"Costruire dalle macerie": al Padiglione d'arte contemporanea di Milano la nuova edizione di Performing Pac

Presso il Pac - Padiglione d'arte contemporanea di Milano si terrà dal 3 luglio al 13 settembre la nuova edizione di Performing Pac dal titolo "These fragments I have shored against my ruins"

Luglio 10, 2026 - 12:27
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"Costruire dalle macerie": al Padiglione d'arte contemporanea di Milano la nuova edizione di Performing Pac
Il Giardino della Chimera, Gabriella Ciancimino; detail Ph: Fausto Brigantino

Dal 3 luglio al 13 settembre, il Pac - Padiglione d'arte contemporanea di Milano presenta la nuova edizione di Performing Pac dal titolo "These fragments I have shored against my ruins", il format ideato nel 2018 e curato da Silvia Bignami, Iolanda Ratti e Diego Sileo come "performance" dello spazio che "rimette in scena" una mostra storica e ne attualizza i temi coinvolgendo artisti contemporanei.

Partendo dal "flashback storico" della mostra del 2001 dedicata a Kurt Schwitters, il progetto connette la poetica dell'assemblaggio, del frammento e della stratificazione di Schwitters con la ricerca di sette artisti contemporanei: Jacopo Benassi, John Bock, Gabriella Ciancimino, Roberto Cuoghi, Thomas Hirschhorn, Lucia Marcucci e Mika Rottenberg. La mostra assume un valore simbolico profondo nel trentesimo anniversario della ricostruzione del PAC (1996-2026) dopo la strage mafiosa del 1993, celebrando l'idea del "costruire con le macerie", esplorato anche attraverso la Project Room dedicata a Ignazio Gardella, e trasformando lo spazio in un organismo vivo, che si muove, ricorda e racconta la sua storia in modo dinamico.

«Con 'Performing Pac' quest'anno celebriamo i trent'anni dalla riapertura del Padiglione d'Arte Contemporanea avvenuta il 16 luglio 1996 dopo la ricostruzione resa necessaria dall'attentato di via Palestro. Da questo anniversario nasce un progetto che invita artisti e artiste contemporanei a riflettere sul significato della ricostruzione, non solo come recupero di un edificio, ma come processo culturale, sociale e simbolico. La rinascita del Pac ha trasformato una ferita collettiva in uno spazio di produzione culturale, incontro e immaginazione. Oggi questa storia continua con una mostra che mette al centro l'idea di 'costruire con le macerie': un tema che si ritrova anche nella Project Room dedicata a Ignazio Gardella, autore del progetto di ricostruzione dell'edificio», ha dichiarato l'assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi.

Al Pac sono esposte quattro opere di Schwitters - i tre straordinari collage Mz 253 Herz, 1921; Für Glaserherz (!Anna Blume?), 1921; King, 1947, e il rilievo Grasmere, 1942-45) - che nel 2001 erano incluse in una sezione più ampia, a cura di Luigi Sansone, dedicata alle collezioni milanesi che con lungimiranza avevano compreso l'importanza dell'artista tedesco dalla fine degli anni Cinquanta. Dai primi collage degli anni Venti le opere di Schwitters prendono forma attraverso un processo additivo e di rielaborazione. Sulla base di alcune parole chiave del suo lavoro – montaggio, utilizzo di materiali diversi, assemblaggio, accumulo, sovrapposizione di significati, stratificazione e sperimentazione di linguaggi diversi – sono stati invitati sette artisti che nelle loro opere e installazioni presentano elementi coerenti con il tessuto scientifico del progetto espositivo: Jacopo Benassi, John Bock, Gabriella Ciancimino, Roberto Cuoghi, Thomas Hirschhorn, Lucia Marcucci e Mika Rottenberg.

Ulteriori suggestioni per questa edizione sono le immagini del Pac ricostruito, "riassemblato", "ricomposto" nel 1996 dopo la distruzione della strage mafiosa del 27 luglio 1993. Un intero ambiente ristrutturato all'interno del quale in questi trent'anni di attività (1996-2026) si sono avvicendate storie e memorie degli artisti invitati a partecipare alle mostre e del pubblico che ne ha fruito. Performing Pac è realizzato grazie a Tod's, sponsor della programmazione annuale del Pac e con il supporto di Arsenalia.

La Project Room, in dialogo con la mostra Performing Pac, accoglie "Architettura alla provaIl Pac di Ignazio Gardella", un approfondimento che, in occasione dei trent'anni dalla ricostruzione del Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano, ne indaga il processo progettuale come campo di sperimentazione e verifica. La Project Room è realizzata grazie a Esselunga, main sponsor, che contribuì alla ricostruzione del Pac dopo l'attentato del 1993 e che oggi ricorda il legame tra il suo fondatore – Bernardo Caprotti - e Ignazio Gardella, al quale si deve la progettazione di numerosi negozi e sedi direzionali del Gruppo.

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