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<title>Italia24.news | Notizie in Tempo Reale su Politica, Economia, Cronaca e Sport &#45; : Eventi in Sardegna</title>
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<description>Italia24.news | Notizie in Tempo Reale su Politica, Economia, Cronaca e Sport &#45; : Eventi in Sardegna</description>
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<dc:rights>©2026 Italia24 News &#45; Powered by Brain X Corp</dc:rights>

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<title>Si chiude sabato 13 dicembre a Cagliari la rassegna  Etica ed estetica dello sguardo. Il cinema dei fratelli Dardenne</title>
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<description><![CDATA[ Premio alla carriera ai due maestri belgi e concerto omaggio di Romeo Scaccia ]]></description>
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<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 13:18:48 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Si avvicina alla conclusione,<span> </span><b>sabato 13 dicembre<span> </span></b>nella<span> </span><b>Sala Castello dell'Hotel Regina Margherita</b><span> </span>di<span> </span><b>Cagliari</b>, la rassegna<span> </span><em><b>Etica ed estetica dello sguardo. Il cinema dei fratelli Dardenne</b></em>, dopo oltre un mese di proiezioni, incontri e approfondimenti che, dallo scorso 8 novembre, hanno animato Cagliari e Santa Maria Navarrese. Una rassegna intensa e partecipata, che ha accompagnato il pubblico in un percorso organico dentro la poetica di<span> </span><b>Jean-Pierre e Luc Dardenne</b>, cineasti che hanno trasformato il realismo in un linguaggio morale e civile, capace di restituire verità ai gesti minimi e dignità alle vite marginali.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Nel corso delle settimane, la manifestazione – curata dall'<b>Associazione Culturale L'Alambicco</b><span> </span>con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – ha ripercorso la filmografia completa dei due autori: da<span> </span><em>La Promesse</em><span> </span>e<span> </span><em>Rosetta</em><span> </span>a<span> </span><em>L'Enfant</em>,<span> </span><em>Il matrimonio di Lorna</em>,<span> </span><em>Il ragazzo con la bicicletta</em>, fino ai lavori più recenti come<span> </span><em>L'età giovane</em><span> </span>e<span> </span><em>Tori e Lokita</em>. Ogni proiezione è stata accompagnata da seminari e analisi critiche affidate a studiosi, giornalisti e ricercatori quali Giuseppe Mattia, Piero Spila, Roberto Chiesi, Elisabetta Randaccio, Lorella Costa, Bepi Vigna, Chiara Gelato e Alessandro Macis. Interventi che hanno evidenziato la coerenza etica del loro cinema e la sua capacità di interrogare responsabilità individuale, lavoro, solidarietà, identità e conflitti sociali.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">La rassegna ha raggiunto anche<span> </span><b>Santa Maria Navarrese</b><span> </span>– ospite del Centro Internazionale del Fumetto – ampliando il coinvolgimento del pubblico e favorendo un dialogo diretto con il territorio ogliastrino. In parallelo, il tour guidato nel quartiere Marina di Cagliari, a cura di Trip Sardinia, ha offerto una lettura del tessuto urbano come possibile estensione dell'immaginario dardenniano, intrecciando arte, comunità e riflessione sul reale.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b>Sabato 13 dicembre<span> </span></b>la rassegna culminerà con la<span> </span><b>consegna del Premio alla carriera<span> </span></b>dell'Associazione L'Alambicco ai fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne. I due autori, impossibilitati a partecipare di persona, invieranno un videomessaggio di saluto e ringraziamento rivolto al pubblico e alla rassegna. Un momento che intende celebrare il valore di un cinema capace di ridefinire lo sguardo sul mondo, mostrando come la sobrietà di un'inquadratura o la precisione di un gesto possano farsi racconto, interrogativo, trasformazione.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">A seguire, il pianista e compositore<b><span> </span>Romeo Scaccia<span> </span></b>proporrà un concerto omaggio con musiche originali ispirate ai film dei due autori: una tessitura sonora che si offrirà come dialogo vivo con la loro poetica, intreccio di emozione e pensiero che accompagnerà il pubblico in un ultimo attraversamento della loro cinematografia.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">La serata del 13 dicembre segnerà così la conclusione di un'edizione che ha riportato al centro il rapporto tra arte e responsabilità, tra etica dello sguardo e coscienza civile. Un percorso che L'Alambicco continuerà a coltivare nelle prossime stagioni, fedele alla propria missione: creare luoghi di confronto, formare spettatori consapevoli e mantenere vivo, attraverso il cinema, il dialogo tra cultura e società.</span></p>
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<title>Il potere delle parole, le parole del potere</title>
<link>https://www.italia24.news/il-potere-delle-parole-le-parole-del-potere</link>
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<description><![CDATA[ 5 dicembre a Cagliari evento dell&#039;Odg Sardegna, Giulia giornaliste Sardegna, in collaborazione con il Dipartimento di pedagogia, psicologia, filosofia della Facoltà degli Studi Umanistici dell’Università di Cagliari ]]></description>
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<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 16:03:46 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 130%;"><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 130%; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">“Ciò che non si nomina non esiste, e ciò che comincia a essere nominato comincia anche a esistere”. La parola conferisce dignità e identità alle persone e ai fatti. Negli ultimi anni il dibattito sul linguaggio ha assunto grande fervore, ma ha prodotto fino a oggi posizioni distanti e radicalizzate. Linguisti, filosofi, politici, giornalisti, comunicatori, si interrogano su un linguaggio politicamente corretto, sulle parole da usare e ancor di più su quelle da non usare. Il linguaggio è uno strumento potentissimo, a disposizione del giornalismo, che può confermare pregiudizi, stereotipi e bias cognitivi, ma può anche contribuire a contrastarli attraverso una scelta ragionata e corretta delle parole, con la quale si possono costruire ponti e distruggere muri: le parole hanno un grande potere, ma anche il potere oggi ha sempre più le sue parole. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 130%;"><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 130%; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Venerdì 5 dicembre dalle 15 alle 18</b> Giulia giornaliste Sardegna e Ordine dei Giornalisti della Sardegna, in collaborazione con il Dipartimento di pedagogia, psicologia, filosofia della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Facoltà degli Studi Umanistici</b> dell’Università di Cagliari <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">organizzano il corso di formazione</b> “<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Il potere delle parole</b>,<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> le parole del potere</b>”, in <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Aula Motzo</b>, piazza d’Armi, loc. Sa Duchessa. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 130%;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 130%; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Il corso si prefigge di promuovere la necessaria riflessione sull</span></b><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 130%; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">importanza delle <span style="color: #333333;">parole</span></b><span style="color: #333333;">, di aprire un confronto diretto tra giornalisti e rappresentanti politici per mettere a fuoco scelte comunicative basate su un rigoroso accertamento delle fonti e sulla certificazione delle notizie, in modo che la parola della politica torni a essere convincente e non puramente convalidante.