Proteine: un team di ricerca dell'Università di Padova analizza le regioni proteiche "senza una forma stabile"

Un team di ricerca dell'Università di Padova decifra i meccanismi, finora considerati difficili da interpretare, tra proteine "disordinate" e RNA e apre nuove vie a cure personalizzate

Maggio 11, 2026 - 12:28
0
Proteine: un team di ricerca dell'Università di Padova analizza le regioni proteiche "senza una forma stabile"
Stefano Moro; crediti: unipd

Le proteine sono spesso descritte come strutture ordinate e altamente organizzate dal punto di vista tridimensionale. Tuttavia, molte di esse contengono regioni flessibili e apparentemente prive di una precisa organizzazione, cioè senza una forma stabile. Per anni considerate difficili da interpretare, queste zone “disordinate” stanno oggi emergendo come protagoniste di processi biologici fondamentali.

Nello studio Structuring Disorder via Supervised Molecular Dynamics: Uncovering Arginine-Glycine-Glycine-Mediated Ribonucleic Acid-Intrinsically Disordered Region Recognition Mechanisms pubblicato sul «Journal of Chemical Information and Modeling» dell’American Chemical Society, il team di ricerca coordinato dal prof. Stefano Moro, del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università di Padova ha analizzato come queste regioni proteiche riconoscono e interagiscono in modo selettivo con le molecole di RNA, responsabili del trasporto e della regolazione delle informazioni genetiche nella cellula.

«Abbiamo utilizzato avanzate simulazioni molecolari e modelli computazionali predittivi – dice Gianluca Novello, primo autore dello studio -, che ci hanno permesso di chiarire meccanismi finora poco compresi, mostrando come anche un disordine solo apparente possa nascondere regole precise di riconoscimento molecolare».

«Comprendere questi processi è importante perché tali meccanismi sono coinvolti sia nel normale funzionamento cellulare sia nell’insorgenza di diverse patologie, incluse malattie neurodegenerative e tumori – spiega il prof. Stefano Moro, corresponding author dello studio -. Inoltre, identificare con precisione i punti di contatto tra proteine disordinate e RNA può offrire nuovi bersagli molecolari per lo sviluppo di farmaci innovativi, in ambiti terapeutici dove le opzioni disponibili sono ancora limitate».

Il lavoro, curato da un gruppo di giovani ricercatori e finanziato da fondi del PNRR, apre nuove prospettive sia nello studio dei sistemi biologici complessi sia nella progettazione futura di strategie terapeutiche più mirate e personalizzate.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatia Antipatia 0
Amore Amore 0
Divertente Divertente 0
wow wow 0
Triste Triste 0
Arrabbiato Arrabbiato 0
Redazione

Italia24 News

Commenti (0)

User