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<title>Italia24.news | Notizie in Tempo Reale su Politica, Economia, Cronaca e Sport &#45; : Cinema e teatro</title>
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<description>Italia24.news | Notizie in Tempo Reale su Politica, Economia, Cronaca e Sport &#45; : Cinema e teatro</description>
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<dc:rights>©2026 Italia24 News &#45; Powered by Brain X Corp</dc:rights>

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<title>Milano: il 29 aprile a Palazzo Marino il tema della criminalità organizzata in Lombardia con lo spettacolo &amp;quot;5 centimetri d&amp;apos;aria&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ Mercoledì 29, alle ore 18, nell&#039;emiciclo di Palazzo Marino a Milano, la rappresentazione &quot;5 centimetri d&#039;aria. Storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti&quot;, la diciottenne sequestrata nel 1975. Ingresso libero su prenotazione ]]></description>
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<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 09:32:41 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Mercoledì 29 aprile, alle ore 18, l'Aula del Consiglio comunale di Palazzo Marino</strong> torna a farsi teatro per ospitare "<strong>5 centimetri d'aria. Storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti</strong>", rappresentazione che racconta la stagione dei sequestri operati dalla criminalità organizzata in Lombardia concentrandosi sulla vicenda di Mazzotti, studentessa diciottenne sequestrata nel 1975 e uccisa dagli stenti della prigionia. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Uno spettacolo che ha avuto un grande successo in teatro e che restituisce il clima di quegli anni in cui il Nord, già profondamente scosso dal terrorismo, veniva investito dalla violenza dei sequestri di mafia, probabilmente senza capirne appieno la portata – commentano la Presidente del Consiglio comunale, <strong>Elena Buscemi</strong>, e il Presidente della Commissione consiliare Antimafia, <strong>Rosario Pantaleo</strong> –. Siamo felici di aver portato in Aula una rappresentazione di così alto valore artistico, storico e culturale, che invita a riflettere su quanto abbia pesato la criminalità organizzata nella vita di questo Paese e costringe al contempo a non sottovalutare il presente». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Lo spettacolo, proposto dalla Commissione consiliare antimafia del Comune e realizzato in collaborazione con la Presidenza del Consiglio comunale, è interpretato da <strong>Lucia Marinsalta</strong> per la regia di <strong>Marco Rampoldi</strong> che ne è anche ideatore insieme al professore <strong>Nando dalla Chiesa</strong>, docente e delegato del Rettore dell'Università degli studi per l'area degli studi sulla criminalità organizzata. "5 centimetri d'aria" nasce infatti da un Laboratorio di Scrittura per la scena organizzato dal Piccolo Teatro di Milano, rivolto agli studenti, ai dottori e ai dottorandi del corso di Sociologia della Criminalità Organizzata dell'Università Statale di Milano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'Aula consiliare di Palazzo Marino torna così a farsi palcoscenico teatrale come già avvenuto in occasione di "Se questo è Levi", "Milano 1945, la scelta di resistere" e "L'Agnese va a morire". </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Ingresso libero con prenotazione all'indirizzo e-mail </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=A%3d9gQhBa%268%3dZ%26v%3dZUYGd%26A%3dbHaOhGX%26G%3dF2QBQ_zxox_Ah_Dyaw_Nn_zxox_0mBAk.BHCvQ5_PYzl_bH0AK3K1.KqIwLw.FF%26B%3duRETkY.0C2%26FE%3dfDYN9i8weH%26QE%3dZHYRhBYOYAZUZB%26E%3dSZACzD0aUhHY1diXzA0Ay9981aAczYk9RDGCV00aMAlXUg9Ay0AXybm9Nhm0TeHb&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pcc.eventi@comune.milano.it</a><span> . Nella richiesta bisogna indicare nome, cognome, data e luogo di nascita. La prenotazione è valida solo se confermata dalla mail di risposta. </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: la terza edizione 2026 a tema &amp;quot;Terrae&amp;quot; del progetto Vivai DiSSGeA</title>
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<description><![CDATA[ Da aprile a giugno la rassegna 2026 del progetto Vivai DiSSGeA del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell&#039;Antichità dell&#039;Università di Padova con un nuovo ciclo di incontri di divulgazione, il podcast &quot;Teatro del Mondo&quot; e la quarta edizione del Giardino delle Culture ]]></description>
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<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 17:41:55 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Con l'arrivo della primavera, rifioriscono nel giardino di <strong>Palazzo Luzzatto Dina</strong> le attività di terza missione del <strong>Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità</strong> del cartellone<span> </span><a href="https://vivaidissgea.unipd.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vivai DiSSGeA</a>, articolato anche quest'anno in <strong>Podcast, Giardino delle Culture e Incontri</strong>.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Tema dell'edizione 2026 di Vivai DiSSGeA è <b>Terrae</b>: un concetto multiforme, passibile di infinite rielaborazioni, evoluzioni, talvolta distorsioni. Un'idea che può ispirare le cause più nobili o infiammare drammatici conflitti. Con la guida delle discipline storiche, geografiche, antichistiche e antropologiche radicate al DiSSGeA, dialogheremo con la cittadinanza attorno a un tema che mai come ora sollecita la nostra riflessione.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Dopo aver affrontato nel 2025 il tema<span> </span><strong>Aquae</strong>, la nostra attenzione si rivolge ora alle<span> </span><i>Terrae</i><span> </span>–<span> </span><b>spiega Martina Elice, delegata alla terza missione del DiSSGeA –</b>. Dalla Terra Madre alla vastità dei territori dove l'essere umano si è inoltrato e insediato, intessendo una molteplicità di relazioni, memorie, pratiche.<span> </span>Terrae<span> </span>che portano incisi i segni della presenza umana, della sua ricchezza culturale e della sua violenza.<span> </span>Terrae<span> </span>sfruttate, depauperate, consumate, che chiedono di essere riscoperte, protette e custodite».<b></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><a href="https://vivaidissgea.unipd.it/incontri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gli incontri:</a></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Giovedì 23 aprile, alle ore 17.00</b>, sarà proprio la rassegna<span> </span>Incontri<span> </span>ad aprire la stagione 2026 con la presentazione del libro<span> </span><a href="https://vivaidissgea.unipd.it/incontro/fregata-novara/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><i>La fregata Novara intorno al mondo. Un racconto di mare, di scienza, di imperi (1857-1859)</i></a><span> </span>al<span> </span><b>Museo di Geografia</b>. A dialogare con gli autori <strong>Guido Abbattista ed Erica Grossi</strong> saranno le storiche del DiSSGeA <strong>Elena Canadelli e Paola Molino</strong> insieme a <strong>Giuliana Tomasella</strong>, storica dell'arte del Dipartimento di Beni Culturali.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Il programma degli incontri prevede quest'anno due momenti distinti, da aprile a giugno e da settembre a novembre –<span> </span><b>aggiunge Antonella Duso</b>, docente di letteratura latina e coordinatrice della rassegna –. Ancora più evidente è l'intento di proporre al pubblico esperienze innovative e interdisciplinari, che guardano tanto al mondo antico e alle radici storiche locali, quanto ai grandi assetti geopolitici e alle sfide ambientali più attuali».