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<title>Italia24.news | Notizie in Tempo Reale su Politica, Economia, Cronaca e Sport &#45; : Economia e Finanza</title>
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<description>Italia24.news | Notizie in Tempo Reale su Politica, Economia, Cronaca e Sport &#45; : Economia e Finanza</description>
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<dc:rights>©2026 Italia24 News &#45; Powered by Brain X Corp</dc:rights>

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<title>L&amp;apos;Unione Europea aggiorna le norme per gli animali da compagnia che viaggiano nell&amp;apos;UE</title>
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<description><![CDATA[ L’UE ha aggiornato le regole per il trasporto non commerciale di animali da compagnia per migliorarne sicurezza e chiarezza, introducendo limiti, norme più precise su transito e identificazione, con alcune novità applicate gradualmente fino al 2028 ]]></description>
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<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 13:41:41 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Le norme dell'UE per la movimentazione non commerciale degli animali da compagnia sono state aggiornate il 22 aprile 2026 per rafforzarne la sicurezza e la salute, integrandole nel quadro della<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://food.ec.europa.eu/animals/animal-health/animal-health-law_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">normativa sulla sanità animale</span></a></span><span lang="IT">. L'aggiornamento aiuterà inoltre i proprietari di animali e le autorità nazionali ad applicare le regole, chiarendole e tenendo conto dell'esperienza pratica maturata dagli Stati membri.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Secondo le norme attuali, cani, gatti e furetti possono viaggiare con i loro proprietari verso un altro Stato membro dell'UE, o entrare nell'UE da un paese terzo, se soddisfano determinati requisiti. Ad esempio, gli animali devono essere vaccinati contro la rabbia e, quando provengono da un paese terzo, devono aver effettuato un test degli anticorpi contro la rabbia. I proprietari devono inoltre assicurarsi che i loro animali dispongano di un <strong>passaporto europeo valido </strong>quando viaggiano da un paese dell'UE o dall'Irlanda del Nord verso un altro paese dell'UE o l'Irlanda del Nord; se invece provengono da un paese terzo, devono avere un certificato sanitario dell'UE valido.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Le norme aggiornate chiariscono che è <strong>consentito un massimo di cinque animali da compagnia per veicolo</strong>, spiegano le condizioni da rispettare per il transito di animali attraverso l'UE da un paese terzo a un altro e descrivono le procedure da seguire nel caso in cui un animale venga respinto da un paese terzo e rimandato nell'UE.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Le nuove norme rafforzano anche i <strong>requisiti relativi all'identificazione degli animali</strong>. In particolare, specificano quali informazioni devono contenere i documenti identificativi, come il codice del paese di origine dell'animale. Sebbene la maggior parte delle nuove disposizioni si applichi già da oggi, alcune modifiche saranno introdotte gradualmente. Ad esempio, i nuovi certificati sanitari dovranno essere utilizzati a partire dal 1º ottobre 2026, mentre i nuovi requisiti di identificazione e i passaporti aggiornati diventeranno obbligatori solo dal 1° gennaio 2028.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Maggiori dettagli sui<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://food.ec.europa.eu/animals/live-animal-movements/dogs-cats-and-ferrets_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">nuovi requisiti</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>sono disponibili sul nostro sito web.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Combustibili fossili ed energia rinnovabile: il pacchetto AccelerateEU proposto dalla Commissione Europea</title>
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<description><![CDATA[ Il piano AccelerateEU della Commissione europea propone aiuti immediati e misure strutturali per ridurre i costi, rafforzare la sicurezza energetica e accelerare la transizione verso energia pulita interna ]]></description>
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<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 09:29:29 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Per la seconda volta in meno di cinque anni, gli <strong>Europei</strong> pagano il prezzo della dipendenza dell'Europa dalle importazioni di <strong>combustibili fossili.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>AccelerateEU</strong> è il pacchetto di strumenti della Commissione per fornire un aiuto immediato alle famiglie e alle industrie europee, in particolare a quelle più vulnerabili, avviando nel contempo l'Europa su un percorso costante verso l'indipendenza energetica. Dall'escalation del conflitto in Medio Oriente, l'UE ha speso altri 24 miliardi di euro per le importazioni di energia a causa dell'aumento dei prezzi – senza ricevere nemmeno una molecola di energia in più.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L'attuale situazione geopolitica ci ricorda con forza che accelerare la transizione verso un'energia <strong>pulita</strong>,<span> </span><strong>sicura</strong><span> </span>e<span> </span><strong>a prezzi accessibili</strong><span> </span>è un imperativo economico e di sicurezza, "AccelerateEU" presenta misure a breve termine così come<span> </span><strong>misure strutturali</strong><span> </span>con un effetto a più lungo termine per ridurre ulteriormente la dipendenza dalla volatilità dei mercati dei combustibili fossili e rafforzare la resilienza dell'Europa rispetto ai rischi futuri, basandosi su energia pulita prodotta internamente ed elettrificazione</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Ursula</strong><span> </span><strong>von der Leyen</strong>, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato: «Le scelte che compiamo oggi determineranno la nostra capacità di affrontare le sfide di oggi e le crisi di domani. La nostra strategia AccelerateEU apporterà misure di sostegno sia immediate che più strutturali ai cittadini e alle imprese europei. Dobbiamo accelerare il passaggio all'energia pulita prodotta internamente. Questo ci darà indipendenza e sicurezza energetica e ci consentirà di resistere meglio alle tempeste geopolitiche».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<h3 style="text-align: left;">La Commissione propone le azioni<span> </span>esposte in seguito</h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La Commissione garantirà che le misure a livello degli Stati membri siano attuate in pieno <strong>coordinamento</strong><span> </span>in quanto aspetto fondamentale. Ciò comprende il riempimento degli impianti di stoccaggio sotterraneo del gas, l'uso della flessibilità nelle norme sul riempimento o eventuali rilasci eccezionali di scorte petrolifere. I gruppi di coordinamento del petrolio e del gas si riuniscono di frequente per garantire la piena conoscenza situazionale tra gli Stati membri. Le<span> </span><strong>misure di emergenza nazionali<span> </span></strong>e le<strong><span> </span></strong>misure volte a<strong><span> </span>garantire la</strong><span> </span><strong>disponibilità di carburante avio e diesel</strong>, compresa la disponibilità di<span> </span><strong>capacità di produzione delle raffinerie</strong>, dovrebbero essere strettamente coordinate.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Sarà istituito un nuovo<span> </span><strong>osservatorio dei carburanti</strong><span> </span>per censire la produzione, le importazioni, le esportazioni e i livelli delle scorte di carburanti per i trasporti dell'UE. Ciò consentirà di individuare rapidamente le potenziali carenze e, in caso di rilascio di scorte di emergenza, di indirizzare interventi mirati per mantenere una distribuzione equilibrata del carburante. Per attenuare l'impatto dei prezzi elevati del carburante e delle possibili carenze di carburante sul settore dell'aviazione dell'UE, la Commissione farà inoltre chiarezza sulle flessibilità esistenti nel quadro dell'aviazione dell'UE.</p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Misure tempestive, mirate e temporanee.<span> </span></strong>La protezione dei consumatori, compresa l'industria, dai picchi di prezzo può comprendere regimi mirati di sostegno al reddito, buoni energia e regimi di leasing sociale, riducendo le accise sull'energia elettrica per le famiglie vulnerabili. La Commissione adotterà inoltre un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, che offrirà ulteriore flessibilità ai governi nazionali, comprese misure di emergenza a sostegno dei settori economici più esposti.</p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Accelerare il passaggio a energia pulita prodotta internamente<span> </span></strong>per sostituire il petrolio, il gas e i combustibili fossili per i trasporti. Entro l'estate la Commissione presenterà un<span> </span><strong>piano d'azione per l'elettrificazione,<span> </span></strong>che comprenderà un obiettivo ambizioso in materia di elettrificazione e misure volte a eliminare gli ostacoli all'elettrificazione nei settori dell'industria, del trasporto e dell'edilizia. Per accelerare la diffusione dei carburanti sostenibili per l'aviazione è fondamentale una rapida attuazione del piano di investimenti per i trasporti sostenibili.</p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Potenziare il sistema delle reti.</strong><span> </span>L'elettrificazione deve essere accompagnata da un apposito sistema di reti. Le prime misure consistono nel garantire la piena attuazione della legislazione vigente e la rapida conclusione dei negoziati sul pacchetto sulle reti europee. Un'altra azione è quella di sfruttare al massimo le infrastrutture esistenti per le energie rinnovabili. Il rapido ripotenziamento dei grandi parchi eolici e degli impianti per la produzione di energie rinnovabili, compresi i parchi eolici offshore e le centrali idroelettriche, può fornire rapidamente il tanto necessario aiuto aggiuntivo. La Commissione presenterà inoltre una proposta legislativa sugli oneri di rete e sulla tassazione, garantendo tra l'altro che l'energia elettrica sia tassata meno dei combustibili fossili.</p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Stimolare gli investimenti:<span> </span></strong>A livello dell'UE sono disponibili risorse significative, come quelle nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza ("RRF": 219 miliardi di euro) e i fondi della politica di coesione. Nella crisi attuale, velocità e impatto sono fondamentali. La Commissione aiuterà gli Stati membri a fare il miglior uso possibile dei finanziamenti europei disponibili. I soli fondi pubblici non copriranno tuttavia il notevole fabbisogno di investimenti (660 miliardi di euro all'anno fino al 2030) per la transizione energetica. Per mobilitare gli investimenti privati, nel marzo 2026 la Commissione ha pertanto adottato una<span> </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_26_555" target="_blank" rel="noopener">strategia per gli investimenti nell'energia pulita</a>, e organizzerà un vertice sugli investimenti nell'energia pulita che riunirà il settore dei servizi finanziari, compresi i principali investitori istituzionali, i leader industriali, gli sviluppatori di progetti e i finanziatori pubblici al fine di accelerare i finanziamenti privati.</p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;">Contesto</h3>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L'odierna comunicazione AccelerateEU risponde alla richiesta formulata dai capi di governo dell'UE, al<span> </span><a href="https://www.consilium.europa.eu/media/0afpncdh/it-20260319-european-council-conclusions.pdf" target="_blank" rel="noopener">Consiglio europeo del 19 marzo</a>, di presentare "un pacchetto di misure temporanee mirate per far fronte alle recenti impennate dei prezzi dei combustibili fossili importati dovute alla crisi in Medio Oriente",  Essa costituisce una parte della risposta dinamica della Commissione, che si adatterà all'evolversi della situazione. Le misure saranno discusse dai leader dell'UE in occasione del Consiglio europeo informale di Cipro del 23 e 24 aprile.   </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Economia: la Commissione europea partecipa al Forum economico di Delphi 2026</title>
<link>https://www.italia24.news/economia-la-commissione-europea-partecipa-al-forum-economico-di-delphi-2026</link>
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<description><![CDATA[ La Commissione europea partecipa al Forum economico di Delphi con vari commissari, impegnati in incontri e dibattiti su economia, energia, transizione verde e cooperazione con la Grecia ]]></description>
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<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:25:18 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">A partire dal 22 aprile e fino a sabato 25 aprile, la Commissione europea sarà rappresentata da diversi membri del collegio all'11ª edizione del<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://delphiforum.gr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Forum economico di Delphi</span></a></span><span lang="IT">, in <strong>Grecia</strong>. Ogni anno, il Forum offre una piattaforma di confronto sui <strong>temi della crescita sostenibile sotto il profilo ambientale e sociale, con particolare attenzione al Mediterraneo orientale e all'Europa meridionale.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Venerdì, la Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva, <strong>Teresa</strong><span> </span><b>Ribera</b>, parteciperà a una tavola rotonda insieme al ministro greco dell'Ambiente e dell'energia, <strong>Stavros Papastavrou,</strong> sul tema "<strong>Sicurezza energetica, accessibilità economica e transizione pulita in tempi di crisi"</strong>. Sono inoltre previsti diversi incontri bilaterali, tra cui con il vice primo ministro greco <strong>Kostis Hatzidaki, </strong>con lo stesso ministro Papastavrou e, il lunedì successivo, con il primo ministro <strong>Kyriakos Mitsotakis.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Giovedì, il Commissario per l'Economia, la produttività, l'attuazione e la semplificazione, <strong>Valdis</strong><span> </span><b>Dombrovskis</b>, incontrerà ad Atene il primo ministro Mitsotakis e procederà alla consegna della settima erogazione alla Grecia nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF). In agenda anche incontri con il governatore della Banca di Grecia <strong>Yannis Stournaras</strong>, il ministro delle Finanze <strong>Kyriakos Pierrakakis</strong> e il ministro supplente dell'RRF <strong>Nikos Papathanasis</strong>, oltre a una visita a InterTrade SA, produttore di carta in Beozia finanziato dall'RRF. Venerdì,<span> </span><b>Dombrovskis</b><span> </span>prenderà parte a una conversazione a Delfi con il presidente dell'Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis sul tema "<strong>Prosperità europea in un'epoca di incertezza globale".</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Mercoledì 22, la Commissaria per il Mediterraneo <strong>Dubravka</strong><span> </span><b>Šuica</b><span> </span>incontrerà il primo ministro Mitsotakis e parteciperà a una tavola rotonda del Forum insieme al ministro degli Esteri greco <strong>Georges Gerapetritis.</strong> La sua missione in Grecia proseguirà giovedì con una serie di incontri, tra cui con il presidente della Repubblica <strong>Konstantinos Tasoulas</strong>, il ministro dello Sviluppo rurale e dell'alimentazione <strong>Margaritis Schinas</strong>, la ministra della Coesione sociale <strong>Domna Michailidou</strong> e il ministro <strong>Papastavrou</strong>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Giovedì 23, la Commissaria per l'Allargamento <strong>Marta</strong><span> </span><b>Kos<span> </span></b>incontrerà il primo ministro Mitsotakis e il ministro Gerapetritis. Venerdì interverrà a una tavola rotonda dal titolo "<strong>From Soft Power to Hard Reality: il grande riequilibrio europeo".</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Tra giovedì 23 e venerdì 24, il Commissario per la Pesca e gli oceani <strong>Costas</strong><span> </span><b>Kadis</b><span> </span>parteciperà a una conversazione informale e a diversi incontri bilaterali dedicati al patto dell'UE per gli oceani, al regolamento sulla <strong>politica comune della pesca</strong>, alle future strategie per le zone costiere e insulari e alla visione per il <strong>2040</strong> per pesca e acquacoltura. A margine degli incontri, venerdì si recherà a Galaxidi per incontrare pescatori e operatori locali del settore.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Giovedì 23, il Commissario per i Trasporti sostenibili e il turismo <strong>Apostolos</strong><span> </span><b>Tzitzikostas</b><span> </span>parteciperà a una conversazione informale sulla <strong>mobilità militare</strong>, con particolare attenzione al rafforzamento della resilienza collettiva europea. È inoltre previsto un dibattito con il ministro greco delle Infrastrutture e dei trasporti, <strong>Christos Dimas</strong>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Maggiori dettagli sono disponibili nei<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://commission.europa.eu/about/organisation/college-commissioners/individual-calendars-president-and-commissioners_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">calendari dei commissari</span></a></span><span lang="IT">.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Google: le misure della Commissione Europea per garantire la conformità al regolamento sui mercati digitali</title>
<link>https://www.italia24.news/google-le-misure-della-commissione-europea-per-garantire-la-conformita-al-regolamento-sui-mercati-digitali</link>
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<description><![CDATA[ La Commissione Europea, al fine di regolare il mercato digitale, propone a Google una serie di misure sulla condivisione dei dati dei motori di ricerca con terzi ]]></description>
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<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 23:55:28 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La Commissione europea ha inviato a <strong>Google</strong> le proprie conclusioni preliminari contenenti le misure proposte per <strong>garantire la conformità</strong> al<span> </span></span><span><a href="https://digital-markets-act.ec.europa.eu/latest-news_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener"><span lang="IT">regolamento sui mercati digitali</span></a></span><span lang="IT">. Nell'ambito di tali misure, <strong>Google dovrebbe consentire ai motori di ricerca appartenenti a terzi di accedere ai dati di ricerca (dati relativi a posizionamento, ricerca, click e visualizzazione, ecc.) a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie.</strong></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">L'obiettivo delle misure è consentire ai motori di ricerca online appartenenti a terzi, o "beneficiari dei dati", di ottimizzare i propri servizi di ricerca e di entrare in concorrenza con Google Search, che detiene attualmente una posizione dominante.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"><strong>Teresa</strong><span> </span><b>Ribera</b>, Vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva, ha dichiarato: «La decisione odierna stabilisce le specifiche che Google dovrebbe seguire per rispettare gli obblighi imposti dal regolamento sui mercati digitali. I dati sono un input fondamentale per la ricerca online e per lo sviluppo di nuovi servizi, compresa l'IA. L'accesso a tali dati non dovrebbe essere limitato in modo tale da poter nuocere alla concorrenza. Nei mercati in rapida evoluzione, piccoli cambiamenti possono rapidamente avere un forte impatto. Non ammetteremo alcuna pratica che rischi di chiudere i mercati o di limitare la scelta degli utenti. Invitiamo ora i portatori di interessi a condividere le loro opinioni, in modo da garantire che le misure siano efficaci nella pratica e funzionino per l'intero ecosistema della ricerca».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"><strong>Henna</strong><span> </span><b>Virkkunen</b>, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: «I motori di ricerca devono essere in grado di innovare e di stare al passo con l'evoluzione delle esigenze degli utenti. Il nostro lavoro per creare opportunità in questo settore prosegue in un momento cruciale come questo,  caratterizzato dalla crescente interconnessione con i servizi di IA. Attraverso questa consultazione pubblica intendiamo raccogliere il parere del mercato sui modi più efficaci in cui Google può condividere i dati di ricerca con i fornitori di motori di ricerca online concorrenti. Il nostro obiettivo resta quello di promuovere l'innovazione e una competitività equa».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Per garantire l'efficacia delle misure proposte, la Commissione lancia una consultazione pubblica attraverso la quale invita le parti interessate a presentare osservazioni sul tema.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il<span> </span></span><span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_26_825" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">comunicato stampa</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>è disponibile online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Diversificare l&amp;apos;approvvigionamento di materie prime critiche: la nuova piattaforma lanciata dalla Commissione Europea</title>
<link>https://www.italia24.news/diversificare-lapprovvigionamento-di-materie-prime-critiche-la-nuova-piattaforma-lanciata-dalla-commissione-europea</link>
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<description><![CDATA[ Bruxelles ha creato una piattaforma per aggregare la domanda di materie prime critiche e collegare imprese e fornitori, con l’obiettivo di diversificare le fonti, ridurre i rischi geopolitici e rafforzare la sicurezza economica ]]></description>
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<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 16:41:52 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">la Commissione europea ha lanciato il primo invito a riunire acquirenti e fornitori nell'ambito del<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://energy-platform.ec.europa.eu/raw-materials" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">meccanismo per le materie prime</span></a></span><span lang="IT">. Attraverso questa piattaforma, gli acquirenti di <strong>materie prime critiche</strong> potranno aggregare la domanda e connettersi con fornitori, istituzioni finanziarie e operatori di stoccaggio.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il meccanismo per le materie prime rientra negli sforzi dell'UE volti a diversificare l'approvvigionamento di risorse critiche, sulla scia dell'esperienza maturata con la<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://wayback.archive-it.org/12090/20250614012657/https:/energy.ec.europa.eu/topics/energy-security/eu-energy-platform_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">piattaforma dell'UE per l'energia</span></a></span><span lang="IT">. Poiché l'industria europea continua a dipendere in larga misura da un numero limitato di fornitori provenienti da paesi terzi, l'iniziativa mira a <strong>ridurre le vulnerabilità e a rafforzare la sicurezza economica</strong> di fronte ai crescenti rischi geopolitici, offrendo al contempo maggiore visibilità a fonti di approvvigionamento alternative. Per le imprese, in particolare per le piccole e medie aziende, la piattaforma rappresenterà un'opportunità concreta per sviluppare nuovi partenariati al di là delle reti esistenti.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Concentrandosi su settori strategici quali le terre rare, i materiali per la difesa e le batterie, lo strumento — volontario e basato sul mercato — integra le relazioni commerciali esistenti senza intervenire nei negoziati. Le aziende interessate a partecipare a questo primo ciclo possono<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://energy-platform.ec.europa.eu/raw-materials" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">registrarsi </span></a></span><span lang="IT">entro la fine di aprile.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea investe circa 400 milioni di euro per i ricercatori post&#45;dottorato</title>
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<description><![CDATA[ Bruxelles lancia il bando 2026 MSCA per borse di studio post-dottorato all’estero con candidature aperte fino al 9 settembre 2026. Il programma sostiene la ricerca d’eccellenza e celebra 30 anni di impatto scientifico ]]></description>
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<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 16:30:32 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La Commissione europea apre il bando 2026 per </span><span lang="EN-GB"><a href="https://marie-sklodowska-curie-actions.ec.europa.eu/actions/postdoctoral-fellowships" target="_blank" rel="noopener"><span lang="IT">borse di studio post-dottorato</span></a></span><span lang="IT"> nell'ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA), con un <b>bilancio di 399,05 milioni di euro</b>. Queste borse sostengono i ricercatori in possesso di un dottorato di ricerca, offrendo loro l'opportunità di svolgere attività di ricerca all'estero e acquisire nuove competenze in diverse discipline e settori. I beneficiari potranno collaborare con i principali gruppi scientifici internazionali, contribuendo con ricerche all'avanguardia alla competitività dell'UE. Le candidature sono aperte da oggi e si chiuderanno il <b>9 settembre 2026</b>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Dalla sua creazione nel 1996, <b>oltre 150.000 ricercatori</b> hanno partecipato alle azioni Marie Skłodowska-Curie, tra cui <b>23 premi Nobel</b>, a testimonianza del loro contributo duraturo all'eccellenza scientifica e alla cooperazione internazionale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">L'invito rientra negli oltre </span><span lang="EN-GB"><a href="https://marie-sklodowska-curie-actions.ec.europa.eu/whats-new/news/msca-announce-eu125-billion-to-support-cutting-edge-research-and-a-second-choose-europe-for-science-call" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span lang="IT">1,25 miliardi di euro stanziati per le azioni MSCA nel 2026</span></b></a></span><span lang="IT"> nell'ambito di </span><span lang="EN-GB"><span lang="IT">Horizon Europe 2021-2027</span></span><span lang="IT">, con l'obiettivo di promuovere l'eccellenza nella ricerca, come evidenziato nell'iniziativa </span><span lang="EN-GB"><a href="https://commission.europa.eu/topics/research-and-innovation/choose-europe_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span lang="IT">"Choose Europe"</span></b></a></span><span lang="IT">. Attraverso questi finanziamenti, le azioni MSCA continueranno a sostenere la ricerca mediante programmi di dottorato e post-dottorato, borse di ricerca e progetti collaborativi di ricerca e innovazione.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La Presidente della Commissione europea, <strong>Ursula</strong> <b>von der Leyen</b>, ha dichiarato: «Il futuro dell'Europa si basa sulla conoscenza, la scoperta e il talento. Per 30 anni, le azioni Marie Skłodowska-Curie hanno permesso ai ricercatori di spingere i confini della scienza e di trasformare le idee in progresso per la società. Oggi rinnoviamo questo impegno. Per i ricercatori di tutto il mondo, il nostro messaggio è chiaro: porta la tua ambizione, porta il tuo talento in Europa, il luogo dove innovare e prosperare».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Sulla scia dell'eredità del programma, l'anniversario sarà celebrato per tutto il 2026 con il motto <b>"30 anni di curiosità che cambia il mondo"</b>, mettendo in luce i risultati e l'impatto delle MSCA sulle carriere nella ricerca. Storie, tappe fondamentali e momenti salienti sono già disponibili su una </span><span lang="EN-GB"><a href="https://marie-sklodowska-curie-actions.ec.europa.eu/30th-anniversary" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">pagina web dedicata all'anniversario</span></a></span><span lang="IT">, insieme ai contributi della comunità MSCA, tra cui </span><span lang="EN-GB"><a href="https://marie-sklodowska-curie-actions.ec.europa.eu/video-with-marie-sklodowska-curies-granddaughter" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">un'intervista alla prof.ssa Hélène Langevin-Joliot, nipote di Marie Skłodowska-Curie</span></a></span><span lang="IT">, oltre ad altre iniziative.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Maggiori informazioni sono disponibili nel nostro </span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_26_785" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">comunicato stampa</span></a></span><span lang="IT"> online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>L&amp;apos;analisi ENEA 2025 sul sistema energetico italiano: emissioni e consumi in stallo, transizione in ritardo</title>
<link>https://www.italia24.news/lanalisi-enea-2025-sul-sistema-energetico-italiano-emissioni-e-consumi-in-stallo-transizione-in-ritardo</link>
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<description><![CDATA[ Secondo l&#039;Analisi del sistema energetico italiano dell&#039;ENEA, consumi ed emissioni restano fermi con prezzi ancora alti e rinnovabili in lieve crescita ma sotto gli obiettivi. La transizione invece è in ritardo e complicata da nuove tensioni sui mercati energetici ]]></description>
