Università di Padova: per salvare le paludi salmastre meglio interventi singoli

Meno interventi insieme, più efficacia: così si proteggono coste, carbonio9 e biodiversità

Giugno 08, 2026 - 11:28
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Università di Padova: per salvare le paludi salmastre meglio interventi singoli
crediti: Università di Padova

Le paludi salmastre, come ad esempio la Laguna di Venezia, sono ecosistemi costieri fondamentali: proteggono le coste dall’erosione, immagazzinano grandi quantità di carbonio e offrono habitat essenziali per numerose specie animali e vegetali.
Tuttavia, questi ambienti sono sempre più minacciati dalle attività umane e dai cambiamenti climatici, responsabili di perdite globali stimate tra il 46% e il 50%.
Il loro ripristino è quindi una priorità per contrastare il degrado ambientale e per la conservazione degli ecosistemi costieri.

Uno studio condotto da un team di ricerca dell’Università di Padova e pubblicato su «Global Change Biology» valuta gli effetti di differenti interventi di ripristino delle paludi sulle caratteristiche fisiche, biologiche e funzionali di questi ecosistemi.

«In questo studio abbiamo realizzato la prima meta-analisi globale che mette a confronto cinque diversi tipi di interventi di ripristino attivo delle paludi salmastre» spiega Serena De Lauretis, ricercatrice del dipartimento di Biologia dell’Università di Padova e primo autore dello studio «. I risultati mostrano che gli interventi di ripristino basati su una singola azione gestionale tendono, nella maggior parte dei casi, a riportare le paludi verso condizioni simili a quelle naturali, sebbene con una forte variabilità tra gli studi analizzati. Al contrario, i progetti che combinano simultaneamente due o più tipologie di intervento mostrano spesso una minore efficacia complessiva del ripristino e una maggiore incertezza dei risultati.»

Nello studio sono stati considerati come interventi singoli la piantumazione di nuova vegetazione di barena; ripascimenti di sedimento; il ripristino del flusso di marea in aree bonificate; la fertilizzazione per favorire la crescita della vegetazione. Gli “interventi complessi”, invece, consistono nella combinazione contemporanea di due o più di queste azioni all’interno dello stesso progetto di restoration.

I dati emersi dalla ricerca evidenziano quanto il successo del ripristino di questi ambienti dipenda fortemente dal contesto locale e sottolineano l’importanza di adottare strategie mirate, evitando approcci eccessivamente complessi in assenza di prove chiare sulla loro efficacia.

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Redazione

Italia24 News

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