento di tali minacce.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il pacchetto comprende una proposta di </span><span><strong>revisione del regolamento sulla cybersicurezza</strong> </span><span>che rafforza la sicurezza delle catene di approvvigionamento delle <strong>tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) </strong>dell'UE. Garantisce che i prodotti destinati ai cittadini dell'UE siano progettati per essere sicuri dal punto di vista informatico attraverso un processo di certificazione più semplice. Facilita inoltre il rispetto delle norme dell'UE vigenti in materia di cybersicurezza e rafforza <strong>l'Agenzia dell'Unione europea per la cybersicurezza (ENISA)</strong> nel sostenere gli Stati membri e l'UE ai fini della gestione delle minacce informatiche.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento delle TIC nell'UE</span></h2>
<h3 dir="ltr"></h3>
<p dir="ltr">Il nuovo regolamento sulla cybersicurezza mira a ridurre i rischi nelle catene di approvvigionamento delle TIC dell'UE connessi a fornitori di paesi terzi che presentano criticità per quanto riguarda la cybersicurezza. Definisce un quadro affidabile per la sicurezza delle catene di approvvigionamento delle TIC che si fonda su un approccio armonizzato, proporzionato e basato sul rischio. In tal modo l'UE e gli Stati membri potranno individuare e attenuare congiuntamente i rischi nei 18 settori critici dell'UE, tenendo conto anche degli impatti economici e dell'offerta di mercato.</p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I recenti incidenti di sicurezza informatica hanno evidenziato i principali rischi posti dalle vulnerabilità nelle catene di approvvigionamento delle TIC, che sono fondamentali per il funzionamento di servizi e infrastrutture essenziali. Nell'attuale panorama geopolitico, la sicurezza delle catene di approvvigionamento non riguarda più solo la sicurezza tecnica di prodotti o servizi, ma anche i rischi connessi a un fornitore, in particolare le dipendenze e le ingerenze straniere.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il regolamento sulla cybersicurezza consentirà di attuare l'imperativa riduzione dei rischi per le reti di telecomunicazioni mobili europee connessi a fornitori di paesi terzi ad alto rischio, sulla base del lavoro già svolto nell'ambito del </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_123" target="_blank" rel="noopener"><span>pacchetto di strumenti per la sicurezza del 5G</span></a><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Semplificare e migliorare il quadro europeo di certificazione della cybersicurezza</span></h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La revisione del regolamento sulla cybersicurezza garantirà che i prodotti e i servizi destinati ai consumatori dell'UE siano testati in modo più efficiente sotto il profilo della sicurezza grazie a un <strong>rinnovato quadro europeo di certificazione della cybersicurezza (ECCF).</strong> L'ECCF apporterà maggiore chiarezza e procedure più semplici, consentendo di sviluppare schemi di certificazione entro 12 mesi in ogni caso. Introdurrà inoltre una governance più agile e trasparente per coinvolgere meglio i portatori di interessi attraverso l'informazione e la consultazione pubblica.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I sistemi di certificazione, gestiti dall'ENISA, diventeranno uno strumento pratico e volontario per le imprese. Consentiranno alle imprese di dimostrare la conformità alla legislazione dell'UE, riducendo gli oneri e i costi. Oltre ai prodotti, ai servizi, ai processi e ai servizi di sicurezza gestiti basati sulle TIC, le imprese e le organizzazioni saranno in grado di <strong>certificare la loro posizione di cybersicurezza per soddisfare le esigenze del mercato</strong>. In ultima analisi, il nuovo ECCF costituirà un vantaggio competitivo per le imprese dell'UE. Per i cittadini, le imprese e le autorità pubbliche dell'UE garantirà un elevato livello di sicurezza e fiducia nelle complesse catene di approvvigionamento delle TIC.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Facilitare il rispetto delle norme in materia di cybersicurezza</span></h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il pacchetto introduce misure volte a semplificare il rispetto delle norme dell'UE in materia di cybersicurezza e degli obblighi di gestione dei rischi per le imprese che operano nell'UE, integrando lo </span><span>sportello unico per la segnalazione degli incidenti</span><span> proposto nell'omnibus digitale. Le modifiche mirate della direttiva NIS 2 mirano ad aumentare la chiarezza giuridica. Agevoleranno la conformità per 28 700 imprese, tra cui 6 200 microimprese e piccole imprese. Introdurranno inoltre una nuova categoria di piccole imprese a media capitalizzazione nell'intento di ridurre i costi di conformità per 22 500 imprese. Le modifiche semplificheranno le norme giurisdizionali, snelliranno la raccolta di dati sugli attacchi ransomware e faciliteranno la vigilanza di soggetti operanti a livello transfrontaliero mediante il rafforzamento del ruolo di coordinamento dell'ENISA.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Potenziare l'ENISA per incrementare la resilienza dell'Europa in materia di cybersicurezza</span></h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Dall'adozione del primo regolamento sulla cybersicurezza nel 2019, l'ENISA è diventata una pietra angolare dell'ecosistema della cybersicurezza dell'UE. Grazie al regolamento sulla cybersicurezza riveduto, presentato oggi, l'ENISA è in grado di <strong>aiutare l'UE e i suoi Stati membri a comprendere le minacce comuni. Inoltre dà loro la possibilità di prepararsi e di rispondere agli incidenti informatici.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'Agenzia sosterrà ulteriormente le imprese e i portatori di interessi attivi nell'UE emettendo allerte tempestive su minacce e incidenti informatici. In collaborazione con l'Europol e i </span><a href="https://csirtsnetwork.eu/" target="_blank" rel="noopener"><span>gruppi di intervento per la sicurezza informatica in caso di incidente</span></a><span>, sosterrà le imprese sia in fase di risposta agli attacchi ransomware che di ripresa dopo tali attacchi. L'ENISA svilupperà inoltre un approccio dell'Unione per fornire ai portatori di interessi servizi migliori di gestione delle vulnerabilità e provvederà al funzionamento dello sportello unico per la segnalazione degli incidenti proposto nell'</span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_25_2718" target="_blank" rel="noopener"><span>omnibus digitale</span></a><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'ENISA continuerà a svolgere un ruolo chiave nel creare una forza lavoro qualificata nel settore della cybersicurezza in Europa. A tal fine guiderà l'iniziativa pilota dell'accademia per le competenze in materia di cybersicurezza e istituirà regimi di attestazione delle competenze di cybersicurezza a livello dell'UE.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Prossime tappe</span></h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il regolamento sulla cybersicurezza sarà applicabile immediatamente dopo l'approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio dell'UE. Contestualmente, saranno presentate per l'approvazione anche le modifiche della direttiva NIS 2. Dopo l'adozione, gli Stati membri avranno un anno di tempo per attuare la direttiva nell'ordinamento nazionale e per comunicare i testi pertinenti alla Commissione.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Educazione. Iscrizioni a nidi, sezioni primavera e scuole dell’infanzia dal 4 al 25 febbraio</title>
<link>https://www.italia24.news/educazione-iscrizioni-a-nidi-sezioni-primavera-e-scuole-dellinfanzia-dal-4-al-25-febbraio</link>
<guid>https://www.italia24.news/educazione-iscrizioni-a-nidi-sezioni-primavera-e-scuole-dellinfanzia-dal-4-al-25-febbraio</guid>
<description><![CDATA[ Open day dal 28 al 30 gennaio per conoscere i servizi educativi 0-6 del Comune di Milano ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6970e5d3bc6b2.webp" length="20980" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 15:43:29 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt;">Al via da mercoledì 4 febbraio le iscrizioni a nidi, sezioni primavera e scuole dell'infanzia del Comune di Milano per l'anno educativo 2026/2027. Resteranno aperte fino a mercoledì 25 febbraio.<br> <br>Come ogni anno, le famiglie potranno conoscere l'offerta dei servizi educativi durante gli open day che si terranno in ogni servizio da mercoledì 28 gennaio a venerdì 30 gennaio, dalle ore 16:30 alle ore 18:30.<br> <br>Le domande di iscrizione ai servizi educativi per l'anno 2026/2027 dovranno essere presentate online tramite un'utenza SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o un'utenza CIE (Carta Identità Elettronica) a partire dalle ore 12 del 4 febbraio e fino alle ore 12 del 25 febbraio.<br> <br>La prima graduatoria sarà pubblicata nel mese di aprile.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Per conoscere dove sono i nidi, le sezioni primavera e le scuole dell'infanzia del Comune di Milano consulta i link dedicati a <a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=8%3d6a9e9U%26p%3dW%26s%3dTAaCa%26s%3dYEU7eDR%26y%3dCyKtN_wrWu_8b_vvXq_6k_wrWu_7g1R2.4sHzEi.HnCeIt.0x_MVtT_WK2vBtDiIy0_vvXq_6kx4yJq2_vvXq_6kE-T-eIs0%26h%3dHzJz87.EiO%26nJ%3dBYEV6c%26yJ%3d6e7WDV6W5V8S6a%26m%3dafbE78bES09g396DZAXkRD6BYDVBY7Vh6iYCUfc8ZhVBYA6f2eYiS5YBZ9Y76C6iWjY8&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener">0-3 anni</a> e <a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=8%3dNfOeQZ%266%3dW%26A%3dYQaUf%269%3dYWZMeVW%26E%3dCGP0N_Ewmu_Pg_Bvpv_Lk_Ewmu_OlGRJ.99HHJy.H6HuIB.ED_Mnyj_Wc7BBBIyIGE_Bvpv_LkF9EJ97_Bvpv_LkP-b-uIAE%26x%3dHHOF8O.JyO%266O%3dRYWaLc%26GO%3dLeObTVNbKVPXLa%265%3d8TZS8xAyeP61azZR0S8VbP7RXv81Yx7yZTYNWMA38xcxfu6x7uARAyWOZxbxYMdyfwWz&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener">3-6 anni</a></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Consulta il <a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=9%3d3aEf6U%26v%3dX%26p%3dTGb0a%26y%3dZBUCfAR%265%3dDvKzO_trcv_5b_2wUq_Bl_trcv_4g7Sy.4yIwEo.IkCkJq.04_NStZ_XHJoNx00E_trcv_4g39wFv7_trcv_4gqAqJmDqFv-PtF67-p0nE-g-JmQqCo-0gCv-Ep7kJ20k%260%3doL3ReS.xAv%2603%3dd6aEX0%26K3%3dXBSFf3RFW3TBX9%269%3dG8e6IY9To7AaF7c2kdh3DYdXpf07oZ72EbBZIbfaGf4XEb06l05YoYA3JZe6mdgXl08S&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener">Servizio geoschool</a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Nuovi modelli embrionali per studiare l’inizio della vita  e per nuove applicazioni mediche nella prevenzione e nel trattamento di infertilità e malattie congenite</title>
<link>https://www.italia24.news/nuovi-modelli-embrionali-per-studiare-linizio-della-vita-e-per-nuove-applicazioni-mediche-nella-prevenzione-e-nel-trattamento-di-infertilita-e-malattie-congenite</link>
<guid>https://www.italia24.news/nuovi-modelli-embrionali-per-studiare-linizio-della-vita-e-per-nuove-applicazioni-mediche-nella-prevenzione-e-nel-trattamento-di-infertilita-e-malattie-congenite</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio condotto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli (Cnr-Igb), in collaborazione con l&#039;Università della Campania &quot;Luigi Vanvitelli&quot;, l&#039;Università degli Studi di Napoli Federico II e la svedese Lund University, ha svelato una funzione finora sconosciuta di una particolare classe di RNA non codificanti, gli RNA ultraconservati, nello sviluppo embrionale. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista EMBO Journal ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696f66ee33e1f.webp" length="39580" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 12:28:58 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-a791f5b0-7fff-20a5-f46d-9935809fb69d"><span>Una ricerca guidata dall'<strong>Istituto di genetica e biofisica "A. Buzzati-Traverso"</strong> del <strong>Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli (Cnr-Igb) </strong>ha individuato il ruolo chiave di un tipo di <strong>RNA non codificanti - cioè molecole di RNA che non producono proteine</strong>, ma svolgono ruoli altrettanto fondamentali nel funzionamento delle cellule - e costituiscono una frontiera ancora in gran parte inesplorata della biologia molecolare.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio, pubblicato sulla rivista <strong>EMBO Journal</strong>, si concentra su una precisa categoria di RNA non codificanti, ovvero gli ultraconserved RNAs (RNA ultraconservati), così chiamati perché la loro sequenza è rimasta invariata nel corso dell'evoluzione ed infatti è identica in specie diverse, come topo, ratto e uomo. L'estrema conservazione di queste molecole ha suggerito che potessero essere coinvolte nella regolazione di uno dei processi biologici più importanti e complessi: lo sviluppo embrionale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per studiare una specifica molecola della famiglia degli RNA ultraconservati, chiamata T-UCstem1, i ricercatori e le ricercatrici hanno utilizzato un innovativo modello di organoidi embrionali: i gastruloidi. Tali modelli sono ottenuti in laboratorio a partire da cellule staminali embrionali di topo capaci di riprodurre in vitro gli eventi chiave della gastrulazione, una delle fasi cruciali dello sviluppo embrionale dei mammiferi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>"I gastruloidi permettono di osservare e controllare fasi dello sviluppo che, negli organismi viventi, sono difficilmente accessibili", spiega <strong>Annalisa Fico</strong>, ricercatrice del Cnr-Igb e responsabile dello studio. "Grazie a questo modello, abbiamo potuto modificare in modo controllato i livelli di T-UCstem1 e seguire in tempo reale le conseguenze sullo sviluppo e sul funzionamento delle cellule".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I risultati mostrano che T-UCstem1 svolge una funzione regolatoria chiave nell'organizzazione dell'embrione: controlla l'espressione di geni cruciali per la definizione dell'asse embrionale e per la corretta organizzazione dei tessuti. In assenza o in eccesso di questo RNA, i gastruloidi mostrano alterazioni significative della simmetria e della morfologia, evidenziando per la prima volta un legame diretto tra la regolazione degli RNA non codificanti e i programmi di sviluppo embrionale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>"L'utilizzo dei gastruloidi rappresenta un avanzamento tecnologico fondamentale, perché consente di ricostruire in vitro un contesto morfogenetico complesso, dove questi trascritti esercitano realmente la loro funzione regolatoria", aggiunge <strong>Gabriella Minchiotti</strong> (Cnr-Igb) coautrice della ricerca.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Questo studio rappresenta un'innovazione su due fronti. In primis, evidenzia il grande potenziale di un settore di ricerca in rapido sviluppo: quello dei modelli embrionali basati su cellule staminali, come i gastruloidi. Questi modelli, permettendo di studiare in laboratorio fasi dello sviluppo embrionale, attualmente si affiancano alla sperimentazione animale, ma a lungo termine potrebbero ridurla e in parte sostituirla.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In secondo luogo, la ricerca apre nuove prospettive anche in campo medico. Capire meglio i meccanismi delle prime fasi della vita e il ruolo degli RNA non codificanti potrebbe aiutare in futuro a comprendere le cause di alcune malattie congenite e dell'infertilità e sviluppare di conseguenza nuove strategie di prevenzione e trattamento.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: <a href="https://link.springer.com/article/10.1038/s44318-025-00558-2" target="_blank" rel="noopener">Coppola, A., Amoroso, F., Saracino, F. et al. Non-cell-autonomous control of mouse gastruloid development by the ultra-conserved lncRNA T-UCstem1. EMBO J 44, 7620–7648 (2025)</a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: anche i pesci commettono errori di ragionamento</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-una-ricerca-riscontra-le-fallacie-cognitive-anche-nei-pesc</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-una-ricerca-riscontra-le-fallacie-cognitive-anche-nei-pesc</guid>
<description><![CDATA[ Ricercatori dell&#039;Università di Padova riscontrano la fallacia cognitiva alla base del paradosso di Monty Hall non solo nei primati ma anche nei pesci ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696f54ac63291.webp" length="25376" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 11:07:46 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-ec6aab26-7fff-cf39-6fde-8438be59e339"><span>Gli esseri umani commettono spesso errori di ragionamento quando devono prendere decisioni in condizioni di incertezza. Questi "tranelli della mente", noti come fallacie cognitive, nascono da un'errata valutazione sulla probabilità che un determinato evento accada o su risposte irrazionali che accompagnano le scelte.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Uno degli esempi più famosi è il <strong>paradosso di Monty Hall</strong>, un gioco di probabilità in cui la maggior parte delle persone tende a scegliere l'opzione meno vantaggiosa. Il dilemma, reso celebre da un quiz televisivo, prevede la scelta tra tre porte: solo una nasconde un premio. Dopo la prima scelta del concorrente, il conduttore apre una porta vuota e offre la possibilità di mantenere la decisione iniziale oppure cambiare. Anche se il calcolo corretto mostra che cambiare porta raddoppierebbe le probabilità di vincere, la maggior parte delle persone preferisce non farlo, ignorando il fatto che la scelta del conduttore non è casuale e che quindi le due opzioni rimaste non hanno la stessa probabilità di portare alla vincita.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Studiare le fallacie di ragionamento negli animali può permetterci di capire cos'è "tipicamente" umano e le origini evoluzionistiche di determinati processi cognitivi. Le ricerche su primati e uccelli hanno finora mostrato risultati contrastanti: i macachi sembrano essere in difficoltà – come noi umani – di fronte a questo enigma statistico, mentre i piccioni sembrano imparare rapidamente a cambiare la prima scelta e ottimizzare le possibilità di successo. Questo ha indotto i ricercatori a credere che i processi cognitivi che portano a fallacie di ragionamento di questo tipo fossero prevalentemente legati ai complessi sistemi neuro-cognitivi dei primati (umani e non).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>La ricerca dell'Università di Padova, pubblicata sulla rivista «Cognition» e condotta da Christian Agrillo e Alessandra Pecunioso del Dipartimento di Psicologia Generale, apre invece nuovi scenari, sottoponendo a test esemplari di pesce fantasma (Kryptopterus bicirrhis).</strong><span> </span>Se sottoposti a una versione computerizzata del Monty Hall, i pesci – come gli umani e i macachi – tendono a mantenere la prima scelta piuttosto che virare sulla seconda (e più vantaggiosa) alternativa rimasta. I pesci inoltre preferiscono confermare la scelta iniziale anche dopo 200 prove, nonostante il premio continui a giungere in prevalenza quando questi cambiano la scelta.</p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Gli esseri umani sottoposti a questo test fanno errori nel calcolo delle probabilità, ma non solo: è stato dimostrato che a volte mantengono la prima scelta per il timore di vedere che il cambio effettuato all'ultimo è stato svantaggioso e percependo quindi una "perdita" maggiore rispetto alla condizione di partenza. Inoltre, esiste una sorta di illusione di maggior controllo degli eventi al momento della prima scelta, quando questa avviene senza interferenze del conduttore del gioco. Non possiamo escludere che certe risposte "emotive" si verifichino anche negli animali ma riteniamo che una spiegazione più plausibile sia la difficoltà dei pesci di stimare eventi di probabilità condizionata» </span><span>spiega il prof. <strong>Christian Agrillo, </strong></span><strong>corresponding author della ricerca e docente al Dipartimento di Psicologia Generale dell'Università di Padova.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Non è la prima volta che animali distanti filogeneticamente da noi mostrino interessanti convergenze in processi percettivi e cognitivi – </span><span>aggiunge la <strong>dott.ssa Alessandra Pecunioso, autrice della ricerca e ricercatrice all'Ateneo patavino</strong></span><span><strong> </strong>–. Il fatto che un pesce faccia una scelta sub-ottimale nel gioco del Monty Hall ci suggerisce che anche i processi cognitivi alla base delle cosiddette fallacie di ragionamento si possano verificare con un'organizzazione dei circuiti neurali completamente diversa dalla nostra, arrivando ad essere presenti in animali senza corteccia cerebrale».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>Link allo studio: </span><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0010027726000041" target="_blank" rel="noopener"><span>A cognitive fallacy in a fish? Glass catfish, like humans, make sub-optimal choices in the Monty Hall dilemma </span><span>– «Cognition» – 2026</span></a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Marte: un passato abitabile rivelato dalle sue argille</title>
<link>https://www.italia24.news/marte-un-passato-abitabile-rivelato-dalle-sue-argille</link>
<guid>https://www.italia24.news/marte-un-passato-abitabile-rivelato-dalle-sue-argille</guid>
<description><![CDATA[ Un nuovo studio, guidato dall&#039;Istituto Nazionale di Astrofisica, presenta la mappa più dettagliata mai realizzata delle argille marziane, rivelando una grande varietà di minerali formatisi in presenza di acqua, elemento chiave per la selezione dei siti di atterraggio delle future missioni esplorative ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696f5145ce031.webp" length="69630" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 10:56:50 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-b7755d9d-7fff-137a-9411-9d1e353099e0"><span>Un nuovo studio dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) fornisce la </span><strong>mappa più dettagliata mai realizzata della distribuzione e della composizione delle argille sulla superficie di Marte</strong><span>, offrendo nuove chiavi di lettura sull'evoluzione geologica del pianeta, sul ruolo dell'acqua nel suo passato e sulla sua potenziale abitabilità.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il lavoro, pubblicato sulla rivista </span><span><em>Journal of Geophysical Research</em>: Planets</span><span>, si basa su quasi 1500 osservazioni condotte su scala globale e acquisite dallo spettrometro CRISM (Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars) a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter della NASA. Grazie a questa analisi è stato possibile estrarre e interpretare le firme spettrali nell'infrarosso delle argille presenti sulla superficie marziana.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le argille marziane rappresentano una traccia diretta dell'acqua che un tempo ha modellato il quarto pianeta del Sistema solare e i luoghi in cui la vita avrebbe potuto svilupparsi. Alcune regioni del pianeta rosso sono infatti considerate ambienti privilegiati per la possibile conservazione di biofirme; per questo motivo, la loro distribuzione e la composizione mineralogica costituiscono elementi chiave sia per la ricostruzione degli antichi ambienti acquosi di Marte sia per la selezione dei siti di atterraggio delle future missioni di esplorazione.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>"Abbiamo realizzato una mappa globale, messa a disposizione della comunità 'marziana' internazionale, che mostra la distribuzione dei principali minerali idratati presenti su Marte, tra cui argille, solfati, cloriti e carbonati", spiega </span><strong>Jeremy Brossier</strong><span>, ricercatore dell'INAF e primo autore dell'articolo. "Il nuovo studio fornisce inoltre una caratterizzazione dettagliata dei minerali argillosi, dalle fasi ricche di ferro (nontroniti) a quelle ricche di magnesio (saponiti), includendo anche composizioni intermedie come vermiculiti e ferrosaponiti. Questa ampia diversità mineralogica riflette una storia geochimica lunga e complessa del pianeta, legata a diverse condizioni di formazione e alterazione in presenza di acqua".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per ottenere questi risultati, il team ha sviluppato nuovi metodi per ridurre il cosiddetto "rumore" nei dati spettrali, migliorando in modo significativo le capacità di identificare e distinguere le firme delle argille e di altri minerali. È stato inoltre implementato un approccio innovativo per estrarre dettagli dagli spettri, consentendo di separare con maggiore precisione i segnali associati alle argille ricche di ferro da quelle ricche di magnesio.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr">La varietà del suolo marziano</h2>
<p dir="ltr"><span>I risultati mostrano variazioni spaziali significative nella mineralogia argillosa di Marte: le nontroniti, ricche di ferro, dominano nella regione di Mawrth Vallis, mentre le saponiti, ricche di magnesio, sono concentrate soprattutto nelle aree di Nili Fossae e di Libya Monter. Oxia Planum, il sito di atterraggio del rover europeo Rosalind Franklin della missione ExoMars dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), ospita invece argille di composizione più intermedia, tra cui vermiculiti e ferrosaponiti. Queste caratteristiche rendono Oxia Planum un'area particolarmente promettente per lo studio degli antichi ambienti acquosi e per la ricerca di possibili biofirme.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Proprio per questo, "lo studio si inserisce direttamente nel contesto della missione ExoMars, che prevede l'esplorazione del suolo marziano a partire dal 2030. In questo scenario, l'INAF svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo dello strumento Ma_MISS (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies), uno spettrometro progettato per analizzare rocce e suoli del sottosuolo marziano e ricostruirne la storia geologica e ambientale", conclude il ricercatore.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>Link allo studio: </span><a href="https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2025JE009393"><span>"</span><span>Ferromagnesian Clay Diversity Across Mars' Crustal Dichotomy: A Window Into Early Aqueous Environments</span><span>"</span></a><span>, di Jeremy Brossier, Francesca Altieri, Maria Cristina De Sanctis, Alessandro Frigeri, Marco Ferrari, Simone De Angelis, Enrico Bruschini, Monica Rasmussen, Janko Trisic Ponce, è stato pubblicato online sulla rivista </span><span>Journal of Geophysical Research: Planets</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Dopo una nova rossa luminosa: ecco cosa diventano due stelle che si fondono</title>
<link>https://www.italia24.news/dopo-una-nova-rossa-luminosa-ecco-cosa-diventano-due-stelle-che-si-fondono</link>
<guid>https://www.italia24.news/dopo-una-nova-rossa-luminosa-ecco-cosa-diventano-due-stelle-che-si-fondono</guid>
<description><![CDATA[ Un gruppo di ricerca dell&#039;Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) è riuscito a rispondere a una domanda fondamentale: che cosa rimane dopo che due stelle si avvicinano, si scontrano e si fondono? Una stella simile a una supergigante rossa, un faro luminoso ma transiente, a metà fra una semplice nova e una prorompente supernova ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696f4dcbe99c6.webp" length="63166" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 10:42:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-f8568621-7fff-3a76-98b7-390bf562460b"><span>Quando due stelle si avvicinano, si scontrano e si fondono, esplodono in una nova rossa luminosa (LRN o </span><em>Luminous Red Nova</em><span> in inglese). Un faro luminoso ma transiente, a metà fra una semplice nova e una prorompente supernova. Fra i maggiori esperti nello studio di questi particolari oggetti astrofisici, c'è un gruppo di ricerca dell'<strong>Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)</strong>, che negli ultimi anni ha raccolto numerosi esemplari in galassie esterne alla Via Lattea. E che, ultimamente, è riuscito a rispondere a una fondamentale domanda: </span><strong>che cosa rimane dopo, quando la nova rossa luminosa si spegne e le due stelle sono diventate un unico oggetto? Una stella simile a una supergigante rossa</strong><span><strong>,</strong> scrivono in un articolo disponibile su </span><strong>Astronomy &amp; Astrophysics.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr">Luminous Red Nova: il fenomeno transiente</h2>
<p dir="ltr"><span>La maggior parte dei fenomeni astrofisici evolve in un arco di tempo di migliaia, se non milioni di anni. Esistono alcuni fenomeni, però, come l'esplosione di una supernova o la fusione (</span><em>merging</em><span> in inglese) fra buchi neri o stelle di neutroni, che si sviluppano in periodi inferiori alla durata della vita umana (da millisecondi a decenni) e offrono agli studiosi la possibilità di assistere "in diretta" alla loro evoluzione. In gergo vengono chiamati </span><strong>"fenomeni transienti"</strong><span><strong> </strong>e anche gli scontri fra stelle rientrano fra questi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>"Normalmente non possiamo assistere all'evoluzione di un sistema che avviene in milioni di anni, ma queste coppie di stelle stanno vivendo gli ultimi istanti prima dello scontro, che invece avviene in tempi molto più rapidi", spiega </span><strong>Andrea Reguitti</strong><span>, ricercatore all'INAF e primo autore dello studio. "Il transiente che ne consegue, infatti, ha tempi evolutivi comparabili con quelli di una supernova, ovvero alcuni mesi".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il transiente in questione si chiama LRN e rientra nella famiglia dei transienti ottici di luminosità intermedia: si osserva nella luce visibile , nella fase più brillante ha una luminosità intermedia tra quella delle Novae classiche e delle Supernovae, ed è il risultato dello scontro e fusione di due stelle ordinarie , che possono avere masse in un intervallo molto ampio, da più piccole del Sole fino a 50 volte più massicce.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Nel loro studio, Reguitti e i suoi colleghi hanno selezionato nove di questi transienti, ma solo per due di essi sono riusciti a scrivere l'intera storia: AT 2011kp, che hanno ritrovato 12 anni dopo la fusione, e AT 1997bs, che hanno ritrovato addirittura 27 anni dopo. </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>"In alcuni casi, analizzando immagini d'archivio dei principali telescopi spaziali prese anni prima dell'evento, è stato possibile individuare il progenitore, ossia studiare il sistema così com'era prima di fondersi, e capire dunque quali tipi di stelle fossero coinvolte", continua Reguitti. "Tuttavia, fino ad ora non si sapeva che tipo di stella sarebbe rimasta dopo la coalescenza".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per riuscirci, è necessario innanzitutto aspettare diversi anni dopo l'apparizione di un LRN prima che il sistema si assesti; occorre poi osservarlo con un telescopio spaziale in grado di individuare le singole stelle in altre galassie e, infine, effettuare le osservazioni in infrarosso. Le LRN, infatti, producono molta polvere in seguito allo scontro fra le due stelle, che ha l'effetto di oscurare ciò che resta del sistema in luce ottica e mantenendolo visibile solo in infrarosso. Queste ultime due condizioni richiedono capacità che, ad oggi, hanno un nome preciso e insostituibile: il <strong>James Webb Space Telescope</strong>. Ed è infatti proprio nei dati pubblici di Webb che gli autori hanno ritrovato i due sistemi molti anni dopo il loro impatto, utilizzando immagini del 2023 e del 2024 nel vicino e medio infrarosso. Oltre a questo, hanno cercato immagini del <strong>telescopio spaziale Hubble</strong> nel visibile e del <strong>telescopio spaziale Spitzer.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le novae rosse luminose sono le "esplosioni", i transienti luminosi generati dall'energia liberata dallo scontro. Durante la fase più brillante del transiente LRN, si osserva materiale eiettato dall'esplosione, che, essendo denso, caldo e luminoso, impedisce di vedere cosa c'è sotto. Ma, aspettando un tempo sufficiente e osservando nel vicino infrarosso, dove il risultato della fusione rimane visibile, per la prima volta il gruppo padovano è riuscito a osservare cosa diventano due stelle quando si fondono: qualcosa di molto simile a una supergigante rossa. Un oggetto molto grande, con un raggio centinaia di volte quello del Sole, che, se posto al centro del Sistema solare, sfiorerebbe l'orbita di Giove e, allo stesso tempo, freddo rispetto alle stelle ordinarie, con una temperatura superficiale di appena 3500-4000 kelvin (in confronto, il Sole arriva a quasi 6000 K).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>"Non ci aspettavamo di trovare questo tipo di oggetti come risultato della fusione", commenta </span><strong>Andrea Pastorello</strong><span>, ricercatore dell'INAF e coautore dell'articolo. "Ci si sarebbe aspettato, piuttosto, che il sistema, passando da due stelle di una certa massa a una singola con una massa quasi pari alla somma delle due (al netto del materiale espulso dallo scontro), si sarebbe stabilizzato su una sorgente più calda e compatta".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr">Tra carbonio e polvere di stelle</h2>
<p dir="ltr"><span>Oltre ad aver trovato il prodotto dello scontro, grazie al telescopio spaziale Webb, i ricercatori sono anche riusciti ad analizzare la composizione chimica della polvere che circonda il sistema dopo lo scontro. Trovando che è fatta principalmente di composti del carbonio, del tipo grafite o carbonio amorfo, e non di silicati come ci si attenderebbe in ambienti ricchi di ossigeno. Ogni evento produce circa un millesimo di massa solare di polvere, ovvero circa 300 volte la massa della Terra. Appena un centesimo rispetto alla polvere prodotta dalle supernovae (SNe), ma se si considera che le LRN sono molto più frequenti, si scopre che possono contribuire alla formazione cosmica della polvere quasi tanto quanto le SNe. Questa polvere viene poi dispersa nello spazio e, dopo migliaia o milioni di anni, finisce in una nebulosa ricca di gas, dalla quale può formarsi una nuova stella con nuovi pianeti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>"Noi siamo fatti di composti del carbonio, lo stesso di cui è ricca questa polvere. È un modo diverso di raccontare la vecchia storiella che siamo 'polvere di stelle'", conclude Reguitti.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span><span>Link allo studio: <a href="https://www.aanda.org/component/article?access=doi&amp;doi=10.1051/0004-6361/202555226" target="_blank" rel="noopener noreferrer">"The fate of the progenitors of luminous red novae: Infrared detection of LRNe years after the outburst"</a>, di A. Reguitti, A. Pastorello, G. Valerin</span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Servizi civici: addio alle carte d&amp;apos;identità cartacee, Milano accelera il passaggio al digitale</title>
<link>https://www.italia24.news/servizi-civici-addio-alle-carte-didentita-cartacee-milano-accelera-il-passaggio-al-digitale</link>
<guid>https://www.italia24.news/servizi-civici-addio-alle-carte-didentita-cartacee-milano-accelera-il-passaggio-al-digitale</guid>
<description><![CDATA[ A Milano, dal 3 agosto 2026, le carte d&#039;identità cartacee cesseranno la loro validità. In due settimane già confermati oltre 31mila appuntamenti per la sostituzione del documento ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696f485ec8f62.webp" length="19650" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 10:12:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="v1x_elementToProof" style="text-align: left;">
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-402639ea-7fff-b09a-6270-ce4a67915bbb"><span>In vista della cessazione di validità delle carte d'identità cartacee, a partire dal <strong>3 agosto 2026</strong>, il <strong>Comune di Milano</strong> ha avviato un piano straordinario per accompagnare la </span><strong>cittadinanza nel passaggio alla Carta d'Identità Elettronica</strong><span>, contattando direttamente le persone interessate e proponendo appuntamenti già calendarizzati per il rinnovo del documento. La misura si inserisce nel quadro definito dalla </span><strong>Circolare n. 76/2025 del Ministero dell'Interno</strong><span>, in attuazione al </span><strong>Regolamento europeo n. 1157/2019</strong><span>, che stabilisce la cessazione di validità delle carte d'identità cartacee.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Al fine di garantire una transizione efficace e ordinata, ed evitare che le richieste si concentrino a ridosso della scadenza di agosto, l'Amministrazione ha quindi dato avvio a un piano di azione dedicato ai circa 90mila cittadini residenti a Milano in possesso di carta d'identità cartacea in scadenza oltre il 3 agosto 2026. Per questo, lo scorso 30 dicembre 2025 è stato effettuato un primo invio rivolto a 53.350 cittadini e cittadine, con la proposta di un appuntamento presso gli uffici anagrafici per procedere alla sostituzione del documento. A circa venti giorni dal primo invio, sono già state registrate 31.292 conferme di appuntamento, pari a quasi il 60% delle persone contattate.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>"Il Comune di Milano agisce in modo proattivo, anticipando la scadenza fissata dal Ministero, così che <a href="https://www.comune.milano.it/servizi/anagrafe/carta-d-identita" target="_blank" rel="noopener">non sia il cittadino a doversi preoccupare di cercare un appuntamento</a> – afferma l'assessora ai Servizi civici </span><strong>Gaia Romani</strong><span> –. Con questa campagna vogliamo prendere per mano le cittadine e i cittadini milanesi e accompagnarli in questa transizione. Negli ultimi anni abbiamo lavorato per ridurre i tempi di attesa e semplificare i processi: oggi per ottenere un appuntamento e rinnovare una carta d'identità, infatti, bastano in media cinque giorni, contro oltre due mesi del passato. Si tratta di un tassello che sta dentro una strategia più ampia che mette al centro qualità dei servizi, attenzione alle persone e semplificazione".  </span></p>
<p dir="ltr"><span>L'invio ha interessato esclusivamente le cittadine e i cittadini registrati al Fascicolo del Cittadino, e le comunicazioni, recapitate via e-mail, includevano data, orario e sede dell'appuntamento, insieme a un link personalizzato per confermare o riprogrammare la prenotazione in pochi passaggi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Come previsto dal piano strategico e di comunicazione, al fine di massimizzare il numero di appuntamenti confermati e ottimizzare l'utilizzo degli slot disponibili, è stato anche inviato un messaggio di promemoria a tutte le persone che non hanno ancora confermato. La comunicazione chiarisce che le proposte di appuntamento non confermate entro il 31 gennaio verranno annullate e riassegnate ad altri cittadini e cittadine. Coloro che perderanno l'appuntamento assegnato potranno comunque prenotarne uno nuovo in autonomia; a questo gruppo sarà inoltre inviata una comunicazione informativa dedicata alla scadenza del 31 gennaio.  </span></p>
<p dir="ltr"><span>Dopo questa fase, ulteriori slot saranno utilizzati per la successiva campagna di invio di lettere cartacee, rivolta a circa 30mila cittadini e cittadine per i quali il Comune dispone esclusivamente dell'indirizzo di residenza fisica, con avvio previsto dal mese di febbraio.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'iniziativa rientra in una strategia complessiva con cui il Comune di Milano anticipa la transizione alla Carta d'Identità Elettronica, puntando a garantire tempi certi, procedure più semplici e un servizio più vicino alle esigenze della cittadinanza, evitando criticità e affollamenti in prossimità della scadenza.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L&amp;apos;IA ridisegna le città: come gli algoritmi influenzano i flussi urbani</title>
<link>https://www.italia24.news/lia-ridisegna-le-citta-come-gli-algoritmi-influenzano-i-flussi-urbani</link>
<guid>https://www.italia24.news/lia-ridisegna-le-citta-come-gli-algoritmi-influenzano-i-flussi-urbani</guid>
<description><![CDATA[ Una ricerca condotta dal Consiglio nazionale delle ricerche e dalla Scuola Normale Superiore di Pisa mostra come l&#039;intelligenza artificiale stia modificando non solo i nostri comportamenti di mobilità, ma anche la struttura e le dinamiche delle città. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Machine Learning ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696e04490602d.webp" length="88872" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 19:21:48 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof" style="text-align: left;">
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-ed63c59e-7fff-6bea-79cc-6496a74d29ab"><strong>L'intelligenza artificiale</strong><span> sta modificando non solo i nostri comportamenti di mobilità, ma anche </span><strong>la struttura e le dinamiche delle città</strong><span>. Il sistema complesso che emerge dall'interazione tra algoritmi, persone e spazio urbano rivela come la distribuzione delle visite e la polarizzazione dei luoghi incidano sulle trasformazioni urbane. È quanto emerge da una ricerca condotta dall'</span><strong>Istituto di scienza e tecnologie dell'informazione 'A. Faedo' del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Isti</strong><span>), in collaborazione con </span><strong>l'Istituto di calcolo e reti ad alte prestazioni del Cnr di Palermo (Cnr-Icar)</strong><span> e la </span><strong>Scuola Normale Superiore di Pisa</strong><span>. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista </span><span>Machine Learning</span><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>"Questo è il primo studio che modella in modo esplicito il </span><span>feedback loop</span><span> nel contesto urbano, cioè il ciclo di influenza reciproca tra sistemi di raccomandazione (</span><span>recommender systems</span><span> alla base di piattaforme online come Google Maps, Trip Advisor, Yelp o TheFork) e comportamenti umani, evidenziando come i 'consigli' delle app – cioè appunto le 'raccomandazioni'-, le scelte individuali e le trasformazioni urbane siano strettamente interconnesse", afferma </span><strong>Luca Pappalardo</strong><span>, del Cnr-Isti. "L'obiettivo della ricerca non è misurare 'quanto è accurato il sistema di raccomandazione', ma capire che tipo di città produce nel medio e lungo periodo. Abbiamo studiato come le scelte guidate dagli algoritmi ridefiniscono luoghi, interazioni sociali e opportunità spaziali: in altre parole, come cambiano i flussi urbani".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Da un lato, i sistemi di raccomandazione possono aumentare la varietà dei luoghi frequentati da ciascun individuo, invitando le persone a scoprire posti nuovi. Dall'altro, però, sul piano collettivo tendono a concentrare il traffico su un numero ridotto di luoghi popolari, rafforzando le disuguaglianze tra le diverse aree urbane.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Per esplorare questi effetti, i ricercatori hanno sviluppato un simulatore in grado di modellare il ciclo umano-IA nel contesto urbano: suggerimento, decisione, dato, adattamento. "Studiamo l'effetto dei location-based</span><span> recommenders</span><span>, algoritmi che suggeriscono dove andare in base alle abitudini degli utenti, osservando non solo le scelte individuali, ma anche le dinamiche collettive che ne derivano, come la concentrazione delle visite o la polarizzazione dei luoghi", spiega </span><strong>Giovanni Mauro</strong><span> della Scuola Normale. "È una prospettiva nuova nel campo dei recommender systems".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>"La portata del lavoro è anche strategica e culturale. A nostra conoscenza, è il primo studio urbano in cui il feedback loop è esplicitamente modellato", conclude </span><strong>Marco Minici</strong><span> del Cnr-Icar. "È un cambio di paradigma: non valutiamo più l'algoritmo in astratto, ma come attore urbano. Il futuro dell'IA nelle città richiede consapevolezza civica: progettare algoritmi che non ottimizzino solo il singolo, ma anche l'equità spaziale, l'accessibilità e la salute sociale delle città".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il gruppo di ricerca auspica che questi strumenti di simulazione possano diventare un supporto per le amministrazioni pubbliche, aiutandole a comprendere e governare l'impatto delle tecnologie digitali sulla vita urbana.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: <a href="https://link.springer.com/article/10.1007/s10994-025-06904-z" target="_blank" rel="noopener">Mauro, G., Minici, M. &amp; Pappalardo, L. The urban impact of AI: modelling feedback loops in location-based recommender systems. Mach Learn 115, 19 (2026).</a></span></p>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Demenza frontetemporale: ripristinando una proteina chiave nel cervello è possibile migliorare i sintomi</title>
<link>https://www.italia24.news/demenza-frontetemporale-ripristinando-una-proteina-chiave-nel-cervello-e-possibile-migliorare-i-sintomi</link>
<guid>https://www.italia24.news/demenza-frontetemporale-ripristinando-una-proteina-chiave-nel-cervello-e-possibile-migliorare-i-sintomi</guid>
<description><![CDATA[ Una ricerca coordinata dall&#039;Università di Padova dimostra che è possibile ripristinare una proteina chiave nel cervello e migliorare i sintomi di demenza frontotemporale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696e00c510d58.webp" length="26292" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 19:21:38 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-f421d986-7fff-2e7f-e2b5-d7763b97ebba"><span>La terapia genica basata su cellule staminali ematopoietiche autologhe (HSC-GT) – che provengono cioè dalla stessa persona che riceverà il trattamento e che hanno la capacità di generare tutte le cellule del sangue – rappresenta una promettente strategia per il trattamento di gravi malattie neurodegenerative causate da mutazioni del gene GRN come la Demenza Frontotemporale (FTD) e una rara patologia pediatrica, la CeroidoLipofuscinosi neuronale di tipo 11 (CLN11). Queste patologie, ad oggi senza cura, sono caratterizzate dalla carenza della proteina progranulina (PGRN) nel cervello, essenziale per la sopravvivenza dei neuroni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nello studio pubblicato sulla rivista<strong> «Science Translational Medicine»</strong> e guidato dall'<strong>Università di Padova</strong> i ricercatori hanno utilizzato una tecnica di terapia genica </span><span>ex vivo</span><span>: hanno prelevato <strong>cellule staminali ematopoietiche</strong>, le hanno corrette geneticamente in laboratorio inserendo una copia funzionante del gene umano GRN e le hanno poi trapiantate in un modello murino che riproduce le caratteristiche principali delle due malattie. Una volta trapiantate (per via endovenosa o intracerebroventricolare), queste cellule hanno raggiunto il cervello e si sono trasformate in cellule simili alla microglia – le "sentinelle" del sistema immunitario del cervello –, capaci di produrre progranulina in modo stabile nel tempo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«In tutte le condizioni sperimentali è stata osservata una ricostituzione della produzione di PGRN nel sistema nervoso centrale da parte delle cellule geneticamente modificate derivate dal trapianto – </span><strong>afferma la prof.ssa Alessandra Biffi, corresponding author dello studio e docente al Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino dell'Università di Padova</strong><span><strong> </strong>–. Ciò ha determinato una </span><span style="text-decoration: underline;">correzione dell'accumulo lipidico, una diminuzione della neuroinfiammazione (gliosi) e un miglioramento delle funzioni comportamentali, in particolare del riconoscimento sociale.</span><span> Di particolare interesse è l'osservazione che i benefici terapeutici sono stati ottenuti anche quando le cellule geneticamente modificate si sono insediate esclusivamente nel cervello, dopo somministrazione intracerebroventricolare del trattamento».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio dimostra come <strong>una ricostituzione parziale ma stabile nel tempo della progranulina nel cervello sia sufficiente a correggere la patologia</strong>, aprendo nuove prospettive per lo sviluppo di terapie geniche efficaci per due patologie neurodegenerative severe e prive di trattamento quali la Demenza Frontotemporale e la CeroidoLipofuscinosi neuronale di tipo 11.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>Link allo studio: </span><a href="https://www.science.org/doi/abs/10.1126/scitranslmed.adw9930" target="_blank" rel="noopener"><span>Restoration of progranulin by engineered hematopoietic stem cell–derived microglia corrects phenotypes of granulin knockout mice </span><span>– «Science Translational Medicine» – 2026</span></a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L’UE investe oltre 307 milioni di euro in intelligenza artificiale e tecnologie correlate</title>
<link>https://www.italia24.news/lue-investe-oltre-307-milioni-di-in-intelligenza-artificiale-e-tecnologie-correlate</link>
<guid>https://www.italia24.news/lue-investe-oltre-307-milioni-di-in-intelligenza-artificiale-e-tecnologie-correlate</guid>
<description><![CDATA[ La Commissione europea mette a disposizione 307,3 milioni di € per rafforzare l&#039;innovazione e la competitività digitale dell&#039;Unione ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696df96fc3e8a.webp" length="25696" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 19:21:16 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">La Commissione europea ha pubblicato due nuovi inviti a presentare proposte nell'ambito del polo tematico <strong>"Digitale, industria e spazio" </strong>del programma di lavoro di<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://research-and-innovation.ec.europa.eu/funding/funding-opportunities/funding-programmes-and-open-calls/horizon-europe/horizon-europe-work-programmes_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Horizon Europe</span></a><span lang="IT">, mettendo a disposizione <strong>307,3 milioni di euro per rafforzare l'innovazione e la competitività digitale dell'Unione.</strong></span></span><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Di questi, 221,8 milioni di euro sono destinati a <a href="https://hadea.ec.europa.eu/news/horizon-europe-2026-digital-calls-now-published-2026-01-14_en" target="_blank" rel="noopener">un'</a></span><span lang="EN-GB"><a href="https://hadea.ec.europa.eu/news/horizon-europe-2026-digital-calls-now-published-2026-01-14_en" target="_blank" rel="noopener"><span lang="IT">iniziativa</span></a><span lang="IT"><span> </span>focalizzata sullo sviluppo di <strong>servizi di intelligenza artificiale (IA) affidabili, di servizi di dati innovativi e sul rafforzamento dell'autonomia strategica dell'UE.</strong> Il bando finanzierà progetti a sostegno dello sviluppo dell'IA, comprese azioni legate alla<span> </span></span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/apply-ai" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">strategia per l'IA applicata</span></a><span lang="IT">, alla robotica, alle tecnologie quantistiche, alla fotonica e ai mondi virtuali. In particolare, oltre 40 milioni di euro saranno dedicati all'iniziativa "Open Internet Stack", che punta allo sviluppo di applicazioni per gli utenti finali e di componenti delle tecnologie di base, a sostegno dei beni comuni digitali sovrani europei.</span></span><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Un ulteriore stanziamento di 85,5 milioni di euro è previsto per il<span> </span></span><span lang="EN-GB"><span lang="IT">secondo invito</span><span lang="IT">, volto a promuovere l'autonomia strategica aperta nelle tecnologie digitali ed emergenti e nelle materie prime correlate. Questo bando si concentrerà su ambiti quali gli agenti di IA di prossima generazione, la robotica per applicazioni industriali e di servizio e lo sviluppo di nuovi materiali con capacità di rilevamento avanzate.</span></span><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Nel loro insieme, questi inviti mirano a promuovere un'innovazione sostenibile e a rafforzare la leadership europea nelle tecnologie digitali strategiche, in linea con la<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://commission.europa.eu/topics/competitiveness/competitiveness-compass_it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">bussola per la competitività</span></a><span lang="IT"><span> </span>della Commissione. Attraverso questo investimento, l'esecutivo europeo intende garantire una posizione di leadership nelle tecnologie chiave, puntando su un'innovazione sostenibile e antropocentrica.</span></span><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il polo tematico quattro del<span> </span></span><span lang="EN-GB"><span lang="IT">programma di lavoro di Horizon Europe</span><span lang="IT">, "Digitale, industria e spazio", è concepito per accelerare la leadership e la competitività dell'Europa in settori digitali strategici fondamentali, tra cui l'intelligenza artificiale, le tecnologie quantistiche, le future reti digitali, i mondi virtuali e altre tecnologie abilitanti. I bandi sono aperti a imprese, amministrazioni pubbliche, istituti di ricerca, università e altri soggetti degli Stati membri dell'UE e dei paesi partner.</span></span><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 15 aprile 2026.</span><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Maggiori informazioni sono disponibili sul<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/home" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">portale Finanziamenti e appalti</span></a><span lang="IT">.</span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Sostenibilità e transizione: a Roma il Kick&#45;off Meeting del 41° ciclo del Dottorato Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile ed il Cambiamento Climatico</title>
<link>https://www.italia24.news/sostenibilita-e-transizione-a-roma-il-kick-off-meeting-del-41-ciclo-del-dottorato-nazionale-sullo-sviluppo-sostenibile-ed-il-cambiamento-climatico</link>
<guid>https://www.italia24.news/sostenibilita-e-transizione-a-roma-il-kick-off-meeting-del-41-ciclo-del-dottorato-nazionale-sullo-sviluppo-sostenibile-ed-il-cambiamento-climatico</guid>
<description><![CDATA[ A Roma, il 22 e 23 gennaio 2026, si terrà il Kick-off Meeting del 41° ciclo del Dottorato Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile ed il Cambiamento Climatico (Sustainable Development and Climate Change, PhD-SDC) ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696cf82592721.webp" length="21894" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 19:21:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<h2 dir="ltr" id="docs-internal-guid-e0c67cfd-7fff-03fd-c10c-b435eded5800"><span>Le sfide della sostenibilità</span></h2>
<p dir="ltr"><span>La crisi climatica accelera, le disuguaglianze aumentano e le transizioni energetiche e industriali stanno cambiando in profondità economie e geopolitica. In parallelo cresce, in Italia e a livello internazionale, la richiesta di </span><strong>conoscenza e di strumenti per affrontare problemi complessi come quelli legati alla sostenibilità ed al clima. </strong><span>Dati solidi, strumenti previsionali e soluzioni che tengano conto degli aspetti scientifici, tecnici e sociali sono sempre più essenziali per governare trasformazioni rapide e complesse. Eppure, proprio mentre il bisogno di ricerca e innovazione si fa più urgente, </span><strong>diminuiscono le risorse disponibili</strong><span> e si indeboliscono le condizioni di continuità per i percorsi scientifici più strategici.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La sostenibilità non riguarda un singolo settore: è una </span><strong>sfida sistemica</strong><span> che incrocia energia e salute, gestione del territorio e risorse naturali, città e infrastrutture, sicurezza economica e coesione sociale. Affrontarla richiede un salto di qualità nella produzione di conoscenza: modelli e strumenti predittivi sul rischio climatico, valutazioni dell’impatto delle politiche pubbliche, innovazione tecnologica e industriale. Servono inoltre risposte concrete per i territori più fragili e le infrastrutture esposte, insieme a competenze capaci di garantire che la transizione non produca nuove disuguaglianze. È anche per questo che cresce la domanda di alta formazione e ricerca. Tuttavia, per essere davvero efficace, la ricerca sulla sostenibilità ha bisogno di </span><strong>stabilità, continuità e interdisciplinarità</strong><span>: obiettivi sempre più difficili da raggiungere in un quadro di finanziamenti insufficienti, frammentati o intermittenti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>È in questo contesto che </span><strong>Roma ospiterà il 22 e 23 gennaio 2026 il Kick-off Meeting del 41° ciclo del Dottorato Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile ed il Cambiamento Climatico (Sustainable Development and Climate Change, PhD-SDC)</strong><span>, il dottorato di interesse nazionale in Italia con un’attenzione particolare alla sostenibilità e al cambiamento climatico. L’evento, di respiro internazionale, riunirà dottorandi e dottorande, docenti, rappresentanti istituzionali, accademie scientifiche e reti internazionali per discutere le grandi sfide globali e la crescente pressione sui finanziamenti per la ricerca avanzata, </span><strong>ribadendo il ruolo centrale della formazione dottorale e della ricerca come leve decisive per accompagnare la transizione. Il 23 gennaio, presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, è previsto anche un evento pubblico dedicato al ruolo dell’università nella transizione sostenibile</strong><span><strong>,</strong> co-organizzato da Sustainable Development Solutions Network (SDSN) Italia, la rete promossa dalle Nazioni Unite che riunisce istituzioni di ricerca, università, imprese e organizzazioni per promuovere soluzioni pratiche all’implementazione dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 e al Patto sul Futuro.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«</span><em>Il cambiamento climatico e le scelte di sviluppo compatibili con la vita sul pianeta rappresentano una sfida strutturale per le nostre società, che attraversa dimensioni ambientali, economiche, sociali e istituzionali. Affrontare questa complessità richiede modelli di formazione e ricerca capaci di superare i confini disciplinari e di mettere in rete competenze e responsabilità. Il Dottorato Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile e il Cambiamento Climatico nasce proprio con questo obiettivo: costruire una rete di collaborazione tra università e ambiti scientifici diversi, in grado di produrre conoscenza utile alle politiche pubbliche e alle strategie di transizione. In questi anni il dottorato ha dimostrato la validità di questo approccio, rafforzando la cooperazione tra gli atenei italiani e valorizzando le migliori competenze scientifiche del Paese. Nato come progetto sperimentale, oggi questo modello deve diventare parte strutturale del sistema della formazione dottorale. Il mio impegno, prima come coordinatore del dottorato e oggi come rettore e delegato CRUI per il dottorato, è lavorare con il Ministero dell’Università e della Ricerca affinché questo modello possa essere consolidato, reso stabile e sostenibile nel tempo</em><span><em>»,</em> dichiara </span><strong>Mario Martina, Rettore della Scuola Universitaria Superiore IUSS.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>PhD-SDC: un modello italiano di innovazione nella formazione dottorale</span></h2>
<p dir="ltr"><span>Il PhD-SDC nasce per superare la frammentazione disciplinare e costruire un modello di alta formazione capace di operare dove le decisioni contano: </span><strong>all’intersezione tra scienza, tecnologie, politiche e società</strong><span><strong>.</strong> Negli anni, il programma si è consolidato come piattaforma nazionale e internazionale di riferimento, grazie a una rete ampia di università e centri di ricerca italiani. </span><span>Capofila del programma</span><span> è la </span><span>Scuola Universitaria Superiore IUSS</span><span>, che coordina una comunità scientifica impegnata nella formazione di nuove generazioni di ricercatori e ricercatrici con strumenti interdisciplinari.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per l’anno accademico 2025/2026, il 41° ciclo si articola in tre curricula complementari:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><strong>CU-Alpha (One Health)</strong><span>: interconnessioni tra salute umana, ecosistemi e sistemi naturali;</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><strong>CU-Beta (Human Society)</strong><span><strong>:</strong> governance, politiche pubbliche e dimensioni socio-economiche delle transizioni;</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><strong>CU-Gamma (Technology &amp; Territory)</strong><span><strong>:</strong> innovazione tecnologica e pianificazione territoriale. </span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><em>«Il dottorato SDC ha creato in questi ultimi 5 anni una solida rete di cooperazione tra 60 università, centri di ricerca e aziende che mettono a disposizione le loro competenze e i loro laboratori. Questo ha permesso di ampliare l’offerta formativa per gli studenti, di aumentare le collaborazioni soprattutto interdisciplinari favorite dai dottorandi/e stessi/e che interagendo con i/le loro colleghi/e negli eventi multidisciplinari stimolano il network tra i professori. Nei primi 5 cicli, il PhD-SDC ha finanziato la ricerca di circa 425 studenti/esse, ed abbiamo creato una comunità di scienziati/e ed allievi/e interessati a migliorare le nostre conoscenze e a sviluppare tecnologie che ci aiutino a creare un mondo migliore, più giusto e sostenibile, e decarbonizzato. Rimane un progetto unico nel panorama Europeo se consideriamo le discipline coinvolte, e quindi capace di promuovere ricerche e trovare soluzioni innovative</em><span><em>»,</em> aggiunge </span><strong>Roberto Buizza, professore ordinario fisico della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Coordinatore del PhD-SDC.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><em>“La rete SDSN Italia, ospitata e coordinata da Politecnico di Torino e Università degli Studi di Brescia, supporta la diffusione della cultura degli SDGs e i principi sanciti dal Patto sul Futuro, attraverso ricerca, formazione e attività di valorizzazione della conoscenza e favorisce collaborazioni tra università, centri di ricerca, imprese, istituzioni e società civile per co-progettare soluzioni innovative. A livello globale, la rete comprende oltre 2.000 istituzioni attraverso circa 60 network nazionali e regionali, coordinati per diffondere e implementare soluzioni per gli SDGs, nei rispettivi contesti locali e internazionali. Rappresenta quindi un’ottima piattaforma per valorizzare, a livello internazionale, il lavoro sinergico e cooperativo sviluppato con il dottorato SDC, di cui i due atenei hosting sono partners dalla sua fondazione</em><span><em>”,</em> dichiara </span><strong>Patrizia Lombardi, Vicerettrice per Campus sostenibile e Living Lab del Politecnico di Torino e co-Chair di SDSN Italia</strong><span><strong>.</strong></span></p>
<h2 dir="ltr"><span></span></h2>
<h2 dir="ltr"><span>Sedi e programma dell’evento</span></h2>
<p dir="ltr"><span>Il Kick-off Meeting si svolgerà </span><strong>in presenza a Roma</strong><span>, con possibilità di partecipazione </span><strong>anche in ‘live streaming’. </strong><span>Le attività si articoleranno in due giornate, ospitate in sedi simbolo del sistema accademico e scientifico italiano.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Giovedì 22 gennaio 2026, ore 14:00 – 18:00</strong><span>; Kick-off meeting del 41° ciclo del PhD-SDC. La prima giornata del Kick-off Meeting si aprirà alle </span><strong>14:00</strong><span> con l’introduzione al </span><strong>Dottorato Nazionale in Sustainable Development and Climate Change</strong><span><strong>,</strong> la presentazione di struttura e obiettivi del programma. Alle </span><strong>14:30</strong><span> interverrà </span><strong>Roberto Buizza</strong><span>, Coordinatore del PhD-SDC. A seguire, focus sui </span><span>tre</span><span> curricula: </span><strong>CU Alpha (One Health) con Marina Boido dell’Università di Torino, CU Beta (Human Society) con Ilaria Beretta dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e CU Gamma (Technology &amp; Territory) con Michele Pezzagno </strong><span><strong>dell’Università di Brescia</strong>. Dopo la pausa (16:00–16:20), spazio al team amministrativo di IUSS, guidato da </span><strong>Chiara Mussi</strong><span>, e all’Ufficio Missioni, con </span><span><strong>Valeria Morandini</strong> </span><span>ed</span><span> <strong>Ennio Mandia</strong></span><span>, per un approfondimento sul supporto ai dottorandi. In chiusura, la testimonianza di </span><strong>Federica Perazzotti</strong><span><strong>,</strong> PhD-SDC (ciclo 37), che racconterà la propria esperienza nel programma.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In chiusura, la professoressa Michele Pezzagno, in qualità di co-chair SDSN Italia, presenterà l’evento pubblico del giorno successivo presso <strong>l’</strong></span><strong>Accademia Nazionale dei</strong> Lincei: <strong>“The Crucial Role of Higher Education in a Sustainable Future” (23 gennaio, 9:00–13:00</strong><span><strong>)</strong>, co-organizzato dal PhD-SDC e da </span><strong>SDSN Italia</strong><span>, parte della rete italiana del </span><strong>Sustainable Development Solutions Network delle Nazioni Unite (UN SDSN)</strong><span><strong>. </strong>L’incontro </span><span>sarà fruibile anche in streaming</span><span> (</span><a href="https://email.tmg.vrfy.email/c/eJxE0LGuGyEQheGnWToQDAPLFBRp7mtcDTDYSF6vtSBHydNHsRSlOsVpfn0tVwTZlWS3x4TkU7BKDh6P7_mSNn6P8yk5dVeEAVzf0B7zFsEc0ga3dsmcZix1zxE7kWuRU7DcWujFsu-tOq5MCEWNDBaidS646HYgg9WVCkKFuBQA2NCu42beV_9lPgnqke9rvebmf2zwtcGXvOW5plnCxzTHqNc5z75MPY9_598lT7buuy4MohFINBF0zd53X2x0cd83tD5iqtYXHWotGrGhLhJYJ-pBQoIo5NSVL2n8QdjQjsWPwYDmKT-n-u_zPVqGiJS8Wlm9M_wJAAD__7Z2aAE"><span>Link webinar 23 gennaio 2026 - Accademia dei Lincei</span></a><span>) e metterà al centro il ruolo dell’istruzione superiore e della formazione dottorale nel rispondere alle grandi sfide globali — dal cambiamento climatico alle disuguaglianze sociali, fino alle transizioni tecnologiche — e nel contribuire al raggiungimento degli </span><strong>Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e del Patto sul Futuro delle Nazioni Unite. </strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>Il programma prevede </span><strong>interventi keynote</strong><span> e una </span><strong>tavola rotonda</strong><span> con esponenti del mondo accademico, delle istituzioni internazionali, dell’industria e delle organizzazioni giovanili. Tra i partecipanti, </span><strong>Patrizia Lombardi</strong><span>, professoressa del Politecnico di Torino, già Presidente della </span><strong>Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), co-chair SDSN Italia, Enrico Giovannini, Direttore Scientifico ASViS</strong><span>, professore dell’Università Tor Vergata, insieme ad altre figure di rilievo del panorama scientifico e </span><span>policy-oriented</span><span> internazionale. A moderare l’incontro sarà </span><strong>Sonia Filippazzi</strong><span>, giornalista professionista del </span><span>Giornale Rai Radio 1</span><span>, da anni impegnata sui temi ambientali e sociali. Nel pomeriggio del </span><strong>23 gennaio</strong><span> si terrà <strong>l’</strong></span><strong>Assemblea del network SDSN Italia</strong><span><strong>,</strong> dedicata a attività, progetti, priorità scientifiche e prospettive della rete nazionale.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Energia: firmato l&amp;apos;accordo per uno studio indipendente sui benefici socio&#45;economici dell’eolico offshore in Italia</title>
<link>https://www.italia24.news/energia-firmato-laccordo-per-uno-studio-indipendente-sui-benefici-socio-economici-delleolico-offshore-in-italia</link>
<guid>https://www.italia24.news/energia-firmato-laccordo-per-uno-studio-indipendente-sui-benefici-socio-economici-delleolico-offshore-in-italia</guid>
<description><![CDATA[ AERO – Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore, Intesa Sanpaolo, il Politecnico di Torino, il Politecnico di Bari, Prometeia e Owemes firmano l&#039;intesa per la realizzazione di uno studio sull&#039;eolico offshore e del suo contributo al rafforzamento dell&#039;industria italiana ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696cf0f45fa6c.webp" length="18118" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 19:20:22 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-3f19b890-7fff-5239-5bb0-06965bfaee7d"><span>È stata firmata nei giorni scorsi l'intesa definitiva tra </span><strong>AERO – Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore, Intesa Sanpaolo, il Politecnico di Torino, il Politecnico di Bari, Prometeia e Owemes</strong><span> per la realizzazione di uno </span><strong>studio approfondito e indipendente sui benefici socio-economici dell'eolico offshore in Italia.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio si propone di analizzare in modo completo </span><strong>benefici, sfide e strategie per lo sviluppo del settore</strong><span><strong>,</strong> con particolare attenzione al ruolo strategico dell'eolico offshore nella competitività del Paese, nella transizione energetica e nel rafforzamento della filiera industriale nazionale. Verranno esaminati fabbisogni occupazionali e materiali, confrontandoli con le capacità industriali esistenti, anche grazie al contributo operativo dei soci industriali di AERO.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I risultati restituiranno </span><strong>indicatori quantitativi e qualitativi</strong><span> utili alla programmazione industriale e finanziaria, supportando decisioni strategiche di policy e investimento. Particolare attenzione sarà dedicata alla supply chain, evidenziando le opportunità di crescita per l'industria italiana e le azioni necessarie per una transizione rapida, efficace e sostenibile del settore.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><em>"Questo studio nasce con l'obiettivo di mostrare concretamente quanto l'eolico offshore possa contribuire a creare nuovi posti di lavoro qualificati e a rafforzare l'industria italiana, offrendo al contempo strumenti concreti per decisioni strategiche e investimenti mirati",</em><span> ha dichiarato il Presidente di AERO, </span><strong>Fulvio Mamone Capria</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Elisa Zambito Marsala</strong><span>, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Program di Intesa Sanpaolo: </span><em>"Questo studio è importante non solo per misurare l'impatto economico dell'eolico offshore, ma soprattutto per contribuire a ridurre il divario tra le competenze richieste dalle imprese e i percorsi formativi. Intesa Sanpaolo è impegnata a favorire il dialogo continuativo tra università e mondo produttivo, essenziale per formare profili professionali adeguati alle esigenze del tessuto industriale e ispirare le giovani generazioni a nuove professioni legate alla transizione energetica".</em></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><em>"Il Politecnico di Torino, con questo studio, intende contribuire a dotare il Sistema Paese di un'analisi tecnico-economica che valuti impatti e ricadute lungo la filiera industriale e informi scelte di politica pubblica e programmazione industriale su temi ad elevato impatto sistemico, come l'eolico offshore. Costruire evidenze solide e confrontabili a supporto dei decisori pubblici è infatti tra i principali compiti del nostro Ateneo",</em><span> commenta </span><strong>Giuliana Mattiazzo</strong><span>, Vicerettrice per l'Innovazione scientifico-tecnologica del Politecnico di Torino.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><em>"L'accordo promuove un'alleanza tra competenze scientifiche e sistema industriale, finalizzata a costruire un quadro chiaro e rigoroso del valore economico e industriale dell'eolico offshore, a supporto di strategie di policy e investimenti volti a sostenere la competitività italiana"</em>,</span><span> spiegano i proff. </span><strong>Antonio Messeni Petruzzelli e Lorenzo Ardito</strong><span> del Politecnico di Bari.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Alessandra Lanza</strong><span>, Senior Partner Prometeia ha commentato: </span><em>"Siamo orgogliosi di partecipare alla valutazione promossa da Aero. Crediamo che accompagnare le politiche di investimento per la transizione tecnologica e ambientale con studi di impatto ex-ante su tutta la filiera sia fondamentale per indirizzare le risorse verso il maggior beneficio sociale possibile e garantirne un effetto duraturo nel tempo".</em></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per </span><strong>Alessandro Corsini</strong><span>, presidente di Owemes <em>"</em></span><em>disporre di strumenti quantitativi rigorosi permette di far emergere il potenziale di una nuova avventura industriale per il Paese. Questo lavoro dimostra l'importanza di fare squadra: solo unendo competenze accademiche, finanziarie e tecniche possiamo costruire decisioni strategiche solide per la transizione energetica del Paese".</em></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Una </span><strong>prima sintesi dello studio sarà presentata in occasione della Fiera Key Energy di Rimini, il 5 marzo 2026</strong><span>, offrendo un primo quadro dei risultati e delle opportunità emergenti per il settore.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>Con questa iniziativa, AERO conferma il proprio impegno a promuovere una visione basata su dati e analisi indipendenti, favorendo il coinvolgimento attivo di attori industriali e accademici e contribuendo a costruire un quadro chiaro e condiviso sul </span><strong>potenziale dell'eolico offshore per lo sviluppo economico, occupazionale e industriale dell'Italia.</strong></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ambiente: uno studio internazionale sull&amp;apos;inquinamento dell&amp;apos;aria da microplastiche degli pneumatici</title>
<link>https://www.italia24.news/ambiente-enea-studia-linquinamento-dellaria-da-microplastiche-degli-pneumatici</link>
