James Watson, l’uomo che svelò il codice della vita
Il premio Nobel per la scoperta della doppia elica del DNA è morto a 97 anni. Dalla rivoluzione di Cambridge alla medicina genomica, l’eredità scientifica di un pioniere che ha cambiato per sempre la biologia
Era il 1953 quando due giovani ricercatori del Cavendish Laboratory di Cambridge, James Watson e Francis Crick, risolsero uno dei più grandi enigmi della scienza: la struttura del DNA. Con un modello di cartoncino e metallo disegnarono la doppia elica — due catene intrecciate unite da coppie di basi — che spiegava come l’informazione genetica si duplica e si trasmette tra cellule e generazioni. Il racconto di quell’intuizione è ripercorso dall’Università di Cambridge nel 70° anniversario della scoperta.
Il 6 novembre 2025 James D. Watson è morto a East Northport, Long Island, all’età di 97 anni. Con la sua scomparsa si chiude simbolicamente un capitolo centrale della scienza del Novecento.
Insieme a Maurice Wilkins, Watson e Crick ricevettero nel 1962 il Premio Nobel per la Fisiologia o Medicina per la scoperta della struttura del DNA. Un contributo sperimentale decisivo arrivò dalla cristallografa Rosalind Franklin, la cui fotografia a raggi X, la celebre Photo 51, fornì l’indizio geometrico fondamentale.
Un’impronta che ha cambiato la biologia
La doppia elica ha inaugurato la biologia molecolare e reso possibile comprendere le malattie ereditarie, sviluppare test diagnostici e terapie geniche, fino a decifrare l’intero genoma umano. Watson fu tra i primi a intuire la portata della nuova frontiera: nel 1988 divenne il primo direttore del Progetto Genoma Umano.
Dibattiti ed eredità
Negli ultimi anni alcune dichiarazioni pubbliche di Watson su temi genetici e sociali hanno suscitato un ampio dibattito nelle comunità accademiche e civiche. Tra le reazioni istituzionali si segnala la decisione del Cold Spring Harbor Laboratory del 2019 di revocare onorificenze dopo un’intervista televisiva (The Guardian). Tali polemiche, pur rilevanti sul piano pubblico, non intaccano il valore della scoperta scientifica, ampiamente confermata e divenuta fondamento della biomedicina contemporanea.
Oggi la doppia elica, è diventata un’icona culturale. Simbolo della curiosità umana e del metodo scientifico, continua a ispirare ricercatori e cittadini in un’epoca in cui la genomica e l’intelligenza artificiale promettono nuove terapie e nuove domande etiche.
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