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 130%;"><strong><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 130%; mso-bidi-font-style: italic;">La partecipazione al corso dà diritto di acquisire 3 crediti formativi</span></strong><strong><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 130%; font-weight: normal; mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-style: italic;">.</span></strong><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 130%; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: #333333; mso-fareast-language: IT;"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 130%; mso-outline-level: 1;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 130%; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: #333333; mso-fareast-language: IT;">Intervengono</span></b><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 130%; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: #333333; mso-fareast-language: IT;">: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Giuseppe Meloni</b>, presidente OdG della Sardegna; <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Elisabetta Gola</b>, Direttrice del Dipartimento di pedagogia, psicologia e filosofia Unica – Prorettrice alla Comunicazione e Immagine; <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marco Pignotti</b>, Coordinatore della Laurea Magistrale in Giornalismo e Informazione Web – Unica; <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Francesca Ervas</b>, Coordinatrice del Corso di Studi in Scienze della Comunicazione, Unica; <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roberta Celot</b>, Responsabile Ansa Sardegna, Giulia giornaliste; <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Susi Ronchi</b>, Coordinatrice </span><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 130%; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Giulia giornaliste Sardegna; <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maria Laura Orrù</b>, Sindaca, Consigliera regionale della Sardegna; <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alessandro Serra</b>, esponente politico. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Modera l</b>’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">incontro Fabio Manca</b>, giornalista. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 130%;"><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 130%; font-family: 'Times New Roman',serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: #333333; mso-fareast-language: IT;">La cultura cambia e la lingua evolve: ne emerge una forte sollecitazione della società al mondo dell’informazione per aiutare il cambiamento e saperlo rappresentare, riuscendo a raccontare, con un linguaggio inclusivo e antidiscriminatorio, anche quelle componenti della nostra società che nei media non hanno attualmente uno spazio adeguato. Oggi più che mai, in un’epoca in cui le modalità di comunicare e di informare sono sempre più condizionate dai linguaggi, dai tempi e dalle regole della Rete, dall’avanzare di tecnologie sempre più potenti e pervasive, al mondo del giornalismo è richiesta una presa di coscienza profonda sui rischi che la diffusione sempre più ampia di fake news e pseudo notizie possa contaminare una corretta e rispettosa rappresentazione delle persone e di ciò che accade. È evidente come la comunicazione politica abbia subito profondi cambiamenti con l’affermarsi di uno stile sempre più invasivo, con l’ascesa dei nuovi canali di diffusione di opinioni, idee etc, e con la crisi, che ne consegue dell’informazione tradizionale. La parola della politica diventa sempre più autoritaria, non si preoccupa più di essere argomentata, è aggressiva e assertiva, punto d’incontro tra verità e propaganda, poco incline a riconoscere i fatti privilegiando le opinioni e le ideologie. Può farlo in quanto la comunicazione politica si sta liberando dell’intermediazione giornalistica e dei suoi filtri, entra direttamente nelle case di coloro ai quali è indirizzata, preferibilmente il proprio elettorato, rivendica e pone in essere la propria autonomia, parla da sé e di sé. Soprattutto ha coniato un linguaggio proprio, autoreferenziale, che esalta ed enfatizza il proprio punto di vista senza preoccuparsi di proporre soluzioni ai problemi di cui si parla. <o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
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<title>Memorabilia: il nuovo progetto che trasforma i ricordi  dei privati cittadini in archivi digitali di comunità</title>
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<description><![CDATA[ Il 4 dicembre alle 11 nel Salone Parrocchiale del Villaggio Pescatori di Cagliari Riverrun ETS svela Memorabilia, la piattaforma web che ha convertito la memoria dello storico quartiere

in patrimonio digitale condiviso ]]></description>
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<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 16:49:12 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">C'è un'Italia che vive ai margini delle mappe ufficiali, fatta di luoghi che resistono nel silenzio: piccoli borghi, quartieri popolari, comunità attraversate da storie che troppo spesso rimangono confinate nelle case o nei ricordi individuali. Il Villaggio Pescatori di Giorgino, a Cagliari, è uno di questi luoghi. Ed è proprio da qui che prende forma il primo archivio digitale partecipativo costruito con<span> </span><b>Memorabilia</b>, la nuova piattaforma web collaborativa ideata e prodotta da<span> </span><b>Riverrun ETS</b>.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il<span> </span><b>4 dicembre alle 11</b>, in<span> </span><b>conferenza stampa</b>, verrà presentato<span> </span><b>l'archivio digitale del Villaggio Pescatori</b>, esito di un percorso che ha coinvolto gli abitanti nella condivisione di fotografie, testimonianze, lettere, storie familiari, ricordi vissuti tra mare, case, cortili e tradizioni.<span> </span><b>Giorgino</b><span> </span>diventa così il<span> </span><b>primo esempio concreto</b><span> </span>dell'uso di<span> </span><b>Memorabilia</b><span> </span>nella sua forma più evoluta: una<span> </span><b>piattaforma web partecipativa</b>, sviluppata grazie ai fondi del PNRR, pensata per offrire alle comunità uno strumento accessibile e condiviso per costruire, organizzare e custodire il proprio archivio in totale autonomia.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><b><span>Memorabilia</span></b><span> non è un semplice spazio digitale, ma un <b>ambiente vivo</b>, progettato affinché ogni persona possa contribuire al racconto collettivo del proprio territorio. La piattaforma restituisce ordine e senso ai materiali privati e al patrimonio di ricordi che rischia di disperdersi: fotografie salvate nei cassetti, video familiari, documenti, biglietti, registrazioni di voci e memorie orali trovano una casa comune, diventano patrimonio condiviso e, soprattutto, diventano strumenti di consapevolezza. La comunità può caricare materiali, descriverli, contestualizzarli, moderarli e continuare a far crescere l'archivio come organismo collettivo, aperto e in continua evoluzione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il progetto assegna alla<span> </span><b>memoria<span> </span></b>una<span> </span><b>funzione sociale e politica</b>: non la nostalgia privata, ma un gesto di cura verso il territorio. La costruzione dell'archivio di Giorgino è nata da incontri, laboratori, momenti di ascolto e confronto, che hanno permesso agli abitanti di riconoscersi nelle storie degli altri, trovare nuove connessioni tra generazioni e costruire una narrazione capace di restituire dignità e profondità a un luogo spesso raccontato solo dalla cronaca.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><i><span>«Memorabilia è uno strumento che rimette la comunità al centro», </span></i><span>afferma Lorenzo Mori, ideatore del progetto: <i>«Giorgino ci ha insegnato che quando le persone hanno la possibilità di raccontarsi, l'archivio diventa un atto di cura verso sé stessi e verso la propria storia».