“Il Re scugnizzo” al Teatro Serra in scena gli allievi
“Il Re scugnizzo” una produzione del Teatro Serra di Napoli, che rivisita Victor Hugo in chiave di commedia musicale. In scena nelle fine settimana 20-22 e 27-29 marzo a Fuorigrotta, in Via Diocleziano 316
Una favola che ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui il Patrocinio Morale dell’Assessorato all’Educazione ed ai rapporti Interistituzionali del Comune di Napoli, per il suo Alto Valore Pedagogico e Istruttivo. È “Il Re scugnizzo” una rivisitazione del “Gobbo di Notredame” scritta e diretta da Mauro Palumbo che trasforma il capolavoro di Victor Hugo in una commedia musicale ambientata nella Napoli del XVIII secolo fatta di tradizioni, canti, povertà e orgogliosa dignità. In scena al Teatro Serra di Fuorigrotta, in Via Diocleziano 316, per due fine settimana consecutive, dal 20 al 22 e dal 27 al 29 marzo (venerdì ore 21:00, sabato ore 19:00, domenica ore 18:00) rappresenta il secondo appuntamento della stagione con gli allievi del Laboratorio, che coinvolge anche i ragazzi più giovani e gli attori professionisti della Scuola.
Con Carmine De Luca (Quasimodo), Fortuna Galdieri (Pulcinella), Pietro Tammaro (San Gennaro), Umberto Natale (Sant’Antonio), Mariangela Varriale (Santa Lucia), Roberto Scarpati (Febo), Mauro Palumbo (Frollo), Sara Paesano (‘a Smeralda), Antonella Ciliberti, Lucia D’Alessio, Nuzzy Romano, Silvia Catuogno (lazzare), Vittorio Ariante e Diego Esposito (guardie). Coreografie, Martina Miglino. Corpo di ballo: Angela Cangiano, Anna Corcione, Francesca Paviciulli, Fabiana Palumbo, Marzia Fraia, Penelope Vilardi. Costumi Sandra Banco. Musiche originali a cura de “I Villanella” composte da Sergio Carleo e arrangiate da Patty Marotta e Francescopaolo Perreca. Aiuto regia Diego Esposito.
Una commedia che si spinge oltre i luoghi comuni, gli scenari familiari ed i volti noti, per andare a curiosare tra le pieghe meno visibili della Storia. Nel 1759 Carlo di Borbone lasciò Napoli per succedere al trono di Spagna al posto del fratello defunto, affidando il Regno e il figlio Ferdinando IV, di soli otto anni, al Consiglio di Reggenza. Tuttavia, il legittimo erede era un altro: le cronache del tempo ci raccontano di un principe, il primogenito di Carlo e Maria Amalia di Sassonia, escluso dal governo a causa delle sue precarie condizioni di salute mentale (oggi si pensa che si trattasse di autismo), ma quanti segreti si celano dietro una Corte… e questa è la storia di un uomo vissuto nell’oscurità. Il suo nome è Quasimodo, fratello di Ferdinando nato pochi anni prima storpio e malformato. Un “incidente” rapidamente nascosto facendo credere che il bambino sia nato morto, invece verrà segregato a vita nel Duomo di Napoli e affidato, in cambio dell’investitura a Cardinale e di numerosi altri privilegi, alla custodia dello spietato e potente usuraio Frollo.
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