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<title>Italia24.news | Notizie in Tempo Reale su Politica, Economia, Cronaca e Sport &#45; : Cultura</title>
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<description>Italia24.news | Notizie in Tempo Reale su Politica, Economia, Cronaca e Sport &#45; : Cultura</description>
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<dc:rights>©2026 Italia24 News &#45; Powered by Brain X Corp</dc:rights>

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<title>Vent’anni senza Andrea Parodi: musica e memoria tra Sardegna ed Europa</title>
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<description><![CDATA[ Concerti, eventi internazionali e il Premio a lui dedicato celebrano nel 2026 l’eredità artistica del cantante dei Tazenda. Gli eventi per omaggiare Andrea Parodi si terranno a Cagliari, Parigi ed Avigliana ]]></description>
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<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 13:50:49 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Sono diverse le iniziative che nel 2026 ricordano i vent'anni dalla <strong>scomparsa di Andrea Parodi</strong>, cantante e musicista sardo di grande rilievo, prima con i Tazenda e poi con un importante percorso solistico nell'ambito della world music.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>A iniziare gli omaggi è la sua Sardegna</strong>. Il <strong>30 aprile a Cagliari</strong>, in una ricorrenza molto sentita come quella della <strong>370ª Festa di Sant'Efisio</strong> (patrono della città e di tutta la Sardegna), ci sarà infatti un "<strong>Concerto per Andrea</strong>" che vedrà la partecipazione di molti musicisti, anche internazionali, che proporranno sia brani propri che di Parodi.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Alle 21 in Piazza del Carmine</strong> saliranno sul palco <strong>Andrea Andrillo, Francesca Corrias con il quartetto Sunflower, Gigi Marras, Francesco Marras Perantoni, l'attrice Lia Careddu</strong>. Ed inoltre la napoletana <strong>Flo</strong> e la catalana <strong>Sandra Bautista</strong>.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Molti dei musicisti sono presenti in qualità di ex vincitori del Premio Andrea Parodi </strong>riservato alla <strong>world music</strong> e organizzato dalla fondazione omonima. Il bando della nuova edizione è in scadenza il 9 maggio ed è possibile visionarlo.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Nel mese di maggio ad <strong>omaggiare Parodi</strong> ci saranno<strong> altri due eventi</strong>, uno a <strong>Parigi</strong> e uno in <strong>Val di Susa</strong>, vicino a Torino.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>L'evento francese sarà il 21 maggio</strong> nell'ambito della<strong> quinta edizione di "Canzoni &amp; parole"</strong>, festival della canzone d'autore italiana. All'Istituto italiano di Cultura andrà in scena "<strong>Andrea Parodi, voix de l'île, voix du monde</strong>", con la partecipazione di <strong>Elena Ledda, Mauro Palmas, Gigi Marras, Alberto Bertoli e i Tazenda</strong>. La manifestazione è promossa dall'associazione parigina Musica italiana, con la <strong>direzione artistica di Rambaldo degli Azzoni Avogadro</strong>.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Venerdì 22 maggio si tornerà in Italia per una serata ad Avigliana</strong>, vicino a Torino, al <strong>Teatro Fassino, alle ore 21</strong>, nell'ambito del <strong>Valsusa Filmfest. </strong>"<strong>La voce dell'anima sarda: ricordo di Andrea Parodi</strong>", questo il titolo dell'evento, sarà un excursus sulla storia del musicista sardo, curato da <strong>Enrico Deregibus e con gli interventi di Valentina Casalena Parodi e Luca Parodi e le esibizioni dei Tazenda e di Elena Ledda con Mauro Palmas</strong>.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Ancora <strong>a Parigi per "Canzoni &amp; parole" sabato 23 maggio</strong>, in mattinata, alla Maison d'Italie, ci sarà "<strong>Aspettando Abacada</strong>", un<strong> estratto in anteprima di un docufilm su Andrea Parodi</strong> in fase di realizzazione, alla presenza del <strong>regista Alberto Marras</strong>.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Ad ottobre</strong> poi sarà la volta della <strong>19a edizione del Premio Andrea Parodi</strong>, che coinciderà proprio con l'anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 17 ottobre 2006. La <strong>manifestazione sarà infatti dal 15 al 17 ottobre a Cagliari</strong>, in un luogo di grande prestigio come il Teatro Massimo.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il Premio è realizzato dall'omonima Fondazione con la direzione artistica di Elena Ledda ed è diventato ormai un importante punto di riferimento per la world music, non solo in Italia.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Tra tutti gli iscritti <strong>una commissione artistica scelta dall'organizzazione selezionerà, in maniera anonima, i finalisti</strong>, che si esibiranno dal vivo nella fase finale.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il <strong>vincitore assoluto</strong> avrà diritto ad una <strong>borsa di studio di € 2.500</strong>, oltre alla <strong>possibilità di esibirsi in alcuni festival partner del Parodi nel 2027</strong>. Molti altri i premi previsti. </span></p>
<p align="left"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Per visionare il bando e avere maggiori informazioni:</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><span lang="zxx"><a href="https://monferrautore.voxmail.it/nl/pvx3t9/qkuxhx/hrs3gks/uf/2/aHR0cDovL3d3dy5wcmVtaW9hbmRyZWFwYXJvZGkuaXQv?_d=B3O&amp;_c=f1fe74e6" target="_blank" rel="noopener">www.premioandreaparodi.it</a></span> - fondazione.andreaparodi@gmail.com</span></p>]]> </content:encoded>
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<title>Milano: il 29 aprile a Palazzo Marino il tema della criminalità organizzata in Lombardia con lo spettacolo &amp;quot;5 centimetri d&amp;apos;aria&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ Mercoledì 29, alle ore 18, nell&#039;emiciclo di Palazzo Marino a Milano, la rappresentazione &quot;5 centimetri d&#039;aria. Storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti&quot;, la diciottenne sequestrata nel 1975. Ingresso libero su prenotazione ]]></description>
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<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 09:32:41 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Mercoledì 29 aprile, alle ore 18, l'Aula del Consiglio comunale di Palazzo Marino</strong> torna a farsi teatro per ospitare "<strong>5 centimetri d'aria. Storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti</strong>", rappresentazione che racconta la stagione dei sequestri operati dalla criminalità organizzata in Lombardia concentrandosi sulla vicenda di Mazzotti, studentessa diciottenne sequestrata nel 1975 e uccisa dagli stenti della prigionia. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Uno spettacolo che ha avuto un grande successo in teatro e che restituisce il clima di quegli anni in cui il Nord, già profondamente scosso dal terrorismo, veniva investito dalla violenza dei sequestri di mafia, probabilmente senza capirne appieno la portata – commentano la Presidente del Consiglio comunale, <strong>Elena Buscemi</strong>, e il Presidente della Commissione consiliare Antimafia, <strong>Rosario Pantaleo</strong> –. Siamo felici di aver portato in Aula una rappresentazione di così alto valore artistico, storico e culturale, che invita a riflettere su quanto abbia pesato la criminalità organizzata nella vita di questo Paese e costringe al contempo a non sottovalutare il presente». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Lo spettacolo, proposto dalla Commissione consiliare antimafia del Comune e realizzato in collaborazione con la Presidenza del Consiglio comunale, è interpretato da <strong>Lucia Marinsalta</strong> per la regia di <strong>Marco Rampoldi</strong> che ne è anche ideatore insieme al professore <strong>Nando dalla Chiesa</strong>, docente e delegato del Rettore dell'Università degli studi per l'area degli studi sulla criminalità organizzata. "5 centimetri d'aria" nasce infatti da un Laboratorio di Scrittura per la scena organizzato dal Piccolo Teatro di Milano, rivolto agli studenti, ai dottori e ai dottorandi del corso di Sociologia della Criminalità Organizzata dell'Università Statale di Milano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'Aula consiliare di Palazzo Marino torna così a farsi palcoscenico teatrale come già avvenuto in occasione di "Se questo è Levi", "Milano 1945, la scelta di resistere" e "L'Agnese va a morire". </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Ingresso libero con prenotazione all'indirizzo e-mail </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=A%3d9gQhBa%268%3dZ%26v%3dZUYGd%26A%3dbHaOhGX%26G%3dF2QBQ_zxox_Ah_Dyaw_Nn_zxox_0mBAk.BHCvQ5_PYzl_bH0AK3K1.KqIwLw.FF%26B%3duRETkY.0C2%26FE%3dfDYN9i8weH%26QE%3dZHYRhBYOYAZUZB%26E%3dSZACzD0aUhHY1diXzA0Ay9981aAczYk9RDGCV00aMAlXUg9Ay0AXybm9Nhm0TeHb&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pcc.eventi@comune.milano.it</a><span> . Nella richiesta bisogna indicare nome, cognome, data e luogo di nascita. La prenotazione è valida solo se confermata dalla mail di risposta. </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Patrimonio culturale europeo: la Commissione Europea annuncia i vincitori del 2026 European Heritage Awards</title>
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<description><![CDATA[ La Commissione europea ed Europa Nostra annunciano 30 vincitori degli European Heritage Awards 2026 dando il via nei giorni successivi ad eventi dedicati che valorizzano il patrimonio culturale europeo, tra cui il riconoscimento a Bruxelles di 13 nuovi siti ]]></description>
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<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:25:16 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La prossima settimana di aprile sarà scandita da una serie di appuntamenti chiave dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale europeo.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il 21 aprile 2026 la <strong>Commissione europea ed Europa Nostra</strong> hanno annunciato i 30 vincitori degli<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/whats-new/news/2026-european-heritage-awards-winners-announced" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">European Heritage Awards / Europa Nostra Awards 2026</span></a></span><span lang="IT">. I premi, cofinanziati dal<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/creative-europe" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">programma creative Europe</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>dell'UE, riconoscono risultati di eccellenza nella <strong>conservazione, nella ricerca e nella promozione del patrimonio culturale europeo.</strong> La cerimonia di premiazione si terrà il <strong>28 maggio</strong>, nel contesto del<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://www.europanostra.org/events/european-heritage-awards-ceremony-2026/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">vertice sul patrimonio culturale europeo del 2026 a Nicosia, Cipro</span></a></span><span lang="IT">. In quell'occasione saranno annunciati cinque vincitori del Grand Prix e il vincitore del Public Choice Award, ciascuno dei quali riceverà 10 000 euro. Le<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://vote.europanostra.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">votazioni online</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>per il <strong>Public Choice Award</strong> si aprono il 21 aprile.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il 22 aprile, il Commissario per l'Equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport, <strong>Glenn</strong><span> </span><b>Micallef</b>, terrà un dialogo sull'attuazione dell'</span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/it/cultural-heritage/initiatives-and-success-stories/european-heritage-label" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">iniziativa relativa al marchio del patrimonio europeo</span></a></span><span lang="IT">, contribuendo al riesame in corso della base giuridica che la disciplina.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">L'incontro sarà seguito dalla cerimonia del marchio del patrimonio europeo presso il <strong>Museo delle arti e della storia di Bruxelles,</strong> durante la quale <strong>13 nuovi siti</strong> designati provenienti da tutta l'UE<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/whats-new/news/13-sites-to-receive-the-european-heritage-label" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">riceveranno il marchio del patrimonio europeo 2025</span></a></span><span lang="IT">, a riconoscimento del loro eccezionale contributo alla storia, alla cultura e all'identità del continente.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Dal 23 al 24 aprile si terrà quindi un forum dedicato ai portatori di interesse del marchio del patrimonio europeo, che offrirà un'occasione di scambio di buone pratiche, creazione di partenariati e rafforzamento della cooperazione. L'obiettivo è consolidare un senso di appartenenza a uno spazio europeo condiviso, plasmato da storia, memoria e valori comuni.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università di Padova: la terza edizione 2026 a tema &amp;quot;Terrae&amp;quot; del progetto Vivai DiSSGeA</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-di-padova-la-terza-edizione-2026-a-tema-terrae-del-progetto-vivai-dissgea</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-di-padova-la-terza-edizione-2026-a-tema-terrae-del-progetto-vivai-dissgea</guid>
<description><![CDATA[ Da aprile a giugno la rassegna 2026 del progetto Vivai DiSSGeA del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell&#039;Antichità dell&#039;Università di Padova con un nuovo ciclo di incontri di divulgazione, il podcast &quot;Teatro del Mondo&quot; e la quarta edizione del Giardino delle Culture ]]></description>
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<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 17:41:55 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Con l'arrivo della primavera, rifioriscono nel giardino di <strong>Palazzo Luzzatto Dina</strong> le attività di terza missione del <strong>Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità</strong> del cartellone<span> </span><a href="https://vivaidissgea.unipd.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vivai DiSSGeA</a>, articolato anche quest'anno in <strong>Podcast, Giardino delle Culture e Incontri</strong>.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Tema dell'edizione 2026 di Vivai DiSSGeA è <b>Terrae</b>: un concetto multiforme, passibile di infinite rielaborazioni, evoluzioni, talvolta distorsioni. Un'idea che può ispirare le cause più nobili o infiammare drammatici conflitti. Con la guida delle discipline storiche, geografiche, antichistiche e antropologiche radicate al DiSSGeA, dialogheremo con la cittadinanza attorno a un tema che mai come ora sollecita la nostra riflessione.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Dopo aver affrontato nel 2025 il tema<span> </span><strong>Aquae</strong>, la nostra attenzione si rivolge ora alle<span> </span><i>Terrae</i><span> </span>–<span> </span><b>spiega Martina Elice, delegata alla terza missione del DiSSGeA –</b>. Dalla Terra Madre alla vastità dei territori dove l'essere umano si è inoltrato e insediato, intessendo una molteplicità di relazioni, memorie, pratiche.<span> </span>Terrae<span> </span>che portano incisi i segni della presenza umana, della sua ricchezza culturale e della sua violenza.<span> </span>Terrae<span> </span>sfruttate, depauperate, consumate, che chiedono di essere riscoperte, protette e custodite».<b></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><a href="https://vivaidissgea.unipd.it/incontri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gli incontri:</a></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Giovedì 23 aprile, alle ore 17.00</b>, sarà proprio la rassegna<span> </span>Incontri<span> </span>ad aprire la stagione 2026 con la presentazione del libro<span> </span><a href="https://vivaidissgea.unipd.it/incontro/fregata-novara/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><i>La fregata Novara intorno al mondo. Un racconto di mare, di scienza, di imperi (1857-1859)</i></a><span> </span>al<span> </span><b>Museo di Geografia</b>. A dialogare con gli autori <strong>Guido Abbattista ed Erica Grossi</strong> saranno le storiche del DiSSGeA <strong>Elena Canadelli e Paola Molino</strong> insieme a <strong>Giuliana Tomasella</strong>, storica dell'arte del Dipartimento di Beni Culturali.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Il programma degli incontri prevede quest'anno due momenti distinti, da aprile a giugno e da settembre a novembre –<span> </span><b>aggiunge Antonella Duso</b>, docente di letteratura latina e coordinatrice della rassegna –. Ancora più evidente è l'intento di proporre al pubblico esperienze innovative e interdisciplinari, che guardano tanto al mondo antico e alle radici storiche locali, quanto ai grandi assetti geopolitici e alle sfide ambientali più attuali».</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><a href="https://vivaidissgea.unipd.it/podcast/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il podcast:</a><b><u></u></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Dopo il successo di<span> </span>Fluere, il DiSSGeA presenta un nuovo podcast,<span> </span><b>"Teatro del Mondo"</b>: cinque episodi in cui vengono raccontate, in una prospettiva storica, geografica e antropologica, alcune delle sfide cruciali che ciascun continente ha attraversato nel passato, vive nel presente e si prepara ad affrontare in futuro. Il titolo si ricollega idealmente alla celebre opera di <strong>Abraham Ortelius, il Theatrum Orbis Terrarum (1570), </strong>considerato il primo atlante moderno per sistematicità e uniformità. Non soltanto una rappresentazione più fedele della Terra allora conosciuta, ma anche l'ambizione di offrire uno sguardo il più possibile ampio e ordinato sulla sua complessità.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Gli episodi, che alternano le voci di docenti, personale tecnico-amministrativo e componente studentesca del DiSSGeA, prevedono anche la partecipazione di esponenti della società civile, con l'intento di stimolare il dialogo tra mondo accademico e cittadinanza.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">«Teatro del Mondo è una grande sfida per il DiSSGeA: riuscire a raccontare il passato, il presente e il futuro dei cinque continenti in altrettanti episodi ci mette alla prova sulla nostra capacità di sintesi e di arrivare al pubblico non specializzato. Lo faremo con tante, interessanti voci e con la consapevolezza che le nostre discipline godono di grande attenzione da parte del pubblico»<span> </span><b>spiega Enrico Valseriati</b>, docente di Storia moderna, coordinatore del progetto Podcast e autore con <strong>Elena Moreni e Lidia Albertin </strong>della prima puntata di Teatro del Mondo.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">I cinque episodi del nuovo podcast "Teatro del Mondo" saranno disponibili a partire da maggio 2026 su Spreaker e su tutte le principali piattaforme.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><a href="https://vivaidissgea.unipd.it/il-giardino-delle-culture/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il Giardino delle Culture:</a></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Da mercoledì 27 a venerdì 29 maggio</b>, infine, l'appuntamento più atteso, quello con il Giardino delle Culture: in questa quarta edizione i linguaggi del teatro, della musica, del cinema declinano il tema<span> </span><i>Terrae</i><span> </span>in tre pomeriggi e tre serate, nel suggestivo cortile di Palazzo Luzzatto Dina e in Aula Magna. Le tre serate di eventi sono aperti a tutta la cittadinanza.</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Vivai DiSSGeA è realizzato in collaborazione con: Conservatorio di Musica "C. Pollini" di Padova, Centro Internazionale Crocevia Onlus, Consorzio Bonifica Bacchiglione.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<h3 class="v1MsoNormal" align="center" style="text-align: left;">INCONTRI 2026 - programma da aprile a giugno</h3>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Giovedì 23 aprile – ore 17.00</b><span> </span>|<span> </span><i>La fregata Novara intorno al mondo</i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Museo di Geografia</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Martedì 5 maggio – ore 17.00</b><span> </span>|<span> </span><i>Passeggiata tra i graffiti antichi di Padova</i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Centro storico di Padova</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Martedì 12 maggio – ore 17.00</b><span> </span>|<span> </span><i>Le radici dell'Istituto secolare femminile delle Dimesse di Padova. Un terreno dove coltivare le giovani generazioni</i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Collegio Dimesse</p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b>Martedì 30 giugno – ore 18.00</b><span> </span>|<span> </span><i>Abitare la terra oltre la dicotomia natura-cultura: le riserve della biosfera UNESCO</i></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;">Museo di Geografia</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Bella Bologna secondo Stragà, con Morandi tra i fan</title>
<link>https://www.italia24.news/la-bella-bologna-secondo-straga-con-morandi-tra-i-fan</link>
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<description><![CDATA[ In rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali Bella Bologna, il nuovo singolo di Federico Stragà per Alman Music. ]]></description>
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<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 12:06:37 +0200</pubDate>
<dc:creator>morabitogino</dc:creator>
<media:keywords>Federico Stragà</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;">In rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Bella Bologna”</i>, il nuovo singolo di Federico Stragà</b>, pubblicato per Alman Music.<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>Un ritorno che unisce musica e racconto urbano, impreziosito dalla partecipazione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gianni Morandi</b>, da sempre simbolo di Bologna.<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><o:p></o:p></b></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;">Ad accompagnare il brano c’è un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=YB0PadIVxIw" target="_blank" rel="noopener"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">videoclip</b></a> che attraversa Bologna in modo originale e dinamico.<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>Protagonista una giovane ciclista che percorre le strade del capoluogo emiliano in mountain bike.<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>Tra portici, piazze e scorci urbani, il video restituisce un’immagine contemporanea della città,<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>sospesa tra tradizione e cambiamento.<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>Una scelta visiva che rafforza il messaggio della canzone:<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>Bologna non è solo una cartolina, ma un luogo vissuto ogni giorno.<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><o:p></o:p></b></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Dopo il raffinato incontro artistico con Fabio Concato in <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Automobilisti”</i> - impreziosito dalla partecipazione attoriale di Gioele Dix - e la pubblicazione della title track <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“È così”</i>, che ha segnato l’uscita dell’ultimo album di inediti a fine 2025, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stragà </b>prosegue il suo percorso con un brano profondamente personale e al tempo stesso universale. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Bella Bologna”</i></b>, scritto e composto dallo stesso <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Federico Stragà</b>, è una canzone che racconta una città attraverso lo sguardo disincantato di chi la vive ogni giorno. Non è un inno celebrativo, ma un ritratto autentico, sospeso tra amore e disillusione.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">«Sono cresciuto con il mito di Bologna</span></i><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;"> - <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">racconta l’artista</b> - <i style="mso-bidi-font-style: normal;">una città che immaginavo come simbolo di libertà, cultura e divertimento. Vivendoci, ho scoperto una realtà più complessa, fatta di contrasti: da un lato la bellezza, le opportunità, l’atmosfera unica; dall’altro un senso di disordine e una libertà che a volte sembra sconfinare nell’inciviltà».</i><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">La canzone nasce proprio da questa tensione emotiva: un equilibrio fragile tra fascino e fatica, tra appartenenza e distanza. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stragà</b> osserva Bologna con occhi maturi, mettendo in luce dinamiche quotidiane e contraddizioni urbane che molti riconosceranno: il vivere collettivo, il rispetto degli spazi comuni, il rapporto tra libertà e responsabilità. Nel racconto emergono anche riferimenti importanti alla tradizione musicale della città, da Lucio Dalla a Luca Carboni, artisti che hanno saputo coglierne l’anima più autentica.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">«Ho capito perché Carboni ha scritto “Primavera”</span></i><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;"> - <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">spiega il cantautore</b> - <i style="mso-bidi-font-style: normal;">ma anche perché parlava di una città “senza pietà”. Bologna è entrambe le cose».<o:p></o:p></i></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">“Bella Bologna”</span></i></b><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;"> è quindi un brano che unisce ironia e riflessione, memoria e presente, esperienze personali e osservazione sociale. Un viaggio emotivo che parte da Bologna ma parla a tutte le città, e a chi le abita. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Con la partecipazione straordinaria di Gianni Morandi</b>, simbolo vivente della città, il singolo acquista un valore ancora più significativo: un dialogo tra generazioni e sensibilità diverse, unite da un legame profondo con Bologna. Non una cartolina perfetta, ma un racconto sincero. Perché, come suggerisce <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Federico Stragà,</b> la vera bellezza sta anche nelle contraddizioni.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;"><a href="http://www.straga.net">www.straga.net</a></span></b></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Torna Dante in Musica, Alessandra Celletti firma la prima assoluta</title>
<link>https://www.italia24.news/torna-dante-in-musica-alessandra-celletti-firma-la-prima-assoluta</link>
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<description><![CDATA[ Protagonista della terza edizione di Dante in Musica sarà l’artista romana Alessandra Celletti con il suo brano Salire alle stelle. ]]></description>
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<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 16:10:25 +0200</pubDate>
<dc:creator>morabitogino</dc:creator>
<media:keywords>Dante in Musica</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">La poesia immortale di Dante Alighieri torna a risuonare tra le antiche mura di Noli, trasformandosi in musica contemporanea. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sabato 25 aprile alle ore 18</b>, nello scenografico <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Oratorio di Sant’Anna</b>, andrà in scena la terza edizione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Dante in Musica”</b>, il progetto ideato dalla Fondazione Culturale Sant’Antonio per valorizzare il legame storico e letterario tra il borgo ligure e il Sommo Poeta.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Protagonista sarà la pianista e compositrice romana Alessandra Celletti</span></b><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">, artista di fama internazionale che presenterà in prima esecuzione assoluta il suo brano <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Salire alle stelle”</i></b>, ispirato al canto XXXIII del Purgatorio della Divina Commedia. Un ritorno molto atteso, dopo il successo delle passate edizioni, che conferma la vocazione della rassegna a coniugare tradizione e sperimentazione.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Il progetto nasce da un’idea precisa: restituire nuova voce musicale ai versi danteschi, raramente esplorati nella scrittura contemporanea per voce ed ensemble. A guidare la direzione artistica è Matteo Peirone, cantante lirico e consigliere della Fondazione, che ha coinvolto negli anni compositori e interpreti di primo piano per dare vita a creazioni originali eseguite in prima mondiale.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Non è casuale la scelta della città: Noli è infatti citata nella Commedia (Purgatorio, IV, 25 - “discendesi in Noli”) come luogo caro a Dante, descritto come un “bel soggiorno” e trasfigurato poeticamente nei paesaggi del Purgatorio. Un’eredità culturale che la Fondazione intende valorizzare attraverso un programma pluriennale capace di intrecciare letteratura, musica e identità territoriale.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">L’Oratorio di Sant’Anna, gioiello settecentesco incastonato nel borgo medievale, farà da cornice a un’esperienza immersiva in cui luci e suoni contribuiranno a creare un’atmosfera suggestiva e sospesa. Con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Dante in Musica”</b>, Noli si conferma, dunque, ancora una volta, crocevia di arte e cultura, capace di rinnovare, attraverso la musica, il dialogo eterno con il Padre della lingua italiana.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">«Ho un legame con Dante che va oltre i ricordi scolastici»</span></i><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">racconta Alessandra Celletti. </b><i style="mso-bidi-font-style: normal;">«Anni fa ho collaborato con Hans Joachim Roedelius, pioniere della musica elettronica, e insieme abbiamo realizzato l’album “Sustanza di cose sperate”, prendendo in prestito un verso dantesco. Quando mi è stato proposto di partecipare a “Dante in Musica”, ho accettato con entusiasmo»</i>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Il brano presentato a Noli, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Salire alle stelle”</i></b>, nasce da una riflessione profonda sul tema della memoria: <i style="mso-bidi-font-style: normal;">«Ho scelto di musicare il canto che introduce Dante al Paradiso. Tra i fiumi Lete ed Eunoè, si compie una sorta di alchimia della memoria: uno cancella il male, l’altro restituisce il bene. Ho cercato di tradurre in musica questo fragile equilibrio»</i>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Accanto al pianoforte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alessandra Celletti</b>, la composizione si arricchisce di interventi elettronici e delle voci del soprano Linda Campanella e dello stesso Matteo Peirone, creando un dialogo sonoro tra parola, voce e tecnologia. L’evento è a ingresso libero fino a esaurimento posti.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Parallelamente, la pianista continua il suo percorso discografico: il suo ultimo lavoro, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Satie mon amour”</i></b>, è disponibile sulle principali piattaforme di streaming per Pianoramix, realtà internazionale attenta alla valorizzazione della musica pianistica contemporanea, tra minimalismo e suggestioni ambient.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Link Spotify all’album</span></b><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">: </span><a href="https://open.spotify.com/intl-it/album/5L2UrbdBENroCplBfNHjrs?si=e2eENB6fQheQfr2DPW2PUA"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">https://open.spotify.com/intl-it/album/5L2UrbdBENroCplBfNHjrs?si=e2eENB6fQheQfr2DPW2PUA</span></b></a><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Per seguire Alessandra Celletti: </span></b><a href="https://lnk.bio/alessandracelletti"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">lnk.bio/alessandracelletti</span></b></a><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><u><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; color: #0563c1; mso-themecolor: hyperlink;"><o:p></o:p></span></u></b></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Comune di Milano: Inaugurata a Open Casello l&amp;apos;installazione &amp;quot;Apside&amp;quot; dell&amp;apos;artista Mohammed El Hajoui</title>
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<description><![CDATA[ L&#039;opera di Mohammed El Hajoui, inaugurata a Open Casello, incornicia la porta d&#039;accesso dello spazio dedicato ai giovani, ridefinendo le distanze tra spazio pubblico e spazio condiviso ]]></description>
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<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 23:55:41 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>È stata inaugurata nella serata del 16 aprile 2026 presso <strong>Open Casello</strong>, l'installazione site-specific "<strong>Apside</strong>", dell'artista <strong>Mohammed El Hajoui</strong>. L'intervento, promosso dal <strong>Comune di Milano e BASE Milano</strong> è realizzato con il sostegno di <strong>Fondazione Banca Popolare di Milano</strong> e si inserisce nel palinsesto dell'<strong>Art Week</strong>. Nata come esito di un gesto partecipativo sviluppato insieme alla comunità di giovani che abita Open Casello, l'opera trasforma la soglia dell'ex casello daziario di piazzale Cantore in un luogo chiaramente riconoscibile, capace di instaurare un dialogo profondo con lo spazio esterno e con la cittadinanza. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'obiettivo è quello di invertire la percezione dell'ex casello daziario: da luogo chiuso e di passaggio, <strong>lo spazio si trasforma in un dispositivo di apertura e in un punto di riflessione condivisa sull'identità culturale. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>"Apside" rappresenta un nuovo tassello nel percorso di <strong>valorizzazione culturale e sociale </strong>di Open Casello, il progetto di rigenerazione urbana promosso dall'Assessorato alle Politiche Giovanili che nel 2024 ha trasformato l'ex casello daziario di Porta Genova in uno spazio dedicato ai giovani under 35. Un luogo di orientamento, sperimentazione culturale, attivazione civica e produzione artistica, in cui le attività sono pensate e sviluppate dai giovani per i giovani. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Presenti all'inaugurazione, l'assessora alle Politiche Giovanili <strong>Martina Riva</strong>, il presidente di Fondazione BPM, <strong>Umberto Ambrosoli</strong>, rappresentanti del <strong>Municipio 1 </strong>e del <strong>Municipio 6 </strong>e gli esponenti di BASE Milano, oltre ai volontari della comunità di Open Casello, sia quelli del primo biennio, che i giovani che hanno risposto alla call del Comune e, nel corso del 2026-27, prenderanno parte ad un percorso di formazione, sperimentazione e co-gestione degli spazi. L'evento ha sancito così un passaggio di testimone fondamentale, celebrando la continuità e la solidità della relazione con i giovani coinvolti nel progetto. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Con Apside – sottolinea l'assessora <strong>Riva</strong> – Open Casello si conferma come uno spazio in cui i giovani non sono solo destinatari, ma veri protagonisti nella costruzione di proposte per la città. In questi anni il Comune ha lavorato con continuità per aprire e restituire spazi alle nuove generazioni: luoghi che devono essere belli e attrattivi, ma anche capaci di stimolare riflessione e confronto. Installazioni come questa vanno esattamente in questa direzione, contribuendo a dare qualità e significato alla vita dello spazio pubblico».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Siamo molto orgogliosi di aver sostenuto il progetto di Open Casello – dichiara Umberto Ambrosoli, presidente di Fondazione BPM – perché rappresenta un esempio concreto di rigenerazione urbana e innovazione sociale, capace di trasformare uno spazio storico, finora poco utilizzato, in un luogo di incontro, crescita e partecipazione in particolar modo per i giovani. Il nostro impegno è, infatti, quello di favorire percorsi che rafforzino il dialogo tra istituzioni e comunità e che contribuiscano a costruire una città più aperta, equa e solidale».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«La scelta di lavorare con Mohammed El Hajoui – affermano gli esponenti di <strong>BASE Milano</strong> – nasce da una profonda affinità con la sua ricerca, che da tempo indaga le soggettività opacizzate e i processi di costruzione dell'identità. In un contesto come Milano, crocevia tra Europa e Mediterraneo, il suo lavoro ci è sembrato particolarmente capace di attivare una riflessione sullo spazio della soglia come luogo di passaggio ma anche di riconoscimento. Con Apside, questa dimensione si traduce in un intervento che trasforma un luogo di transito in uno spazio relazionale, dove identità diverse possono incontrarsi e rispecchiarsi. Il coinvolgimento diretto della comunità di Open Casello rende questo processo ancora più significativo, in linea con il lavoro che BASE porta avanti da anni sulle pratiche relazionali e sui propri framework curatoriali, orientati a costruire contesti di apertura, appartenenza e nuove forme di convivenza».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per Open Casello, Mohammed El Hajoui ha concepito un intervento site-specific che riflette sul significato della soglia come spazio di passaggio, di riconoscimento e incontro tra culture. L'opera prende forma a partire da uno degli elementi simbolici ricorrenti nella ricerca dell'artista, ovvero la porta, trasformando quella di Open Casello in un <strong>ingresso visibile e riconoscibile</strong>, in grado di invitare i cittadini ad attraversare il confine tra lo spazio pubblico e quello condiviso. L'intervento trasforma così la soglia di Open Casello in un <strong>dispositivo simbolico di accoglienza</strong>, un confine da attraversare per immaginare nuove forme di comunità e di relazione nello spazio urbano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il titolo "Apside" trae ispirazione dall'omonimo <strong>termine astronomico che indica i punti di massima vicinanza o distanza di un corpo celeste dal suo centro orbitale</strong>. Immaginando Open Casello come un centro di gravità, l'opera interpreta i percorsi personali e professionali dei ragazzi e delle ragazze come orbite in continuo movimento e il Casello come il punto di massima vicinanza alla loro realizzazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«La mia pratica – spiega <strong>Mohammed El Hajoui</strong> – nasce in relazione con il contesto sociale e si sviluppa attraverso processi partecipativi che attivano comunità e inclusione. Al centro del mio lavoro c'è la soglia, intesa come spazio di incontro e possibilità: non un confine, ma un luogo in cui identità diverse possono avvicinarsi. Questo intervento è un invito ad attraversare, riconoscersi e immaginare nuove forme di appartenenza, trasformando un'esperienza personale in uno spazio collettivo di relazione».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Open Casello è un progetto dell'Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Milano in partnership con BASE Milano, Codici e l'Istituto di Cooperazione Economica Internazionale. Nei suoi primi due anni di vita, si è configurato come uno spazio di ispirazione, relazione e progettazione, dove dare forma a idee e connessioni esplorando nuovi modi di concepire e vivere gli spazi pubblici della città. Il biennio 2026-2027 garantirà continuità al percorso trasformando Open Casello da esperimento pilota a vero e proprio strumento di innovazione sociale pianificata e di lungo periodo, in cui <strong>il dialogo tra istituzioni e giovani diventa uno strumento centrale per ridisegnare i servizi della città. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nel 2025, Open Casello ha ospitato oltre 70 eventi, coinvolgendo più di 1.500 utenti e 30 tra organizzazioni e associazioni, con attività che hanno riguardato le arti performative e audiovisive, con eventi come mostre e proiezioni o la produzione di un podcast dal vivo. E poi ancora eventi per la formazione culturale, la produzione creativa e l'inclusione sociale, oltre al costante impegno per una cittadinanza giovane e attiva. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Open Casello e l'intervento artistico di Mohammed El Hajoui sono inseriti all'interno della <strong>programmazione UNDER30</strong> di BASE Milano, che nasce per dare spazio alle nuove generazioni e favorire il loro coinvolgimento diretto nei processi di produzione culturale. Attraverso percorsi di formazione e mentoring, laboratori artistici, accompagnamento alla co-gestione degli spazi e co-produzione di format culturali, il programma sperimenta nuove modalità di apprendimento e partecipazione, ripensando le istituzioni culturali come luoghi di trasformazione sociale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>All'interno di questo processo, BASE Milano accompagna il percorso di crescita delle comunità giovanili coinvolte promuovendo pratiche di co-gestione dello spazio e sostenendo processi di creazione collettiva con l'obiettivo di sperimentare un modello di governance partecipata, in cui le nuove generazioni possano contribuire attivamente alla gestione di uno spazio pubblico e alla costruzione di un ecosistema culturale aperto.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Papik e Kelly Joyce uniscono due capitali musicali, tra lounge e nu&#45;jazz il suono raffinato di Carbonara &amp;amp; Champagne</title>
<link>https://www.italia24.news/papik-e-kelly-joyce-uniscono-due-capitali-musicali-tra-lounge-e-nu-jazz-il-suono-raffinato-di-carbonara-champagne</link>
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<description><![CDATA[ La Dolcevita si fonde con la leggerezza parigina. Nasce Carbonara &amp; Champagne, il nuovo album firmato da Papik e Kelly Joyce. ]]></description>
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<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 18:44:21 +0200</pubDate>
<dc:creator>morabitogino</dc:creator>
<media:keywords>Papik e Kelly Joyce</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">La Dolcevita si fonde con la leggerezza parigina. Nasce <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Carbonara &amp; Champagne”</i>, il nuovo album per Alman Music firmato da Papik e Kelly Joyce</b>. Un lavoro che rilegge la tradizione francese anni Cinquanta e Sessanta attraverso sonorità lounge e nu-jazz, con un’impronta internazionale. Il disco è disponibile su tutte le piattaforme digitali al seguente link: </span><a href="https://bfan.link/carbonara-champagne"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">https://bfan.link/carbonara-champagne</span></b></a><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">.<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">«Un dialogo tra due immaginari europei»</span></i><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">, sintetizzano gli artisti. <i style="mso-bidi-font-style: normal;">«Roma e Parigi, eleganza e ironia, memoria e contemporaneità»</i>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Due mondi, un’unica visione sonora. Da una parte Nerio Poggi, in arte <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Papik</b>, produttore e arrangiatore noto per progetti di successo come <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Cocktail Martino”</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Cocktail Mina”</i> e <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Cocktail Sanremo”</i>. Dall’altra <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kelly Joyce</b>, voce iconica della scena internazionale, diventata celebre con il brano <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Vivre la vie”</i> e recentemente sul podio del San Marino Song Contest.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Il risultato è un’operazione raffinata ma accessibile: classici della chanson rivisitati con arrangiamenti moderni e una forte identità stilistica. Tra boulevard e terrazze romane, l’album costruisce un immaginario cinematografico dove la Parigi d’epoca incontra la Roma della Dolcevita; lo spirito Yé-Yé si intreccia con jazz, soul e lounge; atmosfere rétro dialogano con sonorità contemporanee. Un gioco di contrasti che diventa cifra stilistica: Roma contro Parigi, Rimini contro Saint-Tropez.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Anticipato dai singoli <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“C’est si bon”</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Nouvelle Vague”</i> e <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Les feuilles mortes”</i>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Carbonara &amp; Champagne”</i></b> si presenta come un itinerario sonoro tra club vellutati, spiagge italiane e caffè parigini. Non solo un album, ma un’idea: un brindisi simbolico tra Italia e Francia, dove la nostalgia della grande chanson si rinnova nel groove contemporaneo. Un progetto che guarda al passato senza restare indietro, parlando a un pubblico trasversale, tra appassionati di jazz, pop sofisticato e cultura europea.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Questa la tracklist: <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“C’est si bon”</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Comment te dire adieu”</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Nouvelle Vague”</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Les feuilles mortes”</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“For me formidable”</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Tchin tchin”</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Des ronds dans l’eau”</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Tous les garçons et les filles”</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Une belle histoire”</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Laisse tomber les filles”</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Jardin d’Hiver”</i>.<o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Arte pubblica, Milano: inaugurata l&amp;apos;opera &amp;quot;Octospider&amp;quot; di Jeremy Deller in conclusione del progetto ArtLine Milano</title>
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<description><![CDATA[ In conclusione del progetto di arte pubblica ArtLine Milano, nel parco di Citylife è stata inaugurata l&#039;installazione interattiva e ludica &quot;Octospider&quot; dell&#039;artista britannico Jeremy Deller ]]></description>
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<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 16:41:54 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Il 15 aprile 2026 è stata inaugurata al <strong>Parco di CityLife</strong>, nell'ambito della <strong>Milano Art Week 2026</strong>, "<strong>Octospider</strong>", l'opera dell'artista britannico <strong>Jeremy Deller</strong> che completa il <strong>progetto di arte pubblica ArtLine Milano. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Concepita come <strong>un'installazione interattiva e ludica</strong>, che combina elementi ispirati al polpo e al ragno in una struttura polifunzionale e inclusiva. La scultura è progettata per accogliere fino a 70 bambini contemporaneamente e propone <strong>nove diverse attività pensate per stimolare creatività, gioco e capacità motorie,</strong> in un'ottica di valorizzazione dello spazio pubblico come luogo di relazione e partecipazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'opera è stata presentata alla presenza dell'assessore alla Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong>, dell'amministratore delegato di SmartCityLife, <strong>Roberto Russo</strong>, del curatore <strong>Roberto Pinto</strong> e dell'artista <strong>Jeremy Deller</strong>. A seguire, all'interno della <strong>Golden Goose Arena</strong>, è stato presentato il catalogo "<strong>ArtLine Milano Open Air Collection"</strong> che raccoglie le voci dei curatori e le testimonianze degli artisti protagonisti di ArtLine Milano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«ArtLine Milano è un progetto assolutamente originale e innovativo: grazie a questa idea, l'arte contemporanea a Milano ora abita spazi pubblici e verdi, offrendo a tutti - appassionati, turisti e passanti, grandi e piccoli - una collezione permanente gratuita e aperta al pubblico tutto il giorno», dichiara l'assessore alla Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Volevo realizzare un grande parco giochi che, in qualche modo, contrastasse le enormi torri che lo circondano», racconta <strong>Jeremy Deller</strong>. «Sapere che 'Octospider' resterà per sempre in un parco pubblico urbano è bello. Spero che i bambini lo scoprano», aggiunge l'artista londinese. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Con l'inaugurazione di "Octospider" si conclude ufficialmente "ArtLine Milano", il progetto di arte pubblica del Comune realizzato con la società SmartCityLife che dal 2014 ha progressivamente animato il parco di CityLife con nuove sculture e installazioni site-specific, fino a giungere a realizzare un vero e proprio museo d'arte contemporanea a cielo aperto, da mattina a sera, e completamente gratuito. Il percorso si articola in 19 opere permanenti, di cui otto frutto di un concorso tra artisti under 40 e le restanti realizzate da artisti di fama internazionale proprio per ArtLine Milano: molte di queste sono grandi installazioni, alcune delle quali già entrate a far parte dell'immaginario della città, come 'Coloris' di Pascale Marthine Tayou. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nell'ambito delle iniziative di ArtLine Milano sono previste due visite guidate gratuite del percorso sabato 18 aprile alle ore 16 e alle 18. Mappa interattiva, informazioni sulle opere e approfondimenti sul progetto sono disponibili sul sito del MUDEC - Museo delle Culture.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Palazzo Marino torna a splendere: completato il restauro firmato Tod’s</title>
<link>https://www.italia24.news/palazzo-marino-torna-a-splendere-completato-il-restauro-firmato-tods</link>
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<description><![CDATA[ Intervento su facciate interne ed esterne, di palazzo Marino, durato 16 mesi e interamente finanziato da Tod‘s. Intervengono il Sindaco di Milano Giuseppe Sala e il Presidente del gruppo Tod&#039;s Diego Della Valle ]]></description>
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<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 12:59:59 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Si è tenuta mercoledì 15 aprile</strong> alla presenza del Sindaco di Milano <strong>Giuseppe Sala e del Presidente del Gruppo Tod’s Diego Della Valle</strong>, la <strong>conferenza stampa sul completamento del restauro conservativo di Palazzo Marino</strong>, sede dell’Amministrazione comunale dal 1861 e capolavoro architettonico del XVI secolo progettato da Galeazzo Alessi.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’intervento,<strong> interamente finanziato dal Gruppo Tod’s</strong>, è durato 16 mesi e ha interessato il restauro di 7.500 mq di facciate interne ed esterne, ridando vita a superfici deteriorate tramite opere di pulitura, consolidamento e protezione con materiali compatibili e il rifacimento delle stuccature e delle velature.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Con questa iniziativa, il <strong>Gruppo Tod’s riafferma il proprio impegno nel sostegno e nella promozione del patrimonio artistico nazionale</strong>, inteso come risorsa strategica e identitaria. Il restauro riflette una visione imprenditoriale in cui le aziende sono chiamate a intervenire attivamente in ambito sociale e culturale, preservando quelle competenze artigianali che costituiscono il cuore pulsante della storia italiana.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«<strong>Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo</strong> e siamo molto orgogliosi di poter annunciare di aver portato a termine, nei tempi previsti, il restauro che restituisce a Milano, e ai milanesi, un simbolo della storia della città» ha dichiarato <strong>Diego Della Valle</strong>, Presidente del Gruppo Tod’s «. Con questo progetto, il nostro Gruppo continua a <strong>supportare e promuovere l’arte e la cultura italiana</strong>, risorse insostituibili riconosciute in tutto il mondo. È una forma concreta di partecipazione civile, basata sulla collaborazione tra pubblico e privato per sostenere iniziative che migliorano la qualità della vita dei cittadini e la reputazione del nostro Paese. Le imprese devono essere sempre più coinvolte in progetti utili e solidali a sostegno del nostro Paese. È importante dare il buon esempio».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Ringrazio Diego Della Valle e il Gruppo Tod’s per il restauro di Palazzo Marino» ha dichiarato il Sindaco <strong>Giuseppe Sala</strong> «. La cura e l’attenzione mostrata dai restauratori e dalle restauratrici durante i lavori sono state encomiabili. Palazzo Marino è la casa dei e delle milanesi: grazie a quanto realizzato, siamo felici di poter ridare a loro e ai tanti visitatori della nostra città la possibilità di conoscere e apprezzare questo edificio in tutta la sua storia e bellezza. La <strong>collaborazione tra pubblico e privato</strong>, questa volta, <strong>si è tradotta in un’iniziativa di mecenatismo che valorizza Milano e la sua identità</strong>».</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Gli interventi si sono svolti in un continuo e positivo confronto con la <strong>Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Milano e con la stessa Soprintendente Emanuela Carpani</strong>, la cui collaborazione ha permesso di raggiungere un risultato di valore anche per la storia del restauro.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>L’agenzia Jesurum-Leoni Comunicazione srl</strong>, aggiudicatasi il bando del Comune di Milano per la ricerca dello sponsor tecnico, ha <strong>partecipato con un team di progettazione e realizzazione dei lavori</strong>, coordinato da <strong>Dontstop Architettura</strong>, che ha visto all’opera lo studio specializzato in restauri di edifici di pregio <strong>Andrea Borri Architetti</strong>, il restauratore e architetto<strong> Paolo Pecorelli</strong>, l’impresa <strong>Estia</strong>, aggiudicataria dei lavori, e <strong>Progetto CMR</strong>, società specializzata nella progettazione integrata.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Mollino rinasce: Zanotta ottiene la licenza esclusiva per 30 opere del maestro</title>
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<description><![CDATA[ La licenza d&#039;uso esclusiva fino al 2043 per 30 progetti, disegni originali e schizzi del designer custoditi dal Politecnico di Torino ]]></description>
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<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 18:35:42 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'<strong>Agenzia del Demanio ha sottoscritto con l'azienda Zanotta la concessione di licenza d'uso esclusivo di 30 opere dell'Architetto Carlo Mollino</strong>, tra i più noti rappresentanti dell'estetica del Novecento.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La <strong>collaborazione pubblico-privato</strong> è frutto di un <strong>innovativo percorso di valorizzazione</strong>: lo Stato, in qualità di gestore dell'eredità artistica del celebre designer torinese, ha messo a bando con avviso pubblico i diritti d'uso di una selezione di opere molliniane di industrial design, ai fini della loro riproduzione secondo i più elevati standard qualitativi e nel rispetto delle forme volute dall'autore per diffonderle.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'<strong>obiettivo</strong> è <strong>rafforzare la conoscenza e dare massima diffusione alla preziosa eredità artistica di Mollino</strong>. Zanotta si contraddistingue proprio per l'impegno continuo nella promozione della cultura del design e nella riscoperta dei grandi maestri del passato, con uno sguardo al futuro che valorizza e custodisce le proprie radici culturali.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'<strong>opera di Carlo Mollino</strong>, docente di 'Composizione architettonica' presso il Politecnico di Torino, <strong>spazia dall'architettura alla fotografia, dalla scenografia al design e offre un connubio unico di creatività e innovazione</strong>. Oltre ai 30 disegni di opere destinate al design industriale, l'archivio professionale di Carlo Mollino, custodito dal Politecnico di Torino fin dal 1973, include quasi 17.000 tavole grafiche, disegni esecutivi e schizzi, a cui si aggiungono circa 15,000 fotografie, più di 70 fascicoli manoscritti e dattiloscritti e un'ampia corrispondenza personale e professionale.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Mollino è celebre per le sue forme zoomorfe</strong>, le linee anatomiche che si incurvano in traiettorie sinuose disegnando arabeschi e un linguaggio progettuale che fonde astrazione e surrealismo. Nei suoi progetti, traeva ispirazione da un universo variegato di riferimenti esperienziali e micromondi che risultano ancora oggi attuali e apprezzabili.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"></span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La titolarità di questa iconica produzione artistica è stata definita nel 2021 da un accordo tra l'Agenzia del Demanio e il Politecnico di Torino, che ne ha regolamentato il regime giuridico. L'<strong>intesa ha riconosciuto allo Stato la proprietà delle opere e il loro diritto di sfruttamento economico</strong>, prevedendo in favore del Politecnico di Torino l'assegnazione in uso gratuito e perpetuo del fondo archivistico, già da esso custodito, per le finalità conservative, di valorizzazione scientifica, didattico-divulgativa ed espositiva. In aggiunta, il Politecnico di Torino beneficia, nell'ipotesi di sfruttamento economico dei diritti ceduti dall'Agenzia del</span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Demanio al mercato, come nel caso della concessione a Zanotta, di una percentuale in via forfettaria del 20% a titolo di ristoro dei costi manutentivi, di gestione e allestimento o di qualsiasi altra spesa.</span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> </span></div>
<div><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Oltre a Mollino, <strong>l'azienda Zanotta negli anni ha contribuito a valorizzare il lavoro di figure iconiche come Giuseppe Terragni e Gabriele Mucchi</strong>, riaffermando il proprio ruolo di custode e innovatore del patrimonio progettuale italiano.</span></div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Scuola Civica di Musica per i Monumenti Aperti: note tra i monumenti di Cagliari</title>
<link>https://www.italia24.news/la-scuola-civica-di-musica-per-i-monumenti-aperti-note-tra-i-monumenti-di-cagliari</link>
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<description><![CDATA[ Dal classico al jazz: studenti protagonisti tra Biblioteca universitaria e Palazzo Siotto. Sabato 18 e Domenica 19 aprile quattro appuntamenti tra aula e palcoscenico ]]></description>
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<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 18:35:42 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In occasione della <b>XXX edizione di Monumenti Aperti</b>, la <b>Scuola Civica di Musica di Cagliari</b> rinnova la propria partecipazione con un articolato programma di interventi musicali diffusi, pensati per accompagnare il pubblico in un percorso che attraversa linguaggi, epoche e sensibilità diverse.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Un'iniziativa che si inserisce nel cuore della manifestazione con un <strong>duplice obiettivo</strong>: <strong>valorizzare il patrimonio monumentale della città</strong> e, allo stesso tempo, <strong>offrire agli studenti un contesto reale in cui trasformare il lavoro svolto in aula in esperienza viva, condivisa e pubblica</strong>. Dalla musica classica alla contemporanea, fino al jazz, saranno proprio i giovani musicisti i protagonisti di un racconto sonoro che mette al centro la crescita artistica e la dimensione collettiva del fare musica.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il primo appuntamento è in programma <b>sabato 18 aprile </b>alle <b>12 </b>nella <b>Sala Settecentesca della Biblioteca Universitaria di Cagliari</b>, in via Università, dove si esibiranno le<b> classi di pianoforte classico e moderno e di chitarra</b>. Nel pomeriggio, <b>alle 17</b>, sarà<b> l'Auditorium Sergio Atzeni </b>in <b>piazza G.M. Dettori </b>ad accogliere gli interventi musicali delle <b>classi di flauto e violoncello</b>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La giornata proseguirà <b>alle 18 </b>nella <b>Chiesa di Sant'Avendrace</b>, con il concerto del <b>Coro della Scuola Civica di Musica </b>diretto dal maestro <b>Giampaolo Zucca</b>, in un contesto di forte suggestione che valorizza l'incontro tra musica e spazio sacro.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il programma si concluderà <b>domenica 19 aprile alle 16.30 </b>nella<b> Sala dei ritratti del Palazzo Siotto</b>, con un ultimo appuntamento che vedrà protagoniste le classi di pianoforte, canto moderno e musica d'insieme jazz.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La partecipazione della <b>Scuola Civica di Musica</b> si conferma così come uno dei momenti più significativi di connessione tra formazione e territorio: un'occasione concreta in cui la musica esce dagli spazi didattici per abitare la città, incontrare il pubblico e restituire, sotto forma di esperienza artistica, il valore di un percorso educativo che è al tempo stesso tecnico, umano e relazionale.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>“Àrdea. Memorie da un fiume” al Serra la poesia della Natura</title>
<link>https://www.italia24.news/Una-poetica-performance-al-femminile-sul-rapporto-tra-esseri-umani-e-Natura</link>
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<description><![CDATA[ Al Teatro Serra di Napoli “Ardea. Memorie da un fiume” performance ambientalista della Collettiva ImparaNoia Premio “In-Corti da Artemia”. Il 25 e 26 aprile in Via Diocleziano 316 ]]></description>
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<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 16:46:47 +0200</pubDate>
<dc:creator>Simona Pasquale</dc:creator>
<media:keywords>Teatro Serra di Napoli</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: black; mso-themecolor: text1;">Al <b>Teatro Serra</b> di <b>Napoli</b> </span><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">una performance sulla relazione tra essere umano e ambiente, vincitrice del <i>Premio “In-Corti da Artemia” 2025</i> promosso dall’omonimo spazio romano gemellato con la realtà flegrea. <b><span style="color: black; mso-themecolor: text1;">“Àrdea. Memorie da un fiume”</span></b><span style="color: black; mso-themecolor: text1;"> </span>una produzione <b>“Collettiva ImparaNoia”</b><span style="color: black; mso-themecolor: text1;"> con </span><b>Laura Casali</b>, <b>Lucia Fiorani</b> (scene), <b>Chiara Mirta Buono</b> (musiche), <b>Elisa Cardoso</b> (regia). Referente tecnica <b>Caterina Piotti</b>. <span style="color: black; mso-themecolor: text1;">Il <b>25</b> e <b>26 aprile</b> </span>(<i>sabato</i> ore <b>19:00</b>, <i>domenica</i> ore <b>18:00</b>) in <i>Via Diocleziano 316</i>. Info: <i>347.8051793</i>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">Alla foce del fiume una casa abbandonata abitata solo da un’anziana donna, viene lentamente sommersa dall’acqua che trascina con sé oggetti ed effetti personali, ricordi di una vita sul punto di disperdersi in mare. Il vero padrone di casa è adesso un Airone che si aggira incontrastato tra le rovine, mentre nel bacino fluviale si accumula tutto ciò che, nonostante il suo significato, è stato dimenticato e che la Natura integra, fino a rendere indistinguibile il confine tra antropico e naturale. Un limbo nel quale quattro animatrici creano, letteralmente davanti ai nostri occhi, le figure del racconto restituendo vita alle cose e plasmando un Eden della fine del mondo nel quale non le parole, ma il suono, evocando memorie, riveste grande importanza. Intanto, l’Airone – simbolo di rinascita – ha scelto il luogo nel quale costruire il proprio nido; una nuova casa per una nuova vita. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: #212121;">“Nel nostro lavoro, confluiscono e prendono forma<span style="letter-spacing: .05pt;"> </span>riflessioni ed urgenze individuali e collettive </span><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">messe in scena attraverso un processo orizzontale che investe drammaturgia e allestimento tecnico e scenografico” dicono le artiste, che hanno fondato il gruppo nel 2024 a Piacenza, durante il corso di Animateria del “Teatro Gioco Vita” per condividere la voglia di interrogarsi sul futuro.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">“Àrdea. Memorie da un fiume</span></b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">” <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">scritto da Collettivo ImparaNoia <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">regia, Elisa Cardoso <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">animatrici, Chiara Mirta Buono, Elisa Cardoso, Laura Casali, Lucia Fiorani<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">scene, Lucia Fiorani<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">musiche originali, Chiara Mirta Buono <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">referente tecnica, Caterina Piotti <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">sabato 25 aprile 2026, ore 19:00 <o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">domenica 26 aprile 2026, ore 18:00 </span></b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoFooter" style="text-align: justify;"><b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: black; mso-themecolor: text1;">Contatti</span></b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: black; mso-themecolor: text1;">: </span><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"><a href="mailto:teatroserra@gmail.com"><span style="color: black; mso-themecolor: text1;">teatroserra@gmail.com</span></a></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Le rose purpuree di Cittadella: arte e natura a Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/le-rose-purpuree-di-cittadella-arte-e-natura-a-milano</link>