<guid>https://www.italia24.news/ambiente-enea-studia-linquinamento-dellaria-da-microplastiche-degli-pneumatici</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Atmospheric Environment sulle concentrazioni di microplastiche da pneumatici nell’aria, condotto nell’ambito del progetto europeo POLYRISK, con la collaborazione di ENEA ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696cee59ece28.webp" length="32632" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 19:20:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-8e05c447-7fff-f830-a095-d70fda00ea3f"><span>Le concentrazioni di </span><span><strong>microplastiche da pneumatici</strong> </span><span>nell’aria possono risultare </span><strong>fino a cinque volte più elevate</strong><span> nelle </span><strong>zone urbane a traffico intenso</strong><span> dove i veicoli frenano e ripartono di frequente. È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato sulla rivista </span><strong>Atmospheric Environment</strong><span> e condotto nell’ambito del progetto europeo </span><strong>POLYRISK</strong><span>[1], con la collaborazione di </span><strong>ENEA</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>“In città una delle principali fonti di inquinamento da microplastiche è rappresentata dalle minuscole particelle generate dall’attrito degli pneumatici sull’asfalto durante la normale circolazione dei veicoli. Finora, solo pochi studi internazionali hanno quantificato le concentrazioni atmosferiche di queste particelle”, spiega </span><strong>Maria Rita Montereali</strong><span>, ricercatrice del Laboratorio ENEA Impatti sul Territorio e nei Paesi in Via di Sviluppo presso il Dipartimento Sostenibilità e coautrice dello studio insieme alle colleghe </span><strong>Laura Caiazzo</strong><span> e </span><strong>Sonia Manzo</strong><span> del medesimo dipartimento. “Con il nostro lavoro – aggiunge - abbiamo voluto misurare la presenza di queste microplastiche e valutarne le variazioni in relazione ad altri inquinanti primari del traffico, analizzando aree caratterizzate da differenti condizioni di circolazione veicolare. In futuro, i dati raccolti potranno essere utilizzati per verificare le possibili associazioni con gli effetti sulla salute”.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nel periodo 2022-2023 il team del progetto POLIRISK ha monitorato tre siti contraddistinti da flussi e velocità di traffico diversi: una strada urbana con traffico di tipo ‘stop-and-go’, un tratto autostradale a traffico elevato ma scorrevole e un parco cittadino che distava dalla strada (secondaria) più vicina 50 metri, con campagne di campionamento del particolato atmosferico PM10[2] a Utrecht (Paesi Bassi), dove si stima che ogni anno vengano rilasciate nell’aria tra le 880 e le 2900 tonnellate di particelle plastiche a causa dell’abrasione degli pneumatici su strada.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per le rilevazioni sulla qualità dell’aria, i ricercatori hanno utilizzato marcatori di gomma sintetica e naturale – le principali componenti degli pneumatici – e un marcatore per il benzotiazolo, un additivo impiegato per indurire la gomma. In parallelo, sono stati monitorati anche altri inquinanti generati dal traffico provenienti dall’usura dei freni (metalli come ferro, rame, cromo e manganese) e dalle emissioni dei motori, per verificarne la correlazione con le microplastiche oggetto dello studio.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nel parco sono state misurate le concentrazioni di microplastiche da pneumatici più basse (3,1-5,1 nanogrammi per metro cubo), mentre quelle più elevate sono state rilevate vicino all’autostrada (7,8-18,1 ng/m³) e in misura maggiore nella zona a traffico “stop-and-go” dove i veicoli si fermavano e ripartivano frequentemente. Quindi, rispetto al parco i livelli di gomma sintetica e naturale nell’aria erano in media fino a 3 volte più alti in autostrada e quasi 5 volte maggiori nella zona a traffico “stop-and-go”.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Anche le concentrazioni di benzotiazolo risultavano più elevate vicino all’autostrada (2,4 volte superiori) e nella zona “stop-and-go” (4,6 volte maggiori) rispetto al parco. “Il benzotiazolo è una sostanza utilizzata nel processo di vulcanizzazione della gomma per la produzione degli pneumatici. Sebbene sia presente anche in altri prodotti - come antigelo, inibitori di corrosione per l’industria della carta o intermedi nella sintesi di coloranti - nel nostro studio è stato considerato un marcatore di particolare interesse, perché viene impiegato nei test di tossicità in vitro e in vivo e nei nostri campioni mostrava una forte correlazione con altri indicatori della presenza di particelle di gomma nell’aria”, spiega la ricercatrice ENEA Laura Caiazzo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In generale, le concentrazioni di metalli derivanti dall’usura dei freni sono risultate da tre a otto volte superiori nelle zone trafficate rispetto al parco. Inoltre, rispetto all’autostrada, l’area caratterizzata da traffico intermittente ‘stop-and-go’ presentava le quantità più elevate di elementi metallici nell’aria (da 2 a 4,8 volte in più).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nei campioni raccolti, la quantità di microplastiche da pneumatici rappresentava in media lo 0,45% del particolato PM10[3]: una frazione relativamente piccola, il cui peso  potrebbe però aumentare in futuro. “L’adozione di standard di qualità dell’aria sempre più severi, che stabiliscono limiti ancora più bassi per le emissioni dagli scarichi, può determinare un aumento relativo del contributo delle particelle, non derivanti dalla combustione, al particolato PM10, una tendenza che probabilmente continuerà nei prossimi anni”, commenta la ricercatrice ENEA Sonia Manzo, che ha coordinato lo studio per ENEA. “La diffusione dei veicoli elettrici – conclude - ridurrà in parte le emissioni di inquinanti legati alla combustione, ma è prevedibile che comporterà un aumento dei livelli di microplastiche prodotte dall’usura e dal contatto con l’asfalto degli pneumatici, a causa di un attrito superiore per il maggior peso di tali veicoli”.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1352231025002328?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener">“Comparison of traffic-related micro- and nanoplastic concentrations at three urban locations”</a></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Note:</strong></p>
<p dir="ltr"><em>[1] Lo studio descritto nell’articolo è parte di una più ampia attività di ricerca condotta nell’ambito del progetto Polyrisk, del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020, il cui obiettivo principale è quello di valutare gli effetti dell’esposizione alle micro e nano plastiche sulla salute dell’uomo.</em></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><em>[2] La maggior parte delle particelle di gomma e asfalto rientra tra i PM10 e la campagna di campionamento è durata quattro ore al giorno per 23 giorni.</em></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><em>[3] Con valori compresi tra 0,07% e 1,48%</em></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano, opere pubbliche: zona Porta Romana, sicurezza e accessibilità stradale con nuovi attraversamenti pedonali</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-opere-pubbliche-zona-porta-romana-sicurezza-e-accessibilita-stradale-con-nuovi-attraversamenti-pedonali</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-opere-pubbliche-zona-porta-romana-sicurezza-e-accessibilita-stradale-con-nuovi-attraversamenti-pedonali</guid>
<description><![CDATA[ Iniziati gli interventi stradali a Milano, in zona Porta Romana, per garantire un percorso senza barriere architettoniche pari a 1.360 metri, l’allargamento di marciapiedi agli incroci, il contrasto alla sosta irregolare e una migliore accessibilità a scuole e servizi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696cec520c7f4.webp" length="89200" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 19:19:49 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-6d656784-7fff-892c-dfd1-3e55249279ae"><span>A </span><strong>Milano</strong><span> sono partiti in questi giorni, nel tratto tra l'incrocio di </span><strong>corso di Porta Romana e via Vaina</strong><span>, i lavori per una serie di interventi stradali che hanno l'obiettivo di </span><strong>superare le barriere architettoniche e migliorare la sicurezza stradale</strong><span> soprattutto dei pedoni. </span><span>Con i cantieri saranno eliminati i gradini tra strada e marciapiedi, migliorando gli attraversamenti pedonali, incentivando il rispetto della precedenza da parte dei veicoli a favore dei pedoni, mitigando la velocità, proteggendo i marciapiedi e gli incroci dalla sosta irregolare che aumenta i rischi sulle strade.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In corso di Porta Romana sono previsti </span><strong>sette interventi</strong><span> per garantire un percorso senza barriere architettoniche pari a 1.360 metri da piazza Medaglie D'Oro fino a piazza Missori, comprese le intersezioni con via Eugenio Vaina - il cantiere appena aperto -, Madre Cabrini, dei Pellegrini, Lentasio, Ludovico da Viadana, Paolo da Cannobbio, Rugabella. </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Sono progetti realizzati anche sulla base di criteri elaborati dalla task force promossa dall'Amministrazione per una maggiore sicurezza stradale e condivisi con il Municipio 1 che da tempo segnala le località particolarmente utilizzate dai cittadini e dalle cittadine per accedere a servizi pubblici.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto prevede la </span><strong>riqualificazione di ciascuna delle sette intersezioni di corso di Porta Romana</strong><span> attraverso la combinazione di interventi specifici, sei passaggi pedonali rialzati per evitare saliscendi lungo il percorso del marciapiede laterale di corso di Porta Romana, rallentando anche la velocità dei veicoli che effettuano la svolta, affinché sia rispettata la precedenza di chi attraversa.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Sono previsti </span><strong>cinque nuovi passaggi pedonali</strong><span> per passare da un lato all'altro di corso di Porta Romana che si aggiungono agli 11 già esistenti e portano a un totale di 16 passaggi pedonali, uno ogni 85 metri circa anziché uno ogni 123 metri, contribuendo così a rallentare la velocità dei mezzi in transito. </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Saranno inoltre realizzati, in corrispondenza dei passaggi pedonali vecchi e nuovi, </span><span><strong>14 scivoli pedonal</strong>i</span><span> per eliminare il gradino tra marciapiede e il livello stradale. </span><span>Sono previsti </span><strong>13 "musoni" cioè allargamenti del marciapiede</strong><span> agli angoli delle intersezioni, per accorciare i passaggi pedonali rendendoli più sicuri, proteggendo il passaggio pedonale dalla sosta irregolare e facilitando per chi guida la visibilità del pedone. Tutti gli allargamenti dei marciapiedi saranno protetti da paletti dissuasori della sosta. </span><span> </span></p>
<p dir="ltr"><span>"Aumentiamo lo spazio pedonale, quello per muoversi in sicurezza – dichiara </span><strong>Marco Granelli</strong><span> assessore alle Opere pubbliche e Cura del territorio –, per vivere la strada, per incontrarsi, per accedere alle abitazioni, alle scuole, ai servizi sanitari, ai negozi, alle fermate dell'autobus. Sono tanti piccoli interventi che cambiano la città e l'approccio alla strada, per diminuire gli incidenti, ridurre la velocità dei veicoli, consentire aggregazione, alla portata di tutti".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>"Una serie di interventi importanti per il quartiere Porta Romana – dichiara </span><strong>Mattia Abdu</strong><span> presidente del Municipio 1 –. Un'area ad alta densità di servizi, un ospedale, scuole, case di quartiere e di comunità. Un cambiamento che risponde a quanto abbiamo chiesto in Municipio 1 coerente con l'esigenza di incentivare la mobilità pedonale". </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>L'importo complessivo dei lavori è di oltre 247mila euro finanziati dal </span><strong>Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti</strong><span>, con risorse dedicate alla sicurezza stradale per il superamento delle barriere architettoniche e attraverso i fondi europei </span><strong>Pn Metro</strong><span>. I sette interventi saranno realizzati, uno alla volta, nei prossimi nove mesi e completati per l'autunno 2026.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università Milano&#45;Bicocca: una ricerca rivela che la voce può riscrivere l&amp;apos;immagine mentale di un volto</title>
<link>https://www.italia24.news/una-ricerca-del-del-dipartimento-di-psicologia-di-milano-bicocca-rivela-che-la-voce-puo-riscrivere-limmagine-mentale-di-un-volto</link>
<guid>https://www.italia24.news/una-ricerca-del-del-dipartimento-di-psicologia-di-milano-bicocca-rivela-che-la-voce-puo-riscrivere-limmagine-mentale-di-un-volto</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio del dipartimento di Psicologia di Milano-Bicocca ha dimostrato che è sufficiente una parola o il tono di voce positivo per farci riformulare la nostra prima rappresentazione mentale, quando negativa. E vale anche il contrario. ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6968d4bb42af7.webp" length="13120" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 14:48:31 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-155ea10c-7fff-6a41-d863-dd018eb24d85"><span>La prima impressione non è tutto: può bastare una parola o il tono di voce a riscrivere la nostra rappresentazione mentale di una persona. A dimostrarlo è</span><a href="https://customer72157g.musvc1.net/e/tr?q=0%3dBYJXFX%264%3dX%26y%3dVLY%26z%3dSLYFU%26C%3dE5L8P_3skw_Dc_0xdr_Jm_3skw_ChvLt.G0D_3skw_ChIg.BSOd_3skw_ChIfEZMbKXJbBVRdKYJ%26A%3dxMASnS.6B8l3s5%26AA%3dXFSL%26Q4%3dTRYGbIXFSRXHTQ%26E%3do8NeBYOcoTJCG4x0B7R9E6Lcm5x9IWQaJ5NaFYtgC7x8lTM9n5Q8o4O8G7wbD4Pd&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt"><span> </span></a><span>una ricerca dell'Università di Milano-Bicocca, a cura di </span><span><strong>Matteo Masi</strong> </span><span>e </span><span><strong>Marco Brambilla</strong> </span><span>del dipartimento di Psicologia, che rivela come sia sufficiente ascoltare poche parole della voce di una persona per cambiare l'immagine del volto che conserviamo nella nostra mente, cioè la sua rappresentazione mentale</span><span>. Lo studio è appena stato pubblicato su</span><span> <em>Social Psychological and Personality Science</em></span><em>.</em></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Usando una tecnica chiamata </span><em>reverse correlation</em><span>, i ricercatori hanno visualizzato le rappresentazioni mentali dei volti prima e dopo l'ascolto di una voce positiva o negativa. I risultati mostrano che, quando l'ascolto di una voce positiva - dolce e gentile -  segue un'impressione negativa basata sul volto, </span><strong>la mente ricostruisce un'immagine del volto</strong><span> più aperto, più affidabile e gradevole. E <strong>accade anche il contrario</strong>: una voce fredda o ostile può rendere più duro e negativo un volto inizialmente percepito come rassicurante.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Questo sembra essere un </span><strong>processo spontaneo di integrazione tra i sensi</strong><span>, che avviene automaticamente anche quando il volto è stato osservato con il solo scopo di memorizzarne i tratti, e non di giudicarlo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Le impressioni sociali non sono "scolpite nella pietra". - spiega </span><span>Matteo Masi </span><span>-  <strong>Ascoltare </strong></span><strong>la voce può riprogrammare l'immagine visiva di qualcuno</strong><span><strong> nella nostra testa</strong>. Le nostre percezioni sono aperte a informazioni provenienti da più sensi e molto più plastiche di quanto immaginiamo.»</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Le implicazioni sono molteplici: dal </span><strong>reclutamento del personale</strong><span> ai </span><strong>processi giudiziari</strong><span>, dalle interazioni con assistenti vocali e avatar AI alla costruzione di fiducia nei media e nella politica. In un mondo sempre più ibrido tra reale e digitale, </span><span><strong>capire come integriamo le informazioni provenienti da brevi interazion</strong>i</span><span> è essenziale per prendere decisioni più informate, evitare fraintendimenti e rendere più efficaci le relazioni sociali e professionali.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«La nostra mente non fotografa le persone, le costruisce continuamente -  aggiunge </span><span>Marco Brambilla</span><span> - Ogni nuova informazione — un gesto, una parola, una voce — può cambiare ciò che crediamo di vedere.»</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Se abbiamo sempre pensato che "la prima impressione è tutto", forse ora dovremmo correggerci: basta una voce per cambiare un volto.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: Masi, M., Brambilla M. - <em><a href="https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/19485506251407072" target="_blank" rel="noopener">"Facial Impressions Are Not Set in Stone: Voice-Driven Changes in Facial Representations Obtained via Reverse Correlation"</a> </em>Social Psychological and Personality Science</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Malattia polmonare cronica del prematuro: ottenere diagnosi precoci e prevenire le complicanze respiratorie con una ecografia polmonare</title>
<link>https://www.italia24.news/malattia-polmonare-cronica-del-prematuro-ottenere-diagnosi-precoci-e-prevenire-le-complicanze-respiratorie-con-una-ecografia-polmonare</link>
<guid>https://www.italia24.news/malattia-polmonare-cronica-del-prematuro-ottenere-diagnosi-precoci-e-prevenire-le-complicanze-respiratorie-con-una-ecografia-polmonare</guid>
<description><![CDATA[ Pubblicato su «Lancet Regional Health Europe» lo studio internazionale ‘Aerazione polmonare e scambio gassoso nei neonati pretermine che sviluppano displasia broncopolmonare da moderata a grave: uno studio prospettico multicentrico della coorte PATH-BPD’ coordinato delle Università di Padova e Parigi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6968b24e454b1.webp" length="45426" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 14:48:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-5a64e2a1-7fff-dd7d-db2f-6ddf659ebbdb"><span>La <strong>displasia broncopolmonare (BPD)</strong>, nota anche come malattia polmonare cronica del prematuro, rappresenta la più comune e grave complicanza respiratoria della prematurità. Ancora orfana di prevenzione e terapie efficaci, anche se alcuni farmaci sono in avanzata sperimentazione, non era possibile finora identificare quali neonati evolvessero verso le forme più gravi della malattia e le loro caratteristiche, prima che fosse “troppo tardi” e il danno polmonare già instaurato.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Lo studio ‘Aerazione polmonare e scambio gassoso nei neonati pretermine che sviluppano displasia broncopolmonare da moderata a grave: uno studio prospettico multicentrico della coorte PATH-BPD’, coordinato da Daniele De Luca (Ordinario di Neonatologia all’Università Paris Saclay), e Eugenio Baraldi (Ordinario di Pediatria all’Università di Padova), con la partecipazione di centri spagnoli, francesi e italiani, ha consentito di identificare molto precocemente con l’ecografia polmonare, i bambini che evolvono verso la BPD grave. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista «Lancet Regional Health Europe» ha coinvolto quasi 250 estremi prematuri (peso medio 940 grammi).</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Tra questi prematuri, coloro che hanno sviluppato BPD grave mostravano un'aerazione polmonare all’ecografia polmonare e parametri di ossigenazione alterati fin dal decimo giorno di vita e l’aerazione polmonare mostrava un peggioramento costante nel tempo» spiega il prof. Eugenio Baraldi. </span></p>
<p dir="ltr"><span>«Si tratta di parametri facilmente misurabili al letto del neonato, in forma non invasiva e consentono di capire già dal decimo giorno di vita chi andrà incontro alla forma più grave della patologia» commenta il dott. <strong>Luca Bonadies</strong>, co-autore della ricerca ed esperto di ecografia polmonare.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Oggi vi sono due farmaci (IGF1 e r-hu-SPD) attualmente in fase avanzata di sperimentazione clinica da parte dei professori De Luca a Parigi e dal Prof. Baraldi e Dr. Bonadies presso la neonatologia dell’<strong>Azienda Ospedale-Università di Padova</strong>. Il loro utilizzo nella pratica clinica potrebbe essere guidato dall’ecografia polmonare che permetterebbe di selezionare precocemente i neonati che possono beneficiarne maggiormente.     </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il Prof. Baraldi coordina anche lo studio di fase I con vescicole extra-cellulari, che rappresenta una forma terapeutica ancora più innovativa per la prevenzione della BPD messa a punto presso la <strong>Torre della Ricerca Pediatrica “Città della Speranza”</strong> in collaborazione con il gruppo di ricerca  del Prof. <strong>Maurizio Muraca</strong>.  Gli sforzi della ricerca sono quindi tutti diretti verso un trattamento il più precoce e personalizzato possibile della BPD, con lo scopo di migliorarne la prognosi a lungo termine.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio pubblicato su Lancet è uno dei risultati della collaborazione siglata nel 2021 tra la <strong>rettrice Daniela Mapelli dell’Università di Padova e la rettrice dell’Università Paris-Saclay di Parigi</strong>. Si tratta di un accordo nell’ambito di un <strong>trattato del Quirinale tra Italia e Francia</strong>, per la promozione di progetti congiunti di ricerca clinica e traslazionale e lo scambio fra le università di giovani neonatologi.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Link allo studio: <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S266677622500376X?dgcid=SSRN_redirect_SD&amp;ssrnid=5556385" target="_blank" rel="noopener">"<span id="docs-internal-guid-e84d4478-7fff-7830-a4cc-3bbb53a943e0">Lung aeration and gas exchange in preterm infants developing moderate-to-severe bronchopulmonary dysplasia: a multicentre prospective study from the PATH-BPD cohort"</span></a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Antartide: Ice Memory Foundation inaugura il 14 gennaio il primo archivio destinato alla conservazione di campioni dei ghiacciai montani</title>
<link>https://www.italia24.news/antartide-ice-memory-foundation-inaugura-primo-archivio-destinato-a-conservare-per-secoli-campioni-dei-ghiacciai-montani</link>
<guid>https://www.italia24.news/antartide-ice-memory-foundation-inaugura-primo-archivio-destinato-a-conservare-per-secoli-campioni-dei-ghiacciai-montani</guid>
<description><![CDATA[ Dalle Alpi al plateau antartico. Carote di ghiaccio contenenti la memoria dell’atmosfera del passato sono ora conservate in sicurezza alla Stazione Concordia in una grotta nel ghiaccio progettata per preservare i campioni dei ghiacciai montani per le future generazioni di scienziate e scienziati ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696809b6c0d04.webp" length="21834" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 14:47:23 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-8842e85e-7fff-33d9-64e8-149a6f57d234"><span>L’apertura in <strong>Antartide</strong> del primo archivio per la conservazione delle carote di ghiaccio segna un momento storico per il <strong>progetto Ice Memory</strong>, lanciato nel 2015 da <strong>Consiglio Nazionale delle Ricerche</strong> e <strong>Università a Ca’ Foscari Venezia</strong> con <strong>Cnrs, Ird e Université Grenoble-Alpes (Francia) e Paul Scherrer Institute (Svizzera). </strong></span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Dopo un viaggio di più di 50 giorni a bordo della rompighiaccio Laura Bassi, salpata da Trieste, due preziosi campioni di ghiaccio provenienti da ghiacciai alpini in ritiro, prelevati con il supporto della <strong>Ice Memory Foundation</strong>, hanno raggiunto la <strong>Stazione italo-francese di Concordia</strong>, nel cuore dell’altopiano antartico. Avvenuto nell’ambito del <strong>Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA)</strong>, il trasporto è stato gestito dall’<strong>Istituto Nazionale di Oceanografia</strong> e di <strong>Geofisica Sperimentale (OGS)</strong>. Arrivate a destinazione, le carote di ghiaccio sono state archiviate nell’<strong>Ice Memory Sanctuary</strong> inaugurato oggi: una grotta ricavata nel ghiaccio e progettata appositamente per diventare un <strong>archivio naturale</strong> e permanente di campioni di ghiaccio. Un successo che, nel contesto del Decennio d’azione per le <strong>scienze della criosfera dell’UNESCO</strong>, dimostra la piena efficacia degli sforzi intrapresi per salvaguardare gli archivi climatici glaciali del nostro pianeta.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Con la fiducia che i progressi della scienza e della tecnologia possano aprire la strada a nuove scoperte – anche qualora i ghiacciai dovessero scomparire – queste carote di ghiaccio rappresentano <strong>un’eredità dal valore inestimabile per le generazioni future</strong>. Costituiranno una risorsa a lungo termine per la ricerca scientifica e per i processi decisionali basati su evidenze scientifiche. Vere e proprie capsule del tempo, racchiudono l’atmosfera del passato che da oggi sarà protetta per i decenni e i secoli a venire.</span></p>
<p></p>
<h2 dir="ltr"><span>Dall’Europa all’Antartide: un viaggio storico per preservare gli archivi climatici</span></h2>
<p dir="ltr"><span>Le due carote di ghiaccio alpine sono state estratte dal <strong>Monte Bianco (Col du Dôme, Francia, 2016) e dal Grand Combin (Svizzera, 2025)</strong>. La missione sul Grand Combin, coordinata dall’Istituto di scienze polari del <strong>Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISP)</strong> e dall’Università Ca’ Foscari Venezia, è stata supportata da <strong>SEA BEYOND, progetto del Gruppo Prada</strong> condotto dal 2019 in partnership con la <strong>Commissione Oceanografica Intergovernativa (COI) dell’UNESCO</strong>, con l’obiettivo di creare <strong>consapevolezza sulla preservazione dell’oceano e la sua sostenibilità</strong>. I due campioni sono salpati a metà ottobre 2025 a bordo della <strong>nave rompighiaccio italiana Laura Bassi,</strong> nell’ambito della <strong>41ª campagna </strong>del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA). Operato dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), il carico di 1,7 tonnellate di ghiaccio è stato mantenuto a una temperatura costante di -20 °C / -4 °F per l’intera durata del viaggio. Ha attraversato il Mar Mediterraneo, l’Oceano Atlantico, il Pacifico, quindi l’Oceano Meridionale e il Mare di Ross prima di raggiungere la Stazione Mario Zucchelli il 7 dicembre 2025.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Da qui, un volo speciale reso possibile <strong>dall’ENEA</strong> nell’ambito del PNRA e operato senza riscaldamento nella stiva di carico per garantire l’integrità dei campioni a -20 °C, ha trasportato le carote di ghiaccio attraverso l’interno del continente antartico fino alla Stazione italo-francese Concordia, a 3.233 metri di altitudine.</span></p>
<p></p>
<h2 dir="ltr"><span>L’archivio Ice Memory per la conservazione a lungo termine delle carote di ghiaccio: un’infrastruttura naturale nel cuore dell’Antartide</span></h2>
<p dir="ltr"><span>L’Ice Memory Sanctuary è una grotta <strong>lunga 35 metri e alta e larga 5 metri</strong>, scavata interamente negli strati di neve compatta a <strong>circa 5 metri sotto la superficie</strong>, per una <strong>profondità totale di 9 metri</strong>. Sotto il coordinamento tecnico e la progettazione dell’<strong>Unità Tecnica Antartica dell’ENEA</strong> e con la collaborazione dell’<strong>Istituto Polare Francese (IPEV)</strong>, sono stati condotti diversi test (a partire dalla campagna estiva 2018-2019) per garantire la massima durata possibile del deposito, limitando al contempo l’impatto della costruzione sull’ambiente antartico, in conformità con il Protocollo di Madrid. La struttura non ha richiesto materiali da costruzione, fondamenta né sistemi di refrigerazione meccanica. La sua stabilità è assicurata dalle temperature antartiche estreme e naturalmente costanti, che tutto l’anno si mantengono prossime a <strong>-52 °C.</strong> La condizione di conservazione delle carote di ghiaccio garantisce che i campioni siano protetti dalle fluttuazioni ambientali e dalle contaminazioni.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La valutazione iniziale di impatto ambientale per questa grotta di ghiaccio naturale è stata approvata nel 2024 nell’ambito della <strong>46ma riunione consultiva del Trattato Antartico (ATCM46)</strong>. Grazie al <strong>finanziamento della Fondazione Principe Alberto II</strong>, partner filantropico storico della Ice Memory Foundation, l’archivio rappresenta una delle strutture scientifiche di conservazione più innovative e remote mai realizzate.</span></p>
<p dir="ltr"><span><em>“La mia Fondazione è impegnata nell’iniziativa Ice Memory fin dalla sua nascita nel 2015. Oggi abbiamo una responsabilità storica: contribuire a costruire, attraverso Ice Memory, un patrimonio di archivi glaciali per i nostri figli”</em>, ha dichiarato S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco, Presidente Onorario della Ice Memory Foundation.</span></p>
<p></p>
<h2 dir="ltr"><span>Un’eredità unica in risposta alla perdita del patrimonio glaciale mondiale</span></h2>
<p dir="ltr"><span>I ghiacciai montani stanno arretrando a una velocità senza precedenti. Dal 2000, i ghiacciai hanno perso a livello regionale tra il 2% e il 39% della loro massa di ghiaccio e circa il 5% a livello globale, rischiando di cancellare secoli, in alcuni casi millenni, di informazioni scientifiche cruciali e insostituibili, che consentono alla comunità scientifica di osservare e comprendere le tendenze passate e di anticipare quelle future.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Già da decenni la paleoclimatologia glaciale contribuisce ai processi decisionali politici, in particolare attraverso <strong>l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc)</strong>. In risposta alla fusione irreversibile dei ghiacciai del mondo, la Ice Memory Foundation ha individuato ghiacciai a rischio di scomparsa e siti di particolare rilevanza e, dal 2015, ha già coordinato, realizzato o sostenuto dieci campagne di perforazione di carote di ghiaccio a livello globale, coinvolgendo team scientifici di tredici Paesi in questa iniziativa di grande rilevanza scientifica e globale.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span><em>“Salvaguardando campioni fisici di gas atmosferici, aerosol, inquinanti e polveri intrappolati negli strati di ghiaccio, la Ice Memory Foundation garantisce che le future generazioni di ricercatrici e ricercatori possano studiare le condizioni climatiche del passato utilizzando tecnologie che magari non esistono ancora”</em>,</span><span> spiega <strong>Carlo Barbante</strong>, vicepresidente della Ice Memory Foundation, professore all’Università Ca’ Foscari Venezia e senior associate member del CNR-ISP.</span></p>
<p></p>
<h2 dir="ltr"><span>Un patrimonio internazionale sotto una futura governance globale</span></h2>
<p dir="ltr"><span>Decine di altre carote di ghiaccio del patrimonio Ice Memory provenienti <strong>da tutto il mondo - Ande, Pamir, Caucaso</strong> - si uniranno a queste prime due nel loro nuovo ‘rifugio’ negli anni a venire. Il patrimonio Ice Memory è concepito <strong>come eredità comune dell’umanità</strong>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Nel corso del prossimo decennio - designato come <strong>Decennio delle Nazioni Unite per l’Azione nelle Scienze della Criosfera</strong> - verrà definito il quadro di governance internazionale per garantire che i campioni del patrimonio, con le loro informazioni uniche, rimangano accessibili come risorsa appartenente a tutta l’umanità. Tale governance dovrà assicurare un accesso trasparente alle carote di ghiaccio archiviate, basato esclusivamente su criteri scientifici e gestito secondo principi etici ed equi.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span><em>“Affinché queste carote possano continuare a servire la scienza tra cento anni, devono essere gestite come un bene comune globale. La creazione di un simile modello di governance rappreseanterebbe un risultato fondamentale del Decennio delle Nazioni Unite per l’Azione nelle Scienze della Criosfera”</em>,</span><span> ha dichiarato <strong>Thomas Stocker</strong>, Università di Berna, Presidente della Ice Memory Foundation.</span></p>
<p></p>
<h2 dir="ltr"><span>Un urgente appello internazionale all’azione rivolto alle comunità diplomatiche e scientifiche</span></h2>
<p dir="ltr"><span>La Ice Memory Foundation e i suoi partner stanno accelerando gli sforzi per ampliare la raccolta e definire un quadro di governance internazionale. Per rispettare la sua ambiziosa roadmap (campionare 20 ghiacciai in 20 anni), la Ice Memory Foundation invita la comunità scientifica globale, le istituzioni di ricerca, i decisori politici e i partner finanziari ad agire con urgenza per:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>organizzare e sostenere nuove campagne di perforazione sui ghiacciai in pericolo;</span></p>
</li>
<li aria-level="1" dir="ltr">
<p dir="ltr" role="presentation"><span>contribuire all’ampliamento dell’archivio mondiale di ghiaccio a lungo termine prima che questi archivi scompaiano.</span><span></span></p>
</li>
</ul>
<p dir="ltr"><span><em>“Siamo l’ultima generazione che può agire”</em>, ha dichiarato <strong>Anne-Catherine Ohlmann</strong>, Direttrice della Ice Memory Foundation. <em>«È una responsabilità che condividiamo tutti. Salvare questi archivi di ghiaccio non è solo una responsabilità scientifica: è un’eredità per l’umanità”.</em></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Streaming: Il nuovo “Knives Out” e &amp;quot;Stranger Things&amp;quot; continuano a dominare le classifiche in Italia</title>
<link>https://www.italia24.news/streaming-il-nuovo-knives-out-e-stranger-things-continuano-a-dominare-le-classifiche-in-italia</link>
<guid>https://www.italia24.news/streaming-il-nuovo-knives-out-e-stranger-things-continuano-a-dominare-le-classifiche-in-italia</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;ultima classifica di JustWatch inerente a top film e serie TV più gettonate in Italia nell&#039;ultima settimana ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6966bd7fe2979.webp" length="32078" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 16:19:38 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la classifica di JustWatch dei film e delle serie tv più guardate in Italia questa settimana.</p>
<h2>Film: rientri e conferme</h2>
<p>Si mantiene in vetta per la seconda settimana consecutiva <strong>Wake Up Dead Man – Knives Out</strong>, un mystery dal tono cupo e raffinato, ambientato in una piccola parrocchia di provincia, in cui fede, segreti e menzogne si intrecciano fino all'ultimo colpo di scena.</p>
<p></p>
<p>Stabile al <strong>secondo posto 28 anni dopo</strong>, che riporta sullo schermo l'universo apocalittico infestato dagli zombi, dove una nuova e inquietante mutazione minaccia non solo gli infetti, ma anche l'umanità rimasta. Un ritorno cupo e teso che espande l'universo della saga.</p>
<p></p>
<p>Rientra direttamente al <strong>terzo posto Mr. Vendetta</strong>, primo capitolo della celebre trilogia della vendetta. Ryu, ragazzo sordomuto, tenta di vendere un rene per pagare le cure della sorella malata, ma viene truffato dai trafficanti di organi. Un thriller duro e disturbante, che esplora le conseguenze estreme della disperazione e del dolore.</p>
<p></p>
<h2>Serie TV: il podio di inizio anno</h2>
<p>In <strong>prima posizione</strong> torna <strong>Stranger Things</strong>, che riconquista la vetta del ranking spinta dall'uscita del finale di stagione, arrivato a Capodanno. Il fenomeno globale di Netflix domina nuovamente la classifica e la conversazione online, riportando gli spettatori tra le ombre di Hawkins per un epilogo carico di tensione, nostalgia e rivelazioni decisive. Il confronto finale con il Sottosopra segna un momento cruciale per una serie che ha definito un'epoca della TV contemporanea.</p>
<p></p>
<p>Scende al <strong>secondo posto Pluribus</strong>, che perde la leadership dopo aver guidato la classifica nelle scorse settimane. La storia della persona più disperata del pianeta, incaricata di salvare il mondo da un eccesso di felicità, continua però a conquistare il pubblico grazie alla sua brillante satira filosofica sulla tristezza necessaria e sul potere paradossale di chi non ha più nulla da perdere.</p>
<p></p>
<p>Chiude il podio entrando direttamente al <strong>terzo posto La sua verità</strong>, un thriller psicologico teso e introspettivo. L’ossessione di Anna, ex giornalista televisiva, per un omicidio avvenuto nella sua città natale la porta a finire sotto osservazione da parte del detective Jack Harper, che inizia a considerarla una possibile sospettata. Un racconto cupo e claustrofobico dove verità, colpa e paranoia si intrecciano fino a confondersi.</p>
<p></p>
<h2>Lo sci-fi in rilievo</h2>
<p>Questa settimana JustWatch mette in evidenza una <strong>nuova guida dedicata alle serie sci-fi imperdibili</strong>, pensata per gli appassionati di fantascienza e scenari distopici. La guida raccoglie titoli ideali per ritrovare tematiche simili, includendo anche grandi classici del genere come <strong>Westworld</strong> e <strong>The X-Files.</strong></p>
<p></p>
<p>La <strong>classifica completa</strong> aggiornata in tempo reale e riferita agli ultimi 7 giorni anche oltre la 10ma posizione è consultabile sulla <a href="https://www.justwatch.com/it" target="_blank" rel="noopener">piattaforma JustWatch.</a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Serata musicale: “Spicchi di Barocco” alla Chiesa di Santa Maria alla Fonte</title>
<link>https://www.italia24.news/serata-musicale-spicchi-di-barocco-alla-chiesa-di-santa-maria-alla-fonte</link>
<guid>https://www.italia24.news/serata-musicale-spicchi-di-barocco-alla-chiesa-di-santa-maria-alla-fonte</guid>
<description><![CDATA[ Nuovo appuntamento culturale di venerdì 16 gennaio nella suggestiva cornice di Santa Maria alla Fonte, la storica “Chiesina rossa” dei milanesi retta dai Frati Cappuccini, promotori di mostre, conferenze ed eventi sempre aperti al pubblico. ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6966c0628c339.webp" length="38658" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 16:19:15 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 16 gennaio</strong> alle <strong>ore 20.30</strong>, la <strong>Chiesa di Santa Maria alla Fonte</strong> ospiterà <strong>"Spicchi di Barocco" </strong>una serata musicale offerta da <strong>Rete Culturale Cantosospeso</strong>, associazione che promuove la bellezza della musica corale come un importante strumento di integrazione sociale fra i popoli.</p>
<p></p>
<p>Per l'occasione il <strong>coro misto Cantosospeso</strong> e il <strong>coro femminile Didone</strong> accompagnati dall' <strong>ensemble "La Barca del 700',</strong> presenteranno un repertorio di melodie religiose e spirituali del XVIII secolo con un'incursione nella musica moderna e popolare.</p>
<p></p>
<p>I brani sono: In Dulci Iubilo di Dietrich Buxtehude, Laudate Pueri e Sonata n1 op1 di Isabella Leonarda, Beatus Vir di Claudio Monteverdi, Araruna di Marlui Miranda, Ô bon Jésus e Concerto a 3 di Francesco Cavalli e Raccolta di Canti Indigeni e Suite Amazzonica di Marlui Miranda e Heitor Villa Lobos.</p>
<p></p>
<p>Ad esibirsi sono gli artisti: <strong>Sira Milani e Ilaria Torciani (soprano), Grazia Bilotta (contralto), Beniamino Borciani (tenore), Dario Battaglia, Alberto Paccagnini e Davide Rocca (basso Baritono), Bruno Tripoli (violino I), Alberto Intrieri (violino II), Annamaria Bernardette Cristian (violoncello), Andrea Grossi (contrabbasso) Silvia Musso (arpa), Gianluca Rovelli (Clavicembalo).</strong></p>
<p></p>
<p>Dirige il concerto <strong>Tais Conte Renzetti</strong>, a cui si deve la nascita a Milano dell'ensemble La Barca del '700, il progetto che il <strong>M° Martinho Lutero Galati</strong>, fondatore di Cantosospeso, aveva in precedenza avviato a São Paulo del Brasile con lo scopo di creare un gruppo strumentale e vocale dedicato all'accompagnamento della musica corale, nel quale accanto a professionisti affermati, ci fosse la possibilità di formazione per strumentisti e cantanti più giovani.</p>
<p></p>
<p>L'associazione Cantosospeso ha lo scopo di <strong>diffondere la musica corale</strong>, di fare <strong>ricerca ed eseguire repertori musicali poco noti</strong> di tutto il mondo. Mettere in dialogo opere polifoniche di diverse epoche e dei vari Continenti, attraversare i confini con la musica è stata l'ispirazione che ha guidato il maestro e dopo la sua precoce scomparsa continua a guidare i cori fondati dal lui, come sua eredità.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Bonifiche dei siti contaminati in Italia: coinvolto quasi un comune su due, oltre 16.000 procedimenti attivi in Italia</title>
<link>https://www.italia24.news/bonifiche-siti-contaminati-italia-un-comune-su-due-oltre-16000-procedimenti-attivi-in-italia</link>
<guid>https://www.italia24.news/bonifiche-siti-contaminati-italia-un-comune-su-due-oltre-16000-procedimenti-attivi-in-italia</guid>
<description><![CDATA[ Pubblicato il IV Rapporto ISPRA &quot;Stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia: quarto rapporto sui dati regionali&quot; ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69676f137fce7.webp" length="89102" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 16:18:59 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-eca45c19-7fff-0973-b5eb-eef117bfa9dc"><span>Il <strong>46% dei Comuni d'Italia</strong></span><span>, pari a 3.619 Comuni, </span><strong>è interessato da almeno un procedimento di bonifica</strong><span> in corso al I gennaio 2024; </span><strong>Il 70% dei procedimenti di bonifica regionali si è concluso senza necessità di intervento di bonifica e/o di messa in sicurezza; ogni anno vengono attivati</strong><span> sul territorio nazionale </span><strong>in media 1.190 nuovi procedimenti di bonifica.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>E' quanto emerge dal </span><span>IV Rapporto sulle bonifiche dei siti regionali </span><span>pubblicato da ISPRA, che illustra e analizza i dati relativi ai procedimenti di bonifica aggiornati al I gennaio 2024 sulla base dei dati trasmessi da SNPA, dalle Regioni e dalle Province Autonome per il popolamento 2024 di MOSAICO, la banca dati nazionale sui procedimenti di bonifica. Le elaborazioni riguardano 16.365 procedimenti di bonifica in corso e 22.191 procedimenti di bonifica conclusi.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Sintesi dei dati emersi dal rapporto:</span></p>
<ul>
<li dir="ltr"><span>L'avvio di un procedimento di bonifica non comporta l'automatica necessità di un intervento di bonifica, ma solo a seguito dei dovuti accertamenti emerge tale obbligo. </span><span><strong>L'esecuzione di un intervento si è resa necessaria solo per il 30% dei siti</strong>;</span><span></span><span></span></li>
<li dir="ltr"><strong>Sul territorio nazionale sono censiti 3.243 procedimenti</strong><span>, in fase di intervento di bonifica, di cui 2.601 con intervento in corso e 642 con lavori terminati ma non ancora certificati;</span><span></span><span></span></li>
<li dir="ltr"><span>Il 28% dei procedimenti in fase di intervento/bonifica si trova in Lombardia, il 12% in Piemonte, l'11% in Toscana;</span><span></span><span></span></li>
<li dir="ltr"><span>A livello nazionale, </span><strong>risultano censiti 484 siti orfani</strong><span>, di cui 225 finanziati e 55 con procedimento concluso al I gennaio 2024. I siti orfani sono quelli per i quali nessun soggetto, a vario titolo, ha provveduto agli adempimenti previsti dalla norma per i procedimenti di bonifica. Si tratta prevalentemente di siti "storici", per i quali la macchina dell'Amministrazione pubblica si è attivata recentemente stanziando finanziamenti collegati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR);</span><span></span><span></span></li>
<li dir="ltr"><span>La maggior parte dei siti per i quali sono disponibili informazioni sulle superfici ha dimensioni ridotte: </span><span><strong>il 70% delle superfici amministrative è inferiore ai 10.000 mq e il 30% è addirittura sotto i 1.000 mq; nel 18% dei casi la superfice è maggiore di 20 ettari</strong>;</span><span></span><span></span></li>
<li><span>Qual è la </span><strong>durata dei procedimenti di bonifica</strong><span> in Italia? Secondo i dati nazionali, la metà dei procedimenti conclusi con intervento di bonifica o di messa in sicurezza </span><strong>terminano in meno di quattro anni, mentre solo nel 25% dei casi sono necessari almeno 8 anni.</strong></li>
</ul>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Padova: il 16 gennaio riprende la rassegna &amp;quot;E la Storia Continua&amp;quot; con un’analisi approfondita del commercio veneziano nel Medioevo</title>
<link>https://www.italia24.news/padova-il-16-gennaio-riprende-la-rassegna-e-la-storia-continua-con-unanalisi-approfondita-del-commercio-veneziano-nel-medioevo</link>
<guid>https://www.italia24.news/padova-il-16-gennaio-riprende-la-rassegna-e-la-storia-continua-con-unanalisi-approfondita-del-commercio-veneziano-nel-medioevo</guid>
<description><![CDATA[ La presentazione dell&#039;autrice Stefania Montemezzo del volume “Networks in the Early History of Capitalism. Merchant Practices in Renaissance Venice (Routledge, 2025)&quot; nella Biblioteca di Storia Sala O in Via del Vescovado 30 a Padova ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6967752087efd.webp" length="85926" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 16:18:31 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-25e85ede-7fff-a323-2a56-95f03d1fd118"><span><strong>Venerdì</strong> <strong>16 gennaio</strong> alle <strong>ore 16.00</strong> nella <strong>Biblioteca di Storia Sala O</strong> in Via del Vescovado 30 a <strong>Padova</strong> riprende la rassegna <strong>"E la Storia Continua" </strong>con <strong>Stefania Montemezzo</strong>, che presenterà il volume <strong>"</strong></span><strong>Networks in the Early History of Capitalism. Merchant Practices in Renaissance Venice (Routledge, 2025)"</strong></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L’autrice sarà affiancata dal prof. </span><strong>Giuseppe Gullino</strong><span>, già ordinario all’Università di Padova, e dialogherà con i professori </span><strong>Egidio Ivetic</strong><span> e </span><strong>Francesco Maria Vianello docenti del Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova.</strong></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il libro, basato su un’analisi approfondita del commercio veneziano nel Medioevo, indaga i meccanismi economici e le strutture d’impresa che permisero ai mercanti della Serenissima di operare con successo in un contesto internazionale complesso e fortemente competitivo. Venezia emerge come un laboratorio privilegiato di pratiche commerciali, nel quale iniziativa privata e intervento pubblico si intrecciarono in modo originale, contribuendo alla definizione di forme precoci di organizzazione capitalistica</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Inserendosi nel dibattito sulla genesi del capitalismo, il libro mostra come i mercanti veneziani seppero combinare innovazione, flessibilità e strumenti tradizionali per preservare la propria competitività nel lungo periodo. Le piccole e medie imprese attive su scala transregionale nel primo Rinascimento dovettero affrontare sfide rilevanti: individuare i settori più redditizi, elaborare strategie efficaci, gestire reti complesse di soci, agenti e collaboratori, controllare l’informazione e valutare rischi e rendimenti in un contesto segnato da instabilità politica e scarsità di risorse. Attraverso l’analisi delle imprese familiari, dell’uso strategico di fattori e intermediari e dell’impatto delle politiche statali sull’iniziativa privata, il volume ricostruisce le modalità con cui i mercanti veneziani amministravano il capitale, si adattavano ai mutamenti dei mercati e reagivano a crisi e conflitti.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il contributo si fonda su casi di studio inediti o già oggetto di precedenti ricerche dell’autrice, relativi alle aziende mercantili di Marco Bembo, Giovanni Foscari e Alvise Michiel, che consentono di osservare in dettaglio pratiche operative, strategie di investimento e reti di relazione su scala mediterranea ed europea.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span style="text-decoration: underline;">Il libro si rivolge a storici e scienziati sociali interessati alla storia economica, alla storia del commercio e del capitalismo, alla storia medievale e rinascimentale, nonché agli studi sulle reti e sulle interazioni economiche di lungo periodo.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><em>Storica economica, Stefania Montemezzo si occupa dello studio delle reti commerciali, delle pratiche mercantili e della cultura materiale nell’Italia rinascimentale. Dopo il dottorato in Storia economica all’Università di Verona, con una ricerca sui commerci tra Europa e Vicino Oriente, ha svolto attività di ricerca presso numerose istituzioni accademiche italiane e internazionali.</em></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><em>È stata fellow e ricercatrice affiliata presso l’Università di Padova, I Tatti – Harvard University Center for Italian Renaissance Studies, Aalto University di Helsinki e l’Università di Bologna, e visiting fellow presso le Università di Cambridge, St Andrews e l’Université Gustave Eiffel di Parigi. Attualmente lavora all’Università degli Studi di Padova, dove si occupa di project management della ricerca, supportando docenti e gruppi di ricerca nella progettazione e gestione di progetti competitivi.</em></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><em>I suoi studi si concentrano in particolare sul funzionamento delle corti mercantili veneziane e sulle strategie, formali e informali, adottate dai mercanti per la risoluzione delle controversie commerciali tra Quattrocento e Cinquecento. È stata principal investigator del progetto JusTrade – Trading Justice, dedicato alla giustizia mercantile nella Venezia rinascimentale.</em></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><em>Un secondo ambito di ricerca riguarda il consumo di tessili e beni di lusso nell’Italia rinascimentale, con un’attenzione specifica ai gruppi artigiani e non elitari e al ruolo dei venditori itineranti nella diffusione delle mode. I suoi lavori più recenti esplorano la circolazione degli stili di abbigliamento e la presenza di oggetti “alla moda” nelle case artigiane attraverso reti commerciali informali.</em></p>
<p dir="ltr">Per partecipare è consigliata la <a href="https://biblio.unipd.it/biblioteche/storia/notizie-eventi/e-la-storia-continua-con-stefania-montemezzo" target="_blank" rel="noopener">prenotazione</a>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Torino: la Specola dell&amp;apos;Accademia delle Scienze rinasce come hub per la produzione di contenuti culturali multimediali</title>
<link>https://www.italia24.news/torino-la-specola-dellaccademia-delle-scienze-rinasce-come-hub-per-la-produzione-di-contenuti-culturali-multimediali</link>
<guid>https://www.italia24.news/torino-la-specola-dellaccademia-delle-scienze-rinasce-come-hub-per-la-produzione-di-contenuti-culturali-multimediali</guid>
<description><![CDATA[ Torna a vivere dopo oltre 80 anni la Specola dell&#039;Accademia delle Scienze di Torino, lo storico Osservatorio voluto nel 1789 da Vittorio Amedeo III di Savoia ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696789e24984d.webp" length="41036" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 16:18:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<h2 dir="ltr"><span>La Specola come luogo per le manifestazioni culturali</span></h2>
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-431683e2-7fff-157f-35be-795c3447a726"><span>Grazie a un accordo quinquennale tra Accademia delle Scienze e Politecnico di Torino, la Specola, l'Osservatorio dalla straordinaria valenza storica, sito all'ultimo piano dell'Accademia delle Scienze, si trasforma in un innovativo hub per la produzione di contenuti culturali multimediali.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L'inaugurazione, il <strong>14 gennaio</strong>, ha visto la presenza del <strong>Rettore del Politecnico di Torino</strong> <strong>Stefano Corgnati</strong>, del Presidente dell'Accademia delle Scienze <strong>Marco Mezzalama</strong> e di <strong>Guido Saracco</strong>, curatore del progetto di produzione culturale del Politecnico Prometeo Tech Cultures, e di Biennale Tecnologia, che sarà la prima manifestazione culturale a prendere casa in parte all'interno della Specola.</span></p>
<p></p>
<h2 dir="ltr"><span>Il trasferimento dei saperi tecnologici al servizio della cultura torinese</span></h2>
<p dir="ltr"><span>Accademia delle Scienze e Politecnico di Torino, nella loro missione istituzionale di <strong>formazione e divulgazione culturale</strong>, si pongono così al servizio del sistema culturale torinese, offrendo competenze e infrastrutture condivise capaci di sostenere iniziative di alto profilo.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Negli ultimi anni il mondo della produzione culturale è cambiato sensibilmente, aprendosi a commistioni tecnologiche di avanguardia. Il Politecnico e l'Accademia, la cui missione è da sempre quella di diffondere la cultura, hanno deciso di dotare il territorio di un centro che permetta <strong>l'utilizzo qualificato di tecnologie per la produzione culturale multimediale</strong>. Grazie a questa partnership si è quindi potuta allestire la Specola con tecnologie all'avanguardia per la produzione di podcast, documentari e contenuti multimediali destinati a diverse piattaforme di comunicazione. Il progetto si fonda su una logica di economia di scala: musei ed enti culturali del territorio – e, in un secondo tempo anche imprese e privati – potranno utilizzare lo spazio e le attrezzature professionali, assistiti da tecnici specializzati. Un modello che consente anche alle realtà culturali di dimensioni più contenute di accedere a strumenti di comunicazione di alto livello e che trasforma l'Accademia delle Scienze, grazie alla partnership con il Politecnico, in un centro nevralgico della cultura torinese.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>"L'accordo tra le due istituzioni rappresenta un esempio concreto dell'attuazione della terza missione dell'Ateneo, tra i pilastri fondamentali delle nostre attività - conferma il rettore Stefano Corgnati - il Politecnico è infatti impegnato attivamente nel <strong>trasferimento dei saperi tecnologici alla società</strong>, in questo caso mettendo a disposizione dei soggetti partner, in un campo centrale come quello della produzione culturale, le nostre competenze tecnico-scientifiche. Ci troviamo di fronte a una di quelle felici collaborazioni fattuali che rendono sempre più forte e competitivo il nostro sistema territoriale". </span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>"La rinascita della Specola rappresenta un momento significativo nella storia della nostra istituzione e un modello virtuoso di collaborazione tra enti. Questo progetto incarna perfettamente la missione dell'Accademia: <strong>custodire la memoria storica guardando al futuro</strong>. La Specola fu voluta nel Settecento come luogo di osservazione scientifica del cielo; oggi diventa uno spazio dove osservare e raccontare la cultura in tutte le sue forme, attraverso i linguaggi contemporanei della comunicazione. L'accordo con il Politecnico ci permette di <strong>mettere a disposizione della comunità culturale torinese e piemontese strumenti professionali e competenze tecniche</strong>, in una logica di condivisione delle risorse che amplifica le possibilità di tutti. È un investimento sulla divulgazione culturale di qualità, accessibile e sostenibile", ha dichiarato Marco Mezzalama, presidente dell'Accademia delle Scienze di Torino.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il <strong>28 giugno 1789 Vittorio Amedeo III di Savoia</strong> decise di far costruire sul tetto di un'ala del palazzo del Collegio dei Nobili una Specola, cioè un Osservatorio astronomico, donando il proprio ritratto all'Accademia, opera che ancora oggi campeggia nella Sala dei Mappamondi. L'Osservatorio fu gravemente danneggiato nel corso della Seconda Guerra Mondiale e da allora non entrò più in funzione. Oggi, a distanza di oltre due secoli dalla sua fondazione, questo spazio storico torna alla vita con una nuova vocazione, mantenendo intatto il suo spirito di osservatorio, ora però rivolto al futuro.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Welfare, percorso formativo per studenti nelle RSA: convenzione tra Università di Milano&#45;Bicocca e Fondazione La Pelucca</title>
<link>https://www.italia24.news/welfare-percorso-formativo-per-studenti-nelle-rsa-convenzione-tra-universita-di-milano-bicocca-e-fondazione-la-pelucca</link>
<guid>https://www.italia24.news/welfare-percorso-formativo-per-studenti-nelle-rsa-convenzione-tra-universita-di-milano-bicocca-e-fondazione-la-pelucca</guid>
<description><![CDATA[ Un accordo per integrare università e assistenza residenziale, rafforzando la formazione geriatrica degli specializzandi e la qualità delle cure agli anziani fragili ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6967b285b81b5.webp" length="48922" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 16:11:48 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Rafforzare le competenze in ambito geriatrico e promuovere un percorso strutturato di formazione sul campo. È questo l’obiettivo della convenzione firmata tra<strong><span> </span>Fondazione Istituto Geriatrico ‘La Pelucca’<span> </span></strong>e<span> </span><strong>Università degli Studi di Milano-Bicocca</strong>, dedicata a un percorso formativo che consentirà agli specializzandi di svolgere attività e apprendimento all’interno della RSA, a contatto diretto con la complessità clinica e assistenziale dei pazienti. Tutto questo, mettendo in rete università e assistenza residenziale per migliorare la qualità delle cure agli anziani fragili.</p>
<p>A siglare l’accordo, per la Fondazione Istituto Geriatrico ‘La Pelucca’, sono stati il presidente<span> </span><strong>Giuseppe Nicosia<span> </span></strong>e il direttore generale e sanitario<span> </span><strong>Giuseppe Minutolo</strong>. Per l’Università degli Studi di Milano-Bicocca era presente il professor<span> </span><strong>Giuseppe Bellelli</strong>. A testimonianza del valore dell’iniziativa per il territorio, alla cerimonia ha partecipato anche il sindaco di Sesto San Giovanni,<span> </span><strong>Roberto Di Stefano.</strong></p>
<p><span>«</span>Sono molto soddisfatto, attraverso questa convenzione investiamo in modo concreto nella cultura geriatrica e nella qualità dell’assistenza<span>»</span> dichiara<span> </span><strong>Giuseppe Bellelli,</strong><span> </span>professore ordinario di Geriatria dell’<strong>Università di Milano-Bicocca</strong><span> </span>e già direttore della<span> </span><strong>Struttura Complessa di Geriatria</strong><span> </span>della<span> </span><strong>Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza</strong>, nominato presidente eletto per il biennio 2027-2028 della<span> </span><strong>Società Italiana di Gerontologia e Geriatria</strong>. <span>«</span>Mettere in relazione l’università, che ha il compito di produrre conoscenza e formazione, con una RSA di riferimento come La Pelucca, dove si affrontano ogni giorno fragilità cliniche complesse – aggiunge - consente di unire teoria e pratica. Sono convinto che questa partnership possa generare risultati significativi nella formazione, nella ricerca e soprattutto nell’appropriatezza e nell’efficacia delle cure erogate ai pazienti<span>».</span></p>
<p><span>«</span>Con questo accordo – dichiara<span> </span><strong>Giuseppe Minutolo</strong><span> </span>- rafforziamo la collaborazione con le università e offriamo agli specializzandi un’opportunità formativa sul campo, contribuendo al miglioramento continuo del nostro approccio assistenziale. Siamo felici di accogliere ragazzi e ragazze per costruire con l’Università un percorso stabile che ci permette di consolidare competenze, diffondere buone pratiche e alimentare un circolo virtuoso tra assistenza, studio e innovazione. Il nostro obiettivo resta uno: offrire agli anziani fragili e alle loro famiglie una presa in carico sempre più competente, umana e continua, valorizzando il lavoro quotidiano del nostro team e la collaborazione con istituzioni e mondo accademico<span>».</span></p>
<p>La complessa collaborazione - autorizzata dal<span> </span><strong>Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca</strong>, dal CdA dell'<strong>Università Bicocca<span> </span></strong>e dal Consiglio del<span> </span><strong>Dipartimento di Medicina e Chirurgia</strong><span> </span>della stessa, e nel rispetto dell’autonomia organizzativa delle parti - è finalizzata a sviluppare attività formative e di affiancamento in RSA, favorendo l’integrazione tra esperienza clinico-assistenziale e percorso universitario, con l’obiettivo di potenziare le competenze specialistiche in geriatria e welfare.<br>Inoltre, la Fondazione,<strong><span> </span>finanzierà una borsa di studio per uno specializzando in Geriatria,</strong><span> </span>che svolgerà parte della formazione alla Pelucca.</p>
<p>La convenzione si inserisce nel percorso di<span> </span><strong>buone pratiche per il Welfare</strong><span> </span>avviato dalla Fondazione ‘La Pelucca’. Un percorso che ha già portato alla costruzione di<span> </span><strong>partnership e progetti<span> </span></strong>orientati all’innovazione dei servizi e alla<span> </span><strong>tutela dei pazienti più fragili</strong>. Attività che spaziano dalla collaborazione sulle<span> </span><strong>cure palliative</strong><span> </span>per rafforzare il raccordo tra assistenza domiciliare e residenziale all’adesione a iniziative di confronto e studio in ambito manageriale e sanitario, fino al progetto-pilota dedicato alla<span> </span><strong>prevenzione della violenza contro il personale sanitario</strong>, con attività di sensibilizzazione che coinvolgono anche i familiari.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>UE–Mercosur, via libera all’accordo dopo 25 anni di negoziati</title>
<link>https://www.italia24.news/uemercosur-via-libera-allaccordo-dopo-25-anni-di-negoziati</link>
<guid>https://www.italia24.news/uemercosur-via-libera-allaccordo-dopo-25-anni-di-negoziati</guid>
<description><![CDATA[ Un mercato integrato da 700 milioni di persone, nuove opportunità per imprese e Pmi europee e un rafforzamento della proiezione geopolitica dell’Unione ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6966728a23423.webp" length="91104" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 17:28:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="224" data-end="834"><span style="font-size: 12pt;">Con l’approvazione da parte degli Stati membri dell’accordo commerciale tra <strong data-start="300" data-end="341"><span class="whitespace-normal">Unione europea</span></strong> e <strong data-start="344" data-end="385"><span class="whitespace-normal">Mercosur</span></strong>, si chiude un negoziato durato venticinque anni e si apre una nuova fase nelle relazioni economiche tra Europa e America Latina. L’intesa dà vita a un mercato integrato di oltre <strong data-start="564" data-end="594">700 milioni di consumatori</strong> e rappresenta, secondo <strong data-start="618" data-end="659"><span class="whitespace-normal">Confindustria</span></strong>, una scelta strategica capace di rafforzare la competitività industriale europea in un contesto globale segnato da crescenti tensioni e ridefinizioni delle catene del valore.</span></p>
<p data-start="224" data-end="834"><span style="font-size: 12pt;"><span>«Dove c’è prosperità e crescita non ci sono guerre. Gli accordi di libero scambio non sono strumenti tecnici, ma scelte politiche nel senso più alto, perché definiscono il nostro ruolo nel mondo, la capacità di incidere sulle catene globali del valore e di rafforzare la sovranità economica europea. L’accordo con il Mercosur è un formidabile moltiplicatore di opportunità: non solo per l’export, ma anche per nuovi investimenti industriali, la realizzazione di infrastrutture moderne e lo sviluppo di filiere integrate che valorizzano gli standard europei ambientali, sociali e tecnologici in un’area ad alto potenziale di crescita. Un contributo concreto alle transizioni digitale, energetica e ambientale, che richiedono scala, investimenti e mercati aperti», sottolinea la Vicepresidente per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti </span><b>Barbara Cimmino.</b></span></p>
<p data-start="836" data-end="1290"><span style="font-size: 12pt;">L’accordo, la cui firma formale è attesa nei prossimi giorni sotto la presidenza paraguaiana del Mercosur, punta ora a una <strong data-start="959" data-end="1010">rapida ratifica da parte del Parlamento europeo</strong>, passaggio necessario per consentirne l’entrata in vigore e l’attivazione delle misure previste. Per l’industria europea, l’intesa consolida un rapporto strutturato con economie emergenti dinamiche, favorendo export, investimenti e cooperazioni industriali in settori strategici.</span></p>
<p data-start="1292" data-end="1700"><span style="font-size: 12pt;">Dal punto di vista italiano, i benefici appaiono significativi. L’interscambio di beni con l’area Mercosur ha già superato i <strong data-start="1417" data-end="1440">13 miliardi di euro</strong>, con un export composto per oltre il <strong data-start="1478" data-end="1505">94% da beni industriali</strong>. L’accordo amplia i mercati di sbocco, migliora l’accesso a materie prime e minerali critici e rafforza la sicurezza delle forniture, elementi centrali per la transizione digitale ed energetica.</span></p>
<p data-start="1702" data-end="2185"><span style="font-size: 12pt;">Un capitolo rilevante riguarda il settore agricolo. L’intesa include <strong data-start="1771" data-end="1821">tutele specifiche per i comparti più sensibili</strong>, contingenti tariffari mirati e una <strong data-start="1858" data-end="1897">clausola di salvaguardia bilaterale</strong>, pensate per coniugare apertura dei mercati e protezione delle produzioni europee. Sono inoltre previste misure di rafforzamento dei controlli sulle importazioni e il riconoscimento di <strong data-start="2083" data-end="2122">350 indicazioni geografiche europee</strong>, un numero senza precedenti negli accordi commerciali dell’UE.</span></p>
<p data-start="2187" data-end="2799"><span style="font-size: 12pt;">Nel commentare la decisione del Consiglio, la presidente della Commissione europea <strong data-start="2270" data-end="2311"><span class="whitespace-normal">Ursula von der Leyen</span></strong> ha sottolineato come l’accordo invii un segnale politico chiaro: l’Europa intende rafforzare la propria competitività, diversificare i partner commerciali e ridurre le dipendenze strategiche, mantenendo al tempo stesso un approccio aperto e cooperativo. Oggi circa <strong data-start="2577" data-end="2603">60.000 imprese europee</strong>, metà delle quali piccole e medie, esportano verso il Mercosur: grazie alla riduzione delle tariffe e alla semplificazione doganale, il risparmio stimato è di <strong data-start="2763" data-end="2798">circa 4 miliardi di euro l’anno</strong>.</span></p>
<p data-start="2801" data-end="3202"><span style="font-size: 12pt;">Le proiezioni indicano che entro il <strong data-start="2837" data-end="2845">2040</strong> le esportazioni dell’UE verso il Mercosur potrebbero crescere di quasi <strong data-start="2917" data-end="2940">50 miliardi di euro</strong>, mentre quelle dei Paesi sudamericani verso l’Europa aumenterebbero fino a <strong data-start="3016" data-end="3030">9 miliardi</strong>. Oltre agli effetti economici, l’accordo istituisce anche una <strong data-start="3093" data-end="3128">piattaforma di dialogo politico</strong>, rafforzando il coordinamento tra le due aree su temi strategici globali.</span></p>
<p data-start="3204" data-end="3509" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><span style="font-size: 12pt;">In un contesto internazionale segnato da instabilità e da un uso sempre più strumentale del commercio, l’accordo UE–Mercosur si configura così come <strong data-start="3352" data-end="3383">una scelta di lungo periodo</strong>, che combina apertura dei mercati, tutela degli interessi strategici europei e rilancio delle relazioni con l’America Latina.</span></p>
<hr>
<p data-start="3204" data-end="3509" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><strong><span style="font-size: 12pt;">Approfondimento:</span></strong></p>
<p data-start="0" data-end="252">Il <strong data-start="3" data-end="15">Mercosur</strong> (Mercado Común del Sur) è <strong data-start="42" data-end="107">un’organizzazione economica e commerciale dell’America Latina</strong> nata per favorire l’integrazione regionale, la libera circolazione delle merci e il coordinamento delle politiche economiche tra i Paesi membri.</p>
<p data-start="254" data-end="306">Ne fanno parte come <strong data-start="274" data-end="305">Stati membri a pieno titolo</strong>: <strong data-start="309" data-end="322">Argentina, </strong><strong data-start="325" data-end="336">Brasile, </strong><strong data-start="339" data-end="351">Paraguay, </strong><strong data-start="354" data-end="365">Uruguay. </strong>Il <strong data-start="370" data-end="383">Venezuela</strong> è attualmente <strong data-start="398" data-end="409">sospeso</strong>.</p>
<p data-start="412" data-end="523">Esistono inoltre <strong data-start="429" data-end="448">Paesi associati</strong>, che partecipano ad alcuni accordi senza essere membri effettivi, tra cui: <strong data-start="526" data-end="534">Cile, </strong><strong data-start="537" data-end="545">Perù, </strong><strong data-start="548" data-end="560">Colombia, </strong><strong data-start="563" data-end="574">Ecuador, </strong><strong data-start="577" data-end="588">Bolivia</strong> (in fase di adesione)</p>
<p data-start="612" data-end="809" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel suo insieme, il Mercosur rappresenta <strong data-start="653" data-end="713">uno dei principali blocchi economici dell’America Latina</strong>, con un peso rilevante negli scambi commerciali globali e nelle relazioni con l’Unione europea.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Entrano in vigore ulteriori protezioni a livello dell&amp;apos;UE contro le PFAS nell&amp;apos;acqua potabile</title>
<link>https://www.italia24.news/entrano-in-vigore-ulteriori-protezioni-a-livello-dellue-contro-le-pfas-nellacqua-potabile</link>
<guid>https://www.italia24.news/entrano-in-vigore-ulteriori-protezioni-a-livello-dellue-contro-le-pfas-nellacqua-potabile</guid>
<description><![CDATA[ Scattano in tutta l’Unione europea nuovi obblighi di controllo e trasparenza sulle PFAS nell’acqua potabile, con limiti armonizzati, monitoraggi sistematici e misure preventive a tutela della salute pubblica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69667045538b8.webp" length="31980" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 17:18:33 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;"><span lang="IT">Da ieri, gli Stati membri devono monitorare in modo armonizzato i livelli di sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) nell’acqua potabile, per conformarsi ai nuovi valori limite dell'UE previsti dalla rifusione della </span><span lang="EN-GB"><a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2020/2184/oj?eliuri=eli%3Adir%3A2020%3A2184%3Aoj&amp;locale=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">direttiva sull'acqua potabile</span></a><span lang="IT">. Sono inoltre tenuti a informare la Commissione sui risultati del monitoraggio, inclusi i dati relativi ai superamenti dei valori limite, agli incidenti e alle eventuali deroghe concesse.</span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;"><span lang="IT">Questa misura contribuisce direttamente a uno degli obiettivi fondamentali della </span><span lang="EN-GB"><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1750857768458&amp;uri=CELEX%3A52025DC0280" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">strategia sulla resilienza idrica</span></a><span lang="IT">: garantire il diritto all'acqua potabile sicura. Risponde, inoltre, all'invito contenuto nella strategia ad agire con urgenza contro gli inquinanti che minacciano le fonti di acqua potabile in Europa.</span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;"><span lang="IT">La rifusione della </span><span lang="EN-GB"><a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2020/2184/oj?eliuri=eli%3Adir%3A2020%3A2184%3Aoj&amp;locale=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">direttiva sull'acqua potabile</span></a><span lang="IT"> è stata adottata nel 2020 e gli Stati membri erano tenuti a recepirla nel diritto nazionale entro gennaio 2023. Per favorire un monitoraggio coerente in tutta l'UE, nel 2024 la Commissione ha pubblicato specifiche </span><a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/C/2024/4910" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">linee guida tecniche</span></a><span lang="IT">.</span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT" style="font-size: 12pt;">È la prima volta che nell'Unione europea viene attuato un monitoraggio sistematico delle PFAS nell'acqua potabile. In caso di superamento dei valori limite, gli Stati membri devono adottare misure per ridurre i livelli di PFAS a tutela della salute pubblica e informare i cittadini. Tali interventi possono includere la chiusura dei pozzi contaminati, l'introduzione di ulteriori fasi di trattamento per rimuovere le PFAS o la limitazione dell'uso delle forniture di acqua potabile finché il superamento persiste.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;"><span lang="IT">Jessika <b>Roswall</b>, Commissaria per l'Ambiente, la resilienza idrica e un'economia circolare competitiva, ha dichiarato: <i>"L'inquinamento da PFAS rappresenta una preoccupazione crescente per l'acqua potabile in tutta Europa. Con i limiti armonizzati e il monitoraggio obbligatorio ora in vigore, gli Stati membri dispongono delle regole e degli strumenti necessari per individuare e affrontare rapidamente le PFAS, proteggendo così la salute pubblica</i>".</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;"><span lang="IT"> </span><span lang="EN-GB"><a href="https://environment.ec.europa.eu/news/new-eu-rules-limit-pfas-drinking-water-2026-01-12_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Maggiori informazioni sulle nuove norme ora in vigore</span></a><span lang="IT"> sono disponibili online.</span></span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L&amp;apos;imaging avanzato svela le differenze tra astrociti sani e malati: così potremo predire le malattie neurologiche</title>
<link>https://www.italia24.news/limaging-avanzato-svela-le-differenze-tra-astrociti-sani-e-malati-cosi-potremo-predire-le-malattie-neurologiche</link>
<guid>https://www.italia24.news/limaging-avanzato-svela-le-differenze-tra-astrociti-sani-e-malati-cosi-potremo-predire-le-malattie-neurologiche</guid>
<description><![CDATA[ Una tecnica innovativa messa a punto da un team di ricerca del Cnr-Isof in collaborazione con la Boston University ha rivelato differenze cruciali nelle strutture proteiche degli astrociti, cellule cerebrali vitali per la salute del cervello: è stata così individuata una &#039;firma proteica&#039; dalla quale trarre informazioni sullo stato di buona salute di tali cellule rispetto a cellule malate. Lo spiega un articolo pubblicato su Advanced Science ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69666e80ecc26.webp" length="29318" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 17:14:43 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Uno studio pionieristico Italia-Usa ha rivelato differenze molecolari e funzionali cruciali nelle strutture proteiche degli astrociti, cellule cerebrali a forma di stella, vitali per la salute del cervello: la ricerca, <a href="https://doi.org/10.1002/advs.202515228" target="_blank" rel="noopener">pubblicata su <i>Advanced Science</i>,</a> guidato dal team di ricerca della Professoressa <strong>Michelle Y. Sander </strong>della <strong>Boston University, </strong>e dal gruppo di <strong>Valentina Benfenati</strong> dall'Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività del <strong>Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna</strong> (Cnr-Isof).</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Sfruttando la tecnica della microscopia fototermica multispettrale a infrarossi a risoluzione temporale avanzata, il team ha identificato le caratteristiche chimiche, strutturali e funzionali delle proteine degli astrociti: una "firma proteica" che rappresenta un indicatore del differenziamento degli astrociti e del loro stato di buona salute, e fornisce informazioni preziose per la comprensione di alcune malattie neurologiche.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;"></span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Lo studio ha preso in esame, in particolare, la <strong>morfologia dei "microdomini"</strong>, minuscole estensioni cellulari (a livello micrometrico) attraverso cui gli astrociti svolgono la loro funzione di mantenimento dell'equilibri tra biomolecole, ioni e acqua all'interno del cervello, comunicando con neuroni e vasi. La disfunzione e l'alterazione della morfologia e della chimica strutturale di questi microdomini è collegata a varie malattie croniche come l'Alzheimer e il glioma, ma i metodi attuali spesso non riescono ad analizzarla senza perturbare il loro stato fisiologico naturale. Lo studio colma questa lacuna offrendo un metodo unico per caratterizzare i microdomini astrocitari, trovando "firme proteiche" distinte negli astrociti differenziati rispetto a quelli non differenziati.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;"></span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;"><strong>Valentina Benfenati,</strong> co-leader del Cnr-Isof: <span>«</span>Lo studio combina interfacce con nanomateriali, neuroscienze e ottica innovativa per fornire l'esclusiva 'impronta digitale chimica' degli astrociti sani. Da anni studiamo approcci che ci consentano di studiare gli astrociti <i>in vitro </i>per utilizzarli nell'ambito della medicina predittiva, così da ridurre anche l'utilizzo di modelli animali in preclinica. Questo studio ci ha portato alla messa a punto di un modello unico, sia strutturalmente che funzionalmente, nella riproduzione di ciò che gli astrociti mostrano <i>in vivo<span>»</span></i>.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Sono state, cioè, svolte analisi chimiche su due differenti tipologie di astrociti – rispettivamente "cresciuti" su nanomateriali o su substrati standard – rivelando che i primi hanno maggiore resistenza termica.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;"><span>«</span>I nostri risultati evidenziano un legame diretto tra la struttura proteica secondaria degli astrociti differenziati e le dinamiche di diffusione attraverso cui gli astrociti regolano l'equilibrio di acqua e ioni nel cervello<span>»</span> aggiunge <strong>Chiara Lazzarini,</strong> co-prima autrice del lavoro.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;"><span>«</span>Avere informazioni sull'architettura molecolare, la struttura chimica e la correlazione con la funzione dei microdomini degli astrociti attraverso un approccio senza marcatura (ovvero senza alterare il campione) rappresenta un significativo passo avanti nella comprensione degli astrociti e più in generale della glia, in stati di salute o di malattie come il glioma o l'Alzheimer, o del neurosviluppo, caratterizzati da alterazioni di morfologia o di processi di diffusione come il volume cellulare<span>»</span>. Aggiunge Lazzarini.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;"></span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Il lavoro, a cui hanno contribuito anche il Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente dell'Università di Bari e il dipartimento FaBit dell'Università di Bologna, è stato finanziato dall'Air Force Office of Scientific Research (AFOSR), Biophysics Program (ASTROLIGHT and ASTROTALK), della National Science Foundation (NSF) e del Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) tramite il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR-Ecosister) e NEXTGENERATIONEU (NGEU) PRIN-PNRR. Lo studio rientra nelle attività strategiche del gruppo di lavoro "<em>Advanced Materials, Nanomaterials and Biophysics"</em> della Commissione congiunta <strong>Italia-USA</strong> per la cooperazione scientifica e tecnologica tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano e il Dipartimento di Stato americano, guidato dal Dott. Luigi Ambrosio (Cnr) e da Sofi Bin-Salamon (US-AFOSR).</span></div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Nella serata del 10 gennaio nel Barese un forte bagliore e un boato: secondo gli esperti non si è trattato di un meteorite</title>
