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<title>Italia24.news | Notizie in Tempo Reale su Politica, Economia, Cronaca e Sport &#45; : Arte</title>
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<description>Italia24.news | Notizie in Tempo Reale su Politica, Economia, Cronaca e Sport &#45; : Arte</description>
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<dc:rights>©2026 Italia24 News &#45; Powered by Brain X Corp</dc:rights>

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<title>Patrimonio culturale europeo: la Commissione Europea annuncia i vincitori del 2026 European Heritage Awards</title>
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<description><![CDATA[ La Commissione europea ed Europa Nostra annunciano 30 vincitori degli European Heritage Awards 2026 dando il via nei giorni successivi ad eventi dedicati che valorizzano il patrimonio culturale europeo, tra cui il riconoscimento a Bruxelles di 13 nuovi siti ]]></description>
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<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:25:16 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La prossima settimana di aprile sarà scandita da una serie di appuntamenti chiave dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale europeo.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il 21 aprile 2026 la <strong>Commissione europea ed Europa Nostra</strong> hanno annunciato i 30 vincitori degli<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/whats-new/news/2026-european-heritage-awards-winners-announced" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">European Heritage Awards / Europa Nostra Awards 2026</span></a></span><span lang="IT">. I premi, cofinanziati dal<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/creative-europe" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">programma creative Europe</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>dell'UE, riconoscono risultati di eccellenza nella <strong>conservazione, nella ricerca e nella promozione del patrimonio culturale europeo.</strong> La cerimonia di premiazione si terrà il <strong>28 maggio</strong>, nel contesto del<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://www.europanostra.org/events/european-heritage-awards-ceremony-2026/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">vertice sul patrimonio culturale europeo del 2026 a Nicosia, Cipro</span></a></span><span lang="IT">. In quell'occasione saranno annunciati cinque vincitori del Grand Prix e il vincitore del Public Choice Award, ciascuno dei quali riceverà 10 000 euro. Le<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://vote.europanostra.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">votazioni online</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>per il <strong>Public Choice Award</strong> si aprono il 21 aprile.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il 22 aprile, il Commissario per l'Equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport, <strong>Glenn</strong><span> </span><b>Micallef</b>, terrà un dialogo sull'attuazione dell'</span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/it/cultural-heritage/initiatives-and-success-stories/european-heritage-label" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">iniziativa relativa al marchio del patrimonio europeo</span></a></span><span lang="IT">, contribuendo al riesame in corso della base giuridica che la disciplina.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">L'incontro sarà seguito dalla cerimonia del marchio del patrimonio europeo presso il <strong>Museo delle arti e della storia di Bruxelles,</strong> durante la quale <strong>13 nuovi siti</strong> designati provenienti da tutta l'UE<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/whats-new/news/13-sites-to-receive-the-european-heritage-label" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">riceveranno il marchio del patrimonio europeo 2025</span></a></span><span lang="IT">, a riconoscimento del loro eccezionale contributo alla storia, alla cultura e all'identità del continente.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Dal 23 al 24 aprile si terrà quindi un forum dedicato ai portatori di interesse del marchio del patrimonio europeo, che offrirà un'occasione di scambio di buone pratiche, creazione di partenariati e rafforzamento della cooperazione. L'obiettivo è consolidare un senso di appartenenza a uno spazio europeo condiviso, plasmato da storia, memoria e valori comuni.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Comune di Milano: Inaugurata a Open Casello l&amp;apos;installazione &amp;quot;Apside&amp;quot; dell&amp;apos;artista Mohammed El Hajoui</title>
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<description><![CDATA[ L&#039;opera di Mohammed El Hajoui, inaugurata a Open Casello, incornicia la porta d&#039;accesso dello spazio dedicato ai giovani, ridefinendo le distanze tra spazio pubblico e spazio condiviso ]]></description>
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<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 23:55:41 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>È stata inaugurata nella serata del 16 aprile 2026 presso <strong>Open Casello</strong>, l'installazione site-specific "<strong>Apside</strong>", dell'artista <strong>Mohammed El Hajoui</strong>. L'intervento, promosso dal <strong>Comune di Milano e BASE Milano</strong> è realizzato con il sostegno di <strong>Fondazione Banca Popolare di Milano</strong> e si inserisce nel palinsesto dell'<strong>Art Week</strong>. Nata come esito di un gesto partecipativo sviluppato insieme alla comunità di giovani che abita Open Casello, l'opera trasforma la soglia dell'ex casello daziario di piazzale Cantore in un luogo chiaramente riconoscibile, capace di instaurare un dialogo profondo con lo spazio esterno e con la cittadinanza. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'obiettivo è quello di invertire la percezione dell'ex casello daziario: da luogo chiuso e di passaggio, <strong>lo spazio si trasforma in un dispositivo di apertura e in un punto di riflessione condivisa sull'identità culturale. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>"Apside" rappresenta un nuovo tassello nel percorso di <strong>valorizzazione culturale e sociale </strong>di Open Casello, il progetto di rigenerazione urbana promosso dall'Assessorato alle Politiche Giovanili che nel 2024 ha trasformato l'ex casello daziario di Porta Genova in uno spazio dedicato ai giovani under 35. Un luogo di orientamento, sperimentazione culturale, attivazione civica e produzione artistica, in cui le attività sono pensate e sviluppate dai giovani per i giovani. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Presenti all'inaugurazione, l'assessora alle Politiche Giovanili <strong>Martina Riva</strong>, il presidente di Fondazione BPM, <strong>Umberto Ambrosoli</strong>, rappresentanti del <strong>Municipio 1 </strong>e del <strong>Municipio 6 </strong>e gli esponenti di BASE Milano, oltre ai volontari della comunità di Open Casello, sia quelli del primo biennio, che i giovani che hanno risposto alla call del Comune e, nel corso del 2026-27, prenderanno parte ad un percorso di formazione, sperimentazione e co-gestione degli spazi. L'evento ha sancito così un passaggio di testimone fondamentale, celebrando la continuità e la solidità della relazione con i giovani coinvolti nel progetto. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Con Apside – sottolinea l'assessora <strong>Riva</strong> – Open Casello si conferma come uno spazio in cui i giovani non sono solo destinatari, ma veri protagonisti nella costruzione di proposte per la città. In questi anni il Comune ha lavorato con continuità per aprire e restituire spazi alle nuove generazioni: luoghi che devono essere belli e attrattivi, ma anche capaci di stimolare riflessione e confronto. Installazioni come questa vanno esattamente in questa direzione, contribuendo a dare qualità e significato alla vita dello spazio pubblico».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Siamo molto orgogliosi di aver sostenuto il progetto di Open Casello – dichiara Umberto Ambrosoli, presidente di Fondazione BPM – perché rappresenta un esempio concreto di rigenerazione urbana e innovazione sociale, capace di trasformare uno spazio storico, finora poco utilizzato, in un luogo di incontro, crescita e partecipazione in particolar modo per i giovani. Il nostro impegno è, infatti, quello di favorire percorsi che rafforzino il dialogo tra istituzioni e comunità e che contribuiscano a costruire una città più aperta, equa e solidale».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«La scelta di lavorare con Mohammed El Hajoui – affermano gli esponenti di <strong>BASE Milano</strong> – nasce da una profonda affinità con la sua ricerca, che da tempo indaga le soggettività opacizzate e i processi di costruzione dell'identità. In un contesto come Milano, crocevia tra Europa e Mediterraneo, il suo lavoro ci è sembrato particolarmente capace di attivare una riflessione sullo spazio della soglia come luogo di passaggio ma anche di riconoscimento. Con Apside, questa dimensione si traduce in un intervento che trasforma un luogo di transito in uno spazio relazionale, dove identità diverse possono incontrarsi e rispecchiarsi. Il coinvolgimento diretto della comunità di Open Casello rende questo processo ancora più significativo, in linea con il lavoro che BASE porta avanti da anni sulle pratiche relazionali e sui propri framework curatoriali, orientati a costruire contesti di apertura, appartenenza e nuove forme di convivenza».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per Open Casello, Mohammed El Hajoui ha concepito un intervento site-specific che riflette sul significato della soglia come spazio di passaggio, di riconoscimento e incontro tra culture. L'opera prende forma a partire da uno degli elementi simbolici ricorrenti nella ricerca dell'artista, ovvero la porta, trasformando quella di Open Casello in un <strong>ingresso visibile e riconoscibile</strong>, in grado di invitare i cittadini ad attraversare il confine tra lo spazio pubblico e quello condiviso. L'intervento trasforma così la soglia di Open Casello in un <strong>dispositivo simbolico di accoglienza</strong>, un confine da attraversare per immaginare nuove forme di comunità e di relazione nello spazio urbano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il titolo "Apside" trae ispirazione dall'omonimo <strong>termine astronomico che indica i punti di massima vicinanza o distanza di un corpo celeste dal suo centro orbitale</strong>. Immaginando Open Casello come un centro di gravità, l'opera interpreta i percorsi personali e professionali dei ragazzi e delle ragazze come orbite in continuo movimento e il Casello come il punto di massima vicinanza alla loro realizzazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«La mia pratica – spiega <strong>Mohammed El Hajoui</strong> – nasce in relazione con il contesto sociale e si sviluppa attraverso processi partecipativi che attivano comunità e inclusione. Al centro del mio lavoro c'è la soglia, intesa come spazio di incontro e possibilità: non un confine, ma un luogo in cui identità diverse possono avvicinarsi. Questo intervento è un invito ad attraversare, riconoscersi e immaginare nuove forme di appartenenza, trasformando un'esperienza personale in uno spazio collettivo di relazione».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Open Casello è un progetto dell'Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Milano in partnership con BASE Milano, Codici e l'Istituto di Cooperazione Economica Internazionale. Nei suoi primi due anni di vita, si è configurato come uno spazio di ispirazione, relazione e progettazione, dove dare forma a idee e connessioni esplorando nuovi modi di concepire e vivere gli spazi pubblici della città. Il biennio 2026-2027 garantirà continuità al percorso trasformando Open Casello da esperimento pilota a vero e proprio strumento di innovazione sociale pianificata e di lungo periodo, in cui <strong>il dialogo tra istituzioni e giovani diventa uno strumento centrale per ridisegnare i servizi della città. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nel 2025, Open Casello ha ospitato oltre 70 eventi, coinvolgendo più di 1.500 utenti e 30 tra organizzazioni e associazioni, con attività che hanno riguardato le arti performative e audiovisive, con eventi come mostre e proiezioni o la produzione di un podcast dal vivo. E poi ancora eventi per la formazione culturale, la produzione creativa e l'inclusione sociale, oltre al costante impegno per una cittadinanza giovane e attiva. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Open Casello e l'intervento artistico di Mohammed El Hajoui sono inseriti all'interno della <strong>programmazione UNDER30</strong> di BASE Milano, che nasce per dare spazio alle nuove generazioni e favorire il loro coinvolgimento diretto nei processi di produzione culturale. Attraverso percorsi di formazione e mentoring, laboratori artistici, accompagnamento alla co-gestione degli spazi e co-produzione di format culturali, il programma sperimenta nuove modalità di apprendimento e partecipazione, ripensando le istituzioni culturali come luoghi di trasformazione sociale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>All'interno di questo processo, BASE Milano accompagna il percorso di crescita delle comunità giovanili coinvolte promuovendo pratiche di co-gestione dello spazio e sostenendo processi di creazione collettiva con l'obiettivo di sperimentare un modello di governance partecipata, in cui le nuove generazioni possano contribuire attivamente alla gestione di uno spazio pubblico e alla costruzione di un ecosistema culturale aperto.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Arte pubblica, Milano: inaugurata l&amp;apos;opera &amp;quot;Octospider&amp;quot; di Jeremy Deller in conclusione del progetto ArtLine Milano</title>
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<description><![CDATA[ In conclusione del progetto di arte pubblica ArtLine Milano, nel parco di Citylife è stata inaugurata l&#039;installazione interattiva e ludica &quot;Octospider&quot; dell&#039;artista britannico Jeremy Deller ]]></description>
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<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 16:41:54 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Il 15 aprile 2026 è stata inaugurata al <strong>Parco di CityLife</strong>, nell'ambito della <strong>Milano Art Week 2026</strong>, "<strong>Octospider</strong>", l'opera dell'artista britannico <strong>Jeremy Deller</strong> che completa il <strong>progetto di arte pubblica ArtLine Milano. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Concepita come <strong>un'installazione interattiva e ludica</strong>, che combina elementi ispirati al polpo e al ragno in una struttura polifunzionale e inclusiva. La scultura è progettata per accogliere fino a 70 bambini contemporaneamente e propone <strong>nove diverse attività pensate per stimolare creatività, gioco e capacità motorie,</strong> in un'ottica di valorizzazione dello spazio pubblico come luogo di relazione e partecipazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'opera è stata presentata alla presenza dell'assessore alla Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong>, dell'amministratore delegato di SmartCityLife, <strong>Roberto Russo</strong>, del curatore <strong>Roberto Pinto</strong> e dell'artista <strong>Jeremy Deller</strong>. A seguire, all'interno della <strong>Golden Goose Arena</strong>, è stato presentato il catalogo "<strong>ArtLine Milano Open Air Collection"</strong> che raccoglie le voci dei curatori e le testimonianze degli artisti protagonisti di ArtLine Milano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«ArtLine Milano è un progetto assolutamente originale e innovativo: grazie a questa idea, l'arte contemporanea a Milano ora abita spazi pubblici e verdi, offrendo a tutti - appassionati, turisti e passanti, grandi e piccoli - una collezione permanente gratuita e aperta al pubblico tutto il giorno», dichiara l'assessore alla Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Volevo realizzare un grande parco giochi che, in qualche modo, contrastasse le enormi torri che lo circondano», racconta <strong>Jeremy Deller</strong>. «Sapere che 'Octospider' resterà per sempre in un parco pubblico urbano è bello. Spero che i bambini lo scoprano», aggiunge l'artista londinese. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Con l'inaugurazione di "Octospider" si conclude ufficialmente "ArtLine Milano", il progetto di arte pubblica del Comune realizzato con la società SmartCityLife che dal 2014 ha progressivamente animato il parco di CityLife con nuove sculture e installazioni site-specific, fino a giungere a realizzare un vero e proprio museo d'arte contemporanea a cielo aperto, da mattina a sera, e completamente gratuito. Il percorso si articola in 19 opere permanenti, di cui otto frutto di un concorso tra artisti under 40 e le restanti realizzate da artisti di fama internazionale proprio per ArtLine Milano: molte di queste sono grandi installazioni, alcune delle quali già entrate a far parte dell'immaginario della città, come 'Coloris' di Pascale Marthine Tayou. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nell'ambito delle iniziative di ArtLine Milano sono previste due visite guidate gratuite del percorso sabato 18 aprile alle ore 16 e alle 18. Mappa interattiva, informazioni sulle opere e approfondimenti sul progetto sono disponibili sul sito del MUDEC - Museo delle Culture.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Palazzo Marino torna a splendere: completato il restauro firmato Tod’s</title>
<link>https://www.italia24.news/palazzo-marino-torna-a-splendere-completato-il-restauro-firmato-tods</link>
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<description><![CDATA[ Intervento su facciate interne ed esterne, di palazzo Marino, durato 16 mesi e interamente finanziato da Tod‘s. Intervengono il Sindaco di Milano Giuseppe Sala e il Presidente del gruppo Tod&#039;s Diego Della Valle ]]></description>
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<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 12:59:59 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Si è tenuta mercoledì 15 aprile</strong> alla presenza del Sindaco di Milano <strong>Giuseppe Sala e del Presidente del Gruppo Tod’s Diego Della Valle</strong>, la <strong>conferenza stampa sul completamento del restauro conservativo di Palazzo Marino</strong>, sede dell’Amministrazione comunale dal 1861 e capolavoro architettonico del XVI secolo progettato da Galeazzo Alessi.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’intervento,<strong> interamente finanziato dal Gruppo Tod’s</strong>, è durato 16 mesi e ha interessato il restauro di 7.500 mq di facciate interne ed esterne, ridando vita a superfici deteriorate tramite opere di pulitura, consolidamento e protezione con materiali compatibili e il rifacimento delle stuccature e delle velature.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Con questa iniziativa, il <strong>Gruppo Tod’s riafferma il proprio impegno nel sostegno e nella promozione del patrimonio artistico nazionale</strong>, inteso come risorsa strategica e identitaria. Il restauro riflette una visione imprenditoriale in cui le aziende sono chiamate a intervenire attivamente in ambito sociale e culturale, preservando quelle competenze artigianali che costituiscono il cuore pulsante della storia italiana.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«<strong>Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo</strong> e siamo molto orgogliosi di poter annunciare di aver portato a termine, nei tempi previsti, il restauro che restituisce a Milano, e ai milanesi, un simbolo della storia della città» ha dichiarato <strong>Diego Della Valle</strong>, Presidente del Gruppo Tod’s «. Con questo progetto, il nostro Gruppo continua a <strong>supportare e promuovere l’arte e la cultura italiana</strong>, risorse insostituibili riconosciute in tutto il mondo. È una forma concreta di partecipazione civile, basata sulla collaborazione tra pubblico e privato per sostenere iniziative che migliorano la qualità della vita dei cittadini e la reputazione del nostro Paese. Le imprese devono essere sempre più coinvolte in progetti utili e solidali a sostegno del nostro Paese. È importante dare il buon esempio».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Ringrazio Diego Della Valle e il Gruppo Tod’s per il restauro di Palazzo Marino» ha dichiarato il Sindaco <strong>Giuseppe Sala</strong> «. La cura e l’attenzione mostrata dai restauratori e dalle restauratrici durante i lavori sono state encomiabili. Palazzo Marino è la casa dei e delle milanesi: grazie a quanto realizzato, siamo felici di poter ridare a loro e ai tanti visitatori della nostra città la possibilità di conoscere e apprezzare questo edificio in tutta la sua storia e bellezza. La <strong>collaborazione tra pubblico e privato</strong>, questa volta, <strong>si è tradotta in un’iniziativa di mecenatismo che valorizza Milano e la sua identità</strong>».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Gli interventi si sono svolti in un continuo e positivo confronto con la <strong>Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Milano e con la stessa Soprintendente Emanuela Carpani</strong>, la cui collaborazione ha permesso di raggiungere un risultato di valore anche per la storia del restauro.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>L’agenzia Jesurum-Leoni Comunicazione srl</strong>, aggiudicatasi il bando del Comune di Milano per la ricerca dello sponsor tecnico, ha <strong>partecipato con un team di progettazione e realizzazione dei lavori</strong>, coordinato da <strong>Dontstop Architettura</strong>, che ha visto all’opera lo studio specializzato in restauri di edifici di pregio <strong>Andrea Borri Architetti</strong>, il restauratore e architetto<strong> Paolo Pecorelli</strong>, l’impresa <strong>Estia</strong>, aggiudicataria dei lavori, e <strong>Progetto CMR</strong>, società specializzata nella progettazione integrata.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Mollino rinasce: Zanotta ottiene la licenza esclusiva per 30 opere del maestro</title>
<link>https://www.italia24.news/mollino-rinasce-zanotta-ottiene-la-licenza-esclusiva-per-30-opere-del-maestro</link>
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<description><![CDATA[ La licenza d&#039;uso esclusiva fino al 2043 per 30 progetti, disegni originali e schizzi del designer custoditi dal Politecnico di Torino ]]></description>
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<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 18:35:42 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'<strong>Agenzia del Demanio ha sottoscritto con l'azienda Zanotta la concessione di licenza d'uso esclusivo di 30 opere dell'Architetto Carlo Mollino</strong>, tra i più noti rappresentanti dell'estetica del Novecento.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La <strong>collaborazione pubblico-privato</strong> è frutto di un <strong>innovativo percorso di valorizzazione</strong>: lo Stato, in qualità di gestore dell'eredità artistica del celebre designer torinese, ha messo a bando con avviso pubblico i diritti d'uso di una selezione di opere molliniane di industrial design, ai fini della loro riproduzione secondo i più elevati standard qualitativi e nel rispetto delle forme volute dall'autore per diffonderle.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'<strong>obiettivo</strong> è <strong>rafforzare la conoscenza e dare massima diffusione alla preziosa eredità artistica di Mollino</strong>. Zanotta si contraddistingue proprio per l'impegno continuo nella promozione della cultura del design e nella riscoperta dei grandi maestri del passato, con uno sguardo al futuro che valorizza e custodisce le proprie radici culturali.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'<strong>opera di Carlo Mollino</strong>, docente di 'Composizione architettonica' presso il Politecnico di Torino, <strong>spazia dall'architettura alla fotografia, dalla scenografia al design e offre un connubio unico di creatività e innovazione</strong>. Oltre ai 30 disegni di opere destinate al design industriale, l'archivio professionale di Carlo Mollino, custodito dal Politecnico di Torino fin dal 1973, include quasi 17.000 tavole grafiche, disegni esecutivi e schizzi, a cui si aggiungono circa 15,000 fotografie, più di 70 fascicoli manoscritti e dattiloscritti e un'ampia corrispondenza personale e professionale.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Mollino è celebre per le sue forme zoomorfe</strong>, le linee anatomiche che si incurvano in traiettorie sinuose disegnando arabeschi e un linguaggio progettuale che fonde astrazione e surrealismo. Nei suoi progetti, traeva ispirazione da un universo variegato di riferimenti esperienziali e micromondi che risultano ancora oggi attuali e apprezzabili.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"></span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La titolarità di questa iconica produzione artistica è stata definita nel 2021 da un accordo tra l'Agenzia del Demanio e il Politecnico di Torino, che ne ha regolamentato il regime giuridico. L'<strong>intesa ha riconosciuto allo Stato la proprietà delle opere e il loro diritto di sfruttamento economico</strong>, prevedendo in favore del Politecnico di Torino l'assegnazione in uso gratuito e perpetuo del fondo archivistico, già da esso custodito, per le finalità conservative, di valorizzazione scientifica, didattico-divulgativa ed espositiva. In aggiunta, il Politecnico di Torino beneficia, nell'ipotesi di sfruttamento economico dei diritti ceduti dall'Agenzia del</span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Demanio al mercato, come nel caso della concessione a Zanotta, di una percentuale in via forfettaria del 20% a titolo di ristoro dei costi manutentivi, di gestione e allestimento o di qualsiasi altra spesa.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Oltre a Mollino, <strong>l'azienda Zanotta negli anni ha contribuito a valorizzare il lavoro di figure iconiche come Giuseppe Terragni e Gabriele Mucchi</strong>, riaffermando il proprio ruolo di custode e innovatore del patrimonio progettuale italiano.</span></div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Le rose purpuree di Cittadella: arte e natura a Milano</title>
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<description><![CDATA[ La Cittadella degli Archivi diventa un centro culturale tra luce, linee e forme ]]></description>