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<description><![CDATA[ La Cittadella degli Archivi diventa un centro culturale tra luce, linee e forme ]]></description>
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<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:01:58 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>La Cittadella degli Archivi del Comune di Milano</strong> presenta "<strong>Le rose purpuree di Cittadella"</strong>, <strong>martedì 14 aprile alle ore 18, in occasione della Milano Art Week 2026</strong>.</span><br><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">L'iniziativa riunisce tre interventi che intrecciano arte contemporanea, memoria, trasformazione urbana e natura, contribuendo a ridefinire l'identità culturale e visiva di uno dei più importanti poli archivistici d'Europa.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Fulcro dell'evento </strong>è la <strong>donazione al Comune di Milano dell'opera "Riscoprire Munari" dell'artista </strong>Alberto Piña Hernandez, in arte <strong>Albert Pinya</strong>, resa possibile grazie al <strong>contributo di ACE</strong>, società di progettazione integrata. L'opera entrerà a far parte della collezione permanente della Cittadella degli Archivi e sarà collocata nel giardino interno, contribuendo alla riqualificazione degli spazi e dell'intero quartiere Niguarda.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Il lavoro di Pinya, artista attivo sulla scena internazionale e da tempo legato al contesto italiano, si confronta in questo caso con la figura di Bruno Munari, artista, designer e scrittore milanese, a cui l'opera rende omaggio e del quale la Cittadella degli Archivi custodisce alcuni materiali. La <strong>pratica dell'artista si distingue per una costante tensione alla sperimentazione e all'espansione del linguaggio pittorico, attraverso l'uso di materiali, tecniche e registri diversi</strong>. <strong>Centrale</strong> nella sua ricerca è il <strong>tema del volto</strong>, elemento ricorrente che diventa dispositivo narrativo e simbolico: «Il volto è il luogo dove risiede lo sguardo e attraverso cui si osserva il mondo. Il riflesso dell'anima», afferma l'artista.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Accanto alla donazione, l'evento si sviluppa attraverso la presentazione di due mostre che dialogano con gli spazi e la funzione del polo archivistico milanese.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Dal 15 aprile al 14 giugno 2026</strong>, la Cittadella ospita "<strong>Something new: lights, lines, shapes</strong>", <strong>mostra personale di Sergio Limonta</strong>, realizzata in <strong>collaborazione con la galleria Building di Milano</strong>. Invitato a confrontarsi con l'architettura e i materiali dell'archivio, Limonta presenta <strong>otto opere inedite che attraversano diversi ambiti della sua ricerca recente</strong>: dalle serie dei "Legni", dei "Metalli" e dei "PVC", fino a una scultura di grandi dimensioni in equilibrio precario. Tra i lavori esposti, <strong>un'opera è stata realizzata utilizzando materiali in disuso della Cittadella</strong>, attivando un dialogo diretto con il luogo e la sua funzione.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Dal 15 aprile al 15 maggio 2026</strong>, negli <strong>stessi spazi</strong>, si inserisce la <strong>mostra "LETTERE DALL'URAGANO" di Alfredo Rapetti Mogol</strong>, ideata e organizzata da Isorropia Homegallery e Galleria Ferrero Arte Contemporanea. Il progetto presenta un corpus di opere in cui la scrittura si trasforma in gesto pittorico, dando vita a un linguaggio visivo fatto di segni, codici e stratificazioni. Le <strong>opere si configurano come una riflessione intensa sulla condizione contemporanea, tra tensione e speranza</strong>, fino a delinearsi come un vero e proprio <strong>inno alla pace</strong>. Tra i nuclei principali, l'installazione "Tre Farfalle" e una sequenza dedicata al primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che progressivamente si dissolve, evocando il rischio di perdita dei valori fondamentali.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">A completare il progetto "Le rose purpuree di Cittadella" è un intervento di piantumazione e riqualificazione del giardino della Cittadella degli Archivi, che si arricchirà di 1.100 rose rosse tappezzanti, un bosco di 12 aceri ad alto fusto e oltre 500 arbusti a cespuglio, tra cui loropetali, cornioli e viburni.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«La <strong>Cittadella degli Archivi</strong>» afferma l'<strong>assessora ai Servizi civici e generali Gaia Romani</strong> «<strong>si conferma</strong> non solo un luogo di conservazione e memoria, ma anche un <strong>centro culturale e un incubatore di partecipazione cittadina</strong>. Ringrazio l'artista Alberto Piña Hernandez per aver scelto il nostro polo archivistico come luogo per omaggiare un grande designer e scrittore come Bruno Munari. Il sito di Gregorovius, in questi anni, sta contribuendo in modo significativo alla riqualificazione dell'intero quartiere Niguarda, offrendo alle persone un luogo di aggregazione culturale, aperto e gratuito».</span></p>]]> </content:encoded>
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<title>Nuova vita per i The Talking Bugs, il nuovo capitolo parte dal singolo Eternal Summer</title>
<link>https://www.italia24.news/nuova-vita-per-i-the-talking-bugs-il-nuovo-capitolo-parte-dal-singolo-eternal-summer</link>
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<description><![CDATA[ Dopo oltre dieci anni dal debutto e più di dieci milioni di stream accumulati in tutto il mondo, i The Talking Bugs tornano a farsi sentire. ]]></description>
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<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 12:38:12 +0200</pubDate>
<dc:creator>morabitogino</dc:creator>
<media:keywords>The Talking Bugs</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;">Dopo oltre dieci anni dal debutto e più di dieci milioni di stream accumulati in tutto il mondo, i <strong><span style="font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi;">The Talking Bugs</span></strong> tornano a farsi sentire. La band indie-folk riemerge dal silenzio con una riedizione preziosa di <em><span style="font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi;">“Viewofanonsense”</span></em>, arricchita da due straordinari brani inediti per Alman Music. Il primo a vedere la luce è il nuovo singolo <em><b><span style="font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi;">“Eternal Summer” </span></b></em>(<a href="https://bfan.link/eternal-summer"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">https://bfan.link/eternal-summer</b></a>) accompagnato dal <a href="https://youtu.be/X_lfsJ5gDtI"><span style="color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none;">videoclip ufficiale</span></a>.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">C’è una bellezza particolare nelle cose che si rompono e trovano la forza di ricomporsi. Nella filosofia giapponese si chiama <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Kintsugi”</b>, l’arte di saldare con l’oro ciò che si è spezzato, trasformando le cicatrici in valore. È proprio questa immagine a ispirare il ritorno in studio dei <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">The Talking Bugs</b>, che hanno deciso di riaprire le porte del loro primo progetto per restituirgli nuova vita.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Dopo anni dedicati a percorsi artistici individuali, Alessandro di Furio, Fausto Ghini e Paolo Andrini riprendono tra le mani il loro esordio del 2013 e lo trasformano in una nuova tappa del loro cammino musicale. Con loro entra stabilmente in formazione Jacopo Cenesi, alle percussioni e drum machine. Insieme firmano <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Viewofanonsense Kintsugi Edition”</i></b>: non una semplice ristampa, ma l’evoluzione naturale di un percorso che non si è mai davvero interrotto, costruito nel tempo insieme al proprio pubblico.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">«Abbiamo ancora tante cose da dire e da far ascoltare,»</span></i><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;"> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">racconta la band.</b> <i style="mso-bidi-font-style: normal;">«Volevamo riportare alla luce il nostro mondo, sia per noi che per le tante persone che in questi anni ci hanno chiesto di non smettere di suonare. Sapere che dopo così tanto tempo ci sia ancora qualcuno legato alla nostra musica è un dono speciale».<o:p></o:p></i></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Il disco, rimasterizzato nel 2026, conserva intatto quel sound indie-folk essenziale e internazionale che ha reso i <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">The Talking Bugs</b> una realtà difficilmente assimilabile ad altre nel panorama indipendente. Il lavoro di remastering eleva la qualità sonora alle produzioni contemporanee senza tradire l’anima originaria del progetto.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">A impreziosire la nuova edizione arriva <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Eternal Summer”</i></b>, primo dei due brani inediti nati da intuizioni recenti della band. Il singolo conferma la cifra stilistica del quartetto: testi in inglese intimi ed emozionali, melodie capaci di accompagnare l’ascoltatore in un viaggio sensoriale e una produzione che punta su chiarezza ed essenzialità.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Accompagnato dal video ufficiale, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Eternal Summer”</i></b> rappresenta il preludio alla pubblicazione definitiva del remaster e segna ufficialmente l’inizio di un nuovo capitolo per i <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">The Talking Bugs</b>. Un ritorno che non guarda soltanto al passato, ma che prova a ricomporre il tempo - proprio come nel Kintsugi - trasformando le fratture in nuova bellezza.<o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Claudio Vignali lancia Flow bark e apre la rotta verso il nuovo album</title>
<link>https://www.italia24.news/claudio-vignali-lancia-flow-bark-e-apre-la-rotta-verso-il-nuovo-album</link>
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<description><![CDATA[ Flow bark, il nuovo singolo di Claudio Vignali, disponibile su tutte le piattaforme digitali insieme al videoclip ufficiale. ]]></description>
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<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 20:28:44 +0200</pubDate>
<dc:creator>morabitogino</dc:creator>
<media:keywords>Claudio Vignali lancia Flow bark</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Un suono che scorre senza confini, tra jazz contemporaneo e cultura urban. È questo il cuore di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Flow bark”</i>, il nuovo singolo di Claudio Vignali</b>, disponibile su tutte le piattaforme digitali insieme al videoclip ufficiale. Il brano (al link </span><a href="https://bfan.link/flow-bark"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">https://bfan.link/flow-bark</span></b></a><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">) anticipa l’uscita dell’album <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Flow”</i></b>, atteso nel 2026 per Alman Music.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">«Un viaggio sonoro che unisce linguaggi e generazioni»</span></i><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">, sintetizza il progetto del pianista e compositore bolognese, tra i nomi più attivi della scena jazz attuale dopo tournée e collaborazioni internazionali.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Accanto a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vignali</b>, una formazione che definisce il carattere del brano: Frank Martino (chitarra a 8 corde), Marco Frattini (batteria) e il rapper Devon Miles “Messenger of Light”. Proprio quest’ultimo imprime al pezzo una cifra contemporanea e poetica, trasformando la matrice jazz in un racconto urbano, dinamico e accessibile.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Il risultato è un sound ibrido ma coerente: virtuosismo e contaminazione si intrecciano in una proposta che guarda tanto agli appassionati di jazz quanto alle nuove generazioni cresciute nell’hip-hop.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">L’orizzonte è già tracciato verso <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Flow”</i></b>, un disco che promette respiro internazionale. Tra gli ospiti spicca infatti <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gretchen Parlato</b>, vocalist statunitense pluripremiata e tra le voci più influenti del jazz contemporaneo. La sua partecipazione aggiunge una dimensione sofisticata e globale al progetto.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">“Flow bark”</span></i></b><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;"> (</span><a href="https://bfan.link/flow-bark"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">https://bfan.link/flow-bark</span></b></a><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">) segna dunque l’inizio di un percorso: un flusso musicale in movimento, destinato a crescere fino all’uscita dell’album. E, nelle intenzioni di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Claudio Vignali</b>, a non fermarsi.<o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Università Cattolica: il progetto di ricerca “Romanì” per contrastare le discriminazioni multiple delle donne Rom</title>
<link>https://www.italia24.news/universita-cattolica-il-progetto-di-ricerca-romani-per-contrastare-le-discriminazioni-multiple-delle-donne-rom</link>
<guid>https://www.italia24.news/universita-cattolica-il-progetto-di-ricerca-romani-per-contrastare-le-discriminazioni-multiple-delle-donne-rom</guid>
<description><![CDATA[ Finanziato dalla Commissione europea e coordinato dall&#039;Università Cattolica, il progetto &quot;ROMANÌ&quot; ha come obiettivo contrastare l&#039;esclusione sociale, la discriminazione e la violenza di genere che colpiscono le donne Rom, migliorando al contempo il loro accesso ai servizi sanitari e sociali ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 13:38:46 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Romanì per contrastare le discriminazioni multiple delle donne Rom</strong> è l'obiettivo del progetto di ricerca finanziato dalla Commissione europea e coordinato dal Dipartimento di Sociologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Con il coinvolgimento di <strong>Italia, Bulgaria, Romania</strong> si avvale della collaborazione di <strong>Fondazione ISMU e Caritas Ambrosiana. </strong></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«I calli fanno vedere che lavoriamo, e forse che lavoriamo di più. Per noi sarebbe una grande vergogna avere una donna che viene a fare le pulizie a casa. Vuol dire che non sei capace di fare niente. Anche se lavorassi e potessi permettermelo, sarei comunque giudicata. Ma in ogni caso, non me lo posso permettere». La didascalia che accompagna una delle foto scattate da alcune donne Rom squarcia un velo sulla trama di vissuti, aspettative e pressioni che attraversa la loro quotidianità. Lo scatto nasce all'interno di un innovativo progetto di ricerca che ricorre a <strong>photovoice e walking interviews</strong> - metodologie riconosciute a livello internazionale come strumenti efficaci per lavorare con gruppi marginalizzati - per dare <strong>voce alle esperienze e alle emozioni di un universo femminile</strong>, spesso taciuto nel dibattito pubblico oppure narrato in maniera stereotipata. Essere donna ed essere rom significa, infatti, vivere in contesti caratterizzati da un delicato equilibrio tra responsabilità familiari, norme comunitarie e pregiudizi esterni, un equilibrio delicato che, se si spezza, accentua ulteriormente il rischio di discriminazioni e violenze.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">In occasione della <strong>Giornata Internazionale dei Rom e Sinti</strong>, che si celebra <strong>l'8 aprile</strong>, il progetto intitolato <a href="https://www.ismu.org/en/project-romani-combating-gender-based-violence-empowering-roma-women/" target="_blank" rel="noopener">ROMANÌ. Empowering ROMA Women, Improving Access to Health, and Combating Gender-Based Violence (GBV)</a> e finanziato dalla <strong>Commissione europea</strong> nell'ambito del programma <strong>CERV 2024 - DAPHNE</strong> ha proprio l'obiettivo di <strong>contrastare l'esclusione sociale, la discriminazione e la violenza di genere che colpiscono le donne Rom</strong>, migliorando al contempo il loro accesso ai servizi sanitari e sociali. L'indagine sui Rom del 2024, condotta su oltre 10.000 Rom e Traveller in 10 Paesi dell'UE, mostra con chiarezza il grado delle disuguaglianze di genere all'interno di una comunità a sua volta emarginata: solo il 38% delle donne rom e traveller ha un lavoro retribuito, contro il 69% degli uomini; meno del 6% denuncia episodi di discriminazione (percentuale che in Italia sale all'11%), dato ancora più basso rispetto a quello del 2016 (16%). Inoltre, la durata della vita delle donne Rom/Travellers è inferiore di 7,4 anni rispetto a quella delle donne della popolazione generale.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Coordinato dal Dipartimento di Sociologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e con referente scientifico la professoressa <strong>Veronica Riniolo,</strong> il progetto coinvolge tre paesi - Italia, Bulgaria, Romania - e si avvale della collaborazione di Fondazione ISMU e Caritas Ambrosiana. A livello internazionale partecipano la <strong>Health and Social Development Foundation (Hesed) in Bulgaria</strong>, con una consolidata esperienza nei processi di inclusione delle comunità Rom, e l'associazione romena <strong>E-Romnja</strong>, organizzazione femminista di donne Rom.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Nel nostro progetto ci siamo concentrati sui percorsi di uscita da discriminazione, esclusione e violenza, analizzando in profondità fattori individuali, reti sociali e dimensione istituzionale», spiega la professoressa <strong>Veronica Riniolo</strong>, docente di Sociologia della convivenza interetnica nella Facoltà di Scienze politiche e sociali dell'Ateneo. «Si tratta di un'analisi qualitativa approfondita sui meccanismi e sui fattori virtuosi che consentono alle donne di superare condizioni di marginalità sociale. In un intricato sistema di vulnerabilità incrociate - essere donna, essere rom e, in alcuni casi, con poche risorse economiche - emergono quotidiane strategie di resistenza, attraverso il vestiario, la cura di sé e dell'ambiente circostante e grazie alla voglia di progettare e sognare il proprio futuro».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h2 style="text-align: left;">Un approccio innovativo: ricerca partecipata e metodologie creative</h2>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Elemento distintivo del progetto è la metodologia utilizzata: da una parte, un approccio integrato, che combina <strong>ricerca scientifica, formazione e intervento sul territorio</strong>; dall'altra, una <strong>prospettiva partecipativa e creativa, che valorizza esperienze, saperi e competenze delle donne Rom. </strong>In particolare, il photovoice e le walking interviews consentono di esprimere vissuti, emozioni ed esperienze anche oltre il linguaggio verbale, favorendo processi di consapevolezza e auto-rappresentazione.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">A Milano, il progetto ha previsto negli spazi dell'Università Cattolica incontri di gruppo e momenti di confronto con donne Rom sui temi dell'esclusione sociale, della discriminazione e della violenza di genere. Con il supporto di una fotografa professionista, le partecipanti hanno scattato fotografie nei loro contesti di vita quotidiana. Le fotografie sono state successivamente condivise, discusse e selezionate collettivamente, diventando strumenti di riflessione critica e di dialogo.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h2 style="text-align: left;">Una mostra fotografica</h2>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">I materiali prodotti nel corso della ricerca costituiscono la base di una mostra fotografica che sarà inaugurata il <strong>7 maggio alle ore 17.30 alla Casa dei Diritti del Comune di Milano</strong> e proseguirà successivamente in diversi spazi espositivi della città, dal centro alle aree più periferiche. L'esposizione intende sensibilizzare la cittadinanza sui fenomeni di discriminazione etnica e di genere, portando al centro del dibattito pubblico le voci e i punti di vista delle donne Rom. In questo senso, il percorso espositivo si configura come uno spazio di confronto e riflessione critica, volto a contrastare stereotipi e pregiudizi ancora diffusi e a promuovere una maggiore consapevolezza sul fenomeno della violenza di genere.</p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Milano Design Week: presentati i numeri e i temi principali del palinseto ufficiale dell&amp;apos;edizione 2026</title>
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<description><![CDATA[ Dal 20 al 26 aprile diverse iniziative in zone storiche e nuovi itinerari per scoprire la città del design con il ritorno della Milano Design Week ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 13:38:35 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Dal 20 al 26 aprile 2026</strong>, in occasione del <strong>Salone internazionale del Mobile</strong>, la città ospiterà la <strong>Milano Design Week: </strong>una settimana di eventi e iniziative dedicate al design nelle sue diverse accezioni che richiama aziende, operatori di settore, portatori d'interesse, visitatori e appassionati da tutto il mondo. </span><span>Come ogni anno, attraverso un avviso pubblico e tramite il costante confronto con imprese, istituzioni e operatori, il Comune ha costruito il palinsesto ufficiale della manifestazione che comprende tutte le attività che potranno esporre il logo ufficiale Milano Design Week e che verranno promosse attraverso il portale YesMilano.it. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'edizione 2026 segna un nuovo record: sono previste <strong>più di 267 iniziative</strong> negli spazi pubblici, nei punti vendita e negli showroom delle storiche zone del design, nei palazzi storici, nei musei, nei teatri e negli spazi ex industriali, anche nei quartieri più lontani dal centro. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«La Milano Design Week, insieme al Salone del Mobile, costituisce un evento internazionale consolidato e prestigioso, che coinvolge ogni anno migliaia di visitatori e mette in circolo idee ed energie che generano valore condiviso – spiega l'assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro <strong>Alessia Cappello</strong> –. Anche per questa edizione i numeri sono in crescita e sono tante le iniziative di qualità. Ci auguriamo che, nonostante le preoccupazioni per la crisi geopolitica in corso che condividiamo e seguiamo con attenzione, l'appuntamento possa rappresentare un momento di incontro, di dialogo e di riflessione collettiva e uno spazio per costruire relazioni e sinergie tra persone, aziende e istituzioni». </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">I numeri dell'edizione 2026</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Confermato il trend di crescita degli ultimi anni, con 293 iniziative che hanno risposto al bando del Comune (+13% rispetto alla scorsa edizione) per un totale di oltre 1.850 appuntamenti in città (10% in più dello scorso anno), dato significativo a fronte delle regole sempre più restrittive che, già dal 2024, l'Amministrazione ha proposto agli operatori per salvaguardare la coerenza e la qualità della manifestazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">La Milano Design Week in città</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Mostre, esposizioni, installazioni ed eventi aperti al pubblico coinvolgeranno, complessivamente 19 diversi quartieri della città. Sono confermate le tradizionali zone del design: Brera, 5Vie, Durini, Isola, Statale e Tortona, ciascuna contraddistinta da una propria identità e da una diversa offerta, e Porta Venezia e Monumentale, ormai distretti consolidati, che si sono aggiunti a partire dal 2023. </span><span>Anche quest'anno sono previste poi iniziative diffuse nelle zone Castello, San Vittore, Quadrilatero della Moda, fino ai quartieri meno centrali come Nolo, Cimiano, Baggio, Dergano/Bovisa, Barona, QT8 e San Leonardo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Nei palazzi storici</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La Design Week, inoltre, si conferma sempre più l'occasione per scoprire i palazzi e le sedi storiche della città, che aprono le porte ai visitatori per accogliere iniziative a tema design. </span><span>MoscaPartners Variation: la mostra organizzata da MoscaPartners, sarà ospitata anche quest'anno a <strong>Palazzo Litta. </strong></span><span><strong>Palazzo Bovara e Palazzo Castiglioni</strong>, lungo l'asse di corso Venezia, saranno nuovamente sede dei progetti firmati Elle Decor: Sensory Landscape e Appartamento Spagnolo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>L'ex Seminario Arcivescovile</strong>, oggi Portrait Milano, ospiterà Origin progetto di Audi in collaborazione con lo Studio Zaha Hadid, mentre Casa Cramer e Casa Ortelli ospiteranno From Vision to identity eTakeover: The society of objects di Hearst. Sempre in zona corso Venezia sarà possibile visitare Villa Mozart, grazie all'esposizione di singolari oggetti di misurazione del tempo The Perpetual Timekeeperideata da Richemont Italia con il designer Marc Newson. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>Villa Necchi Campiglio</strong> accoglierà un'esperienza, curata dal brand Gaggenau, dedicata alla fruizione lenta e consapevole e Palazzo del Senato, sede milanese dell'Archivio di Stato, ospiterà l'installazione, ideata e realizzata da Studio Ulises per Skoda, nello storico colonnato dell'edificio. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Confermata, inoltre, a <strong>Palazzo Serbelloni, </strong>l'iniziativa promossa da Louis Vuitton dedicata al concetto di viaggio. Palazzo Correnti, insieme all'edificio del SIAM (Società d'Incoraggiamento d'Arti e Mestieri), sarà quartier generale del distretto 5Vie. Palazzo Citterio ospiterà un'iniziativa promossa dalla Uzbekistan Art and Culture Development Foundation (ACDF), presentando un'installazione culturale dedicata al rinnovamento e all'artigianato contemporaneo della Regione del Karakalpakstan. Il progetto sviluppa un percorso immersivo che intreccia tradizione, identità e resilienza ambientale.</span><br><span>La corte interna e la Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi saranno trasformate da Rimadesio: nel cortile prenderà forma Aedes Memoriae, un'installazione artistica realizzata da Encor Studio che lavora su luce, trasparenza e percezione del tempo; la Sala Affreschi accoglierà invece R-Paradigm: un ambiente immersivo che costruisce un'esperienza narrativa continua. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><strong>Palazzo Donizetti</strong> accoglierà la quarta edizione de L'Appartamento by Artemest, un percorso espositivo che attraversa ambienti storici reinterpretati da studi internazionali. </span><span>Nella corte di Palazzo Clerici è previsto un percorso che integra l'architettura del palazzo trasformando la corte in un luogo di attraversamento e sosta allestito dallo studio milanese Studio Utte per Poliform. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nel palinsesto si inserisce quest'anno anche <strong>Palazzo Galbani</strong>, nei pressi della Stazione Centrale, che ospiterà la prima edizione milanese di Paris Internationale, piattaforma dedicata alle gallerie emergenti. Nel cortile di Palazzo Stampa di Soncino, Alessi presenta La Bella Tavola, un allestimento pop che rende omaggio a Ettore Sottsass. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Infine, la storica sede del <strong>Corriere della Sera</strong> di via Solferino sarà la casa dell'installazione promossa da RCS a cura di Mario Cucinella per riflettere sulla scarsità delle risorse e sulla necessità di progettare città e architetture che utilizzino meno materia. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Nei musei e nei teatri</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La Milano Design Week coinvolgerà anche i musei, gli spazi espositivi e i teatri della città, come il <strong>Teatro Gerolamo e la Mediateca Santa Teresa</strong>, a riprova del profondo legame esistente tra arte e design. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Simbolo del design milanese, <strong>l'ADI Design Museum</strong> presenta un programma articolato che include la mostra della XXIX edizione del Compasso d'Oro, affiancata da installazioni, esposizioni e progetti internazionali. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il <strong>CASVA – Centro di Alti Studi sulle Arti Visive</strong> presenta un approfondimento sul design italiano con la mostra dedicata allo studio DDL-De Pas, D'Urbino e Lomazzi, che indaga il rapporto tra progettazione, architettura e trasformazione dell'abitare. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le Cavallerizze del <strong>Museo Nazionale Scienza e della Tecnica Tecnologia Leonardo da Vinci</strong> ospitano progetti che esplorano il rapporto tra materia, percezione ed esperienza valorizzando i processi artigianali. </span><span>Grohe Aqua Sanctuary al <strong>Piccolo Teatro Studio Melato</strong> interpreta il design come esperienza sensoriale legata al benessere e all'acqua, trasformando lo spazio teatrale in un ambiente contemplativo e narrativo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Al <strong>Museo della Permanente</strong>, la mostra Opposites United promossa da Kia, propone installazioni immersive accompagnate da un programma culturale trasversale tra arte, design e pensiero contemporaneo. </span><span>Alla <strong>Fondazione Luigi Rovati, </strong>il progetto Renaissance of the Real di USM e Snøhetta invita il pubblico, attraverso un'installazione, a riscoprire la dimensione sensoriale e tangibile dello spazio. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Nei quartieri</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Eventi, iniziative, allestimenti interesseranno anche le zone meno centrali della città, rendendo la Milano Design Week sempre più diffusa nei quartieri, con progetti e istallazioni anche a <strong>Nolo, Feltre, Chiaravalle, Baggio, Dergano/Bovisa e Barona.</strong> </span><span>A Baggio Alcova torna a Milano riattivando temporaneamente spazi di grande valore storico e urbano: l'ex Ospedale Militare e Villa Pestarini, con un'esposizione diffusa dedicata al design contemporaneo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Alla Barona Superstudio Maxi presenta nove progetti sotto la direzione artistica di Giulio Cappellini che raccontano la città ideale come laboratorio culturale dedicato al design degli spazi pubblici.</span><br><span>Si consolida, a Nolo, l'appuntamento promosso da Dropcity e dedicato ai giovani designer. Per la Design Week 2026, gli ex depositi ferroviari di via Sammartini ospiteranno un programma che esplora il ruolo attivo della materia nel processo creativo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nel quartiere Feltre il progetto Pet Design District vede la partecipazione di aziende di arredo e product design dedicati al mondo pet, che approfondirà i temi della progettazione, sostenibilità e relazione uomo-animale. </span><span>I giovani designer rivestono un ruolo centrale nel progetto ideato da Paola Lenti negli spazi di un ex area industriale di 4.000 mq a Dergano, oggi trasformata in un esempio di moderna architettura bioecologica. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Temi prioritari dell'edizione 2026</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Come per le edizioni precedenti, il Comune ha chiesto agli operatori di prestare particolare attenzione ad alcuni temi prioritari tra cui: il design degli spazi pubblici, la valorizzazione e partecipazione dei giovani designer; l'utilizzo di soluzioni di economia circolare anche per i materiali di allestimento, la massima inclusività delle iniziative per le persone con disabilità sensoriali e motorie. Tra le priorità indicate dal Comune, anche per il 2026, l'invito ad adottare soluzioni per minimizzare l'utilizzo di auto private a favore della mobilità dolce incoraggiando l'utilizzo della rete di trasporto pubblico locale che, in occasione dei giorni della Design Week, sarà potenziato. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">La Milano Design Week per i giovani designer</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Attraverso l'avviso pubblico il Comune ha invitato gli operatori ad immaginare progetti e attività rivolte ai giovani e alle giovani designer, per favorire la loro partecipazione alla Milano Design Week 2026 e dare visibilità al loro lavoro. L'invito è stato accolto dal 35% degli operatori inseriti nel palinsesto: dai protagonisti di zona Tortona (Superstudio, Tortona Rocks e Tortona Area Lab), alle iniziative di Porta Venezia Design District e Isola Design Festival. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Anche quest'anno <strong>BASE Milano</strong> conferma la sua attenzione per il design emergente che sarà protagonista a con più di 80 progetti da 23 Paesi selezionati tramite call internazionale sul tema Hello Darkness, con forte focus su sostenibilità e urgenze sociali. Confermato anche per il 2026 Temporary Home, la residenza di BASE, che accoglie cinque giovani designer selezionati, che lavorano in spazi di open studio raccontando il loro processo creativo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>SuperPlayground, il progetto di <strong>Superstudio</strong> in un'inedita location alla Bovisa, è dedicato a realtà emergenti. Per rendere la settimana del design accessibile ai più giovani <strong>l'Istituto Europeo del Design</strong> porta la terza edizione di The Glitch Camp negli spazi dell'Ex Macello di Porta Vittoria, area oggi al centro di un grande progetto di rigenerazione urbana. Il campeggio urbano sarà anche l'anima della Terrazza di BASE, trasformata in uno spazio di vita collettiva. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Una settimana sempre più sostenibile e circolare</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Anche quella del 2026 sarà una Milano Design Week attenta alla sostenibilità ambientale e sociale.</span><br><span>Il 47% dei progetti accolti in palinsesto ha infatti adottato soluzioni circolari attraverso il riuso di allestimenti/materiale precedentemente utilizzato o grazie all'utilizzo di prodotti e materiali già presenti in città. </span><span>Tra le molte proposte sul tema, da segnalare il progetto <strong>Waste/Less</strong>, promosso da <strong>Milano Space Makers e Switch on Lab,</strong> che mira a ridurre e riciclare i rifiuti durante gli eventi; BASE Milano che propone sperimentazioni sul riuso con workshop dedicati; il progetto <strong>Future Memories</strong> di Roberto Sironi, presentato alla Galleria Rossana Orlandi e l'installazione di Michele De Lucchi con AMDL Circle per Ottagono che esplorano la trasformazione della materia dagli elementi recuperati.</span><br><span><strong>The New State of Materials </strong>è infine, il tema della mostra/evento a cura di Materially dedicata all'innovazione dei materiali, che esplora ricerca e applicazioni progettuali in partnership con la start-up innovativa Non Si Butta Via Niente. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Accessibilità per i portatori di disabilità</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Quasi il 52% delle iniziative presenti in palinsesto adotterà, secondo quanto dichiarato dagli operatori, soluzioni per garantire la piena accessibilità alle persone portatrici di disabilità sensoriali e motorie. In alcuni progetti, l'inclusività sociale giocherà un ruolo chiave: ad esempio, al Castello Sforzesco, nella Sala dei Pilastri, Stark presenta Albori, un'installazione esperienziale che prevede l'utilizzo di sistemi sia visivi che sonori, capaci di trasmettere suggestioni anche nel caso di disabilità sensoriali. Sullo stesso tema, A Journey Into Tabboo! World, ideato sulla base di un pattern creato dall'artista Stephen Tashjian, è progettato per garantire una fruizione inclusiva. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Design degli spazi pubblici</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Tra le proposte presenti in palinsesto, 75 operatori hanno presentato iniziative incentrate sulla progettazione degli spazi pubblici e sul ruolo del design nella costruzione di luoghi di aggregazione e socialità, tra questi Non Places di Unifor, lungo la passeggiata Pasternak che trasforma l'area in un luogo di sosta, incontro e socialità. Civicity, progetto del Nieuwe Instituut di Rotterdam e cheFare in collaborazione con l'Ambasciata e Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia, dedica una riflessione al design degli spazi pubblici come leva per migliorare la qualità urbana e le relazioni di comunità.</span><br><span>Il progetto Common Ground – Tunnel Boulevard si inserisce invece in un più ampio percorso di rigenerazione urbana, attivato grazie ad un Patto di Collaborazione tra l'Associazione T12- Lab e il Comune di Milano, che trasforma alcuni tunnel di NOLO in uno spazio pubblico aperto, accessibile e condiviso. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Design e manifattura, la valorizzazione dell'artigianalità</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Per l'edizione 2026 della Milano Design Week numerosi progetti sono finalizzati a valorizzare il ruolo dell'artigiano, dell'artista e della manifattura nel design. </span><span>Tra questi, la mostra Insieme ideata e curata da Sabato De Sarno, su invito di Vanity Fair, con un intervento dell'artista urbano JR sulla facciata della Piscina Cozzi, pone al centro il lavoro umano e il valore del processo creativo. </span><span>Il quartiere di <strong>Brera</strong> ospita Arts &amp; Crafts &amp; Design alla Casa degli Artisti, dove realtà come Fondazione Cologni, Creative Academy e Michelangelo Foundation si sono riunite con l'obiettivo di promuovere le nuove generazioni di artigiani e reinterpretare i saperi tradizionali. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Terrain di Officine Saffi Lab e Hannes Peer, esplora la ceramica come materiale architettonico e linguaggio espressivo, restituendo centralità alla dimensione artigianale. Infine, il programma promosso dall'Associazione Assab One per le arti contemporanee con Garro Editions, intreccia arte, tessile e design e la mostra promossa da Oda sugli sketchbook esplora i percorsi creativi di 12 artisti. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Donne &amp; design</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La Milano Design Week si fa strumento di cambiamento attraverso una serie di progetti dedicati a designer donne e incentrati sull'empowerment femminile. In questo contesto si inseriscono iniziative come <strong>MUTANTI – Corpi, menti, materia in trasformazione, promosso da DcomeDesign</strong>, format dedicato alle donne del design. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'installazione <strong>Corpografia – Paesaggio di Donna</strong> di Sara Ricciardi Studio per Torneria Tortona, è un omaggio ad Elsa Schiepparelli che indaga il tema del femminile nel presente attraverso forme organiche e accoglienti; Il Giardino delle Meraviglie, che valorizza il ruolo delle progettiste e delle autrici contemporanee, mette in relazione design, cultura e dimensione sociale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Equilibria di 5vie, inoltre, presenta progetti artistici che affrontano il tema del femminile, come Jōmon: un inno per le madri per riflettere sulla maternità come esperienza complessa e generativa e Guatemala disegna con le mani che restituisce centralità al lavoro delle donne artigiane, valorizzando saperi tradizionali e processi produttivi condivisi. </span><span>La forte presenza in città di progettiste, curatrici e autrici tra cui Natalie Du Pasquier, Annabel Karim Kassar e Stephanie Marin, è espressione del contributo delle donne come protagoniste attive del design contemporaneo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Ecosistema formativo del design</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'ecosistema formativo si conferma un punto di riferimento per l'innovazione del settore: gli studenti delle principali università e accademie milanesi, tra cui Politecnico di Milano, NABA, Raffles, Domus Academy, Istituto Secoli, Creative Academy, Fondazione Cova, saranno i protagonisti di diverse iniziative promosse direttamente o realizzate in collaborazione con importanti brand di settore. Anche diverse scuole e istituti della città sono presenti in palinsesto con progetti che coinvolgono gli studenti allo scopo di avvicinare anche i più giovani al mondo del design. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nell'ambito della formazione superiore, si distinguono progetti che mettono al centro la ricerca e la sperimentazione progettuale, come Interdependance: past, present, future del Politecnico di Milano, che coinvolge oltre 50 scuole di design internazionali riflettendo sul rapporto tra design e dimensione temporale. Allo stesso modo Raffles Milano coinvolge gli studenti delle sedi di Milano e di Jakarta in progetti e mostre in giro per la città. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A queste esperienze si affiancano progetti applicativi sviluppati in collaborazione con il sistema produttivo, come l'iniziativa promossa da Assolombarda con Fondazione ITS Rosario Messina – Artwood Academy e Politecnico di Milano, in cui gli studenti lavorano a stretto contatto con le imprese per la realizzazione di prototipi, sperimentando materiali e processi reali. Il progetto Uniform &amp; Visual Project dell'Istituto Secoli, coinvolge studenti ed ex studenti nella creazione di una giacca-uniforme gender neutral per il distretto di Porta Venezia in un'ottica di economia circolare. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Unfold 2026 è un progetto della NABA che, attraverso un'open call rivolta a 20 università di design provenienti da 14 paesi, invita gli studenti ad esplorare il design come strumento capace di interpretare e trasformare tensioni e divergenze. Nella sede della Fondazione Cova i visitatori potranno esplorare una selezione di progetti sviluppati dagli studenti nell'ambito della digital fabrication. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Accanto alla formazione accademica o post diploma, un ruolo rilevante è svolto anche dalle scuole milanesi che partecipano alla Design Week con progetti didattici e sperimentali. Tra questi il Liceo Carducci, l'IIS Caterina da Siena e l'Istituto Comprensivo Giusti D'Assisi. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">La moda nella Milano Design Week</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Moda e design si incontreranno anche nel 2026: torna Milano Moda Design, il palinsesto promosso da Camera Nazionale della Moda Italiana che accoglie le iniziative dedicate alle home collection di numerosi brand del fashion. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Inoltre, numerosi progetti in città interpretano il dialogo tra moda e design in chiave culturale e sperimentale. Tra questi, Memoria ai Chiostri di San Simpliciano propone una riflessione sull'identità di Gucci come laboratorio creativo. H&amp;M HOME sviluppa un percorso espositivo all'interno di Palazzo Acerbi che unisce linguaggio domestico e ricerca progettuale contemporanea. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nel Quadrilatero, gli interventi di Longchamp e Ralph Lauren in via della Spiga trasformano la facciata delle sedi in una "pelle architettonica" temporanea che dialoga con lo spazio urbano.</span><br><span>In via Savona Tod's propone un percorso di ispirazione museale che valorizza il design italiano del secondo Novecento e il patrimonio manifatturiero del Made in Italy. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Missoni nel suo showroom di via Solferino, dà vita a un macchinario per la produzione di filati, rendendo visibile il processo creativo. Il progetto Asics Kinetic Play Scape esplora il rapporto tra corpo, movimento e spazio. Il benessere è al centro anche del progetto di Zara alla Palazzina Appiani.</span><br><span>Ricco anche il palinsesto degli appuntamenti promosso dall'Associazione Montenapoleone District che coinvolge l'intero Quadrilatero della Moda. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Milano home of design dal 17 aprile</h3>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Anche per quest'anno YesMilano, per la Milano Design Week e il Salone del Mobile, lancia la campagna "Milano Home of Design" prevista in affissione a partire dal 17 aprile. Le immagini, realizzate da Agnese Bedini e Alessandro Saletta di DSL Studio, con l'apporto della creatività di The Cuddly Pets of Komodo, rappresentano una città costruita su stratificazioni di diverse epoche e ispirazioni di design, in cui la monumentalità delle architetture convive con l'attenzione per il particolare, perché ogni icona è anche un dettaglio, ogni dettaglio è già design. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Sull'onda del successo delle Pins Olimpiche, YesMilano ha inoltre ideato una Capsule Collection ispirata alla campagna e composta da tote bag, t-shirt, portachiavi e poster, per rendere omaggio alla città e al suo patrimonio creativo attraverso una selezione di oggetti in edizione limitata, disponibili per acquisto in alcune edicole situate nei distretti del design.</span><br><span> </span><br><span>Il palinsesto ufficiale della Milano Design Week 2026 e la guida agli eventi saranno disponibili sul sito </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=A%3dMaGhPU%26x%3dZ%260%3dTJfRU%261%3dbVUEhUR%267%3dFFK2Q_Drex_Ob_4yoq_Dn_Drex_Ng9UI.PqQ90x90F.uR_Drex_NgmPF0oM80_4yoq_DnwE6CBIuKw-DuJwE1-B1JuE0-NqC7%265%3dySEMoZ.066%26GE%3dYGfMaD%26RE%3dSLZRaFhNREaUUJ%26F%3dRULdPXI9QXmCSaFaQaGBUUIA16rcx6mAyaCYT4IgOUKDP9w2mRFa1RDaVRGCVSEYVYCB&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Yesmilano.</a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>“Anagnorisis” al Teatro Serra la rivelazione femminile nel mito</title>
<link>https://www.italia24.news/Un-m-anifesto-sulla-ricerca-identitaria-del-femminile-contemporaneo</link>
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<description><![CDATA[ Al Teatro Serra di Napoli “Anagnorisis”, rivelazione femminile di Francesca Esposito. Una produzione “Teatro nudo” con Adriana D’Agostino e Anna Bocchino. Dal 17 al 19 aprile, in Via Diocleziano 316 ]]></description>
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 01:29:19 +0200</pubDate>
<dc:creator>Simona Pasquale</dc:creator>
<media:keywords>Teatro Serra di Napoli</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: black; mso-themecolor: text1;">Debutta al <b>Teatro Serra</b> di <b>Napoli</b> <b>“Anagnorisis”</b>, manifesto femminile sulla ricerca identitaria alla luce dei miti, scritto e diretto da <b>Francesca Esposito</b>. Una produzione <i>“Teatro Nudo”</i> con <b>Adriana D’Agostino</b> e <b>Anna Bocchino</b>. Foto di scena <b>Francesco D’Ambrosio</b>. </span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">In <i>Via Diocleziano 316</i><span style="color: black; mso-themecolor: text1;">, dal <b>17</b> al <b>19 aprile</b> (<i>venerdì</i></span> e <i>sabato</i> ore <b>21:00</b>, <i>domenica</i> ore <b>18:00</b>). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: black; mso-themecolor: text1;">In greco l’Anagnorisis è ‘la rivelazione’, l’istante in cui qualcosa si mostra per ciò che è, e non può più essere ignorata. “Come donne siamo sempre alla ricerca di una nostra identità ma, non sentendoci rappresentate da nessun personaggio antico, abbiamo deciso di raccontare la nostra indagine sull’unità nella molteplicità, simboleggiata dagli specchi” dice la drammaturga che propone un percorso onirico, ambientato in uno spazio scenico composto da frammenti di specchio, superfici spezzate che moltiplicando le visioni, creano un paesaggio mentale abitato da due figure, altrettante parti di una stessa donna, impegnate in un processo metateatrale che ripropone, destrutturando, le storie delle eroine tragiche: <i>Arianna</i>, <i>Medea</i>, <i>Ifigenia</i> fino a <b>Dafne</b> e <b>Antigone</b> corpo trasfigurato per sottrarsi alla violenza l’una, incarnazione della disobbedienza l’altra, ma anche emblema di un eroismo femminile che sembra possibile solo attraverso il sacrificio. Una riflessione sugli archetipi muliebri, le narrazioni e gli stereotipi che ancora condizionano giudizi, pensieri e possibilità che trasforma il riconoscimento tragico, in un atto di consapevolezza critica. Il cammino di una coscienza che tenta di decifrare e contestare i modelli ereditati, in cui il Mito non appare – non è – una eco del passato, ma un dispositivo ancora attivo che alimenta le forme, esplicite o sotterranee della violenza simbolica e culturale.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: black; mso-themecolor: text1;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">“Anagnorisis”</span></b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"> <span style="color: black; mso-themecolor: text1;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">testo e regia Francesca Esposito<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">con Adriana D’Agostino e Anna Bocchino <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">foto di scena, Francesco D’Ambrosio <span style="mso-spacerun: yes;">  </span><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">produzione, Teatro Nudo <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">venerdì 17 aprile 2026 ore 21:00 <o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">sabato 18 aprile 2026 ore 21:00 <o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">domenica 19 aprile 2026 ore 18:00 </span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">Contatti</span></b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;">: <a href="mailto:teatroserra@gmail.com">teatroserra@gmail.com</a></span></p>
<p class="MsoFooter" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin;"><o:p> </o:p></span></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Al Teatro Serra la satira di René de Obaldia</title>
<link>https://www.italia24.news/Due-donne-mettono-in-scena-una-divertente-e-grottesca-commedia-dell%E2%80%99assurdo</link>
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<description><![CDATA[ Al Teatro Serra di Napoli “Les confidences entre Julie et la madame” ispirato a René de Obaldia. Con Salvatore Amabile e Antonio Musella. Regia Davide Rossetti. Dal 10 al 12 aprile, in Via Diocleziano 316 ]]></description>
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 00:34:20 +0200</pubDate>
<dc:creator>Simona Pasquale</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span style="font-size: 16pt;">Con <b>“Les confidences entre Julie et la madame”</b> <b>dialogo impossibile a due voci folli</b>, approda al <b>Teatro Serra</b> di <b>Napoli</b> una satira dell’assurdo, liberamente ispirata a <i>“Le défunt”</i> di <i>René de Obaldia</i>. Una produzione <i>“Il nudo dell’anima”</i> per la regia di <b>Davide Rossetti</b> con <b>Salvatore Amabile</b> e <b>Antonio Musella</b>. A <i>Fuorigrotta</i>, in <i>Via Diocleziano 316</i> dal <b>10</b> al <b>12 aprile</b> (<i>venerdì</i> ore <b>21:00</b>, <i>sabato</i> ore <b>19:00</b>, <i>domenica</i> ore <b>18:00</b>). </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Rappresentato per la prima volta nel 1957 al <i>“Theatre de Lutece”</i> di Parigi, lo spettacolo racconta l’incontro tra due donne (qui interpretate da due uomini): <b>Julie</b> e <b>Madame de Grampon</b>, moglie e amante del compianto <b>Vittorio</b>. “Ho sempre rifuggito l’idea di assegnare un genere preciso ai personaggi, pertanto non è uno spettacolo di drag queens, ma un’opera in cui due uomini si cimentano con autoironia in un ruolo diverso” dice il regista. Tra le due si sviluppa un dialogo surreale che culmina in un delirio poetico durante il quale l’amante, ancora morbosamente legata ai propri ricordi, scopre con sconcerto – e dalla moglie in persona! – vizi e malefatte sconosciute del suo innamorato; un crescendo di aneddoti al termine del quale, si danno appuntamento al giorno successivo per ripetere, ossessivamente, la stessa grottesca mascherata. Finché un colpo di scena mette in discussione la loro stessa identità e il senso di quanto accaduto, in un gioco di compiacimento del dolore in cui l’elemento maschile accentua i toni tragicomici. Il ritorno alla realtà delle protagoniste avviene attraverso il linguaggio polemico contemporaneo, dalle parole svuotate di ogni senso comunicativo, che nasconde il bisogno di cercare una continuità tra vita e morte, simbolicamente affidata a danze mistiche di terre lontane. </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span lang="EN-US" style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif; mso-ansi-language: EN-US;">“Les confidences entre Julie et la madame”<o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">di René de Obaldia<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">con Salvatore Amabile e Antonio Musella <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">regia e coreografie, Davide Rossetti <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">produzione “Il nudo dell’anima” <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">venerdì 10 aprile 2026 ore 21:00 <o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">sabato 11 aprile 2026 ore 19:00 <o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">domenica 12 aprile 2026 ore 18:00</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">Info: <i><a href="mailto:teatroserra@gmail.com">teatroserra@gmail.com</a></i> </span></b></p>
<p class="MsoFooter" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif;"><o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Viaggiodanza Academy itinerante: per la prima volta in Sicilia</title>
<link>https://www.italia24.news/viaggiodanza-academy-itinerante-per-la-prima-volta-in-sicilia</link>
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<description><![CDATA[ Quando la danza incontra nuovi orizzonti. A Catania l’11 e 12 aprile: un approdo che è anche una partenza ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 16:37:10 +0200</pubDate>
<dc:creator>Silvia De Cesare</dc:creator>
<media:keywords>danza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: 'Book Antiqua', serif;">Ci sono luoghi che non sono solo tappe, ma nuovi inizi. Ci sono momenti in cui un viaggio si allarga, incontra nuove energie, accoglie storie diverse e le trasforma in un’unica, grande esperienza condivisa. <o:p></o:p></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Per la prima volta, <b>viaggioDANZA® Academy Itinerante</b> approda in <b>Sicilia</b>, portando con sé molto più di un evento: una visione, una comunità, un modo di vivere la danza che unisce formazione, passione e futuro.<o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">L’11 e 12 aprile 2026: Catania punto d’incontro di centinaia di giovani danzatori </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Aspiranti professionisti pronti a mettersi in gioco, a crescere, a trasformare il movimento in possibilità. Una tappa attesa, resa ancora più significativa dal patrocinio del <b>Comune di Catania</b>, che riconosce il valore culturale e formativo del progetto. <o:p></o:p></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Ad accogliere il tour sarà <b>Scenario Pubblico – Centro di Produzione della Danza riconosciuto dal MIC</b>, uno spazio simbolo della ricerca e della contemporaneità, dove la danza si crea, si sperimenta e si vive. <o:p></o:p></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Qui, oltre <b>100 ballerini provenienti da più di 30 scuole di tutta Italia</b> (dal Veneto alla Campania, dalla Puglia alla Lombardia, fino alla Calabria) si incontreranno per condividere due giornate intense, fatte di studio, emozione e crescita.<o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Le lezioni e i maestri ospiti</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Ogni lezione sarà un’occasione per superare i propri limiti, ogni incontro un’opportunità per scoprire nuove possibilità. Classico, modern, contemporaneo e musical style si intrecciano in un percorso guidato da maestri e coreografi di rilievo internazionale: <b>Piero Martelletta, Gisella Zilembo, Melania Liotta, Mariarosa Verduci, Milena Di Nardo, Alessio Guerra e Alessio Di Stefano</b>. <o:p></o:p></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Non semplici lezioni, ma esperienze capaci di accendere consapevolezza, rafforzare identità e dare forma al talento. Durante le giornate, il lavoro in sala si trasforma in occasione concreta: gli <b>awards viaggioDANZA®</b> vengono assegnati direttamente ai ballerini, insieme a borse di studio e riconoscimenti che aprono nuove strade, in Italia e all’estero.<o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Lo show case finale</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Il momento più emozionante arriva con il <b>grande Show Case finale</b>, dove ogni partecipante diventa protagonista di un racconto collettivo fatto di energia, condivisione e appartenenza. Un palco che non giudica soltanto, ma accoglie, valorizza e restituisce senso a ogni passo compiuto. <o:p></o:p></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Accanto al percorso Tour, la tappa di Catania ospita anche il <b>Percorso Master – Modern e Contemporaneo</b>, pensato per i danzatori più avanzati che scelgono di spingersi oltre. <o:p></o:p></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Un’esperienza intensiva, dove la tecnica incontra la visione e la formazione si apre a prospettive internazionali, grazie alla guida di <b>Santo Giuliano, Alex Atzewi, Simona Fichera e Paolo Antonuccio</b>. Qui il talento viene osservato, accompagnato e orientato, trasformando lo studio in opportunità concreta.<o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Talent Edu: il cuore pulsante del progetto</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"><b>ViaggioDANZA Talent Edu</b>, un programma che guarda davvero ai giovani danzatori, li segue, li sostiene e li accompagna nel loro percorso. Non solo selezione, ma cura del talento: borse di studio, percorsi formativi e occasioni reali che permettono a molti di continuare a studiare, crescere e costruire il proprio futuro artistico. <o:p></o:p></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">La tappa di Catania non è solo una novità geografica: è un segnale forte, un ponte tra territori, un nuovo capitolo di un viaggio che continua ad allargarsi. <o:p></o:p></span></span><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"><span style="font-size: 12pt;">Perché <b>viaggioDANZA® Academy Itinerante</b> è una rete che connette scuole, maestri e sogni. È uno spazio dove ogni danzatore può sentirsi visto, accolto, valorizzato. È un percorso che insegna a credere nel proprio talento, passo dopo passo. E soprattutto, è la prova che la danza non è solo tecnica o performance. È incontro, è crescita, è condivisione.</span><o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Women Today 2026: all’Ex Fornace di Milano uno sguardo sulla femminilità contemporanea con “Cittadinanze visive”</title>
<link>https://www.italia24.news/women-today-2026-allex-fornace-di-milano-uno-sguardo-sulla-femminilita-contemporanea-con-cittadinanze-visive</link>
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<description><![CDATA[ L’Istituto Italiano di Fotografia presenta la terza edizione del format espositivo “Women Today. Liberi sguardi sull’universo femminile”,  una rassegna che vuole raccontare le diverse sfaccettature della femminilità contemporanea filtrata dallo sguardo di giovani fotografe e fotografi dell&#039;istituto ]]></description>
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 11:56:42 +0200</pubDate>
<dc:creator>Ruth.Abaja</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-4f48e26b-7fff-768a-803d-88999590bef3"><span>«Cittadinanze Visive prende forma dalla ridefinizione dello sguardo come strumento critico: non si limita a osservare il femminile, ma si configura come pratica politica situata, in grado di interrogare le condizioni civili, sociali e culturali in cui il femminile si manifesta», è così che si apre la terza edizione, della mostra fotografica “</span><a href="https://www.istitutoitalianodifotografia.it/eventi/mostra-collettiva-women-today-liberi-sguardi-sulluniverso-femminile-4/" target="_blank" rel="noopener"><span>Women Today. Liberi sguardi sull’universo femminile</span></a><span>” presentata dall’<strong>Istituto Italiano di Fotografia.</strong></span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La mostra collettiva è ospitata presso gli spazi <strong>dell’Ex Fornace di Milano dal 21 al 30 marzo 2026</strong>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il tema “<strong>Cittadinanze visive</strong>” si propone come una sfida, ovvero: mettere in discussione lo sguardo critico sia dei fotografi e delle fotografe sia degli spettatori e delle spettatrici. «I tredici lavori esposti indagano il dispositivo stesso del vedere, chiedendosi chi guarda, da quale posizione e con quale potere. In un contesto in cui le immagini partecipano alla costruzione di gerarchie, stereotipi e meccanismi di esclusione, la mostra propone una riflessione sulla libertà di guardare come pratica di giustizia. Lo sguardo si sviluppa come gesto etico e politico, riconoscendo l’altro come soggetto, sottraendolo alla riduzione a oggetto di consumo visivo e contribuendo alla formazione di una visione comunitaria, consapevole e responsabile», descrive <strong>Valeria Cherchi</strong>, docente dell’Istituto Italiano di Fotografia.</span></p>
<p></p>
<h2>Cittadinanza e femminilità </h2>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il concetto di “<strong>Cittadinanza</strong>” viene rielaborato al di fuori del significato di status legale diventando così una <strong>condizione relazionale e visiva</strong>: il rapporto tra chi scatta, chi è ritratto e chi osserva, dove le immagini, i colori, gli sguardi, le parole e i contesti socio-culturali costituiscono i “nuovi elementi anagrafici” che caratterizzano il documento. </span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Attraverso questa lettura di Cittadinanza, <strong>lo sguardo sul femminile viene ricontestualizzato</strong> attraverso gli scatti e le composizioni delle opere presentate: un esempio è “<strong>Vedo</strong>” di <strong>Michele Tomanelli</strong> in cui propone una riflessione, attraverso archivi, interviste e fotografie, sulla presenza delle donne nella scienza e sulle modalità con cui vengono rappresentate e riconosciute; il lavoro di Tomanelli nasce da questa contraddizione: essere presenti non significa essere realmente visibili.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>I progetti mostrano come il femminile spazia attraverso vari contesti come quello <strong>lavorativo, urbano e territoriale, </strong>con forti e profondi temi legati al <strong>gender, all'identità e alla memoria storica</strong>, fino a contesti più <strong>intimi e introspettivi</strong>, che raccontano di esperienze personali legate anche al proprio corpo, come ad esempio in “<strong>Wounded Cycles</strong>” di <strong>Amber Brugman</strong>, dove l'autrice esplora il rapporto tra trauma intergenerazionale e squilibri ormonali femminili a partire dalla propria esperienza di endometriosi e sindrome dell'ovaio policistico (PCOS); il suo obiettivo è creare uno spazio di riconoscimento e vulnerabilità, promuovendo una visione più ampia della salute femminile.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Forte è anche il tema dell'<strong>identità contemporanea</strong> presente nell'opera “<strong>Tunanteras</strong>” di <strong>Luigi Colonna</strong> dove, attraverso opere digitali e fisiche, ritrae tre giovani danzatrici peruviane di seconda generazione che eseguono la danza della tradizione andina <strong>Tunantada</strong>: l'opera rappresenta simboli ancestrali in chiave contemporanea e reinterpreta nuove geografie e generazioni esplorando l'identità contemporanea e il senso di appartenenza della comunità peruviana a Milano.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Tunanteras è per dare significato e valore alle donne che ballano questa danza tradizionale e che all'inizio veniva danzata solamente da maschi; è anche una forma di rivendicazione femminile e, in questo caso, anche andina: io provengo da questa città andina che si chiama Huancayo, in Perù e per me è bello collaborare con questi progetti fotografici e portare la Tunantada, questa danza ancestrale, e fondere questo passato e presente, ancestrale e contemporaneo, che è quello che rappresentiamo anche noi ragazze di seconda generazione», afferma <strong>Rocío Taza García</strong>, una delle protagoniste degli scatti che ha contribuito all'opera multimediale.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Curata dalla fotografa e docente <strong>Valeria Cherchi</strong>, l’esposizione è patrocinata da <strong>Regione Lombardia</strong> e <strong>Municipio 6</strong> del <strong>Comune di Milano</strong> e propone un percorso che usa la fotografia per interrogare identità, rappresentazione e visibilità nello spazio pubblico e privato.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano Art Week 2026: dal 13 al 19 aprile la decima edizione della settimana dedicata all&amp;apos;arte in tutte le sue forme</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-art-week-2026-dal-13-al-19-aprile-la-decima-edizione-della-settimana-dedicata-allarte-in-tutte-le-sue-forme</link>
