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<title>Italia24.news | Notizie in Tempo Reale su Politica, Economia, Cronaca e Sport &#45; : ATLAS 24</title>
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<description>Italia24.news | Notizie in Tempo Reale su Politica, Economia, Cronaca e Sport &#45; : ATLAS 24</description>
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<dc:rights>©2026 Italia24 News &#45; Powered by Brain X Corp</dc:rights>

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<title>Islanda: il respiro della Terra</title>
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<description><![CDATA[ Tra fuoco e ghiaccio, un laboratorio naturale di equilibrio fragile e memoria geologica ]]></description>
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<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 15:43:00 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p data-start="627" data-end="1045">L’Islanda <strong>non assomiglia</strong> <strong>a nessun altro luogo della Terra.</strong> È un’isola che respira, che si muove, che cambia forma sotto gli occhi di chi la guarda. Tra le placche tettoniche dell’Eurasia e del Nord America, in un punto dove la crosta terrestre si apre, il pianeta mostra la propria <strong>vulnerabilità</strong>. Qui la geologia è presente, non nei libri ma nel paesaggio: un movimento continuo, un dialogo tra il fuoco e il ghiaccio.</p>
<p data-start="1047" data-end="1453">A nord, i ghiacciai custodiscono millenni di storia climatica; a sud, i vulcani ricordano che nulla è mai davvero fermo. L’Islanda è un atlante a cielo aperto, dove la scienza e la poesia trovano la stessa grammatica. Non esistono confini netti tra gli elementi: l’acqua diventa vapore, la pietra si scioglie, il vento si fa suono. Ogni cosa sembra viva, e tutto è parte di una trasformazione incessante.</p>
<p data-start="1455" data-end="2004"><strong>Reykjavík</strong>, la capitale, vive <strong>in equilibrio tra il mare e la lava</strong>. Le sue case colorate, costruite con linee semplici e materiali locali, parlano di un popolo che ha imparato l’arte della misura. Qui la modernità convive con la consapevolezza del limite: l’energia proviene da fonti geotermiche e idroelettriche, le emissioni sono tra le più basse d’Europa, e la pianificazione urbana segue criteri di resilienza e risparmio.<br data-start="1879" data-end="1882">Ogni quartiere è un <strong>esperimento di sostenibilità:</strong> <strong>ciò che altrove è un obiettivo, in Islanda è una necessità quotidiana.</strong></p>
<hr data-start="2006" data-end="2009">
<h3 data-start="2011" data-end="2049"><strong data-start="2015" data-end="2049">La strada che disegna il mondo</strong></h3>
<p data-start="2051" data-end="2464">La Ring Road, la grande arteria che circonda l’isola, è più di una strada: è un cerchio simbolico che unisce ecosistemi, storie e fragilità.<br data-start="2191" data-end="2194">A ovest si attraversano campi di lava coperti di muschio, a sud cascate e scogliere che si gettano nell’Atlantico, a est deserti vulcanici e ghiacciai che si ritirano. Ogni curva mostra un paesaggio nuovo, come se la Terra avesse deciso di raccontarsi pezzo per pezzo.</p>
<p data-start="2466" data-end="2894">Le cascate di Seljalandsfoss e Skógafoss precipitano da altezze che tolgono il fiato. Non c’è bisogno di esaltarle: parlano da sole, con la voce dell’acqua che cade da secoli.<br data-start="2641" data-end="2644">La laguna glaciale di Jökulsárlón, invece, è un monumento al tempo che passa. Gli iceberg che vi galleggiano non sono solo blocchi di ghiaccio: sono memorie in dissoluzione, frammenti di un passato climatico che si scioglie davanti ai nostri occhi.</p>
<p data-start="2896" data-end="3397">Secondo i dati del <a data-start="2915" data-end="3075" class="decorated-link" rel="noopener" target="_blank" href="https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/downloads/factsheets/IPCC_AR6_WGI_Sectoral_Fact_Sheet_Tourism.pdf">Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC)</a> <strong>il ritiro del ghiacciaio Vatnajökull</strong> è accelerato drasticamente<strong>.</strong> Ciò che era un paesaggio eterno sta diventando un organismo vulnerabile. L’Islanda vive questa trasformazione come una ferita e come una responsabilità: documentarla, studiarla, e trovare un modo per continuare a convivere con la propria natura inquieta.</p>
