Mercati del lavoro stabili, la priorità è colmare il divario di competenze tra generazioni e settori

Secondo i rapporti International Labour Organization (ILO) e Organisation for Economic Co‑operation and Development (OECD), i tassi d’occupazione sono ai massimi, ma le sfide della formazione, dell’invecchiamento della forza lavoro e delle competenze rimangono aperte

Ottobre 16, 2025 - 22:52
Novembre 6, 2025 - 22:52
Mercati del lavoro stabili, la priorità è colmare il divario di competenze tra generazioni e settori

Il mondo del lavoro mostra segnali di tenuta, ma anche alcune crepe che iniziano a emergere dopo la ripresa post-pandemica. Il rapporto della International Labour Organization (ILO), World Employment and Social Outlook: Trends 2025, stima per quest’anno una crescita dell’occupazione intorno all’1,5%, con la creazione di circa 53 milioni di nuovi posti di lavoro, sette milioni in meno rispetto alle previsioni di inizio anno.

L’ILO segnala che i mercati occupazionali restano complessivamente resilienti, sostenuti dalla domanda di servizi e dalle nuove economie digitali, ma il ritmo di creazione dei posti di lavoro sta rallentando in molte aree del mondo. Le disuguaglianze restano marcate: la disoccupazione giovanile supera il 20% in numerosi Paesi a medio reddito, e le donne continuano a incontrare maggiori ostacoli di accesso e retribuzione.


L’occupazione ai massimi nei Paesi OCSE

Secondo i dati più recenti dell’Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD), la situazione appare più favorevole nei Paesi industrializzati. Nel secondo trimestre del 2025, il tasso medio di occupazione nella fascia 15-64 anni ha raggiunto il 70,3%, un livello record nella storia dell’organizzazione. 

La partecipazione alla forza lavoro si attesta al 74,1%, sostenuta da un aumento dell’occupazione femminile e dal prolungamento della vita lavorativa. Tuttavia, i salari reali restano sotto pressione a causa dell’inflazione, e la produttività cresce lentamente: due elementi che rischiano di limitare il potere d’acquisto e la qualità dell’occupazione nel medio periodo.

L’OECD, nel suo Employment Outlook 2025, richiama l’attenzione su un rischio emergente: l’invecchiamento della forza lavoro. Nei Paesi europei, oltre il 20% dei lavoratori ha più di 55 anni, e il ricambio generazionale è rallentato da carenze di manodopera qualificata e percorsi formativi non sempre aggiornati alle nuove tecnologie.


Formazione e competenze: la chiave per la competitività futura

Il nodo cruciale resta la formazione. L’OECD, nel rapporto Empowering the Workforce in the Context of a Skills-First Approach, sottolinea la necessità di adottare un approccio “skills-first”, che valorizzi le competenze reali dei lavoratori più che i titoli accademici.

L’analisi evidenzia che la mismatch di competenze — la distanza tra le competenze richieste dal mercato e quelle effettivamente possedute — colpisce circa un terzo della forza lavoro nei Paesi OECD. In Italia, questo squilibrio è ancora più marcato, specialmente nei settori tecnologici e dell’industria digitale.

Le politiche pubbliche, quindi, devono puntare su formazione continua, riqualificazione professionale e integrazione tra scuola, università e imprese. L’obiettivo è costruire un sistema capace di accompagnare i lavoratori lungo tutto l’arco della carriera, riducendo il rischio di esclusione nei momenti di transizione economica.

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Redazione Italia24 News