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<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 16:30:23 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Situazione stazionaria per<span> </span><strong>emissioni e</strong><span> </span><strong>consumi energetici in Italia</strong><span> </span>nel 2025, fermi ai valori dell’anno precedente, in linea con quanto registrato nell’intera Ue.<span> </span><strong>Prezzi ancora elevati</strong><span> </span>rispetto al periodo precrisi 2022 (gas +70%, elettricità +100%). È quanto emerge dall’<strong>Analisi del sistema energetico italiano</strong> dell’<strong>ENEA</strong> per l’intero 2025, che evidenzia anche una lieve crescita delle<span> </span><strong>rinnovabili</strong><span> </span>(+1%), che però restano ancora molto<span> </span><strong>indietro rispetto agli obiettivi PNIEC</strong>(-20%). I dati preliminari del I trimestre 2026 vedono emissioni di CO<sub>2</sub><span> </span>e consumi di energia in calo entrambi dell’1%.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«I consumi finali di energia dell’Unione europea sono fermi ai livelli del 2023, mentre in Italia risultano leggermente superiori. Ora, per raggiungere il target dell’Energy Efficiency Directive (EED) nell’Europa a 27, occorrerebbe un calo dei consumi del 3% medio annuo, mentre il PNIEC in Italia fissa un obiettivo meno ‘ambizioso’ dell’EED, che per essere centrato necessiterebbe di una diminuzione inferiore al 2% all’anno», spiega <strong>Francesco Gracceva</strong> che cura l’Analisi ENEA.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Per fonti primarie, i consumi 2025 vedono in aumento quelli di <strong>gas</strong> (+2%), per le temperature più rigide e per una maggiore domanda da parte delle centrali elettriche, pur restando inferiori del 14% rispetto alla media 2017-2022 e in linea con i regolamenti Ue. Invariati i consumi di petrolio nei trasporti, ma calano nella petrolchimica. <strong>Crolla il carbone</strong> (-16%), tornato ai minimi termini nella generazione elettrica. Pur in aumento di 1 punto percentuale, la quota di rinnovabili sui consumi finali si ferma a poco più del 20%, a fronte del 25% previsto dal PNIEC. A crescere è stato soprattutto il <strong>fotovoltaico</strong> (+25%), che genera più di 1/6 della produzione elettrica totale.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">I consumi per settori vedono un lieve aumento nei <strong>trasporti</strong> (+0,5%), mentre rimangono stazionari nel civile. La domanda di energia elettrica resta ferma ai livelli del 2024, a conferma della stazionarietà del grado di elettrificazione dei consumi.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Sul fronte prezzi, appare consolidato sui massimi storici lo spread tra valore dell’elettricità sulla Borsa italiana (116 €/MWh la media annua) e quello dei principali mercati europei (90 €/MWh in Germania, 65 €/MWh in Spagna, 61 €/MWh in Francia), mentre è tornata ad allargarsi la differenza tra il prezzo del gas sul mercato italiano e il principale hub europeo (TTF).</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Uno scenario energetico sostanzialmente immobile, che torna però oggi ad essere turbato da una nuova crisi energetica innescata dalla guerra in Iran e in particolare dal blocco dello stretto di Hormuz, attraverso cui transita oltre un quinto del petrolio mondiale e circa il 6% di greggio e il 9% di GNL diretto in Europa, con pesanti ricadute sui prezzi», aggiunge <strong>Gracceva</strong>. «Solo per il mese di marzo – prosegue – si stima che il costo del gas importato possa superare ampiamente i 2 miliardi di euro, almeno mezzo miliardo in più del costo che si sarebbe registrato al prezzo medio dei precedenti dodici mesi. Anche nel caso del petrolio una stima conservativa porta a un extracosto delle importazioni di oltre mezzo miliardo di euro».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’estrema difficoltà della transizione energetica italiana è confermata dal nuovo minimo storico dell’indice <strong>ENEA ISPRED</strong> (<span>Indice Sicurezza energetica, Prezzi energia, Decarbonizzazione)</span>, in calo del 30% rispetto al 2024, con forti criticità sul lato decarbonizzazione. “Per raggiungere il target 2030 fissato dal PNIEC, sarebbe necessario ridurre le emissioni del 6% per ciascuno dei prossimi cinque anni”, spiega Gracceva. «La transizione italiana risulta fuori traiettoria sia per il petrolio (+2% rispetto -5% degli obiettivi PNIEC), che per le rinnovabili, soprattutto nel settore dei trasporti, dove sono arrivate a coprire solo il 10% dei consumi contro il 15% atteso», conclude <strong>Gracceva</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L’Analisi dedica infine uno specifico focus alle <strong>tecnologie low carbon</strong>, evidenziando una riduzione del deficit commerciale italiano che passa da oltre 5 a meno 4 miliardi di euro nel 2025. Il miglioramento è stato trainato dalla forte crescita delle esportazioni di veicoli ibridi plug-in, più che raddoppiate verso i mercati extraeuropei, in primis negli Stati Uniti, dove l’import ha cercato di anticipare i dazi annunciati. Non migliora invece il saldo per il fotovoltaico e peggiora quello per i veicoli elettrici puri, per i quali il deficit supera i 2,3 miliardi di euro, rendendo nel complesso il miglioramento ancora fragile e concentrato in pochi segmenti.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Innovazione digitale: oltre 29 miliardi di euro mobilitati per la competitività dell’UE nei primi due anni con la piattaforma STEP</title>
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<description><![CDATA[ In due anni sono stati mobilitati dalla piattaforma STEP oltre 29 miliardi euro per tecnologie strategiche UE, semplificando l’accesso ai fondi e ispirando un futuro fondo unico per la competitività ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:03:25 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">La<span> </span><a href="https://strategic-technologies.europa.eu/index_en" target="_blank" rel="noopener"><b>piattaforma Strategic Technologies for Europe (STEP)</b></a><span> </span>celebra il suo secondo anniversario con importanti risultati per lo sviluppo e la produzione di tecnologie critiche in Europa. Dalla sua istituzione nel marzo 2024,<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://strategic-technologies.europa.eu/step-results/step-figures_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span lang="IT">STEP ha mobilitato 29 miliardi di euro di finanziamenti dell'UE</span></b></a><span lang="IT"><span> </span>in tutti i<span> </span></span><a href="https://strategic-technologies.europa.eu/about/step-funding-and-programmes_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">programmi di finanziamento dell'UE</span></a><span lang="IT"><span> </span>per sostenere le tecnologie e le competenze associate in quattro settori: innovazione digitale e deep-tech, tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse, biotecnologie e difesa. STEP riprogramma i finanziamenti dell'UE provenienti dai programmi esistenti attraverso i suoi inviti specifici per i settori STEP, con l'obiettivo di <strong>sostenere lo sviluppo e la produzione di tecnologie critiche</strong>. In vista di questo anniversario, il 24 marzo il Commissario per il Bilancio, la lotta antifrode e la pubblica amministrazione <strong>Piotr</strong><span> </span><b>Serafin</b><span> </span>ha tenuto un<span> </span></span><a href="https://strategic-technologies.europa.eu/news-and-events/events/implementation-dialogue-commissioner-serafin-strategic-technologies-europe-platform-step-2026-03-24_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">dialogo sull'attuazione</span></a><span lang="IT">, in cui ha incontrato le parti interessate a STEP per ascoltare direttamente la loro esperienza con la piattaforma.</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il<span> </span></span><span lang="EN-GB"><span lang="IT">portale STEP</span><span lang="IT"><span> </span>fornisce ai promotori di progetti una<span> </span><b>piattaforma unica</b><span> </span>per accedere a tutte le opportunità di finanziamento STEP in tutti i programmi dell'UE e negli Stati membri. Finora, oltre<span> </span></span><a href="https://strategic-technologies.europa.eu/get-funding_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">220 inviti STEP sono stati elencati sul portale STEP</span></a><span lang="IT"><span> </span>affinché i promotori di progetti possano presentare domanda di finanziamento. Sono in corso lavori su un simulatore di intelligenza artificiale per rendere l'accesso alle informazioni ancora più semplice. Quasi 14 miliardi di euro di finanziamenti dell'UE mobilitati nell'ambito di STEP provengono da fondi gestiti dalla Commissione europea a beneficio dell'intera UE: il<span> </span></span><a href="https://cinea.ec.europa.eu/programmes/innovation-fund_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Fondo per l'innovazione</span></a><span lang="IT">, il<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/activities/digital-programme" target="_blank" rel="noopener noreferrer">programma Digital Europe</a>, il<span> </span></span><a href="https://defence-industry-space.ec.europa.eu/eu-defence-industry/european-defence-fund-edf-official-webpage-european-commission_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Fondo europeo per la difesa</span></a><span lang="IT">, il<span> </span></span><a href="https://hadea.ec.europa.eu/programmes/eu4health_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">programma EU4Health</span></a><span lang="IT"><span> </span>e<span> </span></span><a href="https://research-and-innovation.ec.europa.eu/funding/funding-opportunities/funding-programmes-and-open-calls/horizon-europe_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Horizon Europe</span></a><span lang="IT">. Oltre 15 miliardi di euro sono investiti nelle priorità STEP da 20 Stati membri e dalle loro regioni dai fondi della politica di coesione finanziati dall'UE e importi maggiori vengono mobilitati da altri investitori pubblici e privati.</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">L'esperienza positiva dell'approccio STEP ha fornito un contributo importante alla proposta della Commissione di consolidare 14 programmi in un unico<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/eu-budget/long-term-eu-budget/eu-budget-2028-2034_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Fondo europeo per la competitività per il prossimo quadro finanziario pluriennale a partire dal 2028</span></a><span lang="IT">. Ispirato al portale STEP, sarà istituito uno sportello unico per consolidare e semplificare l'accesso alle opportunità di finanziamento nell'ambito dell'intero bilancio dell'UE. Per maggiori informazioni su questo anniversario STEP, è possibile visitare la<span> </span></span><a href="https://strategic-technologies.europa.eu/news-and-events/press-and-media/eu29-billion-eu-funding-mobilised-drive-eu-competitiveness-strategic-technologies-europe-platform-2026-03-30_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">pubblicazione dedicata</span></a><span lang="IT">.</span></span><span lang="IT"> </span></p>]]> </content:encoded>
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<title>La Commissione Europea presenta il programma AGILE per un&amp;apos;innovazione rapida nel settore della difesa</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-presenta-il-programma-agile-per-uninnovazione-rapida-nel-settore-della-difesa</link>
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<description><![CDATA[ Bruxelles lancia lo strumento AGILE, un fondo da 115 milioni di euro per accelerare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie innovative per la difesa, sostenendo soprattutto PMI e start-up con finanziamenti rapidi e flessibili ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 09:36:45 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">La Commissione europea presenta un<span> </span>nuovo strumento di finanziamento da 115 milioni di euro (<strong>AGILE</strong>), mirato a portare le tecnologie di rottura per la difesa dal laboratorio al terreno a velocità record. Lo strumento pilota punta ad <strong>accelerare lo sviluppo e la sperimentazione di innovazioni dirompenti nel settore della difesa</strong> - come <strong>l'intelligenza artificiale, le tecnologie quantistiche o i droni</strong> - e la loro diffusione sul mercato, concentrandosi sul sostegno alle piccole e medie imprese (PMI), comprese le start-up e le scale-up.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina ha dimostrato che il successo militare sul campo dipende ormai dalla brevità dei cicli di innovazione; si tratta insomma di raggiungere la capacità di sviluppare, testare e diffondere nuove tecnologie e soluzioni efficienti sotto il profilo dei costi nel giro di settimane o mesi anziché anni. A fronte degli scenari di guerra moderni e della loro rapida trasformazione digitale e tecnologica, il programma AGILE è concepito per gli attori della<strong><span> </span></strong>"nuova difesa",<strong><span> </span></strong>le start-up e gli innovatori tecnologici che si muovono ad alta velocità.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il programma darà loro sostegno attraverso finanziamenti più rapidi e più flessibili alle singole imprese e garantendo la diffusione delle innovazioni nel minor tempo possibile. Con il programma AGILE si mira a portare i tempi di concessione delle sovvenzioni a soli quattro mesi - un obiettivo senza precedenti - e a fare in modo che le tecnologie siano messe a disposizione delle forze di difesa in tempi compresi tra 1 e 3 anni.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Il programma AGILE sosterrà tra i 20 e i 30 progetti, fornendo fino al 100% dei finanziamenti di tutti i costi ammissibili</strong>. Per agevolare un'innovazione rapida, sarà inoltre prevista una clausola retroattiva che consentirà alle imprese di chiedere il rimborso delle spese sostenute fino a tre mesi prima della chiusura dell'invito a presentare domande.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il programma di lavoro comprenderà due tipi principali di attività: lo sviluppo di prodotti e tecnologie di rottura per la difesa sulla base di obiettivi specifici, e l'accesso al mercato delle soluzioni di difesa, per far sì che raggiungano i mercati reali.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Sarà pienamente in linea con le esigenze più urgenti degli Stati membri dell'UE e garantirà che la difesa europea non sia solo innovativa, ma anche pronta a rispondere immediatamente a qualsiasi minaccia.</p>
<h3 style="text-align: left;"></h3>
<h3 style="text-align: left;">Prossime tappe</h3>
<p></p>
<p style="text-align: left;">La Commissione presenterà al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di nuovo regolamento per l'istituzione del programma AGILE, affinché venga adottata secondo la procedura legislativa ordinaria.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Lo strumento dovrebbe essere operativo a partire <strong>dall'inizio del 2027</strong>, in modo da garantire la rapida diffusione di nuove tecnologie tra le forze armate europee.</p>
<h3 style="text-align: left;"></h3>
<h3 style="text-align: left;">Contesto</h3>
<p></p>
<p style="text-align: left;">Negli ultimi anni l'Unione europea ha intensificato gli sforzi per rafforzare la ricerca e lo sviluppo nel settore della difesa, in particolare attraverso il<span> </span><a href="https://defence-industry-space.ec.europa.eu/eu-defence-industry/european-defence-fund-edf-official-webpage-european-commission_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener">Fondo europeo per la difesa (FED)</a>, che promuove progetti di cooperazione a livello transfrontaliero. In tale contesto, il<span> </span><a href="https://eudis.europa.eu/index_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener">sistema UE di innovazione nel settore della difesa (EUDIS)</a><span> </span>sostiene le start-up e le PMI, mentre il<span> </span><a href="https://eda.europa.eu/what-we-do/research-technology/hedi" target="_blank" rel="noopener">polo di innovazione nel settore della difesa dell'UE (HEDI)</a>, avviato dall'Agenzia europea per la difesa, rafforza la cooperazione tra gli Stati membri e i portatori di interessi. Insieme, questi strumenti offrono una solida base per l'innovazione collaborativa nel settore della difesa in Europa.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Al tempo stesso sono necessari ulteriori sforzi per integrare gli strumenti esistenti con meccanismi più agili. Recenti iniziative, tra cui la comunicazione dal titolo "<a href="https://defence-industry-space.ec.europa.eu/eu-defence-industry/readiness-roadmap-2030_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener">Preservare la pace - Tabella di marcia sulla prontezza alla difesa per il 2030</a>" e il<span> </span><a href="https://defence-industry-space.ec.europa.eu/eu-defence-industry/white-paper-european-defence-readiness-2030_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener">libro bianco sulla prontezza alla difesa europea per il 2030</a>, sottolineano la necessità di accelerare l'innovazione e l'adozione di nuove tecnologie.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">In tale contesto, la<span> </span><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52025DC0845" target="_blank" rel="noopener">tabella di marcia per la trasformazione dell'industria europea della difesa</a><span> </span>chiede maggiore rapidità, agilità e assunzione di rischi in tutto l'ecosistema europeo della difesa e sottolinea la necessità di nuovi strumenti di sostegno più reattivi, che aprano la strada al programma AGILE.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea indaga sugli sconti online applicati durante il &amp;quot;Black Friday&amp;quot;  e il &amp;quot;Cyber Monday&amp;quot;</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-indaga-sugli-sconti-online-applicati-durante-il-black-friday-e-il-cyber-monday</link>
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<description><![CDATA[ Secondo un&#039;indagine della Commissione europea e delle autorità per la tutela dei consumatori, un operatore online su tre indica in modo scorretto gli sconti online durante il &quot;Black Friday&quot;  e il &quot;Cyber Monday&quot; ]]></description>
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 10:04:33 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il 26 marzo 2026 la <strong>Commissione europea</strong> e le autorità per la tutela dei consumatori di <strong>23 Stati membri</strong>, nonché di <strong>Islanda e Norvegia</strong>, hanno pubblicato i risultati di un'indagine a tappeto sugli <strong>sconti online</strong> praticati durante le campagne di vendita scontata del "<strong>Black Friday</strong>"  e del "<strong>Cyber Monday</strong>".</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Le<span> </span><a href="https://commission.europa.eu/live-work-travel-eu/consumer-rights-and-complaints/enforcement-consumer-protection/sweeps_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">indagini a tappeto</a><span> </span>sono state coordinate dalla Commissione europea e condotte simultaneamente dalle autorità responsabili dell'esecuzione della normativa. L'obiettivo era valutare se gli sconti e le pratiche di fissazione dei prezzi durante le principali campagne di vendita, come appunto il "Black Friday" e il "Cyber Monday", <strong>fossero conformi al diritto dell'UE in materia di tutela dei consumatori</strong>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Le autorità per la tutela dei consumatori hanno controllato<span> </span><b>314 operatori commerciali online</b><span> </span>e hanno riscontrato che il 30 % indicava in modo errato gli sconti durante tali vendite. Ai sensi della<span> </span><a href="https://commission.europa.eu/law/law-topic/consumer-protection-law/unfair-commercial-practices-and-price-indication/price-indication-directive_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">direttiva sull'indicazione dei prezzi</a>, quando un'impresa annuncia uno sconto, il prezzo di riferimento deve essere infatti il prezzo più basso applicato negli ultimi 30 giorni.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"><strong>Henna</strong><span> </span><b>Virkkunen</b>, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato:<span> «</span>Il "Black Friday" e il "Cyber Monday" offrono grandi opportunità sia alle imprese che ai consumatori. Tuttavia, offrire la possibilità di fare un "affarone" non deve rappresentare una scusa per aggirare le regole. I consumatori si aspettano un trattamento equo, che si tratti di acquisti online o offline. La nostra indagine a tappeto dovrebbe servire da promemoria: le imprese che trattano i loro clienti in modo equo hanno sempre qualcosa da guadagnarne».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"><strong>Michael</strong><span> </span><b>McGrath</b>, Commissario per la Democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, ha dichiarato: «La fiducia è essenziale sia per i consumatori che per le imprese. Sconti ingannevoli e false "promozioni" minano tale fiducia. Le norme dell'UE in materia di protezione dei consumatori assicurano un equilibrio attentamente ponderato, garantendo un mercato equo al servizio degli interessi sia delle imprese che dei consumatori. Questa indagine a tappeto ci fornisce una panoramica completa del mercato, aiutandoci a individuare gli ambiti in cui sono necessarie ulteriori azioni per mantenerlo equo, trasparente e competitivo».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Per ulteriori informazioni consultare il<span> </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_26_734" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Agroalimentare: l&amp;apos;ultima relazione della Commissione Europea sulle esportazioni UE mostra un nuovo record nel 2025</title>
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<description><![CDATA[ Secondo l&#039;ultima relazione della Commissione europea, nel 2025 le esportazioni agroalimentari dell&#039;UE hanno raggiunto il nuovo picco di 238,4 miliardi di euro con un aumento dell&#039;1% rispetto al 2024 ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 09:44:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">L'ultima<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://agriculture.ec.europa.eu/media/news/eu-agri-food-trade-hits-new-records-2025-2026-03-13_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">relazione sul commercio agroalimentare dell'UE</span></a></span><span lang="IT">, pubblicata il 13 marzo 2026 dalla Commissione europea, mostra che le esportazioni agroalimentari dell'UE hanno raggiunto un nuovo record nel 2025, nonostante le sfide economiche globali.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Nel 2025 le<span> </span><b>esportazioni agroalimentari dell'UE</b><span> </span>sono ammontate complessivamente a 238,4 miliardi di euro, con un <strong>aumento dell'1% rispetto al 2024</strong> (+2,3 miliardi di euro). Il Regno Unito è rimasto la principale destinazione delle esportazioni agroalimentari dell'UE, rappresentando il 23% del totale (55,6 miliardi di euro). Tra gli altri sviluppi principali, le esportazioni sono aumentate in modo significativo verso la Svizzera (+1,2 miliardi di euro, +7%) e la Turchia (+1,1 miliardi di euro, +16%). I preparati a base di cereali, i prodotti lattiero-caseari e il vino hanno continuato a trainare le esportazioni dell'UE, mentre cacao, caffè e cioccolato hanno registrato i maggiori aumenti di valore, in gran parte dovuti all'aumento dei prezzi.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Le<span> </span><b>importazioni agroalimentari dell'UE</b><span> </span>sono salite a 188,6 miliardi di euro, con un aumento del 9% rispetto al 2024 (+15,3 miliardi di euro). Il Regno Unito, il Brasile e gli Stati Uniti sono rimasti i principali fornitori, con cacao, caffè, frutta e frutta a guscio che hanno trainato la crescita delle importazioni a causa dell'aumento dei prezzi mondiali.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Nel 2025 l'UE ha mantenuto un avanzo commerciale complessivo nel settore agroalimentare pari a 49,9 miliardi di euro. Si tratta di un importo inferiore di 13,3 miliardi di euro rispetto all'avanzo complessivo del 2024, principalmente a causa dell'aumento dei prezzi all'importazione di materie prime chiave come caffè, cacao, frutta e frutta a guscio. L'UE rimane il primo esportatore mondiale di prodotti agroalimentari ed è stata anche il primo importatore mondiale nel 2025.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Nel 2025 il commercio agroalimentare ha rappresentato il 9% delle esportazioni totali dell'UE, il 7,5% delle importazioni totali dell'UE e il 37% dell'avanzo commerciale complessivo dell'UE.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Maggiori dettagli e tabelle approfondite sono disponibili nell'ultima edizione della<span> </span></span><span lang="EN-GB"><span lang="IT">relazione mensile sul commercio agroalimentare dell'UE</span></span><span lang="IT">.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Materie prime critiche, ENEA: presentato il database del fosforo come strumento per l’economia circolare</title>
<link>https://www.italia24.news/materie-prime-critiche-enea-presentato-il-database-del-fosforo-come-strumento-per-leconomia-circolare</link>
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<description><![CDATA[ ENEA, in collaborazione con il MASE, ha presentato il Database del fosforo che raccoglie informazioni su impianti di trattamento, utilizzatori e produttori di scarti e rifiuti per facilitare l&#039;incontro tra domanda e offerta di questa risorsa non rinnovabile ]]></description>
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<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 10:10:52 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Un<span> </span><a href="https://database.piattaformaitalianafosforo.it/" target="_blank" rel="noopener">Database Nazionale del Fosforo</a><span> </span>per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di fosforo recuperato, ma anche questionari, buone pratiche e tecnologie per favorire modelli sempre più efficaci di economia circolare e ridurre la dipendenza dell’Italia dalle importazioni. È quanto ha realizzato la<span> </span><strong>Piattaforma Nazionale del Fosforo</strong>,<span> </span><strong>gestita da ENEA</strong><span> </span>in collaborazione con il <strong>Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica</strong> (<strong>MASE</strong>), le cui attività sono state presentate ieri al MASE in un<span> </span><a href="https://www.eventi.enea.it/tutti-gli-eventi-enea/save-the-date-la-gestione-circolare-del-fosforo-risultati-e-prospettive-della-piattaforma-italiana-del-fosforo.html" target="_blank" rel="noopener">workshop</a><span> </span>organizzato in collaborazione con ENEA.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Tema centrale dell’incontro è stato il <strong>mercato secondario del fosforo</strong> e la presentazione della banca dati che raccoglie informazioni su impianti di trattamento, utilizzatori e produttori di scarti e rifiuti contenenti fosforo, con l’obiettivo di facilitare un’analisi puntuale dei fabbisogni in termini di qualità e quantità del prodotto.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">ENEA ha realizzato un <strong>questionario rivolto a tutti i membri della Piattaforma Nazionale del Fosforo</strong> con l’obiettivo di identificare ostacoli e opportunità del mercato del fosforo secondario. I risultati dimostrano come l’Italia abbia una concreta opportunità di ridurre tale dipendenza attraverso strategie circolari e il recupero interno, nonostante l’attuale mercato italiano del fosforo resti ancora fragile e dipendente dall’approvvigionamento esterno.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«La Piattaforma Nazionale del Fosforo si conferma un punto di riferimento per la condivisione di conoscenze, buone pratiche e soluzioni tecnologiche a supporto delle politiche di economia circolare», sottolinea la referente scientifica della Piattaforma, <strong>Roberta De Carolis</strong>, ricercatrice del Dipartimento Sostenibilità dell’ENEA. «Il Database Nazionale del Fosforo – aggiunge – è uno strumento importante per una gestione più efficiente, trasparente e circolare, consentendo di individuare con maggiore precisione fabbisogni, flussi e potenzialità di recupero, grazie all’integrazione di dati su utilizzatori, produttori di scarti e impianti di trattamento».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Il fosforo è una risorsa non rinnovabile e insostituibile, </strong>considerata dall’Unione Europea una <strong>materia prima critica</strong> a causa dell’elevata dipendenza dalle importazioni da Paesi extra‑UE (84% per la roccia fosfatica e 100% per il fosforo elementare) e del ridotto tasso di riciclo dai prodotti a fine vita (17% per la roccia fosfatica e nullo per il fosforo elementare). Malgrado queste caratteristiche, è utilizzato in molti settori: la maggior parte del fosforo elementare è destinata all’industria chimica per la produzione di fertilizzanti in ambito agricolo, ma una quota crescente trova anche impiego anche in altri settori strategici, in particolare nelle batterie di nuova generazione (litio‑ferro‑fosfato e litio‑manganese‑ferro‑fosfato), rendendolo una potenziale risorsa chiave per la transizione energetica.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Il nostro Paese presenta un tasso di riciclo a fine vita del fosforo molto basso, una criticità rilevante per una risorsa inserita tra le materie prime critiche dell’Unione Europea», spiega <strong>Daniela Claps,</strong> responsabile del Supporto Tecnico Strategico del Dipartimento Sostenibilità. «La Piattaforma – aggiunge – mira a chiudere il ciclo del fosforo, con l’obiettivo a lungo termine di limitare la dipendenza del nostro Paese dalla sua importazione, in linea con le priorità europee sulle materie prime critiche e con i principi dell’economia circolare».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Istituita nel 2019 su iniziativa del MASE, la Piattaforma Nazionale del Fosforo persegue l’autosufficienza del ciclo del fosforo a livello nazionale e il coordinamento con le politiche europee attraverso lo sviluppo di modelli di economia circolare. Gestita da ENEA in collaborazione con la Direzione Generale Economia Circolare e Bonifiche del MASE, la Piattaforma è aperta a tutti i soggetti che, a vario titolo, operano nel ciclo del fosforo e ad oggi coinvolge oltre 70 organizzazioni aderenti tra enti di ricerca, istituzioni pubbliche e private, aziende e realtà del terzo settore.</p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>ASI e Polizia di Stato: rinnovata la convenzione per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici</title>
