Economia globale sotto la lente: crescita modesta e rischi in aumento
Il nuovo World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale fotografa un’economia mondiale in lenta ripresa ma ancora vulnerabile: debito alto, inflazione in discesa e geopolitica incerta pesano sulle prospettive del 2025
La ripresa economica globale continua, ma procede a un ritmo più debole e diseguale del previsto. Nel suo ultimo World Economic Outlook – October 2025, il Fondo Monetario Internazionale (IMF) prevede una crescita globale del 3,2% nel 2025, leggermente superiore alle stime di primavera, ma ancora inferiore ai livelli pre-pandemia.
Le economie avanzate mostrano segni di rallentamento: la crescita media si attesterà intorno all’1,5%, frenata da politiche monetarie restrittive, domanda interna debole e debito pubblico elevato. Gli Stati Uniti restano in una posizione più solida rispetto all’area euro, ma anche oltreoceano i tassi d’interesse elevati stanno pesando su consumi e investimenti.
Le economie emergenti e in via di sviluppo continuano a trainare la crescita mondiale, ma con grandi differenze regionali. L’India si conferma tra i Paesi più dinamici con un +6,6%, mentre la Cina rallenta al 4,8%, frenata da un mercato immobiliare fragile e dal calo della domanda esterna. In America Latina e Africa, le prospettive restano modeste a causa dell’inflazione e dei tassi di cambio volatili.
Inflazione in calo, ma i prezzi restano alti
Il rapporto evidenzia che la pressione inflazionistica globale è in graduale diminuzione, grazie al raffreddamento dei mercati energetici e alimentari. Tuttavia, l’inflazione di fondo – cioè quella che esclude le componenti più volatili – rimane sopra i target in molte economie avanzate, costringendo le banche centrali a mantenere un approccio prudente.
Secondo l’IMF, i tassi di interesse elevati, pur necessari per stabilizzare i prezzi, stanno rallentando la crescita e rendendo più oneroso il servizio del debito per famiglie, imprese e governi. Nei Paesi a basso reddito, questo effetto si traduce in un aumento della vulnerabilità finanziaria e in un rischio di insolvenza crescente.
Il nodo del debito e le disuguaglianze
Il debito pubblico globale è tornato su livelli record, spinto dagli sforzi per fronteggiare la pandemia, sostenere le famiglie e gestire le crisi energetiche. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, nel 2025 il debito aggregato supererà nuovamente il 93% del PIL mondiale, un dato che limita gli spazi di manovra fiscale per molti governi.
Le disuguaglianze economiche si acuiscono: mentre i grandi gruppi tecnologici e finanziari registrano profitti record, la classe media globale resta sotto pressione a causa del costo della vita e dell’erosione dei salari reali.
L’IMF invita quindi i governi a combinare disciplinate politiche di bilancio con investimenti mirati in infrastrutture, istruzione e sanità, in modo da stimolare la produttività e garantire una crescita più inclusiva.
Prospettive e raccomandazioni
Nella sua analisi, il Fondo Monetario Internazionale riconosce che lo scenario globale è “più complesso che mai”: la transizione energetica, la digitalizzazione e la frammentazione geopolitica stanno ridisegnando le catene del valore e le relazioni commerciali internazionali.
Per sostenere la crescita e ridurre i rischi, l’IMF raccomanda di promuovere politiche fiscali sostenibili e coordinate a livello internazionale, rafforzare la cooperazione commerciale per evitare nuove barriere e guerre tariffarie, accelerare gli investimenti nella transizione verde e nella tecnologia digitale e sostenere i Paesi più indebitati con nuovi strumenti finanziari multilaterali.
“Il mondo ha bisogno di una crescita più forte e più equa. Le scelte politiche dei prossimi anni determineranno se riusciremo a evitare una nuova fase di stagnazione globale”, ha dichiarato Kristalina Georgieva, Direttrice Generale dell’IMF. (IMF Press Conference, ottobre 2025)
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