<hr data-start="3399" data-end="3402">
<h3 data-start="3404" data-end="3449"><strong data-start="3408" data-end="3449">Un laboratorio di sostenibilità reale</strong></h3>
<p data-start="3451" data-end="3987">Il turismo in Islanda è cresciuto a ritmi straordinari nell’ultimo decennio. Secondo i dati ufficiali della <a data-start="237" data-end="364" rel="noopener" target="_blank" class="decorated-link" href="https://www.ferdamalastofa.is/en/recearch-and-statistics/numbers-of-foreign-visitors">Fermálarstofa – Icelandic Tourist Board</a>, gli arrivi internazionali sono passati da circa <strong data-start="414" data-end="434">500.000 nel 2010</strong> a <strong data-start="437" data-end="467">quasi 2,3 milioni nel 2024</strong>. Numeri che, per un Paese con meno di 400.000 abitanti, rappresentano una trasformazione profonda, economica, sociale e ambientale insieme.</p>
<p data-start="3451" data-end="3987">Le istituzioni hanno risposto con un modello inedito di gestione: limiti di accesso ai siti naturali, tasse ecologiche reinvestite nella conservazione, campagne di sensibilizzazione rivolte ai visitatori. Non per scoraggiare chi arriva, ma per insegnare come restare.</p>
<p data-start="3989" data-end="4452">Le politiche islandesi anticipano le <a href="https://climate-adapt.eea.europa.eu/en/metadata/adaptation-options/adaptation-and-diversification-of-tourism-offers" target="_blank" rel="noopener">linee guida proposte dalla </a><a data-start="4053" data-end="4162" class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" target="_new">European Environment Agency (EEA): </a>diversificare i flussi turistici, favorire la bassa stagione, investire nelle comunità locali e nei trasporti a basse emissioni. È un approccio pragmatico, che parte dalla consapevolezza che la sostenibilità non è un’etichetta, ma un equilibrio instabile da mantenere giorno per giorno.</p>
<p data-start="4454" data-end="4957">Anche la ricerca scientifica lo conferma. Uno studio pubblicato su <a data-start="4521" data-end="4598" rel="noopener" target="_blank" class="decorated-link" href="https://www.nature.com/articles/s41467-024-54582-7"><em data-start="4522" data-end="4545">Nature Communications </em></a>nel 2024 mostra che il turismo globale contribuisce fino al 9% delle emissioni di gas serra mondiali.<br data-start="4700" data-end="4703">In Islanda, tuttavia, l’impronta ecologica del settore è mitigata da un mix energetico quasi completamente rinnovabile e da una politica attiva di monitoraggio ambientale. È uno dei pochi luoghi dove la parola “sostenibile” ha ancora un senso concreto.</p>
<hr data-start="4959" data-end="4962">
<h3 data-start="4964" data-end="4996"><strong data-start="4968" data-end="4996">Il silenzio come risorsa</strong></h3>
<p data-start="4998" data-end="5375">Chi percorre l’isola capisce che l’Islanda non chiede di essere ammirata, ma rispettata. È una terra che offre un'esperienza di verità.<br data-start="5176" data-end="5179">Il silenzio, qui, è la forma più alta di comunicazione. Tra le scogliere di Dyrhólaey o nei campi di lava di Eldhraun, il vento diventa una lingua antica che insegna a misurare il proprio passo.</p>
<p data-start="5377" data-end="5791">Le comunità locali hanno fatto di questa relazione con l’ambiente un modello culturale. Le scuole insegnano ai bambini la gestione del rischio naturale come materia di vita quotidiana; i villaggi di pescatori sperimentano progetti di economia circolare; i giovani architetti costruiscono in armonia con la topografia e il clima.<br data-start="5705" data-end="5708">Ogni decisione sembra guidata da una regola semplice: <strong data-start="5762" data-end="5788">abitare senza dominare</strong>.</p>
<hr data-start="5793" data-end="5796">
<h3 data-start="5798" data-end="5827"><strong data-start="5802" data-end="5827">L’isola come metafora</strong></h3>