</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Con l'inaugurazione dell'archivio del Villaggio Pescatori, la piattaforma Memorabilia apre ufficialmente il suo percorso pubblico, pronta a diventare un dispositivo replicabile in altri luoghi che vogliono trasformare la memoria in infrastruttura sociale, in risorsa condivisa e in atto di partecipazione democratica. È già in corso la realizzazione di un secondo archivio sardo in Marmilla, a cui si stanno affiancando altri archivi nei quartieri periferici di Roma come Tufello, Val Melaina, Montesacro, Tor Marancia.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Riverrun ETS è un hub di trasformazione culturale che applica i processi creativi dell'arte a progetti di innovazione sociale, rigenerazione urbana ed educazione non formale. Attraverso pratiche collaborative e partecipative utilizza teatro, storytelling, nuove tecnologie, gamification e arte relazionale per costruire comunità consapevoli, responsabili e capaci di riconoscersi nella propria storia.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">L'archivio partecipativo del Villaggio Pescatori è stato realizzato con il contributo del Comune di Cagliari, servizio Sport, Cultura, Spettacolo, Turismo e Tempo Libero – annualità 2025.</span></p>
<p align="center"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"> </span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Love Sharing Festival: domani venerdì 21 novembre a Cagliari una giornata dedicata al disarmo e alla nonviolenza</title>
<link>https://www.italia24.news/love-sharing-festival-domani-venerdi-21-novembre-a-cagliari-una-giornata-dedicata-al-disarmo-e-alla-nonviolenza</link>
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<description><![CDATA[ In arrivo al Teatro Sant&#039;Eulalia Valentina Nicolì e lo spettacolo Dal fuoco al disarmo con Rose Aste, Elga Maccioni e Camilla Vargiu per uno degli appuntamenti  centrali dell&#039;edizione 2025 ]]></description>
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<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 16:09:33 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<div id="v1m_7711250974940779225ydp3f8dc15byiv9252952802m_-7061764653783887517m_-8821147810841123289gmail-:4nk">
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><span>Il </span>Love Sharing Festival<span> prosegue il suo percorso nel segno della nonviolenza e domani </span>(venerdì 21 novembre) <span>presenta uno degli appuntamenti più significativi dell'autunno. Negli spazi del </span>Teatro Sant'Eulalia<span>, la rassegna organizzata da </span>Theandric Teatro Nonviolento<span> con la direzione artistica di </span>Maria Virginia Siriu<span> propone una giornata costruita su due momenti complementari: un incontro che interroga il nostro tempo e uno spettacolo che lo attraversa con la forza del linguaggio scenico. Un passaggio che conferma la natura del festival come luogo di dialogo civile, confronto e trasformazione condivisa.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Alle 19<span>, il pubblico incontrerà </span>Valentina Nicolì<span>, traduttrice italiana della maggior parte dei libri di Noam Chomsky dal 2010 e più volte sua intervistatrice, protagonista della presentazione di due volumi profondamente radicati nell'attualità: </span><em>Un altro futuro è possibile</em><span> e </span><em>Ultima fermata Gaza: Dove ci porta la guerra di Israele contro i palestinesi</em><span>. Nicolì dialogherà con </span>Enrico Euli<span>, docente dell'Università di Cagliari, in un confronto che attraversa pace, giustizia globale, responsabilità politica e narrazioni del conflitto.</span><br>L'ingresso è gratuito<span>, con prenotazione obbligatoria: </span><a href="https://forms.gle/XyuEvvijuikQMGZcA" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://forms.gle/XyuEvvijuikQMGZcA</a></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Tra la presentazione e lo spettacolo è previsto un momento conviviale: un piccolo rinfresco offerto da Gnammy, pensato come spazio di incontro, ascolto e comunità.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><span>La serata proseguirà </span>alle 21<span> con </span>Dal fuoco al disarmo: il viaggio di Giovanna<span>, produzione di </span>Theandric Teatro Nonviolento<span>, che ripercorre la vita di </span>Giovanna d'Arco<span> trasformandola in allegoria del nostro presente con </span>Rose Aste, Elga Maccioni, Camilla Vargiu<span> </span><span>e la regia di </span>Maria Virginia Siriu<span>. Lo spettacolo mette in relazione la guerra medievale e l'ombra del conflitto nucleare, interrogando la necessità del disarmo e la costruzione attiva della pace attraverso un linguaggio che unisce gesto, immagine e narrazione. Costo del biglietto 12 euro.</span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Con l'appuntamento del 21 novembre, il Love Sharing Festival rinnova il proprio impegno a fare del teatro e del pensiero strumenti di interrogazione del reale, aprendo spazi in cui la nonviolenza non è un principio astratto, ma una pratica viva da condividere e costruire insieme.</span></p>
<p><b><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Biglietti e accessibilità</span></b></p>
</div>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Anche quest'anno sarà attivo il<span> </span><strong>biglietto sospeso</strong>, una forma di sostegno che consente di lasciare un posto a disposizione di chi non può permetterselo. Sia per chi dona sia per chi usufruisce, tutto avverrà in modo totalmente anonimo, nel pieno rispetto della privacy e con l'unico obiettivo di rendere il festival accessibile a tutti.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il<span> </span><b><a href="https://www.lovesharingfestival.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Love Sharing Festival 2025</a></b> è realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport – e della Fondazione di Sardegna, in collaborazione con l'Università degli Studi di Cagliari e con il Centro Culturale Sant'Eulalia, e si conferma così come un cantiere di idee e pratiche nonviolente, capace di intrecciare dimensione locale e respiro internazionale, e di coinvolgere artisti, studiosi, attivisti e spettatori in un percorso comune: trasformare le isole della nonviolenza in un arcipelago condiviso di pace.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il 28 e 29 novembre 2025 il V&#45;Art celebra il trentennale con il Forum sul Cinema Indipendente e l&amp;apos;omaggio a Adriano Aprà</title>
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<description><![CDATA[ FuoriNorma - la via neo-sperimentale del cinema italiano ]]></description>
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<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 14:53:51 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 130%;"><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 130%; font-family: 'Times New Roman',serif;">Il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">V-Art Festival Internazionale Immagine d</b>’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Autore</b>, diretto sin dalla sua nascita dal regista Giovanni Coda, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">in occasione del suo trentennale</b> organizza<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> il 28 e il 29 novembre</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">due giornate</b> (ingresso libero e gratuito) <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dedicate a un momento di riflessione sul cinema indipendente e alla figura di Adriano Aprà</b>, tra i più grandi storici del cinema italiano e tra le più importanti figure di riferimento della critica cinematografica italiana. Scomparso lo scorso aprile è stato tra i promotori in Italia di una cultura audiovisiva libera, sperimentale e fuori dagli schemi.<o:p></o:p></span></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 130%;">Il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Forum sul Cinema Indipendente</b>, in programma nella prima giornata, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">venerdì 28 novembre</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">alle 18</b>.