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<description><![CDATA[ Dal 13 al 19 aprile 400 appuntamenti e 200 realtà trasformano Milano in un palcoscenico diffuso dedicato all&#039;arte contemporanea. Sette di giorni di mostre, talk e performance animano la città con un programma diffuso tra musei, fondazioni e spazi indipendenti ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 09:59:43 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Torna <strong>dal 13 al 19 aprile Milano Art Week</strong>, la settimana dedicata <strong>all'arte contemporanea</strong> promossa dal <strong>Comune di Milano</strong> in concomitanza con <strong>miart</strong>, la fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea organizzata da <strong>Fiera Milano</strong> che si svolgerà dal 17 al 19 aprile. </span><span>Con oltre 400 appuntamenti promossi da 230 realtà, questa decima edizione di Milano Art Week è coordinata da <strong>Arte Totale ETS</strong>, associazione che riunisce ArtsFor_, Artshell e MAC Milano Art Community, ed è realizzata grazie al main sponsor Banca Generali. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Anche quest'anno Milano si conferma un crocevia internazionale per l'arte contemporanea, offrendo a cittadini e visitatori un programma ricco e diffuso che attraversa l'intero tessuto urbano – afferma l'assessore alla Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong> –. La decima edizione di Milano Art Week accompagna la trentesima edizione di miart, che coglie l'occasione di questo anniversario per innovarsi profondamente, ma abbraccia anche l'arrivo di Paris Internationale, la piattaforma indipendente fondata a Parigi nel 2015, che per la sua prima edizione al di fuori della Francia sceglie Milano, confermando la centralità della nostra città sulla scena artistica europea e internazionale». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma delle mostre e delle inaugurazioni nei musei cittadini rappresenta il cuore della Milano Art Week, articolandosi in progetti che attraversano linguaggi, generazioni e prospettive della ricerca artistica contemporanea. Tra le novità della decima edizione va segnalato <strong>Ghost Track</strong>, il progetto nato dalla collaborazione tra i <strong>Musei Civici del Comune di Milano e MAC – Milano Art Community</strong>, associazione che riunisce oltre 30 realtà tra gallerie, fondazioni, istituzioni e spazi no-profit della scena artistica contemporanea milanese. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Una serie di interventi di artisti contemporanei dialoga con le collezioni permanenti di musei e istituzioni culturali cittadine non dedicate all'arte moderna e contemporanea – tra cui i <strong>Musei del Castello Sforzesco, il Civico Museo Archeologico, il Museo di Storia Naturale, l'Acquario Civico</strong> e il <strong>Museo del Risorgimento</strong> – come veri e propri contrappunti visivi accanto alle opere storiche, inseriti nelle vetrine o nei percorsi espositivi. Interventi che non alterano la fruizione consueta, ma introducono nuovi livelli di lettura. Un progetto che invita il pubblico a riscoprire i musei cittadini e a vivere il patrimonio culturale in modo rinnovato, rafforzando al tempo stesso i legami all'interno della comunità artistica e museale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il Comune di Milano rinnova inoltre la partnership con <strong>Democracy and Culture Foundation e The New York Times, </strong>che in collaborazione con <strong>Milano &amp; Partners</strong> e grazie al supporto di DILS promuove <strong>Art for Tomorrow Talks – The Blurry Border Between Design &amp; Art</strong>: il 14 aprile all'Acquario Civico voci internazionali si interrogano sul confine tra arte e design.</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Tra gli appuntamenti più attesi di questa edizione di Milano Art Week figurano la mostra <strong>THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER al PAC Padiglione d'Arte Contemporanea </strong>– che il 13 aprile apre la Milano Art Week con la performance dell'artista australiano Marco Fusinato – e l'opera site-specific <strong>Παρνασσός / Parnassus</strong> creata appositamente da Letia (Letizia Cariello) per la Sala del Parnaso alla <strong>GAM – Galleria d'Arte Moderna. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il <strong>Museo del Novecento</strong> prosegue e rafforza il lavoro di valorizzazione della propria collezione attraverso una serie articolata di nuovi progetti che intervengono in modo puntuale e diffuso sugli spazi e sui dispositivi espositivi del museo: <strong>salut! hallo! hello! di Diego Marcon</strong> entra a far parte della <strong>Collezione ACACIA</strong> donata al Museo, mentre il programma <strong>FOCUS900</strong> si arricchisce con <strong>Vedere l'aria di Bruno Munari</strong>; al piano terra, la "quadreria" del FORUM900 rinnova il percorso permanente attraverso una selezione di opere contemporanee entrate in collezione negli anni, e <strong>LOUNGE900</strong> presenta il riallestimento di una selezione di opere della Collezione Spagna Bellora.</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A <strong>Palazzo Reale</strong> prosegue il programma espositivo con <strong>Le Alchimiste</strong>, la nuova imponente mostra di <strong>Anselm Kiefer; Metafisica/Metafisiche, Robert Mapplethorpe</strong>. <strong>Le forme del desiderio e i Macchiaioli</strong>. <strong>Al MUDEC – Museo delle Culture continua Il Senso della Neve</strong>, insieme all'installazione site-specific <strong>The Moment the Snow Melts di Chiharu Shiota; </strong>al <strong>Castello Sforzesco</strong> prosegue <strong>Leonardo Parlante</strong>, progetto di <strong>Sabrina D'Alessandro</strong> che recupera dal <strong>Codice Trivulziano</strong> i vocaboli "altrimenti smarriti" di Leonardo.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Viene inoltre inaugurato il completamento di <strong>ArtLine Milano</strong>, il parco d'arte contemporanea all'interno di <strong>CityLife</strong>: un museo a cielo aperto che riunisce 20 opere site-specific di artisti internazionali e under 40. L'ultima installazione è <strong>Octospider di Jeremy Deller</strong>, che sarà presente all'inaugurazione. Per l'occasione sarà presentato anche il catalogo del progetto.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Sempre il 13 aprile l'installazione <strong>DENTRO LA METAMORFOSI dell'artista Cristina Finucci al Museo di Storia Naturale di Milano inaugura TRACCE</strong>, il primo dei quattro capitoli del nuovo programma multidisciplinare dei <strong>Musei Scientifici</strong> dedicato al dialogo tra scienza e cultura, che si completa con la mostra <strong>ANTARCTICA MELTING BEAUTY. AURORA</strong> all'Acquario di Milano, nata dall'incontro tra la ricerca fotografica di Paola Marzotto e il lavoro di divulgazione e ricerca dell'istituto.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A queste proposte si affiancano quelle di istituzioni private come <strong>Fondazione Prada</strong>, dove saranno in corso il nuovo progetto multimediale di <strong>Cao Fei</strong> e l'intervento site-specific di <strong>Mona Hatoum</strong> nella sede di largo Isarco, mentre nella sede dell'Osservatorio sarà ancora visibile il progetto di <strong>Hito Steyerl</strong>. <strong>Pirelli HangarBicocca</strong> presenta <strong>The House That Jack Built</strong>, retrospettiva sulla trentennale ricerca di <strong>Rirkrit Tiravanija</strong> intorno alla pratica spaziale e architettonica, e <strong>Rebecca</strong>, prima grande mostra istituzionale di <strong>Benni Bosetto</strong>, che il 18 aprile 2026 si attiva con un'intera giornata di performance. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Negli spazi di <strong>Triennale Milano</strong>, la monografica <strong>Andrea Branzi</strong> by <strong>Toyo Ito</strong>: <strong>Continuous Present</strong> riflette sulle intersezioni tra arte, architettura e design. Il programma espositivo si amplia con una serie di mostre dedicate al progetto e alla cultura visiva del Novecento e contemporanea, tra cui <strong>BARBER | OSGERBY. ALPHABET, THE RHYTHM OF THE EYE. DON BRONSTEIN AND THE CHICAGO JAZZ SCENE 1953–1968 e Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity</strong>, accanto a <strong>CASA LANA DI ETTORE SOTTSASS</strong> e al percorso del <strong>Museo del Design Italiano</strong>, che propone una rilettura aggiornata della collezione permanente.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma della Milano Art Week si estende poi ad altre istituzioni cittadine, tra cui <strong>l'Istituto Svizzero</strong>, con la mostra di <strong>Romane de Watteville</strong> e la serata di proiezioni dedicata ai <strong>20 anni di Mousse Magazine.</strong> E poi ancora <strong>Fondazione ICA Milano, Fondazione Luigi Rovati, Gallerie d'Italia – Milano, Museo Poldi Pezzoli, Museo Bagatti Valsecchi, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, ADI Design Museum</strong> che ospita la mostra dei partecipanti alla <strong>XXIX edizione del Premio Compasso d'Oro. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Questo sistema si amplia ulteriormente grazie alla presenza di fondazioni private, spazi indipendenti e realtà associative, che partecipano alla costruzione di un programma articolato e plurale. Le fondazioni attive sul territorio milanese sviluppano mostre e programmi pubblici dedicati alla ricerca contemporanea; tra queste <strong>Fondazione Officine Saffi con Francesco Simeti. Questa stanza non ha più pareti; Fondazione Terzoluogo che, insieme all'Ufficio Arte nello Spazio Pubblico del Comune di Milano e al Municipio 7, presenta Libertà del collettivo Boa Mistura; e ancora Fondazione Adolfo Pini, Fondazione Fiera e Fondazione Rancilio e Fondazione Elpis</strong>, che ospita un evento speciale in occasione della mostra <strong>Smooth Operator di Villiam Miklos Andersen</strong>: un DJ set accompagnerà una lecture performance e una serie di interventi performativi, intrecciando musica, parola e azione.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Parallelamente, gli spazi indipendenti e le realtà associative – tra cui <strong>Archivio Vincenzo Agnetti</strong> con <strong>Vincenzo Agnetti: Sul Potere, BASE Milano, Casa degli Artisti, Assab One e VIAFARINI</strong> – propongono un insieme articolato di mostre, installazioni e progetti che riflettono la pluralità delle pratiche contemporanee, ridefinendo attivamente i confini tra arte e design, spazio pubblico e spazio privato. In questo contesto si inseriscono interventi come <strong>Paper/Northern Lights di Gianni Pettena</strong> negli spazi di <strong>BiM – il progetto di rigenerazione urbana di un intero isolato nel cuore di Bicocca</strong> – presentato per la prima volta nella sua interezza a Milano dopo la realizzazione del 1971 al Minneapolis College of Art and Design – che mette in discussione l'idea tradizionale di spazio espositivo trasformandolo in una struttura aperta, attraversabile e continuamente ridefinita dal pubblico; così come <strong>Una Porta per il Casello di Mohammed El Hajoui,</strong> progetto site-specific che trasforma gli spazi <strong>dell'Open Casello di Porta Genova </strong>in un nuovo polo di aggregazione, e <strong>IDIORYTHMIA – RE-U dello studio smarin</strong>, che rende la <strong>Ground Hall di BASE</strong> un organismo adattivo, capace di mutare configurazione e funzione in relazione alle comunità che lo abitano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Alla <strong>Casa degli Artisti</strong>, il duplice progetto di <strong>Ugo La Pietra – ERBARIO e GLI INVASATI</strong> – sviluppa una riflessione sulla diversità, la memoria e la relazione tra individuo e ambiente, mentre <strong>Assab One</strong> inaugura un programma che attraversa arte e design con mostre che coinvolgono, tra gli altri, <strong>Alice Fiorilli, Marco Palmieri, Luca Pancrazzi e Garros Edition</strong>, in dialogo con una nuova opera site-specific sulla facciata.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Un ruolo centrale è inoltre svolto dalle <strong>gallerie milanesi</strong> che, durante la settimana, inaugurano nuove mostre e presentazioni speciali contribuendo ad animare il tessuto culturale della città e a rafforzare il dialogo tra artisti, curatori, collezionisti e pubblico. Tra queste, solo per citarne alcune, le personali di <strong>Kim Bohie e Pierpaolo Campanini</strong> e l'installazione open air di <strong>Simone Fattal da kaufmann repetto; Man Ray: M for Dictionary da Gió Marconi; la mostra di Gabrielle Goliath alla Galleria Raffaella Cortese; When The Sun Sets da Ncontemporary</strong>; In attesa del tempo di <strong>Luciano Sozio alla Galleria Arrivada.</strong> A queste si aggiungono, solo per citarne alcune, le mostre realizzate da <strong>ArtNoble, Velo Project, MATTA, VISTAMARE, Martina Simeti, MICAMERA e ZERO...</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Durante la settimana si tengono inoltre le fiere internazionali dedicate all'arte moderna e contemporanea, che contribuiscono ad attrarre a Milano collezionisti, curatori, professionisti del settore e appassionati da tutto il mondo. Dal 17 al 19 aprile torna <strong>miart</strong>, la fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano, che nel 2026 celebra la sua trentesima edizione con il titolo <strong>New Directions: miart</strong>, <strong>but different</strong>. Un'edizione che segna un momento di trasformazione per la manifestazione, a partire dal tema – ispirato all'omonimo album di <strong>John Coltrane </strong>– che assume il linguaggio del jazz come modello curatoriale, fondato su ascolto, dialogo e improvvisazione. In occasione della Milano Art Week 2026, arriva per la prima volta in città <strong>Paris Internationale Milano</strong>, tappa italiana della piattaforma indipendente fondata a Parigi nel 2015. Prima edizione della fiera al di fuori della Francia, Paris Internationale sceglie Milano per la sua centralità nella scena artistica europea e per il ruolo sempre più strategico della città nel sistema internazionale dell'arte contemporanea, dal 18 al 21 aprile 2026 a <strong>Palazzo Galbani</strong>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Anche le Università partecipano alla Milano Art Week 2026, contribuendo al programma con progetti e iniziative dedicate alla ricerca e alla formazione: <strong>Università degli Studi di Milano-Bicocca, NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Scuola Internazionale di Comics e ICONE – Centro Europeo di Ricerca di Storia e Teoria dell'Immagine dell'Università Vita-Salute San Raffaele. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Accanto alle mostre, la Milano Art Week si sviluppa attraverso un ricco programma di eventi speciali, in cui performance, incontri e momenti di approfondimento si intrecciano con i luoghi della città, configurando una dimensione esperienziale diffusa e accessibile. Oltre alle già citate performance di Marco Fusinato al PAC e di Benni Bosetto al Pirelli HangarBicocca, il programma include la performance di <strong>Ambra Castagnetti</strong> il 15 aprile a <strong>Villa Clea</strong> e la rassegna di performance organizzata da <strong>Teatro Linguaggicreativi CORPI SUL PALCO</strong>, a cura di <strong>Gabi Scardi e Andrea Contin</strong>, che attiva il <strong>Teatro Continuo di Alberto Burri</strong>, come dispositivo aperto e attraversabile, con una sequenza di interventi che si sviluppano in relazione alla luce naturale, al tempo e al flusso dei visitatori. Il 17 aprile al <strong>Teatro dal Verme il talk Alchemia tra Scienza e Arte: Anselm Kiefer</strong> incontra la storica della scienza e della filosofia <strong>Natacha Fabbri</strong>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Tra gli appuntamenti più originali si inserisce <strong>Mototrombe!,</strong> presentato <strong>dall'Associazione Artisti di Strada:</strong> un concerto itinerante per marmitte a fiato ideato da Aronne Pleuteri e diretto dal compositore <strong>Dario Buccino</strong>, che il 17 aprile prende la forma di una parata urbana in partenza da piazza Duca d'Aosta, richiamando l'estetica rumorista-futurista di <strong>Luigi Russolo</strong>.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma comprende inoltre momenti di confronto e riflessione come il talk Il tempo dell'arte: velocità del mercato vs tempo della cultura, organizzato da <strong>Banca Generali</strong>, Main sponsor della manifestazione che, come ogni anno, per l'occasione apre eccezionalmente al pubblico la <strong>BG Art Gallery,</strong> offrendo visite guidate alla collezione e presentando le novità del progetto BG Art Talent.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>In dialogo con la dimensione pubblica e infrastrutturale della città si collocano anche i progetti promossi da <strong>SEA Milan Airports, tra cui The World in Motion di Steve McCurry</strong>, allestito presso il Terminal 1 di <strong>Malpensa</strong>, e <strong>UPRISE di Fabio Giampietro</strong>, realizzato in collaborazione con <strong>MEET Digital Culture Center</strong> nello spazio de La Porta di Milano, che riflette sulla trasformazione della città contemporanea attraverso una tensione tra dimensione fisica e digitale.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A questa dimensione si affiancano momenti più informali e conviviali, come <strong>Arte Sagra</strong> presso lo <strong>spazio UFO</strong> di via Orobia – promosso da <strong>Fondazione ICA, Associazione Arte Continua, UFO, SpaceDelicious e Cucù</strong>, dove prende forma una nuova piazza dell'arte fatta di tavoli condivisi, giochi, concerti e occasioni di incontro tra addetti ai lavori e pubblico – e il Milano Art Week Party il 18 aprile dalle ore 19 negli spazi di BiM, la grande festa aperta alla città che anche quest'anno intreccia musica, performance e visita all'installazione Paper/Northern Lights di Gianni Pettana, prolungandone l'esperienza in una dimensione collettiva e partecipativa.<br></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma si estende inoltre a progetti che mettono in relazione arte, design e architettura, come <strong>MOUNTAIN ECHOES di Yuval Avital ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti</strong>, e le iniziative di <strong>Volvo Studio Milano con Breath</strong>. Architettura della leggerezza, oltre alle mostre promosse da <strong>Fondazione Pasquinelli</strong>, dedicate alla figura di <strong>Enrico Peressutti</strong> e al dialogo con artisti come <strong>Calder, Bill, Melotti e Steinberg, e da Fondazione Culturale San Fedele</strong>, con le visite guidate alle camere dei tesori di <strong>Nanda Vigo</strong>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma completo della Milano Art Week 2026 è consultabile sul sito <a href="https://www.milanoartweek.it/" target="_blank" rel="noopener">Milano Art Week 2026</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cagliari: il  21 marzo il concerto di Dalila Kayros con il suo ultimo disco &amp;quot;Khthonie&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/cagliari-il-21-marzo-il-concerto-di-dalila-kayros-con-il-suo-ultimo-disco-khthonie</link>
<guid>https://www.italia24.news/cagliari-il-21-marzo-il-concerto-di-dalila-kayros-con-il-suo-ultimo-disco-khthonie</guid>
<description><![CDATA[ Dalila Kayros in concerto al Fabrik di Cagliari sabato 21 marzo alle 22 con &quot;Khthonie&quot;, un&#039;esperienza sonora intensa e immersiva, in cui la voce diventa materia viva ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 10:07:24 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Cagliari si prepara ad accogliere una delle voci più radicali e visionarie della scena musicale sperimentale contemporanea.<span> </span><b>Sabato 21 marzo alle 22</b><span> </span>il<span> </span><b>Fabrik</b>, rinomato club cagliaritano, ospita il concerto di<span> </span><b><a href="https://dalilakayros.net/" target="_blank" rel="noopener">Dalila Kayros</a></b>, cantante, compositrice e ricercatrice vocale che presenterà dal vivo<span> </span><b>"Khthonie"</b>, il suo ultimo lavoro discografico pubblicato da<b><span> </span>Subsound Records</b>.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Un album che ha già attirato l'attenzione della critica internazionale e che dal vivo si trasforma in un'esperienza sonora intensa e immersiva, in cui la voce diventa materia viva: grido, respiro, lallazione, parola. Un organismo sonoro in continua mutazione che attraversa territori musicali senza confini, tra sperimentazione vocale, elettronica e ritualità contemporanea.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Attiva nella scena della musica sperimentale dal 2013,<span> </span><b>Dalila Kayros</b><span> </span>ha costruito negli anni un percorso artistico unico, fondato sull'esplorazione dei limiti della vocalità e delle sue possibilità espressive. Cantante, compositrice e ricercatrice, ha studiato canto jazz e nel 2024 si è laureata in scienze psicologiche con una tesi sulla<span> </span><b>musicalità comunicativa</b><span> </span>nell'ambito della psicologia della musica, indagando gli aspetti espressivi della voce umana.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Dopo l'esordio con<span> </span><i>Nuhk</i><span> </span>(2013) e il lavoro<span> </span><i>Transmutations [I]</i><span> </span>(2018), inizia proprio in quell'anno la collaborazione con il musicista elettronico<span> </span><b>Danilo Casti</b>, sodalizio artistico che porterà alla realizzazione dell'album<span> </span><i>Animami</i><span> </span>(2022), pubblicato da Subsound Records e portato in tour tra Europa e America.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il nuovo lavoro<span> </span><b>"Khthonie"</b><span> </span>rappresenta un ulteriore passo nella ricerca della cantante: un disco ispirato alla dimensione<span> </span><b>ctonia</b>, alla potenza creatrice e distruttrice della terra e alla vita che emerge dal sottosuolo. Il titolo richiama la figura di<span> </span><b>Chthonie della mitologia greca</b>, divinità primordiale che regnava sull'oltretomba prima della formazione delle terre emerse.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Guidato da questa visione simbolica e archetipica, l'album sviluppa un linguaggio sonoro stratificato e in costante trasformazione. La voce di Kayros attraversa registri e timbri differenti, muovendosi tra sussurri, invocazioni e tensioni teatrali, mentre la scrittura musicale – realizzata insieme a<span> </span><b>Danilo Casti</b><span> </span>– costruisce paesaggi sonori che evocano profondità geologiche e dimensioni sospese tra materia e mito.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">La critica internazionale ha accolto<span> </span><b>"Khthonie"</b><span> </span>come uno dei lavori più sorprendenti della scena sperimentale recente. La rivista britannica<span> </span><strong>God Is In The TV</strong><span> </span>lo ha definito «un ascolto straordinario, qualcosa di completamente diverso da qualsiasi altra uscita del 2025», mentre<span> </span><strong>OndaRock</strong><span> </span>lo ha indicato come «uno dei dischi dell'anno, un epilogo tragico e visceralmente teatrale».</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Ad aprire la serata - con apertura porte alle 21 - sarà<span> </span><b>Julinko</b>, artista che si muove tra folk visionario, ambient e sperimentazione sonora. Il suo ultimo lavoro<span> </span><b>"Naebula"</b>, pubblicato dalla label indipendente<span> </span><b>Maple Death Records</b>, sta ricevendo attenzione dalla stampa musicale italiana per la capacità di costruire paesaggi sonori eterei e ipnotici, sospesi tra tradizione e ricerca contemporanea.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il concerto del<span> </span><b>21 marzo al<span> </span>Fabrik</b><span> </span>si presenta dunque come un appuntamento dedicato alle traiettorie più interessanti della nuova musica sperimentale, tra vocalità radicale, elettronica e visioni sonore che attraversano territori ancora inesplorati.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Una serata in cui la musica diventa esperienza sensoriale e narrativa, capace di trasformare il palco in uno spazio di ascolto profondo e di attraversamento emotivo.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>L&amp;apos;eco di Napoleone: un concerto a Palazzo Marino</title>
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<description><![CDATA[ Domenica 22 marzo il terzo concerto della rassegna a Palazzo Marino. Al pianoforte Eliana Grasso che racconta la parabola di Napoleone con un viaggio musicale ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 18:11:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>La splendida <strong>Sala Alessi</strong> del cinquecentesco <strong>Palazzo Marino</strong>, sede dell’amministrazione comunale di Milano e centro della vita politica cittadina, ospita il <strong>terzo e ultimo appuntamento di #INSIDE</strong>, il palinsesto di eventi gratuiti e aperti alla cittadinanza proposto dalle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo in occasione della <strong>mostra "</strong><em><strong>Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo".</strong></em></span></p>
<p dir="ltr"><span>La mostra, curata da <strong>Francesco Leone, Elena Lissoni e Fernando Mazzocca </strong>e in corso alle Gallerie d’Italia in Piazza Scala <strong>fino al 6 aprile</strong>, è realizzata con il Patrocinio della Città di Milano e in partnership con la Bibliothèque nationale de France e propone un <strong>ampio confronto tra le due “capitali” artistiche dell’età napoleonica, Roma e Milano</strong>, entrambe proiettate verso l’Europa moderna ma al tempo stesso saldamente legate alla grandezza dell’antico. </span></p>
<p dir="ltr"><span>Il <strong>concerto</strong>, in programma<strong> domenica 22 marzo</strong>, dal titolo "<em><strong>L’eco di Napoleone. Variazioni su un’epoca in rivoluzione</strong></em>", coinvolge la pianista <strong>Eliana Grasso</strong> in un viaggio musicale che racconta la parabola di Napoleone, ideale dell’eroe moderno, geniale e ambizioso, ma inevitabilmente votato alla caduta. Tre opere ne descrivono questa duplice dimensione di grandezza e rovina: le 15 Variazioni e Fuga su un tema originale op. 35 («Eroica») e la Sonata op. 57 «Appassionata» di <strong>Beethoven</strong>, e Vallée d’Obermann di <strong>Liszt</strong>. Il concerto si terrà domenica mattina alle<strong> ore 11.00 in Sala Alessi</strong>. </span></p>
<p dir="ltr"><span>I <strong>biglietti d’ingresso</strong> sono <strong>gratuiti</strong>: a partire dalle ore 09.30 del giovedì precedente il concerto è possibile<strong> prenotarli online sul sito</strong> <a href="https://www.palazzomarinoinmusica.it" target="_blank" rel="noopener">www.palazzomarinoinmusica.it</a> oppure ritirarli (fino a un massimo di due biglietti a persona) presso la<strong> biglietteria delle Gallerie d’Italia </strong>- Milano in piazza Scala, 6. </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Milano è memoria: dal 18 al 22 marzo la città celebra il 178esimo anniversario delle Cinque Giornate</title>
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<description><![CDATA[ dal 18 al 22 marzo a Milano, un programma di visite, iniziative, incontri, concerti e rievocazioni per celebrare il 178esimo anniversario delle Cinque Giornate in ricordo dell&#039;insurrezione del 1848 ]]></description>
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<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:53:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Dal 18 al 22 marzo</strong> Milano celebra il <strong>178° anniversario delle Cinque Giornate</strong>, l'insurrezione popolare del marzo 1848 che segnò uno dei momenti più importanti della storia risorgimentale italiana e che valse alla città la prima delle due <strong>Medaglie d'Oro al Valor Militare</strong>.</span><br><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nei giorni della ricorrenza il Comune di Milano, insieme a musei, istituzioni culturali, luoghi della memoria e associazioni cittadine, propone un <strong>ricco programma di iniziative tra visite guidate</strong>, conferenze, concerti, percorsi storici, mostre documentarie e attività per famiglie. L'obiettivo è raccontare vicende e protagonisti delle giornate che segnarono la lotta per la libertà e l'indipendenza di Milano dalla dominazione austroungarica. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le celebrazioni si apriranno il 18 marzo alle ore 11 con la commemorazione dei caduti presso il Monumento alle Cinque Giornate (piazza Cinque Giornate) alla presenza delle autorità cittadine. Durante la cerimonia, come da tradizione, il <strong>Primo Tricolore</strong> sarà consegnato simbolicamente ai cadetti della <strong>Scuola Militare Teulié</strong>, in ricordo della loro partecipazione alle giornate del 1848. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma coinvolgerà 14 luoghi simbolici della città, tra cui il <strong>Monumento alle Cinque Giornate, il Museo del Risorgimento, il Cimitero Monumentale, Palazzo Morando, la GAM – Galleria d'Arte Moderna, l'Archivio di Stato, la Scuola Militare Teulié, la Chiesa di San Celso e altri spazi culturali cittadini.</strong> La maggior parte delle iniziative è gratuita, con prenotazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Ad aprire il calendario, <strong>dal 14 al 21 marzo</strong>, sarà la mostra documentaria allestita <strong>all'Archivio di Stato di Milano</strong> (via Senato 10) che, attraverso documenti conservati nei fondi archivistici dell'istituto, racconta la vittoria, la repressione e la costruzione della memoria delle Cinque Giornate. Gli allievi della Scuola Militare Teulié accompagneranno i visitatori alla scoperta delle fonti e dei protagonisti degli eventi del 1848. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Dal 18 al 22 marzo sarà inoltre possibile partecipare alle visite guidate dedicate al Monumento alle Cinque Giornate, realizzato da <strong>Giuseppe Grandi</strong> e recentemente restaurato, uno dei simboli più significativi della memoria risorgimentale milanese. Nelle stesse giornate le sale di <strong>Palazzo Moriggia</strong> - Museo del Risorgimento (via Borgonuovo 23) accoglieranno gli allievi della Scuola Militare Teulié che guideranno il pubblico con approfondimenti dedicati al Primo Tricolore e al ruolo svolto dai cadetti durante l'insurrezione del 1848. Sempre al Museo del Risorgimento sarà proposta una visita guidata alla mostra dedicata alla contessa <strong>Clara Maffei</strong>, figura centrale del Risorgimento milanese e protagonista di un celebre salotto culturale che fu luogo di incontro e confronto politico dell'epoca. A Palazzo Reale sarà invece presentata una serie podcast dedicata alla principessa <strong>Cristina Trivulzio di Belgiojoso,</strong> giornalista e patriota tra le figure più rappresentative del Risorgimento. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il 19 marzo il Museo del Risorgimento farà da cornice alla presentazione del volume "<strong>Il corpo degli eroi. Medici e patrioti in un carteggio di Adelaide Cairoli (1862–1871)</strong>", dedicato al rapporto tra medicina, patriottismo e memoria risorgimentale. Nella stessa giornata la Galleria d'Arte Moderna - GAM (via Palestro 16) proporrà una visita guidata dedicata allo scultore Giuseppe Grandi e al <strong>movimento della Scapigliatura</strong>. Sempre il 19 marzo la <strong>Fondazione IRCCS Ca' Granda - Ospedale Maggiore Policlinico </strong>(via Francesco Sforza 32) aprirà straordinariamente al pubblico la cripta che tra il 1848 e il 1895 custodì i resti dei caduti delle Cinque Giornate, sepolti durante i giorni della battaglia quando non era possibile raggiungere i cimiteri suburbani. Nello stesso luogo il <strong>LABANOF – Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano</strong> proporrà un appuntamento che unisce ricerca scientifica, letture storiche e performance artistiche dedicate alle vittime dell'insurrezione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il 20 marzo il Museo del Risorgimento dedicherà un incontro al recente restauro del Monumento alle Cinque Giornate, con un approfondimento sulle metodologie adottate e sui risultati dell'intervento realizzato a oltre centotrent'anni dalla sua inaugurazione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il 21 marzo la città sarà animata da diverse iniziative tra musei e luoghi storici: a <strong>Palazzo Morando</strong> (via Sant'Andrea 6) la visita letteraria "<strong>Voci del Passato – Speciale Cinque Giornate</strong>" farà rivivere le atmosfere della Milano ottocentesca attraverso testi, testimonianze e racconti dei protagonisti delle giornate rivoluzionarie; al Museo del Risorgimento prenderà avvio il percorso guidato "<strong>Nelle vie delle Cinque Giornate</strong>", che collega il museo ai luoghi simbolo dell'insurrezione. In programma anche attività dedicate ai più piccoli, tra cui il laboratorio "<strong>Bianco, rosso e verde</strong>" per scoprire l'origine e il significato del Tricolore. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il 22 marzo al Cimitero Monumentale un appuntamento tra storia e letture sarà dedicato alla figura di <strong>Carlo Cattaneo</strong>, protagonista politico e intellettuale delle Cinque Giornate. I suoi resti mortali riposano nel Famedio nel sarcofago marmoreo con lo stemma di Milano posto accanto a quello di Alessandro Manzoni, uno dei luoghi più simbolici della memoria civile della città. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Nella stessa giornata il Museo del Risorgimento proporrà anche un percorso storico-musicale dedicato all'atmosfera culturale e sonora della Milano del 1848. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Tra i luoghi coinvolti nelle celebrazioni vi sarà anche la storica Scuola Militare Teulié (corso Italia 58) dove sarà esposto il Primo Tricolore del 1848, il vessillo che durante l'insurrezione milanese sventolò sulla guglia più alta del Duomo accanto alla Madonnina. La bandiera, custodita dalla scuola in memoria del sostegno che gli allievi dell'allora <strong>Collegio dei Cadetti</strong> offrirono ai cittadini insorti, sarà visitabile nella sede di corso Italia. L'edificio storico aprirà inoltre le porte alla città durante le Giornate FAI di Primavera del 21 e 22 marzo, offrendo la possibilità di visitare gli spazi della scuola e vedere da vicino il Tricolore. Gli allievi saranno presenti anche al Museo del Risorgimento per accompagnare il pubblico con approfondimenti sul ruolo dei cadetti durante le Cinque Giornate. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Un altro luogo significativo sarà la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso (corso Italia), il cui campanile durante le Cinque Giornate fu utilizzato dagli insorti come punto di osservazione sulle truppe austriache: dal 18 al 21 marzo sono previste visite alla chiesa, mentre il 22 marzo si terrà un incontro dedicato al restauro del campanile nell'ambito delle Giornate FAI di Primavera. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il calendario delle iniziative comprende infine anche diversi <strong>appuntamenti musicali</strong> riuniti nel "<strong>Festival 5 Giornate</strong>", con concerti e recital dedicati alla musica contemporanea in vari luoghi della città. <strong>All'ADI Design Museum (piazza Compasso d'Oro 1) </strong>sono in programma esibizioni solistiche e concerti con musiche di compositori del Novecento e contemporanei; il <strong>Museo del Novecento</strong> (piazza Duomo 8) accoglierà un concerto del <strong>New Made Ensemble</strong> con brani di autori italiani viventi, mentre alla <strong>Casa Museo Spazio Tadini</strong> (via Niccolò Jommelli 24) si susseguiranno recital e concerti con solisti ed ensemble – tra cui il New Made Ensemble e il duo di chitarre Atzori-Brunini – oltre a un incontro-concerto con il compositore <strong>Alessandro Solbiati</strong>. Il festival propone così un percorso musicale diffuso che affianca alla memoria storica delle Cinque Giornate una proposta culturale contemporanea. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il programma si concluderà il <strong>28 marzo al Parco Formentano</strong> (largo Marinai d'Italia), dove il Municipio 4 organizza una rievocazione storica con figuranti in costume e simulazioni dedicate agli episodi finali dell'insurrezione milanese.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Milano e Bergamo, cultura: presentato il programma &amp;quot;Clara Maffei. La libertà e la forza gentile di una donna del Risorgimento&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/milano-e-bergamo-cultura-presentato-il-programma-clara-maffei-la-liberta-e-la-forza-gentile-di-una-donna-del-risorgimento</link>
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<description><![CDATA[ Dal 12 marzo al 24 maggio, a Milano e Bergamo, le mostre e gli eventi dedicati alla vita della contessa Clara Maffei, simbolo del Rsorgimento Italiano e protagonista della vita culturale e politica dell&#039;Ottocento ]]></description>
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<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:33:40 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Milano e Bergamo</strong> celebrano la figura di <strong>Clara Maffei</strong>, protagonista della <strong>vita culturale e politica dell'Ottocento e simbolo del Risorgimento italiano</strong>, con due mostre documentarie e un <a href="https://www.yesmilano.it/eventi/tutti-gli-eventi/clara-maffei" target="_blank" rel="noopener">programma</a> di appuntamenti dedicati alla vita della contessa. </span><span>L'iniziativa è promossa dal <strong>Comitato Clara Maffei</strong> in collaborazione con importanti istituzioni culturali delle due città. Il progetto espositivo coinvolge il <strong>Museo del Risorgimento e Casa Manzoni a Milano, insieme alla Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo e al Cimitero Monumentale di Milano. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le mostre presentano una significativa selezione di materiali storici e artistici: <strong>quadri, lettere autografe, oggetti di arte applicata, libri, suppellettili e mobili appartenuti alla contessa e ai suoi amici.</strong> Le esposizioni offrono un ritratto inedito e approfondito della nobile risorgimentale e promettono un'esperienza a tutto tondo nella complessa vita della contessa Maffei; promotrice delle idee unitarie, irrequieta ed elegante protagonista di uno dei più noti salotti europei dell'epoca, Clara Maffei viene presentata in particolare nel suo rapporto con Milano, la città dove la sua casa in via Bigli era una meta obbligata per gli intellettuali, i politici e gli artisti volti alla causa della nascente unità nazionale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le mostre, dal 12 marzo al 24 maggio, si sviluppano attraverso le diverse fasi della vita di Clara Maffei. </span><span>A <strong>Bergamo, nell'atrio della Biblioteca Angelo Mai</strong>, l'esposizione I primi anni e il tempo per ben imparare illustra l'infanzia bergamasca, il rapporto con i genitori e il periodo della formazione negli educandati di Verona e Milano fino al matrimonio, appena diciottenne, con il poeta trentino Andrea Maffei. L'ultima sezione racconta la persistenza della sua memoria in Italia e nel territorio bergamasco, grazie in particolare al lascito testamentario a favore dell'infanzia. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>A <strong>Casa Manzoni</strong> viene allestito il celebre <strong>salotto</strong> <strong>di Clara Maffei</strong>, che per mezzo secolo animò impareggiabilmente la vita sociale, culturale e politica di Milano. <strong>La ricostruzione trae ispirazione da una fotografia del salotto conservata presso il Castello Sforzesco e sfoggia libri, lettere, mobili e suppellettili originali,</strong> mai esposti sino a oggi, che testimoniano non solo il ruolo culturale della contessa, ma anche le importanti personalità che frequentarono le stanze di via Bigli, primi tra tutti <strong>Giuseppe Verdi e Alessandro Manzoni</strong>. Grazie a un generoso prestito della <strong>Fondazione Cariplo</strong>, si può ammirare il quadro di <strong>Francesco Hayez, Valenza Gradenigo</strong> davanti agli inquisitori, che campeggiò sempre nel salotto della contessa, per la quale fu dipinto nel 1835. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Al <strong>Museo del Risorgimento</strong> i percorsi sono <strong>due</strong>: il primo si svolge all'interno del museo vero e proprio e connette la contessa alle <strong>vicende del Risorgimento milanese</strong>; ad esempio, viene esposta la stola tricolore che Clara Maffei indossò durante le Cinque Giornate e un ritratto di anonimo che la ritrae nelle vesti di patriota. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il secondo percorso ricostruisce la <strong>rete di relazioni femminili </strong>intessuta da Clara; le biografie delle sue amiche, accompagnate dalle foto che le ritraggono custodite dalla Maffei in diversi album, ci aiutano a comprendere l'importanza che questo sistema di relazioni ebbe nello svolgimento delle vicende risorgimentali non solo milanesi. Un mondo di cui si erano in parte perse le tracce, invece meritevole di grande attenzione storica, soprattutto per il ruolo costitutivo nella costruzione del nascente stato sociale lombardo e italiano. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Al <strong>Cimitero Monumentale</strong>, luogo dove sono custodite le spoglie della contessa, è stato predisposto un <strong>nuovo percorso tra i monumenti funebri</strong> delle persone che le furono amiche. Il valore di queste sepolture, intrinsecamente legato alla memoria di coloro che vi riposano, emerge anche dalla bellezza delle opere che le adornano, spesso eseguite da importanti scultori. Il progetto di valorizzazione della figura di Clara Maffei, di cui le mostre milanesi e bergamasca sono espressione, prevede anche il restauro del suo monumento, manutenzione necessaria della quale intende farsi carico il Comitato Clara Maffei. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Un progetto culturale di grande rilievo, che coinvolge Milano e Bergamo e che restituisce alla nostra memoria collettiva una figura centrale dell'Ottocento italiano – dichiara l'assessore alla Cultura, <strong>Tommaso Sacchi</strong> –. Clara Maffei è stata una protagonista decisiva della storia culturale e civile milanese. Il suo salotto di via Bigli non fu soltanto un luogo mondano, ma un autentico laboratorio politico e intellettuale. Uno spazio in cui arte, letteratura, musica e pensiero patriottico si intrecciarono contribuendo alla costruzione dell'idea stessa di nazione. In quelle stanze si incontrarono figure come Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi, Carlo Cattaneo, Francesco Hayez. E proprio questa trama di relazioni – anche femminili – è uno degli aspetti più innovativi e attuali del progetto espositivo». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Da anni il Cimitero Monumentale porta avanti percorsi di valorizzazione della memoria di Milano, con una particolare attenzione alle figure femminili, grazie alla sensibilità della direttrice Giovanna Colace – afferma l'assessora ai Servizi civici, <strong>Gaia Romani</strong> –. Sappiamo quanto, nella storia come nello sviluppo delle nostre città, molte di queste figure non siano state valorizzate a sufficienza, pertanto progetti culturali e artistici come questo – che uniscono Milano e Bergamo nel segno della memoria di Clara Maffei – contribuiscono a colmare queste mancanze e a restituire la giusta visibilità a protagoniste della nostra storia. Per il Comune di Milano è motivo di orgoglio poterne essere parte e continuare a valorizzare il Monumentale come luogo non solo di memoria, ma anche di arte ed espressione della città di Milano». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Bergamo partecipa a un progetto di grande valore culturale e sociale che unisce la nostra città a Milano in un percorso di scoperta di Clara Maffei, nata nel nostro territorio e protagonista del fermento risorgimentale milanese – commenta l'assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, <strong>Sergio Gandi</strong> –. Il progetto, promosso dal Comitato Clara Maffei, prevede due mostre e un public program destinati ad approfondire la figura straordinaria della nobildonna, con una indagine sugli anni della giovinezza e della formazione curata dalla Biblioteca Civica Angelo Mai. Una iniziativa di ampio respiro, che mette in relazione significative istituzioni culturali del territorio lombardo: una trama di archivi, biblioteche e luoghi della cultura che supera i confini delle singole città, mettendo in comune patrimoni e competenze. Un metodo fortemente collaborativo in singolare risonanza con la stessa capacità della contessa di costruire fitte reti di contatti, attitudine che costituisce uno degli insegnamenti più attuali della sua vicenda biografica. Attraverso questa articolata proposta, la figura di Clara Maffei torna infatti a parlarci oggi, ricordandoci quanto la cultura nasca dall'incontro tra persone e istituzioni e trovi potenziamento attraverso il dialogo». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Colta, intelligente, raffinata, <strong>Clara Maffei raccolse nel suo salotto milanese i più significativi personaggi del suo tempo</strong>; arte, letteratura, politica, giornalismo e musica erano rappresentate ma sempre con lo sguardo al nuovo clima patriottico che il salotto incarnava. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Un certo appannarsi dell'immagine della contessa Maffei iniziò dopo l'Unità d'Italia, quando una nuova generazione di intellettuali prese il posto degli eroi del Risorgimento e il declino nel '900 proseguì fino a confinare la contessa tra i cimeli di un'epoca passata. Oggi i nuovi studi sulla sua persona, sul circolo culturale che la vide protagonista, sulla sua stessa immagine fisica smarrita nelle varie collezioni, riportano in piena luce una donna straordinaria che ebbe un ruolo di primo piano durante periodi così travagliati e luttuosi come quelli delle nostre guerre di indipendenza. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Grazie a queste scoperte e in concomitanza con esse, è nato il progetto Clara Maffei che, dopo la prima mostra a Clusone, ora si allarga alla città di Bergamo, che la vide nascere tra le vie di Città Alta, e alla città di Milano, che la accolse nella sua maturità, nel tentativo di offrire un profilo a tutto tondo di un personaggio tanto complesso e decisivo per l'identità italiana. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Le mostre saranno accompagnate da una serie di appuntamenti per comprendere al meglio questo coinvolgente percorso espositivo come visite guidate e attività tematiche.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>“Il Re scugnizzo” al Teatro Serra in scena gli allievi</title>
<link>https://www.italia24.news/Un-grande-classico-rivisitato-dagli-allievi-professionisti-della-Scuola-di-Teatro</link>
<guid>https://www.italia24.news/Un-grande-classico-rivisitato-dagli-allievi-professionisti-della-Scuola-di-Teatro</guid>
<description><![CDATA[ “Il Re scugnizzo” una produzione del Teatro Serra di Napoli, che rivisita Victor Hugo in chiave di commedia musicale. In scena nelle fine settimana 20-22 e 27-29 marzo a Fuorigrotta, in Via Diocleziano 316 ]]></description>
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<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 00:29:54 +0100</pubDate>
<dc:creator>Simona Pasquale</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Avenir Light',sans-serif;">Una <span style="color: black;">favola che </span>ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui il <b>Patrocinio Morale dell’Assessorato all’Educazione ed ai rapporti Interistituzionali del Comune di Napoli</b>, per il suo <b>Alto Valore Pedagogico e Istruttivo</b>. È <b>“Il Re scugnizzo”</b> una rivisitazione del <i>“Gobbo di Notredame”</i> scritta e diretta da <b>Mauro Palumbo</b> che trasforma il capolavoro di <i>Victor Hugo</i> in una commedia musicale ambientata nella <b>Napoli del XVIII secolo</b> fatta di tradizioni, canti, povertà e orgogliosa dignità. In scena al <b>Teatro Serra</b> di<i> Fuorigrotta</i>, in <i>Via Diocleziano 316</i>, per due fine settimana consecutive, <b>dal 20 al 22</b> e <b>dal 27 al 29 marzo</b> (<i>venerdì</i> ore <b>21:00</b>, <i>sabato</i> ore <b>19:00</b>, <i>domenica</i> ore <b>18:00</b>) rappresenta il secondo appuntamento della stagione con gli allievi del Laboratorio, che coinvolge anche i ragazzi più giovani e gli attori professionisti della Scuola. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Avenir Light',sans-serif;">Con <b>Carmine De Luca</b> (Quasimodo), <b>Fortuna Galdieri</b> (Pulcinella), <b>Pietro Tammaro</b> (San Gennaro), <b>Umberto Natale</b> (Sant’Antonio), <b>Mariangela Varriale</b> (Santa Lucia), <b>Roberto Scarpati</b> (Febo), <b>Mauro Palumbo</b> (Frollo), <b>Sara Paesano</b> (‘a Smeralda), <b>Antonella Ciliberti</b>, <b>Lucia D’Alessio</b>, <b>Nuzzy Romano</b>, <b>Silvia Catuogno</b> (lazzare), <b>Vittorio Ariante</b> e <b>Diego Esposito</b> (guardie). Coreografie, <b>Martina Miglino</b>. Corpo di ballo: <b>Angela Cangiano</b>, <b>Anna Corcione</b>, <b>Francesca Paviciulli</b>, <b>Fabiana Palumbo</b>, <b>Marzia Fraia</b>, <b>Penelope Vilardi</b>. Costumi <b>Sandra Banco</b>. Musiche originali a cura de <b>“I Villanella”</b> composte da <b>Sergio Carleo</b> e arrangiate da <b>Patty Marotta</b> e <b>Francescopaolo Perreca</b>. Aiuto regia <b>Diego Esposito</b>. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Avenir Light',sans-serif;">Una commedia che si spinge oltre i luoghi comuni, gli scenari familiari ed i volti noti, per andare a curiosare tra le pieghe meno visibili della Storia. Nel <i>1759</i> <b>Carlo di Borbone</b> lasciò Napoli per succedere al trono di Spagna al posto del fratello defunto, affidando il Regno e il figlio <b>Ferdinando IV</b>, di soli otto anni, al <i>Consiglio di Reggenza</i>. Tuttavia, il legittimo erede era un altro: le cronache del tempo ci raccontano di un principe, il primogenito di <i>Carlo</i> e <b>Maria Amalia di Sassonia</b>, escluso dal governo a causa delle sue precarie condizioni di salute mentale (oggi si pensa che si trattasse di autismo), ma quanti segreti si celano dietro una Corte… e questa è la storia di un uomo vissuto nell’oscurità. Il suo nome è <b>Quasimodo</b>, fratello di Ferdinando nato pochi anni prima storpio e malformato. Un “incidente” rapidamente nascosto facendo credere che il bambino sia nato morto, invece verrà segregato a vita nel Duomo di Napoli e affidato, in cambio dell’investitura a Cardinale e di numerosi altri privilegi, alla custodia dello spietato e potente usuraio <b>Frollo</b>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Avenir Light',sans-serif;"><o:p></o:p></span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Avenir Light',sans-serif;">Passano gli anni. È il 19 settembre 1767, giorno di San Gennaro e la città si prepara a festeggiare il Santo Patrono. Depresso, isolato dal mondo, logorato dalla solitudine Quasimodo cerca conforto presso i suoi unici “amici”, le esilaranti ed immaginifiche statue dei Santi <i>Gennaro</i>, <i>Antonio</i> e <i>Lucia</i> che lo spronano a disobbedire agli ordini e unirsi alla festa dove incontrerà <b>‘a Smeralda</b>, giovane e bellissima <i>lazzara</i>, contesa dal capo delle guardie <b>Febo</b> e dallo stesso <i>Frollo</i>, ossessionato dalla ragazza al punto da metterne a repentaglio la vita. Riuscirà il nostro protagonista a salvare la bella popolana? Di certo le leggende a metà tra mito e realtà raccontano che, grazie all’onore conquistato dal mostro <i>“scugnato c’o pizzo”</i> – sdentato con la gobba – da quel giorno i figli di Napoli saranno orgogliosamente chiamati <b>“Scugnizzi”</b>. <o:p></o:p></span><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Avenir Light',sans-serif;"><o:p></o:p></span></b></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Roma: la scrittrice Paola Musa presenterà il suo nuovo romanzo &amp;quot;Il conciaossa&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ La scrittrice Paola Musa, protagonista dell&#039;anteprima del Festival Premio Emilio Lussu, giovedì 5 marzo alle 18 alla Libreria Feltrinelli di via Roma a Cagliari con il romanzo Il Conciaossa, pubblicato da Arkadia Editore ]]></description>
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<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 11:05:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Saranno il volto e la voce di<span> </span><b>Paola Musa</b><span> </span>ad accendere la prossima anteprima del<span> </span><b>Festival Premio Emilio Lussu</b>, in avvicinamento alla dodicesima edizione del prossimo novembre:<span> </span><b>giovedì 5 marzo</b><span> </span>alle<span> </span><b>ore 18</b>, alla<span> </span><b>Libreria Feltrinelli,<span> </span></b>sotto i portici di<span> </span><b>via Roma</b><span> </span><b>11 a Cagliari</b>, la scrittrice presenterà il suo nuovo romanzo<span> </span><em>Il conciaossa</em>, pubblicato da Arkadia Editore nel 2026. A dialogare con l'autrice sarà la giornalista<span> </span><b>Lorella Costa</b>, in un confronto che entrerà nel cuore del libro e del progetto letterario che lo attraversa. Al termine dell'incontro è previsto il firmacopie.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Con<span> </span><strong>Il conciaossa</strong>,<span> </span><span>Paola Musa</span><span> </span>prosegue il progetto narrativo dedicato alla rivisitazione dei sette vizi capitali. Il romanzo rappresenta il sesto e penultimo capitolo della serie e affronta il tema della gola in una chiave che supera la dimensione letterale del desiderio di cibo per farsi metafora di un vuoto esistenziale e di una ricerca di riconoscimento.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Protagonista della vicenda è Michele Miluzzi, quarantacinquenne scapolo, ex cameriere, appassionato di radiodrammi, che vive in una borgata romana tristemente nota per lo spaccio di droga. Si sostiene con una pensione d'invalidità, ama senza essere ricambiato Matilde e tenta di colmare il proprio senso di irrilevanza cucinando e mangiando. Sentendosi sempre più invisibile, decide di operare una svolta nella propria vita e si reinventa conciaossa e sensitivo. Tra le sue iniziative più singolari vi è quella di preannunciare le retate delle forze dell'ordine avvisando i vicini coinvolti nello spaccio, friggendone simbolicamente l'arrivo qualche ora prima, non per partecipare ad attività illegali ma per attirare attenzione su di sé. Questo gioco di finzioni e provocazioni innescherà però una catena di eventi che lo trascineranno in un meccanismo più grande di lui.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Attraverso una scrittura nitida e partecipe, Musa costruisce un romanzo corale, a tratti duro e drammatico ma anche farsesco e poetico. Il libro offre uno spaccato intenso e commovente della realtà italiana contemporanea, soffermandosi sulle luci e le ombre dell'anima popolare e sui profondi mutamenti sociali che attraversano le periferie urbane. Nei lotti grigi della borgata convivono emarginazione e desiderio, illegalità e resilienza, solidarietà e solitudine. L'autrice restituisce così dignità narrativa a vite anonime, costrette a muoversi ai margini, offrendo uno sguardo insieme empatico e critico sulle fragilità del nostro tempo.<br></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>L’opera musicale “Demetra”, di Giuseppe Elia Monni, debutta in Cina dal 20 al 26 marzo, con il tenore Francesco Demuro</title>
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<description><![CDATA[ Debutterà in Cina, con il tenore Francesco Demuro, l&#039;opera musicale &quot;Demetra&quot;, firmata dal sardo Giuseppe Elia Monni, dal 20 al 26 marzo nella città di Chengdu ]]></description>
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<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 10:58:25 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">C'è un nuovo modo di cantare il mito, e prende il nome di<span> </span><b>MitoCanto</b>:<span> </span><b>"<a href="https://operademetra.it/home" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Demetra</a>",</b><span> </span>l'opera firmata dall'autore sardo<span> </span><b>Giuseppe Elia Monni</b>, segna l'avvio di questo percorso, fondendo scrittura operistica, tensione drammatica e immediatezza melodica in una forma aperta e cross-mediale. Non a caso l'obiettivo della produzione - anch'essa sarda - è quello di realizzare non solo una rappresentazione teatrale ma anche una serie tv. Di qui il grande interesse suscitato in Cina da questo progetto, innovativo sotto tanti aspetti.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il MitoCanto <b>Demetra</b>, prodotto da<span> </span><b>Open Service Communication</b>, debutterà in Cina<span> </span><b>dal 20 al 26 marzo</b>, a<span> </span><b>Chengdu</b>,<span> capoluogo del Sichuan,</span><span> </span>con un altro protagonista isolano: il tenore<span> </span><b><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Demuro" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Francesco Demuro</a></b>, tra le voci più prestigiose della scena lirica internazionale.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">L'approdo in Asia assume un valore ulteriore per la forte impronta identitaria: autore e interprete condividono, infatti, la stessa terra d'origine, e portano in Cina non soltanto un'opera nuova, ma una visione artistica che affonda le radici nel Mediterraneo e si proietta su scala globale.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">A Chengdu saranno presentati brani selezionati dell'opera in un programma che valorizza il dialogo tra culture, affiancando la nuova scrittura di Monni a pagine di repertorio italiano e Mediterraneo. Accanto a Demuro, saranno protagonisti anche<span> </span><span>altri cantanti di fama internazionale, come <b>Elisa Verzier</b>, <b>Guido Loconsolo</b> e <b>Carlo Raffaelli </b>e la </span><b>Chengdu Symphony Orchestra</b><span>, </span>tra le principali istituzioni musicali cinesi.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Con "Demetra" prende forma, dunque, il<span> </span><b>MitoCanto</b>. Non una semplice etichetta, ma l'affermazione di un nuovo spazio espressivo. Giuseppe Elia Monni, già autore Mondadori, firma testi e musiche dell'opera e, con questo progetto, inaugura un linguaggio che ambisce a ridefinire il modo in cui il mito può essere cantato e narrato nel nostro tempo. Il debutto internazionale a Chengdu non coincide soltanto con la presentazione di una nuova partitura, ma segna l'atto fondativo di un genere: una diversa concezione del rapporto tra parola, melodia e racconto epico, pensata per dialogare con il pubblico contemporaneo e con una dimensione culturale globale.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il<span> </span><b>MitoCanto</b><span> </span>si colloca in una zona di attraversamento tra lirica, musical e suggestioni della canzone popolare del Novecento, intrecciando canto operistico, tensione drammatica e immediatezza melodica. "Demetra" non è pensata come opera confinata al solo palcoscenico teatrale, ma come progetto cross-mediale, con una visione che guarda anche allo sviluppo di una miniserie televisiva interamente cantata. Una forma scalabile, aperta, capace di dialogare con pubblici differenti e con interlocutori culturali e industriali.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il cuore narrativo attinge al mito classico – tra Reggia, Inferi e Olimpo – ma lo restituisce attraverso una sensibilità contemporanea. La figura di Demetra diventa simbolo universale di perdita e rinascita, di maternità e trasformazione, in una narrazione che intende superare i confini geografici e culturali. Il debutto a Chengdu segna dunque un passaggio strategico e simbolico: la nascita del MitoCanto e il primo confronto internazionale di un progetto firmato da un autore sardo e interpretato da una voce sarda di fama mondiale. Un dialogo tra Mediterraneo e Oriente che prende forma nel canto e nella potenza evocativa del mito.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Cultura, Milano: alla Galleria d&amp;apos;Arte Moderna la mostra &amp;quot;Paul Troubetzkoy. Lo Scultore della Belle Époque&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ Sarà aperta presso la Galleria d&#039;Arte Moderna di Milano, dal 27 febbraio al 28 giugno con oltre ottanta opere tra sculture e dipinti, la mostra &quot;Paul Troubetzkoy. Lo Scultore della Belle Époque&quot;, dedicata a Paul Troubetzkoy, scultore a cavallo tra Otto e Novecento ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 10:48:22 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span><strong>Dal 27 febbraio al 28 giugno 2026, GAM | Galleria d'Arte Moderna di Milano presenta la mostra "Paul Troubetzkoy. Lo Scultore della Belle Époque", </strong>grande retrospettiva dedicata a una delle figure più affascinanti della scultura tra Otto e Novecento. <strong>L'esposizione è una co-produzione tra GAM | Galleria d'Arte Moderna di Milano, Musée d'Orsay di Parigi e CMS.Cultura srl, nell'ambito di Milano Cortina 2026, con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell'Institut français Milano</strong>, in collaborazione con il <strong>Museo del Paesaggio di Verbania</strong>. Media partner: <strong>Sky Arte</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'esposizione milanese, dopo la tappa al Musée d'Orsay di Parigi, è curata da <strong>Omar Cucciniello</strong> e presenta un'ampia ricognizione internazionale sull'opera di <strong>Paul Troubetzkoy</strong> (Intra 1866 - Pallanza 1938), scultore cosmopolita, figlio di un principe diplomatico russo e di una cantante lirica americana. Nato sulle rive del Lago Maggiore e formatosi in Italia, parigino d'adozione e celebre negli Stati Uniti, ha saputo imporsi tra i ritrattisti più raffinati della Belle Époque, fino a diventare protagonista del panorama artistico internazionale, punto di riferimento per l'alta società del suo tempo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Attraverso una selezione di ottanta opere tra sculture e dipinti, provenienti dalle più importanti collezioni italiane, europee, britanniche e americane, articolate in cinque sezioni tematiche e cronologiche, l'esposizione ricostruisce <strong>il percorso umano e artistico di Troubetzkoy</strong>: dai primi successi a Milano, dove si formò frequentando gli ambienti scapigliati, alla consacrazione internazionale grazie alla vittoria di importanti concorsi, come quello per la monumentale statua equestre dello Zar Alessandro III a San Pietroburgo, al trasferimento a Parigi, fino alla partecipazione alle grandi esposizioni americane. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>«Milano è orgogliosa di dedicare una mostra a Paul Troubetzkoy – afferma l'assessore alla Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong> –, artista cosmopolita che ha saputo interpretare con straordinaria sensibilità lo spirito della Belle Époque. A 160 anni dalla sua nascita, celebriamo dunque uno scultore capace di dialogare con le grandi capitali culturali del suo tempo, da Parigi agli Stati Uniti, e di costruire una carriera internazionale che oggi Milano riscopre e propone al pubblico. Realizzata in tandem con il Musée d'Orsay, dove è stata allestita l'anno scorso, la mostra non solo restituisce al pubblico la straordinaria modernità della sua scultura, ma propone anche un dialogo raffinato con grandi maestri della pittura del suo tempo, come Boldini e Sorolla: un invito a riscoprire un protagonista originale e ancora sorprendentemente attuale della storia dell'arte». </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Celebre per la straordinaria capacità di catturare il carattere e la vitalità dei suoi soggetti con tocchi rapidi e vibranti, Troubetzkoy fu il ritrattista della Belle Époque: effigiò artisti, nobili e intellettuali della propria cerchia di amici, come il <strong>Conte Robert de Montesquiou e Gabriele </strong></span><span><strong>D'Annunzio</strong>; celebrità del teatro e della musica come <strong>Enrico Caruso e Giacomo Puccini</strong>; artisti del suo tempo tra cui <strong>Giovanni Segantini e Giovanni Boldini, </strong>con il quale condivide molti dei soggetti ritratti, e <strong>Joaquín Sorolla</strong>, a cui fu legato da una profonda amicizia, testimoniata da </span><span>una serie di ritratti reciproci; celebrità dell'alta borghesia internazionale come la <strong>Marchesa Casati</strong> ed esponenti delle <strong>famiglie Rothschild, Vanderbilt, Rockefeller.</strong> </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il metodo di lavoro di Troubetzkoy, che scolpiva dal vero senza disegni preparatori, e le sue preferenze estetiche hanno prodotto busti in bronzo di grande modernità e immediatezza, che mostrano il processo di creazione, con alcune parti appena abbozzate e altre molto più definite. Tra questi vi è il Ritratto di <strong>Lev Tolstoj</strong>, che Troubetzkoy conobbe nel 1899 e da cui rimase fortemente influenzato, abbracciando lo stile di vita vegetariano, insolito per l'epoca, sull'esempio dello scrittore russo. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>La mostra propone un'ampia selezione dei suoi ritratti più celebri, ma anche opere meno conosciute, tra cui le sculture di animali, testimonianza del suo precoce impegno per la causa animalista, e prove sperimentali che ne attestano l'inesauribile ricerca formale, tra cui diverse opere mai esposte prima in Italia. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il percorso espositivo si arricchisce anche di alcuni dipinti tra cui il ritratto di Troubetzkoy realizzato da <strong>Ilya Repin</strong> nel 1908, unico dipinto conservato in Italia del grande maestro russo appartenente alla corrente dei peredižniki (i pittori ambulanti) ed eccezionalmente in prestito dalla <strong>GNAMC - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma</strong>, e alcune opere di <strong>Giovanni Boldini</strong> tra cui l'iconico ritratto del <strong>conte di Montesquiou</strong>, in prestito dal Musée d'Orsay di Parigi, che dialoga con il bronzo dello scultore. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Oltre ai ritratti che hanno costruito la sua fama, la mostra presenta una selezione di statuette raffiguranti nativi americani, di cui Troubetzkoy cattura lo spirito fiero e il veloce movimento a cavallo, e di cowboy, soggetti che studiò per la prima volta in occasione dell'arrivo a Milano del famoso circo di <strong>Buffalo Bill</strong> del 1890, e ripresi poi durante i soggiorni negli Stati Uniti. Qui realizzò anche i ritratti delle prime star di Hollywood e leggiadre figure di ballerine. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>In mostra anche la statua di <strong>Mademoiselle Svirsky</strong>, famosissima ballerina del tempo che si esibiva a piedi nudi, con dedica all'amico Sorolla incisa sulla base, opera ritratta poi dal pittore in alcuni suoi celebri dipinti, tra cui quello sontuoso della <strong>moglie Clotilde</strong> seduta sul sofà; e poi <strong>Lady Constance Stewart Richardson,</strong> ritratta in un dinamico bronzo in prestito dal <strong>Fine Arts Museums di San Francisco. </strong>L'esposizione si conclude con una sezione interamente dedicata all'amato mondo degli animali, con diversi esempi della sua scultura animalista, così come i suoi lavori a favore della causa vegetariana, come il Divoratore di cadaveri, di cui era, in anticipo sui tempi, un fervente sostenitore.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>48 Ore Flegrea A Pozzuoli per la proclamazione</title>