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<description><![CDATA[ La Polizia di Stato e l’Agenzia Spaziale Italiana rinnovano la convenzione per proteggere reti e sistemi informatici dell’Agenzia da minacce cibernetiche rafforzando collaborazione, scambio di informazioni e prevenzione degli attacchi ]]></description>
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<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:38:57 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">È stata rinnovata l'11 marzo 2026 a Roma la convenzione tra la<span> </span><strong>Polizia di Stato</strong><span> </span>e l’<strong>Agenzia Spaziale Italiana</strong><span> </span>(ASI) a tutela delle reti e dei sistemi informativi di supporto alle funzioni istituzionali dell’Agenzia, asset strategico di particolare rilievo per il Paese.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">La convenzione, firmata dal Sig. Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto<strong><span> </span>Vittorio Pisani</strong><span> </span>e dal Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Prof.<span> </span><strong>Teodoro Valente</strong>, consolida il percorso di strutturata collaborazione avviato nel 2023 con l’obiettivo di rafforzare le attività di prevenzione e contrasto alle possibili minacce cibernetiche rivolte alle infrastrutture e sistemi strategici dell’Agenzia.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">L'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), istituita nel 1988, è un ente pubblico nazionale con il compito di preparare e attuare la politica spaziale italiana in accordo con le linee guida del Governo. La tutela delle attività strategiche poste in essere dall’Agenzia richiede la costante collaborazione tra i soggetti coinvolti nella sicurezza cibernetica e una sempre più efficace condivisione informativa.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">In questo contesto la Convenzione<strong><span> </span>rafforza il coordinamento operativo</strong><span> </span>e lo<span> </span><strong>scambio di informazioni</strong><span> </span>finalizzati alla prevenzione, all’analisi dei rischi e alla gestione tempestiva di eventuali eventi critici che saranno assicurati, per la Polizia di Stato, dal<span> </span><strong>Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica</strong><span> </span>attraverso il CNAIPIC –<strong><span> </span>Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il Centro, con una<strong><span> </span>sala operativa attiva 24 ore su 24</strong>, garantisce il monitoraggio, l’analisi e la gestione degli eventi di sicurezza cibernetica che coinvolgono infrastrutture critiche di rilevanza nazionale, punto di contatto nazionale e internazionale per il coordinamento delle risposte nei settori sensibili e strategici del Paese.</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il Capo della Polizia<span> </span><strong>Pisani</strong><span> </span>ha dichiarato che: «Il rinnovo della Convenzione con l’Agenzia Spaziale Italiana rafforza una collaborazione strategica per la protezione di un asset di particolare rilievo per il Paese. In un contesto in cui le minacce cibernetiche sono sempre più evolute, la tutela delle infrastrutture e dei sistemi informativi che supportano le attività spaziali assume un valore centrale per la sicurezza nazionale. Attraverso il lavoro della Polizia Postale e del CNAIPIC continueremo a garantire prevenzione, capacità di risposta e condivisione informativa per difendere infrastrutture e funzioni strategiche dello Stato».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Il Capo della Polizia ha sottolineato anche che: «il rinnovo della Convenzione si pone in linea con l’impegno, assunto nel 2023, dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza nell’User Forum Nazionale Copernicus. In tale ambito, di recente, è stato individuato l’Ufficio Coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia come focal point che esprime la posizione del sistema di law enforcement nazionale nell’User Forum ed è stato istituito un Tavolo tecnico tematico “Sicurezza”, al quale partecipano i rappresentanti delle Forze di polizia e delle articolazioni del Dipartimento della P.S. Il Tavolo Sicurezza ha il compito fondamentale di raccogliere le indicazioni di tutte le Forze di polizia sulle esigenze e i fabbisogni connessi all’applicazione dei prodotti spaziali agli ambiti di interesse della sicurezza nazionale. Infatti, l’attuale scenario geopolitico rende assolutamente prioritario, per la sicurezza nazionale, lo sviluppo di nuove tecnologie e prodotti spaziali di osservazione della Terra sostenuto da ingenti risorse sia unionali che nazionali. Il sistema di law enforcement nazionale è chiamato ad affrontare nuove sfide e deve, quindi, capitalizzare nuove competenze da integrare con quelle esistenti e acquisire sempre più avanzati strumenti preventivi e investigativi».</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">«Il rinnovo della Convenzione rafforza la collaborazione istituzionale per la protezione – ricorda<span> </span><strong>Teodoro Valente</strong>, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana - di infrastrutture critiche. È questa una cooperazione rilevante nell’interesse e per la tutela del Paese legata sia alla prevenzione dei crimini informatici che allo svolgimento di attività formative dedicate. Lo spazio rappresenta sempre più un dominio fondamentale nel campo della sicurezza nazionale, per questo è anche esso oggetto di attenzione per la prevenzione degli accessi illeciti su infrastrutture critiche. Si tratta di un tema prioritario. La sinergia messa in campo tra ASI e il Centro Nazionale Anticrimine Informatico (CNAIPC) è uno strumento operativo, attento alla formazione di risorse altamente qualificate e volto anche alla identificazione di prassi e linee guida, per il contrasto agli attacchi cibernetici e all’indebita sottrazione di informazioni ad alto grado di criticità e sensibilità. Competenze e capacità sono messe a fattor comune per la tutela delle informazioni provenienti dagli asset spaziali del Paese».</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea presenta misure per rafforzare l&amp;apos;indipendenza energetica dell&amp;apos;UE e ridurre i costi dell&amp;apos;energia</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-presenta-misure-per-rafforzare-lindipendenza-energetica-dellue-e-ridurre-i-costi-dellenergia</link>
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<description><![CDATA[ Bruxelles propone misure per aumentare gli investimenti nell’energia pulita, ridurre i prezzi dell’energia e rafforzare l’indipendenza energetica dell’UE, includendo anche lo sviluppo dei piccoli reattori modulari (SMR) ]]></description>
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<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 10:09:09 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La Commissione europea ha presentato ieri le<span> </span><b>prime iniziative volte a stimolare gli investimenti in soluzioni energetiche pulite prodotte internamente, rafforzare la resilienza del sistema energetico e contribuire a ridurre i prezzi dell'energia</b>. L'attuale contesto geopolitico ricorda quanto siano elevati i rischi legati alla dipendenza dell'Europa dalle importazioni di combustibili fossili, mentre cittadini e industrie continuano a esprimere una forte preoccupazione per il livello dei prezzi energetici.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://energy.ec.europa.eu/publications/communication-clean-energy-investment-strategy_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span lang="IT">strategia di investimento per l'energia pulita</span></b></a></span><span lang="IT"><span> </span>mira a <strong>colmare il divario tra il capitale privato oggi disponibile e gli investimenti necessari per accelerare la transizione energetica</strong>. Con il<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://energy.ec.europa.eu/publications/communication-citizens-energy-package_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span lang="IT">pacchetto energia dei cittadini</span></b></a></span><span lang="IT">, la Commissione propone inoltre azioni concrete per <strong>ridurre le bollette</strong>, <strong>consentire ai cittadini di produrre e condividere la propria energia pulita e contrastare la povertà energetica.</strong> La<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://energy.ec.europa.eu/news/commission-unveils-strategy-bring-europes-first-smrs-online-early-2030s-2026-03-10_en#:~:text=To%20unlock%20and%20exploit%20this,%2C%20and%20fast%2Dtrack%20commercialisation." target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span lang="IT">strategia per i piccoli reattori modulari</span></b></a></span><b><span> </span></b><span lang="IT">(SMR) delinea invece una visione per la creazione di una catena di approvvigionamento europea dedicata a questa tecnologia, con l'obiettivo di rendere operativi i primi SMR all'inizio degli anni 2030.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Le misure presentate danno attuazione al<span> </span></span><span lang="EN-GB"><span lang="IT">piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili</span></span><span lang="IT">, con l'obiettivo di rafforzare la competitività dell'Europa, ridurre le dipendenze energetiche e migliorare l'accessibilità economica dell'energia per le famiglie. La Commissione presenterà ulteriori iniziative nei prossimi mesi.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Maggiori informazioni sono disponibili nel<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_555" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">comunicato stampa</span></a></span><span lang="IT">, nelle<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_26_557" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">domande e risposte sulla strategia di investimento per l'energia pulita</span></a></span><span lang="IT">, nelle<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_26_556" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">domande e risposte sui piccoli reattori modulari</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>e nella<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/fs_26_558" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">scheda informativa</span></a></span><span lang="IT">, disponibili online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea investe oltre 103 milioni di euro in progetti strategici europei in materia di ambiente e clima</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-investe-oltre-103-milioni-di-euro-in-progetti-strategici-europei-in-materia-di-ambiente-e-clima</link>
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<description><![CDATA[ Bruxelles investe oltre 103 milioni di euro in sette progetti del programma LIFE per sostenere resilienza climatica, ripristino della natura ed economia circolare in vari Paesi UE. L’iniziativa mira anche a mobilitare ulteriori investimenti e a rafforzare salute, competitività e qualità della vita ]]></description>
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<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 09:49:26 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">il 10 marzo la Commissione europea investe<span> </span><b>oltre 103 milioni di euro in sette progetti strategici</b><span> </span>in tutta Europa finanziati nell'ambito del<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://cinea.ec.europa.eu/programmes/life_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span lang="IT">programma LIFE</span></b></a></span><span lang="IT">. L'obiettivo è rafforzare la prosperità dell'UE, la stabilità economica, i sistemi alimentari e gli ecosistemi ambientali, migliorando al tempo stesso la salute pubblica e la qualità della vita in tutto il continente.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">I progetti selezionati si trovano in<span> </span><b>Finlandia, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia<span> </span></b>e<b><span> </span>Spagna</b>. Sostenendo e accelerando l'attuazione delle politiche ambientali e climatiche dell'UE, le iniziative si concentrano in particolare sulla resilienza climatica e idrica, sul ripristino della natura, sull'economia circolare e sull'uso sostenibile del suolo. I progetti dovrebbero inoltre mobilitare ulteriori investimenti pubblici e privati a livello nazionale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"><strong>Wopke</strong><span> </span><b>Hoekstra</b>, Commissario per l'Azione per il clima, ha dichiarato: «Il costo dell'inazione continua ad aumentare. Investire nel clima non è facoltativo: è essenziale per la nostra economia, la nostra sicurezza e la nostra indipendenza. La giustificazione economica per accelerare la transizione pulita è chiara e questi progetti LIFE strategici rappresentano investimenti concreti verso il raggiungimento dei nostri obiettivi climatici».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"><strong>Jessika</strong><span> </span><b>Roswall</b>, Commissaria per l'Ambiente, la resilienza idrica e un'economia circolare competitiva, ha aggiunto: «I progetti strategici LIFE a lungo termine sono fondamentali per costruire un'Europa sicura e sostenibile. Gli investimenti annunciati oggi rafforzano le infrastrutture naturali dell'Europa, che costituiscono la base della nostra sicurezza economica, della nostra competitività e della nostra resilienza».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Maggiori informazioni sono disponibili nel<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_542" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">comunicato stampa</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>e nelle<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_26_543" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">sintesi dei progetti</span></a></span><span lang="IT">.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea finanzia 60 milioni di euro per promuovere la cooperazione nei settori culturali e creativi</title>
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<description><![CDATA[ Fino al 5 maggio 2026 sarà possibile presentare progetti di cooperazione europea nell&#039;ambito di Creative Europe, il programma faro dell&#039;UE dedicato ai settori culturali e creativi, di cui Bruxelles disporrà 60 milioni di euro ]]></description>
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<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 10:29:21 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">La <strong>Commissione Europea</strong> ha pubblicato l'invito 2026 a <strong>presentare progetti di cooperazione europea nell'ambito di </strong></span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/it/creative-europe/about-the-creative-europe-programme" target="_blank" rel="noopener"><strong><span lang="IT">Creative Europe</span></strong></a><span lang="IT"><strong>,</strong> il programma faro dell'UE dedicato ai settori culturali e creativi. Con una dotazione di <strong>60 milioni di euro</strong>, l'invito sosterrà circa <strong>150 progetti</strong> che realizzeranno un'ampia gamma di attività culturali e creative, promuovendo tra l'altro la cooperazione transfrontaliera, lo sviluppo delle capacità, il talento artistico e le pratiche innovative. I progetti coinvolgeranno artisti e organizzazioni attivi in tutti i settori della sezione Cultura di Europa creativa, tra cui teatro, danza, musica, patrimonio culturale, architettura, letteratura, design e moda.</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">I candidati provenienti dai paesi che partecipano al programma Europa creativa avranno tempo fino al<span> </span><b>5 maggio 2026</b><span> </span>per presentare le loro proposte.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Il Commissario per l'Equità intergenerazionale, i giovani, la cultura e lo sport, <strong>Glenn</strong><span> </span><b>Micallef</b>, ha dichiarato: «L'invito a presentare progetti di cooperazione europea del 2026, per un valore di 60 milioni di euro, rappresenta un forte impegno a rafforzare la collaborazione nei dinamici settori culturali e creativi europei. Guidati dalla bussola culturale per l'Europa, questi finanziamenti sosterranno progetti che celebrano la diversità culturale, favoriscono l'inclusione e promuovono l'equità intergenerazionale, contribuendo a un ecosistema culturale più sostenibile, resiliente e connesso».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">Ulteriori informazioni sulle procedure di candidatura e sui criteri di ammissibilità sono disponibili sul sito web di<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://culture.ec.europa.eu/news/2026-creative-europe-call-for-european-cooperation-projects-open" target="_blank" rel="noopener"><span lang="IT">Creative Europe</span></a><span lang="IT">.</span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea approva nuove richieste di assistenza tecnica nell’ambito del Technical Support Instrument 2026</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-approva-nuove-richieste-di-assistenza-tecnica-nellambito-del-technical-support-instrument-2026</link>
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<description><![CDATA[ Bruxelles ha approvato, nell’ambito del Technical Support Instrument, 176 richieste di assistenza tecnica per il 2026 per aiutare gli Stati membri ad attuare riforme strutturali e a rafforzare le amministrazioni pubbliche ]]></description>
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<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 09:42:23 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">La Commissione europea ha approvato il 6 marzo 2026 un nuovo pacchetto di<span> </span><b>176 richieste di assistenza tecnica</b><span> </span>nell'ambito del <strong>Technical Support Instrument</strong><b> per il 2026</b>, volto ad aiutare i paesi dell'UE a elaborare riforme, attuare la legislazione europea e modernizzare le loro pubbliche amministrazioni.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">La Commissione assisterà in particolare tutti i<span> </span><b>27 Stati membri</b><span> </span>nel dare seguito alle<span> </span><b>raccomandazioni specifiche per paese</b><span> </span>formulate nell'ambito del<span> </span><b>semestre europeo</b>, il processo annuale di coordinamento delle politiche economiche dell'UE. Il sostegno contribuirà inoltre a preparare il terreno per il prossimo<span> </span><b>quadro finanziario pluriennale 2028‑2034</b>, garantendo che i piani di partenariato nazionali e regionali siano allineati alle priorità dell'Unione.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Tra i principali ambiti di intervento figurano il miglioramento dei sistemi fiscali degli Stati membri, l'attuazione del regolamento dell'UE sull'intelligenza artificiale e l'adozione dell'IA nei servizi pubblici. Il pacchetto prevede inoltre l'istituzione, nel 2026, di un'accademia di regolamentazione dell'energia per sostenere l'evoluzione del mercato elettrico dell'UE. Saranno inoltre organizzati 66 scambi e visite di studio attraverso il<span> </span></span><span lang="EN-GB"><a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/technical-support-instrument-0/flagship-technical-support-projects/tsi-2026-pace-public-administration-cooperation-exchange_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">programma di scambio di cooperazione tra pubbliche amministrazioni</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>(Public Administration Cooperation Exchange - PACE), per favorire la condivisione di conoscenze e migliori pratiche.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Lo strumento di sostegno tecnico mette a disposizione dei paesi dell'UE competenze su misura, aiutandoli ad attuare riforme strutturali e a rafforzare la governance.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="EN-GB"><a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/technical-support-instrument-0_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">Maggiori informazioni</span></a></span><span lang="IT"><span> </span>sul Technical Support Instrument sono disponibili online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Settore aerospaziale, Piemonte: presentato il Rapporto IRES e firmata la Lettera di Intenti per la Città dell’Aerospazio</title>
<link>https://www.italia24.news/settore-aerospaziale-piemonte-presentato-il-rapporto-ires-e-firmata-la-lettera-di-intenti-per-la-citta-dellaerospazio</link>
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<description><![CDATA[ Il Piemonte consolida il proprio ruolo nell’aerospazio con un nuovo rapporto sul settore e un accordo per sviluppare la Città dell’Aerospazio di Torino. L’iniziativa mira a rafforzare ricerca, innovazione e competitività di un comparto che conta 35.000 addetti e 8 miliardi di euro di fatturato annuo ]]></description>
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<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 10:12:47 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Il Piemonte consolida il proprio ruolo di centro nazionale dell’aerospazio. La mattina del 27 febbraio, al Grattacielo Piemonte, è stato presentato il <b>Rapporto “Cluster aerospaziale piemontese: caratteristiche e traiettorie di sviluppo</b>” - realizzato da <b>IRES Piemonte</b> nell’ambito del servizio di valutazione del PR FESR 2021-2027 - ed è stata sottoscritta la <b>Lettera di Intenti tra Regione Piemonte e Politecnico di Torino</b> per la riqualificazione e rifunzionalizzazione delle aree della “<b>Città dell’Aerospazio di Torino</b>”.<b></b></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>L’iniziativa si inserisce nel percorso già avviato con l’Accordo di Programma del 2019 e con i successivi atti attuativi, tra cui l’approvazione dei progetti “<strong>Manufacturing Technology Center (MTC)</strong>” e “<strong>Centro per l’aerospazio</strong>”, e rappresenta un ulteriore passo in avanti per rafforzare infrastrutture di ricerca, trasferimento tecnologico e attrazione di investimenti nel comparto.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>Secondo il Rapporto IRES <b>il settore aerospaziale piemontese</b> <span>concentra circa <b>il 20% degli addetti italiani del comparto</b> e </span>si conferma uno dei principali poli italiani, con una presenza significativa di grandi industrie, <b>una filiera di circa 350 aziende</b>, in larga parte piccole e medie ad alta specializzazione, e un forte legame con il sistema universitario e della ricerca. Il settore, <span>ad alta intensità tecnologica, con una quota di investimenti in ricerca e sviluppo che si avvicina al 10% del fatturato </span>tra aeronautica e spazio, rappresenta un <b>volume d’affari di circa 8 miliardi di euro l’anno e occupa circa 35.000 addetti</b>, con una quota rilevante di esportazioni sul totale nazionale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La <b>Lettera di Intenti</b> sottoscritta oggi tra <b>Regione Piemonte</b> e <b>Politecnico di Torino</b> definisce il quadro di collaborazione per esplorare e sviluppare ulteriori azioni comuni di riqualificazione e valorizzazione di aree e fabbricati in ambito territoriale, con l’obiettivo di ampliare le infrastrutture dedicate a ricerca applicata, formazione avanzata e servizi alle imprese. In questo quadro, la Città dell’Aerospazio rappresenta un luogo di perfetta sperimentazione di quanto espresso nell’accordo.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>In particolare <b>il progetto prevede il completamento e l’estensione degli interventi nell’area di Corso Marche</b>, con la realizzazione di nuovi spazi destinati a ospitare l’ecosistema industriale, con un’attenzione specifica alle piccole e medie imprese.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>L’incontro del 27 febbraio, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni, del sistema della ricerca e dei principali gruppi industriali, tra cui <b>Leonardo</b>, partner industriale strategico del polo, e <b>Principia</b>, soggetto gestore del fondo immobiliare che sostiene lo sviluppo della Città dell’Aerospazio, conferma la volontà condivisa di consolidare il posizionamento del Piemonte nelle principali roadmap europee, dall’aviazione sostenibile alla space economy, anche in coerenza con la Strategia regionale di Specializzazione Intelligente (S3) 2021-2027.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>La Città dell’Aerospazio si configura così quale piattaforma strategica per il rafforzamento della competitività industriale e per la crescita di un ecosistema ad alta intensità di conoscenza, capace di generare ricadute economiche e occupazionali sull’intero territorio regionale.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><b><span>DICHIARAZIONI:</span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«</span><span>Il Piemonte ha scelto di essere protagonista nello sviluppo dell’aerospazio perché questo settore rappresenta una delle traiettorie industriali più avanzate e strategiche per il futuro dell’Europa», hanno dichiarato <b>il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al bilancio, attività produttive e internazionalizzazione Andrea Tronzano</b>. «La nostra filiera integra competenze aeronautiche e spaziali, innovazione e capacità produttiva. Attraverso il PR FESR 2021-2027 sosteniamo progetti di ricerca, infrastrutture tecnologiche e percorsi di certificazione per rafforzare la competitività delle imprese. La Città dell’Aerospazio è il fulcro di questa visione: un ecosistema operativo che mette in rete grandi gruppi, PMI, start up e università, e che rafforza la capacità del territorio di attrarre investimenti, talenti e nuove opportunità di sviluppo».</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span><span>«I dati confermano la solidità e la centralità del cluster aerospaziale piemontese nel panorama nazionale, per dimensione, intensità tecnologica e capacità di integrazione lungo l’intera filiera. Le trasformazioni tecnologiche, industriali e geopolitiche in atto pongono sfide rilevanti, ma aprono anche nuove traiettorie di innovazione e sviluppo. Il lavoro svolto da IRES Piemonte mette a disposizione un quadro aggiornato su struttura produttiva, occupazione e dinamiche competitive, come strumento utile a supporto delle scelte della Regione e al rafforzamento di un settore strategico per la competitività del Piemonte», dichiara il <b>presidente di IRES Piemonte Alessandro Ciro Sciretti</b>.</span></span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«La lettera di intenti firmata oggi si colloca in un quadro di rafforzamento della collaborazione in corso tra Politecnico di Torino e Regione Piemonte. Dotarsi di strumenti di questo tipo ci consente infatti di facilitare l'insediamento di nuovi spazi per l’innovazione, fondamentali per attrarre sul nostro territorio non solo imprese ma anche enti di ricerca e talenti»</span><span>, commenta il <b>rettore del Politecnico Stefano Corgnati</b>, ricordando come il settore dell'aerospazio rappresenti oggi un tema centrale, di forte attrattività.</span></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1s2" style="text-align: left;"><span>«Il Piemonte è uno dei baricentri strategici dell’aerospazio italiano ed europeo, e Leonardo ne è il principale motore industriale e tecnologico. Con circa 4.800 addetti sul territorio e una filiera che coinvolge quasi 400 imprese, in larga parte PMI, contribuiamo in modo determinante alla forza produttiva e alla competitività dell’ecosistema regionale,</span><span> </span><span>che rappresenta il 30% dell’industria hi-tech piemontese. </span><span></span><span>La Città dell’Aerospazio di Torino è una straordinaria opportunità per consolidare il ruolo di Torino e del Piemonte come polo di eccellenza tecnologica e industriale, riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Leonardo, responsabile dell’Aircraft Innovation Center nell’ambito del progetto, ha realizzato laboratori dedicati all’innovazione di prodotto e di processo nell’intero ciclo di vita del prodotto aeronautico, con soluzioni basate su intelligenza artificiale, supercalcolo</span><span> </span><span>e digitalizzazione», dice</span><span> </span><b><span>Giancarlo Mezzanatto – SVP Strategy &amp; Innovation Divisione Aeronautica, Leonardo</span></b><span>.</span><b><span></span></b></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"></p>
<p class="v1MsoNormal" style="text-align: left;"><span>«Questo progetto – dichiara <b>Igor De Biasio, amministratore delegato di Principia </b>– rafforza un ecosistema che integra università, ricerca, innovazione e impresa, creando insieme alle istituzioni le condizioni per attrarre sul territorio investimenti e competenze di alto profilo. Principia, che ha come principale azionista il Ministero dell’Economia e delle Finanze e opera per migliorare l’efficienza della funzione pubblica e l’efficacia del coinvolgimento dei privati nei progetti di trasformazione urbana, guarda con grande interesse a questo percorso e conferma la propria disponibilità a collaborare allo sviluppo dell’iniziativa, portando l’esperienza maturata nello sviluppo del Milano Innovation District».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Materie prime critiche: nei prossimi cinque anni attese nuove tensioni sulle filiere strategiche italiane</title>
<link>https://www.italia24.news/materie-prime-critiche-nei-prossimi-cinque-anni-attese-nuove-tensioni-sulle-filiere-strategiche-italiane</link>
