BookCity Milano 2025: Dal 10 al 16 novembre la quattordicesima edizione della manifestazione dedicata al libro e alla lettura

Il potere delle idee / Le idee del potere: Milano si fa laboratorio del pensiero: oltre 1300 eventi, migliaia di voci e un’unica domanda: può la cultura ancora incidere sul potere, o è il potere a plasmare le idee?

Novembre 8, 2025 - 18:52
Novembre 8, 2025 - 19:07
BookCity Milano 2025: Dal 10 al 16 novembre la quattordicesima edizione della manifestazione dedicata al libro e alla lettura
©elenadivincenzo ufficio stampa BookCity Milano

Ogni novembre, Milano si trasforma in una costellazione di parole. Le librerie diventano piazze, i teatri si aprono come volumi da sfogliare, le biblioteche si moltiplicano nei cortili dei condomìni e nei luoghi più impensati della città. È la settimana di BookCity Milano, la manifestazione dedicata al libro e alla lettura che, dal 2012, ha assunto il ruolo di vero e proprio termometro del pensiero italiano contemporaneo.

Nel 2025, la manifestazione compie quattordici anni e si presenta con un tema che, più di altri, sembra intercettare le tensioni del nostro tempo: “Il potere delle idee / Le idee del potere.” Una formula bifronte, quasi un ossimoro, che rivela fin dal titolo la volontà di interrogare i rapporti, spesso instabili e ambigui, tra cultura e autorità, tra parola e influenza, tra libertà intellettuale e consenso.

Il contesto non potrebbe essere più fertile. Viviamo in un’epoca in cui il potere si manifesta con volti sempre più mutevoli: mediatico, algoritmico, politico, psicologico. Eppure, come suggerisce la citazione di H. G. Wells che apre il comunicato ufficiale, “La storia umana è, in sostanza, una storia di idee”, la sfida di BookCity Milano è quella di restituire alle idee il loro ruolo originario: non strumenti di dominio, ma forze di trasformazione.

Dal 10 al 16 novembre 2025, la città ospiterà 1359 eventi, 2715 protagonisti, 403 sedi distribuite nei nove municipi e persino oltre i confini comunali, in un abbraccio che coinvolge anche Como, Cremona, Lodi, Monza, Pavia e Sondrio. È un’espansione simbolica e geografica: la cultura come infrastruttura civile, la lettura come forma di cittadinanza.

Dietro la manifestazione, come ogni anno, si muove la rete istituzionale che ne ha fatto un modello europeo: il Comune di Milano e la Fondazione BookCity Milano, sostenuta dalle grandi fondazioni editoriali (Corriere della Sera, Feltrinelli, Mondadori, Mauri, AIE). Ma più ancora delle firme e dei loghi, è l’anima della città a fare la differenza: la sua capacità di farsi laboratorio, di generare conversazioni, di trasformare la parola in esperienza condivisa.

Il tema: una doppia direzione del pensiero

“Il potere delle idee / Le idee del potere” è il tema che da un lato esplora il potere creativo e sovversivo delle idee, capaci di cambiare la percezione del mondo; dall’altro, le idee che si fanno potere, quando diventano dottrina, ideologia, dogma. In questo cortocircuito concettuale si inserisce la riflessione collettiva proposta da BookCity: un viaggio dentro le contraddizioni del nostro tempo, in cui il pensiero critico rischia di essere inghiottito dal rumore di fondo, e la cultura deve tornare a essere gesto di libertà.

Le quattro parole chiave che articolano il programma, possibilità, fragilità, opportunità, minacce, tracciano altrettanti percorsi di senso, ciascuno ispirato a un verso di una poetessa del Novecento: Patrizia Cavalli, Alda Merini, Amelia Rosselli e Goliarda Sapienza. Non semplici citazioni, ma coordinate etiche e poetiche per attraversare il presente.

Nel mondo di oggi, in cui la tecnologia amplifica ogni voce ma riduce la capacità di ascolto, BookCity tenta un esperimento controcorrente: restituire lentezza, profondità, dialogo. Gli incontri dedicati alla politica e alla geopolitica si affiancano a riflessioni su fede e spiritualità, adolescenza e amore, sport e ambiente, come in un mosaico in cui ogni tessera è parte del racconto collettivo.

Il cartellone dell’edizione 2025 passa dal conferimento del Sigillo della Città a Colum McCann, che aprirà la manifestazione al Teatro Dal Verme con la giornalista Cecilia Sala, fino all’incontro di chiusura tra Javier Cercas e Vito Mancuso sulla “religiosità in un mondo senza Dio”. Due estremi che definiscono un arco simbolico: dall’empatia narrativa alla ricerca di un’etica laica, dal bisogno di raccontare la realtà al bisogno di dare senso al vuoto.

La serata inaugurale, condotta da Giovanna Zucconi, con un intermezzo musicale del pianista Enrico Zanisi promette di essere uno di quei momenti in cui Milano si riconosce come capitale culturale: non per l’ostentazione, ma per la densità delle sue domande.