<link>https://www.italia24.news/48-ore-flegrea-a-pozzuoli-per-la-proclamazione</link>
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<description><![CDATA[ Proclamati I finalisti del Festival Corto Flegreo ]]></description>
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<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 14:54:44 +0100</pubDate>
<dc:creator>Gaia Moschetti</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>48 Ore Flegrea a Pozzuoli: proclamati i finalisti del Festival Corto Flegreo </p>
<p>Il 18 febbraio, presso l’Hotel Gli Dei di Pozzuoli, si è tenuta la prima edizione della 48 Ore Flegrea, il contest cinematografico lanciato dal Festival Corto Flegreo.</p>
<p>L’iniziativa, che celebra talento, creatività e territorio nei Campi Flegrei, consiste nella realizzazione di cortometraggi in 48 ore.</p>
<p>Cinque i team coinvolti che hanno raccontato attraverso il cinema la forza evocativa e culturale dei Campi Flegrei.</p>
<p>A valutare i cortometraggi c'è stata una giuria d'eccezione composta dal critico cinematografico Francesco Della Calce (Presidente di Giuria), dall’attore Giovanni Esposito, dalla fotografa Anna Camerlingo e dalle attrici Benedetta Valenzano e Miriam Candurro.</p>
<p>Tre finalisti parteciperanno al Festival Corto Flegreo in programma a settembre, in cui durante la serata di premiazione sarà annunciato il team vincitore.</p>
<p>I cortometraggi finalisti:</p>
<p>“Resto qui” – Team Lego</p>
<p>“Chi di quest’acqua beve” – Team La Paz</p>
<p>“Storie dimenticate” – Team Lafcadio</p>
<p>Menzione speciale per:</p>
<p>“Quattro cuori” – Team Reel Love Tribe</p>
<p>"Eneics” – Team Nesis</p>
<p>Tutti i team hanno ricevuto un attestato di partecipazione e una medaglia, per premiare il coraggio, il talento e la passione per il cinema.</p>
<p>La direttrice del Festival, l’avvocato Maria Grazia Siciliano:</p>
<p>«Mi hanno commosso ed emozionato. Questi cortometraggi dimostrano quanto la magia del cinema possa essere uno strumento potente di comunicazione e sensibilizzazione. Il potere evocativo delle location è fondamentale: le opere realizzate valorizzano in modo eccellente i Campi Flegrei, la mia terra».</p>
<p>Un ringraziamento particolare è andato al Parco Archeologico dei Campi Flegrei, che sostiene il progetto e la visione culturale del Festival.</p>
<p>Una rete territoriale per promuovere Pozzuoli e i Campi Flegrei</p>
<p>Significativa anche la partecipazione di Federalberghi e Campi Flegrei Active, che hanno ospitato alcuni team, contribuendo a rafforzare il legame tra cinema, turismo e promozione territoriale.</p>
<p>Al termine dell’evento, Liberass APS ha brindato al futuro e alle prossime edizioni della 48 Ore Flegrea con un simbolico primo taglio della torta, suggellando un’iniziativa che punta a rendere Pozzuoli e i Campi Flegrei sempre più centrali nel panorama culturale e cinematografico.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Grande successo per Gennaro Pisapia &amp;amp; Gruppo Smeraldo in concerto</title>
<link>https://www.italia24.news/grande-successo-per-gennaro-pisapia-gruppo-smeraldo-in-concerto</link>
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<description><![CDATA[ Il Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova (in piazza Santa Maria La Nova 44 - Napoli) ha ospitato sabato 21 febbraio l’atteso spettacolo musicale di Gennaro Pisapia &amp; Gruppo Smeraldo ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 11:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Silvia De Cesare</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Gennaro Pisapia ex cantante de I Cimarosa, Peppe Carannante (clarinetto), Michele Cordova (chitarra), Alessandro Pignalosa (mandolino), Francopaolo Perreca (sax soprano e percussioni) e Mario Carannante (violoncello e basso) hanno presentato le più belle canzoni napoletane scritte dai grandi poeti e compositori dell’800 e ‘900, che hanno reso la città di Napoli famosa in tutto il mondo.<br>In scaletta brani immortali come “Te voglio bene assaje”, “Palomma ’e notte”, “Chella lla”, ma anche classici del calibro di “Era de maggio”, “Pigliate ’na pastiglia”, “Carmela”, “Guapparia” e “Luna rossa”</p>
<p>Ospite della serata lo straordinario “Professore del web” Claudio Canzanella che ha raccontato storie, aneddoti e il significato dei numeri al lotto attraverso la canzone napoletana, e non solo.</p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cultura, Milano: a Palazzo Reale la mostra fotografica della Polizia di Stato &amp;quot;Supereroi – Proteggiamo i Bambini Insieme&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ Il 19 febbraio a Palazzo Reale apre la mostra fotografica della Polizia di Stato &quot;Supereroi – Proteggiamo i Bambini Insieme&quot; con un percorso espositivo per sensibilizzare le famiglie e gli educatori al tema della protezione dei minori negli spazi digitali ]]></description>
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<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 14:26:18 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span>Apre il 19 febbraio al pubblico a <strong>Palazzo Reale</strong> la mostra fotografica della Polizia di Stato<strong> "Supereroi – Proteggiamo i Bambini Insieme</strong>" ideata e realizzata dal <strong>Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale Lombardia</strong> in collaborazione con il <strong>Comune di Milano, di Terre des Hommes Italia e Coriandoli per Shanti Bhavan Onlus.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>All'inaugurazione erano presenti il Signor Prefetto <strong>Claudio Sgaraglia</strong>, il Questore <strong>Bruno Megale</strong>, l'assessore <strong>Marco Granelli</strong>, il Direttore Centrale per la Polizia Scientifica e la Sicurezza Cibernetica <strong>Luigi Rinella</strong> e <strong>Domenico De Maio</strong> per Fondazione Milano-Cortina, oltre ad autorità civili e militari.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'iniziativa vuole gettare luce sull'importante e delicato lavoro svolto quotidianamente dalla Polizia di Stato nel contrasto alla pedopornografia, all'abuso e all'adescamento online dei minori. Un'attività spesso silenziosa e condotta sotto copertura, che richiede professionalità, equilibrio e profondo senso del dovere.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>Il percorso espositivo, con <strong>ingresso gratuito dal 19 al 22 febbraio</strong>, si compone di 50 scatti fotografici realizzati direttamente dai poliziotti <strong>Ester Lo Feudo, Marco Domizi e Giovanni Marcellino</strong>. Le immagini, accompagnate dai testi della giornalista e sceneggiatrice <strong>Rosy Della Ragione</strong>, offrono uno sguardo intenso sulla vulnerabilità delle vittime ma anche sulla loro forza interiore, restituendo al contempo il carico emotivo e umano vissuto dagli agenti impegnati in prima linea.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'evento nasce con la volontà di sensibilizzare famiglie, scuole e l'intera comunità educante, nella consapevolezza che, rispetto a tali fenomeni, la prevenzione rappresenti lo strumento più efficace.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>L'appuntamento è un'occasione unica per gruppi e visitatori di vivere un'esperienza di forte impatto sociale, con un significativo valore educativo, anche grazie alla presenza di pannelli informativi contenenti consigli pratici per una navigazione consapevole e sicura.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Monza: la donazione di due opere d&amp;apos;arte all&amp;apos;Ospedale San Gerardo come gesto per la cura della persona</title>
<link>https://www.italia24.news/donazione-di-opere-darte-alla-fondazione-irccs-a-san-gerardo-dei-tintori-un-gesto-di-cura-e-bellezza</link>
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<description><![CDATA[ Il Reverendo Professor Giovanni Emidio Palaia dona due opere d&#039;arte alla Fondazione IRCCS con l&#039;intento di offrire un senso di speranza ai pazienti facendo dialogare arte, spiritualità e quotidianità. Il gesto rappresenta l&#039;attenzione rivolta verso la dimensione umana, come afferma il Presidente della Fondazione Claudio Cogliati ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 15:30:50 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Mercoledì 18 febbraio 2026 </strong>la <strong>Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza</strong> è stata protagonista di un momento di particolare valore simbolico e culturale: la <strong>donazione di due opere d’arte destinate agli spazi di cura</strong>, come segno concreto di attenzione alla dimensione umana, spirituale e relazionale dell’esperienza ospedaliera. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">A donarle è il <strong>Reverendo Professor Giovanni Emidio Palaia</strong>, <strong>direttore del Gruppo di lavoro “Mariologia, persona, arte, città, cultura e salute” della Pontificia Accademia Mariana Internazionale</strong>, nonché della collana editoriale ad esso collegata. Il Gruppo è composto da figure di primo piano del panorama ecclesiale, culturale e scientifico. All’interno del Gruppo è particolarmente viva la sensibilità per l’arte per la sua coniugazione con la salute, la cura e il sostegno delle cure. Nel progetto “Mariologia, Persona, Arte, Città, Cultura e Salute”, il Professor Palaia, afferma che «in una prospettiva antropologica attenta alla persona e alla comunità, i luoghi della sofferenza e della cura, </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">ospedali, cliniche, residenze assistite, reparti di lungodegenza e hospice, sono spazi in cui le persone più vulnerabili rischiano di essere relegate ai margini della società, spesso segnate da solitudine e fragilità. A questa condizione il <strong>progetto</strong> risponde <strong>promuovendo</strong> la <strong>costruzione di un sapere condiviso</strong>, un’<strong>epistēmē koinē</strong>, intesa come esercizio di carità intellettuale (caritas intellectualis), radicata nel ḥesed, un amore fedele e misericordioso che pone al centro la dignità e il rispetto profondo di ogni persona. In questa prospettiva, la <strong>nozione di benessere</strong> viene ripensata come <strong>pienezza integrale della persona</strong>, nella sua dimensione umana, relazionale e spirituale». </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Le due <strong>opere</strong> donate, una dell’artista <strong>Renato Li Vigni </strong>e una dell’artista <strong>Ezio Gribaudo</strong>, </span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">sono state ideate e progettate dal professor Palaia, docente universitario, scrittore e accademico pontificio, promotore di un dialogo strutturato tra spiritualità, arte e mondo della salute, insieme al<strong> </strong>dottor Momcilo Jankovic<strong> </strong>e ad alcuni membri del Gruppo di lavoro, di cui lo stesso dottor Jankovic fa parte attivamente. Si tratta di opere, in<strong> memoria di San Carlo Acutis</strong>, pensate specificamente per il contesto ospedaliero, capaci di inserirsi negli spazi di cura come presenze discrete ma significative, in dialogo con il vissuto di pazienti, familiari e operatori sanitari. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La donazione, che si è tenuta all’interno della Parrocchia Ospedaliera, è avvenuta poco prima del momento di ricordo dedicato a San Carlo Acutis, rafforzando il significato di un’iniziativa che unisce memoria, bellezza e prossimità, e che riconosce nella cura non solo una dimensione clinica, ma anche simbolica e spirituale.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il professor Palaia ha dialogato infatti, a partire dal volume<em> Spiritual Insight</em>. <em>Appunti dagli Esercizi Spirituali di San Carlo Acutis</em>, arricchito da due disegni inediti di Carlo, con i testimoni della sua vita, della sua infanzia, della scuola e anche degli ultimi giorni vissuti in ospedale. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Come assistente e <strong>membro dell’Associazione Carlo Acutis</strong>, nasce il desiderio profondo che queste opere sappiano riflettere la gioia vissuta da Carlo anche nella malattia, in quella offerta totale che egli stesso espresse dicendo: Offro la mia vita per il Papa, per la Chiesa e per andare dritto in Paradiso senza passare dal Purgatorio.» sottolinea ancora il Professor Palaia «Portare l’arte negli ospedali significa riconoscere che la <strong>cura </strong>non <strong>riguarda </strong>soltanto il corpo, ma la <strong>persona nella sua interezza</strong>. Queste opere nascono con l’intento di offrire uno spazio di respiro, di senso e di speranza, soprattutto nei momenti di fragilità, facendo dialogare arte, spiritualità e quotidianità della cura». </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’iniziativa si inserisce nel percorso del<strong> Gruppo di lavoro</strong> “Mariologia, persona, arte, città, cultura e salute”, <strong>nato il 23 maggio 2023</strong> in seno alla <strong>Pontificia Accademia Mariana Internazionale</strong>, alla <strong>presenza del Cardinale Angelo Comastri</strong>. Fin dalla sua costituzione, il Gruppo <strong>promuove </strong>una <strong>sinergia costante tra dimensione spirituale, artistica e culturale e l’ambito sanitario</strong>, con l’obiettivo di riaffermare la centralità della persona, in particolare nella condizione di malattia. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In questo solco si collocano anche altre le <strong>esperienze già maturate</strong> in altri ospedali, in particolare nell’ambito della <strong>radioterapia</strong>, che hanno mostrato come l’integrazione tra cura, bellezza e spiritualità possa contribuire a umanizzare i luoghi della salute.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"> «L’ospedale è prima di tutto un luogo di relazioni» dichiara il <strong>dottor Momcilo Jankovic</strong>, già<strong> direttore del Day Hospital del Centro Maria Letizia Verga </strong>e oggi <strong>consigliere dell’omonima Fondazione</strong> «e iniziative come questa aiutano a ricordare che accanto alle terapie è fondamentale prendersi cura anche dell’interiorità, delle emozioni e della speranza di chi vive e lavora ogni giorno negli spazi della cura». </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Le opere donate al San Gerardo intendono così offrire un messaggio di accoglienza, prossimità e bellezza, contribuendo a rendere l’ospedale uno spazio sempre più attento alla persona nella sua unità di corpo, anima e relazioni. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">«Accogliamo con profonda gratitudine questa <strong>donazione</strong> che rappresenta un<strong> segno concreto di attenzione alla dimensione umana e spirituale della cura</strong>, contribuendo a rendere i nostri spazi sempre più accoglienti e attenti alla persona. L’arte, quando entra nei luoghi della cura, diventa un linguaggio di vicinanza e di speranza per tutti», conclude il <strong>Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori Claudio Cogliati</strong>.</span></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Dire danza: la XXII edizione al Teatro delle Arti il 22 febbraio con Michele Lanzeroti di Amici</title>
<link>https://www.italia24.news/dire-danza-la-xxii-edizione-al-teatro-delle-arti-il-22-febbraio-con-michele-lanzeroti-di-amici</link>
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<description><![CDATA[ Torna Dire Danza, l’appuntamento coreutico l’evento coreutico ideato e curato da Pina Testa e Antonella Ferrante, con il coordinamento di Fortuna Capasso, che da più di un decennio celebra l’arte, la tecnica e la creatività dei giovani danzatori campani. ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 10:26:19 +0100</pubDate>
<dc:creator>Silvia De Cesare</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 10.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">La <b>ventiduesima edizione</b> si svolgerà domenica <b>22 febbraio 2026 al Teatro delle Arti di Salerno</b>, con una giornata ricca di appuntamenti che uniscono spettacolo, formazione e prestigio artistico.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Dopo il successo delle precedenti edizioni, <span style="mso-bidi-font-style: italic;">Dire Danza</span> conferma la sua vocazione di vetrina e trampolino per talenti emergenti: <b>due spettacoli serali</b>, alle <b>17 </b>e alle <b>20</b>, offriranno al pubblico uno spettacolo variegato, dinamico e di alta qualità, con esibizioni delle scuole di danza provenienti da tutta la regione.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Ospite di quest’anno sarà <b>Michele Lanzeroti</b>, giovane ballerino italiano formatosi nel celebre talent show <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-style: italic;">Amici</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">di Maria De Filippi</b>, noto per la sua versatilità, la tecnica solida e la sua crescita prestigiosa nel mondo della danza professionale. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Nel pomeriggio del 22 febbraio, alle <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">14</span>, Lanzeroti guiderà un</span></b><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> <b>stage esclusivo</b> rivolto ai partecipanti e agli allievi delle scuole, un’occasione imperdibile di confronto e approfondimento con un protagonista della scena coreutica contemporanea. La sua esperienza formativa e professionale offrirà stimoli tecnici e creativi a tutti i danzatori presenti.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">«<i>Dire Danza 2026</i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"> non è solo spettacolo, ma un’esperienza completa di crescita artistica e umana. Siamo felici di ospitare Michele Lanzeroti, la cui carriera testimonia come passione, disciplina e dedizione possano trasformarsi in opportunità professionali concrete</i>»,<i style="mso-bidi-font-style: normal;"> </i><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dichiarano gli organizzatori Pina Testa e Antonella Ferrante.<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">LE SCUOLE - </span></b><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Accademia Sportiva Baronissi di Lidia D’Arco e Celeste Capacchione (Baronissi); Arbostella in danza di Antonella e Marianna Rotondo (Salerno); Ars Scenicae di Serena Stella (Baronissi); Associazione Arteca diretta da Amalia Salzano (Salerno); Ballet Studio di Giusy De Martino (Cava De Tirreni); Centro Danza 2 di Serena Santucci (Quadrivio di Campagna); Centro Danza di Antonella Ferrante (Eboli); Choròs Meráki di Stefania Fuschini e Enza D’Auria (Capezzano); Danzando di Cinzia Palumbo (Salerno); DTFAM di Salvatore Sica (Pontecagnano); Ginger’s Art di Melissa e Jessica Manzo (Montecorvino Pugliano); Il balletto di Gerardo Fimiani (Battipaglia); In Punta di piedi di Antonietta, Stefania e Valentina Botta (Battipaglia); New Ballet di Maria Rosaria Bacco (Pontecagnano); New Latin Dance ASD di Artemisio di Florio (Baronissi); Obiettivo danza di Stefano Angelini (Cava de’ Tirreni); Professional Ballet di Fortuna Capasso (Salerno); Professional Ballet di Pina Testa (Ascea); Professional Ballet di Pina Testa (Salerno); Scuola di danza di Loredana Di Filippo (Siano); ⁠Scuola di danza Koròs diretta da Flavia Russo (Salerno); Terval dance di Valeria Iacobelli e Teresa Tamburrini (Salerno); World dance di Ylenia Ippolito (Pontecagnano).<i style="mso-bidi-font-style: normal;"><o:p></o:p></i></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">L’edizione 2026 conferma la mission di <span style="mso-bidi-font-style: italic;">Dire Danza</span>: essere ponte tra l’allenamento quotidiano delle scuole e il palcoscenico, valorizzare il lavoro degli insegnanti, e offrire ai giovani ballerini la possibilità di confrontarsi con professionisti di alto profilo. I due spettacoli in programma saranno un viaggio nel movimento e nell’espressività, un momento di celebrazione della danza in tutte le sue forme, pensato per coinvolgere famiglie, appassionati e addetti ai lavori.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-font-style: italic;">Dire Danza 2026</span><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> si propone così come uno degli eventi coreutici più attesi della stagione in Campania, confermando la sua posizione di riferimento per la cultura e la formazione nel mondo della danza.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Dopo il successo delle precedenti edizioni, <span style="mso-bidi-font-style: italic;">Dire Danza</span> conferma la sua vocazione di vetrina e trampolino per talenti emergenti: <b>due spettacoli serali</b>, alle <b>17 </b>e alle <b>20</b>, offriranno al pubblico uno spettacolo variegato, dinamico e di alta qualità, con esibizioni delle scuole di danza provenienti da tutta la regione.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Ospite di quest’anno sarà <b>Michele Lanzeroti</b>, giovane ballerino italiano formatosi nel celebre talent show <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-style: italic;">Amici</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">di Maria De Filippi</b>, noto per la sua versatilità, la tecnica solida e la sua crescita prestigiosa nel mondo della danza professionale. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Nel pomeriggio del 22 febbraio, alle <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">14</span>, Lanzeroti guiderà un</span></b><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> <b>stage esclusivo</b> rivolto ai partecipanti e agli allievi delle scuole, un’occasione imperdibile di confronto e approfondimento con un protagonista della scena coreutica contemporanea. La sua esperienza formativa e professionale offrirà stimoli tecnici e creativi a tutti i danzatori presenti.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">«<i>Dire Danza 2026</i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"> non è solo spettacolo, ma un’esperienza completa di crescita artistica e umana. Siamo felici di ospitare Michele Lanzeroti, la cui carriera testimonia come passione, disciplina e dedizione possano trasformarsi in opportunità professionali concrete</i>»,<i style="mso-bidi-font-style: normal;"> </i><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dichiarano gli organizzatori Pina Testa e Antonella Ferrante.<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">LE SCUOLE - </span></b><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Accademia Sportiva Baronissi di Lidia D’Arco e Celeste Capacchione (Baronissi); Arbostella in danza di Antonella e Marianna Rotondo (Salerno); Ars Scenicae di Serena Stella (Baronissi); Associazione Arteca diretta da Amalia Salzano (Salerno); Ballet Studio di Giusy De Martino (Cava De Tirreni); Centro Danza 2 di Serena Santucci (Quadrivio di Campagna); Centro Danza di Antonella Ferrante (Eboli); Choròs Meráki di Stefania Fuschini e Enza D’Auria (Capezzano); Danzando di Cinzia Palumbo (Salerno); DTFAM di Salvatore Sica (Pontecagnano); Ginger’s Art di Melissa e Jessica Manzo (Montecorvino Pugliano); Il balletto di Gerardo Fimiani (Battipaglia); In Punta di piedi di Antonietta, Stefania e Valentina Botta (Battipaglia); New Ballet di Maria Rosaria Bacco (Pontecagnano); New Latin Dance ASD di Artemisio di Florio (Baronissi); Obiettivo danza di Stefano Angelini (Cava de’ Tirreni); Professional Ballet di Fortuna Capasso (Salerno); Professional Ballet di Pina Testa (Ascea); Professional Ballet di Pina Testa (Salerno); Scuola di danza di Loredana Di Filippo (Siano); ⁠Scuola di danza Koròs diretta da Flavia Russo (Salerno); Terval dance di Valeria Iacobelli e Teresa Tamburrini (Salerno); World dance di Ylenia Ippolito (Pontecagnano).<i style="mso-bidi-font-style: normal;"><o:p></o:p></i></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">L’edizione 2026 conferma la mission di <span style="mso-bidi-font-style: italic;">Dire Danza</span>: essere ponte tra l’allenamento quotidiano delle scuole e il palcoscenico, valorizzare il lavoro degli insegnanti, e offrire ai giovani ballerini la possibilità di confrontarsi con professionisti di alto profilo. I due spettacoli in programma saranno un viaggio nel movimento e nell’espressività, un momento di celebrazione della danza in tutte le sue forme, pensato per coinvolgere famiglie, appassionati e addetti ai lavori.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 3.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-font-style: italic;">Dire Danza 2026</span><span style="font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> si propone così come uno degli eventi coreutici più attesi della stagione in Campania, confermando la sua posizione di riferimento per la cultura e la formazione nel mondo della danza.<o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
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<title>Monza: aperta al pubblico la mappa dei benefattori nella Quadreria dell&amp;apos;Ospedale San Gerardo con visite culturali a cura dei volontari del FAI</title>
<link>https://www.italia24.news/monza-aperta-al-pubblico-la-mappa-dei-benefattori-nella-quadreria-dellospedale-san-gerardo-con-visite-culturali-a-cura-dei-volontari-del-fai</link>
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<description><![CDATA[ Domenica 22 febbraio un percorso tra quasi 300 ritratti e storie di lasciti, con letture sceniche dei testamenti e accesso alla sala di conservazione e restauro ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 10:57:57 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Nuovo appuntamento con la <strong>Delegazione FAI Monza</strong> che da anni collabora con la <strong>Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza</strong>, per aprire al pubblico la <strong>Quadreria dell’Ospedale con visite culturali</strong> finalizzate al coinvolgimento dei cittadini nella fruizione di beni culturali del territorio.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’Ospedale San Gerardo di Monza custodisce e cura un rilevante <strong>patrimonio artistico</strong>, raccolto nei secoli e frutto di lasciti testamentari e donazioni di privati cittadini a supporto delle istituzioni incaricate dell’assistenza di malati e bisognosi. <strong>La Quadreria dei Benefattori</strong> è una raccolta di <strong>quasi 300 dipinti,</strong> in gran parte ritratti commissionati in forma gratulatoria dall’Amministrazione dei Luoghi Pii cittadini a partire <strong>dal Seicento fino alla prima metà del Novecento</strong>: opere di autori quali <strong>Mosè Bianchi,</strong> <strong>di suo fratello Gerardo e di suo padre Giosuè, di Emilio Borsa, Eugenio Spreafico, Pietro Tremolada, Emilio Parma</strong>, per citare i principali. I dipinti ritraggono prelati, aristocratici ed esponenti della borghesia imprenditoriale che, al di là della beneficenza, hanno contribuito al successo economico della città di Monza e del suo territorio.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La valorizzazione della Quadreria dell’Ospedale San Gerardo ha preso avvio nel <strong>2006</strong> grazie alla volontà dell’allora Direttore Generale che affidò alla restauratrice <strong>Gabriella Mantovani</strong> l’incarico di realizzare sia una ricognizione inventariale con relativa schedatura dei beni sulla piattaforma informatica regionale, sia un progetto per la riqualificazione dell’intera raccolta, oltre all’esecuzione degli interventi manutentivi necessari per garantirne la conservazione. Tra gli esiti di questo lavoro si segnala la pubblicazione nel <strong>2013</strong> del catalogo della collezione ospedaliera, a cura di <strong>Sergio Rebora</strong>, dal titolo “Il patrimonio culturale dell’Azienda Ospedaliera San Gerardo di Monza. Cinque secoli di storia e arte in Lombardia”.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La collaborazione con la Delegazione FAI Monza nasce in occasione dell’iniziativa <strong>Ville Aperte, edizione 2015,</strong> durante la quale l’Ospedale San Gerardo ha attivato per la prima volta le visite culturali, affinché il suo patrimonio, tramandato nei secoli, tornasse fruibile al pubblico, consentendo la sensibilizzazione dei cittadini verso la conoscenza e la salvaguardia dell’eredità artistica e culturale dell’Ospedale San Gerardo.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Negli anni il FAI ha proposto iniziative di valorizzazione con diverse modalità e approfondimenti, anche coinvolgendo gli studenti delle scuole e attori per rendere la collezione dell’Ospedale più accessibile, attuale, stimolante, capace di generare dialogo con le comunità di oggi.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Domenica 22 febbraio la Quadreria dell’Ospedale sarà aperta con visite culturali a cura dei volontari della Delegazione FAI Monza con l’iniziativa “<strong>Volti di generosità. I ritratti dei benefattori dell’Ospedale</strong>” per illustrare le opere d’arte situate all’interno della struttura, con appuntamento in <strong>Villa Serena, </strong>in via Pergolesi 33, pianterreno. Orario visite: 10.00 e 11.00.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">I volontari del FAI di Monza, in collaborazione con l’IRCCS San Gerardo dei Tintori, in particolare Gabriella Mantovani, presenteranno i ritratti delle donne e degli uomini che con i loro lasciti nel corso dei secoli hanno legato il proprio nome all’ospedale monzese. Attraverso la lettura scenica dei testamenti, a cura dell’Associazione Mille Gru, verrà approfondita una pagina di storia locale poco nota, nella quale si intrecciano arte, generosità e senso di appartenenza. </p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Nell’occasione saranno illustrate anche le complesse attività di “cura” e gestione del complesso di beni artistici e documentari di proprietà dell’Ospedale, aprendo le porte della Sala dove le opere vengono conservate e restaurate. Prenotazione obbligatoria al seguente <a href="https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/volti-di-generosita-i-ritratti-dei-benefattori-%20dell-ospedale-45864/" target="_blank" rel="noopener">link.</a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cultura: a Milano la mostra del fotografo ampezzano Stefano Zardini &amp;quot;A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ A Milano alla Fabbrica del Vapore, dal 13 febbraio al 13 aprile, la mostra fotografica di Stefano Zardini &quot;A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt&quot;: un&#039;esperienza immersiva che conduce lo spettatore nell&#039;atmosfera delle vette dolomitiche ]]></description>
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<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 11:07:44 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-b677ce70-7fff-e4a0-54b3-8935a28ab800"><span>In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026, <strong>la Fabbrica del Vapore di Milano</strong> ospita, <strong>dal 13 febbraio al 13 aprile</strong>, la mostra del fotografo ampezzano <strong>Stefano Zardini "A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt".</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'iniziativa, promossa dalla <strong>Provincia di Bolzano</strong>, si avvale del patrocinio del <strong>Comune di Cortina d'Ampezzo.</strong> La curatela è di <strong>Margherita Palli, Thina Adams, Valentina Vidali.</strong> Il progetto - che ha visto una prima mostra a Cortina da Ikonos Art Gallery e una seconda al Lumen-Museum of Mountain Photography (entrambe aperte fino al 13 aprile) - è un'esperienza immersiva nel mondo della fotografia contemporanea e dell'arte a servizio della montagna. Le tre sedi ospitano alcune collezioni del fotografo molto diverse tra loro per atmosfera e approccio visivo, il cui filo conduttore è il pensiero profondo e visionario di Stefano Zardini, che accompagna i visitatori lungo un percorso fatto di luoghi, di rumori e silenzi, ma soprattutto di uomini e donne di montagna creando un <strong>ponte ideale tra la città e le vette dolomitiche</strong> che hanno alimentato l'immaginario del fotografo fin dall'infanzia.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Nei grandi spazi di Fabbrica del Vapore viene esposta, a ingresso libero, la trilogia completa che comprende: <strong>The Pioneers' Passion, Snowland e Tracce – Lasciare che l'occhio squarti il paesaggio.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Un progetto di grande forza poetica e visiva, capace di mettere in dialogo l'immaginario urbano con quello delle vette dolomitiche, in pieno spirito olimpico. La trilogia di Stefano Zardini trova qui in Fabbrica del Vapore una cornice ideale, arricchita da una curatela di assoluto prestigio firmata da Margherita Palli, Thina Adams e Valentina Vidali – afferma l'assessore alla Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong> –. Questa mostra rappresenta perfettamente il senso dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026: unire territori, linguaggi e comunità attraverso la cultura, celebrando il coraggio creativo delle montagne e la capacità di Milano di essere piattaforma internazionale per i grandi progetti artistici».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Legata alle celebrazioni olimpiche, la collezione <strong>The Pioneers' Passion – La pasciun di pioniers</strong>, è un progetto che nasce dal monumentale archivio di foto d'epoca di famiglia, trasformato dall'autore in un racconto contemporaneo attraverso interventi cromatici e grafici in chiave pop, che ridanno vita alle immagini storiche dei primi pionieri della montagna.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Gli scatti di <strong>inizio Novecento</strong> – i primi sciatori, le discese in bob, l'eleganza del pattinaggio e le avventure sulle cime – diventano così icone contemporanee, cariche di energia e di futuro. Oggi, nel pieno di una nuova stagione olimpica, la mostra è un invito a ritrovare lo slancio pionieristico di chi seppe trasformare la montagna in un laboratorio di modernità, aprendo la strada alle Olimpiadi di Cortina 1956. Ad arricchire ulteriormente la mostra una rassegna di fotografie d'epoca delle Olimpiadi del 1956, tratta dall'archivio storico della famiglia Zardini.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Al Teatro Serra di Napoli un omaggio ai Led Zeppelin con i “Runes of Kashmir”</title>
<link>https://www.italia24.news/al-teatro-serra-di-napoli-un-omaggio-ai-led-zeppelin-con-i-runes-of-kashmir</link>
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<description><![CDATA[ Al Teatro Serra il concerto omaggio ai Led Zeppelin dei “Runes of Kashmir”. Con Luca Melorio, Rita Genni, Emanuel Savarese e Giuseppe Bucciero. Il 27 e 28 febbraio alle 20:00, a Fuorigrotta, in Via Diocleziano 316 ]]></description>
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<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 16:41:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Simona Pasquale</dc:creator>
<media:keywords>Teatro Serra di Napoli</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b><span style="color: black;">“Runes of Kashmir-Led Zeppelin revival”</span></b><span style="color: black;"> tributo ai <i>Led Zeppelin</i> al <b>Teatro Serra</b> di <b>Napoli</b> che <b>venerdì 27</b> e <b>sabato 28 febbraio</b> alle <b>20:00</b> ospiterà il gruppo composto da <b>Luca Melorio</b> (chitarra), <b>Rita Genni</b> (voce), <b>Emanuel Savarese</b> (batteria) e <b>Giuseppe Bucciero</b> (basso). Foto <b>Raimondo Fiorenza</b>. Una proposta musicale fedele allo spirito della storica band, reinterpretata in chiave blues da una struggente voce femminile. A <i>Fuorigrotta</i>, in <i>Via Diocleziano 316</i>. <i>Info: teatroserra@gmail.com, 347.8051793</i>.<o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Quello dei “Runes of Kasmir” è un progetto musicale nato dal desiderio di confrontarsi con la profondità della musica dei Led Zeppelin con rispetto e passione sincera, senza imitazioni forzate, grazie al band leader <b>Luca Melorio</b> – nome d’arte <i>Norman Cooper</i> – chitarrista solista dal marcato stile blues cresciuto a “pane e Jimmy Page”, che a dieci anni di distanza dalla sua ultima esperienza alla guida di una <i>Zeppelin tribute band</i>, decide di riportare in scena quel suono mistico, coinvolgendo alcuni artisti con i quali ha già condiviso percorsi recenti, come <b>Emanuel Savarese</b> e <b>Rita Genni</b> voce di rara intensità, graffiante, sensuale e struggente che non “esegue” Robert Plant, ma ne reinterpreta lo spirito hard blues con stile personale, senza snaturarlo. Il risultato è un viaggio sonoro fedele anche per i fan più intransigenti, privo di sovrastrutture digitali, fatto di sudore, amplificatori valvolari e assoli incandescenti, eppure sorprendente. Ogni esibizione cerca di catturare l’equilibrio tra forza e libertà espressiva per un’esperienza autentica di reciproco ascolto con il pubblico. I brani, tanto iconici per la storia del rock quanto attuali, suggeriscono atmosfere spirituali che travalicano la musica; il nome stesso richiama due simboli dell’immaginario zeppeliniano: le rune dell’album del 1971 e <b>“Kashmir”</b>, uno dei brani più iconici e visionari del repertorio. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b><span style="color: black;">“Runes of Kashmir”</span></b><span style="color: black;"><span style="mso-spacerun: yes;">  </span></span><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none; margin: 0cm 2.45pt 0cm 0cm;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><span style="color: black;">con Luca Melorio (chitarra), Rita Genni (voce), Emanuel Savarese (batteria), </span>Giuseppe Bucciero (basso) <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none; margin: 0cm 2.45pt 0cm 0cm;"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">foto di scena, Raimondo Fiorenza <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none; margin: 0cm 2.45pt 0cm 0cm;"><span style="font-size: 12pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none; margin: 0cm 2.45pt 0cm 0cm;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b><span style="color: black;">Venerdì 27 febbraio 2026 ore 20:00 </span></b><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none; margin: 0cm 2.45pt 0cm 0cm;"><b><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; color: black; mso-themecolor: text1;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Sabato 28 febbraio 2026 ore 20:00</span> <o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none; margin: 0cm 2.45pt 0cm 0cm;"><b><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; color: black; mso-themecolor: text1;"><o:p></o:p></span></b></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Festival Internazionale Cinematografico Corto flegreo 2026</title>
<link>https://www.italia24.news/festival-internazionale-cinematografico-corto-flegreo-2026</link>
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<description><![CDATA[ Si è tenuta il 5 febbraio 2026 la conferenza stampa di presentazione della 6a edizione del Festival Internazionale Cinematografico Corto flegreo 2026 e della 1a edizione di &quot;corto Flegreo - 48 Ore per Creare un&#039;Idea&quot; ]]></description>
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<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 17:33:37 +0100</pubDate>
<dc:creator>Gaia Moschetti</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il 5 febbraio 2026 presso Palazzo Migliaresi, sul Rione Terra a Pozzuoli, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della 6a edizione del Festival Internazionale Cinematografico Corto flegreo 2026 e della 1a edizione di "corto Flegreo - 48 Ore per Creare un'Idea", il nuovo contest dedicato ai giovani che intendono affacciarsi al mondo del cinema.</p>
<p>Corto Flegreo ormai è un punto di riferimento per chi vuole fare cinema e si conferma come uno degli appuntamenti più attesi dell'anno sia dal punto di vista regionale che nazionale. </p>
<p>Questa manifgestazione nasce da un'idèa dellìAvv. Maria Grazia Sicialiano e dall'amore per il cinema, la cultura e i Campi Flegrei, Terra del Mito, un territorio che custodisce un'inestimabile patrimonio artistico, storico, naturalistico e archeologico. L'evento promosso da Liberass A.P.S., racconta attraverso la magia del cinema la maestosità e l'unicità di questo territorio. </p>
<p>Lo scopo è non solo dare vita a racconti ambientati in questo territorio ma offrire anche uno spazio creativo permanente che possa coniugare cultura, formazione e promozione territoriale.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>&amp;quot;Energia fatta ad Arte&amp;quot;: Regione Emilia&#45;Romagna ed ENEA premiano le sette opere vincitrici del concorso</title>
<link>https://www.italia24.news/energia-fatta-ad-arte-regione-emilia-romagna-ed-enea-premiano-le-sette-opere-vincitrici-del-concorso</link>
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<description><![CDATA[ All’Arte Fiera 2026 di Bologna, creativi under 40 trasformano oggetti e tecnologie in opere che “rendono visibile” l’energia nascosta e promuovono l’efficienza energetica ]]></description>
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<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 11:05:22 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Trasformare l’energia in arte attraverso un’opera che renda visibile questa risorsa impalpabile per utilizzarla al meglio: è questo l’obiettivo raggiunto dalle sette opere vincitrici di<span> </span><strong>‘Energia fatta ad Arte’</strong>, il concorso realizzato da<span> </span><strong>Regione Emilia-Romagna</strong><span> </span>ed<span> </span><strong>ENEA</strong><span> </span>e rivolto a designer, artiste e artisti under 40.</p>
<p></p>
<p>I premi sono stati consegnati a Bologna dal vicepresidente della Regione,<span> </span><strong>Vincenzo Colla</strong>, e dal responsabile del Laboratorio ENEA Strumenti per la promozione dell'efficienza energetica,<span> </span><strong>Antonio Disi</strong>, nell’ambito di un evento di<span> </span><strong>‘Arte Fiera 2026’<span> </span></strong>moderato dal giornalista ed esperto di green economy Marco Gisotti.</p>
<p></p>
<p>Il concorso<span> </span><strong>‘Energia fatta ad Arte’</strong>, realizzato in collaborazione con Art-ER e la rete regionale dei Clust-ER e degli Innovatori responsabili, si inserisce nell’ambito delle attività previste dall’accordo di collaborazione tra Regione ed ENEA, finalizzato alla promozione della sostenibilità e della transizione energetica, a compimento del Piano energetico regionale 2030 e del Piano triennale di attuazione 2022-2024.</p>
<p></p>
<p>L’iniziativa ha coinvolto<span> </span><strong>22 imprese</strong><span> </span>del territorio che hanno messo a disposizione come fonte di ispirazione<span> </span><strong>oggetti, tecnologie e materiali</strong>, tra cui fibre di canapa, spugne sintetiche, eco resine, plastiche riciclate, strumenti tecnici, Qr code, camici ospedalieri, componenti per lavatrici e per lampade fluorescenti, tastiere da computer e altre forniture hardware. Partendo da questo catalogo e da specifiche linee guida, circa trenta partecipanti hanno presentato bozzetti o concept per le<span> </span><strong>due sezioni</strong><span> </span><strong>“Arti visive”</strong><span> </span>e<span> </span><strong>“Design”</strong>.</p>
<p></p>
<p>Una giuria ha selezionato 21 progetti finalisti, i cui autori hanno realizzato le opere complete partendo dagli oggetti, tecnologie e materiali ricevuti in dotazione. Tra le opere realizzate, la giuria ne ha premiate<span> </span><strong>sette con</strong><span> </span><strong>2 mila euro</strong>, il valore corrispettivo per la loro acquisizione da parte della Regione. Menzione speciale per quattro opere, che insieme alle altre non premiate rimarranno invece di proprietà degli autori, che potranno scegliere se donarle alla Regione o all’impresa che ha messo a disposizione l’oggetto da cui hanno preso vita.</p>
<p></p>
<p>«La fusione dei linguaggi tra scienza, business e arte rappresenta un modo creativo per raccontare le sfide del nostro tempo - ha detto il vicepresidente <strong>Colla</strong>-. Le scommesse di questa sfida creativa sono almeno tre, in prima battuta quella di raccontare la transizione ecologica in modo concreto, ma anche di innescare un dialogo inedito tra il mondo dell’imprenditoria e quello della cultura, e infine di suscitare una riflessione consapevole su come viviamo, consumiamo o amministriamo il nostro prezioso patrimonio energetico nel pieno del cambiamento climatico. La transizione in atto non è solo tecnologica ma soprattutto culturale».</p>
<p></p>
<p>«Con questa iniziativa abbiamo voluto mostrare che la transizione energetica non è soltanto una questione di tecnologie più efficienti, ma soprattutto di scelte, comportamenti e immaginazione collettiva - ha commentato <strong>Antonio Disi</strong> dell’ENEA-. L’esperienza dimostra infatti che la semplice diffusione di dati e conoscenze tecniche non basta a orientare decisioni sostenibili: esiste spesso una distanza tra ciò che sappiamo e ciò che concretamente facciamo. L’arte e il design possono aiutarci a colmare questo divario, rendendo visibili processi, infrastrutture e impatti che normalmente restano nascosti, e trasformandoli in esperienze capaci di parlare alle persone sul piano emotivo e culturale. È in questo incontro tra conoscenza scientifica e linguaggi creativi che può prendere forma una transizione davvero consapevole e partecipata».</p>
<p></p>
<p>La<span> </span><strong>giuria</strong><span> </span>che ha scelto finalisti e vincitori era composta da tre rappresentanti della Regione Emilia-Romagna, <strong>Cristina Ambrosini</strong>, responsabile del settore Patrimonio culturale, <strong>Claudia Collina</strong>, del settore Valorizzazione Patrimonio culturale, e <strong>Fabio De Luigi</strong>, responsabile del settore Digitalizzazione, promozione e comunicazione; <strong>Antonio Disi </strong>dell’ENEA; <strong>Davide Ferri</strong>, direttore artistico di “Arte Fiera”; <strong>Elena Maria Formia</strong>, coordinatrice del corso di laurea in Design del prodotto industriale all’Università di Bologna.</p>
<p></p>
<p>Dopo “Arte Fiera” il progetto prevede un tour espositivo con tutte le opere finaliste, che avrà come prima tappa<span> </span><strong>“Key - The Energy Transition Expo”</strong>, in programma a Rimini dal 4 al 6 marzo 2026, e ulteriori sedi in via di definizione.</p>
<p></p>
<h2><strong>Le opere vincitrici</strong></h2>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Arti visive</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/andrea-veronica-cimino/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“0 - 255”</strong>“0 - 255” / Andrea Veronica Cimino</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Rende visibile l’energia come processo, trasformando l’accensione in esperienza sensibile. La pellicola termosensibile registra il calore e svela gradualmente la luce, traducendo consumo e trasformazione della materia in percezione. La lampada si configura come dispositivo critico che invita a uno sguardo rallentato e consapevole.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/alessia-cincotto/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Girafischi”</strong>“Girafischi” / Alessia Cincotto - Collettivo Periferico</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Rende percepibile la circolazione dell’energia fondamentale del respiro ri/attivando una relazione diretta tra corpo e dispositivo. Oggetti industriali diventano esperienza partecipativa, in cui il riuso si fa gesto critico e poetico. L’opera svela processi invisibili e invita a ripensare e trasformare le funzioni e i suoni con ascolto e consapevolezza.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/dilan-perisan/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“An Extraction from Muhabbet”</strong>“An Extraction from Muhabbet” / Dilan Perisan</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Costruisce un sistema intimo di relazioni in cui l’energia circola tra corpi, oggetti e scarti. Il libro di materia e l’uso dei guanti attivano un gesto di attenzione che intreccia memoria, presenza e residuo, facendo emergere la continuità tra vita quotidiana e materia condivisa in delicato equilibrio tra suggestioni nouveau réalisme e arte relazionale.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/lucilla-rossi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Segni di violenza”</strong>“Segni di violenza” / Lucilla Rossi</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>In “Segni di violenza” il gesto rende percepibile l’impatto ambientale trasformando il corpo in superficie di relazione tra l’oggetto industriale e la Terra. L’azione audiovisiva, tra suono e silenzio, attiva consapevolezza e responsabilità attraverso una metafora di micro-violenza gestuale inevitabile con la pressione su qualsiasi superficie. L’acqua finale introduce un’energia di cura e possibilità.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><strong>Design</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/giorgio-francesco-calvi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Tessiture solari - Workshop di speculative e critical design”</strong>“Tessiture solari - Workshop di speculative e critical design” /</a><span> </span>Giorgio Francesco Calvi</p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Trasforma il progetto in pratica collettiva. I dispositivi riflettenti, riuniti in un’installazione condivisa, rendono percepibili le interdipendenze tra luce, persone e comportamenti. Il workshop agisce come oggetto educante, favorendo consapevolezza e responsabilità attraverso l’esperienza partecipata.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/giorgia-scurani/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Passi che contano”</strong>“Passi che contano” / Giorgia Scurani - Collettivo Egregio</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Rende visibile la produzione di energia attraverso un gesto quotidiano: il camminare. La pavimentazione interattiva attiva la luce con il movimento, traducendo la conversione energetica in esperienza diretta. Il progetto coinvolge attivamente le persone e costruisce una relazione concreta tra corpo, materia e ambiente.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/ilenia-virdis/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Humi3”</strong>“Humi3” / Ilenia Virdis</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Rende percepibile l’equilibrio idrico del suolo trasformando un processo invisibile in esperienza sensibile. Il dispositivo traduce i dati in segnali luminosi leggibili e, senza imporre azioni, orienta a gesti responsabili. Ne nasce una relazione diretta tra tecnologia, materia e attenzione verso l’ambiente.</em></p>
<p><em></em></p>
<h2><strong>Le opere menzionate</strong></h2>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Arti visive</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/anouk-andrea-boni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Anatomia di luce”</strong>“Anatomia di luce” / Anouk Andrea Boni</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Trasfigura scarti di lampade al neon in immagini contemplative, rendendo visibili i processi dell’energia come traccia inscritta nella materia. I frammenti rivelano morfologie inattese e invitano a uno sguardo attento su ciò che resta in/visibile, proponendo una riflessione sulla responsabilità e sulla possibilità di trasformazione di ogni particella di luce.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/mehrnoosh-roshanaei/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Reflettó”</strong>“Reflettó” / Mehrnoosh Roshanaei</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Trasforma lo specchio in dispositivo critico, attivando uno sguardo consapevole sulla complessità sfaccettata della realtà. La spirale di frammenti rifrangenti rende la luce materia espressiva e produce un’immagine instabile che mette in crisi la trasparenza, invitando a rallentare la visione e ad assumere una posizione attiva di fronte alla molteplicità caleidoscopica della vita.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><strong>Design</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/lorenzo-ferrari/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Hotspot”</strong>“Hotspot” / Lorenzo Ferrari - Collettivo Kredo</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Trasforma l’energia in esperienza urbana integrando moduli di riscaldamento nelle microarchitetture esistenti. I luoghi di attesa diventano spazi di comfort e relazione, grazie al riuso delle infrastrutture e alla diffusione naturale del calore. L’energia si configura così come strumento di cura collettiva tra corpo, ambiente e città.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="https://comunichiamoenergia.it/artista/matteo-marinaro/" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Lampada IVI”</strong>“Lampada IVI” / Matteo Marinaro</a></p>
<p>Motivazione:<span> </span><em>Rende visibile il consumo energetico nella vita quotidiana trasformando la luce in interfaccia consapevole. La segnaletica a soglie cromatiche e l’avviso acustico traducono il dato tecnico in esperienza sensoriale, favorendo attenzione e responsabilità. Il dispositivo unisce funzione pratica e consapevolezza.</em></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>“The Perfect Pitch”: Confindustria presenta la prima serie TV sulle startup italiane</title>
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<description><![CDATA[ Dieci startup italiane della mobilità sostenibile si sfidano a colpi di pitch davanti a tre esperti giudici. Da lunedì 2 febbraio in esclusiva su Mediaset Infinity ]]></description>
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<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 18:20:07 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: Arial;">È stata presentata oggi in Confindustria l’anteprima di <b>“The Perfect Pitch”, </b>la prima serie TV sulle startup italiane. Disponibile su </span><a href="https://u35121681.ct.sendgrid.net/ls/click?upn=u001.mB-2Bga3qelR0vC-2B-2F4Y-2BgFNSCPj-2F6XS67msWhRYgFlHirz8HCdOpBiKoPn8buBLEtwRmSB_-2B0Ok6Af7hyz7Kqg6CR74pWJV1yuK2hSMcExX7SWdjrMD2QXuQCgQZ09fCIt9H9RGukGfNOlN6VJ4yeU3II5d6TetBXqsXzPa1K-2B7Ia5nidvkI9fDEhq5nGE-2F1W16O-2FcpKz5B3kfeqfk3p1T1lNWE2Z8z8t23ZtmUJY6ipUY69TbP5A0tWolhsXuQXUYHTs2eQR7T5TUXQxTiivstjlXwbw-3D-3D" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #3f8080; font-family: Arial;"><u>Mediaset Infinity,</u></span></a><span style="font-family: Arial;"> il format racconta il percorso di crescita di tre startup del settore della mobilità sostenibile, selezionate da <b>RetImpresa </b>in occasione del concorso ROCK per l’Open Innovation. Obiettivo del progetto è sostenere la crescita internazionale delle startup e avvicinare le nuove generazioni alle opportunità offerte dai principali attori che operano per la promozione economica del sistema Paese.</span></span><br><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: Arial;">Grazie alla<b> </b>collaborazione<b> </b>con il <b>Consolato d’Italia a Detroit</b> e al supporto della rete diplomatica, le startup Arlix, Limitless e Novac  sono volate negli USA per confrontarsi con investitori e operatori economici del territorio. Oltre ad attivare contatti e relazioni utili al proprio business, non sono mancati momenti di intrattenimento e sfide da superare.  </span></span><br><br><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: Arial;">Per <b>Fabrizio Landi, </b>Presidente di RetImpresa, “La serie <i>The Perfect Pitch, </i>attraverso il racconto televisivo delle startup della mobilità sostenibile protagoniste di ROCK, sperimenta un linguaggio diverso per raccontare l’innovazione. Oggi, se vogliamo parlare davvero a chi innova e ai giovani, dobbiamo avere il coraggio di utilizzare nuovi modelli di comunicazione”.</span></span><br><br><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: Arial;">“<i>The Perfect Pitch</i> è una novità assoluta per il nostro sistema ed è un esempio concreto di come si possano raccontare l’impresa e l’innovazione con un linguaggio diverso che parla a startup, PMI e nuove generazioni”, ha dichiarato <b>Fausto Bianchi,</b> Presidente di Piccola Industria Confindustria e Vice Presidente Confindustria. “Il percorso raccontato dalla serie mette al centro innovazione, internazionalizzazione e networking, leve decisive per la competitività delle piccole imprese. Non è un caso che il racconto arrivi fino a Detroit, ecosistema simbolo di manifattura e trasformazione. Iniziative come questa mostrano come l’Open Innovation e la collaborazione tra imprese, istituzioni e startup siano strumenti concreti di sviluppo per rafforzare il Made in Italy”.  </span></span><br><br><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: Arial;">“Le startup imprimono un impulso fondamentale alla crescita economica e sociale: creano occupazione, attraggono nuovi capitali e rispondono alle aspettative di tanti giovani che vogliono mettersi in gioco. Per farlo, hanno bisogno di strumenti, competenze e occasioni concrete”. Così <b>Riccardo Di Stefano</b>, Delegato del Presidente di Confindustria per Education e Open Innovation. “<i>The Perfect Pitch</i> racconta proprio questo percorso che mette al centro il talento imprenditoriale italiano, il confronto con i mercati internazionali e le opportunità offerte dall’Open Innovation. Solo con una maggiore integrazione tra formazione e innovazione possiamo trasformare idee e conoscenze in imprese capaci di crescere e competere a livello internazionale”.</span></span><br><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: Arial;"> </span></span><br><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: Arial;">All’evento sono intervenuti, inoltre, il Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, <b>Edmondo Cirielli, </b>e il Presidente di 4.Manager, <b>Stefano Cuzzilla.</b> Presente per il Ministero degli Esteri anche il Vice Direttore Generale per la crescita e la promozione delle esportazioni, <b>Filippo La Rosa</b>.</span></span><br><br><span style="font-family: Arial; font-size: 12pt;">La serie tv, prodotta da IlNewyorkese, è stata raccontata, mediante la proiezione di alcune clip, direttamente dalla voce dei protagonisti: <b>Allegra Baistrocchi</b> del Ministero degli Esteri e già Console d’Italia a Detroit, che ha curato l’organizzazione e il networking negli USA, e – in veste di giudici del programma - <b>Davide Ippolito</b>, Ceo di IlNewyorkese, <b>Carlo La Rotonda</b>, Direttore di RetImpresa, <b>Monica Marangon</b>i, giornalista e conduttrice tv. <b>Alessio Sansò,</b> Ceo di Limitless Device, ha infine raccontato l’esperienza e le opportunità di “The Perfect Pitch” dalla prospettiva delle startup partecipanti.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong><a href="https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/theperfectpitch/the-perfect-pitch-il-trailer_FD00000000515764" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-family: Arial;">Il Trailer</span></a></strong></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Cagliari: nasce FERMATA216, un nuovo luogo di sperimentazione, confronto e produzione culturale condivisa</title>
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<description><![CDATA[ A Cagliari nasce il progetto multidisciplinare FERMATA216, che unisce la partecipazione attiva, il dialogo e le attività di stampo artistico e culturale ]]></description>
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<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 22:09:39 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-b7ed0dba-7fff-a0e7-fbe2-6bfb790550fe"><strong>Cagliari</strong><span> si prepara ad accogliere un nuovo spazio dedicato alla cultura, alla sperimentazione e alla partecipazione collettiva. Si chiama </span><strong>FERMATA216</strong><span> e nasce nel </span><strong>quartiere di Villanova</strong><span> come </span><strong>piattaforma culturale e sociale aperta, inclusiva e profondamente interdisciplinare</strong><span>. Un luogo di arrivo e, allo stesso tempo, un punto di partenza. Una sosta necessaria per immaginare, condividere, costruire.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>FERMATA216 prende forma come </span><strong>spazio di incontro e di attivazione, pensato per artisti, operatori culturali e cittadini</strong><span><strong> </strong>che riconoscono nella cultura un bene comune: accessibile, sostenibile, condiviso. Alla base del progetto c'è una visione chiara e radicale, che mette al centro la partecipazione attiva e la possibilità di vivere la creazione artistica non come prodotto finito, ma come processo aperto, in continua trasformazione.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>All'interno dello spazio di via Giardini 216 convivono pratiche e linguaggi diversi, che si contaminano e dialogano tra loro. Lo spazio ospita percorsi formativi, residenze artistiche, performance intime e sperimentali, mostre, presentazioni e momenti di confronto pubblico. </span><strong>L'approccio interdisciplinare</strong><span> è il cuore pulsante del progetto: un ambiente in cui il sapere si costruisce attraverso il confronto, la verifica, l'accettazione e anche il dissenso, intesi come strumenti necessari allo sviluppo culturale.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Una casa aperta, capace di accogliere un pubblico trasversale e polivalente, parlando un linguaggio contemporaneo e accessibile. Un luogo che riconosce il valore delle differenze, ascolta le voci, sostiene i percorsi e accompagna le idee. Uno spazio che prova a cambiare la narrazione dominante, soprattutto quando si parla di giovani e creatività, trasformando il "non si può fare" in "ce l'abbiamo fatta".</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto promuove inoltre processi di collaborazione con associazioni, istituzioni, imprese e soggetti privati, con l'obiettivo di contribuire alla costruzione di una società capace di comprendere, sostenere e apprezzare l'arte in tutte le sue forme. La versatilità delle condizioni di ascolto e di fruizione diventa così terreno fertile per una creazione culturale in costante mutazione.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Accanto alle attività artistiche e formative, FERMATA216 inaugura il suo primo format ufficiale: </span><strong>FERMATA Unplugged</strong><span>. Un ciclo di </span><strong>micro-concerti</strong><span> pensato per offrire agli <strong>artisti emergenti</strong> uno spazio di incontro diretto e autentico con il pubblico. Un ambiente raccolto, umano, senza filtri, dove la musica torna alla sua forma più essenziale e vicina.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Ogni appuntamento di FERMATA Unplugged sarà preceduto da un talk intimo con l'artista, un momento di racconto e confronto per esplorare visioni, influenze, processi creativi e frammenti di vita. Un podcast realizzato dal vivo, alla presenza di un pubblico ogni volta differente, e un invito a conoscere non solo la musica, ma anche la persona che la genera, restituendo centralità alla relazione tra chi crea e chi ascolta.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>FERMATA216 nasce come uno spazio che riconosce il valore sociale della sperimentazione e dell'incontro tra visioni diverse. Un luogo dove immaginare insieme ciò che ancora non c'è. E provare, concretamente, a farlo accadere.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Comune di Sacile (PN) e Napoli: il dinamismo dell&amp;apos;artista Alberto Biasi</title>
<link>https://www.italia24.news/comune-di-sacile-napoli-il-dinamismo-dellartista-alberto-biasi</link>
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<description><![CDATA[ La mostra “Alberto Biasi e il dinamismo nell’arte contemporanea”, sul dinamismo, dell&#039;artista della Neoavanguardia italiana Alberto Biasi, nel Comune di Sacile dal 6 febbraio al 12 aprile ]]></description>
