"Energia fatta ad Arte": Regione Emilia-Romagna ed ENEA premiano le sette opere vincitrici del concorso
All’Arte Fiera 2026 di Bologna, creativi under 40 trasformano oggetti e tecnologie in opere che “rendono visibile” l’energia nascosta e promuovono l’efficienza energetica
Trasformare l’energia in arte attraverso un’opera che renda visibile questa risorsa impalpabile per utilizzarla al meglio: è questo l’obiettivo raggiunto dalle sette opere vincitrici di ‘Energia fatta ad Arte’, il concorso realizzato da Regione Emilia-Romagna ed ENEA e rivolto a designer, artiste e artisti under 40.
I premi sono stati consegnati a Bologna dal vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla, e dal responsabile del Laboratorio ENEA Strumenti per la promozione dell'efficienza energetica, Antonio Disi, nell’ambito di un evento di ‘Arte Fiera 2026’ moderato dal giornalista ed esperto di green economy Marco Gisotti.
Il concorso ‘Energia fatta ad Arte’, realizzato in collaborazione con Art-ER e la rete regionale dei Clust-ER e degli Innovatori responsabili, si inserisce nell’ambito delle attività previste dall’accordo di collaborazione tra Regione ed ENEA, finalizzato alla promozione della sostenibilità e della transizione energetica, a compimento del Piano energetico regionale 2030 e del Piano triennale di attuazione 2022-2024.
L’iniziativa ha coinvolto 22 imprese del territorio che hanno messo a disposizione come fonte di ispirazione oggetti, tecnologie e materiali, tra cui fibre di canapa, spugne sintetiche, eco resine, plastiche riciclate, strumenti tecnici, Qr code, camici ospedalieri, componenti per lavatrici e per lampade fluorescenti, tastiere da computer e altre forniture hardware. Partendo da questo catalogo e da specifiche linee guida, circa trenta partecipanti hanno presentato bozzetti o concept per le due sezioni “Arti visive” e “Design”.
Una giuria ha selezionato 21 progetti finalisti, i cui autori hanno realizzato le opere complete partendo dagli oggetti, tecnologie e materiali ricevuti in dotazione. Tra le opere realizzate, la giuria ne ha premiate sette con 2 mila euro, il valore corrispettivo per la loro acquisizione da parte della Regione. Menzione speciale per quattro opere, che insieme alle altre non premiate rimarranno invece di proprietà degli autori, che potranno scegliere se donarle alla Regione o all’impresa che ha messo a disposizione l’oggetto da cui hanno preso vita.
«La fusione dei linguaggi tra scienza, business e arte rappresenta un modo creativo per raccontare le sfide del nostro tempo - ha detto il vicepresidente Colla-. Le scommesse di questa sfida creativa sono almeno tre, in prima battuta quella di raccontare la transizione ecologica in modo concreto, ma anche di innescare un dialogo inedito tra il mondo dell’imprenditoria e quello della cultura, e infine di suscitare una riflessione consapevole su come viviamo, consumiamo o amministriamo il nostro prezioso patrimonio energetico nel pieno del cambiamento climatico. La transizione in atto non è solo tecnologica ma soprattutto culturale».
«Con questa iniziativa abbiamo voluto mostrare che la transizione energetica non è soltanto una questione di tecnologie più efficienti, ma soprattutto di scelte, comportamenti e immaginazione collettiva - ha commentato Antonio Disi dell’ENEA-. L’esperienza dimostra infatti che la semplice diffusione di dati e conoscenze tecniche non basta a orientare decisioni sostenibili: esiste spesso una distanza tra ciò che sappiamo e ciò che concretamente facciamo. L’arte e il design possono aiutarci a colmare questo divario, rendendo visibili processi, infrastrutture e impatti che normalmente restano nascosti, e trasformandoli in esperienze capaci di parlare alle persone sul piano emotivo e culturale. È in questo incontro tra conoscenza scientifica e linguaggi creativi che può prendere forma una transizione davvero consapevole e partecipata».
La giuria che ha scelto finalisti e vincitori era composta da tre rappresentanti della Regione Emilia-Romagna, Cristina Ambrosini, responsabile del settore Patrimonio culturale, Claudia Collina, del settore Valorizzazione Patrimonio culturale, e Fabio De Luigi, responsabile del settore Digitalizzazione, promozione e comunicazione; Antonio Disi dell’ENEA; Davide Ferri, direttore artistico di “Arte Fiera”; Elena Maria Formia, coordinatrice del corso di laurea in Design del prodotto industriale all’Università di Bologna.
Dopo “Arte Fiera” il progetto prevede un tour espositivo con tutte le opere finaliste, che avrà come prima tappa “Key - The Energy Transition Expo”, in programma a Rimini dal 4 al 6 marzo 2026, e ulteriori sedi in via di definizione.