<link>https://www.italia24.news/nella-serata-del-10-gennaio-nel-barese-un-forte-bagliore-e-un-boato-secondo-gli-esperti-non-si-e-trattato-di-un-meteorite</link>
<guid>https://www.italia24.news/nella-serata-del-10-gennaio-nel-barese-un-forte-bagliore-e-un-boato-secondo-gli-esperti-non-si-e-trattato-di-un-meteorite</guid>
<description><![CDATA[ Nessuna conferma da parte del progetto Prisma (la Prima rete italiana per la sorveglianza sistematica di meteore e atmosfera) alle tante segnalazioni comparse nelle ultime ore su stampa e social circa un possibile bolide avvistato nei cieli pugliesi sabato 10 gennaio: le camere all-sky di Castellana Grotte e Lecce, le più vicine alla zona, non hanno registrato alcun bolide nell&#039;orario indicato ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69666db4341b8.webp" length="50284" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 17:07:27 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="flex flex-col text-sm pb-25">
<article class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="5fd96893-4fd8-4486-9bfc-9623e76ffd02" data-testid="conversation-turn-8" data-scroll-anchor="true" data-turn="assistant" tabindex="-1">
<div class="text-base my-auto mx-auto pb-10 [--thread-content-margin:--spacing(4)] @w-sm/main:[--thread-content-margin:--spacing(6)] @w-lg/main:[--thread-content-margin:--spacing(16)] px-(--thread-content-margin)">
<div class="[--thread-content-max-width:40rem] @w-lg/main:[--thread-content-max-width:48rem] mx-auto max-w-(--thread-content-max-width) flex-1 group/turn-messages focus-visible:outline-hidden relative flex w-full min-w-0 flex-col agent-turn" tabindex="-1">
<div class="flex max-w-full flex-col grow">
<div data-message-author-role="assistant" data-message-id="fcfef82c-4c8a-4d83-b94c-c0ae7d087a8e" dir="auto" class="min-h-8 text-message relative flex w-full flex-col items-end gap-2 text-start break-words whitespace-normal [.text-message+&amp;]:mt-1" data-message-model-slug="gpt-5-2">
<div class="flex w-full flex-col gap-1 empty:hidden first:pt-[1px]">
<div class="markdown prose dark:prose-invert w-full break-words light markdown-new-styling">
<p data-start="129" data-end="644">Nella serata di <strong data-start="145" data-end="171">sabato 10 gennaio 2026</strong> molte persone nei comuni del <strong data-start="201" data-end="236">sud-est della provincia di Bari</strong> — tra cui <strong data-start="247" data-end="280">Casamassima, Turi e Valenzano</strong> — hanno riferito di aver visto un <strong data-start="315" data-end="371">intenso bagliore nel cielo seguito da un forte boato</strong>, tanto da percepire la vibrazione dei vetri delle abitazioni. Video amatoriali e segnalazioni sui social hanno rapidamente alimentato l’ipotesi che potesse trattarsi di un <strong data-start="544" data-end="605">meteorite o di un bolide entrato nell’atmosfera terrestre</strong>.</p>
<p data-start="646" data-end="1187">Tuttavia, secondo i dati raccolti dal <strong data-start="684" data-end="703">progetto Prisma</strong> — la <strong data-start="709" data-end="787">Prima rete italiana per la sorveglianza sistematica di meteore e atmosfera</strong> — <strong data-start="790" data-end="913">non ci sono evidenze di un bolide registrato nella serata del 10 gennaio nelle camere all-sky operative nelle vicinanze</strong>, in particolare quelle di <strong data-start="940" data-end="969">Castellana Grotte e Lecce</strong>. Secondo gli esperti dell’<strong data-start="996" data-end="1040">Istituto nazionale di astrofisica (INAF)</strong>, un evento meteoritico di questo tipo difficilmente sarebbe passato inosservato se fosse realmente avvenuto. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<p data-start="1189" data-end="1690"><span>«Le nostre camere di Castellana Grotte e Lecce, le più vicine alla zona», dice infatti </span><strong>Dario Barghini</strong><span>, ricercatore dell'Inaf di Torino ed esperto scienziato della rete Prisma, «non hanno registrato alcun bolide nell'orario indicato, ovvero dopo le ore 18:00. Difficilmente, un evento del genere passerebbe inosservato».</span></p>
<p data-start="1189" data-end="1690">Le analisi dei dati della rete Prisma <strong data-start="1227" data-end="1341">escludono quindi che il fenomeno osservato sia stato causato dall’ingresso di un bolide nella nostra atmosfera</strong> in quell’orario. Al momento <strong data-start="1370" data-end="1418">non è disponibile una spiegazione definitiva</strong> per il bagliore e il boato percepiti dalla popolazione; tra le ipotesi alternative si considerano fenomeni meteorologici (come fulmini particolari), eventi atmosferici locali o altre cause non ancora precisate dagli enti scientifici. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<p data-start="1692" data-end="2020">Resta comunque alta l’attenzione degli astronomi e degli appassionati: il <strong data-start="1766" data-end="1818">progetto Prisma invita a segnalare eventi simili</strong> tramite un modulo dedicato sul proprio sito, perché ogni osservazione può contribuire alle ricerche scientifiche sui fenomeni luminosi e sonori nel cielo italiano. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<p><img src="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x_69666cdb7cc92.webp" alt=""></p>
<p><span>Il bolide dell'11 gennaio 2026 ripreso dalla camera Prisma Itcp01 di Napoli. Crediti: Prisma/Inaf</span></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="z-0 flex min-h-[46px] justify-start"></div>
<div class="mt-3 w-full empty:hidden">
<div class="text-center"></div>
</div>
</div>
</div>
</article>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Premio Bianca d&amp;apos;Aponte – Città di Aversa</title>
<link>https://www.italia24.news/premio-bianca-daponte-citta-di-aversa</link>
<guid>https://www.italia24.news/premio-bianca-daponte-citta-di-aversa</guid>
<description><![CDATA[ Al via la 22esima edizione del contest riservato a cantautrici ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69666ad37a9ea.webp" length="60296" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 16:58:48 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="396"><span style="font-size: 12pt;"><strong data-start="0" data-end="47">Il Premio Bianca d’Aponte – Città di Aversa</strong> rappresenta <strong data-start="60" data-end="165">uno spazio strutturato e accessibile per presentare la propria musica e il proprio percorso autoriale</strong>, rivolto esclusivamente alle <strong data-start="195" data-end="210">cantautrici</strong>. In questi giorni si sono aperte le iscrizioni alla <strong data-start="263" data-end="279">22ª edizione</strong>, come sempre <strong data-start="293" data-end="305">gratuite</strong> e <strong data-start="308" data-end="348">senza limitazioni di genere musicale</strong>, dal rock all’urban, dal jazz alla world music.</span></p>
<h3>Un percorso di selezione e confronto professionale</h3>
<p data-start="453" data-end="891"><span style="font-size: 12pt;">Le <strong data-start="456" data-end="473">serate finali</strong> si terranno il <strong data-start="489" data-end="508">23 e 24 ottobre</strong> presso il <strong data-start="519" data-end="560"><span class="whitespace-normal">Teatro Cimarosa</span></strong> di Aversa, con la <strong data-start="579" data-end="624">direzione artistica di Ferruccio Spinetti</strong>.</span><br data-start="625" data-end="628"><span style="font-size: 12pt;">L’edizione più recente, svoltasi a fine ottobre 2025, ha visto la vittoria di <strong data-start="706" data-end="726">Micaela Tempesta</strong>, premiata da <strong data-start="740" data-end="751">Levante</strong>, madrina dell’edizione. Alla stessa artista, <strong data-start="797" data-end="818" data-is-only-node="">ex aequo con Nove</strong>, è stato assegnato anche il <strong data-start="847" data-end="890">Premio della critica “Fausto Mesolella”</strong>.</span></p>
<p data-start="893" data-end="1394"><span style="font-size: 12pt;">Le finaliste della nuova edizione saranno selezionate da <strong data-start="950" data-end="1052">un Comitato di garanzia composto da cantanti, autori, operatori del settore e giornalisti musicali</strong>. Molti dei suoi membri faranno parte anche delle <strong data-start="1102" data-end="1126">due giurie ufficiali</strong>, quella generale e quella della critica, chiamate ad assegnare i premi durante le serate finali.</span><br data-start="1223" data-end="1226"><span style="font-size: 12pt;">La presenza di queste figure costituisce <strong data-start="1267" data-end="1319">un’occasione concreta di confronto professionale</strong> per le artiste partecipanti nel corso delle giornate della manifestazione.</span></p>
<p data-start="1396" data-end="1931"><span style="font-size: 12pt;">Accanto al concorso, il Premio si caratterizza per <strong data-start="1447" data-end="1491">una forte dimensione culturale e di rete</strong>, grazie alla partecipazione di <strong data-start="1523" data-end="1541">artiste ospiti</strong> che ogni anno ricoprono il ruolo di madrina, interpretando un brano di <strong data-start="1613" data-end="1632">Bianca d’Aponte</strong>, la cantautrice a cui la manifestazione è dedicata, e presiedendo la giuria. Nel tempo si sono alternate numerose protagoniste della scena musicale italiana, insieme a molti altri ospiti di rilievo che hanno contribuito a rendere il Premio un punto di riferimento stabile nel panorama cantautorale.</span></p>
<p data-start="1933" data-end="2332"><span style="font-size: 12pt;">Alla <strong data-start="1938" data-end="1972">vincitrice del premio assoluto</strong> sarà assegnata <strong data-start="1988" data-end="2025">una borsa di studio di 1.000 euro</strong>, mentre al <strong data-start="2037" data-end="2080">Premio della critica “Fausto Mesolella”</strong> andranno <strong data-start="2090" data-end="2102">800 euro</strong>. La giuria generale conferirà inoltre riconoscimenti per <strong data-start="2160" data-end="2177">miglior testo</strong> (Premio Oscar Avogadro), <strong data-start="2203" data-end="2222">migliore musica</strong> e <strong data-start="2225" data-end="2253">migliore interpretazione</strong>, oltre ad altri premi e bonus messi a disposizione da realtà vicine al Premio.</span></p>
<p data-start="2334" data-end="2631"><span style="font-size: 12pt;">Per <strong data-start="2338" data-end="2360">tutte le finaliste</strong> sono previste anche <strong data-start="2381" data-end="2419">opportunità di esibizioni dal vivo</strong> in eventi collegati al Premio, organizzati periodicamente in Italia e in Europa. Tra gli appuntamenti già programmati figura <strong data-start="2545" data-end="2565">una data a Praga</strong>, presso l’Istituto Italiano di Cultura, nella prossima primavera.</span></p>
<p data-start="2633" data-end="2884"><span style="font-size: 12pt;">Nel corso dell’ultima edizione è stato inoltre pubblicato <strong data-start="2691" data-end="2734">“Bianca d’Aponte – Ensemble per Bianca”</strong>, il primo disco che raccoglie la voce della giovane cantautrice scomparsa prematuramente nel 2003, realizzato grazie al contributo di <strong data-start="2869" data-end="2883">NuovoImaie</strong>.</span></p>
<p data-start="2886" data-end="3125" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><span style="font-size: 12pt;">La <strong data-start="2889" data-end="2918">scadenza per l’iscrizione</strong> è fissata al <strong data-start="2932" data-end="2949">30 marzo 2026</strong>. Il <strong data-start="2954" data-end="2975">bando di concorso</strong> e la <strong data-start="2981" data-end="3009">scheda di partecipazione</strong> sono disponibili sul sito ufficiale del premio <a href="https://www.premiobiancadaponte.it" target="_blank" rel="noopener" style="font-family: Calibri, sans-serif;">www.premiobiancadaponte.it</a><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"> .</span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Astronomi al lavoro sulla sorprendente onda d’urto attorno a una stella morta: un enigma cosmico che sfida i modelli</title>
<link>https://www.italia24.news/astronomi-al-lavoro-sulla-sorprendente-onda-durto-attorno-a-una-stella-morta-un-enigma-cosmico-che-sfida-i-modelli</link>
<guid>https://www.italia24.news/astronomi-al-lavoro-sulla-sorprendente-onda-durto-attorno-a-una-stella-morta-un-enigma-cosmico-che-sfida-i-modelli</guid>
<description><![CDATA[ Un’osservazione resa possibile dal Very Large Telescope dell’ESO rivela una struttura inattesa attorno a un residuo stellare, aprendo nuove domande sull’evoluzione delle stelle e sull’interazione con il mezzo interstellare ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696669ea174c4.webp" length="12208" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 16:51:54 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="209" data-end="561">Gli astronomi dell’<strong data-start="228" data-end="267">Osservatorio Europeo Australe (ESO)</strong> sono rimasti col fiato sospeso davanti a un fenomeno celeste tanto affascinante quanto inaspettato: una <strong data-start="372" data-end="427">misteriosa onda d’urto che avvolge una stella morta</strong>, osservata grazie alle potenti lenti del <strong data-start="469" data-end="499">Very Large Telescope (VLT)</strong> nel deserto di Atacama. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<p data-start="563" data-end="1049">La stella in questione, nota come <strong data-start="597" data-end="613">RXJ0528+2838</strong>, è ciò che rimane di un astro ormai spento, un residuo stellare che, secondo le attuali teorie astrofisiche, non dovrebbe generare strutture dinamiche così complesse attorno a sé. Eppure, le immagini catturate con gli strumenti del VLT mostrano una <strong data-start="864" data-end="904">onda d’urto sorprendentemente nitida</strong>, come se la stella interagisse ancora con l’ambiente interstellare circostante in modo alquanto singolare.</p>
<p data-start="563" data-end="1049"><span>"</span><em>Abbiamo trovato qualcosa di mai visto prima e, cosa ancora più importante, del tutto inaspettato</em><span>", afferma <strong>Simone Scaringi</strong>, professore associato presso la Durham University, Regno Unito e co-autore principale dello studio pubblicato oggi su </span><em>Nature Astronomy</em><span>. "</span><em>Le nostre osservazioni rivelano un potente efflusso che, secondo le nostre attuali conoscenze, non dovrebbe esserci</em><span>", aggiunge Krystian Ilkiewicz, ricercatore post-dottorato presso il Centro Astronomico Nicolaus Copernicus di Varsavia, Polonia, e co-responsabile<a href="https://www.eso.org/public/archives/releases/sciencepapers/eso2601/eso2601a.pdf" target="_blank" rel="noopener"> dello studio.</a> "Efflusso" (</span><em>outflow</em><span> in inglese) è il termine usato dagli astronomi per descrivere il materiale espulso dagli oggetti celesti.</span></p>
<h2 data-start="1051" data-end="1089"><strong data-start="1054" data-end="1089">Un fenomeno che sfida le regole</strong></h2>
<p data-start="1091" data-end="1499">In condizioni ordinarie, onde d’urto di questo tipo si formano quando flussi di gas e polveri espulsi da stelle viventi si scontrano con il materiale circostante, creando un effetto simile alla prua di una nave che fend e le onde di un mare invisibile. Tuttavia, <strong data-start="1354" data-end="1418">RXJ0528+2838 non emette getti o venti stellari significativi</strong>, almeno non secondo i modelli consolidati. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<p data-start="1501" data-end="1920">Questo lascia gli esperti davanti a una domanda aperta: <strong data-start="1557" data-end="1687">che cosa sta creando questa struttura brillante e ben definita se non i meccanismi classici di un’espressione stellare attiva?</strong> Una possibile spiegazione potrebbe risiedere in un meccanismo energetico finora poco considerato, forse legato a <strong data-start="1801" data-end="1856">campi magnetici intensi o processi dinamici residui</strong> del passato della stella. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<h2 data-start="1922" data-end="1979"><strong data-start="1925" data-end="1979">Osservare l’inaspettato per comprendere l’universo</strong></h2>
<p data-start="1981" data-end="2359">La scoperta è un <strong data-start="2043" data-end="2067">laboratorio naturale</strong> che offre una rara opportunità di testare e, se necessario, rivedere i modelli della fisica stellare e dell’evoluzione dei resti di stelle. In astrofisica, come in ogni scienza di frontiera, sono spesso <strong data-start="2271" data-end="2320">le anomalie a guidare le rivoluzioni teoriche</strong>. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<p data-start="2361" data-end="2769">Gli strumenti dell’ESO, con il supporto dell’ottica adattiva e delle tecnologie più avanzate montate sul VLT, continuano a scandagliare questi misteri, spingendo sempre più avanti la nostra comprensione del cosmo. Ogni nuovo dato raccolto potrebbe fornire <strong data-start="2617" data-end="2730">indizi cruciali su come il materiale interstellare si modella attorno agli astri più enigmatici dell’universo</strong>.</p>
<p><img src="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x_69666a06a0b03.webp" alt=""></p>
<p><span>Immagine VLT della stella morta che crea un'onda d'urto mentre si muove nello spazio</span><span> </span><span>(Crediti: ESO/K. <span data-olk-copy-source="MessageBody">Iłkiewicz</span> and S. Scaringi et al. Background: PanSTARRS)</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Padova: un corso di laurea per i nuovi scenari dell’economia</title>
<link>https://www.italia24.news/padova-un-corso-di-laurea-per-i-nuovi-scenari-delleconomia</link>
<guid>https://www.italia24.news/padova-un-corso-di-laurea-per-i-nuovi-scenari-delleconomia</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;Università di Padova attiva un nuovo corso di laurea triennale in Philosophy, Politics and Economics (PPE) ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69665dc10e256.webp" length="55634" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 14:59:49 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-065247fa-7fff-139a-1ed6-8f6d0607dc28"><span>L’Università di Padova attiva un nuovo corso di laurea triennale in </span><span>Philosophy, Politics and Economics (</span><span>PPE), interamente erogato in lingua inglese e allineato ai principali programmi PPE diffusi a livello internazionale. Il corso nasce per fornire strumenti teorici e analitici utili ad affrontare alcune delle principali sfide contemporanee: </span><strong>dall’efficacia ed equità delle decisioni economiche e politiche, alla resilienza delle istituzioni, fino all’analisi dei cambiamenti economici e sociali in un contesto globale. </strong></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span style="text-decoration: underline;">Il percorso integra economia, scienze politiche, filosofia e diritto, offrendo una preparazione interdisciplinare orientata allo sviluppo del pensiero critico.</span><span> Particolare attenzione è dedicata all’innovazione didattica: il corso adotta metodologie partecipative, utilizza tecnologie digitali e prevede attività seminariali e di discussione, favorendo il coinvolgimento attivo delle studentesse e degli studenti, sia in presenza sia online. </span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Dopo aver completato il rinnovamento delle lauree magistrali, il nostro Dipartimento rilancia anche l’offerta triennale. Debutta infatti a Padova il corso di laurea in </span><span>Philosophy, Politics and Economics</span><span> (PPE), erogato interamente in lingua inglese e con un’impostazione fortemente interdisciplinare, che si affiancherà allo storico corso di laurea in Economia – </span><span><strong>dice il prof. Michele Fabrizi, Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali "Marco Fanno"</strong> -. </span><span>Un passo che rafforza ulteriormente l’offerta del Dipartimento, sia sul panorama nazionale sia su quello internazionale.»</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Il mondo di oggi ci pone di fronte a sfide importanti: transizione energetica e digitale, aumento del rischio geopolitico, crisi dei sistemi politici e sociali – </span><strong>afferma il prof. Edoardo Grillo, referente Corso in Philosophy, Politics and Economics</strong><span> -. </span><span> Per comprenderle e affrontarle servono ragionamento logico, capacità di analizzare i dati, consapevolezza delle implicazioni etiche delle scelte e conoscenza dei contesti politico-istituzionali. Questo corso di laurea nasce proprio per sviluppare queste competenze e formare studentesse e studenti capaci di leggere la complessità e prendere decisioni informate ed efficaci.»</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il piano di studi si articola in tre anni. Nei primi due anni vengono forniti metodi e strumenti di base per l’analisi dei problemi complessi; nel terzo anno il percorso diventa più flessibile e consente di approfondire ambiti specifici, tra cui le politiche pubbliche, l’integrazione dei principi etici nei processi decisionali e l’analisi dei rischi geopolitici. È previsto un tirocinio curriculare obbligatorio, finalizzato all’applicazione pratica delle competenze acquisite. Il corso di laurea in PPE prepara a </span><strong>sbocchi professionali in aziende, istituzioni pubbliche e internazionali, organizzazioni non governative e centri di ricerca, e costituisce una solida base per la prosecuzione degli studi in ambito economico, politico e filosofico.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Contrastare povertà e disagio sociale: due nuovi master gratuiti di Bicocca Academy, tra pratiche di intervento e strategie di pianificazione</title>
<link>https://www.italia24.news/competenze-contrasto-poverta-disagio-sociale-nuovi-master-gratuiti-di-bicocca-academy-intervento-strategie-pianificazione</link>
<guid>https://www.italia24.news/competenze-contrasto-poverta-disagio-sociale-nuovi-master-gratuiti-di-bicocca-academy-intervento-strategie-pianificazione</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;Università di Milano-Bicocca, grazie ad un cofinanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell&#039;Unione Europea, potenzia la sua offerta formativa post laurea con due nuovi master dedicati al sistema degli interventi e dei servizi sociali: da un approccio integrato all&#039;intervento in situazioni di povertà e vulnerabilità alle strategie di pianificazione e gestione degli open government data ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69665abc2569a.webp" length="33130" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 14:56:32 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt;">L'Università di Milano-Bicocca amplia la sua offerta formativa con due nuovi master proposti da <a href="https://customer72157g.musvc1.net/e/tr?q=6%3d8a0TBZ%26t%3dT%26u%3dXBT%26v%3dUBUBW%263%3dA1NxL_yuas_0e_ztZt_0i_yuas_9ji6h8mF6.OvBtCj.B1_LYvW_VN%267%3dtO1OjU.v81%26C1%3dTBU0%26Mz%3dVHUCd9T9U4h5i9UGdF%26A%3dEaiZjX07hZEXicAajXFUlcjUl6lVmcjXEVnUGXCVEanaA7BYBVG4GU0ZDUD5j0l7&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener">Bicocca Academy</a>, la Scuola di Alta formazione post laurea dell'Ateneo. Un focus particolare su <b>laboratori e project work</b> caratterizza entrambi i percorsi, gratuiti e alla loro prima edizione, per fornire ai professionisti del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali una serie di competenze avanzate. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Progettato con logica multidisciplinare, il master di <b>primo livello</b> <a href="https://customer72157g.musvc1.net/e/tr?q=A%3dMcJYQb%264%3dY%260%3dZLY%26A%3dWLZQY%26C%3dFFP8Q_Dwkx_Og_0yov_Jn_Dwkx_NlsAw0wKK.Q6G9Et.GF_Ni1l_XXQBAuGwH1XL7HGAJw-K1P7B5-A-8PwP1A4A-vG-D7xDANH99A6RA-0wG-BA0AANAG-zE-8P1Os-AwN1AA-A-sAyK5NwC699A6RA%260%3d5SERuY.0AB%26GE%3dWMYN%26PA%3dZVXNhMWJYMXRh9w7sT%26D%3dIfzaLhTZIcw9NczAscTXvfPaOZ2fxZ1cJCN0NC1BsA1dQCOZKaPfIhQetbO9RgyX&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener">Specializzazione in metodi e pratiche di rafforzamento dei percorsi di presa in carico e accompagnamento sociale</a> si rivolge a professionisti impegnati nel sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, già provvisti di una propria professionalità disciplinare. Il percorso vuole ulteriormente specializzare i partecipanti nell'ambito della promozione di <b>progetti di innovazione e sperimentazione sociale</b>, concepiti per rispondere a diversi bisogni: protezione e sostegno di minori e famiglie in situazioni di disagio o di rischio, promozione del benessere individuale, familiare e comunitario. Il master, diretto dai professori <b>Paolo Rossi e Elisabetta Biffi</b>, coniuga due aspetti cruciali: le pratiche di contrasto a povertà e marginalità con le strategie di intervento nel campo delle azioni preventive. «Si tratta di un'opportunità di formazione innovativa, che mira a integrare le competenze dei diversi professionisti che operano nel sociale, come assistenti sociali, educatori e psicologi, anche per sviluppare il lavoro d'équipe», spiegano i docenti. Sono disponibili <b>25 posti</b>; le iscrizioni chiuderanno il <b>3 febbraio 2026</b>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Il master di <b>secondo livello</b> <a href="https://customer72157g.musvc1.net/e/tr?q=5%3dAcHSEb%262%3dS%26x%3dZJS%26y%3dWJTEY%26A%3d04P6K_2wir_Cg_8scv_Hh_2wir_Blq5k0uE9.Q4AwEr.A4_NguZ_XVHs74ApEs30E5Fo-L8GqNqEw7FAyJu-34PA30E5Fo-CuK4E5Fo-I5FsP5JkCwAy-A-B3vQ030E5Fo-0uD-3E9LoIq%266%3dwQ9NmW.474%26E9%3dSEWH%26L3%3dXPTFfGSBWGTJfN%260%3dFfuZAf3k7qO8AfG7kdvYHBqZkBqTlct5pcIWCdrVGBIVl0t6mYsZA9P5H7ObIdvbEAG7&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener">Pianificazione, programmazione, attuazione, gestione, monitoraggio e valutazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali</a> nasce per ampliare le competenze strategiche e organizzative delle professionalità di middle management impegnate in <b>ATS e Comuni</b>. La proposta formativa sviluppa le competenze di <b>analisi complessa di bisogni e risorse dei territori e del funzionamento dei sistemi di welfare locale</b>, nelle loro interazioni tra i vari attori del sistema pubblico e del Terzo settore. Si mira, inoltre, a qualificare la capacità di intervento in un <b>quadro più ampio, strategico e programmatico, di gestione</b> anche amministrativa ed economico-finanziaria dei sistemi integrati dei servizi, delle politiche sociali e delle reti locali. Diretto dalle professoresse <b>Ida Castiglioni </b>e <b>Laura Formenti</b>, il corso prevede <b>25 posti disponibili</b> e chiuderà le iscrizioni il <b>23 gennaio 2026. </b>«Finalmente un master executive, gratuito, con una reale prospettiva interdisciplinare. Un'occasione unica di aggiornamento per comuni e ATS su LEPS, OGD, street level bureaucracy, modelli partecipativi, modelli e tecniche per l'integrazione con le politiche educative, sanitarie, del lavoro e dell'abitare. Un approccio concreto, con casi reali e una ricerca costante di soluzioni innovative», spiegano le professoresse.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">I due master si inseriscono tra gli interventi previsti dal Piano Nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027 – Obiettivo di Policy 4 "Un'Europa più sociale" Regolamento (UE) n. 2021/1060 Regolamento (UE) n. 2021/1057 - Priorità 1. Sostegno all'inclusione sociale e lotta alla povertà (FSE+) – Obiettivo Specifico K (ESO 4.11) e sono realizzati con il cofinanziamento dell'Unione Europea – Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+). Grazie al finanziamento ottenuto, i percorsi verranno riproposti per quattro cicli annuali e saranno <b>gratuiti</b> per i frequentanti.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">In collaborazione con enti e istituzioni pubbliche e private, per creare profili che riflettono le esigenze del mondo del lavoro, <b>Bicocca Academy</b> offre annualmente più di 90 corsi post laurea tra master, corsi di perfezionamento, di formazione, executive e corsi di Educazione Continua in Medicina. Ulteriori informazioni su tutta l'offerta multidisciplinare dell'Alta formazione dell'Università di Milano-Bicocca sono disponibili sul sito di <a href="https://customer72157g.musvc1.net/e/tr?q=7%3dNeAURd%26u%3dU%26A%3dbCU%26B%3dYCVRa%264%3dBGRyM_Eybt_Pi_1upx_Aj_Eybt_Onj7xBnGL.SwC0Gk.CG_PZwm_ZO%268%3d0S2PzY.w9G%26G2%3dURYA%26NF%3dZIVSh0UOY5x9j0VWhG%26B%3dUejazbA8xdFYygBbzbGV2gkV20mW3gkYUZoVWbDWUeobQACZRZH5WYAaTYE6zDm8&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener">Bicocca Academy</a>. </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Contro la violenza nasce la Carta di Padova 2026</title>
<link>https://www.italia24.news/contro-la-violenza-nasce-la-carta-di-padova-2026</link>
<guid>https://www.italia24.news/contro-la-violenza-nasce-la-carta-di-padova-2026</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;Università di Padova e l&#039;Azienda Ospedale-Università di Padova hanno stilato, prime in Italia, la Carta di Padova 2026, uno strumento concreto nella gestione sanitaria della violenza ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69664d64630b4.webp" length="48418" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 14:52:49 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt;">L’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce la violenza come un problema di salute pubblica e privata; il personale sanitario ha infatti un ruolo fondamentale nell’individuare situazioni di maltrattamento dietro quadri clinici apparentemente comuni, favorendo diagnosi precoci, presa in carico globale, prevenzione e intervento sulle cause. La sottostima dell’impatto della violenza sul sistema salute, legata anche a limiti culturali e strutturali, rende necessaria una riflessione più ampia e integrata. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Il Convegno <strong>Violenza Salute e Sanità: la Carta di Padova 2026</strong> che si terrà a Padova venerdì 16 gennaio a partire dalle 9,30 nell’Aula Magna a Palazzo del Bo si propone di affrontare il fenomeno nella sua complessità e di presentare per la prima volta la Carta di Padova 2026, <strong>uno strumento per rafforzare l’impegno della società civile di fronte a un fenomeno ancora in evoluzione.</strong></span><br><br><span style="font-size: 12pt;">Dopo i saluti istituzionali, intervengono <strong>Martina Semenzato</strong>, presidente Commissione parlamentare di inchieste sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere, e <strong>Giovanna Boccuzzo</strong>, docente Unipd. </span><br><br><span style="font-size: 12pt;">Introducono e moderano <strong>Gaya Spolverato</strong>, delegata della Rettrice alle Politiche per le Pari Opportunità dell’Università di Padova e <strong>Giorgio Perilongo</strong>, dipartimento di Salute della Donna e del Bambino, Università di Padova</span><br><br><span style="font-size: 12pt;">Segue l'intervento di <strong>Fabio Pinelli</strong>, vice presidente Consiglio superiore della Magistratura, dal titolo <strong>Violenza di genere: dalla prevenzione all’accertamento delle responsabilità individuali. </strong></span><br><br><span style="font-size: 12pt;">In chiusura del Convegno, nel pomeriggio alle ore 16 viene presentata la Carta di Padova 2026.</span><br><br><span style="font-size: 12pt;">Per partecipare al convegno è necessaria la <a href="https://www.unipd.it/violenza-salute-sanita" target="_blank" rel="noopener">prenotazione</a><strong>.</strong></span></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Antartide: l&amp;apos;inaugurazione della banca&#45;dati del ghiaccio per lo studio della storia del clima</title>
<link>https://www.italia24.news/antartide-linaugurazione-della-banca-dati-del-ghiaccio-per-lo-studio-della-storia-del-clima</link>
<guid>https://www.italia24.news/antartide-linaugurazione-della-banca-dati-del-ghiaccio-per-lo-studio-della-storia-del-clima</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;inaugurazione del 14 gennaio in diretta streaming dell&#039;Infrastruttura Ice Memory Sanctuary in Antartide ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69662c8450c73.webp" length="82236" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 12:30:37 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-a38e0a75-7fff-f4ad-cb74-0277e59d3d40"><span>Mercoledì</span><span> <strong>14 gennaio</strong> </span><span>alle</span><span> <strong>ore 10</strong></span><span><strong>,</strong> in diretta streaming dalla stazione italo-francese di </span><span>Concordia</span><span> in </span><span>Antartide</span><span>, verrà </span><span><strong>inaugurato</strong> <strong>l’Ice Memory Sanctuary</strong></span><span>, l’infrastruttura scavata sotto strati compatti di neve dove verranno trasferite le prime </span><strong>due carote di ghiaccio alpino</strong><span> estratte dal Monte Bianco (Col du Dôme, Francia) e dal Grand Combin (Svizzera). Queste carote saranno custodite nella grotta naturale per essere studiate dalle </span><strong>future generazioni di scienziati</strong><span>, restituendo preziose </span><strong>informazioni su clima e ambiente</strong><span> della Terra. A questi primi campioni si andranno ad aggiungere gli altri che saranno prelevati in futuro dai ghiacciai di tutto il mondo, sempre più a rischio estinzione a causa del riscaldamento globale.</span></p>
<p dir="ltr"><span>L'evento, promosso dalla </span><span>Ice Memory Foundation</span><span> e dai suoi partner fondatori, tra cui per l’Italia Cnr e Università Ca' Foscari di Venezia, vedrà la partecipazione delle istituzioni che hanno supportato il progetto, tra cui L’</span><span>agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile</span><span> </span><strong>ENEA</strong><span> che, come ente attuatore per la logistica del </span><strong>Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA</strong><span><strong>)</strong>, ha gestito, insieme <strong>all’</strong></span><span><strong>Istituto Polare Francese (IPEV)</strong>,</span><span> la progettazione e realizzazione dell’ice cave, organizzando le speciali operazioni di trasporto aereo delle carote di ghiaccio dalla base costiera Mario Zucchelli, dove sono arrivate con la nave rompighiaccio Laura Bassi dell’OGS, fino alla stazione Concordia, a 3.200 metri di altitudine sul plateau antartico.</span></p>
<p><span>Interverranno i rappresentanti delle istituzioni coinvolte e per ENEA sarà in collegamento direttamente dall’Antartide </span><strong>Riccardo Scipinotti</strong><span>,</span><span> </span><span>station leader della stazione Concordia.</span></p>
<p><span>Per partecipare all’evento è necessario <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeLr5j95Ewpf9WLmVT7fbBkf-qEQZVHELiRN8aE6JQ7NBtK-Q/viewform?pli=1" target="_blank" rel="noopener">registrarsi al link</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Conoscenza, formazione e innovazione: disponibile online GeoSciences IR, l&amp;apos;infrastruttura di ricerca interamente italiana dedicata alla geologia</title>
<link>https://www.italia24.news/conoscenza-formazione-innovazione-disponibile-online-geosciences-infrastruttura-ricerca-interamente-italiana-dedicata-alla-geologia</link>
<guid>https://www.italia24.news/conoscenza-formazione-innovazione-disponibile-online-geosciences-infrastruttura-ricerca-interamente-italiana-dedicata-alla-geologia</guid>
<description><![CDATA[ Il progetto GeoSciences IR finanziato dal Ministero dell&#039;Università e della Ricerca (MUR) nell&#039;ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e coordinato dall&#039;Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) è disponibile online: un &quot;universo geologico&quot; digitale di importante livello scientifico che, per la prima volta, riunisce dati, servizi, strumenti e conoscenze necessari allo svolgimento delle attività di monitoraggio, pianificazione, progettazione, analisi e controllo nei diversi ambiti delle Scienze della Terra ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69661d638f675.webp" length="33142" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 11:25:49 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-d4b1e3f1-7fff-73cd-b917-105ef447d33b"><span>Il progetto è volto alla realizzazione di una infrastruttura di ricerca per la </span><strong>Rete Italiana dei Servizi Geologici (RISG)</strong><span> per mettere a disposizione dei servizi geologici regionali e non solo, i dati, i servizi e gli strumenti necessari per lo svolgimento delle funzioni di monitoraggio e controllo del territorio nei diversi ambiti delle scienze della Terra. L'infrastruttura non raccoglie soltanto informazioni e dati, ma anche strumenti, tecniche e pratiche operative su temi fondamentali quali geologia 3D, frane e tettonica attiva, sinkholes, difesa, uso e consumo del suolo, monitoraggio satellitare e in situ e ricerca mineraria. A tutti questi temi, si affianca un'importante offerta formativa che comprende corsi, tutorial, videolezioni e webinar.</span></p>
<p dir="ltr"><span>GeoSciences IR mette a disposizione delle amministrazioni, della comunità scientifica e dei cittadini </span><strong>267 prodotti liberamente accessibili</strong><span>, tra cui </span><strong>117 dataset, 18 applicazioni e tools informatici, 44 vocabolari, 25 visualizzatori personalizzati, 56 prodotti formativi</strong><span>, diversi </span><strong>documenti tecnici e linee guida.</strong></p>
<p dir="ltr"><span>All'interno dell'infrastruttura confluiscono portali e banche dati di grande rilievo, come il <strong>GeoDatabase </strong></span><strong>GeMMA</strong><span>, che raccoglie le informazioni sul patrimonio minerario italiano, compreso l'inventario dei depositi di rifiuti estrattivi e che sarà disponibile a breve, o </span><strong>ITHACA</strong><span> dedicata alla caratterizzazione delle faglie capaci in Italia. Sono inoltre presenti collegamenti a piattaforme strategiche come </span><strong>IdroGEO</strong><span>, il portale sul dissesto idrogeologico che consente, tra l'altro, di verificare il livello di rischio da frane e alluvioni nel proprio territorio, recentemente ampliato e rinnovato proprio grazie a GeoSciences IR.</span></p>
<p dir="ltr"><span>L'accesso ai contenuti è immediato e intuitivo: dal sito del progetto </span><span>si accede direttamente ai prodotti nel catalogo tematico e, con pochi clic, si passa dalla conoscenza all'azione. I dati prodotti dai 16 istituti di ricerca e università, partner del progetto, possono essere consultati e visualizzati attraverso strumenti dedicati, mentre applicazioni e servizi consentono di tradurre le informazioni in strumenti operativi. Un percorso che si completa con un'area dedicata alla formazione, pensata per rispondere alle esigenze degli utenti di approfondire e aggiornare le proprie competenze. La formazione è, infatti, uno dei punti di forza dell'infrastruttura: corsi, tutorial, video lezioni e webinar accompagnano l'utente in tutti gli ambiti delle Scienze della Terra, offrendo sia percorsi introduttivi sia occasioni di aggiornamento continuo per tecnici, professionisti e studenti.</span></p>
<p dir="ltr">Link al sito del progetto: <a href="https://geosciences-ir.it/" target="_blank" rel="noopener">GeoSciencesIR</a></p>
<p dir="ltr"><em>Al progetto GeoSciences IR partecipano 16 partner di cui 13 Università (Università degli Studi dell'Aquila, Università degli Studi di Bari, Università degli Studi di Cagliari, Università degli Studi dell'Insubria  Università degli Studi del Molise, Università degli Studi di Salerno, Università degli Studi di Torino, Università degli Studi della Tuscia, Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Palermo) e 3 Enti di Ricerca (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale, Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale, Consiglio Nazionale delle Ricerche).</em></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Openscuola 2025: Città di Torino e Politecnico rilanciano il progetto per l’innovazione digitale nelle scuole torinesi</title>
<link>https://www.italia24.news/openscuola-2025-citta-di-torino-e-politecnico-rilanciano-il-progetto-per-linnovazione-digitale-nelle-scuole-torinesi</link>
<guid>https://www.italia24.news/openscuola-2025-citta-di-torino-e-politecnico-rilanciano-il-progetto-per-linnovazione-digitale-nelle-scuole-torinesi</guid>
<description><![CDATA[ Un’iniziativa congiunta per potenziare laboratori informatici, didattica digitale e competenze tecnologiche nelle scuole primarie e secondarie di primo grado della città, attraverso soluzioni open source, riuso dell’hardware e formazione per docenti e studenti ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_69611b6b3d26c.webp" length="49308" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 16:15:00 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span>Con una presentazione di obiettivi e risultati raggiunti fin qui, questa mattina dalla scuola secondaria di I grado Ada Negri, Torino ha rilanciato Openscuola, il progetto congiunto di<strong> Città di Torino e Politecnico di Torino</strong> finalizzato alla creazione e al potenziamento di laboratori informatici nelle scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio cittadino.</span></p>
<p><span>Attivo dal 2013, Openscuola nasce dall'esigenza manifestata da numerosi istituti scolastici di rendere pienamente funzionali e aggiornati i propri laboratori informatici, offrendo a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, nuove opportunità di apprendimento e di accesso consapevole alle tecnologie digitali, e contribuendo al tempo stesso alla diffusione della cultura scientifica e tecnologica e alla promozione di percorsi educativi inclusivi e sostenibili.</span></p>
<p><span>Nel corso degli anni, grazie al progetto – noto anche come<strong> Scuola 2.0 </strong>– sono già stati realizzati <strong>53 laboratori informatici, </strong>mentre numerose ulteriori richieste di installazione sono pervenute da altre scuole del I ciclo. Un risultato significativo, ottenuto attraverso il riutilizzo e la rigenerazione di hardware dismesso, opportunamente ricondizionato sia dal punto di vista hardware che software, e l'impiego di soluzioni open source: un approccio che consente di allestire interi laboratori a costi contenuti, spesso a partire da un unico computer docente dotato di sistema operativo e applicativi dedicati.</span></p>
<p><span>Il Politecnico di Torino fornisce supporto informatico per l'installazione, la gestione e la manutenzione dei PC, garantendo l'aggiornamento del software e la piena operatività dei laboratori nel tempo. I sistemi adottati prevedono un'amministrazione centralizzata che consente il monitoraggio e la gestione da remoto delle postazioni in modo scalabile e semplificato. Le attività tecniche sono svolte da personale specializzato dell'Ateneo, con il coinvolgimento di studenti e studentesse selezionati tramite borse di studio e assegni di ricerca, favorendo la formazione sul campo e il trasferimento di competenze.</span></p>
<p><span>Dopo la sospensione dovuta alla pandemia, Openscuola è stato rilanciato con un ampliamento degli obiettivi. Accanto al supporto tecnico, il progetto prevede un potenziamento delle attività di assistenza e formazione rivolte agli insegnanti, per accompagnare l'evoluzione dei metodi di insegnamento e apprendimento e promuovere un utilizzo efficace e consapevole delle tecnologie digitali nella didattica. L'accesso a infrastrutture adeguate e a connessioni a banda larga rappresenta infatti un elemento chiave per sostenere la didattica digitale e la condivisione di materiali e saperi.</span></p>
<p><span>Le richieste di adesione al progetto sono raccolte e gestite dalla Città di Torino, tramite <a href="https://email.tmg.vrfy.email/c/eJxEz0FuwyAQAMDXwC0IFozrA4de_I2IwG6ykg0WEFvt6yvl0h_M5JAc4CwxmNnPi7feTxL3yNu9H5j5l2vBgETJz5jNLJze-9OD2jFzzLlh74qHfAVnMoExlqKntLhlIpfIgsWHQ1r0Q3IADV4bvRirjZ4UuZjjDKCJTIKvSTg99qc6G_2oD0Fu4TXG0YX9FrAKWK_rUqnu74Jq1MalKh4C1p5emPHGhWrb4-ATBaxHq08co97qgaWnd92ibKFhjp-TcJpH3DiCUwWvLv-7d84BvLPOyhHkGeAvAAD__8pOXxg" target="_blank" rel="noopener">un apposito form.</a> Compito dell'amministrazione è anche il continuare a sostenere e promuovere Openscuola presso le scuole cittadine, favorendone diffusione e conoscenza. Oltre a questo, dalla stessa pagina del sito istituzionale è possibile arrivare ad un'altra pagina dedicata, utile al monitoraggio delle attività e sulla quale è possibile vedere tutte le scuole che hanno già potuto beneficiare del progetto, come anche quelle che hanno fatto richiesta e sono al momento in attesa di intervento.<br></span></p>
<p><span><i>«Siamo felici di aver dato, con il supporto del Politecnico, nuovo impulso al progetto Openscuola</i> – sottolinea <b>Carlotta Salerno</b>, assessora alle Politiche educative della Città di Torino –, <i>un passo importante che conferma l'impegno della Città nella costruzione di ambienti educativi capaci di accompagnare studenti e docenti nello sviluppo delle competenze digitali. Abbiamo fortemente voluto all'interno dei laboratori informatici non solo strumentazioni base utili alla comunità scolastica, ma anche e soprattutto dei software open source, per diffondere una cultura della condivisione e della trasparenza, stimolare autonomia e pensiero critico e contribuire a un'innovazione tecnologica più sostenibile e accessibile per l'intera comunità scolastica».<br></i></span></p>
<p class="v1elementToProof"><span>A sottolineare il valore dell'iniziativa anche il professor <b>Marco Mellia</b>, Project Manager IT per l'Ateneo, che dichiara: </span><span><i>«</i></span><span><i>Openscuola è un progetto di lunga data, che ha visto il supporto a oltre 50 scuole nell'aiutarle a installare e soprattutto gestire i loro laboratori informatici. Il coinvolgimento dei nostri studenti è fondamentale sia per dare loro l'opportunità di imparare sul campo, sia per le scuole che vedono ragazzi entusiasti, spesso loro ex allievi, dare supporto con entusiasmo. Openscuola è un esempio concreto di collaborazione tra enti pubblici che ci auguriamo prosegua e rafforzi le sinergie con il territorio</i></span><span><i>».</i></span><span></span></p>
<p><span>Con Openscuola 2025, la Città di Torino e il Politecnico di Torino confermano il proprio impegno nella realizzazione di progetti a forte valenza sociale e culturale, capaci di favorire la crescita della comunità territoriale e di accompagnare la scuola nelle sfide dell'innovazione digitale.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Energia: nanomateriali da scarti del riso per batterie e supercondensatori</title>
<link>https://www.italia24.news/energia-nanomateriali-da-scarti-del-riso-per-batterie-e-supercondensatori</link>
<guid>https://www.italia24.news/energia-nanomateriali-da-scarti-del-riso-per-batterie-e-supercondensatori</guid>
<description><![CDATA[ Ricerche congiunte di ENEA, Università la Sapienza di Roma e Politecnico di Torino puntano a dispositivi di accumulo energetico sostenibili e avanzati ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6961178897e9d.webp" length="76342" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 15:58:40 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="166" data-end="862">Batterie e supercondensatori realizzati con materiali ottenuti da un sottoprodotto della lavorazione del riso, la lolla, sono al centro delle attività di ricerca condotte da <strong>ENEA, Sapienza Università di Roma e Politecnico di Torino</strong>. I primi risultati, pubblicati sulle riviste internazionali <em data-start="507" data-end="518">Molecules</em> e <em data-start="521" data-end="548">Journal of Energy Storage</em>, mostrano come futuri dispositivi di accumulo elettrochimico di energia potranno contare su due materiali nanostrutturati innovativi, gli aerogel di carbonio e i quantum dots di grafene, ottenuti partendo dalla cellulosa contenuta in biomasse comuni e largamente disponibili. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<p data-start="864" data-end="1509"><strong data-start="864" data-end="928">Aerogel di carbonio: struttura leggera e prestazioni stabili</strong><br data-start="928" data-end="931">Gli aerogel di carbonio sono materiali altamente porosi, definiti come “spugne solide” poiché composti per oltre il 90% da aria, che combinano leggerezza con stabilità elettrochimica. Per questo studio l’aerogel è stato ricavato dalla cellulosa presente nella lolla di riso, sottoposta a processi di gelificazione, essiccazione e successiva carbonizzazione. Questa struttura conferisce al materiale una elevata conducibilità elettrica e una leggerezza tali da renderlo potenzialmente ideale per applicazioni in batterie e supercondensatori. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<p data-start="1511" data-end="2038"><strong data-start="1511" data-end="1571">Quantum dots di grafene per accumulo energetico avanzato</strong><br data-start="1571" data-end="1574">Partendo dagli idrogel di carbonio, i ricercatori hanno ottenuto anche i cosiddetti quantum dots di grafene, minuscole particelle con uno spessore vicino al singolo atomo. A questa scala il materiale acquisisce proprietà speciali, come la capacità di immagazzinare energia sulla superficie e favorire il passaggio degli ioni di litio, rendendoli promettenti per lo sviluppo di tecnologie di accumulo energetico più efficienti. <span class="" data-state="closed"></span></p>
<p data-start="2040" data-end="2589"><strong data-start="2040" data-end="2095">Verso tecnologie di accumulo energetico sostenibili</strong><br data-start="2095" data-end="2098">Secondo i ricercatori, gli aerogel di carbonio derivati da gel di cellulosa con alta concentrazione di cellulosa pura mostrano elevate prestazioni di stabilità e durata elettrochimica, anche dopo migliaia di cicli di carica e scarica. I quantum dots di grafene, grazie alle loro caratteristiche uniche, rappresentano un ulteriore passo avanti per l’integrazione in dispositivi di accumulo energetico sostenibile basati su materiali da biomasse scartate.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Quando i fiumi smettono di scorrere</title>
<link>https://www.italia24.news/quando-i-fiumi-smettono-di-scorrere</link>
<guid>https://www.italia24.news/quando-i-fiumi-smettono-di-scorrere</guid>
<description><![CDATA[ Un team di ricercatori dell’Università di Padova ha calcolato che quasi l’80% dei corsi d’acqua presenti sulla Terra smette di fluire almeno un giorno all’anno ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696115d047e10.webp" length="102542" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 15:51:33 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="206" data-end="737">I fiumi non sono semplici linee blu disegnate su una mappa, ma sistemi vivi che si muovono e “respirano”, espandendosi e contraendosi in risposta a fattori climatici. Questa dinamica naturale produce un’alternanza tra fasi di flusso e periodi di asciutta lungo molti tratti dei reticoli idrografici: in altre parole, molto spesso i fiumi smettono di scorrere, anche solo per brevi periodi.  </p>
<p data-start="739" data-end="797"><strong data-start="739" data-end="797">I corsi d’acqua non perenni come regola, non eccezione</strong></p>
<p data-start="799" data-end="1409">Nello studio <a href="https://www.nature.com/articles/s44221-025-00549-x" target="_blank" rel="noopener">appena pubblicato sulla rivista «Nature Water»</a>, un team di ricercatori dell’<span class="whitespace-normal">Università di Padova</span> mostra che i corsi d’acqua non-perenni non rappresentano un’eccezione, bensì costituiscono la tipologia fluviale più diffusa sul pianeta Terra. Analizzando dati globali e osservazioni di campo, la ricerca sviluppata dall’Ateneo patavino stima che quasi l’80% dei corsi d’acqua presenti sulla Terra smetta di fluire almeno un giorno all’anno. Anche in regioni considerate climaticamente umide, come il Veneto, oltre la metà del reticolo idrografico è costituita da tratti non-perenni.</p>
<p data-start="1411" data-end="1470"><strong data-start="1411" data-end="1470">Una rete fluviale globale molto più estesa del previsto</strong></p>
<p data-start="1472" data-end="1872">Dalle analisi emerge inoltre che le reti fluviali del pianeta sono molto più estese di quanto comunemente rappresentato: considerando l’intera trama dei corsi d’acqua, la loro lunghezza complessiva raggiunge valori compresi tra 1,2 e 1,5 miliardi di chilometri. Di questa enorme rete, circa tre quarti – oltre un miliardo di chilometri – è costituita da corsi d’acqua che si asciugano periodicamente.</p>
<p data-start="1874" data-end="1934"><strong data-start="1874" data-end="1934">Implicazioni ambientali e gestione delle risorse idriche</strong></p>
<p data-start="1936" data-end="2509">«Questa diffusione è legata alla struttura stessa delle reti fluviali, dominate da una miriade di piccoli corsi d’acqua estremamente numerosi e dinamici, che si attivano e si disattivano in risposta alle precipitazioni e alle condizioni idrologiche locali – spiega <strong>Gianluca Botter,</strong> corresponding author dello studio e docente al dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università di Padova –. Il loro comportamento influenza il funzionamento dell’intero sistema fluviale, lasciando una traccia evidente anche nei bacini idrografici di grandi dimensioni».</p>
<p data-start="2511" data-end="3205" data-is-last-node="" data-is-only-node="">I risultati mettono in discussione l’idea, ancora molto diffusa, che il dominio fluviale resti sempre uguale a sé stesso dalle sorgenti alla foce. Al contrario, l’alternanza naturale tra fasi di flusso e di asciutta emerge come una caratteristica intrinseca e inevitabile dei sistemi fluviali. Questa dinamica ha implicazioni dirette per la qualità dell’acqua, i cicli biogeochimici, la biodiversità e i servizi ecosistemici offerti sia dai grandi fiumi sia dai piccoli torrenti: riconoscerla e integrarla nelle politiche di protezione dei corsi d’acqua è un passaggio fondamentale per affrontare le sfide ambientali poste dal cambiamento climatico e dall’uso sostenibile delle risorse idriche.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>SunDish: i radiotelescopi italiani aprono la strada a previsioni più accurate dei brillamenti solari</title>
<link>https://www.italia24.news/sundish-i-radiotelescopi-italiani-aprono-la-strada-a-previsioni-piu-accurate-dei-brillamenti-solari</link>
<guid>https://www.italia24.news/sundish-i-radiotelescopi-italiani-aprono-la-strada-a-previsioni-piu-accurate-dei-brillamenti-solari</guid>
<description><![CDATA[ Sulle alte frequenze radio una nuova chiave osservativa per anticipare l’attività esplosiva del Sole e rafforzare la meteorologia spaziale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_6961128f41d1b.webp" length="37138" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 15:42:44 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span lang="it" style="line-height: 115%;">Il progetto <b>SunDish ha dimostrato per la prima volta la possibilità di prevedere,<span style="background: white; mso-highlight: white;"> con un elevato livello di successo, </span>i brillamenti solari</b> tramite l’osservazione del Sole ad alte frequenze radio con i radiotelescopi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Lo studio, pubblicato sulla rivista <i>Scientific Reports, </i>mostra che particolari anomalie spettrali osservate nelle <i>regioni attive</i> del Sole costituiscono un precursore affidabile di brillamenti solari. Le importanti ricadute scientifiche si intrecciano con potenziali implicazioni pratiche volte a raffinare la climatologia spaziale (space weather) e a mitigare le minacce alle nostre tecnologie.</span><b><span lang="it" style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></b></span></p>
<h3 class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span lang="it" style="line-height: 115%;">Che cosa sono i brillamenti e perché rappresentano un rischio</span></span></strong></h3>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span lang="it" style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">I brillamenti solari (in inglese <i>flare</i>) sono esplosioni di energia paragonabili a quelle di milioni, fino a miliardi, di bombe nucleari, rilasciate in pochi secondi dalle regioni attive del Sole. Se diretta verso di noi, l’energia sprigionata raggiunge la Terra in circa otto minuti sotto forma di onde elettromagnetiche di diverse frequenze, dalle onde radio ai raggi X, causando disturbi alle comunicazioni radio e al segnale di dispositivi come i satelliti GPS. Fino ad oggi, la previsione dei brillamenti solari si è basata principalmente su complessi algoritmi di intelligenza artificiale e su dati provenienti da missioni spaziali. <span style="background: white; mso-highlight: white;">Ora un nuovo progetto basato sulle osservazioni radioastronomiche potrà affiancare e migliorare questi metodi predittivi.<o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span lang="it" style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Un lungo e complesso ciclo di osservazioni solari effettuate in Italia dimostra oggi, per la prima volta, che <b>alcune anomalie nelle onde radio possono prevedere i brillamenti con un discreto anticipo</b>. Lo studio, coordinato dall’astrofisica dell’INAF <b>Sara Mulas,</b> ha prodotto e analizzato, dal 2018 al 2023, <b>450 mappe solari</b> effettuate in banda K (ovvero a frequenze radio tra i 18 e i 26 GHz). Queste osservazioni hanno fornito dati di alta qualità sulla cromosfera, lo strato dell’atmosfera del Sole posto immediatamente sopra la sua superficie visibile.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span lang="it" style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Lo studio si inserisce nel progetto <b>SunDish</b>, istituito e coordinato dal ricercatore INAF <b>Alberto Pellizzoni</b> con l’obiettivo di osservare il Sole alle alte frequenze radio (attualmente 18–26 GHz, con l’obiettivo di estendere le osservazioni fino a 100 GHz), con due grandi radiotelescopi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica: il <b>Grueff Radio Telescope</b> presso la stazione radioastronomica di Medicina (Bologna) e il <b>Sardinia Radio Telescope</b> situato a San Basilio (Cagliari), appositamente adattati per questo tipo di osservazioni potenzialmente impattanti sulla strumentazione. In particolare, la parabola Grueff ha osservato il Sole con cadenza settimanale, consentendo un adeguato monitoraggio dell’attività solare necessario a ottenere modelli fisici predittivi. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span lang="it" style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">“Fino all’avvio di SunDish”, spiega <b>Simona Righini</b>, tecnologa dell’INAF e coautrice dello studio, ”puntare l'antenna anche solo a poca distanza dal Sole era proibito: si temeva che la radiazione e la concentrazione del calore danneggiassero i ricevitori. Insieme agli ingegneri, abbiamo effettuato test e dimostrato che, grazie all'impiego di opportuni attenuatori, il segnale del Sole si poteva maneggiare senza problemi. Inoltre non si verificavano surriscaldamenti. Nel tempo abbiamo sviluppato e affinato le tecniche di osservazione solare con queste grandi antenne, in precedenza impensabili, e stiamo lavorando a innovazioni che riguardano anche l'antenna INAF di Noto, in Sicilia”.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span lang="it" style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Lo spettro radio del Sole, in condizioni di quiete, appare piuttosto ripido, poiché è dominato dalle emissioni termiche. Quando la ripidità diminuisce bruscamente, a favore di un andamento più piatto, omogeneo e regolare, si manifesta ciò che in gergo si chiama <i>“flattening spettrale”</i> ed è dovuto all'emersione di intensi campi magnetici nella cromosfera solare. Fino ad oggi, questo fenomeno era stato associato a un generico cambiamento di stato delle regioni attive, ma lo studio condotto da Mulas ha dimostrato che, in realtà, il flattening è il precursore di brillamenti successivi.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span lang="it" style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Si è infatti visto che <b>gli appiattimenti dello spettro si sono verificati fino a 30 ore prima dell'effettiva comparsa dei brillamenti, in ben l’89% dei casi, mentre solo l’11% degli eventi intensi non è preceduto da variazioni spettrali.</b><span style="background: yellow; mso-highlight: yellow;"> <o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span lang="it" style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">“Questo approccio semplice e fisico - evidenzia Pellizzoni - rappresenta un’importante integrazione rispetto ai complessi sistemi di previsione basati su modelli statistici o di machine learning, offrendo un nuovo indicatore diretto dei processi magnetici che anticipano le eruzioni. L’inclusione di ulteriori parametri, come la misura della brillanza della regione attiva e le informazioni magnetiche associate, potrebbe portare la <b>precisione fino al 97%</b>, aprendo prospettive concrete per l’integrazione di questa metodologia nei futuri sistemi operativi di meteorologia spaziale (space weather). Di certo l’INAF può già essere considerato come uno dei principali innovatori in questo campo a livello mondiale”.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span lang="it" style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">L’importanza di questo studio risiede nel fatto che l’interesse scientifico si accompagna a un promettente aspetto pratico, legato alle minacce che l’attività solare comporta. Il Sole dona infatti alla Terra l’energia necessaria allo sviluppo e al mantenimento della vita, attraversando periodi ricorrenti durante i quali produce episodi impulsivi e molto violenti, durante i quali rilascia la sua energia.<span style="background: white; mso-highlight: white;"> Ogni undici anni circa, la nostra stella completa un ciclo in cui un <i>minimo solare</i> - caratterizzato da una relativa quiete - è seguito dalla comparsa e dal graduale aumento delle macchie solari fino al <i>massimo solare</i>. In un’alta percentuale di casi, i brillamenti generati in questo contesto di eccitazione energetica sono, a loro volta, precursori di eventi ancora più intensi.<o:p></o:p></span></span></p>
<h3 class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span lang="it" style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span style="background: white; mso-highlight: white;">Verso nuovi sviluppi: continuità osservativa e progetto Solaris</span></span></h3>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span lang="it" style="line-height: 115%; background: white;">“I brillamenti solari - sottolinea Mulas - possono innescare o, comunque, precedere, in una percentuale media del 50/60% dei casi, che cresce con l’intensità del brillamento stesso, ulteriori fenomeni noti come espulsioni di massa coronale (CME).</span><span lang="it" style="line-height: 115%;"> Si tratta di vere e proprie esplosioni di plasma solare che si propagano attraverso lo spazio interplanetario e possono talvolta raggiungere la Terra, ma – contrariamente ai brillamenti – dopo molte ore o giorni dalla loro espulsione, causando <b>tempeste geomagnetiche, </b>ancora più pericolose per le nostre reti tecnologiche. Le <b>aurore polari</b> rappresentano una manifestazione visibile di questo processo: derivano dall’interazione tra il plasma solare emesso durante una CME, il campo magnetico e l’atmosfera terrestre. Come abbiamo potuto vedere negli ultimi anni, le tempeste più forti possono produrre aurore osservabili anche dalle nostre latitudini". <o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span lang="it" style="font-size: 10.0pt; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">“Nella pratica non tutti i brillamenti, anche quelli più intensi, sono accompagnati da una CME per cui cercheremo di raffinare il metodo per poter prevedere anche le espulsioni coronali”, conclude Mulas. “Inoltre, i nostri radiotelescopi possono dedicare solo una frazione del loro tempo alle osservazioni solari; stiamo quindi elaborando metodi osservativi che assicurino la continuità della raccolta dei dati. Questo sarà, anzi, lo scopo di un altro progetto che rappresenta la naturale prosecuzione di SunDish, ovvero Solaris”.</span><o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Per una storia autentica:  musei e legalità in un nuovo podcast targato Università di Padova</title>
<link>https://www.italia24.news/per-una-storia-autentica-musei-e-legalita-in-un-nuovo-podcast-targato-universita-di-padova</link>
<guid>https://www.italia24.news/per-una-storia-autentica-musei-e-legalita-in-un-nuovo-podcast-targato-universita-di-padova</guid>
<description><![CDATA[ Dal Museo Egizio di Torino al patrimonio UNESCO di Padova, un viaggio che svela i meccanismi della tutela del nostro patrimonio culturale e del contrasto ai crimini connessi, con le voci dei massimi esperti italiani ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_696111133a4ad.webp" length="137830" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 15:31:44 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Cosa si nasconde dietro un capolavoro esposto in un museo? Quali battaglie legali e scientifiche si svolgono quotidianamente per garantire che l'arte e la storia che ammiriamo siano autentiche e protette? A queste domande risponde il nuovo, ambizioso progetto dell’Università degli Studi di Padova: <b>"Contro una falsa storia: musei, legalità e territori"</b>.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><u><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">A partire dal <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">13 gennaio</span>,</span></u></b><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;"> per undici settimane, questo podcast e vodcast settimanale offre un’immersione profonda e accessibile nel mondo della <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">tutela del patrimonio culturale italiano</span>, affrontando temi che spaziano dalla valorizzazione al cruciale <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">contrasto dei crimini</span>, come gli scavi clandestini e il traffico illecito di reperti archeologici.</span></b><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></b></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Ideato da <b>Luca Zamparo</b> e curato con Daniele Zumerle e Monica Salvadori, il progetto nasce dal vivace confronto con le studentesse e gli studenti del Dipartimento dei Beni Culturali e si avvale della collaborazione fondamentale del gruppo di lavoro "Musei, legalità e territorio" di <b>ICOM Italia</b>.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">La vera forza del podcast risiede nel suo straordinario parterre di ospiti. Gli ascoltatori saranno condotti da figure di spicco: <b>Christian Greco</b>, egittologo e direttore del Museo Egizio di Torino, racconterà le sfide quotidiane della direzione di un'istituzione di fama mondiale; <b>Michele Lanzinger</b>, presidente di ICOM Italia, si soffermerà sul futuro della museologia e sull'esperienza maturata alla guida del MUSE di Trento. </span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">La legalità, pilastro del progetto, sarà narrata direttamente da chi la difende sul campo quotidianamente: il Comandante <b>Emanuele Meleleo</b> del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Venezia descriverà il lavoro cruciale e quotidiano dell'Arma dei Carabinieri per la salvaguardia dei nostri beni comuni.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Ogni puntata è un capitolo di conoscenza essenziale. Si analizzeranno i fondamenti della <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">formazione universitaria</span> italiana nell'ambito della tutela con la professoressa <b>Giuliana Calcani</b> e si tornerà agli albori della collaborazione tra archeologia, forze dell'ordine e autorità giudiziaria grazie al racconto di <b>Daniela Rizzo</b> e <b>Maurizio Pellegrini</b>, già funzionari del Ministero della Cultura, coinvolti direttamente e attivamente nella ricostruzione e risoluzione di alcuni tra i più importanti casi di traffico illecito degli ultimi decenni.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Il contrasto ai fenomeni criminali sarà sviscerato anche attraverso l'uso delle nuove tecnologie: gli archeologi <b>Arianna Traviglia</b> e <b>Fabio Fabrizio</b> spiegheranno come i rilevamenti satellitari, e non solo, affiancano il metodo tradizionale nello studio degli scavi clandestini che ancora oggi affliggono molte regioni italiane.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Non mancheranno poi approfondimenti su casi emblematici, come la lunga vicenda giudiziaria dell’<b>Atleta Vittorioso di Fano</b>, narrata da <b>Rachele Dubbini</b>, e la descrizione del lavoro di tutela e valorizzazione sul territorio grazie a figure come <b>Stella Falzone</b> del Museo Archeologico Nazionale di Taranto e <b>Filippo Demma</b> del Parco archeologico di Crotone e Sibari. </span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Il podcast allarga lo sguardo anche a discipline complementari e innovative. <b>Sandro La Barbera</b>, filologo classico, affronterà il fenomeno della falsificazione dal punto di vista letterario, delineando il ruolo che l'Intelligenza Artificiale avrà nella sua comprensione. L'importanza cruciale dell'informazione e del giornalismo nella lotta alle <b>archeomafie</b> sarà invece introdotta da <b>Serena Epifani, direttrice di The Journal of Cultural Heritage Crime,</b> e <b>Fabrizio Feo</b>, già giornalista della RAI. </span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Infine, non si dimentica la ricchezza del nostro patrimonio naturale: la professoressa <b>Elena Canadelli, storica della scienza</b> dell’Università di Padova, guiderà gli ascoltatori e le ascoltatrici nel Museo Botanico, analizzando le sfide nella tutela della biodiversità e le peculiarità della museologia scientifica.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Ascoltare "Contro una falsa storia" è anche un viaggio virtuale negli spazi simbolici di Padova. Le registrazioni ci conducono nelle sale del <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Palazzo del Bo</span>, sede storica dell’Ateneo, fra gli spazi del <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Museo della Natura e dell’Uomo</span> e all’interno delle aree più amate <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dell’<span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Orto Botanico</span>, </b>sito patrimonio dell’UNESCO dal 1997.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Questo progetto di alta divulgazione, realizzato nell'ambito delle attività del P.R.I.N. "<i>From Authenticity to Art (FATA)</i>", sostenuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca, sottolinea l'impegno costante dell'Università degli Studi di Padova nel diffondere una cultura della legalità al servizio della ricerca e della società civile.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ambiente: gli interventi del Comune di Milano al fine di migliorare la resilienza della città al cambiamento climatico</title>
<link>https://www.italia24.news/ambiente-gli-interventi-del-comune-di-milano-al-fine-di-migliorare-la-resilienza-della-citta-al-cambiamento-climatico</link>
<guid>https://www.italia24.news/ambiente-gli-interventi-del-comune-di-milano-al-fine-di-migliorare-la-resilienza-della-citta-al-cambiamento-climatico</guid>
<description><![CDATA[ La mappa delle azioni per sostituire l&#039;asfalto con nuovo verde e superfici drenanti realizzate da MM per volere del Comune di Milano: così si aiuta la città a fronteggiare i fenomeni meteo più violenti. ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_695f9bbcbea9b.webp" length="85500" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 12:58:13 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-a3fbd1f1-7fff-a425-9d86-34849f00ef34"><span>Sono stati realizzati 27 interventi utili a trasformare Milano in una '<strong>città spugna</strong>' capace di fronteggiare i cambiamenti climatici e le loro manifestazioni, siano esse piogge intense o periodi di siccità: si tratta di cantieri diffusi nei nove municipi, che prevedono la sostituzione di aree oggi grigie e asfaltate con nuovo verde e superfici drenanti, capaci cioè di assorbire e di stoccare le acque meteoriche.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le opere, realizzate da <strong>MM</strong> per conto del Comune di Milano, sono finalizzate a migliorare la resilienza di fronte agli effetti del cambiamento climatico. Incrementare la quantità di superfici drenanti, infatti, riduce i volumi di acque meteoriche che sovraccaricano la rete fognaria in caso di eventi meteo di particolare intensità, favorendone l'assorbimento naturale nel terreno, e, di conseguenza, riducendo il rischio di allagamenti in superficie. Inoltre la raccolta delle acque piovane consente anche il loro progressivo rilascio nei periodi siccitosi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>"Eventi meteo estremi, come le piogge violente con precipitazioni copiose concentrate in pochi minuti, sono ormai sempre più frequenti in città come abbiamo visto negli ultimi anni – ha spiegato l'assessora al Verde e Ambiente <strong>Elena Grand</strong>i -: sovraccaricano le infrastrutture di recupero delle acque reflue, che devono fare i conti con flussi anomali, con conseguenti allagamenti e danni al territorio o con prolungati periodi di siccità. Ecco perché la sostituzione di asfalto impermeabile con suolo drenante, con nuovo verde e con un sistema di raccolta delle acque capace di convogliare l'acqua piovana verso la prima falda sotterranea, ma anche in sistemi di raccolta utili all'irrigazione dell'area, vanno nella direzione di rendere Milano sempre più 'città spugna', capace di reagire agli effetti dei cambiamenti climatici. Queste opere contribuiscono a spiegare la scelta dell'Amministrazione di affidare ad MM la manutenzione del verde cittadino: gestione delle acque e del verde da ora in avanti saranno sempre più sinergiche".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Oltre al primo <strong>SUDS (Sistema di drenaggio urbano sostenibile)</strong> realizzato in via Pacini (Municipio 3), che interessa 1.870 mq, e quello in via Guido da Velate (Municipio 9), dove sono stati depavimentati 5.900 mq, si stanno concludendo in questi giorni i lavori nei pressi della Fabbrica del Vapore in via Luigi Nono, mentre altri interventi si trovano oggi in diverse fasi di attuazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I lavori sono in corso nel cantiere di via Toce (Municipio 9) per 3.500 mq, mentre a breve partirà il cantiere in piazza Imperatore Tito (Municipio 4) per oltre 4.200 mq. E ancora, tra gli interventi oggi in fase di progettazione e la cui realizzazione è prevista nel 2026 anche via Sabatino Lopez (Municipio 8) per 4.500 mq; piazza Arnoldo Mondadori (Municipio 1) che interesserà 2.200 mq e largo Volontari del Sangue (Municipio 3), in cui si realizzerà un progetto di 2.700 mq per creare un'area completamente riqualificata e a vocazione pedonale, con più verde e pavimentazione drenante di fronte ai nuovi ingressi del Politecnico di Milano.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Tra le 27 opere, cinque rientrano nell'ambito di interventi PINQuA, finanziati con fondi PNRR. Si tratta interventi, oggi in corso, utili alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici nei quartieri San Siro e Niguarda: due in zona via Paravia (Municipio 7), gli altri nelle zone di largo San Dionigi, via De Gasperis e viale Sarca (Municipio 9).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Infine, altri 11 interventi sono in fase di programmazione e tre in progettazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>"Siamo molto orgogliosi di supportare Milano con i nostri progetti per rendere la città più resiliente – ha sottolineato <strong>Francesco Mascolo</strong>, amministratore delegato di MM -. Un aspetto rilevante di questi interventi è costituito dall'approccio integrato con cui MM pianifica e gestisce l'esecuzione degli interventi. Le opere di drenaggio vengono realizzate infatti all'interno del piano di interventi del Servizio Idrico Integrato con gli altri cantieri cittadini, in modo da ottimizzare tempi e risorse, ridurre i disagi per i cittadini e garantire la migliore funzionalità ed efficacia delle infrastrutture urbane".</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In generale questi interventi, oltre a depavimentare, prevedono anche di incrementare il verde in città attraverso la riqualificazione e la creazione di aree verdi e la messa a dimora di nuovi alberi, mitigando così l'effetto "isola di calore" e migliorando il raffrescamento naturale nel periodo estivo.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Welfare: circa 450 persone senza dimora inviate nelle strutture del Piano freddo del Comune di Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/welfare-circa-450-persone-senza-dimora-inviate-nelle-strutture-del-piano-freddo-del-comune-di-milano</link>