Milano come laboratorio civile

BookCity è, da sempre, un riflesso della città che la ospita. Milano, metropoli delle contraddizioni, è insieme capitale dell’industria e della creatività, del consumo e della riflessione. In questo spazio complesso, la cultura assume un valore politico: non un lusso, ma un servizio pubblico.

Nel 2025, la città si estende letteralmente oltre se stessa. Le librerie coinvolte sono 52, le biblioteche 62 – di cui 14 “di condominio” – segno di una rete culturale diffusa, che porta la lettura nei cortili, nei quartieri periferici, nei luoghi dell’abitare quotidiano. È una forma di “urbanesimo letterario”: leggere come gesto di prossimità, come modo per ridisegnare la geografia affettiva della città.

Non è un caso che l’UNESCO abbia riconosciuto Milano come Città Creativa per la Letteratura. In questo contesto, BookCity diventa non solo un festival, ma una piattaforma permanente di scambio. Ogni anno, una città gemellata viene invitata a partecipare: nel 2025 sarà Göteborg, rappresentata dalle autrici Elisabeth Åsbrink e Lydia Sandgren, che porteranno la voce della letteratura svedese contemporanea in dialogo con il pubblico milanese.

Tra gli eventi più attesi c’è Odissea. Il più bel romanzo del mondo, reading-spettacolo con Anna Bonaiuto e Nicola Gardini al Piccolo Teatro Grassi, che anticipa la manifestazione. È un ritorno alle origini della narrazione: la parola detta, condivisa, musicale.

E poi i grandi dialoghi sul potere e sul linguaggio: Antonio Scurati e Giuseppe Antonelli al Teatro Franco Parenti, Gianrico Carofiglio al Piccolo Teatro Grassi, Aldo Cazzullo e Alessandro Barbero dedicati a San Francesco, Gad Lerner all Feltrinelli per un Dialogo sull’ebraismo al tempo della guerra.

Non mancano le voci femminili, che quest’anno attraversano la manifestazione con una presenza forte e trasversale: Michela Marzano, Lucia Pescador, Silvia Bencivelli, Olimpia Zagnoli, Chiara Alessi, in una costellazione di incontri che riflettono sul potere della creatività come atto di resistenza.

Il programma è così denso che leggerlo somiglia a sfogliare un’enciclopedia del presente. Ogni voce, ogni evento, si colloca dentro una visione più ampia: raccontare come le idee e i libri possano ancora incidere sul reale.

BookCity Università: il sapere come dialogo  

Con oltre novanta appuntamenti e quattordici tra università e accademie coinvolte, BookCity Università 2025 si conferma uno dei cuori pulsanti della manifestazione, luogo in cui il sapere si apre al dialogo, alla città e alle sue contraddizioni.

L’apertura, il 10 novembre presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, affronta il rapporto tra fede e potere con l’Arcivescovo Mario Delpini, Pierangelo Sequeri e Cristina Pasqualini.
Nella stessa giornata, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca presenta Inumana, melologo di Rossella Spinosa e Laura Silvia Battaglia, mentre l’Università Vita-Salute San Raffaele e il SAE Institute esplorano rispettivamente le reazioni al razzismo e il ruolo dei media come strumenti di potere.

L’11 novembre, l’Università IULM – Libera Università di Lingue e Comunicazione ospita Sofia Gnoli, Vincenzo Trione e Alessandro Michele per un dialogo su La vita delle forme, mentre l’Università degli Studi di Milano-Bicocca accoglie Le parole sono come uno sciame d’api, incontro curato da Loredana Lipperini con Vera Gheno e Chiara Volpato.

Il 12 novembre, l’Università degli Studi di Milano ospita la tavola rotonda Spiritualità, arte e infinito con Michelangelo Pistoletto, Marina Brambilla e Antonio Spadaro.
Sempre il 12, l’Università Vita-Salute San Raffaele propone La regola del potere con Lucio Caracciolo e Ferruccio de Bortoli, mentre Valentina Mastroianni dialoga con Isabella Barajon della Humanitas University su La storia di Cesare.
Nella stessa giornata, il Laboratorio della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori ospita un ulteriore confronto a cura della San Raffaele con Adriano Fabris, Maurizio Ferrera e Roberto Mordacci, dedicato ai conflitti e ai rapporti di forza nella società contemporanea.

Il 13 novembre, la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti esplora il potere dell’immaginario, mentre l’Accademia di Belle Arti di Brera affronta il tema del Nord come confine e prospettiva. Alla Libreria Egea si tiene una riflessione su istituzioni, comunità e territori.

Il 14 novembre, l’Istituto Marangoni propone Leadership e potere di influenzare; l’Accademia di Belle Arti di Brera dedica un incontro a Storia e potere; il Collegio di Milano ospita un dialogo sulla Democrazia liberale; e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca conclude la giornata con una riflessione sulla flânerie come metodo di lettura del territorio.

La settimana si chiude al Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi di Milano, con due eventi: Il potere della musica, la musica del potere e la maratona concertistica SHOW…stakovic.

Completano il programma il Politecnico di Milano, che presenta un incontro sugli architetti italiani in Argentina tra Ottocento e Novecento, e la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano, che propone Libri e autori dal mondo veterinario e un approfondimento breriano sulle rappresentazioni botaniche.