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<description><![CDATA[ Lo studio CASCADE del gruppo interuniversitario Re4lt prevede nei prossimi cinque anni maggiori difficoltà e volatilità nei prezzi delle materie prime critiche, con rischi elevati per terre rare e titanio, e richiama la necessità di politiche coordinate per rafforzare la resilienza industriale ]]></description>
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<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 09:51:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-6d52d02e-7fff-fbd9-e7e4-15f76e36894a"><span>Prezzi più alti e volatili, maggiore difficoltà di reperimento, rischi concentrati su terre rare e titanio. È questo lo scenario che attende l’industria italiana nei prossimi cinque anni secondo </span><span>il <strong>progetto CASCADE</strong></span><span>, ricerca finanziata dal <strong>Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PRIN-PNRR</strong> e condotta dal gruppo interuniversitario <strong>Re4It (Università di Bologna, Università di Bergamo, Università dell'Aquila e Politecnico di Milano)</strong> in collaborazione con il <strong>Centro Studi Confindustria</strong>. Lo studio è stato presento oggi in occasione dell’evento “</span><strong>Materie prime critiche e resilienza delle supply chains</strong><span>” che si è tenuto presso la sede di Confindustria. </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L’analisi si concentra su </span><strong>quattro materie prime critiche – alluminio, rame, titanio e terre rare</strong><span> – centrali per la </span><span><strong>transizione ecologica e digitale</strong> </span><span>e per</span><span> <strong>l’autonomia strategica europea</strong></span><span>. L’orizzonte è quello delle grandi trasformazioni in atto: sicurezza economica, competizione geopolitica, reshoring industriale e corsa globale alle tecnologie green e digitali.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La valutazione, basata su uno studio Delphi che ha coinvolto 45 esperti, indica un progressivo irrigidimento delle condizioni di accesso. Anche se l’aumento e la volatilità dei prezzi rappresentano una criticità trasversale a tutti i materiali, </span><strong>le tensioni più profonde riguardano le terre rare</strong><span> – che emergono come il materiale con il profilo di rischio più sistemico – </span><span><strong>e il titanio</strong>.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Le cause sono strutturali, non congiunturali</strong><span>: crescita della domanda globale, forte concentrazione geografica dell’offerta, tensioni geopolitiche, difficoltà di sostituzione dei materiali. I requisiti ambientali non sono percepiti come il principale fattore di aggravamento, ma contribuiscono a rendere più complesso il quadro regolatorio. </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>Gli impatti saranno particolarmente intensi nei settori ad alta tecnologia</strong><span> e valore strategico: </span><strong>aerospazio e difesa</strong><span> (titanio e alluminio), </span><strong>elettrificazione ed elettronica</strong><span> (rame), </span><strong>magneti e tecnologie avanzate</strong><span> (terre rare). </span><strong>Le criticità</strong><span> si propagheranno </span><strong>lungo tutta la catena del valore</strong><span>, dalle fasi estrattive ai prodotti finiti, con effetti amplificati sulle filiere integrate. </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il </span><strong>Critical Raw Materials Act del 2024</strong><span> rappresenta un passo in avanti nella strategia europea di riduzione delle dipendenze, ma </span><strong>secondo CASCADE presenta limiti rilevanti</strong><span>: obiettivi aggregati e non differenziati per singola materia prima, risorse finanziarie non coerenti con la natura </span><span>capital intensive</span><span> degli investimenti in estrazione e trasformazione, scadenza al 2030 troppo ravvicinata e potenzialmente distorsiva nella selezione dei progetti. </span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><strong>La risposta più efficace </strong><span>è il </span><strong>coordinamento delle policy a livello europeo</strong><span>. Il rischio sulle materie prime critiche è strutturale e richiede </span><span>un <strong>approccio multilivello</strong></span><span> che integri politica industriale, politica commerciale e cooperazione internazionale.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Tra le </span><strong>leve prioritarie: innovazione nei processi di riciclo, sviluppo di materiali alternativi, assenza di dazi</strong><span> all’importazione, </span><strong>rafforzamento della capacità di raffinazione</strong><span> interna. In caso contrario gli output dell'economia circolare e dell'estrazione mineraria europea vengono ceduti ad operatori asiatici che li raffinano e rivendono all'Europa come componenti finiti, vanificando gli investimenti in circolarità e ampliando le dipendenze esistenti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Restano però </span><strong>barriere significative</strong><span>: difficoltà tecnologiche nel recupero, complessità nella sostituzione, potere contrattuale dei grandi utilizzatori e possibili politiche controproducenti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il tema della sostenibilità appare ambivalente: il rispetto dei criteri ESG migliora il profilo ambientale delle filiere, ma non riduce automaticamente i rischi di approvvigionamento. </span><strong>Solo nel caso delle terre rare il riciclo e l’economia circolare mostrano una chiara sinergia tra sostenibilità e resilienza</strong><span>. Serve quindi </span><span>un <strong>coordinamento attento tra obiettivi</strong> <strong>ambientali e sicurezza economica</strong></span><span>, oggi al centro del dibattito europeo.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Il </span><strong>rafforzamento dei partenariati con Paesi ricchi di risorse</strong><span>, anche nel quadro della cooperazione con l’Africa, viene indicato come </span><strong>leva strategica</strong><span> per coniugare sicurezza delle forniture, sviluppo locale sostenibile e stabilità delle relazioni economiche. </span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><strong>A livello nazionale</strong><span>, CASCADE </span><strong>propone un approccio “verticale”</strong><span>: mappatura per filiera delle fasi scoperte o sottodimensionate, valutazione della creazione o integrazione di operatori, incentivi al reshoring e al co-development, maggiore diffusione degli strumenti di hedging finanziario tra le PMI per gestire la volatilità dei prezzi.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La </span><strong>conclusione è netta</strong><span>: in un contesto segnato da competizione globale sulle risorse, frammentazione geopolitica e accelerazione delle transizioni green e digitale, le materie prime critiche rappresentano una questione di sicurezza industriale. Le politiche dovranno essere coordinate, integrate e monitorate con un numero adeguato di </span><span>key performance indicator</span><span> strutturati. </span><strong>La resilienza delle filiere italiane ed europee si gioca nei prossimi cinque anni.</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>«Le materie prime critiche sono al centro di una competizione globale che intreccia sicurezza economica, transizione energetica e autonomia industriale - ha commentato </span><span>Lucia Aleotti, </span><span>Vicepresidente per il Centro Studi di Confindustria - «Le evidenze del progetto CASCADE indicano che le tensioni sulle forniture non sono congiunturali, ma strutturali. Per un Paese manifatturiero come l’Italia significa rafforzare il coordinamento europeo, a partire dall’attuazione efficace del Critical Raw Materials Act, e intervenire con politiche di filiera mirate. Servono investimenti in raffinazione, riciclo e innovazione, insieme a strumenti che aiutino soprattutto le PMI a gestire la volatilità dei prezzi e i rischi di approvvigionamento. La resilienza delle supply chain è una priorità strategica per la competitività del sistema produttivo</span><span>».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea investe 225 milioni di euro per fornire vaccini antinfluenzali di prossima generazione</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-investe-225-milioni-di-euro-per-fornire-vaccini-antinfluenzali-di-prossima-generazione</link>
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<description><![CDATA[ L&#039;Unione Europea finanzierà lo sviluppo di vaccini antinfluenzali contro una gamma più ampia di varianti influenzali, i vaccini saranno inoltre progettati per essere più facili da somministrare ]]></description>
<enclosure url="https://www.italia24.news/uploads/images/202602/image_870x580_699d705821313.webp" length="18870" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 17:27:15 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"><strong>L'Unione europea stanzierà 225 milioni di euro per accelerare lo sviluppo di vaccini antinfluenzali di nuova generazione</strong>, in grado di offrire protezione contro una gamma più ampia di varianti influenzali e di adattarsi rapidamente in caso di insorgenza di un ceppo pandemico. Per la prima volta, la Commissione utilizzerà appalti pre-commerciali per accompagnare questi prodotti lungo il percorso delle sperimentazioni cliniche, garantendo il rispetto di rigorosi criteri di sicurezza, qualità ed efficacia e sostenendo al contempo innovazioni che potrebbero altrimenti arrestarsi senza un intervento pubblico. </span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">I finanziamenti sosterranno vaccini progettati per essere <strong>più facili da somministrare </strong>attraverso patch nasali, orali o cutanee e per essere rapidamente potenziati in situazioni di emergenza.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT"><strong>Hadja</strong><span> </span><b>Lahbib</b>, Commissaria per la Parità, la preparazione e la gestione delle crisi, ha dichiarato: «Con un investimento dell'UE di 225 milioni di €, il più ingente mai destinato ad accelerare l'accesso a contromisure mediche innovative, stiamo portando avanti lo sviluppo di vaccini antinfluenzali di prossima generazione. L'innovazione è al centro della preparazione. Questi finanziamenti sbloccheranno tecnologie all'avanguardia, compresi metodi di somministrazione dei vaccini più accessibili e diversificati, garantendo che opzioni vaccinali efficaci raggiungano i gruppi scarsamente serviti e vulnerabili. Questo investimento rafforza inoltre l'ecosistema farmaceutico europeo, contribuendo alla sua competitività, e migliora la nostra resilienza alle future minacce per la salute».</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Attraverso il pieno sviluppo clinico di vaccini promettenti, l'UE intende <strong>ampliare la riserva disponibile mettendo a punto un numero maggiore di prodotti</strong>. In questo modo, nuove soluzioni potranno essere integrate più rapidamente nei programmi nazionali di vaccinazione, fornendo vaccini adeguati alle esigenze dei pazienti e consentendo ai paesi di rispondere in modo più rapido e coordinato quando i focolai si intensificano.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">I contratti firmati avranno una durata di 98 mesi e riguarderanno lo sviluppo clinico fino all'autorizzazione all'immissione in commercio.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il<span> </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_399" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a><span> </span>è disponibile online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Servizi digitali: l&amp;apos;impatto del Digital Services Act sul benessere degli utenti negli ultimi 2 anni</title>
<link>https://www.italia24.news/il-regolamento-sui-servizi-digitali-ha-determinato-cambiamenti-concreti-in-termini-di-sicurezza-e-benessere-degli-utenti-negli-ultimi-2-anni</link>
<guid>https://www.italia24.news/il-regolamento-sui-servizi-digitali-ha-determinato-cambiamenti-concreti-in-termini-di-sicurezza-e-benessere-degli-utenti-negli-ultimi-2-anni</guid>
<description><![CDATA[ Negli ultimi 2 anni il regolamento sui servizi digitali ha determinato maggiori tutele e responsabilità in termini di sicurezza e benessere degli utenti ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 10:02:39 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span>In soli <strong>due anni</strong> le piattaforme online hanno annullato quasi 50 milioni di decisioni riguardanti i contenuti o gli account degli utenti, aiutando questi ultimi a <strong>esercitare online i loro diritti</strong> previsti dal regolamento sui servizi digitali online nell'UE. Grazie al regolamento, gli utenti dell'UE sono più tutelati online, le piattaforme sono soggette a una maggiore responsabilità e l'ambiente digitale è più trasparente.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Questo strumento, il primo del suo genere al mondo, ha conferito agli utenti <strong>il diritto di contestare le decisioni di moderazione dei contenuti adottate dalle piattaforme </strong>che incidono sui loro contenuti o account, sospendendoli, eliminandoli o limitandone la visibilità (shadow ban). Dalla sua entrata in applicazione, il 30% dei 165 milioni di decisioni di moderazione dei contenuti impugnate dagli utenti attraverso i meccanismi interni delle piattaforme è stato annullato.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>In particolare, nel primo semestre del 2025, il 99% delle <a href="https://transparency.dsa.ec.europa.eu/" target="_blank" rel="noopener">decisioni di moderazione dei contenuti</a> è stato adottato dalle piattaforme per far rispettare i propri termini e condizioni, piuttosto che per rimuovere contenuti segnalati come illegali ai sensi del diritto dell'UE o nazionale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Nel primo semestre del 2025, <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/dsa-out-court-dispute-settlement" target="_blank" rel="noopener">gli organismi di risoluzione extragiudiziale</a> hanno esaminato oltre 1.800 controversie relative ai contenuti su Facebook, Instagram e TikTok nell'UE, annullando le decisioni delle piattaforme nel 52% dei casi conclusi e ripristinando contenuti e account in modo più rapido ed economico rispetto al ricorso ai tribunali.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il regolamento sui servizi digitali ha inoltre determinato <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/dsa-impact-platforms" target="_blank" rel="noopener">cambiamenti concreti</a> in termini di sicurezza e benessere degli utenti. Grazie a questa normativa, <strong>dal 2024 la pubblicità mirata ai minori sulle piattaforme online è vietata nell'UE.</strong> Il regolamento impone inoltre ai mercati online di contrastare la diffusione di merci illegali, migliorare la tracciabilità degli operatori commerciali e informare rapidamente i clienti che abbiano acquistato prodotti illegali sui propri marketplace, offrendo opzioni di risarcimento.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Un ulteriore merito di questa normativa è che ricercatori e società civile hanno ora un accesso senza precedenti alle informazioni sui processi delle piattaforme e sulle pratiche di moderazione dei contenuti nell'UE. Inoltre, possono chiedere conto alle piattaforme delle loro decisioni.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Shein: la Commissione europea avvia un procedimento formale per la violazione delle legge sui servizi digitali</title>
<link>https://www.italia24.news/shein-la-commissione-europea-avvia-un-procedimento-formale-per-la-violazione-delle-legge-sui-servizi-digitali</link>
<guid>https://www.italia24.news/shein-la-commissione-europea-avvia-un-procedimento-formale-per-la-violazione-delle-legge-sui-servizi-digitali</guid>
<description><![CDATA[ Shein deve rispondere alle domande dell&#039;UE sulla gestione della vendita di prodotti illegali e la Commissione europea prende misure per proteggere i consumatori e i minori. Nella questione interviene anche Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 16:37:47 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Martedì 17 febbraio la Commissione europea ha avviato un<strong> procedimento formale nei confronti di Shein</strong>, ai sensi della legge sui servizi digitali, per il suo design che crea dipendenza, la mancanza di trasparenza dei sistemi di raccomandazione e la vendita di prodotti illegali, compreso il materiale pedopornografico. </span></p>
<h3 dir="ltr">Su quali settori si concentrerà l'indagine<span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><code> </code></span></h3>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I sistemi di cui dispone Shein per limitare la <strong>vendita di prodotti illegali</strong> <strong>nell'Unione europea</strong>, compresi i contenuti che potrebbero costituire materiale pedopornografico, come le bambole sessuali a forma di bambino.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I <strong>rischi</strong> connessi alla progettazione del servizio che crea <strong>dipendenza</strong>, tra cui l'attribuzione ai consumatori di punti o premi per l'impegno, nonché i sistemi di cui dispone Shein per attenuare tali rischi. Le funzioni che creano dipendenza potrebbero avere un <strong>impatto negativo sul benessere</strong> degli utenti e sulla protezione dei consumatori online.  </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La<strong> trasparenza dei sistemi di raccomandazione</strong> utilizzati da Shein per <strong>proporre contenuti e prodotti agli utenti</strong>. Ai sensi della legge sui servizi digitali, Shein deve divulgare i principali parametri utilizzati nei suoi sistemi di raccomandazione e deve fornire agli utenti almeno un'opzione facilmente accessibile che non sia basata sulla profilazione per ciascun sistema di raccomandazione.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La Commissione effettuerà ora un'indagine approfondita in via prioritaria. L'avvio di un procedimento formale non pregiudica l'esito.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><strong>Coimisiún na Meán</strong>,<strong> </strong>coordinatore dei servizi digitali per l'Irlanda, sarà inoltre associato all'indagine della Commissione in qualità di <strong>coordinatore nazionale dei servizi digitali nel paese di stabilimento di Shein nell'UE.</strong></span></p>
<h3 dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;">Prossime tappe da parte dell'UE</span></h3>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Dopo l'avvio formale del procedimento, la Commissione continuerà a <strong>raccogliere prove</strong>, ad esempio inviando ulteriori richieste di informazioni a Shein o a terzi o conducendo <strong>azioni di monitoraggio</strong> o colloqui.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L'avvio di un tale procedimento conferisce alla Commissione il potere di adottare<strong> ulteriori misure di esecuzione</strong>, che siano esse <strong>provvisorie</strong> o che giungano alla decisione di <strong>non conformità</strong>. La Commissione ha inoltre il potere di accettare gli impegni assunti da Shein per porre rimedio alle questioni oggetto del procedimento.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La legge sui servizi digitali non fissa alcun termine legale per la cessazione del procedimento formale. La<strong> durata</strong> di un'indagine approfondita dipende da <strong>diversi fattori</strong>, tra cui la complessità del caso, la misura in cui la società interessata coopera con la Commissione e l'esercizio dei diritti della difesa. Inoltre, l'avvio di un procedimento formale non pregiudica il suo esito o qualsiasi altro procedimento che la Commissione possa decidere di avviare ai sensi di altri articoli della legge sui servizi digitali.</span></p>
<h3>La storia</h3>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">La decisione presa fa<strong> </strong>seguito alle analisi preliminari delle relazioni di valutazione dei rischi fornite da Shein, alle risposte alle richieste formali di informazioni della Commissione e alle informazioni condivise da terzi.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Il <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/commission-requests-information-online-marketplaces-temu-and-shein-compliance-digital-services-act" target="_blank" rel="noopener">28 giugno 2024</a>, il <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/commission-requests-information-shein-illegal-products-and-its-recommender-system" target="_blank" rel="noopener">6 febbraio 2025 </a>e il <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/commission-requests-shein-provide-information-sale-illegal-products-under-digital-services-act" target="_blank" rel="noopener">26 novembre 2025</a> la <strong>Commissione ha inviato tre richieste di informazioni a Shein </strong>per ottenere maggiori informazioni sulla conformità della società alla legge sui servizi digitali, in particolare per quanto riguarda la <strong>protezione dei consumatori e dei minori</strong>, e sulla <strong>trasparenza dei suoi sistemi di raccomandazione</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">I <strong>procedimenti formali</strong> nell'ambito della legge sui servizi digitali lasciano <strong>impregiudicati</strong> e sono <strong>complementari all'azione </strong><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_25_1331" target="_blank" rel="noopener">coordinata in corso</a><strong> </strong>per quanto riguarda il rispetto da parte di Shein degli obblighi previsti dal diritto dei consumatori, guidata dalla<a href="https://commission.europa.eu/live-work-travel-eu/consumer-rights-and-complaints/enforcement-consumer-protection/consumer-protection-cooperation-network_en" target="_blank" rel="noopener"> rete di cooperazione per la tutela dei consumatori </a>(<strong>CPC</strong>) delle autorità nazionali per la tutela dei consumatori e dalle azioni di esecuzione a livello nazionale. Analogamente, i procedimenti formali a norma della legge sui servizi digitali lasciano impregiudicate le azioni e le misure delle autorità di vigilanza del mercato relative all'applicazione del <a href="https://eur-lex.europa.eu/EN/legal-content/summary/general-product-safety-regulation-2023.html" target="_blank" rel="noopener">regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti</a><strong> </strong>(<strong>GPSR</strong>), compreso il<a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/mex_25_1879" target="_blank" rel="noopener"> seguito dato alla prima indagine</a> a tappeto sulla sicurezza dei prodotti incentrata sugli articoli per l'infanzia effettuata nel 2025.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;">«Nell'UE i prodotti illegali sono vietati, che si trovino su uno scaffale di un negozio o su un mercato online. La legge sui servizi digitali mantiene gli acquirenti al sicuro, protegge il loro benessere e fornisce loro informazioni sugli algoritmi con cui interagiscono. Valuteremo se Shein sta rispettando queste regole e la loro responsabilità» afferma<strong> </strong></span><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Henna Virkkunen</strong>, <strong>Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia.</strong></span></span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;"><b id="docs-internal-guid-5e476cba-7fff-46ff-8625-2b1206c45537"></b><br><br><br></span></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea presenta un piano d&amp;apos;azione per contrastare le minacce poste dai droni</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-presenta-un-piano-dazione-per-contrastare-le-minacce-poste-dai-droni</link>
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<description><![CDATA[ In risposta alle minacce poste dai droni usati in modo illecito, Bruxelles propone un piano d&#039;azione che prevede lo sviluppo tecnologico e un rapido aumento della produzione industriale insieme a un pacchetto sulla sicurezza dei droni ]]></description>
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<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 10:06:26 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div _ngcontent-ng-c3218669670="" class="ecl-col-l-3"><nav _ngcontent-ng-c1068050145="" aria-labelledby="ecl-inpage-navigation-default" class="ecl-inpage-navigation">
<div _ngcontent-ng-c1068050145="" class="ecl-inpage-navigation__body"></div>
</nav></div>
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<div _ngcontent-ng-c3218669670="" eclcontentblockdescription="" class="ecl-content-block__description">
<p>La Commissione europea ha presentato l'11 febbraio il suo<span> </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/news-redirect/921953" target="_blank" rel="noopener">piano d'azione volto a contrastare le crescenti minacce poste dai droni alla sicurezza dell'UE</a>. Negli ultimi anni droni e palloni aerostatici meteorologici hanno posto l'UE di fronte a problemi sempre più numerosi e multiformi, tra cui sorvoli ostili, violazioni dello spazio aereo, perturbazioni degli aeroporti e rischi per le infrastrutture critiche, le frontiere esterne e gli spazi pubblici dell'UE.</p>
<p></p>
<p>Il piano d'azione dà forma a un progetto ambizioso inteso a rafforzare la cooperazione e la solidarietà dell'UE in risposta alle richieste presentate dagli Stati membri e dal Parlamento europeo, che invocano un<span> </span><strong>approccio unitario dell'UE alle minacce poste dai droni usati in modo illecito</strong>. Il piano è incentrato sulla<span> </span><strong>dimensione civile della sicurezza interna</strong>, ma allo stesso tempo integra e sostiene il lavoro svolto dalla Commissione nel<span> </span><strong>settore della difesa</strong><span> </span>e rafforza le sinergie civili-militari. Il piano d'azione contribuisce inoltre allo sviluppo di un<span> </span><strong>mercato europeo dei droni competitivo</strong>, sbloccando il potenziale di innovazione, crescita e creazione di posti di lavoro in questo importante settore.</p>
<p></p>
<p>Il piano d'azione è concepito per sostenere gli Stati membri attraverso azioni coordinate, che integrano le misure nazionali e sono incentrate sulle priorità fondamentali:<span> </span><strong>migliorare la preparazione</strong>, potenziare le<span> </span><strong>capacità di rilevamento</strong>,<span> </span><strong>coordinare le risposte</strong><span> </span>e<span> </span><strong>rafforzare la prontezza dell'UE alla difesa</strong>.</p>
<p></p>
<h3>Migliorare la preparazione e la resilienza dell'Europa in caso di incidenti legati ai droni</h3>
<p></p>
<p>Per migliorare la preparazione dell'UE, il piano d'azione propone un nuovo approccio allo<span> </span><strong>sviluppo tecnologico e un rapido aumento della produzione industriale</strong>; gli sforzi previsti a tal fine comprendono:</p>
<p></p>
<ul>
<li>una<span> </span><strong>mappatura industriale civile-militare coordinata per attrarre investimenti e promuovere l'innovazione e l'interoperabilità</strong>;</li>
<li>un potenziamento delle capacità per le prove anti-droni grazie a un nuovo<span> </span><strong>centro di eccellenza anti-droni dell'UE</strong><span> </span>e allo sviluppo di un sistema di certificazione per i sistemi anti-droni; e</li>
<li>il lancio di un<span> </span><strong>forum dell'industria dei droni e dei sistemi anti-droni</strong><span> </span>volto a promuovere il dialogo con gli operatori industriali, nell'ottica di un incremento della produzione.</li>
</ul>
<p></p>
<p>La Commissione proporrà in parallelo un<span> </span><strong>pacchetto sulla sicurezza dei droni</strong><span> </span>per rivedere le norme vigenti sui droni aerei civili e adattarle alle nuove realtà in materia di sicurezza. Il pacchetto comprenderà misure per una valutazione coordinata dei rischi intesa a proteggere le catene di approvvigionamento delle tecnologie tanto per i droni quanto per i sistemi anti-droni, come pure il lancio del marchio di fiducia UE per i droni "<strong>EU Trusted Drone</strong>" per l'identificazione delle apparecchiature sicure sul mercato.</p>
<p></p>
<p>Per<span> </span><strong>salvaguardare le infrastrutture critiche</strong>, la Commissione fornirà orientamenti chiari agli operatori, avvierà un progetto pilota volto a migliorare la sorveglianza marittima e aiuterà gli Stati membri a difendersi dalle minacce ad alta quota, come i palloni aerostatici meteorologici lanciati da paesi terzi.</p>
<p></p>
<h3>Sfruttare le tecnologie e le reti 5G per un rilevamento più efficace dei droni</h3>
<p></p>
<p>Rilevare, tracciare e identificare i droni usati in modo illecito è fondamentale per contrastare le minacce. Affinché ciò sia possibile è necessario un quadro situazionale potenziato, che contribuisca a distinguere gli amici dai nemici. A tal fine il piano d'azione prevede misure di sostegno per lo sviluppo di sistemi unici di visualizzazione aerea, che integrino tutti i dati pertinenti all'identificazione dei droni legittimi, e valuta la possibilità, da prendere in esame insieme agli Stati membri, di istituire progressivamente una piattaforma dedicata agli incidenti legati ai droni.</p>
<p></p>
<p>Il rilevamento di droni usati in modo illecito è basato su un<span> </span><strong>approccio a più sensori</strong>, che combina diverse tecnologie alimentate da software di IA. La Commissione continuerà a sostenere i principali sviluppi tecnologici riguardanti il rilevamento dei droni.</p>
<p></p>
<p>A fronte del panorama odierno delle minacce, e in particolare considerando l'uso crescente di sciami di droni, occorre sfruttare con urgenza le reti 5G per il rilevamento di droni, connessi o no. Per sostenere il dispiegamento rapido e la sperimentazione in condizioni reali del rilevamento basato sul 5G, la Commissione pubblicherà<span> </span><strong>un invito a manifestare interesse</strong><span> </span>diretto agli Stati membri e all'industria. Le reti 5G offrono un tracciamento preciso e in tempo reale degli oggetti volanti, essenziale per garantire la sicurezza dei nostri cieli e proteggere la sicurezza interna.</p>
<p></p>
<h3>Rafforzare le risposte alle attività illecite dei droni</h3>