<guid>https://www.italia24.news/welfare-circa-450-persone-senza-dimora-inviate-nelle-strutture-del-piano-freddo-del-comune-di-milano</guid>
<description><![CDATA[ In apertura due nuovi centri. Tornano attive, dopo la manutenzione straordinaria, le docce pubbliche di Baggio. ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_695f957564a42.webp" length="139714" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 12:31:28 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-997910ab-7fff-a7cc-6edb-626ffcf701f4"><span>Sono circa 450 le persone senza dimora inviate nelle strutture del <strong>Piano freddo del Comune di Milano</strong>, attivo dal 17 novembre scorso nell’ambito di Milano Aiuta inverno. Si tratta per l’85% di uomini e nel 65% dei casi sono persone non conosciute, che quindi accedono alle strutture emergenziali per la prima volta. </span></p>
<p dir="ltr" style="line-height: 1;"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>Nove i centri attivi</strong>: via Saponaro (70 posti), l’ex mercato coperto di Giambellino in largo Balestra (fino a 50 posti), l’ex scuola Manara di via Fratelli Zoia (25 posti) attrezzata anche per l’accoglienza degli animali di affezione, l’ex campo base di M4 in via Cavriana (68 posti), lo spazio di via Sammartini 106 (25 posti), lo spazio all’interno dell’Opera Cardinal Ferrari di via Boeri (20 posti per sole donne), il centro di via Marsala (25 posti), quello di via Jommelli (10 posti) e Casa Alba in via Balsamo Crivelli (20 posti per sole donne).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span><strong>In apertura</strong>, nei prossimi giorni, altre due strutture: uno spazio all’interno della Casa di Quartiere di via Cenisio (25 posti) e uno spazio all’interno dell’ex centro vaccinale di Brenta (25 posti).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>“In questi giorni di particolare freddo – dichiara l’assessore al Welfare e Salute <strong>Lamberto Bertolé</strong> – chiediamo l’aiuto di tutte e tutti per segnalare le persone che vivono in una condizione di marginalità al numero 0288447646, messo a disposizione dal Comune e attivo 24 ore su 24. I numeri di accoglienza che abbiamo raggiunto sono significativi e dimostrano l’importanza di un servizio fondamentale per salvare vite umane”. </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L’ingresso nelle strutture sarà possibile presentandosi al <strong>Centro Sammartini</strong> di via Sammartini 120, il punto di accesso di tutti i servizi per i senza dimora in città che segue i seguenti orari: dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 il lunedì, martedì, giovedì e venerdì, dalle 14 alle 18 il mercoledì e dalle 10 alle 17 il sabato.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Come sempre, le persone accolte dovranno sottoporsi a uno screening sanitario, che verrà effettuato con la collaborazione di Medici Volontari Italiani, e al test Mantoux presso Villa Marelli. Dopo l’inserimento nelle strutture emergenziali tutti gli ospiti faranno un colloquio sociale di approfondimento e presa in carico, per capire se esistono le condizioni per l’avvio di un percorso personalizzato e per il passaggio nelle strutture ordinarie.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Si rafforza anche il monitoraggio del territorio attraverso le unità mobili che presidiano la città per fornire supporto, offrire un posto letto e assistenza a chi vive per strada. Oltre venti sono le associazioni che, in partenariato con il Comune, collaborano per questo servizio e hanno a disposizione dei posti sempre liberi al <strong>Piccolo Rifugio</strong> di viale Puglie per accogliere in emergenza le persone incontrate per strada e che hanno accettato l’offerta di ospitalità.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Dopo alcuni interventi di manutenzione straordinaria, tornano a pieno regime da oggi le docce pubbliche di via Anselmo da Baggio che saranno aperte dalle 9 alle 16, dal lunedì al sabato. A disposizione delle persone più vulnerabili 15 box doccia - 10 per gli uomini e 5 per le donne - con accesso gratuito previo tesseramento. La struttura potrà accogliere circa 160 persone ogni giorno e metterà a disposizione anche un servizio lavanderia, con lavatrici e asciugatrici.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Abitazioni a Milano: La ristrutturazione di 44 alloggi in via Ricciarelli in zona San Siro da parte del Comune di Milano e l&amp;apos;utilizzo di un nuovo modello gestionale</title>
<link>https://www.italia24.news/abitazioni-a-milano-la-ristrutturazione-di-44-alloggi-in-via-ricciarelli-in-zona-san-siro-da-parte-del-comune-di-milano-e-lutilizzo-di-un-nuovo-modello-gestionale</link>
<guid>https://www.italia24.news/abitazioni-a-milano-la-ristrutturazione-di-44-alloggi-in-via-ricciarelli-in-zona-san-siro-da-parte-del-comune-di-milano-e-lutilizzo-di-un-nuovo-modello-gestionale</guid>
<description><![CDATA[ Il Comune di Milano si occuperà della ristrutturazione di 44 alloggi di proprietà di Aziende Lombarde per l&#039;Edilizia Residenziale (ALER) in via Ricciarelli, nel quartiere San Siro, dove sarà inoltre sperimentato un nuovo modello gestionale. Bottero: “Rafforziamo la coesione sociale del quartiere puntando su un abitare sociale e collaborativo”. ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_695f910a6eda7.webp" length="122424" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 12:12:38 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-62464896-7fff-7b25-6642-987725a36aba"><span>In attuazione degli interventi previsti dal <strong>Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA)</strong> volto alla rigenerazione del quartiere <strong>San Siro</strong>, sarà sperimentato un modello gestionale innovativo per i 44 alloggi di proprietà di <strong>Aziende Lombarde per l'Edilizia Residenziale (ALER)</strong>, in via Ricciarelli, che il Comune di Milano si è impegnato a ristrutturare nell’ambito dell’addendum al Protocollo di intesa del 2021.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Gli alloggi sono stati concessi da ALER Milano al Comune di Milano in comodato d’uso gratuito, per la durata di 25 anni, affinché vengano riqualificati e destinati a giovani lavoratori, studenti o famiglie con ISEE tra i 10mila e i 40mila euro. L’iniziativa trova copertura nelle risorse PNRR assegnate per la realizzazione del progetto “<strong>Move in San Siro – muovere gli immobili, integrare i servizi</strong>” con cui il Comune ha aderito al PINQuA.</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height: 1;"></p>
<p dir="ltr"><span>Nelle prossime settimane sarà avviata un’indagine esplorativa, con l’obiettivo di raccogliere manifestazioni di interesse da parte di soggetti esterni all’Amministrazione, pubblici o privati - tra cui anche società, associazioni, cooperative, consorzi, imprese, enti o Fondazioni -, che vogliano sviluppare un progetto di gestione sperimentale per le 44 abitazioni che saranno oggetto di ristrutturazione da parte del Comune. Le unità immobiliari saranno date in comodato d’uso gratuito al concessionario individuato all’esito dell’intero iter a procedura pubblica, a fronte di un progetto che preveda anche una gestione sociale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Oltre che rendere abitabili gli alloggi con arredi e attrezzature, il titolare della concessione si dovrà occupare della selezione degli inquilini, della gestione amministrativa dei contratti e di predisporre attività di accompagnamento sociale e servizi collaborativi e partecipativi di vicinato solidale rivolti agli abitanti dei complessi di Edilizia Residenziale Pubblica e del quartiere San Siro.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>“Crediamo molto nell’impatto positivo che un modello di gestione integrata e collaborativa dell’abitare di questo genere può avere su un quartiere complesso come San Siro – commenta l’assessore all’Edilizia Residenziale Pubblica <strong>Fabio Bottero</strong> –. Non si tratta solo di garantire ai giovani alloggi a canoni sostenibili, con questa iniziativa intendiamo coinvolgere i nuovi inquilini nella vita del quartiere, valorizzando quindi anche l’ampia rete associativa che anima il contesto sociale in cui sono situati questi appartamenti. Grazie alle attività promosse da Off Campus del Politecnico di Milano e al supporto della rete di quartiere, con cui collaboriamo da tempo su questo territorio, in sinergia anche con ALER e il Municipio, stiamo lavorando affinché questa modalità di gestione diventi un riferimento per analoghi interventi di riqualificazione e aggiunga valore alla qualità di vita del quartiere. Puntiamo sul mix sociale per rafforzare la coesione sociale in un contesto che presenta fragilità ma anche grandi potenzialità. Facciamo appello alle tante realtà che operano a Milano per aiutarci a realizzare questo nuovo modello di gestione”.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il comune di Milano rilascerà a breve l’avviso per trovare il gestore degli appartamenti che verranno ristrutturati per conto di Aziende Lombarde per l'Edilizia Residenziale (ALER). </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Astrofisica. L’Event Horizon Telescope scruta il cuore del getto di OJ 287</title>
<link>https://www.italia24.news/astrofisica-levent-horizon-telescope-scruta-il-cuore-del-getto-di-oj-287</link>
<guid>https://www.italia24.news/astrofisica-levent-horizon-telescope-scruta-il-cuore-del-getto-di-oj-287</guid>
<description><![CDATA[ Per la prima volta osservato direttamente un campo magnetico elicoidale all’interno di un getto relativistico: nuove conferme sui meccanismi che governano i buchi neri supermassicci ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/img_695f86ce3efc98-74227302-11472338.gif" length="5289486" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 11:29:22 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="125" data-end="653">Per la prima volta gli astronomi riescono a osservare direttamente la complessa architettura magnetica all’interno di un getto relativistico, uno dei fenomeni più energetici e affascinanti dell’Universo. Il risultato arriva grazie alle osservazioni dell’<strong data-start="379" data-end="426"><span class="whitespace-normal">Event Horizon Telescope</span> (EHT)</strong>, la rete globale di radiotelescopi che ha già reso possibile l’immagine dei buchi neri, e riguarda il blazar <strong data-start="536" data-end="577"><span class="whitespace-normal">OJ 287</span></strong>, una galassia attiva situata a circa 1,6 miliardi di anni luce dalla Terra.</p>
<h3 data-start="808" data-end="866"><strong data-start="812" data-end="866">Le nuove osservazioni dell’Event Horizon Telescope</strong></h3>
<p data-start="655" data-end="1087">Lo studio, rilanciato dall’<strong data-start="682" data-end="730"><span class="whitespace-normal">Istituto Nazionale di Astrofisica</span> (INAF)</strong> e pubblicato sulla rivista <em data-start="758" data-end="784">Astronomy &amp; Astrophysics</em>, analizza dati raccolti nell’aprile del 2017, oggi reinterpretati grazie a nuove tecniche di elaborazione e di analisi della polarizzazione. L’attenzione dei ricercatori si è concentrata sulla regione più interna del getto, quella più vicina al buco nero supermassiccio che alimenta l’intera struttura.</p>
<h3 data-start="1302" data-end="1352"><strong data-start="1306" data-end="1352">Onde d’urto e dinamiche estreme nel plasma</strong></h3>
<p data-start="1089" data-end="1498">Le immagini ad altissima risoluzione mostrano un getto tutt’altro che uniforme. Al suo interno emergono più componenti in movimento, riconducibili a onde d’urto che viaggiano a velocità differenti e che interagiscono tra loro e con il plasma circostante. Queste interazioni generano variazioni rapide nella polarizzazione della radiazione osservata, rivelando una dinamica estremamente complessa e turbolenta.</p>
<h3 data-start="1765" data-end="1821"><strong data-start="1769" data-end="1821">La scoperta chiave: il campo magnetico a spirale</strong></h3>
<p data-start="1500" data-end="1963">L’aspetto più innovativo dello studio è però l’evidenza diretta di un campo magnetico elicoidale, cioè avvolto a spirale lungo l’asse del getto. Si tratta di una configurazione prevista da tempo dai modelli teorici, ma mai osservata con tanta chiarezza nelle immediate vicinanze della sorgente. Questa struttura magnetica sembra svolgere un ruolo cruciale nel mantenere il getto collimato e stabile, oltre che nell’accelerare le particelle a energie elevatissime.</p>
<h3 data-start="2812" data-end="2869"><strong data-start="2816" data-end="2869">Un passo avanti nella comprensione dei buchi neri</strong></h3>
<p data-start="1965" data-end="2433">OJ 287 è considerato da anni un laboratorio cosmico ideale. Appartiene alla classe dei blazar, galassie attive il cui getto relativistico è orientato quasi direttamente verso la Terra, e si ritiene ospiti un sistema binario di buchi neri supermassicci con un periodo orbitale di circa dodici anni. Una configurazione rara, che rende questo oggetto particolarmente prezioso per testare le teorie sulla formazione dei getti e sull’evoluzione dei nuclei galattici attivi.</p>
<p data-start="2435" data-end="2794">Le nuove osservazioni rafforzano l’idea che i campi magnetici organizzati siano un ingrediente fondamentale nella fisica dei buchi neri. I moti apparentemente superluminali osservati nel getto, spiegabili come effetti relativistici legati alla geometria e alla velocità del flusso, confermano inoltre l’estrema energia in gioco in queste regioni dello spazio.</p>
<p data-start="2796" data-end="3102">Dopo aver aperto una finestra diretta sull’orizzonte degli eventi dei buchi neri, l’Event Horizon Telescope dimostra ancora una volta di essere uno strumento chiave per comprendere non solo l’aspetto di questi oggetti estremi, ma anche i processi fisici che ne governano l’ambiente più profondo e violento.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Politiche abitative: Il Comune di Milano lancia il progetto &amp;quot;Da casa a casa&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/politiche-abitative-il-comune-di-milano-lancia-il-progetto-da-casa-a-casa</link>
<guid>https://www.italia24.news/politiche-abitative-il-comune-di-milano-lancia-il-progetto-da-casa-a-casa</guid>
<description><![CDATA[ Il Comune di Milano rivolge un’iniziativa a coloro che vivono una temporanea situazione di fragilità abitativa. Bottero: “L’obiettivo è attivare un circuito virtuoso di domanda-offerta, che permetta di dare continuità abitativa a chi è destinatario di uno sfratto o è in uscita da un servizio abitativo temporaneo”. ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_695f83136e94a.webp" length="80362" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 11:14:27 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-99d84419-7fff-ae9f-29a3-e8a374056b66"><span>Il Comune di Milano svilupperà un progetto sperimentale chiamato “Da casa a casa” in collaborazione con <strong>Milano Abitare</strong>, per sostenere i cittadini e le cittadine che si trovano in una situazione di temporanea fragilità abitativa senza soluzioni nel mercato privato. Infatti, tra i nuclei familiari in questa condizione sta diventando sempre più rilevante il problema delle “finite locazioni”, ovvero di quei casi in cui le famiglie, pur riuscendo a pagare regolarmente l'affitto nel libero mercato ricevono da parte dei locatori la disdetta del proprio contratto e non riescono poi a trovare nel mercato cittadino una nuova locazione a condizioni per loro accessibili.</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height: 1;"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>“Da casa a casa” prevede l’erogazione di un contributo integrativo per il pagamento del canone di locazione che sarà corrisposto ai proprietari che stipuleranno un contratto a canone concordato o convenzionato a favore di nuclei familiari o persone singole che necessitano di fuoriuscire da una situazione di fragilità temporanea.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-b51c0984-7fff-27cf-0f33-454e8e56d097"><span>“L’obiettivo – spiega l’assessore all’Edilizia Residenziale Pubblica <strong>Fabio Bottero</strong> - è attivare un circuito virtuoso di domanda-offerta di case a costi accessibili, sostenuto dall’azione dell’Amministrazione comunale con l’aiuto di Milano Abitare. Come abbiamo già fatto con le misure del progetto sperimentale ‘Salva Affitto’, l’intenzione è di intervenire per tempo, per prevenire il rischio di morosità ed evitare che famiglie o singoli cittadini si trovino senza soluzioni abitative adeguate alle proprie esigenze e possibilità di spesa. Per attuare il progetto sarà, quindi, fondamentale la risposta del mondo privato all’avviso che apriremo a inizio anno, con cui chiederemo agli enti del Terzo settore così come agli operatori dell'abitare sociale e a privati cittadini proprietari di alloggi di metterli a disposizione per l’iniziativa, attraverso la sottoscrizione di contratti di locazione a canone concordato o convenzionato. Il contributo che prevediamo di erogare loro permetterà di coprire fino al 50% del canone annuo di affitto dovuto dagli inquilini”.</span><span><br></span><span><br></span><span>Il progetto si attuerà in tre fasi distinte e consecutive.</span><span><br></span><span><br></span><span>La </span><strong>prima fase</strong><span> riguarda il reperimento di unità abitative nel mercato privato da destinare al progetto. A inizio 2026, sarà pubblicato un avviso volto a individuare operatori privati o del privato sociale, Enti del Terzo settore, Cooperative di abitanti, altri operatori del welfare abitativo, proprietari e gestori di alloggi disponibili a mettere in affitto a canone concordato o convenzionato unità abitative per questo scopo.</span><span><br></span><span><br></span><span>La </span><strong>seconda fase</strong><span> prevede la sottoscrizione del contratto di locazione a canone concordato o convenzionato tra il proprietario che ha messo a disposizione l’alloggio e il potenziale inquilino individuato dal Comune con Milano Abitare.</span><span><br></span><span>Gli inquilini, infatti, saranno preselezionati dal Comune con l'Agenzia per l'affitto accessibile Milano Abitare, con caratteristiche idonee all’alloggio privato disponibile, che non siano proprietari di alloggi nella Regione Lombardia e che abbiano un ISEE non superiore a 30mila euro. I nominativi saranno quindi proposti ai proprietari.</span><span><br></span><span><br></span><span>Nella </span><strong>terza fase</strong><span>, che interviene dopo sei mesi dalla sottoscrizione del contratto e il trasferimento della residenza, l’inquilino potrà ottenere il contributo integrativo “Da casa a casa” che sarà erogato direttamente al proprietario tramite Milano Abitare.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il contributo massimo erogabile è di 9 mila euro complessivi per ogni nucleo, per un periodo massimo di tre anni. Per la pubblicazione dell'avviso, l’Amministrazione ha stanziato oltre 395 mila euro, a valere su risorse regionali residue che potranno essere ulteriormente incrementate.<br><br>Milano Abitare provvederà inoltre a monitorare l’andamento del contratto e della misura attivata e a seguire i beneficiari del contributo attraverso un percorso di orientamento e supporto.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Frane, alluvioni, smottamenti e terremoti:  l’Università di Padova presente Al&#45;Earth, l’app che permette di segnalare gli eventi geologici del territorio</title>
<link>https://www.italia24.news/frane-alluvioni-smottamenti-e-terremoti-luniversita-di-padova-presente-al-earth-lapp-che-permette-di-segnalare-gli-eventi-geologici-del-territorio</link>
<guid>https://www.italia24.news/frane-alluvioni-smottamenti-e-terremoti-luniversita-di-padova-presente-al-earth-lapp-che-permette-di-segnalare-gli-eventi-geologici-del-territorio</guid>
<description><![CDATA[ Una nuova applicazione mobile gratuita rivolta ai cittadini per la segnalazione di eventi e fenomeni geologici osservabili sul territorio ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_695f82d713578.webp" length="42632" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 11:12:42 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="Didefault" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; mso-hyphenate: none; margin: 0cm 28.0pt 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;">Negli ultimi anni, la comprensione dei processi geologici e la gestione dei rischi naturali sono diventate sempre più centrali per la sicurezza e la sostenibilità dei territori. In questo contesto, <i>Al-Earth</i> si configura come uno <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">strumento di <i style="mso-bidi-font-style: normal;">citizen science</i></span>, che consente ai cittadini di contribuire attivamente alla raccolta di dati utili alla ricerca scientifica, al monitoraggio ambientale e alla prevenzione dei rischi naturali.</span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times Roman';"><o:p></o:p></span></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; mso-hyphenate: none; margin: 0cm 28.0pt 14.05pt 0cm;"><b><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;">Le tipologie di eventi segnalabili</span></b><b><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times Roman';"><o:p></o:p></span></b></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; mso-hyphenate: none; margin: 0cm 28.0pt 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;">L<span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span><span lang="AR-SA" dir="RTL"><span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span>’</span>App <i style="mso-bidi-font-style: normal;">Al-Earth</i> consente agli utenti di segnalare in modo geolocalizzato diverse tipologie di eventi geologici, selezionando le categorie frane e smottamenti, eventi idrogeologici (allagamenti e alluvioni), terremoti e valanghe.</span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times Roman';"><o:p></o:p></span></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; mso-hyphenate: none; margin: 0cm 28.0pt 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;">È inoltre disponibile una categoria </span><span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span><span lang="AR-SA" dir="RTL" style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-ansi-language: AR-SA;"><span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span>“</span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;">Altro”, pensata per consentire ai cittadini di portare all<span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span><span lang="AR-SA" dir="RTL"><span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span>’</span>attenzione dei ricercatori segnalazioni di particolare interesse geologico, come il ritrovamento di fossili o minerali o la presenza di affioramenti rocciosi significativi.</span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times Roman';"><o:p></o:p></span></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; mso-hyphenate: none; margin: 0cm 28.0pt 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;">Ogni segnalazione può essere accompagnata da <b>fotografie e/o video, descrizioni e coordinate geografiche</b>, contribuendo alla creazione di un archivio di dati georeferenziati a supporto delle attività di ricerca e analisi territoriale.</span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times Roman';"><o:p></o:p></span></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; mso-hyphenate: none; margin: 0cm 28.0pt 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;">Particolare attenzione è stata dedicata alla tutela della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">privacy degli utenti</b>: le segnalazioni inviate tramite <i style="mso-bidi-font-style: normal;">Al-Earth </i>non sono pubbliche e vengono ricevute esclusivamente dal Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, che le utilizza a fini scientifici e di ricerca. All<span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span><span lang="AR-SA" dir="RTL"><span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span>’</span>interno dell<span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span><span lang="AR-SA" dir="RTL"><span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span>’</span>App, ogni utente può visualizzare soltanto le proprie segnalazioni, garantendo un uso controllato e responsabile dei dati raccolti.</span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times Roman';"><o:p></o:p></span></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; mso-hyphenate: none; margin: 0cm 28.0pt 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;">L<span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span><span lang="AR-SA" dir="RTL"><span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span>’</span>App Al-Earth è stata <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">sviluppata dall<span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span><b style="mso-ansi-font-weight: normal;"><span lang="AR-SA" dir="RTL"><span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span>’</span></b>agenzia Nodopiano</span>, in collaborazione con il <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Dipartimento di Geoscienze dell<span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span><b style="mso-ansi-font-weight: normal;"><span lang="AR-SA" dir="RTL"><span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span>’</span></b>Università di Padova</span>, nell’ambito di un<span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span><span lang="AR-SA" dir="RTL"><span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span>’</span>iniziativa di <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Terza Missione</span> volta a rafforzare il dialogo tra università, territorio e cittadinanza.</span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times Roman';"><o:p></o:p></span></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; mso-hyphenate: none; margin: 0cm 28.0pt 14.05pt 0cm;"><b><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;">Disponibilità</span></b><b><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times Roman';"><o:p></o:p></span></b></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; mso-hyphenate: none; margin: 0cm 28.0pt 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;">L<span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span><span lang="AR-SA" dir="RTL"><span dir="RTL"></span><span dir="RTL"></span>’</span>App Al-Earth è disponibile per dispositivi mobili ed è scaricabile dal sito ufficiale del progetto:<o:p></o:p></span></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; mso-hyphenate: none; margin: 0cm 28.0pt 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times Roman';"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span><a href="https://geoalearth.geoscienze.unipd.it/?utm_source=chatgpt.com"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;">https://geoalearth.geoscienze.unipd.it</span></a><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times Roman';"><o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Fotosintesi oltre il visibile: scoperta dai ricercatori dell&amp;apos;Università di Padova una microalga “fuori spettro”</title>
<link>https://www.italia24.news/fotosintesi-oltre-il-visibile-scoperta-dai-ricercatori-delluniversita-di-padova-una-microalga-fuori-spettro</link>
<guid>https://www.italia24.news/fotosintesi-oltre-il-visibile-scoperta-dai-ricercatori-delluniversita-di-padova-una-microalga-fuori-spettro</guid>
<description><![CDATA[ La nannochloropsis gaditana cresce utilizzando fotoni a bassa energia, aprendo nuovi scenari sulla fotosintesi e sull’adattamento alla luce far-red ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_695edf59aa151.webp" length="14656" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 17:37:19 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 13.0pt; line-height: 115%;">Gli organismi fotosintetici ossigenici, che catturano l’energia luminosa e l’anidride carbonica per produrre molecole organiche e liberare ossigeno, si sono evoluti nel nostro pianeta per sfruttare la luce visibile, la radiazione emessa in dosi maggiori dal nostro Sole.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 13.0pt; line-height: 115%;">La luce visibile, che corrisponde ai fotoni delle lunghezze d’onda fra i 400 e i 700 nm, è per questo motivo da sempre definita <i>Photosynthetic Active Radiation</i>, (PAR). Fino a pochi anni fa era convinzione consolidata che la luce oltre il visibile non fosse sufficientemente energetica per sostenere da sola la fotosintesi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 13.0pt; line-height: 115%;">Nell’ultimo decennio, tuttavia, <strong>questa idea è stata messa in discussione dalla scoperta di alcuni organismi capaci di crescere e fare fotosintesi liberando ossigeno anche quando esposti a radiazione <i style="mso-bidi-font-style: normal;">far-red</i>,</strong> con minore energia, con lunghezze d’onda tra i 700 ai 750 nm.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 13.0pt; line-height: 115%;">Questa straordinaria <strong>capacità </strong>era per il momento stata riscontrata in poche specie di cianobatteri e microalghe, che vivono in ambienti con scarsa disponibilità di luce visibile e con spettri arricchiti proprio nel far-red, suggerendo una specializzazione fotosintetica dipendente dall’evoluzione in particolari nicchie ecologiche.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 13.0pt; line-height: 115%;">Lo studio <i style="mso-bidi-font-style: normal;">Thylakoids reorganization enables driving photosynthesis under far‐red light in the microalga <span style="mso-bidi-font-style: italic;">Nannochloropsis gaditana</span></i>, pubblicato <a href="https://nph.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/nph.70786" target="_blank" rel="noopener">nella rivista «</a><span style="mso-bidi-font-style: italic;"><a href="https://nph.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/nph.70786" target="_blank" rel="noopener">New Phytologist»</a> e </span>condotto nei <strong>laboratori di Fotosintesi e Biotecnologie vegetali del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova</strong> dal gruppo di ricerca del professor <strong>Tomas Morosinotto</strong> e della professoressa <strong>Nicoletta La Rocca</strong>, ha portato alla scoperta di una nuova modalità di utilizzo della luce <i style="mso-bidi-font-style: normal;">far-red</i> in una microalga, <a name="_Hlk216433858"></a><i>Nannochloropsis gaditana</i><i>,</i> ampiamente diffusa in ambiente oceanico e marino costiero che è risultata capace di crescere e fotosintetizzare anche con la sola luce oltre il visibile a 730 nm con un meccanismo non ancora descritto in letteratura.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 13.0pt; line-height: 115%;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>«In questo lavoro abbiamo dimostrato che questa microalga è in grado di usare i fotoni far-red a bassa energia senza sintetizzare nuovi pigmenti o componenti proteici specifici come fanno solitamente gli altri organismi – <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">spiega la dott.ssa Elisabetta Liistro, primo autore dello studio -.</b> La fotosintesi in questa condizione luminosa è sostenuta da una riorganizzazione dei complessi dove avviene la fotosintesi, e da una modifica delle membrane del cloroplasto che li contengono, a formare grandi strutture aggregate mai descritte in precedenza. Queste modifiche strutturali alle membrane fotosintetiche hanno un effetto fotonico, che permette l’ottimizzazione della distribuzione della luce e del suo utilizzo».<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 13.0pt; line-height: 115%;">«La scoperta di questo nuovo tipo di acclimatazione è di estremo interesse in quanto apre alla possibilità che ci sia effettivamente una maggior biodiversità nella capacità degli organismi fotosintetici di adattarsi a condizioni ambientali particolari quali la radiazione far-red, rispetto a quanto la comunità scientifica non abbia ritenuto finora - <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">afferma Nicoletta La Rocca, coordinatrice della ricerca </b>-. La ricerca inoltre amplia la conoscenza sugli strumenti a disposizione degli organismi viventi per sfruttare lunghezze d'onda a bassa energia suggerendo che queste ultime forniscano un significativo contributo alla fotosintesi in diversi organismi».<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 13.0pt; line-height: 115%;">La microalga <i>Nannochloropsis gaditana</i></span><span style="font-size: 13.0pt; line-height: 115%;"> è inoltre di alto interesse biotecnologico per la produzione di biocarburanti, acidi grassi ed omega 3.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 13.0pt; line-height: 115%;">«In un’ottica applicativa, comprendere a fondo la possibilità che anche dei fotoni a bassa energia possano sostenere la fotosintesi ossigenica è fondamentale per modellare accuratamente il ciclo del carbonio e prevedere le rese delle colture <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">- commenta il professor Tomas Morosinotto </b>-, con un impatto critico nella produttività di coltivazione di microalghe e cianobatteri in fotobioreattori, dove gli organismi fotosintetici spesso sperimentano condizioni di auto-ombreggiamento e quindi di scarsità di luce visibile.»<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 13.0pt; line-height: 115%;">Lo studio è stato svolto nell’ambito dei progetti dello Spoke 3 UNIPD, finanziati dal PNRR nel contesto del National Biodiversity Future Center (NBFC).<o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Energia: dall&amp;apos;ENEA una nuova linea di ricerca per produrre catalizzatori da materiali riciclati</title>
<link>https://www.italia24.news/energia-dallenea-una-nuova-linea-di-ricerca-per-produrre-catalizzatori-da-materiali-riciclati</link>
<guid>https://www.italia24.news/energia-dallenea-una-nuova-linea-di-ricerca-per-produrre-catalizzatori-da-materiali-riciclati</guid>
<description><![CDATA[ L&#039;agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#039;energia e lo sviluppo economico sostenibile sta contribuendo allo sviluppo di strategie sicure e green per l’utilizzo e il recupero di materie prime critiche, come platino, palladio e rodio, nell’ambito del progetto europeo CHemPGM ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_695e8781c3aa2.webp" length="43290" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 17:19:34 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="171" data-end="501">Trasformare i rifiuti in risorse strategiche per la transizione energetica: è questo l’obiettivo della nuova linea di ricerca dell’<strong data-start="302" data-end="343"><span class="whitespace-normal">ENEA</span></strong>, che ha sviluppato <strong data-start="363" data-end="423">catalizzatori innovativi ottenuti da materiali riciclati</strong>, capaci di ridurre in modo significativo l’uso di <strong data-start="474" data-end="500">materie prime critiche</strong>.</p>
<p data-start="503" data-end="751">La ricerca si inserisce in un contesto globale segnato da forti tensioni sulle catene di approvvigionamento e dalla crescente necessità di rendere più sostenibili i processi industriali legati all’energia, dall’idrogeno verde alla chimica avanzata.</p>
<h3 data-start="758" data-end="804">Catalizzatori più sostenibili e strategici</h3>
<p data-start="806" data-end="1209">I catalizzatori sono componenti essenziali in numerosi processi industriali ed energetici, ma spesso richiedono metalli rari o costosi, come platino, palladio o cobalto. Il team di ENEA ha dimostrato che è possibile <strong data-start="1022" data-end="1074">recuperare elementi utili da materiali di scarto</strong> e riutilizzarli per realizzare catalizzatori ad alte prestazioni, riducendo l’impatto ambientale e la dipendenza da forniture esterne.</p>
<p data-start="1211" data-end="1388">Un risultato che coniuga <strong data-start="1236" data-end="1306">economia circolare, sicurezza energetica e innovazione tecnologica</strong>, aprendo la strada a soluzioni più resilienti per il sistema industriale europeo.</p>
<h3 data-start="1395" data-end="1438">Applicazioni chiave: energia e idrogeno</h3>
<p data-start="1440" data-end="1538">I nuovi catalizzatori trovano applicazione in settori cruciali della transizione energetica, come la <strong data-start="1544" data-end="1588">produzione di idrogeno a basse emissioni </strong>i processi di <strong data-start="1608" data-end="1649">conversione e stoccaggio dell’energia</strong>, la <strong data-start="1658" data-end="1681">chimica sostenibile</strong> e la riduzione delle emissioni industriali.</p>
<p data-start="1727" data-end="1881">Grazie all’impiego di materiali riciclati, queste tecnologie diventano non solo più ecologiche, ma anche <strong data-start="1832" data-end="1880">più competitive dal punto di vista economico</strong>.</p>
<h3 data-start="1888" data-end="1937">Un passo avanti verso l’autonomia tecnologica</h3>
<p data-start="1939" data-end="2140">La ricerca ENEA risponde anche a una priorità strategica dell’Unione europea: diminuire la dipendenza dalle materie prime critiche importate, rafforzando al contempo la capacità di innovazione interna.</p>
<p data-start="2142" data-end="2381">Lo sviluppo di catalizzatori da materiali riciclati dimostra come la scienza possa offrire soluzioni concrete alle grandi sfide energetiche contemporanee, trasformando un problema – i rifiuti – in un <strong data-start="2342" data-end="2380">vantaggio tecnologico e ambientale</strong>.</p>
<p data-start="2383" data-end="2541" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un esempio virtuoso di come la ricerca pubblica italiana contribuisca in modo diretto alla costruzione di un futuro energetico più sostenibile e indipendente.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Milano&#45;Bicocca: scoperta la prima galassia fantasma, un alone di materia oscura senza stelle</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-milano-bicocca-scoperta-la-prima-galassia-fantasma-un-alone-di-materia-oscura-senza-stelle</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-milano-bicocca-scoperta-la-prima-galassia-fantasma-un-alone-di-materia-oscura-senza-stelle</guid>
<description><![CDATA[ Nuove rilevazioni con il telescopio spaziale Hubble confermano la presenza di un alone di materia oscura che trattiene gas ma non genera stelle. Questo oggetto astrofisico si chiama RELHIC: è stato individuato per la prima volta e conferma il modello cosmologico teorico ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_695e854bbb998.webp" length="147886" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 17:09:55 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>Per una volta, cercare qualcosa e non trovarlo si trasforma in una scoperta rivoluzionaria. È quello che è successo al ricercatore del dipartimento di Fisica dell'Università di Milano-Bicocca </span><strong>Alejandro Benitez-Llambay</strong><span><strong>,</strong> che, in collaborazione con astronomi di <strong>Canada e Stati Uniti,</strong> ha osservato nel cuore del cosmo, a <strong>14 milioni di anni luce dalla Terra,</strong> </span><strong>Cloud-9, un alone di materia oscura totalmente privo di stelle</strong><span>. Grazie a un'indagine che ha coinvolto i più potenti telescopi del mondo,<strong> Cloud-9 </strong>si è rivelato il primo candidato certo di </span><span><strong>RELHIC</strong>, </span><span>un oggetto astrofisico previsto dal modello cosmologico ma mai osservato prima. La ricerca è stata recentemente pubblicata sulla <a href="https://www.italia24.news/admin/(https:/iopscience.iop.org/article/10.3847/2041-8213/ae1584" target="_blank" rel="noopener">rivista </a></span><span><a href="https://www.italia24.news/admin/(https:/iopscience.iop.org/article/10.3847/2041-8213/ae1584" target="_blank" rel="noopener">The Astrophysical Journal Letters.</a></span></p>
<h3 data-start="898" data-end="949">Una galassia senza luce, rivelata dalla gravità</h3>
<p dir="ltr"><span>Il gruppo di ricerca internazionale ー composto anche da <strong>Gagandeep S. Anand e Rachael Beaton (Space Telescope Science Institute), Andrew J. Fox  (Aura per Esa), Julio F. Navarro (Università di Victoria, Canada) ed Elena D'Onghia (Università di Wisconsin, Usa) </strong>ー ha sfruttato la potenza del telescopio spaziale </span><span>Hubble</span><span>, puntandolo </span><span>su Cloud-9 per otto orbite</span><span> (circa 13 ore complessive) e scrutando in profondità questa misteriosa nube di idrogeno, situata vicino alla galassia a spirale M94. «Con queste osservazioni abbiamo avuto la conferma che, nonostante la sua massa e la presenza di gas, Cloud-9</span><span> non è una galassia</span><span>: in quest'area, estesa per oltre 1,4 kpc (4.500 anni luce), non brilla neppure una stella», spiega Alejandro Benitez-Llambay. È questo il tratto distintivo che lo rende il primo candidato certo per essere un RELHIC (</span><span>Reionization-Limited H I Cloud</span><span>). Si tratta di una tipologia di aloni di materia oscura  che, pur essendo esteso per ben 1,4 kiloparsec e contenendo grandi quantità di idrogeno neutro (HI), rimane del tutto privo di stelle. Questi oggetti, previsti dal modello cosmologico chiamato </span><span>ΛCDM</span><span> (il quadro teorico che descrive l'evoluzione e la formazione delle strutture nell'universo), finora non erano mai stati osservati. Secondo il modello, questi aloni sarebbero abbastanza massicci da trattenere parte del loro gas ma non abbastanza da superare la pressione termica e innescare la formazione delle stelle. Si creerebbe così quella che viene soprannominata </span><span>"<strong>galassia fallita" o "galassia fantasma"</strong></span><span>.</span></p>
<h3 data-start="1518" data-end="1558">Perché è una scoperta importante?</h3>
<p dir="ltr"><span>La ricerca di questi oggetti sfuggenti ha richiesto una nuova generazione di telescopi con sensibilità senza precedenti, in grado di rilevare la </span><span>debole emissione radio dell'idrogeno neutro</span><span> con una risoluzione spaziale relativamente buona. «La prima rilevazione di Cloud-9 è stata effettuata nel 2023 dal radiotelescopio FAST (</span><span>Five-hundred-meter Aperture Spherical Telescope</span><span>) situato a Guizhou, in Cina», continua il ricercatore. «Con i suoi 500 metri di diametro, FAST è il più grande radiotelescopio sferico del mondo capace di sorvegliare vaste aree: è stato lui a intercettare il segnale radio proveniente da una compatta nube di idrogeno neutro». Dopo il rilevamento iniziale, l'oggetto è stato </span><span>osservato da noi con il potente radiotelescopio</span><span> </span><span>Karl G. Jansky Very Large Array</span><span> (VLA) situato nel New Mexico: composto da 27 antenne disposte a forma di "Y" su un diametro di 36 km, è capace di ottenere una qualità di immagine e una risoluzione di gran lunga superiori rispetto a un telescopio a parabola singola.</span></p>
<p dir="ltr"><span>A confermare che Cloud-9 non è una galassia "normale", ma un </span><strong>unicum</strong><span><strong> cosmico</strong> che conferma la previsione teorica di un RELHIC, hanno contribuito adesso le osservazioni con il<strong> telescopio </strong></span><strong>Hubble</strong><span>, descritte dal nuovo studio. «La mancata rilevazione di stelle all'interno di questa nube è un passo fondamentale per la validazione del modello </span><span>ΛCDM</span><span>, mostrando il confine tra aloni di materia oscura che diventano galassie e quelli che restano "falliti", privi di luce. Ma le osservazioni con questo telescopio sono state una </span><span>sfida logistica molto complessa</span><span>, condizionata dalla meccanica orbitale del telescopio e dai requisiti di puntamento precisi per l'osservazione profonda», ha precisato il cosmologo di Milano-Bicocca. «Hubble sta inoltre operando in modalità ridotta a causa di vari malfunzionamenti dovuti alla sua lunga permanenza in orbita». Ora che si è aperta questa eccezionale </span><span>finestra sui processi che governano la formazione delle galassie</span><span>, Cloud-9 diventa un oggetto di inestimabile valore per studi futuri con osservazioni ottiche sempre più profonde.  </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Materia oscura: scoperto un oggetto cosmico che mette in discussione i modelli attuali</title>
<link>https://www.italia24.news/materia-oscura-scoperto-un-oggetto-cosmico-che-mette-in-discussione-i-modelli-attuali</link>
<guid>https://www.italia24.news/materia-oscura-scoperto-un-oggetto-cosmico-che-mette-in-discussione-i-modelli-attuali</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio internazionale pubblicato su Nature Astronomy, a cui hanno partecipato anche ricercatori e ricercatrici dell&#039;Istituto Nazionale di Astrofisica rivelano un misterioso perturbatore di circa un milione di masse solari, completamente oscuro e con alcune caratteristiche così peculiari da rendere al momento assai arduo comprenderne la natura ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x580_695e5c56e39fb.webp" length="58166" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 14:19:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>Un oggetto completamente oscuro, con una massa pari a circa </span><span>un milione di volte quella del Sole</span><span>, sta mettendo in discussione le attuali teorie sulla </span><span>materia oscura “fredda” e “tiepida”</span><span>. A tradirne l’esistenza non è stata la luce, ma una minuscola deformazione impressa su un arco gravitazionale <strong>distante </strong></span><strong>6,5 miliardi di anni luce dalla Terra.</strong></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica<strong> </strong></span><strong>Nature Astronomy</strong><span>, è stato guidato da </span><strong>Simona Vegetti</strong><span> del Max Planck Institute for Astrophysics e ha visto la partecipazione di ricercatrici e ricercatori dell’</span><span>Istituto Nazionale di Astrofisica</span><span>, tra cui </span><strong>Cristiana Spingola, Davide Massari e Giulia Despali.</strong></p>
<h3 dir="ltr"><span>Un oggetto invisibile scoperto grazie alla gravità</span><span> </span></h3>
<p dir="ltr"><span>Il misterioso “perturbatore” è stato individuato dai ricercatori analizzando il sistema </span><span>JVAS B1938+666</span><span>, un esempio quasi perfetto di </span><span>lente gravitazionale</span><span>, fenomeno previsto dalla relatività generale. In questo caso, la massa di una galassia ellittica interposta tra noi e una sorgente più lontana piega la luce, creando un arco luminoso estremamente nitido.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Ed è proprio su quell’arco che i ricercatori hanno notato una piccola irregolarità: la “firma” gravitazionale di un oggetto invisibile, il più piccolo mai “avvistato” a distanze cosmologiche usando esclusivamente questo metodo.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Avvistato tra virgolette, perché la sua presenza è stata rivelata, appunto, solo da effetti gravitazionali. </span></p>
<p dir="ltr"><span>Per il resto, buio completo. </span></p>
<h3 dir="ltr"><span>Un profilo di densità mai visto prima </span></h3>
<p dir="ltr"><span>Il primo passo compiuto dal team di ricerca è stato tracciare il cosiddetto </span><span>profilo di densit</span><span>à del misterioso oggetto. Vale a dire, hanno ricostruito com’è distribuita la sua massa nello spazio, </span><span>un'operazione </span><span>complessa trattandosi di un oggetto invisibile. E’ stato necessario analizzare il nitido arco gravitazionale osservandolo con potenti radiotelescopi come il </span><strong>Green Bank Telescope</strong><span> e le reti </span><strong>VLBA ed EVN</strong><span>, a cui partecipa anche l’<strong>antenna di Medicina </strong>(Bologna).</span></p>
<p dir="ltr"><span>L’approccio adottato in questo studio è stato analizzare le deformazioni del segnale emesso dalla sorgente più lontana, quella situata alle spalle della materia che agisce da lente gravitazionale, per ricostruire in dettaglio la “lente” stessa. Impresa in questo caso tutt’altro che semplice, poiché le masse che agivano da lenti erano più d’una, e quella su cui si concentrava l’attenzione dei ricercatori – l’oggetto da un milione di masse solari – era molto piccola rispetto all’effetto lensing complessivo, dovuto perlopiù alla galassia ellittica.</span></p>
<p dir="ltr"><span>«Cercare di separare tutte le diverse componenti di massa di un oggetto così lontano e di massa ridotta con la lente gravitazionale», ricorda la prima autrice dello studio, <strong>Simona Vegetti,</strong> del Max Planck Institute for Astrophysics (Germania), «è stato estremamente impegnativo e incredibilmente emozionante. Stiamo lavorando con dati di alta qualità e modelli complessi, e proprio quando pensavo che avessimo capito tutto, le sue proprietà ci hanno riservato un’altra sorpresa. È proprio questa combinazione di difficoltà e mistero che rende questo oggetto così affascinante».</span></p>
<p dir="ltr"><span>«Per tentare di capire di che oggetto si trattava, e in particolare per ricostruire il suo profilo di densità», continua <strong>Giulia Despali,</strong> coautrice dello studio e ricercatrice all’Università di Bologna, «abbiamo anzitutto dovuto analizzare attentamente le piccole perturbazioni da esso introdotte sull’arco principale. Per cercare poi di interpretare queste irregolarità abbiamo messo a punto una ventina di modelli con i quali confrontare i dati. Ma né i modelli di materia oscura fredda né quelli di materia oscura “tiepida”, diciamo, riescono a spiegare un oggetto come quello che abbiamo osservato».</span></p>
<p dir="ltr"><span>«È che ha un profilo molto strano, perché è particolarmente denso al centro, ma si estende tantissimo», spiega <strong>Davide Massari,</strong> coautore dello studio e ricercatore all’Istituto nazionale di astrofisica. «Quindi non è distribuito uniformemente: è come se al centro ci fosse un oggetto estremamente compatto, ma poi il profilo continuasse a estendersi a distanze molto maggiori di quelle che tipicamente si osservano in galassie o sistemi stellari di massa paragonabile».</span></p>
<p dir="ltr"><span>«La parte centrale interna è coerente con un buco nero o un nucleo stellare denso», aggiunge Vegetti, «che sorprendentemente costituisce circa un quarto della massa totale dell’oggetto. Man mano che ci allontaniamo dal centro, tuttavia, la densità dell’oggetto si appiattisce in un ampio componente simile a un disco. Si tratta di una struttura che non abbiamo mai visto prima, quindi potrebbe trattarsi di una nuova classe di oggetti oscuri».</span></p>
<p dir="ltr"><span>Un contributo decisivo potrebbe arrivare da nuove osservazioni, questa volta non con i radiotelescopi ma con un telescopio come Jwst, il James Webb Space Telescope. «Se alla fine riuscissimo a osservare una qualche forma d’emissione luminosa nella banda del visibile o dell’infrarosso», dice a questo proposito <strong>Cristiana Spingola</strong>, coautrice dello studio e ricercatrice all’Istituto nazionale di astrofisica, «potremmo concludere, per esempio, che si tratti di una galassia nana ultracompatta un po’ anomala, con un alone stellare insolitamente esteso. Ma se anche con JWST dovessimo continuare a non vedere la luce delle stelle o di altra materia visibile, allora vorrebbe dire che ci troviamo davanti a un oggetto le cui proprietà sono difficilmente spiegabili dagli attuali modelli di materia oscura».</span></p>
<p dir="ltr"><span>Va infine ricordato che questo è il <strong>terzo oggetto di questo tipo</strong> identificato utilizzando il cosiddetto metodo di<em> imaging gravitazionale</em>, ma è di gran lunga il più piccolo in termini di massa e il primo ad essere caratterizzato con un livello di precisione così elevato. Tutte e tre le rilevazioni presentano proprietà che non si adattano facilmente al quadro standard della materia oscura. Identificare altri esempi sarà fondamentale per determinare se questi sistemi sono rari casi anomali o i primi indizi di una fisica che va oltre l’attuale modello della materia oscura.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Link dell'articolo su Nature Astronomy: "</span><a href="https://www.nature.com/articles/s41550-025-02746-w"><span>A possible challenge for Cold and Warm Dark Matter</span></a><span>", di Simona Vegetti, Simon D. M. White, John P. McKean, Devon M. Powell, Cristiana Spingola, Davide Massari, Giulia Despali e Christopher D. Fassnacht</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Olimpiadi: procedura semplificata per foto e video in città durante i Giochi</title>
<link>https://www.italia24.news/olimpiadi-procedura-semplificata-per-foto-e-video-in-citta-durante-i-giochi</link>
<guid>https://www.italia24.news/olimpiadi-procedura-semplificata-per-foto-e-video-in-citta-durante-i-giochi</guid>
<description><![CDATA[ Il Comune di Milano snellisce le autorizzazioni per riprese non commerciali legate a Milano Cortina 2026 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69527e63c6f30.webp" length="24698" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 14:13:16 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span> In vista delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, il Comune ha approvato la semplificazione degli iter di autorizzazione per alcune tipologie di riprese foto e video da effettuarsi in città. </span><br><span>Il provvedimento si è reso necessario per l'alto numero di persone attese a Milano durante i Giochi: sono infatti oltre 7mila i soggetti accreditati all'evento Olimpico. </span><br><br><span>La semplificazione sarà in vigore dal 7 gennaio al 14 aprile 2026, ossia nel periodo di svolgimento delle competizioni, nonché nei 30 giorni antecedenti e successivi.</span><br><span>Durante questo periodo, ai soggetti pubblici e privati interessati a effettuare riprese foto e video legate alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 per finalità informative e non commerciali, purché realizzate con attrezzatura leggera e senza occupazione di suolo, sarà sufficiente una comunicazione preventiva all'indirizzo mail </span><a href="mailto:riprese.mico2026@comune.milano.it" onclick="return rcmail.command('compose','riprese.mico2026@comune.milano.it',this)" rel="noreferrer">riprese.mico2026@comune.milano.it</a><span> tramite apposito modulo, disponibile sia in italiano che in inglese (</span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=9%3dLa6fOU%26m%3dX%269%3dT8aLR%26p%3dZUU4fTR%26v%3dDEKq_NltQ_YV_IRyk_SG_NltQ_XaIfL0JjP0Iz.90DvJz.DjHvEp.EE_IRyk_SGO_CrTv_MgDJNQfCc6ZyDILjQ%265%3dnQDMdX.96u%26ED%3dY4cUW2%26PD%3dSAXPR3XTRAYLS4%26D%3dQ52YQ20BxXcdy3bYxVcZyU5ZPa97L3f9NS7BvaA0M347PS4eNVffy4d7v2b9QX7cMR2A&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a><span>).</span><br><br><span>Per questa specifica tipologia di riprese non sarà quindi necessario effettuare istanza di autorizzazione e attendere il rilascio dei permessi da parte degli uffici comunali, come da procedura oggi vigente.</span><br><br><span>All'interno della comunicazione preventiva, che dovrà pervenire con almeno un'ora di anticipo rispetto alla registrazione delle immagini, i soggetti richiedenti dovranno esplicitamente dichiarare che le riprese non saranno utilizzate per attività di pubblicità parassitaria a danno delle Proprietà Olimpiche, oltre alla copia del documento di identità del titolare della comunicazione.</span><br><br><span>Resta invece confermata la necessità di ottenere apposito permesso per riprese foto e video a carattere commerciale, per quelle con occupazione di suolo e per quelle a carattere non commerciale e non correlate alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. Allo stesso modo, resta confermata la necessità di richiedere un apposito permesso per la registrazione di immagini all'interno degli stabili comunali.</span><br><br><span>Anche nel 2025, inoltre, la città ha confermato la sua attrattività come set per riprese cinematografiche e fotografiche: nel corso del 2025 sono state 562 le richieste di autorizzazione, di cui 267 legate ad attività pubblicitarie. Una cifra in continuità con il 2024 (560 richieste totali), con il 2023 (536) e con il 2022 (602).</span></p>
<p><a href="https://www.comune.milano.it/servizi/impresa/procedura-semplificata-riprese-foto-video-milano-cortina-2026" target="_blank" rel="noopener"><span>Link alla pagina della procedura semplificata</span></a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Consiglio Nazionale delle Ricerche: via libera al Bilancio 2026, utile da 3,5 milioni e nuovi traguardi scientifici</title>
<link>https://www.italia24.news/consiglio-nazionale-delle-ricerche-via-libera-al-bilancio-2026-utile-da-35-milioni-e-nuovi-traguardi-scientifici</link>
<guid>https://www.italia24.news/consiglio-nazionale-delle-ricerche-via-libera-al-bilancio-2026-utile-da-35-milioni-e-nuovi-traguardi-scientifici</guid>
<description><![CDATA[ Approvato il Bilancio di previsione: sostenibilità finanziaria, crescita competitiva e rafforzamento del ruolo internazionale dell’Ente ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69527d329c6bc.webp" length="38414" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 14:08:30 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="273" data-end="716">Il <strong data-start="276" data-end="317"><span class="whitespace-normal">Consiglio Nazionale delle Ricerche</span></strong> chiude il 2025 con un segnale netto di solidità gestionale e rilancio strategico. Il Consiglio di Amministrazione del Cnr ha infatti approvato il <strong data-start="464" data-end="517">Bilancio unico di previsione per l’esercizio 2026</strong>, che presenta un <strong data-start="535" data-end="575">utile stimato di 3,5 milioni di euro</strong>, in controtendenza rispetto all’anno precedente e a conferma della sostenibilità economica del principale Ente pubblico di ricerca italiano.</p>
<p data-start="718" data-end="1001">L’approvazione, avvenuta nella seduta del <strong data-start="760" data-end="775">17 dicembre</strong>, arriva al termine di un anno particolarmente significativo anche sul fronte scientifico, caratterizzato da risultati che rafforzano la <strong data-start="912" data-end="970">capacità attrattiva e il posizionamento internazionale</strong> della rete di ricerca del Cnr.</p>
<h3 data-start="1003" data-end="1046">Un bilancio nel nuovo sistema contabile</h3>
<p data-start="1048" data-end="1329">Il Bilancio di previsione 2026 è redatto nel <strong data-start="1093" data-end="1148">nuovo sistema di contabilità economico-patrimoniale</strong>, completando il percorso di riforma avviato con il <strong data-start="1200" data-end="1251">decreto legislativo n. 218 del 25 novembre 2016</strong>, dedicato alla semplificazione delle attività degli Enti pubblici di ricerca.</p>
<p data-start="1331" data-end="1730">Il valore complessivo del Bilancio ammonta a <strong data-start="1376" data-end="1396">885.723.580 euro</strong>, di cui <strong data-start="1405" data-end="1425">671.937.098 euro</strong> provenienti dal <strong data-start="1442" data-end="1491">Fondo ordinario per gli enti di ricerca (FOE)</strong>. La restante parte deriva da ricavi e contributi di soggetti nazionali ed europei, inclusi quelli di natura competitiva legati a progetti di ricerca finanziati tramite bandi, una voce destinata a crescere ulteriormente nel corso del 2026.</p>
<h3 data-start="1732" data-end="1778">Lenzi: “Segnale di rigore e sostenibilità”</h3>
<p data-start="1780" data-end="2190">«Il bilancio di esercizio prevede, a differenza dello scorso anno, un utile di amministrazione pari a 3,5 milioni di euro: ciò conferma l'efficacia delle azioni intraprese dalla nuova governance e rappresenta un importante indicatore della piena sostenibilità dei costi rispetto alle entrate del maggiore Ente di ricerca italiano», ha commentato il presidente del Cnr <strong data-start="2148" data-end="2189"><span class="whitespace-normal">Andrea Lenzi</span></strong>.</p>
<p data-start="2192" data-end="2492">Lenzi ha sottolineato come il risultato sia «il frutto di una nuova gestione rigorosa, trasparente e orientata al miglioramento continuo», ringraziando il Direttore generale <strong data-start="2366" data-end="2382">Jacopo Greco</strong> e l’intera amministrazione centrale, a partire dai direttori <strong data-start="2444" data-end="2466">Annalisa Gabrielli</strong> e <strong data-start="2469" data-end="2491">Pierluigi Raimondi</strong>.</p>
<h3 data-start="2494" data-end="2547">Ricerca di eccellenza e leadership internazionale</h3>
<p data-start="2549" data-end="3001">Accanto al dato finanziario, il Bilancio fotografa un Ente in forte crescita anche sul piano scientifico. Tra il <strong data-start="2662" data-end="2680">2022 e il 2024</strong>, il Cnr ha ottenuto <strong data-start="2701" data-end="2764">30 progetti finanziati dall’European Research Council (ERC)</strong> con propri ricercatori nel ruolo di Principal Investigator, includendo Starting, Consolidator, Advanced e Synergy Grants, oltre ai Proof of Concept. Per il biennio <strong data-start="2929" data-end="2942">2025-2026</strong> sono invece <strong data-start="2955" data-end="3000">68 i progetti complessivamente sottomessi</strong>.</p>
<p data-start="3003" data-end="3289">Nel 2025, inoltre, il Cnr può contare su <strong data-start="3044" data-end="3109">quattro ricercatori e ricercatrici e tre associati di ricerca</strong> inseriti nella lista <strong data-start="3131" data-end="3179">Highly Cited Researchers – Top 1% scientists</strong> di <strong data-start="3183" data-end="3196">Clarivate</strong>, che individua gli studiosi più citati a livello globale nei rispettivi ambiti disciplinari.</p>
<p data-start="3291" data-end="3551">A questi si aggiungono <strong data-start="3314" data-end="3348">520 ricercatori e ricercatrici</strong> inclusi nella classifica <strong data-start="3374" data-end="3431">Stanford University–Elsevier – Top 2% scientists 2024</strong>, aggiornata ad agosto 2025, che misura l’impatto scientifico sia sull’intera carriera sia sulla produzione più recente.</p>
<h3 data-start="3553" data-end="3597">Verso il 2026: consolidamento e rilancio</h3>
<p data-start="3599" data-end="3869">«Sono risultati che dimostrano l'altissimo profilo scientifico raggiunto dalla rete di ricerca dell'Ente e il suo posizionamento a livello internazionale», ha concluso Lenzi. «Il 2026 sarà per il Cnr un anno di consolidamento e rilancio della propria azione strategica».</p>
<p data-start="3871" data-end="4270">La pianificazione futura, ha spiegato il presidente, si fonda su una <strong data-start="3940" data-end="3961">visione sistemica</strong> che punta a coniugare produzione di conoscenza innovativa, qualità dell’azione amministrativa, trasparenza, semplificazione dei processi ed efficienza gestionale, con una particolare attenzione alla <strong data-start="4161" data-end="4193">valorizzazione del personale</strong>, considerato una leva centrale per lo sviluppo e la competitività dell’Ente.</p>
<p data-start="4272" data-end="4456" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un bilancio che, numeri alla mano, rafforza il ruolo del Cnr come <strong data-start="4338" data-end="4380">motore della ricerca pubblica italiana</strong> e attore sempre più rilevante nello scenario scientifico europeo e globale.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Streaming: ecco i film e le serie TV più visti in Italia nell’ultima settimana</title>
<link>https://www.italia24.news/streaming-ecco-i-film-e-le-serie-tv-piu-visti-in-italia-nellultima-settimana</link>
<guid>https://www.italia24.news/streaming-ecco-i-film-e-le-serie-tv-piu-visti-in-italia-nellultima-settimana</guid>
<description><![CDATA[ La classifica JustWatch premia il ritorno di Benoit Blanc e rilancia Stranger Things con la nuova stagione ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69526e31de7f3.webp" length="24074" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 13:04:27 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="238" data-end="600">Quali sono i <strong data-start="251" data-end="308">film e le serie TV più seguiti in streaming in Italia</strong> negli ultimi sette giorni? A fornire la fotografia aggiornata è <strong data-start="373" data-end="414"><span class="whitespace-normal">JustWatch</span></strong>, la più grande guida al mondo ai contenuti in streaming, capace di aggregare in un unico spazio film, serie ed eventi sportivi provenienti da centinaia di piattaforme a livello globale.</p>
<h3 data-start="602" data-end="640">Film: debutti e conferme sul podio</h3>
<p data-start="642" data-end="1010">A guidare la classifica dei film è <strong data-start="677" data-end="718"><span class="whitespace-normal">Wake Up Dead Man – Knives Out</span></strong>, nuova entrata che segna il ritorno del detective Benoit Blanc. Un’indagine dai toni gotici ambientata in una piccola comunità, dove un crimine apparentemente impossibile scuote una chiesa carica di segreti e ombre del passato. Un mystery elegante e teso che conquista subito il primo posto.</p>
<p data-start="1012" data-end="1404">Sale in <strong data-start="1020" data-end="1041">seconda posizione</strong> <strong data-start="1042" data-end="1083"><span class="whitespace-normal">Jay Kelly</span></strong>, presentato all’ultimo Festival di Venezia e interpretato da <strong data-start="1145" data-end="1186"><span class="whitespace-normal">George Clooney</span></strong>. Il film racconta il percorso interiore di un attore costretto a rimettere in discussione la propria esistenza, in un viaggio di trasformazione e rinascita che riflette sul tempo che passa e sulle seconde possibilità.</p>
<p data-start="1406" data-end="1742">Chiude il podio <strong data-start="1422" data-end="1463"><span class="whitespace-normal">Train Dreams</span></strong>, che dopo due settimane consecutive in vetta scende al terzo posto. Ambientato negli Stati Uniti dei primi del Novecento, segue la vita di un taglialegna testimone silenzioso di un’America in rapido cambiamento, tra perdite, amori fugaci e una modernità che corre troppo veloce.</p>
<h3 data-start="1744" data-end="1801">Serie TV: Pluribus conquista, Stranger Things resiste</h3>
<p data-start="1803" data-end="2167">Sul fronte delle serie TV, torna al <strong data-start="1839" data-end="1854">primo posto</strong> <strong data-start="1855" data-end="1896"><span class="whitespace-normal">Pluribus</span></strong>, che guadagna due posizioni. La storia della persona più disperata del pianeta chiamata a salvare il mondo dalla felicità continua a sedurre il pubblico con una satira filosofica e provocatoria sul valore della tristezza e sulla forza di chi non ha più nulla da perdere.</p>
<p data-start="2169" data-end="2473">Scende in <strong data-start="2179" data-end="2200">seconda posizione</strong> <strong data-start="2201" data-end="2242"><span class="whitespace-normal">Stranger Things</span></strong>, dopo due settimane in vetta, complice l’uscita della quinta stagione. Il ritorno a Hawkins riaccende misteri, nostalgia e tensione, riportando in primo piano il lato oscuro della cittadina e i segreti sepolti che tornano a galla.</p>
<p data-start="2475" data-end="2738">Al <strong data-start="2478" data-end="2493">terzo posto</strong> si piazza <strong data-start="2504" data-end="2545"><span class="whitespace-normal">Welcome to Derry</span></strong>, che recupera una posizione. Ambientata negli anni Sessanta nel Maine, la serie esplora le origini di Pennywise e del male che infestava Derry molto prima degli eventi noti al grande pubblico.</p>
<h3 data-start="2740" data-end="2778">Mitologia greca sotto i riflettori</h3>
<p data-start="2780" data-end="3240">Questa settimana JustWatch mette inoltre in evidenza una <strong data-start="2837" data-end="2915">nuova guida dedicata ai film e alle serie TV ispirati alla mitologia greca</strong>, pensata per gli appassionati di avventure epiche e leggende senza tempo. Tra i titoli segnalati spicca <strong data-start="3020" data-end="3061"><span class="whitespace-normal">Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo</span></strong>, che entra in <strong data-start="3076" data-end="3094">nona posizione</strong> nella streaming chart italiana in concomitanza con l’uscita della seconda stagione su <strong data-start="3181" data-end="3224"><span class="whitespace-normal">Disney+</span></strong> il 10 dicembre.</p>
<p data-start="3242" data-end="3547" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La <strong data-start="3245" data-end="3268">classifica completa</strong>, aggiornata in tempo reale e riferita agli ultimi sette giorni, è consultabile sulla piattaforma JustWatch, che si conferma uno strumento di riferimento non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per un pubblico sempre più attento e consapevole delle tendenze dello streaming.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano Fashion Week Uomo: dal 16 al 20 gennaio la moda torna in passerella guardando a Milano Cortina 2026</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-fashion-week-uomo-dal-16-al-20-gennaio-la-moda-torna-in-passerella-guardando-a-milano-cortina-2026</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-fashion-week-uomo-dal-16-al-20-gennaio-la-moda-torna-in-passerella-guardando-a-milano-cortina-2026</guid>
<description><![CDATA[ Settantasei appuntamenti tra sfilate, presentazioni ed eventi: Milano si conferma capitale internazionale del menswear e dell’innovazione creativa ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69526ba5b093e.webp" length="50478" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 12:54:11 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="306" data-end="797">Dal <strong data-start="310" data-end="335">16 al 20 gennaio 2026</strong> Milano tornerà ad essere il centro mondiale della <strong data-start="386" data-end="399">moda uomo</strong> con una nuova edizione della <strong data-start="429" data-end="470"><span class="whitespace-normal">Milano Fashion Week</span></strong>, realizzata con il supporto del <strong data-start="503" data-end="544"><span class="whitespace-normal">Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale</span></strong>, di <strong data-start="549" data-end="590"><span class="whitespace-normal">Agenzia ICE</span></strong> e del <strong data-start="597" data-end="638"><span class="whitespace-normal">Comune di Milano</span></strong>. Un calendario articolato e ricco, che conta <strong data-start="684" data-end="715">76 appuntamenti complessivi</strong>: 18 sfilate fisiche, 7 digitali, 36 presentazioni, 3 su appuntamento e 12 eventi.</p>
<p data-start="799" data-end="1010">Un’edizione che guarda al futuro e che si inserisce idealmente nel percorso di avvicinamento ai <strong data-start="895" data-end="936"><span class="whitespace-normal">Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026</span></strong>, rafforzando il dialogo tra moda, cultura e grandi eventi internazionali.</p>
<h3 data-start="1012" data-end="1043">Moda, città e nuovi talenti</h3>
<p data-start="1045" data-end="1530">La campagna di comunicazione, sviluppata da <strong data-start="1089" data-end="1130"><span class="whitespace-normal">Camera Nazionale della Moda Italiana</span></strong>, Comune di Milano e Yes Milano, sarà diffusa in tutta la città e continuerà a valorizzare i <strong data-start="1223" data-end="1240">nuovi talenti</strong> e i luoghi simbolo del capoluogo lombardo. Il racconto visivo prosegue la collaborazione con Milano Cortina 2026, avviata già con la Fashion Week di giugno 2025, arricchendosi di <strong data-start="1420" data-end="1471">cimeli d’archivio del Museo Olimpico di Losanna</strong>, la più grande collezione al mondo di patrimonio olimpico.</p>
<p data-start="1532" data-end="1942">La location scelta per gli scatti è uno <strong data-start="1572" data-end="1616">storico ingresso milanese degli anni ’40</strong>, mentre la campagna è firmata dal fotografo <strong data-start="1661" data-end="1702"><span class="whitespace-normal">Alessandro Burzigotti</span></strong>, con lo styling di <strong data-start="1722" data-end="1763"><span class="whitespace-normal">Daria Di Gennaro</span></strong> e il set design di Stilema Studio. <strong data-start="1799" data-end="1840"><span class="whitespace-normal">Wella Professionals</span></strong> curerà anche in questa edizione l’hairstyling delle modelle, accompagnando i backstage delle sfilate.</p>
<h3 data-start="1944" data-end="1982">Milano crocevia globale della moda</h3>
<p data-start="1984" data-end="2548">«Milano si configura, come per ogni Fashion Week, il crocevia internazionale di incontri, contatti e relazioni che costituiscono quel prezioso patrimonio a supporto della creatività, del know how e dell’innovazione riconosciuti in tutto il mondo», sottolinea <strong data-start="2243" data-end="2286"><span class="whitespace-normal">Alessia Cappello</span></strong>, assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro del Comune di Milano, evidenziando come la città continui a rappresentare un punto di riferimento per il sistema moda globale, «in attesa che sulla nostra città si accendano le luci dei Giochi Olimpici».</p>
<p data-start="2550" data-end="3028">Sulla stessa linea <strong data-start="2569" data-end="2612"><span class="whitespace-normal">Carlo Capasa</span></strong>, presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana: «Milano si conferma città centrale della moda creativa e della moda maschile, un luogo in cui identità, sperimentazione e industria continuano a dialogare». Un ecosistema in cui istituzioni, imprese e filiera produttiva lavorano insieme per rafforzare la competitività del <strong data-start="2939" data-end="2956">Made in Italy</strong>, investendo sulle nuove generazioni come leva strategica per il futuro.</p>
<h3 data-start="3030" data-end="3075">Fondazione Sozzani e piattaforma digitale</h3>
<p data-start="3077" data-end="3289">Anche per questa edizione, la <strong data-start="3107" data-end="3150"><span class="whitespace-normal">Fondazione Sozzani</span></strong> diventa lo spazio di riferimento di CNMI durante la Fashion Week maschile, con l’obiettivo di sostenere e promuovere i designer emergenti.</p>
<p data-start="3291" data-end="3664">Tutte le sfilate in calendario saranno trasmesse sulla piattaforma <strong data-start="3358" data-end="3393">milanofashionweek.cameramoda.it</strong>, ormai punto di riferimento per addetti ai lavori e appassionati. Il portale ospiterà anche una sezione dedicata agli <strong data-start="3512" data-end="3533">showroom virtuali</strong>, attivi anche dopo la Fashion Week, per facilitare il lavoro di buyer italiani e internazionali durante l’intera campagna vendita.</p>
<p data-start="3666" data-end="3953" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Grazie al supporto del Ministero degli Affari Esteri e di Agenzia ICE, CNMI continuerà inoltre a favorire l’arrivo a Milano di <strong data-start="3793" data-end="3832">buyer internazionali di primo piano</strong>, offrendo un sostegno concreto ai brand e rafforzando il ruolo della città come piattaforma globale della moda maschile.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Lavoro: buoni pasto cumulabili per i dipendenti del Comune di Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/lavoro-buoni-pasto-cumulabili-per-i-dipendenti-del-comune-di-milano</link>
<guid>https://www.italia24.news/lavoro-buoni-pasto-cumulabili-per-i-dipendenti-del-comune-di-milano</guid>