<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">00</b>,<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> nella Sala Michelangelo</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pira</b> a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Quartu Sant</b>’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Elena</b>, rappresenta il cuore teorico di questa edizione speciale: un’occasione importante per interrogarsi sul presente e sul futuro del cinema di ricerca, sulle sue sfide e sulla sua capacità di leggere il mondo contemporaneo fuori dalle logiche produttive mainstream. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">A fornire un focus sull</b>’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">attuale situazione</b>, e non solo, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">di questi temi</b>, sarà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">il panel dei relatori</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">sotto la guida di Duilio Caocci</b> (Università di Cagliari) che vede <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">esperti ed esperte del settore dalla Sardegna</b>,<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> dall</b>’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Italia e dagli USA</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">chiamati/e a discutere e a riflettere in un confronto aperto su cosa significhi oggi fare cinema libero e indipendente</b>, ovvero quel cinema prodotto fuori dal sistema della major, un cinema libero, che per condizione o per scelta sceglie una strada alternativa a quella tradizionale e che per questi motivi può permettersi di osare e sperimentare di più. <o:p></o:p></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 130%;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">I relatori</b>: <b><span style="color: black;">Giovanni Minerba</span></b><span style="color: black;">, regista e fondatore del Festival “Da Sodoma a Hollywood” (Torino); <b>Vincenzo Patanè</b>, scrittore e giornalista; <b>Emanuele Di Nicola</b>, critico cinematografico; <b>Antioco Floris</b>, docente di Cinema – Università di Cagliari; <b>Giacomo Ravesi</b><span style="mso-bidi-font-weight: bold;">, d</span>ocente di cinema - Università Roma Tre;<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b></span><b><span lang="EN-US" style="color: black; mso-ansi-language: EN-US;">Aurora Martin, </span></b><span lang="EN-US" style="color: black; mso-ansi-language: EN-US;">founder of PopUp Justice – Seattle (USA); </span><b><span style="color: black;">Sandra Lischi</span></b><span style="color: black; mso-bidi-font-weight: bold;">,<b> </b></span><span style="color: black;">Università di Pisa; <b>Elisabetta Randaccio</b><span style="mso-bidi-font-weight: bold;">,<b> </b></span>critica cinematografica; <b>Cristina Torelli</b><span style="mso-bidi-font-weight: bold;">, </span>Associazione FuoriNorma Roma. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Modera Duilio Caocci</b>, docente di Letteratura Italiana – Università di Cagliari.<o:p></o:p></span></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; line-height: 130%;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 8.0pt; line-height: 130%; color: black;"><o:p> </o:p></span></b></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 130%;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: black;">Nella seconda e ultima giornata</span></b><span style="color: black;">, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">sabato <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">29 novembre</span></b><span style="mso-bidi-font-weight: bold;">, si terrà nella “<b>The Social Gallery</b>” in via Eligio Porcu 43, sempre a <b>Quartu Sant’Elena</b>, la <b>presentazione alle 17</b>.<b>00 del romanzo</b> <b>di Vincenzo Patanè</b> “<b>Una piccola goccia d’inchiostro</b>” a cura di <b>Elisabetta Randaccio</b> e <b>Marinella Arcidiacono</b>. </span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">A seguire alle 18.30 la presentazione</b> e proiezione del<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> film</b> “<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">La giacca fuorimoda a Istanbul</b>”, regia di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Damiano Andresano</b>. Introduzione a cura di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Giovanni Minerba</b> che dialogherà con il regista e con Recep Comlekci (aiuto regista), e il pubblico in sala.<o:p></o:p></span></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 130%;"><span style="font-size: 8.0pt; line-height: 130%; color: black;"><o:p> </o:p></span></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 130%;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: black;">Il V-Art</span></b><span style="color: black;">, nato nel 1995 come spazio dedicato al cortometraggio d’autore e ai linguaggi visivi emergenti, ha costruito in trent’anni un percorso riconosciuto a livello nazionale e internazionale, intrecciando cinema, arti visive, sperimentazione e impegno civile. “<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">L</i></b><i style="mso-bidi-font-style: normal;">’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">omaggio ad Aprà </b>e al progetto<span class="apple-converted-space"> da lui fondato </span><strong>FuoriNorma</strong><span class="apple-converted-space">, </span>si inserisce in questa storia di libertà creativa e attenzione ai nuovi sguardi</i>”, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">spiega Giovanni Coda</b>.<span class="apple-converted-space"> <o:p></o:p></span></span></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 130%;"><span class="apple-converted-space"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: black;">FuoriNorma</span></b><span style="color: black;"> è un’iniziativa volta a valorizzare e proiettare nelle sale indipendenti una selezione ragionata del miglior cinema italiano contemporaneo neo-sperimentale di lungo e di mediometraggio, sia di finzione sia di non-fiction, spesso emarginato dal sistema industriale. “<i style="mso-bidi-font-style: normal;">FuoriNorma perché sono opere che non si allineano alle norme consolidate del cinema italiano, perché inventano i loro modi espressivi, perché sono dei “prototipi”. Sono “sperimentali” nel senso che cercano, e trovano, una esperienza di cinema alternativa al grigiore e alla ripetitività che altrove ci dominano. Un altro cinema italiano è possibile</i>” <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">(Adriano Aprà</b>).<o:p></o:p></span></span></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: 130%;"><span style="color: black;">Il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Forum sul Cinema Indipendente</b> intende riaffermare il valore dell’indipendenza come scelta culturale e politica, ripercorrendo, attraverso contributi e testimonianze, il senso di una ricerca che continua a rinnovarsi. “<i style="mso-bidi-font-style: normal;">Nel celebrare trent’anni di attività, il V-Art Festival guarda al futuro con lo stesso spirito che ne ha guidato gli esordi: apertura, ricerca, dialogo tra cinema e arti contemporanee, e un impegno costante nel raccontare la realtà attraverso le immagini</i>”, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">aggiunge Coda</b>.<o:p></o:p></span></p>]]> </content:encoded>
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<title>INTERZONE 2025: la decima edizione accende Campidarte   tra ricerca sonora, improvvisazione e nuovi linguaggi</title>
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<description><![CDATA[ Il 22 e 23 novembre a Ussana due giornate dedicate alla sperimentazione contemporanea, nel solco dell&#039;eredità di Roberto Pellegrini, con performance che intrecciano acustica e elettronica, corpo e spazio, tradizione e innovazione ]]></description>
