Farmacologia, terapie contro il dolore: nuove prospettive per farmaci più selettivi e tollerati
Una ricerca, guidata dall’Università di Padova, ha studiato il recettore NOP della nocicettina, mostrando che diverse molecole lo attivano in modi differenti; i risultati dello studio potrebbero portare a nuovi farmaci antidolorifici più efficaci e con meno effetti collaterali
Un team di ricercatori, guidato dal Dipartimento di Scienze del Farmaco dell'Università di Padova, ha pubblicato sulla rivista «British Journal of Pharmacology» uno studio che apre nuove prospettive per lo sviluppo di farmaci contro il dolore più efficaci e con minori effetti collaterali.
Al centro della ricerca c'è il neuropeptide endogeno nocicettina/orfanina FQ, una molecola prodotta naturalmente dal nostro organismo che svolge un ruolo importante nella regolazione di diverse funzioni, in particolare a livello cerebrale: questa sostanza agisce attraverso un recettore, chiamato NOP, appartenente alla stessa famiglia degli oppioidi ma con caratteristiche farmacologiche proprie. Grazie agli studi sulla nocicettina, i ricercatori hanno approfondito la neurobiologia che riguarda in particolare le proprietà analgesiche del sistema NOP, aiutando la comprensione del potenziale effetto antidepressivo e ansiolitico degli antagonisti di questo recettore.
I ricercatori hanno utilizzato un approccio avanzato, chiamato transduceromics, che consente di analizzare in modo integrato tutte le vie di segnalazione attivate all'interno della cellula: non ci si limita a chiedere se una molecola attivi o meno il recettore, ma si studia quali interruttori intracellulari vengono attivati, con quale intensità e con quali differenze da una molecola all'altra. Questo consente di ottenere una sorta di "mappa" funzionale più completa del recettore e di comprendere meglio il funzionamento di molecole su esso attive.
«Il nostro lavoro mostra, con un livello di dettaglio molto elevato, come alcune molecole possano attivare in modo differente il recettore NOP, che è un bersaglio farmacologico non distante dai target oppioidi classici di interesse per dolore, insonnia e altre importanti funzioni sia centrali che periferiche – spiega Davide Malfacini, primo autore dello studio e ricercatore al Dipartimento di Scienze del Farmaco dell'Ateneo patavino –. Questo risultato rappresenta un primo passo verso un nuovo livello di complessità nell'analisi farmacologica dei recettori: capire in modo più fine come molecole diverse modulino uno stesso bersaglio potrà aiutare, in un futuro non lontano, a orientare lo sviluppo di farmaci più selettivi, con un migliore equilibrio tra efficacia e tollerabilità».
«Questo lavoro dimostra come al Dipartimento di Scienze del Farmaco dell'Università di Padova siamo in grado di condurre analisi avanzate sui recettori accoppiati a proteine G, una delle classi di bersagli farmacologici più importanti in biomedicina, coinvolta nell'azione di oltre un terzo dei farmaci attualmente in uso» aggiunge Girolamo Calò, coordinatore dello studio.
Lo studio si inserisce in uno dei filoni più innovativi della farmacologia moderna, noto come "selettività funzionale" (o biased agonism): i ricercatori hanno dimostrato che molecole diverse, pur legandosi allo stesso recettore, possono attivare risposte biologiche differenti. Questo aspetto è importante perché può contribuire allo sviluppo di farmaci più mirati e con un migliore profilo di tollerabilità.
Alla ricerca hanno contribuito anche l'Università di Ferrara (che ha sviluppato alcuni dei composti studiati) e la società statunitense Astraea Therapeutics.
Link alla ricerca: Comprehensive transduceromic profiling of NOP receptor ligands at different Gα subunits – «British Journal of Pharmacology» – 2026.
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