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<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:01:58 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>La Cittadella degli Archivi del Comune di Milano</strong> presenta "<strong>Le rose purpuree di Cittadella"</strong>, <strong>martedì 14 aprile alle ore 18, in occasione della Milano Art Week 2026</strong>.</span><br><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">L'iniziativa riunisce tre interventi che intrecciano arte contemporanea, memoria, trasformazione urbana e natura, contribuendo a ridefinire l'identità culturale e visiva di uno dei più importanti poli archivistici d'Europa.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Fulcro dell'evento </strong>è la <strong>donazione al Comune di Milano dell'opera "Riscoprire Munari" dell'artista </strong>Alberto Piña Hernandez, in arte <strong>Albert Pinya</strong>, resa possibile grazie al <strong>contributo di ACE</strong>, società di progettazione integrata. L'opera entrerà a far parte della collezione permanente della Cittadella degli Archivi e sarà collocata nel giardino interno, contribuendo alla riqualificazione degli spazi e dell'intero quartiere Niguarda.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il lavoro di Pinya, artista attivo sulla scena internazionale e da tempo legato al contesto italiano, si confronta in questo caso con la figura di Bruno Munari, artista, designer e scrittore milanese, a cui l'opera rende omaggio e del quale la Cittadella degli Archivi custodisce alcuni materiali. La <strong>pratica dell'artista si distingue per una costante tensione alla sperimentazione e all'espansione del linguaggio pittorico, attraverso l'uso di materiali, tecniche e registri diversi</strong>. <strong>Centrale</strong> nella sua ricerca è il <strong>tema del volto</strong>, elemento ricorrente che diventa dispositivo narrativo e simbolico: «Il volto è il luogo dove risiede lo sguardo e attraverso cui si osserva il mondo. Il riflesso dell'anima», afferma l'artista.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Accanto alla donazione, l'evento si sviluppa attraverso la presentazione di due mostre che dialogano con gli spazi e la funzione del polo archivistico milanese.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Dal 15 aprile al 14 giugno 2026</strong>, la Cittadella ospita "<strong>Something new: lights, lines, shapes</strong>", <strong>mostra personale di Sergio Limonta</strong>, realizzata in <strong>collaborazione con la galleria Building di Milano</strong>. Invitato a confrontarsi con l'architettura e i materiali dell'archivio, Limonta presenta <strong>otto opere inedite che attraversano diversi ambiti della sua ricerca recente</strong>: dalle serie dei "Legni", dei "Metalli" e dei "PVC", fino a una scultura di grandi dimensioni in equilibrio precario. Tra i lavori esposti, <strong>un'opera è stata realizzata utilizzando materiali in disuso della Cittadella</strong>, attivando un dialogo diretto con il luogo e la sua funzione.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Dal 15 aprile al 15 maggio 2026</strong>, negli <strong>stessi spazi</strong>, si inserisce la <strong>mostra "LETTERE DALL'URAGANO" di Alfredo Rapetti Mogol</strong>, ideata e organizzata da Isorropia Homegallery e Galleria Ferrero Arte Contemporanea. Il progetto presenta un corpus di opere in cui la scrittura si trasforma in gesto pittorico, dando vita a un linguaggio visivo fatto di segni, codici e stratificazioni. Le <strong>opere si configurano come una riflessione intensa sulla condizione contemporanea, tra tensione e speranza</strong>, fino a delinearsi come un vero e proprio <strong>inno alla pace</strong>. Tra i nuclei principali, l'installazione "Tre Farfalle" e una sequenza dedicata al primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che progressivamente si dissolve, evocando il rischio di perdita dei valori fondamentali.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">A completare il progetto "Le rose purpuree di Cittadella" è un intervento di piantumazione e riqualificazione del giardino della Cittadella degli Archivi, che si arricchirà di 1.100 rose rosse tappezzanti, un bosco di 12 aceri ad alto fusto e oltre 500 arbusti a cespuglio, tra cui loropetali, cornioli e viburni.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«La <strong>Cittadella degli Archivi</strong>» afferma l'<strong>assessora ai Servizi civici e generali Gaia Romani</strong> «<strong>si conferma</strong> non solo un luogo di conservazione e memoria, ma anche un <strong>centro culturale e un incubatore di partecipazione cittadina</strong>. Ringrazio l'artista Alberto Piña Hernandez per aver scelto il nostro polo archivistico come luogo per omaggiare un grande designer e scrittore come Bruno Munari. Il sito di Gregorovius, in questi anni, sta contribuendo in modo significativo alla riqualificazione dell'intero quartiere Niguarda, offrendo alle persone un luogo di aggregazione culturale, aperto e gratuito».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università Cattolica: il progetto di ricerca “Romanì” per contrastare le discriminazioni multiple delle donne Rom</title>
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<description><![CDATA[ Finanziato dalla Commissione europea e coordinato dall&#039;Università Cattolica, il progetto &quot;ROMANÌ&quot; ha come obiettivo contrastare l&#039;esclusione sociale, la discriminazione e la violenza di genere che colpiscono le donne Rom, migliorando al contempo il loro accesso ai servizi sanitari e sociali ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 13:38:46 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Romanì per contrastare le discriminazioni multiple delle donne Rom</strong> è l'obiettivo del progetto di ricerca finanziato dalla Commissione europea e coordinato dal Dipartimento di Sociologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Con il coinvolgimento di <strong>Italia, Bulgaria, Romania</strong> si avvale della collaborazione di <strong>Fondazione ISMU e Caritas Ambrosiana. </strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«I calli fanno vedere che lavoriamo, e forse che lavoriamo di più. Per noi sarebbe una grande vergogna avere una donna che viene a fare le pulizie a casa. Vuol dire che non sei capace di fare niente. Anche se lavorassi e potessi permettermelo, sarei comunque giudicata. Ma in ogni caso, non me lo posso permettere». La didascalia che accompagna una delle foto scattate da alcune donne Rom squarcia un velo sulla trama di vissuti, aspettative e pressioni che attraversa la loro quotidianità. Lo scatto nasce all'interno di un innovativo progetto di ricerca che ricorre a <strong>photovoice e walking interviews</strong> - metodologie riconosciute a livello internazionale come strumenti efficaci per lavorare con gruppi marginalizzati - per dare <strong>voce alle esperienze e alle emozioni di un universo femminile</strong>, spesso taciuto nel dibattito pubblico oppure narrato in maniera stereotipata. Essere donna ed essere rom significa, infatti, vivere in contesti caratterizzati da un delicato equilibrio tra responsabilità familiari, norme comunitarie e pregiudizi esterni, un equilibrio delicato che, se si spezza, accentua ulteriormente il rischio di discriminazioni e violenze.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">In occasione della <strong>Giornata Internazionale dei Rom e Sinti</strong>, che si celebra <strong>l'8 aprile</strong>, il progetto intitolato <a href="https://www.ismu.org/en/project-romani-combating-gender-based-violence-empowering-roma-women/" target="_blank" rel="noopener">ROMANÌ. Empowering ROMA Women, Improving Access to Health, and Combating Gender-Based Violence (GBV)</a> e finanziato dalla <strong>Commissione europea</strong> nell'ambito del programma <strong>CERV 2024 - DAPHNE</strong> ha proprio l'obiettivo di <strong>contrastare l'esclusione sociale, la discriminazione e la violenza di genere che colpiscono le donne Rom</strong>, migliorando al contempo il loro accesso ai servizi sanitari e sociali. L'indagine sui Rom del 2024, condotta su oltre 10.000 Rom e Traveller in 10 Paesi dell'UE, mostra con chiarezza il grado delle disuguaglianze di genere all'interno di una comunità a sua volta emarginata: solo il 38% delle donne rom e traveller ha un lavoro retribuito, contro il 69% degli uomini; meno del 6% denuncia episodi di discriminazione (percentuale che in Italia sale all'11%), dato ancora più basso rispetto a quello del 2016 (16%). Inoltre, la durata della vita delle donne Rom/Travellers è inferiore di 7,4 anni rispetto a quella delle donne della popolazione generale.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Coordinato dal Dipartimento di Sociologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e con referente scientifico la professoressa <strong>Veronica Riniolo,</strong> il progetto coinvolge tre paesi - Italia, Bulgaria, Romania - e si avvale della collaborazione di Fondazione ISMU e Caritas Ambrosiana. A livello internazionale partecipano la <strong>Health and Social Development Foundation (Hesed) in Bulgaria</strong>, con una consolidata esperienza nei processi di inclusione delle comunità Rom, e l'associazione romena <strong>E-Romnja</strong>, organizzazione femminista di donne Rom.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Nel nostro progetto ci siamo concentrati sui percorsi di uscita da discriminazione, esclusione e violenza, analizzando in profondità fattori individuali, reti sociali e dimensione istituzionale», spiega la professoressa <strong>Veronica Riniolo</strong>, docente di Sociologia della convivenza interetnica nella Facoltà di Scienze politiche e sociali dell'Ateneo. «Si tratta di un'analisi qualitativa approfondita sui meccanismi e sui fattori virtuosi che consentono alle donne di superare condizioni di marginalità sociale. In un intricato sistema di vulnerabilità incrociate - essere donna, essere rom e, in alcuni casi, con poche risorse economiche - emergono quotidiane strategie di resistenza, attraverso il vestiario, la cura di sé e dell'ambiente circostante e grazie alla voglia di progettare e sognare il proprio futuro».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h2 style="text-align: left;">Un approccio innovativo: ricerca partecipata e metodologie creative</h2>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Elemento distintivo del progetto è la metodologia utilizzata: da una parte, un approccio integrato, che combina <strong>ricerca scientifica, formazione e intervento sul territorio</strong>; dall'altra, una <strong>prospettiva partecipativa e creativa, che valorizza esperienze, saperi e competenze delle donne Rom. </strong>In particolare, il photovoice e le walking interviews consentono di esprimere vissuti, emozioni ed esperienze anche oltre il linguaggio verbale, favorendo processi di consapevolezza e auto-rappresentazione.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">A Milano, il progetto ha previsto negli spazi dell'Università Cattolica incontri di gruppo e momenti di confronto con donne Rom sui temi dell'esclusione sociale, della discriminazione e della violenza di genere. Con il supporto di una fotografa professionista, le partecipanti hanno scattato fotografie nei loro contesti di vita quotidiana. Le fotografie sono state successivamente condivise, discusse e selezionate collettivamente, diventando strumenti di riflessione critica e di dialogo.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h2 style="text-align: left;">Una mostra fotografica</h2>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">I materiali prodotti nel corso della ricerca costituiscono la base di una mostra fotografica che sarà inaugurata il <strong>7 maggio alle ore 17.30 alla Casa dei Diritti del Comune di Milano</strong> e proseguirà successivamente in diversi spazi espositivi della città, dal centro alle aree più periferiche. L'esposizione intende sensibilizzare la cittadinanza sui fenomeni di discriminazione etnica e di genere, portando al centro del dibattito pubblico le voci e i punti di vista delle donne Rom. In questo senso, il percorso espositivo si configura come uno spazio di confronto e riflessione critica, volto a contrastare stereotipi e pregiudizi ancora diffusi e a promuovere una maggiore consapevolezza sul fenomeno della violenza di genere.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano Design Week: presentati i numeri e i temi principali del palinseto ufficiale dell&amp;apos;edizione 2026</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-design-week-presentati-i-numeri-e-i-temi-principali-del-palinseto-ufficiale-delledizione-2026</link>
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<description><![CDATA[ Dal 20 al 26 aprile diverse iniziative in zone storiche e nuovi itinerari per scoprire la città del design con il ritorno della Milano Design Week ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 13:38:35 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Dal 20 al 26 aprile 2026</strong>, in occasione del <strong>Salone internazionale del Mobile</strong>, la città ospiterà la <strong>Milano Design Week: </strong>una settimana di eventi e iniziative dedicate al design nelle sue diverse accezioni che richiama aziende, operatori di settore, portatori d'interesse, visitatori e appassionati da tutto il mondo. </span><span>Come ogni anno, attraverso un avviso pubblico e tramite il costante confronto con imprese, istituzioni e operatori, il Comune ha costruito il palinsesto ufficiale della manifestazione che comprende tutte le attività che potranno esporre il logo ufficiale Milano Design Week e che verranno promosse attraverso il portale YesMilano.it. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'edizione 2026 segna un nuovo record: sono previste <strong>più di 267 iniziative</strong> negli spazi pubblici, nei punti vendita e negli showroom delle storiche zone del design, nei palazzi storici, nei musei, nei teatri e negli spazi ex industriali, anche nei quartieri più lontani dal centro. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«La Milano Design Week, insieme al Salone del Mobile, costituisce un evento internazionale consolidato e prestigioso, che coinvolge ogni anno migliaia di visitatori e mette in circolo idee ed energie che generano valore condiviso – spiega l'assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro <strong>Alessia Cappello</strong> –. Anche per questa edizione i numeri sono in crescita e sono tante le iniziative di qualità. Ci auguriamo che, nonostante le preoccupazioni per la crisi geopolitica in corso che condividiamo e seguiamo con attenzione, l'appuntamento possa rappresentare un momento di incontro, di dialogo e di riflessione collettiva e uno spazio per costruire relazioni e sinergie tra persone, aziende e istituzioni». </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">I numeri dell'edizione 2026</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Confermato il trend di crescita degli ultimi anni, con 293 iniziative che hanno risposto al bando del Comune (+13% rispetto alla scorsa edizione) per un totale di oltre 1.850 appuntamenti in città (10% in più dello scorso anno), dato significativo a fronte delle regole sempre più restrittive che, già dal 2024, l'Amministrazione ha proposto agli operatori per salvaguardare la coerenza e la qualità della manifestazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">La Milano Design Week in città</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Mostre, esposizioni, installazioni ed eventi aperti al pubblico coinvolgeranno, complessivamente 19 diversi quartieri della città. Sono confermate le tradizionali zone del design: Brera, 5Vie, Durini, Isola, Statale e Tortona, ciascuna contraddistinta da una propria identità e da una diversa offerta, e Porta Venezia e Monumentale, ormai distretti consolidati, che si sono aggiunti a partire dal 2023. </span><span>Anche quest'anno sono previste poi iniziative diffuse nelle zone Castello, San Vittore, Quadrilatero della Moda, fino ai quartieri meno centrali come Nolo, Cimiano, Baggio, Dergano/Bovisa, Barona, QT8 e San Leonardo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Nei palazzi storici</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La Design Week, inoltre, si conferma sempre più l'occasione per scoprire i palazzi e le sedi storiche della città, che aprono le porte ai visitatori per accogliere iniziative a tema design. </span><span>MoscaPartners Variation: la mostra organizzata da MoscaPartners, sarà ospitata anche quest'anno a <strong>Palazzo Litta. </strong></span><span><strong>Palazzo Bovara e Palazzo Castiglioni</strong>, lungo l'asse di corso Venezia, saranno nuovamente sede dei progetti firmati Elle Decor: Sensory Landscape e Appartamento Spagnolo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>L'ex Seminario Arcivescovile</strong>, oggi Portrait Milano, ospiterà Origin progetto di Audi in collaborazione con lo Studio Zaha Hadid, mentre Casa Cramer e Casa Ortelli ospiteranno From Vision to identity eTakeover: The society of objects di Hearst. Sempre in zona corso Venezia sarà possibile visitare Villa Mozart, grazie all'esposizione di singolari oggetti di misurazione del tempo The Perpetual Timekeeperideata da Richemont Italia con il designer Marc Newson. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>Villa Necchi Campiglio</strong> accoglierà un'esperienza, curata dal brand Gaggenau, dedicata alla fruizione lenta e consapevole e Palazzo del Senato, sede milanese dell'Archivio di Stato, ospiterà l'installazione, ideata e realizzata da Studio Ulises per Skoda, nello storico colonnato dell'edificio. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Confermata, inoltre, a <strong>Palazzo Serbelloni, </strong>l'iniziativa promossa da Louis Vuitton dedicata al concetto di viaggio. Palazzo Correnti, insieme all'edificio del SIAM (Società d'Incoraggiamento d'Arti e Mestieri), sarà quartier generale del distretto 5Vie. Palazzo Citterio ospiterà un'iniziativa promossa dalla Uzbekistan Art and Culture Development Foundation (ACDF), presentando un'installazione culturale dedicata al rinnovamento e all'artigianato contemporaneo della Regione del Karakalpakstan. Il progetto sviluppa un percorso immersivo che intreccia tradizione, identità e resilienza ambientale.</span><br><span>La corte interna e la Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi saranno trasformate da Rimadesio: nel cortile prenderà forma Aedes Memoriae, un'installazione artistica realizzata da Encor Studio che lavora su luce, trasparenza e percezione del tempo; la Sala Affreschi accoglierà invece R-Paradigm: un ambiente immersivo che costruisce un'esperienza narrativa continua. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>Palazzo Donizetti</strong> accoglierà la quarta edizione de L'Appartamento by Artemest, un percorso espositivo che attraversa ambienti storici reinterpretati da studi internazionali. </span><span>Nella corte di Palazzo Clerici è previsto un percorso che integra l'architettura del palazzo trasformando la corte in un luogo di attraversamento e sosta allestito dallo studio milanese Studio Utte per Poliform. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nel palinsesto si inserisce quest'anno anche <strong>Palazzo Galbani</strong>, nei pressi della Stazione Centrale, che ospiterà la prima edizione milanese di Paris Internationale, piattaforma dedicata alle gallerie emergenti. Nel cortile di Palazzo Stampa di Soncino, Alessi presenta La Bella Tavola, un allestimento pop che rende omaggio a Ettore Sottsass. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Infine, la storica sede del <strong>Corriere della Sera</strong> di via Solferino sarà la casa dell'installazione promossa da RCS a cura di Mario Cucinella per riflettere sulla scarsità delle risorse e sulla necessità di progettare città e architetture che utilizzino meno materia. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Nei musei e nei teatri</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La Milano Design Week coinvolgerà anche i musei, gli spazi espositivi e i teatri della città, come il <strong>Teatro Gerolamo e la Mediateca Santa Teresa</strong>, a riprova del profondo legame esistente tra arte e design. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Simbolo del design milanese, <strong>l'ADI Design Museum</strong> presenta un programma articolato che include la mostra della XXIX edizione del Compasso d'Oro, affiancata da installazioni, esposizioni e progetti internazionali. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il <strong>CASVA – Centro di Alti Studi sulle Arti Visive</strong> presenta un approfondimento sul design italiano con la mostra dedicata allo studio DDL-De Pas, D'Urbino e Lomazzi, che indaga il rapporto tra progettazione, architettura e trasformazione dell'abitare. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le Cavallerizze del <strong>Museo Nazionale Scienza e della Tecnica Tecnologia Leonardo da Vinci</strong> ospitano progetti che esplorano il rapporto tra materia, percezione ed esperienza valorizzando i processi artigianali. </span><span>Grohe Aqua Sanctuary al <strong>Piccolo Teatro Studio Melato</strong> interpreta il design come esperienza sensoriale legata al benessere e all'acqua, trasformando lo spazio teatrale in un ambiente contemplativo e narrativo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Al <strong>Museo della Permanente</strong>, la mostra Opposites United promossa da Kia, propone installazioni immersive accompagnate da un programma culturale trasversale tra arte, design e pensiero contemporaneo. </span><span>Alla <strong>Fondazione Luigi Rovati, </strong>il progetto Renaissance of the Real di USM e Snøhetta invita il pubblico, attraverso un'installazione, a riscoprire la dimensione sensoriale e tangibile dello spazio. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Nei quartieri</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Eventi, iniziative, allestimenti interesseranno anche le zone meno centrali della città, rendendo la Milano Design Week sempre più diffusa nei quartieri, con progetti e istallazioni anche a <strong>Nolo, Feltre, Chiaravalle, Baggio, Dergano/Bovisa e Barona.</strong> </span><span>A Baggio Alcova torna a Milano riattivando temporaneamente spazi di grande valore storico e urbano: l'ex Ospedale Militare e Villa Pestarini, con un'esposizione diffusa dedicata al design contemporaneo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Alla Barona Superstudio Maxi presenta nove progetti sotto la direzione artistica di Giulio Cappellini che raccontano la città ideale come laboratorio culturale dedicato al design degli spazi pubblici.</span><br><span>Si consolida, a Nolo, l'appuntamento promosso da Dropcity e dedicato ai giovani designer. Per la Design Week 2026, gli ex depositi ferroviari di via Sammartini ospiteranno un programma che esplora il ruolo attivo della materia nel processo creativo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nel quartiere Feltre il progetto Pet Design District vede la partecipazione di aziende di arredo e product design dedicati al mondo pet, che approfondirà i temi della progettazione, sostenibilità e relazione uomo-animale. </span><span>I giovani designer rivestono un ruolo centrale nel progetto ideato da Paola Lenti negli spazi di un ex area industriale di 4.000 mq a Dergano, oggi trasformata in un esempio di moderna architettura bioecologica. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Temi prioritari dell'edizione 2026</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Come per le edizioni precedenti, il Comune ha chiesto agli operatori di prestare particolare attenzione ad alcuni temi prioritari tra cui: il design degli spazi pubblici, la valorizzazione e partecipazione dei giovani designer; l'utilizzo di soluzioni di economia circolare anche per i materiali di allestimento, la massima inclusività delle iniziative per le persone con disabilità sensoriali e motorie. Tra le priorità indicate dal Comune, anche per il 2026, l'invito ad adottare soluzioni per minimizzare l'utilizzo di auto private a favore della mobilità dolce incoraggiando l'utilizzo della rete di trasporto pubblico locale che, in occasione dei giorni della Design Week, sarà potenziato. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">La Milano Design Week per i giovani designer</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Attraverso l'avviso pubblico il Comune ha invitato gli operatori ad immaginare progetti e attività rivolte ai giovani e alle giovani designer, per favorire la loro partecipazione alla Milano Design Week 2026 e dare visibilità al loro lavoro. L'invito è stato accolto dal 35% degli operatori inseriti nel palinsesto: dai protagonisti di zona Tortona (Superstudio, Tortona Rocks e Tortona Area Lab), alle iniziative di Porta Venezia Design District e Isola Design Festival. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Anche quest'anno <strong>BASE Milano</strong> conferma la sua attenzione per il design emergente che sarà protagonista a con più di 80 progetti da 23 Paesi selezionati tramite call internazionale sul tema Hello Darkness, con forte focus su sostenibilità e urgenze sociali. Confermato anche per il 2026 Temporary Home, la residenza di BASE, che accoglie cinque giovani designer selezionati, che lavorano in spazi di open studio raccontando il loro processo creativo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>SuperPlayground, il progetto di <strong>Superstudio</strong> in un'inedita location alla Bovisa, è dedicato a realtà emergenti. Per rendere la settimana del design accessibile ai più giovani <strong>l'Istituto Europeo del Design</strong> porta la terza edizione di The Glitch Camp negli spazi dell'Ex Macello di Porta Vittoria, area oggi al centro di un grande progetto di rigenerazione urbana. Il campeggio urbano sarà anche l'anima della Terrazza di BASE, trasformata in uno spazio di vita collettiva. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Una settimana sempre più sostenibile e circolare</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Anche quella del 2026 sarà una Milano Design Week attenta alla sostenibilità ambientale e sociale.</span><br><span>Il 47% dei progetti accolti in palinsesto ha infatti adottato soluzioni circolari attraverso il riuso di allestimenti/materiale precedentemente utilizzato o grazie all'utilizzo di prodotti e materiali già presenti in città. </span><span>Tra le molte proposte sul tema, da segnalare il progetto <strong>Waste/Less</strong>, promosso da <strong>Milano Space Makers e Switch on Lab,</strong> che mira a ridurre e riciclare i rifiuti durante gli eventi; BASE Milano che propone sperimentazioni sul riuso con workshop dedicati; il progetto <strong>Future Memories</strong> di Roberto Sironi, presentato alla Galleria Rossana Orlandi e l'installazione di Michele De Lucchi con AMDL Circle per Ottagono che esplorano la trasformazione della materia dagli elementi recuperati.</span><br><span><strong>The New State of Materials </strong>è infine, il tema della mostra/evento a cura di Materially dedicata all'innovazione dei materiali, che esplora ricerca e applicazioni progettuali in partnership con la start-up innovativa Non Si Butta Via Niente. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Accessibilità per i portatori di disabilità</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Quasi il 52% delle iniziative presenti in palinsesto adotterà, secondo quanto dichiarato dagli operatori, soluzioni per garantire la piena accessibilità alle persone portatrici di disabilità sensoriali e motorie. In alcuni progetti, l'inclusività sociale giocherà un ruolo chiave: ad esempio, al Castello Sforzesco, nella Sala dei Pilastri, Stark presenta Albori, un'installazione esperienziale che prevede l'utilizzo di sistemi sia visivi che sonori, capaci di trasmettere suggestioni anche nel caso di disabilità sensoriali. Sullo stesso tema, A Journey Into Tabboo! World, ideato sulla base di un pattern creato dall'artista Stephen Tashjian, è progettato per garantire una fruizione inclusiva. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Design degli spazi pubblici</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Tra le proposte presenti in palinsesto, 75 operatori hanno presentato iniziative incentrate sulla progettazione degli spazi pubblici e sul ruolo del design nella costruzione di luoghi di aggregazione e socialità, tra questi Non Places di Unifor, lungo la passeggiata Pasternak che trasforma l'area in un luogo di sosta, incontro e socialità. Civicity, progetto del Nieuwe Instituut di Rotterdam e cheFare in collaborazione con l'Ambasciata e Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia, dedica una riflessione al design degli spazi pubblici come leva per migliorare la qualità urbana e le relazioni di comunità.</span><br><span>Il progetto Common Ground – Tunnel Boulevard si inserisce invece in un più ampio percorso di rigenerazione urbana, attivato grazie ad un Patto di Collaborazione tra l'Associazione T12- Lab e il Comune di Milano, che trasforma alcuni tunnel di NOLO in uno spazio pubblico aperto, accessibile e condiviso. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Design e manifattura, la valorizzazione dell'artigianalità</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per l'edizione 2026 della Milano Design Week numerosi progetti sono finalizzati a valorizzare il ruolo dell'artigiano, dell'artista e della manifattura nel design. </span><span>Tra questi, la mostra Insieme ideata e curata da Sabato De Sarno, su invito di Vanity Fair, con un intervento dell'artista urbano JR sulla facciata della Piscina Cozzi, pone al centro il lavoro umano e il valore del processo creativo. </span><span>Il quartiere di <strong>Brera</strong> ospita Arts &amp; Crafts &amp; Design alla Casa degli Artisti, dove realtà come Fondazione Cologni, Creative Academy e Michelangelo Foundation si sono riunite con l'obiettivo di promuovere le nuove generazioni di artigiani e reinterpretare i saperi tradizionali. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Terrain di Officine Saffi Lab e Hannes Peer, esplora la ceramica come materiale architettonico e linguaggio espressivo, restituendo centralità alla dimensione artigianale. Infine, il programma promosso dall'Associazione Assab One per le arti contemporanee con Garro Editions, intreccia arte, tessile e design e la mostra promossa da Oda sugli sketchbook esplora i percorsi creativi di 12 artisti. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Donne &amp; design</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La Milano Design Week si fa strumento di cambiamento attraverso una serie di progetti dedicati a designer donne e incentrati sull'empowerment femminile. In questo contesto si inseriscono iniziative come <strong>MUTANTI – Corpi, menti, materia in trasformazione, promosso da DcomeDesign</strong>, format dedicato alle donne del design. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'installazione <strong>Corpografia – Paesaggio di Donna</strong> di Sara Ricciardi Studio per Torneria Tortona, è un omaggio ad Elsa Schiepparelli che indaga il tema del femminile nel presente attraverso forme organiche e accoglienti; Il Giardino delle Meraviglie, che valorizza il ruolo delle progettiste e delle autrici contemporanee, mette in relazione design, cultura e dimensione sociale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Equilibria di 5vie, inoltre, presenta progetti artistici che affrontano il tema del femminile, come Jōmon: un inno per le madri per riflettere sulla maternità come esperienza complessa e generativa e Guatemala disegna con le mani che restituisce centralità al lavoro delle donne artigiane, valorizzando saperi tradizionali e processi produttivi condivisi. </span><span>La forte presenza in città di progettiste, curatrici e autrici tra cui Natalie Du Pasquier, Annabel Karim Kassar e Stephanie Marin, è espressione del contributo delle donne come protagoniste attive del design contemporaneo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Ecosistema formativo del design</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'ecosistema formativo si conferma un punto di riferimento per l'innovazione del settore: gli studenti delle principali università e accademie milanesi, tra cui Politecnico di Milano, NABA, Raffles, Domus Academy, Istituto Secoli, Creative Academy, Fondazione Cova, saranno i protagonisti di diverse iniziative promosse direttamente o realizzate in collaborazione con importanti brand di settore. Anche diverse scuole e istituti della città sono presenti in palinsesto con progetti che coinvolgono gli studenti allo scopo di avvicinare anche i più giovani al mondo del design. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nell'ambito della formazione superiore, si distinguono progetti che mettono al centro la ricerca e la sperimentazione progettuale, come Interdependance: past, present, future del Politecnico di Milano, che coinvolge oltre 50 scuole di design internazionali riflettendo sul rapporto tra design e dimensione temporale. Allo stesso modo Raffles Milano coinvolge gli studenti delle sedi di Milano e di Jakarta in progetti e mostre in giro per la città. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A queste esperienze si affiancano progetti applicativi sviluppati in collaborazione con il sistema produttivo, come l'iniziativa promossa da Assolombarda con Fondazione ITS Rosario Messina – Artwood Academy e Politecnico di Milano, in cui gli studenti lavorano a stretto contatto con le imprese per la realizzazione di prototipi, sperimentando materiali e processi reali. Il progetto Uniform &amp; Visual Project dell'Istituto Secoli, coinvolge studenti ed ex studenti nella creazione di una giacca-uniforme gender neutral per il distretto di Porta Venezia in un'ottica di economia circolare. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Unfold 2026 è un progetto della NABA che, attraverso un'open call rivolta a 20 università di design provenienti da 14 paesi, invita gli studenti ad esplorare il design come strumento capace di interpretare e trasformare tensioni e divergenze. Nella sede della Fondazione Cova i visitatori potranno esplorare una selezione di progetti sviluppati dagli studenti nell'ambito della digital fabrication. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Accanto alla formazione accademica o post diploma, un ruolo rilevante è svolto anche dalle scuole milanesi che partecipano alla Design Week con progetti didattici e sperimentali. Tra questi il Liceo Carducci, l'IIS Caterina da Siena e l'Istituto Comprensivo Giusti D'Assisi. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">La moda nella Milano Design Week</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Moda e design si incontreranno anche nel 2026: torna Milano Moda Design, il palinsesto promosso da Camera Nazionale della Moda Italiana che accoglie le iniziative dedicate alle home collection di numerosi brand del fashion. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Inoltre, numerosi progetti in città interpretano il dialogo tra moda e design in chiave culturale e sperimentale. Tra questi, Memoria ai Chiostri di San Simpliciano propone una riflessione sull'identità di Gucci come laboratorio creativo. H&amp;M HOME sviluppa un percorso espositivo all'interno di Palazzo Acerbi che unisce linguaggio domestico e ricerca progettuale contemporanea. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nel Quadrilatero, gli interventi di Longchamp e Ralph Lauren in via della Spiga trasformano la facciata delle sedi in una "pelle architettonica" temporanea che dialoga con lo spazio urbano.</span><br><span>In via Savona Tod's propone un percorso di ispirazione museale che valorizza il design italiano del secondo Novecento e il patrimonio manifatturiero del Made in Italy. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Missoni nel suo showroom di via Solferino, dà vita a un macchinario per la produzione di filati, rendendo visibile il processo creativo. Il progetto Asics Kinetic Play Scape esplora il rapporto tra corpo, movimento e spazio. Il benessere è al centro anche del progetto di Zara alla Palazzina Appiani.</span><br><span>Ricco anche il palinsesto degli appuntamenti promosso dall'Associazione Montenapoleone District che coinvolge l'intero Quadrilatero della Moda. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Milano home of design dal 17 aprile</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Anche per quest'anno YesMilano, per la Milano Design Week e il Salone del Mobile, lancia la campagna "Milano Home of Design" prevista in affissione a partire dal 17 aprile. Le immagini, realizzate da Agnese Bedini e Alessandro Saletta di DSL Studio, con l'apporto della creatività di The Cuddly Pets of Komodo, rappresentano una città costruita su stratificazioni di diverse epoche e ispirazioni di design, in cui la monumentalità delle architetture convive con l'attenzione per il particolare, perché ogni icona è anche un dettaglio, ogni dettaglio è già design. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Sull'onda del successo delle Pins Olimpiche, YesMilano ha inoltre ideato una Capsule Collection ispirata alla campagna e composta da tote bag, t-shirt, portachiavi e poster, per rendere omaggio alla città e al suo patrimonio creativo attraverso una selezione di oggetti in edizione limitata, disponibili per acquisto in alcune edicole situate nei distretti del design.</span><br><span> </span><br><span>Il palinsesto ufficiale della Milano Design Week 2026 e la guida agli eventi saranno disponibili sul sito </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=A%3dMaGhPU%26x%3dZ%260%3dTJfRU%261%3dbVUEhUR%267%3dFFK2Q_Drex_Ob_4yoq_Dn_Drex_Ng9UI.PqQ90x90F.uR_Drex_NgmPF0oM80_4yoq_DnwE6CBIuKw-DuJwE1-B1JuE0-NqC7%265%3dySEMoZ.066%26GE%3dYGfMaD%26RE%3dSLZRaFhNREaUUJ%26F%3dRULdPXI9QXmCSaFaQaGBUUIA16rcx6mAyaCYT4IgOUKDP9w2mRFa1RDaVRGCVSEYVYCB&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Yesmilano.</a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Viaggiodanza Academy itinerante: per la prima volta in Sicilia</title>
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<description><![CDATA[ Quando la danza incontra nuovi orizzonti. A Catania l’11 e 12 aprile: un approdo che è anche una partenza ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 16:37:10 +0200</pubDate>
<dc:creator>Silvia De Cesare</dc:creator>
<media:keywords>danza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: 'Book Antiqua', serif;">Ci sono luoghi che non sono solo tappe, ma nuovi inizi. Ci sono momenti in cui un viaggio si allarga, incontra nuove energie, accoglie storie diverse e le trasforma in un’unica, grande esperienza condivisa. <o:p></o:p></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Per la prima volta, <b>viaggioDANZA® Academy Itinerante</b> approda in <b>Sicilia</b>, portando con sé molto più di un evento: una visione, una comunità, un modo di vivere la danza che unisce formazione, passione e futuro.<o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">L’11 e 12 aprile 2026: Catania punto d’incontro di centinaia di giovani danzatori </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Aspiranti professionisti pronti a mettersi in gioco, a crescere, a trasformare il movimento in possibilità. Una tappa attesa, resa ancora più significativa dal patrocinio del <b>Comune di Catania</b>, che riconosce il valore culturale e formativo del progetto. <o:p></o:p></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Ad accogliere il tour sarà <b>Scenario Pubblico – Centro di Produzione della Danza riconosciuto dal MIC</b>, uno spazio simbolo della ricerca e della contemporaneità, dove la danza si crea, si sperimenta e si vive. <o:p></o:p></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Qui, oltre <b>100 ballerini provenienti da più di 30 scuole di tutta Italia</b> (dal Veneto alla Campania, dalla Puglia alla Lombardia, fino alla Calabria) si incontreranno per condividere due giornate intense, fatte di studio, emozione e crescita.<o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Le lezioni e i maestri ospiti</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Ogni lezione sarà un’occasione per superare i propri limiti, ogni incontro un’opportunità per scoprire nuove possibilità. Classico, modern, contemporaneo e musical style si intrecciano in un percorso guidato da maestri e coreografi di rilievo internazionale: <b>Piero Martelletta, Gisella Zilembo, Melania Liotta, Mariarosa Verduci, Milena Di Nardo, Alessio Guerra e Alessio Di Stefano</b>. <o:p></o:p></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Non semplici lezioni, ma esperienze capaci di accendere consapevolezza, rafforzare identità e dare forma al talento. Durante le giornate, il lavoro in sala si trasforma in occasione concreta: gli <b>awards viaggioDANZA®</b> vengono assegnati direttamente ai ballerini, insieme a borse di studio e riconoscimenti che aprono nuove strade, in Italia e all’estero.<o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Lo show case finale</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Il momento più emozionante arriva con il <b>grande Show Case finale</b>, dove ogni partecipante diventa protagonista di un racconto collettivo fatto di energia, condivisione e appartenenza. Un palco che non giudica soltanto, ma accoglie, valorizza e restituisce senso a ogni passo compiuto. <o:p></o:p></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Accanto al percorso Tour, la tappa di Catania ospita anche il <b>Percorso Master – Modern e Contemporaneo</b>, pensato per i danzatori più avanzati che scelgono di spingersi oltre. <o:p></o:p></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Un’esperienza intensiva, dove la tecnica incontra la visione e la formazione si apre a prospettive internazionali, grazie alla guida di <b>Santo Giuliano, Alex Atzewi, Simona Fichera e Paolo Antonuccio</b>. Qui il talento viene osservato, accompagnato e orientato, trasformando lo studio in opportunità concreta.<o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Talent Edu: il cuore pulsante del progetto</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"><b>ViaggioDANZA Talent Edu</b>, un programma che guarda davvero ai giovani danzatori, li segue, li sostiene e li accompagna nel loro percorso. Non solo selezione, ma cura del talento: borse di studio, percorsi formativi e occasioni reali che permettono a molti di continuare a studiare, crescere e costruire il proprio futuro artistico. <o:p></o:p></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">La tappa di Catania non è solo una novità geografica: è un segnale forte, un ponte tra territori, un nuovo capitolo di un viaggio che continua ad allargarsi. <o:p></o:p></span></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-size: 12pt;">Perché <b>viaggioDANZA® Academy Itinerante</b> è una rete che connette scuole, maestri e sogni. È uno spazio dove ogni danzatore può sentirsi visto, accolto, valorizzato. È un percorso che insegna a credere nel proprio talento, passo dopo passo. E soprattutto, è la prova che la danza non è solo tecnica o performance. È incontro, è crescita, è condivisione.</span><o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Women Today 2026: all’Ex Fornace di Milano uno sguardo sulla femminilità contemporanea con “Cittadinanze visive”</title>
<link>https://www.italia24.news/women-today-2026-allex-fornace-di-milano-uno-sguardo-sulla-femminilita-contemporanea-con-cittadinanze-visive</link>
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<description><![CDATA[ L’Istituto Italiano di Fotografia presenta la terza edizione del format espositivo “Women Today. Liberi sguardi sull’universo femminile”,  una rassegna che vuole raccontare le diverse sfaccettature della femminilità contemporanea filtrata dallo sguardo di giovani fotografe e fotografi dell&#039;istituto ]]></description>
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 11:56:42 +0200</pubDate>
<dc:creator>Ruth.Abaja</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-4f48e26b-7fff-768a-803d-88999590bef3"><span>«Cittadinanze Visive prende forma dalla ridefinizione dello sguardo come strumento critico: non si limita a osservare il femminile, ma si configura come pratica politica situata, in grado di interrogare le condizioni civili, sociali e culturali in cui il femminile si manifesta», è così che si apre la terza edizione, della mostra fotografica “</span><a href="https://www.istitutoitalianodifotografia.it/eventi/mostra-collettiva-women-today-liberi-sguardi-sulluniverso-femminile-4/" target="_blank" rel="noopener"><span>Women Today. Liberi sguardi sull’universo femminile</span></a><span>” presentata dall’<strong>Istituto Italiano di Fotografia.</strong></span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La mostra collettiva è ospitata presso gli spazi <strong>dell’Ex Fornace di Milano dal 21 al 30 marzo 2026</strong>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il tema “<strong>Cittadinanze visive</strong>” si propone come una sfida, ovvero: mettere in discussione lo sguardo critico sia dei fotografi e delle fotografe sia degli spettatori e delle spettatrici. «I tredici lavori esposti indagano il dispositivo stesso del vedere, chiedendosi chi guarda, da quale posizione e con quale potere. In un contesto in cui le immagini partecipano alla costruzione di gerarchie, stereotipi e meccanismi di esclusione, la mostra propone una riflessione sulla libertà di guardare come pratica di giustizia. Lo sguardo si sviluppa come gesto etico e politico, riconoscendo l’altro come soggetto, sottraendolo alla riduzione a oggetto di consumo visivo e contribuendo alla formazione di una visione comunitaria, consapevole e responsabile», descrive <strong>Valeria Cherchi</strong>, docente dell’Istituto Italiano di Fotografia.</span></p>
<p></p>
<h2>Cittadinanza e femminilità </h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il concetto di “<strong>Cittadinanza</strong>” viene rielaborato al di fuori del significato di status legale diventando così una <strong>condizione relazionale e visiva</strong>: il rapporto tra chi scatta, chi è ritratto e chi osserva, dove le immagini, i colori, gli sguardi, le parole e i contesti socio-culturali costituiscono i “nuovi elementi anagrafici” che caratterizzano il documento. </span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Attraverso questa lettura di Cittadinanza, <strong>lo sguardo sul femminile viene ricontestualizzato</strong> attraverso gli scatti e le composizioni delle opere presentate: un esempio è “<strong>Vedo</strong>” di <strong>Michele Tomanelli</strong> in cui propone una riflessione, attraverso archivi, interviste e fotografie, sulla presenza delle donne nella scienza e sulle modalità con cui vengono rappresentate e riconosciute; il lavoro di Tomanelli nasce da questa contraddizione: essere presenti non significa essere realmente visibili.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>I progetti mostrano come il femminile spazia attraverso vari contesti come quello <strong>lavorativo, urbano e territoriale, </strong>con forti e profondi temi legati al <strong>gender, all'identità e alla memoria storica</strong>, fino a contesti più <strong>intimi e introspettivi</strong>, che raccontano di esperienze personali legate anche al proprio corpo, come ad esempio in “<strong>Wounded Cycles</strong>” di <strong>Amber Brugman</strong>, dove l'autrice esplora il rapporto tra trauma intergenerazionale e squilibri ormonali femminili a partire dalla propria esperienza di endometriosi e sindrome dell'ovaio policistico (PCOS); il suo obiettivo è creare uno spazio di riconoscimento e vulnerabilità, promuovendo una visione più ampia della salute femminile.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Forte è anche il tema dell'<strong>identità contemporanea</strong> presente nell'opera “<strong>Tunanteras</strong>” di <strong>Luigi Colonna</strong> dove, attraverso opere digitali e fisiche, ritrae tre giovani danzatrici peruviane di seconda generazione che eseguono la danza della tradizione andina <strong>Tunantada</strong>: l'opera rappresenta simboli ancestrali in chiave contemporanea e reinterpreta nuove geografie e generazioni esplorando l'identità contemporanea e il senso di appartenenza della comunità peruviana a Milano.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Tunanteras è per dare significato e valore alle donne che ballano questa danza tradizionale e che all'inizio veniva danzata solamente da maschi; è anche una forma di rivendicazione femminile e, in questo caso, anche andina: io provengo da questa città andina che si chiama Huancayo, in Perù e per me è bello collaborare con questi progetti fotografici e portare la Tunantada, questa danza ancestrale, e fondere questo passato e presente, ancestrale e contemporaneo, che è quello che rappresentiamo anche noi ragazze di seconda generazione», afferma <strong>Rocío Taza García</strong>, una delle protagoniste degli scatti che ha contribuito all'opera multimediale.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Curata dalla fotografa e docente <strong>Valeria Cherchi</strong>, l’esposizione è patrocinata da <strong>Regione Lombardia</strong> e <strong>Municipio 6</strong> del <strong>Comune di Milano</strong> e propone un percorso che usa la fotografia per interrogare identità, rappresentazione e visibilità nello spazio pubblico e privato.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Milano Art Week 2026: dal 13 al 19 aprile la decima edizione della settimana dedicata all&amp;apos;arte in tutte le sue forme</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-art-week-2026-dal-13-al-19-aprile-la-decima-edizione-della-settimana-dedicata-allarte-in-tutte-le-sue-forme</link>
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<description><![CDATA[ Dal 13 al 19 aprile 400 appuntamenti e 200 realtà trasformano Milano in un palcoscenico diffuso dedicato all&#039;arte contemporanea. Sette di giorni di mostre, talk e performance animano la città con un programma diffuso tra musei, fondazioni e spazi indipendenti ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 09:59:43 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Torna <strong>dal 13 al 19 aprile Milano Art Week</strong>, la settimana dedicata <strong>all'arte contemporanea</strong> promossa dal <strong>Comune di Milano</strong> in concomitanza con <strong>miart</strong>, la fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea organizzata da <strong>Fiera Milano</strong> che si svolgerà dal 17 al 19 aprile. </span><span>Con oltre 400 appuntamenti promossi da 230 realtà, questa decima edizione di Milano Art Week è coordinata da <strong>Arte Totale ETS</strong>, associazione che riunisce ArtsFor_, Artshell e MAC Milano Art Community, ed è realizzata grazie al main sponsor Banca Generali. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Anche quest'anno Milano si conferma un crocevia internazionale per l'arte contemporanea, offrendo a cittadini e visitatori un programma ricco e diffuso che attraversa l'intero tessuto urbano – afferma l'assessore alla Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong> –. La decima edizione di Milano Art Week accompagna la trentesima edizione di miart, che coglie l'occasione di questo anniversario per innovarsi profondamente, ma abbraccia anche l'arrivo di Paris Internationale, la piattaforma indipendente fondata a Parigi nel 2015, che per la sua prima edizione al di fuori della Francia sceglie Milano, confermando la centralità della nostra città sulla scena artistica europea e internazionale». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma delle mostre e delle inaugurazioni nei musei cittadini rappresenta il cuore della Milano Art Week, articolandosi in progetti che attraversano linguaggi, generazioni e prospettive della ricerca artistica contemporanea. Tra le novità della decima edizione va segnalato <strong>Ghost Track</strong>, il progetto nato dalla collaborazione tra i <strong>Musei Civici del Comune di Milano e MAC – Milano Art Community</strong>, associazione che riunisce oltre 30 realtà tra gallerie, fondazioni, istituzioni e spazi no-profit della scena artistica contemporanea milanese. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Una serie di interventi di artisti contemporanei dialoga con le collezioni permanenti di musei e istituzioni culturali cittadine non dedicate all'arte moderna e contemporanea – tra cui i <strong>Musei del Castello Sforzesco, il Civico Museo Archeologico, il Museo di Storia Naturale, l'Acquario Civico</strong> e il <strong>Museo del Risorgimento</strong> – come veri e propri contrappunti visivi accanto alle opere storiche, inseriti nelle vetrine o nei percorsi espositivi. Interventi che non alterano la fruizione consueta, ma introducono nuovi livelli di lettura. Un progetto che invita il pubblico a riscoprire i musei cittadini e a vivere il patrimonio culturale in modo rinnovato, rafforzando al tempo stesso i legami all'interno della comunità artistica e museale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il Comune di Milano rinnova inoltre la partnership con <strong>Democracy and Culture Foundation e The New York Times, </strong>che in collaborazione con <strong>Milano &amp; Partners</strong> e grazie al supporto di DILS promuove <strong>Art for Tomorrow Talks – The Blurry Border Between Design &amp; Art</strong>: il 14 aprile all'Acquario Civico voci internazionali si interrogano sul confine tra arte e design.</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Tra gli appuntamenti più attesi di questa edizione di Milano Art Week figurano la mostra <strong>THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER al PAC Padiglione d'Arte Contemporanea </strong>– che il 13 aprile apre la Milano Art Week con la performance dell'artista australiano Marco Fusinato – e l'opera site-specific <strong>Παρνασσός / Parnassus</strong> creata appositamente da Letia (Letizia Cariello) per la Sala del Parnaso alla <strong>GAM – Galleria d'Arte Moderna. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il <strong>Museo del Novecento</strong> prosegue e rafforza il lavoro di valorizzazione della propria collezione attraverso una serie articolata di nuovi progetti che intervengono in modo puntuale e diffuso sugli spazi e sui dispositivi espositivi del museo: <strong>salut! hallo! hello! di Diego Marcon</strong> entra a far parte della <strong>Collezione ACACIA</strong> donata al Museo, mentre il programma <strong>FOCUS900</strong> si arricchisce con <strong>Vedere l'aria di Bruno Munari</strong>; al piano terra, la "quadreria" del FORUM900 rinnova il percorso permanente attraverso una selezione di opere contemporanee entrate in collezione negli anni, e <strong>LOUNGE900</strong> presenta il riallestimento di una selezione di opere della Collezione Spagna Bellora.