Clavius, il progetto sonoro di Daniele Ledda in tournée in Europa

Concerti e performance a maggio tra Varsavia, Cracovia e Copenaghen con il sostegno degli Istituti Italiani di Cultura

Maggio 07, 2026 - 10:40
Aggiornato: 5 Giorni Fa
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Clavius, il progetto sonoro di Daniele Ledda in tournée in Europa
crediti: Giulio Capobianco

Sarà un viaggio nel cuore della materia sonora, un attraversamento fisico ed elettronico che mette in discussione l'idea stessa di strumento musicale. A maggio, Daniele Ledda porterà il suo progetto "Clavius" in tre tappe europee, Varsavia, Cracovia e Copenaghen, costruendo un itinerario che è al tempo stesso concerto, dimostrazione e riflessione sul suono come organismo in continua trasformazione.

All'origine di questo percorso c'è una rete di relazioni costruite nel tempo. L'idea prende forma grazie alla collaborazione con l'Associazione Shardana di Varsavia e, in particolare, all'impegno di Alberto Defraia, che da anni lavora per far conoscere i musicisti sardi e i loro progetti nel contesto internazionale. La proposta di Clavius, con la sua natura radicale e innovativa, ha immediatamente intercettato l'interesse degli Istituti Italiani di Cultura di Varsavia e Cracovia, attivando a catena anche la comunità sarda a Copenaghen, dove l'associazione InCantos si è mossa con prontezza per accogliere il progetto negli spazi dell'IIC della capitale danese.

Il tour si aprirà sabato 23 maggio alle 18 a Varsavia, nella sede dell'associazione Shardana, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura. Un primo appuntamento che sarà anche occasione di incontro, con un rinfresco finale dedicato ai prodotti tipici della Sardegna, a rafforzare il legame tra ricerca artistica e identità culturale. Domenica 24 maggio, alle 19Clavius sarà ospite a Cracovia, al club Strefa Nowa, in un evento organizzato e sostenuto dall'Istituto Italiano di Cultura. La chiusura è prevista mercoledì 28 maggio alle 19 Copenaghen, nella sala dell'IIC, grazie all'organizzazione dell'associazione InCantos.

Clavius non è semplicemente un progetto musicale, ma una vera e propria ridefinizione del rapporto tra corpo, strumento e tecnologia. Ledda, docente di musica elettronica al Conservatorio di Cagliari, interviene sugli strumenti a tastiera tradizionali smontandoli, alterandone la funzione, ibridandoli con dispositivi elettronici e sistemi digitali. Il risultato è una costellazione di oggetti sonori in cui la meccanica diventa materia viva e il gesto performativo si espande in una dimensione aumentata.

Il primo nucleo di questa ricerca è Clavius_8, nato dalla scomposizione del pianoforte: la separazione tra tastiera e cordiera apre a una sostituzione radicale dei materiali sonori, trasformando lo strumento in una macchina percussiva imprevedibile. Con Clavius_3, un clavicordo ibrido, Ledda esplora invece la relazione tra tangenza, vibrazione e interferenza, introducendo tecniche derivate dal tapping chitarristico e attivando le corde attraverso campi elettromagnetici e arco. In Clavius_7, infine, il pianoforte viene svuotato della sua risonanza naturale per lasciare spazio a un trattamento elettronico complesso, sostenuto da sensori e pedali che moltiplicano le possibilità timbriche.

Il nome stesso del progetto rimanda a una stratificazione di significati: dal cratere lunare Clavius fino all'immaginario di "2001: Odissea nello spazio", evocando una tensione continua tra esplorazione e alterità. Ma è nel prefisso "clavi", comune a molte lingue per indicare la tastiera, che si radica il legame con la formazione pianistica dell'autore, un punto di partenza che viene costantemente messo in crisi.

In un'epoca in cui la tecnologia tende a smaterializzare l'esperienza musicale, Ledda compie un movimento inverso: recupera la fisicità del gesto e dello strumento, ma lo fa senza nostalgia, spingendo quella stessa materia dentro una dimensione aumentata. Non un ritorno all'analogico, dunque, ma una sua riscrittura, dove il contatto, l'attrito e la vibrazione tornano centrali, dialogando con il software e con l'elaborazione digitale.

Il tour europeo di Clavius si configura così come un laboratorio aperto, un dispositivo itinerante che invita il pubblico a ripensare l'ascolto e a interrogarsi sul futuro, e sul presente, della musica. Un progetto reso possibile dalla collaborazione tra l'associazione Shardana, Ticonzero e InCantos, con il sostegno degli Istituti Italiani di Cultura, della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna

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