<p></p>
<p>Sebbene gli Stati membri continuino a essere i principali responsabili delle misure intese a rispondere alle minacce poste dai droni, l'UE può apportare un chiaro valore aggiunto nel sostenere gli sforzi in corso. La Commissione lancerà un invito ai paesi interessati a unire le forze negli appalti pubblici e nel dispiegamento di sistemi anti-droni, sostenendo inoltre lo sviluppo di<span> </span><strong>sistemi</strong><span> </span>sovrani europei<span> </span><strong>di "comando e controllo" basati sull'IA</strong><span> </span>e valutando la possibilità di creare<span> </span><strong>squadre di intervento rapido in caso di emergenza anti-droni</strong>, per una maggiore solidarietà tra Stati membri.</p>
<p></p>
<p>La Commissione propone anche di organizzare annualmente un'esercitazione anti-droni su vasta scala a livello di UE per sottoporre a una prova di stress la cooperazione transfrontaliera e le sinergie civili e militari. Continuerà inoltre a mettere a disposizione di Frontex, l'agenzia della guardia di frontiera e costiera dell'UE, i droni e la tecnologia necessari per la sorveglianza delle frontiere. Frontex fornirà orientamenti pratici sui modelli di dispiegamento a più livelli e sulla gestione degli incidenti transfrontalieri.</p>
<p></p>
<h3>Rafforzare la prontezza alla difesa dell'Europa contro le minacce poste dai droni</h3>
<p></p>
<p>Il piano d'azione integrerà e sosterrà gli Stati membri nel migliorare la prontezza militare dell'Europa attraverso l'innovazione e la cooperazione industriale, anche nel settore della sicurezza dell'approvvigionamento di materie prime critiche. La Commissione accentuerà il suo sostegno alla costruzione di un ecosistema di droni più forte, promuovendo legami più stretti tra i governi e l'industria attraverso l'<strong>alleanza UE-Ucraina per i droni</strong>. Queste attività, che imprimeranno un'accelerazione allo sviluppo di tecnologie di difesa a prezzi accessibili e alla produzione di massa, costituiranno la base dell'<strong>iniziativa europea di difesa antidrone e dell'iniziativa sulla sorveglianza del fianco orientale</strong>, un progetto faro proposto nella<span> </span><strong>tabella di marcia sulla prontezza alla difesa per il 2030</strong>.</p>
<p></p>
<p>I programmi di finanziamento dell'UE sostengono già lo sviluppo tecnologico dei droni e delle capacità anti-droni, in particolare attraverso Orizzonte Europa, il Fondo europeo per la difesa e lo strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti. La Commissione continuerà a sostenere finanziariamente gli Stati membri attraverso i suddetti strumenti, come pure attraverso il programma per l'industria europea della difesa e i prestiti SAFE.</p>
<p></p>
<h3>Prossime tappe</h3>
<p></p>
<p>La Commissione avvierà discussioni<span> </span><strong>con gli Stati membri</strong><span> </span>in merito alle<span> </span><strong>azioni proposte</strong><span> </span>e alle priorità fondamentali, sulla base del principio della cotitolarità. Lavorerà inoltre a stretto contatto con altri soggetti, tra cui<span> </span><strong>l'industria e il Parlamento europeo</strong>. Il piano d'azione dovrebbe essere considerato un processo dinamico, da adattare in funzione dell'evoluzione e della natura delle minacce.</p>
<p></p>
<p>Per coordinarne l'attuazione, la Commissione valuterà la possibilità di istituire con gli Stati membri un meccanismo strategico che colleghi le diverse dimensioni e assicuri una stretta cooperazione con il Consiglio. La Commissione ha inoltre proposto che gli Stati membri nominino<span> </span><strong>coordinatori nazionali per la sicurezza dei droni</strong>, che promuoveranno l'attuazione nazionale di tali azioni e si incaricheranno della relativa supervisione.</p>
<p></p>
<h3>Contesto</h3>
<p></p>
<p>Il piano d'azione sulla sicurezza dei droni e dei sistemi anti-droni fa seguito alla comunicazione del 2023 sul contrasto alle potenziali minacce poste dai droni, sostituendone la revisione intermedia, e alla<span> </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_22_7076" target="_blank" rel="noopener">strategia 2.0 per i droni</a>, che fornisce il quadro strategico generale per lo sviluppo di un ecosistema europeo dei droni competitivo e sicuro.</p>
<p>Il Centro comune di ricerca della Commissione è alacremente impegnato in attività tecniche e di ricerca riguardanti<span> </span><a href="https://joint-research-centre.ec.europa.eu/projects-and-activities/drones-counter-drones-and-autonomous-systems_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener">droni, sistemi anti-droni e piattaforme autonome</a>. La sua sede di Geel (Belgio) è un laboratorio vivente per lo studio delle tecnologie anti-droni e della loro applicazione in ambienti operativi reali.</p>
</div>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Confindustria e Protezione Civile: si rafforza la decennale collaborazione con la sigla del nuovo protocollo d’intesa</title>
<link>https://www.italia24.news/confindustria-e-protezione-civile-si-rafforza-la-decennale-collaborazione-con-la-sigla-del-nuovo-protocollo-dintesa</link>
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<description><![CDATA[ L’accordo tra Confindustria e Protezione Civile consolida una partnership strategica per la gestione delle emergenze e la diffusione della cultura della prevenzione ]]></description>
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<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 10:15:51 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">È stato firmato oggi il nuovo <strong>protocollo d’intesa tra Confindustria e il Dipartimento della Protezione Civile</strong> della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’accordo, siglato da<span> </span><b>Fausto Bianchi</b>, Presidente di Piccola Industria Confindustria, e da<span> </span><b>Fabio Ciciliano</b>, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, consolida una partnership strategica finalizzata a promuovere una diffusa cultura della resilienza sul territorio nazionale e a intervenire in modo coordinato nella gestione delle emergenze.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Il protocollo sancisce e rafforza una partnership pubblico-privata riconosciuta come best practice a livello internazionale sia dalle Nazioni Unite sia dalla Commissione europea e segna il decimo anniversario di una collaborazione avviata in occasione del Sisma del Centro Italia nel 2016, anno in cui Confindustria e la Protezione Civile hanno iniziato a operare congiuntamente nell’ambito del <strong>PGE – Programma Gestione Emergenze di Confindustria coordinato da Piccola Industria Confindustria</strong>. In quella circostanza sono state coinvolte oltre 250 aziende e associazioni, che hanno mobilitato risorse per un valore stimato di circa 3 milioni di euro. L’impegno è poi proseguito negli anni successivi per far fronte ad altre emergenze come la pandemia da Covid-19, l’accoglienza dei profughi ucraini e l’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">In un Paese in cui l’eccezionalità degli eventi estremi si è ormai trasformata in una drammatica consuetudine, la prevenzione, la preparazione e la capacità di risposta alle emergenze non rappresentano più un’opzione, ma un’esigenza imprescindibile. L’Italia, territorio strutturalmente fragile, richiede un impegno condiviso: in questo contesto, la collaborazione tra gli attori coinvolti nella costruzione della resilienza assume un valore strategico fondamentale.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">La nuova intesa prevede un insieme di <strong>iniziative congiunte</strong> quali strumenti operativi per la business continuity, percorsi formativi su rischi, preparazione, sicurezza e continuità operativa, studi sulla resilienza delle imprese, la definizione di policy, strumenti e proposte anche normative per favorire la messa in sicurezza delle imprese e la continuità economica in caso di emergenze.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Vi è inoltre l’intenzione di rafforzare la cooperazione tra i due Sistemi aumentando a livello territoriale la conoscenza tra Confindustria e Protezione Civile, anche promuovendo la sigla di accordi analoghi a livello regionale con la finalità di innestare nel Paese, tramite le PMI, la resilienza e massimizzare le possibili risposte alle emergenze.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">«Con il rinnovo del Protocollo con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile intendiamo proseguire e rafforzare ulteriormente una collaborazione pubblico-privata che negli anni ha dimostrato tutta la sua valenza nel promuovere la cultura della prevenzione e nel mettere a disposizione strumenti concreti per una gestione efficace delle emergenze, come il Programma Gestione Emergenze di Confindustria»<i>,<span> </span></i><b>ha dichiarato Fausto Bianchi, Presidente di Piccola Industria Confindustria.</b><i> </i>«Nei prossimi mesi lavoreremo con ancora più decisione per consolidare la conoscenza e la collaborazione tra i nostri due sistemi, punteremo su formazione per le imprese e i loro collaboratori, strumenti operativi a supporto della business continuity e su iniziative condivise, con cui rendere più resiliente il sistema produttivo italiano e l’intero Paese. L’obiettivo è fare in modo che ogni PMI riesca a minimizzare i possibili danni da shock esterni e continuare a operare anche in situazioni critiche con beneficio, visto il loro ruolo di collante sociale, anche delle comunità colpite».</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">«Di fronte alla fragilità del nostro territorio e alla crisi climatica che rende sempre più frequenti eventi sempre più estremi, l'impegno congiunto tra pubblico e privato per costruire resilienza è ineludibile», <b>ha dichiarato Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento della Protezione Civile</b>. «Lavorare insieme alla diffusione della cultura della prevenzione, promuovere la conoscenza reciproca e valorizzare conoscenze e competenze delle imprese sul territorio in un'ottica di protezione civile significa investire in comunità più preparate a fronteggiare un'emergenza e supportare la ripartenza del settore produttivo post-emergenza, per favorire il più rapido ritorno alle condizioni di normalità nei territori colpiti».</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Meta: La Commissione Europea notifica eventuali misure provvisorie per invertire l&amp;apos;esclusione di assistenti di IA terzi da WhatsApp</title>
<link>https://www.italia24.news/meta-la-commissione-europea-notifica-eventuali-misure-provvisorie-per-invertire-lesclusione-di-assistenti-di-ia-terzi-da-whatsapp</link>
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<description><![CDATA[ La Commissione Europea ha espresso un parere preliminare secondo cui Meta potrebbe aver violato le norme antitrust dell’UE limitando l’accesso degli assistenti di IA di terze parti su WhatsApp, con possibili effetti negativi sulla concorrenza. Per evitare danni al mercato, la Commissione valuta l’adozione di misure provvisorie, nel rispetto dei diritti di difesa dell’azienda ]]></description>
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<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 10:08:56 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<div align="left">
<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-e1e6c45c-7fff-f1da-0933-a2401540af69"><span>La <strong>Commissione Europea</strong> ha inviato a </span><strong>Meta</strong><span> una comunicazione degli addebiti, esprimendo il proprio parere preliminare secondo cui l'azienda avrebbe violato le norme antitrust dell'UE escludendo gli assistenti di intelligenza artificiale (IA) di terzi dall'accesso e dall'interazione con gli utenti su WhatsApp. Secondo la Commissione, tale comportamento rischia di ostacolare l'ingresso o l'espansione dei concorrenti in un mercato in rapida crescita come quello degli assistenti di IA.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Alla luce di ciò, la Commissione intende </span><strong>imporre misure provvisorie per evitare che questo cambiamento di politica produca un danno grave e irreparabile al mercato</strong><span>, fatto salvo il diritto di Meta di rispondere alle contestazioni e di esercitare pienamente i propri diritti di difesa.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il 15 ottobre 2025, Meta ha annunciato un aggiornamento dei Termini della soluzione WhatsApp Business che, di fatto, vieta agli assistenti di intelligenza artificiale di uso generale di terze parti l'accesso all'applicazione. Di conseguenza, dal 15 gennaio 2026 l'unico assistente di IA disponibile su WhatsApp è lo strumento proprietario di Meta, Meta AI, con l'esclusione dei concorrenti. La Commissione ha informato Meta che tale cambiamento di politica appare, a prima vista, contrario alle norme dell'UE in materia di concorrenza.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Teresa Ribera</span><span>, Vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva, ha dichiarato: «L'intelligenza artificiale sta offrendo innovazioni straordinarie ai consumatori, anche attraverso il mercato emergente degli assistenti di IA. È essenziale tutelare una concorrenza efficace in questo settore dinamico, il che significa non consentire alle grandi imprese tecnologiche di sfruttare illegalmente la loro posizione dominante per ottenere un vantaggio sleale. I mercati dell'IA si stanno evolvendo rapidamente e, di conseguenza, anche la nostra azione deve essere tempestiva. Per questo stiamo valutando l'adozione rapida di misure provvisorie nei confronti di Meta, al fine di preservare l'accesso dei concorrenti a WhatsApp durante lo svolgimento dell'indagine ed evitare che la nuova politica di Meta arrechi un danno irreversibile alla concorrenza in Europa».</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_310" target="_blank" rel="noopener">comunicato stampa</a> è disponibile online.</span></p>
</div>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea rafforza la sicurezza dei cavi sottomarini: 347 milioni di euro in investimenti e nuovi strumenti</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-rafforza-la-sicurezza-dei-cavi-sottomarini-347-milioni-di-euro-in-investimenti-e-nuovi-strumenti</link>
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<description><![CDATA[ Bruxelles presenta un nuovo pacchetto di misure e definisce progetti di interesse europeo sui cavi di dati sottomarini stanziando 347 milioni di euro tramite il MCE Digitale, includendo un bando da 20 milioni per potenziare le capacità di riparazione ]]></description>
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<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 10:46:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-d0b43ad3-7fff-2fef-bffb-1b7157b1d9de"><span>I <strong>cavi di dati sottomarini</strong>, che trasportano il <strong>99% del traffico internet</strong> intercontinentale, sono essenziali per la vita moderna e per l'economia europea. A fronte dei rischi crescenti per queste infrastrutture critiche nell'UE, la Commissione Europea sta intensificando gli sforzi per rafforzarne la sicurezza e la resilienza: il 5 febbraio ha infatti varato un <strong>nuovo pacchetto di strumenti per la sicurezza dei cavi</strong>, che prevede misure di attenuazione dei rischi e un elenco di progetti di interesse europeo sui cavi (CPEI). Inoltre la Commissione ha modificato il </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/activities/cef-digital" target="_blank" rel="noopener"><span>programma di lavoro digitale del meccanismo per collegare l'Europa (MCE)</span></a><span> al fine di stanziare <strong>347 milioni di euro per progetti strategici relativi ai cavi sottomarini</strong>, compreso un invito a presentare proposte (lanciato oggi) da <strong>20 milioni di euro per rafforzare le capacità di riparazione dell'Europa.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Il pacchetto di strumenti delinea <strong>sei misure strategiche</strong> e quattro misure tecniche e di sostegno per migliorare la sicurezza delle infrastrutture di cavi sottomarini. È basato sulla </span><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/library/report-security-and-resilience-eu-submarine-cable-infrastructures" target="_blank" rel="noopener"><span>valutazione</span></a><span> dei rischi svolta nell'ottobre 2025, che ha individuato scenari di rischio, minacce, vulnerabilità e dipendenze. L'elenco delle 13 aree del CPEI per i finanziamenti pubblici prevede tre fasi quinquennali, fino al 2040, per finanziare progetti volti a rafforzare la resilienza dei cavi sottomarini.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Come accennato in precedenza, si apre un invito da 20 milioni di euro nell'ambito dell'MCE Digitale, mirato a finanziare moduli adattabili per la riparazione di cavi sottomarini. Tali moduli saranno installati nei porti o nei cantieri navali per ripristinare rapidamente i servizi di cavi sottomarini. Si tratta della prima fase di un'iniziativa più ampia prevista per tutti i <strong>principali bacini marittimi dell'Unione europea, compresi il Baltico, il Mediterraneo e l'Atlantico.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Gli annunci odierni fanno parte del </span><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex%3A52025JC0009" target="_blank" rel="noopener"><span>piano d'azione dell'UE sulla sicurezza dei cavi, </span></a><span>volto ad aumentare la sicurezza e la resilienza dei cavi sottomarini europei, anche contrastando l'aumento dei danni intenzionali e del sabotaggio. Nell'ambito dell'attuale </span><span>programma di lavoro pluriennale dell'MCE Digitale</span><span> (2024-2027), un totale di 533 milioni di euro viene assegnato a progetti relativi ai cavi sottomarini, di cui 186 milioni di euro sono già stati assegnati a 25 progetti.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>Per ulteriori informazioni consultare il </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_327" target="_blank" rel="noopener"><span>comunicato stampa</span></a><span> online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Energia: ENEA, bilancio sulla transizione europea tra target lontani e ridotta competitività</title>
<link>https://www.italia24.news/energia-enea-bilancio-sulla-transizione-europea-tra-target-lontani-e-ridotta-competitivita</link>
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<description><![CDATA[ Focus sull&#039;approfondimento di ENEA sull’evoluzione del sistema energetico europeo, a dieci anni dall’Energy Union per il rapporto European Public Investment Outlook (EPIO) ]]></description>
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<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 10:31:38 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-2157ebbb-7fff-f177-d558-fe65cbbc525e"><strong>Peggiora la competitività del sistema energetico europeo, che negli ultimi 10 anni si è allontanato sempre di più dagli obiettivi di decarbonizzazione al 2030</strong><span>. È quanto emerge dall’approfondimento ENEA per il rapporto annuale <a href="https://www.openbookpublishers.com/books/10.11647/obp.0499" target="_blank" rel="noopener">European Public Investment Outlook (EPIO)</a>, che dedica questa edizione 2025 alla transizione energetica.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>In base al contributo curato dagli economisti ENEA </span><strong>Daniela Palma e Francesco Gracceva</strong><span>, per centrare i target 2030 occorrerebbe ad oggi una riduzione annuale dei consumi di energia superiore al 3% e delle emissioni di CO2 del 7% (contro -1% e - 2% rispettivamente necessari nel 2015), oltre a un incremento annuo della quota di rinnovabili sui consumi finali di 3 punti percentuali (contro 1,5 p.p. di dieci anni fa).</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Il capitolo che abbiamo curato per EPIO 2025 parte da un’analisi quantitativa basata su molti indicatori individuati dalla Commissione Europea per il monitoraggio dell’<a href="https://energy.ec.europa.eu/strategy/energy-union_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener">Energy Union</a>, il quadro strategico di intervento avviato 10 anni fa per affrontare le sinergie e i trade-off tra sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e competitività economica», sottolineano </span><strong>Palma e Gracceva</strong><span>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>La valutazione condotta nel rapporto osserva che, nonostante le misure adottate, i prezzi per famiglie e imprese europee restano elevati rispetto al periodo pre-2022. Inoltre, </span><strong>il saldo commerciale nelle tecnologie low-carbon è peggiorato sensibilmente dal 2015</strong><span><strong>, </strong>mentre le industrie ad alta intensità energetica sono in profonda crisi: la produzione di settori come acciaio e chimica di base è scesa ai minimi degli ultimi 30 anni.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Le spese dei governi europei nel settore si sono concentrate più sulle misure di contenimento e sostegno all’accessibilità energetica che sugli investimenti nelle tecnologie low-carbon necessarie per un cambiamento strutturale dei sistemi produttivi industriali, come avvenuto in Cina e Stati Uniti», aggiungono i due economisti ENEA. «In un contesto geopolitico di crescenti tensioni – concludono – il nostro contributo a EPIO 2025 ha evidenziato un’interdipendenza globale votata più al conflitto che alla cooperazione, condizione quest’ultima che è però essenziale per realizzare la transizione energetica globale».</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>Oltre all’analisi dei dati, l’approfondimento ENEA contiene una valutazione delle implicazioni di policy che valuta se il recente orientamento dell’UE verso l’autonomia nelle tecnologie e nei materiali per l’energia pulita possa davvero sostenere lo sviluppo economico europeo. </span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>«Sarebbe piuttosto auspicabile una strategia non più basata sul mero sviluppo di un’industria ‘verde’ di marca europea, ma su un nuovo modello produttivo che unisca politiche industriali orientate all’innovazione e alla cooperazione internazionale, senza protezionismo, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo globale delle tecnologie green, ridurre le disuguaglianze e rendere la transizione climatica più efficace», concludono <strong>Palma e Gracceva</strong>.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr"><span>In questo contesto «il ruolo dell’intervento pubblico diventa particolarmente rilevante e richiede un cambio della governance europea che consenta di attingere alle risorse dei bilanci statali, attualmente vincolati dalle regole del Patto di stabilità, al fine di sostenere lo sviluppo dei settori strategici per la transizione energetica», sottolineano i curatori dell’intera edizione di EPIO </span><strong>Floriana Cerniglia</strong><span> (Università Cattolica del Sacro Cuore - CRANEC, Milano) e </span><strong>Francesco Saraceno</strong><span> (Osservatorio francese della congiuntura economica - Ofce, Parigi).</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Economia: la Commissione Europea ha adottato la relazione annuale 2026 sul mercato unico e la competitività</title>
<link>https://www.italia24.news/economia-la-commissione-europea-ha-adottato-la-relazione-annuale-2026-sul-mercato-unico-e-la-competitivita</link>
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<description><![CDATA[ La relazione annuale 2026 della Commissione Europea valuta il funzionamento e l&#039;andamento del mercato unico attraverso gli indicatori chiave di prestazione, e le condizioni che consentono alle imprese di innovare e crescere ]]></description>
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<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 17:48:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-7552f9b1-7fff-b9de-bfea-6d6dafb95f39"><span>La Commissione europea ha adottato il 30 gennaio la </span><a href="https://single-market-economy.ec.europa.eu/publications/2026-annual-single-market-and-competitiveness-report_en?prefLang=it" target="_blank" rel="noopener"><span>relazione annuale 2026 sul mercato unico e la competitività</span></a><span>, la sesta di una serie di relazioni annuali che valutano <strong>il funzionamento del mercato unico e le condizioni che consentono alle imprese di innovare, crescere ed essere competitive</strong>, garantendo nel contempo una prosperità sostenibile per i cittadini europei.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>La relazione si basa su <strong>29 indicatori chiave di prestazione </strong>riguardanti settori quali l'integrazione e gli ostacoli del mercato, i prezzi dell'energia elettrica e le tendenze degli investimenti, e individua i settori prioritari di intervento.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><strong>Sei di questi indicatori registrano un calo, sei un miglioramento e 15 rimangono sostanzialmente invariati, secondo quanto rilevato nella relazione. Due indicatori sono nuovi.</strong></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Gli indicatori che hanno evidenziato un <strong>miglioramento</strong> dall'ultima relazione riguardano il riconoscimento delle <strong>competenze</strong> e delle <strong>qualifiche</strong> necessarie ai cittadini dell'UE per esercitare la loro professione in altri Stati membri; la vigilanza del mercato dell'UE, misurata in base alle indagini sui prodotti svolte dalle autorità di vigilanza del mercato; la percentuale di imprese dell'UE che utilizzano l'intelligenza artificiale, il cloud computing e l'analisi dei dati; il volume degli investimenti InvestEU a sostegno della transizione industriale, che è aumentato; la quota di produzione di energia rinnovabile rispetto al consumo totale di energia; la capacità annua supplementare di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Gli indicatori che hanno registrato un <strong>peggioramento</strong> sono la <strong>quota del PIL dell'UE</strong> rappresentata dagli scambi tra gli Stati membri; la percentuale delle direttive dell'UE sul mercato unico recepite per le quali sono state avviate procedure di infrazione; il tempo medio necessario per elaborare le norme; le carenze di manodopera nelle professioni che richiedono competenze specifiche per la transizione verde; il rendimento scolastico dei giovani di 15 anni misurato in base ai punteggi PISA; gli investimenti privati in percentuale del PIL.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Tra gli indicatori rimasti stabili vi sono la produttività del lavoro, misurata in PIL per ora lavorata; la facilità di conformità alla normativa, misurata mediante indagini presso le imprese; la spesa privata e pubblica totale per le attività di ricerca e sviluppo in percentuale del PIL; il numero di domande di brevetto; gli investimenti in capitale di rischio in percentuale del PIL; la capacità interna di produzione di tecnologie pulite.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>A partire da quest'anno la Commissione ha anche introdotto un <strong>nuovo indicatore</strong> per <strong>monitorare gli sforzi di semplificazione</strong>. Questo indicatore mostra che i <strong>potenziali risparmi amministrativi </strong>derivanti dalle proposte omnibus e da altre proposte di semplificazione adottate dalla Commissione ammontano a circa 15 miliardi di euro. Un <strong>ulteriore nuovo indicatore</strong> tiene traccia della <strong>quota di procedure amministrative</strong> del mercato unico che sono completamente digitali.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>La relazione descrive inoltre i settori in cui nel 2026 la Commissione orienterà i propri sforzi di eliminazione degli ostacoli nel mercato unico. Tali sforzi si concentreranno sulla lotta ai ritardi di pagamento e agli ostacoli ai servizi chiave connessi con la transizione verde. La Commissione affronterà questi e altri ostacoli attraverso il dialogo con gli Stati membri e, se necessario, con procedure di infrazione. Affinché i benefici per i cittadini e le imprese alla base di tali azioni di esecuzione siano più chiari, la Commissione pubblicherà spiegazioni esaustive in merito agli obiettivi perseguiti e ai risultati ottenuti.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><span>Infine, la relazione è integrata dall'edizione 2026 del </span><a href="https://eceuropaeu-my.sharepoint.com/personal/siobhan_mcgarry_ec_europa_eu/Documents/The%20Single%20Market%20and%20Competitiveness%20Scoreboard%20%7C%20Single%20Market%20and%20Competitiveness%20Scoreboard" target="_blank" rel="noopener"><span>quadro di valutazione del mercato unico e della competitività</span></a><span>, disponibile online. Accompagnano la relazione un documento che offre una panoramica dell'attuazione della bussola per la competitività, del patto per l'industria pulita e della strategia per il mercato unico e la </span><a href="https://ec.europa.eu/internal_market/smet/index_en.htm" target="_blank" rel="noopener"><span>relazione annuale della task force per l'applicazione delle norme sul mercato unico</span></a><span>.</span><span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Commissione Europea: Entra in vigore l&amp;apos;accordo sul commercio digitale UE&#45;Singapore</title>
<link>https://www.italia24.news/commissione-europea-entra-in-vigore-laccordo-sul-commercio-digitale-ue-singapore</link>
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<description><![CDATA[ L&#039;accordo della Commissione Europea sul commercio digitale tra l&#039;UE e Singapore entra in vigore rafforzando gli scambi tra l&#039;UE e Singapore e introducendo norme trasparenti che rendono le transazioni digitali transfrontaliere più semplici, prevedibili e affidabili per imprese e consumatori ]]></description>