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><a href="https://vivaidissgea.unipd.it/podcast/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il podcast:</a><b><u></u></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Dopo il successo di<span> </span>Fluere, il DiSSGeA presenta un nuovo podcast,<span> </span><b>"Teatro del Mondo"</b>: cinque episodi in cui vengono raccontate, in una prospettiva storica, geografica e antropologica, alcune delle sfide cruciali che ciascun continente ha attraversato nel passato, vive nel presente e si prepara ad affrontare in futuro. Il titolo si ricollega idealmente alla celebre opera di <strong>Abraham Ortelius, il Theatrum Orbis Terrarum (1570), </strong>considerato il primo atlante moderno per sistematicità e uniformità. Non soltanto una rappresentazione più fedele della Terra allora conosciuta, ma anche l'ambizione di offrire uno sguardo il più possibile ampio e ordinato sulla sua complessità.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Gli episodi, che alternano le voci di docenti, personale tecnico-amministrativo e componente studentesca del DiSSGeA, prevedono anche la partecipazione di esponenti della società civile, con l'intento di stimolare il dialogo tra mondo accademico e cittadinanza.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Teatro del Mondo è una grande sfida per il DiSSGeA: riuscire a raccontare il passato, il presente e il futuro dei cinque continenti in altrettanti episodi ci mette alla prova sulla nostra capacità di sintesi e di arrivare al pubblico non specializzato. Lo faremo con tante, interessanti voci e con la consapevolezza che le nostre discipline godono di grande attenzione da parte del pubblico»<span> </span><b>spiega Enrico Valseriati</b>, docente di Storia moderna, coordinatore del progetto Podcast e autore con <strong>Elena Moreni e Lidia Albertin </strong>della prima puntata di Teatro del Mondo.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">I cinque episodi del nuovo podcast "Teatro del Mondo" saranno disponibili a partire da maggio 2026 su Spreaker e su tutte le principali piattaforme.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><a href="https://vivaidissgea.unipd.it/il-giardino-delle-culture/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il Giardino delle Culture:</a></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Da mercoledì 27 a venerdì 29 maggio</b>, infine, l'appuntamento più atteso, quello con il Giardino delle Culture: in questa quarta edizione i linguaggi del teatro, della musica, del cinema declinano il tema<span> </span><i>Terrae</i><span> </span>in tre pomeriggi e tre serate, nel suggestivo cortile di Palazzo Luzzatto Dina e in Aula Magna. Le tre serate di eventi sono aperti a tutta la cittadinanza.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Vivai DiSSGeA è realizzato in collaborazione con: Conservatorio di Musica "C. Pollini" di Padova, Centro Internazionale Crocevia Onlus, Consorzio Bonifica Bacchiglione.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<h3 class="v1MsoNormal" align="center" style="text-align: left;">INCONTRI 2026 - programma da aprile a giugno</h3>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Giovedì 23 aprile – ore 17.00</b><span> </span>|<span> </span><i>La fregata Novara intorno al mondo</i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Museo di Geografia</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Martedì 5 maggio – ore 17.00</b><span> </span>|<span> </span><i>Passeggiata tra i graffiti antichi di Padova</i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Centro storico di Padova</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Martedì 12 maggio – ore 17.00</b><span> </span>|<span> </span><i>Le radici dell'Istituto secolare femminile delle Dimesse di Padova. Un terreno dove coltivare le giovani generazioni</i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Collegio Dimesse</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Martedì 30 giugno – ore 18.00</b><span> </span>|<span> </span><i>Abitare la terra oltre la dicotomia natura-cultura: le riserve della biosfera UNESCO</i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Museo di Geografia</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>“Àrdea. Memorie da un fiume” al Serra la poesia della Natura</title>
<link>https://www.italia24.news/Una-poetica-performance-al-femminile-sul-rapporto-tra-esseri-umani-e-Natura</link>
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<description><![CDATA[ Al Teatro Serra di Napoli “Ardea. Memorie da un fiume” performance ambientalista della Collettiva ImparaNoia Premio “In-Corti da Artemia”. Il 25 e 26 aprile in Via Diocleziano 316 ]]></description>
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<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 16:46:47 +0200</pubDate>
<dc:creator>Simona Pasquale</dc:creator>
<media:keywords>Teatro Serra di Napoli</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: black; mso-themecolor: text1;">Al <b>Teatro Serra</b> di <b>Napoli</b> </span><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">una performance sulla relazione tra essere umano e ambiente, vincitrice del <i>Premio “In-Corti da Artemia” 2025</i> promosso dall’omonimo spazio romano gemellato con la realtà flegrea. <b><span style="color: black; mso-themecolor: text1;">“Àrdea. Memorie da un fiume”</span></b><span style="color: black; mso-themecolor: text1;"> </span>una produzione <b>“Collettiva ImparaNoia”</b><span style="color: black; mso-themecolor: text1;"> con </span><b>Laura Casali</b>, <b>Lucia Fiorani</b> (scene), <b>Chiara Mirta Buono</b> (musiche), <b>Elisa Cardoso</b> (regia). Referente tecnica <b>Caterina Piotti</b>. <span style="color: black; mso-themecolor: text1;">Il <b>25</b> e <b>26 aprile</b> </span>(<i>sabato</i> ore <b>19:00</b>, <i>domenica</i> ore <b>18:00</b>) in <i>Via Diocleziano 316</i>. Info: <i>347.8051793</i>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">Alla foce del fiume una casa abbandonata abitata solo da un’anziana donna, viene lentamente sommersa dall’acqua che trascina con sé oggetti ed effetti personali, ricordi di una vita sul punto di disperdersi in mare. Il vero padrone di casa è adesso un Airone che si aggira incontrastato tra le rovine, mentre nel bacino fluviale si accumula tutto ciò che, nonostante il suo significato, è stato dimenticato e che la Natura integra, fino a rendere indistinguibile il confine tra antropico e naturale. Un limbo nel quale quattro animatrici creano, letteralmente davanti ai nostri occhi, le figure del racconto restituendo vita alle cose e plasmando un Eden della fine del mondo nel quale non le parole, ma il suono, evocando memorie, riveste grande importanza. Intanto, l’Airone – simbolo di rinascita – ha scelto il luogo nel quale costruire il proprio nido; una nuova casa per una nuova vita. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: #212121;">“Nel nostro lavoro, confluiscono e prendono forma<span style="letter-spacing: .05pt;"> </span>riflessioni ed urgenze individuali e collettive </span><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">messe in scena attraverso un processo orizzontale che investe drammaturgia e allestimento tecnico e scenografico” dicono le artiste, che hanno fondato il gruppo nel 2024 a Piacenza, durante il corso di Animateria del “Teatro Gioco Vita” per condividere la voglia di interrogarsi sul futuro.