</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A <strong>Palazzo Reale</strong> prosegue il programma espositivo con <strong>Le Alchimiste</strong>, la nuova imponente mostra di <strong>Anselm Kiefer; Metafisica/Metafisiche, Robert Mapplethorpe</strong>. <strong>Le forme del desiderio e i Macchiaioli</strong>. <strong>Al MUDEC – Museo delle Culture continua Il Senso della Neve</strong>, insieme all'installazione site-specific <strong>The Moment the Snow Melts di Chiharu Shiota; </strong>al <strong>Castello Sforzesco</strong> prosegue <strong>Leonardo Parlante</strong>, progetto di <strong>Sabrina D'Alessandro</strong> che recupera dal <strong>Codice Trivulziano</strong> i vocaboli "altrimenti smarriti" di Leonardo.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Viene inoltre inaugurato il completamento di <strong>ArtLine Milano</strong>, il parco d'arte contemporanea all'interno di <strong>CityLife</strong>: un museo a cielo aperto che riunisce 20 opere site-specific di artisti internazionali e under 40. L'ultima installazione è <strong>Octospider di Jeremy Deller</strong>, che sarà presente all'inaugurazione. Per l'occasione sarà presentato anche il catalogo del progetto.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Sempre il 13 aprile l'installazione <strong>DENTRO LA METAMORFOSI dell'artista Cristina Finucci al Museo di Storia Naturale di Milano inaugura TRACCE</strong>, il primo dei quattro capitoli del nuovo programma multidisciplinare dei <strong>Musei Scientifici</strong> dedicato al dialogo tra scienza e cultura, che si completa con la mostra <strong>ANTARCTICA MELTING BEAUTY. AURORA</strong> all'Acquario di Milano, nata dall'incontro tra la ricerca fotografica di Paola Marzotto e il lavoro di divulgazione e ricerca dell'istituto.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A queste proposte si affiancano quelle di istituzioni private come <strong>Fondazione Prada</strong>, dove saranno in corso il nuovo progetto multimediale di <strong>Cao Fei</strong> e l'intervento site-specific di <strong>Mona Hatoum</strong> nella sede di largo Isarco, mentre nella sede dell'Osservatorio sarà ancora visibile il progetto di <strong>Hito Steyerl</strong>. <strong>Pirelli HangarBicocca</strong> presenta <strong>The House That Jack Built</strong>, retrospettiva sulla trentennale ricerca di <strong>Rirkrit Tiravanija</strong> intorno alla pratica spaziale e architettonica, e <strong>Rebecca</strong>, prima grande mostra istituzionale di <strong>Benni Bosetto</strong>, che il 18 aprile 2026 si attiva con un'intera giornata di performance. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Negli spazi di <strong>Triennale Milano</strong>, la monografica <strong>Andrea Branzi</strong> by <strong>Toyo Ito</strong>: <strong>Continuous Present</strong> riflette sulle intersezioni tra arte, architettura e design. Il programma espositivo si amplia con una serie di mostre dedicate al progetto e alla cultura visiva del Novecento e contemporanea, tra cui <strong>BARBER | OSGERBY. ALPHABET, THE RHYTHM OF THE EYE. DON BRONSTEIN AND THE CHICAGO JAZZ SCENE 1953–1968 e Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity</strong>, accanto a <strong>CASA LANA DI ETTORE SOTTSASS</strong> e al percorso del <strong>Museo del Design Italiano</strong>, che propone una rilettura aggiornata della collezione permanente.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma della Milano Art Week si estende poi ad altre istituzioni cittadine, tra cui <strong>l'Istituto Svizzero</strong>, con la mostra di <strong>Romane de Watteville</strong> e la serata di proiezioni dedicata ai <strong>20 anni di Mousse Magazine.</strong> E poi ancora <strong>Fondazione ICA Milano, Fondazione Luigi Rovati, Gallerie d'Italia – Milano, Museo Poldi Pezzoli, Museo Bagatti Valsecchi, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, ADI Design Museum</strong> che ospita la mostra dei partecipanti alla <strong>XXIX edizione del Premio Compasso d'Oro. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Questo sistema si amplia ulteriormente grazie alla presenza di fondazioni private, spazi indipendenti e realtà associative, che partecipano alla costruzione di un programma articolato e plurale. Le fondazioni attive sul territorio milanese sviluppano mostre e programmi pubblici dedicati alla ricerca contemporanea; tra queste <strong>Fondazione Officine Saffi con Francesco Simeti. Questa stanza non ha più pareti; Fondazione Terzoluogo che, insieme all'Ufficio Arte nello Spazio Pubblico del Comune di Milano e al Municipio 7, presenta Libertà del collettivo Boa Mistura; e ancora Fondazione Adolfo Pini, Fondazione Fiera e Fondazione Rancilio e Fondazione Elpis</strong>, che ospita un evento speciale in occasione della mostra <strong>Smooth Operator di Villiam Miklos Andersen</strong>: un DJ set accompagnerà una lecture performance e una serie di interventi performativi, intrecciando musica, parola e azione.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Parallelamente, gli spazi indipendenti e le realtà associative – tra cui <strong>Archivio Vincenzo Agnetti</strong> con <strong>Vincenzo Agnetti: Sul Potere, BASE Milano, Casa degli Artisti, Assab One e VIAFARINI</strong> – propongono un insieme articolato di mostre, installazioni e progetti che riflettono la pluralità delle pratiche contemporanee, ridefinendo attivamente i confini tra arte e design, spazio pubblico e spazio privato. In questo contesto si inseriscono interventi come <strong>Paper/Northern Lights di Gianni Pettena</strong> negli spazi di <strong>BiM – il progetto di rigenerazione urbana di un intero isolato nel cuore di Bicocca</strong> – presentato per la prima volta nella sua interezza a Milano dopo la realizzazione del 1971 al Minneapolis College of Art and Design – che mette in discussione l'idea tradizionale di spazio espositivo trasformandolo in una struttura aperta, attraversabile e continuamente ridefinita dal pubblico; così come <strong>Una Porta per il Casello di Mohammed El Hajoui,</strong> progetto site-specific che trasforma gli spazi <strong>dell'Open Casello di Porta Genova </strong>in un nuovo polo di aggregazione, e <strong>IDIORYTHMIA – RE-U dello studio smarin</strong>, che rende la <strong>Ground Hall di BASE</strong> un organismo adattivo, capace di mutare configurazione e funzione in relazione alle comunità che lo abitano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Alla <strong>Casa degli Artisti</strong>, il duplice progetto di <strong>Ugo La Pietra – ERBARIO e GLI INVASATI</strong> – sviluppa una riflessione sulla diversità, la memoria e la relazione tra individuo e ambiente, mentre <strong>Assab One</strong> inaugura un programma che attraversa arte e design con mostre che coinvolgono, tra gli altri, <strong>Alice Fiorilli, Marco Palmieri, Luca Pancrazzi e Garros Edition</strong>, in dialogo con una nuova opera site-specific sulla facciata.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Un ruolo centrale è inoltre svolto dalle <strong>gallerie milanesi</strong> che, durante la settimana, inaugurano nuove mostre e presentazioni speciali contribuendo ad animare il tessuto culturale della città e a rafforzare il dialogo tra artisti, curatori, collezionisti e pubblico. Tra queste, solo per citarne alcune, le personali di <strong>Kim Bohie e Pierpaolo Campanini</strong> e l'installazione open air di <strong>Simone Fattal da kaufmann repetto; Man Ray: M for Dictionary da Gió Marconi; la mostra di Gabrielle Goliath alla Galleria Raffaella Cortese; When The Sun Sets da Ncontemporary</strong>; In attesa del tempo di <strong>Luciano Sozio alla Galleria Arrivada.</strong> A queste si aggiungono, solo per citarne alcune, le mostre realizzate da <strong>ArtNoble, Velo Project, MATTA, VISTAMARE, Martina Simeti, MICAMERA e ZERO...</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Durante la settimana si tengono inoltre le fiere internazionali dedicate all'arte moderna e contemporanea, che contribuiscono ad attrarre a Milano collezionisti, curatori, professionisti del settore e appassionati da tutto il mondo. Dal 17 al 19 aprile torna <strong>miart</strong>, la fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano, che nel 2026 celebra la sua trentesima edizione con il titolo <strong>New Directions: miart</strong>, <strong>but different</strong>. Un'edizione che segna un momento di trasformazione per la manifestazione, a partire dal tema – ispirato all'omonimo album di <strong>John Coltrane </strong>– che assume il linguaggio del jazz come modello curatoriale, fondato su ascolto, dialogo e improvvisazione. In occasione della Milano Art Week 2026, arriva per la prima volta in città <strong>Paris Internationale Milano</strong>, tappa italiana della piattaforma indipendente fondata a Parigi nel 2015. Prima edizione della fiera al di fuori della Francia, Paris Internationale sceglie Milano per la sua centralità nella scena artistica europea e per il ruolo sempre più strategico della città nel sistema internazionale dell'arte contemporanea, dal 18 al 21 aprile 2026 a <strong>Palazzo Galbani</strong>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Anche le Università partecipano alla Milano Art Week 2026, contribuendo al programma con progetti e iniziative dedicate alla ricerca e alla formazione: <strong>Università degli Studi di Milano-Bicocca, NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Scuola Internazionale di Comics e ICONE – Centro Europeo di Ricerca di Storia e Teoria dell'Immagine dell'Università Vita-Salute San Raffaele. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Accanto alle mostre, la Milano Art Week si sviluppa attraverso un ricco programma di eventi speciali, in cui performance, incontri e momenti di approfondimento si intrecciano con i luoghi della città, configurando una dimensione esperienziale diffusa e accessibile. Oltre alle già citate performance di Marco Fusinato al PAC e di Benni Bosetto al Pirelli HangarBicocca, il programma include la performance di <strong>Ambra Castagnetti</strong> il 15 aprile a <strong>Villa Clea</strong> e la rassegna di performance organizzata da <strong>Teatro Linguaggicreativi CORPI SUL PALCO</strong>, a cura di <strong>Gabi Scardi e Andrea Contin</strong>, che attiva il <strong>Teatro Continuo di Alberto Burri</strong>, come dispositivo aperto e attraversabile, con una sequenza di interventi che si sviluppano in relazione alla luce naturale, al tempo e al flusso dei visitatori. Il 17 aprile al <strong>Teatro dal Verme il talk Alchemia tra Scienza e Arte: Anselm Kiefer</strong> incontra la storica della scienza e della filosofia <strong>Natacha Fabbri</strong>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Tra gli appuntamenti più originali si inserisce <strong>Mototrombe!,</strong> presentato <strong>dall'Associazione Artisti di Strada:</strong> un concerto itinerante per marmitte a fiato ideato da Aronne Pleuteri e diretto dal compositore <strong>Dario Buccino</strong>, che il 17 aprile prende la forma di una parata urbana in partenza da piazza Duca d'Aosta, richiamando l'estetica rumorista-futurista di <strong>Luigi Russolo</strong>.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma comprende inoltre momenti di confronto e riflessione come il talk Il tempo dell'arte: velocità del mercato vs tempo della cultura, organizzato da <strong>Banca Generali</strong>, Main sponsor della manifestazione che, come ogni anno, per l'occasione apre eccezionalmente al pubblico la <strong>BG Art Gallery,</strong> offrendo visite guidate alla collezione e presentando le novità del progetto BG Art Talent.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>In dialogo con la dimensione pubblica e infrastrutturale della città si collocano anche i progetti promossi da <strong>SEA Milan Airports, tra cui The World in Motion di Steve McCurry</strong>, allestito presso il Terminal 1 di <strong>Malpensa</strong>, e <strong>UPRISE di Fabio Giampietro</strong>, realizzato in collaborazione con <strong>MEET Digital Culture Center</strong> nello spazio de La Porta di Milano, che riflette sulla trasformazione della città contemporanea attraverso una tensione tra dimensione fisica e digitale.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A questa dimensione si affiancano momenti più informali e conviviali, come <strong>Arte Sagra</strong> presso lo <strong>spazio UFO</strong> di via Orobia – promosso da <strong>Fondazione ICA, Associazione Arte Continua, UFO, SpaceDelicious e Cucù</strong>, dove prende forma una nuova piazza dell'arte fatta di tavoli condivisi, giochi, concerti e occasioni di incontro tra addetti ai lavori e pubblico – e il Milano Art Week Party il 18 aprile dalle ore 19 negli spazi di BiM, la grande festa aperta alla città che anche quest'anno intreccia musica, performance e visita all'installazione Paper/Northern Lights di Gianni Pettana, prolungandone l'esperienza in una dimensione collettiva e partecipativa.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma si estende inoltre a progetti che mettono in relazione arte, design e architettura, come <strong>MOUNTAIN ECHOES di Yuval Avital ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti</strong>, e le iniziative di <strong>Volvo Studio Milano con Breath</strong>. Architettura della leggerezza, oltre alle mostre promosse da <strong>Fondazione Pasquinelli</strong>, dedicate alla figura di <strong>Enrico Peressutti</strong> e al dialogo con artisti come <strong>Calder, Bill, Melotti e Steinberg, e da Fondazione Culturale San Fedele</strong>, con le visite guidate alle camere dei tesori di <strong>Nanda Vigo</strong>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma completo della Milano Art Week 2026 è consultabile sul sito <a href="https://www.milanoartweek.it/" target="_blank" rel="noopener">Milano Art Week 2026</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Milano è memoria: dal 18 al 22 marzo la città celebra il 178esimo anniversario delle Cinque Giornate</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-e-memoria-dal-18-al-22-marzo-milano-celebra-il-178-anniversario-delle-cinque-giornate</link>
<guid>https://www.italia24.news/milano-e-memoria-dal-18-al-22-marzo-milano-celebra-il-178-anniversario-delle-cinque-giornate</guid>
<description><![CDATA[ dal 18 al 22 marzo a Milano, un programma di visite, iniziative, incontri, concerti e rievocazioni per celebrare il 178esimo anniversario delle Cinque Giornate in ricordo dell&#039;insurrezione del 1848 ]]></description>
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<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:53:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Dal 18 al 22 marzo</strong> Milano celebra il <strong>178° anniversario delle Cinque Giornate</strong>, l'insurrezione popolare del marzo 1848 che segnò uno dei momenti più importanti della storia risorgimentale italiana e che valse alla città la prima delle due <strong>Medaglie d'Oro al Valor Militare</strong>.</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nei giorni della ricorrenza il Comune di Milano, insieme a musei, istituzioni culturali, luoghi della memoria e associazioni cittadine, propone un <strong>ricco programma di iniziative tra visite guidate</strong>, conferenze, concerti, percorsi storici, mostre documentarie e attività per famiglie. L'obiettivo è raccontare vicende e protagonisti delle giornate che segnarono la lotta per la libertà e l'indipendenza di Milano dalla dominazione austroungarica. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le celebrazioni si apriranno il 18 marzo alle ore 11 con la commemorazione dei caduti presso il Monumento alle Cinque Giornate (piazza Cinque Giornate) alla presenza delle autorità cittadine. Durante la cerimonia, come da tradizione, il <strong>Primo Tricolore</strong> sarà consegnato simbolicamente ai cadetti della <strong>Scuola Militare Teulié</strong>, in ricordo della loro partecipazione alle giornate del 1848. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma coinvolgerà 14 luoghi simbolici della città, tra cui il <strong>Monumento alle Cinque Giornate, il Museo del Risorgimento, il Cimitero Monumentale, Palazzo Morando, la GAM – Galleria d'Arte Moderna, l'Archivio di Stato, la Scuola Militare Teulié, la Chiesa di San Celso e altri spazi culturali cittadini.</strong> La maggior parte delle iniziative è gratuita, con prenotazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Ad aprire il calendario, <strong>dal 14 al 21 marzo</strong>, sarà la mostra documentaria allestita <strong>all'Archivio di Stato di Milano</strong> (via Senato 10) che, attraverso documenti conservati nei fondi archivistici dell'istituto, racconta la vittoria, la repressione e la costruzione della memoria delle Cinque Giornate. Gli allievi della Scuola Militare Teulié accompagneranno i visitatori alla scoperta delle fonti e dei protagonisti degli eventi del 1848. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Dal 18 al 22 marzo sarà inoltre possibile partecipare alle visite guidate dedicate al Monumento alle Cinque Giornate, realizzato da <strong>Giuseppe Grandi</strong> e recentemente restaurato, uno dei simboli più significativi della memoria risorgimentale milanese. Nelle stesse giornate le sale di <strong>Palazzo Moriggia</strong> - Museo del Risorgimento (via Borgonuovo 23) accoglieranno gli allievi della Scuola Militare Teulié che guideranno il pubblico con approfondimenti dedicati al Primo Tricolore e al ruolo svolto dai cadetti durante l'insurrezione del 1848. Sempre al Museo del Risorgimento sarà proposta una visita guidata alla mostra dedicata alla contessa <strong>Clara Maffei</strong>, figura centrale del Risorgimento milanese e protagonista di un celebre salotto culturale che fu luogo di incontro e confronto politico dell'epoca. A Palazzo Reale sarà invece presentata una serie podcast dedicata alla principessa <strong>Cristina Trivulzio di Belgiojoso,</strong> giornalista e patriota tra le figure più rappresentative del Risorgimento. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il 19 marzo il Museo del Risorgimento farà da cornice alla presentazione del volume "<strong>Il corpo degli eroi. Medici e patrioti in un carteggio di Adelaide Cairoli (1862–1871)</strong>", dedicato al rapporto tra medicina, patriottismo e memoria risorgimentale. Nella stessa giornata la Galleria d'Arte Moderna - GAM (via Palestro 16) proporrà una visita guidata dedicata allo scultore Giuseppe Grandi e al <strong>movimento della Scapigliatura</strong>. Sempre il 19 marzo la <strong>Fondazione IRCCS Ca' Granda - Ospedale Maggiore Policlinico </strong>(via Francesco Sforza 32) aprirà straordinariamente al pubblico la cripta che tra il 1848 e il 1895 custodì i resti dei caduti delle Cinque Giornate, sepolti durante i giorni della battaglia quando non era possibile raggiungere i cimiteri suburbani. Nello stesso luogo il <strong>LABANOF – Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano</strong> proporrà un appuntamento che unisce ricerca scientifica, letture storiche e performance artistiche dedicate alle vittime dell'insurrezione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il 20 marzo il Museo del Risorgimento dedicherà un incontro al recente restauro del Monumento alle Cinque Giornate, con un approfondimento sulle metodologie adottate e sui risultati dell'intervento realizzato a oltre centotrent'anni dalla sua inaugurazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il 21 marzo la città sarà animata da diverse iniziative tra musei e luoghi storici: a <strong>Palazzo Morando</strong> (via Sant'Andrea 6) la visita letteraria "<strong>Voci del Passato – Speciale Cinque Giornate</strong>" farà rivivere le atmosfere della Milano ottocentesca attraverso testi, testimonianze e racconti dei protagonisti delle giornate rivoluzionarie; al Museo del Risorgimento prenderà avvio il percorso guidato "<strong>Nelle vie delle Cinque Giornate</strong>", che collega il museo ai luoghi simbolo dell'insurrezione. In programma anche attività dedicate ai più piccoli, tra cui il laboratorio "<strong>Bianco, rosso e verde</strong>" per scoprire l'origine e il significato del Tricolore. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il 22 marzo al Cimitero Monumentale un appuntamento tra storia e letture sarà dedicato alla figura di <strong>Carlo Cattaneo</strong>, protagonista politico e intellettuale delle Cinque Giornate. I suoi resti mortali riposano nel Famedio nel sarcofago marmoreo con lo stemma di Milano posto accanto a quello di Alessandro Manzoni, uno dei luoghi più simbolici della memoria civile della città. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nella stessa giornata il Museo del Risorgimento proporrà anche un percorso storico-musicale dedicato all'atmosfera culturale e sonora della Milano del 1848. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Tra i luoghi coinvolti nelle celebrazioni vi sarà anche la storica Scuola Militare Teulié (corso Italia 58) dove sarà esposto il Primo Tricolore del 1848, il vessillo che durante l'insurrezione milanese sventolò sulla guglia più alta del Duomo accanto alla Madonnina. La bandiera, custodita dalla scuola in memoria del sostegno che gli allievi dell'allora <strong>Collegio dei Cadetti</strong> offrirono ai cittadini insorti, sarà visitabile nella sede di corso Italia. L'edificio storico aprirà inoltre le porte alla città durante le Giornate FAI di Primavera del 21 e 22 marzo, offrendo la possibilità di visitare gli spazi della scuola e vedere da vicino il Tricolore. Gli allievi saranno presenti anche al Museo del Risorgimento per accompagnare il pubblico con approfondimenti sul ruolo dei cadetti durante le Cinque Giornate. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Un altro luogo significativo sarà la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso (corso Italia), il cui campanile durante le Cinque Giornate fu utilizzato dagli insorti come punto di osservazione sulle truppe austriache: dal 18 al 21 marzo sono previste visite alla chiesa, mentre il 22 marzo si terrà un incontro dedicato al restauro del campanile nell'ambito delle Giornate FAI di Primavera. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il calendario delle iniziative comprende infine anche diversi <strong>appuntamenti musicali</strong> riuniti nel "<strong>Festival 5 Giornate</strong>", con concerti e recital dedicati alla musica contemporanea in vari luoghi della città. <strong>All'ADI Design Museum (piazza Compasso d'Oro 1) </strong>sono in programma esibizioni solistiche e concerti con musiche di compositori del Novecento e contemporanei; il <strong>Museo del Novecento</strong> (piazza Duomo 8) accoglierà un concerto del <strong>New Made Ensemble</strong> con brani di autori italiani viventi, mentre alla <strong>Casa Museo Spazio Tadini</strong> (via Niccolò Jommelli 24) si susseguiranno recital e concerti con solisti ed ensemble – tra cui il New Made Ensemble e il duo di chitarre Atzori-Brunini – oltre a un incontro-concerto con il compositore <strong>Alessandro Solbiati</strong>. Il festival propone così un percorso musicale diffuso che affianca alla memoria storica delle Cinque Giornate una proposta culturale contemporanea. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma si concluderà il <strong>28 marzo al Parco Formentano</strong> (largo Marinai d'Italia), dove il Municipio 4 organizza una rievocazione storica con figuranti in costume e simulazioni dedicate agli episodi finali dell'insurrezione milanese.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano e Bergamo, cultura: presentato il programma &amp;quot;Clara Maffei. La libertà e la forza gentile di una donna del Risorgimento&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-e-bergamo-cultura-presentato-il-programma-clara-maffei-la-liberta-e-la-forza-gentile-di-una-donna-del-risorgimento</link>
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<description><![CDATA[ Dal 12 marzo al 24 maggio, a Milano e Bergamo, le mostre e gli eventi dedicati alla vita della contessa Clara Maffei, simbolo del Rsorgimento Italiano e protagonista della vita culturale e politica dell&#039;Ottocento ]]></description>