<p data-start="5829" data-end="6136">L’Islanda non è solo un luogo geografico: è una metafora del nostro tempo.<br data-start="5903" data-end="5906">Rappresenta la soglia su cui l’umanità si trova oggi, tra il desiderio di conoscere e la necessità di preservare. È la prova vivente che la modernità non deve cancellare la natura per esistere, ma imparare a dialogare con essa.</p>
<p data-start="6138" data-end="6357">Il futuro del turismo, e forse del viaggio stesso, passa da qui: da un modello che non misura il successo in numeri, ma in equilibrio. In Islanda ogni passo è un gesto politico, ogni sguardo un atto di responsabilità.</p>
<p data-start="6359" data-end="6573">Forse è questo, in fondo, il senso di essere <em data-start="6404" data-end="6415">girovaghi</em>: non spostarsi per fuggire, ma per comprendere.<br data-start="6463" data-end="6466">E in un luogo dove la Terra ancora respira e comprendere significa, prima di tutto, imparare ad ascoltare.</p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Oltre il greenwashing: il turismo sostenibile che cambia davvero le regole del viaggio</title>
<link>https://www.italia24.news/oltre-il-greenwashing-il-turismo-sostenibile-che-cambia-davvero-le-regole-del-viaggio</link>
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<description><![CDATA[ Dati scientifici, standard internazionali e buone pratiche per trasformare il turismo in una leva di transizione ecologica, non in un’etichetta di marketing ]]></description>
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<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 15:22:46 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p data-start="289" data-end="891">Negli ultimi anni la parola “sostenibilità” la troviamo ovunque. È sulle brochure, nei post promozionali, nei programmi delle fiere di settore, e ormai compare anche nei nomi di hotel e resort. Ma dietro questa patina “verde” spesso si nasconde poco più di una strategia comunicativa.Il turismo, ricordano gli studi pubblicati su <a data-start="234" data-end="310" class="decorated-link" rel="noopener" target="_blank" href="https://www.nature.com/articles/s41558-018-0141-x"><em data-start="235" data-end="258">Nature Climate Change </em></a>e su <a data-start="316" data-end="393" class="decorated-link" rel="noopener" target="_blank" href="https://www.nature.com/articles/s41467-024-54582-7"><em data-start="317" data-end="340">Nature Communications</em></a> insieme alle analisi dell’<a data-start="421" data-end="573" class="decorated-link" rel="noopener" target="_blank" href="https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/downloads/factsheets/IPCC_AR6_WGI_Sectoral_Fact_Sheet_Tourism.pdf">Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC),</a> è responsabile da solo di una quota compresa tra il <strong data-start="627" data-end="677">5 e il 9% delle emissioni globali di gas serra</strong> — una cifra destinata a crescere se non si interviene in modo strutturale.</p>
<p data-start="893" data-end="1319">Il paradosso è evidente: viaggiare ci arricchisce, ma al tempo stesso consuma. Non solo in termini ambientali, ma anche sociali e culturali. Aumentano i voli low cost, ma crescono anche le emissioni; fioriscono mete esotiche “instagrammabili”, ma si svuotano i centri storici di residenti. Così, mentre il turismo si proclama sostenibile, i dati dicono che il suo impatto continua a crescere più rapidamente del PIL globale.</p>
<p data-start="1321" data-end="1842">Per superare la retorica e dare al termine “sostenibile” un significato reale, serve tornare ai numeri e alle norme. Il programma <a href="https://www.untourism.int/tourism-statistics/expert-group-on-mst" target="_blank" rel="noopener">Measuring the Sustainability of Tourism (MST)</a> delle Nazioni Unite, adottato nel 2024, è oggi la prima piattaforma ufficiale in grado di misurare, con criteri comuni, l’impronta ambientale, economica e sociale del turismo. Non più solo buone intenzioni, ma indicatori verificabili: emissioni di CO₂, consumo idrico, gestione dei rifiuti, tutela della biodiversità, condizioni di lavoro.</p>
