Milano e Bergamo, cultura: presentato il programma "Clara Maffei. La libertà e la forza gentile di una donna del Risorgimento"

Dal 12 marzo al 24 maggio, a Milano e Bergamo, le mostre e gli eventi dedicati alla vita della contessa Clara Maffei, simbolo del Rsorgimento Italiano e protagonista della vita culturale e politica dell'Ottocento

Mar 12, 2026 - 10:33
Mar 12, 2026 - 14:21
Milano e Bergamo, cultura: presentato il programma "Clara Maffei. La libertà e la forza gentile di una donna del Risorgimento"
Il Salotto di Clara Maffei ricostruito presso Casa Manzoni. crediti: Comune di Milano

Milano e Bergamo celebrano la figura di Clara Maffei, protagonista della vita culturale e politica dell'Ottocento e simbolo del Risorgimento italiano, con due mostre documentarie e un programma di appuntamenti dedicati alla vita della contessa. L'iniziativa è promossa dal Comitato Clara Maffei in collaborazione con importanti istituzioni culturali delle due città. Il progetto espositivo coinvolge il Museo del Risorgimento e Casa Manzoni a Milano, insieme alla Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo e al Cimitero Monumentale di Milano.

Le mostre presentano una significativa selezione di materiali storici e artistici: quadri, lettere autografe, oggetti di arte applicata, libri, suppellettili e mobili appartenuti alla contessa e ai suoi amici. Le esposizioni offrono un ritratto inedito e approfondito della nobile risorgimentale e promettono un'esperienza a tutto tondo nella complessa vita della contessa Maffei; promotrice delle idee unitarie, irrequieta ed elegante protagonista di uno dei più noti salotti europei dell'epoca, Clara Maffei viene presentata in particolare nel suo rapporto con Milano, la città dove la sua casa in via Bigli era una meta obbligata per gli intellettuali, i politici e gli artisti volti alla causa della nascente unità nazionale.

Le mostre, dal 12 marzo al 24 maggio, si sviluppano attraverso le diverse fasi della vita di Clara Maffei. A Bergamo, nell'atrio della Biblioteca Angelo Mai, l'esposizione I primi anni e il tempo per ben imparare illustra l'infanzia bergamasca, il rapporto con i genitori e il periodo della formazione negli educandati di Verona e Milano fino al matrimonio, appena diciottenne, con il poeta trentino Andrea Maffei. L'ultima sezione racconta la persistenza della sua memoria in Italia e nel territorio bergamasco, grazie in particolare al lascito testamentario a favore dell'infanzia.

A Casa Manzoni viene allestito il celebre salotto di Clara Maffei, che per mezzo secolo animò impareggiabilmente la vita sociale, culturale e politica di Milano. La ricostruzione trae ispirazione da una fotografia del salotto conservata presso il Castello Sforzesco e sfoggia libri, lettere, mobili e suppellettili originali, mai esposti sino a oggi, che testimoniano non solo il ruolo culturale della contessa, ma anche le importanti personalità che frequentarono le stanze di via Bigli, primi tra tutti Giuseppe Verdi e Alessandro Manzoni. Grazie a un generoso prestito della Fondazione Cariplo, si può ammirare il quadro di Francesco Hayez, Valenza Gradenigo davanti agli inquisitori, che campeggiò sempre nel salotto della contessa, per la quale fu dipinto nel 1835.

Al Museo del Risorgimento i percorsi sono due: il primo si svolge all'interno del museo vero e proprio e connette la contessa alle vicende del Risorgimento milanese; ad esempio, viene esposta la stola tricolore che Clara Maffei indossò durante le Cinque Giornate e un ritratto di anonimo che la ritrae nelle vesti di patriota.

Il secondo percorso ricostruisce la rete di relazioni femminili intessuta da Clara; le biografie delle sue amiche, accompagnate dalle foto che le ritraggono custodite dalla Maffei in diversi album, ci aiutano a comprendere l'importanza che questo sistema di relazioni ebbe nello svolgimento delle vicende risorgimentali non solo milanesi. Un mondo di cui si erano in parte perse le tracce, invece meritevole di grande attenzione storica, soprattutto per il ruolo costitutivo nella costruzione del nascente stato sociale lombardo e italiano.

Al Cimitero Monumentale, luogo dove sono custodite le spoglie della contessa, è stato predisposto un nuovo percorso tra i monumenti funebri delle persone che le furono amiche. Il valore di queste sepolture, intrinsecamente legato alla memoria di coloro che vi riposano, emerge anche dalla bellezza delle opere che le adornano, spesso eseguite da importanti scultori. Il progetto di valorizzazione della figura di Clara Maffei, di cui le mostre milanesi e bergamasca sono espressione, prevede anche il restauro del suo monumento, manutenzione necessaria della quale intende farsi carico il Comitato Clara Maffei.