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">“Àrdea. Memorie da un fiume</span></b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">” <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">scritto da Collettivo ImparaNoia <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">regia, Elisa Cardoso <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">animatrici, Chiara Mirta Buono, Elisa Cardoso, Laura Casali, Lucia Fiorani<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">scene, Lucia Fiorani<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">musiche originali, Chiara Mirta Buono <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">referente tecnica, Caterina Piotti <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">sabato 25 aprile 2026, ore 19:00 <o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">domenica 26 aprile 2026, ore 18:00 </span></b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoFooter" style="text-align: justify;"><b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: black; mso-themecolor: text1;">Contatti</span></b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: black; mso-themecolor: text1;">: </span><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"><a href="mailto:teatroserra@gmail.com"><span style="color: black; mso-themecolor: text1;">teatroserra@gmail.com</span></a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>“Anagnorisis” al Teatro Serra la rivelazione femminile nel mito</title>
<link>https://www.italia24.news/Un-m-anifesto-sulla-ricerca-identitaria-del-femminile-contemporaneo</link>
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<description><![CDATA[ Al Teatro Serra di Napoli “Anagnorisis”, rivelazione femminile di Francesca Esposito. Una produzione “Teatro nudo” con Adriana D’Agostino e Anna Bocchino. Dal 17 al 19 aprile, in Via Diocleziano 316 ]]></description>
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 01:29:19 +0200</pubDate>
<dc:creator>Simona Pasquale</dc:creator>
<media:keywords>Teatro Serra di Napoli</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: black; mso-themecolor: text1;">Debutta al <b>Teatro Serra</b> di <b>Napoli</b> <b>“Anagnorisis”</b>, manifesto femminile sulla ricerca identitaria alla luce dei miti, scritto e diretto da <b>Francesca Esposito</b>. Una produzione <i>“Teatro Nudo”</i> con <b>Adriana D’Agostino</b> e <b>Anna Bocchino</b>. Foto di scena <b>Francesco D’Ambrosio</b>. </span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">In <i>Via Diocleziano 316</i><span style="color: black; mso-themecolor: text1;">, dal <b>17</b> al <b>19 aprile</b> (<i>venerdì</i></span> e <i>sabato</i> ore <b>21:00</b>, <i>domenica</i> ore <b>18:00</b>). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: black; mso-themecolor: text1;">In greco l’Anagnorisis è ‘la rivelazione’, l’istante in cui qualcosa si mostra per ciò che è, e non può più essere ignorata. “Come donne siamo sempre alla ricerca di una nostra identità ma, non sentendoci rappresentate da nessun personaggio antico, abbiamo deciso di raccontare la nostra indagine sull’unità nella molteplicità, simboleggiata dagli specchi” dice la drammaturga che propone un percorso onirico, ambientato in uno spazio scenico composto da frammenti di specchio, superfici spezzate che moltiplicando le visioni, creano un paesaggio mentale abitato da due figure, altrettante parti di una stessa donna, impegnate in un processo metateatrale che ripropone, destrutturando, le storie delle eroine tragiche: <i>Arianna</i>, <i>Medea</i>, <i>Ifigenia</i> fino a <b>Dafne</b> e <b>Antigone</b> corpo trasfigurato per sottrarsi alla violenza l’una, incarnazione della disobbedienza l’altra, ma anche emblema di un eroismo femminile che sembra possibile solo attraverso il sacrificio. Una riflessione sugli archetipi muliebri, le narrazioni e gli stereotipi che ancora condizionano giudizi, pensieri e possibilità che trasforma il riconoscimento tragico, in un atto di consapevolezza critica. Il cammino di una coscienza che tenta di decifrare e contestare i modelli ereditati, in cui il Mito non appare – non è – una eco del passato, ma un dispositivo ancora attivo che alimenta le forme, esplicite o sotterranee della violenza simbolica e culturale.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: black; mso-themecolor: text1;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">“Anagnorisis”</span></b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"> <span style="color: black; mso-themecolor: text1;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">testo e regia Francesca Esposito<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">con Adriana D’Agostino e Anna Bocchino <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">foto di scena, Francesco D’Ambrosio <span style="mso-spacerun: yes;">  </span><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">produzione, Teatro Nudo <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">venerdì 17 aprile 2026 ore 21:00 <o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">sabato 18 aprile 2026 ore 21:00 <o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">domenica 19 aprile 2026 ore 18:00 </span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">Contatti</span></b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">: <a href="mailto:teatroserra@gmail.com">teatroserra@gmail.com</a></span></p>
<p class="MsoFooter" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"><o:p> </o:p></span></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Al Teatro Serra la satira di René de Obaldia</title>
<link>https://www.italia24.news/Due-donne-mettono-in-scena-una-divertente-e-grottesca-commedia-dell%E2%80%99assurdo</link>
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<description><![CDATA[ Al Teatro Serra di Napoli “Les confidences entre Julie et la madame” ispirato a René de Obaldia. Con Salvatore Amabile e Antonio Musella. Regia Davide Rossetti. Dal 10 al 12 aprile, in Via Diocleziano 316 ]]></description>
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 00:34:20 +0200</pubDate>
<dc:creator>Simona Pasquale</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span style="font-size: 16pt;">Con <b>“Les confidences entre Julie et la madame”</b> <b>dialogo impossibile a due voci folli</b>, approda al <b>Teatro Serra</b> di <b>Napoli</b> una satira dell’assurdo, liberamente ispirata a <i>“Le défunt”</i> di <i>René de Obaldia</i>. Una produzione <i>“Il nudo dell’anima”</i> per la regia di <b>Davide Rossetti</b> con <b>Salvatore Amabile</b> e <b>Antonio Musella</b>. A <i>Fuorigrotta</i>, in <i>Via Diocleziano 316</i> dal <b>10</b> al <b>12 aprile</b> (<i>venerdì</i> ore <b>21:00</b>, <i>sabato</i> ore <b>19:00</b>, <i>domenica</i> ore <b>18:00</b>). </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Rappresentato per la prima volta nel 1957 al <i>“Theatre de Lutece”</i> di Parigi, lo spettacolo racconta l’incontro tra due donne (qui interpretate da due uomini): <b>Julie</b> e <b>Madame de Grampon</b>, moglie e amante del compianto <b>Vittorio</b>. “Ho sempre rifuggito l’idea di assegnare un genere preciso ai personaggi, pertanto non è uno spettacolo di drag queens, ma un’opera in cui due uomini si cimentano con autoironia in un ruolo diverso” dice il regista. Tra le due si sviluppa un dialogo surreale che culmina in un delirio poetico durante il quale l’amante, ancora morbosamente legata ai propri ricordi, scopre con sconcerto – e dalla moglie in persona! – vizi e malefatte sconosciute del suo innamorato; un crescendo di aneddoti al termine del quale, si danno appuntamento al giorno