<description><![CDATA[ Dal 2026 nuovo benefit da circa 150 euro al mese per rafforzare il welfare aziendale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69527c930f9e8.webp" length="47550" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 14:06:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span>Dal prossimo anno i dipendenti del Comune di Milano avranno a disposizione un nuovo strumento di welfare aziendale: i buoni pasto cumulabili, per un valore medio di circa 150 euro al mese. È la prima volta nella storia di Palazzo Marino che l'Amministrazione introduce questa modalità tra i servizi dedicati alle lavoratrici e ai lavoratori comunali.</span><br><br><span>La misura, che coinvolge circa 10mila dipendenti, è stata approvata nell'ultima seduta di Giunta su proposta degli assessori Gaia Romani (Servizi generali), Alessia Cappello (Politiche del Lavoro) ed Emmanuel Conte (Bilancio). La delibera dà attuazione immediata a quanto stabilito dal Consiglio comunale nel Bilancio di previsione 2026-2028, approvato la scorsa settimana con lo stanziamento delle risorse necessarie.</span><br><br><span>Negli anni passati il servizio di ristorazione per il personale comunale è stato garantito attraverso una rete di mense e locali convenzionati, con un costo condiviso tra Amministrazione e lavoratori. Nel 2024, in risposta all'aumento dell'inflazione e alla perdita di potere d'acquisto dei salari, il Comune – d'intesa con le rappresentanze sindacali – ha introdotto i ticket elettronici da 7 euro, utilizzabili nell'arco della giornata in una rete di circa 900 esercizi commerciali.</span><br><br><span>A un anno dall'avvio dell'appalto, come previsto dal bando di gara e dal contratto con l'operatore, l'Amministrazione esercita ora l'opzione di ampliamento del servizio: i buoni pasto, sempre del valore di 7 euro per ogni giornata di presenza, diventano cumulabili e utilizzabili all'interno di una rete che conta, attualmente, circa 1200 locali e che si amplierà ulteriormente includendo la grande distribuzione. Verrà mantenuta al contempo la possibilità di consumare un pasto completo a prezzo convenzionato (fino a un massimo di 10,50 euro).</span><br><br><span>L'introduzione del ticket cumulabile comporta un investimento aggiuntivo per Palazzo Marino di circa 5 milioni di euro all'anno, portando la spesa complessiva del servizio a 13 milioni di euro annui.</span><br><br><span>«Con l'introduzione dei buoni pasto cumulabili compiamo un passo importante nel rafforzamento del welfare aziendale del Comune di Milano, in un contesto urbano in cui il costo della vita continua a crescere più rapidamente che in altre realtà del Paese - dichiarano congiuntamente gli assessori Gaia Romani, Alessia Cappello ed Emmanuel Conte -. Milano è una città dinamica, attrattiva e competitiva, ma è anche una città in cui l'inflazione, il caro affitti e l'aumento dei prezzi dei beni essenziali incidono in modo significativo sui redditi da lavoro. Con questa misura vogliamo offrire una risposta concreta e strutturale alle lavoratrici e ai lavoratori comunali, riconoscendo il valore del loro impegno quotidiano al servizio della città. La possibilità di accumulare i ticket e di utilizzarli con maggiore libertà, anche nella grande distribuzione e su tutto il territorio lombardo, va incontro alle diverse esigenze organizzative e familiari e contribuisce a rendere il Comune di Milano un datore di lavoro sempre più attento, moderno e responsabile».</span><br><br><span> </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Palazzi, arte e musei: il Natale all’Università di Padova</title>
<link>https://www.italia24.news/palazzi-arte-e-musei-il-natale-alluniversita-di-padova</link>
<guid>https://www.italia24.news/palazzi-arte-e-musei-il-natale-alluniversita-di-padova</guid>
<description><![CDATA[ Installazioni, visite guidate e attività per famiglie tra Palazzo del Bo, Palazzo Liviano e i Musei dell’Ateneo ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6952766464078.webp" length="97798" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 13:40:39 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="222" data-end="598">Durante le festività natalizie l’<strong data-start="255" data-end="296"><span class="whitespace-normal">Università di Padova</span></strong> apre le porte dei suoi luoghi più iconici, offrendo a cittadini e visitatori un ricco calendario di <strong data-start="397" data-end="471">eventi culturali, installazioni artistiche e attività per tutte le età</strong>. Un invito a scoprire – o riscoprire – il patrimonio storico e museale dell’Ateneo, tra arte, scienza e dialogo contemporaneo.</p>
<h3 data-start="600" data-end="662">CONFINE: sport, diritti umani e memoria nel Cortile Antico</h3>
<p data-start="664" data-end="1053">Nel <strong data-start="668" data-end="704">Cortile Antico di Palazzo del Bo</strong> è allestita <strong data-start="717" data-end="728">CONFINE</strong>, un’installazione <em data-start="747" data-end="762">site-specific</em> che mette al centro il tema della <strong data-start="797" data-end="816">tregua olimpica</strong> e dei <strong data-start="823" data-end="840">diritti umani</strong>. Protagoniste sono le tre <strong data-start="867" data-end="928">torce olimpiche di Tokyo 2020, Beijing 2022 e Parigi 2024</strong>, esposte in un ambiente trasformato dai riflessi dorati delle coperte termiche, simbolo di resistenza, cura e sopravvivenza.</p>
<p data-start="1055" data-end="1378">L’opera propone un viaggio visivo e sensoriale che intreccia sport, migrazioni e coraggio umano, trasformando per due mesi uno dei luoghi più rappresentativi di Padova in una scenografia dove lo sport diventa <strong data-start="1264" data-end="1301">metafora di un’umanità in cammino</strong>, impegnata a superare limiti e differenze per costruire un futuro condiviso.</p>
<h3 data-start="1380" data-end="1426">Palazzo del Bo e il Novecento di Gio Ponti</h3>
<p data-start="1428" data-end="1866">Sempre a <strong data-start="1437" data-end="1455">Palazzo del Bo</strong>, dal <strong data-start="1461" data-end="1499">26 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026</strong>, è in programma il tour <em data-start="1524" data-end="1563">Palazzo del Bo e il ’900 di Gio Ponti</em>. Un percorso che conduce alla scoperta del <strong data-start="1607" data-end="1647">Teatro anatomico più antico al mondo</strong>, della <strong data-start="1655" data-end="1686">cattedra di Galileo Galilei</strong>, della <strong data-start="1694" data-end="1723">cinquecentesca Aula Magna</strong> e dell’ala novecentesca progettata e arredata da <strong data-start="1773" data-end="1814"><span class="whitespace-normal">Gio Ponti</span></strong>, uno dei grandi maestri dell’architettura italiana.</p>
<h3 data-start="1868" data-end="1929">Palazzo Liviano: visite animate tra storia e architettura</h3>
<p data-start="1931" data-end="2486">Accanto all’apertura straordinaria del <strong data-start="1970" data-end="1988">3 gennaio 2026</strong>, <strong data-start="1990" data-end="2009">Palazzo Liviano</strong> propone due <strong data-start="2022" data-end="2048">visite guidate animate</strong> a cura di teatrOrtaet, in programma <strong data-start="2085" data-end="2107">sabato 27 dicembre</strong> e <strong data-start="2110" data-end="2130">lunedì 5 gennaio</strong>. Personaggi storici e simbolici – da Tito Livio a Giuditta Scalini – accompagnano il pubblico in un racconto dinamico che attraversa il prestigioso complesso progettato da Gio Ponti negli anni Trenta, includendo la monumentale <strong data-start="2358" data-end="2378">Sala dei Giganti</strong> e il piano nobile, autentico gioiello architettonico che custodisce il patrimonio archeologico dell’Ateneo.</p>
<p data-start="1931" data-end="2486">Il <strong data-start="2565" data-end="2606"><span class="whitespace-normal">Museo della Natura e dell’Uomo</span></strong> propone, nei pomeriggi di fine dicembre e inizio gennaio, attività dedicate alle famiglie: visite-gioco e fiabe-laboratorio pensate per avvicinare i bambini ai temi della natura, dell’evoluzione e dell’adattamento degli esseri viventi. Durante tutte le festività sono inoltre previste <strong data-start="2892" data-end="2921">visite guidate quotidiane</strong>, comprese nel biglietto di ingresso.</p>
<p data-start="1931" data-end="2486">All’<strong data-start="2964" data-end="3005"><span class="whitespace-normal">Orto Botanico di Padova</span></strong>, da venerdì 26 dicembre 2025 a martedì 6 gennaio 2026, sono in programma <strong data-start="3079" data-end="3118">visite guidate individuali gratuite</strong>, un’occasione per esplorare il più antico orto botanico universitario del mondo anche nella stagione invernale.</p>
<p data-start="1931" data-end="2486">Il <strong data-start="3235" data-end="3276"><span class="whitespace-normal">Museo di Geografia</span></strong> dedica alcune giornate all’attività <em data-start="3313" data-end="3373">Da sogno a realtà. Un viaggio alla scoperta dei mappamondi</em>, pensata per famiglie e bambini, tra immaginazione, mappe e desideri di pace.</p>
<p data-start="1931" data-end="2486">Al <strong data-start="3456" data-end="3497"><span class="whitespace-normal">Museo di Fisica Giovanni Poleni</span></strong>, domenica 28 dicembre, due visite guidate conducono il pubblico alla scoperta delle <strong data-start="3582" data-end="3600">aurore boreali</strong>, tra scienza, storia e osservazioni dall’Ottocento a oggi.</p>
<p data-start="1931" data-end="2486"><strong>Un Natale tra sapere, bellezza e condivisione</strong></p>
<p data-start="1931" data-end="2486">Con questo articolato programma, l’Università di Padova conferma il proprio ruolo di <strong data-start="3797" data-end="3833">polo culturale aperto alla città</strong>, capace di coniugare tradizione accademica, divulgazione scientifica e linguaggi contemporanei. Un Natale che invita a entrare nei palazzi storici, nei musei e negli spazi verdi dell’Ateneo per vivere la cultura come esperienza condivisa, accessibile e viva.</p>
<div class="no-scrollbar flex min-h-36 flex-nowrap gap-0.5 overflow-auto sm:gap-1 sm:overflow-hidden xl:min-h-44 mt-1 mb-5 [&amp;:not(:first-child)]:mt-4">
<div class="border-token-border-default relative w-32 shrink-0 overflow-hidden rounded-xl border-[0.5px] md:shrink max-h-64 sm:w-[calc((100%-0.5rem)/3)] rounded-e-xl">
<div class="pointer-events-none absolute end-2 bottom-2">
<div class="flex items-center gap-1 rounded-full px-2 py-1.5 text-white backdrop-blur-md backdrop-brightness-75"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" aria-hidden="true" class="h-4 w-4"></svg></div>
</div>
</div>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>World Music: al via il bando del 19° Premio Andrea Parodi per artisti di tutto il mondo</title>
<link>https://www.italia24.news/world-music-al-via-il-bando-del-19-premio-andrea-parodi-per-artisti-di-tutto-il-mondo</link>
<guid>https://www.italia24.news/world-music-al-via-il-bando-del-19-premio-andrea-parodi-per-artisti-di-tutto-il-mondo</guid>
<description><![CDATA[ Le finali del contest a Cagliari dal 15 al 17 ottobre 2026 ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6949c8c70f4e5.webp" length="32770" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 23:40:31 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">È on line il bando di concorso del 19° Premio Andrea Parodi, diventato ormai un importante punto di riferimento per la world music, non solo in Italia, ed aperto ad artistica di tutto il mondo.</span></span></span></p>
<p align="left"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il Premio è dedicato a Andrea Parodi, musicista sardo di grande rilievo nel panorama della world music, scomparso nel 2006, il 17 ottobre, ed omaggiato ogni anno dalla manifestazione attraverso canzoni del suo repertorio proposte dai finalisti e dagli ospiti.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La nuova edizione coinciderà con il 20° anniversario della sua morte. Si terrà infatti dal 15 al 17 ottobre 2026 a Cagliari in un luogo di grande prestigio come il Teatro Massimo.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il Premio è</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> realizzato dall'omonima Fondazione con la direzione artistica di Elena Ledda ed ha lanciato negli anni d</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">iversi importanti artisti, da Daniela Pes a Flo e a Fanfara Station, tutti vincitori.</span></span></p>
<p align="left"></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il nuovo bando è disponibile su www.premioandreaparodi.it/premio e la scadenza per l’iscrizione, che è gratuita, è fissata al 9 maggio 2026.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Per il vincitore e per alcuni dei finalisti sono previsti importanti premi e bonus, a partire da una serie di concerti e di partecipazioni ad alcuni importanti festival italiani.</span></span></span></p>
<p align="left"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Proprio nei prossimi giorni sarà pubblicato il video del brano “Pandela” di Andrea Parodi (scritto dallo stesso Parodi e da Michele Pio Ledda), nell’interpretazione di Bautista, vincitrice del premio assoluto nonché di quello della critica al Parodi 2024. Il video, con la regia di Alberto Marras, è prodotto dalla Fondazione Andrea Parodi proprio come bonus per questo secondo riconoscimento.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Le iscrizioni per il nuovo concorso devono essere effettuate tramite il format presente su www.premioandreaparodi.it/premio/<wbr>iscrizioni</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">(per informazioni: fondazione.andreaparodi@gmail.com ).</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Dovranno contenere:</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">- 2 brani, di cui uno in concorso (2 file mp3, provini o registrazioni live o realizzazioni definitive, anche già edite; indicare con quale dei due brani si intende gareggiare); i brani non possono essere solo strumentali e devono essere identificativi di un intero progetto artistico legato alla world music.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">- testi ed eventuali traduzioni in italiano dei due brani;</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">- curriculum artistico del concorrente (singolo o gruppo).</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Tra tutti gli iscritti una commissione artistica scelta dall’organizzazione selezionerà, in maniera anonima, i finalisti, che si esibiranno dal vivo nella fase finale davanti ad ampie giurie composte da autorevoli addetti ai lavori, come cantanti, autori, musicisti, responsabili di festival, manager, discografici, uffici stampa, giornalisti, critici musicali, sia italiani che internazionali. </span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">I</span></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">l vincitore assoluto avrà diritto ad una borsa di studio di € 2.500, oltre alla possibilità di esibirsi in alcuni festival partner del Parodi nel 2027, come l’European Jazz Expo (Sardegna) Folkest (Friuli), Festival del torto (Sicilia), oltre che nello stesso Premio Andrea Parodi. </span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il vincitore del Premio della Critica potrà invece realizzare un videoclip professionale di un brano, prodotto dalla Fondazione Andrea Parodi. </span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Per alcuni dei finalisti del Premio ci sarà inoltre la possibilità di essere invitati da alcuni dei festival partner (come Mare e Miniere, Sardegna, e Premio Bianca d’Aponte, Campania).</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Le precedenti edizioni del Premio sono state vinte: nel 2025 da</span></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> Luisa Briguglio (Sicilia), </span></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">nel 2024 da Sandra Bautista (Catalogna, Spagna), nel 2023 da Osso sacro (Campania), nel 2022 da Ual-la (Catalogna, Spagna), nel 2021 da Matteo Leone (Sardegna), nel 2020 da Still Life (Sicilia/Portogallo), nel 2019 da Fanfara Station (Tunisia, Stati Uniti, Piemonte), nel 2018 da La Maschera (Campania), nel 2017 da Daniela Pes (Sardegna), nel 2016 dai Pupi di Surfaro (Sicilia), nel 2015 da Giuliano Gabriele Ensemble (Lazio), nel 2014 da Flo (Campania), nel 2013 da Unavantaluna (Sicilia), nel 2012 da Elsa Martin (Friuli), nel 2011 da Elva Lutza (Sardegna), nel 2010 dalla Compagnia Triskele (Sicilia), nel 2009 da Francesco Sossio (Puglia).</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il Premio Andrea Parodi è realizzato dall'omonima Fondazione grazie a </span></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e Assessorato del turismo, artigianato e commercio); </span></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Fondazione di Sardegna, Comune di Cagliari (contributo e patrocinio)</span></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Numerosi sono i partner e media-partner italiani e internazionali che accompagnano il festival. L’elenco aggiornato sarà diffuso nei prossimi mesi.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Per visionare il bando e avere maggiori informazioni:</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><a href="https://www.premioandreaparodi.it">www.premioandreaparodi.it</a> </span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><a href="mailto:fondazione.andreaparodi@gmail.com">fondazione.andreaparodi@gmail.com</a> </span></span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Una nuova tecnica di microscopia osserva le cellule senza alterarne la natura</title>
<link>https://www.italia24.news/una-nuova-tecnica-di-microscopia-osserva-le-cellule-senza-alterarne-la-natura</link>
<guid>https://www.italia24.news/una-nuova-tecnica-di-microscopia-osserva-le-cellule-senza-alterarne-la-natura</guid>
<description><![CDATA[ Sviluppato all’Istituto Italiano di Tecnologia un metodo ottico innovativo. Il prossimo passo è l’integrazione con l’intelligenza artificiale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69527588cedeb.webp" length="56310" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 13:36:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="277" data-end="679">Osservare le cellule <strong data-start="298" data-end="336">nelle loro condizioni più naturali</strong>, senza ricorrere a coloranti o marcatori fluorescenti: è l’obiettivo centrato da un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’<strong data-start="464" data-end="505"><span class="whitespace-normal">Istituto Italiano di Tecnologia</span></strong> (IIT), che hanno sviluppato una <strong data-start="538" data-end="582">tecnica innovativa di microscopia ottica</strong> capace di migliorare il contrasto delle immagini preservando l’integrità dei campioni biologici.</p>
<p data-start="681" data-end="1027">La ricerca, guidata da <strong data-start="704" data-end="745"><span class="whitespace-normal">Alberto Diaspro</span></strong> e realizzata da <strong data-start="762" data-end="803"><span class="whitespace-normal">Nicolò Incardona</span></strong> e <strong data-start="806" data-end="847"><span class="whitespace-normal">Paolo Bianchini</span></strong> dell’unità Nanoscopy dell’IIT, è stata pubblicata sulla rivista <em data-start="912" data-end="951"><span class="whitespace-normal">Optics Letters</span></em> e apre nuove prospettive per lo studio dei processi biologici fondamentali.</p>
<h3 data-start="1029" data-end="1081">Superare i limiti della microscopia tradizionale</h3>
<p data-start="1083" data-end="1540">Il microscopio ottico rappresenta da sempre uno strumento essenziale per lo studio delle cellule, ma la loro <strong data-start="1192" data-end="1216">trasparenza naturale</strong> rende spesso necessario l’uso di mezzi di contrasto, come colorazioni istologiche o marcatori fluorescenti. Tecniche alternative – come la microscopia a polarizzazione o quella in campo oscuro – permettono di migliorare la visibilità, ma non sempre garantiscono un dettaglio sufficiente per analisi molecolari approfondite.</p>
<p data-start="1542" data-end="1821">Per questo motivo, la <strong data-start="1564" data-end="1614">microscopia a fluorescenza a super-risoluzione</strong> è oggi la più utilizzata: consente di identificare con precisione specifici componenti cellulari, ma richiede l’introduzione di molecole fluorescenti che possono alterare lo stato fisiologico della cellula.</p>
<h3 data-start="1823" data-end="1865">Una tecnica combinata, senza marcatori</h3>
<p data-start="1867" data-end="2192">Il team dell’IIT ha scelto una strada diversa, combinando <strong data-start="1925" data-end="1957">microscopia a polarizzazione</strong> e <strong data-start="1960" data-end="1991">microscopia in campo oscuro</strong> in un’unica tecnica capace di fornire un contrasto elevato <strong data-start="2051" data-end="2085">senza l’uso della fluorescenza</strong>. In questo modo è possibile osservare le cellule viventi mantenendone intatte le caratteristiche naturali.</p>
<p data-start="2194" data-end="2683">«L'idea è quella di utilizzare questa tecnica per studiare la cromatina, il complesso formato da DNA e proteine che si trova nel nucleo delle cellule. Capire come la cromatina è organizzata e come cambia nel tempo è fondamentale per comprendere numerosi processi biologici e per individuare le alterazioni alla base di molte malattie», afferma Nicolò Incardona, ricercatore dell’unità Nanoscopy, recentemente rientrato in Italia dopo sette anni di attività presso l’Università di Valencia.</p>
<h3 data-start="2685" data-end="2727">Il ruolo dell’intelligenza artificiale</h3>
<p data-start="2729" data-end="3092">Nonostante i vantaggi, la nuova tecnica presenta ancora un limite rispetto alla microscopia a fluorescenza: non consente di distinguere in modo specifico i diversi componenti cellulari. Per superare questo ostacolo, il gruppo di ricerca sta lavorando a un <strong data-start="2985" data-end="3006">sistema integrato</strong> che combini le due modalità di osservazione e sfrutti l’<strong data-start="3063" data-end="3091">intelligenza artificiale</strong>.</p>
<p data-start="3094" data-end="3321">L’obiettivo è ottenere immagini dello stesso campione sia con la nuova tecnica sia con la fluorescenza, utilizzandone la correlazione per addestrare un modello di IA capace di trasformare automaticamente le prime nelle seconde.</p>
<p data-start="3323" data-end="3767">«Il nostro prossimo obiettivo è di costruire un modello di IA in grado di genere immagini a fluorescenza con contenuto molecolare, quindi specifiche, a partire da quelle ottenute con la nostra tecnica, eliminando così la necessità di etichette nelle cellule in analisi – afferma Alberto Diaspro –. Si tratta di un obiettivo ambizioso, che potrebbe aprire la strada a una nuova generazione di tecniche di microscopia completamente non invasive».</p>
<h3 data-start="3769" data-end="3805">Ricerca e infrastrutture europee</h3>
<p data-start="3807" data-end="4182">Lo studio è stato supportato da <strong data-start="3839" data-end="3861">ALM-Eurobioimaging</strong> e da diversi progetti finanziati dal <strong data-start="3899" data-end="3907">PNRR</strong>, tra cui <em data-start="3917" data-end="3987">SEELIFE – StrEngthEning the ItaLIan InFrastructure of Eurobioimaging</em> e il <em data-start="3993" data-end="4061">National Center for Gene Therapy and Drugs Based on RNA Technology</em>, confermando il ruolo strategico delle <strong data-start="4101" data-end="4139">infrastrutture di ricerca avanzate</strong> nello sviluppo di tecnologie di frontiera.</p>
<p data-start="4184" data-end="4462" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un risultato che rafforza la posizione dell’IIT nel panorama internazionale della <strong data-start="4266" data-end="4297">microscopia ottica avanzata</strong> e apre nuove prospettive per applicazioni in ambito <strong data-start="4350" data-end="4395">oncologico, neurodegenerativo e biomedico</strong>, dove osservare la cellula senza alterarla può fare la differenza.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Welfare: beni confiscati diventano case per l’autonomia delle donne che escono dalla violenza</title>
<link>https://www.italia24.news/welfare-beni-confiscati-diventano-case-per-lautonomia-delle-donne-che-escono-dalla-violenza</link>
<guid>https://www.italia24.news/welfare-beni-confiscati-diventano-case-per-lautonomia-delle-donne-che-escono-dalla-violenza</guid>
<description><![CDATA[ Cinque appartamenti a Milano destinati all’accoglienza nella fase finale dei percorsi di fuoriuscita ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6952748a13df0.webp" length="82612" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 13:31:57 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="247" data-end="642">Cinque <strong data-start="254" data-end="302">beni confiscati alla criminalità organizzata</strong> diventano strumenti concreti di welfare e inclusione sociale. A Milano, gli immobili – monolocali e bilocali – saranno messi a disposizione della <strong data-start="449" data-end="490"><span class="whitespace-normal">Rete Antiviolenza del Comune di Milano</span></strong> per accogliere donne nella fase conclusiva del loro percorso di uscita dalla violenza, accompagnandole verso una piena autonomia abitativa e personale.</p>
<p data-start="644" data-end="982">Gli appartamenti entrano ufficialmente nel sistema cittadino di interventi dedicati alla <strong data-start="733" data-end="759">promozione dei diritti</strong> e al <strong data-start="765" data-end="811">contrasto di ogni forma di discriminazione</strong>, offrendo un contesto protetto alle donne, anche con figli, che hanno già affrontato il percorso di presa in carico da parte dei centri antiviolenza e delle case rifugio.</p>
<h3 data-start="984" data-end="1031">Gestione condivisa e accoglienza temporanea</h3>
<p data-start="1033" data-end="1304">Gli alloggi saranno concessi in <strong data-start="1065" data-end="1092">comodato d’uso gratuito</strong> a <strong data-start="1095" data-end="1136"><span class="whitespace-normal">Fondazione Somaschi Onlus</span></strong>, che li gestirà in collaborazione con <strong data-start="1175" data-end="1216"><span class="whitespace-normal">Farsi Prossimo</span></strong>, <strong data-start="1218" data-end="1259"><span class="whitespace-normal">La Strada</span></strong> e <strong data-start="1262" data-end="1303"><span class="whitespace-normal">Telefono Donna</span></strong>.</p>
<p data-start="1306" data-end="1695">Le persone accolte dovranno essere seguite da un Centro Antiviolenza o inserite in una Casa rifugio e presentare un buon livello di autosufficienza, tale da consentire la gestione autonoma dell’abitazione. È inoltre richiesto un reddito che permetta di sostenere le spese ordinarie – utenze, spese condominiali e un contributo per la locazione – in un’ottica di progressiva indipendenza.</p>
<p data-start="1697" data-end="1879">La permanenza prevista è di <strong data-start="1725" data-end="1736">12 mesi</strong>, prorogabile fino a <strong data-start="1757" data-end="1763">24</strong>, con un accompagnamento sociale ed educativo leggero, pensato per sostenere il passaggio verso una piena autonomia.</p>
<h3 data-start="1881" data-end="1927">Da luoghi di illegalità a spazi di libertà</h3>
<p data-start="1929" data-end="2574">«Alla fine di un percorso di liberazione dalla violenza che prevede la presa in carico da parte di un centro antiviolenza e l’eventuale inserimento in una casa rifugio – dichiara <strong data-start="2108" data-end="2149"><span class="whitespace-normal">Lamberto Bertolé</span></strong>, assessore al Welfare e Salute del <strong data-start="2185" data-end="2226"><span class="whitespace-normal">Comune di Milano</span></strong> – è possibile che una donna e i suoi figli abbiano bisogno di un ambiente protetto dove mettere alla prova l’autonomia raggiunta prima di potersi confrontare con il mondo esterno in totale indipendenza. Questi appartamenti offrono l’opportunità di affrontare la necessaria transizione con la serenità imprescindibile per il successo del percorso».</p>
<p data-start="2576" data-end="2818">«I beni confiscati, in questo caso, si trasformano da luoghi di illegalità a occasioni di liberazione per le donne che coraggiosamente sono riuscite a fare una scelta importante per la loro vita e per quella dei loro figli», conclude Bertolé.</p>
<h3 data-start="2820" data-end="2851">Risorse e sostegno pubblico</h3>
<p data-start="2853" data-end="3095">Il sistema cittadino coordinato dal Comune di Milano metterà a disposizione <strong data-start="2929" data-end="2943">9mila euro</strong> per coprire le spese di preparazione degli alloggi, mentre l’arredamento sarà garantito grazie a risorse del <strong data-start="3053" data-end="3094"><span class="whitespace-normal">Fondo Sociale Europeo</span></strong>.</p>
<p data-start="3097" data-end="3367" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un intervento che conferma come il <strong data-start="3132" data-end="3174">riutilizzo sociale dei beni confiscati</strong> possa diventare leva concreta di politiche pubbliche capaci di intrecciare legalità, welfare e diritti, trasformando patrimoni sottratti alla criminalità in <strong data-start="3332" data-end="3366">spazi di rinascita e autonomia</strong>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Sarà rimborsato dal SSN il primo trattamento (Skyclarys) per l&amp;apos;Atassia di Friedreich</title>
<link>https://www.italia24.news/sara-rimborsato-dal-ssn-il-primo-trattamento-skyclarys-per-latassia-di-friedreich</link>
<guid>https://www.italia24.news/sara-rimborsato-dal-ssn-il-primo-trattamento-skyclarys-per-latassia-di-friedreich</guid>
<description><![CDATA[ Ammessi alla rimborsabilità dal CdA dell&#039;AIFA 7 farmaci (di cui 3 orfani), 2 generici e 6 estensioni di indicazione terapeutica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_695273c36631a.webp" length="33468" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 13:28:13 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div>Il Consiglio di Amministrazione dell'AIFA – nella seduta del 15 dicembre – ha dato il via libera alla rimborsabilità di<span> </span><b>Skyclarys</b> (omaveloxolone), farmaco orfano per il trattamento dell'atassia di Friedreich.</div>
<div>L'atassia di Friedreich è una malattia genetica rara che interessa principalmente il sistema nervoso centrale e il cuore. Esordisce durante l'infanzia o l'adolescenza e la sua progressione porta spesso alla perdita dell'autonomia motoria entro il terzo decennio di vita, mentre le complicanze cardiache rappresentano la principale causa di mortalità. Si stima che colpisca 1 persona ogni 20.000–50.000 nel mondo. In Italia, la prevalenza stimata è di circa 1,07 casi ogni 100.000 abitanti.   <br>Skyclarys, primo farmaco che ha dimostrato di rallentare la progressione della malattia, è stato autorizzato dall'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) a febbraio 2024 e inserito da AIFA, a luglio 2024, nell'elenco dei farmaci distribuiti ai sensi della legge n. 648/1996, un programma di accesso precoce che consente l'erogazione gratuita ai pazienti eleggibili, con il costo interamente sostenuto dal Servizio Sanitario Nazionale.           <br>Adesso, dopo la negoziazione con l'Azienda titolare, il farmaco sarà disponibile in regime di rimborsabilità per il trattamento dei pazienti di età pari o superiore ai 16 anni, dietro prescrizione dei centri per la cura delle malattie rare.</div>
<div>Altri due farmaci orfani sono stati ammessi alla rimborsabilità:</div>
<ul>
<li><b>Hetronifly</b> (serplulimab), indicato in combinazione con carboplatino ed etoposide per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso;</li>
<li><b>Winrevair</b> (sotatercept), indicato, in associazione ad altre terapie, per il trattamento dell'ipertensione arteriosa polmonare, per migliorare la capacità di esercizio fisico.</li>
</ul>
<div>Il CdA ha inoltre autorizzato la rimborsabilità di<span> </span><b>Recigar</b> (Citisina), una nuova molecola indicata per smettere di fumare. L'uso di Recigar permette di ridurre gradualmente la dipendenza da nicotina e di disabituarsi dal fumo di tabacco senza sintomi di astinenza da nicotina (come umore depresso, irritabilità, ansia, difficoltà a concentrarsi, insonnia, aumento dell'appetito). È consigliato nelle persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni. La durata del trattamento è di 25 giorni.</div>
<div>Saranno rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale anche:</div>
<ul>
<li><b>Hympavzi</b> (marstacimab), per la profilassi di routine degli episodi di sanguinamento in pazienti con emofilia A o B severe;</li>
<li><b>Ibuprofene Gen Orph</b> (ibuprofene), per il trattamento del dotto arterioso pervio nei neonati prematuri;</li>
<li><b>Kayfanda</b> (odevixibat), per il trattamento del prurito colestatico da sindrome di Alagille (ALGS).</li>
</ul>
<div>Ammessi alla rimborsabilità anche due generici:</div>
<ul>
<li><b>Mesalazina DOC</b> (mesalazina), indicato per la colite ulcerosa;</li>
<li><b>Oroxelam<span> </span></b>(midazolam),<b><span> </span></b>indicato per le crisi convulsive acute prolungate nei bambini e negli adulti.          </li>
</ul>
<div>Tra le estensioni di indicazione terapeutica, gli anticorpi monoclonali<span> </span><b>Keytruda</b> (pembrolizumab) e<span> </span><b>Padcev</b> (enfortumab vedotin), in associazione tra loro, saranno rimborsati per il trattamento del carcinoma uroteriale.     </div>
<div><b>Keytruda</b> (pembrolizumab), in associazione ad altri farmaci, sarà rimborsato anche per il carcinoma dell'endometrio e della cervice.</div>
<div>Per il carcinoma dell'endometrio sarà anche rimborsata un'estensione di indicazione del farmaco<span> </span><b>Jemperli<span> </span></b>(dostarlimab). Infine,<span> </span><b>Pirferidone Sandoz</b> (pirferidone) sarà rimborsato per il trattamento della fibrosi polmonare idiopatica.</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Premiata la ricerca del Politecnico di Torino, dal bando FIS 3  finanziati progetti per 7,3 milioni di euro</title>
<link>https://www.italia24.news/premiata-la-ricerca-del-politecnico-di-torino-dal-bando-fis-3-finanziati-progetti-per-73-milioni-di-euro</link>
<guid>https://www.italia24.news/premiata-la-ricerca-del-politecnico-di-torino-dal-bando-fis-3-finanziati-progetti-per-73-milioni-di-euro</guid>
<description><![CDATA[ Il MUR, nell’ambito della terza edizione del programma Fondo Italiano per la Scienza, assegna all’ateneo torinese fondi per lo sviluppo di cinque progetti di ricerca all’avanguardia ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6952724e7a2fc.webp" length="41248" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 13:21:43 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span>Il <b>Politecnico di Torino</b> ha ottenuto importanti risultati nell’ambito della terza edizione del programma nazionale <b>Fondo Italiano per la Scienza-FIS</b>, finanziato dal </span><b><span>Ministero </span></b><b><span>dell’Università e della Ricerca-MUR</span></b><span> a sostegno della ricerca fondamentale in tutti i settori scientifici, umanistici e tecnologici. Ispirato al modello dell’European Research Council-ERC, il FIS mira a promuovere l’eccellenza scientifica, rafforzare la competitività internazionale della ricerca italiana e sostenere il capitale umano, con particolare attenzione alla libertà della ricerca e alla qualità scientifica dei progetti. </span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>L’ateneo torinese si aggiudica così un <b>finanziamento di 7,3 milioni di euro</b> per lo sviluppo di <b>cinque progetti innovativi</b>, che esplorano ambiti di ricerca differenti – dall’ingegneria dell’ambiente e delle infrastrutture all’ingegneria aerospaziale, dalle politiche del territorio all’architettura, e ancora alla scienza applicata e tecnologia – con l’obiettivo comune di fornire risposte alle complesse sfide del nostro tempo.</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Il progetto <b>“THEMAS – Transport of Heat and Mass Across Surfaces”</b>, che sarà coordinato da <b>Luca Brandt</b>, docente presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture-DIATI, ha ottenuto un finanziamento di tipo <b>Advanced Grant</b> pari a <b>1.896.000,00 euro</b>. Al centro della ricerca, lo studio dell’<b>interazione tra trasferimento di massa ed energia in miscele di fluidi complesse e superfici micro e nano-texturizzate</b>: unendo simulazioni con dettagli mai raggiunti prima ed esperimenti di laboratorio, THEMAS rivela come le caratteristiche della parete modulino il trasferimento di calore durante i cambi di fase, contribuendo così a <b>migliorare tecnologie ad alta efficienza energetica</b>.</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span>Erasmo Carrera</span></b><span>, docente presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale-DIMEAS, sarà invece responsabile dello sviluppo del progetto <b>“FEM2.0 – 2<sup>nd</sup> Generation Finite Element Method”</b>: il progetto, finanziato con un <b>Advanced Grant</b> del valore di <b>1.900.000,00 euro</b>, mira ad <b>aggiornare le basi degli attuali strumenti di simulazione strutturale</b> – software e metodi di calcolo utilizzati per prevedere come una struttura si comporterà nella realtà –  ancora legati a ipotesi secolari e che influenzano oggi molti settori dell’ingegneria. Usando quindi un approccio più flessibile la ricerca ha l’obiettivo di offrire risultati più realistici e <b>risolvere problemi complessi che i software FEM attuali non riescono a gestire</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Il progetto <b>“GRUHPP – Green Restitution for Urban Heritage Planning and Protection”</b> – coordinato da <b>Zachary Mark Jones</b>, ricercatore che ha presentato la proposta con il Dipartimento interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST, e ha ottenuto un finanziamento di tipo <b>Starting grant</b> pari a <b>1.037.635,44 euro</b> – esplora come le <b>Infrastrutture Verdi (GI)</b> e le <b>Soluzioni Basate sulla Natura (NBS)</b> possano aiutare le città storiche ad affrontare le minacce legate al clima. Il progetto mira a riscoprire il patrimonio verde perduto, chiarire rischi e benefici e creare nuove linee guida per <b>futuri urbani sostenibili e resilienti</b>.</span></p>
<p class="v1CorpoA"><b><span>Silvia Lanteri</span></b><span>, ricercatrice presso il Dipartimento di Architettura e Design-DAD, guiderà il progetto <b>“SUPERural – Resilient and Innovative Projects of Commoning in Marginal Areas”</b> finanziato con uno <b>Starting grant</b> del valore di <b>1.299.546,10 euro</b>. La ricerca si interroga su come la costruzione di <b>rural commons</b> – beni e risorse delle aree rurali gestiti collettivamente da una comunità – possa stimolare modi alternativi di fare, di insegnare e di comunicare l'architettura, e su come l’adozione di tale modello possa generare innovazione. I casi studio saranno individuati in Italia, Svizzera, Francia, Belgio, con l’obiettivo di <b>sviluppare linee guida a supporto di future politiche ed investimenti in Europa</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Il progetto <b>“SANDI – Superflow Stability: Exploring Dynamics in Inhomogeneous Superfluids”</b> – coordinato da <b>Klejdja Xhani</b>, ricercatrice </span><span>che ha presentato la proposta</span><span> con il Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT, e ha ottenuto un finanziamento di tipo <b>Starting grant</b> pari a <b>1.167.188,00 euro</b> – studia <b>superfluidi disomogenei</b>, uno stato della materia con proprietà uniche, come flusso senza attrito, usando gas atomici ultrafreddi. La ricerca indaga come eccitazioni, interfacce, sbilanciamento di spin e interazioni modellino la dinamica dei superfluidi. I risultati faranno avanzare la comprensione del comportamento superfluido e guideranno <b>futuri dispositivi e simulatori quantistici</b>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Tumore del colon&#45;retto: individuato un nuovo possibile bersaglio per l’immunoterapia</title>
<link>https://www.italia24.news/tumore-del-colon-retto-individuato-un-nuovo-possibile-bersaglio-per-limmunoterapia</link>
<guid>https://www.italia24.news/tumore-del-colon-retto-individuato-un-nuovo-possibile-bersaglio-per-limmunoterapia</guid>
<description><![CDATA[ Il recettore immunitario CD300e potrebbe aiutare a riattivare le difese contro il cancro. Uno studio dell&#039;Università di Padova ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6952702d7c2fe.webp" length="94796" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 13:13:51 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="flex flex-col text-sm pb-25">
<article class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-WEB:095c0405-dd43-4260-84c6-7dda802f589d-16" data-testid="conversation-turn-32" data-scroll-anchor="true" data-turn="assistant" tabindex="-1">
<div class="text-base my-auto mx-auto pb-10 [--thread-content-margin:--spacing(4)] @w-sm/main:[--thread-content-margin:--spacing(6)] @w-lg/main:[--thread-content-margin:--spacing(16)] px-(--thread-content-margin)">
<div class="[--thread-content-max-width:40rem] @w-lg/main:[--thread-content-max-width:48rem] mx-auto max-w-(--thread-content-max-width) flex-1 group/turn-messages focus-visible:outline-hidden relative flex w-full min-w-0 flex-col agent-turn" tabindex="-1">
<div class="flex max-w-full flex-col grow">
<div data-message-author-role="assistant" data-message-id="3cff6426-5bab-46ab-9613-05c333d7fa00" dir="auto" class="min-h-8 text-message relative flex w-full flex-col items-end gap-2 text-start break-words whitespace-normal [.text-message+&amp;]:mt-1" data-message-model-slug="gpt-5-2">
<div class="flex w-full flex-col gap-1 empty:hidden first:pt-[1px]">
<div class="markdown prose dark:prose-invert w-full break-words light markdown-new-styling">
<p data-start="226" data-end="707">Un nuovo passo avanti nella comprensione dei meccanismi che permettono al <strong data-start="300" data-end="326">tumore del colon-retto</strong> di eludere il sistema immunitario arriva da Padova. Un gruppo di ricercatori del <strong data-start="408" data-end="449"><span class="whitespace-normal">Università di Padova</span></strong>, coordinato dalla professoressa <strong data-start="482" data-end="523"><span class="whitespace-normal">Gaia Codolo</span></strong>, ha identificato nel <strong data-start="545" data-end="577">recettore immunitario CD300e</strong> un potenziale nuovo bersaglio terapeutico, aprendo prospettive concrete per il potenziamento delle <strong data-start="677" data-end="706">immunoterapie oncologiche</strong>.</p>
<p data-start="709" data-end="972">Lo studio, sostenuto dalla <strong data-start="736" data-end="777"><span class="whitespace-normal">Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro</span></strong>, è stato pubblicato sul <em data-start="802" data-end="841"><span class="whitespace-normal">Journal for ImmunoTherapy of Cancer</span></em> e mostra come CD300e giochi un ruolo chiave nel rendere il <strong data-start="901" data-end="927">microambiente tumorale</strong> favorevole alla progressione della malattia.</p>
<h3 data-start="974" data-end="1014">Macrofagi “riprogrammati” dal tumore</h3>
<p data-start="1016" data-end="1454">I ricercatori hanno osservato che CD300e è espresso da specifiche cellule del sistema immunitario presenti all’interno del tumore, in particolare dai <strong data-start="1166" data-end="1179">macrofagi</strong>, cellule dell’immunità innata normalmente deputate alla difesa dell’organismo. L’attivazione di questo recettore, indotta dai segnali prodotti dal tumore stesso, spinge i macrofagi verso uno stato che <strong data-start="1381" data-end="1415">favorisce la crescita tumorale</strong> e indebolisce la risposta immunitaria.</p>
<p data-start="1456" data-end="1953">«Abbiamo scoperto che CD300e è fortemente indotto da segnali prodotti dal tumore stesso, che riprogrammano i macrofagi rendendoli meno capaci di sostenere la risposta delle cellule T», commenta Gaia Codolo. Le cellule T rappresentano infatti uno dei pilastri della risposta immunitaria antitumorale. «L’identificazione di CD300e come uno dei regolatori chiave di questo processo apre nuove prospettive per lo sviluppo di strategie terapeutiche innovative», aggiunge la coordinatrice della ricerca.</p>
<p data-start="1955" data-end="2211">Secondo lo studio, <strong data-start="1974" data-end="2005">inibire o silenziare CD300e</strong> potrebbe contribuire a riattivare le difese immunitarie dell’organismo, aumentando l’efficacia delle terapie immunologiche già in uso, soprattutto nei pazienti che oggi non rispondono a questi trattamenti.</p>
<h3 data-start="2213" data-end="2253">Un lavoro costruito passo dopo passo</h3>
<p data-start="2255" data-end="2499">Un contributo determinante allo studio è arrivato dalle prime autrici dell’articolo, <strong data-start="2340" data-end="2381"><span class="whitespace-normal">Annica Barizza</span></strong> e <strong data-start="2384" data-end="2425"><span class="whitespace-normal">Stefania Vassallo</span></strong>, entrambe ricercatrici del Dipartimento di Biologia dell’Ateneo patavino.</p>
<p data-start="2501" data-end="2718">«È stato un lavoro impegnativo, iniziato letteralmente da zero – spiega Annica Barizza –. Abbiamo dovuto costruire passo dopo passo l’intero sistema sperimentale che ci ha permesso di identificare il ruolo di CD300e».</p>
<p data-start="2720" data-end="2990">«Siamo rimaste colpite – aggiunge Stefania Vassallo – nell’osservare che, interferendo con questo recettore, si potesse modificare profondamente il comportamento delle cellule immunitarie. Questo ci ha indicato subito che stavamo osservando qualcosa di molto rilevante».</p>
<h3 data-start="2992" data-end="3045">Un approccio integrato contro un tumore complesso</h3>
<p data-start="3047" data-end="3393">Lo studio è il risultato di una <strong data-start="3079" data-end="3115">collaborazione multidisciplinare</strong> che ha coinvolto anche il Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità Pubblica dell’Università di Padova, l’<strong data-start="3237" data-end="3278"><span class="whitespace-normal">Istituto Oncologico Veneto</span></strong>, il Dipartimento di Medicina Molecolare della <strong data-start="3325" data-end="3366"><span class="whitespace-normal">Sapienza Università di Roma</span></strong> e l’Università di Brescia.</p>
<p data-start="3395" data-end="3638">«La collaborazione con clinici, bioinformatici e ricercatori di altre discipline è stata fondamentale – conclude Codolo –. La complessità dei tumori richiede approcci integrati, capaci di mettere insieme dati immunologici, molecolari e omici».</p>
<p data-start="3640" data-end="4086" data-is-last-node="" data-is-only-node="">I ricercatori sottolineano come CD300e possa rappresentare un <strong data-start="3702" data-end="3727">bersaglio promettente</strong> per nuove strategie terapeutiche mirate a “riprogrammare” i macrofagi tumorali, rendendo il microambiente più favorevole a una risposta immunitaria efficace. Il prossimo obiettivo sarà capire se colpire CD300e possa essere integrato con le immunoterapie esistenti, migliorandone i risultati clinici e ampliando il numero di pazienti che possono beneficiarne.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="z-0 flex min-h-[46px] justify-start">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;">Link: </span><a href="https://jitc.bmj.com/lookup/doi/10.1136/jitc-2025-013249" target="_blank" rel="noopener"><span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;">https://jitc.bmj.com/lookup/doi/10.1136/jitc-2025-013249</span></a><span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;">Titolo: <i style="mso-bidi-font-style: normal;">CD300e is a driver of the immunosuppressive tumor microenvironment and colorectal cancer progression via macrophage reprogramming </i>– «</span><span lang="EN-GB" style="mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-ansi-language: EN-GB;">Journal for ImmunoTherapy of Cancer</span><span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;">» – 2025<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Autori: Annica Barizza, Stefania Vassallo, Laura Masatti, Mattia Laffranchi, Sofia Giacometti, Silvia Lonardi, Mattia Bugatti, Sara Coletta, Chiara Della Bella, Mario Milco D’Elios, Simone Pizzini, Antonio Rosato, William Vermi, Matteo Fassan, Gaya Spolverato, Silvano Sozzani, Enrica Calura, Roberta Sommaggio, Gaia Codolo<span style="mso-bidi-font-size: 11.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
</div>
<div class="mt-3 w-full empty:hidden">
<div class="text-center"></div>
</div>
</div>
</div>
</article>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Le università, ponti tra l&amp;apos;Italia e il mondo</title>
<link>https://www.italia24.news/le-universita-ponti-tra-litalia-e-il-mondo</link>
<guid>https://www.italia24.news/le-universita-ponti-tra-litalia-e-il-mondo</guid>
<description><![CDATA[ La XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d&#039;Italia nel mondo ha fatto tappa all&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore. Al centro dell&#039;iniziativa il ruolo dell&#039;internazionalizzazione del sistema universitario italiano ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6944264e27d0e.webp" length="68608" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 17:07:36 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;">Non più soltanto luoghi di formazione e di ricerca, ma anche spazi di dialogo tra culture e visioni differenti. In altri termini, vere e proprie «arene geopolitiche», capaci di costruire ponti, coltivare la diplomazia globale e orientare il confronto tra Paesi e società. È questa la missione che dovranno adempiere sempre più le università italiane nel mondo, così come è stata delineata durante la conferenza <b>"Le università italiane all'estero: l'internazionalizzazione del sistema universitario italiano</b>", ospitata a Milano giovedì 18 dicembre nell'Aula Magna dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;">L'incontro si inserisce nel programma della <b><i>XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d'Italia nel mondo</i></b>, aperta a Roma il 15 dicembre dai saluti del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Per la prima volta nella storia della Conferenza abbiamo voluto prevedere una sessione dedicata alle università: è il segno di una nuova consapevolezza e di una nuova volontà. Se vogliamo parlare del futuro dell'Italia, dobbiamo discutere delle università con le università e per le università», ha dichiarato <b>Maria Tripod</b>i, Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, accogliendo gli oltre 200 fra titolari delle sedi diplomatiche italiane e vertici del Ministero degli Esteri riuniti a Milano nelle giornate del 17 e 18 dicembre.<b> </b>«Le università sono modelli e laboratori di innovazione, ponti naturali tra l'Italia e il resto del mondo. Attraggono studenti e investimenti internazionali, rafforzano i territori. Nella visione che stiamo portando avanti, rappresentano un riferimento fondamentale per la diplomazia della crescita».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;">A ribadire il ruolo degli atenei come attori strategici nella costruzione di relazioni internazionali è stata <b>Elena Beccalli</b>, Rettrice dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. «La <i>proiezione internazionale</i> di un ateneo non si traduce solamente nell'attivazione di corsi in lingua inglese, nell'accogliere studentesse e studenti dall'estero, nel promuovere i propri corsi nei circuiti dell'educazione globale, nell'ottenere accreditamenti dei corsi di studio, nell'attivare doppi titoli o nel perseguire avanzamenti nei ranking internazionali. Sono tutti obiettivi imprescindibili ed essenziali. Ma va ricordato che si tratta di strumenti, non del fine in sé dell'internazionalizzazione di un Ateneo. Sono infatti strumenti funzionali a una missione più alta: incidere in modo reale e responsabile sulla società, a partire dalla consapevolezza che gli atenei sono chiamati ad agire come autentiche <i>arene geopolitiche»</i>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;">L'iniziativa ospitata in Cattolica ha assunto un duplice valore: un'occasione per riflettere sulle dinamiche dell'internazionalizzazione del sistema universitario italiano, ma anche un momento per interrogarsi sul ruolo che gli atenei devono coprire in uno scenario geopolitico in continua evoluzione e sulle strategie future per affrontare le nuove sfide globali. «Penso che l'acceso dibattito in corso sul futuro delle università non si soffermi abbastanza proprio sull'importanza che può ricoprire la missione degli Atenei come luoghi di dialogo tra culture e visioni anche molto distanti le une dalle altre. In breve, come soggetti pubblici capaci di declinare la loro missione educativa in senso ampio», ha precisato la Rettrice <b>Beccalli</b>. «Infatti, per formare classi dirigenti del domani con uno sguardo lungo e integrale non è sufficiente fornire alle studentesse e agli studenti metodi di studio all'avanguardia; è necessario abituarli a confrontarsi con il mondo, nel mondo. È proprio lo scenario mondiale a suggerirci un cambiamento, andando ad abbracciare logiche di <i>coopetition</i> per la costruzione di un <i>ecosistema della conoscenza</i> che superi i confini nazionali. Per farlo concretamente dobbiamo ribadire il criterio secondo cui le università operano <i>non per profitto</i> – per citare il titolo del celebre libro di Martha Nussbaum – ma per rafforzare le democrazie, rappresentando comunità epistemiche in grado di educare cittadine e cittadini responsabili».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;">A soffermarsi più nello specifico sulla presenza del sistema universitario italiano all'estero è stata <b>Tiziana Lippiello</b>,<b> </b>Delegata CRUI per le Relazioni Internazionali e Rettrice dell'Università Ca' Foscari di Venezia. «Il nostro sistema rappresenta un'eccellenza e un volano per la crescita sociale ed economica del Paese», ha detto, ricordando come siano stati fondamentali i finanziamenti del PNRR. «Abbiamo rafforzato i rapporti con il territorio e con i partner europei. Ritengo importante continuare a operare secondo una logica di alleanze per costruire ecosistemi nell'ambito della formazione superiore, rafforzare la dimensione transnazionale della ricerca scientifica e dell'innovazione, promuovere investimenti congiunti per creare effetti duraturi nel tempo. Il lavoro di networking è essenziale per attrarre e trattenere talenti». Inoltre, «le ambasciate possono aiutarci sia per comprendere criticità e opportunità nei diversi contesti sia per individuare verso quali Paesi orientare i nostri sforzi. Gli studenti internazionali sono sempre benvenuti, ma vanno accompagnati e orientati non solo nella comprensione del sistema Paese e dei suoi servizi ma anche nell'apprendimento della lingua».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;">La lingua italiana, infatti, rappresenta uno <b>«</b>strumento privilegiato» per il perseguimento<b> </b>dell'internazionalizzazione come vera «missione culturale» e «progetto formativo dell'università contemporanea». Lo ha messo ben in evidenza <b>Mariateresa Zanola, </b>Presidente del Presidio della Qualità di Ateneo<b> </b>dell'Università Cattolica del Sacro Cuore<b>. </b>È grazie all'italiano, «lingua internazionale», che «l'università diventa lo spazio in cui<b> </b>l'internazionalizzazione si vive<b>,</b> non solo si organizza: un luogo che genera esperienza internazionale».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;">Essere un ateneo internazionale e aperto al mondo significa però sapere operare anche in aree del mondo a basso reddito per favorire uno sviluppo sostenibile. Risponde a queste finalità il<b> </b><i>Piano Africa dell'Università Cattolica</i>, illustrato dal Direttore <b>Mario Molteni</b> e che ha già promosso oltre 130 progetti in 40 Paesi. «L'obiettivo è essere l'Università europea più attiva in Africa e con l'Africa in termini di ricerca, formazione e terza missione operando in partnership con atenei e istituzioni africane nell'ottica di un arricchimento reciproco per la formazione integrale delle persone, lo sviluppo socio-economico». Un segno tangibile, insomma, per riprendere le parole della Rettrice <b>Beccalli</b>, per «agire come arena geopolitica ponendoci, inoltre, come istituzione di pace, un luogo cioè dove la didattica, la ricerca e l'impatto sociale trovano un comun denominatore nel promuovere una cultura della pace».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span style="font-size: 12pt;">L'evento si è concluso con le testimonianze dell'Ambasciatore d'Italia in Azerbaigian <b>Luca Di Gianfrancesco </b>e dell'Ambasciatrice d'Italia in Ghana<b> Laura Ranalli. </b>Per entrambi le università italiane costituiscono un<b> </b>modello eccezionale di <i>soft power</i> che, contribuendo ad alimentare il confronto, lo scambio di conoscenze, la collaborazione tra i paesi, risultano cruciali per il perseguimento della pace e del dialogo tra popoli.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ad Empoli IX tappa del Puro cioccolato Festival 2025</title>
<link>https://www.italia24.news/ad-empoli-ix-tappa-del-puro-cioccolato-festival-2025</link>
<guid>https://www.italia24.news/ad-empoli-ix-tappa-del-puro-cioccolato-festival-2025</guid>
<description><![CDATA[ Dal 19-21 dicembre 2025 in Piazza della Vittoria, all’interno di Empoli Città del Natale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69442591a378c.webp" length="39464" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 17:02:35 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-hyphenate: auto; margin: 14.0pt 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif; color: windowtext; font-size: 12pt;">Il viaggio del tanto atteso <b>Puro Cioccolato Festival 2025</b> continua con una <b>nona tappa imperdibile</b>: da venerdì 19 a domenica 21 dicembre, <b>Piazza della Vittoria a Empoli si trasformerà in un teatro a cielo aperto della dolcezza</b>, con orario continuato dalle 10 alle 21. Questa tappa si svolgerà all’interno di <b>Empoli Città del Natale – Edizione 2025</b>, storica manifestazione natalizia ideata e organizzata da <b>Eros Condelli</b>, presidente di Confercenti Empoli, che negli anni ha conquistato il cuore del pubblico proveniente da tutta Italia.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-hyphenate: auto; margin: 14.0pt 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif; color: windowtext; font-size: 12pt;">Per tre giorni, il <b>centro storico di Empoli diventerà un vero paradiso dei sensi</b>, celebrando la magia del cioccolato. <b>Oltre 15 stand</b> ospiteranno maestri cioccolatieri, artigiani pasticceri e produttori d’eccellenza italiani e internazionali, offrendo un viaggio multisensoriale tra profumi avvolgenti, sapori unici e creazioni d’autore che fondono <b>tradizione e innovazione</b>, regalando al pubblico un’esperienza indimenticabile.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-hyphenate: auto; margin: 14.0pt 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif; color: windowtext; font-size: 12pt;">Dalle specialità regionali italiane alle raffinatezze internazionali, il festival proporrà <b>degustazioni, curiosità e racconti dedicati a uno degli alimenti più amati al mondo: il cioccolato</b>, simbolo universale di passione, cultura e arte dolciaria. La manifestazione porta anche la firma di <b>Alfredo Orofino</b>, conosciuto come il <b>“Re dello Street Food”</b>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; mso-pagination: widow-orphan; mso-hyphenate: auto; margin: 14.0pt 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif; color: windowtext; font-size: 12pt;">A guidare il progetto è <b>Alfredo Orofino</b>, brillante imprenditore torinese e presidente dell’<b>A.I.R.S. – Associazione Italiana Ristoratori di Strada</b>. Creatore dell’<b>International Street Food Festival</b>, la più grande manifestazione itinerante dedicata al cibo di strada con oltre 200 tappe annuali in tutta Italia, Orofino porta quest’anno la sua esperienza e creatività anche nel mondo del cioccolato, confermando il <b>Puro Cioccolato Festival come evento di prestigio nazionale</b>, capace di valorizzare l’artigianato dolciario e promuovere il territorio attraverso <b>qualità, innovazione e condivisione</b>.<b><o:p></o:p></b></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><b><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Un appuntamento imperdibile per famiglie, turisti e professionisti</span></b><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><br>Il <b>Puro Cioccolato Festival 2025</b> non è solo una fiera del gusto: è una <b>festa della cultura e dell’emozione</b>, un percorso tra divertimento, scoperta e tradizione. Per tre giorni, <b>Empoli diventerà la capitale italiana della dolcezza</b>, pronta ad accogliere migliaia di visitatori con <b>eventi, laboratori, incontri e golose sorprese</b> dedicate a grandi e piccini.</span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Space Economy: Torino al centro dell’innovazione spaziale europea</title>
<link>https://www.italia24.news/space-economy-torino-al-centro-dellinnovazione-spaziale-europea</link>
<guid>https://www.italia24.news/space-economy-torino-al-centro-dellinnovazione-spaziale-europea</guid>
<description><![CDATA[ 15 startup in rappresentanza di 8 Paesi europei protagoniste al Demoday del programma di accelerazione SpaceFounders, promosso dall’Agenzia Spaziale Italiana e dpixel ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69442419d1d5a.webp" length="53966" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 16:57:33 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;">Con la “<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Turin Space Tech Night”</b> si è conclusa la settimana di eventi che - dopo Monaco e Tolosa - ha visto Torino protagonista del DemoDay <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">di SpaceFounders,</b> il programma di accelerazione paneuropeo promosso <b>dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI)</b> attraverso <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dpixel</b>, la divisione di Fintech District che supporta la crescita delle startup e l’innovazione delle imprese favorendo le opportunità di business attraverso progetti di <i style="mso-bidi-font-style: normal;">open innovation</i>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span lang="it" style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri;">Il programma si concentra principalmente su ricerca spaziale, tecnologie satellitari, comunicazione e Osservazione della Terra. </span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;">15 le startup selezionate, provenienti da 8 diversi Paesi europei, che hanno incontrato investitori e aziende del settore. Durante il DemoDay, presso l’ESCP Business School - Turin Campus, le startup, scelte su un totale di 74 candidature (di cui 20 provenienti dall’Italia), hanno presentato i loro progetti innovativi confermando il ruolo centrale di Torino nell’ecosistema dell’innovazione spaziale europea.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;">SpaceFounders, iniziativa congiunta promossa a partire dal 2025 dall’ASI, dal CNES (Centre National d’Etudes Spatiales) e dall’Università della Bundeswher di Monaco, si propone di supportare le startup selezionate nell’ambito del progetto offrendo attività di mentoring di esperti del settore, workshop e masterclass dedicate.<o:p></o:p></span></p>
<p style="margin-top: 0cm; text-align: justify; background: white; mso-background-themecolor: background1;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri;">dpixel </span></b><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri;">è responsabile, sino a tutto il 2027, di gestire la partecipazione italiana al programma SpaceFounders per conto di ASI, interfacciandosi con i partner stranieri e offrendo il proprio supporto nelle attività di comunicazione dei batch per quanto riguarda le candidature provenienti dal nostro Paese. Collabora, inoltre, nelle fasi di selezione delle startup, nella gestione del programma di accelerazione e nella costruzione del bootcamp e Demoday italiano.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 6.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;">Nel corso del 2025, le 15 aziende selezionate hanno partecipato a un programma virtuale di Masterclass (Recruitment and Scaling; Sales Strategy for Space Startups: From First Customers to Growth; Cap Table &amp; Equity Story; VC Due Diligence) e a tre Bootcamp europei (Monaco, Tolosa, Torino), ciascuno comprendente un Demoday finale per presentarsi a investitori e aziende locali. Parallelamente al ciclo di Masterclass, le 15 startup del Batch #6 sono state suddivise in tre gruppi da cinque, ciascuno affidato a uno dei partner nazionali del programma, in funzione delle rispettive aree di expertise per momenti di coaching.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;">Nel corso dell’evento, inoltre, è intervenuto <b>Paolo Ferri</b> – che ha lavorato per quasi quarant’anni alla European Space Agency (ESA) inizialmente come astronomo, per poi passare rapidamente al settore delle operazioni di missione, tra cui Rosetta. Con il suo key note speech dal titolo “To Conquer Space - Considerations of an Orphan of Apollo”, ha preparato il terreno per le startup che si sono alternate sul palco della Turin Space Tech Night 2025, cui ha consigliato di seguire il mercato e i propri sogni.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span lang="it" style="font-size: 12.5pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri;">Matteo Coletta, Head of Sector – New Space Economy &amp; Study Centre dell’Agenzia Spaziale Italiana, </span></b><span lang="it" style="font-size: 12.5pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri;">ha commentato: <i>“La collaborazione europea alla base del progetto SpaceFounders rappresenta uno strumento fondamentale nella costruzione di una Space Economy competitiva e innovativa per tutta l’Europa. Attraverso programmi di accelerazione come SpaceFounders, diamo alle startup gli strumenti per consolidare idee all’avanguardia e generare nuove soluzioni per il mercato, rafforzando l’intera catena del valore. Questa iniziativa riflette l’impegno dell’Agenzia Spaziale Italiana nel promuovere la cooperazione internazionale e nel creare un ecosistema solido in cui le nuove imprese possano crescere, guidando la leadership tecnologica e lo sviluppo sostenibile del futuro della Space Economy europea”.<o:p></o:p></i></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;"><b><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;">Clelia Tosi, Head of Fintech District</span></b><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;">, dichiara: “<i>Siamo orgogliosi di portare il nostro contributo, insieme all’Agenzia Spaziale Italiana, nell’ambito di un progetto di livello internazionale come SpaceFounders. Per una realtà come dpixel, fortemente orientata all’Open innovation e che ha fatto della co-operazione cross-settoriale una componente fondamentale delle sue attività, rappresenta un’opportunità unica di confronto con attori di prima importanza in un settore strategico per l’Europa come quello aerospaziale. Con la Space Tech Night, Torino si conferma punto di riferimento per il comparto, alimentando un ecosistema fatto di startup, PMI innovative, grandi industrie e centri accademici”.<o:p></o:p></i></span></p>
<hr>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: center;"><b><span style="font-size: 13.0pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;">Le 15 aziende selezionate:<o:p></o:p></span></b></p>
<ul style="margin-top: 0cm;" type="disc">
<li class="MsoNormal" style="margin-top: 9.0pt; margin-bottom: 9.0pt; text-align: justify; line-height: normal; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; background: white;"><span lang="it"><a href="https://www.linkedin.com/company/adaptronics/" target="_blank" title="https://www.linkedin.com/company/adaptronics/" rel="noopener"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none;">AdapTronics</span></b></a></span><b><span lang="it" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri;"> </span></b><span lang="it" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri;">(ITA) - sviluppa e commercializza tecnologie di presa elettro-adesiva per la robotica, consentendo a robot e macchine automatiche di manipolare oggetti di qualsiasi forma, dimensione e materiale. La tecnologia, basata su forze elettrostatiche, permette di "incollare" oggetti con un adesivo che si attiva e disattiva elettricamente, eliminando la necessità di ventose pneumatiche o pinze meccaniche. <o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin-top: 9.0pt; margin-bottom: 9.0pt; text-align: justify; line-height: normal; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1;"><span lang="it"><a href="https://www.linkedin.com/company/arcadynamics/"><b><span lang="IT" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; color: windowtext; mso-ansi-language: IT; text-decoration: none; text-underline: none;">ARCA Dynamics</span></b></a></span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;"> (ITA) - sviluppa e gestisce nanosatelliti (CubeSat) per fornire servizi di gestione del traffico spaziale (STM) e osservazione della Terra (EO). La loro tecnologia proprietaria, chiamata SMART, utilizza una fusione di dati da sensori ottici e RF, elaborazione basata su IA e capacità di navigazione e controllo a bordo per monitorare e tracciare oggetti nello spazio, anche i detriti più piccoli.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin-top: 9.0pt; margin-bottom: 9.0pt; text-align: justify; line-height: normal; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; background: white;"><span lang="it"><a href="https://www.linkedin.com/company/astrotectonic/" target="_blank" title="https://www.linkedin.com/company/astrotectonic/" rel="noopener"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none;">AstroTeq.ai</span></b></a></span><span lang="it" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri;"> (POL) - startup fondata in Polonia che si occupa di fornire alle comunità e ai professionisti metodi di analisi all'avanguardia per rilevare la natura dei terremoti, nonché combinare misurazioni multicanale in grado di monitorare l'attività sismica a un livello completamente nuovo.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin-top: 9.0pt; margin-bottom: 9.0pt; text-align: justify; line-height: normal; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; background: white;"><span lang="it"><a href="https://www.linkedin.com/company/bioorbit/" target="_blank" title="https://www.linkedin.com/company/bioorbit/" rel="noopener"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none;">BioOrbit</span></b></a></span><span lang="it" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri;"> (UK) - Il loro obiettivo è diventare l'azienda farmaceutica di riferimento nel campo della microgravità, parte integrante della rivoluzione manifatturiera spaziale, e attualmente stiamo sviluppando una piattaforma per la cristallizzazione su larga scala di farmaci proteici.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin-top: 9.0pt; margin-bottom: 9.0pt; text-align: justify; line-height: normal; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1;"><span lang="it"><a href="https://www.linkedin.com/company/capsule-corporation-watercube/"><b><span lang="IT" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; color: windowtext; mso-ansi-language: IT; text-decoration: none; text-underline: none;">Capsule Corporation</span></b></a></span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;"> (ITA)</span></b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;"> – Startup specializzata nello sviluppo di propulsori ad acqua per satelliti di piccole dimensioni come CubeSats e Smallsats. Il suo prodotto principale, chiamato "WaterCube", fornisce una soluzione di propulsione per satelliti che permette di eseguire manovre orbitali, aggiustamenti di quota e prevenzione delle collisioni in modo efficiente e a costi ridotti.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin-top: 9.0pt; margin-bottom: 9.0pt; text-align: justify; line-height: normal; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; background: white;"><span lang="it"><a href="https://www.linkedin.com/company/clearskyvision/" target="_blank" title="https://www.linkedin.com/company/clearskyvision/" rel="noopener"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none;">ClearSKY Vision</span></b></a></span><span lang="it" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri;"> (DEN) - Grazie alla combinazione di dati satellitari provenienti da più fonti con l'intelligenza artificiale, fornisce immagini ad alta frequenza, aggiornate quotidianamente e pronte per l’utilizzo di applicazioni di precisione. La sua tecnologia è già utilizzata in Danimarca in collaborazione con SEGES Innovation per ottimizzare l'uso dei fertilizzanti azotati, aiutando gli agricoltori a ridurre l'impatto ambientale mantenendo invariata la resa dei raccolti.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin-top: 9.0pt; margin-bottom: 9.0pt; text-align: justify; line-height: normal; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; background: white;"><span lang="it"><a href="https://www.linkedin.com/company/connektica/" target="_blank" title="https://www.linkedin.com/company/connektica/" rel="noopener"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none;">Connektica</span></b></a></span><span lang="it" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri;"> (FRA) - Fornisce soluzioni di automazione per l'industria aerospaziale e della difesa, con l'obiettivo di migliorare l'efficienza e la qualità della produzione. Offre una piattaforma cloud che integra sistemi di esecuzione della produzione, test e analisi dei dati per semplificare le operazioni. L'obiettivo è aiutare le aziende a scalare la loro produzione, mantenere rigorosi standard di qualità e ridurre la burocrazia attraverso la digitalizzazione dei processi.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin-top: 9.0pt; margin-bottom: 9.0pt; text-align: justify; line-height: normal; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1;"><span lang="it"><a href="https://ingescape.com/"><b><span lang="IT" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; color: windowtext; mso-ansi-language: IT; text-decoration: none; text-underline: none;">Ingescape</span></b></a></span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;"> (FRA) - Con i suoi modelli interattivi unici che supportano la progettazione, la costruzione, l'integrazione, la verifica, la convalida e la qualificazione iterative basate su modelli, Ingescape offre efficienza produttiva e una visione condivisa ai team multidisciplinari in progetti complessi che coinvolgono esseri umani, IA, hardware, simulazione e gemelli digitali.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin-top: 9.0pt; margin-bottom: 9.0pt; text-align: justify; line-height: normal; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1;"><span lang="it"><a href="https://www.linkedin.com/company/orbital-paradigm/"><b><span lang="IT" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; color: windowtext; mso-ansi-language: IT; text-decoration: none; text-underline: none;">Orbital Paradigm</span></b></a></span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;"> (SPA) - Orbital Paradigm sviluppa servizi per facilitare l'industrializzazione dello spazio. La sua missione è offrire un sistema di ritorno agile e frequente dalla bassa orbita terrestre alla Terra, concentrandosi sul collegamento dello spazio con il pianeta. L'azienda progetta un veicolo riutilizzabile, chiamato Kestrel, per offrire un accesso efficiente e a basso costo per il recupero di carichi di lavoro, come ad esempio prodotti biotecnologici e materiali avanzati.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin-top: 9.0pt; margin-bottom: 9.0pt; text-align: justify; line-height: normal; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1;"><span lang="it"><a href="https://www.linkedin.com/company/pixelphotonics/"><b><span lang="IT" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; color: windowtext; mso-ansi-language: IT; text-decoration: none; text-underline: none;">Pixel Photonics</span></b></a></span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;"> (GER) - Pixel Photonics sviluppa hardware per la rilevazione di singoli fotoni per aziende di microscopia e, con una visione a lungo termine, per il mercato del calcolo quantistico. La loro tecnologia permette di realizzare rilevatori ad alta velocità e alta efficienza, essenziali per la microscopia dinamica e per tecnologie come la distribuzione delle chiavi quantistiche, che richiede la rilevazione di singoli fotoni con minima incertezza temporale.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin-top: 9.0pt; margin-bottom: 9.0pt; text-align: justify; line-height: normal; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1;"><span lang="it"><a href="https://www.linkedin.com/company/revolv-space/"><b><span lang="IT" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; color: windowtext; mso-ansi-language: IT; text-decoration: none; text-underline: none;">Revolv Space</span></b></a></span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;"> (ITA) - Revolv Space progetta e produce meccanismi e sistemi di potenza ad alte prestazioni per piccoli satelliti, come pannelli solari e i relativi sistemi di rotazione e dispiegamento. L'obiettivo è aumentare l'efficienza energetica e la durata delle missioni satellitari, offrendo soluzioni economiche e affidabili.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin-top: 9.0pt; margin-bottom: 9.0pt; text-align: justify; line-height: normal; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1;"><span lang="it"><a href="https://www.linkedin.com/company/spacebackend/"><b><span lang="IT" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; color: windowtext; mso-ansi-language: IT; text-decoration: none; text-underline: none;">Spacebackend</span></b></a></span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;"> (LUX) - Spacebackend fornisce una piattaforma cloud che automatizza l'integrazione e le operazioni dei carichi utili spaziali, riducendo significativamente i tempi e i costi per le aziende che operano nel settore spaziale. La loro soluzione tecnologica abilita l'interoperabilità "plug-and-play" tra diversi componenti, supportando l'intero ciclo di vita dell'integrazione del sistema, dall'ingegneria delle operazioni di missione.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin-top: 9.0pt; margin-bottom: 9.0pt; text-align: justify; line-height: normal; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1;"><span lang="it"><a href="https://www.linkedin.com/company/tihive/"><b><span lang="IT" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; color: windowtext; mso-ansi-language: IT; text-decoration: none; text-underline: none;">TiHive</span></b></a></span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;"> (FRA) - TiHive progetta soluzioni di ispezione industriale basate su tecnologie proprietarie di imaging terahertz su silicio e intelligenza artificiale.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin-top: 9.0pt; margin-bottom: 9.0pt; text-align: justify; line-height: normal; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1;"><span lang="it"><a href="https://www.linkedin.com/company/vypno/"><b><span lang="IT" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; color: windowtext; mso-ansi-language: IT; text-decoration: none; text-underline: none;">Vypno</span></b></a></span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;"> (GER) - Vypno è specializzata nella generazione di dati sintetici, sfruttando rendering avanzato, GAN e modelli di diffusione per creare dati RGB e infrarossi di alta qualità per l'addestramento dell'IA in applicazioni spaziali, di difesa e industriali.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="margin-top: 9.0pt; margin-bottom: 9.0pt; text-align: justify; line-height: normal; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; background: white; mso-background-themecolor: background1;"><span lang="it"><a href="https://www.linkedin.com/company/wheereloc/"><b><span lang="IT" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; color: windowtext; mso-ansi-language: IT; text-decoration: none; text-underline: none;">Wheere</span></b></a></span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT;"> (FRA) - Wheere è una startup specializzata nel posizionamento, nella navigazione e nella sincronizzazione tramite segnali VHF e algoritmi brevettati, con l'obiettivo di fornire servizi PNT sia indoor che outdoor dallo spazio.<o:p></o:p></span></li>
