ChatGPT, istruzioni per l’uso: un’intera biblioteca a disposizione, ma ne leggiamo solo la copertina

Abbiamo analizzato per voi le istruzioni ufficiali di OpenAI e scoperto come pochi clic possano cambiare il modo in cui lavoriamo con l’IA

Novembre 3, 2025 - 14:28
Novembre 7, 2025 - 14:28
ChatGPT, istruzioni per l’uso: un’intera biblioteca a disposizione, ma ne leggiamo solo la copertina

Abbiamo analizzato per voi la guida ufficiale di OpenAI e la conclusione è netta: la differenza tra un uso generico e uno professionale dell’assistente sta tutta nelle impostazioni.
Piccoli accorgimenti su profilo, tono, privacy, memoria e modello possono trasformare ChatGPT da “giocattolo intelligente” a vero collaboratore strategico.

Profilo e contesto: il primo passo verso risposte su misura

OpenAI consente di fornire all’assistente informazioni personali e professionali – ruolo, strumenti, interessi, progetti, attraverso la sezione Impostazioni → Personalizzazione → Abilita personalizzazione.

Non è un dettaglio marginale: se ChatGPT sa che un utente è, per esempio, un “innovation manager nel settore fintech”, le risposte diventano più precise, aderenti al linguaggio del settore e alle esigenze reali.
Lo confermano anche analisi indipendenti come quella di Descript (“Mastering ChatGPT’s Custom Instructions”, 2024), secondo cui la personalizzazione riduce del 40% la necessità di riformulare i prompt.


Tono, stile e chiarezza: il potere delle istruzioni

Il campo “Come vuoi che ChatGPT risponda?” permette di definire tono, formato e approccio.
Preferite risposte sintetiche, elenchi puntati o uno stile conversazionale con domande di conferma? Basta indicarlo.
In ambienti aziendali, specificare che l’IA deve “chiedere chiarimenti prima di proporre soluzioni” aumenta la precisione operativa di oltre il 20%, secondo un report interno pubblicato da OpenAI Developer Docs nel 2024.


Privacy: sicurezza prima di tutto

Per impostazione predefinita, OpenAI può utilizzare le conversazioni per addestrare modelli futuri. Chi gestisce dati riservati o progetti proprietari dovrebbe disattivare l’opzione “Migliora il modello per tutti” nella sezione Impostazioni → Controlli dati.

L’argomento è tutt’altro che teorico: nel 2024 il Garante per la privacy italiano ha inflitto a OpenAI una multa di 15 milioni di euro per violazioni legate alla trasparenza e alla raccolta dei dati degli utenti.
Un promemoria importante: l’intelligenza artificiale non è un social network, e la protezione dei dati è parte integrante della competenza digitale.


Memoria: utile, ma da gestire con cura

La funzione “Memoria” consente a ChatGPT di ricordare dettagli da conversazioni precedenti, migliorando la continuità delle risposte. Tuttavia, può accumulare informazioni obsolete o sensibili.
Meglio revisionare periodicamente o cancellare i dati tramite Impostazioni → Personalizzazione → Gestisci memorie.

Una recente ricerca pubblicata su arXiv dalla Cornelle Unviersity mostra che gli utenti percepiscono le conversazioni con ChatGPT come più sensibili di email o social media, ma solo il 22% modifica regolarmente le impostazioni di privacy e memoria.


Tema, voce e modello: l’esperienza conta

Cambiare tema o voce non è solo una questione estetica. Una UI più piacevole e una voce più adatta al proprio ritmo di lavoro migliorano la concentrazione e la durata media delle sessioni.

Attivando “Mostra modelli aggiuntivi” in Impostazioni → Generale, si può scegliere tra modelli più rapidi o più analitici, a seconda del compito.
Molti professionisti notano che la modalità Standard esegue comandi pratici in modo più affidabile della “Advanced”, smentendo l’idea che “più sofisticato sia sempre meglio”.


Chi padroneggia le impostazioni, padroneggia l’IA

Le impostazioni di ChatGPT sono strumenti di controllo, sicurezza e produttività.

Tra personalizzazione, protezione dei dati e ottimizzazione del modello, emerge un principio semplice ma cruciale: la vera potenza dell’AI, sta nella disciplina digitale di chi la guida.

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Redazione Italia24 News