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<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 14:43:33 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Torna<span> </span><b>INTERZONE</b>, la rassegna che da dieci anni attraversa i confini della ricerca sonora, e lo fa il<span> </span><b>22 e 23 novembre 2025</b><span> </span>approdando a<span> </span><b>Campidarte</b>, il centro culturale di Ussana, un territorio in cui il suono diventa esperienza, materia viva, gesto che si espande e si trasforma senza barriere.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Nata dall'intuizione di<span> </span><b>Roberto Pellegrini</b>, musicista, docente e ricercatore sonoro scomparso nel 2014, INTERZONE continua il suo percorso interrogando ciò che significa oggi esplorare il suono, abitare l'improvvisazione, lasciarsi attraversare da forme e linguaggi che mettono continuamente in discussione i limiti della percezione. Campidarte, con la sua natura ibrida e pulsante, amplifica questa visione e la rilancia come spazio di ascolto, smarrimento e scoperta.</span></p>
<div id="v1m_-4161085933932616442ydpb5eef11ayiv6383847751yqtfd82677">
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Nella due giorni – a ingresso gratuito - si incontreranno le pratiche corporee e vibrazionali di<span> </span><strong>Francesca Romana Motzo</strong><span> </span>e<span> </span><strong>Francesco Ciminiello</strong>, l'ibridazione strumentale ed elettronica di<span> </span><strong>Antonio Lai</strong>, le alchimie acustico-elettroacustiche di<span> </span><strong>Massimo Olla</strong><span> </span>e<span> </span><strong>Mauro Medda</strong>, la rilettura jazzistica del<span> </span><strong>Marco Morandini Trio</strong>, le traiettorie flamenco-jazz del<span> </span><strong>Crosswind Ensemble</strong><span> </span>con<span> </span><strong>Chiara Atzori</strong>,<span> </span><strong>Ramprasad Secchi</strong>,<span> </span><strong>Caterina Monaco</strong>,<span> </span><strong>Matteo Marongiu</strong><span> </span>e<span> </span><strong>Marco Puddu</strong>, la dimensione performativa e partecipativa di<span> </span><strong>Inside S. Project</strong><span> </span>con<span> </span><strong>Silvia Bandini</strong><span> </span>e<span> </span><strong>Marco Caredda</strong>, le scritture collettive dei<span> </span><strong>Resonant Paths</strong><span> </span>con<span> </span><strong>Matteo Maccioni</strong>,<span> </span><strong>Caterina Monaco</strong>,<span> </span><strong>Alessandro Loddo</strong><span> </span>e<span> </span><strong>Antonio Orrù</strong>, e la ricerca improvvisativa libera di<span> </span><strong>Arràmini</strong>, che riunisce<span> </span><strong>Andrea Lai</strong>,<span> </span><strong>Stefano Colombelli</strong><span> </span>e<span> </span><strong>Antonio Pinna</strong>. Un corpo sonoro plurale, che restituisce la complessità della scena contemporanea sarda e la forza del lascito di Roberto Pellegrini.<b></b></span></p>
<p align="center" style="text-align: left;"><b><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il programma delle due giornate</span></b></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">L'apertura di<span> </span><strong>venerdì 22 novembre</strong>, dalle 20, sarà affidata al<span> </span><strong>Duo Volta_Rivolta</strong>, il progetto di<span> </span><strong>Francesca Romana Motzo</strong><span> </span>e<span> </span><strong>Francesco Ciminiello</strong><span> </span>che, con<span> </span><em>Permanenza (secondo modulo)</em>, propone un'immersione nella vibrazione del metallo come materia viva. La ricerca dei due artisti si concentra sulla relazione tra corpo, respiro e gesto, in un percorso che trasforma l'atto performativo in un processo percettivo continuo: il suono non è solo prodotto, ma abitato. Motzo, da anni impegnata nella sperimentazione sulla relazione tra movimento e frequenza acustica, e Ciminiello, tra i percussionisti più attivi nella scena della contemporanea in Sardegna, fondono pratiche improvvisative e ascolto profondo per generare uno spazio essenziale, quasi rituale, in cui la vibrazione diventa estensione fisica dell'interprete.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il programma proseguirà alle 21 con<span> </span><strong>Antonio Lai</strong><span> </span>e il suo<span> </span><strong>NX Live</strong>, un dispositivo ibrido che unisce la chitarra elettrica a un sistema digitale interattivo progettato attraverso<span> </span><strong>Max/MSP</strong><span> </span>e sensori<span> </span><strong>Arduino</strong>, permettendo al gesto di diventare parametro attivo della costruzione del suono. Il musicista interviene in tempo reale su sintesi, articolazione e spazializzazione, oscillando tra timbri pulsanti, frammenti granulati e tessiture più liriche. La ricerca di Lai, formatosi nel Corso di Musica Elettronica del Conservatorio di Cagliari, si muove da anni nel dialogo tra suono reale e artificiale, con particolare attenzione al live coding e ai sistemi generativi.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">La serata si addentrerà dalle 22 nel territorio dell'incontro tra acustico ed elettronico con il<span> </span><strong>Medda/Olla Duo</strong>, dove la tromba di<span> </span><strong>Mauro Medda</strong><span> </span>incontra i dronin, gli oggetti sonori e i dispositivi analogici ed elettroacustici costruiti da<span> </span><strong>Massimo Olla</strong>, artista noto per l'artigianalità sperimentale dei suoi strumenti. Il dialogo tra i due musicisti genera ambienti sospesi, in cui la tromba attraversa paesaggi di risonanze, feedback controllati e vibrazioni grezze, mantenendo costante tensione tra pulsione improvvisativa e scultura timbrica. L'ibridazione dei linguaggi diventa così la cifra del progetto: un attraversamento della soglia tra naturale e artificiale, tra respiro e circuito, tra gesto e macchina.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">A chiudere la prima giornata (alle 23) sarà il<span> </span><strong>Marco Morandini Trio</strong>, formazione che riporta l'ascolto nella dimensione del jazz classico, inteso però come spazio mobile, di continua riscrittura. La scelta di Morandini di lavorare sugli standard degli anni Cinquanta e Sessanta non è nostalgica, ma interpretativa: swing, interplay e libertà ritmica diventano strumenti per una lettura personale che unisce equilibrio, dinamica e gusto melodico. Il trio offre così un contrappunto narrativo alla sperimentazione della giornata, restituendo alla tradizione un ruolo di dialogo e non di distanza, inserendola a pieno titolo nel processo di ricerca che caratterizza l'intera rassegna.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il percorso riprende<span> </span><strong>sabato 23 novembre</strong>, dalle 17, con il<span> </span><strong>Crosswind Ensemble</strong>, formazione nata nel 2025 all'interno del Conservatorio di Cagliari e composta da musicisti che hanno saputo sviluppare un'identità sonora già matura. Il quintetto intreccia la libertà del fraseggio jazz con la pulsazione del flamenco, costruendo un dialogo che non si limita alla citazione stilistica, ma rielabora i linguaggi in una dimensione personale. Le voci di<span> </span><strong>Chiara Atzori</strong>,<span> </span><strong>Ramprasad Secchi</strong>,<span> </span><strong>Caterina Monaco</strong>,<span> </span><strong>Matteo Marongiu</strong><span> </span>e<span> </span><strong>Marco Puddu</strong><span> </span>si muovono con naturalezza tra bulerías, armonie modali e improvvisazione estesa, evocando le esperienze di artisti come<span> </span><strong>Chano Domínguez</strong>,<span> </span><strong>Paco de Lucía</strong><span> </span>e<span> </span><strong>Chick Corea</strong>, senza mai perderne la lezione più profonda: l'incontro come spazio creativo, la tradizione come materia viva.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il pomeriggio prosegurà alle 18 con<span> </span><strong>Inside S. Project</strong>, creato da<span> </span><strong>Silvia Bandini</strong><span> </span>e<span> </span><strong>Marco Caredda</strong>, una realtà che dal 2018 esplora l'intersezione tra corpo, suono e relazione. La scena si trasforma in un organismo mobile, in cui la danza non accompagna la musica, ma la genera, la disegna, la contraddice. Bandini, con un linguaggio corporeo che unisce danza contemporanea e ricerca performativa, e Caredda, figura versatile della musica improvvisata e della composizione per la danza, costruiscono insieme uno spazio in cui il pubblico non è semplice spettatore, ma presenza attiva, chiamata a condividere la trasformazione del gesto e dell'ascolto. Ogni performance diventa così un processo aperto, un accadere che prende forma nell'incontro tra chi agisce e chi osserva.