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<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 20:26:32 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-ec062158-7fff-7001-7a6a-9958c48b37d0"><span><strong>Alberto Biasi e il dinamismo nell’arte contemporanea</strong>. </span><span>E’ il titolo della mostra che <strong>dal 6 febbraio al 12 aprile il Comune di Sacile e la galleria d’arte locale Studio d’Arte GR in collaborazione con Archivio Storico degli Artisti Veneti</strong> organizzano a <strong>Sacile (Pn)</strong> nello storico <strong>Palazzo Regazzoni (via Pietro Zancanaro 2)</strong>, a cura di <strong>Stefano Cecchetto</strong> e <strong>Giovanni Granzotto.</strong></span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Cuore del percorso espositivo sarà una ventina di opere di arte cinetica realizzate da </span><strong>Alberto Biasi</strong><span>, protagonista della <strong>Neoavanguardia italiana e</strong> uno dei cinque fondatori del Gruppo N, attivo a Padova tra il 1960 e il ’66 come espressione del concetto di dinamismo che rende l’osservatore parte del mutare dell’opera stessa. Spostarsi davanti a un quadro di Biasi equivale infatti a vederne cambiare forme e colori nello spazio.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L’esposizione friulana incentrata sul dinamismo è di grande attualità rispetto alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, nel cui circuito culturale la mostra è inserita. Accanto ai lavori di Biasi, Palazzo Regazzoni propone opere di alcuni tra i più influenti protagonisti dell’arte Optical internazionale: </span><strong>Victor Vasarely, Julio Le Parc, Horacio Garcia Rossi, Francisco Sobrino, Hugo De Marco, Gianni Colombo, Getulio Alviani</strong><span>; ma ci sono anche il teorico della percezione visiva </span><strong>Jorrit Tornquist</strong><span>, </span><strong>Umberto Mariani e Claudio Rotta Loria</strong><span> con le vibrazioni sulle superfici e </span><strong>Josef Albers</strong><span>, uno dei massimi nomi dell’Astrattismo geometrico.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La lunga carriera di </span><span>Alberto Biasi</span><span> (padovano, classe 1937) è scandita da mostre personali e collettive nei più importanti musei del mondo e in gallerie d’arte, che proseguono in questo suo 66° anno di attività. «Dopo Sacile sono stato invitato ad allestire a fine maggio la mia personale a Palazzo Reale di Napoli – annuncia il fondatore del Gruppo N – e da agosto a gennaio 2027 con tre mie opere cinetiche degli esordi (</span><span>Gocce</span><span> del 1964 e due </span><span>Trame piccole</span><span> del 1959 e 1960) provenienti dal mio archivio storico più un’altra prestata dalla Galleria Allegra Ravizza di Lugano e Milano con cui da anni collaboro, parteciperò in Svizzera a una collettiva ospitata alla Museo Casa Rusca di Locarno».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Nel contempo l’opera cinetica </span><span>Luce di prismi </span><span>di Biasi è esposta da ottobre fino al 10 maggio 2026 alle Officine Grandi Riparazioni di Torino nella collettiva </span><span><strong>ELECTRIC DREAMS. Art &amp; Technology Before the Internet</strong> </span><span>organizzata dalla londinese </span><strong>Tate Modern Art e da OGR Torino. </strong></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Alberto Biasi ci scherza su: «A Londra, accanto a questo mio quadro hanno scritto che ero nato nel 1937, giusto, e morto nel 2016, sbagliato perché sono ancora qui. E’ la seconda volta che vengo dato per morto. Ma così mi allungano la vita! In fondo su questo dato anagrafico ci ho giocato anch’io fin da giovane: nella biografia della mia prima personale del 1960 scrissi </span><span>Nato nel 1937, vive ancora»</span><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>With hair in the wind di Anna Dari, un brano che dà voce alla libertà negata</title>
<link>https://www.italia24.news/with-hair-in-the-wind-di-anna-dari-un-brano-che-da-voce-alla-liberta-negata</link>
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<description><![CDATA[ È un colpo allo stomaco avvolto nella seta, il suono lieve di un velo che cade e diventa vento: With hair in the wind di Anna Dari ]]></description>
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<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 12:16:34 +0100</pubDate>
<dc:creator>morabitogino</dc:creator>
<media:keywords>Anna Dari</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p> È un colpo allo stomaco avvolto nella seta, il suono lieve di un velo che cade e diventa vento. Disponibile sugli store digitali, “With hair in the wind” di <strong>Anna Dari</strong>. Prodotto da Fabio Roagna, il nuovo brano per pianoforte e voce della sensibile artista astigiana è dedicato a Mascha Amini, Saman Abbas e a tutte le donne, iraniane e no, uccise perché volevano essere libere.</p>
<p>Pianista per scelta, compositrice per caso, scrittrice per sfogo, pittrice per gioco. La talentuosa Anna Dari combatte il male oscuro della depressione con l’arma della propria musica e vince. Dopo aver dato alla luce la meravigliosa “Silent stars” lo scorso dicembre, con l’inizio del nuovo anno ci riserva una composizione intensa e profondamente evocativa.</p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">“With hair in the wind”</span></i></b><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;"> non è una canzone da sottofondo, ma un’esperienza emotiva che interrompe il tempo e costringe ad ascoltare, sentire, ricordare: <i style="mso-bidi-font-style: normal;">«La scrissi nel 2022, quando la morte di Masha Amini e prima quella di Saman Abbas, trucidata in Italia dai suoi stessi genitori, fratello e cugino per un desiderio di libertà negato, colpirono profondamente la mia mente e la mia anima, a tal punto che dovetti trasformare quel dolore in musica.»</i> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">spiega l’autrice</b> <i style="mso-bidi-font-style: normal;">«Oggi “With hair in the wind” grida più che mai libertà, ed è un brano che dedico a tutte le giovani ragazze e donne che muoiono per aver desiderato di poter sciogliere i propri capelli e il proprio cuore al vento, all’amore, alla vita.»</i><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Nel pianoforte non c’è solo musica. C’è la voce di chi non può più parlare, il respiro spezzato di chi ha detto “io non appartengo a nessuno”, la memoria di chi ieri era fuoco e oggi è polvere. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Anna Dari</b> non suona: si confessa. La sua è una sensibilità nuda, che non cerca protezione né compromessi. In un tempo musicale spesso di plastica, lei sceglie la verità: carne e sangue.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Lontano dalle logiche del semplice intrattenimento, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“With hair in the wind”</i></b> si propone come un ascolto consapevole. Un brano necessario che restituisce, anche solo per un istante, la libertà a chi l’ha persa. E ci ricorda che qualcuno deve ancora tradurre in note ciò che molti riescono a dire solo con i singhiozzi.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">L’uscita del nuovo brano di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Anna Dari</b> anticipa la realizzazione di altri affascinanti progetti che la vedranno impegnata su più fronti. Tra questi, una speciale dedica alla Luna - con musiche, poesie e canzoni composte insieme alla cantautrice e poetessa Liliana Fantini - prenderà forma di spettacolo e la prima rappresentazione è prevista il 14 marzo 2026 al Teatro Fitzcarraldo di Felizzano (AL). Inoltre, coinvolgendo la scrittrice Cristina Abozzi e il pittore Franco Gotta, darà vita al nuovo soggetto teatrale “Prigionieri liberi”, nel quale le musiche dell’artista astigiana e alcune poesie faranno da colonna sonora alla messinscena prevista per la prossima estate.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Link al brano</span></b><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">: </span><a href="https://open.spotify.com/album/20XxXJZ8RsMtbvxFlO4p3V?si=X7FWAn3qQhuSpBotAeK0UA"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">https://open.spotify.com/album/20XxXJZ8RsMtbvxFlO4p3V?si=X7FWAn3qQhuSpBotAeK0UA</span></b></a><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><u><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; color: #0563c1; mso-themecolor: hyperlink;"><o:p></o:p></span></u></b></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cultura: le iniziative artistiche di Milano unite nel programma multidisciplinare “Metafisica/Metafisiche”</title>
<link>https://www.italia24.news/cultura-le-iniziative-artistiche-di-milano-unite-nel-programma-multidisciplinare-metafisicametafisiche</link>
<guid>https://www.italia24.news/cultura-le-iniziative-artistiche-di-milano-unite-nel-programma-multidisciplinare-metafisicametafisiche</guid>
<description><![CDATA[ A Milano, dal 28 gennaio al 21 giugno 2026, il progetto “Metafisica/Metafisiche” a cura di Vincenzo Trione, segna un percorso artistico per la città attraverso Palazzo Reale, il Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d&#039;Italia ]]></description>
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<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 17:56:01 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-e36fb06f-7fff-40e1-6ea7-45b5b47a580c"><span>Una grande mostra a </span><strong>Palazzo Reale</strong><span><strong> </strong>e tre "capitoli espositivi" in tre grandi musei milanesi con un programma multidisciplinare di iniziative per la città: parte da domani, </span><strong>mercoledì 28 gennaio, fino al 21 giugno 2026, "Metafisica/Metafisiche"</strong><span>, il progetto a cura di </span><span>Vincenzo Trione</span><span> che mette in dialogo i maestri della Metafisica con gli "eredi" internazionali e con gli "allievi" del XX e XXI secolo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'iniziativa, promossa dal </span><strong>Ministero della Cultura</strong><span> e dal </span><strong>Comune di Milano</strong><span>, è prodotta da </span><strong>Palazzo Reale, Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d'Italia</strong><span>, con la </span><strong>casa editrice Electa</strong><span> e rientra nel </span><strong>programma culturale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026</strong><span><strong>. </strong>La mostra </span><span><strong>“Modernità e malinconia”</strong> a <strong>Palazzo Reale</strong></span><span> si avvale della collaborazione scientifica della </span><strong>Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e del Museo Morandi</strong><span> e della partecipazione dell'</span><strong>Archivio Alberto Savinio</strong><span> e dell'</span><strong>Archivio Carlo Carrà</strong><span>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr">Un secolo di poetica Metafisica</h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>A <strong>Palazzo Reale</strong> vengono presentate oltre </span><strong>400 opere</strong><span> tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, oggetti di design oltre a plastici e modelli architettonici, illustrazioni, fumetti, riviste, video, vinili con prestiti nazionali e internazionali provenienti da più di 150 istituzioni tra pubbliche e private, gallerie, archivi e prestigiose collezioni private. Dai protagonisti del gruppo storico nato a Ferrara nel 1917 – </span><strong>Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Giorgio Morandi</strong><span><strong> </strong>–, agli artisti che, in Europa e in America, hanno assorbito atmosfere e soluzioni del movimento, fino agli echi contemporanei con lavori di diversi autori che si sono ispirati alla poetica Metafisica nel campo dell'arte ma anche della fotografia, dell'architettura, del cinema, del teatro, del design, della moda, della letteratura, del graphic novel e della musica. Da </span><strong>Mario Sironi a Felice Casorati, da René Magritte a Max Ernst, da Salvador Dalí a Andy Warhol. E ancora da Mimmo Paladino a Giulio Paolini, da Jannis Kounellis a Francesco Vezzoli, da Aldo Rossi a Gio Ponti, da Paolo Portoghesi a Frank Gehry, da Mimmo Jodice a Gabriele Basilico, da Giorgio Armani a Fendi, da Paolo Sorrentino a Tim Burton</strong><span><strong> </strong>fino ai </span><strong>Genesis</strong><span>, ai </span><strong>Pink Floyd</strong><span> e a molti altri ancora.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Episodi lontani e diversi, che sembrano non avere niente in comune, nati dall'immaginazione di artisti distanti dal punto di vista generazionale, culturale e linguistico – spiega il curatore </span><strong>Vincenzo Trione</strong><span> –. E, tuttavia, pur se per sentieri segreti, in maniera non sempre del tutto intenzionale, queste voci sono accomunate da una specifica postura. Una sorta di inconfondibile </span><span>manière de voir,</span><span> ispirata a un'esperienza poetica laterale, clandestina e forse marginale, maturata più di un secolo fa in una città di provincia, posta fuori della storia».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr">Milano come museo diffuso</h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Da piazza Duomo a Brera sono duemila passi d'arte: il percorso che prende avvio il prossimo 28 gennaio con Metafisica/Metafisiche nelle sale di Palazzo Reale toccherà il Museo del Novecento e le Gallerie d'Italia in piazza della Scala, per terminare a Palazzo Citterio – afferma l'assessore alla Cultura </span><strong>Tommaso Sacchi</strong><span> –. Una mappa sentimentale nel cuore di Milano che connette spazi fisici e opere d'arte e che rimanda a un'idea di città come museo diffuso, attraversabile anche a piedi, capace di mettere in relazione passato e presente, grandi maestri e sguardi contemporanei. Un progetto ambizioso e corale che restituisce alla Metafisica la sua forza generativa e invita cittadini e visitatori a riscoprire Milano come luogo di pensiero, immaginazione e visione».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Al </span><strong>Museo del Novecento</strong><span>, negli </span><strong>Archivi Ettore</strong><span> e </span><span><strong>Claudia Gian Ferrari</strong>,</span><span> il progetto propone un approfondimento sul </span><strong>rapporto tra la Metafisica e Milano</strong><span>: indagato il legame tra alcuni protagonisti del gruppo guidato da </span><strong>de Chirico</strong><span> e la città, crocevia artistico e intellettuale, ma anche laboratorio di sperimentazione e dialogo tra le arti. Nello spazio espositivo, il pubblico incontra una selezione di disegni, maquette, abiti, materiali d'archivio e fotografie, a testimonianza dell'attività di </span><strong>de Chirico, Savinio e Carrà</strong><span><strong> </strong>nel capoluogo lombardo e della loro collaborazione con alcune delle più importanti istituzioni artistiche e culturali cittadine. In particolare, bozzetti di scenografie e costumi da loro realizzati tra gli anni Quaranta e Cinquanta per il Teatro alla Scala e fotografie d'epoca e disegni preparatori dei </span><strong>Bagni Misteriosi</strong><span> progettati per la </span><strong>Triennale di Milano</strong><span>. Un focus è poi dedicato ad </span><span><strong>“Ascolto il tuo cuore, città" (1944)</strong> di <strong>Alberto Savinio</strong></span><span>, che racchiude "tutto l'amore 'carnale' che uomo può avere [per] una città". A questo romanzo documentario è dedicata una serie di dieci tavole di </span><strong>Mimmo Paladino</strong><span> dal titolo Disegni per Savinio, che ne ha estratto situazioni e atmosfere, componendo le sequenze di una sorta di involontario film disegnato d'impronta neorealista, governato da un calibrato gioco tra fedeltà e infedeltà, tra brandelli di scritture e visioni.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Alle </span><strong>Gallerie d'Italia - Milano</strong><span>, </span><span>museo di <strong>Intesa Sanpaolo</strong></span><span>, in piazza della Scala, in dialogo con le opere in caveau, è previsto un omaggio a </span><strong>Morandi</strong><span> attraverso le fotografie di </span><strong>Gianni Berengo Gardin</strong><span> dedicate all'atelier bolognese del pittore. E sempre a Giorgio Morandi, la </span><strong>Grande Brera a Palazzo Citterio</strong><span> dedica una video-installazione sonora e una sequenza di sculture in cartone di </span><strong>William Kentridge</strong><span>. Il catalogo unico delle mostre è edito da Electa.</span></p>]]> </content:encoded>
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<title>Marianna Lupo lancia la terza edizione del Castellabate Dance Festival: dal cuore del Cilento al palcoscenico nazionale di Danza in Fiera 2026</title>
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<description><![CDATA[ Dall’8 al 10 luglio il borgo di Castellabate si trasforma in capitale della danza. Cresce il festival diretto da Marianna Lupo, che conquista una vetrina nazionale e rafforza il legame con il territorio e i giovani talenti ]]></description>
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<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 17:56:45 +0100</pubDate>
<dc:creator>Silvia De Cesare</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="593" data-end="1044">Torna dall’8 al 10 luglio il <strong data-start="622" data-end="653">Castellabate Dance Festival</strong>, giunto alla sua <strong data-start="671" data-end="689">terza edizione</strong>, confermandosi come uno degli appuntamenti più interessanti e in crescita nel panorama coreutico del Sud Italia. Sotto la <strong data-start="812" data-end="852">Direzione Artistica di Marianna Lupo</strong>, il festival continua a distinguersi per qualità progettuale, attenzione alla formazione e capacità di trasformare il borgo cilentano in un autentico laboratorio di danza, incontro e visione.</p>
<p data-start="1046" data-end="1663">La manifestazione, <strong data-start="1065" data-end="1107">patrocinata dal Comune di Castellabate</strong>, segna quest’anno un <strong data-start="1129" data-end="1180">importante salto di qualità sul piano nazionale</strong> grazie alla presenza ufficiale a <strong data-start="1214" data-end="1237">Danza in Fiera 2026</strong>, uno degli eventi di riferimento assoluto per il mondo della danza in Italia. All’interno dello stand dedicato al Castellabate Dance Festival, i maestri selezionati dalla Direzione Artistica di Marianna Lupo accoglieranno il pubblico con <strong data-start="1476" data-end="1530">lezioni, dimostrazioni e iniziative aperte a tutti</strong>, offrendo un’anticipazione concreta dello spirito, dell’energia e dell’alto livello formativo che caratterizzano il festival estivo.</p>
<p data-start="1665" data-end="2088">Il programma del Castellabate Dance Festival si articolerà, come da tradizione, in un <strong data-start="1751" data-end="1802">equilibrio virtuoso tra formazione e spettacolo</strong>. Le <strong data-start="1807" data-end="1827">lezioni tecniche</strong> si svolgeranno nella suggestiva cornice di <strong data-start="1871" data-end="1890">Villa Matarazzo</strong>, mentre <strong data-start="1899" data-end="1915">Piazza Lucia</strong> diventerà il cuore pulsante degli eventi serali, ospitando la rassegna coreutica e il <strong data-start="2002" data-end="2017">gala finale</strong> con la partecipazione di <strong data-start="2043" data-end="2087">ospiti di rilievo del panorama nazionale</strong>.</p>
<p data-start="2090" data-end="2557">Alla base del progetto c’è l’idea originale e coerente della Direzione Artistica di <strong data-start="2174" data-end="2191">Marianna Lupo</strong>, che mette al centro il <strong data-start="2216" data-end="2230">sentimento</strong>, la <strong data-start="2235" data-end="2257">crescita artistica</strong> e la <strong data-start="2263" data-end="2301">valorizzazione dei giovani talenti</strong>, offrendo loro non solo un’occasione di visibilità, ma una <strong data-start="2361" data-end="2415">luce reale e concreta sul mondo del professionismo</strong>. Un’impostazione che rende il festival non un semplice evento, ma un percorso, capace di incidere sul presente e sul futuro dei partecipanti.</p>
<p data-start="2559" data-end="2922">In questo contesto verranno assegnati i <strong data-start="2599" data-end="2661">premi della terza edizione del Castellabate Dance Festival</strong> e il <strong data-start="2667" data-end="2692">Premio Tonina Passaro</strong>, riconoscimenti che sanciscono l’impegno costante della direttrice nel coniugare <strong data-start="2774" data-end="2835">merito artistico, memoria, territorio e nuove generazioni</strong>, rafforzando l’identità del festival come spazio di opportunità, confronto e crescita.</p>
<p data-start="2924" data-end="3237">Con una visione sempre più ampia e una rete di relazioni in costante espansione, il Castellabate Dance Festival si conferma così un progetto culturale capace di partire dal territorio per dialogare con il panorama nazionale, portando il nome del Cilento e di Castellabate al centro della scena coreutica italiana.</p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Streaming: “A Knight of the Seven Kingdoms”, &amp;quot;Una Battaglia dopo l’altra&amp;quot; e documentario su Valentino in vetta alle classifiche in Italia</title>
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<description><![CDATA[ La classifica di JustWatch dei top film e serie TV più gettonate in Italia nell&#039;ultima settimana ]]></description>
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<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 12:03:18 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<h2 dir="ltr" id="docs-internal-guid-06d27c6f-7fff-dd01-0c16-f2744947e187"><span>Film: le prime posizioni</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Stabile </span><strong>in vetta</strong><span> per la seconda settimana consecutiva </span><span>“<strong>Una battaglia dopo l'altra”.</strong></span><span> I French 75 sono stati un gruppo rivoluzionario deciso a cambiare gli Stati Uniti con la forza, una scelta che ha generato tanto fervore quanto odio profondo. Un racconto teso e crepuscolare, in cui l'ideologia lascia spazio alla sopravvivenza e alla necessità di difendere ciò che resta.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Stabile al </span><strong>secondo posto</strong><span> anche per </span><span><strong>“The Rip – Soldi sporchi”</strong>.</span><span> A Miami, una squadra di poliziotti rinviene milioni di dollari in contanti nascosti in un edificio fatiscente. Quella che sembra un'occasione irripetibile si trasforma rapidamente in un gioco pericoloso: la fiducia si sgretola, i confini tra giusto e sbagliato si confondono e ogni membro del gruppo diventa un potenziale nemico. Un crime teso costruito sul sospetto e sull'avidità.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Debutta direttamente sul podio, in </span><strong>terza posizione</strong><span>, </span><strong>“Valentino – L'Ultimo Imperatore”</strong><span><strong>,</strong> il documentario di Matt Tyrnauer dedicato allo stilista recentemente scomparso. Non solo il ritratto di un'icona della moda, ma anche la storia profonda e duratura del legame umano e professionale con Giancarlo Giammetti, che emerge come uno dei cuori emotivi del racconto.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Serie TV: le new entries</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Debutta direttamente <strong>in vetta</strong> </span><span><strong>“A Knight of the Seven Kingdoms”</strong>,</span><span> il prequel de Il trono di spade che riporta lo spettatore a Westeros cent'anni prima degli eventi della serie madre. Un racconto di avventura e formazione che amplia l'universo di George R. R. Martin puntando su intrighi, cavalleria e destini in divenire.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Entra direttamente al </span><strong>secondo posto</strong><span> </span><span><strong>“Steal: La Rapina”</strong>,</span><span> adattamento televisivo che rielabora l'idea dell'omonimo game show britannico degli anni '90. Al centro, il concetto di furto "strategico" e competizione, con dinamiche di gioco che ruotano attorno a premi, bottini e colpi di scena, richiamando lo spirito leggero e ludico dell'originale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Scende di due posizioni ma resta sul podio<strong> </strong></span><strong>“The Pitt”,</strong><span> ora al </span><span><strong>terzo posto</strong>.</span><span> Ambientata nell'impegnativo Pronto soccorso del Trauma Medical Center di Pittsburgh, la serie segue lo staff ospedaliero alle prese con turni massacranti, emergenze continue e scelte spesso impossibili. A rendere il tutto ancora più critico sono i fondi insufficienti e un afflusso di pazienti costantemente superiore alla reale capienza del reparto. Un medical drama teso e realistico, che mette al centro il prezzo umano della sanità d'emergenza.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Uno sguardo agli Oscar 2026</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Questa settimana JustWatch mette in evidenza una nuova guida speciale dedicata alle <strong>nomination e ai </strong></span><strong>grandi esclusi degli Oscar 2026</strong><span>, pubblicata all'indomani dell'annuncio ufficiale delle candidature e pensata per orientarsi nella fase più calda della stagione dei premi. </span><strong>“F1- Il film”</strong><span> è tra questi titoli e resta in top 10, all'ottavo posto, segno di un interesse costante da parte del pubblico.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La classifica completa aggiornata in tempo reale e riferita agli ultimi 7 giorni anche oltre la 10ma posizione è consultabile sulla </span><a href="https://www.justwatch.com/it" target="_blank" rel="noopener"><span>piattaforma JustWatch</span></a></p>]]> </content:encoded>
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<title>“Amore positivo” al Teatro Serra la vita oltre la malattia</title>
<link>https://www.italia24.news/Un-amore-salvifico-che-cambia-la-vita-contro-stigmi-e-pregiudizi</link>
<guid>https://www.italia24.news/Un-amore-salvifico-che-cambia-la-vita-contro-stigmi-e-pregiudizi</guid>
<description><![CDATA[ Dal 06 all&#039;08 Febbraio va in scena “Amore positivo”: l’amore, la vita e la malattia in una pièce di e con Alessio Palumbo, finalista nel 2024 al Premio “Serra-Campi Flegrei” ]]></description>
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<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 18:33:06 +0100</pubDate>
<dc:creator>Simona Pasquale</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span style="font-size: 14pt;">Un grido di resistenza oltre lo stigma. É <b>“Amore positivo”</b> una produzione <i>“La nuova Comune”</i> di e con <b>Alessio Palumbo</b>, anche autore delle musiche, finalista nel 2024 del Premio <i>“Serra-Campi Flegrei”</i> con la versione breve. Un evento di Teatro Civile in scena dal <b>6</b> all’<b>8 febbraio</b> (<i>venerdì</i> e <i>sabato </i>ore <i>21.00</i>, <i>domenica</i> ore <i>18.00</i>) al <b>Teatro Serra</b> di <b>Napoli</b>, in <i>Via Diocleziano 316</i>, che accoglierà il pubblico con la mostra della </span><span style="font-size: 14pt;">poetessa <b>Ilenia A. Sicignano</b> e del gruppo di artisti bolognesi </span><b><span style="font-size: 14pt;">“I conigli bianchi”</span></b><span style="font-size: 14pt;">. <i> </i></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Un giovane uomo è in attesa davanti un ambulatorio, tormentando nervosamente con le mani il lungo filo di kevlar attorcigliato ai suoi fianchi, mentre si confida con i presenti, parlando senza inibizioni. È sieropositivo all’HIV dice, raccontando la vita prima della diagnosi: l’infanzia in una famiglia cattolica, la vita convulsa e frenetica tra Milano e Napoli, l’insoddisfazione, l’alienazione, il vuoto emotivo, le relazioni superficiali. Infine le analisi e la sentenza, inizio di un cammino personale che lo conduce ad una nuova prospettiva sulla malattia, non più condanna, ma sprone per un’esistenza rinnovata, che smantelli il pregiudizio sui corpi divisi in “sani” e “disabili”. Una dicotomia esplicitata fin dal titolo: “positivo” è il riscontro clinico, ma lo è anche l’amore taumaturgico. Come quello della donna che non l’ha mai abbandonato e che lui aspetta per condividerne il destino. Qualunque esso sia. E da insopportabile vincolo, il filo si tramuta in legame indissolubile e ancora di salvezza. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.4pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">“È un testo tratto dalla realtà; parla di un virus dalle drammatiche statistiche epidemiologiche, pur non essendo più mortale; degli stereotipi sulla salute nella società della performance e di un amore salvifico” dice l’autore. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><b><span style="font-size: 14pt;">“Amore Positivo”</span></b><span style="font-size: 14pt;"> <b><o:p></o:p></b></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">testo, regia, interpretazione e musiche d’allestimento, Alessio Palumbo <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">poesie, Ilenia A. Sicignano <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">mostra, I conigli bianchi <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;">produzione, La nuova Comune <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><b><span style="font-size: 14pt;">venerdì 6 febbraio 2026, ore 21:00 <o:p></o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><b><span style="font-size: 14pt;">sabato 7 febbraio 2026, ore 21:00 <o:p></o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Garamond',serif;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;">domenica 8 febbraio 2026, ore 18:00</span><span style="mso-spacerun: yes;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"> </span> </span><o:p></o:p></span></b></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Cultura, arte: il Castello Sforzesco omaggia Leonardo Da Vinci con tre iniziative che celebrano il suo rapporto con Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/arte-il-castello-sforzesco-omaggia-leonardo-da-vinci-con-tre-iniziative-che-celebrano-il-suo-rapporto-con-milano</link>
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<description><![CDATA[ In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, l&#039;apertura eccezionale della “Sala delle Asse” del Castello Sforzesco di Milano durante l&#039;ultima fase del cantiere di restauro, un&#039;installazione multimediale nelle Sale Panoramiche, la rinnovata sala dei leonardeschi in Pinacoteca ]]></description>
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<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 15:03:53 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-ffdf2e49-7fff-fab1-a388-91c80ec1607a"><strong>In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026</strong><span>, il </span><strong>Castello Sforzesco</strong><span> consolida il proprio ruolo di polo di riferimento per lo studio, la tutela e la valorizzazione dell'eredità di </span><strong>Leonardo da Vinci a Milano</strong><span>, presentando un programma di interventi e iniziative che integra ricerca scientifica, restauro, innovazione tecnologica e aggiornamento dei percorsi espositivi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Durante il periodo olimpico, i visitatori avranno la possibilità eccezionale di ammirare la </span><strong>Sala delle Asse</strong><span>, dipinta negli ultimi anni del Quattrocento da Leonardo da Vinci e dalla sua bottega, grazie a un programma straordinario di visite guidate che si inserisce nell'ultima fase di restauro della Sala, attualmente in corso; sarà possibile salire sui ponteggi e osservare da pochi centimetri di distanza la volta, le lunette e il celebre "monocromo", realizzato a carbone da Leonardo.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nelle </span><strong>Sale Panoramiche del Castello</strong><span>, parallelamente, sarà allestita un'installazione multimediale che darà vita a un racconto immersivo e coinvolgente sulla storia della Sala delle Asse sul ruolo di Leonardo alla corte sforzesca.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Infine, <strong>la </strong></span><strong>Sala XXI della Pinacoteca del Castello</strong><span> riapre al pubblico completamente riallestita e dedicata ai "</span><strong>leonardeschi</strong><span>", artisti formati nella bottega di Leonardo da Vinci o profondamente influenzati dal suo linguaggio, grazie a nuovi restauri, acquisizioni e allestimenti, anche multimediali.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«L'Amministrazione comunale conferma il proprio impegno nel promuovere una conoscenza sempre più approfondita e accessibile del patrimonio culturale cittadino, a vantaggio dei milanesi e dei molti visitatori che arriveranno in città in occasione delle Olimpiadi invernali – afferma l'assessore alla </span><span>Cultura <strong>Tommaso Sacchi</strong></span><span> –. In particolare, i luoghi e le testimonianze che documentano la presenza di Leonardo da Vinci nella Milano sforzesca saranno valorizzati attraverso un percorso integrato che consentirà al pubblico di riscoprire il lungo e intenso rapporto tra Leonardo e la città».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Promosso e sviluppato dallo staff del Castello Sforzesco, curato da </span><strong>Fiorella Mattio, Irene Scarcella e Luca Tosi</strong><span><strong>,</strong> realizzato con il sostegno del </span><strong>Ministero del Turismo</strong><span> e il contributo di qualificati partner scientifici, il programma si articola in un insieme coordinato di attività che coinvolgono spazi museali, cantieri di restauro e dispositivi multimediali di nuova generazione.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Apertura straordinaria della Sala delle Asse: visite guidate sui ponteggi del cantiere di restauro</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Le visite, organizzate da Ad Artem, concessionaria dei servizi educativi del Castello Sforzesco, in collaborazione con le restauratrici dell'impresa SERES s.r.l., permettono ai partecipanti di conoscere da vicino le tecniche artistiche, le problematiche conservative e le fasi operative del restauro in corso. L'esperienza prevede una breve introduzione alla presenza di Leonardo da Vinci al Castello, seguita dall'accesso al cantiere, dove è possibile sostare per 30 minuti muniti di caschetto di sicurezza.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il restauro è promosso dalla </span><span><strong>Direzione Cultura del Comune di Milano</strong> </span><span>grazie al supporto della </span><strong>Fondazione Cariplo</strong><span> e seguito dalla </span><strong>Direzione Tecnica – Area Edilizia Culturale del Comune di Milano</strong><span><strong>,</strong> con la supervisione scientifica della </span><span><strong>Direzione regionale Musei Lombardia del Ministero della Cultura, dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e dell'Area Musei del Castello Sforzesco, Musei Archeologici e Museo del Risorgimento</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>"Intorno a Leonardo", una nuova sala dedicata ai "leonardeschi" in Pinacoteca</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La Pinacoteca del Castello Sforzesco presenta al pubblico a partire da mercoledì 21 gennaio, la </span><strong>nuova Sala XXI</strong><span> completamente riallestita e dedicata agli artisti formatisi nella bottega di Leonardo da Vinci o profondamente influenzati dal suo linguaggio.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto ha previsto un intervento museografico di ampio respiro, accompagnato dal restauro di diverse opere, tra le quali spiccano le quattordici lunette con i ritratti sforzeschi di </span><strong>Bernardino Luini</strong><span> (provenienti dalla Casa degli Atellani) e l'enigmatico Ritratto di dama di </span><strong>Andrea Solario</strong><span>. Il percorso espositivo, curato da </span><span><strong>Luca Tosi</strong>,</span><span> mette a confronto dipinti, sculture e medaglie rinascimentali ed è stato ulteriormente arricchito dal recupero di opere dai depositi e dall'acquisizione di un capolavoro di </span><strong>Bernardo Zenale</strong><span>, il "</span><strong>San Giovanni Battista</strong><span>", che entra a far parte del patrimonio museale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'allestimento rievoca gli ambienti della </span><strong>Casa degli Atellani</strong><span> e offre nuovi contenuti multimediali – progettati da </span><span><strong>Francesco Albertini, Fiorella Mattio, Luca Tosi</strong> </span><span>e</span><span> </span><span>realizzati da ETT S.p.A. - Dedagroup – per offrire nuovi livelli di lettura delle opere, rendendo la sala un punto di riferimento per la conoscenza della diffusione del linguaggio leonardesco a Milano.</span></p>
<p dir="ltr"><span>Il progetto è sostenuto </span><span>dal <strong>Ministero del Turismo</strong> ed è stato sviluppato dalla <strong>Direzione Cultura del Comune di Milano, Area Musei del Castello Sforzesco, ai Musei Archeologici e al Museo del Risorgimento.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La Sala XXI della Pinacoteca è visitabile a partire dal 21 gennaio 2026, con il biglietto di ingresso ai Musei del Castello Sforzesco, negli orari di apertura dei musei (dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 17.30 – ultimo biglietto h 16.30).</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<h2 dir="ltr"><span>Nelle Sale Panoramiche il racconto multimediale e immersivo della storia della Sala delle Asse</span></h2>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Dopo il successo internazionale della mostra multimediale del 2019, il Castello Sforzesco presenta una nuova installazione immersiva dedicata alla Sala delle Asse di Leonardo da Vinci, allestita nelle sale Panoramiche al terzo piano della Rocchetta e aperta al pubblico dal prossimo 7 febbraio. Attraverso proiezioni di forte impatto visivo, progettate e realizzate da </span><strong>Culturanuova s.r.l. – Massimo Chimenti</strong><span>, e un linguaggio narrativo coinvolgente, il percorso guida i visitatori alla scoperta del ruolo di Leonardo alla corte sforzesca e della storia complessa della Sala delle Asse. L'esperienza offre un punto di vista privilegiato sul significato storico e artistico della decorazione, restituendone la ricchezza iconografica e la fragilità conservativa.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>Il progetto, – curato da </span><strong>Giorgio Di Mauro, Irene Scarcella e Luca Tosi</strong><span> – è stato realizzato grazie al sostegno del </span><span><strong>Ministero del Turismo e sviluppato dalla Direzione Cultura del Comune di Milano insieme all'Area Musei del Castello Sforzesco, Musei Archeologici e Museo del Risorgimento</strong>.</span><span> L'installazione è accessibile a partire dal 7 febbraio con il biglietto di ingresso ai Musei del Castello Sforzesco, negli orari di apertura dei musei (dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 17.30 – ultimo biglietto ore 16.30).</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>A seguito i link per maggiori <a href="https://www.milanocastello.it/" target="_blank" rel="noopener">informazioni</a> e per le <a href="https://adartem.it/ita/" target="_blank" rel="noopener">prenotazioni</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Una giornata qualunque scatena un dibattito collettivo: il video di Giulia Clori diventa uno specchio sociale</title>
<link>https://www.italia24.news/una-giornata-qualunque-scatena-un-dibattito-collettivo-il-video-di-giulia-clori-diventa-uno-specchio-sociale</link>
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<description><![CDATA[ Dal racconto quotidiano in Norvegia condiviso dalla creator The Italo-Norwegian Queen a un confronto acceso su lavoro, tempo e qualità della vita ]]></description>
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<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 12:17:45 +0100</pubDate>
<dc:creator>Rossella Guido</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.italia24.news/uploads/images/202601/image_870x_6968cc07de2eb.webp" alt="" width="219" height="350"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"></span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Un video di pochi minuti. Una giornata lavorativa raccontata senza enfasi, senza slogan, senza confronti dichiarati. Eppure è bastato questo per trasformare una semplice narrazione quotidiana in un acceso dibattito sui social, capace di far emergere frustrazioni, identità ferite e visioni opposte del lavoro e della qualità della vita.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il contenuto mostrava una giornata “tipica” in Norvegia: orari regolari, pause definite, attività dopo il lavoro, tempo personale. Nulla di straordinario, almeno in apparenza. Ma la reazione del pubblico italiano ha rivelato che, più del video in sé, a colpire è stato ciò che rappresentava simbolicamente.</span></p>
<h3>Chi è <em>The Italo-Norwegian Queen</em> e qual è il suo percorso personale </h3>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’account The Italo-Norwegian Queen è una <strong>pagina social gestita da una creator italiana espatriata in Norvegia</strong> che si presenta come spazio di condivisione della propria vita nel Nord Europa.</span><strong><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"></span></strong></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Dal profilo ufficiale emerge che si tratta di una persona con una storia di migrazione familiare: Giulia Clori,<strong> nata a Roma nel 1997 e cresciuta a Lanciano (Abruzzo), si è trasferita in Norvegia nel 2012</strong> con la famiglia in cerca di nuove opportunità.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’obiettivo dichiarato dell’account è quello di “<strong>far scoprire la Norvegia a 360°</strong>” e raccontare esperienze di vita all’estero, attraverso contenuti che spaziano da momenti quotidiani, vlog, osservazioni culturali e incursioni linguistiche, fino alla condivisione di aspetti della quotidianità norvegese.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Utilizza una forte identità italiana nel mondo abbinata all’esperienza di vita nel nord Europa, con contenuti diffusi su varie piattaforme tra cui Facebook, YouTube, Instagram e TikTok. L’approccio narrativo è personale, racconta aspetti della cultura norvegese, riflessioni sulla vita quotidiana e confronti, a volte impliciti, con la realtà italiana. </span></p>
<h3>Il confronto non dichiarato</h3>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Molti commenti non si sono soffermati sul contenuto del video, bensì sul<strong> confronto </strong>implicito con la realtà italiana. Orari di lavoro prolungati, rientri serali, carichi familiari, stress quotidiano: elementi che emergono come risposta automatica, quasi difensiva.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Non si discute la Norvegia. Si parla dell’Italia.</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Non si analizza la giornata mostrata. Si racconta la propria.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Questo meccanismo è tipico dei contenuti che toccano temi sensibili: il lavoro, il tempo, la possibilità di scelta. Quando questi tre elementi si intrecciano, il dibattito smette di essere oggettivo e diventa profondamente <strong>emotivo</strong>.</span></p>
<h3>Tra giudizio e proiezione</h3>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L’<strong>analisi dei commenti</strong> evidenzia una conversazione fortemente polarizzata, con toni spesso <strong>critici </strong>e talvolta <strong>aggressivi</strong>, in cui il contenuto del video viene progressivamente frammentato e reinterpretato attraverso<strong> filtri personali. </strong></span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Accanto alle reazioni emotive più nette, «<em>una giornata deprimente</em>», «<em>paese con depressione cronica</em>», emergono commenti di segno opposto che leggono la routine come sinonimo di equilibrio, sottolineando elementi come il tempo libero e la possibilità di scegliere: «<em>alle 15:30 è libera, potrebbe fare qualsiasi cosa</em>». </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">A questi si aggiunge una terza tipologia di interventi, apparentemente marginali ma sociologicamente rilevanti, che si concentrano su <strong>dettagli privati:</strong> «<em>Pranzo alle 11:30?</em>», «<em>Pensavo mangiassero più calorico con quel freddo</em>», «<em>Perché la palestra se poi c’è quella bomba?</em>», «<em>Ho visto lo stesso film ieri sera</em>». </span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Anche le osservazioni su cosa guarda in televisione o su come e cosa mangia spostano il discorso dal racconto alla sorveglianza del quotidiano, trasformando una narrazione personale in un terreno di <strong>micro-giudizio</strong>. Nel complesso, la conversazione <strong>non discute più il senso del video, </strong>ma rivela un bisogno diffuso di confronto, normalizzazione e controllo, in cui ogni scelta, dal cibo al tempo libero, diventa pretesto per r<strong>iaffermare la propria visione di vita come parametro di riferimento.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">È il meccanismo della proiezione: ciò che non sentiamo possibile per noi viene svalutato negli altri. La libertà altrui, quando sembra irraggiungibile, può diventare una provocazione.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Non mancano <strong>commenti solidali,</strong> molti utenti hanno riconosciuto nella giornata mostrata un <strong>equilibrio</strong>, hanno parlato di tempo restituito, di qualità della vita, di una diversa organizzazione sociale che non riduce il lavoro, ma lo colloca entro confini più sostenibili.</span></p>
<h3>Il carico invisibile</h3>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Tra i commenti più significativi emergono soprattutto quelli che raccontano il “dopo lavoro”, in particolare dal punto di vista femminile. Per molte persone, la fine dell’orario lavorativo non coincide con l’inizio del tempo libero, ma con un <strong>secondo turno</strong> fatto di cura, gestione domestica, responsabilità familiari.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In questo senso, il video ha involontariamente acceso i riflettori su una delle grandi questioni contemporanee: non quante ore lavoriamo, ma quante ore restano davvero nostre.</span></p>
<h3>La vera frattura: la libertà di scegliere</h3>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Col passare delle ore, il dibattito si è <strong>evoluto</strong>. Sono emerse posizioni più equilibrate, che hanno riconosciuto una verità spesso dimenticata nel confronto social: non esiste un modello universale di felicità.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">C’è chi sceglierebbe il Nord, chi il mare.</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Chi il silenzio, chi il caos.</span><br><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Chi finire alle 16, chi alle 20.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il problema non è la diversità delle scelte, ma <strong>la difficoltà di accettarle senza giudicarle</strong>. È qui che la discussione si fa culturale: una società matura dovrebbe potersi confrontare sulla capacità di convivere con modelli diversi senza sentirsi minacciata.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Era un racconto personale e proprio per questo ha funzionato come uno specchio: ognuno vi ha visto riflessa la propria idea di vita, di lavoro e di sacrificio.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Forse il vero disagio non nasce nel confronto tra Paesi, ma nel momento in cui ci rendiamo conto che alternative esistono e che, a volte, non averle scelte o non aver potuto sceglierle, è più difficile da accettare che criticarle.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">In fondo, il dibattito non parla di Norvegia. Parla di noi.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Streaming: Il nuovo “Knives Out” e &amp;quot;Stranger Things&amp;quot; continuano a dominare le classifiche in Italia</title>
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<description><![CDATA[ L&#039;ultima classifica di JustWatch inerente a top film e serie TV più gettonate in Italia nell&#039;ultima settimana ]]></description>
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<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 16:19:38 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la classifica di JustWatch dei film e delle serie tv più guardate in Italia questa settimana.</p>
<h2>Film: rientri e conferme</h2>
<p>Si mantiene in vetta per la seconda settimana consecutiva <strong>Wake Up Dead Man – Knives Out</strong>, un mystery dal tono cupo e raffinato, ambientato in una piccola parrocchia di provincia, in cui fede, segreti e menzogne si intrecciano fino all'ultimo colpo di scena.</p>
<p></p>
<p>Stabile al <strong>secondo posto 28 anni dopo</strong>, che riporta sullo schermo l'universo apocalittico infestato dagli zombi, dove una nuova e inquietante mutazione minaccia non solo gli infetti, ma anche l'umanità rimasta. Un ritorno cupo e teso che espande l'universo della saga.</p>
<p></p>
<p>Rientra direttamente al <strong>terzo posto Mr. Vendetta</strong>, primo capitolo della celebre trilogia della vendetta. Ryu, ragazzo sordomuto, tenta di vendere un rene per pagare le cure della sorella malata, ma viene truffato dai trafficanti di organi. Un thriller duro e disturbante, che esplora le conseguenze estreme della disperazione e del dolore.</p>
<p></p>
<h2>Serie TV: il podio di inizio anno</h2>
<p>In <strong>prima posizione</strong> torna <strong>Stranger Things</strong>, che riconquista la vetta del ranking spinta dall'uscita del finale di stagione, arrivato a Capodanno. Il fenomeno globale di Netflix domina nuovamente la classifica e la conversazione online, riportando gli spettatori tra le ombre di Hawkins per un epilogo carico di tensione, nostalgia e rivelazioni decisive. Il confronto finale con il Sottosopra segna un momento cruciale per una serie che ha definito un'epoca della TV contemporanea.</p>
<p></p>
<p>Scende al <strong>secondo posto Pluribus</strong>, che perde la leadership dopo aver guidato la classifica nelle scorse settimane. La storia della persona più disperata del pianeta, incaricata di salvare il mondo da un eccesso di felicità, continua però a conquistare il pubblico grazie alla sua brillante satira filosofica sulla tristezza necessaria e sul potere paradossale di chi non ha più nulla da perdere.</p>
<p></p>
<p>Chiude il podio entrando direttamente al <strong>terzo posto La sua verità</strong>, un thriller psicologico teso e introspettivo. L’ossessione di Anna, ex giornalista televisiva, per un omicidio avvenuto nella sua città natale la porta a finire sotto osservazione da parte del detective Jack Harper, che inizia a considerarla una possibile sospettata. Un racconto cupo e claustrofobico dove verità, colpa e paranoia si intrecciano fino a confondersi.</p>
<p></p>
<h2>Lo sci-fi in rilievo</h2>
<p>Questa settimana JustWatch mette in evidenza una <strong>nuova guida dedicata alle serie sci-fi imperdibili</strong>, pensata per gli appassionati di fantascienza e scenari distopici. La guida raccoglie titoli ideali per ritrovare tematiche simili, includendo anche grandi classici del genere come <strong>Westworld</strong> e <strong>The X-Files.</strong></p>
<p></p>
<p>La <strong>classifica completa</strong> aggiornata in tempo reale e riferita agli ultimi 7 giorni anche oltre la 10ma posizione è consultabile sulla <a href="https://www.justwatch.com/it" target="_blank" rel="noopener">piattaforma JustWatch.</a></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Serata musicale: “Spicchi di Barocco” alla Chiesa di Santa Maria alla Fonte</title>
<link>https://www.italia24.news/serata-musicale-spicchi-di-barocco-alla-chiesa-di-santa-maria-alla-fonte</link>
<guid>https://www.italia24.news/serata-musicale-spicchi-di-barocco-alla-chiesa-di-santa-maria-alla-fonte</guid>
<description><![CDATA[ Nuovo appuntamento culturale di venerdì 16 gennaio nella suggestiva cornice di Santa Maria alla Fonte, la storica “Chiesina rossa” dei milanesi retta dai Frati Cappuccini, promotori di mostre, conferenze ed eventi sempre aperti al pubblico. ]]></description>
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<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 16:19:15 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 16 gennaio</strong> alle <strong>ore 20.30</strong>, la <strong>Chiesa di Santa Maria alla Fonte</strong> ospiterà <strong>"Spicchi di Barocco" </strong>una serata musicale offerta da <strong>Rete Culturale Cantosospeso</strong>, associazione che promuove la bellezza della musica corale come un importante strumento di integrazione sociale fra i popoli.</p>
<p></p>
<p>Per l'occasione il <strong>coro misto Cantosospeso</strong> e il <strong>coro femminile Didone</strong> accompagnati dall' <strong>ensemble "La Barca del 700',</strong> presenteranno un repertorio di melodie religiose e spirituali del XVIII secolo con un'incursione nella musica moderna e popolare.</p>
<p></p>
<p>I brani sono: In Dulci Iubilo di Dietrich Buxtehude, Laudate Pueri e Sonata n1 op1 di Isabella Leonarda, Beatus Vir di Claudio Monteverdi, Araruna di Marlui Miranda, Ô bon Jésus e Concerto a 3 di Francesco Cavalli e Raccolta di Canti Indigeni e Suite Amazzonica di Marlui Miranda e Heitor Villa Lobos.</p>
<p></p>
<p>Ad esibirsi sono gli artisti: <strong>Sira Milani e Ilaria Torciani (soprano), Grazia Bilotta (contralto), Beniamino Borciani (tenore), Dario Battaglia, Alberto Paccagnini e Davide Rocca (basso Baritono), Bruno Tripoli (violino I), Alberto Intrieri (violino II), Annamaria Bernardette Cristian (violoncello), Andrea Grossi (contrabbasso) Silvia Musso (arpa), Gianluca Rovelli (Clavicembalo).</strong></p>
<p></p>
<p>Dirige il concerto <strong>Tais Conte Renzetti</strong>, a cui si deve la nascita a Milano dell'ensemble La Barca del '700, il progetto che il <strong>M° Martinho Lutero Galati</strong>, fondatore di Cantosospeso, aveva in precedenza avviato a São Paulo del Brasile con lo scopo di creare un gruppo strumentale e vocale dedicato all'accompagnamento della musica corale, nel quale accanto a professionisti affermati, ci fosse la possibilità di formazione per strumentisti e cantanti più giovani.</p>
<p></p>
<p>L'associazione Cantosospeso ha lo scopo di <strong>diffondere la musica corale</strong>, di fare <strong>ricerca ed eseguire repertori musicali poco noti</strong> di tutto il mondo. Mettere in dialogo opere polifoniche di diverse epoche e dei vari Continenti, attraversare i confini con la musica è stata l'ispirazione che ha guidato il maestro e dopo la sua precoce scomparsa continua a guidare i cori fondati dal lui, come sua eredità.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Padova: il 16 gennaio riprende la rassegna &amp;quot;E la Storia Continua&amp;quot; con un’analisi approfondita del commercio veneziano nel Medioevo</title>
<link>https://www.italia24.news/padova-il-16-gennaio-riprende-la-rassegna-e-la-storia-continua-con-unanalisi-approfondita-del-commercio-veneziano-nel-medioevo</link>
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<description><![CDATA[ La presentazione dell&#039;autrice Stefania Montemezzo del volume “Networks in the Early History of Capitalism. Merchant Practices in Renaissance Venice (Routledge, 2025)&quot; nella Biblioteca di Storia Sala O in Via del Vescovado 30 a Padova ]]></description>
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<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 16:18:31 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-25e85ede-7fff-a323-2a56-95f03d1fd118"><span><strong>Venerdì</strong> <strong>16 gennaio</strong> alle <strong>ore 16.00</strong> nella <strong>Biblioteca di Storia Sala O</strong> in Via del Vescovado 30 a <strong>Padova</strong> riprende la rassegna <strong>"E la Storia Continua" </strong>con <strong>Stefania Montemezzo</strong>, che presenterà il volume <strong>"</strong></span><strong>Networks in the Early History of Capitalism. Merchant Practices in Renaissance Venice (Routledge, 2025)"</strong></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>L’autrice sarà affiancata dal prof. </span><strong>Giuseppe Gullino</strong><span>, già ordinario all’Università di Padova, e dialogherà con i professori </span><strong>Egidio Ivetic</strong><span> e </span><strong>Francesco Maria Vianello docenti del Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova.</strong></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il libro, basato su un’analisi approfondita del commercio veneziano nel Medioevo, indaga i meccanismi economici e le strutture d’impresa che permisero ai mercanti della Serenissima di operare con successo in un contesto internazionale complesso e fortemente competitivo. Venezia emerge come un laboratorio privilegiato di pratiche commerciali, nel quale iniziativa privata e intervento pubblico si intrecciarono in modo originale, contribuendo alla definizione di forme precoci di organizzazione capitalistica</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Inserendosi nel dibattito sulla genesi del capitalismo, il libro mostra come i mercanti veneziani seppero combinare innovazione, flessibilità e strumenti tradizionali per preservare la propria competitività nel lungo periodo. Le piccole e medie imprese attive su scala transregionale nel primo Rinascimento dovettero affrontare sfide rilevanti: individuare i settori più redditizi, elaborare strategie efficaci, gestire reti complesse di soci, agenti e collaboratori, controllare l’informazione e valutare rischi e rendimenti in un contesto segnato da instabilità politica e scarsità di risorse. Attraverso l’analisi delle imprese familiari, dell’uso strategico di fattori e intermediari e dell’impatto delle politiche statali sull’iniziativa privata, il volume ricostruisce le modalità con cui i mercanti veneziani amministravano il capitale, si adattavano ai mutamenti dei mercati e reagivano a crisi e conflitti.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Il contributo si fonda su casi di studio inediti o già oggetto di precedenti ricerche dell’autrice, relativi alle aziende mercantili di Marco Bembo, Giovanni Foscari e Alvise Michiel, che consentono di osservare in dettaglio pratiche operative, strategie di investimento e reti di relazione su scala mediterranea ed europea.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span style="text-decoration: underline;">Il libro si rivolge a storici e scienziati sociali interessati alla storia economica, alla storia del commercio e del capitalismo, alla storia medievale e rinascimentale, nonché agli studi sulle reti e sulle interazioni economiche di lungo periodo.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><em>Storica economica, Stefania Montemezzo si occupa dello studio delle reti commerciali, delle pratiche mercantili e della cultura materiale nell’Italia rinascimentale. Dopo il dottorato in Storia economica all’Università di Verona, con una ricerca sui commerci tra Europa e Vicino Oriente, ha svolto attività di ricerca presso numerose istituzioni accademiche italiane e internazionali.</em></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><em>È stata fellow e ricercatrice affiliata presso l’Università di Padova, I Tatti – Harvard University Center for Italian Renaissance Studies, Aalto University di Helsinki e l’Università di Bologna, e visiting fellow presso le Università di Cambridge, St Andrews e l’Université Gustave Eiffel di Parigi. Attualmente lavora all’Università degli Studi di Padova, dove si occupa di project management della ricerca, supportando docenti e gruppi di ricerca nella progettazione e gestione di progetti competitivi.</em></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><em>I suoi studi si concentrano in particolare sul funzionamento delle corti mercantili veneziane e sulle strategie, formali e informali, adottate dai mercanti per la risoluzione delle controversie commerciali tra Quattrocento e Cinquecento. È stata principal investigator del progetto JusTrade – Trading Justice, dedicato alla giustizia mercantile nella Venezia rinascimentale.</em></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><em>Un secondo ambito di ricerca riguarda il consumo di tessili e beni di lusso nell’Italia rinascimentale, con un’attenzione specifica ai gruppi artigiani e non elitari e al ruolo dei venditori itineranti nella diffusione delle mode. I suoi lavori più recenti esplorano la circolazione degli stili di abbigliamento e la presenza di oggetti “alla moda” nelle case artigiane attraverso reti commerciali informali.</em></p>
<p dir="ltr">Per partecipare è consigliata la <a href="https://biblio.unipd.it/biblioteche/storia/notizie-eventi/e-la-storia-continua-con-stefania-montemezzo" target="_blank" rel="noopener">prenotazione</a>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Sesto Premio Nazionale “Serra&#45;Campi Flegrei”. Aperto il bando</title>
<link>https://www.italia24.news/sesto-premio-nazionale-serra-campi-flegrei-aperto-il-bando</link>
<guid>https://www.italia24.news/sesto-premio-nazionale-serra-campi-flegrei-aperto-il-bando</guid>
<description><![CDATA[ È aperto il bando della sesta edizione del Premio Nazionale “Serra-Campi Flegrei” nell’arte del monologo, rivolto ad Attori e Autori. Iscrizioni fino a venerdì 6 marzo 2026. Finale lunedì 5 ottobre 2026. ]]></description>
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<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 18:04:27 +0100</pubDate>
<dc:creator>Simona Pasquale</dc:creator>
<media:keywords>Teatro Serra Napoli Campi Flegrei Premio_Serra_CampiFlegrei</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span style="font-size: 16pt; color: black;">Con il nuovo anno si apre il bando del <b>Premio Nazionale “Serra-Campi Flegrei” </b><i>alla vocazione teatrale nella disciplina del monologo breve</i><b> </b>giunto alla <b>sesta edizione</b>. Indetto dal <b>Teatro Serra</b> e patrocinato dalla <b>Città di Napoli</b>, si rivolge ad artisti professionisti e non, senza limiti d’età. Due le sezioni di concorso: <b>Attrici/Attori</b> e <b>Autrici/Autori</b>. Incartamento disponibile su <b>dramma</b>.it e <b>sipario.it</b>. </span><span style="font-size: 16pt; color: black;">Iscrizioni fino a<b> venerdì 6 marzo 2026</b>. <i> </i></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span style="font-size: 16pt; color: black;">“Negli anni il Premio ha permesso la nascita di nuovi spettacoli, ospitati nelle nostre Stagioni, confermandosi un potente strumento di scoperta e valorizzazione dei talenti – dicono i direttori artistici <b>Pietro Tammaro</b> a <b>Mauro Palumbo</b> – </span><span style="font-size: 16pt; color: #0d0d0d; background: white;">Per noi è un incontro con il futuro della drammaturgia: le nuove scritture, i nuovi volti, le nuove storie che meritano di essere viste e sostenute. Perché il teatro è vivo solo quando c’è chi lo ascolta”. </span><span style="font-size: 16pt; color: black;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><span style="font-size: 16pt; color: black;">Le audizioni, che si svolgeranno tra <b>aprile</b> e <b>maggio 2026</b> presso la sede del teatro a <i>Fuorigrotta</i>, in <i>Via Diocleziano 316</i>, selezioneranno i<b> sette partecipanti</b> – quattro <i>Attori</i> e tre <i>Autori</i> – al</span><span style="font-size: 16pt; color: black;">la <b>Finale</b> di <b>lunedì 5 ottobre</b> durante la quale, </span><span style="font-size: 16pt; color: black;">una giuria di addetti ai lavori, critici e giornalisti assegnerà, per ciascuna categoria, un premio di <b>500 €</b> ed il <b>Premio Speciale</b>: un posto nel cartellone del <b>Centro Culturale Artemia</b> di <b>Roma</b>, gemellato con lo spazio flegreo. Sono ammessi testi della <b>lunghezza massima di 4 cartelle</b> e durata compresa tra <b>4 e 7 minuti</b> di qualsiasi genere e natura, in lingua italiana o in dialetto; gli <i>Autori</i> </span><span style="font-size: 16pt;">verranno premiati per il <i>miglior testo inedito</i> e gli <i>Attori</i>, per la <i>migliore performance dal vivo</i> </span><span style="font-size: 16pt; color: black;">di opere edite o inedite, tagliate, lavorate, stravolte di scrittore conosciuto o meno. L’iscrizione prevede il versamento di<b> 40 €</b> per le spese di segreteria.</span></span><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif; color: black; mso-themecolor: text1; mso-ansi-language: IT;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"> La partecipazione ad entrambe le sezioni, versando un’unica quota, è possibile solo se il copione in gara è interpretato da chi l’ha scritto; diversamente ad ogni artista e classe di concorso, corrisponde una quota.</span><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><b><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; color: black; mso-themecolor: text1; mso-ansi-language: IT;">Moduli d’iscrizione:</span></b><span style="font-size: 16.0pt; font-family: 'Garamond',serif; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; color: black; mso-themecolor: text1; mso-ansi-language: IT;"> <span style="mso-spacerun: yes;"> <strong><a href="http://dramma.it/">dramma.it</a></strong><span> e </span><strong><a href="http://sipario.it/">sipario.it</a></strong><span>.</span></span><o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Premio Bianca d&amp;apos;Aponte – Città di Aversa</title>
<link>https://www.italia24.news/premio-bianca-daponte-citta-di-aversa</link>
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<description><![CDATA[ Al via la 22esima edizione del contest riservato a cantautrici ]]></description>
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<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 16:58:48 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="396"><span style="font-size: 12pt;"><strong data-start="0" data-end="47">Il Premio Bianca d’Aponte – Città di Aversa</strong> rappresenta <strong data-start="60" data-end="165">uno spazio strutturato e accessibile per presentare la propria musica e il proprio percorso autoriale</strong>, rivolto esclusivamente alle <strong data-start="195" data-end="210">cantautrici</strong>. In questi giorni si sono aperte le iscrizioni alla <strong data-start="263" data-end="279">22ª edizione</strong>, come sempre <strong data-start="293" data-end="305">gratuite</strong> e <strong data-start="308" data-end="348">senza limitazioni di genere musicale</strong>, dal rock all’urban, dal jazz alla world music.</span></p>
<h3>Un percorso di selezione e confronto professionale</h3>