</ul>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Un “termometro stellare” basato sull’intelligenza artificiale</title>
<link>https://www.italia24.news/un-termometro-stellare-basato-sullintelligenza-artificiale</link>
<guid>https://www.italia24.news/un-termometro-stellare-basato-sullintelligenza-artificiale</guid>
<description><![CDATA[ Una rete neurale progettata dall&#039;INAF e dall&#039;Università di Palermo rivela l&#039;età nascosta delle stelle giovani: sono fino a tre volte più vecchie di quanto si pensava. Lo studio su PLOS ONE. ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6944226c1eefa.webp" length="39538" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 16:51:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">Grazie alla collaborazione tra l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l'Università degli Studi di Palermo sono stati ottenuti nuovi risultati che contribuiscono a migliorare la comprensione dell'evoluzione delle stelle giovani e dei meccanismi alla base della formazione stellare nella nostra Galassia. Il nuovo metodo, sviluppato da un team interdisciplinare di astrofisici e statistici, si basa sull'impiego di una rete neurale - un modello matematico che imita il funzionamento del cervello per riconoscere schemi e prendere decisioni - che consente di stimare con maggiore precisione la temperatura superficiale e l'età delle stelle giovani utilizzando esclusivamente le osservazioni fotometriche delle survey realizzate dal satellite Gaia dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dalla collaborazione 2MASS.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">Determinare l'età delle stelle giovani - oggetti celesti con "solo" pochi milioni di anni - è da sempre un compito complesso. Servono osservazioni spettroscopiche di alta qualità per ottenere risultati affidabili, in particolare misure molto precise della loro temperatura superficiale, nota come temperatura efficace (Teff). Questo parametro indica quanta energia la stella emetterebbe se fosse un corpo nero, ovvero un oggetto ideale che assorbe tutta l'energia incidente, riemettendola uniformemente come radiazione termica. Conoscere la temperatura efficace permette agli astronomi di stimare età, massa e stato evolutivo delle stelle.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">Nell'era dei big data astrofisici disponiamo di cataloghi con centinaia di milioni di stelle, per le quali, però, abbiamo finora soltanto dati fotometrici, finora insufficienti a stimarne con precisione i parametri fisici. La rete neurale sviluppata dall'Università degli Studi di Palermo in collaborazione con l'INAF sembra aver superato questo limite, come riportato in un articolo accettato per la pubblicazione su PLOS ONE. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">Addestrato su un set di migliaia di stelle osservate con lo strumento FLAMES (Focal-plane spectrograph low-res and high-res Echelle Spectrograph) montato sul Very Large Telescope (VLT) dell'ESO, uno dei più grandi e avanzati telescopi al mondo, nell'ambito della survey Gaia-ESO, il nuovo modello computazionale è in grado di individuare relazioni nascoste in "semplici immagini a colori" di stelle, permettendo di ricavarne la temperatura con un'accuratezza paragonabile a quella delle osservazioni spettroscopiche.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">Il metodo è stato applicato per la prima volta a un ampio campione di stelle di piccola massa (inferiore a due masse solari), che costituiscono la maggior parte della popolazione stellare della Via Lattea. Un ulteriore avanzamento è stato possibile grazie all'impiego di modelli evolutivi di nuova generazione che tengono conto della presenza di starspot, vaste regioni magnetiche attive, simili alle macchie solari, che rendono le stelle giovani apparentemente più fredde e, di conseguenza, più giovani di quanto siano in realtà. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">"Integrando questi effetti, abbiamo mostrato che gli ammassi stellari analizzati risultano fino a tre volte più vecchi rispetto alle stime precedenti e che la formazione stellare non avviene in un singolo episodio rapido, bensì secondo un processo articolato in più fasi", spiega Loredana Prisinzano, responsabile del progetto e prima ricercatrice dell'INAF. "Questa scoperta contribuirà a ridefinire la nostra comprensione della nascita delle stelle nei bracci di spirale della Galassia".</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">La ricerca ha avuto origine da un incontro fortuito che ha dato avvio a un percorso interdisciplinare, capace di sfruttare al massimo le potenzialità del machine learning applicato all'astrofisica. L'occasione è nata quando Marco Tarantino, un giovane dottorando in statistica presso l'Università degli Studi di Palermo, ha iniziato a collaborare con il team di Prisinzano, dando vita a un lavoro che ha rapidamente preso slancio e ha aperto nuove prospettive nello studio delle stelle giovani. "Quando ho iniziato questo progetto non immaginavo che una tesi di statistica potesse portarmi dentro uno dei problemi più affascinanti dell'astrofisica moderna", racconta Tarantino, primo autore del nuovo studio. "Lavorare fianco a fianco con gli astrofisici dell'INAF mi ha permesso di comprendere l'impatto reale che un metodo statistico può avere nel risolvere un quesito fisico. La parte più emozionante è stata vedere le ottime previsioni dei valori di temperatura delle stelle giovani ottenuti dalla rete neurale, riuscendo a sfruttare la relazione tra i dati fotometrici e quelli spettroscopici".</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">La metodologia sviluppata rappresenta un avanzamento decisivo nello studio della formazione stellare nella Via Lattea. L'approccio sfrutta già appieno i dati attualmente disponibili e potrà essere esteso in futuro a distanze maggiori grazie a survey come quelle realizzate con 4MOST, WEAVE, Gaia, Rubin LSST e Roman Telescope. "Da oltre vent'anni ci confrontiamo con i limiti dei metodi tradizionali per determinare l'età delle stelle giovani", aggiunge Prisinzano. "La combinazione tra modelli stellari aggiornati, che includono finalmente gli effetti delle macchie magnetiche, e un algoritmo di apprendimento automatico così avanzato ha permesso di superare ostacoli che ritenevamo strutturali. È uno strumento che ci consentirà di ricostruire con precisione la storia recente della formazione stellare fino a circa cinquemila anni luce dal Sole e che diventerà ancora più potente con le prossime generazioni di dati di Gaia, Rubin LSST e delle grandi survey spettroscopiche".</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">La possibilità di determinare l'età delle stelle giovani con un'affidabilità senza precedenti apre la strada a risposte più solide a una delle domande più antiche dell'umanità: come nascono le stelle e quali sono le nostre origini cosmiche? </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">Per ulteriori informazioni:</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-size: 12pt;">L'articolo <a href="https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0336592" target="_blank" rel="noopener noreferrer">"Using a Neural Network approach and Starspots dependent models to predict Effective Temperatures and Ages of young stars"</a>, di Marco Tarantino, Loredana Prisinzano, Nicoletta D'Angelo, Francesco Damiani, Giada Adelfio, è stato accettato per la pubblicazione su PLOS ONE.</span><span style="font-size: 12pt;"></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Sabato a Oristano nuovo appuntamento con la mostra &amp;quot;Hope Around. New York Graffiti&amp;quot; al Foro Boario</title>
<link>https://www.italia24.news/sabato-a-oristano-nuovo-appuntamento-con-la-mostra-hope-around-new-york-graffiti-al-foro-boario</link>
<guid>https://www.italia24.news/sabato-a-oristano-nuovo-appuntamento-con-la-mostra-hope-around-new-york-graffiti-al-foro-boario</guid>
<description><![CDATA[ Ospite speciale la fotografa francese Sophie Bramly, pioniera nel raccontare la nascita dell&#039;hip hop, in dialogo con il collezionista Pietro Molinas Balata ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_694421aca1398.webp" length="20508" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 16:46:20 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><span>Nuovo appuntamento, questo </span></span><span style="font-size: medium;"><b><span>sabato</span></b></span><span style="font-size: medium;"><span> (20 dicembre) a </span></span><span style="font-size: medium;"><b><span>Oristano</span></b></span><span style="font-size: medium;"><span>, con la serie di iniziative </span></span><span style="font-size: medium;"><span>promosse con il contributo dell'</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>della</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>Regione Autonoma della Sardegna</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>, </span></span></span><span style="font-size: medium;"><span>che accompagnano la mostra "</span></span><a href="https://dromosfestival.it/hope-around/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><u><b><span>Hope Around. New York Graffiti</span></b></u></span></span></a><em><span style="font-size: medium;"><b><span>"</span></b></span></em><span style="font-size: medium;"><span>, allestita a</span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>l </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><b><span>Foro Boario</span></b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span><span style="font-size: medium;"><span>dallo scorso luglio e </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><b><span>fino al prossimo 11 gennaio</span></b></span></span><span style="font-size: medium;"><span> </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>nell'ambito del </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><b><span>ventisettesimo festival <a href="https://dromosfestival.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dromos</a></span></b></span></span><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>;</span></span></span></b><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span></b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>c</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>urata dalla critica d'arte e docente </span></span></span><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>Fabiola Naldi</span></span></span></b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>, l'esposizione propone </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>un avvincente excursus visivo nel </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><b><span>graffitismo americano</span></b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> attraverso </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><b><span>quarantadue opere</span></b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> su tela provenienti dalla collezione privata di </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><b><span>Pietro Molinas Balata</span></b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>, </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>presentate qui per la prima volta in pubblico; </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>opere</span></span></span><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span></b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>firmate da alcuni tra i più influenti </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><i><span>writers</span></i></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> che</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> non solo raccontano un'epoca di intensa creatività urbana, ma testimoniano anche l'impatto culturale e artistico di un linguaggio visivo che ha trasformato l'estetica delle città.</span></span></span><br><br><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>Protagonista dell'appuntamento di sabato è </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.sophiebramly.me/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: medium;"><b><span>Sophie Bramly</span></b></span></a></u></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>,</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><b><span> </span></b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>la fotografa, produttrice e regista televisiva francese nota in particolare per le sue foto sull'hip hop, il movimento culturale di cui il </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><i><span>graffiti writing</span></i></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> è un</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>o</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> degli elementi </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>peculiari</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>, scattate a New York nei primi anni Ottanta. A dialogare con lei, nell'incontro in programma a partire </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><b><span>dalle 18 con ingresso gratuito</span></b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>, lo stesso </span></span></span><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>Pietro Molinas Balata; </span></span></span></b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>e sarà anche l'occasione per un'</span></span></span><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>anteprima del catalogo</span></span></span></b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>di</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> sessantaquattro pagine </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>con </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>le riproduzioni e le schede delle opere esposte, che verrà</span></span></span><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> offerto gratuitamente ai primi cinquanta spettatori</span></span></span></b><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span><b><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>che si prenoteranno</span></span></span></b><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> al numero </span></span></span><b><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>334 80 22 237</span></span></span></b><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> o inviando una mail all'indirizzo </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="mailto:info@dromosfestival.it" onclick="return rcmail.command('compose','info@dromosfestival.it',this)" rel="noreferrer"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><b><span>info@dromosfestival.it</span></b></span></span></a></u></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>.</span></span></span><br><br><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>Nata in Tunisia nel 1959, </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.sophiebramly.me/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: medium;"><b><span>Sophie Bramly</span></b></span></a></u></span><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span></b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>è</span></span></span><b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span></b><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>c</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>resciuta a Parigi dove </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>ha studiato arti grafiche e fotografia e</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> iniziato la sua carriera realizzando ritratti per importanti riviste francesi. A ventidue anni si è trasferita a New York, immergendosi rapidamente nella fiorente scena </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>h</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>ip </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>h</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>op del Bronx che seguirà da vicino per tre anni. Rientrata in Francia nel 1984, pubblica </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><i><span>Hip Hop Story</span></i></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> e lavora come art director del primo programma TV francese dedicato all'hip hop. Dal 1987 si sposta a Londra per MTV Europe, dove crea e conduce </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><i><span>Yo!</span></i></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>, il primo </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>TV </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>show hip hop in inglese trasmesso in tutta Europa. Negli anni '90 </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.sophiebramly.me/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: medium;"><span>Sophie Bramly</span></span></a></u></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> esplora le potenzialità del web, che vede come un nuovo mezzo dalle possibilità infinite, sperimentando nel campo della musica e in </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>quello </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>della sessualità femminile, ma non abbandona mai la fotografia. Dal 2011 le sue immagini del Bronx, scattate trent'anni prima, vengono esposte in numerose città e pubblicate in diversi libri. Nel 2022 ha pubblicato </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.sophiebramly.me/yo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: medium;"><i><span>Yo! The Early Days of Hip-hop</span></i></span></a></u></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>, che ripercorre gli inizi del movimento, e nel 2023 </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.sophiebramly.me/grange-aux-belles.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: medium;"><i><span>La Grange aux Belles</span></i></span></a></u></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>. Dopo due anni passati a seguire i giovani dei quartieri di Roubaix, nel 2023, ha tenuto una mostra alla Banque de France della città, accompagnata da un catalogo, </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.sophiebramly.me/rbx50neuf100.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: medium;"><i><span>RBX50NEUF100</span></i></span></a></u></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>. Nel giugno dell'anno scorso ha pubblicato </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.sophiebramly.me/heacutero-tique-s.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: medium;"><i><span>Héro(tique)s</span></i></span></a></u></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>, un nuovo libro sull'intimità degli uomini, incrociando gli sguardi con la fotografa Lucie Cherqui, mentre attualmente sta lavorando a un nuovo progetto nella periferia francese.</span></span></span><br><br><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>Dopo l'incontro con Sophie Bramly </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>e </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>Pietro Molinas Balata</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>, la serata di sabato al Foro Boario di Oristano si completa con un </span></span></span><b><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>djset speciale</span></span></span></b><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>dei </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>dj e producer</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> sardi </span></span></span><b><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span><a href="https://linktr.ee/arpxp" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ArpXP</a> </span></span></span></b><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>e</span></span></span><b><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> <a href="https://twothou.squarespace.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Two Thou</a></span></span></span></b><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>che accompagner</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>anno</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> il pubblico in un viaggio sonoro che racconta la nascita del rap nel suo contesto originario. Partendo dalle fondamenta funk, jazz e soul che animavano i block party del Bronx, il set ripercorre</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>rà</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> l'evoluzione dei primi break, delle tecniche dei pionieri e di quel dialogo spontaneo tra DJ e MC che ha dato forma alla cultura rap. Un racconto che attraversa decenni e generazioni, toccando i grandi protagonisti della scena newyorkese, dai pionieri come Kurtis Blow e Grandmaster Flash fino alle voci che ne hanno definito l'età dell'oro e oltre, da Nas e Mobb Deep a The Notorious B.I.G. e Mos Def. La selezione sarà composta esclusivamente da musica hip hop prodotta a New York, mettendo in luce l'energia, l'innovazione e l'identità sonora unica che hanno reso la </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>Grande Mela</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> la culla indiscussa di questo movimento culturale e musicale.</span></span></span><span></span><br><br><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>Veterano della scena elettronica/urban in Italia, </span></span></span><b><a href="https://linktr.ee/arpxp" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><span>ArpXP</span></span></span></a></b><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>(</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>alias Simone Deiana</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>)</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> si muove da oltre </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>vent'</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>anni in uno spazio musicale ibrido in cui l'elettronica dialoga con le radici della black music, intrecciando groove, ritmo e sperimentazione contemporanea.</span></span></span><br><br><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>S</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>ulla </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>scena musicale e creativa </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>da più di un decennio</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>, </span></span></span><b><a href="https://twothou.squarespace.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><span>Two Thou</span></span></span></a></b><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> (al secolo </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>Luca Murgia) è </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>resident dj host su @refugeworldwide. Attualmente </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>di base </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>a Berlino, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>è attivo </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>nel triangolo </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>fra la capitale tedesca, L</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>ondra </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>e </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>New York. Il suo lavoro attraversa un ampio spettro espressivo: dalle produzioni elettroniche con un sound deep house molto profondo, fino a una band di jazz elettronico ibrido con il progetto Oraculu.</span></span></span><br><br><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>L</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>a mostra </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><span>"</span></span></span><a href="https://dromosfestival.it/hope-around/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><u><b><span>Hope Around. New York Graffiti</span></b></u></span></span></a><em><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><b><span>"</span></b></span></span></em><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>è aperta al pubblico </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>ogni giorno </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><b><span>dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19</span></b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>. Il </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><b><span>biglietto</span></b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> d'ingresso costa </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><b><span>5 euro</span></b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>. </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>Per informazioni la segreteria </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>di</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> Dromos </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>risponde </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>al</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>lo</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><b><span>0783310490</span></b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>, al numero whatsapp</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><b><span> 3348022237</span></b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> e all'indirizzo di posta elettronica </span></span></span><a href="mailto:info@dromosfestival.it" onclick="return rcmail.command('compose','info@dromosfestival.it',this)" rel="noreferrer"><span style="color: #1155cc;"><span style="font-size: medium;"><u><span>info@dromosfestival.it</span></u></span></span></a><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>. Notizie e aggiornamenti </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>sono disponibili</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>nel </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>sito </span></span></span><a href="http://www.dromosfestival.it/%23_blank" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><u><span>www.dromosfestival.it</span></u></span></span></a><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>, sul canale </span></span></span><a href="https://t.me/s/dromosfestival%23_blank" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><span>Telegram</span></span></span></a><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> e nelle pagine </span></span></span><a href="http://www.facebook.com/dromosfestivalsardegna%23_blank" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><span>Facebook</span></span></span></a><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> e </span></span></span><a href="https://www.instagram.com/dromosfestival%23_blank" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><u><span>Instagram</span></u></span></span></a><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span> di Dromos.</span></span></span><br><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span></span></span></span><br><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>La mostra </span></span></span><a href="https://dromosfestival.it/hope-around/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><span>"</span></span></span></a><a href="https://dromosfestival.it/hope-around/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><u><b><span>Hope Around. New York Graffiti</span></b></u></span></span></a><em><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><b><span>"</span></b></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> è organizzata dall'associazione culturale </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><b><span>Dromos</span></b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> e il </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><b><span>Comune di Oristano</span></b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> con il contributo </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>della</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><b><span>Regione Autonoma della Sardegna</span></b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> - Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, d</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>el</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><b><span>MiC – Ministero della Cultura</span></b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>della </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><b><span>Fondazione di Sardegna</span></b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> e </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>della</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><b><span>Fondazione Oristano</span></b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>.</span></span></span><br><br><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>La mostra </span></span></span><a href="https://dromosfestival.it/hope-around/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><span>"</span></span></span></a><a href="https://dromosfestival.it/hope-around/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><u><b><span>Hope Around. New York Graffiti</span></b></u></span></span></a><em><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><b><span>" </span></b></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>è organizzata dall'associazione culturale </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><b><span>Dromos</span></b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> e il </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><b><span>Comune di Oristano</span></b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> con il contributo di </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><b><span>MiC – Ministero della Cultura</span></b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span>, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><b><span>Regione Autonoma della Sardegna</span></b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> - Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio -, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><b><span>Fondazione di Sardegna</span></b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span> e </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><b><span>Fondazione Oristano</span></b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><span>.</span></span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>SOXS, il nuovo strumento pronto a osservare eventi cosmici fuggevoli</title>
<link>https://www.italia24.news/soxs-il-nuovo-strumento-pronto-a-osservare-eventi-cosmici-fuggevoli</link>
<guid>https://www.italia24.news/soxs-il-nuovo-strumento-pronto-a-osservare-eventi-cosmici-fuggevoli</guid>
<description><![CDATA[ Il nuovo strumento dell&#039;ESO, SOXS (Son Of X-Shooter), ha effettuato con successo le prime osservazioni all&#039;Osservatorio di La Silla in Cile. Lo spettrografo può essere programmato in modo flessibile e rapido per effettuare osservazioni di eventi astronomici in cui il tempo è un fattore cruciale, come i lampi di raggi gamma, le supernove e gli asteroidi che transitano vicino alla Terra ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6944195dc00c3.webp" length="86918" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 16:11:38 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt;">Dalla nuova sede sul <a href="http://www.eso.org/public/teles-instr/lasilla/ntt/">New Technology Telescope</a> (NTT) da 3,58 metri dell'ESO, nella foto sopra, <a href="https://www.eso.org/public/teles-instr/lasilla/ntt/soxs/">SOXS</a> è uno spettrografo unico nel suo genere che può essere utilizzato per osservare rapidamente eventi cosmici transienti, a grandi distanze o più vicini a noi. Progettato per osservare simultaneamente sia nell'ottico che nel vicino infrarosso, SOXS si ispira allo strumento <a href="https://www.eso.org/public/teles-instr/paranal-observatory/vlt/vlt-instr/x-shooter/">X-shooter</a> attualmente in funzione sul Very Large Telescope (VLT) dell'ESO.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">"<em>SOXS è stato concepito 10 anni fa nell'ottica di quella che oggi viene chiamata astronomia dei fenomeni transienti (time-domain in inglese)</em>", afferma il Responsabile Principale (PI) del progetto, Sergio Campana, dell'Osservatorio Astronomico di Brera, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). <em>"Dopo anni di duro lavoro, ora possiamo svolgere un ruolo fondamentale nello studio dei transienti astrofisici".</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">I transienti sono fenomeni astronomici che accadono, o cambiano di luminosità o aspetto, su scale temporali relativamente brevi. Tra questi rientrano le esplosioni di supernova, le stelle distrutte dalla gravita' dei buchi neri supermassicci, i lampi di raggi gamma nell'Universo distante e gli asteroidi in rapido movimento nel Sistema Solare: tutti fenomeni che SOXS studierà. Come X-shooter al VLT, lo strumento avrà un'ampia varietà di applicazioni, ma SOXS è stato specificamente progettato per condurre osservazioni in serie di eventi di breve durata scoperti nelle immagini a largo campo o in seguito ad allerte in tempo reale inviate alla comunità astronomica dopo specifici eventi cosmici.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Poiché gli eventi transienti durano solo un attimo fugace, che può essere breve fino a pochi millisecondi, è fondamentale che le scoperte di questi fenomeni cosmici siano seguite entro pochi minuti o poche ore da strumenti dedicati. Anche la natura di questi oggetti puo' cambiare nel tempo, a volte in modo radicale. Per studiare e comprendere questi cambiamenti, gli astronomi hanno bisogno di osservazioni ininterrotte nel tempo con uno strumento e un telescopio dedicati, una possibilità non comunemente disponibile, data la richiesta di tempo di osservazione sui telescopi professionali. SOXS sull'NTT colmerà questa lacuna e fornirà una copertura continua, senza precedenti, di questi oggetti astronomici sfuggenti, ma affascinanti.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">"<em>Specializzare un telescopio di medie dimensioni come l'NTT per un compito determinato come la ricerca di transienti è la chiave del successo</em>", aggiunge Pietro Schipani, Responsabile di Progetto (PM) di SOXS dell'INAF - Osservatorio Astronomico di Capodimonte. "<em>Siamo molto orgogliosi delle persone che hanno lavorato per molti anni per realizzare questo sogno</em>".</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">SOXS sostituisce simultaneamente i due precedenti spettrografi dell'NTT, <a href="http://www.eso.org/public/teles-instr/lasilla/ntt/sofi/">SOFI</a> (Son of Isaac) ed <a href="https://www.eso.org/public/teles-instr/lasilla/ntt/efosc2/">EFOSC2</a> (ESO Faint Object Spectrograph and Camera 2). "<em>Di fatto, si tratta di due strumenti in uno</em>", conclude Paolo D'Avanzo, Responsabile Scientifico dello strumento SOXS, dell'INAF - Osservatorio Astronomico di Brera, "<em>con un doppio spettrografo progettato per coprire l'intero intervallo di lunghezze d'onda del visibile e del vicino infrarosso in un'unica acquisizione, aumentando significativamente l'efficienza dell'NTT</em>". Questo dispositivo funziona in modo simile a un prisma che divide la luce, consentendo agli astronomi di svelare le caratteristiche degli eventi osservati, come la composizione chimica o la distanza della sorgente. Inoltre, consentirà anche di ottenere immagini nella banda del visibile. Lo strumento è attualmente nella fase finale di collaudo al telescopio sotto la supervisione del gruppo di lavoro dell'ESO, in vista dell'inizio delle osservazioni scientifiche del consorzio e della più ampia <a href="https://www.eso.org/sci/meetings/2025/SOXSday.html">comunità dell'ESO</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ricerca: dal MUR oltre 27.5 milioni di euro ai Centri di Ricerca per 20 progetti</title>
<link>https://www.italia24.news/ricerca-dal-mur-oltre-275-milioni-di-euro-ai-centri-di-ricerca-per-20-progetti</link>
<guid>https://www.italia24.news/ricerca-dal-mur-oltre-275-milioni-di-euro-ai-centri-di-ricerca-per-20-progetti</guid>
<description><![CDATA[ Via libera ai finanziamenti del terzo bando del Fondo Italiano per la Scienza (FIS 3), il programma nazionale che sostiene la ricerca di base più innovativa. Il Ministero dell&#039;Università e della Ricerca ha pubblicato le graduatorie: tra le oltre 5.000 candidature valutate, sono stati 326 i progetti di eccellenza finanziati, per un investimento complessivo superiore a 432 milioni di euro ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_694417fee05df.webp" length="48834" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 16:06:16 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Via libera ai finanziamenti del terzo bando del <b>Fondo Italiano per la Scienza (FIS 3),</b> il programma nazionale che sostiene la ricerca di base più innovativa.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha pubblicato le graduatorie: tra le oltre 5.000 candidature valutate, sono stati 326 i progetti di eccellenza finanziati, per un investimento complessivo superiore a 432 milioni di euro.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Lo stanziamento complessivo destinato a 20 progetti risultati vincitori rispettivamente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (15), dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (2), dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (2) e della Stazione Zoologica 'Anton Dohrn' (1) ammonta a 27.592.839,43 euro, è distribuito nei macrosettori Life science, Physical sciences and engineering e Social science and humanities.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Nello specifico<b>, al CNR, lo stanziamento totale di 20.763.681,27 euro è destinato per il settore Life science con un finanziamento di 7.113.667,20 euro, per il macrosettore Physical sciences and engineering 10.290.218,47 euro e 3.359.795,60 euro per il settore Social science and humanities</b>.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;"><b>Per quanto riguarda lo stadio di carriera dei vincitori del Consiglio Nazionale delle Ricerche</b>, 7.843.536,27 euro finanziano sette progetti presentati da ricercatori emergenti nella categoria Starting grant; 7.500.339 euro sostengono cinque progetti di studiosi in carriera inclusi nella categoria Consolidator grant; infine 5.419.806 euro sono stati assegnati a tre progetti proposti da ricercatori affermati, i cosiddetti Advanced grant.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Per l'Istituto Nazionale di Astrofisica lo stanziamento di 2.633.860,40 euro è destinato al settore Physical Sciences and Engineering. Relativamente allo stadio di carriera dei vincitori, 1.160.354 euro finanziano un progetto presentato da ricercatori emergenti nella categoria Starting grant; 1.473.506,40 euro sostiene un progetto di studiosi in carriera inclusi nella categoria Consolidator grant.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">All'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale andranno 2.404.303,76 euro destinati al macrosettore Physical Sciences and Engineering e finanzieranno due progetti presentati da ricercatori emergenti nella categoria Starting grant.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">La Stazione Zoologica 'Anton Dohrn' riceverà di 1.790.994 euro per il settore Life Science finanziando così un progetto proposto da ricercatori affermati, i cosiddetti Advanced grant.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">"I ricercatori sono il cuore pulsante di questo sistema. Il loro lavoro è fondamentale, genera conoscenza, apre nuove frontiere, crea opportunità per le generazioni future. La ricerca italiana è competitiva e capace di confrontarsi con i migliori standard mondiali, dentro una visione che guarda all'Europa e alla cooperazione internazionale". Così <b>il Ministro dell'Università e della Ricerca</b>, <b>Anna Maria Bernini</b>. "Il FIS 3, che quest'anno ha garantito un finanziamento eccezionale, si accompagna a una strategia più complessiva. Con la legge di Bilancio garantiamo continuità e stabilità alle risorse – continua il Ministro - Il nuovo Fondo unico per la ricerca offre certezze: criteri trasparenti, bandi pubblicati entro il 30 aprile e risorse definite. Nel 2025 parliamo di 460 milioni di euro, a cui si aggiungono 150 milioni destinati ai PRIN, ora bandi annuali con dotazione minima garantita. Il bando FIS 3 si inserisce in questa strategia complessiva di rafforzamento del sistema della ricerca. Congratulazioni ai ricercatori che hanno ottenuto il finanziamento nell'ambito del Fondo Italiano della Scienza. Questo è un passo decisivo per dare alla ricerca italiana il tempo, gli strumenti e la stabilità necessari per generare innovazione e futuro."</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">"I risultati ottenuti dal CNR nel bando FIS3 confermano il valore e la solidità della nostra comunità scientifica già dimostrato con i bandi ERC. I progetti finanziati coprono tutti i settori strategici e testimoniano la capacità dei nostri ricercatori e delle nostre ricercatrici di proporre idee innovative e competitive", ha dichiarato il <b>Presidente del CNR, Andrea Lenzi</b>. "Questi risultati premiano la qualità della ricerca dei nostri istituti e rafforzano il ruolo del CNR come attore e garante della ricerca pubblica, al servizio dello sviluppo scientifico e tecnologico del Paese".</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">"Il Fondo Italiano per la Scienza si conferma uno strumento essenziale per rafforzare la competitività della ricerca italiana" – dichiara <b>Nicola Casagli, Presidente dell'OGS</b>. – "Per il nostro Istituto, l'assegnazione di due Starting Grant è un risultato significativo: valorizza l'eccellenza delle nostre linee scientifiche e investe sul talento di giovani ricercatrici e ricercatori all'inizio della loro carriera. Le ricerche che verranno sviluppate – dedicate allo studio dei processi oceanici profondi e all'analisi dei rischi naturali in territori fragili – affrontano temi centrali per comprendere e gestire le dinamiche che caratterizzeranno il futuro del nostro pianeta. Questo traguardo conferma la capacità dell'OGS di attrarre risorse competitive e di contribuire con solide competenze alla crescita della comunità scientifica nazionale e internazionale".</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">"La Stazione Zoologica Anton Dohrn è orgogliosa per aver ricevuto per la prima volta questo importante finanziamento per una sua ricercatrice. La risorsa economica messa a disposizione consentirà di perseguire una ricerca su come la larva del riccio di mare si sviluppi nell'animale adulto: uno dei processi fondamentali della biologia " dichiara <b>Roberto Bassi, Presidente dell'Ente di Ricerca</b>. " Questo riconoscimento è frutto di ricerche che la dott.ssa Arnone ha svolto per anni nel Dipartimento di Biologia ed Evoluzione degli Organismi Marini di cui è appena diventata la direttrice. Una conferma che il nuovo corso avviato nell'Istituto è affidato a ricercatori brillanti ed esperti. La ricerca scientifica ha come fine ultimo il miglioramento delle conoscenze e allo sviluppo di applicazioni pratiche e servizi; un processo che funziona solo se basato su una eccellente ricerca di base, una storica missione dell'istituto fin dai tempi della sua fondazione nel 1872. Il successo di oggi ci conferma che siamo sulla buona strada".</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">"Il Fondo Italiano per la Scienza finanzia nel nostro Istituto ricerche che coinvolgono la formazione e lo sviluppo di sistemi di galassie molto più grandi della nostra Via Lattea" dice Roberto Ragazzoni, Presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica. "Sono problemi formidabili che richiedono infrastrutture osservative e di calcolo che sfidano le nostre conoscenze e che contribuiscono a spingere lo sviluppo e l'innovazione".</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Il Ministero ha già previsto per il prossimo biennio la quarta edizione del bando FIS con una dotazione finanziaria che rafforzerà ulteriormente l'impegno a sostegno della ricerca di base.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;"> </span></div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Le università milanesi aderiscono al protocollo promosso dal Comune per la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile contro le donne</title>
<link>https://www.italia24.news/le-universita-milanesi-aderiscono-al-protocollo-promosso-dal-comune-per-la-prevenzione-e-il-contrasto-alla-violenza-maschile-contro-le-donne</link>
<guid>https://www.italia24.news/le-universita-milanesi-aderiscono-al-protocollo-promosso-dal-comune-per-la-prevenzione-e-il-contrasto-alla-violenza-maschile-contro-le-donne</guid>
<description><![CDATA[ 40 soggetti insieme per promuovere interventi per prevenire la violenza maschile contro le donne.  ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69441743a670d.webp" length="89686" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 16:02:41 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span>Le università milanesi, il Comune di Milano e circa 40 soggetti insieme per promuovere interventi per prevenire la violenza maschile contro le donne. <br>L'Università degli Studi di Milano, l'Università degli studi Milano-Bicocca, il Politecnico di Milano, l'Università Cattolica del Sacro Cuore, l'Università Bocconi, l'Università Iulm, la Humanitas University e l'Università Vita-Salute del San Raffaele sottoscrivono il protocollo "Milano per la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile contro le donne" e si aggiungono agli oltre 40 soggetti firmatari che, su impulso del Comune, avevano già siglato il documento a novembre 2023 per rafforzare il coordinamento cittadino fra le istituzioni e gli enti pubblici e privati che si occupano del tema. <br> <br>L'obiettivo è quello di mettere in rete le risorse e le professionalità per creare metodologie di lavoro comuni e condividere buone pratiche e dati raccolti, definendo modalità operative di intervento per garantire una gestione integrata del supporto alle donne che subiscono violenza e anche delle attività di prevenzione. <br>In particolare, gli atenei si impegnano a promuovere iniziative di sensibilizzazione e formazione rivolte agli studenti e alle studentesse e a diffondere una cultura del rispetto, a organizzare percorsi universitari sulle tematiche di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne, a promuovere gli sportelli di ascolto all'interno delle università e a svolgere ricerche e predisporre database che possano essere d'aiuto allo sviluppo di nuove politiche. <br> <br>Gli atenei aderiscono al Centro Interuniversitario Culture di genere, dispositivo organizzativo accademico con il quale si attiveranno momenti di confronto e si potranno sviluppare ulteriori opportunità di collaborazione. <br>Gli altri firmatari del Protocollo sono i nove municipi, i soggetti che animano centri antiviolenza e case rifugio della rete cittadina, il Tribunale ordinario, quello per i minorenni e le rispettive Procure, le Forze dell'ordine e la Prefettura, il sistema sanitario con l'Ats e le sue ASST, la Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, l'Ufficio Scolastico Territoriale e il Centro Italiano per la Promozione della Mediazione.<br> <br>"Contrastare gli abusi frutto di una cultura patriarcale e contribuire a diffondere una cultura del rispetto – afferma l'assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé – è un impegno che ci deve vedere tutti in prima fila, a partire dagli uomini. È l'obiettivo che si da questo protocollo che oggi amplia il suo raggio di azione grazie all'adesione delle università. Una firma importante perché rappresenta la volontà di lavorare insieme e superare la frammentazione, sviluppando modalità di intervento congiunte e coordinate. Un'alleanza strategica che promuove civiltà dei diritti e cultura".</span></p>
<p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Oltre il bozzolo di polvere: JWST svela la doppia anima della protostella HH46</title>
<link>https://www.italia24.news/oltre-il-bozzolo-di-polvere-jwst-svela-la-doppia-anima-della-protostella-hh46</link>
<guid>https://www.italia24.news/oltre-il-bozzolo-di-polvere-jwst-svela-la-doppia-anima-della-protostella-hh46</guid>
<description><![CDATA[ Grazie allo sguardo infrarosso del James Webb Space Telescope, un team guidato da Maria Gabriela Navarro (INAF) è riuscito per la prima volta a &quot;vedere&quot; attraverso la cortina di polvere che avvolge la protostella HH46, rivelando un flusso molecolare nascosto e l&#039;inattesa coesistenza di due getti di materia profondamente diversi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69441548a6513.webp" length="26960" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 15:56:24 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>Grazie allo sguardo nel medio e vicino infrarosso del telescopio spaziale James Webb, un team guidato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha rivelato la presenza di un flusso molecolare finora invisibile in un giovane sistema stellare. Le osservazioni, penetrando per la prima volta la cortina di polvere che avvolge la protostella HH46, mostrano che essa è in realtà un sistema binario e che le sue due stelle generano flussi di materia inattesi e profondamente diversi: un getto atomico estremamente collimato e un flusso molecolare diffuso, rivelando così la sua complessa e duplice natura.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Già oggetto di numerose osservazioni sia da terra che dallo spazio con l'Hubble Space Telescope (HST), la sorgente HH46 IRS è un sistema protostellare in formazione, avvolto in un denso bozzolo di gas e polveri che ne impedisce la visione diretta alle lunghezze d'onda ottiche. La sua presenza era nota finora solo grazie a un potente getto atomico e collimato (l'oggetto Herbig Haro HH46/47) che si estende per oltre un anno luce, ampiamente studiato in passato. Questi getti di materia si originano nelle prime fasi della vita stellare e sono fondamentali per comprendere i meccanismi di accrescimento e di formazione dei dischi protoplanetari.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Il nuovo studio, in pubblicazione su The Astrophysical Journal (ApJ), ha utilizzato gli strumenti NIRSpec e MIRI del James Webb Space Telescope (JWST), che consentono di osservare le lunghezze d'onda nell'infrarosso e, di conseguenza, di penetrare la cortina di polvere in modo inedito.</span></p>
<p dir="ltr"><span>"Le osservazioni del JWST hanno rivoluzionato la nostra comprensione del sistema", afferma </span><span>Maria Gabriella Navarro</span><span>, prima autrice dell'articolo e post-doc dell'INAF. "La risoluzione e la copertura spettrale del JWST hanno confermato direttamente che HH46 IRS è in realtà un sistema binario, costituito da stelle separate da circa 90 volte la distanza che separa la Terra dal Sole. I dati hanno inoltre rivelato, per la prima volta, una forte emissione diffusa di idrogeno molecolare, non associata al getto atomico conosciuto. Questo testimonia la presenza di un vento molecolare finora sconosciuto".</span></p>
<p dir="ltr"><span>E aggiunge: "Questo studio rappresenta </span><span>un caso eccezionalmente raro in cui, all'interno dello stesso sistema binario protostellare, vengono identificati due flussi di natura profondamente diversa</span><span>: un getto atomico estremamente collimato e un flusso molecolare molto più ampio e poco collimato. È la prima volta che questi due tipi di flussi vengono distinti in modo chiaro nello stesso sistema, grazie alla risoluzione spaziale e alla copertura spettrale unica del JWST".</span><b></b></p>
<p dir="ltr"><span>"Grazie alla copertura spettrale estesa del JWST (da 1,6 a 27,9 micron), è stato possibile derivare con precisione parametri fisici chiave e tracciare le condizioni fisiche del flusso molecolare", aggiunge Navarro. "Questo ci ha permesso di dimostrare che la componente molecolare è dovuta a onde d'urto lente - che si muovono alla velocità di circa 10 chilometri al secondo - illuminate da campi UV probabilmente generati dallo stesso getto atomico".</span></p>
<p dir="ltr"><span>Questo livello di dettaglio, derivato dall'analisi approfondita delle righe dell'idrogeno molecolare, non era mai stato raggiunto prima nei flussi protostellari molecolari. I risultati aprono una nuova prospettiva sulla dinamica e sull'evoluzione dei sistemi protostellari binari.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Il lavoro fa parte del progetto internazionale PROJECT-J (PROtostellar JEts Cradle Tested with JWST), uno dei primi programmi osservativi condotti con il telescopio JWST e coordinato dall'INAF. </span></p>
<p dir="ltr"><span>"Con JWST si è aperta una nuova era nello studio degli </span><span>outflow</span><span> protostellari", commenta </span><span>Brunella Nisini</span><span>, Principal Investigator del progetto PROJECT-J e dirigente di ricerca presso l'INAF. "Questo lavoro mostra che solo la combinazione di alta risoluzione e copertura infrarossa può svelare la vera natura dei flussi nelle stelle in formazione". </span></p>
<p dir="ltr"><span>HH46 si conferma così un "laboratorio d'eccezione" per indagare le prime e complesse fasi della vita stellare.</span></p>
<p dir="ltr"><strong>Per ulteriori informazioni</strong></p>
<p dir="ltr"><span>L'articolo </span><a href="https://arxiv.org/abs/2511.17712" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span>"PROJECT-J: the shocking H2 outflow from HH46"</span></a><span>, di Maria Gabriela Navarro, Brunella Nisini, Teresa Giannini, Patrick J. Kavanagh, Alessio Caratti o Garatti, Simone Antoniucci, Hector G. Arce, Francesca Bacciotti, Sylvie Cabrit, Deirdre Coffey, Catherine Dougados, JJochen Eislöffel, Patrick Hartigan, Alberto Noriega-Crespo, Linda Podio, Ewine F. van Dishoeck, Emma T. Whelan, è stato accettato per la pubblicazione su </span><span>The Astrophysical Journal.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Correnti atomiche alternate per le tecnologie quantistiche del futuro</title>
<link>https://www.italia24.news/correnti-atomiche-alternate-per-le-tecnologie-quantistiche-del-futuro</link>
<guid>https://www.italia24.news/correnti-atomiche-alternate-per-le-tecnologie-quantistiche-del-futuro</guid>
<description><![CDATA[ Osservata una corrente alternata all&#039;interno di una giunzione Josephson di atomi ultrafreddi, un sistema in cui le particelle attraversano una barriera resa trasparente dalle leggi della meccanica quantistica. Il risultato, recentemente pubblicato su Science, è frutto di un esperimento svolto nei laboratori del LENS di Sesto Fiorentino da un team di ricerca del CNR-INO, con il contributo teorico dell&#039;Università di Catania. Questo lavoro conferma il LENS come centro di ricerca all&#039;avanguardia nel panorama internazionale delle tecnologie quantistiche con atomi ultrafreddi ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_694413d7d8873.webp" length="100322" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 15:48:41 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un team di ricerca sperimentale del LENS e dell'Istituto nazionale di Ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ino) di Sesto Fiorentino ha osservato un nuovo fenomeno quantistico nelle giunzioni Josephson atomiche. <a href="https://checkpoint.url-protection.com/v1/r07/url?o=http%3A//www.science.org/doi/10.1126/science.ads8885&amp;g=ODAzZmI0ZWEzNGIzM2EzZQ==&amp;h=OTUyMWQ5ZmRlZGNhNGQ1N2YzN2M2NmIxZGJlNjFjODZhODZhM2RhMjBmMDYyMmFlMzkxNzhlMWYyYzk0Zjk2MQ==&amp;p=bWVjMTp0ZWNobm9sb2d5aW5ub3ZhdGlvbmluc3RpdHV0ZTpjOm86OTBhZjFjOTI2MGI5MmMxMjAwNWU3OWQ0NDA5Y2JkNzI6NzpwOlQ=" target="_blank" rel="noopener">Lo studio sperimentale </a>è stato supportato dal gruppo teorico dell'Università di Catania e del Technology Innovation Institute (TII) di Abu Dhabi che aveva previsto l'effetto. Il progetto ha coinvolto anche scienziate e scienziati dell'Università di Firenze e dell'Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM), ospitati nei laboratori del LENS. <br>Il team sperimentale ha iniettato per la prima volta una corrente alternata all'interno di una giunzione Josephson formata da atomi raffreddati a temperature prossime allo zero assoluto. Separati da una barriera di luce sottilissima, apparentemente impenetrabile, gli atomi riescono ad attraversarla tutti insieme senza alcuna perdita di energia, proprio come se fosse trasparente, grazie all'effetto tunneling quantistico.</p>
<p>"Le giunzioni Josephson, già fondamentali per i sensori quantistici ed i computer del futuro, sono state riconosciute dall'ultimo Premio Nobel per la Fisica 2025, nel contesto delle piattaforme superconduttive a stato solido, come strumenti chiave per testare su larga scala gli effetti sorprendenti della meccanica quantistica. Nelle loro versioni realizzate con atomi ultrafreddi, esse offrono un controllo senza precedenti ed un funzionamento sostenibile a bassissimo consumo energetico, consentendo di osservare direttamente i meccanismi microscopici che determinano il loro comportamento macroscopico", spiega Giacomo Roati del LENS e dirigente di ricerca del CNR-INO che ha coordidato l'attività sperimentale.</p>
<p>Quando si applica una corrente oscillante, gli atomi che attraversano la barriera creano una differenza di potenziale a "gradini", la cui altezza risulta proporzionale alla frequenza della corrente stessa. Questi gradini sono noti come Shapiro steps. "Grazie all'elevato livello di controllo ed alla precisione con cui possiamo manipolare gli atomi della giunzione, siamo riusciti a svelare il meccanismo fisico di sincronizzazione che dà origine agli Shapiro steps in giunzioni atomiche", aggiunge Giulia Del Pace, ricercatrice dell'Università di Firenze e prima firmataria dello studio.<br>Conclude Luigi Amico, coordinatore del gruppo teorico dell'Università di Catania e del TII: "Si tratta di un esperimento importante di 'atomtronica'. Come in elettronica la corrente scorre in metalli o semiconduttori, nei circuiti atomtronici correnti di atomi neutri si muovono in circuiti creati con luce laser. Questo settore ha grandi potenzialità per le tecnologie quantistiche del futuro per lo sviluppo di nuovi dispositivi atomici ad altissima sensibilità".</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La forma del racconto: viaggio attraverso i generi letterari</title>
<link>https://www.italia24.news/la-forma-del-racconto-viaggio-attraverso-i-generi-letterari</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-forma-del-racconto-viaggio-attraverso-i-generi-letterari</guid>
<description><![CDATA[ Una giornata dedicata ai linguaggi della narrazione contemporanea. Scrittori, critici, studiosi, giornalisti, attori e cantautori il 20 dicembre all&#039;Hotel Regina Margherita di Cagliari per un viaggio tra saggistica, fiaba, noir, teatro, podcast, fantastico e poesia ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_694412962222d.webp" length="22870" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 15:42:46 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Si terrà<span> </span><b>sabato 20 dicembre</b>, nella<span> </span><b>Sala Congressi Castello</b><span> </span>dell'<b>Hotel Regina Margherita di Cagliari</b><span> </span>il convegno<span> </span><b>La forma del racconto: viaggio attraverso i generi letterari</b>, una giornata di studi dedicata a esplorare la varietà delle narrazioni contemporanee: come si costruiscono le storie, come cambiano attraversando generi e linguaggi, come continuano a modellare il nostro sguardo sul mondo. </span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Un appuntamento<span> </span><b>a ingresso gratuito</b>, che intreccia saggistica, narrativa, teatro, podcast, fiaba, fantascienza e poesia, mettendo in dialogo studiosi, scrittori, giornalisti e critici di ambiti differenti.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><span>Nel corso della giornata interverranno <strong>Pietro Grossi</strong>, scrittore e coordinatore del convegno, <strong>Gianni Oliva</strong>, storico e giornalista, <strong>Marina Geat</strong> dell'Università Roma Tre, <strong>Elena Sanna</strong>, traduttrice e articolista dell'Associazione Italiana Studi Tolkieniani, <strong>Nino Martino</strong>, autore e saggista, <strong>Walter Porcedda</strong>, critico teatrale, <strong>Simone Cavagnino</strong>, giornalista e podcaster, <strong>Andrea Cortellessa</strong>, critico letterario e docente dell'Università Roma Tre e <strong>Flavio Soriga</strong>, scrittore, mentre per gli eventi speciali saranno protagonisti <strong>Andrea Cortellessa</strong> e <strong>Luca Archibugi</strong> con il documentario <em>Senzascrittori</em>, l'attrice <strong>Elena Pau</strong> per il reading pomeridiano e il cantautore <strong>Paolo Capodacqua</strong> per il concerto <em>I libri cantati</em>, introdotto da <strong>Virginia Buonavolontà</strong>.</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><i><span>Gli appuntamenti del sabato mattina: l</span></i></b><strong><i><span>e forme del raccontare - t</span></i></strong><b><i><span>eorie, generi e linguaggi della narrazione contemporanea.</span></i></b></span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">La mattina si aprirà<span> </span><b>alle 9<span> </span></b>con l'avvio ufficiale degli interventi. <b>Alle 9.15 Gianni Oliva</b>, storico e giornalista, proporrà<span> </span><b>"Una saggistica per farsi capire"</b>, dedicato al ruolo della divulgazione storica nel tessuto culturale contemporaneo.<span> </span><b>Alle 9.30</b><span> </span><b>Pietro Grossi</b><span> </span>entrerà nel cuore della costruzione narrativa con<span> </span><b>"Osservare i racconti"</b>, un'indagine sul meccanismo interno delle storie e sul loro ritmo essenziale.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>Marina Geat</span></b><span>, docente all'</span><span>Università degli Studi Roma Tre</span><span>, presenterà <b>alle 9.45</b> <b>"Alle radici del Piccolo Principe, tra immaginario cattolico e il pensiero di Don Bosco"</b>, percorso che illumina i legami sotterranei tra spiritualità, pedagogia e fiaba.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>Alle 10</span></b><span> sarà il momento dell'affondo sul noir con <b>"Di guardie e ladri: vent'anni di narrativa gialla in Sardegna"</b>, una ricognizione sui temi e le voci che hanno trasformato il genere nell'isola a cura dello scrittore <b>Flavio Soriga</b>.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Un quarto d'ora più tardi<span> </span><b>Elena Sanna</b>, traduttrice e articolista dell'Associazione Italiana Studi Tolkieniani, proporrà<span> </span><b>"La Subcreazione e il Calderone del Racconto. J.R.R. Tolkien, la narrativa fantastica e l'adattamento di altre menti e mani"</b>, un viaggio nella teoria tolkieniana e nella vitalità del fantastico.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>Alle 10.30</span></b><span> <b>Nino Martino</b>, autore e scrittore, terrà un intervento dal titolo <b>"La fantascienza e la sua evoluzione nella letteratura e nella società contemporanea"</b>, osservando come il genere rifletta mutamenti scientifici e culturali.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il<span> </span><i>coffee break</i><span> </span>delle<span> </span><b>10.45</b><span> </span>anticiperà la ripresa dei lavori alle<b><span> </span>11</b><span> </span>con il giornalista e critico teatrale<span> </span><b>Walter Porcedda</b>, che terrà l'intervento<span> </span><b>"Forme letterarie: il teatro contemporaneo"</b>, dedicato ai linguaggi della scena odierna e alle nuove modalità del racconto teatrale.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>Alle 11.15</span></b><span> l'attenzione si sposterà sulle narrazioni sonore e multimediali con <b>Simone Cavagnino</b>, giornalista e podcaster, autore dell'intervento <b>"Storie in cuffia: il podcast narrativo come nuova forma di racconto"</b>, che analizzerà la fusione tra scrittura, voce e sound design.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>Andrea Cortellessa</span></b><span>, critico letterario e docente dell'Università Roma Tre, <b>alle 11.30</b> terrà la lectio <b>"Il racconto contro le narrazioni"</b>, riflessione sul ruolo critico della forma breve e sulla sua resistenza rispetto alle grandi narrazioni semplificanti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>Alle 12.15</span></b><span> spazio alle conclusioni e al dibattito, cui seguirà la pausa pranzo delle 12.45.</span></span></p>
<ul>
<li><b><i><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Eventi speciali</span></i></b></li>
</ul>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">La giornata proseguirà nel pomeriggio con<span> </span><b>tre appuntamenti aperti al pubblico</b>.<span> </span><b>Alle 17.30</b><span> </span>sarà proiettato il documentario<span> </span><b>"Senza scrittori"</b><span> </span>(2011, 62') di<span> </span><b>Andrea Cortellessa<span> </span></b>e<b><span> </span>Luca Archibugi</b>, un'opera che interroga la figura dell'autore e la sua percezione pubblica.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Mezz'ora dopo l'attrice<span> </span><b>Elena Pau</b><span> </span>darà voce a una selezione di testi in<span> </span><b>"Brevi monologhi da autrici e autori vari"</b>, un reading che mette al centro la forza della parola incarnata.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>Alle 19</span></b><span> la giornata si chiuderà con <b>"Poesia in musica – I libri cantati"</b>, il concerto del cantautore <b>Paolo Capodacqua</b>, introdotto da <b>Virginia Buonavolontà</b>, dove letteratura e musica si intrecciano in una forma di racconto ancora diversa, ancora viva.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>La forma del racconto</span></b><span> nasce per restituire la complessità del narrare e per mostrare come ogni genere, ogni voce, ogni mediazione – dal libro alla scena, dal suono alla critica – contribuisca a definire il nostro modo di comprendere il reale. Un laboratorio aperto sulle storie, che rimangono strumenti fondamentali per leggere il presente e immaginare il futuro.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><span>L'evento <b>La forma del racconto: viaggio attraverso i generi letterari</b> è organizzato dall'<b>Associazione Culturale La macchina cinema</b> con il sostegno della <b>Regione Autonoma della Sardegna</b>. </span><span>Partner dell'evento sono l'Associazione culturale L'Alambicco, la Fabbrica Illuminata, L'associazione Musica Italiana a Parigi. <br></span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cina, accelerazione sull’AI: assistenti vocali, nuovi modelli e dispositivi connessi agli ecosistemi digitali</title>
<link>https://www.italia24.news/cina-accelerazione-sullai-assistenti-vocali-nuovi-modelli-e-dispositivi-connessi-agli-ecosistemi-digitali</link>
<guid>https://www.italia24.news/cina-accelerazione-sullai-assistenti-vocali-nuovi-modelli-e-dispositivi-connessi-agli-ecosistemi-digitali</guid>
<description><![CDATA[ ByteDance rafforza Doubao sugli smartphone, DeepSeek amplia l’offerta di modelli avanzati e Alibaba sperimenta gli occhiali AI Quark. Segnali di una strategia sempre più orientata all’integrazione verticale dell’intelligenza artificiale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6944109702cd6.webp" length="26546" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 15:33:39 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="2386" data-end="2655">Il panorama dell’intelligenza artificiale cinese continua a evolversi rapidamente, con una serie di iniziative che mostrano una direzione comune: <strong data-start="2532" data-end="2654">portare l’AI fuori dai laboratori e integrarla in modo sempre più profondo nei dispositivi e negli ecosistemi digitali</strong>.</p>
<p data-start="2657" data-end="2948">Negli ultimi giorni, tre annunci provenienti da grandi e medi attori del settore – <strong data-start="2740" data-end="2773">ByteDance, DeepSeek e Alibaba</strong> – hanno attirato l’attenzione degli osservatori internazionali, delineando una strategia che punta su assistenti vocali, modelli di nuova generazione e hardware intelligente.</p>
<h4 data-start="2950" data-end="3003">ByteDance rafforza Doubao sui dispositivi mobili</h4>
<p data-start="3004" data-end="3261">ByteDance prosegue lo sviluppo di <strong data-start="3038" data-end="3048">Doubao</strong>, il suo assistente basato su intelligenza artificiale, introducendo <strong data-start="3117" data-end="3149">modalità vocali più avanzate</strong> e ampliandone l’integrazione su smartphone Android destinati al mercato cinese, inclusi alcuni modelli <strong data-start="3253" data-end="3260">ZTE</strong>.</p>
<p data-start="3263" data-end="3611">L’obiettivo è migliorare l’interazione naturale con l’AI attraverso la voce, in un contesto fortemente competitivo che vede i grandi gruppi tecnologici cinesi puntare su assistenti proprietari. Al momento, si tratta di <strong data-start="3482" data-end="3519">integrazioni software localizzate</strong>, pensate per rafforzare l’ecosistema ByteDance più che per un’espansione globale immediata.</p>
<h4 data-start="3613" data-end="3667">DeepSeek lancia nuovi modelli ad alte prestazioni</h4>
<p data-start="3668" data-end="3918">Sul fronte dei modelli linguistici, <strong data-start="3704" data-end="3716">DeepSeek</strong> ha annunciato il rilascio di <strong data-start="3746" data-end="3816">due nuovi sistemi di intelligenza artificiale di grandi dimensioni</strong>, progettati per migliorare le capacità di ragionamento, programmazione e comprensione del linguaggio.</p>
<p data-start="3920" data-end="4242">I nuovi modelli si inseriscono nella corsa cinese allo sviluppo di alternative domestiche ai grandi LLM occidentali. Secondo le informazioni diffuse, le prestazioni risultano competitive su diversi benchmark, pur restando <strong data-start="4142" data-end="4213">fortemente orientate a contesti di ricerca e utilizzo professionale</strong>, più che al grande pubblico.</p>
<h4 data-start="4244" data-end="4289">Alibaba sperimenta gli occhiali AI Quark</h4>
<p data-start="4290" data-end="4502">Alibaba, infine, entra nel campo dei dispositivi indossabili intelligenti con i <strong data-start="4370" data-end="4390">Quark AI Glasses</strong>, occhiali dotati di funzioni di assistenza basate sull’AI e <strong data-start="4451" data-end="4501">connessi esclusivamente all’ecosistema Alibaba</strong>.</p>
<p data-start="4504" data-end="4890">Il progetto, ancora in fase sperimentale, punta a offrire servizi contestuali, assistenza vocale e accesso rapido alle piattaforme del gruppo. Più che una sfida diretta ai prodotti occidentali già presenti sul mercato, gli occhiali Quark rappresentano <strong data-start="4756" data-end="4813">un tassello della strategia di integrazione verticale</strong> di Alibaba, in cui hardware, software e servizi restano strettamente legati.</p>
<h4 data-start="4892" data-end="4917">Una strategia comune</h4>
<p data-start="4918" data-end="5257">Al di là delle singole iniziative, emerge un elemento condiviso: <strong data-start="4983" data-end="5049">l’intelligenza artificiale come infrastruttura dell’ecosistema</strong>, non come prodotto isolato. Assistenti vocali, modelli avanzati e dispositivi connessi diventano strumenti per rafforzare piattaforme chiuse, fidelizzare utenti e ridurre la dipendenza da tecnologie esterne.</p>
<p data-start="5259" data-end="5453">Una traiettoria che conferma come la competizione globale sull’AI si giochi sempre più <strong data-start="5346" data-end="5402">sull’integrazione tra modelli, dispositivi e servizi</strong>, oltre che sulle prestazioni pure degli algoritmi.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il robot umanoide di AgiBot stabilisce un record di cammino: cosa c’è di vero nella marcia tra Suzhou e Shanghai</title>
<link>https://www.italia24.news/il-robot-umanoide-di-agibot-stabilisce-un-record-di-cammino-cosa-ce-di-vero-nella-marcia-tra-suzhou-e-shanghai</link>
<guid>https://www.italia24.news/il-robot-umanoide-di-agibot-stabilisce-un-record-di-cammino-cosa-ce-di-vero-nella-marcia-tra-suzhou-e-shanghai</guid>
<description><![CDATA[ Il robot umanoide A2 dell’azienda cinese AgiBot ha percorso oltre 100 chilometri in tre giorni sotto supervisione tecnica, attirando l’attenzione della stampa internazionale ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69440f8d5806e.webp" length="14610" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 15:30:34 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="404" data-end="805">Negli ultimi giorni hanno fatto il giro del mondo le immagini di un robot umanoide cinese ribattezzato sui social il <strong data-start="521" data-end="545">“Forrest Gump robot”</strong>. Si tratta di un umanoide sviluppato da <strong data-start="586" data-end="596">AgiBot</strong>, azienda cinese specializzata in robotica avanzata, che secondo diverse fonti della stampa tecnologica avrebbe <strong data-start="708" data-end="804">stabilito un record mondiale per la distanza più lunga percorsa a piedi da un robot umanoide</strong>.</p>
<p data-start="807" data-end="1217">L’impresa è stata riportata da testate internazionali di settore, che parlano di una <strong data-start="892" data-end="926">marcia di circa 106 chilometri</strong>, completata nell’arco di <strong data-start="952" data-end="966">tre giorni</strong>, su un percorso che collega aree urbane della provincia del Jiangsu fino alla municipalità di Shanghai. Un risultato che, secondo quanto riportato, è stato <strong data-start="1123" data-end="1166">riconosciuto dal Guinness World Records</strong> come “Longest journey walked by a humanoid robot”.</p>
<h3 data-start="1219" data-end="1262">Un record, ma in condizioni controllate</h3>
<p data-start="1263" data-end="1581">La narrazione virale ha spesso descritto l’evento come una camminata autonoma e ininterrotta “da Suzhou a Shanghai”. In realtà, le fonti tecniche chiariscono che il percorso <strong data-start="1437" data-end="1501">non coincide con l’intera distanza stradale tra le due città</strong>, ma con un tracciato definito e certificato, pari a poco più di 100 chilometri.</p>