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<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 17:18:16 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-1f423ff0-7fff-e3fe-bb31-3b0a036bd3cd"><span>Entrato in vigore il 1 febbraio </span><span>l'accordo sul <strong>commercio digitale tra l'Unione europea e Singapore.</strong></span><span> Si tratta del </span><strong>primo accordo bilaterale autonomo dell'UE in questo ambito</strong><span> e rappresenta un passo significativo nell'ampliamento della rete europea di accordi sul commercio digitale e dei capitoli dedicati al digitale negli accordi di libero scambio dell'Unione. L'intesa rafforza gli scambi tra l'UE e Singapore introducendo <strong>norme trasparenti che rendono le transazioni digitali transfrontaliere più semplici, prevedibili e affidabili per imprese e consumatori.</strong></span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'accordo contribuisce a <strong>creare un ambiente online più sicuro per i consumatori</strong> grazie a impegni di alto livello in materia di protezione dei consumatori online, dei dati personali e della vita privata, nonché di tutela contro i messaggi commerciali non richiesti. Garantisce inoltre una maggiore certezza giuridica per le imprese, promuovendo il commercio senza supporti cartacei, assicurando la validità di firme, contratti e fatture elettronici e vietando l'imposizione di dazi doganali sulle trasmissioni elettroniche. Allo stesso tempo, <strong>promuove un commercio digitale equo</strong> vietando obblighi ingiustificati di localizzazione dei dati e il trasferimento forzato del codice sorgente dei software, proteggendo le imprese da pratiche protezionistiche.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>L'accordo sul commercio digitale posiziona l'UE e Singapore come leader globali nello sviluppo delle politiche digitali, sostenendo economie digitali aperte ed eque. Promuove l'approccio europeo alla definizione di norme digitali e in materia di dati incentrate sulle persone e sui loro diritti, garantendo al contempo che entrambe le parti mantengano lo spazio politico necessario per elaborare e attuare misure volte ad affrontare le sfide emergenti dell'economia digitale.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I negoziati sull'accordo sono stati <strong>avviati il 20 luglio 2023 </strong>e si fondano sulla solida base dell'</span><a href="https://policy.trade.ec.europa.eu/eu-trade-relationships-country-and-region/countries-and-regions/singapore/eu-singapore-agreements_en" target="_blank" rel="noopener"><span>accordo di libero scambio UE-Singapore del 2019</span></a><span>, che continua a produrre benefici duraturi. Nel 2024, gli scambi commerciali complessivi tra l'UE e Singapore hanno raggiunto i 131 miliardi di euro, di cui 83 miliardi di euro in servizi e 48 miliardi di euro in merci. La maggior parte degli scambi di servizi è avvenuta in formato digitale, a conferma della crescente importanza di questa dimensione nelle relazioni commerciali bilaterali.</span></p>
<p dir="ltr"><span></span></p>
<p dir="ltr"><a href="https://policy.trade.ec.europa.eu/news/eu-singapore-digital-trade-agreement-enters-force-2026-02-02_en" target="_blank" rel="noopener"><span>Ulteriori informazioni</span></a><span> sono disponibili online.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Veneto tra le prime tre regioni italiane per Società Benefit:  il 10% del totale nazionale</title>
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<description><![CDATA[ Cresce l’impresa responsabile: 536 aziende Benefit confermano il Veneto come uno dei territori più dinamici nella sostenibilità, tra innovazione, impatto sociale e competitività internazionale ]]></description>
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<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 14:54:56 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">Il <b>Veneto</b> si colloca al terzo posto delle regioni italiane con il maggior numero di Società Benefit, con <b>536 imprese</b>, pari al <b>10,1%</b> del totale nazionale. Un dato che conferma la vocazione del territorio all’innovazione responsabile. Le province più attive sono <b>Vicenza (131)</b>, <b>Treviso (118)</b> e <b>Padova (112)</b>, aree caratterizzate da distretti produttivi dinamici e fortemente orientati alla competitività anche a livello internazionale.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">Il dato regionale si inserisce in un quadro nazionale in crescita. A livello italiano, infatti, le Società Benefit hanno raggiunto quota <b>5.309</b> al 30 settembre 2025, con una crescita del <b>22%</b> rispetto all’anno precedente e un valore della produzione aggregato pari a <b>67,8 miliardi di euro</b>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">Evidenze che emergono dall’ultima edizione della Ricerca Nazionale sulle Società Benefit – condotta da <b>NATIVA</b>, il <b>Research Department di Intesa Sanpaolo</b>, <b>InfoCamere</b>, l’<b>Università di Padova</b>, la <b>Camera di commercio di Brindisi-Taranto</b> e <b>Assobenefit</b> - che offre una fotografia dettagliata del modello Benefit in Italia. </span><span lang="it" style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">Dallo studio, che include un’indagine condotta su un campione ampio e rappresentativo, composto da oltre 300 Società Benefit e più di 550 imprese non-benefit, spicca il ruolo sempre più centrale che queste imprese assumono come motore di innovazione per il sistema Paese. Il <b>20% delle Società Benefit investe oltre il 5% del proprio fatturato in obiettivi sociali e ambientali, mentre le non-benefit che dimostrano questo impegno economico sono il 6%. </b>Quasi la metà delle Benefit integra in modo sistematico la valutazione degli impatti ambientali e sociali nei processi decisionali strategici, contro il 23% delle imprese non-benefit. Tra le Benefit, anche chi non adotta questa integrazione in forma totale considera comunque l’impatto in molte decisioni (47%), mentre solo il 6% si limita alla conformità normativa, approccio invece adottato dal 37% delle imprese “tradizionali”.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">La scelta di diventare Società Benefit nasce prevalentemente all’interno delle organizzazioni e si associa a miglioramenti concreti nel posizionamento sul mercato, nelle relazioni con la comunità locale e nel clima aziendale. Tre imprese su quattro riportano reazioni positive o molto positive da parte dei dipendenti, un <b>maggiore senso di appartenenza</b> (quasi 60%) e un <b>miglioramento dell’ambiente di lavoro</b> (48%). Apprezzamenti analoghi arrivano da associazioni non profit (73%), clienti (72%) e comunità locali (71%).<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">Un elemento distintivo delle Società Benefit riguarda anche la <b>gestione della filiera</b>: il <b>22%</b> <b>adotta criteri rigorosi nella selezione dei fornitori</b>, valutandone le performance di sostenibilità, mentre tra le non-benefit questa percentuale scende al 10%. Proprio il coinvolgimento della supply chain, tuttavia, viene indicato come la principale difficoltà nell’implementazione del modello (29%). Per accelerarne la diffusione, le imprese segnalano come misure più efficaci l’introduzione di <b>vantaggi fiscali</b> (81%) e forme di <b>premialità nei bandi pubblici</b> (64%).<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">La Ricerca approfondisce inoltre la dimensione statutaria delle Società Benefit, analizzando <b>4.110 statuti</b> nei quali sono state identificate <b>23.990 finalità specifiche di beneficio comune</b>, con una <b>media di 5,8 finalità per impresa</b>. Le categorie più frequenti riguardano i <b>diritti umani e le relazioni con la comunità</b> (26,8%), il <b>coinvolgimento e l’inclusione delle persone</b> (19,2%) e la <b>diffusione del modello Benefit</b> (7%). <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">Complessivamente, le <b>finalità sociali</b> rappresentano il <b>55%</b>, seguite da quelle <b>ambientali (29%)</b> e di <b>governance (16%)</b>. Il 77% delle imprese ha inserito almeno una finalità materiale, cioè allineata ai temi più rilevanti per il proprio settore.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">Tra le novità più significative c’è l’analisi della coerenza tra gli impegni dichiarati negli statuti e quanto rendicontato nelle <b>Relazioni di Impatto</b>. Nelle 99 Società Benefit di grandi dimensioni analizzate la corrispondenza risulta molto ampia: <b>l’85% delle 1.824 azioni censite</b> <b>ha raggiunto gli obiettivi prefissati</b>. Da questo censimento delle azioni è inoltre emersa una mappa articolata di oltre <b>130 temi di impatto</b>, raccolti nel primo <b><i>Dizionario dell’Impatto delle Società Benefit</i></b>, pensato come strumento operativo per supportare ulteriormente la crescita del modello nel Paese.<o:p></o:p></span><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;"></span></p>
<h4 class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it">Cosa sono le società Benefit? </span></h4>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it">Società Benefit è uno status giuridico adottato da imprese che, oltre allo scopo di distribuire gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, ambiente e stakeholder, impegnandosi a valutare in maniera trasparente il proprio impatto.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it">I principi costitutivi delle Società Benefit sono definiti nella legge 28 dicembre 2015, n. 208. Nel 2016 l’Italia è diventata il primo Paese, dopo gli Stati Uniti, a introdurre nella propria legislazione la possibilità per le aziende di adottare la qualifica di Società Benefit. Secondo la norma, le Società Benefit presentano alcune sostanziali novità:<o:p></o:p></span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify; text-indent: -18pt; line-height: normal;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font: 7.0pt 'Times New Roman';">   </span><span style="font: 7.0pt 'Times New Roman';">     </span></span><span lang="it">Una o più finalità di beneficio comune indicate nell’oggetto sociale. La realizzazione di un beneficio comune viene pertanto a configurarsi come un obbligo giuridico di natura statutaria.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it">L’obbligo, nella gestione, di bilanciare l’interesse dei soci con il perseguimento delle finalità di beneficio comune e gli interessi degli stakeholder.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it">L’obbligo di comunicare in maniera trasparente il perseguimento del beneficio comune con una relazione annuale che contempli anche la misurazione dell’impatto generato – secondo standard di valutazione esterni – su governance, lavoratori, stakeholder del territorio e ambiente.<o:p></o:p></span></li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it">La necessità di individuare un soggetto all’interno della società responsabile per il perseguimento del Beneficio comune.<o:p></o:p></span></li>
</ul>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;">È possibile scaricare la Ricerca al seguente link: <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span lang="it"><a href="https://www.societabenefit.net/ricerca-nazionale-sulle-societa-benefit/"><span style="font-size: 11.0pt; color: blue;">https://www.societabenefit.net/ricerca-nazionale-sulle-societa-benefit/</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><i><span lang="it" style="font-size: 11.0pt;"><o:p> </o:p></span></i></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>EU&#45;India summit accordo storico: libero scambio, sicurezza e cooperazione strategica aprono un nuovo capitolo globale</title>
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<description><![CDATA[ Due miliardi di persone coinvolte: Bruxelles e Nuova Delhi rafforzano il partenariato tra le grandi democrazie globali puntando su commercio aperto e regole condivise ]]></description>
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<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 14:45:27 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p data-start="161" data-end="672">L’Unione europea e l’India hanno concluso i negoziati per uno <strong data-start="223" data-end="288">storico accordo di libero scambio (Free Trade Agreement, FTA)</strong>, definito il più ambizioso e commercialmente rilevante mai siglato da una delle due parti. L’intesa rafforza i legami economici e politici tra la <strong data-start="435" data-end="476">seconda e la quarta economia mondiale</strong>, in una fase segnata da crescenti tensioni geopolitiche e da profonde trasformazioni dell’economia globale, riaffermando l’impegno comune per un <strong data-start="622" data-end="671">commercio aperto e basato su regole condivise</strong>.</p>
<p data-start="674" data-end="1086">L’annuncio è arrivato nel contesto del <strong data-start="713" data-end="737">16° Vertice UE-India</strong>, svoltosi a <strong data-start="750" data-end="765">Nuova Delhi</strong>, che ha segnato l’apertura di «un nuovo capitolo» nel partenariato strategico tra Bruxelles e Nuova Delhi. La conclusione dell’FTA è stata accompagnata dal lancio di una <strong data-start="936" data-end="982">Partnership UE-India su sicurezza e difesa</strong>, a conferma della volontà delle due parti di costruire una delle relazioni più decisive del XXI secolo.</p>
<p data-start="1088" data-end="1413">Il Vertice ha avuto anche un forte valore simbolico: per la prima volta nella storia, i vertici dell’Unione europea hanno partecipato come <strong data-start="1227" data-end="1306">ospiti d’onore alle celebrazioni per il 77° Giorno della Repubblica indiana</strong>. Un segnale politico che testimonia il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra due grandi democrazie.</p>
<p data-start="1415" data-end="1540">La Presidente della Commissione europea, <strong data-start="1456" data-end="1497"><span class="whitespace-normal">Ursula von der Leyen</span></strong>, ha sottolineato la portata dell’intesa:</p>
<blockquote data-start="1541" data-end="2040">
<p data-start="1543" data-end="2040">«Oggi l’UE e l’India scrivono una pagina di storia, rafforzando il partenariato tra le più grandi democrazie del mondo. Abbiamo creato una zona di libero scambio che coinvolge due miliardi di persone, dalla quale entrambe le parti trarranno benefici economici. Abbiamo inviato un messaggio chiaro al mondo: la cooperazione fondata su regole continua a dare risultati concreti. E, soprattutto, questo è solo l’inizio: costruiremo su questo successo per rendere il nostro rapporto ancora più forte».</p>
</blockquote>
<h3 data-start="2042" data-end="2095">Un accordo senza precedenti sul piano commerciale</h3>
<p data-start="2097" data-end="2684">Secondo il comunicato ufficiale e il documento di <strong data-start="2147" data-end="2169">domande e risposte</strong> diffusi dalla Commissione europea, l’FTA è destinato a produrre effetti economici di ampia portata. Attualmente UE e India scambiano <strong data-start="2303" data-end="2358">oltre 180 miliardi di euro l’anno in beni e servizi</strong>, sostenendo circa <strong data-start="2377" data-end="2424">800.000 posti di lavoro nell’Unione europea</strong>. L’accordo dovrebbe <strong data-start="2445" data-end="2512">raddoppiare le esportazioni europee verso l’India entro il 2032</strong>, grazie all’eliminazione o riduzione dei dazi su <strong data-start="2562" data-end="2600">oltre il 90% delle esportazioni UE</strong>, con un risparmio stimato fino a <strong data-start="2634" data-end="2663">4 miliardi di euro l’anno</strong> in diritti doganali.</p>
<p data-start="2686" data-end="3052">La Commissione evidenzia che si tratta della <strong data-start="2731" data-end="2802">più ampia apertura commerciale mai concessa dall’India a un partner</strong>, offrendo alle imprese europee un vantaggio competitivo significativo in un mercato di <strong data-start="2890" data-end="2918">1,45 miliardi di persone</strong>, la popolazione più numerosa al mondo, e in una delle economie a più rapida crescita, con un PIL annuo di <strong data-start="3025" data-end="3051">3.400 miliardi di euro</strong>.</p>
<h3 data-start="3054" data-end="3104">Industria, auto e manifattura: esempi concreti</h3>
<p data-start="3106" data-end="3594">Tra i settori industriali che beneficeranno maggiormente dell’accordo figurano <strong data-start="3185" data-end="3235">automotive, macchinari, chimica e farmaceutica</strong>. I dazi sulle <strong data-start="3250" data-end="3264">automobili</strong> scenderanno progressivamente dal <strong data-start="3298" data-end="3313">110% al 10%</strong>, con una quota annuale di 250.000 veicoli, mentre quelli sui <strong data-start="3375" data-end="3394">componenti auto</strong> saranno completamente eliminati entro cinque-dieci anni. Tariffe oggi fino al <strong data-start="3473" data-end="3495">44% sui macchinari</strong>, al <strong data-start="3500" data-end="3528">22% sui prodotti chimici</strong> e all’<strong data-start="3535" data-end="3559">11% sui farmaceutici</strong> saranno in larga parte azzerate.</p>
<p data-start="3596" data-end="3925">La Commissione fornisce dati puntuali: nel 2024 le esportazioni UE di <strong data-start="3666" data-end="3709">macchinari ed equipaggiamenti elettrici</strong> verso l’India hanno raggiunto <strong data-start="3740" data-end="3765">16,3 miliardi di euro</strong>, mentre quelle di <strong data-start="3784" data-end="3817">aeromobili e veicoli spaziali</strong> hanno superato i <strong data-start="3835" data-end="3849">6 miliardi</strong>, valori destinati a crescere grazie all’abbattimento quasi totale dei dazi.</p>
<h3 data-start="3927" data-end="3978">Agricoltura e agroalimentare: aperture e tutele</h3>
<p data-start="3980" data-end="4445">Ampio spazio è riservato anche al comparto <strong data-start="4023" data-end="4041">agroalimentare</strong>, finora penalizzato da tariffe spesso superiori al <strong data-start="4093" data-end="4100">36%</strong>. L’accordo riduce drasticamente i dazi su prodotti come <strong data-start="4157" data-end="4227">vino, birra, olio d’oliva, succhi di frutta e alimenti trasformati</strong>. In particolare, le tariffe indiane sui <strong data-start="4268" data-end="4276">vini</strong> passeranno dal <strong data-start="4292" data-end="4329">150% al 75% all’entrata in vigore</strong>, per poi scendere fino al <strong data-start="4356" data-end="4363">20%</strong>, mentre quelle sull’<strong data-start="4384" data-end="4400">olio d’oliva</strong> saranno azzerate nell’arco di cinque anni.</p>
<p data-start="4447" data-end="4885">Allo stesso tempo, la Commissione chiarisce che i <strong data-start="4497" data-end="4535">settori agricoli sensibili dell’UE</strong>, come riso, zucchero, carne bovina e pollame, restano esclusi dalla liberalizzazione e che tutte le importazioni continueranno a rispettare le <strong data-start="4679" data-end="4736">rigide norme europee su sicurezza alimentare e salute</strong>. In parallelo, UE e India stanno negoziando un accordo separato sulle <strong data-start="4807" data-end="4834">Indicazioni Geografiche</strong>, per tutelare i prodotti europei dalle imitazioni.</p>
<h3 data-start="4887" data-end="4929">Servizi, PMI e proprietà intellettuale</h3>
<p data-start="4931" data-end="5353">L’FTA garantisce inoltre un <strong data-start="4959" data-end="5014">accesso privilegiato al mercato indiano dei servizi</strong>, in particolare nei <strong data-start="5035" data-end="5069">servizi finanziari e marittimi</strong>, con gli impegni più avanzati mai assunti dall’India in questo ambito. Un capitolo specifico è dedicato alle <strong data-start="5179" data-end="5206">piccole e medie imprese</strong>, che potranno contare su punti di contatto dedicati, procedure doganali semplificate e un quadro normativo più trasparente, stabile e prevedibile.</p>
<p data-start="5355" data-end="5623">Rafforzata anche la <strong data-start="5375" data-end="5415">tutela della proprietà intellettuale</strong>, con protezioni elevate per marchi, copyright, disegni industriali, segreti commerciali e varietà vegetali, avvicinando i sistemi giuridici di UE e India e favorendo gli investimenti basati sull’innovazione.</p>
<h3 data-start="5625" data-end="5658">Sostenibilità, lavoro e clima</h3>
<p data-start="5660" data-end="6228">L’accordo include un <strong data-start="5681" data-end="5740">capitolo vincolante su commercio e sviluppo sostenibile</strong>, che rafforza la tutela dell’ambiente, il rispetto dei diritti dei lavoratori e la parità di genere. UE e India si impegnano a cooperare sull’attuazione dell’<strong data-start="5899" data-end="5920">Accordo di Parigi</strong>, sulla gestione sostenibile delle risorse naturali e sulla transizione verde. È prevista anche la creazione di una piattaforma UE-India per l’azione climatica, con un sostegno europeo fino a <strong data-start="6112" data-end="6135">500 milioni di euro</strong> nei prossimi due anni per accompagnare la trasformazione industriale sostenibile dell’India.</p>
<h3 data-start="6230" data-end="6277">Sicurezza, difesa e cooperazione strategica</h3>
<p data-start="6279" data-end="6756">Accanto al commercio, il Vertice ha sancito la firma della <strong data-start="6338" data-end="6384">Partnership UE-India su sicurezza e difesa</strong>, che rafforza la cooperazione su <strong data-start="6418" data-end="6532">sicurezza marittima, contrasto alle minacce cibernetiche e ibride, non proliferazione, spazio e antiterrorismo</strong>. I leader hanno inoltre avviato i negoziati su un <strong data-start="6583" data-end="6629">Accordo sulla sicurezza delle informazioni</strong>, passo chiave per lo scambio di informazioni classificate e una più stretta collaborazione nelle iniziative europee di difesa.</p>
<h3 data-start="6758" data-end="6778">I prossimi passi</h3>
<p data-start="6780" data-end="7134">Sul piano procedurale, i testi negoziati saranno pubblicati, sottoposti a revisione giuridica e tradotti in tutte le lingue ufficiali dell’UE. La Commissione presenterà quindi la proposta al Consiglio per la firma e la conclusione dell’accordo. Dopo il consenso del <strong data-start="7046" data-end="7068">Parlamento europeo</strong> e la ratifica da parte dell’India, l’FTA potrà entrare in vigore.</p>
<p data-start="7136" data-end="7484" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel suo insieme, l’accordo di libero scambio UE-India non si configura solo come un’intesa commerciale, ma come una <strong data-start="7252" data-end="7301">vera architettura strategica di lungo periodo</strong>, destinata a incidere sugli equilibri economici e politici globali e a rafforzare il ruolo di UE e India come attori centrali di un ordine internazionale fondato su regole condivise.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Commissione Europea stanzia 160 milioni di euro a sostegno del settore agroalimentare dell&amp;apos;UE</title>
<link>https://www.italia24.news/la-commissione-europea-stanzia-160-milioni-di-euro-a-sostegno-del-settore-agroalimentare-dellue</link>
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<description><![CDATA[ Bruxelles mette a disposizione nuovi finanziamenti per sostenere la promozione dei prodotti agroalimentari europei di qualità, in Europa e nei principali mercati internazionali ]]></description>
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<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 15:04:38 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" id="docs-internal-guid-207eebdf-7fff-d904-5325-d73dfbb95512"><span>La Commissione Europea ha lanciato i </span><a href="https://rea.ec.europa.eu/funding-and-grants/promotion-agricultural-products-0_en" target="_blank" rel="noopener"><span>bandi 2026 per la presentazione di proposte</span></a><span> a sostegno di campagne ed eventi che promuovano i prodotti agroalimentari dell'UE sostenibili e di alta qualità, sia all'interno dell'Unione Europea che nel resto del mondo. Saranno messi a disposizione fino a </span><strong>160 milioni di euro</strong><span> sotto forma di sovvenzioni per cofinanziare programmi proposti da organizzazioni di produttori e altri organismi commerciali del settore, sia sul mercato interno dell'UE che in mercati chiave extra-UE con un forte potenziale di crescita, tra cui Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, Cina, Singapore e Nord America.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>I bandi fanno parte del </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_25_3097" target="_blank" rel="noopener"><span>programma di lavoro 2026 della politica di promozione</span></a><span>, nell'ambito del quale la Commissione stanzierà complessivamente </span><strong>205 milioni di euro</strong><span> per cofinanziare attività promozionali per i prodotti agroalimentari dell'UE. Si tratta della cifra più alta mai assegnata per accrescere la consapevolezza dei consumatori riguardo ai prodotti agricoli europei e ai regimi di qualità. Queste azioni sono condotte sotto lo slogan comune </span><a href="https://enjoy-its-from-europe.campaign.europa.eu/en" target="_blank" rel="noopener"><span>"Enjoy, it's from Europe"</span></a><span>, che mira a <strong>sensibilizzare i consumatori sulla qualità dei prodotti UE e a premiare gli agricoltori e le imprese agroalimentari europee per i loro sforzi nel rispettare elevati standard di sicurezza e ambientali.</strong> Inoltre, il programma di lavoro prevede iniziative gestite direttamente dalla Commissione, tra cui campagne di promozione e informazione in paesi terzi, partecipazione dell'UE alle principali fiere internazionali del settore agroalimentare, visite del Commissario <strong>Christophe</strong></span><strong> Hansen</strong><span> in paesi terzi e sviluppo di manuali per l'ingresso nel mercato destinati agli esportatori.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p dir="ltr"><span>La politica di promozione agroalimentare rappresenta una </span><span>priorità politica</span><span> per l'Unione Europea, come sottolineato dalla Presidente <strong>Ursula</strong></span><strong> von der Leyen</strong><span> nel suo </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/SPEECH_25_2053" target="_blank" rel="noopener"><span>discorso sullo Stato dell'Unione</span></a><span>. Tale politica è riconosciuta nella comunicazione </span><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:52025DC0075" target="_blank" rel="noopener"><span>"Vision for Agriculture and Food"</span></a><span> come uno strumento fondamentale per sostenere la competitività globale, la resilienza e la diversificazione del settore agroalimentare dell'UE.</span></p>
<p dir="ltr"></p>
<p><span>I </span><a href="https://rea.ec.europa.eu/funding-and-grants/promotion-agricultural-products-0/calls-proposals-promotion-agricultural-products_en" target="_blank" rel="noopener"><span>bandi lanciati oggi</span></a><span> rimarranno aperti per la presentazione delle domande per un periodo di tre mesi e sono accessibili a un'ampia gamma di operatori ammissibili in tutta l'UE. Una </span><a href="https://rea.ec.europa.eu/events/promotion-agricultural-products-info-days-2026-2026-01-27_en#:~:text=Agri-food%20sector%20representatives%20are%20invited%20to%20join%20the,proposals%20which%20will%20be%20launched%20in%20January%202026." target="_blank" rel="noopener"><span>giornata informativa</span></a><span> si terrà a Bruxelles e online il 27 e 28 gennaio 2026.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>UE–Mercosur, via libera all’accordo dopo 25 anni di negoziati</title>
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<description><![CDATA[ Un mercato integrato da 700 milioni di persone, nuove opportunità per imprese e Pmi europee e un rafforzamento della proiezione geopolitica dell’Unione ]]></description>
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<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 17:28:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p data-start="224" data-end="834"><span style="font-size: 12pt;">Con l’approvazione da parte degli Stati membri dell’accordo commerciale tra <strong data-start="300" data-end="341"><span class="whitespace-normal">Unione europea</span></strong> e <strong data-start="344" data-end="385"><span class="whitespace-normal">Mercosur</span></strong>, si chiude un negoziato durato venticinque anni e si apre una nuova fase nelle relazioni economiche tra Europa e America Latina. L’intesa dà vita a un mercato integrato di oltre <strong data-start="564" data-end="594">700 milioni di consumatori</strong> e rappresenta, secondo <strong data-start="618" data-end="659"><span class="whitespace-normal">Confindustria</span></strong>, una scelta strategica capace di rafforzare la competitività industriale europea in un contesto globale segnato da crescenti tensioni e ridefinizioni delle catene del valore.</span></p>
<p data-start="224" data-end="834"><span style="font-size: 12pt;"><span>«Dove c’è prosperità e crescita non ci sono guerre. Gli accordi di libero scambio non sono strumenti tecnici, ma scelte politiche nel senso più alto, perché definiscono il nostro ruolo nel mondo, la capacità di incidere sulle catene globali del valore e di rafforzare la sovranità economica europea. L’accordo con il Mercosur è un formidabile moltiplicatore di opportunità: non solo per l’export, ma anche per nuovi investimenti industriali, la realizzazione di infrastrutture moderne e lo sviluppo di filiere integrate che valorizzano gli standard europei ambientali, sociali e tecnologici in un’area ad alto potenziale di crescita. Un contributo concreto alle transizioni digitale, energetica e ambientale, che richiedono scala, investimenti e mercati aperti», sottolinea la Vicepresidente per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti </span><b>Barbara Cimmino.</b></span></p>
<p data-start="836" data-end="1290"><span style="font-size: 12pt;">L’accordo, la cui firma formale è attesa nei prossimi giorni sotto la presidenza paraguaiana del Mercosur, punta ora a una <strong data-start="959" data-end="1010">rapida ratifica da parte del Parlamento europeo</strong>, passaggio necessario per consentirne l’entrata in vigore e l’attivazione delle misure previste. Per l’industria europea, l’intesa consolida un rapporto strutturato con economie emergenti dinamiche, favorendo export, investimenti e cooperazioni industriali in settori strategici.</span></p>