<p data-start="1844" data-end="2352">La Organisation for Economic Co‑operation and Development (OECD) nel rapporto <em data-start="310" data-end="344"><a href="https://www.oecd.org/content/dam/oecd/en/publications/reports/2024/07/oecd-tourism-trends-and-policies-2024_17ff33a3/80885d8b-en.pdf" target="_blank" rel="noopener">Tourism Trends and Policies</a> </em>sottolinea come il turismo possa essere parte della soluzione se abbandona l’idea di “compensare” e inizia davvero a “ridurre”. Significa spostarsi meno ma meglio: preferire il treno all’aereo, alloggiare in strutture che utilizzano energie rinnovabili e che gestiscono responsabilmente acqua e rifiuti, scegliere esperienze che sostengono le comunità locali invece di sfruttarle. La sostenibilità, in fondo, è un equilibrio di prossimità.</p>
<p data-start="2354" data-end="2893">La dimensione del cambiamento climatico obbliga però a un salto ulteriore. Gli scenari della Commissione nel progetto <a href="https://transport.ec.europa.eu/tourism/transition-eu-tourism/sustainable-eu-tourism-shaping-tourism-tomorrow_en"><em data-start="527" data-end="585">Sustainable EU Tourism – Shaping the Tourism of Tomorrow</em> (2023-2025)</a> che affronta la sostenibilità delle destinazioni turistiche europee, mostrano come il turismo stesso sia tra le prime vittime della crisi ambientale: ondate di calore che rendono invivibili alcune città d’arte, mari che erodono spiagge e infrastrutture, montagne che perdono ghiacciai e attrattiva stagionale. Le politiche di adattamento e la pianificazione territoriale diventano quindi parte integrante del turismo del futuro: non più “aggiustamenti”, ma strategie di sopravvivenza per interi territori.</p>
<p data-start="2895" data-end="3310">La sfida è <strong>culturale </strong>prima che tecnica. Un turismo sostenibile si costruisce certamente con criteri, certificazioni e standard, ma soprattutto con una nuova <strong>coscienza del viaggio:</strong> quella che riconosce i limiti del pianeta non come un ostacolo ma come parte della straordinaria esperienza.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ricominciare da qui: i nuovi orizzonti del viaggio consapevole</title>
<link>https://www.italia24.news/ricominciare-da-qui-i-nuovi-orizzonti-del-viaggio-consapevole</link>
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<description><![CDATA[ Dall’Asia alle isole europee meno battute, come scegliere mete che uniscono autenticità, sicurezza e rispetto per l’ambiente nell’era del turismo post-pandemia ]]></description>
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<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 15:02:29 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p data-start="268" data-end="852">Il mondo ha riaperto le sue frontiere, ma non è più quello che conoscevamo. Dopo anni di chiusure e restrizioni, viaggiare non è soltanto un desiderio ritrovato: è diventato un atto di scelta, di responsabilità e, sempre più spesso, di consapevolezza. Secondo i dati ufficiali delle <a href="https://www.untourism.int/news/international-tourism-recovers-pre-pandemic-levels-in-2024" target="_blank" rel="noopener">Nazioni Unite per il Turismo (UN Tourism)</a>, nel 2024 gli arrivi internazionali hanno superato i livelli del 2019, raggiungendo quota 1,4 miliardi di viaggiatori. È il segno di un entusiasmo globale che si rinnova, ma anche di un equilibrio ancora fragile tra libertà di movimento e sostenibilità.</p>
<p data-start="854" data-end="1296">Oggi chi parte non cerca solo una meta, ma un modo nuovo di abitare il viaggio. Il turismo di massa, quello che affolla gli stessi centri storici e le stesse spiagge, concentrando in pochi mesi il flusso di milioni di persone, mostra tutti i suoi limiti. <strong>Le città d’arte si svuotano dei residenti</strong>, i borghi si trasformano in scenografie, i paesaggi naturali si logorano sotto il peso di un’economia che vive di “presenze”, non di qualità.</p>
<p data-start="1298" data-end="1769">Per questo sta emergendo una nuova geografia del viaggio: più lenta, più silenziosa, più radicata nei territori. Le mete alternative, i periodi di bassa stagione, le aree interne e i piccoli centri stanno diventando i laboratori di un turismo che sa distribuire meglio i benefici economici e ridurre la pressione ambientale. Scoprire il mondo, e riscoprire il senso stesso dello spostarsi: conoscere, ascoltare, restituire.</p>