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<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:33:40 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Milano e Bergamo</strong> celebrano la figura di <strong>Clara Maffei</strong>, protagonista della <strong>vita culturale e politica dell'Ottocento e simbolo del Risorgimento italiano</strong>, con due mostre documentarie e un <a href="https://www.yesmilano.it/eventi/tutti-gli-eventi/clara-maffei" target="_blank" rel="noopener">programma</a> di appuntamenti dedicati alla vita della contessa. </span><span>L'iniziativa è promossa dal <strong>Comitato Clara Maffei</strong> in collaborazione con importanti istituzioni culturali delle due città. Il progetto espositivo coinvolge il <strong>Museo del Risorgimento e Casa Manzoni a Milano, insieme alla Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo e al Cimitero Monumentale di Milano. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le mostre presentano una significativa selezione di materiali storici e artistici: <strong>quadri, lettere autografe, oggetti di arte applicata, libri, suppellettili e mobili appartenuti alla contessa e ai suoi amici.</strong> Le esposizioni offrono un ritratto inedito e approfondito della nobile risorgimentale e promettono un'esperienza a tutto tondo nella complessa vita della contessa Maffei; promotrice delle idee unitarie, irrequieta ed elegante protagonista di uno dei più noti salotti europei dell'epoca, Clara Maffei viene presentata in particolare nel suo rapporto con Milano, la città dove la sua casa in via Bigli era una meta obbligata per gli intellettuali, i politici e gli artisti volti alla causa della nascente unità nazionale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le mostre, dal 12 marzo al 24 maggio, si sviluppano attraverso le diverse fasi della vita di Clara Maffei. </span><span>A <strong>Bergamo, nell'atrio della Biblioteca Angelo Mai</strong>, l'esposizione I primi anni e il tempo per ben imparare illustra l'infanzia bergamasca, il rapporto con i genitori e il periodo della formazione negli educandati di Verona e Milano fino al matrimonio, appena diciottenne, con il poeta trentino Andrea Maffei. L'ultima sezione racconta la persistenza della sua memoria in Italia e nel territorio bergamasco, grazie in particolare al lascito testamentario a favore dell'infanzia. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A <strong>Casa Manzoni</strong> viene allestito il celebre <strong>salotto</strong> <strong>di Clara Maffei</strong>, che per mezzo secolo animò impareggiabilmente la vita sociale, culturale e politica di Milano. <strong>La ricostruzione trae ispirazione da una fotografia del salotto conservata presso il Castello Sforzesco e sfoggia libri, lettere, mobili e suppellettili originali,</strong> mai esposti sino a oggi, che testimoniano non solo il ruolo culturale della contessa, ma anche le importanti personalità che frequentarono le stanze di via Bigli, primi tra tutti <strong>Giuseppe Verdi e Alessandro Manzoni</strong>. Grazie a un generoso prestito della <strong>Fondazione Cariplo</strong>, si può ammirare il quadro di <strong>Francesco Hayez, Valenza Gradenigo</strong> davanti agli inquisitori, che campeggiò sempre nel salotto della contessa, per la quale fu dipinto nel 1835. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Al <strong>Museo del Risorgimento</strong> i percorsi sono <strong>due</strong>: il primo si svolge all'interno del museo vero e proprio e connette la contessa alle <strong>vicende del Risorgimento milanese</strong>; ad esempio, viene esposta la stola tricolore che Clara Maffei indossò durante le Cinque Giornate e un ritratto di anonimo che la ritrae nelle vesti di patriota. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il secondo percorso ricostruisce la <strong>rete di relazioni femminili </strong>intessuta da Clara; le biografie delle sue amiche, accompagnate dalle foto che le ritraggono custodite dalla Maffei in diversi album, ci aiutano a comprendere l'importanza che questo sistema di relazioni ebbe nello svolgimento delle vicende risorgimentali non solo milanesi. Un mondo di cui si erano in parte perse le tracce, invece meritevole di grande attenzione storica, soprattutto per il ruolo costitutivo nella costruzione del nascente stato sociale lombardo e italiano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Al <strong>Cimitero Monumentale</strong>, luogo dove sono custodite le spoglie della contessa, è stato predisposto un <strong>nuovo percorso tra i monumenti funebri</strong> delle persone che le furono amiche. Il valore di queste sepolture, intrinsecamente legato alla memoria di coloro che vi riposano, emerge anche dalla bellezza delle opere che le adornano, spesso eseguite da importanti scultori. Il progetto di valorizzazione della figura di Clara Maffei, di cui le mostre milanesi e bergamasca sono espressione, prevede anche il restauro del suo monumento, manutenzione necessaria della quale intende farsi carico il Comitato Clara Maffei. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Un progetto culturale di grande rilievo, che coinvolge Milano e Bergamo e che restituisce alla nostra memoria collettiva una figura centrale dell'Ottocento italiano – dichiara l'assessore alla Cultura, <strong>Tommaso Sacchi</strong> –. Clara Maffei è stata una protagonista decisiva della storia culturale e civile milanese. Il suo salotto di via Bigli non fu soltanto un luogo mondano, ma un autentico laboratorio politico e intellettuale. Uno spazio in cui arte, letteratura, musica e pensiero patriottico si intrecciarono contribuendo alla costruzione dell'idea stessa di nazione. In quelle stanze si incontrarono figure come Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi, Carlo Cattaneo, Francesco Hayez. E proprio questa trama di relazioni – anche femminili – è uno degli aspetti più innovativi e attuali del progetto espositivo». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Da anni il Cimitero Monumentale porta avanti percorsi di valorizzazione della memoria di Milano, con una particolare attenzione alle figure femminili, grazie alla sensibilità della direttrice Giovanna Colace – afferma l'assessora ai Servizi civici, <strong>Gaia Romani</strong> –. Sappiamo quanto, nella storia come nello sviluppo delle nostre città, molte di queste figure non siano state valorizzate a sufficienza, pertanto progetti culturali e artistici come questo – che uniscono Milano e Bergamo nel segno della memoria di Clara Maffei – contribuiscono a colmare queste mancanze e a restituire la giusta visibilità a protagoniste della nostra storia. Per il Comune di Milano è motivo di orgoglio poterne essere parte e continuare a valorizzare il Monumentale come luogo non solo di memoria, ma anche di arte ed espressione della città di Milano». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Bergamo partecipa a un progetto di grande valore culturale e sociale che unisce la nostra città a Milano in un percorso di scoperta di Clara Maffei, nata nel nostro territorio e protagonista del fermento risorgimentale milanese – commenta l'assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, <strong>Sergio Gandi</strong> –. Il progetto, promosso dal Comitato Clara Maffei, prevede due mostre e un public program destinati ad approfondire la figura straordinaria della nobildonna, con una indagine sugli anni della giovinezza e della formazione curata dalla Biblioteca Civica Angelo Mai. Una iniziativa di ampio respiro, che mette in relazione significative istituzioni culturali del territorio lombardo: una trama di archivi, biblioteche e luoghi della cultura che supera i confini delle singole città, mettendo in comune patrimoni e competenze. Un metodo fortemente collaborativo in singolare risonanza con la stessa capacità della contessa di costruire fitte reti di contatti, attitudine che costituisce uno degli insegnamenti più attuali della sua vicenda biografica. Attraverso questa articolata proposta, la figura di Clara Maffei torna infatti a parlarci oggi, ricordandoci quanto la cultura nasca dall'incontro tra persone e istituzioni e trovi potenziamento attraverso il dialogo». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Colta, intelligente, raffinata, <strong>Clara Maffei raccolse nel suo salotto milanese i più significativi personaggi del suo tempo</strong>; arte, letteratura, politica, giornalismo e musica erano rappresentate ma sempre con lo sguardo al nuovo clima patriottico che il salotto incarnava. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Un certo appannarsi dell'immagine della contessa Maffei iniziò dopo l'Unità d'Italia, quando una nuova generazione di intellettuali prese il posto degli eroi del Risorgimento e il declino nel '900 proseguì fino a confinare la contessa tra i cimeli di un'epoca passata. Oggi i nuovi studi sulla sua persona, sul circolo culturale che la vide protagonista, sulla sua stessa immagine fisica smarrita nelle varie collezioni, riportano in piena luce una donna straordinaria che ebbe un ruolo di primo piano durante periodi così travagliati e luttuosi come quelli delle nostre guerre di indipendenza. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Grazie a queste scoperte e in concomitanza con esse, è nato il progetto Clara Maffei che, dopo la prima mostra a Clusone, ora si allarga alla città di Bergamo, che la vide nascere tra le vie di Città Alta, e alla città di Milano, che la accolse nella sua maturità, nel tentativo di offrire un profilo a tutto tondo di un personaggio tanto complesso e decisivo per l'identità italiana. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le mostre saranno accompagnate da una serie di appuntamenti per comprendere al meglio questo coinvolgente percorso espositivo come visite guidate e attività tematiche.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Cultura, Milano: alla Galleria d&amp;apos;Arte Moderna la mostra &amp;quot;Paul Troubetzkoy. Lo Scultore della Belle Époque&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ Sarà aperta presso la Galleria d&#039;Arte Moderna di Milano, dal 27 febbraio al 28 giugno con oltre ottanta opere tra sculture e dipinti, la mostra &quot;Paul Troubetzkoy. Lo Scultore della Belle Époque&quot;, dedicata a Paul Troubetzkoy, scultore a cavallo tra Otto e Novecento ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 10:48:22 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Dal 27 febbraio al 28 giugno 2026, GAM | Galleria d'Arte Moderna di Milano presenta la mostra "Paul Troubetzkoy. Lo Scultore della Belle Époque", </strong>grande retrospettiva dedicata a una delle figure più affascinanti della scultura tra Otto e Novecento. <strong>L'esposizione è una co-produzione tra GAM | Galleria d'Arte Moderna di Milano, Musée d'Orsay di Parigi e CMS.Cultura srl, nell'ambito di Milano Cortina 2026, con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell'Institut français Milano</strong>, in collaborazione con il <strong>Museo del Paesaggio di Verbania</strong>. Media partner: <strong>Sky Arte</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'esposizione milanese, dopo la tappa al Musée d'Orsay di Parigi, è curata da <strong>Omar Cucciniello</strong> e presenta un'ampia ricognizione internazionale sull'opera di <strong>Paul Troubetzkoy</strong> (Intra 1866 - Pallanza 1938), scultore cosmopolita, figlio di un principe diplomatico russo e di una cantante lirica americana. Nato sulle rive del Lago Maggiore e formatosi in Italia, parigino d'adozione e celebre negli Stati Uniti, ha saputo imporsi tra i ritrattisti più raffinati della Belle Époque, fino a diventare protagonista del panorama artistico internazionale, punto di riferimento per l'alta società del suo tempo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Attraverso una selezione di ottanta opere tra sculture e dipinti, provenienti dalle più importanti collezioni italiane, europee, britanniche e americane, articolate in cinque sezioni tematiche e cronologiche, l'esposizione ricostruisce <strong>il percorso umano e artistico di Troubetzkoy</strong>: dai primi successi a Milano, dove si formò frequentando gli ambienti scapigliati, alla consacrazione internazionale grazie alla vittoria di importanti concorsi, come quello per la monumentale statua equestre dello Zar Alessandro III a San Pietroburgo, al trasferimento a Parigi, fino alla partecipazione alle grandi esposizioni americane. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Milano è orgogliosa di dedicare una mostra a Paul Troubetzkoy – afferma l'assessore alla Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong> –, artista cosmopolita che ha saputo interpretare con straordinaria sensibilità lo spirito della Belle Époque. A 160 anni dalla sua nascita, celebriamo dunque uno scultore capace di dialogare con le grandi capitali culturali del suo tempo, da Parigi agli Stati Uniti, e di costruire una carriera internazionale che oggi Milano riscopre e propone al pubblico. Realizzata in tandem con il Musée d'Orsay, dove è stata allestita l'anno scorso, la mostra non solo restituisce al pubblico la straordinaria modernità della sua scultura, ma propone anche un dialogo raffinato con grandi maestri della pittura del suo tempo, come Boldini e Sorolla: un invito a riscoprire un protagonista originale e ancora sorprendentemente attuale della storia dell'arte». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Celebre per la straordinaria capacità di catturare il carattere e la vitalità dei suoi soggetti con tocchi rapidi e vibranti, Troubetzkoy fu il ritrattista della Belle Époque: effigiò artisti, nobili e intellettuali della propria cerchia di amici, come il <strong>Conte Robert de Montesquiou e Gabriele </strong></span><span><strong>D'Annunzio</strong>; celebrità del teatro e della musica come <strong>Enrico Caruso e Giacomo Puccini</strong>; artisti del suo tempo tra cui <strong>Giovanni Segantini e Giovanni Boldini, </strong>con il quale condivide molti dei soggetti ritratti, e <strong>Joaquín Sorolla</strong>, a cui fu legato da una profonda amicizia, testimoniata da </span><span>una serie di ritratti reciproci; celebrità dell'alta borghesia internazionale come la <strong>Marchesa Casati</strong> ed esponenti delle <strong>famiglie Rothschild, Vanderbilt, Rockefeller.</strong> </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il metodo di lavoro di Troubetzkoy, che scolpiva dal vero senza disegni preparatori, e le sue preferenze estetiche hanno prodotto busti in bronzo di grande modernità e immediatezza, che mostrano il processo di creazione, con alcune parti appena abbozzate e altre molto più definite. Tra questi vi è il Ritratto di <strong>Lev Tolstoj</strong>, che Troubetzkoy conobbe nel 1899 e da cui rimase fortemente influenzato, abbracciando lo stile di vita vegetariano, insolito per l'epoca, sull'esempio dello scrittore russo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La mostra propone un'ampia selezione dei suoi ritratti più celebri, ma anche opere meno conosciute, tra cui le sculture di animali, testimonianza del suo precoce impegno per la causa animalista, e prove sperimentali che ne attestano l'inesauribile ricerca formale, tra cui diverse opere mai esposte prima in Italia. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il percorso espositivo si arricchisce anche di alcuni dipinti tra cui il ritratto di Troubetzkoy realizzato da <strong>Ilya Repin</strong> nel 1908, unico dipinto conservato in Italia del grande maestro russo appartenente alla corrente dei peredižniki (i pittori ambulanti) ed eccezionalmente in prestito dalla <strong>GNAMC - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma</strong>, e alcune opere di <strong>Giovanni Boldini</strong> tra cui l'iconico ritratto del <strong>conte di Montesquiou</strong>, in prestito dal Musée d'Orsay di Parigi, che dialoga con il bronzo dello scultore. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Oltre ai ritratti che hanno costruito la sua fama, la mostra presenta una selezione di statuette raffiguranti nativi americani, di cui Troubetzkoy cattura lo spirito fiero e il veloce movimento a cavallo, e di cowboy, soggetti che studiò per la prima volta in occasione dell'arrivo a Milano del famoso circo di <strong>Buffalo Bill</strong> del 1890, e ripresi poi durante i soggiorni negli Stati Uniti. Qui realizzò anche i ritratti delle prime star di Hollywood e leggiadre figure di ballerine. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>In mostra anche la statua di <strong>Mademoiselle Svirsky</strong>, famosissima ballerina del tempo che si esibiva a piedi nudi, con dedica all'amico Sorolla incisa sulla base, opera ritratta poi dal pittore in alcuni suoi celebri dipinti, tra cui quello sontuoso della <strong>moglie Clotilde</strong> seduta sul sofà; e poi <strong>Lady Constance Stewart Richardson,</strong> ritratta in un dinamico bronzo in prestito dal <strong>Fine Arts Museums di San Francisco. </strong>L'esposizione si conclude con una sezione interamente dedicata all'amato mondo degli animali, con diversi esempi della sua scultura animalista, così come i suoi lavori a favore della causa vegetariana, come il Divoratore di cadaveri, di cui era, in anticipo sui tempi, un fervente sostenitore.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cultura, Milano: a Palazzo Reale la mostra fotografica della Polizia di Stato &amp;quot;Supereroi – Proteggiamo i Bambini Insieme&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ Il 19 febbraio a Palazzo Reale apre la mostra fotografica della Polizia di Stato &quot;Supereroi – Proteggiamo i Bambini Insieme&quot; con un percorso espositivo per sensibilizzare le famiglie e gli educatori al tema della protezione dei minori negli spazi digitali ]]></description>
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<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 14:26:18 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Apre il 19 febbraio al pubblico a <strong>Palazzo Reale</strong> la mostra fotografica della Polizia di Stato<strong> "Supereroi – Proteggiamo i Bambini Insieme</strong>" ideata e realizzata dal <strong>Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale Lombardia</strong> in collaborazione con il <strong>Comune di Milano, di Terre des Hommes Italia e Coriandoli per Shanti Bhavan Onlus.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>All'inaugurazione erano presenti il Signor Prefetto <strong>Claudio Sgaraglia</strong>, il Questore <strong>Bruno Megale</strong>, l'assessore <strong>Marco Granelli</strong>, il Direttore Centrale per la Polizia Scientifica e la Sicurezza Cibernetica <strong>Luigi Rinella</strong> e <strong>Domenico De Maio</strong> per Fondazione Milano-Cortina, oltre ad autorità civili e militari.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'iniziativa vuole gettare luce sull'importante e delicato lavoro svolto quotidianamente dalla Polizia di Stato nel contrasto alla pedopornografia, all'abuso e all'adescamento online dei minori. Un'attività spesso silenziosa e condotta sotto copertura, che richiede professionalità, equilibrio e profondo senso del dovere.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il percorso espositivo, con <strong>ingresso gratuito dal 19 al 22 febbraio</strong>, si compone di 50 scatti fotografici realizzati direttamente dai poliziotti <strong>Ester Lo Feudo, Marco Domizi e Giovanni Marcellino</strong>. Le immagini, accompagnate dai testi della giornalista e sceneggiatrice <strong>Rosy Della Ragione</strong>, offrono uno sguardo intenso sulla vulnerabilità delle vittime ma anche sulla loro forza interiore, restituendo al contempo il carico emotivo e umano vissuto dagli agenti impegnati in prima linea.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'evento nasce con la volontà di sensibilizzare famiglie, scuole e l'intera comunità educante, nella consapevolezza che, rispetto a tali fenomeni, la prevenzione rappresenti lo strumento più efficace.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'appuntamento è un'occasione unica per gruppi e visitatori di vivere un'esperienza di forte impatto sociale, con un significativo valore educativo, anche grazie alla presenza di pannelli informativi contenenti consigli pratici per una navigazione consapevole e sicura.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Monza: la donazione di due opere d&amp;apos;arte all&amp;apos;Ospedale San Gerardo come gesto per la cura della persona</title>
<link>https://www.italia24.news/donazione-di-opere-darte-alla-fondazione-irccs-a-san-gerardo-dei-tintori-un-gesto-di-cura-e-bellezza</link>
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<description><![CDATA[ Il Reverendo Professor Giovanni Emidio Palaia dona due opere d&#039;arte alla Fondazione IRCCS con l&#039;intento di offrire un senso di speranza ai pazienti facendo dialogare arte, spiritualità e quotidianità. Il gesto rappresenta l&#039;attenzione rivolta verso la dimensione umana, come afferma il Presidente della Fondazione Claudio Cogliati ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 15:30:50 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Mercoledì 18 febbraio 2026 </strong>la <strong>Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza</strong> è stata protagonista di un momento di particolare valore simbolico e culturale: la <strong>donazione di due opere d’arte destinate agli spazi di cura</strong>, come segno concreto di attenzione alla dimensione umana, spirituale e relazionale dell’esperienza ospedaliera. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">A donarle è il <strong>Reverendo Professor Giovanni Emidio Palaia</strong>, <strong>direttore del Gruppo di lavoro “Mariologia, persona, arte, città, cultura e salute” della Pontificia Accademia Mariana Internazionale</strong>, nonché della collana editoriale ad esso collegata. Il Gruppo è composto da figure di primo piano del panorama ecclesiale, culturale e scientifico. All’interno del Gruppo è particolarmente viva la sensibilità per l’arte per la sua coniugazione con la salute, la cura e il sostegno delle cure. Nel progetto “Mariologia, Persona, Arte, Città, Cultura e Salute”, il Professor Palaia, afferma che «in una prospettiva antropologica attenta alla persona e alla comunità, i luoghi della sofferenza e della cura, </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">ospedali, cliniche, residenze assistite, reparti di lungodegenza e hospice, sono spazi in cui le persone più vulnerabili rischiano di essere relegate ai margini della società, spesso segnate da solitudine e fragilità. A questa condizione il <strong>progetto</strong> risponde <strong>promuovendo</strong> la <strong>costruzione di un sapere condiviso</strong>, un’<strong>epistēmē koinē</strong>, intesa come esercizio di carità intellettuale (caritas intellectualis), radicata nel ḥesed, un amore fedele e misericordioso che pone al centro la dignità e il rispetto profondo di ogni persona. In questa prospettiva, la <strong>nozione di benessere</strong> viene ripensata come <strong>pienezza integrale della persona</strong>, nella sua dimensione umana, relazionale e spirituale». </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Le due <strong>opere</strong> donate, una dell’artista <strong>Renato Li Vigni </strong>e una dell’artista <strong>Ezio Gribaudo</strong>, </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">sono state ideate e progettate dal professor Palaia, docente universitario, scrittore e accademico pontificio, promotore di un dialogo strutturato tra spiritualità, arte e mondo della salute, insieme al<strong> </strong>dottor Momcilo Jankovic<strong> </strong>e ad alcuni membri del Gruppo di lavoro, di cui lo stesso dottor Jankovic fa parte attivamente. Si tratta di opere, in<strong> memoria di San Carlo Acutis</strong>, pensate specificamente per il contesto ospedaliero, capaci di inserirsi negli spazi di cura come presenze discrete ma significative, in dialogo con il vissuto di pazienti, familiari e operatori sanitari. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La donazione, che si è tenuta all’interno della Parrocchia Ospedaliera, è avvenuta poco prima del momento di ricordo dedicato a San Carlo Acutis, rafforzando il significato di un’iniziativa che unisce memoria, bellezza e prossimità, e che riconosce nella cura non solo una dimensione clinica, ma anche simbolica e spirituale.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il professor Palaia ha dialogato infatti, a partire dal volume<em> Spiritual Insight</em>. <em>Appunti dagli Esercizi Spirituali di San Carlo Acutis</em>, arricchito da due disegni inediti di Carlo, con i testimoni della sua vita, della sua infanzia, della scuola e anche degli ultimi giorni vissuti in ospedale. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Come assistente e <strong>membro dell’Associazione Carlo Acutis</strong>, nasce il desiderio profondo che queste opere sappiano riflettere la gioia vissuta da Carlo anche nella malattia, in quella offerta totale che egli stesso espresse dicendo: Offro la mia vita per il Papa, per la Chiesa e per andare dritto in Paradiso senza passare dal Purgatorio.» sottolinea ancora il Professor Palaia «Portare l’arte negli ospedali significa riconoscere che la <strong>cura </strong>non <strong>riguarda </strong>soltanto il corpo, ma la <strong>persona nella sua interezza</strong>. Queste opere nascono con l’intento di offrire uno spazio di respiro, di senso e di speranza, soprattutto nei momenti di fragilità, facendo dialogare arte, spiritualità e quotidianità della cura». </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’iniziativa si inserisce nel percorso del<strong> Gruppo di lavoro</strong> “Mariologia, persona, arte, città, cultura e salute”, <strong>nato il 23 maggio 2023</strong> in seno alla <strong>Pontificia Accademia Mariana Internazionale</strong>, alla <strong>presenza del Cardinale Angelo Comastri</strong>. Fin dalla sua costituzione, il Gruppo <strong>promuove </strong>una <strong>sinergia costante tra dimensione spirituale, artistica e culturale e l’ambito sanitario</strong>, con l’obiettivo di riaffermare la centralità della persona, in particolare nella condizione di malattia. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In questo solco si collocano anche altre le <strong>esperienze già maturate</strong> in altri ospedali, in particolare nell’ambito della <strong>radioterapia</strong>, che hanno mostrato come l’integrazione tra cura, bellezza e spiritualità possa contribuire a umanizzare i luoghi della salute.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> «L’ospedale è prima di tutto un luogo di relazioni» dichiara il <strong>dottor Momcilo Jankovic</strong>, già<strong> direttore del Day Hospital del Centro Maria Letizia Verga </strong>e oggi <strong>consigliere dell’omonima Fondazione</strong> «e iniziative come questa aiutano a ricordare che accanto alle terapie è fondamentale prendersi cura anche dell’interiorità, delle emozioni e della speranza di chi vive e lavora ogni giorno negli spazi della cura». </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Le opere donate al San Gerardo intendono così offrire un messaggio di accoglienza, prossimità e bellezza, contribuendo a rendere l’ospedale uno spazio sempre più attento alla persona nella sua unità di corpo, anima e relazioni. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Accogliamo con profonda gratitudine questa <strong>donazione</strong> che rappresenta un<strong> segno concreto di attenzione alla dimensione umana e spirituale della cura</strong>, contribuendo a rendere i nostri spazi sempre più accoglienti e attenti alla persona. L’arte, quando entra nei luoghi della cura, diventa un linguaggio di vicinanza e di speranza per tutti», conclude il <strong>Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori Claudio Cogliati</strong>.</span></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Dire danza: la XXII edizione al Teatro delle Arti il 22 febbraio con Michele Lanzeroti di Amici</title>
<link>https://www.italia24.news/dire-danza-la-xxii-edizione-al-teatro-delle-arti-il-22-febbraio-con-michele-lanzeroti-di-amici</link>
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<description><![CDATA[ Torna Dire Danza, l’appuntamento coreutico l’evento coreutico ideato e curato da Pina Testa e Antonella Ferrante, con il coordinamento di Fortuna Capasso, che da più di un decennio celebra l’arte, la tecnica e la creatività dei giovani danzatori campani. ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 10:26:19 +0100</pubDate>
