Venezia: al Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue la mostra "Dentro e fuori dall'acqua"

Inaugurata al Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue la mostra "Dentro e fuori dall'acqua" che racconta un ecosistema di resilienza naturale, molto noto ma poco compreso, modello di convivenza virtuosa tra uomo e ambiente

Giugno 10, 2026 - 12:40
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Venezia: al Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue la mostra "Dentro e fuori dall'acqua"
Paguro zampe rosse (Clibanarius erythropus); crediti: Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue

Tutti lo conoscono, pochi lo comprendono. L'ambiente di marea, fascia di confine tra terra e acqua che emerge e scompare seguendo il ritmo delle maree, è uno dei paesaggi più caratteristici dell'Alto Adriatico e della Laguna di Venezia e al tempo stesso uno dei meno compresi. Questo ecosistema racconta la straordinaria capacità di adattamento della natura e di una città che ha costruito la propria identità su un equilibrio unico tra presenza umana e ambiente lagunare.

Proprio a questo ecosistema è dedicata la mostra "Dentro e fuori dall'acqua. L'ambiente di marea dell'Alto Adriatico", che ospita anche un approfondimento sull'ambiente lagunare, inaugurata il 4 giugno al Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia.

Presenti all'inaugurazione Mariacristina Gribaudi, presidente di Fondazione Musei Civici, Luca Mizzan, responsabile del Museo, l'autore della mostra Lorenzo Peter Castelletto, Maurizio Spoto, direttore dell'Area Marina Protetta di Miramare (WWF AMP Miramare) di Trieste ed Elisa Banchi, primo ricercatore dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS del capoluogo giuliano.

Ospitata nella Galleria dei Cetacei, l'esposizione, aperta al pubblico dal 5 giugno al 13 settembre 2026, raccoglie gli scatti realizzati da Castelletto, fotografo e divulgatore scientifico, offrendo al pubblico l'opportunità di scoprire il "dietro le quinte" del mesolitorale, fascia costiera compresa tra i livelli di bassa e alta marea.

Originariamente concepito e realizzato a Trieste, il progetto, curato dallo stesso Castelletto e sviluppato in collaborazione con WWF AMP Miramare e OGS, nasce con l'obiettivo di rendere accessibile la conoscenza di un ambiente paradossalmente poco conosciuto.

«L'ambiente di marea - ha spiegato Lorenzo Peter Castelletto - è un luogo noto a tutti ma compreso da pochissimi. Tutti lo frequentano, in particolare d'estate, ma pochi si fermano a osservarlo, a capire quali organismi lo abitano e come fanno a viverci. Questo progetto vuole rendere accessibile la comprensione di questo ambiente che è parte integrante della vita di moltissime persone. Era corretto indagare, perché nessuno, a livello divulgativo, l'aveva fatto prima».

La mostra presenta immagini di organismi animali e vegetali che hanno sviluppato straordinarie strategie di adattamento per vivere in questo ambiente peculiare. Ci sono crostacei che riescono a muoversi fuori dall'acqua perché, chiudendo delle particolari piastre del loro carapace, conservano l'umidità interna e mantengono le branchie bagnate, riuscendo in tal modo a sopravvivere all'aria per molto tempo. Allo stesso modo, determinati molluschi hanno la possibilità di serrare le proprie conchiglie per mantenere l'acqua all'interno, e quindi sopravvivere, durante la bassa marea.

«Raccontare oggi l'ambiente di marea - ha evidenziato nel suo intervento Mariacristina Gribaudi - significa raccontare Venezia: una città sospesa tra terra e acqua, che proprio a questo equilibrio, tanto prezioso quanto fragile, deve dedicare una crescente attenzione. Di questa apparente fragilità Venezia ha fatto la propria forza, non solo sul piano storico, come potenza politica e commerciale, ma anche come esempio di convivenza intelligente e virtuosa tra uomo e natura. Oggi Venezia è chiamata ancora una volta a svolgere questo ruolo: essere un modello, raccontare un futuro possibile e diffondere buone pratiche. Dal punto di vista ambientale ed ecosistemico, il Museo di Storia Naturale rappresenta il presidio in cui questo impegno prende forma, attraverso una divulgazione scientifica rigorosa, accessibile ma mai semplificata, capace di parlare a tutti - adulti e bambini, cittadini e visitatori - delle grandi sfide del futuro legate alla tutela e alla salvaguardia ambientale, a partire proprio dall'acqua, elemento fondante della città stessa, ma anche della vita su questo pianeta».

Proprio in quest'ottica, è stata pensata la piccola sezione speciale, realizzata dal Museo, dal titolo Dentro e fuori dall'acqua in Laguna. Attraverso un'infografica fatta di illustrazioni e brevi descrizioni, la sezione approfondisce l'ambiente di marea della Laguna di Venezia con i suoi organismi, portando all'attenzione del pubblico specie per lo più conosciute attraverso nomi radicati nella tradizione locale.

«Il nostro è l'unico museo scientifico del territorio che ha vocazione naturalistica biologica - ha spiegato Luca Mizzan -. Oltre alle sue collezioni, cerchiamo di offrire al nostro pubblico anche occasioni per scoprire l'ambiente naturale partendo da ciò che ci circonda. L'esposizione di foto proposta da Castelletto, ci è piaciuta perché si inserisce nel solco delle attività del Museo che mirano a realizzare i nostri obiettivi culturali ed educativi. La mostra ci permette di parlare in modo originale di quella linea di confine tra acqua e terra ricchissima di vita, che in Laguna, per la morfologia dei suoi fondali, diventa una enorme distesa di ampie superfici, le piane di marea e le velme, così importanti per l'ecologia della Laguna. È un fenomeno a cui noi veneziani siamo abituati, andirivieni periodico delle nostre maree, che qui sono particolarmente importanti perché costituiscono il respiro della Laguna, assicurando il ricambio delle acque lagunari con quelle marine e trasformando in poche ore il panorama lagunare in modo così evidente da destare profondo stupore nei viaggiatori di tutto il mondo che da secoli hanno annotato questo fenomeno nelle loro cronache».

«Questa missione educativa - ha sottolineato Gribaudi - è parte integrante della vita dei musei. Con la mostra "Dentro e fuori dall'acqua", attraverso la curiosità e il fascino delle immagini realizzate da Castelletto, abbiamo la possibilità di avvicinare tutti i visitatori, veicolando un messaggio fondamentale di rispetto, cura e amore verso il nostro pianeta».

Le immagini in mostra si distinguono per la cura dei dettagli grazie a effetti macro di forte impatto che permettono di cogliere particolari invisibili a occhio nudo.
Gli scatti, realizzati sia sopra sia sotto il livello dell'acqua, restituiscono una visione completa di questo habitat particolare.

La mostra è aperta al pubblico dal 5 giugno al 13 settembre 2026, con l'orario e il biglietto del Museo.

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