successivo per ripetere, ossessivamente, la stessa grottesca mascherata. Finché un colpo di scena mette in discussione la loro stessa identità e il senso di quanto accaduto, in un gioco di compiacimento del dolore in cui l’elemento maschile accentua i toni tragicomici. Il ritorno alla realtà delle protagoniste avviene attraverso il linguaggio polemico contemporaneo, dalle parole svuotate di ogni senso comunicativo, che nasconde il bisogno di cercare una continuità tra vita e morte, simbolicamente affidata a danze mistiche di terre lontane. </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span lang="EN-US" style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif; mso-ansi-language: EN-US;">“Les confidences entre Julie et la madame”<o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">di René de Obaldia<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">con Salvatore Amabile e Antonio Musella <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">regia e coreografie, Davide Rossetti <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">produzione “Il nudo dell’anima” <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">venerdì 10 aprile 2026 ore 21:00 <o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">sabato 11 aprile 2026 ore 19:00 <o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">domenica 12 aprile 2026 ore 18:00</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">Info: <i><a href="mailto:teatroserra@gmail.com">teatroserra@gmail.com</a></i> </span></b></p>
<p class="MsoFooter" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;"><o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>“Il Re scugnizzo” al Teatro Serra in scena gli allievi</title>
<link>https://www.italia24.news/Un-grande-classico-rivisitato-dagli-allievi-professionisti-della-Scuola-di-Teatro</link>
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<description><![CDATA[ “Il Re scugnizzo” una produzione del Teatro Serra di Napoli, che rivisita Victor Hugo in chiave di commedia musicale. In scena nelle fine settimana 20-22 e 27-29 marzo a Fuorigrotta, in Via Diocleziano 316 ]]></description>
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<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 00:29:54 +0100</pubDate>
<dc:creator>Simona Pasquale</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Avenir Light',sans-serif;">Una <span style="color: black;">favola che </span>ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui il <b>Patrocinio Morale dell’Assessorato all’Educazione ed ai rapporti Interistituzionali del Comune di Napoli</b>, per il suo <b>Alto Valore Pedagogico e Istruttivo</b>. È <b>“Il Re scugnizzo”</b> una rivisitazione del <i>“Gobbo di Notredame”</i> scritta e diretta da <b>Mauro Palumbo</b> che trasforma il capolavoro di <i>Victor Hugo</i> in una commedia musicale ambientata nella <b>Napoli del XVIII secolo</b> fatta di tradizioni, canti, povertà e orgogliosa dignità. In scena al <b>Teatro Serra</b> di<i> Fuorigrotta</i>, in <i>Via Diocleziano 316</i>, per due fine settimana consecutive, <b>dal 20 al 22</b> e <b>dal 27 al 29 marzo</b> (<i>venerdì</i> ore <b>21:00</b>, <i>sabato</i> ore <b>19:00</b>, <i>domenica</i> ore <b>18:00</b>) rappresenta il secondo appuntamento della stagione con gli allievi del Laboratorio, che coinvolge anche i ragazzi più giovani e gli attori professionisti della Scuola. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Avenir Light',sans-serif;">Con <b>Carmine De Luca</b> (Quasimodo), <b>Fortuna Galdieri</b> (Pulcinella), <b>Pietro Tammaro</b> (San Gennaro), <b>Umberto Natale</b> (Sant’Antonio), <b>Mariangela Varriale</b> (Santa Lucia), <b>Roberto Scarpati</b> (Febo), <b>Mauro Palumbo</b> (Frollo), <b>Sara Paesano</b> (‘a Smeralda), <b>Antonella Ciliberti</b>, <b>Lucia D’Alessio</b>, <b>Nuzzy Romano</b>, <b>Silvia Catuogno</b> (lazzare), <b>Vittorio Ariante</b> e <b>Diego Esposito</b> (guardie). Coreografie, <b>Martina Miglino</b>. Corpo di ballo: <b>Angela Cangiano</b>, <b>Anna Corcione</b>, <b>Francesca Paviciulli</b>, <b>Fabiana Palumbo</b>, <b>Marzia Fraia</b>, <b>Penelope Vilardi</b>. Costumi <b>Sandra Banco</b>. Musiche originali a cura de <b>“I Villanella”</b> composte da <b>Sergio Carleo</b> e arrangiate da <b>Patty Marotta</b> e <b>Francescopaolo Perreca</b>. Aiuto regia <b>Diego Esposito</b>. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Avenir Light',sans-serif;">Una commedia che si spinge oltre i luoghi comuni, gli scenari familiari ed i volti noti, per andare a curiosare tra le pieghe meno visibili della Storia. Nel <i>1759</i> <b>Carlo di Borbone</b> lasciò Napoli per succedere al trono di Spagna al posto del fratello defunto, affidando il Regno e il figlio <b>Ferdinando IV</b>, di soli otto anni, al <i>Consiglio di Reggenza</i>. Tuttavia, il legittimo erede era un altro: le cronache del tempo ci raccontano di un principe, il primogenito di <i>Carlo</i> e <b>Maria Amalia di Sassonia</b>, escluso dal governo a causa delle sue precarie condizioni di salute mentale (oggi si pensa che si trattasse di autismo), ma quanti segreti si celano dietro una Corte… e questa è la storia di un uomo vissuto nell’oscurità. Il suo nome è <b>Quasimodo</b>, fratello di Ferdinando nato pochi anni prima storpio e malformato. Un “incidente” rapidamente nascosto facendo credere che il bambino sia nato morto, invece verrà segregato a vita nel Duomo di Napoli e affidato, in cambio dell’investitura a Cardinale e di numerosi altri privilegi, alla custodia dello spietato e potente usuraio <b>Frollo</b>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Avenir Light',sans-serif;"><o:p></o:p></span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Avenir Light',sans-serif;">Passano gli anni. È il 19 settembre 1767, giorno di San Gennaro e la città si prepara a festeggiare il Santo Patrono. Depresso, isolato dal mondo, logorato dalla solitudine Quasimodo cerca conforto presso i suoi unici “amici”, le esilaranti ed immaginifiche statue dei Santi <i>Gennaro</i>, <i>Antonio</i> e <i>Lucia</i> che lo spronano a disobbedire agli ordini e unirsi alla festa dove incontrerà <b>‘a Smeralda</b>, giovane e bellissima <i>lazzara</i>, contesa dal capo delle guardie <b>Febo</b> e dallo stesso <i>Frollo</i>, ossessionato dalla ragazza al punto da metterne a repentaglio la vita. Riuscirà il nostro protagonista a salvare la bella popolana? Di certo le leggende a metà tra mito e realtà raccontano che, grazie all’onore conquistato dal mostro <i>“scugnato c’o pizzo”</i> – sdentato con la gobba – da quel giorno i figli di Napoli saranno orgogliosamente chiamati <b>“Scugnizzi”</b>. <o:p></o:p></span><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Avenir Light',sans-serif;"><o:p></o:p></span></b></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>48 Ore Flegrea A Pozzuoli per la proclamazione</title>
<link>https://www.italia24.news/48-ore-flegrea-a-pozzuoli-per-la-proclamazione</link>
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<description><![CDATA[ Proclamati I finalisti del Festival Corto Flegreo ]]></description>
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<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 14:54:44 +0100</pubDate>
<dc:creator>Gaia Moschetti</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>48 Ore Flegrea a Pozzuoli: proclamati i finalisti del Festival Corto Flegreo </p>
<p>Il 18 febbraio, presso l’Hotel Gli Dei di Pozzuoli, si è tenuta la prima edizione della 48 Ore Flegrea, il contest cinematografico lanciato dal Festival Corto Flegreo.</p>
<p>L’iniziativa, che celebra talento, creatività e territorio nei Campi Flegrei, consiste nella realizzazione di cortometraggi in 48 ore.</p>