<dc:creator>Silvia De Cesare</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 10.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">La <b>ventiduesima edizione</b> si svolgerà domenica <b>22 febbraio 2026 al Teatro delle Arti di Salerno</b>, con una giornata ricca di appuntamenti che uniscono spettacolo, formazione e prestigio artistico.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Dopo il successo delle precedenti edizioni, <span style="mso-bidi-font-style: italic;">Dire Danza</span> conferma la sua vocazione di vetrina e trampolino per talenti emergenti: <b>due spettacoli serali</b>, alle <b>17 </b>e alle <b>20</b>, offriranno al pubblico uno spettacolo variegato, dinamico e di alta qualità, con esibizioni delle scuole di danza provenienti da tutta la regione.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Ospite di quest’anno sarà <b>Michele Lanzeroti</b>, giovane ballerino italiano formatosi nel celebre talent show <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-style: italic;">Amici</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">di Maria De Filippi</b>, noto per la sua versatilità, la tecnica solida e la sua crescita prestigiosa nel mondo della danza professionale. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Nel pomeriggio del 22 febbraio, alle <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">14</span>, Lanzeroti guiderà un</span></b><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> <b>stage esclusivo</b> rivolto ai partecipanti e agli allievi delle scuole, un’occasione imperdibile di confronto e approfondimento con un protagonista della scena coreutica contemporanea. La sua esperienza formativa e professionale offrirà stimoli tecnici e creativi a tutti i danzatori presenti.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">«<i>Dire Danza 2026</i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"> non è solo spettacolo, ma un’esperienza completa di crescita artistica e umana. Siamo felici di ospitare Michele Lanzeroti, la cui carriera testimonia come passione, disciplina e dedizione possano trasformarsi in opportunità professionali concrete</i>»,<i style="mso-bidi-font-style: normal;"> </i><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dichiarano gli organizzatori Pina Testa e Antonella Ferrante.<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">LE SCUOLE - </span></b><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Accademia Sportiva Baronissi di Lidia D’Arco e Celeste Capacchione (Baronissi); Arbostella in danza di Antonella e Marianna Rotondo (Salerno); Ars Scenicae di Serena Stella (Baronissi); Associazione Arteca diretta da Amalia Salzano (Salerno); Ballet Studio di Giusy De Martino (Cava De Tirreni); Centro Danza 2 di Serena Santucci (Quadrivio di Campagna); Centro Danza di Antonella Ferrante (Eboli); Choròs Meráki di Stefania Fuschini e Enza D’Auria (Capezzano); Danzando di Cinzia Palumbo (Salerno); DTFAM di Salvatore Sica (Pontecagnano); Ginger’s Art di Melissa e Jessica Manzo (Montecorvino Pugliano); Il balletto di Gerardo Fimiani (Battipaglia); In Punta di piedi di Antonietta, Stefania e Valentina Botta (Battipaglia); New Ballet di Maria Rosaria Bacco (Pontecagnano); New Latin Dance ASD di Artemisio di Florio (Baronissi); Obiettivo danza di Stefano Angelini (Cava de’ Tirreni); Professional Ballet di Fortuna Capasso (Salerno); Professional Ballet di Pina Testa (Ascea); Professional Ballet di Pina Testa (Salerno); Scuola di danza di Loredana Di Filippo (Siano); ⁠Scuola di danza Koròs diretta da Flavia Russo (Salerno); Terval dance di Valeria Iacobelli e Teresa Tamburrini (Salerno); World dance di Ylenia Ippolito (Pontecagnano).<i style="mso-bidi-font-style: normal;"><o:p></o:p></i></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">L’edizione 2026 conferma la mission di <span style="mso-bidi-font-style: italic;">Dire Danza</span>: essere ponte tra l’allenamento quotidiano delle scuole e il palcoscenico, valorizzare il lavoro degli insegnanti, e offrire ai giovani ballerini la possibilità di confrontarsi con professionisti di alto profilo. I due spettacoli in programma saranno un viaggio nel movimento e nell’espressività, un momento di celebrazione della danza in tutte le sue forme, pensato per coinvolgere famiglie, appassionati e addetti ai lavori.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-font-style: italic;">Dire Danza 2026</span><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> si propone così come uno degli eventi coreutici più attesi della stagione in Campania, confermando la sua posizione di riferimento per la cultura e la formazione nel mondo della danza.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Dopo il successo delle precedenti edizioni, <span style="mso-bidi-font-style: italic;">Dire Danza</span> conferma la sua vocazione di vetrina e trampolino per talenti emergenti: <b>due spettacoli serali</b>, alle <b>17 </b>e alle <b>20</b>, offriranno al pubblico uno spettacolo variegato, dinamico e di alta qualità, con esibizioni delle scuole di danza provenienti da tutta la regione.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Ospite di quest’anno sarà <b>Michele Lanzeroti</b>, giovane ballerino italiano formatosi nel celebre talent show <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-style: italic;">Amici</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">di Maria De Filippi</b>, noto per la sua versatilità, la tecnica solida e la sua crescita prestigiosa nel mondo della danza professionale. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Nel pomeriggio del 22 febbraio, alle <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">14</span>, Lanzeroti guiderà un</span></b><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> <b>stage esclusivo</b> rivolto ai partecipanti e agli allievi delle scuole, un’occasione imperdibile di confronto e approfondimento con un protagonista della scena coreutica contemporanea. La sua esperienza formativa e professionale offrirà stimoli tecnici e creativi a tutti i danzatori presenti.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">«<i>Dire Danza 2026</i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"> non è solo spettacolo, ma un’esperienza completa di crescita artistica e umana. Siamo felici di ospitare Michele Lanzeroti, la cui carriera testimonia come passione, disciplina e dedizione possano trasformarsi in opportunità professionali concrete</i>»,<i style="mso-bidi-font-style: normal;"> </i><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dichiarano gli organizzatori Pina Testa e Antonella Ferrante.<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">LE SCUOLE - </span></b><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Accademia Sportiva Baronissi di Lidia D’Arco e Celeste Capacchione (Baronissi); Arbostella in danza di Antonella e Marianna Rotondo (Salerno); Ars Scenicae di Serena Stella (Baronissi); Associazione Arteca diretta da Amalia Salzano (Salerno); Ballet Studio di Giusy De Martino (Cava De Tirreni); Centro Danza 2 di Serena Santucci (Quadrivio di Campagna); Centro Danza di Antonella Ferrante (Eboli); Choròs Meráki di Stefania Fuschini e Enza D’Auria (Capezzano); Danzando di Cinzia Palumbo (Salerno); DTFAM di Salvatore Sica (Pontecagnano); Ginger’s Art di Melissa e Jessica Manzo (Montecorvino Pugliano); Il balletto di Gerardo Fimiani (Battipaglia); In Punta di piedi di Antonietta, Stefania e Valentina Botta (Battipaglia); New Ballet di Maria Rosaria Bacco (Pontecagnano); New Latin Dance ASD di Artemisio di Florio (Baronissi); Obiettivo danza di Stefano Angelini (Cava de’ Tirreni); Professional Ballet di Fortuna Capasso (Salerno); Professional Ballet di Pina Testa (Ascea); Professional Ballet di Pina Testa (Salerno); Scuola di danza di Loredana Di Filippo (Siano); ⁠Scuola di danza Koròs diretta da Flavia Russo (Salerno); Terval dance di Valeria Iacobelli e Teresa Tamburrini (Salerno); World dance di Ylenia Ippolito (Pontecagnano).<i style="mso-bidi-font-style: normal;"><o:p></o:p></i></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">L’edizione 2026 conferma la mission di <span style="mso-bidi-font-style: italic;">Dire Danza</span>: essere ponte tra l’allenamento quotidiano delle scuole e il palcoscenico, valorizzare il lavoro degli insegnanti, e offrire ai giovani ballerini la possibilità di confrontarsi con professionisti di alto profilo. I due spettacoli in programma saranno un viaggio nel movimento e nell’espressività, un momento di celebrazione della danza in tutte le sue forme, pensato per coinvolgere famiglie, appassionati e addetti ai lavori.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-font-style: italic;">Dire Danza 2026</span><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> si propone così come uno degli eventi coreutici più attesi della stagione in Campania, confermando la sua posizione di riferimento per la cultura e la formazione nel mondo della danza.<o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Monza: aperta al pubblico la mappa dei benefattori nella Quadreria dell&amp;apos;Ospedale San Gerardo con visite culturali a cura dei volontari del FAI</title>
<link>https://www.italia24.news/monza-aperta-al-pubblico-la-mappa-dei-benefattori-nella-quadreria-dellospedale-san-gerardo-con-visite-culturali-a-cura-dei-volontari-del-fai</link>
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<description><![CDATA[ Domenica 22 febbraio un percorso tra quasi 300 ritratti e storie di lasciti, con letture sceniche dei testamenti e accesso alla sala di conservazione e restauro ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 10:57:57 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Nuovo appuntamento con la <strong>Delegazione FAI Monza</strong> che da anni collabora con la <strong>Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza</strong>, per aprire al pubblico la <strong>Quadreria dell’Ospedale con visite culturali</strong> finalizzate al coinvolgimento dei cittadini nella fruizione di beni culturali del territorio.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’Ospedale San Gerardo di Monza custodisce e cura un rilevante <strong>patrimonio artistico</strong>, raccolto nei secoli e frutto di lasciti testamentari e donazioni di privati cittadini a supporto delle istituzioni incaricate dell’assistenza di malati e bisognosi. <strong>La Quadreria dei Benefattori</strong> è una raccolta di <strong>quasi 300 dipinti,</strong> in gran parte ritratti commissionati in forma gratulatoria dall’Amministrazione dei Luoghi Pii cittadini a partire <strong>dal Seicento fino alla prima metà del Novecento</strong>: opere di autori quali <strong>Mosè Bianchi,</strong> <strong>di suo fratello Gerardo e di suo padre Giosuè, di Emilio Borsa, Eugenio Spreafico, Pietro Tremolada, Emilio Parma</strong>, per citare i principali. I dipinti ritraggono prelati, aristocratici ed esponenti della borghesia imprenditoriale che, al di là della beneficenza, hanno contribuito al successo economico della città di Monza e del suo territorio.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La valorizzazione della Quadreria dell’Ospedale San Gerardo ha preso avvio nel <strong>2006</strong> grazie alla volontà dell’allora Direttore Generale che affidò alla restauratrice <strong>Gabriella Mantovani</strong> l’incarico di realizzare sia una ricognizione inventariale con relativa schedatura dei beni sulla piattaforma informatica regionale, sia un progetto per la riqualificazione dell’intera raccolta, oltre all’esecuzione degli interventi manutentivi necessari per garantirne la conservazione. Tra gli esiti di questo lavoro si segnala la pubblicazione nel <strong>2013</strong> del catalogo della collezione ospedaliera, a cura di <strong>Sergio Rebora</strong>, dal titolo “Il patrimonio culturale dell’Azienda Ospedaliera San Gerardo di Monza. Cinque secoli di storia e arte in Lombardia”.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La collaborazione con la Delegazione FAI Monza nasce in occasione dell’iniziativa <strong>Ville Aperte, edizione 2015,</strong> durante la quale l’Ospedale San Gerardo ha attivato per la prima volta le visite culturali, affinché il suo patrimonio, tramandato nei secoli, tornasse fruibile al pubblico, consentendo la sensibilizzazione dei cittadini verso la conoscenza e la salvaguardia dell’eredità artistica e culturale dell’Ospedale San Gerardo.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Negli anni il FAI ha proposto iniziative di valorizzazione con diverse modalità e approfondimenti, anche coinvolgendo gli studenti delle scuole e attori per rendere la collezione dell’Ospedale più accessibile, attuale, stimolante, capace di generare dialogo con le comunità di oggi.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Domenica 22 febbraio la Quadreria dell’Ospedale sarà aperta con visite culturali a cura dei volontari della Delegazione FAI Monza con l’iniziativa “<strong>Volti di generosità. I ritratti dei benefattori dell’Ospedale</strong>” per illustrare le opere d’arte situate all’interno della struttura, con appuntamento in <strong>Villa Serena, </strong>in via Pergolesi 33, pianterreno. Orario visite: 10.00 e 11.00.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">I volontari del FAI di Monza, in collaborazione con l’IRCCS San Gerardo dei Tintori, in particolare Gabriella Mantovani, presenteranno i ritratti delle donne e degli uomini che con i loro lasciti nel corso dei secoli hanno legato il proprio nome all’ospedale monzese. Attraverso la lettura scenica dei testamenti, a cura dell’Associazione Mille Gru, verrà approfondita una pagina di storia locale poco nota, nella quale si intrecciano arte, generosità e senso di appartenenza. </p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Nell’occasione saranno illustrate anche le complesse attività di “cura” e gestione del complesso di beni artistici e documentari di proprietà dell’Ospedale, aprendo le porte della Sala dove le opere vengono conservate e restaurate. Prenotazione obbligatoria al seguente <a href="https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/volti-di-generosita-i-ritratti-dei-benefattori-%20dell-ospedale-45864/" target="_blank" rel="noopener">link.</a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cultura: a Milano la mostra del fotografo ampezzano Stefano Zardini &amp;quot;A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/cultura-a-milano-la-mostra-del-fotografo-ampezzano-stefano-zardini-a-visionary-at-altitude-n-vijionar-soe-alalt</link>
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<description><![CDATA[ A Milano alla Fabbrica del Vapore, dal 13 febbraio al 13 aprile, la mostra fotografica di Stefano Zardini &quot;A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt&quot;: un&#039;esperienza immersiva che conduce lo spettatore nell&#039;atmosfera delle vette dolomitiche ]]></description>
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<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 11:07:44 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-b677ce70-7fff-e4a0-54b3-8935a28ab800"><span>In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026, <strong>la Fabbrica del Vapore di Milano</strong> ospita, <strong>dal 13 febbraio al 13 aprile</strong>, la mostra del fotografo ampezzano <strong>Stefano Zardini "A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt".</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'iniziativa, promossa dalla <strong>Provincia di Bolzano</strong>, si avvale del patrocinio del <strong>Comune di Cortina d'Ampezzo.</strong> La curatela è di <strong>Margherita Palli, Thina Adams, Valentina Vidali.</strong> Il progetto - che ha visto una prima mostra a Cortina da Ikonos Art Gallery e una seconda al Lumen-Museum of Mountain Photography (entrambe aperte fino al 13 aprile) - è un'esperienza immersiva nel mondo della fotografia contemporanea e dell'arte a servizio della montagna. Le tre sedi ospitano alcune collezioni del fotografo molto diverse tra loro per atmosfera e approccio visivo, il cui filo conduttore è il pensiero profondo e visionario di Stefano Zardini, che accompagna i visitatori lungo un percorso fatto di luoghi, di rumori e silenzi, ma soprattutto di uomini e donne di montagna creando un <strong>ponte ideale tra la città e le vette dolomitiche</strong> che hanno alimentato l'immaginario del fotografo fin dall'infanzia.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Nei grandi spazi di Fabbrica del Vapore viene esposta, a ingresso libero, la trilogia completa che comprende: <strong>The Pioneers' Passion, Snowland e Tracce – Lasciare che l'occhio squarti il paesaggio.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Un progetto di grande forza poetica e visiva, capace di mettere in dialogo l'immaginario urbano con quello delle vette dolomitiche, in pieno spirito olimpico. La trilogia di Stefano Zardini trova qui in Fabbrica del Vapore una cornice ideale, arricchita da una curatela di assoluto prestigio firmata da Margherita Palli, Thina Adams e Valentina Vidali – afferma l'assessore alla Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong> –. Questa mostra rappresenta perfettamente il senso dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026: unire territori, linguaggi e comunità attraverso la cultura, celebrando il coraggio creativo delle montagne e la capacità di Milano di essere piattaforma internazionale per i grandi progetti artistici».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Legata alle celebrazioni olimpiche, la collezione <strong>The Pioneers' Passion – La pasciun di pioniers</strong>, è un progetto che nasce dal monumentale archivio di foto d'epoca di famiglia, trasformato dall'autore in un racconto contemporaneo attraverso interventi cromatici e grafici in chiave pop, che ridanno vita alle immagini storiche dei primi pionieri della montagna.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Gli scatti di <strong>inizio Novecento</strong> – i primi sciatori, le discese in bob, l'eleganza del pattinaggio e le avventure sulle cime – diventano così icone contemporanee, cariche di energia e di futuro. Oggi, nel pieno di una nuova stagione olimpica, la mostra è un invito a ritrovare lo slancio pionieristico di chi seppe trasformare la montagna in un laboratorio di modernità, aprendo la strada alle Olimpiadi di Cortina 1956. Ad arricchire ulteriormente la mostra una rassegna di fotografie d'epoca delle Olimpiadi del 1956, tratta dall'archivio storico della famiglia Zardini.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>&amp;quot;Energia fatta ad Arte&amp;quot;: Regione Emilia&#45;Romagna ed ENEA premiano le sette opere vincitrici del concorso</title>
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<description><![CDATA[ All’Arte Fiera 2026 di Bologna, creativi under 40 trasformano oggetti e tecnologie in opere che “rendono visibile” l’energia nascosta e promuovono l’efficienza energetica ]]></description>
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<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 11:05:22 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>Trasformare l’energia in arte attraverso un’opera che renda visibile questa risorsa impalpabile per utilizzarla al meglio: è questo l’obiettivo raggiunto dalle sette opere vincitrici di<span> </span><strong>‘Energia fatta ad Arte’</strong>, il concorso realizzato da<span> </span><strong>Regione Emilia-Romagna</strong><span> </span>ed<span> </span><strong>ENEA</strong><span> </span>e rivolto a designer, artiste e artisti under 40.</p>
<p></p>
<p>I premi sono stati consegnati a Bologna dal vicepresidente della Regione,<span> </span><strong>Vincenzo Colla</strong>, e dal responsabile del Laboratorio ENEA Strumenti per la promozione dell'efficienza energetica,<span> </span><strong>Antonio Disi</strong>, nell’ambito di un evento di<span> </span><strong>‘Arte Fiera 2026’<span> </span></strong>moderato dal giornalista ed esperto di green economy Marco Gisotti.</p>
<p></p>
<p>Il concorso<span> </span><strong>‘Energia fatta ad Arte’</strong>, realizzato in collaborazione con Art-ER e la rete regionale dei Clust-ER e degli Innovatori responsabili, si inserisce nell’ambito delle attività previste dall’accordo di collaborazione tra Regione ed ENEA, finalizzato alla promozione della sostenibilità e della transizione energetica, a compimento del Piano energetico regionale 2030 e del Piano triennale di attuazione 2022-2024.</p>
<p></p>
<p>L’iniziativa ha coinvolto<span> </span><strong>22 imprese</strong><span> </span>del territorio che hanno messo a disposizione come fonte di ispirazione<span> </span><strong>oggetti, tecnologie e materiali</strong>, tra cui fibre di canapa, spugne sintetiche, eco resine, plastiche riciclate, strumenti tecnici, Qr code, camici ospedalieri, componenti per lavatrici e per lampade fluorescenti, tastiere da computer e altre forniture hardware. Partendo da questo catalogo e da specifiche linee guida, circa trenta partecipanti hanno presentato bozzetti o concept per le<span> </span><strong>due sezioni</strong><span> </span><strong>“Arti visive”</strong><span> </span>e<span> </span><strong>“Design”</strong>.</p>
<p></p>
<p>Una giuria ha selezionato 21 progetti finalisti, i cui autori hanno realizzato le opere complete partendo dagli oggetti, tecnologie e materiali ricevuti in dotazione. Tra le opere realizzate, la giuria ne ha premiate<span> </span><strong>sette con</strong><span> </span><strong>2 mila euro</strong>, il valore corrispettivo per la loro acquisizione da parte della Regione. Menzione speciale per quattro opere, che insieme alle altre non premiate rimarranno invece di proprietà degli autori, che potranno scegliere se donarle alla Regione o all’impresa che ha messo a disposizione l’oggetto da cui hanno preso vita.</p>
<p></p>
<p>«La fusione dei linguaggi tra scienza, business e arte rappresenta un modo creativo per raccontare le sfide del nostro tempo - ha detto il vicepresidente <strong>Colla</strong>-. Le scommesse di questa sfida creativa sono almeno tre, in prima battuta quella di raccontare la transizione ecologica in modo concreto, ma anche di innescare un dialogo inedito tra il mondo dell’imprenditoria e quello della cultura, e infine di suscitare una riflessione consapevole su come viviamo, consumiamo o amministriamo il nostro prezioso patrimonio energetico nel pieno del cambiamento climatico. La transizione in atto non è solo tecnologica ma soprattutto culturale».</p>
<p></p>
<p>«Con questa iniziativa abbiamo voluto mostrare che la transizione energetica non è soltanto una questione di tecnologie più efficienti, ma soprattutto di scelte, comportamenti e immaginazione collettiva - ha commentato <strong>Antonio Disi</strong> dell’ENEA-. L’esperienza dimostra infatti che la semplice diffusione di dati e conoscenze tecniche non basta a orientare decisioni sostenibili: esiste spesso una distanza tra ciò che sappiamo e ciò che concretamente facciamo. L’arte e il design possono aiutarci a colmare questo divario, rendendo visibili processi, infrastrutture e impatti che normalmente restano nascosti, e trasformandoli in esperienze capaci di parlare alle persone sul piano emotivo e culturale. È in questo incontro tra conoscenza scientifica e linguaggi creativi che può prendere forma una transizione davvero consapevole e partecipata».</p>
<p></p>
<p>La<span> </span><strong>giuria</strong><span> </span>che ha scelto finalisti e vincitori era composta da tre rappresentanti della Regione Emilia-Romagna, <strong>Cristina Ambrosini</strong>, responsabile del settore Patrimonio culturale, <strong>Claudia Collina</strong>, del settore Valorizzazione Patrimonio culturale, e <strong>Fabio De Luigi</strong>, responsabile del settore Digitalizzazione, promozione e comunicazione; <strong>Antonio Disi </strong>dell’ENEA; <strong>Davide Ferri</strong>, direttore artistico di “Arte Fiera”; <strong>Elena Maria Formia</strong>, coordinatrice del corso di laurea in Design del prodotto industriale all’Università di Bologna.</p>
<p></p>
<p>Dopo “Arte Fiera” il progetto prevede un tour espositivo con tutte le opere finaliste, che avrà come prima tappa<span> </span><strong>“Key - The Energy Transition Expo”</strong>, in programma a Rimini dal 4 al 6 marzo 2026, e ulteriori sedi in via di definizione.</p>
<p></p>
<h2><strong>Le opere vincitrici</strong></h2>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Arti visive</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/andrea-veronica-cimino/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“0 - 255”</strong>“0 - 255” / Andrea Veronica Cimino</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Rende visibile l’energia come processo, trasformando l’accensione in esperienza sensibile. La pellicola termosensibile registra il calore e svela gradualmente la luce, traducendo consumo e trasformazione della materia in percezione. La lampada si configura come dispositivo critico che invita a uno sguardo rallentato e consapevole.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/alessia-cincotto/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Girafischi”</strong>“Girafischi” / Alessia Cincotto - Collettivo Periferico</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Rende percepibile la circolazione dell’energia fondamentale del respiro ri/attivando una relazione diretta tra corpo e dispositivo. Oggetti industriali diventano esperienza partecipativa, in cui il riuso si fa gesto critico e poetico. L’opera svela processi invisibili e invita a ripensare e trasformare le funzioni e i suoni con ascolto e consapevolezza.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/dilan-perisan/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“An Extraction from Muhabbet”</strong>“An Extraction from Muhabbet” / Dilan Perisan</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Costruisce un sistema intimo di relazioni in cui l’energia circola tra corpi, oggetti e scarti. Il libro di materia e l’uso dei guanti attivano un gesto di attenzione che intreccia memoria, presenza e residuo, facendo emergere la continuità tra vita quotidiana e materia condivisa in delicato equilibrio tra suggestioni nouveau réalisme e arte relazionale.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/lucilla-rossi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Segni di violenza”</strong>“Segni di violenza” / Lucilla Rossi</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>In “Segni di violenza” il gesto rende percepibile l’impatto ambientale trasformando il corpo in superficie di relazione tra l’oggetto industriale e la Terra. L’azione audiovisiva, tra suono e silenzio, attiva consapevolezza e responsabilità attraverso una metafora di micro-violenza gestuale inevitabile con la pressione su qualsiasi superficie. L’acqua finale introduce un’energia di cura e possibilità.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><strong>Design</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/giorgio-francesco-calvi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Tessiture solari - Workshop di speculative e critical design”</strong>“Tessiture solari - Workshop di speculative e critical design” /</a><span> </span>Giorgio Francesco Calvi</p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Trasforma il progetto in pratica collettiva. I dispositivi riflettenti, riuniti in un’installazione condivisa, rendono percepibili le interdipendenze tra luce, persone e comportamenti. Il workshop agisce come oggetto educante, favorendo consapevolezza e responsabilità attraverso l’esperienza partecipata.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/giorgia-scurani/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Passi che contano”</strong>“Passi che contano” / Giorgia Scurani - Collettivo Egregio</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Rende visibile la produzione di energia attraverso un gesto quotidiano: il camminare. La pavimentazione interattiva attiva la luce con il movimento, traducendo la conversione energetica in esperienza diretta. Il progetto coinvolge attivamente le persone e costruisce una relazione concreta tra corpo, materia e ambiente.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/ilenia-virdis/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Humi3”</strong>“Humi3” / Ilenia Virdis</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Rende percepibile l’equilibrio idrico del suolo trasformando un processo invisibile in esperienza sensibile. Il dispositivo traduce i dati in segnali luminosi leggibili e, senza imporre azioni, orienta a gesti responsabili. Ne nasce una relazione diretta tra tecnologia, materia e attenzione verso l’ambiente.</em></p>
<p><em></em></p>