<p data-start="1771" data-end="2346">Viaggiare consapevolmente significa anche riscrivere <strong>il tempo del viaggio</strong>. Invece di accumulare tappe, si sceglie di restare un po’ di più. Invece di correre da un’attrazione all’altra, si privilegia la continuità dei gesti semplici: prendere un treno invece di un volo interno, alloggiare in una struttura familiare, pranzare in una trattoria di quartiere, acquistare un manufatto da chi lo produce. Non è romanticismo, è economia circolare applicata al turismo. Ogni scelta che riduce intermediari e spostamenti contribuisce a ridurre emissioni, sprechi e diseguaglianze.</p>
<p data-start="2348" data-end="3053">Secondo la <a href="https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/92-826-5409-5/page025new.html" target="_blank" rel="noopener">European Environment Agency (EEA)</a>, il turismo rappresenta oggi uno dei settori con il maggiore impatto ambientale in Europa, in termini di consumo energetico, risorse idriche e gestione dei rifiuti. Tuttavia, la stessa agenzia sottolinea come il cambiamento sia possibile: la diversificazione dei flussi turistici e la valorizzazione delle mete “secondarie” possono ridurre fino al 30% la pressione su ecosistemi fragili e infrastrutture urbane. Anche il <a href="https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg2/chapter/chapter-13" target="_blank" rel="noopener">Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) </a>ricorda che il settore turistico sarà tra i più esposti agli effetti della crisi climatica, dalle ondate di calore agli incendi, fino alla perdita di biodiversità costiera.</p>
<p data-start="3055" data-end="3277">Il nuovo viaggiatore, dunque, non è solo chi si sposta: è chi sceglie di farlo con attenzione, informandosi, interrogando i luoghi, partecipando alla loro vita senza sovrastarla. È un viaggiatore che rallenta per capire.</p>
<p data-start="3279" data-end="3626"><strong>Atlas 24</strong> nasce per raccontare proprio questo: non la nostalgia di un turismo “di una volta”, ma la maturità di un turismo che guarda avanti. <strong>Che riscopre il valore del tempo, la dignità dei territori, la bellezza delle relazioni autentiche.</strong> Perché oggi, più che mai, viaggiare significa esplorare per capire chi siamo.</p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Subacquea in Italia: il DDL 1624 diventa la prima legge nazionale per sicurezza e turismo del mare</title>
<link>https://www.italia24.news/subacquea-legge-nazionale-ddl1624-sicurezza-turismo-mare</link>
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<description><![CDATA[ Approvato il DDL 1624: nasce la prima legge nazionale sulla subacquea. Riconosciuta come attività ecosostenibile e turistica, la legge promuove sicurezza, tutela ambientale e formazione. ]]></description>
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<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 12:34:40 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>subacquea, DDL 1624, legge nazionale subacquea, turismo del mare, sicurezza immersioni, ambiente marino, diving center, Francesca Zambonin, ScubaLex, turismo sostenibile, mare Italia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong>Subacquea, in arrivo la prima legge nazionale: </strong><strong>sicurezza, tutela ambientale e turismo del mare</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong>Il DDL 1624 riconosce per la prima volta l’immersione ricreativa come attività ecosostenibile e culturale, definendo principi per la sicurezza dei subacquei, la tutela dell’ambiente marino e lacustre, la formazione degli operatori e standard tecnici uniformi. Francesca Zambonin (ScubaLex): «Colmato un vuoto normativo atteso da anni»</strong></span></em></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Per la prima volta, in Italia, l’attività subacquea sta per entrare nel quadro legislativo nazionale come risorsa ambientale, culturale e turistica da valorizzare e tutelare. È il senso del Disegno di Legge n. 1624, approvato dal Senato e ora all’esame della Commissione della Camera dei Deputati, che introduce una disciplina organica per le immersioni professionali e ricreative e per le attività dei diving center.