<p>Cinque i team coinvolti che hanno raccontato attraverso il cinema la forza evocativa e culturale dei Campi Flegrei.</p>
<p>A valutare i cortometraggi c'è stata una giuria d'eccezione composta dal critico cinematografico Francesco Della Calce (Presidente di Giuria), dall’attore Giovanni Esposito, dalla fotografa Anna Camerlingo e dalle attrici Benedetta Valenzano e Miriam Candurro.</p>
<p>Tre finalisti parteciperanno al Festival Corto Flegreo in programma a settembre, in cui durante la serata di premiazione sarà annunciato il team vincitore.</p>
<p>I cortometraggi finalisti:</p>
<p>“Resto qui” – Team Lego</p>
<p>“Chi di quest’acqua beve” – Team La Paz</p>
<p>“Storie dimenticate” – Team Lafcadio</p>
<p>Menzione speciale per:</p>
<p>“Quattro cuori” – Team Reel Love Tribe</p>
<p>"Eneics” – Team Nesis</p>
<p>Tutti i team hanno ricevuto un attestato di partecipazione e una medaglia, per premiare il coraggio, il talento e la passione per il cinema.</p>
<p>La direttrice del Festival, l’avvocato Maria Grazia Siciliano:</p>
<p>«Mi hanno commosso ed emozionato. Questi cortometraggi dimostrano quanto la magia del cinema possa essere uno strumento potente di comunicazione e sensibilizzazione. Il potere evocativo delle location è fondamentale: le opere realizzate valorizzano in modo eccellente i Campi Flegrei, la mia terra».</p>
<p>Un ringraziamento particolare è andato al Parco Archeologico dei Campi Flegrei, che sostiene il progetto e la visione culturale del Festival.</p>
<p>Una rete territoriale per promuovere Pozzuoli e i Campi Flegrei</p>
<p>Significativa anche la partecipazione di Federalberghi e Campi Flegrei Active, che hanno ospitato alcuni team, contribuendo a rafforzare il legame tra cinema, turismo e promozione territoriale.</p>
<p>Al termine dell’evento, Liberass APS ha brindato al futuro e alle prossime edizioni della 48 Ore Flegrea con un simbolico primo taglio della torta, suggellando un’iniziativa che punta a rendere Pozzuoli e i Campi Flegrei sempre più centrali nel panorama culturale e cinematografico.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Festival Internazionale Cinematografico Corto flegreo 2026</title>
<link>https://www.italia24.news/festival-internazionale-cinematografico-corto-flegreo-2026</link>
<guid>https://www.italia24.news/festival-internazionale-cinematografico-corto-flegreo-2026</guid>
<description><![CDATA[ Si è tenuta il 5 febbraio 2026 la conferenza stampa di presentazione della 6a edizione del Festival Internazionale Cinematografico Corto flegreo 2026 e della 1a edizione di &quot;corto Flegreo - 48 Ore per Creare un&#039;Idea&quot; ]]></description>
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<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 17:33:37 +0100</pubDate>
<dc:creator>Gaia Moschetti</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il 5 febbraio 2026 presso Palazzo Migliaresi, sul Rione Terra a Pozzuoli, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della 6a edizione del Festival Internazionale Cinematografico Corto flegreo 2026 e della 1a edizione di "corto Flegreo - 48 Ore per Creare un'Idea", il nuovo contest dedicato ai giovani che intendono affacciarsi al mondo del cinema.</p>
<p>Corto Flegreo ormai è un punto di riferimento per chi vuole fare cinema e si conferma come uno degli appuntamenti più attesi dell'anno sia dal punto di vista regionale che nazionale. </p>
<p>Questa manifgestazione nasce da un'idèa dellìAvv. Maria Grazia Sicialiano e dall'amore per il cinema, la cultura e i Campi Flegrei, Terra del Mito, un territorio che custodisce un'inestimabile patrimonio artistico, storico, naturalistico e archeologico. L'evento promosso da Liberass A.P.S., racconta attraverso la magia del cinema la maestosità e l'unicità di questo territorio. </p>
<p>Lo scopo è non solo dare vita a racconti ambientati in questo territorio ma offrire anche uno spazio creativo permanente che possa coniugare cultura, formazione e promozione territoriale.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>“Amore positivo” al Teatro Serra la vita oltre la malattia</title>
<link>https://www.italia24.news/Un-amore-salvifico-che-cambia-la-vita-contro-stigmi-e-pregiudizi</link>
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<description><![CDATA[ Dal 06 all&#039;08 Febbraio va in scena “Amore positivo”: l’amore, la vita e la malattia in una pièce di e con Alessio Palumbo, finalista nel 2024 al Premio “Serra-Campi Flegrei” ]]></description>
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<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 18:33:06 +0100</pubDate>
<dc:creator>Simona Pasquale</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span style="font-size: 14pt;">Un grido di resistenza oltre lo stigma. É <b>“Amore positivo”</b> una produzione <i>“La nuova Comune”</i> di e con <b>Alessio Palumbo</b>, anche autore delle musiche, finalista nel 2024 del Premio <i>“Serra-Campi Flegrei”</i> con la versione breve. Un evento di Teatro Civile in scena dal <b>6</b> all’<b>8 febbraio</b> (<i>venerdì</i> e <i>sabato </i>ore <i>21.00</i>, <i>domenica</i> ore <i>18.00</i>) al <b>Teatro Serra</b> di <b>Napoli</b>, in <i>Via Diocleziano 316</i>, che accoglierà il pubblico con la mostra della </span><span style="font-size: 14pt;">poetessa <b>Ilenia A. Sicignano</b> e del gruppo di artisti bolognesi </span><b><span style="font-size: 14pt;">“I conigli bianchi”</span></b><span style="font-size: 14pt;">. <i> </i></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Un giovane uomo è in attesa davanti un ambulatorio, tormentando nervosamente con le mani il lungo filo di kevlar attorcigliato ai suoi fianchi, mentre si confida con i presenti, parlando senza inibizioni. È sieropositivo all’HIV dice, raccontando la vita prima della diagnosi: l’infanzia in una famiglia cattolica, la vita convulsa e frenetica tra Milano e Napoli, l’insoddisfazione, l’alienazione, il vuoto emotivo, le relazioni superficiali. Infine le analisi e la sentenza, inizio di un cammino personale che lo conduce ad una nuova prospettiva sulla malattia, non più condanna, ma sprone per un’esistenza rinnovata, che smantelli il pregiudizio sui corpi divisi in “sani” e “disabili”. Una dicotomia esplicitata fin dal titolo: “positivo” è il riscontro clinico, ma lo è anche l’amore taumaturgico. Come quello della donna che non l’ha mai abbandonato e che lui aspetta per condividerne il destino. Qualunque esso sia. E da insopportabile vincolo, il filo si tramuta in legame indissolubile e ancora di salvezza. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">“È un testo tratto dalla realtà; parla di un virus dalle drammatiche statistiche epidemiologiche, pur non essendo più mortale; degli stereotipi sulla salute nella società della performance e di un amore salvifico” dice l’autore. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><b><span style="font-size: 14pt;">“Amore Positivo”</span></b><span style="font-size: 14pt;"> <b><o:p></o:p></b></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">testo, regia, interpretazione e musiche d’allestimento, Alessio Palumbo <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">poesie, Ilenia A. Sicignano <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">mostra, I conigli bianchi <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">produzione, La nuova Comune <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><b><span style="font-size: 14pt;">venerdì 6 febbraio 2026, ore 21:00 <o:p></o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><b><span style="font-size: 14pt;">sabato 7 febbraio 2026, ore 21:00 <o:p></o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Garamond',serif;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;">domenica 8 febbraio 2026, ore 18:00</span><span style="mso-spacerun: yes;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"> </span> </span><o:p></o:p></span></b></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Sesto Premio Nazionale “Serra&#45;Campi Flegrei”. Aperto il bando</title>