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il viaggio continuerà alle 19 con i<span> </span><strong>Resonant Paths</strong>, quartetto formato da<span> </span><strong>Matteo Maccioni</strong>,<span> </span><strong>Caterina Monaco</strong>,<span> </span><strong>Alessandro Loddo</strong><span> </span>e<span> </span><strong>Antonio Orrù</strong>, musicisti cresciuti nel Conservatorio di Cagliari e già protagonisti della nuova scena jazz sarda. Il progetto attraversa un immaginario sonoro che oscilla tra il post-bop e le atmosfere rarefatte della scuola ECM, con composizioni originali che fondono scrittura collettiva e improvvisazione. Le influenze rock e jazz contemporanee si intrecciano in trame che alternano intensità ritmica, lirismo e ricerca timbrica, dando vita a una narrazione musicale coesa e in costante evoluzione.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">A chiudere la rassegna (alle 20) sarà<span> </span><strong>Arràmini</strong>, nuovo progetto che riunisce<span> </span><strong>Andrea Lai</strong>,<span> </span><strong>Stefano Colombelli</strong><span> </span>e<span> </span><strong>Antonio Pinna</strong><span> </span>in uno spazio dedicato alla costruzione istantanea del suono. La loro è un'improvvisazione che nasce nell'ascolto reciproco, nella presenza fisica e nell'aderenza sensibile alla materia sonora. Lai esplora la duttilità timbrica dei fiati tra clarinetti e sassofoni, Colombelli porta il contrabbasso nella sua doppia dimensione lirica e percussiva, mentre Pinna – formatosi anche attraverso il lavoro con Roberto Pellegrini e le pratiche della conduction – trasforma le percussioni in un linguaggio relazionale. Il trio fa del tempo presente la sua unica partitura, costruendo la musica nell'istante esatto in cui affiora, senza mediazioni.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">La giornata del 23 novembre conferma così la natura di INTERZONE come spazio poroso, attraversabile, in cui stile e forma non sono confini ma possibilità. Ogni performance diventa un varco: un luogo in cui il suono si apre, incontra e si rinnova.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">INTERZONE celebra così dieci anni di attraversamenti, mantenendo vivo lo spirito che ne ha guidato la nascita: un luogo in cui il suono non viene semplicemente eseguito, ma abitato, interrogato, condiviso. Un appuntamento che conferma Campidarte come spazio privilegiato per la sperimentazione contemporanea e per la comunità di artisti che continua a nutrire l'eredità di Roberto Pellegrini.<strong></strong></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><strong>Interzone</strong><span> </span>nasce con l'intento di aprire al pubblico il lavoro di musicisti, insegnanti e studenti di discipline musicali, comprendendo cosa significhi oggi fare ricerca musicale e in quale direzione si stiano muovendo i nuovi linguaggi sonori. È una rassegna che abita la soglia, uno spazio intermedio tra luce e ombra, tra suono e silenzio, un territorio di attraversamento in cui – come ricordava Burroughs – "non si deve aver paura di perdersi", perché smarrimento e disorientamento non sono incidenti ma condizioni necessarie alla scoperta. A custodire e portare avanti questa visione è il gruppo organizzatore formato da<span> </span><strong>Daniele Ledda, Massimo Tore, Marco Caredda, Donatella Meloni, Roberto Migoni, Francesco Ciminiello e Andrea Desogus</strong>, persone che hanno condiviso vita e lavoro con<span> </span><strong>Roberto Pellegrini</strong>, mantenendone vivo l'insegnamento.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">L'evento è realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (RAS L.1/90 art. 56) e della Fondazione di Sardegna.  </span></p>
</div>]]> </content:encoded>
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<title>Il Mandrolisai in festa: Samugheo accende &amp;quot;Mojos e Marigas&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ Il 15 e 16 novembre due giorni tra sapori, saperi e musica per celebrare l&#039;identità e l&#039;innovazione di un territorio che guarda al futuro ]]></description>
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<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 16:42:54 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>musica</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Due giornate intense per raccontare il cuore pulsante del<span> </span><b>Mandrolisai</b>, la sua terra e le sue comunità:<span> </span><b>sabato 15 e domenica 16 novembre</b><span> </span>torna a<span> </span><b>Samugheo (Or)</b><span> </span><i><a href="https://www.mojosemarigas.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mojos e Marigas – Festival dell'Agroalimentare del Mandrolisai</a></i>, la due giorni che trasforma le vie del paese in un grande palcoscenico di<span> </span><b>saperi, sapori, musica e incontri</b>.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Nato come manifestazione popolare,<span> </span><strong>Mojos e Marigas</strong><span> </span>si presenta oggi come un festival maturo e strutturato, capace di coniugare la genuinità delle origini con una visione culturale più ampia e contemporanea.<span> </span><strong>Un festival che valorizza i produttori e la promozione delle eccellenze locali</strong>, trasformando il racconto dei saperi e dei sapori del Mandrolisai in un'esperienza condivisa di conoscenza e partecipazione. Non più solo una rassegna dedicata ai prodotti del territorio, dunque, ma un grande laboratorio di idee, cultura e relazioni, in cui agricoltura, artigianato e turismo si incontrano e dialogano in un percorso comune di crescita e innovazione. Una manifestazione che, pur restando profondamente radicata nel Mandrolisai, guarda al futuro come a un orizzonte di opportunità, dove la tradizione diventa punto di partenza per nuove forme di sviluppo comunitario e sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><span>Durante le due giornate Samugheo si trasformerà in un grande laboratorio diffuso, capace di intrecciare i prodotti della tradizione agroalimentare con l'artigianato e la musica. Il programma prevede trekking naturalistici nella Valle di Acoro, laboratori di tessitura, panificazione, ricamo e artigianato aperti a grandi e bambini, oltre a degustazioni guidate dei vini del Mandrolisai in abbinamento con pane, salumi e formaggi, e a convegni dedicati allo sviluppo del territorio. Le vie del paese si animeranno di mostre, punti espositivi e aree gastronomiche con prodotti locali, mentre la sera la festa prenderà vita con i concerti dei Zirichiltaggia, in omaggio a Fabrizio De André, dei Mandrolihills, dei Dilliriana e degli Over Duo: un fine settimana che intreccia cultura, convivialità e identità.</span><span></span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Un'occasione unica per conoscere da vicino le<span> </span><b>tradizioni, l'innovazione e le comunità del Mandrolisai</b><span> </span>attraverso<i><span> </span></i>un vero e proprio<span> </span><b>racconto dal vivo del territorio</b>. Le comunità del Mandrolisai diventeranno protagoniste di un dialogo aperto, in cui produttori, artisti e visitatori condivideranno esperienze, conoscenze e valori comuni. In questo modo il festival restituisce il senso più autentico di una<span> </span><b>terra viva e cooperante</b>, capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><i><span>«Con questa edizione </span></i><span>– sottolinea il vicesindaco <b>Massimiliano Urru</b> – <i>vogliamo avviare un percorso in cui produttori e associazioni locali, custodi di saperi preziosi, non siano semplici espositori ma protagonisti di un processo di crescita condivisa. Laboratori, degustazioni e momenti di confronto diventano strumenti per trasmettere valori, competenze e prospettive future, affinché il nostro patrimonio agroalimentare e artigianale si trasformi in un vero motore di sviluppo».</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il<span> </span><b><a href="https://www.mojosemarigas.it/" target="_blank" rel="noopener">Festival dell'Agroalimentare del Mandrolisai – Mojos e Marigas</a></b><span> </span>è promosso dal<span> </span><b>Comune di Samugheo</b>, con il sostegno della<span> </span><b>Regione Autonoma della Sardegna</b>, della<span> </span><b>Fondazione di Sardegna</b>, della<span> </span><b>Pro Loco di Samugheo</b><span> </span>e del<span> </span><b>Consorzio turistico Sa Perda 'e Iddocca</b>.</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>Festival Premio Emilio Lussu XI edizione a Cagliari dal 11 al 16 novembre</title>