<h2><strong>Le opere menzionate</strong></h2>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Arti visive</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/anouk-andrea-boni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Anatomia di luce”</strong>“Anatomia di luce” / Anouk Andrea Boni</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Trasfigura scarti di lampade al neon in immagini contemplative, rendendo visibili i processi dell’energia come traccia inscritta nella materia. I frammenti rivelano morfologie inattese e invitano a uno sguardo attento su ciò che resta in/visibile, proponendo una riflessione sulla responsabilità e sulla possibilità di trasformazione di ogni particella di luce.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/mehrnoosh-roshanaei/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Reflettó”</strong>“Reflettó” / Mehrnoosh Roshanaei</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Trasforma lo specchio in dispositivo critico, attivando uno sguardo consapevole sulla complessità sfaccettata della realtà. La spirale di frammenti rifrangenti rende la luce materia espressiva e produce un’immagine instabile che mette in crisi la trasparenza, invitando a rallentare la visione e ad assumere una posizione attiva di fronte alla molteplicità caleidoscopica della vita.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><strong>Design</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/lorenzo-ferrari/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Hotspot”</strong>“Hotspot” / Lorenzo Ferrari - Collettivo Kredo</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Trasforma l’energia in esperienza urbana integrando moduli di riscaldamento nelle microarchitetture esistenti. I luoghi di attesa diventano spazi di comfort e relazione, grazie al riuso delle infrastrutture e alla diffusione naturale del calore. L’energia si configura così come strumento di cura collettiva tra corpo, ambiente e città.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/matteo-marinaro/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Lampada IVI”</strong>“Lampada IVI” / Matteo Marinaro</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Rende visibile il consumo energetico nella vita quotidiana trasformando la luce in interfaccia consapevole. La segnaletica a soglie cromatiche e l’avviso acustico traducono il dato tecnico in esperienza sensoriale, favorendo attenzione e responsabilità. Il dispositivo unisce funzione pratica e consapevolezza.</em></p>]]> </content:encoded>
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<title>Cagliari: nasce FERMATA216, un nuovo luogo di sperimentazione, confronto e produzione culturale condivisa</title>
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<description><![CDATA[ A Cagliari nasce il progetto multidisciplinare FERMATA216, che unisce la partecipazione attiva, il dialogo e le attività di stampo artistico e culturale ]]></description>
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<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 22:09:39 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-b7ed0dba-7fff-a0e7-fbe2-6bfb790550fe"><strong>Cagliari</strong><span> si prepara ad accogliere un nuovo spazio dedicato alla cultura, alla sperimentazione e alla partecipazione collettiva. Si chiama </span><strong>FERMATA216</strong><span> e nasce nel </span><strong>quartiere di Villanova</strong><span> come </span><strong>piattaforma culturale e sociale aperta, inclusiva e profondamente interdisciplinare</strong><span>. Un luogo di arrivo e, allo stesso tempo, un punto di partenza. Una sosta necessaria per immaginare, condividere, costruire.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>FERMATA216 prende forma come </span><strong>spazio di incontro e di attivazione, pensato per artisti, operatori culturali e cittadini</strong><span><strong> </strong>che riconoscono nella cultura un bene comune: accessibile, sostenibile, condiviso. Alla base del progetto c'è una visione chiara e radicale, che mette al centro la partecipazione attiva e la possibilità di vivere la creazione artistica non come prodotto finito, ma come processo aperto, in continua trasformazione.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>All'interno dello spazio di via Giardini 216 convivono pratiche e linguaggi diversi, che si contaminano e dialogano tra loro. Lo spazio ospita percorsi formativi, residenze artistiche, performance intime e sperimentali, mostre, presentazioni e momenti di confronto pubblico. </span><strong>L'approccio interdisciplinare</strong><span> è il cuore pulsante del progetto: un ambiente in cui il sapere si costruisce attraverso il confronto, la verifica, l'accettazione e anche il dissenso, intesi come strumenti necessari allo sviluppo culturale.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Una casa aperta, capace di accogliere un pubblico trasversale e polivalente, parlando un linguaggio contemporaneo e accessibile. Un luogo che riconosce il valore delle differenze, ascolta le voci, sostiene i percorsi e accompagna le idee. Uno spazio che prova a cambiare la narrazione dominante, soprattutto quando si parla di giovani e creatività, trasformando il "non si può fare" in "ce l'abbiamo fatta".</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto promuove inoltre processi di collaborazione con associazioni, istituzioni, imprese e soggetti privati, con l'obiettivo di contribuire alla costruzione di una società capace di comprendere, sostenere e apprezzare l'arte in tutte le sue forme. La versatilità delle condizioni di ascolto e di fruizione diventa così terreno fertile per una creazione culturale in costante mutazione.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Accanto alle attività artistiche e formative, FERMATA216 inaugura il suo primo format ufficiale: </span><strong>FERMATA Unplugged</strong><span>. Un ciclo di </span><strong>micro-concerti</strong><span> pensato per offrire agli <strong>artisti emergenti</strong> uno spazio di incontro diretto e autentico con il pubblico. Un ambiente raccolto, umano, senza filtri, dove la musica torna alla sua forma più essenziale e vicina.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Ogni appuntamento di FERMATA Unplugged sarà preceduto da un talk intimo con l'artista, un momento di racconto e confronto per esplorare visioni, influenze, processi creativi e frammenti di vita. Un podcast realizzato dal vivo, alla presenza di un pubblico ogni volta differente, e un invito a conoscere non solo la musica, ma anche la persona che la genera, restituendo centralità alla relazione tra chi crea e chi ascolta.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>FERMATA216 nasce come uno spazio che riconosce il valore sociale della sperimentazione e dell'incontro tra visioni diverse. Un luogo dove immaginare insieme ciò che ancora non c'è. E provare, concretamente, a farlo accadere.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Comune di Sacile (PN) e Napoli: il dinamismo dell&amp;apos;artista Alberto Biasi</title>
<link>https://www.italia24.news/comune-di-sacile-napoli-il-dinamismo-dellartista-alberto-biasi</link>
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<description><![CDATA[ La mostra “Alberto Biasi e il dinamismo nell’arte contemporanea”, sul dinamismo, dell&#039;artista della Neoavanguardia italiana Alberto Biasi, nel Comune di Sacile dal 6 febbraio al 12 aprile ]]></description>
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<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 20:26:32 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-ec062158-7fff-7001-7a6a-9958c48b37d0"><span><strong>Alberto Biasi e il dinamismo nell’arte contemporanea</strong>. </span><span>E’ il titolo della mostra che <strong>dal 6 febbraio al 12 aprile il Comune di Sacile e la galleria d’arte locale Studio d’Arte GR in collaborazione con Archivio Storico degli Artisti Veneti</strong> organizzano a <strong>Sacile (Pn)</strong> nello storico <strong>Palazzo Regazzoni (via Pietro Zancanaro 2)</strong>, a cura di <strong>Stefano Cecchetto</strong> e <strong>Giovanni Granzotto.</strong></span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Cuore del percorso espositivo sarà una ventina di opere di arte cinetica realizzate da </span><strong>Alberto Biasi</strong><span>, protagonista della <strong>Neoavanguardia italiana e</strong> uno dei cinque fondatori del Gruppo N, attivo a Padova tra il 1960 e il ’66 come espressione del concetto di dinamismo che rende l’osservatore parte del mutare dell’opera stessa. Spostarsi davanti a un quadro di Biasi equivale infatti a vederne cambiare forme e colori nello spazio.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L’esposizione friulana incentrata sul dinamismo è di grande attualità rispetto alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, nel cui circuito culturale la mostra è inserita. Accanto ai lavori di Biasi, Palazzo Regazzoni propone opere di alcuni tra i più influenti protagonisti dell’arte Optical internazionale: </span><strong>Victor Vasarely, Julio Le Parc, Horacio Garcia Rossi, Francisco Sobrino, Hugo De Marco, Gianni Colombo, Getulio Alviani</strong><span>; ma ci sono anche il teorico della percezione visiva </span><strong>Jorrit Tornquist</strong><span>, </span><strong>Umberto Mariani e Claudio Rotta Loria</strong><span> con le vibrazioni sulle superfici e </span><strong>Josef Albers</strong><span>, uno dei massimi nomi dell’Astrattismo geometrico.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La lunga carriera di </span><span>Alberto Biasi</span><span> (padovano, classe 1937) è scandita da mostre personali e collettive nei più importanti musei del mondo e in gallerie d’arte, che proseguono in questo suo 66° anno di attività. «Dopo Sacile sono stato invitato ad allestire a fine maggio la mia personale a Palazzo Reale di Napoli – annuncia il fondatore del Gruppo N – e da agosto a gennaio 2027 con tre mie opere cinetiche degli esordi (</span><span>Gocce</span><span> del 1964 e due </span><span>Trame piccole</span><span> del 1959 e 1960) provenienti dal mio archivio storico più un’altra prestata dalla Galleria Allegra Ravizza di Lugano e Milano con cui da anni collaboro, parteciperò in Svizzera a una collettiva ospitata alla Museo Casa Rusca di Locarno».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Nel contempo l’opera cinetica </span><span>Luce di prismi </span><span>di Biasi è esposta da ottobre fino al 10 maggio 2026 alle Officine Grandi Riparazioni di Torino nella collettiva </span><span><strong>ELECTRIC DREAMS. Art &amp; Technology Before the Internet</strong> </span><span>organizzata dalla londinese </span><strong>Tate Modern Art e da OGR Torino. </strong></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Alberto Biasi ci scherza su: «A Londra, accanto a questo mio quadro hanno scritto che ero nato nel 1937, giusto, e morto nel 2016, sbagliato perché sono ancora qui. E’ la seconda volta che vengo dato per morto. Ma così mi allungano la vita! In fondo su questo dato anagrafico ci ho giocato anch’io fin da giovane: nella biografia della mia prima personale del 1960 scrissi </span><span>Nato nel 1937, vive ancora»</span><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Cultura: le iniziative artistiche di Milano unite nel programma multidisciplinare “Metafisica/Metafisiche”</title>
<link>https://www.italia24.news/cultura-le-iniziative-artistiche-di-milano-unite-nel-programma-multidisciplinare-metafisicametafisiche</link>
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<description><![CDATA[ A Milano, dal 28 gennaio al 21 giugno 2026, il progetto “Metafisica/Metafisiche” a cura di Vincenzo Trione, segna un percorso artistico per la città attraverso Palazzo Reale, il Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d&#039;Italia ]]></description>
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<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 17:56:01 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-e36fb06f-7fff-40e1-6ea7-45b5b47a580c"><span>Una grande mostra a </span><strong>Palazzo Reale</strong><span><strong> </strong>e tre "capitoli espositivi" in tre grandi musei milanesi con un programma multidisciplinare di iniziative per la città: parte da domani, </span><strong>mercoledì 28 gennaio, fino al 21 giugno 2026, "Metafisica/Metafisiche"</strong><span>, il progetto a cura di </span><span>Vincenzo Trione</span><span> che mette in dialogo i maestri della Metafisica con gli "eredi" internazionali e con gli "allievi" del XX e XXI secolo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'iniziativa, promossa dal </span><strong>Ministero della Cultura</strong><span> e dal </span><strong>Comune di Milano</strong><span>, è prodotta da </span><strong>Palazzo Reale, Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d'Italia</strong><span>, con la </span><strong>casa editrice Electa</strong><span> e rientra nel </span><strong>programma culturale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026</strong><span><strong>. </strong>La mostra </span><span><strong>“Modernità e malinconia”</strong> a <strong>Palazzo Reale</strong></span><span> si avvale della collaborazione scientifica della </span><strong>Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e del Museo Morandi</strong><span> e della partecipazione dell'</span><strong>Archivio Alberto Savinio</strong><span> e dell'</span><strong>Archivio Carlo Carrà</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr">Un secolo di poetica Metafisica</h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>A <strong>Palazzo Reale</strong> vengono presentate oltre </span><strong>400 opere</strong><span> tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, oggetti di design oltre a plastici e modelli architettonici, illustrazioni, fumetti, riviste, video, vinili con prestiti nazionali e internazionali provenienti da più di 150 istituzioni tra pubbliche e private, gallerie, archivi e prestigiose collezioni private. Dai protagonisti del gruppo storico nato a Ferrara nel 1917 – </span><strong>Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Giorgio Morandi</strong><span><strong> </strong>–, agli artisti che, in Europa e in America, hanno assorbito atmosfere e soluzioni del movimento, fino agli echi contemporanei con lavori di diversi autori che si sono ispirati alla poetica Metafisica nel campo dell'arte ma anche della fotografia, dell'architettura, del cinema, del teatro, del design, della moda, della letteratura, del graphic novel e della musica. Da </span><strong>Mario Sironi a Felice Casorati, da René Magritte a Max Ernst, da Salvador Dalí a Andy Warhol. E ancora da Mimmo Paladino a Giulio Paolini, da Jannis Kounellis a Francesco Vezzoli, da Aldo Rossi a Gio Ponti, da Paolo Portoghesi a Frank Gehry, da Mimmo Jodice a Gabriele Basilico, da Giorgio Armani a Fendi, da Paolo Sorrentino a Tim Burton</strong><span><strong> </strong>fino ai </span><strong>Genesis</strong><span>, ai </span><strong>Pink Floyd</strong><span> e a molti altri ancora.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Episodi lontani e diversi, che sembrano non avere niente in comune, nati dall'immaginazione di artisti distanti dal punto di vista generazionale, culturale e linguistico – spiega il curatore </span><strong>Vincenzo Trione</strong><span> –. E, tuttavia, pur se per sentieri segreti, in maniera non sempre del tutto intenzionale, queste voci sono accomunate da una specifica postura. Una sorta di inconfondibile </span><span>manière de voir,</span><span> ispirata a un'esperienza poetica laterale, clandestina e forse marginale, maturata più di un secolo fa in una città di provincia, posta fuori della storia».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr">Milano come museo diffuso</h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Da piazza Duomo a Brera sono duemila passi d'arte: il percorso che prende avvio il prossimo 28 gennaio con Metafisica/Metafisiche nelle sale di Palazzo Reale toccherà il Museo del Novecento e le Gallerie d'Italia in piazza della Scala, per terminare a Palazzo Citterio – afferma l'assessore alla Cultura </span><strong>Tommaso Sacchi</strong><span> –. Una mappa sentimentale nel cuore di Milano che connette spazi fisici e opere d'arte e che rimanda a un'idea di città come museo diffuso, attraversabile anche a piedi, capace di mettere in relazione passato e presente, grandi maestri e sguardi contemporanei. Un progetto ambizioso e corale che restituisce alla Metafisica la sua forza generativa e invita cittadini e visitatori a riscoprire Milano come luogo di pensiero, immaginazione e visione».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Al </span><strong>Museo del Novecento</strong><span>, negli </span><strong>Archivi Ettore</strong><span> e </span><span><strong>Claudia Gian Ferrari</strong>,</span><span> il progetto propone un approfondimento sul </span><strong>rapporto tra la Metafisica e Milano</strong><span>: indagato il legame tra alcuni protagonisti del gruppo guidato da </span><strong>de Chirico</strong><span> e la città, crocevia artistico e intellettuale, ma anche laboratorio di sperimentazione e dialogo tra le arti. Nello spazio espositivo, il pubblico incontra una selezione di disegni, maquette, abiti, materiali d'archivio e fotografie, a testimonianza dell'attività di </span><strong>de Chirico, Savinio e Carrà</strong><span><strong> </strong>nel capoluogo lombardo e della loro collaborazione con alcune delle più importanti istituzioni artistiche e culturali cittadine. In particolare, bozzetti di scenografie e costumi da loro realizzati tra gli anni Quaranta e Cinquanta per il Teatro alla Scala e fotografie d'epoca e disegni preparatori dei </span><strong>Bagni Misteriosi</strong><span> progettati per la </span><strong>Triennale di Milano</strong><span>. Un focus è poi dedicato ad </span><span><strong>“Ascolto il tuo cuore, città" (1944)</strong> di <strong>Alberto Savinio</strong></span><span>, che racchiude "tutto l'amore 'carnale' che uomo può avere [per] una città". A questo romanzo documentario è dedicata una serie di dieci tavole di </span><strong>Mimmo Paladino</strong><span> dal titolo Disegni per Savinio, che ne ha estratto situazioni e atmosfere, componendo le sequenze di una sorta di involontario film disegnato d'impronta neorealista, governato da un calibrato gioco tra fedeltà e infedeltà, tra brandelli di scritture e visioni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Alle </span><strong>Gallerie d'Italia - Milano</strong><span>, </span><span>museo di <strong>Intesa Sanpaolo</strong></span><span>, in piazza della Scala, in dialogo con le opere in caveau, è previsto un omaggio a </span><strong>Morandi</strong><span> attraverso le fotografie di </span><strong>Gianni Berengo Gardin</strong><span> dedicate all'atelier bolognese del pittore. E sempre a Giorgio Morandi, la </span><strong>Grande Brera a Palazzo Citterio</strong><span> dedica una video-installazione sonora e una sequenza di sculture in cartone di </span><strong>William Kentridge</strong><span>. Il catalogo unico delle mostre è edito da Electa.</span></p>]]> </content:encoded>
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<title>Marianna Lupo lancia la terza edizione del Castellabate Dance Festival: dal cuore del Cilento al palcoscenico nazionale di Danza in Fiera 2026</title>
<link>https://www.italia24.news/marianna-lupo-lancia-la-terza-edizione-del-castellabate-dance-festival-dal-cuore-del-cilento-al-palcoscenico-nazionale-di-danza-in-fiera-2026</link>
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<description><![CDATA[ Dall’8 al 10 luglio il borgo di Castellabate si trasforma in capitale della danza. Cresce il festival diretto da Marianna Lupo, che conquista una vetrina nazionale e rafforza il legame con il territorio e i giovani talenti ]]></description>
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<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 17:56:45 +0100</pubDate>
<dc:creator>Silvia De Cesare</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p data-start="593" data-end="1044">Torna dall’8 al 10 luglio il <strong data-start="622" data-end="653">Castellabate Dance Festival</strong>, giunto alla sua <strong data-start="671" data-end="689">terza edizione</strong>, confermandosi come uno degli appuntamenti più interessanti e in crescita nel panorama coreutico del Sud Italia. Sotto la <strong data-start="812" data-end="852">Direzione Artistica di Marianna Lupo</strong>, il festival continua a distinguersi per qualità progettuale, attenzione alla formazione e capacità di trasformare il borgo cilentano in un autentico laboratorio di danza, incontro e visione.</p>
<p data-start="1046" data-end="1663">La manifestazione, <strong data-start="1065" data-end="1107">patrocinata dal Comune di Castellabate</strong>, segna quest’anno un <strong data-start="1129" data-end="1180">importante salto di qualità sul piano nazionale</strong> grazie alla presenza ufficiale a <strong data-start="1214" data-end="1237">Danza in Fiera 2026</strong>, uno degli eventi di riferimento assoluto per il mondo della danza in Italia. All’interno dello stand dedicato al Castellabate Dance Festival, i maestri selezionati dalla Direzione Artistica di Marianna Lupo accoglieranno il pubblico con <strong data-start="1476" data-end="1530">lezioni, dimostrazioni e iniziative aperte a tutti</strong>, offrendo un’anticipazione concreta dello spirito, dell’energia e dell’alto livello formativo che caratterizzano il festival estivo.</p>
<p data-start="1665" data-end="2088">Il programma del Castellabate Dance Festival si articolerà, come da tradizione, in un <strong data-start="1751" data-end="1802">equilibrio virtuoso tra formazione e spettacolo</strong>. Le <strong data-start="1807" data-end="1827">lezioni tecniche</strong> si svolgeranno nella suggestiva cornice di <strong data-start="1871" data-end="1890">Villa Matarazzo</strong>, mentre <strong data-start="1899" data-end="1915">Piazza Lucia</strong> diventerà il cuore pulsante degli eventi serali, ospitando la rassegna coreutica e il <strong data-start="2002" data-end="2017">gala finale</strong> con la partecipazione di <strong data-start="2043" data-end="2087">ospiti di rilievo del panorama nazionale</strong>.</p>
<p data-start="2090" data-end="2557">Alla base del progetto c’è l’idea originale e coerente della Direzione Artistica di <strong data-start="2174" data-end="2191">Marianna Lupo</strong>, che mette al centro il <strong data-start="2216" data-end="2230">sentimento</strong>, la <strong data-start="2235" data-end="2257">crescita artistica</strong> e la <strong data-start="2263" data-end="2301">valorizzazione dei giovani talenti</strong>, offrendo loro non solo un’occasione di visibilità, ma una <strong data-start="2361" data-end="2415">luce reale e concreta sul mondo del professionismo</strong>. Un’impostazione che rende il festival non un semplice evento, ma un percorso, capace di incidere sul presente e sul futuro dei partecipanti.</p>
<p data-start="2559" data-end="2922">In questo contesto verranno assegnati i <strong data-start="2599" data-end="2661">premi della terza edizione del Castellabate Dance Festival</strong> e il <strong data-start="2667" data-end="2692">Premio Tonina Passaro</strong>, riconoscimenti che sanciscono l’impegno costante della direttrice nel coniugare <strong data-start="2774" data-end="2835">merito artistico, memoria, territorio e nuove generazioni</strong>, rafforzando l’identità del festival come spazio di opportunità, confronto e crescita.</p>
<p data-start="2924" data-end="3237">Con una visione sempre più ampia e una rete di relazioni in costante espansione, il Castellabate Dance Festival si conferma così un progetto culturale capace di partire dal territorio per dialogare con il panorama nazionale, portando il nome del Cilento e di Castellabate al centro della scena coreutica italiana.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Cultura, arte: il Castello Sforzesco omaggia Leonardo Da Vinci con tre iniziative che celebrano il suo rapporto con Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/arte-il-castello-sforzesco-omaggia-leonardo-da-vinci-con-tre-iniziative-che-celebrano-il-suo-rapporto-con-milano</link>
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<description><![CDATA[ In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, l&#039;apertura eccezionale della “Sala delle Asse” del Castello Sforzesco di Milano durante l&#039;ultima fase del cantiere di restauro, un&#039;installazione multimediale nelle Sale Panoramiche, la rinnovata sala dei leonardeschi in Pinacoteca ]]></description>