</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Si tratta di un provvedimento atteso da anni dal comparto. «È un passaggio storico -spiega l’avvocato Francesca Zambonin, fondatrice dello Studio Legale Zambonin e del brand ScubaLex, che da oltre vent’anni si occupa di diritto della subacquea e che è operativo nella consulenza legale per diving center, istruttori e operatori del settore-. Per la prima volta lo Stato riconosce la dimensione ricreativa dell’immersione come un’attività ecosostenibile e culturale, utile a diffondere la consapevolezza del valore del mare e del suo patrimonio naturale e archeologico. Il subacqueo diventa ambasciatore del mare, e questa è una conquista culturale oltre che normativa».</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Un traguardo che arriva dopo decenni di frammentazione normativa e differenze territoriali che hanno reso difficile operare in modo uniforme. «Da troppo tempo mancava un riferimento certo -riprende Francesca Zambonin-. Una legge che definisce una cornice normativa per il settore della subacquea ricreativa e del turismo marino, un passo avanti decisivo per la sicurezza e la professionalità».</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il testo del DDL 1624 stabilisce i principi fondamentali per la sicurezza dei subacquei, la tutela dell’ambiente marino e lacustre e la valorizzazione turistica e culturale dei fondali italiani. Introduce inoltre criteri chiari per la formazione e la qualificazione professionale degli operatori, l’istituzione di registri ufficiali per diving center e imprese iperbariche, nonché obblighi di assicurazione e di standard tecnici omogenei sul territorio nazionale.</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Una delle novità più attese è la nascita di una Agenzia nazionale per la sicurezza delle attività subacquee, organismo che avrà il compito di coordinare, vigilare e promuovere buone pratiche nel settore. «E tutto questo potrà garantire uniformità e maggiore trasparenza nella regolamentazione delle attività connesse al mondo marino», sottolinea l’avvocato Zambonin.</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il mondo della subacquea in Italia conta migliaia di operatori, centinaia di diving center e centinaia di migliaia di appassionati, con una forte ricaduta economica anche sul turismo costiero. «La subacquea ricreativa è un’eccellenza italiana spesso poco valorizzata, che unisce sport, ambiente e promozione del territorio -osserva Zambonin-. Regolare questo mondo significa tutelare chi vi lavora e chi si immerge per passione, ma anche dare riconoscimento a una filiera che genera valore economico e culturale. E, soprattutto, riconoscere la pluralità della subacquea: non solo attività sportiva o professionale, ma anche occasione di tutela, ricerca e conoscenza. È un riconoscimento alla cultura del mare e a chi ogni giorno lavora per diffonderla in modo responsabile».</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il Disegno di Legge 1624 rappresenta dunque una svolta di civiltà giuridica e culturale. L’Italia, con i suoi 8.000 chilometri di coste e un patrimonio sommerso unico al mondo, si prepara a dotarsi di uno strumento moderno per valorizzare in modo sostenibile il proprio mare.</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">«Una volta che la legge sarà approvata in via definitiva, la vera sfida -conclude Zambonin- sarà dare concretezza ai principi a cui si ispira coinvolgendo chi vive e conosce davvero il mare. È il momento di unire competenze giuridiche, tecniche e ambientali per costruire una subacquea più sicura, consapevole e capace di guardare al futuro. Si attende il testo definitivo per approfondire i punti di forza della legge ed eventuali criticità che potrà presentare».</span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>]]> </content:encoded>
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