BookCity per il Sociale: la letteratura come cura

C’è poi l’anima più silenziosa ma più radicale della manifestazione: BookCity per il Sociale. È qui che la parola si fa gesto, che la lettura diventa pratica di solidarietà.

Nel 2025 il progetto raggiunge una rete impressionante di luoghi: carceri, ospedali, case d’accoglienza, biblioteche di prossimità, case delle associazioni. È la letteratura che entra dove di solito non arriva: nelle celle, nei reparti, nei centri di accoglienza, nelle periferie.

Nelle carceri di San Vittore, Opera, Bollate, ICAM e Beccaria si parlerà di scrittura come libertà. Autori come Kader Abdolah e Sebastiano Mauri porteranno le loro storie ai detenuti e alle detenute, intrecciando narrazione e testimonianza.
Negli ospedali, la lettura diventa strumento terapeutico: nei reparti del Gruppo San Donato e dell’Istituto Neurologico Besta, volontari e scrittori condividono testi e laboratori di poetry therapy.

È il caso di Tracce poetiche di cura, un progetto che unisce poesia e medicina grazie al lavoro di Antonetta Carrabs e dei giovani delle comunità di Carate. E ancora, Di che pianeta sei?, iniziativa della Fondazione Amplifon, che vede anziani e studenti leggere insieme Il piccolo principe in una performance corale che annulla le distanze generazionali.

Persino l’Unità Mobile Notturna di Ronda, che distribuisce beni di prima necessità alle persone senza fissa dimora, partecipa alla settimana del festival portando – insieme al cibo e alle coperte – libri. È un gesto semplice ma rivoluzionario: il libro come diritto, la parola come bene primario.

In un’epoca di disuguaglianze crescenti, BookCity per il Sociale rappresenta una forma di resistenza civile. È qui che la cultura dimostra la sua potenza politica: non quella che comanda, ma quella che include.

BookCity per le Scuole: plasmare il futuro

Non meno importante è la sezione dedicata alle scuole, vero vivaio della manifestazione.
BookCity per le Scuole non si limita a portare scrittori in aula: costruisce percorsi che fanno della lettura un atto di partecipazione. Nel 2025, il programma è dedicato a tre parole-chiave: immaginazione, memoria, responsabilità.

Uno dei progetti più attesi è Cartaceo#07 – Come lumache sul muretto, una performance collettiva curata da Andrea Pennacchi con illustratori come Grazia La Padula e Elisa Talentino, dedicata al centenario di Ossi di seppia. È una lezione sulla lentezza e sull’ascolto: le lumache del titolo non sono lente per difetto, ma per scelta.

Ci sono poi laboratori dedicati a Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri, percorsi sull’etica del linguaggio e sul mestiere di raccontare.
Particolarmente innovativo è BCZeta, il laboratorio di autogestione culturale in cui gli studenti organizzano un mini-festival autonomo: scelgono i temi, invitano gli autori, gestiscono la comunicazione. È un esperimento di democrazia culturale, una scuola di libertà.

Infine, la collaborazione tra la Scuola per Librai Mauri e il Liceo Carducci rinnova il progetto PCTO, avvicinando le nuove generazioni al mondo dell’editoria. Perché il libro, prima ancora che un oggetto, è un mestiere, un orizzonte, una possibilità di lavoro.

Il territorio si allarga: da Milano alle città lombarde

Negli ultimi anni, BookCity ha oltrepassato i confini del capoluogo lombardo, e nel 2025 il processo di diffusione culturale si completa.
Oltre a Milano, la manifestazione si estende a Como, Cremona, Lodi, Monza, Pavia e Sondrio, in una sorta di federazione letteraria che abbraccia l’intera regione. È un movimento centrifugo e centripeto allo stesso tempo: la cultura parte da Milano, ma ritorna a Milano arricchita dai suoi dintorni.

Tra le iniziative simboliche spicca il VespaTour, un viaggio itinerante in collaborazione con Fondazione Mondadori e StreetLib: un libraio in Vespa – Fabio Mendolicchio – porta libri e autori nelle piazze lombarde, da Pavia a Cremona. È un’immagine perfetta per sintetizzare lo spirito di BookCity: la leggerezza del gesto unita alla serietà della missione.

Il potere delle idee

Alla fine, dopo centinaia di incontri e migliaia di parole, resta la domanda iniziale: qual è, davvero, il potere delle idee?

Forse non quello di cambiare il mondo in modo immediato, ma quello, più profondo e duraturo, di cambiare la percezione del mondo e di farci vedere ciò che altrimenti resterebbe invisibile.

BookCity Milano 2025, con la sua mole di eventi e di pensieri, dimostra che le idee non sono mai neutre: possono essere strumenti di potere, ma anche antidoti al potere. Dipende da come le usiamo, da come le condividiamo, da quanto siamo disposti a metterci in gioco.

Milano, con la sua energia ha trovato nella cultura una necessità civile e forse è questo, oggi, il vero potere delle idee: quello di creare comunità.

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Redazione Italia24 News