Le opere vincitrici
Arti visive
“0 - 255”“0 - 255” / Andrea Veronica Cimino
Motivazione: Rende visibile l’energia come processo, trasformando l’accensione in esperienza sensibile. La pellicola termosensibile registra il calore e svela gradualmente la luce, traducendo consumo e trasformazione della materia in percezione. La lampada si configura come dispositivo critico che invita a uno sguardo rallentato e consapevole.
“Girafischi”“Girafischi” / Alessia Cincotto - Collettivo Periferico
Motivazione: Rende percepibile la circolazione dell’energia fondamentale del respiro ri/attivando una relazione diretta tra corpo e dispositivo. Oggetti industriali diventano esperienza partecipativa, in cui il riuso si fa gesto critico e poetico. L’opera svela processi invisibili e invita a ripensare e trasformare le funzioni e i suoni con ascolto e consapevolezza.
“An Extraction from Muhabbet”“An Extraction from Muhabbet” / Dilan Perisan
Motivazione: Costruisce un sistema intimo di relazioni in cui l’energia circola tra corpi, oggetti e scarti. Il libro di materia e l’uso dei guanti attivano un gesto di attenzione che intreccia memoria, presenza e residuo, facendo emergere la continuità tra vita quotidiana e materia condivisa in delicato equilibrio tra suggestioni nouveau réalisme e arte relazionale.
“Segni di violenza”“Segni di violenza” / Lucilla Rossi
Motivazione: In “Segni di violenza” il gesto rende percepibile l’impatto ambientale trasformando il corpo in superficie di relazione tra l’oggetto industriale e la Terra. L’azione audiovisiva, tra suono e silenzio, attiva consapevolezza e responsabilità attraverso una metafora di micro-violenza gestuale inevitabile con la pressione su qualsiasi superficie. L’acqua finale introduce un’energia di cura e possibilità.
Design
“Tessiture solari - Workshop di speculative e critical design”“Tessiture solari - Workshop di speculative e critical design” / Giorgio Francesco Calvi
Motivazione: Trasforma il progetto in pratica collettiva. I dispositivi riflettenti, riuniti in un’installazione condivisa, rendono percepibili le interdipendenze tra luce, persone e comportamenti. Il workshop agisce come oggetto educante, favorendo consapevolezza e responsabilità attraverso l’esperienza partecipata.
“Passi che contano”“Passi che contano” / Giorgia Scurani - Collettivo Egregio
Motivazione: Rende visibile la produzione di energia attraverso un gesto quotidiano: il camminare. La pavimentazione interattiva attiva la luce con il movimento, traducendo la conversione energetica in esperienza diretta. Il progetto coinvolge attivamente le persone e costruisce una relazione concreta tra corpo, materia e ambiente.
“Humi3”“Humi3” / Ilenia Virdis
Motivazione: Rende percepibile l’equilibrio idrico del suolo trasformando un processo invisibile in esperienza sensibile. Il dispositivo traduce i dati in segnali luminosi leggibili e, senza imporre azioni, orienta a gesti responsabili. Ne nasce una relazione diretta tra tecnologia, materia e attenzione verso l’ambiente.
Le opere menzionate
Arti visive
“Anatomia di luce”“Anatomia di luce” / Anouk Andrea Boni
Motivazione: Trasfigura scarti di lampade al neon in immagini contemplative, rendendo visibili i processi dell’energia come traccia inscritta nella materia. I frammenti rivelano morfologie inattese e invitano a uno sguardo attento su ciò che resta in/visibile, proponendo una riflessione sulla responsabilità e sulla possibilità di trasformazione di ogni particella di luce.
“Reflettó”“Reflettó” / Mehrnoosh Roshanaei
Motivazione: Trasforma lo specchio in dispositivo critico, attivando uno sguardo consapevole sulla complessità sfaccettata della realtà. La spirale di frammenti rifrangenti rende la luce materia espressiva e produce un’immagine instabile che mette in crisi la trasparenza, invitando a rallentare la visione e ad assumere una posizione attiva di fronte alla molteplicità caleidoscopica della vita.
Design
“Hotspot”“Hotspot” / Lorenzo Ferrari - Collettivo Kredo
Motivazione: Trasforma l’energia in esperienza urbana integrando moduli di riscaldamento nelle microarchitetture esistenti. I luoghi di attesa diventano spazi di comfort e relazione, grazie al riuso delle infrastrutture e alla diffusione naturale del calore. L’energia si configura così come strumento di cura collettiva tra corpo, ambiente e città.
“Lampada IVI”“Lampada IVI” / Matteo Marinaro
Motivazione: Rende visibile il consumo energetico nella vita quotidiana trasformando la luce in interfaccia consapevole. La segnaletica a soglie cromatiche e l’avviso acustico traducono il dato tecnico in esperienza sensoriale, favorendo attenzione e responsabilità. Il dispositivo unisce funzione pratica e consapevolezza.
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