<p data-start="453" data-end="891"><span style="font-size: 12pt;">Le <strong data-start="456" data-end="473">serate finali</strong> si terranno il <strong data-start="489" data-end="508">23 e 24 ottobre</strong> presso il <strong data-start="519" data-end="560"><span class="whitespace-normal">Teatro Cimarosa</span></strong> di Aversa, con la <strong data-start="579" data-end="624">direzione artistica di Ferruccio Spinetti</strong>.</span><br data-start="625" data-end="628"><span style="font-size: 12pt;">L’edizione più recente, svoltasi a fine ottobre 2025, ha visto la vittoria di <strong data-start="706" data-end="726">Micaela Tempesta</strong>, premiata da <strong data-start="740" data-end="751">Levante</strong>, madrina dell’edizione. Alla stessa artista, <strong data-start="797" data-end="818" data-is-only-node="">ex aequo con Nove</strong>, è stato assegnato anche il <strong data-start="847" data-end="890">Premio della critica “Fausto Mesolella”</strong>.</span></p>
<p data-start="893" data-end="1394"><span style="font-size: 12pt;">Le finaliste della nuova edizione saranno selezionate da <strong data-start="950" data-end="1052">un Comitato di garanzia composto da cantanti, autori, operatori del settore e giornalisti musicali</strong>. Molti dei suoi membri faranno parte anche delle <strong data-start="1102" data-end="1126">due giurie ufficiali</strong>, quella generale e quella della critica, chiamate ad assegnare i premi durante le serate finali.</span><br data-start="1223" data-end="1226"><span style="font-size: 12pt;">La presenza di queste figure costituisce <strong data-start="1267" data-end="1319">un’occasione concreta di confronto professionale</strong> per le artiste partecipanti nel corso delle giornate della manifestazione.</span></p>
<p data-start="1396" data-end="1931"><span style="font-size: 12pt;">Accanto al concorso, il Premio si caratterizza per <strong data-start="1447" data-end="1491">una forte dimensione culturale e di rete</strong>, grazie alla partecipazione di <strong data-start="1523" data-end="1541">artiste ospiti</strong> che ogni anno ricoprono il ruolo di madrina, interpretando un brano di <strong data-start="1613" data-end="1632">Bianca d’Aponte</strong>, la cantautrice a cui la manifestazione è dedicata, e presiedendo la giuria. Nel tempo si sono alternate numerose protagoniste della scena musicale italiana, insieme a molti altri ospiti di rilievo che hanno contribuito a rendere il Premio un punto di riferimento stabile nel panorama cantautorale.</span></p>
<p data-start="1933" data-end="2332"><span style="font-size: 12pt;">Alla <strong data-start="1938" data-end="1972">vincitrice del premio assoluto</strong> sarà assegnata <strong data-start="1988" data-end="2025">una borsa di studio di 1.000 euro</strong>, mentre al <strong data-start="2037" data-end="2080">Premio della critica “Fausto Mesolella”</strong> andranno <strong data-start="2090" data-end="2102">800 euro</strong>. La giuria generale conferirà inoltre riconoscimenti per <strong data-start="2160" data-end="2177">miglior testo</strong> (Premio Oscar Avogadro), <strong data-start="2203" data-end="2222">migliore musica</strong> e <strong data-start="2225" data-end="2253">migliore interpretazione</strong>, oltre ad altri premi e bonus messi a disposizione da realtà vicine al Premio.</span></p>
<p data-start="2334" data-end="2631"><span style="font-size: 12pt;">Per <strong data-start="2338" data-end="2360">tutte le finaliste</strong> sono previste anche <strong data-start="2381" data-end="2419">opportunità di esibizioni dal vivo</strong> in eventi collegati al Premio, organizzati periodicamente in Italia e in Europa. Tra gli appuntamenti già programmati figura <strong data-start="2545" data-end="2565">una data a Praga</strong>, presso l’Istituto Italiano di Cultura, nella prossima primavera.</span></p>
<p data-start="2633" data-end="2884"><span style="font-size: 12pt;">Nel corso dell’ultima edizione è stato inoltre pubblicato <strong data-start="2691" data-end="2734">“Bianca d’Aponte – Ensemble per Bianca”</strong>, il primo disco che raccoglie la voce della giovane cantautrice scomparsa prematuramente nel 2003, realizzato grazie al contributo di <strong data-start="2869" data-end="2883">NuovoImaie</strong>.</span></p>
<p data-start="2886" data-end="3125" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><span style="font-size: 12pt;">La <strong data-start="2889" data-end="2918">scadenza per l’iscrizione</strong> è fissata al <strong data-start="2932" data-end="2949">30 marzo 2026</strong>. Il <strong data-start="2954" data-end="2975">bando di concorso</strong> e la <strong data-start="2981" data-end="3009">scheda di partecipazione</strong> sono disponibili sul sito ufficiale del premio <a href="https://www.premiobiancadaponte.it" target="_blank" rel="noopener" style="font-family: Calibri, sans-serif;">www.premiobiancadaponte.it</a><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"> .</span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Tony Colombo lancia il nuovo album dal titolo &amp;quot;Predestinato&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/tony-colombo-lancia-il-nuovo-album-dal-titolo-predestinato</link>
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<description><![CDATA[ Predestinato fuori dal 9 gennaio: nel disco un featuring con iconico e indimenticabile Franco Califano ]]></description>
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<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 13:11:50 +0100</pubDate>
<dc:creator>Silvia De Cesare</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%; mso-ascii-font-family: 'Times New Roman'; mso-hansi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">È stato pubblicato lo scorso 9 gennaio <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Predestinato”,</b> il nuovo album di Tony Colombo disponibile su tutte le piattaforme digitali e anche come prodotto fisico sotto esclusiva licenza <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Altafonte Italia. </i></b></span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%; mso-ascii-font-family: 'Times New Roman'; mso-hansi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Un progetto maturo e ambizioso che segna una tappa centrale nel percorso artistico del cantautore, unendo scrittura emotiva, cura musicale e una produzione dal respiro internazionale.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%; mso-ascii-font-family: 'Times New Roman'; mso-hansi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">“Predestinato” </span></b><span style="font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%; mso-ascii-font-family: 'Times New Roman'; mso-hansi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">è un viaggio tra destino e sentimento, in cui ogni brano racconta una parte autentica dell’artista e del suo rapporto con la musica. Un album che nasce dall’esigenza di andare in profondità, senza filtri, mantenendo una forte identità emotiva ma con uno sguardo aperto oltre i confini tradizionali del genere.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%; mso-ascii-font-family: 'Times New Roman'; mso-hansi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Il progetto vanta la partecipazione di musicisti di livello mondiale: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Steve Ferrone</i></b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Phil Palmer</i></b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Maurizio Fiordiliso</i></b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">BDOG</i>,</b> attuale batterista <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">di Jovanotti</i></b>. A impreziosire ulteriormente il disco, la presenza al sax di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Marco Zurzolo</i></b>, musicista di riconosciuto prestigio internazionale, che ha collaborato nel corso della sua carriera con artisti come <i style="mso-bidi-font-style: normal;">Pino Daniele</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal;">Enzo Avitabile</i>, <i style="mso-bidi-font-style: normal;">Lucio Dalla</i> e <i style="mso-bidi-font-style: normal;">Ornella Vanoni</i>.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%; mso-ascii-font-family: 'Times New Roman'; mso-hansi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Alla scrittura e alla produzione, la collaborazione con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Luca Barbato</i></b>, autore e produttore con cui Tony Colombo condivide da anni un percorso artistico solido e coerente. Gran parte dell’album nasce da un lavoro intenso e notturno, orientato a restituire emozioni autentiche e una narrazione musicale sincera. Completano il progetto la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Bulgarian National Radio Symphony Orchestra</i></b>, diretta da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Konstantin Dobroykov</i>,</b> sotto licenza esclusiva di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Altafonte Italia</b> , che conferiscono al disco una prestigiosa dimensione sinfonica e cinematografica.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%; mso-ascii-font-family: 'Times New Roman'; mso-hansi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Tra i brani che compongono l’album: “<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Grazie per tutta la vita</b>” che non è altro che un abbraccio al suo pubblico, un ringraziamento speciale a tutti quelli che non l’hanno giudicato mai. “<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">L’importante”</b> una verità che si nasconde dentro le piccole e grandi cose. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“T’amo pure si nun staie cu mme<i style="mso-bidi-font-style: normal;">”</i></b> un racconto di un amore immenso che ti fa arrendere davanti ad ogni cosa. “<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ti prometto”</b> una vera e propria promessa eterna dell’artista.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Nel bene e nel male”</b> il racconto intimo di un rapporto di coppia dove alla base c’è un sentimento d’amore profondo che li unisce ma, che nella quotidianità è fatto anche di momenti ‘alti e bassi’ che, portano solo a rafforzare un legale d’amore solido. </span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%; mso-ascii-font-family: 'Times New Roman'; mso-hansi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Il brano “<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Che bella stronza”</b> narra di un incontro con una donna che lo strega dal primo sguardo ma che, nello stesso tempo non merita il suo amore perché ama solo se stessa. Qui, il brano si costituisce con un omaggio, fondendo una nuova scrittura musicale con un estratto vocale <i style="mso-bidi-font-style: normal;">di<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b></i><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Franco Califano<i style="mso-bidi-font-style: normal;">,</i></b> estratto dal brano <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Me ‘Nnammoro de te</i>” che resta un punto fermo della sua eredità artistica. </span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%; mso-ascii-font-family: 'Times New Roman'; mso-hansi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Tutti i brani dell’album racchiudono l’essenza di un artista che continua a mettersi in gioco, mantenendo un forte legame con il proprio pubblico. Ed è lo stesso artista a descrivere e raccontare Predestinato: <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Questo album nasce dal cuore, è una confessione, un dono, un atto d’amore verso la musica e verso le persone che mi accompagnano e sostengono da sempre. Perché io, di questa musica e di questo amore, che ricevo ogni giorno, ero davvero Predestinato”</i>. </span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%; mso-ascii-font-family: 'Times New Roman'; mso-hansi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Con “Predestinato”, Tony Colombo firma un lavoro coerente, elegante e profondo, confermando una maturità artistica che guarda al futuro senza rinnegare le proprie radici.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-size: 14.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%; mso-ascii-font-family: 'Times New Roman'; mso-hansi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Tony Colombo presenterà il suo nuovo progetto e incontrerà il suo pubblico in alcuni eventi speciali: dopo Roma, Napoli, Busto Arsizio, Catania e Palermo i prossimi appuntamenti sono il 13 gennaio a Bologna (teatro Dehon ore 18.30), il 14 gennaio a Venezia (teatro Corso ore 18.30) e il 15 gennaio a Torino (teatro Superga ore 18.30).</span><o:p></o:p></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Per una storia autentica:  musei e legalità in un nuovo podcast targato Università di Padova</title>
<link>https://www.italia24.news/per-una-storia-autentica-musei-e-legalita-in-un-nuovo-podcast-targato-universita-di-padova</link>
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<description><![CDATA[ Dal Museo Egizio di Torino al patrimonio UNESCO di Padova, un viaggio che svela i meccanismi della tutela del nostro patrimonio culturale e del contrasto ai crimini connessi, con le voci dei massimi esperti italiani ]]></description>
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<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 15:31:44 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Cosa si nasconde dietro un capolavoro esposto in un museo? Quali battaglie legali e scientifiche si svolgono quotidianamente per garantire che l'arte e la storia che ammiriamo siano autentiche e protette? A queste domande risponde il nuovo, ambizioso progetto dell’Università degli Studi di Padova: <b>"Contro una falsa storia: musei, legalità e territori"</b>.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><u><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">A partire dal <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">13 gennaio</span>,</span></u></b><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;"> per undici settimane, questo podcast e vodcast settimanale offre un’immersione profonda e accessibile nel mondo della <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">tutela del patrimonio culturale italiano</span>, affrontando temi che spaziano dalla valorizzazione al cruciale <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">contrasto dei crimini</span>, come gli scavi clandestini e il traffico illecito di reperti archeologici.</span></b><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></b></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Ideato da <b>Luca Zamparo</b> e curato con Daniele Zumerle e Monica Salvadori, il progetto nasce dal vivace confronto con le studentesse e gli studenti del Dipartimento dei Beni Culturali e si avvale della collaborazione fondamentale del gruppo di lavoro "Musei, legalità e territorio" di <b>ICOM Italia</b>.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">La vera forza del podcast risiede nel suo straordinario parterre di ospiti. Gli ascoltatori saranno condotti da figure di spicco: <b>Christian Greco</b>, egittologo e direttore del Museo Egizio di Torino, racconterà le sfide quotidiane della direzione di un'istituzione di fama mondiale; <b>Michele Lanzinger</b>, presidente di ICOM Italia, si soffermerà sul futuro della museologia e sull'esperienza maturata alla guida del MUSE di Trento. </span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">La legalità, pilastro del progetto, sarà narrata direttamente da chi la difende sul campo quotidianamente: il Comandante <b>Emanuele Meleleo</b> del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Venezia descriverà il lavoro cruciale e quotidiano dell'Arma dei Carabinieri per la salvaguardia dei nostri beni comuni.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Ogni puntata è un capitolo di conoscenza essenziale. Si analizzeranno i fondamenti della <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">formazione universitaria</span> italiana nell'ambito della tutela con la professoressa <b>Giuliana Calcani</b> e si tornerà agli albori della collaborazione tra archeologia, forze dell'ordine e autorità giudiziaria grazie al racconto di <b>Daniela Rizzo</b> e <b>Maurizio Pellegrini</b>, già funzionari del Ministero della Cultura, coinvolti direttamente e attivamente nella ricostruzione e risoluzione di alcuni tra i più importanti casi di traffico illecito degli ultimi decenni.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Il contrasto ai fenomeni criminali sarà sviscerato anche attraverso l'uso delle nuove tecnologie: gli archeologi <b>Arianna Traviglia</b> e <b>Fabio Fabrizio</b> spiegheranno come i rilevamenti satellitari, e non solo, affiancano il metodo tradizionale nello studio degli scavi clandestini che ancora oggi affliggono molte regioni italiane.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Non mancheranno poi approfondimenti su casi emblematici, come la lunga vicenda giudiziaria dell’<b>Atleta Vittorioso di Fano</b>, narrata da <b>Rachele Dubbini</b>, e la descrizione del lavoro di tutela e valorizzazione sul territorio grazie a figure come <b>Stella Falzone</b> del Museo Archeologico Nazionale di Taranto e <b>Filippo Demma</b> del Parco archeologico di Crotone e Sibari. </span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Il podcast allarga lo sguardo anche a discipline complementari e innovative. <b>Sandro La Barbera</b>, filologo classico, affronterà il fenomeno della falsificazione dal punto di vista letterario, delineando il ruolo che l'Intelligenza Artificiale avrà nella sua comprensione. L'importanza cruciale dell'informazione e del giornalismo nella lotta alle <b>archeomafie</b> sarà invece introdotta da <b>Serena Epifani, direttrice di The Journal of Cultural Heritage Crime,</b> e <b>Fabrizio Feo</b>, già giornalista della RAI. </span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Infine, non si dimentica la ricchezza del nostro patrimonio naturale: la professoressa <b>Elena Canadelli, storica della scienza</b> dell’Università di Padova, guiderà gli ascoltatori e le ascoltatrici nel Museo Botanico, analizzando le sfide nella tutela della biodiversità e le peculiarità della museologia scientifica.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Ascoltare "Contro una falsa storia" è anche un viaggio virtuale negli spazi simbolici di Padova. Le registrazioni ci conducono nelle sale del <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Palazzo del Bo</span>, sede storica dell’Ateneo, fra gli spazi del <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Museo della Natura e dell’Uomo</span> e all’interno delle aree più amate <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dell’<span style="mso-bidi-font-weight: bold;">Orto Botanico</span>, </b>sito patrimonio dell’UNESCO dal 1997.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 14.0pt 0cm;"><span style="font-size: 13.0pt; color: black;">Questo progetto di alta divulgazione, realizzato nell'ambito delle attività del P.R.I.N. "<i>From Authenticity to Art (FATA)</i>", sostenuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca, sottolinea l'impegno costante dell'Università degli Studi di Padova nel diffondere una cultura della legalità al servizio della ricerca e della società civile.</span><span style="font-size: 13.0pt;"><o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>RIO: giovane, determinato e tenace, arriva l&amp;apos;EP d&amp;apos;esordio</title>
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<description><![CDATA[ Il 9 Gennaio 2026, esce il suo primo EP composto da 6 tracce, che vanta la collaborazione di un altro giovane artista del panorama musicale: L0TU$. ]]></description>
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<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 11:34:57 +0100</pubDate>
<dc:creator>Gaia Moschetti</dc:creator>
<media:keywords>Musica</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="187" data-end="799"><strong data-start="187" data-end="204">Mario d’Auria</strong>, in arte <strong data-start="214" data-end="221">RIO</strong>, classe <strong data-start="230" data-end="238">2009</strong>, è un giovanissimo produttore musicale la cui passione per la musica si manifesta sin da bambino: amava cantare e, verso i 10 anni, si appassiona alla consolle come DJ. Nel <strong data-start="412" data-end="420">2023</strong> segue un corso e trova la propria strada nel mondo della musica in qualità di <strong data-start="499" data-end="520">producer musicale</strong>.<br data-start="521" data-end="524">Un anno dopo decide che è arrivato il momento di mettere a frutto quanto appreso e le sue ispirazioni: così, il <strong data-start="636" data-end="654">9 gennaio 2026</strong>, esce il suo primo <strong data-start="674" data-end="680">EP</strong>, composto da <strong data-start="694" data-end="708">sei tracce</strong>, che vanta la collaborazione di un altro giovane artista del panorama musicale, <strong data-start="789" data-end="798">L0TU$</strong>.</p>
<p data-start="801" data-end="955"><strong data-start="801" data-end="955">Hai iniziato a cantare e poi hai trovato la tua strada nella produzione musicale: non canti più o in futuro potrebbe accadere di inserire la tua voce?</strong></p>
<p data-start="957" data-end="1095">«È stata la parte iniziale che poi mi ha indirizzato verso altre strade, però non penso proprio che in futuro inserirò anche la mia voce».</p>
<p data-start="1097" data-end="1250"><strong data-start="1097" data-end="1250">Sei giovanissimo: ti vedi già proiettato in un futuro musicale o pensi che ci siano altre passioni o lavori che potrebbero piacerti allo stesso modo?</strong></p>
<p data-start="1252" data-end="1527">«Sicuramente in questa giovane età è difficile già sapere quale sarà la mia strada. Nella vita ho varie passioni oltre la musica, tipo lo sport. Ad oggi il mio sogno è di rendere la musica la mia strada principale, però vorrei anche aprirmi una seconda strada con gli studi».</p>
<p data-start="1529" data-end="1579"><strong data-start="1529" data-end="1579">Quanto ti emoziona la data del 9 gennaio 2026?</strong></p>
<p data-start="1581" data-end="1849">«Mi emoziona molto, siccome segna un nuovo punto d’inizio per il mio cammino: è la consacrazione di tutti i miei sacrifici e di aver completato la mia prima collaborazione. Era un obiettivo che mi ero prefissato da veramente tanto tempo e sono riuscito a realizzarlo».</p>
<p data-start="1851" data-end="1933"><strong data-start="1851" data-end="1933">Hai avuto delle collaborazioni in questo progetto o vorresti averne in futuro?</strong></p>
<p data-start="1935" data-end="2181">«L’unica collaborazione nel progetto è con L0TU$. Non appena è iniziato quest’anno mi sono subito messo al lavoro anche con altri artisti o produttori come me per creare nuova musica, sperando anche quest’anno di concludere altre collaborazioni».</p>
<p data-start="2183" data-end="2223"><strong data-start="2183" data-end="2223">Stai già lavorando a nuovi progetti?</strong></p>
<p data-start="2225" data-end="2441">«Sì, c’è un progetto a cui sto lavorando, però per chiuderlo ci vorrà ancora un po’. Nel frattempo sto cercando di migliorare sempre di più, in modo tale da offrire una versione migliore di me nel prossimo progetto».</p>]]> </content:encoded>
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<title>Streaming: ecco i film e le serie TV più visti in Italia nell’ultima settimana</title>
<link>https://www.italia24.news/streaming-ecco-i-film-e-le-serie-tv-piu-visti-in-italia-nellultima-settimana</link>
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<description><![CDATA[ La classifica JustWatch premia il ritorno di Benoit Blanc e rilancia Stranger Things con la nuova stagione ]]></description>
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<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 13:04:27 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="238" data-end="600">Quali sono i <strong data-start="251" data-end="308">film e le serie TV più seguiti in streaming in Italia</strong> negli ultimi sette giorni? A fornire la fotografia aggiornata è <strong data-start="373" data-end="414"><span class="whitespace-normal">JustWatch</span></strong>, la più grande guida al mondo ai contenuti in streaming, capace di aggregare in un unico spazio film, serie ed eventi sportivi provenienti da centinaia di piattaforme a livello globale.</p>
<h3 data-start="602" data-end="640">Film: debutti e conferme sul podio</h3>
<p data-start="642" data-end="1010">A guidare la classifica dei film è <strong data-start="677" data-end="718"><span class="whitespace-normal">Wake Up Dead Man – Knives Out</span></strong>, nuova entrata che segna il ritorno del detective Benoit Blanc. Un’indagine dai toni gotici ambientata in una piccola comunità, dove un crimine apparentemente impossibile scuote una chiesa carica di segreti e ombre del passato. Un mystery elegante e teso che conquista subito il primo posto.</p>
<p data-start="1012" data-end="1404">Sale in <strong data-start="1020" data-end="1041">seconda posizione</strong> <strong data-start="1042" data-end="1083"><span class="whitespace-normal">Jay Kelly</span></strong>, presentato all’ultimo Festival di Venezia e interpretato da <strong data-start="1145" data-end="1186"><span class="whitespace-normal">George Clooney</span></strong>. Il film racconta il percorso interiore di un attore costretto a rimettere in discussione la propria esistenza, in un viaggio di trasformazione e rinascita che riflette sul tempo che passa e sulle seconde possibilità.</p>
<p data-start="1406" data-end="1742">Chiude il podio <strong data-start="1422" data-end="1463"><span class="whitespace-normal">Train Dreams</span></strong>, che dopo due settimane consecutive in vetta scende al terzo posto. Ambientato negli Stati Uniti dei primi del Novecento, segue la vita di un taglialegna testimone silenzioso di un’America in rapido cambiamento, tra perdite, amori fugaci e una modernità che corre troppo veloce.</p>
<h3 data-start="1744" data-end="1801">Serie TV: Pluribus conquista, Stranger Things resiste</h3>
<p data-start="1803" data-end="2167">Sul fronte delle serie TV, torna al <strong data-start="1839" data-end="1854">primo posto</strong> <strong data-start="1855" data-end="1896"><span class="whitespace-normal">Pluribus</span></strong>, che guadagna due posizioni. La storia della persona più disperata del pianeta chiamata a salvare il mondo dalla felicità continua a sedurre il pubblico con una satira filosofica e provocatoria sul valore della tristezza e sulla forza di chi non ha più nulla da perdere.</p>
<p data-start="2169" data-end="2473">Scende in <strong data-start="2179" data-end="2200">seconda posizione</strong> <strong data-start="2201" data-end="2242"><span class="whitespace-normal">Stranger Things</span></strong>, dopo due settimane in vetta, complice l’uscita della quinta stagione. Il ritorno a Hawkins riaccende misteri, nostalgia e tensione, riportando in primo piano il lato oscuro della cittadina e i segreti sepolti che tornano a galla.</p>
<p data-start="2475" data-end="2738">Al <strong data-start="2478" data-end="2493">terzo posto</strong> si piazza <strong data-start="2504" data-end="2545"><span class="whitespace-normal">Welcome to Derry</span></strong>, che recupera una posizione. Ambientata negli anni Sessanta nel Maine, la serie esplora le origini di Pennywise e del male che infestava Derry molto prima degli eventi noti al grande pubblico.</p>
<h3 data-start="2740" data-end="2778">Mitologia greca sotto i riflettori</h3>
<p data-start="2780" data-end="3240">Questa settimana JustWatch mette inoltre in evidenza una <strong data-start="2837" data-end="2915">nuova guida dedicata ai film e alle serie TV ispirati alla mitologia greca</strong>, pensata per gli appassionati di avventure epiche e leggende senza tempo. Tra i titoli segnalati spicca <strong data-start="3020" data-end="3061"><span class="whitespace-normal">Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo</span></strong>, che entra in <strong data-start="3076" data-end="3094">nona posizione</strong> nella streaming chart italiana in concomitanza con l’uscita della seconda stagione su <strong data-start="3181" data-end="3224"><span class="whitespace-normal">Disney+</span></strong> il 10 dicembre.</p>
<p data-start="3242" data-end="3547" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La <strong data-start="3245" data-end="3268">classifica completa</strong>, aggiornata in tempo reale e riferita agli ultimi sette giorni, è consultabile sulla piattaforma JustWatch, che si conferma uno strumento di riferimento non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per un pubblico sempre più attento e consapevole delle tendenze dello streaming.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Palazzi, arte e musei: il Natale all’Università di Padova</title>
<link>https://www.italia24.news/palazzi-arte-e-musei-il-natale-alluniversita-di-padova</link>
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<description><![CDATA[ Installazioni, visite guidate e attività per famiglie tra Palazzo del Bo, Palazzo Liviano e i Musei dell’Ateneo ]]></description>
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<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 13:40:39 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="222" data-end="598">Durante le festività natalizie l’<strong data-start="255" data-end="296"><span class="whitespace-normal">Università di Padova</span></strong> apre le porte dei suoi luoghi più iconici, offrendo a cittadini e visitatori un ricco calendario di <strong data-start="397" data-end="471">eventi culturali, installazioni artistiche e attività per tutte le età</strong>. Un invito a scoprire – o riscoprire – il patrimonio storico e museale dell’Ateneo, tra arte, scienza e dialogo contemporaneo.</p>
<h3 data-start="600" data-end="662">CONFINE: sport, diritti umani e memoria nel Cortile Antico</h3>
<p data-start="664" data-end="1053">Nel <strong data-start="668" data-end="704">Cortile Antico di Palazzo del Bo</strong> è allestita <strong data-start="717" data-end="728">CONFINE</strong>, un’installazione <em data-start="747" data-end="762">site-specific</em> che mette al centro il tema della <strong data-start="797" data-end="816">tregua olimpica</strong> e dei <strong data-start="823" data-end="840">diritti umani</strong>. Protagoniste sono le tre <strong data-start="867" data-end="928">torce olimpiche di Tokyo 2020, Beijing 2022 e Parigi 2024</strong>, esposte in un ambiente trasformato dai riflessi dorati delle coperte termiche, simbolo di resistenza, cura e sopravvivenza.</p>
<p data-start="1055" data-end="1378">L’opera propone un viaggio visivo e sensoriale che intreccia sport, migrazioni e coraggio umano, trasformando per due mesi uno dei luoghi più rappresentativi di Padova in una scenografia dove lo sport diventa <strong data-start="1264" data-end="1301">metafora di un’umanità in cammino</strong>, impegnata a superare limiti e differenze per costruire un futuro condiviso.</p>
<h3 data-start="1380" data-end="1426">Palazzo del Bo e il Novecento di Gio Ponti</h3>
<p data-start="1428" data-end="1866">Sempre a <strong data-start="1437" data-end="1455">Palazzo del Bo</strong>, dal <strong data-start="1461" data-end="1499">26 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026</strong>, è in programma il tour <em data-start="1524" data-end="1563">Palazzo del Bo e il ’900 di Gio Ponti</em>. Un percorso che conduce alla scoperta del <strong data-start="1607" data-end="1647">Teatro anatomico più antico al mondo</strong>, della <strong data-start="1655" data-end="1686">cattedra di Galileo Galilei</strong>, della <strong data-start="1694" data-end="1723">cinquecentesca Aula Magna</strong> e dell’ala novecentesca progettata e arredata da <strong data-start="1773" data-end="1814"><span class="whitespace-normal">Gio Ponti</span></strong>, uno dei grandi maestri dell’architettura italiana.</p>
<h3 data-start="1868" data-end="1929">Palazzo Liviano: visite animate tra storia e architettura</h3>
<p data-start="1931" data-end="2486">Accanto all’apertura straordinaria del <strong data-start="1970" data-end="1988">3 gennaio 2026</strong>, <strong data-start="1990" data-end="2009">Palazzo Liviano</strong> propone due <strong data-start="2022" data-end="2048">visite guidate animate</strong> a cura di teatrOrtaet, in programma <strong data-start="2085" data-end="2107">sabato 27 dicembre</strong> e <strong data-start="2110" data-end="2130">lunedì 5 gennaio</strong>. Personaggi storici e simbolici – da Tito Livio a Giuditta Scalini – accompagnano il pubblico in un racconto dinamico che attraversa il prestigioso complesso progettato da Gio Ponti negli anni Trenta, includendo la monumentale <strong data-start="2358" data-end="2378">Sala dei Giganti</strong> e il piano nobile, autentico gioiello architettonico che custodisce il patrimonio archeologico dell’Ateneo.</p>
<p data-start="1931" data-end="2486">Il <strong data-start="2565" data-end="2606"><span class="whitespace-normal">Museo della Natura e dell’Uomo</span></strong> propone, nei pomeriggi di fine dicembre e inizio gennaio, attività dedicate alle famiglie: visite-gioco e fiabe-laboratorio pensate per avvicinare i bambini ai temi della natura, dell’evoluzione e dell’adattamento degli esseri viventi. Durante tutte le festività sono inoltre previste <strong data-start="2892" data-end="2921">visite guidate quotidiane</strong>, comprese nel biglietto di ingresso.</p>
<p data-start="1931" data-end="2486">All’<strong data-start="2964" data-end="3005"><span class="whitespace-normal">Orto Botanico di Padova</span></strong>, da venerdì 26 dicembre 2025 a martedì 6 gennaio 2026, sono in programma <strong data-start="3079" data-end="3118">visite guidate individuali gratuite</strong>, un’occasione per esplorare il più antico orto botanico universitario del mondo anche nella stagione invernale.</p>
<p data-start="1931" data-end="2486">Il <strong data-start="3235" data-end="3276"><span class="whitespace-normal">Museo di Geografia</span></strong> dedica alcune giornate all’attività <em data-start="3313" data-end="3373">Da sogno a realtà. Un viaggio alla scoperta dei mappamondi</em>, pensata per famiglie e bambini, tra immaginazione, mappe e desideri di pace.</p>
<p data-start="1931" data-end="2486">Al <strong data-start="3456" data-end="3497"><span class="whitespace-normal">Museo di Fisica Giovanni Poleni</span></strong>, domenica 28 dicembre, due visite guidate conducono il pubblico alla scoperta delle <strong data-start="3582" data-end="3600">aurore boreali</strong>, tra scienza, storia e osservazioni dall’Ottocento a oggi.</p>
<p data-start="1931" data-end="2486"><strong>Un Natale tra sapere, bellezza e condivisione</strong></p>
<p data-start="1931" data-end="2486">Con questo articolato programma, l’Università di Padova conferma il proprio ruolo di <strong data-start="3797" data-end="3833">polo culturale aperto alla città</strong>, capace di coniugare tradizione accademica, divulgazione scientifica e linguaggi contemporanei. Un Natale che invita a entrare nei palazzi storici, nei musei e negli spazi verdi dell’Ateneo per vivere la cultura come esperienza condivisa, accessibile e viva.</p>
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</div>
</div>]]> </content:encoded>
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<title>World Music: al via il bando del 19° Premio Andrea Parodi per artisti di tutto il mondo</title>
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<description><![CDATA[ Le finali del contest a Cagliari dal 15 al 17 ottobre 2026 ]]></description>
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<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 23:40:31 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">È on line il bando di concorso del 19° Premio Andrea Parodi, diventato ormai un importante punto di riferimento per la world music, non solo in Italia, ed aperto ad artistica di tutto il mondo.</span></span></span></p>
<p align="left"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il Premio è dedicato a Andrea Parodi, musicista sardo di grande rilievo nel panorama della world music, scomparso nel 2006, il 17 ottobre, ed omaggiato ogni anno dalla manifestazione attraverso canzoni del suo repertorio proposte dai finalisti e dagli ospiti.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La nuova edizione coinciderà con il 20° anniversario della sua morte. Si terrà infatti dal 15 al 17 ottobre 2026 a Cagliari in un luogo di grande prestigio come il Teatro Massimo.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il Premio è</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> realizzato dall'omonima Fondazione con la direzione artistica di Elena Ledda ed ha lanciato negli anni d</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">iversi importanti artisti, da Daniela Pes a Flo e a Fanfara Station, tutti vincitori.</span></span></p>
<p align="left"></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il nuovo bando è disponibile su www.premioandreaparodi.it/premio e la scadenza per l’iscrizione, che è gratuita, è fissata al 9 maggio 2026.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Per il vincitore e per alcuni dei finalisti sono previsti importanti premi e bonus, a partire da una serie di concerti e di partecipazioni ad alcuni importanti festival italiani.</span></span></span></p>
<p align="left"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Proprio nei prossimi giorni sarà pubblicato il video del brano “Pandela” di Andrea Parodi (scritto dallo stesso Parodi e da Michele Pio Ledda), nell’interpretazione di Bautista, vincitrice del premio assoluto nonché di quello della critica al Parodi 2024. Il video, con la regia di Alberto Marras, è prodotto dalla Fondazione Andrea Parodi proprio come bonus per questo secondo riconoscimento.</span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Le iscrizioni per il nuovo concorso devono essere effettuate tramite il format presente su www.premioandreaparodi.it/premio/<wbr>iscrizioni</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">(per informazioni: fondazione.andreaparodi@gmail.com ).</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Dovranno contenere:</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">- 2 brani, di cui uno in concorso (2 file mp3, provini o registrazioni live o realizzazioni definitive, anche già edite; indicare con quale dei due brani si intende gareggiare); i brani non possono essere solo strumentali e devono essere identificativi di un intero progetto artistico legato alla world music.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">- testi ed eventuali traduzioni in italiano dei due brani;</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">- curriculum artistico del concorrente (singolo o gruppo).</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Tra tutti gli iscritti una commissione artistica scelta dall’organizzazione selezionerà, in maniera anonima, i finalisti, che si esibiranno dal vivo nella fase finale davanti ad ampie giurie composte da autorevoli addetti ai lavori, come cantanti, autori, musicisti, responsabili di festival, manager, discografici, uffici stampa, giornalisti, critici musicali, sia italiani che internazionali. </span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">I</span></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">l vincitore assoluto avrà diritto ad una borsa di studio di € 2.500, oltre alla possibilità di esibirsi in alcuni festival partner del Parodi nel 2027, come l’European Jazz Expo (Sardegna) Folkest (Friuli), Festival del torto (Sicilia), oltre che nello stesso Premio Andrea Parodi. </span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il vincitore del Premio della Critica potrà invece realizzare un videoclip professionale di un brano, prodotto dalla Fondazione Andrea Parodi. </span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Per alcuni dei finalisti del Premio ci sarà inoltre la possibilità di essere invitati da alcuni dei festival partner (come Mare e Miniere, Sardegna, e Premio Bianca d’Aponte, Campania).</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Le precedenti edizioni del Premio sono state vinte: nel 2025 da</span></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> Luisa Briguglio (Sicilia), </span></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">nel 2024 da Sandra Bautista (Catalogna, Spagna), nel 2023 da Osso sacro (Campania), nel 2022 da Ual-la (Catalogna, Spagna), nel 2021 da Matteo Leone (Sardegna), nel 2020 da Still Life (Sicilia/Portogallo), nel 2019 da Fanfara Station (Tunisia, Stati Uniti, Piemonte), nel 2018 da La Maschera (Campania), nel 2017 da Daniela Pes (Sardegna), nel 2016 dai Pupi di Surfaro (Sicilia), nel 2015 da Giuliano Gabriele Ensemble (Lazio), nel 2014 da Flo (Campania), nel 2013 da Unavantaluna (Sicilia), nel 2012 da Elsa Martin (Friuli), nel 2011 da Elva Lutza (Sardegna), nel 2010 dalla Compagnia Triskele (Sicilia), nel 2009 da Francesco Sossio (Puglia).</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il Premio Andrea Parodi è realizzato dall'omonima Fondazione grazie a </span></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e Assessorato del turismo, artigianato e commercio); </span></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Fondazione di Sardegna, Comune di Cagliari (contributo e patrocinio)</span></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Numerosi sono i partner e media-partner italiani e internazionali che accompagnano il festival. L’elenco aggiornato sarà diffuso nei prossimi mesi.</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Per visionare il bando e avere maggiori informazioni:</span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><a href="https://www.premioandreaparodi.it">www.premioandreaparodi.it</a> </span></span></span></p>
<p align="left"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><a href="mailto:fondazione.andreaparodi@gmail.com">fondazione.andreaparodi@gmail.com</a> </span></span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La forma del racconto: viaggio attraverso i generi letterari</title>
<link>https://www.italia24.news/la-forma-del-racconto-viaggio-attraverso-i-generi-letterari</link>
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<description><![CDATA[ Una giornata dedicata ai linguaggi della narrazione contemporanea. Scrittori, critici, studiosi, giornalisti, attori e cantautori il 20 dicembre all&#039;Hotel Regina Margherita di Cagliari per un viaggio tra saggistica, fiaba, noir, teatro, podcast, fantastico e poesia ]]></description>
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<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 15:42:46 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Si terrà<span> </span><b>sabato 20 dicembre</b>, nella<span> </span><b>Sala Congressi Castello</b><span> </span>dell'<b>Hotel Regina Margherita di Cagliari</b><span> </span>il convegno<span> </span><b>La forma del racconto: viaggio attraverso i generi letterari</b>, una giornata di studi dedicata a esplorare la varietà delle narrazioni contemporanee: come si costruiscono le storie, come cambiano attraversando generi e linguaggi, come continuano a modellare il nostro sguardo sul mondo. </span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Un appuntamento<span> </span><b>a ingresso gratuito</b>, che intreccia saggistica, narrativa, teatro, podcast, fiaba, fantascienza e poesia, mettendo in dialogo studiosi, scrittori, giornalisti e critici di ambiti differenti.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><span>Nel corso della giornata interverranno <strong>Pietro Grossi</strong>, scrittore e coordinatore del convegno, <strong>Gianni Oliva</strong>, storico e giornalista, <strong>Marina Geat</strong> dell'Università Roma Tre, <strong>Elena Sanna</strong>, traduttrice e articolista dell'Associazione Italiana Studi Tolkieniani, <strong>Nino Martino</strong>, autore e saggista, <strong>Walter Porcedda</strong>, critico teatrale, <strong>Simone Cavagnino</strong>, giornalista e podcaster, <strong>Andrea Cortellessa</strong>, critico letterario e docente dell'Università Roma Tre e <strong>Flavio Soriga</strong>, scrittore, mentre per gli eventi speciali saranno protagonisti <strong>Andrea Cortellessa</strong> e <strong>Luca Archibugi</strong> con il documentario <em>Senzascrittori</em>, l'attrice <strong>Elena Pau</strong> per il reading pomeridiano e il cantautore <strong>Paolo Capodacqua</strong> per il concerto <em>I libri cantati</em>, introdotto da <strong>Virginia Buonavolontà</strong>.</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><i><span>Gli appuntamenti del sabato mattina: l</span></i></b><strong><i><span>e forme del raccontare - t</span></i></strong><b><i><span>eorie, generi e linguaggi della narrazione contemporanea.</span></i></b></span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">La mattina si aprirà<span> </span><b>alle 9<span> </span></b>con l'avvio ufficiale degli interventi. <b>Alle 9.15 Gianni Oliva</b>, storico e giornalista, proporrà<span> </span><b>"Una saggistica per farsi capire"</b>, dedicato al ruolo della divulgazione storica nel tessuto culturale contemporaneo.<span> </span><b>Alle 9.30</b><span> </span><b>Pietro Grossi</b><span> </span>entrerà nel cuore della costruzione narrativa con<span> </span><b>"Osservare i racconti"</b>, un'indagine sul meccanismo interno delle storie e sul loro ritmo essenziale.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>Marina Geat</span></b><span>, docente all'</span><span>Università degli Studi Roma Tre</span><span>, presenterà <b>alle 9.45</b> <b>"Alle radici del Piccolo Principe, tra immaginario cattolico e il pensiero di Don Bosco"</b>, percorso che illumina i legami sotterranei tra spiritualità, pedagogia e fiaba.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>Alle 10</span></b><span> sarà il momento dell'affondo sul noir con <b>"Di guardie e ladri: vent'anni di narrativa gialla in Sardegna"</b>, una ricognizione sui temi e le voci che hanno trasformato il genere nell'isola a cura dello scrittore <b>Flavio Soriga</b>.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Un quarto d'ora più tardi<span> </span><b>Elena Sanna</b>, traduttrice e articolista dell'Associazione Italiana Studi Tolkieniani, proporrà<span> </span><b>"La Subcreazione e il Calderone del Racconto. J.R.R. Tolkien, la narrativa fantastica e l'adattamento di altre menti e mani"</b>, un viaggio nella teoria tolkieniana e nella vitalità del fantastico.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>Alle 10.30</span></b><span> <b>Nino Martino</b>, autore e scrittore, terrà un intervento dal titolo <b>"La fantascienza e la sua evoluzione nella letteratura e nella società contemporanea"</b>, osservando come il genere rifletta mutamenti scientifici e culturali.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il<span> </span><i>coffee break</i><span> </span>delle<span> </span><b>10.45</b><span> </span>anticiperà la ripresa dei lavori alle<b><span> </span>11</b><span> </span>con il giornalista e critico teatrale<span> </span><b>Walter Porcedda</b>, che terrà l'intervento<span> </span><b>"Forme letterarie: il teatro contemporaneo"</b>, dedicato ai linguaggi della scena odierna e alle nuove modalità del racconto teatrale.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>Alle 11.15</span></b><span> l'attenzione si sposterà sulle narrazioni sonore e multimediali con <b>Simone Cavagnino</b>, giornalista e podcaster, autore dell'intervento <b>"Storie in cuffia: il podcast narrativo come nuova forma di racconto"</b>, che analizzerà la fusione tra scrittura, voce e sound design.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>Andrea Cortellessa</span></b><span>, critico letterario e docente dell'Università Roma Tre, <b>alle 11.30</b> terrà la lectio <b>"Il racconto contro le narrazioni"</b>, riflessione sul ruolo critico della forma breve e sulla sua resistenza rispetto alle grandi narrazioni semplificanti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>Alle 12.15</span></b><span> spazio alle conclusioni e al dibattito, cui seguirà la pausa pranzo delle 12.45.</span></span></p>
<ul>
<li><b><i><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Eventi speciali</span></i></b></li>
</ul>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">La giornata proseguirà nel pomeriggio con<span> </span><b>tre appuntamenti aperti al pubblico</b>.<span> </span><b>Alle 17.30</b><span> </span>sarà proiettato il documentario<span> </span><b>"Senza scrittori"</b><span> </span>(2011, 62') di<span> </span><b>Andrea Cortellessa<span> </span></b>e<b><span> </span>Luca Archibugi</b>, un'opera che interroga la figura dell'autore e la sua percezione pubblica.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Mezz'ora dopo l'attrice<span> </span><b>Elena Pau</b><span> </span>darà voce a una selezione di testi in<span> </span><b>"Brevi monologhi da autrici e autori vari"</b>, un reading che mette al centro la forza della parola incarnata.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>Alle 19</span></b><span> la giornata si chiuderà con <b>"Poesia in musica – I libri cantati"</b>, il concerto del cantautore <b>Paolo Capodacqua</b>, introdotto da <b>Virginia Buonavolontà</b>, dove letteratura e musica si intrecciano in una forma di racconto ancora diversa, ancora viva.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>La forma del racconto</span></b><span> nasce per restituire la complessità del narrare e per mostrare come ogni genere, ogni voce, ogni mediazione – dal libro alla scena, dal suono alla critica – contribuisca a definire il nostro modo di comprendere il reale. Un laboratorio aperto sulle storie, che rimangono strumenti fondamentali per leggere il presente e immaginare il futuro.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><span>L'evento <b>La forma del racconto: viaggio attraverso i generi letterari</b> è organizzato dall'<b>Associazione Culturale La macchina cinema</b> con il sostegno della <b>Regione Autonoma della Sardegna</b>. </span><span>Partner dell'evento sono l'Associazione culturale L'Alambicco, la Fabbrica Illuminata, L'associazione Musica Italiana a Parigi. <br></span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Angelina Iennaco presenta “Questa Ora”, una ballata pop tra mare, luna e sentimenti sospesi</title>
<link>https://www.italia24.news/angelina-iennaco-presenta-questa-ora-un-singolo-che-esplora-il-dolore-e-lamore</link>
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<description><![CDATA[ Dal 13 dicembre 2025 la cantautrice bilingue di origini polacco-napoletane torna con un singolo intimo e suggestivo, che unisce tradizione cantautorale italiana e sensibilità pop contemporanea ]]></description>
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<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 18:53:36 +0100</pubDate>
<dc:creator>Giulio Strocchi</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="273" data-end="716">La cantautrice bilingue <strong data-start="297" data-end="317">Angelina Iennaco</strong>, di origini polacco-napoletane, presenta il nuovo singolo <strong data-start="376" data-end="392">“Questa Ora”</strong>, disponibile dal <strong data-start="410" data-end="430">13 dicembre 2025</strong> su tutte le principali piattaforme digitali. Il brano, interamente in italiano, si muove con delicatezza tra la forma della ballata e il linguaggio del pop contemporaneo, costruendo un’atmosfera intima e raccolta, dove parole e musica si fondono in un racconto essenziale e suggestivo.</p>
<p data-start="718" data-end="1145">“Questa Ora” dà voce a un amore capace di <strong data-start="760" data-end="783">sospendere il tempo</strong>, trasformando un istante in qualcosa di assoluto. L’immagine della <strong data-start="851" data-end="886">luna che danza su un mare calmo</strong> diventa metafora di un sentimento sereno e profondo, fatto di presenza, di silenzi condivisi e di un’intesa che non necessita di spiegazioni. È la celebrazione di un momento che parla da sé, toccando un’emotività universale in cui molti possono riconoscersi.</p>
<p data-start="1147" data-end="1678">Dal punto di vista musicale, il singolo affonda le radici nella <strong data-start="1211" data-end="1247">tradizione cantautorale italiana</strong>, riletta però con uno sguardo moderno e personale. Le sonorità morbide e avvolgenti richiamano le atmosfere delle cantautrici degli anni ’90 – in particolare <strong data-start="1406" data-end="1415">Elisa</strong>, riferimento dichiarato nel percorso artistico di Angelina – mentre la melodia accompagna l’ascoltatore in un viaggio emotivo fatto di immagini notturne, maree lente e cieli stellati. La musica diventa così veicolo di emozioni sincere, immediate, mai ridondanti.</p>
<p data-start="1680" data-end="2161">Il cuore emotivo di “Questa Ora” nasce da un periodo di <strong data-start="1736" data-end="1762">profonda introspezione</strong>, segnato da sensazioni di mancanza e distanza. Più che raccontare un episodio specifico, il brano restituisce la percezione di un vuoto da colmare e il desiderio di una connessione autentica. Angelina Iennaco sceglie consapevolmente di non soffermarsi su dettagli autobiografici, lasciando spazio all’ascoltatore e alla libera interpretazione, e puntando tutto sulla forza evocativa dell’atmosfera.</p>
<p data-start="2163" data-end="2486">In concomitanza con l’uscita del singolo, è disponibile anche il <strong data-start="2228" data-end="2251">videoclip ufficiale</strong>, che completa e rafforza il racconto emotivo della canzone. Le immagini del mare e della luce lunare traducono in simboli visivi i temi centrali del brano: un amore che sembra sfidare tempo e spazio, rimanendo sospeso “in questa ora”.</p>
<p data-start="2488" data-end="2876">Con “Questa Ora”, <strong data-start="2506" data-end="2587">Angelina Iennaco conferma la sua capacità di fondere tradizione e innovazione</strong>, mettendo al centro la forza espressiva della voce e una scrittura attenta alle sfumature emotive. Il singolo rappresenta un passaggio significativo nel suo percorso artistico: un ritorno alle radici musicali e, allo stesso tempo, un’ulteriore tappa di una ricerca in continua evoluzione.</p>
<hr data-start="2878" data-end="2881">
<h3 data-start="2883" data-end="2913"><strong data-start="2887" data-end="2913">Chi è Angelina Iennaco</strong></h3>
<p data-start="2915" data-end="3397"><strong data-start="2915" data-end="2935">Angelina Iennaco</strong> è una cantautrice di origini polacco-napoletane che si è distinta per la <strong data-start="3009" data-end="3025">voce intensa</strong> e per la forte carica emotiva delle sue composizioni. La sua musica intreccia la tradizione italiana con le sonorità del pop contemporaneo, dando vita a un linguaggio personale e in costante trasformazione. Al centro del suo lavoro c’è la capacità di raccontare emozioni e vissuti con un approccio diretto e autentico, capace di parlare a un pubblico ampio e trasversale.</p>
<p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Hertzen torna con il nuovo singolo “Tonight”</title>
<link>https://www.italia24.news/hertzen-torna-con-il-nuovo-singolo-tonight</link>
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<description><![CDATA[ Un brano ipnotico e cinematico, capace di accompagnare l’ascoltatore in uno spazio intimo e notturno, dove perdere i confini diventa l’unico modo per ritrovarsi. ]]></description>
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<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 18:37:35 +0100</pubDate>
<dc:creator>Felice Monda</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="left">Il duo elettronico Hertzen torna con il nuovo singolo “Tonight”, un brano intenso e magnetico che esplora l’incontro tra due forze opposte: il buio e la luce. La traccia racconta un momento sospeso nel tempo, dove due energie si riconoscono e si sfiorano, dando vita a una tensione emotiva che vibra dall’inizio alla fine.</p>
<p class="western" align="left">Tonight prende forma a partire da un beat pulsante e da una melodia vocale istintiva, costruendo la sua identità su contrasti sonori e sensoriali. Il brano si muove tra atmosfere elettroniche dense, bassi profondi e synth avvolgenti, creando un equilibrio delicato tra oscurità e luminosità, proprio come il tema centrale della canzone.</p>
<p class="western" align="left">Tonight è una traccia perfetta per accompagnare il passaggio verso il nuovo anno: celebra il cambiamento, l’attesa, il momento in cui tutto sembra possibile. È una danza tra ciò che siamo stati e ciò che stiamo per diventare.</p>
<p class="western" align="left">Il video che accompagna il singolo rafforza questa dualità: la cantante appare in due versioni di se stessa — una più oscura, viscerale e istintiva, l’altra più luminosa e fragile — rappresentando la convivenza delle nostre identità e il dialogo costante tra ombra e luce. Le immagini diventano così una metafora visiva del brano, amplificando il suo messaggio emotivo e simbolico.</p>
<p class="western" align="left">Con Tonight, Hertzen firma un brano ipnotico e cinematico, capace di accompagnare l’ascoltatore in uno spazio intimo e notturno, dove perdere i confini diventa l’unico modo per ritrovarsi.</p>
<p class="western" align="left">Composizione: Marcelo Ribeiro Dias/Self</p>
<p class="western" align="left">Voce &amp; testi: Mariangela Diella/May Rei</p>
<p class="western" align="left">Produzione: Marcelo Ribeiro Dias, Mariangela Diella</p>
<p class="western" align="left"><strong>Biografia:</strong></p>
<p class="western" align="left">Hertzen nasce in Germania dall’incontro tra la cantante e produttrice italiana di origini pugliesi May Rei (Mariangela Diella) e il musicista e produttore brasiliano Self (Marcelo Ribeiro Dias). Il progetto unisce atmosfere dark e suoni elettronici intensi a una forte impronta emotiva.</p>
<p class="western" align="left">Attivi dal 2018, gli Hertzen pubblicano l’album Ananke nel 2021, seguito da Emotionally Numb nel 2023, consolidando la loro identità sonora tra introspezione e potenza ritmica.</p>
<p class="western" align="left">Nel 2025 esce il singolo Fire in the Cold, che segna l’inizio di una nuova fase creativa. Il nuovo album è previsto per il 2026 ed è anticipato dal singolo Tonight, primo capitolo di questo nuovo percorso artistico.<span lang="en-US"></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Asclepio AI – Drink &amp;amp; Read: un confronto ispirato tra innovazione, cultura e salute nella cornice d’arte di Spazio Tadini a Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/asclepio-ai-drink-read-un-confronto-ispirato-tra-innovazione-cultura-e-salute-nella-cornice-darte-di-spazio-tadini-a-milano</link>
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<description><![CDATA[ Un viaggio culturale che intreccia sapere scientifico e visione umanistica ]]></description>
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<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 12:26:35 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Si è realizzato venerdì 12 dicembre u.s. il primo appuntamento pubblico dedicato ad Asclepio AI, il volume che esplora il rapporto tra intelligenza artificiale, medicina, comunicazione scientifica e futuro sostenibile.</p>
<p>L’evento, ospitato nello storico Spazio Tadini a Milano (Casa Museo in memoria di Emilio Tadini), ha visto la partecipazione di <strong>professionisti, giornalisti scientifici, medici, specializzandi</strong><span> </span>in medicina,<span> </span><strong>docenti</strong><span> </span>dei dipartimenti di Medicina e chirurgia e di Informatica dell’Università di Milano-Bicocca, e<span> </span><strong>appassionati</strong><span> </span>di<span> </span><strong>cultura</strong><span> </span>tecnologica.</p>
<p>Il format<span> </span><em>Drink &amp; Read</em><span> </span>ha favorito un momento di confronto informale e partecipato, in cui gli ospiti hanno potuto dialogare con gli Autori e i promotori del progetto Asclepio AI, approfondendo riflessioni su come l’Intelligenza Artificiale stia trasformando la pratica clinica, la ricerca e la narrazione della salute.</p>
<p>Ad arricchire l’incontro, una<span> </span><strong>visita guidata</strong><span> </span>allo spazio espositivo dello Spazio Tadini, cornice ideale per un incontro che ha messo in relazione arte, tecnologia e cultura, ribadendo la necessità di un approccio interdisciplinare alle sfide del nostro tempo.</p>
<h3 class="" data-fontsize="30" data-lineheight="42px">La pubblicazione</h3>
<p>Il volume<span> </span><em>ASCLEPIO AI. L’eredità di Asclepio. L’Intelligenza Artificiale e la Salute per un futuro sostenibile</em><span> </span>rappresenta una porta d’accesso alle riflessioni e alle conoscenze condivise durante il convegno formativo di maggio 2025, che ha riunito oltre 28 relatori provenienti dall’accademia, dal mondo sanitario, giornalistico e dell’innovazione, 25 partners istituzionali e privati, 200 partecipanti in presenza ed è stato trasmesso in diretta streaming raggiungendo un pubblico di 344.000 visitatori online.</p>
<p>«Il fiume dell’informazione – scrive nel suo intervento in<span> </span><em>prefazione</em><span> </span>al libro<span> </span><strong>Giovanni Caprara</strong>, giornalista scientifico e Presidente dell’Unione Giornalisti Italiani Scientifici UGIS – è sempre più impetuoso e ci pone dei problemi ma anche delle soddisfazioni nel trasmettere nella maniera più appropriata e corretta le conquiste della scienza e della tecnologia, che negli ultimi anni si sono evolute in modo notevole […] non si tratta solo di spiegare tecnologie complesse, ma di come renderle accessibili, comprensibili, contestualizzate – perché, sottolinea Caprara – un buon giornalismo scientifico deve saper porre domande giuste, offrire spunti critici e accompagnare l’opinione pubblica in un percorso di alfabetizzazione tecnologica e scientifica».</p>
<p>Adottando il nome “Asclepio”, l’iniziativa convegnistica e la pubblicazione – spiegano i curatori<span> </span><strong>Germano Bertin</strong>, giornalista scientifico, CEO casa editrice Ethosjob – Human Caring, formatore esperto di etica professionale,<span> </span><strong>Nadia Grillo</strong><span> </span>giornalista scientifica, vicepresidente vicario UGIS Unione Giornalisti Italiani Scientifici, esperta di metodologie e strumenti formativi e<span> </span><strong>Rossella Guido</strong><span> </span>giornalista scientifica specialista in comunicazione accademica dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e direttrice responsabile della testata online Italia 24 – si propone di coniugare l’innovazione tecnologica dell’AI con i valori umanistici della medicina tramandati fin dall’antichità, volendo promuovere un approccio alla salute che valorizzi sia l’efficienza tecnologica sia la centralità dell’essere umano.</p>
<h3 class="" data-fontsize="30" data-lineheight="42px">Collaborazioni e supporti</h3>
<p>L’evento è stato realizzato in collaborazione con<span> </span><strong>UGIS – Unione Giornalisti Italiani Scientifici</strong><span> </span>e con<span> </span><strong>Ethosjob – human caring</strong>, casa editrice del volume<span> </span><em>ASCLEPIO AI. L’eredità di Asclepio. L’Intelligenza Artificiale e la Salute per un futuro sostenibile</em>.</p>
<p>L’evento realizzato nello Spazio Tadini a Milano ha inoltre ricevuto il supporto di<span> </span><strong>Pauw Travels</strong>,<span> </span><em>travel facilitator</em><span> </span>impegnato nella promozione di un turismo consapevole e nella creazione di ponti culturali.</p>
<h3 class="" data-fontsize="30" data-lineheight="42px">Il viaggio di Asclepio AI continua</h3>
<p>Il successo dell’iniziativa conferma il crescente interesse verso strumenti editoriali e culturali capaci di raccontare l’innovazione con un linguaggio accessibile e multidisciplinare.</p>
<p>Asclepio AI proseguirà il suo cammino con nuovi appuntamenti, occasioni formative e momenti di confronto dedicati a professionisti della salute, comunicatori scientifici e cittadini curiosi.</p>
<p dir="ltr" role="presentation"><strong><a href="https://ethosjob.it/editoria/asclepio-ai-leredita-di-asclepio-intelligenza-artificiale-e-salute-per-un-futuro-sostenibile/" target="_blank" rel="noopener">Il volume disponibile in formato e-pub e cartaceo</a></strong></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Claudio Mastromarino, tra luce e palco il nuovo coinvolgente singolo &amp;quot;L’altra parte di me&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ Online su tutte le piattaforme di streaming, Claudio Mastromarino pubblica un manifesto di autenticità ]]></description>
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<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 08:54:19 +0100</pubDate>
<dc:creator>morabitogino</dc:creator>
<media:keywords>Claudio Mastromarino</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Un viaggio interiore, tra luce e palco, tra vita privata e passione per la musica. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Claudio Mastromarino pubblica <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“</i></b></span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">L’altra parte di me</span></i></b><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">”</span></i></b><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">, un manifesto di autenticità. Già online su tutte le piattaforme di streaming, il nuovo singolo racconta il coraggio di rimettersi in gioco.</span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Dopo l’uscita di <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Sopravvissuti e miracolati”</i> e del featuring con il rapper Real Carnera in <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Al di là”</i>, il musicista originario di Genova, ma alessandrino di fatto, torna con un brano che attinge alla migliore tradizione del nostro cantautorato e la ripropone aggiornata alle sonorità contemporanee. Viene così alla luce <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“L’altra parte di me”</i></b>, il suo nuovo coinvolgente progetto dal forte impatto emotivo.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;">Scritto da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Claudio Mastromarino</b>, il pezzo è stato prodotto da Umberto Ferrarazzo per “Bravagente Audio”, con la partecipazione di Marcello Borsano alla batteria e di Lorenzo Marcenaro alle tastiere. <span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Nel testo emergono la determinazione, la voglia di riscatto e la capacità di non smarrire mai i valori più importanti: quelli umani e familiari, che hanno accompagnato e continuano ad accompagnare il cantautore in ogni passo. È il ritratto di un artista che ha scelto di mostrarsi senza filtri, portando alla luce la parte più profonda di sé. Un racconto sincero, vestito da pop ballad, dove la fragilità diventa forza e il sogno prende finalmente forma.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">«In un mondo dove tutti ti vogliono diverso, è difficile essere sé stessi.»</span></i><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;"> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">spiega Claudio Mastromarino</b> <i style="mso-bidi-font-style: normal;">«Io ho cercato sempre di esserlo, anche a rischio di non piacere a qualcuno. Così ho dato voce ai miei sentimenti e alle mie esperienze di vita, gridando forte: “Esisto, ci sono, e la mia musica è la mia verità”. Perché chi l’ha detto che, superati i cinquanta, i sogni finiscono? Io continuo a crederci!»</i><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Il video del brano, per la regia del novese Francesco Rizza, è stato girato all’interno del Teatro civico di Tortona, concessione avuta grazie al location manager Andrea Barella. La cover è stata realizzata da Tiziano Spigno.<o:p></o:p></span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;"></span></b></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Plastic Hearts, quando due mondi s&amp;apos;incontrano e diventano musica</title>