<p data-start="1292" data-end="1700"><span style="font-size: 12pt;">Dal punto di vista italiano, i benefici appaiono significativi. L’interscambio di beni con l’area Mercosur ha già superato i <strong data-start="1417" data-end="1440">13 miliardi di euro</strong>, con un export composto per oltre il <strong data-start="1478" data-end="1505">94% da beni industriali</strong>. L’accordo amplia i mercati di sbocco, migliora l’accesso a materie prime e minerali critici e rafforza la sicurezza delle forniture, elementi centrali per la transizione digitale ed energetica.</span></p>
<p data-start="1702" data-end="2185"><span style="font-size: 12pt;">Un capitolo rilevante riguarda il settore agricolo. L’intesa include <strong data-start="1771" data-end="1821">tutele specifiche per i comparti più sensibili</strong>, contingenti tariffari mirati e una <strong data-start="1858" data-end="1897">clausola di salvaguardia bilaterale</strong>, pensate per coniugare apertura dei mercati e protezione delle produzioni europee. Sono inoltre previste misure di rafforzamento dei controlli sulle importazioni e il riconoscimento di <strong data-start="2083" data-end="2122">350 indicazioni geografiche europee</strong>, un numero senza precedenti negli accordi commerciali dell’UE.</span></p>
<p data-start="2187" data-end="2799"><span style="font-size: 12pt;">Nel commentare la decisione del Consiglio, la presidente della Commissione europea <strong data-start="2270" data-end="2311"><span class="whitespace-normal">Ursula von der Leyen</span></strong> ha sottolineato come l’accordo invii un segnale politico chiaro: l’Europa intende rafforzare la propria competitività, diversificare i partner commerciali e ridurre le dipendenze strategiche, mantenendo al tempo stesso un approccio aperto e cooperativo. Oggi circa <strong data-start="2577" data-end="2603">60.000 imprese europee</strong>, metà delle quali piccole e medie, esportano verso il Mercosur: grazie alla riduzione delle tariffe e alla semplificazione doganale, il risparmio stimato è di <strong data-start="2763" data-end="2798">circa 4 miliardi di euro l’anno</strong>.</span></p>
<p data-start="2801" data-end="3202"><span style="font-size: 12pt;">Le proiezioni indicano che entro il <strong data-start="2837" data-end="2845">2040</strong> le esportazioni dell’UE verso il Mercosur potrebbero crescere di quasi <strong data-start="2917" data-end="2940">50 miliardi di euro</strong>, mentre quelle dei Paesi sudamericani verso l’Europa aumenterebbero fino a <strong data-start="3016" data-end="3030">9 miliardi</strong>. Oltre agli effetti economici, l’accordo istituisce anche una <strong data-start="3093" data-end="3128">piattaforma di dialogo politico</strong>, rafforzando il coordinamento tra le due aree su temi strategici globali.</span></p>
<p data-start="3204" data-end="3509" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><span style="font-size: 12pt;">In un contesto internazionale segnato da instabilità e da un uso sempre più strumentale del commercio, l’accordo UE–Mercosur si configura così come <strong data-start="3352" data-end="3383">una scelta di lungo periodo</strong>, che combina apertura dei mercati, tutela degli interessi strategici europei e rilancio delle relazioni con l’America Latina.</span></p>
<hr>
<p data-start="3204" data-end="3509" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><strong><span style="font-size: 12pt;">Approfondimento:</span></strong></p>
<p data-start="0" data-end="252">Il <strong data-start="3" data-end="15">Mercosur</strong> (Mercado Común del Sur) è <strong data-start="42" data-end="107">un’organizzazione economica e commerciale dell’America Latina</strong> nata per favorire l’integrazione regionale, la libera circolazione delle merci e il coordinamento delle politiche economiche tra i Paesi membri.</p>
<p data-start="254" data-end="306">Ne fanno parte come <strong data-start="274" data-end="305">Stati membri a pieno titolo</strong>: <strong data-start="309" data-end="322">Argentina, </strong><strong data-start="325" data-end="336">Brasile, </strong><strong data-start="339" data-end="351">Paraguay, </strong><strong data-start="354" data-end="365">Uruguay. </strong>Il <strong data-start="370" data-end="383">Venezuela</strong> è attualmente <strong data-start="398" data-end="409">sospeso</strong>.</p>
<p data-start="412" data-end="523">Esistono inoltre <strong data-start="429" data-end="448">Paesi associati</strong>, che partecipano ad alcuni accordi senza essere membri effettivi, tra cui: <strong data-start="526" data-end="534">Cile, </strong><strong data-start="537" data-end="545">Perù, </strong><strong data-start="548" data-end="560">Colombia, </strong><strong data-start="563" data-end="574">Ecuador, </strong><strong data-start="577" data-end="588">Bolivia</strong> (in fase di adesione)</p>
<p data-start="612" data-end="809" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel suo insieme, il Mercosur rappresenta <strong data-start="653" data-end="713">uno dei principali blocchi economici dell’America Latina</strong>, con un peso rilevante negli scambi commerciali globali e nelle relazioni con l’Unione europea.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Natale 2025: il budget medio delle famiglie sfiora i 700 euro secondo i dati dell&amp;apos;Osservatorio Nazionale della FeNAILP Turismo</title>
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<description><![CDATA[ Consumi in lieve crescita: alimentari al 55%, regali al 45%. Cresce l’attenzione per qualità, sostenibilità e tradizioni territoriali ]]></description>
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<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 10:03:46 +0100</pubDate>
<dc:creator>Silvia De Cesare</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 6.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Nazionale della FeNAILP Turismo, le festività natalizie del 2025</b> saranno caratterizzate da un incremento moderato ma costante dei consumi, con una <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">spesa media che si attesterà intorno ai 700 euro per nucleo familiare</b>. Un dato che conferma la volontà degli italiani di preservare il calore delle tradizioni, pur in un contesto economico segnato da incertezze e da un potere d’acquisto più contenuto rispetto al passato.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 6.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Le famiglie mostrano un approccio più selettivo e consapevole, orientandosi verso prodotti che coniughino qualità e convenienza, in particolare nell'ambito alimentare e in quello dei regali. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">La ripartizione del budget evidenzia infatti una prevalenza della spesa per generi alimentari, che rappresenteranno il 55% del totale</b>: pranzi, cene e cenoni restano il cuore delle festività, percepiti come momenti irrinunciabili di convivialità. Gli italiani dedicano particolare cura alla scelta degli ingredienti, privilegiando eccellenze territoriali e prodotti legati alla tradizione gastronomica.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 6.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Il restante 45% sarà destinato ai regali</span></b><span style="font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">, un comparto che continua a mantenere centralità grazie anche alla crescente propensione verso doni utili, esperienziali, personalizzati o artigianali. Mercatini, botteghe locali e piccoli negozi registrano un rinnovato interesse verso la manualità e la produzione di prossimità, contribuendo al sostegno dell’economia locale.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 6.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">L’analisi territoriale condotta dall’Osservatorio evidenzia dinamiche differenziate lungo la penisola. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Le famiglie del Nord concentreranno circa il 37% della spesa complessiva nazionale</b>, spinte da redditi medi più elevati e da una maggiore attenzione verso prodotti gourmet o certificati. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Il Centro rappresenterà il 24%, con un equilibrio tra specialità regionali e regali tradizionali</b>. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nelle regioni del Sud si attesterà il 28% del totale</b>, confermando un forte radicamento delle consuetudini gastronomiche e una maggiore incidenza della spesa alimentare rispetto a quella dedicata ai doni. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Le Isole, infine, contribuiranno per l’11%</b>, mantenendo un profilo di consumo attento ai prodotti agroalimentari regionali, spesso acquistati con anticipo per garantirne la presenza sulle tavole di festa.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 6.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Nonostante le differenze geografiche, emerge un trend condiviso: la volontà di mantenere viva la magia del Natale senza eccessi, privilegiando scelte più ragionate e sostenibili. Cresce infatti l’attenzione verso filiere corte, packaging ecosostenibili e prodotti che valorizzano la territorialità, un orientamento che l’Osservatorio della FeNAILP Turismo considera sempre più determinante nel guidare le preferenze dei consumatori.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 6.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><span style="font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">La spesa per i regali, pur rappresentando una quota inferiore rispetto a quella alimentare, conserva un valore simbolico imprescindibile: il gesto del dono rimane un elemento centrale nelle celebrazioni natalizie, soprattutto quando si tratta di articoli pensati, originali e legati al territorio.<o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 15.0pt; mso-line-height-rule: exactly; margin: 6.0pt 0cm .0001pt 0cm;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">Il Natale 2025 si preannuncia dunque come un periodo di equilibrio tra prudenza e desiderio di qualità</span></b><span style="font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">. Le famiglie italiane, pur consapevoli del contesto economico, scelgono di non rinunciare all’essenza delle feste: la condivisione, le tavole imbandite, il piacere di un regalo sincero. Una tradizione che, anno dopo anno, continua a rappresentare uno dei pilastri della cultura italiana, come confermato dalle analisi dell’Osservatorio Nazionale della FeNAILP Turismo.<o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Una nuova guida per la moda sostenibile</title>
<link>https://www.italia24.news/una-nuova-guida-per-la-moda-sostenibile</link>
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<description><![CDATA[ Online il documento ENEA dedicato a tracciabilità, innovazione e responsabilità nella filiera ]]></description>
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<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 13:20:25 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p data-start="145" data-end="600"><em data-start="145" data-end="322">ENEA mette a disposizione delle imprese del settore moda una nuova guida digitale pensata per supportare la transizione verso modelli produttivi più trasparenti e sostenibili.</em> Il documento, pubblicato sul portale dell’Agenzia, offre un quadro chiaro e aggiornato sugli strumenti utili alle aziende per migliorare la <strong data-start="463" data-end="494">tracciabilità dei materiali</strong> e consolidare le proprie <strong data-start="520" data-end="550">strategie di sostenibilità</strong>, dall’approvvigionamento fino alla distribuzione.</p>
<p data-start="602" data-end="1079">La <a href="https://www.media.enea.it/comunicati-e-news/archivio-anni/anno-2025/imprese-settore-moda-online-guida-enea-su-tracciabilita-e-sostenibilita.html" target="_blank" rel="noopener">guida, disponibile integralmente sul sito ENEA</a>, propone un percorso pratico che aiuta le imprese a orientarsi tra normative, tecnologie abilitanti e criteri ambientali, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del sistema moda italiano nel segno dell’innovazione responsabile.</p>
<h3 data-start="1086" data-end="1128">Tracciabilità come leva strategica</h3>
<p data-start="1130" data-end="1498">Nel documento ENEA viene evidenziato come la tracciabilità sia oggi un requisito centrale per rispondere alle richieste del mercato e della normativa europea. La guida illustra le principali soluzioni tecnologiche e organizzative che consentono alle imprese di monitorare la storia del prodotto lungo l’intera filiera, favorendo processi più affidabili e verificabili.</p>
<h3 data-start="1500" data-end="1544">Un supporto operativo per le aziende</h3>
<p data-start="1546" data-end="1932">Il materiale proposto rappresenta un aiuto concreto per rafforzare le politiche di gestione ambientale, migliorare la progettazione circolare e comunicare in modo corretto e trasparente con consumatori e stakeholder. Attraverso indicazioni pratiche e focus tematici, ENEA fornisce un quadro aggiornato sugli strumenti utili ad accompagnare il settore verso una crescita più sostenibile.</p>
<h3 data-start="1934" data-end="1983">Innovazione, qualità e futuro del settore</h3>
<p data-start="1985" data-end="2344">La guida conferma l’impegno di ENEA nell’affiancare le imprese della moda nei percorsi di rinnovamento tecnologico e gestionale. Trasparenza, qualità dei materiali e responsabilità sociale emergono come elementi chiave per rafforzare la posizione internazionale del comparto e per costruire una filiera capace di coniugare eccellenza creativa e sostenibilità.</p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Manifattura italiana, una trasformazione decisiva: tra shock globali, nuove capacità produttive e sfide di competitività</title>
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<description><![CDATA[ Il Rapporto Industria 2025 di Confindustria traccia l’identikit aggiornato del settore: punti di forza, criticità e direzioni strategiche per il prossimo decennio ]]></description>
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<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 13:06:18 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords></media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<h2 data-start="587" data-end="646">Una nuova fotografia del cuore industriale del Paese</h2>
<p data-start="648" data-end="1173">Il Rapporto <em data-start="660" data-end="676">Industria 2025</em> di Confindustria ricostruisce in modo sistematico lo stato della manifattura italiana, offrendo un quadro aggiornato dopo anni segnati da pandemia, crisi energetica e instabilità geopolitica. La manifattura continua a essere un pilastro dell’economia nazionale, come ricorda l’Introduzione del documento, e rappresenta una componente essenziale della competitività del Paese, grazie a una struttura produttiva articolata e fortemente radicata nel territorio .</p>
<p data-start="1175" data-end="1646">Secondo l’Executive Summary, il settore manifatturiero italiano mantiene un ruolo di assoluto rilievo nel contesto internazionale: l’Italia è infatti l’ottava manifattura al mondo e la seconda in Europa per dimensione, con un valore aggiunto pari al 2,1% del totale mondiale e al 13% di quello europeo. La manifattura genera il 15% del PIL nazionale, una quota destinata a raddoppiare se si considera l’ampio indotto che la circonda .</p>
<p data-start="1648" data-end="2146">Il suo contributo alla formazione del capitale è altrettanto significativo, poiché gli investimenti in macchinari e attrezzature rappresentano oltre un terzo del totale italiano, mentre la metà della spesa privata in Ricerca e Sviluppo è riconducibile alle imprese del settore. A ciò si aggiungono livelli di produttività mediamente più elevati rispetto agli altri comparti economici, che permettono alle imprese manifatturiere di offrire salari superiori a servizi, costruzioni e settore pubblico.</p>
<h2 data-start="2153" data-end="2208">Un sistema produttivo diversificato e resiliente</h2>
<p data-start="2210" data-end="2745">Uno degli elementi più rilevanti messi in luce dal Rapporto è la straordinaria diversificazione settoriale della manifattura italiana, un tratto che la distingue dalle altre grandi economie europee e che contribuisce a rafforzarne la resilienza di fronte agli shock globali. La struttura produttiva è rimasta relativamente stabile nell’ultimo decennio, con una specializzazione ancora concentrata nei comparti a media e bassa intensità tecnologica, che continuano a generare circa il 60% del valore aggiunto manifatturiero complessivo.</p>
<p data-start="2747" data-end="3130">In questo quadro, la meccanica strumentale, i prodotti in metallo e l’alimentare mantengono un’incidenza significativa. Al contempo, settori simbolo del Made in Italy, come il tessile, l’abbigliamento, la pelletteria e l’arredo, presentano un peso particolarmente elevato a livello europeo, confermando un posizionamento competitivo consolidato .</p>
<p data-start="3132" data-end="3913">Nonostante la presenza di cluster di eccellenza, il sistema resta fortemente orientato verso le piccole e micro imprese, che insieme generano più del 30% del valore aggiunto manifatturiero, una quota decisamente superiore rispetto a Francia e Germania. Negli ultimi anni, tuttavia, si osserva una trasformazione qualitativa rilevante: il numero delle micro-imprese si è ridotto di quasi il 12% nell’ultimo decennio, mentre la dimensione media delle imprese maggiori è aumentata. Si tratta di un cambiamento non marginale, considerando che la produttività cresce in modo significativo al crescere della dimensione aziendale. Le imprese italiane di medie e grandi dimensioni mostrano infatti livelli di efficienza superiori a quelli delle loro omologhe tedesche, francesi e spagnole.</p>
<h2 data-start="3920" data-end="3983">Solidità finanziaria, investimenti e dipendenze critiche</h2>
<p data-start="3985" data-end="4753">Il Rapporto evidenzia un lungo processo di rafforzamento patrimoniale, che ha contribuito a migliorare la resilienza finanziaria delle imprese. La quota di capitale proprio sul totale del passivo è passata dal 34,5% del 2007 al 48,9% del 2023, colmando il divario con i principali concorrenti europei. Tale miglioramento è stato favorito anche dalla forte riduzione dell’indebitamento, con uno stock di prestiti sceso dal 100% del valore aggiunto nel 2011 al 56% nel 2024. Questa solidità risulta determinante per la produttività: un allentamento dei vincoli finanziari può tradursi in incrementi di efficienza compresi tra il 5% e il 10% in media, con effetti più marcati nei settori a maggiore intensità di capitale intangibile .</p>
<p data-start="4755" data-end="5315">Sul fronte degli investimenti, la manifattura italiana mostra un comportamento particolarmente dinamico. Tra il 2015 e il 2024, la propensione all’investimento in capitale fisso si è attestata intorno al 25% del valore aggiunto, un livello superiore a quello di Francia e Germania. Tuttavia, la dinamica del capitale fisico disponibile risulta più debole nel confronto internazionale, e gli investimenti immateriali, pur in crescita, rimangono inferiori a quelli registrati nei principali competitor, soprattutto per quanto riguarda la proprietà intellettuale.</p>
<p data-start="5317" data-end="5794">Il Rapporto sottolinea inoltre la significativa riduzione delle dipendenze critiche, diminuite di circa un terzo negli ultimi otto anni, grazie soprattutto alla diversificazione delle forniture energetiche. Persistono però vulnerabilità strategiche in settori come la farmaceutica e l’elettronica, dove il grado di concentrazione delle importazioni e la forte esposizione verso fornitori extra-europei rendono le catene del valore particolarmente sensibili a shock geopolitici.</p>
<h2 data-start="5801" data-end="5852">Produttività in affanno e export in crescita</h2>
<p data-start="5854" data-end="6412">La bassa dinamica della produttività resta una delle principali criticità strutturali del settore. Negli ultimi trent’anni, la produttività del lavoro per ora lavorata è cresciuta del 26%, un ritmo significativamente inferiore a quello delle maggiori economie europee. Tra il 2015 e il 2019 si erano intravisti segnali di convergenza, ma le crisi successive hanno interrotto questo percorso. L’aumento dei costi energetici e il fenomeno del labour hoarding hanno infatti ridotto gli incentivi a investire e inciso negativamente sulla produttività del lavoro.</p>
<p data-start="6414" data-end="6974">In netto contrasto con questa dinamica, il commercio estero continua a rappresentare una delle principali leve competitive della manifattura. Tra il 2015 e il 2024, le esportazioni sono cresciute in media del 2,4% all’anno, un ritmo superiore a quello di Francia e Germania. L’Italia ha così guadagnato quote sui mercati internazionali, grazie al miglioramento della qualità dei prodotti, al contenimento del costo del lavoro per unità di prodotto e al contributo positivo della produttività in diversi comparti chiave.</p>
<h2 data-start="6981" data-end="7066">Lavoro, competenze e politica industriale: le nuove priorità del sistema-Paese</h2>
<p data-start="7068" data-end="7661">Gli approfondimenti tematici del Rapporto affrontano questioni decisive per il futuro della competitività industriale. Il primo capitolo tematico evidenzia l’importanza di politiche del lavoro orientate ad ampliare la base occupazionale, investendo in infrastrutture sociali come asili nido e servizi di cura, e promuovendo la diffusione di pratiche manageriali capaci di accompagnare l’adozione di tecnologie digitali. Risulta altrettanto rilevante migliorare l’efficienza istituzionale, garantendo un quadro regolatorio più favorevole alla mobilità del lavoro e agli investimenti innovativi.</p>
<p data-start="7663" data-end="8283">Il secondo approfondimento analizza il ritorno della politica industriale a livello globale. Il Rapporto ricorda come l’intervento pubblico sia tornato centrale per favorire la resilienza delle filiere, sostenere l’innovazione e accelerare la transizione verde e digitale. Le analisi evidenziano che l’efficacia degli interventi dipende in modo decisivo dalla trasparenza dei criteri di allocazione e dalla capacità di orientare le risorse verso settori ad alta complessità tecnologica, più coerenti con la struttura produttiva nazionale e dotati di un maggiore potenziale di vantaggio comparato nel medio-lungo periodo.</p>
<h2 data-start="8290" data-end="8360">Le voci dei settori e la complessità del sistema manifatturiero</h2>
<p data-start="8362" data-end="9304">Le schede settoriali forniscono una rappresentazione capillare delle specificità dei singoli comparti. Pur nella loro eterogeneità, emerge la forte interconnessione con i mercati globali, un tessuto produttivo ancora dominato dalle PMI e livelli di produttività particolarmente elevati nelle imprese di maggiori dimensioni. Le associazioni di categoria individuano nel costo dell’energia, nel prezzo dei beni intermedi e nell’incertezza geopolitica gli ostacoli più rilevanti alla competitività. Allo stesso tempo, riconoscono nella qualità dei prodotti, nella specializzazione e nelle competenze tecniche consolidate alcuni dei principali fattori di vantaggio competitivo. La transizione verde, pur presentando potenzialità significative, continua a essere percepita come un elemento ambivalente, in grado di generare opportunità ma anche pressioni competitive aggiuntive, a seconda del settore e dell’intensità degli investimenti richiesti.</p>
<h2 data-start="9311" data-end="9375">Un potenziale ancora integro, ma da liberare</h2>
<p data-start="9377" data-end="9893">Il Rapporto <a href="https://www.confindustria.it/pubblicazioni/manifattura-in-trasformazione-rimarra-ancora-competitiva/" target="_blank" rel="noopener"><em data-start="9389" data-end="9405">Industria 2025</em></a> restituisce l’immagine di una manifattura italiana solida, internazionale e dotata di un capitale di competenze distintivo. Tuttavia, indica con chiarezza che la competitività del prossimo decennio dipenderà dalla capacità del Paese di superare le storiche difficoltà legate alla produttività, di rafforzare gli investimenti immateriali, di sostenere la crescita dimensionale delle imprese e di definire una politica industriale capace di indirizzare le risorse verso settori strategici.</p>
<p data-start="9895" data-end="10297">La manifattura italiana resta un asse portante della competitività nazionale. Ma per rimanere all’altezza delle trasformazioni globali in corso, sarà necessario un nuovo equilibrio tra innovazione, sostenibilità, capitale umano e visione strategica. In questo senso, il Rapporto traccia una direzione chiara: <strong data-start="10204" data-end="10296">la competitività è ancora possibile, ma richiede scelte tempestive, coerenti e condivise</strong>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Emissioni di gas serra in lieve aumento nel 2025, ma crescono meno del PIL</title>
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<description><![CDATA[ La stima trimestrale ISPRA mostra un incremento contenuto delle emissioni (+0,3%) rispetto alla crescita del PIL (+0,5%), mentre il maggior uso di gas naturale nella produzione elettrica compensa la flessione dell’idroelettrico e trasporti, agricoltura e rifiuti restano stabili o in calo ]]></description>
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<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 09:59:47 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo la <strong data-start="332" data-end="394">stima trimestrale delle emissioni in atmosfera per il 2025</strong> <a href="https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/" target="_blank" rel="noopener">pubblicata da ISPRA</a> (III trimestre), le emissioni nazionali di gas serra mostrano un <strong data-start="517" data-end="556">aumento dello 0,3% rispetto al 2024</strong>, mentre nello stesso periodo il <strong data-start="589" data-end="614">PIL cresce dello 0,5%</strong>. Questo divario conferma un trend di <strong data-start="652" data-end="691">parziale dissociazione (decoupling)</strong> tra sviluppo economico e pressione sull’ambiente, anche se con segnali ancora eterogenei tra i settori.</p>
<h3 data-start="802" data-end="858">Energia: cresce il gas naturale, cala il carbone</h3>
<p data-start="860" data-end="1243">Il principale contributo all’incremento delle emissioni arriva dal comparto energetico, dove si registra un <strong data-start="968" data-end="989">+1,2% complessivo</strong>. A pesare è soprattutto il <strong data-start="1017" data-end="1088">maggior ricorso al gas naturale per la produzione elettrica (+2,5%)</strong>, una dinamica legata alla <strong data-start="1115" data-end="1159">riduzione della produzione idroelettrica</strong>, come indicato nel documento ISPRA (pagina 1).</p>
<p data-start="1245" data-end="1530">Prosegue invece il calo delle emissioni legate all’uso del carbone, in linea con la <strong data-start="1329" data-end="1373">strategia nazionale di decarbonizzazione</strong>. La tabella di pagina 2 del report conferma una contrazione nei consumi di carbone (-12,2%) e di altri carboni (-4,7%).</p>
<p data-start="1532" data-end="1798">Nel complesso, il 2025 registra una <strong data-start="1568" data-end="1608">domanda elettrica pari a 233.264 GWh</strong>, in diminuzione dell’1,2% sul 2024. La copertura è garantita per il <strong data-start="1677" data-end="1707">42,7% da fonti rinnovabili</strong>, per il <strong data-start="1716" data-end="1750">42,2% da fonti non rinnovabili</strong>, con il <strong data-start="1759" data-end="1797">15,1% proveniente dal saldo estero</strong>.</p>
<h3 data-start="1805" data-end="1863">Trasporti: lieve flessione delle emissioni (-0,5%)</h3>
<p data-start="1865" data-end="2129">Il settore dei trasporti mostra una <strong data-start="1901" data-end="1947">diminuzione delle emissioni pari allo 0,5%</strong>, determinata soprattutto dalla <strong data-start="1979" data-end="2025">riduzione dei consumi nel trasporto navale</strong>, come si legge nel testo introduttivo del report ISPRA (pagina 1).</p>
<p data-start="2131" data-end="2177">La tabella di dettaglio (pagina 2) mostra che:</p>
<ul data-start="2179" data-end="2404">
<li data-start="2179" data-end="2237">
<p data-start="2181" data-end="2237">i consumi di <strong data-start="2194" data-end="2215">gasolio trasporti</strong> diminuiscono (-1,2%),</p>
</li>
<li data-start="2238" data-end="2280">
<p data-start="2240" data-end="2280">quelli di <strong data-start="2250" data-end="2261">benzina</strong> aumentano (+2,9%),</p>
</li>
<li data-start="2281" data-end="2404">
<p data-start="2283" data-end="2404">il <strong data-start="2286" data-end="2326">gasolio per la navigazione marittima</strong> registra un calo significativo (-12,5%).</p>
</li>
</ul>
<h3 data-start="2411" data-end="2462">Riscaldamento e industria: aumenti moderati</h3>
<p data-start="2464" data-end="2681">Per il <strong data-start="2471" data-end="2488">riscaldamento</strong>, le emissioni crescono dello <strong data-start="2518" data-end="2526">0,9%</strong>, effetto di un maggior ricorso al gas naturale negli usi domestici (+0,9%), come riportato nella tabella di pagina 2.</p>
<p data-start="2683" data-end="2981">Anche l’<strong data-start="2691" data-end="2704">industria</strong> mostra un incremento lievissimo (<strong data-start="2738" data-end="2747">+0,3%</strong>), trainato dai consumi di gas naturale e produzione industriale (+1,5% nell’indicatore ISTAT). In contrazione, invece, i consumi di carbone nel settore (-12,2%) e la produzione di cemento (-1,7%).</p>
<h3 data-start="2988" data-end="3028">Agricoltura e rifiuti: stabilità</h3>
<p data-start="3030" data-end="3300">Le emissioni provenienti dai settori <strong data-start="3067" data-end="3082">agricoltura</strong> e <strong data-start="3085" data-end="3109">gestione dei rifiuti</strong> restano <strong data-start="3118" data-end="3148">invariate rispetto al 2024</strong>. Come indicato nel documento, queste categorie non mostrano scostamenti significativi (variazione prevista: 0,0%).</p>
<h3 data-start="3307" data-end="3361">Perché monitorare le emissioni trimestralmente</h3>
