ColorAid: un nuovo volto per l'accoglienza del Centro Sammartini
Oggi l'inaugurazione del nuovo volto del Centro Sammartini alla presenza dell'assessore Bertolé. Presentati i dati del Piano freddo 2025/26: circa 900 le persone inviate nelle strutture di accoglienza. Gli studenti del Volta protagonisti della riqualificazione
Una nuova veste cromatica per il Centro Sammartini, il punto unico di accesso ai servizi cittadini per le persone senza dimora, che si presenta riqualificato e più accogliente dopo l'intervento di ColorAid, il progetto di edilizia etica ideato e promosso da Radio Colore e Colore & Hobby, ColorAid per convogliare le energie delle aziende del settore edile e delle vernici su interventi di riqualificazione che riguardano strutture pubbliche.
Per la sua decima edizione, ColorAid ha rinnovato gli ambienti di uno dei luoghi nevralgici del sistema di assistenza alla persona del Comune di Milano: il Centro Sammartini, situato in via Sammartini 120, all'interno di uno dei Magazzini Raccordati a fianco del Parco Goccia, fa parte di una vera e propria "stecca" di servizi dedicati al contrasto della marginalità sociale. Il ruolo del Centro Sammartini è strategico: gestisce l'invio nelle strutture di accoglienza, coordina le Unità Mobili presenti in città e collabora con i Centri Diurni convenzionati con il Comune di Milano, con le docce e le mense, presidia le Stazioni di Posta per l'assistenza alle persone senza dimora. Grazie al lavoro quotidiano di 32 operatori ed operatrici tra assistenti sociali, educatori, mediatori linguistico-culturali, consulenti legali e operatori sociali, il Centro registra ogni anno circa 10mila accessi, offrendo accoglienza, orientamento e beni di prima necessità.
Il Centro è composto da tre grandi ambienti privi di caratterizzazione cromatica, una sorta di "tela bianca" da ripensare e progettare. L'intervento di ColorAid si è concentrato quindi sulla progettazione del colore con una funzione identificativa e funzionale con l'obiettivo di creare un sistema cromatico utile a distinguere e riconoscere le diverse aree, migliorando la leggibilità degli spazi, la comunicazione interna e la qualità complessiva della permanenza. Un approccio che mira a rendere l'ambiente più accogliente e più esteticamente interessante, a beneficio sia degli utenti sia degli operatori che vi lavorano ogni giorno.
Alla riqualificazione hanno preso parte, anche quest'anno, gli studenti e le studentesse del Liceo scientifico Alessandro Volta, seguiti e affiancati da Giovanni Napolitano, responsabile di cantiere, e da squadre di artigiani specializzati. Alcuni disegni sui muri sono anche la rappresentazione dell'immaginario di questi giovani sul viaggio e sulla migrazione, sulla ricomposizione delle fratture e delle ferite, sulla speranza del superamento della marginalità e sul percorso di riscatto sociale.
«Anche quest'anno» sottolinea l'assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé «ColorAid contribuisce a dare nuova vita agli spazi di una struttura che svolge un ruolo cruciale di supporto e accoglienza per le persone più vulnerabili. Un intervento che ci ha aiutato a rendere più bello uno spazio pubblico che è anche luogo di lavoro per decine di operatori sociali che ogni giorno cercano di costruire una risposta appropriata per le persone in condizione di grave marginalità. La rinnovata collaborazione con il liceo Volta è in questa edizione ancora più importante perché gli studenti e le studentesse avranno la possibilità di confrontarsi con gli uomini e le donne che costituiscono la struttura pubblica deputata ad affrontare un fenomeno, quello dell'assenza di dimora, che avranno sicuramente avuto occasione di incrociare: fondamentale diventa allora raccontare e far conoscere gli interventi che la loro città mette in campo per contrastarlo e fornire aiuto a chi ha bisogno. Un'occasione per costruire consapevolezza e stimolare la partecipazione e la cittadinanza attiva».
«Dieci anni fa» dichiara Vieri Barsotti, editore e organizzatore «ColorAid è nato da un'intuizione: mettere le competenze del mondo del colore al servizio del sociale, creando valore non solo estetico ma umano e collettivo. In dieci anni abbiamo visto come la progettazione cromatica possa incidere concretamente sulla qualità degli spazi e dell'esperienza di chi li vive. Per il decimo anniversario abbiamo scelto il Centro Sammartini, un luogo importante per la città, ripensandone gli ambienti attraverso il colore come strumento professionale di orientamento, accoglienza e benessere».
L'inaugurazione del Centro riqualificato è stata l'occasione per presentare i dati definitivi del Piano Freddo, che si è chiuso lo scorso fine settimana. Da novembre, sono state circa 900 le persone transitate in via Sammartini per essere inviate nelle undici strutture di accoglienza emergenziali attivate nel corso dell'inverno. Si tratta per la maggior parte di persone incontrate per la prima volta (642).
«Anche quest'anno» commenta l'assessore Bertolé «la città ha messo in campo una risposta importante per andare incontro alle esigenze di chi non ha una casa e vive per strada. A tutti gli operatori e le operatrici del Centro Sammartini, a quelli che lavorano ogni notte sulle unità mobili o nei centri d'accoglienza, alle persone che si occupano della gestione delle docce, delle mense e dei centri diurni va il più sentito ringraziamento della città per un impegno senza sosta che ha cercato di andare oltre il muro di diffidenza e paura, di superare i primi fisiologici rifiuti per salvare ogni giorno vite umane. Purtroppo, ancora oggi, dobbiamo constatare che le politiche migratorie di questo Paese continuano a creare marginalità: la stragrande maggioranza delle persone incontrate arriva da un percorso migratorio ed è in attesa di poter fare la richiesta di permesso di soggiorno o di entrare nelle strutture di accoglienza statali. Una situazione a cui i comuni sono chiamati a far fronte, senza avere né le competenze né le risorse per farlo».
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