«Un progetto culturale di grande rilievo, che coinvolge Milano e Bergamo e che restituisce alla nostra memoria collettiva una figura centrale dell'Ottocento italiano – dichiara l'assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi –. Clara Maffei è stata una protagonista decisiva della storia culturale e civile milanese. Il suo salotto di via Bigli non fu soltanto un luogo mondano, ma un autentico laboratorio politico e intellettuale. Uno spazio in cui arte, letteratura, musica e pensiero patriottico si intrecciarono contribuendo alla costruzione dell'idea stessa di nazione. In quelle stanze si incontrarono figure come Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi, Carlo Cattaneo, Francesco Hayez. E proprio questa trama di relazioni – anche femminili – è uno degli aspetti più innovativi e attuali del progetto espositivo».

«Da anni il Cimitero Monumentale porta avanti percorsi di valorizzazione della memoria di Milano, con una particolare attenzione alle figure femminili, grazie alla sensibilità della direttrice Giovanna Colace – afferma l'assessora ai Servizi civici, Gaia Romani –. Sappiamo quanto, nella storia come nello sviluppo delle nostre città, molte di queste figure non siano state valorizzate a sufficienza, pertanto progetti culturali e artistici come questo – che uniscono Milano e Bergamo nel segno della memoria di Clara Maffei – contribuiscono a colmare queste mancanze e a restituire la giusta visibilità a protagoniste della nostra storia. Per il Comune di Milano è motivo di orgoglio poterne essere parte e continuare a valorizzare il Monumentale come luogo non solo di memoria, ma anche di arte ed espressione della città di Milano».

«Bergamo partecipa a un progetto di grande valore culturale e sociale che unisce la nostra città a Milano in un percorso di scoperta di Clara Maffei, nata nel nostro territorio e protagonista del fermento risorgimentale milanese – commenta l'assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, Sergio Gandi –. Il progetto, promosso dal Comitato Clara Maffei, prevede due mostre e un public program destinati ad approfondire la figura straordinaria della nobildonna, con una indagine sugli anni della giovinezza e della formazione curata dalla Biblioteca Civica Angelo Mai. Una iniziativa di ampio respiro, che mette in relazione significative istituzioni culturali del territorio lombardo: una trama di archivi, biblioteche e luoghi della cultura che supera i confini delle singole città, mettendo in comune patrimoni e competenze. Un metodo fortemente collaborativo in singolare risonanza con la stessa capacità della contessa di costruire fitte reti di contatti, attitudine che costituisce uno degli insegnamenti più attuali della sua vicenda biografica. Attraverso questa articolata proposta, la figura di Clara Maffei torna infatti a parlarci oggi, ricordandoci quanto la cultura nasca dall'incontro tra persone e istituzioni e trovi potenziamento attraverso il dialogo».

Colta, intelligente, raffinata, Clara Maffei raccolse nel suo salotto milanese i più significativi personaggi del suo tempo; arte, letteratura, politica, giornalismo e musica erano rappresentate ma sempre con lo sguardo al nuovo clima patriottico che il salotto incarnava.

Un certo appannarsi dell'immagine della contessa Maffei iniziò dopo l'Unità d'Italia, quando una nuova generazione di intellettuali prese il posto degli eroi del Risorgimento e il declino nel '900 proseguì fino a confinare la contessa tra i cimeli di un'epoca passata. Oggi i nuovi studi sulla sua persona, sul circolo culturale che la vide protagonista, sulla sua stessa immagine fisica smarrita nelle varie collezioni, riportano in piena luce una donna straordinaria che ebbe un ruolo di primo piano durante periodi così travagliati e luttuosi come quelli delle nostre guerre di indipendenza.

Grazie a queste scoperte e in concomitanza con esse, è nato il progetto Clara Maffei che, dopo la prima mostra a Clusone, ora si allarga alla città di Bergamo, che la vide nascere tra le vie di Città Alta, e alla città di Milano, che la accolse nella sua maturità, nel tentativo di offrire un profilo a tutto tondo di un personaggio tanto complesso e decisivo per l'identità italiana.

Le mostre saranno accompagnate da una serie di appuntamenti per comprendere al meglio questo coinvolgente percorso espositivo come visite guidate e attività tematiche.

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Redazione Italia24 News