A Bari si sono conclusi gli Autoimmune Liver Disease Days: due giornate tra ricerca, clinica e ascolto dei pazienti sulle malattie autoimmuni del fegato
IT-AILD al Policlinico Universitario di Bari il 20–21 febbraio 2026; il 21 febbraio in parallelo l’incontro AMAF “La Cura: Accogliere, Ascoltare, Assistere”
Si sono conclusi al Policlinico Universitario di Bari gli Autoimmune Liver Disease Days, due giornate di confronto dedicate alle malattie autoimmuni del fegato – tra cui epatite autoimmune, colangite biliare primitiva e colangite sclerosante primitiva – patologie rare, croniche e complesse con un impatto rilevante sulla qualità di vita.
Promosso dalla Italian Autoimmune Liver Disease Network (IT-AILD), il congresso (20–21 febbraio) ha riunito specialisti italiani e internazionali per un aggiornamento ad ampio raggio su immunologia epatica, linee guida internazionali, terapie innovative, gestione in età pediatrica e in gravidanza, qualità di vita e discussione di casi clinici, con un forte accento sul confronto multidisciplinare.
Nel corso dei lavori è stato ribadito il valore della rete IT-AILD nel favorire la traduzione dei progressi scientifici nella pratica clinica, sostenendo studi collaborativi su meccanismi di malattia, storia naturale, variabilità clinica, correlazioni genotipo-fenotipo e stratificazione del rischio. Un’attenzione specifica è stata inoltre richiamata allo sviluppo e all’armonizzazione dei Registri Nazionali dedicati alle principali patologie autoimmuni epatiche, considerati strumenti chiave per migliorare la qualità delle cure e promuovere una medicina sempre più personalizzata.
Tra i clinici e ricercatori citati nella rete figurano, tra gli altri, Pietro Invernizzi (Università degli Studi di Milano-Bicocca e IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza), Marco Carbone (Università degli Studi di Milano-Bicocca e ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano), Fabio Piscaglia (Università di Bologna e IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna), Antonio Moschetta (Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”) e Vincenza Calvaruso (Università di Palermo e AOU Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo).
«Nelle malattie autoimmuni del fegato la diagnosi precoce e la presa in carico nei centri esperti fanno la differenza - dichiara Pietro Invernizzi, coordinatore nazionale IT-AILD - «Con IT-AILD vogliamo trasformare i progressi della ricerca in percorsi di cura più omogenei, dati condivisi e scelte cliniche sempre più personalizzate per i pazienti».
«Siamo in una fase in cui, per la colangite biliare primitiva, l’obiettivo non è solo controllare la malattia ma modificare la traiettoria clinica - prosegue Kris Kowdley, direttore del Liver Institute Northwest di Seattle USA - «Le nuove terapie disease-modifying e un inquadramento più preciso del rischio ci permettono di intervenire prima e meglio, riducendo la probabilità di progressione».
«Ospitare a Bari gli Autoimmune Liver Disease Days significa mettere al centro un confronto concreto tra ricerca e pratica clinica - sottolinea Antonio Moschetta - «È un’occasione per far dialogare competenze diverse e rafforzare un approccio multidisciplinare, indispensabile per gestire queste patologie lungo tutto il percorso di cura».
In parallelo alle attività scientifiche, sabato 21 febbraio si è svolto l’evento promosso da AMAF – Associazione Malattie Autoimmuni del Fegato, “La Cura: Accogliere, Ascoltare, Assistere”, interamente dedicato ai pazienti e pensato come spazio di dialogo, condivisione e confronto diretto con gli specialisti. L’incontro ha affrontato anche aspetti spesso “invisibili” nella visita ambulatoriale: dall’accettazione della diagnosi alla convivenza con la cronicità, fino al valore dell’associazionismo e dell’alleanza medico-paziente, con una sessione di domande e risposte focalizzata su esigenze pratiche e cliniche.
«Per chi convive ogni giorno con una malattia cronica, “cura” significa anche accoglienza, ascolto e continuità - aggiunge Daniela Cavallaro, vicepresidente AMAF - «Il paziente esperto e i caregiver possono aiutare a dare voce ai bisogni reali e a costruire, insieme ai clinici, un’alleanza che migliori l’aderenza alle terapie e la qualità di vita».
Gli Autoimmune Liver Disease Days confermano la centralità di un lavoro integrato tra clinica, ricerca e comunità dei pazienti, con l’obiettivo comune di far avanzare conoscenza, accesso alle cure specialistiche e percorsi assistenziali coordinati a livello nazionale.
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