<p data-start="3363" data-end="3766">ISPRA ricorda che la stima trimestrale serve a <strong data-start="3410" data-end="3485">monitorare con continuità il rapporto tra economia e impatto ambientale</strong>, permettendo di leggere l’evoluzione della decarbonizzazione nel breve periodo. Il concetto di <em data-start="3581" data-end="3593">decoupling</em>, illustrato nella sintesi (pagina 1), indica proprio la capacità del sistema economico di crescere riducendo o contenendo le emissioni.</p>
<p data-start="3768" data-end="4037">Nel 2025 il decoupling è <strong data-start="3793" data-end="3805">parziale</strong>: le emissioni crescono meno del PIL, ma non diminuiscono. Il mix energetico – influenzato da fattori climatici come la ridotta idraulicità – rimane l’elemento più critico per accelerare la traiettoria verso la neutralità climatica.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>CCNL metalmeccanici, Marchesini (Confindustria): “Una buona notizia per il sistema industriale”</title>
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<description><![CDATA[ Il vicepresidente Marchesini esprime soddisfazione per l’intesa sul rinnovo del contratto e richiama alla lotta al dumping contrattuale e al riconoscimento dei contratti di riferimento ]]></description>
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<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 12:20:26 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<article class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto [content-visibility:auto] supports-[content-visibility:auto]:[contain-intrinsic-size:auto_100lvh] scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-WEB:6ce082f6-b3d0-47b1-af8c-b76616f3c520-9" data-testid="conversation-turn-10" data-scroll-anchor="true" data-turn="assistant" tabindex="-1">
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<p data-start="337" data-end="950">“L’accordo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici è una buona notizia.” Lo afferma <strong data-start="429" data-end="452">Maurizio Marchesini</strong>, vicepresidente di <strong data-start="472" data-end="530">Confindustria per il Lavoro e le Relazioni Industriali</strong>. “È stato un confronto lungo e complesso ma, alla fine, la comune volontà di trovare un punto di equilibrio ha prevalso. Voglio esprimere soddisfazione e apprezzamento per l’impegno con cui <strong data-start="721" data-end="739">Federmeccanica</strong>, in tutti questi lunghi mesi di confronto, ha saputo difendere i principi che sono alla base delle buone relazioni sindacali, confermando l’importanza e l’utilità di uno strumento come il contratto collettivo”.</p>
<p data-start="952" data-end="1447">“È un segnale molto significativo – aggiunge Marchesini – in un momento cruciale per le relazioni industriali. Le transizioni che stiamo affrontando possono trarre grande beneficio da un buon contratto collettivo. Perché questo strumento svolga al meglio la sua funzione, bisogna continuare a contrastare il dumping contrattuale, riconoscendo il valore dei contratti collettivi firmati dalle organizzazioni di maggiore rappresentatività, il cosiddetto ‘<strong data-start="1405" data-end="1444">contratto collettivo di riferimento</strong>’”.</p>
<p data-start="1449" data-end="1688" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Per Marchesini, “per raggiungere questo obiettivo serve una strategia condivisa dagli attori delle relazioni sindacali, ma anche dal <strong data-start="1582" data-end="1593">Governo</strong> e dal <strong data-start="1600" data-end="1614">Parlamento</strong>, e sulla quale – come sempre – siamo pronti a dare il nostro contributo”.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
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<div class="text-center"></div>
</div>
</div>
</div>
</article>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Consiglio dei ministri: via libera a misure su ex Ilva, rinnovabili, terzo settore e nuovi registri sanitari</title>
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<description><![CDATA[ Approvati decreti-legge e decreti legislativi su energia, investimenti, dispositivi medici e crisi d’impresa; ok alla candidatura di Roma per l’Autorità doganale europea ]]></description>
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<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 11:18:33 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p data-start="532" data-end="828">Il Consiglio dei ministri si è riunito il 20 novembre 2025 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per approvare una serie di provvedimenti che spaziano dall’industria all’energia, dalla sanità alla fiscalità, fino alla protezione civile e alle nomine.</p>
<p data-start="830" data-end="1465">Tra i principali interventi, il Governo ha varato un decreto-legge per garantire la continuità operativa degli <strong>stabilimenti ex Ilva</strong>. Il provvedimento autorizza Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria a utilizzare i 108 milioni residui del finanziamento ponte fino a febbraio 2026, in vista della conclusione della gara per il futuro aggiudicatario. Ulteriori misure riguardano il sostegno ai lavoratori, con 20 milioni destinati a integrare fino al 75% la cassa integrazione straordinaria, e il rafforzamento del fondo per gli indennizzi ai residenti del quartiere Tamburi di Taranto .</p>
<p data-start="1467" data-end="1913">Sul fronte <strong>dell’energia</strong>, il CdM ha approvato un decreto-legge che interviene sul Piano Transizione 5.0, potenziando gli incentivi alle imprese che investono in beni strumentali per ridurre i consumi energetici. Il provvedimento modifica inoltre le norme per l’individuazione delle aree idonee a ospitare impianti da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di accelerare la diffusione di nuovi progetti energetici .</p>
<p data-start="1915" data-end="2443">In ambito <strong>sanitario</strong>, arriva l’istituzione del Registro Unico Nazionale dei Dispositivi Medici Impiantabili (RUNDMI), previsto da un disegno di legge approvato in esame preliminare. Il registro, che ingloberà anche quello già esistente per gli impianti protesici mammari, mira a creare un sistema organico per la tracciabilità, il monitoraggio clinico ed epidemiologico e la valutazione delle prestazioni dei dispositivi impiantabili, oltre a supportare vigilanza e programmazione sanitaria .</p>
<p data-start="2445" data-end="2884">Il Governo ha inoltre dato il via libera definitivo a un decreto legislativo che introduce disposizioni in materia di <strong>terzo settore, crisi d’impresa, sport e IVA</strong>, nell’ambito della riforma fiscale. Il provvedimento recepisce i pareri delle Commissioni parlamentari e delle Conferenze istituzionali, prorogando al 2036 gli obblighi IVA per gli enti benefici che erogano prestazioni ai propri associati .</p>
<p data-start="2886" data-end="3304">Approvato in esame preliminare anche il decreto legislativo che adegua la normativa nazionale al Regolamento UE 2023/2411 sulle <strong>indicazioni geografiche per prodotti artigianali e industriali,</strong> come vetro di Murano e ceramiche di Caltagirone. L’obiettivo è la creazione di un sistema di tutela unitario a livello europeo per settori finora esclusi dal regime di protezione delle IG .</p>
<p data-start="3306" data-end="3803">Il CdM ha poi licenziato in via definitiva cinque decreti legislativi riguardanti <strong>fiscalità, recepimento di direttive europee, benessere animale, incentivi alle imprese e disciplina degli impianti da fonti rinnovabili.</strong> Sono state inoltre assunte decisioni su conferenze di servizi, recepimento di accordi sindacali per Forze di polizia e Forze armate, stati di emergenza e scioglimento dei consigli comunali di Paternò e Altomonte per infiltrazioni criminali.</p>
<p data-start="3805" data-end="4249">Sul fronte degli <strong>investimenti</strong>, il Governo ha dichiarato di preminente interesse strategico nazionale il programma “Piombino Metinvest Adria”, che prevede una nuova acciaieria elettrica e sostenibile con un investimento di 3,2 miliardi di euro e fino a 1.100 nuovi posti di lavoro tra diretti e indiretti. A Roma viene inoltre proposta la candidatura per ospitare la futura Autorità doganale europea (EUCA).</p>
<p data-start="4251" data-end="4730">Infine, il CdM ha esaminato un pacchetto di leggi regionali, impugnandone due – Sardegna e Puglia – e decidendo di non contestarne altre sette. Nel corso della riunione è stata presentata un’informativa sugli eventi previsti per la<strong> Giornata internazionale sulla disabilità del 3 dicembre</strong>, che comprenderanno la presentazione del III Piano di Azione Nazionale e iniziative sportive e divulgative in collaborazione con Special Olympics e FIGC</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Confindustria commenta l&amp;apos;Energy Release 2.0: un passo avanti decisivo per la competitività delle imprese energivore italiane</title>
<link>https://www.italia24.news/confindustria-commenta-lenergy-release-20-un-passo-avanti-decisivo-per-la-competitivita-delle-imprese-energivore-italiane</link>
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<description><![CDATA[ Pubblicate le regole operative e gli schemi contrattuali della misura, ora pienamente attuabile ]]></description>
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<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 14:28:20 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Confindustria accoglie con soddisfazione la pubblicazione delle regole operative e degli schemi di contratto della misura<span> </span><strong><i>Energy Release 2.0</i>,</strong> un passaggio essenziale per rendere finalmente operativo uno strumento atteso dal sistema industriale. La definizione di tali elementi conclude un percorso complesso, che ha richiesto l’adeguamento dello strumento alla<span> </span><i>comfort letter</i><span> </span>della Commissione Europea.</span><span></span><br><span style="font-family: Arial; font-size: small;"> </span><span></span><br><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Si tratta di un<b><span> </span>passo importante</b>, che consente finalmente di<span> </span><b>avviare una misura strategica per l’industria italiana</b>, capace di coniugare<span> </span><i>sostegno alle imprese energivore</i><span> </span>e<span> </span><i>sviluppo delle fonti rinnovabili</i>, contribuendo al tempo stesso alla sicurezza energetica nazionale. Il meccanismo, che prevede l’accesso anticipato a energia rinnovabile a un prezzo calmierato di 65 €/MWh per tre anni, è<span> </span><b>indispensabile</b><span> </span><b>per salvaguardare la competitività delle imprese energivore italiane</b>. L’avvio dei contratti entro il 2025, con effetto retroattivo al 1° gennaio, e le aste per nuovi impianti rinnovabili delineano un modello virtuoso che combina competitività, stabilità dei costi per l’industria e nuovi investimenti nella produzione pulita.</span><span></span><br><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><b> </b></span><span></span><br><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><b>Confindustria ha apprezzato la collaborazione e il dialogo continuo e costruttivo con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con il GSE che hanno caratterizzato questi mesi di lavoro</b>.</span><span></span><br><span style="font-family: Arial; font-size: small;"> </span><span></span><br><span style="font-family: Arial; font-size: small;">In un contesto europeo in cui diversi Paesi stanno adottando misure sempre più incisive a sostegno delle industrie energivore, l’<b>Energy Release rappresenta una risposta necessaria per evitare ulteriori penalizzazioni competitive per le imprese italiane</b>. Le recenti notizie relative all’autorizzazione da parte della Commissione Europea della misura tedesca che fissa il prezzo dell’elettricità per le imprese energivore a 50 €/MWh nel triennio 2026-2028, accompagnata dal vasto programma di nuovi impianti e infrastrutture energetiche previsto da Berlino, rischia infatti di accentuare asimmetrie non sostenibili all’interno del mercato unico.</span><span></span><br><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><b> </b></span><span></span><br><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><b>Confindustria continuerà a collaborare con il Governo e con le istituzioni europee affinché l’Italia disponga di strumenti stabili ed efficaci</b>, in linea con quelli attivati dai principali Paesi partner,<span> </span><b>per tutelare la competitività del sistema produttivo e accompagnare il percorso di transizione energetica nazionale</b>.</span><span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>ISTAT: Inflazione in rallentamento: a ottobre 2025 il NIC scende all’1,2%</title>
<link>https://www.italia24.news/istat-inflazione-in-rallentamento-a-ottobre-2025-il-nic-scende-all12</link>
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<description><![CDATA[ Frenano energia e alimentari freschi. Stabile l’inflazione di fondo. Calano beni e “carrello della spesa” ]]></description>
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<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 14:32:54 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p data-start="441" data-end="822">L’inflazione italiana continua a perdere velocità. <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/prezzi-al-consumo-ottobre-2025/" target="_blank" rel="noopener">Secondo i dati definitivi diffusi dall’ISTAT relativi a ottobre 2025</a>, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del <strong data-start="632" data-end="657">-0,3% su base mensile</strong> e del <strong data-start="664" data-end="687">+1,2% su base annua</strong>, in calo rispetto al +1,6% di settembre e in linea con la stima preliminare diffusa a fine mese .</p>
<h3 data-start="824" data-end="879"><strong data-start="828" data-end="879">Energia e alimentari freschi guidano la frenata</strong></h3>
<p data-start="880" data-end="1209">La decelerazione dell’inflazione è determinata soprattutto dal brusco rallentamento degli <strong data-start="970" data-end="998">energetici regolamentati</strong>, che passano dal +13,9% al <strong data-start="1026" data-end="1035">-0,5%</strong> su base annua, un cambio di passo netto legato al ridimensionamento dei prezzi dell’energia elettrica nel mercato tutelato e alla maggiore flessione del gas regolamentato.</p>
<p data-start="1211" data-end="1447">Rallentano con decisione anche gli <strong data-start="1246" data-end="1273">alimentari non lavorati</strong>, in discesa da +4,8% a <strong data-start="1297" data-end="1306">+1,9%</strong>. Segnali più contenuti arrivano invece dagli <strong data-start="1352" data-end="1375">alimentari lavorati</strong> (da +2,7% a +2,5%) e dai <strong data-start="1401" data-end="1425">servizi di trasporto</strong> (da +2,4% a +2,0%).</p>
<p data-start="1449" data-end="1672">Parzialmente opposte le dinamiche dei <strong data-start="1487" data-end="1548">servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona</strong>, che accelerano da +3,1% a <strong data-start="1576" data-end="1585">+3,3%</strong>, mentre gli <strong data-start="1598" data-end="1630">energetici non regolamentati</strong> riducono la flessione (da -5,2% a -4,9%).</p>
<h3 data-start="1674" data-end="1721"><strong data-start="1678" data-end="1721">Inflazione di fondo e dinamica dei beni</strong></h3>
<p data-start="1722" data-end="1909">L’<strong data-start="1724" data-end="1747">inflazione di fondo</strong>, che esclude energetici e alimentari freschi, scende dal +2,0% al <strong data-start="1814" data-end="1823">+1,9%</strong>, lo stesso valore registrato dall’indice calcolato al netto dei soli beni energetici.</p>
<p data-start="1911" data-end="2194">L’andamento dei <strong data-start="1927" data-end="1935">beni</strong> mostra una decisa perdita di spinta (da +0,6% a <strong data-start="1984" data-end="1993">+0,2%</strong>), mentre i <strong data-start="2005" data-end="2016">servizi</strong> mantengono un ritmo stabile del <strong data-start="2049" data-end="2058">+2,6%</strong>. Ne deriva un ampliamento del divario tra i due comparti, che sale a <strong data-start="2128" data-end="2153">2,4 punti percentuali</strong> rispetto ai 2 punti del mese precedente.</p>
<h3 data-start="2196" data-end="2241"><strong data-start="2200" data-end="2241">Carrello della spesa in rallentamento</strong></h3>
<p data-start="2242" data-end="2606">La dinamica dei prezzi dei <strong data-start="2269" data-end="2328">beni alimentari, per la cura della casa e della persona</strong> – il cosiddetto “carrello della spesa” – scende dal +3,1% a <strong data-start="2389" data-end="2398">+2,1%</strong>, confermando un sensibile raffreddamento delle componenti a maggiore impatto sulla spesa quotidiana delle famiglie. In rallentamento anche i <strong data-start="2540" data-end="2581">prodotti ad alta frequenza d’acquisto</strong>, anch’essi al <strong data-start="2596" data-end="2605">+2,1%</strong>.</p>
<h3 data-start="2608" data-end="2640"><strong data-start="2612" data-end="2640">Cosa accade mese su mese</strong></h3>
<p data-start="2641" data-end="3024">La variazione negativa dell’indice generale (-0,3%) risente dei cali degli <strong data-start="2716" data-end="2744">energetici regolamentati</strong> (-6,4%), dei <strong data-start="2758" data-end="2792">servizi ricreativi e culturali</strong> (-1,1%), degli <strong data-start="2808" data-end="2840">energetici non regolamentati</strong> (-0,6%) e dei servizi relativi a <strong data-start="2874" data-end="2891">comunicazioni</strong> e <strong data-start="2894" data-end="2907">trasporti</strong> (-0,3%). In controtendenza i <strong data-start="2937" data-end="2972">servizi relativi all’abitazione</strong>, che aumentano dello <strong data-start="2994" data-end="3002">0,3%</strong> rispetto a settembre.</p>
<h3 data-start="3026" data-end="3075"><strong data-start="3030" data-end="3075">FOI e IPCA: l’inflazione europea rallenta</strong></h3>
<p data-start="3076" data-end="3133">Il quadro si riflette anche negli indici complementari.</p>
<ul data-start="3134" data-end="3384">
<li data-start="3134" data-end="3262">
<p data-start="3136" data-end="3262">L’<strong data-start="3138" data-end="3146">IPCA</strong>, armonizzato a livello europeo, segna <strong data-start="3185" data-end="3194">-0,2%</strong> su base mensile e <strong data-start="3213" data-end="3222">+1,3%</strong> su base annua (da +1,8% a settembre).</p>
</li>
<li data-start="3263" data-end="3384">
<p data-start="3265" data-end="3384">L’indice <strong data-start="3274" data-end="3281">FOI</strong>, utilizzato per l’adeguamento degli affitti, registra <strong data-start="3336" data-end="3345">-0,2%</strong> congiunturale e <strong data-start="3362" data-end="3371">+1,1%</strong> tendenziale.</p>
</li>
</ul>
<h3 data-start="3386" data-end="3423"><strong data-start="3390" data-end="3423">Inflazione acquisita al +1,6%</strong></h3>
<p data-start="3424" data-end="3601">Secondo l’ISTAT, l’<strong data-start="3443" data-end="3479">inflazione acquisita per il 2025</strong> si attesta a <strong data-start="3493" data-end="3502">+1,6%</strong>, mentre la componente di fondo acquisita è pari a <strong data-start="3553" data-end="3562">+1,9%</strong> .</p>
<hr data-start="3603" data-end="3606">
<h2 data-start="3608" data-end="3664"><strong data-start="3611" data-end="3664">Che cos’è il NIC e dove vengono pubblicati i dati</strong></h2>
<p data-start="3665" data-end="3906">Il NIC è l’<strong data-start="3676" data-end="3744">Indice Nazionale dei Prezzi al Consumo per l’intera collettività</strong>, il principale indicatore dell’inflazione italiana. Misura mese per mese come variano i prezzi di un ampio paniere di beni e servizi acquistati dalle famiglie.</p>
<p data-start="3908" data-end="4115">L’ISTAT lo definisce la misura dell’inflazione “<strong data-start="3956" data-end="3990">per l’intero sistema economico</strong>, considerando la collettività nazionale come un’unica grande famiglia di consumatori” .</p>
<p data-start="4117" data-end="4174">I dati del NIC vengono pubblicati mensilmente da ISTAT:</p>
<ul data-start="4175" data-end="4453">
<li data-start="4175" data-end="4257">
<p data-start="4177" data-end="4257">nella sezione <strong data-start="4191" data-end="4214">“Prezzi al consumo”</strong>, con comunicati provvisori e definitivi;</p>
</li>
<li data-start="4258" data-end="4362">
<p data-start="4260" data-end="4362">sul database <strong data-start="4273" data-end="4309">IstatData (esploradati.istat.it)</strong>, dove sono disponibili le serie storiche complete;</p>
</li>
<li data-start="4363" data-end="4453">
<p data-start="4365" data-end="4453">sul servizio <strong data-start="4378" data-end="4390">Rivaluta</strong>, che consente di calcolare la variazione dei prezzi nel tempo.</p>
</li>
</ul>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>BasicNet S.p.A. acquisisce Woolrich: operazione da 90 milioni di euro</title>
<link>https://www.italia24.news/basicnet-spa-acquisisce-woolrich-operazione-da-90-milioni-di-euro</link>
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<description><![CDATA[ Il gruppo torinese acquisisce dal fondo L-GAM i diritti del marchio Woolrich per l’Europa e il 100% di Woolrich Europe S.p.A. ]]></description>
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<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 23:31:49 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p><span>Il gruppo torinese, noto per marchi come Kappa, Robe di Kappa, K-Way, Superga, Sebago e Briko, ha annunciato oggi di aver siglato un accordo per acquisire i diritti del marchio Woolrich (per l’Europa) e il 100% della controllata europea che ne cura distribuzione e retail. L’operazione è stata realizzata tramite una società interamente controllata da BasicNet.<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p><span>L’Enterprise Value complessivo dell’operazione è pari a circa 90 milioni di euro, in linea con il fatturato stimato per il 2025 della società europea del brand, anch’esso attorno a 90 milioni.<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p><span>Il corrispettivo iniziale ammonta a circa 40 milioni di euro, di cui 12 milioni pagati mediante il trasferimento di 1.200.000 azioni ordinarie BasicNet — valutate 10 euro ciascuna. È inoltre previsto un earn-out legato al raggiungimento di determinati obiettivi nel triennio 2026-2028.<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p><span>Per finanziare l’acquisizione e ottimizzare la struttura finanziaria, BasicNet farà ricorso a linee di credito a medio-lungo termine e a una linea revolving fino a 90 milioni di euro, con il coinvolgimento della banca UniCredit S.p.A. come unico finanziare. L’operazione non è soggetta a condizioni sospensive e dovrebbe essere conclusa entro dicembre 2025.<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p>Nel <a href="https://www.basicpress.com/contenuti/media/resultMedia.asp?ID=192856" target="_blank" rel="noopener">comunicato</a>, il gruppo sottolinea che Woolrich “beneficerà del modello di business BasicNet, che combina know-how industriale, forza distributiva e capacità di brand building”, puntando a rilanciare il marchio nei mercati europei — in particolare Italia ed Europa — dove BasicNet vanta una presenza consolidata. <br><span></span></p>
<p>Con questa acquisizione, BasicNet punta dunque a rafforzare ulteriormente il proprio portafoglio brand con un marchio dal forte heritage e riconoscibilità internazionale, inserito nella strategia di espansione e valorizzazione dei marchi attraverso licenze, retail e distribuzione diretta. <br><span></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Economia globale sotto la lente: crescita modesta e rischi in aumento</title>
<link>https://www.italia24.news/economia-globale-sotto-la-lente-crescita-modesta-e-rischi-in-aumento</link>
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<description><![CDATA[ Il nuovo World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale fotografa un’economia mondiale in lenta ripresa ma ancora vulnerabile: debito alto, inflazione in discesa e geopolitica incerta pesano sulle prospettive del 2025 ]]></description>
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<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 22:19:22 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p data-start="545" data-end="995">La ripresa economica globale continua, ma procede a un ritmo più debole e diseguale del previsto. Nel suo ultimo <em data-start="658" data-end="697">World Economic Outlook – October 2025</em>, il <a href="https://www.imf.org/en/Publications/WEO/Issues/2025/10/14/world-economic-outlook-october-2025" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="702" data-end="742">Fondo Monetario Internazionale (IMF)</strong></a> prevede una crescita globale del <strong data-start="776" data-end="793">3,2% nel 2025</strong>, leggermente superiore alle stime di primavera, ma ancora inferiore ai livelli pre-pandemia.  </p>
<p data-start="997" data-end="1370">Le <strong data-start="1000" data-end="1021">economie avanzate</strong> mostrano segni di rallentamento: la crescita media si attesterà intorno all’<strong data-start="1098" data-end="1106">1,5%</strong>, frenata da politiche monetarie restrittive, domanda interna debole e debito pubblico elevato. Gli Stati Uniti restano in una posizione più solida rispetto all’area euro, ma anche oltreoceano i tassi d’interesse elevati stanno pesando su consumi e investimenti.</p>
<p data-start="1372" data-end="1932">Le <strong data-start="1375" data-end="1418">economie emergenti e in via di sviluppo</strong> continuano a trainare la crescita mondiale, ma con grandi differenze regionali. L’<strong data-start="1501" data-end="1510">India</strong> si conferma tra i Paesi più dinamici con un +6,6%, mentre la <strong data-start="1572" data-end="1580">Cina</strong> rallenta al <strong data-start="1593" data-end="1601">4,8%</strong>, frenata da un mercato immobiliare fragile e dal calo della domanda esterna. In America Latina e Africa, le prospettive restano modeste a causa dell’inflazione e dei tassi di cambio volatili.</p>
<hr data-start="1934" data-end="1937">
<h3 data-start="1939" data-end="1992">Inflazione in calo, ma i prezzi restano alti</h3>
<p data-start="1994" data-end="2355">Il rapporto evidenzia che la <strong data-start="2023" data-end="2060">pressione inflazionistica globale</strong> è in graduale diminuzione, grazie al raffreddamento dei mercati energetici e alimentari. Tuttavia, l’inflazione di fondo – cioè quella che esclude le componenti più volatili – rimane sopra i target in molte economie avanzate, costringendo le banche centrali a mantenere un approccio prudente.</p>
<p data-start="2357" data-end="2806">Secondo l<a href="https://www.imf.org/en/Publications/FM/Issues/2025/04/23/fiscal-monitor-april-2025" target="_blank" rel="noopener">’IMF</a>, i tassi di interesse elevati, pur necessari per stabilizzare i prezzi, stanno rallentando la crescita e rendendo più oneroso il servizio del debito per famiglie, imprese e governi. Nei Paesi a basso reddito, questo effetto si traduce in un aumento della vulnerabilità finanziaria e in un rischio di insolvenza crescente.</p>
<hr data-start="2808" data-end="2811">
<h3 data-start="2813" data-end="2860">Il nodo del debito e le disuguaglianze</h3>
<p data-start="2862" data-end="3318">Il <strong data-start="2865" data-end="2892">debito pubblico globale</strong> è tornato su livelli record, spinto dagli sforzi per fronteggiare la pandemia, sostenere le famiglie e gestire le crisi energetiche. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, nel 2025 il debito aggregato supererà nuovamente il <strong data-start="3096" data-end="3120">93% del PIL mondiale</strong>, un dato che limita gli spazi di manovra fiscale per molti governi. </p>
<p data-start="3320" data-end="3777">Le disuguaglianze economiche si acuiscono: mentre i grandi gruppi tecnologici e finanziari registrano profitti record, la classe media globale resta sotto pressione a causa del costo della vita e dell’erosione dei salari reali.<br data-start="3547" data-end="3550">L’IMF invita quindi i governi a combinare <strong data-start="3592" data-end="3630">disciplinate politiche di bilancio</strong> con <strong data-start="3635" data-end="3697">investimenti mirati in infrastrutture, istruzione e sanità</strong>, in modo da stimolare la produttività e garantire una crescita più inclusiva.</p>
<hr data-start="3779" data-end="3782">
<h3 data-start="3784" data-end="3822">Prospettive e raccomandazioni</h3>
<p data-start="3824" data-end="4102">Nella sua analisi, il Fondo Monetario Internazionale riconosce che lo scenario globale è “più complesso che mai”: la transizione energetica, la digitalizzazione e la frammentazione geopolitica stanno ridisegnando le catene del valore e le relazioni commerciali internazionali.</p>
<p data-start="4104" data-end="4172">Per sostenere la crescita e ridurre i rischi, l’IMF raccomanda di promuovere politiche fiscali sostenibili e coordinate a livello internazionale, rafforzare la cooperazione commerciale per evitare nuove barriere e guerre tariffarie, accelerare gli investimenti nella <strong data-start="4384" data-end="4405">transizione verde</strong> e nella <strong data-start="4414" data-end="4437">tecnologia digitale </strong>e<strong data-start="4414" data-end="4437"> </strong>sostenere i Paesi più indebitati con nuovi strumenti finanziari multilaterali.</p>
<blockquote data-start="4525" data-end="4913">
<p data-start="4527" data-end="4913">“Il mondo ha bisogno di una crescita più forte e più equa. Le scelte politiche dei prossimi anni determineranno se riusciremo a evitare una nuova fase di stagnazione globale”, ha dichiarato <strong data-start="4717" data-end="4741">Kristalina Georgieva</strong>, Direttrice Generale dell’IMF. (<a data-start="4774" data-end="4910" class="decorated-link cursor-pointer" href="https://www.imf.org/en/News/Articles/2025/10/14/sp101425-md-remarks-world-economic-outlook-release">IMF Press Conference, ottobre 2025)</a></p>
</blockquote>]]> </content:encoded>
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