Diritti LGBTQIA+: La Commissione Europea risponde all'Iniziativa dei cittadini europei per vietare le pratiche di conversione

La Commissione europea risponderà all’iniziativa sostenuta da 1,1 milioni di cittadini proponendo nel 2027 una raccomandazione agli Stati membri per vietare le pratiche di conversione contro le persone LGBTQIA+

Maggio 15, 2026 - 13:14
Aggiornato: 6 Giorni Fa
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Diritti LGBTQIA+: La Commissione Europea risponde all'Iniziativa dei cittadini europei per vietare le pratiche di conversione

Il 14 maggio 2026 la Commissione europea ha adottato una comunicazione in risposta all'Iniziativa dei cittadini europei (ICE) "Vietare le pratiche di conversione nell'Unione europea". La risposta arriva a soli quattro giorni dalla Giornata internazionale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia (IDAHOT), ribadendo l'impegno della Commissione per i diritti delle persone LGBTIQ+ e per la costruzione di una vera Unione dell'uguaglianza.

Le pratiche di conversione si basano sulla falsa convinzione che le persone LGBTIQ+ siano malate. Questi interventi dannosi possono provocare conseguenze psicologiche e fisiche di lunga durata. Secondo un rapporto dell'Agenzia dell'UE per i diritti fondamentali, il 24% delle persone LGBTIQ+ nell'Unione ha subito tali pratiche, inclusi episodi di violenza fisica e sessuale, abusi verbali e umiliazioni. La percentuale raddoppia quasi nel caso delle persone transgender. L'ICE – sostenuta da 1,1 milioni di cittadini europei – chiedeva alla Commissione di intervenire proponendo un divieto giuridico delle pratiche di conversione rivolte ai cittadini LGBTQ+.

La Commissione ha esaminato le possibili basi giuridiche e intende adottare una raccomandazione invitando gli Stati membri a vietare le pratiche di conversione. Ogni persona della comunità LGBTIQ+ dovrebbe poter essere sé stessa, vivere con orgoglio la propria vita, libera da violenza, discriminazioni e paura. La Commissione adotterà la raccomandazione nel 2027, impegnandosi nel frattempo a sostenere gli Stati nei loro sforzi per vietare queste pratiche dannose. Accanto alla raccomandazione, saranno proposte misure complementari.

La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: «Oggi ci impegniamo ad adottare una raccomandazione rivolta agli Stati membri, esortandoli a vietare le pratiche di conversione in tutta l'Unione europea. Non c'è posto per queste pratiche nella nostra Unione. L'UE sostiene con orgoglio la comunità LGBTIQ+ e riafferma la sua visione di un'Unione dell'uguaglianza, un luogo in cui tutti possano vivere liberamente, apertamente e in modo autentico».

Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa.

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