Non esiste un algoritmo per la poesia: all'Università Ca' Foscari il simposio internazionale "Adversarial Poetry" sui limiti dell'intelligenza artificiale
Il 1 e 2 ottobre studiosi da tutta Europa discutono della poesia come limite dell'intelligenza artificiale all'Università Ca' Foscari Venezia
Quale posto ha la poesia in un mondo dominato dall'automazione del linguaggio? Dal 1 all 2 ottobre l'Aula Baratto dell'Università Ca' Foscari Venezia ospita "Adversarial Poetry: Critical Humanities and the Limits of Artificial Intelligence" (dalle ore 10.00, evento aperto al pubblico previa registrazione), simposio internazionale organizzato dal progetto AIMODELS, finanziato dallo European Research Council (ERC) e coordinato da Matteo Pasquinelli, professore di Filosofia della scienza al Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali di Ca' Foscari e in collaborazione con la Fondazione Icaro.
Il simposio si ispira a una famosa frase di Umberto Eco, "non esiste un algoritmo per la metafora", e a una scoperta recente: le ricerche di Icaro Lab hanno dimostrato che i prompt in forma poetica riescono a eludere i sistemi di sicurezza dei grandi modelli linguistici, rivelando una funzione avversariale della poesia all'interno dei sistemi computazionali.
Questa non è una semplice scoperta tecnica, ma riconosce alle scienze umane un ruolo cruciale nello studio dell'IA e dei suoi limiti. Il simposio suggerisce un nuovo campo di ricerca e didattica, la cosiddetta AI literacy, che porta Ca' Foscari all'avanguardia nei dibattiti attuali.
Il programma si articola in quattro sessioni: linguistica computazionale, letteratura algoritmica, semiotica dell'IA e alfabetizzazione all'IA (AI literacy). Si apre con la keynote di Federico Pierucci e Marcantonio Bracale Syrnikov di Icaro Lab dal titolo Adversarial Poetry as a Safety Catastrophe in Large Language Models. Interverranno, tra gli altri, studiosi di Edimburgo, Goldsmiths, King's College London, Royal College of Art, Monash University Malaysia, Università di Pisa e della Biblioteca Nazionale di Norvegia. Il percorso attraversa un secolo di sperimentazione: dalla "scienza poetica" di Ada Lovelace ai formalisti russi, dalla teoria dell'informazione di Shannon alla poesia combinatoria e concreta.
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