<p data-start="1583" data-end="1983">Il robot – identificato come <strong data-start="1612" data-end="1625">AgiBot A2</strong> – ha effettuato la marcia <strong data-start="1652" data-end="1678">con supervisione umana</strong>, pause tecniche e gestione dell’alimentazione, elementi normali e dichiarati in questo tipo di dimostrazioni. Non si tratta dunque di un’azione totalmente autonoma né di un viaggio continuo senza interruzioni, ma di una <strong data-start="1899" data-end="1946">prova di resistenza e stabilità locomotoria</strong>, condotta in un contesto monitorato.</p>
<h3 data-start="1985" data-end="2029">Perché il risultato è comunque rilevante</h3>
<p data-start="2030" data-end="2326">Al netto delle semplificazioni mediatiche, il risultato resta significativo. La capacità di un robot umanoide di <strong data-start="2143" data-end="2194">percorrere oltre 100 chilometri su fondo urbano</strong>, mantenendo equilibrio, coordinazione e continuità operativa, rappresenta un progresso concreto nel campo della locomozione bipede.</p>
<p data-start="2328" data-end="2613">A differenza delle dimostrazioni in laboratorio o in ambienti chiusi, la prova si è svolta <strong data-start="2419" data-end="2440">in contesti reali</strong>, con superfici irregolari, cambi di pendenza e condizioni ambientali variabili. Un aspetto che rende il test particolarmente interessante dal punto di vista ingegneristico.</p>
<h3 data-start="2615" data-end="2658">AgiBot e la corsa globale agli umanoidi</h3>
<p data-start="2659" data-end="2891">Fondata in Cina, <strong data-start="2676" data-end="2686">AgiBot</strong> è una delle aziende emergenti nel settore della robotica umanoide, un ambito che vede una crescente competizione globale, con investimenti rilevanti da parte di Stati Uniti, Cina, Corea del Sud ed Europa.</p>
<p data-start="2893" data-end="3155">Il record ottenuto dall’umanoide A2 si inserisce in una strategia di visibilità internazionale e dimostra come la Cina stia puntando con decisione non solo sull’intelligenza artificiale software, ma anche sull’integrazione tra AI, meccatronica e robotica fisica.</p>
<h3 data-start="3157" data-end="3184">Tra realtà e narrazione</h3>
<p data-start="3185" data-end="3591">Il caso del “Forrest Gump robot” mostra ancora una volta come <strong data-start="3247" data-end="3314">le immagini virali tendano a semplificare e amplificare i fatti</strong>, trasformando una dimostrazione tecnologica certificata in un racconto quasi epico. Tuttavia, depurata dagli eccessi narrativi, la notizia resta fondata: <strong data-start="3469" data-end="3515">un record è stato effettivamente stabilito</strong>, anche se in condizioni ben diverse da quelle spesso raccontate sui social.</p>
<p data-start="3593" data-end="3832">Per il settore della robotica umanoide, si tratta di un segnale chiaro: la sfida non è più soltanto far camminare un robot, ma <strong data-start="3720" data-end="3777">farlo camminare a lungo, in modo stabile e ripetibile</strong>, avvicinandosi sempre più a scenari di utilizzo reale.</p>
<p data-start="3593" data-end="3832"></p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/NSMw27jlN14?si=7rW20e3yI2NgAOlL" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>OpenAI acquisisce Neptune: rafforzato il controllo sull’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale</title>
<link>https://www.italia24.news/openai-acquisisce-neptune-rafforzato-il-controllo-sulladdestramento-dei-modelli-di-intelligenza-artificiale</link>
<guid>https://www.italia24.news/openai-acquisisce-neptune-rafforzato-il-controllo-sulladdestramento-dei-modelli-di-intelligenza-artificiale</guid>
<description><![CDATA[ L’operazione, annunciata a inizio dicembre 2025, punta a integrare strumenti avanzati di monitoraggio e debugging nei processi interni di sviluppo. Valutazione stimata tra 350 e 400 milioni di dollari in azioni. ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69440e6e7f069.webp" length="35462" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 15:24:21 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="332" data-end="803">OpenAI compie un nuovo passo strategico nel rafforzamento della propria infrastruttura tecnologica con l’<strong data-start="437" data-end="464">acquisizione di Neptune</strong>, startup specializzata in <strong data-start="491" data-end="626">strumenti per il monitoraggio, il tracciamento e il debugging dei processi di addestramento dei modelli di intelligenza artificiale</strong>. L’operazione è stata annunciata all’inizio di dicembre 2025 e segna una mossa rilevante nel percorso di consolidamento interno delle tecnologie chiave per lo sviluppo dell’IA.</p>
<p data-start="805" data-end="1196">Neptune è conosciuta nel settore per soluzioni avanzate dedicate al <strong data-start="873" data-end="921">controllo delle fasi di training dei modelli</strong>, dalla raccolta dei dati sperimentali all’analisi delle prestazioni, fino all’individuazione di errori e anomalie nei processi di apprendimento automatico. Strumenti sempre più centrali in un contesto in cui i modelli diventano più complessi, costosi e difficili da gestire.</p>
<h3 data-start="1198" data-end="1242">Integrazione nelle infrastrutture OpenAI</h3>
<p data-start="1243" data-end="1657">Secondo quanto comunicato, l’accordo prevede la <strong data-start="1291" data-end="1369">piena integrazione della tecnologia Neptune nelle infrastrutture di OpenAI</strong>, con l’obiettivo di migliorare la visibilità sui processi di addestramento e aumentare il livello di controllo e affidabilità dei modelli sviluppati. Un passaggio che consente a OpenAI di <strong data-start="1558" data-end="1610">internalizzare competenze e strumenti strategici</strong>, riducendo la dipendenza da soluzioni esterne.</p>
<p data-start="1659" data-end="1987">Fonti della stampa tecnologica e finanziaria stimano che l’operazione abbia un valore compreso tra <strong data-start="1758" data-end="1790">350 e 400 milioni di dollari</strong>, regolato prevalentemente in azioni. Una cifra che riflette l’importanza crescente delle piattaforme di osservabilità e gestione dei modelli nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale avanzata.</p>
<h3 data-start="1989" data-end="2014">Una scelta strategica</h3>
<p data-start="2015" data-end="2447">L’acquisizione di Neptune si inserisce in una strategia più ampia che vede OpenAI impegnata non solo nello sviluppo di nuovi modelli, ma anche nel <strong data-start="2162" data-end="2208">rafforzamento delle fondamenta industriali</strong> su cui tali modelli vengono costruiti. In un settore in cui l’efficienza dei processi di training incide direttamente su costi, prestazioni e sicurezza, disporre di strumenti proprietari rappresenta un vantaggio competitivo significativo.</p>
<p data-start="2449" data-end="2720">L’operazione è coerente con le recenti indiscrezioni su un <strong data-start="2508" data-end="2587">cambio di approccio negli affari esterni di OpenAI e del suo CEO Sam Altman</strong>, sempre più orientati a integrare verticalmente competenze critiche e a costruire un ecosistema tecnologico sotto controllo diretto.</p>
<h3 data-start="2722" data-end="2751">Un segnale per il settore</h3>
<p data-start="2752" data-end="3080">Con l’acquisizione di Neptune, OpenAI lancia un segnale chiaro al mercato: la competizione sull’intelligenza artificiale non si gioca solo sulla potenza dei modelli, ma anche sulla <strong data-start="2933" data-end="2982">capacità di governarne i processi di sviluppo</strong>. Monitoraggio, trasparenza e debugging diventano asset strategici al pari degli algoritmi stessi.</p>
<p data-start="3082" data-end="3353" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Una mossa che potrebbe accelerare una tendenza già in atto nel settore: quella verso l’<strong data-start="3169" data-end="3233">internalizzazione degli strumenti chiave dell’AI engineering</strong>, in un contesto sempre più attento a prestazioni, affidabilità e sostenibilità dei sistemi di intelligenza artificiale.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>OpenAI entra in Thrive Holdings: una partecipazione strategica che ridisegna il rapporto tra IA e imprese tradizionali</title>
<link>https://www.italia24.news/openai-entra-in-thrive-holdings-una-partecipazione-strategica-che-ridisegna-il-rapporto-tra-ia-e-imprese-tradizionali</link>
<guid>https://www.italia24.news/openai-entra-in-thrive-holdings-una-partecipazione-strategica-che-ridisegna-il-rapporto-tra-ia-e-imprese-tradizionali</guid>
<description><![CDATA[ Un accordo senza scambio monetario diretto che punta a integrare l’intelligenza artificiale di OpenAI nelle imprese tradizionali, ridefinendo il confine tra sviluppo tecnologico e applicazione industriale. ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69440b3c0d5d8.webp" length="34286" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 15:10:11 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="305" data-end="775">Mentre il dibattito pubblico sull’intelligenza artificiale continua a concentrarsi su modelli, regolazione e competizione globale, <strong data-start="436" data-end="522">OpenAI muove un passo meno visibile ma potenzialmente di grande impatto strategico</strong>. L’azienda guidata da Sam Altman ha infatti <strong data-start="567" data-end="649">acquisito una partecipazione nel nuovo fondo di investimento <em data-start="630" data-end="647">Thrive Holdings</em></strong>, dando vita a un’operazione che segna un’evoluzione significativa nel modo in cui l’IA viene portata dentro l’economia reale.</p>
<p data-start="777" data-end="1069">L’accordo, confermato da fonti ufficiali, <strong data-start="819" data-end="864">non prevede uno scambio monetario diretto</strong>: si tratta di una partecipazione azionaria incrociata e di una collaborazione strutturale, definita da diversi osservatori come <strong data-start="993" data-end="1008">“circolare”</strong>, proprio per l’assenza di un classico passaggio di capitale.</p>
<h4 data-start="1071" data-end="1097">Cos’è Thrive Holdings</h4>
<p data-start="1098" data-end="1398">Thrive Holdings è una società di investimento focalizzata sull’<strong data-start="1161" data-end="1230">acquisizione e sullo sviluppo di aziende di servizi professionali</strong> – tra cui contabilità, consulenza, servizi IT e amministrativi – con l’obiettivo dichiarato di <strong data-start="1326" data-end="1397">accelerarne la trasformazione attraverso l’intelligenza artificiale</strong>.</p>
<p data-start="1400" data-end="1695">Il modello è chiaro: non startup native digitali, ma imprese tradizionali, spesso poco automatizzate, che rappresentano una parte rilevante dell’economia occidentale. È su questo terreno che OpenAI sceglie di intervenire, non come semplice fornitore tecnologico, ma come <strong data-start="1671" data-end="1694">partner strutturale</strong>.</p>
<h4 data-start="1697" data-end="1729">Un accordo senza precedenti</h4>
<p data-start="1730" data-end="2076">Secondo quanto comunicato, <strong data-start="1757" data-end="1814">OpenAI fornirà competenze, modelli e supporto diretto</strong>, integrando propri team all’interno delle aziende controllate da Thrive. In cambio, ottiene una partecipazione nella holding e un accesso privilegiato a contesti applicativi concreti, dove testare e adattare soluzioni di intelligenza artificiale su scala reale.</p>
<p data-start="2078" data-end="2285">Un’impostazione che <strong data-start="2098" data-end="2155">supera la logica del “software venduto come servizio”</strong> e si avvicina a un modello di co-sviluppo industriale, in cui tecnologia e operatività quotidiana delle imprese crescono insieme.</p>
<h4 data-start="2287" data-end="2319">Le implicazioni strategiche</h4>
<p data-start="2320" data-end="2715">L’operazione solleva interrogativi importanti. Da un lato, rappresenta un tentativo di <strong data-start="2407" data-end="2478">colmare il divario tra innovazione tecnologica e adozione effettiva</strong>, uno dei principali limiti dell’IA nel tessuto produttivo. Dall’altro, introduce <strong data-start="2560" data-end="2648">nuove forme di integrazione tra sviluppatori di modelli e settori economici regolati</strong>, con potenziali riflessi su concorrenza, governance e trasparenza.</p>
<p data-start="2717" data-end="2915">Non è un caso che l’accordo abbia attirato l’attenzione di analisti e osservatori: <strong data-start="2800" data-end="2869">OpenAI non investe solo in tecnologia, ma in strutture economiche</strong> capaci di assorbire e rendere sistemica l’IA.</p>
<h4 data-start="2917" data-end="2937">Oltre i modelli</h4>
<p data-start="2938" data-end="3235">In un momento in cui la corsa all’intelligenza artificiale sembra dominata dalla potenza di calcolo e dalla dimensione dei modelli, la mossa su Thrive Holdings suggerisce una strategia diversa: <strong data-start="3132" data-end="3234">controllare – o almeno accompagnare – il modo in cui l’IA entra nei processi produttivi quotidiani</strong>.</p>
<p data-start="3237" data-end="3383">Un segnale chiaro: il futuro dell’intelligenza artificiale non si gioca solo nei laboratori, ma <strong data-start="3333" data-end="3382">nelle imprese che dovranno usarla ogni giorno</strong>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La mente può accendere e spegnere il tatto: una ricerca di UniTo e UniMiB mostra come il cervello moduli la percezione corporea</title>
<link>https://www.italia24.news/la-mente-puo-accendere-e-spegnere-il-tatto-una-ricerca-di-unito-e-unimib-mostra-come-il-cervello-moduli-la-percezione-corporea</link>
<guid>https://www.italia24.news/la-mente-puo-accendere-e-spegnere-il-tatto-una-ricerca-di-unito-e-unimib-mostra-come-il-cervello-moduli-la-percezione-corporea</guid>
<description><![CDATA[ Un nuovo studio congiunto Università di Torino e Università di Milano-Bicocca pubblicato su PNAS rivela che per percepire un tocco non serve essere toccati davvero: basta riconoscere quella parte del corpo come &quot;nostra&quot; ]]></description>
<enclosure url="" length="34286" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 16:42:29 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="176" data-end="548"><strong data-start="176" data-end="254">Una semplice credenza può influenzare ciò che percepiamo sul nostro corpo.</strong> È quanto emerge da uno studio in collaborazione tra il <strong data-start="310" data-end="351">Manibus Lab dell'Università di Torino</strong> e l’<strong data-start="356" data-end="388">Università di Milano-Bicocca</strong>, recentemente pubblicato su <strong data-start="417" data-end="475">Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)</strong>, una delle riviste scientifiche più autorevoli a livello internazionale.</p>
<p data-start="550" data-end="1056">Lo studio, intitolato <strong data-start="572" data-end="671">“Body ownership gates tactile awareness by reshaping the somatosensory functional connectivity”</strong>, dimostra come la <strong data-start="690" data-end="714">percezione del tatto</strong> non dipenda solo dallo <strong data-start="738" data-end="756">stimolo fisico</strong>, ma anche dal <strong data-start="771" data-end="805">senso di appartenenza corporea</strong>: il cervello percepisce un tocco solo se riconosce come <strong data-start="862" data-end="875">“propria”</strong> la parte del corpo coinvolta. In altre parole, la <strong data-start="926" data-end="955">credenza sul nostro corpo</strong> funziona come un vero e proprio <strong data-start="988" data-end="1004">interruttore</strong> che accende o spegne la <strong data-start="1029" data-end="1055">consapevolezza tattile</strong>.</p>
<h3 data-start="1063" data-end="1112"><strong data-start="1067" data-end="1112">Dalla mano di gomma alla percezione reale</strong></h3>
<p data-start="1114" data-end="1521">Per indagare questo meccanismo, i ricercatori e le ricercatrici hanno utilizzato la celebre <strong data-start="1206" data-end="1239">illusione della mano di gomma</strong>, un paradigma sperimentale che consente di <strong data-start="1283" data-end="1341">alterare temporaneamente la rappresentazione del corpo</strong>. Dopo aver indotto nei partecipanti la sensazione che una <strong data-start="1400" data-end="1420">mano artificiale</strong> fosse la propria, sono stati applicati <strong data-start="1460" data-end="1479">stimoli tattili</strong> sia sulla mano finta sia su quella reale.</p>
<p data-start="1523" data-end="1865">I risultati mostrano che, quando la <strong data-start="1559" data-end="1576">mano di gomma</strong> viene percepita come parte del proprio corpo, i partecipanti riferiscono di <strong data-start="1653" data-end="1673">sentire il tocco</strong> anche se questo è applicato esclusivamente sulla mano finta. Al contrario, il <strong data-start="1752" data-end="1783">tocco reale sulla mano vera</strong> diventa meno percepibile, come se il cervello ne <strong data-start="1833" data-end="1864">ridimensionasse l’intensità</strong>.</p>
<h3 data-start="1872" data-end="1905"><strong data-start="1876" data-end="1905">Cosa succede nel cervello</strong></h3>
<p data-start="1907" data-end="2306">Per comprendere i <strong data-start="1925" data-end="1947">meccanismi neurali</strong> alla base di questo fenomeno, il team di ricerca ha combinato due metodiche neurofisiologiche <strong data-start="2042" data-end="2058">non invasive</strong>: <strong data-start="2060" data-end="2091">elettroencefalografia (EEG)</strong> e <strong data-start="2094" data-end="2139">stimolazione magnetica transcranica (TMS)</strong>. L’integrazione di queste tecniche ha permesso di analizzare <strong data-start="2201" data-end="2246">in tempo reale la connettività funzionale</strong> tra le aree cerebrali coinvolte nella percezione del tatto.</p>
<p data-start="2308" data-end="2817">I dati mostrano come la <strong data-start="2332" data-end="2371">corteccia somatosensoriale primaria</strong>, responsabile dell’elaborazione del tatto, <strong data-start="2415" data-end="2460">moduli la propria connettività funzionale</strong> con altre regioni cerebrali in modo coerente con la <strong data-start="2513" data-end="2542">credenza del partecipante</strong>. Quando il tocco è visto sulla mano di gomma riconosciuta come <strong data-start="2606" data-end="2619">“propria”</strong>, il dialogo tra le aree cerebrali <strong data-start="2654" data-end="2665">aumenta</strong>; quando invece il tocco è applicato sulla mano reale temporaneamente <strong data-start="2735" data-end="2748">“esclusa”</strong> dalla rappresentazione corporea, questa comunicazione <strong data-start="2803" data-end="2816">si riduce</strong>.</p>
<h3 data-start="2824" data-end="2853"><strong data-start="2828" data-end="2853">Implicazioni cliniche</strong></h3>
<p data-start="2855" data-end="3377">Questi risultati non riguardano solo <strong data-start="2892" data-end="2931">illusioni percettive di laboratorio</strong>, ma aprono <strong data-start="2943" data-end="2993">prospettive importanti anche in ambito clinico</strong>. Comprendere come la <strong data-start="3015" data-end="3056">credenza moduli la percezione tattile</strong> potrebbe avere ricadute significative, ad esempio, nella <strong data-start="3114" data-end="3149">riabilitazione dopo amputazioni</strong>. In futuro, <strong data-start="3162" data-end="3182">protesi avanzate</strong> potrebbero sfruttare la capacità del cervello di <strong data-start="3232" data-end="3259">“sentire con gli occhi”</strong>, restituendo sensazioni tattili più naturali e migliorando l’<strong data-start="3321" data-end="3353">integrazione del dispositivo</strong> nel corpo del paziente.</p>
<blockquote data-start="3379" data-end="3984">
<p data-start="3381" data-end="3984"><strong data-start="3381" data-end="3488">«Con questo studio si amplia il dibattito su come i segnali sensoriali vengano processati dal cervello»</strong>, dichiara <strong data-start="3499" data-end="3517">Alberto Pisoni</strong>, Professore Associato del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e <strong data-start="3619" data-end="3648">primo autore dello studio</strong>.<br data-start="3649" data-end="3652">I dati, spiega, <strong data-start="3670" data-end="3732">confermano il ruolo della comunicazione fra aree cerebrali</strong> nel supportare funzioni cognitive complesse, come l’<strong data-start="3785" data-end="3822">accesso cosciente alle sensazioni</strong>. Le conoscenze emerse potranno aprire a <strong data-start="3863" data-end="3916">nuovi studi sui correlati neurali della coscienza</strong> e a <strong data-start="3921" data-end="3946">applicazioni cliniche</strong> in ambito neurologico e psichiatrico.</p>
</blockquote>
<blockquote data-start="3986" data-end="4439">
<p data-start="3988" data-end="4439"><strong data-start="3988" data-end="4146">«Questo studio rappresenta un primo passo verso la comprensione del meccanismo con cui il cervello costruisce la percezione del tatto sfruttando la vista»</strong>, afferma <strong data-start="4156" data-end="4179">Francesca Garbarini</strong>, docente al Dipartimento di Psicologia e <strong data-start="4221" data-end="4280">coordinatrice del Manibus Lab dell’Università di Torino</strong>. L’obiettivo futuro è <strong data-start="4303" data-end="4365">modulare la connessione tra aree visive e somatosensoriali</strong>, aprendo la strada a <strong data-start="4387" data-end="4438">interventi sperimentali su portatori di protesi</strong>.</p>
</blockquote>
<p data-start="4446" data-end="4592">Per l’<strong data-start="4452" data-end="4476">Università di Torino</strong> hanno partecipato allo studio <strong data-start="4507" data-end="4591">Carlotta Fossataro, Alice Rossi Sebastiano, Marcella Romeo e Francesca Garbarini</strong>.</p>
<p data-start="4594" data-end="4737">Per l’<strong data-start="4600" data-end="4632">Università di Milano-Bicocca</strong> hanno contribuito <strong data-start="4651" data-end="4736">Alberto Pisoni, Eleonora Arrigoni, Nadia Bolognini e Leonor Josefina Romero Lauro</strong>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Migliaia di orme di dinosauri scoperte nel Parco Nazionale dello Stelvio</title>
<link>https://www.italia24.news/migliaia-di-orme-di-dinosauri-scoperte-nel-parco-nazionale-dello-stelvio</link>
<guid>https://www.italia24.news/migliaia-di-orme-di-dinosauri-scoperte-nel-parco-nazionale-dello-stelvio</guid>
<description><![CDATA[ Risalenti a oltre 200 milioni di anni fa, a guidare la ricerca il Museo di Storia Naturale di Milano ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69441a5dcd287.webp" length="171106" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 16:21:15 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="748" height="421" style="display: table; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.youtube.com/embed/vknDDkewe3w?si=bD2M2W_FI0BKm8WV" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p></p>
<p><span><span style="font-size: 12pt;">Nel cuore delle Alpi, all'interno del Parco Nazionale dello Stelvio, in Valle di Fraele tra Livigno e Bormio – territori che ospiteranno alcune competizioni delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 – è stato scoperto uno dei più importanti giacimenti di orme di dinosauri del Triassico a livello mondiale. La scoperta risale al settembre 2025, quando il fotografo naturalista Elio Della Ferrara ha individuato su estese pareti di dolomia, oggi quasi verticali, migliaia di impronte fossili riconducibili a dinosauri vissuti circa 210 milioni di anni fa. Le orme si estendono per quasi cinque chilometri, interessando numerosi affioramenti distribuiti su più crinali, e costituiscono il più grande sito di questo tipo nelle Alpi e uno dei più ricchi conosciuti al mondo.</span><br><span style="font-size: 12pt;"> </span><br><span style="font-size: 12pt;">Le analisi preliminari, condotte dal Museo di Storia Naturale di Milano in collaborazione con il MUSE – Museo delle Scienze di Trento e il Dipartimento di Scienze della Terra "Ardito Desio" dell'Università degli Studi di Milano, per conto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente e in accordo con il Parco Nazionale dello Stelvio, indicano che la maggior parte delle tracce è attribuibile a dinosauri erbivori prosauropodi, antenati dei grandi sauropodi del Giurassico, che si muovevano in branchi numerosi su antiche piane di marea.</span><br><span style="font-size: 12pt;">Si tratta delle prime orme di dinosauro mai rinvenute in Lombardia e delle uniche scoperte a nord della Linea Insubrica, uno dei principali elementi strutturali delle Alpi. Per densità, estensione e stato di conservazione, il complesso Plator–Doscopa rappresenta un sito di rilevanza scientifica straordinaria, destinato a impegnare geologi e paleontologi per decenni di studi.</span><br><span style="font-size: 12pt;"> </span><br><span style="font-size: 12pt;">"La scoperta della 'valle dei dinosauri' nel territorio lombardo è senza dubbio eccezionale per la geologia e la paleontologia – commenta il Sindaco di Milano Giuseppe Sala –. Gli studi che proseguiranno a partire dal ritrovamento di queste orme permetteranno di conoscere meglio la storia del nostro Pianeta e del territorio in cui abitiamo. Sono fiero di sapere che al riconoscimento delle prime impronte di dinosauro e quindi della portata straordinaria di quanto il fotografo Della Ferrera ha immortalato abbia contribuito con grande competenza anche il Museo di Storia Naturale di Milano, grazie allo sguardo attento ed esperto del paleontologo Dal Sasso. A poche settimane dall'apertura delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, questa scoperta accende un'inattesa quanto affascinante luce sulle montagne della Lombardia".</span><br><span style="font-size: 12pt;"> </span><br><span style="font-size: 12pt;">Per l'assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi, "questa scoperta straordinaria rappresenta un motivo di orgoglio non solo per la comunità scientifica, ma per tutta Milano e la Lombardia. Il lavoro svolto dal Museo di Storia Naturale di Milano, grazie alla competenza dei suoi ricercatori e alla collaborazione con le istituzioni territoriali, dimostra ancora una volta il valore della nostra città come centro di eccellenza nella ricerca e nella divulgazione scientifica. Ritrovamenti di tale rilevanza sono rarissimi e aprono nuovi scenari per la conoscenza della storia del nostro territorio. Sosterremo con convinzione il lavoro di studio, tutela e valorizzazione di questo sito, affinché possa diventare un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni, ricerca e territorio, e un'eredità culturale per le generazioni future".</span><br></span></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>H2Score: dall’Italia un progetto europeo per portare l’idrogeno nelle comunità energetiche rinnovabili, coordinato dal Politecnico di Torino</title>
<link>https://www.italia24.news/h2score-dallitalia-un-progetto-europeo-per-portare-lidrogeno-nelle-comunita-energetiche-rinnovabili-coordinato-dal-politecnico-di-torino</link>
<guid>https://www.italia24.news/h2score-dallitalia-un-progetto-europeo-per-portare-lidrogeno-nelle-comunita-energetiche-rinnovabili-coordinato-dal-politecnico-di-torino</guid>
<description><![CDATA[ Environment Park ha ospitato il kick-off meeting del progetto, finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Horizon Europe-Clean Hydrogen Partnership. Il progetto riunisce 15 partner internazionali con un budget complessivo di 6 milioni di euro ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_694418cc5362e.webp" length="63092" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 16:08:41 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span>L’11 e 12 dicembre si è tenuto presso <b>Environment Park</b> a Torino il <b>kick-off meeting</b> di <b>H2SCORE – Hydrogen Storage and Fuel Cells for Optimised Renewable Energy Communities</b>, il nuovo progetto europeo avviato ufficialmente il <b>1° dicembre</b> e <b>finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Horizon Europe – Clean Hydrogen Partnership</b>. <b>Coordinato dal Politecnico di Torino</b> – con la guida scientifica di <b>Marta Gandiglio</b> – H2SCORE riunisce <b>15 partner internazionali</b>. Il budget complessivo è di <b>6 milioni di euro</b>, di cui 5 milioni finanziati dall’UE. Il team di lavoro del Politecnico di Torino coinvolge i ricercatori del gruppo di ricerca STEPS, tra cui Marta Gandiglio, Paolo Marocco e Massimo Santarelli.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>H2SCORE nasce con l’obiettivo di dimostrare come l’idrogeno possa integrarsi nelle <b>Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)</b> per migliorarne la flessibilità, l’autonomia e la capacità di utilizzare appieno le rinnovabili locali. L’idrogeno, infatti, rappresenta sia un <b>accumulo energetico di lungo periodo</b>, in grado di compensare la variabilità stagionale delle fonti rinnovabili, sia un mezzo per fornire – insieme ad altre forme di stoccaggio a breve termine – <b>servizi di flessibilità e bilanciamento alla rete elettrica</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Al centro del progetto verrà installato un <b>sistema integrato di produzione, stoccaggio e utilizzo dell’idrogeno</b>, basato su due tecnologie complementari. Da un lato un sistema a <b>bassa temperatura</b> con elettrolizzatore PEM, stoccaggio in <b>idruri metallici</b> e celle a combustibile PEM; dall’altro un sistema ad <b>alta temperatura</b>, un modulo rSOC capace di operare sia in modalità fuel cell sia in elettrolisi, alimentato anche con <b>syngas prodotto da un gassificatore di biomassa locale</b>. L’integrazione con il teleriscaldamento di Quarona permetterà inoltre di valorizzare il calore prodotto dal sistema ad alta temperatura. Una delle innovazioni del progetto è lo stoccaggio dell’idrogeno in idruri metallici, una soluzione compatta, sicura e operante a basse pressioni, che semplifica gli aspetti normativi e favorisce l’accettabilità in contesti urbani. La scelta della biomassa locale – già oggi utilizzata nella filiera del teleriscaldamento – rende il <b>progetto profondamente legato al territorio</b> e alla sua economia circolare. Accanto all’infrastruttura fissa, H2SCORE includerà anche un <b>generatore portatile a idrogeno</b> da utilizzare in occasione di eventi o situazioni temporanee, come alternativa ai tradizionali generatori diesel.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Il consorzio è guidato dal Politecnico di Torino e vede tra i partner locali Environment Park – responsabile per l’unità portatile, per il supporto regolatorio alle CER e la comunicazione – e ENGREEN, che curerà la progettazione e l’installazione del sito dimostrativo e supporterà le analisi di replicabilità in Italia. Il <b>Comune di Quarona, in Valsesia, è partner diretto del progetto e ospiterà l’infrastruttura sperimentale</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>A questi si affiancano i fornitori di tecnologia, partners chiave del progetto: BluEnergy Revolution di Genova per gli elettrolizzatori PEM e gli idruri metallici, PowerCell Sweden e Zeppelin Power Systems per le celle a combustibile PEM, H2B2 per il sistema rSOC, BIO2CHP per il gassificatore di biomassa. Il consorzio comprende inoltre partner accademici e industriali europei dedicati alla valutazione ambientale (VTT), alla sicurezza (NTNU), alla replicabilità e al modellamento energetico (Politecnico di Torino).</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Il progetto prevede <b>una campagna dimostrativa di un anno, durante la quale saranno monitorate prestazioni energetiche, benefici ambientali e sociali</b>, e verranno misurate anche le eventuali emissioni inquinanti e le perdite di idrogeno. Parallelamente, quattro studi di replicabilità in altre aree in Italia (ENGREEN), in Spagna (University of Burgos), Svizzera (Azienda Elettrica Massagno) e Canada (Yukon University) valuteranno come il modello possa essere adattato a contesti geografici e normativi diversi e di comprendere il ruolo e le condizioni ottimali che rendono efficaci queste tecnologie a idrogeno.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>La scelta di realizzare la dimostrazione a Quarona conferma <b>il ruolo del territorio piemontese come laboratorio avanzato per la transizione energetica</b>, grazie alla collaborazione tra il Politecnico, le imprese e le istituzioni locali.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><i><span>“L’idrogeno, in determinati contesti e condizioni, può diventare un elemento chiave per supportare sistemi multienergetici complessi, soprattutto quando coesistono diverse tipologie di rinnovabili locali e differenti vettori energetici finali </span></i><span>– spiega <b>Marta Gandiglio</b>, docente del Dipartimento Energia “Galileo Ferraris”-DENERG, coordinatrice del progetto per il Politecnico di Torino<b> </b>- <i>Siamo particolarmente soddisfatti che questa dimostrazione avvenga in Piemonte, perché rappresenta per i ricercatori una piattaforma unica per testare e analizzare tecnologie innovative e, allo stesso tempo, un’occasione per far conoscere ai cittadini soluzioni ad alta efficienza e a zero emissioni che possono contribuire concretamente alla transizione energetica”.</i></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Asclepio AI – Drink &amp;amp; Read: un confronto ispirato tra innovazione, cultura e salute nella cornice d’arte di Spazio Tadini a Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/asclepio-ai-drink-read-un-confronto-ispirato-tra-innovazione-cultura-e-salute-nella-cornice-darte-di-spazio-tadini-a-milano</link>
<guid>https://www.italia24.news/asclepio-ai-drink-read-un-confronto-ispirato-tra-innovazione-cultura-e-salute-nella-cornice-darte-di-spazio-tadini-a-milano</guid>
<description><![CDATA[ Un viaggio culturale che intreccia sapere scientifico e visione umanistica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_693d4d24502be.webp" length="89256" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 12:26:35 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Si è realizzato venerdì 12 dicembre u.s. il primo appuntamento pubblico dedicato ad Asclepio AI, il volume che esplora il rapporto tra intelligenza artificiale, medicina, comunicazione scientifica e futuro sostenibile.</p>
<p>L’evento, ospitato nello storico Spazio Tadini a Milano (Casa Museo in memoria di Emilio Tadini), ha visto la partecipazione di <strong>professionisti, giornalisti scientifici, medici, specializzandi</strong><span> </span>in medicina,<span> </span><strong>docenti</strong><span> </span>dei dipartimenti di Medicina e chirurgia e di Informatica dell’Università di Milano-Bicocca, e<span> </span><strong>appassionati</strong><span> </span>di<span> </span><strong>cultura</strong><span> </span>tecnologica.</p>
<p>Il format<span> </span><em>Drink &amp; Read</em><span> </span>ha favorito un momento di confronto informale e partecipato, in cui gli ospiti hanno potuto dialogare con gli Autori e i promotori del progetto Asclepio AI, approfondendo riflessioni su come l’Intelligenza Artificiale stia trasformando la pratica clinica, la ricerca e la narrazione della salute.</p>
<p>Ad arricchire l’incontro, una<span> </span><strong>visita guidata</strong><span> </span>allo spazio espositivo dello Spazio Tadini, cornice ideale per un incontro che ha messo in relazione arte, tecnologia e cultura, ribadendo la necessità di un approccio interdisciplinare alle sfide del nostro tempo.</p>
<h3 class="" data-fontsize="30" data-lineheight="42px">La pubblicazione</h3>
<p>Il volume<span> </span><em>ASCLEPIO AI. L’eredità di Asclepio. L’Intelligenza Artificiale e la Salute per un futuro sostenibile</em><span> </span>rappresenta una porta d’accesso alle riflessioni e alle conoscenze condivise durante il convegno formativo di maggio 2025, che ha riunito oltre 28 relatori provenienti dall’accademia, dal mondo sanitario, giornalistico e dell’innovazione, 25 partners istituzionali e privati, 200 partecipanti in presenza ed è stato trasmesso in diretta streaming raggiungendo un pubblico di 344.000 visitatori online.</p>
<p>«Il fiume dell’informazione – scrive nel suo intervento in<span> </span><em>prefazione</em><span> </span>al libro<span> </span><strong>Giovanni Caprara</strong>, giornalista scientifico e Presidente dell’Unione Giornalisti Italiani Scientifici UGIS – è sempre più impetuoso e ci pone dei problemi ma anche delle soddisfazioni nel trasmettere nella maniera più appropriata e corretta le conquiste della scienza e della tecnologia, che negli ultimi anni si sono evolute in modo notevole […] non si tratta solo di spiegare tecnologie complesse, ma di come renderle accessibili, comprensibili, contestualizzate – perché, sottolinea Caprara – un buon giornalismo scientifico deve saper porre domande giuste, offrire spunti critici e accompagnare l’opinione pubblica in un percorso di alfabetizzazione tecnologica e scientifica».</p>
<p>Adottando il nome “Asclepio”, l’iniziativa convegnistica e la pubblicazione – spiegano i curatori<span> </span><strong>Germano Bertin</strong>, giornalista scientifico, CEO casa editrice Ethosjob – Human Caring, formatore esperto di etica professionale,<span> </span><strong>Nadia Grillo</strong><span> </span>giornalista scientifica, vicepresidente vicario UGIS Unione Giornalisti Italiani Scientifici, esperta di metodologie e strumenti formativi e<span> </span><strong>Rossella Guido</strong><span> </span>giornalista scientifica specialista in comunicazione accademica dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e direttrice responsabile della testata online Italia 24 – si propone di coniugare l’innovazione tecnologica dell’AI con i valori umanistici della medicina tramandati fin dall’antichità, volendo promuovere un approccio alla salute che valorizzi sia l’efficienza tecnologica sia la centralità dell’essere umano.</p>
<h3 class="" data-fontsize="30" data-lineheight="42px">Collaborazioni e supporti</h3>
<p>L’evento è stato realizzato in collaborazione con<span> </span><strong>UGIS – Unione Giornalisti Italiani Scientifici</strong><span> </span>e con<span> </span><strong>Ethosjob – human caring</strong>, casa editrice del volume<span> </span><em>ASCLEPIO AI. L’eredità di Asclepio. L’Intelligenza Artificiale e la Salute per un futuro sostenibile</em>.</p>
<p>L’evento realizzato nello Spazio Tadini a Milano ha inoltre ricevuto il supporto di<span> </span><strong>Pauw Travels</strong>,<span> </span><em>travel facilitator</em><span> </span>impegnato nella promozione di un turismo consapevole e nella creazione di ponti culturali.</p>
<h3 class="" data-fontsize="30" data-lineheight="42px">Il viaggio di Asclepio AI continua</h3>
<p>Il successo dell’iniziativa conferma il crescente interesse verso strumenti editoriali e culturali capaci di raccontare l’innovazione con un linguaggio accessibile e multidisciplinare.</p>
<p>Asclepio AI proseguirà il suo cammino con nuovi appuntamenti, occasioni formative e momenti di confronto dedicati a professionisti della salute, comunicatori scientifici e cittadini curiosi.</p>
<p dir="ltr" role="presentation"><strong><a href="https://ethosjob.it/editoria/asclepio-ai-leredita-di-asclepio-intelligenza-artificiale-e-salute-per-un-futuro-sostenibile/" target="_blank" rel="noopener">Il volume disponibile in formato e-pub e cartaceo</a></strong></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Energia: in dieci anni oltre 40 mila diagnosi energetiche e 17 mila interventi di efficienza</title>
<link>https://www.italia24.news/energia-in-dieci-anni-oltre-40-mila-diagnosi-energetiche-e-17-mila-interventi-di-efficienza</link>
<guid>https://www.italia24.news/energia-in-dieci-anni-oltre-40-mila-diagnosi-energetiche-e-17-mila-interventi-di-efficienza</guid>
<description><![CDATA[ I dati ENEA fotografano l’evoluzione dell’obbligo normativo in uno strumento strategico per imprese e sistema produttivo ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69526d5dcd508.webp" length="64652" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 13:00:12 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="266" data-end="678">In dieci anni di applicazione dell’obbligo di diagnosi energetica, l’Italia ha compiuto un passo significativo verso una maggiore <strong data-start="396" data-end="444">efficienza energetica del sistema produttivo</strong>. Dal 2015 al 2025 sono state <strong data-start="474" data-end="515">oltre 40 mila le diagnosi energetiche</strong> trasmesse a <strong data-start="528" data-end="569"><span class="whitespace-normal">ENEA</span></strong> da circa <strong data-start="579" data-end="598">10 mila aziende</strong>, equamente suddivise tra grandi imprese e imprese a forte consumo di energia.</p>
<p data-start="680" data-end="971">Un patrimonio informativo che si è tradotto in risultati concreti: <strong data-start="747" data-end="794">oltre 17 mila interventi di efficientamento</strong> realizzati e un risparmio complessivo superiore a <strong data-start="845" data-end="905">1,3 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep)</strong>, pari al consumo medio annuo di più di <strong data-start="945" data-end="970">4 milioni di famiglie</strong>.</p>
<p data-start="973" data-end="1190">I dati sono stati presentati durante l’evento <em data-start="1019" data-end="1087">La diagnosi energetica a dieci anni dall’introduzione dell’obbligo</em>, organizzato da ENEA e partecipato da oltre <strong data-start="1132" data-end="1189">400 rappresentanti di imprese e operatori del settore</strong>.</p>
<h3 data-start="1192" data-end="1237">Manifattura in testa, cresce il terziario</h3>
<p data-start="1239" data-end="1514">L’analisi delle diagnosi inviate evidenzia come il <strong data-start="1290" data-end="1316">settore manifatturiero</strong> sia il principale protagonista del percorso di efficientamento: quasi il <strong data-start="1390" data-end="1420">65% degli audit energetici</strong> proviene infatti da imprese industriali, mentre circa il <strong data-start="1478" data-end="1485">25%</strong> riguarda il <strong data-start="1498" data-end="1511">terziario</strong>.</p>
<p data-start="1516" data-end="1788">Il workshop è stato anche l’occasione per riflettere su come la diagnosi energetica si sia evoluta nel tempo, passando da <strong data-start="1638" data-end="1663">adempimento normativo</strong> a <strong data-start="1666" data-end="1690">strumento strategico</strong> per migliorare la competitività, ridurre i costi energetici e accedere alle agevolazioni fiscali.</p>
<h3 data-start="1790" data-end="1824">Un ecosistema per l’efficienza</h3>
<p data-start="1826" data-end="2235">«Grazie all’obbligo normativo, si è creato un vero e proprio ecosistema di imprese, operatori e associazioni di categoria, che ha reso le aziende più mature e consapevoli sui benefici dell’efficienza e quindi più disponibili a implementare interventi di miglioramento energetico», spiega <strong data-start="2114" data-end="2155"><span class="whitespace-normal">Marcello Salvio</span></strong>, responsabile del Laboratorio ENEA Efficienza energetica nei settori economici.</p>
<p data-start="2237" data-end="2554">Per supportare le imprese negli adempimenti e semplificare l’invio della documentazione, ENEA ha ulteriormente aggiornato il <strong data-start="2362" data-end="2382">portale audit102</strong>, introducendo anche una sezione dedicata alla <strong data-start="2429" data-end="2488">realizzazione degli interventi di efficienza energetica</strong>, rafforzando così il collegamento tra diagnosi e azioni concrete.</p>
<h3 data-start="2556" data-end="2593">Formazione e nuove regole europee</h3>
<p data-start="2595" data-end="3021">Accanto agli strumenti digitali, un ruolo centrale è stato svolto dall’attività di formazione e informazione.<br data-start="2704" data-end="2707">«L’attività di formazione e informazione realizzata da ENEA è stata continua, con oltre 19 linee guida settoriali, 11 Quaderni dell’Efficienza Energetica, numerosi corsi tematici e oltre 200 eventi dedicati alla diagnosi e al continuo e costante confronto con associazioni di categoria e imprese», continua Salvio.</p>
<p data-start="3023" data-end="3429">Lo sguardo è ora rivolto al futuro e al recepimento della nuova normativa europea.<br data-start="3105" data-end="3108">«A breve il Parlamento – conclude – dovrebbe portare a compimento il recepimento della nuova direttiva efficienza energetica 1791/2023 ed ENEA si è già attivata per rendere operative le novità e supportare gli stakeholder nel percorso di transizione verso le nuove modalità di adempimento ai prossimi obblighi normativi».</p>
<p data-start="3431" data-end="3702" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un bilancio che conferma come <strong data-start="3461" data-end="3537">efficienza energetica, competitività industriale e transizione ecologica</strong> siano oggi sempre più interconnesse, e come il ruolo di ENEA continui a essere centrale nel guidare imprese e territori verso un modello energetico più sostenibile.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Innovazione: strutture multifunzionali e sostenibili per le auto elettriche</title>
<link>https://www.italia24.news/innovazione-strutture-multifunzionali-e-sostenibili-per-le-auto-elettriche</link>
<guid>https://www.italia24.news/innovazione-strutture-multifunzionali-e-sostenibili-per-le-auto-elettriche</guid>
<description><![CDATA[ Il progetto MUST, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con oltre 4 milioni di euro, vede la partecipazione di ENEA, Aerosoft spa e ATM srl per sviluppare strutture multifunzionali e sostenibili per le batterie delle auto elettriche ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_695268b19e619.webp" length="97902" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 12:42:56 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="138" data-end="741">Nuove architetture per pacchi batteria più leggeri, integrati e sostenibili: è questo l’obiettivo del progetto <strong data-start="249" data-end="257">MUST</strong>, finanziato dal <strong data-start="274" data-end="315"><span class="whitespace-normal">Ministero delle Impprese e del Made in Italy</span></strong> con oltre 4 milioni di euro, che vede la partecipazione di <strong data-start="375" data-end="416"><span class="whitespace-normal">ENEA</span></strong> insieme ad <strong data-start="428" data-end="469"><span class="whitespace-normal">Aerosoft</span></strong> (capofila) e ATM srl. Il progetto punta allo sviluppo di <strong data-start="527" data-end="556">strutture multifunzionali</strong> per batterie innovative e <strong data-start="583" data-end="626">celle integrate direttamente nel telaio</strong> delle auto elettriche, con ricadute significative in termini di prestazioni, sicurezza e sostenibilità ambientale.</p>
<p data-start="743" data-end="1332">La crescente diffusione della mobilità elettrica sta ridefinendo i criteri di progettazione dei veicoli, imponendo nuove soluzioni tecnologiche.<br data-start="887" data-end="890">«Negli ultimi anni la crescita e la diffusione delle auto elettriche sta avendo un notevole impulso e l’impiego delle batterie negli autoveicoli ha portato nuove esigenze costruttive sia in termini di ingegneria del veicolo che di requisiti tecnici», commenta <strong data-start="1150" data-end="1169">Sergio Galvagno</strong>, responsabile del progetto per ENEA e ricercatore del Laboratorio Componenti e sistemi intelligenti per la manifattura sostenibile del Dipartimento Sostenibilità.</p>
<p data-start="1334" data-end="1716">La sfida centrale del progetto riguarda l’adozione di materiali avanzati e processi produttivi innovativi.<br data-start="1440" data-end="1443">«La sfida tecnologica di primaria importanza per ottenere veicoli sempre più performanti sarà quella di stampare in 3D materiali compositi di nuova generazione per realizzare strutture complesse, ma anche più leggere a parità di requisiti strutturali», sottolinea Galvagno.</p>
<p data-start="1718" data-end="1991">Il progetto MUST prevede l’utilizzo di <strong data-start="1757" data-end="1822">compositi a matrice plastica rinforzati con fibre inorganiche</strong>, come carbonio e vetro, materiali già impiegati con successo nei settori aeronautico e automobilistico per le loro elevate prestazioni meccaniche unite alla leggerezza.</p>
<p data-start="1993" data-end="2557">Accanto allo sviluppo tecnologico, grande attenzione è rivolta anche alla sostenibilità dei processi produttivi.<br data-start="2105" data-end="2108">«Come ENEA sperimenteremo materiali e tecniche di stampa 3D per realizzare componenti automobilistici e svilupperemo attività di recupero e riuso di sfridi e scarti di compositi rinforzati con fibre di carbonio per la chiusura del ciclo produttivo», prosegue Galvagno.<br data-start="2376" data-end="2379">«Per migliorare la sostenibilità ambientale ed economica del settore – conclude – ENEA valuterà i potenziali impatti ambientali associati all’implementazione di questi processi».</p>
<p data-start="2559" data-end="2903">Le strutture alveolari sviluppate nell’ambito del progetto garantiranno una <strong data-start="2635" data-end="2683">rigidezza torsionale equivalente o superiore</strong> rispetto alle soluzioni attuali e saranno realizzate attraverso tecnologie produttive e tecniche di giunzione innovative, supportate da strumenti di <strong data-start="2833" data-end="2862">ingegneria computazionale</strong> per l’alloggiamento dei pacchi batteria.</p>
<p data-start="2905" data-end="3749">Un ruolo centrale è affidato ad Aerosoft, azienda con sede a Napoli e una consolidata esperienza nella progettazione e produzione di componenti in materiali compositi per i settori aerospaziale, automotive, navale e ferroviario.<br data-start="3133" data-end="3136">«Per il progetto MUST ci occuperemo, in sinergia con i partner, della progettazione strutturale dei prototipi contenitori batterie e investigheremo i processi innovativi di presso-termoformatura con materiali compositi termoplastici con e senza fibra per consentire progressi tecnologici di processo e prodotto», spiega <strong data-start="3456" data-end="3473">Giorgio Fusco</strong>, responsabile scientifico del progetto MUST e responsabile tecnico R&amp;D di Aerosoft.<br data-start="3557" data-end="3560">«Le ultime generazioni di batterie sono ancora particolarmente pesanti – conclude – pertanto il trade off con le strutture portanti del veicolo diventa sempre più il focus dei costruttori».</p>
<p data-start="3751" data-end="4010" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Con MUST, ricerca pubblica e industria collaborano per affrontare una delle sfide chiave della transizione elettrica: rendere le auto a zero emissioni <strong data-start="3902" data-end="3943">più leggere, efficienti e sostenibili</strong>, partendo dall’innovazione strutturale e dai materiali del futuro.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Si chiude sabato 13 dicembre a Cagliari la rassegna  Etica ed estetica dello sguardo. Il cinema dei fratelli Dardenne</title>
<link>https://www.italia24.news/si-chiude-sabato-13-dicembre-a-cagliari-la-rassegna-etica-ed-estetica-dello-sguardo-il-cinema-dei-fratelli-dardenne</link>
<guid>https://www.italia24.news/si-chiude-sabato-13-dicembre-a-cagliari-la-rassegna-etica-ed-estetica-dello-sguardo-il-cinema-dei-fratelli-dardenne</guid>
<description><![CDATA[ Premio alla carriera ai due maestri belgi e concerto omaggio di Romeo Scaccia ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_693ab679d75af.webp" length="37206" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 13:18:48 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Si avvicina alla conclusione,<span> </span><b>sabato 13 dicembre<span> </span></b>nella<span> </span><b>Sala Castello dell'Hotel Regina Margherita</b><span> </span>di<span> </span><b>Cagliari</b>, la rassegna<span> </span><em><b>Etica ed estetica dello sguardo. Il cinema dei fratelli Dardenne</b></em>, dopo oltre un mese di proiezioni, incontri e approfondimenti che, dallo scorso 8 novembre, hanno animato Cagliari e Santa Maria Navarrese. Una rassegna intensa e partecipata, che ha accompagnato il pubblico in un percorso organico dentro la poetica di<span> </span><b>Jean-Pierre e Luc Dardenne</b>, cineasti che hanno trasformato il realismo in un linguaggio morale e civile, capace di restituire verità ai gesti minimi e dignità alle vite marginali.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Nel corso delle settimane, la manifestazione – curata dall'<b>Associazione Culturale L'Alambicco</b><span> </span>con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – ha ripercorso la filmografia completa dei due autori: da<span> </span><em>La Promesse</em><span> </span>e<span> </span><em>Rosetta</em><span> </span>a<span> </span><em>L'Enfant</em>,<span> </span><em>Il matrimonio di Lorna</em>,<span> </span><em>Il ragazzo con la bicicletta</em>, fino ai lavori più recenti come<span> </span><em>L'età giovane</em><span> </span>e<span> </span><em>Tori e Lokita</em>. Ogni proiezione è stata accompagnata da seminari e analisi critiche affidate a studiosi, giornalisti e ricercatori quali Giuseppe Mattia, Piero Spila, Roberto Chiesi, Elisabetta Randaccio, Lorella Costa, Bepi Vigna, Chiara Gelato e Alessandro Macis. Interventi che hanno evidenziato la coerenza etica del loro cinema e la sua capacità di interrogare responsabilità individuale, lavoro, solidarietà, identità e conflitti sociali.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">La rassegna ha raggiunto anche<span> </span><b>Santa Maria Navarrese</b><span> </span>– ospite del Centro Internazionale del Fumetto – ampliando il coinvolgimento del pubblico e favorendo un dialogo diretto con il territorio ogliastrino. In parallelo, il tour guidato nel quartiere Marina di Cagliari, a cura di Trip Sardinia, ha offerto una lettura del tessuto urbano come possibile estensione dell'immaginario dardenniano, intrecciando arte, comunità e riflessione sul reale.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b>Sabato 13 dicembre<span> </span></b>la rassegna culminerà con la<span> </span><b>consegna del Premio alla carriera<span> </span></b>dell'Associazione L'Alambicco ai fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne. I due autori, impossibilitati a partecipare di persona, invieranno un videomessaggio di saluto e ringraziamento rivolto al pubblico e alla rassegna. Un momento che intende celebrare il valore di un cinema capace di ridefinire lo sguardo sul mondo, mostrando come la sobrietà di un'inquadratura o la precisione di un gesto possano farsi racconto, interrogativo, trasformazione.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">A seguire, il pianista e compositore<b><span> </span>Romeo Scaccia<span> </span></b>proporrà un concerto omaggio con musiche originali ispirate ai film dei due autori: una tessitura sonora che si offrirà come dialogo vivo con la loro poetica, intreccio di emozione e pensiero che accompagnerà il pubblico in un ultimo attraversamento della loro cinematografia.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">La serata del 13 dicembre segnerà così la conclusione di un'edizione che ha riportato al centro il rapporto tra arte e responsabilità, tra etica dello sguardo e coscienza civile. Un percorso che L'Alambicco continuerà a coltivare nelle prossime stagioni, fedele alla propria missione: creare luoghi di confronto, formare spettatori consapevoli e mantenere vivo, attraverso il cinema, il dialogo tra cultura e società.</span></p>
<div id="v1m_-4753582793580436495ydp9e4a493byiv1414204878yqtfd26350"></div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Tumore pediatrico del cervelletto: una molecola di RNA regola la sopravvivenza  delle cellule di medulloblastoma</title>
<link>https://www.italia24.news/tumore-pediatrico-del-cervelletto-una-molecola-di-rna-regola-la-sopravvivenza-delle-cellule-di-medulloblastoma</link>
<guid>https://www.italia24.news/tumore-pediatrico-del-cervelletto-una-molecola-di-rna-regola-la-sopravvivenza-delle-cellule-di-medulloblastoma</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio condotto da Cnr-Ibpm, Sapienza Università di Roma e Center for Life Nano- &amp; Neuro-Science dell&#039;IIT ha caratterizzato una molecola di RNA non codificante con un ruolo chiave nella sopravvivenza delle cellule tumorali del medulloblastoma di gruppo 3. La ricerca è pubblicata sulla rivista Cell Death &amp; Disease ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_693ab5d834240.webp" length="41012" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 13:16:06 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Una ricerca guidata dall'Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Ibpm) ha caratterizzato un particolare RNA non codificante (lncRNA), che non dà, cioè, origine a proteine,, con un ruolo chiave nella sopravvivenza delle cellule tumorali del medulloblastoma di gruppo 3, la forma più aggressiva di tumore pediatrico del cervelletto.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Lo studio, pubblicato sulla rivista <i>Cell Death &amp; Disease</i>, si inserisce nel contesto delle <i>RNA-based therapies</i>, una delle frontiere della medicina di precisione, ed è stato realizzato con il supporto del <i>Centro Nazionale per lo Sviluppo di Terapia Genica e Farmaci con Tecnologia a RNA</i>, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Coordinato da Pietro Laneve (Cnr-Ibpm), il lavoro è il risultato di una collaborazione che ha coinvolto anche ricercatrici e ricercatori della <i>Sapienza Università di Roma </i>guidati da Monica Ballarino, esperta di lncRNA, e del <i>Center for Life Nano- &amp; Neuro-Science</i> dell'Istituto Italiano di Tecnologia.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">"La ricerca ha rivelato che questa molecola, denominata lncMB3, agisce come un potente fattore anti-apoptotico, impedisce, cioè, la morte delle cellule tumorali", spiega Laneve. "Interagendo con specifici partner funzionali, essa è infatti grado di 'controllare' il destino delle cellule tumorali alterando l'espressione di geni che svolgono un ruolo fondamentale per l'equilibrio tra proliferazione e morte cellulare programmata, nonché di geni ritenuti <i>driver</i> del medulloblastoma di gruppo 3".</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Lo studio propone anche interessanti risvolti applicativi: "Disattivando lncMB3 nelle cellule tumorali,  si attivano processi di apoptosi e di riduzione della vitalità cellulare, effetti che risultano amplificati in combinazione con alcuni chemioterapici, come il cisplatino, come dimostrato in collaborazione con Daniela Trisciuoglio (Cnr-Ibpm)", aggiunge Laneve. "Una possibile futura strategia terapeutica per contrastare il tumore consiste nell'impiegare nanovettori di ferritina umana, sviluppati da Elisabetta Falvo e Pierpaolo Ceci (Cnr-Ibpm), efficaci nel veicolare alle cellule di medulloblastoma molecole 'antagoniste' di lncMB3". L'inibizione di lncMB3, quindi, potrebbe aprire la strada ad approcci che integrano biologia dell'RNA e nanotecnologie. "Stiamo perfezionando potenziali agenti terapeutici che saranno testati <i>in vivo</i> in modelli preclinici", conclude il ricercatore. "Il medulloblastoma di gruppo 3, caratterizzato da elevati tassi di recidiva e metastasi, rappresenta una sfida della neuro-oncologia pediatrica. La scoperta di lncMB3 e del suo meccanismo d'azione fornisce una nuova chiave di lettura della malattia e apre la via a terapie più mirate e meno tossiche, basate sull'interferenza selettiva di RNA non codificanti patologici".</span></div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>A Milano&#45;Bicocca un ERC Consolidator Grant da 3 milioni di euro per studiare il ruolo dello zolfo nell&amp;apos;evoluzione della Terra</title>
<link>https://www.italia24.news/a-milano-bicocca-un-erc-consolidator-grant-da-3-milioni-di-euro-per-studiare-il-ruolo-dello-zolfo-nellevoluzione-della-terra</link>
<guid>https://www.italia24.news/a-milano-bicocca-un-erc-consolidator-grant-da-3-milioni-di-euro-per-studiare-il-ruolo-dello-zolfo-nellevoluzione-della-terra</guid>
<description><![CDATA[ Grazie al finanziamento europeo vinto dal professore del dipartimento di Scienze dell&#039;ambiente e della terra Valerio Cerantola, il progetto di ricerca S-CAPE aprirà nuove prospettive e conoscenze sull&#039;elemento chimico, dalla formazione del nucleo del nostro pianeta fino all&#039;inizio delle forme di vita ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_693ab36477652.webp" length="37450" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 13:08:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="207" data-end="1103"><span style="font-size: 12pt;">Studiare come il <strong data-start="224" data-end="254">ciclo profondo dello zolfo</strong>, ovvero i suoi movimenti e le sue trasformazioni sotto la superficie terrestre, abbia plasmato l'evoluzione del pianeta: dalla formazione del nucleo alla generazione di composti necessari allo sviluppo della vita. E capire come questo elemento chimico possa favorire o limitare la potenziale abitabilità nel Sistema Solare. È l'obiettivo del progetto di ricerca <strong data-start="617" data-end="629">"S-CAPE"</strong> ("The Earth's Deep Sulphur Cycle from Planetary Accretion to Present", tradotto: "Il ciclo profondo dello zolfo della Terra dall'accrescimento del pianeta fino a oggi"), coordinato da <strong data-start="814" data-end="835">Valerio Cerantola</strong>, professore di Mineralogia al Dipartimento di Scienze dell'ambiente e della terra dell'Università di Milano-Bicocca. Il progetto è stato premiato dall'Unione Europea con un <strong data-start="1009" data-end="1037">ERC da 3 milioni di euro</strong>, della durata di cinque anni, nella categoria Consolidator Grant.</span></p>
<p data-start="1105" data-end="1480"><span style="font-size: 12pt;">Gli <strong data-start="1109" data-end="1135">ERC Consolidator Grant</strong> vengono assegnati dall’European Research Council a ricercatori con circa un decennio di attività scientifica di alto livello alle spalle e promotori di progetti considerati eccellenti e innovativi. Valerio Cerantola guiderà un’équipe di circa dieci persone, tra cui <strong data-start="1402" data-end="1435">tre dottorandi e tre post-doc</strong> che saranno assunti grazie al finanziamento.</span></p>
<p data-start="1482" data-end="2092"><span style="font-size: 12pt;">Al centro di <strong data-start="1495" data-end="1505">S-CAPE</strong> c’è lo zolfo. «Viene spesso erroneamente considerato un costituente minore della Terra – spiega il professore – nonostante sia certamente tra i primi otto elementi più abbondanti sul nostro pianeta, forse addirittura il quinto. Se grandi quantità di zolfo sono rimaste nel nucleo terrestre, quando il pianeta si è differenziato in strati concentrici, una frazione significativa risiede ancora oggi nella crosta e nel mantello, influenzando processi geologici, geochimici e biologici: dalle reazioni di ossidoriduzione al ciclo dei volatili, fino all’evoluzione geodinamica della Terra».</span></p>
<p data-start="2094" data-end="2482"><span style="font-size: 12pt;"><strong data-start="2094" data-end="2104">S-CAPE</strong> mira a chiarire questi meccanismi attraverso un approccio sperimentale e teorico. «Studieremo la trasformazione dei composti contenenti zolfo – prosegue Cerantola – a partire dalle condizioni dell'accrescimento terrestre, caratterizzate da impatti con pianeti e meteoriti, fino agli attuali contesti geodinamici, come le zone di subduzione e gli ambienti del mantello moderno».</span></p>
<p data-start="2484" data-end="3011"><span style="font-size: 12pt;">Il primo obiettivo è comprendere come lo zolfo sia arrivato sulla Terra, simulando impatti meteoritici o collisioni planetarie per osservare gli effetti su solfuri, solfati e solfiti. «Utilizzeremo la <strong data-start="2685" data-end="2710">compressione dinamica</strong> – precisa – con <strong data-start="2727" data-end="2752">laser ad alta energia</strong> che riproducono le onde d’urto (shock waves) degli eventi alle origini del Sistema Solare. Gli esperimenti saranno condotti in grandi sorgenti a raggi X, capaci di analizzare in tempo reale la struttura atomica ed elettronica dei composti durante l’impatto».</span></p>
<p data-start="3013" data-end="3419"><span style="font-size: 12pt;">Il secondo obiettivo riguarda la geochimica primordiale: come lo zolfo possa aver guidato reazioni responsabili della formazione dei minerali odierni. «Useremo la <strong data-start="3176" data-end="3200">compressione statica</strong> tramite <strong data-start="3209" data-end="3241">cella a incudine di diamante</strong>, che comprime i campioni fino a pressioni paragonabili a quelle interne al pianeta, combinata con laser in grado di modificare la temperatura e ricreare diverse ere geologiche».</span></p>
<p data-start="3421" data-end="3837"><span style="font-size: 12pt;">Terzo e ultimo punto: la vita. «Studi biologici suggeriscono che i composti di zolfo abbiano contribuito a fornire energia ai composti monocellulari agli albori della vita, 3,7-3,8 miliardi di anni fa. Se dimostrassimo che erano stabili già nelle condizioni di formazione del pianeta, dunque ben prima dei 3,8 miliardi di anni, <strong data-start="3749" data-end="3811">potremmo ipotizzare che la vita si sia formata molto prima</strong> di quanto oggi si pensi».</span></p>
<p data-start="3839" data-end="4325"><span style="font-size: 12pt;">Gli esperimenti si svolgeranno allo <strong data-start="3875" data-end="3913">European X-Ray Free-Electron Laser</strong> di Amburgo e al <strong data-start="3930" data-end="3952">Sincrotone Europeo</strong> di Grenoble. A Milano-Bicocca saranno invece preparati i campioni e analizzati i materiali post-esperimento grazie alla piattaforma di microscopia avanzata. Con il finanziamento ERC verrà inoltre acquistato un <strong data-start="4163" data-end="4189">FIB – Focused Ion Beam</strong>, strumento essenziale per la preparazione e l’analisi di campioni su scala micro- e nano-metrica dopo esposizione a condizioni estreme.</span></p>
<p data-start="4327" data-end="4640"><span style="font-size: 12pt;">«Oltre a perfezionare la conoscenza dell’interno terrestre – conclude Cerantola – ci aspettiamo che i risultati di <strong data-start="4442" data-end="4452">S-CAPE</strong> rivoluzionino la nostra prospettiva sul ruolo dello zolfo nell’evoluzione planetaria e su come questo elemento possa favorire o limitare la <strong data-start="4593" data-end="4619">potenziale abitabilità</strong> nel Sistema Solare».</span></p>
<p data-start="4642" data-end="5301"><span style="font-size: 12pt;">«Il progetto <strong data-start="4655" data-end="4727">"The Earth's Deep Sulphur Cycle from Planetary Accretion to Present"</strong> di Valerio Cerantola, che si colloca alla frontiera tra geologia, fisica e chimica, è concepito per indagare il ruolo del ciclo profondo dello zolfo nell’evoluzione geologica del pianeta e nella formazione dei mattoni prebiotici della vita. Nell’esprimere a Valerio le mie più vive congratulazioni per il prestigioso riconoscimento, auspico che questo successo rappresenti uno stimolo ulteriore per la nostra comunità accademica a proseguire nella ricerca scientifica di alta qualità», afferma il prorettore alla Ricerca dell’Università di Milano-Bicocca, <strong data-start="5284" data-end="5300">Leo Ferraris</strong>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Retinite pigmentosa: un farmaco noto apre nuove prospettive  per rallentare la degenerazione dei coni della retina e la perdita della vista indotte dalla patologia</title>
<link>https://www.italia24.news/retinite-pigmentosa-un-farmaco-noto-apre-nuove-prospettive-per-rallentare-la-degenerazione-dei-coni-della-retina-e-la-perdita-della-vista-indotte-dalla-patologia</link>
<guid>https://www.italia24.news/retinite-pigmentosa-un-farmaco-noto-apre-nuove-prospettive-per-rallentare-la-degenerazione-dei-coni-della-retina-e-la-perdita-della-vista-indotte-dalla-patologia</guid>
<description><![CDATA[ Uno studio del Cnr-In di Pisa, pubblicato sulla rivista Progress in Retinal and Eye Research, descrive il trattamento. Il team di ricerca ha esplorato una strada semplice ma nuova: riutilizzare farmaci antinfiammatori già noti, come il desametasone ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_693ab059c6db5.webp" length="81544" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 12:52:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Uno studio dell'Istituto di Neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-In) ha messo a punto un trattamento in grado di rallentare sensibilmente la degenerazione dei coni della retina e la perdita della vista indotte dalla Retinite Pigmentosa.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Tale patologia è una rara malattia genetica che porta a una perdita progressiva della vista: colpisce inizialmente i bastoncelli - le cellule della retina che ci permettono di vedere al buio - e successivamente anche i coni, responsabili della visione diurna e dei dettagli. Quando i coni degenerano, la qualità della vita dei pazienti peggiora drasticamente, poiché la lettura, il riconoscimento dei volti e la percezione dei colori vengono meno.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Il team di ricerca, coordinato dalla ricercatrice Enrica Strettoi, ha esplorato una strada semplice ma nuova: riutilizzare farmaci antinfiammatori già noti, come il desametasone, per contrastare i processi di infiammazione che si attivano nella retina danneggiata, contribuendo alla perdita dei fotorecettori.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">I risultati dello studio, frutto di cinque anni di lavoro, sono stati pubblicati sulla rivista <i>Progress in Retinal and Eye Research</i>, all'interno di un'ampia review che include anche dati inediti.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">"Negli ultimi anni la ricerca ha fatto ampi progressi nella comprensione delle cause genetiche della malattia e nello sviluppo di terapie geniche, ma a tutt'oggi non esiste una cura valida per tutti i pazienti", spiega la ricercatrice Enrica Strettoi (Cnr-In). "Il nostro studio si è focalizzato su un elemento chiave emerso di recente, ovvero il ruolo dell'infiammazione provocata da cellule immunitarie come microglia e macrofagi, che si attivano nella retina danneggiata, contribuendo alla perdita dei fotorecettori".</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Partendo da questa osservazione, il gruppo di ricerca ha esplorato una strada semplice ma nuova: riutilizzare farmaci antinfiammatori già noti, come il desametasone. Somministrando tale farmaco per via intraoculare in modelli preclinici di retinite pigmentosa, è stato osservato che le cellule visive (coni) e l'epitelio pigmentato, un tessuto fondamentale per il supporto della retina, si preservano dall'infiammazione.</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">"I risultati positivi ottenuti suggeriscono che i glucocorticoidi, farmaci già approvati e ampiamente utilizzati in oculistica, e di cui il desametasone fa parte, potrebbero rappresentare una nuova opportunità terapeutica per la Retinite Pigmentosa, indipendentemente dalla mutazione genetica che la causa. Una prospettiva che apre la strada a trattamenti immediatamente trasferibili alla clinica, con l'obiettivo di rallentare la perdita visiva e migliorare la qualità di vita dei pazienti in questa grave patologia orfana", aggiunge la ricercatrice</span></div>
<div class="v1elementToProof"><span style="font-size: 12pt;">Lo studio ha ricevuto finanziamenti dalla Fondazione Velux, dalla Allergan/Abbvie, dalla Fondazione Rosa Pristina e dal PNNR Tuscany Health Ecosystem.</span></div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Rifiuti urbani: nel 2024 la produzione cresce del 2,3%, ma migliora la raccolta differenziata</title>
<link>https://www.italia24.news/rifiuti-urbani-nel-2024-la-produzione-cresce-del-23-ma-migliora-la-raccolta-differenziata</link>
<guid>https://www.italia24.news/rifiuti-urbani-nel-2024-la-produzione-cresce-del-23-ma-migliora-la-raccolta-differenziata</guid>
<description><![CDATA[ Secondo il rapporto ISPRA l’Italia supera il 67% complessivo, il Sud accelera e riduce il divario con Centro e Nord ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69526a1aca1cc.webp" length="62200" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 12:47:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="flex flex-col text-sm pb-25">
<article class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-WEB:095c0405-dd43-4260-84c6-7dda802f589d-10" data-testid="conversation-turn-20" data-scroll-anchor="true" data-turn="assistant" tabindex="-1">
<div class="text-base my-auto mx-auto pb-10 [--thread-content-margin:--spacing(4)] @w-sm/main:[--thread-content-margin:--spacing(6)] @w-lg/main:[--thread-content-margin:--spacing(16)] px-(--thread-content-margin)">
<div class="[--thread-content-max-width:40rem] @w-lg/main:[--thread-content-max-width:48rem] mx-auto max-w-(--thread-content-max-width) flex-1 group/turn-messages focus-visible:outline-hidden relative flex w-full min-w-0 flex-col agent-turn" tabindex="-1">
<div class="flex max-w-full flex-col grow">
<div data-message-author-role="assistant" data-message-id="0fa78262-2bfe-40a1-bc37-68fcb2cb972c" dir="auto" class="min-h-8 text-message relative flex w-full flex-col items-end gap-2 text-start break-words whitespace-normal [.text-message+&amp;]:mt-1" data-message-model-slug="gpt-5-2">
<div class="flex w-full flex-col gap-1 empty:hidden first:pt-[1px]">
<div class="markdown prose dark:prose-invert w-full break-words light markdown-new-styling">
<p data-start="236" data-end="672">Nel 2024 la produzione nazionale di rifiuti urbani raggiunge <strong data-start="297" data-end="333">oltre 29,9 milioni di tonnellate</strong>, segnando un <strong data-start="347" data-end="373">+2,3% rispetto al 2023</strong>. È quanto emerge dall’edizione 2025 del <em data-start="414" data-end="439">Rapporto Rifiuti Urbani</em>, presentata oggi da <strong data-start="460" data-end="501"><span class="whitespace-normal">ISPRA</span></strong>, che fotografa un Paese in cui aumentano i rifiuti prodotti, ma cresce anche – in modo significativo – la capacità di intercettarli e gestirli in maniera più sostenibile.</p>
<p data-start="674" data-end="988">L’incremento della produzione è coerente con l’andamento degli indicatori economici: nel 2024 il Prodotto interno lordo e la spesa per consumi finali sono cresciuti entrambi dello <strong data-start="854" data-end="862">0,7%</strong>. Nei 14 comuni italiani con oltre 200 mila abitanti, la produzione di rifiuti urbani registra un aumento medio dell’<strong data-start="979" data-end="987">1,8%</strong>.</p>
<h3 data-start="990" data-end="1052">Raccolta differenziata in aumento, il Sud recupera terreno</h3>
<p data-start="1054" data-end="1375">Il dato più incoraggiante riguarda la <strong data-start="1092" data-end="1118">raccolta differenziata</strong>, che a livello nazionale raggiunge il <strong data-start="1157" data-end="1166">67,7%</strong>, confermando un trend di crescita costante. Il Nord si attesta al <strong data-start="1233" data-end="1242">74,2%</strong>, il Centro al <strong data-start="1257" data-end="1266">63,2%</strong>, mentre il Sud sale al <strong data-start="1290" data-end="1299">60,2%</strong>, riducendo progressivamente il divario storico con le altre aree del Paese.</p>
<p data-start="1377" data-end="1727">Le performance migliori si registrano in <strong data-start="1418" data-end="1444">Emilia-Romagna (78,9%)</strong> e <strong data-start="1447" data-end="1465">Veneto (78,2%)</strong>, seguite da <strong data-start="1478" data-end="1498">Sardegna (76,6%)</strong>, <strong data-start="1500" data-end="1531">Trentino-Alto Adige (75,8%)</strong>, <strong data-start="1533" data-end="1554">Lombardia (74,3%)</strong> e <strong data-start="1557" data-end="1590">Friuli-Venezia Giulia (72,7%)</strong>. L’Emilia-Romagna è anche la regione che segna la crescita più marcata rispetto al 2023, con un incremento di <strong data-start="1701" data-end="1726">1,7 punti percentuali</strong>.</p>
<p data-start="1729" data-end="2027">Superano l’obiettivo europeo del <strong data-start="1762" data-end="1769">65%</strong> anche Marche, Valle d’Aosta, Umbria, Piemonte, Toscana, Basilicata e Abruzzo. Complessivamente, <strong data-start="1866" data-end="1902">oltre il 72% dei comuni italiani</strong> ha raggiunto o superato la soglia del 65%, mentre quasi il <strong data-start="1962" data-end="1980">90% dei comuni</strong> differenzia più della metà dei propri rifiuti.</p>
<h3 data-start="2029" data-end="2062">Le grandi città: luci e ombre</h3>
<p data-start="2064" data-end="2421">Tra le città con più di 200 mila abitanti, spiccano <strong data-start="2116" data-end="2135">Bologna (72,8%)</strong>, <strong data-start="2137" data-end="2155">Padova (65,1%)</strong>, <strong data-start="2157" data-end="2176">Venezia (63,7%)</strong> e <strong data-start="2179" data-end="2197">Milano (63,3%)</strong>. Seguono Firenze, Messina, Torino e Verona. Restano invece sotto il 50%, seppur in miglioramento, <strong data-start="2296" data-end="2306">Genova</strong>, <strong data-start="2308" data-end="2316">Roma</strong>, <strong data-start="2318" data-end="2326">Bari</strong> e <strong data-start="2329" data-end="2339">Napoli</strong>, che continuano a rappresentare una delle principali sfide del sistema nazionale.</p>
<h3 data-start="2423" data-end="2457">Impianti, riciclo e discariche</h3>
