EU KIDS ACT: per una limitazione dell'accesso dei minori nell'UE alle piattaforme di social media

La Commissione europea ha adottato il 17 settembre 2026 la proposta EU KIDS Act per limitare l'accesso dei minori ai social media

Settembre 23, 2026 - 14:20
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EU KIDS ACT: per una limitazione dell'accesso dei minori nell'UE alle piattaforme di social media

Il 17 settembre 2026 la Commissione europea ha adottato la proposta EU KIDS ACT per migliorare la sicurezza online dei minori nell'Unione.

La proposta vieta alle piattaforme di social media di accedere ai minori di età inferiore ai 13 anni e fissa a 15 anni l'età minima a livello di UE per l'apertura di un account proprio, così da mantenere una gradualità d'approccio L'EU KIDS ACT rovescia l'onere della prova: sono ora i fornitori a dover dimostrare che i loro servizi sono adatti all'età e sicuri fin dalla progettazione.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione, ha dichiarato: «I nostri figli si confrontano oggi con le tecnologie più sofisticate mai create, tecnologie che in nessun caso sono state pensate tenendo presente il loro benessere. L'EU KIDS ACT rovescia l'onere della prova: spetta alle piattaforme dimostrare di esser sicure fin dalla progettazione. E poi, rimettiamo i genitori al timone fornendo gli strumenti che permetteranno loro di aiutare i figli a muoversi in un mondo online più sicuro».

L'EU KIDS ACT si articola nei quattro pilastri seguenti.

1. Partenza ritardata sui social media

L'EU KIDS ACT propone che i minori possano creare account autonomi sui servizi dei social media soltanto a partire dai 15 anni di età.

Per i ragazzi tra i 13 e i 15 anni la proposta prevede il controllo parentale, consentendo a genitori e tutori di creare miniaccount a cui il minore può accedere attraverso il loro account. In questo modo il ragazzo potrebbe accedere a social media e piattaforme di condivisione di video adatti alla sua età. La progettazione dei servizi disponibili sui miniaccount deve implicare garanzie, quali la limitazione dei contatti sociali e la limitazione a un'ora al giorno della permanenza davanti allo schermo, nel riconoscimento del ruolo che spetta a genitori e tutori nel favorire lo sviluppo autonomo e sicuro dei ragazzi online.

Tra i 3 e i 13 anni, bambini e ragazzi non possono accedere ai social media, ma possono accedere, tramite account gestiti dal genitore o tutore, a servizi di condivisione di video a misura di minore progettati appositamente per loro.  A tal fine le piattaforme devono mettere a disposizione dei genitori e tutori uno strumento agevole che circoscriva rigorosamente l'accesso del bambino o ragazzo che usa il dispositivo dell'adulto a siffatti servizi a misura di minore e ne limiti l'esposizione a un massimo di un'ora al giorno.

2. Sicurezza sin dalla progettazione

L'EU KIDS ACT impone una serie di obblighi a tutti i fornitori online che offrono servizi di social media, condivisione di video, videogiochi online, assistenti IA e chatbot ad utenti di età inferiore ai 18 anni.

Fra questi obblighi si annoverano il divieto di inserire caratteristiche che creano dipendenza e feed di raccomandazione basati sulla profilazione che trascinino i minori in "vortici di contenuti" nocivi, il divieto di scorrimento infinito senza punti di arresto, di stratagemmi di ricompensa e di notifiche push durante le ore di riposo e il blocco dei contatti non richiesti sollecitati da estranei. Gli assistenti IA e i chatbot di IA devono essere disattivati per impostazione predefinita e non possono simulare relazioni interpersonali con modalità che creino dipendenza emotiva. 

I profili dei minori devono essere privati per impostazione predefinita, con videocamera, microfono e geolocalizzazione disattivati. I servizi online devono offrire ai minori metodi agevoli per bloccare e silenziare altri utenti, strumenti efficaci di gestione del tempo e sistemi di raccomandazione sicuri che il ragazzo possa controllare, affinare e reimpostare. 

3. Accertamento dell'età rispettoso della vita privata

L'EU KIDS ACT obbliga i servizi online e gli app store a usare strumenti di accertamento dell'età, ad esempio servendosi dell'app di verifica dell'età dell'UE che, non conservando documenti di identità né dati biometrici, rispetta le massime garanzie di tutela della vita privata. Gli Stati membri saranno coinvolti da vicino nella predisposizione di questo ecosistema.

I fornitori di servizi di social media e di piattaforme di condivisione di video saranno tenuti a verificare l'età dell'utente all'apertura di un nuovo account.

Per i conti preesistenti i fornitori dovranno stimare l'età in base ad approssimazioni ragionevoli (ad esempio, data di creazione dell'account, dati della carta di credito associata).

4. Applicazione effettiva

La proposta rovescia l'"onere della prova" attribuendo ai fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi la responsabilità di dimostrare che i loro servizi sono "sicuri fin dalla progettazione".

I fornitori di servizi online saranno tenuti a presentare un piano di conformità alla Commissione, e anche a un verificatore indipendente che valuterà attentamente il nuovo servizio, la nuova caratteristica o la nuova funzionalità. Qualora, in base alla relazione del verificatore, reputi carente il piano di conformità, la Commissione può chiedere al fornitore di proporre misure correttive.

Il quadro di applicazione si basa sulle strutture già predisposte nell'ambito del regolamento sui servizi digitali e del regolamento sull'intelligenza artificiale, avvalendosi di meccanismi consolidati e delle competenze esistenti. La proposta EU KIDS ACT prevede, nei confronti dei fornitori che non ne rispettano le norme, procedure di esecuzione accelerate in cui la Commissione concluda le indagini entro 90 giorni.

Prossime tappe

La proposta legislativa è stata presentata al Parlamento europeo e al Consiglio perché diano avvio al processo legislativo di esame e adozione.  Esiste una domanda chiara d'intervento urgente e globale a livello di Unione, ed è quindi fondamentale che l'atto sia adottato in tempi rapidi.

Contesto

La proposta odierna si basa sulla relazione e sulle raccomandazioni dei copresidenti del panel speciale sulla sicurezza dei minori online dott.ssa Maria Melchior e prof. dott. Jorg M Fegert. La Presidente von der Leyen ha convocato il panel speciale per ricevere da esperti un contributo ai fini del quadro dell'UE per la sicurezza dei minori online.

Il panel speciale, composto da oltre 60 esperti tra cui rappresentanti delle organizzazioni della società civile, rappresentanti dei giovani, genitori, educatori, psichiatri infantili, specialisti di sanità pubblica, neurologi e specialisti di tecnologia, ha cominciato i lavori a marzo 2026 e si è riunito tre volte prima che la relazione fosse presentata a luglio 2026. 

La proposta risponde alle sempre più assidue richieste degli europei di maggiore protezione dei minori online: secondo l'Eurobarometro speciale sul decennio digitale 2026, il 92% degli europei ritiene che l'ulteriore rafforzamento della protezione dei minori e dei giovani online sia una priorità politica assoluta, che si tratti di difenderli dal bullismo online, dall'esposizione a contenuti nocivi, dalla progettazione che crea dipendenza o da altri rischi ancora.

Per ulteriori informazioni

Proposta EU KIDS ACT

Scheda informativa sull'EU KIDS ACT

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