<link>https://www.italia24.news/sesto-premio-nazionale-serra-campi-flegrei-aperto-il-bando</link>
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<description><![CDATA[ È aperto il bando della sesta edizione del Premio Nazionale “Serra-Campi Flegrei” nell’arte del monologo, rivolto ad Attori e Autori. Iscrizioni fino a venerdì 6 marzo 2026. Finale lunedì 5 ottobre 2026. ]]></description>
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<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 18:04:27 +0100</pubDate>
<dc:creator>Simona Pasquale</dc:creator>
<media:keywords>Teatro Serra Napoli Campi Flegrei Premio_Serra_CampiFlegrei</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span style="font-size: 16pt; color: black;">Con il nuovo anno si apre il bando del <b>Premio Nazionale “Serra-Campi Flegrei” </b><i>alla vocazione teatrale nella disciplina del monologo breve</i><b> </b>giunto alla <b>sesta edizione</b>. Indetto dal <b>Teatro Serra</b> e patrocinato dalla <b>Città di Napoli</b>, si rivolge ad artisti professionisti e non, senza limiti d’età. Due le sezioni di concorso: <b>Attrici/Attori</b> e <b>Autrici/Autori</b>. Incartamento disponibile su <b>dramma</b>.it e <b>sipario.it</b>. </span><span style="font-size: 16pt; color: black;">Iscrizioni fino a<b> venerdì 6 marzo 2026</b>. <i> </i></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span style="font-size: 16pt; color: black;">“Negli anni il Premio ha permesso la nascita di nuovi spettacoli, ospitati nelle nostre Stagioni, confermandosi un potente strumento di scoperta e valorizzazione dei talenti – dicono i direttori artistici <b>Pietro Tammaro</b> a <b>Mauro Palumbo</b> – </span><span style="font-size: 16pt; color: #0d0d0d; background: white;">Per noi è un incontro con il futuro della drammaturgia: le nuove scritture, i nuovi volti, le nuove storie che meritano di essere viste e sostenute. Perché il teatro è vivo solo quando c’è chi lo ascolta”. </span><span style="font-size: 16pt; color: black;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span style="font-size: 16pt; color: black;">Le audizioni, che si svolgeranno tra <b>aprile</b> e <b>maggio 2026</b> presso la sede del teatro a <i>Fuorigrotta</i>, in <i>Via Diocleziano 316</i>, selezioneranno i<b> sette partecipanti</b> – quattro <i>Attori</i> e tre <i>Autori</i> – al</span><span style="font-size: 16pt; color: black;">la <b>Finale</b> di <b>lunedì 5 ottobre</b> durante la quale, </span><span style="font-size: 16pt; color: black;">una giuria di addetti ai lavori, critici e giornalisti assegnerà, per ciascuna categoria, un premio di <b>500 €</b> ed il <b>Premio Speciale</b>: un posto nel cartellone del <b>Centro Culturale Artemia</b> di <b>Roma</b>, gemellato con lo spazio flegreo. Sono ammessi testi della <b>lunghezza massima di 4 cartelle</b> e durata compresa tra <b>4 e 7 minuti</b> di qualsiasi genere e natura, in lingua italiana o in dialetto; gli <i>Autori</i> </span><span style="font-size: 16pt;">verranno premiati per il <i>miglior testo inedito</i> e gli <i>Attori</i>, per la <i>migliore performance dal vivo</i> </span><span style="font-size: 16pt; color: black;">di opere edite o inedite, tagliate, lavorate, stravolte di scrittore conosciuto o meno. L’iscrizione prevede il versamento di<b> 40 €</b> per le spese di segreteria.</span></span><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif; color: black; mso-themecolor: text1; mso-ansi-language: IT;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"> La partecipazione ad entrambe le sezioni, versando un’unica quota, è possibile solo se il copione in gara è interpretato da chi l’ha scritto; diversamente ad ogni artista e classe di concorso, corrisponde una quota.</span><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><b><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; color: black; mso-themecolor: text1; mso-ansi-language: IT;">Moduli d’iscrizione:</span></b><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; color: black; mso-themecolor: text1; mso-ansi-language: IT;"> <span style="mso-spacerun: yes;"> <strong><a href="http://dramma.it/">dramma.it</a></strong><span> e </span><strong><a href="http://sipario.it/">sipario.it</a></strong><span>.</span></span><o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Teatro Elicantropo: Ginestre di Elvira Buonocore  regia di Gennaro Maresca</title>
<link>https://www.italia24.news/teatro-elicantropo-ginestre-di-elvira-buonocore-regia-di-gennaro-maresca</link>
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<description><![CDATA[ GINESTRE è uno spettacolo di Elvira Buonocore, per la regia di Gennaro Maresca con Stefania Remino e Alessia Santalucia disegno luci Francesco O. De Santis, scenografia Sara Palmieri, costumi Siria Bossone, musiche Vincenzo Romano, assistente alle scene Alessandra Avitabile, realizzazione scene Paolo Iammarrone e Vincenzo Fiorillo. Produzione B.E.A.T. teatro. ]]></description>
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<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 16:45:37 +0100</pubDate>
<dc:creator>Gaia Moschetti</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span lang="it">Da giovedì 27 al 30 novembre 2025, al Teatro Elicantropo di Napoli va in scena <b><i>Ginestre </i></b><i>(</i>Produzione <b>B.<wbr>E.A.T. teatro</b>) di <b>Elvira Buonocore</b>, per la regia di <b>Gennaro Maresca.</b></span></p>
<p><span lang="it">Con protagoniste Stefania Remino e Alessia Santalucia, lo spettacolo </span><b><i><span lang="it">Ginestre</span></i></b><span lang="it"> è un viaggio poetico e feroce nel cuore della provincia italiana, tra detersivi e detriti, sorellanza e reclusione. Ispirato all’alluvione di Sarno del 1998, lo spettacolo intreccia memoria collettiva e fragilità individuale, trasformando il paesaggio in metafora emotiva. Al centro della storia, due donne, due sorelle, Consiglia e Felicia (detta Licia) che vivono </span><span lang="it">nel retrobottega del negozio di detersivi “Le Ginestre”. Donnine di età incerta, alternano attimi di vecchiaia a momenti di soave giovinezza. La vendita dei prodotti per la casa si fonde coi giochi di infanzia, coi gesti tipici dell’adolescenza. Tutto è vetrina e clausura.</span><span lang="it"></span></p>
<p><span lang="it">Chiuse nel retrobottega, le due protagoniste resistono a un mondo che frana, letteralmente e simbolicamente. I loro gesti quotidiani si mescolano a riti familiari ossessivi, in un tempo che si dilata tra infanzia e vecchiaia, tra gioco e tragedia.</span></p>
<p><span lang="it">È l'asprezza di un luogo chiuso che prova a fare i conti con la modernità senza mai riuscirci, è il peso di un tempo fermo, di un'aria strana come quella prima di una frana. È l'epopea di una resistenza.</span></p>
<p><span lang="it">«Ginestre – commenta Maresca - è il tentativo poetico di fare memoria, di considerare la persona quale testimone di tempo e di spazio. Spazio rubato, dismesso, violentato. Spazio reale, del corpo; spazio emotivo, dello spirito. Ognuno in continua espansione. Grotteschi e struggenti segni di passaggio»</span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span lang="it"> </span></p>