<p data-start="2459" data-end="2847">Nel 2024 risultano operativi <strong data-start="2488" data-end="2535">625 impianti di gestione dei rifiuti urbani</strong>, oltre la metà dedicati al trattamento della frazione organica. Il recupero avviene soprattutto attraverso impianti integrati anaerobico/aerobico, seguiti dal compostaggio. Il totale dei rifiuti trattati biologicamente supera <strong data-start="2762" data-end="2791">7,2 milioni di tonnellate</strong>, in crescita del <strong data-start="2809" data-end="2817">3,9%</strong> rispetto all’anno precedente.</p>
<p data-start="2849" data-end="3144">La <strong data-start="2852" data-end="2882">percentuale di riciclaggio</strong> sale al <strong data-start="2891" data-end="2900">52,3%</strong>, superando l’obiettivo del 50% fissato per il 2020. Resta però la sfida dei prossimi anni: per raggiungere il target del <strong data-start="3022" data-end="3037">55% al 2025</strong> servirà un ulteriore incremento di <strong data-start="3073" data-end="3098">2,7 punti percentuali</strong>, mentre l’obiettivo al 2030 è fissato al 60%.</p>
<p data-start="3146" data-end="3336">Lo smaltimento in <strong data-start="3164" data-end="3177">discarica</strong> continua a ridursi: nel 2024 rappresenta il <strong data-start="3222" data-end="3231">14,8%</strong> dei rifiuti prodotti, pari a circa <strong data-start="3267" data-end="3296">4,4 milioni di tonnellate</strong>, in calo del <strong data-start="3310" data-end="3318">3,7%</strong> rispetto al 2023.</p>
<h3 data-start="3338" data-end="3368">Imballaggi, export e costi</h3>
<p data-start="3370" data-end="3565">Sul fronte degli <strong data-start="3387" data-end="3401">imballaggi</strong>, l’Italia centra già tutti gli obiettivi di riciclaggio previsti per il 2025. Per la prima volta anche la <strong data-start="3508" data-end="3520">plastica</strong> supera il target, raggiungendo il <strong data-start="3555" data-end="3564">51,1%</strong>.</p>
<p data-start="3567" data-end="3851">Nel 2024 è stato esportato il <strong data-start="3597" data-end="3633">4,3% dei rifiuti urbani prodotti</strong> (1,3 milioni di tonnellate), a fronte di 216 mila tonnellate importate. Campania, Lazio e Lombardia sono le regioni che esportano di più, con <strong data-start="3776" data-end="3812">Danimarca, Paesi Bassi e Austria</strong> come principali Paesi di destinazione.</p>
<p data-start="3853" data-end="4070">Cresce infine il <strong data-start="3870" data-end="3896">costo medio pro capite</strong> per la gestione dei rifiuti urbani, che sale a <strong data-start="3944" data-end="3971">214,4 euro per abitante</strong> (+17,4 euro rispetto al 2023). Il Centro registra i costi più elevati, seguito dal Sud e dal Nord.</p>
<h3 data-start="4072" data-end="4093">Il ruolo del PNRR</h3>
<p data-start="4095" data-end="4470">Il Rapporto dedica ampio spazio agli interventi finanziati dal <strong data-start="4158" data-end="4166">PNRR</strong>, che ha destinato <strong data-start="4185" data-end="4209">2,1 miliardi di euro</strong> alla gestione dei rifiuti e all’economia circolare. ISPRA supporta il monitoraggio del Programma nazionale di gestione dei rifiuti, una delle riforme chiave per la transizione ecologica, valutandone l’efficacia rispetto agli obiettivi ambientali e industriali.</p>
<p data-start="4472" data-end="4700" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un quadro che conferma luci e ombre del sistema italiano, ma che evidenzia anche come <strong data-start="4558" data-end="4615">raccolta differenziata, riciclo ed economia circolare</strong> stiano diventando sempre più leve strategiche per lo sviluppo sostenibile del Paese.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="z-0 flex min-h-[46px] justify-start"></div>
<div class="mt-3 w-full empty:hidden">
<div class="text-center"></div>
</div>
</div>
</div>
</article>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>I buchi neri supermassicci come sorgenti di neutrini ad altissima energia</title>
<link>https://www.italia24.news/i-buchi-neri-supermassicci-come-sorgenti-di-neutrini-ad-altissima-energia</link>
<guid>https://www.italia24.news/i-buchi-neri-supermassicci-come-sorgenti-di-neutrini-ad-altissima-energia</guid>
<description><![CDATA[ A partire dai dati dell&#039;esperimento IceCube, uno studio condotto da ricercatori dell&#039;INAF rivela che i neutrini ad altissima energia potrebbero essere emessi dai cosiddetti blazar a spettro piatto. Ma i risultati non pongono fine al dibattito ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6952677fdcee1.webp" length="39648" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 12:36:07 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>Uno studio condotto dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha fornito una nuova e significativa prova che collega i neutrini ad altissima energia a una specifica classe di buchi neri supermassicci, noti come </span><span>blazar a spettro piatto</span><span> </span><span>(blazar FSRQ, ovvero Flat-Spectrum Radio Quasar). I risultati, ottenuti a partire dai dati dell'esperimento IceCube, sono stati pubblicati oggi sulla rivista scientifica Astronomy &amp; Astrophysics.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Lo studio si colloca nel dibattito sull'origine cosmica incerta di quei neutrini, le cui energie superano di gran lunga quelle che possono essere generate sulla Terra. </span><span>Nella letteratura recente, l'associazione tra neutrini e blazar era già stata ipotizzata; tuttavia, nessuno studio precedente ha mai raggiunto un livello di significatività così elevato quanto quello ottenuto dai due autori. </span></p>
<p dir="ltr"><span>"I neutrini sono messaggeri cosmici incomparabili", sottolineano </span><span>Alberto Moretti </span><span>e </span><span>Alessandro Caccianiga</span><span>, ricercatori dell'INAF e autori dello studio, "ma ci sono considerevoli incertezze sulla misura della loro direzione di provenienza. I risultati della nostra ricerca, anche se molto promettenti, non scrivono la parola fine al dibattito. Oltre alla direzione di arrivo, le incertezze maggiori sono dovute anche agli effetti di selezione e al numero limitato di eventi analizzati". </span></p>
<p dir="ltr"><span>I due ricercatori hanno utilizzato il catalogo IceCat-1, una raccolta di dati dell'esperimento IceCube, situato presso la base Amundsen-Scott al Polo Sud. IceCube è un osservatorio per neutrini costruito e gestito dalla National Science Foundation (NSF), con il supporto finanziario e la partecipazione di numerose istituzioni provenienti da quattordici paesi che costituiscono la Collaborazione IceCube, alla quale l'Italia partecipa tramite l'Università degli Studi di Padova. L'osservatorio è costituito da 5.160 sensori ottici distribuiti in un volume di ghiaccio pari a un chilometro cubo. IceCube è in grado di identificare le tracce del passaggio dei neutrini sfruttando la radiazione Cherenkov che queste particelle producono mentre attraversano il ghiaccio.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Moretti e Caccianiga hanno estratto dal catalogo IceCat-1 un campione di 30 neutrini ad alta energia, la cui direzione di provenienza era particolarmente ben localizzata in cielo, confrontandola con le posizioni di un catalogo di quasar ottenuto dalla Sloan Digital Sky Survey, che contiene anche blazar FSRQ. </span></p>
<p dir="ltr"><span>I risultati hanno rivelato un chiaro collegamento tra i neutrini di IceCube e i blazar il cui spettro elettromagnetico presenta linee di emissione ampie e intense: i blazar FSRQ, appunto. </span></p>
<p dir="ltr"><span>I blazar sono nuclei galattici attivi (AGN) estremamente energetici, alimentati da un buco nero supermassiccio al centro di una galassia che emette un potente getto di particelle e di radiazione  quasi perfettamente allineato con la Terra, che si propaga a una velocità prossima a quella della luce. I blazar sono considerati i candidati ideali per la produzione di neutrini energetici: i getti che emettono, infatti, contengono un plasma di elettroni e protoni in moto relativistico all'interno di un intenso campo di fotoni, offrendo un ambiente favorevole alla loro creazione.</span></p>
<p dir="ltr"><span>"La raccolta continua di dati da parte dell'esperimento IceCube", osservano i due ricercatori, "apre la prospettiva di una futura conferma decisiva del legame tra i neutrini ad altissima energia e la popolazione dei blazar FSRQ".</span></p>
<p dir="ltr"><span>Studiare i neutrini cosmici offre un'opportunità straordinaria: queste particelle mantengono inalterata la loro direzione di propagazione perché sono prive di carica elettrica, a differenza della maggior parte degli altri raggi cosmici, e dunque non vengono deviate dai campi magnetici. Grazie a questa proprietà, sono in grado di fornire informazioni uniche e affidabili sui fenomeni più energetici che avvengono nell'Universo lontano o nelle regioni più dense in prossimità dei buchi neri.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Per ulteriori informazioni:</span></p>
<p dir="ltr"><span>L'articolo </span><a href="https://doi.org/10.1051/0004-6361/202554527" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span>"Flat-spectrum radio quasars as high-energy neutrino sources"</span></a><span> di Alberto Moretti e Alessandro Caccianiga è stato pubblicato su Astronomy &amp; Astrophysics</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Quando una stella viene divorata da un buco nero: osservato un effetto chiave della relatività di Einstein</title>
<link>https://www.italia24.news/quando-una-stella-viene-divorata-da-un-buco-nero-osservato-un-effetto-chiave-della-relativita-di-einstein</link>
<guid>https://www.italia24.news/quando-una-stella-viene-divorata-da-un-buco-nero-osservato-un-effetto-chiave-della-relativita-di-einstein</guid>
<description><![CDATA[ Un anno di osservazioni dallo spazio e da Terra sull’evento di distruzione mareale Tde 2020afhd rivela la “danza” tra disco e getto di un buco nero, offrendo le prove più solide finora dell’effetto Lense-Thirring ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6952657573802.webp" length="101838" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 12:31:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="162" data-end="825">Un segnale inizialmente ordinario, registrato nell’ottobre del 2020 dalla <strong data-start="236" data-end="265">Zwicky Transient Facility</strong>, si è trasformato nel tempo in uno degli indizi osservativi più solidi mai raccolti a sostegno di un effetto relativistico previsto da Albert Einstein. È quanto emerge dallo studio internazionale dedicato all’evento di distruzione mareale <strong data-start="505" data-end="521">Tde 2020afhd</strong>, pubblicato su <em data-start="537" data-end="555">Science Advances</em> e guidato da <strong data-start="569" data-end="610"><span class="whitespace-normal">Yanan Wang</span></strong>, dell’Accademia cinese delle scienze, con la partecipazione – tra gli altri – di <strong data-start="692" data-end="733"><span class="whitespace-normal">Ranieri Baldi</span></strong> e <strong data-start="736" data-end="777"><span class="whitespace-normal">Francesca Onori</span></strong> dell’<strong data-start="783" data-end="824"><span class="whitespace-normal">Istituto Nazionale di Astrofisica</span></strong>.</p>
<p data-start="827" data-end="1346">L’evento ha avuto origine nella galassia <strong data-start="868" data-end="883">Leda 145386</strong>, a circa 120 milioni di anni luce dalla Terra, quando una stella si è spinta troppo vicino a un buco nero supermassiccio, venendo letteralmente fatta a pezzi dalle forze mareali. Parte della materia stellare ha dato vita a un <strong data-start="1110" data-end="1136">disco di accrescimento</strong> estremamente caldo e luminoso, mentre un getto relativistico è stato lanciato perpendicolarmente al disco stesso: una configurazione ideale per studiare la fisica estrema che governa l’ambiente dei buchi neri.</p>
<h2 data-start="1348" data-end="1383">Un monitoraggio senza precedenti</h2>
<p data-start="1385" data-end="1956">Dopo il marcato <em data-start="1401" data-end="1416">rebrightening</em> osservato il 4 gennaio 2024, il team di Wang ha avviato una campagna osservativa coordinata a livello globale, durata oltre un anno e condotta su più lunghezze d’onda. Dallo spazio, il Tde 2020afhd è stato seguito dai telescopi per raggi X <strong data-start="1657" data-end="1666">Swift</strong>, <strong data-start="1668" data-end="1677">Nicer</strong> e <strong data-start="1680" data-end="1694">XMM-Newton</strong>; da Terra, l’evento è stato monitorato dai radiointerferometri <strong data-start="1758" data-end="1765">Vla</strong>, <strong data-start="1767" data-end="1775">Atca</strong>, <strong data-start="1777" data-end="1789">e-Merlin</strong> e <strong data-start="1792" data-end="1800">Vlba</strong>, oltre che dai telescopi ottici cinesi di <strong data-start="1843" data-end="1855">Xinglong</strong> e <strong data-start="1858" data-end="1869">Lijiang</strong>. Una copertura completa, pensata per cogliere ogni variazione significativa nel tempo.</p>
<p data-start="1958" data-end="2300">L’analisi dei dati ha rivelato un comportamento inatteso: circa 215 giorni dopo l’evento iniziale, la curva di luce in banda X ha mostrato oscillazioni quasi periodiche con un periodo di circa 19,6 giorni e variazioni di ampiezza superiori a un fattore dieci. Un’analoga variabilità, ben sincronizzata, è stata osservata anche in banda radio.</p>
<h2 data-start="2344" data-end="2382">Disco e getto che “danzano” insieme</h2>
<p data-start="2384" data-end="2820">Queste oscillazioni rappresentano, secondo gli autori, la prova osservativa più convincente finora ottenuta della <strong data-start="2498" data-end="2516">co-precessione</strong> tra il disco di accrescimento e il getto relativistico di un buco nero. «Il comportamento quasi periodico e coerente su più bande indica chiaramente che disco e getto stanno precessando come un sistema unico», spiega Wang. «È come osservare il sistema del buco nero oscillare ritmicamente nello spazio».</p>
<p data-start="2822" data-end="3400">Alla base di questo moto coordinato vi sarebbe l’<strong data-start="2871" data-end="2897">effetto Lense-Thirring</strong>, un fenomeno di trascinamento dello spaziotempo prodotto dalla rotazione di un oggetto massivo, previsto dalla relatività generale. «La rotazione del buco nero centrale trascina lo spaziotempo circostante», chiarisce Baldi, «imprimendo al disco di accrescimento e al getto una lenta ma coerente rotazione. Il risultato è una modulazione osservabile della luminosità in banda X e radio, amplificata da un vero e proprio “effetto faro” quando il getto attraversa periodicamente la nostra linea di vista».</p>
<h2 data-start="3402" data-end="3448">Una nuova finestra sui buchi neri dormienti</h2>
<p data-start="3450" data-end="3890">Per gli astronomi, lo studio di Tde 2020afhd rappresenta molto più di una conferma teorica. «Questo risultato dimostra le enormi potenzialità delle strategie osservative multibanda nello studio dei transienti», sottolinea Francesca Onori. «Gli eventi di distruzione mareale sono strumenti straordinari per indagare i processi di accrescimento attorno a buchi neri supermassicci normalmente inattivi, che altrimenti resterebbero invisibili».</p>
<p data-start="3892" data-end="4237" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In un’epoca in cui l’astrofisica punta sempre più su osservazioni coordinate e di lungo periodo, la “danza” tra disco e getto osservata in Tde 2020afhd segna un passo decisivo: non solo verso la comprensione dei buchi neri, ma anche verso la verifica diretta, su scala cosmica, degli effetti più sottili e affascinanti della relatività generale.</p>
<p>«Questo eccellente risultato», conclude un’altra coautrice dello studio,<span> </span><strong>Francesca Onori</strong><span> </span>dell’Inaf d’Abruzzo, «mostra non solo le grandi potenzialità di un’adeguata strategia osservativa in multibanda nello studio dei transienti, ma anche come i Tde siano dei potenti strumenti per studiare i fenomeni legati all’accrescimento di materia attorno a buchi neri supermassicci dormienti, che altrimenti non sarebbero visibili agli astronomi».</p>
<p><strong>Per saperne di più:</strong></p>
<ul>
<li>Leggi su<span> </span><em>Science Advances</em><span> </span>l’articolo “<a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.ady9068">Detection of disk-jet co-precession in a tidal disruption event</a>”, di Yanan Wang, Zikun Lin, Linhui Wu, Weihua Lei, Shuyuan Wei, Shuang-Nan Zhang, Long Ji, Santiago del Palacio, Ranieri D. Baldi, Yang Huang, Jifeng Liu, Bing Zhang, Aiyuan Yang, Rurong Chen, Yangwei Zhang, Ailing Wang, Lei Yang, Panos Charalampopoulos, David R. A. Williams-Baldwin, Zhu-Heng Yao, Fu-Guo Xie, Defu Bu, Hua Feng, Xinwu Cao, Hongzhou Wu, Wenxiong Li, Erlin Qiao, Giorgos Leloudas, Joseph P Anderson, Xinwen Shu, Dheeraj R. Pasham, Hu Zou, Matt Nicholl, Thomas Wevers, Tomas E. Muller-Bravo, Jing Wang, Jianyan Wei, Yu-Lei Qiu, Weijian Guo, Claudia P. Gutierrez, Mariusz Gromadzki, Cosimo Inserra, Lydia Makrygianni, Francesca Onori, Tanja Petrushevska, Diego Altamirano, Lluis Galbany, Miguel Perez-Torres e Ting-Wan Chen</li>
</ul>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>EY Tech Consulting Academy al Politecnico di Torino per favorire l&amp;apos;ingresso dei giovani nel mondo del lavoro</title>
<link>https://www.italia24.news/ey-tech-consulting-academy-al-politecnico-di-torino-per-favorire-lingresso-dei-giovani-nel-mondo-del-lavoro</link>
<guid>https://www.italia24.news/ey-tech-consulting-academy-al-politecnico-di-torino-per-favorire-lingresso-dei-giovani-nel-mondo-del-lavoro</guid>
<description><![CDATA[ Nata dalla collaborazione tra Politecnico di Torino ed EY, l’Academy ha coinvolto 28 laureandi STEM in undici settimane di formazione tra teoria e pratica, aprendo loro le porte alla carriera nella consulenza tecnologica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_695263f2ea37c.webp" length="86708" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 12:22:27 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span>Si è conclusa<i> </i>la prima edizione della <b>EY Tech Consulting Academy</b>, un nuovo percorso formativo ideato da <b>Politecnico di Torino</b> e <b>EY</b>, rivolto a <b>28 laureandi in discipline STEM </b>e della durata di undici settimane, che accompagnerà i giovani talenti nel passaggio dall'università al mondo del lavoro con una prima esperienza nel settore della consulenza.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Il programma di formazione ha integrato <b>lezioni teoriche e applicazioni pratiche</b>, alternando interventi di <b>manager EY</b> e dei <b>docenti del Politecnico di Torino, </b>mostrando<b> </b>come le competenze acquisite durante il corso di laurea possano essere applicate alle sfide di <b>organizzazioni complesse</b>. Al termine del percorso, i partecipanti avranno ora l'opportunità di avviare la propria carriera in <b>EY Technology Consulting, l'area di EY dedicata a supportare le aziende nella loro trasformazione digitale e tecnologica, </b>proprio presso la <b>sede di Torino</b>.<b></b></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span>Unire formazione e innovazione</span></b></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Presentata a giugno, la <b>EY Tech Consulting Academy</b> ha raccolto oltre <b>350 candidature</b>. Dopo un processo di selezione articolato, sono stati selezionati i <b>28 frequentanti, </b>che hanno seguito <b>124 ore</b> di formazione, organizzate in moduli didattici dedicati alle <b>soft e hard skill</b> del settore informatico (come IT Strategy, AI &amp; Data, Cybersecurity, Innovation). Durante la cerimonia finale dell'11 dicembre, presso l'<b>Aula Magna della Scuola Master del Politecnico di Torino,</b> gli studenti hanno presentato i Project Work sviluppati in team, riguardanti alcuni tra gli argomenti più rilevanti per la transizione digitale e la competitività, come l'intelligenza artificiale e la cybersecurity.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span>EY ha registrato una crescita significativa nell'area di consulenza in ambito tecnologico </span></b><span>(<i>Technology Consulting</i>), attestandosi oggi come <b>la più grande practice europea, con oltre 1.600 professionisti in Italia</b>. Per EY, <b>Technology Consulting</b> significa strategie digitali, analisi dei dati, soluzioni cloud e cybersecurity, fino all'integrazione delle principali e più innovative piattaforme aziendali (Tech Strategy, AI &amp; Data, ERP e CRM, Digital Engineering, Cloud, Cybersecurity, Marketing Technologies e piattaforme come SAP, Microsoft, ServiceNow). La nascita della Academy si inserisce in un più ampio rafforzamento della presenza <b>di EY nella città di Torino</b>, già <i>Capitale europea dell'Innovazione</i>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><i><span>"Siamo orgogliosi di aver attivato a Torino una iniziativa didattica unica pensata per supportare i giovani talenti sul territorio che abbraccia tutto il Technology Consulting di EY. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare i giovani, brillantemente formati dall'ateneo torinese, al mondo del lavoro, rendendoli pronti per l'ingresso nella consulenza, nella sede di Torino", </span></i><span>spiega<i> </i><b>Luca Grivet Foiaia</b>, EY Technology Consulting Leader Italia.</span><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Il <b>Politecnico di Torino, con circa 1.500 laureati l'anno in discipline STEM</b> e un'offerta formativa di eccellenza in Data Science, Ingegneria Informatica, Ingegneria Gestionale e Cybersecurity, <b>è la realtà ideale per un percorso formativo</b> che risponda alle esigenze del mercato e valorizzi le competenze dei giovani.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><i><span>"Il percorso di formazione intrapreso con EY è stato pensato per fornire ai partecipanti sia competenze teoriche su temi di frontiera quali intelligenza artificiale e sicurezza, che competenze applicative attraverso l'analisi di casi di studio proposti da EY. Il modello didattico intende inoltre riprodurre le dinamiche tipiche del mondo aziendale, per avvicinare quanto più possibile i partecipanti ad un vero training on the job", </span></i><span>commenta il<i> </i>Prof. <b>Massimo Violante</b>, Coordinatore Scientifico del Master</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><i><span>"La Tech Consulting Academy, realizzata in collaborazione con EY, è una delle iniziative che l'Ateneo, attraverso la propria Scuola Master, propone per orientare e preparare alle professioni studenti e studentesse prossimi alla laurea. In questo percorso, l'essere un consulente efficace significa sviluppare competenze che nascono dall'integrazione tra conoscenza tecnica, capacità di lavorare in team e attitudine al problem solving con il cliente: aspetti che qui vengono coltivati in maniera mirata, andando oltre quanto previsto nei tradizionali corsi di laurea", </span></i><span>conclude il<i> </i></span><span>Prof. <b>Paolo Neirotti</b>, Direttore della Scuola di Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Fibrosi cistica, la “seconda identità” del farmaco Ivacaftor apre nuove prospettive di cura</title>
<link>https://www.italia24.news/fibrosi-cistica-la-seconda-identita-del-farmaco-ivacaftor-apre-nuove-prospettive-di-cura</link>
<guid>https://www.italia24.news/fibrosi-cistica-la-seconda-identita-del-farmaco-ivacaftor-apre-nuove-prospettive-di-cura</guid>
<description><![CDATA[ Team di ricercatori dell&#039;Università di Padova dimostra che il farmaco ha anche la capacità di proteggere le cellule da morte ossidativa ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6939b3af2bdcf.webp" length="38798" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 18:56:23 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span>Nel mondo della medicina di precisione l'ivacaftor, uno dei primi farmaci approvato contro la fibrosi cistica, è celebre per essere un "potenziatore": agisce migliorando il funzionamento di una proteina (il CFTR), permettendo quindi ai polmoni dei pazienti di funzionare meglio.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Un team di ricercatori dell'Università di Padova, <b>guidato dal prof. Giorgio Cozza del Dipartimento di Medicina Molecolare</b>, ha svelato che questo farmaco possiede anche una "seconda identità", finora insospettata, che agisce indipendentemente dalla sua missione principale. <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2213231725004574?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener">Lo studio</a>, dal titolo </span><i>Beyond CFTR: Ivacaftor's Role in Restoring Cellular Redox Balance and Preventing Ferroptosis</i><span>,</span><i><span> </span></i><span>è stato pubblicato sulla rivista </span>«<span>Redox Biology</span>».<span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Per capire la scoperta, bisogna immaginare le nostre cellule "sotto assedio". In altri stati patologici, oltre alla fibrosi cistica, le cellule subiscono un grave stress ossidativo: è come se le loro membrane "arrugginissero" a causa di molecole instabili chiamate radicali liberi. Quando questo danno ai lipidi delle membrane diventa insostenibile, si innesca una forma di morte cellulare violenta chiamata ferroptosi.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal">Lo studio dimostra per la<strong> prima volta </strong>che l'ivacaftor, oltre al suo noto meccanismo principale, si comporta come un vero e proprio "spazzino" chimico: <strong>intercetta e neutralizza direttamente i radicali liberi che attaccano i lipidi, bloccando la reazione a catena che porterebbe alla morte della cellula</strong>.<span> A differenza di molti antiossidanti che non riescono ad agire efficientemente sui lipidi e si consumano rapidamente, l'ivacaftor mostra una resistenza sorprendente, rimanendo attivo e proteggendo le cellule per giorni. Inoltre, il farmaco favorisce il ripristino delle difese antiossidanti naturali della cellula. Questa capacità protettiva funziona anche in cellule che non esprimono il bersaglio primario (il CFTR): ciò suggerisce che l'effetto antiossidante dell'ivacaftor vada oltre la fibrosi cistica e potrebbe un giorno essere utilizzato per trattare altre malattie caratterizzate da forte stress ossidativo.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>«Il nostro studio è un esempio di quanto sia utile scoprire le potenzialità nascoste di una molecola già approvata e sicura dal punto di vista clinico. Un fenomeno che si chiama riposizionamento di farmaci (<i>drug repurposing</i>) e che permette di accelerare incredibilmente i tempi per nuove applicazioni terapeutiche, ottimizzando risorse che altrimenti richiederebbero decenni per essere sviluppate da zero – <b>commenta Giorgio Cozza, coordinatore dello studio</b> –. Ma la forza di questo lavoro risiede anche nella solidità dell'approccio multidisciplinare che ha dissezionato il meccanismo d'azione dal livello macroscopico a quello atomico».<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>Oltre al Dipartimento di Medicina Molecolare, hanno collaborato allo studio i Dipartimenti di Scienze del Farmaco e di Scienze Chimiche dell'Università di Padova attraverso la validazione biologica di Michela Rubin, Ilaria Artusi e Valentina Bosello Travain, l'analisi biochimica e lipidomica di Monica Rossetto, Antonina Gucciardi, Maria Luisa di Paolo e Giovanni Miotto e l'approccio atomistico computazionale di Davide Zeppilli e Laura Orian. Ha contribuito alla ricerca anche José Pedro Friedmann Angeli dell'Università di Würzburg, esperto mondiale di ferroptosi.<span></span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span>La ricerca è stata sostenuta dalla Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica – ETS e dal PNRR spoke 7 Biocomputing CN3.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Mobilità a Milano. M5, via libera alla convenzione e all&amp;apos;aggiornamento della progettazione definitiva</title>
<link>https://www.italia24.news/mobilita-a-milano-m5-via-libera-alla-convenzione-e-allaggiornamento-della-progettazione-definitiva</link>
<guid>https://www.italia24.news/mobilita-a-milano-m5-via-libera-alla-convenzione-e-allaggiornamento-della-progettazione-definitiva</guid>
<description><![CDATA[ Assessora Censi: &quot;Passi avanti verso la realizzazione di quest&#039;opera essenziale nell&#039;ottica di trasporto metropolitano&quot; ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6939b05583d49.webp" length="66590" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 18:41:19 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span>La realizzazione del prolungamento della <strong>M5 verso Monza</strong> compie nuovi e significativi passi avanti: via libera all'aggiornamento della progettazione definitiva, dopo le prescrizioni inserite nell'approvazione del Paur (Provvedimento Autorizzativo Unico Regionale) e alla nuova Convenzione tra gli enti coinvolti.  </span><br><span>La Giunta del Comune di Milano ha infatti <strong>approvato </strong>gli indirizzi per la sottoscrizione della nuova Convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Lombardia e il Comune stesso, finalizzata al finanziamento e alla realizzazione dell'opera. Contestualmente, è stata validata la progettazione definitiva dell'opera, <strong>realizzata da MM Spa</strong>, il cui quadro economico aggiornato ammonta a <strong>1 miliardo 884 milioni 990 mila euro. </strong></span><br><span> </span><br><span>Il progetto, strategico per la mobilità dell'area metropolitana milanese e brianzola, prevede circa <strong>13 km di nuova linea sotterranea e 11 nuove stazioni,</strong> oltre al nuovo deposito per il materiale rotabile. Con il prolungamento, la linea M5 raggiungerà una estensione complessiva di circa 26 km, servendo 30 stazioni tra <strong>Milano, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo e Monza. </strong></span><br><span> </span><br><span>Dopo che nel luglio scorso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva accolto le richieste di tutti gli enti coinvolti che chiedevano di realizzare l'opera così come previsto nel PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica), escludendo scenari alternativi che riducessero il tracciato, si è reso necessario il reperimento di ulteriori risorse per 586 milioni di euro, derivanti principalmente dagli extracosti che hanno impattato su tutte le grandi opere pubbliche dopo gli aumenti dei materiali avvenuti a partire dal 2020.  </span><br><span> </span><br><span>Al momento il prolungamento è finanziato per 1.298.496.373 euro (di cui 933 milioni e 496mila euro da fondi statali, 45 milioni a carico dei comuni di Monza, Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni, 37 milioni a carico del Comune di Milano e 283 milioni a carico di Regione Lombardia).  </span><br><span>Per reperire i 586 milioni di extracosti, il Comune di Milano, d'intesa con tutti gli enti finanziatori, ha chiesto di trasferire sul prolungamento della M5 le risorse previste per il prolungamento della M4 a Segrate (406.353.433 euro) e parte dei finanziamenti originariamente previsti per l'ampliamento del deposito Gallaratese dei treni della M1 (70.140.193 euro). A questa cifra bisogna sommare i 10 milioni stanziati a novembre di quest'anno da Regione Lombardia. </span><br><span>Per arrivare alla somma necessaria, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è impegnato a stanziare 100 milioni. Una volta disposta ufficialmente questa dotazione e garantita così la completa copertura finanziaria dell'opera, sarà possibile avviare la procedura di gara d'appalto per la sua realizzazione.  </span><br><span> </span><br><span>"La sottoscrizione della convenzione con gli enti coinvolti e l'approvazione dell'aggiornamento del progetto definitivo – spiega<strong> Arianna Censi, assessora alla Mobilità</strong> – sono atti essenziali, propedeutici al reperimento dei fondi e alla successiva preparazione e indizione della gara d'appalto. Il prolungamento della M5 rappresenta uno degli interventi più rilevanti per il potenziamento del trasporto pubblico dell'area metropolitana: contribuirà a ridurre il traffico veicolare, migliorare la qualità dell'ambiente e favorire l'integrazione tra Milano e l'area della Brianza. Ci tengo a ribadire che il finanziamento del trasporto pubblico di massa è essenziale per lo sviluppo di Milano e tra le opere fondamentali c'è anche il prolungamento della M4. Lo spostamento di risorse dalla M4 alla M5 deve essere considerato come una opportunità per far partire prima un'opera che è in stato più avanzato. In nessun modo significa sminuire l'importanza strategica di nuove fermate della metro blu verso Segrate".  </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L’Italia potenzia il radiotelescopio sudafricano MeerKAT con la nuova banda 5B, aprendo una nuova finestra sull’universo</title>
<link>https://www.italia24.news/litalia-potenzia-il-radiotelescopio-sudafricano-meerkat-con-la-nuova-banda-5b-aprendo-una-nuova-finestra-sulluniverso</link>
<guid>https://www.italia24.news/litalia-potenzia-il-radiotelescopio-sudafricano-meerkat-con-la-nuova-banda-5b-aprendo-una-nuova-finestra-sulluniverso</guid>
<description><![CDATA[ Un investimento strategico rafforza la collaborazione tra Italia e Sudafrica e amplia le capacità scientifiche del radiotelescopio MeerKAT, precursore del progetto SKA ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6939aef2acb51.webp" length="31706" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 18:36:57 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="514" data-end="1177">La collaborazione tra Italia e Sudafrica nella ricerca astrofisica segna una nuova, fondamentale tappa: il potenziamento del radiotelescopio <strong data-start="655" data-end="666">MeerKAT</strong>, che si è dotato di <strong data-start="687" data-end="733">64 nuovi digitalizzatori in banda radio 5B</strong>, nell’ambito del progetto PNRR <strong data-start="765" data-end="829">STILES (STrengthening the Italian Leadership in ELT and SKA)</strong> dell’<strong data-start="835" data-end="879">Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)</strong>. Tra gli altri obiettivi, STILES prevede anche la collaborazione strategica tra l'INAF e il <strong data-start="972" data-end="1025">South African Radio Astronomy Observatory (SARAO)</strong> per potenziare le capacità ad alte frequenze di MeerKAT, radiotelescopio precursore del progetto <strong data-start="1123" data-end="1130">SKA</strong>, situato nel deserto del Karoo, in Sudafrica.</p>
<p data-start="1179" data-end="1535">Questo investimento finanzia lo sviluppo e l’implementazione complessiva di <strong data-start="1255" data-end="1294">64 sistemi di ricezione in banda 5B</strong> (con ricevitori sviluppati e realizzati in Germania dal Max Planck, sotto contratto con l’INAF, e digitalizzatori progettati e realizzati da SARAO) da installare su ciascuna delle antenne di MeerKAT, <strong data-start="1495" data-end="1532">ampliandone la gamma di frequenza</strong>.</p>
<p data-start="1537" data-end="1816">Il sistema di ricezione coprirà la banda <strong data-start="1578" data-end="1594">8,3–15,4 GHz</strong> (attualmente sono utilizzati ricevitori nella banda <strong data-start="1647" data-end="1663">0,58–3,5 GHz</strong>). Raggiungere questa nuova banda consentirà agli scienziati di esplorare l'universo in un intervallo prima inaccessibile al radiotelescopio sudafricano.</p>
<p data-start="1818" data-end="2042">Una delegazione dell'INAF ha visitato gli uffici di SARAO a Città del Capo, verificando la produzione di tutte le componenti previste e apponendo il proprio <strong data-start="1975" data-end="2002">sigillo di approvazione</strong> al termine di questa fase del progetto.</p>
<p data-start="2044" data-end="2460"><strong data-start="2044" data-end="2065">Roberto Ragazzoni</strong>, presidente dell’INAF, commenta:<br data-start="2098" data-end="2101">“Con questo progetto di digitalizzazione in banda 5B, che implementa un’ulteriore capacità di indagine scientifica, si coniuga la sperimentazione di nuove tecnologie digitali con collaborazioni internazionali extraeuropee di grande valore anche per le attività successive a livello mondiale. <strong data-start="2393" data-end="2458">MeerKAT è infatti uno dei quattro precursori del progetto SKA</strong>”.</p>
<p data-start="2462" data-end="2798">Anche <strong data-start="2468" data-end="2484">Grazia Umana</strong>, coordinatrice del progetto MeerKAT Band 5B e ricercatrice INAF, sottolinea:<br data-start="2561" data-end="2564">“Il progetto costituisce un chiaro esempio di come <strong data-start="2615" data-end="2653">l'investimento pubblico strategico</strong>, attraverso il PNRR, possa avere un impatto a lungo termine, sviluppando partnership internazionali e portando a una <strong data-start="2771" data-end="2796">scienza trasformativa</strong>”.</p>
<p data-start="2800" data-end="3128">L’implementazione della banda 5B su MeerKAT sarà <strong data-start="2849" data-end="2884">scientificamente rivoluzionaria</strong>. Il radiotelescopio potrà indagare l'universo a frequenze più alte, con <strong data-start="2957" data-end="2982">risoluzione superiore</strong>, aprendo nuove frontiere nello studio del <strong data-start="3025" data-end="3047">magnetismo cosmico</strong>, della <strong data-start="3055" data-end="3078">formazione stellare</strong> e del <strong data-start="3085" data-end="3127">gas molecolare nelle galassie distanti</strong>.</p>
<p data-start="3130" data-end="3435"><strong data-start="3130" data-end="3144">Sias Malan</strong>, responsabile tecnico per SARAO, spiega:<br data-start="3185" data-end="3188">“Raggiungere le specifiche stabilite dagli scienziati per il digitalizzatore ha richiesto un'attenta progettazione di tutto il sistema, resa più complessa dalle <strong data-start="3349" data-end="3371">rigide tempistiche</strong> che imponevano la realizzazione dei moduli in meno di 18 mesi”.</p>
<p data-start="3437" data-end="3766">Il vicedirettore esecutivo di SARAO, <strong data-start="3474" data-end="3492">Adrian Tiplady</strong>, aggiunge:<br data-start="3503" data-end="3506">“La nostra collaborazione con l'INAF consolida il ruolo di SARAO come partner affidabile nell'astronomia globale. Gli sviluppi tecnologici resi possibili da questa collaborazione forniranno <strong data-start="3696" data-end="3721">scienza d’avanguardia</strong> a una struttura d’avanguardia come MeerKAT”.</p>
<p data-start="3768" data-end="4105">Il progetto <strong data-start="3780" data-end="3790">STILES</strong>, finanziato tramite il <strong data-start="3814" data-end="3822">PNRR</strong> e parte del programma europeo <strong data-start="3853" data-end="3873">NextGenerationEU</strong>, è ideato e guidato da <strong data-start="3897" data-end="3916">Adriano Fontana</strong> (INAF). Ha l’obiettivo di rafforzare la leadership italiana nello sviluppo di strumenti per le grandi infrastrutture: l’<strong data-start="4037" data-end="4072">Extremely Large Telescope (ELT)</strong> e lo <strong data-start="4078" data-end="4104">SKA Observatory (SKAO)</strong>.</p>
<p data-start="4107" data-end="4372">“La realizzazione dei nuovi ricevitori in banda 5B è solo <strong data-start="4165" data-end="4194">il primo grande obiettivo</strong> di STILES a essere completato”, afferma Fontana. “I progetti STILES miglioreranno le capacità tecnologiche e le possibilità osservative dell’astronomia ottica e radio italiana”.</p>
<hr data-start="4374" data-end="4377">
<h3 data-start="4379" data-end="4428"><strong data-start="4383" data-end="4426">RADIOMAP: cooperazione Italia–Sudafrica</strong></h3>
<p data-start="4430" data-end="4807">Rientra nella collaborazione anche <strong data-start="4465" data-end="4477">RADIOMAP</strong>, progetto bilaterale finanziato dal <strong data-start="4514" data-end="4583">Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale</strong> e dalla <strong data-start="4592" data-end="4624">National Research Foundation</strong>, nell'ambito del programma <strong data-start="4652" data-end="4661">ISARP</strong>. L’obiettivo è valorizzare il potenziale scientifico di MeerKAT, formando <strong data-start="4736" data-end="4770">studenti e giovani ricercatori</strong> in vista del futuro SKA Observatory.</p>
<p data-start="4809" data-end="5059">Il meeting conclusivo, svoltosi a Città del Capo (12–13 novembre), ha confermato che le due comunità scientifiche sono <strong data-start="4928" data-end="4957">strategicamente allineate</strong> verso il pieno sfruttamento scientifico di <strong data-start="5001" data-end="5013">MeerKAT+</strong>, passo cruciale verso lo <strong data-start="5039" data-end="5058">SKA Observatory</strong>.</p>
<hr data-start="5061" data-end="5064">
<h3 data-start="5066" data-end="5108"><strong data-start="5070" data-end="5106">Ulteriori informazioni su STILES</strong></h3>
<p data-start="5110" data-end="5488">Gli obiettivi del progetto includono:<br data-start="5147" data-end="5150">– aggiornamento diretto delle capacità osservative di <strong data-start="5204" data-end="5211">ELT</strong> e <strong data-start="5214" data-end="5221">SKA</strong>;<br data-start="5222" data-end="5225">– investimenti in infrastrutture <strong data-start="5258" data-end="5281">hardware e software</strong>;<br data-start="5282" data-end="5285">– sviluppo di <strong data-start="5299" data-end="5333">laboratori di ricerca avanzata</strong>, tra cui quelli per lo studio delle condizioni “eso-atmosferiche”;<br data-start="5400" data-end="5403">– realizzazione di infrastrutture nazionali per la <strong data-start="5454" data-end="5487">verifica della strumentazione</strong>.</p>
<p data-start="5490" data-end="5776"><strong data-start="5490" data-end="5521">STILES (Proposta IR0000034)</strong> è finanziato dall’Unione europea e approvato dal Ministero dell’Università, con un contributo complessivo di <strong data-start="5631" data-end="5650">69.999.999 euro</strong>. Il coordinamento è affidato all’<strong data-start="5684" data-end="5692">INAF</strong>, in collaborazione con sette università italiane ed enti di ricerca internazionali.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Rigenerazione urbana. Scalo Greco&#45;Breda, via all&amp;apos;adozione del Piano che realizza un nuovo quartiere di social housing</title>
<link>https://www.italia24.news/rigenerazione-urbana-scalo-greco-breda-via-alladozione-del-piano-che-realizza-un-nuovo-quartiere-di-social-housing</link>
<guid>https://www.italia24.news/rigenerazione-urbana-scalo-greco-breda-via-alladozione-del-piano-che-realizza-un-nuovo-quartiere-di-social-housing</guid>
<description><![CDATA[ Adottato dalla Giunta il Piano attuativo dello Scalo Greco-Breda: nasce un nuovo quartiere carbon neutral, con social housing, verde pubblico e connessioni urbane rinnovate ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6939a6093fb95.webp" length="178744" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 17:58:34 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="346" data-end="763"><strong data-start="346" data-end="430">Adottato dalla Giunta comunale il Piano attuativo denominato "Scalo Greco-Breda"</strong>, che sviluppa il progetto <strong data-start="457" data-end="472">"L'Innesto"</strong>, vincitore del <strong data-start="488" data-end="521">Bando Reinventing Cities 2019</strong>. Area pilota del <strong data-start="539" data-end="561">Piano Aria e Clima</strong> del Comune di Milano, prevede la realizzazione di <strong data-start="612" data-end="667">un nuovo quartiere carbon neutral di social housing</strong>, mentre <strong data-start="676" data-end="709">oltre il 60% della superficie</strong> complessiva sarà destinato a verde e spazi pubblici.</p>
<p data-start="766" data-end="1237">Quello di <strong data-start="776" data-end="785">Greco</strong> è il <strong data-start="791" data-end="810">primo dei Piani</strong> che attuano l’<strong data-start="825" data-end="849">Accordo di programma</strong> per la trasformazione degli ex scali ferroviari di Milano ad approdare in Giunta. L'area interessata, circa <strong data-start="958" data-end="971">63mila mq</strong>, insiste tra le vie <strong data-start="992" data-end="1051">Breda, Rucellai, Gilardi, Sesto San Giovanni e Torcello</strong> nei Municipi 2 e 9, ed è di proprietà di <strong data-start="1093" data-end="1109">REDO SGR SpA</strong>, soggetto attuatore con il <strong data-start="1137" data-end="1150">Fondo FIL</strong>. La riorganizzazione urbanistica interesserà anche parte del tracciato di via Breda.</p>
<p data-start="1240" data-end="1796">"<strong data-start="1241" data-end="1271">Un passo avanti importante</strong> verso la trasformazione di una porzione rilevante di quest'area cittadina, che comprende anche il rinnovo della <strong data-start="1384" data-end="1410">stazione Greco Pirelli</strong> e ci avvicina al futuro delineato dall'<strong data-start="1450" data-end="1467">Accordo Scali</strong> – commenta la Vicesindaco con delega alla Rigenerazione urbana <strong data-start="1531" data-end="1548">Anna Scavuzzo</strong> –. Nei prossimi anni qui sorgerà <strong data-start="1582" data-end="1610">un quartiere tutto nuovo</strong>, a vocazione giovanile, con <strong data-start="1639" data-end="1667">case a prezzi calmierati</strong>, verde e servizi, capace di attrarre residenti e di sanare la cesura attuale tra l'area a est e quella a ovest dello scalo".</p>
<p data-start="1799" data-end="2229">Attraverso "<strong data-start="1811" data-end="1824">L'Innesto</strong>" verrà operata <strong data-start="1840" data-end="1884">una ricucitura dei quartieri circostanti</strong>, creando una connessione pedonale tra <strong data-start="1923" data-end="1959">Bicocca, Precotto e l'Università</strong>: con il nuovo sottopasso ferroviario, la piazza e il sistema di verde che verranno creati, si collegherà via Rucellai al quartiere Bicocca, inserendosi nel <strong data-start="2116" data-end="2135">corridoio verde</strong> che da Porta Nuova conduce al Parco di Monza e, dalla Martesana, al <strong data-start="2204" data-end="2227">Parco agricolo Nord</strong>.</p>
<p data-start="2232" data-end="2324">Lo sviluppo del Piano prevede <strong data-start="2262" data-end="2308">21mila mq di Edilizia residenziale sociale</strong>, articolati in:</p>
<ul data-start="2325" data-end="2665">
<li data-start="2325" data-end="2457">
<p data-start="2327" data-end="2457">edilizia residenziale convenzionata agevolata in vendita, affitto con patto di futura vendita e <strong data-start="2423" data-end="2437">co-housing</strong> (circa 8.300 mq);</p>
</li>
<li data-start="2458" data-end="2587">
<p data-start="2460" data-end="2587">edilizia residenziale in affitto a canone moderato e/o concordato, convenzionato e <strong data-start="2543" data-end="2565">co-housing sociale</strong> (10.600 mq minimi);</p>
</li>
<li data-start="2588" data-end="2663">
<p data-start="2590" data-end="2663">edilizia residenziale in affitto a <strong data-start="2625" data-end="2643">canone sociale</strong> (2mila mq minimi).</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2666" data-end="2958">Il nuovo quartiere sarà dotato di <strong data-start="2700" data-end="2755">funzioni compatibili e complementari alla residenza</strong>, tra cui spazi commerciali ai piani terra (fino a <strong data-start="2806" data-end="2818">3mila mq</strong>), una <strong data-start="2825" data-end="2866">residenza universitaria convenzionata</strong> (fino a <strong data-start="2875" data-end="2887">7.800 mq</strong>), e un <strong data-start="2895" data-end="2912">Energy center</strong> funzionale alla rete del teleriscaldamento.</p>
<p data-start="2961" data-end="3189">Gli interventi si integrano con la <strong data-start="2996" data-end="3060">riqualificazione della stazione ferroviaria di Greco-Pirelli</strong> a cura di RFI, finanziata anche dal Comune con <strong data-start="3108" data-end="3138">oltre 11,3 milioni di euro</strong> nell'ambito del <strong data-start="3155" data-end="3188">PNRR – Piani Urbani Integrati</strong>.</p>
<p data-start="3192" data-end="3444">A est della stazione verrà realizzata una <strong data-start="3234" data-end="3257">nuova piazza ipogea</strong> collegata al sottopasso pedonale e sarà garantita l’accessibilità carrabile al nuovo fabbricato della stazione, creando <strong data-start="3378" data-end="3428">un accesso ferroviario per la zona di Precotto</strong>, oggi assente.</p>
<p data-start="3447" data-end="3776">È prevista inoltre la <strong data-start="3469" data-end="3502">riqualificazione di via Breda</strong>, oggi di larghezza discontinua: con lo spostamento della viabilità verso la stazione, l’attuale sedime diventerà <strong data-start="3616" data-end="3655">l’asse pedonale del nuovo quartiere</strong>, mentre la nuova strada parallela affiancherà la ferrovia, migliorando l’interscambio con il trasporto pubblico locale.</p>
<p data-start="3779" data-end="4276">Il Piano prevede <strong data-start="3796" data-end="3851">circa 39mila mq di aree pubbliche e di uso pubblico</strong>, tra verde, piazze e percorsi pedonali e ciclabili, con una forte connotazione agricola contemporanea coerente con il progetto "<strong data-start="3980" data-end="3993">L'Innesto</strong>".<br data-start="3995" data-end="3998">A qualificarla saranno in particolare il nuovo <strong data-start="4045" data-end="4064">viale dei Gelsi</strong>, il sistema dei collegamenti ciclopedonali, le aree verdi con <strong data-start="4127" data-end="4151">giardino comunitario</strong>, verde agricolo sociale e verde attrezzato per <strong data-start="4199" data-end="4218">circa 29mila mq</strong>, oltre alla <strong data-start="4231" data-end="4274">piantumazione di circa 700 nuovi alberi</strong>.</p>
<p data-start="4279" data-end="4481">Gli <strong data-start="4283" data-end="4310">oneri di urbanizzazione</strong>, pari a <strong data-start="4319" data-end="4348">circa 3,3 milioni di euro</strong>, saranno destinati alla riorganizzazione di via Breda e alla realizzazione degli spazi verdi e pedonali, compresa la piazza ipogea.</p>
<p data-start="4484" data-end="4651">La delibera verrà approvata definitivamente dopo il periodo utile per la raccolta delle osservazioni, le controdeduzioni e le eventuali modifiche dell’Amministrazione.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Una lunghissima esplosione segna la fine di una stella, divorata da un buco nero</title>
<link>https://www.italia24.news/una-lunghissima-esplosione-segna-la-fine-di-una-stella-divorata-da-un-buco-nero</link>
<guid>https://www.italia24.news/una-lunghissima-esplosione-segna-la-fine-di-una-stella-divorata-da-un-buco-nero</guid>
<description><![CDATA[ Un lampo di raggi gamma senza precedenti, osservato per giorni da telescopi spaziali e terrestri, apre nuovi scenari sull&#039;interazione estrema tra stelle e buchi neri, con un importante contributo della ricerca italiana ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6939a47733e05.webp" length="57428" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 17:52:58 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="435" data-end="860">Una lunghissima emissione di raggi gamma, rilevata il <strong data-start="489" data-end="501">2 luglio</strong> e proseguita per giorni, sarebbe il segnale che <strong data-start="550" data-end="603">un buco nero ha distrutto e fagocitato una stella</strong> ad esso vicina. Queste le conclusioni di diversi gruppi di ricerca nel mondo, a cui hanno partecipato anche ricercatori dell’<strong data-start="729" data-end="773">Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)</strong>, analizzando una mole sterminata di dati provenienti da telescopi spaziali e da Terra.</p>
<p data-start="862" data-end="1336">Tutto è iniziato il <strong data-start="882" data-end="899">2 luglio 2025</strong>, quando il <strong data-start="911" data-end="938">Gamma Ray Burst Monitor</strong> del <strong data-start="943" data-end="978">Fermi Gamma Ray Space Telescope</strong> della NASA ha scoperto un potente lampo di raggi gamma (o <strong data-start="1037" data-end="1044">GRB</strong>), seguito dal <strong data-start="1059" data-end="1084">Burst Alert Telescope</strong> del <strong data-start="1089" data-end="1123">Neil Gehrels Swift Observatory</strong> della NASA e da altri strumenti. L’evento, invece di durare pochi minuti, si è protratto per <strong data-start="1217" data-end="1227">giorni</strong>, rendendo <strong data-start="1238" data-end="1253">GRB 250702B</strong> – questa la sigla ufficiale – <strong data-start="1284" data-end="1335">il lampo di raggi gamma più lungo mai osservato</strong>.</p>
<p data-start="1338" data-end="1715">A partire da queste prime osservazioni, sono stati utilizzati i più potenti telescopi spaziali e terrestri per individuare con precisione la sorgente di quell’eccezionale emissione. Il <strong data-start="1523" data-end="1535">3 luglio</strong>, Swift ha indicato la provenienza dalla <strong data-start="1576" data-end="1605">costellazione dello Scudo</strong>, vicino al piano della Via Lattea. Rimaneva da stabilire se il fenomeno fosse <strong data-start="1684" data-end="1714">galattico o extragalattico</strong>.</p>
<p data-start="1717" data-end="2123">Le immagini ottenute dagli osservatori <strong data-start="1756" data-end="1764">Keck</strong> e <strong data-start="1767" data-end="1777">Gemini</strong> alle Hawaii e dal <strong data-start="1796" data-end="1826">VLT (Very Large Telescope)</strong> dell’<strong data-start="1832" data-end="1839">ESO</strong> in Cile hanno confermato che <strong data-start="1869" data-end="1884">GRB 250702B</strong> provenisse da <strong data-start="1899" data-end="1923">una galassia esterna</strong>, indicazione validata poi dal <strong data-start="1954" data-end="1984">telescopio spaziale Hubble</strong> e dal <strong data-start="1991" data-end="2028">James Webb Space Telescope (JWST)</strong>, che mostrano una galassia con una <strong data-start="2064" data-end="2100">peculiare banda scura di polvere</strong> a dividerne il nucleo.</p>
<p data-start="2125" data-end="2544">Le indagini sono proseguite. Alla fine di agosto un team dell’<strong data-start="2187" data-end="2215">Università di Birmingham</strong> ha utilizzato <strong data-start="2230" data-end="2238">Webb</strong> e <strong data-start="2241" data-end="2248">VLT</strong> per stimare la distanza della galassia ospite e le sue proprietà, calcolando che l’esplosione ha rilasciato <strong data-start="2357" data-end="2432">l’energia equivalente a mille Soli che brillano per 10 miliardi di anni</strong>. La luce di questo evento è partita <strong data-start="2469" data-end="2494">8 miliardi di anni fa</strong>, molto prima della formazione del Sistema solare.</p>
<p data-start="2546" data-end="2820">Un’analisi della radiazione X successiva all’esplosione ha utilizzato i dati di <strong data-start="2626" data-end="2635">Swift</strong>, dell’<strong data-start="2642" data-end="2676">Osservatorio a raggi X Chandra</strong> e della missione <strong data-start="2694" data-end="2704">NuSTAR</strong>. Swift e NuSTAR hanno rivelato la presenza di <strong data-start="2751" data-end="2776">brevi e intensi flare</strong> fino a due giorni dopo il lampo principale.</p>
<p data-start="2822" data-end="2979">Cosa è accaduto, dunque, in quella remota galassia? I dati mostrano caratteristiche compatibili con un <strong data-start="2925" data-end="2951">lampo gamma ultralungo</strong>, ma anche elementi atipici.</p>
<p data-start="2981" data-end="3211">Uno degli scenari più discussi ipotizza che <strong data-start="3025" data-end="3061">un buco nero di massa intermedia</strong> (tra <strong data-start="3067" data-end="3097">10 e 100 mila masse solari</strong>) abbia <strong data-start="3105" data-end="3129">distrutto una stella</strong> che gli si è avvicinata troppo, in un classico <strong data-start="3177" data-end="3210">evento di distruzione mareale</strong>.</p>
<p data-start="3213" data-end="3628">Il team che analizza i raggi gamma propone invece un modello diverso: un <strong data-start="3286" data-end="3305">sistema binario</strong> in cui un <strong data-start="3316" data-end="3355">buco nero di circa tre masse solari</strong> si fonde con una <strong data-start="3373" data-end="3391">stella di elio</strong>, privata dell’atmosfera di idrogeno. In questo scenario, il buco nero viene progressivamente avvolto dalla stella, nutrendosi dall’interno fino a provocarne <strong data-start="3549" data-end="3582">l’esplosione in una supernova</strong>, nascosta però da enormi quantità di polvere.</p>
<p data-start="3630" data-end="3839">In entrambi i casi, la materia della stella forma un <strong data-start="3683" data-end="3709">disco di accrescimento</strong> attorno al buco nero, riscaldandosi fino a emettere intensi raggi X, mentre i <strong data-start="3788" data-end="3812">getti di raggi gamma</strong> si propagano nello spazio.</p>
<p data-start="3841" data-end="4240">“<strong data-start="3842" data-end="3869">Il contributo dell'INAF</strong> a questi studi complessi e articolati su GRB 250702B è stato importante: con Swift abbiamo trovato la posizione precisa del transiente nella banda X, permettendo così di identificare la controparte ottica, e abbiamo contribuito alle osservazioni da Terra con i telescopi di ESO”, afferma <strong data-start="4158" data-end="4176">Sergio Campana</strong>, ricercatore INAF e responsabile italiano della missione Swift.</p>
<hr>
<p class="v1MsoNormal"><b><span lang="it">Per ulteriori informazioni:</span></b></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"><a href="https://academic.oup.com/mnras/advance-article/doi/10.1093/mnras/staf2019/8323170?login=true" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span>GRB 250702B: Discovery of a Gamma-Ray Burst from a Black Hole Falling into a Star</span></b></a></span><span lang="it"><span> </span>di Eliza Neights et al., accettato per la pubblicazione sulla rivista<span> </span><i>Monthly Notices of the Royal Astronomical Society</i></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"><a href="https://arxiv.org/abs/2509.22778" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span>JWST Spectroscopy of GRB 250702B: An Extremely Rare and Exceptionally Energetic Burst in a Dusty, Massive Galaxy at z=1.036</span></b></a></span><span lang="it"><span> </span>di Benjamin P. Gompertz et al., sottomesso per la pubblicazione alla rivista<i><span> </span>The Astrophysical Journal Letters</i></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"><a href="https://iopscience.iop.org/article/10.3847/2041-8213/ae1d67" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span>Optical/Infrared Observations of the Extraordinary GRB 250702B: A Highly Obscured Afterglow in a Massive Galaxy Consistent with Multiple Possible Progenitors</span></b></a></span><span lang="it"><span> </span>di Jonathan Carney et al., pubblicato sulla rivista<i><span> </span>The Astrophysical Journal Letters</i></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"><a href="https://iopscience.iop.org/article/10.3847/2041-8213/ae1741" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span>Comprehensive X-Ray Observations of the Exceptional Ultralong X-Ray and Gamma-Ray Transient GRB 250702B with Swift, NuSTAR, and Chandra: Insights from the X-Ray Afterglow Properties</span></b></a></span><span lang="it"><span> </span>di Brendan O'Connor et al., pubblicato sulla rivista<i><span> </span>The Astrophysical Journal Letters</i></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="it"><a href="https://iopscience.iop.org/article/10.3847/2041-8213/adf8e1" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span>The Day-long, Repeating GRB 250702B: A Unique Extragalactic Transient </span></b></a></span><i><span lang="it">di Andrew J. Levan et al.,<span> </span></span></i><span lang="it">pubblicato sulla rivista<i><span> </span>The Astrophysical Journal Letters</i></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Edilizia scolastica. Interventi di manutenzione più tempestivi nelle scuole condivise con Città Metropolitana di Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/edilizia-scolastica-interventi-di-manutenzione-piu-tempestivi-nelle-scuole-condivise-con-citta-metropolitana-di-milano</link>
<guid>https://www.italia24.news/edilizia-scolastica-interventi-di-manutenzione-piu-tempestivi-nelle-scuole-condivise-con-citta-metropolitana-di-milano</guid>
<description><![CDATA[ La Giunta approva una parziale modifica all&#039;accordo che regola il rapporto finanziario tra i due enti ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6939a3b2cc3e3.webp" length="49372" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 17:46:22 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span>La Giunta di Palazzo Marino ha approvato una parziale modifica all'accordo sottoscritto tra Comune di Milano e Città Metropolitana relativo agli interventi di manutenzione straordinaria negli edifici scolastici condivisi dai due enti, spazi cioè che ospitano istituti scolastici di diverso ordine e grado.</span><br><span> </span><br><span>Come previsto da una convenzione tuttora valida, da tempo il Comune di Milano concede l'uso gratuito di immobili di sua proprietà, destinati sempre all'uso scolastico, a Città Metropolitana. Una situazione di compresenza che al momento riguarda diverse strutture, tra cui i plessi in piazza Ascoli 2 (dove hanno sede il Liceo Statale Virgilio e la scuola secondaria di primo grado Tiepolo) e in via Tabacchi (sede del Liceo delle Scienze Umane Agnesi, la scuola secondaria di primo grado Tabacchi e la primaria Piolti de Bianchi) che necessitano di importanti e urgenti lavori di manutenzione straordinaria delle coperture.</span><br><span> </span><br><span>La modifica dell'accordo deliberata dalla Giunta riguarda principalmente i rapporti finanziari tra i due enti, evidenziando che il concorso ad eventuali spese di intervento da parte di Città Metropolitana e dell'Amministrazione comunale corrisponde alle dimensioni degli spazi di rispettiva attribuzione nei plessi scolastici in compresenza, e in particolare definisce che a conclusione dei lavori realizzati e in base alle spese effettivamente sostenute si procederà alla rideterminazione degli oneri a carico di ciascun Ente attraverso specifici conguagli.</span><br><span>Per quanto riguarda i lavori nei plessi di piazza Ascoli e via Tabacchi, come previsto dall'accordo, Città Metropolita potrà incaricare direttamente MM S.p.A., società in house del Comune di Milano, per la progettazione degli interventi necessari.</span><br><span> </span><br><span>"Il rafforzamento dell'accordo con Città Metropolitana ci permetterà di intervenire in modo più tempestivo e coordinato nella progettazione e nella direzione lavori in attività di manutenzione che riguardano gli edifici di proprietà comunale in cui condividiamo porzioni di immobile o spazi scolastici con Città Metropolitana – ha spiegato la Vicesindaco con delega all'Istruzione Anna Scavuzzo –. Una semplificazione che, sempre nel rispetto della convenzione quadro che regola i rapporti tra i nostri due enti, ci consente di intervenire con strumenti adeguati per ridurre i disagi alle comunità scolastiche e arrivare a manutenzioni complessive ed efficaci".</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Edilizia residenziale pubblica. Oltre 10,5 milioni di euro per idoneità statica e abbattimento delle barriere architettoniche, la Giunta i Milano approva due accordi quadro per manutenzione</title>
<link>https://www.italia24.news/edilizia-residenziale-pubblica-oltre-105-milioni-di-euro-per-idoneita-statica-e-abbattimento-delle-barriere-architettoniche-la-giunta-i-milano-approva-due-accordi-quadro-per-manutenzione</link>
<guid>https://www.italia24.news/edilizia-residenziale-pubblica-oltre-105-milioni-di-euro-per-idoneita-statica-e-abbattimento-delle-barriere-architettoniche-la-giunta-i-milano-approva-due-accordi-quadro-per-manutenzione</guid>
<description><![CDATA[ Bottero: &quot;Doveroso investire nella salute degli edifici che ospitano le case popolari, per garantire sicurezza ai nostri inquilini&quot; ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6939a3394e5bb.webp" length="42902" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 17:44:12 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span>Superano i 10,5 milioni di euro le risorse che il Comune di Milano mette in campo per la manutenzione straordinaria e l'ammodernamento degli immobili di Edilizia Residenziale Pubblica di sua proprietà.</span><br><span> </span><br><span>La Giunta ha approvato la documentazione che MM SpA porrà a base di gara di due differenti Accordi Quadro, grazie ai quali sarà possibile coprire le spese dei lavori necessari per migliorare a livello strutturale gli edifici che ospitano gli alloggi pubblici del Comune di Milano e rispondere alle esigenze di salute e benessere degli inquilini.</span><br><span> </span><br><span>Un Accordo Quadro, del valore di 4.550.000 euro, permetterà di realizzare nuovi impianti ascensori e di effettuare altri interventi di abbattimento delle barriere architettoniche del patrimonio edilizio pubblico comunale, gestito da MM.</span><br><span>L'altro Accordo, del valore di 6 milioni di euro, permetterà di realizzare interventi di manutenzione straordinaria che comprendano anche le attività per il rilascio dell'idoneità statica e l'eventuale bonifica di amianto.</span><br><span> </span><br><span>"Grazie anche a questi due Accordi Quadro continueremo a prenderci cura della salute degli edifici che accolgono le case popolari del Comune di Milano – spiega l'assessore all'Edilizia Residenziale Pubblica Fabio Bottero –. Intervenire sull'eliminazione delle barriere architettoniche, introducendo dove possibile ascensori, così come operare sulla sicurezza degli stabili, bonificandoli e prevedendo anche certificazioni di idoneità statica, vuol dire investire sul nostro patrimonio di edilizia residenziale pubblica, significa garantire ai cittadini ambienti salubri e in cui poter vivere sereni. Proseguiremo su questa direzione consapevoli della centralità della manutenzione e dell'ammodernamento delle nostre case popolari".</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Così si formano i nuclei leggeri</title>
<link>https://www.italia24.news/cosi-si-formano-i-nuclei-leggeri</link>
<guid>https://www.italia24.news/cosi-si-formano-i-nuclei-leggeri</guid>
<description><![CDATA[ L’esperimento ALICE al CERN chiarisce il meccanismo dominante nelle collisioni ad altissima energia ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_69526c5fdb9a7.webp" length="155520" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 12:57:51 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="185" data-end="627">Come nascono i nuclei leggeri in uno degli ambienti più energetici mai ricreati in laboratorio? A rispondere a una delle questioni più discusse della <strong data-start="335" data-end="354">fisica nucleare</strong> è oggi l’esperimento <strong data-start="376" data-end="417"><span class="whitespace-normal">ALICE</span></strong> del <strong data-start="422" data-end="463"><span class="whitespace-normal">CERN</span></strong>, che ha identificato il meccanismo principale responsabile della formazione di <strong data-start="543" data-end="574">nuclei e antinuclei leggeri</strong> nelle collisioni tra protoni ad altissima energia.</p>
<p data-start="629" data-end="851">I risultati, pubblicati il <strong data-start="656" data-end="676">10 dicembre 2025</strong> sulla rivista <em data-start="691" data-end="699">Nature</em>, hanno implicazioni che vanno ben oltre la fisica delle particelle, toccando <strong data-start="777" data-end="804">astrofisica, cosmologia</strong> e persino la <strong data-start="818" data-end="850">ricerca della materia oscura</strong>.</p>
<h3 data-start="853" data-end="892">Collisioni estreme, sistemi fragili</h3>
<p data-start="894" data-end="1290">All’interno del <strong data-start="910" data-end="951"><span class="whitespace-normal">Large Hadron Collider</span></strong>, protoni e nuclei più pesanti vengono fatti collidere a velocità prossime a quella della luce. Da questi impatti nascono decine di nuove particelle, rilevate da giganteschi apparati sperimentali come ALICE. Tra queste compaiono anche nuclei leggeri, come il <strong data-start="1210" data-end="1221">deutone</strong>, composto da un protone e un neutrone legati dall’interazione forte.</p>
<p data-start="1292" data-end="1574">La particolarità del deutone è la sua estrema fragilità: l’energia che tiene uniti i suoi costituenti è di appena <strong data-start="1406" data-end="1415">2 MeV</strong>. Comprendere come un sistema così delicato possa formarsi – e sopravvivere – in un ambiente dominato da energie enormi è stato per decenni un problema aperto.</p>
<h3 data-start="1576" data-end="1605">La chiave: la femtoscopia</h3>
<p data-start="1607" data-end="1971">Nel nuovo studio, la Collaborazione ALICE, a cui partecipa anche l’<strong data-start="1674" data-end="1715"><span class="whitespace-normal">INFN</span></strong>, ha utilizzato una tecnica avanzata nota come <strong data-start="1762" data-end="1777">femtoscopia</strong>. Il metodo analizza le correlazioni tra coppie di particelle prodotte con direzioni e velocità molto simili, permettendo di ricostruire i processi microscopici che portano alla loro formazione.</p>
<p data-start="1973" data-end="2175">Studiando in particolare le coppie <strong data-start="2008" data-end="2025">deutone–pione</strong>, i ricercatori hanno osservato un picco ben definito nelle correlazioni, una firma sperimentale che ha permesso di risalire all’origine del processo.</p>
<h3 data-start="2177" data-end="2209">Una formazione “a due tempi”</h3>
<p data-start="2211" data-end="2672">I dati indicano che il deutone non nasce direttamente dalla collisione, ma attraverso un processo <strong data-start="2309" data-end="2324">sequenziale</strong>. Tutto inizia con il decadimento di una risonanza di breve durata, la <strong data-start="2395" data-end="2408">Δ (Delta)</strong>, uno stato eccitato del protone. Dal decadimento emergono un protone e un pione; il protone, trovando un neutrone nelle vicinanze, può fondersi con esso formando un deutone, mentre il pione porta via l’energia in eccesso, consentendo al nucleo di restare stabile.</p>
<p data-start="2674" data-end="3194">«Questo studio conferma che la formazione dei deutoni in queste collisioni è un processo sequenziale», spiega <strong data-start="2784" data-end="2825"><span class="whitespace-normal">Oton Vazquez Doce</span></strong>, ricercatore dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN e membro della Collaborazione ALICE. «Prima la risonanza decade producendo nucleoni, poi questi nucleoni si uniscono per formare nuclei leggeri. Questa formazione sequenziale indica che i deutoni emergono in una fase successiva e più fredda della collisione, aumentando le loro possibilità di sopravvivenza».</p>
<p data-start="3196" data-end="3374">Le analisi mostrano che <strong data-start="3220" data-end="3236">circa il 90%</strong> dei deutoni e antideutoni osservati nasce proprio attraverso questo meccanismo, fornendo una conferma sperimentale chiara e quantitativa.</p>
<h3 data-start="3376" data-end="3414">Dalla fisica fondamentale al cosmo</h3>
<p data-start="3416" data-end="3912">Le implicazioni vanno oltre i confini del laboratorio. «Nuclei e antinuclei leggeri vengono prodotti anche nelle interazioni dei raggi cosmici e potrebbero comparire come sottoprodotti del decadimento della materia oscura», osserva <strong data-start="3648" data-end="3689"><span class="whitespace-normal">Andrea Dainese</span></strong>, della Sezione INFN di Padova e della Collaborazione ALICE. Comprendere nel dettaglio i meccanismi di formazione diventa quindi cruciale per distinguere i processi astrofisici ordinari da possibili segnali di nuova fisica.</p>
<h3 data-start="3914" data-end="3948">Un rivelatore, molte frontiere</h3>
<p data-start="3950" data-end="4406">Progettato per studiare il <strong data-start="3977" data-end="4005">plasma di quark e gluoni</strong>, lo stato primordiale della materia che permeava l’Universo subito dopo il Big Bang, ALICE si conferma uno strumento estremamente versatile. «L’esperimento offre nuovi preziosi elementi sperimentali che si estendono all’astrofisica, alla cosmologia e ad altri settori della fisica fondamentale», sottolinea <strong data-start="4313" data-end="4354"><span class="whitespace-normal">Federico Antinori</span></strong>, responsabile nazionale della Collaborazione ALICE.</p>
<p data-start="4408" data-end="4708" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un risultato che non solo risolve una questione storica della fisica nucleare, ma rafforza il legame tra <strong data-start="4513" data-end="4544">microcosmo delle particelle</strong> e <strong data-start="4547" data-end="4578">grandi enigmi dell’Universo</strong>, dimostrando come dagli acceleratori di particelle possano arrivare risposte fondamentali sulla natura della materia e del cosmo.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Indagine Lavoro 2025: l’IA accelera nelle imprese italiane</title>
<link>https://www.italia24.news/indagine-lavoro-2025-lia-accelera-nelle-imprese-italiane</link>
<guid>https://www.italia24.news/indagine-lavoro-2025-lia-accelera-nelle-imprese-italiane</guid>
<description><![CDATA[ Un’azienda su due coinvolta in un percorso di trasformazione tecnologica ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202512/image_870x580_6939b1354729d.webp" length="160818" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 18:44:38 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">L’intelligenza artificiale sta entrando con sempre maggiore decisione nei processi produttivi e organizzativi delle imprese, ma la capacità di assorbirne davvero il potenziale è ancora limitata. È quanto emerge dall’Indagine <a href="https://www.confindustria.it/pubblicazioni/indagine-confindustria-sul-lavoro-del-2025/">Confindustria sul lavoro 2025,</a> presentata oggi nella sede di Confindustria.</span></p>
<p><span></span><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Secondo lo studio, quasi <strong>un’azienda su due</strong> è coinvolta a vario titolo in un percorso di trasformazione tecnologica che interessa soprattutto i servizi e le realtà di maggiore dimensione: l’11,5% utilizza o sta testando soluzioni basate su algoritmi avanzati, mentre il 37,6% ne sta valutando l’introduzione. Le applicazioni più diffuse riguardano analisi dei dati, marketing, ricerca e sviluppo, automazione e assistenza ai clienti: ambiti in cui l’IA sta contribuendo a ridefinire metodologie operative, strategie aziendali e organizzazione del lavoro.</span></p>
<p><span></span><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Il quadro, però, non è privo di <strong>ombre</strong>. Meno della metà delle imprese che hanno avviato l’adozione dell’IA (43,7%) ha già messo mano ai processi interni per gestire l’impatto sulle risorse umane, in particolare attraverso percorsi di formazione interna, consulenze specializzate o assunzione di nuovi profili tecnici. Molte aziende procedono quindi sul fronte tecnologico, ma restano indietro nell’aggiornamento delle competenze e nei piani di formazione. Non a caso, la carenza di competenze interne è indicata come la prima criticità (36,7%), seguita dalla complessità dell’integrazione nei processi esistenti e dai costi ancora elevati.</span></p>
<p><span></span><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Sullo sfondo, il mismatch tra domanda e offerta di competenze continua a rappresentare una sfida, con il 67,8% delle imprese che dichiara difficoltà di reperimento dei profili adeguati. Si tratta ormai di un problema strutturale che si inserisce in un quadro dominato dalla rapidità dei cambiamenti indotti dalle nuove tecnologie.</span><span></span><br><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Si registra invece una fase di stabilizzazione per il lavoro agile, ormai adottato dal 32,3% delle aziende, mentre il welfare aziendale resta diffuso nel 55,3% delle realtà associate, con un utilizzo sempre più orientato al benessere dei lavoratori. La contrattazione aziendale, che oggi coinvolge quasi il 70% dei lavoratori del campione, si conferma uno dei principali strumenti attraverso cui le imprese gestiscono innovazione e flessibilità per accompagnare i processi di trasformazione organizzativa.</span><span></span><br><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"> </span><span></span><br><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"><i>“Le aziende italiane sono entrate nel vivo della trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale che diventerà presto un fattore competitivo decisivo, anche dal punto di vista formativo”,</i><span> </span>afferma<span> </span><b>Riccardo Di Stefano</b>, delegato di Confindustria per l’Education e l’Open Innovation.<span> </span><i>“Ma per gestire e non subire questa transizione serve un salto di qualità nelle competenze, un forte investimento in una formazione sempre più integrata tra mondo produttivo e sistema educativo. E nell'indagine CSC emerge molto bene come le imprese siano sempre più protagoniste nelle relazioni con scuole, ITS Academy, università. Esercitando, in modo sempre più completo, un ruolo di responsabilità educativa anche attraverso le tecnologie abilitanti. Solo così potrà essere garantita un’adozione dell’IA responsabile e capace di generare crescita per il Paese e per l’intero sistema produttivo”.</i></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>