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<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 15:03:53 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-ffdf2e49-7fff-fab1-a388-91c80ec1607a"><strong>In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026</strong><span>, il </span><strong>Castello Sforzesco</strong><span> consolida il proprio ruolo di polo di riferimento per lo studio, la tutela e la valorizzazione dell'eredità di </span><strong>Leonardo da Vinci a Milano</strong><span>, presentando un programma di interventi e iniziative che integra ricerca scientifica, restauro, innovazione tecnologica e aggiornamento dei percorsi espositivi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Durante il periodo olimpico, i visitatori avranno la possibilità eccezionale di ammirare la </span><strong>Sala delle Asse</strong><span>, dipinta negli ultimi anni del Quattrocento da Leonardo da Vinci e dalla sua bottega, grazie a un programma straordinario di visite guidate che si inserisce nell'ultima fase di restauro della Sala, attualmente in corso; sarà possibile salire sui ponteggi e osservare da pochi centimetri di distanza la volta, le lunette e il celebre "monocromo", realizzato a carbone da Leonardo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nelle </span><strong>Sale Panoramiche del Castello</strong><span>, parallelamente, sarà allestita un'installazione multimediale che darà vita a un racconto immersivo e coinvolgente sulla storia della Sala delle Asse sul ruolo di Leonardo alla corte sforzesca.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Infine, <strong>la </strong></span><strong>Sala XXI della Pinacoteca del Castello</strong><span> riapre al pubblico completamente riallestita e dedicata ai "</span><strong>leonardeschi</strong><span>", artisti formati nella bottega di Leonardo da Vinci o profondamente influenzati dal suo linguaggio, grazie a nuovi restauri, acquisizioni e allestimenti, anche multimediali.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«L'Amministrazione comunale conferma il proprio impegno nel promuovere una conoscenza sempre più approfondita e accessibile del patrimonio culturale cittadino, a vantaggio dei milanesi e dei molti visitatori che arriveranno in città in occasione delle Olimpiadi invernali – afferma l'assessore alla </span><span>Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong></span><span> –. In particolare, i luoghi e le testimonianze che documentano la presenza di Leonardo da Vinci nella Milano sforzesca saranno valorizzati attraverso un percorso integrato che consentirà al pubblico di riscoprire il lungo e intenso rapporto tra Leonardo e la città».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Promosso e sviluppato dallo staff del Castello Sforzesco, curato da </span><strong>Fiorella Mattio, Irene Scarcella e Luca Tosi</strong><span><strong>,</strong> realizzato con il sostegno del </span><strong>Ministero del Turismo</strong><span> e il contributo di qualificati partner scientifici, il programma si articola in un insieme coordinato di attività che coinvolgono spazi museali, cantieri di restauro e dispositivi multimediali di nuova generazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Apertura straordinaria della Sala delle Asse: visite guidate sui ponteggi del cantiere di restauro</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le visite, organizzate da Ad Artem, concessionaria dei servizi educativi del Castello Sforzesco, in collaborazione con le restauratrici dell'impresa SERES s.r.l., permettono ai partecipanti di conoscere da vicino le tecniche artistiche, le problematiche conservative e le fasi operative del restauro in corso. L'esperienza prevede una breve introduzione alla presenza di Leonardo da Vinci al Castello, seguita dall'accesso al cantiere, dove è possibile sostare per 30 minuti muniti di caschetto di sicurezza.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il restauro è promosso dalla </span><span><strong>Direzione Cultura del Comune di Milano</strong> </span><span>grazie al supporto della </span><strong>Fondazione Cariplo</strong><span> e seguito dalla </span><strong>Direzione Tecnica – Area Edilizia Culturale del Comune di Milano</strong><span><strong>,</strong> con la supervisione scientifica della </span><span><strong>Direzione regionale Musei Lombardia del Ministero della Cultura, dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e dell'Area Musei del Castello Sforzesco, Musei Archeologici e Museo del Risorgimento</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>"Intorno a Leonardo", una nuova sala dedicata ai "leonardeschi" in Pinacoteca</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La Pinacoteca del Castello Sforzesco presenta al pubblico a partire da mercoledì 21 gennaio, la </span><strong>nuova Sala XXI</strong><span> completamente riallestita e dedicata agli artisti formatisi nella bottega di Leonardo da Vinci o profondamente influenzati dal suo linguaggio.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto ha previsto un intervento museografico di ampio respiro, accompagnato dal restauro di diverse opere, tra le quali spiccano le quattordici lunette con i ritratti sforzeschi di </span><strong>Bernardino Luini</strong><span> (provenienti dalla Casa degli Atellani) e l'enigmatico Ritratto di dama di </span><strong>Andrea Solario</strong><span>. Il percorso espositivo, curato da </span><span><strong>Luca Tosi</strong>,</span><span> mette a confronto dipinti, sculture e medaglie rinascimentali ed è stato ulteriormente arricchito dal recupero di opere dai depositi e dall'acquisizione di un capolavoro di </span><strong>Bernardo Zenale</strong><span>, il "</span><strong>San Giovanni Battista</strong><span>", che entra a far parte del patrimonio museale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'allestimento rievoca gli ambienti della </span><strong>Casa degli Atellani</strong><span> e offre nuovi contenuti multimediali – progettati da </span><span><strong>Francesco Albertini, Fiorella Mattio, Luca Tosi</strong> </span><span>e</span><span> </span><span>realizzati da ETT S.p.A. - Dedagroup – per offrire nuovi livelli di lettura delle opere, rendendo la sala un punto di riferimento per la conoscenza della diffusione del linguaggio leonardesco a Milano.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto è sostenuto </span><span>dal <strong>Ministero del Turismo</strong> ed è stato sviluppato dalla <strong>Direzione Cultura del Comune di Milano, Area Musei del Castello Sforzesco, ai Musei Archeologici e al Museo del Risorgimento.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La Sala XXI della Pinacoteca è visitabile a partire dal 21 gennaio 2026, con il biglietto di ingresso ai Musei del Castello Sforzesco, negli orari di apertura dei musei (dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 17.30 – ultimo biglietto h 16.30).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Nelle Sale Panoramiche il racconto multimediale e immersivo della storia della Sala delle Asse</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Dopo il successo internazionale della mostra multimediale del 2019, il Castello Sforzesco presenta una nuova installazione immersiva dedicata alla Sala delle Asse di Leonardo da Vinci, allestita nelle sale Panoramiche al terzo piano della Rocchetta e aperta al pubblico dal prossimo 7 febbraio. Attraverso proiezioni di forte impatto visivo, progettate e realizzate da </span><strong>Culturanuova s.r.l. – Massimo Chimenti</strong><span>, e un linguaggio narrativo coinvolgente, il percorso guida i visitatori alla scoperta del ruolo di Leonardo alla corte sforzesca e della storia complessa della Sala delle Asse. L'esperienza offre un punto di vista privilegiato sul significato storico e artistico della decorazione, restituendone la ricchezza iconografica e la fragilità conservativa.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>Il progetto, – curato da </span><strong>Giorgio Di Mauro, Irene Scarcella e Luca Tosi</strong><span> – è stato realizzato grazie al sostegno del </span><span><strong>Ministero del Turismo e sviluppato dalla Direzione Cultura del Comune di Milano insieme all'Area Musei del Castello Sforzesco, Musei Archeologici e Museo del Risorgimento</strong>.</span><span> L'installazione è accessibile a partire dal 7 febbraio con il biglietto di ingresso ai Musei del Castello Sforzesco, negli orari di apertura dei musei (dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 17.30 – ultimo biglietto ore 16.30).</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>A seguito i link per maggiori <a href="https://www.milanocastello.it/" target="_blank" rel="noopener">informazioni</a> e per le <a href="https://adartem.it/ita/" target="_blank" rel="noopener">prenotazioni</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Palazzi, arte e musei: il Natale all’Università di Padova</title>
<link>https://www.italia24.news/palazzi-arte-e-musei-il-natale-alluniversita-di-padova</link>
<guid>https://www.italia24.news/palazzi-arte-e-musei-il-natale-alluniversita-di-padova</guid>
<description><![CDATA[ Installazioni, visite guidate e attività per famiglie tra Palazzo del Bo, Palazzo Liviano e i Musei dell’Ateneo ]]></description>
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<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 13:40:39 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p data-start="222" data-end="598">Durante le festività natalizie l’<strong data-start="255" data-end="296"><span class="whitespace-normal">Università di Padova</span></strong> apre le porte dei suoi luoghi più iconici, offrendo a cittadini e visitatori un ricco calendario di <strong data-start="397" data-end="471">eventi culturali, installazioni artistiche e attività per tutte le età</strong>. Un invito a scoprire – o riscoprire – il patrimonio storico e museale dell’Ateneo, tra arte, scienza e dialogo contemporaneo.</p>
<h3 data-start="600" data-end="662">CONFINE: sport, diritti umani e memoria nel Cortile Antico</h3>
<p data-start="664" data-end="1053">Nel <strong data-start="668" data-end="704">Cortile Antico di Palazzo del Bo</strong> è allestita <strong data-start="717" data-end="728">CONFINE</strong>, un’installazione <em data-start="747" data-end="762">site-specific</em> che mette al centro il tema della <strong data-start="797" data-end="816">tregua olimpica</strong> e dei <strong data-start="823" data-end="840">diritti umani</strong>. Protagoniste sono le tre <strong data-start="867" data-end="928">torce olimpiche di Tokyo 2020, Beijing 2022 e Parigi 2024</strong>, esposte in un ambiente trasformato dai riflessi dorati delle coperte termiche, simbolo di resistenza, cura e sopravvivenza.</p>
<p data-start="1055" data-end="1378">L’opera propone un viaggio visivo e sensoriale che intreccia sport, migrazioni e coraggio umano, trasformando per due mesi uno dei luoghi più rappresentativi di Padova in una scenografia dove lo sport diventa <strong data-start="1264" data-end="1301">metafora di un’umanità in cammino</strong>, impegnata a superare limiti e differenze per costruire un futuro condiviso.</p>
<h3 data-start="1380" data-end="1426">Palazzo del Bo e il Novecento di Gio Ponti</h3>
<p data-start="1428" data-end="1866">Sempre a <strong data-start="1437" data-end="1455">Palazzo del Bo</strong>, dal <strong data-start="1461" data-end="1499">26 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026</strong>, è in programma il tour <em data-start="1524" data-end="1563">Palazzo del Bo e il ’900 di Gio Ponti</em>. Un percorso che conduce alla scoperta del <strong data-start="1607" data-end="1647">Teatro anatomico più antico al mondo</strong>, della <strong data-start="1655" data-end="1686">cattedra di Galileo Galilei</strong>, della <strong data-start="1694" data-end="1723">cinquecentesca Aula Magna</strong> e dell’ala novecentesca progettata e arredata da <strong data-start="1773" data-end="1814"><span class="whitespace-normal">Gio Ponti</span></strong>, uno dei grandi maestri dell’architettura italiana.</p>
<h3 data-start="1868" data-end="1929">Palazzo Liviano: visite animate tra storia e architettura</h3>
<p data-start="1931" data-end="2486">Accanto all’apertura straordinaria del <strong data-start="1970" data-end="1988">3 gennaio 2026</strong>, <strong data-start="1990" data-end="2009">Palazzo Liviano</strong> propone due <strong data-start="2022" data-end="2048">visite guidate animate</strong> a cura di teatrOrtaet, in programma <strong data-start="2085" data-end="2107">sabato 27 dicembre</strong> e <strong data-start="2110" data-end="2130">lunedì 5 gennaio</strong>. Personaggi storici e simbolici – da Tito Livio a Giuditta Scalini – accompagnano il pubblico in un racconto dinamico che attraversa il prestigioso complesso progettato da Gio Ponti negli anni Trenta, includendo la monumentale <strong data-start="2358" data-end="2378">Sala dei Giganti</strong> e il piano nobile, autentico gioiello architettonico che custodisce il patrimonio archeologico dell’Ateneo.</p>
<p data-start="1931" data-end="2486">Il <strong data-start="2565" data-end="2606"><span class="whitespace-normal">Museo della Natura e dell’Uomo</span></strong> propone, nei pomeriggi di fine dicembre e inizio gennaio, attività dedicate alle famiglie: visite-gioco e fiabe-laboratorio pensate per avvicinare i bambini ai temi della natura, dell’evoluzione e dell’adattamento degli esseri viventi. Durante tutte le festività sono inoltre previste <strong data-start="2892" data-end="2921">visite guidate quotidiane</strong>, comprese nel biglietto di ingresso.</p>
<p data-start="1931" data-end="2486">All’<strong data-start="2964" data-end="3005"><span class="whitespace-normal">Orto Botanico di Padova</span></strong>, da venerdì 26 dicembre 2025 a martedì 6 gennaio 2026, sono in programma <strong data-start="3079" data-end="3118">visite guidate individuali gratuite</strong>, un’occasione per esplorare il più antico orto botanico universitario del mondo anche nella stagione invernale.</p>
<p data-start="1931" data-end="2486">Il <strong data-start="3235" data-end="3276"><span class="whitespace-normal">Museo di Geografia</span></strong> dedica alcune giornate all’attività <em data-start="3313" data-end="3373">Da sogno a realtà. Un viaggio alla scoperta dei mappamondi</em>, pensata per famiglie e bambini, tra immaginazione, mappe e desideri di pace.</p>
<p data-start="1931" data-end="2486">Al <strong data-start="3456" data-end="3497"><span class="whitespace-normal">Museo di Fisica Giovanni Poleni</span></strong>, domenica 28 dicembre, due visite guidate conducono il pubblico alla scoperta delle <strong data-start="3582" data-end="3600">aurore boreali</strong>, tra scienza, storia e osservazioni dall’Ottocento a oggi.</p>
<p data-start="1931" data-end="2486"><strong>Un Natale tra sapere, bellezza e condivisione</strong></p>
<p data-start="1931" data-end="2486">Con questo articolato programma, l’Università di Padova conferma il proprio ruolo di <strong data-start="3797" data-end="3833">polo culturale aperto alla città</strong>, capace di coniugare tradizione accademica, divulgazione scientifica e linguaggi contemporanei. Un Natale che invita a entrare nei palazzi storici, nei musei e negli spazi verdi dell’Ateneo per vivere la cultura come esperienza condivisa, accessibile e viva.</p>
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<title>“The Moment the Snow Melts”, al Mudec di Milano la nuova installazione di Chiharu Shiota</title>
<link>https://www.italia24.news/the-moment-the-snow-melts-al-mudec-di-milano-la-nuova-installazione-di-chiharu-shiota</link>
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<description><![CDATA[ L&#039;opera inaugura il palinsesto espositivo dedicato ai Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 ]]></description>
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<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 14:19:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p><span>Con "<strong>The Moment the Snow Melts</strong>" (Il momento in cui la neve si scioglie), il <strong>MUDEC – Museo delle Culture di Milano</strong> inaugura il palinsesto espositivo in programma durante i <strong>Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026</strong> accogliendo una inedita, monumentale e spettacolare installazione site-specific dell'artista giapponese Chiharu Shiota, famosa in tutto il mondo per le sue affascinanti installazioni realizzate con intricate reti di fili che trasformano lo spazio in un paesaggio sospeso, dove arte e memoria si intrecciano. Curata da Sara Rizzo e realizzata con il supporto di 24 ORE Cultura, l'opera è stata ideata appositamente per l'Agorà del MUDEC e sarà accessibile gratuitamente da oggi fino al 28 giugno 2026. </span><br><span> </span><br><span>"Con l'arrivo a Milano dell'opera di Chiharu Shiota inauguriamo un percorso che lega la grande arte contemporanea a un momento storico per la nostra città e per il Paese - afferma l'assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi -. La neve, elemento fragile e universale, diventa al MUDEC occasione di riflessione culturale, simbolo di memoria, trasformazione e rinascita. È questo il ruolo che Milano vuole avere: una città che intreccia sport, cultura e creatività in un racconto condiviso e aperto al mondo". </span><br><span> </span><br><span>In "The Moment the Snow Melts" una fitta trama di 7 mila fili bianchi - lunghi in totale 15 chilometri - scende dal soffitto dell'Agorà come una nevicata sospesa, come una pioggia di neve che non tocca mai terra. Ai fili sono appesi circa 10mila fogli con le testimonianze lasciate dai visitatori del museo e raccolte anche on line che contengono pensieri e disegni dedicati alle persone che hanno fatto parte della nostra vita e che per diversi motivi non possiamo più incontrare. L'installazione – la più alta realizzata da Shiota, con i suoi 12 metri – è una nevicata di ricordi, una meditazione sul tempo, sulla perdita e sulla fragilità dei legami umani. </span><br><span> </span><br><span>"Questa installazione è una rappresentazione di coloro che non sono più presenti e vuole accogliere il pubblico in uno spazio per ricordarli. Ogni corda è collegata a lettere che contengono i nomi di persone che non è più possibile incontrare, e trasmettono così, attraverso il tempo, sentimenti di frustrazione e tristezza – spiega l'artista –. Questo si sovrappone al senso di esistenza nell'assenza: il ricordo di questa persona è ancora vivido, ma il momento dell'ultimo incontro è svanito come la neve dell'inverno passato. Così come le vecchie fotografie perdono i loro colori con il tempo – prosegue Shiota – lo scioglimento della neve rappresenta la dissolvenza di momenti o relazioni: un tempo chiare e definite, ora diventano più tenui, fino a ridursi a impressioni lontane".</span><br><span> </span><br><span>Il pubblico, inoltre, è invitato a partecipare attivamente al progetto, condividendo pensieri o disegni legati al tema della memoria sia attraverso fogli scritti da lasciare nel box dedicato installato al MUDEC, sia </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=0%3dKdLgNX%263%3dY%268%3dWMfNY%266%3daTXJgSU%26B%3dEDN7P_Bujw_Me_9xmt_Im_Bujw_LjDTG.GBAy7.zQ_Bujw_LjAEy-G6JyHA-Q29-0K9Q-4B6N0-02Cy8BO-0E3IA8%26x%3dGBPF7I.KyN%26zP%3dRVPYMV%26AP%3dLdIbKUHfKUKdMd%26y%3dcydrZuUraOZOeKcHCu5IfwYIay7QbQcJex9KfSWIbSZPYQawZM7QC8u5rwUNgx8MZz6w&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">compilando il form</a><span> disponibile sulla pagina web ufficiale del museo. Le testimonianze raccolte – finora oltre 500 – costituiranno l'anima dell'installazione: frammenti di emozioni sospese stampati sui fogli che fluttueranno nello spazio dell'Agorà. La raccolta proseguirà anche dopo l'apertura.</span><br><span>L'installazione si inserisce nel programma dell'Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, il progetto diffuso che accompagna i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali con eventi artistici e culturali in tutta Italia. È il prologo della mostra "Il senso della neve", che sarà inaugurata l'11 febbraio 2026. </span></p>]]> </content:encoded>
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<title>Eco Art. Quando l’arte torna alla Terra</title>
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<description><![CDATA[ L’estetica della responsabilità che conquista musei, artisti e pubblico ]]></description>
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<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 23:18:12 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Italia24 News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<article>
<h3>L’estetica della responsabilità</h3>
<p>C’è una parola che suscita sempre più spesso interesse tra le ricerche legate all’arte: <strong>“eco art” </strong>che sta diventando una presenza costante nel dibattito culturale.</p>
<p><strong>L'Eco art</strong> è una costellazione di pratiche che condividono una stessa urgenza: rimettere la Terra al centro del discorso estetico. È arte fatta di materiali riciclati, di residui naturali, di interventi nel paesaggio o di installazioni che cambiano nel tempo come un organismo vivente. È pittura con pigmenti vegetali, fotografia di ghiacciai che si sciolgono, performance collettive di pulizia urbana o arte digitale che calcola e compensa il proprio impatto energetico. È, soprattutto, una domanda: <strong>cosa può fare la bellezza in un mondo ferito?</strong></p>
<p>Negli anni Sessanta e Settanta, artisti come <strong>Robert Smithson</strong> o <strong>Nancy Holt</strong> portarono la scultura nel deserto per dialogare con il vento. In Italia, l’<strong>Arte Povera</strong> di <strong>Mario Merz</strong> e <strong>Giuseppe Penone</strong> fece della materia viva un linguaggio. Quelle esperienze tornano oggi centrali non come citazioni, ma come genealogia. Hanno seminato un pensiero che germoglia in una stagione segnata da crisi climatica e ansia ecologica.</p>
<p>Osservando le ricerche online, si scopre che il pubblico non cerca più solo nomi o stili, ma <strong>valori</strong>. Crescono le domande su “arte sostenibile”, “materiali riciclati”, “mostre green”. Si cerca un’arte coerente, non solo bella: un nuovo patto tra cultura e natura, tra creazione e limite.</p>
<h3>Tra natura e tecnologia</h3>
<p>L’eco art contemporanea si manifesta in forme diversissime. Ci sono artisti che lavorano con ciò che resta, ad esempio plastiche recuperate, legni di scarto, ferri ossidati, e trasformano la rovina in linguaggio. Altri si spingono verso la <strong>bioarte</strong>, collaborando con scienziati per far crescere opere viventi, come alghe o funghi. C’è poi la <strong>dimensione digitale</strong>, dove la riflessione ecologica si intreccia con le nuove tecnologie: blockchain a basso consumo, intelligenze artificiali addestrate su dataset ambientali, visualizzazioni dei dati climatici.</p>
<p>L’eco art abita un confine: è contemporaneamente <strong>tecnologica e arcaica</strong>, globale e locale, collettiva e intima. E nel farlo, rimette in discussione il mito dell’artista come creatore onnipotente, proponendo invece una figura più umile, capace di ascolto e di cura.</p>
<p><strong>Olafur Eliasson</strong>, tra i nomi più noti, ha portato enormi blocchi di ghiaccio artico davanti al Parlamento danese e alle strade di Londra, lasciandoli sciogliere lentamente. <strong>Agnes Denes</strong>, molto prima di lui, aveva piantato un campo di grano a Manhattan: un atto di poesia e di economia insieme. <strong>Michelangelo Pistoletto</strong>, con il suo <em>Terzo Paradiso</em>, ha trasformato l’idea di sostenibilità in simbolo planetario, intrecciando arte, educazione e impresa sociale.</p>
<p>Nelle gallerie e nei musei, l’eco art conquista spazi centrali. La <a href="https://www.serpentinegalleries.org/whats-on/back-to-earth/" target="_blank" rel="noopener">Serpentine Galleries di Londra</a> ha dedicato un’intera rassegna al rapporto tra arte e Terra; il <strong>MAXXI di Roma</strong> lavora su progetti di rigenerazione urbana; la <strong>Biennale di Venezia</strong> ha moltiplicato le opere dedicate al clima. Persino le fiere d’arte, luoghi tradizionalmente estranei al discorso etico, parlano oggi di <strong>carbon footprint</strong> e sostenibilità logistica.</p>
<p>Ma ogni entusiasmo porta con sé un rischio: il <strong>greenwashing culturale</strong>. L’etichetta “eco” funziona, emoziona, vende. È facile che diventi slogan, superficie. Il pubblico però è più vigile: lo mostrano le discussioni e le ricerche su pratiche non coerenti. Non basta esporre un’opera sulla deforestazione se la mostra genera tonnellate di rifiuti. La vera sostenibilità riguarda non solo <strong>ciò che l’opera mostra</strong>, ma <strong>come</strong> esiste: origine dei materiali, durata, destino dopo l’esposizione.</p>
<p>L’eco art autentica è processuale: effimera, temporanea, costruita per scomparire. Non accumula, <strong>rigenera</strong>. È un’estetica della cura, non del possesso.</p>
<h3>Ripensare il nostro rapporto con il mondo</h3>
<p>Il mercato dell’arte lo percepisce. Non tanto per speculazione, quanto per coerenza. Le opere <em>eco-conscious </em>sono sempre più richieste: attraggono perché incarnano un senso, una posizione etica. I collezionisti e le istituzioni cercano lavori che producano una trasformazione reale, anche minima, nel rapporto tra noi e il mondo.</p>
<p>I musei si interrogano su come ridurre l’impatto delle mostre; le fiere parlano di sostenibilità; il pubblico chiede <strong>trasparenza</strong>: da dove provengono i materiali? Qual è l’impatto della produzione e dell’allestimento? Non basta dire “arte ecologica”: bisogna esserlo.</p>
<p>In Italia, il tema trova un terreno particolarmente fertile. I nostri paesaggi, fragili, vulnerabili e stratificati, diventano scenario e protagonista. Dalla laguna di Venezia ai borghi dell’Appennino, fino alle campagne del Sud, l’arte si intreccia con la memoria e la rigenerazione. Qui l’artista non domina la natura: la accompagna.</p>
<p>In questo panorama, l’arte insegna che la <strong>bellezza vera non è separata dalla responsabilità</strong>. Abitare un mondo fragile richiede una grammatica visiva nuova. E forse, nel silenzio di un’installazione che cambia con la luce o in un intervento collettivo che rigenera, si nasconde la potenza più sottile dell’arte contemporanea.</p>
<p>Non è più un tema di nicchia: è <strong>segnale dei tempi,</strong><br>un invito a ripensare, insieme, <strong>il nostro rapporto con il mondo</strong>.</p>
<section>
<p></p>
</section>
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<title>Il &amp;quot;Senso del sacro&amp;quot;, sessanta artisti contemporanei in mostra</title>
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<description><![CDATA[ A Napoli torna l’ottava edizione della mostra di arte contemporanea Il Senso del Sacro. Inaugurazione lunedì 22 settembre al Liceo Artistico Statale con 60 artisti e studenti protagonisti. ]]></description>
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<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 19:51:07 +0200</pubDate>
<dc:creator>Gaia Moschetti</dc:creator>
<media:keywords>Senso del Sacro Napoli, mostra arte contemporanea Napoli, Liceo Artistico Statale Napoli, Monsignor Adolfo Russo, Fondazione Fare Chiesa e Città, Giubileo Papa Francesco, eventi Napoli settembre, arte e spiritualità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il "Senso del sacro", una mostra unica nel suo genere a Napoli arriva alla sua ottava edizione e inaugura lunedì 22 settembre alle ore 17 al Liceo Artistico Statale in Largo Santi Apostoli.</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">“Un appuntamento che di volta in volta ha visto crescere la nostra consapevolezza di far parte di una comunità dinamica, che avverte il senso di partecipazione alla vita cittadina ed ecclesiale e interviene con responsabilità, offrendo alla cittadinanza un contributo che soltanto essa può assicurare. La bellezza dell'arte è un potente impulso che eleva i nostri occhi alla contemplazione delle realtà trascendenti, quelle che sole possono dare un senso alla nostra vita”, ha commentato Monsignor Adolfo Russo, Direttore della Pastorale della Cultura e Presidente della Fondazione fare Chiesa e Città che promuove la mostra di arte contemporanea. Camminiamo insieme nella speranza è il suggestivo sottotitolo della esposizione dei circa 60 artisti ed anche alcuni alunni del liceo artistico scelti dopo una ampia selezione.</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">La mostra sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì fino al 12 ottobre, con il contributo della Regione Campania, il patrocinio del Comune di Napoli e la disponibilità del Liceo Artistico e della dirigente scolastico professoressa Simona Sessa.</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">“Quest'anno la Chiesa ci invita a vivere insieme il Giubileo e Papa Francesco ci ha indicato nella speranza la meta e l'approdo felice del nostro peregrinare. Anche noi a Napoli vogliamo dare a questa iniziativa il valore di un'esperienza condivisa, di un cammino artistico e spirituale, di un ritrovarsi insieme con il Signore della nostra vita. E, consapevoli che la bellezza è via privilegiata della speranza, parteciperemo alla mostra di settembre con opere che rievochino le sue grandi valenze... per ogni vita scartata e svilita, nel disabile umiliato, nell'emigrato calpestato dai nostri pregiudizi, in ogni disperata solitudine... È di quest'arte che abbiamo bisogno: di quella bellezza che salva dall'angoscia, di quella comunione che riscatta dalla solitudine, di quella tenerezza che ci ricorda l'abbraccio di nostra madre. Abbiamo bisogno di arte vera, che ci redima dalla tirannide del denaro e dell'egoismo, che esprima la nostra angoscia di fronte alla morte e la nostra sete di Vita, di un'arte che torni ad essere barlume di speranza, linguaggio di Dio”, ha concluso monsignor Adolfo Russo.</span><br><br></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
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