<link>https://www.italia24.news/festival-premio-emilio-lussu-xi-edizione-a-cagliari-dal-11-al-16-novembre</link>
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<description><![CDATA[ Sei giornate di incontri, convegni, musica e premi per celebrare, cinquant’anni dopo la scomparsa, l’eredità civile e letteraria di Emilio Lussu ]]></description>
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<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 16:20:27 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Dopo aver celebrato il traguardo dei dieci anni, il<span> </span><strong><a href="http://festivalpremioemiliolussu.org/" target="_blank" rel="noopener">Festival Premio Emilio Lussu</a></strong><span> </span>torna a Cagliari con una nuova e densa<span> </span><strong>undicesima edizione</strong>, in programma<span> </span><b>da martedì 11</b><strong> a domenica 16 novembre</strong><span> </span>alla<span> </span><strong>Sala Castello dell'Hotel Regina Margherita</strong>, confermandosi tra le più importanti manifestazioni letterarie del panorama sardo e nazionale.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Quest'anno l'appuntamento assume un significato particolarmente profondo:<span> </span><strong>ricorrono infatti i cinquant'anni dalla scomparsa di Emilio Lussu</strong>, figura cardine della cultura democratica italiana del Novecento. Scrittore, antifascista, politico e intellettuale, Lussu continua a rappresentare un modello di impegno civile e coerenza etica, e la sua eredità sarà al centro di un ampio omaggio che attraverserà convegni, mostre e riflessioni dedicate alla sua opera e al suo pensiero.</span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Organizzato dall'<strong>Associazione Culturale L'Alambicco</strong><span> </span>in sinergia con<span> </span><strong>La Macchina Cinema</strong>, con il sostegno della<span> </span><strong>Regione Sardegna</strong>, dei<span> </span><strong>Comuni di Cagliari e Armungia</strong>con il<span> </span><strong>patrocinio del Senato della Repubblica</strong><span> </span>e la<span> </span><b>Medaglia della Presidenza della Camera dei Deputati</b><span> </span>il festival rinnova la propria missione di promozione della lettura e della cultura civile. Diretto da<span> </span><strong>Alessandro Macis</strong>, con la<span> </span><strong>direzione organizzativa di Patrizia Masala</strong>, si avvale della collaborazione di università, enti, centri studi e realtà associative, intrecciando dialoghi, conferenze, concerti e premi dedicati a<span> </span><strong>narrativa, saggistica e fumetto</strong>.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Tra gli<span> </span><strong>ospiti di spicco</strong><span> </span>figurano la traduttrice<span> </span><strong>Susanna Basso</strong>, che renderà omaggio al Premio Nobel<span> </span><strong>Alice Munro</strong>, gli scrittori<span> </span><strong>Ezio Mauro, Pietro Grossi, Rosa Matteucci, Angelo Ferracuti, Mario Avagliano, Marco Palmieri</strong>, l'autrice<strong>Sylvie Richterová</strong>, la studiosa portoghese<span> </span><strong>Luisa Antunes Paolinelli</strong>, il cantautore<span> </span><strong>Paolo Capodacqua</strong>, il fumettista spagnolo<strong>Rubén Pellejero</strong>, insieme a numerosi accademici e giornalisti italiani e internazionali. In arrivo nel capoluogo isolano anche i giornalisti<span> </span><b><span>Bruno Quaranta</span></b><span> (La Repubblica), <b>Massimo Valerio Vallerani</b> (L'Indice dei libri), <b>Francesca Borrelli</b> (Il Manifesto), <b>Beppe Cottafavi</b> (Domani) e <b>Jessica Chia</b> (Corriere della Sera) per riflettere sul <b>futuro del giornalismo culturale.</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;">Il<span> </span><strong>Festival Premio Emilio Lussu 2025</strong><span> </span>prosegue la propria attività culturale su un doppio binario: da una parte la<span> </span><strong>continuità delle sezioni</strong><span> </span>che ne costituiscono l'ossatura storica e consolidano la rete di partenariati regionali, nazionali e internazionali; dall'altra,<span> </span><strong>l'apertura a nuovi linguaggi e temi di attualità</strong>, capaci di leggere e interpretare il mondo in trasformazione. Tra le novità di quest'anno spicca la sezione<span> </span><strong>"Le parole per dirlo"</strong>, ispirata all'opera di<span> </span><strong>Marie Cardinal</strong>, dedicata al potere del linguaggio come strumento di conoscenza, relazione e cambiamento.</span></p>]]> </content:encoded>
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<title>&amp;quot;Hope Around. New York Graffiti&amp;quot;: prorogata fino all&amp;apos;11 gennaio la mostra allestita al Foro Boario di Oristano</title>
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<description><![CDATA[ L’esposizione del Festival Dromos
continua a raccontare l&#039;energia e la libertà del graffitismo newyorkese ]]></description>
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<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 23:09:23 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Italia24 News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">Prosegue oltre le attese il viaggio nell'universo del graffitismo americano raccontato da </span><span><a href="https://dromosfestival.it/hope-around/"><span style="font-size: medium;"><i><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Hope Around. New York Graffiti</b></i></span></a></span><span style="font-size: medium;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">,</span></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;"> la mostra che lo scorso 18 luglio ha inaugurato il </span><span><a href="https://dromosfestival.it/"><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ventisettesimo Festival Dromos</b></span></a></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;"> e che, di fronte al grande interesse suscitato tra visitatori, studenti e appassionati, viene </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">prorogata fino al prossimo </b></span><b><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">11 gennaio</span></b><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">. Allestita negli spazi del </span><b><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">Foro Boario di Oristano</span></b><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, l'esposizione curata da </span><b><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">Fabiola Naldi</span></b><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;"> raccoglie </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">quarantadue opere su tela</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;"> provenienti dalla </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">collezione privata di </b></span><b><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">Pietro Molinas Balata</span></b><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, offrendo uno straordinario affresco della scena newyorkese tra gli anni Settanta e Ottanta e della sua evoluzione fino ai nostri giorni.