<link>https://www.italia24.news/plastic-hearts-due-mondi-incontrano-diventano-musica</link>
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<description><![CDATA[ La nuova collaborazione tra Love Ghost e Angel Vox è un viaggio emotivo che unisce Los Angeles e la Russia in un unico battito sonoro ]]></description>
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<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 08:42:15 +0100</pubDate>
<dc:creator>Felice Monda</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="114" data-end="687">Plastic Hearts è una collaborazione transcontinentale in cui l'emotività malinconica e alt-rock di Love Ghost si fonde perfettamente con la voce dream-pop eterea di Angel Vox. Insieme, creano un sound che sembra allo stesso tempo inquietante e speranzoso, una canzone d'amore color crepuscolo che parla a chiunque abbia mai abbracciato qualcuno nonostante i chilometri. Il risultato è una fusione cinematografica: l'angoscia di Los Angeles incontra la mistica russa, una canzone che sembra come se due mondi si scontrassero in qualcosa di tenero, potente e indimenticabile.</p>
<p data-start="689" data-end="964">Angel Vox è una musicista indie pop e compositrice elettronica russa con oltre 42 milioni di stream su Spotify. Crea un mix di generi diversi che incuriosisce gli ascoltatori con un paesaggio sonoro distintivo ed emozionante, che le è valso un premio come Singolo di Platino.</p>
<p data-start="966" data-end="1766">Love Ghost combina rock alternativo, grunge, metal, pop-punk, acustico, hard rock e altri generi. Dal punto di vista dei testi, le canzoni hanno un tocco emo e poetico, affrontando spesso a testa alta traumi e problemi di salute mentale. Selezionati per Rockpalast (trasmesso in tutta la Germania), hanno suonato dal vivo in 4 continenti. Si sono esibiti al Los Angeles Warp Tour con Wiplash nel 2025. In Messico hanno collaborato con artisti come Wiplash, Adan Cruz, Ritorukai, Blnko, El Burger e molti altri. A livello globale hanno collaborato a brani con The Skinner Brothers (Regno Unito), Rico Nasty e a un intero album con SKOLD. Hanno ottenuto co-firme da Rolling Stone Magazine (con oltre 10 articoli), Sonic Seducer, Playboy, Time-Out Mexico, Clash Magazine, Lyrical Lemonade e molti altri.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Giornata della Disabilità: circa 15mila studenti al cinema per la storia di Ambra Sabatini</title>
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<description><![CDATA[ Un&#039;iniziativa nazionale che unisce cinema, formazione e sensibilizzazione civica ]]></description>
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<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 11:42:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span>Ci sono emozioni che vanno vissute attraverso il racconto di chi supera le sfide e diventa un esempio per tutti. È questo il sentimento che ha attraversato le </span><strong><span>sale cinematografiche italiane il 3 dicembre</span></strong><span>, quando in occasione </span><strong><span>della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità circa 15mila studenti</span></strong><span> hanno partecipato alla proiezione del docufilm </span><em><b><span>"Ambra: a un metro dal traguardo"</span></b></em><strong><span>.</span></strong><span> Una mobilitazione nazionale che ha trasformato una ricorrenza istituzionale in </span><strong><span>un'esperienza educativa</span></strong><span> capace di toccare il cuore di ragazze e ragazzi, avvicinandoli al valore autentico dell'inclusione e della resilienza.</span><br><span> </span><br><span>"</span><em><span>Non voglio essere ricordata solo per le medaglie, ma per il messaggio che porto: tutti possono rialzarsi, sempre. La vita non finisce mai a un metro dal traguardo</span></em><span>." Con queste parole, Ambra Sabatini si racconta partendo dalle piste di atletica toscane, attraversando il trauma del grave incidente stradale del 2019 per arrivare, solo un anno dopo, alla vittoria dell'oro paralimpico e del record mondiale nei 100 metri a Tokyo 2020. E il docufilm narra queste tappe, ripercorrendo il percorso sportivo ma soprattutto umano: la paura, la riabilitazione, la determinazione e il ritorno in pista fino alle nuove sfide internazionali. Una testimonianza autentica che gli studenti hanno riconosciuto come vicina al loro vissuto, capace di trasmettere coraggio e fiducia. Il film, diretto da Mattia Ramberti e coprodotto da </span><strong><span>Giffoni Innovation Hub</span></strong><span> e BlackBox Srl, è sostenuto </span><strong><span>dal MiC e da SIAE</span></strong><span> nell'ambito del programma "Per Chi Crea" e realizzato con il patrocinio del </span><strong><span>Comitato Italiano Paralimpico, del Ministro per lo Sport e i Giovani e del CONI.</span></strong><br><span> </span><br><span>Il risultato raggiunto – con circa 15mila studenti in sala – è stato possibile grazie al lavoro congiunto di diversi attori coinvolti nel progetto tra cui </span><strong><span>Gruppo Spaggiari Parma</span></strong><span>, da quasi cent'anni al fianco delle scuole italiane, che ha messo in campo diverse attività per favorire l'adesione delle scuole: dalla realizzazione di una </span><strong><span>videointervista ad Ambra Sabatini</span></strong><span>, che ha avvicinato gli studenti alla sua storia, alla diffusione di un </span><strong><span>kit didattico gratuito</span></strong><span> pensato per accompagnare docenti e ragazzi prima e dopo la visione del film. Strumenti che hanno permesso alle scuole di preparare gli studenti ai temi chiave dell'iniziativa – inclusione, sicurezza stradale, superamento delle difficoltà – trasformando la proiezione in un percorso di riflessione e dialogo. La Giornata della Disabilità è così diventata un'occasione concreta di educazione civica dove il cinema, con il suo linguaggio immediato e coinvolgente, si è rivelato uno strumento efficace per affrontare in modo sensibile temi complessi e spesso difficili da trattare in classe. Portare nelle scuole storie vere e potenti come quella di Ambra Sabatini significa contribuire alla crescita di cittadini più consapevoli, attenti ed empatici, come sottolinea Nicola de Cesare, CEO di Gruppo Spaggiari Parma: "</span><em><span>Crediamo fortemente nel potere educativo delle storie vere. La storia di Ambra rappresenta tutto ciò che vogliamo trasmettere ai giovani: resilienza, inclusione, capacità di trasformare le difficoltà in opportunità. Portare questo messaggio nelle scuole italiane significa investire sul futuro, formando cittadini più consapevoli, empatici e determinati</span></em><span>".</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>&amp;quot;Senza tempo&amp;quot; il romanzo di esordio di Alma Rouse</title>
<link>https://www.italia24.news/alma-rose-presenta-senza-tempo</link>
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<description><![CDATA[ La scrittrice e artista invita a riscoprire la bellezza delle cose semplici ]]></description>
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<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 20:38:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Lucilla Corioni</dc:creator>
<media:keywords>Ama Rouse</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-start="359" data-end="786">Nel mondo creativo di <strong data-start="381" data-end="395">Alma Rouse</strong>, ogni parola è lieve come una piuma ma capace di custodire la forza di un’emozione autentica. Poetessa, narratrice e artista, intreccia immagini, sensazioni e colori per trasformare il vissuto in racconto. Con <strong data-start="606" data-end="623">“Senza tempo”</strong>, il suo romanzo d’esordio, apre un percorso più ampio: una riflessione sulla magia che abita la quotidianità e sulla capacità di sognare nonostante le incertezze.</p>
<p data-start="788" data-end="881">Il libro è già disponibile per l’ordine e sta incontrando l’interesse crescente del pubblico.</p>
<h4 data-start="883" data-end="906">La voce dell’autrice</h4>
<p data-start="908" data-end="1387">Alma Rouse si definisce “una sognatrice che cerca la bellezza nelle piccole cose”, un approccio che – racconta – influisce totalmente sulla sua scrittura. «È ciò che sono e ciò che la vita mi ha insegnato», afferma. Un modo di guardare il mondo che permea anche il messaggio centrale del romanzo: la fiducia nel destino e la speranza come motore narrativo e umano.<br data-start="1272" data-end="1275">«Nel quotidiano ho ricevuto molte conferme della mia fede», spiega. «Per questo la mia fiducia si è rafforzata.»</p>
<h4 data-start="1389" data-end="1442">Dal verso alla narrativa: una nuova sfida creativa</h4>
<p data-start="1444" data-end="1832">“Senza tempo” rappresenta per l’autrice il passaggio dalla poesia al romanzo, un’evoluzione che definisce naturale e profondamente ispirata dai suoi stessi personaggi. «Mi hanno accompagnata verso una sorta di canzone poetica che ha ispirato ulteriormente la storia», racconta.<br data-start="1721" data-end="1724">Un viaggio creativo affrontato senza timori: «Mettere tanto di me nel libro è stato divertente e appagante.»</p>
<h4 data-start="1834" data-end="1865">Un’arte che nasce dalle mani</h4>
<p data-start="1867" data-end="2153">Oltre alla scrittura, Alma Rouse coltiva da sempre attività artistiche manuali e pittoriche. «Nel poco tempo libero ho alcuni passatempi creativi», spiega. Un intreccio di forme espressive che contribuisce alla sua visione artistica complessiva e alla sensibilità che permea il romanzo.</p>
<h4 data-start="2155" data-end="2189">Il significato di “Senza tempo”</h4>
<p data-start="2191" data-end="2469">Per l’autrice, il titolo non è solo un concetto evocativo, ma un vero <strong data-start="2261" data-end="2279">modo di vivere</strong>. Un invito a fermarsi, osservare, respirare, e credere nel valore delle piccole cose.<br data-start="2365" data-end="2368">È proprio questo che desidera trasmettere ai lettori: «La speranza di portare avanti i propri sogni.»</p>
<h4 data-start="2471" data-end="2521">“Oh, My Queen”: la musica che nasce dal romanzo</h4>
<p data-start="2523" data-end="2912">Tra gli elementi più curiosi del progetto artistico di Alma Rouse c’è anche un brano musicale, <strong data-start="2618" data-end="2636">“Oh, My Queen”</strong>, nato dal personaggio di Wolf. «Da bambina adoravo il suono della batteria, e con l’arrangiatore Gianfranco Strano ho potuto aggiungere gli altri strumenti», racconta. Il testo è nato in modo spontaneo durante la scrittura del libro, come un’estensione naturale della storia.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>“Mi pare ieri”: Ernesto Bassignano e l’arte del ricordare senza paura</title>
<link>https://www.italia24.news/mi-pare-ieri-di-ernesto-bassignano-intervista</link>
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<description><![CDATA[ Nel suo nuovo libro, il cantautore e giornalista racconta un’epoca attraverso i volti che l’hanno resa irripetibile ]]></description>
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<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 20:31:23 +0100</pubDate>
<dc:creator>Lucilla Corioni</dc:creator>
<media:keywords>Ernesto Bassignano</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div>
<p data-start="383" data-end="936"><strong data-start="383" data-end="447">Ernesto Bassignano usa il ritratto come forma di resistenza.</strong> C’è una forma di coraggio nel raccontare gli altri senza addolcirli, nel fissarli su carta per come sono stati davvero: fragili, ironici, inconcludenti e splendidi.<br data-start="612" data-end="615">In <em data-start="618" data-end="632">Mi pare ieri</em>, Bassignano compone un mosaico di anime che hanno attraversato la cultura italiana come lampi: <strong data-start="728" data-end="814">Lucio Dalla, Gian Maria Volonté, Mariangela Melato, Roberto Benigni, Umberto Bindi</strong>. Ogni ritratto è una battaglia contro la dimenticanza, un atto d’amore verso un’epoca in cui arte e vita si confondevano.</p>
<p data-start="938" data-end="1048">Seduto davanti a noi, Bassignano parla piano, con la voce di chi ha visto molto e ancora si stupisce di tutto.</p>
<h4 data-start="1055" data-end="1199"><strong data-start="1060" data-end="1199">“Nei suoi anni radiofonici con Ezio Luzzi, c’era un’Italia che sapeva ancora ridere di sé. È possibile recuperare quello spirito oggi?”</strong></h4>
<p data-start="1201" data-end="1393">Temo che la mia <em data-start="1217" data-end="1232">Hopersoitrend</em> con Luzzi sia stata l'ultima trasmissione <strong data-start="1275" data-end="1297">colta e goliardica</strong>, in diretta, senza altri autori all’infuori di me.<br data-start="1348" data-end="1351">Oggi poca roba: cabaret e battute scritte.</p>
<h4 data-start="1400" data-end="1552"><strong data-start="1405" data-end="1552">“In molti dei suoi ritratti si percepisce il dolore del tempo che passa, ma anche una gratitudine profonda. Ha mai avuto paura di dimenticare?”</strong></h4>
<p data-start="1554" data-end="1812">È proprio perché <strong data-start="1571" data-end="1597">non voglio dimenticare</strong> che ho scritto questo libro, e vorrei che qualcun altro ricordasse quei dieci anni di risate libere.<br data-start="1698" data-end="1701">Dieci anni, tutti i giorni, con l’attualità da commentare e i falsi, i bugiardi e gli sciocchi da sbertucciare.</p>
<h4 data-start="1819" data-end="1936"><strong data-start="1824" data-end="1936">“Lei ha frequentato artisti geniali e controversi. Cosa accomuna, secondo lei, la grandezza e la fragilità?”</strong></h4>
<p data-start="1938" data-end="2110">C’è un nesso preciso tra <strong data-start="1963" data-end="1997">fragilità, coraggio e fantasia</strong>.<br data-start="1998" data-end="2001">Io, per esempio, sono un curioso coraggioso ma anche un timido che rimedia buttandosi ogni giorno senza rete.</p>
<h4 data-start="2117" data-end="2230"><strong data-start="2122" data-end="2230">“<em data-start="2125" data-end="2140">Mi pare ieri!</em> è anche un libro sul coraggio di cambiare pelle. Quanto le è costato farlo ogni volta?”</strong></h4>
<p data-start="2232" data-end="2497">Non mi è costato nulla. Non avrei mai potuto diventare solo un giornalista o solo un cantautore.<br data-start="2328" data-end="2331">La mia curiosità mi ha spinto anche verso l’arte e la politica. Certo, è stato difficile e pericoloso, ma sapevo che non potevo fare altro: <strong data-start="2471" data-end="2496">sperimentare su tutto</strong>.</p>
<h4 data-start="2504" data-end="2645"><strong data-start="2509" data-end="2645">“Le parole ‘scusa… scusa…’ di Bindi sembrano una preghiera laica. Pensa che molti artisti abbiano chiesto perdono al proprio tempo?”</strong></h4>
<p data-start="2647" data-end="2843">Sì. È la preghiera di un genio che, senza rete né paracadute, ha gettato il proprio corpo in tutti i dirupi della vita.<br data-start="2766" data-end="2769">Ancora oggi piango dal dolore e dalla rabbia per una perdita di tale peso.</p>
<h4 data-start="2850" data-end="2966"><strong data-start="2855" data-end="2966">“La musica, il teatro, la politica… quanto è stato importante per lei il senso del gruppo, della comunità?”</strong></h4>
<p data-start="2968" data-end="3232">Molto importante: <strong data-start="2986" data-end="3012">il gruppo, la comunità</strong>, il lavorare insieme per un grande obiettivo, anche sacrificando una personalità forte e dirompente.<br data-start="3113" data-end="3116">Ho accettato la sfida credendo totalmente nell’idea. Sono un idealista un po’ fesso che si è sacrificato per niente.</p>
<h4 data-start="3239" data-end="3310"><strong data-start="3244" data-end="3310">“Guardando indietro, c’è qualcosa che rifarebbe diversamente?”</strong></h4>
<p data-start="3312" data-end="3531">Sì. Sinceramente avrei potuto essere un po’ meno convinto della reale buona volontà dell’uomo di sinistra.<br data-start="3418" data-end="3421">Una volta meritava, poi pian piano la spinta si è persa in favore dell’economia, della furbizia, del realismo.</p>
<h4 data-start="3538" data-end="3599"><strong data-start="3543" data-end="3599">“E qualcosa che non cambierebbe per nulla al mondo?”</strong></h4>
<p data-start="3601" data-end="3720">Di sicuro <strong data-start="3611" data-end="3627">la sincerità</strong> e quella voglia che ancora oggi, a quasi ottant’anni, fa di me un brontosauro sopravvissuto.</p>
<h4 data-start="3727" data-end="3811"><strong data-start="3732" data-end="3811">“Se <em data-start="3738" data-end="3753">Mi pare ieri!</em> fosse un messaggio in bottiglia, a chi lo affiderebbe?”</strong></h4>
<p data-start="3813" data-end="3982">Se fosse un <em data-start="3825" data-end="3848">message in the bottle</em>, vorrei che lo trovassero <strong data-start="3875" data-end="3920">un bimbo e una bimba di nove o dieci anni</strong>, e che ne facessero un piccolo tesoro da tenere sul comodino.</p>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Anfisa Letyago torna domenica 30 novembre al Duel Club di Napoli, con un secondo round dello showcase di NSDA</title>
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<description><![CDATA[ L’evento in programma il 30 novembre al Duel Club sarà registrato e pubblicato da Beatport, la principale piattaforma online al mondo per il mondo dei DJ. Anche stavolta la consolle al centro sala e il dancefloor saranno pronti ad assorbire e a restituire le vibrazioni date dal Dj support Exos, ad aprire l&#039;evento  Gabriele del Prete e Mario Bianco ]]></description>
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<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 16:48:56 +0100</pubDate>
<dc:creator>Gaia Moschetti</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><b><span>Anfisa Letyago</span></b><span> torna domenica 30 novembre al <b>Duel Club di Napoli </b>con un secondo round dello showcase di <b>NSDA</b></span><span>, </span><span>l'etichetta discografica indipendente fondata nel 2019 dalla DJ e produttrice di musica elettronica di fama internazionale. Ospite dell’esclusiva serata sarà il DJ e produttore <b>Exos</b>, che insieme a <b>Marcel Dettman, okgiorgio, Anastasia Kristensen e Linear System</b> prende parte al remix pack dell’ultimo singolo di Anfisa “<b>In My Arms</b>” in uscita venerdì 5 dicembre su NSDA.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>L’evento in programma il 30 novembre al Duel Club sarà registrato e pubblicato da <b>Beatport</b>, la principale piattaforma online al mondo per il mondo dei DJ. Anche stavolta la consolle al centro sala e il dancefloor saranno pronti ad assorbire e a restituire le vibrazioni date dal Dj support </span><span>Exos, pioniere della musica elettronica e </span><span>mentore all'interno della scena musicale islandese, </span><span>conosciuto per i suoi suoni ipnotici e atmosferici, e con all’attivo più di venti dischi e quattro album.</span><span> </span><span>Ad aprire l’evento (start ore 19, fino all’una di notte) sarà il b2b di <b>Gabriele del Prete</b> e <b>Mario Bianco</b>, due storici artisti napoletani scelti per il loro talento e il calore che sanno trasmettere, perfetti per rafforzare il concept di NSDA, nome dell’etichetta non casuale ma anzi omaggio al legame viscerale che Anfisa Letyago ha con Napoli, e in particolare con l’isola di Nisida.</span><span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Anfisa Letyago è senza dubbio fra i dj più forti della schiera elettronica mondiale. Negli anni ha collaborato con artisti del calibro di <b>Moby, Carl cox, Swedish house mafia, Empire of the sun</b> e rilasciato musica su etichette come <b>Kompakt, Rekids, Deutsche Grammophon e Defected</b>. Il suo sound inconfondibile l’ha portata a calcare i palchi più importanti al mondo come <b>Sonar, Tomorrowland, Timewarp, Awakenings, Neopop, Creamfields</b> e residenze come <b>Rinse FM UK, BBC1 radio</b>.Oltre la tappa al Duel di Napoli, il tour mondiale di Anfisa prevede a novembre live a Copenhagen (28, Poolen), Hannover (29, Fairground festival), Berlino (29, RSO) e poi a dicembre esibizioni a Istanbul (5, Klein Phonix), Londra (6, E1), e ancora negli Stati Uniti a Seattle (11, Q Nightclub), Denver (12, Temple), Los Angeles (13, Avalon).</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Parlare di Anfisa Letyago significa in ogni caso parlare di Napoli: il legame fra la dj e producer internazionale e la città partenopea è infatti così solido e di lunga data che ad Anfisa il prossimo lunedì 15 dicembre sarà assegnato il <b>Premio “Donne per Napoli”,</b> riconoscimento destinato alle donne </span><span>che nel proprio settore hanno dato lustro alla città di Napoli e si sono distinte per caratteristiche di eccellenza</span><span>.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il percorso artistico di Anfisa affonda le sue radici proprio nella scena partenopea: da assidua frequentatrice dei club di Napoli, passa infatti presto dietro la consolle iniziando a sviluppare la sua carriera da DJ. Nel 2015 intraprende la strada della produzione, sentendo il bisogno di esprimersi attraverso la musica e creare un proprio sound. Il suo stile nasce da Napoli, dal mare - elemento primordiale e guida emotiva - e dall’energia vulcanica della città. La sua musica fonde profondità, ipnosi, movimento fluido e tensione creativa, trasformando il territorio in linguaggio sonoro.</span></p>
<p><span>Anfisa ha </span><span>raggiunto negli anni i principali riconoscimenti mondiali per la sua categoria di Dj techno, vincendo fra l’altro il titolo di ‘<b>DJ of the year</b>‘ ai <b>Billboard Italia Women in music awards</b> assegnato dal magazine <b>Billboard</b>, Bibbia mondiale della musica. Fin dalla sua prima edizione del 2007, Billboard Women in Music ha premiato infatti artiste di fama mondiale come <b>Taylor Swift, Billie Eilish, Beyoncé, Lady Gaga</b>.</span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span>***</span><span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il <b>Duel</b>, che compie in questo 2025 vent’anni di attività, si conferma così pioniere e avanguardista fra i locali napoletani, creando nuove visioni del clubbing e sperimentando modi di vivere quest’ultimo sempre con uno sguardo attento al resto del mondo.</span><span> Nato nel 2005 su iniziativa dell’imprenditore e direttore artistico Sigfrido Caccese come primo cinema multisala della Campania, è diventato un club-laboratorio d’arte e punto di riferimento della nightlife partenopea sostenendo negli anni la musica in ogni sua forma e proponendo generi diversi e performance artistiche di ogni tipo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><b><span>NSDA</span></b><span>, etichetta indipendente fondata da Anfisa nel 2019, è un manifesto di indipendenza creativa che nasce dal bisogno di uno spazio libero da vincoli dove la sua techno hypnotic possa evolversi senza influenze esterne.</span><span> </span><span>Il nome NSDA è un omaggio a Nisida, isola vulcanica davanti a Napoli considerata inaccessibile, intatta, misteriosa. È il simbolo della filosofia dell’etichetta: uno spazio “unspoiled” dove gli artisti possono esprimersi in intimità, ricerca e sperimentazione.</span><span></span></p>
<p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p>]]> </content:encoded>
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<title>Teatro Elicantropo: Ginestre di Elvira Buonocore  regia di Gennaro Maresca</title>
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<description><![CDATA[ GINESTRE è uno spettacolo di Elvira Buonocore, per la regia di Gennaro Maresca con Stefania Remino e Alessia Santalucia disegno luci Francesco O. De Santis, scenografia Sara Palmieri, costumi Siria Bossone, musiche Vincenzo Romano, assistente alle scene Alessandra Avitabile, realizzazione scene Paolo Iammarrone e Vincenzo Fiorillo. Produzione B.E.A.T. teatro. ]]></description>
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<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 16:45:37 +0100</pubDate>
<dc:creator>Gaia Moschetti</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p><span lang="it">Da giovedì 27 al 30 novembre 2025, al Teatro Elicantropo di Napoli va in scena <b><i>Ginestre </i></b><i>(</i>Produzione <b>B.<wbr>E.A.T. teatro</b>) di <b>Elvira Buonocore</b>, per la regia di <b>Gennaro Maresca.</b></span></p>
<p><span lang="it">Con protagoniste Stefania Remino e Alessia Santalucia, lo spettacolo </span><b><i><span lang="it">Ginestre</span></i></b><span lang="it"> è un viaggio poetico e feroce nel cuore della provincia italiana, tra detersivi e detriti, sorellanza e reclusione. Ispirato all’alluvione di Sarno del 1998, lo spettacolo intreccia memoria collettiva e fragilità individuale, trasformando il paesaggio in metafora emotiva. Al centro della storia, due donne, due sorelle, Consiglia e Felicia (detta Licia) che vivono </span><span lang="it">nel retrobottega del negozio di detersivi “Le Ginestre”. Donnine di età incerta, alternano attimi di vecchiaia a momenti di soave giovinezza. La vendita dei prodotti per la casa si fonde coi giochi di infanzia, coi gesti tipici dell’adolescenza. Tutto è vetrina e clausura.</span><span lang="it"></span></p>
<p><span lang="it">Chiuse nel retrobottega, le due protagoniste resistono a un mondo che frana, letteralmente e simbolicamente. I loro gesti quotidiani si mescolano a riti familiari ossessivi, in un tempo che si dilata tra infanzia e vecchiaia, tra gioco e tragedia.</span></p>
<p><span lang="it">È l'asprezza di un luogo chiuso che prova a fare i conti con la modernità senza mai riuscirci, è il peso di un tempo fermo, di un'aria strana come quella prima di una frana. È l'epopea di una resistenza.</span></p>
<p><span lang="it">«Ginestre – commenta Maresca - è il tentativo poetico di fare memoria, di considerare la persona quale testimone di tempo e di spazio. Spazio rubato, dismesso, violentato. Spazio reale, del corpo; spazio emotivo, dello spirito. Ognuno in continua espansione. Grotteschi e struggenti segni di passaggio»</span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span lang="it"> </span></p>
<p><span lang="it">Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Elicantropo di Napoli (Vico Gerolomini, 3)  dal 27 al 29 novembre alle ore 20.30, mentre la replica della domenica 30 novembre alle ore 18.00.</span></p>]]> </content:encoded>
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<title>Cultura. Prima Diffusa porta in città Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, oltre 60 eventi in 40 luoghi di Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/cultura-prima-diffusa-porta-in-citta-una-lady-macbeth-del-distretto-di-mcensk-oltre-60-eventi-in-40-luoghi-di-milano</link>
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<description><![CDATA[ Il 7 dicembre in contemporanea con La Scala proiezioni in più di 30 sedi, dalla Galleria alle periferie ]]></description>
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<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 15:27:45 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p><span>Dal 28 novembre al 7 dicembre il Comune di Milano – Cultura insieme a Edison porta in tutta la città l'opera che inaugura la Stagione 2025/2026 del Teatro alla Scala, 'Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk' di Dmitrij Šostakovič, con la regia di Vasily Barkhatov. 'Prima Diffusa' accompagna anche quest'anno Milano nella settimana che precede la Prima della Scala, con una serie di guide all'ascolto, concerti, performance, proiezioni, mostre e rassegne, conferenze e incontri gratuiti, coinvolgendo oltre 40 luoghi tra teatri, istituzioni, luoghi della cultura, spazi cittadini e sedi non convenzionali. Cuore dell'iniziativa è, come sempre, il 7 dicembre, giorno in cui la Prima va in scena sul palcoscenico del Teatro alla Scala: grazie a Prima Diffusa, la diretta dell'evento sarà proiettata in oltre 30 luoghi di Milano.</span><br><br><span>"Prima Diffusa è ormai uno dei progetti culturali più identitari della nostra città: un'iniziativa che porta la magia della Prima fuori dal Teatro alla Scala, rendendola davvero patrimonio di tutti. Anche quest'anno Milano si apre alla musica, all'opera e alla bellezza, trasformando spazi non convenzionali in luoghi di incontro e condivisione. Con oltre 30 proiezioni diffuse in diretta, l'opera di Šostakovič 'Una Lady Macbeth nel distretto di Mcensk' raggiunge ogni angolo della città, dai teatri e alle nuove istituzioni culturali come il Casva, dalla Casa delle Donne fino agli istituti penitenziari coinvolgendo, per la prima volta, anche una portineria di quartiere e un centro diurno per persone con disabilità, perché la partecipazione è un diritto e la cultura funziona quando abbatte le barriere. Un progetto che, grazie alla grande rete di collaborazioni, conferma ancora una volta la vocazione inclusiva, innovativa e profondamente civica di Milano", dichiara Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano.</span><br><br><span>"Il legame tra Edison e il Teatro alla Scala rappresenta un'alleanza virtuosa, fondata sulla convinzione che la cultura sia una leva di progresso sociale e un motore di sviluppo per la comunità. Sostenere il Teatro e la manifestazione 'La Prima Diffusa' è per Edison un gesto civico di grande valore: significa offrire alla collettività una rete di esperienze e incontri capaci di trasformare Milano in un palcoscenico diffuso e la cultura in un'occasione di condivisione - afferma Cristina Parenti, Executive Vice President External Relations &amp; Communication di Edison -. Questa collaborazione è anche un'opportunità concreta per dare forma all'impegno di Edison nella transizione ecologica del Paese: l'esempio di un'istituzione culturale iconica come il Teatro alla Scala diventa uno strumento fondamentale per diffondere la cultura della decarbonizzazione e del risparmio energetico consapevole, a beneficio di una migliore qualità della vita per le persone e per l'ambiente".</span><br><br><span>Saranno circa 10mila i posti disponibili nelle sedi di proiezione, confermando Prima Diffusa un grande progetto di inclusione culturale sul territorio e nei luoghi dove la cultura spesso fatica ad arrivare, come le case di accoglienza e le carceri. Confermato anche quest'anno il grande schermo all'Ottagono. Le proiezioni del 7 dicembre, con inizio alle 18 in contemporanea con il Teatro alla Scala, sono rese possibili dalla collaborazione con Teatro alla Scala e Rai, che cura le riprese e la diffusione in diretta su Rai 1 e via satellite. Tra i tanti luoghi dove sarà possibile assistere alla Prima, il Teatro della Quattordicesima, la Casa delle Donne, la portineria di Comunità Trapezio, Casva – Centro alti studi per le arti visive, il CDD Appennini e come fuori porta il Teatro Nuovo Treviglio del Comune di Treviglio. In alcune sedi le proiezioni saranno precedute alle 16:30 da una guida all'ascolto a cura dell'Accademia Teatro alla Scala: attraverso un linguaggio accessibile e coinvolgente, musicologi e narratori specializzati aiuteranno il pubblico a conoscere e comprendere l'opera di Šostakovič.</span><br><br><span>Venerdì 28 novembre alle ore 18:30 l'Aula 38 di Scenografia dell'Accademia di Brera ospiterà l'evento inaugurale di Prima Diffusa 2025, con il musicologo Fabio Sartorelli che illustrerà trama e personaggi de 'Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk' e, grazie all'interpretazione musicale affidata agli allievi dell'Accademia Teatro alla Scala, guiderà il pubblico alla comprensione del contesto storico, sociale e culturale del periodo in cui Šostakovič compose l'opera. </span><br><br><span>Molti in programma gli incontri, mostre, performance, conferenze e tanto altro legato all'opera. Si comincia il 29 novembre alle 17:30 allo Spazio Hub di Treviglio con l'introduzione a Lady Macbeth a cura del prof. Franco Pulcini. Il giorno seguente, domenica 30 novembre, viene presentata la mostra presso il Conservatorio di Milano di "Unexpected Sounds": un'installazione multimediale a cura di Conservatori di Milano e Matera e di SAE Institute. Sempre il 30 novembre, ore 17, presso l'Heracles Gymnasium di via Padova, torneranno in scena i burattini nello spettacolo "Momo, il dio della burla", un momento tanto atteso che ha ammaliato bambini e adulti già nell'edizione passata. Si prosegue fino al 7 dicembre con incontri alla Casa della Cultura, al Teatro della Quattordicesima, all'università Bocconi – Libreria Universitaria Egea, all'Università Cardinale G. Colombo, a Ottavanota, a Mare Culturale Urbano e anche a Binasco presso il Mumac Museo della Macchina per Caffè del gruppo Cimbali.</span><br><br><span>Tra le iniziative collaterali, da segnalare l'incontro con Paolo Nori presso l'Università Bocconi-Libreria Egea Universitaria - il 4 dicembre alle ore 18; la rassegna cinematografica presso il MIC – Museo Interattivo Cinema con un focus sul "misterioso cinema russo degli anni '30 e '40"; le proiezioni speciali del documentario evento "La forza del destino" prodotto da RAI Documentari e France Télévisions, e che racconta il making of dell'opera dell'anno scorso, presso MIC Milano e Cineteca Milano Area Metropolis di Paderno Dugnano; il balletto della scuola di danza Primaballerina di Castelletto Ticino della maestra Rossana Seghezzi presso la Porta di Milano / Soglia Magica dell'aeroporto di Malpensa (Terminal 1).</span><br><br><span>Tutte le proiezioni e le performance sono a ingresso libero, per alcune sedi è richiesta la prenotazione. Il programma completo è su </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=4%3dIcDaLW%26u%3dS%266%3dVFaOU%26x%3dURWBaQT%264%3d9BMyJ_0tbq_Kd_1rks_Ag_0tbq_Ji6NE.RnJ5Bu26H.rK_0tbq_JiyI1Fj519oLA4%26m%3dDCL54J.GnK%261L%3dGT2s4jRZGV%26BL%3dAaJX0RJY0RMaAW%26z%3daBYM4H4uWAWv7l5QUlWu9G7sUmYt8BSPTA6MUIYQYHZQVGTJXG4PVD2xTFZs6DSK&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.yesmilano.it/primadiffusa</a><span>.</span></p>]]> </content:encoded>
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<title>“Tradita”, il romanzo d’esordio di Maria Carboni</title>
<link>https://www.italia24.news/maria-carboni-autrice-del-primo-romanzo-tradita</link>
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<description><![CDATA[ Il egal thriller che segna il debutto dell’autrice romana con una protagonista femminile forte e tormentata ]]></description>
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<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 17:26:49 +0100</pubDate>
<dc:creator>Gaia Moschetti</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>L’autrice romana Maria Carboni debutta con il suo primo romanzo «Tradita», edito da Baldini + Castoldi, in uscita in tutte le librerie italiane il 26 novembre 2025. Un legal thriller intenso, avvincente e profondamente umano che esplora il confine tra giustizia, colpa e redenzione, e che mette al centro una protagonista femminile forte e tormentata.</p>
<p>“Scrivere Tradita – racconta Maria Carboni – è stato come guardarmi dentro, mettere su carta le mie fragilità, le mie paure, ma anche la mia forza. In Paz c’è tanto di me, delle mie esperienze, delle mie cadute e delle mie rinascite. È una storia che parla di dolore, ma anche di speranza, di donne che non si arrendono mai.”</p>
<p></p>
<p><strong>L'autrice Maria Carboni</strong></p>
<p>Maria Carboni, nata a Roma sotto il segno dello Scorpione, ha vissuto un periodo formativo a Los Angeles, dove ha frequentato un corso di scrittura creativa prima di rientrare in Italia per motivi familiari. Divorziata e madre di Marco, oggi diciottenne, si definisce una donna che ha affrontato da sola le sfide della vita, trovando nella scrittura la propria forza e la propria libertà.</p>
<p>Femminista convinta, Maria scrive tutte le sue opere a mano, per mantenere un contatto diretto e viscerale con le parole. “Scrivere a mano è come respirare, mi tiene viva”, confessa. Tradita è il suo romanzo d’esordio, dal quale è tratto l’omonimo film internazionale con un cast d’eccezione: Giancarlo Giannini, Angela Molina, Manuela Arcuri, William Levy e Fernando Lindez.</p>
<p></p>
<p><strong>La trama</strong></p>
<p>C’è sempre un momento nella vita in cui si è costretti a scegliere da che parte stare.</p>
<p>Pazienza Mantovani, detta Paz, è un avvocato romano quarantenne, madre single e donna in perenne lotta contro un sistema che non le concede tregua. Per migliorare la propria situazione economica, accetta di entrare a far parte dello studio legale più potente della Capitale. Ma dietro il successo e la rispettabilità si nasconde un mondo oscuro di corruzione, segreti e crimini.</p>
<p>Quando un magistrato, suo ex amante, viene assassinato mentre indagava su un cliente dello studio, Paz scopre un intreccio di morte, denaro e potere. Costretta a dichiararsi colpevole di un omicidio che non ha commesso, finisce in prigione.</p>
<p>All’uscita, la sua vita è distrutta. Dalle ceneri dell’avvocato Mantovani nasce Madame X, una mistress spietata, simbolo di vendetta e rinascita, ma anche di un amore inatteso che cambierà ogni cosa.</p>
<p>“Madame X non è solo una maschera, è il riflesso di ciò che succede quando una donna viene spezzata e decide di non essere più vittima,” spiega Carboni. “Ma anche quando la rabbia diventa la tua forza, l’amore trova sempre un modo per farsi strada.”</p>
<p></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
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<title>Parte con Alessandra Kustermann la nuova serie di Memorabili, i podcast dedicati alle grandi donne di Milano</title>
<link>https://www.italia24.news/parte-con-alessandra-kustermann-la-nuova-serie-di-memorabili-i-podcast-dedicati-alle-grandi-donne-di-milano</link>
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<description><![CDATA[ La serie avrà come voci narranti anche gli assessori Conte per Anna Kuliscioff e Sacchi per Inge Feltrinelli e la delegata del Sindaco Elena Lattuada per Rossana Rossanda ]]></description>
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<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 16:59:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span>In occasione della <strong>Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne</strong>, il <strong>Comune di Milano</strong> con Milano è Memoria e <strong>Officina del Podcast</strong> lanciano la seconda stagione di audio racconti dedicati a donne che hanno amato e reso grande Milano. Tra le protagoniste quattro donne del passato, <strong>Anna Kuliscioff, Rossana Rossanda, Inge Feltrinelli e Cini Boeri</strong> con la partecipazione di voci ospiti, e quattro del presente,<strong> Alessandra Kustermann, Silvia Vegetti Finzi, Cristina Cattaneo e Amalia Ercole Finzi,</strong> presenti con la loro voce per raccontare se stesse, i loro progetti, le loro idee a beneficio della città e delle giovani generazioni.</span><br><span> </span><br><span>La </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=6%3dGd0cJX%26q%3dU%264%3dWBcIZ%26t%3dWPX8cOU%26z%3dA0Nu_KgwU_VQ_LVvf_VK_KgwU_UVIu84.MuH0CkR.sIr_KgwU_UV9uB9Ii8_8uXs_HjACShc2f55CO3AkTBXKanbM_8uXs_IjxB_8uXs_IhkXM86YvX8cL898G9_wtit_7Y48_wtit_8gG_LVvf_VA72Mn_KgwU_VTWh7sX0VI08XvX0XJ%268%3drN9PhU.49y%26B9%3db8cIXC%26M9%3dVEUKU6UJU0WPUD%26A%3drW99vdgUq5jVObhbK7B7HZA6v80aMWfUPX84HUCUNX64v6hTK80VHV074q5fOcDZq7g4&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prima puntata</a><span> è dedicata ad Alessandra Kustermann, ginecologa, per anni primario della Clinica Mangiagalli, fondatrice e Presidente dell'Associazione SVS (SVSeD - Soccorso Violenza Sessuale e Domestica) Donna Aiuta Donna. </span><br><span>Seguiranno<strong> altri sette episodi.</strong> Il 4 dicembre uscirà il podcast talk con Silvia Vegetti Finzi, accademica, pedagogista e scrittrice, che nel 1980 aderisce al movimento delle donne. Il 29 dicembre, nel centenario della morte, avvenuta a Milano, sarà la volta di Anna Kuliscioff, rivoluzionaria di origine russa, considerata la donna più importante del riformismo socialista con le voci ospiti di Marina Cattaneo (Fondazione Kuliscioff) e dell'assessore al Bilancio e Demanio, Emmanuel Conte.</span><br><span>Memorabili proseguirà nel 2026 e il primo episodio del nuovo anno racconterà di Rossana Rossanda, giornalista, intellettuale, segretaria di Casa della Cultura di Milano, con le voci ospiti di Giulia Albanese, professoressa di Storia contemporanea all'Università di Padova e vicepresidente dell'Istituto Parri ed Elena Lattuada, delegata del Sindaco per Pari opportunità di genere. Il 26 febbraio uscirà la puntata dedicata a Inge Feltrinelli, giornalista ed editrice, scomparsa a Milano nel 2018, con le voci ospiti di Carlo Feltrinelli, Giulia Maldifassi (Feltrinelli e Fondazione Feltrinelli) e dell'assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi. </span><br><span>A marzo gli episodi saranno tre. Il 5 marzo protagonista inedita di un podcast talk sarà Cristina Cattaneo, professoressa di Medicina Legale all'Università degli Studi di Milano, direttrice del laboratorio di antropologia e odontologia forense LABANOF e del museo MUSA. Seguirà il 12 marzo la puntata dedicata a Cini Boeri, architetta e designer, con le voci ospiti di Cristina Moro (curatrice Achivio Cini Boeri) e dei giovani nipoti Antonio e Giulia. Chiuderà la seconda serie di Memorabili, il 19 marzo, il podcast talk con Amalia Ercole Finzi, la "signora delle stelle", scienziata, accademica, prima donna a essersi laureata al Politecnico in Ingegneria aerospaziale, consulente ESA e riferimento internazionale.</span><br><span> </span><br><span>Memorabili è una serie realizzata da Officine del Podcast con il sostegno del Comune di Milano, progetto Milano è Memoria. Gli episodi sono scritti da Francesca Mineo che, insieme a Clara Collalti, ha creato la realtà editoriale Officina del Podcast, produttrice di serie audio.</span><br><span>La prima edizione è partita nel novembre del 2024 con la puntata dedicata alla poetessa Alda Merini. Dopo di lei altri quattro episodi per raccontare di Carla Fracci, Mariangela Melato, Fernanda Wittgens e Lina Merlin. </span><br><span> </span><br><span>Due i podcast speciali, il primo dedicato a Licia Rognini Pinelli, pubblicato a un mese dalla morte e uno extra con il racconto di tante donne che hanno scritto e partecipato alla Resistenza e alla Liberazione, tra cui la partigiana Sandra Gilardelli, nell'episodio "Milano, le donne della Resistenza".</span><br><strong>Tutta la serie di Memorabili al <a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=A%3dNbAhQV%26r%3dZ%26A%3dUChPX%26u%3dbWV9hVS%261%3dFGLv_PnuV_aX_JW1m_TL_PnuV_ZcGvCA.KvMGAlW.zGs_PnuV_ZcKnMJ_JW1m_TLe6Bm7L4MQNzED06Rhn4ha0_JW1m_ULQ6_JW1m_UJDTS9hSWi9Wbjb3WA_PnuV_ZSFj_PnuV_aaS_xypr_8d1DyG_EsYx_PfCBUakANb9aU40c2V%26j%3dKHK2AO.FkR%266K%3dDaWU0f%26GK%3d8hOW7YOV7cQb7g%265%3daD9U80YP5CCO59fQSj0O4jbRVgB26i9N38BzVEZPTi9V7Da25EBVXi91ShZ9x3gR6AfW&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a></strong></p>]]> </content:encoded>
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<title>Stato e Unione Buddhista Italiana firmano la nuova Intesa modificativa a Palazzo Chigi</title>
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<description><![CDATA[ L’accordo aggiorna il quadro dei rapporti istituzionali e rafforza le garanzie per l’esercizio della libertà religiosa ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione ]]></description>
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<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 16:12:42 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p data-start="105" data-end="327">Si è svolta oggi a Palazzo Chigi la cerimonia di firma della nuova <strong data-start="172" data-end="195">Intesa modificativa</strong> tra lo Stato italiano e l’<strong data-start="222" data-end="257">Unione Buddhista Italiana (UBI)</strong>, un passaggio che aggiorna e integra l’accordo attualmente in vigore.</p>
<p data-start="329" data-end="708">A sottoscrivere il testo, per il Governo, è stato il <strong data-start="382" data-end="449">Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano</strong>, mentre per l’UBI la firma è stata apposta dal <strong data-start="497" data-end="527">Presidente Filippo Scianna</strong>. Alla cerimonia hanno partecipato anche il <strong data-start="571" data-end="640">Segretario generale della Presidenza del Consiglio, Carlo Deodato</strong>, e la <strong data-start="647" data-end="675">Consigliera Rita Nichele</strong> per l’Unione Buddhista Italiana.</p>
<p data-start="710" data-end="1056">L’Intesa, prevista dall’articolo 8 della Costituzione e applicabile alle confessioni diverse da quella cattolica, <strong data-start="824" data-end="936">rafforza il quadro giuridico e istituzionale dei rapporti tra la Repubblica e la comunità buddhista italiana</strong>, garantendo il pieno esercizio della libertà religiosa e definendo in modo più puntuale ambiti e forme di cooperazione.</p>
<p data-start="1058" data-end="1301" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Con questo aggiornamento, si consolida il percorso avviato negli ultimi anni per assicurare alle diverse confessioni presenti nel Paese un quadro normativo coerente, rispettoso del pluralismo religioso e in linea con i principi costituzionali.</p>]]> </content:encoded>
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<title>“The Moment the Snow Melts”, al Mudec di Milano la nuova installazione di Chiharu Shiota</title>
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<description><![CDATA[ L&#039;opera inaugura il palinsesto espositivo dedicato ai Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 ]]></description>
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<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 14:19:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p><span>Con "<strong>The Moment the Snow Melts</strong>" (Il momento in cui la neve si scioglie), il <strong>MUDEC – Museo delle Culture di Milano</strong> inaugura il palinsesto espositivo in programma durante i <strong>Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026</strong> accogliendo una inedita, monumentale e spettacolare installazione site-specific dell'artista giapponese Chiharu Shiota, famosa in tutto il mondo per le sue affascinanti installazioni realizzate con intricate reti di fili che trasformano lo spazio in un paesaggio sospeso, dove arte e memoria si intrecciano. Curata da Sara Rizzo e realizzata con il supporto di 24 ORE Cultura, l'opera è stata ideata appositamente per l'Agorà del MUDEC e sarà accessibile gratuitamente da oggi fino al 28 giugno 2026. </span><br><span> </span><br><span>"Con l'arrivo a Milano dell'opera di Chiharu Shiota inauguriamo un percorso che lega la grande arte contemporanea a un momento storico per la nostra città e per il Paese - afferma l'assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi -. La neve, elemento fragile e universale, diventa al MUDEC occasione di riflessione culturale, simbolo di memoria, trasformazione e rinascita. È questo il ruolo che Milano vuole avere: una città che intreccia sport, cultura e creatività in un racconto condiviso e aperto al mondo". </span><br><span> </span><br><span>In "The Moment the Snow Melts" una fitta trama di 7 mila fili bianchi - lunghi in totale 15 chilometri - scende dal soffitto dell'Agorà come una nevicata sospesa, come una pioggia di neve che non tocca mai terra. Ai fili sono appesi circa 10mila fogli con le testimonianze lasciate dai visitatori del museo e raccolte anche on line che contengono pensieri e disegni dedicati alle persone che hanno fatto parte della nostra vita e che per diversi motivi non possiamo più incontrare. L'installazione – la più alta realizzata da Shiota, con i suoi 12 metri – è una nevicata di ricordi, una meditazione sul tempo, sulla perdita e sulla fragilità dei legami umani. </span><br><span> </span><br><span>"Questa installazione è una rappresentazione di coloro che non sono più presenti e vuole accogliere il pubblico in uno spazio per ricordarli. Ogni corda è collegata a lettere che contengono i nomi di persone che non è più possibile incontrare, e trasmettono così, attraverso il tempo, sentimenti di frustrazione e tristezza – spiega l'artista –. Questo si sovrappone al senso di esistenza nell'assenza: il ricordo di questa persona è ancora vivido, ma il momento dell'ultimo incontro è svanito come la neve dell'inverno passato. Così come le vecchie fotografie perdono i loro colori con il tempo – prosegue Shiota – lo scioglimento della neve rappresenta la dissolvenza di momenti o relazioni: un tempo chiare e definite, ora diventano più tenui, fino a ridursi a impressioni lontane".</span><br><span> </span><br><span>Il pubblico, inoltre, è invitato a partecipare attivamente al progetto, condividendo pensieri o disegni legati al tema della memoria sia attraverso fogli scritti da lasciare nel box dedicato installato al MUDEC, sia </span><a href="https://customer105044.musvc2.net/e/tr?q=0%3dKdLgNX%263%3dY%268%3dWMfNY%266%3daTXJgSU%26B%3dEDN7P_Bujw_Me_9xmt_Im_Bujw_LjDTG.GBAy7.zQ_Bujw_LjAEy-G6JyHA-Q29-0K9Q-4B6N0-02Cy8BO-0E3IA8%26x%3dGBPF7I.KyN%26zP%3dRVPYMV%26AP%3dLdIbKUHfKUKdMd%26y%3dcydrZuUraOZOeKcHCu5IfwYIay7QbQcJex9KfSWIbSZPYQawZM7QC8u5rwUNgx8MZz6w&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">compilando il form</a><span> disponibile sulla pagina web ufficiale del museo. Le testimonianze raccolte – finora oltre 500 – costituiranno l'anima dell'installazione: frammenti di emozioni sospese stampati sui fogli che fluttueranno nello spazio dell'Agorà. La raccolta proseguirà anche dopo l'apertura.</span><br><span>L'installazione si inserisce nel programma dell'Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, il progetto diffuso che accompagna i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali con eventi artistici e culturali in tutta Italia. È il prologo della mostra "Il senso della neve", che sarà inaugurata l'11 febbraio 2026. </span></p>]]> </content:encoded>
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<title>The Fottutissimi – è uscito il nuovo singolo “Limiti”</title>
<link>https://www.italia24.news/the-fottutissimi-e-uscito-il-nuovo-singolo-limiti</link>
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<description><![CDATA[ Un singolo che riafferma la necessità di proteggere l’integrità personale e recuperare autenticità nelle relazioni in un’epoca dominata dall’eccesso informativo ]]></description>
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<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 09:05:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Felice Monda</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="left">Quando il troppo esonda, serve riparo. Serve un limite a protezione della nostra anima, un limite a ricordarci chi e dove siamo. La verità è divenuta una merce così rara che si taglia nelle piazze di spaccio delle bugie. È il momento di riscoprire ciò che resta della nostra umanità, recuperare i contatti autentici, difenderci dalla pericolosa massa informe di dati che pilota le nostre menti.</p>
<p class="western" align="left"><b>The Fottutissimi – Biografia</b></p>
<p class="western" align="left">Partono in trio oramai più di 20 anni fa con la voglia di vincere la monotonia della vita di provincia e portare un po’ di energico rock nelle piazze e nei club. Dal 2008 iniziano a macinare la propria farina lavorando al primo album, One Day, registrato in un solo giorno nello studio del loro amico e primo produttore artistico Graziano Ragni con il quale realizzeranno anche Bad Grass Never Dies (2009), album che gli aprirà le porte della scena rock Milanese fino a conseguire, nel 2010 la vittoria di Rock Targato Italia.</p>
<p class="western" align="left">Rocknroll Guru, arriva nel 2011 ed è il terzo album, meno scanzonato e più intimista rispetto ai precedenti in cui inizia a spiccare l’anima meditabonda del cantante Lello Landi. Segue Mercoledì babilonia (2013) che viene prodotto artisticamente dal californiano vincitore del Grammy, Jason Carmer. Il singolo Daniela in questo periodo fa il giro di molte radio Italiane ottenendo ottime recensioni dagli addetti ai lavori.Seguirà un lungo silenzio.</p>
<p class="western" align="left">I The Fottutissimi si rimettono in moto con l’arrivo di Davide Lucarelli che milita nel gruppo per un breve periodo (chitarra e arrangiamenti) e favoriti nella scrittura dal periodo della pandemia, fanno uscire l’EP Felici o Niente (2020) il cui singolo Davide, raggiunge punte di ascolti importanti per la band. Seguirà She’s not Enough un potente brano punk rock in lingua inglese.</p>
<p class="western" align="left">Dopo l’uscita dal gruppo rispettivamente di Federico e Davide, I The Fottutissimi inseriscono in organico Michele Bellagamba (Batteria) e Antonio Andreoli (Chitarra). Il giorno di Natale 2021 pubblicano “Discorsi sconnessi 2006-2021” la prima collection diciannove pietre di quel sentiero sul quale la band ha camminato per molto tempo. Uno di quei massi in particolare verrà fatto rotolare Il 4 novembre 2022, giorno in cui la band omaggia l’ingresso dei Duran Duran nella rock and roll hall of fame estrapolando dalla raccolta il singolo Wild Boyz(una rivisitazione rock del celebre brano).</p>
<p class="western" align="left">Nelle estati 2022 e 2023 si ripete più volte la collaborazione con il dj giornalista di Radio Virgin Massimo Cotto, amico della band, in una serie di live introdotti dai suoi racconti. La band, guidata in quest’ultimo periodo da Lello Landi affiancato dal batterista e produttore Michele Bellagamba, ha accolto tra i propri membri il chitarrista Luca Regini e ripreso un periodo di intensa pubblicazione con i singoli ChatGPT, Padre Nostro e Rumore oltre ad una originale reinterpretazione del brano Shout realizzato in featuring con Alteria, la cantante, Dj e Speaker di radio Virgin, brano uscito nel giorno dei quarant’anni esatti dalla pubblicazione originale dei Tears for fears. Il 14 novembre 2025 esce Limiti, un singolo al quale la band sta lavorando da diverso tempo.</p>
<hr>
<p class="western" align="left">Dove puoi ascoltarli: <a href="https://open.spotify.com/album/6Xp43Aco4zkuXipcsP8o5Y" target="_blank" rel="noopener">Spotify</a>, <a href="https://ingrv.es/thefottutissimi-limiti" target="_blank" rel="noopener">Streaming</a></p>
<p class="western" align="left">Social media: <a href="https://www.facebook.com/thefottutissimi" target="_blank" rel="noopener">Facebook</a>, <a href="https://www.instagram.com/the_fottutissimi/" target="_blank" rel="noopener">Instagram</a><span><u></u></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Classifica streaming: Frankenstein di Guillermo del Toro domina ancora, Pluribus regina delle serie TV</title>
<link>https://www.italia24.news/classifica-streaming-frankenstein-di-guillermo-del-toro-domina-ancora-pluribus-regina-delle-serie-tv</link>
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<description><![CDATA[ Il gotico poetico di Frankenstein resta in vetta ai film più visti in Italia. Nelle serie TV si conferma Pluribus, mentre arrivano le novità Robin Hood e Playdate ]]></description>
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<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 14:48:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p data-start="304" data-end="519">Settimana di conferme e nuove entrate nella <strong data-start="348" data-end="381">classifica streaming italiana</strong> pubblicata da <a data-start="396" data-end="454" class="decorated-link" rel="noopener" target="_blank" href="https://www.justwatch.com/it/streaming-charts">JustWatch,</a> che monitora i titoli più visti sulle principali piattaforme.</p>
<p data-start="521" data-end="1116">Al primo posto tra i film, <strong data-start="548" data-end="566"><em data-start="550" data-end="564">Frankenstein</em></strong> di <strong data-start="570" data-end="592">Guillermo del Toro</strong> mantiene il vertice per la seconda settimana consecutiva. Presentato al Festival di Venezia, il regista premio Oscar torna al <strong data-start="719" data-end="729">gotico</strong> e reinventa il celebre romanzo di Mary Shelley con un linguaggio visivo di rara potenza.<br data-start="818" data-end="821">Nel ruolo di Victor Frankenstein, <strong data-start="855" data-end="870">Oscar Isaac</strong> incarna un uomo ossessionato dal sogno di sconfiggere la morte e dalle conseguenze morali delle proprie azioni. Un film che mescola <strong data-start="1003" data-end="1055">orrore, poesia visiva e riflessione sull’umanità</strong>, confermando la maestria estetica e narrativa di Del Toro.</p>
<p data-start="1118" data-end="1499">Al secondo posto debutta <strong data-start="1143" data-end="1185"><em data-start="1145" data-end="1183">Now You See Me – I maghi del crimine</em></strong>, un thriller corale in cui un gruppo di illusionisti trasforma rapine e spettacolo in un’unica, sorprendente performance. Tra effetti scenici e colpi di scena, il film intreccia azione e mistero, mentre un agente dell’FBI e un detective dell’Interpol cercano di svelare l’enigma dietro i loro colpi impossibili.</p>
<p data-start="1501" data-end="1853">Chiude il podio <strong data-start="1517" data-end="1531"><em data-start="1519" data-end="1529">Playdate</em></strong>, in terza posizione. La storia segue <strong data-start="1569" data-end="1578">Brian</strong>, un padre disoccupato che, dopo aver accettato un semplice invito a una festa per bambini, si ritrova coinvolto in un evento pieno di tensione e ambiguità. Un film che parte come commedia familiare per trasformarsi in un racconto sospeso tra <strong data-start="1821" data-end="1850">thriller e satira sociale</strong>.</p>
<p data-start="1855" data-end="2146">Passando alle serie TV, <strong data-start="1879" data-end="1893"><em data-start="1881" data-end="1891">Pluribus</em></strong> resta saldamente in testa per la seconda settimana. La serie racconta la parabola di una persona disperata incaricata di “<strong data-start="2016" data-end="2051">salvare il mondo dalla felicità</strong>”, in una <strong data-start="2061" data-end="2082">satira filosofica</strong> che riflette sul dolore, la libertà e il senso della perdita.</p>
<p data-start="2148" data-end="2430">In seconda posizione fa il suo ingresso <strong data-start="2188" data-end="2204"><em data-start="2190" data-end="2202">Robin Hood</em></strong>, che riporta in scena la leggenda del celebre fuorilegge. Ambientata durante l’invasione normanna, la serie intreccia amore e ribellione, raccontando il legame tra <strong data-start="2369" data-end="2376">Rob</strong> e <strong data-start="2379" data-end="2389">Marian</strong>, uniti dalla stessa sete di giustizia.</p>
<p data-start="2432" data-end="2697">Completa il podio <strong data-start="2450" data-end="2464"><em data-start="2452" data-end="2462">The Pitt</em></strong>, ambientata nel <strong data-start="2481" data-end="2520">Trauma Medical Center di Pittsburgh</strong>, dove il personale medico combatte ogni giorno tra <strong data-start="2572" data-end="2610">carenza di risorse e dilemmi etici</strong>. Una serie che unisce realismo e umanità, mantenendo alta l’attenzione del pubblico.</p>
<p data-start="2699" data-end="3071">Oltre al ranking settimanale, <strong data-start="2729" data-end="2742">JustWatch</strong> segnala anche una <strong data-start="2761" data-end="2809">nuova guida ai film e serie con Jacob Elordi</strong>, interprete di <em data-start="2825" data-end="2839">Frankenstein</em> e rivelazione di <em data-start="2857" data-end="2867">Euphoria</em> e <em data-start="2870" data-end="2889">The Kissing Booth</em>.<br data-start="2890" data-end="2893">La lista completa dei titoli con Elordi disponibili in streaming è consultabile a <a data-start="2975" data-end="3068" class="decorated-link" rel="noopener" target="_blank" href="https://guides.justwatch.com/it/jacob-elordi-migliori-film-serie-tv">questa pagina dedicata.</a></p>
<p data-start="3073" data-end="3291" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un podio, quello di questa settimana, che mescola <strong data-start="3123" data-end="3193">classici rivisitati, satira esistenziale e nuove leggende popolari</strong>, confermando come lo streaming continui a raccontare le sfumature più complesse del nostro tempo.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>“Gabriele D’Annunzio – Una vita inimitabile”, con Edoardo Sylos Labini protagonista, conquista Madrid</title>
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<description><![CDATA[ Un viaggio tra arte, poesia e passione ]]></description>
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<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 22:41:42 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dopo il successo su <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Rai 3</span> e <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">RaiPlay</span>, lo spettacolo <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Gabriele D’Annunzio – Una vita inimitabile”</em> approda con entusiasmo anche in <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Spagna</span>, all’<span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Istituto Italiano di Cultura di Madrid</span>.</p>
<h3><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="24">Un viaggio tra arte, poesia e passione</span></h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dalla <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nave Puglia del Vittoriale degli Italiani</span>, <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Edoardo Sylos Labini</span>, accompagnato dalle suggestive musiche di <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sergio Colicchio</span>, guida lo spettatore in un viaggio emozionante alla scoperta di <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">uno dei personaggi più affascinanti della storia e della letteratura italiana: Gabriele D’Annunzio</span>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lo spettacolo ripercorre l’ascesa del Vate:</p>
<ul>
<li data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">dagli esordi nel <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">periodo romano</span>, quando giovanissimo lotta per affermarsi,</li>
<li data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">fino agli ultimi anni al <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Vittoriale</span>, dove trasforma la propria vita in un vero e proprio museo dell’anima.</li>
</ul>
<h3><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="24">Gli amori e le opere del Vate</span></h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">C’è spazio per i suoi <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">amori tormentati</span>, da quello con la moglie <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Maria Hardouin</span> alla passione intensa per <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Eleonora Duse</span>.<br>Ma anche per la <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">politica</span>, la <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">poesia</span> e la <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">letteratura</span>, con riferimenti ai capolavori <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Il Piacere”</em>, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“La Pioggia nel Pineto”</em>, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Notturno”</em> e ai celebri <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">carteggi con Eleonora Duse</span> — testimonianza di un uomo che fece della propria esistenza <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un’opera d’arte inimitabile</span>.</p>
<p><strong><span data-originalfontsize="1.5rem" data-originalcomputedfontsize="24">Uno spettacolo tratto da “Inimitabili” di Rai Cultura</span></strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Gabriele D’Annunzio – Una vita inimitabile”</em> è tratto dal programma di <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Rai Cultura</span> firmato da <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Edoardo Sylos Labini</span> e <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Angelo Crespi</span>, intitolato <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Inimitabili”</em>.<br>Un format che racconta le vite straordinarie di grandi italiani che hanno lasciato un segno indelebile nella cultura del nostro Paese.</p>
<h3><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="24">Successo a Madrid</span></h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Grazie alla sensibilità e alla direzione di <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Elena Fontanella</span>, direttrice dell’<span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Istituto Italiano di Cultura di Madrid</span>, lo spettacolo di Sylos Labini ha incontrato <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un pubblico entusiasta</span>.<br>È stato un momento di <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">arte, condivisione e convivialità</span>, che anche all’estero ha saputo far brillare <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un testo e un artista unici e inimitabili</span>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>“Come stai?”: il nuovo videoclip del cantante italo&#45;francese Alex Rossi</title>
<link>https://www.italia24.news/come-stai-il-nuovo-videoclip-del-cantante-italo-francese-alex-rossi</link>