<p><span lang="it">Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Elicantropo di Napoli (Vico Gerolomini, 3)  dal 27 al 29 novembre alle ore 20.30, mentre la replica della domenica 30 novembre alle ore 18.00.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>“Gabriele D’Annunzio – Una vita inimitabile”, con Edoardo Sylos Labini protagonista, conquista Madrid</title>
<link>https://www.italia24.news/gabriele-dannunzio-una-vita-inimitabile-con-edoardo-sylos-labini-protagonista-conquista-madrid</link>
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<description><![CDATA[ Un viaggio tra arte, poesia e passione ]]></description>
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<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 22:41:42 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dopo il successo su <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Rai 3</span> e <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">RaiPlay</span>, lo spettacolo <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Gabriele D’Annunzio – Una vita inimitabile”</em> approda con entusiasmo anche in <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Spagna</span>, all’<span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Istituto Italiano di Cultura di Madrid</span>.</p>
<h3><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="24">Un viaggio tra arte, poesia e passione</span></h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dalla <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nave Puglia del Vittoriale degli Italiani</span>, <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Edoardo Sylos Labini</span>, accompagnato dalle suggestive musiche di <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sergio Colicchio</span>, guida lo spettatore in un viaggio emozionante alla scoperta di <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">uno dei personaggi più affascinanti della storia e della letteratura italiana: Gabriele D’Annunzio</span>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lo spettacolo ripercorre l’ascesa del Vate:</p>
<ul>
<li data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">dagli esordi nel <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">periodo romano</span>, quando giovanissimo lotta per affermarsi,</li>
<li data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">fino agli ultimi anni al <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Vittoriale</span>, dove trasforma la propria vita in un vero e proprio museo dell’anima.</li>
</ul>
<h3><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="24">Gli amori e le opere del Vate</span></h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">C’è spazio per i suoi <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">amori tormentati</span>, da quello con la moglie <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Maria Hardouin</span> alla passione intensa per <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Eleonora Duse</span>.<br>Ma anche per la <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">politica</span>, la <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">poesia</span> e la <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">letteratura</span>, con riferimenti ai capolavori <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Il Piacere”</em>, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“La Pioggia nel Pineto”</em>, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Notturno”</em> e ai celebri <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">carteggi con Eleonora Duse</span> — testimonianza di un uomo che fece della propria esistenza <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un’opera d’arte inimitabile</span>.</p>
<p><strong><span data-originalfontsize="1.5rem" data-originalcomputedfontsize="24">Uno spettacolo tratto da “Inimitabili” di Rai Cultura</span></strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Gabriele D’Annunzio – Una vita inimitabile”</em> è tratto dal programma di <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Rai Cultura</span> firmato da <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Edoardo Sylos Labini</span> e <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Angelo Crespi</span>, intitolato <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Inimitabili”</em>.<br>Un format che racconta le vite straordinarie di grandi italiani che hanno lasciato un segno indelebile nella cultura del nostro Paese.</p>
<h3><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="24">Successo a Madrid</span></h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Grazie alla sensibilità e alla direzione di <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Elena Fontanella</span>, direttrice dell’<span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Istituto Italiano di Cultura di Madrid</span>, lo spettacolo di Sylos Labini ha incontrato <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un pubblico entusiasta</span>.<br>È stato un momento di <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">arte, condivisione e convivialità</span>, che anche all’estero ha saputo far brillare <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un testo e un artista unici e inimitabili</span>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Frankenstein 2025: La carne, la colpa e la compassione</title>
<link>https://www.italia24.news/frankenstein-2025-la-carne-la-colpa-e-la-compassione</link>
<guid>https://www.italia24.news/frankenstein-2025-la-carne-la-colpa-e-la-compassione</guid>
<description><![CDATA[ Guillermo del Toro reinventa il mito di Shelley: un poema visivo sulla nostra umanità ]]></description>
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<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 20:11:38 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Italia24 News</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span>C’è un momento, a metà del film, in cui la creatura di Jacob Elordi osserva il proprio volto riflesso nell’acqua. Non urla, non fugge. Lo contempla, come farebbe un bambino che non riconosce ancora se stesso. In quell’istante, <strong>Guillermo del Toro</strong> riassume tutto il suo cinema: la paura non è mai mostruosa, ma profondamente umana.</span></p>
<p>Con <a href="https://www.netflix.com/tudum/articles/frankenstein-guillermo-del-toro-release-date-cast-photos?utm_source=italia24.news" target="_blank" rel="noopener">Frankenstein 2025</a> il regista messicano torna alla radice del mito gotico per trasformarlo in una tragedia sull’abbandono, la paternità e la colpa. È il film che inseguiva da trent’anni, “il mio sogno più vecchio”, ha detto lui stesso a <a href="https://www.vanityfair.com/hollywood/story/frankenstein-monster-jacob-elordi-guillermo-del-toro-oscar-isaac?utm_source=italia24.news" target="_blank" rel="noopener">Vanity Fair</a> , e si sente: ogni fotogramma vibra della sua ossessione per le creature incompresse e per l’amore impossibile tra chi crea e chi distrugge.<br><span></span></p>
<h3>La tragedia di chi vuole essere Dio<br><span></span></h3>
<p><strong>Oscar Isaac, </strong>nei panni di Victor Frankenstein, restituisce un dottore meno scienziato e più sacerdote della modernità, divorato dal desiderio di comprendere la vita e condannato dalla sua stessa ambizione. Del Toro lo filma come un Prometeo barocco, circondato da una scenografia che pare un organismo vivente: laboratori immersi nella nebbia, tubi pulsanti come vene, luci calde che fendono l’oscurità del peccato.<br><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p>La fotografia di <strong>Dan Laustsen</strong> (già collaboratore del regista in <em>La forma dell’acqua</em>) ricrea una bellezza decadente e tattile, dove il terrore non è dato dall’ombra ma dalla luce che la rivela. È un gotico viscerale, più vicino a <em>Cronos</em> che a <em>Blade II</em>, un’opera di carne e compassione.</p>