</span><br><br><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">Un racconto visivo che coinvolge nomi fondamentali come </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Rammellzee</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Phase 2</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fab 5 Freddy</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Futura 2000</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Crash</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Daze</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Toxic</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Kool Koor</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Blade</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lee Quiñones</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, con una selezione di opere che testimoniano l'impatto culturale di un movimento nato ai margini e divenuto linguaggio artistico riconosciuto a livello internazionale. Un dialogo tra storia, estetica e società che trova un ideale prolungamento nel tema scelto dal </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Festival Dromos</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;"> per la sua ventisettesima edizione sotto il titolo </span><span><a href="https://dromosfestival.it/il-tema/"><span style="font-size: medium;"><i><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Hope. La speranza è una scelta</b></i></span></a></span><span style="font-size: medium;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">,</span></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;"> in cui l'arte diventa spazio di resistenza e rinascita.</span><br><br><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«</i></span><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La proroga di </i></span><span><a href="https://dromosfestival.it/hope-around/"><span style="font-size: medium;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Hope Around. New York Graffiti</span></span></a></span><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">fino all'11 gennaio è per Oristano motivo di orgoglio e conferma di una visione: la cultura non può essere esperienza elitaria, ma deve attraversare il territorio e parlare al presente»</i></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, dichiara l'a</span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">ssessore alla Cultura del Comune di Oristano </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Simone Pietro Prevete</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">. </span><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«</i></span><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Foro Boario si rivela ancora una volta spazio ideale per linguaggi capaci di trasformare i margini in manifesto culturale, e vedere studenti e cittadini scoprire ogni giorno come il graffitismo abbia ridefinito i confini tra arte e vita urbana ci dice che abbiamo scelto la strada giusta. Questa mostra </i></span><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">– </i></span><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">che raccoglie maestri assoluti come Rammellzee, Futura 2000, Lee Qui</i></span><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ñones </i></span><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">– </i></span><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">incarna perfettamente il tema della speranza come atto di resistenza creativa. Oristano investe nella cultura non come ornamento, ma come infrastruttura essenziale per costruire comunit</i></span><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à </i></span><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">consapevoli. Ogni opera esposta è memoria di chi ha creduto che l'arte potesse cambiare lo sguardo sul mondo. E lo ha fatto»</i></span><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">.</i></span><br><br><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«L</i><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">a notevole presenza della storia del writing newyorkese, la possibilità di vedere opere oramai ritenute fondamentali per la comprensione del movimento e l'impianto curatoriale stanno restituendo alla città di Oristano una grande occasione espositiva</i><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">» </i>sottolinea la curatrice della mostra <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fabiola Naldi</b>: <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«</i><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L'attenzione del pubblico, come quella della stampa e della critica, dimostrano un crescente interesse per l'ambito culturale sviluppatosi intorno all'arte urbana. Il prolungamento della durata della mostra e la prossima pubblicazione editoriale dedicata alla collezione Molinas Balata offriranno un'ulteriore opportunità di conoscenza e approfondimento dello sviluppo stilistico dei singoli autori.</i><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">»</i></span><span></span><br><br><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«Estendere il periodo di esposizione della mostra </i></span><span><a href="https://dromosfestival.it/hope-around/"><span style="font-size: medium;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Hope Around. New York Graffiti</span></span></a></span><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> fino al prossimo 11 gennaio nasce dal desiderio di dare seguito all'interesse suscitato dai giovani e di proseguire un percorso che ha saputo unire arte, educazione e partecipazione»</i></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, aggiunge </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Salvatore Corona</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, direttore artistico del festival Dromos. </span><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«La presenza della curatrice Fabiola Naldi, del collezionista Pietro Molinas Balata e della stessa direzione del Foro Boario offriranno agli studenti un'occasione preziosa di dialogo diretto con chi conosce e promuove la vitalità di questo linguaggio. Il Dromos Festival arricchirà l'esperienza con alcune performance artistiche che dialogheranno con le opere della mostra.</i></span><span><a href="https://dromosfestival.it/hope-around/"><span style="font-size: medium;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Hope Around</span></span></a></span><span style="font-size: medium;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> continua così a essere un laboratorio vivo di idee e libertà espressiva, capace di rinnovarsi e di generare nuovi sguardi sul presente»</i></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">.</span><br><br><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">Il prolungamento dell'esposizione rappresenta un riconoscimento al valore del progetto, che ha saputo unire rigore curatoriale e partecipazione collettiva, riportando al centro il dialogo tra arte e territorio. </span><span><a href="https://dromosfestival.it/hope-around/"><span style="font-size: medium;"><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Hope Around. New York Graffiti</span></i></span></a></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">conferma così la sua natura di ponte tra passato e futuro, un racconto in cui la creatività urbana si fa specchio della speranza e dell'energia di un'intera generazione.</span><br><br><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">La mostra rimarrà </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">visitabile fino all'11 gennaio</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">al </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Foro Boario</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;"> di </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Oristano</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, ogni giorno </span><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19</b></span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16" style="font-size: medium;">, proseguendo il suo percorso come una delle più significative esperienze di arte contemporanea presentate in Sardegna negli ultimi anni.</span></p>]]> </content:encoded>
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