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<description><![CDATA[ Un viaggio onirico tra ricordi, luoghi sospesi e malinconia solare ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202511/image_870x580_69164eb6a9175.webp" length="33752" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 22:33:11 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel suo nuovo videoclip “<b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Come stai?</i></b>”, intriso di una malinconia solare, il cantante italo-francese <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alex Rossi</b> si immerge nei ricordi della sua terra d’origine, il Gers. Una strana passeggiata nella memoria, tra passato e presente, che si snoda nella «<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">piccola Toscana del Sud-Ovest</i>». Un viaggio onirico tra elementi sospesi nel tempo: un’auto italiana degli anni Settanta, una moto scintillante abbandonata ai piedi della statua di D’Artagnan, una cabina telefonica apparsa dal nulla in una città deserta. Frammenti di volti e luoghi affiorano come ricordi sparsi. Il videoclip di “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Come stai?</i>”, diretto dal regista <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Louis Rossi</b> (Nocolor Film, 420 Workshop) e dal documentarista <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Stéphane Sinde</b> (Marie Möör, Barney Wilen), è girato come un sogno, scandito dal tempo di una danza.</span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dal 2012, Alex Rossi, «<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il più italiano dei cantanti francesi</i>», ha riportato il pop italiano al gusto di Spritz in Francia, insieme ai suoi compagni di grappa, Arnaud Pilard e Romain Guerret del gruppo francese Aline. Da “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’ultima canzone</i>” a “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tutto va bene quando facciamo l’amore</i>” passando per “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Faccia a faccia</i>”. Remixato da produttori dalla scena elettronica mondiale, colonna sonora di diversi film, serie tv e campagne di moda (Dior, Pucci, Michael Kors), Rossi ha ottenuto un successo internazionale, così come in Italia, paese delle sue origini, dove è regolarmente invitato alle serate del collettivo italiano “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Disco Stupenda</i>” (con Pino D’Angiò, Ryan Paris o Ken Laszlo) e trasmesso sulle frequenze di Rai Radio 2.</span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dopo aver scritto canzoni per il produttore francese Yuksek (“<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fantasia</i>”) e per il duo italo-disco milanese Italoconnection (“<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’Haçienda</i>”), Alex Rossi ritorna dopo il successo turbo-disco dell’estate “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’amore fa volare</i>” con “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Come stai?</i>”, secondo singolo estratto dal suo nuovo album in uscita nel 2026 per l’etichetta discografica del produttore <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Marc Collin</b> (Nouvelle Vague), <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Kwaidan Records</b>. Il brano è co-firmato e prodotto da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Paul de Homem</b>-<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Christo</b>, meglio conosciuto come <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Play Paul</b>, una delle figure chiave della French Touch 1.0 (Crydamoure, Kitsuné, Gigolo Records). “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Come stai?</i>” è un brano pop-rock fuori dal tempo che si interroga sullo stato del mondo, soprattutto su quello italo-gersese di Alex Rossi, scomparso ma ancora incredibilmente vivo.</span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il videoclip di </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Come stai?</i>” <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è ora disponibile su <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">YouTube </b>(</span><i><span><a href="https://www.youtube.com/watch?v=EmVbWdj1tsA"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">https://www.youtube.com/watch?v=<wbr>EmVbWdj1tsA</span></a></span></i>).</span> </p>
<hr>
<p><b><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">L’artista</span></b></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alex Rossi, all’anagrafe Alexandre Rossi, è un cantante e paroliere francese di origini italiane. È nato il 3 gennaio 1969 ad Auch in Francia, nel dipartimento del Gers nella regione dell’Occitania, dove la famiglia paterna italiana emigrò nel primo dopoguerra per lavorare per proprietari terrieri locali. A 16 anni comincia a lavorare nel campo musicale in realtà locali, in qualità di speaker per Radio 32 nel 1985 e di disc jockey per il club “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La nuit</i>” nel 1986. Dopo aver studiato cinema all’università di Montpellier, nel 1993 si trasferisce a Parigi, dove inizia a lavorare nel settore cinematografico e televisivo svolgendo le mansioni più disparate e continua da autodidatta a comporre e scrivere proprie canzoni.</span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel 1997 esordisce nel mondo discografico, firmando dapprima un contratto con la Mercury, con la quale pubblica i singoli “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le cœur du monde</i>” nel 1998 e <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Le bazar</i>” nel 1999, a cui fa seguito la raccolta “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tour de chauffe</i>” nel 1999, e successivamente nel 2000 un contratto con la Edel, con la quale pubblica il singolo “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">A des 1000 nautiques</i>” nel 2001. Negli anni successivi inizia a scrivere canzoni per altri artisti, tra cui Axel Bauer, Dick Rivers e David Hallyday, oltre a pubblicare a suo nome il singolo e videoclip “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Viens par ici</i>” nel 2007, seguito dall’EP “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">My life is a fucking demo</i>” e dal 45 giri “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Je te prends</i>”, entrambi pubblicati dall’etichetta discografica Bleeding Gold Records rispettivamente nel 2010 e nel 2012.</span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La svolta artistica avviene a partire dal 2012, allorquando, alla riscoperta delle proprie origini “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">rital</i>”, inizia a pubblicare singoli e videoclip in italiano. Nel 2012 pubblica il videoclip “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’ultima canzone</i>”, stampato in 45 giri l’anno successivo dall’etichetta discografica Born Bad Records, a cui fanno seguito i videoclip “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ho provato di tutto</i>” nel 2013 e “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Domani è un’altra notte</i>” nel 2016. Il progetto culmina nella pubblicazione del disco d’esordio “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Domani è un’altra notte</i>”, pubblicato dall’etichetta discografica Kwaidan Records nel 2019, da cui vengono estratti i singoli, i videoclip e gli EP di remix per “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tutto va bene quando facciamo l’amore</i></span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">” </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">e “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Faccia a faccia</i>”, e l’EP per “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Vivere senza te</i>”. Nel 2020, insieme all’attrice e compositrice Calypso Valois, incide una cover di “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Solo tu</i>” dei Matia Bazar, stampata in 45 giri in 500 copie, mentre “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tutto va bene quando facciamo l’amore</i>” viene utilizzata come jingle nel programma “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Back2Back</i>” su Rai Radio 2.</span></p>
<p><span> </span>Nel 2022, incide una cover di “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Adesso sì, domani no</i>” per la compilation omaggio a “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Christophe, de Jour comme de Nuit</i>” pubblicata dall’etichetta discografica Deviant Disco e pubblica una nuova versione di “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tutto va bene quando facciamo l’amore</i>” con Ken Laszlo, esattamente a tre anni dall’uscita del disco “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Domani è un’altra notte</i>”. Nel 2023, partecipa al disco “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dance'O'Drome</i>” del produttore francese Yuksek nel brano “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fantasia</i>”, mentre nel 2024 collabora con il duo italo-disco milanese Italoconnection in “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’Haçienda</i>”.</p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Classifica Serie TV: domina Pluribus, la satira filosofica che sovverte la felicità</title>
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<description><![CDATA[ Dal paradosso esistenziale di Pluribus alle origini del male in Welcome to Derry, fino al realismo ospedaliero di The Pitt: i nuovi volti del dramma seriale ]]></description>
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<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 23:53:07 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p><span>Settimana di grandi scosse nella classifica streaming italiana delle serie TV (<a href="https://www.justwatch.com/it/streaming-charts" target="_blank" rel="noopener">fonte JustWatch</a>). Al primo posto debutta direttamente in vetta <strong>Pluribus</strong>, la sorprendente serie che unisce ironia, malinconia e riflessione esistenziale. La persona più disperata del pianeta riceve la più assurda delle missioni: salvare il mondo dalla felicità. Ne nasce una satira filosofica che esplora la tristezza necessaria, il potere di chi non ha più nulla da perdere e il paradosso della ricerca della gioia a ogni costo.</span></p>
<p>Dopo una settimana al vertice, scivola in seconda posizione <strong>Welcome to Derry</strong>, prequel della saga di It ambientato negli anni ’60 nel Maine. La serie scava nelle origini di Pennywise e del male che infesta Derry, molto prima degli eventi narrati nei romanzi e nei film di Stephen King. Atmosfere cupe, nostalgia e paura si mescolano in un racconto che amplia l’universo horror con una nuova profondità psicologica.<br><span></span></p>
<p>Chiude il podio <strong>The Pitt,</strong> che recupera una posizione e torna al terzo posto. Ambientata nel Trauma Medical Center di Pittsburgh, la serie racconta il personale medico alle prese con carenza di fondi, reparti sovraffollati e burocrazia opprimente. Tra scelte etiche, errori, empatia e fatica, il realismo della serie colpisce per la sua capacità di bilanciare tensione ospedaliera e fragilità umane.<br><span></span></p>
<p>Un podio che fotografa bene i gusti del pubblico: tra <strong>distopia, orrore e realismo sociale,</strong> il piccolo schermo continua a essere lo specchio inquieto del nostro tempo.<br><span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Eco Art. Quando l’arte torna alla Terra</title>
<link>https://www.italia24.news/eco-art-quando-larte-torna-alla-terra</link>
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<description><![CDATA[ L’estetica della responsabilità che conquista musei, artisti e pubblico ]]></description>
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<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 23:18:12 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Italia24 News</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<article>
<h3>L’estetica della responsabilità</h3>
<p>C’è una parola che suscita sempre più spesso interesse tra le ricerche legate all’arte: <strong>“eco art” </strong>che sta diventando una presenza costante nel dibattito culturale.</p>
<p><strong>L'Eco art</strong> è una costellazione di pratiche che condividono una stessa urgenza: rimettere la Terra al centro del discorso estetico. È arte fatta di materiali riciclati, di residui naturali, di interventi nel paesaggio o di installazioni che cambiano nel tempo come un organismo vivente. È pittura con pigmenti vegetali, fotografia di ghiacciai che si sciolgono, performance collettive di pulizia urbana o arte digitale che calcola e compensa il proprio impatto energetico. È, soprattutto, una domanda: <strong>cosa può fare la bellezza in un mondo ferito?</strong></p>
<p>Negli anni Sessanta e Settanta, artisti come <strong>Robert Smithson</strong> o <strong>Nancy Holt</strong> portarono la scultura nel deserto per dialogare con il vento. In Italia, l’<strong>Arte Povera</strong> di <strong>Mario Merz</strong> e <strong>Giuseppe Penone</strong> fece della materia viva un linguaggio. Quelle esperienze tornano oggi centrali non come citazioni, ma come genealogia. Hanno seminato un pensiero che germoglia in una stagione segnata da crisi climatica e ansia ecologica.</p>
<p>Osservando le ricerche online, si scopre che il pubblico non cerca più solo nomi o stili, ma <strong>valori</strong>. Crescono le domande su “arte sostenibile”, “materiali riciclati”, “mostre green”. Si cerca un’arte coerente, non solo bella: un nuovo patto tra cultura e natura, tra creazione e limite.</p>
<h3>Tra natura e tecnologia</h3>
<p>L’eco art contemporanea si manifesta in forme diversissime. Ci sono artisti che lavorano con ciò che resta, ad esempio plastiche recuperate, legni di scarto, ferri ossidati, e trasformano la rovina in linguaggio. Altri si spingono verso la <strong>bioarte</strong>, collaborando con scienziati per far crescere opere viventi, come alghe o funghi. C’è poi la <strong>dimensione digitale</strong>, dove la riflessione ecologica si intreccia con le nuove tecnologie: blockchain a basso consumo, intelligenze artificiali addestrate su dataset ambientali, visualizzazioni dei dati climatici.</p>
<p>L’eco art abita un confine: è contemporaneamente <strong>tecnologica e arcaica</strong>, globale e locale, collettiva e intima. E nel farlo, rimette in discussione il mito dell’artista come creatore onnipotente, proponendo invece una figura più umile, capace di ascolto e di cura.</p>
<p><strong>Olafur Eliasson</strong>, tra i nomi più noti, ha portato enormi blocchi di ghiaccio artico davanti al Parlamento danese e alle strade di Londra, lasciandoli sciogliere lentamente. <strong>Agnes Denes</strong>, molto prima di lui, aveva piantato un campo di grano a Manhattan: un atto di poesia e di economia insieme. <strong>Michelangelo Pistoletto</strong>, con il suo <em>Terzo Paradiso</em>, ha trasformato l’idea di sostenibilità in simbolo planetario, intrecciando arte, educazione e impresa sociale.</p>
<p>Nelle gallerie e nei musei, l’eco art conquista spazi centrali. La <a href="https://www.serpentinegalleries.org/whats-on/back-to-earth/" target="_blank" rel="noopener">Serpentine Galleries di Londra</a> ha dedicato un’intera rassegna al rapporto tra arte e Terra; il <strong>MAXXI di Roma</strong> lavora su progetti di rigenerazione urbana; la <strong>Biennale di Venezia</strong> ha moltiplicato le opere dedicate al clima. Persino le fiere d’arte, luoghi tradizionalmente estranei al discorso etico, parlano oggi di <strong>carbon footprint</strong> e sostenibilità logistica.</p>
<p>Ma ogni entusiasmo porta con sé un rischio: il <strong>greenwashing culturale</strong>. L’etichetta “eco” funziona, emoziona, vende. È facile che diventi slogan, superficie. Il pubblico però è più vigile: lo mostrano le discussioni e le ricerche su pratiche non coerenti. Non basta esporre un’opera sulla deforestazione se la mostra genera tonnellate di rifiuti. La vera sostenibilità riguarda non solo <strong>ciò che l’opera mostra</strong>, ma <strong>come</strong> esiste: origine dei materiali, durata, destino dopo l’esposizione.</p>
<p>L’eco art autentica è processuale: effimera, temporanea, costruita per scomparire. Non accumula, <strong>rigenera</strong>. È un’estetica della cura, non del possesso.</p>
<h3>Ripensare il nostro rapporto con il mondo</h3>
<p>Il mercato dell’arte lo percepisce. Non tanto per speculazione, quanto per coerenza. Le opere <em>eco-conscious </em>sono sempre più richieste: attraggono perché incarnano un senso, una posizione etica. I collezionisti e le istituzioni cercano lavori che producano una trasformazione reale, anche minima, nel rapporto tra noi e il mondo.</p>
<p>I musei si interrogano su come ridurre l’impatto delle mostre; le fiere parlano di sostenibilità; il pubblico chiede <strong>trasparenza</strong>: da dove provengono i materiali? Qual è l’impatto della produzione e dell’allestimento? Non basta dire “arte ecologica”: bisogna esserlo.</p>
<p>In Italia, il tema trova un terreno particolarmente fertile. I nostri paesaggi, fragili, vulnerabili e stratificati, diventano scenario e protagonista. Dalla laguna di Venezia ai borghi dell’Appennino, fino alle campagne del Sud, l’arte si intreccia con la memoria e la rigenerazione. Qui l’artista non domina la natura: la accompagna.</p>
<p>In questo panorama, l’arte insegna che la <strong>bellezza vera non è separata dalla responsabilità</strong>. Abitare un mondo fragile richiede una grammatica visiva nuova. E forse, nel silenzio di un’installazione che cambia con la luce o in un intervento collettivo che rigenera, si nasconde la potenza più sottile dell’arte contemporanea.</p>
<p>Non è più un tema di nicchia: è <strong>segnale dei tempi,</strong><br>un invito a ripensare, insieme, <strong>il nostro rapporto con il mondo</strong>.</p>
<section>
<p></p>
</section>
</article>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Frankenstein 2025: La carne, la colpa e la compassione</title>
<link>https://www.italia24.news/frankenstein-2025-la-carne-la-colpa-e-la-compassione</link>
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<description><![CDATA[ Guillermo del Toro reinventa il mito di Shelley: un poema visivo sulla nostra umanità ]]></description>
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<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 20:11:38 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Italia24 News</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span>C’è un momento, a metà del film, in cui la creatura di Jacob Elordi osserva il proprio volto riflesso nell’acqua. Non urla, non fugge. Lo contempla, come farebbe un bambino che non riconosce ancora se stesso. In quell’istante, <strong>Guillermo del Toro</strong> riassume tutto il suo cinema: la paura non è mai mostruosa, ma profondamente umana.</span></p>
<p>Con <a href="https://www.netflix.com/tudum/articles/frankenstein-guillermo-del-toro-release-date-cast-photos?utm_source=italia24.news" target="_blank" rel="noopener">Frankenstein 2025</a> il regista messicano torna alla radice del mito gotico per trasformarlo in una tragedia sull’abbandono, la paternità e la colpa. È il film che inseguiva da trent’anni, “il mio sogno più vecchio”, ha detto lui stesso a <a href="https://www.vanityfair.com/hollywood/story/frankenstein-monster-jacob-elordi-guillermo-del-toro-oscar-isaac?utm_source=italia24.news" target="_blank" rel="noopener">Vanity Fair</a> , e si sente: ogni fotogramma vibra della sua ossessione per le creature incompresse e per l’amore impossibile tra chi crea e chi distrugge.<br><span></span></p>
<h3>La tragedia di chi vuole essere Dio<br><span></span></h3>
<p><strong>Oscar Isaac, </strong>nei panni di Victor Frankenstein, restituisce un dottore meno scienziato e più sacerdote della modernità, divorato dal desiderio di comprendere la vita e condannato dalla sua stessa ambizione. Del Toro lo filma come un Prometeo barocco, circondato da una scenografia che pare un organismo vivente: laboratori immersi nella nebbia, tubi pulsanti come vene, luci calde che fendono l’oscurità del peccato.<br><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p>La fotografia di <strong>Dan Laustsen</strong> (già collaboratore del regista in <em>La forma dell’acqua</em>) ricrea una bellezza decadente e tattile, dove il terrore non è dato dall’ombra ma dalla luce che la rivela. È un gotico viscerale, più vicino a <em>Cronos</em> che a <em>Blade II</em>, un’opera di carne e compassione.</p>
<h3>Il mostro che diventa uomo<br><span></span></h3>
<p><strong>Jacob Elordi</strong> sorprende: lontano dall’archetipo del gigante balbettante, la sua creatura è fragile, quasi infantile. Del Toro ribalta il paradigma: il vero mostro è l’uomo che rifiuta la propria creazione, non chi nasce deforme ma chi sceglie l’indifferenza.<br><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p>Nelle sue mani, Frankenstein diventa un dramma quasi religioso sulla responsabilità morale del creatore, un tema che risuona oggi più che mai, in un’epoca di intelligenze artificiali e di esperimenti genetici al confine dell’etica.<br><span></span></p>
<h3>L’estetica del sentimento</h3>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p>La messa in scena è sontuosa ma mai autoreferenziale. Del Toro dosa poesia e orrore, alternando momenti di puro lirismo a scatti di brutalità improvvisa.</p>
<p><span>Le musiche di <strong>Alexandre Desplat</strong> amplificano la malinconia del racconto, e Mia Goth, nel ruolo di Elizabeth, offre un contrappunto delicato e tragico, simbolo dell’amore impossibile tra vita e morte.</span></p>
<p>Ogni scelta registica, dal ritmo ipnotico ai silenzi sospesi, suggerisce una domanda: che cosa resta dell’uomo quando sfida Dio e fallisce?<br><span></span></p>
<h3>Un film di redenzione</h3>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p>Frankenstein 2025 non è un horror nel senso classico, ma un’opera densa, filosofica, intima.</p>
<p><span>A differenza delle versioni hollywoodiane precedenti, questa creatura non chiede di essere temuta: chiede di essere compresa. E nel farlo, del Toro ci mette davanti allo specchio più sincero del nostro tempo.</span></p>
<p>Chi si aspetta il brivido puro troverà una meditazione visiva sulla solitudine. Chi invece cerca il cuore dentro il mostro uscirà dal cinema in silenzio, con una consapevolezza nuova sulla bellezza della vita. <br><span></span></p>
<h3><span>La pagella di Italia 24</span></h3>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" style="border-collapse: collapse; border-spacing: 0px; border-style: solid;" border="1">
<tbody>
<tr>
<td valign="middle">
<p><span>Aspetto</span></p>
</td>
<td valign="middle">
<p><span>Valutazione</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">
<p><span>Regia</span></p>
</td>
<td valign="middle">
<p><span>⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Visionaria e intima, del Toro al suo apice</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">
<p><span>Interpretazioni</span></p>
</td>
<td valign="middle">
<p><span>⭐️⭐️⭐️⭐️ Isaac intenso, Elordi sorprendente</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">
<p><span>Fotografia</span></p>
</td>
<td valign="middle">
<p><span>⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Barocca, sensuale, carica di simbolismo</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">
<p><span>Colonna sonora</span></p>
</td>
<td valign="middle">
<p><span>⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Desplat intreccia malinconia e meraviglia</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">
<p><span>Sceneggiatura</span></p>
</td>
<td valign="middle">
<p><span>⭐️⭐️⭐️⭐️ Fedele a Shelley, ma attuale e poetica</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3><span>Valutazione finale:</span></h3>
<p>Un capolavoro gotico e morale, dove l’orrore diventa compassione e la morte si fa poesia.<br><span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ildar Abdrazakov escluso dal Don Giovanni al Filarmonico di Verona</title>
<link>https://www.italia24.news/ildar-abdrazakov-escluso-dal-don-giovanni-al-filarmonico-di-verona</link>
<guid>https://www.italia24.news/ildar-abdrazakov-escluso-dal-don-giovanni-al-filarmonico-di-verona</guid>
<description><![CDATA[ Il basso russo fuori dal cast dopo un appello della Fondazione Navalny: il caso divide mondo culturale e politico ]]></description>
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<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 12:32:50 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Italia24 News</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span>La Fondazione Arena di Verona ha reso noto con una <a href="https://www.arena.it/magazine/news/abdrazakov-non-si-esibira-al-teatro-filarmonico-di-verona-nel-2026/" target="_blank" rel="noopener">comunicazione ufficiale molto stringata</a> che il celebre basso russo <strong>Ildar Abdrazakov </strong>non parteciperà alla produzione del <strong>Don Giovanni</strong> di Wolfgang Amadeus Mozart, in programma al <strong>Teatro Filarmonico di Verona dal 18 al 25 gennaio 2026.</strong></span></p>
<p><span>La notizia, riportata da diverse testate, ha immediatamente acceso il dibattito sul rapporto tra arte, politica e libertà di espressione.<br></span><span></span></p>
<h3><span>Motivazioni e contesto</span><span></span></h3>
<p><span>La decisione è arrivata dopo un appello pubblico della Anti-Corruption Foundation, l’organizzazione fondata da Alexei Navalny, che aveva chiesto alla Fondazione Arena di Verona di cancellare la partecipazione di Abdrazakov, accusandolo di vicinanza al presidente Vladimir Putin e di ricoprire incarichi culturali in istituzioni della Crimea annessa.</span></p>
<p><span>Secondo quanto riportato dal <a href="https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/verona/cultura-e-tempo-libero/25_novembre_06/ildar-abdrazakov-il-baritono-russo-considerato-vicino-a-putin-non-si-esibira-nel-don-giovanni-a-verona-il-ministro-giuli-approvo-10176353-59b1-469c-b228-622367b5axlk.shtml" target="_blank" rel="noopener">Corriere del Veneto</a>, il ministro della Cultura Alessandro Giuli avrebbe espresso apprezzamento per la scelta della Fondazione Arena, dichiarando che «le arti russe sono benvenute in Italia quando rappresentano dialogo, non propaganda».</span></p>
<h3>L’artista e la sua carriera<br><span></span></h3>
<p>Nato a Ufa nel 1976, Abdrazakov è considerato uno dei bassi più autorevoli della sua generazione. Ha calcato i palcoscenici del Metropolitan Opera di New York, del Teatro alla Scala e del Bolshoi di Mosca, collaborando con direttori come Muti, Gergiev e Barenboim.<br><span></span></p>
<p>La sua esclusione da Verona arriva dopo altre controversie legate a cantanti russi ritenuti vicini al Cremlino, da Anna Netrebko a Denis Matsuev, sollevando interrogativi su quanto la geopolitica influenzi oggi il mondo della lirica internazionale.<br><span></span></p>
<h3>Implicazioni culturali<br><span></span></h3>
<p>La vicenda apre un nuovo capitolo nel dibattito su libertà artistica e responsabilità etica.</p>
<p>Negli ultimi anni, dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, molte istituzioni europee, dai teatri d’opera ai festival, hanno adottato una linea più rigida nei confronti di artisti considerati vicini al Cremlino.</p>
<p>Questa tendenza, secondo diversi critici, rischia però di trasformarsi in una “cancel culture diplomatica”, dove la valutazione artistica viene oscurata dall’appartenenza nazionale o da posizioni politiche presunte.</p>
<p><span>Tradizionalmente, la musica classica è un terreno di dialogo tra culture, ma in tempi di tensioni globali anche le istituzioni teatrali sono chiamate a prendere posizione.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Addio al Maestro Peppe Vessicchio</title>
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<description><![CDATA[ Il direttore d’orchestra è scomparso a 69 anni: un ultimo applauso per chi ha fatto vibrare la musica italiana ]]></description>
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<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 19:34:19 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p data-start="157" data-end="645">Il Maestro Peppe Vessicchio, un pilastro della musica leggera e della tradizione orchestrale italiana, nato a Napoli il 17 marzo 1956, si è spento l’8 novembre 2025 all’ospedale A.O. San Camillo Forlanini di Roma, a causa di una polmonite interstiziale precipitata rapidamente.<br data-start="532" data-end="535">I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata, come richiesto dalla famiglia.<span class="ms-1 inline-flex max-w-full items-center relative top-[-0.094rem] animate-[show_150ms_ease-in]" data-testid="webpage-citation-pill"></span></p>
<h3 data-start="652" data-end="715">Una carriera fatta di bacchetta, sensibilità e popolarità</h3>
<p data-start="717" data-end="1241">Peppe Vessicchio è ha incarnato l’anima della musica italiana, unendo rigore tecnico e cultura popolare.<br data-start="913" data-end="916">Si mise in evidenza già nei primi anni lavorando come arrangiatore e compositore accanto a grandi protagonisti della canzone napoletana, per poi affermarsi su scala nazionale grazie alla collaborazione con Gino Paoli, curando brani come <em data-start="1153" data-end="1176">Ti lascio una canzone</em> e <em data-start="1179" data-end="1200">Cosa farò da grande</em>. </p>
<p data-start="1243" data-end="1638">Dal 1990 fu presenza fissa al <strong>Festival di Sanremo</strong>, dove divenne volto familiare e guidò l’orchestra in numerose edizioni. Vincitore del Festival in quattro occasioni, con gli Avion Travel (2000), Alexia (2003), Valerio Scanu (2010) e Roberto Vecchioni (2011) , confermando il suo ruolo di “maestro” con la bacchetta. </p>
<p data-start="1640" data-end="1834">Parallelamente fu anche volto noto della televisione, accompagnando talent show e programmi dove la musica viveva anche come racconto umano e formativo.<span class="ms-1 inline-flex max-w-full items-center relative top-[-0.094rem] animate-[show_150ms_ease-in]" data-testid="webpage-citation-pill"></span></p>
<h3 data-start="1841" data-end="1905">Il suo lascito: armonia, umanità e un’Italia che ascoltava</h3>
<p data-start="1907" data-end="2423">Vessicchio lascia un'eredità di visione: la musica come “vibrazione” che coinvolge l’individuo, l’ascolto, la comunità. <br data-start="2181" data-end="2184">Il suo stile era garbato, la sua presenza rassicurante, il suo sorriso un segno di familiarità: per molti spettatori la semplice frase “<strong>Dirige l’orchestra il maestro Peppe Vessicchio</strong>” era già casa. </p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>BookCity Milano 2025: Dal 10 al 16 novembre la quattordicesima edizione della manifestazione dedicata al libro e alla lettura</title>
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<description><![CDATA[ Il potere delle idee / Le idee del potere: Milano si fa laboratorio del pensiero: oltre 1300 eventi, migliaia di voci e un’unica domanda: può la cultura ancora incidere sul potere, o è il potere a plasmare le idee? ]]></description>
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<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 18:52:56 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p data-start="417" data-end="846">Ogni novembre, Milano si trasforma in una costellazione di parole. Le librerie diventano piazze, i teatri si aprono come volumi da sfogliare, le biblioteche si moltiplicano nei cortili dei condomìni e nei luoghi più impensati della città. È la settimana di <a href="https://www.bookcitymilano.it/" target="_blank" rel="noopener"><em data-start="674" data-end="691">BookCity Milano</em></a>, la manifestazione dedicata al libro e alla lettura che, dal 2012, ha assunto il ruolo di vero e proprio termometro del pensiero italiano contemporaneo.</p>
<p data-start="848" data-end="1266">Nel 2025, la manifestazione compie quattordici anni e si presenta con un tema che, più di altri, sembra intercettare le tensioni del nostro tempo: <strong data-start="995" data-end="1043">“Il potere delle idee / Le idee del potere.”</strong> Una formula bifronte, quasi un ossimoro, che rivela fin dal titolo la volontà di interrogare i rapporti, spesso instabili e ambigui, tra cultura e autorità, tra parola e influenza, tra libertà intellettuale e consenso.</p>
<p data-start="1268" data-end="1727">Il contesto non potrebbe essere più fertile. Viviamo in un’epoca in cui il potere si manifesta con volti sempre più mutevoli: mediatico, algoritmico, politico, psicologico. Eppure, come suggerisce la citazione di H. G. Wells che apre il comunicato ufficiale, <em data-start="1528" data-end="1582">“La storia umana è, in sostanza, una storia di idee”, </em>la sfida di BookCity Milano è quella di restituire alle idee il loro ruolo originario: non strumenti di dominio, ma forze di trasformazione.</p>
<p data-start="1729" data-end="2098">Dal <strong data-start="1733" data-end="1759">10 al 16 novembre 2025</strong>, la città ospiterà <strong data-start="1779" data-end="1794">1359 eventi</strong>, <strong data-start="1796" data-end="1817">2715 protagonisti</strong>, <strong data-start="1819" data-end="1831">403 sedi</strong> distribuite nei nove municipi e persino oltre i confini comunali, in un abbraccio che coinvolge anche Como, Cremona, Lodi, Monza, Pavia e Sondrio. È un’espansione simbolica e geografica: la cultura come infrastruttura civile, la lettura come forma di cittadinanza.</p>
<p data-start="2100" data-end="2565">Dietro la manifestazione, come ogni anno, si muove la rete istituzionale che ne ha fatto un modello europeo: il Comune di Milano e la Fondazione BookCity Milano, sostenuta dalle grandi fondazioni editoriali (Corriere della Sera, Feltrinelli, Mondadori, Mauri, AIE). Ma più ancora delle firme e dei loghi, è l’anima della città a fare la differenza: la sua capacità di farsi laboratorio, di generare conversazioni, di trasformare la parola in esperienza condivisa.</p>
<h3 data-start="2572" data-end="2622">Il tema: una doppia direzione del pensiero</h3>
<p data-start="2624" data-end="3180"><strong>“Il potere delle idee / Le idee del potere” </strong>è il tema che da un lato esplora il potere creativo e sovversivo delle idee, capaci di cambiare la percezione del mondo; dall’altro, le idee che si fanno potere, quando diventano dottrina, ideologia, dogma. In questo cortocircuito concettuale si inserisce la riflessione collettiva proposta da BookCity: un viaggio dentro le contraddizioni del nostro tempo, in cui il pensiero critico rischia di essere inghiottito dal rumore di fondo, e la cultura deve tornare a essere gesto di libertà.</p>
<p data-start="3182" data-end="3544">Le quattro parole chiave che articolano il programma, <strong data-start="3237" data-end="3285">possibilità, fragilità, opportunità, minacce, </strong>tracciano altrettanti percorsi di senso, ciascuno ispirato a un verso di una poetessa del Novecento: Patrizia Cavalli, Alda Merini, Amelia Rosselli e Goliarda Sapienza. Non semplici citazioni, ma coordinate etiche e poetiche per attraversare il presente.</p>
<p data-start="3546" data-end="3947">Nel mondo di oggi, in cui la tecnologia amplifica ogni voce ma riduce la capacità di ascolto, BookCity tenta un esperimento controcorrente: restituire lentezza, profondità, dialogo. Gli incontri dedicati alla politica e alla geopolitica si affiancano a riflessioni su fede e spiritualità, adolescenza e amore, sport e ambiente, come in un mosaico in cui ogni tessera è parte del racconto collettivo.</p>
<p data-start="3949" data-end="4432">Il cartellone dell’edizione 2025 passa dal conferimento del <strong data-start="4018" data-end="4056">Sigillo della Città a Colum McCann</strong>, che aprirà la manifestazione al Teatro Dal Verme con la giornalista <strong data-start="4126" data-end="4142">Cecilia Sala</strong>, fino all’incontro di chiusura tra <strong data-start="4178" data-end="4195">Javier Cercas</strong> e <strong data-start="4198" data-end="4214">Vito Mancuso</strong> sulla “religiosità in un mondo senza Dio”. Due estremi che definiscono un arco simbolico: dall’empatia narrativa alla ricerca di un’etica laica, dal bisogno di raccontare la realtà al bisogno di dare senso al vuoto.</p>
<p data-start="4434" data-end="4639">La serata inaugurale, condotta da <strong>Giovanna Zucconi,</strong> con un intermezzo musicale del pianista <strong>Enrico Zanisi </strong>promette di essere uno di quei momenti in cui Milano si riconosce come capitale culturale: non per l’ostentazione, ma per la densità delle sue domande.</p>
<h3 data-start="4646" data-end="4684">Milano come laboratorio civile</h3>
<p data-start="4686" data-end="4981">BookCity è, da sempre, un riflesso della città che la ospita. Milano, metropoli delle contraddizioni, è insieme capitale dell’industria e della creatività, del consumo e della riflessione. In questo spazio complesso, la cultura assume un valore politico: non un lusso, ma un servizio pubblico.</p>
<p data-start="4983" data-end="5393">Nel 2025, la città si estende letteralmente oltre se stessa. Le librerie coinvolte sono 52, le biblioteche 62 – di cui 14 “di condominio” – segno di una rete culturale diffusa, che porta la lettura nei cortili, nei quartieri periferici, nei luoghi dell’abitare quotidiano. È una forma di “urbanesimo letterario”: leggere come gesto di prossimità, come modo per ridisegnare la geografia affettiva della città.</p>
<p data-start="5395" data-end="5851">Non è un caso che l’UNESCO abbia riconosciuto Milano come <a href="https://www.comune.milano.it/web/milano-city-of-literature/citta-creative-unesco#:~:text=Nel%202017%20Milano%20%C3%A8%20stata,per%20lo%20sviluppo%20urbano%20sostenibile" target="_blank" rel="noopener">Città Creativa per la Letteratura</a>. In questo contesto, BookCity diventa non solo un festival, ma una piattaforma permanente di scambio. Ogni anno, una città gemellata viene invitata a partecipare: nel 2025 sarà<strong> Göteborg, </strong>rappresentata dalle autrici <strong data-start="5706" data-end="5727">Elisabeth Åsbrink</strong> e <strong data-start="5730" data-end="5748">Lydia Sandgren</strong>, che porteranno la voce della letteratura svedese contemporanea in dialogo con il pubblico milanese.</p>
<p data-start="5908" data-end="6269">Tra gli eventi più attesi c’è <em data-start="6025" data-end="6064">Odissea. Il più bel romanzo del mondo</em>, reading-spettacolo con <strong data-start="6089" data-end="6106">Anna Bonaiuto</strong> e <strong data-start="6109" data-end="6127">Nicola Gardini</strong> al Piccolo Teatro Grassi, che anticipa la manifestazione. È un ritorno alle origini della narrazione: la parola detta, condivisa, musicale.</p>
<p data-start="6271" data-end="6600">E poi i grandi dialoghi sul potere e sul linguaggio: <strong data-start="6324" data-end="6343">Antonio Scurati</strong> e <strong data-start="6346" data-end="6368">Giuseppe Antonelli</strong> al Teatro Franco Parenti, <strong data-start="6395" data-end="6418">Gianrico Carofiglio</strong> al Piccolo Teatro Grassi, <strong data-start="6445" data-end="6462">Aldo Cazzullo</strong> e <strong data-start="6465" data-end="6487">Alessandro Barbero</strong> dedicati a San Francesco, <strong data-start="6514" data-end="6528">Gad Lerner</strong> all Feltrinelli per un <em data-start="6552" data-end="6597">Dialogo sull’ebraismo al tempo della guerra</em>.</p>
<p data-start="6602" data-end="6923">Non mancano le voci femminili, che quest’anno attraversano la manifestazione con una presenza forte e trasversale: <strong data-start="6717" data-end="6736">Michela Marzano</strong>, <strong data-start="6738" data-end="6756">Lucia Pescador</strong>, <strong data-start="6758" data-end="6779">Silvia Bencivelli</strong>, <strong data-start="6781" data-end="6800">Olimpia Zagnoli</strong>, <strong data-start="6802" data-end="6819">Chiara Alessi</strong>, in una costellazione di incontri che riflettono sul potere della creatività come atto di resistenza.</p>
<p data-start="6925" data-end="7166">Il programma è così denso che leggerlo somiglia a sfogliare un’enciclopedia del presente. Ogni voce, ogni evento, si colloca dentro una visione più ampia: raccontare come le idee e i libri possano ancora incidere sul reale.</p>
<h3 data-start="234" data-end="489">BookCity Università: il sapere come dialogo  </h3>
<p data-start="234" data-end="489">Con oltre novanta appuntamenti e <strong data-start="267" data-end="309">quattordici tra università e accademie</strong> coinvolte, <strong data-start="321" data-end="349">BookCity Università 2025</strong> si conferma uno dei cuori pulsanti della manifestazione, luogo in cui il sapere si apre al dialogo, alla città e alle sue contraddizioni.</p>
<p data-start="491" data-end="1024">L’apertura, il <strong data-start="506" data-end="521">10 novembre</strong> presso l’<strong data-start="531" data-end="571">Università Cattolica del Sacro Cuore</strong>, affronta il rapporto tra fede e potere con l’<strong data-start="618" data-end="647">Arcivescovo Mario Delpini</strong>, <strong data-start="649" data-end="671">Pierangelo Sequeri</strong> e <strong data-start="674" data-end="697">Cristina Pasqualini</strong>.<br data-start="698" data-end="701">Nella stessa giornata, l’<strong data-start="726" data-end="770">Università degli Studi di Milano-Bicocca</strong> presenta <em data-start="780" data-end="789">Inumana</em>, melologo di <strong data-start="803" data-end="823">Rossella Spinosa</strong> e <strong data-start="826" data-end="852">Laura Silvia Battaglia</strong>, mentre l’<strong data-start="863" data-end="902">Università Vita-Salute San Raffaele</strong> e il <strong data-start="908" data-end="925">SAE Institute</strong> esplorano rispettivamente le reazioni al razzismo e il ruolo dei media come strumenti di potere.</p>
<p data-start="1026" data-end="1410">L’<strong data-start="1028" data-end="1043">11 novembre</strong>, l’<strong data-start="1047" data-end="1112">Università IULM – Libera Università di Lingue e Comunicazione</strong> ospita <strong data-start="1120" data-end="1135">Sofia Gnoli</strong>, <strong data-start="1137" data-end="1156">Vincenzo Trione</strong> e <strong data-start="1159" data-end="1181">Alessandro Michele</strong> per un dialogo su <em data-start="1200" data-end="1221">La vita delle forme</em>, mentre l’<strong data-start="1232" data-end="1276">Università degli Studi di Milano-Bicocca</strong> accoglie <em data-start="1286" data-end="1324">Le parole sono come uno sciame d’api</em>, incontro curato da <strong data-start="1345" data-end="1367">Loredana Lipperini</strong> con <strong data-start="1372" data-end="1386">Vera Gheno</strong> e <strong data-start="1389" data-end="1407">Chiara Volpato</strong>.</p>
<p data-start="1412" data-end="2159">Il <strong data-start="1415" data-end="1430">12 novembre</strong>, l’<strong data-start="1434" data-end="1470">Università degli Studi di Milano</strong> ospita la tavola rotonda <em data-start="1496" data-end="1527">Spiritualità, arte e infinito</em> con <strong data-start="1532" data-end="1559">Michelangelo Pistoletto</strong>, <strong data-start="1561" data-end="1581">Marina Brambilla</strong> e <strong data-start="1584" data-end="1603">Antonio Spadaro</strong>.<br data-start="1604" data-end="1607">Sempre il 12, l’<strong data-start="1623" data-end="1662">Università Vita-Salute San Raffaele</strong> propone <em data-start="1671" data-end="1693">La regola del potere</em> con <strong data-start="1698" data-end="1718">Lucio Caracciolo</strong> e <strong data-start="1721" data-end="1745">Ferruccio de Bortoli</strong>, mentre <strong data-start="1754" data-end="1779">Valentina Mastroianni</strong> dialoga con <strong data-start="1792" data-end="1812">Isabella Barajon</strong> della <strong data-start="1819" data-end="1843">Humanitas University</strong> su <em data-start="1847" data-end="1868" data-is-only-node="">La storia di Cesare</em>.<br data-start="1869" data-end="1872">Nella stessa giornata, il <strong data-start="1898" data-end="1958">Laboratorio della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori</strong> ospita un ulteriore confronto a cura della San Raffaele con <strong data-start="2019" data-end="2037">Adriano Fabris</strong>, <strong data-start="2039" data-end="2059">Maurizio Ferrera</strong> e <strong data-start="2062" data-end="2082">Roberto Mordacci</strong>, dedicato ai conflitti e ai rapporti di forza nella società contemporanea.</p>
<p data-start="2161" data-end="2448">Il <strong data-start="2164" data-end="2179">13 novembre</strong>, la <strong data-start="2184" data-end="2224">NABA – Nuova Accademia di Belle Arti</strong> esplora il potere dell’immaginario, mentre l’<strong data-start="2270" data-end="2306">Accademia di Belle Arti di Brera</strong> affronta il tema del Nord come confine e prospettiva. Alla <strong data-start="2366" data-end="2383">Libreria Egea</strong> si tiene una riflessione su istituzioni, comunità e territori.</p>
<p data-start="2450" data-end="2840">Il <strong data-start="2453" data-end="2468">14 novembre</strong>, l’<strong data-start="2472" data-end="2494">Istituto Marangoni</strong> propone <em data-start="2503" data-end="2539">Leadership e potere di influenzare</em>; l’<strong data-start="2543" data-end="2579">Accademia di Belle Arti di Brera</strong> dedica un incontro a <em data-start="2601" data-end="2618">Storia e potere</em>; il <strong data-start="2623" data-end="2645">Collegio di Milano</strong> ospita un dialogo sulla <em data-start="2670" data-end="2691">Democrazia liberale</em>; e l’<strong data-start="2697" data-end="2741">Università degli Studi di Milano-Bicocca</strong> conclude la giornata con una riflessione sulla <em data-start="2789" data-end="2799">flânerie</em> come metodo di lettura del territorio.</p>
<p data-start="2842" data-end="3031">La settimana si chiude al <strong data-start="2868" data-end="2920">Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi di Milano</strong>, con due eventi: <em data-start="2938" data-end="2984">Il potere della musica, la musica del potere</em> e la maratona concertistica <em data-start="3013" data-end="3028">SHOW…stakovic</em>.</p>
<p data-start="3033" data-end="3374">Completano il programma il <strong data-start="3060" data-end="3085">Politecnico di Milano</strong>, che presenta un incontro sugli architetti italiani in Argentina tra Ottocento e Novecento, e la <strong data-start="3183" data-end="3256">Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano</strong>, che propone <em data-start="3270" data-end="3308">Libri e autori dal mondo veterinario</em> e un approfondimento breriano sulle rappresentazioni botaniche.</p>
<h3 data-start="2716" data-end="2773">BookCity per il Sociale: la letteratura come cura</h3>
<p data-start="2775" data-end="2952">C’è poi l’anima più silenziosa ma più radicale della manifestazione: <em data-start="2844" data-end="2869">BookCity per il Sociale</em>. È qui che la parola si fa gesto, che la lettura diventa pratica di solidarietà.</p>
<p data-start="2954" data-end="3236">Nel 2025 il progetto raggiunge una rete impressionante di luoghi: carceri, ospedali, case d’accoglienza, biblioteche di prossimità, case delle associazioni. È la letteratura che entra dove di solito non arriva: nelle celle, nei reparti, nei centri di accoglienza, nelle periferie.</p>
<p data-start="3238" data-end="3691">Nelle carceri di San Vittore, Opera, Bollate, ICAM e Beccaria si parlerà di scrittura come libertà. Autori come <strong data-start="3350" data-end="3367">Kader Abdolah</strong> e <strong data-start="3370" data-end="3390">Sebastiano Mauri</strong> porteranno le loro storie ai detenuti e alle detenute, intrecciando narrazione e testimonianza.<br data-start="3486" data-end="3489">Negli ospedali, la lettura diventa strumento terapeutico: nei reparti del Gruppo San Donato e dell’Istituto Neurologico Besta, volontari e scrittori condividono testi e laboratori di <em data-start="3672" data-end="3688">poetry therapy</em>.</p>
<p data-start="3693" data-end="4059">È il caso di <em data-start="3706" data-end="3731">Tracce poetiche di cura</em>, un progetto che unisce poesia e medicina grazie al lavoro di <strong data-start="3794" data-end="3815">Antonetta Carrabs</strong> e dei giovani delle comunità di Carate. E ancora, <em data-start="3866" data-end="3887">Di che pianeta sei?</em>, iniziativa della Fondazione Amplifon, che vede anziani e studenti leggere insieme <em data-start="3971" data-end="3992">Il piccolo principe</em> in una performance corale che annulla le distanze generazionali.</p>
<p data-start="4061" data-end="4359">Persino l’Unità Mobile Notturna di Ronda, che distribuisce beni di prima necessità alle persone senza fissa dimora, partecipa alla settimana del festival portando – insieme al cibo e alle coperte – libri. È un gesto semplice ma rivoluzionario: il libro come diritto, la parola come bene primario.</p>
<p data-start="4361" data-end="4573">In un’epoca di disuguaglianze crescenti, BookCity per il Sociale rappresenta una forma di resistenza civile. È qui che la cultura dimostra la sua potenza politica: non quella che comanda, ma quella che include.</p>
<h3 data-start="4580" data-end="4630">BookCity per le Scuole: plasmare il futuro</h3>
<p data-start="4632" data-end="4962">Non meno importante è la sezione dedicata alle scuole, vero vivaio della manifestazione.<br data-start="4720" data-end="4723"><em data-start="4723" data-end="4747">BookCity per le Scuole</em> non si limita a portare scrittori in aula: costruisce percorsi che fanno della lettura un atto di partecipazione. Nel 2025, il programma è dedicato a tre parole-chiave: <strong data-start="4917" data-end="4960">immaginazione, memoria, responsabilità.</strong></p>
<p data-start="4964" data-end="5315">Uno dei progetti più attesi è <em data-start="4994" data-end="5034">Cartaceo#07 – Come lumache sul muretto</em>, una performance collettiva curata da <strong data-start="5073" data-end="5093">Andrea Pennacchi</strong> con illustratori come <strong data-start="5116" data-end="5136">Grazia La Padula</strong> e <strong data-start="5139" data-end="5158">Elisa Talentino</strong>, dedicata al centenario di <em data-start="5186" data-end="5202">Ossi di seppia</em>. È una lezione sulla lentezza e sull’ascolto: le lumache del titolo non sono lente per difetto, ma per scelta.</p>
<p data-start="5317" data-end="5738">Ci sono poi laboratori dedicati a <strong data-start="5351" data-end="5372">Leonardo Sciascia</strong> e <strong data-start="5375" data-end="5395">Andrea Camilleri</strong>, percorsi sull’etica del linguaggio e sul mestiere di raccontare.<br data-start="5461" data-end="5464">Particolarmente innovativo è <strong data-start="5493" data-end="5503">BCZeta</strong>, il laboratorio di autogestione culturale in cui gli studenti organizzano un mini-festival autonomo: scelgono i temi, invitano gli autori, gestiscono la comunicazione. È un esperimento di democrazia culturale, una scuola di libertà.</p>
<p data-start="5740" data-end="6003">Infine, la collaborazione tra la Scuola per Librai Mauri e il Liceo Carducci rinnova il progetto PCTO, avvicinando le nuove generazioni al mondo dell’editoria. Perché il libro, prima ancora che un oggetto, è un mestiere, un orizzonte, una possibilità di lavoro.</p>
<h3 data-start="6010" data-end="6073">Il territorio si allarga: da Milano alle città lombarde</h3>
<p data-start="6075" data-end="6519">Negli ultimi anni, BookCity ha oltrepassato i confini del capoluogo lombardo, e nel 2025 il processo di diffusione culturale si completa.<br data-start="6212" data-end="6215">Oltre a Milano, la manifestazione si estende a <strong data-start="6262" data-end="6309">Como, Cremona, Lodi, Monza, Pavia e Sondrio</strong>, in una sorta di federazione letteraria che abbraccia l’intera regione. È un movimento centrifugo e centripeto allo stesso tempo: la cultura parte da Milano, ma ritorna a Milano arricchita dai suoi dintorni.</p>
<p data-start="6521" data-end="6888">Tra le iniziative simboliche spicca il <strong data-start="6560" data-end="6573">VespaTour</strong>, un viaggio itinerante in collaborazione con Fondazione Mondadori e StreetLib: un libraio in Vespa – <strong data-start="6675" data-end="6697">Fabio Mendolicchio</strong> – porta libri e autori nelle piazze lombarde, da Pavia a Cremona. È un’immagine perfetta per sintetizzare lo spirito di BookCity: la leggerezza del gesto unita alla serietà della missione.</p>
<h3 data-start="8154" data-end="8182">Il potere delle idee</h3>
<p data-start="8184" data-end="8311">Alla fine, dopo centinaia di incontri e migliaia di parole, resta la domanda iniziale: <strong>qual è, davvero, il potere delle idee?</strong></p>
<p data-start="8313" data-end="8502">Forse non quello di cambiare il mondo in modo immediato, ma quello, più profondo e duraturo, di cambiare la percezione del mondo e di farci vedere ciò che altrimenti resterebbe invisibile.</p>
<p data-start="8504" data-end="8773">BookCity Milano 2025, con la sua mole di eventi e di pensieri, dimostra che <strong>le idee non sono mai neutre: possono essere strumenti di potere, ma anche antidoti al potere</strong>. Dipende da come le usiamo, da come le condividiamo, da quanto siamo disposti a metterci in gioco.</p>
<p data-start="8504" data-end="8773">Milano, con la sua energia ha trovato nella cultura una necessità civile e forse è questo, oggi, il vero potere delle idee: quello di<strong> creare comunità.</strong><br data-start="9113" data-end="9116"><br></p>]]> </content:encoded>
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<title>Halloween: tra ombre e luci, la festa del mistero e della magia</title>
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<description><![CDATA[ Scopri il significato di Halloween: tra ombre e luci, una festa che unisce mistero, magia e tradizione in un viaggio tra leggende e modernità. ]]></description>
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<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 12:23:57 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Halloween 2025, festa di Halloween, notte misteriosa, origini Halloween, Samhain, zucche, dolcetto o scherzetto, Jack-o’-lantern, tradizioni, cultura, magia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p data-start="223" data-end="298"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="223" data-end="298">Halloween: tra ombre e luci, la festa che unisce mistero e meraviglia</strong></span></p>
<p data-start="300" data-end="780"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Con il suo bagliore arancione e il profumo di zucca, <strong data-start="353" data-end="366">Halloween</strong> torna ogni anno a trasformare la notte del 31 ottobre in un viaggio tra ombre e luci, paura e stupore. È una festa che ha saputo attraversare secoli e culture, reinventandosi senza mai perdere la sua magia. Oggi è sinonimo di travestimenti, lanterne e dolcetti, ma dietro la superficie giocosa si nasconde una tradizione antica e profonda, che celebra il legame tra la vita e la morte, il visibile e l’invisibile.</span></p>
<p data-start="782" data-end="1281"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Le origini di Halloween affondano nell’antico mondo celtico. La notte del <strong data-start="856" data-end="867">Samhain</strong>, oltre duemila anni fa, segnava la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno. Era un momento di transizione, in cui si credeva che il confine tra i mondi si assottigliasse, consentendo agli spiriti dei defunti di tornare sulla Terra. I Celti accendevano fuochi, offrivano doni e indossavano maschere per confondere le anime vaganti. Da qui nasce il fascino oscuro di Halloween: una notte sospesa tra realtà e mito.</span></p>
<p data-start="1283" data-end="1726"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Con l’arrivo del cristianesimo, la festa venne assimilata alla celebrazione di <strong data-start="1362" data-end="1376">Ognissanti</strong> e della <strong data-start="1385" data-end="1415">Commemorazione dei defunti</strong>, mantenendo però viva la sua essenza di incontro tra mondi. Nei secoli, le popolazioni europee continuarono a tramandarne simboli e rituali, fino a quando gli emigrati irlandesi portarono le loro tradizioni negli <strong data-start="1629" data-end="1644">Stati Uniti</strong>, dove Halloween trovò terreno fertile per diventare la festa che conosciamo oggi.</span></p>
<p data-start="1728" data-end="2223"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Oggi Halloween è un fenomeno globale, una miscela di <strong data-start="1781" data-end="1826">folklore, spettacolo e identità culturale</strong>. Negli Stati Uniti è un evento nazionale: le strade si popolano di bambini mascherati che bussano alle porte per il celebre “dolcetto o scherzetto”, mentre i quartieri competono a colpi di decorazioni spettacolari. Ma la sua diffusione ha conquistato anche l’Europa, e in particolare l’Italia, dove ogni anno cresce il numero di feste, eventi e manifestazioni dedicate alla “notte delle streghe”.</span></p>
<p data-start="2225" data-end="2560"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Dietro le luci e i colori, Halloween continua a evocare qualcosa di più profondo. È la festa della <strong data-start="2324" data-end="2342">trasformazione</strong>, del superamento della paura e dell’accettazione del mistero. Ogni maschera è un modo per guardare dentro se stessi, per giocare con ciò che spaventa e scoprire che, spesso, l’oscurità è solo un’altra forma di luce.</span></p>
<p data-start="2562" data-end="2863"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">In un mondo che tende a razionalizzare tutto, Halloween ci ricorda il valore dell’immaginazione, del simbolismo e della connessione con le nostre radici spirituali. È un invito a celebrare la vita riconoscendo anche la presenza dell’ombra — perché senza notte, la luce non avrebbe lo stesso splendore.</span></p>
<p data-start="2562" data-end="2863"></p>
<p data-start="2562" data-end="2863"></p>
<p data-start="2562" data-end="2863"></p>
<p data-start="2562" data-end="2863"></p>
<p data-start="2562" data-end="2863"></p>]]> </content:encoded>
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<title>Beautiful life, ritmo latino e vibrazioni positive nella nuova hit di Michael Dylan</title>
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<description><![CDATA[ Ritmo latino e vibrazioni positive in Beautiful life, la nuova hit di Michael Dylan che celebra la bellezza della vita. ]]></description>
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<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 06:00:46 +0200</pubDate>
<dc:creator>morabitogino</dc:creator>
<media:keywords>Michael Dylan Beautiful Life, nuova hit Michael Dylan, musica latina 2025, artista salernitano, pop internazionale, ritmo latino positivo, Spotify Beautiful Life, Michael Dylan Spotify, nuova musica italiana 2025</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">In questo imprevedibile viaggio dell’esistenza bisogna mantenere i piedi per terra ma guardando verso il cielo. È il mantra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Michael Dylan</b> che pubblica <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Beautiful life”</i></b>. Ritmo latino e vibrazioni positive nella nuova hit dell’artista originario di Salerno che ci trasmette un messaggio semplice e potente: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">godine e incensala, perché la vita è bella.</b></span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il suo nome porta con sé un significato straordinariamente simbolico. Michael deriva dall’espressione “chi come Dio”, richiamando una dimensione fortemente spirituale; Dylan si riferisce alla divinità dei mari, evocando la vastità e la forza dell’oceano; infine il cognome Petruzzelli sancisce il legame profondo con la propria terra.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Questi tre elementi - cielo, mare e terra - si fondono in un concetto universale di armonia e connessione cosmica con l’universo. Ed è questa la vision, e il messaggio da trasmettere attraverso un genere che si rifà al pop americano di Michael Jackson, Lenny Kravitz e John Legend, tra gli altri, traducendolo in un sound fresco e originale che è diventato il suo marchio di fabbrica.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">«Per me la musica è appartenenza, identità. Unione, fratellanza e amore tra le persone che vivono sotto lo stesso cielo.»</i> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">spiega Michael Dylan</b> <i style="mso-bidi-font-style: normal;">«È divertimento e liberazione per tutti quei giorni che vuoi staccare dalla routine. Magari scrivere la mattina dopo un buon caffè o quando ti viene l’ispirazione per la prossima hit.»</i> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">continua il cantante</b> <i style="mso-bidi-font-style: normal;">«Ma è soprattutto un viaggio. Fare musica mi permette di visitare con la mente spazi che appartengono a una dimensione fantastica e connettermi con l’anima.»</i></span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Una passione, quella per il mondo delle sette note, scoppiata intorno ai tredici anni cominciando a scrivere le prime rime. Poi lo scenario si allarga quando apre i concerti di Ghemon, Mecna, Clementino, Willie Peyote e partecipando a manifestazioni come l’Hip Hop Kemp.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Forte dell’esperienza maturata sui palchi e della gavetta nei locali, oggi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Michael Dylan pubblica <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Beautiful life”</i>. </b>Ritmo latino e tanto divertimento condensati in un pezzo tutto da ballare che racconta di come sia piacevole godersi la vita, se vissuta con atteggiamento positivo. L’importante è ricordare sempre chi sei e da dove vieni, promettendo a sé stessi di non smettere mai di sognare.<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Già online sulle maggiori piattaforme di streaming, il brano, accompagnato da un video interamente girato alle falde del Vesuvio, è disponibile al link <a href="https://open.spotify.com/intl-it/track/6ecpV9n7abzuvzIMkd6bIG"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">https://open.spotify.com/intl-it/track/6ecpV9n7abzuvzIMkd6bIG</b></a>.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Per seguire Michael Dylan</b>:<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b><a href="https://www.instagram.com/iammichaeldylan/"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">@iammichaeldylan</b></a></span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><o:p></o:p></b></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"></b></span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"></b></span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"></b></span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"></b></span></p>
<p class="MsoNoSpacing"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"></b></span></p>]]> </content:encoded>
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<title>Il &amp;quot;Senso del sacro&amp;quot;, sessanta artisti contemporanei in mostra</title>
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<description><![CDATA[ A Napoli torna l’ottava edizione della mostra di arte contemporanea Il Senso del Sacro. Inaugurazione lunedì 22 settembre al Liceo Artistico Statale con 60 artisti e studenti protagonisti. ]]></description>
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<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 19:51:07 +0200</pubDate>
<dc:creator>Gaia Moschetti</dc:creator>
<media:keywords>Senso del Sacro Napoli, mostra arte contemporanea Napoli, Liceo Artistico Statale Napoli, Monsignor Adolfo Russo, Fondazione Fare Chiesa e Città, Giubileo Papa Francesco, eventi Napoli settembre, arte e spiritualità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il "Senso del sacro", una mostra unica nel suo genere a Napoli arriva alla sua ottava edizione e inaugura lunedì 22 settembre alle ore 17 al Liceo Artistico Statale in Largo Santi Apostoli.</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">“Un appuntamento che di volta in volta ha visto crescere la nostra consapevolezza di far parte di una comunità dinamica, che avverte il senso di partecipazione alla vita cittadina ed ecclesiale e interviene con responsabilità, offrendo alla cittadinanza un contributo che soltanto essa può assicurare. La bellezza dell'arte è un potente impulso che eleva i nostri occhi alla contemplazione delle realtà trascendenti, quelle che sole possono dare un senso alla nostra vita”, ha commentato Monsignor Adolfo Russo, Direttore della Pastorale della Cultura e Presidente della Fondazione fare Chiesa e Città che promuove la mostra di arte contemporanea. Camminiamo insieme nella speranza è il suggestivo sottotitolo della esposizione dei circa 60 artisti ed anche alcuni alunni del liceo artistico scelti dopo una ampia selezione.</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">La mostra sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì fino al 12 ottobre, con il contributo della Regione Campania, il patrocinio del Comune di Napoli e la disponibilità del Liceo Artistico e della dirigente scolastico professoressa Simona Sessa.</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">“Quest'anno la Chiesa ci invita a vivere insieme il Giubileo e Papa Francesco ci ha indicato nella speranza la meta e l'approdo felice del nostro peregrinare. Anche noi a Napoli vogliamo dare a questa iniziativa il valore di un'esperienza condivisa, di un cammino artistico e spirituale, di un ritrovarsi insieme con il Signore della nostra vita. E, consapevoli che la bellezza è via privilegiata della speranza, parteciperemo alla mostra di settembre con opere che rievochino le sue grandi valenze... per ogni vita scartata e svilita, nel disabile umiliato, nell'emigrato calpestato dai nostri pregiudizi, in ogni disperata solitudine... È di quest'arte che abbiamo bisogno: di quella bellezza che salva dall'angoscia, di quella comunione che riscatta dalla solitudine, di quella tenerezza che ci ricorda l'abbraccio di nostra madre. Abbiamo bisogno di arte vera, che ci redima dalla tirannide del denaro e dell'egoismo, che esprima la nostra angoscia di fronte alla morte e la nostra sete di Vita, di un'arte che torni ad essere barlume di speranza, linguaggio di Dio”, ha concluso monsignor Adolfo Russo.</span><br><br></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
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