<h3>Il mostro che diventa uomo<br><span></span></h3>
<p><strong>Jacob Elordi</strong> sorprende: lontano dall’archetipo del gigante balbettante, la sua creatura è fragile, quasi infantile. Del Toro ribalta il paradigma: il vero mostro è l’uomo che rifiuta la propria creazione, non chi nasce deforme ma chi sceglie l’indifferenza.<br><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p>Nelle sue mani, Frankenstein diventa un dramma quasi religioso sulla responsabilità morale del creatore, un tema che risuona oggi più che mai, in un’epoca di intelligenze artificiali e di esperimenti genetici al confine dell’etica.<br><span></span></p>
<h3>L’estetica del sentimento</h3>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p>La messa in scena è sontuosa ma mai autoreferenziale. Del Toro dosa poesia e orrore, alternando momenti di puro lirismo a scatti di brutalità improvvisa.</p>
<p><span>Le musiche di <strong>Alexandre Desplat</strong> amplificano la malinconia del racconto, e Mia Goth, nel ruolo di Elizabeth, offre un contrappunto delicato e tragico, simbolo dell’amore impossibile tra vita e morte.</span></p>
<p>Ogni scelta registica, dal ritmo ipnotico ai silenzi sospesi, suggerisce una domanda: che cosa resta dell’uomo quando sfida Dio e fallisce?<br><span></span></p>
<h3>Un film di redenzione</h3>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p>Frankenstein 2025 non è un horror nel senso classico, ma un’opera densa, filosofica, intima.</p>
<p><span>A differenza delle versioni hollywoodiane precedenti, questa creatura non chiede di essere temuta: chiede di essere compresa. E nel farlo, del Toro ci mette davanti allo specchio più sincero del nostro tempo.</span></p>
<p>Chi si aspetta il brivido puro troverà una meditazione visiva sulla solitudine. Chi invece cerca il cuore dentro il mostro uscirà dal cinema in silenzio, con una consapevolezza nuova sulla bellezza della vita. <br><span></span></p>
<h3><span>La pagella di Italia 24</span></h3>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" style="border-collapse: collapse; border-spacing: 0px; border-style: solid;" border="1">
<tbody>
<tr>
<td valign="middle">
<p><span>Aspetto</span></p>
</td>
<td valign="middle">
<p><span>Valutazione</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">
<p><span>Regia</span></p>
</td>
<td valign="middle">
<p><span>⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Visionaria e intima, del Toro al suo apice</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">
<p><span>Interpretazioni</span></p>
</td>
<td valign="middle">
<p><span>⭐️⭐️⭐️⭐️ Isaac intenso, Elordi sorprendente</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">
<p><span>Fotografia</span></p>
</td>
<td valign="middle">
<p><span>⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Barocca, sensuale, carica di simbolismo</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">
<p><span>Colonna sonora</span></p>
</td>
<td valign="middle">
<p><span>⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Desplat intreccia malinconia e meraviglia</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">
<p><span>Sceneggiatura</span></p>
</td>
<td valign="middle">
<p><span>⭐️⭐️⭐️⭐️ Fedele a Shelley, ma attuale e poetica</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3><span>Valutazione finale:</span></h3>
<p>Un capolavoro gotico e morale, dove l’orrore diventa compassione e la morte si fa poesia.<br><span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ildar Abdrazakov escluso dal Don Giovanni al Filarmonico di Verona</title>
<link>https://www.italia24.news/ildar-abdrazakov-escluso-dal-don-giovanni-al-filarmonico-di-verona</link>
<guid>https://www.italia24.news/ildar-abdrazakov-escluso-dal-don-giovanni-al-filarmonico-di-verona</guid>
<description><![CDATA[ Il basso russo fuori dal cast dopo un appello della Fondazione Navalny: il caso divide mondo culturale e politico ]]></description>
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<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 12:32:50 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Italia24 News</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span>La Fondazione Arena di Verona ha reso noto con una <a href="https://www.arena.it/magazine/news/abdrazakov-non-si-esibira-al-teatro-filarmonico-di-verona-nel-2026/" target="_blank" rel="noopener">comunicazione ufficiale molto stringata</a> che il celebre basso russo <strong>Ildar Abdrazakov </strong>non parteciperà alla produzione del <strong>Don Giovanni</strong> di Wolfgang Amadeus Mozart, in programma al <strong>Teatro Filarmonico di Verona dal 18 al 25 gennaio 2026.</strong></span></p>
<p><span>La notizia, riportata da diverse testate, ha immediatamente acceso il dibattito sul rapporto tra arte, politica e libertà di espressione.<br></span><span></span></p>
<h3><span>Motivazioni e contesto</span><span></span></h3>
<p><span>La decisione è arrivata dopo un appello pubblico della Anti-Corruption Foundation, l’organizzazione fondata da Alexei Navalny, che aveva chiesto alla Fondazione Arena di Verona di cancellare la partecipazione di Abdrazakov, accusandolo di vicinanza al presidente Vladimir Putin e di ricoprire incarichi culturali in istituzioni della Crimea annessa.</span></p>
<p><span>Secondo quanto riportato dal <a href="https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/verona/cultura-e-tempo-libero/25_novembre_06/ildar-abdrazakov-il-baritono-russo-considerato-vicino-a-putin-non-si-esibira-nel-don-giovanni-a-verona-il-ministro-giuli-approvo-10176353-59b1-469c-b228-622367b5axlk.shtml" target="_blank" rel="noopener">Corriere del Veneto</a>, il ministro della Cultura Alessandro Giuli avrebbe espresso apprezzamento per la scelta della Fondazione Arena, dichiarando che «le arti russe sono benvenute in Italia quando rappresentano dialogo, non propaganda».</span></p>
<h3>L’artista e la sua carriera<br><span></span></h3>
<p>Nato a Ufa nel 1976, Abdrazakov è considerato uno dei bassi più autorevoli della sua generazione. Ha calcato i palcoscenici del Metropolitan Opera di New York, del Teatro alla Scala e del Bolshoi di Mosca, collaborando con direttori come Muti, Gergiev e Barenboim.<br><span></span></p>
<p>La sua esclusione da Verona arriva dopo altre controversie legate a cantanti russi ritenuti vicini al Cremlino, da Anna Netrebko a Denis Matsuev, sollevando interrogativi su quanto la geopolitica influenzi oggi il mondo della lirica internazionale.<br><span></span></p>
<h3>Implicazioni culturali<br><span></span></h3>
<p>La vicenda apre un nuovo capitolo nel dibattito su libertà artistica e responsabilità etica.</p>
<p>Negli ultimi anni, dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, molte istituzioni europee, dai teatri d’opera ai festival, hanno adottato una linea più rigida nei confronti di artisti considerati vicini al Cremlino.</p>
<p>Questa tendenza, secondo diversi critici, rischia però di trasformarsi in una “cancel culture diplomatica”, dove la valutazione artistica viene oscurata dall’appartenenza nazionale o da posizioni politiche presunte.</p>
<p><span>Tradizionalmente, la musica classica è un terreno di dialogo tra culture, ma in tempi di tensioni globali anche le istituzioni teatrali sono chiamate a prendere posizione.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>